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OGNI SETTIMANA IL MEGLIO DEI GIORNALI DI TUTTO IL MONDO

N.
CARTA WEB TABLET SMARTPHONE
Juan Villoro Yu Hua Vladimir Sorokin Jhumpa Lahiri
In nome dei soldi
SPAGNA
Utopia andalusa
SCIENZA
La trappola
evolutiva
UCRAINA
Una tregua fragile
Sempre pi spesso le multinazionali portano in tribunale gli stati. Vogliono leggi
che non ostacolino i loro afari o risarcimenti miliardari. E vincono sempre
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Internazionale 1048 | 24 aprile 2014 3
Sommario
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La settimana
24/30 aprile 2014 Numero 1048 Anno 21
Inverosimile
ucrAiNA
14 Un accordo
precario
The Guardian
AfricA e medio
orieNte
20 Algeria
Le Quotidien
dOran
22 Sud Sudan
Radio Tamazuj
Americhe
24 Brasile
Financial Times
AsiA e pAcifico
26 Corea del Sud
Hankyoreh
visti
dAgli Altri
30 I tentacoli
della mafa
in Europa
The New York
Times
spAgNA
46 Utopia
andalusa
Libration
irAq
50 Prigionieri
di Baghdad
Financial Times
scieNzA
58 La trappola
evolutiva
New Scientist
AtlANte
60 Crimini
ambientali
Cartografare
il presente
portfolio
62 La citt
dei campioni
Francesco Alesi
ritrAtti
68 Michael
Correia
The Washington
Post
viAggi
70 Una vita
in vacanza
The New York
Times
grAphic
jourNAlism
72 Parigi
Chantal
Montellier
letterAturA
74 Luminosa
nostalgia
El Espectador
pop
86 Una
rivoluzione
che non abbatte
i monumenti
Vladimir Sorokin
93 Il riparo fragile
Jhumpa Lahiri
scieNzA
94 Il ritorno del
piccolo mostro
Le Monde
ecoNomiA
e lAvoro
100 La donna
che ha pagato
per la crisi
fnanziaria
Financial Times
cultura
76 Cinema, libri,
musica, video,
arte
Le opinioni
21 Amira Hass
34 Juan Villoro
36 Yu Hua
78 Gofredo Fof
80 Giuliano Milani
84 Pier Andrea
Canei
86 Christian
Caujolle
91 Tullio De Mauro
101 Tito Boeri
iN copertiNA
In nome dei soldi
Sempre pi spesso le multinazionali portano in
tribunale gli stati. Vogliono leggi che non ostacolino i
loro afari o risarcimenti miliardari. E vincono
sempre. Larticolo di Die Zeit (p. 38). Illustrazione di
Derek Bacon.

JuanVilloro YuHua VladimirSorokin JhumpaLahiri
Innomedei soldi
Utopiaandalusa
Latrappola
evolutiva
Unatreguafragile
Sempre pi spesso le multinazionali portano in tribunale gli stati. Vogliono leggi
che non ostacolino i loro afari o risarcimenti miliardari. E vincono sempre
El Espectador Fondato nel 1887, il pi antico quotidiano colombiano. Pubblicava gli articoli di Gabriel Garca Mrquez. Larticolo a pagina 74 uscito il
18 aprile 2014 con il titolo La luminosa nostalgia de Garca Mrquez. Slon un sito russo di politica ed economia. Larticolo a pagina 16
uscito il 18 aprile 2014 con il titolo enevskaja deklaratsia i razbitie okna Donetska. Die Zeit un settimanale tedesco. Larticolo a pagina 38
uscito il 27 febbraio 2014 con il titolo In Namen des Geldes. Internazionale pubblica in esclusiva per lItalia gli articoli dellEconomist.
le principali fonti di questo numero
Ci sono cose il cui valore dipende dal desiderio
juAN villoro, pAgiNA
Articoli in formato
mp3 per gli
abbonati
Poco tempo fa, svegliandomi nel mio letto in
Messico, lessi su un giornale che avevo tenuto una
conferenza di letteratura il giorno prima a Las
Palmas di Gran Canaria, dallaltra parte
delloceano, e lo zelante corrispondente aveva
fatto non solo una cronaca dettagliata della
cerimonia, ma pure una sintesi molto suggestiva
della mia esposizione. Tuttavia, il fatto per me pi
lusinghiero fu che gli argomenti dellintervento
erano molto pi intelligenti di quel che mi sarebbe
potuto venire in mente, e il modo in cui erano
esposti era molto pi brillante di come io ne sarei
stato capace. Cera solo un errore: io non mi ero
trovato a Las Palmas n il giorno prima n nei
ventidue anni precedenti, e non avevo mai tenuto
una conferenza su un qualche argomento in
qualche parte del mondo. Accade spesso che si
annunci la mia presenza in luoghi dove non mi
trovo. (...) La colpa non di nessuno, perch esiste
un altro io che gira libero per il mondo, senza
controllo di alcun genere, facendo tutto quel che
uno dovrebbe fare e che non osa. Laltro io non mi
incontrer mai, perch non sa dove abito, n come
sono, n potrebbe immaginare che siamo tanto
diversi. Continuer a godersi la sua esistenza
immaginaria, abbagliante ed estranea, col proprio
yacht, con laereo privato e i palazzi imperiali dove
fa fare il bagno nello champagne alle sue amanti
dorate e sconfgge a suon di cazzotti i principi suoi
rivali. Continuer a nutrirsi della mia leggenda,
ricco fno allinverosimile, giovane e bello per
sempre e felice anche nelle lacrime, mentre io
continuo a invecchiare senza rimorsi davanti alla
macchina da scrivere, estraneo ai suoi deliri e ai
suoi spropositi, cercando ogni sera gli amici di
tutta la vita per farci la solita bevuta e rimpiangere
sconsolati lodor di guayaba. Perch la cosa pi
ingiusta questa: che laltro quello che si gode la
fama, mentre io sono quello che si frega vivendo.
Gabriel Garca Mrquez, Il mio altro io, da Taccuino
di cinque anni (Mondadori 1994).
Giovanni De Mauro
Immagini
I sopravvissuti
Corea del Sud
16 aprile 2014
La guardia costiera sudcoreana soccor-
re i passeggeri del traghetto Sewol, af-
fondato al largo dellisola di Jindo. Lin-
cidente avvenuto probabilmente a
causa di una manovra sbagliata mentre
al timone non cera il comandante. A
bordo del Sewol cerano 476 passeggeri,
soprattutto studenti delle scuole supe-
riori, e solo 176 sono stati messi in salvo.
Limmagine tratta da un video della
guardia costiera. (Yonhap/Ap/Lapresse)
Immagini
Boston corre ancora
Boston, Stati Uniti
21 aprile 2014
I partecipanti alla 118
a
maratona di Bo-
ston alla fne della corsa. Il 15 aprile 2013
due bombe artigianali esplosero duran-
te la gara uccidendo tre persone e feren-
done 264. Nel primo anniversario
dellattentato, la citt ha ricordato le vit-
time con una cerimonia ufciale e una
serie di eventi e mostre. Il processo con-
tro Dzhokhar Tsarnaev, 20 anni, presun-
to autore dellattentato, comincer a
novembre. Su di lui pendono trenta capi
daccusa. Foto di Jared Wickerham (Getty
Images)
Immagini
Sotto i ferri
Sumatra, Indonesia
16 aprile 2014
Un orango maschio di quattordici anni
viene curato da un veterinario nella sala
operatoria del Sumatran orangutan
conservation programme center. Lani-
male stato ferito da colpi di arma da
fuoco, in una foresta del distretto di
Langkat. Nel centro sono stati curati pi
di duecentottanta oranghi, feriti dai
bracconieri, e oltre duecento sono stati
reinseriti nel loro habitat naturale. La
popolazione di questi primati sta dimi-
nuendo rapidamente a causa della di-
struzione delle foreste, abbattute per
essere trasformate in piantagioni di pal-
me da olio. Foto di Sutanta Aditya (Afp/
Getty Images)
10 Internazionale 1048 | 24 aprile 2014
Posta@internazionale.it
Incendio
a Valparaso

u La foto di Valparaso e larti-
colo a pagina 21 (Internazionale
1047) sono davvero forti perch,
anche se si tratta di uno scenario
lontano, fanno capire quanto sia
travolgente la forza incontrolla-
ta della natura. Dovrebbero far-
ci rifettere su quello che suc-
cesso nel nostro paese, per
esempio allAquila. Bacone di-
ceva che alla natura si coman-
da solo ubbidendole. La ce-
mentifcazione selvaggia e in-
controllata dovrebbe lasciar po-
sto a unetica nuova, per salva-
guardare lambiente e gli esseri
umani.
Luciano

La prigione
del passato

u Gli articoli sul Ruanda sono
importantissimi, ma quello che
pi mi ha colpito (direi folgora-
to) il progetto realizzato da
Pieter Hugo (Internazionale
1046): sono stato non so quanto
tempo a fssare negli occhi Go-
defroid ed Evasta a pagina 37 e
a leggere e rileggere la didasca-
lia della foto. Lavori cos diretti
e toccanti servono a farci cre-
scere come persone e infondo-
no fducia. In questi mesi mi sto
impegnando in un progetto con
il carcere di Bollate e il sistema
bibliotecario milanese. Il mio
gruppo organizzer una biblio-
teca vivente sul tema del carce-
re e della detenzione. An-
che questo vuole essere un la-
voro diretto e toccante: spero
che permetta di superare i pre-
giudizi e alimenti la fducia nel-
le persone, anche in quelle che
hanno sbagliato.
Cristian

Nel bene e nel male

u da un mesetto che compro
Internazionale e ogni settimana
apprezzo sempre di pi la scelta
degli articoli che traducete. Per
esempio Il papa si unisce ai
preti antimafa (Internaziona-
le 1047). Di sicuro qualcuno
non apprezzer la critica stra-
niera o lessere associati alla
mafa in quanto italiani, ma
quanto bello come articolo? A
proposito, forse sono lunico
vostro lettore che non va pazzo
per Jhumpa Lahiri: mi dispiace,
una brava scrittrice, ma...
Arcangelo

u Sia io (19 anni) che mio fratel-
lo (25) non possiamo fare a me-
no dei vostri articoli e litighiamo
su chi legge per primo Interna-
zionale. Grazie perch scegliete
articoli su argomenti che pur-
troppo sono poco trattati (per
esempio il Ruanda) con grande
cognizione di causa. Sicuramen-
te rinnoveremo labbonamento!
Ps: adoro Amira Hass e Jhumpa
Lahiri!
Susanna

Errata corrige
u Nel numero 1046 di Interna-
zionale, a pagina 90, il gruppo
musicale si chiama Monaci del
Surf e non I Monaci del Surf; nel
numero 1047, il titolo del libro di
Jan Peter Bremer citato a pagina
75 Linvestitore americano e non
Linvestigatore americano.
PER CONTATTARE LA REDAZIONE
Telefono 06 441 7301
Fax 06 4425 2718
Posta viale Regina Margherita 294,
00198 Roma
Email posta@internazionale.it
Web internazionale.it
Mio fglio diventato
maggiorenne ma non ha
intenzione di votare alle
europee. Mi chiedo come
convincerlo a cambiare
idea.Lele
prima di tutto un problema
det: non avendo conosciuto
le glorie sanremesi della for-
zista Iva Zanicchi, a tuo fglio
non viene la pelle doca ogni
volta che lei urla: Prendi
questa mano, zingaraaa!. E
non ricorda neanche lepoca
doro di Ok, il prezzo giusto: i
sostenitori della Zanicchi che
ai comizi gridano cen-to!
cen-to! cen-to! gli sembre-
ranno pazzi. Stessa cosa per il
candidato Fabrizio Bracco-
nieri: questo nome non dice-
va nulla a nessuno, me com-
preso. Ma, a diferenza di tuo
fglio, quando ho scoperto
che si trattava di Bruno Sac-
chi dei Ragazzi della terza C
sono stato assalito dallirre-
frenabile voglia di correre alle
urne. Inoltre presumo che tuo
fglio non sia gay, altrimenti
non capisco perch non voti
Alessandro Cecchi Paone,
che si batte da anni per i dirit-
ti degli omosessuali portando
voti al partito che si batte da
ancora pi anni per non rico-
noscerli. Se poi tuo fglio non
tifa n Milan n Fiorentina
comprensibile che non voglia
mandare a Strasburgo lo sto-
rico portiere Giovanni Galli,
per non sano che un ragaz-
zo della sua generazione non
voti lex tronista di Uomini e
donne Ylenia Maria Citino.
Tuo fglio non ha ancora in-
contrato il candidato giusto,
ma se lo tieni qualche giorno
incollato alla tv forse trover
lattore, la valletta o il tronista
degno della sua fducia.
Claudio Rossi Marcelli
un giornalista di Internazio-
nale. Risponde allindirizzo
daddy@internazionale.it
Dear Daddy
Onorevoli vip
Legge
e diritto
Le correzioni
u La traduzione in italiano
dellespressione inglese inter-
national law non legge in-
ternazionale (Internazionale
1046, pagina 26), ma diritto
internazionale, ci scrive Ce-
sare Pitea, che insegna diritto
internazionale alluniversit
di Parma. Il termine inglese
law, infatti, indica quello che
nella teoria del diritto si def-
nisce diritto in senso oggetti-
vo: linsieme delle norme giu-
ridiche che compongono un
ordinamento (per esempio il
diritto italiano) o un suo setto-
re (il diritto civile, il diritto del
lavoro, eccetera). Invece il di-
ritto in senso soggettivo, cio
una posizione giuridica attiva
conferita in un ordinamento a
un certo soggetto (il diritto di
propriet, il diritto alla vita,
eccetera), in inglese si chiama
right. La legge, intesa come at-
to normativo scritto, generale
e astratto, emanato dal legi-
slatore, in inglese si chiama
act o statute. Quindi, spiega
ancora il nostro lettore, se
traduco con legge internazio-
nale linglese international
law induco nel lettore lidea
che esista un legislatore inter-
nazionale, unautorit supe-
riore agli stati che ha il potere
di vincolarne la condotta. Al
contrario, lordinamento in-
ternazionale caratterizzato
proprio dallassenza di un legi-
slatore. Il suo diritto scaturi-
sce o dallaccordo tra stati o
dalla consuetudine.
Giulia Zoli una giornalista
di Internazionale. Lemail
di questa rubrica
correzioni@internazionale.it
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Internazionale 1048 | 24 aprile 2014 13
Editoriali
I quattro giornalisti francesi rapiti in Siria sono
stati liberati. una splendida notizia, ma il sollie-
vo per la loro liberazione non deve farci dimenti-
care il motivo che li ha spinti ad andare in Siria:
raccontare, nonostante la doppia minaccia del
regime di Bashar al Assad e dei jihadisti dello Sta-
to islamico dellIraq e del levante, il pi barbaro
confitto del ventunesimo secolo.
Oggi lecito parlare di guerra civile, ma non si
pu ignorare che tutto cominciato tre anni fa
con una rivoluzione pacifca, repressa nel sangue.
Il regime della famiglia Assad ha preferito colpire
la sua popolazione con pallottole e bombe piutto-
sto che rinunciare a una minima parte del suo
potere. Ai siriani non stato risparmiato nulla:
tortura di massa, missili Scud, barili esplosivi, ar-
mi chimiche e perfno la fame. Secondo le stime
pi contenute le vittime sono circa 150mila. Qua-
si tre milioni di siriani, su una popolazione di 22
milioni, sono scappati allestero. Ma la comunit
internazionale non riuscita a far nulla per fer-
mare questo dramma di portata regionale, se non
globale. Al sostegno costante degli alleati del re-
gime (Hezbollah, lIraq e lIran sciiti, la Russia) ha
risposto limpegno sempre pi intenso delle mo-
narchie del Golfo al fanco dei ribelli sunniti, or-
mai molto infuenzati dai jihadisti. I tentenna-
menti degli occidentali hanno contribuito a que-
sta deriva, che potrebbe diventare un boomerang
per lEuropa quando torneranno a casa i tanti gio-
vani estremisti andati a combattere in Siria.
Ormai la tragedia siriana non interessa pi
lopinione pubblica occidentale, quasi la infasti-
disce. La presenza dei jihadisti ha compromesso
limmagine dei ribelli, e nellindiferenza pi to-
tale la violenza sale di livello. La settimana scor-
sa alcuni attacchi con il cloro nella regione di
Hama non hanno provocato nessuna protesta, e
questo anche se Damasco si in teoria impegna-
ta a smantellare il suo arsenale chimico. Intanto
il regime ha annunciato che il 3 giugno si terran-
no le elezioni presidenziali, come se la Siria fosse
un paese normale e il processo democratico po-
tesse legittimare in qualche modo una feroce
dittatura.
Non possiamo pi ignorare questa realt spa-
ventosa di cui Bashar al Assad il primo respon-
sabile. u as
Non dimentichiamo la Siria
Il ritorno dei titoli greci
Le Monde, Francia
El Pas, Spagna
La Grecia ricomparsa sui mercati, con un certo
successo. riuscita a collocare tre miliardi di euro
in obbligazioni quinquennali a un tasso dinteres-
se annuale inferiore al 5 per cento. Si potrebbe
pensare, quindi, che la percezione dei mercati f-
nanziari sia cambiata. Un paese come la Grecia,
con un debito che supera il 150 per cento del pil e
un rigido piano dausterit che ha causato sofe-
renze sociali e rivolte tra i cittadini, ha ottenuto
lapprovazione degli investitori a un prezzo abba-
stanza basso. Tutto questo smentisce la tesi che i
mercati puniscono senza piet debito e defcit.
Oggi sembra quindi che chi valuta i rischi eco-
nomici pensi pi al rendimento a breve e alle
aspettative di crescita che non alla capacit di re-
stituire il debito. Non dobbiamo per dimenticare
che la solidit delle economie mondiali cambia-
ta. La recessione ha trasferito enormi quantit di
reddito dai cittadini alle banche e dalla periferia
dellEuropa (Spagna, Grecia, Irlanda, Portogallo
ecc.) ai paesi del centro (come la Germania).
Quindi molte economie sono diventate pi vul-
nerabili e una nuova recessione avrebbe conse-
guenze tragiche. Lequilibrio instabile e non si
prevede un miglioramento in tempi brevi.
I problemi fondamentali della Grecia sono
sempre gli stessi: non c crescita, la disoccupa-
zione eccessiva, ci sono poche attivit oltre al
turismo e il debito troppo alto per permettere
risparmi. Prima o poi servir una ristrutturazione
del debito, e la situazione simile a quella che ha
portato agli interventi di salvataggio. Questo in-
dica che il modello della troika (Commissione
europea, Bce e Fmi), basato su tagli di bilancio e
iniezioni di liquidit a costi troppo alti per le pos-
sibilit del paese, fallito. Leconomia greca ave-
va bisogno di una drastica razionalizzazione, ma
quando un intervento viene imposto a un paese
dallesterno, spesso lausterit indiscriminata e
si bada solo allobiettivo di contenere il defcit,
cosa che spesso non riesce. E gli efetti collaterali
sono devastanti: le opportunit di crescita a me-
dio termine si riducono drasticamente e il livello
minimo di benessere sociale scompare.
Purtroppo, la primavera greca dei mercati sa-
r probabilmente una stagione breve. u bt
Vi sono pi cose in cielo e in terra, Orazio,
di quante se ne sognano nella vostra flosofa
William Shakespeare, Amleto

Direttore Giovanni De Mauro
Vicedirettori Elena Boille, Chiara Nielsen,
Alberto Notarbartolo, Jacopo Zanchini
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e Pacifco), Piero Zardo (cultura), Giulia Zoli
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Quadri, Marta Russo Segreteria Teresa
Censini, Monica Paolucci Correzionedi bozze
Sara Esposito, Lulli Bertini Traduzioni
I traduttori sono indicati dalla sigla alla fne degli
articoli. Giuseppina Cavallo, Andrea De Ritis,
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Rossetti, Fabrizio Saulini, Andrea Sparacino,
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Imbustato in Mater-Bi
Ucraina
14 Internazionale 1048 | 24 aprile 2014
Un accordo
precario
Luke Harding, The Guardian, Regno Unito
L
accordo per scongiurare
la crisi in Ucraina rag-
giunto a Ginevra il 17
aprile stato quasi man-
dato a monte il 20 aprile
in seguito a uno scontro a
fuoco nella citt separatista di Sloviansk.
Tre giorni dopo che lintesa negoziata tra
Stati Uniti, Unione europea, Ucraina e Rus-
sia aveva alimentato qualche speranza per
una soluzione pacifca alla pi grande crisi
scoppiata tra Est e Ovest dopo la fne della
guerra fredda, lincidente di Sloviansk ha
rimesso tutto in gioco. La sparatoria, avve-
nuta intorno a mezzanotte a un posto di
blocco e in cui sono morte tre persone, ha
scatenato un fume di accuse e controaccu-
se che non promettono nulla di buono per
gli sforzi internazionali di pace.
La Russia sostiene che nazionalisti
ucraini di estrema destra hanno aperto il
fuoco contro un checkpoint in mano alle
milizie florusse appena fuori dalla citt. Il
ministero degli esteri di Mosca ha accusato
Kiev di non avere disarmato estremisti e
terroristi e ha dato la colpa dellaccaduto a
Pravij sektor, il gruppo ultranazionalista
ucraino che stato tra i protagonisti della
rivolta di Maidan.
Le autorit di Kiev, al contrario, hanno
defnito lincidente una rozza provocazio-
ne, orchestrata per essere trasmessa alla
controllo di Kiev era Jenakijeve: una delle
rare buone notizie per il governo flocciden-
tale ucraino, che sembra impotente di fron-
te alla rapida evoluzione degli eventi.
Intanto il primo ministro Arsenij Jatsen-
juk che il 22 aprile ha ricevuto a Kiev il vi-
cepresidente degli Stati Uniti Joe Biden
parlando alla tv americana Nbc ha detto
che lUcraina ha bisogno di un maggior so-
stegno di Washington per rispondere allag-
gressione russa. Abbiamo bisogno di uno
stato forte e solido, ha dichiarato Jatsen-
juk. Abbiamo bisogno di supporto fnan-
ziario ed economico. Dobbiamo riorganiz-
zare lesercito. Dobbiamo ammodernare le
nostre forze di sicurezza. Abbiamo bisogno
di un supporto reale. Lambasciatore sta-
tunitense a Kiev, tuttavia, ha afermato che
Washington pu fare poco per modifcare
gli equilibri militari a favore dellUcraina.
La geografa e lassetto di potere sono tali
da rendere impossibile una soluzione mili-
tare alla crisi, ha detto Geofrey Pyatt alla
Lintesa raggiunta il 17 aprile per
risolvere la crisi ucraina rischia
di fallire. Mosca e Kiev si
accusano di non rispettare gli
impegni. E sul terreno la
situazione rimane molto tesa
televisione russa, e hanno sottolineato che
alcuni dettagli della sparatoria sono cos
poco plausibili da apparire ridicoli. Secondo
i servizi segreti ucraini, lintelligence mili-
tare russa ha messo in scena lo scontro con
laiuto di alcuni criminali. Secondo la tv rus-
sa, invece, gli attentatori avrebbero la-
sciato sul posto un biglietto da visita appar-
tenente a Dmytro Jaro, il leader di Pravij
sektor. Stando alle stesse fonti, sul luogo
della sparatoria sono state trovate anche
banconote da cento dollari nuove di zecca,
una mappa satellitare dellarea e un fucile
tedesco della seconda guerra mondiale.
Il biglietto da visita
Per ora difcile stabilire con certezza la
dinamica dei fatti. Il 20 aprile le milizie ar-
mate che organizzano i posti di blocco sotto
la bandiera russa intorno a Sloviansk non ci
hanno permesso di fare indagini sullacca-
duto. Sul ponte che porta in citt un militare
armato di pistola ci ha intimato di andare
via. Ha dato un pugno sulla nostra automo-
bile, lasciando unammaccatura, e ha urla-
to: Andatevene da qui.
I nuovi leader dellUcraina, cos come
molti abitanti delle regioni occidentali del
paese, temono che questo incidente possa
essere usato come pretesto per unopera-
zione militare simile a quella che, con gran-
de rapidit, ha portato a marzo allannes-
sione della Crimea. Secondo gli accordi di
Ginevra, i gruppi armati illegali devono la-
sciare gli edifci amministrativi occupati e
consegnare le armi. Ma la maggior parte
delle milizie florusse che allinizio di aprile
avevano conquistato le amministrazioni
locali in una decina di citt dellest del pae-
se si rifutata di smobilitare.
Il 20 aprile lunica citt tornata sotto il
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Cnn. La realt che sotto il proflo militare
lUcraina si trova in una posizione di infe-
riorit, come ha dimostrato la Crimea.
Dal ministero dellinterno ucraino han-
no anche fatto sapere che durante il fne
settimana nessuna forza legata Kiev ha
condotto operazioni intorno a Sloviansk,
descritta come il luogo pi pericoloso in
Ucraina a causa della presenza di sabotato-
ri stranieri e di gruppi armati illegali. Dal
ministero hanno poi aggiunto: Inoltre,
impossibile non nutrire sospetti di fronte
alla rapidit con cui i giornalisti della tv rus-
sa sono comparsi sulla scena della sparato-
ria e di fronte alle chiare manipolazioni dei
loro reportage.
Le autorit ucraine hanno infne sottoli-
neato come il primo a riferire degli eventi
sia stato il giornalista russo Dmitrij Kiselv,
vicino a Vladimir Putin e noto per il suo na-
zionalismo radicale. A marzo gli Stati Uniti
e lUnione europea lo avevano inserito
nellelenco delle persone colpite dalle san-
zioni decise dopo lannessione russa della
Crimea.
Completamente diversa la versione
del ministero degli esteri di Mosca, secon-
do cui dietro allincidente di Sloviansk ci
sono gli ultranazionalisti ucraini. La Rus-
sia indignata per questa provocazione.
la dimostrazione che Kiev non ha nessuna
intenzione di fermare e disarmare i nazio-
nalisti e gli estremisti, hanno dichiarato
dal ministero. Ma Mosca insiste afnch
lUcraina mantenga rigorosamente limpe-
gno preso per fermare lescalation nellest
del paese.
Da parte sua, Pravij sektor nega ogni
coinvolgimento. Il suo portavoce, Artem
Skoropadskij, ha detto alla Reuters: Si trat-
ta di una provocazione blasfema da parte
della Russia: blasfema perch si verifcata
in una notte sacra per i cristiani, la notte di
Pasqua. Loperazione stata chiaramente
condotta dalle forze speciali russe.
I blogger ucraini, intanto, fanno ironia
sulla ricostruzione dei mezzi dinformazio-
ne russi, secondo cui sul luogo dellinciden-
te sarebbe stato trovato un biglietto da visita
del leader di Pravij sektor. Su Twitter sono
stati postati fotomontaggi con il biglietto da
visita di Jaro sulla Luna, nel taschino di Pu-
tin o negli afreschi della cappella Sistina.
Molti hanno sottolineato limprobabilit
del fatto che il biglietto da visita sia soprav-
vissuto allincendio in cui sono andate com-
pletamente distrutte le macchine dei pre-
sunti assalitori.
Miliziani armati
Laccordo di Ginevra era stato raggiunto
anche per aprire la strada a una tregua di
Pasqua. Domenica, infatti, si sono svolte
cerimonie religiose nella maggior parte
delle citt dellUcraina orientale. A Slo-
viansk gli abitanti si sono scambiati, come
da tradizione, dolci ricoperti di zucchero.
Ofrendomene una fetta, Leonid Bikada-
nov, che ha 43 anni, mi ha raccontato di fare
17 aprile 2014 Ucraina, Russia, Stati Uniti e
Unione europea frmano a Ginevra un accordo
per disinnescare la crisi ucraina. Secondo linte-
sa, i gruppi armati illegali devono essere sciolti e
gli edifci occupati devono essere sgomberati.
Kiev si impegna a concedere maggiore autono-
mia alle regioni dellest. A vigilare sullintesa sa-
r lOrganizzazione per la sicurezza e la coopera-
zione in Europa.
20 aprile Nella notte prima di Pasqua in uno
scontro a fuoco a un posto di blocco a Sloviansk
muoiono tre persone. Mosca accusa gli estremi-
sti di destra ucraini, Kiev parla di un incidente
orchestrato dal Cremlino.
21 aprile Il ministro degli esteri russo Sergej La-
vrov accusa Kiev di aver violato laccordo di Gi-
nevra e di non voler disarmare le sue milizie.
22 aprile Il vicepresidente degli Stati Uniti, Joe
Biden, in visita a Kiev, annuncia il sostegno di
Washington al governo provvisorio. Kiev annun-
cia la ripresa delle operazioni militari contro i f-
lorussi nellest del paese.
Da sapere
Dopo la tregua
Fiori in ricordo dei morti nella sparatoria di Sloviansk, 20 aprile 2014
16 Internazionale 1048 | 24 aprile 2014
Ucraina
La primavera di Donetsk
e la tattica del Cremlino
Le proteste florusse nellest del
paese sono spontanee. Ma sono
manipolate dalla propaganda di
Mosca. Che cerca di alimentare
una rivolta popolare opposta a
quella di Maidan
Oleg Kain, Slon, Russia

evidente che laccordo di Gine-


vra per risolvere la crisi ucraina
si basa su impegni talmente ge-
nerici da renderne difficile la
realizzazione. Quali formazioni
illegali bisogna disarmare? Bisogna co-
minciare dal gruppo ucraino di estrema
destra Pravij sektor? Le strade, le piazze e i
luoghi pubblici devono essere sgomberati,
benissimo. Ma come la mettiamo allora
con laccampamento che ancora c a Mai-
dan, a Kiev? Liberare gli edifci occupati,
giusto. Ma considerata lostilit di Mosca
nei confronti di Oleksandr Turinov e Ar-
senij Jatsenjuk non ci sarebbe da meravi-
gliarsi se domani qualcuno al Cremlino
dicesse che il presidente e il primo ministro
ad interim occupano illegalmente gli edif-
ci del governo a Kiev.
parte delle milizie popolari florusse. Non
ho un ruolo importante. Lho fatto per di-
fendermi, ha detto, sollevando la mimeti-
ca per mostrarmi alcuni versi della Bibbia
incisi sulla sua cintura.
Tuttavia, la situazione sul terreno a Slo-
viansk e nei dintorni sembra peggiorare di
ora in ora. Secondo un esperto ucraino, la
maggior parte delle milizie irregolari e dei
criminali presenti in citt arrivata nelle
ultime quarantottore. Gira voce che alcune
famiglie rom siano state obbligate ad ab-
bandonare le loro case. Giovani in passa-
montagna neri, molti dei quali armati di
pistola, sorvegliano i posti di blocco fer-
mando tutte le automobili. Fino a pochi
giorni fa erano disarmati.
Vogliamo la pace
Circa quindici chilometri a nord della citt
c il monastero Sviatogorsk, costruito in
una posizione che domina il pittoresco fu-
me Severskij Donec e meta di pellegrinag-
gio per la gente della zona. Gli anni scorsi a
Pasqua era visitato da migliaia di persone.
Domenica, invece, cera solo qualche fa-
miglia con ceste di vimini piene di uova di
Pasqua e dolci. La gente ha paura. Non
vuole uscire di casa, ci ha detto Viktor
Oneenko, un medico di 53 anni sopravvis-
suto al disastro di Cernobyl, in visita al mo-
nastero con la moglie e la fglia. Poi ha di-
chiarato di essere favorevole allintegrit
territoriale dellUcraina e ha accusato i se-
paratisti di aver preso Sloviansk con la for-
za. Sono opportunisti e mafosi, ha detto.
I separatisti in realt non sono molti. Da
queste parti la maggior parte della gente
sostiene lUcraina.
Oneenko critico anche verso la cosid-
detta Repubblica popolare di Donetsk,
lautoproclamato governo locale flomosco-
vita che chiede lorganizzazione di un refe-
rendum sullo status della regione. Non ne
vogliamo sapere. roba da farabutti. Signi-
fca avere paura. E noi vogliamo la pace, ha
detto. Poi ha ammesso che alcuni anziani
sono favorevoli allidea di ununione con la
Russia perch pensano di ottenere pensioni
pi alte. Ho viaggiato in tutta la Russia. Ho
visto come vive la gente l. Quelle dei pen-
sionati florussi dellUcraina orientale sono
solo illusioni. u af
Luke Harding un giornalista del Guar-
dian. stato il corrispondente da Mosca dal
2007 al 2011. Sulla Russia ha scritto Mafa
state (Guardian Books 2011).
Inoltre il documento non stato frma-
to dai rappresentanti della Repubblica po-
polare di Donetsk n dalle altre organizza-
zioni florusse di tipo simile.
La Russia, intanto, ripete la stessa solfa:
Noi non centriamo nulla, hanno fatto
tutto da soli. Al riguardo vale la pena di
ricordare lormai quasi dimenticato accor-
do frmato il 21 febbraio tra lex presidente
ucraino Viktor Janukovi e gli allora leader
dellopposizione. In quelloccasione, appe-
na unora dopo la frma dellintesa, un atti-
vista di Maidan era salito sul palco dicendo
che cera stato un cambio della guardia e
che Janukovi era fuori gioco.
Il trucco dellattivista
Putin, a quanto sembra, crede veramente
che gli avvenimenti di Maidan siano stati
solo uno spettacolo abilmente inscenato
dalloccidente. Ora che il capo del Cremli-
no sta cercando di ripetere gli eventi di
Kiev nellest del paese, potrebbe replicare
anche il trucco dellattivista: a Luhansk o a
Donetsk qualcuno prende la parola in piaz-
za pronunciando una dichiarazione solen-
ne di fedelt a Mosca e qualche ora dopo su
tutti gli edifci delle amministrazioni regio-
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Una manifestazione floucraina a Donetsk, il 17 aprile 2014
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nali e comunali della regione sventolano le
bandiere russe. Dopotutto, laccordo tatti-
co di Ginevra non fa altro che dare pi tem-
po alla Russia. Prima che gli osservatori
dellOrganizzazione per la sicurezza e la
cooperazione in Europa (Osce) arrivino sul
posto, gli insorti avranno ancora alcune
settimane per rimanere negli edifci con-
quistati. A quel punto sar arrivato il mo-
mento delle presidenziali ucraine, in pro-
gramma il 25 maggio. E sar possibile, per
esempio, far coincidere il voto con il refe-
rendum sul futuro dellUcraina sudorien-
tale. Magari il referendum non sar orga-
nizzato con tutti i crismi, ma sar comun-
que un punto fermo a cui i florussi potran-
no appellarsi nei successivi incontri con i
ministri degli esteri occidentali e allOnu.
In altre parole, i sostenitori della prima-
vera russa non sono certo diminuiti dopo
i negoziati di Ginevra, mentre sono au-
mentati gli argomenti a favore dellipotesi
che la crisi politica nei territori sudorienta-
li dellUcraina si concluder con una vitto-
ria dei federalisti.
Un leader molto autorevole
Sarebbe stupido ignorare gli edifci occu-
pati, i poliziotti ucraini che hanno paura
perfno della propria ombra o limpotenza
dei ministri e dei governatori fedeli a Kiev,
oppure dimenticare i militari che sono pas-
sati dalla parte degli insorti. Sono tutti fatti
reali. Solo una minima parte stata insce-
nata dal Cremlino, a diferenza di quanto
credono gli ambienti vicini alle attuali au-
torit di Kiev. sbagliato pensare che nel
sudest del paese sia stato tutto orchestrato
in anticipo. In realt molti eventi sono
spontanei. Ma di una spontaneit che ri-
corda quella dinamica che gli urbanisti
defniscono delle fnestre rotte. Secondo
questa teoria, se in una casa c una fne-
stra rotta, dopo un po di tempo qualcuno
ne romper unaltra. Alla fne saranno tutte
ridotte in frantumi, perch chi passa di l sa
di poterle rompere senza rischiare conse-
guenze.
In ogni citt ucraina c un numero suf-
fciente di persone che non hanno fretta di
andare da nessuna parte, che non hanno
chi le aspetti a casa, che non hanno un la-
voro e hanno invece labitudine di parteci-
pare a ogni manifestazione possibile per-
ch la vita noiosa e ogni cambiamento
benvenuto. Non sono stato a Luhansk, ma
i separatisti che ho visto a Donetsk danno
proprio questimpressione. Non hanno un
sostegno reale n sono comandati o mani-
polati da qualcuno: hanno semplicemente
visto che allimprovviso diventato possi-
bile trasferirsi negli edifci amministrativi
o starsene allombra di un tiglio in un gior-
no di primavera travestiti da guerriglieri
latinoamericani. Lespressione primavera
russa suscita associazioni con quella ara-
ba, ma non ha nulla a che vedere con quello
che successo in Egitto o in Tunisia. Qui ci
troviamo di fronte a un movimento pas-
seggero che non coinvolge assolutamente
il resto della popolazione e che esiste solo
nella misura necessaria per alimentare
lindispensabile marea mediatica.
A Donetsk, dopo lunghi e infruttuosi
tentativi, alla fne mi hanno indicato qual-
cuno che potevo intervistare come leader
della Repubblica popolare di Donetsk, un
certo Nikolaj Solntsev. Si tratta di un im-
prenditore che, gi prima delle proteste di
Maidan, aveva fondato il movimento Fron-
te orientale. Mi venuto incontro con il
giubbotto antiproiettile tra le mani, un uo-
mo solido. Appena ha aperto bocca mi sono
reso conto che non mi trovavo di fronte a un
leader popolare o a un brillante stratega, ma
a un esperto di industria alimentare che,
dopo la rivoluzione arancione del 2004, si
improvvisato politico e oggi, tra le altre co-
se, aferma di essere favorevole al ritorno
dellUcraina al suo vecchio status di poten-
za nucleare. Un tipo alquanto strambo, in-
somma, dipinto dai mezzi dinformazione
russi come molto autore vole.
Limmagine trasmessa dai mezzi din-
formazione di quello che succede nel su-
dest del paese si sta rivelando pi impor-
tante della realt, almeno finora. Ma
questimmagine molto facile da cancel-
lare. Ora, non ritengo che a riuscirci sar
laccordo di Ginevra. Forse le trattative
(come quella sul riconoscimento del nuovo
status della Crimea) si trascineranno an-
cora per un po. Ma niente lascia pensare
che ci siano passioni popolari pi forti delle
decisioni prese dai politici lontano da Do-
netsk. E se esistono, non sono di certo le
passioni su cui i sostenitori della primave-
ra russa fondano le loro speranze. u af
Oleg Kain un giornalista russo. Nel
2010, mentre lavorava a Kommersant,
stato vittima di un pestaggio ed rimasto in
coma alcuni giorni. Laggressione era proba-
bilmente legata alle sue inchieste giornalisti-
che. Oggi collabora, tra gli altri, con Slon,
Lenta e Colta.
Argument, Ucraina
Lopinione
A
proposito dello scontro a
fuoco di Pasqua a Sloviansk,
le autorit di Kiev parlano di
una provocazione pianifcata in an-
ticipo. In efetti si tratta chiaramen-
te di una provocazione. Lunico pun-
to interrogativo chi ne sia stato
lispiratore e lideatore. Secondo
lautoproclamato sindaco della citt,
Vjaeslav Ponomarv, i colpevoli
dellaggressione sono i nazionalisti
radicali ucraini. In una delle auto
degli aggressori, distrutte dalle
famme dopo la sparatoria, stato
addirittura trovato un biglietto da
visita del leader di Pravij sektor,
Dmytro Jaro. C solo da meravi-
gliarsi che allincendio non siano
miracolosamente sopravvissute an-
che le istruzioni dettagliate dellat-
tacco frmate dallo stesso Jaro.
Il risultato che ora c in teoria
un pretesto per linvio di un contin-
gente limitato di truppe da parte di
Mosca, visto che le vittime erano
persone favorevoli alla federalizza-
zione dellUcraina. Stiamo quindi
andando verso la guerra? Difcile
dirlo. In ogni caso Vladimir Putin
non ha molto tempo per prendere
una decisione. Se aspetter troppo,
c il rischio che il confitto a Slo-
viansk passi in secondo piano e le
forze armate ucraine riprendano il
controllo della regione. In tal caso,
tutto sar stato inutile. E Putin non
pu permettersi di perdere la repu-
tazione di leader in grado di proteg-
gere i russi dai nazionalisti ucraini e
capace di riunifcare tutte le terre
russe. In poche parole, ci sono moti-
vi per ritenere che presto ci saranno
altri sviluppi drammatici nel sudest
del paese. Lunica speranza che
Putin decida di non lanciare una
guerra a tutto campo, le cui conse-
guenze sarebbero terribili. u af
Il confitto
possibile
18 Internazionale 1048 | 24 aprile 2014
REPUBBLICA CECA
Niente
da festeggiare

A Praga il decimo anniversario
dellingresso nellUnione euro-
pea non occasione di celebra-
zioni. Come racconta lagenzia
Ctk, solo il 34 per cento dei ce-
chi ha fducia nelle istituzioni
europee, il rating pi basso dal
1994. Critiche a Bruxelles sono
arrivate anche dallex presiden-
te Vaclav Klaus (nella foto), con-
vinto euroscettico. Klaus, in ca-
rica fno al 2013, ha dichiarato
che il paese non ha nulla da fe-
steggiare, spiegando che le po-
litiche europeiste dellattuale
governo, guidato da Bohuslav
Sobotka, sono una sconftta per
i cittadini cechi e accusando
lEuropa di essere dominata da
Parigi e Berlino. il solito
Klaus, commenta Pravo. Sof-
fre di eurofobia da anni, ma f-
nora non aveva mai detto chia-
ramente da che parte dovesse
stare la Repubblica Ceca. Schie-
randosi con Putin nella crisi
ucraina, uscito allo scoperto.
Arrivano da parti diverse dellAfrica,
a volte percorrendo migliaia di
chilometri a piedi, con un unico
obiettivo: superare le barriere che
separano il Marocco dalle enclave
spagnole di Ceuta e Melilla e mettere
piede in Europa, alla ricerca di una vita
migliore. Come Maria, che scrive
Revista partita dal Camerun e ha
attraversato a piedi il Mali e lAlgeria prima di arrivare in
Marocco. Quattromila chilometri di calvario, tra il caldo, la
fame e il freddo di notte, per fnire bloccata a Castillejos,
alle porte di Ceuta, dove hanno trovato rifugio centinaia di
migranti africani. E dove spesso la polizia fa irruzione. Chi
viene preso trasferito in altre citt del paese. Gli altri
aspettano il momento giusto per entrare in Spagna. Con
grandi rischi: il 6 febbraio, 15 persone sono annegate
cercando di arrivare a nuoto a Ceuta. Chi invece rimane in
Marocco, vive di elemosina e fatica a integrarsi. Per questo
il re Mohammed VI ha deciso a gennaio di regolarizzare
20mila dei 40mila immigrati irregolari del paese. Il
Marocco cos il primo paese africano ad avviare un
processo di regolarizzazione di massa. Per la quale, per,
servono requisiti che mancano alla maggior parte dei
subsahariani: aver vissuto in Marocco per cinque anni o
avere un coniuge marocchino. u
Immigrazione
Il miraggio del benessere
Revista, Portogallo
REGNO UNITO
Che Europa
vogliamo

Con lavvicinarsi della scadenza
del 25 maggio, la stampa euro-
pea comincia a occuparsi delle
elezioni per il parlamento di
Strasburgo (nella foto). In Gran
Bretagna il Guardian critica
limpostazione stessa del dibat-
tito sul voto: Oggi non si do-
vrebbe discutere solo dellop-
portunit o meno di rimanere in
Europa. Dovremmo anche par-
lare di che tipo di Europa voglia-
mo costruire. Leconomia, la go-
vernance, i confni, il welfare,
lambiente, la Russia: questi so-
no i temi che defniranno i pros-
simi cinque anni in questa parte
del mondo. Il resto sono solo
chiacchiere.
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PAESI BASSI
I sussidi
in olandese

Al parlamento dellAja stato
presentato un progetto di legge
che prevede la sospensione dei
sussidi agli immigrati che, dopo
un anno nel paese, non parlano
ancora lolandese. Secondo De
Volkskrant, se approvata, la
legge si trasformer in una farsa:
Le autorit locali hanno gi il
difcile compito di controllare
che chi incassa il sussidio non
truf il sistema rifutando even-
tuali oferte di lavoro. Ora
avranno anche lonere di valuta-
re i progressi linguistici degli
immigrati. La legge porter a
unulteriore crescita della buro-
crazia e a inevitabili arbitri. Se-
condo il quotidiano, il provvedi-
mento stato preso dal governo
solo per cercare di tenere buoni
i populisti del Partito della liber-
t di Geert Wilders.
IN BREVE
Regno Unito Il 20 aprile un
enorme incendio si sviluppato
in una centrale elettrica nellen-
clave di Gibilterra. Le famme
hanno costretto il gruppo di te-
lecomunicazioni Gibtelecom a
interrompere le attivit, paraliz-
zando alcuni giganti mondiali
delle scommesse come William
Hill e Ladbrokes.
Georgia Il 17 aprile il parlamen-
to ha approvato, con 117 voti a
favore e nessuno contrario, una
legge antidiscriminazione che
estende alcune garanzie agli
omosessuali. Secondo gli attivi-
sti per i diritti umani, la legge
per del tutto insufciente.
MACEDONIA
Schiaf
elettorali

Alla vigilia dellappuntamento
del 27 aprile, quando si voter
per il ballottaggio delle presi-
denziali e per le politiche, la si-
tuazione tesa. Il 15 aprile due
gruppi di simpatizzanti dei par-
titi principali (i nazionalisti di
Vmro-Dpmne, al governo, e i
socialdemocratici, Sdms) si so-
no afrontati a pugni a Skopje
dopo un comizio di Stevo Pen-
darovski (Sdms), lavversario di
Gjorge Ivanov nella sfda per la
presidenza. Secondo Utrinski
Vesnik, la campagna elettora-
le entrata nella fase pi accesa
e gi circolano voci sul rischio di
incidenti alle urne. (
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Gibilterra, 20 aprile 2014
Europa
20 Internazionale 1048 | 24 aprile 2014
Africa e Medio Oriente
A lezione
di brogli
Salsabil Chellali,
El Watan, Algeria
L
e presidenziali del 17 aprile hanno
fatto registrare lafuenza alle ur-
ne pi bassa dal 1995. Il partito
degli astensionisti il vincitore
dello scrutinio, perch una partecipazione
al voto del 51,70 per cento una cifra gon-
fata, secondo gli oppositori del governo
relativizza la vittoria di Abdelaziz Boutefi-
ka (che, con l81,53 per cento dei voti, ha ot-
tenuto un quarto mandato).
Il principale avversario di Boutefika, il
candidato indipendente Ali Benfis (12,18
per cento dei voti), ha denunciato brogli,
ma dovrebbe fare accuse pi precise. Agli
occhi di quelli che si sono rifutati di parte-
cipare alle elezioni, i brogli sono innanzi-
tutto il frutto di un regime che per anni ha
chiuso lo spazio pubblico e dellinformazio-
ne, e lo ha aperto solo poche settimane pri-
ma del voto.
Una politica fnta non pu portare a vere
elezioni. Benfis lo sapeva, ma sperava di
poter approfttare della crisi del regime e
dellindignazione provocata dalla candida-
tura di un uomo malato come Boutefika.
Lunica possibilit di cambiare qualcosa era
spingere gli algerini a votare. Benfis dove-
va convincere gli astensionisti che ne valeva
la pena, ma non ci riuscito. Lappello alla
partecipazione stato lunico punto in co-
mune tra Benfis, Boutefika e gli altri can-
didati. Ma i loro appelli declinati in vari
modi, anche evocando la paura o una
minaccia esterna sono rimasti inascol-
tati. Gli algerini non danno credito ai politi-
ci e pensano che le elezioni non servano a
sanzionare e a cambiare i governi che agi-
scono male. Hanno capito che sono una
formalit inutile.
Un peso sul futuro
I dati ufciali non permettono pi di ignora-
re questa tendenza. Ma gli uomini del regi-
me sono disposti a interpretare corretta-
mente la situazione? E sono in grado di far-
lo? Il 17 aprile non stata una festa della
democrazia. Non ci credeva nessuno.
Questelezione non modifca i problemi di
fondo dellAlgeria: il suo dinamismo e la sua
creativit sono ostacolati da un governo im-
mobile, fondato su una redistribuzione del
reddito iniqua e, quando serve, sulla repres-
sione. I problemi del paese continuano a
non essere afrontati e pesano sul suo futu-
ro. Lastensionismo strutturale non fa che
confermare limpressione generale di un
voto che serve solo a rafforzare lo status
quo. Questo il messaggio principale delle
ultime elezioni, anche se i sostenitori dello
status quo fanno fnta di non capire. u adr
Gli algerini disertano le urne
e Boutefika torna a vincere
K. Selim, Le Quotidien dOran, Algeria
A
bdelaziz Boutefika, 77 anni, al
potere dal 1999, reduce da un
ictus, assente durante la cam-
pagna elettorale, ha vinto le
presidenziali con l81,53 per cento dei voti.
Come si manipolano i risultati elettorali?
Con registri poco trasparenti I registri
elettorali raggruppano per comune il nome
di ogni iscritto con il suo numero didentif-
cazione. Ma queste liste non sono sempre
chiare. un problema per gli osservatori
elettorali: le autorit algerine gli permetto-
no di visionare i registri locali, ma non di
confrontarli con quello nazionale.
Con le minacce Sono stati denunciati casi
di pressioni sugli elettori e sugli agenti che
sorvegliano i seggi.
Creando seggi fasulli I brogli sono fre-
quenti nei seggi itineranti, che spesso apro-
no in anticipo e in zone poco accessibili agli
osservatori.
Facendo votare i morti Non raro che i
nomi dei defunti siano ancora presenti sul-
le liste elettorali.
Votando pi volte Con una delega con-
trafatta, un elettore pu votare al posto di
un altro.
Comprando i voti Secondo un collabora-
tore di Moussa Touati (un candidato che ha
ottenuto lo 0,56 per cento dei voti) nel 2009
alcuni cittadini erano andati a votare dopo
aver ricevuto tra i 2 e i 10 euro.
Inflando schede false nelle urne Pu
succedere prima, durante o dopo il voto, ed
uno dei brogli pi difusi.
Con il sostegno dei governatori Il mini-
stro dellinterno ha chiesto ai governatori
regionali di comunicargli in anticipo i risul-
tati dei loro distretti. Nel periodo di tempo
che precede lannuncio ufciale, possibile
manipolare i risultati.
Sfruttando il voto delle forze di sicu-
rezza I circa 930mila appartenenti alleser-
cito e alle altre forze armate possono votare
in quattro comuni diversi ed difcile con-
trollare che non votino pi volte.
Proclamando risultati manipolati Al
momento dei calcoli informatici al mini-
stero dellinterno, si possono ritoccare i
dati, soprattutto quello sullafuenza. u
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In un seggio di Algeri, il 17 aprile 2014
Internazionale 1048 | 24 aprile 2014 21
Torneranno in Grecia. Lasce-
ranno il loro afascinante ap-
partamento a Manhattan per
vivere in un paese dove non
avranno bisogno di tre mesi di
preavviso per fssare un incon-
tro con un amico. Stanno solo
aspettando di andare in pen-
sione. I miei due amici sono
professori universitari, non
certo il mestiere pi comune
tra gli immigrati a New York.
In un giorno di pioggia ci se-
diamo in un caf e pensiamo
ai milioni di individui che arri-
vano in questa citt con grandi
speranze, spesso deluse.
Ho capito a pieno la realt
degli immigrati grazie a uno
scrittore e giornalista indiano,
Suketu Mehta. Un amico co-
mune ci ha presentati a una fe-
sta, e quando ho scoperto che
ha passato linfanzia nel
Queens gli ho chiesto di indi-
carmi i luoghi pi interessanti.
Sono stata fortunata, perch si
oferto di accompagnarmi a
fare un giro a Jackson Heights,
il quartiere dov cresciuto.
Mehta sta scrivendo un libro
sugli immigrati a New York e si
documentato frequentando
bar, cantieri e punti dincontro
delle varie comunit. Per lui
gli immigranti sono veri eroi.
Non vengono per arricchirsi,
ma per ofrire una vita miglio-
re alle famiglie rimaste in pa-
tria. Molti vivono in apparta-
menti illegali senza fnestre,
con la paura di essere scoperti.
Lunica consolazione sono i
video spediti dalla famiglia. Le
immagini mostrano i lavori
per la nuova casa, pagata gra-
zie al loro lavoro. Sui telefoni
tengono le foto dei familiari ri-
masti a casa, che vorrebbero
rivederli ma vivono grazie alla
loro assenza. u as
Da New York Amira Hass
Il sacrifcio degli immigrati
Quattro giornalisti francesi (nella foto, insieme al presidente
Franois Hollande a Evreux il 20 aprile) sono stati liberati il
19 aprile vicino alla frontiera turca. Didier Franois ed
Edouard Elias erano stati rapiti ad Aleppo, Nicolas Hnin e
Pierre Torrs a Raqqa. Erano ostaggi dello Stato islamico
dellIraq e del levante, lo stesso gruppo che si ritiene tenga
prigioniero il prete italiano Paolo DallOglio, rapito nel
luglio del 2013. Secondo fonti dellopposizione siriana
citate dalla stampa italiana, DallOglio ancora vivo. Nei
tre anni di guerra in Siria sono morti almeno 29 giornalisti
e almeno altri trenta sono ancora tenuti in ostaggio. u
Siria
Ostaggi liberati
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KUWAIT
La stampa
imbavagliata

stata sospesa per due settima-
ne la pubblicazione di due quo-
tidiani, Al Watan e Alam al
Youm, che hanno infranto il di-
vieto di parlare dei video della
cospirazione. Secondo Al Ja-
zeera, si tratta di video che do-
cumenterebbero il tentativo di
rovesciare il governo da parte di
alcuni ex alti funzionari. Le au-
torit avevano ordinato il black
out informativo per non pre-
giudicare le indagini in corso.
IN BREVE
Egitto Il 20 aprile Hamdin Sa-
bahi, leader della sinistra, si
candidato alle presidenziali. Sf-
der Abdel Fattah al Sisi.
Guinea Bissau Saranno Jos
Mario Vaz e Nuno Gomes Na-
biam ad afrontarsi il 18 maggio
nel ballottaggio delle elezioni
presidenziali.
Somalia Il 21 aprile un deputato
morto a Mogadiscio in un at-
tentato rivendicato dal gruppo
Al Shabaab. Il giorno dopo sta-
to ucciso un altro parlamentare.
NIGERIA
Lo stato
ha fallito

Il governo ha dimostrato una
spaventosa incompetenza nella
protezione dei cittadini, scrive
Leadership dopo il rapimento,
il 14 aprile, di pi di un centinaio
di studentesse da una scuola di
Chibok. Nella settimana dopo il
sequestro decine di giovani so-
no riuscite a scappare, ma se-
condo il preside ancora 190 ra-
gazze (un bilancio molto pi alto
di quello fornito dal governo) si
trovano nelle mani dei rapitori,
che si presume appartengano a
Boko haram. Il gruppo ha riven-
dicato gli attentati di Abuja del
14 aprile che, secondo The
Punch, sarebbero stati compiu-
ti in collaborazione con i terrori-
sti somali di Al Shabaab.
YEMEN
Attacchi aerei
contro Al Qaeda

Tra il 19 e il 21 aprile una serie di
attacchi aerei nello Yemen cen-
trale e meridionale ha causato la
morte di 55 miliziani di diverse
nazionalit, che si presume ap-
partengano ad Al Qaeda nella
penisola araba (Aqap). Durante
le operazioni sono morti almeno
tre civili, precisa lagenzia Saba.
Il governo di Sanaa ha dichiara-
to che loperazione stata con-
dotta in collaborazione con gli
Stati Uniti, ma non ha specifca-
to se siano stati usati droni, an-
che se gli abitanti del luogo ne
hanno avvistati alcuni prima che
si svolgessero i raid.
22 Internazionale 1048 | 24 aprile 2014
Africa e Medio Oriente
A
quattro mesi dallinizio del con-
fitto in Sud Sudan, dopo alcu-
ne settimane di tregua, verso la
met di aprile sono scoppiati
nuovi scontri tra i soldati ribelli e lesercito
sudsudanese (i ribelli sono riusciti a otte-
nere il controllo della citt di Bentiu, un
importante centro petrolifero). La ripresa
dei combattimenti fa temere una carestia,
causata dallinterruzione delle attivit eco-
nomiche e dalla migrazione di circa un de-
cimo della popolazione. Le ragioni per le
quali in Sud Sudan si continua a combatte-
re sono almeno cinque.
Il processo per tradimento Il motivo
principale con cui lopposizione giustifca
la continuazione della guerra il processo,
tuttora in corso, a quattro prigionieri politi-
ci accusati di aver cercato di rovesciare il
governo del presidente Salva Kiir nel di-
cembre del 2013. Tra loro c anche Pagan
Amum, lex segretario generale del Movi-
mento popolare per la liberazione del Su-
dan (Splm, al governo). Secondo i ribelli
che fanno capo allex vicepresidente Riek
Machar, di etnia nuer il rilascio dei prigio-
nieri era una delle condizioni a cui era vin-
colato il rispetto dellaccordo sul cessate il
fuoco frmato il 23 gennaio. I quattro dete-
nuti sono tutti originari degli stati pi colpi-
ti dalle violenze.
Le scelte dei politici La continuazione
della guerra soprattutto il frutto delle
scelte di Kiir e di Machar. Lex vicepresi-
dente ha rivelato di non aver mai ordinato
la smobilitazione dei comandanti ribelli,
neanche dopo laccordo sul cessate il fuo-
co. Anzi, dice di averli incoraggiati ad at-
taccare Malakal e i pozzi petroliferi del go-
verno. Sullaltro fronte, il governo accusa-
to dai mediatori dellAutorit intergover-
nativa per lo sviluppo (Igad) di fagranti
violazioni del cessate il fuoco e di aver
continuato a reclutare nuove leve da invia-
re al fronte.
Caratterizzazione etnica del confitto
Anche se sostengono che il confitto non si
basa sulle divisioni etniche, gli ufciali sud-
sudanesi criticano Machar per gli slogan di
stampo razziale con cui ha mobilitato i
nuer. Secondo i sostenitori di Machar, ve-
ro il contrario: il governo avrebbe tenuto
comportamenti genocidari, reclutando
uomini soprattutto tra i dinka, letnia del
presidente Kiir. Entrambi gli schieramenti
hanno armato i giovani e le milizie tribali
nei territori sotto il loro controllo.
Impunit per i crimini di guerra Mesi di
spargimenti di sangue non hanno fatto al-
tro che rendere ancora pi spietati i com-
battenti e i comandanti, responsabili di
crimini di guerra come massacri di civili,
esecuzioni, stupri, torture, saccheggi e in-
cendi di villaggi. Fin dagli eventi avvenuti a
Juba tra il 15 e il 18 dicembre quando cen-
tinaia di persone sono state massacrate e
seppellite in fosse comuni hanno conti-
nuato a circolare notizie di atrocit com-
messe nelle citt di Malakal, Bor e Bentiu.
Nella maggior parte dei casi le vittime o le
loro famiglie non avranno nessuna possibi-
lit di fare appello alla giustizia.
Mancanza di soluzioni In Sud Sudan gli
sforzi di costruzione dello stato sostenuti
dalle Nazioni Unite e dai donatori interna-
zionali non sono stati sostenuti dalla classe
politica n dalla popolazione, che non ha
fducia nelle istituzioni. Il partito di gover-
no Splm nel caos. La societ civile disor-
ganizzata e in gran parte inattiva. Non c
alcuna forma di discorso politico, neanche
nei luoghi dove ci si aspetterebbe di trovar-
lo, come le assemblee legislative regionali
e nazionali o i mezzi dinformazione. C
un clima di paralisi e paura. Mentre la crisi
si aggrava, non sintravedono soluzioni po-
litiche. u gim
Perch in Sud Sudan
si continua a combattere
A met aprile sono scoppiati
nuovi scontri tra governo e
ribelli a Bentiu e a Bor. Nessuna
delle due parti si sforzata di
rispettare il cessate il fuoco che
era stato raggiunto il 23 gennaio
Daniel Van Oudenaren, Radio Tamazuj, Sud Sudan
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Nel campo profughi di Minkaman, il 24 marzo 2014
SUDAN
SUD SUDAN
Bentiu
Juba
ETIOPIA
RDC
REP.
CENTRAFR.
250 km
Bor
Da sapere
Ultime notizie
15-16 aprile 2014 Esercito e ribelli si scontrano
a Bentiu. I ribelli ottengono il controllo della
citt, ma sono accusati di aver commesso
atrocit, tra cui il massacro di duecento persone
in una moschea.
17 aprile A Bor un gruppo di giovani armati
attacca una base dellOnu (che accoglie migliaia
di sfollati) causando 58 morti.
WU MING
LARMATA
DEI SONNAMBULI
EINAUDI
STILE LIBERO BIG
Parigi, 1793.
Te lo si conta noi,
com che and.
24 Internazionale 1048 | 24 aprile 2014
Americhe
M
ancano meno di due mesi
allinizio dei Mondiali: la
partita inaugurale si gioche-
r il prossimo 12 giugno a
So Paulo, se lo stadio sar completato (og-
gi ancora in costruzione). A questo punto
evidente che il torneo non elegger solo la
migliore squadra di calcio del mondo, ma
infuenzer le elezioni presidenziali del 5
ottobre. Negli ultimi tre mesi la presidente
Dilma Roussef ha perso punti nei sondaggi
e ogni giorno i quotidiani gettano benzina
sul fuoco. Lultimo episodio stato un du-
plice attacco lanciato dallopposizione con-
tro Petrobras, la pi grande azienda del pa-
ese. Petrobras, parzialmente controllata
dallo stato, accusata di aver valutato male
un investimento in una rafneria del Texas.
Lamministratrice delegata dellazienda
Maria das Graas Foster, chiamata a testi-
moniare davanti al senato, ha ammesso che
stato un cattivo afare, smentendo per
che per la rafneria siano state pagate le ci-
fre insinuate dai critici. Unindagine parla-
mentare non ha evidenziato illeciti com-
messi dai dipendenti dellazienda. Al mo-
mento della frma dellaccordo, nel 2006,
Roussef era nel consiglio damministrazio-
ne dellazienda. Lazienda petrolifera stata
coinvolta anche in uno scandalo di riciclag-
gio di denaro che ha travolto Andr Vargas,
del Partito dei lavoratori (al governo). Var-
gas ha respinto le accuse contro di lui, ma si
dimesso da viceportavoce della camera,
mentre Petrobras ha collaborato con le in-
dagini della polizia.
Buona reputazione
Roussef ha due avversari principali nella
corsa alla presidenza. Il primo Acio Ne-
ves, che grazie alla forza del Partito social-
democratico pu conquistare lo stato di So
Paulo (il pi grande e importante del pae-
se), ma con una vita privata ricca di eccessi
che potrebbe rivelarsi controproducente.
Laltro avversario Eduardo Campos, gio-
vane ex governatore dello stato di Pernam-
buco e capo del Partito socialista brasiliano.
La carta vincente di Campos potrebbe esse-
re la candidatura a vicepresidente di Mari-
na Silva, diventata popolare come ministra
dellambiente durante il governo di Luiz
Incio Lula da Silva e sostenuta dai giovani
e dagli abitanti delle grandi citt.
In ogni caso Roussef ancora in van-
taggio, ma allorizzonte si avvicina unaltra
possibile tempesta: i Mondiali. La preoccu-
pazione forte in modo particolare a Rio de
Janeiro, dove alcuni incidenti di percorso
hanno messo in discussione la capacit del
Brasile di organizzare un evento sportivo
cos complesso. Durante la Confederations
cup del giugno 2013, la classe politica del
paese rimasta sconvolta dalla vista di cen-
tinaia di migliaia di persone che sono scese
in piazza per protestare contro la corruzio-
ne nelle istituzioni. Nei giorni degli scontri
tra i manifestanti e la polizia lindice di gra-
dimento di Roussef sceso sotto il 30 per
cento. Le proteste sono state imponenti so-
prattutto a Rio de Janeiro, dove lo stato di
abbandono delle infrastrutture ha alimen-
tato la rabbia verso il governo. A questo bi-
sogna aggiungere i risultati discutibili della
politica di pacifcazione delle favelas, una
fantasiosa strategia per combattere la vio-
lenza legata al trafco di droga. Nella citt
le rapine e gli omicidi sono in aumento, e gli
scontri a fuoco tra la polizia e i narcotraf-
canti sono allordine del giorno. Le manife-
stazioni del 2013 sono state animate dai
giovani della classe media, mentre i resi-
denti delle favelas sono rimasti (e lo sono
ancora) fedeli al Partito dei lavoratori di
Roussef. Ma probabile che tutti si uniran-
no alle critiche contro la presidente appena
si verifcheranno i primi incidenti tra i turi-
sti e le bande di Rio. Il 30 marzo i militari
hanno occupato il Complexo da Mar, un
insieme di favelas che si trova sulla strada
per laeroporto. Inoltre, il governo ha stabi-
lito che durante i Mondiali negli stadi ci sa-
ranno pi agenti antisommossa.
Se qualcosa andr storto, Roussef do-
vr fare i conti con le sue responsabilit.
Negli ultimi quattro anni, infatti, il paese ha
rovinato la buona reputazione guadagnata
durante i governi di Lula. Il messaggio delle
manifestazioni chiaro: il Brasile deve
combattere la corruzione e concentrarsi
sulla sanit, sullistruzione e sui trasporti.
Altrimenti, il governo ne pagher le conse-
guenze. u as
Misha Glenny un giornalista britannico.
Il suo ultimo libro pubblicato in Italia Mc-
Mafa (Mondadori 2008).
I Mondiali si avvicinano
e Roussef in difcolt
Il 12 giugno ci sar lincontro
inaugurale del torneo. Se
qualcosa andr storto, la
presidente brasiliana potrebbe
avere brutte sorprese alle
elezioni presidenziali di ottobre
Misha Glenny, Financial Times, Regno Unito
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Durante uno sgombero a Rio de Janeiro, 10 aprile 2014
Internazionale 1048 | 24 aprile 2014 25
Cinquantacinque anni, fglia di un ex
vicescerifo di El Paso, eletta
governatrice del New Mexico nel
2010 dopo una carriera nella
magistratura dello stato: Susana
Martnez potrebbe essere la nuova
speranza del partito repubblicano,
scrive Mother Jones. Giornali e tv
lhanno battezzata la nuova Sarah
Palin, ma forse il paragone pi indovinato quello con il
governatore del New Jersey Chris Christie, anche lui un
repubblicano che guida uno stato democratico. Martnez
si scaglia contro le tasse e il governo federale, i matrimoni
gay, laborto e la legalizzazione della marijuana. Con il suo
stile perentorio e i suoi modi vendicativi, non si
conquistata le simpatie dei politici locali, ma tra gli elettori
del New Mexico ha un indice di gradimento tra il 50 e il 60
per cento. E i repubblicani hanno un disperato bisogno di
recuperare terreno: La guerra civile tra il Tea party e la
dirigenza, insieme ai cambiamenti demografci in atto nel
paese, rischiano di portare il partito allestinzione. I
repubblicani continuano a perdere i voti delle donne non
sposate e degli ispanici, le fasce di popolazione in pi
rapida crescita. u
Stati Uniti
La stella del New Mexico
Mother Jones, Stati Uniti
VENEZUELA
In piazza per
la democrazia

Il 20 aprile centinaia di studen-
ti sono scesi in piazza nella zona
orientale di Caracas contro il
governo di Nicols Maduro per
chiedere la resurrezione della
democrazia e la liberazione de-
gli universitari arrestati dallini-
zio delle proteste a febbraio,
scrive La Nacin. Resteremo
per strada fnch non riavremo
indietro il nostro paese, ha di-
chiarato alla Reuters Djamil
Jassir, un leader studentesco di
22 anni. Anche se il paese divi-
so, la posizione di Maduro non
sembra in discussione: Dopo
un anno al governo continuo a
rispettare il patto di fducia con i
cittadini, ha dichiarato il suc-
cessore di Hugo Chvez.
AMERICA LATINA
Il continente
pi violento

Secondo lultimo rapporto
dellagenzia delle Nazioni Unite
per il controllo della droga e la
prevenzione del crimine
(Unodc), lAmerica Latina ha il
tasso di violenza pi alto del
mondo, scrive The Wall Stre-
et Journal. In America Centra-
le la situazione particolarmen-
te grave, a causa della lotta tra
cartelli per il controllo delle rot-
te della droga e degli scontri tra
gang rivali. LHonduras il pae-
se pi pericoloso tra quelli non
in guerra, con un tasso di 90,4
omicidi ogni centomila abitanti.
ARGENTINA
Rosario
nel caos

A met aprile il governo argenti-
no ha inviato duemila agenti
della polizia federale a sorve-
gliare i quartieri pi umili di Ro-
sario, nella provincia di Santa
Fe, che negli ultimi mesi di-
ventata la citt pi violenta del
paese. Nella citt, che si trova a
trecento chilometri da Buenos
Aires, il tasso di omicidi quat-
tro volte quello del resto dellAr-
gentina: 22 morti violente ogni
centomila abitanti, scrive Igna-
cio de los Reyes in un reportage
per Bbc mundo. Secondo
unindagine dellUniversidad de
Rosario, pi dell80 per cento
degli omicidi dovuto a dispute
tra componenti delle bande gio-
vanili e non dipende dal narco-
trafco, comunque presente in
citt. Della violenza a Rosario
parla anche il settimanale Pro-
ceso, che si concentra sul feno-
meno dei linciaggi. Secondo
uninchiesta pubblicata dal quo-
tidiano La Nacin, le cause
dellondata di linciaggi sono so-
prattutto due: la gente stufa di
essere derubata e i delinquenti
non sono puniti.
STATI UNITI
Spari e morti
a Chicago

Chicago impotente?, si chie-
de il Chicago Tribune nelledi-
toriale. Nel fne settimana di Pa-
squa sono state uccise nove per-
sone e almeno 36 sono rimaste
ferite in una serie di sparatorie
in diverse parti della citt. Tra i
feriti ci sono cinque bambini tra
gli 11 e i 14 anni. Dallinizio del
2013 a Chicago sono state uccise
90 persone nellambito di guer-
re e regolamenti di conti tra
gang rivali. Il numero di omicidi
sceso di quasi la met rispetto
al 1992, quando il bilancio rag-
giunse il record di 943 morti, ma
gli omicidi legati alle gang sono
molto pi numerosi di allora.
Nel 2013 lo stato dellIllinois ha
approvato una legge che per-
mette ai cittadini di circolare
con armi non in vista.
IN BREVE
Canada Il 18 aprile Rob Ford ha
lanciato la sua candidatura per
la rielezione a sindaco di Toron-
to. Ford ancora formalmente
sindaco, ma stato privato dei
poteri dopo alcuni scandali lega-
ti al consumo di droga e alcol.
Bolivia Il 15 aprile il presidente
Evo Morales ha presentato ri-
corso alla Corte internazionale
di giustizia dellAja per ottenere
un accesso alloceano Pacifco,
perso dopo una guerra con il Ci-
le alla fne dellottocento.
Stati Uniti Il 18 aprile il governo
ha rinviato una decisione defni-
tiva sul nuovo percorso dellole-
odotto Keystone Xl che collega
il Canada al golfo del Messico.
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Rob Ford
Omicidi ogni centomila persone,
dati 2012, primi dieci paesi
Honduras
Venezuela
Belize
El Salvador
Guatemala
Giamaica
Lesotho*
Swaziland
Sudafrica
Colombia
0 20 40 60 80
*dati 2010
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26 Internazionale 1048 | 24 aprile 2014
Asia e Pacifco

passata pi di una settimana dal
naufragio del Sewol, il traghetto
coreano salpato da Incheon, vicino
a Seoul, per lisola di Jeju e afon-
dato nelle acque al largo dellisola di Jindo
il 16 aprile. Ogni giorno il bilancio delle vit-
time sale e si riduce la speranza di salvare i
dispersi, che sono pi di duecento. Leven-
to ha rivelato inoltre limpreparazione del
governo, che cambia costantemente le sue
valutazioni sulla portata del disastro e gli
annunci sulle attivit di ricerca e di soccor-
so. Le famiglie delle vittime stanno assi-
stendo con rabbia e tristezza allinefcien-
za del sistema. I sudcoreani sono profon-
damente afranti e sembrano sullorlo di
una depressione collettiva.
Appena entrato in carica, nel febbraio
del 2013, il governo della presidente Park
Geun-hye aveva dichiarato che la sicurezza
Seoul impreparata
di fronte allemergenza
Il governo sudcoreano ha
risposto in modo inadeguato al
naufragio del traghetto Sewol. E
ha scatenato la rabbia dei
familiari delle vittime, che si
teme siano pi di trecento
Hankyoreh, Corea del Sud
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Familiari dei dispersi sullisola di Jindo, Corea del Sud, 18 aprile 2014
nazionale era una delle sue priorit. Nel
febbraio scorso ha perfno modifcato la
legge per migliorare il sistema di risposta
alle catastrof. Secondo la nuova norma, in
caso di disastro nazionale il ministero della
sicurezza e della pubblica amministrazio-
ne avrebbe dovuto istituire immediata-
mente una centrale per il controllo delle
operazioni. E lamministrazione ha tenuto
a sottolineare che avrebbe assunto le fun-
zioni prima distribuite tra diverse agenzie
e le avrebbe integrate in un unico sistema.
Ma dopo lafondamento del Sewol questa
funzione di controllo completamente
mancata. La centrale si limitata a riporta-
re i dati raccolti da altre agenzie e, nono-
stante questo, le informazioni erano spesso
imprecise e hanno alimentato ulterior-
mente la sfducia e la rabbia popolari. A un
certo punto sono stati perfno scambiati gli
elenchi dei passeggeri scomparsi e di quel-
li soccorsi.
La stessa approssimazione emersa
nella reazione del governo subito dopo lin-
cidente. La confusione su chi doveva dare
ordini a terra stato il motivo principale per
cui i soccorritori hanno sprecato la cosid-
detta ora doro, il breve lasso di tempo
dopo il naufragio di una nave decisivo per la
sorte dei passeggeri. Le riunioni per fare il
punto della situazione sono state inutil-
mente divise tra il ministero degli oceani e
della pesca e la guardia costiera, e la discus-
sione su chi dovesse assumere il comando
ha impedito un intervento tempestivo.
Condotta imbarazzante
I mezzi dinformazione stranieri stanno
fornendo tutti i dettagli imbarazzanti di
una condotta da paese arretrato, dimo-
strando al mondo intero quanto sono inef-
fcienti il sistema di risposta alle emergen-
ze della Corea del Sud e il suo modo di ge-
stire le crisi. I familiari delle vittime ce
lhanno con la Casa blu (la presidenza). So-
no infuriati per gli annunci inafdabili del
governo e per la lentezza delle ricerche e
dei soccorsi.
Il capitano del Sewol stato il primo a
lasciare la nave al momento del naufragio,
mentre i passeggeri, che avevano ricevuto
lordine di rimanere al loro posto, aspetta-
vano di essere salvati quando la nave ha
cominciato a scivolare tra le onde gelide.
Fino a quel punto, la tragedia era il naufra-
gio del traghetto. Ma subito dopo se n sco-
perta unaltra: quella dellassoluta inade-
guatezza della risposta del governo. u bt
Tiraspol
Da sapere
Lequipaggio sotto accusa
u A bordo del traghetto Sewol, afondato il 16
aprile 2014 al largo dellisola di Jindo, cerano
476 passeggeri, per la maggior parte studenti
in gita. I sopravvissuti sono 176. A quanto pare
il naufragio sarebbe stato causato da una ma-
novra sbagliata compiuta mentre era ai co-
mandi una persona poco esperta che non ave-
va mai navigato in quel tratto di mare. Il capita-
no, inquisito insieme ad altri componenti
dellequipaggio, ha abbandonato la nave dopo
aver ordinato ai passeggeri di rimanere ai loro
posti. Il 21 aprile la presidente Park Geun-hye
ha defnito il comportamento incomprensibi-
le, inaccettabile ed equivalente a un omicidio.
28 Internazionale 1048 | 24 aprile 2014
CINA
Un paese
contaminato

Secondo un rapporto pubblicato
dal ministero dellambiente ci-
nese, un quinto dei terreni colti-
vati in Cina inquinato, scrive il
South China Morning Post. Il
16 per cento del suolo del paese
contiene quantit eccessive di
agenti inquinanti e la percentua-
le sale al 20 per quanto riguarda
le terre coltivate. La maggior
parte dei terreni contaminati si
trova sulla costa orientale, dove
c unalta concentrazione di
fabbriche. Le sostanze inqui-
nanti presenti in maggior quan-
tit sono il cadmio, il nickel e
larsenico. Il rapporto frutto di
uno studio, cominciato nel 2005
e fnito nel dicembre del 2013,
che ha analizzato centomila
campioni di terra. Ma queste
sono solo le prime considerazio-
ni, la situazione potrebbe essere
anche peggiore, avverte Chen
Shibao, del ministero dellagri-
coltura, esperto del trattamento
dei metalli pesanti nel suolo.
Chi vuole
zittire
Hamid Mir
I
n molti vorrebbero mettere a tacere
una voce come quella di Hamid Mir,
il giornalista di Geo Tv ferito in un at-
tentato il 19 aprile a Karachi. Mir stes-
so, ha rivelato suo fratello, era convinto che
lIsi (lintelligence militare) stesse traman-
do per eliminarlo e aveva detto che se gli
fosse successo qualcosa sicuramente ne sa-
rebbe stata responsabile lagenzia. Diversi
loschi personaggi che si aggirano nei corri-
doi del potere avrebbero buoni motivi per
nutrire rancore nei suoi confronti. Pi di
qualunque altro giornalista Mir ha denun-
ciato il dramma dei beluci scomparsi, accu-
sando esplicitamente i servizi segreti di
aver rapito e detenuto centinaia di persone.
Spetta ora allo stato dimostrare oltre ogni
ragionevole dubbio di non avere niente a
che fare con il tentato omicidio di Mir. Lul-
tima volta che lIsi stato accusato di aver
preso di mira un giornalista, Syed Saleem
Shahzad, linchiesta che ne risultata sta-
ta unoperazione di facciata che non ha
chiarito nulla. Non possiamo tollerare che
succeda di nuovo. Se ci sar uninchiesta,
dovr essere condotta da persone total-
mente estranee ai servizi segreti. Anche le
indagini su altri attacchi contro giornalisti,
tra cui il recente tentativo di uccidere Raza
Rumi, non hanno portato a nulla. Non ci si
pu fdare del governo. Non si sa se si trat-
tato di semplice incompetenza o di qualco-
sa di pi grave, ma una risposta defnitiva
ormai il minimo dovuto alla comunit dei
giornalisti. Anche il portavoce dellesercito,
pur criticando le accuse allIsi, ha chiesto
uninchiesta indipendente sul caso di Mir.
Le circostanze dellattentato fanno pen-
sare al coinvolgimento di persone molto
potenti. Chi gli ha sparato conosceva i mo-
vimenti di Mir. Il fatto che a Karachi fosse
atteso Pervez Musharraf rende la mancan-
za di sicurezza ancora pi sorprendente. E
non la prima volta che Mir scampa a un
attentato. Nel 2012 si salvato per miracolo
da una bomba piazzata sotto la sua auto dai
taliban. Ma la vera responsabilit di uno
stato che prende di mira i giornalisti o non li
protegge. nostro dovere non accettare pi
il suo silenzio e mostrare lo stesso coraggio
di Hamid Mir. u bt
The News, Pakistan
Pakistan
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Hamid Mir
NEPAL
Lutto sul tetto
del mondo
Il 22 aprile, in segno di rispetto
per i 16 colleghi rimasti uccisi
quattro giorni prima da una va-
langa sullEverest, gli sherpa ne-
palesi hanno deciso di rinuncia-
re alla stagione di lavoro. Gli uo-
mini che accompagnano gli al-
pinisti sulla cima pi alta del
mondo hanno anche chiesto al
governo di Kathmandu di au-
mentare il risarcimento di 400
dollari oferto alle famiglie delle
vittime, scrive India Today.
IN BREVE
Birmania Il 21 aprile Win Tin,
leader storico dellopposizione
birmana e confondatore con
Aung San Suu Kyi della Lega na-
zionale per la democrazia (Lnd),
morto a Rangoon a 84 anni.
Cina Il 18 aprile quattro attivisti
anticorruzione sono stati con-
dannati a Pechino a pene com-
prese fra i due e i tre anni e mez-
zo di prigione.
Il 19 aprile il ministro della difesa giapponese Itsunori
Onodera ha inaugurato linizio dei lavori di costruzione di
una stazione radar sullisola di Yonaguni, vicino alle isole
Senkaku, reclamate dalla Cina (che le chiama Diaoyu). Si
tratta della prima postazione militare giapponese a ovest
dellarcipelago in pi di quarantanni e servir a difendere
le isole che sono parte del territorio giapponese. La mossa
rischia di provocare lira di Pechino, che l nel 2013 aveva
stabilito una zona di identifcazione per la difesa aerea. u
Giappone
Lultima provocazione
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Il ministro Itsunori Onodera a Yonaguni, 19 aprile 2014
Asia e Pacifco
30 Internazionale 1048 | 24 aprile 2014
L
e attivit commerciali erano spar-
se in ogni angolo di Roma. Un ri-
storante a pochi passi dal senato,
un bar ai confini dellelegante
quartiere diplomatico, una gelateria vici-
nissima al Pantheon. Perfno un hotel non
lontano dalla statua di Giuseppe Garibaldi,
leroe dellunit dItalia. Nella capitale, una
citt dove le istituzioni e il turismo sono il
motore delleconomia locale, queste picco-
le aziende sembravano innocue, fino a
quando unoperazione della polizia ha sve-
lato un giro di riciclaggio di denaro per con-
to di organizzazioni mafose. Solo nei mesi
di gennaio e febbraio del 2014 le autorit
italiane hanno sequestrato nella capitale 51
milioni di euro tra propriet e altri beni le-
gati alla mafia, e probabilmente si tratta
solo della punta delliceberg delle attivit
lecite controllate dai clan mafosi a Roma.
Loperazione di polizia ha svelato una
piccola parte di quella che le autorit de-
scrivono come uneconomia criminale in
rapida espansione anche nel resto dEuro-
pa. In unepoca segnata dallausterit e con
lItalia sprofondata nei debiti, il crimine or-
ganizzato continua a gestire montagne di
denaro. I clan hanno approfttato della crisi
economica per accelerare la loro infltrazio-
ne in attivit legali fuori delle loro roccafor-
ti, e ora sono presenti nel settore commer-
ciale a Roma e Milano ma anche in Spagna,
Scozia, Germania, Francia e Paesi Bassi.
Negli ultimi ventanni hanno avuto a di-
sposizione grandi liquidit, spiega Michele
Prestipino, procuratore antimafa che ha
guidato il maxisequestro. Per loro il pro-
blema che hanno troppo denaro e non
possono investirlo tutto. Praticamente lop-
posto di quel che accade agli altri imprendi-
tori.
Un tempo in Europa si pensava che i clan
mafosi fossero un problema esclusivamen-
te italiano, e molti italiani erano convinti
che la piaga esistesse solo nel meridione,
ma la scoperta di attivit mafose in tutto il
continente mostra una realt diversa. A
febbraio, per rispondere al fenomeno
dellaccumulo di propriet e aziende in Eu-
ropa nelle mani dei clan, il parlamento eu-
ropeo ha approvato una direttiva che sem-
plifca la confsca dei beni mafosi. Secondo
gli esperti dellantimafa, lUnione europea
dovrebbe introdurre leggi pi restrittive,
simili a quelle gi in vigore in Italia, e au-
mentare limpegno della polizia per contra-
stare il fenomeno. Oltre alle mafe italiane,
spiegano, anche altre organizzazioni crimi-
Leconomia criminale
alla conquista dellEuropa
LItalia ha leggi antimafa molto
severe, ma il resto del
continente impreparato e pi
vulnerabile
Jim Yardley, The New York Times, Stati Uniti
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Uno dei locali della catena Pizza Ciro messi sotto sequestro a Roma, 6 aprile 2014
Visti dagli altri
Internazionale 1048 | 24 aprile 2014 31
nali provenienti dalla Cina, dalla Russia e
dallAlbania si stanno infltrando nellambi-
to delle attivit lecite in Europa. Le demo-
crazie sottovalutano la lotta alla mafia,
spiega Giuseppe Lumia, senatore e mem-
bro della commissione antimafa italiana.
La criminalit organizzata diventata glo-
bale. Fa afari e ricicla denaro oltrepassando
le frontiere tra diversi paesi, mentre le auto-
rit antimafa restano limitate allambito
nazionale e locale.
molto difcile determinare la quantit
di denaro contante di provenienza illecita
investito dalle organizzazioni criminali ita-
liane in un anno, e le stime variano dai dieci
ai 220 miliardi. Secondo la Confesercenti il
crimine organizzato investe 130 miliardi
allanno, ovvero il 7 per cento del pil italia-
no. Lassociazione ha inoltre stimato che le
riserve di contanti delle mafe ammontano
a 65 miliardi di euro. Dispongono di som-
me incredibili, spiega David Ellero, spe-
cialista delle mafe italiane dellEuropol,
lagenzia europea per la lotta al crimine.
Alcune indagini hanno evidenziato fussi
di denaro cos ingenti che anzich contare
le banconote era pi semplice pesarle.
Stando alle ultime valutazioni la pi ric-
ca organizzazione criminale italiana la
ndrangheta, che ormai controllerebbe la
maggior parte del trafco di cocaina in Eu-
ropa. Gli esperti afermano che le cosche
calabresi sono attive in Spagna, Germania,
Francia, Svizzera e Regno Unito. La camor-
ra molto presente nella Spagna meridio-
nale, e la mafia siciliana attiva in tutta
Europa. Nelle loro regioni di origine le ma-
fe italiane funzionano spesso come stati
ombra, infltrandosi nella politica e control-
lando il territorio attraverso la violenza e
lintimidazione. Secondo gli analisti questo
tipo di dominio locale il motivo per cui le
mafe sono pesantemente coinvolte in set-
tori come ledilizia, le miniere, la gestione
dei rifiuti e i trasporti, mentre la loro in-
fuenza politica utile per garantire ogni
genere di appalti alle loro aziende.
NellItalia del nord e in altri paesi euro-
pei i clan mafosi hanno un impatto inferio-
re, soprattutto perch non possono contare
sulla stessa infuenza politica e territoriale.
Tuttavia un rapporto presentato in aprile ad
alcuni funzionari europei ha concluso che i
tentacoli della mafa afondano in ogni set-
tore: alberghi, locali notturni, propriet im-
mobiliari, scommesse, edilizia, distribuzio-
ne di benzina, abbigliamento, gioielleria,
settore alimentare, salute, energie rinnova-
bili. Mostrano una preferenza per alcuni
settori specifci, spiega Michele Riccardi,
ricercatore di Transcrime, listituto di ricer-
ca milanese che ha compilato il rapporto.
Questi settori sembrano pi vulnerabili e
caratterizzati da una regolamentazione pi
blanda.
Le leggi antimafa italiane sono tra le pi
dure in Europa, e anche per questo i clan
hanno deciso di infltrarsi in altri paesi eu-
ropei. La Germania si dimostrata un terre-
no particolarmente fertile per le attivit
mafose. Gli immigrati italiani, di cui molti
provenienti dalla Calabria, hanno comin-
ciato a trasferirsi in Germania negli anni
cinquanta. Dopo la caduta del muro di Ber-
lino, nel 1989, un boss italiano stato inter-
cettato mentre ordinava ai suoi luogote-
nenti di partire immediatamente per la
Germania orientale e comprare tutto.
In aprile il settimanale tedesco Der Spie-
gel si occupato di un processo in corso a
Colonia in cui gli inquirenti hanno accusato
alcuni criminali legati alla mafa siciliana di
aver rubato milioni allo stato presentando
fatture false di aziende edili di facciata. Se-
condo le autorit tedesche la presenza del
crimine organizzato una minaccia reale
per ledilizia del paese.
Lo Spiegel ha citato un rapporto conf-
denziale dellufcio criminale della polizia
federale che accusa lo stato tedesco di inca-
pacit nellindividuare gli interessi mafosi.
Secondo il rapporto, nellultimo decennio
le organizzazioni criminali mafose avreb-
bero guadagnato circa 123 milioni in Ger-
mania, e solo otto milioni sarebbero stati
confscati. La polizia tedesca ha scoperto
che la mafa siciliana si infltrata nelledi-
lizia, la camorra vende prodotti contrafatti
e la ndrangheta commercia in prodotti ali-
mentari adulterati come lolio doliva. In
Germania i clan controllano almeno 300
pizzerie, e usano queste attivit per inserir-
si nelleconomia legale.
Un tempo la Germania e altri paesi eu-
ropei negavano lesistenza del problema,
ma adesso la loro consapevolezza mag-
giore. A febbraio le autorit italiane e tede-
sche hanno messo in atto unoperazione
congiunta contro la mafa arrestando una
decina di sospetti nei due paesi, accusati di
appropriazione di fondi europei per lagri-
coltura. Due anni fa lUnione europea ha
creato una commissione antimafa, e nel
2011 lEuropol ha ammesso di avere infor-
mazioni insufcienti sulle attivit della ma-
fa. Nel 2013 uscita unanalisi commissio-
nata dallEuropol secondo cui i clan minac-
ciano i settori legali perch possono per-
mettersi di operare in perdita e creare nel
lungo periodo una situazione di semi-mo-
nopolio contraria ai princpi basilari del li-
bero mercato. Eppure perfino in Italia
molte persone continuano a considerare la
mafa un problema legato esclusivamente
al sud. Quando nel 2010 lo scrittore Rober-
to Saviano ha denunciato in tv le infltrazio-
ni mafose nel nord, il quotidiano milanese
il Giornale ha risposto con una petizione
online intitolata Caro Saviano, il nord non
mafoso.
Vantaggi per tutti
Le organizzazioni criminali operano tutte
a Roma e nel nord, ha spiegato Saviano in
una recente intervista. Al sud la loro pre-
senza di tipo militare, mentre a Roma e
nel nord economica. I clan mafosi sono
da tempo una presenza discreta a Roma, e i
negozianti hanno spesso denunciato tenta-
tivi di estorsione e richieste di pizzo. Tutta-
via la recente operazione delle forze dellor-
dine ha mostrato che oggi le bande crimina-
li investono direttamente nelle attivit
commerciali. Tra i 23 ristoranti messi sotto
sequestro a gennaio c anche Pizza Ciro,
una famosa catena di pizzerie romane.
Non importa quanto contante c in cassa
alla fne della giornata, spiega Enrico Fon-
tana, direttore dellassociazione antimafa
Libera. Lobiettivo riciclare denaro.
Il procuratore antimafa Prestipino con-
corda sul fatto che il riciclaggio di denaro
molto importante, e aggiunge che i boss
stanno cercando nuovi canali per avvicina-
re i leader politici. Prestipino spiega che
nessun politico pu incontrare direttamen-
te un boss mafioso, ma investendo negli
esercizi commerciali la mafa pu attirare
una serie di imprenditori presenti a Roma,
che a loro volta potrebbero avere rapporti
alla luce del sole con politici e funzionari
pubblici. un sistema che genera vantaggi
per tutti, spiega Prestipino. Il commer-
ciante incassa il denaro, il mafoso non deve
venire fno a Roma e il politico non si sporca
le mani. u as
La Germania e altri
paesi un tempo
negavano lesistenza
del problema
32 Internazionale 1048 | 24 aprile 2014
I latitanti si rifugiano
in Costa Azzurra
Sono sempre di pi i mafosi e i
camorristi che scelgono la
Francia meridionale per fare
afari o per nascondersi
Paul Barelli, Le Monde, Francia
L
a latitanza di Antonio Lo Russo,
capo di uno dei clan della camor-
ra, si conclusa in un bar di Niz-
za alle 19 di marted 15 aprile. Lo
Sciacallo della Campania, 33 anni, uno
dei cento criminali pi ricercati in Italia ed
stato avvicinato con discrezione dalle
forze dellordine mentre era seduto a bere
qualcosa. Non era armato e non ha opposto
alcuna resistenza, anche perch non ne ha
avuto il tempo.
Larresto, che ha coinvolto oltre ai cara-
binieri anche la polizia francese, scattato
poche ore dopo che il latitante era stato in-
dividuato. Da tre settimane una sessantina
di agenti lavoravano a questa operazione,
avviata da una nota informativa dei carabi-
nieri.
Il sospettato, che non ha legami con gli
ambienti del posto, era venuto in Costa az-
zurra per nascondersi, ha precisato il co-
lonnello Sylvain Noyau, capo della sezione
ricerche della polizia marsigliese. Le au-
torit italiane ci avevano avvisato gi da
qualche settimana della possibilit che si
trovasse nella regione delle Alpi Maritti-
me. Il clan Lo Russo, accusato di estorsio-
ne, gestione di case da gioco illegali, traf-
co di droga e omicidi, stato uno dei prota-
gonisti delle guerre tra clan nel quartiere
napoletano di Scampia per il controllo del
trafco della droga.
Modelli fessibili
Antonio Lo Russo, contro il quale nel 2011
era stato emesso un mandato di arresto eu-
ropeo, era a Nizza con suo cugino Carlo Lo
Russo, detto Lell, anche lui ricercato. In
assenza di traduzione francese dei manda-
ti di arresto, i due presunti camorristi do-
vranno attendere il 22 aprile, data di com-
parizione presso la corte dappello di Aix-
en-Provence, per sapere se saranno conse-
gnati alle autorit italiane.
La magistratura francese ha rinviato,
per le stesse ragioni, ludienza relativa a un
altro italiano, afliato alla ndrangheta, Vi-
to Laterza, arrestato il 16 aprile a Mentone.
Era destinatario di un mandato darresto
europeo per traffico di stupefacenti tra
lAmerica Latina, i Paesi Bassi e la Germa-
nia, paese in cui la ndrangheta ha una for-
te presenza.
Larresto di questi tre ricercati a Nizza e
Mentone conferma che la regione francese
delle Alpi Marittime, al confne con lItalia,
tra le preferite dalle organizzazioni cri-
minali calabresi, napoletane e siciliane.
Sono molti a scegliere questa zona di rifu-
gio per latitanti. A volte, confda un inqui-
rente della polizia giudiziaria di Nizza, i
ricercati ricevono il sostegno di altri crimi-
nali italiani che si sono inseriti in modo
discreto nella comunit italiana in Fran-
cia.
Laspetto pi preoccupante, per, che
gli afliati alla ndrangheta o alla camorra
non fanno parlare di loro. segno che so-
no entrati in azione, ironizza il poliziotto.
Sono infltrati in aziende di cui possiedo-
no delle partecipazioni. Sono presenti so-
prattutto nel settore delle ristrutturazioni e
dei lavori pubblici, dove investono anche
per poter riciclare il denaro sporco. E per
fare questo cercano di corrompere i politici
coinvolti nella progettazione dei lavori
pubblici.
Le stesse considerazioni sono condivi-
se dai servizi specializzati per la regione
della Costa Azzurra, che preferiscono par-
lare di organizzazioni criminali invece
che di mafe. Il radicamento nelle Alpi
Marittime delle organizzazioni criminali
molto complesso e diversifcato. Ognuna
lavora in modo fessibile e si adatta al con-
testo economico della regione, spiega
Philippe Frizon, capo della polizia giudi-
ziaria di Nizza.
Per combattere contro queste organiz-
zazioni gli specialisti dellantimafa cerca-
no di condurre indagini trasversali, in col-
laborazione con altri paesi. Spesso si tratta
di sorvegliare i criminali e le loro organiz-
zazioni piuttosto che indagare sui singoli
crimini. Occorre adattarsi alla Costa Az-
zurra, sottolinea il colonnello Gal Mar-
chand, comandante del raggruppamento
delle Alpi Marittime. Qui si pu percepire
la presenza di tutti i tipi di mafa, ma non
sempre si pu dimostrare. Credo non ne
manchi nessuna: i ceceni, gli albanesi, i ko-
sovari, i russi, le mafa siciliana e quella
calabrese. Proprio per questo da qualche
mese la polizia francese ha creato una se-
zione antimafa per la regione Provenza-
Alpi-Costa Azzurra. u gim
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Aix-en-Provence, Francia. Antonio Lo Russo (a sinistra) il 16 aprile 2014
Visti dagli altri
Internazionale 1048 | 24 aprile 2014 33
LItalia mette in vendita
isole e palazzi
Il piano del governo per ridurre
il debito prevede di cedere ai
privati parte del patrimonio
immobiliare dello stato
Pablo Ordaz, El Pas, Spagna
L
o stato italiano come un vecchio
marchese che possiede centinaia
di palazzi, ma per colpa di una ge-
stione poco razionale costretto
a vivere in un appartamento in aftto e a
chiedere soldi in prestito. Senza contare un
infnito patrimonio architettonico, in Italia
lo stato possiede beni immobili per un valo-
re di oltre 281 miliardi di euro (quattro volte
la fortuna di Bill Gates), eppure spende un
miliardo allanno per afttare sedi e ufci. Il
governo presieduto da Matteo Renzi, pron-
to a promuovere il piano di privatizzazioni
dellex presidente del consiglio Enrico Let-
ta, vorrebbe anche cedere una parte del pa-
trimonio immobiliare pubblico: si va da una
bellissima isola abbandonata nella laguna
di Venezia (oferta in concessione per 99
anni) a un castello alla frontiera con la Slo-
venia. Lobiettivo usare il ricavato per ri-
durre il debito pubblico. Ma prima, come il
vecchio marchese smemorato, dovr ricor-
dare quanti palazzi ha e dove ha messo le
chiavi.
Sembra incredibile, ma lo stato italiano
ignora la vera portata del suo patrimonio.
Secondo alcuni istituti privati, la stima di
281 miliardi di euro presentata in un recente
rapporto del ministero delleconomia e del-
le fnanze potrebbe salire a 400 miliardi di
euro, quasi il 25 per cento del pil. Prima che
Renzi diventasse presidente del consiglio, i
governi guidati da Mario Monti ed Enrico
Letta, spinti anche dallUnione europea che
chiedeva di trovare risorse a ogni costo,
hanno cercato di afrontare la questione. Il
rapporto del ministero delleconomia afer-
ma che la gestione efcace del patrimonio
pubblico pu svolgere un ruolo importante
nel contenimento del defcit e nella riduzio-
ne del debito pubblico. Cos, il governo ha
deciso di censire i suoi beni immobiliari. E
non sono mancate le sorprese. Nonostante
le richieste del ministero delleconomia, il
40 per cento delle pubbliche amministra-
zioni (compresa la presidenza del consiglio)
non ha ancora comunicato i dati richiesti.
Inoltre, pur avendo a disposizione un patri-
monio immobiliare immenso, molte am-
ministrazioni prendono in affitto uffici o
interi edifci. Un aftto (e qui arriva laltra
clamorosa sorpresa) che troppo spesso non
pagano nemmeno. E il patrimonio immobi-
liare continua ad aumentare nonostante la
crisi.
Pur disponendo di 634mila immobili
per un totale di 300 milioni di metri quadri
costituiti da caserme abbandonate e ufci
vuoti un po ovunque , lo stato italiano
come il marchese moroso e scapestrato che
non si fa mancare nulla. Laspetto pi grave,
o la quadratura del cerchio, che questa in-
sensatezza non sembra solo dovuta alla pi-
gra burocrazia italiana, come dimostra un
caso che negli ultimi mesi ha sollevato tante
polemiche: la camera dei deputati ha frma-
to un nuovo contratto di locazione con Ser-
gio Scarpellini, che a Roma considerato il
re del mattone, per afttare per nove anni
(rinnovabili per altri nove) alcuni edifci nel
centro della capitale per un valore totale di
pi di venti milioni allanno. I sospetti che si
tratti come minimo di un episodio di cattiva
gestione sono stati confermati dallo stesso
Scarpellini che, a 76 anni e con una fortuna
incalcolabile, il padrone di casa della casta
e non ha bisogno di nascondersi (lItalia
fatta cos, a volte profondamente miste-
riosa e altre volte estremamente trasparen-
te). In un paio di interviste Scarpellini ha
ammesso: Con i soldi che mi ha pagato per
gli aftti, pi di 369 milioni di euro, la came-
ra avrebbe potuto comprarsi un paio di pa-
lazzi, ma preferiscono continuare a pagare
laftto. Il re del mattone ha svelato anche
cosa c dietro questa operazione: Durante
la campagna elettorale vengono qui bian-
chi, rossi e verdi e noi un contributo (si parla
di 650mila euro negli ultimi dieci anni ) lo
diamo sempre. A tutti. Gli imprenditori ro-
mani fanno cos.
Soddisfare le aspettative
stato a questo punto che arrivato Renzi.
Avendo fatto lo stesso a Firenze, il sindaco
dellItalia conosce i benefci non solo eco-
nomici della vendita di vecchie caserme
vuote e abbandonate. Per convinzione o per
obbligo a Renzi non resta che proseguire,
accelerare e perfno ampliare il piano di pri-
vatizzazioni annunciato a novembre dallex
presidente del consiglio Enrico Letta.
Lobiettivo incassare dagli otto ai dieci mi-
liardi di euro mettendo in vendita una parte
delle aziende pubbliche pi importanti, co-
me Finmeccanica (che si sbarazzerebbe
della parte relativa al trasporto ferroviario
per concentrarsi sul settore aerospaziale e
della difesa), Fincantieri (il pi importante
complesso cantieristico navale dEuropa),
le poste, lEnav (lazienda che controlla il
trafco aereo) e parte dellEni.
Se a novembre Letta doveva soddisfare
Bruxelles mantenendo il defcit sotto con-
trollo e riducendo il debito pubblico, Renzi
deve soddisfare anche le aspettative create
con la sua promessa di un bonus mensile di
80 euro a tutti i dipendenti con uno stipen-
dio annuale dagli 8 ai 26mila euro. un in-
centivo al consumo e un riconoscimento
del settore pi colpito dalla crisi, ma anche
una disperata fuga in avanti. Vendendo pa-
lazzi, isole abbandonate, lussuose auto blu
e aziende che lamministrazione non in
grado di gestire, Renzi vuole soprattutto
evitare che la crescente separazione tra la
politica e i cittadini si trasformi in un divor-
zio alle prossime elezioni europee. u fr
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Matteo Renzi, 25 febbraio 2014
34 Internazionale 1048 | 24 aprile 2014
Le opinioni
G
abriel Garca Mrquez amava raccon-
tare di essere arrivato in Messico, dal-
la sua Colombia, il giorno della morte
di Ernest Hemingway. Certi momenti
sono defniti da una perdita: il 17 apri-
le 2014 morta lunica persona che
avrebbe scritto bene questa notizia. Fin dai primi arti-
coli pubblicati a Cartagena de Indias e a Barranquilla,
Garca Mrquez decise che la realt una parte della
mitologia, piena di cose difcili da provare e indimen-
ticabili come queste: non c niente di pi drammatico
di una nera altezzosa, suicidarsi un modo di essere
cinese e lo zucchero sussurra salendo sulle arance. Do-
po lomicidio del politico liberale Jorge Elicer Gaitn,
nel 1948, la stampa colombiana fu sottoposta a una for-
te censura. Non potendo descrivere i fatti, il giovane
Garca Mrquez raccont la vita intima di una fsarmo-
nica, i problemi di trafco dovuti ai morti e lo sconcerto
causato da una mucca che si credeva urbana. Come il
suo maestro Daniel Defoe, Garca Mrquez rinnov il
giornalismo per rinnovare la letteratura. Lautore di Ro-
binson Crusoe arriv a sessantanni per descrivere lo
sconcerto provocato da unimpronta sulla sabbia di
unisola deserta. Nato sotto il fortunato segno dei Pesci,
Garca Mrquez non aspett cos a lungo per trovare il
suo naufrago: Jos Salgar, colonna del quotidiano co-
lombiano El Espectador, chiese al giovane giornalista
di Aracataca di scrivere la storia di un naufrago (Rac-
conto di un naufrago usc in quattordici puntate e si ba-
sava sulle interviste che Mrquez fece a un sopravvissu-
to di un naufragio). Garca Mrquez si accese una siga-
retta pensando a una scusa per rifutare, ma ebbe una
rivelazione: poteva scrivere quella storia in prima per-
sona, come Crusoe sulla sua isola.
Garca Mrquez visse il giornalismo in chiave cer-
vantina. I dati che il mondo presenta a don Chisciotte
sono arbitrari, ftti, caotici: sono notizie. Dal suo pun-
to di vista, lepoca impazzita; dal punto di vista
dellepoca, a essere impazzito lui. Grazie a questo sfa-
samento capiamo tutto due volte: con lo sguardo alluci-
nato di don Chisciotte e con la sensatezza dellambien-
te circostante. Il risultato la letteratura moderna. A 53
anni, Alonso Quijano (il vero nome di don Chisciotte)
conclude la sua avventura di lettore assoluto trasfor-
mando la realt in libro. A diciannove anni, Garca Mr-
quez inizi la sua avventura raccontando la realt come
una favola.
In un buon reportage i dettagli sono tutti indiscuti-
bili e la trama ha la portata eccessiva tipica di ci che
logico perch successo e pu essere provato. Con que-
sta strategia Garca Mrquez scrisse due capolavori del
romanzo breve: Nessuno scrive al colonnello e Cronaca di
una morte annunciata. Il narratore il giornalista din-
chiesta delle sue stesse creazioni. I dati sono cos esatti
da impedirci di dubitare del resto. Nelle sue lezioni alla
Fundacin nuevo periodismo iberoamericano, Gabo
ricordava che letica deve accompagnare il giornali-
smo come il ronzio accompagna il calabrone. Lepiso-
dio di Centanni di solitudine in cui Remedios la bella
sale in cielo non un trionfo dellesagerazione, ma
dellesattezza. La ragazza, di per s eterea, esce in un
cortile dove le lenzuola sono stese ad asciugare come
vele di una nave. La scena ha gi imboccato la strada
giusta, ma manca di realt. Un giornalista che si oc-
cupato di omicidi sa che se la vittima indossa calzini di
colori diversi perch si vestita al buio. Con la stessa
precisione, Garca Mrquez cerc un dato per puntella-
re la sua fantasia. Avvicin a Remedios una tazza di
cioccolata calda, un liquido denso e ascendente, ottimo
come combustibile. Quando Remedios la bevve, non ci
fu pi verso di fermarla. Il cronista dellafabulazione
scriveva rapporti unici: la spesa militare del pianeta po-
teva essere usata per profumare di sandalo le cascate
del Niagara, la conquista della Luna si era chiusa solo
con una bandiera piantata in una terra senza venti.
Ci sono cose il cui valore dipende dal desiderio. Nel
primo capitolo di Centanni di solitudine, Garca Mr-
quez ofr unimmagine esclusiva dei tropici: il ghiac-
cio la grande invenzione dei nostri tempi. A scoprire
lacqua tiepida sono buoni tutti: reinventare il ghiaccio
fu un colpo di genio, la notizia che poteva dare solo il
pi grande giornalista dellimmaginazione latinoame-
ricana. u fr
Linventore
del ghiaccio
Juan Villoro
JUAN VILLORO
un giornalista e uno scrittore messicano. Il suo ultimo libro
pubblicato in Italia La piramide (Gran va edizioni 2014).
Questo articolo uscito sul quotidiano Reforma.
Garca Mrquez si accese una
sigaretta pensando a una scusa
per rifutare, ma ebbe una
rivelazione: poteva scrivere la
storia del naufrago in prima
persona, come Crusoe sullisola
Le opinioni
36 Internazionale 1048 | 24 aprile 2014
N
el 1970, quando la Cina era nel pieno
della rivoluzione culturale, Zhang
Hongbing, un ragazzo di 16 anni di
Guzhen, nella provincia di Anhui,
prese una decisione fatale. Durante
una discussione in famiglia sua ma-
dre, Fang Zhongmou, critic Mao Zedong perch inco-
raggiava il culto della personalit. Il marito e il fglio,
convinti che le idee della donna fossero controrivolu-
zionarie, la denunciarono, e Zhongmou fu arrestata.
Due mesi dopo fu fucilata. Nel 1980, quattro anni dopo
la morte di Mao e la fne della rivoluzione
culturale un tribunale locale stabil che
Fang Zhongmou era innocente. Negli an-
ni che seguirono, Zhang Hongbing e suo
padre evitarono di parlare dellaccaduto.
Solo dopo essere andato in pensione, suo
padre torn sulla vicenda: dato che
allepoca era lui ladulto, se ne assunse la
responsabilit.
Nel 2013, allet di 59 anni, Zhang ha
raccontato alla stampa di essere stato
perseguitato dai rimorsi per tutta la vita.
Per anni ha avuto crisi di pianto. Conti-
nuo a sognarla, ha detto, giovane comera allora. Mi
inginocchio e le prendo le mani. Mamma, grido, ti
chiedo perdono!. Ma lei non risponde. Non mi ha mai
risposto. questa la mia punizione. Perch, in quei so-
gni, la donna non risponde a suo fglio? Secondo me,
non per punirlo. Sa bene che i veri colpevoli sono stati
altri, quelli che erano al potere allepoca. Anche lei, co-
me tutte le persone morte durante la rivoluzione cultu-
rale, aspetta ancora le loro scuse. Da 44 anni.
Di recente alcune persone che a quellepoca hanno
commesso crimini simili hanno chiesto scusa alle loro
vittime sui mezzi dinformazione o su internet. Ora che
sono in pensione si dicono pentite, forse anche perch
sono infastidite dai tentativi in corso di rivalutare la ri-
voluzione culturale. Confessano comportamenti ver-
gognosi nella speranza che i giovani di oggi capiscano
la triste storia di quel periodo. Ma le voci dei pentiti non
vanno lontano, sommerse dalle notizie sulle crisi inter-
nazionali, i problemi interni, gli spettacoli e gli eventi
sportivi. A diferenza di queste persone prese dal rimor-
so, il Partito comunista non ha mai avuto problemi a
perdonarsi gli spaventosi errori commessi nei 64 anni
di potere e si sforza di cancellarne tutte le tracce stori-
che. Subito dopo la rivoluzione culturale molti cercaro-
no di rinnegarla, ma quando i leader cinesi si resero
conto che queste critiche minavano la loro autorit, le
repressero immediatamente.
I mezzi dinformazione ufciali non dicono mai tut-
ta la verit sulla rivoluzione culturale, solo nella socie-
t civile che a volte riemerge questa discussione. Ora,
indignati e impotenti davanti alle sgradevoli realt del-
la Cina moderna (degrado ambientale, disparit di red-
dito, corruzione, furti e omicidi, droga, trafco di esseri
umani, confsca di terre e demolizioni forzate), molti di
quelli che hanno vissuto la rivoluzione culturale comin-
ciano ad averne nostalgia. Probabilmente perch quan-
do cera Mao e tutti erano sotto il controllo del regime, i
problemi sociali non erano cos difusi e le contraddi-
zioni non cos forti. Dato che qualsiasi tentativo di ridi-
scutere la rivoluzione culturale sempre
stato sofocato, le persone che sono nate
dopo non sanno cosa successo. Nel giu-
gno del 2012, per la loro foto di laurea, gli
studenti dellultimo anno dellUniversit
normale della Cina centrale di Wuhan
hanno tutti indossato luniforme delle
Guardie rosse. Per quei giovani la rivolu-
zione culturale stata solo una grande
mascherata.
La disputa tra Tokyo e Pechino per le
isole Diaoyu (Senkaku) ha riacceso nella
popolazione cinese i sentimenti antinip-
ponici. A settembre del 2012, sono scoppiate proteste
contro i giapponesi in pi di 50 citt. Intanto negli studi
cinematografici di Hengdian, nella provincia di
Zhejiang, i pi grandi del paese, si giravano molti flm
per il grande schermo e la tv ambientati allepoca della
guerra sino-giapponese del 1937-1945. Ormai circola la
battuta che siano stati uccisi pi giapponesi a Heng-
dian che su tutti i campi di battaglia. Latteggiamento
del governo di Tokyo verso la storia passata fa infuriare
i cinesi. Ma anche il governo di Pechino dovrebbe rifet-
tere. Continuiamo a ricordare al Giappone che, se non
riconosce la propria storia di aggressioni, rischia di ri-
petere i suoi errori. Ma anche noi abbiamo qualcosa da
imparare dal passato.
Nella Cina di oggi, le persone che idealizzano la ri-
voluzione culturale sono sempre di pi. La maggior
parte non vorrebbe davvero tornare indietro, solo lin-
soddisfazione per la realt attuale ad alimentare la no-
stalgia per quel periodo. La voglia di rivoluzione, natu-
ralmente, nasce anche da altri motivi. Alcuni sono di-
sgustati dal crescente materialismo della societ cine-
se, ma molti di pi sono indignati per lemergere di
gruppi dinteresse che sposano il potere politico al pro-
ftto economico. Anche quelli che rinnegano completa-
mente quel periodo, nel loro scontento cominciano a
pensare che il vero errore sia stato solo la scelta del mo-
mento: adesso che avremmo bisogno di una rivolu-
zione culturale. u bt
La Cina aspetta
delle scuse
Yu Hua
YU HUA
uno scrittore cinese.
I suoi ultimi libri
pubblicati in Italia
sono Vivere! e La Cina
in dieci parole
(Feltrinelli 2013 e
2012). Ha scritto
questo articolo per il
New York Times.
Sempre pi persone
idealizzano la
rivoluzione
culturale. La
maggior parte non
vuole davvero
tornare indietro, ma
insoddisfatta della
situazione della
Cina di oggi
In copertina
La legge delle multin
La Vattenfall contro la Germania, la Philip Morris
contro lAustralia, la Deutsche Bank contro
lo Sri Lanka: quando pensano che una legge li
danneggi, i grandi gruppi industriali fanno causa
agli stati. E vincono sempre
Q
uando il sistema fnan-
ziario argentino crol-
lato, per Selvyn Seidel
stata una bella giornata.
Anche quando esplosa
la centrale nucleare di
Fukushima non anda-
ta male. E quando nella provincia canade-
se del Qubec si sono verifcate delle per-
dite di gas tossici da alcuni impianti di fra-
cking, gli afari di Selvyn Seidel sono anda-
ti a gonfe vele. Quando nel mondo succe-
de qualcosa che terrorizza la gente, per
Seidel sempre una buona notizia. Perch
in genere in queste occasioni i governi
adottano nuove leggi e regolamenti.
Dopo il crollo fnanziario, lArgentina
ha annunciato che non avrebbe saldato i
suoi debiti: un danno consistente per le
banche estere che le avevano prestato
grandi somme di denaro. Dopo la catastro-
fe di Fukushima, la cancelliera tedesca
Angela Merkel ha annunciato che la Ger-
mania avrebbe rinunciato allenergia nu-
cleare, con gravi contraccolpi per le azien-
de che gestiscono le centrali nucleari nel
paese. La provincia del Qubec ha imposto
un divieto temporaneo sul fracking: una
perdita grave per le compagnie minerarie
internazionali. Selvyn Seidel si guadagna
da vivere recuperando una parte di tutti
questi soldi persi.
Dalla sua scrivania al ventisettesimo
piano di un grattacielo non lontano da Ti-
mes square, a New York, Seidel pu ammi-
rare il paesaggio innevato del New Jersey
al di l del fume Hudson. Indossa un com-
pleto blu e una cravatta a farfalla rossa, e
ha davanti a s un bicchiere di carta pieno
di caf. Seidel, 71 anni e una corona di ca-
pelli bianchi, nella vita ha gi lavorato ab-
bastanza, ma non ha ancora voglia di smet-
tere. Gli afari vanno bene: i grandi gruppi
industriali di tutto il mondo non hanno mai
afrontato cos tante battaglie legali contro
i governi. Per Seidel sono anni doro. Lun-
go la parete alle sue spalle sono impilati gli
scatoloni che contengono gli incartamenti
dei suoi clienti.
Tra poco squiller il telefono. Seidel sta
aspettando di essere contattato da un for-
nitore di servizi fnanziari olandese. Prefe-
risce non scendere nei dettagli, una que-
stione molto riservata. Si limita a dire che
recentemente un paese sudamericano ha
vietato le transazioni fnanziarie rischiose.
Lobiettivo del governo locale proteggere
i risparmi degli investitori privati, ma il
provvedimento stato una rovina per le
aziende che forniscono servizi fnanziari.
Ora lazienda olandese vuole recuperare il
denaro perso.
Seidel copre le spese legali e processua-
li delle aziende che fanno causa agli stati
per ottenere un risarcimento dei danni e
che devono afrontare processi molto co-
stosi. Se lazienda vince, Seidel incassa
buona parte della somma richiesta, spesso
centinaia di milioni di dollari. il suo mo-
dello dimpresa.
Sulla scrivania campeggia un trofeo che
Seidel ha conquistato sostenendo le multi-
nazionali nella loro battaglia contro gli sta-
ti: il Lawyers award del 2013. un oggetto C
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B
I
S
Kerstin Kohlenberg, Petra Pinzler
e Wolfgang Uchatius, Die Zeit, Germania
Foto di C.J. Burton
38 Internazionale 1048 | 24 aprile 2014
lle multinazionali
di cristallo che stato assegnato alla
Fullbrook Capital Management di Seidel
per i suoi successi come legale di cause ci-
vili negli Stati Uniti. Seidel in genere inve-
ste in sei o otto cause contemporaneamen-
te, e intanto ne esamina altre venti o trenta
in cui sono coinvolti paesi dellAmerica La-
tina, dellEuropa, dellAsia centrale, di tut-
to il mondo.
Seidel potrebbe sembrare una specie di
genio, un esperto che conosce a memoria
le leggi e i sistemi giuridici di decine di sta-
ti. In realt il suo lavoro pi semplice,
perch la maggior parte delle cause che f-
nanzia si svolge secondo un unico princi-
pio e sempre nello stesso luogo: in un edif-
cio di marmo e granito nel centro di Wa-
shington, non lontano dalla Casa Bianca.
Ledifcio appartiene alla Banca mondiale,
listituzione internazionale che si occupa
di prestare denaro ai paesi poveri. E ospita
uno strano tribunale: il Centro internazio-
nale per il regolamento delle controversie
relative agli investimenti (Icsid).
A questa corte si possono rivolgere le
imprese che vogliono citare in giudizio de-
gli stati stranieri per aver fatto diminuire il
valore dei loro investimenti.
Lontano dagli occhi dellopinione pub-
blica, intorno a questo tribunale si creata
una macchina giudiziaria potente ed estre-
mamente redditizia, manovrata da avvo-
cati esperti di diritto commerciale che la-
vorano per studi legali attivi a livello inter-
nazionale. Osservando il funzionamento
di questa macchina si trovano nuove rispo-
ste allantica domanda su quanto potere
detengano gli stati nel mondo e quanto ne
detengano invece le grandi aziende.
In questo momento allIcsid ci sono 185
processi in corso. Uno di questi classifca-
to come Icsid-Case Arb/12/12: Vattenfall
contro Federal Republic of Germany. Il
motivo del contendere la rinuncia della
Germania al nucleare, che ha costretto il
gruppo svedese produttore di energia elet-
trica a chiudere le centrali nucleari che ge-
stiva a Brunsbttel e a Krmmel.
Oltre allIcsid, anche altri tribunali mi-
nori si occupano di regolare le controversie
sugli investimenti. Non si tratta di corti
giudiziarie come quelle che tutti conosco-
Internazionale 1048 | 24 aprile 2014 39
In copertina
no, ma di tribunali arbitrali. A prima vista
la diferenza non enorme: anche nei pro-
cedimenti arbitrali ci sono una parte lesa,
un imputato, gli avvocati, le deposizioni
dei testimoni e dei periti. Naturalmente ci
sono anche i giudici, sempre tre. Ma gi qui
emergono le prime diferenze.
I giudici non lavorano per il tribunale
arbitrale, non sono funzionari e neanche
dipendenti. Sono esperti di giurisprudenza
provenienti da paesi diversi che vengono
nominati per ciascun processo dalle parti
in causa e tengono udienza insieme in una
delle aule del tribunale arbitrale. In queste
aule non ci sono i banchi del pubblico per-
ch i processi si svolgono a porte chiuse, e
questa la seconda diferenza.
La Vattenfall ha citato in giudizio la
Germania, e di conseguenza tutti i tede-
schi, chiedendo un risarcimento di pi di
quattro miliardi di euro: una somma corri-
spondente a poco meno della met degli
aiuti allo sviluppo che la Germania invia
allestero. Nessuno sa ancora quale sar la
decisione dei giudici, ma una cosa certa:
il verdetto, che non sar emesso prima di
due anni, sar irrevocabile. Contro le sen-
tenze dellIcsid non possibile ricorrere
presso unistanza superiore, non si pu fa-
re appello e non si possono chiedere revi-
sioni. E questa la terza diferenza.
Unidea allettante
Alla base di questi procedimenti giudiziari
ci sono i cosiddetti accordi internazionali
per la promozione e la protezione degli in-
vestimenti. In tutto il mondo esistono circa
tremila trattati di questo tipo, con cui i go-
verni simpegnano a riconoscere i verdetti
di un tribunale arbitrale. Di fronte a queste
corti lo stato limputato, non la parte lesa:
pu solo perdere denaro, mai guadagnar-
ne. Tutti i cancellieri, i primi ministri e i
presidenti devono inchinarsi di fronte alle
decisioni dellIcsid: lo dicono gli accordi.
Viene da chiedersi come mai ai governi
della Germania e di quasi tutti gli altri pae-
si del mondo sia venuto in mente di sotto-
scrivere questi trattati. La risposta che
credevano di poterne approfttare. Questi
patti tra paesi esistono da molto tempo. Il
primo accordo per la promozione e la pro-
tezione degli investimenti stato concluso
tra la Germania e il Pakistan nel 1959.
Allepoca lobiettivo di Berlino era proteg-
gere gli investitori tedeschi da possibili
espropriazioni. Grazie a quel trattato, se
per esempio una fabbrica di tessuti tedesca
fosse stata sequestrata da un funzionario
pachistano corrotto, il titolare dellazienda
non avrebbe pi dovuto afdarsi alla giu-
stizia del Pakistan. Non avrebbe dovuto
prendere parte a unudienza pubblica e
non avrebbe rischiato che il suo avversario
ritardasse il processo allinfnito. Invece si
sarebbe potuto rivolgere al tribunale arbi-
trale internazionale, e se i giudici avessero
preso le sue parti, lo stato pachistano
avrebbe dovuto risarcirlo. Il Pakistan
avrebbe ceduto un po di potere ma in com-
penso sarebbe diventato pi invitante per
le imprese tedesche: questa era lidea. An-
che Berlino avrebbe ceduto un po di pote-
re agli investitori pachistani, che a loro
volta avrebbero potuto citare in giudizio la
Germania. Almeno in teoria: in realt
allepoca gli investitori pachistani non esi-
stevano.
Nei decenni successivi molti paesi han-
no frmato accordi per la promozione e la
protezione degli investimenti. La sola Ger-
mania ha concluso pi di cento patti di
questo tipo. Eppure lIcsid non ha attirato
quasi mai lattenzione della pubblica opi-
nione. Un ricco cittadino tedesco ha de-
nunciato il Camerun, una grande azienda
statunitense ha citato in giudizio la Gia-
maica, ma i casi erano pochi: nel 1989, per
esempio, allIcsid fu istruito solo un pro-
cesso. Allepoca le imprese che
investivano somme ingenti
allestero erano poche e i casi di
espropriazione illegittima molto
rari.
Poi a met degli anni novanta
il numero dei procedimenti arbitrali si
impennato improvvisamente, passando
prima a trenta, cinquanta, ottanta, e poi a
centinaia di casi. Il motivo che dopo la
caduta del muro di Berlino i grandi gruppi
europei e statunitensi si sono avventurati
sempre pi spesso nei mercati dellAsia,
dellAfrica e dellAmerica Latina. Ma unal-
tra spiegazione si trova in un articolo uscito
nel 1995 sul Foreign Investment Law
Journal, una pubblicazione dellIcsid. Que-
sto testo ha contribuito a diffondere
unidea molto allettante tra gli avvocati
che si occupavano di diritto commerciale:
gli accordi per la promozione e la protezio-
ne degli investimenti e i tribunali arbitrali
potevano aiutare le imprese a farsi risarci-
re anche nei casi in cui non cera unespro-
priazione palese. Bastava estendere il con-
cetto di espropriazione.
Nellarticolo si legge: Gli esploratori
sono in cerca di terre sconosciute da sfrut-
tare nel campo della giurisdizione arbitrale
internazionale. Lautore era un avvocato
della Freshfelds, uno studio legale britan-
nico attivo a livello internazionale. Il terri-
torio inesplorato era un mercato immenso
che proprio in quegli anni si stava aprendo
a migliaia di avvocati in tutto il pianeta.
Al momento giusto
Seduto nella penombra in un ristorante di
pesce di un esclusivo albergo newyorche-
se, Selvyn Seidel ordina gamberetti alla
griglia. Ha appena fnito di parlare al tele-
fono: unazienda gli ha oferto un posto nel
suo consiglio di vigilanza. Domani andr a
Barcellona per tre giorni con la moglie, la
prima vacanza da anni. Poi incontrer al-
cuni soci a Londra. Seidel cresciuto in
una fattoria del New Jersey. Da ragazzo la-
vorava durante le ferie estive come rappre-
sentante di una casa editrice vendendo
enciclopedie porta a porta. Era bravo a
smerciare quei pesanti volumi. Ero uno
dei migliori rappresentanti della costa est,
dice. In seguito ha studiato giurispruden-
za, ma il futo per gli afari non lo ha mai
abbandonato.
Seidel ha lavorato per venticinque anni
per la Latham & Watkins, uno studio legale
californiano specializzato in diritto com-
merciale. Forniva consulenze a clienti im-
portanti come la compagnia aerea israelia-
na El Al e rappresentava banche dinvesti-
mento e assicurazioni di fronte
allIcsid. Ha lasciato lo studio nel
2006, a 65 anni. Non voleva pi
fare lavvocato e si messo in
proprio. Aveva scoperto un altro
territorio inesplorato nel campo
della giurisdizione arbitrale: la soluzione
del problema dei costi.
I processi dellIcsid sono costosi. La
maggior parte degli avvocati si fa pagare
settecento dollari allora o anche di pi.
Dal momento che anche solo per stilare e
presentare la citazione in giudizio possono
servire diversi mesi, in poco tempo si accu-
mulano spese per decine, centinaia di mi-
lioni. Per alcune aziende sono costi inso-
stenibili. Seidel si accolla le spese proces-
suali: se la causa viene respinta perde, ma
se lazienda vince lavvocato pu prendersi
anche l80 per cento del risarcimento. Sta-
sera di ottimo umore, e continua a ripete-
re che basta una vittoria presso un tribuna-
le arbitrale per guadagnare big bucks, bei
soldi. Dopo quello di Seidel, sono nati altri
studi che fnanziano i processi dellIcsid
Lo stato limputato,
non la parte lesa: pu
solo perdere denaro,
mai guadagnarne
40 Internazionale 1048 | 24 aprile 2014
per conto di grandi aziende, e tutti si sono
messi in cerca di clienti e di nuove oppor-
tunit. Con il boom economico in Asia le
grandi aziende della regione hanno comin-
ciato a investire in Europa e negli Stati Uni-
ti. E niente vieta a unazienda asiatica di
fare causa a un governo occidentale. Lina-
sprimento della legislazione contro il fumo
non forse un buon motivo per farlo? E
chiss, forse si pu reinterpretare anche il
concetto di investitore estero. Selvyn Sei-
del e gli altri fnanziatori di processi sono
arrivati al momento giusto.
La societ cinese di assicurazioni sulla
vita Ping An ha citato in giudizio il Belgio
chiedendo un risarcimento di 1,8 miliardi
di euro. Il motivo? Durante la crisi fnan-
ziaria il governo belga ha salvato dalla ban-
carotta e nazionalizzato una banca usando
miliardi di euro delle casse dello stato. E la
Ping An aveva una quota di partecipazione
nellistituto. Il gruppo Philip Morris, pro-
duttore di tabacco, ha chiesto allAustralia
un indennizzo di alcuni miliardi di dollari
la cifra non stata ancora defnita per-
ch il governo australiano ha stabilito che
le sigarette possono essere vendute solo in
pacchetti senza logo. La compagnia mine-
raria Lone Pine ha denunciato il Canada
per la moratoria sul fracking imposta dal
Qubec chiedendo un risarcimento di 250
milioni di dollari. La Lone Pine unazien-
da canadese e il tribunale arbitrale dovreb-
be accogliere solo le cause di investitori
stranieri, ma la Lone Pine ha sporto de-
nuncia attraverso la sua afliata statuni-
tense.
Ci sono persone che guadagnano un
bel po di soldi da processi contro paesi che
vorrebbero proteggere lambiente o i citta-
dini, ammette Nicolas Ulmer, un avvoca-
to svizzero specializzato in procedimenti
arbitrali. Anche gli studi legali tedeschi
hanno scoperto il redditizio settore della
giurisdizione arbitrale. Nellestate del
C
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Internazionale 1048 | 24 aprile 2014 41
In copertina
2011, sulla scia della crisi delleuro, lo stu-
dio Luther di Colonia ha inviato ai clienti
un nuovo numero della sua newsletter in
cui spiegava che il rischio di bancarotta di
uno stato si poteva convertire in denaro
sonante. In quel periodo i governi europei
stavano discutendo un programma di con-
solidamento del debito quale ultima possi-
bilit di salvare la Grecia dallinsolvenza.
In base a quel piano, le banche e le assicu-
razioni estere che detenevano titoli di stato
greci avrebbero dovuto rinunciare a una
parte dei loro crediti per concedere ai greci
un margine dazione pi ampio a livello f-
nanziario. Lo studio Luther ha scritto ai
suoi clienti che gli investitori non erano te-
nuti a tollerare quella decisione e potevano
chiedere un risarcimento: Il nostro studio
pu afancarvi nella teoria e nella pratica
in queste questioni complesse con una
squadra di avvocati qualifcati nel campo
delle procedure giudiziarie internazionali
e nel diritto relativo ai titoli di credito.
Uno degli autori del testo era lavvocato
Richard Happ. Neanche un anno dopo,
allinizio di giugno del 2012, il nome di
Happ comparso su un sito dinformazio-
ne giuridica in tuttaltro contesto: Happ era
stato scelto per rappresentare la Vattenfall
nel processo istituito presso lIcsid contro
la Germania.
Unalternativa efcace
Happ sarebbe la persona ideale con cui
parlare di questa disputa tra un governo
che vuole fare leggi e unazienda che vuole
fare afari. Nato nel 1971, un esperto di
controversie legali sugli investimenti e ha
rappresentato aziende private in processi
contro lAlbania e lUcraina. Ha scritto il
testo di un opuscolo della Gesel-
lschaft fr Aussenwirtschaft und
Standortmarketing, lente tede-
sco per leconomia estera e la
promozione del territorio nazio-
nale, intitolato Hilfe, ich werde
enteignet! (Aiuto, mi stanno esproprian-
do!), in cui illustra diverse situazioni in cui
le imprese hanno buone prospettive di suc-
cesso se fanno causa a uno stato. Un gover-
no straniero pu per esempio vanifcare il
finanziamento di un progetto aziendale
orientato a un fusso di cassa costante ridu-
cendo certe tarife regolamentate a livello
statale, per esempio nel settore dellener-
gia elettrica, del gas, delle telecomunica-
zioni o del trasporto. Happ ha in mente
anche altri motivi per cui unazienda po-
trebbe fare causa a un governo: Per esem-
pio se uno stato impone nuove tasse che
rendono economicamente vano il prose-
nazionali di un paese democratico, e altre
no.
Anche la Rwe e la E.on, due gruppi te-
deschi produttori di energia elettrica, han-
no fatto causa alla Germania dopo luscita
dal nucleare. Ma, a diferenza della Vatten-
fall, dovranno afrontare le udienze aperte
al pubblico della corte costituzionale tede-
sca. La Vattenfall invece, in quanto investi-
tore straniero, pu rivolgersi al tribunale
arbitrale che si riunisce a porte chiuse.
Mentre i giudici costituzionali devono
emettere la loro sentenza in base alle leggi
della Germania, i giudici arbitrali decide-
ranno secondo criteri approssimativi se il
governo tedesco si comportato in manie-
ra illegittima. Insomma, le aziende tede-
sche devono afdarsi alla propria giurisdi-
zione nazionale, quelle straniere invece
rispondono a una sorta di giustizia privata.
La corte costituzionale tedesca decide in
nome del popolo, ma in nome di chi giudi-
cano i tribunali arbitrali? Perch gli investi-
tori possono sottoporsi a una giurisdizione
separata e chi si batte per la difesa dellam-
biente o per i diritti umani no?
Secondo lavvocato Happ, gli investito-
ri hanno dei privilegi particolari perch
portano nel paese capitali necessari e ge-
nerano ricchezza. Ma secondo Peter Fuchs
il motivo un altro: il mondo si ridotto a
un mercato e i governi sono troppo deboli
per opporsi al grande capitale. Oggi Fuchs
indossa la giacca e una cravatta annodata
male. Non ha dimestichezza con questo
tipo di abbigliamento, in genere porta je-
ans e maglione, ma oggi leleganza im-
portante. Altrimenti qui non mi prendono
sul serio, spiega.
In questa mattina di febbraio Fuchs ar-
riva in bicicletta allEuropisches Haus di
Berlino, in Unter den Linden 78, non lonta-
no dalla porta di Brandeburgo. Qui c luf-
fcio di rappresentanza della Commissione
europea in Germania, una specie di amba-
sciata dellUnione europea. Tra poco, nella
sala conferenze, comincer un evento in-
formativo con la partecipazione di rappre-
sentanti dellUnione e del ministero
delleconomia tedesco. Il tema del giorno
il Trattato transatlantico sul commercio
e gli investimenti (Ttip), che lUnione eu-
ropea e gli Stati Uniti stanno discutendo
proprio in questi mesi. Il patto prevede an-
che un accordo per la promozione e la pro-
tezione degli investimenti, che tra lEuropa
e gli Stati Uniti non mai stato siglato.
Una volta frmato il trattato, le imprese
europee potranno citare in giudizio gli Sta-
ti Uniti presso un tribunale arbitrale e le
aziende statunitensi potranno fare la stes-
guimento delle attivit o fa leggi per la tu-
tela dellambiente che mettono al bando
prodotti fabbricati fno a quel momento.
Che un avvocato eviti di esprimersi ri-
guardo ai processi in corso normale. Ma
Happ si anche rifutato di descrivere pi
nel dettaglio le caratteristiche dei procedi-
menti arbitrali.
Francoforte sul Meno, Feldbergstrasse
35. Tra i grattacieli delle banche e le palme
dei giardini c lufcio della controparte di
Happ nel caso Vattenfall. Sabine Konrad ci
riceve in una sala con pareti e tavoli bian-
chi, davanti a una bottiglia dacqua con la
scritta: McDermott Will & Emery. il no-
me di un altro importante studio legale che
si muove come un grande gruppo azienda-
le. La McDermott Will & Emery ha alle sue
dipendenze un migliaio di avvocati in tutto
il mondo, e Sabine Konrad una di loro.
Quando si capito che la Vattenfall si
sarebbe rivolta allIcsid, il governo tedesco
ha creato allinterno del ministero delleco-
nomia lufcio di cancelleria per il proce-
dimento arbitrale sul 13 emendamento
della legge sul nucleare. Da allora quattro
impiegati si occupano del caso e hanno
scelto come legale Konrad, 40 anni, uno
degli astri nascenti della giurisprudenza
arbitrale.
Nel suo bilancio per il 2014 la Germania
ha stanziato 2,2 milioni di euro per il pro-
cesso contro la Vattenfall allIc-
sid. La maggior parte dei soldi
servono a coprire le spese per
lavvocato. Konrad ha gi rappre-
sentato delle aziende in processi
arbitrali. A volte difende la parte
lesa, altre volte limputato. Ma della nostra
conversazione annafata con acqua natu-
rale non si pu scrivere nulla. Quando si
tratta di controversie sugli investimenti, a
volte il pubblico non resta escluso solo dal-
le aule del tribunale. Nellottobre del 2011
Konrad ha inviato una lettera ai clienti del-
lo studio per cui lavorava allepoca: I pro-
cedimenti arbitrali sono unalternativa
unica ed efcace per ottenere un risarci-
mento dei danni, ha scritto.
Non c nulla di strano nel fatto che
unimpresa possa portare uno stato in tri-
bunale. Ma viene da chiedersi perch alcu-
ne aziende possono scavalcare i tribunali
Cosa pu permettersi
di fare uno stato se
non vuole essere
citato in giudizio?
42 Internazionale 1048 | 24 aprile 2014
sa cosa con gli stati europei. La Commis-
sione europea spera in questo modo di fa-
vorire gli affari delle banche spagnole,
dellindustria meccanica tedesca e delle
compagnie farmaceutiche francesi negli
Stati Uniti, e di rendere lEuropa pi inte-
ressante per gli investitori statunitensi.
Questo il piano che la commissione sta
promuovendo a Berlino stamattina.
Allappuntamento si sono presentate
circa centocinquanta persone. Deputati
del Bundestag ed esponenti dellindustria,
ma anche lobbisti specializzati in temi am-
bientali e sindacalisti. Tutti devono passa-
re accanto a Peter Fuchs, che se ne sta sul
marciapiede allingresso dellEuropi-
sches Haus e piazza in mano a chiunque
passi un volantino che accusa i grandi
gruppi industriali di voler aggirare i tribu-
nali nazionali. Quasi tutti i passanti pren-
dono il volantino senza guardarlo in faccia
e proseguono. Solo ogni tanto qualcuno si
ferma e fa un paio di domande.
Lei chi ?.
Sono Peter Fuchs, di PowerShift.
PowerShift?.
unassociazione che si occupa di po-
litiche commerciali ed economiche.
Non detto che ne abbiate sentito par-
lare: PowerShift stata fondata solo tre
anni fa. Ha ventisette associati e tre dipen-
denti fssi. Fuchs, 49 anni, il direttore re-
sponsabile.
Da ragazzo Fuchs non vendeva enciclo-
pedie come Selvyn Seidel, ma si diploma-
to con voti eccellenti e sarebbe potuto di-
ventare un avvocato specializzato in diritto
commerciale. Solo che quella prospettiva
non gli interessava: per lui era pi impor-
tante linteresse collettivo che il saldo del
suo conto in banca. Cos ha studiato scien-
ze politiche ed economia politica, ha lavo-
rato alluniversit e per diverse organizza-
zioni che criticano la globalizzazione e alla
fne ha fondato PowerShift.
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Internazionale 1048 | 24 aprile 2014 43
In copertina
Fuchs organizza manifestazioni, scrive
saggi sulla politica dellUnione europea,
cerca di farsi ricevere dai deputati del Bun-
destag. Descrive le sue attivit come un
tentativo di infuenzare il dibattito. In
certe occasioni distribuisce anche volanti-
ni, come stamattina.
Quando allingresso dellEuropisches
Haus non arriva pi nessuno, Fuchs sale al
primo piano. Levento cominciato e,
quando Fuchs entra nella sala, la direttrice
dellufcio di rappresentanza dellUnione
europea a Berlino sta parlando dei 120 mi-
liardi di euro per il welfare che laccordo
commerciale con gli Stati Uniti porter ai
paesi europei in questi tempi di crisi eco-
nomica. Il direttore dei negoziati dellUnio-
ne, uno spagnolo, sottolinea che si tratta
dellaccordo commerciale pi importante
della storia dEuropa. Un sottosegretario
del ministero tedesco delleconomia afer-
ma che i timori relativi allaccordo per la
promozione e la protezione degli investi-
menti sono assolutamente infondati.
Fuchs ridacchia. Se dipendesse da lui,
lUnione europea farebbe saltare i nego-
ziati con gli Stati Uniti. Fuchs contrario al
trattato, e ha criticato quasi tutte le deci-
sioni di politica economica europea negli
ultimi anni. Prima di fondare PowerShift
ha lavorato come consulente del partito di
sinistra Die Linke al Bundestag.
Sulle sponde dellElba
Fuchs stato sempre allestremo dello
spettro politico e non ha cambiato idea, ma
ora, nella controversia sulla protezione de-
gli investimenti, si ritrovato a pensarla
come il centro. Con leccezione della Cdu
e della Csu, infatti, i partiti eletti al Bunde-
stag sono sempre pi scettici sul Trattato
per la promozione e la protezione degli in-
vestimenti.Per capire cosa pensano gli
elettori basta dare unocchiata al sito di
Campact, dove i cittadini possono sotto-
scrivere petizioni online sui temi pi diver-
si, dalla svolta energetica alle speculazioni
sul cibo allasilo politico per Edward
Snowden. La petizione contro laccordo di
libero scambio ha gi raccolto 400mila fr-
me: stata la campagna pi efcace nei
dieci anni di esistenza di Campact.
Stamattina, nella sala dellEuropi-
sches Haus, i presenti fanno domande che
in realt sono afermazioni. Un uomo che
si definisce un esponente berlinese dei
Freie Whler, il movimento dei liberi elet-
tori, riscuote un sonoro applauso quando
dice che non capisce quale sia il vantaggio
di questi trattati per i comuni cittadini.
Christian Maass si chiede la stessa cosa
di dollari. La sentenza ha incoraggiato il
mondo della fnanza, che da allora si rivol-
ge sempre pi spesso allIcsid.
Sempre in favore della parte lesa si
concluso nellautunno del 2012 il caso Icsid
Arb 06/11, che vedeva la multinazionale
petrolifera Oxy schierata contro lEcuador.
Il governo ecuadoriano aveva revocato le
licenze di trivellazione dellOxy, perch
lazienda le aveva rivendute violando i ter-
mini del contratto. In base alla norma che
garantisce un trattamento giusto ed
equo alle imprese straniere, la corte ha
riconosciuto allazienda un risarcimento di
1,77 miliardi di dollari: il verdetto pi co-
stoso che sia mai stato formulato da un tri-
bunale arbitrale.
Tre anni e mezzo fa terminato invece
con un compromesso il caso Icsid Arb 07/1:
per superare lapartheid, il governo suda-
fricano aveva stabilito che aziende come le
compagnie minerarie dovevano vendere
una parte delle loro azioni a investitori ne-
ri. Alcune imprese italiane e lussembur-
ghesi hanno fatto causa al Sudafrica. Il ri-
sultato stato che Pretoria non ha dovuto
risarcire le aziende, ma stata costretta a
rendere la legge meno severa.
Cosa pu permettersi di fare uno stato
se non vuole rischiare di essere citato in
giudizio? Ben poco, rispondono i governi
dellAustralia, dellArgentina, della Boli-
via, del Brasile, dellEcuador, dellIndia,
del Sudafrica e del Venezuela. Questi paesi
hanno rescisso accordi per la
promozione e la protezione degli
investimenti, si sono rifutati di
sottoscriverli o hanno annuncia-
to che non ne avrebbero frmati
di nuovi. Ormai anche la Com-
missione europea ha riconosciuto che la
presenza di una giustizia separata e segre-
ta per le aziende straniere difficile da
spiegare ai cittadini. Di fronte alle crescen-
ti critiche, Bruxelles ha sospeso per tre me-
si i negoziati con gli Stati Uniti sulla prote-
zione degli investimenti.
Durante levento allEuropisches
Haus il direttore dei negoziati dellUnione
europea aferma che fn dallinizio si te-
nuto conto dei dubbi dei cittadini: lobietti-
vo sempre stato quello di concludere un
nuovo tipo di accordo per la promozione e
la protezione degli investimenti.
Ma questa afermazione non corrispon-
de alla realt. La Commissione europea si
rifiuta di rendere pubbliche le bozze
dellaccordo, ma la Zeit in possesso della
versione del testo con cui la commissione
si presentata al tavolo dei negoziati, quel-
lo cio in cui sono contenute le sue richie-
da cinque anni, da quando la Germania
stata citata in giudizio presso lIcsid per la
prima volta. Maass, 41 anni, allepoca era
un esponente dei Verdi di Amburgo. Dopo
le elezioni comunali il suo partito si coa-
lizzato con la Cdu e lui diventato consi-
gliere per lambiente. Proprio in quel pe-
riodo sulla sponda meridionale dellElba
stava prendendo il via un progetto immen-
so: la centrale a carbone di Amburgo Mo-
orburg, gestita dal gruppo Vattenfall.
Limpianto avrebbe bruciato e trasfor-
mato in corrente elettrica fno a 12mila ton-
nellate di carbon fossile al giorno. La Vat-
tenfall voleva rafreddare la centrale con
lacqua dellElba, ma la citt di Amburgo,
temendo che il rafreddamento stravolges-
se lecosistema del fume, ha posto condi-
zioni molto severe per lapertura dellim-
pianto. La Vattenfall ha risposto sporgendo
denuncia allIcsid. La richiesta di risarci-
mento presentata allo stato tedesco, e
quindi ai contribuenti, era di 1,4 miliardi di
euro. La tesi dellazienda svedese era che
le norme per la tutela dellambiente aveva-
no causato una riduzione della redditivit
della centrale elettrica, e che
quindi linvestimento aveva per-
so valore.
Quando Maass ha saputo la
notizia non ha potuto fare altro
che scuotere la testa incredulo.
Anche lui un giurista, specializzato in di-
ritto ambientale, ma non aveva mai sentito
parlare del tribunale arbitrale di Washing-
ton. Il processo si concluso con una con-
ciliazione: la Vattenfall ha rinunciato
allindennizzo e in cambio lautorit per la
tutela dellambiente ha adottato norme
meno rigide.
Invece il caso Icsid Arb/09/2, Deutsche
Bank contro Sri Lanka, si concluso non
con un pareggio ma con una vittoria della
parte lesa. successo un anno e mezzo fa.
La banca tedesca aveva concluso con
unazienda di propriet dello stato srilan-
chese una complessa transazione fnanzia-
ria che aveva a che fare con le tarife petro-
lifere. Quando lazienda non ha onorato i
suoi debiti, listituto di credito ha fatto cau-
sa al governo dello Sri Lanka e il tribunale
arbitrale ha stabilito che gli fosse ricono-
sciuto un risarcimento di sessanta milioni
Il Sudafrica non ha
pagato risarcimenti,
ma ha dovuto
cambiare la legge
44 Internazionale 1048 | 24 aprile 2014
ste iniziali. Larticolo 12, comma 1, prescri-
ve un trattamento giusto ed equo delle
imprese estere. Non sembrer nulla di
drammatico, ma in altri accordi simili
stata proprio questa norma a permettere di
istruire molti processi dellIcsid, per esem-
pio quello contro le leggi per la tutela
dellambiente.
Lo stesso si pu dire di un altro patto
che lUnione europea potrebbe siglare con
il Canada. Le trattative stanno per conclu-
dersi e anche in questo caso la Zeit dispone
delle bozze. Di nuovo, non si vedono gran-
di cambiamenti: se unimpresa citer in
giudizio lUnione europea o la Germania,
si potr tenere lopinione pubblica alloscu-
ro di tutto. Di uneventuale istanza supe-
riore a cui fare appello si parler solo in un
secondo momento.
Approfttare dellingiustizia
Tutte le mattine, quando va in ufficio,
Klaus Sachs passa davanti a un enorme
blocco di cemento che trentanni fa era
considerato un esempio di architettura
moderna. il palazzo di giustizia di Mona-
co, dove si svolgono il processo allorganiz-
zazione neonazista Nsu e decine di altri
procedimenti giudiziari. Salvo poche ecce-
zioni, le udienze sono tutte pubbliche.
Anche Klaus Sachs, 62 anni, un avvo-
cato. A diferenza di quasi tutti i colleghi,
per, il suo nome compare in una lista pub-
blicata lo scorso autunno dal ministero
delleconomia tedesco: lelenco dei giudici
arbitrali tedeschi dellIcsid, che contiene
appena otto nomi.
Sachs ha esercitato il potere giurisdi-
zionale in nove processi arbitrali. Una volta
si trattato di una causa intentata contro la
Polonia da un grande gruppo francese atti-
vo nel settore dellinformazione, unaltra
di una controversia tra un produttore di
energia elettrica statunitense e il Kazaki-
stan. Prima che fossero istituiti i tribunali
arbitrali, osserva Sachs, capitava spesso
che unespropriazione o una controversia
sugli investimenti provocassero una crisi
internazionale: non bisogna dimenticarlo.
Nellottocento e nel novecento le navi da
guerra europee hanno bombardato pi
volte i porti dellAfrica e dellAmerica Lati-
na per ottenere il dovuto dai mercanti lo-
cali. Rispetto ad allora, un grande pro-
gresso che le dispute tra imprese e governi
si risolvano di fronte a un tribunale arbitra-
le. E non c dubbio che in tutto il mondo
esistano ancora decine di paesi il cui appa-
rato giudiziario non si pu certo defnire
indipendente.
Anche se lavora allIcsid, Sachs non
tipo da difenderlo a spada tratta. Ha una
cattedra alluniversit di Monaco e ha di-
stribuito ai suoi studenti uno studio sui
tribunali arbitrali pubblicato dal Corporate
Europe observatory, unorganizzazione
non governativa che si batte contro i poteri
economici e politici delle grandi aziende.
Il documento sintitola Profting from in-
justice, approfttare dellingiustizia. Sachs
ha chiesto ai suoi allievi di scrivere una te-
sina sul tema: Per quale motivo la giuri-
sprudenza arbitrale viene criticata?.
Sachs osserva che da un certo punto di
vista gi stupefacente che gli stati sovrani
abbiano accettato di farsi giudicare da pri-
vati cittadini i giudici arbitrali riguardo
alle proprie leggi e alle proprie decisioni.
Daltra parte la grande maggioranza di
questi privati cittadini estremamente
consapevole delle proprie responsabilit.
Sachs si ferma a rifettere, cerca di formu-
lare un giudizio pi equo possibile sul suo
mestiere. Su un punto molto deciso: In
efetti sarebbe davvero opportuno miglio-
rare la trasparenza. Un verdetto che spun-
ta dal nulla non pi adeguato ai tempi.
Sachs non pi lunico a sostenere questa
posizione. Anche il giurista francese Em-
manuel Gaillard, uno dei giudici arbitrali
pi impegnati del mondo, sostiene che le
udienze dovrebbero essere pubbliche.
Procedure trasparenti, unistanza su-
periore a cui fare appello e possibilmente
anche una serie di clausole per la tutela
dellambiente e della salute pubblica. Per-
fno Selvyn Seidel, il newyorchese che f-
nanzia le cause delle imprese, recente-
mente si espresso a favore di una riforma
dei tribunali arbitrali. Ma gli afari devono
pur proseguire.
Lei sa cosa sono i junk bond?, mi do-
manda di punto in bianco durante la cena
al ristorante di pesce. La traduzione
dellespressione inglese titoli tossici.
Si tratta di un nome fuorviante per riferir-
si a titoli di credito che espongono a un ri-
schio notevole ma ofrono anche la possi-
bilit di ottenere grandi guadagni.
Seidel ha avuto unidea per fnanziare
un numero ancora maggiore di processi:
vuole trasformare le cause per risarcimen-
to danni in titoli da mettere in vendita sui
mercati fnanziari. Banche, assicurazioni,
fondi dinvestimento e singoli individui
potrebbero comprarli come se fossero
azioni e fare ricche speculazioni su questi
casi giudiziari. Cos anche il processo con-
tro luscita della Germania dal nucleare
potrebbe trasformarsi in un investimento
interessante. u fp
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Spagna
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n leader rivoluzionario
non ha orari. venerd
sera, quasi mezzanotte,
quando Juan Manuel
Snchez Gordillo, 64 an-
ni, ci riceve a casa sua,
un edifcio basso in un quartiere piuttosto
anonimo. Sulla porta di un minuscolo salot-
to senza lussi particolari, questuomo di
bassa statura appare nel suo aspetto abitua-
le: lunga barba da profeta, camicia rossa a
quadri e kefah palestinese. Ha i lineamenti
tirati, la gola irritata e il respiro rumoroso,
tutti efetti collaterali del suo sacerdozio
sociale. Quasi fosse ispirato dal ritratto del
Che Guevara appeso al muro, aferma con
la sua voce acuta e nasale: La situazione
attuale mi d ragione. Il capitalismo, questa
idra dalle mille teste, divora le nostre vite in
modo subdolo. un sistema necroflo. Dob-
biamo resistergli. Questo lo scopo della
mia lotta. Il suo sguardo intenso e i picco-
li occhi neri sono scintillanti.
Trentanni dopo la sua nascita, nel cuore
dellAndalusia rurale e povera, avevamo
quasi dimenticato lesperimento della ri-
belle e anarchica Marinaleda, la cittadina di
2.786 abitanti di cui Snchez Gordillo
linossidabile e carismatico sindaco. Quan-
do stato eletto per la prima volta, nel 1999,
aveva alle sue spalle gi dodici anni di lotte
per la terra. In questo villaggio di braccianti,
che vive grazie alloccupazione di terre ap-
partenenti allaristocrazia e grida slogan
rivoluzionari, la maggior parte degli abitan-
cheggiato un supermercato di cija (una
cittadina a mezzora di macchina da Mari-
naleda) distribuendo il bottino tra le fami-
glie povere del posto. Tre mesi dopo ad Ar-
cos de la Frontera (unaltra citt andalusa)
sono entrati in un supermercato Carrefour
e hanno portato via diversi carrelli di beni
alimentari di prima necessit. Sempre nel
2012, accompagnato da cinquecento sim-
patizzanti, il lder mximo di Marinaleda ha
occupato 470 ettari di terra che stavano per
essere messi allasta dal governo autonomo
dellAndalusia a Somonte, nella provincia
di Cordova.
Nellestate del 2012, poi, un gruppo di
braccianti del Sat si impadronito per una
quindicina di giorni di unarea militare nei
pressi di Osuna, non lontano da Siviglia:
1.200 ettari, di cui solo venti erano usati per
lallevamento di cavalli. Lazione gli costa-
ta una denuncia per reati contro la proprie-
t, danni materiali e insubordinazio-
ne. Nel novembre del 2013 quattro leader
del sindacato, tra cui Snchez Gordillo, so-
no stati condannati a 275mila euro di multa
e sette mesi di prigione. Contro la sentenza
ti riceve lo stesso salario, abita in case di
propriet collettiva e in occasione delle
domeniche rosse si dedica ai lavori co-
munitari. Una sorta di Cuba in miniatura,
nascosta tra Siviglia e Cordova, che ha in
Snchez Gordillo il suo lder mximo e che,
dopo tanti anni, ha finito per assumere
unimmagine quasi folcloristica, attirando
scrittori, intellettuali, giornalisti e comuni-
sti di tutto il mondo.
Negli ultimi anni, per, la crisi economi-
ca e labilit politica di Snchez Gordillo
hanno dato una nuova popolarit a Marina-
leda. In una regione dove la disoccupazione
raggiunge il 36 per cento (il 62 per cento tra
i giovani) e dove il 40 per cento degli abi-
tanti vive appena sopra il limite della pover-
t (in totale tre milioni e mezzo di persone),
lattivit del sindaco ha conquistato una
nuova legittimit agli occhi dei cittadini,
sempre pi poveri. Nel 2007, nel pieno della
crisi immobiliare che aveva colpito la Spa-
gna, Snchez Gordillo ha capito che il vento
stava sofando dalla sua parte. E ha deciso
di cambiare il nome del suo storico sindaca-
to da Soc (cio Sindicato de obreros del
campo) a Sat, dove la a sta per andaluz e la t
per trabajadores, tutti i lavoratori. Oggi il Sat
ha sostenitori anche nelle citt, non pi solo
nelle campagne.
Espropri proletari
Con il tempo le iniziative del sindaco di Ma-
rinaleda si sono moltiplicate. Nel maggio
del 2012 alcuni militanti del Sat hanno sac-
Utopia
andalusa
Franois Musseau, Libration, Francia
Occupazioni di terre. Salari uguali per tutti.
Autogestione. In una Spagna che fatica a uscire
dalla crisi, il modello collettivista della comunit
agricola di Marinaleda fa proseliti
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Marinaleda un villaggio molto parti-
colare. Allingresso del paese, sotto il dise-
gno di una colomba, c scritto: Marinale-
da, unutopia verso la pace. I muri delle
case basse che costeggiano la via principa-
le sono decorati con slogan militanti: Ter-
ra ai contadini, Sovranit socialista o
La costanza rivoluzionaria. Di recente
anche alcuni indignados hanno lasciato il
loro simbolo.
La prima grande vittoria di Snchez
Gordillo risale a poco pi di ventanni fa.
Nel 1991, dopo dodici anni di lotte tenaci, i
jornaleros avevano ottenuto lespropriazio-
ne e poi lacquisto, da parte del governo an-
daluso, di vasti terreni di propriet del duca
dellInfantado, una decina di chilometri a
nord del villaggio. Il risultato che la coope-
rativa di Marinaleda, El Humoso, oggi oc-
cupa 1.200 ettari e fa lavorare la met degli
abitanti del villaggio nei campi o nella fab-
brica comunale, Humar, dove i prodotti
agricoli sono confezionati per la vendita.
Da qui partono olive, fagioli, carciof, pepe-
roni, porri e bieta, tutte coltivazioni che ri-
chiedono molta manodopera. La maggior
parte della popolazione riceve anche un
sussidio agricolo di 426 euro, fnanziato con
i fondi europei: uno strumento per evitare
lo spopolamento delle campagne.
Manolo ha sessantanni e si occupa del
frantoio. Anche lui un fervente sostenito-
re di Snchez Gordillo. Prima dellespro-
priazione del 1991, quando da queste parti
era impossibile trovare un lavoro, doveva
andare a lavorare a Jan (per la raccolta del-
le olive), a Valladolid (per le barbabietole) o
nel sud della Francia (per la vendemmia).
Allepoca Marinaleda era uno dei villaggi
pi poveri della Spagna. Dovevamo andare
ad ammazzarci di lavoro altrove o emigra-
re, ricorda Manolo. In ogni caso cera
sempre un padrone che ci trattava come
schiavi. Il sindaco ci ha ridato la dignit.
La famiglia di Manolo, come altre 317,
benefcia di un alloggio gratuito di pro-
hanno presentato ricorso.
Quando parla della condanna, il sindaco
un fume in piena: In passato quella pro-
priet lavevamo gi occupata una quindici-
na di volte. Per quanto riguarda le multe, ci
siamo abituati: in trentanni abbiamo accu-
mulato un debito di circa un milione di eu-
ro. Ma la prigione una novit. Questo si-
gnifca una repressione pi forte. Hanno
paura perch si rendono conto che le nostre
azioni sono condivise da una popolazione
sempre pi prostrata a causa della politica
ultraliberista imposta da Bruxelles e dai
mercati. I suoi occhi si fanno ancora pi
neri: Come si fa a condannare loccupazio-
ne di terre non coltivate e abbandonate dai
loro proprietari, quando questa serve a dare
lavoro a migliaia di jornaleros (braccianti
agricoli) che fanno fatica a sopravvivere? In
una regione latifondista dove il 3 per cento
della popolazione possiede il 50 per cento
delle terre, da che parte sta la giustizia?.
A Somonte una trentina di giovani sem-
bra aver recepito il messaggio. Quasi due
anni dopo locupacin del marzo del 2012 un
gruppo di braccianti disoccupati, prove-
nienti dai paesi vicini, ha occupato 400 et-
tari di terra, sottraendoli allabbandono e
seminando avena, orzo, fagioli e girasoli.
Alla guida di un trattore c Juan Manuel
Borrego, 38 anni, che pensa a un progetto a
lungo termine: Con la crisi migliaia di per-
sone che lavoravano nelledilizia sono tor-
nate nei villaggi, senza formazione e senza
risorse. Vogliono solo lavorare la terra, co-
me i loro padri e i loro nonni. Quando non
rimane nientaltro, si torna alla terra. una
questione di sopravvivenza. E questo lo
dobbiamo al Sat e a Snchez Gordillo.
Olive e carciof
Il leader e le sue truppe proclamano che,
grazie alle misure collettivistiche, in questa
roccaforte anarco-sindacalista la crisi me-
no dura che altrove. La disoccupazione so-
stengono al 5 per cento. In realt tutto
dipende dai raccolti. Quando la stagione
delle olive o dei carciof siamo a pieno regi-
me, ma a partire da maggio-giugno c mol-
to meno lavoro, precisa la vicesindaca
Esperanza Saavedra, in unaula municipale
dove i conti si fanno ancora in pesetas.
Juan Manuel Snchez Gordillo, il sindaco di Marinaleda, l8 agosto 2012
Spagna
priet del comune e di uno stipendio ga-
rantito e uguale per tutti: 1.200 euro. Attual-
mente sono in cantiere 23 nuove case au-
tocostruite: i futuri inquilini contribuisco-
no a realizzarle lavorando come muratori.
Senza il sindaco non so cosa sarei diventa-
to, mormora Jos Muoz, che ha 58 anni e
alleva un gregge di 600 capre. Gli devo
tutto. Non deve stupire, quindi, che dal
1999 a oggi il lder mximo abbia sempre
ottenuto la maggioranza assoluta in tutte le
elezioni locali. Nel 2011, mentre la crisi ob-
bligava molti operai edili a tornare a Mari-
naleda, il suo partito (Izquierda unida-Con-
vocatoria por Andaluca) ha avuto il 73 per
cento dei voti, rispetto al 21 per cento dei
socialisti, cio nove rappresentanti contro i
due dellopposizione. Snchez Gordillo il
signore incontrastato della zona. Le lodi al
suo operato sono la norma.
Il culto della personalit
Mariano Pradas, consigliere socialista,
uno dei pochi a criticare pubblicamente il
sindaco. E non c seduta del consiglio co-
munale in cui lui e il suo collega Hiplito
Aires Navarro non siano defniti fascisti.
Visti i suoi metodi autoritari, dice Pradas,
e il culto della personalit, la gente ha pau-
ra. Ha messo a punto un sistema clientelare
di cui ha il controllo assoluto. Se si dac-
cordo con lui, va tutto bene, in caso contra-
rio le pressioni sono fortissime. Per me Sn-
chez Gordillo non altro che un tradiziona-
le cacicco andaluso. Approviamo le sue idee
ma non i suoi metodi, come loccupazione
delle terre nella pi completa illegalit.
Snchez Gordillo non si preoccupa delle
voci critiche, che rimangono un numero
insignifcante. Mentre si avvicina il mo-
mento del pensionamento politico, la sua
principale preoccupazione rendere per-
manente il modello instaurato a Marinale-
da e trasmetterlo alle generazioni future. I
prezzi agricoli sono molto bassi e la presen-
za dei nostri prodotti su un mercato senza
regole ogni giorno pi complicata. Abbia-
mo dei progetti, in particolare una banca
della terra per i jornaleros senza lavoro, ma
ci mancano i mezzi fnanziari per realizzar-
li. Almeno, per, siamo riusciti a conservare
quello che abbiamo conquistato. Per ora
Marinaleda sembra resistere e anche i suoi
(numerosi) nemici lo riconoscono. Daltra
parte, viene spontaneo chiedersi perch al-
tri villaggi andalusi non abbiano seguito lo
stesso modello. A questa domanda Snchez
Gordillo si limita a sorridere. Di fronte al
municipio uno dei suoi collaboratori ha la
risposta pronta: Di Snchez Gordillo ce n
uno solo!. u adr
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Durante unoccupazione dellagosto 2012
Il complesso sportivo di Marinaleda, novembre 2012
Braccianti durante una marcia da Jdar a Jaen, agosto 2012
Sono in tanti a ferirlo, inquinarlo e sventrarlo.
Lo sfruttamento delle sue risorse
accelera lo scioglimento dei ghiacciai,
causa i cambiamenti climatici
e determina la scomparsa
di interi ecosistemi. lunico Pianeta
che abbiamo, ed in pericolo.
Ecco perch abbiamo bisogno
del tuo aiuto in difesa.
Dai il tuo 5x1000 a Greenpeace.
Non ti costa nulla e pu fare tanto.
SONO IN TANTI
A PRENDERE A CALCI
IL PIANETA,
TUTTI I GIORNI.
Iraq
Prigionieri di B
Le macerie di una moschea di Baghdad, nellaprile del 2012
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eri di Baghdad
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e email da Baghdad mi sor-
prendono nel bel mezzo di
una normale giornata di la-
voro. Amici, autisti e inter-
preti che dieci anni fa mi
avevano aiutato a destreg-
giarmi nella guerra irachena di cui mi ero
occupata per conto del Chicago Tribune
mi scrivono rispondendo ai miei auguri di
buon anno. Le loro parole mi colpiscono,
lasciandomi attonita davanti al computer.
Non c bisogno che ti dica quanto brutto
vivere a Baghdad di questi tempi. So che sei
informata sulle ultime notizie. La situazio-
ne pessima, mi scrive Na deem Majeed,
un ingegnere che aveva lavorato per il Chi-
cago Tribune come interprete e che oggi
gestisce una concessionaria Nissan. A Na-
tale del 2013 il quartiere dove vive stato
colpito da due forti esplosioni. Lui e la sua
famiglia sono rimasti chiusi in casa per
giorni.
Sinan Adhem un ex ufciale delleser-
cito iracheno. Nel 2003 faceva lautista e mi
aveva scortato nelle zone pi pericolose. Il
tono della sua email allarmante: lavoran-
do come consulente per le Nazioni Unite,
ha constatato che i livelli di violenza in Iraq
continuano ad aumentare. Perci ha chie-
sto un nuovo incarico in un paese pi sicuro:
la Siria. La Siria?, obietto. Un paese in pie-
na guerra civile? Qui le cose vanno sempre
peggio e non si vedono segnali di migliora-
mento, mi risponde. Lavorare per lOnu in
Siria, invece, signifcherebbe vivere in un
Christine Spolar,
Financial Times,
Regno Unito. Foto
di Christian Werner
Dieci anni fa Christine
Spolar ha seguito la
guerra in Iraq come
inviata del Chicago
Tribune. A febbraio
tornata a Baghdad per
incontrare amici e
colleghi. Ha trovato un
paese sconvolto dalle
violenze e senza fducia
nel voto del 30 aprile
Internazionale 1048 | 24 aprile 2014 51
Iraq
compound protetto, mentre sua moglie e
sua fglia potrebbero stare in una bella casa
in Libano, con la prospettiva di passare un
po di tempo insieme durante le vacanze.
Ma staremo a vedere, conclude.
Nel 2013 avevo letto con preoccupazio-
ne i resoconti dallIraq. Nella provincia di
Al Anbar, non lontano dalla capitale, cera-
no nuovi scontri, in alcuni casi provocati da
combattenti provenienti dalla Siria. Le no-
tizie di decapitazioni, sparatorie e auto-
bombe erano sempre pi frequenti. La ca-
pitale sembrava al riparo dalle violenze, ma
poi arrivato dicembre. A Natale un atten-
tato vicino a una chiesa nel quartiere di Du-
ra, a Baghdad, ha causato la morte di 24
persone. Lo stesso giorno una bomba in un
mercato ha provocato altri undici morti.
Violenze paragonabili a quelle del 2008,
uno degli anni peggiori della guerra.
Rileggo le vecchie email dei miei ex col-
laboratori in cui raccontano di aver compiu-
to quarantanni, di essersi sposati ed essere
diventati padri. Com oggi la loro vita?
Pensano che il nuovo Iraq sia meglio di
quello di Saddam Hussein? I loro fgli cre-
scono sereni? Ci scriviamo e ci sentiamo
per telefono. Dieci anni dopo aver lavorato
insieme, possiamo rivederci a Baghdad?
Prima di comprare il biglietto aereo, te-
lefono a Nadeem perch ho un dubbio: for-
se dovrei aspettare le legislative del 30 apri-
le. Se vuoi venire in Iraq, meglio farlo
subito, mi risponde. Con lavvicinarsi del-
le elezioni aumenteranno gli attentati. Poi
fa una risatina: cos che funziona la de-
mocrazia da noi.
Con le lacrime agli occhi
Al mio arrivo a Baghdad, a febbraio, mi sen-
to confusa. Non riesco a trovare Sinan al
terminal dellaeroporto. Poche ore prima le
autorit irachene hanno raforzato le misu-
re di sicurezza e, anche se Sinan ha un tes-
serino delle Nazioni Unite, non riuscito a
superare i quattro checkpoint e le ispezioni
con i cani poliziotto che ha incontrato lungo
la strada. Ci sentiamo per telefono e mi
manda incontro un amico con un nullaosta
di sicurezza pi elevato, che mi porta via in
auto. A un certo punto, su un lato della stra-
da, vediamo Sinan che si sbraccia per salu-
tarci. Vedendolo correre verso il mio fne-
strino, senza barba e ingrassato ma con
unandatura saltellante da ragazzino, mi
viene da ridere. Poi i nostri occhi si riempio-
no di lacrime. Pochi secondi dopo seduto
con me sul sedile posteriore dellauto e mi
mostra una citt che fatico a riconoscere.
La strada dellaeroporto una meravi-
glia (una meraviglia da dieci milioni di dol-
lari, osserva sarcastico Sinan): ampie car-
reggiate dasfalto, imponenti barriere di si-
curezza e posti di blocco. Mentre procedia-
mo incolonnati nel trafco, comincio a fare
domande. Quando ho lasciato Baghdad,
nel 2004, i lampioni non funzionavano, i
segnali stradali erano pochi e i negozi di ali-
mentari afdabili si contavano sulle dita di
una mano. La nuova Baghdad piena di
concessionarie, fast food e centri commer-
ciali. In ogni strada si sente il rumore dei
generatori le interruzioni di corrente sono
ancora frequenti ma chiaro che la citt si
sta sforzando di risolvere i problemi. Avevo
letto che la produzione di petrolio sta per
raggiungere i tre milioni di barili al giorno,
ma non mi ero resa conto di quanti investi-
tori turchi, iraniani, emiratini e iracheni
avessero frmato accordi, costruito appar-
tamenti e alberghi, e scommesso su un Iraq
pi sicuro.
per questo che le violenze del 2013
hanno spaventato cos tanto i miei amici, i
politici iracheni e lamministrazione statu-
nitense, che a gennaio ha inviato i suoi rap-
presentanti a incontrare il primo ministro
iracheno Nuri al Maliki per convincerlo a
raforzare le misure di sicurezza. LIraq non
certo destinato a diventare una destina-
zione turistica ma, secondo gli avversari
politici di Al Maliki e molti esponenti della
comunit internazionale, il primo ministro
ha giocato la carta delle divisioni religiose
con troppa disinvoltura. Il mancato rispetto
delle promesse fatte a sunniti e sciiti ha con-
tribuito a far aumentare le tensioni.
Lanno scorso nella provincia di Al An-
bar sono scoppiate le proteste delle trib
sunnite, convinte che il primo ministro,
scii ta, avesse ignorato gli impegni assunti
nel 2007, ai tempi del cosiddetto surge,
quando gli Stati Uniti aumentarono le loro
truppe sul campo per sconfggere linsurre-
zione jihadista. I combattenti tribali che
avevano partecipato alla lotta contro Al
Qae da non hanno avuto benefci n econo-
mici n di status. A Ramadi le loro proteste
hanno fatto scoppiare degli scontri. In esta-
te gruppi di combattenti stranieri prove-
nienti dalla Siria hanno approfttato dei di-
sordini per occupare Falluja. A luglio e a di-
cembre sono evasi di prigione altri estremi-
sti islamici, che hanno ingrossato le fle de-
gli oppositori del governo. In autunno si
sono intensifcati gli omicidi mirati. E alla
fne del 2013 sono scoppiate bombe in tutto
lIraq. Nella prima settimana di gennaio la
bandiera nera di Al Qaeda stata vista
sventolare su alcuni camion che percorre-
vano la provincia di Al Anbar.
Nei giorni in cui stavo organizzando il
viaggio, a fnire nel mirino sono stati i mini-
steri iracheni. Il 30 gennaio un raid al mini-
stero dei trasporti ha causato dodici morti.
Il 5 febbraio il ministero degli esteri stato
colpito da una bomba: sedici morti e dieci
feriti. Non c modo di indovinare dove e
quando scoppier la prossima bomba, mi
spiega Sinan. Tutte le mattine lui prende il
taxi alle sei e mezza due ore prima di co-
minciare il lavoro per entrare nella zona
internazionale, dove si trova lambasciata
statunitense. Lo fa per evitare sia lora di
punta sia le bombe. Ma non c metodo nel-
la follia e in certi giorni le esplosioni scuoto-
no tutti gli angoli della citt.
Da sapere
Alle urne
u Il 30 aprile gli iracheni tornano alle urne per
la terza volta dalla caduta di Saddam Hussein
per eleggere i 328 rappresentanti del
parlamento. I candidati sono 9.045, divisi in 142
partiti e in 41 coalizioni. Le legislative del 2010
avevano portato a una lunga crisi politica. Per
formare il governo ci vollero nove mesi di
negoziati perch il risultato delle urne era stato
un sostanziale pareggio tra la coalizione Stato di
diritto, guidata dal primo ministro Nuri al
Maliki, e il blocco laico Iraqiya di Iyad Allawi,
che pur avendo ottenuto il maggior numero di
voti non riuscito a stringere le alleanze
necessarie a formare un governo. Dopo il 2010
sembrato che il paese si stesse allontanando
da una politica basata sulle divisioni religiose,
ma la situazione in realt peggiorata, stima
Kirk Sowell su Gulf News. La competizione
politica si svolge essenzialmente allinterno di
ciascun gruppo demografco (sciiti, sunniti,
curdi e altre minoranze). Alle prossime elezioni
la coalizione sciita Stato di diritto otterr quasi
sicuramente la maggioranza relativa. Le
possibilit che Al Maliki si assicuri un terzo
mandato dipendono invece da quanto sar
ampia questa maggioranza. Il premier
comunque fducioso: per sconfggerlo i suoi
avversari politici sciiti dovrebbero formare una
coalizione con i sunniti e i curdi. Una
prospettiva difcilmente realizzabile, scrive
Ned Parker sulla New York Review of Books.
52 Internazionale 1048 | 24 aprile 2014
Quando ero uninviata in Iraq al giorna-
le a volte brontolavano se insistevo che bi-
sognava limitare i rischi. Non questa volta.
Mi trovano una sistemazione in una casa
privata, vicino a una strada protetta da
guardie armate. Per uscire dovr coprirmi il
capo con un velo. E siamo daccordo: niente
cene al ristorante n incontri negli uffici
pubblici. Mi muover solo con i miei ex col-
laboratori, a bordo delle loro auto.
Il pomeriggio del mio arrivo, Nadeem e
suo fratello Arfan entrano in casa proprio
mentre Sinan e io posiamo i bagagli. Ci ab-
bracciamo sorridendo. Sono ancora belli
hanno solo perso un po di capelli e vesto-
no eleganti, in giacca e pantaloni. Senza
smettere di chiacchierare ci infiliamo
nellauto di Nadeem, mostriamo i nostri do-
cumenti agli agenti del checkpoint e ci diri-
giamo verso un caf allaperto. Seduti sotto
le palme, facciamo una cena a base di
agnello e discutiamo dellorganizzazione
dei prossimi giorni.
Arfan ascolter i notiziari radio del mat-
tino e dar unocchiata su internet per farsi
unidea dei pericoli. Dopo un attentato
tutti vanno a casa e c trafco. Quando ce
ne sono vari contemporaneamente il traf-
co diventa impossibile, spiega. Suo fratello
Nadeem, che ha WhatsApp e Facebook sul
telefono, scambia in continuazione mes-
saggi sulla sicurezza con la moglie e con gli
amici. Fanno tutti cos, osserva. Non di-
co mai a che ora arrivo. Dico a che ora parto.
Dopo di che calcoliamo insieme il tragitto e
il tempo necessario, e ci informiamo sui
nuovi checkpoint. Per questo c anche
unapp: GoPhast.
La mattina dopo mi sveglio tardi. una
splendida giornata ma le notizie sono
preoc cupanti. Nel Suq al arabi, un mercato
del centro, sono esplose due bombe tra le
bancarelle di vestiti. Il bilancio di sei mor-
ti e diciotto feriti. LOnu rilascia una dichia-
razione in cui esprime inquietudine per le
condizioni in rapido peggioramento nella
zona di Al Anbar. Verso sera partiamo per la
zona orientale di Baghdad, diretti a casa di
Sinan dove si festeggia il compleanno di sua
fglia di nove anni.
A tutti i costi
Maryam Adhem indossa una corona di car-
ta rosa sui capelli ricci e gioca in salotto con
altre sei bambine. Sul tavolo da pranzo c
una torta di cioccolato decorata con una f-
gurina di zucchero di Dora lesploratrice. Il
mio arrivo per Maryam un evento, ma il
momento clou della serata quando deve
aprire il regalo dei genitori: un set da piccola
chimica. Sua madre Hiba scherza: Potreb-
be diventare la nostra scienziata.
Sinan e Hiba guardano le bambine di-
vertiti, ma anche pensierosi. Sinan fa nota-
re che per Maryam la casa tutto il suo
mondo. Ha imparato a pattinare in salotto.
La bici appoggiata vicino al letto. Il luogo
pi lontano che pu raggiungere pedalando
il parcheggio di casa, che protetto da un
muro alto tre metri. I genitori non la lascia-
no giocare per strada. Hanno paura dei ra-
pimenti e delle sparatorie. La scuola di Ma-
ryam dista cento metri ma i suoi la accom-
pagnano in auto, come fanno tutti i genitori.
questo che mi preoccupa, dice Sinan.
Quando ero piccolo io e i miei amici stava-
mo sempre per strada. Andavamo a piedi a
scuola, ed era cos che imparavamo a vive-
re. Andavamo in bici, giocavamo La reli-
gione non aveva importanza. Nessuno ci
faceva caso.
Il quartiere dove vivono, Zayuna, mol-
to cambiato. Sotto la dittatura di Saddam, i
quartieri erano divisi in base alla professio-
ne dei residenti. Gli insegnanti abitavano
da una parte, gli ingegneri da unaltra. Il pa-
dre di Sinan, un sunnita, era un ufficiale
dellesercito perci vivevano in una strada
elegante. Quando Sinan era adolescente,
suo padre si rifut di partecipare alle riu-
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Baghdad, aprile 2012
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Iraq
nioni del partito Baath e fu cacciato
dallesercito. Perse il diritto alla pensione e
fu costretto a vendere parte della casa.
Oggi Sinan, il fratello e la sorella vivono
ancora nello stesso stabile con le loro fami-
glie, ognuna a un piano diverso. Conoscono
bene il quartiere, ma non i loro vicini. Negli
ultimi sette anni le moschee sunnite sono
diventate sciite. Si sono presentati dei reli-
giosi sciiti dicendo che cos era meglio,
racconta Sinan. A cinquecento metri da ca-
sa sua ci sono due nuove moschee sciite in
costruzione. I nuovi vicini sono tutti sciiti.
Quando gli chiedo se ci sono tensioni, Sinan
fa segno di no. Qui gli sceicchi sono mode-
rati, spiega. Neanche loro vogliono pro-
blemi.
Hiba mi parla della scuola. Insegna alle
elementari, in un istituto pubblico, dove
mancano il riscaldamento, laria condizio-
nata e lacqua corrente. Condizioni molto
diverse rispetto a quando lei e Sinan erano
bambini. Per Maryam, invece, hanno deci-
so che la scuola privata a Baghdad ce ne
sono moltissime fosse lunica scelta possi-
bile. Hiba non si lamenta del governo n di
quello che manca nelle scuole pubbliche.
Ma lei e Sinan come molti altri stabilisco-
no autonomamente quali sono le cose a cui
non vogliono rinun ciare.
cui sono ospite. Mentre ci stringiamo la ma-
no, mi rendo conto che non sorridono solo
a me. Anche loro non si vedono tutti insie-
me da anni.
Alcuni vivono in case vicine allaeropor-
to, nel quartiere di Al Amiriya, e possono
rimanere circondati dai posti di blocco per
giorni interi. Una riunione in programma
da mesi pu andare allaria a causa di un al-
larme terrorismo. Alcuni si sentono ogni
tanto per telefono, ma lo stress di attraver-
sare Baghdad li tiene lontani. Oggi, per,
hanno fatto uno sforzo.
Allinsegna del terrore
Sono un bel gruppo. Tra loro c un assisten-
te parlamentare, un negoziatore impegnato
a far entrare lIraq nellOrganizzazione
mondiale del commercio, il dirigente di
unazienda energetica turca, due dirigenti
della Nissan, un autista, un consulente per
le questioni di sicurezza delle Nazioni Unite
e uno shipping manager. Fanno lavori im-
portanti e dovrebbero essere i motori
delleconomia irachena. Ma, quando gli
chiedo che ruolo avranno nel futuro del
pae se, quasi tutti scuotono la testa.
Era prevedibile che i primi anni della de-
mocrazia sarebbero stati duri. Ma questan-
no, con le elezioni in programma per il 30
Quando manca lelettricit si usa un ge-
neratore diesel autonomo, che resta in fun-
zione per ore ogni giorno. Costa 230 dollari
al mese. Il fratello di Sinan, ingegnere, ha
analizzato la qualit dellacqua a Baghdad e
ha consigliato ai parenti di non berla. Quin-
di la famiglia di Sinan spende altri 150 dol-
lari al mese per lacqua minerale. La scuola
privata costa cento dollari al mese. Questo
il costo della vita per una famiglia della
classe media, spiegano Hiba e Sinan. Ma, a
preoccuparli di pi, il costo della violenza
su Maryam.
Mia fglia deve conoscere il mondo,
aferma Hiba. Sinan le fa eco: Dovrebbe
passeggiare per strada, andare in gita con i
compagni In questo modo un bambino
acquista fducia in s. per questo che Si-
nan vorrebbe lavorare in Siria. Se voglio
una vita migliore, devo correre dei rischi,
spiega. Maryam ha un radar al posto delle
orecchie. Quando sente parlare di esplosio-
ni sta ancora pi attenta. Sa cos un ordi-
gno esplosivo improvvisato. Ascolta la ra-
dio, sente parlare di queste cose a scuola.
Non voglio che cresca contando le auto-
bombe.
In una fresca mattina di sole otto miei
collaboratori dei tempi della guerra in Iraq
si materializzano nel giardino della casa in
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Il quartiere Al Hurriya a Baghdad, 2012
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aprile, si sentono frustrati da una vita vissu-
ta allinsegna del terrore. Ogni nuova esplo-
sione indebolisce le speranze di condurre
unesistenza normale.
A cosa serve un buon lavoro se la tua
preoccupazione principale sopravvive-
re?, si chiede Tharwat al Ani, funzionario
del ministero del commercio. Ogni anno
c una novit: le autobombe, gli ordigni
artigianali, i rapimenti. Dopo gli attentati ai
ministeri, le misure di sicurezza sono state
rafforzate. Ma questo significa pi
checkpoint per le strade e pi complicazio-
ni. Ecco com la mia vita: in una giornata
fortunata impiego dieci minuti per andare
al lavoro in auto. Tre settimane fa, ci ho
messo cinque ore. Perdo pi della met del-
le mie giornate.
Haval Tahir dirige gli uffici di Etsun,
unazienda turca che distribuisce carburan-
ti. Secondo lui gli ultimi dieci anni hanno
portato opportunit di lavoro migliori, ma
anche orizzonti pi ristretti. Lavora da casa,
e cos pu evitare il trafco, ma il motivo
non piacevole. Nel 2005 il fratello del suo
capo stato rapito. Lazienda ha pagato cen-
tomila dollari di riscatto, ma la vicenda ha
lasciato il segno. Quando si sono resi conto
della situazione in Iraq, mi hanno ordinato
di lavorare da casa, racconta Haval, che ha
quattro fgli. Non quello che ci aspettava-
mo quando arrivarono gli americani.
Il quartiere di Al Amin, dove vive, nella
zona sudest di Baghdad, molto cambiato
negli ultimi sette anni: i cristiani sono anda-
ti via. I nuovi arrivati, prevalentemente scii-
ti, hanno comprato le case e le hanno divise
in appartamenti. Buona parte di queste fac-
ce sconosciute sono poliziotti o dipendenti
statali, spiega Haval. Lui, un curdo cresciu-
to a Baghdad, e sua moglie, una dirigente
scolastica, nel 2007 hanno silenziosamente
cambiato qualcosa nella loro vita per man-
tenere buoni rapporti con i vicini: il nome
curdo del loro fglio maggiore, Azad, stato
cambiato in Omar.
Quando faceva la guardia armata per il
Chicago Tribune, Majid Khadim conosceva
poche parole dinglese. Quando gli chiedo
del suo nuovo lavoro di autista per le Nazio-
ni Unite, sbotta in inglese: Tutta la nostra
vita ruota intorno alla sicurezza. Se succede
qualcosa, come una bomba, devo telefona-
re a tutti i miei familiari per accertarmi che
stiano bene. Abbiamo paura ventiquattrore
al giorno.
Majid sa bene cosa signifca prendere
delle precauzioni. Aveva lasciato il Chicago
Tribune per lavorare alla Ake, unagenzia
che valuta i rischi per la sicurezza e fornisce
analisi sulle regioni ostili. A quei tempi il
quartiere dove abitava, vicino allaeropor-
to, si trovava sulla linea di fuoco. Dopo il ri-
tiro delle truppe statunitensi nel 2011, Majid
sperava che gli attacchi sarebbero diminui-
ti. Ma quando nellaprile del 2013 unesplo-
sione ha devastato un caf dove un gruppo
di neolaurea ti stava facendo festa, si reso
conto che sarebbero tornate le violenze.
Lattentato era avvenuto due giorni pri-
ma delle elezioni provinciali, considerate
un banco di prova della stabilit politica ira-
chena. Secondo tutti i miei ex collaboratori
bisogner aspettarsi nuove esplosioni di
violenza prima del voto del 30 aprile, con
cui il primo ministro Al Maliki spera di otte-
nere un terzo mandato. Quando chiedo chi
andr a votare rimango sorpresa: quasi nes-
suno. Perch correre il rischio?, spiega
Arfan Majeed. Dovremmo aspettare in f-
la, mettendo a repentaglio le nostre vite,
mentre le autorit non sanno neanche co-
me garantire la nostra sicurezza.
Tutti parlano male dei parlamentari e
del fatto che si sono aumentati gli stipendi e
le pensioni. Lanno scorso, durante il Ra-
madan, un deputato si vantato del fatto
che suo fglio aveva speso 3.500 dollari per
la bolletta del telefono. Ecco cosa ci tocca
sentire, osserva Arfan.
I risultati delle legislative del 2010 li
hanno lasciati di stucco. Il blocco laico di
Iyad Allawi aveva ottenuto pi voti, ma Al
Maliki riuscito a creare una fragile coali-
zione di partiti sciiti che gli ha permesso di
restare al potere. Nessuno dei miei amici
pensa sia giusto. Si informano su Facebook,
leggono i commenti delle altre persone e si
chiedono se le prossime elezioni possano
incoraggiare nuove alleanze basate su pro-
grammi condivisi, invece che sulle divisioni
settarie. Ma nessuno crede che possa suc-
cedere realmente. Gli scontri nella provin-
DallIraq
B
aghdad il principale cam-
po di battaglia dello scontro
tra i candidati alle elezioni
del 30 aprile, scrive il giornalista ira-
cheno Zuhair al Jezairy. Le mu-
ra, i ponti e gli edifci pi alti della
citt sono diventati un supporto per
i manifesti politici. Rispetto alle ele-
zioni del 2010 la religione molto
poco presente nei discorsi dei can-
didati, che raramente si fanno ri-
trarre con il turbante tradizionale.
Secondo lanalista politico Alaa La-
mi, la campagna elettorale carat-
terizzata da molta propaganda, ma
dallassenza di programmi seri. Le
grandi coalizioni costruite su base
settaria si sono divise in gruppi pi
piccoli e ogni candidato strizza loc-
chio agli elettori delle altre comuni-
t. Nessuno, neanche il primo mini-
stro Nuri al Maliki, sembra in grado
di ottenere la maggioranza necessa-
ria per formare il governo. Per que-
sto saranno decisive le manovre
successive al voto.
Gli iracheni vorrebbero un lea-
der forte e rigoroso, scrive Jaafar
Wanan sul sito Baghdad. Ma la
politica talmente in crisi che sar
difcile vedere realizzata la volont
degli elettori. Dato che il parlamen-
to ha le mani legate, i discorsi si
concentrano sulla fgura di un lea-
der forte. Nonostante i numerosi
esempi negativi che gli arabi hanno
avuto nella storia, sembra che ne
siano ancora afascinati. Il nuovo
lea der dovr rispettare la costituzio-
ne, leggendola alla luce degli ideali
democratici, e moderare il pi pos-
sibile lo scontro con lopposizione.
Dovr rappresentare lintero pae se
ed essere intransigente con gli
estremismi religiosi, che hanno la-
cerato il tessuto sociale. Anche se il
voto non porter a un cambiamento
radicale, potr servire a rinnovare il
parlamento e a far emergere un lea-
der che prenda provvedimenti deci-
si contro la corruzione, il terrorismo
e il settarismo. u
Un leader forte
ma non troppo
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Da sapere
Attentati a ripetizione
Attacchi terroristici registrati
in Iraq ogni settimana
Fonte: Ake, Financial Times
300
250
200
150
100
50
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Agosto 2013 Febbraio
30 dicembre
13 gennaio
17 febbraio
25 novembre
19 agosto
2014
Iraq
cia di Al Anbar aggravano le tensioni tra
sunniti e sciiti. Si parla di combattenti che
fanno la spola tra la Siria e lIraq, e del fatto
che lIran cerca di infuenzare il risultato del
voto. Ai miei vecchi collaboratori viene il
dubbio che alcuni politici preferiscano il
caos. Muhanned Essam, unex guardia ar-
mata che ora lavora in parlamento, consi-
dera le divisioni religiose una strumentaliz-
zazione politica. Non credo che esistano
problemi di settarismo, dice. Non nella
vita reale. Guarda qui: siamo tutti amici. I
politici sfruttano ogni questione per il loro
tornaconto.
Alcuni hanno chiesto il visto per trasfe-
rirsi in Canada, negli Stati Uniti o in Austra-
lia, anche se nessuno entusiasta allidea di
ricominciare da capo. Majid aspetta i docu-
menti per trasferirsi ad Albuquerque, negli
Stati Uniti. Sar difcile, aferma, ma lo fa
per i fgli. Arfan, che ha una moglie giovane
e una bimba di un anno, riuscito a ottene-
re i documenti ma poi ha rinunciato: dif-
fcile cambiare vita, cambiare paese.
Ziad Khisrow vuole trasferirsi nelle zone
curde vicino a Erbil. Ha fondato unazienda
di spedizioni aeree, e per un certo periodo
ha lavorato in Giordania e in Cina. tornato
a Baghdad perch aveva nostalgia. Ora se
ne va per motivi di sicurezza. Una quaranti-
na di suoi familiari vive gi al nord. Ziad ri-
conosce che in Iraq si fanno buoni afari.
Ma alla fne quello che conta davvero vi-
vere in pace.
Nel gruppo ci sono sunniti, sciiti e curdi.
Tutti sono cresciuti ai tempi della dittatura.
Guadagnano molto di pi di quanto si sa-
rebbero mai aspettati. Ma sono tutti dac-
cordo con Majid, sciita e con unistruzione
universitaria, quando dice che rinuncereb-
be a tutto in cambio di una vita tranquilla.
Vorrebbe che le fglie potessero giocare li-
beramente. La folla lo spaventa. Ha paura
che ci siano degli assassini nei parchi gio-
chi. Adoro le mie fglie e se gli succedesse
qualcosa non me lo perdonerei, osserva.
Quando facevo linsegnante guadagnavo
tre dollari al mese. Immagino che qualcuno
potrebbe dirmi: con tutti i soldi che guada-
gni, le cose ti andranno meglio. Ma tornerei
a vivere con tre dollari al mese se mi dices-
sero che potrei stare pi tran quillo.
Nel paese tornano anche gli intrighi po-
lenze nella provincia di Al Anbar. Anche
nelle sue parole riecheggia il rancore difu-
so tra i miei amici. Defnisce le prossime
elezioni una catastrofe. Sofriamo per il
settarismo e per le divisioni tribali. Il caos di
Al Anbar sfruttato da entrambe le parti.
Chi attacca sostiene di voler uccidere i ter-
roristi, chi attaccato dice di voler difende-
re i suoi diritti. Sono tutti dei bufoni, ag-
giunge con sarcasmo. Sono molto, molto
divertenti.
Il centro commerciale
Nadeem e Arfan sono nervosi allidea di an-
dare a fare shopping ad Al Mansour. Io inve-
ce sono curiosa di vedere il primo centro
commerciale di lusso di Baghdad, con i suoi
cinema, i bar e i negozi eleganti. Il 18 genna-
io di questanno vicino al centro commer-
ciale sono stati sparati dei colpi ed scop-
piato uno scontro a fuoco. Nella galleria
non morto nessuno, per in strada sono
rimaste uccise due persone.
Dopo questi fatti, Nadeem ha proibito
alla moglie Reem di andarci. Ma io insisto e
Reem mi appoggia: lunico posto, pieno di
guardie di sicurezza, dove si pu fare shop-
ping senza timori. Quindi prima che io ri-
parta, Nadeem e Arfan studiano un itinera-
rio che ci permette di evitare il trafco sera-
le dei lavoratori.
Per entrare al centro commerciale dob-
biamo sottoporci a un controllo di sicurezza
e io sono perquisita nella sezione riservata
alle donne. Poi, mi ritrovo in una terra nuo-
va e sconosciuta. In giro ci sono donne con
capelli biondo platino, minigonna o jeans
attillati. Ragazzi che si tengono per mano. Il
centro commerciale, inaugurato sei mesi
prima, ofre non solo beni di lusso ma anche
la possibilit di incontrare una generazione
diversa dalle precedenti.
Samaa Sinan Nadhim e Shams Emad
pranzano nella zona ristoro. Samaa studia
medicina a Tbilisi, in Georgia; venuta a
fare visita a Shams, che studia ingegneria a
Baghdad. Nessuna delle due pensa di anda-
re a votare. Samaa potrebbe farlo perch il
governo ha distribuito delle schede elettro-
niche che permettono di votare dallestero,
ma non ne ha intenzione. Sono tutti dei
bugiardi, aferma. Anche Shams convin-
ta che i politici non servano a niente. Le due
ragazze si mettono a ridacchiare quando gli
chiedo com loferta del centro commer-
ciale. per questo che siamo qui, rispon-
de Samaa. Shams ha la gonna lunga fno
alle ginocchia, ma si tolta il velo. Samaa
non ce lha per niente. Solo in questo cen-
tro commerciale, e qualche volta alluniver-
sit, mi vesto in questo modo, spiega
litici. Muqtada al Sadr, una delle fgure reli-
giose sciite pi infuenti, ha annunciato il
suo ritiro dalla vita politica. La notizia sta-
ta pubblicata sul suo sito ed stata difusa
da Facebook. I blogger iracheni stanno esa-
minando le possibili conseguenze della sua
uscita di scena sul voto del 30 aprile. Dopo
aver alimentato le rivolte contro le truppe
statunitensi e britanniche, Al Sadr ha cam-
biato posizione diventando una voce sciita
moderata. Ha accusato Al Maliki di aver
fatto leva sul settarismo e lannuncio del
suo ritiro, visto come un rimprovero per le
azioni del premier nella provincia di Al An-
bar, fa nascere sospetti sui possibili accordi
politici stretti dietro le quinte.
Perfno Al Sadr esorta gli iracheni a eser-
citare il loro diritto di voto. Forse i miei ami-
ci ed ex collaboratori sono troppo pessimi-
sti. Cos ho chiesto di incontrare lattore
comico Ali Fadhil, che di recente tornato a
Baghdad dal Kurdistan.
Fadhil, 32 anni, il volto di Qui Baghdad,
un programma televisivo che racconta con
ironia i problemi della vita quotidiana in
citt. diventato un fenomeno su YouTube
grazie a uno sketch sul peggior incrocio del-
la citt. Fadhil prende in giro il checkpoint
Sayyid al halib (Signor latte), dal nome di un
negozio di alimentari vicino al posto di
blocco. I suoi sketch sono condivisi da una
ventina di gruppi su Facebook, che gli atti-
rano centinaia di migliaia di spettatori. Fa-
dhil dice di non riuscire neppure a immagi-
nare le conseguenze di tutta questa popola-
rit. Facebook ha favorito le rivoluzioni di
altri paesi e in Iraq i social network stanno
cambiando il modo di fare politica, osserva.
I cittadini simpegnano pi apertamente e
seriamente. Nel mio sketch mostriamo la
realt. Non vogliamo criticare il governo
ma aiutare i cittadini a metabolizzare tutte
le difcolt con cui si scontrano quotidiana-
mente.
Fadhil scoppia a ridere quando gli chie-
do come lavora. Mi racconta che un giorno
si trovava in fla al checkpoint Sayyid al ha-
lib quando ha cominciato a prendere ap-
punti sul telefono. Prima che gli facessero
cenno di passare, aveva gi scritto quasi tut-
to il testo. Quando afronto il tema della
politica, Fadhil perde il buonumore. Come
molti altri, scettico sulle cause delle vio-
Quando ero a Baghdad ho passato
buona parte del tempo a scoprire
quello che gli iracheni cercano
di dimenticare
56 Internazionale 1048 | 24 aprile 2014
Shams. Senza il velo per strada, la gente
mi fssa e non mi sento sicura.
Qualche minuto dopo incontro Ali
Raad, proprietario di una profumeria. I
clienti vengono qui perch sicuro, spiega.
Io posso tenere i prezzi alti. Una boccetta
di Bulgari Jasmin Noir da noi costa 65 dolla-
ri, perch il centro commerciale pieno di
addetti alla sicurezza. Secondo Raad i suoi
clienti comprano articoli costosi per smet-
tere di pensare alla loro vita di tutti i giorni.
Qualche giorno fa scoppiata una bomba
nel posto dove lavora suo fratello. Ho cer-
cato di telefonargli per unora e mezzo,
racconta. Alla fne mi ha risposto, ma que-
sti incidenti ti deprimono. Lavoro tutti i
giorni dalle dieci del mattino alle dieci di
sera, e preferisco cos perch in questo mo-
do mi stanco e non penso troppo.
Ricordi difcili
A Baghdad ho passato buona parte del tem-
po a scoprire quello che la gente cerca di
dimenticare. Durante la rimpatriata con il
personale della redazione, solo pochi han-
no ricordato i momenti terribili che aveva-
no vissuto. Il primo anno avevo mandato
Nadeem e Arfan in missione a Bassora ed
erano stati inseguiti da uomini armati. Nel
2005, insieme a Majid, erano sopravvissuti
allesplosione di due autobombe che aveva-
no devastato la redazione locale del giorna-
le. Sinan sfuggito a un attacco di mortaio
mentre passava per un check point.
Nessuno di loro ha accennato allunica
morte che ha toccato tutti. Nel 2006 la so-
rella di Nadeem e Arfan stata ferita a mor-
te. Stavano andando in macchina alla festa
di fdanzamento di Nadeem, e lei era sedu-
ta al suo fanco. Mentre attraversavano un
checkpoint scoppiato uno scontro a fuoco.
Un proiettile ha attraversato il collo di Me-
dya Majeed uscendo dalla fronte. Aveva 26
anni, insegnava alluniversit di Baghdad e
aveva appena completato un dottorato in
scienze della formazione. Quasi tutti gli uo-
mini presenti alla rimpatriata erano andati
in ospedale per condividere il lutto dei due
fratelli. Quando ci siamo ritrovati, ho chie-
sto a tutti quanti amici e familiari avessero
perso per colpa delle violenze. Nessuno di
loro ha saputo rispondere. Hanno perso il
conto. Arfan, Nadeem e io non abbiamo
mai parlato dei particolari della morte di
Medya. Preferiscono non toccare largo-
mento. Ne ho parlato in privato con ognuno
di loro. Nessuno dei due ha ancora visitato
la sua tomba. Il trauma troppo forte.
cos che vivono migliaia di iracheni.
Questo spiega la rabbia, la frustrazione e
lindiferenza nei confronti delle elezioni.
La violenza si sta diffondendo. La gente
muore. La speranza che il governo possa
fermare lo spargimento di sangue sempre
pi debole.
Ai vecchi tempi Sinan portava la barba
lunga e pregava regolarmente. Oggi no.
Non ha pi la barba dal 2010, mi dice. Stava
diventando bianca e non voleva sembrare
vecchio. O essere scambiato per un fonda-
mentalista.
Ma quando gli chiedo se prega ancora,
la sua risposta mi stupisce. Dice di essere
ateo. Da quando? stato un processo gra-
duale, spiega: Il lavoro per il Chicago Tri-
bune mi ha cambiato. Il matrimonio mi ha
cambiato. Mi sono posto delle domande, e
credo che mi abbia fatto bene. Poi ho assi-
stito a tutta la questione delle divisioni reli-
giose mentre le persone continuavano a
morire. Mi sono chiesto: perch? E cos ho
abbandonato la religione.
Ma credo ancora in Dio, Christine,
aggiunge con tono gentile. E credo che sia
un tipo pacifco. u gc
LAUTRICE
Christine Spolar stata corrispondente del
Chicago Tribune. Oggi dirige le inchieste del
Financial Times.
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Un bar del quartiere Al Hurriya, 2012
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Scienza
58 Internazionale 1048 | 24 aprile 2014
S
ullisola caraibica di Saint
Kitts una colonia di cercopite-
chi, le scimmie verdi, pattu-
glia la spiaggia per avventarsi
sui cocktail avanzati. Appena
ne individuano uno, saltano
sulla sabbia per rubarlo: lottano, bevono e
rovesciano i tavoli. Infne, al tramonto, si
accasciano gofamente sulla spiaggia. Gli
scienziati osservano le scimmie ubriache di
Saint Kitts da decenni per studiare i mecca-
nismi neurali coinvolti nellalcolismo. Ma
questi animali non sono solo un modello
Le trappole evolutive chiamate anche
trappole ecologiche sono ovunque. Sono
state scoperte in ogni tipo di habitat e inte-
ressano mammiferi, uccelli, rettili, anfbi,
pesci e insetti: le scelte sbagliate sembrano
buone e gli animali sono attirati in un vicolo
cieco evolutivo. In questo nuovo mondo, un
bupreste gigante maschio atterra su una
bottiglia di birra e cerca di usarla per accop-
piarsi. Le propriet rifessive del vetro color
ambra lo hanno ingannato, facendogli cre-
dere che la bottiglia sia una femmina della
sua specie. Una raganella cubana ingoia
della dipendenza nei primati. Secondo il
biologo Bruce Robertson, del Bard college
di New York, le scimmie sono fnite in una
trappola evolutiva. La loro passione per
lalcol ha una spiegazione semplice: si sono
evolute sviluppando il bisogno di alimenti
molto energetici. Ma visto che oggi pi fa-
cile trovare una pia colada che una bana-
na, questo diventato una debolezza. un
comportamento scorretto dovuto al fatto
che abbiamo cambiato lambiente troppo in
fretta e levoluzione non si adeguata,
spiega il biologo.
La trappola
evolutiva
Christopher Kemp, New Scientist, Regno Unito
Rane che ingoiano luci e coleotteri che si accoppiano con le bottiglie. Lambiente
si trasforma troppo in fretta per permettere ad alcune specie di riadattarsi
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)
Un cercopiteco beve un cocktail a Saint Kitts e Nevis
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centinaia di milioni di persone contraggono
la malaria perch sono infettate da zanzare
che con una puntura trasmettono protozoi
parassiti. Secondo lOrganizzazione mon-
diale della sanit, nel 2012 in tutto il mondo
si sono registrati 207 milioni di casi di mala-
ria che hanno provocato 627mila vittime.
Una trappola evolutiva creata ad hoc po-
trebbe cambiare questi dati, riducendo dra-
sticamente il numero di nuove infezioni? Si
possono allontanare le zanzare dalle perso-
ne esposte al rischio di contrarre la malat-
tia? Se miliardi di efemere sono indotte a
deporre le uova sulle automobili, sui palazzi
e sui pannelli solari, forse si possono ingan-
nare anche le zanzare. unidea fantasti-
ca, anche se non facile capire qual il mo-
do migliore per realizzarla, dice Ro-
bertson.
Ken Pienta sta pensando a qualcosa di
simile, ma su scala minore. Pienta lavora
come oncologo alla Johns Hopkins univer-
sity school of medicine di Baltimora, nel
Maryland, e vuole creare una trappola per
catturare le cellule tumorali metastatiche.
Il mio laboratorio sta cercando di studiare
il cancro come ecosistema e di sviluppare
quelle che abbiamo chiamato ecoterapie,
spiega. Un ecosistema non solo una zona
umida, potrebbe anche essere una persona
con un tumore con metastasi. Proprio come
le rane dalle zampe rosse della California
che vogliono accoppiarsi con la specie di
rane sbagliata, non si potrebbe ingannare le
cellule tumorali per spingerle a seguire un
comportamento altrettanto inutile? Pienta
crede di s. In futuro i medici po-
trebbero impiantare in un malato
di cancro un dispositivo pieno di
chemochine proteine che attira-
no le cellule tumorali per impe-
dire che le metastasi attacchino
altri tessuti. O forse gli oncologi costringe-
ranno le cellule a fare metastasi in parti del
corpo da cui il tumore pu essere rimosso
con facilit. Pu sembrare fantascienza,
ma molte persone stanno gi lavorando a
serbatoi che si possono introdurre in una
vena, continua Pienta. Si potrebbe pro-
gettare un fltro da posizionare nel fusso
sanguigno per attirare le cellule tumorali e
poi toglierle da questa trappola ogni due
giorni. Secondo Robertson, il lavoro pi
difcile appena cominciato: Pensaci un
attimo, dice, abbiamo ogni genere di spe-
cie invasive che bisognerebbe ridurre. Nul-
la potrebbe funzionare meglio di apposite
trappole evolutive in grado di controllare o
sradicare queste specie nocive. Una cata-
strofe, conclude il biologo, pu essere
trasformata in unopportunit. u gc
una lucina in un cortile della Florida, com-
portandosi come se la lucina fosse un inset-
to gustoso. In mare, albatros e tartarughe
scambiano per cibo i pezzetti di plastica co-
lorata e muoiono, piene ma afamate. Le
tartarughe appena uscite dal guscio scam-
biano le luci degli alberghi sulla spiaggia
per lorizzonte e si allontanano dal mare
strisciando verso localit affollate, dove
muoiono. Le rane dalle zampe rosse della
California scambiano per femmine i picco-
li di unaltra specie invasiva di rane e li av-
vinghiano per ore in un abbraccio inutile.
In unanalisi recente, Robertson ha indi-
viduato quaranta tipi di trappole evolutive,
alcune delle quali riguardano centinaia di
specie. Le trappole possono essere create
da attivit umane di ogni tipo, tra cui lagri-
coltura, il restauro ecologico, ledilizia e
linquinamento. La trappola peggiore lin-
troduzione di specie invasive. Perfno quan-
do cerchiamo di fare una buona azione,
possiamo inavvertitamente provocare una
trappola evolutiva. In Israele, per protegge-
re una popolazione di salamandre in via di
estinzione, gli esperti di conservazione
hanno cominciato a piantare alberi, trasfor-
mando un deserto in una zona umida. Pri-
ma non esistevano alberi, racconta Ro-
bertson, li hanno introdotti con un proget-
to di rivegetazione. E questo ha attirato un
uccello predatore. La foresta ha fornito
ospitalit alle afamate averle grigie meri-
dionali, convertendo un habitat ideale per
le salamandre in una trappola mortale. Po-
tete immaginare cos successo alle sala-
mandre.
Unopportunit
Il concetto di trappola evolutiva fu avanzato
per la prima volta allinizio degli anni set-
tanta, ma non suscit molto interesse. In
uno studio del 2006, Robertson non trov
molti esempi pubblicati e stabil che le trap-
pole erano rare, difcili da scoprire o en-
trambe le cose. Cos ha messo a punto una
serie di strumenti per individuarle. Il mo-
do pi rapido per distruggere una popola-
zione imprigionarla in una trappola evolu-
tiva, aferma Robertson. Se la deforesta-
zione cancella mezza foresta pluviale, vi
aspettereste che si perda la met degli ani-
mali. E invece molte specie di mammiferi,
volatili e insetti sono attirate dagli habitat
marginali ai bordi delle foreste. Altre trova-
no abbondanti risorse di cibo nelle zone
umide dove gli alberi sono stati abbattuti.
Questi habitat, per, sono delle trappole:
possono ofrire vantaggi sotto il proflo ali-
mentare, ma espongono gli animali ai pre-
datori e ad altri rischi, come le strade. Se le
specie rimanenti migrano e si trasferiscono
intorno alle zone deforestate, ne spariranno
molte di pi della met.
Una delle trappole peggiori colpisce gli
insetti acquatici come i tricotteri e le efe-
mere. Per molte specie dinsetti, una delle
decisioni pi importanti dove deporre le
uova. Nel caso degli insetti acquatici, que-
sto signifca lacqua. Quando la luce si ri-
fette sullacqua viene polarizzata, spiega
Robertson. Questa luce polarizzata era
cos associata allacqua che molti organi-
smi hanno sviluppato occhi in grado di ve-
derla. cos che gli insetti acquatici indi-
viduano gli habitat adatti alla deposizione
delle uova. Ma c un problema: i paesaggi
moderni sono pieni di superfci artifciali
che polarizzano la luce proprio come lac-
qua. Gli insetti acquatici depongono le
uova sui palazzi e sui pannelli solari,
sullasfalto e sulle macchine, credendo di
trovarsi sullacqua, spiega Robertson.
Preferiscono deporre le uova sulle auto-
mobili che su un lago vicino, anche se rie-
scono a vederlo. Le uova deposte su que-
sti oggetti non si schiuderanno mai.
Come i cercopitechi e gli insetti acquati-
ci, anche lessere umano rimasto impiglia-
to nelle trappole evolutive che ha
creato. Per gli esseri umani la
trappola evolutiva pi probabile,
o la pi discussa, potrebbe essere
il fast food, dice il biologo. Ma ce
ne sono molte altre: la pornogra-
fa, il gioco dazzardo, i videogiochi e le dro-
ghe. Questi fenomeni hanno dirottato com-
portamenti che si erano evoluti per favorire
la sopravvivenza. In linea di principio faci-
le eliminare certe trappole: Le cose che
polarizzano la luce sono nere e levigate,
spiega Robertson, quindi se vivete in uno
stabile dove i tricotteri depongono le uova
potete mettere delle tende bianche. O pote-
te costruire la casa con materiali pi chiari.
Se c una strada dasfalto dove le libellule
depongono le uova, si pu aggiungere la
ghiaia in modo che il fondo diventi meno
uniforme. Sono rimedi semplici.
Ma a volte lintenzione non correggere
una trappola. Anzi, secondo Robertson,
possibile crearne apposta: lui le chiama
trappole evolutive virtuose.
Ogni anno nei paesi in via di sviluppo
Gli insetti acquatici
depongono le uova sui
palazzi, sui pannelli
solari e sullasfalto
Crimini
ambientali
I
reati contro lambiente sono in
continuo aumento e costituiscono
ormai uno dei settori pi redditizi per
le grandi organizzazioni criminali.
Secondo il Programma delle Nazioni Unite
per lambiente (Unep), i pi gravi sono
questi.
Il commercio illegale di legname, perch
la deforestazione priva le popolazioni
indigene dei loro mezzi di sussistenza e
accelera il riscaldamento climatico.

strato dellozono, provocando di


conseguenza gravi problemi alla salute,
soprattutto laumento dei tumori della
pelle.

suolo e le acque, minacciando lecosistema


e la salute delle persone.
La pesca illegale, che comporta perdite
economiche dirette e indirette, e minaccia
di estinzione alcune specie.
Il bracconaggio, che minaccia di
estinzione alcune specie, come le tigri, i
rinoceronti e gli elefanti.
Di fronte alla proliferazione di questi
nuovi crimini, alcuni esperti
propongono listituzione di una Corte
penale internazionale dellambiente.
Cartografare il presente
LAtlante un progetto realizza-
to da Cartografare il presente, labo-
ratorio di ricerca e documentazione
sulle trasformazioni geopolitiche
del mondo contemporaneo del Di-
partimento di storia, culture, civilt
dellUniversit di Bologna, con la
partecipazione del Grid di Arendal
(Norvegia). Ogni mese Internazio-
nale ospita una selezione di mappe
sui principali temi dellattualit po-
litica, economica e sociale per
orientarsi nelle trasformazioni del
mondo globalizzato.
La versione integrale dellAtlan-
te, con pi mappe, online su:
internazionale.it/atlante.
Queste pagine
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Atlante 14
Internazionale 1048 | 24 aprile 2014 61
G
li abitanti di Bekoji, una
citt di 17mila abitanti
sullaltopiano etiope,
hanno vinto dieci me-
daglie doro olimpiche
negli ultimi ventanni
(16 medaglie in tutto con sette atleti diver-
si). Bekoji ha vinto cos pi medaglie doro
dellIndia, con i suoi 1,2 miliardi di abitan-
ti, in tutte le edizioni delle Olimpiadi. La-
tleta pi noto Kenenisa Bekele, attuale
detentore dei record del mondo nei cin-
quemila e nei diecimila metri.
Ogni mattina alle sei centinaia di per-
sone si radunano nei boschi intorno a
Bekoji per allenarsi, ma quasi tutti gli abi-
tanti, quale che sia la loro professione, in-
dossano scarpe da corsa e hanno labitudi-
ne di correre per muoversi in citt.
La concentrazione di fondisti e mezzo-
fondisti di alto livello in Etiopia, come an-
che in Kenya, dovuta a una combinazio-
La citt
dei campioni
Gli atleti di Bekoji, sullaltopiano etiope, hanno vinto 16
medaglie olimpiche negli ultimi ventanni. Ma tutti gli
abitanti sono dei corridori. Le foto di Francesco Alesi
Portfolio
62 Internazionale 1048 | 24 aprile 2014
ne di fattori genetici, geografci e sociali
(foto Parallelozero). u
Francesco Alesi nato a Roma nel 1975.
Questo reportage, realizzato nellagosto del
2013, ha vinto il premio speciale della giuria
ai Days Japan international
photojournalism awards.
Sopra: un allenamento nei boschi
intorno a Bekoji. Nella pagina
accanto, in alto: la maratoneta
Askale Tafa, 29 anni, originaria di
Bekoji, mostra le medaglie vinte.
Tafa vive ad Addis Abeba con il
marito Tolo Debele, anche lui
maratoneta. Con i loro risparmi
hanno aperto un hotel ristorante a
Bekoji. In basso al centro: un
ragazzo si allena sulla piazza del
mercato di Bekoji. Qui accanto: il
mezzofondista Lencoo Tesfare,
specialista dei cinquemila metri.
Dopo lallenamento lavora da un
suo amico barbiere per 20 birr al
giorno (circa 0,80 euro).
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Portfolio
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Allenamento alle sei del mattino nei boschi intorno a Bekoji
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Portfolio
Sopra, dallalto: una veduta di Bekoji (la citt si trova nella
regione di Oromia, a 2.810 metri sul livello del mare); gli
abitanti riuniti per seguire in tv gli atleti locali durante i
Mondiali di atletica a Mosca. Qui accanto: alcuni atleti
durante una pausa dellallenamento. Lallenatore
Santayehu Eshetu, insegnante di educazione fsica al
liceo di Bekoji. Eshetu ha scoperto e allenato i pi
importanti atleti di Bekoji, tra cui Kenenisa Bekele e
Tirunesh Dibaba, entrambi vincitori di tre medaglie doro
olimpiche, e Derartu Tulu, prima africana nera a vincere
una medaglia doro olimpica. Nella foto grande: bambini
giocano in strada. In basso al centro: un allenamento nel
fango. Gli allenamenti si svolgono anche tra giugno e
settembre, durante la stagione delle piogge. Le scarpe da
corsa sono riparate in una bottega locale perch molti non
possono permettersene di nuove. In basso a destra: corsa
con ostacoli fatti in casa.
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68 Internazionale 1048 | 24 aprile 2014
D
opo aver cominciato il
suo nuovo lavoro, Mi-
chael Correia ha aspet-
tato pi di una settima-
na prima di dire ai suoi
genitori che era diven-
tato un lobbista della marijuana. Sono sta-
to assunto da unassociazione che cura gli
interessi commerciali di alcune piccole im-
prese, gli ha detto quattro mesi fa, dopo
essere stato assunto dalla National canna-
bis industry association (Ncia). Non stava
mentendo, ma per una persona che ha lavo-
rato per i repubblicani e per organizzazioni
conservatrici per quasi sedici anni, non era
semplice dire a mamma e pap che da quel
momento avrebbe rappresentato la Big pot,
lindustria dellerba. Non era la prima volta
che Correia evitava di parlare ai suoi geni-
tori della marijuana. Da adolescente ha fu-
mato una decina di volte prima di conclu-
dere che su di lui la marijuana ha solo lef-
fetto di renderlo afamato e stanco. stata
una notizia inaspettata per me, racconta
sua madre Joanne, spiegando che ha sem-
pre messo in guardia i suoi tre fgli dai peri-
coli delle droghe. Se qualche volta ha fu-
mato, non ce ne siamo mai accorti. Ma se
lha fatto, andato oltre, evidentemente.
Adesso non beve nemmeno caf.
Correia, 44 anni, forse non voleva rac-
contare ai suoi genitori di aver fumato ma-
rijuana in passato, ma non aveva intenzione
di nascondergli per sempre i dettagli del
suo nuovo lavoro. Alla fne gli ha spiegato di
essere il primo lobbista a tempo pieno in
attivit per lNcia in pratica la camera di
commercio della marijuana al congresso.
In fondo vero che si occupa di piccole im-
prese. Aziende che hanno nomi come
Weed maps, Chronic clinic e Haze city.
Quando ce lo ha detto, non abbiamo
pensato nemmeno per un momento che
fosse illegale o immorale, racconta Joan-
ne. Non far niente che non sia perfetta-
mente legale. Siamo molto orgogliosi.
Con il suo metro e novanta di altezza, le
ultime tracce di unabbronzatura california-
na, una testa piena di capelli, una cravatta
rossa e un soprabito nero, Correia il nuovo
volto della marijuana a Washington. Le bat-
taglie ideologiche appartengono al passato,
cos come le bandiere dei fricchettoni. Or-
mai non servono pi. Nel 1969 un sondag-
gio di Gallup aveva rilevato che solo il 12 per
cento del paese era favorevole alla legaliz-
zazione della marijuana. Nel 2013 quella
percentuale era salita al 58 per cento. La
battaglia contro lidea che la marijuana sia
una cosa da depravati ormai conclusa.
stata sostituita da una serie di battaglie pi
limitate e professionali su questioni come la
sua legalizzazione e i modi in cui tassarla e
regolamentarla. Sommate queste piccole
schermaglie e otterrete uno scontro per
lanima del movimento per la marijuana.
Penso che in questo momento siamo
di fronte alla transizione dal movimento
il primo lobbista a tempo
pieno dellindustria della
marijuana al congresso degli
Stati Uniti. Il suo compito
ottenere condizioni fscali e
fnanziarie favorevoli per le
aziende del settore
Ben Terris, The Washington Post, Stati Uniti. Foto di Melina Mara
alla lobby, aferma Mark Kleiman, docen-
te allUniversit della California (Ucla). I
funzionari in giacca e cravatta hanno
emarginato gli hippy. Ed un male, perch
linteresse degli hippy era in linea con quel-
lo dellopinione pubblica, mentre quello
dei funzionari in giacca e cravatta allop-
posto. Questo uno dei possibili punti di
vista. Laltro che il movimento cresciu-
to. Si trasformato in una forza legittima
e degna di rispetto, dice Jared Polis depu-
tato repubblicano. Polis rappresenta il Co-
lorado ed una delle principali voci a favo-
re della legalizzazione della marijuana nel
congresso.
Lutile netto
Correia non dice se favorevole o contra-
rio alla legalizzazione. Per fortuna non
devo afrontare questo argomento, dice.
stato assunto per fare un lavoro sporco,
sa come funzionano le cose a Washington
e non si pone il problema degli efetti della
marijuana.
Nato in una famiglia di democratici,
Correia ha scoperto di avere unidentit po-
litica diversa da quella dei suoi genitori fre-
quentando lUniversit della California, a
San Diego. Dopo la laurea, ha lavorato per
nove anni nello staf dei repubblicani pres-
so la commissione parlamentare sulle risor-
se naturali. Poi ha ottenuto un incarico diri-
genziale che lha portato al congresso e alla
Casa Bianca come direttore degli afari fe-
derali per lAmerican legislative exchange
council (Alec), unorganizzazione che colla-
bora alla stesura di disegni di legge di stam-
po conservatore. Tra le altre cose, lAlec ha
contribuito alla realizzazione di leggi per
punire in modo molto severo i consumatori
di droghe. Correia sostiene di non aver mai
lavorato ai progetti di legge dellAlec sulle
droghe. Quindi non ha avuto nessuno scru-
polo etico quando, nel 2013, ha fatto do-
manda di assunzione allNcia. Se si toglie la
parola marijuana, il lavoro di Correia
1969 Nasce a San Diego, negli Stati Uniti.
Anni novanta Dopo la laurea allUniversit
della California, lavora per nove anni nello
staf dei repubblicani presso la commissione
parlamentare sulle risorse naturali.
2007 assunto come direttore degli afari
federali dallAmerican legislative exchange
council.
2010-2011 Lavora nello staf del deputato
repubblicano George Radanovich.
Novembre 2013 La National cannabis
industry association lo assume come lobbista.
Biografa
Ritratti
Michael Correia
Lobbista in erba
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sembra incredibilmente noioso. La sua at-
tivit principale consiste nel convincere i
parlamentari a fare due cose: cambiare la
normativa fscale per alleggerire le tasse
per gli imprenditori e facilitare laccesso di
queste aziende ai prestiti bancari. Secondo
alcuni attivisti per la legalizzazione non
abbastanza. Noi vogliamo aggiustare il
motore, e loro invece vogliono solo dare un
quarto di giro a una vite del carburatore,
sostiene Allen St. Pierre, direttore della Na-
tional organization for the reform of mari-
juana laws (Norml). Mi sono sempre sen-
tito pi a mio agio nel fare campagna per i
diritti civili invece che ragionando solo
sullutile netto.
Nel dirlo, St. Pierre sorride. Da polemi-
sta, come lui stesso si defnisce, ha sempre
cercato lo scontro, ma sa anche che la batta-
glia principale stata vinta. Per provarlo, St.
Pierre mi mostra uno scontrino di 73,01 dol-
lari: Super Lemon Haze, 22,16; Kool Aid
Kush, 22,16; contenitore per la fioritura,
0,82; Wana Rolls, 14,77; tasse, 13,10. Un ac-
quisto legale alla Terrapin care station di
Boulder, in Colorado.
Nella sede della Norml, basta guardarsi
intorno per capire che lorganizzazione si
sempre occupata di erba: una pubblicit
depoca di cartine Acapulco, una finta
piantina di marijuana in un vaso, una bilan-
cia con sopra una foglia di marijuana e un
vecchio poster del flm Reefer madness. Ma
non bisogna lasciarsi ingannare: questo ar-
redamento non indica pi lappartenenza a
una controcultura. Fumare erba sta diven-
tando un gesto conformista. Se fai una ri-
cerca su Wall Street Journal, Barrons o For-
bes, racconta St. Pierre, scopri che hanno
scritto pi articoli sulla marijuana negli ul-
timi 18 mesi che nei 24 anni che ho trascorso
qui. E ne scrivono in chiave puramente eco-
nomica.
Nuove sfde
La Norml ha fatto un lungo cammino da
quando, nel 1970, Keith Stroup fond lor-
ganizzazione con i cinquemila dollari for-
niti da Playboy come capitale iniziale.
Stroup, che attualmente consulente lega-
le della Norml, sa che la trasformazione
del movimento per la legalizzazione in
unattivit economica non priva di pro-
blemi. Le persone che lavorano per lin-
dustria vogliono prima di tutto arricchirsi,
dichiara Stroup, che con i lunghi capelli
bianchi e gli zigomi prominenti somiglia a
un compositore del seicento. Tanti anni
fa ci si divideva tra favorevoli e contrari alla
legalizzazione. Oggi non pi cos sem-
plice.
Oggi ci sono persone come Mark Klei-
man preoccupate dallidea che lindustria
della marijuana possa cominciare a somi-
gliare a quella del tabacco; ci sono gruppi
per la vendita della marijuana a scopo tera-
peutico spaventati dal fatto che luso per
scopi ricreativi possa sottrargli fette di mer-
cato; e ci sono i deputati del congresso che
potrebbero anche essere favorevoli al cam-
biamento ma devono fare i conti con pres-
sioni diverse. Nel nostro elettorato se ne
parla molto, sostiene Dana Rohrabacher,
deputato repubblicano della California.
Rohrabacher favorevole alla legalizzazio-
ne. Sono i deputati del partito repubblica-
no che continuano a esitare, perch pensa-
no che schierandosi a favore sarebbero in-
dicati come sostenitori dei cartelli della
droga. Il congresso tende a restare indie-
tro rispetto allopinione pubblica, ma poi di
solito recupera il distacco. E in questo sen-
so, quello di Correia uno dei lavori pi
entusiasmanti nel campo del lobbismo. Ha
assunto lincarico solo da quattro mesi, ma
sa gi come muoversi. Con i suoi dodici
anni di esperienza al congresso, incontra
tante facce familiari. E a quanto pare i suoi
colleghi repubblicani non si girano dallal-
tra parte quando lo vedono arrivare. Pri-
ma si congratulano per il nuovo lavoro. Poi
mi chiedono se ho con me qualche cam-
pione. u gim
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70 Internazionale 1048 | 24 aprile 2014
Viaggi
cambiando, mi dice Jef Maurer, il padre,
durante unintervista via Skype (hanno
trovato una connessione internet stabile in
un albergo di Swakopmund, in Namibia).
Praticamente non c un posto che non
sia stato gi scoperto. E siccome sta diven-
tando tutto troppo uguale, abbiamo pensa-
to che dovevamo assolutamente andare a
vedere il mondo e le tradizioni che sono
rimaste perch tra cinque anni Miles e Lily
potrebbero non trovarle pi, mi spiega.
In molti mi chiedono: Non puoi prender-
ti dieci mesi di ferie e fare queste cose, sei
un irresponsabile a non mandare i tuoi fgli
a scuola. Unaltra coppia di genitori,
Charlotte ed Eric Kaufman, ha ricevuto
critiche molto pi severe per aver portato i
fgli piccoli per un mese in un viaggio per
mare che si concluso con una complicata
operazione di salvataggio.
Accoglienza senza riserve
Miles ha rinunciato al primo anno delle su-
periori e al suo primo campionato scolasti-
co di hockey. Lily, invece, ha rinunciato
alla seconda media, alla squadra di ginna-
stica e a stare sempre su Snapchat. In realt
i due ragazzi non perderanno lanno scola-
stico perch Kari Tuomisto Maurer, la mo-
glie di Jef, unex insegnante e gli far le-
zione a casa, se possiamo considerare ca-
sa le case del t del circuito dellAnnapur-
na in Nepal, un appartamento in aftto a
Lisbona e una tenda nel cortile di un liceo
dello Zimbabwe.
Jef e Kari hanno lasciato la loro piccola
azienda in mani fdate e hanno afttato la
loro casa per coprire le spese del mutuo.
Per il costo dei biglietti aerei, piuttosto
consistente circa ventimila dollari per
tutta la famiglia hanno usato i risparmi
messi da parte per anni affittando una
stanza di casa loro su Airbnb. Acquistare
dei pacchetti di biglietti per il giro del mon-
do sarebbe stato molto pi conveniente ma
li avrebbe limitati troppo nelle scelte. Le
spese sono pi basse che a casa. Spendia-
L
a storia dei Kh-
mer rossi si im-
para molto me-
glio in Cambo-
gia che in clas-
se, dice Miles
Maurer, un ragazzo di quindici anni che
invece di frequentare il liceo a Flagstaf, in
Arizona, sta facendo il giro del mondo. Dif-
fcile dargli torto.
In Thailandia sua sorella Lily, dodici
anni, ha imparato una lezione pi persona-
le. Per colpa di quegli uomini anziani spo-
sati con ragazzine tailandesi, siccome sono
stata adottata in Corea, non potevo andare
in giro da sola con mio padre, ci avrebbero
guardato male, racconta. Di tutte le stra-
ne creature in cui mi sono imbattuto in Su-
dafrica a febbraio, durante tre giorni pas-
sati al Kruger national park (sciacalli, faco-
ceri, babbuini, zibetti, serpenti, ragni), i
pi strani di tutti sono i Maurer, i miei vici-
ni di tenda al Lower Siable rest camp. Han-
no organizzato un giro del mondo in dieci
mesi, ma non hanno nessuna troupe tele-
visiva al seguito n un sito per raccogliere
fondi n aspirazioni di notoriet virale.
Stanno semplicemente viaggiando. Il loro
budget giornaliero di 150 dollari: decisa-
mente modesto per una famiglia di quattro
persone.
Il viaggio li ha portati nel sudest asiati-
co, poi in Nepal e dopo in Europa. Adesso,
negli ultimi quattro mesi del viaggio, gira-
no lAfrica meridionale con unauto 4x4 a
noleggio che ha una tenda montata sul tet-
to. Stabiliscono il loro itinerario sulla base
dei consigli degli abitanti del posto e dei
viaggiatori che incontrano. Il mondo sta
Una vita
in vacanza
Seth Kugel, The New York Times, Stati Uniti
Dieci mesi tra Asia, Europa e
Africa senza spendere pi di
150 dollari al giorno in quattro.
Il piacevole esperimento della
famiglia Maurer
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Internazionale 1048 | 24 aprile 2014 71
ha dovuto vedersela con gli africani che
volevano costantemente toccarle i capelli.
E i problemi che aveva in Thailandia sono
continuati, anche se in modo diverso. Ac-
cusano i miei genitori di avermi sequestra-
to, e cercano di portarmi via con s dicen-
do che non appartengo alla mia famiglia,
racconta Lily. Spesso, infatti, Kari e Jeff
hanno difcolt a spiegare alle persone del
posto che stata adottata. Adesso quando
c una guida gli diciamo subito di Lily, co-
s ci pensano loro a spiegare la situazione,
dice.
Lily non lunica della famiglia a essere
stata trattata diversamente. Mentre Jef ha
conosciuto diverse persone simpatiche
(per esempio, stato unintera notte a par-
lare di paternit con un agente della sicu-
rezza della scuola dello Zimbabwe dove si
sono accampati), Kari ha avuto pi difcol-
t a socializzare. Per un fatto culturale,
spiega, molto pi difcile per una donna
fare amicizia. In Africa riuscita in parte
a ovviare al problema dando un passaggio
alle insegnanti e alle donne delle trib che
facevano lautostop.
Nel complesso, per, la famiglia stata
accolta bene. Siamo stati in zone del mon-
do dove per motivi storici gli Stati Uniti
non sono proprio ben visti, e ci hanno ac-
colto senza riserve, dal Laos alla Cambogia
ad alcuni paesi africani, racconta Jeff.
Onestamente credo che centri parecchio
il fatto che viaggiamo in famiglia. Penso
che ci renda pi umani agli occhi delle per-
sone.
Chiedo a Lily, che ha scritto un articolo
per un giornale della sua citt e ha un pic-
colo blog chiamato Dont use my toothbrush
(non usare il mio spazzolino da denti), se
ha dei consigli per i suoi coetanei nel caso i
genitori avessero in mente di partire per un
viaggio del genere. Non puoi sapere se
avrai mai unaltra occasione per fare
unesperienza come questa, dice. Me lo
dicevano tutti prima di partire, ma adesso
lho capito meglio: a chi ha paura di stac-
carsi da casa dico che al ritorno ritrover
tutto quello che ha lasciato. u fas
mo meno per mangiare, meno per la ben-
zina e per lauto, dice Kari. Abbiamo di-
sdetto lassicurazione dellauto e tutte le
attivit dei ragazzi sono uscite dalla nota
spese. Risparmiano anche sullassicura-
zione sanitaria: la loro polizza di viaggio
costa molto meno del piano sanitario di cui
usufruiscono negli Stati Uniti. E i regali di
Natale? Ogni componente della famiglia
ha speso esattamente un euro per regalo.
Questo s che vuol dire essere frugali.
Visto il budget giornaliero cos basso
devono spesso adattarsi. In Asia 150 dolla-
ri bastavano e avanzavano per alberghi e
molto altro (le case da t costano pochi
dollari a notte). In Portogallo, invece, laf-
ftto della casa ha richiesto quasi tutto il
budget. Abbiamo calcolato che ogni gior-
no avevamo 40 euro da spendere. Doveva-
mo farceli bastare, dice Kari. In pratica,
niente ristoranti e al massimo unattivit a
pagamento al giorno.
I ragazzi fanno buon viso a cattivo gioco
o almeno cos dicono. A Lily piacerebbe
comprare pi souvenir e fa notare che il
suo guardaroba risente dei pochi soldi a
disposizione. un po diverso portare gli
stessi vestiti per una settimana, dice. Ma
in auto lo spazio poco quindi comprer
dei vestiti pi belli quando torneremo a ca-
sa. Miles, pi concentrato sugli sport
estremi, altrettanto comprensivo: Pre-
ferisco vedere un posto in pi che pagare
cento dollari per fare bungee jumping.
I Maurer passano molto tempo tra loro,
ma a quanto pare resistono. Ci sono stati
pochissimi musi lunghi, assicura Jef, an-
che se non c modo di verifcarlo. In com-
penso ci sono molti canti e balli, come ho
potuto constatare dalla traballante con-
nessione via Skype. Lily canta una canzone
tradizionale che ascoltavano sempre in
Nepal, mentre Miles laccompagna con
una danza che ha imparato da un giovane
aiutante durante unescursione sullHima-
laya. Non sono le uniche cose che si sono
portati dal Nepal. Usano ancora il sopran-
nome che gli abitanti del posto hanno dato
a Lily perch non riuscivano a pronunciare
il suo nome: Lollie.
Jef e Kari si stanno adattando benissi-
mo. Jef dice che gli manca la cucina mes-
sicana, mentre Kari vorrebbe un po pi di
tempo per s. Un bicchiere di vino la sera
aiuterebbe, dice lei. Durante il viaggio
hanno imparato tante cose. Miles ha nota-
to che in Africa in molti pensano ai soldi
appena vedono una famiglia bianca. Ti
vedono solo come un modo facile per otte-
nere denaro. Pensano che gli Stati Uniti
siano tutti come Hollywood. Inoltre Lily
In Asia 150 dollari
bastavano e
avanzavano. In
Portogallo, invece,
laftto della casa si
portava via quasi tutto
il budget
Lisbona, Portogallo
Regione di Solo Khumbu, Nepal
Regione di Erongo, Namibia
72 Internazionale 1048 | 24 aprile 2014
Graphic journalism Cartoline da Parigi
Internazionale 1048 | 24 aprile 2014 73
Chantal Montellier una pittrice e autrice di fumetti. Nata nel 1947 a Bouthon, nella Loira, vive a Ivry-sur-Seine,
alla periferia di Parigi. Il suo ultimo libro Linscription (Actes Sud bd 2011).
74 Internazionale 1048 | 24 aprile 2014
Cultura
Letteratura
I
rami della nostalgia spuntano du-
rante linfanzia, ma straripano forti
e impetuosi solo negli anni della so-
litudine. Gabriel Garca Mrquez
sent scorrere il fume selvaggio dei
ricordi al suo ritorno ad Aracataca, quindici
anni dopo aver lasciato quel paesino polve-
roso. Quando risal il corso dacqua che
cambiava umore a seconda del clima e della
pioggia. Quando arriv a Cinaga navigan-
do su un canale scavato a braccia di schia-
vi e sal su un treno dove lui e sua madre
erano gli unici passeggeri e dove da soli lui e
sua madre, Luisa Santiaga Mrquez, con-
versarono passando tra le piantagioni che la
United Fruit Company aveva seminato lun-
go la ferrovia. Sent anche una nostalgia
leggera e sottile entrando nel paesino e ve-
dendo la casupola di legno con il tetto di
zinco, un tempo glorioso porto di arrivo del
viaggiatore, trasformata in un cassetto rug-
ginoso pregno di piante ed erbacce.
Ritorno a casa
Allepoca Aracataca era uguale a sempre:
un villaggio di case dipinte a pennellate di
colori primari, imbevuto del caldo di mez-
zogiorno, con una chiesa e un ufcio del te-
legrafo abbandonato e cadente. E Garca
Mrquez era un ragazzo di 23 anni che ave-
va pubblicato quindici racconti, scriveva
per El Heraldo guadagnando tre pesos ad
articolo e fumava sessanta sigarette al gior-
no. Con un lavoro da due soldi e il desiderio
di diventare scrittore, passava la notte dove
la notte gli passava un giaciglio, e di giorno
chiacchierava e beveva con gli amici che
incontrava.
Suo padre, pieno di speranza, aveva ri-
posto in lui la certezza del trionfo: Gabriel
Eligio Garca voleva appendere alla parete
di casa un diploma o un titolo, uno qualsia-
si, che certifcasse la bravura negli studi del
fglio maggiore, per godere della gloria che
a lui era stata negata. Gabriel Garca Mr-
quez, invece, aveva studiato qualche seme-
stre giurisprudenza allUniversidad nacio-
nal di Bogot e poi aveva abbandonato gli
studi; viveva in una pensioncina economica
che and a fuoco durante il Bogotazo. Allo-
ra and a Cartagena e riprese i suoi studi,
pi per dovere che per entusiasmo. Ma la
nostalgia e le letture di notti intere ebbero la
meglio e fu cos che, tra la povert e la coc-
ciutaggine tipica di chi conosce gi il suo
destino, Garca Mrquez volle pi di ogni
altra cosa essere scrittore.
Fu quel pomeriggio inatteso ad Aracata-
ca, in procinto di vendere la casa in cui era
cresciuto prima con i genitori e poi con i
nonni, che Gabriel Garca Mrquez si rese
conto che la nostalgia pu assopirsi, ma non
per questo diminuire. Mentre si avvicinava
alla sua casa, con un peso forse simile a
quello di una pietra sul cuore, ricord le sto-
rie che gli avevano raccontato i nonni Nico-
ls Mrquez e Tranquilina Iguarn e che lui
aveva sempre saputo essere vere, nono-
stante la loro atmosfera irreale. Anni dopo,
Lo scrittore colombiano
Gabriel Garca Mrquez
morto il 17 aprile a Citt del
Messico. Aveva 87 anni
Luminosa
nostalgia
Juan David Torres Duarte, El Espectador, Colombia
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Gabriel Garca Mrquez a Parigi, gennaio 1982
Internazionale 1048 | 24 aprile 2014 75
quando si trov davanti alla macchina da
scrivere, ricord tutto ci che aveva vissuto
e sentito tra le pareti di canne e allombra di
robusti castagni.
Tornato ad Aracataca, evitando la tra-
ballante casa di legno in cui visse otto anni,
la nostalgia colse Gabriel Garca Mrquez
indifeso e, tra la canicola e lumidit di quel-
la terra arida di spiriti, lo distrusse a colpi di
certezza: la sua vita, il suo slancio, la vapo-
rosa realt di cui era stato testimone da
bambino, tutte e ognuna delle diligenti sto-
rie condensate dai nonni e leterea e difcile
creazione della fantasia si coniugarono in
un viaggio imprevedibile.
Fu allora che Gabriel Garca Mrquez
approd al porto sicuro della sua solitudine,
la materia prima di ci che avrebbe fatto do-
po. La nostalgia lo avrebbe spinto a scrivere
quei racconti con il tono dei suoi nonni, con
aggettivi e verbi apparentemente ormai
morti ma capaci di creare rilievi attenti nei
confronti della realt e che gli servivano,
cos avrebbe detto dopo, ad allontanarsi
dalla letteratura politica e rurale a cui si era
abituata la cultura colombiana. Garca Mr-
quez torn a Barranquilla, alle conversazio-
ni con lvaro Cepeda Samudio e Alfonso
Fuenmayor alla Cueva, e si nutr paziente-
mente di letteratura statunitense, della sua
struttura e della sua ambizione di prendere
il caos e trasformarlo in un caos degno di
essere letto. Su invito ostinato di lvaro
Mutis arriv a Bogot e divent giornalista
dellEspectador, proponendo l le sue idee
sulla scrittura: un metodo di osservazione,
la raccolta di aneddoti apparentemente su-
perfui ma indicativi, la meravigliosa crea-
zione della realt. Scrisse articoli che ave-
vano il tono dellepopea anche se erano solo
racconti di smottamenti stradali o di una
tragedia, o il proflo di un altezzoso cantan-
te di Santander.
Lo scrittore e il falegname
Se ne and a Parigi a fare il corrispondente,
e l rest intrappolato in una camera lugu-
bre del quartiere latino quando il giornale
chiuse i battenti per la censura di Rojas Pi-
nilla. Senza soldi e con molto tempo a di-
sposizione, Garca Mrquez occup i suoi
giorni a scrivere un romanzo breve per tra-
ma e infnito per considerazioni: Nessuno
scrive al colonnello.
Garca Mrquez amava dire che il lavoro
del falegname e dello scrittore erano molto
simili: entrambi avevano tecniche e mate-
riali che bisognava plasmare partendo dalla
devastazione della loro natura. Uno usava il
legno, laltro le parole. Cera quindi bisogno
del falegname e dello scrittore, i lavoratori
delle cose. Con questa prospettiva, prima di
notte e poi di giorno, Garca Mrquez scris-
se grazie allispirazione, ma soprattutto alla
disciplina. Non credo di poter scrivere un
libro degno di nota senza una straordinaria
disciplina. Scriveva e nel frattempo dove-
va prendersi cura della sua famiglia: di sua
moglie, Mercedes Barcha, e dei suoi due f-
gli. Scriveva e nel frattempo mancavano i
soldi e la libert data dai soldi in quel mon-
do traboccante di povert e squilibri che
comunque volle afrontare. Dopo aver scrit-
to una serie di racconti con scenari e perso-
naggi presi dalla realt, dalla sua realt, in
libri come I funerali della Mam Grande, si
rinchiuse per diciotto mesi a scrivere quel
romanzo che si sarebbe abbeverato alla
fonte della sua infanzia, ai ricordi dei suoi
nonni: Centanni di solitudine, che segn
lapprodo alla sua solitudine.
La solitudine dello scrittore molto
simile alla solitudine del potere, disse. Lo
scrittore vuole ritrarre la realt e a volte per
farlo fnisce per darne una visione distorta.
Cercando di trasporre la realt, lo scrittore
potrebbe fnire per perdere il contatto con
essa, chiudendosi, come si suol dire, in una
torre davorio. Carlos Barral, editore di
Seix Barral, gli aveva detto che forse il suo
romanzo non avrebbe avuto successo. Gli
anni e i fatti lo contraddissero. Dalla solitu-
dine della torre davorio, Garca Mrquez
pass alla solitudine della fama. Non scri-
veva pi per i suoi amici, come prima, ma
per milioni di lettori in tutte le lingue di Ba-
bele che avevano messo a soqquadro i si-
gnifcati e che leggevano nella condanna
secolare dei Buenda la condanna delluma-
nit intera alla tormenta leggendaria, al di-
sastro squisito, alla meschina felicit che
corrode le anime nei secoli dei secoli. ufr
Maggio 2007, Garca Mrquez torna ad Aracataca
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76 Internazionale 1048 | 24 aprile 2014
Cultura
Cinema
Una grande collezione di
cinegiornali britannici
disponibile su YouTube

Lagenzia British Path, che
con i suoi cinegiornali ha co-
perto i primi settantanni del
novecento, ha pubblicato su
YouTube tutti gli 85mila video
della sua collezione, per un to-
tale di 3.500 ore di flmati sto-
rici. Da dove si comincia a
esplorare tutto questo mate-
riale? Lunica risposta im-
mergersi a caso. In questo mo-
do pu capitare di ripescare un
video del 1930 dedicato a Mi-
cky, il cane che fa i salti pi
alti del mondo, o uno del 1935
su Leslie Bowles, un bambino
di tre anni che pesava sessanta
chili.
Tra i flmati messi in evi-
denza sulla pagina YouTube di
British Path, spiccano quelli
di grandi eventi storici (labdi-
cazione dello zar Nicola II nel
1917, la battaglia della Somme,
lesplosione della bomba ato-
mica su Hiroshima), ma anche
quelli di incidenti e disastri,
come lincendio del dirigibile
Hindenburg in New Jersey nel
1937 o la morte di Franz Rei-
chelt, che nel 1912 test il suo
paracadute artigianale buttan-
dosi dalla torre Eifel.
Uno degli aspetti pi inte-
ressanti della raccolta quan-
to possa essere bizzarro anche
il passato pi recente: un video
del 1954 parla di Catherine
Bent, una delle rabdomanti
professioniste migliori dIn-
ghilterra. A quanto pare, negli
anni cinquanta, era un lavoro
di tutto rispetto.
Stephen Moss,
The Guardian
Dal Regno Unito
Il novecento di British Path
Dieci flm nelle sale italiane giudicati dai critici di tutto il mondo
Massa critica
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Legenda: Pessimo Mediocre Discreto Buono Ottimo
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RIO 2
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NOAH
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GRAND BUDAPEST
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11111 12 ANNI SCHIAVO
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NYMPHOMANIAC 2 11111 - 11111 11111 11111 11111 11111 11111 11111 11111
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NYMPHOMANIAC 1
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SPIDER-MAN 2
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Media
Italieni
I flm italiani visti da
un corrispondente straniero.
Questa settimana Paul
Bompard, corrispondente
del Times Higher Education
e collaboratore del Times.
Il venditore di medicine
Di Antonio Morabito. Con
Claudio Santamaria, Isabella
Ferrari. Italia 2013, 105

Durissima denuncia della


corruzione che governa il
commercio di farmaci nel si-
stema sanitario italiano. Un
giovane informatore scien-
tifco, di quelli che fanno il
giro dei medici di base per
presentare i prodotti della lo-
ro casa farmaceutica, mi-
nacciato di licenziamento se
non fa prescrivere i medici-
nali della sua azienda. Per
raggiungere lobiettivo acce-
de illegalmente ai dati delle
farmacie in modo da control-
lare loperato dei medici e
premiarli, a seconda del li-
vello di collaborazione, con
cellulare o automobile, con
fornitura di escort o conve-
gni-vacanza in paradisi tropi-
cali. Se i medici corrotti sono
anche primari ospedalieri
hanno il potere di decidere se
usare un costosissimo farma-
co piuttosto che un altro e in
grandi quantit. Il venditore
corrompe, ma ne sofre e si
corrompe lui stesso. Imbotti-
to di ansiolitici, somministra
di nascosto anticoncezionali
alla moglie per evitare il peso
economico di un fglio. Il flm
ben girato, anche se con al-
cune lentezze e un eccesso di
retorica. La realt che rac-
conta terribile. Essendo
fnzione non possiamo sa-
pere quanto sia realistico. Ma
dato quello che regolarmente
emerge da indagini e proces-
si, c poco da sperare.
Internazionale 1048 | 24 aprile 2014 77
niugale da madre di famiglia
(nel secondo flm). Sarebbe
troppo facile rimproverare a
Von Trier lassenza di unesal-
tazione edonistica del com-
portamento di Jo. Niente ero-
tismo n glamour in una pelli-
cola lucida, di una freddezza
sinistra. Il regista va chiara-
mente oltre il compiacimento
per un atteggiamento liberta-
rio. Il sesso sia lo strumento
di unafermazione personale
sia una forza distruttrice. Nel-
la seconda parte Jo ritrover
se stessa, ma solo dopo un
percorso paradossale in cui
scoprir il potere della sotto-
missione e del dolore fsico.
il nichilismo quello che de-
scrive Von Trier. Il caos, non
la libert, o comunque il caos
come strumento di liberazio-
ne suprema. Di fronte a Jo e al
suo percorso, i paradossi pro-
posti dal suo confessore risul-
teranno quasi banali. E il fna-
le rilancia pienamente lango-
scia latente che pervade tutte
e quattro le ore del flm. Alla
fne, i due capitoli di Nympho-
maniac e il precedente Anti-
christ (2009) formano una tri-
logia coerente sulle nevrosi
femminili. Isteria, depressio-
ne, malinconia: in tre flm
Lars von Trier ha scritto una
moderna storia della strego-
neria.
Jean-Franois Rauger,
Le Monde
The amazing Spider-Man
2. Il potere di Electro
Di Marc Webb. Con Andrew
Garfeld, Emma Stone, Jamie
Foxx. Stati Uniti 2013, 142

Ecco il secondo nuovo Spider-


Man o anche il quinto, se vo-
gliamo tenere conto di quello
che un tempo era il colossal di
Sam Raimi, fnito nel 2007, ra-
pidamente trasformato in no-
ioso e obsoleto nonno di que-
sto reboot (ecco una piccola
interessante lezione sul capi-
talismo consumistico e sulle
serie di flm). Il nuovo Spidey,
scritto da Alex Kurtzman, Ro-
berto Orci e Jef Pinker e diret-
to da Marc Webb, intratteni-
mento superenergetico. Il Pe-
ter Parker di Andrew Garfeld
ha un suo fascino longilineo e
fa una bella coppia con lafla-
ta Emma Stone nei panni di
Gwen Stacey. Una sequenza di
montaggio, che mostra la vita
triste e solitaria di Parker, fa
pensare a (500) giorni insieme,
la commedia sentimentale
con cui Marc Webb diventa-
to famoso. E, nonostante i cla-
morosi sviluppi della trama,
qua e l si avverte una sensa-
zione di dj vu che, come nel
terzo Spider-Man di Sam Rai-
mi, sembra inevitabile. Il cast
ricchissimo e ognuno, da
Paul Giamatti a Felicity Jones,
ha il suo momento. Certo Ja-
mie Foxx nei panni di Electro
sembra davvero sprecato e
non si capisce perch una star
del suo livello abbia accettato
un ruolo cos, anche se i duetti
con Garfeld funzionano mol-
to bene. In generale, nel mon-
do maschile di Spider-Man do-
ve lui, Electro e Harry Osbor-
ne sono destinati a combatte-
re, la vera oppositrice Gwen
e grazie a Emma Stone questo
flm di supereroi si trasforma
in qualcosa di insolito per il
genere: una storia damore.
Peter Bradshaw,
The Guardian
Il centenario che salt
dalla fnestra e scomparve
Di Felix Herngren. Con Robert
Gustafsson. Svezia 2014, 114

Dopo aver vissuto unesisten-


za a dir poco avventurosa, Al-
lan Karlsson (interpretato da
Robert Gustafsson, un attore
comico molto conosciuto in
Svezia) rinchiuso in una casa
di riposo dove pensa di tra-
scorrere in pace gli ultimi gior-
ni della sua vita. Ma sta per fe-
steggiare il suo centesimo
compleanno quando decide di
scappare dalla fnestra in cer-
ca di nuove avventure. Il flm
ripercorre la vita di questo per-
sonaggio alla Forrest Gump,
che ha loccasione di incontra-
re molti personaggi storici, da
Stalin a Truman. Tratto dal
best seller dello svedese Jonas
Jonasson, il flm divertente,
ma rie sce solo in parte a ren-
dere giustizia al romanzo.
David Sundgren, Snajvid
Nymphomaniac.
Vol. 1
Lars Von Trier
(Danimarca, 118)
Nymphomaniac.
Vol. 2
Lars Von Trier
(Danimarca, 123)
The Grand Budapest hotel
Wes Anderson
(Stati Uniti, 100)
Il centenario
Nymphomaniac. Volume 2
In uscita
Nymphomaniac. Volume 2
Di Lars von Trier. Con Charlotte
Gainsbourg, Stellan Skarsgrd.
Danimarca 2013, 123

Al centro di Nymphomaniac,
quando fnisce il primo capito-
lo o comincia il secondo (
proprio in due episodi che il
regista ha voluto distribuire
nelle sale il suo flm), si pone
una delle domande fonda-
mentali della pellicola. Arriva
quando la protagonista con-
fessa di non sentire alcun pia-
cere sessuale e si dispera per
questo. Lorgasmo femminile,
o piuttosto la sua ricerca di-
sperata (quasi fosse un cerchio
multicentrico senza nessuna
circonferenza), presentato
come una forza irriducibile e
distruttrice, lafermazione di
una paradossale sovranit di
cui il flm di Von Trier costitui-
sce la scottante espressione.
Abbiamo gi parlato della
struttura di questopera, co-
struita in sequenze sedimen-
tate raccontate da una donna,
Jo (Charlotte Gainsbourg) tro-
vata esanime in un vicolo da
uno studioso eremita (Stellan
Skarsgrd), malconcia per es-
sere stata picchiata violente-
mente. Luomo la porta con s
a casa e raccoglie il racconto
della sua vita. La storia di Jo,
dallinfanzia alla maturit,
amante insaziabile che accu-
mula esperienze sessuali, si
articola quasi clinicamente in
una serie di tavole la cui suc-
cessione rivela un crescendo
cromatico di perversioni e di
esaurimento delle combina-
zioni sessuali. La presunta
ninfomania di Jo sottomessa
alle prescrizioni della societ,
la sua forza passa attraverso
unincapacit di provare senti-
menti (nel primo flm) e lim-
possibilit di condurre una vi-
ta adulta normale, una vita co-
I consigli
della
redazione
78 Internazionale 1048 | 24 aprile 2014
Libri
Sous chef di Michael
Gibney conduce il lettore
nel cuore di un ristorante

Il mondo della cucina profes-
sionale si nutre di leggende.
Sulle persone e sulle storie. Da
quando alcuni chef sono di-
ventati delle star della tv ab-
biamo avuto un assaggio di
quella che la vita dentro la
cucina di un ristorante, ma
Sous chef di Michael Gibney ci
fornisce un pasto completo. Ci
prende per mano e ci conduce
nel meraviglioso reame di col-
telli e fornelli, dove regnano
lordine e il caos, per un giorno
intero, dal principio alla dram-
matica fne. Quello che si vede
in tv sostanzialmente vero.
Gordon Ramsey non si com-
porta cos solo davanti a una
telecamera. Il linguaggio scur-
rile e lo scontro degli ego sono
Dal Regno Unito
Ventiquattrore in cucina
Michele Mari
Roderick Duddle
Einaudi, 485 pagine, 22 euro
Tu non sei Michele Mari, ma
Roderick Duddle, intimano
allautore due brutti cef, pre-
cipitandolo in unaltra vita, in
altri tempi, e in unaltra et
perch Roderick ha dieci anni
e intorno a lui c lInghilterra
di Stevenson e Dickens ma an-
che degli intrighi gotici e dei
perversi libri proibiti vittoria-
ni. Giocando con la cultura,
Mari ci regala un divertimento
di classe, un labirintico, verti-
ginoso romanzo dappendice
dove tutto doppio e un capi-
tolo sintitola perfno Il doppio
del doppio del doppio, dove in-
venzioni e nomi rimandano ad
altri, dove i destini sincrocia-
no e le parti si scambiano, do-
ve il bene soprafatto dal ma-
le ma alla fne le vie della prov-
videnza sciolgono le matasse
pi complicate, ma alla meno
peggio, perch il bene deve
sempre accordarsi con il male
minore. Perversioni, omicidi e
ingiustizie non hanno la me-
glio su Roderick e il suo dop-
pio Michael, che seguiamo per
terra e per mare. Ci si diverte
molto, in questo gran gioco
colto e bizzarro, anche se a
volte chiedendosi che senso
ha tutta questa impresa. Ma
nel ritmo mozzafato delle av-
venture ci si crogiola allegra-
mente, constatando che lesa-
sperazione delle vicende ri-
manda alla constatazione che
luomo unargilla capace di
tutto, e che gli innocenti fanno
una gran fatica. Dopo la ridda
delle azioni simultanee e dei
cambi di scena Mari torna
malvolentieri al presente e al
vero: tu sei Michele Mari,
non sei Roderick Duddle. u
Il libro Gofredo Fof
Il doppio del doppio del doppio
Italieni
I libri italiani letti da un
corrispondente straniero.
Questa settimana il giornali-
sta australiano Desmond
OGrady.
A cura di Federica Pirani
e Gloria Raimondi
Legami e corrispondenze
Palombi, 501 pagine, 34 euro

Quando la mostra Legami e


corrispondenze. Immagini e
parole attraverso il 900 romano
chiuder, il 27 aprile, rimarr il
suo splendido catalogo. Si
tratta di rifessioni di Maria
Catalano sulle opere in mostra
(molte delle quali sono
riprodotte con qualche
sacrifcio nella resa) e di saggi
sulle interazioni tra artisti e
scrittori, che costituiscono la
base della mostra:
DAnnunzio, Ungaretti,
Pirandello, Marinetti, Moravia
e altri ancora. Questi saggi
permettono al lettore di
approfondire il tema in un
modo ancora pi piacevole
della mostra stessa. In
generale i saggi tendono a
essere pi elogiativi che critici.
Roma stessa diventa un tema
ed un peccato che il cinema
non abbia avuto un ruolo
importante nella mostra visto
che alcuni registi, in
particolare Federico Fellini,
hanno dato unimmagine
molto potente della citt.
Notevole la sezione sui luoghi
che artisti e scrittori
frequentavano. molto triste
constatare che lantico Caf
Aragno, in via del Corso, dove
sincontravano Emilio Cecchi,
Armando Spadini, Antonio
Baldini e Filippo de Pisis, e
dove Bontempelli schiafeggi
Ungaretti, sia diventato una
specie di fast food. Induce alla
nostalgia per una Roma che
non esiste pi.
veri. Ma quello che ci presenta
Gibney anche un mondo do-
minato da piccole armate per-
fettamente addestrate, un
mondo con delle gerarchie ri-
gidissime in cui ognuno ha
una posizione e dei compiti
ben precisi. Quello di Gibney
un libro drammatico, pi di un
romanzo. Dopo averlo letto si
ha la sensazione che le cucine
siano veramente lultimo ba-
luardo della meritocrazia, co-
me ha afermato lautore. E, se
Gibney cucina bene come
scrive, allora un uomo di
grande talento. Lucy Scholes,
The Independent
Cultura
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Hells kitchen
Internazionale 1048 | 24 aprile 2014 79
Steve Tesich
Karoo
Adelphi, 459 pagine, 20 euro

Nel suo romanzo molto ama-


ro, lo sceneggiatore e comme-
diografo Steve Tesich (morto
nel 1996 a 53 anni) racconta la
storia straordinariamente con-
temporanea di Saul Karoo,
uno sceneggiatore alcolista e
moralmente corrotto. Questo
improbabile Faust ottiene un
lavoro cos atrocemente volga-
re che neppure lui riesce a cre-
dere che glielabbiano propo-
sto: il sordido produttore Jay
Cromwell vuole che Karoo
modifchi lultimo grande flm
del leggendario regista Arthur
Houseman per renderlo pi
commerciale. Dopo aver visto
il flm, Karoo pensa di rifutare
il lavoro. Ma presto sviluppa
unossessione per Leila Millar,
unattrice sconosciuta che ha
adocchiato in una breve scena.
Karoo si convince che Millar
sia la madre del suo fglio
adottivo, Billy, e decide di
mettersi sulle sue tracce. Tro-
va Leila a Venice Beach, dove
lavora come cameriera ed
assillata dal ricordo del neona-
to che ha dato via perch fosse
adottato. Karoo si innamora di
lei, e preso da questa nuova
passione ricorre ai pi miseri
trucchetti da sceneggiatore
per trasformare lo sconvolgen-
te capolavoro di Houseman in
una commedia che far di Lei-
la una star. Per giunta, Karoo
progetta di far riunire madre e
fglio alla prima del flm. Ov-
viamente i suoi piani vanno in
malora, e anche se la nuova
versione del flm diventer un
successo enorme, Mefstofele
ha in serbo il colpo di grazia
che spedir Faust allinferno:
Karoo, emotivamente deva-
stato dal disastro personale
che ha contribuito a creare, f-
nisce ingaggiato da Cromwell
per trasformare un resoconto
giornalistico delle sue tragiche
macchinazioni in una sceneg-
giatura. Karoo sarebbe un gran
flm.
Bill Kent,
The New York Times
Roberto Ampuero
Lultimo tango
di Salvador Allende
Mondadori, 353 pagine, 16 euro

Lultimo tango di Salvador Al-


lende segna la nuova tappa di
uno stile, di unatmosfera, di
un genere che Ampuero inse-
gue da tempo. Questa ricerca
ha a che fare con limpiego, in
qualit di personaggi letterari,
di fgure emblematiche della
storia cilena, intorno alle qua-
li, quasi distrattamente, si va
tessendo una fnzione assolu-
ta, vale a dire una storia inven-
tata e separata dalla storia che
tuttavia si intreccia con fatti
reali. Il libro racconta linizio
della fne di Allende, che cul-
mina con il golpe dell11 set-
tembre 1973. Nel corso di quei
giorni il Dottore (cos chia-
mato per tutto il romanzo) in-
terrompe la sua solitudine con
lunghe chiacchierate e partite
di scacchi con Rufno, un umi-
le e appassionato panettiere
che, a causa dei continui scio-
peri, costretto a rivolgersi
alluomo a cui lo lega un pas-
sato di militanza in un gruppo
anarchico. Dopo averlo fatto
penare un po, Allende lo assu-
me come assistente personale.
Durante queste conversazioni
piene di malinconia, Rufno
inculca nel presidente lamore
per il tango. Bisogna dire che
questo tentativo di estrema
umanizzazione tentato da
Ampuero forse non riuscito
benissimo: lo sforzo di desa-
cralizzare Allende lo trasfor-
ma in un personaggio troppo
ammorbidito e quasi assente.
Juan Pablo Bertazza,
Pgina 12
Didier Decoin
Uninglese in bicicletta
(Edizione Clichy)
Aihwa Ong
Neoliberalismo
come eccezione
(La Casa Usher)
Jan Siebelink
Nel giardino
del padre
(Marsilio)
I consigli
della
redazione
Jonathan Lethem
I giardini dei dissidenti
Bompiani, 536 pagine,
19,50 euro

I giardini dei dissidenti


comincia nel Queens degli
anni cinquanta, tra i
componenti di una cellula
ebraica del partito comunista
americano, e fnisce nel New
England del 2012, dove un
rampollo di quegli stessi
militanti porta avanti la loro
tradizione di rabbioso
intellettualismo politicizzato.
Il libro di Lethem si pu
senza dubbio collocare nel
canone del grande romanzo
sociale statunitense, che tenta
di descrivere alcuni aspetti
difcili della vita nazionale.
Nella scena iniziale
incontriamo Rose Angrush
Zimmer, che nel 1955 si trova
davanti a un tribunale
informale radunato in salotto
per espellerla dal partito a
causa della sua relazione con
un poliziotto nero. La scena
fnisce con lei che prende la
mano del capo del tribunale e
la infla a forza sotto la
camicetta, in modo che lui, un
suo ex amante, possa avere un
ultimo e amaro assaggio del
suo petto abbondante.
Rose un personaggio
imponente. sempre la pi
intelligente, la pi rumorosa e
la pi dura della stanza, o
dellisolato, o forse dellintero
Queens. Intorno a lei ruota un
ampio cast di personaggi. I pi
interessanti sono lattivista
hippy Miriam, fglia di Rose, e
Cicero, il fglio dellamante
poliziotto, la cui educazione
resta sotto la direzione di
Rose anche dopo che la storia
Il romanzo
Una donna imponente
con il padre si conclusa.
Rose e Miriam litigano
ferocemente nei giardini di
Sunnyside, fno a che Miriam
decide di spostarsi nei pascoli
pi bohmien del Village.
La trama una
costellazione di eventi pi che
una successione lineare.
Questo d al libro una certa
gofaggine, ma anche enorme
energia e movimento. I
giardini dei dissidenti parla di
molte cose, tra cui lidentit
etnica e razziale,
lappartenenza di classe e il
modo in cui si rifette nei
quartieri di New York.
Lidentit di Rose come
comunista ed ebrea
indissolubile dal suo passato
europeo. Nel marxismo vede
una via di riscatto dal basso
che non riguarda solo se
stessa ma lunica
prospettiva per la specie
umana. Donne come Rose
raramente sono protagoniste.
Lei da sola vale il prezzo del
biglietto.
Ayana Mathis,
Financial Times
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)
Jonathan Lethem
Cultura
Libri
Anna Momigliano
Il macellaio di Damasco
VandA epublishing, ebook,
1,99 euro
Nel marzo del 2008 durante
una riunione della lega araba
dopo la morte di Saddam Hus-
sein, Gheddaf esclam: Co-
me pu un prigioniero di guer-
ra, il presidente di un paese
arabo e anche un membro del-
la Lega araba, essere appeso
alla forca senza che nessuno
dica nulla?. Poi, di fronte alle
risate dei leader tunisini, siria-
ni, egiziani, aggiunse: Ma
non capite che ognuno di noi
potrebbe essere il prossimo?.
Sappiamo come andata a f-
nire per molti dei presenti.
Nellattesa di sapere cosa sar
di Bashar al Assad utile que-
sta biografa che ne ricostrui-
sce la carriera: dalle premesse,
le lotte interne al clan domina-
to dal padre, fno alla lunga e
sanguinosa lotta che conduce
oggi contro gli oppositori, riu-
scendo a destreggiarsi nono-
stante le pressioni. Per ora il ri-
sultato che quello di Assad
lunico governo al mondo
che abbia gasato i propri citta-
dini e ne sia uscito pi legitti-
mato internazionalmente di
prima. Escono male governi
e giornalisti di Europa e Stati
Uniti: da subito pronti a scom-
mettere su un leader di cui si
decantava leducazione occi-
dentale anche se aveva pas-
sato a Londra poco pi di un
anno; poi convinti della sua
capacit di produrre democra-
zia esclusivamente per mezzo
di riforme economiche; infne
incapaci di distinguere la real-
t dalla versione propagandata
dal regime, in merito tanto alla
vita familiare quanto alla re-
pressione dei ribelli. u
Non fction Giuliano Milani
Il dittatore riluttante
Louise Erdrich
Il giorno dei colombi
Feltrinelli, 387 pagine, 19 euro

Nellinquietante capitolo di un
solo paragrafo che apre Il gior-
no dei colombi, un uomo ucci-
de cinque componenti di una
famiglia di bianchi a Pluto, nel
North Dakota, accanto alla ri-
serva degli indiani Ojibwe nel
1911. Da questo massacro ne
nasce un altro: quando quattro
sfortunati indiani si imbattono
nella famiglia sterminata, sco-
prono che nella casa stato la-
sciato vivo un neonato. Deter-
minati a salvare il bambino
dallabbandono ma con il ter-
rore di essere ritenuti respon-
sabili degli omicidi, lasciano
un biglietto anonimo per lo
scerifo. Il loro piano per gli si
ritorce contro, e gli indiani f-
niscono linciati da una gang di
bianchi. Questi crimini gemel-
li incombono sulla citt e sulla
riserva per decenni. Quando
leconomia del posto entra in
crisi, i bianchi dimenticano il
terribile incidente o fngono di
dimenticarlo, gli indiani se lo
portano dentro come una feri-
ta segreta ma sanguinante, e i
molti fgli di matrimoni misti
si arrovellano su domande ri-
maste senza risposta. Al cen-
tro di tutte queste complica-
zioni sta Evelina Harp, fglia di
una madre indiana e di un in-
segnante bianco della riserva.
Eve ha uninesauribile sete di
storie, soprattutto dei racconti
di suo nonno Mooshum. Il rac-
conto dellinfestazione dei co-
lombi nel 1896, che d il titolo
al libro, quasi una variante
indiano-americana degli Uc-
celli di Alfred Hitchcock. Nel
romanzo di Louise Erdrich pa-
thos e commedia, tragedia e
farsa sembrano combinarsi in
una strana danza.
Ron Charles,
The Washington Post
Stephan Enter
La presa
Iperborea, 228 pagine, 15 euro

Paul e Vincent, si rivedono per


la prima volta dopo ventanni
alla stazione di Bruxelles per
prendere insieme un treno che
li porter in Galles, dove, nella
citt di Swansea, ritroveranno
una coppia di vecchi amici,
Martin e Lotte. Le strade della
piccola comitiva si erano sepa-
rate dopo una scalata ai monti
delle Lofoten, dove qualcosa
di irreparabile accaduto. Og-
gi quella vecchia vacanza pu
essere riconsiderata sotto una
luce diversa. Eventi che a pri-
ma vista sembravano strani si
combinano in un quadro coe-
rente; ma per il lettore, non
per i personaggi, intrappolati
ciascuno nel suo punto di vi-
sta. Al centro delle conversa-
zioni dei quattro amici sta
lesperienza dellinvecchia-
mento. Vincent e Paul si acca-
lorano discutendo sulla mor-
talit e si chiedono se questa
renda la vita piena di signifca-
to o, al contrario, insensata. Il
romanzo, dopo un avvio un po
faticoso, si avvicina a temi di
fondo potenti e importanti.
Greta Riemersma,
De Volkskrant
Germania
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Z
)
Volker Weidermann
Ostende. 1936
Kiepenheuer & Witsch
Nellestate del 1936 alcuni
scrittori sincontrano a Osten-
da. Weiderman cattura molto
bene lamicizia tra Stefan
Zweig e Joseph Roth e latmo-
sfera prebellica. Weidermann
nato a Darmstadt nel 1969.
Ulrike Draesner
Sieben Sprnge vom Rand
der Welt Luchterhand
Literaturverlag
Saga familiare che vuole mo-
strare come il comportamento
dei primati sia simile a quello
umano. Ulrike Draesner nata
a Monaco nel 1962.
Heinz Helle
Der beruhigende Klang von
explodierendem Kerosin
Suhrkamp Verlag
Un giovane in crisi va a New
York a studiare flosofa. Dopo
un periodo di solitudine, con-
fusione e sogni inquietanti ri-
trova se stesso. Heinz Helle
nato a Monaco nel 1978.
Larissa Boehning
Nichts davon stimmt,
aber alles ist wahr
Kiepenheuer & Witsch
Julianne innamorata di Mat-
thias. Sospettando un suo tra-
dimento, comincia a seguirlo
scoprendo che frequenta una
ricca malata terminale. Larissa
Boehning nata a Wiesbaden
nel 1971. Vive a Berlino.
Maria Sepa
usalibri.blogspot.com
80 Internazionale 1048 | 24 aprile 2014
Cultura
Libri
Ricevuti Ragazzi
Fumetti
Tutto torna
Spider-Man
e le femmine
Tuono Pettinato
Nevermind
Rizzoli Lizard, 96 pagine,
13 euro
Poco pi di ventanni fa, il 5
aprile 1994, Kurt Kobain, il
cantante dei Nirvana, si tolse
la vita con un colpo di fucile.
Simbolo di una generazione
che reagiva alla fatuit e al pa-
tinato degli anni ottanta, per
molti fu come il segno di un
ennesimo sogno che andava
perduto. Gus Van Sant, il mi-
glior regista della generazione
grunge e post-punk, chiuse in-
fatti la sua trilogia no future
(di cui facevano parte anche
Gerry ed Elephant) con Last
days, una sorta di omaggio
diurno-sonnambulo a un esse-
re intrinsecamente poetico,
convertitosi al buddismo (il
nirvana), fragile e indifeso:
Kurt Kobain. Tutto torna.
Tuono Pettinato lautore
di fumetti italiano pi delicato
della sua generazione, quindi
il pi indicato per ripercorrere
la vita di Kobain combinando,
in questo Nevermind (titolo del
Giorgia Vezzoli
e Massimiliano Di Lauro
Mi piace Spider-Man
e allora?
Settenove, 48 pagine, 12 euro
Cloe ha sei anni e ha gi le
idee chiare sulla vita. Quando
deve scegliere la cartella per
la prima elementare non ha
dubbi, vuole la cartella di Spi-
der-Man, il suo eroe preferito.
La zia e il cartolaio invece di
dubbi ne hanno tanti: Spider-
Man da maschi, le dicono.
Per fortuna Cloe ha i genitori
dalla sua. Sono stati loro a
spiegarle che non ci sono gio-
chi solo per i maschi o solo per
le femmine. Naturalmente
Cloe a scuola viene presa in
giro per la sua cartella, ma
questo invece di piegarla le da
pi forza. Cloe capisce tante
cose attraverso la sua cartella,
capisce che da grande potr
avere un fdanzato o una f-
danzata per esempio. O che le
bambole le piacciono un sac-
co, ma anche le macchinine.
In poche parole Cloe capisce
che potr scegliere che vita
avere. Il libro di Giorgia Vez-
zoli, nato da un pensiero for-
temente femminista (leco
della lettura di Ancora dalla
parte delle bambine di Loreda-
na Lipperini si sente tantissi-
mo) racchiuso tutto nelle
domande di questa bambina
battagliera. A fne lettura,
bene saperlo questo, saremo
anche tutti tentati di farci i ca-
pelli come lei (come li ha dise-
gnati fantasticamente Massi-
miliano Di Lauro), un po da
maschio davanti, un po da
femmina dietro. Insomma de-
cisamente punk.
Igiaba Scego
pi noto album dei Nirvana),
lumorismo con il rispetto per
la sua fragilit, fornendo in po-
che pagine un ritratto dallin-
terno dellalienante sistema
americano fondato sul succes-
so e lostilit verso artisti e in-
tellettuali, e ripercorrendo la
personale resistenza alla mer-
cifcazione da parte di Kobain,
per il quale la musica era una
coperta di Linus.
Filo conduttore Bobbah,
lamico immaginario che ac-
compagn Kobain per tutta la
vita e al quale era indirizzata la
lettera di addio. Bobbah ha qui
le fattezze di Hobbes, il tigrot-
to-pupazzo che si anima solo
quando c il suo padroncino.
La striscia Calvin e Hobbes di
Bill Watterson forse uno dei
pi spietati atti di accusa ce-
lato dallumorismo contro la
societ americana, gli adulti e
la solitudine di bambini e ado-
lescenti. La striscia di Watter-
son sinterruppe un anno dopo
la morte di Kobain. Tutto tor-
na, appunto.
Francesco Boille
Luciano Regolo
Cos combattevamo il duce
Kogoi edizioni, 276 pagine,
16 euro
Scritti inediti di Sofa Jaccari-
no, dama di corte dellultima
regina dItalia, Maria Jos.
Alexandre Postel
Un uomo discreto
Codice edizioni, 237 pagine,
16,90 euro
Un timido professore di floso-
fa deve scagionarsi dallaccu-
sa di essere un pedoflo.
Freya Stark
Lettere dalla Siria
La vita felice, 364 pagine,
18,50 euro
Raccolta di lettere scritte negli
anni venti durante un lungo
viaggio dalla Grecia alla Pale-
stina, attraverso la Siria.
Giorgio Fontana
Morte di un uomo felice
Sellerio, 261 pagine, 14 euro
Nellestate del 1981 un giova-
ne magistrato milanese indaga
sulle attivit di una banda che
ha assassinato un politico de-
mocristiano.
Concita De Gregorio
e Lorenzo
Un giorno sullisola
Einaudi, 107 pagine, 14,50 euro
Madre e fglio sincontrano nel
gioco del racconto.
Alain De Botton
News
Guanda, 270 pagine, 18 euro
Il giornalismo dovrebbe torna-
re alle sue origini: fare infor-
mazione per formare una so-
ciet pi civile e consapevole.
Usain Bolt
Come un fulmine
tre60, 266 pagine, 16 euro
Lautobiografa dellatleta pi
veloce di tutti i tempi.
Internazionale 1048 | 24 aprile 2014 83
84 Internazionale 1048 | 24 aprile 2014
Cultura
1
Massaroni Pianoforti
Alla fermata del 33
Ma per fortuna c una
luna che digiuna / io li ho fatti i
buchi alla cintura, e la speran-
za che arrivi il tram giusto
per uscire dalla vita che mi
spezza a quella che gli spetta.
Lartista come pseudonimo ha
la ragione sociale dellazienda
di famiglia, fa laccordatore,
viene da Voghera, del 1976.
Quello che spicca nel suo al-
bum Non date il salame ai corvi
la capacit di sopportazione
coinvolgente, di racconto sof-
ferto, qualcosa del primo Tom
Waits, del vecchio Cocciante,
dellagro Bianciardi, un picco-
lo grande autore di provincia,
cavolo crudo e canzoni vere.
2
Foxhound
My life is so cool
Se il MarcAntonio di
Shakespeare insiste nel defni-
re Bruto e soci uomini donore
per dare loro la patente di fara-
butti, cosa si pu pensare di
una canzone che sintitola pi
o meno ma che ganza la vita
mia? I Foxhound, torinesi
ventenni un po miniKasabian
in grado di dissimulare bene la
cittadinanza italiana che per la
musica che interessa a loro fa
un po uncool, hanno sfornato
questo album che sintitola In
primavera. I titoli sono tutti in
inglese, e dicono cancella-
mi, proprio non so e oggi
non corro. Quante amarezze:
dispiace, perch sono bravi.
3
Daniele Sanfilippo
Astronaut
La vita terrena domina-
ta dalla forza di gramit, e lo
sintuisce da bambini, quando
si vuol essere cowboy o astro-
nauti per fuggire, nel tempo o
meglio ancora nello spazio, a
tante amarezze; il chitarrista,
compositore e tecnico del suo-
no Daniele ha fatto la gavetta,
si creato la sua etichetta
(Suoneria Mediterranea) e ora
simbarca in una sua odissea di
delicata psichedelia con lal-
bum Lem, come un Alan Par-
sons piacevolmente alla deriva
su chiss quale Apollo in una
nebulosa di suoni fuori dalle
mode. Una piacevole avventu-
ra nel sound engineering.
Musica
Dal vivo
Oneohtrix Point Never
Milano, 29 aprile,
centrosanfedele.net;
Roma, 30 aprile,
auditorium.com
Agnes Obel
Roma, 5 maggio,
auditorium.com; Torino,
6 maggio, lingottofere.it;
Milano, 7 maggio,
alcatrazmilano.it
Dream Syndicate
Roncade (Tv), 4 maggio,
newageclub.it; Trezzo dAdda
(Mi), 5 maggio, liveclub.it;
Ravenna, 6 maggio,
bronsonproduzioni.com
Robbie Williams
Torino, 1 maggio,
palaolimpicotorino.it
Tiga
Segrate (Mi), 1 maggio,
circolomagnolia.it
Viviamocilento
Antunzsmask, Sonatin For
A Jazz Funeral, Joseph Martone
and The Travellingsouls,
The Lef, Lee Scratch Perry e altri,
vari luoghi, 1-4 maggio,
viviamocilento.it
Ravenna Jazz
Trilok Gurtu, Al Di Meola,
Vincent Peirani & Ulf
Wakenius, Stefano Bollani,
Napoleon Maddox, Paolo Fresu
e altri Ravenna, 3-13 maggio,
erjn.it
Un tesoro sconosciuto della
musica spagnola in una
grande antologia
La rumba pop, in particolare la
variet chiamata rumba catala-
na, il grande tesoro nascosto
della musica spagnola. Un ge-
nere musicale che ha conosciu-
to il suo periodo doro negli an-
ni sessanta e settanta, ma che
oggi quasi completamente
sconosciuto in Spagna. Per
questo motivo particolar-
mente importante lantologia
The original rhythm of gipsy
rhumba in Spain, appena pub-
blicata dalletichetta britanni-
ca Soul Jazz, specializzata nelle
ristampe di vecchi dischi reg-
gae e soul. Lantologia com-
prende due cd (ma c anche in
vinile) accompagnati da due li-
bretti di spiegazioni sul genere
e sulle canzoni.
Dietro questo lavoro c Da-
vid Garca, alias El Indio, bat-
terista dei Vetusta Morla, un
gruppo spagnolo indie rock.
Dopo aver inutilmente provato
per anni a pubblicare la raccol-
ta in Spagna, El Indio andato
a Londra e ha convinto Stuart
Baker, capo della Soul Jazz,
delle qualit esplosive delle re-
gistrazioni originali. Per chi li
ascolta per la prima volta, que-
sti pezzi sono davvero commo-
venti. Sono registrazioni ele-
mentari, il pi delle volte fatte
di fretta: chitarre, cori, palmas
(il battito delle mani tipico del
famenco) e in alcuni casi
percussioni e pianoforte. Ma
sembrano alimentate da
unenergia misteriosa. I pezzi
sono macchine che producono
ritmi irresistibili. Come la
feroce Saradonga, di Antonio
Gonzlez.
Diego Manrique, El Pas
Dalla Spagna
Il ritorno della rumba catalana
Playlist Pier Andrea Canei
Vita agravity
J
A
C
Q
U
E
S
L

O
N
A
R
D
Oneohtrix Point Never
Maruja Garrido,
Barcellona, 1965
Internazionale 1048 | 24 aprile 2014 85
Album
Eels
The cautionary tales of
Mark Oliver Everett
(E Works)

passato un anno da Wonder-


ful, glorious, un album pi di-
vertente e meno intimo di
quanto ci si aspettasse da
Mark E Everett. Quattordici
mesi dopo ecco unopera pi
personale, in cui i fantasmi dei
familiari scomparsi si aggirano
per dare vita ai momenti pi
emotivi e riusciti. Lacustica
Parallels unode tenera al pa-
dre e alle sue molteplici inter-
pretazioni del mondo secondo
la meccanica quantistica, im-
maginando un universo in cui
lui ancora vivo. Le altre can-
zoni si concentrano invece sul-
la fne di relazioni sentimenta-
li. Se i lavori passati degli Eels
sono stati una specie di diario,
questultimo uno sguardo di-
retto nella mente e nel cuore
dellautore. Non c la ricerca
di nuove sfde sul piano musi-
cale ma emotivamente The
cautionary tales una rarit e
sarebbe davvero un peccato se
venisse apprezzato solo dai fan
pi accaniti.
Christopher McBride,
Drowned in Sound
Mary Love
Lay this burden down
(Kent)

La prima volta che Mary Love,
allanagrafe Mary Ann Ellen,
venne notata fu mentre canta-
va un brano di Etta James in un
talent show. Come Etta, anche
la cantante di Sacramento ave-
va vissuto uninfanzia segnata
dalla violenza. Il suo stile voca-
le, in cui si mescolano la strada
e la chiesa, si sposava alla per-
fezione con il materiale bluesy
e soulful del suo team di auto-
ri, che comprendeva Frank
ro, medicinali da banco, padri
distrutti e televisori accesi. Ma
tutta lordinariet delle origini
viene poi travolta da una vio-
lenza e una rabbia che la fa
esplodere, come nella migliore
tradizione punk, lanciandola
in un paesaggio di alienazione
e umorismo nero.
Jennifer Kelly, Blurt
Pixies
Indie Cindy
(Pixiesmusic)

Dopo dieci anni passati a fare


la cover band di se stessi,
i Pixies hanno fnalmente de-
ciso di far uscire un album di
pezzi nuovi, probabilmente
per evitare limbarazzo di suo-
nare sempre le stesse canzoni
dal vivo. Far uscire un disco
23 anni dopo lultimo un bel
rischio: impossibile che sia
allaltezza dei leggendari
Doolittle e Bossanova, e il
sound surf-gaucho-punk-mu-
tante della band stato diluito
da decine di altri gruppi meno
validi spuntati nel frattempo.
Dallanno scorso nei Pixies
non c pi la bassista Kim
Deal, e questo non rende pi
facile limpresa. Ma i fan non
devono preoccuparsi troppo:
Indie Cindy gli riserva molte
belle sorprese. Quasi tutti i
pezzi sono gi usciti nei tre sin-
goli pi recenti, quindi s, il ri-
sultato un album decisamen-
te frammentario. Ma i Pixies
sono rimasti dei maestri nel
creare qualcosa di buono da un
mucchio di frammenti.
Kevin Courtney, Irish Times
Ben Watt
Hendra
(Unmade Road)

Per il suo secondo album soli-


sta, dopo North marine drive
del 1983, Ben Watt ha chiama-
to lex chitarrista dei Suede
Bernard Butler e il produttore
con base a Berlino Ewan Pear-
son, realizzando dieci pezzi
senza troppe pretese sulla vita,
la perdita, il dolore e simili.
Ispirato allalt-folk inglese a
cavallo degli anni sessanta e
settanta, lalbum ha come pun-
to di forza la voce e i testi di
Watt, come sempre spontanei
e sinceri. La canzone dapertu-
ra Hendra e la bucolica The le-
vels, che vede alla chitarra Da-
vid Gilmour, sono davvero toc-
canti. Altri pezzi in stile John
Martyn come Golden ratio, con
la meravigliosa chitarra di But-
ler, sono bilanciati dai potenti
rif della solenne Nathaniel.
Molloy Woodcraft,
The Observer
Louis Martini
Charpentier: Te Deum
Artisti vari, direttore:
Louis Martini (Erato)

Il pi grande catalogo disco-


grafco francese, quello della
Erato, veniva usato solo per
qualche ristampa poco curata.
La fusione della Warner, che lo
controlla, con la Emi fa sperare
in un futuro migliore. E questo
album un inizio perfetto:
uscito nel 1953, stato il debut-
to della casa, la sigla dellEuro-
visione e la riscoperta di un ge-
nio dimenticato, Marc-Antoi-
ne Charpentier. Ha pi di mez-
zo secolo e si sente, ma un
momento veramente storico.
Ivan A. Alexandre,
Diapason
Wilson e Ashford & Simpson.
Canzoni da questo punto di vi-
sta esemplari sono Lay this
burden down, Let me know e
You turned my bitter into sweet,
registrate per la Modern alla
met degli anni sessanta e di-
ventate classici della scena
northern soul sin dai suoi inizi.
Born to live, del 1969, anticipa
il disco funk, mentre la ballata
Loving you a tratti ricorda in
modo spettacolare Aretha
Franklin, Diana Ross e Millie
Jackson.
Lois Wilson, Mojo
Protomartyr
Under color of ofcial right
(Hardly Art)

Il disco desordio dei Proto-


martyr, No passion all technique
(2013), ricordava il fragore e lo
sferragliamento di un treno
merci. Registrato in una sola
giornata, era un debutto im-
pressionante, ma se ve lo siete
perso non vi preoccupate:
Under color of ofcial right il
miglior disco punk rock che
possiate ascoltare questanno,
e ha un suono pi defnito del
suo predecessore. I brani spa-
ziano dallannullamento ritmi-
co di Tarpeian rock alla new
wave ombrosa di Scum, rise
(pensate ai B-52s con la sfga
pi nera), fno alla furia melo-
dica di Want remover, a met
tra i Clash e i Buzzcocks. Come
i Tyvek, anche i Protomartyr
sono di Detroit e nelle loro
canzoni tornano tute da lavo- Pixies
D
R
Indiana
Solo dancing
Duke Dumont
feat. Jax Jones
I got U
Route 94 feat. Jess Glynne
My love (radio edit)
Eels
M
I
K
E
M
A
S
S
A
R
O
(
D
I
Y
)
Dance
Scelti da Claudio
Rossi Marcelli
86 Internazionale 1048 | 24 aprile 2014
Cultura
Michelangelo.
Il cuore e la pietra
Sabato 26 aprile, ore 23.00
Sky Arte
La voce di Giancarlo Giannini
e il volto di Rutger Hauer rac-
contano la passione e la dedi-
zione delluomo e dellartista
attraverso i suoi scritti.
Il rosa e il nero
Domenica 27 aprile, ore 22.15
RaiStoria
Le storie di quattro immigrati
che con il loro lavoro contribu-
iscono alleconomia del nostro
paese ma anche alla battaglia
silenziosa in difesa dei diritti di
tutti i nuovi italiani.
Viva gli antipodi!
Domenica 27 aprile, ore 23.10
Rai5
Probabilmente il pi ampio
schermo domestico non co-
munque sufciente a rendere
giustizia alla bellezza del flm
di Victor Kossakovsky: un
viaggio tra otto antipodi del
pianeta. Una rivelazione.
Polvere. Il grande processo
dellamianto
Luned 28 aprile, ore 21.10
Laefe
Nella giornata del ricordo del-
le vittime dellamianto, il do-
cumentario ripercorre la terri-
bile vicenda della comunit di
Casale Monferrato, sede di
uno stabilimento Eternit, dove
negli anni si sono registrate ol-
tre tremila vittime imputabili
al pericoloso materiale.
Il mondo secondo Anish
Kapoor
Gioved 1 maggio, ore 1.35, Laefe
Luniverso artistico di Anish
Kapoor fatto di specchi, scul-
ture monocromatiche, tessuti.
Un viaggio tra Londra, Napoli,
Parigi, Chicago, Mumbai e
New Delhi in compagnia
dellartista nato in India e che
dal 1970 vive in Inghilterra.
Video
congotales.com
Giampaolo Musumeci un
giornalista italiano che spazia
dalla fotografa al documen-
tario fno alla carta stampata e
alla radio. Con questo docu-
mentario unisce mezzi diversi
per raccontare lattualit di un
paese che conosce bene, uno
dei tanti in cui ha spesso lavo-
rato, occupandosi dellattuali-
t del continente africano, di
immigrazione e confitti. Il
progetto si concentra sulla re-
gione del Kivu nella Repubbli-
ca Democratica del Congo,
un territorio complesso in ba-
lia di bande armate, poteri
stranieri e dellimpotenza del
governo. Per anni Musumeci
ha raccolto immagini, flmati
e registrazioni, che andranno
a legarsi nelle pagine del sito,
usando uno strumento nuovo
per tentare di render conto
della complessit geopolitica
africana.
In rete
Spesso i mezzi dinformazio-
ne riescono a elaborare poco
pi di un tema alla volta per
ciascun paese. Sul fronte rus-
so, le discusse Olimpiadi di
Sochi sono andate in archivio.
Ora sono alla ribalta le tensio-
ni con lUcrania, e delle viola-
zioni dei diritti di gay e lesbi-
che non c pi traccia. Cam-
paign of hate di Michael Lucas
un documentario militante
che raccoglie le testimonian-
ze di componenti e attivisti
della comunit lgbt russa, e
documenta lomofobia cre-
scente di cittadini, leader po-
litici e religiosi, accusando il
governo di alimentare violen-
ti pregiudizi che sfociano in
aggressioni ormai quotidiane.
intern.az/1gP658qte
Dvd
Uno per volta
Congo tales
Contrariamente a una stampa
francese unanimemente entu-
siasta, non mi piace la retro-
spettiva di Robert Mappel-
thorpe del Grand palais di Pa-
rigi. A diferenza di quanto
successo in Italia, in Germa-
nia, nel Regno Unito e in Spa-
gna, in Francia abbiamo dovu-
to aspettare un quarto di seco-
lo dalla morte dellartista per-
ch un museo presentasse il
suo lavoro. Certo lesposizione
prestigiosa, a partire dal luo-
go che la ospita. Duecentocin-
quanta opere, magnifci pezzi
unici, stampe rafnate, una
scenografa elegante, unillu-
minazione sofsticata. Insom-
ma, bello, ben fatto, rispettabi-
le. Anche troppo.
Cominciando (perch?) da-
gli ultimi anni e disperdendo
qua e l gli autoritratti (un en-
semble in s), linsieme scien-
tifcamente poco serio. Questa
celebrazione patinata fa di-
menticare, nasconde o rende
incomprensibile un lavoro che
fu una continua sfda alle con-
venzioni, una celebrazione
dellamore, del piacere, del
sesso, della diferenza, del di-
verso. Diventato un prodotto
di consumo benpensante
questa esposizione quanto-
meno un controsenso. Forse
addirittura unafermazione
delle nuove forme di conven-
zione, di una nuova era reazio-
naria mascherata. Dando spa-
zio esagerato ai fori a colori, si
smorza lelogio del sesso nero
che avrebbe potuto ofendere i
borghesi. Desolante. u
Fotografa Christian Caujolle
Mappelthorpe snaturato
Internazionale 1048 | 24 aprile 2014 87
Croste presidenziali
The art of leadership, Presi-
dential library, Dallas, fno al
3 giugno
George W. Bush ha scoperto la
formula magica per il pubblico
risarcimento che sfuggita a
Tony Blair. Inutile sprecare
tempo con conferenze in giro
per il mondo e opinioni di illu-
stri e venerandi capi di stato,
che non hanno nessun efetto
sul pubblico, se non quello di
convincerlo ancora di pi che
sei bugiardo e dovresti essere
arrestato. E allora, diamoci al-
la pittura. Larte, gentile e civi-
lizzata, pu spazzar via ogni
infamia. Da quando si venu-
to a sapere che Bush si dedica
alla pittura e ha un insegnante
per migliorare il suo stile, i
sondaggi sulla sua popolarit
sono in ripresa. Il comico auto-
ritratto sotto la doccia emerso
su Twitter ha aiutato a uma-
nizzare il principale responsa-
bile dellinvasione in Iraq nel
2003. Gli statunitensi tendono
a essere indulgenti con i loro
presidenti e questa generosit
una sorta di autodifesa. Cos,
la presidenza marziale di Bush
riscattata grazie ai dipinti
svelati nel corso di unintervi-
sta tv con la fglia. Guardando i
suoi dipinti, si diventa accon-
discendenti come per lultima
impresa artistica del fglio sce-
mo. Che carino, George ha di-
pinto i ritratti dei leader mon-
diali e li sta esponendo nel suo
piccolo museo privato. C chi
dice che abbia saputo cogliere
lanima di Vladimir Putin. Il
suo ritratto del leader russo
potrebbe essere uno di quei
pezzi che si comprano per be-
nefcienza nelle parrocchie.
Bush cerca di dipingere le om-
bre con ruvide chiazze nere e
ha unidea del volume simile a
quella di un espressionista
astratto pop. Il risultato de-
gno di Forrest Gump.
The Guardian
Biennale di Sydney
You imagine what you desire,
fno al 9 giugno
Immagina quello che vuoi il ti-
tolo scelto da Juliana Engberg,
direttore artistico della di-
ciannovesima edizione della
Biennale di Sydney, che riuni-
sce novanta artisti in quattro
luoghi. Juliana un personag-
gio brillante e colorato, spriz-
za ottimismo da tutti i pori.
Lascia perdere le polemiche
per far parlare gli artisti e le
loro opere, meno politiche del
previsto. Il posto donore ri-
servato a Douglas Gordon, ge-
niale autore di Zidane, ritratto
del XXI secolo e la presenza dei
mosaici multicolore di Jim
Lambie e del geometra dello
spazio Martin Boyce, fanno
pensare a un legame con la
Scozia. Tutti e tre, infatti, so-
no nati a Glasgow. Ma poi si
spazia da Boltanski a Mircea
Cantor a Wael Shawky, legi-
ziano che ha flmato la storia
delle crociate attraverso gli
occhi degli arabi, ispirandosi
al romanzo di Amin Maalouf.
Nel 2013 Shawky aveva strega-
to la Biennale di Sharja con
una performance dei cori pa-
chistani. David Claebout ha
fatto rivivere Dinard, il mirag-
gio di una spiaggia, sul pavi-
mento dellMca di Sydney,
mentre i guf befardi di Anne
Lislegaard sono molto pi ef-
caci qui che alla Biennale di
Lione. Gli artisti australiani
sono i pi giovani. Daniel
McKewen, nato a Brisbane nel
1983, ha riversato la sua pas-
sione per il cinema in unin-
stallazione rafnata. Running
men mette in fla 3 o 4 secondi
della corsa di Cary Grant in
Intrigo internazionale, Tom
Cruise in Vanilla sky, Daniel
Craig in Skyfall e li ripete in un
ciclo continuo. Ipnotico.
Le Figaro
Sydney
Largo alle opere
Cultura
Arte
C
O
U
R
T
E
S
Y
G
A
L
E
R
I
E
Y
V
O
N
L
A
M
B
E
R
T
,
P
A
R
I
S
Douglas Gordon, Phantom
88 Internazionale 1048 | 24 aprile 2014
N
ellagosto del 1991, ai tempi del fal-
lito colpo di stato contro Gorbaciov,
quando limpero sovietico, ormai
marcescente, ha cominciato a va-
cillare e poi a crollare, mi sono ri-
trovato con alcuni amici in piazza
della Lubjanka, di fronte al tetro e imponente edifcio
del Kgb. La folla dagli umori rivoluzionari si preparava
ad abbattere il simbolo di questa lugubre organizzazio-
ne, il monumento al suo fondatore Dzerinskij, Felix
linfessibile, come lo chiamavano i colleghi bolscevi-
chi. I pi temerari avevano cominciato a
prendere di mira la statua legandole del-
le corde al collo, la folla aveva comincia-
to a tirarle in mezzo a un crescere di gri-
da. Ma allimprovviso dalla folla emer-
so uno stretto collaboratore di Eltsin che,
parlando al megafono, ha chiesto di
aspettare ad abbattere lidolo, perch ca-
dendo avrebbe potuto rompere lasfalto
con la sua testa e rovinare importanti li-
nee di telecomunicazione sotterranee.
Luomo ha dichiarato che alla Lubjanka
stava gi arrivando una gru che avrebbe
sollevato Dzerinskij dalla base del monumento senza
arrecare danni. E la folla dagli umori rivoluzionari per
due lunghe ore ha atteso questa gru, gridando abbas-
so il Kgb per darsi un tono. Durante quelle due ore, ho
cominciato ad avere i primi dubbi riguardo alla rivolu-
zione che sembrava sul punto di maturare. Mi venuta
in mente allimprovviso unimmagine, quella dei fran-
cesi che il 16 maggio 1871 a Parigi aspettavano larrivo
di un architetto e di un gruppo di operai per smontare
in modo civile la colonna Vendme. E mi venuto da
ridere. La gru alla fine arrivata, hanno tirato gi
Dzerinskij, lhanno messo su una piattaforma mobile
e lhanno portato via. La gente gli correva intorno e
sputava su di lui. Adesso si trova in un parco di monu-
menti smantellati vicino alla Nuova galleria Tretjakov.
Non molto tempo fa un deputato della Duma ha propo-
sto di riportare il monumento nel suo luogo originale.
Visti gli avvenimenti in corso nel nostro paese, la pro-
babilit che questo simbolo del terrore bolscevico torni
alla Lubjanka alta.
Il recente, precipitoso abbattimento dei monumen-
ti sovietici in Ucraina mi ha riportato alla mente lepi-
sodio della statua di Dzerinskij. Nelle citt ucraine
sono state abbattute decine di monumenti di Lenin e
nessun esponente dellopposizione ha invitato il popo-
Una rivoluzione
che non abbatte i monumenti
In Russia nel 1991
non accaduto
quello che sta
succedendo adesso
in Ucraina. La
rivoluzione di Eltsin
non ha seppellito il
passato sovietico e
non ha condannato
i suoi crimini
lo a smantellarli in modo civile, perch in un simile
contesto uno smantellamento delicato avrebbe un
solo e unico signifcato, quello di conservare un simbo-
lo del potere sovietico. Dugavili lo custodiscono in
una scatoletta da conserva, ha scritto il poeta Iosif
Brodskij nel 1968 pensando a Stalin. E questa conserva
la memoria del popolo, il suo inconscio collettivo. In
Ucraina, nel 2014 Lenin lhanno abbattuto e fatto a
pezzi. Non si sono preoccupati di conservarlo. Questa
caduta di Lenin, contemporanea agli scontri di Mai-
dan e alla cacciata di Janukovi, ha dimostrato chiara-
mente che in Ucraina la vera rivoluzione
antisovietica si verifcata solo adesso.
In Russia invece non c ancora stata.
Lenin, Stalin e i loro sanguinari com-
pagni continuano come prima a popola-
re la piazza Rossa, centinaia di monu-
menti rimangono al loro posto non solo
nellintera Russia, ma anche nelle teste
dei cittadini dello stato postsovietico.
eloquente la rabbia con cui i politici e i
funzionari di Mosca hanno accolto la di-
struzione in massa degli idoli sovietici
avvenuta in Ucraina. Viene da doman-
darsi cosa mai ci sia da rimpiangere negli idoli del pas-
sato. Di certo i funzionari russi hanno capito che in
Ucraina con Lenin viene abbattuto anche quellhomo
sovieticus che gli era cos caro. Distruggono i monu-
menti a Lenin perch impersona la Russia, ha escla-
mato uno di loro. S, la Russia sovietica, lUrss, limpe-
ro spietato costruito da Stalin, che ha ridotto in schia-
vit interi popoli, che in Ucraina ha fatto morire di fa-
me milioni di persone e ha messo in atto repressioni di
massa. La rivoluzione ucraina stata fatta anche con-
tro gli eredi di questo impero, Putin e Janukovi. Ed
eloquente anche il fatto che tutte le manifestazioni f-
lorusse, in Crimea come nelle regioni orientali
dellUcraina, si siano tenute senza eccezioni intorno a
monumenti a Lenin.
Purtroppo in Russia nel 1991 non andata come
adesso in Ucraina. La rivoluzione di Eltsin si rivelata
una rivoluzione di velluto, non ha seppellito il passa-
to sovietico, non ha condannato defnitivamente i suoi
crimini come invece stato fatto in Germania alla fne
degli anni quaranta. I funzionari di partito sono diven-
tati nel giro di unora dei democratici, hanno messo
il cadavere sovietico in un angolino e lhanno ricoperto
di segatura dicendo: Ci penser da solo, a marcire!.
Purtroppo non marcito: secondo i sondaggi quasi la
Vladimir Sorokin
VLADIMIR
SOROKIN
uno scrittore russo.
Il suo ultimo libro
pubblicato in Italia
La giornata di
un opricnik
(Atmosphere Libri
2014). Questo
articolo uscito su
Die Zeit con il titolo
Unsere Reise in die
Vergangenheit.
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Internazionale 1048 | 24 aprile 2014 89
met dei russi ritiene che Stalin sia stato un buon go-
vernante. Il nuovo manuale di storia lo defnisce un
manager efcace e le sue repressioni sono descritte
come semplici rotazioni di quadri, indispensabili per la
modernizzazione dellUrss. LUnione Sovietica crol-
lata a livello geografco ed economico, ma a livello ide-
ologico sopravvissuta nelle anime di milioni di perso-
ne. La mentalit sovietica si rivelata dura a morire, si
adattata al capitalismo selvaggio degli anni novanta
e ha cominciato a subire una mutazione nello stato
postsovietico. Questo, e solo questo, ha consentito di
conservare il sistema di potere piramidale creato ai
tempi di Ivan il Terribile e consolidato da Stalin.
Eltsin, salito rapidamente allapice di questa pira-
mide lasciandola del tutto intatta, ha portato con s,
tenendolo per mano, il suo erede Vladimir Putin, che
come prima cosa ha annunciato alla popolazione che
secondo lui il crollo dellUrss stato una catastrofe in
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90 Internazionale 1048 | 24 aprile 2014
Storie vere
Dwayne Yeager,
31 anni, ha chiamato
la polizia dalla sua
casa di Brandon,
in Florida, per
denunciare un furto.
Quando gli agenti
sono arrivati hanno
trovato la porta
aperta e
lappartamento
devastato, ma nessun
segno di scasso. Dopo
che emersa qualche
altra incongruenza
nella storia, gli agenti
hanno interrogato
nuovamente Yeager e
lui ha confessato: sua
moglie voleva che
andasse al lavoro, lui
voleva restare a casa,
quindi ha inscenato il
furto per avere una
scusa. Yeager, hanno
raccontato i poliziotti,
non pensava che
inventare un reato
fosse illegale. stato
arrestato ed fnito in
carcere.
termini geopolitici. Ha citato anche lo zar conservatore
Alessandro III: la Russia ha due alleati, il suo esercito e
la sua fotta. La macchina statale russa ha cominciato a
regredire , verso il passato, diventando ogni anno sem-
pre pi sovietica. Questi quindici anni a ritroso
nellUnione Sovietica sotto il comando dellex tenente
colonnello del Kgb a mio parere hanno reso evidente al
mondo intero non tanto che Putin grande e terribi-
le, quanto piuttosto la depravazione e larcaicit del
sistema della verticale del potere in Russia.
Grazie a questa struttura monarchica il paese di-
ventato automaticamente ostaggio delle malattie psi-
cosomatiche del grande capo. Tutte le sue paure, le sue
passioni, le sue debolezze e i suoi complessi sono di-
ventati politica di stato. Se paranoico, tutto il paese
deve avere paura dei nemici e delle spie; se sofre di in-
sonnia, tutti i ministeri devono lavorare anche di notte,
se sobrio, tutti devono smettere di bere; se invece un
ubriacone, tutti devono sbronzarsi; se non ama lAme-
rica, la grande nemica del Kgb allinterno del quale
cresciuto, tutta la popolazione non deve amarla. In un
tale paese non pu esserci un futuro prevedibile, per-
ch non ha alcuno spazio per svilupparsi.
Limprevedibilit sempre stata il marchio di fab-
brica della Russia, ma dopo gli eventi ucraini cresciu-
ta in modo esponenziale: nessun abitante del nostro
paese sa cosa gli succeder tra un mese, tra una setti-
mana, tra un paio di giorni. Secondo me non lo sa nem-
meno Putin, caduto ostaggio della sua stessa strategia
che lo vede nel ruolo di bad guy dellOccidente. Il vola-
no dellimprevedibilit stato allentato, le regole del
gioco sono state stabilite. Ma lasso nella manica del
primo decennio dellera di Putin, quello della stabilit,
da lui giocato sapientemente contro lopposizione, og-
gi viene sostituito da una perfda dama di picche, quel-
la dellinstabilit. E questa carta in grado di battere
ogni asso.
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Lespressione di Herbert G. Wells, la Russia nelle
tenebre, diventata poi il titolo del suo libro sulla Rus-
sia bolscevica, oggi sulle labbra di molti russi. Non
sentiamo pi la terra sotto i piedi: in questi giorni sen-
tiamo continuamente frasi del genere. La Russia, enor-
me ghiacciaio creato dal gelo del regime di Putin, ha
cominciato a spaccarsi dopo gli eventi di Crimea, si
staccata dal mondo europeo ed scivolata in una dire-
zione sconosciuta.
In periodi come questo bisogna afdarsi non alla
sobria ragione, ma allintuito. La maggior parte dei
miei compatrioti pi perspicaci si rende conto che la
Crimea, inghiottita dalla Russia dopo essere stata sot-
tratta allUcraina, potrebbe rivelarsi un boccone troppo
grosso, che va rimasticato con attenzione e ricotto a
fuoco lento.
I denti del nostro stato non sono pi quelli di una
volta, e perfno lo stomaco non funziona pi come in
passato. Se si confronta lattuale orso postsovietico
con quello sovietico, lunica cosa che hanno in comu-
ne, purtroppo, il ruggito imperiale. Lorso postsovie-
tico afitto da migliaia di parassiti corrotti che lhan-
no contaminato gi negli anni novanta e si sono molti-
plicati in misura incredibile nellultimo decennio. Lo
stanno divorando da dentro. Qualcuno considera la
loro febbrile attivit sotto la pelle dellorso come il fet-
tersi di potenti muscoli. Ma in realt unillusione.
Non ci sono pi muscoli, i denti stanno marcendo e nel
cervello ci sono solo le convulsioni di impulsi neurali
contraddittori: arricchirsi!, modernizzarsi!, ru-
bare!, pregare!, costruire una grande Russia!,
ripristinare lUrss!, temere loccidente!, acqui-
stare immobili occidentali!, tenere i risparmi in dol-
lari e in euro!, andare in vacanza a Courchevel!,
essere patrioti!, andare a caccia del nemico inter-
no!. O meglio, dei nemici interni.
Nel discorso pronunciato in occasione dellunione
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Internazionale 1048 | 24 aprile 2014 91
Il prestigio delle universit degli
Stati Uniti giustifcato? Certo
che lo , se si guarda a quello cui
guardano le classifche internazio-
nali, laboratori, biblioteche, strut-
ture, docenti con premi Nobel. Da
anni, per, Washington Monthly,
Cnn Money e altri organi utilizza-
no le minuziose indagini annuali
di Ccsse (Community college sur-
vey of student engagement), che
guardano alla didattica reale, a vi-
ta e formazione efettiva degli stu-
denti: le universit in cima alla li-
sta delle eccellenze nei soliti ran-
king internazionali, tranne Stan-
ford, sono scavalcate da universit
poco note. Nelle universit pi ce-
lebri la formazione costa molto e
conta poco. Lo si ricava anche
dallindagine Telco presentata a
ottobre da Fiorella Kostoris sui li-
velli di competenze fondamentali
dei laureandi italiani: risultano
bassi a confronto con i livelli di
studenti coreani, giapponesi e
nordeuropei, ma allincirca pari
agli statunitensi.
LEconomist (5 aprile) e il giu-
rista controcorrente Glenn Harald
Reynolds con il libro The higher
education bubble toccano un altro
punto ancora: in termini di retri-
buzioni future laurearsi conviene,
ma costa troppo. Nei casi migliori
ci vogliono ventanni per ripagare i
sessantamila dollari allanno degli
studi universitari e portare a casa
pi dollari dun diplomato. La bol-
la educativa prossima a esplode-
re perch sempre di pi i laureati
non saranno in grado di ripagare i
debiti contratti per studiare. Uni-
versit ricche e celebri, studenti
modesti alla bancarotta. u
Scuole Tullio De Mauro
Laureati nella bolla
E cos brillarono, brill ognuno di loro,
tutti folli, tutti un diamante brillante
come brillano le cose, diventando ognuno un bagliore
nei propri occhi, in fondo alla fodera di raso
delle loro giacche, e non era un sogno
solo un oblio momentaneo, un nulla
come nulla al mondo: il diadema di Apollinaire,
un muto, stellato, improvviso vaniloquio.
Ed erano l, svaniti come per sempre.
Ed eravamo l e li vedemmo nella carne
con i volti scheletrici, i capelli in lunghi fumi
di nero, gli occhi profondi ceneri e tizzoni,
e questo era ricordo o il suo immaginare,
noi stessi come luce come eterno vorticare.
George Szirtes
Poesia
Shine on you
crazy diamond
GEORGE SZIRTES
un poeta e
traduttore di lingua
inglese nato in
Ungheria nel 1948.
Vive in Inghilterra dal
1956. Questa poesia
uscita nel nuovo
numero del
trimestrale londinese
The White Review
(gennaio 2014).
Traduzione di
Francesca Spinelli.
della Crimea alla Russia il presidente Putin ha parlato
di quinta colonna e di traditori della nazione che,
secondo lui, ostacolano la marcia trionfale della Rus-
sia. Come stato gi osservato da molti, lespressione
traditori della nazione un triste ricordo lasciatoci
in eredit dal Mein Kampf. Le parole del capo dello sta-
to hanno suscitato in molti russi una forte preoccupa-
zione e nellintellighenzia un vero e proprio shock.
Lintellighenzia russa, va detto, in questo momento
particolarmente preoccupata. Mentre durante le ma-
nifestazioni statali la gente gridava la Crimea no-
stra!, i nostri intellettuali hanno intavolato le loro
abituali conversazioni disfattiste: Adesso comince-
ranno le repressioni, come nel 37. Non si fermer
allUcraina. Andr ancora peggio, dovremo fuggire
in massa dal paese. diventato impossibile guarda-
re la tv, trasmettono solo propaganda. Loccidente ci
volter le spalle. La Russia diventer uno stato cana-
glia. Presto torneranno i samizdat. Devo ammet-
terlo, questi discorsi mi fanno venire la nausea pi
dellannessione della Crimea. E ai colleghi intellettua-
li voglio dire: Amici, il compagno Putin in questi anni
diventato quello che solo grazie alle nostre e vostre
debolezze.
LUcraina ha dato alla Russia una lezione di amore
per la libert e dinsoferenza nei confronti di un pote-
re vigliacco e criminale. LUcraina ha trovato in se stes-
sa la forza di staccarsi dal ghiacciaio postsovietico e di
cominciare a navigare verso lEuropa. Maidan ha di-
mostrato a tutto il mondo cosa pu fare un popolo
quando lo vuole. Ma se guardo i reportage da Maidan
devo ammettere che non riesco a immaginare qualco-
sa di simile nella Mosca di oggi. difcile pensare a un
moscovita che lotta giorno e notte con le truppe spe-
ciali sulla piazza Rossa e che sfda con scudi rudimen-
tali le pallottole dei cecchini. Perch possa verifcarsi
qualcosa di simile deve succedere qualcosa non solo
nel mondo intorno a noi, ma anche nelle nostre teste.
Succeder?
Nellagosto del 1991 sulla Lubjanka non bisognava
restare ad aspettare larrivo di una gru. Bisognava ab-
battere lidolo di ferro, lasciando che rompesse lasfalto
con la testa e danneggiasse le importanti linee di tele-
comunicazione sotterranee.
Oggi vivremmo in un altro paese.
A dimostrare quanto sia importante far cadere il
passato nel momento giusto. u af
Internazionale 1048 | 24 aprile 2014 93
Q
uando leggo in italiano mi sento unospi-
te, una viaggiatrice. Ciononostante,
quello che faccio sembra un compito ra-
gionevole, accettabile.
Quando scrivo in italiano mi sento
unintrusa, unimpostora. Sembra un
compito contrafatto, innaturale. Mi accorgo di aver
oltrepassato un confne, di sentirmi persa, di essere in
fuga. Di essere completamente straniera.
Quando rinuncio allinglese rinuncio alla mia
autorevolezza. Sono traballante anzich sicura. Sono
debole.
Da dove viene limpulso di allontanarmi dalla mia
lingua dominante, la lingua da cui dipendo, da cui pro-
vengo come scrittrice, per darmi allitaliano?
Prima di diventare una scrittrice mi mancava
unidentit chiara, nitida. stato attraverso la scrittura
che sono riuscita a sentirmi realizzata. Ma quando scri-
vo in italiano non mi sento cos.
Cosa vuol dire, per una scrittrice, scrivere senza la
propria autorevolezza? Posso defnirmi unautrice, sen-
za sentirmi autorevole?
Com possibile, quando scrivo in italiano, che mi
senta sia pi libera sia inchiodata, costretta?
Forse perch in italiano ho la libert di essere imper-
fetta.
Come mai mi attrae questa nuova voce, imperfetta,
scarna? Come mai mi soddisfa la penuria? Cosa vuol
dire rinunciare a un palazzo per abitare quasi per stra-
da, sotto un riparo cos fragile?
Forse perch dal punto di vista creativo non c nulla
di tanto pericoloso quanto la sicurezza.
Mi chiedo quale sia il rapporto tra libert e limitazio-
ni. Mi chiedo come una prigione possa somigliare al
paradiso.
Mi viene in mente qualche riga di Verga che ho sco-
perto di recente: Pensare che avrebbe potuto bastarmi
questangolo di terra, uno spicchio di cielo, un vaso di
fori, per godere tutte le felicit del mondo, se non aves-
si provato la libert e se non mi sentissi in cuore la
febbre roditrice di tutte le gioie che son fuori di queste
mura!.
Chi parla la protagonista di Storia di una capinera,
una novizia di clausura che si sente intrappolata nel
convento, che vagheggia la campagna, la luce, laria.
Io, in questo momento, preferisco il recinto. Quan-
do scrivo in italiano, mi basta quello spicchio di cielo.
Mi rendo conto che la voglia di scrivere in una nuova
lingua deriva da una specie di disperazione. Mi sento
tormentata, come la capinera di Verga. Come lei, desi-
dero altro: qualcosa che probabilmente non dovrei de-
siderare. Ma penso che lesigenza di scrivere derivi
sempre dalla disperazione insieme alla speranza.
So che si dovrebbe conoscere a fondo la lingua in
cui si scrive. So che mi manca una vera padronanza. So
che la mia scrittura in italiano qualcosa di prematuro,
avventato, sempre approssimativo. Voglio chiedere
scusa. Voglio spiegare la fonte di questo mio slancio.
Perch scrivo? Per indagare il mistero dellesisten-
za. Per tollerare me stessa. Per avvicinare tutto ci che
si trova al di fuori di me.
Se voglio capire quello che mi colpisce, quello che
mi confonde, quello che mi angoscia, in breve, tutto ci
che mi fa reagire, devo metterlo in parole. La scrittura
il mio unico modo per assorbire e per sistemare la vi-
ta. Altrimenti mi sgomenterebbe, mi sconvolgerebbe
troppo.
Ci che passa senza esser messo in parole, senza
esser trasformato e, in un certo senso, purifcato dal
crogiuolo dello scrivere, non signifca nulla per me. So-
lo le parole che durano mi sembrano reali. Hanno un
potere, un valore superiore a noi.
Visto che io provo a decifrare tutto tramite la scrittu-
ra, forse scrivere in italiano semplicemente il mio mo-
do per apprendere la lingua nel modo pi profondo, pi
stimolante.
Fin da ragazza appartengo soltanto alle mie parole.
Non ho un paese, una cultura precisa. Se non scrivessi,
se non lavorassi alle parole, non mi sentirei presente
sulla terra.
Cosa signifca una parola? E una vita? Mi pare, alla
fne, la stessa cosa. Come una parola pu avere tante
dimensioni, tante sfumature, una tale complessit, co-
s una persona, una vita. La lingua lo specchio, la me-
tafora principale. Perch in fondo il signifcato di una
parola, cos come quello di una persona, qualcosa di
smisurato, di inefabile. u (11. Continua)
Il riparo fragile
Jhumpa Lahiri
JHUMPA LAHIRI
una scrittrice
statunitense di
origine bengalese.
Vive a Roma. Il suo
ultimo libro
pubblicato in Italia
La moglie
(Guanda 2013).
Questo racconto
lundicesimo di una
serie che Jhumpa
Lahiri scrive
in italiano per
Internazionale.
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Scienza
94 Internazionale 1048 | 24 aprile 2014
D
opo quattro anni di assenza,
lenfant terrible del Pacifco po-
trebbe essere di ritorno. Il 15
aprile 2014 lOrganizzazione
meteorologica mondiale (Omm) ha pubbli-
cato un bollettino in cui si ritiene probabi-
le il risveglio del Nio in giugno.
Famoso e temuto, questo fenomeno na-
turale, che si manifesta a intervalli che van-
no dai tre ai sette anni, caratterizzato da
un forte riscaldamento delle acque superf-
ciali della zona centrorientale del Pacifco
equatoriale. Si accompagna a perturbazio-
ni meteorologiche di grande portata un po
ovunque nel mondo, spesso associate a de-
vastazioni e a una forte impennata dei prez-
zi di alcuni prodotti agricoli. Il nome (bam-
bino, in spagnolo) glielhanno dato i pesca-
tori ecuadoriani e peruviani riferendosi al
bambin Ges, visto che il fenomeno ha
spesso la sua fase pi attiva durante il pe-
riodo di Natale.
Nel Pacifco tropicale le temperature
subsuperfciali stanno raggiungendo livelli
simili a quelli che annunciano larrivo del
Nio, e i modelli climatici considerati dagli
esperti dellOmm prevedono un riscalda-
mento costante nei prossimi mesi, spiega
nel suo bollettino lagenzia delle Nazioni
Unite. Secondo la maggioranza dei mo-
delli unanomalia del Nio potrebbe arriva-
re intorno a met anno, ma ancora presto
per stabilirne lintensit.
Speculazioni sui raccolti
Rilevato attraverso un aumento della tem-
peratura del Pacifco equatoriale, il Nio
in realt il risultato di una delicata intera-
zione tra loceano e latmosfera: indeboli-
mento degli alisei che sofano sul Pacifco,
accumulo delle acque calde al largo delle
coste peruviane dove il livello marino si ri-
duce, innalzamento del livello delle acque
lungo le coste australiane e cos via.
Da settimane alcuni centri di ricerca
pubblicano i risultati delle loro simulazioni,
provocando i primi movimenti speculativi
su alcune materie prime, come cacao, caf-
f, canna da zucchero, olio di palma. Tutta
la produzione primaria della zona tropica-
le, e a volte anche oltre, potenzialmente
interessata dal fenomeno. A causa del
Nio, spiega Matthieu Lengaigne, ricerca-
tore dellIstituto di ricerca per lo sviluppo
(Ird) in Francia, cambia lintera circolazio-
ne atmosferica. E con essa le precipitazio-
ni e le temperature locali. Caldo e forti
piogge, alluvioni e smottamenti di terreno
sono pi frequenti sul versante pacifco del
Sudamerica, mentre la siccit colpisce lAu-
stralia e in misura minore lAsia meridiona-
le. In India di solito il fenomeno del Nio
riduce labbondanza delle piogge monsoni-
che, aggiunge Lengaigne.
Uno degli efetti pi eclatanti quello
sulle zone di pesca del Pacifco orientale, al
largo di Ecuador, Per e Cile. Laccumulo di
acque calde lungo le coste impedisce la ri-
salita in superfcie delle acque profonde,
molto ricche di nutrimento, le acque super-
fciali impoverite non permettono al planc-
ton di prosperare e questo provoca una dra-
stica riduzione delle sardine e delle acciu-
ghe, tra le principali fonti di cibo per i pesci
di allevamento.
Tuttavia le ripercussioni del Nio non
sono sempre e ovunque negative. A volte
agisce anche a grande distanza, per esem-
pio riducendo la formazione di cicloni
nellAtlantico.
Quale sar lintensit del prossimo
Nio? Finora il pi forte mai registrato
stato quello del 1997, continuato nel 1998.
La situazione attuale somiglia molto a
quella osservata nel 1997, dice Lengai-
gne.
I legami tra il riscaldamento globale ed
el Nio sono al centro di diverse ricerche.
Uno studio recente condotto da Lengaigne
e pubblicato su Nature Climate Change,
suggerisce che nel ventunesimo secolo la
frequenza degli episodi pi intensi sar
doppia rispetto al passato a causa del cam-
biamento climatico. Unipotesi ancora al
centro di discussioni.
Ma di certo il monello del Pacifco fa sa-
lire il termometro. El Nio ha un impor-
tante efetto di riscaldamento sulla media
mondiale delle temperature, dichiara Mi-
chel Jarraud, segretario generale dellOmm.
Negli ultimi quindici anni solo due sono
stati caratterizzati dal Nio, e sono stati pi
caldi della media. Il riscaldamento natura-
le provocato da un episodio del Nio, asso-
ciato a un riscaldamento di origine umana,
pu provocare un aumento molto forte del-
le temperature globali. u adr
Anomalie del livello della superfcie del Pacifco il 6 aprile 2014
Il ritorno
del piccolo mostro
Porta alluvioni, siccit,
riduzione dei raccolti e delle
riserve ittiche: il fenomeno
meteorologico chiamato el
Nio potrebbe arrivare presto.
E si annuncia piuttosto intenso
Stphane Foucart, Le Monde, Francia
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180
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-20
-60
-100
-140
-180
Millimetri
Internazionale 1048 | 24 aprile 2014 95
IN BREVE
Ecologia Anche se il tasso di
estinzione delle specie in au-
mento, non si registra una per-
dita sostanziale di biodiversit,
n negli habitat marini n in
quelli terrestri. invece eviden-
te un cambiamento della com-
posizione delle comunit di
piante e animali. Il fenomeno,
scrive Science, potrebbe essere
dovuto alla rapida difusione
delle specie invasive e allo spo-
stamento delle specie causato
del cambiamento climatico.
Genetica stato sequenziato il
genoma della trota iridea, scrive
Nature Communications. Si
scoperto che cento milioni di
anni fa lintero genoma si du-
plicato, producendo una secon-
da copia di ogni gene. Questo
evento molto comune nel pro-
cesso evolutivo, ma difcilmen-
te osservabile in quanto i geni
duplicati subiscono mutazioni o
delezioni. La ricerca fornisce in-
formazioni preziose sullevolu-
zione dei vertebrati.
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SALUTE
Nuovi farmaci
per lepatite C

Nel mondo 185 milioni di perso-
ne sofrono di epatite C e in otto
casi su dieci vivono in paesi a
basso e medio reddito. Se non
trattata, questa malattia virale
degenera in epatite cronica, cir-
rosi e tumore del fegato. Le nuo-
ve linee guida dellOrganizza-
zione mondiale della sanit
mettono laccento su due nuovi
antivirali ad azione diretta: il so-
fosbuvir e il simeprevir. Ben tol-
lerati ed efcaci in quasi tutte le
forme di epatite C, aumentano
molto la probabilit di guarigio-
ne in soli tre mesi di terapia e
non richiedono luso di interfe-
rone. Ma saranno un privilegio
per pochi, scrive Nature. Un ci-
clo di terapia costa tra i 66mila e
gli 84mila dollari. Si stima che
con un generico il prezzo scen-
derebbe tra i 100 e i 250 dollari.
SALUTE
Il virus ebola
al microscopio

Secondo un rapporto prelimina-
re pubblicato sul New England
Journal of Medicine, il virus
ebola che ha causato lepidemia
di febbre allinizio dellanno in
Guinea molto simile al ceppo
di ebola chiamato Zaire, difuso
nella Repubblica Democratica
del Congo e in Gabon. I due
ceppi deriverebbero da un re-
cente antenato comune. Si sup-
pone che il primo contagio uma-
no sia avvenuto allinizio di di-
cembre o prima, probabilmente
da una fonte animale, forse dai
pipistrelli della frutta. Il tasso di
mortalit tra i primi casi confer-
mati dell86 per cento.
Genetica
I geni accesi dei Neandertal
La costituzione pi robusta delluomo
di Neandertal (a sinistra nella foto)
rispetto allHomo sapiens forse non
dipende tanto dai suoi geni quanto da
una loro diversa attivazione. Per la
prima volta stata confrontata la
metilazione del genoma in
neandertaliani e denisoviani, e in
esseri umani moderni. La metilazione
una trasformazione del dna in cui viene legato un
componente chimico, un gruppo metile, ad alcune delle
basi che compongono lelica, in genere la citosina. La
metilazione regola a livello individuale lattivit di pezzi di
materiale genetico, accendendo e spegnendo i singoli
geni, e mantenendo inalterata la sequenza. Finora sono
stati esaminati solo i genomi di una denisoviana vissuta
50mila anni fa e quello ancora pi antico di una
neandertaliana. Poich la metilazione varia da individuo a
individuo, gli studi devono essere considerati preliminari
ed difcile trarre conclusioni valide per un intero gruppo
umano. Comunque, paragonando i genomi antichi con
quelli moderni, sono state trovate circa duemila regioni
con una metilazione diversa. E sembra che siano coinvolti
geni che regolano la struttura corporea. La diferente
metilazione potrebbe anche infuenzare la predisposizione
moderna ad alcune malattie neurologiche. u
Science, Stati Uniti
Un pianeta simile alla Terra
stato individuato un pianeta di dimensioni simili alla Terra a una
distanza dal suo Sole tale da consentire la presenza di acqua allo sta-
to liquido. Il pianeta potrebbe quindi ospitare la vita. Intorno alla
stella Kepler-186 orbitano cinque pianeti, ma solo il pi esterno, Ke-
pler-186f (nel disegno), ha una dimensione e una distanza dalla stella
paragonabili a quelle terrestri, scrive Science. u
Astronomia
PALEONTOLOGIA
La modernit
dello squalo

Gli squali moderni non sono dei
fossili viventi, come fanno
pensare alcune loro caratteristi-
che anatomiche apparentemen-
te primitive, come lo scheletro
cartilagineo. In realt sono il ri-
sultato di un lungo processo
evolutivo cominciato 400 milio-
ni di anni fa, spiega Nature. I re-
sti rinvenuti in Arkansas di un
antico squalo vissuto 325 milioni
di anni fa mostrano una struttu-
ra complessa delle branchie che
pi simile a quella dei pesci os-
sei moderni che a quella dei pe-
sci cartilaginei.
I casi di ebola in Guinea,
al 17 aprile 2014.
Fonte: Oms
Mozambico
203 casi
129 morti
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)
96 Internazionale 1048 | 24 aprile 2014
Il diario della Terra
Australia
Isole
Salomone
6,5 M
Stati Uniti
5,1 M
Messico
5,6 M
Stati Uniti
4,6 M
-71,7C
Vostok,
Antartide
Stati Uniti
4,2 M
Messico
Messico Cina
5,1 M
Pakistan
6,8 M
Stati Uniti
Nuova
Zelanda
4,0 M
Taiwan
5,4 M
Stati Uniti
4,4 M
Messico
7,2 M
Stati Uniti
4,4 M
45,6C
Matam,
Senegal
Regno Unito
3,2 M
Sudafrica
Zimbabwe
Australia
Isole
Salomone
Papua Nuova
Guinea
7,5 M
Romania
4,7 M
Nepal
Per
Guinea
Russia Stati Uniti
5,1 M
Il 24 aprile di un anno fa crolla-
va il Rana Plaza, uno stabili-
mento tessile di Dhaka, in
Bangladesh. Nel disastro mo-
rirono 1.133 lavoratori, soprat-
tutto donne, e altri 2.500 rima-
sero feriti. Nellanno trascorso
poco cambiato nel mondo
della moda veloce, conside-
rato il principale responsabile
della tragedia. Lindustria
della moda di oggi si pu rias-
sumere con il motto: vai velo-
ce o vai a casa, scrive The
Observer. Un capo di abbi-
gliamento alla moda dura in
media cinque settimane e per
produrlo ci vogliono tra le sei e
le otto settimane. Al posto del-
le tradizionali collezioni au-
tunno-inverno e primavera-
estate, un marchio fast fashion
pu proporre due mini stagio-
ni a settimana, con enormi co-
sti umani e ambientali, dovuti
tra laltro alla produzione di
cotone e alla tinteggiatura dei
tessuti. Il modello industriale,
basato sul rapido consumo di
capi a basso prezzo, ha grande
successo, perch questa sorta
di ipercapitalismo garanti-
sce ampi profitti ai marchi in-
ternazionali. Nonostante il
Rana Plaza, gli investitori sono
ansiosi di farne parte.
Il boicottaggio ha poco sen-
so: Anche le organizzazioni
sindacali lo sconsigliano, per-
ch danneggia chi vorrebbe
aiutare, scrive il giornale bri-
tannico. Un possibile punto di
partenza una campagna di
sensibilizzazione, come lini-
ziativa Fashion revolution day,
che invita a chiedersi insieme
ai propri figli adolescenti: Chi
ha fatto i miei vestiti?. un
modo per riflettere sui mecca-
nismi di produzione e fare
pressione sui grandi marchi.
La moda
troppo veloce
Ethical living
Vulcani Il vulcano Ubinas,
in Per, si risvegliato, co-
stringendo quattromila perso-
ne a lasciare le loro case. Sono
stati trasferiti anche 30mila ca-
pi di bestiame.
Terremoti Un sisma di ma-
gnitudo 7,2 ha colpito lo stato
di Guerrero, in Messico, senza
causare vittime. A Citt del
Messico alcuni edifci sono
stati danneggiati. Altre scosse
sono state registrate al largo
della Papua Nuova Guinea, in
Alaska e in Inghilterra.
Frane Sette persone sono
morte travolte da una frana in
una miniera doro illegale nella
regione di Siguiri, nel nordest
della Guinea. Altre otto perso-
ne sono rimaste ferite.
Incendi Dallinizio
dellanno in Russia sono stati
distrutti negli incendi quasi
150mila ettari di vegetazione.
Lo ha annunciato il ministro
dellambiente Sergej Donskoj.
u Nel periodo tra il 1984 e il
2011 negli Stati Uniti occiden-
tali sono aumentati il numero
e la dimensione degli incendi
maggiori. In media c stato
un aumento di sette incendi
allanno, e larea totale
bruciata cresciuta di 355
chilometri quadrati allanno,
scrive Geophysical Research
Letters. La tendenza potrebbe
continuare a causa dellau-
mento delle temperature e dei
periodi di siccit.
Rinoceronti Almeno 293
rinoceronti sono stati uccisi
dai bracconieri in Sudafrica
dallinizio dellanno, la
maggior parte nel parco
nazionale Kruger. Lo ha
rivelato la ministra dellam-
biente Edna Molewa.
Uccelli Alcuni esperti di
fauna selvatica dello Zimbab-
we hanno segnalato larrivo
nel paese del merlo indiano,
che potrebbe mettere a rischio
la sopravvivenza di alcune
specie indigene. Luccello, ori-
ginario dellAsia meridionale,
ha cominciato a difondersi
in Sudafrica allinizio del
novecento.
Petrolio Lamministrazione
statunitense ha rimandato la
decisione sul progetto Key-
stone xl. Loleodotto dovreb-
be collegare i giacimenti di
sabbie bituminose del Canada
alle rafnerie del Midwest e
del Texas, negli Stati Uniti.
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Ubinas, Per
Valanghe Sedici sherpa nepalesi sono morti travolti da una
valanga sullEverest, in Nepal, mentre preparavano il terreno per
alcune spedizioni di alpinisti. La valanga si staccata a quota
5.800 metri. Nella foto, i soccorsi.
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Internazionale 1048 | 24 aprile 2014 99
u Situato nellIndia orientale, il
lago Chilika la principale lagu-
na del paese e una delle pi
grandi al mondo. Linterazione
tra acqua dolce che afuisce
nel lago poco profondo dai fu-
mi a nord e a ovest e acqua sa-
lata che arriva dal golfo del
Bengala a sud rende salmastre
le acque del Chilika, con gradi
di salinit molto variabili al suo
interno. Queste diferenze dan-
no origine a una grande variet
di nicchie ecologiche e favori-
scono la biodiversit.
Durante il picco della stagio-
ne migratoria il lago ospita oltre
un milione di uccelli di pi di
duecento specie (tra cui fenicot-
teri, aironi, spatole, cicogne e
pellicani). Circa la met degli
uccelli appartiene a specie mi-
gratorie che arrivano da zone
lontane dellAsia, compresi il
mar Caspio, il lago Bajkal e la
Siberia.
LAdvanced land imager a
bordo del satellite Eo-1 ha scat-
tato questa foto del lago e del
santuario degli uccelli di Nala-
bana il 14 dicembre 2013. Alcu-
ne parti dellisola sono visibili,
ma la maggior parte sommer-
sa. Le zone marroni in basso so-
no vivai e villaggi.
Lungo la costa a sud di Nala-
bana si succedono dei laghetti
usati per lallevamento dei
gamberi.Adam Voiland
Labbondanza di pesci nel
lago attira grandi quantit
di uccelli, che durante la
stagione migratoria sono
pi di un milione.
Il pianeta visto dallo spazio 14.12.2013
Il lago Chilika in India
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Lago Chilika
Allevamenti di gamberetti
Nalabana
Nord
2 km
Il diario della Terra
100 Internazionale 1048 | 24 aprile 2014
Economia e lavoro
T
rentanni fa, quando era unado-
lescente un po matta cresciuta
nella contea inglese di Kent, nel
Regno Unito, Blythe Masters fe-
ce uno stage nel settore derivati della JP-
Morgan Chase. Trov quellesperienza
esaltante e nei ventisette anni successivi
ha fatto carriera, guadagnandosi fama e
consensi mentre si occupava dei derivati e
dei crediti della banca. Ultimamente ha
diretto il settore materie prime, ed diven-
tata una delle donne pi celebri di Wall
street.
Ma la sua storia damore con la JPMor-
gan fnita il 2 aprile: Masters ha annuncia-
to che si dimetter subito dopo la vendita
del settore materie prime alla societ di
trading svizzera Mercuria , per 3,5 miliardi
di dollari. Da una parte, la notizia non stu-
pisce: gli altri componenti della squadra di
Masters hanno lasciato la JPMorgan da
tempo. Ma si tratta comunque di una noti-
zia emblematica. La storia di Masters di-
mostra che per il mondo della fnanza sta
cominciando una nuova era, nel bene e nel
male.
Sono quattro gli elementi da considera-
re. Il primo che il sessismo non ancora
scomparso. Negli anni novanta Masters
faceva parte, insieme a molti uomini, della
squadra che ha sviluppato il mercato dei
derivati di credito, uno strumento fnan-
ziario che stato al centro dello scoppio
della bolla del credito. Masters non ha mai
lavorato ai derivati legati ai mutui immobi-
liari, gli strumenti finanziari che hanno
contribuito in modo decisivo ad alimenta-
re la bolla creditizia. Anzi, ha smesso di
occuparsi di questo settore della fnanza
ben prima che producesse gli abusi peggio-
ri. Ma nel 2007, quando la crisi scoppiata,
lei stata uno dei capri espiatori, anche
perch era una donna e il suo volto era rico-
noscibile in mezzo quello di tanti uomini.
In secondo luogo, questa storia dimo-
stra che latteggiamento della societ verso
le innovazioni fnanziarie cambiato. I de-
rivati esercitavano un enorme fascino sui
banchieri e perfno gli istituti di vigilanza
credevano che avrebbero portato dei van-
taggi. A ripensarci oggi, quellentusiasmo
sembra ingenuo e pericoloso. Oggi gli isti-
tuti di vigilanza e i banchieri guardano con
pi cinismo alle innovazioni della fnanza.
E gli studenti brillanti e ambiziosi sognano
di usare algoritmi per creare app rivoluzio-
narie pi che derivati. Un terzo insegna-
mento che si pu trarre da questa storia
che le banche stanno perdendo il loro fa-
scino. Masters non ha rivelato i suoi piani
per il futuro, ma molto probabile che il
suo prossimo datore di lavoro non sar una
banca. Quasi tutti i suoi vecchi colleghi
esperti di derivati collaborano con istitu-
zioni fnanziarie non bancarie, che al mo-
mento rappresentano la vera punta di dia-
mante del settore.
Dai derivati alle materie prime
Il quarto aspetto di cui tenere conto rap-
presentato dal fatto che i derivati potranno
aver fatto scalpore a livello politico cinque
anni fa, ma oggi non pi cos. Le dispute
si sono spostate in settori come quello del-
le materie prime. Masters lo sa fn troppo
bene: mentre era a capo del settore mate-
rie prime, la JPMorgan stata accusata di
manipolare diversi mercati dellenergia e
dei metalli preziosi. Lanno scorso, poi, la
commissione federale statunitense di re-
golamentazione dellenergia ha pubblicato
un rapporto molto duro nei confronti della
sua squadra.
La banca ha respinto le accuse con de-
cisione e non sono state trovate prove con-
tro Masters. Ma quellepisodio lha convin-
ta ad allontanarsi dalla luce dei rifettori
delle banche regolamentate e ha spinto la
JPMorgan a vendere il suo settore materie
prime: listituto non vuole giocarsi la repu-
tazione in un campo che sempre pi vigi-
lato da parte della politica e che deve sotto-
stare a requisiti sul capitale sempre pi re-
strittivi. Il risultato che unaltra serie di
attivit potenzialmente discutibili si sta
staccando dagli istituti regolamentati e si
sta trasferendo nel mondo pi oscuro del
sistema bancario collaterale, dove si rico-
mincia ad abusare dei rischi dellinnova-
zione.
Per la storia di Masters e della crisi f-
nanziaria si tratta di un risvolto decisa-
mente paradossale, che dovrebbe ricor-
darci questo: i banchieri giovani e ambizio-
si, cos come gli istituti di vigilanza, do-
vrebbero tenere a mente la legge delle
conseguenze indesiderate. ufp
La donna che ha pagato
per la crisi fnanziaria
Blythe Masters si dimessa da
dirigente della JPMorgan. La sua
storia dimostra che il sessismo
ancora presente nel mondo della
fnanza. E che la lezione della
crisi non stata assimilata
Gillian Tett, Financial Times, Regno Unito
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Blythe Masters nellaprile del 2012
Internazionale 1048 | 24 aprile 2014 101
Il numero Tito Boeri
35,9
Il deprezzamento medio della
valuta nei 23 casi di maxisvalu-
tazione che hanno coinvolto i
paesi del G20 del 35,9 per
cento. Come dimostra France-
sco Daveri su lavoce.info, i be-
nefci portati da queste svalu-
tazioni sono stati annullati nel
giro di un paio di anni dallau-
mento del diferenziale din-
fazione con gli Stati Uniti.
I casi pi eclatanti sono
lArgentina e la Turchia, che
tra il 2001 e il 2002 hanno sva-
lutato la propria moneta ri-
spettivamente del 211 e del 144
per cento. Ma mentre il gover-
no argentino si limitato a
correggere uno squilibrio esi-
stente (dovuto alla parit tra
peso e dollaro, portata avanti
forzosamente per quasi dieci
anni), la Turchia si vista di-
vorare il potenziale guadagno
di competitivit dalla spirale
infazionistica.
In base a un calcolo appros-
simativo, il benefcio competi-
tivo che deriva da una svaluta-
zione della moneta pari alla
met del deprezzamento no-
minale. Ma se la svalutazione
efettuata da vari paesi con-
temporaneamente lefetto
nullo. Questo avvenuto, per
esempio, allindomani della
grande depressione, quando la
strategia fu adottata da cos
tanti paesi che fn per non
avere alcun efetto. A farne le
spese fu lintero commercio
internazionale.
In Italia, grazie allabolizio-
ne della scala mobile (il mec-
canismo di adeguamento dei
salari allinfazione) e a unat-
tenta politica dei redditi, la
maxisvalutazione del 1992
non ha comportato una fam-
mata infazionistica. Le istitu-
zioni che presiedono alla con-
trattazione salariale hanno un
ruolo fondamentale in questo
ambito. u
RUSSIA
Gioco dazzardo
in Crimea

Il 21 aprile il presidente russo
Vladimir Putin ha presentato un
progetto di legge che prevede la
creazione di una zona speciale
per il gioco dazzardo in Crimea,
una regione annessa il mese
scorso dopo un referendum
considerato illegale dallUcrai-
na e da gran parte della comuni-
t internazionale. I confni della
zona in cui sar possibile aprire
dei casin saranno stabiliti dalle
autorit florusse della Crimea,
scrive lagenzia Bloomberg. In
Russia esistono gi quattro zone
speciali per il gioco dazzardo:
nel Primorskij Krai, nellAltai
Krai, nel Krasnodar Krai e a Ka-
liningrad. Nel 2009 Putin ha or-
dinato la chiusura dei casin a
Mosca per combattere la dipen-
denza dal gioco dazzardo.
AFRICA
Immigrati
vessati

Il 16 aprile long Comic relief ha
denunciato il prelievo eccessivo
imposto agli immigrati che tra-
sferiscono denaro alle loro fami-
glie rimaste in Africa. I due ope-
ratori principali, Western Union
e Moneygram, trattengono in-
fatti in media il 12 per cento, cir-
ca il doppio del tasso medio
mondiale. Secondo Comic re-
lief, il problema la scarsa tra-
sparenza sugli accordi commer-
ciali tra gli operatori fnanziari e
le banche. Il G20 ha posto come
obiettivo globale per il 2014 di
ridurre il prelievo al 5 per cento,
conclude la Bbc.
STATI UNITI-CINA
Il debutto
di Weibo

Il 17 aprile il social network Wei-
bo, considerato il Twitter cine-
se, ha fatto registrare un rialzo
del 19,06 per cento in occasione
del suo debutto a Wall street,
compensando un prezzo di col-
locamento pi basso rispetto al-
le attese, scrive il Wall Street
Journal. Nel dicembre scorso
Weibo aveva 129,1 milioni di
utenti, ma circa 28 milioni
avrebbero lasciato a causa
dellaumento della censura. Al
social network possono iscriver-
si solo i cittadini cinesi che for-
niscono un numero di cellulare
e consentono alle autorit di ve-
rifcare la loro identit.
IN BREVE
Bolivia Il 21 aprile il presidente
Evo Morales ha annunciato un
aumento del reddito minimo
del 20 per cento, dopo una lunga
trattativa con i sindacati. Il rial-
zo superiore al tasso dinfa-
zione, che nel 2013 stato del 6,5
per cento.
Il 20 aprile il ministro del commercio e dellindustria
britannico Vince Cable ha annunciato un piano che
costringer le aziende a rivelare i dettagli della loro
struttura proprietaria in un registro pubblico. Lobiettivo
combattere levasione fscale e il riciclaggio, scrive il
Guardian. Le nuove regole, che dovranno essere
approvate dal parlamento, prevedono che le aziende
rendano pubblici tutti i dati su chi detiene pi del 25 per
cento delle azioni o dei diritti di voto. Il registro sar
aggiornato ogni anno. u
Regno Unito
Aziende pi trasparenti
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Il ministro Vince Cable a Londra, il 1 aprile 2014
Annunci
Internazionale 1048 | 24 aprile 2014 103
104 Internazionale 1048 | 24 aprile 2014
Strisce
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A QUESTO PUNTO ERO TUTTO PRESO DALLA MIA
MISSIONE: AVREI CONDOTTO I POPOLI DEI MIEI FUTURI
REAMI VERSO LA BATTAGLIA DECISIVA.
PER PREPARARMI ALLIMPRESA, MI RECAI A BIRINTO,
LA CITT DEI MAGHI. QUI AVREI APPRESO LE ARTI
CHE MI AVREBBERO SPIANATO LA STRADA VERSO
IL POTERE.
PURTROPPO IL PRIMO MAESTRO IN CUI MI IMBATTEI
NON SEPPE SFRUTTARE AL MEGLIO I MIEI TALENTI.
Loroscopo
Rob Brezsny
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Internazionale 1048 | 24 aprile 2014 105
quello orgasmico, arriva quando
un eccesso di tensione accumulato
e compresso si scioglie allimprov-
viso. Questa unosservazione
del flosofo Alphonso Lingis. Te ne
sto parlando, Bilancia, perch pre-
vedo che presto vivrai una versio-
ne psicospirituale di questo piace-
re supremo. Hai raccolto molto
materiale grezzo per la costruzio-
ne della tua anima ed arrivato il
momento di lasciarlo esplodere
con un guizzo creativo. Sei pronto
a sciogliere il tuo accumulo di
emozioni?
SCORPIONE
Le svolte decisive che po-
trebbero avvenire nei pros-
simi giorni non si concretizzeran-
no se non ti impegnerai con tutte
le tue forze per attivarle. Saranno
momenti brevi e quasi impercetti-
bili, quindi dovrai stare molto at-
tento a coglierli e agire subito pri-
ma che fniscano. Ma c anche
unaltra complicazione: questi mo-
menti di svolta probabilmente non
somiglieranno a quelli che hai gi
vissuto. Potrebbero arrivare sotto
forma di un fortunato incidente, di
un benedetto errore, di un felice
cedimento, di una strana guarigio-
ne, di un perfdo dono o di una per-
fetta debolezza.
SAGITTARIO
Se sei un atleta, la prossima
settimana non sar un buon
momento per aggredire larbitro o
per doparti. Se ti piace guidare solo
sulla corsia di sorpasso, per un po
farai bene a usare quella di marcia.
Se di solito sei incline a saltare pas-
saggi, prendere scorciatoie e cer-
care scappatoie, ti consiglio invece
di essere pi metodico e di rispet-
tare le regole. Hai capito cosa vo-
glio dire? In questa fase del tuo ci-
clo astrale avrai pi possibilit di
ottenere risultati positivi se sarai
pi prudente del solito. Ma come?
Un Sagittario attento, discreto,
strategico, giudizioso? Certo! Per-
ch no?
CAPRICORNO
La mia interpretazione dei
dati astrali di questa setti-
mana pu sembrare eccentrica,
perfno assurda. Ma sai una cosa?
A volte la vita , o almeno dovreb-
be essere, imprevedibile. Dopo
aver meditato a lungo, sono giunto
alla conclusione che il messaggio
pi importante che puoi lanciare
alluniverso appendere un paio di
slip allasta di una bandiera. Hai
letto bene. Tira gi quella bandiera
e issa le mutandine. Di chi? Quelle
di una persona che adori, natural-
mente. E qual il signifcato pro-
fondo di questo gesto apparente-
mente irrazionale? Che devi smet-
tere di comportarti sempre in mo-
do sensato, soprattutto quando si
tratta di coltivare il tuo amore e di
esprimere la tua passione.
ACQUARIO
Devi prenderti un po di
tempo per esplorare i pro-
fondi misteri degli abbracci e delle
coccole. Penso proprio che tu ab-
bia il sacrosanto dovere di farlo.
Sono la tua ragion dessere, il tuo
non plus ultra, il tuo sine qua non.
Devi coltivare la tua saggezza so-
matica con quello che noi dellin-
dustria della coscienza chiamiamo
un meraviglioso, godurioso, caldo
momento damore. Come mini-
mo, dovresti stare abbracciato a
lungo con la persona alla quale ti
senti pi vicino. La tenerezza e il
contatto fsico non sono solo un
lusso, sono una necessit.
PESCI
Nel tuo corpo ci sono circa
quattro quadriliardi di ato-
mi. In pratica un 4 seguito da 27
zeri. Che tu ci creda o no, c la
possibilit che un tempo 200 mi-
liardi di quegli atomi fossero nel
corpo di Martin Luther King. In
media fanno parte di te 200 mi-
liardi di atomi di tutti gli esseri
che hanno mai vissuto. Non me lo
sto inventando (puoi trovare
lanalisi matematica allindirizzo
tinyurl.com/AtomsFromEvery
one). Per quanto riguarda il tuo
immediato futuro, Pesci, quello
che mi interessa il lascito di
King. Se hai ereditato la sua gran-
de capacit di comunicazione, fa-
resti bene a sfruttarla. Per te ar-
rivato il momento di esprimere
profonde verit che risanano frat-
ture, colmano divari e promuovo-
no lunit. Parti dal presupposto
che tuo compito rivelare la verit
con chiarezza, sincerit e grazia.
TORO
Mi fai venire in mente unaiuola che stata appena dis-
sodata e sulla quale piovuto di recente. Ora c il sole.
Laria tiepida. La tua terra umida e fertile. Provi una
strana sensazione perch quello che prima era sottoterra ve-
nuto alla luce, e perch la tua superfcie piena di solchi. Ma in
generale il tuo stato danimo di grande aspettativa. C unalle-
gra magia nellaria. Tra poco verr il momento di dar vita a qual-
cosa di nuovo. Resta solo una cosa da fare: gettare i semi.
COMPITI PER TUTTI
Qualcuno si chiede: Cosa farebbe Ges?.
Qualcun altro: Cosa farebbe Budda?
E tu? Qual la tua massima autorit?
ARIETE
Se per qualche inspiegabile
motivo la tua mente non ri-
bolle di nuove idee su come fare
pi soldi, non so cosa dirti, tranne
che forse tua madre ti ha mentito
sulla tua vera data di nascita. I
presagi astrali sono inequivocabi-
li: se sei un vero Ariete, in questo
momento sei invitato, stimolato e
perfno spinto ad aumentare il tuo
fusso di cassa e ad afnare le tue
competenze fnanziarie. Se non ri-
esci a trovare almeno un modo
per diventare ricco al pi presto,
forse sei un Pesci o un Toro. E io
sono Jay Z.
GEMELLI
Voglio citarti alcuni versi
tratti dalla poesia Musica
celestiale, di Louise Gluck: Sono
come la bambina che afonda / la
testa nel cuscino / per non vedere,
la bambina che dice a se stessa /
che la luce provoca tristezza. Uno
dei tuoi compiti principali per la
prossima settimana, Gemelli,
non essere come quella bambina.
vero che la vista di quello che la
luce rivela pu infrangere qualche
illusione, ma lilluminazione che
ne riceverai sar pi preziosa
delloro.
CANCRO

Vorresti stringere nuove al-
leanze, allargare la tua rete
di contatti e ottenere pi sostegno
per realizzare i tuoi sogni? Stai en-
trando nella stagione dei collega-
menti, quindi il momento ideale
per cercare di capire come ottene-
re questo risultato. Per facilitare
la tua ricerca, ti ricordo il consi-
glio di Dale Carnegie: Puoi farti
pi amici in due mesi interessan-
doti agli altri che non in due anni
cercando di convincerli a interes -
sarsi a te.
LEONE
Usain Bolt luomo pi ve-
loce del mondo? S, per
quanto ne sappiamo. Anche quan-
do non in piena forma, sempre
il migliore. Alle Olimpiadi di Pe-
chino del 2008 ha stabilito il re-
cord assoluto sui cento metri 9,69
secondi pur avendo una scarpa
slacciata e con tutto che aveva ral-
lentato per festeggiare prima an-
cora di raggiungere il traguardo.
Bolt un Leone come te. Te lo pro-
pongo sia come modello sia come
antimodello di ruolo per il prossi-
mo futuro. Nel tuo campo di attivi-
t, hai il potere di realizzare qual-
cosa che si avvicina ai suoi livelli di
eccellenza, soprattutto se ti accerti
di non avere le scarpe slacciate e se
non festeggi la vittoria in anticipo.
VERGINE
Nel suo libro The dictionary
of obscure sorrows, John
Koe nig conia nuove parole per de-
scrivere esperienze a cui la nostra
lingua non ha ancora dato un no-
me. Una di queste parole che pre-
sto potrebbe applicarsi a te trum-
springa, defnita come la tentazio-
ne di rinunciare alla propria carrie-
ra e andare a fare il pastore tra le
montagne, seguire il gregge che si
sposta da un pascolo allaltro con
un cane da pastore e un fucile e
guardare i temporali al crepuscolo
dalla porta di una capanna. Se sa-
rai soprafatto da questa sensazio-
ne, non signifca che fuggirai da
tutto per fare il pastore. Ma conce-
derti il lusso di abbandonarti a
queste ipotesi strampalate potreb-
be darti sollievo e aiutarti ad accet-
tare la tua vita.
BILANCIA

Secondo Freud, il piacere
supremo che possiamo pro-
vare, e il modello di tutti i piaceri,
106 Internazionale 1048 | 24 aprile 2014
Lultima
Putin, laspirante Stalin.
Mi sembra di intuire che la griglia pronta.
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Le regole Batman
1 Rispondi al telefono solo se chiama il sindaco in persona. 2 La tua tuta di lattice nera richiede
una dose extra di deodorante. 3 Ricorda che nessuna donna ti amer mai quanto Robin. 4 Cerca
di dire almeno una volta al giorno: Alla bat-mobile!. 5 Rassegnati: il Joker sar sempre pi
simpatico di te. regole@internazionale.it
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Un robot sottomarino per ritrovare il Boeing scomparso.
Kepler-186 f: un pianeta gemello della Terra. Forse scopriremo
una civilt pi intelligente della nostra. Pi stupida sarebbe
difcile.