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I megara e la sacra fiamma

di Marcello Cabriolu
La ricerca archeologica in Sardegna ancora lontana dal tracciare dei contorni netti e
precisi ma qualche spiraglio di ritualit e di culto emerge tra i pochi monumenti indagati. Si
scopre cos una nuova tipologia di monumento ben precisa dove si celebrano due elementi
particolari: fuoco e acqua.
Gli elementi di cultura materiale rinvenuti nei contesti archeologici sardi hanno permesso di
osservare che sin dal lontano Neolitico le genti sarde si sono profondamente votate alla Dea Madre.
Dalle forme tornite delle statuette, in arenaria e in steatite, alle forme tombali quali le domus de
janas, che riproducono lutero materno con il liquido amniotico, la religiosit dei sardi ha sempre
manifestato una vocaione per la divinit femminile tipica dei popoli mediterranei. !ipogeismo
dell"t del #erro e le forme statuarie in brono confermano che questo culto si $ protratto
attraverso i millenni e ancora si riproporr incolume sino al Cristianesimo. !e indagini di scavo,
relative alla preistoria e alla protostoria sarda, purtroppo vanno molto a rilento sia per la penuria di
fondi che per la mancana di reale interesse da parte degli studiosi preposti. Non $ errato sancire
che dellintero patrimonio monumentale in %ardegna ora si conosca solo il &' circa e che se non
fossero state effettuate le indagini dai primissimi del Novecento sino agli anni &( non si
conoscerebbe quasi nulla. %ulla sacralit dei monumenti sono state spese innumerevoli parole
attraverso gli studi soprattutto del compianto )rof. Giovanni !illiu, naturalmente non tutti coerenti e
concisi in consideraione di una ricerca ai primordi. Numerose ipotesi, non sempre felici nella
composiione, sono state avanate da ricercatori *non allineati+, i quali tuttavia sono sempre
sembrati pi, interessati a primeggiare in unimprobabile discussione che vede tutti i nuraghi
necessariamente come castelli o come templi. Dopo aver scoperto delle concordane negli *arredi+
di alcune strutture abbiamo ritenuto opportuno tralasciare questa sterile quanto farraginosa diatriba
per volgere lo sguardo verso quelle particolari costruioni, non ancora ben inquadrate, con un
corpo circolare e una parte frontale caratteriata da ante parallele, fiduciosi nella possibilit di
comprendere le caratteristiche della societ che le ha generate. !analisi chiaramente $ partita da
questa tipologia di monumenti, forse perch- non abbastana definita per i suoi aspetti pi, salienti.
Da qui, per similitudine di arredi e non di rinvenimenti materiali, lanalisi ha raggiunto ed incluso i
cosiddetti edifici a megaron, cercando di spiegare le motivaioni, inerenti lambito ideologico, di
tale inquadramento e tralasciando apposta la presena di broni, lingotti e metallurgia forse perch-
fuorvianti nella consideraione del culto. . differena di altri studi
/
abbiamo volutamente
tralasciato le consideraioni sulla distribuione altimetrica
0
e sullinquadramento geo1morfologico e
litologico, sullinquadramento idrografico e sulla distribuione dei monumenti relativamente alle
aree minerarie o agli insediamenti abitativi, per valutare un altro aspetto non tanto esterno quanto
introspettivo. .bbiamo sorvolato persino sulle attente valutaioni relative a abitaioni absidate con
focolare centrale considerandole riduttive e svianti in quanto riconducibili ad abitaioni di uso
comune non di certo a taluni edifici a carattere di sacralit. !a domanda fondamentale che ci si $
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Sara CAPPELLINI, I tempietti a megaron della Sardegna Nuragica nellambito del Mediterraneo
(tesi di laurea), AA !"1"#!"11, $ni%ersit& degli Studi di Sassari ' (acolt& di Lettere e (iloso)ia '
Corso di Laurea in Arc*eologia e Scien+e dellAntic*it&, relatore A M,-A.E//I, controrelatore
-0$CCA, pag 112
!
Sulla 3uale non condi%idiamo i risultati, in)iciati a nostro parere dal numero esiguo (1 no%e)
dei campioni portati a con)ronto Se nellindagine )ossero stati inseriti anc*e gli edi)ici compresi
nel presente la%oro, si sarebbero ribaltate completamente le elabora+ioni relati%e alla
distribu+ione altimetrica, allin3uadramento idrogra)ico e a 3uello abitati%o mostrando appunto
la non connessione cultuale n4 con laltimetria n4 tantomeno sia dipendente dal litotipo(per
esempio ledi)ica+ione delle nostre c*iese non 5 legata di certo allalte++a sul li%ello del mare
n4 tantomeno 5 subordinata allutili++o edili+io di granito o ignimbriti)
posti $2 cosa si celebrava in tali edifici3 . questa si $ cercato di dare una spiegaione plausibile
cercando parallelismi nella penisola pre1romana e nell"geo, in virt, di analisi antropologiche
esposte di seguito. 4ntanto la ricerca ha sviluppato un criterio ediliio nella comparsa e nelle
modifiche dei monumenti a megaron stabilendo almeno tre tipologie 5 4, 44, 444 1 relative alle
caratteristiche strutturali. %econdo gli studi consultati
6
al tipo I sarebbe ascrivibile ledificio
absidato di Malchittu, aperto a %", inquadrabile nel 7rono Medio
8
, composto da un corpo
principale con abside posteriore e dalle ante 1 non proprio rettilinee e sviluppate longitudinalmente
rispetto al corpo 1 poste sul frontale. .ncora in questa tipologia, forse successivo, viene inquadrato
il megaron in antis tricellulare absidato di %a 9umba di %errenti
&
, contraddistinto dalla presena di
un focolare nella parte centrale
:
. 4l tipo II dovrebbe accorpare megaron rettangolari con antis
semplice mentre il tipo III indicherebbe edifici rettangolari con antis posteriore e anteriore
;
. )er il
tipo 44 sinora possiamo portare ad esempio il megaron, aperto a %", del complesso <es di Giave.
Nel tipo 444 possiamo invece inserire il grandioso megaron, aperto a %%", di Dome <rgia di
"sterili= quello aperto a %, di Gremanu 5 #onni= i due grandiosi megaron a >aperto a "%"? e b
>aperto a %%"? di %.r@u Ae is #orros di Billagrande %trisaili= quelli a >aperto a "? e b >aperto a
%%"? di %erra <rrios di Dorgali= il megaron, aperto a NN", di %os Nurattolos di .l dei %ardi e
ancora i megaron a >aperto a %? e b >aperto a %? di %u Comanesu di 7itti. )arecchie di queste
costruioni paiono legate, per via degli arredi particolari che hanno restituito. 4l primo step di questo
studio riguarda la segnalaione di una *nuova+ classe di monumenti, da inserire nel precedente
inquadramento, da nominarsi come tipo 4a oppure tipo 0. !e caratteristiche strutturali di questa
tipologia ediliia ci mostrano un megaron con corpo principale circolare e delle ante frontali e
parallele da collocarsi, rispettando una certa cronologia degli edifici, come antenato >dovendolo
inquadrare come tipo 0? oppure evoluione >inquadrandolo come tipo Ia?, dei megara con corpo
absidato. Duesta ambiguit $ dettata purtroppo dalle diverse scuole di pensiero e di studio. Dueste
correnti elaborano per la %ardegna unevoluione architettonica che vede nel 7rono .ntico edifici
E
di forme sub rettangolari, che si evolvono in forme perfettamente circolari nel 7rono Cecente e
#inale
F
. Mentre la scuola di pensiero relativa all"geo e a Creta propende per unorigine delle
strutture che, dalla forma circolare del Neolitico
/(
, seguono unevoluione in forme sub rettangolari
per poi passare, durante lepoca del Miceneo Cecente
//
, a planimetrie pienamente rettangolari.
!edificio che meglio suggerisce degli spunti riflessivi $ quello di %u Monti di %orradile, dalla
6
Nicola SANNA, I templi in antis protosardi e mediterranei7 signi)icato cultuale e ruolo socio#
economico, in $omo e /erritorio ' dinamic*e di )re3uenta+ione e s)ruttamento delle risorse
naturali nellantic*it&, A//I del Con%egno Na+ionale dei 8io%ani Arc*eologi Sassari !9#6"
settembre !"":, a cura di Maria 8ra+ia Melis, Nuo%a Stampa Color, Muros !""1, pagg 116#!""
2
8io%anni $8AS, Lalba dei nurag*i, (abula edi+ioni, Cagliari !"";, pag <6
;
Nicola SANNA, I templi in antis protosardi e mediterranei7 signi)icato cultuale e ruolo socio#
economico, in $omo e /erritorio ' dinamic*e di )re3uenta+ione e s)ruttamento delle risorse
naturali nellantic*it&, A//I del Con%egno Na+ionale dei 8io%ani Arc*eologi Sassari !9#6"
settembre !"":, a cura di Maria 8ra+ia Melis, Nuo%a Stampa Color, Muros !""1, pagg 116#!""
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*ttp7==>>>alberg*ierogramsciit=arc*i%io=didattica=produ+ioni=Marras?e)isio=La@!"Storia
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9
Nicola SANNA, I templi in antis protosardi e mediterranei7 signi)icato cultuale e ruolo socio#
economico, in $omo e /erritorio ' dinamic*e di )re3uenta+ione e s)ruttamento delle risorse
naturali nellantic*it&, A//I del Con%egno Na+ionale dei 8io%ani Arc*eologi Sassari !9#6"
settembre !"":, a cura di Maria 8ra+ia Melis, Nuo%a Stampa Color, Muros !""1, pagg 112
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8io%anni $8AS, Lalba dei nurag*i, (abula edi+ioni, Cagliari !"";, pag <2
1
8io%anni $8AS, Lalba dei nurag*i, (abula edi+ioni, Cagliari !"";, pag<;
1"
Nonostante alcuni studi 3uali N SANNA !"": sostengano (discutibilmente) c*e isole egee
e Creta restano quasi estranee al fenomeno
forma rotonda e imponente che ricorda un nuraghe, aperta in un vestibolo con due pareti parallele
dette ante, fornite di sedile. .l suo interno lambiente circolare viene marginato da tre grandi
nicchie proprio come le camere dei nuraghi. .l momento dello scavo ledificio ha rilevato la
presena di un ricco ripostiglio di broni interrato nella nicchia di fondo ma soprattutto $ stato
rinvenuto al suo interno un elemento di arredo particolare. .l centro della sala $ stata ritrovata
infatti una vasca di pianta trapeoidale con due pilastri posti in due vertici. !oggetto risulta
coronato da conci modanati, sui quali nellantichit venivano infissi dei bronetti, e da due capitelli
1 di cui al momento ne rimane solo uno 1 con decoraione a raggiera, posti sopra i due pilastrini. !a
vasca risulta 1 a detta degli archeologi %antoni e 7acco 1 composta da blocchi martellinati tenuti da
grappe di piombo, segno questo che serviva a contenere dei liquidi, mentre su uno dei capitelli e su
parte del fondo rimane uno strato di cenere, come se al suo interno fosse stato contenuto un
braciere. Ci spostiamo ancora a %anta Bittoria di %erri, dove puntiamo alla capanna 60, definita in
passato come *Capanna del Capo+. !a planimetria $ la stessa2 rotonda con apertura in antis, in cui
le due parti risultano edificate contemporaneamente delineanti un vestibolo e munite di sedile.
!interno dellambiente $ caratteriato da quattro nicchie e nel pavimento lastricato si $ rinvenuto
un *crogiuolo+ in pietra. Non vi $ stata rinvenuta invece la vasca di cui abbiamo parlato per il
precedente contesto, tuttavia non pochi indii ci portano a considerare che vi fosse2 il primo di
questi riguarda la presena di colate di piombo nel pavimento2 $ testimoniato infatti che questo
metallo venisse utiliato per saldare conci e murature per liquidi >Gremanu 5 #onni?= il secondo
indiio riguarda il rinvenimento, in unarea un po pi, distante 1 per esattea davanti al poo 1, di
conci con la presena allinterno di colate di piombo e la caratteristica modanatura in pietra con
scolpito il motivo a raggiera. Nella localit de %a Carcaredda, nel comune di Billagrande %trisaili, a
pochi chilometri di distana dallarea di %.r@u Ae is #orros, si trova la stessa tipologia ediliia,
dalla consueta pianta rotonda, a cui si accede tramite un vestibolo, aperto a "%", delimitato da due
ante e coronato da un sedile. Di dimensioni leggermente inferiori rispetto ai contesti
precedentemente descritti, anche questa costruione ospitava un *focolare rituale+ esposto ora al
Museo di Nuoro, formato da conci rifiniti con un capitello in calcare
/0
, decorato a raggiera e a
motivi geometrici, il tutto circondato da un basso muro funionale che costituiva la vasca per i
liquidi. Nellarea di %.r@u e is #orros di Billagrande %trisaili, venuta alla ribalta da pochissimo, si
rinvenne una sorta di altare smantellato, oggetto della notoriet, dalla facciata di conci di colori
diversi disposti a filari alternati, con una modanatura di coronamento e una sorta di grosso capitello
decorato a raggiera. 4n origine laltare non stava nella posiione attuale, in fondo al megaron 44, ma
un po pi, a <vest, dentro un edificio a pianta circolare, aperto a N" in un ingresso in antis e
munito di sedile, situato nei pressi del megaron 4, dove tuttoggi residuano ancora nel pavimento in
battuto dargilla ben due focolari
/6
. %i $ scoperto che sulla sommit dellaltare stava un braciere
circolare centrale e che alle spalle doveva essere presente una sorta di vasca per contenere dei
liquidi, visto che i conci risultano saldati tra loro da colate di piombo. 9ornando indietro di qualche
chilometro e trasferendoci nellarea di Gremanu, in comune di #onni, nella parte chiamata
*lacquedotto+, osserviamo la stessa tipologia di monumento composto da due diverse porioni, una
rettangolare e una circolare. 4l settore rettangolare consta in una vasca che presenta la parte inferiore
ricavata in un unico blocco per evitare fughe di acqua, mentre la parte superiore rifinita in conci
saldati da barre e da colate di piombo. 4l settore circolare, assemblato alla vasca rettangolare, $
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8usta%e 8L,/0, La ci%ilt& Egea, 8iulio Einaudi Editore, /orino 11<", pagg 1!#1;
1!
Sara CAPPELLINI, I tempietti a megaron della Sardegna Nuragica nellambito del
Mediterraneo (tesi di laurea), AA !"1"#!"11, $ni%ersit& degli Studi di Sassari ' (acolt& di
Lettere e (iloso)ia ' Corso di Laurea in Arc*eologia e Scien+e dellAntic*it&, relatore A
M,-A.E//I, controrelatore -0$CCA, pag 1"1
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Sara CAPPELLINI, I tempietti a megaron della Sardegna Nuragica nellambito del
Mediterraneo (tesi di laurea), AA !"1"#!"11, $ni%ersit& degli Studi di Sassari ' (acolt& di
Lettere e (iloso)ia ' Corso di Laurea in Arc*eologia e Scien+e dellAntic*it&, relatore A
M,-A.E//I, controrelatore -0$CCA, pag 1!"
ubicato sopra una fonte sotterranea e, al momento dello scavo, mostrava conci con cornici in rilievo
nonch- decoraioni triangolari con profonde modanature simili alle decoraioni a raggiera dei
bracieri di cui sopra. Da questa ona situata a mea costa laltare venne poi spostato pi, a valle e,
come a %ar@u Ae is #orros, inserito nel megaron b. "ra composto in origine in conci di trachite rosa
e assemblato da verghe di legno tenute da un impasto di argilla, in modo da reggere il peso del
braciere. .ncora simile doveva essere ledificio allinterno del recinto megalitico di Monte NuGi di
"sterili, che presenta sempre linconfondibile pianta rotonda aperta in un antis con sedile, anche se
gli scavi, tuttora in corso, non hanno restituito ancora nessuna traccia dellaltare1braciere. Nella
localit denominata %a Cuguttada di #lorinas, nel Billaggio %antuario di )unta Hnossi, notiamo che
compare un edificio rifasciato in conci altamente rifiniti chiamato la *Cotonda+. !a guida
/8
non
descrive ampiamente i materiali rinvenuti ma riporta tra le pochissime informaioni il ritrovamento
nelle immediate prossimit, tra le capanne 0 e 6, di un manufatto circolare del diametro di mt /,& e
altea mt. (,&&, realiato con blocchi tronco piramidali a seione circolare il cui uso $ supposto
come focolare. .ncora si segnala il villaggio di Giorr$, nel comune di #lorinas, dove, in un recinto
ellittico gi violato da scavi clandestini, si rinvennero una *Cotonda+ e un edificio fortemente
rettangolare
/&
, probabilmente un megaron. 9ra i pochi reperti rinvenuti si ritrovarono un betilo 5
torre e tre elementi tronco piramidali in calcare con decoraione di tipo geometrico. CosI in queste
localit come in molte altre ancora, chi scrive sta identificando in queste ore quel particolare
edificio dove le popolaioni nuragiche usavano tenere un altare con acceso un fuoco sacro accanto
ad una vasca contenente liquidi, verosimilmente acqua. 4 confronti con le varie indagini e i relativi
scavi ci suggeriscono che questa tipologia darredo non fosse prerogativa unica delle costruioni a
corpo circolare e aperte frontalmente in ante parallele, ma fosse indicativa di una particolare
tipologia detta megaron. .ttraverso gli arredi, non unicamente la struttura, si individua la seconda
prova che ha permesso di proporre linquadramento di taluni edifici nel tipo Ia o nel tipo 0.
Nellambito dei templi a megaron possiamo notare che anche la struttura in antis in regione
Gremanu di #onni presenta al suo interno, nella parte postica, una vasca rettangolare che corre
lungo la parete %%J, mentre nel vertice NN" sono ancora presenti numerose tracce di focolare. 4
componenti della vasca vennero suggellati tramite delle assi di legno passanti per alcuni fori e
sigillate con impasto dargilla fluida, onde evitare che limpiego di colate di piombo costituisse in
qualche modo uno svantaggio per via del calore generato dal focolare. .llinterno dellambiente
vennero rinvenuti diversi frammenti riassumibili come basamenti di trachite nonch- pei, sempre
di trachite, in seioni di cerchio e con decoraioni geometriche riferibili a basamenti tronco conici
/:
.
.llesterno del megaron si rinvenne un disco di granito dello spessore di circa /0 cm, del diametro
di un metro, con beccuccio di adduione sul bordo esterno e collegato tramite una canaletta alla
conca centrale. !a parte superiore del peo presenta segni di intense combustioni, il che fa
ricondurre il tutto ad un uso metallurgico oppure un uso rituale del fuoco
/;
. Nel complesso di %erra
<rrios di Dorgali, allinterno del megaron ., viene segnalata la presena di un focolare per il quale
nessuna vasca o braciere viene segnalato ma tra i reperti un oggetto curioso viene riportato2 un
12
Pina Maria AE-$AAS, Il %illaggio santuario di Punta $nossi, Carlo Ael)ino Editore, Sassari
!"":, pagg 6"#22
1;
Pina Maria AE-$AAS, Il %illaggio santuario di Punta $nossi, Carlo Ael)ino Editore, Sassari
!"":, pagg 1!#11
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Sara CAPPELLINI, I tempietti a megaron della Sardegna Nuragica nellambito del
Mediterraneo (tesi di laurea), AA !"1"#!"11, $ni%ersit& degli Studi di Sassari ' (acolt& di
Lettere e (iloso)ia ' Corso di Laurea in Arc*eologia e Scien+e dellAntic*it&, relatore A
M,-A.E//I, controrelatore -0$CCA, pag <2
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Sara CAPPELLINI, I tempietti a megaron della Sardegna Nuragica nellambito del
Mediterraneo (tesi di laurea), AA !"1"#!"11, $ni%ersit& degli Studi di Sassari ' (acolt& di
Lettere e (iloso)ia ' Corso di Laurea in Arc*eologia e Scien+e dellAntic*it&, relatore A
M,-A.E//I, controrelatore -0$CCA, pag <<
elemento a disco con apertura circolare delimitata da un breve colletto e ansa, supposto come
coperchio o elemento da macina
/E
. .nche in questo caso laccostamento agli elementi tronco conici
di %u Monte e di %anta Bittoria appare scontato. Ci spostiamo a %u Comanesu di 7itti, dove
lindagine ci porta a considerare la segnalaione che vede, nella parte pi, profonda del megaron .,
una buca circolare scavata nel pavimento e ritenuta essere la base dellalloggiamento di un elemento
costruttivo connesso ai riti purificatori
/F
. !a segnalaione $ scarna di dettagli e non si cita nessun
tipo di focolare tranne che nellelencaione degli elementi rinvenuti in cui si puK notare la presena
di un modello fittile di torre nuragica
0(
, il che fa supporre che ci si trovi di fronte al solito braciere
con decoraioni geometriche. %i sottolinea che gli edifici inquadrati nella classe proposta mostrano
inoltre unaltra caratteristica riconducibile ai megara gi conosciuti, ovvero linclusione allinterno
di un temenos 5 recinto, che potrebbe suggerire una loro funione compresa nella sfera sacrale. .lla
ricerca di confronti nellambito del Mediterraneo diverse fonti ci conducono verso la %iria
settentrionale dove la forma in antis caratteristica del tipo 44 si mostra frequente sin da tempi remoti.
CiK che lascia perplessi $ che la fruiione di queste strutture avviene per la maggior parte dei casi
attraverso laccesso a gomito dai lati lunghi della fabbrica e in pochissimi casi da unapertura posta
sullasse longitudinale. !e indagini nellambito del Mediterraneo <rientale ci portano a considerare
gli impianti templari
0/
egei dellB444 sec. a.C. come i pi, arcaici
00
sinora testimoniati. 4n questi
contesti sin dai primi del AF(( la ricerca ha individuato un >focolare? situato in meo al
tempio che mostra profonde similitudini con i sacelli minoici della Creta palaiale. Nel descrivere
lorigine di questo arredo posto allinterno dei megara cretesi, il Marinatos
06
>non sena suscitare in
noi profonde perplessit? ne elabora unimportaione dal continente greco. !e perplessit
scaturiscono dal fatto che tra i vari esempi $ portata la cittadina di 9hasos, che ospita il tempio
dedicato a Lera@les
08
, la quale mostra numerose e profonde affinit con molteplici contesti sardi.
!architettura micenea conosce in questo periodo 1 lB444 sec. a.C. 1 diversi edifici interni agli
1<
Sara CAPPELLINI, I tempietti a megaron della Sardegna Nuragica nellambito del
Mediterraneo (tesi di laurea), AA !"1"#!"11, $ni%ersit& degli Studi di Sassari ' (acolt& di
Lettere e (iloso)ia ' Corso di Laurea in Arc*eologia e Scien+e dellAntic*it&, relatore A
M,-A.E//I, controrelatore -0$CCA, pag 1;2
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Sara CAPPELLINI, I tempietti a megaron della Sardegna Nuragica nellambito del
Mediterraneo (tesi di laurea), AA !"1"#!"11, $ni%ersit& degli Studi di Sassari ' (acolt& di
Lettere e (iloso)ia ' Corso di Laurea in Arc*eologia e Scien+e dellAntic*it&, relatore A
M,-A.E//I, controrelatore -0$CCA, pag 191
!"
Sara CAPPELLINI, I tempietti a megaron della Sardegna Nuragica nellambito del
Mediterraneo (tesi di laurea), AA !"1"#!"11, $ni%ersit& degli Studi di Sassari ' (acolt& di
Lettere e (iloso)ia ' Corso di Laurea in Arc*eologia e Scien+e dellAntic*it&, relatore A
M,-A.E//I, controrelatore -0$CCA, pag 1<2
!1
Si 5 speci)icato edi)ici templari allo scopo di di))eren+iare tali monumenti in esame dai
generici, molto piB antic*i e riconducibili al Neolitico, megara egei (continentali e cretesi) i
3uali erano edi)ici con caratteristic*e domestic*e %ere e proprie
!!
En+o LIPP,LIS, Monica LI.AAI,//I, 8iorgio -,CC,, Arc*itettura greca7 storia e monumenti
del mondo della polis dalle origini al . secolo, Cruno Mondadori Editore, !""9, pag 22
!6
Marg*erita 8$A-A$CCI, Scritti scelti sulla religione greca e romana e sul Cristianesimo, ED
C-ILL, Leiden, Net*erlands 11<6, pagg 6#26<
!2
La presen+a di una statuetta bron+ea con masc*erina doro, ra))igurante EeraFle,
pro%eniente dal .illaggio di 8iorr4 ' (lorinas (Aerudas !"":) sembra segnalare ancora
similitudini cultuali e rapporti molto pro)ondi Si ricorda c*e il %illaggio 5 segnalato in 3uesto
la%oro come sede di megaron
abitati, caratteriati da un vestibolo antistante, banchine, focolari e altari
0&
. 9ali edifici, secondo
alcuni studi, sono derivati delle long houses elladiche e delle abitaioni absidate con focolare
centrale, ma obbiettivamente quasi nulla $ la presena di arredi o particolari che siano riferibili alla
sfera del culto
0:
. Considerato ciK pare surreale comparare gli edifici sardi agli egei e ancora meno a
quelli medio 5 orientali, almeno sino a quando non si testimonier il primo impiego di un focolare a
scopo rituale allinterno di un edificio di chiara destinaione cultuale. !e tipologie usate per
inquadrare i monumenti e le relative contestualiaioni spingono a considerare i megara sardi ben
pi, antichi >M444 sec. a.C.?
0;
dei megara orientali o perlomeno di quelli di chiara pertinena alla
sfera del sacro. )robabilmente la collocaione di sedili nel vestibolo >forse considerato ciK
attualmente? porta a valutare come inconsistente lipotesi della consumaione del pasto rituale,
specialmente se si considera larredo vasca 5 focolare sacro della parte ipetrale e la costante
presena dellattiguo ripostiglio dei metalli. !a presena di un focolare, verosimilmente perenne,
porta a considerare inoltre che la copertura, sia che fosse piatta sia a doppio spiovente, dovesse
avere unapertura per la fuoriuscita dei fumi. %i $ detto in precedena che gli edifici a megara egei
manifestano piena valena religiosa e cultuale attorno al B444 sec. a.C., per cui si puK presumere,
con un buon margine di sicurea, che ciK gli sia stato trasmesso graie alle continue frequentaioni
sarde presso i contesti del !evante
0E
. !a mancana di informaioni in territorio sardo ci spinge ad
indagare antropologicamente le motivaioni e le credene legate alluso del focolare sacro nei
contesti egei. Gli edifici egei che accolgono un focolare sacro, soprannominati pritaneo
>), sono in genere delle strutture destinate al *sommo magistrato+ o allabitante
benemerito eletto dalle famiglie dellabitato. !edificio rappresenta culturalmente il focolare nonch$
il cuore dellinsediamento, dove si trova il fuoco sacro che non si spegne mai. Nellambito "geo il
fuoco sacro rappresenta il simbolo della continuit ed $ consacrato a Estia !esta, la Dea del
focolare, mitologica sorella di Demetra. Nella mitologia greca "stia $ la dea della casa e non viene
mai rappresentata sotto forma umana, ma attraverso il cerchio del focolare la sua presena viene
avvertita nella fiamma viva del fuoco domestico o del braciere circolare di un tempio. !e figure
dedite al culto della divinit sono generalmente di sesso femminile, vengono chiamate vestali e in
quanto sacerdotesse assolvono il compito di custodire il fuoco sacro della Dea. !a prima
rappresentaione riconosciuta della divinit $ stata una colonna denominata Erma "erme
0F
1
6(
.
Citorniamo in %ardegna per descrivere i megara come dei centri religiosi caratteriati dalla
gestione di un forte potere politico ed economico
6/
, il che trova un lampante confronto nella
destinaione duso proposta per il pritaneo greco. 9eniamo ben presente che nei megara sardi $
!;
En+o LIPP,LIS, Monica LI.AAI,//I, 8iorgio -,CC,, Arc*itettura greca7 storia e monumenti
del mondo della polis dalle origini al . secolo, Cruno Mondadori Editore, !""9, pag 1<
!:
Sara CAPPELLINI, I tempietti a megaron della Sardegna Nuragica nellambito del
Mediterraneo (tesi di laurea), AA !"1"#!"11, $ni%ersit& degli Studi di Sassari ' (acolt& di
Lettere e (iloso)ia ' Corso di Laurea in Arc*eologia e Scien+e dellAntic*it&, relatore A
M,-A.E//I, controrelatore -0$CCA, pag !!1
!9
Maria Ausilia (AAAA, Ester+ili nel cuore della Sardegna Nuragica, in Arc*eologia .i%a, 8iunti
Editore, Luglio ' Agosto !""1 n<<
!<
Sia nel caso 3uesta )re3uenta+ione sia stata sporadica, nella distribu+ione della cultura
materiale, sia nel caso 3uesta sia a%%enuta in )orme piB massicce data lappartenen+a alla
Lega dei Popoli del Mare
!1
-ic*ard GHatt E$/CEINS,N, LAntica Ci%ilt& Cretese, 8iulio Einaudi Edi+ioni, /orino 119:,
pag 11"
6"
Ao%erosa la segnala+ione c*e Isu nenniriJ )osse c*iamato persino IermeJ
61
Maria Ausilia (AAAA, Ester+ili nel cuore della Sardegna Nuragica, in Arc*eologia .i%a, 8iunti
Editore, Luglio ' Agosto !""1 n<<
stato rinvenuto un arredo che nelle righe qui sopra abbiamo osservato essere caratteriato da una
colonna 5 capitello con funioni di braciere, decorata con motivi geometrici2 ciK rappresenta ancora
un ulteriore confronto stringente con la rappresentaione arcaica egea della Dea del focolare
nell"geo. "videniamo che nella tradiione popolare sarda alcuni monumenti, quale il megaron di
Dome <rgia di "sterili, sono custoditi da una mitologica %acerdotessa, <rgia N Hrgia appunto, il
che ci porta a trovare unulteriore similitudine con la figura femminile preposta per i greci alla
custodia del sacro fuoco. .ncora unaltra prova incalante $ fornita da una statuetta bronea
rinvenuta nel contesto di "sterili la quale raffigura un personaggio femminile, verosimilmente una
sacerdotessa ammantata, che tiene in mano una fiamma, altro chiaro riferimento alla figura
femminile e al fuoco sacro. Considerando i contesti italici dell"t del #erro ancora troviamo che i
templi della penisola, dedicati a Diana nella sua acceione di Besta, si presentano di forma circolare
e caratteriati da un focolare sacro custodito da vergini vestali
60
. " interessante espandere uno
spunto riflessivo relativo al fatto che il tempio del fuoco sacro fosse racchiuso in un temenos dove
si trovavano alberi considerati sacri 1 quali ad esempio le querce 1 che venivano impiegati per
alimentare il fuoco stesso. Nellultimo step questa analisi si rivolge ad un edificio particolare
individuato nellagro di %enorbI, nella fraione detta %isini, denominato sommariamente *%u
NuraGi+. !edificaione del monumento $ ricondotta ad un periodo compreso tra il MB e il M4B sec.
a.C. in unarea che mostrava gi un insediamento riconducibile alla facies culturale di Monte
Claro
66
. !a citaione del monumento nel presente lavoro $ mirata, secondo noi, alla visione del
complesso come un megaron in antis, come uno dei pochi ancora eretti se non lunico testimoniato
sinora, anich- un nuraghe tancato. !a proposta di una rilettura del monumento ha per noi lo scopo
di considerare il complesso come un templio a megaron inquadrabile nella nuova tipologia proposta
in questo studio la cui struttura $ formata da un corpo circolare da cui si dipartono due ante
parallele, delimitanti un sedile 5 vestibolo. !a struttura indagata si presenta realiata in opera
isodoma con conci di marna prelevati nel contesto stesso. 4l complesso, descritto come anomalo,
viene definito sommariamente come tancato, nonostante frontalmente alla torre non si apra nessun
cortile. Dal corpo circolare partono invece due ante leggermente strombate verso lesterno
conferendo allinsieme una lunghea di circa /F,6( mt e un orientamento di /&FO circa
68
. Che si
tratti di due ante anich- di un cortile lo si evince chiaramente dalle planimetrie proposte da
precedenti studi
6&
, dato che non si crea uno spaio chiuso ma un vestibolo, oltre che
dallosservaione delledificio stesso, eretto tuttuno elevando le ante alla stessa altea dellapice
della torre. %i sottolinea inoltre che il corpo circolare mostra una facciata rettilinea da cui si
dipartono le ante, il che evidenia il fatto che in origine non fosse un nuraghe monotorre= inoltre i
segmenti rettilinei delle ante si osservano penetrare nella massa muraria retrostante quasi sino alla
tholos evideniando un unico corpo con il corridoio di accesso. #ondamentale per le ricerche sar lo
scavo integrale del vano centrale che avr lonere di rivelare o meno la presena del braciere 5
vasca rinvenuto finora o eventualmente dei singoli pei componenti e delle eventuali tracce di
focolare con annesso ripostiglio di broni. Comunque anche se ciK non fosse uno scavo integrale
avr lo scopo di fugare definitivamente le perplessit relative ad un monumento forse unico nel suo
genere.
6!
Dames 8eorge (-A0E-, Il ramo doro, Ne>ton Compton edi+ioni, -oma Luglio !"11, pag !6
66
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8io%anni LILLI$, La Sardegna Nuragica, in Sardegna Arc*eologica ' Studi e Monumenti !, a
cura di A Mora%etti, Carlo Ael)ino Editore, Sassari 11<!, pag :;, )ig ;<=!
%erri 5 Megaron in antis detto Capanna del Capo 5 #.%elis )hoto .rchive
Conci da %anta Bittoria di %erri 5 #onte2 %cavi e Cicerche Carlo Delfino "ditore
#ocolare 1 Basca da %u Monte 1 #onte Nicola 4alongo 5 tesi di laurea
#ocolare 5 vasca %.r@u Ae is forros 5 #.%elis )hoto .rchive
Megaron Dome <rgia "sterili 5 #.%elis )hoto .rchive
Complesso di %isini 5 #.%elis )hoto .rchive
Megaron a %a Carcaredda 5 #.%elis )hoto .rchive