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Francesco Borromini

Considerato un innovatore tra gli architetti del barocco romano, speriment forme e spazi
nuovi contrapponendosi alla visione pi classicista di Gian Lorenzo Bernini e Pietro da
Cortona. La sua architettura caratterizzata da soluzioni spaziali raffinate e dalla forte
illusione prospettica; sia negli interni sia nelle facciate emerge come carattere principale
l'ondulazione delle pareti, resa pi evidente dall'uso dell'ordine architettonico.
FACCIATA

La facciata inquadrata da lesene
con finestre ad arco a tutto sesto.
Osservando la facciata, essa sembra
chiudersi, tuttavia essa invita lo
spettatore ad entrare per scoprire
quale sia lo spazio reale.
ESTERNO

presente un cortile; sulla parete
concava, gi esistente, Borromini
realizz il tiburio lobato contenente
la cupola, e su questo eresse una
struttura a gradoni, coronata da una
lanterna fortemente modellata da
coppie di colonne e rientranze
concave. Sopra la cupola si erge un
lanterna dallandamento ascendete a
spirale.
PIANTA

pianta stellare, costituita da una
complessa intersezione geometrica
di due triangoli che formano un
esagono, delimitato da porzioni di
muro di forma alternativamente
concava e convessa.


Gian Lorenzo Bernini
Gian Lorenzo Bernini, geniale artefice del Barocco, svolse la sua attivit prevalentemente a
Roma alle dipendenze del pontefice, realizzando opere darte attraverso cui di manifestare la
potenza della Chiesa, ma fu attivo anche nella risistemazione urbanistica di strade e piazze
cittadine. La sua opera conobbe un clamoroso successo, da cui scaturirono gloria, fama e
ricchezza.

FACCIATA

- caratterizzata da forme curvilinee
riequilibrate da quelle verticali, e ci crea un
armonico equilibrio
- si proietta in avanti attraverso il pronao
semicircolare ampliando lo spazio
- le linee curve creano dinamismo.

La facciata si apre su un piccolo sagrato
dilatato da due ali concave, che ampliano
illusionisticamente lo spazioIl risultato
l'alternarsi di un corpo convesso che
racchiude la chiesa e di un avancorpo
concavo.
ESTERNO

- riprende la sinuosit dellinterno
ribaltandone la curvatura in un esedra che fa
arretrare la facciata rispetto alla strada.
PIANTA








-ha una forma ellittica e lingresso posto
lungo lasse minore.


Andrea Palladio
Palladio combin liberamente molti degli elementi del linguaggio classico, rispettando le
esigenze derivanti dalla posizione dell'edificio e dalle sue necessit funzionali. Da questo
punto di vista, in particolare, lo si pu considerare un architetto manierista anche se allo
stesso tempo Palladio rispett la ricerca rinascimentale delle proporzioni armoniche,
conservando nelle facciate che disegn un'eccezionale eleganza basata sulla semplicit
anche austera e sulla serenit compositiva.
FACCIATA


Il corpo centrale, trattato a bugnato
dolce, sporge rispetto alle barchesse.
Grazie allimpiego di un ordine ionico
gigante e la solenne terminazione a
timpano, assume laspetto del fronte di
un tempio tetrastilo.
ESTERNO

Essendo una villa veneta caratterizzata
da un giardino molto ampio. I porticati
laterali costituiscono le cosiddette
barchesse.Sul retro si apre un giardino
segreto ornato da una pescheria e
dall'esedra del ninfeo.

PIANTA

Pianta a forma rettangolare. La sala a
crociera ambiente principale di tutta la
struttura.





SCHEMA COMPARATIVO

Richiamo alla classicit PALLADIO

Palladio combin
liberamente molti degli
elementi del linguaggio
classico, rispettando le
esigenze derivanti dalla
posizione dell'edificio e dalle
sue necessit funzionali
BERNINI

Bernini, seppur utilizzi
elementi tratti dal repertorio
classico,compone le sue
architetture secondo regole
nuove che non hanno nulla
del rigore formale.
Spazio BERNINI

Bernini crea uno spazio
aperto
BORROMINI

Borromini crea uno spazio
che si richiude in se stesso

Entrambi invitano losservatore ad entrare e a scoprire questo
spazio enigmatico
Pianta BERNINI

Pianta ellittica


BORROMINI

La pianta si forma
dallincontro di due triangoli
i cui vertici scompaiono
assumendo forme circolari



Nonostante le differenze viene mantenuto lequilibrio che era tipico del periodo
rinascimentale, esiste infatti un equilibrio dinamico tra le figure.








CONTESTO STORICO
Le questioni politiche e religiose che avevano travagliato lEuropa del Cinquecento si trascinarono nel
Seicento: la fine delle guerre di religione in Francia (1598 Editto di Nantes) rappresent solamente
una pausa in un contesto di guerra, culminante nel violento conflitto Inter-europeo della guerra del
Trentanni (1618-1648) e nella successiva epidemia rivoluzionaria scoppiata in Europa. La
simultaneit delle rivolte gener nei contemporanei lidea di una crisi generale: anche nella cultura si
manifest tale crisi nella forma dellintolleranza religiosa e nella diffusione del barocco. Ma daltra
parte il Seicento fu anche let delloro dellOlanda, lepoca in cui in Inghilterra si posero le basi
della rivoluzione industriale e il secolo della rivoluzione scientifica. Anche il barocco stato
rivalutato dalla storiografia contemporanea, la quale pone in rilievo la straordinaria creativit di un
secolo caratterizzato da profonde innovazioni culturali e da un radicale ribaltamento degli equilibri
europei, in campo sia politico sia economico ( giunse infatti a compimento il fenomeno
dell'atlantizzazione).
Ma il Seicento fu sopratutto il secolo che vide la piena attuazione della Controriforma: la Chiesa, nel
tentativo di arginare la crisi dei valori innescata dallaffermazione del protestantesimo, non reag solo
attraverso mezzi di repressione, ma attu unautoriforma( che prese il nome di Riforma cattolica),
unopera di rinnovamento interna alla Chiesa. Nacquero nuovi ordini religiosi, caratterizzati dal voto
di obbedienza al pontefice, la cui attivit avrebbe dovuto riaffermare la centralit del papato: tra questi
la congregazione dei Gesuiti, la quale commission la chiesa di SantAndrea al Quirinale, progettata
da Bernini.
Per volere dei papi, a partire dalla fine del '500 e durante il '600, Roma venne trasformata da progetti
urbanistici sempre pi grandiosi e spettacolari; artisti italiani ed europei erano attratti nella sede della
potenza cattolica sia dalle antichit sia dalle opere dei maestri del '500, ma anche dalle commissioni
del clero e delle ricche famiglie della nobilt romana. Fu ad esempio la famiglia dei Pamphilj che
finanzi lopera beniniana.
Borromini lavor a Roma inizialmente alle dipendenze di Bernini e divenne successivamente
architetto della Sapienza, progettando la chiesa di SantIvo alla Sapienza che doveva sorgere
allinterno del complesso universitario.
Anche Palladio aveva visitato Roma (allinvestigazione delle reliquie degli antichi), dove era
rimasto a tal punto affascinato dalle opere di Bramante, Raffaello, Michelangelo, da studiarle
attraverso la realizzazione di disegni e prospetti. Ma egli fu attivo soprattutto a Vicenza e Venezia.
La Repubblica di Venezia nel XV secolo, attraverso conquiste militari, aveva iniziato un processo di
espansione nella terraferma veneta e lombarda. Questa prospettiva stava suscitando le preoccupazioni
dei governanti dei diversi Stati della penisola, in particolare del papato, il quale intendeva proseguire
la politica di rafforzamento dello Stato Pontificio con lacquisizione della Romagna. Papa Giulio II
istig le principali potenze europee a dichiarare guerra a Venezia e nel 1508 si costitu la Lega di
Cambrai. La sconfitta che Venezia sub contro tale coalizione caus ingenti danni a case e
infrastrutture rurali. Soltanto negli anni quaranta del Cinquecento vennero raggiunti i precedenti livelli
di ricchezza, tramite un significativo investimento nellagricoltura e nelle strutture necessarie alla
produzione agricola. Per decenni i proprietari terrieri avevano investito in piccole tenute,
nell'irrigazione e in opere di bonifica. Le ville del Palladio, cio le case dei proprietari terrieri,
rispondevano alla necessit di un nuovo tipo di residenza rurale; la residenza di campagna non
costituiva un luogo adibito esclusivamente allo svago, ma sopratutto un centro di controllo
dellattivit produttiva.
ANALISI ICONOLOGICA
Nelle citt italiane di met Cinquecento era diffusa lidea che uomini come Michelangelo, Raffaello,
Tiziano e Leonardo avessero raggiunto il massimo della perfezione artistica. Taluni accettarono
questa idea come inevitabile e si applicarono nello studio delle opere degli illustri maestri
contemporanei nella speranza di imitarne lo stile. Altri, nel tentativo di superare i maestri, mirarono a
realizzare opere nuove e inattese per raggiungere effetti diversi dalla convenzionale bellezza di natura
(manierismo). Altri architetti diedero prova della loro erudizione e conoscenza degli
autori classici. Le ville palladiane si distinguono per lo stile classicheggiante, le linee eleganti
e l'aspetto signorile, ma anche per una fondamentale semplicit . Villa Barbaro espressione del
rinnovato interesse per larchitettura classica, che mira per al raggiungimento di un perfetto accordo
con la natura. Questo spiega la fortuna che l'opera di Palladio ebbe nellEuropa del Settecento, quando
gli illuministi sostennero il fondamento naturale della civilt umana: lInghilterra stessa fu la patria
del palladianesimo, un movimento architettonico che si ispirava al Palladio.
Elementi classici come lordine ionico e la terminazione a timpano della facciata, si uniscono alle
nuove esigenze funzionali dell'edificio: gli ambienti destinati alla servit e quelli di servizio si
sviluppano attorno al nucleo centrale, mentre magazzini e annessi si aprono verso la campagna,
orientando le aperture in modo da permettere il controllo dei lavori anche dalla villa [Fig.1].


Figura Andrea Palladio, Villa Barbaro. Veduta dall'esterno.

Dal Rinascimento in poi gli architetti hanno adottato le stesse forme fondamentali (colonne, pilastri,
architravi, trabeazioni, paraste, timpani ), tutte prese a prestito dalle rovine classiche. Anche nelle
opere secentesche evidente il richiamo allAntico, ma il modo con cui sono stati fusi nella struttura
gli elementi classici mostra una rinuncia alle regole greco-romane e rinascimentali; vennero utilizzati
espedienti che apparvero talvolta sconcertanti, tanto che i critici del XVIII secolo, che ritenevano
biasimevole trascurare le regole dellarchitettura antica, stigmatizzarono questo stile come barocco,
ossia assurdo, grottesco.
Se nella prima met del Seicento in Italia proliferarono idee nuove e sconcertanti per edifici e
decorazioni, verso la seconda met del secolo il Barocco era ormai in pieno sviluppo; le curve
barocche dominavano sia lo schema generale sia i particolari ornamentali, gli edifici erano teatrali e
ornati alleccesso. Negli interni delle chiese barocche lo sfarzo, lostentazione di pietre preziose,
lutilizzo di oro e stucchi [Fig.2], avevano il consapevole scopo di evocare una visione di gloria
celeste.


Figura Gian Lorenzo Bernini, Chiesa di Sant'Andrea al Quirinale. Veduta interna.

Pi i protestanti predicavano contro lesteriorit delle chiese, tanto pi intensamente la Chiesa
cattolica cercava di valersi dellopera degli artisti nella creazione di chiese grandiose e spettacolari, in
cui la forma aveva il sopravvento sulla funzione. Cos la Riforma e la dibattuta questione delle
immagini e del loro culto ebbero unefficacia indiretta sullevoluzione del barocco. Nei paesi del Nord
Europa la Riforma aveva infatti originato una profonda crisi dellarte: molti protestanti erano contrari
alle statue e ai quadri nelle chiese, perch li consideravano un segno di idolatria.
Il mondo cattolico aveva pertanto scoperto che larte poteva servire la religione ben oltre il compito
limitato che lAlto Medioevo le aveva attribuito ( quello di insegnare il Vangelo agli analfabeti). Essa
avrebbe forse potuto aiutare a persuadere e convertire chi avesse magari letto troppo . Architetti,
scultori e pittori furono dunque chiamati a trasformare le chiese in grandi mostre darte, che dovevano
toccare con immediatezza lanimo dei fedeli. La stessa esedra esterna, che si protende verso il sagrato
dando leffetto del colonnato di piazza San Pietro, d leffetto dellabbraccio di santa madre Chiesa
alla cristianit [Fig.3-4].

Figura Gian Lorenzo Bernini, Chiesa di Sant'Andrea al Quirinale. Veduta dall'esterno da via del Quirinale.

Figura Francesco Borromini, Chiesa di Sant'Ivo alla Sapienza. Veduta dall'esterno.
Borromini voleva che una chiesa apparisse festosa, piena di splendore e di movimento: essa doveva
creare una suggestione di fasto e di gloria tanto da ricordare allosservatore il paradiso. Leffetto
dinsieme percepibile allinterno doveva infatti creare una cornice ai riti sfarzosi della Chiesa
cattolica.
Le creazioni di Bernini furono tra le pi scenografiche; nelle sue opere riusc ad esaltare il sentimento,
la consapevolezza emozionale dellindividuo. Egli ader pienamente alle teorie controriformiste della
Chiesa di Roma e adoper larte religiosa per suscitare sentimenti di fervida esaltazione e di trasporto
mistico.
Non soltanto la Chiesa di Roma aveva scoperto le possibilit di conquista proprie dellarte. Re e
principi dellEuropa secentesca erano altrettanto avidi di ostentare la loro potenza per rafforzare il
proprio prestigio morale sul popolo. Lo stesso Luigi XIV di Francia, nel cui programma politico
rientrava lostentazione della regalit, invit a Parigi Bernini per partecipare al progetto del suo
palazzo.

























SCHEMA COMPOSITIVO DI
WOOFLIN


VILLA BARBARO CHIESA DI SANT'
ANDREA IN
QUIRINALE
CHIESA DI SANT'
IVO ALLA
SAPIENZA
Lineare
Pittorico
-regolarit, proporzioni che
conferiscono sicurezza, contorni
ben definiti che aiutano a
distinguere le parti
-osservando la facciata possibile
distinguere chiaramente le varie
parti
-utilizzo di materiali
diversi, resa a
macchia dei colori
tramite luci ed ombre

-le linee curve
''spezzano'' la
composizione, creando
zone di luce ed ombra,
come visibile
all'interno

Superficie
Profondit
-la pianta rettangolare quindi i
piani sono paralleli
-le colonne si trovano su un piano,
parallelo agli altri
- le linee si
compenetrano
-libera dislocazione
nello spazio degli
elementi
-inserimento di
cappelle ellittiche
-nella facciata le linee
aperte e le forme
convesse e concave
danno l'impressione
che lo spazio si dilati;
l'esterno riprende la
sinuosit dell'interno
ribaltandone la
curvatura in un'esedra

Forma chiuso -simmetria rispetto all'asse -l'entrata attraverso -la cupola dilata
Forma aperta centrale(es: 5+3 colonne da ogni
lato)

l'asse minore rende
l'impressione di uno
spazio estremamente
dilatato e avvolgente
idealmente all'infinito
lo spazio

Molteplicit
Unit
-ogni elemento perfettamente
distinguibile dagli altri; ci
visibile nelle facciata, in cui si
distinguono le 4 parti (2 barchesse
laterali, corpo centrale, loggiato)
-tutto si compenetra,
non possibile
distinguere le varie
parti, linee curve che
si compenetrano
-le linee curve si
compenetrano, non
possibile distinguere i
vari elementi che
costituiscono un corpo
unico
Chiarezza
Non-chiarezza
- tutto immediatamente visibile
-l'utilizzo di moduli geometrici e
forme semplici rende la
rappresentazione esauriente e
completa
-la facciata
incredibilmente
sviluppata in altezza
nasconde la cupola: l'
artista non ''vuole dire
tutto''
-rientranze e absidi non
rendono chiara la
composizione: lo
schema della pianta
crea un effetto teatrale,
di finzione, cui concorre
il tiburio che nasconde
la cupola