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DOPOGUERRA IN EUROPA
Situazione sociale ed economica in Europa (1919-1920)
un periodo particolarmente difficile in quanto LEuropa si trovava a dover riconvertire
lIndustria, cio ritornare al normale tipo di produzione del tempo di pace. Lindustria bellica era
cresciuta moltissimo durante la Prima Guerra mondiale. Le nazioni pi industrializzate avevano
convertito tutte le attivit produttive nella produzione di armamenti e di conseguenza, quando
queste non sarebbero state pi necessarie, dovevano essere riconvertite e farle tornare a
produrre beni di consumo. Il problema era che per fare ci costava moltissimo e la gente, dopo un
periodo di guerra, non ha soldi per comprare i nuovi prodotti. I paesi europei si trovano, quindi, a
ricostruire dalle macerie della guerra quella che stato distrutto con situazioni economiche molto
pesanti. Lindustria passa una forte crisi, legata al fatto che non tutte le industrie riescono a
convertirsi o non dispongono dei capitali necessari, e d conseguenza molte di queste falliscono e
chiudono le loro attivit. Con la chiusura delle industrie cresce il numero dei disoccupati e visto
che non nascono altre industrie e non c bisogno di manodopera questa gente rimane senza
occupazione per lungo tempo. Si lega perci un problema sociale legato alla disoccupazione. I
disoccupati crescono numerosamente soprattutto nei paesi pi colpiti dalla guerra ( Germania,
nord Italia). Lindustria fa fatica a riavviarsi e c il rischio di fallimento anche in industri
particolarmente grosse e potenti. Aumentano in questo periodo anche i senzatetto, quelli che
fanno elemosina. In pi c anche il problema dei militari, quella generazione che non aveva mai
lavorato e che dopo la guerra non trova niente da fare. I pi colpiti sono i militari che hanno
rivestito ruoli importanti, di prestigio, e i quali ora, senza una formazione professionale, non
hanno un lavoro ad attenderli. Questo crea un malcontento diffuso tra i militari, che non sanno pi
cosa fare. Un altro elemento di ingiustizia era che i soldati che avevano combattuto non hanno
ottenuto unassistenza sanitaria, aiuti economici; per esempio ai contadini che hanno partecipato
alla guerra era stato promesso, se si fosse vinta la guerra, una riforma agraria e degli
apprezzamenti di terra. La guerra fin, fu addirittura vinta ma non ci fu nessuna riforma, e molti
contadini e soldati, che speravano di ottenere un pezzo di terra da coltivare, rimasero molto delusi
e malcontenti. LItalia a quel tempo era ancora contadina, quindi avere una terra da coltivare era
garanzia di sopravvivenza. A questo si aggiungono un enorme numero di mutilati e feriti di guerra,
gente che ha perso una gamba, un braccio,ecc; non hanno una pensione perch lo Stato non ha i
soldi necessari e si trovano a mendicare lungo strade. C, quindi, una situazione di grande
instabilit sociale e di grande sofferenza, che produce anche una situazione sanitaria e igienica
abbastanza precaria: la gente mangia poco, le difese immunitarie si abbassano, si diffondono le
malattie. Scoppia in quei anni una terribile epidemia di influenza, la cosiddetta spagnola, che si
diffonde in Europa e in America tra il 1913 e il 1924. La pi colpita lEuropa, proprio perch le
condizioni di vita rendono la sua diffusione pi rapida, producendo circa 22 milioni di morti, anche
perch allepoca non si usavano gli antibiotici.
In questa situazione di instabilit soffrono anche i ceti privilegiati, perch la mancanza di soldi e
clienti fanno perdere il guadagno e di conseguenza si abbassa anche il loro tenore di vita.
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La politica in questo periodo fatica a trovare una soluzione a questi problemi nei paesi come la
Germania e lItalia, mentre lInghilterra, grazie anche agli aiuti americani e alla Francia, riesce a
uscire da questa crisi. In Francia e in Inghilterra si rafforzer la democrazia, mentre in Germania e
in Europa si instaureranno i regimi totalitari. In questa faccenda anche le persone che avevano
messo da parte denaro, in banche, risparmi, lo videro sparire, perch dopo la guerra si innesc
uninflazione spaventosa che polverizz i risparmi messi da parte dalle famiglie; quindi anche i pi
benestanti che erano usciti dalla guerra in maniera accettabile si trovano ad essere buttati
sullasta, non solo dal fallimento delle banche, ma anche dalla svalutazione del denaro.
Cominciano, poi, delle strategie politiche di tipo protezionistico perch si ha paura che leconomia
dei paesi europei possa essere messa in crisi dalla vendita di prodotti da altre nazioni e quindi
fecero alzare le barriere doganali e anche questo blocca la riapertura e la crescita del mercato,
svegliando anche sentimenti nazionalistici. Il sentimento che si respira nel dopoguerra di miseria,
fame, crisi, insicurezza.
Il biennio rosso
Tutto questo avviene in maniera diversa nei paesi europei, per produce degli aspetti abbastanza
simili e in Italia e in Germania questo mette in moto la macchina della protesta socialista operaia.
Facendo pensare che si il momento di una rivoluzione socialista. Questa cosa non casuale, ma va
collegato a quello che successo in Russia; la notizia che in Russia ci avvenuto comincia a
spingere contingenti soprattutto tedeschi e italiani a pensare che bisogna attuare la rivoluzione
socialista anche in questi paesi. Si creano anche tensioni sociali legate agli scioperi, alle
occupazioni delle fabbriche, alle manifestazioni e la situazione diventa cauta e difficile da gestire.
Gli storici chiamano questi due anni, il 19 e il 20, gli anni del biennio rosso. Vi sono in molti paesi
europei proteste organizzate guidate dai leader socialisti che spingono verso una trasformazione
della societ in chiave democratica.
La situazione in Italia
In Italia si sente anche il senso dellingiustizia perch durante la guerra qualcuno si arricchito
molto, soprattutto i grandi industriali, i produttori di armi e i commercianti di materiali bellici ( per
esempio la Fiat, da 3000 a 40000 operai). I socialismi credevano che fosse giusto che queste
persone che si sono arricchite venissero tassate o confiscate le loro ricchezze perch le ingiustizie
economiche erano troppo evidenti. Ecco, quindi, perch gli operai cominciarono a occupare le
fabbriche; per esempio la Fiat venne occupata dagli operai e autogestita da loro stessi. Uno dei
protagonisti di questi avvenimenti Antonio Gramsci, un leader, sindacalista, filosofo e
intellettuale italiano che guid la protesta degli operai a Torino. Altre occupazioni di fabbriche si
verificarono a Milano, Genova, nelle citt industriali, proprio perch si sperava di dare agli operai
la ricchezza che loro avevano prodotto coi loro sacrifici. Naturalmente questo non piaceva n al
governo, n ai ricchi industriali e n alle classi dirigenti che temevano lespropriazione delle loro
ricchezze, loccupazione delle terre, delle industrie; si crea, quindi, una forte tensione sociale che
favorisce gli scontri violenti. Se da una parte ci sono i movimenti socialisti che vogliono
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promuovere gli interessi degli operai, dallaltra parte cominciano a nascere dei movimenti
nazionalistici, paramilitari, che andranno a promuovere gli interessi dei capitalisti.
Nel novembre del 1919 in Italia ci sono le elezioni. Queste elezioni sono cruciali perch dovevano
stabilire chi governer il paese e farlo uscire dalla guerra. Si vota con il sistema del voto universale
maschile e viene adottato per la prima volta il sistema proporzionale, secondo il quale in base al
numero di voti che un partito ottiene avr un proporzionato numero di seggi in Parlamento.
Emergono tre partiti, due tra i quali molto importanti.
1. Partito socialista, il quale guadagna molti pi voti rispetto a prima. Ottenne il 32% dei voti
e 156 seggi in Parlamento;
2. Partito popolare, un partito nuovo, fondato da Sturzo, che, alla prima prova elettorale,
ottenne ben 100 deputati;
3. Partito liberale, il partito di Giolitti.
I primi due partiti ottennero un numero cos considerevole di voti che se avessero stretto
unalleanza avrebbero potuto avere la maggioranza assoluta in Parlamento e governare. In questa
fase questi due partiti di massa hanno tolto molti voti al partito liberale, guadagnando voti
soprattutto nel centro-nord, mentre quello liberale rimane stabile nel sud, che arretrato dal
punto di vista politico e non c ancora la presenza di una classe operaia organizzata. Solo che i
parti sociale e popolare, che vogliono tutelare i diritti dei lavoratori e superare gli interessi dei
ricchi e dei liberali, anche se hanno degli elementi in comune nel loro programma politico, sono di
fatto incompatibili. Il partito popolare ha pi unaspirazione cattolica, legata alla giustizia intesa
come era stata proposta dalla Rerum novarum, quindi di rispetto, collaborazione, pacifica
convivenza tra padroni e lavoratori. Il partito socialista , invece, ha pi una posizione
rivoluzionaria, far guadagnar potere ai lavoratori. Per queste presupposizioni ideologiche non si
riusc mai a venire ad un accordo. In fin dei conti se avessero avuto la capacit di progettare un
programma concreto di cose da fare per risollevare lItalia dalla guerra avrebbero potuto
convergere su molti punti. Ideologicamente sarebbero state separati ma nellazione politica
concreta potevano essere unite. Non ebbero mai la forza, per, di fare un lavoro di questo genere
e quindi ancora una volta in queste elezioni and al potere un partito liberale con Giolitti
protagonista di queste vicende. Questo esaspera gli animi perch non si cambiato nulla; significa
tornare alla solita politica liberale, vecchia, aristocratica, reazionaria, conservatrice e non ci si apre
ai problemi della gente per aiutarli.
Anche Mussolini si presenta a queste elezioni con il movimento chiamato Fasci di combattimento,
fondato nel 23 marzo a Milano. Non ancora un partito fascista, ma un precursore. Non attir
tanto lattenzione, tanto che nel paese natale di Mussolini non ottenne nessun voto. anche un
po strano: ancora molto legato ai principi socialisti e nazionalisti. Di fatto Mussolini, in questa
fase, voleva che si superasse la monarchia e si andasse verso la repubblica, voleva labolizione del
Senato, aveva posizioni anticlericali, riteneva che dovevano essere confiscati i guadagni fatti
durante la guerra e che dovesse essere fatta una riforma agraria per i contadini. Le idee di
Mussolini sono, dunque, molto rivoluzionarie. Questo programma non piaceva sicuramente alla
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Chiesa, ai cattolici e tanto meno agli industriali e avrebbe posto le basi per quello che sarebbe
stato poi il Partito fascista. Assieme alle Fasce di combattimento nascono anche le Squadre
dazione, dei corpi paramilitari che utilizzano la violenza per bloccare le insurrezioni sociali
(scioperi, proteste). Andavano a far parte quei militari che dopo la guerra non avevano un lavoro;
spesso erano militari molto capaci, molti provenivano dai battaglioni degli Arditi, addestrati per
imprese complesse e rischiose (si ricordi la difesa la difesa del Piave). Questi si trovavano nella
possibilit di guadagnare qualche soldo lavorando in queste Squadre dazione. Inizialmente queste
squadre nascono per proteggere Mussolini nei suoi comizi e attivit politiche. In verit queste si
diffondono nelle regioni del centro-nord perch vengono finanziate dagli industriali e dai grandi
proprietari terrieri. Erano usate principalmente per gettare terrore a tutti quei socialisti che
volevano scioperare contro i padroni o occupare le loro terre. Questo funzionava bene soprattutto
nelle campagne dove le squadre riuscivano a mantenere lordine sociale. Queste squadre, negli
anni successivi, 19 20, crescono notevolmente tanto che neanche Mussolini riesce a gestirle.
Sono squadre abbastanza anarchiche: ognuna ha un leader locale, una propria organizzazione e
Mussolini non le controlla direttamente. Sono abbastanza indipendenti anche se hanno Mussolini
come punto di riferimento. Lo stato non blocca questi movimenti di violenza locale, anzi si tende a
insabbiare le attivit violenti che vengono svolte. C, quindi, una convivenza tra il potere dello
stato e le squadre dazioni. Questaspetto violento sar caratteristico dellet fascista con
Mussolini.
Il governo non riesce a risolvere i problemi di disagio quali la disoccupazione, la crisi agricola,
lemigrazione inizia a riprendere in Italia; i disoccupati aumentano come anche le sofferenze e i
disagi della gente. Tra laltro c anche la vicenda del Fiume e DAnnunzio e linsoddisfazione per il
non rispetto da parte delle grandi potenze europee. Tutto questo vantaggia Mussolini, che nel
1921 si presenta alle elezioni con un nuovo partito politico, ma soprattutto con una nuova
immagine e un nuovo piano politico. Il partito liberale si ripresenta anche lui sperando di ottenere
pi voti e per fare ci decise di allearsi con il partito di Mussolini. un passaggio importante
perch Giolitti e i liberali pensano che si possa sdoganare Mussolini e sfruttare il nazionalismo e il
programma di Mussolini per rafforzare il consenso dei liberali ed ottenere il governo. Qual era il
vantaggio? Che il partito di Mussolini era un partito di massa, quindi era facile che attirasse i voti
di molta gente. Chiaramente quella dei liberali una politica vecchia, di Giolitti, che cerca alleanze
coi socialisti o i cattolici per governare; adesso cerca di farlo con i fascisti. In qualche modo questo
piano funzion, ma per certi aspetti no. Loro volevano sfruttare Mussolini per poi scaricarlo
quando ne avevano avuto la possibilit. Sapevano bene che Mussolini era un violento, non di certo
un moderato, come i liberali. Invece, sar Mussolini che sfrutter i liberali per imporre e far
nascere la dittatura fascista. Le elezioni del 21 sono, quindi, un momento importante, nel quale
nasce il partito fascista con un programma rinnovato. Mussolini non pi un anticlericale, non si
parla pi di confisca dei beni guadagnati durante la guerra, ma si parla invece di rilanciare lItalia
come potenza economica, promuovere i valori della forza e dellingegno italiano, di dare lavoro ai
contadini e agli operai, di dar loro modo di riscattarsi dalla misera. Mussolini si presenza agli
elettori con un nuovo volto e questa volta ottiene pi voti, non tantissimi, ed entra nel governo dei
liberali. Non il capo del governo, ma entra come ministro minoritario. Nel 1921, per, Gramsci si
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stacca dal partito socialista e fonda il partito comunista. Succede che lala pi massimalista esce
dal partito socialista e fonda un partito autonomo, indebolendo di conseguenza i socialisti, che
non sono pi compatti, ma sono divisi in due partiti. Si capisce, quindi, come i socialisti abbiano un
ruolo importante nel processo di Mussolini, perch non hanno una visone e politica unitaria e
come i movimenti operai non abbiano una guida politica forte. I popolari mantengono pi o meno
i loro voti, per non sono una forza maggioritaria. Il partito fascista ha, quindi, la possibilit di farsi
vedere. La grande svolta avviene nel 1922 quando lala pi violenta del partito fascista inizieranno
quella che viene chiamata la marcia su Roma. Qualche migliaio di aderenti al partito fascista si
riuniscono a Napoli e decidono di marciare verso Roma e prendere il potere ai liberali e fare quelle
riforme e cambiamenti di cui lItalia ha bisogno. Mussolini abilissimo nel gestire questa cosa, ne
era a conoscenza, era lui che lha pianificata, ma in quel momento non si trovava a Roma, bens a
Milano. Se ne sta lontano come se lui non avesse nulla a che fare con loro e in parte vero perch
le Squadre dazione fasciste sono abbastanza anarchiche. Succede che queste si mettono in
movimento,lesercito si schiera a Roma per proteggere la capitale e i luoghi delle istituzioni e il re
deve decidere se attuare unazione di repressione oppure trovare una soluzione alternativa.
Lesercito potrebbe bloccare la protesta, ma il re decide di non farlo, forse temendo una guerra
civile e decide di fare un compromesso: chiede a Mussolini di tornare a Roma, di fare da
mediatore e gli propone di formare un nuovo governo con la maggioranza che si era formata
nellelezione del 21, in modo tale che questo dia garanzia a queste persone violente. Nel 1922,
quindi, Mussolini diventa il primo ministro di un governo liberale - fascista su designazione da
parte del re, non su elezione del Parlamento. Chiaramente qui c una crisi istituzionale molto
grave. Mussolini viene messo al potere senza una vera e propria legittimazione di voto e senza una
vera e propria scelta da parte del Parlamento. unoperazione che viene gestita interamente dal
re. Mussolini arriva quindi al potere in modo legale, senza un colpo di stato o unazione di forza.
Mussolini uno che sa usare lastuzia, lintelligenza, anche se sembra uno semplice, di una
famiglia semplice (la madre era maestra, il padre fabbro). I liberali credevano di usarlo, lo
considerano un cretino, era semplice nel modo di fare, nel vestire, non era elegante, raffinato e i
liberali pensavano di raggirarlo; invece la sua concretezza dei modi contadini di fare port lui a
sfruttare i liberali e farli fare quello che lui voleva. Aveva un grande carisma da questo punto di
vista, era molto astuto, sapeva usare lastuzia e aveva intuito politico. In un primo momento lui
non controllava le squadre dazione, perch erano movimenti abbastanza anarchici. Quando salir
al governo creer un gruppo paramilitare nazionale in cui cercher di inglobare le varie squadre
fasciste e ne prender lui il potere del leader di questi gruppi che era Farinaci. Le squadre non
erano solo le guardie dei corpi, ma anche agitatori nei vari comizi degli oppositori.
Periodo dal 23 al 25
Dalla marcia su Roma dellottobre 1922 fino al 1925 il fascismo non una vera e propria dittatura,
ma in questo periodo si gettano le basi per poi costruire una dittatura, che sar evidente nel
discorso del 3 gennaio 1925, fatto da Mussolini. Importanti sono i passaggi che portarono alla
dittatura. Sono passaggi non clamorosi, progressivi, per determinanti che permettono poi a
Mussolini di creare tra il 25 e il 26 le leggi fascistissime che porteranno in Italia un regime
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totalitario. In un discorso di Mussolini apparso su un giornale che si chiama gerarchia, marzo
1923, Mussolini dice:
"La verit' palese e' che gli uomini sono stanchi di libert. Ne hanno fatto un'orgia. La libert non
e', oggi, la vergine casta e severa per la quale combatterono e morirono generazioni della prima
met del secolo scorso (Risorgimento). Per le giovinezze intrepide, inquiete ed aspre che si
affacciano al crepuscolo mattinale della nuova storia ci sono altre parole che esercitano un fascino
molto maggiore: ordine, gerarchia, disciplina.
Qui Mussolini ha capito qualcosa di importante e in questo si coglie anche il cambiamento dei
tempi e la trasformazione dellItalia. La parola libert non la priorit dei giorni doggi. Perch
della libert si fatta un orgia? Ci si pu ubriacare di libert? S, quando la libert non pone dei
limiti si pu compiere unubriacatura della libert.
La libert per Mussolini non un diritto, ma un dovere. Non un fine, ma uno strumento per
raggiungere dei fini politici maggiori; non pi un bene assoluto ed essendo uno strumento
acquista un valore relativo. Pu anche essere sacrificata se per raggiungere il fine questa potesse
creare problemi. In un discorso al parlamento Mussolini dice:
Se per la libert s'intende di sospendere ogni giorno il ritmo tranquillo, ordinato del lavoro della
Nazione, se per libert s'intende il diritto di sputare sui simboli della Religione, della Patria e dello
Stato, ebbene, io Capo del Governo e Duce del Fascismo, dichiaro che questa libert non ci sar
mai! - (Dal discorso pronunciato nella Piazza Belgioioso di Milano, il 28 Ottobre 1923).

La libert non libert di sciopero, di parola, di critica allo stato, alla nazione, alla religione; la
libert viene dopo lordine, la disciplina e la gerarchia. Se la libert distrugge queste tre un
pericolo, perch si crea anarchia e disordine. Queste sono le idee di Mussolini, che fanno molta
presa in quel periodo. Erano idee che piacevano ai conservatori, alla Chiesa, agli industriali, ai
nazionalista. Tuttavia, nel 23, Mussolini non ha creato ancora la dittatura. Sta mostrando un volto
buono, capace di portare la normalizzazione nellItalia, che era sullorlo del precipizio.
Nel 1922 Giuseppe Prezzolini, che pubblicava La voce e il quale era contro Giolitti e DAnnunzio,
in una rivista scrive:
Il fascismo non ha, con la sua violenza, distrutto che quello che noi avevamo distrutto col pensiero
in venti anni di critica: la democrazia italiana.
La democrazia italiana cos come stata realizza durante il Regno dItalia dai liberali aveva gi
subito le critiche dei socialisti, dei democratici, dei popolari, che temevano il liberalismo una forma
di governo oligarchica ottocentesca. La critica al mondo liberale da costoro stata fatta attraverso
i modi della critica civile e della critica democratica, Mussolini, invece, ha usato la violenza,
lazione, una modalit pi incisiva e ha avuto la meglio, riuscito ad imporsi. Usando la Forza, la
voce, il supporto delle squadre fasciste riuscito a salire al potere. Invece andare verso il
perfezionismo della democrazia si andato verso la dittatura. Mussolini riuscito a fare ci
utilizzando la Marcia su Roma e il discorso del 3 gennaio. Mussolini usa la violenza per poi vendersi
come colui che sa bloccare la violenza e contenerla. colui che provoca la Marcia su Roma, ma poi
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viene chiamato a fare la pace. Da questo punto di vista assolutamente cinico, machiavellico (il
fine giustifica i mezzi); quindi Mussolini vieni visto in questi anni come un conservatore, attento ai
bisogni dellordine, della gerarchia, delleconomia, dellindustria, della religione. Sturzo si
combatt contro Mussolini non accettando il compromesso tra popolari, cattolici e Mussolini,
invece dentro il suo partito cera un gruppo favorevole allalleanza con Mussolini, infatti alcuni
entrarono nel suo partito, altri con vollero, come Sturzo. Ad un certo punto Sturzo fu costretto a
dimettersi, anche perch intervenne il papa, il quale lo esort di non ostacolare Mussolini, perch
anche lui lo vedeva come un uomo capace di riportare il giusto peso della Chiesa nella societ. Per
esempio una delle prime cose che fece Mussolini fu lobbligo di introdurre il crocifisso nelle scuole
e nelle aule dei tribunali, per dare un segnale forte che lo stato si interessava alla religione, ai suoi
cittadini. Aumento, inoltre, lo stipendio dei preti e sosteneva che la religione un patrimonio
sacro dei popoli. Questa volto di Mussolini totalmente cambiato rispetto a quello del Fasci di
combattimento, questo perch ha capito che senza il consenso della Chiesa Mussolini non pu
avere il potere. Lui vorrebbe portare lordine, la disciplina, il lavoro e permettere di far rinascere
lItalia e togliere i vizi perch secondo lui era necessaria lunit morale dellItalia. Questo significa
completare quellazione del detto del Risorgimento: fatta lItalia, bisogna fare gli italiani. Per
questo c bisogno che gli italiani escano dal campanilismo per aprirsi a una visione nazionale. La
libert proprio questa: i diritti del singolo vengono dopo benessere collettivo.
In un altro discorso Mussolini diceva:
io sono qui per difendere e potenziare al massimo grado la rivoluzione delle camicie nere,
inserendola intimamente come forza di sviluppo, di progresso e di equilibrio nella storia della
Nazione.
La rivoluzione delle camicie nere non intesa come stravolgimento della storia con la guerra,
ma intesa come cambiamento radicale della mentalit, dei modi di fare politica, di vivere, dei
valori della gente. Il fascismo anche un progetto ideologico. C infatti chi parla del fascismo
come movimento, una condivisione di valori che trasforma la mentalit dei giovani e che si
differenzia dal fascismo come regime, che sono le leggi fasciste che instaurano la dittatura.
Nel 1924 un telegramma inviato da Pirandello a Mussolini dice:
Eccellenza, sento che questo il momento pi proprio di dichiarare una fede nutrita e servita in
silenzio. Se lEccellenza Vostra mi stima degno di entrare nel Partito Nazionale Fascista, pregier
come massimo onore tenervi il posto del pi umile e obbediente gregario.
Questa una richiesta di entrare nel partito di Mussolini. Pirandello era un intellettuale,
conservatore, un uomo rispettabile. Nel 23 il partito fascista raddoppia le sue iscrizioni. Questo
significa che molti uomini decidono di aderire a questo partito senza nascondersi. La cosa fa capire
come Mussolini riesce a guadagnare sempre pi consensi della popolazione, che lo vedono come
una persona capace di fare quella trasformazione dellItalia e raggiungere quella gloria che non
riuscita ad avere. Viene apprezzato da persone importanti: dal clero, dagli intellettuali, dai
proprietari terrieri, dagli industriali. Una delle prime cose che fece quando entr al governo, non
diede il potere soprattutto ai suoi gregari fascisti, ma cerc di scegliersi dei ministri presentabili,
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persone capaci, lasciando posti minori a persone fedeli a lui. Mussolini si tenne per s due
ministeri, quelli chiave: il ministero degli esteri e degli interni. D, poi, il ministero delleconomia a
De Stefani, un economista conservatore, molto stimato in Italia. Il ministero dellistruzione lo d a
Gentile, uno dei massimi filosofi italiani del tempo e chiama Diaz come ministro della difesa.
Chiama, inoltre, 2 ministri popolari, 4 ministri liberali e quindi mette dei nomi che non hanno a che
fare con il fascismo, ma legati ad altri gruppi. Limmagine che ne d del governo unimmagine
solida, di garanzia, ottimista, di governo che raccoglieva forze tra avversari. Mussolini sembrava
dotato in questo senso di buon senso e intuito politico.
Unaltra cosa che Mussolini fece subito fu istituire la Milizia fascista, nel 23. La Milizia fascista
importante perch in questa fece convergere le squadre dazione, le camicie nere, gruppi militari
locali guidati da dei leader chiamati da Rass (parola etiope che significa capo, duce). Creando la
milizia fascista si assicura il controllo di tutti i quei gruppi militari, che ora collaborano con
lesercito e con le forze politiche con il compito di garantire lordine e la sicurezza dello stato. Ma
di fatto la milizia fascista va contro lo statuto Albertino perch non risponde al re, ma a Mussolini,
il capo del governo. Mussolini riusc a convincere, per, che questa milizia fascista fosse un bene
per lo stato, che garantisse la fine delle violenze tra le squadre. Ancora una volta Mussolini colui
che fomenta la violenza da una parte, dallaltra si presenta come colui che riesce a ridurla e
limitarla.
Mussolini sicuramente amava Machiavelli e conosceva il Principe. In una descrizione di Mussolini
fatta da Marco Vichi, il dittatore descritto proprio come il principe Cesare Borgia. C lidea della
volte, intelligenza politica e del leone, la forza militare. Aveva la capacit di manipolare le persone,
raggirandole, non spiegando mai le sue vere intenzioni. Spesso non sapeva neanche lui dove
stesse andando, e accadeva che a dettare il suo passo fosse il caso o lintuizione. un uomo
veramente astuto, un animale politico, che riesce a raggiungere i suoi obbiettivi in un modo o
nellaltro.
Nel periodo 23 25 Mussolini mette le basi per quella che sarebbe diventata la dittatura fascista.
Si presentava come un conservatore, produceva rassicurazione nei ceti dirigenti, sulla Chiesa e si
presentava come un pacificatore tra le forze che si opponevano, creando anche la milizia fascista
per inglobare le squadre dazione. Cercava di riportare lordine, il rigore e, sebbene questo
avrebbe legato la libert, non era un problema perch questa un dovere, non un diritto.
Nel 23 Mussolini fa nascere una nuova istituzione: il Gran Consiglio del Fascismo; questorgano
sta a met strada tra il governo e il Parlamento, si pone come cerniera tra questi due. un organo
piuttosto ambiguo: per certi aspetti un organo istituzionale, per altri aspetti un organo di
partito, perch composto da persone fedeli a Mussolini, capaci e competenti, facenti parte del
partito fascista. Questo consiglio era unanomalia rispetto allo statuto Albertino e, quando si
realizzer la dittatura, prender il potere. Infatti nel luglio 1943 sar il Gran Consiglio a sfiduciare
Mussolini e a farlo arrestare, perch il re dItalia stava perdendo la guerra, la situazione in Italia era
terribile e il re stesso aveva capito che era il momento di girare pagina, che il fascismo stava per
finire. Il Gran Consiglio diventava in qualche modo lorgano principale che, a poco a poco,
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sostituiva il Parlamento; infatti le decisioni venivano prese dal governo e dal Gran Consiglio del
Fascismo, poi ratificate dal Parlamento. Dal 26 in poi nel Parlamento ci potevano stare solo i
partiti non oppositori al fascismo. Tutti i partiti di opposizione venivano eliminati e non
partecipavano pi alla vita politica. Lorgano del Gran Consiglio , dunque, limita i poteri del
parlamento e rafforza il potere sul parlamento del governo del ministro del governo. Nella sua
prima fase, per, il Gran Consiglio non ha tutto quel potere, le opposizioni ci sono ancora, il
parlamento attivo, tuttavia esiste e inizia a cambiare gli equilibri istituzionali del paese. La fine di
questo Gran Consiglio avvenuta quando sono arrivati i tedeschi, hanno occupato lItalia e hanno
fatto fucilare i membri del Consiglio.
Sempre nel 23 Mussolini riesce a convincere il partito politico Associazione Nazionalista Italiana,
fondato da Enrico Corradini nel 1910, a inglobarlo nel partito fascista, procurandosi pi consensi e
vantaggi. Questo, anche se era un piccolo partito, era importante perch aveva al suo interno
persone di grande rilievo, di grande peso: monarchici, industriali, persone importanti. Fu un
passaggio molto importante nel processo di legittimazione del fascismo.
Unaltra importante operazione sempre di quel periodo fu una politica estera aggressiva: una
guerra contro la Grecia, per rivendicarsi il controllo del Dodecaneso, isole conquistate durante la
guerra contro limpero Ottomano per la contesa della Libia. Mussolini intendeva rivendicarsi il
controllo delle isole attraverso vie diplomatiche, esponendo il problema alla Societ delle Nazioni.
Il ministro non vedeva bene questorgano perch pensava che le nazioni dovessero farsi avanti con
la forza e fiutava unopinione pubblica sfavorevole allItalia perch, in effetti, quelle isole erano
abitate da abitanti greci e geograficamente non avevano a che fare con lItalia. Per non mettere in
crisi limperialismo italiano Mussolini decise di iniziare unoperazione militare contro la Grecia e
decise di sbarcare con il suo esercito nellisola di Conf. Il risultato fu una crisi diplomatica
internazione che si risolse con la ritirata delle truppe italiane dal territorio greco, per la Grecia fu
obbligata a pagare i debiti di questa operazione allItalia. Quindi Mussolini fa una politica di
potenza a livello internazionale e non da peso alla Societ delle nazioni, acquisendo consenso e
lopinione pubblica italiana. Tutti i giornali appoggiarono Mussolini perch si pensava che quelle
isole dovessero appartenere allItalia. Questoperazione stata sicuramente unazione di
propaganda, di ottenere consensi.
Altra cosa importante: far accettare una nuova legge elettorale: la legge acerbo, dal nome del
deputato che redasse il testo, la quale prevede al partito che ottiene la maggioranza dei voti un
premio che gli consente di avere la maggioranza dei seggi nel parlamento per garantire maggiore
stabilit e governabilit. Era una legge che non aveva correttivi. Venne riproposta da De Gasperi
nel 53 con nome di Legge Truffa, dicendo che il partito che avesse raggiunto il 50% pi uno dei
voti validi ha automaticamente la maggioranza assoluta in Parlamento. La legge acerbo venne
accettata, anche dai partiti di opposizione. Nelle successive elezioni del 1924 Mussolini riusc ad
ottenere la maggioranza relativa e, di conseguenza, il premio di maggioranza acconsentito dalla
legge acerbo. Aveva quindi un governo assoluto e il Parlamento non poteva contrastarlo perch gli
oppositori avevano un numero di seggi inferiori ai fascisti; poteva far passare qualsiasi legge
avesse voluto.
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Delitto di Giacomo Matteotti
Matteotti era un socialista, il leader del partito socialista italiano, era originario di Rovigo,
apparteneva a una famiglia di imprenditori, era benestante, moderato, ben visto da molti. Era un
uomo giovane, molto capace, brillante, era un leader e questo lo rendeva un antagonista di
Mussolini, perch poteva contrastarlo. Le elezioni del 24 non furono trasparenti. Ci furono una
serie di operazioni illecite per costringere a un voto favorevole al fascismo: usava le camicie nere,
creava scompiglio nei comizi degli oppositori, minacciando molte persone. Matteotti fece un
famoso discorso in cui contestava queste elezioni, che non erano valide e bisognava rifarle e
soprattutto prometteva unopposizione serrata al fascismo se non ci fossero state delle indagini
giudiziarie in grado di far emergere gli imbrogli che erano stati fatti. Matteotti impauriva i fascisti
perch, oltre al fatto che aveva un grande credito allinterno dellItalia ma anche internazionale,
sembra (ipotesi) che aveva un dossier, pronto a dar in mano ai giornali, in cui denunciava con
prove certe fatti di corruzione degli uomini del partito fascista. Non era una nuova notizia, la
corruzione infatti era in crescita in quel periodo. Da l a poco Matteotti venne rapito in pieno
giorno da un gruppo di camicie nere e il suo corpo venne ritrovato qualche mese dopo in un
boschetto fuori Roma ucciso da diverse pugnalate. Qui sotto gli di tutti la violenza dei fascisti,
delle camicie nere. Siccome lassassinio venne fatto in pieno giorno con alcuni testimoni, si riusc
abbastanza velocemente i responsabili di questo omicidio. Erano tutti lombardi, fascisti,
appartenenti al corpo degli arditi della Prima Guerra mondiale. Ovviamente non cera un diretto
legame tra Mussolini e questo fatto. I Parlamentari, per, ne intuirono qualcosa. Si cominci a
sostenere la tesi che questi erano degli esecutori di Mussolini. una vicenda abbastanza
complicata. Non c una verit precisa. Molti elementi fanno capire come questa operazione sia
stata fatta in un modo stupido. Se avessero voluto fare fuori Matteotti lo avrebbero fatto in
maniera pi sofisticata e meno clamorosa. Secondo gli storici si pensa che la finalit del rapimento
non fosse luccisione di Matteotti, ma di dare una lezione al leader socialista, di dare un messaggio
di avvertimento. Si pensa che Matteotti fece resistenza e che uno del gruppo fascista lo abbia
coltellato. Il suo corpo fu ritrovato mal seppellito e questo fa pensare a come non sia stato
premeditato il fatto. Questa vicenda cre un caos totale nel Parlamento perch lopposizione
cominci a incolpare Mussolini per lassassinio e addirittura si rifiutarono di mettere piede nel
Parlamento e attuare quella protesta che venne chiamata Protesta dellaAvventino. Si trattava di
non partecipare pi alle attivit del Parlamento in modo che rimanessero solo i deputati fascisti.
Ma questo serv effettivamente a qualcosa o, anzi, rafforz Mussolini? Secondo lopposizione
questo era un modo per attirare lattenzione sul Parlamento italiano, sul governo di Mussolini.
Lidea era quella di delegittimare Mussolini e far vedere che era un uomo violento, pericoloso a cui
doveva essere ritirato il mandato di ministro del governo. Altre vie sarebbero state per via
istituzionale: quella di votare, per esempio, la sfiducia del governo di Mussolini, ma questo non era
possibile perch non avevano la maggioranza nel Parlamento; unaltra possibilit sarebbe stata
quella di fare delle manifestazioni, delle proteste in piazza, pacifiche o violente, ma comunque
sarebbero state represse dalle forze dellordine e dalle camicie nere, provocando una guerra civile
e, quindi, pi instabilit. Si cerc, invece, di non entrare pi nel Parlamento, promuovere la stampa
in modo che mettessero in evidenza le contraddizioni e le responsabilit di Mussolini. Tutto questo
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dura fino al 3 gennaio del 1925, quando Mussolini entra nel Parlamento e fa un discorso. In quel
momento la politica di Mussolini prende una direzione che non si pu pi definire democratica.
Anche qui il ministro riesce a uscire, grazie al suo intuito e ingegno, da una situazione che
sembrava impossibile; grazie a questo colpo riesce a riprendere le redini del potere.
Foglio Discorso del 3 gennaio
Riforme di Mussolini
Dopo il discorso del 3 gennaio Mussolini fa una serie di leggi, le leggi fascistissime. Gi cera la
Milizia fascista, il Gran Consiglio fascista e la legge acerbo. A queste aggiunte una serie di altre
riforme che accentrano ancora di pi il suo potere. Vengono abolite le elezioni dei sindaci, al posto
dei sindaci vengono eletti dei podest, eletti da dei prefetti, massima autorit civile delle
provincie, a loro volta eletti da Mussolini. lui, quindi, che controlla ogni dimensione
dellamministrazione statale a livello locale. Aumenta di molto la censura dei giornali, limitando la
libert di stampa. Aumenta i poteri della polizia, facilitando gli arresti di chi avesse fatto reati
politici senza troppe giustificazioni e vengono inasprite le pene per reati politici. Accanto a questo
viene istituito un tribuna speciale per i reati politici, il quale giudica solo i reati politici utilizzando il
codice militare, introducendo anche la pena di morte. In realt questa fu abolita nel 1889, ma
rimasta nel codice militare. In realt non ci furono molte condanne a morte, per ci furono molte
condanne al confino. Questa una novit: mandare in posti lontani, spesso isole italiane, le
persone legate a reati politici in modo che non producessero pericolo al governo. Istituisce,
inoltre, lOVRA (organizzazione per la vigilanza e la repressione dellantifascismo), polizia segreta
fascista dal 1930 al 1943. Ha il compito di stanare eventuali antifascisti e proteste. Nel 1926
vengono sciolti i partiti di opposizione. I leader di questi partiti o scappano in altri paesi o vengono
giustiziati nei tribunali. Limita gli scioperi, impedendo loro di protestare e inoltre abolisce i
sindacati. Al loro posto vengono istituite le corporazioni; sono corporazioni di lavoratori che
vengono dirette da persone legate al fascismo (corporazione dei falegnami, dei fabbri, ecc). Ogni
corporazione viene rappresentata da dei leader del partito fascista, scelti dal governo, che avranno
il compito di trattare con i proprietari e i datori di lavoro gli eventuali aumenti, richieste, attivit.
Lidea era quella di costringere i lavoratori a lavorare a testa bassa senza protestare. Mussolini
vuole realizzare attraverso queste leggi la rivoluzione fascista, ottenere quello stato etico di cui ha
parlato nel discorso del 3 gennaio.
Per Mussolini lo Stato ha anche un compito pedagogico, educativo e non a caso si impegn
nelleducazione e a fare una riforma nella scuola italiana. Ci fu nel 1923, infatti, la Riforma Gentile,
con la quale si decise di adottare unistruzione che promuova leccellenza degli italiani e che divida
gli italiani in due tipologie: quelli che diventeranno dirigenti e quelli che andranno a fare i
lavoratori. Dopo leducazione lelementare la via il ginnasio e poi lUniversit per chi diventer
dirigente, invece una scuola professionale per chi far il lavoratore. Viene privilegiata leducazione
umanistica: greco, latino, filosofia, perch sono considerate le materie che pi innalzano luomo e
lo istruiscono attraverso lesempio degli antichi. Vengono fatte, poi, anche delle norme che
riguardano gli abbigliamenti nelle scuole: tutti gli insegnati delle scuole dovevano essere iscritti al
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partito fascista, altrimenti venivano licenziati. Alcuni, come Croce, scelse di iscriversi, ma solo per
non lasciare il posto a un insegnante fascista e non competente. Si cominci ad obbligare al saluto
fascista la mattina, gli insegnati dovevano andare con la divisa fascista, alle elementari si
adottavano libri che elogiavano Mussolini, ecc. poi si cominci a formare uneducazione anche
parascolastica con lOpera Nazionale Balilla (ONB). Attraverso questa si cercava di insegnare ai
bambini dai 6 anni a diventare dei bravi fascisti. Comprendeva i bambini tra i 6 e gli 8 anni, i
cosiddetti bambini della Lupa, i ragazzi tra gli 8 e i 15 anni, i Balilla e quelli fra i 16 e i 18 anni,
gli avanguardisti. Questi venivano educati alla dottrina fascista e al culto di Mussolini con
esercitazioni, marce e parate militari. Le ragazze, Piccole italiane, venivano educate al pronto
soccorso, a cucire, a cucinare, ecc. Inizialmente la partecipazione a queste attivit era volontaria,
pi tardi divenne obbligatoria. Era possibile non mandare i figli alle attivit solo se venivano
certificati e giustificati. Queste attivit non venivano svolte solo durante il periodo scolastico, ma
anche durante il periodo estivo, quindi divennero importanti i campeggi, luoghi di formazione e
indottrinamento dei giovani. Nasce nel 1937 il Ministero della Cultura Popolare, chiamato
MinCulPop, che aveva il compito di controllo sulla cultura, di organizzazione della propaganda del
fascismo e di promuovere una cultura che fosse coerente col fascismo. Importante fu lo sport,
usato per promuovere unimmagine di una giovent italiana forte, sportiva, atletica, dinamica, ma
non solo questo, perch Mussolini intendeva organizzare anche il tempo libero degli italiani. Fa
nascere a questo proposito lOrganizzazione dopo Lavoro, per i dipendenti pubblici. Era
unorganizzazione che si occupava di attivit ricreative (feste, cene, gare, vacanze) dopo il lavoro.
Si cercava di creare uno spirito unitario, di aggregazione tra le persone. Cre poi, nel 1924,
lIstituto Luce, che serviva a produrre filmati che venivano distribuiti nei cinema per mostrare le
operazioni di Mussolini. Oltre a questo fond anche La Societ anonima unione radiofonica
italiana, in sigla URI, perch aveva capito limportanza della comunicazione di massa e controllare
questo strumento fondamentale. Nel 1929 arriv a un Concordato con la Chiesa Cattolica, e
rese obbligatoria leducazione della religione cattolica nelle scuole. Questo contribu anche
allunita spirituale degli italiani e la Chiesa guadagn una certa autonomia allinterno dello stato
fascista. Grazie al Concordato la Chiesa fu lunica struttura che riusc a mantenere il proprio
associazionismo attivo, cio tutte le attivit legate alla Chiesa erano legali. un punto favorevole
alla Chiesa e di debolezza per il fascismo, perch appunto ai Balilla esistevano anche le azioni
cattoliche, cos come esistevano i giovani universitari fascisti e i giovani universitari cattolici. I primi
erano i GUF, mentre i secondi i si raggruppavano attorno alla FUCI. La Chiesa, quindi, imped che il
fascismo monopolizzasse la cultura e lideologia italiana. Con il Concordato la Chiesa riconosce la
legittimit del fascismo e lo Stato la legittimit della Chiesa. La religione cattolica considerata la
pi importante del Regno dItalia, si d una grande importanza anche nelle scuole e lo Stato paga
uno stipendio ai preti affinch possano svolgere le loro attivit; Inoltre si concede a questa anche il
libero esercizio delle attivit cattoliche. La formazione cattolica per molti non era ritenuta una
cosa giusta, come Croce, intellettuale famoso dellepoca. Grazie allappoggio anche dei cattolici
delle elezioni del 29 Mussolini vinse con moltissimi voti.
Politica demografica
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La politica demografica ha sia un aspetto economico sia un aspetto propagandistico. Mussolini era
convinto che una popolazione numerosa e giovane avrebbe garantito allItalia un successo
economico e militare, perch ci sarebbero state le persone necessarie sia per fare la guerra sia per
lavorare. Era convinto che lo sviluppo economico - culturale di una nazione fosse direttamente
proporzionale allaumento demografico. Nel corso del 900 la demografia era abbastanza
complicata. Mussolini aveva attuate delle idee promosse da un importante professore
universitario che si occupava di statistica e di demografia, seppure la sua formazione fosse
giuridica. Questa persona Corrado Gini, mottense, proveniente da una famiglia terriera. Gini era
un grande esponente del mondo accademico nellambito dello studio statistico e demografico e le
sue teorie statistiche, tuttora utilizzate, influenzarono molto Mussolini. Mussolini lo premi
molto e gli diede la possibilit di fondare lISTAT, ufficio statale italiano che crea statistiche
nazionali. Gini rimase presidente fino alla morte, tranne per un breve periodo dopo la Seconda
Guerra Mondiale.
Mussolini cerco di promuovere laumento demografico e aumentare il numero di figli per coppia.
Fece questo attraverso una propaganda e una serie di premi. Venne istituita la giornata della
madre e del fanciullo, che veniva celebrata il giorno prima di Natale nella quale le madri che
avevano da sei figli in su venivano premiate con medaglie di oro (12 f.), argento (8 f.) e bronzo (6
f). questo diventava quasi un elemento di vanto, prestigio, riconoscimento per le famigli
particolarmente numerose. Mussolini cer di appoggiare queste famiglie anche con degli assegni
con molto consistenti. Vennero inasprite le leggi contro laborto e vennero fatte anche delle leggi
che limitavano luso dei contraccettivi in modo tale da aumentare il numero di figli. Viene anche
favorita unimmagine di donna di un certo tipo: la donna autentica, madre, dai fianchi larghi, seno
prosperoso, che si occupa della casa. Le donne che cercava Mussolini erano, invece, tuttaltro:
magre, belle, attrici, intellettuali. Questa campagna demografica, per, non ebbe successo, perch
le donne borghesi non volevano avere 6 - 8 figli perch si abbassavano il tenore di vita; la media
era 2 figli. Nel 1925 istituisce anche lOpera della maturit e dellInfanzia, che garantiva un aiuto
sociale alle famigli in particolare bisogno. Successivamente vengono anche create, nel 1933 le
Associazioni delle massaia rurali, che promuovevano attivit per le massaie rurali (cinema,
vacanze, visite). Unaltra cosa importante fu la tassa sui celibi: quelli che non avevano figli
dovevano pagare.
Politica economica
Mussolini non era un gran economista. Utilizz, per, strategie diverse in momenti diversi in base
alla situazione e in base al consenso che voleva ottenere. La politica economica era centrale per
ottenere consenso perch gran parte dei suoi elettori erano borghesi e industriali e doveva fare
delle scelte economiche che accontentassero i proprietari industriali conservatori. Inizialmente
fece un politica in modo da ridurre al minimo la spesa pubblica dello stato, facendo s che gli
industriali non dovessero pagare tante tasse. Agevolava gli industriali anche controllando i
movimenti operai attraverso le corporazioni. In pi cerc di abbassare le tasse e diminuire le
tariffe doganali per permettere alle merci italiane di poter essere esportate allestero. una
politica abbastanza liberale.
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Per diminuire le tasse, per, bisogna diminuire le spese pubbliche, per cui licenzi le persone che
avevano un lavoro pubblico, riducendo i servizi, riducendo la pubblica amministrazione. Alcuni dati
statistici evidenziano che tra il 1928 1934 i salari in Italia subirono circa un taglio del 25% che non
fu compensato con un abbassamento del costo della vita. Questo significa che i lavoratori subirono
una diminuzione del benessere. Grazie alle capacit retoriche e propagandistiche di Mussolini,
per, la percezione collettiva era quella di stare abbastanza bene, meglio di prima. Tra il 1924
1925 ci fu anche in Italia una crescita economica considerevole, questa crescita era puramente
fisiologica perch in quel periodo si stava ricostruendo lassetto politico economico dei vari stati
internazionali dopo la guerra finita nel 18, una congiuntura positiva.

Mussolini dovette, per, cambiare la politica economica dopo gli anni della crisi del 29 30. Da una
politica liberista pass a una politica statalista. Siccome la situazione si stava bloccando di nuovo
Mussolini cerc di fare dello stesso stato imprenditore e quindi spingere leconomia attraverso la
leva della spesa pubblica. Applica quello che il WALFARE STATE, teoria secondo cui non c una
mano invisibile che controlla tutto, ma lo stato interviene nelleconomia e, attraverso laumento
del debito pubblico, crea posti di lavoro. la strategia utilizzata, dopo la crisi del 29, in molti paesi
europei e che ancora oggi viene utilizzata. Lo stato si fa imprenditore, finanzia delle commesse e
chiede in prestito soldi alle banche per poter finanziare lattivit, dando soldi alle attivit
industriali delle citt per creare posti di lavoro. Se prima aveva cercato di abbassare le spese
pubbliche e di licenziare le persone che lavoravano nei servizi pubblici ora aumenta le tasse e crea
molti posti di lavoro. Mussolini cerca soprattutto di migliorare le infrastrutture modernizzando lo
stato attraverso luso di capitale pubblico: inizia a costruire le autostrade, anche se le macchine
non erano molto diffusa tra la gente; oltre a questo Mussolini cerc di rendere lItalia
autosufficiente per quanto riguarda le materie prime soprattutto dal punto di vista agricolo. Infatti
Mussolini promosse una campagna Campagna del grano col la quale si vuole aumentare la
produzione di granaglie senza la necessit di importarle dallestero. Questa battaglia vede anche
un programma di bonifiche che portano ad aumentare le terre coltivabili; una volta bonificate le
terre queste venivano assegnate ai contadini. Vennero costruite anche delle case per i contadini in
base al numero di abitanti. LItalia perse le produzioni agricole specializzate: ulivo, vini, agrumi. La
gente preferiva coltivare ora grano al posto di altri prodotti. Paradossalmente Italia inizia a
esportare meno perch non si coltivano pi i prodotti prima richiesti allestero. Sembra, quindi,
che questa battaglia del grano, di fatto non favorisce lo sviluppo deleconomia.
In questo tempo diminuiscono i consumi, aumentano i disoccupati e non facile tener testa a
questa situazione. Mussolini inventa anche delle istituzioni, finanziate dallo stato, che poi
rimarranno anche nella Repubblica Italiana: IRI, Istituto di Ricostruzione Industriale, con il compito
di favorire di credito e assistenza tecnologica e manageriale le imprese in difficolt (a volte lo stato
acquistava tutta o met dellimpresa, diventando imprenditore); IMI, Istituto Mobiliare Italiano,
una banca daffare, che finanzia progetti imprenditoriali o imprese che hanno bisogno di fondi;
INPS, Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, che ha il compito di pagare le pensioni ai
lavoratori che non hanno un lavoro o hanno finito di lavorare; INAIL, Istituto Nazionale di
Assistenza e Infortunio sul Lavoro, che hanno il compito di pagare i lavoratori che per un certo
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periodo sono costretti a stare a casa dal lavoro o sono rimasti invalidi a vita. Questi istituti ora si
sono molto perfezionati, garantendo pi stabilit e sicurezza allItalia.
Politica estera
Mussolini voleva anche affermare lItalia nel mondo. Per fare questo cera bisogno di armi, soldati,
materiali bellici, che ovviamente costavano moltissimo. Loperazione pi importante che Mussolini
vuole realizzare la conquista dellEtiopia. unoperazione ambiziosa, che aveva gi provato
Crispi, e serve anche a fare del Regno dItalia un Impero; ma serve soprattutto perch si ritiene che
bisogna ottenere materie prime a basso costo e terre per contadini in modo tale che possano
andare nelle colonie invece di emigrare. Tra laltro Mussolini cerc di limitare le emigrazioni per
contingenti o indirizzarli verso le terre bonificate, lEtiopia o la Libia. In Libia Mussolini dovette
spendere moltissimi soldi per sedare le rivolte e le proteste che venivano fatte nel territorio.
Questa campagna effettivamente indebol moltissimo leconomia italiana, tanto che fu costretto
nel 1935 a chiedere agli italiani di donare i loro gioielli doro alla causa del fascismo (anelli, collare,
oggetti preziosi). In questo periodo lItalia non era molto vicina alla Germania, lo era di pi alla
Francia e allInghilterra; ma con limpresa della conquista dellEtiopia queste due grandi potenze
iniziarono a imporre sanzioni economiche, bloccando in un certo senso i commerci con questi
paesi. da allora che Mussolini inizi a guardare con un po pi di interesse alla Germania, unico
paese con cui poteva stringere interessi economici. Questa campagna cost moltissimo allItalia e
non fu per niente semplice: il territorio era molto vasto, le condizioni ambientali erano molto
diverse e la poca conoscenza del territorio faceva s che le bande di guerriglia etiopi avessero la
meglio, tanto che Mussolini acconsent al generale di utilizzare il gas tossico, arma messa al bando
dopo la prima guerra mondiale. Loperazione funzion dal punto di vista propagandistico, tanto
che per Mussolini questa fu una vittoria e and a buon fine, ma di fatto dal punto di vista
economico fu un fallimento totale. Nel 36, poi, scoppia anche la guerra civile spagnola. Franco
cerca di instaurare la dittatura contro un fronte popolare socialista e Mussolini invia degli aiuti
militari a Franco. Le truppe italiane, per, vengono sconfitte dal fronte popolare, nel quale si erano
arruolati molti italiani a favore della loro causa. Paradossalmente lesercito italiano fu sconfitto
dagli antifascisti italiani che erano andati in aiuto ai popolari. Questa notizia della sconfitta si
diffuse in tutti i giornale e Mussolini, non vedendo bene questa cosa, decise di inviare altri soldati
con le migliori armi di cui disponeva: aerei, cannoni, carri armati, le quali rimarranno l. Anche qui
Mussolini cerc di fare unoperazione di propaganda.
Leggi razziali periodo 36 39
In questo periodo vengono fatte le leggi razziali (1938) e una serie di leggi che mirano a
uniformare i costumi: elimina il saluto con la stretta di mano e si sceglie il saluto con la mano
alzata; vengono obbligati tutti i funzionari pubblici a indossare una divisa; si obbligano i capi del
partito fascista a mostrarsi in pubblico in attivit ginniche (corse, attivit sportive). Le leggi razziali
vengono considerate un tentativo di nobilitare gli italiani stessi. Questo provvedimento si basa su
una convinzione scientifica della differenza tra razze: esistono razze superiori ad altre. Esiste una
concezione razziale legata principalmente al colore della pelle, allaspetto. Si sviluppa, poi, anche
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un razzismo legato allantisemitismo per garantire la purezza della razza italiana. Vengono proibiti i
matrimoni misti, i costumi corrotti, capitalisti, complottisti, massonici degli ebrei. Questa scelta
venne vista come un tentativo di costruire un mito del popolo italiano come razza superiore, un
tentativo difficile, viste anche diversit tra il sud e il nord. In questo periodo escono anche molte
riviste che cercano di mettere in evidenza le differenze razziali (la Razza). Queste leggi razziali
andarono ad indebolire il ceto borghese italiano che era anche il ceto che aveva supportato
Mussolini e lo aveva votato perch molti ebrei erano borghesi e fascisti. Alcuni cercarono di
andarsene dallItalia, altri speravano che le cose sarebbero cambiate. Il papa non molto contento
di queste legge razziali e fa unenciclica indirizzata ai tedeschi dove cerca di denunciare queste
ingiustizie e discriminazioni.