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ENERGIA PER NOI

Percorso didattico per gli alunni


delle istituzioni scolastiche
ENERGIA per NOI
Capire lEnergia p. 4
le Forme p. 8
un po di Storia p. 12
le Fonti p. 16
Nord - Sud p. 20
Misurare lEnergia p. 22
Energia e Sviluppo p. 26
Usi e Consumi p. 28
Energia e Inquinamenti p. 30
Risparmio Energetico p. 34
Energie e Nuove tecnologie p. 38
Macchine energetiche p. 40
Trasportare lEnergia p. 50
Collana prodotta dal Servizio Pianifcazione Energetica e incentivi
Agenzia Provinciale per lEnergia
Progetto grafco: SchemaAdvertising - divisione di GBF
Stampa: Nuove Arti Grafche - Trento
Da anni c rinnovato interes-
se da parte di governi e mon-
do economico verso lo sfrut-
tamento pi consapevole delle
risorse energetiche. Liniziale
motivazione di natura economi-
ca (costo delle materie prime) e
politica (ropporto con i Paesi forni-
tori) stata sempre pi affancata dalla
crescente preoccupazione degli effetti che la
combustione di risorse fossili pu avere sul clima, tenuto
conto delle problematice legate alle fonti nucleari.
Sappiamo che le riserve mondiali di petrolio e gas cominciano
a scarseggiare e lofferta non sembra accontentare una do-
manda in continua crescita. Di conseguenza crisi energetica
e climatica sono diventate priorit sociali.
Per tutte queste ed altre considerazioni, il nostro modello di so-
ciet e le conseguenze dirette ed indirette sulla nostra vita quo-
tidiana aprono un delicato dibattito ormai a livello mondiale.
Occorre maggior risparmio energetico ed effcienza
nellutilizzo di fonti di energia ed necessario privile-
giare quelle rinnovabili.
Il percorso didattico che APE ha ritenuto di fornire agli alunni
delle istituzioni scolastiche, mutuando un precedente progetto
promosso da vari Enti e soggetti, riassume i concetti di base
per capire la realt energetica in cui siamo inseriti e da cui di-
pendiamo. La comprensione delle varie tecnologie facilitata
anche attraverso possibili esperienze di laboratorio.
Per migliorare luso ed abbattere labuso energetico lener-
gia che costa meno quella non consumata! - necessario ca-
pire come lenergia si produce, si trasforma da una forma allal-
tra, in che modo viene immagazzinata nellecosistema, come
viene usata nel sistema produttivo e in che misura il sistema
economico e sociale defnisce il da farsi del bene energia.
E evidente inoltre come la didattica dellenergia, agganciata
direttamente alla promozione di un utilizzo razionale, stabilisca
un collegamento formidabile e funzionale tra scuola e societ.
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Capire
lEnergia
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Energia = ?
Ci sono tanti modi per defnire
lenergia, gli scienziati lo fanno de-
scrivendo quello che lenergia fa: di-
cono infatti che la capacit di compiere
un lavoro. Questa defnizione fa parte an-
che della nostra esperienza quotidiana: per
salire le scale dobbiamo fare un lavoro contro
la forza di gravit e abbiamo bisogno di energia.
Qualunque azione o movimento di esseri viventi o di oggetti
inanimati sono possibili solo grazie allenergia; senza, non ci
sarebbe vita. La vita ed i suoi processi, infatti, sono basati
sulla trasformazione, lutilizzazione, limmagazzinamento ed il
trasferimento dellenergia.
Senza nemmeno pensarci, interagiamo ogni giorno con molte
delle diverse forme di energia che esistono: quella meccani-
ca (o cinetica), gravitazionale, chimica, termica, radiante (le
onde elettromagnetiche), elettrica, nucleare, elastica. Lener-
gia pu passare da una forma allaltra, questa una caratteri-
stica molto importante per noi, che per esempio trasformiamo
lenergia chimica della legna in energia termica (il calore che
esce dalla stufa!), o ancora, trasformiamo il calore in energia
meccanica: quello che succede in una centrale termoelet-
trica dove il calore produce vapore acqueo in pressione che
muove una turbina che poi genera energia elettrica.
Unaltra caratteristica molto importante dellenergia che
a volte si pu conservare: quando utilizziamo i combustibili
fossili per riscaldare le nostre case o per far
muovere le automobili, sfruttiamo lenergia
chimica che organismi come alberi e al-
ghe hanno accumulato attraverso la fo-
tosintesi milioni di anni fa!!
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Capire
lEnergia
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Capire
lEnergia
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2
Guardatevi attorno e vedrete
che ogni cosa fatta usando
ENERGIA
Come faremmo senza lenergia?
Se pensiamo alle nostre case, ci rendiamo conto che di
energia ne usiamo davvero tanta! Il tostapane, il forno,
il frigo e tutti gli altri elettrodomestici non funzionerebbero
senza lenergia elettrica. Ci prepariamo i pasti grazie allener-
gia chimica del metano, che nei fornelli viene trasformata in
calore. La stessa cosa avviene nella caldaia che ci permette
di riscaldare la casa. E quanti tipi di energia usiamo nel no-
stro corpo?
Lenergia che fa muovere i nostri muscoli quella mec-
canica. Ma come ce la procuriamo? Nel nostro orga-
nismo, lenergia chimica contenuta nel cibo viene in
parte trasformata in energia termica, permettendoci di
mantenere una temperatura corporea di circa 37C, e
in parte in altra energia chimica che si accumula nelle
cellule. Quando il nostro cervello lo comanda, questa
scorta viene trasformata in energia meccanica; il
comando si propaga attraverso segnali che van-
no dal cervello ai muscoli, sfruttando un altro
tipo di energia: quella elettrica.
Capire
lEnergia
7
Secondo voi sarebbe possibile
la vita senza sole?

Di per s lenergia non pu essere prodot-
ta n consumata ma da dove arriva allo-
ra tutta quella che usiamo sulla Terra? Quasi
tutte le forme di energia che conoscia-
mo e utilizziamo sono direttamen-
te o indirettamente legate al sole.
Esso illumina, riscalda e fornisce,
sotto forma di onde elettromagneti-
che (energia radiante), la maggior parte
dellenergia utilizzata da ogni forma viven-
te, vegetale, animale o umana. In certi casi
questo facilmente intuibile, basti pensare
allenergia solare che viene trasformata
in energia elettrica dai pannelli fotovoltaici, gi
il nome ce ne svela la fonte. Ma per quanto riguarda le altre
forme di energia, non sempre il legame con il sole ovvio: i
combustibili fossili, che per noi sono fonti di energia chimi-
ca e che provengono da giacimenti spesso molto profondi,
sembrano qualcosa di molto lontano dal sole! E invece
derivano dalla trasformazione geologica di sostanze
organiche prodotte mediante la fotosintesi, un pro-
cesso chimico che avviene nei vegetali proprio gra-
zie alla luce del sole.
Lenergia eolica generata dallenergia cinetica
del vento. Ma il vento che cos? lo spostamento
di masse daria causato da differenze di temperatura
e di pressione dovute alla distribuzione disomogenea
3
le Forme
8
del calore solare.
Anche lenergia idraulica non ci sareb-
be se il sole non facesse evaporare lacqua
da mari e oceani dando cos inizio al ciclo
dellacqua! Lenergia da biomassa (legno, olii
vegetali, materie organiche) energia chimica che
deriva dalla fotosintesi.
Ci sono anche delle forme di energia che conosciamo e sfrut-
tiamo, che non sono vincolate allirraggiamento solare: lener-
gia nucleare, lenergia geotermica, dovuta al calore del
nucleo terrestre, e quella delle maree, che sono infuenzate
dallenergia gravitazionale della Luna.
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le Forme
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Energia dai panini?
Pur avendo a che fare con le diverse forme di
energia quotidianamente, non sempre saprem-
mo darne una defnizione precisa. Per esem-
pio, quanti saprebbero defnire lenergia chi-
mica, quella che il nostro organismo ricava
dal cibo? una forma di energia che si trova
nei legami chimici esistenti tra i diversi atomi
delle molecole di grassi e zuccheri, e tra le mo-
lecole stesse. Durante la digestione avvengono
delle reazioni chimiche in cui i legami si modif-
cano comportando variazioni di energia; lenergia
liberata viene utilizzata dal nostro organismo che pu
sfruttarla subito, per esempio per mantenere costante la
temperatura corporea, oppure pu accumularla come riserva.
Lenergia elettrica che tanto utilizziamo, legata agli elettro-
ni contenuti negli atomi. Questi sono cariche che, muovendosi
in un conduttore (ad esempio un flo elettrico), producono la
corrente elettrica. Un fenomeno naturale molto spettacolare,
che produce una enorme quantit di energia elettrica in un
tempo ridottissimo, il fulmine. Una forma di energia molto
discussa quella nucleare. Si ricava dagli atomi di alcuni
elementi chimici e per questo detta anche energia atomica.
Lelemento pi utilizzato lUranio perch i nuclei dei suoi ato-
mi se colpiti da un neutrone si dividono in due parti quasi
equivalenti. Questo processo, chiamato reazione nucleare di
fi ssi one, produce una quantit di energia enorme, fno
a 2200 volte superiore a quella che si otter-
rebbe bruciando una equivalente quan-
tit di petrolio. Questa energia, liberata
le Forme
10
come calore (energia termica), produce vapore
che aziona turbine e generatori di energia elettrica.
A livello mondiale sono in esercizio circa 450 centrali
nucleari in 31 Paesi.*
Il grande problema di questa energia, oltre al rischio
di incidenti, quello inevitabile delle scorie nucleari,
il combustibile esausto che si forma allinterno dei reattori nu-
cleari nel corso dellesercizio. Le migliaia di tonnellate di scorie
prodotte annualmente, che rimangono radioattive per tempi
lunghissimi, devono essere trattate in maniera attentissima e
stoccate in depositi speciali, con costi enormi ed elevati rischi
per la salute di tutti.
*
(Dati aggiornati al 2005; circa 110 sono le centrali nucleari dismesse e
una trentina sono quelle in costruzione)
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le Forme
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Le prime forme di energia...
I cosiddetti uomini primitivi vivevano utilizzando
lenergia in modo del tutto inconsapevole. Si aff-
davano infatti alla forza muscolare, potenziata da
pochi semplici strumenti, come bastoni e lance
rudimentali e non erano in grado di contrastare
gli elementi della natura, difendersi dagli ani-
mali predatori ecc. Con la scoperta del fuoco,
universalmente riconosciuta come la prima
vera rivoluzione delluomo, i nostri antenati
sono riusciti a controllare e a sfruttare a
proprio vantaggio una forma di energia.
Questa semplice scoperta ha dato un
fortissimo impulso al loro sviluppo fsico,
sociale e culturale. Il fuoco ha permes-
so agli uomini di tenere lontani gli ani-
mali e di difendersi dal freddo, ottenere oggetti i n
metallo, terracotta e vetro; inoltre poter illuminare le caverne
ha favorito le prime manifestazioni artistiche: le pitture ru-
pestri; la carne cotta si conservava pi a lungo, inoltre era
pi tenera e i muscoli masticatori si ridussero, addolcendo i
lineamenti. Il fuoco divenne un punto di ritrovo, intorno al
quale mangiare insieme e, probabilmente, raccontare episodi
di caccia, rafforzando i legami familiari e le amicizie.
La seconda grande rivoluzione stata linvenzione dellagri-
coltura. Luomo cap che era possibile indurre la terra a
produrre le piante di cui si nutriva, diventan-
do cos da nomade a stanziale. Impar
a modifcare il territorio in cui viveva in
base alle proprie esigenze, ad esempio
un po
di Storia
12
deviando i corsi dacqua per irrigare le coltivazioni.
Con il tempo, dellacqua impar a utilizzare an-
che la forza (lenergia cinetica), successivamen-
te anche quella del vento, per macinare i cere-
ali e azionare macchine prima rudimentali, poi
sempre pi effcienti, miglioran-
do progressivamente la qualit
della propria vita.
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6
Dal 1600 si utilizza
il carbone...
Per secoli le uniche fonti rilevanti di energia utilizzate dalluo-
mo sono state lacqua e il vento. La prima grande innovazione
in campo energetico stata compiuta con linvenzione della
macchina a vapore, alimentata a carbone, combustibile che
da quel momento divenuto una importante e abbondante
fonte di energia. Tra la fne del 600 e linizio del 700 vennero
costruiti diversi tipi di macchine a vapore; la prima ad essere
utilizzata in modo diffuso, anche se non era troppo effcien-
te, fu quella di Thomas Newcomen (1663-1729); tale
macchina, tramite uno stantuffo, azionava una pom-
pa. Veniva usata per pompare lacqua fuori dalle mi-
niere di carbone. Poco tempo dopo, lo scozze-
se James Watt (1736-1819), partendo
dallidea di migliorare il motore di
Newcomen, realizz una serie
di importanti innovazioni, che
portarono allo sviluppo della
macchina a vapore moderna.
Queste macchine trovarono
subito impiego nellindustria,
nel settore tessile e metallurgico.
Proprio grazie alle nuove macchi-
ne e ai combustibili fossili, in Inghilterra si ebbe una
trasformazione che coinvolse rapidamente gli altri pa-
esi: lagricoltura smise di essere la principale attivit
produttiva e il suo posto fu preso dallindustria. Era la
prima rivoluzione industriale.
un po
di Storia
14
Allinizio dell800, lamericano Robert Fulton (1765-1815) pro-
gett il primo battello a vapore, che fu presto in grado di effet-
tuare la traversata dellAtlantico in un terzo del tempo impie-
gato dalle navi tradizionali. Questo rivoluzion il sistema dei
trasporti, si diffusero anche le locomotive a vapore e da quel
momento fu possibile coprire grandi distanze in poco tempo,
dando un forte impulso al commercio fra diversi paesi, facili-
tando le comunicazioni e il trasporto di passeggeri. Lenergia
del vapore aveva impresso al progresso unaccelerazione mai
sperimentata prima.
Circa un secolo dopo, linvenzione del motore a scoppio ha
reso possibile luso dei combustibili liquidi derivati dal petrolio.
Ci ha consentito un ulteriore sviluppo dellindustria, dei tra-
sporti e delle ferrovie.
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le Fonti
16
7
Fonti rinnovabili e non rinnovabili
Le fonti di energia rinnovabili sono quelle che non si esauri-
scono con luso poich si rinnovano continuamente: sole, ven-
to, onde, correnti e maree, energia geotermica, biomasse e,
purtroppo, rifuti urbani possono essere considerati inesauri-
bili (o quasi). Per completare questa defnizione bisogna per
considerare anche la componente temporale: la differenza tra
le fonti rinnovabili e quelle non rinnovabili infatti si basa anche
sul rapporto tra il tempo necessario alla rigenerazione della
fonte e la velocit del suo utilizzo.
Ad esempio, i combustibili fossili, che hanno bisogno di tempi
geologici per la loro riproduzione, sono consumati ad una ve-
locit tale da essere considerati una risorsa non rinnovabile;
il legname prodotto da foreste o boschi coltivati, invece,
classifcato tra le fonti rinnovabili perch si rispettano i tempi
di ricrescita naturale del bosco.
A livello mondiale, lattuale situazione energetica vede uno
sfruttamento signifcativo di due sole fonti energetiche rin-
novabili: idroelettrica e da biomassa. Il resto dellenergia
prodotto principalmente da fonti non rinnovabili: i combustibili
fossili e il nucleare da fssione.
le Fonti
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FONTI ENERGETICHE RINNOVABILI, 2002
(fonte: ENEA, Rapporto Energia e ambiente, 2003)
7,5% GEOTERMICO
9% ALTRI (eolico, solare, biogas, biocombustibile, rifiuti)
53% IDROELETTRICO
30,5% LEGNA
CETlibrettoENERGIA:Layout 1 9-09-2008 16:57 Pagina 18
Energia da rinnovabili in equivalente fossile sostituito. Anni 2000-2004 (ktep)
Fonti Energetiche 2000 2001 2002 2003 2004
Idroelettrico 9.725 10.298 8.694 8.068 9.404
Eolico 124 259 309 321 406
Fotovoltaico 4 4 4 5 6
Solare Termico 11 11 14 16 18
Geotermia 1.248 1.204 1.239 1.388 1.409
Rifuti 461 721 818 1.038 1.305
Legna ed assimilati 2.344 2.475 2.489 2.814 3.300
Biocombustibili 95 146 189 255 280
Biogas 162 196 270 296 335
Totale 14.173 15.314 14.026 14.202 16.463
Solo energia elettrica da apporti naturali valutata a 2.200 kcal/kWh
Non include risultato indagine ENEA sul consumo di legna da ardere nelle abitazioni
Fonte: elaborazione ENEA su dati di origine diversa
le Fonti
18
8
Tutte le forme
di energia utilizzate...
Un aspetto molto importante delle fonti rinnovabili che, per
quanto riguarda il rilascio di inquinanti nellaria e nellacqua,
hanno un impatto ambientale praticamente nullo o comunque
notevolmente inferiore a quello delle fonti energetiche tradi-
zionali; inoltre lutilizzo di territorio, anche se vasto, tem-
poraneo e generalmente non provoca effetti irreversibili n
richiede costosi processi di ripristino.
uando si parla di fonti energetiche spesso si usano indistin-
tamente i termini alternative o rinnovabili, ma non han-
no lo stesso signifcato. La differenza tra i due aggettivi sta
nellattenzione allambiente. Le fonti rinnovabili sono sempre
alternative? Per capire meglio, consideriamo la fonte rinnova-
bile pi utilizzata: lenergia idroelettrica. Le centrali che tra-
sformano lenergia cinetica dellacqua in energia elettrica e la
distribuiscono agli utenti sono molto grandi, hanno notevoli
impatti sui corsi dacqua utilizzati e sono generalmente carat-
terizzate da forti sprechi. A queste condizioni non pu certo
essere considerata unenergia alternativa, ovvero attenta alle
conseguenze per lambiente!
Esistono per piccoli impianti idroelettrici che producono ener-
gia suffciente a soddisfare le richieste locali senza danneggia-
re i corsi dacqua e con sprechi ridotti, che sono stati progetta-
ti pensando pi ad una interazione con lambiente che non ad
una sua modifca. Lenergia idroelettrica oltre che rinnovabile
diventa in questo senso anche alternativa.
Attualmente le fonti di energia rinnovabili non potrebbero so-
stituirsi del tutto a quelle tradizionali perch insuff-
cienti a soddisfare il fabbisogno energetico nazio-
nale, che si aggira intorno ai 195 Mtep/anno
ma potrebbero essere complemen-
tari. (Mtep= milioni di tonnellate
equivalenti)
le Fonti
19
9
Nord - Sud
Per convenzione, quando si parla di nord e sud del mondo, si
fa una distinzione pi economica e sociale che geo-
grafca; nellemisfero settentrionale, infatti, si trova-
no quasi tutti i Paesi sviluppati mentre la maggior
parte delle nazioni povere sono in quello meridio-
nale.
Se si suddividono anche i consumi energe-
tici, risulta evidente la disparit tra le due
met del pianeta: i consumi elettrici pro
capite dei Paesi del nord sono oltre
14 volte superiori a quelli dei Paesi
a basso reddito. LItalia, da sola,
consuma pi energia di tutta
lAfrica. Negli ultimi decenni
i consumi dei Paesi industria-
lizzati, gi nettamente supe-
riori a quelli del sud del mondo,
sono aumentati ulteriormente, del
40% secondo lUNDP, Programma
delle Nazioni Unite per lo Sviluppo.
A questo si aggiunga il fatto che la
produzione industriale (e di conseguen-
za i consumi energetici) in tutto il mondo
prevalentemente orientata a soddisfare i
consumi degli abitanti dei Paesi pi ricchi in cui
si concentra la quasi totalit delle spese mondiali
per prodotti di consumo, e il quadro completo.
Le conseguenze ambientali del nostro modello di
Nord
-
Sud
20
sviluppo sono secondo alcuni esperti gi ir-
reparabili, inquinamento di aria e acqua, effetto
serra, piogge acide ecc. stanno alterando pesantemente gli
equilibri naturali del pianeta. Inoltre le risorse energetiche
attualmente pi utilizzate, i combustibili fossili, cominciano
a scarseggiare (si prevede che il petrolio si esaurir nel giro
di 50 anni). Se si considera che siamo arrivati a questo pun-
to per soddisfare prevalentemente i bisogni
del 20% della popolazione mondiale
ovvero gli abitanti del nord, cosa
succeder quando anche il restan-
te 80% cercher di eguagliare il
nostro stile di vita?
Nord
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Sud
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10
Energia al chilo?
Per misurare lenergia necessario considerare alcune gran-
dezze fsiche e diverse unit di unit di misura.
Forza: la forza unitaria di 1 Newton (N) la forza che impri-
me alla massa di 1 kg unaccelerazione di 1 metro al secondo
quadrato (1 m/s).
Energia: capacit di compiere lavoro. Lenergia si misura in
Joule (J).
Lavoro: un tipo di energia. Il lavoro unitario di 1 Joule (J)
il lavoro della forza di 1 N per uno spostamento di 1 metro (m)
nella direzione della forza. In Joule si misura lenergia.
Potenza: energia sviluppata per unit di tempo, nel Sistema In-
ternazionale la potenza si misura in Watt ( W ). 1 W= 1 J / 1 s
Gli esperimenti di Joule, a met del XIX secolo, hanno dimo-
strato lequivalenza tra calore e lavoro. Lavoro e calore non
sono altro che differenti forme con cui due sistemi fsici pos-
sono scambiarsi energia. Il Joule pertanto unit di misura
anche per le quantit di calore.
Quando si parla di energia elettrica, lunit di misura utilizza-
ta il kilowattora (simbolo kWh). Un kilowattora equivale a
3.600.000 Joule. Per misurare quantit grandissime di ener-
gia, come quella utilizzata da una nazione, si parla di tep
Misurare
lEnergia
22
Consumi mondiali
di energia primaria
2000 - 2007 (Mtoe)
Fonte: BP Statistical
Review of World Energy
June 2008
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2250
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1500
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250
2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007
USA
UE
India
Cina
Giappone
ovvero tonnellate equivalenti di petrolio.
Il tep, o tonnellata equivalente di petrolio, lunit energe-
tica comunemente usata a livello internazionale per i bilanci
dellenergia.
Il tep rappresenta praticamente il calore sviluppato bruciando
una tonnellata di petrolio ed equivale a circa 42 miliardi di Jou-
le. Multiplo del tep il megatep, pari a un milione di tep impie-
gato per misurare, ad esempio, il consumo annuo di energia in
unintera nazione. Spesso, parlando di grandezze fsiche, si uti-
lizzano alcuni prefssi quali chilo, mega, giga, tera,ecc. Questi
suffssi servono da moltiplicatore. Chilo signifca 1.000 volte;
quindi chilowatt (abbreviato con kW), signifca 1.000 Watt . Allo
stesso modo mega vuol dire 1.000.000 volte, giga equivale
a 1.000.000.000 e tera a 1.000.000.000.000 ecc.
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CETlibrettoENERGIA:Layout 1 9-09-2008 16:58 Pagina 22
Misurare
lEnergia
23
11
I nostri consumi
Per la maggior parte delle persone, il pi usato, se non addi-
rittura lunico mezzo di trasporto lauto. facile notare come
nel traffco cittadino praticamente tutte le auto abbiano un oc-
cupante solo, raramente due, quasi mai tre! Le conseguenze
sono: ingorghi, inquinamento, elevato consumo energetico e
stress! Quanta energia consumano le nostre automobili, e
quante cose si potrebbero fare con la stessa quantit di ener-
gia? E quanta energia sarebbe necessaria per recarci a lavoro
o a scuola in bicicletta?
Non siamo molto consapevoli dei nostri consumi, n siamo a
conoscenza delle trasformazioni energetiche che coinvolgono
quelle fonti di energia che usiamo quotidianamente, come i
derivati del petrolio. Proviamo a seguire la storia energetica di
un litro di benzina.
Dalla fusione solare (ener-
gia nucleare), cio dai
protoni del sole, pro-
viene lenergia elet-
tromagnetica chiama-
ta radiazione solare che
viaggia nello spazio co-
smico ed arriva anche sulla
terra. La radiazione solare
colpisce 10 kg di alghe, per-
mettendone la fotosintesi (energia chimica) e quindi la vita;
poi queste alghe vengono schiacciate allinterno del sottosuo-
lo per 600 milioni di anni fno a diventare petrolio (energia
chimica), che viene ora estratto, raffnato per trasformarsi in
Misurare
lEnergia
24
1 litro di benzina.
Il litro di benzina viene bruciato nel mo-
tore a scoppio (energia termica) di
una automobile per muoverla a 130
km/h per 20 km. Lenergia non
stata comunque dispersa: stata
trasformata in energia cinetica
dellautomobile e infne di
nuovo rimessa nellambiente
(calore, attrito ovvero ener-
gia termica, gas di scarico con re-
lativa energia chimica).
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Misurare
lEnergia
25
12
Energia e sviluppo
Con il progresso le attivit umane sono diventate sempre pi
vincolate alla tecnologia e, di conseguenza, allutilizzo di ener-
gia. Oggi, praticamente non esiste attivit organizzata dalluo-
mo per la quale non ci sia necessit di produrre energia. Ne
consegue un elevato consumo energetico.
Soltanto in Italia nel 2007 abbiamo consumato complessiva-
mente 194,5 Mtep, quasi la met dei quali derivanti dal petro-
lio. La situazione italiana, per quanto riguarda le fonti ener-
getiche, rispecchia quella del resto del pianeta: gran parte del
fabbisogno mondiale, infatti, soddisfatto dallenergia pro-
dotta dalla combustione delle fonti fossili: carbone, petrolio,
gas naturale (metano). Tutte fonti non rinnovabili destinate
prima o poi ad esaurirsi.
Prima ancora di preoccuparci di cosa succede-
r quando queste risorse saranno esaurite,
dovremmo chiederci fno a quando po-
tremo avere petrolio a buon mercato!
La richiesta energetica in continua cre-
scita, lestrazione di combustibili in calo.
Si prevede che entro una dozzina di anni
il petrolio sar un privilegio per pochi.
Oggi, il petrolio fornisce il 35-40% dei
consumi mondiali di energia, contro il
23% del carbone e il 21% del gas na-
turale: ne utilizziamo circa 28 miliardi di
barili allanno (1 barile = 159 litri).
Secondo le previsioni della Iea (In-
Energia e
Sviluppo
26
ternational Energy Agency) nel 2020 arriveremo a consumarne
quasi 42 miliardi di barili. Ma un gruppo di geologi ed esperti
dellAspo (Association for the Study of Peak Oil) sostiene che
non certo che le riserve mondiali di petrolio saranno in grado
di garantire questo fabbisogno.
Energia e
Sviluppo
27
Mtep 2007 %
Carbone 17,5 9
Gas naturale 70 36
Prodotti petroliferi 83,7 43
Fonti rinnovabili 13,6 7
Importazioni nette energia elettrica 9,7 5
Totale 194,5 100
Fonte: ENEA - Rapporto Energia e Ambiente 2007
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7,6% COMBUSTIBILI SOLIDI
11,1% IMPORTAZIONE DI ENERGIA ELETTRICA
48,7% PETROLIO E DERIVATI
31,1% GAS NATURALE
6,6% FONTI RINNOVABILI
CONSUMO INTERNO LORDO
DI ENERGIA IN ITALIA
(fonte: ENEA, Rapporto
Energia e Ambiente, 2003)
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GLI IMPEGNI DELLENERGIA IN ITALIA
2,2% BUNKERAGGI
4,9% USI NON ENERGETICI
2,5% AGRICOLTURA
29,9% RESIDENZIALE E TERZIARIO
CETlibrettoENERGIA:Layout 1 9-09-2008 16:59 Pagina 28
Usi e
Consumi
28
10,4% ALTRI
31,1% RESIDENZIALE
E TERZIARIO
28,5% INDUSTRIA
31% TRASPORTI
13
Usi e consumi
Come abbiamo visto, in Italia, e negli altri Paesi industrializza-
ti, il consumo energetico elevato e costantemente in cresci-
ta. A cosa sono dovuti questi consumi nel nostro Paese?
Il settore che richiede pi energia quello dei trasporti. Il dato
non sorprende se si considera che in Italia circolano quasi 34
milioni e mezzo di automobili. Calcolando che la popolazione
italiana conta quasi 58 milioni di persone, ne risulta che c
unautovettura ogni 1,7 abitanti (neonati e
ultranovantenni compresi) (dati
relativi al 31.12.2003, fonti:
ACI - annuario statistico
2004; Comunicato stampa
ISTAT 15 luglio 2004).
inoltre rilevante notare come
il 95% di questa energia pro-
venga dal petrolio, il che equiva-
le a dire che il settore dei trasporti
completamente dipendente da questo
combustibile.
Usi e
Consumi
29
Mtep 2007 %
Residenziale e terziario 43,4 30,1
Trasporti 44,7 31
Industria 41 28,5
Altri 15 10,4
Totale 144,1 100
Fonte: ENEA - Rapporto Energia e Ambiente 2007
14
Il progresso
e lo sviluppo
Fin dalla sua comparsa sulla terra, luomo ha alterato gli equi-
libri naturali dellambiente in cui ha vissuto. Linquinamento
dellaria ad opera delluomo nasce dai fuochi accesi per cuo-
cere i cibi e riscaldare le prime capanne (anche se si trattava
di un inquinamento interno, dovuto alla scarsa ventilazione
delle abitazioni primitive). Il fenomeno si sviluppato suc-
cessivamente nei villaggi e nelle citt: Orazio, ad esempio, si
lamenta dellannerimento da fuliggine degli edifci di Roma e
Seneca scrive di avere migliorato la sua salute dopo essersi
allontanato dai fumi della citt.
Ma si trattava comunque di fenomeni di entit limitata.
I primi veri danni da inquinamento sono cominciati con la ri-
voluzione industriale.
Fino a quel momento, infatti, la sola fonte di energia, diretta o
indiretta, utilizzata era stata quella solare e le attivit umane
Energia e
Inquinamenti
30
non comportavano
effetti tanto devastanti.
Con lintroduzione delle macchine a
vapore, alimentate dai combustibili fossili, luomo
inizi a immettere nella biosfera quelle sostanze altamente
inquinanti che oggi sono responsabili di alcuni dei pi gravi
problemi ambientali.
Con il progredire della tecnologia, lo sviluppo dellindustria e
laumento esponenziale dei mezzi di trasporto si arrivati ad
un consumo sempre pi elevato di combustibili fossili, con
impatti sempre maggiori sullambiente. Il carbone, durante
tutto il ciclo di sfruttamento, inquina gravemente suolo, acqua
e aria, in modo particolare durante la combustione, a causa
dellemissione di polveri, di composti solforati ed azotati, di
anidride carbonica e di ossido di carbonio. Questi gas sono
allorigine di fenomeni preoccupanti come laumento delleffet-
to serra, le piogge acide, e lo smog.
Anche il petrolio, che come abbiamo gi visto la principale
fonte di energia del mondo industrializzato, provoca gravi danni
ambientali in ogni momento del ciclo di utilizzo: dallestrazio-
ne, al trasporto e infne alla sua raffnazione e combustione.
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Energia e
Inquinamenti
31
15
Cos linquinamento
Per inquinamento si inten-
de la presenza ano-
mala (nellatmosfera,
nellacqua, ) di so-
stanze che causano
un effetto misurabile
sulluomo, sugli animali e sulla ve-
getazione o su diversi materiali. Pu essere di origine naturale
(vulcani, incendi delle foreste e decomposizione dei composti
organici) o antropica. Il maggior responsabile degli effetti de-
vastanti a cui stiamo assistendo linquinamento di origine
antropica. Tra i fenomeni dovuti allinquinamento pi attuali
e discussi, ci sono le piogge acide, e laumento delleffetto
serra e le polveri sottili. Le prime sono precipitazioni con-
tenenti ossidi di zolfo (SOx) e ossidi dazoto (NOx). La pre-
senza di queste sostanze nellatmosfera in parte naturale,
ma le attivit umane ne hanno aumentato la concentrazione,
provocando la loro ricaduta umida al suolo tramite, appunto,
le piogge acide. La ricaduta di queste particelle pu essere
anche secca, pu infatti avvenire per effetto della gravit, e
in questo caso la forma acida tende a generarsi solo succes-
sivamente alla deposizione sul terreno. A contatto con lacqua
gli ossidi di zolfo si trasformano in acido solforico e gli ossidi
di azoto in acido nitrico. Le conseguenze di questo fenomeno
sono estremamente gravi per la vegetazione, per la salute
delluomo, al quale causa patologie respiratorie e circolatorie,
oltre ad aumentare il rischio di forme tumorali ai polmoni, per
la visibilit che viene ridotta, infne per i materiali da costru-
zione e per i monumenti. Leffetto serra un fenomeno na-
turale da sempre presente sulla terra. I gas serra (anidride
carbonica, metano, vapore acqueo, ecc.) fltrano le radiazioni
provenienti dal sole e ostacolano luscita delle radiazioni infra-
Energia e
Inquinamenti
32
rosse di ritorno prove-
nienti dal suolo terrestre. Le
attivit umane, come il massiccio utilizzo di
combustibili fossili, stanno alterando pesantemente la
composizione chimica dellatmosfera, causando un aumento
innaturale delleffetto serra e un conseguente aumento della
temperatura terrestre e quindi profondi mutamenti a carico del
clima sia a livello mondiale che locale (incrementi anche picco-
li della temperatura media (0,5 C) causano lo scioglimento di
ghiacciai, delle calotte polari, generano tifoni o ne aumentano
lintensit, ecc.). Le polveri sottili sono una miscela di parti-
celle solide o liquide che, essendo molto piccole, tendono a
rimanere sospese in aria e ad essere inalate tramite la respi-
razione ed arrivare nei punti pi profondi dei nostri polmoni.
In particolare, le pm10 (particolate mater) sono particelle fni
con un diametro inferiore a 10micrometri (10 millesimi di mil-
limetro) e quindi particolarmente dannose alla salute. Le pi
importanti fonti antropiche di particelle sottili sono il traffco, il
riscaldamento domestico, i processi industriali e la combustio-
ne, per esempio, nelle grandi centrali termoelettriche.
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CETlibrettoENERGIA:Layout 1 9-09-2008 17:00 Pagina 32
Energia e
Inquinamenti
33
16
Quanta energia
per i nostri oggetti
Molti esperti sono daccordo sul fatto che, in questo momento,
la miglior fonte di energia alternativa subito disponibile sia il
risparmio energetico! E questo si riferisce a tutte le nostre
attivit: un errore comune, infatti, quello di considerare di-
spendiose a livello energetico solo certe azioni come lutilizzo
degli elettrodomestici, lilluminazione e i mezzi di trasporto. In
realt tutto quello che facciamo e utilizziamo richiede energia:
pensiamo ad un giocattolo. Quali sono i costi energetici di un
trenino di legno? Dalla fonte primaria, il sole, la cui energia
viene utilizzata dallalbero per crescere, si passa ai costi per
il taglio e il trasporto del legno alla fabbrica, qui la materia
prima viene trasformata in giocattoli (consumando elettricit),
i giochi fniti devono poi essere confezionati e distribuiti nei di-
versi punti vendita con altri costi energetici, e cos via, fno allo
smaltimento del giocattolo dopo che stato buttato perch
era rotto o perch era venuto a noia. importante sottoline-
are che se il trenino viene realizzato in metallo o in plastica,
i costi energetici sono notevolmente superiori, oltre ad avere
maggiori problemi di smaltimento.
Quello che abbiamo detto del giocattolo pu essere riferito a
Risparmio
energetico
34
qualunque oggetto, dalla matita che usiamo per
scrivere, allautomobile, ai vestiti ecc. Ecco quindi che emer-
ge limportanza di avere cura di tutti i nostri oggetti perch
vivano il pi a lungo possibile, riparandoli se necessario, per
contenere al massimo gli sprechi (oltre che di energia anche di
materie prime, anchesse sempre meno abbondanti).
Uscendo dalla quotidianit, un settore in cui lottica del rispar-
mio energetico dovrebbe essere tenuta in serissima conside-
razione ledilizia, dato che chi costruisce una casa produce
effetti per generazioni.
Per ottenere risultati soddisfacenti fondamentale la valuta-
zione complessiva del consumo energetico di unabitazione e
il successivo monitoraggio.
Recentemente in Italia stata introdotta la certifcazione ener-
getica degli edifci, che attesta il fabbisogno energetico di una
casa, in pratica contiene una valutazione di quanta energia
consumi una data abitazione.
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Risparmio
energetico
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17
Risparmiamola
Sempre nellottica del risparmio energetico, sono tante le ac-
cortezze che dovremmo adottare, possibile infatti risparmiare
energia senza fare sacrifci, ma solo facendo un po di attenzione.
In inverno scaldare eccessivamente le case, superando i 20C,
signifca sprecare energia: per un solo grado di temperatura in-
terna superiore, i consumi aumentano dell8%. Inoltre, quando
il riscaldamento acceso non andrebbero aperte le fnestre: per
cambiare laria il momento migliore nelle ore pi calde, aprendo
completamente le fnestre per un tempo limitato.
Durante lestate invece opportuno non raffreddare eccessiva-
mente la casa e limitare luso del condizionatore alle ore pi cal-
de della giornata. Per lilluminazione sarebbe molto importante
utilizzare lampadine a basso consumo energetico, che sono pi
care di quelle normali ma durano pi a lungo e consumano meno
corrente elettrica a parit di resa.
Dovendo cambiare un elettrodomestico, sarebbe meglio scegliere
un modello che abbia un basso consumo energetico dichiarato. Gli
elettrodomestici di moderna concezione, infatti, sono divisi in clas-
si di consumo a seconda della loro effcienza.
Le classi sono identifcate a
Risparmio
energetico
36
partire dalla lettera A,
che indica consumi bassi, fno
alla lettera G, che riferita a consumi alti.
La categoria di appartenenza evidenziata per ciascun elet-
trodomestico da unapposita etichetta, in cui si precisa il consumo
medio di Kwh allanno. La quantit di energia consumata da un
elettrodomestico, inoltre, varia molto in base a come lo utilizzia-
mo: aprendo continuamente e a lungo lo sportello del frigorifero o
del congelatore, e mettendovi cibi caldi, ne aumentiamo a dismi-
sura il consumo. Per lo stesso motivo, la lavastoviglie e la lavatrice
vanno utilizzate solo a pieno carico con il programma economico
ed evitando lasciugatura con laria calda.
In auto, guidare con calma senza spingere troppo sullaccelerato-
re, oltre a ridurre il rischio di incidenti, ci aiuta a consumare meno
carburante.
Utilizzando con maggiore accortezza lenergia, una famiglia media
italiana potrebbe risparmiare il 15% delle spese per il riscalda-
mento, oltre il 10% di quelle per gli elettrodomestici e il 20% di
quelle per la benzina.
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Risparmio
energetico
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18
Energie
e nuove tecnologie
La tecnologia, che stata la principale causa dellaumento
dei consumi energetici, pu anche esserne la soluzione: la
realizzazione di impianti sempre pi effcienti di qualunque
tipo essi siano: dalle caldaie domestiche, ai motori delle auto-
mobili, agli impianti fotovoltaici, eolici, ecc. pu ridurre dra-
sticamente limpiego di fonti di energia, soprattutto di quelle
non rinnovabili che, come abbiamo visto, sono anche le pi
inquinanti.
Per capire come sia possibile migliorare leffcienza, per esem-
pio di una centrale elettrica, sicuramente utile sapere come
funziona. Una centrale elettrica un impianto industriale
realizzato per produrre energia elettrica. Dato che la nostra
societ quasi completamente basata sullutilizzo di energia
elettrica, evidente limportanza tecnologica e strategica di
questi impianti!
La tipologia di centrali pi diffusa a
livello mondiale sono sicuramente le
centrali termoelettriche. Il loro fun-
zionamento abbastanza sempli-
ce. Un combustibile (derivati del
petrolio, carbone o gas, ma anche
in alcuni casi biomassa o rifuti)
viene bruciato in modo da sviluppa-
re una notevole quantit di calore;
questo calore viene trasmesso a una
caldaia, ovvero un serbatoio contenente
acqua. Tale acqua viene cos trasforma-
ta in vapore raggiungendo temperature e
pressioni elevate. Questo vapore viene
convogliato verso delle macchine ro-
tanti denominate turbine a vapore
Energie e
Nuove Tecnologie
38
le quali grazie alla spinta dello stesso vengono messe
in rotazione. Collegati allalbero in rotazione di tali turbine vi
sono gli alternatori i quali convertono lenergia meccanica di
rotazione in energia elettrica.
Un funzionamento analogo utilizzato anche nei termovalo-
rizzatori e nelle centrali nucleari dove cambia il tipo di combu-
stibile (nel primo caso rifuti, nel secondo materiale nucleare)
ma si utilizza comunque vapore ac-
queo ad alta temperatura e pres-
sione per azionare le turbine.
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Energie e
Nuove Tecnologie
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19
Lavoro ed energia
Lenergia la capacit di compiere un la-
voro e possiede la propriet di presentarsi
sotto varie forme che possono conver-
tirsi luna nellaltra.
Le trasformazioni dellenergia seguo-
no le leggi della termodinamica; quel
settore della fsica che studia proprio
lenergia e le sue trasformazioni.
Secondo il primo principio della termo-
dinamica lenergia non pu essere n
creata n distrutta ma pu essere tra-
sformata da una forma allaltra.
I mezzi attraverso i quali si scambia energia
sono il calore e il lavoro.
In ogni macchina una certa quantit di energia viene trasfor-
mata in lavoro; non pu esistere nessuna macchina che pro-
duca lavoro senza consumare energia (se esistesse, una mac-
china del genere produrrebbe il cosiddetto moto perpetuo).
Per ogni conversione o trasformazione energetica possibile
calcolare il rendimento della trasformazione, ovvero la misura
percentuale di quanta parte dellenergia immessa in una for-
ma stata convertita nella forma fnale. Nel caso di trasforma-
zioni spontanee, il rendimento sempre del 100%, altrimenti
esso dipende dai dispositivi usati per la trasformazione e dalle
forme iniziali e fnali di energia.
Alcune trasformazioni per avvengono in un solo senso. In tut-
te le trasformazioni energetiche, infatti, una parte dellenergia
viene convertita in calore e dissipata in questa forma senza
Macchine
energetiche
40
che possa essere utilizzata per compiere lavoro. Il calore pro-
dotto per attrito nel motore di unautomobile e quello per-
duto con i prodotti di scarico non pu essere utilizzato per
far funzionare lautomobile poich si disperde
nellambiente.
Lenergia termica (calore) ha infatti una con-
dizione particolare: tutte le altre possono
trasformarsi spontaneamente e com-
pletamente in energia termica, mentre
non vero il contrario.
In generale lenergia dissipata come
calore in una trasformazione energeti-
ca non viene distrutta in quanto ancora
presente nellambiente, ma non pi
disponibile per compiere un lavoro uti-
le. Si dice che degradata.
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CETlibrettoENERGIA:Layout 1 9-09-2008 17:01 Pagina 40
Macchine
energetiche
41
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Energia dellacqua
Con linvenzione del mulino ad acqua luomo ha creato la prima
macchina, ovvero uno strumento azionato non pi dalla propria
forza o da quella degli animali, ma dalla corrente dei fumi.
Le prime testimonianze delluso dei mulini ad acqua risalgono
al I secolo a. C., ma la loro diffusione comincia a essere rile-
vante nel III secolo d. C. in Gallia e in Bretagna, un secolo pi
tardi a Roma.
Inizialmente usati per macinare cereali, castagne e legumi, nel
Medio Evo il loro utilizzo fu esteso anche alla lavorazione del
legname, dei metalli, e alla concia delle pelli.
Grazie a questa molteplicit di utilizzi e alla notevole conve-
nienza in termini energetici (si calcolato che un solo mulino
potesse sostituire il lavoro di venti persone) i mulini ad acqua
trovarono una diffusione enorme e sono stati ampiamente uti-
lizzati fno a non molti anni fa.
In tempi pi recenti, con larrivo dellenergia elettrica luomo
si ingegnato a progettare e costruire nuove ruote ad acqua
molto pi veloci, collegate a grosse dinamo che producessero
unadeguata quantit di elettricit.
Questo sistema di produzione dellenergia elettrica, basato sul-
lo sfruttamento dellenergia cinetica dellacqua disponibile ad
una certa quota altimetrica rispetto alla posizione degli impian-
ti idroelettrici, essendo molto pi vantaggioso rispetto ai primi
generatori alimentati con carburante fossile, ne ha decretato il
successo, favorendone limmediata diffusione.
Esistono diversi tipi di impianti idroelettrici: quel-
li ad acqua fuente, posizionati sul
corso del fume, poco diffusi;
quelli a bacino, nei quali lacqua
Macchine
energetiche
42
raccolta in un bacino montano grazie a unopera di sbarra-
mento, diga o comunque di canalizzazione, e quelli di accu-
mulo a mezzo pompaggio: lacqua viene portata ad alta
quota per mezzo di pompe. In questultimo tipo di impian-
to, molto comune, lenergia elettrica prodotta durante la
notte quando vi una richiesta di energia elettrica molto
ridotta rispetto al giorno viene utilizzata per ripompare
lacqua nei bacini idrici a monte.
Esistono anche impianti che producono elettricit sfrut-
tando le maree.
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Macchine
energetiche
43
21
Energia dal sole
Il Sole produce una quantit immensa di energia che viene li-
berata sotto forma di radiazioni. Quelle che colpiscono il no-
stro pianeta rendono possibile la vita, essendo il motore degli
innumerevoli processi biologici, chimici e fsici che si verifcano
sulla terra. Nonostante lenorme irraggiamento e lenorme ri-
chiesta di energia della nostra societ industrializzata, lutilizzo
diretto di energia solare assolutamente marginale.
Questo inaccettabile, se si pensa che ottenere energia elet-
trica direttamente dallenergia solare tramite i pannelli fo-
tovoltaici ormai semplice e tecnicamente realizzabile con
sistemi consolidati e di provata effcienza e durata.
Questa tecnologia si basa sul fatto che alcuni materiali come
il silicio possono produrre energia elettrica se irraggiati dalla
luce solare. I pannelli fotovoltaici sono composti da celle di
silicio che trasformano la luce solare in energia elettrica che
pu essere usata per tutte le normali attivit domestiche.
Lenergia elettrica prodotta in eccesso dai pannelli pu es-
sere venduta alla societ elettrica come credito da applicare
sulla bolletta.
Un segnale incoraggiante la realizzazione, in Sicilia, della
centrale elettrica solare sperimentale Archimede. Il progetto
Macchine
energetiche
44
prevede la costruzione di un sistema di specchi in grado di
concentrare i raggi solari verso una caldaia e, sfruttando il
loro calore, produrre vapore ad alta pressione. Questo vapore
alimenter le turbine della centrale elettrica. Inoltre, speciali
recipienti permetteranno di mantenere il calore e produrre
elettricit anche nelle ore notturne o in assenza del sole. I co-
sti di produzione saranno simili a quelli dei combustibili fossili
ma lenergia prodotta sar pulita!
Lenergia solare, inoltre, pu essere convertita direttamente
in energia termica tramite i pannelli solari termici. Questi
permettono di riscaldare lacqua per usi sanitari o per il riscal-
damento degli ambienti senza utilizzare gas o elettricit. Lac-
qua, cos riscaldata, viene mantenuta in serbatoi coibentati
per garantire unautonomia di molte ore.
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CETlibrettoENERGIA:Layout 1 9-09-2008 17:02 Pagina 44
Macchine
energetiche
45
22
Energia dalla biomassa
Con la fotosintesi, le piante producono autonomamente le so-
stanze nutritive per il proprio accrescimento a partire da ani-
dride carbonica ed acqua, captando lenergia luminosa diret-
tamente dal sole. In pratica, i vegetali trasformano lenergia
solare in energia chimica.
Luomo e gli altri animali possono utilizzare questa energia
chimica per produrre a loro volta lenergia necessaria ai propri
cicli vitali. Oltre che attraverso il cibo, noi possiamo sfruttarla
in altri modi: bruciando il legno e i residui di origine agricola e
forestale, trattando opportunamente i gas che si sprigionano
dal letame o dai rifuti organici urbani, ecc. Tutti questi e an-
che altri materiali sono raggruppabili nel termine biomassa
che in pratica tutto ci che ha matrice organica, ad esclusio-
ne delle plastiche e dei materiali fossili.
La biomassa sta assumendo per noi unimportanza sempre
maggiore proprio perch pu essere utilizzata come materia
prima per la produzione di combustibili (biodiesel, bioetanolo,
metano, ecc.) tramite processi biochimici (digestione anaero-
bica o la fermentazione alcolica) e termochimici (combustio-
ne, pirolisi e gassifcazione). Una volta ottenuti i combustibili,
questi possono essere usati in caldaie centrali termiche oppu-
Macchine
energetiche
46
re in sistemi cogenerativi
che producono simultane-
amente calore ed elettricit. I resi-
dui da lavorazione del legno o la paglia vengono
bruciati direttamente per ricavare calore.
Luso della biomassa molto conveniente perch utilizza i rifuti
di altri processi di trasformazione e produzione come materia
prima per la produzione di combustibili, contribuendo, almeno
in parte, a risolvere due problematiche decisamente attuali: lo
smaltimento dei rifuti e il reperimento di fonti energetiche!
Oltre agli indubbi benefci, la biomassa presenta anche qual-
che svantaggio, se la conversione energetica avviene per
combustione, infatti, vi emissione di polveri sottili e di altre
sostanze nellatmosfera.
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Macchine
energetiche
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Energia dal vento
Lenergia eolica stata usata sin dallantichit nella naviga-
zione a vela, per lessiccazione dei prodotti dellagricoltura e
della pesca e altre attivit. I primi mulini a vento comparvero
nelle aree considerate la culla della civilt: si racconta che nel
17 secolo a.C. Hammurabi pianifcasse di irrigare la pianura
mesopotamica con luso dei mulini a vento.
I mulini a vento si diffusero soprattutto nelle aree in cui quelli
ad acqua non potevano essere utilizzati a causa della scarsa
portata dei fumi e di condizioni climatiche non favorevoli (p.
es. lungo le coste aride del Mediterraneo, nei Paesi poveri di
rilievi del nord Europa).
Oggi lenergia eolica sfruttata per produrre energia elettrica
tramite gli aerogeneratori. Si tratta di impianti di diversa
forma e dimensione: possono avere infatti da 1 a 3
pale di lunghezza variabile. Il tipo pi diffuso
alto oltre 50 metri, con tre pale lunghe circa
20 metri, in grado di erogare una potenza
di 600 kW. Negli ultimi anni si stanno
diffondendo aerogeneratori di taglia
sempre maggiore (oltre 1500 kW)
che hanno prestazioni migliori e una
maggiore effcienza di conversione
energetica. Perch sia conveniente
installare una wind farm (fattoria
del vento, ovvero una serie di ae-
rogeneratori nello stesso sito, allo
scopo di sfruttare al meglio la ri-
sorsa energetica) necessario uno
studio approfondito sullandamento
Macchine
energetiche
48
dei venti: il vento infatti deve avere una certa potenza ed es-
sere presente in tutti i periodi dellanno.
Lenergia eolica una fonte rinnovabile, pulita e gratuita, tut-
tavia a livello locale gli aerogeneratori possono avere impatti
che vanno valutati ed evitati o almeno minimizzati: limpatto
visivo, il rischio di erosione, soprattutto in zone montuose, le-
gato alla costruzione di strade, dove necessario, di costruzioni
di servizio, magazzini, larghi basamenti, elettrodotti, ecc. e il
rischio di interazioni con la fauna, soprattutto avifauna, stan-
ziale e migratoria.
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Macchine
energetiche
49
24
Sistemi
di distribuzione
La maggior parte dellenergia che utilizziamo proviene da cen-
trali lontane dalle nostre abitazioni o uffci, dalle nostre cit-
t, una parte viene addirittura acquistata allestero. Ma come
viene trasportata? Lenergia elettrica viene portata attraverso
quei cavi (elettrodotti) che siamo abituati a vedere un po
ovunque; le loro dimensioni variano a seconda della portata
necessaria. Questo metodo di trasporto comporta perdite non
indifferenti lungo il tragitto. Purtroppo questa non la con-
troindicazione peggiore: intorno a questa rete (ma non solo,
anche agli elettrodomestici, alle antenne, ai telefoni cellulari
e ad altre apparecchiature) si formano campi elettrici e campi
magnetici che interagiscono con lambiente e con gli esseri
viventi. Si tratta dellelettrosmog (o inquinamento elettroma-
gnetico) di cui si sente parlare sempre pi spesso, ritenuto
responsabile di molte forme tumorali e di altre gravi malattie.
Gli studi fatti in questo campo fno ad oggi hanno portato a
risultati discordanti, ma in permanenza del dubbio, il principio
cautelativo oggi applicato in modo diverso a seconda della
sensibilit dei singoli Stati o Regioni dovrebbe essere unifcato
al fne di minimizzare i rischi per la salute di tutti.
Relativamente agli elettrodotti, oggi la legislazione prevede
distanze minime tra le case e le linee elettriche aeree per
il trasporto di energia ma, purtroppo, non sempre tali leggi
sono rispettate. A volte potrebbe risultare opportuno
(purtroppo anche costoso...) interrare i cavi in que-
stione.
Trasportare
lEnergia
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sicuramente necessario incrementare quegli impianti che
permettono di consumare lenergia direttamente dove la si
produce, come succede, ad esempio, con i pannelli solari ter-
mici e fotovoltaici.
Anche il calore pu essere trasportato: il caso del teleriscal-
damento: tramite una rete di tubi opportunamente isolati,
viene distribuita acqua calda agli edifci allacciati. Questac-
qua, che pu essere utilizzata per il riscaldamento e come ac-
qua igienicosanitaria, proviene da impianti termovalorizzatori
(inceneritori) ma anche da impianti a biomassa come avviene
in certe comunit rurali in Austria. Perch questo sistema sia
conveniente, oltre allisolamento termico importante che gli
edifci da servire siano vicini alla fonte, altrimenti le perdite di
calore risulterebbero troppo elevate.
Trasportare
lEnergia
51
Provincia Autonoma di Trento
AGENZIA PROVINCIALE PER LENERGIA
Servizio Pianifcazione Energetica e incentivi
Via Gilli, 4 - 38100 Trento - Tel. 0461 497300
www.energia.provincia.tn.it - e-mail: serv.pianienergia@provincia.tn.it
Assessorato allEnergia
Assessorato allUrbanistica e Ambiente
Dipartimento Urbanistica e Ambiente - Energia
la prima edizione delliniziativa era promossa da:
Agenzia Provinciale per la Protezione
dellAmbiente Settore Informazione
e Qualit dellambiente
Rete trentina di educazione
ambientale per lo sviluppo sostenibile
Consorzio dei Comuni della Provincia
di Trento B.I.M. dellAdige
Consorzio dei Comuni della Provincia
di Trento B.I.M. del Brenta
Consorzio dei Comuni del B.I.M.
Sarca - Mincio - Garda
Consorzio dei Comuni del B.I.M.
del Chiese
a cura di