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CAPITOLO UNO: RELIGIONI, DIRITTO, STATO.

PARAGRAFO 1: LE RELIGIONI DEL LIBRO DEL MEDIO ORIENTE. MONOTEISMO


ESCLUSIVISTA, RADICAMENTO GEOPOLITICO.
Nell'evoluzione dell'uomo, l'evento cristiano provoca l'avvio di due processi storici complementari: da un
lato universalizza il messaggio del Dio e ebraico estendendendolo a tutte le genti, dall'altro porta al
superamento del politeismo, tipico del paganesimo.
Il monoteismo cristiano meno perfetto di quello ebraico: il dio ebraico uno e unico e nulla pu
eguagliarlo nella sua maestosit. Nel cristianesimo, invece, Dio si umanizza. a promessa mantenuta del
!essia inviato agli uomini si traduce nella incarnazione di Dio attraverso suo figlio e nella piena
manifestazione dello spirito santo quale terza componente della realt trinitaria divina. Dunque, l'unit
monoteistica resta salva,, ma Dio si avvicina talmente tanto all'uomo c"e l'uomo perde il timore per la
trascendenza e comincia a nutrire fiducia per la paternit divina.
Il cammino morale del cristiano cammino etico per eccellenza,egli :
deve agire e realizzarsi in conformit alle proprie doti naturali #etica dell'azione$
deve purificarsi nella propria interiorit per non cadere nella ipocrisia #etica dell'intenzione$
deve seguire un itinerario di sacrifici se vuole raggiungere la perfezione #etica della rinuncia$.
Il monoteismo cristiano poi agisce nella storia unificando popoli e genti di ogni derivazione e latitudine, il
suo monoteismo scaccia gli dei e gli idoli pagani e porta disciplina e profondit nella mente e nell'azione
degli uomini. %uesti ultimi si sentono partecipi e protagonisti di un comune destino, si riconoscono figli di
un'opera divina finalizzata alla salvezza ultraterrena per tutti e iniziano a vivere e ad agire nel rispetto di
leggi universalmente valide, capaci di unificare l'umanit.
&uttavia, il messaggio cristiano, le istituzioni ecclesiastic"e e il rapporto con lo 'tato intridono di
giuridicismo di cui assimilano regole, abitudini e mentalit della romanit. 'e (oma e l')ccidente sono
debitori al cristianesimo per la spiritualit di cui vengono animati, il cristianesimo debitore a (oma della
concezione dello 'tato e della organizzazione giuridica.
Ebraismo: l'ebraismo segue un altro destino. Il suo testo sacro diventa il testo di riferimento di buona
parte dell'umanit, ma, con l'aggiunta dei *angeli, diventa antico testamento. +li ebrei sono visti come
credenti dimidiati c"e non vogliono accettare il compimento dell'opera di Dio nella storia e rifiutano di
inserirsi nel progetto della redenzione. Il nuovo testamento, c"e diventa legge per l')ccidente, li condanna
alla emarginazione e ad una diaspora c"e pu provocare la loro estinzione.
Islamismo: strettamente monoteistica anc"e la religione di !u"ammad,c"e nel*II sec dall,esperienza
delle popolazioni c"e si contendono l,egemonia nel deserto arabico,trae l,ispirazione per una nuova
visione unitaria dell,uomo e della storia. 'Islam decreta la signoria di -lla" sull'uomo e sulla sua vicenda
terrena e propone la sottomissione della creatura al suo creatore. .ur traendo dall'ebraismo e dal
cristianesimo qualc"e elemento importante, !aometto proclama la fine della rivelazione divina c"e si
conclude con la dettatura del /orano, c"e gli viene comunicato dall'angelo +abriele e c"e contiene la
parola definitiva di Dio nella storia.
/ome nell'ebraismo, il rigido monoteismo si manifesta nella condanna di ogni idolatria pagana. a
professione di fede islamica #non vi altro Dio c"e alla", !aometto e l'inviato di -lla"$ recide ogni
rapporto con le precedenti religioni, idolatric"e come quelle pagane, "o imperfette come quella ebraica e
cristiana, e implica c"e l'unico peccato irremissibile per l'Islam quello di dare a Dio degli associati ,
negando c"e egli sia l,unico.
'esclusivismo islamico "a altre basi di carattere teorico e storico,si manifesta nei confronti degli idolatri,
ai quali non lasciata altra scelta se non quella di convertirsi o di essere annientati. &ra gli idolatri non
sono compresi gli ebrei c"e i cristiani, in quanto considerati come seguaci delle religioni del libro alle
quali !aometto in qualc"e misura si ricollega, riconoscendo le principali figure dell'antico e del nuovo
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testamento. -bramo il primo musulmano, perc"1 proclam la pura fede monoteistica e Ismaele e il
capostipite dei popoli arabi. -ltri profeti sono stati inviati da Dio per far conoscere la sua volont e tra
questi un posto particolare spetta +es2 /risto, di cui si riconosce il concepimento di !aria per intervento
divino.
-gli ebrei c"e "a i cristiani si garantisce c"e non saranno annientati e c"e potranno seguire la loro
religione imperfetta, ma in posizione subordinata ai musulmani.
'opera unificatrice di popoli e nazioni, c"e l'Islam propone e realizza in poco pi2 di due secoli, si fonda
su poc"e fondamentali regole di culto e di comportamento religioso.
I cinque pilastri del /orano imposti ai musulmani sono:
professione di fede
obbligo della preg"iera quotidiana
dovere della misericordia
digiuno e limiti all'alimentazione
pellegrinaggio al luogo d'origine della rivelazione.
/i sono altre regole morali, oltre alla predicazione sul necessario distacco dei beni terreni, ma all'etica
dell'Islam non si erge a sistema di mortificazione delle pulsioni umane: anzi, l'accettazione della poligamia
e una certa forma di santificazione del mondo e delle sue gioie, portano il credente nell'Islam a scegliere
una via mediana della soddisfazione e dei piaceri leciti.
'altra grande spinta unificatrice dell'Islam la conquista della terra e la sua sottomissione alla legge
divina: in questo modo, l'Islam appare religione universalista al pari del cristianesimo. 'universalismo
islamico nasce nell'ambiente desertico dell'-rabia e delle trib2 beduine e diventa l'antidoto alla
dispersione e alla frantumazione degli uomini. Il profeta ad un tempo capo religioso, politico,
condottiero militare. 'islamismo germina in un popolo c"e non "a istituzioni, c"e non conosce la forma3
'tato, c"e deve organizzarsi e strutturarsi sulle basi di una nuova legge c"e insieme spirituale e
temporale, religiosa e politica, morale e civile. - differenza del cristianesimo, c"e andato alla conquista
del mondo e delle societ romani, politicamente maturi e istituzionalmente strutturati, l'Islam deve fornire
il suo popolo di una concezione e di una prassi politic"e e lo fa elaborandole in un orizzonte totalmente
religioso. a terra dell'Islam la terra della legge coranica, delle istituzioni c"e ne derivano, dell'identit
tra potere temporale e potere spirituale. .er l'Islam non esiste il problema di entrare in rapporti con un
potere politico preesistente, perc"1 l'Islam esso stesso ordinamento.
-nc"e l'Islam pratica un doppio esclusivismo:
3verso gli altri, pagani o credenti monoteisti, c"e possono essere annientati o marginalizzati in terra
islamica.
3verso il diritto e il potere politico, c"e sono concepiti soltanto all'interno dell'orizzonte della legge
coranica.
Il concetto stesso di dualismo inesistente nella teoria e nella pratica musulmana: il califfo, in quanto
successore o vicario del profeta, il capo supremo dell'Islam e deve custodire e promuovere la vera fede
contro ogni nemico, interno ed esterno.
PARAGRAFO . LA DIFFUSIONE MISSIONARIA DEL CRISTIANESIMO. L!UNIONE CON
L!INTERO E LE INFLUEN"E GIURIDICI""ANTI.
Il cristianesimo si diffonde con notevole rapidit utilizzando mezzi pacifici e subendo a lungo intermittenti
persecuzioni da parte delle autorit pubblic"e fin oltre 004. 'attivit missionaria degli apostoli "a inizio
dopo la .entecoste, prima a +erusalemme e in .alestina e poi tra le popolazioni dell'impero romano. .aolo
di tarso determina una delle svolte pi2 importanti della diffusione del cristianesimo quando propone c"e
realizza l'emancipazione di coloro c"e aderiscono al cristianesimo dalla legge e da alcune tradizioni
ebraic"e. In seguito fonda, e con lui anc"e altri apostoli, numerose c"iese un po' ovunque nell'impero. a
diffusione pacifica del cristianesimo durante i primi tre secoli determina una situazione nuova nell'intero:
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gruppi sempre pi2 consistenti si distaccano dai costumi e dalla consuetudine di vita dei pagani per vivere i
principi della propria fede in modo nuovo. a liturgia cristiana, incentrata sin dagli inizi sull'eucaristia #la
commemorazione dell'ultima cena e l'assunzione del pane e del vino in ricordo del sacrificio di +es2$, si
differenzia drasticamente dal culto pagano ancora segnato dal carattere sacrificale cruento. e comunit
cristiane si astengono dal partecipare ai riti ufficiali pagani, vivono un'esperienza etica fondata sulla
famiglia e su relazioni solidaristic"e e rifuggono da abitudini e tradizioni violente cruente tipic"e della
societ dell'epoca. 6 se diventano col tempo delle comunit autonome con una propria organizzazione e
una gerarc"ia ecclesiastica.
&uttavia questa specificit cristiana viene vista subito con sospetto: le autorit romane, generalmente al
viene dal perseguitar i cittadini o sudditi per motivi religiosi, avvertono subito la specificit e la diversit
del cristianesimo rispetto qualsiasi culto pagano e adottano atteggiamenti oscillanti. - volte sfruttano
l'ostilit popolare facendo dei cristiani dei /apri espiatori da colpire anc"e in mancanza di elementi
giuridici di colpevolezza7 altre volte cercano di regolamentare la repressione attenuandone gli eccessi. /on
il tempo le persecuzioni diventano sistematic"e e avviate per volont di diversi imperatori. 'intero vive
dentro di s1 una scissione sempre pi2 evidente e lacerante, in quanto la cultura cristiana si sviluppa e
contende a quella pagana. I cristiani, pur rispettosi di tutte le leggi dello 'tato, rifiutano di sacrificare agli
dei, di riconoscere la divinit dell'imperatore, di partecipare a tutto ci c"e pagano, insomma diventano
una realt a s1. a persecuzione rappresenta allora il tentativo di far regredire il diffondersi della nuova
religione, di ricondurre tutti all'osservanza delle leggi dello 'tato, a cominciare da quelle c"e "anno come
presupposto o come oggetto il paganesimo come religione civile e romana.
'i susseguono, perci, varie persecuzioni cruente, ma solo nel 404 si capisce c"e la repressione e le
persecuzioni non potranno decapitare il cristianesimo e c"e, anzi, esso pu rappresentare una forza nuova
c"e rafforzi l'impero e la sua unit, dal punto di vista culturale e politico.
.er questo motivo ci fu l'editto di /ostantino con il quale si riconosce per la prima volta la piena libert ai
cristiani di praticare il loro culto. Il cristianesimo viene legalizzato, ma viene anc"e inglobato in un
contesto politico e giuridico c"e tende ad influenzarlo e a modificarne alcuni caratteri.
Infatti, cristiani e pagani godono d'ora in poi della piena ed uguale libert religiosa, ma l'impero si attende
in cambio c"e ciascuno di essi preg"i la propria divinit perc"1 sostenga e favorisca le fortune e il destino
di (oma.
&ra l'editto di /ostantino ad altre 004 e l'editto di &eodosio del 489, il cristianesimo non lasciato in
condizione di mera legalit e libert, ma viene integrato nelle strutture giuridic"e e politic"e dell'impero.
In questo periodo, infatti, viene istituito un vero bilancio per il culto cristiano, attraverso cui si sosteneva
economicamente la costruzione di santuari e :asilic"e7 la figura del vescovo acquista rilievo
costituzionale7 alle singole c"iese viene riconosciuto il diritto di essere istituite eredi o legatarie. Il
fenomeno pi2 interessante il ruolo c"e l'imperatore assume nell'ambito delle strutture e delle vicende
cristiane, pur rimanendo egli ancora pontife; ma;imus, in quanto sommo sacerdote e capo della religione
pagana. /ostantino, pure essendo guida e garante del paganesimo, sin dall'inizio si erge a difensore
dell'unit della /"iesa cristiana, considerando tale unit come valore eminentemente politico. a
commistione tra potere politico e potere ecclesiastico si completa con l'esplodere della crisi ariana, c"e
sconvolge la /"iesa in tutto l'impero. -rio sosteneva c"e /risto non pu essere considerato alla stregua di
Dio, avendo avuto un'origine temporale, ma si trova in una posizione subordinata. %uesta teoria mette in
dubbio la divinit di /risto e il cuore stesso della fede cristiana, l'identit della /"iesa e la sua origine
divina. .oic"1 l'insegnamento di -rio si diffonde e conquista consensi in ogni parte, si prospetta o
l'esigenza di un concilio generale #il primo concilio ecumenico della storia cristiana$ c"e doveva definire
una dottrina valida e cogente per tutti. < /ostantino a convocare nel 45= il concilio di Nicea, nel quale si
condann -rio e si approv il credo cristiano, destinato a non cambiare nei secoli. a professione di fede
cristiana entra a far parte delle leggi dell'impero insieme agli altri canone approvati dal concilio, dopo la
promulgazione da parte di /ostantino, il quale divent arbitra garante delle scelte del concilio,
dell'ortodossia della dottrina e dell'unit della /"iesa.
Dopo l'editto di /ostantino, l'assimilazione della mentalit e della cultura formalistica romana, finisce col
plasmare definitivamente la /"iesa e con l'invadere la sfera della dottrina e della teologia. a religione si
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giuridicizza. 'assimilazione della mentalit romana risc"iava di trasformare il cristianesimo in una
religione normativizzata e normativizzante, pi2 attenta alla legge umana c"e al mistero divino.
'integrazione con l'impero diventa definitiva con l'editto di &essalonica di &eodosio #489$, c"e imponeva
a tutti di professare il cristianesimo. %uesto provvedimento fu solo l'inizio della legislazione c"e in poc"i
anni e lev il cristianesimo a livello di religione di stato. In seguito &eodosio ordin alla distruzione di
tutti i santuari, templi, edifici idolatrici. a storia quasi si rovescia. Il cristianesimo si vede attribuire
vantaggi e privilegi c"e prima erano del paganesimo. 'impero torna ad avere una sola religione e di
escludere dai diritti civili tutti quelli c"e non vi aderiscono.
Il cristianesimo introduce un'altra scissione nella societ civile e politica con la condanna degli eretici, di
coloro cio c"e pur facendo parte della comunit cristiana, si allontanano dal magistero ufficiale negando
una o pi2 verit di fede, soprattutto quelle proclamate dei concili ecumenici. Il pagano o l'infedele viene
visto come nemico esterno, mentre l'eretico come nemico interno e come tale andava estirpato, perc"1
provocava scandalo ed era causa di inquinamento della comunit. /on il tempo, il nemico interno venne
considerato anc"e pi2 pericoloso di quello esterno e per questo vennero adottate le misure pi2 si vede, tra
cui l'emarginazione, la pena di morte, l'isolamento e l'esilio. /on l'eresia si introduce la categoria del
pentimento o conversione del soggetto, c"e pu portare fino all'estinzione del reato e dei suoi effetti. /ol
pentimento si raggiungono due obiettivi: la reintegrazione del dissidente nella /"iesa e la tranquillit del
potere c"e non vede pi2 posta in discussione l'unit spirituale e politica della comunit.
'e la posizione di pagani #o infedeli$ ed egli eretici abbastanza c"iara, meno limpida la posizione degli
ebrei: gli ebrei, infatti, non sono pagani, perc"1 riconoscono e adorano lo stesso Dio dei cristiani, ma non
sono nemmeno eretici, in quanto non "anno abbracciato la fede cristiana perc"1 non riconoscono la figura
e il ruolo messianici di /risto. .er questi motivi, ad essi non pu applicarsi nessuna delle leggi c"e
cercano di difendere il cristianesimo dagli infedeli e dagli eretici.
-gli occ"i dei cristiani, gli ebrei sono figli di una promessa e di un dono divini c"e essi non intendono
onorare e come tali devono essere isolati e privati di ogni possibilit di espansione. %uesta logica
dell'isolamento port alle prime leggi c"e vietavano a gli ebrei di possedere sc"iavi cristiani, c"e punivano
con la morte c"i circoncideva uno sc"iavo e c"e proibivano i matrimoni tra i libri e cristiani.
PARAGRAFO #. LE C$IESE ORIENTALI DELLA SUBORDINA"IONE DELL!ORTODOSSIA
AL POTERE POLITICO.
dal 489 l')ccidente si identifica col cristianesimo e la sua storia insieme religiosa e politica,, in quanto si
realizza una speciale commistione tra spirituale e temporale, tra istituzioni civili ed ecclesiastic"e.
'impero si estende, insieme alla diffusione del cristianesimo, in tutta 6uropa e si fa forte dell'unificazione
teologica e dottrinale avutasi dopo gli otto concili ecumenici celebrati per definire il credo cristiano e la
disciplina della struttura ecclesiastica. 'uomo occidentale inizia a parlare lo stesso linguaggio religioso e
monoteista e legge gli stessi testi sacri. Il concilio di /ostantinopoli ribadisce la condanna dell'arianesimo.
Il concilio di 6feso affronta l'eresia di Nestorio, c"e aveva contestato la formula > !aria madre di Dio >, e
afferma l'esistenza in /risto di due nature, una umana e una divina, unite da vincolo essenzialmente
morale. +li ultimi due concili, quello di Nicea e il quarto di /ostantinopoli, si celebrano in un clima di
crescente divaricazione tra /"iesa d'oriente e /"iesa d')ccidente.
a /"iesa inizialmente aveva una comune struttura episcopale, c"e rifletteva l'originaria struttura
apostolica #i vescovi sono successori degli apostoli$. %uesta struttura episcopale, a sua volta, si articolava
in patriarcati, c"e agivano collegialmente senza vincoli di subordinazione gerarc"ica. /iascun patriarcato
riconosceva la sfera autonoma di giurisdizione degli altri. In quest'ottica anc"e il vescovo di (oma
considerato un patriarca #il patriarca d')ccidente$, anc"e se da sempre gli viene riconosciuta una certa
preminenza in materia di fede e di dottrina. Il suo parere e il suo consenso sono necessari perc"1 una
determinata dottrina possa essere ritenuta valida e legittima universalmente. Nei fatti, la situazione si
evolve lentamente verso una gerarc"izzazione dei patriarcati, al vertice dei quali si colloca il patriarcato di
/ostantinopoli. %uesto avviene per motivi essenzialmente politici, perc"1 il centro dell'impero si
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stabilmente situato in oriente, mentre (oma e l')ccidente sono considerati periferia dell'impero. /i
determin le fortune immediate di /ostantinopoli, ma ne prepar in qualc"e misura la decadenza, perc"1 il
patriarcato collega il suo destino a quello dell'impero e del potere politico. 'imperatore non svolge solo
un ruolo politico, ma parte integrante del sistema ecclesiale, perc"1 a lui sono affidate le sorti della
/"iesa. a subordinazione delle c"iese d'oriente si riflette a pi2 livelli. +li imperatori convocano i concili,
ne influenzano le decisioni e si intromettono nelle questioni ecclesiastic"e, ma ci non significa c"e i
patriarc"i d'oriente fossero figure senza spessore. *uol dire semplicemente c"e, in presenza di un
conflitto, /esare prevale e il patriarca subisce senza c"e la /"iesa possa dire nulla.
'u questa base nasce il cesaropapismo orientale, c"e ricalca il cesaropapismo della tradizione imperiale
romana e si basa su una subalternit continua della /"iesa di /ostantinopoli alla casa imperiale.
In qualit di capo supremo del potere giudiziario, l'imperatore convoca i tribunali ecclesiastici stabilendo
le cause c"e questi possono discutere. I suoi governatori vigilano sulla -mministrazione dei beni
ecclesiastici, sull'osservanza delle leggi canonic"e e sulle nomine alle caric"e e ecclesiastic"e, affinc"1
siano fatte secondo le convenienze politic"e.
.er quanto formalmente autonomi, i patriarcati d'oriente #-lessandria, 6feso, -ntioc"ia$, subiscono
l'autorit del patriarca di /ostantinopoli e con essa l'egemonia politica dell'imperatore. /ominciano cos@ a
nutrire sentimenti anti imperiali e a subire fermenti indipendentisti.
PARAGRAFO %. LA C$IESA D!OCCIDENTE. DALL!INFERIORIT& POLITICA
ALL!ASCESA PRIMA"IALE.
a /"iesa d')ccidente segue tutta altro percorso storico. Nel * secolo essa fuori dal circuito politico
imperiale, ma al centro delle invasioni barbaric"e c"e sconvolsero l'6uropa. Il vescovo di (oma, rispetto
al patriarca di /ostantinopoli, una figura debole ed emarginata geograficamente e politicamente.
&uttavia, questa sua debolezza anc"e la sua forza: infatti, al riparo dal controllo l'imperiale, il .apa da
vita ad un apparato dottrinale ed istituzionale c"e con il tempo divent il nucleo centrale dell'6uropa
cristiana. Il .apa nel corso del tempo bene visto sempre pi2 come massima autorit spirituale e garante
della vita politica europea.
Il processo attraverso cui (oma prevale su /ostantinopoli "a come base la formazione del primato
pontificio di giurisdizione, c"e port il vescovo romano a imporsi sulla /"iesa d')ccidente. (oma "a
sempre fruito di un primato d'onore, c"e gli venne riconosciuto universalmente in quanto sede
dell'apostolo .ietro. %uesto primato d'onore permise ai vescovi di (oma di svolgere un ruolo attivo in
materia liturgica, matrimoniale e dottrinale.
Dopo la legittimazione del cristianesimo del 404, (oma inizi una lenta accumulazione di poteri e
prerogative c"e /ostantinopoli non riconobbe. a dottrina del primato si svilupp senza interruzioni.
(oma respingeva tutto quanto veniva elaborato in oriente c"e potesse contraddire le prerogative del .apa.
In seguito era affermatala superiorit del pontefice sui vari gradi di giurisdizione episcopale e sullo stesso
concilio ecumenico e fond l'autorit del .apa sulla volont divina.
a conquista religiosa dell'6uropa frutto dell'azione propulsiva in missionaria dei pontefici romani. I
vescovi di (oma inviarono monaci ed ecclesiastici in Ing"ilterra, in Irlanda e tra i barbari per creare i
primi nuclei di cristiani, cosa non facile se si pensa c"e l'6uropa precristiana, soprattutto al centro e al
Nord, era una realt pagana, promiscua i costumi, spesso dedita ancora ai sacrifici umani e c"e
l'educazione al cristianesimo fu il frutto di un lungo cammino di civilizzazione.
(oma, dunque, dovette affrontare da sola il problema dell'allargamento dei confini del cristianesimo, ma
fu proprio questa solitudine a trasformare il .apa in capo religioso e politico autonomo.
+regorio magno fu il primo ad avvertire c"e il distacco dall'oriente era storicamente inevitabile e, insieme
l'attivit missionaria, svolse un'intensa attivit diplomatica verso i nuovi regni per avvicinarli a (oma e
farne lo strumento di difesa e di sostegno del papato. In altri termini sono i pontefici c"e, resi i dovuti
omaggi formali agli imperatori d'oriente, trattano e contrattano e convertono i barbari invasori.
=
Inoltre, in questo periodo, era in vigore un decreto imperiale in base al quale, dopo ogni elezione papale,
bisognava stendere un atto notarile e inviarla /ostantinopoli perc"1 l'imperatore confermasse la nomina
del vescovo di (oma. 'enza la conferma imperiale, l'eletto non poteva essere consacrato. In seguito, anc"e
a causa dei ritardi conseguenti ai viaggi di andata e ritorno delle missive, venne autorizzato l'esarca di
(avenna ad esercitare le prerogative imperiali. 'i tratt di un segno c"e /ostantinopoli non considerava
pi2 l'elezione del .apa come una questione politica di primaria importanza.
PARAGRAFO ': LA SEPARA"IONE DEL 1('% TRA ROMA E COSTANTINOPOLI.
CATTOLICI E ORTODOSSI NELLA PRIMA DIVISIONE RELIGIOSA D!EUROPA.
/on il tempo, il rapporto di (oma con :isanzio si allenta fino a diventare puramente formale.
In questo periodo il vescovo di (oma matura un disegno ambizioso, quale quello di dare vita ad un nuovo
intero nell'area occidentale e lo realizza quando eone terzo incorona nella notte di Natale dell'899 /arlo
magno imperatore di romani. 'intento il .apa eone non era quello di contrapporre un imperatore
d')ccidente a quello d'oriente, ma riportare la sede imperiale da /ostantinopoli a (oma. 'incoronazione
di /arlo magno consente al pontefice di vivere ed agire all'interno di una dimensione politica c"e lui
stesso "a creato e legittimato. -gli occ"i di c"iunque il potere del .apa eguaglia il potere dell'imperatore.
%uando nel 09=? /ostantinopoli e a (oma si separano con uno scambio di scomunica reciproc"e,
cambiata la condizione storica e istituzionale delle c"iese d'oriente e )ccidente. (oma vive integrata nel
sacro romano impero ed alla vigilia di una rinascenza. In questo periodola /"iesa di (oma vive una
particolare esperienza di tipo cesaropapista, all'interno della quale l'elezione del pontefice era affidata
all'imperatore. Infine, una volta eletto, il vescovo di (oma non pu essere consacrato se non dopo
l'approvazione imperiale c"e deve prestare giuramento di fedelt all'imperatore: di fattosi consente c"e
l'imperatore controlli l'elezione del pontefice fin quasi a poterne designare il candidato. Il papato, in
questo periodo vive un momento di grande decadenza.
/ostantinopoli, invece, non attraversa nei secoli IA3AI una decadenza cos@ accentuata, anc"e se "a cessato
di essere il centro della cristianit mediterranea.
'evento c"e matura nel 09=? e c"e determina lo scisma tra le due c"iese segnala prima grande divisione
religiosa dell'6uropa cristiana. I motivi dello scisma stanno fondamentalmente nelle gelosie c"e una
/"iesa nutre verso l'altra e nella 6voluzione storico politica c"e ciascuna di esse "a vissuto negli ultimi
secoli. /ostantinopoli non "a mai accettato c"e il vescovo di (oma si stia costruito un intero, n1 tanto
meno c"e si sia attribuito quella posizione di preminenza. e due c"iese si sono affermate in sfere di
giurisdizione diverse, "anno costumi e mentalit differenti e non vogliono cedere nulla di ci c"e "anno
conquistato nel proprio campo. o scisma, insomma, affonda le sue radici in esperienze e abitudini
diverse.
PARAGRAFO ): L!ESPANSIONE MILITARE MUSULMANA E LA RIDU"IONE DEL
CRISTIANESIMO A FENOMENO OCCIDENTALE.
-lla separazione del 09=? si giunge quando gi da tempo il cristianesimo si arrende di fronte all'Islam.
(eligione dominante su tutto il bacino mediterraneo ed in espansione in -sia e verso l'6uropa
settentrionale, il cristianesimo subisce dal *II secolo in poi una disfatta ad opera della religione islamica,
rigidamente monoteista e germogliata all'interno della cultura araba tra le popolazioni nomadi del deserto.
a conquista musulmana dell'-sia minore, dell'-frica e di parte della penisola iberica avviene in un lasso
di tempo molto breve e si realizza secondo moduli differenziati c"e prevedono la conquista militare, un
regime di parziale tolleranza e di sottomissione fiscale delle popolazioni, infine un lento ma inarrestabile
processo di islamizzazione delle popolazioni locali.
'Islam distingue nettamente il comportamento da tenere verso i pagani, e verso i credenti nelle altre due
religioni monoteista e, cio i libri e cristiani. -i primi non lasciato spazio perc"1 devono sottomettersi e
aderire all'Islam oppure morire. -i secondi non si pu far violenza per costringerli alla nuova fede, perc"1
sono seguaci delle religioni del libro e sono protetti. -d essi si offre un trattamento rispettoso delle loro
B
credenze e dei loro costumi, sottomettendoli al tempo stesso ad un regime di imposizione fiscale c"e le
differenze rispetto ai veri credenti. In pratica devono pagare un tributo ai conquistatori dei, ma sono
esentate dall'assoggettamento alla legge coranica e restano sottoposte al proprio capo religioso.
.roprio per questo atteggiamento si terrorizzato c"e l'Islam fosse pi2 tollerante del cristianesimo,
malattie si perde consistenza stessi ben sa c"e l'imposizione fiscale per quanti non sono musulmani finisce
col diventare un regime di pressione sociale e psicologica c"e non lascia spazio all'esistenza di
popolazioni di diversa appartenenza religiosa.
Islamizzazione dell'oriente e dell'-frica mediterranea "a anc"e altre ragioni. Infatti, l'innesto del
cristianesimo stato spesso superficiale e ci "a favorito la conquista islamica, anc"e perc"1 alcuni
patriarcati preferivano spesso i nuovi dominatori agli odiati bizantino, confidando nelle promesse di
rispetto della libert religiosa dei capi militari musulmani. e promesse dei conquistatori sono
inizialmente mantenute, ma con il tempo la maggior parte delle popolazioni aderisce alla nuova religione
lasciandole istituzioni cristiane come cattedrali nel deserto, accerc"iati prima e sommersa e poi
dall'islamizzazione definitiva.
'invasione islamica si rivela presto come fenomeno irreversibile, tale da ridurre il cristianesimo a
Cenomeno 6uropeo e occidentale.
PARAGRAFO *: LA RIFORMA GREGORIANA DEL +I SECOLO E LA NUOVA
STRUTTURA"IONE DELLA C$IESA DI ROMA.
'ul finire del primo millennio ci fu un grande movimento di denuncia e di riforma, c"e trov concretezza
con +regorio *II e fu alla base della rinascenza ecclesiastica c"e dar al cattolicesimo il volto e le
strutture attuali.
a riforma gregoriana del AI secolo mira a realizzare tre obiettivi principali:
l'emancipazione del papato dalla soggezione all'impero7 a rinascenza cristiana cominci con papa
Niccol II, c"e affid l'elezione del .apa alla libera scelta dei cardinali e la sottrasse all'influenza della
casa imperiale e dei gruppi politici romani. -ll'imperatore si doveva dare solo notizia dell'avvenuta
elezione senza attendere alcun placet, e senza subire veti. Nacque cos@ l'istituto del conclave, come
riunione degli elettori del .apa
la definitiva affermazione del celibato ecclesiastico7 a questo proposito Niccol II dett norme sul
celibato ecclesiastico, c"e impediscono a qualunque ordinato in sacris di celebrare nozze valide, il modo
tale c"e il clero risulti un corpo sociale interamente dedito al servizio ecclesiastico. &ra le motivazioni
c"e spingono alla castit c' la motivazione ascetico3morale c"e vede nella continenza e nella castit gli
strumenti privilegiati per il perfezionamento spirituale dell'individuo7 la motivazione pastorale3
istituzionale, per la quale il matrimonio impedirebbe al clero di costituirsi in personale e ecclesiastico
stabile e autonomo rispetto agli impegni mondani7 la motivazione economico3proprietaria, in quanto un
prete spossato inevitabilmente deve far fronte alle esigenze economic"e della famiglia, la quale vorrebbe
anc"e i problemi ereditari nei confronti della propriet e ecclesiastica affidata al singolo sacerdote.
la rivendicazione dell'autonomia del corpo clericale attraverso la lotta delle investiture. -ltro
fondamento della riforma gregoriana costituito proprio dalla rivendicazione del diritto esclusivo della
/"iesa di procedere alle nomine #investiture$ dei titolari c"e gli uffici e delle dignit ecclesiastic"e,
senza interferenze da parte civile.
Intero movimento di riforma della /"iesa pu realizzarsi soltanto con la piena valorizzazione del
primato pontificio: il papato si propone come potere unico, universale, c"e non "a eguali nella /"iesa e
nel mondo e pu assoggettare a s1 ogni altra istituzione e ecclesiastica o politica. Nei fatti, ormai il .apa
l'unico soggetto al mondo c"e pu fare tutto. +regorio *II afferma il potere del pontefice sull'intero e
su gli imperatori.
D
Dentro la cornice della riforma gregoriana i due poteri centrali, l'impero e il papato, si riorganizzano essi
strutturano in modo tale da amalgamarsi in modo stabile e definitivo, con la spartizione di diritti e doveri,
prerogative e competenze, tra istituzioni civili e religiose.
En penetrante controllo del costume morale e religioso viene esercitato attraverso l, -isi., /as.orali ,
l!0so 1,l /o.,r, 1i 2orr,2.io. Il parroco e il vescovo, attraverso le visite capillari alle proprie
circoscrizioni, osservano e individuano le colpe pi2 gravi e frequenti dei propri fedeli, e utilizzano diversi
mezzi correttivi di, c"e vanno da ammonimenti privati o pi2 piccini, a denunce alle autorit ecclesiastic"e,
all'applicazione di sanzioni c"e possono andare dall'ammenda fino alla scomunica. .roprio alla scomunica
costituisce uno dei pi2 efficaci mezzi di pressione per far rispettare le norme canonic"e. 6ssa implica una
serie di conseguenze nei rapporti sociali, a cominciare dall'esclusione della comunit dei fidi li e
dall'esercizio dei diritti civili fondamentali.
'i afferma infine la 2om/,.,34a 1,lla C5i,sa s0l ma.rimo3io , s0lla 6ami7lia. a /"iesa elabora una
normativa sempre pi2 restrittiva su gli impedimenti c"e contribuisce a fare del matrimonio un istituto
fortemente specializzante e rigorosamente monogamico. Nonostante ci, fino al AII secolo la competenza
a regolare matrimonio e famiglia resta saldamente nelle mani dello 'tato. a /"iesa d'oriente d il primo
impulso alla celebrazione religiosa del matrimonio sancendo l'obbligo delle nozze religiose con legge
civile. a /"iesa di (oma pi2 tardi superer di gran lunga l'impostazione orientali dando vita ad un vero e
proprio sistema matrimoniale canonico c"e con il tempo sancisce l'indissolubilit, la forma matrimoniale,
la competenza ecclesiastica sulla giurisdizione matrimoniale.
PARAGRAFO 8: LA C$IESA, IL DENARO, L!ACCUMULA"IONE PROPRIETARIA. IL
PRIVILEGIO DEL FORO E L!IN9UISI"IONE.
a pressione della /"iesa e delle sue istituzioni si fa sentire anc"e in materia economica e finanziaria, in
alcuni ambiti giudiziari, ma difficile trovare un campo del vivere civile e nel quale la /"iesa non abbia il
suo spicc"io di competenza.
a /"iesa "a affinato da tempo gli strumenti D6- accumulazione proprietaria c"e riguardano gli ordini
monastici e religiosi, gli uffici e ecclesiastici veri e propri. +li ordini religiosi si fondano sul voto di
povert individuale dei singoli appartenenti, ma accumulano sempre pi2 ampie ricc"ezze collettive,
soprattutto di tipo immobiliare, con i pi2 svariati sistemi.
- ci si aggiunge lo strumento della 1,2ima ,22l,sias.i2a, il cui obbligo viene esteso a tutte le rendite
senza eccezione, dei prodotti della terra agli animali da stalla e da cortile, agli utili del commercio e
dell'industria, e deve essere pagata da c"iunque, anc"e dal re.
&ra il tredicesimo e AI* secolo si aggiunge la pratica delle 1,2im, /a/ali #0 decimo o un ventesimo delle
entrate annue$, imposte per eventi straordinari #crociate, guerre contro i turc"i...$ c"e fanno crescere di
insofferenza e l'ostilit della popolazione e delle autorit civili verso una tassazione c"e si ritiene
vessatoria e ingiusta.
e fonti di finanziamento della /"iesa non sono finite. En istituto importante quello del /a.ro3a.o,
mediante il quale si ottengono fondi per la costruzione di monumentali edifici di culto, monasteri,
complessi religiosi, da parte di personaggi influenti e ricc"i. -l patrono viene c"iesto di sostenere le spese
per la costruzione dell'immobile e in cambio il patrono ottiene diritti e privilegi, quale il diritto di nomina
del rettore o del capo della comunit, il diritto di sepoltura in loco, il diritto all'assistenza in caso di
bisogno.
Infine, il cittadino3fedele vede crescere il ruolo alla presenza della /"iesa a livello repressivo con lo
sviluppo misurato del /ri-il,7io 1,l 6oro e con la istituzione e diffusione dei .rib03ali , l!i3:0isi4io3, ,
1,ll, loro /ra.i25, /,rs,20.ori,.
Il giudice ecclesiastico decide e per il cittadino le sentenze dei tribunali della /"iesa "anno reale efficacia
al pari delle sentenze civili. 6 nei tribunali ecclesiastici il laico convenuto vivere una condizione ambigua
e svantaggiata.
8
.er quanto riguarda il privilegio del foro, le prime competenze esclusive di tribunali ecclesiastici sono le
cause riferite alla fede, ai sacramenti, alle cerimonie ecclesiastic"e e al vincolo matrimoniale, ma si finisce
per rendere i tribunali ecclesiastici competenti nelle controversie c"e coinvolgono i laici c"e prestano
servizio presso e ecclesiastici, i monaci alle monac"e, le istituzioni ecclesiastic"e e le pie fondazioni di
qualsiasi natura, comprese le scuole e le universit.
%uanto all'inquisizione, essa diventa il nuovo strumento con il quale la /"iesa conduce la guerra di
sterminio degli eretici. 6sso si sovrappone e si sostituisce alla competenza dei vescovi, in quanto
esercitata per mezzo di delegati pontifici c"e agiscono in piena autonomia. 6ssi sono inviati nelle diverse
nazioni per cercare e reprimere l'eresia, a livello individuale o comunitario. 'inquisizione si fonda sul
principio della ricerca delle eretici: per questo l'inquisitore viaggia e si sistema nelle diverse localit di una
regione su cui "a giurisdizione e vi apre le sessioni del tribunale con l'editto di grazia e l'editto di fede.
/on l'editto di grazia sollecita la confessione spontanea delle eretici, cui segue la remissione della colpa e
l'irrogazione delle pene canonic"e. 'editto di fede apre la fase delle delazioni perc"1 impone a c"iunque
di denunciare i casi evidenti o soltanto sospetti di eresia.
a procedura si sviluppa contestando la colpa dell'interessato, ma senza la presenza di avvocati o assistenti
e prosegue utilizzando lo strumento della tortura fisica. Il processo si conclude con una sentenza contro
cui non ammesso appello. Il diritto canonico prevede una serie di pene c"e vengono comminate a
seconda della gravit della colpa, ammesso c"e l'eretico non si penta e non si converta. 6sse prevedono il
carcere, la confisca dei beni, la distruzione della casa, l'esclusione dei figli degli eretici dalle caric"e
ecclesiastic"e fino alla seconda generazione. 'inquisitore "a sempre la possibilit di consegnare il
condannato al braccio secolare c"e autonomamente provvede all'esecuzione capitale in linea di massima
attraverso combustione.
PARAGRAFO ;: AFFERMA"IONE E DECLINO DELLA TEOCRA"IA DA GREGORIO VII A
BONIFACIO VIII. LA VOCA"IONE TEMPORALISTA DELLA C$IESA
a (es .ublica /"ristiana si realizza compiutamente soltanto con l'affermazione della tendenza teocratica
c"e, rovesciandolo sc"ema cesaropapista, pone al vertice dei poteri quello pontificio. &uttavia il .apa non
"a mai voluto farsi imperatore, ma "a preteso di assoggettare l'imperatore al proprio controllo, rendendo
lui e le altre autorit civili esecutori delle leggi, delle decisioni della /"iesa. Di qui il conflitto c"e
caratterizza l'epoca teocratica tra .apato e impero, dal momento c"e l'impero pur accettando la logica
/onfessionista del sistema non "a mai accettato la subalternit piena al .apato.
+regorio *II per la prima volta afferma c"e il .apa pu deporre l'imperatore: tuttavia non lo pu deporre a
suo piacimento per contrasti politici o temporali ma soltanto quando l'imperatore, in quanto civis3Cidelis
sottoposto alla sua giurisdizione spirituale, incorre in qualc"e colpa grave c"e legittima l'adozione di
sanzioni spirituali. .er cui la deposizione dal trono imperiale una mera inevitabile conseguenza di un
provvedimento squisitamente spirituale.
Nel corso dei secoli ci sono state numerose deposizioni di imperatori c"e testimoniano le sempre maggiori
pretese pontificie. &ra i casi pi2 eclatanti c' quello di Cederico II, c"e collezion pi2 scomunic"e di ogni
altro imperatore.
'pett proprio a Cederico II, dopo l'ennesima scomunica, lanciare il primo avvertimento ai sovrani
d'6uropa c"e in ciascun paese stavano costituendo gli stati nazionali e li mise in guardia sul fatto c"e il
potere reclamato dei pontefici era ormai senza confini.
Il sogno teocratico si infranse a causa di Cilippo il bello, il quale, sul finire del 499, riuscii ad umiliare il
.apa :onifacio *III e a cambiare il corso della /"iesa e d'6uropa. Il conflitto si annuncia quando il .apa
in una bolla dic"iar di voler fare da intermediario tra Ing"ilterra, Crancia e +ermania dal momento c"e le
controversie tra questi paesi coinvolgevano questioni di competenza della 'anta 'ede. Il re di Crancia,
invece, come risposta, inform il legato pontificio c"e il governo del regno compete a lui soltanto c"e
egli non riconosceva alcuna autorit superiore e non intendeva sottoporre ad alcuno le questioni del
governo temporale.
F
Cilippo il bello convoc gli stati generali di Crancia ai quali sottopose la questione se fosse lecito al .apa
esercitare la sovranit temporale sul re e in terra francese. aici e /lero francesi risposero negativamente.
Cilippo il bello fin@ con umiliare ad -nagni :onifacio *III di fronte all'6uropa intera, provocandone di l@ a
poco la morte.
Da questo momento in poi in 6uropa si crea una nuova situazione: comincia un cammino quasi inverso a
quello c"e aveva portato il papato a primeggiare sull'impero e la /"iesa a dominare sulla societ civile.
-desso il papato c"e perde in potere, autorevolezza, dimensione universale. /lemente * si convince a
trasferire la 'ede .ontificia ad -vignone e questo periodo, definito cattivit avignonese, dimostra al
mondo intero c"e il .apa stato sradicato da quella centralit c"e si era costruita.
%uando termina l'esilio avignonese, si apre per la /"iesa la crisi interna c"e sfocia nel grande scisma
d')ccidente, scisma provocato dalla divisione del collegio /ardinalizio, c"e elesse due pontefici, attorno
ai quali si raccolsero cardinali di diversa obbedienza.
a crisi viene risolta utilizzando lo strumento ecclesiastico del concilio ecumenico, al quale veniva
riconosciuto un certo potere di intervento per eventuali crisi di vertice. Nel concilio di costanza, ci fu il
ridimensionamento del ruolo del pontefice e venne affermatala superiorit del concilio in materia di fede e
di disciplina7 in pi2 si tratteggi il ruolo del .apa alla stregua di quello di un monarca costituzionale.
/i c"e cambi dunque l'idea del .apa: i sovrani nazionali tendevano ormai a ridurre i poteri della sede
romana.
PARAGRAFO 1(: LA CADUTA DI COSTANTINOPOLI, LA RECON9UISTA DELLA
PENISOLA IBERICA, IL CONTENIMENTO DELL!ISLAM.
!entre (oma vive la prima decadenza del papato, maturano a destra ed ovest del continente fatti ed eventi
storici c"e rimodellano la carta religiosa dell'6uropa e segnano i confini definitivi tra cristianesimo e
Islam. a conquista di /ostantinopoli del 0?=4 da parte dell'impero romano allo stesso tempo il
coronamento di secolari ambizioni del mondo islamico e il risultato delle perduranti divisioni tra le c"iese
cristiane d'oriente e d')ccidente.
'episodio c"e fa degradare i rapporti tra (oma e /ostantinopoli legato alla conquista e al sacc"eggio
della capitale dell'impero :isanzio, c"e viene spogliata delle sue ricc"ezze, da parte dei protagonisti della
quarta crociata nel 0594.
Nel 0?=4 /ostantinopoli venne assediata e conquistata. 'eccidio c"e ne segue "a il sapore di una pulizia
etnica certamente porta alla sostituzione dell'Islam al posto dell'antica religione cristiana. /on il tempo,
le c"iese cristiane si trasformano in mosc"ee, le conversioni si moltiplicano, la societ viene governata dal
/orano come codice fondamentale della vita politica e civile.
/aduta /ostantinopoli, la /"iesa d'oriente si inaridisce nel suo centro spirituale.
'e l'6uropa perde /ostantinopoli nel 0?=4, nello stesso periodo l'Islam perde la penisola iberica la cui
riconquista impegna le case regnanti del .ortogallo e i re cattolici di 'pagna. 'i tratt di una riconquista
lunga e dolorosa.
In oriente l'impero ottomano aveva posto fine al periodo d'oro della civilt islamica e aveva fatto emergere
il profilo peggiore della dominazione musulmana, aveva accentuato pratic"e di sc"iavizzazione di gruppi
cristiani e metodi di direzione politica fondati sull'arbitrio dei sovrani.
Diversa invece l'esperienza islamica nella penisola iberica, dalla quale scaturisce una civilt colta e
tollerante, nell'ambito della quale convivono uomini di fede diversa.
a caduta di granada nel 0?F5 segna la fine della dominazione musulmana. a riconquistasi completa con
la crociata cristiana, con l'intento di rendere cattolica l'intera penisola e provoca in 'pagna una sorta di
pulizia etnico3confessionale condotta congiuntamente dalla monarc"ia e dai tribunali dell'inquisizione.
.roprio per procedere alla cristianizzazione del paese, vengono emanati in 'pagna i cosiddetti diritti di
espulsione, c"e offrono agli ebrei e ai musulmani l'alternativa tra l'abbandono del territorio spagnolo e la
conversione mediante battesimo. !olti lasciano la 'pagna, ma molti si fanno battezzare per convenienza.
-vendo ricevuto il battesimo, essi ricadono pienamente sotto la giurisdizione inquisitoriale.
09
&uttavia, il rapporto tra cristianit e Islam non si esaurisce nella caduta di /ostantinopoli e nella
riconquista della penisola iberica. Da quel momento inizia la resistenza cristiana contro i ricorrenti
tentativi ottomani di espandere i propri domini in 6uropa di cristiani riescono a contenere l'Islam nel suo
tentativo di dilagare dell'6uropa centrale.
%uesti episodi riducono il patriarca di /ostantinopoli in una condizione di cattivit politica, c"e impedisce
loro di svolgere qualsiasi ruolo autonomo e, anzi, li riduce a compiere atti di subalternit.
PARAGRAFO 11: LA RIFORMA PROTESTANTE E LA NUOVA DIVISIONE RELIGIOSA
DELL!EUROPA
Dopo la caduta di /ostantinopoli e la riconquista della penisola iberica, la /"iesa di (oma subisce la
lacerazione pi2 dolorosa della storia c"e provoca una nuova divisione religiosa e politica dell'6uropa. a
scintilla viene dalla +ermania ad opera di un monaco agostiniano !artin utero.
utero pone un abisso tra la creatura e il suo creatore7 secondo lui l'uomo colpevole quasi per
definizione, non "a energie autonome ne possibilit di riscattarsi per avvicinarsi a Dio, quindi per meritare
la salvezza, ma la misericordia di Dio talmente grande c"e, per la fede e attraverso la fede, egli giustifica
l'uomo e le sue colpe. a salvezza diventa parte di un disegno divino c"e l'uomo non conosce. a
giustificazione per la fede diventa il punto di rottura con l'ortodossia e la dottrina romana.
-gli occ"i di utero, (oma si appropriata della /"iesa la piegata alle sue esigenze e ai suoi interessi,
l'"a riempita di regole costruite da mano umana, fino ad informarla e farne qualcosa di completamente
diverso da quella voluta dal suo fondatore.
utero critica anc"e le indulgenze, perc"1 con esse (oma vende un po' dovunque il riscatto per denaro di
annate di purgatorio.
%uando alla porta della c"iesa del castello di Gittenberg vengono esposte le F= tesi di utero,
quest'ultimo trova immediati e inaspettati sostegni da parte di personalit politic"e c"e gli garantiscono
per anni l'immunit e la sicurezza contro le tante ric"ieste di consegna nelle mani dell'autorit ecclesiastica
c"e giungono da (oma.
In queste tesi:
1. si sostiene c"e i cristiani devono in primo luogo tornare alla fonte della propria fede, ossia alla scrittura
e quindi alla parola di Dio. I fedeli devono leggere direttamente le scritture e sentirsi tutti uguali. /ade
in questo modo la distinzione tra ecclesiastici e laici, c"e non "a alcuna ragione di esistere.
. 'i sostiene anc"e c"e Non vero c"e il .apa non pu mai sbagliare ed necessario c"e il concilio
punisca il .apa, vero usurpatore di poteri non suoi.
#. 'i nega ogni validit ai sacramenti c"e non siano il battesimo, la penitenza e dell'eucaristia. In seguito
vengono cancellati anc"e i voti religiosi di povert, castit e obbedienza.
%. 'econdo utero il .apa "a un potere c"e il legittimo in radice.
'. utero afferma la teoria dei due regni: il regno spirituale e il regno secolare. 6ntrambi sono voluti da
Dio, ma agiscono in modo diverso. Il primo governato da Dio attraverso la sua parola e il *angelo. Il
regno secolare si fonda su regole c"e derivano in buona sostanza dalla colpa e dal peccato c"e "anno
corrotto nell'intimo la natura umana.
). I due regni, 'tato e /"iesa, restano uniti ma per utero questa unione si risolve a tutto vantaggio del
potere temporale.
*. Non ci sono pi2 tribunali ecclesiastici, perc"1 a quanto occorre alla c"iesa provvedono i tribunali dello
'tato e non ci sono pi2 tutte le intromissioni ecclesiastic"e nella vita privata, finanziaria, pubblica dei
singoli e della collettivit.
8. a /"iesa nello stesso tempo c"iede allo stato di proteggerla: nasce la /"iesa territoriale di 'tato, posta
sotto la guida di un concistoro c"e diventa una assemblea composta da consiglieri del principe, e
esperti di diritto e teologia e diretta dal sovrano territoriale. Dunque si rovescia lo sc"ema presente nei
paesi cattolici: mentre in questi la /"iesa si unisce al potere politico ma poi rivendica vaste
competenze temporali, con utero lo 'tato lasciato libero di fare quel c"e vuole senza c"e altra
autorit possa criticarlo o contestarlo.
00
utero cambia la storia d'6uropa e provoca una nuova divisione religiosa e politica del continente.
Nascono movimenti e c"iese nuove, ciascuno dei quali pende dalle scritture ci c"e pi2 gli sembra
importante o c"e pi2 gli aggrada e vi costruisce attorno una istituzione, una dottrina, una liturgia.
Nasce il calvinismo, gli anabattisti, i puritani, i metodisti, i .entecostali, gli avventisti. &utti questi
movimenti rifiutano autorit centrali troppo potenti e vogliono la loro autonomia, dandosi una struttura
istituzionale pi2 o meno marcata.
.eculiare la vicenda c"e coinvolge l'Ing"ilterra, dove 6nrico *III si distacca da (oma quando questa non
vuole invalidare il suo matrimonio con /aterina d'-ragona: per questo fece approvare dal parlamento
l'atto di supremazia con il quale si vede riconosciuto il titolo di Enico 'upremo capo della /"iesa
d'Ing"ilterra. Nasce cos@ la /"iesa anglicana, c"e mantiene molti tratti del cattolicesimo, ma su due
questioni segue integralmente la lezione protestante, ossia l'abolizione del celibato dei periti e la
soppressione dei monasteri con il conseguente incameramento dei beni.
PARAGRAFO 1: IL GIURISDI"IONALI SONO CATTOLICO E LE GUERRE DI
RELIGIONE. IL PRINCIPIO DI TOLLERAN"A RELIGIOSA.
a riforma uterana influenza direttamente anc"e l'altra parte d'6uropa c"e resta cattolica. I sovrani
cattolici sanno c"e i protestanti "anno torto sul piano della dottrina, ma "anno ragione quando sostengono
c"e il costume del clero discutibile soprattutto nei confronti del denaro e dell'accumulazione delle
ricc"ezze, c"e il foro ecclesiastico troppo invadente in questioni c"e "anno poco a c"e vedere con
questioni ecclesiastic"e e c"e l'attivit dell'inquisizione semina paura in ogni ambiente.
I sovrani e gli stati cattolici restano fedeli alla /"iesa di (oma, ma sentono di dover prestare da vicino la
/"iesa e le sue strutture, controllarle, limitarne l'influenza sullo 'tato e sui cittadini.
Da qui nasce il giurisdizionali istmo c"e si afferma in 6uropa tra il A*I e il ventesimo secolo. In una
prima fase, ogni atto normativo della /"iesa acquista efficacia solo se munito del placet regio, c"e viene
concesso o negato in funzione degli interessi dello 'tato nel momento. 'uccessivamente il placet regio
condizione per la validit stessa dell'atto normativo.
/on l'affermazione del principio per il quale la legge frutto esclusivo della potest e capacit legislativa
dello 'tato, il diritto canonico viene di fatto posto ai margini della realt giuridica 'tatuale e le stesse
prerogative e immunit ecclesiastic"e finiscono col diventare vere e proprie eccezioni al diritto comune
c"e lo 'tato tollera pi2 o meno malvolentieri.
'u un punto l'6uropa, divisa religiosamente e politicamente, ancora unita, sull'intolleranza c"e ciascuno
'tato, protestante o cattolico c"e sia riserva a quanti non si riconoscono nelle rispettive religioni ufficiali.
Il primo impatto della riforma quello di moltiplicare le eresie e gli eretici in tutta 6uropa. /iascuno
eretico nei confronti degli altri, quindi ciascuno, ritenendosi nel vero, cerca di distruggere gli altri.
)ltre le guerre interne a ciascuno 'tato, per annientare i rispettivi eretici, guerre di religione ancor pi2
disastrose vengono combattute nei territori tedesc"i c"e si dividono tra l'adesione alla riforma della fedelt
al .apa. -l termine delle guerre vengono stipulati due trattati c"e introducono i primi illimitati
riconoscimenti del diritto di libert religiosa, c"e valgono solo per le terre germanic"e. a pace di -ugusta
sancisce il principio per il quale il sovrano capo religioso nel suo territorio e pu scegliere la religione
cattolica o quella uterana. I sudditi devono seguire la religione del sovrano oppure emigrare in uno stato
in cui si professi la propria fede.
a pace di Gestfalia ribadisce c"e oltre le religioni cattolica, uterana e calvinista, non sono tollerate altre
religioni7 tuttavia, il sovrano pu concedere ai sudditi di praticare in forma privata il proprio culto, anc"e
se diverso dai tre citati, e di educare in esso i figli, senza subire discriminazioni.
PARAGRAFO 1#: SEPARATISMO E MODERNIT& NELL!AREA CRISTIANA.
SEPARATISMO AMICO DELLE C$IESE E SEPARATISMO OSTILE.
05
Ena rivoluzione epocale da quando il cristianesimo stato dic"iarata religione dell,impero, si realizza
quando sul finire del D99 si affermano negli 'tati Eniti d'-merica e in Crancia i principi delle istituzioni
dello S.a.o mo1,r3o s,/ara.is.a. 'e il protestantesimo aveva disseminato l,occidente di c"iese e di
movimenti religiosi i pi2 disparati,il separatismo si identifica nella modernit, proclamando c"e mai pi2 lo
'tato si interesser di teologia o di dottrina religiosa, e c"e teologia e religione saranno lasciate nella libera
disponibilit del cittadino, ma non avranno pi2 nulla a c"e vedere con lo 'tato, con le sue istituzioni e con
il diritto pubblico. D,ora in poi ciascuno sceglier se credere o se appartenere ad una comunit
confessionale senza c"e lo stato interessi alcunc"1 delle loro scelte:
o 'tato si strutturer definitivamente come ente autocefalo, decidendo ogni legame con la teologia e le
c"iese,anzi non si pronuncer nemmeno sull,esistenza o meno di Dio. 'otto il profilo storico il
separatismo si identifica con la modernit,ossia nella voglia della collettivit di liberarsi da ogni vincolo
ecclesiastico autoritario,lo 'tato "a in s1 la propria legittimazione,e in quanto 'tato sovrano l,unica
fonte del diritto nel proprio ambito territoriale7
Il diritto canonico e ogni diritto confessionale cessano di avere rilevanza giuridica e con essi vengono
meno gli istituti essenziali del vecc"io sistema unionista.
Il foro ecclesiastico abolito e tutti i cittadini sono sottoposti alla stessa giurisdizione.
Il matrimonio non pi2 di competenza della /"iesa cattolica e si identifica con il matrimonio civile,tutti
i cittadini di ogni fede o orientamento vi possono accedere .
)gni forma diretta o indiretta di controllo dell'autorit religiosa sulla vita personale di cittadini viene
meno e le scelte personali di &ipo confessionale assumono carattere puramente privato,infine lo 'tato si
struttura in modo tale da assolvere con propri uffici civili funzioni prima espletate dalla
c"iese#nascite,sepolture,matrimoni,ecc$.In altri termini cessa di esistere il civis3fidelis con i doppi
legami,le doppie fedelt,le doppie sudditanze c"e doveva sopportare ed sostituito dal cittadino
,soggetto ad un solo ordinamento,
'i afferma per il cittadino il diritto di libert religiosa e scompaiono dal mondo giuridico i concetti di
ortodossia e di eresia. 'i affermano invece la facolt di credere e di non credere, di aderire ad una /"iesa
e di allontanarsene senza subire sanzioni ecc.. Il cittadino vede cessare ogni sudditanza verso gli apparati
religiosi. Il religioso, d'altro canto, se vorr abbandonare la vita monaca alle potr farlo senza subire
condanne o emarginazioni.Il cittadino vede cessare ogni sudditanza verso gli apparati religiosi,non
pag"er pi2 decime,registrer le nascite all,anagrafe anzic"1 nei registri parrocc"iali,potr sposarsi
civilmente ed essere sepolto in santa pace.
a rivoluzione separatista il punto di approdo di un variegato movimento di pensiero c"e tra il seicento e
il settecento cambia il corso della filosofia e della scienza politica,e nel quale si intrecciano percorsi
diversi qualc"e volta contrapposti.Dalla grande lezione di +rozio, Hobbes e ocIe deriva la teoria
giusnaturalistica c"e vede lo 'tato un soggetto dai fini non illimitati,proteso al bene comune ,fondato sulla
divisione e sull,equilibrio dei poteri.In 6mmanuel Jant ,il maggiore teorico dell,illuminismo
continentale,non soltanto presente alcun astio verso la religione e le c"iese,ma si trova uno spirito
elevatissimo c"e interpreta la fede in Dio come un bisogno essenziale dell,uomo ,sia pure sostenibile
esclusivamente dalla ragion pratica.
Il separatismo, quando viene ad essere concretamente realizzato, riceve due attuazioni profondamente
diverse e gli 'tati Eniti d'-merica e in Crancia.
Negli 'tati Eniti d'-merica, il nuovo stato s@ proclama ed amico di tutte le religioni pur senza
abbracciarne alcuna. Il nuovo ordine giuridico si fonda sulla fede comune in Dio, oltre c"e sull'equilibrio
dei poteri, tra cui spiccano anc"e le c"iese e utilizza il pluralismo confessionale come strumento di forza e
di sostegno, anzic"1 di divisione e di conflitto della collettivit.
'opposto accade negli stati cattolici europei, in particolare in Crancia dove scoppia la scintilla
rivoluzionaria del 0D8F . %ui non c, traccia del pluralismo religioso si erge una sola confessione, quella
04
cattolica, c"e "a accumulato ricc"ezza e potere pi2 di qualunque altro soggetto. Nasce perci uno stato
accentrato e burocratico e la /"iesa cattolica, invece di cogliere l'opportunit storica per una riforma della
sua presenza sociale, interpreta gli eventi c"e si collegano la svolta separatista come il frutto di una rivolta
contro l'ordine antico, contro la volont divina e contro i diritti inalienabili dell'unica vera religione, e
dic"iara una guerra totale contro la modernit ponendosi come il nemico irriducibile dello 'tato liberale.
PARAGRAFO 1%: DIRITTO, STATO, RELIGIONE NEGLI STATI UNITI D!AMERICA, IN
FRANCIA E NELL!EUROPA DEL +I+ SECOLO.
+li 'tati Eniti d'-merica garantiscono la libert religiosa per ogni cittadino o gruppo sociale. &uttavia, se
il cittadino viene e emancipato dalla soggezione ai due poteri, civile ed ecclesiastico, e potr professare
qualsiasi opinione o fede religiosa, nell'ordinamento statunitense si afferma un particolare favor religionis.
Ne conseguano ostilit e diffidenza verso ogni posizione non religiosa o ateistica, in quanto la religiosit e
il rigorismo morale sono talmente radicati da rendere inconcepibile indifferenza religiosa. 'ostilit
dunque discende dall'impronta strettamente cristiana della legislazione tanto c"e in -merica si pu parlare
pi2 di libert nella religione c"e di libert dalla religione.
Inoltre, lo 'tato nordamericano lascia largo spazio ai soggetti privati, e tra questi alle c"iese e confessioni
religiose, in ambiti sociali e si limita a svolgere una funzione amministrativa e di coordinamento centrale.
'appartenenza di cittadini ai gruppi /onfessionali solo in parte questione privata mentre si riflette nei
principali istituti della vita civile: infatti il matrimonio resta a lungo riconosciuto solo in quanto contratto
con vincolo religioso l'istruzione permeata di /onfessionismo. In sostanza, il separatismo americano si
qualifica per l'essere amico della religione e delle c"iese ostile verso ogni forma di miscredenza e di
ateismo.
'e il separatismo del Nord -merica sinonimo di concordia tra le c"iese e tra c"iese e 'tato, in 6uropa,
soprattutto in Crancia, separatismo sinonimo di modernit e di conflitto insieme, di conquista di libert e
di anticlericalismo, di evoluzione e di fratture sociali.
In Crancia di vengono sanciti i principi fondamentali di una societ laica e democratica, come il principio
di uguaglianza, il diritto di libert religiosa, il diritto di opinione e di parola, l'abolizione dei diritti feudali
e dei privilegi clericali.
o 'tato decide come deve essere organizzata la /"iesa, opera una nuova sistemazione delle diocesi e
decreta c"e i vescovi e i parroci devono essere eletti dalla popolazione con la partecipazione anc"e di non
cattolici. o stato quindi si fa protagonista della reformatio ecclesiae. Il clero e stipendiato dallo 'tato e si
impone a tutti gli ecclesiastici il giuramento di fedelt alla costituzione civile.
Nella seconda fase della rivoluzione francese prevale invece l'ostilit antireligiosa e si cerca di liquidare
l'avversario. Dopo la follia sanguinaria del terrore, resta all'6uropa l'eredit della prima rivoluzione e con
essa la salutare separazione tra 'tato e /"iesa. -lla neutralit dello 'tato nei confronti di qualsiasi fede o
dottrina religiosa corrisponde la piena di libert religiosa per i cittadini, c"e si estende alla garanzia della
libert di coscienza comprensiva degli orientamenti ateistici. a religione insomma diventa una questione
privata c"e non deve toccare la sfera pubblica dello 'tato. &uttavia di dentro questa riforma si celano
anc"e le forzature del separatismo: si aboliscono gli ordini religiosi essi incamerano i loro beni, si
cancellano segni simboli da ogni istituzione sociale, nessuna cerimonia pubblica pu avere carattere
religioso, la scuola viene la eccitata.
'899 il secolo della svolta laica e separatista, anc"e se ciascun paese la vide e la assimila a modo suo.
In Crancia, Napoleone, concludendo con la 'anta 'ede un concordato, riconfessionalizza l'ordinamento,
ma dopo il crollo dell'impero napoleonico, tale concordato viene abolito e da quel momento la Crancia
torna ad essere il paese separatista per eccellenza.
In Italia, dopo l'unificazione nazionale, viene creata una forma moderata di separatismo, c"e viene creata e
sviluppata senza alcuna forma di violenza, ma con una particolare attenzione alle esigenze di libert e di
autonomia del cattolicesimo italiano.
0?
Di in +ran :retagna si cerca di riconoscere progressivamente la libert religiosa, mentre in +ermania alla
fine del D99 viene concessa ad ogni abitante dello 'tato piena libert di credenza e di coscienza.
PARAGRAFO 1': IL TOTALITARISMO, DI DESTRA E DI SINISTRA, DEL ++ SECOLO.
COMUNISMO < SEPARATISMO ATEISTICA. FASCISMO E SVOLTA CONCORDATARIA
Il AA secolo segnato dal trionfo e dalla caduta del totalitarismo ideologico e dello 'tato totalitario.
!orale, diritti umani, rispetto della persona sono considerati dallo 'tato totalitario come debolezze
ingannatrici, mentre i miti della razza, della classe, della conquista e sottomissione di altri popoli di altre
nazioni trionfano facendo del F99 il secolo delle i biologi di guerra e delle guerre di sterminio
dell'umanit.
Il .o.ali.arismo 2om03is.a, c"e si realizza in (ussia, proclama c"e sono nemici storici tutti coloro c"e
non si riconoscono nel progetto di edificare una societ senza classi c"e pongono tra questi nemici storici
e la religione e le c"iese. In particolare, la religione da combattere soprattutto sul terreno ideologico.
a svolta separatista del 0F0D realizza una vera e profonda modernizzazione, introducendo molte riforme:
si ritrovano la fine del cesaropapismo, la proclamazione del diritto di libert religiosa e di coscienza, la
laicizzazione degli apparati pubblici, la riduzione della religione e delle c"iese a fenomeni privati, la totale
irrilevanza civile dei rapporti interconfessionali. &uttavia tale assetto ideologico del nuovo sistema
normativo finisce con lo stravolgere il concetto stesso di separatismo. 'abolizione della propriet e
dell'iniziativa privata trasforma la condizione delle c"iese riducendole ad un livello di totale
emarginazione. Di fatto, quasi tutto viene consegnato nelle mani dello 'tato, nulla resta nella disponibilit
dei privati, e quindi delle c"iese. *iene abolito, oltre all'insegnamento religioso nelle scuole pubblic"e, il
concetto stesso di scuola privata. *engono proibite riunioni religiose o di altro genere e non soltanto viene
abolita la propriet e ecclesiastica e esistente, perc"1 nazionalizzate integralmente, ma si inibisce alla
stessa possibilit di accumulo di :eni per le c"iese.
Il separatismo viene poi svuotato di ogni contenuto di laicit quando l'ordinamento sovietico cancellala
neutralit della legge in materia religiosa e plasma un vero stato ideologico ad impronta ateistica: nelle
scuole si procede alla divulgazione dell'ateismo scientifico, nel partito comunista ammesso soltanto c"i
ateo e, per disposizione costituzionale, l'accesso alle principali caric"e direttive dello 'tato riservato
soltanto i membri del partito. .er cui, in unione sovietica la fede religiosa e espone i cittadini al risc"io di
emarginazione e persecuzione.
N,l .o.ali.arismo 1i 1,s.ra, invece, la paura del comunismo spinge le borg"esi e nazionali ad allearsi con
quei movimenti di tipo fascistico c"e promettono ordine e restaurazione dell'autorit, e coltivano disegni
di potenza economica e militare.
a religione, in particolare quella cattolica, svolge un ruolo non secondario nella crisi del regime liberale,
soprattutto perc"1 sono tutti cattolici quei paesi nei quali il fascismo si afferma. Il ruolo del cattolicesimo
spesso decisivo, perc"1 i regimi totalitari vogliono fare della /"iesa uno strumento di coesione sociale e
di consenso politico e perc"1 la /"iesa crede di poter utilizzare, da parte sua, i regimi illiberali per
restaurare qualcosa del vecc"io ordine e per introdurre una svolta neoconfessionista nei rapporti tra 'tato e
c"iese. Il totalitarismo di destra vede una convergenza di interessi tra 'tato e /"iesa c"e si esprime nella
stipulazione di diversi concordati.
Il concordato con la +ermania di Hitler ebbe c"iaro intento strumentale: da parte del nazismo c"e voleva
garantirsi l'appoggio di una imponente componente sociale7 da parte della /"iesa c"e intendeva ottenere
prestigio e prerogative giuridic"e.
+li altri concordati in Italia, -ustria, 'pagna e .ortogallo presentano una grande uniformit di contenuti e
riflettono il tentativo di restaurare il prestigio e parte dei poteri della /"iesa cattolica c"e erano andati
persi nel precedente sistema separatista. 'picca in tutti concordati la riassunzione della religione cattolica
a sola religione dello 'tato7 viene reintrodotto l'insegnamento della religione cattolica in forma quasi
obbligatoria in tutti i gradi dell'istruzione7 viene riconosciutala giurisdizione esclusiva dei tribunali
ecclesiastici nelle cause di nullit. 'i tratta, in sostanza, di un piccolo ritorno del privilegio del foro.
0=
e confessioni non cattolic"e rientrano in un limbo di discriminazioni e di emarginazione e, in +ermania,
la legislazione discriminatoria razzista da vita a quel olocausto di milioni di ebrei.
PARAGRAFO 1): FINE DEL TOTALITARISMO, SECONDA MODERNIT&, DIRITTI UMANI.
/on il fallimento del totalitarismo, l')ccidente indotto a fare un bilancio della modernit. Infatti il
secondo F99 prima di tutto epoca di revisioni. 'i ripensa alla pi2 grande democrazia dell')ccidente
intrisa di spirito religioso e si riscopre c"e essa "a convissuto per oltre un secolo con la sc"iavit2 e, fino a
poco tempo fa con il razzismo.
Nelle radici del totalitarismo sono coinvolte anc"e le c"iese e le religioni. 'oltanto con il concilio
*aticano II il cattolicesimo si riconcilia con la modernit, supera le condanne ottocentesca e c"e si
pronuncia a favore della forma democratica dello 'tato e del diritto di libert religiosa.
Insieme a questa generale revisione critica, si apre una fase storica nella quale si cerca di ridimensionare e
trasfigurare il ruolo dello 'tato. Il primo ridimensionamento si realizza a livello internazionale, dove si fa
strada l'idea c"e il mondo intero debba essere governato da una autorit mondiale dotata di forza
sufficiente per imporsi ai singoli stati. .er questo venne creata la carta delle Nazioni Enite nel 0F?=, c"e
affermava il diritto3dovere di intervento della comunit internazionale nei casi in cui si verific"ino
aggressioni militari verso uno o pi2 stati, o venga messo al risc"io il valore supremo della pace e della
convivenza tra i popoli.
Inoltre, l'ordinamento internazionale detta norme generali c"e devono cambiare il volto dello stato anc"e
nei suoi assetti interni e nei rapporti con i cittadini, affermando all'articolo 0 della dic"iarazione universale
dei diritti dell'uomo c"e tutti gli esseri umani nascono liberi ed uguali in dignit e diritti. I diritti umani
diventano il nuovo paradigma delle relazioni internazionali e della trasformazione dello 'tato. *erso la
fine del F99 si afferma il principio di ingerenza umanitaria, in base al quale l')nu pu intervenire con
strumenti progressivamente coercitivi per porre fine a gravi e ripetute violazioni dei diritti umani nei
confronti di popolazioni o minoranze etnic"e e religiose da parte dei singoli stati sovrani.
PARAGRAFO 1*: LE TRADI"IONI ORTODOSSA, PROTESTANTE, CATTOLICA,
NELL!EUROPA DEI DIRITTI UMANI E DEL PLURALISMO. NUOVO CONFRONTO TRA LE
RELIGIONI DEL LIBRO.
a seconda modernit investe appieno la questione religiosa e le tradizioni /onfessionali 6uropee.
-ccanto al cristianesimo esistono larg"e fasce di pensiero e di ateismo essi affermano movimenti religiosi
di nuova formazione o di derivazione orientale. Inoltre, il flusso migratorio di massa degli ultimi decenni
provoca l'inserimento nel tessuto sociale di popolazioni, pratic"e di vita e di costume, legate a culture e
religioni diverse, spesso di origine islamica, c"e appaiono in qualc"e punto contrapposte a principi e
valori fondamentali della tradizione europea. In questo modo, il fenomeno del multiculturalismo e la
relativa diffusione di nuovi movimenti religiosi riflette una sorta di pluralismo senza confini c"e
caratterizzala seconda modernit.
I cambiamenti pi2 graduali e meno cromatici intervengono nelle due forme classic"e di separatismo Negli
'tati Eniti e in Crancia, in un cammino di convergenza c"e fa a costare modelli un tempo molto diversi.
Nel separatismo statunitense si andato estinguendosi quel favor religionis c"e lo caratterizzava alle
origini, e c"e era alla base dell'ostilit verso il libero pensiero e verso l'ateismo.
'altra forma di separatismo, quello francese, invece, vede attenuarsi all'opposto l'impronta di ostilit nei
confronti della religione e della /"iesa cattolica in particolare.
.er quanto riguardala riforma dei vecc"i concordati, soprattutto in 'pagna e in Italia, essa li "a trasformati
da '&(E!6N&I neoconfessionista in accordi fondati sulla reciproca autonomia tra 'tato e /"iesa, con
l'abolizione, oltre c"e della religione di 'tato, di quel tessuto normativo c"e mortificava l'autonomia e la
laicit delle istituzioni pubblic"e. /i non "a impedito la sopravvivenza di alcuni residui del passato, in
particolare e perdurante riconoscimento della giurisdizione canonica delle nullit matrimoniali.
0B
- conclusione di questo processo di rinnovamento e di revisione, c"e "a investito prima l'6uropa
occidentale e poi quella centrale ed orientale, si pu dire c"e quasi non c' paese europeo c"e non viva
oggi in un sistema giuridico rispettoso della libert politica, religiosa e di pensiero. Inoltre, deve segnalarsi
c"e quasi met dell'6uropa "a stipulato con rinnovato un concordato con la 'anta 'ede o delle intese con
altre confessioni religiose.
Infine, la seconda modernit vede riannodarsi i fili del confronto e dello scontro fra le tre religioni del
libro nella terra in cui sono germinate. Nel dopoguerra nato lo 'tato di Israele, c"e rappresenta la patria
per tutti quegli ebrei c"e vogliono accedervi o tornarvi e la legge delle ritorno del 0F=9 agevola
l'immigrazione ebraica e costituisce lo strumento per il consolidamento etnico ebraico dello 'tato.
Il rifiuto dello 'tato ebraico da parte araba e la mancata realizzazione dello 'tato palestinese, secondo le
decisioni dell')nu del 0F?D, provocano un conflitto permanente tra Israele e mondo arabo c"e tra le
cause non secondarie e l'insorgenza del fondamentalismo islamico.
D'altra parte, il mondo islamico da sempre assoggettato a dittature feroci c"e impediscono un'evoluzione
democratica della societ. 'incontro tra dittatura del fondamentalismo si tradotto in una miscela da cui
derivata la pratica terrorista c"e "a colpito a lungo Israele, ma c"e "a colpito anc"e gli 'tati Eniti, la
'pagna nel 599? e l'Ing"ilterra nel 599=.
Dunque la piena riconciliazione tra le grandi tradizioni cristiane e tra le religioni del libro nelle regioni
mediterranee costituisce ancora oggi un'utopia.
CAPITOLO : LAICITA= E LIBERTA= RELIGIOSA
PARAGRAFO 1: COSTITU"IONE E LAICIT& DELLO STATO
/i sono tre direttrici fondamentali e gerarc"icamente ordinate c"e caratterizzano la laicit del nostro
ordinamento.
Lai2i.> 1,llo S.a.o , lib,r.> r,li7iosa : esse sono state affermate dagli artt. 5, 4,8.0F della costituzione.
%uesti artt. affermano il diritto di libert e uguaglianza di cittadini in materia religiosa. Il diritto di
professare liberamente la propria fede religiosa # articolo 0F$, l'uguaglianza di cittadini senza distinzione
di religione #articolo 4$, e il riconoscimento dei diritti inviolabili dell'uomo #articolo 5$ costituiscono i
capisaldi c"e lo 'tato laico c"e esclude qualsiasi tipo di limitazione, discriminazione o condizionamento
di cittadini sotto il profilo religioso. Inoltre, l'articolo 8 c"e afferma c"e > tutte le confessioni sono
ugualmente libere di fronte alla legge > esclude c"e lo 'tato sia in qualc"e modo interessato a favorire l'
espansionismo di una confessione rispetto alle altre. %uindi laicit assunto a livello costituzionale nel
significato di neutralit dello 'tato rispetto alle molteplici espressioni della fenomenologia religiosa.
Cara..,r, so2ial, , -alor, s.ori2o 1,lla r,li7io3, , 1,ll, 2o36,ssio3i r,li7ios,: lo 'tato riconosce le
formazioni sociali, tra le quali si annoverano le confessioni religiose, nelle quali si svolge la personalit
dell'uomo e si impegna a rimuovere gli ostacoli c"e limitandola libert e l'uguaglianza anc"e religiosa di
cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana #articolo 4$. Inoltre sancisce il diritto di
organizzarsi di tutte le confessioni religiose e si propone di entrare in rapporto con esse attraverso accordi
#/oncordato o intese$ c"e disciplinano le relazioni ecclesiastic"e. o 'tato, dunque, vede la libert
religiosa come libert positiva, nel senso c"e ritiene necessario intervenire per agevolare e favorire
l,effettivit del diritto di libert religiosa da parte di cittadini e delle istituzioni confessionali. Il carattere
sociale della religione provoca una divaricazione nel sistema delle fonti del diritto ecclesiastico, c"e
vengono distinte tra:
3 fonti unilaterali: il processo di formazione tutto interno all'ordinamento.
3 Conti bilaterali: il processo di formazione prevede la partecipazione delle singole confessioni per la
stipulazione del /oncordato e delle intese.
0D
Ra//or.o /0bbli2o?/ri-a.o: nella tradizione europea ottocentesca, lo 'tato era il principale soggetto
attivo e gestore dei servizi pubblici essenziali come la scuola, l'educazione e l'assistenza, mentre le
iniziative private in campo scolastico, educativo e assistenziale sono rimaste fortemente minoritarie nella
costituzione e riconosce sempre il ruolo di privati con qualc"e remora, anteponendo sempre le funzioni
sociali dello 'tato e degli enti pubblici territoriali. &uttavia, la dottrina "a cercato di attenuare lo squilibrio
tra pubblico e privato cercando di far guardare con favore la dimensione privatistica.
In conclusione si pu dire c"e il sistema di relazioni tra 'tato e /"iesa c"e si era radicato nell'ordinamento
italiano si fonda su tre principi fondamentali: la piena neutralit e laicit dello 'tato in materia religiosa
c"e garantisce il diritto di libert e d'uguaglianza religiosa a tutti cittadini7 il riconoscimento del carattere
sociale della religione e la scelta del mondo pattizio per regolare i rapporti istituzionali tra 'tato di c"iese7
il mutamento del rapporto tra pubblico e privato attraverso un pi2 ampio riconoscimento dei diritti e delle
agevolazioni per le iniziative e le strutture privatistic"e. Da ci deriva la qualificazione di 'tato laico
sociale.
PARAGRAFO : STATO LAICO SOCIALE E FONTI DEL DIRITTO ECCLESIASTICO
a qualificazione dello 'tato in materia religiosa condiziona le fonti del diritto ecclesiastico interno. o
'tato separatista evita di instaurare rapporti con le c"iese e le sottopone ad un diritto comune c"e
considera le confessioni religiose in modo paritario.
'olitamente nei paesi cattolici c' una commistione di fonti unilaterali statali e di fonti di derivazione
bilaterale. %ueste ultime sono di tipo concordatario e il loro contenuti sono tali da imprimere un forte
connotato confessioni sta all'ordinamento. .er gran parte del AA secolo /oncordato sinonimo di
neoconfessionismo e i paesi concordatari sono quelli c"e dismettono la qualificazione laica dello 'tato. In
seguito in quasi tutti i paesi concordatari lo 'tato "a riacquisito un carattere laico e pluralista, in
conseguenza della fine del totalitarismo fascista e della rinascenza dello 'tato democratico. &uttavia
anzic"1 provocare l'abolizione delle fonti di derivazione bilaterale e quindi dei concordati, la rinascenza
democratica "a indotto ad estendere il metodo della bilateralit anc"e ad altri culti acattolici.
Di conseguenza, questi ordinamenti "anno un sis.,ma 1i 6o3.i 1i 1iri..o ,22l,sias.i2o particolarmente
complesso: un tipico esempio di ordinamento particolarmente complicato dal punto di vista delle fonti del
diritto ecclesiastico quello italiano. a pluralit delle fonti caratterizzata da una forte ripetitivit, c"e si
riscontra soprattutto nelle norme di diritto internazionale e nelle norme di derivazione bilaterale. Il
fenomeno della ripetitivit "a una sua ragione c"e si rinviene nell'esperienza autoritaria e costituzionale
c"e i era arrivata a negare ad alcuni culti la libert religiosa e a privilegiare la confessione cattolica.
.ertanto, quando il regime costituzionale si proceduto alla riforma dei .atti ateranensi, e alla
stipulazione delle intese con i culti acattolici, ciascuna confessione, per paura c"e un giorno la
/ostituzione potesse venir meno, "a c"iesto ed ottenuto di ripetere nel rispettivo testo pattizio diritti di
libert e garanzie di autonomia gi contenuti nella costituzione o nelle fonti di diritto internazionale.
FONTI DI DIRITTO INTERNA"IONALE:
convenzioni
trattati
dic"iarazioni.
08
e fonti di diritto internazionale sempre pi2 spesso dettano principi e disposizioni a tutela dei diritti
umani, in particolare della libert religiosa, dei diritti delle minoranze, delle diversit e tenute e culturali,
c"e l'uguaglianza tra uomo e donna.
Ena fonte di diritto internazionale molto importante la 1i25iara4io3, 03i-,rsal, 1,i 1iri..i 1,ll!0omo
1,l 1;%8 c"e prevede all'articolo 08 c"e ogni individuo "a diritto alla libert di pensiero, di coscienza e di
religione e questo diritto include la libert di cambiare religione o credo, la libert di manifestare la
propria religione o credo nell'insegnamento, nel culto e nell'osservanza diritti. %uest'ampia individuazione
del diritto di libert di coscienza viene applicata anc"e all'educazione dei fanciulli.
FONTI DI DIRITTO INTERNO:
6o3.i 03ila.,rali s.a.ali
fonti unilaterali costituzionali.
Conti ordinarie:
3 fonti ordinarie generic"e : sono fonti c"e disciplinano materie pi2 ampia e diverse rispetto a quella
ecclesiastica, ma contengono norme direttamente o indirettamente attinenti a qualc"e aspetto religioso o
confessionale. &ra le principali fonti ordinarie si ricordano i codici di merito e di procedura c"e regolano
gli edifici di culto, il segreto dei ministri di culto, i delitti contro la religione, il divorzio, i diversi tipi di
obiezione di coscienza...
3 fonti ordinarie specific"e : disciplinano direttamente alcune materie ecclesiastic"e o confessionali. a
principale fonte ordinaria specifica la legge 00=FK 5F sull'esercizio dei culti ammessi nello stato, c"e
disciplinale confessioni diverse da quella cattolica
legislazione regionale: "a agito principalmente sui temi dell'assistenza, dell'istruzione e dell'edilizia di
culto.
Fo3.i 1i 1,ri-a4io3, bila.,ral, : sono i patti lateranensi e le intese: gli accordi con le confessioni
religiose dovrebbero disciplinare le relazioni istituzionali tra 'tato e /"iesa senza invadere settori gi
regolati a livello costituzionale.
.atti ateranensi: sono stati firmati ' 00 Cebbraio 0F5F e constano del &rattato del aterano, c"e
risolve la questione romana in via definitiva, e del /oncordato, c"e regola la condizione della /"iesa
cattolica in Italia. I patti sono stati riformati nel 0F8? e tra le varie novit stato abrogato l'articolo 0 c"e
definiva il carattere confessioni sta dello 'tato. Inoltre stato integralmente riscritto il /oncordato. -
seguito di tale riforma sono stati elaborati dei testi pattizi successivi c"e danno attuazione a principi e a
norme del /oncordato in specific"e materie. Il pi2 importante testo pattizio la legge 555K 8=, c"e
contiene disposizioni sugli enti e beni ecclesiastici e per il sostentamento del clero .
intese con i culti acattolici: un'importante settore della legislazione bilaterale, elaborate e
stipulate a partire dal 0F8?, in attuazione dell'articolo 8 della costituzione e approvate con relativo disegno
di legge.. %ueste affiancano il /oncordato con la /"iesa cattolica e servono per disciplinare i culti di
minoranza e a realizzare una condizione quanto pi2 possibile paritaria per tutte le confessioni religiose.
PARAGRAFO #: LIBERT& RELIGIOSA E PROCESSI DI INTEGRA"IONE EUROPEA
I processi di integrazione europea sono due:
3 il vero e proprio processo di unificazione dell'6uropa, cui corrispondono gli organismi comunitari e c"e
"a nella corte di giustizia di ussemburgo il massimo organo giurisdizionale.
3 l'integrazione c"e "a come punto di riferimento la convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e
delle libert fondamentali e c"e "a nella corte europea dei diritti dell'uomo di 'trasburgo il massimo
organo giurisdizionale.
En principio generale molto importante in ambito europeo c"e le relazioni tra 'tato e c"iese e la
disciplina delle materie ecclesiastic"e sono di esclusiva competenza dei singoli stati membri e c"e l'unione
0F
non pu intervenire sulle rispettive legislazioni nazionali. %uesto principio confermato anc"e dal fatto
c"e la convenzione europea del 0F=9 nel momento stesso in cui enuncia il diritto di libert religiosa non
sfiora il tema delle relazioni c"e possono stabilirsi tra 'tato e c"iese o confessioni religiose nei diversi
ordinamenti. /i non toglie, per, c"e sia gli organismi comunitari c"e quelli collegati al consiglio
d'6uropa, siano sempre pi2 capaci di incidere sulla legislazione ecclesiastica dei singoli stati.
6sistono gi oggi i principi di libert religiosa e di non discriminazione nel diritto comunitario.
Di particolare importanza l'articolo F della convenzione europea c"e stabilisce la libert di pensiero, di
coscienza, di religione, di cambiare religione, di manifestare la propria religione o convinzione e c"e
stabilisce anc"e c"e la libert di manifestare la propria religione non pu essere oggetto di restrizioni
tranne quelle previste dalla legge.
-nc"e Direttive, regolamenti e atti politici #in particolare le risoluzioni del parlamento europeo in tema di
tutela delle minoranze religiose, della libert di istruzione...$ possono interferire con la legislazione
ecclesiastica dei singoli stati.
Dal punto di vista giurisdizionale, la corte di giustizia di ussemburgo "a la competenza a valutare la
congruit dell'ordinamento comunitario rispetto alla tutela dei diritti umani e delle libert fondamentali.
6ssa cio giudica dei ricorsi presentati da c"i si sente leso da normative o atti comunitari o da c"i lamenta
una lesione delle normative comunitarie da parte della legislazione nazionale.
Diversa e pi2 ampia e la competenza della corte europea dei diritti dell'uomo di 'trasburgo c"e giudica
essenzialmente sulla base della convenzione del 0F=9, e alla quale possono ricorrere tutti i cittadini c"e
abbiano esperito i rimedi giurisdizionali nei rispettivi ordinamenti nazionali. &ra l'altro articolo F della
convenzione del 0F=9 prevede tra le restrizioni possibili per il diritto di libert religiosa quelle della
sicurezza pubblica, della protezione dell'ordine pubblico, della salute e della morale pubblica o per la
protezione di diritti delle libert altrui. 'i sviluppata cio una notevole gamma di valori o interessi
concorrenziali c"e agevolano una giurisprudenza restrittiva in presenza di situazioni nazionali specific"e.
PARAGRAFO %: LIBERT& RELIGIOSA < LIBERT& DI COSCIEN"A
DELL!ORDINAMENTO ITALIANO
Il diritto di libert religiosa molto importante nell'ordinamento costituzionale essendo tutelato in tutte le
sue manifestazioni ed essendo rapportato al principio di uguaglianza dei cittadini.
6sso si trova formulato:
articolo 4 costituzione, c"e garantisce l'uguaglianza e la pari dignit sociale dei cittadini a
prescindere dalla religione di ciascuno.
-rticolo 8, c"e afferma l'uguale libert di tutte le confessioni religiose davanti alla legge.
-rticolo 0F, c"e dic"iara c"e tutti "anno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa
in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il
culto, purc"1 non si tratti di riti contrari al buon costume.
%ueste formulazioni costituiscono una reazione ai limiti del regime autoritario, c"e dava la preminenza
alla religione cattolica, divenuta la sola religione dello 'tato e limitandola libert delle confessioni. .er
evitare il ripetersi di queste misure repressive, la /ostituzione "a escluso c"e possa esercitarsi un controllo
di merito sui contenuti della fede religiosa professata dai cittadini e sui principi dottrinali di una
confessione religiosa, c"e prevede solo il limite del buon costume nei confronti dei diritti. /i significa
c"e lo 'tato italiano non pu utilizzare il principio di ordine pubblico o di buon costume per sindacare
preventivamente il diritto di libert per i cittadini o per una confessione religiosa predisponendo allo scopo
leggi speciali.
.roblema: la libert religiosa deve intendersi anc"e come libert di coscienza, comprensiva cio delle
opinioni e degli orientamenti non religiosiL
59
Interpretazione prevalente un'interpretazione restrittiva del diritto di libert religiosa, in quanto afferma
c"e le norme costituzionali si limitino a tutelare la fede religiosa in quanto tale. In altri termini il mancato
ric"iamo all'ateismo comporterebbe c"e l'uguaglianza dei cittadini limitata a quanti professano un
determinato credo, qualunque esso sia.
.er quanto riguarda l!a.,ismo, se questo si concreta in un semplice orientamento della coscienza
individuale, irrilevante lecito, tranne quando diventa antireligioso ed entra in conflitto con
l'ordinamento. -ttualmente questa impostazione non pi2 seguita: stata infatti recuperata
interpretazione di Crancesco (uffini per il quale le libert religiosa la facolt spettante all'individuo di
credere a quello c"e pi2 gli piace o di non credere c"e pi2 gli piace a nulla. Inoltre il fenomeno ateistico
finisce sempre per risultare strettamente collegato col fenomeno religioso. 'ul piano normativo questa tesi
dell'interdipendenza tra religione, agnosticismo e ateismo stata acquisita e la materia regolata da
principi c"e tendono a tutelare in maniera paritaria le diverse risposte c"e gli uomini danno al problema
religioso. -nc"e a livello europeo si va affermandola parit tra ateismo e religione e anc"e nel nostro
diritto interno, molti settori dell'ordinamento si sono evoluti in modo tale da porre su un piano di totale
parit le opinioni religiose e opinioni non religiose, anc"e se la normativa costituzionale non sancisce
l'omologazione delle organizzazioni filosofic"e alle confessioni religiose.
En altro problema relativo all'ateismo se questo possa ambire ad un trattamento uguale a quello fatto alle
confessioni religiose, anc"e quando per sua natura non potrebbe ambire a certi riconoscimenti. 'econdo la
dottrina prevalente questo non sarebbe possibile, perc"1 le confessioni religiose "anno diritti, dei simboli e
delle esigenze di rispetto e di protezione da offese avversarie, c"e invece nessuna tendenza o scuola
filosofica postula. .er questo sufficiente la libert di espressione, di propaganda, di stampa e di
insegnamento per tutelare l'ateismo, mentre le confessioni religiose "anno bisogno di altre protezioni.
PARAGRAFO ': LIBERT& DI CULTO, LIMITI, AGEVOLA"IONI
a libert di culto consiste nella libert di celebrare liberamente, in privato e in pubblico, i riti della
propria confessione ed un diritto fondamentale connesso alla libert religiosa. a celebrazione del rito
esprime l'esigenza di entrare in rapporto con la trascendenza e al tempo stesso riflette il bisogno di
manifestare la propria professione di fede # difficile trovare una confessione c"e non prevede
celebrazione pubblic"e di riti$. Inoltre, poco dopo il radicamento in un territorio, ogni confessione tende a
costruire i suoi primi edifici di culto perc"1 diventino il luogo di raduno dei fedeli e insieme il simbolo
della propria presenza nella societ.
'ordinamento italiano garantisce attualmente la libert di culto nel modo pi2 ampio: infatti oltre a
sottoporre i riti all'esclusivo limite del buon costume, garantisce una serie di diritti, agevolazioni
giuridic"e e finanziarie, tesi a favorire l'esercizio del culto per qualsiasi confessione religiosa c"e abbia un
minimo di radicamento nel territorio.
B0o3 2os.0m,: per quanto riguarda il limite del buon costume previsto dall'articolo 0F della costituzione,
si ritiene c"e esso non s'identific"i soltanto con la morale sessuale, ma comprende anc"e il rispetto per la
persona umana nei suoi cosiddetti diritti personalissimi il rispetto per gli organi, le istituzioni e gli
ordinamenti pubblici statali, nonc"1 nel rispetto di quelle leggi c"e assicurano la libera e pacifica
convivenza.
In ogni caso, a prescindere dalle interpretazioni del buon costume, nella concreta celebrazione del rito,
non ci possono essere manifestazioni e atti contrari al pudore sessuale, manifestazioni ingiuriose nei
confronti di persone o istituzioni statali, pratic"e aberranti come il sacrificio di animali o pratic"e dirette a
privare i partecipanti della loro piene libera coscienza. In questi casi l'intervento repressivo sar lecito e
commisurata alle specific"e manifestazioni e ai singoli atti.
)ltre al limite del buon costume, espressamente previsto dall'articolo 0F della costituzione, ci sono anc"e
altre norme e altri limiti c"e riguardano alle modalit e i tempi: tra gli altri limiti troviamo il buon senso,
50
la tutela della quiete pubblica, della propriet pubblica e privata c"e proibiscono comportamenti anomali
#non ammissibile per esempio un'assemblea di fedeli in piena notte per celebrare un rito rumoroso$. Il
rispetto di tali norme necessario anc"e quando la celebrazione di riti cerimonie collettive si svolta
all'interno di case private.
In ogni caso, ogni volta c"e un -utorit confessionale vuole fare una cerimonia religiosa al di fuori dei
propri templi #per esempio una processione$ ne deve dare previa informativa alle autorit competenti per
avere le debite autorizzazioni e per concordare tragitti e tempi della cerimonia, affinc"1 siano rispondenti
alle esigenze urbanistic"e e di viabilit. %uesti )neri, non costituiscono limiti all'esercizio della libert di
culto, ma sono condizioni per il corretto funzionamento del sistema.
Gara34i, /,r l!,s,r2i4io 1,l 20l.o: l'ordinamento italiano favorisce in tanti modi l'esercizio del culto.
3 punisce c"i impedisce o turba una funzione religiosa quando questa si svolta in un luogo destinato al
culto o con l'assistenza di un ministro di culto.
3 .revede la possibilit di comuni e consorzi di comuni a provvedere con specifici finanziamenti alla
conservazione degli edifici di culto.
3 < stato esteso il finanziamento per la costruzione, il completamento, la ristrutturazione e la
manutenzione straordinaria degli edifici di culto e relativi immobili di pertinenza. .oic"1 tuttavia alcune
leggi regionali limitavano l'intervento finanziario a favore di quelle confessioni c"e avessero stipulato con
lo 'tato le intese, intervenuta la corte costituzionale, c"e "a reso esplicito il fondamento costituzionale
del sostegno finanziario per gli edifici di culto, affermando c"e la realizzazione dei servizi religiosi "a per
effetto di rendere concretamente possibile o di facilitare l'attivit di culto.
3 Ena normativa di derivazione bilaterale tutela specificamente gli edifici cattolici aperti al culto c"e non
possono essere requisiti, occupati, espropriati o demoliti se non per gravi ragioni e previo accordo con la
competenti autorit ecclesiastica. 'tabilisce anc"e c"e, salvo i casi di urgente necessit, la forza pubblica
non potr entrare per l'esercizio delle sue funzioni negli edifici aperti al culto, senza averne dato previo
avviso all'autorit ecclesiastica.
PARAGRAFO ): LIBERT& DI PROPAGANDA E PROSELITISMO. LA LIBERA
FORMA"IONE DELLA COSCIEN"A.
En altro essenziale diritto connesso alla libert religiosa la libert di propaganda, ovvero cercare di
convincere gli altri ad aderirvi, facendo proselitismo. 'i professa e si propaga una dottrina religiosa per
testimoniare la propria fede e per attirare nuovi consensi.
.er definire la libert di proselitismo, la costituzione italiana usa il termine > propaganda > e ci per una
ragione storica, per reagire alla situazione creatasi in regime pre costituzionale, quando si venne a negare
il diritto di propaganda ai culti non cattolici. In realt, problemi particolari nell'Italia unitaria non sono mai
sorti sia perc"1 c'era &olleranza della popolazione verso gli altri culti e posizioni confessionali o
ideologic"e e sia perc"1 la compattezza cattolica del paese riduceva al minimo le potenzialit proselitic"e
di altri culti. &uttavia, negli anni trenta del secolo scorso si present un caso emblematico c"e fece
emergere il sottofondo culturale di intolleranza c"e c'era la base dell'ordinamento. En pastore protestante a
(oma vendeva dei testi di propaganda religiosa, accompagnandoli con proprie considerazioni sul
cristianesimo e sulla riforma. En gesuita di passaggio reag@ impedendogli di proseguire nella vendita, lo
costrinse a restituire il prezzo e compratori e a bruciare pubblicamente i testi. a violenza esercitata dal
gesuita sul pastore fu ammessa dal protagonista dell'episodio e venne condannato in primo grado. Il
gesuita invoc a giustificazione del proprio comportamento il fatto c"e il pastore protestante stesse
svolgendo un'attivit antigiuridica, in quanto la legislazione italiana non ammetteva la propaganda
religiosa per i culti non cattolici. a corte d'appello di (oma dovette operare, per assolvere il gesuita, una
singolare distinzione tra discussione e propaganda, ammettendo la prima e negando la seconda. .er la
corte d'appello, nelle discussioni si espongono le ragioni favorevoli e contrarie di un dato argomento per
55
giungere ad una conclusione e non si fa opera di propaganda, mentre la propaganda include sempre il
concetto di propagare la religione propria presso c"i non ne "a alcuna o ne segue una diversa. %uesta
propaganda per i culti acattolici non era ammessa, perc"1 la libert religiosa dei culti ammessi nello stato
c'era finc"1 non si esplicava con atti manifestazioni esterne.
.er questo motivo, nella costituzione al posto del concetto di discussione c"e non era evidentemente
sufficiente per garantire le attivit missionaria di altri culti, si preferito utilizzare il termine propaganda,
c"e elimina ogni possibile equivoco.
&uttavia, il problema della propaganda e del proselitismo religiosi non si esaurisce soltanto per quanto
riguarda le iniziative individuali o di gruppo e per la loro liceit. Infatti, la religione di maggioranza "a
avuto per un lungo periodo nella nostra storia nazionale un dominio pressoc"1 incontrastato e si valsa di
un sostegno finanziario pubblico pressoc"1 esclusivo c"e accresceva la sua capacit espansiva e di
condizionamento. Di fronte a questa posizione della religione di stato anc"e la tutela della libert di
propaganda "a rivelato tutti i suoi limiti.
.er questo motivo maturata l'esigenza di garantire il momento formativo e conoscitivo della 2os2i,34a
i31i-i10al,.
Diri..o alla lib,ra 6orma4io3, 1,lla /ro/ria 2os2i,34a vuol dire:
vivere in uno stato effettivamente neutrale c"e non si faccia portatore di un messaggio ideologico o
religioso particolare avvertibile dall'individuo o dalla collettivit come preferibile o doveroso.
/omporta un vero e proprio diritto all'informazione esercitabili in quelle sedi, come scuola, editoria e
radiotelevisione, dove pi2 forte la trasmissione delle notizie, dei valori e degli orientamenti e ideali.
Implica una effettiva uguale libert delle confessioni religiose, affinc"1 possano diffondere il proprio
messaggio religioso e fruire del sostegno economico e finanziario.
En obiettivo preliminare stato quello di cancellare il carattere confessionista dello 'tato, abrogando
l'articolo 0 del &rattato del aterano nel 0F8?. In realt, gi in precedenza c'era stata una vasta serie di
riforme in vari campi:
nel D=, stato riformato il sistema radiotelevisivo, regolamentando il diritto di accesso delle confessioni
religiose alla radio e alla televisione pubblica.
Nel 'F9 stato affermato c"e il compito dello 'tato garantire il pluralismo, l'obiettivit, la completezza
e l'imparzialit dell'informazione, l'apertura alle diverse opinioni, tendenze politic"e, sociali, culturali e
religiose.
nel settore scolastico stato cancellato il cosiddetto insegnamento cattolico diffuso nella scuola
primaria, c"e di fatto imponeva a c"iunque un apprendimento condizionato dei principi e della tradizione
del cattolicesimo. a riforma concordataria del 0F8? "a cancellato il carattere quasi obbligatorio
dell'insegnamento religioso cattolico e "a previsto c"e i ragazzi possano scegliere se avvalersene o meno.
Simbolo7ia /0bbli2a , so2ial,: di particolare importanza questo tema c"e in materia confessionale pu
essere in grado di influenzare e condizionare con sottile e subliminale opera di propagandala coscienza
individuale. Delicato il problema dell'affissione del crocifisso negli uffici pubblici e nelle scuole. Il
/onsiglio di 'tato "a elaborato la tesi della universalit simbolica del crocifisso, in quanto questo
rappresenta il simbolo della civilt e della cultura cristiana come valore universale e indipendente da una
specifica confessione religiosa.
PARAGRAFO *: IUS POENITENDI, APPARTENEN"A CONFESSIONALE, TUTELA
DELLA PRIVAC@.
I0s Po,3i.,31i: il diritto, parte integrante del diritto di libert religiosa, di cambiare appartenenza
confessionale, credenza ed opinione in materia religiosa. 6sso il diritto di ricredersi e cambiare
54
orientamento # previsto anc"e dall'articolo F della convenzione europea per i diritti dell'uomo del 0F=9 e
dalla carta dei diritti fondamentali dell'Enione 6uropea$.
6sso in un certo senso il corrispettivo del diritto di propaganda e di proselitismo, in quanto avrebbe poco
senso garantire la diffusione di diversi messaggi religiosi se si negasse ai singoli la possibilit di farsi
convincere e quindi di mutare opinione e orientamento.
Nell'ordinamento italiano, il diritto di cambiare appartenenza confessionale e opinioni religiose,
conseguenza diretta della neutralit dello 'tato e della formula dell'articolo 0F della costituzione.
Da questo diritto derivano due conseguenze particolarmente importanti: la .,31,34ial, irril,-a34a
7i0ri1i2a 1,lla a//ar.,3,34a 2o36,ssio3al, , 1,ll, 2o3-i34io3i r,li7ios, 1i 2i..a1i3i i3 .0..i i mom,3.i
1,lla -i.a /0bbli2a, il 1iri..o alla ris,r-a.,44a s0lla m,1,sima a//ar.,3,34a , s0ll, /ro/ri,
2o3-i34io3i.
.er l'ordinamento italiano, le opinioni e le scelte dei cittadini in materia religiosa sono riservate e
irrilevanti: di conseguenza ciascuno pu cambiarle in ogni momento senza subire alcuna conseguenza.
-pplicazione della libert religiosa e dello ius poenitendi si "anno per esempio nel matrimonio: non viene
ric"iesto, infatti, per la celebrazione del matrimonio in forma religiosa, la comune appartenenza
confessionale dei nubendi c"e celebrano il matrimonio in questa forma. Inoltre, ad ulteriore tutela di
questo diritto, la riforma concordataria del 0F8? "a previsto la possibilit c"e quanti intendono c"iedere la
nullit del matrimonio celebrato secondo il rito cattolico possano adire i tribunali civili anzic"1 quegli
ecclesiastici.
En'altra applicazione della tutela di questo diritto si "a nel sistema di finanziamento agevolato delle
c"iese: infatti i cittadini possono versare oblazioni volontarie a favore di alcune confessioni religiose,
deducendone poi l'importo dalla dic"iarazione annuale di redditi. .revede anc"e c"e i contribuenti
possano con la propria scelta annuale contribuire a determinare la ripartizione tra determinate confessioni
dell'otto per 0999 del gettito Irpef complessivo. 'ordinamento italiano non connette alcuna scelta
automatica all'appartenenza confessionale dei contribuenti, nel senso c"e questi potranno versare i
oblazioni volontarie a qualunque confessioni ritengano opportuno e potranno operare la scelta dell'otto per
0999 a favore di qualsiasi confessione, anc"e se diversa dalla /"iesa di appartenenza.
T0.,la 1,lla /ri-a2A: la riservatezza delle convinzioni religiose tutelata dall'ordinamento italiano nel
senso c"e non possono imporsi comportamenti /onfessionali ai cittadini e non possono farsi indagini sui
loro orientamenti in materia religiosa.
o 'tato garantisce contro ogni potenziale discriminazione ad opera delle autorit pubblic"e o di
determinati soggetti privati nei confronti degli orientamenti religiosi dei singoli e dei loro cambiamenti.
Impone anc"e il divieto di effettuare indagini sulle opinioni religiose di determinati soggetti. Il diritto alla
riservatezza "a trovato una pi2 ampia tutela con il nuovo decreto legislativo 0FBK 5994 c"e subordina il
trattamento dei dati personali dei dati sensibili #comprensivi anc"e delle convinzioni religiose$ al consenso
dell'interessato e alla previa autorizzazione del garante.
PARAGRAFO 8: LIBERT& RELIGIOSA, MATRIMONIO, FAMIGLIA. LA LIBERT& DI
COSCIEN"A DEI MINORI.
a concezione positiva della libert religiosa "a progressivamente convinto il legislatore ad intervenire per
rimuovere gli ostacoli c"e possono frapporsi all'esercizio del diritto di libert di coscienza o
all'adempimento di comportamenti c"e il singolo sente come doverosamente conseguenti ai propri
convincimenti religiosi.
Ma.rimo3io:
riconosciuto civilmente il matrimonio celebrato in forma religiosa con l'osservanza di determinati
adempimenti.
5?
< assolutamente libera la celebrazione puramente religiosa di un matrimonio, senza c"e ne conseguono
gli effetti civili. In tal caso il matrimonio sar del tutto irrilevante per la legge dello 'tato.
< prevista la doppia concorrente giurisdizione, civile e canonica, per le cause di nullit dei matrimoni
concordatari. %uesto perc"1 si vuol far fronte all'eventualit c"e il cambiamento di opinioni religiose di
uno dei due coniugi o di entrambi non costringe le parti a sottoporsi al giudizio di un tribunale
confessionale di qui non si riconosce l'autorit.
En problema particolare si "a nel caso in cui la modifica di opinioni o scelte religiose da parte di un
coniuge o di entrambi finisca con il provocare una crisi matrimoniale. In linea di principio, eventi di
questo genere non possono indurre a riconoscere l'addebito della separazione proprio perc"1 il mutamento
di appartenenza confessionale e di opinioni religiose parte integrante del diritto di libert religiosa c"e
costituisce legittimo esercizio di tale diritto. -ll,addebito si potr giungere soltanto se il mutamento "a
come conseguenza l'inadempimento dei doveri coniugali e familiari tali da rendere intollerabile la
prosecuzione della convivenza o da arrecare grave pregiudizio per la prole.
E102a4io3, 1,i 6i7li: diritto3dovere dei coniugi provvedere all'educazione della prole, ma con il tempo
si ridotta notevolmente la potest assoluta c"e avevano un tempo i genitori nell'imporre ai figli le proprie
scelte o nel compiere al loro posto le scelte in materia confessionale.
-l minore riconosciuta la libert di pensiero, di coscienza e di religione e i genitori devono guidare i
figli nell'esercizio del loro diritto in maniera c"e corrisponda allo sviluppo delle sue capacit. Inoltre i
genitori "anno diritto di educare la prole in conformit alla propria fede, ma le pratic"e della religione non
devono recare pregiudizio alla salute fisica o mentale della personalit del minore.
Nell'ordinamento italiano sono previsti anc"e dei limiti alla potest dei genitori:
i coniugi "anno l'obbligo di mantenere, istruire ed educare la prole, ma tenendo conto delle capacit,
dell'inclinazione naturale e delle aspirazioni dei figli.
Il giudice c"e pronunciala separazione dic"iara a quale dei coniugi i figli sono affidati e adotta ogni
altro provvedimento relativo alla prole, con esclusivo riferimento all'interesse morale e materiale di essa.
Dunque, l'evoluzione normativa va nel senso di riconoscere sempre pi2 il diritto del minore
all'autodeterminazione e una correlativa riduzione della potest dei genitori nell'opera educativa.
%uanto all'affidamento della prole in presenza di crisi coniugali, ovviamente non sono accettabili
provvedimenti presi in ragione della fede religiosa o dell'ateismo di uno dei coniugi. 6sso va stabilito in
base all'esclusivo interesse del minore e all'esigenza di mantenere la continuit del modello educativo per
evitare danni nell'equilibrio della personalit del minore. a diversit di orientamento in materia religiosa
dei coniugi pu comportare il ricorso al giudice, ma non detto c"e la scelta del giudice sia netta e
univoca, anc"e perc"1 la diversit di orientamento dei genitori pu essere vista come un elemento utile
nell'ambito del progetto educativo della prole, nel senso c"e porrebbe i figli nella condizione di maturare
autonomamente e consapevolmente una scelta conclusiva tra diverse opzioni, ma pu anc"e provocare
insicurezza in personalit bisognose di una visione unitaria. .ertanto l'intervento e la valutazione del
giudice deve fondarsi sull'esame della situazione concreta e deve assumere l'interesse del minore come
parametro da utilizzare in rapporto alla specifica personalit coinvolta nel conflitto coniugale.
PARAGRAFO ;: LIBERT& RELIGIOSA, SCUOLA PUBBLICA, ISTITU"IONI DI
TENDEN"A.
a legislazione scolastica italiana rimasta ferma per buona parte del F99 all'impostazione gentiliana del
0F54 e a quella concordataria del 0F5F. < stato +iovanni +entile a proporre di riconoscere alla religione
una funzione morale e conoscitiva insostituibile nella prima fase di formazione. Nell'ottica di +entile,
l'insegnamento religioso non avrebbe dovuto permanere nelle scuole superiori, ma il /oncordato del 0F5F
estese l'insegnamento religioso anc"e alle altre scuole rendendolo di fatto obbligatorio. < infatti possibile
5=
c"iedere l'esonero ma la scelta di non seguire l'insegnamento cattolico espone i giovani ad un isolamento
scolastico da scoraggiarla un po' dovunque.
a prima svolta nei confronti dell'impostazione +entiliana si "a con i nuovi programmi della scuola
elementare nel 0F8=, c"e cancellano l'insegnamento religioso diffuso nelle scuole elementari. a riforma
pi2 incisiva, per, quella del /oncordato del 0F8? c"e collega l'insegnamento religioso al principio della
libera adesione degli utenti della scuola. -nc"e nelle Intese con le altre confessioni religiose, lo 'tato
riconosce il diritto delle confessioni valdese, .entecostale, avventista, battista e uterana di rispondere alle
eventuali ric"ieste provenienti dagli alunni, delle loro famiglie o dagli organi scolastici riguardo lo studio
del fatto religioso e delle sue implicazioni.
&uttavia, l'Italia resta un paese nel quale la confessione cattolica raccoglie la grande maggioranza di
consensi e di conseguenza la normativa concordataria nei fatti "a mantenuto un insegnamento cattolico
seguito da forti percentuali di studenti ed "a posto il problema c"e gli studenti possono sentirsi
condizionati dall'ambiente scolastico qualora quanti non se ne avvalgano si ritrovino in una condizione di
inferiorit e finiscano per aderirvi.
.er questa ragione sono state introdotte altre disposizioni per rendere effettiva la libert religiosa degli
studenti:
stato riconosciuto il diritto dello studente c"e abbia compiuto 0? anni di esercitare personalmente il
diritto di scegliere se avvalersi o non avvalersi dell'insegnamento della religione cattolica.
a scelta deve essere effettuata ogni anno all'atto dell'iscrizione.
o 'tato obbligato ad assicurare l'insegnamento di religione cattolica, mentre per gli studenti e per le
loro famiglie esso facoltativo: solo l'esercizio del diritto di avvalersene crea l'obbligo scolastico di
frequentarlo, mentre coloro c"e non si avvalgono dell'insegnamento cattolico possono scegliere
liberamente se svolgere qualc"e attivit nell'ambito scolastico o di assentarsi dalla scuola con il consenso
della famiglia.
.roblemi importanti sorgono per quanto riguarda l, is.i.04io3i s2olas.i25, 2o36,ssio3ali. 6ssendola
scuola confessionale espressioni tipica della libert religiosa collettiva, in quanto diretta a fornire una
formazione orientata in senso religioso a quanti lo desiderano, logico c"e essa c"ieda ai docenti di
rispettare l'orientamento c"e la ispira. In questo caso i docenti subiscono una compressione del diritto di
libert per tutta la durata del rapporto c"e li lega l'istituzione scolastica, ma si tratta di una compressione
volontaria e non discriminante #giacc"1 un ateo convinto non c"ieder mai insegnare in una scuola
cattolica$.
En altro problema c"e si pone riguarda il grado di coerenza c"e deve esserci tra il comportamento
dell'interessato e l'orientamento della scuola confessionale e ci si c"iede c"e cosa accade quando in corso
di rapporto il docente, o l'operatore, cambi orientamento religioso. In questo caso la religione o le
convinzioni personali rappresentano un requisito essenziale, legittimo e giustificato per lo svolgimento
dell'attivit lavorativa. .ertanto le c"iese o le altre organizzazioni pubblic"e "anno il diritto di esigere
dalle persone c"e sono alle loro dipendenze un atteggiamento di buona fede e di lealt nei confronti
dell'etica dell'organizzazione.
- questo proposito, l'universit cattolica del sacro cuore stabilisce c"e le nomine dei docenti
dell'universit cattolica del sacro cuore e dei dipendenti istituti sono subordinate al gradimento, sotto il
profilo religioso, della competente autorit ecclesiastica. &ale gradimento pu essere ovviamente revocato
#anc"e se parte della dottrina non d'accordo$ in quanto sarebbe incongruo affermare c"e l'esigenza di
conformit dei docenti all'orientamento ideologico dell'universit cessi di esistere subito dopo la nomina
dei docenti.
&uttavia, nemmeno questa posizione pu essere estremizzata: certo c"e la libert della scuola prevale
sempre e comunque sugli altri diritti individuali, ma occorre c"e esista una comprovata incompatibilit tra
l'insegnamento del docente e l'indirizzo religioso dell'universit in questione.
+eneralmente, i contratti di lavoro collettivi contengono clausole c"e ric"iedono la coerenza tra
l'insegnamento del docente e la proposta formativa dell'istituto, ma non ci possono essere clausole c"e
ric"iedano la compatibilit a situazioni c"e riguardano la vita privata degli interessati.
5B
.er quanto riguarda 7li i3s,73a3.i 1i r,li7io3, 2a..oli2a 3,ll, s20ol, /0bbli25,, questi devono essere
riconosciuti idonei dall'autorit ecclesiastica e nominati dall'autorit scolastica. In questo caso, ovviamente
ric"iesta in linea di principio la coerenza confessionale dell'insegnamento Impartito.
PARAGRAFO 1(: LIBERT& RELIGIOSA E RAPPORTI DI LAVORO
'ambiente di lavoro potrebbe sembrare in linea di massima immune da influenze confessionali. In realt,
non soltanto esistono rapporti di lavoro c"e per loro natura sono geneticamente condizionati dall'elemento
religioso o ideologico, ma anc"e in ambienti di lavoro c"e dovrebbero considerarsi neutrali dal punto di
vista ideologico possono presentarsi situazioni c"e ric"iedono l'attenzione del legislatore per tutelare
aspetti specifici di libert religiosa.
o statuto dei lavoratori vieta lo svolgimento di indagini su gli orientamenti religiosi del lavoratore,
mentre altre leggi stabiliscono c"e il rapporto di lavoro non deve impedire l'assolvimento di determinate
incombenze religiose c"e l'interessato avverte come doverosa.
En'applicazione generale di questo principio si ritrovano nelle disposizioni pattizie c"e riconoscono, per
alcune confessioni religiose, il riposo settimanale in giorni diversi da quello domenicale in uso
tradizionalmente nei paesi occidentali. )vviamente le ore lavorative non prestate il sabato sono
recuperatela domenica o in altri giorni lavorativi senza diritto ad alcun compenso straordinario.
.er esempio, l'intesa ebraica prevede c"e gli ebrei appartenenti alle forze armate osservino le prescrizioni
ebraic"e in materia alimentare #divieto di mangiare carne di suino o carne macellata in modo diverso dalla
previsione biblica o di mangiare determinati frutti di mare$.
e prescrizioni alimentari sono molto importanti anc"e per i musulmani, c"e tra l'altro "anno il dovere
della preg"iera in determinate ore nel corso della giornata secondo il rito di rivolgimento in direzione della
citt sacra del profeta, devono adottare un determinato orario per il mese del digiuno della ramadan, le
donne devono usare un determinato abbigliamento... in alcune aree territoriali dove gli islamici
costituiscono una comunit numericamente molto forte e forniscono ad aziende ed imprese manodopera in
quantit rilevante, molto spesso le esigenze pi2 sentite sono disciplinate con l'inserimento di specific"e
clausole nei contratti di lavoro.
Sa2,r1o.i 2a..oli2i: i sacerdoti cattolici ricevono una remunerazione finc"1 persiste la prestazione di tale
servizio. a legislazione pattizia "a c"iarito c"e il servizio a favore della diocesi non integra un rapporto
di lavoro, ma "a anc"e affermato c"e sacerdoti vantano un vero diritto soggettivo alla remunerazione per
evitare c"e i soggetti interessati siano sottoposti all'arbitrio dell'autorit ecclesiastica nel corrispondere tale
remunerazione.
a legge 555K 8= "a preso in considerazione il problema dell'eventuale abbandono della vita ecclesiastica
da parte dei sacerdoti. %uesto abbandono pu essere interpretato come una tipica espressione dello ius
poenitendi. a posizione del sacerdote pu portare in caso di abbandono a /onseguenze onerose, in
quanto si pu trovare privo di qualsiasi forma di sostentamento ed a subire tutto il peso dell'abbandono
della vita ecclesiastica dal punto di vista economico. .ertanto, per alleviare questa situazione, si ritenuto
c"e gli istituti diocesani per il sostentamento del clero debbano sovvenire alle necessit dei sacerdoti c"e
abbandonano la vita ecclesiastica e non "anno altre fonti sufficienti di reddito.
R,li7iosi 2a..oli2i: sono quelli c"e, dopo aver emesso i voti di povert, castit ed obbedienza, si trovano
inseriti a pieno titolo nella comunit religiosa di appartenenza. 'emissione del voto di povert comporta
c"e il religioso doni all'istituto tutto quanto possiede in proprio, c"e qualsiasi attivit egli svolta
nell'ambito dell'istituto non sar in alcun modo remunerata e c"e qualsiasi retribuzione egli riceva in
futuro da soggetti terzi dovr essere versata all'istituto. - sua volta, il religioso riceve dall'istituto il
necessario sostentamento come se si trovasse in una comunit familiare. 'ordinamento canonico prevede
poi c"e coloro c"e escono dall'istituto religioso o sono dimessi non possono esigere nulla dall'istituto
stesso per qualunque attivit in esso compiuta. %ueste disposizioni per possono portare a situazioni
5D
paradossali, in quanto le persone c"e "anno trasferito un cospicuo patrimonio all'istituto religioso, c"e
"anno di fatto lavorato a favore dell'istituto o di terzi, il giorno in cui per un mutamento di opinione #anc"e
in questo caso si tratta di espressione dello IE' poenitendi$ si ritrovano a non possedere nulla. 'i ritrova
cos@ una situazione iniqua, c"e comporta una grave violazione del diritto di libert religiosa degli
interessati e dello IE' poenitendi, perc"1 cristallizza nel tempo le conseguenze di una determinata scelta
senza consentirne la reversibilit.
PARAGRAFO 11: LIBERT& RELIGIOSA E OBIE"IONE DI COSCIEN"A
'obiezione di coscienza consiste nel rifiuto di adempiere ad obblig"i imposti dalle leggi dello 'tato e
nella disponibilit di accettare le conseguenze di tali rifiuto. 'obiezione di coscienza obbedisce a
motivazioni religiose, ma anc"e etic"e o ideologic"e. In ogni obiezione di coscienza c' l'affermazione
soggettiva di un valore alternativo a quelli accettati dalla collettivit in un determinato momento storico.
'econdo un approccio pi2 laica al tema della libert di coscienza, si rileva prima di tutto c"e si tratta di
una tematica parzialmente contigua alla libert religiosa. e motivazioni di alcune forme di obiezioni
possono essere anc"e squisitamente religiose. &uttavia l'ordinamento prescinde dal profilo confessionale e
tende a tutelare il valore assoluto della coscienza in se considerata. In secondo luogo, non sempre vero
c"e ogni obiezione di coscienza portatrice di un valore in contrapposizione al disvalore affermato dagli
antagonisti. Ne sono un esempio la non violenza e la pace, c"e "anno ispirato gran parte del diritto
internazionale contemporaneo.
Obi,4io3, al s,r-i4io mili.ar,: essa stata riconosciuta con un residuo di diffidenza da una legge del D5,
nella quale era configurata come concessione, il servizio civile sostitutivo c"e era di durata superiore a
servizio militare e implicava ' assoggettamento degli obiettori alla disciplina e ai codici penali militari.
/on la legge 549K F8 stata pienamente legittimata e riconosciuta come vero e proprio diritto soggettivo
da esercitare dietro semplice presentazione di apposita domanda da parte di c"i e in possesso dei relativi
requisiti. 'econdo la legge del 'F8, l'obiezione di coscienza comporta l'equiparazione della durata del
servizio civile sostitutivo con quello militare, l'esclusione da ogni rapporto giuridico degli obiettori con la
struttura e la disciplina militare e la facolt di svolgere servizi civile presso enti e organizzazioni, pubblici
e privati, inclusi in appositi albi.
Obi,4io3, all!abor.o: la legge sull'aborto prevede c"e il personale sanitario ed esercente le attivit
ausiliarie, se "a sollevato obiezione di coscienza con apposita dic"iarazione, non tenuto a prendere parte
alle procedure e alle attivit specificamente e necessariamente dirette a determinare l'interruzione della
gravidanza, ma non esonerato dall'assistenza antecedente e conseguente all'intervento. 'obiezione di
coscienza si intende revocata con effetto immediato se c"i l'"a sollevata prende parte a procedure o
interventi per l'interruzione della gravidanza, salvo c"e non si tratti di casi nei quali la vita della donna e in
imminente pericolo. %uesta un'obiezione di coscienza c"e c"iami in causa pi2 direttamente la libert
religiosa.
Obi,4io3, alla 6orm0la 2o36,ssio3al, 1,l 7i0ram,3.o , obi,4io3, 3,i 2o36ro3.i 1,l 7i0ram,3.o i3
:0a3.o .al,: il legislatore in questo caso "a previsto c"e in luogo del giuramento il testimone,
consapevole della responsabilit morale e giuridica c"e assume, si impegna a dire tutta la verit e a non
nascondere nulla di quanto a conoscenza.
Obi,4io3, 1i 2os2i,34a alla s/,rim,3.a4io3, s07li a3imali : le universit devono rendere facoltativa la
frequenza alle esercitazioni di laboratorio in cui prevista la sperimentazione animale. %uesto tipo di
obiezione testimonia il valore di non recare sofferenza ad esseri viventi anc"e se non umani.
-ttualmente non si d riconoscimento ad altre forme di obiezione di coscienza, anc"e se sono state
presentate alcune proposte di legge come nel caso dell'obiezione nei confronti delle vaccinazioni
58
obbligatorie, per l'obiezione fiscale #c"e consiste nel rifiuto di versare la quota di imposte utilizzate dallo
'tato per spese militari$ per l'obiezione verso determinate prestazioni lavorative.
Il tema dell'obiezione di coscienza non esaurisce la tematica dei conflitti di coscienza c"e possono
manifestarsi nell'esperienza personale e sociale. En terreno tipico di possibili conflitti quello 1,lla
a22,..a4io3, o 1,l ri6i0.o 1i 1,.,rmi3a.i .ra..am,3.i sa3i.ari. Il nostro ordinamento vieta di imporre
trattamenti sanitari a c"iunque non sia consenziente ammette c"e una persona adulta rifiuti di
assoggettarsi a tali trattamenti anc"e quando sono in pericolo la propria salute e la propria vita. Non
ammette per c"e quanti "anno la potest sui minori possano rifiutare quei trattamenti quelle cure c"e
sono necessarie perla vita della salute dei minori stessi.
PARAGRAFO 1: LA LIBERT& RELIGIOSA COLLETTIVA. CONFESSIONI RELIGIOSE
DI FATTO, RICONOSCIUTE, CON INTESA
Il pluralismo religioso per la costituzione italiana non fondato soltanto sulla libert di scelta e di
opinione degli individui, ma tutela anc"e il diritto all'esistenza, all'organizzazione e alla funzionalit delle
confessioni religiose c"e costituiscono i soggetti collettivi attraverso cui si articolata fenomenologia
religiosa. e confessioni religiose sono viste come formazioni sociali attraverso cui l'uomo meglio pu
esprimere la propria personalit e perseguire il soddisfacimento dei propri interessi.
e confessioni religiose vengono prese in considerazione dall'articolo 8 della costituzione.
Articolo 8: tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.
Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo
i propri statuti, in quanto non contrastino con l'ordinamento giuridico italiano.
I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative
rappresentanze.
Il primo comma dell'articolo 8 stabilisce il primo fondamentale diritto delle confessioni religiose di fruire
di una uguale libert, c"e implica il diritto di esistere e di organizzarsi secondo i propri statuti, purc"1
questi non contrastino con l'ordinamento giuridico italiano.
.er quanto riguarda il concetto di confessione religiosa, si pu dire c"e pu considerarsi confessione
religiosa solo quella c"e pu vantare un rapporto organico con la realt sociale italiana: in questo senso il
gruppo confessionale dovrebbe radicarsi nell'opinione pubblica formatasi nella societ italiana o dovrebbe
avere l'adesione e il concorso stabile di un certo numero di aderenti.
'e si prende in considerazione invece un altro criterio basato sulla distinzione tra associazione e
confessione, si ritiene c"e esiste una confessione religiosa soltanto dove esiste una realt istituzionalmente
destinata alla realizzazione del fine religioso, c"e abbia una propria originale concezione del mondo. 'e
priva di questi elementi l'aggregazione confessionale pu considerarsi allo stato nascente o pu assumere i
caratteri di una associazione, ma non pu considerarsi una vera confessione.
-ltre opinioni dottrinali tendono a cancellare la differenza tra confessione e associazioni religiose e
sostengono c"e il fenomeno associativo religioso sarebbe oggetto di uguale tutela da parte
dell'ordinamento. %uesta tesi per non tiene in considerazione il fatto c"e le associazioni godono anc"e
delle libert di associazione di cui all'articolo 08 della libert religiosa e di cui all'articolo 0F, ma alle
confessioni religiose compete una libert qualificata di cui all'articolo 8, libert uguale a quella di altre
confessioni e libert diretta a garantire l'assolvimento di funzioni immanenti al modo di essere di una
confessione #e c"e non esistano nell'ambito di una associazione$ come il riconoscimento di ministri di
culto, di matrimoni celebrati in forma religiosa, di enti ecclesiastici...
per questo motivo, la distinzione tra associazione e confessione religiosa sta nella autonomia istituzionale
piena c"e una aggregazione religiosa "a nei confronti di ogni altra aggregazione, essa stessa
5F
istituzionalmente autonoma. %uando tale autonomia non esiste, quando cio un gruppo confessionale si
sente parte di una aggregazione pi2 ampia siamo di fronte ad una associazione religiosa.
0
Dunque, ci sono due requisiti fondamentali perc"1 lo 'tato riconosca l'esistenza di una confessione
religiosa:
deve essere strutturata con piena autonomia istituzionale rispetto ad ogni altra confessione.
ci deve essere la volont soggettiva di considerarsi, ed essere considerata, confessione religiosa a tutti gli
effetti #autoreferenzialit$.
-llo 'tato e ai pubblici poteri non competono in linea di principio poteri di sindacato e di controllo sul
patrimonio dottrinale o teologico propri di ciascuna confessione, in quanto ci sarebbe una inammissibile
ingerenza nella sfera di autonomia e piena libert c"e spetta alla confessione e; articolo 8 della
costituzione.
&uttavia, l'intera materia confessionale soggetta sia al cosiddetto principio di verit o di corrispondenza,
sia al limite del diritto penale e del rispetto dei diritti umani.
In presenza di una vera confessione religiosa, si possono individuare tre livelli di tutela costituzionale:
1B .0.,la 25, 2om/,., all, 2o36,ssio3i 1i 6a..o, cio alle confessioni c"e non ambiscono ad alcun
riconoscimento civile di carattere generale, perc"1 preferiscono agire sulla base di una normazione
minima e di una forte spontaneit di adesioni e comportamenti dei propri fedeli. %ueste si organizzano ed
agiscono con gli strumenti delle associazioni non riconosciute e sono disciplinate essenzialmente dagli
accordi tra gli associati c"e si traducono di solito in statuti. 'e non esistono nemmeno gli statuti,
l'esistenza della confessione e quasi impalpabile.
a condizione di confessione di fatto pu avere carattere temporaneo o permanente. Dal punto di vista
ordinamentale, la confessione di fatto una vera confessione cui vanno riconosciute alcune prerogative
costituzionali e i diritti connessi alla uguale libert di cui al primo comma dell'articolo 8 della costituzione
#diritto di culto, di propaganda religiosa, di organizzazione comunitaria$ e spetta il diritto di c"iedere il
riconoscimento.
B .0.,la 25, 2om/,., s0lla bas, 1i 03 ri2o3os2im,3.o 7i0ri1i2o ,C ar.i2olo 8, s,2o31o 2omma, c"e
comporta l'attribuzione di una serie molto ampia di diritti e prerogative della confessione in quanto tale.
a confessione riconosciuta "a il diritto di c"iedere l'avvio delle trattative per la stipulazione di un'intesa
con lo 'tato ai sensi del terzo comma dell'articolo 8 della costituzione. -i fini del riconoscimento civile, la
confessione deve presentare istanza al !inistero dell'interno, allegando copia autentica dello 'tatuto e altri
documenti c"e illustrano la propria natura e i caratteri essenziali.
Il controllo pi2 penetrante effettuato in sede di riconoscimento di una confessione religiosa quello
previsto dal secondo comma dell'articolo 8 della costituzione per il quale gli statuti non devono essere
contrari all'ordinamento giuridico. 'i tratta di un vero e proprio giudizio di congruit, c"e non entra nel
merito dei principi religiosi, ma valuta allo statuto alla luce di principi fondamentali dell'ordinamento
giuridico.
Limi.i /,r 7li s.a.0.i:
norme penali
deve essere assicuratala libert di adesione e la libert di recesso dall'organizzazione.
a confessione religiosa non pu prevedere una soggezione piena degli aderenti e i ministri di culto tale
da comportare una limitazione delle loro libert fondamentali.
Non pu prevedere riti con sacrifici di animali o pratic"e violente nei confronti di soggetti umani e non
umani
0
per esempio una qualsiasi associazione cattolica parte integrante della /"iesa cattolica, ma ogni associazione
religiosa pu, se vuole, staccarsi dalla confessione di appartenenza e avviare il processo di formazione di una nuova
confessione.
49
non si possono imporre giuramenti il cui contenuto risulti contrastante con i doveri del cittadino e con il
rispetto delle istituzioni e delle persone.
Nel caso in cui l'amministrazione rilevi un contrasto tra lo statuto di una confessione e l'ordinamento
giuridico italiano non si d luogo al riconoscimento e si avvia un processo di revisione o di riforma delle
norme statutarie, al termine del quale si procede ad una nuova valutazione di congruit e di conformit.
#B .0.,la 25, s/,..a all, 2o36,ssio3i 25, 25i,1o3o , o..,37o3o 1i s.i/0lar, 2o3 lo S.a.o l!i3.,sa 1i 20i
al .,r4o 2omma 1,ll!ar.i2olo 8. 'approvazione della legge c"e recepisce l'intesa rende non pi2
applicabile alla confessione interessatala legislazione sui culti ammessi #legge 00=FK 5F$ e la confessione
religiosa si trova in una condizione giuridica pi2 ricca di prerogative e di diritti, tutti desumibili dal testo
di derivazione pattizia.
PARAGRAFO 1#: NUOVI MOVIMENTI RELIGIOSI. L!ALTERNATIVA TRA DIRITTO
COMUNE E LEGISLA"IONE SPECIALE.
(ecentemente si sono diffusi nuovi movimenti religiosi, estranei alla tradizione giudaico /ristiana,
ciascuno con specificit e singolarit e con capacit di improvvisi radicamenti sociali. !olto spesso questi
nuovi movimenti religiosi vengono visti con diffidenza, perc"1 a volte essi dicono ed esibiscono una
militanza confessionale molto rigida, altre volte gli aderenti a questi movimenti sembrano ridotti in uno
stato di sudditanza psicologica c"e fa loro recidere i legami familiari, provoca strani comportamenti c"e
pu giungere fino all'esercizio di pratic"e prostitutive.
Inoltre, i loro contenuti ideologici o fideistici prevedono una tale variet di ispirazioni, convinzioni,
pratic"e, comportamenti da far dubitare c"e si possa stabilire un vero confine tra ci c"e religione e ci
c"e non lo .
&re movimenti pi2 importanti troviamo la 3,D a7, , S2i,3.olo7A, c"e si pone al confine tra scienza,
psicologia e religione e propone un cammino purificatore c"e libera la psic"e e l'anima dei propri fedeli
dal peso e dalle negativit dell'esperienza precedentemente vissute attraverso meccanismi e pratic"e
disintossicanti e attraverso la promessa di conseguire uno stato personale di pieno autodominio e di
armonia.
Di fronte a queste nuove realt le reazioni sono duplici: da un lato si proposto di elaborare una strategia
repressiva, fondata sulla elaborazione di una legislazione speciale c"e possa impedire a diffusione di quei
movimenti religiosi c"e "anno un c"e di patologico7 dall'altro si cercato di individuare un confine tra ci
c"e religione e ci c"e non lo .
%uanto alla tendenza repressiva, il parlamento europeo aveva approvato una risoluzione con la quale si
proponeva una azione comune degli 'tati membri della comunit di fronte a diverse infrazioni alla legge
compiute da recenti organizzazioni c"e operano al riparo della libert religiosa.
&uttavia le critic"e c"e vengono rivolte alle nuove religioni potrebbero valere anc"e per quelle
tradizionali, in quanto anc"e le religioni tradizionali fondano la propria identit su promesse di felicit, di
definitivo appagamento sulla terra o dopo la morte. 'e vero c"e non c' una novit assoluta nelle
patologie confessionali , l'alternativa pi2 semplice alla legislazione speciale quella di applicare
rigorosamente il diritto penale comune c"e non incontra limiti del diritto di libert religiosa. In questo
modo si eviterebbe il risc"io di valutare diversamente determinati comportamenti a seconda c"e siano
posti in essere da confessioni tradizionali o da nuovi movimenti religiosi, e si rispetta il principio
fondamentale dell'uguaglianza di trattamento dei cittadini e dei culti. )vviamente il codice penale pi2
c"e sufficiente per comprendere c"e tra le patologie confessionali sono inclusi violenza privata,
circonvenzione d'incapace, estorsione, truffa, maltrattamenti e di animali...
per quanto riguarda il secondo problema, ovvero quello di distinguere ci c"e religione e ci c"e non lo
, c' stato un acceso dibattito dottrinale. 'econdo la corte costituzionale la natura di confessione pu
risultare anc"e da precedenti riconoscimenti pubblici, dallo statuto c"e ne esprime c"iaramente i caratteri.
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'econdo la corte d'appello di !ilano il presupposto fondamentale l'esistenza di un essere supremo c"e
il rapporto con gli uomini e al quale devono obbedienza ed ossequio. 'econdo un'altra parte della dottrina
per aversi confessione religiosa necessaria una originale concezione della vita rispetto a quelle delle altre
confessioni. &utte queste interpretazioni sono inadeguate e di fronte a queste difficolt ermeneutic"e, si
sono diffusi orientamenti c"e tendono a negare c"e si possa tracciare una linea di confine certa della
religiosit. 'econdo la cassazione la mancanza di una definizione legale della religione o della confessione
religiosa indica c"iaramente la volont del legislatore di non precludere tale esercizio a nessuno. a
dottrina "a osservato c"e i confini del concetto di religione si sono estesi a tal punto c"e quasi ogni
movimento ideologico c"e lo desidera vi pu rientrare.
Dunque, non esiste tutto oggi un criterio automatico valido per distinguere ci c"e religione e ci c"e
non lo . %uesto per non vuol dire c"e lo 'tato non possa intervenire legittimamente per negare la
qualifica di confessione religiosa ad un gruppo o ad una struttura c"e presentino caratteri contrastanti con
qualunque forma di religiosit: il caso della -ssociazione ateistica, dei culti satanici, dell'interpretazione
cabalistica dei numeri. o 'tato per pu rifiutare di riconoscere una confessione religiosa quando questa
sostiene dei principi contrari ai diritti fondamentali dell'uomo o ai valori etici fondamentali perla
convivenza civile, nonc"1 di pratic"e violente nei confronti degli esseri viventi, umani e non umani.
PARAGRAFO 1%: LIBERT& RELIGIOSA E MULTICULTURALISMO. IL PROBLEMA
DELLE COMPATIBILIT&
In seguito a sensibili mutamenti della stratificazione della popolazione, si radicano gruppi sociali c"e
traggono la propria identit da etnie, culture, religioni diverse e lontane rispetto a quelle tradizionali.
%uesti gruppi sociali non c"iedono pi2 soltanto il rispetto della propria fede religiosa, ma tendono a
riprodurre al proprio interno comportamenti, usi, costumi del tutto nuovi per l'"abitat ospitante e in alcuni
casi confliggenti con i valori di base dell'area nella quale si inseriscono.
Il problema della multiculturalit e della multietnicit consiste quindi nel conciliare i valori tradizionali
con i comportamenti, gli usi, i costumi c"e inizialmente possono essere sentiti come alieni, e nel
respingere quelle pratic"e comportamentali c"e contrastano in modo irreparabile con elementari principi
di civilt.
Il problema del multiculturalismo nasce quando insieme all'elemento religioso o a causa dell'elemento
religioso, emerge una differenziazione di costumi e tradizioni cos@ forte da incidere sui valori di base
condivisi c"e sorreggono il nostro ordinamento.
En esempio classico di multiculturalismo quello 1,ll!0so 1i 2o/,r.0ra 1,l 2a/o o 1,l -ol.o da parte di
uomini o donne in virt2 della propria ascendenza religiosa o della propria appartenenza etnica. a
questione della copertura del volto da parte delle donne islamic"e "a sollevato difficile questioni
giuridic"e. In Crancia stato utilizzato il rigorismo laici lista, nel senso c"e stato vietato di utilizzare i
simboli religiosi c"e non siano di misura minima proprio in virt2 della laicit dello 'tato. In altri paesi,
come in Ing"ilterra o in Italia, non si avuta una reazione cos@ drastica. In particolare, in Italia, il velo
islamico non "a provocato alcuna reazione e alcun divieto. 'unico divieto esistente riguarda l'uso del
c"ador o del bourIa, perc"1 a causa della copertura totale il volto non potrebbe essere identificato7 l'uso
invece del foulard non incontra obiezioni di principio.
En altro esempio di multiculturalismo si "a 2o3 la /ra.i2a 1,ll=i36ib0la4io3,, cui vengono sottoposte le
donne e c"e consiste nell'asportazione della clitoride e nella parziale cucitura delle grandi labbra. %uesta
pratica non "a una vera motivazione religiosa, ma riflette piuttosto la mentalit arcaica c"e vede nella
donna una sorta di propriet esclusiva dell'uomo, priva del diritto ad una propria sessualit. %ueste
pratic"e integrano il reato di lesioni volontarie e risultano contrarie a convenzioni e dic"iarazioni
internazionali sui diritti umani. Il ministero della sanit esclude categoricamente l'effettuazione di questi
interventi presso le strutture sanitarie e per opera del personale medico.
%uanto alla pratica della 2ir2o32isio3,, questa prevista soprattutto in ambito ebraico e musulmano, ma
in questo caso del tutto assente il danno alla salute e manca ogni prospettiva di invalidit permanente e
45
gravi per la persona. %uindi tale pratica ammessa, ma non deve essere fatta a carico della collettivit e
preferibilmente bisognerebbe ricorrere a medici privati.
%uanto alla /oli7amia, consentita dal diritto islamico, essa non consentita nell'area occidentale, anc"e
perc"1 violerebbe gravemente il principio di uguaglianza tra uomo e donna ponendo l'uomo in una
condizione di superiorit rispetto alle sue mogli. .er i nostri ordinamenti, l'impedimento alla celebrazione
di un matrimonio poligamo resta netto e assoluto.
En problema molto importante di tipo multiculturale la /r,s,34a 1,l 2ro2i6isso 3,ll, a0l, s2olas.i25, ,
considerata contraria al principio di uguaglianza dei culti e al diritto di libert religiosa dei cittadini.
*engono anc"e contestate pratic"e scolastic"e c"e prevedono la commemorazione del Natale o di altre
festivit. Da un punto di vista laicista, il problema si risolverebbe con l'eliminazione di 'imbologia
(eligiose, ma questa soluzione confliggerebbe proprio con le esigenze interculturali, in quanto eliminato
un simbolo religioso, non se ne possono ammettere altri e non si potrebbero consentire comportamenti c"e
pubblicamente si ric"iamino ad una religione o ad un'altra #in altri termini sarebbero vietati anc"e
l'adozione del velo islamico, la recita delle preg"iere in pubblico o altre pratic"e sulla base del principio di
laicit$. %uesto signific"erebbe c"e la lai2i.> mor.i6i25,r,bb, il m0l.i20l.0ralismo.
In realt proprio il concetto stesso di multiculturalismo c"e non stato ancora assimilato a livello
giuridico. Il rispetto delle diversit non diretto soltanto alle culture di minoranze, ma a tutte le culture
presenti in un contesto nazionale. .er esempio in Italia l'esibizione di un simbolo religioso non "a mai
suscitato reazioni negative da alcuna parte, probabilmente perc"1 la presenza cattolica viene manifestata
attraverso una pluralit di cattedrali e c"iese, ed investimenti religiosi, con l,aggiunta di simboli di altre
religioni non implica minimamente la loro accettazione da parte della societ e delle sue articolazioni. /i
significa c"e la presenza di un simbolo religioso, qualunque esso sia, non incompatibile con il concetto e
il principio di laicit7 e c"e al contrario, impostare la questione di simboli e delle pratic"e religiose in
termini di divieti e di repressione vuol dire privare il principio di laicit proprio di quella dimensione
liberale e di accoglienza c"e esso "a sempre avuto. Ne consegue c"e il simbolo religioso o determinate
pratic"e o abitudini legati e tradizioni religioso culturali non devono pi2 costituire discrimina dei gli uni
verso gli altri. !ulticulturalit deve voler dire accettare, anzic"1 cancellare la possibile presenza di diversi
simboli religiosi.
CAPITOLO TER"O: ISTITU"IONI RELIGIOSE E RAPPORTI CON LO STATO
PARAGRAFO 1: C$IESE E CONFESSIONI RELIGIOSE NELLA TRADI"IONE ITALIANA
UNITARIA
o statuto -lbertino del 08?8 affermava, all'articolo 0, c"e la religione cattolica, apostolica e romana la
sola religione dello 'tato. +li altri culti erano solo tollerati conformemente alle leggi. &uttavia varie leggi
successive enunciarono il principio generale di uguaglianza tra i vari culti, fu abolito il foro ecclesiastico e
realizzata l'unicit della giurisdizione civile e penale per tutti cittadini, venne smantellatala struttura
proprietaria della /"iesa cattolica e, nel 08B=, viene introdotto il matrimonio civile come unico
matrimonio valido per lo 'tato, rendendo giuridicamente insignificante il matrimonio canonico.
Il separatismo liberale fece tutto il possibile per ricondurre le confessioni religiose al diritto comune e per
eliminare una uguale condizione giuridica per i culti. &uttavia, per quanto riguarda la /"iesa cattolica, la
legge 04 maggio del 08D0, dovendo regolare la posizione del pontefice e della 'anta 'ede dopo gli eventi
del 59 settembre 08D9 c"e "anno posto termine al potere temporale dei .api e riconosciuto (oma capitale
del regno, da vita ad un regime speciale per gli organi centrali della /"iesa romana:
il pontefice viene e equiparato alla persona del sovrano d'Italia e gli viene garantita una totale immunit
territoriale ed esenzione dall'ingerenza statale in tutte le faccende c"e riguardano il governo universale
della /"iesa.
44
'ono riconosciute speciali +uarentigie a soggetti ecclesiastici come /ardinali o ad organismi
ecclesiastici come /oncili e il conclave, affinc"1 le loro attivit possano svolgersi in piena libert e
indipendenza.
< riconosciuta la potest spirituale e disciplinare della /"iesa
vengono concessi al culto cattolico sostegni finanziari, agevolazioni giuridic"e, riconoscimenti simbolici
nelle cerimonie pubblic"e.
Il mutamento di indirizzo politico attuato dal (egime autoritario del 0F5F travolge ogni norma del periodo
separatista:
il principio di uguaglianza dei culti all'interno del diritto comune viene spezzato e lo 'tato entra in
rapporti bilaterali con la /"iesa cattolica con la quale stipula un trattato e un concordato c"e dettano una
disciplina speciale per il .apa, la 'anta 'ede e la /"iesa cattolica in Italia. a gran parte delle relazioni
ecclesiastic"e sottoposta al principio di bilateralit e sottratta alla valutazione del legislatore unilaterale
statale.
a religione cattolica di nuovo definita come la sola religione dello 'tato
viene riconosciuta la giurisdizione ecclesiastica sulle nullit matrimoniali, reintroducendo uno spicc"io
dell'antico privilegio del foro
la /"iesa diventa istituzione pubblica per eccellenza.
- fare le spese di questo cambiamento sono i culti acattolici, c"e vengono disciplinati dalla legge 00=FK 5F
sui culti ammessi, c"e riconosce loro la personalit giuridica e alcuni diritti e prerogative. &uttavia tali
culti si ritrovano in un sistema normativo a dominanza cattolica e ogni loro diritto subordinato ai
privilegi concessi alla religione dello 'tato.
/on l'avvento della costituzione si cerca di cancellare la disuguaglianza tra le varie confessioni.
'ordinamento non cancella la bilateralit pattizia, inaugurata nel 0F5F con la /"iesa cattolica, ma la
estende ai culti non cattolici, con la previsione dell'istituto dell'intesa. 'uguaglianza dei culti viene
ripristinata, ma limitatamente alla sfera di libert c"e spetta a tutti i culti. Nella costituzione, inoltre,
riconosce alla /"iesa cattolica l'indipendenza e la sovranit, limitatamente al suo ordine, mentre agli altri
culti riconosce l'autonomia statutaria. .er la /"iesa cattolica tiene fermi i .atti ateranensi, pur
prevedendo nella riforma, con gli altri si ripromette di instaurare relazioni bilaterali per definirne
condizione giuridica e la loro collocazione all'interno dell'ordinamento.
PARAGRAFO : LA COSTITU"IONE DEMOCRATICA. INDIPENDEN"A E SOVRANIT&
DELLA C$IESA CATTOLICA, AUTONOMIA DELLE ALTRE CONFESSIONI
RELIGIOSE
'uguale libert di tutte le confessioni religiose prevista dall'articolo 8 comma 0 della costituzione non
implica piena uguaglianza di trattamento per le confessioni religiose, ma soltanto una uguaglianza di
trattamento in quelle materie e in quei rapporti c"e incidono sulla libert delle confessioni.
a prima differenza di trattamento la si ritrova a livello costituzionale negli artt. D e 8. In questi artt. lo
'tato considerala /"iesa cattolica come un ordinamento primario, sovrano e indipendente e instaura con
essa un rapporto patrizio di diritto internazionale, stipulando i .atti ateranensi. Nei confronti delle
confessioni religiose non cattolic"e, manca il riconoscimento del carattere primario dei rispettivi
ordinamenti e il rapporto con lo 'tato si svolge e si sviluppa a livello del diritto interno.
.er quanto riguardala disciplina costituzionale dei rapporti con la /"iesa cattolica, il ric"iamo ai .atti
ateranensi indica c"iaramente c"e lo 'tato "a accettatola soluzione storica della questione romana e non
intende riaprirla se non attraverso accordi bilaterali c"e apportino modific"e alla formulazione originale di
patti del 0F5F. -lcuni autori "anno visto nel primo comma dell'articolo D l'obbligo costituzionale per lo
'tato di disciplinare i rapporti con la /"iesa in termini concordatari, in quanto, riconoscendosi
4?
reciprocamente i due enti come sovrani, non possono c"e definire le proprie relazioni mediante apposite
pattuizioni.
.er quanto invece riguardala disciplina costituzionale delle confessioni diverse dalla cattolica,
strutturalmente e giuridicamente le confessioni acattolic"e non costituiscono degli ordinamenti primari,
ma ci non implica alcuna discriminazione, perc"1 sono le confessioni stesse c"e non "anno mai preteso
di essere considerate soggetti di diritto internazionale e quindi ordinamenti sovrani al pari
dell'ordinamento dello 'tato. Ne consegue c"e lo 'tato instaurer relazioni con esse all'interno del proprio
ordinamento, utilizzandolo strumento dell'intesa i cui contenuti entrano a far parte dell'ordinamento
italiano attraverso una legge di approvazione.
PARAGRAFO # I PATTI LATERANENSI E LA LORO RIFORMA
e prime interpretazioni dell'articolo D, risentendo fortemente del clima neoconfessionista dell'epoca,
danno alle norme dei patti lateranensi una collocazione ordinamentale del tutto privilegiata, in alcuni casi
addirittura superiore a quella delle norme costituzionali.
a dottrina immediatamente successiva all'approvazione della costituzione "a preso spunto dal fatto c"e
l'articolo D, invece di fare riferimento ad un generico (egime pattizio, ric"iama espressamente i .atti
ateranensi, dandogli una forza costituzionale c"e prima non aveva. &uttavia, dal punto di vista del diritto
interno, essi sono entrati a far parte dell'ordinamento attraverso la legge 809K 5F. %uesta legge poteva
essere modificata o abrogata unilateralmente dal legislatore con le stesse forme e procedure con i quali era
stata approvata. )ra invece avendo ric"iamato direttamente ed esplicitamente i .atti ateranensi
nell'articolo D, la costituzione avrebbe tolto significanza alla legge 809K5F e dato rilevanza alle norme di
patti c"e sarebbero stati inseriti direttamente nella costituzione.
-llo stesso risultato giunta la dottrina c"e "a elaboratola tesi della costituzionalizzazione dei .atti
ateranensi: essa partita dalla formula costituzionale c"e "a previsto c"e le modific"e di patti
lateranensi, se accettate dalle due parti, non ric"iedono procedimento di revisione costituzionale. &ale
orientamento dottrinale osserv c"e nel nostro ordinamento le unic"e norme c"e non ric"iedono
procedimento di revisione costituzionale sono appunto le norme costituzionali e le altre leggi
costituzionali. Di conseguenza il procedimento speciale predisposto per la riforma dei patti lateranensi
eleva le disposizioni di queste allo stesso livello della costituzione. Inoltre, per questa tesi dottrinale, una
volta ammesso c"e le singole norme pattizie sono entrati a far parte della costituzione, bisogna riconoscere
c"e esse sono disposizioni speciali rispetto alle norme costituzionali c"e per loro natura sono di carattere
generale. .oic"1 le leggi speciali derogano quelle generali, le norme pattizie prevalgono sulle comuni
norme costituzionali e non possono essere pertanto abrogate sulla base del sindacato di costituzionalit. In
sostanza le norme di patti "anno finito con l'assumere un rilievo superiore alla stessa /ostituzione.
-ltri autori respingono questa tesi, sostenendo c"e essa "a trascurato un elemento decisivo del secondo
comma dell'articolo D, ovvero il fatto c"e questo, accanto all'ipotesi di procedimento di revisione
costituzionale, prevede un altro procedimento, quello ordinario, qualora le modific"e di patti siano
accettate dalle parti. In realt lo 'tato, nell'articolo D, si impegnato a non tornare pi2 ad un regime
separatista #mentre prima lo 'tato era libero di mantenere o meno il regime concordatario, dal momento
c"e avrebbe potuto abrogare .atti ateranensi seguendole regole della prassi del diritto internazionale$.
'articolo D rivolto essenzialmente al legislatore, il quale pu modificare i .atti ateranensi con
procedimento ordinario, purc"1 le modific"e siano accettate anc"e dalla santa sede, oppure con
procedimento di revisione costituzionali. In altri termini, la disposizione dell'articolo D avrebbe
costituzionalizzato soltanto il principio pattizio, il fatto cio c"e i rapporti tra 'tato e /"iesa devono essere
disciplinati per via bilaterale, ma non avrebbe alterato la gerarc"ia delle fonti della collocazione c"e in
essa "anno le singole norme dei .atti ateranensi, c"e restano norme ordinarie a tutti gli effetti e soggette
al sindacato di costituzionalit.
a corte costituzionale, in una sentenza del 0FD0, "a affermato c"e l'articolo D "a prodotto diritto, cio "a
creato una situazione nuova rispetto a quelle esistenti nel periodo precedente. ' innovazione non stata
4=
tale da elevare le singole disposizioni concordatarie a livello costituzionale, ma non si limitato soltanto a
dare forza costituzionale al cosiddetto principio pattizio. 6ssa "a fornito, invece, le norme di derivazione
pattizia, desumibile dalla legge di esecuzione di patti lateranensi 809K5F, di una capacit di resistenza
rispetto alle norme costituzionali, tranne c"e non si tratti di principi supremi dell'ordinamento
costituzionale. Infatti se si verifica un contrasto tra una norma concordataria e i principi supremi
dell'ordinamento costituzionale sar la prima a cedere, mentre se il contrasto c' con una norma
costituzionale c"e non integra un principio supremo, la relativa disposizioni concordatarie resister con
una forza uguale a quella delle leggi costituzionali.
PARAGRAFO %: LE INTESE CON LE CONFESSIONI DIVERSE DALLA CATTOLICA
a costituzione prevede nel terzo comma dell'articolo 8 6 Intese: con esse "a cercato di riequilibrare la
diseguaglianza di trattamento tra /"iesa cattolica e altri culti esistenti nel regime autoritario ed "a
espresso c"iaramente un intento risarcitorio nei confronti delle confessioni di minoranza.
e intese previste dalla costituzione sono quelle c"e regolano i rapporti complessivi tra 'tato e
confessione religiosa e c"e sono elaborate e stipulate nell'ambito di una contrattazione tra il governo e la
rappresentanza confessionale. 'intesa pu considerarsi come strumento tipico e speciale di negoziazione
legislativa, capace di dare vita ad un sistema normativo di relazioni bilaterali. Dunque, mentre il
/oncordato uno strumento di diritto internazionale, l'intesa uno strumento di negoziazione di diritto
interno ed in particolare un contratto di diritto pubblico interno.
Forma4io3, 1,ll!i3.,sa : la trattativa per l'intesa si avvia e si sviluppa a livello governativo.
/omincia con l'incontro tra la rappresentanza nazionale della confessione e l'apposita /ommissione per
l'intesa e istituita dal governo. In questo incontro si valuta il progetto di intesa presentata dalla
confessione interessata.
Ena volta raggiunto l'accordo, questo viene firmato dal rappresentante confessionale e dal
sottosegretario alla presidenza del consiglio. %uesto costituisce la base necessaria per la presentazione
delle relativo disegno di legge di approvazione.
Il disegno di approvazione deve essere presentato in .arlamento. In questa sede, il principio di
bilateralit influenza l'attivit delle assemblee legislative. Infatti, il testo normativo pu essere approvato
o respinto, ma non pu essere emendato in modo tale da risultare difforme rispetto al &esto pattizio. Nel
caso in cui il .arlamento respinga tutto o parte del testo legislativo, il governo dovr riaprire il negoziato
con la rappresentanza confessionale.
/on l'approvazione della legge, il principio di bilateralit diventa massimamente operante. e
disposizioni possono essere revisionate soltanto con un nuovo negoziato e quindi sostituite da un'altra
legge di approvazione su base di intesa. #+li accordi con le confessioni acattolic"e non potranno mai
essere modificate unilateralmente, ma soltanto con successive intese$.
F034io3, 1,ll!i3.,sa: garantire in modo permanente la conformit costituzionale della legge di
approvazione e delle successive modificazioni. Inoltre lo strumento costituzionalmente necessario per
definire lo status giuridico del culto firmatario.
Mo1i6i2a 1,ll, i3.,s,: le Intese prevedono i meccanismi specifici di verifica ed eventuale riforma. In
primo luogo viene prevista il nuovo esame dell'intesa al termine del decimo anno dall'entrata in vigore
della relativa legge di approvazione.
En problema c"e si pone se le confessioni religiose abbiano un vero proprio diritto a stipulare un'intesa
con lo 'tato e se lo 'tato sia obbligato alla stipulazione dell'intesa. In realt, a nessuna confessione stata
4B
negata la possibilit di avviare trattative, ma l'unica condizione c"e stata loro posta il previo
riconoscimento ai sensi del secondo comma dell'articolo 8 della costituzione e della legge 00=FK5F.
PARAGRAFO ': LIBERT& RELIGIOSA COLLETTIVA ED UGUAGLIAN"A DI
TRATTAMENTO DI CULTI
a disciplina dei profili istituzionali delle confessioni religiose contenuta soprattutto negli accordi
stipulati tramite /oncordato o per intese, anc"e se non mancano settori rilevanti della legislazione
unilaterale statale c"e riguardano alcuni aspetti istituzionali confessionali, come quello c"e disciplinala
condizione giuridica dei ministri di culto.
Dalla legislazione bilaterale emerge inoltre quella differenza di trattamento c"e, pur non investendo il
principio dell'uguale libert delle confessioni, legittimata da motivi storici o sociali desumibili dalla
nostra tradizione o dalla normativa costituzionale. /"i e pi2 legato ad una concezione separatista dei
rapporti tra 'tato e c"iese sar indotto a vedere in ogni differenziazione giuridica la lesione del principio
di uguaglianza, c"e dovrebbe valere sia per i singoli c"e per la collettivit. /"i invece guarda pi2 alla
dinamica sociale del fenomeno religioso sar propenso a giustificare alcune differenziazioni c"e sembrano
pi2 aderenti alla realt dei fatti rispetto ad uno sc"ema giuridico astratto.
.er quanto riguarda i parametri c"e possono essere utilizzati per legittimare determinate diversit di
trattamento o respingerne altre, si rilevano in primo luogo quelle situazioni giuridic"e c"e interessano una
o pi2 confessioni, con esclusione di altre. .er esempio, la disciplina c"e riconosce determinate strutture
ecclesiastic"e presenti solo in alcune organizzazioni confessionali non lede le aspettative delle altre e non
viola il principio di uguaglianza, in quanto evidente c"e nessuna confessione potrebbe lamentarsi per i
riconoscimenti concessi ad altre, in quanto questi non toglierebbero nulla alle garanzie di cui essi
fruiscono per la propria specifica organizzazione.
In secondo luogo possono essere riconosciuti dei comportamenti tipici dei fedeli di culto, c"e ugualmente
non lederebbero l'uguaglianza dei cittadini dal momento c"e i fedeli di altri culti non seguono quegli stessi
comportamenti.
-nc"e in sede di contrattazione bilaterale, il rifiuto di una confessione religiosa di fruire di un determinato
vantaggio giuridico, finanziario o sociale non trasforma perci stesso questo vantaggio, concesso ad altri,
in privilegio illegittimo. .er esempio alcune confessioni non partecipano alla spartizione dell'otto per 0999
per autonoma decisione.
/i sono infine ipotesi nelle quali acquista un residuo rilievo pratico il consenso, maggiore o minore, c"e
una confessione religiosa pu vantare rispetto ad altre nell'ambito comunitario. Il consenso e le dimensioni
di una confessione di per s1 non giustificano una diversa disciplina giuridica per uno stesso ambito di
rapporti, ma possono influire sulle modalit concrete di organizzazioni di determinati servizi. 6sempio
tipico quello dei servizi di assistenza spirituale nelle strutture obbliganti, nelle quali previsto c"e il
servizio di assistenza cattolica venga prestato in modo continuativo, mentre l'assistenza di altri culti viene
prestata garantendo il diritto di accesso dei rispettivi ministri dietro specifica ric"iesta degli utenti.
a rilevanza dell'elemento quantitativo pu operare anc"e in senso inverso, cio provocando un apparente
privilegio per i culti di minoranza. .er esempio, spesso la confessione cattolica subisce controlli pi2
penetranti c"e non sono imposti ad altre confessioni. -nc"e queste differenziazioni di trattamento non
comportano discriminazioni, ma discendono dal fatto c"e la maggiore rilevanza di un gruppo sociale pu
indurre il legislatore a c"iedere maggiori garanzie per l'espletamento di determinate attivit.
PARAGRAFO ): CONFESSIONI RELIGIOSE, ENTI ESPONEN"IALI, GUARENTIGIE
ISTITU"IONALI
Il sistema costituzionale attinente alle confessioni religiose basato sul principio del loro riconoscimento
istituzionale o del riconoscimento di un loro ente esponenziale. %uesto principio si pu dedurre
4D
dall'articolo 8 secondo comma, c"e prevede l'autonomia organizzativa e statutaria delle confessioni, entro
i limiti in cui i rispettivi statuti non contrastino con l'ordinamento giuridico.
'econdo un'opinione dottrinale, le confessioni non "anno, in quanto tali, personalit giuridica, ma
agiscono attraverso i loro enti esponenziali ai quali lo 'tato riconosce personalit iure privatorum.
.er quanto riguardala /"iesa cattolica, essa agisce prevalentemente attraverso la 'anta 'ede,la quale
riconosciuta sia come soggetto di diritto internazionale, capace come tale di entrare in rapporti con lo
'tato italiano in nome e per conto di tutte le istituzioni cattolic"e, sia come soggetto di diritto privato per
le attivit di natura privatistica.
- seguito del nuovo /oncordato del 0F8?, perla /"iesa cattolica e su delega della 'anta 'ede, agisce
nell'ordinamento interno anc"e la /onferenza 6piscopale Italiana #/6I$, c"e formalmente ente
ecclesiastico civilmente riconosciuto e; legge 555K 8=, ma svolge funzioni particolarmente importanti
anc"e nei rapporti con le istituzioni pubblic"e. Infatti, la /6I rappresenta in subordine alla 'anta 'ede gli
interessi della /"iesa cattolica italiana nei confronti delle autorit dello 'tato e viene rapporti con le
amministrazioni pubblic"e7 partecipa alle trattative e alla stipulazione delle intese previste dal /oncordato7
decide sulla ripartizione della quota dell'otto per 0999 Irpef.
.i2 complessa la situazione per gli altri culti c"e "anno ottenuto il riconoscimento ai sensi della legge
00=FK 5F. a legge non parla espressamente di riconoscimento delle confessioni religiose, bens@ di
riconoscimento degli Istituti di culti diversi da quello cattolico. 'u questa base si affermato
l'orientamento per il quale le confessioni in quanto tale non avrebbero nel nostro ordinamento personalit
giuridica, ma tale personalit giuridica verrebbe concessa ai rispettivi enti esponenziali.
In alcuni casi lo statuto riflette pienamente la struttura giuridica e territoriale della confessione religiosa e
dunque non c' dubbio c"e il riconoscimento spetti direttamente a questa # il caso della /"iesa
6vangelica uterana in Italia$. In altri casi ancora, il riconoscimento stato dato all'ente esponenziale
della confessione di riferimento.
G0ar,3.i7i,: le principali +uarentigie di libert ed autonomia istituzionale riconosciute alle confessioni
religiose sono definite con formule differenziate dai rispettivi accordi.
1. A0.o3omia 1,i ris/,..i-i or1i3am,3.i. Il /oncordato riproduce il principio di cui al primo comma
dell'articolo D della costituzione, ovvero la sovranit dello 'tato e della /"iesa cattolica ciascuno nel
proprio ordine.
. No3 i37,r,34a 1,llo s.a.o nelle questioni interne delle c"iese nella loro struttura ed organizzazione:
ci significa c"e lo 'tato e gli enti pubblici non potranno svolgere indagini sulle attivit religiose delle
confessioni, non potranno interferire nella loro organizzazione interna e non potr condizionare
l'esercizio della potest giurisdizionale interna. %uesti limiti all'intervento dello statosi applicano anc"e
alle attivit di religione di culto degli enti ecclesiastici appartenenti alle rispettive confessioni, alle
attivit dei ministri di culto, ai rapporti di natura religiosa e pastorale c"e uniscono le confessioni ai
rispettivi fedeli.
#. -ltra +uarentigia il riconoscimento della pi2 am/ia lib,r.> in materia di esercizio del culto, di
svolgimento della missione pastorale, educativa, caritativa, di evangelizzazione, di riunione e di
manifestazione del pensiero con la parola,lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
PARAGRAFO *: MINISTRI DI CULTO, RAPPORTI CON I FEDELI, SEGRETO
MINISTERIALE.
)gni confessione religiosa presenta dei soggetti investiti di funzioni istituzionali particolari, c"e fruiscono
di una speciale condizione giuridica all'interno della confessione e c"e svolgono un ruolo speciale anc"e
48
nell'ambiente sociale e esterno. ' ordinamento civile "a sempre riconosciuto ai soggetti /onfessionali
determinati diritti e prerogative e "a previsto anc"e specific"e incompatibilit con doveri o funzioni
pubblic"e o sociali. Nella qualificazione di tali soggetti, l'ordinamento civile procede per gradi, prima
attraverso una qualificazione generale c"e riguarda tutte le confessioni, poi attraverso qualificazioni
particolari c"e concernono quei soggetti c"e possono essere presenti in una o pi2 istituzioni confessionali.
a qualifica pi2 generale quella di mi3is.ro 1,l 20l.o, con la quale ci si riferisce ai ministri di qualsiasi
confessione c"e abbiano una potest spirituale, di magistero o di giurisdizione su una porzione di fedeli o
di appartenenti al culto. <, in pratica, c"i preposto ad una comunit di fedeli, "a cura d'anime, presiede
alla celebrazione di riti ed "a solitamente cura dell'edificio di culto, stabilisce con i fedeli della
confessione un rapporto fiduciario e provvede alla diffusione del messaggio religioso proprio della
confessione di appartenenza. -ll'interno di questa qualificazione generale di ministro di culto rientrano i
sacerdoti cattolici, i pastori protestanti, i rabbini israelitici e gli imam musulmani... c' anc"e da dire c"e,
per quanto riguardala /"iesa cattolica, all'interno di questa categoria rientrano le qualific"e di sa2,r1o.,,
ovvero colui c"e "a ricevuto l'ordine sacro, e di r,li7ioso, ossia colui c"e fa vita in comune nell'ambito di
un istituto religioso con professione di voti pubblici di povert, castit e obbedienza.
.er quanto riguarda la legislazione unilaterale statale e relativa ai ministri di culto, c' da dire prima di
tutto c"e l'ordinamento civile non recepisce lo status giuridico confessionale, cio non riconosce
automaticamente quei diritti e quei doveri c"e competono loro all'interno della confessione di
appartenenza #per es., l'impegno del celibato c"e comporta per il diritto canonico impedimento al
matrimonio, non di ostacolo per la celebrazione e la validit di un matrimonio civile c"e il c"ierico vuole
contrarre$. In compenso, il c"ierico e il religioso fruiscono indistintamente di tutti diritti c"e, in quanto
cittadini, competono loro.
S,7r,.o mi3is.,rial,: En riconoscimento fondamentale della funzione dei ministri di culto contenuta
nell'articolo 599 del codice di procedura penale per il quale i ministri di confessioni religiose #e altri
soggetti$ non possono essere obbligati a deporre su quanto "anno conosciuto per ragione del proprio
ministero, ufficio o professione, salvi i casi in cui "anno l'obbligo di riferirne -lla autorit giudiziaria.
/i in ragione del rapporto particolare di fiducia e di confidenza c"e s'instaura tra ministro di culto e i
fedeli. Nella /"iesa cattolica esiste l'obbligo assoluto del sacerdote al segreto confessionale di ci c"e "a
saputo nell'amministrare il sacramento della confessione.
/i sono poi i soggetti /onfessionali sovraordinati c"e per la funzione c"e svolgono sono a conoscenza di
questioni riservate riguardanti l'organizzazione ecclesiastica o la vita e l'operato di altri ministri di culto. <
il caso dei vescovi e dei /ardinali nella /"iesa cattolica.
Infine, i ministri di culto sono di solito depositari e custodi di documenti c"e contengono notizie,
informazioni, dati relativi ai fedeli o ad altri ministri #registri di battesimo, di matrimonio...$.
e disposizioni c"e tutelano al segreto ministeriale assicurano una doppia garanzia: nei confronti
dell'espletamento del !inistero religioso c"e non potrebbe svolgersi pienamente se non garantito nella
riservatezza dei propri contenuti, nei confronti di coloro c"e si rivolgono al ministro del culto in base ad
un rapporto fiduciario tipico delle confessioni religiose.
a protezione del segreto si estende a quanto il ministro del culto "a appreso nell'esercizio del proprio
ministero: ci significa c"e non necessario c"e c"i "a confidato degli elementi riservati sia un fedele
della confessione. /i c"e conta c"e sussista un preciso nesso di causalita tra l'informazione pervenuta e
l'esercizio del !inistero. %uindi non saranno coperte da segreto le informazioni avute solo fortuitamente o
quelle fatte pervenire con lo scopo di usare fraudolentemente la riservatezza garantita dalla legge.
)vviamente possono verificarsi situazioni difficili, come quando sacerdote viene a conoscenza di un
delitto compiuto ai danni di una persona e c"e al tempo stesso sappia c"e di tale delitto stato accusato un
altro soggetto. %uesto spiega perc"1 a volte nascono dei conflitti tra il ministro di culto c"e intende
avvalersi dell'articolo 599 del codice di procedura penale e l'autorit giudiziaria c"e ritiene al contrario c"e
il ministro si avvalga del proprio status per astenersi dalla testimonianza.
/orrelativa al diritto dovere di astenersi dal deporre del ministro di culto l'ipotesi prevista dall'articolo
B55 del codice penale, per il quale viene punito colui c"e rivela senza giusta causa un segreto avuta in
4F
ragione del proprio status, ufficio o dalla propria professione, o c"e lo impiega per profitto proprio o
altrui, se dal fatto pu derivare nocumento.
a tutela del segreto non si limita al profilo soggettivo, ma si estende a quegli atti o documenti c"e siano
in possesso dei ministri di culto e c"e siano coperti da segreto.
Infine, sotto il profilo processuale penalistico, l'articolo 05F del codice di procedura penale stabilisce c"e
quando l'azione penale esercitata nei confronti di un ecclesiastico o di un religioso del culto cattolico,
l'informazione inviata all'ordinario della diocesi a cui appartiene l'imputato. Il /oncordato afferma anc"e
c"e l'autorit giudiziaria dalla comunicazione all'autorit ecclesiastica competente per territorio dei
procedimenti penali promossi a carico di ecclesiastici.
a ragione per cui deve essere tempestivamente informata l'autorit ecclesiastica risiede nel fatto c"e
l'autorit medesima deve essere messa in grado di valutare l'opportunit di eventuali provvedimenti
cautelativi #spostamento di sede dell'interessato...$ e c"e devono essere favorite le misure legittime di
sostegno quali la nomina di un difensore, il sostegno psicologico...
PARAGRAFO 8: INCOMPATIBILIT& DEI MINISTRI DI CULTO. SOGGETTI
CONFESSIONALI SPECIFICI
I32om/a.ibili.>:
gli ecclesiastici e i ministri di culto c"e "anno giurisdizione e cura d'anime e coloro c"e ne fanno
ordinariamente le veci non sono elegibili a sindaco, presidente della provincia, consigliere comunale,
provinciale e circoscrizionale. /on queste incompatibilit la legge "a voluto impedire c"e l'influenza
sociale dei soggetti indicati possa essere utilizzata per ottenere pi2 agevolmente l'elezione e comunque si
vuole evitare di favorire un legame troppo stretto tra religione e politica c"e potrebbe nuocere alla laicit
delle istituzioni.
I ministri di culto e i religiosi di ogni ordine e congregazione non possono essere giudici popolari delle
corti d'assise. %uesto perc"1 si ritiene c"e i ministri di culto e i religiosi possano essere condizionati nel
valutare certi comportamenti dalle proprie convinzioni morali o si dimostrino eccessivamente inclini al
perdono.
Non possono esercitare le funzioni di giudice di pace e non possono essere nominati giudici onorari
aggregati.
Non possono assumere l'ufficio di notaio #si vuole evitare c"e il notaio3ministro di culto favorisca gli
interessi patrimoniali della confessione di appartenenza influenzando i cittadini quando si accingono a
formalizzare determinati atti$ e quello di esattore delle imposte #in questo caso sussiste un'intima
contraddizione tra la funzione stato viale e la natura dell'ufficio ministeriale$.
Norm, /,3ali:
tra le aggravanti comuni di un reato, c' quella di aver commesso il fatto contro un ministro del culto
cattolico o di un culto ammesso nello stato7 considerata aggravante comune anc"e l'aver commesso il
fatto con abuso dei poteri o con violazione dei doveri inerenti alla qualit di ministri di un culto.
*iene punito anc"e c"i indossa abusivamente l'abito ecclesiastico e ci per tutelare la fede pubblica
nella veste ecclesiastica.
*iene sanzionato il comportamento del pubblico ufficiale o del ministro di qualsiasi culto il quale,
abusando delle proprie attribuzioni e nell'esercizio di esse, si adopera a costringere gli elettori a firmare
una dic"iarazione di presentazione di candidati o a vincolare i suffragi degli elettori a favore o in
pregiudizio di determinati liste o di determinati candidati o ad indurli all'astensione.
Al.r, 3orm,:
?9
la legislazione bilaterale prende in considerazione anc"e i cardinali e i vescovi. %uesti "anno diritto a
c"e non sia ostacolato il loro libero transito ed accesso attraverso il territorio italiano al *aticano e c"e
non si ponga impedimento o limitazione alla loro libert personale. /i significa c"e nessun ostacolo
deve impedire ad un cardinale di accedere al conclave per assolvere alla sua funzione di elettore.
Il ministro del culto cattolico, in quanto parroco, rappresentante della relativa parrocc"ia e del
responsabile dei relativi immobili, compreso l'edificio di culto7 in quanto rettore, responsabile e
custode della /"iesa c"e gli viene affidata7 i vescovi, in quanto ordinari del luogo, oltre ad essere
rappresentante dell'ente diocesi, responsabile della relativa c"iesa cattedrale, assolvono ad una
pluralit di compiti e funzione di natura gerarc"ica c"e "anno rilevanza civile.
Co31i4io3, 7i0ri1i2a 1,i r,li7iosi 2a..oli2i: questi sono quelli c"e fanno vita in comune dopo aver
emesso i voti pubblici di povert, castit ed obbedienza. %uesti voti non "anno rilevanza civile, per cui per
c"i abbia emesso voto perpetuo di castit del tutto irrilevante quando il religioso intende contrarre
matrimonio.
.er quanto riguarda il rapporto tra religiosi e istituto di appartenenza sotto il profilo lavoristico, si
distinguono due ipotesi:
il religioso presta la propria attivit all'esterno e alle dipendenze di terzi: in questo caso, ogni volta c"e il
religioso mette a disposizione di un terzo le proprie energie lavorative ricevendone un corrispettivo di
retribuzione, si di fronte ad un vero e proprio rapporto di lavoro. -nalogamente, il rapporto di lavoro
subordinato sussiste quando si basa sulla convenzione tra il terzo e l'istituto religioso. Il religioso pu in
tutti questi casi corrispondere la propria retribuzione all'istituto di appartenenza utilizzando le forme
previste dal codice civile, ma non pu rinunciare alla retribuzione nei confronti del datore di lavoro.
Infatti, qualora la prestazione lo consenta, il relativo rapporto di lavoro pu proseguire anc"e se il
religioso si dimette dall'istituto.
Il religioso presta la propria attivit all'interno dell'istituto per finalit istituzionali dello stesso istituto. In
questi casi non soltanto il religioso non riceve alcuna retribuzione, ma l'istituto non considera questi
rapporti come rapporti di lavoro, n1 sulla loro base provvede ad alcuna forma di contribuzione
previdenziale. Da qui il problema c"e pu sorgere al momento dell'eventuale recesso del religioso
dall'istituto, perc"1 l'interessato si trova senza mezzi propri di sostentamento e senza c"e il periodo di
attivit svolta abbia prodotto alcun frutto retributivo o previdenziale. a dottrina "a cercato di far
rientrare queste attivit in uno sc"ema lavoristico, allo scopo di tutelare i religiosi c"e recedono
dall'istituto. 'econdo una corrente dottrinale, sussiste un rapporto di lavoro subordinato ogni volta c"e
l'istituto svolge un'attivit rilevante per l'ordinamento dello 'tato, c"e abbia cio carattere economico ed
e;tra ecclesiastico. In questo caso infatti opererebbe il principio previsto dalla legge 555K 8=, secondo
cui le attivit diverse da quelle di religione e di culto sono soggette alle leggi civili c"e disciplinano.
'econdo un'altra interpretazione, la relazione speciale c"e unisce il religioso all'ente di appartenenza
tale da legittimare e giustificare la rinuncia alla retribuzione per tutto il periodo di appartenenza del
singolo all'ente. %uando per questa relazione si interrompe, il rapporto di lavoro torna ad avere valore
civile facendo sorgere il diritto all'indennit di fine rapporto c"e spetta alla religioso come a qualunque
lavoratore. &uttavia per quanto nobili nelle intenzioni, queste tesi non sembrano fondate su elementi di
diritto positivo. Il rapporto c"e unisce il religioso all'istituto di appartenenza fondato sulla libera e
volontaria accettazione da parte del singolo della struttura istituzionale della vita religiosa: manca allo
stato attuale quella alterit tra i due soggetti c"e pu integrare l'esistenza di un rapporto di lavoro
subordinato.
?0
PARAGRAFO ;: POTEST& GIURISDI"IONALE E DISCIPLINARE DELLE
CONFESSIONI RELIGIOSE
Ena delle +uarentigie necessarie per l'autonomia delle confessioni religiose riguarda il riconoscimento
della potest giurisdizionale in materia spirituale e disciplinare. 'e questa mancasse, n1 deriverebbe un
danno alla confessione e allo stato. -lla confessione perc"1 non potrebbe tener fermala propria coesione
interna e ogni controversia si trasferirebbe all'esterno con l'intervento di soggetti estranei, guidati da
principi alieni7 allo stato perc"1 si vedrebbe costretto ad intervenire in disputa di natura religiosa senza
avere le capacit e gli strumenti necessari per risolverli adeguatamente.
Il riconoscimento della giurisdizione ecclesiastica implica c"e lo 'tato non pu mai sostituirsi alle
confessioni religiose o ai loro organi interni, per decidere autoritativamente su questioni di materia
disciplinare o spirituale, n1 pu sindacare nel merito, per modificare o annullare gli atti o i provvedimenti
adottati nell'esercizio delle potest confessionali.
Inoltre deve affermarsi la irrilevanza civile degli atti o provvedimenti ecclesiastici in materia disciplinare
o spirituale, nel senso c"e la loro e esecuzione affidata al volontario adeguamento dei rispettivi
destinatari. .er esempio, una censura dottrinale nei confronti di un fedele del tutto indifferente per
l'ordinamento civile e se alla censura si accompagnano delle sanzioni queste saranno seguite soltanto se e
in quanto il destinatario volontariamente le accetti e vi si adegui. &utto ci rientrano nella pi2 piena
autonomia confessionale e quindi non concepibile c"e lo 'tato attribuisca effetti nel suo ordinamento
giuridico ad atti compiuti da una c"iesa in una materia c"e rientrano sotto ogni aspetto nel campo della sua
esclusiva autonomia.
&uttavia, ci sono atti ecclesiastici c"e investono in qualc"e modo la sfera civile o penale acquistano di
conseguenza rilievo per l'ordinamento dello 'tato, ma perc"1 un atto ecclesiastico possa avere effetti civili
indispensabile c"e questo riguardi una materia c"e rientra in qualc"e modo nell'ambito di competenza
dello 'tato # per esempio quando un atto ecclesiastico, pur rientrando nell'autonomia della confessione
religiosa, sia adottato con modalit c"e ledono un interesse o un diritto tutelato dalle leggi dello 'tato
oppure quando una sanzione ecclesiastica pu comportare danno per la salute o per l'incolumit del
soggetto$. In questi casi spetta al giudice 'tatuale valutare non il merito del provvedimento confessionale,
bens@ se le modalit con le quali stato adottato o eseguito, integrino gli estremi dell'illecito penale o della
violazione di altre leggi civili e si abbiano comportato danni civilmente rilevanti.
'esercizio della potest giurisdizionale o disciplinare pu provocare ulteriori effetti civili quando l'atto
ecclesiastico incide su una situazione confessionale c"e di per s1 gi rilevanti civilmente. .er esempio, la
revoca della qualifica di ministro del culto da parte della confessione religiosa determina automaticamente
il venir meno di quegli effetti della legge riconnette alla qualifica stessa, come diritti, prerogative e
incompatibilit.
In queste ipotesi, occorre distinguere due profili:
l'esecutoriet o meno dei provvedimenti giurisdizionali ecclesiastici : non c' dubbio c"e gli atti o i
provvedimenti confessionali in materia spirituale o disciplinare non sono provvisti in sede civile di
alcuna esecutoriet. 6ssi potranno conseguire i propri effetti o per spontaneo adeguamento del
destinatario o ottenendo una sentenza civile c"e faccia e seguire coattivamente l'atto.
6ventuale competenza del giudice civile, suoi poteri di intervento o di sindacato nei confronti dei
provvedimenti confessionali: in linea di principio non pu assolutamente sindacare il merito del
provvedimento proprio per non violare l'autonomia della confessione religiosa. &uttavia, la sua
competenza resta ferma quando l'azione civile promossa non per ottenere l'annullamento o la modifica
del provvedimento confessionale, ma per ottenere un risarcimento di danni valutabili civilmente a
seguito della scorrettezza del procedimento adottato in sede confessionale. %ueste controversie sorgono
quasi sempre nell'ambito cattolico, non soltanto perc"1 l'esiguit strutturale delle altre confessioni
religiose non favorisce l'insorgere di controversie interne, ma perc"1 l'organizzazione cattolica
?5
presuppone per gli ecclesiastici e i religiosi un vincolo istituzionale forte ed esclusivo c"e provoca
spesso facili tensioni. (iflesso di questa situazione l'articolo 54 del &rattato del aterano c"e stabilisce
c"e "anno piena efficacia giuridica anc"e in ambito civile, in Italia le sentenze ed i provvedimenti
emanati da autorit ecclesiastica ed ufficialmente comunicati alle autorit civili circa persone
ecclesiastic"e o religiose e concernenti materie spirituali e disciplinari. 'i cos@ determinata per lungo
tempo una interpretazione della disposizione con cui si finisce con il riconoscere totalmente la potest
giurisdizionale della /"iesa. In un primo tempo si addirittura affermatola possibilit di esecuzione
forzata dei provvedimenti e delle sentenze ecclesiastic"e. Dopo l'entrata in vigore della costituzione,
dottrina e giurisprudenza "anno progressivamente criticato e fatto ricadere gli aspetti pi2 assurdi di
questa interpretazione stabilendo c"e non possono avere alcuna rilevanza civile quei provvedimenti c"e
esauriscono la loro funzione esclusivamente nella sfera spirituale e sottolineando come il principio per il
quale i provvedimenti di cui all'articolo 54 del trattato sono privi di per se del carattere di esecutoriet e
devono essere fatti valere in sede giudiziaria civile per produrre effetti civili. a cassazione poi "a
ritenuto c"e un sindacato di merito sull'intrinseca legittimit del provvedimento canonico costituirebbe
c"iaramente un'indebita interferenza nella sfera dell'ordinamento della /"iesa, in palese contrasto con il
principio d'autonomia ed "a affermato c"e il giudice pu esercitare sui provvedimenti ecclesiastici
forme di controllo dirette a verificare l'autenticit dell'atto, la competenza dell'organo c"e lo "a emesso
nella non contraddittoriet all'ordine pubblico o a specific"e leggi dello 'tato.
PARAGRAFO 1(: SANTA SEDE E VATICANO. DALLA LEGGE DELLE GUARENTIGIE
AL TRATTATO DEL LATERANO
.eculiarit assoluta dell'Italia quella di dover disciplinare i rapporti internazionali con la 'anta 'ede,
anc"e dal punto di vista territoriale, e regolare nel proprio ordinamento la condizione giuridica degli
organi del governo universale della /"iesa cattolica. a prima soluzione della questione romana viene
data dallo stato con la legge delle +uarentigie del 08D0, c"e "a il merito di cancellare ogni ambizione
ecclesiastica di far rivivere il potere temporale dei papi e di liberare la /"iesa dalle pi2 gravi tentazioni
temporaliste. /on la legge del 08D0 si perviene ad una definizione dei rapporti tra 'tato unitario e /"iesa
di (oma. Infatti, l'entrata in (oma delle truppe italiane il 59 settembre 08D9 provoca la debellatio dello
'tato pontificio e pone all'Italia il problema di definire una condizione, per il pontefice e per la 'anta
'ede, c"e garantisca loro libert e a autonomia di azione e di governo nei confronti della /"iesa
universale.
a legge delle +uarentigie del 04 maggio 08D0 si fonda su due principi concorrenti:
1. il .apa riconosciuto come sovrano personale e non "a nessuna sovranit territoriale. I territori dell'e;
'tato pontificio costituiscono parte integrante dello 'tato italiano unitario.
. 'Italia per concede al .apa e alla 'anta 'ede delle franc"igie territoriali, garantendo c"e sui palazzi
vaticani non verr mai esercitata alcuna autorit da parte di soggetti italiani aventi funzioni pubblic"e. I
palazzi vaticani e la villa di /astel +andolfo diventano un'isola territoriale parte integrante dello 'tato
italiano e tuttavia immune dall'esercizio delle sue potest sovrane
#. al pontefice vengono riconosciuti gli attributi personali della sovranit e gli viene riconosciuto il diritto
di legazione attivo e passivo, ossia il diritto di mandare e ricevere ambasciatori presso altri sovrani e
presso gli altri stati, con il sottinteso intento c"e l'attivit internazionale del .apa deve limitarsi alle
questioni ecclesiastic"e e spirituali. Nasce cos@ il fenomeno delle doppie ambasciate: agli ambasciatori
presso il .apa e agli inviati del .apa presso i governi esteri, sono garantite le prerogative e le immunit
c"e spettano agli agenti diplomatici.
%. Nei palazzi vaticani e nella villa di /astel +andolfo e ovunque il .apa si trovi a dimorare escluso in
modo assoluto c"e ufficiali e agenti della forza pubblica si introducano per esercitare atti del proprio
ufficio. a stessa garanzia fornita per i luog"i dove si svolgono il conclave o il concilio ecumenico.
?4
.io IA i suoi successori non accettano la soluzione offerta con la legge delle +uarentigie, perc"1
unilaterale e quindi teoricamente revocabile in qualsiasi momento e perc"1 non contempla quella sovranit
territoriale c"e costituirebbe la sola garanzia in grado di assicurare l'indipendenza pontefice e alla 'anta
'ede. .er decenni, i papi eletti decidono di star c"iusi nei palazzi vaticani quasi a testimoniare di fronte
all'opinione pubblica internazionale c"e essi subiscono una condizione iniqua c"e stata imposta
dall'Italia ma c"e non mai stata accettata.
-d intuire c"e l'Italia non pu vivere in permanente antitesi con la /"iesa di (oma nel 0F50 :enito
!ussolini, il quale capisce anc"e c"e l'Italia "a tutto da guadagnare, anc"e in termini di prestigio
internazionale, da un *aticano pienamente indipendente e da una /"iesa cattolica appagata nelle sue
esigenze e rivendicazioni essenziali. 'ulla base di queste considerazioni, lo stesso !ussolini c"e segue e
guida le trattative con la 'anta 'ede per l'elaborazione del &rattato del aterano e del relativo concordato
c"e nel 0F5F porta alla definitiva soluzione della questione romana. In realt anc"e in !ussolini e nel re
*ittorio 6manuele III permangono delle diffidenze verso un .apa c"e torna ad essere sovrano temporale
ma .io AI insiste sul punto fino a farne una condizione irrinunciabile per il proseguimento e la
conclusione delle trattative. o scoglio viene infine superato e con i patti lateranensi dell'undici Cebbraio
0F5F si riconosce pienamente la sovranit territoriale c"e compete alla 'anta 'ede sullo 'tato /itt del
*aticano e si stabilisce un accordo c"e vincola l'Italia e la 'anta siede a principi e regole condivise,
cedendo ogni contenzioso storico.
'accordo del 0F5F composto di due atti fondamentali: il .ra..a.o 1,l la.,ra3o, c"e definisce l'assetto
territoriale ritenuto necessario a garantire l'indipendenza della 'anta 'ede, , il Co32or1a.o, c"e regola i
rapporti tra l'Italia e /"iesa cattolica sul territorio italiano.
a motivazione fondamentale c"e "a dato vita al trattato del aterano sta nella volont delle parti di
assicurare alla 'anta sede in modo stabile una condizione c"e le garantisca l'assoluta indipendenza per
l'adempimento della sua alta missione nel mondo e di riconoscere alla stessa 'anta sede l'assoluta e
visibile indipendenza garantendole una sovranit indiscutibile anc"e nel campo internazionale. e
conseguenze politico giuridic"e di questa impostazione sono i due cardini e essenziali del trattato: il
riconoscimento da parte dell'Italia della sovranit della 'anta 'ede nel campo internazionale e del
riconoscimento dell'Italia alla 'anta 'ede della piena propriet e della esclusiva e assoluta potest e
giurisdizione sovrana sul *aticano. 'ono quindi sintetizzate /)N&INEI&M e innovazione rispetto alla
legge delle +uarentigie: continuit politico territoriale, perc"1 non si torna in alcun modo all'antico 'tato
pontificio7 innovazione storico giuridica perc"1 la 'anta 'ede riconosciuta come soggetto internazionale
e il lembo di territorio del *aticano trasformato in un minuscolo 'tato sovrano assoggettato al pontefice
e alla 'anta sede. %uindi il .apa non pi2 soggetti interno all'ordinamento italiano ma un vero sovrano.
Nasce quindi uno stato a servizio esclusivo della 'anta 'ede, soggetto alla sua sovranit, c"e non potr
mai espandersi n1 ridursi territorialmente, e con un territorio permanentemente neutralizzato per vincolo
pattizio con l'Italia. a 'anta sede "a piena soggettivit internazionale, ma essa rimarr sempre estranea
alle competizioni temporali tra gli altri stati. Infine la citt del *aticano sar sempre ed in ogni caso
considerata territorio neutrale ed inviolabile. In questo modo l,italia non avr pi2 la preoccupazione di una
eventuale insorgenza del potere temporale dei papi e la 'anta 'ede "a avuto il riconoscimento di una
piena, anc"e se particolare, sovranit sullo stato vaticano.
PARAGRAFO 11: NATURA E CONDI"IONE GIURIDICA DELLO STATO CITT& DEL
VATICANO
a citt del *aticano una realt 'tatuale strumentale nei confronti della 'anta 'ede, il vero soggetto
detentore della sovranit sullo 'tato /itt del *aticano. .er -rturo /arlo Nemolo, lo 'tato vaticano non
stato creato per avere una vita propria, autonoma ed aperta ad ogni sviluppo politico territoriale come
avviene per gli stati nazione. 6sso non pu disporre di s1 n1 del proprio territorio e non "a quei fini
generici ed indeterminati di utilit dei propri cittadini c"e sono tipici degli altri stati. o 'tato /itt del
*aticano "a la sua prima ragione di essere nell'assicurare e garantire alla 'anta 'ede la piena e visibile
??
sovranit ed indipendenza della sfera temporale e politica per la pi2 perfetta esplicazione dei suoi compiti
religiosi e spirituali. Dunque lo 'tato vaticano non "a una vita politica propria, non pu disporre del
proprio territorio, non pu avanzare rivendicazioni territoriali nei confronti dell'Italia e non pu cedere
neanc"e un centimetro del suo territorio ad un altro 'tato, perc"1 il territorio ceduto dall'Italia alla 'anta
siede deve servire esclusivamente a garantire la sua indipendenza e l'assolvimento delle sue funzioni.
a dottrina si posta il problema se lo 'tato vaticano sia o meno uno stato teocratico, cio uno stato nel
quale sussiste la piena identit tra potere politico e potere religioso e nel quale la guida politica affidata
ad un apparato ecclesiastico e ai suoi esponenti, con esclusione di ogni altro soggetto istituzionale o
sociale. a dottrina non "a dubbi in merito ed "a risolto il problema in maniera positiva. - favore di
questa tesi c' il fatto c"e il sommo pontefice "a la pienezza del potere legislativo, esecutivo e giudiziario
e c"e le fonti principali del diritto oggettivo sono per lo 'tato vaticano le leggi emanate dal pontefice e il
codice di diritto canonico. &uttavia, questa impostazione non tiene in considerazione due importanti
elementi, uno relativo allo stato teocratico, l'altro alla speciale conformazione dello 'tato vaticano. Infatti,
ogni stato teocratico tale in quanto la sua popolazione viene assoggettata al potere di una casta
sacerdotale e viene governata in nome di principi di un determinato credo religioso. Nello 'tato vaticano,
per, non esiste una vera popolazione stabile, non esistono ceti sociali o correnti politic"e per il semplice
motivo c"e l'unica componente stabile esistente proprio la casta sacerdotale. Non esistono cittadini
stabili e traspare anc"e la c"iara volont di impedire l'estensione numerica della popolazione. a
cittadinanza vaticana sostanzialmente temporanea e senza possibilit di crescita. 6cco perc"1 parlare del
*aticano come di uno stato teocratico giuridicamente quasi senza significato. In realt lo 'tato vaticano
non c"e un grande apparato ecclesiastico c"e governa se stesso.
.roprio per la sua singolare natura e peculiarita dello 'tato /itt del *aticano, parte della dottrina nega
c"e esso possa considerarsi un vero soggetto internazionale e sostiene la tesi monista, in base alla quale la
personalit giuridica internazionale spetterebbe soltanto ed esclusivamente alla 'anta 'ede, in quanto la
'anta 'ede c"e intrattiene rapporti diplomatici con gli stati e c"e presente il pi2 delle volte nelle sedi
internazionali.
%ueste tesi non sono del tutto condivisibili se misurate sul piano del diritto positivo, perc"1 la 'anta 'ede
"a voluto valorizzare la presenza e la capacit giuridica dello 'tato vaticano sia nelle relazioni bilaterali
con l'Italia sia a livello internazionale. Inoltre lo 'tato /itt del *aticano presente a diverso titolo in
molteplici organismi internazionali. .er ovvie ragioni lo 'tato vaticano non fa parte dell'Enione 6uropea e
deve considerarsi come una entit e;tracomunitaria. &uttavia, quando si trattato di coordinare alcune
scelte comunitarie con i rapporti tra l'Italia e il *aticano, l'Italia "a provveduto ad accordarsi con i partner
europei per non creare difficolt alla 'anta 'ede #cos@ avvenuto al momento dell'adozione dell'euro
quando si e convenuto sulla partecipazione dello 'tato vaticano ai benefici connessi alla circolazione e
fruibilit della moneta comune$.
o 'tato /itt del *aticano un tipico 'tato enclave, dal momento c"e il suo territorio interamente
circondato da quello dello 'tato italiano. /i comporta una molteplicit di rapporti tra i due enti sovrani e
alcune singolarit. < il caso del regime giuridico di piazza 'an .ietro, c"e pu essere considerata come un
tratto di confine aperto sul territorio italiano. 6ssa, pur facendo parte della citt del *aticano, deve essere
normalmente aperto al pubblico anc"e per consentire l'accesso alla basilica di 'an .ietro. %uando la
piazza aperta al pubblico, questa soggetta ai poteri di polizia delle autorit italiane, ma le autorit di
polizia si arrestano ai piedi della scalinata della basilica e devono astenersi dal montare ed accedere ad
essa.
Di particolare importanza sono i rapporti tra giurisdizione italiana e giurisdizione vaticana. :isogna tener
presente c"e lo 'tato /itt del *aticano, in quanto 'tato sovrano, pienamente legittimato per esercitare
al proprio interno una giurisdizione penale, ma due elementi sconsigliano l'esercizio di fatto della
giurisdizione: in primo luogo, l'esiguit del territorio c"e imporrebbe alle autorit vaticane degli oneri
eccessivi7 in secondo luogo la salvaguardia dell'immagine della 'anta 'ede.
.er questo motivo di l'articolo 55 del &rattato del aterano stabilisce c"e a ric"iesta della 'anta 'ede e per
delegazione, l'Italia provveder nel suo territorio alla punizione dei delitti c"e vengono commessi nella
citt del *aticano.
?=
.oic"1 la 'anta 'ede non "a dato delega permanente, si procede caso per caso secondo la scelta delle
autorit vaticane e si orientata per la delega nelle ipotesi di diritti pi2 gravi. &uttavia la delegazione non
serve quando il delitto commesso in piazza 'an .ietro mentre questa aperta al pubblico e se l'autore
stato fermato dalle autorit di polizia italiane. Non necessaria delegazione nemmeno quando la persona
stata arrestata nella basilica di 'an .ietro dalla polizia italiana su ric"iesta della gendarmeria pontificia.
PARAGRAFO 1: DIRITTI E PREROGATIVE DELLA SANTA SEDE
e prerogative e le +uarentigie possono essere distinte in funzione del loro carattere personale,
funzionale, reale.
G0ar,3.i7ia /,rso3al,: la prima +uarentigia personale riguarda il sommo pontefice, c"e l'Italia
considera come persona sacra e inviolabile. 'ono punibili l'attentato contro di essa, la provocazione a
commetterlo, le offese e le ingiurie pubblic"e commesse nel territorio italiano contro la persona del
'ommo .ontefice con discorsi, con fatti e con scritti. %uesti reati sono puniti come i reati verso la persona
del presidente della (epubblica.
G0ar,3.i7ia F034io3al,: molti importanti sono le +uarentigie relative all'esercizio delle funzioni e
potest di governo della 'anta 'ede.
a prima +uarentigia stabilisce c"e gli enti centrali della /"iesa cattolica sono esenti da ogni ingerenza
da parte dello 'tato italiano nonc" della conversione nei riguardi dei beni immobili. a disposizione
esclude ogni imposizione volta a convertire il patrimonio immobiliare. 'ancisce poi il principio della
non ingerenza c"e implica l'inibizione di ogni potere di ispezione nonc"1 l'incompetenza della
giurisdizione dello 'tato nelle questioni interne a questi enti centrali.
-rt 05 del trattato :'Italia riconosce alla 'anta 'ede il diritto di legazione attivo e passivo. In questo
caso l'Italia si impegnata a rendere effettivo tale diritto permettendo il transito sul territorio italiano
dei diplomatici da e verso il *aticano.
G0ar,3.i7ia r,al,: il trattato riconosce alla 'anta 'ede la piena propriet di una serie di edifici esistenti in
(oma e nei dintorni #la basilica di 'an +iovanni aterano, 'anta !aria !aggiore, .alazzo .ontificio di
/astel +andolfo con le relative dotazioni, attinenze e dipendenze$. &utti questi immobili goderanno delle
immunit riconosciute dal diritto internazionale alle sedi degli agenti diplomatici di stati esteri e non
saranno mai assoggettati a vincoli o ad espropriazioni per causa di pubblica utilit se non previo accordo
con la 'anta 'ede e saranno esenti da tributi ordinari e straordinari sia verso lo 'tato c"e verso qualsiasi
altro ente.
PARAGRAFO 1#: PRESEN"A E ATTIVIT& INTERNA"IONALE DELLA SANTA SEDE
Dopo il 0F5F, il governo italiano si mostra contrario alla registrazione del &rattato del aterano presso la
societ delle nazioni e si oppone all'eventuale ingresso della 'anta 'ede nella societ delle nazioni, perc"1
era diffidente verso una totale equiparazione della 'anta 'ede agli altri stati, per timore c"e la politica
internazionale vaticana potesse far risorgere il vecc"io temporalismo.
?B
'evoluzione della politica internazionale della 'anta 'ede pu datarsi all'epoca in cui stava per finire il
secondo conflitto mondiale, quando il problema di una eventuale partecipazione del *aticano alla
prossima struttura delle Nazioni Enite viene posto al rappresentante personale del presidente degli Esa
presso il pontefice. a risposta c"e per viene dagli 'tati Eniti sostanzialmente negativa anc"e perc"1
l'articolo 5? del &rattato ateranense sembra incompatibile con l'appartenenza della 'anta 'ede alla futura
organizzazione, anc"e perc"1 renderebbe impossibile la partecipazione vaticana alle decisioni relative
all'uso della forza militare. a limitatezza territoriale poi impedirebbe allo 'tato /itt del *aticano di
adempiere ai compiti propri di un membro della organizzazione internazionale.
I confini propri dell,attivit internazionale della santa sede rimangono c"iari anc"e nei decenni successivi.
a partecipazione piena della 'anta 'ede ad una determinata organizzazione internazionale non possibile
ogni qualvolta questa organizzazione implica o ric"iede assunzione di responsabilit diretta in tema di
decisioni politic"e e militari e ancor di pi2 ogni volta c"e postula l'assunzione di impegni di
partecipazione economica o militare alle iniziative c"e vengono assunte. 6 ci non soltanto perc"1 la
'anta 'ede non sarebbe in grado di assolvere questi impegni, ma soprattutto perc"1 la neutralit delineata
dall'articolo 5? del &rattato impedirebbe una sua partecipazione a decisioni di carattere politico e militare.
Da qui l'impossibilit per la 'anta 'ede di essere membro a pieno titolo dell')nu.
-l di fuori di questi confini, la presenza della 'anta 'ede nelle sedi e negli organismi internazionali si
avvenuta con il tempo sviluppando in modo eccezionale. Il concilio *aticano II determina la svolta
decisiva, perc"1 la /"iesa abbandona ogni residua diffidenza verso l'ordinamento internazionale. .aolo *I
in particolare esprime la fiducia massima della /"iesa all')nu offrendo una solenne ratifica morale ad
essa. < la conciliazione della 'anta 'ede con il nuovo ordine internazionale. Da questo momento in poi la
partecipazione della 'anta 'ede alle attivit di organismi collegati con l')nu e la sua presenza diretta negli
stessi organismi conoscono una fase di grande espansione.
PARAGRAFO 1%: LA C$IESA, LA GUERRA, LA NEUTRALIT& DELLA SANTA SEDE.
'articolo 5? del &rattato del aterano esclude c"e la 'anta 'ede possa partecipare alle competizioni
temporali tra gli stati e ai congressi indetti con tale oggetto. %uesta disposizione sottolinea di sicuro il
permanente carattere neutrale dell'azione della 'anta 'ede, ma non esclude affatto c"e questa possa
assumere posizioni di carattere religioso o morale su questioni o conflitti internazionali c"e c"iamano in
causa i valori della pace e il rispetto dei diritti umani, anc"e perc"1 lo stesso articolo 5? afferma c"e la
'anta 'ede si riserva in ogni caso di far valere la sua potest morale e spirituale.
< difficile immaginare c"e la 'anta 'ede prenda parte ad operazioni bellic"e o favorisca militarmente od
economicamente una parte belligerante rispetto ad altre, ma non pu nemmeno c"iedersi al .apa di
mantenere quella neutralit ideologica c"e si esige dagli 'tati neutrali, perc"1 questa imporrebbe alla
'anta 'ede di tacere di fronte alle guerre moderne.
&ra esercizio della funzione magisteriale, ovvero della potest morale e spirituale, e neutralit ideologica,
il confine pu essere labile. %uindi il vero contenuto della neutralit delineata dall'articolo 5? del &rattato
del aterano significa c"e la 'anta 'ede deve astenersi dalle competizioni temporali dagli stati ed ai
congressi internazionali indetti per tale oggetto, mentre per il resto essa libera di valutare, giudicare,
pronunciarsi sulle questioni relative alla guerra e alla pace e sulle situazioni concrete di conflitto c"e si
verificano.
In realt, ci c"e pi2 si adatta alla natura della 'anta 'ede e al suo diritto3dovere di esercitare la propria
potest morale e spirituale una politica di imparzialit, anzic"1 di neutralit, c"e legittima un suo
intervento ogni volta c"e sono in gioco valori superiori di rispetto dei diritti dei popoli, delle persone e
delle regole minime di convivenza tra le nazioni. !a essere imparziali vuol dire fare sentirela propria voce
ogni volta c"e questi valori vengono lesi, da qualunque parte provenga la lesione.
Di fronte grandi conflitti mondiali della 'anta 'ede "a assunto posizioni diverse. a guerra del 0?308 bene
qualificata da benedetto A* come un inutile strage, ma dietro la formale neutralit la 'anta 'ede era pi2
vicino agli imperi centrali c"e non alle potenze occidentali.
?D
Durante il papato di .io AII, durante il secondo conflitto mondiale, la 'anta 'ede si mantiene
rigorosamente neutrale nel corso del conflitto, ma il silenzio del .apa sulle aggressioni di Hitler verso
altre nazioni venne considerato da alcuni un silenzio colpevole, quasi complice, anc"e se la /"iesa "a
sempre difeso l'atteggiamento di pio AII asserendo c"e eventuali sue condanne di crimini di Hitler
avrebbero causato soltanto reazioni ancora pi2 dure nei confronti delle vittime e dunque sarebbero stati
controproducenti.
Ena decisa evoluzione verso un'autentica imparzialit della /"iesa e della 'anta 'ede si "a con il concilio
*aticano II e nel pontificato di .aolo *I. Il concilio prende le distanze da tutte le guerre di conquista, ma
conferma la liceit del ricorso alle armi ogni qualvolta si tratta di difendere la propria patria o quando
l'aggredito deve difendersi dall'aggressore.
Durante la guerra del +olfo del 0FF0 e le guerre nell'e; Nugoslavia, la politica vaticana stata oscillante
tra due estremi, ossia tra la condanna della guerra in quanto tale da non ammettersi per nessuna ragione e
all'opposto alla teorizzazione della necessit dell'intervento armato quando ci si trova di fronte ad una
aggressione nei confronti di un popolo.
'uccessivamente all'invasione del JuOait, la 'anta 'ede assume una posizione favorevole alle trattative
diplomatic"e e contraria ad ogni ipotesi di intervento militare. 'ostilit vaticana verso le scelte dell')nu
cresce con il passare di mesi fino a provocare quasi una formale condanna dell'inizio delle operazioni
militari da parte delle truppe alleate nel 0FF0. %uesta posizione provoca una seria crisi nei rapporti tra
*aticano e 'tati Eniti e il *aticano non sembra pi2 neutrale tra le parti in conflitto.
a 'anta 'ede "a comunque modo di tornare sul problema della guerra e dell'intervento militare
internazionale in occasione del conflitto apertosi in :osnia. Dove, a seguito del dissolvimento della
federazione Nugoslava, la popolazione musulmana aggredita dalle forze militari serbe ai fini della
spartizione del territorio bosniaco. In questa circostanza la 'anta 'ede assume posizioni del tutto opposte a
quelle teorizzate all'epoca della guerra del +olfo. Il pontefice prende pi2 volte posizione a favore della
popolazione musulmana aggredita e la 'anta 'ede si pronuncia apertamente per un intervento dell')nu un
volto a fermare l'aggressore.+iovanni .aolo II non solo incoraggia tutte le iniziative delle Nazioni Enite
ma auspica l'intervento dell')nu c"e "anno il dovere e il diritto di ingerenza per disarmare l'aggressore,
non quindi per favorire la guerra, ma per impedirla.
a 'anta 'ede assume posizioni pi2 caute nei conflitti successivi. %uando nel 0FFF il governo della 'erbia
estende la repressione nel Josovo, provocando cos@ un nuovo intervento militare internazionale, il
*aticano non approva l'intervento, ma non vi si oppone come aveva fatto all'epoca della guerra del +olfo.
(imane in una posizione diffidente, si pronuncia poco e assume una posizione quasi realmente neutrale.
CAPITOLO 9UARTO: STRUTTURE E ATTIVIT& DELLE CONFESSIONI RELIGIOSE
PARAGRAFO 1: L!ORDINAMENTO CIVILE DI FRONTE ALLE STRUTTURE E
ATTIVIT& CONFESSIONALI
)ltre c"e dalla loro organizzazione istituzionale, la peculiarit delle confessioni religiose emerge anc"e
dalle strutture attraverso le quali agiscono nell'ordinamento e dalle attivit c"e esse svolgono nella societ
civile.
.er quanto riguarda le strutture, ci sono 7li is.i.0.i r,li7iosi. 6ssi potrebbero essere catalogati tra i
fenomeni associativi, ma il loro concreto modo di strutturarsi, con gerarc"ie predeterminate o determinate
in modo singolare, con la vita comune c"e crea una sorta di comunit familiare, con attivit religiose
particolarissime, rende praticamente impossibile applicare ad essi le regole valide per gli enti associativi
civili.
.er quanto riguarda le attivit, c' la 20ra 1!a3im,, cio l'impegno pastorale c"e viene profuso nei
confronti dei fedeli. 6ssa si concreta nella -mministrazione dei sacramenti, nell'insegnamento della
dottrina e nell'esercizio del culto.
?8
%ueste specificit pongono allo stato il problema di quale accoglienza dare alle strutture e attivit
/onfessionali nel proprio ordinamento. Nella tradizione italiana, il regime separatista aveva seguito un
atteggiamento positivo e favorevole per tutto ci c"e riguardava la cura d'anime e gli enti c"e vi erano
preposti, mentre aveva un atteggiamento ostile e in alcuni casi repressivo nei confronti di altri enti e
attivit, soprattutto nei confronti degli ordini e corporazioni religiose. Nei riguardi degli 6nti con cura
d'anime, l'ordinamento separatista non "a mai interferito con provvedimenti soppressivi, n "a mai
condizionato l'attivit pastorale dei vescovi, dei parroci e dei loro collaboratori, ma "a sempre considerato
questi enti e queste attivit di particolare utilit sociale, perc"1 diretti a soddisfare bisogni religiosi della
popolazione.
'ostilit nei confronti degli organi o congregazione religiose e di altri enti era motivata dal fatto c"e
questi enti avevano accumulato propriet immobiliari spropositate #la cosiddetta manomorta ecclesiastica$
e c"e essi svolgevano attivit non utili socialmente e sottoponevano i propri membri ad obblig"i visti con
diffidenza dall'ideologia dell'epoca.
En mutamento di indirizzo si determina con il /oncordato del 0F5F, c"e riconobbe nuovamente gli ordini
e le corporazioni religiose e afferm un principio generale per il quale lo 'tato in linea di massima
riconosce gli enti ecclesiastici cos@ come nascono e sono configurati nell'ordinamento canonico: 6nti con
cura d'anime, enti a base fondatizia, enti a struttura associativa. &uttavia, nonostante l'impronta
neoconfessionista, il regime concordatario non intacca alcuni principi del sistema separatista c"e
riguardavano i confini delle attivit consentite a gli enti ecclesiastici. %uesti enti possono, per il
/oncordato, svolgere attivit diverse da quelle di religione o di culto, ma queste attivit sono assoggettati
alle leggi dello 'tato previste per le stesse attivit #per esempio le attivit di istruzione soggiacciono alle
leggi statali$. +li enti ecclesiastici potevano svolgere attivit assistenziale assai ridotte ma anc"e queste
attivit e quelle dell'istruzione ricadono sotto le leggi civili c"e ne governano. Il /oncordato conferma
anc"e quel meccanismo della autorizzazione degli acquisti, c"e imponeva a ciascun ente ecclesiastico
l'obbligo di sottoporsi ad un iter burocratico di verifica per ciascun acquisto #acquisto, donazione, eredit$,
per quanto di !odica entit. %uindi, si pu dire conclusivamente c"e la registrazione concordataria era
complessivamente favorevole, ma l'atteggiamento dello 'tato non cambia per tutto quello c"e riguarda le
attivit privatistic"e, soprattutto di assistenza e istruzione, e non si cancella del tutto quella diffidenza
verso le persone giuridic"e c"e si concreta nella previsione di controlli sulle loro attivit.
-nc"e nella nuova legislazione ecclesiastica del 0F8? si rinvengono gli stessi principi, anc"e se di recente
si venuta affermando un'ondata liberalizzatrice. Infatti, la legislazione unilaterale statale "a cominciato a
cancellare alcune forme di controllo dello 'tato c"e si traducevano in limitazioni per le attivit delle
persone giuridic"e. < stata cancellata l'autorizzazione agli acquisti per gli enti privati, stata abolita
l'obbligatoriet del parere del /onsiglio di 'tato per il riconoscimento degli stessi enti, sono state cambiate
e facilitate le procedure per l'iscrizione degli 6nti in appositi registri7 venuto meno il quasi monopolio
dell'assistenza pubblica ed stato intaccato il principio del senza oneri per lo Stato riferito all'istruzione
privata.
PARAGRAFO : GLI ENTI ECCLESIASTICI. DEFINI"IONE, SPECIALIT& DI
DISCIPLINA
.erc"1 si possa parlare di un ente ecclesiastico necessario c"e si abbia un organo o una unit funzionale
di una confessione religiosa c"e svolga attivit di religione o di culto, e c"e c"ieda il riconoscimento civile
come persona giuridica. a ecclesiasticit una qualifica connaturata all'ente: da ci discende il principio
fondamentale in base al quale lo 'tato non potr mai riconoscere un ente ecclesiastico c"e non
organicamente collegato con la confessione religiosa di cui assume la qualifica.
+li enti ecclesiastici possono essere di diversissima natura, ma possono essere riconosciuti purc"1
rispondano ai requisiti ric"iesti dalla legge.
!olto spesso le confessioni religiose si strutturano i3 2ir2os2ri4io3i ,1 ,3.i .,rri.oriali# diocesi e
.arrocc"ie per la /"iesa cattolica$.
E3.i a bas, asso2ia.i-a: all'interno di questo tipo di enti ritroviamo gli istituti religiosi per la /"iesa
cattolica, c"e riuniscono coloro c"e scelgono di vivere in comune e fanno professione pubblica dei voti di
?F
povert, castit e obbedienza. 6sistono per anc"e associazioni cattolic"e di fedeli con i fini pi2 diversi,
come promuovere il culto di un santo, diffondere lo spirito missionario tra i fedeli e nella societ civile,
favorire le pratic"e meditative...
E3.i a bas, 6o31a.i4ia: negli enti a base fondatizia gli organi competenti amministrano un determinato
patrimonio per conseguire una molteplicit di fini: officiare il culto, promuovere determinate opere di
religione...
< importante capire le ragioni per cui lo 'tato detti una disciplina speciale per gli enti ecclesiastici, mentre
non sono ad essi applicabili le norme di diritto comune valide per tutte le persone giuridic"e private. a
ragione fondamentale sta nel fatto c"e lo 'tato riconosce l'ente ecclesiastico cos@ come nasce
nell'ordinamento confessionale, con la sua struttura originaria, senza imporre ad esso le regole c"e
normalmente impone alle persone giuridic"e private .
.er gli enti territoriali in genere vige il principio gerarc"ico3autoritativo, per il quale a capo dell'ente
vengono preposti soggetti selezionati secondo la dottrina,la tradizione e la prassi delle confessioni
religiose. - questi soggetti spesso la struttura confessionale riconosce un potere di tipo monocratico e
gerarc"izzato, nel senso c"ela capacit decisionale e la responsabilit personale, mentre della gestione
dell'ente essi devono rispondere per via gerarc"ica.
In conseguenza poi del principio di autostrutturazione e autoregolazione, sono in operanti per gli enti
ecclesiastici quei poteri di intervento, di controllo, di sostituzione c"e il codice prevede per le altre
persone giuridic"e. .er gli enti confessionali vale un principio di non ingerenza: lo 'tato non pu
intromettersi nelle attivit di religione e di culto svolta dall'ente e non pu assumere iniziative di controllo.
Inoltre, la legislazione prevede un regime di privilegio tributario per tutti gli enti ecclesiastici riconosciuti.
.roprio perc"1 la condizione giuridica degli enti ecclesiastici notevolmente diversa rispetto a quella
propria delle altre persone giuridic"e, lo 'tato vuole in qualc"e modo cautelarsi perc"1 la formazione e il
riconoscimento di un ente ecclesiastico risponda ad una vera esigenza religiosa. .er questo motivo la
procedura di riconoscimento e il potere di valutazione c"e compete alla pubblica amministrazione nel
verificare l'esistenza o meno dei requisiti generali e specifici per il riconoscimento dell'ente ecclesiastico
serve ad accertare c"e la realt formale #documentale e Dic"iarativa$ corrisponda alla realt sostanziale.
PARAGRAFO #: RE9UISITI GENERALI PER IL RICONOSCIMENTO DEGLI ENTI.
FINALIT& DI RELIGIONE O DI CULTO.
Nell' ambito della riforma della legislazione pattizia stato utilizzato con una certa frequenza il
riconoscimento per legge di enti ecclesiastici nuovi o gi esistenti in via di fatto o esistenti in forme
diverse. 'pesso si fa ricorso a questa modalit di riconoscimento perc"1 a volte si di fronte ad enti
ecclesiastici cos@ rilevanti dal punto di vista qualitativo o per le funzioni svolte c"e il ricorso al
procedimento amministrativo appare superfluo #cos@ avvenuto per la /6I$. In altri casi il riconoscimento
per legge si reso necessario perc"1 conseguente alla stipulazione dell'intesa tra lo 'tato e una
determinata confessione.
Pro2,10ra .i/i2a /,r il ri2o3os2im,3.o 1,7li ,3.i ,22l,sias.i2i 2a..oli2i , 3o3 2a..oli2i:
0. l'ente deve presentare domanda di riconoscimento corredata dei documenti comprovanti il possesso
dei requisiti, generali e specifici ric"iesti dalla legge e di altri documenti necessari per illustrare la
natura e le attivit dell'ente ai fini delle riconoscimento al competente ufficio della prefettura.
5. ' amministrazione effettua l'istruttoria di verifica dei requisiti, generali e specifici, e pu ric"iedere
ulteriore documentazione, far presente determinate carenze documentarie o statutarie e c"iedere
modific"e statutarie necessarie per armonizzare lo statuto a criteri di buona amministrazione o al
rispetto di diritti fondamentali delle persone.
4. In caso di accoglimento dell'istanza, predisposto formale decreto del !inistero dell'interno con
l'indicazione degli elementi c"e individuano la natura, la struttura e le finalit dell'ente. Il decreto deve
essere emanato dopo aver udito il parere del /onsiglio di 'tato #c"e non pi2 obbligatorio$, su
=9
proposta e previa istruttoria del ministro dell'interno. #Il riconoscimento in teoria viene concesso con
decreto del presidente della (epubblica, ma nell'attuazione del programma di deregulation, la
competenza passata al !inistro dell'interno$.
?. Il decreto viene pubblicato in sintesi sulla +azzetta Efficiale.
=. Il decreto viene comunicato al rappresentante dell'ente e alla autorit ecclesiastica c"e "a c"iesto il
riconoscimento.
a verifica principale c"e deve essere effettuata dall'amministrazione quella relativa ai requisiti generali
ric"iesti per ogni tipo di enti e consistono:
/r,s0//os.o .,rri.orial,: l'ente deve avere sede in Italia
2o36ormi.> 2o36,ssio3al,: l'ente c"e aspira al riconoscimento deve essere approvato dagli organi
competenti della confessione di appartenenza. .er questi due requisiti non si ipotizza un vero esercizio
della discrezionalit da parte dell'amministrazione, dal momento c"e deve essere accertata l'esistenza e
la congruit di questi documenti.
Esis.,34a 1,l 6i3, 1i r,li7io3, o 1i 20l.o. Nell'accertare questo requisito l'amministrazione eserciter
maggiore discrezionalit. Il fine di religione o di culto caratterizza ontologicamente l'ente ecclesiastico:
solo dopo aver verificato la sua esistenza e la sua centralit nella conformazione dell'ente, lo 'tato d
luogo ad un riconoscimento. In relazione alle finalit religiose,si deve distinguere la normativa per gli
enti cattolici e quella stabilite per le intese, essendo diversificate in alcuni punti importanti.
NORMATIVA DEGLI ENTI CATTOLICI: ARTICOLI E 1) DELLA LEGGE E 8'.
'econdo l'articolo 5 gli enti c"e "anno fine di religione o di culto sono quelli c"e fanno parte della
costituzione gerarc"ica della /"iesa, gli istituti religiosi e i seminari. .er altre persone giuridic"e
canonic"e, per le fondazioni e per gli enti ecclesiastici c"e non "anno personalit giuridica
nell'ordinamento della /"iesa, il fine di religione o di culto accertato di volta in volta in conformit alle
disposizioni dell'articolo 0B. %uesto accertamento serve per verificare c"e il fine di religione o di culto sia
costitutivo ed essenziale dell'ente.
'articolo 0B distingue a gli effetti civili:
attivit di religione o di culto : sono le attivit dirette all'esercizio del culto e alla cura d'anime, alla
formazione del clero e di religiosi, a scopi missionari, alla catec"esi, all'educazione cristiana. '
appartenenza a questa categoria di un ente non implica c"e il suo riconoscimento civile dato per certo,
ma soltanto c"e nei suoi confronti non si d luogo ad una indagine specifica sull'esistenza del fine di
religione o di culto. -nc"e questa presunzione non assoluta perc"1 l'amministrazione deve accertare
la conformit dell'ente alla sua denominazione.
-ttivit diverse da quelle di religione o di culto : sono le attivit di assistenza e beneficenza, istruzione,
educazione e cultura e le attivit commerciali o a scopo di lucro. .er gli 6nti c"e "anno attivit diverse
da quelle di religione o di culto, l'accertamento diretto a verificare c"e il fine religioso costitutivo ed
essenziale dell'ente, nonc"1 prevalente rispetto ad altre attivit profane e costitutive la ragion d'essere
dell'ente. In un solo caso attivit diverse da quelle di religione o di culto possono assurger e al rango di
finalit, ossia quando si tratti di attivit caritative. .er l'articolo 5 della legge 555K 8=, il fine di religione
o di culto pu essere connesso a finalit caritative. /i vuol dire c"e la finalit religiosa non pu essere
connesse ad altre finalit, come l'istruzione, la cultura, la sanit, e c"e le attivit profane possono essere
svolte ma devono mantenere un ruolo marginale senza assurgere al rango di finalit. 6sse cio non
devono condizionare la vita dell'ente.
/i sono pertanto alcuni enti ecclesiastici per i quali il fine di religione o di culto presunto, ed enti per i
quali si deve effettuare l'accertamento volta per volta.
NORMATIVA PER LE INTESE:
=0
il requisito del fine di religione o di culto ric"iesto anc"e per gli enti appartenenti alle confessioni
religiose non cattolic"e e disciplinati da intese, ma mentre l'indicazione delle attivit profane identica a
quella contenuta nella normativa di derivazione concordataria, le attivit di religione e di culto sono
adattate alle peculiarit e alle specific"e esigenze delle singole confessioni.
-lcune intese, rispetto al sistema delineato per gli enti cattolici, contengono una differenza di disciplina di
notevole rilievo quando prevedono il riconoscimento della personalit giuridica degli enti ecclesiastici
valdesi aventi congiuntamente i fini di culto, istruzione e beneficenza e degli enti ecclesiastici luterani c"e
abbiano fine di religione o di culto, solo o congiunto con quelli di istruzione o beneficenza. Il carattere
anomalo di queste disposizioni notevole perc"1 analoga congiunzione di fini non concessa a gli enti
cattolici.
PARAGRAFO %: RE9UISITI SPECIFICI PER ALCUNE TIPOLOGIE DI ENTI
Il nuovo /oncordato e la legge 555K8= delineano la tipologia non tassativa degli 6nti e prevedono per
alcuni di questi dei requisiti specifici di cui deve essere verificata l'esistenza.
Sa3.a S,1,: confronta paragrafo B cap ?
Co36,r,34a E/is2o/al, I.alia3a: confronta /-.I&)) 4 paragrafo B
1io2,si , Parro225i,: non ci sono dei requisiti specifici ric"iesti alle strutture territoriali cattolic"e,
per il /oncordato afferma c"ela 'anta 'ede si impegna a non includere alcuna parte del territorio
italiano in una diocesila qui sede vescovilesi trovi nel territorio di altro 'tato.
C5i,s,: devono avere tre requisiti specifici
3 deve essere aperta al culto pubblico : ovvero deve essere regolarmente officiata e i fedeli
devono poter accedere senza limiti predeterminati.
3 Deve essere provvista di mezzi sufficienti per la manutenzione e per la officiatura.
3 Devono essere annesse ad altro ente ecclesiastico : perc"1 possa parlarsi di /"iesa annessa
non sufficiente c"eci sia vicinanza tra l'edificio di culto e di un ente ecclesiastico, maci
deve essere un rapporto di integrazione o 'ubordinazione e funzionale c"e uniscala
/"iesa ad un altro ente.
Is.i.0.i r,li7iosi, so2i,.> 1i -i.a a/os.oli2a: gli istituti religiosi sono caratterizzati dalla vita in comune
dei membri dell'istituto e dalla professione dei voti di povert, castit e obbedienza. I requisiti specifici
ric"iesti a gli istituti religiosi sono:
3 la sede principale in Italia
3 devono essere rappresentati da cittadini italiani aventi il domicilio in Italia.
%uesti requisiti sono sufficienti per il riconoscimento degli is.i.0.i r,li7iosi 1i 1iri..o /o3.i6i2io, ossia di
quegli istituti c"e sono approvati dalla 'anta 'ede e c"e presuppongono una notevole insediamento
sociale.
a legge 555K8= consente il riconoscimento anc"e degli is.i.0.i r,li7iosi 1i 1iri..o 1io2,sa3o, c"e sono
stati eletti o approvati dall'ordinario di una diocesi e c"e non "anno raggiunto l'espansione e le dimensioni
c"e di solito precedono l'approvazione pontificia. (equisiti specifici ric"iesti sono:
3 devono ottenere l'assenso della 'anta 'ede rilasciato in vista del riconoscimento civile
3 devono fornire in sede di domanda di riconoscimento opportune garanzie di stabilit.
.er quanto riguarda l, so2i,.> 1i -i.a a/os.oli2a, esse si differenziano dagli istituti religiosi per il fatto
c"e il loro membri non fanno i voti di povert, castit e obbedienza, ma conducono la vita in comune
secondo un proprio stile. (equisiti specifici sono:
3 perseguimento di un fine religioso o di culto
3 possesso di tutti i requisiti specifici ric"iesti per gli istituti religiosi di diritto pontificio
=5
3 assenso della 'anta 'ede c"e approva la domanda di riconoscimento implicitamente
certifica la solidit dell'ente.
Fo31a4io3i 1i 20l.o: sono quegli enti la cui base fondatizia consiste in una massa patrimoniale destinata
al perseguimento di un fine di culto. .ossono essere costituiti per favorire o promuovere il culto di un
santo o di una figura o immagine religiosa tradizionale e per altre funzioni. (equisiti specifici ric"iesti
sono:
3 la sufficienza dei mezzi per il raggiungimento di fini
3 la rispondenza alle esigenze religiose della popolazione.
Asso2ia4io3i /0bbli25, , /ri-a., 1,i 6,1,li
-ssociazioni pubblic"e: sono dei veri enti ecclesiastici in quanto le associazioni pubblic"e impegnano
l'istituzione ecclesiastica e sono collegate strettamente con la gerarc"ia cattolica. (equisiti specifici sono:
3 l'assenso della 'anta 'ede
3 non devono avere carattere locale.
-ssociazioni pubblic"e c"e non possono ottenere il riconoscimento e associazioni private dei fedeli: ad
esse l'ordinamento consente di c"iedere il riconoscimento come persone giuridic"e private mantenendo
una certa rilevanza civile del proprio carattere ecclesiastico. 6sse restano in tutto regolate dalle leggi civili,
salvo la competenza dell'autorit ecclesiastica circa la loro attivit di religione o di culto e i poteri della
medesima in ordine a gli organi statutari. Ne discende c"e le associazioni citate devono agire sulla base
del diritto comune e quindi devono presentare istanza di riconoscimento alla autorit civile competente,
corredata dai documenti ric"iesti dalle leggi civili per il riconoscimento delle persone giuridic"e.
&uttavia, anc"e in questa fase l'associazione soggetta ad oneri particolari. Infatti, oltre a comprovare il
fine di religione o di culto c"e persegue, essa deve allegare alla domanda all'atto di costituzione o
approvazione dell'autorit ecclesiastica dal quale risulta anc"e l'assenso della stessa ai fini del
riconoscimento.
!olto importante la questione della discrezionalit c"e compete all'amministrazione nell'adottare il
provvedimento a favore dell'ente ecclesiastico. - questo proposito vengono distinti:
controlli di legittimit: c"e riguardano l'approvazione ecclesiastica dell'ente, la sede in Italia, l'assenso
dell'autorit confessionale, i requisiti del rappresentante legale per gli istituti religiosi. In questi casi
l'apprezzamento civile si limita alla verifica dell'esistenza e della regolarit dei requisiti e della relativa
documentazione.
/ontrolli di merito: diversa la valutazione degli organi amministrativi circa la sussistenza degli altri
requisiti previsti perle diverse categorie di enti ossia per l'accertamento del fine di religione o di culto,
per la verifica del carattere non locale delle societ di vita apostolica, per la congruit dei mezzi, per la
sufficienza dei mezzi e la rispondenza alle esigenze religiosa della popolazione. Nell'accertare
l'esistenza di questi requisiti, sono di competenza dell'amministrazione le valutazioni e gli
apprezzamenti riguardanti lo specifico provvedimento da adottare.
PARAGRAFO ': CONDI"IONE GIURIDICA DEGLI ENTI ECCLESIASTICI, DAL
RICONOSCIMENTO ALL!ESTIN"IONE.
=4
Ena volta ottenuto il riconoscimento, gli enti confessionali assumono la qualifica di ,3.i ,22l,sias.i2i
2i-ilm,3., ri2o3os2i0.i. a loro condizione giuridica determinata da un singolare intreccio tra
normativa confessionale, legislazione pattizia, diritto comune.
Il primo adempimento c"e deve essere assolto da parte del 6N&I ecclesiastici di qualunque confessione
religiosa quello dell'iscrizione nel registro delle persone giuridic"e tenuto presso le prefetture. Devono
essere indicati la data dell'atto costitutivo, la denominazione, lo scopo, il patrimonio, la durata se
determinata, la sede della persona giuridica, il nome degli -mministratori. )ccorre per tenere presente
c"e la normativa pattizia a sua volta prevede c"e nel registro delle persone giuridic"e devono risultare le
norme di funzionamento ed i poteri degli organi di rappresentanza.
/irca la condizione giuridica cui sono soggetti, dopo il riconoscimento, gli enti ecclesiastici , bisogna
distinguere tra l, a..i-i.> 1i r,li7io3, , 1i 20l.o, nei confronti delle quali pienamente operante il
principio di autonomia dell'ente e di non ingerenza delle autorit pubblic"e, , l, a..i-i.> 1i-,rs, 1a :0,ll,
1i r,li7io3, o 1i 20l.o, perle quali tornano ad essere pienamente efficaci le norme e le disposizioni
dell'ordinamento relative alle specific"e attivit.
PRINCIPI CARDINE:
la 7,s.io3, or1i3aria , 7li a..i 1i s.raor1i3aria ammi3is.ra4io3, 1,7li E3.i ,22l,sias.i2i si s-ol7o3o
so..o il 2o3.rollo 1,ll, ris/,..i-, a0.ori.> 2o36,ssio3ali , s,34a i37,r,34a 1a /ar., 1,llo S.a.o. /i
significa c"e gli enti ecclesiastici, per tutto ci c"e riguarda la loro struttura, la gestione delle attivit di
religione e di culto, la gestione ordinaria e straordinaria dell'ente, sono tenuti all'osservanza, oltre c"e dei
propri statuti, anc"e dei rispettivi ordinamenti confessionali, e quindi dipendono dalle autorit
confessionali c"e sono loro proposte.
L, a..i-i.> 1i-,rs, 1a :0,ll, 1i r,li7io3, , 1i 20l.o, s-ol., 1a7li ENTI ,22l,sias.i2i so3o so77,..,,
3,lla ris/,..o 1,lla s.r0..0ra , 1,ll, 6i3ali.> 1i .ali ,3.i, all, l,77i 1,llo s.a.o ri70ar1a3.i .ali a..i-i.>
, al r,7im, .rib0.ario /r,-is.o /,r l, m,1,sim,. %uesto principio c"e ogni qualvolta gli enti
gestiscono attivit c"e ai sensi della legislazione pattizia non possono essere considerate attivit di
religione o di culto, essi tornano ad essere, nell'esercizio di queste attivit, soggetti privati del tutto
uguali a coloro c"e svolgono le stesse attivit nell'ordinamento #spesso gli enti ecclesiastici gestiscono
scuole, ospedali e attivit commerciali, come quella della produzione di bevande alcolic"e o prodotti
dolciari$. In tutte queste ipotesi la legislazione civile c"e riguardale singole attivit torna ad essere
pienamente operante per l'ente ecclesiastico gestore. Inoltre, gli enti sono tenuti ad avere una contabilit
di bilancio regolare per ciascuna attivit ed inoltre tali attivit diverse da quelle di religione o di culto
sono consentite purc"1 compatibili con la struttura delle finalit degli 6nti ecclesiastici.
Gli ,3.i 2o36,ssio3ali ri2o3os2i0.i 1,-o3o ma3.,3,r, 3,l .,m/o 03a sos.a34ial, 2o3.i30i.> 1i 6i3i ,
1i mo1i 1i ,ss,r, , 3o3 /osso3o 1i s2os.arsi s,3sibilm,3., 1a :0,i 2ara..,ri s.r0..0rali 25, 3,
5a33o 2o3s,3.i.o , l,7i..ima.o il ri2o3os2im,3.o. /on questo principio si vuole evitare c"e la
personalit giuridica sia considerata come un mero strumento tecnico per perseguire altre finalit
rispetto a quelle originarie. .er questo stato stabilito c"e ogni mutamento sostanziale nel fine, nella
destinazione dei beni e nel modo di esistenza di un ente ecclesiastico civilmente riconosciuto acquista
efficacia civile mediante riconoscimento con decreto del !inistro dell'interno udito il parere del
/onsiglio di 'tato. e modificazioni quindi sono ammesse, ma quando tale modificazione rilevante
occorre un nuovo riconoscimento in sede civile c"e verific"i la congruit delle nuove condizioni di vita
alla legislazione speciale su gli enti. In pi2, un ente pu cambiare denominazione, trasferire la sua sede
da una citt in un'altra, modificare la dipendenza da un'autorit ecclesiastica ad un'altra, ma questi
mutamenti nel modo di essere dell'ente devono essere riconosciuti in sede civile. *iene anc"e stabilito
c"e nel caso il mutamento faccia perdere all'ente uno dei requisiti prescritti per il suo riconoscimento
pu essere revocato il riconoscimento stesso con decreto del !inistro dell'interno, sentita l'autorit
ecclesiastica e udito il parere del /onsiglio di 'tato. a revoca delle riconoscimento civile si pu avere
in caso di mutamenti profondi e radicali.
=?
So//r,ssio3, o ,s.i34io3, 1,ll!,3., ,22l,sias.i2o: questo avviene sulla base di provvedimenti
dell'autorit ecclesiastica. In questi casi poic"1 la confessione religiosa interessata opera nell'ambito della
sua autonomia, non c' spazio per una attivit discrezionale dell'amministrazione alla quale compete
soltanto di dar seguito al provvedimento ecclesiastico. Il provvedimento di soppressione trasmesso al
ministero dell'interno il quale con proprio decreto ne dispone l'iscrizione nel registro delle persone
giuridic"e e provvede alla devoluzione dei beni e all'ente soppresso o estinto.
Na.0ra 7i0ri1i2a 1,7li E3.i ,22l,sias.i2i: dalla disciplina comune degli enti ecclesiastici emergono degli
elementi c"e lasciano trasparire l'intento del legislatore di accostare nei limiti del possibile la condizione
giuridica di questi enti a quella delle persone giuridic"e private: l'iscrizione nel registro delle persone
giuridic"e private7la discrezionalit c"e presiede al riconoscimento degli 6nti ecclesiastici7
l'assoggettamento delle attivit diverse da quelle di religione o di culto alle leggi dello 'tato.
/omplessivamente si pu dire c"e una volta ottenuto il riconoscimento gli enti confessionali costituiscono
delle persone giuridic"e private dotate di una speciale autonomia in una ragione del carattere ecclesiastico
c"e lo 'tato riconosce e tutela specificamente.
PARAGRAFO ): LA SANTA SEDE E LE SUE ATTIVIT& RILEVANTI
NELL!ORDINAMENTO ITALIANO
a 'anta 'ede agisce come ufficio del pontefice, come complesso di organi di governo della /"iesa
universale e come soggetto di diritto internazionale. In quanto tale, essa gode della personalit giuridica di
tipo pubblicistico e internazionale ed disciplinata dalle norme di diritto canonico, di diritto
internazionale e dal &rattato del aterano.
a 'anta 'ede opera anc"e nell'ordinamento giuridico italiano come persona giuridica iure privatorum e in
particolare come ente ecclesiastico: tuttavia essa non soggetta a gli obblig"i degli altri enti ecclesiastici,
come l'iscrizione nel registro delle persone giuridic"e ecc.
nella realt le relazioni tra 'anta 'ede e ordinamento italiano presentano delle peculiarit.
In primo luogo, le attivit puramente privatistic"e #gestione di istituti scolastici, assistenziali e altre
attivit economic"e e commerciali$ sono soggette alla legislazione italiana relativa alle specific"e
attivit
le retribuzioni di qualsiasi natura dovute dalla 'anta 'ede, dagli altri enti centrali della /"iesa cattolica e
dagli enti gestiti direttamente dalla 'anta 'ede, a dignitari, impiegati e salariati saranno nel territorio
italiano esenti da qualsiasi tributo sia verso lo 'tato c"e verso ogni altro ente. %uesto privilegio
finalizzato a garantire alla 'anta 'ede la sua autonomia e riservatezza di bilancio. :isogna anc"e tener
conto c"e la maggior parte dei dipendenti della 'anta 'ede sono cittadini italiani e c"e se lo 'tato
italiano percepisse imposte sulle retribuzioni di questi funzionari colpirebbero apparentemente redditi
prodotti sul territorio italiano, ma in realt farebbero un prelievo sulle risorse della 'anta 'ede. .erci la
ragione del privilegio sta nel voler garantire c"e le risorse della 'anta 'ede impiegate nell'assolvimento
della sua missione istituzionale siano considerate intangibili per lo 'tato italiano, anc"e quando sono
erogate a cittadini italiani. In pratica, le retribuzioni dei dipendenti della 'anta 'ede e degli 6nti da essa
gestiti sono da considerare a gli occ"i del fisco italiano come non esistenti
altro problema riguarda l'immunit giurisdizionale c"e spetterebbe alla 'anta 'ede e agli 6nti da essa
gestiti nei confronti dei rapporti di lavoro dei propri dipendenti. a cassazione "a drasticamente distinto
il territorio dello 'tato /itt del *aticano, su cui la 'anta 'ede "a giurisdizione esclusiva, dagli enti siti
in una zona e;traterritoriale per i quali valgono le regole del diritto consuetudinario internazionale c"e si
applicano alle sedi diplomatic"e degli 'tati esteri. 'i riconosciuta quindi l'immunit giurisdizionale
solo per quelle attivit poste in essere dalla 'anta 'ede nell'esercizio delle loro finalit primarie e
strettamente istituzionali. &uttavia la cassazione sempre pi2 orientata verso un indirizzo restrittivo
==
verso le immunit giurisdizionali, soprattutto quando sono coinvolti i diritti delle lavoratore e questi non
sono garantiti da una giurisdizione imparziale ed equa.
PARAGRAFO *: LE ATTIVIT& DI ASSISTEN"A E BENEFICEN"A. LE ONLUS
Il diritto comune "a subito negli ultimi anni una evoluzione improntata a favorire le iniziative privatistic"e
in una serie di settori sociali sui quali lo stato esercitava una forte egemonia. /i "a comportato una
liberalizzazione c"e "a investito direttamente anc"e le attivit degli 6nti ecclesiastici. Il primo terreno di
intervento stato quello dell'assistenza e beneficenza c"e per oltre un secolo stato disciplinato dalla
legge /rispi, c"e cre le cosiddette I.-:, cio Istituzioni pubblic"e di assistenza e beneficenza,
affermando quasi una monopolio dell'assistenza da parte dello 'tato, restando ai privati la possibilit di
istituire comitati di soccorso o di beneficenza c"e "anno una limitata capacit di azione.
Ena lunga serie di interventi legislativi "a modificato nel tempo l'impostazione della legge /rispi. /on il
/oncordato del 5F si sottraggono ad ulteriori trasformazioni in I.-: le confraternite aventi scopo
esclusivo o prevalente di culto.
!a la corte costituzionale, in alcune sentenze del 80 e del '88, partendo dal principio dell'articolo 48 della
costituzione per il quale l'assistenza privata libera, dic"iara finito il quasi monopolio statale e afferma
c"e l'intervento privato deve potersi esplicare pienamente.
a legge di riforma generale dell'assistenza 458K5999, fa avvertire l'esigenza di affiancare organizzazioni
private e pubblic"e per coprire la vasta gamma di necessit c"e si presentano nella societ contemporanea.
Il principio stabilito da questa legge quello di realizzare un sistema integrato di interventi e servizi
sociali la cui programmazione e l'organizzazione compete a gli enti locali, alle regioni e allo stato, e al
tempo stesso di riconoscere e agevolare il ruolo degli organismi non lucrativi di utilit sociale, degli
organismi della cooperazione, delle associazioni e degli enti di promozione sociale, delle fondazioni ed
degli 6nti di patronato, delle organizzazioni di volontariato, degli enti riconosciuti delle confessioni
religiose con le quali lo 'tato "a stipulato .atti, accordi o intese operanti nel settore della
programmazione, nella organizzazione e nella cessione del sistema integrato di interventi e servizi sociali.
&ale legge di riforma inserisce le I.-: nel sistema integrato e prevede la possibilit di trasformare le
I.-: in associazioni o in fondazioni di diritto privato.
a riforma dell'assistenza "a anc"e previsto c"e gli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti delle
confessioni religiose con le quali lo 'tato "a stipulato patti, accordi o intese, possano essere soggetti attivi
del nuovo sistema integrato dell'assistenza. e attivit di assistenza degli 6nti ecclesiastici, in quanto
attivit diverse da quelle di religione o di culto, sono disciplinate dalle leggi dello stato relative alle attivita
assistenziali, ma il cambiamento di questa legislazione statale, un tempo restrittiva e diffidente, oggi
positiva e agevolativa, tende a favorire le attivit assistenziali degli 6nti ecclesiastici senza le limitazioni
del passato.
&uttavia, prima ancora della legge 458K 5999, il diritto comune aveva provveduto a riconoscere e favorire
attivit e organizzazioni non lucrativi, in quanto negli ultimi decenni si sono moltiplicate le iniziative di
privati nei pi2 vari campi di interesse sociale e collettivo: assistenza 6 beneficenza, temi ambientali ed
ecologici, tutela dei beni culturali, promozione di diritti civili...
il 1,2r,.o l,7isla.i-o %)(E ;* sul riordino della disciplina tributaria degli 6nti non commerciali e delle
organizzazioni non lucrative di utilit sociale # )NE'$ delinea un vero e proprio regime speciale a
favore di questi enti, consistente in agevolazioni fiscali, contributive e nell'esenzione di determinati
adempimenti, c"e tende alla loro valorizzazione e promozione.
Il decreto pone delle condizioni per la configurabilit di tali enti come enti non commerciali e per la
fruibilit delle agevolazioni previste:
questi enti devono essere strutturati democraticamente e gli associati o partecipanti maggiori d'et
devono avere il diritto di voto per l'approvazione e le modificazioni dello 'tatuto e dei regolamenti e per
la nomina degli organi direttivi dell'associazione.
=B
a gestione deve essere condotta su basi di trasparenza, con l'obbligo di redazione e approvazione
annuale di un rendiconto economico finanziario e di contabilit separata per le attivit commerciali.
&ali organizzazioni "anno l'obbligo di inserire nella rispettiva denominazione la locuzione )NE'.
In questo quadro, anc"e gli enti ecclesiastici delle confessioni religiose con le quali lo 'tato "a stipulato
patti, accordi o intese possono essere considerati )NE', limitatamente per all'esercizio delle attivit
previste dal decreto stesso. .er tali enti si detta una normativa particolare per accordare la disciplina delle
)NE' con quella degli 6nti ecclesiastici: infatti gli enti confessionali non "anno l'obbligo di inserire
nella propria denominazione il termine )NE', perc"1 se lo facessero snaturerebbero se stessi, visto c"e
devono perseguire primariamente e prevalentemente finalit di religione o di culto. .ertanto l'ente
ecclesiastico non muta natura per il fatto c"e svolge attivit rientranti tra quelle previste per le )NE' e
non potrebbe comunque farlo dal momento c"e stato riconosciuto in quanto persegue finalit di religione
o di culto. 6sso per, limitatamente alle attivita !L"S, fruisce delle agevolazioni previste dal decreto
legislativo ?B9K FD.
PARAGRAFO 8: LE ATTIVIT& DI ISTRU"IONE
/omplesso in Italia il rapporto tra scuola pubblica e scuola privata. Nei paesi anglosassoni si registra una
sostanziale accettazione del ruolo formativo delle scuole private accanto a quelle pubblic"e. In Crancia,
alla scuola pubblica sostanzialmente laica corrisponde una forte rete di scuole confessionali cattolic"e c"e
sono state inserite nel sistema scolastico sotto la denominazione di scuole separate. 6sse sono riconosciute
dallo stato c"e rilasciano titoli di studio validi a tutti gli effetti.
In Italia, invece, una certa aspirazione confessionale della scuola pubblica "a nei fatti attenuato le ric"ieste
di rafforzare la scuola privata, c"e "a svolto un ruolo molto esiguo se non marginale.
a /"iesa cattolica c"iede da tempo una sostanziale parit tra scuola pubblica e privata, anc"e sotto il
profilo del sostegno finanziario, ma l'ostacolo principale c"e impedisce la realizzazione di tale progetto
resta quello del disposto costituzionale per il quale il diritto di enti e di privati di istituire scuole di ogni
ordine e grado sancito con la clausola aggiuntiva del senza oneri per lo Stato #art $$ %ost, co &'. 'i
cercato in vari modi di interpretare e estensivamente tale clausola ora sostenendo c"e lo 'tato non
obbligato ad agevolare economicamente la scuola privata, ma pu intervenire a favore di questa7 ora
affermando c"e non ci pu essere un finanziamento diretto alle scuole private, ma c' possono essere
sovvenzioni alle famiglie.
Di recente si fatto leva sull'articolo 44 della costituzione, per il quale compito della (epubblica istituire
scuole di ogni ordine e grado e se ne tratta la conclusione c"e sia gli enti pubblici c"e gli enti privati
possono partecipare paritariamente alla finalit sociale dell'istruzione e dell'educazione. /ontro tale tesi si
sostenuto c"e le scuole pubblic"e e le scuole private esprimono esigenze e rispondono alle logic"e
diverse, perc"1 mentre la scuola statale svolge una funzione pubblica riconducibile ad un diritto sociale
costituzionalmente garantito, le scuole private sono espressione della libert di coscienza e di impresa, c"e
godono di piena tutela e legittimit costituzionale, ma in quanto espressioni particolari di tendenze
culturali e a religiose, non svolgono una funzione per tutti. .ertanto le risorse finanziarie pubblic"e
devono essere destinate al sistema formativo pubblico, nel quale tutti possono riconoscersi.
Da questo dibattito scaturita la prima normativa organica sul rapporto tra scuola pubblica e scuola
privata. La l,77, )E (((, detta norme per la parit scolastica e le disposizioni sul diritto allo studio e
all'istruzione, istituisce il sistema nazionale di istruzione costituito dalle scuole statali e delle scuole
paritarie private e degli 6nti locali. %uesta legge stabilisce le condizioni per riconoscere le scuole
paritarie, abilitate cio a rilasciare titoli di studio aventi valore legale. e scuole paritarie:
devono avere un progetto educativo in armonia con i principi della costituzione
devono prevedere l'istituzione e gli organi collegiali improntati alla partecipazione democratica
devono permettere l'iscrizione alla scuola per tutti gli studenti di cui genitori ne facciano ric"iesta
=D
devono permettere l'applicazione delle norme vigenti circa l'inserimento di studenti con "andicap o in
condizioni di svantaggio.
-lle scuole paritarie comunque assicurata piena libert per quanto concerne l'orientamento culturale e
l'indirizzo pedagogico3didattico.
/irca l'impegno finanziario pubblico, la legge prevede un piano diretto alle regioni mediante il quale si
assegnano delle borse di studio alle famiglie, di importo pari alle spese sostenute. 'i cos@ scelta la strada
del finanziamento alle famiglie, invece c"e alle scuole direttamente, per tener fede al disposto
costituzionale del senza oneri per lo Stato. )vviamente questa soluzione non "a soddisfatto n1 c"i si
attendeva una vera legge sulla parit, perc"1 questi "anno visto nel sistema delle borse di studio soltanto
un palliativo c"e non affrontala questione di fondo c"e quella di una forma di finanziamento c"e
riguarda tutti coloro c"e, invece di fruire del servizio scolastico pubblico, scelgono le strutture scolastic"e
private7 n1 i sostenitori della laicit dello 'tato c"e "anno visto in questa legge una breccia per introdurre
un primo finanziamento della scuola privata.
-ttualmente generalizzato il versamento di contributi a scuole private per sostenere servizio mensa per
gli studenti, trasporto gratuito di tutti gli alunni, e l'assegnazione gratuita dei libri di testo per gli alunni
della scuola dell'obbligo.
PARAGRAFO ;: ATTIVIT& ISTITU"IONALI DEL CLERO E A RAPPORTI FINAN"IARI
TRA STATO E CONFESSIONI
e attivit di cura d'anime del clero cattolico e le attivit pastorali dei ministri di culto sono per
l'ordinamento civile del tutto irrilevanti. 6ppure a ben guardare lo 'tato risulta essere molto pi2 interessato
a queste attivit rispetto ad altre c"e magari disciplina accuratamente e fa di tutto per agevolarle e
favorirle.
/on la riforma della legislazione ecclesiastica cominciata nel 0F8?, l'interesse dello 'tato per le attivit
istituzionali del clero aumentato e si espresso all'interno di un vero sistema di finanziamento agevolato
delle confessioni religiose.
Il sistema di finanziamento si fonda su due concorrenti flussi finanziari, l'uno privato, l'altro pubblico.
Il flusso finanziario privato consiste nelle erogazioni volontarie in denaro c"e i cittadini versano ad un
determinato ente e c"e possono essere dedotte dal reddito complessivo di ciascuna persona fisica, in sede
di dic"iarazione fiscale annuale, fino all'importo di 5 milioni. e erogazioni volontarie per la /"iesa
cattolica sono a destinazione esclusiva, nel senso c"e possono essere utilizzate soltanto per alimentare il
sistema di sostentamento del clero.
Il flusso finanziario pubblico prevede la destinazione annuale di una quota pari all,8 ; 0999 del gettito
complessivo Irpef , in parte a scopi di carattere religioso a diretta gestione delle singole confessioni
religiose, in parte a scopi di interesse sociale o di carattere umanitario a diretta gestione statale.
a quota gestita dallo stato destinata a interventi straordinari per fame nel mondo, calamit naturali,
assistenza ai rifugiati, conservazione dei :eni /ulturali. e quote gestite dalle confessioni sono utilizzabili
per esigenze di culto della popolazione, sostentamento del clero, interventi caritativi a favore della
collettivit nazionale o di paesi del terzo mondo.
Il sistema di finanziamento delle c"iese organizzato in modo tale da superare la concezione tradizionale
c"e limitava il contributo dello 'tato al sostentamento del clero, mentre attualmente il finanziamento
privato e quello pubblico possono essere utilizzati per alcuni finalit istituzionali delle confessioni, ma
anc"e per attivit sociale. )vviamente, il sostentamento del clero cattolico e dei ministri di culto delle
altre confessioni resta l'obiettivo primario della riforma dei rapporti finanziari tra stato e c"iese.
.ur essendo stato concepito e realizzato in modo tale da essere aperto a diverse confessioni, il sistema di
finanziamento per gran parte utilizzato dalla /"iesa cattolica in quanto confessione c"e riscuote la
stragrande maggioranza dei consensi sociali.
Di qui i due indirizzi c"e la riforma "a seguito:
=8
0. indirizzo di carattere materiale: con esso sono state create le strutture abilitate a ricevere i flussi
finanziari ed erogare poi le somme ai sacerdoti cattolici sotto forma di remunerazione.
5. Indirizzo di carattere giuridico: con esso sono stati definiti i diritti e i doveri delle competenti
autorit ecclesiastic"e e dei sacerdoti, in quanto destinatari del sistema di finanziamento.
a nuova disciplina del sostentamento del clero cattolico "a provveduto ad abolire gli antic"i benefici
ecclesiastici, creando al loro posto diocesi e .arrocc"ie, quali veri enti ecclesiastici territoriali riconosciuti.
Inoltre, "a sostituito ai benefici gli istituti diocesani per il sostentamento del clero #ID'/$ coordinati
dall'istituto centrale per il sostentamento del clero#I/'/$. +li istituti diocesani per il sostentamento del
clero sono diventati l'asse portante del nuovo sistema, in quanto "anno il compito di provvedere alla
erogazione e alla remunerazione nei confronti di tutti i sacerdoti c"e prestano servizio in favore delle
diocesi.
+li istituti diocesani per il sostentamento del clero sono degli 6nti ecclesiastici singolari:
sono enti necessari, perc"1 devono rispondere alla finalit stabilita per legge di provvedere al
sostentamento del clero e quindi non possono essere eretti o soppressi dall'autorit ecclesiastica a loro
discrezione.
6ssi sono in numero quasi predeterminato, in quanto ogni diocesi deve essere provvista del suo Istituto
diocesano per il sostentamento del clero.
-nc"e la struttura di questi enti predeterminata, in quanto sono gestiti da un consiglio di
amministrazione composto per almeno un terzo dei suoi membri da rappresentanti designati dal clero
diocesano su base elettiva.
.er quanto riguarda l'attivit degli istituti diocesani per il sostentamento del clero, essi non possono
svolgere attivit contrastanti con le proprie finalit e funzioni, c"e comportino cio un qualc"e
decremento patrimoniale. Da ci si deduce c"e questi enti non "anno finalit di religione o di culto
immediatamente percepibile, perc"1 il loro scopo primario quello di gestire un patrimonio o regolare i
flussi finanziari c"e gli pervengono, al fine di garantire il complessivo sostentamento del clero.
.er quanto riguardala natura giuridica degli istituti diocesani per il sostentamento del clero e dell'istituto
centrale per il sostentamento del clero, si pu dire c"e presi singolarmente questi enti sono
assolutamente anomali, mentre complessivamente considerati costituiscono i fondamenti di un sistema
patrimoniale e finanziario cui lo 'tato contribuisce direttamente, e perseguono una finalit, quella del
sostentamento del clero cattolico, c"e riveste valore confessionale, sociale e politico. .ertanto il loro
carattere ecclesiastico del tutto diverso da quello previsto dalla legge 555K 8= e deriva dalla finalit di
sostentamento del clero.
In linea di massima nessuno Istituto diocesano in grado, con i frutti del proprio patrimonio, di far fronte
alle necessit remunerative del clero della diocesi e quindi dovr avere una integrazione delle proprie
risorse ad opera dell'istituto centrale. %uesto a sua volta ricever il flusso finanziario derivante dalle
erogazioni volontarie, e quella parte della quota dell'otto per 0999 c"e la /6I destiner al sostentamento
del clero. -ttraverso la gestione delle somme provveder ad integrare le risorse e dei singoli istituti
diocesani per il sostentamento del clero.
PARAGRAFO 1(: REMUNERA"IONE DEL CLERO CATTOLICO E DEI MINISTRI DI
ALTRI CULTI
a legge 555K 8= completa il sistema disciplinando i profili soggettivi della remunerazione del clero
cattolico, individua cio i diversi soggetti cui si deve far riferimento per l'applicazione della riforma.
=F
6lemento propulsore del sistema remunerativo il diritto3dovere della /6I di decidere periodicamente la
misura della remunerazione c"e assicuri il congruo e dignitoso sostentamento del clero c"e svolge servizio
in favore delle diocesi.
-l centro della normativa, per, il diritto soggettivo a ricevere la remunerazione, riconosciuto a tutti i
sacerdoti c"e prestano servizio in favore delle diocesi.
'oggetti obbligati sono gli istituti diocesani per il sostentamento del clero, c"e provvedono alla erogazione
della remunerazione o ad una sua integrazione, per tutti quei sacerdoti c"e non raggiungono, con redditi
propri, la misura stabilita dalla /6I. -lla /6I lasciata ampia autonomia nel definire la misura della
remunerazione, con il limite c"e questa deve essere congrua e dignitosa.
.er quanto riguarda i destinatari, il nuovo sistema estende il diritto ad una congrua e dignitosa
remunerazione a tutti i sacerdoti c"e prestano servizio a favore della diocesi, qualunque sia l'incarico
avuto dei rispettivi vescovi, senza c"e nessuna categoria clericale ne sia esclusa. Non necessario il
requisito della cittadinanza perc"1 il sacerdote c"e presta servizio a favore della diocesi riceva la
remunerazione. &uttavia viene considerato servizio ministeriale in favore della diocesi soltanto quello
svolto a tempo pieno, mentre i sacerdoti a tempo definito sono coloro c"e svolgono occasionalmente il
ministero o collaborano con la diocesi per periodi limitati, o c"e svolgono stabilmente attivit
professionali autonome. I sacerdoti a tempo definito ricevono una remunerazione proporzionale ai singoli
servizi prestati.
/irca la misura della remunerazione, vale il principio per il quale spetta l'intera remunerazione, nella
misura prevista dalla /6I, a quei sacerdoti c"e non "anno altri redditi o stipendi. /oloro c"e fruiscono di
questi redditi o stipendi, invece, percepiranno soltanto una integrazione, cio la differenza tra la misura
stabilita dalla /6I e quanto essi ricevono dall'altra fonte.
%uanto ai soggetti erogatori, essi sono gli istituti diocesani per il sostentamento del clero. %uesti sono
tenuti a corrispondere ai sacerdoti delle rispettive diocesi la remunerazione nella misura integrata o nella
misura dell'integrazione. - tal fine i sacerdoti comunicano annualmente all'Istituto diocesano le
remunerazioni c"e ricevono da altri enti ecclesiastici e gli stipendi corrisposti loro da altri soggetti. Ena
volta verificati i dati ricevuti, l'istituto stabilisce la misura della remunerazione spettante a ciascun
sacerdote, se intera o limitata all'integrazione.
- questo punto si inserisce il diritto soggettivo dei sacerdoti alla corresponsione della remunerazione
dall,Istituto diocesano per il sostentamento del clero quando questo corrisponde la misura intera della
remunerazione o una integrazione7 e dagli 6nti ecclesiastici dai quali percepiscono una remunerazione c"e
viene calcolata ai fini della misura erogata dal Istituto diocesano per il sostentamento del clero. %uesto
diritto civilmente azionabile, nel senso c"e il sacerdote potr citare in giudizio di questi enti in caso di
loro inadempienza.
.articolarmente acceso il dibattito dottrinale sulla natura giuridica del rapporto c"e lega il sacerdote alla
diocesi a favore della quale presta servizio e della remunerazione c"e gli compete ai sensi della legge 555K
8=.
a cassazione "a escluso nettamente una configurazione laburistica del ministero sacerdotale. &ra le altre
opinioni dottrinale c' c"i interpreta la remunerazione come un corrispettivo di un servizio prestato dal
sacerdote. -ltri interpretano il diritto alla remunerazione come un diritto di natura alimentare o
assistenziale e a questo orientamento aderisce in buona sostanza la cassazione, secondo cui la
remunerazione consisterebbe in una erogazione patrimoniale prevista dalla legge al fine di assicurare i
mezzi necessari per vivere ai cittadini c"e non prestano lavoro retribuito in senso stretto e avrebbe la
struttura e la funzione di una prestazione assistenziale.
%uesti orientamenti dottrinale non possono considerarsi conclusivi perc"1 prescindono dall'impostazione
generale data alla questione dal legislatore pattizio e interpretano in modo discutibile alcune disposizioni
della legge 555K8=. Il rapporto di servizio c"e unisce il sacerdote alla diocesi il presupposto necessario e
sufficiente per l'insorgere del diritto soggettivo a ricevere la remunerazione. /os@ riguardata alla
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questione, inaccettabile configurare la remunerazione come il corrispettivo di una prestazione di lavoro,
nel momento in cui il legislatore "a fatto di tutto per escluderlo. .oic"1 il rapporto di servizio c"e unisce
sacerdoti e diocesi il presupposto formale e sostanziale per la normativa sulla remunerazione, si potr
dire c"e il diritto alla remunerazione un diritto di credito puro.
.er quanto riguarda le altre confessioni diverse dalla cattolica, di questo complesso sistema di
sostentamento del clero non c' traccia negli accordi, nonostante le Intese prevedano il sostentamento dei
ministri del culto tra le finalit cui devono essere destinati i flussi finanziari. .oic"1 questi ministri sono
per ciascuna confessione in numero molto minore rispetto al clero cattolico, lo 'tato "a lasciato alle
rispettive confessioni piena autonomia nello scegliere le forme e modi per attuare tale sostentamento.
PARAGRAFO 11: IL MATRIMONIO RELIGIOSO CON EFFETTI CIVILI. PRINCIPI
COMUNI A CONCORDATO E INTESE
Nel periodo separatista si dato vita al matrimonio civile come istituto giuridico fruibile da tutti cittadini,
abolendola competenza giurisdizionale canonica sulle controversie matrimoniali. &uttavia, si operata una
vera forzatura quando si voluto imporre di fatto il sistema della doppia celebrazione, quella religiosa
priva di rilevanza civile e quella civile obbligatoria per tutti.
'Italia "a conosciuto nel giro di un secolo tre discipline dell'istituto matrimoniale. a disciplina
separatista "a introdotto con il codice del 08B= la celebrazione civile del matrimonio, rendendo irrilevante
il matrimonio canonico. a legislazione ecclesiastica del 0F5F "a nuovamente consentito il
riconoscimento del matrimonio cattolico e, con la legge sui culti ammessi, dei matrimoni celebrati con
altri diritti, ma "a determinato la reviviscenza della giurisdizione ecclesiastica sulle cause di nullit dei
matrimoni concordatari. a disciplina del 0F8?, pur mantenendo alcuni privilegi per il matrimonio
concordatario, ne "a ridotto l'incidenza.
.rincipio generale dell'odierno sistema normativo c"e ciascuno libero di celebrare il matrimonio in
qualsiasi forma religiosa senza c"iedere per esso il riconoscimento degli effetti civili. In questo caso, il
matrimonio sar del tutto irrilevante dal punto di vista statale e la convivenza delle parti sar simile ad
una convivenza e;tra matrimoniale. In linea generale, per, le confessioni religiose non consentono ai
propri fedeli di celebrare un matrimonio c"e non sia destinato ad ottenere effetti civili.
-ltro principio generale c"e lo 'tato non ric"iede perla celebrazione di un matrimonio destinato ad
avere effetti civili c"ele parti appartengano alla confessione nel cui ambito sar celebrato il matrimonio.
-ltro principio c"e, ove le parti o una di esse, c"iedano e ottengano il divorzio, questo provoc"er, dal
momento della pronuncia del giudice, la cessazione degli effetti civili del matrimonio religioso in
qualunque forma celebrato.
Il matrimonio religioso ottiene gli effetti civili con la trascrizione nel registro dello stato civile.
-ll'atto della ric"iesta delle /0bbli2a4io3i, le parti comunicano all'ufficiale dello stato civile la volont di
celebrare il matrimonio in forma religiosa, indicando la confessione il cui ministro presieder alla
celebrazione.
a fase delle pubblicazioni diretta ad accertare c"e non esistano impedimenti perla celebrazione del
matrimonio e si conclude 2o3 il rilas2io 1,l 30lla os.a, con il quale l'ufficiale dello stato civile certifica
l'inesistenza di ostacoli perla celebrazione delle nozze. .er il matrimonio cattolico sar sufficiente c"e non
esistano impedimenti inderogabili. Il rilascio del nulla osta in duplice originale da parte dell'ufficiale dello
stato civile, costituisce un'importante garanzia tra le parti, perc"1 possono star certe c"e il matrimonio sar
trascritto, anc"e se in seguito dovessero insorgere opposizioni o si avesse notizia di impedimenti prima
non considerati.
.er quanto riguarda la 2,l,bra4io3, 1,l ma.rimo3io, si registrano delle diversit tra le discipline pattizie.
.er il culto cattolico e quello ebraico, saranno il parroco o il rabbino c"e spieg"eranno durante la
celebrazione del matrimonio i diritti e i doveri dei coniugi, dando loro lettura dei relativi articoli del
B0
codice civile. .er le altre confessioni tale adempimento dovr essere fatto dall'ufficiale dello stato civile e
ne dovr essere dato atto nel nulla osta.
la celebrazione del matrimonio lasciata alla autonomia della confessione religiosa, c"e si regoler
secondo le proprie tradizioni o i propri riti. &uttavia, nell'ambito della cerimonia religiosa deve esistere il
momento nel quale le parti dic"iarano espressamente di voler contrarre matrimonio, anc"e perc"1 questa
dic"iarazione deve essere certificata nell'atto di matrimonio c"e il ministro del culto dovr inviare
l'ufficiale dello stato civile.
Immediatamente dopo la celebrazione, inizia l!i.,r 6i3ali44a.o alla .ras2ri4io3, 1,l ma.rimo3io. Il
ministro deve redigere in due originali l'atto di matrimonio e inviarne uno dei due entro cinque giorni
all'ufficiale di stato civile insieme al nulla osta c"e l'ufficiale aveva rilasciato dopo le pubblicazioni.
Inoltre per l'intesa israelitica e per il concordato con la /"iesa cattolica, le parti possono in conclusione di
celebrazione rendere le dic"iarazioni relative alla scelta del regime patrimoniale della famiglia e
dell'eventuale riconoscimento dei figli naturali. -nc"e queste dic"iarazioni, come lo stesso atto di
matrimonio, acquistano rilevanza giuridica a seguito della trascrizione ad opera dell'ufficiale di stato
civile.
La .ras2ri4io3, effettuata entro le 5? ore successive al ricevimento dell'atto di matrimonio e di essa
deve essere data notizia al ministro del culto. a trascrizione "a carattere costitutivo ed "a effetti
retroattivi. /i vuol dire c"e qualsiasi evento si verific"i tra la celebrazione e la trascrizione, quest'ultima
avr comunque luogo e garantir retroattivamente tutti gli effetti giuridici e patrimoniali c"e possono
determinarsi tra le parti, e tra le parti e i terzi. .er lo stesso motivo, il matrimonio "a effetti civili dal
momento della celebrazione anc"e se l'ufficiale dello stato civile, per qualsiasi ragione abbia eseguito la
trascrizione oltre termini prescritti. In altre parole, le parti sono garantite in modo assoluto nei confronti di
ritardi e dimenticanze dovute ad altri soggetti dopo la celebrazione del matrimonio.
P,r l, 2o36,ssio3i a2a..oli25, s,34a i3.,sa vige ancora alla disciplina della legge 00=FK 5F sui culti
ammessi, c"e prevede il riconoscimento del matrimonio celebrato dinanzi ad un ministro del culto
acattolico. 'iter procedimentale non si differenzia molto rispetto a quello per i culti cattolici, se non per
due aspetti:
il ministro del culto c"e celebra il matrimonio deve aver ottenuto l'approvazione governativa, e ci a
pena di nullit del matrimonio.
Dopo le pubblicazioni, l'ufficiale di stato civile rilascia l'autorizzazione c"e abilita il ministro del culto a
celebrare il matrimonio tra le persone c"e "anno c"iesto le pubblicazioni. -nc"e la mancanza di questa
autorizzazione specifica considerata causa di nullit del matrimonio.
PARAGRAFO 1:. LA TRASCRI"IONE DEL MATRIMONIO CONCORDATARIO
%uesto iter sostanzialmente comune sia a quello del matrimonio acattolico, disciplinato dalle intese, sia a
quello definito in sede concordataria con la /"iesa cattolica. &uttavia il /oncordato del 0F8? contiene due
differenze di rilievo in materia di impedimenti e di trascrizione.
Im/,1im,3.i: mentre per il matrimonio acattolico il nulla osta successivo alle pubblicazioni non viene
rilasciato ogni volta c"e sussiste un impedimento civile, il /oncordato prevede c"e la trascrizione non
potr avere luogo:
0. :0a31o 7li s/osi 3o3 ris/o31o3o ai r,:0isi.i 1,lla l,77, 2ir2a l!,.> ri25i,s.a /,r la
2,l,bra4io3,.
5. 90a31o s0ssis., .ra 7li s/osi 03 im/,1im,3.o 25, la l,77, 2i-il, 2o3si1,ra i31,ro7abil, e
cio:
3 quando uno dei contraenti interdetto per infermit di mente. .er quanto riguarda invece
il matrimonio dei minori, questo pu essere regolarmente trascritto quando questi abbiano
c"iesto e ottenuto l'autorizzazione del tribunale c"e pu essere concessa a quanti abbiano
compiuto 0B anni e dopo c"e il tribunale abbia accertatola loro maturit psicologica. &uttavia
B5
pu essere anc"e trascritto mediante la trascrizione tardiva, dopo c"e il minore abbia
raggiuntola maggiore et e sia trascorso un anno. .er quanto riguarda il matrimonio di chi (
incapace naturale, se l'istanza di interdizione stata promossa, il pubblico ministero pu
c"iedere la sospensione della trascrizione fino al passaggio in giudicato della sentenza. -nc"e
in questo caso la trascrizione pu essere effettuata tardivamente quando, dopo la revoca
dell'interdizione, le parti abbiano coabitato per un anno.
3 quando tra gli sposi sussiste un altro matrimonio valido a gli effetti civili.
3 quando ci sono impedimenti derivanti da delitto o da affinit in linea retta. .er quanto
riguarda l'affinit, impedimento permane anc"e se il matrimonio dic"iarato nullo, ma allora
le parti possono essere autorizzate dal tribunale a contrarre matrimonio: in questo caso
ammessa la trascrizione anc"e tardiva del matrimonio religioso. ' impedimento da delitto,
invece, sussiste tra persone delle quali una sia condannata per omicidio consumato o tentato
sul coniuge dell'altra, ed assolutamente non dispensabile.
Tras2ri4io3, .ar1i-a: questa previsione normativa affondale sue radici in una certa pratica sociale per la
quale, in presenza di difficolt temporanee per la celebrazione di un matrimonio valido a gli effetti civili
#possono indurre a questa scelta una certa situazione famigliare, professionale o economica$, si preferisce
procedere comunque alla celebrazione puramente religiosa rinviando a tempi successivi la ric"iesta di
trascrizione. In alcuni di questi casi le parti possono decidere di contrarre un matrimonio segreto, in altre
un matrimonio religioso con l'intenzione di provvedere pi2 tardi alla trascrizione per ottenere gli effetti
civili della celebrazione pregressa.
la legislazione concordataria viene incontro a queste esigenze prevedendo c"e Pla trascrizione pu essere
effettuata anc"e posteriormente, su ric"iesta dei contraenti o anc"e di uno di essi, con la conoscenza e
senza l'opposizione dell'altro, sempre c"e entrambi abbiano conservato ininterrottamente lo 'tato libero
dal momento della celebrazione a quello della ric"iesta di trascrizione, e senza pregiudizio dei diritti
legittimamente acquisiti dei terziQ #articolo 8 ,050K8=$.
' innovazione pi2 rilevante rispetto alla disciplina del 0F5F quella c"e prevede c"e spetta ai contraenti,
e solo ad essi, il diritto di c"iedere in ogni tempo la trascrizione, mentre in precedenza anc"e l'autorit
ecclesiastica poteva inoltrare la ric"iesta delle parti non potevano opporsi.
,ufficiale di stato civile dovr acquisire piena sicurezza sulla c"iara ed esplicita volont di entrambi
coniugi di conferire effetti civili al loro matrimonio. In seguito, egli procede agli altri adempimenti, in
primo luogo ad acquisire i documenti occorrenti e ad affiggere alla casa comunale un avviso dell'avvenuta
celebrazione del matrimonio con tutte le indicazioni contenute nell'atto di matrimonio. 'avviso resta
esposto per lo stesso tempo ric"iesto per le pubblicazioni #089 giorni$ ed "a la stessa finalit di queste,
ossia di ricevere eventuali opposizioni in relazione di impedimenti non derogabili. %uesti impedimenti,
oltre a non sussistere dal momento della celebrazione del matrimonio, non devono essere intervenuti
neanc"e successivamente e non devono sussistere al momento della ric"iesta di trascrizione. < comunque
indispensabile c"e i contraenti abbiano conservato lo 'tato libero dal momento della celebrazione a quello
della ric"iesta di trascrizione. a trascrizione tardiva "a effetti retroattivi ma solo per i rapporti tra i
coniugi, mentre non subiscono pregiudizio i diritti legittimamente acquisiti dei terzi.
In questa forma di trascrizione non basta un mero ritardo nell'invio dell'atto di matrimonio per provocare il
ricorso alla trascrizione tardiva. -d essa si fa luogo soltanto se la ric"iesta di trascrizione perviene
all'ufficiale di stato civile dopo il 089R giorno, cio entro il termine di validit delle pubblicazioni, perc"1
in questo caso si esaurito l'intero arco di tempo necessario per celebrare validamente il matrimonio.
PARAGRAFO 1#: CAUSE DI NULLIT& DEL MATRIMONIO. DOPPIA CONCORRENTE
GIURISDI"IONE E RILEVAN"A DELLE SENTEN"E CANONIC$E DI NULLIT&
Il nuovo /oncordato "a conservato il privilegio ottenuto dalla /"iesa cattolica con i .atti del 0F5F, con il
riconoscimento della giurisdizione ecclesiastica sulle nullit dei matrimoni canonici.
B4
'articolo 8 n.5 del /oncordato prevede c"e le sentenze ecclesiastic"e di nullit munite del decreto di
esecutivit del superiore organo ecclesiastico di controllo #il supremo tribunale della segnatura
apostolica$, su domanda delle parti o di una di esse, sono soggette al giudizio di delibazione
5
da parte della
corte d'appello.
a corte d'appello deve accertare #per poterle dic"iarare efficaci nel territorio della (epubblica$:
c"e il matrimonio dic"iarato nullo dalla sentenza ecclesiastica era stato celebrato in conformit alle
norme di derivazione concordataria.
/"e nel procedimento davanti al tribunale ecclesiastico stato assicurato alle parti il diritto di agire e di
resistere in giudizio in modo non difforme dei principi fondamentali dell'ordinamento italiano.
/"e ricorrano le altre condizioni ric"ieste dalla legislazione italiana perla dic"iarazione di efficacia
delle sentenze straniere.
Infine, sempre per l'articolo 8 del /oncordato, la corte d'appello, nella sentenza c"e rendere esecutiva la
sentenza canonica, pu statuire provvedimenti economici provvisori a favore di uno dei due coniugi il cui
matrimonio stato dic"iarato nullo, rimandando le parti al giudice competente per la decisione sulla
materia.
/on questa complessa disciplinasi esclude c"e l'inoltro delle sentenze di nullit da parte del &ribunale
Della 'egnatura determini l'avvio del giudizio civile, mentre soltanto l'iniziativa delle parti pu consentire
l'apertura del giudizio di delibazione.
Nasce a questo punto il primo grande problema della nuova disciplina concordataria, se con essa venuta
meno la riserva di giurisdizione, esplicitamente sancita dall'articolo 4? del /oncordato del 0F5F, a favore
dei tribunali ecclesiastici, e quindi se le parti possono adire anc"e i tribunali civili per far dic"iarare nullo
il matrimonio celebrato nella forma religiosa cattolica.
-lcuni autori si sono pronunciati a favore del mantenimento della riserva di giurisdizione ecclesiastica:
secondo questo orientamento se il vincolo matrimoniale nasce nell'ordinamento canonico e da questo
regolato, esso non pu essere valutato, sotto il profilo della validit, se non dai giudici e dai tribunali
ecclesiastici. - questo indirizzo dottrinale si ribatte c"e nel momento in cui il matrimonio canonico viene
trascritto, con efficacia costitutiva, nei registri dello stato civile esso finisce con l'avere una duplice
origine, canonica e civile.
En'altra parte della dottrina invece sostiene l'esaurimento della riserva di giurisdizione: secondo questo
orientamento il silenzio del legislatore pattizio dimostra c"e la riserva di giurisdizione non "a pi2 alcun
fondamento di diritto positivo dal momento c"ela giurisdizione italiana si esercita nei confronti dei
cittadini italiani e c"e essa potrebbe venir meno, nelle cause di nullit del matrimonio canonico, solo in
presenza di una espressa riserva a favore dei tribunali ecclesiastici.
Il pi2 importante argomento testuale utilizzato da questi orientamenti dottrinale desunto dall'articolo 8
del /oncordato, quando questo afferma c"e nel giudizio di delibazione delle sentenze ecclesiastic"e la
corte di appello deve accertare c"e ricorrano le altre condizioni ric"ieste dalla legislazione italiana perla
dic"iarazione di efficacia delle sentenze straniere. %uesto rinvia al .rotocollo addizionale c"e stabilisce
c"e bisogna accertare c"e la sentenza non sia contraria ad un'altra sentenza pronunciata da un giudice
italiano e c"e non sia pendente davanti al giudice italiano un giudizio per il medesimo oggetto e tra le
stesse parti. 'i deduce c"e alle parti lasciata facolt di adire il tribunale ecclesiastico o il tribunale civile
al fine di ottenere la dic"iarazione di nullit del vincolo.
5
a 1,liba4io3, o e)equatur la procedura giudiziaria c"e serve a far riconoscere, in un determinato .aese, un provvedimento
giudiziario emesso dall'autorit giudiziaria di un altro .aese. In Italia il procedimento si svolge dinanzi alla /orte d'-ppello
territorialmente competente e deve accertare c"e il procedimento straniero si sia svolto con le regole del contraddittorio, c"e la
sentenza in oggetto sia passata in giudicato, c"e questa stessa sentenza non sia contraria ad un'altra pronunciata in Italia e c"e non
contenga delle disposizioni c"e siano contrarie all'ordinamento italiano. En caso molto frequente di delibazione si "a in presenza
di procedimenti civili per scioglimento di matrimonio, in quanto si deve conferire efficacia alle sentenze ecclesiastic"e di nullit,
in modo c"e sia permesso un nuovo matrimonio religioso.
B?
a controversia dottrinale stata risolta dalla /assazione, c"e si avvicinata a quanti sono favorevoli alla
doppia concorrente giurisdizione ed "a rilevato c"e l'accordo di revisione non contiene nessuna
disposizione da cui si pu dedurre c"e la giurisdizione in materia matrimoniale prerogativa
dell'ordinamento canonico. Inoltre, sempre per la cassazione significativo al riguardo l'articolo 8 n.5 del
/oncordato c"e condiziona la dic"iarazione di efficacia della sentenza ecclesiastica nella (epubblica
italiana all'accertamento delle altre condizioni ric"ieste dalla legislazione italiana per la dic"iarazione di
efficacia delle sentenze straniere e alla non contrariet della sentenza straniera o ad un'altra sentenza
pronunciata da un giudice italiano e all'inesistenza di un processo per il medesimo oggetto davanti a un
giudice italiano. /i conferma c"e possibile c"e davanti ai giudici dello stato penda un processo sulle
nullit del matrimonio canonico trascritto e c"e di conseguenza si possa avere una sentenza italiana su tale
nullit.
Ena volta stabilita la competenza di entrambe le giurisdizioni canonica e civile a valutare le questioni di
nullit dei matrimoni concordatari, una parte della dottrina incorsa in un grosso equivoco, sostenendo
c"e il giudice italiano deve applicare nello specifico giudizio le norme di diritto canonico, anzic"1 quelle
desumibili dal codice italiano. 'i tratta di una tesi assolutamente da respingere, in quanto non soltanto nel
/oncordato del 0F8? non c' nessuna norma c"e ammetta questa possibilit, ma bisogna anc"e tener conto
c"e la giurisdizione dello 'tato non deve trovarsi in alcun modo coinvolta nella prospettiva confessionale
del matrimonio. < la laicit stessa dello stato c"e impedisce al giudice civile di sostituirsi al giudice
canonico nell'applicare e interpretare il diritto canonico. Inoltre, c' anc"e un'altra ragione c"e impedisce
questa eventualit ed per la stessa ragione per cui stata abolita la riserva di giurisdizione: per
consentire a coloro c"e abbiano modificato il proprio orientamento ideologico o religioso di non
soggiacere ad un ordinamento confessionale, e ai relativi tribunali, nei quali non si riconoscono pi2.
%uindi sarebbe assurdo c"e il cittadino ricorra al giudice civile per c"iedere la nullit del proprio
matrimonio, perc"1 non da pi2 valore significato confessionale del vincolo e si ritrovi uno giudice italiano
c"e valuti il suo matrimonio applicando proprio diritto canonico.
.er quanto riguarda 7li a22,r.am,3.i 20i 1,-o3o ,ss,r, so..o/os., l, s,3.,34, ,22l,sias.i25,, la corte
costituzionale e la corte di cassazione "anno stabilito c"e il primo accertamento c"e deve farsi se sia
stato rispettato il diritto di agire e resistere in giudizio delle parti conformemente ai principi fondamentali
dell'ordinamento. Dunque il giudice italiano pu valutare l'intero procedimento canonico, ma soltanto per
individuare concrete, specific"e e gravi violazioni del diritto di difesa, nonc"1 per accertare c"e le parti
abbiano avuto una sufficiente possibilit di provvedere alla propria difesa davanti al giudice competente
ed in contraddittorio tra di loro.
.er quanto riguarda le singole cause di nullit, la differenza tra simulazione assoluta, delineata dal codice
civile e la simulazione parziale, prevista dall'ordinamento canonico in ordine all'esclusione di uno degli
6lementi essenziali del matrimonio #bonum prolis, bonus sacramenti, bonum fidei$, non ritenuta ostativa
per l'esecutivit delle sentenze ecclesiastic"e.
/on riguardo all'esclusione del bonum prolis, non soltanto non viene previsto alcun principio essenziale
di non procreazione, ma configurato il matrimonio come fondamento della famiglia cio come societ
naturale comprendente anc"e i figli, quale il normale, anc"e se non essenziale sviluppo dell'unione
coniugale.
In relazione al bonus sacramenti, nonostante la legge sul divorzio, la cassazione "a stabilito c"e il
legislatore italiano "a inteso conservare il principio dell'indissolubilit consensuale del matrimonio e "a
voluto escludere ogni possibilit per gli sposi di predeterminare la durata o di sciogliere il vincolo con il
loro mutuo consenso. .erci sotto questo profilo non c' contrasto tra il diritto canonico e il diritto
statuale7 in entrambi gli ordinamenti sancito il divieto dei nubendi di apporre al matrimonio termini o
condizioni.
-ltrettanto, non contrasta con una concezione civilistica dell'istituto matrimoniale la sentenza ecclesiastica
c"e annulla un matrimonio per esclusione del bonum fidei, dal momento c"e l'articolo 0?4 del cod. civ.
prevede proprio l'obbligo della reciproca fedelt dei coniugi.
B=
a cassazione, invece, "a precluso l'esecutivit delle sentenze ecclesiastic"e nel caso di riserva mentale da
parte di uno dei due coniugi, con la quale si escludono uno dei tria bona, senza c"e l'altro ne fosse messo a
conoscenza. In questo caso di simulazione unilaterale, la cassazione ritiene c"e ci sia un contrasto assoluto
con il principio dell'affidamento e della buona fede.
a cassazione "a escluso l'esecutivit dei provvedimenti canonici super rato. /on questi provvedimenti di
dispensa pontificia si scioglie il matrimonio quando, pur essendo formalmente perfetto, non stato
consumato sessualmente tra i coniugi.
90a3.o al ra//or.o .ra la s,3.,34a ,22l,sias.i2a 1i 30lli.> ma.rimo3ial, , 03a ,-,3.0al, /r,2,1,3.,
s,3.,34a 1i 1i-or4io, alcuni negano c"e possa essere delibata una sentenza canonica di nullit quando il
matrimonio tra le stesse parti sia stato sciolto per divorzio, perc"1 la pronuncia di cessazione degli effetti
civili del matrimonio fa venir meno la possibilit di impugnare la validit del vincolo. /"i agisce per
ottenere la cessazione degli effetti civili riconosce c"e il vincolo si formato7 lo stesso si pu dire per il
convenuto c"e non fa eccezione preliminare di inesistenza del vincolo. -nc"e sotto il profilo processuale
si sostiene c"ela sentenza di divorzio costituisce cosa giudicata rispetto tutto quanto attiene allo stato
coniugale degli interessati e di conseguenza non pu essere travolta da una successiva sentenza di nullit.
-ltri autori sono di opinione radicalmente diversa: secondo questi autori, la sentenza di nullit travolge in
ogni caso la sentenza di divorzio perc"1 l'azione di invalidit volta a far annullare o dic"iarare la nullit
del matrimonio per una causa c"e incide sul negozio, mentre l'azione di divorzio voltalo scioglimento
del vincolo coniugale per una causa c"e ritiene intollerabile la continuazione.
a cassazione stata a lungo favorevole alla tesi c"e vuole il divorzio travolto dalla nullit del vincolo, ma
di recente "a modificato il proprio orientamento, soprattutto per quanto riguardale statuizione di carattere
patrimoniale contenute nella sentenza di divorzio. Infatti,la delibazione di una sentenza ecclesiastica di
nullit travolgerebbe tutta intera la sentenza di divorzio, facendo venir meno anc"e le decisioni di ordine
economico, c"e sono assai pi2 gravose per il coniuge abbiente rispetto all'eventualit di un matrimonio
nullo. 'i quindi stabilito c"e le statuizione di ordine economico non possono essere rimessi in
discussione, anc"e perc"1 gli impegni assunti con il /oncordato non toccano la competenza dello 'tato
italiano circa la disciplina dei rapporti patrimoniali tra i coniugi derivanti dai conseguenti effetti civili dei
matrimoni concordatari.
BB