Sei sulla pagina 1di 31

DIRITTO ECCLESIASTICO @ CASUSCELLI

Capitolo 1 ELEMENTI INTRODUTTIVI


Il diritto ecclesiastico un ramo del diritto costituito da norme che danno specifica rilevanza AL e disciplinano IL fatto
religioso individuale e associato. Del diritto ecclesiastico fanno parte quindi il fattore religioso, le credenze, le
convinzioni religiose o filosofiche, i profili istituzionali. A seguito del processo di secolarizzazione dello Stato liberale e
dellaffermazione del carattere laico della epubblica il diritto ecclesiastico si pone come fonte di tutela della libert!
religiosa e di convinzione dando particolare rilievo allaspetto collettivo della manifestazione religiosa come aspetto
primario dellidentit! personale e della nazione.
Diversi sono i modelli attraverso cui gli ordinamenti statuali danno rilievo al fattore religioso"
Stato #$%&'SSI$%IS(A" presceglie una religione come propria e informa il proprio ordinamento ai principi e
alle norme della sua religione )Statuto Albertino*
Stato LAI#$" sancisce un principio di distinzione tra la sfera temporale e quella spirituale riconoscendo e
garantendo comunque il pluralismo religioso
Stato +%I$%IS(A" governato da autorit! che detengono sia il potere religioso che quello statuale
Stato S',AA(IS(A" separa il fondamento e lesercizio dei poteri di governo da quello delle chiese )+SA-
S,A.%A*.
LE FONTI
Il diritto ecclesiastico italiano ha assunto col passare del tempo una struttura policentrica e articolata/ al suo interno
troviamo"
&onti +%ILA('ALI " di diritto interno in senso stretto, prodotte esclusivamente dal legislatore nazionale
&onti #$%#$DA(' " con le confessioni religiose poi ratificate 0 fonti peculiari in quanto disciplinano i
rapporti tra Stato e confessioni ma non sono di esclusiva produzione degli organi legislativi statali in quanto richiedono
la partecipazione delle confessioni. 1uesto sistema caratterizzato dallautolimitazione dei poteri sovrani della
epubblica nascente dallobbligo costituzionale di regolare i rapporti con le confessioni, il quale integra il cd principio
di 2ILA('ALI(! ,A((I3IA. Detto principio tende ad assicurare uguali garanzie di libert! e il riconoscimento delle
esigenze delle confessioni nel rispetto della neutralit! dello Stato. La riforma del (itolo 4 ha riservato esclusivamente
allo Stato la materia.
Di diritto #$5+%I(AI$ " convenzionale e non convenzionale che disciplinano il fattore religioso individuale e
collettivo 0 (rattato su +', l+nione rispetta i diritti fondamentali garantiti dalla #'D+ e dalle tradizioni costituzionali
degli stati membri/ riconosce la libert! di coscienza, di pensiero e di religione, sancisce il divieto di discriminazione 0
(rattato di Lisbona rende i principi e le libert! giuridicamente vincolanti. Si parla anche di neutralit! collaborativa da
parte degli stati membri su questioni religiose in ambito europeo.
Di diritto I%('%A3I$%AL' " convenzionale,multilaterale,bilaterale )fonte in crescita* 0 #'D+ rango sub-
costituzionale, lItalia adegua le sue norme al (rattato, queste vengono quindi attratte nella sfera di competenza della
#orte #ostituzionale.
Accordi di II livello " introdotti dallAccordo del 6789 per disciplinare le :ulteriori materie che richiederanno la
collaborazione tra Stato e #'i; si riteneva che la norma potesse ampliare in modo potenzialmente illimitato le materie
regolabili con accordi. In realt! le intese con la #'I hanno natura accessoria di integrazione, dettaglio e
specificazione.
La gerarchia del complesso vede allapice le norme costituzionali e sub-costituzionali,norme ordinarie e norme
regolamentari.
,er quanto riguarda linterpretazione delle norme pattizie si utilizza il criterio generale di indipendenza e sovranit!
dello Stato la cui eventuale limitazione deve risultare da norma espressa e non desumibile da incerti argomenti
interpretativi. %e segue che i limiti a detta sovranit! sono soggetti a interpretazione restrittiva, vanno quindi interpretati
in buona fede seguendo il senso ordinario dei termini nel loro contesto e alla luce delloggetto e dello scopo propri
dellaccordo.
Sentenze additive della #orte #ostituzionale " una problematica specifica riguardano le leggi di esecuzione
degli accordi con le confessioni )fonte tipica<atipica<rilevanza costituzionale*/ la #orte #ostituzionale ha da tempo
superato il dibattito dottrinale ammettendo il sindacato di legittimit! delle fonti di derivazione pattizia ma ritiene che a
ci= sia necessario laccertamento della violazione di un principio supremo dellordinamento costituzionale. ,er quanto
riguarda invece le norme regolamentari esse possono essere sottoposte al controllo di legittimit! solo quando
costituiscano specificazione di una disposizione di legge che espressamente le prevede. +nulteriore anomalia
rappresentata dalla disciplina degli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti )L.>?@<678A ratifica il protocollo ma non vi
d! esecuzione 0 L.>>><678A detta disposizioni conformi alla L.>?@*" la L.>>> non nB una legge di ratifica nB una
legge unilaterale di conseguenza linterprete ha difficolt! a ricostruirne la posizione nel sistema delle fonti. (uttavia la
#orte di #assazione ha affermato che la L>>> resta a tutti gli effetti una legge ordinaria e che quindi non vi sono limiti
al suo controllo di costituzionalit!. 'nnesima anomalia rappresentata dalla cd. despecializzazione formale
)diffusione di discipline generali di diritto comune che ritagliano al loro interno discipline settoriali di favore per
istituzioni e associazioni appartenenti a confessioni religiose* con cui alla specificit! del diritto ecclesiastico si
andata affiancando la specialit! del diritto comune creando inconvenienti dati dalla sovrapposizione di modelli
inconciliabili. La corte cost. ha affermato che se la legge comune volta ad agevolare lesercizio di un diritto di libert!
la conclusione di accordi non pu= costituire un elemento per la selezione delle confessioni. C necessario comunque
ricordare che le fonti del diritto ecclesiastico oltre ad aver registrato le modifiche apportate dalle sentenze di
accoglimento della #orte sono anche state integrate in occasione della pronuncia di sentenze cd additive )nella parte
in cui non prevedeD*. #iononostante la corte ha stabilito limpossibilit! di pronunce additive in materia penale )in base
al principio della riserva di legge* e in materia di rapporti con le confessioni )in quanto il regime delle intese varia a
seconda dellinterlocutore*.
Le fonti di provenienza confessionale " non sussiste sul piano della legalit! formale una rilevanza immediata
delle norme confessionali, non mancano per= norme statuali che rinviano espressamente a norme confessionali,
dando luogo a ipotesi di rilevanza )cfr. individuazione fattispecie*.
Il ruolo dei principi " nei settori non codificati dellordinamento i principi di diritto assumono un ruolo
fondamentale in quanto costituiscono il quadro normativo di riferimento. #on la sent. E?<67F6 la #orte #ost ha
individuato la categoria dei principi suprei dellordinamento costituzionale che costituiscono limiti invalicabili. ,er
questo motivo sono sovraordinati ad ogni altra fonte di rango costituzionale in quanto appartengono allessenza dei
valori supremi su cui si fonda la #ostituzione. 'ssi sono" il diritto alla tutela giurisdizionale dei diritti, linderogabile
tutela dellordine pubblico e la laicit!. 4i sono anche per= dei principi cd. Fon!aentali i quali delineano il volto della
epubblica" uguaglianza e pari dignit! sociale, indipendenza dellordine proprio dello Stato dallordine proprio di tutte
le religioni,pluralismo confessionale, autonomia delle confessioni, bilateralit! pattizia per la disciplina dei rapporti
Stato<confessioni connesso con il principio di legalit!. Infine riconosciamo i principi cd. Costitu"ionali# libert! religiosa
individuale )art.67*, divieto di discriminazione de e tra gli enti in cui si articolano le confessioni )art.>?*, principio di
legalit! )art.6E9*. oltre a questi principi contenuti nella costituzione il diritto ecclesiastico risente delle influenze del
diritto comunitario e in generale dei principi internazionali.
Lattuazione dei principi costituzionali
6. Il legislatore" fino al 6789 non ha mostrato interesse per i temi della libert! religiosa e del pluralismo
confessionale/ con la stipulazione del #oncordato con la S.Sede ha invece avviato la cd stagione
delle intese disciplinando i rapporti con alcune confessioni di minoranza.
>. I .overni" hanno spesso privilegiato con i lori programmi elettorali il ruolo privilegiario di cui gode la
chiesa cattolica. Sono comunque riservati collegialmente al #D5 gli atti concernenti i rapporti tra lo
Stato e la #hiesa #attolica e le altre confessioni. Al ,.#ons. spetta la sottoscrizione degli accordi con
la #hiesa cattolica e delle intese con le confessioni di minoranza. Il Sottosegretario alla presidenza
del consiglio conduce le trattative con le rappresentanze delle confessioni in vista della stipulazione di
intese coadiuvato dalla #ommissione interministeriale che si occupa di delineare linee guida sulla
conduzione delle trattative. Il ministero dellinterno riconosce gli enti ecclesiastici, approva la nomina
dei ministri di culto)no cattolica*, vigila e tutela gli istituti delle confessioni, amministra e rappresenta il
&ondo edifici di culto. )nb agenzie che operano nel ministero 0 dip. Libert! civili e immigrazione/
dir.centr.affari di culto/osservatorio politiche religiose/comitato vs discriminazione*.
E. La #orte costituzionale" ha svolto un ruolo di rilievo nellammodernamento del d.e.i. pur essendo
limitata dal ricorso incidentale/
9. Il ,residente della epubblica" non titolare di alcuna funzione di indirizzo politico e non potr!
spingersi oltre il richiamo allosservanza dei fondamentali principi della #arta. 'gli accredita e riceve i
rappresentanti diplomatici e ratifica gli accordi)art.8F*, emana inoltre gli atti relativi allapprovazione di
accordi di II livello.
'sistono infine altre organizzazione quali la #onsulta per lIslam italiano o la #onsulta giovanile per le questioni
relative al pluralismo religioso e culturale che svolgono una funzione consultiva.
Capitolo $ IL %RINCI%IO DI U&UA&LIAN'A (art)*+
:La epubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dellGuomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si
svolge la sua personalit!, e richiede lGadempimento dei doveri inderogabili di solidariet! politica, economica e sociale.;
Il primo comma dellart.E sancisce luguaglianza formale di tutti i cittadini, il secondo invece affida alla epubblica il
compito di rimuovere tutti gli ostacoli che impediscono lo sviluppo della persona umana e leffettiva partecipazione di
tutti i cittadini. La norma esprime il carattere sociale e interventista dellordinamento democratico impegnato ad
adottare tutte le misure affinchB luguaglianza sia garantita in via sostanziale attraverso concreti ed effettivi strumenti
di promozione e tutela. Il principio di uguaglianza si pone quindi come principio-guida per il legislatore. %onostante
questo faccia espresso riferimento ai soli cittadini pacifica la sua applicazione nei confronti di tutti gli individui
)stranieri, apolidi e soggetti collettivi*. In qualit! di principio-guida lart.E sancisce implicitamente anche il principio di
uguaglianza senza distinzione di religione e il divieto di discriminazione. ,ur non esistendo nella #ost. un espresso
richiamo a detto divieto esso comunque riconosciuto in base alla definizione data dallart.69 #'D+ il quale dispone
che il godimento dei diritti e delle libert! riconosciute debba essere assicurato senza discriminazione, in particolare
quelle fondate su sesso, razza, colore, lingua, religione, opinioni politiche o di altro genere, origine nazionale o
sociale, appartenenza a una minoranza, ricchezza, nascita o ogni altra condizione. Applicazioni del principio di
uguaglianza si riscontrano in particolar modo nella disciplina dei rapporti di lavoro e nel t.u. sullimmigrazione, si pensi
ad esempio allo strumento processuale dellazione civile contro la discriminazione che comporta lordine di
cessazione del comportamento discriminatorio e la risarcibilit! del danno anche non patrimoniale. La disciplina ora
integrata dalle norme che hanno recepito le direttive comunitarie in tema )>???<9E<#'/ >???<F8<#'* e da quelle che
attuano il principio della parit! tra uomo e donna. %b distinzione tra discriminazione diretta )per motivi religiosi,
convinzioni personaliDuna persona trattata meno favorevolmente di quanto sia, sia stata o sarebbe stata trattata
unaltra in condizioni analoghe* e discriminazione indiretta )una disposizione, un criterio, una prassi,un
comportamento apparentemente neutri possono mettere le persone che professano una determinata religione o
ideologia in una situazione di particolare svantaggio rispetto ad altre persone*. Infine la commissione o listigazione a
commettere atti di discriminazione sono puniti dalla legge come reato a protezione della dignit! delluomo.
Capitolo * I %RINCI%I E &LI STRUMENTI DEL %LURALISMO CONFESSIONALE (artt),-.+
:Lo Stato e la #hiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.
I loro rapporti sono regolati dai ,atti Lateranensi. Le modificazioni dei ,atti accettate dalle due parti, non richiedono
procedimento di revisione costituzionale.; )art.F*
:(utte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge. Le confessioni religiose diverse dalla
cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con lGordinamento giuridico
italiano. I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze.; )art.8*
La repubblica italiana una democrazia laica" principio affermato per via giurisprudenziale dalla sent.>?E<6787 #orte
cost. )cfr.cost progr* La laicit! uno dei profili della forma di Stato e integra un principio supremo dellordinamento
costituzionale che si colloca al massimo livello nella gerarchia delle fonti e che costituisce un parametro in base al
quale pu= essere dichiarata lincostituzionalit! delle leggi di revisione e delle norme di derivazione pattizia che godono
di copertura costituzionale. A differenza di altre carte costituzionali in cui la laicit! affermata dalla costituzione, in
Italia il principio stato ricavato dallanalisi sistematica degli artt. >,E,F,8,67,>? #ost. %e emerge una laicit! che non
implica indifferenza dello Stato dinnanzi alle religioni ma garanzia dello Stato per la salvaguardia della libert! di
religione in regime di pluralismo confessionale e culturale )>?E<6787*. Dalla laicit! per la #orte dipendono anche
alcuni :corollari;"
Distinzione degli ordini" tra lo Stato e le confessioni 0 divieto di ingerenza statuale nellindipendenza delle
confessioni/
,luralismo confessionale e culturale" devono convivere in uguaglianza di libert!, fedi, culture e tradizioni
diverse/
Divieto di ogni tipo di discriminazione tra culti" criterio quantitativo )maggiore o minor numero appartenenti*,
criterio sociologico )maggiore ampiezza o intensit! delle reazioni sociali che possono derivare dalla violazione dei
diritti delluna o dellaltra*/
Dovere di equidistanza e imparzialit!
Il legame inscindibile tra laicit!, democrazia e pluralismo da tempo affermato dalla giurisprudenza #'D+"
esso si fonda sul riconoscimento quali diritti fondamentali delluguaglianza senza distinzione di religione, della libert!
religiosa e di coscienza di credenti e non in un contesto di separazione dei poteri )politico e religioso* caratterizzato da
imparzialit! e neutralit! dello Stato nei confronti di ogni credo e dalla libert! di auto-organizzazione delle comunit!
religiose. )nb norme #'D+ in ordinamento italiano sono parametro interposto nel giudizio di legittimit! cost.*
%LURALISMO CONFESSIONALE (art) . c)1+
La costituzione assegna un rilievo specifico alle confessioni religiose che si possono ritenere comprese tra le
formazioni sociali e le proclama tutte egualmente libere davanti alla legge)principio del pluralismo confessionale*.
Detto principio strettamente connesso con la garanzia del diritto di libert! religiosa di ogni individuo, spesso
richiamato anche dalla corte cost. come presidio delluguaglianza. %e consegue quindi che latteggiamento dello Stato
non pu= che essere di equidistanza e imparzialit! nei confronti di tutti i culti.
INDI%ENDEN'A DELLE CONFESSIONI (art), c)1 art). c)$+
%on esistendo una definizione legislativa di confessione religiosa linterprete per orientarsi deve far riferimento alle
elaborazioni giurisprudenziali e dottrinali. La #orte cost. ha assunto una posizione di bilanciamento segnalando la
necessit! che la qualifica si fondi sullesistenza di elementi oggettivi ragionevoli e controllabili)stipulazione di
intese,riconoscimenti pubblici,statuti, comune considerazione*. Si ritiene comunque che la mancanza di una
definizione rappresenti la precisa scelta del legislatore di non precludere lesercizio della libert! religiosa ad alcuno
per diverse e strane che siano le sue credenze religiose e le loro ascendenze culturali.
Le confessioni religiose dotate di un proprio apparato normativo-organizzatorio costituiscono ordinamenti giuridici
originari indipendenti dal quello dello Stato. La carta riconosce in forma espressa lindipendenza e la sovranit! della
#hiesa cattolica mentre per le altre confessioni ne riconosce implicitamente lindipendenza. La distinzione degli ordini
e dunque lindipendenza delle confessioni costituisce il fondamento del principio supremo di laicit!. Allindipendenza
degli ordinamenti religiosi corrisponde la carenza di giurisdizione del giudice italiano sulle norme statutarie dellautorit!
confessionale in materia spirituale o disciplinare. Lunico limite costruito, secondo la corte cost. dal rispetto dei
principi fondamentali della epubblica.
LA DISTIN'IONE DE&LI ORDINI
:lo Stato e la #hiesa sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani; )art.Fc.6*. per ordine si intende un
complesso di materie sulle quali ognuno dei due soggetti esercita secondo le specifiche caratteristiche il potere
sovrano di produrre una regolamentazione giuridica e di apprestare la garanzia dei correlati interessi umani. 'ventuali
norme religiose che disciplinano materie riservate allo Stato non avranno rilevanza e viceversa)riserva di legge-
specifico religioso*.
/ILATERALITA0 %ATTI'IA
Il legislatore costituente ha previsto che eventuali rapporti tra lo stato e le confessioni siano disciplinati a mezzo di
fonti bilaterali che costituiscono specifici strumenti di attuazione del pluralismo confessionale. %elle materie che non
appartengono allordine esclusivo ma che presentano profili di comune interesse i relativi enti esponenziali possono
avviare trattative finalizzate alla cd. %ormazione bilaterale che sar! trasferita nel diritto interno di ognuna delle parti
contraenti attraverso specifiche fonti di esecuzione previste a questo fine )diritto di derivazione pattizia*. Ai sensi
dellart.F.> i rapporti tra lo Stato e la #hiesa #attolica sono regolati dai ,atti Lateranensi. Le modifiche dei ,atti
accettate dalle due parti contraenti non richiedono procedimento di revisione costituzionale, diversamente modifiche
unilaterali possono essere introdotte solo con revisione costituzionale. Si tratta quindi di fonti atipiche dotate di una
particolare forza di resistenza passiva alla modifica o allabrogazione unilaterale. Si ritiene invece ammissibile la
proposizione di questioni di legittimit! costituzionale delle norme per violazione dei principi supremi dellordinamento.
Lart.8.E configura una riserva di legge di assemblea per la disciplina dei rapporti con le altre confessioni sulla base di
intese. La norma in questione esclude la legittimit! di interventi modificativi del diritto patrizio assunti unilateralmente
dallo Stato. 'ssa infatti nel prevedere un vincolo di conformit! tra legge)di approvazione* e intesa implica che
eventuali modificazione possano essere introdotte solo sulla base di una nuova e diversa intesa. %on esistono norme
specifiche che sanciscano lobbligo su richiesta della confessione di negoziare o stipulare lintesa ma una volta
sottoscritta si deve ritenere che sussista un dovere di dare esecuzione allintesa nellordinamento interno. Liniziativa
rimessa alla volont! delle confessioni interessate e alla volont! politica del governo )avviare i negoziati,concluderli,
riferire alle camere, sottoscrivere lintesa e presentare il disegno di legge di approvazione*. Le funzioni di condurre le
trattative, di raggiungere lintesa e di sottoscriverla spettano al ,residente del #onsiglio, salvo che laccordo non rientri
nella sfera di competenza di un ministro. Da parte delle confessioni competenti a trattare sono le relative
rappresentanze individuate sulla base di norme confessionali, dotate come requisito minimo della capacit! di agire. La
materia dei rapporti comunque di esclusiva competenza dello Stato escludendo quindi la competenza delle egioni.
Capitolo 1 LA LI/ERT2 DI RELI&IONE (art)13+
:(utti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di
farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purchB non si tratti di riti contrari al buon costume.;
Lart. 67 tutela la libert! religiosa individuale e cio il diritto di professare liberamente la propria fede, in forma
individuale o collettiva, di esercitarne il culto purch ci= non sia contrario al buon costume. Ha come destinatari :tutti;
senza condizione di reciprocit!. La tutela si rafforza ulteriormente se messa in relazione al principio di uguaglianza
formale e sostanziale)art.E*perch rileva non solo quale libert! negativa )libert! da ingerenza dello stato* ma anche
come libert! positiva )libert! di realizzare le condizioni e di utilizzare gli strumenti necessari al suo effettivo esercizio*.
La libert! religiosa un diritto fondamentale e inviolabile della persona)art.>*e pertanto considerato
indisponibile)non oggetto di rinunce<transazioni, intrasmissibile e imprescrittibile*. Diffusa in dottrina la qualificazione
della libert! religiosa come diritto pubblico soggettivo che pu= essere azionato nei confronti dello stato. ,iI che altro,
stando alla giurisprudenza costituzionale consolidata va considerato come diritto soggettivo perfetto in quanto
esperibile verso tutti )erga omnes* al pari di tutti i diritti dela titolo I della #ost. Deve essere sempre ammessa la tutela
giurisdizionale dinanzi agli organi di giurisdizione ordinaria contro gli atti lesivi di detto diritto, tutela che non pu=
essere esclusa o limitata a particolari mezzi di impugnazione o per determinate categorie di atti. La corte di
cassazione ha precisato che non esiste alcun organo dello stato che possa incidere in maniera pregiudizievole sui
diritti assoluti in cui si esprimono le libert! fondamentali costituzionalmente garantite, ne consegue che si pu= proporre
nei confronti della ,ubblica Amministrazione lazione risarcitoria per violazione del diritto )il comportamento di un
privato o della p.a. produca una discriminazione*oltre che il danno morale.
LI/ERTA0 DELLE CONVIN'IONI RELI&IOSE
C necessario sottolineare che la #arta tutela il diritto di credere e quello di non credere. Sono quindi tutelate dallart.67
anche tutte le posizioni )ateismo*. Sebbene poi lart.67 non faccia esplicito riferimento alla libert! di coscienza la corte
cost. ha affermato che essa,riferita alla professione di fede o di opinione religiosa, comunque compresa nella tutela
accordata dallart.67. La corte cost. negli anni F?, ribaltando un precedente indirizzo che collocava lateismo nellalveo
della libert! di pensiero, ha statuito che il nostro ordinamento esclude ogni differenziazione di tutela della libera
esplicazione sia della fede religiosa che dellateismo non assumendo sul piano teorico le caratteristiche proprie di
questultimo. In proposito lart.7 #'D+ distingue e mette in connessione libert! di coscienza e libert! di religione, in
particolare riconoscendo la libert! di non aderire a una religione e il diritto di non dichiarare le proprie convinzioni in
materia di fede,nB di confessione.%el nostro ordinamento tuttavia previsto lonere di rendere dichiarazioni che
possono rivelare il credo del dichiarante anche se in via indiretta e in modo non necessariamente univoco)cfr.scelta
ottoJmille*. #iononostante lappartenenza confessionale, i sentimenti, le opinioni, i comportamenti degli individui che
sono espressione diretta del sentire religioso o delle convinzioni sono formalmente protetti nel nostro ordinamento dal
generale principio di riservatezza discendente dagli art..> e 67 cost. e i dati idonei a rivelare le convinzione religiose
filosofiche o di altro genere appartengono alla categoria dei dati sensibili)assistiti da particolari garanzie quanto al loro
trattamento*.
IL LI5I(' D'LLA %$% #$%(AI'(! D'I I(I AL 2+$% #$S(+5'
Lart.67 stabilisce un solo limite interno e cio che i riti non siano contrari al buon costume)insieme di precetti che
impongono un determinato comportamento nella vita relazionale la cui inosservanza provoca la violazione del pudore
sessuale, della dignit! sessuale e del sentimento morale dei giovani*. Il concetto di buon costume un concetto
elastico ma sufficientemente determinato in quanto concetto diffuso e generalmente compreso in un dato momento
storico.
LA &A#$L(! DI ,$&'SSA' LI2'A5'%(' LA &'D'
$ltre alle facolt! espresse nellart.67 sono riconosciute anche delle facolt! implicite )professare lateismo, mutare
appatenenza confessionale, costituire associazioniD*
La facolt! di professare la fede religiosa comporta la libert! di dichiarare lappartenenza a qualsivoglia o nessuna
religione ma anche la libert! di mutare la propria appartenenza confessionale senza alcuna conseguenza di
legge)cfr.lappartenenza obbligatoria violazione dellart.67*.$ccorre quindi garantire che lappartenenza e la
permanenza in una confessione religiosa sia il frutto di una libera scelta. Il diritto di recesso da ogni confessione
comporta anche la possibilit! che i propri dati sensibili siano rettificati ma non che siano cancellati.
LA LI2'(! D'I &'D'LI ALLI%('%$ D'LLA #$%&'SSI$%'
Lordinamento statuale non pu= prestare tutela allindividuo che rivendichi nei confronti dellautorit! ecclesiastica
preposta al governo di una confessione religiosa la qualifica di appartenente,a motivo dellindipendenza garantita ad
ognuna di esse nellordine proprio. I fedeli possono far valere i propri diritti solo davanti alle rispettive autorit!
confessionali purch ci= avvenga nel rispetto dei limiti inviolabili della persona. La tutela della libert! religiosa del
singolo devessere contemperata con la tutela dellindipendenza della confessione religiosa alla cui autonomia
organizzativa rimessa la disciplina del rapporto istituzione<fedele. La corte cost. ha affermato che la tutela dei diritti
inviolabili di cui allart.> deve essere garantita anche allinterno e nei confronti delle formazioni sociali ma il giudice
dello stato non pu= dichiarare la nullit! di un provvedimento emanato dalle autorit! confessionali o riformarlo a motivo
della loro indipendenza. 1uanto agli effetti civili da riconoscere alle sentenze e ai provvedimenti in materia spirituale e
disciplinare lo stato interpreta la norma pattizia nel senso che vanno intesi in armonia con i diritti costituzionalmente
garantiti a cittadini italiani/ ove ne sia fatta valere la violazione, a seguito di accertamento giudiziale potr! essere
legittimamente negata loro efficacia civile.
LA LI2'(! DI ,$,A.A%DA
La libert! di propaganda stata in passato ostacolata da norme illiberali ed anche con lentrata in vigore della
costituzione continuava ad essere compromessa. Attualmente il problema rappresentato dalla necessit! di
assicurare la uguale libert! in materia di propaganda e proselitismo religioso, in quanto le differenze in termini di
importanza sociale ed economica tra le confessioni incidono sulla capacit! di trasmettere il messaggio religioso.
L'S'#I3I$ D'L #+L($
Lesercizio in privato e in pubblico del culto espressamente garantito. In passato le minoranze erano gravemente
limitate mentre per la chiesa non era prevista alcuna limitazione. #on lentrata in vigore della costituzione, le pronunce
della corte cost. hanno per= assicurato alle minoranze religiose la libert! di aprire edifici di culto e di riunirsi e ha
dichiarato illegittime le norme che sanciscono lobbligo di approvazione della nomina del ministro di culto.
In definitiva per quanto riguarda lesercizio del culto vengono in luce > articoli"
- art. 67 divieto di controllo preventivo sul culto esercitato
- art. 6F dispone una forma attenuata di controllo quale il preavviso per cui ad es. le autorit! possono
vietare riunioni solo J comprovati motivi di sicurezza e incolumit! pubblica.
Capitolo 4 &LI ENTI ECCLESIASTICI E IL DIVIETO DI DISCRIMINA'IONI (ART)$5+
:Il carattere ecclesiastico e il fine di religione o di culto d'una associazione od istituzione non possono essere causa di
speciali limitazioni legislative, n di speciali gravami fiscali per la sua costituzione, capacit giuridica e ogni forma di
attivit.
Il costituente ha voluto impedire per il futuro ladozione di speciali discipline a sfavore di particolari confessioni e il
ritorno a forme di ingrenza e ad istituti propri del giurisdizionalismo. )cfr.Laccumulo di beni non impedito ma
secondo norme che riguardano tutti gli enti e non solo ecclesiastici" la personalit! giuridica dellente eccl. pu= essere
colpita da misure anche degli altri enti ma non solo perchB ecclesiastica*.
Lart. >? presenta un fine promozionale e perequativo, impone infatti al legislatore il divieto di discriminare questi enti
rispetto agli altri enti di diritto comune. 1uesto articolo va a completamento)cd. norma di chiusura*della tutela
costituzionale del fenomeno religioso che potrebbe non risultare protetto dallinterpretazione restrittiva degli art.E-F-8-
67. In base allart.>? illegittima ogni discriminazione degli enti religiosi sia rispetto agli enti di diritto comune che
allinterno della medesima categoria, ne consegue che norme piI o meno favorevoli sono illegittime. (uttavia se le
norme risultano piI favorevoli per lintera categoria non sono considerate illegittime.
I S$..'((I D'S(I%A(AI
La norma tutela piI ampiamente tutti i nuovi gruppi che non rientrino nellambito di applicazione degli articoli F-8 cost.
in quanto non organizzati o non collegati a confessioni quindi favorisce il pluralismo aperto. I soggetti destinatari della
sua tutela sono le associazioni e le istituzioni aventi carattere ecclesiastico e fine di religione o culto, garantisce anche
le societ! non istituzionalizzate. Inoltre il predicato :ecclesiastico; non equivale a cattolico ma a ente esponenziale di
una chiesa cristiana.
'mergono quindi due profili dellecclesiasticit!"
- soggettivo" connesso alla natura del soggetto )ente confessionale*
- oggettivo" connesso allattivit! svolta )culto o religione*
LA55I%IS(A3I$%' D'.LI '%(I '##L'SIAS(I#I
La garanzia costituzionale rileva anche sotto il profilo amministrativo, stata infatti abrogata con efficacia retroattiva
ogni norma che prescriveva unautorizzazione governativa per acquistare e alienare immobili da parte di persone
giuridiche,associazioni e fondazioni.
#on lAccordo 6789 cessa il controllo governativo sugli atti eccedenti lordinaria amministrazione per gli enti della
#hiesa cattolica che ricevevano il supplemento di congrua dallo Stato )diocesi e parrocchie*. Dalla nuova norma
pattizia si ricava che la gestione degli enti collegati alle confessioni religiose si svolge sotto il diretto controllo dei
competenti organi delle stesse senza ingerenza dello stato. In questo modo si acuisce la discriminazione attuata dalla
legge sui culti ammessi con le norme che prevedono la soggezione degli istituti dei culti diversi dalla religione cattolica
alla vigilanza e alla tutela governativa )possibilit! di ordinare visite e ispezioni, nomina di commissari governativiD*.
La #orte cost. non ha potuto pronunciarsi a riguardo avendo dichiarato inammissibile la questione di legittimit!
costituzionale delle disposizioni suddette per difetto di motivazione. esta il fatto che il mancato riscontro nelle norme
di diritto comune di dette disposizioni le pone in contrasto con lart.>?, presidio costituzionale delluguaglianza tra le
confessioni.
LA #A,A#I(! #$%(I2+(I4A
1uanto allapplicazione di speciali gravami fiscali, lart.>? applicazione al caso particolare dellart.AE )(utti sono
tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacit! contributiva. Il sistema tributario informato a
criteri di progressivit!*" la norma consente allo stato di introdurre sgravi fiscali a favore delle associazioni e istituzioni
religiose limitatamente alle attivit! concernenti la finalit! di religione e di culto in considerazione della valenza
promozionale della personalit! umana e del progresso spirituale della societ! ma vieta di gravare gli enti con oneri
fiscali discriminatori anche se il ricavato fosse poi impiegato per finanziare finalit! confessionali. I soggetti garantiti
dallart.>? sono comunque sottoposti alla piena potest! tributaria dello stato che per= non pu= intraprendere azioni
perequative fra gli enti.
.LI '%(I '##L'SIAS(I#I DI DII(($ #$5+%'
Il divieto di discriminazione degli enti religiosi garantisce il riconoscimento della personalit! giuridica in forza delle
norme di diritto comune agli enti delle confessioni privi dei requisiti per ottenere il riconoscimento ai sensi della
legislazione di derivazione pattizia. .li enti che non hanno le caratteristiche per essere riconosciuti dalle norme
patrizie sono tutelati dal diritto comune e hanno la possibilit! di agire allinterno dellordinamento italiano come enti
non riconosciuti.
Capitolo 6 LI/ERTA0 DI %ENSIERO7 DI COSCIEN'A E DI RELI&IONE
LA #$%4'%3I$%' '+$,'A D'I DII((I D'LL+$5$
La tutela dei diritti delluomo oggi esercitata a livello internazionale. La consapevolezza che la tutela dei diritti
potesse ricevere effettiva e completa attuazione solo se realizzata sul piano del diritto internazionale ha portato alla
redazione della Dichiarazione universale dei diritti delluomo nel 6798, atto ricco di valore simbolico per= sprovvisto di
valore cogente. Il passaggio successivo rappresentato dalla sottoscrizione della convenzione europea dei diritti
delluomo a oma nel 67A? occasione in cui viene istituito un apparato giurisdizionale che emana provvedimenti
obbligatori e vincolanti per gli stati firmatari in grado di offrire una concreta tutela dei diritti garantiti.
La #'D+ un trattato internazionale multilaterale sottoscritto da 9F stati. C strutturata in E titoli che enunciano"
- titolo I" diritti, libert! e divieti per gli stati
- titolo II" istituzione e organizzazione di organo istituzionale )#orte europea dei diritti delluomo*
- titolo III" dettare disposizioni sullapplicabilit!
Il problema del recepimento nellordinamento interno dei firmatari stato demandato ai singoli stati" lItalia lha
ratificata con la L.898 <67AA. ,er quanto riguarda il rapporto tra le disposizioni della #'D+ e le leggi ordinarie
successive incompatibili stato risolto dalla #orte costituzionale disponendo che le disposizioni della #'D+ non sono
suscettibili di abrogazione nB di modifica poichB derivano da una fonte atipica. %ello stesso senso si pronunciata
anche la #orte di #assazione confermando la tendenza a considerare le norme #'D+ prevalenti sulla normativa
ordinaria successiva riconoscendone la particolare forza di resistenza dovuta alla natura di principi generali
dellordinamento che deve essere riconosciuta alle disposizioni della convenzione in conseguenza del loro
inserimento nellordinamento italiano. Si tratta insomma di norme che integrano il parametro costituzionale ma che
rimangono sempre ad un livello sub-costituzionale.
IL I#$S$ ALLA #$(' '+$,'A D'I DII((I D'LL+$5$
A seguito della costituzione della #edu si pu= dire che tutti i diritti garantiti dalla #'D+ sono diritti azionabili.
La #edu formata da un numero di giudici pari al numero degli stati contraenti. 'ssi sono eletti dallassemblea
parlamentare a maggioranza tra una rosa di E candidati presentati da ciascuno stato membro. Il loro mandato dura @
anni ed ripetibile. La corte in seduta plenaria elegge presidente e vice presidenti)mandato di E anni*e adotta il
proprio regolamento.
La trattazione dei casi affidata a"
- comitati E giudici
- camere F giudici
- grande camera 6F giudici
,ossono essere in questa sede proposti due tipi di ricorso"
- intestatale presentato da qualsiasi stato membro ogniqualvolta ritenga che unaltra parte abbia violato una o piI
disposizioni della convenzione/
- individuale presentato da chiunque pretenda di essere vittima di una violazione da parte di una delle altre parti
contraenti dei diritti riconosciuti dalla #'D+.
Le condizioni di ricevibilit! del ricorso sono elencate allart.EA e sono" il ricorso pu= essere presentato solo dopo aver
esperito i ricorsi interni, devessere fondato e non incompatibile con le disposizioni della #'D+. La procedura stata
riformata nel 6778" prima un #omitato composto da E giudici ne valuta la ricevibilit!, in caso positivo la causa decisa
da una #amera composta da F giudici. Le sentenze emesse sono impugnabili dalle parti nel termine di E mesi.
,er quanto riguarda gli effetti delle sentenze possiamo dire che esse hanno valore"
- vincolante e obbligatorio per gli stati membri
- declaratorio
- ha efficacia esclusivamente tra le parti
sar! cura dello stato condannato riparare alla violazione, possiamo quindi sottolineare lintrinseca efficacia deterrente
della sentenza stessa)nb" lo stato italiano uno dei piI inadempienti nellesecuzione delle sentenze di condanna ma
stata di recente emanata una nuova legge di promozione delladempimento*.
LA(.7 #'D+" #$%('%+($ &A#$L(! LI5I(I ' S$..'((I .AA%(I(I
Dispone"
1. Ogni persona ha diritto alla libert di pensiero, di coscienza e di religione; tale diritto include la libert di cambiare
religione o credo, cos come la libert di manifestare la propria religione o il proprio credo individualmente o
collettivamente, in pubblico o in privato, mediante il culto, l'insegnamento, le pratiche e l'osservanza dei riti.
!. "a libert di manifestare la propria religione o il proprio credo non pu# essere oggetto di restrizioni diverse da
$uelle che sono stabilite dalla legge e costituiscono misure necessarie, in una societ democratica, per la pubblica
sicurezza, la protezione dell'ordine, della salute o della morale pubblica, o per la protezione dei diritti e della libert
altrui.
Lesplicito riconoscimento della libert! di pensiero comprende anche la cd. libert! di religione negativa )tutela ateiD* e
comporta limpossibilit! per gli stati membri di imporre ai propri cittadini alcuna convenzione religiosa.
La libert! di coscienza considerata una vera e propria libert! autonoma e comprende in senso ampio ogni possibile
comportamento imputabile alla coscienza.
La libert! di religione comprende diritti e facolt! connessi al suo esercizio.
I soggetti garantiti dalla lettera dellart.7 sono le persone fisiche.%el corso del tempo si per= verificata unestensione
di applicazione ai soggetti collettivi e quindi anche alle confessioni)cfr. cedu attualmente sostiene lillegittimit! di non
registrare unorganizzazione religiosa*.
Il secondo comma della norma stabilisce in modo tassativo le caratteristiche la cui compresenza pu= rendere legittime
restrizioni al solo esercizio della libert! di manifestazione del pensiero e del credo religioso. 1ueste devono essere
previste dalla legge e devono risultare necessarie secondo i parametri propri di una societ! democratica. La
discrezionalit! dei singoli stati fortemente limitata anche dal ruolo di supervisione che la #edu stessa si attribuita.
(ra i beni presi in considerazione merita di essere segnalata la protezione dei diritti e della liber! altrui.
.LI $I'%(A5'%(I D'LLA #$(' I% 5A('IA DI LI2'(! DI #$S#I'%3A ' DI 'LI.I$%'
%el prospettare i principali orientamenti della #edu nellinterpretazione dellart. 7 e necessario sottolineare che la
#orte ha solitamente evitato di elaborare principi di portata generale , limitandosi perlopiI a motivare le decisioni con
argomentazioni strettamente legate alle fattispecie esaminate.
Il tema dellaspetto negativo della libert! religiosa)libert! di non avere alcun credo* stato affrontato per la prima volta
nel 6779 e la #orte ne ha affermato lesistenza e la necessit! che sia trattato alla stregua del diritto di libert! religiosa
positiva.
Altro argomento centrale quello relativo alla libert! religiosa collegata alla libert! di associazione, oltrech
largomento dei simboli religiosi, materie in cui la #orte ha sempre affermato la violazione dellart.7 qualora le
restrizioni operate dai singoli stati siano immotivate o non necessarie.
Capitolo , LE O/IE'IONI DI COSCIEN'A
,$&ILI ('$I#I ' A'' A,,LI#A(I4'
La libert! di coscienza uno dei fondamenti di una societ! democratica. Di qui la valenza in positivo e in negativo
della tutela accordata a questa forma di libert!, che implica anche il diritto dellindividuo di non essere obbligato a
dichiarare la propria appartenenza confessionale o le proprie convinzioni.
+no dei modi per manifestare la libert! di coscienza lobiezione di coscienza, cio il diritto di comportarsi secondo i
propri convincimenti interiori. Di regola latteggiamento dellobiettore esprime la condizione di chi vive in una
situazione di conflitto" osservare il proprio imperativo morale o rispettare gli obblighi giuridici dellordinamento. 1uando
lo stesso legislatore a permettere di scegliere tra i vari comportamenti quello piI aderente ai propri convincimenti si
parla di opzione di coscienza.
La libert! di coscienza garantita espressamente da norme internazionali)es. art.7 #'D+* e implicitamente da alcune
norme costituzionali. %ella nostra costituzione si pu= desumere dalla lettura sistematica degli artt.>-E-67->6 che
contengono un insieme di elementi normativi convergenti nella configurazione unitaria di un principio di protezione dei
cd. diritti alla coscienza. (ale protezione non pu= tuttavia essere illimitata. Spetta dunque al legislatore trovare un
compromesso tra libert! di coscienza e obblighi dellordinamento. Sulla base di questo criterio il legislatore ha
disciplinato fino a oggi 9 ipotesi di obiezione di coscienza" al servizio militare, allinterruzione di gravidanza, alla
sperimentazione animale e alla procreazione assistita.
Lannosa questione del giuramento dei testimoni nel processo civile e penale stata parzialmente risolta in via
legislativa e per altra parte attraverso lintervento della #orte cost."dalla formula che conteneva il giuramento si
passati ad una neutra dichiarazione di impegno che interessa la coscienza del singolo e la sua personale
responsabilit!. Altre obiezioni sono invece considerate illegittime )es. obiezione fiscale alle spese militari*.
,er quanto riguarda i rapporti di diritto privato illegittimo il rifiuto del lavoratore di eseguire prestazioni cui era
obbligato per contratto, adducendone la contrariet! alle convinzioni morali.
In merito invece al servizio militare nel >??6 il legislatore ha sospeso)non soppresso* il reclutamento del personale su
base obbligatoria e ha successivamente introdotto la facolt! di rinuncia allo status di obiettore, riconoscendo al
contempo la possibilit! di presentare domanda di obiettore di coscienza anche a chi detiene armi inoffensive o non
dotate di significativa capacit! offensiva.
I (A((A5'%(I SA%I(AI 4$L$%(AI
%el fenomeno dellobiezione di coscienza il settore che presenta tensioni quello dei trattamenti sanitari che si
distinguono in"
volontari 0 principio cardine diritto di autodeterminazione del paziente, la principale facolt! che da esso
deriva lespressione del libero consenso )o dissenso* informato alle cure da parte dellinteressato )o da suo tutore*.
Sul medico in questo caso incombe un vero e proprio dovere giuridico di rappresentare al paziente unanalitica,
puntuale ed esaustiva informazione della natura dellintervento medico, della sua portata e dei suoi rischi. 1uesta
conoscenza consente allinteressato di effettuare un personale bilanciamento rischi-benefici e lo induce a compiere
una scelta terapeutica libera e consapevole. La giurisprudenza di merito ha recentemente introdotto un limite alla
concrete modalit! di esercizio del principio di autodeterminazione. Alcune recenti decisioni sembrano infatti voler
stabilire un rapporto di alleanza terapeutica tra medico e paziente. ,er quanto riguarda il quadro di riferimento
normativo nel nostro ordinamento ricordiamo gli artt. >,6E,E> #ost. mentre a livello internazionale il principio del
consenso informato garantito dalla #onvenzione di $viedo. La citata convenzione non ancora stata attuata nel
nostro ordinamento, a ci= hanno per= supplito varie sentenze della giurisprudenza di #assazione )casi KelbL ed
'nglaro*. Le citate sentenze hanno riaffermato il principio generale della libert! di cura del paziente precisando che
essa va intesa anche quale diritto assoluto di non curarsi, per altro verso hanno esteso il riconoscimento della libert!
di coscienza del soggetto alle terapie cd. salvavita anche nel caso di persona in stato vegetativo permanente,
sottolineando la distinzione di questa fattispecie da quelle affini ma non coincidenti di eutanasia in senso proprio, del
suicidio assistito o dellomicidio del consenziente. #ome tutti i diritti di libert! nella libert! di coscienza terapeutica
sono compresenti due profili" luno positivo che si estrinseca nel compimento da parte del titolare di una determinata
scelta, laltro negativo che si realizza nellopporsi a che altri interferiscano nelle proprie decisioni o addirittura le
assumano in propria vece. Si tratta di una libert! dinamica azionabile in qualsiasi momento dellesistenza ) si pensi
alla possibilit! recentemente riconosciuta 0 caso 'nglaro 0 di ricostruire le volont! del malato in via presuntiva qualora
questo si trovi in stato vegetativo permanente e del corrispettivo obbligo del suo tutore a ricercare il suo best interest*.
Al rifiuto di un trattamento sanitario possono essere sottese anche motivazioni di carattere religioso )cfr. trasfusioni di
sangue ai testimoni di geova 0 nb" il dissenso manifestato da questi attraverso un cartellino con la dicitura no sangue
stato ritenuto insufficiente e palesemente inidoneo per soddisfare i requisiti del rifiuto alla trasfusione*. Il rifiuto deve
risultare da una dichiarazione articolata, puntuale ed espressa oppure proveniente da un rappresentante ad acta.
DA()dichiarazioni anticipate di trattamento*" il carattere di attualit! del consenso e lesistenza di atti documentali
attraverso i quali risalire alla reale volont! del paziente introducono il tema delle DA( e dellefficacia giuridica da
attribuire al documento che le contiene redatto ora per allora. In italia non esiste ancora una disciplina giuridica a
riguardo. .li ostacoli principali al riconoscimento di tali atti risiedono nella libera revocabilit! e nella non attualit! della
volont! espressa dal soggetto. Lart. 7 della #onvenzione di $viedo sostiene che debbano essere tenuti in
considerazione.
$bbligatori 0 costituiscono una deroga al principio fondamentale di autodeterminazione terapeutica. La
disciplina legislativa generale deve rispondere, per vincolo costituzionale )art.E>* a due condizioni essenziali" essere
diretta alla tutela della salute del singolo da sottoporre al trattamento e congiuntamente a quella della collettivit! e dei
terzi in genere/ non violare il limite inderogabile e assoluto della dignit! della persona umana. )cfr. legge sulle
vaccinazioni obbligatorie 0 i genitori che si oppongono incorrono in sanzioni pecuniarie. La condotta omissiva dei
genitori deve concretarsi nella prospettazione di specifiche ragioni che nel singolo caso rendono la vaccinazione
pericolosa 0 cfr. diritti fondamentali del minore alla salute e allistruzione investiti*.
(A((A5'%(I SA%I(AI ' $2I'3I$%I DI #$S#I'%3A #$DI&I#A('
Le disposizioni che riconoscono il diritto allobiezione di coscienza individuano i soggetti interessati nel personale
sanitario e in coloro che esercitano attivit! ausiliarie. La modalit! di esercizio semplice" una dichiarazione preventiva
al mendico provinciale e, per il personale ospedaliero al direttore sanitario, produrr! leffetto di esonerare lobiettore
dal compimento delle procedure e delle attivit! specificamente e necessariamente dirette a determinare per es.
linterruzione di gravidanza o la procreazione medicalmente assistita ma non dallassistenza antecedente e
successiva. Lobiezione pu= sempre essere revocata.
Ha dato luogo a una questione di legittimit! costituzionale il mancato riconoscimento del diritto di obiezione al giudice
tutelare la cui autorizzazione richiesta per procedere allintervento abortivo di una minorenne nei primi 7? giorni di
gestazione quando sussistano seri motivi che impediscano la consultazione di coloro che esercitano la potest!
genitoriale. Il conflitto devessere risolto privilegiando lesercizio della funzione giurisdizionale in considerazione della
doverosit! delladempimento del munus pubblico sancita dallart.A9 cost. Infine la commercializzazione della cd. pillola
del giorno dopo )%orlevo* nel >???, ha sollevato la questione relativa alla possibilit! per il medico o il farmacista di
compiere obiezione di coscienza. Si per= ritenuto che non ci si trovi di fronte ad un farmaco abortivo bensM
contraccettivo di emergenza in quanto agisce in una fase anteriore impedendo limpianto dellovulo o bloccando
lovulazione stante la definizione legislativa data nel 67F8 di interruzione di gravidanza quale evento che interviene in
una fase successiva allannidamento dellovulo.
Capitolo . IL LAVORO SU/ORDINATO
IL 1+AD$ #$S(I(+3I$%AL'
Lart. 67)libert! religiosa* e lart. E )uguaglianza senza distinzione di religione* in materia di rapporto di lavoro
subordinato coinvolgono delicati equilibri tra principi costituzionali.
In particolare rilevano"
- la tutela della libert! del lavoratore )art.>* e uguaglianza allinterno della comunit! lavorativa
- la tutela delliniziativa economica privata )art.96* che assicura la libert! di regolare gli interessi dei singoli
attraverso gli strumenti del diritto privato.
La prima attuazione organica delle garanzie costituzionali stata offerta dallo statuto dei lavoratori )L.E??<67F?* e
dalla riforma del pubblico impiego.
LA (+('LA D'LLAS,IA%(' LA4$A($'
,er il periodo che precede linstaurazione del rapporto e durante lo stesso vige il divieto di indagini sulle opinioni
religiose. Il divieto appare ora espressione del diritto alla riservatezza tutelato dal #odice sulla privacL. Inoltre il testo
unico sullimmigrazione dispone divieto di discriminazione per motivi di religione nellaccesso al lavoro. Ai sensi
dellart.6A St.Lav. si presume discriminatorio il comportamento del datore di lavoro che compia qualsiasi atto o tenga
un comportamento che produca un effetto pregiudizievole, discriminando anche in via indiretta i lavori. In particolare
distinguiamo"
- atti di discriminazione diretta trattamento meno favorevole rispetto a un altro soggetto nella medesima posizione
per lappartenenza del lavoratore a una determinata confessione
- Discriminazione indiretta comportamenti apparentemente neutri ma che in realt! mettono in svantaggio i
dipendenti o gli aspiranti che professino una determinata religione o ideologia.
Lart.99 dlgs >8@<6778 ha previsto la possibilit! di esercitare lazione civile contro la discriminazione quale mezzo di
tutela giurisdizionale esercitatile nei confronti di privati o della p.a. con la conseguente risarcibilit! del danno non
patrimoniale, di quello patrimoniale oltre alla rimozione degli effetti della discriminazione.
L' (+('L' %'LL$ S4$L.I5'%($ D'L A,,$($
Lo statuto dei lavoratori dispone la nullit! di atti o accordi diretti a subordinare lassunzione, loccupazione, il
licenziamento,lattribuzione delle qualifiche, i trasferimenti allappartenenza religiosa )art. 6A*. C altresM vietato ogni
trattamento di maggior favore per gli stessi motivi )art.6@*.C invece assicurata la libert! di manifestazione anche
religiosa del pensiero.
Il legislatore ordinario ha sancito infine la nullit! del licenziamento per motivi religiosi indipendentemente dalla
motivazione adottata, la quale comporta la reintegrazione del posto di lavoro )art.68*. 4iceversa lesercizio di tali
facolt! non pu= esimere il lavoratore dallobbligo di adempiere con esattezza e diligenza la prestazione contrattuale.
I,$S$ S'((I5A%AL' ' &'S(I4I(!
Il lavoratore ha diritto ogni F giorni si ad un riposo di >9 ore consecutive, di solito in coincidenza con la domenica.
1uesto principio comunque derogabile tramite luso della contrattazione collettiva.
Lart.@ dellAccordo del 6789 ha sancito quali giorni festivi le domeniche oltre a prevedere altre F festivit! religiose
determinate dintesa tra le parti. Il diritto garantito nel quadro della flessibilit! del lavoro, lazienda pu= quindi
adattare le prestazioni dei dipendenti alle diverse e mutevoli esigenze del servizio svolto. I funzionari e i diplomatici di
religione ebraica e islamica hanno il diritto di fruire a richiesta di un giorno di riposo settimanale diverso dalla
domenica.
L' $.A%I33A3I$%I DI ('%D'%3A
Il discorso in questo caso diverso poichB lattivit! lavorativa svolta presso unorganizzazione di tendenza volta ad
esprimere un orientamento religioso o ideologico. In questo caso ladempimento pu= essere legato alladesione alla
tendenza. Se il datore svolge un lavoro senza fini di lucro non si applica la tutela sul licenziamento. Sono in questo
caso ammissibili le indagini ma solo su argomenti connessi alla prestazione ed sancita lirrilevanza dei
comportamenti eJtralavorativi del dipendente a meno che questi interferiscano con la prestazione lavorativa. In
particolare nel caso in cui una determinata caratteristica sia requisito essenziale per lo svolgimento dellattivit! non si
applica il principio di non discriminazione.
%on sono quindi considerate discriminazioni le differenze per"
- professione di determinate religioni
- praticate nellambito di enti religiosi
- basate sulla professione di quella determinata religione o credenza la quale costituisca un requisito essenziale ai fini
dello svolgimento dellattivit! lavorativa
D$#'%(I D'LL+%I4'SI(! #A(($LI#A D'L SA#$ #+$'
Il rapporto di lavoro alle dipendenze delluniversit! #attolica ha natura di pubblico impiego e implica le garanzie
generali previste per tale categoria di dipendenti. (uttavia una specifica deroga al principio di non discriminazione
costituita dal regime applicabile ai docenti in servizio presso luniversit! la cui nomina subordinata al gradimento
sotto il profilo religioso dellautorit! ecclesiastica. La #orte #ost. ha respinto le censure di illegittimit! della
disposizione facendo discendere dal diritto di libert! religiosa di quanti hanno dato vita e concorrono alla vita della
scuola confessionale la prevalenza della libert! dellistituzione di avvalersi di docenti ispirati allo stesso credo sulla
libert! dei docenti stessi i quali potrebbero sempre recedere dal rapporto qualora non condividessero piI
lorientamento dellistituzione. 1uesta posizione seguita dalla giurisprudenza amministrativa che in assenza del
gradimento da parte dellautorit! ecclesiastica ritiene legittimo tanto il provvedimento di revoca della docenza quanto il
mancato conferimento dellincarico di insegnamento. In dottrina comunque non manca chi ha dubitato della legittimit!
costituzionale della normativa.
LI%S'.%A5'%($ D'LLA 'LI.I$%' #A(($LI#A %'LL' S#+$L' ,+22LI#H' - cap.7
L0inse8naento !ella reli8ione
Linsegnamento della religione nella scuola pubblica )I#* risente del mutare nel corso degli anni del modo di
intendere i rapporti tra societ! civile e societ! religiosa. Si passati nal NIN sec dal prevedere lobbligatoriet! della
materia salvo dispensa, ad un sistema che invece richiedeva unesplicita domanda di partecipazione allinsegnamento
da parte dei genitori, poi, nei primi anni del NN sec, con la riforma .entile, il ritorno allI# obbligatoria salvo
esenzione, limitatamente alla scuola primaria.
#on il concordato del >7 si estese alla scuola media lobbligo e i genitori potevano ottenere la dispensa e questa
disciplina non stata modificata dopo lentrata in vigore della #ostituzione. Larr.7 dellaccordo del 6789 ho reiterato
limpegno dello Stato di assicurare lI# nelle scuole pubbliche di ogni ordine e grado. %el rispetto della libert! di
coscienza degli studenti e della responsabilit! educativa dei genitori, la norma garantisce il diritto di scegliere se
avvalersi o no dellinsegnamento in parola" la scelta espressa allatto delliscrizione dai genitori degli alunni. .li
studenti degli istituti di istruzione secondaria di secondo grado la esprimono invece di persona, anche se minorenni, in
coerenza con il dovere imposto ai genitori di adeguare leducazione dei figli alle capacit!, alle inclinazioni naturali e
alle aspirazioni di questi ultimi )art.69F c.c.*.
La scelta non pu= dar luogo ad alcun tipo di discriminazione.
L insegnamento deve essere conforme alla dottrina della #hiesa )valutazione riservata in via esclusiva alla #ei*, e
deve essere svolto con unesposizione del patrimonio dogmatico senza assumere i caratteri del proselitismo o della
catechesi confessionale/ i libri di testo )tra i quali non rientra la 2ibbia in senso stretto* devono essere provvisti del
nulla osta della #ei.
I pro9lei posti !alla !isciplina !i !eri:a"ione patti"ia
endere effettivo il diritto di non avvalersi dellI# comporta la necessit! di preservare gli altri insegnamenti da forme
di religiosit! latente o diffusa, lo Stato ha pertanto lobbligo di sviluppare listruzione pubblica in modo obiettivo e
pluralista. Al contempo occorre che essa non sia impartita secondo orari che abbiano effetti discriminanti per gli alunni
che non se ne avvalgono" la collocazione dellI# nellorario scolastico non riduce gli spazi riservati alle materie
curricolari, nB viola il principio delluguale tempo scuola/ al fine di garantire un monte ore uguale per tutti gli alunni
erano stati introdotti obblighi didattici alternativi, oggetto di un serrato dibattito giurisprudenziale.
Il ministero dellistruzione ha previsto ls possibilit! di scelta tra frequentare attivit! didattiche alternative didattiche e
formative, o di svolgere attivit! di studio o di ricerca individuali con assistenza di personale docente, ovvero di non
fare alcunchB, si genera cosi uno stato di :non obbligo;. +nulteriore pronuncia della #orte cost. ha previsto anche la
possibilit! di allontanarsi dalledificio scolastico, restando tuttavia fermo il dovere dei genitori di fornire :puntuali
indicazioni per iscritto in ordine alle modalit! di uscita; e di controfirmare le scelte espresse da studenti minorennni
onde assicurare la sostituzione della vigilanza ed il venir meno delle connesse responsabilit!.
La curricolarit2 !ell0inse8naento
LI# una materia curricolare, cio i suoi programmi per ciascun grado di insegnamento sono puntualmente stabiliti
con decreto del ,d , su proposta del 5inistro dellIstruzione previa intesa con la #ei. I docenti devono pertanto
attenersi ai programmi e agli obiettivi di insegnamento cosM specificatamente prefissati, al contrario di quanto accade
per gli insegnamenti non curriculari che non comportano tale impegno e organicit! didattica di corso. LI# pu=
dunque definirsi un insegnamento soggettivamente obbligatorio/ il giudizio tuttavia espresso su un foglio separato
dalla pagella.
I docenti partecipano comunque a pieno titolo alle deliberazioni del consiglio di classe.
&li inse8nanti !i reli8ione
LI# nelle scuole di primo e secondo grado pu= essere affidato solo a chi sia in possesso di uno dei titoli di
qualificazione professionale rilasciati dallautorit! ecclesiastica, una certificazione di idoneit! rilasciata dellordinario
diocesano e da esso no revocata che attesti che il soggetto :eccellente per retta dottrina, per testimonianza di vita
cristiana e per abilit! pedagogica;. Lidoneit! assurge a requisito necessario con effetto permanente salvo che ne
sopraggiunga la revoca, questa disciplina solleva il problema del contrasto con la regola dellassoluta irrilevanza delle
credenze religiose nel rapporto di pubblico impiego, che non pu= essere equiparato al rapporto di lavoro nelle org. di
tendenza, specie se si considera che il diritto amministrativo canonico non pu= dirsi informato al rispetto
dellimparzialit!. Analoghe considerazioni possono farsi in merito alla revoca" il ritiro del nulla opsta da parte
dellordinario diocesano determina, per giurisprudenza consolidata, la cessazione automatica dellincarico, e quindi la
decadenza del rapporto di pubblico impiego, senza che vi sia necessit! da parte dellautorit! ecclesiastica di fornire
una motivazione e senza che leventuale motivazione possa essere censurata dal giudice statuale. ,er questi aspetti,
lefficacia automatica del provvedimento prospetta il contrasto della norma pattiza con il principio supremo che
riconosce il diritto alla tutela giurisdizionale, pertanto la #orte di cass. ha prospettato uno spazio di tutelabilit! della
posizione del docente solo in presenza di condotte che ledano valori e principi costituzionali . &ino allentrata in vigore
della l.n.68@<>??E accedevano allincarico non per concorso ma a seguito della nomina da parte dellautorit!
scolastica di concerto con lordinario diocesano, linsegnamento era quindi affidato per :incarichi annuali; che si
intendevano automaticamente confermati alla scadenza di ciascun anno in permanenza delle condizioni e dei requisiti
prescritti, senza alcun inserimento dei docenti nellorganico" il conferimento dellincarico si inquadrava nel sistema
delle assunzioni a tempo determinato, mentre lo stato di precariet! era giustificato dalla peculiarit! della materia
insegnata. La l.n.68@<>??E ha modificato la disciplina ed ha istituito due distinti ruoli regionali del personale docente,
ciascuno articolato per ambiti territoriali corrispondenti alla diocesi" un ruolo riservato ai docenti della scuola
dellinfanzia e primaria e laltro quelli della scuola secondaria. ,er laccesso si richiede il superamento di specifici
concorsi a base regionale, il riconoscimento dellidoneit! spetta in esclusiva alla #hiesa. Lelenco di coloro che hanno
superato il concorso inviato in copia allordinario diocesano competente per territorio. Lassunzione con contratto di
lavoro a tempo indeterminato disposta dallo stesso dirigente regionale, dintesa con lordinario diocesano e ai
docenti di ruolo vengono applicate le disposizioni vigenti in materia di mobilit! professionale, mentre per quella
territoriale necessario il riconoscimento dellidoneit! rilasciato dallordinario competente per territorio e allintesa con
questultimo.
L0inse8naento reli8ioso e le con;essioni !i:erse !alla cattolica
%ella legislazione sui :culti ammessi; lo sazio lasciato alle confessioni diverse dalla cattolica assai ridotto" tuttavia
quando il numero degli scolari lo giustifichi e quando no possa esservi adibito il tempio, i padri di famiglia professanti
un culto diverso possono ottenere che sia messo a disposizione qualche locale scolastico per linsegnamento
religioso dei loro figli. In caso di diniego della competente autorit! scolastica la decisione rimessa, di concerto, al
5inistero dellistruzione e a quello dellinterno. Le confessioni munite di intesa hanno ottenuto dallo Stato di potere
rispondere alle eventuali richieste provenienti dagli alunni, dalle loro famiglie, o dagli organi scolastici, in ordine allo
studio della religione, senza oneri finanziari aggiuntivi per le amministrazioni scolastiche interessate.
LASSIS('%3A S,II(+AL' %'LL' #$5+%I(A S',AA(' - cap.6?
L0assisten"a spirituale nelle For"e Arate
Lappartenenza di un individuo ad una comunit! separata )forze armate, polizia di stato, servizi assimilati*, la
permanenza in un istituto di detenzione e di pena, ovvero la degenza in ospedale comporta per necessit! delle
restrizioni della libert! personali che non possono, tuttavia, incidere incondizionatamente sullesercizio dei diritti
fondamentali della persona e, tra di essi, della libert! religiosa. In generale, per ragioni organizzative connesse a
oggettive situazioni di fatto )consistenza numerica degli appartenenti ad una confessione* o di diritto )riconoscimento
o no di una confessione o i suoi ministri*, lassistenza prestata con modalit! diverse a seconda che si tratti di far
fronte alle esigenze di un numero indeterminato di persone, di piccoli gruppi o di singoli individui" ci= comporta che
lassistenza generalizzata compiutamente organizzata per i soli appartenenti alla #hiesa cattolica. %ellambito delle
forze armate la legge d! vita ad un intervento promozionale, configurando lassistenza religiosa come un vero e
proprio servizio pubblico . 1uesto svolto dai cappellani militari" costoro, pur essendo designati dallautorit!
ecclesiastica, fanno parte delle forze armate. La direzione del servizio compete all$rdinario militare per lItalia,
rivestito di dignit! arcivescovile e assimilato al grado di generale di corpo darmata.
%ellassumere servizio i cappellani prestano giuramento con la formula prevista per gli ufficiali delle forze armate,
tuttavia la disciplina normativa non sembra del tutto conforme al dettato costituzionale/ invero unintegrazione dei
sacerdoti cattolici cosM marcata dal punto di vista economico, gerarchico e disciplinare non appare coerente con il
principio della laicit! dello Stato n sotto il profilo della disparit! di trattamento tra la #hiesa cattolica e le altre
confessioni, n sotto quello della distinzione degli ordini tra lo Stato e la #hiesa, quanto alla funzione spirituale affidata
a pubblici impiegati.
I militari di una confessione diversa dalla cattolica possono esercitarne il culto e ricevere lassistenza dei loro ministri
compatibilmente con le esigenze di servizio e con le modalit! stabilite dal regolamento di disciplina che detta le norme
di attuazione. Inoltre essi hanno il diritto partecipare alle attivit! religiose che si svolgono nelle localit! dove risiedono
per ragioni di servizio, di usufruire del servizi dei ministri di culto in locali messi a disposiizone del comando militare, di
ottenere il permesso di frequentare il luogo di culto piI vicino.
+n analogo servizio dassistenza organizzato per la ,olizia di Stato ,che non fa parte delle forze armate.
L0assisten"a spirituale ne8li istituti !i !eten"ione e !i pena
Il trattamento penitenziario dei condannati e degli internati finalizzato a promuovere una modificazione delle
condizioni e degli atteggiamenti personali, nonch delle relazioni familiari e sociali del detenuto che sono di ostacolo a
una loro costruttiva partecipazione sociale. (ra i fattori di trattamento si inserisce anche la religione e dunque il
servizio di assistenza spirituale apprestato per lappagamento degli interessi ad essa collegati con disciplina
unilaterale.
(utti i detenuti hanno quindi la libert! di professare la proprio fede religiosa, di istruirsi in essa e praticarne il culto,
purchB i riti a cui partecipano non siano contrari alla legge e siano compatibili con lordine e la sicurezza dellistituto e
gli consentito esporre nella propria stanza immagini e simboli.
Solo per i detenuti di religione cattolica la celebrazione dei riti assicurata a prescindere dalleffettiva richiesta" a tal
fine ogni struttura dotata di una o piI cappelle in relazione alle esigenze del servizio religioso. Le pratiche di culto,
listruzione e lassistenza spirituale sono assicurate da uno o piI cappellani stabilmente inseriti nel personale della
struttura penitenziaria. 1uesti sono incaricati con decreto del 5inistero della giustizia come impiegati pubblici non di
ruolo, stato infatti affermato che egli svolge un ruolo funzionale allinteresse pubblico perseguito dallo Stato nel
trattamento delle persone condannate o internate. Anche gli appartenenti ad una religione diversa hanno diritto di
ricevere listruzione religiosa e lassistenza spirituale purchB :i ministri di culto indicati dal O5inistro dellinterno; e di
praticare il culto in locali idonei messi a disposizione dallistituto anche in assenza dei ministri di culto.
La partecipazione alle funzione religiose garantita anche ai condannati allergastolo in isolamento diurno.
L0assisten"a spirituale ne8li ospe!ali e nelle case !i cura
Il paziente ha diritto di essere assistito e curato nel rispetto delle proprie convinzioni religiose e filosofiche, pertanto
lAzienda sanitaria locale provvede alla regolamentazione del servizio dintesa con le competenti autorit!
ecclesiastiche che, per la #hiesa cattolica, sono individuate negli ordinari diocesani/ lintesa prevista anche con altri
culti ed ha natura meramente amministrativa. I cappelani ospedalieri svolgono il loro servizio in modo che qualsiasi
cerimonia o manifestazione sia coordinata con i servizi ospedalieri, sono legati alla struttura ospedaliera da un
rapporto di pubblico impiego sottoposto allintera disciplina del comparto e il personale ospedaliero tenuto a
trasmettere le richieste di assistenza di infermi di qualunque religione alla direzione sanitaria, che provvede poi a
reperire i ministri di culto secondo le richieste. Lonere economico dunque a carico del servizio ospedaliero e la
materia disciplinata dalle fonti normative regionali.
L0assisten"a spirituale nei centri !i acco8lien"a per ii8rati
(ra i centri di accoglienza si distinguono" i centri di primo soccorso ed assistenza, localizzati in prossimit! dei luoghi di
sbarco/ i centri di accoglienza, per il tempo necessario a stabilirne lidentit! e la legittima permanenza sul territorio
nazionale o per disporne lallontanamento/ i centri daccoglienza per i richiedenti asilo ed infine i centri di
identificazione ed espulsione. (utti i centri sono gestiti dalle prefetture per il tramite di convenzioni con gli enti,
associazioni o cooperative aggiudicatarie di appalti stipulati sulla base di uno schema generale approvato con decreto
ministeriale" nellelencare i servizi di assistenza alla persona prevedono anche lorganizzazione di attivit! dedicate
allespletamento delle funzioni religiose. Lassistenza religiosa non quindi curata dallo Stato, che si limita a
commissionare agli appaltanti lo svolgimento di tale funzione.
LA FAMI&LIA - cap)11
La li9ert2 reli8iosa nei rapporti tra i coniu8i
L.n.6A6<67FA riforma del diritto di famiglia" tra le tante novit! rileva luguaglianza giuridica tra i coniugi. I coniugi
godono delluguaglianza di diritti e di responsabilit! di carattere civile tra di essi e nelle loro relazioni con i loro figli
riguardo al matrimonio, durante il matrimonio ed in caso di scioglimento.
#iascun coniuge ha il diritto di professare liberamente la propria religione, di professarsi ateo o agnostico, di mutare in
ogni momento il proprio orientamento e di influire sullaltro coniuge, sempre nel rispetto della personalit! di
questultimo e dellunit! familiare, ne consegue che qualsiasi patto, accordo, o condizione diretti a limitare coartare la
libert! di un coniuge sarebbero illeciti e quindi nulli. La scelta religiosa non pu= essere oggetto di apprezzamento da
parte del giudice nB motivo di addebito della separazione personale, lo stesso vale per il mutamento di fede religiosa.
La li9ert2 reli8iosa nei rapporti tra 8enitori e ;i8li
Lart.E? #ost dispone che : dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori dal
matrimonio;. I genitori hanno il diritto-dovere, da esercitarsi su un piano di parit!, di impartire ai figli leducazione
religiosa che ritengono piI opportuna, sia essa di segno positivo che negativo. Lobbligo a tenere conto
dellinclinazione e delle aspirazioni dei figli in questa delicata materia dovrebbe essere adempiuto con particolare
cura, poichB si ritiene che il figlio gi! prima della maggior et! acquisisca una parziale facolt! di esercizio della sua
libert! religiosa, variabile da soggetto in ragione del concreto sviluppo della sua capacit!. In caso di grave disaccordo
in materia, ciascuno dei genitori potr! adire al (ribunale dei minori che, sentiti i genitori ed il figlio suggerisce le
determinazioni che ritiene piI utili nellinteresse del figlio e dellunit! familiare o, se il contrasto non si risolve, attribuice
il potere di decisione a quello dei gei genitori che, nel singolo caso, ritiene piI idoneo a curare linteresse del figlio. Il
ricorso al giudice previsto anche in corso di separazione dei coniugi ed in relazione alle decisioni di maggior
interesse, il criterio di perseguire il preminente interesse del figlio stato fino ad ora adottato nelle scelta del coniuge
affidatario in caso di separazione e divorzio.
IL MATRIMONIO CELE/RATO DAVANTI AI MINISTRI DEL CULTO - cap)1$
Il atrionio <concor!atario= nei %atti Lateranensi
La epubblica si ispira al principio del pluralismo delle forme di celebrazione del matrimonio idonee a costruire la
famiglia legittima e riconosce a ciascuno il diritto di libert! matrimoniale, vale a dire il diritto, in presenza di specifici
requisiti indicati dalla legge, di contrarre )o non contrarre* matrimonio e di scegliere una delle forme di cdelebrazione
previste dallordinamento.
Il c.c. del 68@A prevedeva il matrimonio civile come il solo valido, ne discendeva una netta distinzione tra i due
matrimoni ed un regime di sostanziale eguaglianza di tutti i sudditi, non piI sottoposti alle leggi confessionali. Il
matrimonio religioso costituiva per lordinamento un atto lecito ma giuridicamente irrilevante. Il #oncordato del 67>7 e
la l.n.66A7<67>7 sui culti ammessi segnarono la fine di questo sistema unitario, ed alla regola della obbligatoriet! del
matrimonio civile si sostituM quella della pluralit! delle forme di celebrazione offerte alla libera scelta dei nubenti, cui
conseguono medesimi effetti civili.
%asce il cosiddetto :matrimonio concordatario; detto anche :matrimonio canonico trascritto;. Il matrimonio celebrato
secondo le regole del d. canonico produceva dal giorno della celebrazione gli stessi effetti di quello civile dopo che
fosse stato trascritto nei registri dello stato civile per impulso del parroco, senza cio che le parti dovessero
intervenire. Il c.c. del 679> al titolo 4I del primo libro disciplina il matrimonio, ed in particolare il capo II si occupa del
matrimonio celebrato davanti a ministri del culto cattolico e di quello celebrato davanti a ministri dei culti ammessi
nello Stato.
L0e:olu"ione !el sistea sino all0Accor!o !el 13.1
Lentrata in vigore della #ost. in un primo momento non produce alcuna conseguenza sul sistema ora delineato. In
altre parole il matrimonio valido per la #hiesa lo anche per lo Stato, ed il matrimonio nullo o sciolta per la prima
nullo o sciolto anche per il secondo. La prima vera incrinatura si ebbe con la l.n.878<67F? che travolge la regola
dellindissolubilit! del vincolo )si scioglieva solo con la morte dei coniugi* e consente lo scioglimento dei matrimoni
civili e la cessazione degli effetti civili del matrimonio celebrato con rito religioso e regolarmente trascritto, dopo la
sentenza del giudice civile, che pu= sciogliere il rapporto matrimoniale senza pregiudizio dellordinamento canonico,
per il quale il vincola resta fermo. La #orte cost ha stabilito che nessun impegno concordatario fosse stato assunto
sulla indissolubilit! del matrimonio, e che fosse stata accordata alla chiesa solo la riserva di giurisdizione sulla valida
formazione del vincolo, cio sulla validit! dellatto matrimoniale secondo le norme del diritto canonico, ma non quella
sul rapporto matrimoniale. Afferma inoltre che la scelta degli sposi un atto giuridicamente rilevante per lordinamento
statuale, che lo disciplina quale autonomo negozio che ricade nella giurisdizione dello Stato.
La :olont2 !ei contraenti
Lart.8 dellAccordo del 6789 detta la disciplina del riconoscimento degli effetti civili ei matrimoni canonici e prevede
che essi sono riconosciuti quando il matrimonio sia contratto secondo le norme del diritto canonico condizione che
latto relativo sia trascritto nei registri dello stato civile, previe pubblicazioni nella casa comunale e con il rispetto delle
leggi civili in materia di et! e di impedimenti inderogabili.
Il diritto, alla scopo di garantire la certezza alle vicende che concernono gli status, crea un sistema di presunzioni di
volont! degli effetti civili che si ricavano dallavere compiuto gli sposi alcuni atti ed aver tenuto alcuni comportamenti
concludenti )es. firma del doppio originale dellatto di matrimonio* che costituiscono lindice univoco della comune
volont! che il matrimonio sia efficace nellordinamento giuridico.
La pu99lica"ione
costituisce il primo degli adempimenti presuntivi della volont! di attribuire efficacia civile allunione" la richiesta deve
essere fatta da ambedue gli sposi e e dal parroco e deve restare affissa nella casa comunale per almeno 8giorni,
perde efficacia se il matrimonio no si celebra entro 68?giorni.
(rascorsi tre giorni successivi alla pubblicazione lufficiale dello stato civile, ove non gli sia stata notificata alcuna
opposizione e non gli constino impedimenti alla celebrazione, rilascia un nulla osta, ossia un certificato che dichiara
linesistenza di cause ostative alla celebrazione di un matrimonio canonico valido agli effetti civili. Il nulla osta
garantisce ai nubenti che dopo la celebrazione la trascrizione avr! certamente luogo, infatti lufficiale che abbia a
conoscenza di un impedimento preclusivo della trascrizione dopo aver rilasciato il nulla osta deve comunque
procedere alla trascrizione" ha lobbligo per= di informare il procuratore della epubblica territorialmente competente e
per leventuale impugniazione.
Le opposi"ioni al atrionio
Il nuovo ordinamento dello stato civile, approvato con d.p.r. n.E7@<>??? ha regolamentato eJ novo la procedura di
opposizione al matrimonio" latto di opposizione devessere proposto con ricorso al presidente del tribunale del luogo
dove stata eseguita la pubblicazione che fissa con decreto la comparizione delle parti davanti al collegio per una
data compresa tra i tre e i dieci giorni da quella di presentazione del ricorso. Il tribunale, sentite le parti decide con
decreto motivato avente efficacia immediata, indipendentemente dalleventuale reclamo. %on previsto un termine,
lopposizione pu= essere presentata anche se trascorso il termine dellaffissione della pubblicazione.
Le persone legittimate sono"
-i genitori e in mancanza di loro gli ascendenti ed i collaterali entro il terzo grado
-tutore o curatore
-coniuge della persona che vuole contrarre matrimonio
-parenti del precedente marito se il precedente matrimonio fu sciolto mentre se decretato nullo, colui col quale il
matrimonio era stato contratto e i parenti di questo
-il pubblico ministero se sa che vi osta un impedimento o se gli consta linfermit! di mente di uno degli sposi
In caso di notifica dellopposizione lufficiale deve sospendere il rilascio del nulla osta oppure, se si gi! celebrato il
rito religioso senza la previa pubblicazione, deve sospendere il corso della trascrizione, in attesa della pronuncia del
giudice.
&li a!epienti e le ;un"ioni !el inistro !i culto
Il parroco o un suo delegato, subito dopo la celebrazione, spiega ai contraenti gli effetti civili del matrimonio, dando
lettura degli artt. del c.c. riguardanti i diritti e i doveri dei coniugi )art.69E, 699, 69F*, e redige latto di matrimonio in
duplice originale , in esso potranno essere inserite le dichiarazioni dei coniugi consentite secondo la legge civile, ad
esempio quelle relative al regime patrimoniale della famiglia )es. separazione dei beni o costituzione di un fondo
patrimoniale* o eventuale riconoscimento di figli naturali.
Il ministro assume il compito di pubblico ufficiale che certifica latto pubblico del matrimonio. %el caso di mancata
lettura degli articoli ma di corretta procedura di pubblicazione e redazione dellatto, il matrimonio comunque valido.
La trascri"ione tepesti:a
Subito dopo la celebrazione e comunque entro i A giorni il parroco del luogo trasmette allufficiale di stato civile il
secondo originale, richiedendone per iscritto la trascrizione, detta tempestiva entro >9 ore dal ricevimento della
richiesta. .li incombenti del parroco costituiscono un atto giuridicamente rilevante, inquadrato dalla dottrina nel
genere delle notificazioni. Latto di matrimonio non trasmesso dal parroco pu= essere sostituito da una sentenza di
tribunale che, accertata la valida celebrazione di un matrimonio canonico destinato a conseguire efficacia civile,
consentir! di procedere alla trascrizione del matrimonio.
La trascrizione atto di accertamento costitutivo dellesistenza in sede civile del matrimonio canonico, tuttavia questo
assume efficacia civile eJ tunc cio dal momento della celebrazione e non eJ nunc.
&li ipe!ienti alla trascri"ione
La legge sul matrimonio prevedeva solo tre casi di intrascrivibilit!"
- precedente vincolo civilmente valido di una delle parti con un terzo
- precedente vincolo civilmente valido delle parti
- interdizione per infermit! di una delle parti con sentenza passata in giudicato
LAccordo dell89 ho recepito nuovi requisiti introdotti dalla #orte cost. comprendendo lesigenza di uniformit! per
raggiungere lo status di coniugato, ed ha previsto che la trascrizione non possa avere luogo in presenza di un
impedimento inderogabile per la legge.
%uove ipotesi di intrascrivibilit!"
- matrimonio contratto tra minori anche se cittadini stranieri, che no abbiano lautorizzarione del tribunale
concessa per gravi motivi a chi abbia compiuto almeno 6@ anni
- matrimonio contratto da interdetto per infermit! di mente produce i suoi effetti dalla pubblicazione della
sentenza
- matrimonio contratto nonostante lesistenza di un vincolo tra le parti valido agli effetti civili
- matrimonio contratto da persone una delle quali stata condannata per omicidio consumato o tentato su
coniuge dellaltro
- matrimonio contratto da affini in linea retto
- matrimonio contratto tra persone legate da vincoli di parentela, affinit! in linea collaterale, adozione e
affiliazione
Le ;ore speciali !i cele9ra"ioni
%on pu= essere trascritto il matrimonio canonico celebrato in una delle forme speciali previste dal diritto della #hiesa
ma non contemplate dallAccordo dell89. La prima quella del matrimonio tenuto segreto e celebrato di fronte al
ministro di culto e ai due testimoni. In questi casi la volont! delle parti assolutamente dicotomia rispetto alle
esigenze di pubblicit! e certezza imposte dallordinamento statuale per il riconoscimento degli effetti civili del
matrimionio. Inoltre non pu= essere trascritto neppure il matrimonio celebrato avanti ai soli testimoni" il ministro di
culto ha infatti inderogabili compiti di certificazione.
Il atrionio contratto al !i ;uori !el territorio na"ionale
Il carattere essenziale del collegamento tra tra parroci ed ufficiali dello stato civile fa ritenere che le autorit!
diplomatiche italiane )sebbene abbiano la facolt! di celebrare i matrimonio civile tra cittadini italiani allestero*, non
possano sostituirsi al parroco per trasmettere allufficiale gli atti al fine di trascrizione" mancherebbe il presupposto del
collegamento territoriale che caratterizza il nesso funzionale tra parrocchia e comune.
Il matrimonio canonico celebrato da cittadini italiani allestero , laddove la legge del luogo attribuisca effetti civili ai
matrimoni celebrati in forma religiosa invece efficace anche per lordinamento italiano, se sussistono i requisiti sullo
stato e la capacit! previsti dal nostro ordinamento. Lefficacia non per= riconducibile alla disciplina concordataria" si
tratta di matrimonio civile celebrato allestero. ,er quanto riguarda lo straniero che voglia sposarsi in Italia, egli deve
presentare allufficiale di stato civile una dichiarazione del proprio ,aese dellautorit! competente, dal quale risulti che
nulla osta al matrimonio. (uttavia ritenuto contrario allordine interno vincolare le parti alla presentazione di tale nulla
osta quando esso non sia rilasciato per motivi discriminatori o con effetti limitativi della libert! religiosa.
La trascri"ione tar!i:a
(rascorso il termine di Agiorni dalla celebrazione potr! avere luogo la trascrizione tardiva" venuto meno quella
concentrazione temporale delle fasi che fonda il sistema della presunzione di volont! in merito al riconoscimento degli
effetti civili al matrimonio confessionale.
,rimeggia tra le condizioni sempre il riconoscimento delle volont!" nel sistema previgente la richiesta poteva provenire
da chiunque v i avesse interesse, poteva essere implicita non abbisognando di una forma particolare, e non
richiedeva una comune volont! degli sposi ulteriore e distinta da quella che ha sorretto la celebrazione del
matrimonio. #on lAccordo del 6789 si stabilito che solo le parti possono chiedere che la trascrizione sia effettuata
tardivamente e il consenso pu= essere espresso o tacito ma non presunto. ,er tutto il periodo che intercorre tra la
celebrazione e la richiesta di trascrizione tardiva, le parti devono avere conservato ininterrottamente lo stato libero.
La ric>iesta !i trascri"ione !opo la orte !i uno !ei coniu8i
La morte di uno dei coniugi impedisce il formarsi della volont! comune ed attuale degli effetti civili del matrimonio. Allo
scopo sono inefficaci le dichiarazioni rese al momento della celebrazione a favore di una futura trascrizione. La morte
di uno dei due avvenuta dopo linoltro della domanda congiunta allufficiale, oppure dopo che lufficiale stato
informato della mancata opposizione del coniuge che ha avuto conoscenza della richiesta fatta dallaltro, non
ostativa al riconoscimento agli effetti civili del matrimonio. Se la mancata opposizione riconducibile al decesso la
trascrizione non pu= essere effettuata. pertanto la trascrizione tardiva deve considerarsi inammissibile qualora
allufficiale non sia fornita prova sicura della specifica volont! del coniuge di ottenere la trascrizione.
Inoltre la dichiarazione contenuta negli atti di ultima volont! di acconsentire alla trascrizione del matrimonio da
effettuarsi dopo la morte un atto unilaterale che esclude la sussistenza dei requisiti della conoscenza e della non
opposizione.
La tutela !ei !iritti le8ittiaente ac?uisiti !a ter"i
5algrado lefficacia retroattiva della trascrizione tardiva, dispone che sia effettuata senza pregiudizio senza
pregiudizio dei diritti legittimamente acquisiti da terzi. La ratio della norma risiede nel principio della certezza degli
status e delle forme di pubblicit! che li assistono ai fini della opponibilit! ai terzi. (ra questi sono compresi gli eredi del
coniuge defunto" i loro diritti non sono pregiudicati dalla trascrizione tardiva avvenuta dopo la morte del de cuius.

IL MATRIMONIO CELE/RATO DAVANTI AI MINISTRI DELLE CONFESSIONI DIVERSE DALLA CATTOLICA -
cap)1*
I %rincipi
Dopo labbandono del sistema del matrimonio civile obbligatorio, stata prevista anche per gli appartenenti alle
confessioni religiose di minoranza che il matrimonio celebrato davanti al ministro di culto producesse gli stessi effetti
del matrimonio celebrato davanti allufficiale dello stato civile. Diversamente dal matrimonio canonico, questo
matrimonio regolato dalle norme confessionali soltanto con riguardo al rito di celebrazione e la disciplina sostanziale
e processuale resta affidata esclusivamente al diritto dello Stato ed alla sua giurisdizione. Si tratta quindi di un
matrimonio civile la cui forma di celebrazione, ed essa soltanto, delegata al rito delle confessioni di minoranza.
Lanzidetta disciplina non si applica alle confessioni religiose che non hanno stipulato intese con lo stato eJ art. 8.E
#ost.
Il re8ie !ella le88e sui culti aessi
I matrimoni celebrati secondo i riti propri delle confessioni diverse dalla cattolica possono acquisire effetti civili solo se
il ministro di culto stato approvato dal 5inistero dellinterno/ in mancanza dellapprovazione il matrimonio stato
ritenuto nullo. Le parti nel richiedere la pubblicazione allufficiale, devono dichiarare che intendono celebrare il rito
davanti al ministro di un culto ammesso, e ottenere unautorizzazione scritta che riporta il nome del ministro e la data
di approvazione della nomina.
Se dopo il rilascio dellautorizzazione notificata unopposizione alla celebrazione, lufficiale ne deve dare immediata
notizia al ministro autorizzato, e se il matrimonio celebrato ugualmente ne sospende la trascrizione fino a che non
sia definito il procedimento di opposizione. %ella celebrazione del matrimonio il ministro di culto agisce come pubblico
ufficiale, e deve considerarsi un atto pubblico latto di matrimonio/ non prevista la trascrizione tardiva. Le cause di
nullit! sono quelle previste per il matrimonio civile dagli artt.66F ss. c.c., cui si aggiungono quelle legate alla
mancanza di approvazione del ministro di culto.
Il re8ie !elle intese
#on lintesa stipulata il >6 febbraio 6789, le chiese rappresentate dalla (avola valdese si sono sottratte allambito di
applicazione della legislazione sui culti ammessi. Lo stato riconosce ora gli effetti civili ai matrimoni celebrati secondo
questo rito a condizione che latto relativo sia trascritto nei registri dello stato civile, previa pubblicazione alla casa
comunale. ' inoltre previsto che la lettura degli artt. 69E,699, 69F spetti allufficiale di stato civile, enfatizzando cosM la
separazione tra cerimonia religiosa e rito civile. Lufficiale dovr! accertare che nulla si oppone alla celebrazione, no
essendo stata proposta opposizione al matrimonio e poi rilascer! il nulla osta in doppio originiale. .li effetti civili si
producono retroattivamente dal momento della celebrazione anche se lufficiale dello stato civile procede in ritardo alla
trascrizione. A differenza di quanto previsto nella disciplina del 67>7 non prevista lapprovazione governativa per la
nomina del ministro assistente, nB la sua indicazione nominativa allatto della richiesta della pubblicazione, nB la
specifica autorizzazione da parte dellufficiale di stato civile.
La disciplina concordata con la (avola valdese analoga alle discipline concordate con le altre confessioni di
minoranza che hanno utilizzato lo strumento dellintesa )#hiese Avventiste, #hiese Luterane, #hiese delle ADI,
#hiese 2attiste*. LPunica differenza consiste nella necessit! che i ministri di culto di queste altre confessioni debbano
possedere la cittadinanza italiana non prevista per i valdesi/ in mancanza di questo requisito il matrimonio deve
considerarsi nullo, in quanto il ministro sarebbe sprovvisto dei poteri pubblicistici di certificazione e notificazione,
necessari per porre in essere gli atti che consentono il riconoscimento degli effetti civili del matrimonio.
La le88e per la re8ola"ione !ei rapporti con l0Unione !elle Counit2 e9raic>e italiane
La l.n.6?6<6787 )di approvazione dellintesa con le comunit! Israelitiche* riconosce gli effetti civili ai matrimoni
celebrati secondo il rito ebraico davanti ai ministri di culto nominati a norma dello Statuto.
La differenza con il matrimonio celebrato davanti al ministro valdese sta nel fatto che la cittadinanza italiana del
ministro di culto necessaria e che la possibilit! )che pur si deve ritenere sempre ammessa* che siano rese al
ministro di culto, che procede personalmente alla lettura del codice civile subito dopo la celebrazione, le dichiarazioni
che la legge consente siano rese nellatto di matrimonio B espressamente prevista. Laspetto peculiare del rito
ebraico, che non prevede unespressa manifestazione di volont! della sposa al matrimonio in quanto essa si limita ad
accettare lanello nuziale, considerato irrilevante ai fini del riconoscimento degli effetti civili. ' espressamente
sancita, in applicazione dellart.67 #ost., la facolt! di celebrare o sciogliere matrimoni senza alcun effetto o rilevanza
civile.
LA &IURISDI'IONE SUL MATRIMONIO CANONICO TRASCRITTO - cap)11
,6) L0ipu8na"ione !ella trascri"ione
La giurisdizione dello Stato si esplica oggi su quattro diversi aspetti della complessa disciplina del matrimonio
canonico trascritto. Il giudice civile si pronuncia in via esclusiva"
sulla validit! della trascrizione dellatto di matrimonio
sulla cessazione degli effetti civili del matrimonio
sul riconoscimento agli effetti civili delle sentenze canoniche di nullit! matrimoniale
sulla nullit! del matrimonio stesso n concorrenza con il giudice canonico
In assenza di una nuova legge matrimoniale, la legge di riferimento ancora lart.6@ l.m. che prevede limpugnabilit!
della trascrizione in presenza di uno dei casi di intrascrivibilit! del matrimonio precedentemente elencati, uniti a quelli
aggiunti dallAccordo del 6789, ovvero in presenza di una delle cause di nullit! dellautonomo negozio di scelta posto
in essere dai nubenti che intendono fare conseguire al vincolo religioso gli effetti civili. Ad oggi impugnabile davanti
al giudice la trascrizione invalida per la sussistenza fra gli sposi :di un impedimento che la legge civile considera
inderogabile;, si rinvia pertanto alla disciplina per impugnazione in materia di nullit! del matrimonio civile. Il giudizio
dimpugnazione, promosso con atto di citazione, segue il rito ordinario/ il ,"5" interveniente necessario come in ogni
altra causa matrimoniale e la sentenza di accoglimento della domanda di annullamento della trascrizione contiene
lordine di cancellazione della stessa dai registri dello stato civile e comporta la conseguente inefficacia delle
convenzioni patrimoniali inserite nellatto matrimoniali.
+na particolare causa di invalidit! stata introdotta dalla #orte cost. per il coniuge che provi di essere stato incapace
di intendere e di volere al momento in cui si determinato a contrarre il matrimonio in forma concordataria.
La trascrizione impugnabile anche nel caso in cui sia avvenuta tardivamente senza il consenso di entrambi i coniugi
o tacito di uno di essi.
L0e;;icacia ci:ile !elle senten"e ecclesiastic>e nel Concor!ato
Il concordato del 67>7 prevedeva che le sentenze di nullit! dei dei matrimoni canonici trascritti ed i provvedimenti di
scioglimento del matrimonio rato o non consumato, la cui pronuncia era riservata ai tribunali e ai dicasteri
ecclesiastici,, fossero resi esecutivi nellordinamento civile attraverso uno speciale procedimento di competenza della
corte dappello. 1uestultimo aveva carattere di ufficiosit! ed era sostanzialmente automatico, assumendo cosM natura
sostanziale di sentenza , sgombrando il campo ad ogni questione di legittimit! costituzionale delle norme/ in un
secondo tempo garantM alle parti il diritto di difesa, assicurandone la difesa tecnica.
A partire dalla met! degli anniF? la Suprema #orte, al fine di dare contenuto sostanziale allattivit! giurisdizionale
della #orte dappello al diritto di difesa delle parti )art.>9 cost.*, stabilM che nel giudizio di delibazione si dovesse
accertare la non contrariet! della sentenza ecclesiastica con lordine pubblico italiano. La #orte definiva
incidentalmente lordine pubblico come :le regole fondamentali poste dalla #ostituzione e dalle leggi a base degli
istituti giuridici in cui si articola lordinamento;.
I giudici dichiararono lillegittimit! costituzionale dellarticolo del #oncordato nella parte in cui prevede che la #orte
dAppello potesse rendere esecutivi agli effetti civili i provvedimenti ecclesiastici di dispensa del matrimonio rato o non
consumato e ordinarne lannotazione nei registri dello stato civile a margine dellatto di matrimonio, in quanto essi
sono il risultato di un procedimento amministrativo canonico che non garantisce alle parti un giudice e un giudizio.
L0art).)$ !ell0Accor!o !el 13.1
Disciplina il riconoscimento agli effetti civili delle sentenze ecclesiastiche ispirandosi al principio della distinzione degli
ordini civile e religioso, del rispetto dellordine pubblico dello Stato inteso come corollario del principio di sovranit!,
della tutela giurisdizionale dei diritti e del giusto processo. In questottica la nuova normativa improntata al recupero
dgli spazi di sovranit! che lo stato aveva perso con il #oncordato.
Lart. prevede che le sentenze di nullit! del matrimonio pronunciate dai tribunali ecclesiastici, sono, su domanda delle
parti, o di una di esse, dichiareate efficaci nella epubblica italiana con sentenza della #orte di appello competente
quando questa accerti"
che il giudice ecclesiastico era il giudice competente a conoscere della causa/
che nel procedimento davanti ai tribunali ecclesiastici stat assicurato alle parti il diritto di agire in modo non
difforme ai principi dellordinamento
che ricorrono altre condizioni richieste dalla legge.
(uttavia non si pu= parlare di delibazione delle sentenze ecclesiastiche poich"
nellordinamento non si espandono gli effetti propri della sentenza canonica
la pronuncia del giudice civile costituisce il titolo del mutamento di status del coniuge
non hanno effetto nellordinamento civile le pronunce accessorie alla dichiarazione di nullit! matrimoniale
Limpulso di parte indispensabile per dare inizio al procedimento, trattandosi questo di un diritto personalissimo.
I pro;ili processuali !el 8iu!i"io a:anti alla Corte !0Appello
La nuova legge matrimoniale dellaccordo non ancora stata emanata, e le lacune sono state colmate da regole
generali del processo e della prassi. La giurisprudenza costante nel ritenere che"
se la delibazione richiesta"
- da un coniuge si adotta il rito ordinario e la domanda va proposta con atto di citazione
- da entrambi si adotta il rito camerale e la domanda con ricorso
La domanda viene sottoscritta da procuratore legalmente esercente a pena di nullit! insanabile e proposta alla corte
dappello nel comune della trascrizione, cio dove stato celebrato il matrimonio.
#ontro la sentenza della corte dappello c solo il ricorso in cassazione.
.5) Accertaenti !ella corte !0appello
La pronuncia di nullit! deve riguardare matrimonio canonico trascritto, cio conforme allart.8.6 dellAccordo.
La nullit! del matrimonio canonico celebrato allestero e trascritto in Italia non pu= essere esecutiva egli effetti civili
poich il matrimonio non pu= essere stato accompagnato da formalit! dellart.8 dellAccordo.
La corte deve accertare che nel procedimento davanti ai tribunali ecclesiastici sia stato assicurato alle parti il diritto di
agire<resistere.
ilevante differenza tra le norme processuali canoniche e quelle civili B il carattere di segretezza nellassunzione della
prova testimoniale davanti a giudice eccl., mancherebbe il principio del diritto al contraddittorio pertanto la cedu
dichiara illegittimo il non verificare il rispetto del diritto del convenuto nel processo canonico ad una procedura equa e
rispettosa di questo diritto.
La corte europea ha inoltre fissato che"
- la parte deve avere facolt! di conoscere e discutere ogni allegazione o osservaizone presentata dal giudice
- le parti giudicano se un elemento o una testimonianza sono da essere commentati
- la parte deve poter beneficiare di un avvocato
La corte dappello deve accertare le condizioni richieste tenendo per= conto della specificit! dellordinamento
canonico.
La sentenza non deve essere contraria allordine pubblico e si tende a tener conto non piI della specificit! ma della
maggior disponibilit! tra i due ordinamenti )quasi tutte le sentenze vengono delibate*
Inoltre la discussione per annullamento matrimonio per simulazione diversa per ambito civile e canonico"
- #ivile" B richiesto un accordo simulatorio e si ha decadenza dopo 6 anno
- #anonico" il matrimonio nullo anche per la sola riserva mentale del quale laltro non a conoscenza e
non si ha prescrizione. In questo caso il limite di disponibilit! superato perchB si va contro ai principi di
affidamento del coniuge e di buona fede previsti da ordine pubblico.
Si ritiene per= che la tutela viene meno se il coniuge incolpevole a richiedere annullamento.
La corte dappello vincolata dalla sentenza ecclesiastica ma pu= valutare le prove in autonomia e trarne proprio
convincimento anche in contrasto e se motivata insindacabile per giudizio di legittimit!.
Limprescrittibilit! canonica non contrasta con ordine pubblico. %on sono delibabili le sentenze di nullit! che si
fondano su impedimenti canonici di natura specificatamente confessionale )es. disparit! di culto*
.1) %ro::e!ienti econoici pro::isori
#on lAccordo 6789 si prevede che la corte pu= stabilire provvedimenti economici provvisori per i coniugi con
matrimonio nullo, la norma riferita al matrimonio putativo, se entrambi i coniugi sono in buona fede e comporta una
corresponsione di somme periodiche di denaro per un massimo di E anni per il coniuge con reddito basso e che non si
risposato.
4iene data una congrua indennit! a chi non imputabile la nullit!. 1uesto procedimento si applica a matrimoni
annullati dal giudice canonico con pronuncia resa esecutiva dal giudice ordinario e in caso di annullamento della
trascrizione.
Il provvedimento ha natura cautelare e provvisoria ed subordinato allGaccertamento del diritto, pertanto deve essere
confermato dal giudice competente e non si pu= ricorrere in cassazione perchci= possibile solo per provvedimenti
definitivi con efficacia di giudicato. La giurisprudenza ha ritenuto che se la nullit! data dallesclusione unilaterale di
un o degli elementi essenziali del matrimonio, la conoscenza dellGaltro coniuge supera la presunzione di buona fede e
non si ha piI diritto allGindennit! secondo art.6>7 e 6>7bis c.c. LGapplicazione della disciplina del matrimonio putativo a
quelli annullati dal giudice canonico sembrerebbe in contrasto con lGart.E cost, tuttavia, la questione risulta non fondata
perch cG diversit! tra divorzio e nullit! e non necessario che la nullit! canonica abbia stesso trattamento della
disciplina degli effetti civili.
La corte di cassazione ha ritenuto che lGapplicazione dellGart.6>7 non sia limitata a provvedimenti provvisori ma che
pu= rendere possibile lGassegnazione della casa familiare e allGaffidamento dei figli.
.$) La !ispensa !al atrionio rato e non consuato
%on piI delibabile causa la dichiarata illegittimit! del concordato lateranense, infatti con lAccordo 6789" sono
efficaci solo le sentenze di nullit! mentre le altre sono rimesse alla giurisdizione statale.
.*) La le88e nr)$1.@1334 !i ri;ora !el sistea !i !iritto interna"ionale pri:ato
Ha abrogato gli artt.F7@-F7F c.c. ed ha integralmente riformato il sistema di diritto internazionale privato" essa prevede
che la sentenza straniera venga riconosciuta automaticamente in Italia se ricorrono determinate condizioni.
,arte della dottrina ritiene che si applichi questa legge anche alle sentenze ecclesiastiche ma la corte ha risolto a
favore dellGinapplicabilit! della legge perch"
-le disposizioni della legge non pregiudicano gli accordi tra cui anche quello del 6789
-la fonte ordinaria non pu= modificare le norme pattizie )art.F*
,ertanto valgono ancora gli art.F7@-F7F
.1) La pen!en"a !el 8iu!i"io ci:ile !i nullit2 e la !eli9a"ione !ella senten"a ecclesiastica
La sentenza ecclesiastica di nullit! matrimoniale non pu= essere delibata se pendente un procedimento dal giudice
italiano con stesso oggetto e stesse parti proposto prima che la sentenza sia divenuta esclusiva secondo il diritto
canonico.Il giudizio pendente avanti al giudice per avere efficacia impeditiva deve avere ad oggetto la validit! del
matrimonio.
.4) La cessa"ione !e8li e;;etti ci:ili e la !eli9a"ione !ella senten"a ecclesiastica
La sentenza della corte dGappello in giudicato che rende esecutiva la sentenza ecclesiastica di nullit! comporta la
cessazione del contendere per cessazione degli effetti civili poichB travolge ogni controversia che presupponga la
validit! del vincolo. La delibazione della sentenza non preclusa se la sentenza civile passa in giudicato perch
lGoggetto diverso. La pronuncia di cessazione civile in giudicato contiene laccertamento incidentale su validit!
vincolo e ne consegue che la sentenza ecclesiastica di nullit! non travolge la sentenza di divorzio. %on esiste
rapporto di pregiudizialit! tra i due tipi di sentenze
.6) La riser:a !i 8iuris!i"ione ecclesiastica
Il concordato prevedeva che le cause di nullit! del matrimonio fossero di competenza dei tribunali ecclesiastici, lo
stato non aveva giurisdizione ma, come abbiamo gi! ricordato, questo sistema scontrava contro il principio
costituzionale in cui previsto il diritto alla difesa. #orte cost chiamata a pronunciarsi su questa rinuncia dello stato
alla sua sovranit! , dichiara infondata la questione dellillegittimit! perch :non esatto che la giurisdizione dei
tribunali ecclesiastici abbia natura speciale; in quanto che il rapporto di specialit! vietato dallart.6?> cost. deve
ricercarsi nel quadro dellordinamento giuridico interno, al quale i tribunali ecclesiastici sono del tutto estranei.
%ellAccordo 6789 non cG invece lespressa riserva di giurisdizione dei tribunali ecclesiastici, la mancata previsione
avrebbe dovuto far ritenere allinterprete che si era determinato il superamento della riserva, con la conseguente
espansione della potest! giurisdizionale dello Stato sulla validit! dei matrimoni canonici trascritti per quanto attiene
lordinamento civile.
Dottrina e giurisprudenza hanno cercato di colmare con tesi contrapposte questo vuoto normativo.
.,) La tesi !ella sopra::enien"a !ella riser:a
(rae sostegno da E appigli testuali ricavati nellGaccordo 6789"
- punto 9 lett.b* nr.E del protocollo addizionale" divieto di riesame delle sentenze di nullit! matrimoniale sottoposte a
delibazione. (ale divieto sarebbe giustificato dalla carenza di giurisdizione del giudice civile su matrimonio
concordatario/
- art.8.> lett.a* accordo" il giudice ecclesiastico il competente a conoscere la causa, ed ritenuto lGunico ad avere
questa facolt!/
- punto 9 lett. b* prot addizionale" nella delibazione si deve tenere conto della specialit! dellGordinamento canonico dal
quale regolato il vincolo matrimoniale che da esso ha avuto origine. 1uestultimo argomento posto alla base della
teoria della sopravvivenza logica della riserva di giurisdizione" essa infatti non ha necessit! di previsioni formali o
appigli testuali ma si ricaverebbe logicamente dal complesso del sistema. 1uesta tesi che stata riconosciuta dai
giudici della consulta, da ci= inoltre conseguirebbe un logico corollario" lGatto rimane regolato dal diritto canonico e le
controversie sulla sua validit! siano riservati alla cognizione di degli organi giurisdizionali dello stesso ordinamento.
..) Tesi !ellAa9ro8a"ione !ella riser:a
Si fonda su un appiglio testuale o meglio sul venir meno dellGunica norma che la faceva sussistere )art.E9 conc*.
Infatti lGart.6E dellAccordo 6789 abroga le norme in esso non incluse e quindi anche art.E9 pertanto viene a mancare
un fondamento giuridico. ,rova nel fatto che la delibazione delle sentenze ecclesiastiche di nullit! condizionata da
altre condizioni richieste dalla legislazione italiana. La tesi della separazione delle giurisdizioni la piI semplice e la
piI vigorosa. essa si basa sul riconoscimento di un doppio vincolo, uno civile ed uno religioso, nel matrimonio
concordatario, ognuno dei quali destinato ad esaurire la propria vicenda allinterno dei rispettivi ordinamenti, ne
discenderebbe una netta separazione delle due giurisdizioni che si esplicano ciascuna nel proprio ordine senza
influenzare laltra. La decisione del giudice ecclesiastico pu= eventualmente essere delibata, altrimenti rimane
irrilevante per lGordinamento italiano. La tesi della concorrenza delle giurisdizioni ritiene invece ipotizza lesistenza di
un vero e proprio concorso delle due giurisdizioni e che si risolvano eventuali conflitti tra i due con criterio della
prevenzione, che d! prevalenza al giudizio che abbia avuto inizio per primo. %ellGAccordo del 6789 non cG una
disposizione che delinea precisamente la situazione. Il giudice italiano pu= applicare il diritto canonico, anche se
questo ritenuto poco coerente con la distinzione tra i due, pertanto ci si schiera a favore dellapplicabilit! del diritto
civile.
Il criterio sembra comunque operare in favore della legislazione civile )un giudizio civile impedisce la delibazione
mentre il giudice civile bloccato solo da delibazione*.
&LI ENTI ECCLESIASTICI - cap)14
.3) Il riconosciento
%ellGordinamento italiano le confessioni non hanno personalit! giuridica di diritto privato mentre ce lGhanno le
articolazioni attraverso le quali si strutturano ed agiscono. 'siste quindi un nesso strumentale tra la effettiva libert!
delle istituzioni ecclesiastiche e il possibile riconoscimento per gli enti ecclesiastici )o enti confessionali*.
Il riconoscimento civile come ente ecclesiastico pu= essere conseguito in diversi modi"
- per antico possesso di stato" allorchB lente riconosciuto da tempo immemorabile. Il ministro dellGinterno rilascia
attestato per iscrizione nel registro delle persone giuridiche, le controversie sono competenze del giudice
amministrativo. 's. Santa Sede, #hiese cattedrali o tavola valdese
- per legge" quando si tratti di enti che per il loro ruolo e la loro importanza rendono superfluo lordinario procedimento
amministrativo es. conferenza episcopale italiana
- per decreto ministeriale sia con procedimento abbreviato nel caso di alcuni enti appartenenti alla #hiesa cattolica e
degli enti valdesi<metodisti/ sia con procedimento ordinario disciplinato dalla l.n. >>><678A per gli enti di
confessioni diverse .
- in forza di trattati internazionali
35)La proce!ura
Il riconoscimento civile conferito agli enti della #hiesa cattolica con decreto del 5inistro dellGinterno, previa istruttoria,
udito eventualmente il #onsiglio di Stato, a seguito assumono la qualificazione di ente ecclesiastico civilmente
riconosciuto )e.e.c.r.*.
'G richiesto il parere del consiglio di stato solo in casi delicati o complessi. ,er le confessioni con intesa concesso
ma una semplificazione espressa in intese del >??F, stipulate dopo la iforma 2assanini. Dove non prevista la
qualifica di e.e.c.r. si ha qualifica di ente confessionale. ,er confessioni prive dGintesa si applica la procedura
aggravata della legge 67>7<67E? che prevede erezione in ente morale con dpr su proposta del ministro dellGinterno e
supervisione del consiglio dei ministri
La domanda diretta al ministro dellGinterno dai rappresentanti presso prefettura ufficio territoriale del governo
31) I re?uisiti
,er quanto attiene ai requisiti generali"
-sede in Italia
-collegamento organico dellGente con la confessione, deve cio essere costituito o approvato dalla competente autorit!
confessionale
-fine di religione o di culto come fine essenziale ma non necessariamente esclusivo
LGautorit! confessionale deve dare lGassenso alla domanda dellGente o inoltrarla direttamente.La valutazione
difficoltosa in alcuni casi poich il criterio non univoco e il riconoscimento si fonda su due diversi profili"
profilo soggettivo" basato sul carattere confessionale dellente
profilo oggettivo" basato sul caratter costitutivo con lindagine di fini ed attivit!
LGaccertamento fatto alla nascita di ogni nuovo ente, a parte il caso in cui presunto come per enti che fanno parte
della costituzione gerarchica della #hiesa )es. diocesi, parrocchie*. La legge orienta specificando che sono attivit! di
religione e culto quelle dirette a esercizio del culto o cura delle anime, a scopi missionari, a catechesi e attivit! diverse
quelle di assistenza, beneficenza, istruzione, educazione, cultura e a scopo di lucro. Le confessioni non cattoliche
hanno attivit! diverse, ma la presunzione pu= avvenire anche nel caso di alcuni enti appartenenti a confessioni
diverse dalla cattolica. Si possono svolgere attivit! commerciali ma con finalit! strumentali rispetto a quelle
istituzionali dellGente. 1uando lente svolge una pluralit! di fini la ,.A. ne fa una valutazione sulla base del criterio della
prevalenza, tenendo conto delle attivit! effettivamente svolte.
Si pone il problema sul fatto che il riconoscimento sia un atto dovuto o discrezionale/ la disciplina pattizia ha cercato di
ridurre e vincolare lesercizio della discrezionalit! amministrativa a favore di una discrezionalit! tecnica o :quasi diritto
al riconoscimento;.
+lteriori requisiti specifici stabiliti dalla l.n.>>><678A"
-carattere non locale delle societ!
-garanzie di stabilit!
-apertura al culto pubblico
-mancanza di annessione ad altro ente riconosciuto
-congruit! dei mezzi per la manutenzione e ufficiatura per le chiese aperte al culto pubblico
-sufficienza dei mezzi
LAccordo 6789 disciplina gli enti riconosciuti, ma ha carattere di specialit! rispetto al codice civile in materia di
persone giuridichhe, ispetto a queste non si pu= richiedere"
- costituzione J atto pubblico
- possesso di statuto
- conformit! statuto a prescrizioni previste per le persone giuridiche private
#on il riconoscimento lGente confessionale diventa un ente ecclesiastico o della chiesa<confessione o religioso, cio
civilmente riconosciuto.
3$) Natura !ellAente
Si esclude che la qualifica di ente ecclesiastico civilmente riconosciuto conferisca il carattere della pubblicit!.
In riferimento agli enti ecclesiastici ospedalieri, la #orte cost ha stabilito che le norme operanti per i rapporti di lavoro
subordinato non hanno limite allGapplicazione a dipendenti ecclesiastici. .li enti delle confessioni di minoranza sono
assimilabili a enti pubblici poich sono ancora sottoposti alla normativa del 67>7<67E? che risulta non piI vigente
mentre gli enti ecclesiastici non sono enti pubblici, nB possono ritenersi equiparati a tutti gli effetti alle persone
giuridiche private per via del regime speciale che emerge dalla legislazione pattizia. Si discute sullassoggettabilit! al
fallimento per lente imprenditore" la sostituzione degli organi ordinari di gestione da parte degli organi fallimentari
ritenuta uninammissibile ingerenza statale nellorganizzazione della #hiesa/ pertanto il fallimento non ammesso
tranne nel caso in cui lattivit! commerciale sia individuabile in un autonomo centro dGimputazione.
3*) Autonoia or8ani""ati:a e 8estionale
LGamministrazione dei beni soggetta a controllo previsto dal diritto canonico con rilevanza civile.1uestautonomia
rafforzata dalla mancanza di controlli da parte dello Stato. La l.n.>>><678A prevede un obbligo di iscrizione nel registro
delle persone giuridiche per tutelare affidamento dei terzi che si trovino a negoziare con lente e ne consegue che
linvalidit! o linefficacia di negozi giuridici non opponibile a terzi che non fossero a conoscenza delle limitazioni dei
poteri di rappresentanza, o dellomissione di controlli canonici, che non risultino dal codice di diritto canonico o dal
registro delle persone giuridiche. Si realizza cosM un sistema di pubblicit! legale per rendere conoscibili le vicende
dellGente. Le regole sono riprodotte per le confessioni che hanno intese con lo Stato.
31) Il utaento !el ;ine e la re:oca
.li enti riconosciuti devono mantenere una continuit! nei fini detta coerenza istituzionale" ogni mutamento
sostanziale deve essere formalizzato. La relativa domanda di riconoscimento deve specificare i motivi e la pubblica
amministrazione ha la discrezione nel valutare se il mutamento sostanziale, con facolt! di consultare il #onsiglio di
stato. La revoca del riconoscimento pu= essere fatta dGufficio se lGente perde un requisito, disposta con decreto del
ministro dellGinterno ma bisogna informare lGautorit! ecclesiastica o confessionale. Se lGautorit! estingue o sopprime un
ente deve trasmetterlo al ministro dellGinterno che ne deve devolvere i beni secondo quanto prescrive lGautorit!. +guali
regole per le confessioni che hanno stipulato intese.
Il re8ie tri9utario
.li enti hanno un regime fiscale agevolato con equiparazione del fine di religione e culto a fini di beneficenza e
istruzione. 67F?"riforma tributaria, ne consegue che la disciplina rientra nellGambito degli enti non commerciali,
assimilati ora ai no profit. ,er diverse attivit! si possono fare ma sono sotto ordinamento italiano e fiscale. %on cG
esenzione da obblighi ma solo in riguardo ad attivit! di religione e culto.
Agevolazioni"
I,'. )ora I'S* Q riduzione del A?R dellGimposta sul reddito delle persone giuridiche ma solo se civilmente
riconosciute, sono escluse le attivit! commerciali svolte. ,articolare situazione S scientologL perch il suo carattere
era ritenuto controverso ma ultimamente stata inclusa.
I4A Q ente non compreso ma J attivit! commerciali cedute allGesterno della cerchia si hanno imposte
I%4I5 Q imposta sullGincremento di valore degli immobili, soppressa ma vigente fino al >??E J cose fino al 677> Q
riguarda il passato. .li immobili J il culto sono esenti. LGesenzione discussa J immobili non destinati al culto
I#I Q esenti gli immobili degli enti non commerciali se destinati esclusivamente ad attivit! essenziali ma non con natura
esclusivamente commerciale e quelli J lGesercizio del culto. ,er enti con fine di religione e culto sono previste
esenzioni J imposta di successione e donazioni ed agevolazioni J pubbliche affissioni.
36)Or8ani""a"ioni non lucrati:e !i utilit2 sociale (ONLUS+ e ipresa sociale
Il diritto comune favorisce iniziative privatistiche in vari settori. +ltimamente si riconosciuto che gli enti riconosciuti
possono essere soggetti attivi del nuovo sistema integrato dellGassistenza Q si ha tendenza dello stato ad agevolare le
attivit! con valore sociale. ,er conseguire la qualifica $%L+S ci sono alcune condizioni quale lo svolgimento di attivit!
sociali elencate e direttamente connesse. .li enti ecclesiastici sono $%L+S solo J attivit! elencate al 6T comma lett.a
art.6? )assistenza sociale, sanitaria, promozione interesse storicoD*. .li enti devono iscriversi allGanagrafe unica
$%L+S. Dubbia la legittimit! cost della parificazione $%L+S solo a entri con intese. Q la disciplina $%L+S presenta la
specialit! degli enti ecclesiastici. Legge 6AA<>??@ Q disciplina dellGimpresa sociale J tutte organizzazioni private che
esercitano al fine della produzione o dello scambiodi beni o servizi di utilit! sociale con assenza dello scopo di lucro.
Deroga alla disciplina generale Q devono depositare allGufficio del registro delle imprese solo il regolamento e le sue
modificazioni, sono sottratti a regime in materia di responsabilit! patrimoniale.
Capitolo 16 IL FINAN'IAMENTO DELLE CONFESSIONI RELI&IOSE
3,) IL traonto !el sistea 9ene;iciale
La vigente disciplina organica dei finanziamenti statali alle confessioni religiose ha la propria origine nellAccordo del
6789 e nelle intese stipulate da quella data in avanti. &ino ad allora la #hiesa cattolica era la sola a ricevere un
contributo pubblico attraverso il c.d. :sistema beneficiale;, il cui funzionamento riposava sulla sua articolazione sul
territorio in persone giuridiche dotate di un patrimonio )benefici parrocchiali e diocesani* amministrate dai titolari degli
uffici )rispettivamente parroci e vescovi*. Lo Stato contribuiva al funzionamento di questo sistema erogando,
attraverso il &ondo per il culto, i supplementi di congrua, ossia contributi destinati ad integrare i redditi dei benefici piI
poveri. In pratica lo Stato , qualora il reddito ricavato da patrimonio del beneficio non avesse raggiunto la soglia
minima prefissata, versava la differenza. Alle altre confessioni religiose, lo Stato confessionista non erogava
finanziamenti di sorta con la sola eccezione dei vantaggi fiscali conseguenti allequiparazione del fine di culto a quello
della beneficenza e di istruzione. 1uanto ai finanziamenti diretti, la sola eccezione riguardava la #hiesa valdese. Il
sistema beneficiale aveva mostrato i propri limiti )tra i quali il piI rilevante era il non riuscire a garantire la piena parit!
di trattamenti ai beneficiari*. Alla vigilia del nuovo Accordo con la #hiesa cattolica, con ladozione del #odeJ iuris
canonici del 678E si gettavano le basi di un nuovo assetto patrimoniale con labolizione del sistema beneficiale. Lo
Stato non aveva mai posto in dubbio la sua volont! di continuare a sostenere economicamente la #hiesa cattolica/ si
rendeva, dunque, necessario concordare un nuovo meccanismo di finanziamento. A tal fine, in forza dellart. F,@
dellAccordo, le parti istituirono una commissione paritetica per la formulazione delle norme disciplinanti la materia
degli enti e beni ecclesiastici e per la revisione degli interventi dello Stato nella gestione patrimoniale degli enti
ecclesiasti, che ha dato luogo alla nuova L. >>><678A, la quale disciplina il nuovo sistema di sostentamento del clero.
1uesti stessi meccanismi furono estesi in seguito )in parte* anche alle confessioni religiose i cui rapporti con lo Stato
sono regolati legge di approvazione delle intese.
3.) Il sistea !i ;inan"iaenti !iretto (l0otto per ille+
Lattuale disciplina prevede due distinti flussi di denaro destinati alla #hiesa cattolica )uno non bastava*, uno di natura
pubblica ed uno di natura privata. Il primo comporta un effettivo trasferimento di fondi dallo Stato, e si pu= considerare
una vera e propria forma di finanziamento diretto" a decorrere dallanno 677? una quota pari allotto per mille )eccoci
qua* dellimposta sul reddito delle persone fisiche, liquidata sulla base delle dichiarazioni annuali, destinata, sulla
base della scelta dei contribuenti, in parte allo Stato ed in parte alla gestione della #hiesa cattolica. La #ei il
soggetto destinatario delle quote di competenza della #hiesa cattolica, utilizzate per esigenze di culto della
popolazione )troppo*, per il sostentamento del clero )troppoU>* e per interventi caritativi a favore della collettivit!
nazionale o di paesi del terzo mondo )troppoUE*. La #ei tenuta a trasmettere annualmente al 5inistero dellInterno
un rendiconto riguardante leffettiva utilizzazione delle somme ricevute )troppo U9*, a pubblicarlo sul %otiziario della
#ei, suo organo di stampa ufficiale. La ripartizione delle somme tra i possibili destinatari )Stato, #hiesa cattolica, altre
confessioni religiose con intesa* avviene in base alle scelte espresse dai contribuenti in sede di dichiarazione annuale
dei redditi. La scelta del contribuente nominale in quanto non determina una contribuzione proporzionale al reddito
di ciascuno. #on riferimento alle scelte inespresse, la destinazione delle quote si stabilisce in proporzione alle scelte
espresse, con evidente vantaggio per la #hiesa cattolica. 1uesto sistema di finanziamento, introdotto per la #hiesa
cattolica, stato esteso alla quasi totalit! delle altre confessioni che hanno stipulato intese con lo Stato, con
differenze che attengono principalmente agli scopi per i quali le somme ricevute possono essere utilizzate, e in
secondo luogo alla decisione di partecipare o meno al riparto delle scelte non espresse.
V La (avola 4aldese destina la quota dellotto per mille non a fini di culto nB per il sostentamento dei propri pastori, ma
per interventi sociali, assistenziali, umanitari e culturali in Italia, e partecipa allattribuzione della quota relativa alle
scelte non espresse/
V Le #hiese cristiane avventiste del FT giorno destinano la propria quota di competenza ad interventi sociali,
assistenziali, umanitari e culturali in Italia e allestero e partecipano al riparto delle scelte non espresse/
V Le Assemblee di Dio in Italia destinano la propria quota per interventi sociali e umanitari e non partecipano al riparto
delle scelte non espresse/
V L+nione delle #omunit! ebraiche utilizza le somme ricevute dallo Stato per sue finalit! istituzionali e partecipa al
riparto delle scelte non espresse )ci avrei giurato*/
V La #hiesa 'vangelica Luterana in Italia destina le somme ricevute al sostentamento dei ministri di
culto, ad esigenze di culto, interventi sociali, assistenziali , umanitari e culturali in Italia e allestero.
V Sebbene abbia stipulato unintesa, non partecipa al riparto della quota delotto per mille l+nione
#ristiana 'vangelica 2attista dItalia, poichB preferisce provvedere al proprio mantenimento per mezzo delle offerte
volontarie dei fedeli )rispetto per i battisti dItalia*.
(utte le confessioni diverse dalla cattolica che partecipano alla ripartizione dellotto per mille sono tenute allobbligo di
rendiconto annuale al 5inistero dellInterno. Sul meccanismo di finanziamento introdotto con L. >>><678A si segnele la
pronuncia con cui la #eu ha dichiarato lirricevibilit! del ricorso di un cittadino italiano che rilevava nel meccanismo di
scelta per lattribuzione dellotto per mille un obbligo alla dichiarazione della propria appartenenza religiosa in
contrasto con lart. 7 #'D+. La #orte ha rilevato che il meccanismo di scelta in questione lascia comunque
impregiudicata la possibilit! d non esprimere alcuna preferenza e dunque non obbliga a dichiarare la propria
appartenenza religiosa.
33) La !e!uci9ilit2 ;iscale !elle ero8a"ioni li9erali alle strutture con;essionali
Il secondo tipo di finanziamento introdotto nel 678A non comporta un flusso di denaro diretto dallo Stato alle
confessioni, ma una rinuncia dello Stato a percepire una parte dellimposta sul reddito dei cittadini/ pu= quindi essere
definito indiretto. Il finanziamento si realizza per mezzo di erogazioni liberali in denaro dalle persone fisiche a favore di
confessioni, che costituiscono oneri deducibili )dal reddito complessivo* in sede di dichiarazione ai fini dellimposta sul
reddito )I,'&*, fino al limite di W 6.?E>, 76. Le erogazioni sono anche deducibili dal reddito di impresa, per un
ammontare non superiore al >R del reddito di impresa dichiarato. Anche in questo caso, il sistema stato varato a
favore della #hiesa cattolica. %orme analoghe sono state previste dalle leggi di approvazione delle intese con altre
confessioni" le differenze attengono agli enti destinatari e alle possibili destinazioni duso di tali somme. In materia di
deducibilit! fiscale la #orte costituzionale si pronunciata dichiarando linammissibilit! della questione di legittimit!
costituzionale dellart. 6? del D.,.. n.76F del 678@ nella parte in cui dispone la deducibilit! del reddito ai fini
dellI,'& delle erogazioni liberali dei fedeli a favore delle sole confessioni che abbiano stipulato lintesa con lo Stato.
La motivazione principale posta dalla #orte a fondamento della propria decisione la mancanza di un modello
normativo univoco che consenta di estendere il beneficio a tutte le confessioni religiose prive di intesa attraverso lo
strumento della pronuncia additiva. Lestensione per mezzo della sentenza additiva avrebbe comportato impegni di
spesa a carico del bilancio dello Stato senza la necessaria ed adeguata copertura finanziaria, circostanza che pu=
spiegare il cauto atteggiamento della #orte, alla quale non sarebbe rimasta altra via che dichiarare lillegittimit!
costituzionale della norma sottoposta al suo esame per quanto essa prevede ) e non per la parte in cui non prevede
lestensione a tutte le confessioni*.
155) Altre ;ore !i ;inan"iaento pu99lico
+lteriori forme di finanziamento pubblico"
6. Il sistema dei c.d. buoni-scuola previsto da leggi regionali a sostegno delle scuole private non statali/
>. I contributi a favore degli oratori parrocchiali previsti sempre da leggi regionali.
+lteriori forme di finanziamento indiretto sono rappresentate da diverse forme di esenzioni o agevolazioni tributarie a
favore di enti ecclesiastici, dalla concessione o locazione di beni demaniali, dalle retribuzioni erogate dallo Stato agli
insegnanti di religione e ai cappellani in servizio presso lesercito o altre forze armate, presso gli istituti di detenzione e
pena o gli ospedali.
151) Il sostentaento !el clero
A seguito della L. >>><678A di riforma del sistema beneficiale i patrimoni dei benefici canonici estinti sono confluiti in
enti appositamente creati dalle autorit! ecclesiastiche, gli Istituti Diocesa)n*ti e Interdiocesani per il Sostentamento
del ),orco* #lero )IDS#* coordinai dallIstituto #entrale per il Sostentamento del #lero )I#S#*, eretti in enti
ecclesiastici civilmente riconosciuti con decreto del 5inistero dellinterno. .li IDS# sono gestiti da un consiglio di
amministrazione composto per almeno 6<E da rappresentanti designati dal clero diocesano su base elettiva/ la loro
principale funzione, attraverso lamministrazione del proprio patrimonio, di assicurare il congruo sostentamento del
clero. LI#S#, anchesso dotato di un c.d.a., ha la funzione di coordinare il sistema e di integrare le risorse degli IDS#
attraverso la distribuzione delle entrate costituite dalle erogazioni liberali e dalla quota di otto per mille destinata dallo
Stato alla #ei. Il sostentamento assicurato ai sacerdoti dai competenti Istituti costituisce una remunerazione connessa
alla prestazione del peculiare servizio a favore della diocesi, non inquadrabile nellarea dellart. E@ #ost. La
remunerazione solo eventuale" non spetta, infatti, ai sacerdoti che godano di altri proventi. La remunerazione
equiparata ai soli fini fiscali al reddito da lavoro dipendente. La natura di vero e proprio diritto soggettivo della pretesa
del sacerdote di ricevere la remunerazione, o lintegrazione di essa, stata riconosciuta dal giudice della legittimit!,
che ne ha riconosciuto lazionabilit! di fronte al giudice civile. %on trattandosi di retribuzione in senso proprio, non si
ha una controversia individuale di lavoro/ piuttosto il rapporto giuridico tra il sacerdote e listituto diocesano
riconducibile a una forma di assistenza obbligatoria, e la relativa controversia rientra fra quelle di cui allart. 99> c.p.c.
per le quali in primo grado competente il tribunale in funzione di giudice del lavoro. +n sacerdote, dunque, per
ottenere la composizione di una controversia con il proprio istituto diocesano dappartenenza in merito alla
remunerazione, ha lalternativa di rivolgersi allapposito organo ecclesiastico o di adire il giudice italiano competente.
Si tratta dunque di un caso di giurisdizione concorrente, in via alternativa, regolata dal principio di prevenzione )art. E7
c.p.c.*. il sistema normativa che regola il sostentamento del clero cattolico non trova corrispondenza per quanto
riguarda la remunerazione dei ministri di culto di altre confessioni, lasciata alla piena autonomia confessionale.
15$) La pre:i!en"a !ei inistri !i culto
La tutela previdenziale dei ministri di culto assicurata dal &ondo di previdenza del clero e dei ministri di culto delle
confessioni religiose diverse dalla cattolica. Il &ondo ha lo scopo di gestire lassicurazione generale obbligatoria per
linvalidit!, la vecchiaia e superstiti per i sacerdoti secolari e i ministri di culto delle confessioni diverse dalla cattolica
autorizzate dal 5inistero dellinterno con decreto. Il &ondo finanziato in parte dal contributo annuo a carico degli
iscritti )non rapportato in percentuale alla retribuzione percepita, ma fissato con decreti del 5inistero del Lavoro* e in
parte da un contributo annuo dello Stato. Il &ondo gestito dallInps e le contribuzione in entrata coprono per meno di
un terzo il fabbisogno di spesa, ed il rendiconto annuo riporta pertanto stabilmente un saldo di esercizio negativo.
Sono soggetti allobbligo di iscrizione al &ondo i sacerdoti cattolici ed i ministri di culto di altre confessioni/ per queste
ultime la legge diviene operativa a seguito di specifici accordi )c.d. piccole intese* tra il 5inistero dellInterno e le
autorit! confessionali. +na riforma del 6777 ha esteso liscrizione al &ondo anche ai sacerdoti ed ai ministri di culto
non aventi cittadinanza italiana e presenti in Italia al servizio di diocesi italiane e delle #hiese o enti acattolici
riconosciuti, nonchB ai sacerdoti e ai ministri di culto aventi cittadinanza italiana, operanti per= allestero. ,er quanto
riguarda i ministri di culto cattolico prevista la possibilit! dellistituzione di forme di previdenza e assistenza
alternative gestite in modo autonomo dallI#S# e dagli IDS#.
Capitolo 1, L0EDILI'IA E &LI EDIFICI DI CULTO
15*) Lo stati !ell0e!i;icio !i culto) Il :incolo !i !estina"ione
.li edifici di culto costituiscono i luoghi deputati allesercizio del culto. La libera disponibilit!, per i fedeli di tutte le
confessioni, di luoghi destinati al culto costituisce un aspetto del diritto di libert! religiosa. %el nostro ordinamento si
presuppone che gli strumenti urbanistici delle comunit! locali individuino aree appositamente destinate ai servizi
religiosi. .li edifici di culto sono disciplinati da norme sia unilaterali che di derivazione pattizia che ne apprestano lo
:statuto giuridico;. La disciplina si riferisce ad edifici per i quali sia operante una destinazione al culto pubblico, vale a
dire nei quali si svolgano regolarmente i iti e che siano accessibili ad una generalit! indistinta. In mancanza di questi
requisiti, ledificio sarebbe destinato al culto privato e verrebbe meno linteresse pubblico alla sua protezione. Le
disposizioni a tutela degli edifici di culto si riferiscono ad immobili che siano comunque aperti al pubblico. C dubbio
quali condizioni debbano ricorrere perchB la destinazione al culto possa considerarsi esistenze o cessata. In dottrina
si ritenuto che lo speciale regime protettivo dovrebbe venire meno con il cessare di fatto della destinazione al culto.
151) La norati:a interna"ionale e !i !eri:a"ione patti"ia
Alcune convenzioni di diritto internazioni apprestano una specifica tutela per gli edifici di culto, specie in tempo di
guerra. Lo statuto istitutivo della #orte penale internazionale considera un crimine di guerra dirigere intenzionalmente
attacchi contro edifici dedicati al culto, purch questi non siano utilizzati per fini militari. C vietato inoltre" compiere atti
di ostilit! contro i luoghi di culto/ utilizzare detti beni in appoggio allo sforzo militare/ fare di detti beni loggetto di
rappresaglie. Le norme di derivazione pattizia in vigore garantiscono una speciale protezione agli edifici aperti al culto
da misure ablative o limitative. In particolare lAccordo del 6789 prevede che :gli edifici aperti al culto non possono
essere requisiti, occupati, espropriati o demoliti se non per gravi ragioni e previo accordo con la competente autorit!
ecclesiastica;, e salvo :i casi di urgente necessit!, la forza pubblica non potr! entrare, per lesercizio delle sue
funzioni, egli edifici aperti al culto, senza averne dato previo avviso allautorit! ecclesiastica;. Analoga tutela prevista
nelle intese approvate con legge, ad eccezione di quella con la (avola 4aldese e nelle intese sottoscritte il 9 aprile
>??F e non ancora approvate. Il D.Lgs. E>A<>??6 in materia di espropriazione per pubblica utilit! conferma il
contenuto dellAccordo e delle intese sulla limitata espropri abilit! degli edifici aperti al culto. Il decreto aggiunge che il
previo accordo in relazione allespropriazione debba essere raggiunto con il rappresentante di ogni altra confessione
religiosa, nei casi previsti dalla legge" una lettura costituzionalmente orientata consentirebbe di concludere per
lestensione della tutela a favore degli edifici aperti al culto di tutte le confessioni religiose. Altre garanzie circondano
gli edifici di culto" la libert! di affiggere pubblicazioni e stampati allinterno e allesterno degli edifici e di effettuare
collette allinterno. Analoga normativa vige per le confessioni diverse da quella cattolica.
154) L0art) .*17$ c)c)
.li edifici destinati allesercizio del culto cattolico :anche se appartengono a privati, non possono essere sottratti alla
loro destinazione neppure per effetto di alienazione, fino a che la destinazione stessa non sia cessata in conformit!
delle leggi che li riguardano. 'ssi sono soggetti alle norme del codice civile )art. 8E6,> c.c.* quanto alla loro
circolazione" possono quindi essere alienati, sequestrati o pignorati, ma, in ogni caso, resta fermo il vincolo di
destinazione al culto pubblico interpretato dalla giurisprudenza risalente come una servitI di uso pubblico. la
disposizione rimanda allart. 9>,>, #ost. che riserva alla legge la determinazione di limita alla propriet! privata allo
scopo di assicurarne la funzione sociale. +nanaloga disposizione prevista a favore degli edifici ebraici, ma non a
quelli di altre confessioni )con contrasto della disposizione del codice con gli artt. 8,6 e 67 #ost.*
156) La costru"ione e la anuten"ione# ;onti statali (unilaterali o patti"ie+ e re8ionali
Il collegamento tra la disponibilit! di luoghi destinati al culto ed il libero esercizio del diritto costituzionale di libert!
religiosa legittima lintervento dello Stato, laico ma non indifferente dinanzi alle religioni, a sostegno delledilizia di
culto. Le chiese e gli altri edifici religiosi rientrano tra le opere di urbanizzazione secondaria" devono essere realizzati
nel rispetto dei limiti minimi quantitativi previsti dalle fonti statali e regionali. Devono inoltre essere inseriti nelle :aree
per attrezzature di interesse comune; dai piani regolatori. La realizzazione d un edificio di culto, nei casi in cui
costituisca attuazione di strumenti urbanistici, non richiede il versamento del contributo per il rilascio del permesso di
costruire. La materia della costruzione e manutenzione degli edifici di culto, cosM come lindividuazione dei soggetti
beneficiari delle aree destinate alla loro costruzione, destinata alla legge regionale. In maggioranza le regioni hanno
limitato il novero dei beneficiari alla #hiesa cattolica ed alle confessioni religiose stipulanti intese con lo Stato eJ art. 8
#ost., conformandosi ad un indirizzo di politica nazionale )contrario a #ostituzione* che si prefigge di limitare il
godimento di alcuni benefici di legge alle confessioni con intesa. La #orte costituzionale ha ritenuto :logico e legittimo;
un criterio di differenziazione rapportato alla entit! della presenza nel territorio delluna o dellaltra confessione
religiosa. +n indiscriminato utilizzo del criterio finirebbe per= per svuotare il diritto di tutti allesercizio del culto )art. 67
#ost.* e lautonomia delle minoranze confessionali )art. 8,> #ost.*. 1uestultimo esito espressamente respinto dallo
stesso giudice delle leggi che ha individuato nel principio di uguaglianza una garanzia che concorre alla protezione
delle minoranze. Alcune norme di derivazione pattizia impegnano le autorit! civili competenti alla pianificazione del
territorio a tenere conto, nella costruzione di edifici di culto, alle esigenze religiose delle popolazione. Lobbligo
sussiste solo nei confronti di alcune confessioni, ma il principio costituzionale della laicit! dello Stato dovrebbe
obbligare le autorit! competenti a tenere conto di tali esigenze in modo eguale per tutte le confessioni. Altre norme
pattizie prevedono per gli edifici di culto costruiti con contributi regionali e comunali un apposito vincolo di
destinazione" essi non possono quindi essere sottratti alla loro destinazione prima che decorrano >? anni
dalerogazione del contributo. Il vincolo pu= essere estinto prima del termine previa restituzione delle somme
percepite. .li atti e i negozi compiuti in violazione del vincolo sono nulli.
15,) Il Fon!o e!i;ici !i culto
Le vicende storiche legate alla legislazione eversiva del patrimonio ecclesiastico del secolo diciannovesimo hanno
fatto sM che un grande numero di edifici del culto cattolico, complessi conventuali e altri beni appartenenti agli enti
soppressi fossero incamerati dallo Stato ed assegnati ad un ente da esso distinto, e dotato di autonomia patrimoniale
e gestionale, denominato dal 68@@ &ondo per il #ulto. Il &ondo ebbe essenzialmente il compito di provvedere
allerogazione delle pensioni ai membri delle corporazioni religiose disciolte, e dalla congrua ai parroci fino allAccordo
del 6789, il quale ha provveduto diversamente. Il &ondo per il #ulto stato successivamente soppresso e si
costituito un nuovo ente denominato &ondo 'difici di #ulto )&ec*. Al &ec stato affidato il compito di provvedere,
mediante la gestione del suo patrimonio, alla conservazione, tutela e valorizzazione degli edifici di culto di propriet!, la
cui gestione assicurata dal 5inistero nellinteresse della cultura. Il &ec organo dello Stato dotato di personalit!
giuridica, assimilabile ad una fondazione il cui rappresentante il 5inistero dellInterno.
.li edifici di culto e gli altri immobili, e comunque beni di vario interesse storico-culturale, sono di regola dati in
concessione o in uso )di regola ad enti ecclesiastici*, ed i possessori rispondono della diligente custodia e
conservazione degli stessi. I proventi del patrimonio &ec sono utilizzati per la conservazione, il restauro, la tutela e la
valorizzazione degli edifici di culto.
Capitolo 1. I /ENI CULTURALI
15.) La tutela !el patrionio storico e artistico
La maggior parte del patrimonio culturale mondiale si trova in Italia, e in larga parte esso appartiene alla #hiesa
cattolica o ad altre confessioni, ovvero utilizzato a fini di culto. Lart. 7,> #ost. affida alla epubblica la tutela del
patrimonio storico e artistico della %azione. La riforma costituzionale del >??6 ha confermato, quanto al riparto delle
competenze legislative, che la tutela riservata alla potest! legislativa esclusiva dello Stato e che la valorizzazione
materia di potest! concorrente/ spetta comunque allo Stato la determinazione dei principi fondamentali.
Il rilievo del patrimonio storico e artistico della #hiesa e della tutela affidata alla epubblica, hanno fatto sM che
questultima e la Santa Sede abbiano assunto un impegno a collaborare alla sua tutela, riserbando ad opportune
disposizione concordate il compito di assicurare la salvaguardia, la valorizzazione ed il godimento dei beni culturali di
interesse religioso appartenenti ad enti e istituzioni ecclesiastiche, al fine di armonizzare lapplicazione della legge
italiana con le esigenze di carattere religioso. La materia ha avuto una recente riforma con lapprovazione del #odice
dei beni culturali e del paesaggio, il quale dispone che per i beni culturali di interesse religioso appartenenti ad enti ed
istituzioni della #hiesa cattolica o di altre confessioni, il 5inistero e le regioni provvedono relativamente alle esigenze
di culto, daccordo con le rispettive autorit!/ ancora dispone che si debbano osservare le disposizioni stabilite dalle
intese concluse ai sensi dellart. 6> dellAccordo del 6789, ovvero dalle leggi emanate sulla base delle intese
sottoscritte dalle confessioni religiose da quella cattolica. Dalle due disposizioni si deduce il principio di cooperazione.
La norma citata contempera il principio della sovranit! statale in materia di tutela del patrimonio artistico della %azione
ed il principio dellindipendenza delle confessioni religiose nellordine proprio.
153) I patti lateranensi
Il #oncordato lateranense non conteneva alcuna disposizione specifica in materia di beni culturali, fatta salva la
speciale disciplina delle catacombe affidate alla custodia e alla manutenzione da parte della Santa Sede. %orme di
rilievo si ritrovano nel (rattato lateranense" lart. 68 garantisce la fruizione pubblica )per visitatori e studiosi* dei tesori
darte e di scienza esistenti in #itt! del 4aticano e nel ,alazzo Lateranense, e riserva alla Stanta Sede la
regolamentazione dellaccesso pubblico/ si riconosce inoltre alla Santa Sede la facolt! di dare agli immobili di sua
propriet!, ma siti nel territorio dello Stato italiano, lassetto che creda, senza bisogno di autorizzazioni o consesi.
115) La ri;ora !ella %)A) e la colla9ora"ione tra Stato e C>iesa
La collaborazione tra il 5inistero per i beni culturali e la #ei ha dato luogo a cinque diversi atti )tre intese, una
convenzione ed un accordo* conclusi a livello centrale tra il 677@ e il >??A. Lintesa del 677@, relativa alla tutela dei
beni culturali di interesse religioso appartenenti ad enti e istituzioni ecclesiastiche, individua i soggetti competenti
allattuazione delle forme di collaborazione tra Stato e #hiesa. Il D.Lgs. 66><6778 aveva istituito in ogni regione a
statuto ordinario una commissione per i beni e le attivit! culturali, composta da tredici membri. %el >??A il 5inistero e
la #ei hanno sottoscritto una nuova intesa che abroga la precedente e prevede che la collaborazione si sviluppi a tre
livelli" centrale, regionale e locale. Sono competenti per lattuazione delle forme di collaborazione a livello centrale, per
parte statale il 5inistero dei beni culturali e, per la #hiesa cattolica, il ,residente della #ei. Le disposizioni concordate
tra le parti possono avere soltanto carattere applicativo, e quindi attuativo e integrativo della legislazione italiana, ma
non derogatorio. A livello regionale sono competenti i direttori regionali e i ,residenti delle #onferenze episcopali
regionali/ a livello locale, i soprintendenti competenti per territorio e materia ed i vescovi diocesani. ,er verificare con
continuit! lattuazione delle forme di collaborazione opera l$sservatorio centrale per i beni culturali di interesse
religioso di propriet! ecclesiastica, organismo paritetico composto da rappresentanti del 5inistero e della #ei, a
presidenza congiunta, le cui riunioni sono convocate ogni semestre. Le parti, al fine di armonizzare lapplicazione
della legge italiana con le esigenze di carattere religioso, in materia di beni culturali concordano su una serie di
principi"
V Linventariazione e la catalogazione dei beni/
V I beni culturali mobili sono mantenuti nei luoghi e nelle sedi di originaria collocazione/
V .li interventi di conservazione sono eseguiti da personale specializzato/
V Sono garantiti laccesso e la visita ai beni culturali/ le autorit! ecclesiastiche possono definire orari e percorsi di
visita.
111) &li arc>i:i e le 9i9liotec>e
Il 5inistero dei beni culturali e il ,residente della #ei, nellaprile del >???, hanno stipulato una intesa per la
conservazione e consultazione degli archivi di interesse storico e delle biblioteche degli enti e istituzioni
ecclesiastiche. Si considerano di interesse storico gli archivi appartenenti ad enti ed istituzioni ecclesiastiche in cui
siano conservati documenti di data anteriore agli ultimi settantanni. La #hiesa si impegna ad assicurare e consentire
la consultazione al pubblico e di promuovere linventariazione dei documenti contenuti/ la #hiesa inoltre contribuisce
direttamente con propri finanziamenti. Lo Stato si impegna ad una collaborazione tecnico-finanziaria sulla gestione del
patrimonio archivistico e sulla formazione del
personale. La seconda parte dellintesa, relativa alle biblioteche, prevede interventi assimilabili a quelli previsti per gli
archivi.
11$) La tutela penale
Il titolo II della parte I4 del #odice dedicato alle sanzioni penali in caso di violazione delle norme che ne prevedono
la tutela. In generale, in caso di non ottemperanza da parte di chiunque ad un ordine impartito dallautorit! preposta
alla tutela/ sono comminate le pene previste dallart @A? c.p. )arresto fino a tre mesi o ammenda fino ad W >?@*. &igure
specifiche di reato sono quelle delluso illecito dei beni culturali/ della collocazione e rimozione illecita/ delle violazioni
in materia di alienazione/ della uscita o esportazione illecite/ delle violazioni in materia di ricerche archeologiche.
Capitolo 13 IL DIRITTO %ENALE
11*) La tutela !el sentiento reli8ioso nel Co!ice Rocco
Il codice penale del 67E?, in attuazione del modello confessionista del tempo, assumeva la religione cattolica a bene
giuridico protetto al capo I ):Dei delitti contro la religione dello Stato e i culti ammessi;* del titolo I4 del libro II. Alla
#hiesa era riconosciuto un valore politico di unit! morale della nazione"le era quindi assicurata una tutela penale
privilegiata. In questo quadro erano puniti )art. 9?> c.p.* il vilipendio della religione dello Stato, le offese alla religione
dello Stato mediante vilipendio alle persone )art. 9?E c.p.* e mediante vilipendio di cose )art. 9?9 c.p.*, ed il
turbamento di funzioni religiose del culto cattolico )art. 9?A c.p.* 1uesti ultimi delitti erano puniti anche se commessi
contro una religione ammessa dallo Stato, ma la pena era diminuita in misura non eccedente 6<E. Lelemento
oggettivo del reato consisteva in espressioni di scherno o di disprezzo per mezzo della parola, dello scritto o di
disegni. Lelemento soggettivo era limitato al dolo generico. 'ra punita anche la :bestemmia;. A seguito dellentrata in
vigore della #ostituzione, emerse il problema del contrasto del #odice occo con il principio delluguaglianza e della
pari dignit! sociale dei cittadini senza distinzione di religione, delluguale libert! di tutte le confessioni religiose, della
libert! di religione e di propaganda e di manifestazione del pensiero.
111) L0e:olu"ione !ella 8iurispru!en"a costitu"ionale
La #orte cost. si pronunciata numerose volte sulle norme penali anzidette. Dapprima, alcune sentenze interpretative
di rigetto hanno negato lincostituzionalit! delluna o dellaltra" quanto alla violazione del principio di uguaglianza, le
pronunce hanno specificato che la diversit! di tutela a danno dei culti ammessi potesse ritenersi giustificata in base al
criterio quantitativo e<o al criterio sociologico )che pone in rilievo la tradizione storica della religione cattolica*. La #orte
tuttavia ha rivolto numerosi inviti al legislatore a provvedere a revisione della disciplina nel senso di parificare la
condizione di tutte le confessioni religiose quanto alla loro tutela penale. Il protrarsi dellinerzia del legislatore ha
determinato la evoluzione della giurisprudenza. La #orte ha dichiarato dapprima lincostituzionalit! dellart. F>9 c.p.
limitatamente alle parole :i Simboli o le ,ersone venerate nella religione dello Stato/ poi dellart. 9?9 c.p. ella parte in
cui prevede la pena della reclusione anzichB la pena diminuita dallart. 9?@ c.p./ poi dellart. 9?> c.p./ ed infine dellart.
9?A c.p. e dellart. 9?E c.p. La #orte ha cosM ridisegnato lintera disciplina dei reati contro il sentimento religioso alla
luce del principio supremo della laicit! dello Stato.
114) La !epenali""a"ione !ei reati inori
La concezione del diritto penale come estremo rimedio ha spinto il legislatore a depenalizzare una serie di reati minori
in illecito amministrativo. In questo contesto la contravvenzione di bestemmia stata depenalizzata e trasformata in
illecito amministrativo" oggi :chiunque pubblicamente bestemmia, con invettive o parole oltraggiose, contro la Divinit!
punito con sanzione amministrativa pecuniaria da W A6 a W E?7;, e la sanzione applicata dal ,refetto. La Divinit!
rimasta lunico oggetto materiale della condotta sanzionata dallart. F>9 c.p. IL contenuto precettivo risulta per=
indeterminato, essendo indeterminati i criteri con cui il ,refetto proceder! ad individuare le divinit! venerate nelle
religioni diverse da quelle maggiormente diffuse/ la pubblicit! della condotta ritenuta condizione estrinseca di
punibilit!.
%on costituiscono piI reati contravvenzionali, ma meri illeciti amministrativi sia lindossare labito ecclesiastico
abusivamente ed in pubblico, sia lo staccare, lacerare o rendere inservibili o illeggibili scritti o disegni fatti affiggere
dalla autorit! ecclesiastica.
116) La ri;ora !ei reati !i :ilipen!io
La riforma organica del codice penale non giunta in porto, ma non sono mancati interventi occasionali. La L.
8A<>??@ ha apportato modifiche in materia di reati di opinione, ed in questo quadro ha innovato anche la disciplina dei
reati in materia di religione. %ella legge non stato riprodotto lart. 9?> c.p., sono stati riscritti gli artt. 9?E e 9?9? c.p.,
stata modificata la lettera dellart. 9?A c.p./ stato abrogato lart. 9?@ c.p./ la rubrica del capo stata sostituita con
quella :Dei delitti contro le confessioni religiose;, cancellando il riferimento alla religione di Stato. La novella si
ispirata al principio della parificazione delle confessioni religiose quanto alla tutela penale/ il bene giuridico tutela ,
dunque, il sentimento religioso individuale di quanti ad esse appartengono, mentre restano prive di tutela le
concezioni del mondo di quanti non appartengano ad una confessione, o a quelle fondate su unetica laica. 1uanto
alloffendere mediante vilipendio, le sanzioni previste sono meno gravi che per il passato" comminata una multa per
le ipotesi di offese a una confessione religiosa mediante vilipendio di persone o di cose/ sono puniti con la reclusione
fino a due anni sia le offese ad una confessione religiosa mediante danneggiamento di cose, sia il turbamento di
funzioni religiose del culto di una confessione religiosa. Il riferimento alle confessioni religiose ripropone i problemi
qualificatori posti dal primo comma dellart. 8 #ost." da quella nozione dovrebbero ritenersi escluse le comunit! sociali
non aventi fini di religione o di culto, o aventi finalit! negative delle credenze di fede. 1uanto alla condotta di cui allart.
9?E c.p. ed al :T comma delart. 9?9 novellati, richiesto il requisito della pubblicit!, ritenuto elemento costitutivo. Il
reato si considera avvenuto pubblicamente quando il fatto commesso"
6. #on il mezzo della stampa, o con altro mezzo di propaganda/
>. In luogo pubblico o aperto al pubblico e in presenza di piI persone/
E. In una riunione che abbia carattere di riunione non privata.
Si ritenuto che per il delitto di :offese a una confessione religiosa mediante vilipendio di persone; eJ art. 9?E c.p., le
persone debbano essere offese nella loro qualit! di fedele o di ministro di culto, vale a dire per il collegamento
funzionale con la confessione religiosa di riferimento. ,er configurazione del reato non necessario che il vilipendio
sia rivolto verso persone determinate, essendo sufficiente che sia rivolto ad un gruppo indistinto di fedeli. 1uanto al
dolo, la giurisprudenza propende per la sufficienza del dolo generico/ invece richiesto il dolo intenzionale nellipotesi
nuova di danneggiamento di cose sacre effettuato pubblicamente )art. 9?9,> c.p.*.
11,) La li9ert2 reli8iosa7 i <reati culturali= e le cause !i 8iusti;ica"ione
Lart. A6,6 c.p. dispone che lesercizio di un diritto )come anche ladempimento di un dovere* esclude la punibilit!
)causa di giustificazione*. Lesimente in questione stata invocata per escludere la punibilit! di condotte omesse a
motivo dellesercizio del diritto di libert! religiosa )ad es., da soggetti che rifiutavano di prestare giuramento o di
svolgere il servizio militare*. Si impone la risoluzione del conflitto tra norme per mezzo del bilanciamento rimesso
allinterprete. In questa prospettiva si ritenuto plausibile considerare scriminante condotte di tenue lesivit!. Al
contrario, non risulterebbero scriminante condotte lesive di beni e diritti sovraordinati )ad es. il diritto delle persone alla
vita* la cui tutela funge da limite esterno allattivit! religiosa. Il fenomeno del multiculturalismo )legato allimmigrazione*
ha reso la problematica delle cause di giustificazione piI complessa, per il rilievo assunto dai c.d. reati culturali.
Succede cosM che siano poste in essere condotte penalmente rilevanti per il nostro ordinamento che sono invece
imposte, consentite o tollerate in altri contesti. In generale, la giurisprudenza non ha ritenuto rilevante la cultura, le
consuetudini, i costumi o la religione dellimputato. %el nostro sistema penale la sola disciplina legislativa specifica
quella in materia di mutilazioni genitali femminili, punite in misura piI grave della fattispecie comune di lesioni
personali. In Italia la c.d. esimente culturale non espressamente disciplinata, ma alcune ipotesi proprie di questa
prospettiva possono essere ricondotte allesimente dellesercizio di un diritto )o delladempimento di un dovere*
prevista dallart. A6 c.p. al fine di escludere la punibilit! del soggetto agente. La #assazione ha statuito che lesigenza
di praticare un certo culto religioso o il farne opera di proselitismo, pur essendo di certo fenomeni liberi ed anzi tutelati,
non possono essere addotti quali cause di giustificazione quando sussistano gli estremi di un illecito penale. Inoltre ha
ritenuto che la conversione del peccatore costituisce esplicazione del ministero spirituale, e pertanto non occorre che
un u sacerdote cattolico sia autorizzato da un suo superiore perchB si incontri con un latitante e celebri funzioni
religiose nel luogo nel quale costui si nasconde" il sacerdote cattolico esente da pena per effetto dellesimente eJ
art. A6 c.p. Sempre la #assazione ha ritenuto che la costituzione di un sodalizio non esclusa per il fatto che lo
stesso sia imperniato per lo piI attorno a nuclei culturali che si rifanno allintegralismo religioso islamico perchB i
rapporti ideologico-religiosi si sommano al vincolo associativo e lo rendono ancora piI pericoloso. +n particolare
rilievo deve essere riconosciuto al diritto di cronaca e al diritto di critica ):cio il diritto del giornalista ad esprimere la
propria visione della vita e della societ!, manifestando unopinione che non assolutamente obiettiva;*, che
costituiscono cause di giustificazione )ai sensi dellart. A6 c.p.* della diffamazione a mezzo stampa anche quando
collidano con laltrui sfera di libert! religiosa, avendo fondamento nellart. >6 #ost. $ccorre, per=, che linformazione
rivesta unutilit! sociale con riguardo allattualit! ed alla rilevanza del fattori riportati )c.d. limite della pertinenza*, che
la notizia sia riportata in termini essenziali e contenuti, nei limiti della necessit! della comunicazione )c.d. limite della
continenza* e che vi sia rispondenza alla verit!, almeno putativa. %on stato accordato rilievo, invece, al diritto di
critica nellambito della ricerca scientifica in materia religiosa. Il ,arlamento europeo )a seguito delle proteste
conseguite alla pubblicazione sui giornali di vignette caricaturali del profeta 5aometto*, ha riaffermato che la libert! di
espressione un valore fondamentale dell+', e che essa dovrebbe essere basata sul rispetto delle convinzioni
religiose. La #assazione ha ritenuto che il diritto alla comunicazione in materia religiosa incontri dei limiti, ed ha
configurato il reato di diffamazione della congregazione religiosa dei (estimoni di .eova )alla quale si erano attribuiti
intenti di arricchimento mediante il plagio degli adepti* non potendosi invocare nB la scriminante del diritto di critica nB
)posto che nel caso in esame soggetti attivi erano persone professanti la religione cattolica* il diritto alla libert! di
pubblicazione e diffusione degli atti e documenti relativi alla missione della #hiesa. Ha ritenuto ancora sussistere il
reato di ingiuria e non sussistere la scriminante del diritto di critica per chi aveva rivolto lespressione :,rete
spretato..la vita ti ha gi! condannato;. Lesimente di stato di necessit! era stata ritenuta sussistente nel caso di un
frate che, alla guida, aveva superato i limiti di velocit! asserendo poi di recarsi ad impartire lestrema unzione ad un
moribondo/ ma la sentenza stata riformulata per linsussistenza della stessa scriminante.
La giurisprudenza ha esaminato le ipotesi di rifiuto di uffici legalmente dovuti )art. E@@ c.p.* in relazione al rifiuto di
prestare giuramento e di esercitare funzione giudiziaria o altro incarico )scrutatore del seggio elettorale* per motivi di
religione e coscienza. 1uanto al primo, pronunce della #orte cost. hanno finito con lestendere al testimone nel
processo civile, ammonito sulla responsabilit! morale e giuridica che assume con la deposizione, la formula
dellimpegno a dire tutta la verit! e a non nascondere nulla. 1uanto al secondo, il giudice di legittimit! ha ritenuto
giustificato motivo di rifiuto dellufficio di presidente del seggio elettorale )in caso di designazione dufficio* la
manifestazione della libert! di coscienza il cui esercizio determini un conflitto tra la personale adesione al principio
supremo di laicit! dello Stato e ladempimento dellincarico a causa dellorganizzazione elettorale, in relazione alla
presenza del crocifisso o di altre immagini religiose nella dotazione obbligatoria degli arredi di aule scolastiche adibite
a seggi elettorali.
11.) Le circostan"e a88ra:anti e! attenuanti
Lart. @6 c.p. prevede tra le circostanze aggravanti comuni lavere commesso il fatto"
V #on abuso dei poteri o con la violazione dei doveri inerenti alla qualit! di ministro di un qualunque culto.
Laggravante ha natura soggettiva/ non necessario pertanto che il reato sia commesso nella sfera tipica e ristretta
delle funzioni e dei servizi propri del ministero sacerdotale, ma che sia stato facilitato dallautorit! e dal prestigio da
esso conferiti. La rilevanza pubblica delle suddette qualifiche comporta la piI pregnante aspettativa di osservazione
scrupolosa dei propri doveri/
V #ontro )e non semplicemente a danno di* una persona rivestita della qualit! di ministro del culto cattolico o di un
culto ammesso. La mancata considerazione dei ministri appartenenti alle altre confessioni sembra porsi in contrasto
con il principio di uguaglianza. Laggravante non sussiste se il reato commesso in danno di un ministro di culto per
ragioni diverse dalle funzioni svolte da questultimo. Lagente deve avere consapevolezza della qualit! personale del
soggetto passivo.
4i sono inoltre alcune circostanze aggravanti specifiche" costituisce aggravante del furto lavere commesso il fatto su
cose destinate a pubblica reverenza, per il maggior rispetto ad esse dovuto/ costituisce aggravante del
danneggiamento lavere commesso il fatto su edifici destinati allesercizio di culto. Ai sensi dellart. @> c.p. costituisce
circostanza attenuante lavere agito per motivi di particolare valore morale. Si ritenuta applicabile lattenuante al
delitto di omicidio di cui erano chiamati a rispondere i genitori che, per non violare un divieto religioso del culto dei
(estimoni di .eova, avevano omesso di fare sottoporre la loro bambina a periodiche trasfusioni di sangue.
113) L0uso a9usi:o !ell0a9ito ecclesiastico
%on esiste nellordinamento statale lobbligo dei ministri di culto di indossare una divisa o altri segni distintivi. (uttavia,
tra i casi di falsit! personale tipici sanzionato lindossare abusivamente in pubblico labito ecclesiastico, a tutela della
pubblica fede che pu= essere tratta in inganno da false apparenze.
1$5) La responsa9ilit2 ainistrati:a !a reato !e8li enti ecclesiastici
Si da tempo affermato il principio della responsabilit! degli enti conseguente alla commissione di specifici reati posti
in essere, nel loro interesse o a loro vantaggio, da persone che rivestono funzioni di rappresentanza, di
amministrazione o di direzione nonchB da persone che ne esercitano, anche di fatto, la gestione ed il controllo, o da
persone sottoposte alla direzione o alla vigilanza di uno dei soggetti prima menzionati. Lente non risponde se le
persone indicate hanno agito nellesclusivo interesse proprio o di terzi. Si devono escludere dallambito di operativit!
della disciplina gli enti non a carattere associativo )es.chiese e fondazioni di culto*, e gli enti collegati alle confessioni
religiose cui sia stata riconosciuta la qualifica di enti pubblici non economici )+niversit! #attolica del Sacro #uore*.
Si pone anche il problema se le confessioni religiose in sB )e non le loro articolazioni in strutture associative* rientrino
nel disposto della normativa richiamata" per una risposta affermativa depone la circostanza che esse sono del tutto
estranee allorganizzazione dello Stato/ in senso contrario si potrebbe ritenere che ogni confessione svolge funzioni di
rilievo costituzionale. Due circostanze depongono ancora per un risposta negativa" il legislatore non si riferiva certo
alle confessioni religiose nellelaborare le ragioni di politica criminale/ inoltre, applicare ad una confessione la
disciplina delle sanzioni interdittive dellattivit! o della nomina del commissario giudiziale, comporterebbe la violazione
del loro ordine :proprio; costituzionalmente garantito. ,roblema diverso quello della responsabilit! civile degli enti
ecclesiastici per i reati commessi da funzionari o dipendenti dellente, venuto allattenzione a seguito di condanne di
sacerdoti per delitti di pedofilia ed alla affermata responsabilit! civile della diocesi di appartenenza )negli +.S.A.*. Il
,ontificio #onsiglio per i (esti Legislativi ritiene che il vescovo non abbia alcuna responsabilit! giuridica in base al
rapporto di subordinazione canonica esistente tra lui stesso ed il sacerdote, e che leventuale risarcimento dei danno
vada imputato al solo sacerdote. %on risulta che la giurisprudenza italiana abbia ancora affrontato il tema specifico
della responsabilit! civile dellente parrocchia o dellente diocesi, sebbene non manchino sentenze penali di condanna
di parroci o diaconi. Si pu= ipotizzare che un dovere :qualificato; di vigilanza e di controllo operi a cario dellordinario
diocesano nei confronti degli insegnanti di religione nelle scuole pubbliche, dei docenti di seminari, degli addetti alla
gestione degli oratori, dei cappellani nelle comunit! separate. In caso di condanna, le autorit! ecclesiastiche dovranno
adibire necessariamente il soggetto ad altre mansioni" infatti la condanna per delitti di violenza sessuale nei confronti
di minore comporta in ogni caso linterdizione perpetua da qualunque incarico nelle scuole o in istituzioni o altre
strutture pubbliche o private frequentate prevalentemente da minori.
1$1) Il <se8reto= !ei inistri !i culto
$gni comunit! religiosa ha una sua concezione di ministro di culto, di modo che la funzione sacerdotale non
presente, in modi direttamente paragonabili, in tutte le religioni. Lordinamento dello Stato non offre una nozione di
portata generale. ecenti vicende hanno portato alla ribalta delle vicende giudiziarie di molti paesi i legami tra fedeli
ed i ministri di culto, intesi come coloro che ne guidano la fede e ne orientano la pratica. I sentimenti, le opinioni, i
comportamenti degli individui che sono espressione diretta del sentire religioso o delle convinzioni sono protetti nel
nostro ordinamento da un generale principio di riservatezza. 'sso trova il suo fondamento negli artt. > e 67 #ost., ed
esprime un valore costituzionale che pu= cedere solo a fronte di altri valori di pari grado. I ministri delle confessioni
religiose, per ragione dei propri compiti :istituzionali;, sono a conoscenza anche degli aspetti piI intimi delle persone
che professano quella data fede, specie in quelle che conoscono listituto della confessione o della penitenza. Le
conoscenze che possono cosM essere acquisite meritano una specifica tutela"il il c.d. segreto professionale disciplina
sul piano del diritto sostanziale e, insieme, processuale, ed tutelato quale interesse del singolo alla libert! e
segretezza dei rapporti con i ministri di culto. 1uanto al primo piano, lart. @>> c.p. ):ivelazioni di segreto
professionale;* punisce chiunque, avendo notizia, per ragione del proprio stato, di un segreto, lo rivela, senza giusta
causa, ovvero lo impiega a proprio o altrui profitto, se da fatto pu= derivare nocumento. C richiesto il dolo generico/ il
comportamento preso in considerazione sia omissivo che commissivo. Hanno valore scriminante il consenso
dellavente diritto alla rivelazione e lesistenza di un obbligo di legge alla rivelazione. Il nocumento inteso come
possibilit! di un ingiusto pregiudizio. 1uanto al piano processuale, per lart. >?? c.p.p. i ministri delle confessioni
religiose non possono essere obbligati a deporre quali testimoni su quanto hanno conosciuto in ragione del proprio
ministero. Si tratta di una immunit! funzionale limitata" la tutela, infatti, non assoluta, perchB lart. >?? c.p.p. dispone
che il giudice, qualora abbia motivo di dubitare che la dichiarazione resa per esimersi dal deporre sia infondata,
provvede agli accertamenti necessari e, nel caso lo risulti, ordina che il testimone deponga. Il termine :ministro di
culto; non ha un significato uniforme per tutte le confessioni, e vi sono difficolt! a ricondurvi figure similari. ,er le
confessioni i cui rapporti con lo Stato sono regolati in via pattizia, lindividuazione dei ministri rimessa alle autorit!
confessionali/ per le confessioni governati dalla legge sui culti ammessi, il problema risolto dalla necessaria
approvazione governativa delle nomine/ per le confessioni non riconosciute residua un margine di discrezionalit! del
giudice in ordine alla qualificazione dei soggetti in questione.
La disciplina codiciale del segreto completata"
V Dalla previsione che non opera il divieto di esibire allautorit! giudiziaria atti, documento presso i ministri di culto per
ragione del loro ufficio. 1ualora dichiarino per iscritto che si tratti di :segreto confessionale;/ lautorit! giudiziaria pu=
compiere tuttavia accertamenti se ritiene di dubitare della fondatezza della dichiarazione, e disporre il sequestro se la
ritiene infondata/
V Dal divieto di utilizzare le intercettazioni dei ministri di culto quando hanno ad oggetto fatti conosciuti per ragione del
loro ministero, salvo che essi abbiano gi! deposto sugli stessi fatti o li abbiano gi! divulgati.
Il segreto confessionale ha ricevuto in alcune fonti pattizie una tutela sul piano processuale ancora piI intensa quanto
alla insindacabilit! della dichiarazione del ministro di culto. LAccordo del 6789 dispone che :gli ecclesiastici non sono
tenuti a dare a magistrati o ad altra autorit! informazioni su persone o materie di cui siano venuti a conoscenza per
ragione del loro ministero;, senza prevedere alcuna forma di accertamento eventuale sulla fondatezza delle relative
dichiarazioni. $ccorre inoltre chiedersi se lart. >?? c.p.p. debba ritenersi derogato dalle discipline concordate )alla
luce del criterio generale che regola la successioni di leggi nel tempo* e, in caso di risposta positiva, se tale deroga
possa ritenersi costituzionalmente legittima. La tutela apprestata dalle norme concordate, infatti, pu= apparire non del
tutto bilanciata con la necessaria tutela di configgenti valori costituzionali.
1$$) La testionian"a !ei inistri !i culto
La giurisprudenza ha ritenuto che non sussista unincapacit! o un divieto assoluto degli ecclesiastici a testimoniare,
ma che sia solo conferito loro il diritto di astenersi per i fatti conosciuti in ragione dellesercizio del loro ministero. Il
giudiceE non pu= escludere in via automatica qualsiasi ecclesiastico dalla lista dei testimoni, ma deve convocarlo e
avvertirlo della facolt! di astenersi concessa.
1$*) La counica"ione !ei proce!ienti penali a carico !i ecclesiastici
LAccordo 6789 assicura che lautorit! giudiziaria italiana dar! comunicazione allautorit! ecclesiastica competente
per territorio dei procedimenti penali promossi a carico di ecclesiastici. Il p.m. informer! lautorit! ecclesiastica quando
allecclesiastico indagato o al suo difensore sia comunicatala pendenza del procedimento, o quando quegli sia
arrestato o fermato, o quando sia applicato un provvedimento limitativo della libert! personale. Di regola, lautorit!
ecclesiastica competente lordinario diocesano nella cui circoscrizione territoriale ha sede la procura della
epubblica/ quando la persona indagata un vescovo diocesano, o altro equiparato, lautorit! competente la Santa
Sede. La comunicazione del p.m. non costituisce condizione di procedibilit!. %essuna disposizione similare si rinviene
per i ministri delle confessioni diverse dalla cattolica, e lomissione non appare ragionevole.
1$1) La !iscriina"ione per oti:i reli8iosi7 l0estra!i"ione e l0espulsione7 lo status !i ri;u8iato
La religione viene in rilievo in una serie di reati di stampo razzista<Jenofobo. ,er discriminazione deve intendersi )ogni
distinzione, restrizione o preferenza basata sulla razza, il colore, lascendenza o lorigine nazionale o etnica, che abbia
lo scopo o leffetto di distruggere o di compromettere il riconoscimento, il godimento o lesercizio, in condizioni di
parit!, dei diritti delluomo e delle libert! fondamentali in campo politico, economico, sociale e culturale o in ogni altro
settore della vita pubblica; )#onvenzione di %eX YorZ, 67@@*.
C punito, con la reclusione fino ad un anno e sei mesi o con la multa fino ad W @.???, chi istiga a commettere, ossia
induce altri a commettere, o commette atti di discriminazione per motivi religiosi, violenza o atti di provocazione alla
violenza per motivi religiosi/ ancora vietata lorganizzazione, associazione, movimento o gruppo avente tra i propri
scopo lincitamento alla discriminazione alla violenza per motivi religiosi. %on invece contemplata la punizione della
mera propaganda di idee fondate sulla superiorit! o sullodio religioso. La fattispecie dellistigazione a commettere atti
di disciriminazione per motivi religiosi configura un reato di mera condotta )che si verifica indipendentemente dal
verificarsi dellevento*, a forma libera e configura unipotesi di reato a dolo generico. Le condotte commissive di atti di
discriminazione configurano invece reati a dolo specifico, inteso quale coscienza e volont! di offendere laltrui dignit!
in considerazione di quella caratteristica religiosa. Si estende tale previsione anche alle manifestazioni di intolleranza
e pregiudizio religioso. ,er i :reati comuni; commessi con finalit! di discriminazione o di odio religioso )punibili con
pena diversa dallergastolo* la pena aumentata della met!. Laggravante non stata ritenuta configurabile quando
lazione non si presenti almeno potenzialmente idonea a rendere percepibili allesterno ed a suscitare in altri
sentimenti di odio o discriminazione. Se la commissione dei reati favorita da organizzazioni, associazioni, movimenti
o gruppi, il giudice pu= disporre la sospensione di ogni attivit! associativa. La #assazione ha statuito che il gesto di
strappare il velo ad una donna musulmana un gesto razzista che configura circostanza aggravante.
La sussistenza di una fondata ragione per ritenere che limputato o il condannato saranno sottoposti ad atti
persecutori o discriminatori per motivi, fra gli altri, di condizioni personali o sociali costituisce causa ostativa alla
estradizione. Latto persecutorio e discriminatorio costituisce lo scopo dissimulato che lo stesso Stato richiedente mira
a realizzare. Analogamente in nessun caso pu= disporsi lespulsione di uno straniero, il suo respingimento )non
ritenuto sufficiente, comunque, il fumus persecutionis*. Il D.Lgs. >A6<>??F ha disciplinato lattribuzione agli stranieri
)non appartenenti all+' ed apolidi* dello status di rifugiato, sul presupposto del fondato timore di essere perseguitati
per motivi di razza, religione, nazionalit!, ecc. Ai fini del riconoscimento gli atti di persecuzione devono essere
sufficientemente gravi da rappresentare una violazione grave dei diritti umani fondamentali. C irrilevante che il
richiedente possegga effettivamente una delle caratteristiche che provocano gli atti di persecuzione, purch la
caratteristica gli sia attribuita dallautore delle persecuzioni. In materia i poteri istruttori del giudice sono rafforzati" gli
spetta cooperare nellaccertamento delle condizioni che consentono allo straniero di godere della protezione
internazione, acquisendo anche dufficio le informazioni necessarie a conoscere lordinamento giuridico e la situazione
politica del paese dorigine. Il divieto di espulsione e di rinvio al confine non pu= essere fatto valere dal rifugiato solo in
due casi" se per motivi seri egli debba essere considerato un pericolo per la sicurezza del nostro paese, o se
costituisca una minaccia per la collettivit! a causa di una condanna definitiva per un crimine o un delitto grave. La L"
>E><6777 ha attribuito alla competenza della #orte internazione il crimine di genocidio, i crimini contro lumanit!, i
crimini di guerra.
1$4) Le iunit2 personali
Le immunit! rappresentano delle eccezioni alla obbligatoriet! ed universalit! della legge penale italiana. Si ritiene che
il Sommo ,ontefice goda di una immunit! totale, con efficacia eJtrafunzionale )Art. 8 (rattato Lateranense*.
Limmunit! sia funzionale che eJtrafunzionale, sostanziale e processuale, estesa a tutti i rami dellordinamento. .li
ecclesiastici che per ragioni di ufficio partecipano fuori dalla #itt! del Katerano allemanazione degli atti della S. Sede
godono di una immunit! funzionale )sostanziale e processuale*.
1$6) Il suono !elle capane
%on infrequente che i giudici si occupino del suono delle campane in relazione al reato contravvenionale di disturbo
delle occupazioni e del riposo )Art. @A7 c.p.*. $ggetto di tutela lordine pubblico sotto laspetto della tranquillit!
pubblica. Il giudice della legittimit! ritiene che sussista lillecito nel caso di abituale diffusione, a mezzo di altoparlanti
sistemati sul campanile, di rintocchi di campane e di altre emissioni sonore connesse allo svolgimento di funzioni
religiose, se sono superati determinati limiti fissati con decreto del ,residente del #onsiglio. ,er quanto concerne le
emissioni delle campane durante manifestazioni religiose temporanee ed occasionali direttamente il #omune a
concedere lautorizzazione, anche in deroga ai valori limite. La normativa sullinquinamento acustico non ha abrogato
la norma del codice penale, per la cui sussistenza occorre che luso di strumenti rumorosi sia tale da recare un
effettivo disturbo al riposo o alle occupazioni delle persone.
Capitolo $5 I SIM/OLI
1$.) L0a99i8liaento
,articolare rilievo assume la questione dellutilizzo di indumenti prescritti da alcune norme confessionali, che ha
ricevuto una particolare eco in 'uropa. In &rancia stato, ad es., introdotto il divieto di indossare nelle scuole
pubbliche capi di vestiario e monili di significato religioso a carattere ostentatorio. Il rettore dell+niversit! di Istanbul
ha vietato sia il velo che la barba incolta. La #edu, dal canto suo, ha ritenuto legittimi divieti in quanto posano recare
danno ai diritti e alla libert! degli altri, allordine e alla sicurezza pubblica. Lordinamento italiani )ancora* non ha
norme specifiche che vietino determinate fogge dellabbigliamento" dallart. 67 #ost. discende il diritto di manifestare
liberamente la propria identit! religiosa )o non* in qualsiasi forma, e di farne propaganda, anche attraverso luso di
simboli nel vestiario. %ella #arta dei 4alori si d! atto espressamente che :lItalia rispetta )troppo* i simboli, e i segni, di
tutte le religioni;, e che :in Italia non si pongono restrizioni allabbigliamento della persona, purch liberamente scelto,
e non lesivo della sua dignit!;. (uttavia, non sono accettabili forme di vestiario che coprono il volto perchB ci=
impedisce il riconoscimento della persona e la ostacola nellentrare in rapporto con gli altri;. 4i sono situazioni in cui il
diritto di manifestare i propri convincimenti attraverso luso di strumenti deve essere fatto oggetto di un ragionevole
bilanciamento con lesigenza di tutela altri interessi di rilievo costituzionale. Il legislatore pu= dunque legittimamente
prescrivere lobbligo di indossare un determinato abbigliamento per alcune categorie di soggetti, quali il personale a
contatto con gli alimenti, il personale esposto a rischi per la propria integrit! fisica, alcuni dipendenti pubblici )militari e
magistrati, ad es.*, autisti e passeggeri dei mezzi di trasporto )che devono indossare caschi, cinture di sicurezza,
ecc.*. ,iI in generale, la libert! di abbigliarsi incontra il limite dellobbligo di utilizzare indumenti che permettano
limmediato e sicuro riconoscimento personale, o del divieto di usare in luogo pubblico o aperto al pubblico senza
giustificato motivo mezzi atti a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona, nonchB del divieto di utilizzarli in
occasione di manifestazioni che si svolgono in luogo pubblico o aperto al pubblico. nei documenti di identit! la
fotografia deve riportare ben visibili i tratti del viso, circostanza esclusa dallutilizzo del burqa. %egli ultimi anni alcuni
sindaci hanno emesso ordinanze che stabiliscono il divieto di indossare in luogo pubblico il burqa, ritenuto uno dei
mezzi atti a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona.
Lannullamento di una di queste ordinanze stato confermato dal (ar del &riuli 4enezia .iulia e poi dal #onsiglio di
Stato con largomento che il burqa non diretto ad evitare il riconoscimento, ma costituisce attuazione di una
tradizione.
1$3) La circoncisione e le utila"ioni 8enitali ;einili
5olte sono le pratiche a sfondo religioso e<o culturale che operano in via diretta sul corpo. +n posto a sB occupato
dalle mutilazioni genitali femminili )5.&*. L$5S ha definito le 5.S quali :pratiche che comportano la rimozione
parziale o totale dei genitali femminili esterni o altri danno ai genitali femminili, compiute per motivazioni culturali o
altre motivazioni non terapeutiche;. %essuna religione le impone in forma esplicita. Il parlamento dell+nione europea
considera le 5.& come una violazione dei diritti umani fondamentali. La L. F<>??@ ha introdotto, nel nostro
ordinamento, lart. A8E-bis c.p., che vieta specificamente le pratiche di mutilazione genitale femminile. Il I comma
sanziona chi, in assenza di esigenze terapeutiche, cagiona una mutilazione degli organi genitali femminili/ il dolo
richiesto generico, e la pena prevista la reclusione da 9 a 6> anni. Il II comma sanziona colui che, sempre in
assenza di esigenza terapeutiche, provoca, al fine di menomare le funzioni sessuali, lesioni agli organi genitali
femminili da cui derivi una malattia nel corpo e nella mente/ per questo delitto richiesto il dolo specifico, e la pena
prevista la reclusione da E a F anni. Sono sanzionate con una pena aumentatale pratiche descritte se commesse
nei confronti di una minore oppure a fine di lucro. +n accenno merita la questione delleventuale rilevanza del
consenso dellavente diritto" condiviso che la scriminante non operi quando le mutilazioni siano praticate su individui
non in grado di esprimere un valido consenso, e quando determinino una diminuzione permanente dellintegrit! fisica.
I diritti offesi dal fatto tipico, per questi motivi, sono definiti relativamente disponibili. Si esclude che le pratiche di 5.&
sia scriminate per effetto dellesercizio del diritto di libert! religiosa da parte di chi eserciti la potest! genitoriale sul
minore, sia per la mancanza di espressi precetti confessionali vincolanti, sia per la inviolabilit! del diritto allintegrit!
fisica. Diverso il caso della circoncisione maschile rituale, generalmente consentita" si evidenzia che loperazione
non debba produrre menomazioni o alterazioni organiche o nella funzionalit! sessuale maschile.
1*5) L0esposi"ione !ei si9oli reli8iosi ne8li e!i;ici pu99lici
La sola norma che in forma espressa rende facoltativa lesposizione di simboli religiosi in edifici pubblici, ma in spazi
che possono dirsi :privati;, si rinviene nel regolamento sullordinamento penitenziario che consente ai detenuti di
esporre, nella propria camera individuale )rara* o nel proprio spazio di appartenenza nella camera a piI posti,
immagini e simboli della propria confessione religiosa. Lesposizione asseritamente obbligatoria del crocefisso negli
edifici pubblici prevista, invece, solo da alcune fonti secondarie emanate negli anni >?, che includono loggetto
sacro tra gli :arredi; e sono riconducibili alla categoria degli atti amministrativi generali privi di fondamento normativo.
in dottrina si ipotizzata labrogazione tacita di tali disposizioni. ispetto al periodo in cui le norme sono state
emanate, infatti, il quadro normativo radicalmente cambiato, prima con la #ostituzione, e con essa del principio del
pluralismo confessionale/ poi con lAccordo del 6789, in cui le parti hanno considerato non piI in vigore il principio
della religione di Stato/ infine con il riconoscimento della laicit! come principio supremo dellordinamento. ,arte della
dottrina ha rilevato come lesposizione del crocifisso nei luoghi pubblici possa porsi in contrasto con la libert! degli
individui che abbiano fedi diverse. In particolare, per quanto attiene alla sua presenza nelle scuole, si rivelato un
potenziale conflitto con il diritto alla libera formazione della coscienza degli alunni. La #assazione ha ritenuto, cosM,
che le norme sullesposizione del crocefisso debbano intendersi implicitamente abrogate per la loro matrice
confessionista. ,er la Suprema #orte la presenza del crocefisso rischia di costituire il pericolo di un grave turbamento
di coscienza e la sua imposizione urta con il principio di uguaglianza eJ art. E #ost. La giurisprudenza amministrativa,
tuttavia, di segno contrario. Il #onsiglio di Stato ha confermato infatti la permanenza in vigore delle norme
regolamentari e la legittimit! dellesposizione del crocefisso, individuandone un diverso valore simbolico. 'sso, infatti,
a parte il significato per i credenti, rappresenterebbe il simbolo della civilt! e della cultura cristiana nella sua radice
storica )che assume molto valore anche nel mondo volutamente globalizzato a livello economico e culturale*,
costituendo un valore universale. +n nuovo intervento della #assazione precisa per= che il crocefisso mantiene, in
ogni caso, il significato di simbolo confessionale. C da segnalare, inoltre, una pronuncia della #orte dAppello di
,erugia sulla presenza del crocefisso nelle aule destinate ad ospitare i seggi elettorali, nella quale si evidenzia
lopportunit! che la sala sia uno spazio assolutamente neutrale, privo di simboli che possano, in qualsiasi modo,
creare suggestioni o influenzare lelettore.
Capitolo $1 LA %U//LICITB
1*1) La pu99licit2 reli8iosa
Le religione sempre piI utilizzano i mezzi di comunicazione sociale per la diffusione del credo, per la diffusione di
notizie )c.d. pubblicit! religiosa*. In Italia diffuso il ricorso ai messaggi pubblicitari da parte delle confessioni che
partecipano al sistema del finanziamento pubblico diretto )otto per mille* o che sollecitano le erogazioni liberali dei
privati" tuttavia, la materia della pubblicit! religiosa non ha una specifica regolamentazione. &enomeno recente
quello del c.d. :marZeting ateo; che rivendica per non credenti ed atei gli stessi diritti e libert! riconosciuti a chi
manifesta le proprie credenze positive di religione.
1*$) La pu99licit2 coerciale e la reli8ione
La pubblicit! commerciale si avvale non infrequentemente del ricorso al sacro per rafforzare il messaggio di annunci
:profani;, perch il linguaggio religioso ritenuto di sicura efficacia. ,er la #hiesa cattolica possibile fare ricorso al
sacro nella pubblicit!, ma la prassi riprovevole e offensiva quando si strumentalizza la religione o la tratta in modo
irriverente. In passato i :santini; sono stati utilizzati per reclamizzare prodotti a base di erbe o cioccolata messi in
commercio da comunit! religiose. Immagini sacre e nomi direttamente riferiti a temi religiosi sono presenti in etichette
di liquori, vini e acque minerali.
1**) Le re8ole in tea !i pu99licit2 coerciale
+na Direttiva del #onsiglio delle #omunit! europee dispone, quanto alla pubblicit! televisiva, che la pubblicit! e la
televendita non devono offendere convinzioni religiose o politiche e che non possono essere inserite durante la
trasmissione di funzioni religiose, a salvaguardia del sentimento degli utenti e della dignit! dei riti. La direttiva ha
ricevuto applicazione tramite il :(esto unico della rediotelevisione;, ai sensi del quale la pubblicit! deve essere
:palese, veritiera e corretta;" queste tre condizioni rappresentano le condizioni generali di liceit! della comunicazione
pubblicitaria. Il testo unico dispone che compito dellA...#om. assicurare la diffusione di trasmissioni pubblicitarie e
di televendite che non offendano le convinzioni religiose o ideali e che non siano inserite durante la trasmissione di
funzioni religiose. Diversa natura e forza ha il codice di comportamento )#ap* elaborato nel 67@@ dallIstituto di
Autodisciplina ,ubblicitaria )Iap*, fondato sulla considerazione della pubblicit! quale servizio di utilit! per il pubblico.
quasi tutti gli operatori della pubblicit! sono tenuti oggi al rispetto del #ap" fatto obbligo ai soggetti aderenti di
inserire nei propri contratti con i soggetti terzi una speciale clausola di accettazione di questi ultimi del #ap, con
leffetto di vincolare al rispetto del #ap anche chi non vi aderisca direttamente e volontariamente. Agli effetti del #ap il
termine :pubblicit!; comprende ogni comunicazione, da chiunque provenga, diretta a promuovere la vendita di beni o
servizi. La disciplina del #ap stata estesa dalla pubblicit! commerciale alla pubblicit! sociale.
$rgano dello Iap sono" il .iurM, che esercita una funzione giudicante, ed il #omitato di #ontrollo che esercita una
funzione inquirente e sottopone al .iurM i messaggi non conformi alle norme del #ap. Lart. 6? del #ap vieta in forma
espressa la pubblicit! che offenda le convinzioni religiose dei cittadini" la norma comporta il divieto della
volgarizzazione di formule, luoghi, persone o immagini connotate di sacralit!, della deificazione del prodotto, del
sentimento di profanazione, delluso strumentale di luoghi e oggetti di culto, della satira e della parodia gratuita. Il
criterio di valutazione dato dal sentire medio dei consumatori, che deve intendersi come la risposta prevalente in un
dato momento in una certa comunit!.
1*1) Le !ecisioni !el &iurC !i Auto!isciplina
Il .iurM dellavviso che i limiti alla pubblicit! debbano essere piI stringenti rispetto ai limiti alla libert! di
manifestazione del pensiero perchB i messaggi non investano di cariche negative le convinzioni profonde che
alimentano ed identificano la personalit! stessa del cittadino )cagati addosso .iurM*. Il .iurM ha enucleato i profili
delloffesa e delle convinzioni religiose dei cittadini, individuandoli nella palese volgarizzazione di formule, luoghi o
immagini sacri, nella strumentalizzazione di immagini riconducibili alla sfera religiosa al solo fine di promuovere un
prodotto commerciale, ovvero nellirrisione degli elementi riconducibili alla sfera del sacro come nel proporne una
indebita parodia. Il bene protetto )il sentire religioso* tutelato quale patrimonio comune della maggioranza di
cittadini, indipendentemente dalla professione di fede di ciascuno.
#apitolo >> IL FATTORE RELI&IOSO NELL0ORDINAMENTO RADIOTELEVISIVO
1*4) I principi costitu"ionali
Il riconoscimento ad ogni individuo o gruppo del diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero )anche* in
materia religiosa discende dal combinato disposto degli artt. 67 e >6 #ost. Il pensiero pu= essere diffuso con ogni
mezzo, ivi inclusi i mezzi di comunicazione di massa, con il solo limite espresso della non contrariet! al buon
costume. Accanto al diritto di informare e comunicare, che integra il c.d. profilo attivo della libert! garantita eJ art. >6
#ost., si individua un complementare profilo passivo, consistente del diritto del destinatario di ricevere uninformazione
varia e pluralista e di orientarsi allinterno di essa. Il referente costituzionale che impone di elevare il principio
pluralistico al rango di canone fondamentale di tutta la materia in esame costituito dallo stesso carattere
democratico della epubblica )art. 6 #ost.*. 4a rilevato che la radiofonia e la radiotelevisione si contraddistinguono
rispetto agli altri mezzi di comunicazione di massa non solo per la peculiare diffusivit! e persuasivit! del messaggio
trasmesso, ma soprattutto in virtI delle specifiche limitazioni di ordine tecnico" le frequenze radio terrestri non sono
infinite e al contempo costituiscono beni di rilevanza internazionale, in virtI della capacit! del segnale di propagarsi al
di l! dei confini nazionali. I costi strutturale e la scarsit! di frequenze integrano vere e proprie barriere allingresso
)monopolio pubblico* che impediscono di realizzare un pino pluralismo c.d. esterno, che esigerebbe la garanzia a tutti
gli aspiranti della disponibilit! di una frequenza sulla quale trasmettere. Da ci= la #orte cost. ha fatto derivare la
necessit! di massimizzare il :tasso pluralistico; del sistema operando sul fronte del pluralismo c.d. interno, che si
realizza sia garantendo laccesso diretto alla programmazione a quante piI voci possibili, sia fornendo
uninformazione completa e imparziale. In virtI dei principi appena visti utte le emittenti, pubbliche o private, sono
tenute ad operare nel pieno rispetto dei diritti fondamentali della persona, incluso il diritto di libert! religiosa.
1*6) Eitten"a pu99lica e! eitten"a pri:ata nella le8isla"ione !i settore
I principi ricordati trovano formale corrispondenza nel (esto +nico della adiotelevisione. Ai sensi dellart. E del t.u.
sono principi fondamentali del sistema radiotelevisivo 0 e come tali impegnano tutte le emittenti 0 la garanzia di libert!
e del pluralismo dei mezzi di comunicazione, la tutela della libert! i espressione di ogni individuo, lobiettivit! )non
rivelatelo a 5inzolini" roba da perdere i capelli*, lapertura alle diverse opinioni. C espressamente imposto che la
programmazione radiotelevisiva rispetti i diritti fondamentali della persona, ed vietata ogni trasmissione che possa
indurre atteggiamenti di intolleranza fondati sulle differenze di razza, sesso, religione o nazionalit!. Il compito di
verificare il rispetto di tali prescrizioni assegnato allAutorit! per le garanzie nelle comunicazioni )A...#om.*.
Leffettivit! del controllo rafforzata dalla competenza dellAutorit! ad applicare le dovute sanzioni. #ontro ogni
provvedimento ammesso il ricorso avanti alla giurisdizione amministrativa. Se il rispetto del pluralismo costituisce un
dovere per lintero sistema radiotelevisivo, esso diventa un vero e proprio obbligo per ciascun mezzo radiotelevisivo
gestito dal servizio pubblico. la concessione del servizio pubblico generale radiotelevisivo affidata, fino allanno
>?6@, alla AI, sulla base del contratto nazionale di servizio stipulato con il 5inistero delle comunicazioni )ora
5inistero dello Sviluppo 'conomico, vacante da quasi >?? giorni*. Il contratto di servizio AI in vigore recepisce le
linee-guida dellA...#om )le segue anche troppo. ,er eventuali domande chiedere a 5ichele Santoro*, e configura
una programmazione aperta alle diverse opinioni e tendenze sociali e religiose )troppo*. Il contratto prevede, anche a
mezzo di veri e propri obblighi quantitativi, che la AI dedichi parte del proprio palinsesto a confronti e programmi su
temi religiosi. %el >??F alcuni soggetti confessionali hanno presentato allA...#om. un esposto, ad oggi rimasto
chiaramente senza seguito, lamentando il mancato rispetto del pluralismo religioso. I dati che accompagnano
lesposto e relativi al triennio >??9->??@, evidenziano che il 7F<78R del tempo complessivamente dedicato
allinformazione religiosa o agli interventi di esponenti religiosi era appannaggio della sola #hiesa #attolica.
1*,) La !isciplina !ell0accesso
La necessit! che i contenuti trasmessi dal servizio pubblico siano rappresentazione imparziale delle correnti di
pensiero comporta lobbligo di consentirvi il massimo di accesso, se non ai singoli cittadini, almeno a tutte quelle piI
rilevanti formazioni nelle quali il pluralismo sociale si manifesta. Si impone pertanto alla societ! concessionaria di
riservare una percentuale minima dei temi di programmazione )AR per la radiotelevisione, ER per la radiofonia* ad
apposite trasmissioni da parte di alcune categorie di soggetti collettivi, ivi incluse le confessioni religiose. La possibilit!
di accedere al palinsesto AI integra, per le confessioni di minoranza, il loro diritto di propaganda riconosciuto dallart.
67 #ost.
Capitolo $* &LI ENTI CENTRALI DELLA CDIESA CATTOLICA
1*3) L0art) 11 !el Trattato Lateranense
Lart. 66 (ratt. dispone che :gli enti centrali della #hiesa cattolica sono esenti da ogni ingerenza da parte dello Stato
italiano )salvo le disposizioni delle leggi italiane concernenti gli acquisti dei corpi morali*, nonchB dalla conversione dei
beni immobili;. Il contenuto della norma oscuro riguardo sia allambito soggettivo che a quello oggettivo. ,arte della
dottrina ha riconosciuto la qualifica di :centrali; solo agli enti che fanno parte della #uria romana e provvedono al
governo della #hiesa. %ella giurisprudenza della #orte suprema lindirizzo restrittivo ha trovato conferma in una
pronuncia che ha definito degli enti centrali come gli :organismi che costituiscono la #uria romana e provvedono al
governo della #hiesa cattolica;.
+ninterpretazione estintiva della norma ha ritenuto centrali tutti gli :enti pontifici;, vale a dire gestiti direttamente dalla
Santa Sede, o utilizzati dalla S. Sede con funzioni strumentali ed ausiliarie. Lindirizzo restrittivo appare per= il piI
corretto.
iguardo alla portata oggettiva dellesenzione, la formula :ogni ingerenza da parte dello Stato italiano; si presta a
molteplici interpretazioni. La piI ampia conduce a negare alle autorit! dello Stato qualsiasi esercizio di funzioni
pubbliche della sovranit!, ed attribuisce in prativa agli enti centrali una condizione di immunit!. La piI restrittiva limita
la garanzia della non ingerenza allattivit! amministrativa, senza alcuna esclusione della giurisdizione italiana sugli atti
rilevanti nellordinamento italiano. Anche per questo aspetto la #orte suprema sembra propender per lorientamento
restrittivo, il quale non comporta affatto una rinuncia alla giurisdizione da parte dello Stato italiano.
115) &li enti ;inan"iari con se!e nello Stato !ella Citt2 !el Vaticano
Ladozione della moneta unica da parte dellItalia ha reso necessario che fosse rinegoziata la #onvenzione monetaria
tra la epubblica italiana e lo Stato della #itt! del 4aticano. #on la convenzione lo S#4 vincolato al rispetto delle
norme comunitarie che disciplinano limpiego della nuova moneta e al dovere di collaborare con la #omunit! nella
lotta alla contraffazione. .li enti finanziari con sede nello S#4 possono essere sottoposti ai controlli della 2anca
dItalia.
Capitolo $1 LO SCV
111) Lo Stato !ella Citt2 !el Vaticano
Lo S#4 stato costituito con il (rattato Lateranense al fine di garantire alla S. Sede una sovranit! indiscutibile anche
a livello internazionale e per assicurarle una assoluta e visibile indipendenza. LItalia ha riconosciuto alla S. Sede la
piena propriet!, potest! e giurisdizione sovrana sul 4aticano, senza possibilit! che il governo italiano possa esplicare
alcuna ingerenza. Lo S#4 ha dunque i caratteri dellindipendenza e della sovranit!, e dunque la capacit! di
determinarsi autonomamente. Lo S#4 applica con rinvio materiale o recettizio i codice civile italiano e le leggi che lo
hanno nel tempo modificato. Lo stesso avviene con il codice penale e il codice di procedura penale. Si osserva,
invece, il codice di procedura civile del vaticano del 679@. Lo Stato rester! estraneo alle competizioni temporali tra gli
altri Stati e sar! sempre e in ogni caso considerato territorio neutrale ed inviolabile. Lintero territorio )unitamente alle
altre propriet! della S.Sede in oma che godono della eJtraterritorialit!* stato dichiarato dall+%'S#$ patrimonio
dellumanit!/ e parimenti lintero territorio stato iscritto nel registro internazionale dei beni culturali.
LItalia ha riconosciuto alla S. Sede la piena propriet! degli edifici elencati negli artt. 6E e 69 (ratt. i quali, benchB
facenti parte del territorio nazionale dello Stato italiano, godono delle immunit! riconosciute dal diritto internazionale
alle sedi degli agenti diplomatici di Stati esteri. 'ssendo parte del territorio dello Stato italiano, comunque, i fatti
giuridicamente rilevante che avvengano in essi sono disciplinati dalle leggi italiane. .li immobili summenzionati non
sono espropriabili per causa di pubblica utilit!, se non previo accordo con la S. Sede e sono esenti da tributi verso lo
Stato. ,eculiare la disciplina della cittadinanza dello S#4" essa spetta ai cardinali residenti nello S#4 o in oma/ a
coloro che risiedono stabilmente in 4aticano/ a coloro cui sia concessa dal ,ontefice/ al coniuge, ai figli, agli
ascendenti, ai fratelli e alle sorelle di un cittadino vaticano purch siano seco lui viventi e autorizzati a vivere in
4aticano. La cittadinanza si perde quando gli interessati cessano dallufficio in ragione del quale erano cittadini
vaticani, ovvero quando si abbandona la residenza in 4aticano. La perdita comporta lacquisto automatico della
cittadinanza italiana da parte di coloro che in origine erano cittadini italiani ovvero non abbiano titolo per acquistarne
unaltra. La sovranit! sullo S#4 compete al ,ontefic che assume in sB il potere legislativo, esecutivo e giudiziario. La
forma di governo dunque quella di una monarchia elettiva ed assoluta. La moneta ufficiale dello S#4 leuro. Lo
Stato titolare di una propria personalit! giuridica internazionale, la quale giustifica anche limpegno internazionale
dello Stato stesso.
11$) Le rela"ioni con l0Italia
4ista la limitatezza del territorio e la sua condizione di stato-enclave )ossia intermante circondato dal territorio italiano*
lItalia ha garantito allo S#4 le condizioni basilari di sussistenza" unadeguata dotazione di acque in propriet!/ la
comunicazione con le ferrovie dello Stato/ il collegamento con i servizi telegrafici, telefonici, radiotelegrafici e postali/ il
libero transito sul territorio italiano delle merci e dei diplomatici/ la libera corrispondenza e la libert! di accesso. Ha,
altresM, vietato ledificazione di nuove costruzione che costituiscano introspetto verso lo S#4, ed il trasvolo da parte di
aereomobili. Lo S#4 naturalmente legittimato a svolgere la giurisdizione penale sul proprio territorio ma, a richiesta
della S. Sede e per sua delegazione, lItalia provvede nel suo territorio alla punizione dei reati commessi nello S#4/
non vi bisogno di richiesta quando lattore si sia rifugiato nel territorio italiano. +na volta concessa la delega, lazione
penale obbligatoria per lo Stato italiano. La S. Sede ha altresM assunto limpegno, in deroga alla disciplina sulle
estradizioni, di consegnare allo Stato italiano le persone, che si fossero rifugiate in 4aticano o negli immobili immuni,
accusate di condotte commesse nel territorio italiano che siano ritenuti delittuose delle leggi di ambedue gli Stati. ,er i
reati commessi in ,iazza S. ,ietro, stata equiparata la piazza stessa al territorio dello Stato ai fini dellapplicazione
della legge penale italiana. Se per= la S. Sede decide di sottrarre temporaneamente la piazza al libero transito, ritrova
piena giurisdizione la legge penale vaticana. 1uando il sospettato di un reato commesso nella piazza sia stato
fermato da agenti italiani o consegnato a questi, si considera rifugiato nel territorio italiano, con la conseguenza che si
potr! procedere contro di lui senza attendere la delega vaticana. Allo stesso modo non necessaria una delegazione
nel caso di persona arrestata nella 2asilica di S. ,ietro dalla polizia italiana su richiesta della gendarmeria vaticana.
11$) Le 8aran"ie personali
Il (rattato dispone una larga serie di garanzie personali in favore di soggetti legati da rapporti con la S. Sede e lo
S#4. +na peculiare tutela riconosciuta al Sommo ,ontefice dall art. 8 (ratt. che punisce lattentato contro il
,ontefice )anche la provocazione a commetterlo* e le offese e le ingiurie pubbliche a lui dirette. In entrambi i casi
come se i reati fossero stati commessi al ,residente della repubblica. Il ,ontefice un vero e proprio sovrano, ma la
sua posizione non parficata a quella di un capo di Stato estero.
(utti i dipendenti vaticani non esenti da qualsiasi tributo nei confronti dello Stato italiano per le retribuzioni percepite.
Le sentenze e i provvedimenti emanati dalle autorit! ecclesiastiche e comunicati alle autorit! civili, circa le persone
ecclesiastiche o religiose e concernenti materie spirituali o disciplinari avranno hanno piena efficacia giuridica in Italia.