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DISPENSA 5_TIPOLOGIE EDILIZIE SPECIALISTICHE E NUOVE POLARITA.

1.Superluoghi ovvero la citt contemporanea.



1.1 Svelamento della citt contemporanea.
La fantasia dei luoghi sta facendo i conti con il presente trasformarsi del mondo. Forse per la
contemporaneit non composta solo di parti inedite. Il Circo Massimo era un super luogo. Roma nel suo
insieme lo era. La citt entro le mura era un super luogo. Senso e super luogo viaggiano insieme.
Dimensione urbana, percorribilit e spazio definivano il luogo geografico. Il luogo dellimmaginario era per
un super luogo. Le Courbousier con lUnit di Abitazione a Marsiglia getta le basi operative e teoriche del
superluogo urbanistico e architettonico. Il Lijnbaan di Rotterdam il primo superluogo della modernit. Le
antiche citt andine sono superluoghi: funzioni articolate di spazi in cui vivono abitanti che svolgono attivit
economiche e rituali coerenti allorganismo sociale. Linnovazione tecnologica spinge al superamento delle
barriere. Tempi e spazi possono divenire asincroni: la citt pu funzionare 24 ore su 24. Lasincronia
riguarda anche le funzioni: gli outlet commerciali sono simil paesi che aprono alle 8e chiudono alle 20, nel
weekend alle 24. Domenica diviene uno dei 7 giorni. Religioni, usanze e riti differenti ne snaturano il
significato di origine cristiana di giorno del riposo. Dopo 2000 anni lumanit sta divenendo sempre pi
formata da cittadini del mondo indifferenti a tali questioni, acquirenti di prodotti sempre pi diversificati
anche se standardizzati. Pi sono varie variegate le offerte, pi auspicato e richiesto che vasto ed esteso
sia il luogo di vendita.

1.2 Progettare anzich pianificare?
Sembra che il confronto tra piano e progetto che ha caratterizzato il dibattito urbanistico in Italia nella
decade tra gli anni 80 e 90 il secondo abbia avuto il sopravvento sul primo. Daltronde con la molteplicit
si strumenti innovativi che si sono proposti e costruiti si inteso rendere pi immediata la trasformazione
degli spazi puntando ad innalzare lefficienza e lefficacia realizzativa dei progetti. Seguendo questa filosofia
si per persa gran parte della componente legata allutilit sociale ed rimasta soprattutto quella di tipo
economico. Il super luogo non nientaltro che la logica conseguenza produttiva della citt e/o del
territorio che diviene spazio di produzione economica. Economie di scala nel caso degli outlet, dei centri
commerciali, degli hard discount. Queste poi, assieme ad economie di agglomerazione, spingono i centri
storici o citt storiche a turistizzarsi per competere nel mercato globale del turismo per il tempo libero e/o
per la cultura. Il progettare spazi e citt, cultura ed economia,ha sempre avuto un aspetto legato alla
convenienza, oggi diremmo competitivit. La differenza notevole nel fruitore, oggi differenziato, non
appartiene ad una comunit, e nel committente espressione di una proposta finalizzata ad offrire luoghi di
mercato: la nuova proposta metafisica della citt contemporanea.


2.Dai super luoghi ai luoghi.
Nel corso del 900 sono state numerose le teorizzazioni relative alla necessit che la citt si dotasse di
polarit emergenti destinate a accentrare un pluralit di funzioni. In insediamenti urbani abitati ormai da
milioni di abitanti si trattava di dare vita a potenti accumulatori energetici, grandi attrattori di flussi di
persone, di merci e di informazioni in grado di attivare complesse dinamiche metropolitane. I condensatori
sociali dei costruttivisti, i grandi centri commerciali americani nati dopo la crisi del 1929, i giganteschi
contenitori presenti nelle utopie urbane degli anni 60; i centri direzionali che sempre negli anni 60 furono
allorigine di una vigorosa fioritura progettuale allinterno della cultura architettonica italiana, costituiscono
altrettanti esempi di una ricerca che riproponeva su un piano diverso lantica contrapposizione tra la
materia residenziale e le emergenze monumentali tipica della citt storica. Una ricerca tesa ad individuare
elementi cardine tra la citt e il territorio, chiamati costruire una realt intermedia tra la scala urbana e
quella regionale. Gli attuali superluoghi, caratterizzati dalla presenza di grandi interni e dalla stretta
connessione con i paesaggi delle infrastrutture, rappresentano la pi recente formulazione di questa
dialettica tra la sempre maggiore estensione del tessuto abitativo e la concentrazione della maggior parte
delle funzioni urbane, dal commercio alla cultura e allintrattenimento. I superluoghi hanno fatto nascere
una metodologia che vede in essi lunica alternativa alla perdita di senso dello spazio pubblico. Tale
metodologia rischia di totalizzare nella figura dei superluoghi una problematica urbana che deve al
contrario essere formulata in tutte le sue articolazioni. Ricondurre i superluoghi alla logica dellintera
metropoli, superando il modello teorico che li contrappone ad essa, criticandone al contempo la dismisura
,il ruolo dominante e gli indotti spesso desertificanti, appare per di pi un motivo sempre pi necessario ed
urgente. Dai superluoghi di nuovo ai luoghi: forse questa una direzione da percorrere per ritrovare una
citt meno duale e schematica.

3. Superluoghi e citt.
Super un prefisso connesso alle immagini di superiore, eccessivo, straordinario, eccezionale. Un
connotato che pu essere assunto da oggetti, persone, situazioni ma anche da luoghi determinati non solo
spazialmente ma anche idealmente. Il prefisso super ascrivibile non tanto allelemento topografico del
luogo quanto pi al suo valore simbolico. Questo capita in conseguenza di unazione che rinnova
radicalmente uno stato di fatto, tramite una realizzazione architettonica di impatto, capace di inserirsi con
identit e singolarit: il caso della nuova Fiera di Milano, del parco della musica a Milano. I superluoghi
trovano il loro spazio ideale nei territori della globalizzazione dove si spostano le folle solitarie. Territori i cui
confini si rivelano sempre pi incerti, perdendo progressivamente senso: un aereoporto non pi solo una
piattaforma intermondiale per collegare citt distanti migliaia di chilometri, ma diventa porta di scambio
quotidiano, dove possibile intrattenersi in spazi condizionati e cablati, accedere allacquisto di prodotti
costosi e alla moda. Queste nuove pratiche di scambio sociale, economico e culturale, tra le moltitudini che
vivono e frequentano i super luoghi, si manifestano con le stesse intensit con cui tradizionalmente il
cittadino abita lo spazio pubblico della sua citt. Le grani attrezzature di vendita, dotate di rilevanti bacini
dutenza e di aree verdi di parcheggio, sono la conseguenza della diffusione del modello di mobilit privata,
fondato sulluso incondizionato dellautomobile. Laccessibilit a questi luoghi del consumo si rivela ancora
una volta strategica. I nodi infrastrutturali sono anche essi nuove centralit che addensano grandi sistemi
monofunzionali disgregati dalla citt consolidata la cui esistenza sembra divenire pi un ostacolo alla
sviluppo che unimmediata opportunit. La caratteristica del superluogo la sua capacit di dominare il
territorio a cui appartiene generando fenomenici forte urbanizzazione, catalizzando masse e flussi. Una
capacit che deriva dalla sua potenza simbolica, dal suo peso economico, dal suo ruolo nella citt moderna
ma anche dalla sua velocit dazione e adattamento. Guardando a questi territori colonizzati, appare ormai
evidente come tali strutture di massa siano accomunati da un medesimo denominatore: una sostanziale
disattenzione alla qualit del progetto e unapparente casualit delliniziativa che nella maggior parte dei
casi non corrisponde ad alcuna razionalit collettiva. Sembra quindi di poter certificare linsufficienza o
lassenza di un progetto complessivo che contenga e contestualizzi gli impatti di questi ambiti. Sembra che
la citt e il territorio siano ridotti al ruolo di spettatori piuttosto che di attori di questa ridefinizione delle
funzioni, delle relazioni di vita e del ridisegno del paesaggio.

4. Luoghi, non luoghi e superluoghi del commercio.
Le domande di socializzazione, di incontro e di auto rappresentazione si indirizzano oggi in larga misura
verso gli spazi commerciali. In un ristorante, in un bar o per strada ci si pu sentire diversi. In un mali mai. Si
legati a migliaia di altre persone di cui si condividono desideri, pulsioni, segni. Lo shopping e i suoi spazi
sono vissuti ormai da una parte crescente della popolazione come momenti fondamentali della nuova
crescita urbana. Gran parte dei processi di socializzazione avvengono in questi spazi. Il rinascimento urbano
stato anche prodotto dal ritrovato fascino della citt e dal suo spettacolo, fatto di vetrine, luci, merci. Le
strade simulate sono contemporaneamente imitazioni e modelli. Sono state progettate e realizzate
riproducendo ed amplificando il mondo reale delle strade metropolitane ma, a loro volta, sono assunte
come modello per le strade vere. Una massiccia operazione di riqualificazione urbana sta investendo la
42esima strada di Manatthan, una delle strade commerciali pi affollate e trafficate di New York.
Lobiettivo tematizzare la strada facendola cos diventare unicona di se stessa. Aug definisce gli
shopping mali non luoghi. Tale definizione data ai centri commerciali pu essere corretta solo a patto di
considerare i non luoghi non come luoghi di serie b ma piuttosto come luoghi assolutamente speciali. Essi
sono i templi e i santuari della nuova era. A far crescere intorno ai grandi luoghi del commercio e dello
shopping questo senso di centralit nella vita e nel paesaggio urbano contribuiscono oggi gli architetti. Gli
architetti di grido hanno scoperto i luoghi del commercio e ne hanno fatto il campo privilegiato di
sperimentazione. Caratteristica della nuova architettura commerciale di essere stati progettati
guardando al loro rapporto con la citt. Nelle aree e nei paesi pi affluenti anche i centri commerciali della
citt estesa diventano macchine di comunicazione in grado di produrre esistenza.
A partire dallinizio dell800 nelle citt sono comparso luoghi speciali per il commercio e il consumo dotati
di caratteristiche speciali. Nella citt moderno-industriale i primi luoghi progettati per accogliere
commercio e consumo sono isole dove regnano desiderio, bellezza, illusione. Sembra oggi definitivamente
scontato il ribaltamento dal vado per comprare invado per andare. il luogo, con le sue caratteristiche
seduttive e le sue magie espositive, a costituire il fattore principale do ogni strategia attuale di marketing. Il
cittadino sembra ridursi al consumatore mentre il suo rapporto con la citt e la sfera pubblica appare
filtrato dal potere di acquisto e dalle pratiche di consumo. Lo spazio pubblico della citt sembra
concentrarsi negli shopping mali, nelle strade e nei centri commerciali. Nella citt estesa i centri
commercialo e gli shopping mali costituiscono le uniche centralit della nuova urbanizzazione. Il
protagonista della nuova scena urbana sembra essere diventato il consumatore esploratore ed artefice del
paesaggio umano della citt nuova. Luoghi di commercio e citt si sono a lungo rincorsi imitandosi e
competendo. Lo shopping mali e la citt perdono il loro carattere di semplici contenitori per diventare
oggetti di consumo. In questo senso possibile affermare che il mondo in uno shopping mali.

5.I superluoghi del nostro tempo.
I superluoghi saranno nuove citt in questo secolo? I risultati di tale ricerca sono molteplici e in particolare
hanno il merito di porre lattenzione su una serie di figure territoriali attorno a cui gravitano ampi bacini di
utenza di natura locale e sovra locale. Questi elementi di natura eccezionale sono ormai presenti nei
paesaggi della societ contemporanea e sono centrali nelle strategie di presidio territoriali di diversi
operatori economici ma sono stati a lungo ignorati dal dibattito architettonico.

5.1 In funzione del contesto.
Una definizione data di superluogo lo definisce come spazio polifunzionale vivo nelle 24 ore della giornata,
che si sviluppa legandosi a condizioni peculiari del contesto, che crea e sfrutta flussi di matrice locale e
sovra locale e si pone come nodo fondamentale nella vita quotidiana delle persone e del territorio in cui
localizzato, come motore del cambiamento a livello territoriale, economico e sociale. I superluoghi non
sono edifici con carattere univoco in cui la gente si reca appositamente per acquistare ma polarit
localizzate nei nodi infrastrutturali dove si concentrano i flussi di persone che interpretano nei diversi
momenti della giornata il ruolo di pendolari, utenti e acquirenti. Essi giocano il doppio ruolo di centralit di
livello locale e sovra locale con grandi bacini dutenza grazie alla connessione con le reti del trasporto
collettivo di lunga percorrenza. Spesso rivestono anche il ruolo di porta della citt o di monumento della
massa critica o alla presenza di grandi firme dellarchitettura. In essi si locano gallerie commerciali, centri
direzionali, spazi di evasione collettiva come gli stadi e parchi a tema, in cui i flussi della contemporaneit si
concentrano e interagiscono cos da rafforzare limmagine delle citt consumocentrica. Appare evidente la
distanza tra il concetto di non-luogo di Aug,, in cui la mancanza di storicit, legami col contesto e
possibilit di divenire spazi di relazione interpersonali li relegava a luoghi sterili e sempre uguali a se stessi,
e quello di superluogo come spazio in cui la societ postmoderna vive, si ritrova e consuma, trovando
nuove ritualit e spazi pubblici,oltre che modelli di comportamento che i superluoghi suggeriscono.

5.2 Geografie a confronto.
La forza mediatica dei superluoghi li porta a creare uniconografia che li rende giganti nellimmaginario
collettivo con due importanti conseguenze di tipo urbanistico-territoriale. Da un lato, il distacco della
rappresentazione del luogo dalla sua realt fisica. Limmagine del supero luogo viene proposta dai media e
riprodotta fino a fissarsi nella coscienza delle persone che spesso acquistano familiarit con spazi di cui non
hanno esperienza diretta. Tale familiarit porta spesso ad unidealizzazione di questi luoghi messi in
competizione sia con i centri storici delle realt urbane consolidate sia coni format monofunzionali della
grande distribuzione organizzata. La difficolt di lettura delle dinamiche urbane che si creano allinterno di
tali spazi uno dei motivi per cui la disciplina architettonica ha spesso ignorato tali luoghi. I superluoghi si
collocano allinterno di una nuova geografia e sono localizzati in funzione di opportunit puntuali di
trasformazione urbana o territoriale, tendono a creare sistemi di area vasta in cui i singoli elementi hanno
pi relazioni fra loro. Queste trasformazioni si configurano spesso come nuove centralit che portano all
inevitabile cambiamento, nel tempo, della vocazione dei luoghi in cui si insediano e si configurano come
motori di sviluppo economico di interi comparti territoriali.

5.3 Effetti nella citt contemporanea.
Di questi interventi si evidenzia spesso una mancanza di permeabilit; allinterno sono organizzati come
spazi fluidi, senza soste, ma nel rapporto con lintorno rimangono ancorati al modello ad isola che mal si
raccorda con il contesto in cui si inseriscono. Una maggiore permeabilit dei flussi una delle chiavi per
permettere la creazione di sinergie tra superluogo e intorno mentre la formazione di eventuali barriere
toglierebbe questa possibilit. Un altro aspetto critico per la progettazione dei superluoghi legato al
miglioramento della qualit dellabitare questi spazi, cos che ne derivi una migliore qualit della vita per
luomo post-moderno che in questi luoghi trascorre gran parte della sua esistenza.









































DISPENSA 6_ MARGINI E AGRICOLTURA PERIURBANA.

1.Limpronta urbanistica sul paesaggio perturbano.

1.1 La definizione operativa di paesaggio perturbano.
Sempre pi numerose sono le citt europee dove si va prendendo coscienza dellimportanza e della
specificit del problema degli spazi verdi periurbani. Spazi agricoli e, almeno in parte, ancora naturali, essi
sono il luogo dove campagna e natura sono inestricabilmente intrecciate con il costruito della citt, con le
reti infrastrutturali, che si dipartono in direzione di altre citt, con le reti infrastrutturali, che si dipartono in
direzione di altre citt, con le zone industriali, i centri commerciali, i quartieri residenziali e tutto quel
complesso di costruzioni che, nella tipica dispersione della citt diffusa, caratterizzano ormai il panorama
delle nostre periferie. A seguito del riconoscimento dellimportanza della problematica degli spazi
periurbani, le amministrazioni locali tendono a promuoverne la tutela, la valorizzazione e la fruizione da
parte dei cittadini per attivit legate al tempo libero. La cultura urbana sembra essersi accorta che gli spazi
agro naturali, che la citt ha incorporato nel costruito della propria periferia, sono parte della citt stessa
per la quale svolgono un importante ruolo economico, sociale e ambientale al punto che dalla loro corretta
gestione dipende una quota rilevante della sostenibilit urbana. Occorre fare in modo che gli strumenti di
pianificazione del territorio, a cominciare dai piani regolatori comunali, li vedano e li riconoscano nel loto
valore di risorsa strategica per assicurare qualit alla citt:essi sono, a tutti gli effetti, una parte
fondamentale del paesaggio modellato dalla citt e incorporato nella citt. Questi sono spazi verdi
costituiscono essi stessi una rete senza la quale quella della citt costruita sarebbe insostenibile. Per tali
spazi occorre definire una serie di indicatori che consentano di valutarne la qualit ei suoi cambiamenti a
seguito delle diverse politiche territoriali. A questo scopo lOsservatorio Citt Sostenibili ha messo a punto
un nuovo tipo di indicatore per valutare quella che viene denominata limpronta urbanistica della citt
costruita sul sistema degli spazi verdi periurbani. La nozione di impronta urbanistica riassume in s il
complesso degli impatti ambientali che la citt costruita riversa sul paesaggio agro naturale della sua
corona periferica. Lindicatore messo a punto fornisce, tramite sette numeri, lestensione e lintensit
dellimpronta urbanistica del costruito del paesaggio agro naturale perturbano. Esso consente di valutare
limpatto dellespansione urbanistica sul paesaggio della campagna e della natura strutturale per valutare la
qualit dellespansione urbanistica, cio la sua capacit di tutelare le risorse rare e irriproducibili di natura e
di cultura del paesaggio perturbano.

1.2 Lo stato di qualit del paesaggio perturbano e il peso dellimpronta urbanistica.
Le caratteristiche che in modo pi macroscopico concorrono a definire i tratti salienti delle unit di
paesaggio perturbano sono dati dal fatto che tali unit sono delimitate dal costruito: la transizione dal
periurbano allagricolo in senso proprio si segnala tramite laprirsi dello spazio, il dilatarsi dei confini
costruiti fino alla loro scomparsa. Nel paesaggio urbano vi una gamma di varianti che vanno dalla forte
dominanza dellurbano, che ha imprigionato frammentini spazi agricoli, al suo dilatarsi fino ad abbracciare
ampie porzioni di tessuto agricolo: questa gamma di varianti dipende dal grado di insularizzazione dello
spazio verde. Questo cresce:
Con la riduzione dellarea di paesaggio: quanto pi essa piccola, tanto pi risente della pressione
derivante dai contorni costruiti;
Con laumento dellimpermeabilit dei contorno costruiti;
Con lo schiacciamento della forma geometrica .
Il grado di insularizzazione pu quindi essere assunto come lindicatore delle caratteristiche strutturali
dellunit di paesaggio perturbano, poich esso ha effetti plurimi che incidono sul valore di naturalit,sui
fattori di pressione che generano impatti ambientali, sulla qualit percettiva e persino sul valore storico che
tanto pi alto quanto pi lunit di paesaggio custodisce in s ampie porzioni di tessuto agricolo. Vi sono
poi i fattori che rappresentano le risorse costitutive del valore del paesaggio verde. Intorno ai requisiti che
concorrono a costituire la valenza del paesaggio non si finir mai di discutere. Lo stesso approccio ecologico
si dimostra insufficiente per cogliere il complessivo valore del paesaggio, il quale non dipende solamente
dalla componente naturale ma anche dal segno impresso dalluomo che ad esso riserva lattivit agricola e
forestale. Vi nel paesaggio, quando bello, una facies della natura ed una della cultura, che hanno saputo
fondersi in un lungo processo di adattamento, modellando luoghi dai connotati inconfondibili dove cultura
e natura sembrano aver raggiunto unarmonica fusione. Ununit di paesaggio non solo costituita da ci
che collocato sulla superficie dellarea delimitabile su di una mappa. Lunit di paesaggio si presenta come
un luogo, il cui senso non dipende solo da ci che visibile nel suo interno, ma anche da ci che si pu
percepire dello spazio del contesto e dello sfondo. La qualit estetica dello spazio percettivo del luogo
anche essa una componente fondamentale del valore del suo paesaggio. Possiamo dunque distinguere i
fattori di valorizzazione del paesaggio in componenti naturali, componenti storiche e componenti
percettive. Per ununit di paesaggio periurbani,i fattori di pressione pi negativi sono sicuramente quelli
dipendenti dal contesto costruito, che sono spesso causa di inquinamento atmosferico, acustico e di
potenziali rischi di inquinamento di acqua, suolo e sottosuolo: sono soprattutto strade a intensi traffico o a
concentrazioni industriali o commerciali che siano nodi generatori di intensi flussi di traffico. Ma vi sono
anche attivit industriali a rischio, discariche, cave,elettrodotti, impianti che si sono localizzati allinterno
delle unit di paesaggio sulle quali proiettano la loro impronta spaziale in quanto fattori di pressione e
rischio. Peraltro, gli insediamenti residenziali, industriali, commerciali che si sono disseminati lungo le
grandi arterie stradali di contorno o lungo il reticolo di strade minori interne allunit di paesaggio sono la
concreta manifestazione dei processi di diffusione urbana che intaccano lintegrit delle unit stesse. La
ramificazione delle strade associata alla dispersione edilizia rappresenta il fenomeno che maggiormente
riduce il valore di naturalit dellagroecotessuto, produce effetti negativi sullattivit agricola, sulle risorse
primarie di acqua e suolo, deturpa irrimediabilmente la qualit estetica del paesaggio.
Limpronta urbanistica della citt costruita sul paesaggio perturbano ricopre una porzione di territorio che
data dal complesso delle unit di paesaggio. La sua estensione costituisce un primo dato importante per
valutare lentit dellimpatto del costruito sugli spazi verdi circostanti. Ma lestensione non sufficiente per
valutare limpatto dellimpronta urbanistica; ad essa va associata lintensit dellimpronta stessa.

1.3 Indici e indicatori per valutare limpronta urbanistica.
Lindice di estensione dellimpronta, dato dal rapporto tra larea degli spazi verdi periurbani e
larea degli spazi costruiti. Consente di calcolare quanta superficie di spazi verdi agro naturali
stata degradata a spazio verde isularizzato per ogni unit di superficie di costruito;
Lindice in insularizzazione, dato dal prodotto di una funzione dellarea per una funzione della
permeabilit dei perimetri e della forma;
Lindice di naturalit, dato dal valore di naturalit dellunit di paesaggio diviso larea. Il valore di
naturalit dato dalla somma dei valori di naturalit dei diversi biotipi presenti nellunit di
paesaggio, moltiplicata per lindice di insularizzazione;
Lindice di valore storico, che consente di valutare lintegrit del tessuto agricolo storico cheti
proporzione allestensione del tessuto stesso, alla densit dei segni storici ancora rinvenibili e
allassenza di effetti di de contestualizzazione prodotti dai processi di urbanizzazione recenti;
Lindice di qualit percettiva, che consente di valutare il grado di disturbo percettivo prodotto
nellunit di paesaggio dalla presenza dei manufatti estranei al paesaggio agricolo. Lindice pu
essere calcolato come il rapporto tra la qualit percettiva complessiva dellunit di paesaggio e la
sua area;
Lindice di pressione da attivit inquinanti o a rischio, consente di valutare lestensione
complessiva che in ciascuna unit assumono le impronte spaziali dei fattori di pressione che
generano inquinamenti di varia natura o potenziali rischi per cui dato dal rapporto tra limpronta
complessiva e larea dellunit;
Lindice di dispersione insediativa e infrastrutturale, che consente di valutare lintrusione fisica
dovuta a costruzioni, infrastrutture e ad attivit estranee allagricoltura.
Lindice di impronta urbanistica si ottiene moltiplicando lindice di estensione per il valore medio degli altri.