Sei sulla pagina 1di 277

3 maggio

Testo della conferenza tenuta al liceo Piazzi di Sondrio il 19


novembre 2011.
La storia
La storia pu e deve essere studiata con spirito critico. Sentiamo
Nietzsche: Sono questi i servigi che la storia pu rendere alla vita;
ogni uomo e ogni popolo ha bisogno, secondo le sue mete, forze e
necessit, di una certa conoscenza del passato, ora come storia
monumentale, ora come storia antiquaria e ora come storia
critica!
"
.
La Storia monumentale
La storia occorre innanzitutto all#attivo e al otente, a colui che
combatte una grande battaglia, c!e !a bisogno di modelli, maestri e
consolatori, e c!e non u" trovarli fra i suoi comagni e nel
resente$%he i grandi momenti nella lotta degli individui formino
una catena, che attraverso essi si formi lungo i millenni la cresta
montuosa dell#umanit, che per me le vette di tali momenti da lungo
tempo trascorsi siano ancora vive, chiare e grandi& ' questo il pensiero
fondamentale di una fede nell#umanit$ c!e si esrime nell#esigenza
di una storia monumentale!
(
.
)Nella mancanza di dominio su se stessi, in ci che i romani
chiamano impotentia , si rivela la debolezza della personalit
moderna)
*
.
L#impotentia u" derivare anc!e da una saturazione della
storia, dalla credenza %semre dannosa nella vecc!iaia
"
+. Nietzsche, Sull'utilit e il danno della storia per la vita ,"-./0, in Considerazioni inattuali, p. "1*.
(
+. Nietzsche, Sull'utilit e il danno della storia per la vita ,del "-./0, in Considerazioni inattuali, 22, p. 3( e p. 3*.
*
+. Nietzsche, Sull'utilit e il danno della storia per la vita, in Considerazioni inattuali, 22, p. ""4.
"
"
dell#umanit$&
'
, in quella di essere frutti tardivi ed eigoni c!e
u" farci cadere nell#ironia e nel cinismo.
%(ronia ' mancanza di nobilt!
5
.
2l principe 67s8in dell#Idiota non sapeva cosa fosse l#ironia.
(l motto di sirito ) l#eigramma sulla morte di un
sentimento!
4
.
L#uomo moderno soffre di una personalit indebolita. *a erso
la sua identit$ %come il romano dell#eoca imeriale
abbandon la sua romanit rispetto al mondo che era a lui
soggetto..e degener" in mezzo al cosmoolitico carnevale di
d)i, costumi ed arti, cos9 deve accadere all#uomo moderno, che si
fa preparare di continuo dai suoi artisti della storia la festa di
un#esposizione universale!
.
.
/
Momigliano menziona anche una concezione organica della storia che non si deve confondere con quella
ciclica: Lidea di Floro, e senza dubbio di altri storici prima e dopo di lui, era che la storia di uno Stato possa
essere divisa, come la vita di un individuo, in periodi dinfanzia, giovinezza, maturit, vecchiaia, conclusi
dalla morte !uesta concezione " importante in quanto implica un certo fatalismo #ssa pu$ portare a ogni
sorta dinterpretazioni biologiche degli eventi umani e pu$ essere connessa, ma non necessariamente, alla
teoria degli eterni ritorni% &La storiografia greca, p '()
* +iulio Floro, che potrebbe essere il Floro amico e corrispondente poetico dellimperatore *driano, si
attribuisce lopera intitolata Epitoma de Tito Livio, un compendio di storia romana dalla fondazione di ,oma
allet di *ugusto Lo schema biologico " di derivazione stoica e si trova anche in Seneca il -ecchio La
monarchia sarebbe stata let dellinfanzia, la prima et repubblicana quella delladolescenza e la maturit
corrisponderebbe alla pax di *ugusto

5
+rammenti postumi ottobre "-.4 ,(50.
4
:mano, troppo umano 22, p. .*.
.
:tilit e danno della storia, p. """.
(
(
:n ajntifavrmako" , un ottimo contravveleno di questa
impotenza, pu essere Plutarco:)Se invece rivivrete in voi la
storia dei grandi uomini, imparerete da essa il supremo
comandamento di diventare maturi e di sfuggire al fascino
paralizzante dell;educazione del tempo, che vede la sua utilit nel
non lasciarvi maturare per dominare e sfruttare voi, gli immaturi.
< se desiderate biografie, allora che non siano quelle col ritornello
)2l signor =aldeitali e il suo tempo). Saziate le vostre anime con
Plutarco ed osate credere in voi stessi, credendo ai suoi eroi.
%on un centinaio di uomini educati in tal modo non moderno,
ossia divenuti maturi e abituati all+eroico, si pu oggi ridurre
all;eterno silenzio tutta la chiassosa pseudocultura di questo
tempo)
-
.
%ultura ' l#aristocrazia della vita!
3
.
,l diavolo le masse& egli dice %e la statistica& -non
considera i. affatto le masse, ma solo i grandi$che sopra il
brulicar della storia conducono il loro alto colloquio di spiriti$
>uesto ' il suo individualismo, un culto estetico del genio e
dell#eroe, culto che egli ha derivato da Schopenhauer, insieme con
il fermo convincimento che la felicit ' impossibile e che l#unica
cosa possibile e degna dell#uomo ' una vita eroica; essa$crea
l#estetismo eroico che egli pone sotto il segno protettore di
?ioniso, il dio della tragedia!
"1
.
@lutarco propone modelli da imitare per le virtA , p. e.Solone0 e
contromodelli ,p.e. Bntonio0 carichi di vizi. Blcuni personaggi del
resto sono figure composite.
La catarsi della storiografia avviene non solo
assimilando il valore, ma anche respingendo i vizi
-
+. Nietzsche, Sull'utilit e il danno della storia per la vita, in Considerazioni inattuali, 22, p. "(5.
3
=. 6ann, La filosofia di Nietzsche in Nobilt dello spirito, p. -"*.
"1
=. 6ann, La filosofia di Nietzsce in Nobilt dello spirito, p. -"3
*
*
Plutarco ha avuto diversi estimatori, fino al fanatismo ,Blfieri,
p. e, o Cacopo Drtis di +oscolo0.
/ietzsc!e d grande rilievo alla funzione di educatore dello
storico di %heronea.
Eolutamente paradigmatiche sono le biografie di Plutarco
11
il quale
nella Prefazione alla Vita di Emilio Paolo e Timoleonte suggerisce
di utilizzare le Vite parallele quali modelli ositivi o negativi0
infatti si d$ catarsi non solo assimilando il valore, ma anc!e
resingendo i vizi1 questo ) accaduto allo stesso autore il quale si )
osto di fronte alla storia come davanti a uno secc!io 2w{sper
ejn ejsovptrw//, 13, cercando di adornare e assimilare in
qualche modo la vita alle virtA di quelli ,kosmei'n kai
ajfomoiou'n pro;~ ta;~ ejkeivnwn ajreta;~ to;n
bivon, 2) il cui esempio aiuta a respingere quella dose eventuale
di pochezza ,) ei[ ti fau'lon), 0 o malvagit ,)h]
kakovhqe")0 o volgarit ,) h] ajgennev"), 0, che le
compagnie di coloro con i quali si deve vivere cercano di insinuare
,)ai tw'n sunovntwn ej! ajnavgkh" omilivai
prosbavllousin), 50.
.n un/altra prefazione, quella a Demetrio-Antonio, 0lutarco
afferma che forse non " male inserire tra gli esempi le vite
di uomini che hanno fatto uso del loro ingegno in modo
troppo sconsiderato, e sono divenuti celebri nel potere e
nelle grandi imprese per i loro vizi &1eij" kakivan1)
""
51 d. %. ca&"(1 d. %. ca.
/
/
Seneca, )egregius vitiorum insectator )
"(
, ottimo persecutore dei vizi,
)ovvero il toreador della virtA)
"*
, sconsiglia di roorre
contromodelli: nella Praefatio al 222 libro delle Naturales quaestiones
afferma che ' molto meglio spengere i propri vizi piuttosto che
raccontare ai posteri quelli degli altri: )quanto satius est sua mala
extinguere quam aliena posteris tradere! ) ,50, quanto meglio '
spengere i propri vizi che tramandare ai posteri quelli degli altriF
Seguono gli esempi di 4ilio e di ,lessandro e di tutti gli altri che
furono pestes mortalium non meno rovinose di inondazioni e incendi.

?el resto la stilizzazione eroica, lo stile dell#eroe, e ure quello
dell#imotente farabutto, si u" imarare anc!e dalla oesia
c!e recede la storia: Giambattista Vico afferma che "la
storia romana si cominci a scrivere da' poeti1, e inoltre,
utilizzando un passo di Strabone &., 2, 3) sulla continuit tra
l/epica ed #cateo, :1prima d/#rodoto, anzi prima d/#cateo
milesio, tutta la storia de/ popoli della +recia essere stata
scritta da/ lor poeti1
"/

0osso fare lesempio di 4mero per i +reci, Omero utilizzato
da 5ucidide nella sua archeologia% e di Nevio ed Ennio per
i Latini
"(
>uintiliano, Institutio oratoria , G, ", "(3.
"*
Nietzsche, Crepuscolo degli idoli , p. /4.
"/
La Scienza Nuova , @ruove filologiche, 222 e E222.
5
5
,nc!e 5ac!iavelli propone modelli da imitare: debbe uno uomo
rudente intrare semre er vie battute da uomini grandi e quelli
che sono stati eccellentissimi imitare! ,Il Principe, E20.
@ure 6uicciardini ricava insegnamenti dalla storia e dagli
storiografi: 2nsegna molto bene %ornelio =acito a chi vive sotto a#
tiranni el modo di vivere e governarsi prudentemente, cos9 come
insegna a# tiranni e modi di fondare la tirannide!
"5
.
=uttavia in un altro dei Ricordi ,""10 scrive: 7uanto si ingannano
coloro c!e a ogni arola allegano e 8omaniF Hisognerebbe avere
una citt condizionata come era la loro, e poi governarsi secondo
quello essemplo: el quale a chi ha le qualit disproporzionate ' tanto
disproporzionato, quanto sarebbe volere che uno asino facessi il corso
di uno cavallo!.
Nietzsche suggerisce altri storiografi esemplari, oltre
lutarco! "n particolare ammira #ucidide, #acito e
$achiavelli per il loro stile e per il realismo il quale fa
apparire1pi6 conveniente andare drieto alla verit effettuale
della cosa, che alla immaginazione di essa1
"4
!
!uesta scelta ha un correlativo stilistico
Iiferisco una serie di osservazioni che trovo azzeccatissime
"5
Ricordi, "-. La redazione definitiva dei Ricordi ' del "5*1.
"4
6achiavelli Il Principe , GE.
4
4
"n Umano, troppo umano
".
si legge%"Lo stile
dell'immortalit ! 5anto 5ucidide quanto 5acito7entrambi
hanno pensato, nel redigere le loro opere, a una durata
immortale di esse: ci$ si potrebbe indovinarlo, se non lo si
sapesse altrimenti, gi dal loro stile L'uno credette di dare
durevolezza ai suoi pensieri salandoli, l'altro
condensandoli a forza di cuocerli8 e nessuno dei due,
sembra, ha fatto male i suoi conti 1 9n giudizio non lontano
da quello di &uintiliano :)densus et brevis et semper instans
sii !"uc#dides )
"-
, denso, conciso e sempre presente a se stesso.
+. de Sanctis trova nel 6achiavelli la negazione piA profonda del
6edio <vo$il lato positivo del materialismo italiano: un andar
piA dappresso al reale e all#esperienza!
"3
.
B proposito di brevis: Nessuno ha ancora spiegato perchJ gli
scrittori greci abbiano fatto dei mezzi di espressione, di cui
disponevano in quantit e forza sbalorditive, un uso cos9
straordinariamente parco, che al paragone ogni libro osteriore ai
6reci aare sgargiante, variointo e sforzato$Lo stile
sovraccarico in arte ' la conseguenza di un impoverimento della
forza di sintesi$%os9 ' per 'ha(espeare, che, paragonato
con 'ofocle, ) come una miniera piena di un'immensit*
di oro, piombo e ciottoli, mentre +uello non ) soltanto
oro, ma oro lavorato nel modo pi, nobile, tale da far
dimenticare il suo valore come metallo%
2:

!uello che sanno parlare bene, parlano brevemente%


2(

L#odio della verit ' odio della luce da parte di anime di


pipistrelli crepuscolari e facilmente abbacinabili!
((
.
".
.., p (;< #sce nel maggio del (';' con dedica a -oltaire
"-
Institutio oratoria , G, .*.
"3
Storia della letteratura italiana, ", p. /("
(1
+. Nietzsche, $mano% troppo umano, 22, p. /*, p. /5, p. 5..
("
?ostoev8iK% I &emoni, p. ((*.
((
$mano% troppo umano 22 ,"-.-0, p. "5.
.
.
Nel Crepuscolo degli idoli
(*
#ucidide ) indicato
addirittura come terapia contro -ogni platonismo%:1 .l
mio ristoro, la mia predilezione, la mia terapia contro ogni
platonismo " sempre stato Tucidide #ucidide e, forse, Il
Principe di $achiavelli mi sono particolarmente affini per
l'assoluta volont* di non crearsi delle
mistificazioni
2=
e di vedere la ragione nella realt .non
nella "ragione", e tanto meno nella "morale1.n lui la
cultura dei sofisti , voglio dire la cultura dei realisti
giunge alla sua compiuta espressione : questo
movimento inestimabile, in mezzo alla truffa morale e ideale
delle scuole socratiche prorompenti allora da ogni parte La
filosofia greca come dcadence dell/istinto greco: #ucidide
come il grande compendio, l'ultima rivelazione di +uella
forte, severa, dura oggettivit* che era nell'istinto dei
Greci pi, antichi! "l coraggio di fronte alla realt*
distingue infine nature come #ucidide e latone: 0latone
" un codardo di fronte alla realt7conseguentemente si
rifugia nell/ideale8 5ucidide ha il dominio di s 7tiene quindi
sotto il suo dominio anche cose1
#ucidide cerca la causa pi, vera dei fatti:) 2o considero la causa piA
vera ma meno dichiarata a parole il fatto che gli Bteniesi, divenendo
potenti e incutendo timore agli Spartani, li costrinsero a combattere) "
2#, $% &h;n me;n ga;r ajlhqestavthn provfasin: va
distinta dai motivi occasionali ,aijtivai, pi6 avanti: i fatti di >orcira,
di 0otidea, e, dopo, il decreto di boicottaggio delle merci di Megara0
che provocarono lo scoppio del conflitto.
Bnche nel caso della spedizione in Sicilia =ucidide chiama )la causa piA
vera) con con queste stesse parole:) oi j'qhnai'oi
strateuvein w(rmhnto, ejfievmenoi me;n th')
ajlhqestavth) profavsei th'" pavsh" a[r!ai),E2, 40 gli
Bteniesi volevano inviare la spedizione, desiderando secondo la causa piA
(*
Quel che debbo agli antichi , 2, pp (2?7(23 9scito nel ('''
(/
%fr to; mh; muqw'*e" 2, ((, /. ndr
-
-
vera dominarla tutta. 2l nobile pretesto era invece che volevano portare
aiuto alle genti della loro stirpe e agli alleati che avevano acquistato l.
0latone gett$ uno sguardo alla idealit ellenica e divenne
cieco alla realt
(n fondo, la morale ) ostile alla scienza: gi Socrate lo era&e per
questa raione: la scienza d importanza a cose he non hanno nulla
a che fare col bene! e col male!e che quindi tolgono importanza
al sentimento del bene! e del male!. %io', la morale vuole avere
al proprio servizio l#uomo intero, tutte le sue forze$@erci in
Lrecia, quando Socrate le inocul" il morbo del moralizzare, la
scienza fu resto sacciata0 e non si raggiunse una seconda
volta l#altezza del ensiero di un 9emocrito, di un (ocrate e
di un Tucidide!
(5
.
. sofisti non sono altro che dei realisti@hanno il coraggio
che hanno tutti gli spiriti forti di ammettere la loro
immoralit%
23

L/oggettivit* -epica0 " una caratteristica della storiografia


antica
.l nemico non " ritenuto cattivo: egli pu$ rivalersi! "l troiano
e il greco sono in Omero entrambi buoni%
2;
Si pensi ora
invece agli Stati canaglia%
Dbiettivit parziale degli storiografi antichi.
(5
La volont di potenza, p. (51.
(4
+rammenti postumi primavera "---, "/ ,"/.0
(.
$mano% troppo umano 2, p. 5".
3
3
2l fatto di riferire il punto di vista del nemico, o di raccontarne le
gesta senza infamarlo, ' presente nell#opera di <rodoto
(-
, il padre
della storia, e testimonia l;obiettivit degli storiografi greci e latini,
)epica) se vogliamo, in quanto gi Dmero raccontava le gesta
eroiche non solo dei Lreci ma anche dei =roiani.
Si badi per che nella storiografia antica questa obiettivit$
riguarda soltanto il nemico esterno: Tucidide riesce ad essere
)obiettivo), ed anzi entusiasta, quando rievoca od esalta l;opera di
Hrasida. 6a non u" erdonare :leone)
2<
.
Bltrettanto vale per =acito che ' obiettivo con %algaco ma non
con =iberio, e per Sallustio, obiettivo con 6itridate ma non con i
nobili romani. L#obiettivit sparisce del tutto nel E secolo d. %.
con la storiografia cristiana di @aolo Drosio: si consideri il titolo
programmatico delle sue 'istoriae adversus paganos , in sette
libri che abbracciano la storia dell#umanit dalle origini al /". d.
%. L#imarzialit$ ) roclamata da Tacito, all#inizio delle
Historiae0 incorruptam fidem professis neque amore quisquam
et sine odio dicendus est! ,2, "0, chi fa professione di veridicit
inconcussa deve esprimersi su ciascuno mettendo da parte l#amore
e senza odio.
>uindi nel primo capitolo degli Annales dove l#autore dichiara
che partir dagli ultimi anni del principato di Bugusto, poi
proceder raccontando di =iberio e dei successori sine ira et
studio quorum causas procul habeo ,2, "0 senza risentimento e
partigianeria, di cui tengo lontani i motivi.
(-
2l quale indicava sia gli <lleni sia i barbari quali agonisti della grande guerra e autori delle opere grandi e
meravigliose, il cui racconto dar visibilit e gloria tanto ai vincitori quanto ai vinti. 0lutarco nel De Herodoti
malignitate, +eri; th,~ -ro*ovtou kakohqeiva~ & '?;a) accusa lo storiografo di essere
filobavrbaro"%
!uesto non significa che fosse miselleno%
(3
S. 6azzarino, Il Pensiero Storico Classico , p. (51 2 vol.
"1
"1
Luciano ribadisce la norma dell#imparzialit dello storico. 2l
modello ' Tucidide c!e %legifer"!
A:
: &oiou'to~ ou.n moi
o suggrafeu;~ e[stw, a[fobo~, aj*evkasto~,
ejleuvqero~, parrhsiva~ kai; ajlhqeiva~
fivlo~$ouj mivsei ouj*e; filiva) ti nevmwn
ouj*e; fei*ovmeno~ h] ejlew'n h]
aijs/unovmeno~ h] *uswpouvmeno~, i[so~
dikasthv~-!evno~ ejn toi'~ biblivoi~ kai;
a[poli~, aujtovnomo~, ajbasivleuto~, ouj tiv
tw')*e h] tw')*e *ov!ei logi0ovmeno~, ajlla;
tiv pevpraktai levgwn% 1 * j ou.n
2ouki*iv*h~ eu. mavla tou't j ejnomoqevthse
kai; *ievkrinen ajreth;n kai; kakivan
suggrafikhvn$
#3
!, tale dunque deve essere il mio storiografo,
imavido, incorruttibile, libero, amico della libert di parola e
della verit$un uomo che non attribuisce per amicizia e non
lesina per odio, o uno che prova compassione o vergogna, o si
lascia intimorire, giudice imarziale$straniero nei suoi libri e
senza patria, indiendente, non sottoosto al otere, uno che
non tiene in alcun conto di cosa sembrer a questo o a quello, ma
che racconta i fatti.
=ale dovrebbe essere oggi il giornalista.
#ucidide dun+ue ) coraggioso!
1he cosa ) buono2 3omandate! Essere coraggiosi )
buono Lasciate che le fanciulle dicano: essere buono vuol
dire essere carino e insieme commovente%
A2

*1
=ucidide legifer ,) o * j ou.n 2ouki*iv*h"%%%ejnomoqevthse)0 afferma Luciano ,Come si deve
scrivere la storia, /(0. La legge della verit divenne ineludibile per i suoi seguaci. Nell;ultimo capitolo del suo opuscolo
Luciano aggiunge che bisogna scrivere la storia con verit ,)su;n tw') ajlhqei')0 e con il pensiero rivolto alla
speranza futura piuttosto che con adulazione mirando a compiacere quelli elogiati al momento presente ,)pro;" to;
h*u; toi'" nu'n ejpainoumevnoi"), 4*0.
*"
Come si deve scrivere la storia, /"&/(. 2l trattatello ' del "4/ d. %.
*(
Nietzsche, Cos( parl) *arat"ustra% ,completato nel "--50?ella Luerra e dei guerriri.
""
""
La visione tragica " altrettanto impavida e forte: Le razze
forti, finchB sono ricche e straricche di energia, hanno il
coraggio di vedere le cose come sono% tragicamente@
0er esse larte " pi6 di un divertimento e di un diletto: " una
cura%
AA

0er giunta in Aurora
*/
leggiamo%" Un modello ! :!e cosa
amo in Tucidide, c!e cosa fa s; c!e io lo onori i. di Platone<
=gli gioisce nella maniera i. onnicomrensiva e
sregiudicata
*5
di tutto quanto ) tiico negli uomini e negli
eventi, e trova che ad ogni tipo compete un quantum di uona
ragione : ' questa c"e egli cerca di scoprire. <gli possiede piA di
@latone una giustizia pratica: non ) un denigratore e un
detrattore degli uomini c!e non gli iacciono o che nella vita gli
hanno fatto del male
*4
,...rivolge lo sguardo soltanto ai tipi; che cosa
se ne farebbe, poi, l;intera posterit cui egli consacra la sua opera
di ci che non ' tipicoM
:os; in lui, ensatore di uomini, giunge alla sua estrema,
slendida fioritura quella cultura della pi spregiudicata
conoscenza del mondo c!e aveva avuto in Sofocle il suo oeta,
in Pericle il suo uomo di stato, in (ocrate il suo medico, in
9emocrito il suo scienziato della natura: quella cultura che
merita di essere battezzata col nome dei suoi maestri, i Sofisti ).
Su Sofocle ho molte riserve. Credo, al contrario che abbia
avversato e combattuto la cultura dei sofisti.
**
+rammenti postumi, @rimavera "---&"/
*/
p."(/ ?el "--".
*5
%fr. i *issoi; lovgoi e la logica aperta al contrasto ndr.
*4
Eeramente, a detta di ?iodoro Siculo , calunnia %leone che ha provocato il suo esilio..
"(
"(
NellEdipo re, a proposito di parole miscredenti, scrive: se tali
azioni sono onorate, perchJ devo eseguire la danza sacraM!
3>
, ossia,
dal punto di vista dell#autore, perchJ dovrei continuare a scrivere
tragedieMSofocle insomma denuncia i pericoli di una cultura atea:
e[rrei *e; ta; qei,a! ,+dipo re, 3"10, va in malora il
divino.
2van Naramazov sostiene che ' la fede nell#immortalit dell#anima a
trattenere gli uomini dai delitti: 2van +eodorovitc aggiunse$che se si
distruggesse negli uomini la fede nella loro immortalit$,
immediatamente scomarirebbe anc!e l#amore dai loro cuori, e non
solo l#amore, ma anche ogni forza vitale, capace di perpetuare l#esistenza
del mondo. NJ questo basta: ma allora non esisterebbe piA niente di
immortale, tutto sarebbe permesso, persino l;antropofagia. 6a non basta
ancora: egli termin con l;affermare che, per ogni individuo, come
saremmo noi qui, che non creda nJ in ?io nJ nella propria immortalit, la
legge morale della natura deve trasformarsi nel senso diametralmente
opposto a quello della religione, e che l;egoismo, non solo dovrebbe essere
permesso all;uomo fino alla scelleratezza, ma dovrebbe essere anzi
considerato come indispensabile). >uindi 2van conferma e sinttizza il suo
pensiero allo stariez:)s9 ho sostenuto quel pensiero. Se non c;'
l;immortalit, non c;' nemmeno la moralit)
*-
.
Sentiamo un;altra critica a @latone, il codardo di fronte alla realt:
@latone$distacc gli istinti dalla polis, dalla gara, dall#abilit
militare, dall#arte e dalla bellezza, dai misteri, dalla fede nella
tradizione e negli avi$fu il corruttore dei noles, egli stesso
corrotto dal roturier Socrate$neg" tutti i resuosti del
%greco nobile& e di buona lega, ort" la dialettica nella ratica
quotidiana, cospir con tiranni, fece politica avveniristica e diede
l#esemio del i. totale distacco degli istinti dall#antico. <#
profondo, appassionato in ogni cosa antiellenica!
*3
.
*.
eij ga;r ai toiaiv*e prav!ei~ tivmiai,4ti *ei, me /oreuvein ; ,vv. -35&-340&
*-
?ostoevs8iK % I fratelli ,aramazov ,p. ""/0.
*3
@rimavera "--- +rammenti postumi "/ ,3/0.
"*
"*
La tappa estrema del distacco dagli istinti ' data dall#asceta
questo fanatico contro&natura!
/1
.
L#ammirazione di Nietzsche si estende anche a Sallustio che per
certi aspetti, soprattutto formali, pu essere considerato un allievo
di =ucidide, come @olibio e altri
/"
: Scrivere in una sola notte una
lunga dissertazione in latino e poi anche ricopiarla, mettendo nella
penna l#ambizione di imitare il rigore e la densit$ del mio
modello Sallustio!
/(
.
La storia fornisce al otente modelli e maestri c!e,
nell#impotentia generale della volgarit$ del resente, non si
trovano.
Torniamo alla Prefazione della seconda Considerazione
Inattuale Le prime parole rifiutano come )odioso) ,con
espressione mutuata da Loethe che per ciascuno di noi potrebbe
sottoscrivere0 )tutto ci" c!e mi istruisce soltanto, senza
accrescere o vivificare immediatamente la mia attivit$),p. -"0.
La conclusione della refazione ) c!e la filologia classica deve
agire in modo inattuale contro il temo e, %seriamolo, in
favore di un temo venturo& .
< piA avanti, nel primo capitolo::#) un grado di insonnia, di
ruminazione, di senso storico, in cui l+essere vivente riceve
danno e alla fine perisce),p. -50.
/1
?i l dal bene e dal male, L#essenza religiosa.
/"
=ucidide legifer ,) o * j ou.n 2ouki*iv*h"%%%ejnomoqevthse)0 afferma Luciano ,Come si deve
scrivere la storia, /(0.
/(
+cce "omo, perchJ sono cos9 accorto del "---, p. (/.
"/
"/
%ontro l#erudizione Nietzsche si esprime anche in Ecce homo:
Bvevo dietro di me dieci anni in cui la alimentazione del mio
spirito si era propriamente arrestata, in cui non avevo imparato
nulla di utilizzabile, in cui avevo dimenticato una quantit
insensata di cose in cambio di tutto un ciarame di olverosa
erudizione$i miei occhi, per conto loro, mi costrinsero a farla
finita con ogni secie di rosicc!iamento di libri, in altre
arole0 con la filologia1 ero redento dal libro!
/*
.
2nsomma: P"ilosop"ia facta est quae p"ilologia fuit!
//
Nel libro di un erudito c#' sempre anche qualche cosa di
opprimente, di oppresso: c#' sempre qualche punto in cui fa
capolino lo speialista!, il suo zelo$la sua gobba&ogni secialista
!a la sua gobba. (l libro di un erudito risecc!ia semre anc!e
un#anima incurvata0 ogni mestiere incurva!
/5
.
Nella Repulica di @latone, Llaucone dice a Socrate che
quelli che praticano solo la ginnastica sono ajgriwvteroi tou'
*evonto~, quelli che non la praticano sono malakwvteroi
46

pi6 molli% di quanto sarebbe per loro meglio
(l nostro temo ) infatti cos; cattivo, dice 6oet!e, c!e nella
vita umana c!e lo attornia il oeta non incontra i. nessuna
natura utilizzabile. :on riguardo all#attivo, Polibio c!iama er
esemio la storia olitica la vera rearazione al governo di
uno Stato, e l#ottima maestra c!e col ricordo delle altrui
sventure ci ammonisce a soortare con fermezza i mutamenti
di fortuna)
/.
.
/*
+cce "omo, :mano, troppo umao.
//
Nolte, Dp. cit., p. *4.
/5
La gaia scienza, del "--..p. ((3.
/4
/"1d&
/.
Sull'utilit e il danno della storia per la vita% p. 3(
"5
"5
Polibio
'?
nel Proemio delle sue Storie afferma c!e er gli uomini
non c+) nessuna correzione 2diovrqwsi"3 i. disonibile c!e la
conoscenza dei fatti assati 2th'" tw'n progegenhmevnwn
pravxewn ejpisthvmh" , 1, 13.
(l "pragmatico" e "universale" Polibio riconosce valore
educativo alla sofferenza: al cambiamento in meglio si
giunge attraverso due vie: quella dei patimenti propri e
quella dei patimenti altrui &tou' te *ia; tw'n ij*ivwn
sumptwmavtwn kai; *ia; tw'n ajllotrivwn)8 la
prima via ) pi, efficace &1ejnargevsteron1), la seconda
meno dannosa &1ajblabevsteron1, Storie , ., A?, ;)
Sulla sofferenza ositiva /ietzsc!e si esprime in &i l dal ene
e dal male
/3
:)il grado gerarc!ico di un uomo ' quasi determinato
dal grado di profondit cui ' capace di giungere la sofferenza
degli uomini,&la sua raccapricciante certezza$di saere di i.
grazie alle sue sofferenze) ,p. (110.
/elle Storie di =rodoto, :reso lo straricco re di Lidia, dopo
essere caduto, enuncia questa legge del mavqo~ tragico: egli si
era illuso di essere l/uomo pi6 felice della terra, ma, sconfitto
e catturato da 1iro re dei ersiani, comprende che c/" un
ciclo delle vicende umane il quale non permette che siano
sempre gli stessi uomini a essere fortunati%"ta dev moi
paqhvmata ejovnta aj!avrita maqhvmata
gevgone", le mie sofferenze che sono state spiacevoli,
sono diventate apprendimenti &., 2:;)
/-
(11 ca&""- ca a. %. Scrisse Storie che trattavano il periodo compreso tra il (4/ e il "/4 a. %. %i sono arrivati i primi
5 integrali; degli altri possediamo epitomi e frammenti, anche consistenti ,in particolare quelli dei libri E2&GE2220.
/3
?el "--4
"4
"4
,ncora sull#educazione data dalla Storia.
6li storiografi dell#et$ ellenistica retendono di essere
educatori e erfino benefattori del genere umano.
Le Storie dopo Polibio di osidonio
?:
&andavano dal (=A
al ;:) non sono conservate, ma ve ne ) traccia notevole
nella benemerita Biblioteca di 3iodoro
5"
: e soprattutto nel
proemio diodoreo sono sviluppati pensieri che sembrano
risalire appunto al proemio posidoniano "nnanzi tutto l'idea
stoica della storia universale come proiezione della
fratellanza universale che collega in un nesso solidale7
come membra di un unico corpo, secondo l/espressione
senechiana7tutti gli esseri umani La storia universale
1riconduce ad un/unica compagine gli uomini, divisi tra loro
nello spazio e nel tempo, ma partecipi di un/unica reciproca
parentela1 &Ciodoro, ., (, A) 4ltre che 1strumento della
provvidenza &upourgoi; th'" qeiva" pronoiva") 1,
perci$ gli storici sono anche benefattori del genere umano:
e la storiografia.prosegue 3iodoro.oltre ad essere
profh'ti" th'" ajlhqeiva" ) anche "madrepatria
della filosofia 4mhtrovpoli" th'" filosofiva"51 &., 2,
2) )%
?2

(n definitiva la funzione della cultura deve essere quella di


migliorare la fuvsi~, e i Lreci in questo possono costituire dei
modelli: 2 greci impararono a poco a poco a organizzare il caos,
concentrandosi, secondo l#insegnamento delfico, su se stessi, vale a
dire sui loro bisogni veri, e lasciando estinguere i bisogni apparenti.
51
"*5&5" a. %.
5"
Eissuto nel 2 sec. a. %. ' autore della -ilioteca storica, una grande compilazione di storia universale. Bndava dalle
origini all#et di Liulio %esare. %onstava di /1 libri. %e ne sono arrivati i primi cinque e frammenti degli altri ,n. d. r.0.
5(
%anfora, Storia &ella Letteratura .reca , p. 5(-
".
".
%os9 ripresero possesso di sJ$<# questo un simbolo per ognuno di
noi: ognuno deve organizzare il caos in sJ, concentrandosi sui suoi
bisogni veri!
5*
.
La cultura comincia dal punto in cui sa trattare ci$ che " vivo
come qualcosa di vivo%
?=

2nsomma ' il diventa quello c!e sei di @indaro: gevnoio oi5
o~ ejssiv! ,Pitica II% v. .(0.
!uando " che luomo smette di essere una cosa gradevoleD
!uando non assomiglia a se stesso Sconcio, scoveniente in greco
si dice ajeikhv~, ossia non eijkov~, oggetto neutro non
somigliante, non somigliante a se stesso
1!uando " privo di ogni charis , l/essere umano non assomiglia pi6
a nulla: " aeikelios !uando ne risplende, " simile agli dei, theoisi
eoikei La somiglianza con se stessi, che costituisce l/identit di
ciascuno e si manifesta nell/apparenza che ognuno ha agli occhi di
tutti, non " dunque presso i mortali una costante, fissata una volta
per tutte@4ltraggiare7cio" imbruttire e disonorare a un tempo7si
dice aeikiein , rendere aeikes o aeikelios , non simile1
55

.l potere incentiva questa deformit che " la difformit della persona


da se stessa: Su che cosa, in fondo, si basa la repressioneD Sul
falso concetto che lindividuo ha di se stesso, e quindi sul falso
concetto che si fa dei propri desideri: della propria libido, dei propri
bisogni erotici, dellamore che gli potrebbe spettare di diritto La
societ sfrutta questo misconoscimento di sB, e si adopera con
efficacia a confermare lindividuo in questa sua sbagliata
concezione dellamore%
?3
# di se stesso
5*
Sull/utilit e il danno della storia per la vita, cap. "1, p. "41.
5/
!ull"avvenire delle nostre scuole# p =A
55
C. @. Eernant, !ra mito e politica , pp. ("1&("".
54
@. @. @isolini, Saggi sulla politica e sulla societ, p. "/.(.
"-
"-
%he cosa ti dice la tua coscienzaM ?evi divenire quello che tu
sei$.%he cosa ' il sigillo della raggiunta libertM /on rovare
i. vrgogna davanti a se stessi!
5.
.
%i che va bene per uno, non per questo pu andare bene per un
altro$il pretendere un#unica morale per tutti equivale a
danneggiare precisamente gli uomini superiori$in sostanza, tra
uomo e uomo esiste un ordine gerarc"ico!
5-
.
:na cosa sola ' necessaria. 9are uno stile& al rorio
carattere: ' un#arte grande e rara. L#esercita colui che abbraccia
con lo sguardo tutto quanto offre la sua natura in fatto d#energie
e di debolezze, e che inserisce quindi tutto questo in un iano
artistico$inversamente si comportano i caratteri deboli,
imotenti su se stessi, i quali odiano la discilina vincolante
dello stile$una cosa sola, infatti, ' necessaria: che l#uomo
raggiunga l#appagamento di sJ$soltanto allora l#uomo in genere '
tollerabile a vedersi. :!i non ) ago di se stesso )
continuamente ronto a vendicarsene: noialtri saremo le sue
vittime, se non altro perchJ dovremo sempre sopportare la sua
spiacevole vista!
53
.
L#intelligenza impone di farsi passare per ci che si ', o forse
anche per qualcosa di meno!
41
.
%ercare la propria realizzazione significa amare il compimento, la
perfezione del proprio destino, il quale, per stravagante che sia, '
una piccola parte del fato universale:
%La mia formula er la grandezza dell#uomo ) amor ati0 non
voler nulla di diverso, n@ dietro, n@ davanti a s@, er tutta
5.
La gaia scienza, p. "5(.
5-
?i l dal bene e dal male, Le nostre virtA.
53
La gaia scienza, p. "4".
41
+rammenti postumi @rimavera estate "-.., (( ,"150.
"3
"3
l#eternit$. /on solo soortare, e tanto meno dissimulare, il
necessarioAtutto l#idealismo ) una continua menzogna di fronte
al necessarioAma amarlo-&
4"
.
% 5a in fondo, rorio %in fondo& a noi stessi c#) sicuramente
qualcosa c!e non si u" insegnare, un !atum sirituale
granitico-ci" c!e %in fondo a noi& non " insegnabile&
4(
.
% (l necessario non mi ferisce1 amor ati ) la mia intima
natura, das ist meine innerste #atur &
4*
.
La necessit$
%7uelle mani d#acciaio della necessit$, c!e scuotono il bossolo
dei casi, giocano er un temo infinito il loro gioco&
4/
.
@rometeo si vanta di essere il padre delle tev/nai
$6
, ma sa che
la conoscenza pratica ' molto piA debole della necessit:
tev!nh d j ajnavgkh" ajsqenestevra makrw'/
,v. 5"/0.
%fr. a questo proposito %urzio Iufo: Ceterum$ eicacior omni
arte, necessitas non usitata modo praesidia% sed quaedam etiam
nova adnovit0, Historiae Alexandri $agni, .-, A, 2=), del resto
la necessit$ i. otente di ogni tecnica, sugger9 loro non solo i
soliti mezzi di difesa ma anche dei nuovi. Sono i =irii che si
difendono dall#assedio di Blessandro 6agno nel **( a. %.
4"
<cce homo, perchJ sono cos# accorto, p. *-
4(
?i l dal bene e dal male, Le nostre virtA.
4*
+. Nietzsche, +cce "omo, 2l caso Oagner, p. 3(.
4/
Burora, p. 33.
45
pa'sai tev/nai brotoi'sin ejk +romhqevw~ &v ?:3), tutte le tecniche ai mortali derivano da
0rometeo.
(1
(1
Bvanzando nella Sogdiana Bl. si trov in difficolt per il freddo e
incendi un bosco: eicacior in adversis necessitas quam ratio%
frigoris remedium invenit! ,-, /, ""0. Bncora la necessit che prevale
sulla ratio ,cfr. ., ., "1: necessitas ante rationem est0.
2l potere assoluto dell; jjjj'navgkh verr apertamente affermato
da =uriide nell+Alcesti% Nel terzo Stasimo della tragedia piA antica
, ' del /*-0 tra le diciassette a noi pervenute, il %oro eleva un inno
alla Necessit vista come la divinit massima, quella che vincola e
subordina tutti, compresi gli d'i:
)2o attraverso le musePmi lanciai nelle altezze, ePho toccato moltissimi
ragionamenti ,pleivstwn a7avmeno" lovgwn0,Pma non ho
trovato niente piA fortePdella Necessit nJ alcun rimedio
2krei'sson oujden j"navgka"#hu$ron ouj*ev ti
favrmakon0Pnelle tavolette tracie che scrisse la voce diPDrfeo, nJ tra
quanti rimediPdiede agli Bsclepiadi +eboPdopo averli ricavati dalle
erbe come antidotiPper i mortali afflitti dalle malattie),vv. 34(&3.(0.
?a questi versi si vede che la Necessit ' piA forte del lovgo" , della
poesia, dell;arte medica.
2 moltissimi ragionamenti! vengono denunciati da Nietzsche quale
difetto della tragedia di <uripide:
Socrate, l#eroe dialettico del dramma platonico, ci ricorda la natura
affine dell#eroe euripideo, che deve difendere le sue azioni con ragioni
e controragioni, e che per questo rischia tanto spesso di non suscitare
piA la nostra compassione tragica!
44
.
44
+. Nietzsche, La nascita della tragedia, pp. 35&34.
("
("
?el resto ogni ersona secondo /ietzsc!e coincide con il suo
destino: )2l fatalismo turco contiene l;errore fondamentale di
contrapporre fra loro l;uomo e il fato come due cose separate$2n
verit ogni uomo ' egli stesso una parte di fato$Tu stesso, overo
uomo auroso, sei la 5oira incoercibile c!e troneggia anc!e sugli
d)i)
B>
. %fr. h.qo~ ajnqrwvpw) *aivmwn
%&
di <raclito.
#/ tanto tipicamente ellenico questo 1amore del fato1 che nel
romanzo espressionista Berlin Alexanderplatz di 6lfred
37blin leggiamo:1 Eon si deve fare il grande con la propria
sorte .o sono nemico del fato Eon sono greco io8 sono
berlinese1
43

L amor fati dunque " amore di se stessi
Fisogna imparare ad amare se stessi7questa " la mia
dottrina7di un amore sano e salutare: tanto da sopportare di
rimanere presso se stessi e non andare vagando in giro
!uesto vagolare si battezza col nome di amore del
prossimo%: con queste parole finora si sono dette le
maggiori menzogne@e in verit, quello di imparare ad
amare se stessi non " un comandamento per oggi e
domani 0iuttosto " questa, di tutte le arti, la pi, sottile,
ingegnosa, lontana e paziente%
;:

Eon dobbiamo accollarci some e fardelli che non sono i
nostri: #, se ci inzuppiamo di sudore, allora ci dicono: #h
gi, la vita " un grave fardelloG%
4.
Eietzsche, %mano troppo umano , .., pp (??7(?3 9scito nel (';' Fu concepito come una quinta
considerazione inattuale%, intitolata &l vomere,, ma poi fu trasformato nel libro di aforismo che conosciamo%
&S +iametta, &ntroduione a 'ietsche, p 2A3)
4-
+r. 3" ?iano, il carattere ' il destino dell#uomo0.
43
*lfred CHblin, (erlin Alexanderplat , p 3A
.1
Nietzsche, Cos( parl) *arat"ustra, ?ello spirito di gravit.
((
((
# questo perchB si trascina dietro sulle spalle troppe cose
estranee Simile al cammello, egli piega le ginocchia e si
lascia caricare ben bene%
;(

Ma concludiamo la parte relativa alla Storia monumentale:


la cultura 0u$ essere ancora qualcosa daltro che
decorazione della vita, cio" in fondo unicamente
dissimulazione e velame@>osI si sveler il concetto greco
della cultura7in contrapposizione a quello romano7il
concetto della cultura come una nuova e migliorata
phsis@della cultura come una unanimit fra vivere,
pensare, apparire e volere%
Nietzsche parla addirittura della malattia storica c!e aralizza la
vita e la sua sontaneit$$La storia, per puro amore di conoscenza,
non esercitata ai fini della vita e senza il contrappeso della dote
plastica! della spontaneit creatrice, ' suicidio, ' morte$La storia
scaccia gli istinti. +ormato o, meglio, deformato dalla storia, l#uomo
non ) i. caace di %rilassare le briglie& e di agire
sontaneamente, fidando nella %divina animalit$!. La storia
sottovaluta sempre ci che ' divenire e paralizza l#azione!
.(
.
."
Nietzsche, Dp. cit., p (*4.
.(
=. 6ann, Nobilt dello spirito, p. -"..
(*
(*
Storia antiquaria
Csserva il gregge c!e ti ascola innanzi: esso non sa cosa sia ieri,
cosa oggi, salta intorno, mangia, riposa, digerisce, torna a saltare, e
cos9 dall#alba al tramonto e di giorno in giorno, legato brevemente con
il suo piacere e dolore, attaccato cio) al iuolo dell+istante$solo
er la forza di usare il assato er la vita e di trasformare la
storia assata in storia resente, l+uomo diventa uomo)
.*
.
)(l benessere dell+albero er le sue radici, la felicit di non
sapersi totalmente arbitrari e fortuiti, ma di crescere da un passato
come eredi, fiori e frutti, e di venire in tal modo scusati, anzi
giustificati nella propria esistenza& ' questo ci che oggi si designa
di preferenza come il vero e proprio senso storico)
./
. <# l#aspetto
antiquario dell#amore per la storia.
Non tutti i bambini diventano persone mature. Lo afferma :icerone
nell;1rator
.5
: D#escire autem quid ante quam natus sis acciderit$ id
est semper esse puerum2 3uid enim est aetas "ominis% nisi e4
memori5 rerum veterum cum superiorum aetate contexitur67 ,"(10,
del resto non sapere che cosa sia accaduto prima che tu sia nato
equivale ad essere sempre un ragazzo. %he cosa ' infatti la vita di un
uomo, se non la si allaccia con la vita di quelli venuti prima,
attraverso la memoria storicaM
5aturit$ della mente0 a questa occorre la storia e la
consaevolezza della storia!
.4
.
.*
+. Nietzsche, Sull'utilit e il danno della storia per la vita, in Considerazioni inattuali 22, p. -* e p. -..
./
+. Nietzsche, Sull'utilit e il danno della storia per la vita, in Considerazioni inattuali 22, p. 33.
.5
?el /4 a. %.
.4
=. S. <liot, C"e cos/8 un classico6 ,del "3//0 2n =. S. <liot, 1pere, p. 345.
(/
(/
Storia critica
La storia %!egelianamente intesa la si ' chiamata con scherno il
cammino di ?io sulla terra$per Qegel il vertice e il punto
terminale del processo del mondo si sono identificati con la sua
stessa esistenza berlinese$egli ha istillato nelle generazioni da lui
lievitate quell#ammirazione di fronte alla %otenza della storiaD,
c!e raticamente si trasforma a ogni istante in nuda
ammirazione del successo e conduce all;idolatria del fatto$Se
ogni successo contiene in sJ una necessit razionale, se ogni
avvenimento ' la vittoria di ci che ' logico o dell;)idea)&allora ci
si metta subito giA in ginocchio e si percorra poi inginocchiati
l;intera scala dei )successiF )
..
.
La storia critica giudica
.-
il assato e sesso lo condanna.
La storia non deve essere una teologia camuffata.
2l vertice del processo del mondo non pu identificarsi l#esistenza
di Qegel a Herlino.
La storia va giudicata negativamente quando ) scritta %dal
unto di vista delle masse!
.3
. Le masse meritano uno sguardo
innanzitutto come coie evanescenti dei grandi uomini, fatte su
carta cattiva e con lastre logore, poi come ostacolo contro i
grandi, e infine come strumento dei grandi; per il resto, che se
le prenda il diavolo e la statisticaF!
-1
.
..
+. Nietzsche, Sull'utilit e il danno della storia per la vita, pp. "*.&"*-.
.-
%fr. krivvnw, giudico!.
.3
%fr. i giornali ndr.
-1
+. Nietzsche, Sull'utilit e il danno della storia per la vita, p. "/-
(5
(5
La storia dimostra solo la volgarit e la disgustosa uniformit,
cio' il vile conformismo della massa!
-"
.
6a l#uomo ovunque egli ' virtuoso$ si ribella alla cieca forza dei
fatti, alla tirannia del reale$<gli nuota semre contro le onde della
storia$mentre la menzogna intesse tutto intorno a lui le sue reti
scintillanti$+ortunatamente essa serba per anche la memoria dei
grandi c!e lottarono contro la storia, cio) contro la cieca forza del
reale-La grandezza non u" diendere dal successo, e
9emostene ebbe grandezza, benc!@ non avesse successo)
-(
.
B ?emostene viene accostato Oagner nella 2E inattuale per la terribile seriet
verso il suo oggetto e il piglio possennte nell#afferrarlo ogni volta!
-*
.
, /ietzsc!e lo storicismo aare la consolatoria atina ottimista
sovraosta alla reale irrazionalit$ e alle reali contraddizioni della
vita, una mistificazione della verit operata dall#ideologia al potere!
-/
.
:na storia che rifiuta i Rse& e i Rma& ' quella che si ) scritta semre
revalentemente finora, cio) ) una storia %dal unto di vista del
successo!, che suppone che il successo riveli anche un diritto, una
ragione!
-5
.
La storiografia monumentale, antiquaria e critica$vengono
dichiarate modi legittimi di conoscenza del passato, purchJ
subordinate all#elemento non storico, cio) messe al servizio della
vita-La vera ragione per cui l#erudito non pu comprendere
adeguatamente il fatto storico ' che il fatto ) qualcosa di vivente,
-"
Sossio Liametta, Introduzione a Nietzsc"e,., p. "-3
-(
+. Nietzsche, utilit e il danno della storia per la vita, p "*3 sgg.
-*
Ric"ard 9agner a -a#reut", ,del "-.40 cap. 3.
-/
%. 6agris, &ietro le parole, p. 31.
-5
L. Eattimo, &ialogo con Nietzsc"e , p. .-.
(4
(4
nella sua attualit, mentre l#erudito lo mummifica e lo esaurisce, lo
intende come qualcosa di morto!
-4
.
-4
L. Eattimo, &ialogo con Nietzsc"e, p. (/ e p. .*.
(.
(.
Tooi classici resenti in /ietzsc!e 2e in altri
autori.3
Nel &e inventione
-.
il giovane %icerone aveva definito i loci
communes: )argumenta quae transferri in multas causas possunt) ,(,
/-0, argomenti che si possono utilizzare per molte cause. Sono
strumenti del parlare e dello scrivere.
L#eterno ritorno.
L#eterno ritorno
--
ci orta nell+ambito dell+ ajnakuvklwsi"
di Polibio 2E(, 9, 103, dell+ orbis di Tacito
-3
, del Dcerc!ioD di
5ac!iavelli
90
. Leoardi lo c!iama DcircuitoD mutuandolo dal
circuitus di :icerone
3"
.
)L;idea tacitiana del )ciclo) economico dal *1 a. %. al 4- d. %. ', in fondo, un nuovo
dono del pensiero filosofico alla storiografia antica0 all+DanaciclosiD olibiana, c!e
si alica alle forme costituzionali, si aggiunge cos; un similare concetto di orbis ,
alicato all+economia. >uesto concetto del lu&us senatorio
stroncato...dall+avvento, nel B9 d. :. , di una borg!esia DecuniosaD ma arca,
basterebbe a fornire taluni elementi essenziali per una storia sociale del periodo dal
43 d. %.&l;anno di Lalba, Dtone, Eitellio&fino a tutta l;et flavia: del periodo,
insomma, che =acito aveva trattato nelle 'istoriae )
3(
.
-.
=rattato in due libri, dell;-/ a. %.
--
Crepuscolo degli idoli , p. "(-.
-3
:nnales , 222, 55. :)Nisi forte reus cunctis inest quidam velut oris% ut quem ad modum temporum vices ita morum
vertantur ),:nnales , 222, 550, forse in tutte le cose c;' una specie di ciclo, in modo che, come le stagioni, cos9 si volgano
le vicende alterne dei costumi.
31
&iscorsi sopra la prima deca di !ito Livio , 2, (.
3"
&e repulica ,del 5" a. %.0 , 2, /5.
3(
Il Pensiero Storico Classico , 22, (, p. -(.
(-
(-
% Tutto muore, tutto torna a fiorire-8icurvo ) il sentiero
dell#eternit$&
3*
.
5utto va, tutto torna indietro Alles geht# Alles kommt ur)ck8
eternamente ruota la ruota dellessere e*ig rollt das +ad des !eins
5utto muore, tutto torna a fiorire, eternamente corre lanno
dellessere Alles
stirbt# Alles bl)ht *ieder auf# e*ig l,uft das -ahr des !eins
5utto crolla, tutto viene di nuovo connesso8 eternamente lessere si
costruisce la medesima abitazione Alles bricht# Alles *ird neu
gef)gt. e*ig baut sich das gleiche Haus des !eins
5utto si diparte, tutto torna a salutarsi8 eternamente fedele a se
stesso rimane lanello dellessere Alles scheidet# Alles gr)sst sich
*ieder. e*ig bleibt sich treu der +ing des !eins
.n ogni attimo comincia lessere8 attorno ad ogni qui% ruota la sfera
l% &n /edem 'u beginnt das !ein. um /edes Hier rollt sich die
0ugel Dort
.l centro " dappertutto ,icurvo " il sentiero delleternit !ie "itte
ist #berall$ %rumm ist der P&ad der '(ig)eit$*
>osI parl$ Jarathustra%, K.l convalescente, 2, ?<73<
FLEietzsche, Also sprach 1arathustra%,2Der 3enesende2 ,2, ?<7
3<
:i entrano anc!e =raclito e la Sto$0 %La dottrina dell#&eterno
ritorno&, cio) della circolazione incondizionata e infinitamente
rietuta di tutte le coseAquesta dottrina di Farat!ustra potrebbe
essere gi$ stata insegnata da =raclito. Per lo meno se ne trovano
3*
Cos( parl) *arat"ustra, del "--*, 2l convalescente, p.(44.
(3
(3
tracce nella Stoa, c!e !a ereditato quasi tutte le concezioni
fondamentali di =raclito&
3/
.
Nietzsche crede in un ritorno della cultura dionisiaca e nel ritorno
dello spirito greco.
@er Nietzsche L#eterna ripetizione di ci che accade ' insieme un
compito da realizzare e un fatto ineluttabile!
35
.
%=terno ritorno significa anche tornare a rivolgersi alle cose
eterne$2 filosofi greci chiamavano questa conversione verso
l#origine epistrop";, rivolgimento!, torsione, curva improvvisa!
34
.
La concezione lineare del tempo significa che ogni momento
divora il precedente come un padre ed ' divorato dal successivo
come da un figlio, secondo un processo che Eattimo ha
denominato struttura edipica del tempo!.
%redere nell#eterno ritorno significa credere nel divenire innocente
e dionisiaco delle cose.
LiacchJ soltanto nei misteri dionisiaci, nella psicologia dello
stato dionisiaco si esprime il fatto fondamentale dell#istinto
ellenico&la sua volont di vivere!. :!e cosa si garantivano i
6reci con questi misteri< La vita eterna, l#eterno ritorno della
vita$il trionfante s9 alla vita oltre la morte!
3.
.
asolini trova che sia soprattutto la ciclicit a distinguere la
religione dionisiaca da quella cristiana:1 Eell/universo
contadino >risto " stato assimilato a uno dei mille adoni o
3/
+cce "omo, La nascita della tragedia.
35
Lianni Eattimo, &ialogo con Nietzsc"e, saggi "34"&(111, p. "*.
34
C. Qillman, La forza del carattere, p. "-3.
3.
Crepuscolo degli idoli, p. "(-.
*1
*1
delle mille proserpine esistenti% i +uali ignoravano il
tempo reale, cio) la storia! "l tempo degli d)i agricoli
simili a 1risto era un tempo "sacro" o "liturgico" di cui
valeva la ciclicit*, l'eterno ritorno! .l tempo della loro
nascita, della loro azione, della loro morte, della loro discesa
agli inferi e della loro resurrezione, era un tempo
paradigmatico, a cui periodicamente il tempo della vita,
riattualizzandolo, si modellava! 6l contrario, 1risto ha
accettato il tempo "unilineare", cio) +uella che noi
chiamiamo storia! #gli ha rotto la struttura circolare delle
vecchie religioni: e ha parlato di un 1fine1, non di un
1ritorno1
3-

,gostino mette in guardia i cristiani contro la concezione circolare dei Lreci: per lui la
recta via era insieme un#immagine del tempo e un#immagine della salvezza: Snostram
simplicem pietatem% ut cum illis in circuitu ambulemus% de recta via conantur avertere'
!
33
. <# nel (e civitate (ei ,G22, "-, (0 che il vescovo di 2ppona condanna gli emi filosofi
c!e cercano di traviare la nostra fede semlice er farci errare con loro nel circolo.
3-
!critti corsari , p."1-.
33
,. 5omigliano, )a storiograia greca, . >2
*"
*"
L#ingratitudine.
Nietzsche nel 1?B' 2a vent+anni3 scrisse una (issertatio de
Theognide *egarensi
"11
simpatizzando con le teorie reazionarie
del poeta. Lo col; fortemente il biasimo esresso er
l+ingratitudine dell+animo lebeo:)=eognide ritiene che non c;'
niente di piA vano e di piA inutile che fare bene ad un plebeo, dal
momento che non ringrazia mai)
"1"
. Teognide stigmatizza anc!e
la falsit$ dei lebei i quali si ingannano a vicenda 2
ajllhvlou~ d jajpatw'sin' , e si deridono a vicenda
siccome non !anno criterio del bene n@ del male 2 Silloge , vv.
G9AB03.
:icerone scrive0 %nullum enim oicium reerenda gratia magis
necessarium est -non reddere viro bono non licet & 2(e oiciis,
(, '>3, nessun dovere ) i. dovuto della gratitudine-all#uomo
er bene non ) consentito non contraccambiare
>uindi Nietzsche:/oi veritieri&A) questo l#aellativo c!e si
davano i nobili dell#antica 6recia!
"1(
.
:!e cosa ) aristocratico<
2n +cce "omo
"1*
Nietzsche scrive di :l di l del ene e del male<
>uesto libro ,"--40 ' nel suo essenziale una critica della
modernit, non escluse le scienze moderne, le arti moderne, e
neppure la politica moderna, con accenni a un tipo opposto, che '
il meno moderno possibile, un tipo nobile, che dice s9. 2n
quest#ultimo senso il libro ' una scuola del gentil"omme, se si
"11
2n latino anche il testo.
"1"
&issertazione su !eognide di =egara% p2 >?@2
"1(
Bl di l del ene e del male ,%he cosa ' aristocratico0 del "--4, p. "-4.
"1*
?el "---.
*(
*(
intende il concetto nel senso piA spirituale e radicale che mai gli
sia stato dato!
"1/
.
2 %bennati& sentivano se stessi come felici!$poi essi, uomini
superdotati di forza e perci stesso necessariamente attivi,
riuscivano a non searare l#agire dalla felicit$&l#essere attivi era
per loro considerato come qualcosa di attinente necessariamente
alla felicit ,da cui eu( pravttein3Atutto ci in netto contrasto
con la felicit! a livello degli impotenti, degli oppressi, dei
piagati!
"15
.
La morale degli sc!iavi ) invece %un sosetto essimistico
nei confronti della condizione umana nella sua totalit. Lo
schiavo guarda con occhio torvo le virtA dei potenti$<siste un
istinto del rango che, piA di ogni altra cosa, costituisce gi
l#indizio di un rango elevato !
"14
.
La morale degli schiavi ' il socratismo e la moralit cristiana
che viene smascherata come qualche cosa di assolutamente
velenoso, pieno di rancori, nemico della vita. 6a la sua critica alla
morale, ',in parte, impersonale, ha caratteri comuni a tutta l#epoca.
<# l#epoca sul finire del secolo, l#eoca in cui l#intelligenza
euroea lancia i rimi attacc!i contro l#iocrita morale
dell#et$ vittoriana e borg!ese; in questo quadro si inserisce$la
rabbiosa lotta di Nietzsche contro la morale!
"1.
.
T. 5ann associa /ietzsc!e a C. Hilde: l#esteta inglese
scandalizzava e divertiva il pubblico della sua patria. >uando
Oilde dichiara:$ +ver# impulse t"at Ae strive to strangle
roods in t"e mind% and poisons us$The onl+ ,a+ to get rid o a
"1/
<cce homo, Bl di l del bene e del male.
"15
Lenealogia della morale, ..
"14
?i l dal bene e dal male, p. "-- ss.
"1.
=. 6ann, Noilt dello spirito, p. -(1
**
**
temptation is to +ield to it
10?
!$tutto questo si potrebbe trovare
benissimo in Nietzsche!
"13
Naturalmente l#avvicinare Nietzsche a Hilde ha qualche cosa
di sacrilego, perchJ quest#ultimo era un dandI e il filosofo
tedesco invece una specie di santo dell#immoralismo. < tuttavia il
dandismo di Oilde acquista attraverso il martiio piA o meno
involontario della sua fine, il carcere di Ieading, quasi un riflesso
di santit che gli avrebbe guadagnato tutta la simpatia di
Nietzsche!
""1
.
Eietzsche fa una distinzione tra il lavoro libero e il lavoro
degli schiavi !uesto ) un lavoro che non viene fatto
per noi stessi e che non ha in s8 alcun appagamento%
(((
2l risentimento degli emarginati trionf su Ioma. Secondo
Nietzsche.
6a sentiamo :arducci.
IomaPpiA non trionfa.PP piA non trionfa, poi che un galileoPdi
rosse chiome il %ampidoglio ascese,Pgittolle in braccio una sua
croce, e disse&@ortala e servi&
""(
!.
(l 8inascimento raresent" il risveglio grandiosamente
inquietante dell#ideale classico, della maniera aristocratica di
giudicare le cose$ma immediatamente Liudea torn a trionfare,
grazie a quel movimento di ressentiment essenzialmente lebeo
2tedesco e inglese3 cui si d$ il nome di 8iforma$%on la
"1-
Dgni impulso che ci sforziamo di soffocare rimugina nella mente e ci avvelena$l#unico modo di liberarci di una
tentazione ' cederle.
"13
Noilt dello spirito, p. -(1.
""1
=. 6ann, Dp. cit., p. -(".
"""
+rammenti postumi "--", (-5.
""(
%arducci, Ddi barbare, Blle fonti del %litumno.
*/
*/
8ivoluzione 4rancese, 6iudea torn" ancora a sconfiggere
l#ideale classico, in un senso ancora piA decisivo e profondo:
l#ultima aristocrazia olitica esistente in =uroa, quella del
GE22 e GE222 secolo francese, croll" sotto gli istinti popolari del
ressentiment$come ultima indicazione dell#altra strada apparve
/aoleone-sintesi di non uomo e di suer uomo!
""*
.
La riforma tedesca appare come un#energica protesta di spiriti
arretrati, che non s#erano ancora saziati della visione medievale
del mondo!
""/
.
Sentiamo anche @isolini: 2l movimento protestante nell#<uropa
settentrionale fu la prima rivoluzione borghese. Lutero fu il primo
grande eroe della borghesia$6entre nell#<uropa settentrionale il
protestantesimo divent la religione della nuova borghesia, in
2talia la borghesia non emerse allo stesso modo: la borghesia
italiana ' nata per forza d#inerzia, diciamo, attraverso l#imitazione
passiva delle borghesie europee$in 2talia nacque nel mondo della
%ontroriforma, un mondo di contadini. < quindi da noi si notano
profonde contraddizioni. 2n realt la borghesia italiana '
stranissima: ' simultaneamente laica e cattolica, liberale e
controriformistica, ossia non ' niente. 2l qualunquismo ' in
sostanza la conseguenza di queste contraddizioni, insieme con la
degenerazione dell#umanesimo che ne ' il principale
ingrediente!
""5
.
L#avversione reazionaria tedesca alla Iivoluzione francese porta
al tempo stesso a una visione pseudorealistica del mondo greco.
La Pent"esilea
""4
di Nleist ' il primo preludio aristico: una
esplosione della moderna vita dell#istinto decadente&inibita,
""*
Lenealgia della morale, p. .".
""/
:mano troppo umano, p, "4"
""5
@isolini, =utte le Dpere, Saggi sulla politica e sulla societ, p. "(34&"(3..
""4
?el "-1- ndr
*5
*5
dell#odio spontaneo contro la misura e la ragione, in veste classica.
L#immane impeto poetico di Nleist penetra a poco a poco nella
nuova concezione dell#antichit classica$Hachofen$' in realt
lo scopritore della rivoluzione sociale penetrante in profondit,
che rischiara la vera storia dell#antichit: del tramonto del
comunismo primitivo, del trapasso dal matriarcato al patriarcato!
"".
.

Teognide biasima la mescolanza incongrua dei matrimoni tra
aristocratici decaduti e plebei arricchiti: plou'to~ e[meixe
gevno~ ,v. "310, la ricchezza ha mescolato la specie.
3ante nel 4aradiso , M-., 3;73', scrive: 1Sempre la
confusion delle personeNprincipio fu del mal della cittade1
>uando voglio sondare! un uomo, per prima cosa osservo se ha
in corpo un qualc!e senso della distanza, se ovunque vede il
rango, il grado, l#ordine fra uomo e uomo, se sa distinguere: '
questo che fa il gentil"omme: in tutti gli altri casi si appartiene
senza scampo alla categoria cordiale, ahF cos9 bonaria della
canaille!
""-
.
Nello *arat"ustra, Nietzsche identifica la plebe con la confusione
e l#intruglio: (ntruglio lebeo0 l; ) tutto mescolato alla rinfusa,
santo e ladrone e nobiluomo e giudeo e ogni sorta di bestie
dell#arca di No'!
""3
.
@oche righe prima Nietzsche scrive: la nostra plebe dorata, falsa
imbellettata, anche se si chiama buona societ, anche se si chiama
nobilt!. 6a in essa tutto ' falso e marcio!.
,lla lebe imbellettata Farat!ustra referisce il contadino.
"".
L. Lu8Tcs, %ontributi alla storia dell#estetica, p. *5..
""-
+cce "omo, 2l caso Oagner.
""3
Cos( parl) *arat"ustra, %olloquio con i re, p.(3.
*4
*4
6a prima o poi, in un#et piA forte di questo presente marcio e
dubbioso di sJ, dovr pur giungere fino a noi l#uomo del riscatto,
l#uomo del grande amore e disprezzo, lo spirito creatore!
"(1
.
@iA avanti un uomo pacifico, un predicatore della montagna dai
cui occhi parlava la bont in persona! parla a Uarathustra della sua
nausea per i piA ricchi
per questa plebe dorata e falsificata, i cui padri furono ladruncoli
o mangiacarogne o rigattieri, e le cui donne sono condiscendenti,
lascive, volubili: tra loro e una prostituta la differenza, infatti, '
poca!
"("
.
Jn contadino sano, rozzo, astuto, testardo, tenace, rimane, oggi,
per me ancora il migliore e il preferito degli uomini: questa ),
oggi, la secie i. nobile. 2l contadino, oggi, ' il migliore; e la
specie contadina dovrebbe dominareF!
"((
.
Nell#-reste
"(*
=uriide vede negli aujtourgoiv, nei lavoratori
in rorio, coloro c!e soli sono in grado di salvare la polis . 2l v.
3(1 dell;1reste & )un lavoratore in proprio, di quelli che appunto sono
i soli a salvare la patria)
"(/
&ricorda da vicino Suppl. (//:)delle tre parti
quella che sta in mezzo salva le citt). La classe media era quindi per
<uripide costituita essenzialmente dai contadini che lavorano il fondo
di loro propriet)
"(5
.
2l piccolo proprietario terriero ' uno che lavora la terra da sJ ed '
non attraente di aspetto ma ' coraggioso e intelligente ,)
morfh') me;n oujk eujwpov", ajn*rei'o" * j
ajnhvr), v.3"-; !unetov" , v. 3("0.
"(1
.enealogia della morale, p. "13.
"("
2l mendicante volontario.
"((
Nietzsche, Cos( parl) *arat"ustra% p. (3..
"(*
?el /1-.
"(/
'ujtourgo;", oivper kai; movnoi sw)0ousi gh'n%
"(5
?i Henedetto, op. cit., p. (1-.
*.
*.
La teoria della classe media!
Bll;elogio della mediet sociale si pu collegare la teoria della classe
media propugnata da =eseo nelle Supplici
(23
di =uriide.
=re sono le classi dei cittadini: i ricchi sono inutili e desiderano avere
sempre di piA, quelli che non hanno mezzi di sussistenza sono temibili
,)*einoiv), v. (/"0 poichJ si lasciano prendere dall;invidia e ingannati
dalle lingue dei capi malvagi lanciano strali contro i possidenti. 2n
conclusione:))riw'n de moirw'n h* jn mevsw/ sw/+ei
povlei"#kovsmon fulavssous j o(ntin a[n tav!h)
povli"), ,vv. (//&(/50, delle tre parti quella che sta in mezzo salva le
citt, custodendo l;ordine che essa dispone.
T. 5ann mette in rilievo la resenza di questa teoria in
/ietzsc!e0 si impedisca il facile e improvviso arricchimento, si
tolgano tutti i vari mezzi di comunicazione e di commercio che
favoriscono l#ammassamento di grandi capitali, dunque
specialmente il commercio di denari, dalle mani dei privati e delle
societ private, e si considerino sia coloro che troppo, sia coloro
che nulla posseggono, esseri pericolosi alla comunit!. 2l
nullatenente come un animale pericoloso: questo deriva da
Schopenhauer. Nietzsche ha inoltre appreso che esiste un altro
animale pericoloso: quello che troppo possiede!
"(.
.
Lo stile della nobilt$. La srezzatura.
L#aristocratico rifugge da ogni affettazione.
L#aristocratico non teme il giudizio degli altri: &egeneres animos
timor arguit!
"(-
, la paura svela gli animi vili
"(4
?el /(( ca.
"(.
Nobilt dello spirito, La filosofia di Nietzsche, p. -*5.
"(-
Eirgilio, +neide, 2E, "*. <# ?idone innamorata
*-
*-
L#uomo di razza aristocratica avverte se stesso come colui
c!e determina il valore, egli non sente la necessit di essere
approvato, giudica: quello che nuoce a me ' di per se stesso
nocivo!; sa di essere colui che conferisce pregio alle cose, che
crea i valori. <gli onora tutto ci in cui riconosce se stesso: ' la
morale dell#esaltazione di se stessi!
"(3
.
>uesta non ha certamente bisogno di affettazione.
Sentiamo un grande autore dall#animo aristocratico(o mi
reuto meno brutto degli altri e sdegno erci" di contraffarmi;
anzi buono o reo ch#io mi sia, ho la generosit, o di# pure la
sfrontartezza di presentarmi nudo, e quasi come sono ucito dalle
mani della Natura!
"*1
.
L# idea della studiata disinvoltura come virtA suprema dello stile si
trova in @etronio: sia quello di =acito, sia nel Sat#ricon.
Scrive Tacito ,:nnales , GE2, "-0:)dicta factaque eius% quanto
solutiora et quandam sui neglegentiam praeferentia% tanto gratius
in speciem simplicitatis accipieantur , le sue parole e azioni,
quanto piA erano libere e manifestavano una certa noncuranza di
s@, con tanto maggior gradimento erano prese come segno di
semplicit.
+accio a due esempi di autori di estrazione aristocratica i quali
mettono in forte rilievo la finezza della sprezzatura: in I promessi
sposi il conte zio per dare un;impressione di potenza al padre
provinciale:)gli fece trovare una corona di commensali assortiti
con un intendimento sopraffino. >ualche parente de; piA titolati, di
quelli il cui solo casato era un gran titolo; e che, col solo contegno,
"(3
?i l dal bene e dal male. %he cosa ' aristocraticoM , p. "-4.
"*1
:. +oscolo, $ltime lettere di Bacopo 1rtis, @adova "" dicembre.
*3
*3
con una certa sicurezza nativa, con una srezzatura signorile,
parlando di cose grandi con termini famigliari, riuscivano, anche
senza farlo apposta, a imprimere e rinfrescare, ogni momento,
l;idea della superiorit e della potenza)
"*"
.
:na nobile semplicit si trova in Anna .arenina del conte
TolstoK:) Levin riconobbe le maniere piacevoli della donna del
gran mondo, semre calma e naturale$ Non soltanto ,nna
arlava con naturalezza e intelligenza, ma con un+intelligenza
noncurante, senza attribuire alcun pregio ai propri pensieri e
attribuendo invece gran pregio ai pensieri dell;interlocutore)
"*(
.
2n :ll'omra delle fanciulle in fiore% @roust scrive di Saint
Lou c!e aveva il regio della naturalezza, ed era di
un+eleganza disinvolta, senza nulla di retenzioso e
comassato, era ricco ma viveva nel lusso Din modo negligente
e libero, senza puzzare di soldi, senza darsi arie di importanza),p.
**/0 nJ cercava di impedire al suo viso di riflettere un;emozione.
Si vedeva in quel giovane l;agilit ereditaria dei grandi cacciatori,
il loro disprezzo per la ricchezza. B loro i soldi servivano solo per
festeggiare gli amici. )Ei sentivo sorattutto la certezza o
l+illusione c!e avevano avuto quei grandi signori di essere i.
degli altri e grazie alla quale non avevano potuto lasciare in
legato a Saint&Loup quel desiderio di mostrare che si vale quanto
gli altri, quella paura di sembrare troppo premurosi che rende cos9
rigida e goffa la piA sincera amabilit plebea),p.**.0.
5usil in L'uomo senza qualit scrive:) Jna casta dominante
rimane semre un oco barbarica$ <rano invitati insieme in
residenze campestri, e :lrich not che vi si vedeva sovente
mangiare la frutta con le mani, senza sbucciarla, mentre nelle case
dell;alta borghesia il cerimoniale con coltello e forchetta era
"*"
I promessi sposi , capitolo G2G.
"*(
:nna ,arenina ,"-.*&"-..0, trad. it. 6ilano, "345, pp .1* e .1/.
/1
/1
rigidamente osservato; la stessa osservazione si poteva fare a
proposito della conversazione che quasi soltanto nelle case
borghesi era signorile e distinta, mentre negli ambienti
aristocratici prevalevano i discorsi disinvolti, senza pretese, alla
maniera dei cocchieri. Le dimore borghesi erano piA igieniche e
razionali. /ei castelli atrizi d+inverno si gelava; le scale logore
e strette non erano una rarit, e accanto a sontuose sale di
ricevimento si trovavano camere da letto basse e ammuffite. Non
esistevano montavivande nJ bagni per la servitA. 5a, a guardar
bene, c+era rorio in questo un senso i. eroico, il senso della
tradizione e di una magnifica negligenzaL ,(430. <; chiaro come
il sole che soccorrere i poveri ' un dovere cavalleresco e che per la
vera alta nobilt non c;' poi una cos9 gran differenza tra un
fabbricante e un suo operaio ,-/0.
L#antitesi della srezzatura ) l#affettazione.
Haldassarre :astiglione in Il cortegiano
"**
prescrive al gentiluomo di
fuggire sopra tutto )la ostentazione e lo impudente laudar se stesso, per lo
quale l;uomo sempre si cncita odio e stomaco da chi ode) ,2, ".0. =gli
deve sc!ivare Dquanto i. si ", e come un aserissimo e ericoloso
scoglio, la affettazione; e, per dir forse una nova parola, usar in ogni cosa
una certa srezzatura), ossia una studiata disinvoltura, un#apparenza di
naturalezza )che nasconda l;arte e dimostri ci che si fa e dice venir fatto
senza fatica e quasi senza pensarvi. ?a questo credo io che derivi assai la
grazia$ ) ,2, (40.
Sentiamo Leoardi a proposito dell#affettazione nello scrivere:
l#affettazione ) la este d#ogni bellezza e d#ogni bont$, perci appunto
che la rima e i. necessaria dote s; dello scrivere, come di tutti gli atti
della vita umana, ) la naturalezza ,(-. +eb. "-("0
"*/
.
Bnche 9ostoevsMiK in I fratelli ,aramazov considera l;affettazione segno
di cattiva educazione: Blioscia sebbene affascinato da 6ruscenMa) si
domandava con un;oscura sensazione sgradevole e quasi con
commiserazione perchJ ella strascicasse le parole a quel modo e non
"**
Il liro del cortegiano fu scritto tra il "5"* e il "5"- e venne pubblicato nel "5(-.
"*/
*ialdone .15.
/"
/"
arlasse in tono naturale. <videntemente, lo faceva perchJ trovava bella
quella pronuncia strascicata e quella sdolcinata e forzata attenuazione delle
sillabe e dei suoni. %erto, non era che una cattiva abitudine di dubbio
gusto, la quale testimoniava un+educazione volgare e una volgare
comrensione, acquisita sin dall+infanzia, delle convenienze e del
decoro)
"*5
.
La neglegentia 2ajmevleia3 degli autori.
L/6nonimo Sul sublime in un capitolo &MMM...) annovera
Omero tra i grandissimi nei +uali egli stesso ha rilevato
non pochi difetti 4"oujk ojlivga,,,a*marthvmata1) i
quali per$ non sono errori volontari ma piuttosto sviste
dovute a casuale noncuranza 4"paroravmata di j
ajmevleian eijkh')1) e prodotte distrattamente dalla
loro stessa grandezza #/ la stessa neglegentia che faceva
parte anche dello stile altissimo del 0etronio di 5acito
"*4
.n
effetti tale noncuranza spesso geniale, talvolta difettosa, )
preferibile all'ineccepibile correttezza di 6pollonio
9odio >omunque i difetti e le imperfezioni degli 1eroi della
letteratura" come Omero, 'ofocle, indaro, 3emostene
e latone sono insignificanti e non valgono a inficiare la loro
grandezza
Nietzsche: !ottigliea nell2errare Se 4mero, come si
diceva, ha dormito +ualche volta
:;<
, ) stato pi, saggio di
tutti gli artisti dalla insonne ambizione Fisogna lasciare
riprendere fiato agli ammiratori col trasformarli, di quando in
"*5
I fratelli ,aramazov, ,"--10, =rad. it. 6ilano, "34-, p. (1-.
"*4
2n :nnales , GE2, "-.
"*.
%fr. Drazio, :rs poetica *53: indignor quandoque onus dormCtat 'omerus!, mi sdegno ogni volta che il bravo
Dmero sonnecchia.
/(
/(
quando, in censori: nessuno infatti sopporta una buona
qualit interrottamente attiva ed abbagliante, e invece di far
del bene, un maestro diventa, in tal modo, un correttore che
odiamo mentre ci fa strada%
(A'

,vere un granello di torto ) erfino indizio di buon gusto!


"*3
.
*naloga valutazione estetica si trova nel 0rologo
dell'Andria dove #erenzio si difende dall/accusa di
contaminatio menzionando i suoi maestri Nevio, lauto,
Ennio:1 5uorum aemulari exoptat neclegentiam6potius
5uam istorum obscuram diligentiam1 &vv 2:72(), dei quali
egli, lautore, preferisce cercare di eguagliare la negligenza
piuttosto che la buia diligenza di costoro, ossia del malevolo
vecchio poeta &vv 37;) Luscio Lanuvino e degli altri
detrattori
Sulla negligenza0 dei sommi scrittori, da 4mero in avanti,
anche Leopardi d* un giudizio positivo: >osI i poeti
antichi non solamente non pensavano al pericolo in cui
erano di errare, ma &specialmente Omero) appena
sapevano che ci fosse, e per$ franchissimamente si
diportavano con +uella bellissima negligenza che accusa
lopera della natura e non della fatica Ma noi timidissimi,
non solamente sapendo che si pu$ errare, ma avendo
sempre avanti agli occhi lesempio di chi ha errato e di chi
erra, e per$ pensando sempre al pericolo@non ci
arrischiamo di scostarci non dir$ dallesempio degli antichi e
dei >lassici@ma da quelle regole &ottime e >lassiche ma
sempre regole) che ci siamo formate in mente, e diamo in
"*-
Nietzsche, Burora, p. "35.
"*3
?i l dal bene e dal male, Le nostre virtA.
/*
/*
voli bassi nB mai osiamo alzarci con +uella negligente e
sicura e non curante e dir pure ignorante franchezza,
che ) necessaria nelle somme opere dell/arte, onde pel
timore di non fare cose pessime, non ci attentiamo di farne
delle ottime, e ne facciamo delle mediocri@insomma non
c" pi6 4mero Cante l*riosto, insomma il arini e il $onti
sono bellissimi, ma non hanno nessun difetto%
&1ibaldone, <7(:)
0i6 avanti Leopardi sostiene che Ovidio con quel tanto
aggirarsi intorno agli oggetti@fa manifesta la diligenza, e
la diligenza nei poeti ) contraria alla naturalezza !uello
che nei poeti dee parer di vedere, oltre agli oggetti imitati, "
una bella negligenza e questa " quella che vediamo negli
antichi, maestri di questa necessarissima e sostanziale arte,
questa " quella che vediamo nell*riosto, 0etrarca ec@%
&1ibaldone, 2()

L/aristocratico ) capace di solitudine e ha il coraggio
della diversit* poich8 sente la distanza
oggi il concetto di grandezza% include in sB l/essere
aristocratici, il voler essere per se stessi, la capacit di
essere diversi, l/essere soli, la necessit di vivere a modo
proprio%
(=:

.n una lettera del 2( agosto (''( Eietzsche scrive, da Sils


Maria a 0eter +ast: considero un mio nemico chiun5ue interrompa
la mia estate di lavoro in #ngadina, ossia lavanzamento del mio
compito, della mia unica cosa indispensabile%
"/1
?i l dal bene e dal male, noi dotti.
//
//
,ntigone vuole che la sua azione abbia un aspetto esemplare e
rappresentativo, come deve essere l;agire di un principe o di un
eroe. >uesto, se in termini di psicologia individuale pu
significare esibizionismo o esaltazione, in un ambito sociale e di
classe fa parte della morale aristocratica.
La figlia di #dipo dunque dice alla sorella .smene :)ma so di
essere gradita a quelli cui sorattutto bisogna c!e io iaccia) ,
:ntigone, v. -30.
/el N(( dell+Iliade 2vv.310A3213, Saredone esorta 6lauco a
combattere in prima fila, rischiando la vita, poichJ lo esigono la
loro nobilt e i loro privilegi.
/ietzsc!e scrive:)(ndizi di una natura aristocratica0 non
degradare mai i rori doveri, ensando c!e siano i doveri di
tutti; non voler rinunciare mai alla propria responsabilit e non
volere dividerla con nessuno)
"/"
.
nobilt i cui segno distintivo sar sempre quello di non aver
paura di sJ!
"/(
.
6li uomini d#alto livello si distinguono dagli inferiori er il
fatto c!e vedono e ascoltano indicibilmente di i., per il fatto
che vedono e ascoltano pensando: questo appunto differenzia
l#uomo dall#animale e gli animali superiori da quelli inferiori!
"/*
.
La disciplina dura forma caratteri forti: il re spartano
6rchidamo nelle Storie di #ucidide sostiene gli uomini, i
quali non sono oi tanto differenti tra loro, vengono distinti
dalla severa discilina c!e rende i. forte c!i ) stato educato
nelle massime difficolt$0)poluv te *iafevrein ouj
"/"
&i l dal ene e dal male , p.(1(.
"/(
La gaia scienza, p. "4/.
"/*
La gaia scienza, p. "4-.
/5
/5
dei' nomiv+ein a[nqrwpon ajnqrwvpou,
kravtiston de ei(nai o{sti~ ejn toi'"
ajnagkaiotavtoi" paideuvetai),2, -/, /0.
>oncorda con questa affermazione del re spartano quanto scrive
/ietzsc!e nell; Epistolario in data 1' arile 1??>0D Non c')
nulla infatti che irriti tanto le persone +uanto il lasciare
scorgere che noi seguiamo inesorabilmente una rigida
disciplina di cui loro non si senton capaci1
.n questa lettera a Lou von 'alom8 del (2 giugno (''2,
Eietzsche scrive:%!uesta terribile esistenza di rinunce cui
sono costretto, e che " dura quanto la vita di restrizioni di un
asceta, pu$ per$ contare su alcuni conforti grazie ai quali
vivere mi appare pur sempre pi6 apprezzabile del non
vivere >erte grandi prospettive sullorizzonte spirituale e
morale sono le mie pi6 potenti fonti di vita, e sono cosI
contento che proprio in 5uesto terreno abbia messo radici e
speranze la nostra amicizia%
# in Ecce homo: Ogni risultato, ogni passo avanti nella
conoscenza ) una conseguenza del coraggio, della
durezza con se stessi, della pulizia con se stessi@'itimur
in vetitum: in questo segno verr un giorno la vittoria della
mia filosofia, perchB finora solamente la verit " stata
proibita sempre, per principio%
(==

La stessa disciplina rende valenti il militare e lo sudioso@
Stare in riga, ma essere capaci ogni volta di passare in
testa8 preferire il pericolo allo star bene, non pesare sulla
bilancia del rivendugliolo il lecito e lillecito8 essere pi6
"//
+cce "omo, %ome si diventa ci che si ' @rologo..
/4
/4
nemico della meschinit, della furberia, del parassitismo che
della cattiveria%
(=?

Sull'a++enire delle nostre scuole &(';2)


4ggi tutti usano la lingua in modo tanto volgare poichB la
imparano dai giornali L'adolescente dovrebbe essere
assoggettato ad una rigida disciplina linguistica, e i pi6
dotati dovrebbero giungere a un nobile entusiasmo per la
lingua!
Eelle scuole purtroppo il genio viene represso e viene
premiata la piatta mediocrit La cultura classica insegna
ad usare la lingua materna in maniera precisa! .l mondo
ellenico una volta risvegliato diventa aggressivo e lotta
contro la cultura attuale 1hi resta lontano dall'antichit*
serve la moda &p??).
=anto piA ' necessario ripristinare la potenza della parola oggi, in presenza di
questa vera e propria entropia linguistica. 2l parlare male, fa male all;anima. Lo
afferma Socrate nel Dedone :) euj ga;r i[sqi$a[riste 8rivtwn,
to; mh; kalw'" levgein ouj movnon eij" aujto; tou'to
plhmmelev"
39$
, ajlla; kai; kakovn ti ejmpoiei' tai'"
7u/ai'") ,""5 e0, sappi bene$ottimo %ritone che il non parlare bene non '
solo una stonatura in sJ, ma mette anche del male nelle anime.
Eella Ciropedia di 'enofonte leggiamo che ai nobili
persiani, tra le altre cose, viene insegnato a obbedire ai
"/5
frammenti postumi, primavera "---, "/ ,"4"0
"/4
Bggettivo formato da plhvn e mevlo~, contro il tono, contro il metro.
/.
/.
superiori:1:i*avskousi *e; aujtou;" kai;
peivqesqai toi'" a[r/ousi1&.., 3, ')
@ersonalmente trovo piA pregevole posizione del nobile persiano
Ctane che propone la democrazia e si autoesclude dalla
competizione per diventare re dicendo: 1ou[te ga;r
a[r/ein ou[te a[r/esqai ejqevlw1
"/.
infatti non voglio
comandare nB essere comandato
0ure gli 'partani antichi avevano il culto della disciplina: i
cittadini pi6 importanti%twV) tapeinoi; ei.nai
megaluvnontai kai; twV) o(tan kalw'ntai
trev!onteO ajlla; mh; ba*iv0onteW
u*pakouvein...ejpeivper e[gnwsan to
peivqesqai mevgiston ajgaqon ei(nai ejn
povlei kai ejn stratiaP/ kai ejn oi[kw)!
,Costituzione degli Spartani, E222, (0, si vantano di essere
sottomessi e di obbedire di corsa, non camminando, quando
vengono chiamati$poichJ hanno imparato a pensare che
l#obbedienza ' il massimo bene nella citt, nell#esercito e in casa.
Bltrettanto afferma :reonte nell#Antigone di Sofocle: Non c;'
male piA grande dell;anarchia.P<ssa manda in rovina le citt,
questa ribaltaPle famiglie, questa nella battaglia spezzaP le schiere
dell;esercito in fuga; invece le molte viteQdi quelli c!e vincono, le
salva la discilina& 2twPn d j ojrqoumevnwn# sw/+ei
ta polla swvmaq j h* peiqar!iva3 vv. B>2AB>G3.
La discilina di cui arla /ietzsc!e er" non va confusa con il
conformismo e con l# ortodossia
"/.
<rodoto, ..., 'A, 2
/-
/-
%reonte fa morire Bntigone che non obbedisce al suo decreto
,khvrugma0. (l tiranno di Tebe ) assimilabile ai astori di
Farat!ustra il quale invece non deve diventare pastore e cane di
un gregge. B portar via molti dal gregge&per questo io sono
venuto$predone vuol essere chiamato dai pastori, Uarathustra. 2o
dico pastori, ma loro si chiamano i buoni e i giusti. @astori io dico:
ma seguaci dell#ortodossia si chiamano loro. Luardali questi buoni
e giustiF :!i odiano essi massimamente< :olui c!e sezza le
loro tavole dei valori, il distruttore, il delinquente&questi per ' il
creatore!
"/-
.
%olui che crea, essi odiano massimamente: colui che spezza le
tavole e gli antichi valori, colui che infrange e che essi chiamano
delinquente!
"/3
.
,ntigone !a comiuto un+illegalit$ santa 2o{sia
panourghvsas j 2Antigone, v. >'3. L;espressione
costituisce un efficace ossimoro, un accostamento di parole
antitetiche le quali mettono in luce la contraddizione tra il
khvrugma, l/ordinanza di >reonte, e l/idea che *ntigone ha
dell/ o(sion, del pio: ci$ che " giusto e santo nei termini
della piet tradizionale, diviene panourgiva, scelleratezza,
secondo la prepotenza del tiranno che dunque deve essere
combattuto
Se per poi i nuovi valori del delinquente si impongono,
l#eversore diventa un santo o un dio.
%fr. l#articolo di Ias8olni8ov in &elitto e castigo di ?ostoevs8iK.
"/-
Cos( parl) *arat"ustra, @refazione.
"/3
Cos( parl) *arat"ustra,, Bntiche tavole e nuove.
/3
/3
) 1rt"odox# means not t"inEingFnot needing to t"inE2 1rt"odox# is
unconsciousness!
"51
, Drtodossia significa non pensare, non aver
bisogno di pensare. L;ortodossia ' non conoscenza).
L; Drtodossia ' non conoscenza. Bnche a livello culturale: )La storia
' mescolanza. Lo stoicismo ' presente nel buddismo del re indiano
Bso8a allo stesso modo che giudaismo e pensiero greco sono nel
cristianesimo, e il cristianesimo ' ben piantato dentro il cosiddetto
pensiero laico, e il liberalismo dentro il marXismo$@overi ortodossi:
la loro scelta di tutori della ;purezza; di un qualunque pensiero entrato
nel grande e lutulento fiume della storia ' una fatica di Sisifo. Sono
tanto patetici quanto i tutori della ;purezza della razza; )
"5"
.
):n partito, qualsiasi partito ' come una di quelle macchine che
tengono i macellai per macinare la carne: schiaccia e trita e fa polpette
di tutte le teste, le pesta e le sminuzza in un;unica pappa, e trasforma
tutti in pecoroni e zucche vuote$i programmi dei partiti, di tutti i
partiti, soffocano ogni verit, le verit pulsanti di vita e di
giovinezza)
"5(
.
La follia. 2=logio della follia3.
5erc) la follia i i. grandi beni sono venuti alla 6recia!, diceva
@latone!
"5*
.
.l filosofo nel ,edro sostiene che agli uomini i beni pi6
grandi derivano da una mania data dagli d"i &2==a): infatti la
profetessa di 3elfi, +uella di 3odona e la 'ibilla
procurano benefici agli uomini quando si trovano in stato di
mania, mentre in stato di senno non ne procurano alcuno
+li antichi che hanno coniato i nomi, hanno chiamato
"51
L. DrYell, >GHI, p. 54.
"5"
L. %anfora, 2l fiume si scava il suo letto, in Noi e gli antic"i , p. 3-.
"5(
Q. 2bsen, $n nemico del popolo, atto E.
"5*
:urora, p. "..
51
51
manikhv la pi6 bella delle arti che prevede il futuro
(?=
Sono
stati i moderni, ajpeirokavlw~, con ignoranza del
bello, che mettendoci dentro una tau, mantikhn
ejkavlesan 4=>>c5, l/hanno chiamata mantica
+li antichi7scrive 0latone nel 7edro
(??
ritenevano la follia
tanto superiore alla sapienza in quanto luna proviene
dagli d"i, laltra dagli uomini 0oco oltre egli distingue
+uattro forme di follia prodotta da un divino straniarsi% &
upo; qeiva~ ej!allagh,~
36$
): quella rofetica,
regolata da ,ollo, che penetra nella mente della @izia e la rende
capace di divinare gli eventi futuri; quella oetica, grazie alla
quale gli uomini ottengono dalle 6use il dono dell#ispirazione;
quella erotica generata da ,frodite; quella iniziatica
,telestikhv0 che appartiene al dominio di 9ioniso$<#
appunto una follia di questo genere, la follia iniziatica!, che
costituisce la trama delle -accanti di <uripide: essa si pu
definire come una forma di esaltazione collettiva,ottenuta
attraverso un rituale estatico e posta sotto il patrocinio di una
divinit.!
"5.
.
6a torniamo a /ietzsc!e. alla sua Aurora ,del "--"0 e veniamo
alla simulazione della follia.
+acciamo ancora un passo avanti: a tutti quegli uomini superiori
che erano irresistibilmente attratti ad infrangere il giogo di una
qualche eticit e a dare nuove leggi non rest" nient#altro, se
essi non erano realmente olli, c!e diventare azzi o farsi
assare er tali; e ci vale in verit per i novatori in tutti i campi,
"5/
La mantica.
"55
(//d
"54
Dedro (45. Socrate invero distingue due tipi di mania: una che deriva da malattie umane ,th;n me;n upo;
noshmavtwn ajnqrwpivnwn) e un#altra appunto da una divina alterazione delle consuetudini comuni ,upo;
qeiva~ ej!allagh,~ tw,n eijwqovtwn nomivmwn )% Ndr
"5.
Luidorizzi, +uripide% -accanti% p. 3.
5"
5"
non soltanto per chi innovava nelle istituzioni sacerdotali e
politiche!
"5-
.
(l finto azzo, Rruto o ,mleto ) l#ossimoro vivente0 si finge
pazzo per attuare un suo piano con una follia che ha del metodo.
=ra i simulatori di follia, Nietzsche ricorda Solone: allorchJ
pungolava gli Bteniesi alla conquista di Salamina!
"53
.
?el resto Solone pu fare parte dei veri filosofi che sono
dominatori e legislatori!. 2 vari Nant e Qegel sono operai della
filosofia! i quali hanno il compito di accertare e ridurre in
formule una vasta gamma di valutazioni!
"41
.

"5-
Nietzsche, ,urora, p. "..
"53
:urora, p. "-.
"41
?i l dal bene e dal male, Noi dotti.
5(
5(
La malattia del cao rende malata la oolazione, la terra e
erfino il cielo .
%/on vi ), nel destino tutto dell#uomo, sventura i. dura di
quando i otenti della terra non sono anc!e i rimi uomini.
=utto diventa falso obliquo, mostruoso, quando ci avviene!
"4"
.
Nell# Edipo re di Sofocle, l#indagine voluta dal protagonista lo
porta alla constatazione che il mivasma avvelenatore ' lui stesso,
l#assassino del padre, il marito della propria madre.
?iversamente dall;<dipo di Sofocle che nel prologo della tragedia si addossa
soltanto il dolore del suo popolo, quello di Seneca, fin dai primi versi, si
sobbarca anche tutte le colpe:)!ecimus coelum nocensD 2v. 3B3, io ho reso
colpevole il cielo
"4(
. :n;eco di questa autodenuncia si trova nell;Amleto quando
il re assassino del fratello dice:)1"% m# offence is ranE% it smells to "eaven)
,*, *0, oh il mio delitto ' marcio, e manda fetore fino al cielo. @oco dopo
Bmleto, parlando con la madre, paragona lo zio a una spiga ammuffita che
infetta l;aria ,*, /0.
/ell+ Antigone$ Tiresia accusa :reonte di essere la sorgente inquinata del
male della citt:) kai; tau'ta th'" sh'" ejk freno;"
nosei' poli") ,v. "1"50 e la citt ' ammalata di questo per la tua
disposizione mentale. %reonte infatti ha ereditato da <dipo non solo il
ruolo regale ma anche la funzione di mivasma, homo piacularis che
contamina la citt
Eon solo le colpe del capo ricadono sulla comunit: .n
4mero l/assassino deve fuggire dalla propria patria8 non di
una colpa morale egli si " macchiato bensI di una religiosa:
egli rappresenta un pericolo per la comunit* cui
appartiene%
(3A

"4"
Cos( parl) *arat"ustra,, %olloquoi con i re.
"4(
.n La tragedia spagnola & "53(0 di 5homas OPd il nobile portoghese *leQandro, con pessimismo meno
assoluto, dice:1.l cielo " la mia speranza: quanto alla terra, essa " troppo infetta per darmi speranza di cosa
alcuna della sua matrice1 &..., ()
"4*
+rammenti postumi, settembre "-.4. ,5(0
5*
5*
La ragion di 'tato talora -autorizza0 i crimini dei capi di 'tato!
Si chiama Stato il i. gelido di tutti i gelidi mostri. <sso '
gelido anche quando mente; e questa menzogna gli striscia fuor di
bocca: 2o, lo Stato, sono il popolo!
"4/
.
@er quanto riguarda la ragion di Stato! pu pensare al sacificio di
(figenia, raccontato da <schilo, <uripide e Lucrezio.
Nell#Agamennone di =sc!ilo, il padre hgemw;n o
prevsbu~ ,v. "-50, il comandante anziano delle navi achee, per
risparmiare il tempo che andava sciupato nell#attesa che si
placassero i venti kakovs/oloi ,"3*0, forieri di ozio cattivo,
naw'n kai; peismavtwn ajfei*ei'~ ,"350,
sperperatori di navi e cordami, non os diventare lipovnau~
;232), disertore della flotta e invece e[tla quthr
genevsqai qugatrov~ 222'A22G3, os" divenire
sacrificatore della figlia, la primogenita 2figenia, che venne
sollevata sull#altare *ivkan /imaivra~ ,(*(0, come una
capra, imbavagliata per giunta affinchJ non potesse proferire
maledizioni contro la casa.
/ell#Iigenia in Aulide di =uriide, ,gamennone, ancora
incerto se sacrificare la figlia, dice a un vecc!io servitore c!e lo
invidia er la sua vita non famosa, oscura ,ajgnwv~
ajklehv~, v. "-0. 2l vecchio ribatte che ' bella la vita dei
potenti. < Bgamennone replica quello del potere e degli onori '
to; kalo;n sfalerovn%, un bello vacillante ,v. ("0.
Si pu pensare alla vita e alla morte di Lheddafi.
"4/
Netzsche, %os9 parl Uarathustra, ?el nuovo idolo.
5/
5/
Lucrezio racconta con accenti di piet la morte di 2figenia
condotta a morire casta inceste nuendi tempore in ipso ,&e
rerum natura, 2, 3-0, oscenamente casta, proprio nel tempo del
matrimonio. 2l poeta latino per ascrive il delitto ai crimini della
religio.
(l cao 2uomo e donna3 influenza i gusti delle masse.
%ome si trasforma il gusto collettivoM %ol fatto c!e dei singoli,
dei otenti, delle ersone influenti, esrimono senza senso di
vergogna il loro hoc est ridiculum$ hoc est absurdum, il
giudizio&quindi& del loro gusto e della loro ripugnanza, e
tirannicamente ne ottengono il rispetto: cos9 essi impongono a
molti una costrizione, da cui gradatamente si forma una
consuetudine di parecchi altri ancora e infine un bisogno di tutti$
essi hanno il coraggio di prendere atto della loro fuvsi~ e di
dare ascolto alle sue esigenze anche nelle sue piA delicate
tonalit!
"45
.
7uesto toos vale anc!e er il costume femminile: il cattivo esempio
che le donne importanti danno a tutte le altre donne, viene biasimato da
queste parole di 4edra nell+Ippolito di =uriide: ) w~ o[loito
pagkavkw~4h(ti~ pro;~ a[n*ra~ h[r!at j aijs/uvnein
lev/h4prwvth quraivou~ ,vv. /1.&/130, fosse morta malamente
colei che per prima disonor i letti di casa con uomini esterni. 2nfatti,
continua, questo male ha cominciato a propagarsi dalle case nobili: )ejk
*e; gennaivwn *ovmwn) ,v. /130. >uando le turpitudini
,aijs/rav0 sono reputate belle dalle persone di alta condizione, certo
sembreranno belle anche al volgo ,vv. /""&/"(0.
Lucrezia violentata da Lucio #ar+uinio vuole lasciare un esempio a
tutte le Iomane con il proprio suicidio :)ego me etsi peccato asolvo%
supplicio non lieroJ nec ulla deinde impudica )ucretiae e&emplo vivet )
,Livio, 2, 5-, "10, anche se mi assolvo dal peccato, non mi sottraggo alla
"45
La gaia scienza, p. 4..
55
55
pena; nessuna donna in futuro vivr impura seguendo l;esempio di
Lucrezia.
9eterminismo geografico
.l rovescio del re malato che rende malata la terra " il
tovpo" del determinismo geografico: c/" una
corrispondenza fra la terra, il clima e gli uomini .n questo
caso " la terra che prevale influenzando luomo
) Eediamo un po; in quali luoghi si trovano o si sono trovati
uomini di grande spirito, dove l;arguzia, la raffinatezza, la
cattiveria facevano parte della felicit, dove il genio si trovava
quasi necessariamente a casa0 tutti sono contraddistinti da
un+aria articolarmente asciutta. Parigi, la Provenza, 4irenze,
6erusalemme, ,tene&questi nomi stanno a provare qualcosa: che
il genio ) condizionato dall+aria asciutta, dal cielo uro&e questo
vuol dire metabolismo rapido, possibilit di attirarsi
continuamente grandi, e anche enormi, quantit di forza)
"44
.
2l sangue provenzale e ligure, preserva i +rancesi dall#orribile,
tetro grigiore nordico, dalla sinistra congerie di concetti anemici,
propria dei paesi in cui manca il sole!
"4.
.
(l sole lo maledicono i fiacc!i0 er loro quel c!e conta
di un albero ) l#ombra!
"4-

"44
Nietzsche, +cce "omo, perchJ sono cos9 accorto p. (5.
"4.
?i l dal bene e dal male, popoli e patrie.
"4-
La gaia scienza, p. *".
54
54
"l capitolo finale delle Storie di Erodoto contiene un
monito per i 0ersiani attribuito a >iro, il fondatore
dell/impero *lcuni sudditi gli avevano presentato la
proposta fatta da *rtembare di trasferire il popolo persiano
dalla sua terra 1piccola, scabra e montuosa1 in un/altra
1migliore1 L/occasione era offerta dalla vittoria sul re dei
Medi *stiage Ma 1iro li scoraggi$ dicendo che "da luoghi
molli di solito nascono uomini molli 4"filevein gar
ejk tw'n malakw'n !wvrwn malakou" a[ndra"
givnesqai", <, (22, A): infatti non " della stessa terra
produrre frutti meravigliosi e uomini valenti in guerra SicchB
i 0ersiani rinunciarono, vinti dal parere di >iro, e preferirono
comandare abitando una terra infeconda piuttosto che
essere servi di altri coltivando pianure fertili! Sono le ultime
parole delle !torie
!uesto passo finale trova una qualche analogia nello scritto
del Corpus -ippocraticum
(3<
+eri; ajevrwn,
uj*avtwn, tovpwn, in quanto esso afferma che c') una
"unit* indissolubile" tra la terra, il clima, gli uomini e "le
forme della loro esperienza umana" Qo citato Santo
6azzarino il quale aggiunge:)Si potr forse osservare che il
concetto della connessione fra la terra e l;uomo non ' portato, qui
".1
,
alle estreme conseguenze metodiche, come invece nello scritto
,del corpus ippocrateo0 Sui climi sulle acque sui luoghi , in cui
le differenze tra Bsiatici ed <uropei sono ricondotte al rapporto fra
gli uomini e la natura del paese, e le caratteristiche degli abitanti
del +asi&gialli di colorito, alti e grassi, inadatti alle fatiche
"."
&sono
riportate alle condizioni della loro regione paludosa e malsana. 2n
<rodoto la connessione terra&uomo c;' tuttavia)
".(
.
"43
2 cui scritti furono prodotti tra il E e il 2E secolo.
".1
Sta commentando le Storie di <rodoto dove) <ll'ni e barbari sono studiati...in rapporto al nesso causale fra la terra
in cui vivono e la forma della loro esperienza umana), Il pensiero storico classico , 2, p. "41.
"."
@recisamente:)prov" te to; talaipwrei'n to; sw'ma ajrgovteroi pefuvkasin ,
".(
Il pensiero storico classico , 2, p. "4".
5.
5.
@ure Tito Livio stabilisce questa connessione quando racconta lo
scavalcamento delle ,li da arte di ,nnibale:)!riduo inde ad
planum descensum, iam et locis molliorius et accolarum ingeniis
),(", *.0, in tre giorni di l9 si scese alla pianura, dove oramai
erano piA miti sia i luoghi sia i caratteri degli abitanti. @iA avanti
Tito Livio trattando di alcune regioni della 5acedonia fa una
considerazione analoga: Drigida "aec omnis duraque cultu et
aspera plaga estJ cultorum quoque ingenia terrae similia "aet!
,/5, *1, 40, ' fredda tutta questa zona e dura e difficile a
coltivarsi: !a simili alla terra anc!e le indoli degli abitanti.
L#influenza del resto ' reciproca, come abbiamo visto: %i che
rende bello un luogo ' l#umanit che vi aleggia. Non ' saggio
colui il quale, potendo scegliere, non si insedia tra gli esseri
veramente umani!
".*
.
Seneca nel (e ira afferma che per governare ' necessaria una
natura equilibrata, non intrattabile, e questa !a bisogno di un
clima mite:)nemo autem regere potest nisi qui et regi2 Dere
itaque imperia penes eos fuere populos qui mitiore caelo utuntur2
In frigora septentrionemque vergentius immansueta ingenia
sunt% ut ait poeta 7suoque simillima caelo) ,22, "50, nessuno del
resto pu governare se non pu anche essere governato. @erci gli
imperi in generale si sono trovati presso quei popoli che fruiscono
di un clima piA mite. Sono feroci le indoli esoste al freddo e al
settentrione, e, come dice il poeta, )molto somiglianti al loro
cielo).
>ualche luogo simile pu trovarsi nella /ermania
1>'
di Tacito: un
luogo inameno bagnato da un mare "orridum et ignotum, terribile,
ignoto e poco desiderabile:)quis porroK.ermaniam peteret%
inormem terris$ asperam caelo$ tristem cultu aspectuque% nisi si
patria sit67 ,(0, chi andrebbe in Lermania, dal territorio desolato,
".*
%onfucio citato da N. Caspers in I grandi filosofi, p. (55.
"./
?el 3- d. %.
5-
5-
dal clima inclemente, squallida ad abitarsi e a vedersi, se non fosse
la patriaM
2 nativi ,indigenae0 costituiscono una razza non contaminata e
hanno un aspetto che risente della loro terra :)truces et caerulei
oculi% rutilae comae% magna corpora et tantum ad impetum valida
,/0, occhi
".5
feroci e azzurri, chiome rossicce, grandi corpi e
gagliardi solo per l;assalto.
Subito dopo ,50 =acito ribadisce che la terra ' silvis horrida aut
paludius foeda, irta di selve, oppure orribile per le paludi.
Negli :nnales Lermanico prima della battaglia di 2distaviso ,"4 d.
%.0 descrive l#asetto dei 6ermani come visu torvum ,22, "/0,
minaccioso a vedersi.
La 5edea di Seneca, quando vuole assumere la ferocia massima
negando la propria femminilit, dice a se stessa:)pelle emineos
metus0et inhospitalem Caucasum mente indue1 2=edea, vv. /(&
/*0, scaccia le paure femminili e indossa mentalmente il %aucaso
inospitale. 2l %aucaso, situato tra il 6ar Nero e il 6ar %aspio,
significa un luogo selvaggio
".4
che, indossato psicologicamente,
rende feroce la persona: 1 un ambiente fisico reale7sorgente,
primavera, albero, crocicchio7 " animato@Le nostre anime
sulla terra accolgono la terra nelle nostre anime@La vita
ecologica ) anche vita psicologica # se l/ecologia "
anche psicologia, allora il 1>onosci te stesso1 diviene
impossibile senza il 1>onosci il tuo mondo 1
(;;

:urzio 8ufo impiega questo topos estendendolo fino al


determinismo vestiario. Blessandro sottomise gli Bracosii
".-
, e si
".5
%he sono la parte piA significativa del corpo umano. Ndr.
".4
Si pensi alla sciagurata strage di bambini del * settembre (11/.
"..
C. Qillman, Lariazioni su +dipo , p. 34.
".-
Nell#attuale Bfganistan.
53
53
addentr tra i ParapamMs4dae
>@G
: agreste "ominum genus et inter
araros maxime inconditos2 Locorum asperitas "ominum quoque
ingenia duraverat! , 'istoriae :lexandri =agni ., *, 40, razza di
gente rozza, e, tra i barbari, i piA incivili. L#asprezza dei luoghi
aveva indurito anche l#indole degli uomini. 2l 6acedone dal canto
suo imitava la magnificenza persiana. Si mise sul capo
purpureum diadNma distinctum alo, un diadema purpureo
guarnito di bianco, come quello di ?ario, vestemque Persicam
sumpsit, e adott" l#abbigliamento ersiano, sostenendo di
portare le spoglie dei vinti, ma, commenta %urzio Iufo, cum illis
quoque mores induerat% superiamque "aitus animi insolentia
sequeatur! ,4, 4, /&50, con quelle aveva indossato anche i
costumi, e allo sfarzo dell#abbigliamento esterno teneva dietro
l#arroganza interna.
Leopardi nello .ibaldone assume la teoria ippocratica
della connessione fra la terra e l/uomo in lode degli "taliani
e dei $archigiani in particolare:1Ee/ luoghi d/aria sottile,
gl/ingegni sogliono esser maggiori e pi6 svegliati e capaci, e
particolarmente pi6 acuti e pi6 portati e disposti alla furberia
. pi6 furbi p abito e i pi, ingegnosi p! natura di tutti
gl'italiani, sono i marchegiani% il che senza dubbio ha
relazione colla sottigliezza ec! della loro aria
(':

Similmente gl/italiani in generale a paragone delle altre
nazioni Mettendo il piede ne/ termini della Marca si
riconosce visibilmente una fisonomia pi6 viva, pi6 animata,
uno sguardo pi6 penetrante e pi6 arguto che non " quello
de/ convicini, nB de/ romani stessi che pur vivono nella
societ e nell/uso di un gran capitale1&p A'<()
/ietzsc!e, oltre il clima, ci mette la dieta e l#alcool
".3
2l Parapamisus corrisponde all#attuale Qindu8ush.
"-1
L/alta considerazione dei marchigiani sembra risentire di questo passo di >icerone:1Athenis tenue
caelum# ex 5uo etiam acutiores putantur Attici 1 &>icerone, De fato, ;), ad *tene l/aria " limpida, e anche per
questo gli *ttici sono ritenuti pi6 perspicaci
41
41
L dove prende il sopravvento un profondo tedio dell#esistenza,
vengono in luce le riercussioni di un grosso errore dietetico$
%os9 la diffusione del budd!ismo ,non la sua origine0 dipende in
buona parte dalla quasi esclusiva, soverchia alimentazione di riso
resso gli (ndiani, e dal conseguente generale rammollimento.
+orse lo scontento dei tempi moderni in <uropa deve essere
ricercato nel fatto che il mondo dei nostri predecessori, il
5edioevo tutto, grazie agli influssi delle tendenze germaniche
sull#<uropa, era dedito al bere: 5edioevo, vale a dire
l#intossicazione alcoolica dell#=uroa. L#uggia dei tedesc!i er
la vita ) essenzialmente consunzione invernale, senza escludere
li effetti dell#aria di cantina e del veleno delle stufe nelle
abitazioni tedesche!
"-"
.
,nc!e contro i tedesc!i egli !a scagliato i fulmini sulfurei
della sua critica e ha detto tutto il male possibile$%ome vizi
propri dei tedeschi egli ha indicato la tendenza al bere e al
suicidio!
"-(
.
2l paesaggio pu ricevere anche il ruolo di 6entore: *. *esse in
Peter Camezind scrive:)Le montagne, il lago, le tempeste e il sole
erano i miei educatori ed amici che per molto tempo mi furono
piA cari degli uomini e del loro destino)
('A
.
:n pensiero di Nietzsche scritto a Sils 5aria, nell#ottobre del
"-.3: Iassomiglianze della natura. (n molti aesaggi di natura
scoriamo di nuovo noi stessi, con piacevole brivido; ' la piA
bella rassomiglianza& %ome dev#essere felice colui che ha quel
sentimento precisamente qui, in quest#aria di ottobre costante e
soleggiata, in questo birichino e felice scherzare del vento da
mattina a sera, in questa purissima chiarit e mitissimo freddo, in
"-"
La gaia scienza, p. "51.
"-(
=. 6ann, Nobilt dello spirito, p. -/".
"-*
Q. Qesse, Peter Camezind. p. "(.
4"
4"
tutto il leggiadro e serio carattere collinoso, lacustre e selvoso di
quest#altopiano, che si ' accampato senza paura accanto agli orrori
delle nevi eterne, qui dove 2talia e +inlandia si sono strette in
alleanza e dove sembra esserci la dimora di tutti i toni argentei
della natura:&come deve essere felice colui che pu dire: ci sono
certamente nella natura cose piA grandi e belle, ma questa ' per
me intima e familiare, consanguinea anzi ancor di piA!
"-/
.
2l solitario di Sils 6aria era ancora lontano all#essere sconvolto
dalla bufera della demenza.
"-/
Drammenti postumi.
4(
4(
La solitudine come male e come bene.
Bbbiamo visto che l;aristocratico nicciano ' capace di solitudine.
>uesto ' un topos rovesciato rispetto all#Bteniese di et classica,
quello della tragedia, il quale, viceversa, soffre la solitudine
%#' da dir male anche di chi soffre per la solitudine&io !o semre e
soltanto sofferto er la moltitudine!
"-5
.
?al paese dei cannibali. Nella solitudine il solitario divora se stesso,
nella moltitudine lo divorano i molti. Dra scegli!
"-4
.
2 solitari come me debbono aituarsi lentamente anche alle persone
che hanno piA care: sia quindi indulgente con me su questo punto, o
meglio, mi venga un poco incontroF
"-.
!
Prometeo comincia il suo racconto con queste arole:
Ddoloroso ) er me raccontare queste cose 2ajlgeina men moi
kai levgein tavde3,Qma doloroso ) anc!e tacere 2a[lgo~ de
siga'n3, e daertutto sono le sventureD2 Prometeo incatenato, vv.
19>A19?3.
?ue versi questi, usati come epigrafe da Liuseppe Herto per il suo Il male
oscuro ,"34/0 che racconta la terapia di una nevrosi: 2l racconto ' dolore,
ma anche il silenzio ' dolore!. 2l racconto infatti ' doloroso e pure
terapeutico.
%os9 <nea racconta a ?idone la distruzione di =roia: Infandum% regina%
iues renovare doloremKSed si tantus amor casus cognoscere nostrosOet
reviter !roiae supremum audire laorem%Oquamquam animus meminisse
"orret luctuque refugit%Oincipiam! ,+neide, 22, *, "1&"*0, regina, mi ordini,
di rinnovare un dolore indicibile$ma se tanto grande ' il desiderio di
conoscere la nostra caduta e di udire in breve l#estrema agonia di =roia,
sebbene l#animo rabbrividisca a ricordare e rifugga dal pianto, comincer.
"-5
+cce "omo, @erchJ sono cos9 accorto, p. *..
"-4
:mano, troppo umano 22, p. """.
"-.
Lettera a Lou SalomJ del (- maggio "--(
4*
4*
Nella !eaide di Stazio ,/5&34 d. %.0 2psipile inizia la sua storia dolorosa
affermando che raccontare le proprie pene ' una consolazione per gli
infelici:)dulce loqui miseris veteresque reducere questus) ,E, /-0, ' dolce
parlare per gli infelici e rievocare le pene antiche.
La $edea di Euripide lamenta la propria solitudine parlando
con le donne corinzie del >oro:1 @er non proprio lo stesso
discorso va bene per te e per me;Ptu hai questa tua citt e la casa
paternaP e un vantaggio nella vita e compagnia di amici,Pio, oic!@
sono isolata
"--
e senza citt
"-3
, devo subire oltraggiPdall;uomo, dopo
essere stata rapita da una terra barbaraPsenza avere la madre, nJ un
fratello, nJ un congiuntoP per trovare un ancoraggio fuori da questa
sventura) ,vv. (5(&(5-0.
Per l+uomo greco c!e viveva nella povli" la solitudine ) una
condizione innaturale :)benchJ si muovesse liberamente, l; individuo
restava nell;ambito delle determinazioni sostanziali, nello stato, nella
famiglia, nel fato )
"31
. 4ilottete
"3"
, abbandonato nell;isola di Lemno, si
lamenta e vedendo dei Lreci chiede compassione per sJ, uomo
infelice ,a[n*ra *uvsthnon0 solo ,movnon', abbandonato e
senza affetti ,e[rhmon,,,ka[filon , 7ilottete, vv. ((.&((-0.
L;abitudine e il desiderio di stare soli sono condannati come disumani
da Dmero nella figura mostruosa del %iclope
"3(
e da 5enandro
193
nel
-uvskolo" dove :nemone
19'
) definito uomo disumano assai
"--
e[rhmo" ,v. (550: l; aggettivo a due uscite torna, sempre riferito a 6edea, al v. 5"* ,fivlwn e[rhmo", su;n
tevknoi" movnh movnoi" , priva di amici, sola con i figli soli0 e al v. 41/.
"-3
a[poli" ,v. (550: per un Lreco, o per uno che viva in mezzo ai Lreci, essere apolide ' una tragedia. Sofocle
nell;:ntigone coniuga la mancanza di citt con la carenza di bellezza:)e le leggi della terra unendoPe degli dei la giurata
giustiziaP' grande nella citt ,u7ivpoli"0; bandito dalla citt ,a[poli" 0 ' quello con il quale Pcoesiste la bruttura
,to; mh; kalo;n0 per la sfrontatezza.PNon mi stia accanto sul focolarePnJ abbia lo stesso pensieroPchi compie
queste azioni) ,vv. *4-& *.50.&
"31
S. Nier8egaard, +ntenF+ller , =omo Secondo, p. (/ e p. *1.
"3"
La tragedia ' del /13 a. %.
"3(
2 %iclopi non hanno assemblee per consigliarsi nJ leggi ma vivono sulle cime di alti monti in caverne profonde,
ognuno governa i figli e le donne e non si curano l;uno dell;altro ,ouj* j ajllhvlwn ajlevgousi, 1dissea, 2G,
""(&""50.
"3*
*/(&(3" a. %.
"3/
2l quale, come vede Sostrato davanti alla porta di casa sua, invoca il suo bene supremo:
4/
4/
2.nevmwn, ajpavnqrwpov" ti" a[nqrwpo" sfovdra1,
v 3)
@iA avanti per, con la degenerazione brutale dei rapporti umani, con
la trasformazione delle persone in tura, folla, diventer non solo
dignitoso ma necessario rimanere soli.
Seneca, tornato dal :irco dove ha assistito a mera "omicidia ,
omicidi veri e propri, scrive:) avarior redeo% amitiosior% luxuriosior6
immo vero crudelior et inhumanior$ quia inter homines ui ),+p. .,
*0, torno a casa piA avido, ambizioso, amante del lussoM anzi piA
crudele e piA disumano proprio perchJ sono stato in mezzo agli
uomini. 2l consiglio allora ':)recede in te ipse quantum potes ), rientra
in te stesso quanto puoi ,., -0.
2n altri tempi %. Pavese scrive :)6aturit ' l;isolamento che basta a se
stesso)
"35
. < piA avanti ,"5 ottobre, "3/10:)%i sono servi e padroni,
non ci sono uguali. La sola regola eroica0 essere soli soli soli).
>uindi:)Cgni sera, finito l;ufficio, finita l;osteria, andate le
compagnie&torna la feroce gioia, il refrigerio di essere solo. <;
l;unico vero bene quotidiano) ,(5 aprile "3/40.
<; pur vero che questo nostro autore si uccise il "- agosto del "351.
Sentiamo un altro elogio della solitudine: 2o ho sempre sofferto di
piA per il contatto con gli esseri umani, per la vita di societ che non
per la solitudine vera e propria. +ino a un certo punto della nostra vita
la solitudine ci sembra una punizione, ci sentiamo come bambini
lasciati soli in una stanza buia mentre in quella accanto gli adulti
chiacchierano e si divertono. :n giorno anche noi diventiamo adulti, e
scoriamo c!e la solitudine, quella vera, scelta consaevolmente,
non ) una unizione, e nemmeno una forma morbosa e risentita di
)non ' possibile ottenere la solitudine da nessuna parteF), ejrhmiva" oujk e[stin ouj*amou' tu/ei'n,
v."430. Sembra un;anticipazione del monachesimo.
"35
Il mestiere di vivere , - dicembre "3*-.
45
45
isolamento, n@ un vezzo da eccentrici, bens; l#unico stato davvero
degno di un essere umano!
"34
.
L$ dove la solitudine finisce, comincia il mercato1 e dove il
mercato comincia, l comincia anche il fracasso dei grandi
commedianti e il ronzio di mosche velenose!
"3.
.
Sentiamo l#esteta decadente ?es <sseintes: Non meno d#un monaco,
sentiva un#immensa stanchezza, il bisogno di raccogliersi, il desiderio
di non aver i. nulla in comune col rossimo1 comosto ai suoi
occ!i di rofittatori e di imbecilli!
"3-
.
La solitudine ' una condizione necessaria, strutturale per l;artista del
Novecento il quale tra l;altro ha forse anche bisogno di un punto di
vista esterno da cui )rappresentare l;umano senza prendervi parte),
come Tonio .r2ger
"33
di T!omas 5ann:) <; necessario essere
qualcosa di eXtraumano, d;inumano, ' necessario trovarsi, rispetto
all;umano, in una situazione stranamente lontana e neutrale, per essere
in grado e anzi solo per sentirsi tentati di farne oggetto di
rappresentazione, di giuoco, per raffigurarlo con gusto e con
efficacia)
(11
.
(l diritto dei i. numerosi ) contro natura.
@er strano che suoni: si devono sempre armare i forti contro i deboli,
i felici contro i falliti, i sani contro i degenerati e i tarati ereditari$2o
vedo c!e quelli inferiori !anno reonderanza grazie al numero,
all#avvedutezza. Bll#astuzia!
(1"
.
"34
S. 6Trai, La donna giusta, p. "5-.
"3.
+. Nietzsche, Cos( parl) *arat"ustra, p. 53.
"3-
C. N. Qu7smans, Controcorrente ,del "--/0 p. ...
"33
?el "31*.
(11
!onio ,rPger , p.(*..
(1"
+rammenti postumi primavera "---, "/ ,"(*0
44
44
Platone, nel /orgia, attribuisce a :allicle una franca critica
delle regole democratic!e le quali favoriscono i deboli, i
eggiori. Secondo questo personaggio del dialogo la natura e la
legge sono er lo i. in contrasto l+una con l+altra:)w" ta;
polla; *e; tau'ta ejnantiv j ajllhvloi"
ejstivn, h( te fuvsi" kai; o novmo") , .orgia,
/-(e0.
i novmoi della povli" democratica costituiscono la barriera
difensiva c!e gli ajsqenei'" , i deboli, e oi* polloiv, la
massa, erigono er s@ e er il loro utile 2sumfevron3:) jall j
oi.mai oi tiqevmenoi tou;" novmou" oi
ajsqenei'" a[nqrwpoiv eijsin kai; oi polloiv.
pro;" autou;" ou.n kai; to; autoi'" sumfevron
touv" te novmou" tivqentai kai; tou;"
ejpaivnou" ejpainou'sin kai; tou;" 7ovgou"
7evgousin
2<2
= ejkfobou'nte" tou;"
ejrrwmenestavtou" tw'n ajnqrwvpwn kai;
*unatou;" o[nta" plevon e[[/ein, i(na mh;
aujtw'n plevon e[/wsin, levgousin w" aijs/ro;n
kai; a[*ikon to; pleonektei'n , kai; tou'tov
ejstin to; aj*ikei'n, to; plevon tw'n a[llwn
0htei'n e[/ein= ajgapw'si ga;r oi.mai aujtoi;
a]n to; i[son e[/wsin faulovteroi o[nte". *ia;
tau'ta *h; novmw) me;n tou'to a[*ikon kai;
aijs/ro;n levgetai, to; plevon 0htei'n e[/ein
tw'n pollw'n , kai; aj*ikei'n aujto;
kalou'sin!,.orgia, /-*b&c0, ma io credo che coloro i quali
stabiliscono le leggi sono gli uomini deboli e i piA. @er se stessi
dunque e per il proprio utile stabiliscono le leggi e spandono gli elogi
ed esprimono biasimi: per spaventare i piA forti tra gli uomini, e quelli
che sarebbero capaci di prevalere, proprio perchJ non prevalgano,
(1(
>uesti due accusativi dell#oggetto interno denunciano il circolo chiuso che esclude i capaci dal giro dei deboli e
degli incapaci i quali si danno forza reciproca con questi girotondi esclusivi e viziosi
4.
4.
dicono che ' brutto e ingiusto avere la meglio e che questo '
commettere ingiustizia: cercare di avere piA degli altri; infatti loro
sono contenti di essere alla pari, lo credo, dal momento che sono
inferioriF @er questi motivi dunque secondo la legge proprio questo si
chiama ingiusto e vergognoso, cercare di avere la meglio sui piA, e
questo chiamano commettere ingiustizia.
:na critica del genere fa B. Sc!oen!auer ai filosofi cattedratici del
suo temo. <; loro interesse Dfar valere in qualc!e modo quanto )
iatto e rivo di sirito). @er soffocare quanto c;' )di autentico, di
grande e di profondamente pensato) e )per mettere in circolazione
senza ostacoli ci che non vale, essi si riuniscono, alla maniera di
tutti i deboli
(1*
, costituiscono congreghe e partiti, s;impadroniscono dei
giornali letterari, in cui, come del resto nei propri libri, parlano con
profondo rispetto e sussiego dei loro rispettivi capolavori, traendo in
tal modo per il naso il miope pubblico)
(1/
.
2l molto discusso frammento del sofista ,ntifonte sull#uguaglianza denuncia
l# uguaglianza zoppa della democrazia che viene criticata dal versante opposto:
Siamo piA barbari dei barbari! perchJ abbiamo posto un abisso tra Lreci e
barbari, mentre invece er natura siamo tutti uguali, respiriamo tutti col
naso e prendiamo tutti il cibo con le mani!
(15
.
(l diritto del i. forte.
%omunque sia, la natura secondo Sc!oen!auer, mette le cose a
posto poichJ ) la natura ) aristocratica, i. aristocratica di
qualsiasi societ$ feudale basata sulle caste)
(14
.
Hisogna essere come la natura, nJ buoni nJ cattivi!
(1.
.
(1*
%fr. oi* ajsqenei'" a[nqrwpoiv del .orgia di @latone ,n.d. r.0.
(1/
Parerga e paralipomena ,del "-5"0, =omo 2, p. ((..
(15
+r. // H, col. ( ?iels&Nranz.
(14
Parerga e paralipomena ,del "-5"0, =omo 2, p. (.5.
(1.
Nietzsche, Drammenti postumi, settembre "-.4 ,(0
4-
4-
Nella Repulica di @latone il sofista Trasimaco sostiene c!e il
giusto non ) altro c!e l#utile del i. forte: fhmi; ga;r ejgw;
ei.nai to; *ivkaion oujk a[llo h] to; tou,
kreivttono~ sumfevron !, **-c.
2l fratello di @latone, 6laucone afferma che nell#uomo ) innata la
reotenza e che nessuno ' giusto volontariamente ma solo se
costretto ,*41d0. :!i sembra giusto senza esserlo, se la assa
meglio dell#uomo giusto quale Bnfiarao nei Sette a !ee di <schilo
,v. 53(0.
2nfine l#altro fratello, ,dimanto, ricorda che la virtA ' faticosa
,<siodo, 1pere, (-30, gli d'i sono esorabili ,Iliade 2G, /3.0 e che
l#aarire violenta anc!e la verit$: to; *okei,n kai; ta;n
ajlavqaian bia,tai!,citazione da Simonide0. Bllora conviene
tracciarsi intorno un chiaroscuro di virtA e tirarsi dietro la volpe scaltra
e screziata di Brchiloco ,*45 c0.
( raorti tra gli uomini vengono determinati dal otere.
Eel torneo oratorio con i Meli, gli *teniesi affermano il
principio che il giusto nel linguaggio umano si giudica
partendo da una pari necessit* &1*ivkaia me;n ejn
tw') ajnqrwpeivw) lovgw) ajpo; th'" i[sh"
ajnavgkh" krivnetai1), altrimenti i pi6 forti fanno
quanto possono, e i deboli cedono &1oi ajsqenei'"
!ug/wrou'sin1, #ucidide, -, '<)
Nietzsche ribadisce questo concetto con altre
parole:1Laddove domina il diritto, " mantenuto in piedi un
certo stato e grado di potenza, e sono impediti una
diminuzione e un accrescimento .l diritto di altri " la
concessione che il nostro sentimento di potenza fa al
43
43
sentimento di potenza di questi altri 'e il nostro potere si
mostra profondamente scosso e infranto, cessano i
nostri diritti: al contrario, se noi siamo divenuti molto pi6
potenti, cessano i diritti degli altri nei nostri riguardi, come
glieli avevamo riconosciuti fino a questo momento1
(1-

*arcet sine adversario virtus%
L#ideale cui aspirano con tutte le loro forze ' la verde uniformit dei
pascoli che costituisce la felicit del gregge$6a noi che siamo
l#opposto, noi che ci siamo dati gli occhi ed una coscienza per
domandarci dove e come la ianta %uomo& sia cresciuta finora i.
rigogliosa in altezza, noi ensiamo c!e ci" sia semre avvenuto in
condizione di contrariet$!
(13
.
Seneca nel &e providentia
("1
trova un significato ositivo non
solo nel lavoro ma pure nelle disgrazie 2incommoda3, nei dolori
e nelle erdite, quali prove per esercitare e temprare la
virtus :)=arcet sine adversario virtus) ,(, /0, senza un avversario
la virtA marcisce; e ?io nei confronti degli uomini buoni conserva
l;animo di un padre, li ama con forza, e ha questi
progetti:)1perius% inquit% dolorius% damnis exagitentur% ut
verum colligant rour) ,(, 40, con lavori, disse, dolori, perdite, si
affannino per raccogliere la vera forza. ))anguent per inertiam
saginata nec laore tantum sed motu et ipso sui onere deficiunt),
infiacchiscono nell;ozio i corpi ingrassati, e non solo per la fatica,
ma per il movimento, e per lo stesso peso di sJ vengono meno.
<; la medesima impostazione del Liobbe biblico.
(1-
:urora , p. -".
(13
?i l dal bene e dal male, Lo spirito libero.
("1
Iisale ai primi anni del disimpegno politico ,4(&4* d. %.0
.1
.1
/ietzsc!e e Cdisseo.
La curiosit$
Nietzsche si iscrive nella categoria degli uomini curiosi fino al
vizio!
(""
. 2n questo ' un :lisside
?lisse infatti ) un uomo anche curioso!
6puleio ne fa una prefigurazione del suo Lucio, il
protagonista delle $etamorfosi il quale nel mezzo delle
tribolazioni asinine, pensa:1 'ec ullum uspiam cruciabilis
vitae solacium aderat# nisi 5uod ingenita mihi curiositate
recreabar$$$ 'ec immerito priscae poeticae divinus auctor
apud 3raios summae prudentiae virum monstrare cupiens
multarum civitatium obitu et variorum populorum cognitu
summas adeptum virtutes cecinit 1 &.M, (A), nB vi era da
qualche parte alcun conforto di quella vita tribolata se non il
fatto che mi sollevavo con la mia innata curiosite non a
torto quel divino creatore dell/antica poesia dei +reci
volendo raffigurare un uomo di somma saggezza, narr$ che
egli raggiunse i sommi valori visitando molte citt* e
conoscendo popoli diversi!
.l desiderio di conoscere, lamore della sapienza di fatto
nasce anche dalla curiosit
6ncora Odisseo come modello
Hisogna prendere congedo dalla vita come Ddisseo da Nausicaa&
benedicendola, piA che restandone innamorati)
("(
.
(""
?i l dal bene e dal male, Lo spirito libero.
("(
&i l dal ene e dal male , Bforismi e interludi.
."
."

&deale greco 1he cosa ammiravano i Greci in Odisseo2
.nnanzitutto la capacit di mentire e quella della scaltra e
terribile rappresaglia8 il suo essere allaltezza delle
circostanze8 lapparire7alloccorrenza7pi6 nobile dei
nobilissimi8 il poter essere 5uel che si vuole8 l/eroica
perseveranza
=:;
8 il procurarsi la disponibilit di ogni mezzo8
l/avere spirito7il suo spirito riscuote lammirazione degli d"i,
essi sorridono nel pensarci: tutto questo " lideale grecoG%
2(=

9lisse " l/eroe pol/metis 4scaltro5 come ) pol/tropos
4versatile5 e polum0chanos nel senso che non manca mai
di espediento, di p8roi , per trarsi d/impaccio in ogni genere
di difficolt, apor9a La variet, il cambiamento della metis,
sottolineano la sua parentela con il mondo multiplo, diviso,
ondeggiante dove essa " immersa per esercitare la sua
azione E' +uesta complicit* con il reale che assicura la
sua efficacia1
("5

La donna ) i. barbara dell#uomo. La donna e i mostri
=anto nella vendetta quanto nell#amore, la donna ) i. barbara
dell#uomo!
("4
.
("*
%fr, poluvtla~ ,1dissea, 5, *5/0
("/
Nietzsche, :urora, p. "-5.
("5
6. ?etienne&C. @. Eernant, Le astuzie dell'intelligenza nell'antica .recia , p. * e sgg.
("4
&i l dal ene e dal male , Bforismi e interludi.
.(
.(
Si pensi a 6edea della cara tragedia di <uripide e di Seneca. <#
una barbara allieva di <cate.
La Medea di Seneca invoca <cate triforme
(".
, &+ocetur -ecate, $edea, v
?;;), la dea nera, a presiedere i sacra leti&ica &?;;) i riti mortali &uesta
divinit$ infernale sembra essere la rinciale vindice delle donne abbandonate.
La 5edea di =uriide invoca =cate come !unergovn: )
2nfatti per la signora che io venero
piA di tutti e mi sono scelta come alleata,
<cate , che abita nei penetrali del mio focolare,
nessuno di costoro rallegrandosi far soffrire il mio cuore ,=edea, vv. *35&
*3.0.
Simeta, l;amante che in Le incantatrici di Teocrito vuole avvincere l;uomo in fuga
,22, v. *0, il bell;atleta ?elfi, con filtri ,favrmaka0 degni di %irce ,vv. "5& "40, di
6edea, nipote di %irce, figlia el sole, e della maga @erimede, nel reararli c!iede
l+assistenza di =cate tremenda, =cate sotterranea c!e atterrisce anc!e i cani ,v.
"(0 .
@ure 9idone, lasciata da <nea, invoca, con l;<rebo e il %aos, <cate triplice ,
tergeminamque 'ecaten, +neide 2E, 5""0 la dea )nocturnisque 'ecate triviis ululata
per ures ) ,+neide, 2E, 4130 chiamata a ululati nei trivi notturni per le citt.
=cate comare anc!e nel *acbeth0 si rivolge alle streghe ,the Aeird Aomen, t"e
Aeird sisters% le donne, le sorelle fatali0 rimproverandole di non averla consultata,
dato il suo ruolo:):nd I% t"e mistress of #our c"arms%Ot"e close contriver of all
"arms%OAas never called to ear m# part%Oor s"oA t"e glor# of our art6) ,222, 50, e io,
la signora dei vostri incantesimi, la segreta progettatrice di tutti i mali, non sono mai
stata chiamata a fare la mia parte, o a mostrare la gloria dell;arte nostraM
?#altra parte: =utte le donne sono un po# fattucchiere quando sono
innamorate!
("-
.
(".
)?ivinit primitiva e trina ,triformis 0, essendo associata a divinit appartenenti ai tre regni: la luna ,il cielo0, ?iana
,la terra0 e @roserpina ,gli inferi0). ,L. L. Hiondi, op. cit., p. 3", n. 5.0
("-
S. 6rai, La donna giusta, p. (1/.
.*
.*
>hi lotta coi mostri deve guardarsi dal diventare un mostro
anche lui # se tu guarderai a lungo in un abisso, anche
labisso vorr guardare te%
2(<

Si pensi a Ceianira nelle Trachinie di Sofocle


Nelle !rac"inie di Sofocle ?eianira ' la moglie infelice, sposa
dell;infedele <racle. Sin da ragazza, quando abitava con il padre,
ebbe una dolorosissima paura delle nozze ,v. .&-0. 2nfatti
ricorda:)/nhsthr gar h(n moi potamov",
j"!elw'/on levgwD 2v. 93, il mio retendente era un
fiume, dico l+,c!eloo. 2nsomma era corteggiata da un mostro.
)9eianira aartiene ancora, in qualche modo, al regno dei mostri:
' stata richiesta in sposa da uno di essi, desiderata da un altro
((1
, che
l;ha toccata, che si confida con lei e ne fa una sua complice. < nella
lotta contro Bcheloo, <racle ha fattezze ferine. ?a questo bestiario,
che ha conservato in sJ come orrore e come fremito, ?eianira non
potr uscire)
(("
. La lotta da cui <racle esce vincente ' un fragore di
mani, di archi di corna taurine insieme confuse ,!rac"inie , vv. 5".&
5"-0.
La 9eianira delle Heroides
(((
di Cvidio, lontana da <racle occupato
a inseguire terribili fiere, ' ossessionata dal pensiero dei mostri con i
quali il marito deve lottare:)inter serpentes aprosque avidosque
leonesOiactor et "aesuros terna per ora canes ) ,2G, *3&/10, mi aggiro
tra serpenti e cinghiali e leoni bramosi, e cani
((*
pronti ad attaccarsi con
("3
&i l dal ene e dal male , Bforismi e interludi, "/4.
((1
2l centauro Nesso.
(("
:. Blbini, Interpretazioni teatrali , Le 6onnier, +irenze, "3.(, p. 53.
(((
Sono lettere d;amore. in distici elegiaci,di donne amanti di eroi, e altre lettere di uomini a donne del mito con le
risposte. 2l primo gruppo , epistole 2&GE0 usc9 secondo alcuni attorno al "5 a. %. , fra la prima ,(1a. %.0 e la seconda
edizione degli :mores ," a. %.0. Bltri abbassano la data fino al 5 a. %. 2l secondo gruppo di epistole doppie , GE2&GG20
fu composto poco prima dell;esilio ,tra il / e l;- d. %.0. 2l metro ' il distico elegiaco.
((*
%ome %erbero, il cane di Bdes, dal ringhio metallico.
./
./
tre bocche. Senza contare gli amori con le straniere:) peregrinos
addis amores ),v. /30.
(nvidia e seranza.
2 piA antichi Lreci hanno avuto, riguardo all#invidia, un sentimento
diverso dal nostro; =siodo l#annovera tra gli effetti della buona,
benefica Eris
((/
, e non c#era niente di urtante nell#attribuire agli d'i
qualcosa di connesso con l#invidia
L#affermazione dell# )l;invidia degli d'i) non '
un;esclusiva di <rodoto: nell;:lcesti di <uripide,
<racle, dopo avere restituito la sposa all;amico, lo
avverte :) e[/ei"= fqovno" *e; mh;
gevnoitov ti" qew'n),v. ""*50, ce l;hai: non ci
sia per alcuna invidia degli d'i.
@latone invece nega l#invidia degli d'i: fqovno~
ga;r e[!w qeivou /orou' i(statai!
,Dedro, (/.0, l#invidia infatti rimane fuori dal coro
divino.
2 Lreci erano diversi da noi nell#apprezzamento della speranza; la si
sentiva come cieca e insidiosa1 =siodo si ) esresso su di essa, in
una favola, con i termini piA forti, ed in verit ha accennato qualcosa
((/
#sistono due [>ri*e" di cui la prima " cattiva poichB fa crescere la guerra& :pere, (=), la seconda,
buona, nata prima, figlia della notte, sta alla base del progresso umano ed essa sveglia al lavoro anche
l/ozioso 0er questa il vasaio gareggia con il vasaio, il mendico con il mendico, e l/aedo con l/aedo & :pere,
23)
.5
.5
di cos9 inusitato che nessun esegeta moderno lo ha compreso. 2nfatti
ci va contro lo spirito moderno, che con il sorgere del cristianesimo
ha imparato a credere alla speranza come ad una virtA$ er i
6reci$la seranza dovette subire una certa retrocessione di valore e
sprofondare nel malvagio e nel ericoloso!
((5
. 2 Lreci pensavano che
il futuro fosse perscrutabile attraverso gli oracoli.
Eietzsche si richiama al mito di andora, l#va dei +reci
#siodo racconta che #rmes infuse in lei un animo sfacciato
e un costume da ladro & :pere, 3;), menzogne, discorsi
seducenti e un carattere scaltro, inoltre le diede la parola e
la chiam$ andora poichB tutti le avevano dato un dono &v
'()
#pimeteo non ascolt$ il consiglio di 0rometeo di non
accettare doni da Jeus e si lasci$ rifilare 0andora Ella
tolse il grande coperchio dell'orcio "pivqou mevga
pw'ma" e fece disperdere i mali che vi stavano
racchiusi! 3entro rimase solo la 'peranza4v! @A5! &uesta
dun+ue pu essere considerata un male!

( giuramenti d+amore non sono credibili.
si dovrebbero dic!iarare ubblicamente invalidi i giuramenti
degli innamorati e interdire loro il matrimonio, e proprio
perchJ si dovrebbe prendere il matrimonio indicibilmente piA sul
serio!
((4
.
L;inaffidabilit riguarda tanto gli uomini quanto le donne.
((5
:urora, p. */.
((4
Burora, p. ""..
.4
.4
Lo afferma pure Sofocle in un frammento ,-"" @earson0:)
o(rkon * j ejgw; gunaiko;" eij" u(*wr
gravfw), giuramento di donna io lo scrivo sull;acqua. < se tali
solenni promesse penetrano da qualche parte, certo non dentro gli
orecchi degli immortali, sostiene :allimaco in un epigramma:)
ajlla; levgousin ajlhqeva, tou;" ejn e[rwti4
o(rkou" mh; *uvnein ou[at j ej" ajqanavtwn)
,:2 P2 E 40, ma dicono il vero che i giuramenti in amore non
entrano negli orecchi degli immortali.
Cvidio echeggia questo motivo, sia per quanto riguarda ,rianna
tradita e la scarsa tenuta della parola dei maschi, sia per la non
credibilit della femmina umana che ' una creatura varia e sempre
mutevole,)varium et mutaile semperOfemina ), come aveva gi
detto Eirgilio
((.
.
L+,rianna dei !asti
((-
toglie fiducia a tutti gli uomini:)diceam%
memini% 7 periure et perfide !"eseu7 <Oille aiitJ eadem crimina
-acc"us "aet < Onunc quoque 7nullo viro7 clamao 7 femina
credat ) ,Dasti , 222, /.5&/.., dicevo, ricordo, )=eseo spergiuro e
traditore): P quello ' andato via; Hacco commette lo stesso delitto:P
anche ora esclamer:)nessuna donna si fidi piA di un uomo).
@er quanto riguarda l;instabilit e l;inaffidabilit delle giovani
donne, il poeta di Sulmona negli Amores ' piA comprensivo0 il
tradimento infatti non sciua la bellezza e erfino gli d)i lo
concedono:) +sse deos credamne6 Didem iurata fefellit%Oet facies
illi quae fuit ante manet222)onga decensque uit3 longa decensque
manet2O:rgutos "auit< radiant ut sidus ocelli%Oper quos mentita
est perfida saepe mi"i2OScilicet aeterni falsum iurare puellisOdi
quoque concedunt% formaque numen "aet ) ,:mores , 222, *, "&( e
-&"(0, devo credere che ci sono gli d'iM Qa tradito la parola
data,Peppure le rimane l;aspetto che aveva prima...<ra alta e ben
((.
+neide , 2E, 543&5.1.
((-
:n calendario in distici composto fra il tre e l;otto d. %. quando fu interrotto, dall;esilio, al sesto libro di dodici che
dovevano essere. ?ovevano illustrare gli antichi miti e costumi latini.
..
..
fatta; alta e ben fatta rimane.PBveva gli occhi espressivi: brillano
come stelle gli occhi,Pcon i quali spesso la perfida mi ha
ingannato.P%erto anche gli d'i eterni permettono alle ragazzePdi
giurare il falso, e la bellezza ha una potenza divina.
La pretaglia
" sacerdoti sono i nemici pi, crudeliBerch8 sono i pi,
impotenti Limpotenza genera in loro odio%
22<

#uripide presenta i ministri di *pollo come una masnada di


assassini sanguinari Nell'Andromaca, Neottolemo, il
ragazzo di 6chille, stando sotto gli occhi di tutti, prega il
dio, e viene ferito8 allora domanda:1tivno" m j e?kati
kteivnet j eujsebei'" o*ou;" h?konta8
poiva" o[llumai pro;" aijtiva"81, perch8 mi
uccidete sulla strada della piet*2 0er quale colpa
muoioD1&vv((2?7((23), ma nessuno dei molti presenti gli
rispose8 anzi lo uccisero colpendolo con pietre 5utto questo
" raccontato da un messo che, alla fine della rh'si"
;v((3=), accusa *pollo di essere w(sper a[nqrwpo"
kakov", come un uomo malvagio, e domanda:1pw'" a]n
ou.n ei[h sofov"81, come potrebbe essere saggioD
6ntisemitismo in Nietzsche e in #acito!
Gli Ebrei sono un popolo sacerdotale, il popolo della
pi6 latente sete di vendetta sacerdotale% >on gli #brei si
inizia la rivolta degli schiavi nella morale%
((3
.enealogia della morale% ..
.-
.-
.n un celebre excursus delle Historiae# #acito descrive la
+iudea come una regione corrotta abitata da gente corrotta:
$o;ses 5uo sibi in posterum gentem firmaret# novos ritus
contrarios5ue ceteris mortalibus indidit< 4rofana illic omnia
5uae apud nos sacra# rursum concessa apud illos 5uae
nobis incesta% &Historiae, -, =), Mos" per tenere legato a sB
il popolo nellavvenire, introdusse riti inauditi e contrastanti
con quelli degli altri mortali Empio ) l* tutto +uanto da noi
) sacro e, viceversa, lecito tutto +uanto da noi ) impuro
5acito ricorda alcune usanze vetuste e antichi riti giudaici ,
quindi riassume: cetera instituta# sinistra# foeda# pravitate
valuere% &-, ?), le altre costumanze, sinistre, ripugnanti, si
affermarono per la depravazione Lo storiografo latino
respinge lanalogia che si " voluta trovare tra il padre Libero
e il dio venerato dai +iudei: Quippe Liber festos laetos5ue
ritus posuit# Iudaerum mos absurdus sordidus1ue%
&Historiae, -, =), Libero infatti ha istituito riti festosi e lieti,
mentre il costume dei +iudei " assurdo e squallido
George 'teiner!
5ralascio gli antisemitismi recenti per riassumere e commentare
l/interpretazione di 'teiner Lli <brei sono visti come gli inventori e i
propagatori di ideali troppo duri e scomodi per i popoli dell#<uropa
occidentale, insomma per noi. 2l primo vulnus inferto all#<uropa pagana fu
quello del monoteismo. Steiner cita Nietzsche: Nel politeismo consisteva
la libert dello spirito umano, la sua poliedricit creativa. La dottrina di
una singola divinit$' il piA mostruoso di tutti gli errori unani! ,die
unge"euerlic"ste aller mensc"lic"en Lerirrungen!0!
(*1
.
Sappiamo che Nietzsche non si limit a questo. <gli vide negli +li #brei
un popolo sacerdotale, il popolo della pi6 latente sete di
vendetta sacerdotale% # ancora: >on gli #brei si inizia la
rivolta degli schiavi nella morale%
(*1
L. Steiner Nel castello di -aralQ Note per la riedifinizione della cultura, p. *3.
.3
.3
>" una ostilit culturale piuttosto che razziale7biologica,
come fa notare 5 Mann: !uando Socrate e 0latone
cominciarono a parlare di verit e di giustizia egli dice una
volta Knon furono pi6 greci, ma ebrei, o che so altro
4rbene, gli ebrei, grazie alla loro moralit, si sono dimostrati
buoni e tenaci figli della vita >on la loro fede in un Cio
giusto, essi sono sopravvissuti ai millenni, mentre il piccolo,
dissoluto popolo greco di esteti e di artisti " presto
scomparso dalla scena della storia Ma Eietzsche, pur
lontano da ogni odio razziale antisemitico, vede nel
giudaismo la culla del cristianesimo e in questo, a ragione
ma con aborrimento, il germe della democrazia, della
rivoluzione francese e delle odiate idee moderne0 che la
sua parola squillante marchia con il nome di Kmorale del
gregge@ci$ che egli disprezza e maledice in queste idee "
Kutilitarismo e leudemonismo, il loro far della pace e della
felicit terrena i beni pi6 desiderabili ed alti, mentre luomo
nobile, tragico, eroico, calpesta questi valori molli e volgari%
2A(
>ertamente non " leudemonismo la quintessenza della
cultura ebraica 0iuttosto essa " contrassegnata dal
monoteismo
<bbene, il rifiuto del monoteismo importato in <uropa dagli <brei si trova
in diversi autori. Sentiamo, per esempio, Eittorio Blfieri: Nel trattato
&ella tirannide ,del "...0 l#Bstigiano distingue la religione cristiana dalla
pagana rilevando l#incompatibilit della prima con la libert: La religion
pagana, col suo moltiplicare sterminatamente gli d'i, e col fare del cielo
quasi una repubblica, e sottomettere Liove stesso alle leggi del fato
(*(
, e ad
altri usi e privilegi della corte celeste, dovea essere, e fu infatti, assai
favorevole al vivere libero$La cristiana religione, che ' quella di quasi
tutta la <uropa, non ' per se stessa favorevole al viver libero: ma la
cattolica religione riesce incompatibile quasi col viver libero$<d in fatti,
nella pagana antichit, i Liovi, gli Bpollini, le Sibille, gli Dracoli, a gara
(*"
Nobilt dello spirito.
(*(
2l predominio del fato non risparmia nessuno: il @rometeo di <schilo, afferma consolandosi del
suo martirio, che nemmeno Ueus )potrebbe in alcun modo sfuggire alla parte che gli ha dato il
destino ,th;n peprwmevnhn0),Prometeo incatenato, v. 5"-0. Ndr.
-1
-1
tutti comandavano ai diversi popoli e l#amor della patria e la libert. 6a la
religion cristiana, nata in popolo non libero, non guerriero, non illuminato
e gi intieramente soggiogato dai sacerdoti, non comanda se non la cieca
obbedienza; non nomina nJ pure mai la libert; ed il tiranno ,o sacerdote o
laico sia egli0 interamente assimila a ?io! ,2, -0.
Bnche qui l#obiettivo polemico ' il popolo ebraico, origine della malattia
monoteistica, come si vede.
Steiner mette anche in rilievo il fatto che +reud cerc di scagionare gli
<brei dalla colpa! del monoteismo : 2n una delle sue ultime opere,
L/uomo =os8 e la religione monoteistica, +reud attribu9 questo errore! a
un principe e veggente egiziano del casato disperso degli 28hnaton. 6olti
si sono chiesti perchJ abbia cercato di togliere dalle spalle del suo popolo
quel supremo fardello di gloria$ >uando, durante i primi anni di regime
nazista, +reud cercava di scaricare su spalle egiziane la responsabilit dell#
invenzione! di ?io, stava facendo, pur forse senza averne piena
coscienza, una disperata mossa propiziatoria, sacrificale. Stava tentando di
strappare il parafulmine dalle mani degli ebrei. =roppo tardi. La lebbra
della scelta di ?io&ma chi aveva scelto chiM&era troppo visibile su di
loro!
(**
.
4reud pensa che la religione monoteistica fu portata agli <brei da 6osJ, un
<giziano seguace della riforma religiosa voluta da Bmenofi 2E, che era
salito al trono intorno al "*.5 a. %.!
(*/
e adorava il sole ,Btn0 non come
oggetto materiale ma come simbolo di un essere divino la cui energia si
manifestava appunto nei raggi!
(*5
solari. 2l faraone eretico si cambi il nome in
<8hanatn cancellando la presenza del dio Bmn dalla propria persona e da
tutte le iscrizioni.
Si trattava di un rigoroso monoteismo, il primo tentativo del genere nella
storia mondiale, per quanto ne possiamo sapere; e con la fede in un unico dio
nacque inevitabilmente l#intolleranza religiosa, sconosciuta all#antichit prima
di allora e per molto tempo dopo. 6a il regno di Bmenofi dur solo diciassette
anni; subito dopo la sua morte, avvenuta nel "*5-, la nuova religione fu
spazzata via, e la memoria del re eretico proscritta$Eorrei adesso arrischiare
una conclusione: se 6os' fu <gizio e se egli trasmise agli <brei la propria
religione, questa fu la religione di <8hanatn, la religione di Btn!
(*4
. +reud
(**
Lerorge Steiner, Nel castello di -aralQ, p. /"
(*/
S. +reud, L/uomo =os8 e la religione monoteistica, % secondo saggio ,del "3*.0 p. */3. .l terzo saggio " del
(<A' <# l#ultimo libro di +reud, insieme con il Compendio di psicoanalisi , anche questo uscito nel "3*-, del resto
incompiuto.
(*5
S. +reud, 1p2 cit2% p. *51.
(*4
S. +reud, 1p2 cit2% secondo saggio, p. *5*.
-"
-"
cerca di avallare questa tesi con vari indizi : entrambe le religioni sono forme
di rigido monoteismo!; inoltre l#assenza nella religione ebraica di una dottrina
concernente l#aldil e la vita ultraterrena, che pure, sarebbe stata compatibile
col piA rigoroso monoteismo! corrisponde al rifiuto di tale presenza anche
nella religione di <8hnatn il quale aveva bisogno di combattere la religione
popolare nella quale il dio dei morti Dsiride aveva forse una parte maggiore di
quella di ogni altro dio del mondo superiore!. =erzo indizio: 6os' introdusse
presso gli <brei la consuetudine della circoncisione!. <bbene: <rodoto, il
padre della storia!, ci informa che la consuetudine della circoncisione era da
lungo tempo familiare in <gitto!
(*.
. ?unque 6os' non era ebreo ma egizio, e
allora la religione mosaica fu probabilmente una religione egizia!
(*-
.
+reud per non riusc9 a deviare la malevolenza antiebraica dovuta al loro
rigoroso monoteismo. ?el resto anche la sua psicanalisi ha trovato una
forte resistenza nella mentalit perbenistica borghese.
6a sentiamo ancora Steiner: :ccidendo gli ebrei, la cultura occidentale
avrebbe sradicato quelli che avevano inventato! ?io$L#Dlocausto ' un
riflesso, ancor piA completo in quanto lungamente inibito, della coscienza
sensoriale naturale, degli istintivi bisogni politeistici e animistici!
(*3
. Bl
rigido monoteismo di 6os' si ' poi aggiunto il cristianesimo che nella sua
fase nascente proponeva ideali e prescriveva regole sostanzialmente
impraticabili dai piA, deboli e tutt#altro che buoni. Eero ' che poi il
cristianesimo, e il cattolicesimo in particolare, ha recuperato non pochi
aspetti del politeismo e di quel grande apparato di potere che fu l#impero
romano. Le chiese cristiane sono sempre state, tranne rarissime eccezioni,
un ibrido di ideali monoteistici e di pratiche politeistiche$2l ?io unico e
inimmaginabile&a rigore, inconcepibile!&del ?ecalogo non ha nulla a che
fare con il pantheon triplice delle chiese, ampiamente tradotto in
immagini!
(/1
.
6a i Eangeli rimangono, e questi raccomandano la povert e l#amore del
nemico. 2n quale modo possono accettare questo gli uomini, fragili e
corrotti come per lo piA sono M Lli imitatori di %risto, quale +rancesco di
Bssisi, sono sempre stati pochi.
La maggior parte dei sedicenti cristiani sono tartufi, falsi devoti i quali
vivono una vita che ' l#antitesi di quella predicata da %risto. Si pensi a
tanti dei nostri politici che si professano cristiani.
(*.
Nelle Storie leggiamo che %olchi, <giziani e <tiopi si circoncidono dal tempo piA antico! ,22, "1/, (0. Ndr.
(*-
S. +reud, 1p2 cit2% p. *55
(*3
Dp. cit., p. /".
(/1
Dp. cit., p. *3.
-(
-(
:ltimo schiaffo all#<uropa occidentale: l#ideale marXista. 2l terzo
confronto tra l#esigente utopia e i ritmi ordinari della vita occidentale
coincide con l#avvento del socialismo messianico. Bnche quando si
proclama ateo, il socialismo di 6arX, di =roc8iK, di <rnst Hloch discende
direttamente dall#escatologia messianica. Nulla ' piA religioso, nulla si
avvicina al sacro furore di giustizia dei profeti, piA della visione socialista
c!e contemla la distruzione della 6omorra borg!ese e la creazione per
l#uomo di una citt nuova e pura$5onoteismo del Sinai, cristianesimo
rimitivo, socialismo messianico0 sono i tre momenti suremi in cui la
cultura occidentale viene osta di fronte a quello c!e (bsen c!iamava
%retese dell#ideale!$=re volte la sua eco si diffuse, e ogni volta dallo
stesso centro storico. ,Blcuni politologi calcolano che la percentuale degli
ebrei coinvolti nello sviluppo ideologico del socialismo messianico e del
comunismo si aggiri sull#-1 per cento0. Tre volte il giudaismo lanci" un
aello alla erfezione e cerc" di imorlo al corso normale della vita
occidentale. Jna rofonda avversione si radic" nel subconscio sociale,
resero forma rancori omicidi$2l gemocidio$fu un tentativo di
livellare il futuro o, piA precisamente, di rendere la storia commisurata alla
naturale barbarie, al torpore intellettuale e agli istinti materiali dell#uomo
non evoluto!
(/"
. <bbene, per fortuna, il genocidio, quello fisico dei nazisti e
quello culturale di tempi piA recenti, non ha annientato del tutto gli uomini
evoluti, colti e morali che capiscono l#altezza degli ideali proposti dagli
<brei e ammirano la spiritualit ebraica. Eivere nel peccato della barbarie
significa vivere contro lo spirito. Lli antisemiti sono ottusi refrattari alla
ricettivit nei confronti dello spirito, umano e divino. La religiosit$ e
l#umanesimo degli =brei sono asetti dell#intelligenza0 l# intelligenza
dell#uomo c!e ) intelligenza di 9io.
#! $ann in difesa degli Ebrei
!uando Socrate e 0latone cominciarono a parlare di verit
e di giustizia% egli dice una volta non furono pi6 greci, ma
ebrei, o che so altro% 4rbene, gli ebrei, grazie alla loro
moralit, si sono dimostrati buoni e tenaci figli della vita
>on la loro fede in un Cio giusto, essi sono sopravvissuti ai
(/"
Steiner, Dp. cit, pp. /* sgg.
-*
-*
millenni, mentre il piccolo, dissoluto popolo greco di esteti e
di artisti " presto scomparso dalla scena della storia Ma
Eietzsche, pur lontano da ogni odio razziale antisemitico,
vede nel giudaismo la culla del cristianesimo e in
questo, a ragione ma con aborrimento, il germe della
democrazia, della rivoluzione francese e delle odiate
-idee moderne0 che la sua parola squillante marchia con il
nome di morale del gregge%@ci$ che egli disprezza e
maledice in queste idee " Kutilitarismo e leudemonismo, il
loro far della pace e della felicit terrena i beni pi6
desiderabili ed alti, mentre luomo nobile, tragico, eroico,
calpesta questi valori molli e volgari%
2=2

Sulla felicit 5 Mann si sbaglia: ?a quando vi sono uomini,
l#uomo !a gioito troo oco: solo questo, fratelli, ) il nostro
eccato originaleL 2mparare a meglio gioire ' per noi il modo
migliore di disimparare a far male agli altri e ad escogitare cose
che fanno male!
(/*
.

"l matrimonio come ostacolo del filosofo!
"l filosofo aborre dal matrimonio@il matrimonio come
ostacolo e sventura nel suo cammino verso loptimum%
2==

La societ onora il matrimonio in quanto questo costituisce


una forma di sottomissione a essa%
2=?

Se i coniugi non vivessero insieme, i buoni matrimoni
sarebbero pi6 frequenti%
2=3

(/(
Nobilt dello spirito.
(/*
+. Nietzsche, %os9 parl Uarathustra, ?ei compassionevoli.
(//
.enealogia della morale.
(/5
+rammenti postumi, autunno "--., --.
(/4
:6BND, =ID@@D :6BND; 2, @. ("/.
-/
-/
9iverse esressioni contrarie e alcune favorevoli alle nozze.
%ome non vedere che ci che ' piA biologico&la nascita, il sesso, la
morte&' nello stesso tempo ci che ' piA imbevuto di simboli e di
cultura: nascere, morire, sosarsi sono anc!e atti
fondamentalmente religiosi e civili!
(/.
. Sposarsi ' un atto che si pu
sperimentare, mentre la nascita e la morte sono due cose estranee
alla vita. La mia nascita ' un racconto, un mito che altri mi raccontano
ma al quale io stesso non ho potuto assistere e che ' precedente alla
realt che chiamo vita. >uanto alla mia morte, ' un racconto che
neppure mi possono raccontare!
(/-
.
Eediamo allora lo sposarsi cos#'.
:ontro le nozze =uriide si esrime gi$ nell+Alcesti
(/3
dove pure la
protagonista ' un;ottima sposa, anzi il corif'o la definisce )gunhv t
j ajrivsth tw'n ujf j hlivw) makrw') ) ,v. "5"0, di
gran lunga la piA nobile tra le donne che vivono sotto il sole. =uttavia
il %oro, formato da vecchi di +ere, amici del re, concludendo il primo
stasimo canta: ou[pote fhvsw gavmon eujfraivnein#
plevon h0 lupei'n, toi'" te pavroiqen4
tevkmairovmeno"
(51
kai; tavs*e tuv/a"4leuvsswn
basilevw", o?sti" ajrivsth"4ajplakw;n
(5"
ajlov/ou th's* j, ajbivwton4to;n e[peita
/rovnon bioteuvsei!, ,vv. (*-&(/(0, non dir" mai c!e le
nozze ortino gioia i. c!e dolore, argomentandolo dai fatti passati
e vedendo questa sorte del re, il quale, persa l;ottima sposa, vivr in
futuro una vita non vita.
(/.
<. 6orin, L/identit umana, p. **.
(/-
C. Drtega Z Lasset, Idea del teatro, p. ""1.
(/3
?el /*- a. %.
(51
=rarre conclusioni congetturando dagli indizi offerti dal passato ' un elemento che accomuna <uripide a =ucidide
il quale procede appunto attraverso prove e indizi: cfr ) ejk *e; tekmhrivwn) di 2, " o )tekmairovmeno") di
2, (".&.
(5"
participio aoristo 22 di ajmplakivskw, )fallisco, perdo), con il genitivo.
-5
-5
@iA avanti ,dmeto ribadisce0 %+hlw' d j ajgavmou"
ajtevknou" te brotw'n =4miva ga;r 7u/hv, th'"
uperalgei'n4mevtrion a[/qo"%4paivdwn de
novsou" kai; numfi*ivou"4eujna;" qanavtoi"
kerai@0omevna"4ouj tlhton o*ra'n, ej!o;n
ajtevknou"4ajgavmou" t j ei.nai *ia; pantov"%
&Alcesti, vv ''27'''), invidio quelli senza nozze e senza figli tra
i mortali: infatti una sola " la vita e langoscia per questa " un
peso sopportabile Le malattie dei figli invece e i letti nuziali
devastati dalle morti non sono tollerabili da vedere, quando
" possibile rimanere del tutto privi di figli e di nozze
Le nozze di Medea e +iasone sono raccontate nel poema di
6pollonio 9odio: i due devono anticiparle rispetto al loro
desiderio di celebrarle una volta giunti a .olco, poichB *lcinoo, il
re dei Feaci, avrebbe consegnato Medea ai >olchi che la
inseguivano, se Medea, rifugiatasi con gli *rgonauti presso di
lui, fosse stata ancora vergine >i fu dunque la festa nuziale
con i canti accompagnati dalla cetra di 4rfeo, poi i due sposi si
stesero sul letto preparato nellantro feacio detto prima di
Macride, la figlia di *risteo che scoprI il lavoro delle api e il
succo delloliva che costa molta fatica, poi, da quel giorno, antro
di Medea Sopra il letto venne steso il vello doro, mentre le
ninfe portavano mazzi varipinti di fiori 5utto molto bello e
gioioso 0er$, " l amaro commento di *pollonio, noi stirpi di
infelici mortali, non possiamo mai entrare nel piacere con
piede intero 4o{lw/ podiv, Argonautiche, >, ::AA58 lamaro
tormento si insinua sempre in mezzo alle gioie .n questo caso i
due sposi temevano di essere traditi da *lcinoo .l re dei Feaci
invece, diversamente da come avrebbe fatto +iasone, rispett$ i
giuramenti &=, (2:?)
L+ostilit$ nei confronti del matrimonio del tragediografo antico
viene ribadita molti secoli piA tardi da Sc!oen!auer:) Nel nostro
-4
-4
continente monogamico, sposare significa dividere a met i propri
diritti e raddoppiare i doveri ,...0 /essun continente ) cos;
sessualmente corrotto come l+=uroa a causa del matrimonio
monogamico contro natura)
(5(
.
Nel medesimo secolo nemmeno Leoardi considera naturale il
matrimonio monogamico se non er il eriodo necessario alla
rima crescita dei figli. ?opo ' una esigenza della societ:)Liacch'
la necessit del concuitu pro"iere vago, non prova nulla in favore
della societ, perchJ anche gli uccelli si fabbricano il talamo
espressamente e convivono con legge di matrimonio finchJ bisogna
all;educaz. sufficiente dei prodotti di quel matrimonio, e nulla piA; e
non per questo hanno societ. NJ la detta necessit, riguardo all;uomo,
si estende piA oltre di questo naturalmente, ma artifizialmente, e a
posteriori, cio' posta la societ, la quale necessita la perpetuit dei
matrimoni, e la distinzione delle famiglie e delle possidenze)
(5*
.
La citazione latina ' tratta dall; Ars Poetica
2G'
di Crazio;
contestualizzata dice:)Duit "aec sapientia quondam%O pulica privatis
secernere% sacra profanis%Oconcubitu prohibere vago% dare iura
maritis%Ooppida moliri% leges incidere ligno) ,vv. *34&*330, un tempo
la sapienza fu questa: separare la propriet privata dalla pubblica, il
sacro dal profano, imedire gli accoiamenti sregolati, imporre i
doveri ai coniugi, fondare citt, incidere le leggi nel legno.
@er quanto riguarda i doveri imposti ai mariti non dimentichiamo che
Crazio asseconda con i suoi versi le leggi augustee tese a
incoraggiare il matrimonio, al punto che nella seconda satira
(55
del
rimo libro sconsiglia l+adulterio con le matrone
(54
raccomandando
iuttosto la DsanaD frequentazione delle cortigiane. =ngels cita
4ourier0 %:ome in grammatica due negazioni costituiscono una
(5(
Parerga e paralipomena, =omo 22, p. -*( e ss.
(5*
*ialdone (51.
(5/
<; il titolo che >uintiliano diede all; +pistola ai Pisoni composta intorno al "5 a. %.
(55
2 due libri di Satire di Drazio uscirono nel *5 e nel *1 a. %.
(54
Ne paeniteat te%Odesine matronas sectarier , vv. .., .-, se non vuoi pentirtene, smetti di cercare le matrone.
-.
-.
affermazione, cos; nella morale del matrimonio due rostituzioni
fanno una virt.&
2G>
.
La monogamia dunque da alcuni autori non ) considerata un
fatto di natura. "n L'origine della &amiglia, della propriet
pri+ata e dello Stato Engels sostiene che la famiglia
monogamica -si fonda sul dominio dell'uomo, con lo scopo
manifesto di generare figli di paternit* indiscussa, paternit*
richiesta in +uanto +uesti figli possano, in +ualit* di eredi
naturali, entrare in possesso del patrimonio paterno" 4p! CA5! E
pi, avanti%""l dominio dell/uomo nella famiglia e la
procreazione di figli che fossero indiscutibilmente suoi e che
fossero gli eredi destinati del suo patrimonio.+uesti furono i
soli ed unici fini della monogamia espressi con franchezza dai
greciBil primo conflitto di classe che si presenta nella storia
coincide con lo svilupparsi dell/antagonismo tra uomo e donna
nella monogamia
=DC
, e la prima oppressione di classe con +uella
esercitata dal sesso maschile su +uello femminile 4pp! C@.@E5
+uindi% -la monogamia nasce dalla concentrazione di pi,
ricchezze in una mano sola, precisamente +uella di un uomo, e
dal bisogno di trasmettere in eredit* tali ricchezze ai figli di
+uest'uomo e a nessun altro"4pp! @@.:EE5!
Se una vita felice ' impossibile forse non lo ' quella eroica Jna vita
felice ) imossibile0 il massimo c!e l#uomo u" raggiungere ) una
vita eroica. %onduce questa vita colui che, in una maniera o per un
motivo qualsiasi, combatte per ci che in qualche modo giova a tutti,
contro le piA grandi difficolt e alla fine vince, ma nel fare ci ' male,
o niente affatto, ricompensato!
(53
.
<bbene alcuni autori sostengono, forse non a torto, che il matrimonio
non ' conciliabile con la vita eroica o artistica.
(5.
+riedrich <ngels, L#origine della famiglia, della propriet privata e dello stato, p. 34.
(5-
B questo proposito sono istruttive le tragedie di <schilo ndr
(53
+. Niietzsche, Sc"open"auer come educatore, p. "3..
--
--
5ircea =liade individua una riattualizzazione del modello eroico
nello scrittore che non si sposa:):n esempio fra mille: Bchille e
Soeren Nier8egaard. ,c!ille, come molti altri eroi, non si sosa,
quantunque gli sia stata predetta una vita felice e feconda purchJ si
ammogli; senonchJ, in questo caso, avrebbe dovuto rinunciare a
diventare un eroe, non avrebbe realizzato l;)unico), non avrebbe
conquistato l;immortalit. SierMegaard attraversa lo stessissimo
dramma esistenziale rispetto a Iegina Dlsen; resinge il matrimonio
er rimanere se stesso, l;)unico), per poter aspirare all;eterno,
rifiutando la modalit di un;esistenza felice nel )generale). Lo
confessa chiaramente in un frammento del suo .iornale intimo ,E222,
B 540 :)Sarei i. felice, in senso finito, se potessi allontanare da me
questa spina che sento nella mia carne; ma, in senso infinito, sarei
erduto)
(41
.
Vittorio 6lfieri nella =ita ricorda un fallimento matrimoniale con
una ragazza plausibile: ebbene le nozze non fatte furono
comunque un bene per entrambi gli sposi mancati: .o fui
dunque solennemente ricusato, e mi fu preferito il suddetto
giovine La ragazza fece ottimamente per il bene suo, poichB
ella felicissimamente pass$ la vita in quella casa dove entr$8 e
fece pure ottimamente per lutil mio, poich8 se io incappava in
codesto legame di moglie e figli, le $use per me
certamente erano ite% &=ita, A, ;)
%ontro il matrimonio quale esperienza inconciliabile con ogni
grandezza si esprime il rincie ,ndreK di /uerra e pace che
suggerisce all;amico @ierre:) Non ti venga mai in mente di sposarti,
mio caro; questo ' il mio consiglio, non render moglie finchJ non
avrai potuto dire a te stesso che hai fatto tutto il possibile per evitarlo,
finchJ non avrai smesso di amare la donna che hai scelto, finchJ non
la vedrai come in trasparenza, altrimenti sbaglierai crudelmente e
senza rimedio. Sposati da vecc!io quando non sarai buono a nulla
(41
!rattato &i Storia &elle Religioni , pp. //1&/51.
-3
-3
,...0 Bltrimenti andr perduto tutto ci che in te ' buono ed elevato.
Tutto si diserder$ in iccolezze)
(4"
.
2l timore del rischio di perdere una possibilit di vita, se non eroica,
certo meno insignificante di quella del marito borghese, viene
manifestato anche da SafMa nella )ettera al padre :)@erchJ, dunque,
non mi sono sposatoM L;impedimento essenziale, purtroppo
indipendente da ogni singolo caso, era che io, non v;' dubbio, sono
siritualmente incaace di sosarmi ,...0 ho gi accennato che con
lo scrivere e tutto ci che vi si ricollega ho fatto alcuni mediocri
tentativi di indiendenza e di evasione, ottenendo scarsissimi
risultati ,...0 %i nonostante ' mio dovere, o piuttosto ' la mia vita
stessa a vegliare su essi, impedire per quanto sia in me che un
pericolo, anzi la sola possibilit di un pericolo, li possa sfiorare. 2l
matrimonio ' la possibilit di un tale pericolo)
(4(
.
Non che la vita dello scapolo sia facile.
SafMa nei &iari , in data "3 gennaio "3((, denuncia la fatica di
vivere dello scaolo:)+elicit infinita, calda, profonda, redentrice, di
star vicino alla cesta del proprio bambino di fronte alla madre. %;'
anche un po; del sentimento che dice: =u non conti piA, a meno che tu
lo voglia. @er contro il sentimento di chi non ha figli dice: =u conti
sempre, volere o no, ogni istante sino alla fine, nello strazio dei nervi,
sempre tu conti e senza risultato. Sisifo era scaolo)
(4*
.
Svevo, nel racconto Corto viaggio sentimentale, rappresenta un
uomo anziano, il signor ,g!ios, c!e ensa alla libert$ negata dal
matrimonio:)Eenticinque anni prima il signor Bghios s;era scelta la
consorte. >uale gioia quando, vincendo ogni difficolt, egli era
arrivato a dirla sua, trovando naturale che, in compenso, egli
(4"
L. =olstoK, .uerra e pace , p. /".
(4(
+. Naf8a, Lettera al padre , trad. it. 2l Saggiatore, 6ilano, "3.4, p. "// e sgg.
(4*
+. Naf8a, &iari , p. 53(.
31
31
appartenesse a lei. <gli era stato felicissimo. DhF tantoF Nella grande
libert del viaggio egli tuttavia pens che se venticinque anni rima,
invece c!e sentire il bisogno di sosarsi, egli avesse sentito l+istinto
del malfattore e l+avesse soddisfatto con un omicidio, certo a
quest+ora, a forza di amnistie, egli sarebbe stato del tutto libero,
magari di viaggiare)
(4/
.
Padron 4ortunato stette un po# a fregarsi il mento, e poi lasci
andare&il matrimonio ) come una traola di toi; quelli che sono
dentro vorrebbero uscire, e gli altri ci girano intorno per entrarvi!
(45
.
Iicordo pure %. Pavese il quale nega ogni possibilit di benessere
nello stare con la donna:)<; carino e consolante il pensiero che
neanche l+ammogliato ha risolto la sua vita sessuale. Lui credeva di
godersela ormai virtuoso e in pace, e succede c!e doo un o+ viene
il disgusto della donna, viene un s"ffoco come di rostituzione
soltanto a vederla. :i si accorge allora c!e con la donna si sta
male in ogni modo)
(44
. < ancora:)Dgni sera, finito l;ufficio, finita
l;osteria, andate le compagnie&torna la feroce gioia, il refrigerio di
esser solo. <; l;unico vero bene quotidiano)
(4.
.
/ietzsc!e distingue matrimonio da matrimonio: 6atrimonio: cos9
io chiamo la volont di creare in due quell#uno che ' qualcosa di piA
dei due che lo crearono. 2o chiamo matrimonio il venerante rispetto
reciproco di coloro che hanno una tale volont. >uesto sia il senso e la
verit del tuo matrimonio. 6a che nome dar io a ci che i troppi&
questi superflui&chiamano matrimonioM >uesta miseria dell#anima in
dueF >uesta sporcizia dell#anima, in dueF >uesto miserabile
benessere, in dueF...>uesto uomo mi sembrava degno e maturo per il
senso della terra: ma quando vidi la sua donna, la terra mi sembr un
(4/
2n 2talo Svevo, 2 Iacconti, Iizzoli, 6ilano, "3--, p./*-.
(45
L. Eerga, I =alavoglia, p. (.4.
(44
%. @avese, Il mestiere di vivere, - agosto "3//.
(4.
%. @avese, Il mestiere di vivere, (5 aprile, "3/4. La gioia feroce della solitudine ' anche quella del =isantropo di
6enandro: %nemone, come vede Sostrato davanti alla porta di casa sua invoca il suo bene supremo:) ejrhmiva" oujk
e[stin ouj*amou' tu/ei'n ) ,v."430 non ' possibile ottenere la solitudine da nessuna parteF
3"
3"
asilo di dementi. S9 io vorrei c!e la terra tremasse in convulsioni,
quando un santo e un#oca si accoiano$Jn altro cercava una
serva con le virt. di un angelo. 9#un tratto ) diventato lui la serva
di una donna$!
(4-
.
=sistono affermazioni dell+amore e addirittura del matrimonio
purchJ questi comportino la fusione delle due anime. Si tratta di
passare dall;Bmore Eolgare a quello %eleste
(43
, dal matrimonio di
convenienza, o di libidine, a quello di intesa.

Leoardi nella Storia del genere umano sostiene che il massimo
della felicit e della forza amorosa ' concessa da ),more, figliuolo di
Eenere :eleste). < spiega:) >uando viene in sulla terra sceglie i
cuori piA teneri e piA gentili delle persone piA generose e magnanime;
e quivi siede per breve spazio; diffondendovi s9 pellegrina e mirabile
soavit, ed empiendoli di affetti nobili e di tanta virtA e fortezza, che
eglino allora provano, cosa del tutto nuova nel genere umano,
piuttosto verit che rassomiglianza di beatitudine. Iarissimamente
congiunge due cuori insieme, abbracciando l;uno e l;altro a un
(4-
+. Nietzsche, Cos( parl) *arat"ustra, p. -(.
(43
La distinzione risale al Simposio il dialogo platonico sull;amore composto presumibilmente fra il *-. e il *.. ma
ambientato nel /"4 in casa di Bgatone il giorno dopo che il drammaturgo ha vinto l;agone poetico con la sua prima
tragedia. <; una gara oratoria tra sette uomini di alta e insigne personalit piA una donna estranea al convito : la
sacerdotessa ?iotima di 6antinea, la )celebre professoressa dell;amore) ,I. 6usil, L'uomo senza qualit, p. -40 che ha
istruito Socrate. <d ' proprio il maestro di @latone )colui che riporta la vittoria nell;agone oratorio, una vittoria che val
piA dell;applauso tributato il giorno prima ad Bgatone da piA di trentamila spettatori nel teatro ,S#mp2 ".5e0), O.
Caeger, Paideia (, p. *1(0. 2l tema ' l;elogio di <ros. 2 sette personaggi che dialogano rappresentano figure
emblematiche delle differenti correnti della cultura europea. >uello che ci interessa ' il discorso di Pausania ,"-1 c /&
"-5 c *0: Bmore non ' unico ma duplice come Bfrodite: c;' un <ros :ranio o %eleste, connesso ad Bfrodite :rania,
figlia del %ielo, e c;' un <ros @andemio, Eolgare, legato ad Bfrodite @andemia figlia di Ueus e ?ione. Soltanto l;amore
celeste deve essere elogiato. >uello volgare infatti ama i corpi piA delle anime e si volge tanto ai fanciulli quanto alle
donne; inoltre agisce a casaccio senza tendere al bene. %hi segue <ros %eleste invece ama l;anima piA che il corpo, e
tende al perfezionamento dell;amato.
3(
3(
medesimo tempo e inducendo scambievole ardore e desiderio in
ambedue; benchJ pregatone con grandissima istanza da tutti coloro
che egli occupa: ma Liove non gli consente di compiacergli, trattone
alcuni pochi; erc!@ la felicit$ c!e nasce da tale beneficio ) di
troo breve intervallo suerata dalla divina. B ogni modo,
l;essere pieni del suo nume vince per sJ qualunque piA fortunata
condizione fosse in alcuno uomo ai migliori tempi).
2l passaggio dall; amore @andemio o Eolgare a quello :ranio o
%eleste viene sentito e dichiarato dal passionale 9imitri
Saramazov:)questo amore mi tortura, mi torturaF ,...0 @rima, mi
facevano languire soltanto le flessuosit del suo
(.1
corpo infernale, ma
adesso tutta la sua anima l+!o trasfusa nella mia, e grazie a lei
anch;io sono diventato un uomoF)
(."
.
%;' una versione latina di questa trasfusione di anime che, pur se
prelude a un tradimento, e quindi, dentro il contesto, pu far pensare a
una )cinica autoironia)
(.(
del narratore, rievoca in endecasillabi faleci
una notte d;amore, omosessuale oltretutto, comunque con una
delicatezza e una profondit degna della migliore poesia
amorosa :)qualis nox fuit illa% di deaeque%Oquam mollis torus2
"aesimus calentesOet transudimus "inc et "inc laellisOerrantes
animas2 valete% curaeOmortales2 ego sic perire coepi ) ,Sat+ricon, .3,
-0, che notte fu quella, dei e dee, che morbido letto. ci stringemmo
ardenti e ci trasfondemmo con le labbra a vicenda le anime deliranti.
addio, affanni mortali. cos9 io cominciai a morire. Si tratta dell;amore
tra <ncolpio e Litone insidiato del resto da Bscilto.
Bnche quando non si arriva alla fusione, l;accordo e l;intesa
costituiscono la forza e la coesione inscindibile della coppia.
Nell;Andria di Terenzio, @anfilo, parlando con 6iside, la serva
dell;amata Llicerio, le fa sapere che non la abbandoner :) conveniunt
(.1
?i Lruscen8a.
(."
+. ?ostoevs8iK, I fratelli ,aramazov ,del "--10, p. .13.
(.(
6. Hettini, La letteratura latina, *, p. ".-.
3*
3*
mores . LaleantO qui inter nos discidium
(.*
volunt< "anc nisi mors mi
adimet nemo ),434&43.0, i nostri caratteri vanno d;accordo. Eadano a
farsi benedire quelli che vogliono una rottura tra noi: questa non me la
strapper nessuno tranne la morte.
Similmente SierMegaard afferma:) sincerit, apertura di cuore,
rivelarsi, intendersi, ecco il principio vitale del matrimonio, senza le
quali cose esso ' contrario alle regole della bellezza e, propriamente,
amorale, perchJ cos9 si separa ci che l;amore congiunge, il sensuale e
lo spirituale ,...0 L+intesa, ecco dunque il rinciio vitale del
matrimonio)
(./
. Bnaloga riflessione ,sempre a proposito del
matrimonio0 si trova in Svevo:)Se il giovine ama la ragazza, l;affare '
certamente buono; se non l;ama, pessimo)
(.5
.
$entalit* agonistica dei Greci
+li artisti greci, per esempio i tragici, poetavano per
vincere8 tutta la loro arte non " pensabile senza gara: la
buona Eris esiodea, l/ambizione dava le ali al loro
genio%
2;3

=siodo distingue una =ris 2contesa3 cattiva da un#altra buona


2-pere, 1' e sgg.0: questa sta alla base del progresso umano
e sveglia al lavoro anche l/ozioso: grazie a lei il vasaio
gareggia con il vasaio, il mendico con il mendico, e l;aedo con
l;aedo ,v. (40. >uella cattiva fa crescere la guerra
(.*
discidium , dal verbo scindere , significa lo spezzarsi, o il taglio ,cfr. discindere, tagliare0 di un filo troppo teso in
due parti i cui capi si possono riannodare; mentre il divortium implica il volgersi altrove ,divertere 0 e non incontrarsi
piA.
(./
+ntenF+ller R:utF:utS , Lalidit estetica del matrimonio , trad. it. Bdelphi, 6ilano, "3-", p. "4* del =omo >uarto.
(.5
$na vita , p. (1-.
(.4
:mano, troppo umano 2, p. "(4
3/
3/
0oichB il voler vincere e primeggiare " un tratto di natura
invincibile, pi6 antico e originario di ogni stima e gioia di
uguaglianza Lo Stato greco aveva sanzionato fra gli uguali
la gara ginnastica e musica, aveva cioB delimitato
un/arena dove quell/impulso poteva scaricarsi senza mettere
in pericolo l/ordinamento politico >on il decadere finale
della gara ginnastica e musica, lo Stato greco cadde
nell/inquietudine e dissoluzione interna%
2;;

"l motto del combattente omerico ) "aijen


ajristeuvein kai u*peivro!on e[mmenai
a[llwn"4 -., 2:'), primeggiare sempre ed essere egregio
tra gli altri Lo raccomandano i padri ai figli &nel sesto canto
dell&liade, il licio .ppoloco a +lauco, nell/undicesimo 0eleo
ad *chille &v ;'=)
?na civilt* di uomini!
9na civilt di uomini La civilt* greca del periodo
classico ) una civilt* di uomini! 0er ci$ che concerne le
donne, ericle nel discorso funebre dice tutto con le parole:
esse sono le migliori +uando tra gli uomini si parla tra
loro il meno possibile%
2;'

Eediamo intanto le parole che =ucidide ricostruisce, o ha sentito, dal


lovgo~ ejpitavfio~ di Pericle.
)Se poi devo menzionare qualche cosa della virtA delle donne, quante
ora si troveranno a essere vedove, indicher tutto con una breve
esortazione: non essere inferiori alla vostra caratteristica natura sar$
(..
:mano, troppo umano 2i, p. ("".
(.-
:mano troppo umano, p. ".".
35
35
er voi un gran vanto e la reutazione di quella la cui rinomanza
in lode o biasimo sia minima tra gli uomini) ,22, /5, (0.
La buona moglie sottomessa e silenziosa.
Secondo Senofonte
(.3
la sosa deve occuarsi dei lavori interni alla
casa, mentre il marito seguir$ quelli esterni. 2nfatti per la donna '
piA bello restare dentro casa che vivere fuori ,) &h') me;n ga;r
gunaiki; kavllion e[n*on mevnein hj;
quraulei'n), Economico , E22, *10; per l;uomo al contrario ' piA
vergognoso rimanere in casa che impegnarsi nelle cose esterne.
)?el destino normalmente riservato alla donna ateniese Senofonte d
nell;+conomico un;icastica rappresentazione
(-1
$lo stesso ritratto della
moglie, posta a capo della dispensa e dei servi e con il diretto
controllo sulle entrate e sulle uscite, piA volte interpretato come fedele
resoconto della condizione della donna ateniese, sembra risentire dei
costumi ersiani)
(-"
.
2 Lreci, i migliori discepoli eredi dell#Bsia$dai temi di Cmero
fino a quelli di Pericle di pari passo col progredire della cultura e
con l#incremento della loro forza, !anno sauto anc!e accentuare il
rigore verso la donna, divenendo, in sostanza, i. orientali!
(-(
.
Si pu pensare per contrasto ai costumi degli =giziani quali vengono
descritti da =rodoto. Lo storiografo che ama descrivere e rilevare le
diversit degli usi dei vari popoli non senza la santa tolleranza
(-*
nota
che questo popolo, conformemente al clima diverso e al fiume
(.3 /*1 ca&*55ca a. %.
(-1 Senofonte, 1ec2 ..
(-" +abio Ioscalla, introduzione a Senofonte, +conomico , Iizzoli, 6ilano, "33", p. /". L;autore torna sull;argomento in La Letteratura +conomica
di Lo Spazio Letterario &ella .recia :ntica , Eolume 2, =omo 2, p. /.4 e sgg.
(-(
?i l dal bene e dal male, Le nostre virtA.
(-* Nel terzo libro troviamo un episodio che afferma il valore della tolleranza e lo riferisco poichJ mi sembra uno dei piA alti insegnamenti della
storiografia antica. %ontro )la tolleranza zero) tanto sbandierata oggi dai razzisti e dagli ignoranti. 2l re ?ario aveva domandato a dei Lreci se
sarebbero stati disposti a cibarsi dei loro padri morti, ed essi risposero che non l;avrebbero fatto per niente al mondo. >uindi il re dei @ersiani chiese
agli 2ndiani chiamati %allati) oi; tou;" goneva" katesqivousi), 222, *-, /0 che mangiano i genitori, a quale prezzo avrebbero accettato
di bruciarli nel fuoco, e quelli gridando forte lo invitavano a non dire tali empiet. %os9, conclude <rodoto, queste usanze sono diventate tradizionali,
e a me sembra che giustamente @indaro abbia fatto affermando che la consuetudine ' regina di tutte le cose,)novmon pavntwn basileva
fhvsa" ei'jnai)0.
34
34
differente dagli altri, ha costumi e leggi contrari a quelli degli altri
uomini:) ejn toi'si ai me;n gunai'ke"
ajgorav0ousi kai; kaphleuvsi, oi *e; a[n*re"
katA oi[kou" ejovnte" ufaivnousi) ,22, *5, (0, presso
di loro le donne vanno al mercato e trafficano, gli uomini invece
tessono stando in casa. ?i questo passo erodoteo si ricorda Sofocle
nell+Edipo a Colono senza per considerare equivalenti o dipendenti
dal clima costumi tanto diversi: infatti il vecchio cieco incestuoso e
parricida biasima i figli maschi poichJ hanno costumi simili agli
<giziani: =teocle e Polinice infatti D kat j oi(kon
oijkorou'sin w{ste parqevnoiD 2v. 3'33 restano in casa
come fanciulle mentre le due figlie, Bntigone e 2smene ovviamente,
si sobbarcano i gravi affanni del padre.
Non diversi peraltro sono i gusti del triestino Feno:)Dra non avrei
avuto che un desiderio: correre dalla mia vera moglie, solo per vederla
intenta al suo lavoro di formica assidua, mentre metteva in salvo le
nostre cose in un;atmosfera di canfora e di naftalina)
(-/
.
%omunque al modello di moglie chiusa in casa, sia essa la donna
ideale ateniese o persiana o di 2lio, assomiglia la sfortunata
,ndromaca delle Troiane ,del /"50 di =uriide:) 2o che mirai alla
buona fama ,ejgw; *e; to!euvsasa
(-5
th'" euj*o!iva",
v.4/*0 Pdopo averla ottenuta in larga misura, fallivo il successo ,th'"
tuv/h" hmavrtanon
(-4
, v. 4// 0.P2nfatti quelle che sono le
qualit conosciute di una sposa saggiaPio le mettevo in pratica nella
casa di <ttore.PL dunque per prima cosa& che vi sia o non vi
siaPmotivo di biasimo per le donne ,7ovgo" gunai!ivn, v. 4/-0&
la cosa in sJ attiraPcattiva fama se una donna non rimane in casa
(-.
,Pio,
messo via il desiderio di questo, rimanevo in casa 2D e[mimnon
(-/Svevo, La coscienza di *eno , p. (/".
(-5 L;ottima sposa si presenta, metaforicamente, come un arciere to!ovth" che con il suo arco ,tov!on0 mira alla buona reputazione cui si
accompagna la felicit nella culture of s"ame
(-4 <uripide sembra indicare l;insufficienza )della cultura di vergogna)
(-.
Nell;+lettra di <uripide il contadino che ha sposato la figlia di Bgamennone senza del resto consumare il
matrimonio, dopo avere visto la moglie che parla con Dreste davanti alla casupola le dice:)gunaikiv toi4
aijs/ro;n met; ajn*rw'n estavnai neaniw'n) , vv. */*&*//0, per una donna certo ' una vergogna stare
fuori con uomini giovani.
3.
3.
ejn dovmoi"D, v. BG031Qe dentro casa non facevo entrare scaltre
c!iacc!iere di donneP, ma avendo come maestro il mio senno ,to;n
*e; nou'n *i*avskalon, v. 45(0P buono per natura, bastavo a
me stessa.P= allo soso offrivo silenzio di lingua
(--
e voltoQ calmo
2Dglwvssh" te sighn o[mma q j h{su!on povsei#
parei'!onD, vv. BG'ABGG0; e sapevo in che cosa dovevo vincere lo
sposo,Pe in che cosa bisognava che lasciassi a lui la vittoria) ,vv. 4/*&
4540.
Bncora piA radicale ' l+=lettra di =uriide quando dice:)
gunai'ka ga;r /rh; pavnta sug/wrei'n povsei4
h(ti" frenhvrh"= h.5...) *e; mh; *okei'
tav*e,4ouj* j eij" ajriqmo;n tw'n ejmw'n h(kei
lovgwn) +lettra, v. "15(3, in effetti ) necessario c!e ceda in tutto
al marito la donna c!e !a senno; quella cui questo non sembra
giusto non la tengo in nessuna considerazione.
La donna dunque fa male a parlare anche con altre donne dentro casa
dove la virtuosa Bndromaca non introduceva kom7a; qhleiw'n
e[ph , !roiane, v. 45"0, scaltre chiacchiere di donne.
Sentiamo /ietzsc!e: Noi uomini desideriamo che la donna finisca di
compromettersi con il suo dar lumi: cos9 come si deve a previdenza e
a delicatezza dell#uomo verso la donna il decreto della %hiesa: mulier
taceat in ecclesiaF +u a tutto vantaggio della donna il fatto che
Napoleone abbia fatto capire alla troppo loquace 6adame de Sta[l
mulier taceat in politicis&e io ritengo sia un vero amico delle donne
colui che oggi consiglia loro: mulier taceat de muliere! !
(-3
.
@aolo I :i Corinzi : =ulieres in ecclesiis taceant% non enim permittitur eis
loqui% sed suditae sint% sicut et lex dicit2 Si quid autem volunt discere% domi
viros suos nterrogentJ turpe est enim mulieri loqui in ecclesia! ajs/ro;n
ga;r ejstin gunaiki; lalei,n ejn ejkklhsiva).
(-- Secondo Saffo il silenzio assoluto ' uno degli effetti del mal d;amore :) allora non / possibile pi che io dica niente / ma la lingua
mi rimane spezzata" (fr. 31 LP, .!"#$.
(-3
?i l dal bene e dal male, Le nostre virtA.
3-
3-
@aolo viene definito il genio nell#odio!. B @aolo e all#immaculata concepito
che insozza la nascita dell#uomo, Nietzsche contrappone il codice di 6anu, il
piA antico legislatore indiano ,G22 sec. B. %.0: Non esiste nulla di piA puro
della luce del sole, dell#ombra di una vacca, dell#aria, dell#acqua, del fuoco e
del respiro di una fanciulla! :ltimo passo che ' forse anche una santa
menzogna: =utte le aperture del corpo al di sopra dell#ombelico sono pure,
quelle sotto Sombelico sono impure. Soltanto nella fanciulla l#intero corpo '
puro!
(31
.
Senza dubbio, tra gli asini dotti del sesso maschile, vi sono
non pochi corruttori nonchB amici imbecilli della donna, i
+uali le suggeriscono di spogliarsi in tal modo della
femminilit*, imitando tutte le sciocchezze che in #uropa hanno
contaminato l%uomo%, la mascolinit% europea7imbecilli che
vorrebbero far discendere la donna al livello della cultura
generale@>i$ che nella donna ci ispira rispetto e non di rado
anche timore ) la sua natura, che ) molto -pi, naturale0 di
+uella dell/uomo, " la sua schietta ed astuta agilit ferina,
sono le sue unghie di tigre mascherate dal guanto, " la sua
ingenuit nellegoismo, la sua riluttanza ad essere educata, la sua
interiore selvatichezza; ' quella dimensione inafferrabile, sconfinata,
errabonda nella quale hanno vita le sue passioni e le sue virtA...%i
che al di l di ogni timore ci induce a compatire questa gatta bella e
pericolosa&che ha nome donna!& ' il fatto che essa appare piA incline
a soffrire, piA vulnerabile, piA assetata d;amore e piA condannata alle
delusioni di qualsiasi altro animale)
(3"
.
Lettere a Lou Salom@
(3(
.
2n una lettera a Lou SalomJ, Nietzsche le attribuisce schiettezza di
volont: La natura ha dato a ciascuno armi diverse di difesa: a Lei ha
dato la Sua splendida schiettezza di volont. @indaro disse una volta:
diventa ci che tu seiF!
(3*
.
(31
L#anticristo, 54.
(3"
Nietzsche, &i l dal ene e dal male , p. "41.
(3(
Nata nel "-4".
(3*
B Lou SalomJ. Naumburg, pobabilmente il "1 giugno "--(.
33
33
Lou in una lettera del marzo "--( a Qendri8 Lillot, uno dei suoi
maestri, scrive: 2o non posso vivere secondo un modello, e nemmeno
potr mai essere un modello per chicchessia, ma costruir la mia vita
a mia immagine, e lo far certamente, costi quel che costi!. Si firma
la Sua bambina.
Lou SalomJ ricorda le prime parole che Nietzsche le rivolse:
%adendo da quali stelle ci siamo venuti incontro fin quaggiuM!.
Eediamo anche come la ragazza descrive l#aspetto del solitario: era
facile che passasse inosservato quest#uomo di media statura, vestito
modestamente ma con grande cura, dai lineamenti tranquilli e dai
capelli scuri ravviati semplicemente all#indietro$<ra semicieco$i
suoi occhi apparivano piuttosto come i depositari e i custodi di tesori
nascosti, di muti segreti!
(3/
.
La donna, con la sua naturalezza, ci insegna a vivere da uomini: Non
voglio piA vivere solitario, bens9 riapprendere a diventare uomo.
BhimJ, ' un compito dove ho ancora quasi tutto da imparare$!
(35
.
2n una lettera di poco successiva Nietzsche ricorda a Lou la rottura
con Oagner : tutto chiarito, ma anche tutto finitoF! >uindi passa alle
speranze che nutre sul rapporto con lei: < come sono felice, cara
amica Lou, di poter pensare oggi, per quel che riguarda noi due: tutto
al suo inizio, eppure tutto cos9 chiaroF! Bbbia fiducia in me, abbiamo
fiducia l#uno nell#altraF..2PS. Lo spiritoM %he ' mai per me lo spiritoM
%he ' mai la conosecnzaM 2o non apprezzo che gli impulsi, e giurerei
che in essi sta ci che noi abbiamo in comune!
(34
.
2n una lettera a @eter Last ,=autenburg, "* luglio "--(0 Nietzsche
scrive parole lusinghiere sulla donna: Lou ' figlia di un generale
russo, ha vent#anni; ' acuta come un#aquila e coraggiosa come un
leone, e, in fondo, una bambina molto femminile$<ssa ' preparata
nel modo piA sorprendente per il mio pensiero e per la mia maniera di
(3/
2n +riedrich Nietzsche Lou von SalomJ @aul IJe =riangolo di lettere, p. /"".
(35
B Lou SalomJ, =autenburg, ( luglio "--(.
(34
=auenburg, presso ?ornburg.
"11
"11
pensare. Bmico caro, son sicuro che Lei ci far, a entrambi, l#onore,
per quel che riguarda i nostri rapporti, di non pensare a un
amoreggiamento. Siamo amici, e quella fanciulla e la sua fiducia in
me mi saran sacri!.
>uindi a +ranz Dverbec8: io ho bisogno di tempo limpido in ogni
senso$6a piA utile di tutto nella scorsa estate furono per me le
conversazioni con Lou. Le nostre intelligenze e i nostri gusti sono
profondamente affini$Non ho ancor mai conosciuto nessuno che
sapesse come lei derivare dalla propria esperienza una tal folla di
vedute oggettive, e trarre tanta roba da ci che impara. 2eri mi scrisse
IJe: Lou a =autenburg ' decisamente cresciuta di parecchi pollici!,
ma anch#io forse. Eorrei sapere se sia mai esistita la sincerit
filosofica che v#' tra noi!
(3.
.
2nfine due abbozzi di lettere di delusione
B Lou SalomJ ,bbozzo0
2o avevo fiducia in una Sua nobilt di sentire, superiore a quella degli
altri uomini: questo, e questo solo, mi leg cos9 rapidamente a Lei$
%ome maestro ho sempre fatto molto per i miei alunni, tanto che il
pensiero di venir compensato in un modo qualsiasi per tale ufficio mi
pareva addirittura un#offesa. 6a quanto volevo fare per Lei, in queste
mie peggiorate condizioni di salute, superava di gran lunga tutto
quello che avevo fatto in passato. ?oveva essere una lunga
costruzione ed elevazioneF...+idavo in quei superiori impulsi che
credevo esistessero in Lei, pensavo a Lei come alla mia erede
universale$!
(3-
.
Blla stessa ,Bbbozzo0
in Lei c#' quell#impulso al sacro egoismo che ' impulso a obbedire al
supremo comando. Dra, per non so quale maledizione, lei lo ha
(3.
Lipsia,settembre "--(.
(3-
Lipsia, fine ottobre "--(.
"1"
"1"
scambiato col suo opposto: con l#egoismo e l#avidit del felino che
vuole soltanto vivere. <bbene, sappia che quell#egoismo felino, che
non sa amare, quell#istinto vitale in bianco che Lei confessa$sono
quanto piA mi repugna nella creatura umana, peggiori di qualunque
male$Se Lei abbandoner le redini a quanto v#' di basso nella Sua
natura: chi potr, e vorr ancora avere rapporti con LeiM...Bddio, cara
Lou, io non La rivedr piA. @reservi la Sua anima da altre azioni come
questa e cerchi di dare in tanto bene ai miei amici, specialmente a IJe,
il male che ha fatto a me, e che non pu piA riparare. Bddio, la Sua
lettera non la lessi fino in fondo, ma gi troppo ne lessi!
(33
.
5a torniamo alla donna in generale.
la donna ama credere che l#amore possa tutto,&ed ' questa la sua
caratteristica superstizione !
*11
.
8irendiamo l#affermazione di ,ndromaca c!e la donna deve
stare sola.
/elle !enicie di =uriide, il pedagogo avverte Bntigone, il giovane,
glorioso virgulto ,kleinovn$qavlo" , v. --0 che per le donne '
un piacere non dire niente di buono parlando male le une delle
altre:)h*onh; *e; ti"4gunai!i; mh*e;n ugie;"
ajllhvla" levgein) ,vv. (11&(1"0.
@arecchi secoli piA tardi il seduttore intellettuale di SierMegaard
auspica che la ragazza cresca nella solitudine e nel silenzio:)Se
dovessi figurarmi l;ideale di una fanciulla, questa dovrebbe sempre
essere sola al mondo e quindi dedita a se stessa, ma anzitutto non
dovrebbe avere amic!e. <; ben vero che le 6razie furono tre, ma
certamente neppure venne mai in mente ad alcuno di figurarsele a
parlar tra loro; esse compongono nella loro tacita triade una
(33
Lipsia, novembre "--(.
*11
Dp. cit., p. (11.
"1(
"1(
leggiadra unit femminile. B tal proposito sarei quasi tentato di
suggerire delle gabbie er le vergini, se tale costringimento non
agisse invece in senso negativo. <; sempre augurabile per una
giovinetta che le venga lasciata la sua libert, ma che non le venga
offerta occasione di servirsene)
*1"
.
La moglie erfetta dunque non deve frequentare, non diciamo dei
maschi che sarebbe una nefandezza meritevole di ripudio, ma
nemmeno altre femmine con le quali potrebbe ordire congiure e
progettare sconcezze.
Nel :uvskolo" di 5enandro, Sostrato, l;innamorato e
pretendente della figlia del misantropo , in un breve monologo elogia
l;educazione presumibilmente ricevuta dalla ragazza:)Se questa
fanciulla non ) stata educata tra le donne e non conosce nessuno di
questi mali nella vita, e non ' stata terrorizzata da qualche zia e balia,
ma ) venuta su liberamente con questo adre selvaggio che odia il
male, come potrebbe non essere la mia felicit unire la mia sorte alla
suaM) ,vv. *-/&*-30.
<; proprio vero quanto affermava H. ShaY: essere innamorati
significa esagerare indebitamente la differenza tra una donna e
un;altra.
(l silenzio e la tranquillit$ come virt. femminili vengono indicate
anche da un;altra eroina e martire euripidea: 5acaria c!e negli
Eraclidi
*1(
d la propria vita per salvare quella dei fratelli:)gunaiki
gar sighv te kai to swfronei'n#kavlliston,
ei[sw q j h(su/on mevnein *ovmwn),vv. /.4&/..0, per la
donna infatti il silenzio e l;equilibrio sono la dote piA bella, poi
rimanere in tranquillit dentro la casa.
*1" S. Nier8egaard, &iario del seduttore ,del "-/*0, p. 5*.
*1(
?el /*1 ca..
"1*
"1*
DLa donna, iaccia, taccia e stia in casaD, ontificava il 9uce che
non aveva toccato il fondo. 2nfatti si potrebbe aggiungere: ) ma non
nella mia).
L;indicazione del silenzio come pregio delle donne, non manca nel
padre della tragedia: =sc!ilo ne I sette a Tebe ,del /4.0 rappresenta
=teocle, l;eroico difensore della citt assediata, mentre prescrive al
coro di ragazze tebane :) son d j au( to siga'n kai
mevnein ei[sw dovmwn) ,v. (*(0, il tuo compito invece ' tacere
e rimanere dentro casa. >uesta espressione fa parte della misoginia di
=teocle sulla quale possiamo fermarci un poco
2l %oro della tragedia ' formato da ragazze tebane le quali nella
Parodo lanciano grida di spavento, non da comari del resto, ma ricche
di metafore:)attraverso le mascelle equinePle briglie arpeggiano
strage),vv."((&"(*0. Sono invocati gli d'i olimpii:)ascoltate, ascoltate
come ' giustoPle preghiere dalle mani tese delle ragazze),"."&".(0.
Le suppliche delle giovani donne per non incontrano l;approvazione
del re difensore della citt che anzi prorompe in una delle piA aspre
tirate antifemministe della letteratura greca:
)domando a voi, animali insoortabili 2qrevmmat+ oujk
ajnas!etav3,Psono forse questi gli incoraggiamenti miglioriP per
questo popolo assediato ed ' la salvezza della cittPil vostro urlare e
gridare, cadute davanti alle statuePdegli d'i protettori, odio dei saggi
che sieteMP%he io non conviva, nJ in brutte situazioniPe nemmeno nel
caro benessere con la razza delle donne.P2nfatti quando prende il
sopravvento ' di un;audacia intrattabile,Pquando ha paura ' un male
ancora piA grande nella casa e nella citt).,vv."-"&"-30. Le ragazze
terrorizzate diffondono vilt tra i difensori: dunque si chiudano nelle
case:)infatti stanno a cuore agli uomini le faccende di fuori,Qnon le
decida la donna0 e tu, rimanendo dentro, non fare danno),vv. (11&
(1"0. <teocle esige di essere obbedito subito, senza repliche:)la
discilina infatti ) madre del successo Qc!e salva, o donna1 il
"1/
"1/
discorso sta in questi termini) ,vv. ((/&((50. >uindi:)il tuo comito
) tacere e rimanere dentro casa),(*(0.
6a non ' finita: <teocle inveisce ancora contro il %oro di
ragazze:)vai in malora, non soorterai queste difficolt$
tacendo<),v.(5(0, e, poco piA avanti,,v.(540:)o Feus, quale dono ci
!ai concesso, con la razza delle donneL).
Torniamo a =uriide. Bncora piA feroce verso la cosiddetta )razza
delle donne) ' il )puro folle) (olito che abbiamo gi incontrato e
del quale riferisco qualche altro verso :)La situazione piA facile ' per
quello cui tocca una nullit, ma la donnaP inutile per la sua stupidit
viene collocata in casa.PLa saccente la odio 2sofhn de
misw' , v. 4/10: non stia nella mia casa Pquella che pensa piA di
quanto debba pensare una donna.P2nfatti %ipride genera maggior
maliziaPnelle saccenti ,ejn tai'" sofai'sin, 4/*0; mentre la
donna sempliceP ' privata della pazzia amorosa dalla sua corta
mente.P(noltre bisognerebbe c!e nessuna serva si recasse da una
donnaPma che si mettessero ad abitare con loro muti morsiPdi fiere,
affinchJ non potessero rivolgere la parola ad alcunoPnJ ricevere parole
di rimando da chicchessia.P5a ora le scellerate dentro le case
macc!inanoQscellerati disegni, e le serve li ortano fuori
*1*
D
,Ippolito , 4*-&4510.
Eediamo alcune esressioni della fantasia contraria alla natura di
generare figli senza l+unione tra l+uomo e la donna.
Nell;Ippolito il protagonista, sdegnato con la matrigna, ' talmente disgustato e
terrorizzato dalle donne, ingannevole male per gli uomini ,) kivb*hlon
ajnqrwvpoi" kakovn ), v. 4"40, male grande ,)kako;n mevga), v.
4(.0, creatura perniciosa, o, piA letteralmente, frutto dell;ate
*1/
,)ajthrovn
*15
%%%futovn), v. 4*10, che auspica la loro collocazione presso
*1* Si pu pensare a quella della moglie di <ufileto dell;orazione di Lisia.
*1/
L;accecamento mentale, una smisurata forza irrazionale.
*15
La protagonista dell;Bndromaca fa l;ipotesi:) eij gunaikev~ ejsmen ajthro;n kakovn
),:ndromaca, v. *5*0, se noi donne siamo un male pernicioso.
"15
"15
muti morsi di fiere ,vv. 4/4&4/.0 e la propagazione della razza umana senza la
partecipazione delle femmine umane.
=raduco alcune parole del )puro) folle che d in escandescenze:
)D Ueus perchJ ponesti nella luce del sole le donne, ingannevole male per
gli uomini M. Se infatti volevi seminare la stirpe umana, non era necessario
ottenere questo dalle donne , ma bastava che i mortali mettendo in cambio
nei tuoi templi oro e ferro o un peso di bronzo, comprassero discendenza
di figli, ciascuno del valore del dono offerto, e vivessero in case libere,
senza le femmine. Dra invece quando dapprima stiamo per portare in casa
quel malanno, sperperiamo la prosperit della casa) ,vv. 4"4&4(40.
Sentiamo anche Liasone nella =edea di <uripide :)Brh'n ga;r
a[lloqevn poqen brotou;"4pai'*a" teknou'sqai, qh'lu *
j oujk ei.nai gevno"= 4/ou(tw" a]n oujk h.n ouj*e;n
ajnqrwvpoi" kakovn) ,vv. 5.*&5.50, bisognerebbe in effetti che gli
uomini da qualche altro luogoPgenerassero i figli e che la razza delle femmine
non esistesse:Pe cos9 non esisterebbe nessun male per gli uomini.
2nsomma il male ' la femmina.
:n motivo presente anche nel Paradise Lost ,"45-&"4450 del )puritano
d;incrollabile fede)
*14
Cohn 5ilton ,"41-&"4./0. 2n questo poema Bdamo si
chiede perchJ il %reatore, che ha popolato il cielo di alti spiriti maschili, ha
creato alla fine sulla terra questa novit, questo grazioso difetto di natura , t"is
fair defect
*1.
of Nature 0 e non ha riempito subito il mondo con uomini simili ad
angeli senza il femminino, o non ha trovato un altro modo per generare
l;umanit ,)or find some ot"er Aa# to generate =anEind6 ), G, --- e sgg.0.&
>uesto desiderio del maschio deluso ' stato realizzato per sJ dal ?io biblico
che crea il mondo senza alcuna presenza femminile, come fa notare 4romm:)2l
racconto non ha inizio con le parole:) 2n principio era il caos, in principio era
l;oscurit), bens9, )2n principio ?io cre....)&dunque lui solo, il dio maschile,
senza intervento nJ partecipazione da parte della donna&cielo e terra. ?opo
l;interruzione di una frase in cui risuonano ancora le antiche concezioni, il
racconto prosegue0D= dio disse0Dsia la luceD, e la luce fu 2/n. 1, 33. 7ui in
tutta c!iarezza comare l+estremo della creazione solamente masc!ile, la
creazione per mezzo esclusivo della parola, la creazione attraverso il pensiero,
la creazione attraverso lo spirito. Non si ha piA bisogno del grembo materno
per generare, non piA della materia: la bocca dell;uomo che pronuncia una
parola ha la capacit di creare la vita direttamente e senza bisogno d;altro ,...0 2l
*14
%. 2zzo, Storia della letteratura inglese, p. 5"..
*1.
%fr. questo nesso ossimorico con kalo;n kakovn, bel malanno, sempre riferito alla donna da <siodo nella
!eogonia , v. 5-50. %i torneremo piA avanti.
"14
"14
pensiero che l;uomo sia in grado di creare esseri viventi soltanto con la sua
bocca, con la sua parola, dal suo spirito, ) la fantasia i. contronatura c!e
sia immaginabile; essa nega ogni esperienza, ogni realt, ogni condizione
naturale, spazza via ogni vincolo posto dalla natura per raggiungere quell; unico
scopo: rappresentare l;uomo come assolutamente perfetto, come colui che
possiede anche la capacit che la vita sembra avergli negato: la capacit di
generare)
*1-
.
%ome si vede in confronto al figlio di Teseo, l+ =teocle di =sc!ilo )
un moderato. 2nfatti, quando, dopo l;ennesima richiesta di
silenzio:)taci, disgraziata, non spaventare gli amici), Sette a !ee%
v2(4(0, la corifea glielo promette ,)taccio: con gli altri sopporter il
destino), v. (4*0, il re e difensore di =ebe risponde placato:)io
preferisco da te questa parola piuttosto che quelle di prima.P2noltre,
stando lontana dalle statue,Privolgi agli d'i la preghiera migliore: che
ci siano alleati),(4/&(440.
Bnche Sofocle impiega il tovpo" dell;opportunit del silenzio
femminile quando ,iace in procinto di suicidarsi ingiunge di tacere
all;amante =ecmessa con il solito ritornello:)guvnai, gunaixi
kovsmon h* sigh fevrei)
*13
, donna, alle donne il silenzio
porta ornamento. :no zittimento erentorio utilizzato qualc!e
regime fa dall+ eterno ,ndreotti alla deutata radicale ,dele
4accio nel parlamento della nostra Iepubblica.
%ertamente molti uomini oppressi da donne troppo loquaci e petulanti
approverebbero Biace, sebbene sconvolto. Su questo argomento
sentiamo Steiner:) 2n tutte le culture conosciute, gli uomini hanno
sempre accusato le donne di essere ciarliere, di sprecare le parole con
folle prodigalit. La femmina chiacchierona, borbottona e pettegola, la
*1-
<. +romm, :more sessualit e matriarcato , trad. it. 6ondadori, 6ilano, "33.. p. "1/ e "15.
*13
:iace ,del /540, v. (3*.
"1.
"1.
donna che non fa che cianciare, la bisbetica, la vecchia sdentata con la
bocca piena del vento delle parole sono immagini piA antiche delle
fiabe. 6iovenale
*"1
nella satira sesta, presenta come un incubo la
verbosit femminile:)cedunt grammatici$ vincuntur rhetores$
omnis0turba tacet$ nec causidicus nec praeco loquetur$0altera nec
mulier4 verborum tanta cadit vis$0tot pariter pelves ac tintinnaula
dicasOpulsariJ iam nemo tuas% nemo aera fatiget<Ouna laoranti
poterit succurrere Lunae7, ,vv. /*-&//*0 si arrendono i grammatici,
sono sconfitti i retori, tuttaP la folla tace, nJ l;avvocato nJ il banditore
parler,P nJ un;altra donna; cade una colossale quantit$ di
arole,Pche si direbbe che altrettanti catini e sonagliP vengano
percossi; nessuno oramai affatichi le trombe e gli ottoni:Puna donna
soltanto potr soccorrere la luna in travaglio
*""
.
Le donne sono davvero piA prodighe di paroleM La convinzione
maschile su questo punto va oltre ogni prova statistica ed ' nata forse
da antichi contrasti sessuali. @u darsi che l;accusa di loquacit
mascheri il risentimento dell;uomo nei confronti del ruolo femminile
nel ;consumare; il cibo e le materie prime da lui fornite. 6a l;allusione
di Liovenale alla luna ' piA interiore e indica il malessere che tiene
l;uomo distante da certi aspetti cruciali della sessualit femminile)
*"(
.
La loquacit femminile ' messa in rilievo anche da Polibio
*"*
il quale
del resto nota come questo vizio serv9 a propagare la fama della
generosit di Sciione =miliano c!e aveva rinunciato a un+eredit$
lasciatagli dalla nonna adottiva in favore della madre Pairia:
allora la gi$ buona reutazione della sua nobilt$ morale and"
crescendo grazie alle donne c!e c!iacc!ierano fino alla nausea su
qualsiasi argomento nel quale si siano gettate ,)a(te tou'
tw'n gunaikw'n gevnou" kai; lavlou kai;
katakorou'" o[nto" , ef o( ti aj;n ormhvsh)),
GGG2, (4, "10. 2n questo caso le chiacchiere delle femmine umane
*"1 51P41&"/1 d. %.
*""2l rumore di catini e campanelli doveva cacciare gli spiriti cattivi che provocano l;eclissi.
*"(L. Steiner, &opo -aele , trad. it. Larzanti, 6ilano, "33/, pp. 43&.1.
*"*
(11 ca&""- ca a. %.
"1-
"1-
furono uno degli strumenti della buona +ortuna che assecond l;
ottima indole dell;eroe polibiano.
=orniamo alla tragedia attraverso Senofonte nel quale si pu trovare
un; altra corrispondenze con un+altra ,ndromaca euriidea.
2scomaco insegna alla moglie&ragazza che il regio della donna agli
occ!i del marito non diende tanto dalla giovent. e
dall+avvenenza quanto dalla virt. ,+conomico , E22, /*0.
Leggiamo alcuni versi dell;Andromaca
*"/
di =uriide , la moglie
sottomessa che pu costituire un utile contrasto con la 6edea del
medesimo autore. La vedova di <ttore, divenuta schiava e amante di
Neottolemo, siega a =rmione la legittima moglie del figlio di
,c!ille, sterile e non amata dal marito, con quali mezzi una sposa pu
acquistare e mantenere l;affetto dello sposo.
)Non certo per i miei farmaci
*"5
ti odia lo sposoP ma se non sei adatta a
vivere con lui.P<; un filtro amoroso anche questo: non la bellezza, o
donna,Q ma le virt. fanno felici i mariti.)& , vv. (15&(1- 0.
Lo stesso consiglio d Dvidio nei =edicamina faciei ," d. %.0 :
siccome l;aspetto piace se anche il carattere ' attraente ,ingenio facies
conciliante placet, v. //0 il poeta raccomanda la tutela morum ,v. /*0,
la cura del comportamento:)Certus amor morum est$ ormam
populabitur aetas%O et placitus rugis vultus aratus erit ) ,/5&/40,
sicuro ' l;amore del costume, la bellezza verr devastata dall;et, e il
volto piacente sar solcato da rughe.
*"/ %omposta tra la 6edea del /*" e l;2ppolito del /(-, ossia nei primi anni della guerra del @eloponneso.
*"5 %on i favrmaka ,v.(150 e il fivltron &v 2:;) *ndromaca allude ai filtri e alle droghe delle maghe del mito e della letteratura: >irce,
>alipso, Medea
"13
"13
5a torniamo all#Andromaca di =uriide. =ra le virtA della donna la
moglie dell;eroe troiano mette una totale abnegazione in favore
dello soso. La competizione va abolita per lasciare la vittoria
all;uomo: )Hisogna infatti che la donna, anche se viene data in moglie
a un uomo da pocoPlo ami e non faccia gare di ensieriD
2Andromaca, vv. ("*&("/0. 2n nome della sottomissione Bndromaca
suggerisce di abbassare la testa e reprimere ogni sentimento e pensiero
che non sia di devozione nei confronti dello sposo. >uindi, poco piA
avanti, aggiunge:: )D carissimo <ttore, io per compiacerti P
partecipavo ai tuoi amori
*"4
, se in qualche occasione %ipride ti faceva
scivolare,Pe la mammella !o offerto gi$ molte volte ai tuoi
bastardi P, per non darti nessuna amarezza. P < cos9 facendo attiravo
a me lo soso Q con la virt. ; tu neppure una goccia di celeste
rugiadaP lasci che si posi sul tuo sposo per paura) ,vv. (((&((-0.
L;abnegazione di Bndromaca arriva al punto di accettare le amanti di
<ttore condividendo gli amori di lui, ossia amandole. Se questo le
dava amarezza ,pikrovn , v. ((50 non importa: bastava toglierla allo
sposo.
*ndromaca anzi conclude l/episodio &il primo) scagliando un
anatema contro tutte le donne immorali, o contro tutte le
donne esclusa se stessa, se vogliamo dare credito alla
nomea di antifemminismo del suo creatore:
1E' terribile che uno degli d)i abbia concesso rimedi
ai mortali anche contro i morsi dei serpenti velenosi,
mentre per ci che va oltre la vipera e il fuoco,
per la donna, nessuno ha trovato ancora dei rimedi
se ) cattiva% cosF grande male siamo noi per gli
uomini1&23<72;A) tosou,tovn ejsmen ajnqrwvpoi~
kakovn &v 2;A)
9n antifemminismo certamente professato da
6ndromaca nel secondo episodio:
*"4 %fr. :marcord di +ellini.
""1
""1
1non bisogna preparare grandi mali per piccole cose
n8, se noi donne siamo un male pernicioso, 4ajthron
kakovn5
gli uomini devono assimilarsi alla nostra natura1&
Andromaca, vvA?27A?=)
Nell;Ippolito il protagonista, sdegnato con la matrigna, ' talmente disgustato e
terrorizzato dalle donne, ingannevole male per gli uomini ,) kivb*hlon
ajnqrwvpoi" kakovn ), v. 4"40, male grande ,)kako;n mevga), v.
4(.0, creatura perniciosa, o, piA letteralmente, frutto dell;ate
*".
,)ajthrovn
*"-
%%%futovn), v. 4*10, che auspica la loro collocazione presso
muti morsi di fiere ,vv. 4/4&4/.0 e la propagazione della razza umana senza la
partecipazione delle femmine umane.
@iA avanti =rmione, la moglie legittima, parlando con Dreste,
delora la rovina subita dalle visite delle comari maligne0D
kakw'n gunaikw'n ei[sodoi m + ajjpwvlesanD , v.
3*10. La sposa che permette a tale gen9a di guastare la sua intesa
coniugale, viene come trascinata da un vento di demenza. Sentiamo la
figlia di 6enelao pentita di essersi lasciata montare la testa da queste
Sirene maligne che hanno provocato la rovina del suo matrimonio con
Neottolemo:) <d io ascoltando queste arole di Sirene
*"3
,Q scaltre,
maligne, variointe, c!iacc!ierone,P fui trascinata da un vento di
follia. %he bisogno c;era infatti che ioPcontrollassi il mio sposo, io che
avevo quanto mi occorrevaMPgrande era la mia prosperit, ero padrona
della casa,Pe avrei generato figli legittimi,Pquella
*(1
invece dei mezzi
schiavi e bastardi
*("
servi dei miei.P 6ai, mai, infatti non lo dir una
sola volta,P bisogna che quelli che hanno senno, e hanno una moglie,P
*".
L;accecamento mentale, una smisurata forza irrazionale.
*"-
La protagonista dell;Bndromaca fa l;ipotesi:) eij gunaikev~ ejsmen ajthro;n kakovn
),:ndromaca, v. *5*0, se noi donne siamo un male pernicioso.
*"3 Sono mostri che adescano i naviganti con la mal9a del loro canto per poi ucciderli. @er attirare Ddisseo gli dicono che chi fa sosta da loro riparte
pieno di gioia e conoscendo piA cose ,)kai; pleivona eij*wv"), 1dissea, G22, "--0. 6a il figlio di Laerte, unico tra gli uomini, riesce a udire
il canto delle Sirene senza esserne sedotto. %ome nel caso di %irce, come in quello dell;accesso all;Bde, egli sa che cosa deve fare, e di fronte alle
Sirene escogita uno stratagemma: tappa gli orecchi dei suoi marinai e si fa legare all;albero della nave.
*(1 Bndromaca.
*(" Si pu$ pensare all/elogio dei bastardi pronunciato da #dmondo, il figlio illegittimo &di +loster) che nel +e Lear si presenta come
devoto adoratore della dea natura1Thou# 'ature# art m; goddess1 Fastardo dunque, secondo la natura, " un titolo onorifico:1 noi nel
gagliardo furto di natura prendiamo una tempra pi6 solida maggior fierezza di carattere rispetto ai gonzi generati tra il sonno e la veglia
in un letto freddo, frollo e fiacco &., 2)
"""
"""
lascino andare e venire dalla moglie che ' in casaP le donne: queste
infatti sono maestre di mali:P una per guadagnare qualcosa
contribuisce a corrompere il letto,P un;altra, siccome ha commesso una
colpa vuole che diventi malata con lei,P molte poi per dissolutezza;
quindi sono malateQ le case degli uomini. %onsiderando questo,
custodite beneP con serrature e sbarre le porte delle case;P infatti nulla
di sano roducono le visiteQ dall+esterno delle donne ma molte
brutture e anc!e dei mali ,vv. 3*4&35*0.
(l non truccarsi e il non sogliarsi fanno arte della virt. della
donna, almeno in ambito e ateniese e ionico
*((
. 2n questa stessa
tragedia si trova un pesante biasimo delle donne spartane: Peleo,
semre nell+Andromaca , critica tutte le Lacedemoni per i loro
costumi dicendo: neppure se lo volesse potrebbe restare onesta
,)swvfrwn), v. 5340 una delle ragazze di Sarta c!e insieme ai
ragazzi, lasciando le case con le cosce nude ,)gumnoi'si
mhroi'"), v.53-0 e i pepli sciolti, hanno corse e palestre comuni,
cose per me non sopportabili.
5asc!ere. :i sono donne c!e, er quanto la si cerc!i in loro, non
!anno interiorit$, sono ure masc!ere. <# da compiangere l#uomo
che ha a che fare con tali esseri quasi settrali, necessariamente
insoddisfacenti, ma proprio esse possono eccitare al massimo il
desiderio dell#uomo: egli cerca la loro anima&e continua a cercare!
*(*
.
Ei sono donne che, ovunque le si scavi, non hanno interiorit, ma
sono sempre maschere, quasi esseri spettrali, succhiatori di sangue,
che non soddisfano mai!
*(/
.
*((
=rodoto fa gridare a Lige:) vama *e; kiqw'ni ejk*uomevnw) sunek*uvetai kai; th;n
aij*w' gunhv) ,2, -, *0 con il levarsi di dosso la veste, la donna si spoglia anche del pudore).
*(*
:mano, troppo umano, p. ("4.
*(/
+rammenti postumi "-.4, "*
""(
""(
Sulla condizione della donna nei oemi omerici riferisco due
interretazioni. Blla fine del rimo canto dell#-dissea scende la
sera, i @roci vanno a dormire nelle loro case e pure =elemaco va a
letto, accompagnato dalla saggia =uriclea c!e Laerte aveva
comrato quando era giovanissima per venti buoi, e pertanto
doveva essere stata anche bellissima, e l+aveva onorata come una
sosa, er" non si era mai unito a lei nel letto, ed evitava la
gelosia della moglie:)eujnh') * j ou[ potA e[mikto,
/ovlon * j ajleveine gunaikov") ,/**0, ossia di
Bnticlea, madre di Ddisseo.
Qo citato il verso /** poichJ pu dirci qualche cosa sulla
condizione della donna nell;1dissea . >ueste parole si possono
confrontare con il consiglio c!e /ausicaa d$ a Jlisse nel E(
canto0 di c!iedere aiuto non al re ma alla regina sua madre se
vuole vedere il d; del ritorno ,vv. *"1&*""0.
Blta dunque ' la considerazione e la situazione della donna nei
poemi omerici: anche nell;Iliade , ,mintore, il genitore di
4enice, dovette pagare caro il tradimento della sposa che gli mise
contro il figlio spingendolo a diventare amante dell;amante del
padre il quale lo maled9 ,2G, vv. /51 e sgg.0.
)La osizione sociale della donna non fu mai i., resso i
6reci, cos; elevata come sul declinare del periodo cavalleresco
omerico. Brete, la consorte del principe dei +eaci, ' onorata dal
popolo come una dea. Ne compone i litigi col suo presentarsi e
determina le decisioni del marito col suo intervento o col suo
consiglio
*(5
. @er ottenere di ritornare ad 2taca con l;aiuto dei +eaci,
Ddisseo, dietro suggerimento di Nausicaa, non si rivolge in primo
luogo al padre di lei, al Ie, ma abbraccia implorando le ginocchia
della sovrana, chJ decisiva ' la benevolenza di questa per far
*(5
h ."&./.
""*
""*
esaudire la preghiera
*(4
. >uanta sicurezza nel contegno della stessa
Peneloe, cos9 sola e abbandonata, di fronte allo sciame dei
pretendenti che tumultuano protervi: ella infatti u" semre
contare sul risetto assoluto della sua ersona e della sua
dignit$ di donna
*(.
. 2 modi cortesi dei nobili signori con le donne
del loro ceto ' prodotto di un;annosa cultura e di un;alta
educazione sociale. La donna ' rispettata e onorata non solo quale
essere socialmente utile, come nella famiglia contadina secondo
l;insegnamento d;<siodo
*(-
, nJ solo quale madre della prole
legittima, come nella borghesia greca posteriore, per quanto anche
per i nobili, appunto, fieri del proprio albero genealogico, la donna
debba avere importanza quale genitrice di un;eletta stirpe
*(3
. =ssa )
la raresentante e la custode d+ogni elevato costume e
tradizione. >uesta sua dignit spirituale influisce anche sul
comportamento amoroso dell;uomo. Nel primo canto
dell;1dissea , che rappresenta in tutto idee morali piA raffinate che
le parti piA antiche dell;epopea, troviamo un tratto notevole quanto
alla relazione tra i due sessi. >uando =uriclea, la fida e onorata
servente, scorta con la fiaccola =elemaco sino alla stanza da letto,
il poeta, al modo epico, ne narra brevemente la vita. 2l vecchio
Laerte la comper un giorno, quand;era una bella fanciulla, a
carissimo prezzo. @er tutta la vita la tenne nella sua casa in onore
pari a quello in cui era la nobile consorte, ma, per riguardo a
questa, senza mai divider con essa il letto)
**1
.
=va :antarella non condivide questa interpretazione e riporta dei
versi che contraddicono quelli citati sopra.
*(4
@er il suggerimento di Nausicaa, v. 0 *"1&*"5. %fr. h "/( sgg. Bnche Btena parla a :lisse della riverenza di
Blcinoo e dei suoi figli per Brete: h 44&.1.
*(.
a **1 ss.; p /13&/5"; s "5-; f 4* ss.
*(-
La casa, il bove e la moglie sono i tre elementi fondamentali della vita del contadino in <siodo, 1pp. /15 , citato da
Bristotele, Pol. 2 (, "(5( b "1, nella sua famosa trattazione economica0. 2n tutta la sua opera <siodo considera
l;esistenza della donna da un punto di vista economico, non solo nella sua versione della storia di @andora, con cui vuole
spiegare l;origine del lavoro e della fatica tra i mortali, ma anche nei precetti sull;amore, il corteggiamento e il
matrimonio ,ib. *.*, 435 ss.; !"eog2 531&4"(0.
*(3
2l )medio evo) greco, mostra, piA chiaramente che altrove, il proprio interesse a questo lato del problema nella
abbondante produzione poetica in forma di catalogo dedicata alle genealogie eroiche delle antiche famiglie, e piA di
tutto nei cataloghi di eroine famose, da cui quelle derivavano, del tipo delle j-oi'ai, giunteci col nome di <siodo.
**1
Caeger, Paideia ", pp. 4*&4/.
""/
""/
La donna omerica non ' solo subalterna, ma ' anche vittima di
un#ideologia inesorabilmente misogina. Sotto il paravento di un
affetto paternalistico, peraltro assai fragile, l#eroe omerico diffida
della donna, foss#anc!e la i. devota e sottomessa. Jlisse,
tornato a (taca, asetta di aver ucciso i Proci, rima di
rivelarsi alla moglie. <gli si rivela a =elemaco, a <uriclea, a
<umeo: a @enelope, invece, solo dopo che la vendetta ' stata
compiuta. < non a caso
$con la donna non essere mai dolce,
non confidare ogni parola che sai,
ma d9 una cosa, e lascia un#altra nascosta
gli aveva consigliato l#ombra di ,gamennone nell#,de
**"
.
Bgamennone ,ucciso dalla moglie %litennestra0, aveva, questo '
vero, i suoi buoni motivi per pensarla cos9. 6a dalla sua
esperienza personale aveva tratto una generalizzazione: Bltro ti
voglio dire e tu mettilo in cuore:
nascosta, non palese, alla terra dei padri
fa approdare la nave: ) un essere infido la donna
**(
.
Neanche @enelope, dunque ,che, pure, Bgamennone loda per la
sua fedelt0, ' al riparo dal sospetto!
***
.
,lcuni classici dell+antifemminismo doo Cmero c!e non )
malevolo verso la donna. =siodo, Semonide, Sc!oen!auer, (l
figaro di 5ozart, Leoardi, Hilde, Heininger.
**"
1d2, "", vv. //"&//*.
**(
1d., "", vv. /5/&/54.
***
<va %antarella, L/amiguo malanno% p. /4.
""5
""5
=siodo.
+orse non ' inutile ricordare che la storia esiodea del decadimento
dall;aurea stirpe primigenia ,/ruvseon me;n prwvtista
gevno", -pere e giorni, v. "130 a quella finale, ferrigna , nu'n
ga;r *h; gevno" ejsti; si*hvreon, v. ".40, prende
l;avvio dal racconto dei mali conseguiti alla mossa malaccorta o
malvagia di Pandora, l+=va dei 6reci.
Li nella Teogonia il poeta racconta che Feus si era sdegnato poichJ
@rometeo
**/
l; aveva ingannato donando agli uomini il fuoco, ed egli,
subito, in cambio del fuoco rear" er loro un malanno , )
aujti;ka *A ajnti; puro;" teu'!en kako;n
ajnqrwvpoisi ) ,v. 5.10. <sso fu plasmato da <festo con la terra:
era simile ad una vereconda fanciulla che Btena adorn con un cinto,
una veste, un velo, serti di fiori e una corona d;oro dove lo stesso
Bmbidestro aveva cesellato figure di fiere terribili, quanti ne nutre la
terra ed il mare ,v. 5-(0. :na prefigurazione delle leonesse, le tigri e
le scille in cui abbiamo visto trasfigurate %litennestre e 6edee.
%omunque questa creatura divenne uno splendido malanno
2Dkalon kakovnD, v. 5-50 per gli uomini, un inganno scosceso ,)
*ovlon aijpuvn)
**5
, v. 5-30 e senza rimedio. <cco gi delineato il
Doolo nemicoD
**4
da cui derivano a quello dei maschi malanno e
sciagura ,)ph'ma), v.53(0.
**/ >uello di @rometeo ' )uno dei miti antropologici...che rendono ragione della condizione umana&condizione ambigua, piena di contrasti, in cui gli
elementi positivi sono inscindibili da quelli negativi e ogni luce ha la sua ombra, giacchJ la felicit implica l;infelicit, l;abbondanza il duro lavoro, la
nascita la morte, l;uomo la donna, e l;intelligenza e il sapere si uniscono, nei mortali, alla stupidit e all;imprevidenza. >uesto tipo di discorso mitico
sembra obbedire a una logica che si potrebbe definire, in contrasto con la logica dell;identit, come la logica dell;ambiguit, dell;opposizione
complementare, dell;oscillazione tra poli contrastanti)(%. P. &ernant, Tra mito e politica,pp. 3'"31.
**5 Nell;1dissea l;aggettivo ' riferito alla morte:) aijpu;n ovleqron), 2, "".
**4
%fr. @avese, Il mestiere di vivere.
""4
""4
Eelle 2pere e giorni , Esiodo torna sul mito di 0rometeo e di
0andora: Ueus, sdegnato per l#inganno di @rometeo, dai tortuosi
pensieri, vers sugli uomini lacrimevoli affanni e nascose il fuoco
,kruv7e *e; pu'r
##C
, v. 510, poi, siccome il figlio di Liapeto lo
rub di nuovo celandolo ejn koivlw) navrqhki ,v. 5(0, in una
verga cava, l#adunatore di nembi, adirato, aggiunse un#altra sciagura
e disse
:Figlio di +iapeto, che pi6 di tutti conosci pensieri maliziosi,
tu gioisci di avere rubato il fuoco e di avere ingannato il mio
volere,
grande sciagura per te e per gli uomini futuri
io a +uelli in cambio del fuoco dar un malanno, del
+uale tutti
godano nella foga della passione, circondando di affetto il
proprio malanno%
>osI disse8 poi scoppi$ a ridere il padre degli uomini e degli
d"i
# comand$ allinclito #festo di mescolare al pi6 presto
terra con acqua, e di metterci voce e vigore
di essere umano, e di renderla simile alle d"e immortali
nellaspetto:
un bella, amabile, forma di ragazza8 poi ad *tena
ordin$ di insegnarle le opere: a tessere la tela lavorata con
arte8
e allaurea *frodite di versare la grazia attorno al suo
capo
e il desiderio doloroso e gli affanni che divorano le
membra8
e inoltre ordinava a #rmes il messaggero *rgifonte
di metterci dentro una mente di cagna e un carattere scaltro
,1pere, vv. 5/&4-0.
**.
%fr. Eirgilio, .eorgica 2, "*": ignemque removit.
"".
"".
Nel poema agricolo dunque l;autore propone di nuovo il mito della
femmina capostipite, fonte di sciagure.
7uesta rima donna esiodea, c!iamata Pandora oic!@ tutti gli
d)i le avevano fatto un dono, questo inganno scosceso e senza
rimedio 2Ddovlon aijpun ajmhv!anon) 1pere , v. -*0,
accolto incautamente da <pimeteo, invano messo in guardia da
@rometeo, diffuse mali e malattie sulla terra e sul mare togliendo il
coperchio all;orcio dove le sciagure erano rinchiuse, sicchJ
ora :)pleivh me;n ga;r gai'a kakw'n, pleivh *e;
qavlassa), v. "1", piena ' la terra di mali e pieno il mare. /el vaso,
sul quale infine @andora ripose il coperchio per volere di Ueus, rimase
solo la Seranza 2/ouvnh d j aujtovqi j1lpiv", v. 9B3.
,nc!#essa u" essere un male. 6a questo l#abbiamo gi detto.
=siodo nonostante tale considerazione, malevolissima, delle donne
riconosce tuttavia c!e l+uomo !a bisogno di questa creatura
comlementare e che, se non sbaglia la scelta della compagna, pu
evitare i dolori infiniti. Nella Teogonia il poeta deve ammettere che
quanti evitano le nozze e le opere tremende delle donne ,)mevrmera
e[rga gunaikw'n, v. 41*0 arrivano alla funesta vecchiaia con la
mancanza di qualcuno che si prenda cura di loro, e, quando un uomo
muore solo, la sua ricchezza se la dividono i lontani parenti.
Blla fine dei conti chi sceglie una buona moglie, saggia e premurosa,
compensa il male con il bene ,v. 4130, chi invece si imbatte in una
femmina di stirpe funesta, vive con un;angoscia costante nel petto,
nell;animo e nel cuore e il suo male ' senza rimedio ,vv. 4"1&4"(0.
""-
""-
2l fratello del poeta, Perse, dunque deve stare attento a non
lasciarsi ingannare da una donna pugostovlo"
##D
, dalle natic!e
agg!indate, c!e mentre fa moine seducenti mira al granaio ,1pere
e giorni, vv. *.*&*./0. Bnche nel poema piA recente del resto l;autore
non esclude che l;uomo accorto possa scegliersi una compagna brava:
non pu esserci migliore acquisto
**3
di una moglie buona, come non c;'
nulla di piA raccapricciante di una sposa cattiva ,1pere , vv. .1(&.1*0.
Su questa linea si trova Semonide di Bmorgo autore ,nei primi anni
del E2 secolo0 di un /iambo contro le donne ,fr. . Oest.0, una tra le
piA famose espressioni dell;antifemminismo greco. >uesto autore fa
derivare le femmine umane di vario carattere da altrettante bestie: il
rimo tio discende dal orco irsuto: costei sta non lavata, in vesti
sporche, a ingrassare in mezzo al luridume ,vv. 5&40.
'ujth, * j a[louto~ ajpluvtois j ejn ei(masin
ejn koprivh)sin hmevnh piaivnetai
Leoardi tradusse questo giambo ,"-(*0. Leggiamo la sua versione
di questi due trimetri giambici nella sua versione:
6ai non si lava nJ il corpo nJ l#abito
ma nel sozzume impingua e si rivoltola!.
(l secondo deriva dalla vole
*/1
maliziosa, eserta di tutto, non le
sfugge niente, sovverte le categorie morali ed ' varia d;umore.
La terza femmina roviene dalla cagna che latra in continuazione e
non basta lapidarla per farla tacere.
La quarta, figlia della terra, ) igra e esante.
**-
+ormato da pughv, deretano e stevllw, agghindo.
**3
)La casa, il bove e la moglie sono i tre elementi fondamentali della vita del contadino in <siodo, 1pp. /15 , citato da
Bristotele, Pol. 2 (, "(5( b "1, nella sua famosa trattazione economica0. 2n tutta la sua opera <siodo considera
l;esistenza della donna da un punto di vista economico, non solo nella sua versione della storia di @andora, con cui vuole
spiegare l;origine del lavoro e della fatica tra i mortali, ma anche nei precetti sull;amore, il corteggiamento e il
matrimonio ,ib. *.*, 435 ss.; !"eog2 531&4"(0). O. Caeger, Paideia ", p. 4*, n. (/..
*/1
Si ricorder )son volpi vezzose) de Le nozze di figaro .
""3
""3
La quinta deriva dal mare ed ) mutevole e caricciosa poichJ il
pelago ' cangiante: a volte ' calmo, come l;acqua marina quando,
d;estate, ' una grande gioia per i marinai, a volte invece si infuria ed '
agitato da onde di cupo fragore. 2nsomma pu diventare una bufera di
femmina
*/"
.
La sesta discende dall+asina, scostumata, sessualmente vorace;
la settima dalla donnola, sciagurata, disgustosa e ladra;
l+ottava roviene dalla cavalla, morbida e adorna di una folta
criniera. Non sopporta i lavori domestici e si fa amico l;uomo solo
per necessit. 7uesta ) la donna narcisista e arassitaria che passa
il tempo a pettinarsi, truccarsi, profumarsi. :na creatura del genere '
uno spettacolo bello a vedersi per gli altri, ma per chi se la tiene in
casa ' un male, a meno che sia un despota o uno scettrato che di tali
vezzi si gloria nell;animo. =ale ' dunque la donna adatta ai tiranni
che nella cultura greco&latina sono paradigmi negativi.
2nfatti l#uomo diventa turanni8ov\ quando per natura o per abitudini '
mequstiko;~ te kai; ejrwtiko;~ kai;
melag/olikov\ ,@latone, Repulica, 5.*c0
%ostoro del resto hanno fama di violentare le donne come si legge
*/(
nella descrizione che Dtane fa del mouvnar/o" nel dibattito sulla
migliore costituzione.
Nella Repulica ,5.*c0 di @latone, il tiranno ' uomo, per natura, o
per le abitudini, )mequstikov",, ejrwtikov",,
melag!olikov"D, incline al bere, al sesso, alla depressione; inoltre
' di animo sostanzialmente servile)o* tw'/ o[nti tuvranno"
tw/' o[nti dou'lo"),5.3e0.
7uella c!e discende dalla scimmia ) brutta e riugnante.
*/"
%fr. @irandello, Il fu =attia Pascal: Nel vedermi aggirar per casa come una mosca senza capo, quella bufera di
femmina mi lanciava certe occhiatacce, lampi forieri di tempesta! ,cap. E0
*/(
<rodoto, 222, -1, 5.
"(1
"(1
9ecimo e ultimo tio, l#unico raccomandabile, ) quello c!e deriva
dall+ae , )ejk melivssh"), v. -*0. 7uesta femmina !a tutte le
caratteristic!e della buona sosa e c!i se la rende ) fortunato. B
lei sola infatti non siede accanto il biasimo ,mw'mo"0, grazie a lei
fiorisce la prosperit, invecchia cara con lo sposo che l;ama
*/*
dopo
aver generato una bella prole, diviene distinta tra tutte le donne, la
circonda grazia divina ,qeivh%%%/avri", v. -30 e non si
comiace di star seduta tra le donne quando arlano di sesso.
Leoardi traduce questi versi ,31&3"0 cos9 :) n@ con l+altre )
solitaQgoder di novellari osceni e fetidi)
*//
.
?unque una possibilit di non essere cattiva per la donna c;' secondo
<siodo e Semonide.
6olto piA radicale nella negativit e nella certezza di non poter
trovare una buona moglie ' l;Ippolito di <uripide, come abbiamo
visto.
L/ "ppolito di Euripide definisce la donna ajthrovn$
futovn &&ppolito, v3A:), pianta dell'accecamento e Lucrezio
attribuisce l#innamoramento dei maschi a una forma mentale di
cecit.
1'am faciunt homines plerum1ue cupidine caeci6et tribuunt
ea 5uae non sunt his commoda vere 1
A=?
, infatti fanno cosI di
solito gli uomini acciecati dalla brama e attribuiscono a queste
quei pregi che esse non hanno Lucrezio cerca di chiarire alcuni
aspetti dellaccecamento per aiutare i lettori a prevenirlo
Ovidio utilizzer* +uesta lezione nei 3emedia amoris
456
!
*/*
L. Leopardi traduce)2n carit reciproca...ambo i consorti dolcemente invecchiano).
*//
?el resto a Silvia la natura neg le conversazioni gentili e delicate con altre ragazze :)nJ teco le compagne ai d9
festiviPragionavan d;amore) ,vv. /.&/-0.
*/5
De rerum natura, .-, vv((?A7((?=
*/4
=orneremo sull#argomento a p. "(5.
"("
"("
1>ome dimenticare che Lucrezio aveva raccomandato di
non ostacolare con l/autoinganno la guarigione dall/amoreD
e aveva anche aggredito satiricamente la cecit di chi non
vuol vedere nella persona amata i difetti dell/animo e del
corpo ma preferisce nasconderli dietro un repertorio di
nomignoli blandi # cosI i +imedi contro l"amore ripetono
questa lezione e anzi aumentano le dosi terapeutiche: non
solo saranno banditi gli autoinganni dell/eufemismo &1aprite
gli occhi e chiamate i difetti col loro vero nome1) ma
addirittura bisogner rovesciare in difetto ogni pregio
esistente &1se " formosa, chiamala grassa8 se bruna,
chiamala negra8 se " snella, chiamala quattrossa8 se non "
rozza, dI che " sfacciata1) #/ questo uno dei punti in cui
l/4vidio dei +emedia sembra pi6 esplicitamente disfare gli
insegnamenti dell/Ars Eell/Ars l/eufemismo d/amore &se "
grassa, dilla formosa) era raccomandato a chi voleva farsi
amare: ma si trattava di una tecnica di corteggiamento, e la
possibilit di scivolare nell/autoinganno era solo un corollario
di cui il poeta scrupolosamente avvertiva i suoi discepoli
&Ars amatoria 2, 3=; ss) Sia l/Ars che i +emedia fanno
tesoro della lezione diatribica di cui Lucrezio era stato
portavoce, la lezione secondo cui gli innamorati sono ciechi
fino al ridicolo 9na proposizione da cui conseguono due
opposte possibilit: se si tratta di mostrarsi innamorati,
bisogna accettare di apparire ciechi e ridicoli &l/Ars )8 se si
tratta di liberarsi dall/amore, bisogna bene aprire gli occhi, e
magari finanche vedere troppo &i +emedia )1
*/.

9n/eco della svalutazione e svilimento del corpo femminile,
necessario a chi voglia liberarsi dall/irrazionale soggezione
alla libidine erotica, si trova nel Secretum del etrarca
quando '! 6gostino che vuole liberare l'animo di
Grancesco dai due errori pi, pericolosi, l'amore per la
*/.
L. H. %onte ,introduzione di0, Dvidio Rimedi contro l'amore.
"((
"((
gloria e l'amore per Laura, mette in guardia il poeta dai
pericoli connessi alla bellezza delle donne, effimera e
ingannevole se non addirittura inesistente:14auci enim sunt
5ui# ex 5uo semel virus illud illecebrose voluptatis
imbiberint# &emin7i corporis &editatem de 5ua lo5uor# sat
viriliter# ne dicam satis constanter# examinent 1 &..., 3'),
sono pochi +uelli che, da quando una volta sola abbiano
assorbito quel noto veleno del piacere seducente, possono
considerare abbastanza energicamente, per non dire con
sufficiente costanza, la laidezza del corpo femminile
"l topos della cecit* mentale dei maschi innamorati viene
ripreso e spiegato dall'aria di Gigaro nel melodramma di
$ozart.3a onte 16prite un po' +uegli occhi,Huomini incauti
e sciocchiHGuardate +ueste femmine,Hguardate cosa
sonN!ueste chiamate CeeNdagli ingannati sensiNa cui tributa
incensiNla debole ragionNSon streghe che incantanoNper farci
penar,Nsirene che cantanoNper farci affogar8Ncivette che
allettanoNper trarci le piume,Ncomete che brillanoNper toglierci il
lumeNSon rose spinose,Nson volpi vezzose,Nson orse
benigne,Ncolombe maligne,Nmaestre d'inganni,Hamiche
d'affanniHche fingono, mentono,Nche amore non sentono,H
non senton piet*N.l resto nol dicoN+i ognuno lo sa1
*/-

.nfatti era gi scritto nella nostra letteratura classica


Eoglio mettere anche il punto di vista femminile presente nello stesso
melodramma sulla difficolt di comprendersi tra maschi e femmine
umane: la erfidia viene attribuita agli uomini da 5arcellina, la
governante del :onte di ,lmaviva in un#aria con due strofe a
tempo di minuetto e una di allegro: 2l capro e la capretta Pson sempre
in amist;Pl#agnello all#agnellettaPLa guerra mai non fa:PPLe piA feroci
*/-
6ozart&?a @onte, Le nozze di Digaro , 2E, -.
"(*
"(*
belvePper selve e per campagnePlascian le lor compagnePin pace e in
libertPP Sol noi, overe femmine,Qc!e tanto amiam questi
uomini,Qtrattate siam dai erfidiQcon ogni crudelt$! , Le nozze di
Digaro, 2E, /0. <# pure una risposta a ejpei; oujkevti
pista; gunai!ivn
#9E
di Bgamennone morto ammazzato dalla
moglie.
=ra i classici dell;antifemminismo assoluto possiamo aggiungere
Sc!oen!auer :) Le donne sono adatte a curarci e a educarci
nell;infanzia, appunto perchJ esse stesse sono uerili, sciocc!e e
mioi, in una parola tutto il tempo della loro vita rimangono grandi
bambini: esse occuano un gradino intermedio fra il bambino e
l+uomo, c!e ) il vero essere umano ,...0 le donne rimangono bambini
per tutta la vita, vedono sempre soltanto ci che ' vicino, rimangono
attaccate al presente, scambiano l;apparenza delle cose con la loro
sostanza, e preferiscono inezie alle questioni piA importanti ,...0 le
donne, in quanto sesso piA debole, sono costrette dalla natura a far
ricorso non gi alla forza ma all;astuzia: di qui deriva la loro istintiva
scaltrezza e la loro indistruttibile tendenza alla menzogna ,...0 per
la donna una sola cosa ' decisiva, vale a dire a quale uomo essa sia
piaciuta ,...0 2l sesso femminile, di statura bassa, di spalle strette, di
fianchi larghi e di gambe corte, poteva essere chiamato il bel sesso
soltanto dall;intelletto masc!ile obnubilato dall+istinto sessuale: in
quell;istinto cio' risiede tutta la bellezza femminile. :on molta i.
ragione, si otrebbe c!iamare il sesso non estetico )
*51
.
Su questa stessa linea troviamo il Leoardi di Aspasia, frustrato da
4annI TargioniATozzetti sui sentimenti della quale precedentemente
si era illuso al punto che gli sembrava di errare )sott;altra luce che
l;usata)
*5"
.
*/3
1dissea% G2, /54, non si pu piA avere fiducia nelle donne.
*51
Parerga e paralipomena =omo 22, p. -*( e ss.
*5"
L. Leopardi, Il pensiero dominante , v. "1/.
"(/
"(/
?opo la morte del poeta, Ianieri disse a +ann7 che quella donna era
lei ma ella protest dichiarando di non aver mai dato )la menoma
lusinga a quel pover uomo) e anzi, precis, ogni volta che il Leopardi
accennava a cose d;amore, )io m;inquietavo, e non volevo, nJ anco
credevo vere certe cose, come non le credo ancora, ed il bene che io
gli volevo glielo voglio ancora tal quale, abbenchJ ei piA non esista)
*5(
.
Eediamo dunque la vendetta dell;innamorato deluso. Iispetto al
solito: )diventerai vecchia e brutta), qui la variante ': )sei scema,
vuota dentro, come tutte, quasi tutte le donne). Iiporto alcuni versi di
:spasia :)Iaggio divino al mio pensiero apparve,Pdonna, la tua belt
*5*
,...0 Eag!eggiaQil iagato
*5/
mortal quindi la figliaQdella sua mente,
l+amorosa ideaPche gran parte d;Dlimpo in se racchiude, Ptutta al volto
ai costumi alla favellaPpari alla donna che il rapito
amantePvagheggiare ed amar confuso estima.PCr questa egli non gi$,
ma quella, ancoraQnei cororali amlessi, inc!ina ed ama.P Blfin
l;errore e gli scambiati oggettiPconoscendo, s;adira; e spesso incolpaPla
donna a torto. B quella eccelsa imagoPsorge di rado il femminile
ingegno;Pe ci che inspira ai generosi amantiPla sua stessa belt, donna
non pensa,PnJ comprender potria. /on cae in quelleQanguste fronti
ugual concetto. < malePal vivo sfolgorar di quegli sguardiPspera
l;uomo ingannato, e mal richiedePsensi profondi, sconoscuti, e
moltoPpiA che virili, in chi dell+uomo al tuttoQda natura ) minor.
:!e se i. molliQe i. tenui le membra, essa la menteQmen caace
e men forte anco riceveD ,vv. ** e ss.0. >uel )di rado) invero lascia
qualche speranza.
Sentiamo il seduttore di Iier(egaard:1 1he cosa teme
una ragazza2 Lo spirito! 0erchBD erch8 lo spirito
rappresenta la negazione di tutta la sua esistenza
femminile 9na bellezza maschile, un aspetto lusinghevole
eccetera, sono ottimi mezzi >on essi si pu$ anche giungere
a varie conquiste, ma non mai a una vittoria completa
*5(
%itazione tratta da Liacomo Leopardi, Canti , <inaudi, =orino, "34(, p. (*".
*5*
Nota il platonismo.
*5/
Nota il tovpo" della ferita amorosa.
"(5
"(5
0erchBD 0erchB con essi si porta guerra a una fanciulla nel
suo stesso campo, e nel proprio campo ella " sempre la pi6
forte >on tali mezzi si pu$ spingere una fanciulla ad
arrossire, ad abbassare gli occhi, ma mai si arriva a
ingenerarle quell/ansia soffocante e indescrivibile che rende
interessante la bellezza 8on &ormosus erat, sed erat
&acundus Ulixes9et tamen ae1uoreas torsit amore deas
1
*55

%on un insegnamento del genere Lord *enrI cerca di distogliere
9orian 6raI dall#amare SIbil Eane e dal considerarla un genio:
6io caro ragazzo, nessuna donna ' un genio. Le donne sono un sesso
decorativo. Non hanno nulla da dire; ma lo dicono con grazia. Le
donne ersonificano il trionfo della materia sullo sirito, cos9
come gli uomini personificano il trionfo dello spirito sulla materia!
*54
.
:n altro classico dell;antifemminismo ' Sesso e carattere di C.
Heininger. >uesto denigratore delle donne sostiene che la femmina
umana ha sempre bisogno della guida del maschio:) la donna s;aspetta
sempre dall;uomo la delucidazione delle proprie rappresentazioni
oscure ,...0 la donna riceve la propria coscienza dall;uomo: la funzione
sessuale per l;uomo&tipo di fronte alla donna&tipo ' appunto quella di
rendere cosciente l+inconscio della donna che ' per lui il
completamento ideale)
*5.
. @iA avanti l;autore afferma che Dla donna
non ossiede alcuna logicaD ,p. "4*0 <lla )non possiede dunque il
principium identitatis nJ il principium contradictionis o exclusi tertii
). Bllora )un essere che non comprende come B e non&B s;escludano a
vicenda, non trova nessun impedimento alla menzogna, anzi per lui
non esiste un concetto di menzogna, dato che il suo contrario, la
verit, gli rimane completamente ignota come termine di confronto)
*55
S. Nier8egaard, &iario del seduttore , p. .5. La citazione ' tratta da Dvidio, :rs :matoria , 22, "(*&"(/. Hello non
era ma bravo a parlare :lisse e pure fece struggere d;amore le dee del mare.
*54
D. Oilde, Il ritratto di &orian .ra#, p. //.
*5.
Sesso e carattere , p. "(/.
"(4
"(4
,p. "4/0. La donna si realizza nell;attivit sessuale e dunque ella )non
pretende dall;uomo bellezza ma pieno desiderio sessuale. Su di essa
non fa mai imressione l+elemento aollineo nell+uomo 2 e erci"
neure quello dionisiaco3, ma quello faunesco nella sua massima
estensione; mai l;uomo ma sempre il maschio; e in primo luogo&non lo
si pu tacere in un libro sulla donna&la sua sessualit nel senso piA
stretto, il p"allus ) ,p. (5-0.
La aura c!e l+uomo !a della donna sarebbe orrore del vuoto:)2l
senso della donna ' dunque quello di essere non&senso. <ssa
rappresenta il nulla, il polo contrario alla divinit, l;altra possibilit
nell;essere umano$< cos9 si spiega anche quella profonda paura
dell;uomo: la paura della donna, cio' la paura di fronte alla mancanza
di senso: la paura dinanzi all;abisso allettante del nulla ,...3 la donna
non ) nulla, ) un vaso cavo imbellettato e diinto er un o+ di
temo) ,p. (330...Soltanto col diventare sessuale dell;uomo la donna
riceve esistenza e importanza: la sua esistenza dipende dal p"allus e
questo ' perci il suo supremo signore e dominatore assoluto. L+uomo
divenuto sesso ) il !atum della donna1 don Liovanni ' l;unico uomo
dinanzi a cui tremi fin nel midollo delle ossa) ,p. *110.
<chi del misogino austriaco si trovano nel rimuginare di Ueno mentre
osserva e ascolta il rivale Luido provando la tentazione di ucciderlo,
una voglia repressa perchJ non ne scapiti il sonno:)+aceva parte della
sua teoria ,o di quella del Oeininger0 che la donna non pu essere
geniale perchJ non sa ricordare)
*5-
.
%Sono un oolo nemico le donne&.
5ali sono spesso in C/*nnunzio dove la donna non poche volte " la
nemica, come "ppolita 'anzio lo ) di Giorgio 6urispa nel :rion&o
della morte
A?<
di cui cito la conclusione :1 Gu una lotta breve e
feroce come tra nemici implacabili che avessero covato fino a
quell/ora nel profondo dell/anima un odio supremo E precipitarono
nella morte avvinti1
*5-
2. Svevo, La coscienza di *eno, p. ".1.
*53
Cel ('<=
"(.
"(.
>ito anche, per dare un esempio meno noto, alcuni versi di una
poesia, di uno dei massimi poeti ungheresi del Eovecento, Endre
6dJ
A3:
:1 Sono le nostre ultime nozze:N>i strappiamo la carne a colpi
di beccoNe cadiamo sul fogliame d/autunno1 & 8ozze di &alchi sul
&ogliame secco)
*4"

+a rabbrividire, forse perchJ non ' del tutto falsa, una sentenza tragica del
misogino suicida %. Pavese)Sono un popolo nemico, le donne, come il
popolo tedesco)
*4(
. < pure, con un pessimismo meno esteso ma piA
personalizzato:)Sono tuo amante, erci" tuo nemico)
*4*
. @iA avanti c;'
invece una riflessione cosmica che pu spiegare questa ostilit interna alla
coppia:) 2l mito greco insegna che si combatte sempre contro una parte di
sJ, quella che si ' superata, Ueus contro =ifone, Bpollo contro il @itone.
2nversamente, ci contro cui si combatte ' sempre una parte di sJ, un
antico se stesso. Si combatte soprattutto per non essere qualcosa, per
liberarsi. %hi non ha grandi ripugnanze, non combatte)
*4/
.
8imedi dell#antifemminismo
/ell+ultimo caitolo del libro di Heininger 2)a donna e l5umanit6 0
troviamo uno spiraglio, l;accenno a un remedium rispetto
all;impossibilit di amare. (l rimedio giusto ) semre la
moralizzazione. ) La maggior nemica dell;emancipazione della donna
' la donna stessa ,p. **/0...come deve l;uomo trattare la donnaM %ome
vuole essere trattata essa stessa, o come esige l;idea moraleM Se la
deve trattare come essa vuole, deve accoppiarsi a lei, chJ essa vuol
venir posseduta; la deve picchiare, chJ vuol esser percossa;
ipnotizzare, chJ vuol venire ipnotizzata; deve dimostrarle con la
galanteria quanto poco ne stimi il vero valore, chJ essa vuol sentirsi
complimentare, ma non venir stimata per ci che '. Se invece vuole
comportarsi di fronte alla donna come esige l;idea morale, dovr$
*41
(';;7(<(<
*4" 35
=rad. it. Lerici, 6ilano, "34/.
*4(
Il mestiere di vivere , 3 settembre "3/4.
*4*
Il mestiere di vivere ,"- novembre "3/5.
*4/
Il mestiere di vivere, (- dicembre "3/..
"(-
"(-
cercare di vedere in lei la creatura umana c!e ), cercar di stimarla
come tale ,p. **50...l;uomo non ' in grado di risolvere il problema
etico per la propria persona se continua a negare l;idea dell;umanit
nella donna, nel momento che ne usa come d;un mezzo di godimento)
,p. **30.
:na resipiscenza del genere viene in mente all;uXoricida della
Sonata a .reutzer di TolstoK :) Luardai i miei figlioli, il suo volto
livido e disfatto, e per la prima volta dimenticai me stesso, i miei
diritti, l;orgoglio, e er la rima volta vidi in lei un essere
umano),p. *-(0. Sembra l; a[rti manqavnw, )ora
comprendo), di Bdmeto nell;:lcesti di <uripide ,v. 3/(0.
,ispettare una persona significa osservarla senza la
pretesa di cambiarla, contemplarla come si pu$ fare con un
paesaggio o un tramonto
9na soluzione del genere si trova in La 8oia di
$oravia:1insomma, lei non volevo pi6 possederla bensI
guardarla vivere, cosI com/era, cioB contemplarla, allo
stesso modo che contemplavo l/albero attraverso i vetri della
finestra1
*45

*nche il protagonista di %n Amore di Kuzzati arriva alla
comprensione e alla compassione per la ragazza che
l/ha fatto soffrire, rivoltandogli contro l/ intenzione che lui
aveva di usarla, con losservarla sine ira et studio :1 dal
sonno di lei cosI abbandonato e confidente viene a lui un
senso di piet e di pace, una specie di invisibile carezza1
*44

Eecc!iaiaA6iovinezza.
*45
6oravia, La Noia , p. */5.
*44
?. Huzzati, $n :more , p. (51.
"(3
"(3
/ietzsc!e: %oloro che sospirano pensando alla giovinezza, per
esempio agli anni universitari, destano il mio stupore: ' segno che
sono diventati meno lieri, e che allora si sentivano migliori. 2o
sento esattamente nel modo opposto e nulla conosco di meno
desiderabile dell#infanzia e della giovinezza0 io mi sento ora
i. giovane e libero c!e mai!
*4.
.
2l fr. " ?. di 5imnermo
considera la vita umana indegna di essere protratta quando
)giovanezza, ahi giovanezza ' spenta), e i giorni non hanno piA
l;unica giustificazione che li rendeva desiderabili: quella erotica o
amorosa che dire si voglia.
)7uale vita, quale iacere, senza l+aurea ,frodite<
Eorrei essere morto, una volta che non mi importi piA di questi
beni,
l;amore furtivo e i dolci doni e il letto:
che sono i soli fiori fugaci di giovinezza
per gli uomini e per le donne; oi quando sia giunta enosa
la vecc!iaia c!e rende l+uomo ture e insieme cattivo,
sempre cattivi affanni lo consumano nell;animo,
e non prova piacere neppure alla vista dei raggi del sole,
ma ' odioso ai ragazzi, spregevole per le donne;
cos9 tremenda rese la vecchiaia un dio).
@assiamo a un altro frammento di 5imnermo: il ( ?.
:)%ome le foglie
*4-
che genera la fiorita stagione
*4.
+rammenti postumi, primavera&estate "-.4, *"
*4-
%fr. Iliade E(, 1'BA1'9 26lauco a 9iomede0. Llauco chiede a ?iomede:
)=idide magnanimo, perchJ mi domandi la stirpeM
quale ) la stire delle foglie, tale ) anc!e quella degli uomini.
Le foglie alcune ne sparge il vento a terra, altre la selva
fiorente genera quando arriva il tempo di primavera;
cos9 le stirpi degli uomini: una nasce, un;altra finisce).
"*1
"*1
di primavera, quando crescono in fretta ai raggi del sole, noi,
simili a quelle, per il tempo di un cubito, godiamo dei fiori
di giovinezza, senza conoscere dagli d'i nJ il male
nJ il bene. 9estini neri ci stanno accanto
uno c!e !a il termine della vecc!iaia tremenda,
l+altro di morte: un attimo dura il frutto
di giovinezza, per quanto sulla terra si diffonde un raggio di sole.
5a quando questo termine di temo sia traassato,
subito essere morto ) meglio della vita:
infatti molti mali sopraggiungono nell;animo: talora la casa va in
rovina e ci sono le vicende dolorose della povert:
a un altro poi mancano figli, di cui soprattutto
sentendo il desiderio va sotto terra nell;Bde;
un altro ha una malattia che gli consuma il cuore: non c;' nessuno
degli uomini, cui Ueus non dia molti mali).
Sentiamo un altro biasimo della vecchiaia &fr ? C)
Sembra che facesse parte della 8ann; :
-* 5itono , Jeus diede da sopportare, male immortale,
la vecchiaia, che ) anche pi, raccapricciante della
morte tremenda
1 Ma di breve durata " come un sogno
la giovinezza preziosa8 e la tremenda e deforme
vecchiaia subito sul capo ) sospesa,
odiosa insieme e spregiata, che rende l/uomo
irriconoscibile,
e danneggia gli occhi e la mente versandosi attorno1
La conclusione ' che ' auspicabile morire a sessant#anni:
Eorrei che senza malattie e preoccupazioni tremende
"*"
"*"
il destino di morte mi cogliesse a sessant#anni! ,fr. "" Lentili&
@rato0.
=uriide Eracle 4*- sgg. 2l secondo stasimo contiene un
biasimo della vecchiaia che grava sul capo dei compagni
d/armi di *nfitrione come un carico pi, pesante delle rupi
dell'Etna &1to; *e; gh'ra" a[/qo"4baruvteron
'i[tna" skopevlwn4ejpi; krati; kei'tai1 &vv
3A'73=:)
1allimaco vorrebbe spogliarsi delle vecchiaia che gli pesa
addosso +uanto l/isola tricuspide sul maledetto
Encelado &Aitia fr (, vv A?7A3)
La giovinezza ) preferibile alla ricchezza, ed " bellissima
tanto nella prosperit quanto nella povert: kallivsta
me;n ejn o[lbw), 4kallivsta * j ejn peniva)%,
Euripide, 'racle, vv 3=;73='

'e gli d)i avessero intelligenza e sapienza 4xuvnesi"#
kai sofiva5 riguardo agli uomini donerebbero una
doppia giovinezza &*iv*umon h(ban) come segno
evidente di virt6 a quanti la posseggono, ed essi, una volta
morti, di nuovo nella luce del sole &eij" aujga" pavlin
alivou), percorrerebbero una seconda corsa, mentre la
gente ignobile avrebbe una sola possibilit di vita &#uripide,
Eracle, vv33(733<)
"*(
"*(
Eel "iles gloriosus di lauto si trova un locus similis :
1itidem divos dispertisse vitam humanam ae5uom fuit>6 5ui
lepide ingeniatus esset# vitam ei longi5uam darent#6 5ui
inprobi essent et scelesti# is adimerent animam cito1 &vv
;A:7;A2), parimenti sarebbe stato giusto che gli d"i
distribuissero la vita umana: a colui che avesse un carattere
amabile, dovrebbero dare una vita lunga, a quelli che
fossero cattivi e scellerati, portargliela via presto
# 0alestrione, servo di 0irgopolinice, che parla di
0eriplectomeno
$arziale afferma che luomo buono che " senza rimorsi e
gode del frutto della sua vita, accresce lo spazio della sua
esistenza: ampliat aetatis spatium sibi vir bonus> hoc
est6vivere bis# vita posse priore frui% &M 2A, ;7')
"l terzo stasimo dell/ 'dipo a Colono di 'ofocle annuncia
la sapienza silenica maledice la vecchiaia:1Eon essere nati
&mh; fu'nai) superaN tutte le condizioni, poi, una volta
apparsi,N tornare al pi6 presto lN donde si venne,N " certo il
secondo beneN 0oichB quando uno ha oltrepassato la
giovent6N che porta follie leggere &kouvfa" ajfrosuvna"
fevron), Nquale travagliosa disfatta resta fuoriDN !uale degli
affanni non c/"DN.nvidia, discordie, contesa battaglie,N e
uccisioni8 e sopraggiunge estremaH l'esecrata vecchiaia
impotente 4ajkrate"' ,H asociale 4ajprosovmilon5,
priva di amici 4a[filon5 Ndove convivono tutti i mali dei
mali1&vv(22=7(2A')
"**
"**
:n frammento
*43
di 5enandro dice:) o(n oi qeoi;
filou'sin ajpoqnhvskei nevo"!, colui che gli dei
amano, muore giovane).
Eirgilio la chiama )tristisque senectus D2Eneide , E(, 2>G3
mettendola in aucibus -rci 2v.2>33, sulla bocca dell+Crco in
comagnia di ianti, rimorsi vendicatori, pallidi morbi, e
diverse altre presenze inamene.
Leoardi ' un dichiarato nemico della vecchiaia: in )e
7icordanze del "-(3 scrive:)< qual mortale ignaroPdi sventura
esser pu, se a lui gi scorsaPquella vaga stagion, se il suo buon
tempo,Pse giovanezza, ahi giovanezza, ' spentaM),vv."*(&"*50.
>uindi premette il verso di 6enandro citato sopra, come epigrafe,
ad :more e morte del "-*(.
2n Il tramonto della luna, del "-*4, il poeta di Iecanati poco
prima di morire compone l;anatema definitivo dell;)et provetta):
)estremoQdi tutti i mali, ritrov$r gli eterniQla vecc!iezza, ove
fossePincolume il desio, la speme estinta,Psecche le fonti del
piacer, le penePmaggiori sempre, e non piA dato il bene),vv./5&
510.
=logi della senilit$.
<bbene, a cos9 forti biasimi vogliamo contraorre qualc!e
elogio della senilit$ cui tutti siamo avviati e alla quale arriveremo
se non moriremo prima, forse schivando qualche incomodo, ma
certamente perdendo parecchie occasioni, se non altre di
)imparare molte cose), come ci ha insegnato Solone:
ghravskw d jaijei polla didaskovmeno"&
,fr. (- Lentili&@rato0. < quindi consiglia a 6imnermo di cambiare
quel verso dei sessant#anni e di cantare cos9:
ojg*wkontaevth moi'ra kiv/oi qanavtou! ,fr. (4
*43
+r. """ Noerte. ?alla commedia :i;" ej!apatw'n di 6enandro modello delle -acc"ides di @lauto.
"*/
"*/
Lentili&@rato0, il destino di morte mi colga ottantenne. 2o andrei
piA in l: questa mi sembra solo l#et per cominciare a pensare alla
pensione.
/ietzsc!e commenta il celebre verso di Solone scrivendo c!e il
legislatore ateniese non era uomo di artito %bens; rosegu; la
sua meta oltre e sora i artiti o contro di essi&. (nfatti %(l
vero uomo di artito !a finito di imarare&
*.1
:n elogio della vecchiaia si trova gi in alcune parole di Cmero:
nel ((( dell+Iliade , 5enelao, er fare un atto con i Troiani,
esige la resenza di Priamo poichJ non si fida dei figli del re di
=roia: sempre svolazzano gli animi dei giovani, afferma, ma
quando un vecchio ,o gevrwn0 ' con loro, vede insieme il
prima e il dopo ,a?ma provssw kai; ojpivssw4
leuvssei0, come sia meglio per gli uni e per gli altri ,vv. "1-&
""10.
:icerone nel (e senectute
*."
compone l;elogio piA articolato della
vecchiaia, facendo dire a %atone ottantatreenne:)in moribus est
culpa$ non in aetate D233, il difetto sta nei costumi, non nell;et; e
la pena deriva dai sensi di colpa dovuti a una vita mal
vissuta:)quia coscientia ene actae vitae multorumque
enefactorum recordatio iucundissima est ),*0, poichJ la
coscienza di una vita impiegata bene e il ricordo di molte buone
azioni fatte sono fonti di dolcissima gioia. Eengono portati esempi
di vecchiaie vigorose e produttive: Platone c!e mor; a
ottant+anni Dscribens ), scrivendo ancora, 2socrate che a
novantatrJ anni compose il Panatenaico, poi visse altri cinque
anni, e il suo maestro 6orgia c!e com; centosette anni,
studiando e lavorando, tanto c!e disse0D#ihil habeo quod
*.1
$mano% troppo umano, 22, p. 33.
*."
?el // a. %.
"*5
"*5
accusem senectutem ),50 non ho niente da rimproverare alla
vecchiaia. 2nsomma, secondo %icerone, c;' una montatura
negativa nei confronti dell;et avanzata. Lli indebolimenti, almeno
quelli mentali, sono dovuti alla mancanza di esercizio.)At
memoria minuitur ), ma la memoria diminuisce; ebbene a questa
obiezione&luogo comune degli imbecilli& l;autore risponde:)credo%
nisi eam e&erceas% aut etiam si sis natura tardior ), lo credo, se
non la si esercita, o anche se sei piuttosto stupido di natura, e fa
l;esempio di Sofocle c!eDad summam senectutem tragoedias
ecit ), compose tragedie fino alla vecchiaia estrema, e anzi si
difese dall;accusa di demenza senile contestatagli da un figlio che
voleva venisse interdetto, leggendo l;+dipo a Colono scritta da
poco, ai giudici che naturalmente lo assolsero a pieni voti ,.0.
@oco piA avanti ,-0 il &e senectute ricorda anche Solone )qui se
cotidie aliquid addiscentem dicit senem fieri ), che dice di
diventare vecchio imparando ogni giorno qualche cosa non solo,
ma a @isistrato che gli domand in che cosa confidasse per opporsi
a lui con tanta audacia, rispose )senectute ), nella vecchiaia ,(10. (
iaceri c!e scemano oi sono quelli volgari del coro0
%epularum aut ludorum aut scortorum voluptates0 , dei
banchetti o dei giochi o delle prostitute ,"/0 certo non paragonabili
a quelli dello spirito che invece crescono. >uanto alle solite
accuse di essere bisbetici ,morosi 0, ansiosi Ranxii0, iracundi %
difficiles% avari, questi sono difetti dei caratteri, non della
vecchiaia:)sed "aec morum vitia sunt% non senectutis ),"-0.
@latone rappresenta Sofocle come un vecchio
*.(
pentito del sesso: %efalo
riferisce di essere stato presente quando a un tale che domandava al poeta di
%olono:)pw'"%%%e[/ei" pro;" tajfro*ivsia; e[ti oi5ov" te
ei. gunaiki; suggivgnesqai;), come ti va nelle cose d;amoreM sei
ancora capace di congiungerti con una donnaM
2l tragediografo rispose: )eujfhvmei w. a[nqrwpe=
asmenevstata mevntoi aujto; ajpevfugon, w(sper
*.(
La Repulica di @latone ' ambientata al @ireo, in casa del meteco %efalo, padre di Lisia e @olemarco, nella
primavera del /1- a. %. quando Sofocle ,/3.&/14 a. %.0 aveva quasi novant;anni. L;episodio raccontato risalir a
qualche tempo prima.
"*4
"*4
luttw'ntav tina kai; a[grion *espovthn ajpo*rav")
,Repulica , *(3c0, sta; zitto tu, infatti con grandissima gioia me ne sono
liberato, come se fossi fuggito da un padrone furente e selvaggio. La
vecc!iaia, commenta il adrone di casa, significa dunque un liberarsi da
moltissimi tiranni numerosi e azzi0Ddespotw'n pavnu pollw'n
e[sti kai mainomevnwn ajphllav!qaiD 2329d3. Tra questi, in
rimis, =ros.
>uesto anatema di Sofocle viene riptuto non senza compiacimento da %atone
il Eecchio nel &e senectute di :icerone :) -ene Sop"ocles% cum ex eo quidam
iam affecto aetate quaereret utereturne reus veneriis<7&i meliora! inquitJ
lienter vero istinc sicut a domino agresti ac furioso profugi ) ,"/0,
opportunamente Sofocle quando, gi vecchio e fiaccato dagli anni, un tale gli
chiedeva se facesse ancora del sesso, disse: dio ne scampi, volentieri invero
sono scappato di l9 come da un padrone selvaggio e furiosoF
Nel campo della commedia, basta guardare i due fratelli degli
Adelphoe di Terenzio0Dquanta in altero diritas$ in altero
comitas8 D, quanta durezza nell+uno 29emea3, affabilit$
nell+altro 25icione3L Bnche la vicinanza della morte non '
terrificante, infatti)omnia quae secundum naturam fiunt sunt
"aenda in onis), tutto quello che avviene secondo natura deve
essere considerato tra i beni ,"30.
< noi uomini:)in "oc sumus sapientes% quod naturam optimam
ducem tamquam deum sequimur eique paremus ), in questo siamo
saggi che seguiamo la natura ottima guida come un dio, e le
obbediamo, aveva gi detto %atone nel prologo ,(0.
C. *illman non ' lontano da %icerone: ( fatti dimostrano c!e,
invecc!iando, io rivelo i. carattere, non i. morte!
*.*
.
@urtroppo non possiamo soffermarci oltre sull;argomento, che ci
sta a cuore, anche per ragioni anagrafiche oramai, per vogliamo
menzionare un moderno: 2talo Svevo nella cui opera, il
*.*
La forza del carattere, p. (..
"*.
"*.
protagonista di Senilit , <milio Hrentani, ' un trentacinquenne
dall;anima stanca, mentre la vecc!iaia anagrafica di altri
personaggi ', come nota 6agris in L'anello di Clarisse libert$
dall+obbligo di attestare a se stessi e agli altri il rorio valore,
la propria capacit e vitalit) ,p."3-0
Sentiamo T. 5ann in Carlotta a 9eimar ,del "3*30. >uesto
personaggio, ritrae l#eX ragazza ispiratrice del Oerther, %harlotte
Huff, la quale oramai era una matrona non lontana certo dalla
sessantina, piuttosto grassoccia, con un abito bianco ed uno scialle
nero, mezzi guanti di filo ed una capote alta, che lasciava
intravedere capelli ricci, di quel grigio cenere che succede al
biondo! ,p. 40. <ra una cosiddetta vecchia signora, si definiva
ella stessa cos9, e viaggiava con una figlia di ventinove anni, ed
era per di piA nonna. 6a ecco che l; distesa sentiva il cuore
battere come una ragazzina ronta ad una grossa biric!inata!
,p. *"0. <# la fede della nostra giovinezza quella che in fondo non
perdiamo mai. %onstatare che tale fiducia ha resistito, che siamo
restati gli stessi, che l#invecc!iare ) fenomeno fisico esteriore
incaace di influire sulla erennit$ del nostro intimo io, di
questo pazzo io che trasciniamo attraverso i decenni, ' cosa che
non dispiace mai quando siamo in et avanzata& in ci sta anzi il
udico e sereno segreto della nostra dignit$ senile! ,p. *10.
%oncludo con alcune riflessioni di :. 6alimberti: Nel suo
disperato tentativo di opporsi alla legge di natura, che vuole
l#inesorabile declino degli individui, c!i non accetta la vecchiaia
' costretto a stare continuamente all#erta per cogliere di giorno in
giorno il minimo segno di declino. (ocondria, ossessivit$, ansia
e deressione diventano le malefiche compagne di viaggio dei
suoi giorni, mentre suoi feticci diventano la bilancia, la dieta, la
palestra, la profumeria, lo specchio. <ppure nel Levitico ,"3, *(0
leggiamo: Dnora la faccia del vecchio!$La faccia del vecchio '
un bene per il gruppo, e perci Qilmann pu scrivere che, per il
bene dell#umanit, bisognerebbe proibire la chirurgia cosmetica e
"*-
"*-
considerare il lifting un crimine contro l#umanit!, perchJ, oltre a
privare il gruppo della faccia del vecchio, finisce per dar corda a
quel mito della giovinezza che visualizza la vecchiaia come
anticamera della morte. B sostegno del mito della giovinezza ci
sono due idee malate che regolano la cultura occidentale,
rendendo l#et avanzata piA spaventosa di quello che ': il primato
del fattore iologico e del fattore economico che, gettando sullo
sfondo tutti gli altri valori, connettono la vecchiaia all#inutilit, e
l#inutilit all#attesa della morte. <ppure non ' da poco il danno che
si produce quando le facce che invecchiano hanno scarsa
visibilit$La faccia del vecc!io ) un atto di verit$, mentre la
masc!era dietro cui si nasconde un volto trattato con la
c!irurgia ) una falsificazione che lascia trasparire l#isicurezza di
chi non ha il coraggio di esporsi con la propria faccia. Se
smascheriamo il mito della giovinezza e curiamo le idee malate
che la nostra cultura ha diffuso sulla vecchiaia potremmo scorgere
in essa due virtA: quella del carattere! e quella dell# amore!. La
prima ce la segnala *ilmann ne La forza del carattere ,Bdelphi30
%(nvecc!iando io rivelo il mio carattere, non la mia morte!,
dove per carattere devo pensare a ci che ha plasmato la mia
faccia, che si chiama faccia! perchJ la faccio! proprio io, con le
abitudini contratte nella vita, le amicizie che ho frequentato, le
peculiarit che mi sono dato, le ambizioni che ho inseguito, gli
amori che ho incontrato e che ho sognato, i figli che ho
generato!
*./
.
Le leggi colpiscono solo i deboli
Nietzsche: Le leggi contro i ladri e gli assassini sono
fatte a favore delle persone colte e ricche%
A;?

*./
:. Lalimberti, la Iepubblica (3 febbraio (11-, p. 5* : >uando essere vecchi significa saggezza.
*.5
+rammenti postumi, "-.4, "/
"*3
"*3
6nacarsi, racconta lutarco, derideva l/opera di Solone
che pensava di frenare l/ingiustizia e l/avidit dei cittadini
con parole scritte le +uali non differiscono per niente
dalle ragnatele 4"a2 mhden tw'n ajra!nivwn
diafevrein", <ita di Solone, ?, =), ma, come quelle,
tratterranno le deboli e le piccole tra le prede irretite,
mentre saranno spezzate dai potenti e dai ricchi .l
legislatore ateniese rispose che adattava il suo codice ai
cittadini, in modo da mostrare a tutti che agire con giustizia
" meglio che trasgredire le leggi Ma, commenta 0lutarco, le
cose andarono a finire come supponeva *nacarsi il quale
dopo avere assistito all/assemblea fece un/altra riflessione
intelligente:1o(ti levgousi me;n oi sofoi; par j
(>llhsi, krivnousi * j oi ajmaqei'"1&?, 3),
che presso i +reci parlano i sapienti ma decidono gli
ignoranti
#ensione intellettuale ed eroismo dei Greci
.l sentimento di resistere da soli come esseri superiori in
mezzo a nemici di gran lunga pi, numerosi li costrinse
a una continua ed estrema tensione intellettuale%
A;3

. +reci, in numero inferiore, sconfissero i 0ersiani &cfr il


5emistocle di #rodoto)
Erodoto , come Foscolo, si sentiva chiamato dalle Muse
1ad evocar gli eroi1
#CC
, e dopo la battaglia di Salamina fa dire
*.4
+rammenti postumi, settembre "-.4. ,/40
*..
&ei Sepolcri , v.((-. ?el resto nelle $ltime lettere di Bacopo 1rtis +oscolo, attraverso un discorso attribuito al
vecchio @arini d un;interpretazione pessimistica e riduttiva dell;eroe:)+orse questo tuo furore di gloria potrebbe trarti a
difficili imprese; ma&credimi&la fama degli eroi spetta un quarto alla loro audacia; due quarti alla sorte; e l;altro quarto a;
loro delitti),6ilano, / dicembre0.
"/1
"/1
a #emistocle%"tavde gar oujk h*mei'"
katergasavmeqa, ajlla qeoiv te kai
h{rwe""
#CD
, +uesta impresa infatti non l'abbiamo
compiuta noi, ma gli dei e gli eroi!
Lo stile del ridere
Eietzsche: 1ome e +uando una donna rida, ci ) segno
della sua educazione: ma nel timbro del riso si rivela la sua
natura@0erci$ lo studioso degli uomini dir come 4razio,
ma per diverso motivo, ridete puellae%
A;<

Ovidio >hi lo crederebbeD Le ragazze imparano anche il
modo di ridere, cercando pure con questo aspetto di
accrescere la loro avvenenza:1Quis credat? Discunt etiam
ridere puellae, N5uaeritur at5ue illis hac 5uo5ue parte decor
1 & Ars ..., vv 2'(72'2)
Ovidio d delle indicazioni che si riassumono nel v
2'3:1sed leve nescio5uid femineum5ue sonet 1, comun+ue
4il ridere5 esprima un non so che di delicato e femminile
!uelle che si lasciano andare alla sghignazzata rischiano la
sguaiataggine :1ut rudit a scabr@ turpis asella mol@ 1 &Ars,
..., v 2<:), come la brutta asinella raglia dalla ruvida
*.-
E222, "13, *.
*.3
$mano% troppo umano 22, p. 3/.
"/"
"/"
macina !uesto verso realmente ruvido rende fonicamente il
riso sgraziato della ragazza asina
$arziale commenta questa parte dell/Ars notando che il
poeta di Sulmona & precisamente 4aelignus ) aveva
consigliato di ridere:1ride si sapis# o puella# ride 1&.., =(), ridi
ragazza, se hai giudizio, ridi, ma non a tutte le ragazze:1sed
non dixerat omnibus puellis 1 .nfatti una tal Massimina che
ha tre denti deve mettersi addosso espressioni tristi,
frequentare donne in lutto e distrarsi solo con le Muse
tragiche Cunque:1plora# si sapis# o puella# plora 1, piangi
ragazza se hai giudizio, piangi
" tiranni
Nietzsche: +uando decadono i costumi emergono
innanzitutto quelle persone che sono dette tiranni@>esare,
il tiranno risolutivo, mette fine alla stanchezza della lotta per
legemonia, sfruttando ai suoi fini quellesaurimento di
forze%
A':

'ofocle nell/'dipo re scrive che l/u{bri~ ) la madre del
tiranno 5utta l/opera di Sofocle indica l/ u(bri", la
prepotenza, come madre e nutrice della tirannide
A'(
cui si
associa ogni dismisura
*-1
La gaia scienza ,del "--(0, p. 33.
*-"
u(bri" futeuvei tuvrannon, ,+dipo re , v. -.*0, la prepotenza fa crescere il tiranno.
"/(
"/(
La morte da commedia di 6ugusto e di Nerone, e +uella
tragica di #iberio
/ietzsc!e: Si rammenter che l#imperatore ,ugusto, quell#uomo
tremendo che sapeva ugualmente esercitare il dominio di sJ come
serbare il silenzia al pari di un qualunque saggio Socrate, commise
un#indiscrezione verso se stesso con le sue ultime arole0 er la
rima volta si lasci" cadere la masc!era, quando fece intendere
che aveva portato una maschera e recitato una commedia, che
aveva recitato sul trono la parte di padre della patria e quella della
saggezza, cos9 bene da darne l#illusioneF Plaudite amici% comoedia
finita est! 2l pensiero di /erone morente0 qualis artie& pereo8
<ra anche il pensiero del morente Bugusto. Eanit$ d#istrioniL
Loquacit d#istrioniF < proprio l#antitesi di Socrate morenteF 6a
Tiberio, questo tormentatissimo fra tutti i tormentatori di se stessi,
mor9 senza una parola&egli era autentico e non un
commedianteL...>uando, dopo una lunga agonia, parve che li
ritornassero le forze, si ritenne opportuno soffocarlo coi cuscini&
ebbe doppia morte!
*-(
.
Nella Lita di Svetonio troviamo l;ultima scena di Bugusto il quale
supremo die , fattisi mettere in ordine i capelli e le guance
cascanti, domand agli amici )ecquid iis videretur mimum vitae
commode transegisse) ,330, se a loro sembrasse che avesse
recitato bene la farsa della vita, quindi chiese loro, in greco, degli
applausi con la solita clausula delle commedie:) eij *e; ti4
e[/oi kalw'" to; paivgnion, krovton dovte), se
' andato un po# bene questo scherzo, applaudite. La corta
buffa!
*-*
era giunta al termine.
*-(
La Laia scienza, p. 44.
*-*
?ante, Inferno, E22, 4".
"/*
"/*
L/inganno dell/amore e i rimedi
A'=
Eietzsche: Se amiamo una donna, finiamo facilmente per
odiare la natura al pensiero di tutte le ripugnanti
circostanze naturali cui ogni donna ) sottoposta: in
generale preferiamo sorvolare su questo pensiero@
-L/uomo sottocutaneo0 ) per tutti gli amanti una cosa
esecrabile e inconcepibile, una bestemmia contro Cio e
lamore%
A'?

Si tende dunque a idealizzare la figura dellamata: A8igra


mel=chrus est, immunda et &oetida acosmos 1 &De rerum
natura, .-, v ((3:), la nera ha l/incarnato di miele, la lercia
e puzzolente " trasandata
>uesto travisamento ricorda l;idealizzazione dell;innamorato
Huceo nel N idillio
3?B
di Teocrito:)Fuvran kalevontiv tu
pavnte", )ijs/na;n aliovkauston, ejgw; *e;
movno" meliv/lwron) ,vv. (4&(.0, tutti ti chiamano Sira,
secca, bruciata dal sole, io solo colore del miele
compie la stessa operazione di Lucrezio, #liante nel
"isantropo di $oliere che aveva tradotto il !e rerum
natura prima del (33: :1La nera come un corvo ) una
splendida bruna: la magra ha vita stretta e libere movenze8
la grassa ha portamento nobile e maestoso8 la sciatta, che "
fornita di non molte attrattive, diventa una bellezza che
vuole trascurarsi8 la gigantessa sembra, a vederla, una dea8
la nana " un riassunto di celesti splendori8 l/orgogliosa ha un
aspetto degno d/una corona8 la scaltra " spiritosa8 la sciocca
*-/
Ne abbiamo gi parlato a proposito dell#accecamento amoroso ,pp. "1* sgg.0
*-5
La gaia scienza, p. .-.
*-4
>uello dei mietitori
"//
"//
" molto buona8 la chiacchierona " donna sempre di
buonumore8 la taciturna gode di un onesto pudore 0erci$ lo
spasimante, se " molto innamorato, ama pure i difetti della
persona amata1
*-.

+emedium amoris " pensare ai difetti della donna e


accentuarli, come suggerisce Ovidio
Eei 3emedia Amoris il poeta 0eligno consiglia di
accentuare mentalmente i difetti dell'amante per tenerla
lontana Eon " difficile compiere l/una o l/altra operazione
siccome " sottile il confine tra vizio e virt6
14rofuit adsidue vitiis insistere amicae6id5ue mihi factum
saepe salubre fuit<6AQuam malaA dicebam Anostrae sunt
crura puellaeA Bnec tamen# ut vere confiteamur# erantC.
Abracchia 5uam non sunt nostrae formosa puellaeA Bet
tamen# ut vere confiteamur erantC6A5uam brevis estA Bnec
eratC# A5uam multum poscit amantemA.6haec odio venit
maxima causa meo<6 't mala sunt +icina bonis> errore sub
illo6pro vitio virtus crimina saepe tulit<6 >ua potes, in peius
dotes de&lecte puellae6iudicium5ue brevi limite falle
tuum$9*:urgida*, si plena est, si &usca est, *nigra*
+ocetur.6in gracili AmaciesA crimen habere potest<6Et poterit
dici ApetulansA 5uae rustica non est.6et poterit dici
*rustica*, si 1ua proba est 1 &vv A(?7AA:), mi ha fatto
bene pensare senza tregua ai difetti dell/amante e questa
pratica ripetuta mi " stata salutare 1!uanto sono fatte male7
dicevo7le gambe della mia donna1 &nB tuttavia, a dire il vero,
lo erano)8 1quanto non sono belle le braccia della mia
donna1 &e tuttavia, a dire il vero, lo erano) 1 quanto " corta1
&e non lo era), quanto esige dall/amante1, questo divenne il
*-.
6oli're, Il misantropo , 22, /.
"/5
"/5
motivo pi6 grande per la mia avversione oi i mali stanno
vicino ai beni: sottomessa a quell/errore spesso la virt6 si "
presa le colpe del vizio er +uanto puoi, volgi in peggio
le doti della tua donna e, dato il breve confine, inganna il
tuo giudizio 1Gonfia" devi chiamarla se ) piena, se )
scura "negra"L in quella magra la secchezza pu$ essere
incriminata # potr chiamarsi 1sfrontata1 quella che non "
campagnola e si potr chiamare 1campagnola1 se una "
virtuosa
"l rapporto con la natura
*miamo la grande natura e labbiamo scoperta: questo
deriva dal fatto che nella nostra testa sono assenti i grandi
uomini .nversamente i +reci: il loro senso della natura )
altra cosa dal nostro0
A''

Socrate si sente forestiero risetto alla natura. Nel prologo del
,edro si scusa per questa insensibilit dovuta al fatto che il
suo apprendere dipende soltanto dai contatti
umani :1Fuggivgnwskev moi, w. a[riste%
filomaqh" gavr eijmi= ta men ou(n !wriva
kai ta devndra oujdevn m j ejqevlei
didavskein1&2A:d), perdonami carissimoG .o infatti sono
uno che ama imparare: la campagna e gli alberi non
vogliono insegnarmi niente
La sofiva di Socrate ", a detta di 0latone, specialmente
ajnqrwpivnh sofiva, saienza relativa all#uomo. &w')
*--
La gaia scienza, p. "*-.
"/4
"/4
o(nti ga;r kin*uneuvw tauvthn ei.nai sofov~
,Apologia, (1d0 in questa infatti io sono probabilmente saggio
davvero.
La poesia del resto, prima quella epica di Dmero poi la lirica, e
successivamente, ancor piA, quella ellenistica, in particolare la
teocritea, indugia a descrivere il mondo naturale: 1Eon v/"
giornoche il poeta
A'<
dimentichi d/osservare come il sole
sorge e tramonta1
*31
Bnche negli ultimi drammi, gli :ccelli di
,ristofane, le ;accanti di =uriide e l#Edipo a Colono di
Socrate, si sente la voce della natura che si avvia a diventare il
paradiso perduto dell#uomo disgustato dalla civilizzazione ed
escluso dalla politica.
:allimaco arezza la felicit$ della misera caanna di =cale, e
il suo Bconzio cerca la solitudine in mezzo ai boschi. La natura )
il aradiso erduto dei moderni uomini civilizzati. Nelle citt si
cercava l;avvicinamento alla natura con mezzi artificiali: i
Tolomei fecero iantare giardini e bosc!etti ad ,lessandria; ad
Bntiochia i Seleucidi fecero costruire passeggiate con giochi
d;acqua.
>uando il +iladelfo, tormentato dalla podagra, vide sulla riva del
Nilo dei fellah che consumavano il loro misero pasto, si
rammaric: BhimJ, non essere venuto al mondo nella condizione
di uno di costoroF!
*3"
.
Natura! divenne la parola di moda, e alla gioia istintiva che il
cittadino, ormai straniato dalla campagna, prova al contatto con
gli alberi e le sorgenti, con i frutti maturi e il canto delle cicale, si
associ una forma di rimpianto romantico per la vita dell#uomo
allo stato di natura!
*3(
.
*-3
Dmero ndr&
*31
Caeger, Paideia ", p. ""D.
*3"
%fr. Bteneo, 5*4 e.
*3(
6. @ohlenz, La Stoa, p. "*.
"/.
"/.
Nel 22 d. %. ,driano far$ ricostruire a Tivoli la valle di Teme
attraversata dal fiume Peneo, sotto l#Dlimpo. Bd Blessandria fu
costruita una collina artificiale e i templi si costruivano a contatto
con la natura in boschi o su promontori marini; del resto i templi
di ?odona, di ?elfi, di capo Sunio erano gi tali. Bnche i privati si
fanno costruire case con giardini e fontane, e si fanno affrescare le
pareti delle case con paesaggi
=eocrito vuole attuare un ritorno alla sfera vitale della natura
*3*
cui
si sente avvinto in maniera indissolubile. <gli vuole conseguire il
ritiro dal mondo per raggiungere la felicit epicurea.
La piA matura delle sue poesie ' le Talisie 2 E(( (dillio3 con la
gara poetica tra L9cida e Simich9da. %i sono riferimenti colti, per
cui i canti sono apprezzabili solo da chi possiede una solida
cultura letteraria. Iimane comunque il sentimento della natura con
le cicale che, ebbre di sole, strillano nel denso fogliame a non
finire. 9afni morente nel Tirsi 2(3 saluta la natura con tutti gli
animali.
Lo spirito del commercio!
.l mio antagonismo verso lo spirito del commercio,
come spirito dellepoca%
A<=

idea fondamentale della civilt commerciale: la massa
inferiore, con il poco che possiede, " insoddisfatta alla vista
del ricco, crede che il ricco sia felice%
A<?

3iceopoli, il cittadino giusto degli Acarnesi di 6ristofane,


deplora la vita della citt consumista e guerrafondaia: egli odia la
vita cittadina e sente la mancanza del suo villaggio dove
*3*
=. 6ann lo chiama la cura di Bnteo!.
*3/
+rammenti postumi, estate autunno "--","" ,"-10.
*35
+rammenti postumi, estate autunno "--", ,((.0.
"/-
"/-
nessuno gli dicevaL a[nqraka~ privw0 4v! ;>5, compra i
carboni, poi l/aceto, poi l/olio, e nemmeno sapeva cosa fosse
Mcompra/ - oujd j h[/dei privw% &v A?), ma produceva
tutto
'enofonte nella Ciropedia racconta che in ersia,
probabilmente nell'antica capitale asargade, c') un
luogo chiamato iazza Libera 4" j1leuqevra
j"gorav1) dove sorge il palazzo reale con gli altri edifici
governativi e da +uesta sono bandite le mercanzie &ta;
me;n w[nia) e i trafficanti del mercato &1oi
jagorai'oi1 ) e i loro schiamazzi e la loro volgarit*
4kai ai* touvtwn fwnai kai ajperokalivai)
>ostoro vengono spinti in altro luogo:1w" mh;
mignuvhtai h touvtwn tuvrbh th') tw'n
pepai*eumevnwn eujkosmiva)1&., 2, A), affinch8 il loro
disordine non si mescoli alla compostezza delle
persone educate #cco dunque che uno degli aspetti
dell/ordine mentale e della compostezza consiste nel non
confondersi con le contese e le resse del mercato, come
ebbe a scrivere ,ohde a proposito di Sofocle
*34
Ro nominato
Sofocle, ma posso citare anche il <angelo cristiano
*3.
,
poichB questa ostilit al mercato " la presa di distanza di un
mondo non solo aristocratico, ma pure religioso, da un altro
mondo nel quale gli unici valori sono 1vendere e comprare1
*34
)<gli passa, non tocco, in mezzo alla ressa e alle contese del mercato), in Psic"e , p.5.4.
*3.
6atteo, (", "(:)+t intravit Iesus in templum et eieceat omnes vendentes et ementes in templo% et mensas
nummulariorum evertit et cat"edras vendentium columas% et dicit eis<7Scriptum est &omus mea domus orationis
vocaitur72 Los autem facitis eam speluncam latronum), e LesA entr nel tempio e cacciava fuori tutti quelli che
vendevano e compravano nel tempio, e rovesci le tavole dei cambiamonete e le sedie di quelli che vendevano colombe
e dice loro:)' scritto:)La mia casa sar chiamata casa di orazione). Eoi invece ne fate una spelonca di ladri.
"/3
"/3
"l rifiuto del vendere e, soprattutto, del comprare sul
versante laico, e letterario, si trova in un personaggio de &
Buddenbroo) di #! $ann, romanzo che " un poco
considerato l/epica della borghesia: il conte Eberhard
$7lln che rifiuta il mondo borghese, era 1un originale che si
vedeva di rado e viveva lontano dal mondo in quella piccola
casa di campagna dedicandosi all/allevamento di polli e cani
e alla coltivazione di legumiaveva esposto per parecchio
tempo sull/umile porta di casa un cartello che diceva:1&ui
abita il conte $7lnn! E' solo, non ha bisogno di nulla,
non compera nulla e non ha niente da regalare1&p AA()
+ine topoi
"51
"51
La tragedia
La saienza silenica e la reazione estetica dell# aollineo.
Non bisogna trascurare la componente estetica della civilt ellenica
che si distingue dalle altre anche per il culto della bellezza; secondo
Nietzsche i 6reci !anno vinto l+orrore del caos e rovesciato la triste
sapienza silenica, la quale rifiuta la vita, attraverso la giustificazione
estetica ed eroica dell+esistenza umana : )2l Lreco conobbe e sent9 i
terrori e le atrocit dell;esistenza: per poter comunque vivere, egli
dovJ porre davanti a tutto ci la splendida nascita sognata degli d'i
olimpici. L;enorme diffidenza verso le forze titaniche della natura, la
6oira spietatamente troneggiante su tutte le conoscenze, l+avvoltoio
del grande amico degli uomini Prometeo, il destino orrendo del
saggio =dio, la maledizione della stirpe degli Btridi, che costringe
Creste al matricidio, insomma tutta la filosofia del dio silvestre con
i suoi esempi mitici, er la quale erirono i melanconici =trusc!i,
fu dai 6reci ogni volta suerata, o comunque nascosta e sottratta
alla vista, mediante quel mondo artistico intermedio degli dei
olimici. +u per poter vivere che i Lreci dovettero, er
rofondissima necessit$, creare questi d)i: questo evento noi
dobbiamo senz;altro immaginarlo cos9, che dall+originario
ordinamento divino titanico del terrore fu sviluppato attraverso
quell;impulso apollineo di bellezza, in lenti passaggi, l+ordinamento
divino olimico della gioia, allo stesso modo c!e le rose suntano
da sinosi cesugli$ %os9 gli d'i giustificano la vita umana
vivendola essi stessi&la sola teodicea soddisfacenteF L;esistenza sotto il
"5"
"5"
chiaro sole di d'i simili viene sentita come ci che ' in sJ
desiderabile, e il vero dolore degli uomini omerici si riferisce al
dipartirsi da essa, soprattutto al dipartirsene presto: sicchJ di loro si
potrebbe dire, invertendo la saggezza silenica, ) la cosa eggiore di
tutte ) er essi morire resto, la cosa in secondo luogo peggiore ' di
morire comunque un giorno). Se una volta risuona il lamento, ci"
avviene er ,c!ille dalla breve vita, er l+avvicendarsi e il mutare
della stire umana come le foglie
*3-
, per il tramonto dell;et degli eroi.
/on ) indegno neanc!e del i. grande eroe bramare di vivere
ancora, fosse ure come un lavoratore a giornata
*33
. /ello stadio
aollineo la Dvolont$D desidera quest+esistenza cos;
imetuosamente, l;uomo omerico si sente con essa cos9 unificato, che
perfino il lamento si trasforma in un inno in sua lode)
/11
.
,c!ille nel mondo dei morti di Dmero ) una delle teste svigorite 2D
ajmenhna kavrhnaD, -dissea, N(, 293 che devono bere del sangue
per riacquistare coscienza, e rimpiange la vita terrena.
Eediamo la prefazione dello <arathustra
/1"
: Ei scongiuro, fratelli,
rimanetemi fedeli alla terra fratelli miei =bleibt mir der Erde teuer$
meine ;r>der3 e non credete a quelli che vi parlano di sovraterrene
speranze. Lo sappiate o no: costoro esercitano il veneficio.
?ispregiatori della vita essi sono, moribondi e avvelenatori essi stessi.
:n tempo il sacrilegio contro ?io era il massimo sacrilegio, ma 9io )
morto, e cos9 sono morti anche tutti questi sacrileghi. :ommettere il
sacrilegio contro la terra, questa ) oggi la cosa i. orribile, e
apprezzare le viscere dell#imperscrutabile piA del senso della terra!.
>uando Nietzsche proclam: ?io ' morto! lo fece per amore degli
uomini$<gli deve rassegnarsi ad essere chiamato un umanitario!
/1(
.
*3-
%fr. Iliade, E2, "/4:)oi[h per fuvllwn genehv, toivh *e; kai; ajn*rw'n), proprio quale la
stirpe delle foglie, tale ' anche quella degli uomini. ,n. d. r.0
*33
%fr. 1dissea , G2, vv. /--&/3". ,n. d. r.0
/11
+. Nietzsche, La nascita della tragedia, p. **.
/1"
=erminato nel "--5
/1(
=. 6ann, Nobilt dello spirito, p. -/*.
"5(
"5(
2l suo abbarbicarsi alla realt terrena ' un opporsi al platonismo e al
cristianesimo. <# un attizzare questa opposizione.
Eella 0arodo delle Eumenidi di #schilo, le #rinni si incitano
a vicenda: 1liquido sangue materno versato a terra 4ai5ma
mhtrw'ion /amaiv), oh, non si raccatta: il liquido versato
al suolo " perduto Ma bisogna che tu in cambio mi dia che
da te vivo io possa ingozzare denso liquido rosso dalle
membra1vv 23(723?)
Secondo questa divinit primordiali, il sacrilegio contro la
terra " luccisione della madre che " la grande madre di
tutti
Le divinit$ olimic!e.
2n esse parla una religione della vita, non del dovere o dell#ascesi o
della spiritualit. Tutte queste figure diffondono il trionfo
dell#esistenza, un sentimento esuberante della vita accompagna il loro
culto. <sse non esigono niente: in esse l#esistente ' divinizzato,
indipendentemente dal fatto se sia buono o cattivo!
/1*
.
%)a visione dionisiaca del mondo, scritta nell#estate del 1?>0, si
u" considerare, doo le due conferenzeAIl dramma musicale
greco e Socrate e la tragediaAuna rova generale della #ascita della
tragediaKNella Eisione dionisiaca vengono introdotte per la prima
volta le categorie artistiche di apollineo e dionisiaco$2n essa entrano
concetti schopenhaueriani buoni e non buoni$=utti questi concetti
sono comunque cincischiati!
/1/
/1*
Nietzsche, La visione dionisiaca del mondo ,"-.10. 2n Eerit e menzogna, p. .(.
/1/
Sossio Liametta, Introduzione a Nietzsc"e opere per opera, p. *3.
"5*
"5*
=uttavia, alle salle di questa visione di bellezza c#) la saienza
silenica: ' una filosofia del genere quella che fa da sfondo a quel
mondo di d'i. 2l greco conosceva gli orrori e le atrocit dell#esistenza,
ma li velava, per poter vivere: una croce occultata tra le rose,
secondo il simbolo goethiano$si doveva nascondere per mezzo di
figure solari come quelle di Ueus, Bpollo, Qermes ecc., quell#oscuro
dominio della moira che ' causa per Bchille d#una morte precoce e
per <dipo d#una unione nefasta$@er effetto di una tale religione, nel
mondo greco la vita viene concepita come qualcosa che ' desiderabile
di per sJ$non ' indegno dei piA grandi eroi aspirare a una
continuazione della vita, foss#anche una vita da servi$@erci l#uomo
moderno ha nostalgia per quel tempo in cui crede di sentire il perfetto
accordo di uomo e di natura!
/15
.
B proposito di rose e di spine, di croce e di rose, sentiamo
Cos( parl) *arat"ustra : 2o vi dico: bisogna avere ancora un
caos dentro di sJ per partorire una stella danzante!
/14
. =an muss
noc" C"aos in sic" "aen% um einen tanzenden Stern geTren
zu EPnnen2
>uindi c#' l#irruzione del culto dionisiaco$questa fonte era
sgorgata dall#Bsia; ma in Lrecia doveva diventare un torrente$(n
qual modo ,ollo salv" la grecit$< ,ccogliendo nel mondo della
bella aarenza, cio) nel mondo olimico il nuovo venuto!
/1.
.
2l culto dionisiaco asiatico ' ancora barbarico, un orribile miscuglio
di volutt e crudelt!
/1-
, ma Bpollo lo accoglie nel mondo della bella
apparenza. %fr. quanto dice Tiresia a Penteo nelle ;accanti di
=uriide.
:n giorno lo vedrai anche sulle rupi ?elfiche
/15
La visione dionisiaca del mondo, , p. .*.
/14
@refazione.
/1.
La visione dionisiaca del mondo , p. .5.
/1-
Nietzsche, La nascita della tragedia, p.(-.
"5/
"5/
saltare con le fiaccole sull#altopiano a due cime
agitando e scagliando il bacchico ramo,
grande per l#<llade. Eia @enteo, da# retta a me! ,vv. *14&*130.
La saienza silenica
2l cupio dissolvi dell#et dei =itani ' significato dalla Saienza
silenica
0rima c/" la leggenda del 'ileno cui il re $ida dava la
caccia .nfine lo prese e gli domand$ quale fosse per l/uomo
la cosa migliore .l mostro, acre, bimembre, prima tacque,
poi rispose con un riso stridente:1#ffimera creatura, figlia del
caso e dell/affanno, la cosa migliore ) non essere nati, la
seconda ) morire appena nati Ci questa saggezza da
mostro troviamo varie espressioni: c/" la leggenda di 1leobi
e Kitone le cui statue si trovano a Celfi:1*iev*e!ev te
ejn touvtoisi o qeo;" w" a[meinon ei[h
ajnqrwvpw) teqnavnai ma'llon h]
0wvein1&'rodoto , ., A()
Eell 'dipo a Colono ,(22A, leggiamo:1mh; fu'nai
to;n a(panta nika') lovgon1, non nascere vince
ogni considerazione8 secondo bene " , una volta apparsi,
tornare al pi6 presto l da dove si " giunti
.n latino, 1icerone scrive:1non nasci homini longe
optimum est# proximum autem# 5uam primum
mori1&:usculane , ., =') >icerone ci ricorda che #uripide
fece uso di questo concetto nel Dresphonte dove si dice che
si dovrebbe festeggiare la morte e piangere la nascita degli
uomini Cel resto il concetto " comune nella tradizione
letteraria greca e latina
"55
"55
:eognide &-. sec) scrive che la cosa migliore per chi
vive sulla terra " non essere nato &mh; fu'nai) ma
quando si " nati al pi6 presto varcare la soglia dell/*de e
giacere sotto gran massa di terra &=2?7=2')
'eneca, nella Consolazione a "arzia del =:,
ripete:1&ta5ue# si felicissimum est non nasci# proximum est#
puto# brevi aetate defunctos esse1 &22)
Cel resto sappiamo che Erodoto ricorda il costume
dei #rausi 4#raci) i quali piangono le nascite deplorando i
mali che attendono il neonato e festeggiano i decessi
considerando che liberato da tanti mali, il morto si trova in
completa felicit &-, =) Leopardi, nella Storia del genere
umano dice che a un certo momento venne 1riconfermato il
tedio e la disistima della vita1, e 1si ridussero gli uomini in
tale abbattimento che nacque allora il costume riferito nelle
storie umane come praticato da alcuni popoli antichi che
nascendo alcuno, si congregavano i parenti e gli amici a
piangerlo8 e morendo, era celebrato quel giorno con feste e
ragionamenti che si facevano congratulandosi con l/estinto1
&uesta saggezza silenica popolare sta al mondo apollineo,
come le torture del martire stanno alla sua visione estatica
9affaello@ ci ha rappresentato in un dipinto simbolico@il
processo originario dellartista ingenuo e insieme della cultura
apollinea Nella sua :ras&igurazione
5?@
la met* inferiore col
ragazzo ossesso, li uomini in preda alla disperazione che
lo sostengono, gli smarriti e angosciati discepoli, ci mostra il
rispecchiarsi dell/eterno dolore originarioBl/illusione " qui
un riflesso delleterno contrasto@3a +uesta illusione si leva
poi, come un vapore d/ambrosia, un nuovo mondo
illusorio, simile a una visione di cui quelli illuminati dalla prima
/13
"5"- ca. nde.
"54
"54
visione non vedono niente7un luminoso fluttuare in purissima
delizia%
=(:

(l bello con semlicit$.
La bellezza deve essere coniugata con la semlicit$, come dice
in sintesi il Pericle di Tucidide0Dfilokalou'mevn te
gar met j eujteleiva"
344
kai filosofou'men
a[neu malakiva"D 2Storie, ((, '0, 13 in effetti amiamo il
bello con semlicit$ e amiamo la cultura senza mollezza.
La semlicit$ ) inattuale0 Nietzsche avrebbe desiderato )come
educatore un vero filosofo, c!e-insegnasse di nuovo ad
essere, nel ensiero e nella vita, semplice e schietto, quindi
inattuale nel senso piA profondo della parola; infatti gli uomini
oggi sono diventati cos; moltelici e comlicati c!e debbono
diventare insinceri tutte le volte c!e arlano, sostengono delle
opinioni e secondo esse vogliono agire)
/"(
.
La 1>lassicit non " chiarezza sin dall/inizio, bensI contesa
giunta ad unit, discordia conciliata, angoscia risanata1
/"*

La crescita attraverso il dolore e il pavqo~,
come passione in genere!
La scuola del dolore, del grande dolore&ignorate forse che
questa scuola soltanto ha finora ermesso all#uomo di
ascendere alle i. elevate altitudiniM!
/"/
.
/"1
La nascita della tragedia, p.*4.
/""
<# frugalit, parsimonia, ' il basso prezzo facile da pagare ,eu., tevloW0 ' la bellezza preferita dai veri signori,
quelli antichi, e incompresa dagli arricchiti che sfoggiano volgarmente oggetti costosi.
/"(
+. Nietzsche, %onsiderazioni inattuali 222% Sc"open"auer come educatore , p. ".*
/"*
H. Snell, +sc"ilo e l'azione drammatica , p. "/".
/"/
?i l dal bene e dal male, Le nostre virtA.
"5.
"5.
Bgitando il tirso egli ha esaltato estaticamente la vita forte e
bella, trionfante, ignara di moralit$ma, nello stesso tempo,
nessuno piA di lui ha reso omaggio al dolore: La caacit$ di
soffrire i. o meno rofondamente determina il diverso valore
degli individui! egli ha detto$!Eoglio! dice aver la vita tanto
dura quanto un uomo pu averla. < dura se la rese, dura fino alla
santit!
/"5
.
2l pavqo~ deve essere valorizzato e redento dal mavqo~, secondo
quanto afferma il coro di vecchi argivi nella Parodo
dell#Agamennone di =sc!ilo0 tw/' pavqei mavqo"
/"4
,
attraverso la sofferenza si giunge alla comprensione
/".
. :na sentenza
topica che ha avuto un lungo seguito nella letteratura europea: da
<uripide, a 6enandro, a @roust, a Qermann Qesse.
+avqo~ ' ci che si subisce, ' anche passione!,cfr. @latone Dedro
(45b to; ejrwtikon pavqo~)% #bbene, /ietzsc!e nel terzo
libro di )a gaia scienza 21??23 scrive sul %:olore delle assioni&
segnalando la differenza tra le assioni er gli =brei e er i 6reci:
@ersonalit del genere dell#apostolo Paolo !anno er le assioni un
%occ!io malvagio!; di esse conoscono soltanto quel che ' sudicio,
deformante e straziante&il loro impulso ideale mira perci
all#annientamento delle passioni: nel divino vedono la completa
purificazione da esse. Ren diversamente da Paolo e dagli =brei, i
6reci hanno rivolto il loro impulso ideale precisamente sulle passioni
e le !anno amate, elevate, rese auree e divinizzate; evidentemente
non si sentivano soltanto piA felici nella passione, ma anche piA puri e
/"5
=.6ann, Noilt dello spirito, p. -(".
/"4
<schilo, :gamennone, "...
/".
Si veda la massima beethoveniana )&urc" Leiden Dreude), attraverso la sofferenza la gioia. Iicavo il suggerimento
da <. 6orin, La testa en fatta, p. /* n. ..
"5-
"5-
divini che d#ordinario. < i cristianiM Eolevano in questo ebraizzarsiM <
ci sono forse riuscitiM!.
La gaia scienza ) una ricomensa er una seriet$ lunga,
coraggiosa, laboriosa e sotterranea!, scriver Nietzsche in
.enealogia della morale ,"--.0.
2n una lettera a Lou del (- giugno "--( leggiamo una testimonianza
immediata di tanta seriet: per decidere la stesura definitiva sono
costretto al piA scrupoloso ascolto! di parole e frasi. Lli scultori
chiamano quest#opera di rifinitura ad unguem!. Non solo gli scultori.
Drazio definisce +onteio %apitone ad unguem factus "omo ,sat. ".5.
*(0, un uomo compitissimo. Nell#ars poetica Drazio suggerisce:
carmen repre"endite quod nonO multa dies et multa litura coercuit
atqueO praesectum decies non castigavit ad unguem! ,vv. (3(&(3/0,
biasimate la poesia che nJ un lungo tempo nJ molte cancellature
hanno rifinito nJ dopo averlo sfrondato una decina di volte non ha
corretto fino alla perfezione.

quasi tutte le assioni !anno cattiva reutazione a causa di
coloro c!e non sono abbastanza forti er volgerle a loro
vantaggio!
/"-
.
Nell#G2 capitolo della IL Inattuale, Nietzsche afferma che %la
assione ) migliore dello stoicismo e dell#iocrisia, che la sincerit,
anche nel male, ' migliore del perdere se stessi con la moralit della
tradizione, che l#uomo libero pu essere tanto buono che cattivo, ma
che l#uomo schiavo ' un disonore della natura e non partecipa a
nessuna consolazione nJ celeste nJ terrena!.
/"-
+rammenti postumi primavera "--- , "/ ,"5.0
"53
"53
:n tovpo" etico e psicologico diffuso ' quello del tw/' pavqei
mavqo"
/"3
, attraverso la sofferenza si giunge alla comprensione
/(1
.
Eoglio darne un ampio quadro.
La sofferenza che conduce alla comprensione!
Esiodo 42pere e giorni5! 'ofocle 4Antigone5! Euripide
4Alcesti5! $enandro 4 jEpitrevponte~ e -uvskolo~',
/ietzsc!e. )w'/ pavqei kavllo~, Eirgilio. Sc!iller
2*aria Stuarda3. 3ostoevs(iN 43icordi del sottosuolo,
,ratelli %aramazo+5! O! Oesse 4Siddharta e Peter
Camezind5! roust 4Il tempo ritro+ato5! Pilde 4!e
pro&undis5! 9+,nnunzio2Il uoco3. Eerga 2I *alavoglia3.
Pavese 2Il mestiere di vivere3. ,ncora *esse. Piero Roitani
2Prima lezione sulla letteratura3.
5ale legge si trova in tutte le espressioni letterarie
collegate all/oracolo delfico
Esiodo afferma che la giustizia, quando si giunge alla fine,
supera la prepotenza e soffrendo anche lo stolto impara
&:pere e giorni, vv 2(;72(')
Eell/opera di 'ofocle questa concatenazione di delitto7
castigo 7riconoscimento degli errori, " messa in piena
evidenza alla fine dell/Antigone, +uando 1reonte riceve la
notizia del terzo suicidio provocato da lui e dichiara la
/"3
<schilo, :gamennone, "... <, poco piA avanti :)goccia invece del sonno davanti al cuorePil penoso rimorso,
memore delle pene inflitte; e anchePsui recalcitranti arriva il momento della saggezza) , kai; par j a[4konta"
h.lqe swfronei'n , :gamennone, vv. ".3&"-"0. < Nietzsche: @ochi lo sanno: ma per dormire bene bisogna
avere tutte le virtA! ,Cos( parl) *arat"ustra, ?elle cattedre della virtA0.
/(1
Si veda la massima beethoveniana )&urc" Leiden Dreude), attraverso la sofferenza la gioia. Iicavo il suggerimento
da <. 6orin, La testa en fatta, p. /* n. ..
"41
"41
propria colpa che lo ha annichilito:1a[getev m j
ejkpo*wvn,4to;n oujk o[nta ma'llon h]
mh*evna1, portatemi via, io non sono pi6 di un nessuno
&vv(A2=7(A2?) Eel poeta di >olono questo comprendere
tardivo non salva dalla catastrofe chi ha sbagliato
9n caso di lieto fine in seguito a resipiscenza invece
possiamo trovarlo nell'Alcesti di Euripide! *dmeto,
sentendo il peso della solitudine dopo avere chiesto alla
giovane moglie il sacrificio della sua vita per salvare la
propria, soffre la desolazione nella quale " rimasto e
dice:1lupro;n *iav!w bivoton= a[rti manqavnw",
condurr$ una vita penosa: ora comprendo &v<=:) .n
seguito, come si sa, gli verr restituita la compagna dalla
possa di #racle
> Cel +rande in &ragw)*iva afferma che pure la
commedia nuova, e particolarmente quella di $enandro
mantiene un carattere paradigmatico fornendo esempi di
mavqo" tragico #/ il caso di 1arisio negli
jEpitrevponte" 5LAarbitrato)> il marito che aveva
ripudiato la moglie per un errore sessuale di lei, un fallo
che, senza saperlo, avevano commesso insieme, quando si
accorge dell/amore della sposa, ironizza sulla propria
innocenza di uomo attento alla reputazione:1 ejgwv ti"
ajnamavrthto", eij" dovxan blevpwn1&v ?''), io
uno senza peccato, e comprende che deve perdonare
quello che " stato solo un 1ajkouvsion gunaiko;"
ajtuv/hma1, un infortunio involontario della donna &v?<=)
Nella commedia piA delicata e piA bella di 6enandro, gli
+pitrepontes, il cui intreccio pu essere in qualche modo
ricostruito, tutto si svolge in modo che infine un giovane si renda
conto del misfatto che ha commesso. :briaco, ha usato violenza a
"4"
"4"
una fanciulla che poi sposa senza sapere di averla gi incontrata.
>uando nasce un figlio prima del tempo, com#egli crede, si adira
contro la moglie finchJ deve scoprire che l#unica persona
meritevole della sua indignazione morale ' lui stesso. :ome
,dmeto in =uriide, acquista coscienza della roria
situazione e riconosce che le sue grosse parole non erano altro che
parole. %os9 osserva a suo modo l#antico ammonimento delfico:
conosci te stesso. 6a non ' un =antalo che nella sua "#ris
selvaggia ha ignorato il confine tra potere umano e divino, nJ un
<dipo, che nelle sue oneste aspirazioni confidava nel proprio
sapere, e neppure un Bdmeto, che non riconosceva un imperativo
a lui posto: ' un giovane borghese innocuo che senza un
proposito, senza un#idea, a anzi senza vera coscienza, essendo
ubriaco, ' caduto vittima della debolezza umana. La grandezza di
6enandro sta nello sviluppare caratteri umani, con le loro reazioni
psicologiche, da temi cos9 inconsistenti$i poeti piA antichi erano
spinti a comporre da motivi di contenuto: conservare vivo il
ricordo di grandi gesta, scoprire una verit, indagare la virtA ecc$
9oo l#intermezzo democratico, con la fioritura ateniese della
tragedia e della commedia, i oeti dovevano di nuovo
dimostrare il loro talento alle corti dei monarc!i$< come
6enandro essi rinunciano al pathos, ai programmi morali,
all#impegno politico, e osservano con sorridente comprensione il
comportamento degli uomini!
/("
.
&uello di 1arisio ), secondo 3el Grande, un "vero
momento di mavqo" tragico1
/((

Sulla medesima linea si trova il Duvskolo" : il vecchio
1nemone solitario e misantropo, in seguito a una caduta
nel pozzo, comprende che nessuno " tanto autosufficiente
/("
H. Snell, Poesia e societ, pp. "54&"5..
/((
&ragw)*iva , p. (13.
"4(
"4(
da potere vivere senza l/aiuto del prossimo, e deve
ammettere:1 e(n * j i[sw" h{marton o{sti~ tw'n
a*pavntwn wj/ovmhn#aujto" aujtavrkh" ti"
ei(nai kai; *ehvsesq j ouj*enov"1 &vv;(A7;(=),
in una cosa probabilmente ho sbagliato: a credere di essere
il solo autosufficiente tra tutti, e di non avere bisogno di
nessuno .n Menandro dunque rimane vigente la legge
tragica per la quale attraverso le proprie sofferenze si
impara e si diventa pi6 comprensivi:1non si pu$ dire che
mavqo" non ci sia stato.l paradigma in funzione
esemplare " evidente1
/(*

Cel resto gi nel rologo del -uvskolo~ il dio an aveva
detto a proposito di Gorgia: o pai,~ upe;r th;n
hlikivan to;n nou,n e[/wn=N proavgei gar hj
tw'n pragmavtwn ejmpeiriva, vv 2'7 2<, " un
ragazzo che ha cervello al di sopra della sua et:Ninfatti
l'esperienza delle difficolt* fa crescere
:n essere tipicamente morboso non pu guarire, nJ tanto meno
guarirsi; invece er un essere tiicamente sano la malattia u"
diventare uno stimolante energico er vivere, er vivere di
i.$6entre il d'cadent in sJ sceglie sempre i rimedi che lo
danneggiano!
/(/
.
?al dolore dei Lreci si sviluppa non solo la comprensione ma
anche la bellezza, una sorta di tw/' pavqei kavllo" :):na
questione fondamentale ' il rapporto del Lreco col dolore$la
/(*
?el Lrande, op. cit. p. ("/.
/(/
Nietzsche, <cce homo, @erchJ sono cos9 saggio,.
"4*
"4*
questione se in realt il suo desiderio sempre piQ forte di ellezza,
di feste, di divertimenti, di culti nuovi non si sia sviluppata dalla
mancanza, dalla privazione, dalla malinconia e dal dolore$
quanto dovette soffrire questo oolo, er oter diventare cos;
belloL)
/(5
.
0er non limitarci alla letteratura greca e ai suoi interpreti,
aggiungiamo autori successivi Eell/ Eneide di Virgilio
3idone incoraggia i 5roiani giunti naufraghi sulle coste della
Libia ricordando che anche lei " esperta di sventure le quali
l/hanno resa non solo attenta e diffidente, ma pure
compassionevole verso i disgraziati:1non ignara mali
miseris succurrere disco "4", A;E ) , non ignara del male
imparo a soccorrere gli sventurati. =anta "umanitas non verr
contraccambiata da <nea. <ppure questo ' uno degli insegnamenti
massimi dei nostri autori e dovrebbe esserlo nella scuola :)<
infine, possiamo imparare la lezione fondamentale della vita, la
comassione er le sofferenze di tutti gli umiliati, e la
comprensione autentica)
/(4
.
Eirgilio insiste, com#' ben noto, sull#umanit del personaggio,
che, avendo sofferto, ' particolarmente sensibile al dolore degli
altri!
/(.
.
+riederich Sc!iller impiega la norma del tw') pavqei
mavqo~ in molte delle sue tragedie, particolarmente nella *aria
Stuarda 21?023: il personaggio della infelice regina cattolica
sembra tra tutti il piA adatto ad essere il fulcro d#una tragedia di
/(5
+. Nietzsche, La nascita della tragedia ,"-.(0, p. . e p. "4*.
/(4
<. 6orin, La testa en fatta, p. /3.
/(.
B. La @enna, Prima lezione di letteratura latina, p. "51.
"4/
"4/
ispirazione euripidea$secondo quelle leggi drammatiche gi
prospettate nel saggio Lom +r"aenen, ".3*, per le quali Se la
prima legge dell#arte tragica ' rappresentare la natura sofferente,
la seconda legge ' rappresentare la resistenza morale a quelle
sofferenze!
/(-
. 6aria muore non solo rassegnata ma felice del
proprio matirio: La rigione si are,Qe lieta la mia anima
volaQverso l#eterna libert$$oraP benefica e dolce mi si
affiancaPla morte come una severa amica$SentoPdi nuovo sul mio
capo la coronaPe l#antica dignit rivivePnell#animo lavato dal
dolore! ,E, /0
F 3ostoevs(iN in 3icordi del sottosuolo &del ('3=)
scrive:1 io sono convinto che luomo non rinuncer mai alla
vera, autentica sofferenza, e cio" alla distruzione e al caos
+iacchB la sofferenza ) la vera origine della coscienza@
.n realt io continuo a pormi una domanda oziosa: che
cos') meglio, una felicit* da +uattro soldi o delle
sublimi sofferenze2 Cite su, che cos/" meglioD1 &p 2A= e
p A2:)
Lo stariez Qossima dice le sue ultime volont* ad
6lioscia: *vrai molto da fare Ma non dubito di te, e perci$
ti mando nel mondo >risto sar sempre con te >onservaLo
nel tuo cuore, ed anche Lui ti conserver 1onoscerai
grandi sofferenze, e nel dolore troverai la felicit* #ccoti
il mio testamento: nelle sofferenze cerca la felicit* #
lavora, lavora senza tregua%
=2<

6 proposito di 3ostoevs(iN, il Ges, di Nietzsche ha


+ualche cosa del principe $Js(in: Ges, ) esattamente
l/opposto di un eroe% ) un idiota@0aolo non era in
nessun modo un idiota G Ca ci$ dipende la storia del
cristianesimo%
=A:

/(-
Sc"iller !utto il teatro *, 2ntroduzione di @aolo %hiarini, p. "1-.
/(3
+. ?ostoevs8iK, I fratelli ,aramazov, p. "(*.
/*1
Niietsche, L#anticristo.
"45
"45
.n 0aolo si incarna il tipo antitetico alla buona novella%, il
genio dellodio >he cosa non ha sacrificato allodio questo
disangelitaD%
=A(
O! Oesse, in Siddharta esprime con altre parole l/antica
legge eschilea del tw)' pavqei mavqo":10rofondamente
sentI in cuore l/amore per il figlio fuggito, come una ferita, e
sentI insieme che la ferita non gli era stata data per
rovistarci dentro e dilaniarla, ma perch8 fiorisse in tanta
luce1 &p(A?)
<ntra in questa galleria il ritratto di un personaggio, Koppi,
presente in un romanzo giovanile di O! Oesse:1 mi capit$
di diventare lallievo meravigliato e riconoscente di un
misero storpio Se un giorno arriver$ davvero a compiere il
poema iniziato da gran tempo e a pubblicarlo, vi si trover
ben poco di buono che io non abbia imparato da Foppi
.ncominci$ per me un periodo buono e piacevole nel quale
trover$ da nutrirmi per tutta la vita Mi fu concesso di vedere
addentro una magnifica anima umana sulla quale malattia,
solitudine, povert e maltrattamenti erano passati soltanto
come nuvole leggere e vaganti 5utti i piccoli vizi coi quali ci
amareggiamo e guastiamo la vita bella e breve, lira,
limpazienza, la menzogna, tutte queste odiose e luride
piaghe che ci deformano erano state cauterizzate in
quelluomo da lunghi e profondi dolori Eon era un saggio,
nB un angelo, ma un uomo pieno di comprensione e di
affetto che, a furia di tremende sofferenze e di gravi
privazioni aveva imparato a sentirsi debole senza
vergognarsi, e ad affidarsi nelle mani di 3io1
/*(

/*"
Niietsche, L#anticristo., /(
/*(
Q. Qesse, Peter Camezind ,del "31/0, p. ""..
"44
"44
?alla donna che ci fa soffrire si impara anche.
Su questo possiamo sentire Proust:) 10erchB solo la felicit "
salutare al corpo, ma " il dolore a sviluppare le energie dello
spirito@?na donna di cui abbiamo bisogno, che ci fa
soffrire, trae da noi serie di sentimenti ben pi, profondi,
ben altrimenti vitali di quanto possa fare un uomo superiore
che ci interessi ,esta da sapere, secondo il piano su cui
viviamo, se davvero ci sembra che il tradimento col quale ci
ha fatto soffrire una donna sia ben poca cosa in confronto
delle verit che ci ha rivelate, verit che la donna, paga
d/aver fatto soffrire, non avrebbe potuto
comprendereFacendomi perdere il mio tempo, facendomi
soffrire, forse 6lbertine mi era stata pi, utile, anche
sotto l'aspetto letterario, di un segretario che avesse
messo in ordine le mie "scartoffie1 5uttavia, allorchB un
essere " cosI mal conformato &e pu$ darsi che nella natura
un tal essere sia proprio l/uomo) da non poter amare senza
soffrire, e da aver bisogno di soffrire per imparare certe
verit, la vita d/un tale essere finisce col riuscire ben
spossanteG1
/**

La sofferenza si conf alla chiarezza della visione e pure
all/arte:1Spesso solo per mancanza d/ingegno creativo non
ci spingiamo abbastanza oltre nella sofferenza # la realt*
pi, atroce suol dare, insieme con la sofferenza, la gioia
d'una bella scoperta, perchB non fa che dare una forma
nuova e chiara a quello che andavamo rimuginando da un
pezzo senza rendercene conto1
=A=

O! Pilde: La sofferenza, per quanto ti possa apparire
strano, " il nostro modo di esistere, poichB ) l/unico modo
a nostra disposizione per diventare consapevoli della
/**
6. @roust, Il tempo ritrovato , pp (*-, (*3 e (/(.
/*/
6. @roust, Sodoma e .omorra, p. 5/3.
"4.
"4.
vita8 il ricordo di quanto abbiamo sofferto nel passato ci "
necessario come la garanzia, la testimonianza della nostra
identit%
=A?

Sentiamo ancora qualche testimonianza


9+,nnunzio attribuisce al iacere maggiore efficacia
edagogica c!e al dolore :)<lla
/*4
ci persuade ogni giorno l;atto
che ' la genesi stessa di nostra specie
/*.
: lo sforzo di sorpassar sJ
medesimo, senza tregua; ella ci mostra la possibilit di un dolore
trasmutato nella piA efficace energia stimolatrice; ella c;insegna
c!e il iacere ) il i. certo mezzo di conoscimento offertoci
dalla /atura e c!e colui il quale molto !a sofferto ) men
saiente di colui il quale molto !a gioito)
/*-
.
/ietzsc!e: ,vete mai detto di s; a un solo iacere< ,mici
miei, allora dite di s; anc!e a tutta la sofferenza. Tutte le cose
sono incatenate, intrecciate, innamorate!
/*3
.
>uanto piA l#intelletto ' alto, tanto piA si allarga l#ambito, il
dominio e il grado della sofferenza e del piacere!
//1
.
Sentiamo il vecchio 6alavoglia: Qanno imparato presto perchJ
hanno visti guai assaiF&diceva adron j/toni0Ail giudizio viene
colle disgrazie!
//"
.
>esare avese : Eon bastano le disgrazie a fare di un
fesso una persona intelligente%
==2
:) la grande, la tremenda verit
' questa: soffrire non serve a niente)
//*
.
/*5
D. Oilde, &e Profundis, in 1scar 9ilde 1pere, p. 45*.
/*4
La vita.
/*.
1 Se il chiavare non fosse la cosa pi6 importante della vita, la +enesi non comincerebbe di lI1 &> 0avese,
Il mestiere di vivere , (5 dicembre, "3*.0. Ndr.
/*-
Il fuoco ,del "3110 p. 35.
/*3
Nietzsche, %os9 parl Uarathustra, 2l canto del nottambulo.
//1
+rammenti postumi estate "--", ,*(0.
//"
L. Eerga, I =alavoglia, p. ((".
//(
Il mestiere di vivere, ( novembre "3*-.
//*
%. @avese, Il mestiere di vivere, (5 novembre "3*..
"4-
"4-
Soffrire non serve a niente ,(4 novembre S*.0.
Soffrire limita l#efficienza spirituale ,". giugno S *-0.
Soffrire ' sempre colpa nostra ,(3 settembre #*-0
Soffrire ' una debolezza ,"* ottobre #*-0
,lmeno un#obiezione c#)0 se non avessi sofferto non avrei
scritto queste belle sentenze!
///
.
>ualunque sofferenza che non sia anche conoscenza ' inutile!
//5
.
>oncludo questo argomento citando iero Koitani La vita
" fatta della nostra relazione con gli altri, non solo di
contemplazione della natura o di noi stessi enso che per
sopravvivere con gli altri sia necessario compatire: non
soltanto nel senso di avere piet nei loro confronti, di
guardare alle loro e alle nostre sventure con umana pietas,
ma di -soffrire con0, -com.patire0 Se soffriamo con gli
altri, se prendiamo su di noi i loro dolori, riconosciamo
lessere umano che " in loro, e in noi, in maniera assai pi6
profonda di quanto non ci consenta il semplice conoscere@
Leggere la compassione nellElettra di Sofocle, ma poi
cercarne le variazioni in 4mero, in 0roust, in 3uerra e 4ace
5emi e tradizioni La letteratura " un albero gigantesco, ma
le radici sono sempre le medesime, e la ri7scrittura " il
principio che ne governa la crescita%
==3

# pi6 avanti, specificamente sul tw)' pavqei maqo~: La
sofferenza, allora, " un prerequisito del riconoscimento Se
la +enesi ebraica postula che il prezzo del sapere sia la
morte
==;
, i Greci sapevano perfettamente che la
conoscenza si pu ac+uisire soltanto attraverso il
dolore #ra saggezza comune fin dai tempi di 4mero ed
///
Il mestiere di vivere, (. ottobre "3*-.
//5
Il mestiere di vivere, "3 gennaio "3*3.
//4
@. Hoitani, Prima lezione sulla letteratura, pp. G ss.
//.
Lenesi (. ". riporta l#ordine di ?io ad Bdamo: ma dell#albero della conoscenza del bene e del male non devi
mangiare, perchJ quando tu ne mangiassi, certamente moriresti!$Nella tradizione occidentale c#' anche un legame
costante tra l#anagnorisis e la cecit ,o la morte: <dipo e Lear0 e tra l#anagnorisis e il ragionamento, di cui ho scritto Il
genio di migliorare un/invenzione, cit.
"43
"43
#siodo
=='
, ma " stato #schilo, allinizio della tragedia, ad
esprimerla in maniera memorabile nellAgamennone,
quando il coro intona il famos .nno a Jeus%
==<
Jeus, chiunque egli sia, se " questo il nome
>on cui gli " caro essere invocato,
cosI a lui mi rivolgo: nulla trovo cui compararlo,
pur tutto attentamente vagliando,
tranne Jeus, se veramente si deve gettar via
il vano peso dal proprio pensiero
&@)
Ma chi a Jeus con gioia leva il grido epinicio
>oglier pienamente la saggezza7
* Jeus che ha avviato i mortali
* essere saggi, che ha posto come valida legge
saggezza attraverso la sofferenza%
.nvece del sonno &oppure: anche nel sonno%) stilla davanti
al cuore
unangoscia memore di dolori:
anche a chi non vuole arriva saggezza
4athei mathos: questa " lindicazione di Jeus per il phronein
umano, la prudenza% che " saggezza%
=?:

*ggiungo i due versi dell*gamennone opportunamente
indicati da Foitani in nota: -ivka de toi'~ men
paqou'#sin maqei'n ejpirrevpei0 4Agamennone,
vv! =DE.=D:5, Giustizia fa pendere comprensione verso
+uelli che hanno sofferto!
//-
@er l#importanza del pat"ei mat"os nella tragedia, si veda Nuhn ?ie Yahre =rag]die, cit., pp. (5/&(55. 2 loci piA
importanti della tradizione soo Dmero, Iliade, GE22, *(; <siodo, 1pere e giorni, ("-; <rodoto, 2, (1., "; Sofocle, +dipo
re, /1(; Sofocle, :ntigone, ""31; @latone, Simposio, (((b. @er un elenco generale e una discussione si veda Q. ?orrie,
Leid und +rfa"rung, in Bbhandlunen der B8ademie der Oissenschaft und der Literatur!, 6ainz, 5, "354.
//3
<schilo, Bgamennone, "41&"-1 ,e si vedano anche i vv. (51&(5(0. L#edizione usata ' quella curata da E. ?i
Henedetto, 6ondadori, 6ilano "335. Si veda anche <. Severino, Il giogo2 :lle origini della ragione< +sc"ilo, Bdelphi,
6ilano, "3-3.
/51
@iero Hoitani, Prima lezione sulla letteratura, pp. "13&""1.
".1
".1

"."
"."
(l coro
2n La nascita della tragedia /ietzsc!e ricorda la tradizione
codificata da Bristotele la quale )ci dice con piena risolutezza che
la tragedia " sorta dal coro tragico , e c!e originariamente essa
era soltanto coro e niente altro c!e coro; donde ci viene
l#obbligo di scrutare nel cuore di questo coro tragico come nel
vero e rorio dramma originario, senza in qualche modo
accontentarci delle frasi retoric!e correntiA c!e esso era lo
settatore ideale o c!e doveva raresentare il oolo di
fronte alla regione regale della scena...dato che da quelle origini
puramente religiose rimane esclusa tutta la contrapposizione tra
popolo e re, e in genere qualsiasi sfera politico&sociale )
/5"
.
,ggiungo l#interretazione di 4reud il quale in )':omo *os"
e la religione monoteistica riporta alcune affermazioni di !otem e
taQ ,"3"(&"3"*0: La mia costruzione si fonda su un asserto di
%harles ?arYin e comprende una congiuntura di Bt8inson
/5(
. <ssa
dice che in tempi primitivi l#uomo primigenio viveva in piccole
orde$2l maschio robusto era signore e padrone di tutta l#orda, il
suo potere, che esercitava con violenza, non aveva limiti. =utte le
femmine erano sua propriet, sia le donne e le figlie della sua
orda, sia forse quelle rapite ad altre orde. (l destino dei figli era
crudele1 quando essi suscitavano la gelosia del adre, venivano
trucidati o evirati o esulsi!
/5*
. Lli espulsi formarono altre orde. 2
piA piccoli restarono nella prima orda, protetti dalla madre prima,
poi cercando di succedere al padre. Successivamente quelli
/5"
+. Nietzsche, La nascita della tragedia, pp. 51&5".
/5(
%. ?arYin, !"e &escent of t"e =an ,Londra "-."0 vol. (, pp. *4( sg.; C. C. Bt8inson, Primal LaA, nel volume a cura
di B. Lang, Social Drigins! ,Londra "31*0 pp. ((1 sg.
/5*
S. +reud, L/uomo =os8 e la religione monoteistica, terzo saggio, in +reud Dpere, "3*1&"3*-, p. /1*.
>uesto uscito ' nel "3*-
".(
".(
scacciati unirono le loro forze %er soraffare il adre e,
secondo il costume di quei temi, lo divorarono crudo!
/5/
.
=# quasi certo c!e l#eroe e il coro della tragedia raffigurano
questo stesso eroe ribelle e la banda dei fratelli, e non ' senza
significato che nel 6edioevo il teatro riprenda a vivere con la
rappresentazione della storia della @assione!
/55
.
(n Totem e tab
?@A
, l#eroe non era il caorione dei fratelli ribelli
ma il adre arcaico.
Ma perchB leroe della tragedia deve soffrire e che cosa
significa lasua tragica colpaD3eve soffrire perch8 ) il
padre arcaico, leroe di quella grande tragedia primordiale
che trova ora, qui, nella rappresentazione, una figurazione
tendenziosa, e la tragica colpa " quella che deve assumere
su di sB per liberare il conto% "nsomma il coro
rappresenterebbe la banda dei fratelli ribelli al padre
4l/eroe), e la solidariet espressa alleroe sofferente
sarebbe un atto di ipocrisia .l coro inoltre proietterebbe
sulleroe il crimine della propria ribellione .l crimine che si
fa ricadere su di lui, la superbia e la ribellione contro una
grande autorit " appunto il crimine che qui, nella realt,
grava sui membri del coro, sulla schiera dei fratelli #d "
cosI che, contro la sua stessa volont, leroe tragico "
promosso a redentore del coro%
=?;

Nietzsche fa notare che la storia dell/umanit* ) una


storia di atti crudeli, e il gusto della tragedia entra in
questa storia: L/uomo infatti ) il pi, crudele degli
animali! Ginora egli si ) sentito bene sulla terra
/5/
S. +reud, 1p2 cit2% p. /1/.
/55
S. +reud, L/uomo =os8 e la religione monoteistica, terzo saggio, in +reud Dpere, "3*1&"3*-, p. /13.
/54
?el "3"*.
/5.
S. +reud, !otem e taQ, p. ((".
".*
".*
soprattutto assistendo a tragedie, corride e
crocifissioni%
=?'

L;idea di identificare il coro come lo settatore ideale risale ad
,. H. Sc!legel
/53
e deve avere fatto epoca, poichJ la ricorda anche
5anzoni nella Prefazione a Il conte di Carmagnola: 6i
rimane a render conto del %oro introdotto una volta in questa
tragedia, il quale, per non essere nominati personaggi che lo
compongano, pu parere un capriccio o un enimma. Non posso
meglio spiegarne l#intenzione, che riportando in parte ci che il
signor Schlegel ha detto dei %ori greci: 2l %oro ' da riguardarsi
come la personificazione de# pensieri morali che l#azione ispira,
come l#organo de# sentimenti del oeta che parla in nome
dell#intera umanit. < poco sotto: Eollero i Lreci che in ogni
dramma il :oro-fosse rima di tutto il raresentante
dell#umanit$0 il :oro era insomma lo settatore ideale: esso
temperava l#impressioni violente e dolorose d#un azione qualche
volta troppo vicina al vero; e riverberando, per cos9 dire, allo
spettatore reale le sue proprie emozioni, gliele rimandava
raddolcite dalla vaghezza d#un espressione lirica e armonica e lo
conduceva cos9 nel campo piA tranquillo della contemplazione2
Dra m#' parso che, se i %ori dei greci non sono combinabili col
sistema tragico moderno, si possa per ottenere in parte il loro
fine, e rinnovarne lo spirito, inserendo degli squarci lirici composti
sull#idea di que# %ori. 7uesti squarci, per il fatto di essere
indipendenti dall;azione, possono avere )uno slancio piA lirico, piA variato
e piA fantastico. Qanno inoltre sugli antichi il vantaggio d;essere senza
inconvenienti: non essendo legati con l;orditura dell;azione, non saranno
mai cagione che questa si alteri e si scomponga per farceli stare. *anno
finalmente un altro vantaggio er l+arte, in quanto, riserbando al
oeta un cantuccio dov+egli ossa arlare in ersona roria, gli
/5-
%os9 parl Uarathustra, 2l convalescente.
/53
Corso di letteratura drammatica, ,"-1-0 lezione 222.
"./
"./
diminuiranno la tentazione d;introdursi nell;azione, e di prestare ai
personaggi i propri sentimenti)!
/41
..
/ietzsc!e invece rifiuta, quasi con sdegno, l#asserzione c!e il
coro corrisonda allo settatore ideale0 %un+affermazione
rozza e non scientifica, ma brillante, che per ha ricevuto il suo
splendore solo dalla forma concentrata della sua espressione, dalla
revenzione rettamente germanica a favore di tutto ci" c!e
viene detto ideale, e dal nostro stuore momentaneo)
/4"
.
La formula non regge siccome lo spettatore e il coro sono entit
differenti.
2l pubblico ha la consapevolezza di assistere a un;opera d;arte, non
a una realt empirica, mentre il )coro tragico dei Lreci ' costretto
a riconoscere nelle figure della scena esistenze concrete. 2l coro
delle Dceanidi crede di vedere realmente davanti a sJ il titano
@rometeo, e ritiene se stesso altrettanto reale quanto il dio della
scena)
/4(
.
6aggiore credito viene data da Nietzsche alla definizione proposta
nella )famosa refazione alla Sposa di *essina
?AB
, da Sc!iller,
che considerava il coro come un muro vivente c!e la tragedia
tracciava intorno a sJ, per isolarsi nettamente dal mondo reale e
per serbare il suo terreno ideale e la sua libert poetica$
L#introduzione del coro ' il passo decisivo, con il quale viene
dic!iarata aertamente e lealmente la guerra a ogni
naturalismo in arte...%erto ' un terreno )ideale) quello su cui,
secondo la giusta veduta di Schiller, suole muoversi il coro greco
dei Satiri, il coro della tragedia originaria; ' un terreno molto al di
sopra del sentiero reale dei mortali... La tragedia si ' sviluppata su
/41
B. 6anzoni, Il conte di Carmagnola, ,"-(10 @refazione.
/4"
+. Nietzsche, La nascita della tragedia, p. 5".
/4(
+. Nietzsche, La nascita della tragedia, p. 5(.
/4*
?el "-1* ndr.
".5
".5
questo fondamento e certo gi per questo ' stata fin dal principio
dispensata da una penosa riproduzione della realt$2l satiro come
coreuta dionisiaco vive in una realt religiosamente riconosciuta
sotto la sanzione del mito e del culto ...il Satiro, il finto essere
naturale, sta rispetto all;uomo civile nello stesso rapporto in cui la
musica dionisiaca sta rispetto alla civilt$. 9i quest+ultima
8ic!ard Hagner dice c!e viene annullata dalla musica, come il
lume della lampada dalla luce del giorno. 2n ugual maniera, io
credo, l#uomo civile greco si sentiva annullato al cosetto del
coro dei Satiri; e l;effetto immediato della tragedia dionisiaca
consiste in questo, che Stato e la societ, e in genere gli abissi
fra uomo e uomo, cedono a un soverc!iante sentimento di
unit$ che riconduce al cuore della natura. La consolazione
metafisica, lasciata alla fine in noi da ogni vera tragedia&lo dico
fin d#ora& per cui la vita ), a disetto di ogni mutare delle
aarenze, indistruttibilmente otente e gioiosa, questa
consolazione, appare in corposa chiarezza come coro dei Satiri,
come coro di esseri naturali, che per cos9 dire vivono incorruttibili
dietro ogni civilt, e, nonostante ogni mutamento delle generazioni
e della storia dei popoli, rimangono eternamente gli stessi )
/4/
.
>uanto alla %consolazione metafisica!, la cui scomparsa Nietzsche in
)a nascita della tragedia, attribuisce a =uriide
/45
, quale colpa, nel
Tentativo di autocritica aggiunto nel 1??B a quest#oera giovanile,
essa verr$ riudiata come un errore dovuto alla prolissit della
giovinezza appunto, all#influenza del romanticismo e del
cristianesimo: metafisicamente consolati, insomma come finiscono i
romantici, cristianamente$NoF 9ovreste rima imarare l#arte
della consolazione dell#al di qua!
/44
.
/4/
La nascita della tragedia , pp. 5( sgg.
/45
%on <uripide ),l osto della consolazione metafisica ) subentrato il deus e& machina ...ossia il dio delle macc!ine e
dei crogiuoli) ,La nascita della tragedia , p. "". e p. ""-.0
/44
!entativo di un/autocritica, p. "/.
".4
".4
Nietzsche inoltre confessa il proprio pentimento per ) avere
oscurato e guastato con formule sc!oen!aueriane intuizioni
dionisiac!e)
/4.
. Leggiamo quanto scrive in uno dei !rammenti
Postumi :)Schopenhauer saglia quando fa di certe opere d;arte
uno strumento del pessimismo. La tragedia non insegna la
DrassegnazioneD. 2l rappresentare le cose terribili e problematiche
' esso stesso gi un istinto di potenza e di magnificenza
nell;artista: egli non le teme. /on c+) un+arte essimistica. L+arte
afferma)
/4-
.
* proposito della rassegnazione sentiamo 'chopenhauer:
Eella tragedia dunque ci viene presentato il lato terribile della
vita, lo strazio dell/umanit, il dominio del caso e dell/errore, la
caduta del giusto, il trionfo del malvagio* tale vista noi ci
sentiamo spinti a distogliere la nostra volont dalla vita, a non
volerla e a non amarla pi6@Eel momento della catastrofe
tragica sorge in noi, pi6 chiara che mai, la persuasione che la
vita sia un affannoso sogno, dal quale dobbiamo destarci@>i$
che d al tragico, in qualunque forma esso si presenti, la vera
spinta alla sublimit, " il sorgere della conoscenza che il mondo
e la vita non possano concedere vera soddisfazione, quindi non
meritino il nostro attaccamento: in ci$ consiste lo spirito
tragico% esso perci conduce alla rassegnazione1
=3<

#ale rassegnazione secondo 'chopenhauer non ) messa
abbastanza in rilievo dalla tragedia greca, e non " assoluta:
*mmetto che nella tragedia degli antichi questo spirito di
rassegnazione raramente appaia e venga espresso in modo
diretto 6 1olono Edipo muore invero volontariamente e
rassegnatamente8 per lo consola la vendetta contro la sua
/4.
!entativo di autocritica , aggiunto nel "--40 alla Nascita della tragedia ,del "-.40 , p. "(.
/4-
Scelta di frammenti postumi, primavera "---&"/, p. ((3.
L'artista tragico non ) pessimista% egli dice precisamente sF anche a tutto +uanto ) problematico e
orridoL egli ) dionisiaco &Crepuscolo degli idoli!:CCC 32)
Ogni morale sana ) dominata dall'istinto della vita
/43
Supplementi al ... libro di &l mondo come volontE e rappresentaione, in *rthur Schopenhauer, !critti
sulla musica e le arti, discanto edizioni, p ((2
"..
"..
patria .figenia giovinetta " assai disposta a morire8 per$ " il
pensiero del bene della +recia che la consola e produce il
mutamento del suo animo, per cui ella accetta volontariamente
la morte, alla quale voleva prima in tutti i modi sfuggire
1assandra, nell'Agamennone del grande Eschilo, muore di
buon grado, ajrkeivtw bivo" ,v. "*140
/.1
; ma anc!e ella )
consolata dal pensiero della vendetta #rcole, nelle
Trachinie, cede alla necessit, muore tranquillo, ma non
rassegnato1
=;(
*nche .ppolito come quasi tutti gli eroi tragici
degli antichi, mostra dedizione al fato inevitabile ed alla volont
inflessibile degli d"i, ma nessuna rinunzia alla volont di
vivere%
=;2

6a torniamo alle pagine e alla consolazione metafisica della stesura
del 1?>1.
%on questo coro trova consolazione il 6reco rofondo, dotato in
modo unico per la sofferenza piA delicata e piA aspra, c!e !a
contemlato con sguardo tagliente il terribile rocesso di
distruzione della cosiddetta storia universale, come ure la
crudelt$ della natura, e corre il ericolo di anelare a una
buddistica negazione della volont$. Lo salva l#arte , e mediante
l#arte lo salva a s@ la vita$2n questo senso l#uomo dionisiaco
assomiglia ad ,mleto: entrambi hanno gettato una volta uno
sguardo vero nell#essenza delle cose, !anno conosciuto, e
rovano nausea di fronte all#agire; giacchJ la loro azione non
pu mutare nulla nell#essenza eterna delle cose, ed essi sentono
come ridicolo o infame c!e si retenda da loro c!e rimettano
/.1
Hasta la vitaF 2n realt ' il v. "*"/. * questa espressione sconsolata di >assandra se ne pu$ accostare una
simile dell/#lettra di Sofocle che del resto desidera la vendetta non meno della figlia di 0riamo: 1 tou'
bivou * j ouj*ei;" povqo" 1&Elettra, v '22), non ho nessun desiderio di vivere ndr
/."
Schopenhauer, Supplementi, pp. ""(&""*.
/.(
Supplementi al ... libro di &l mondo come volontE e rappresentaione, in *rthur Schopenhauer, !critti
sulla musica e le arti, discanto edizioni, p ((A
".-
".-
in sesto il mondo c!e ) fuori dai cardini La conoscenza uccide
l;azione, per agire occorre essere avvolti nell;illusione)
/.*
.
)!"e time is out of Uoint) ,:mleto, 2, 50, il tempo si ' disarticolato,
dice il principe di ?animarca dopo avere visto e sentito lo spettro
del padre che chiede vendetta del turpe e snaturato assassinio.
%os9 pure il mondo del !"#estes di Seneca ' uscito dai cardini. 2l
retrocedere del sole suggerisce queste parole al quarto coro
atterrito:)Nos e tanto visi populoOdigni% premeret quos
everso0cardine mundusJOin nos aetas ultima venit2O1 nos dura
sorte creatos%Oseu perdidimus solem miseri$0sive e&pulimusLD ,vv.
-.4&--(0, noi tra tanta gente siamo sembrati degni di essere
schiacciati dal mondo dopo il rovescio dei cardini; l;ultima era '
arrivata su di noi. D creati con dura sorte, sia che abbiamo perduto
il sole
/./
, disgraziati, sia che l;abbiamo cacciato.
L+arte er" ci salva dalla negazione della volont$:)<d ecco, in
questo estremo pericolo della volont, si avvicina, come maga che
salva e risana, l+arte1 soltanto lei ) caace di volgere quei
ensieri di disgusto er l#atrocit$ o l#assurdit$ dell#esistenza in
raresentazioni con cui si ossa vivere: queste sono il sulime
come repressione artistica dell#atrocit e il comico come sfogo
artistico del disgusto per l#assurdo. (l coro dei satiri del
ditirambo, ecco l+azione salvatrice dell+arte greca )
/.5
.
2l drammaturgo ditirambico greco ' <schilo, il tedesco sarebbe
Oagner.
/.*
La nascita della tragedia, p. 55.
/./
2l sole che tutto vede ' considerato l#immagine visibile di dio , da Dmero a San +rancesco. 6a sentiamo Nietzsche:
2l sole lo maledicono i fiacchi: per loro quel che conta di un albero ' l#ombra! La gaia scienza, p. *".
/.5
La nascita della tragedia, p. 54.
".3
".3
L#atroce viene redento in sublime e l#assurdo in comico.
2n questo modo Nietzsche diviene il fondatore dell#antirealismo
moderno!
/.4
2l sublime in quanto imprigionamento artistico dell#orrore e il
comico in quanto liberazione artistica dalla nausea dell#assurdo!
/..
.
?ioniso raccoglie in sJ la divinit del sublime e quella del comico.
(l sublime aare a =sc!ilo, in quanto pensatore, per lo piA
nella forma della giustizia piA grandiosa$nella sublimit$ della
giustizia olimica$Sofocle lo vede nella sublimit del restare
impenetrabile$gli enigmi davvero insolubili dell#esistenza
umana erano la sua 5usa tragica. 2n lui il dolore raggiunge la
sua trasfigurazione; esso ' concepito come qualcosa di
santificante. La separazione dell#umano dal divino ' smisurata; ci
vuole dunque la piA profonda sottomissione e rassegnazione$La
mancanza di conoscenza dell#uomo circa se stesso ) il
roblema di Sofocle, la mancanza di conoscenza dell#uomo
circa gli d)i quello di =sc!ilo!
/.-
.

2l coro )u" essere inteso soltanto come causa della tragedia e
del tragico in genere)
/.3
.
Sofocle per comincia a ridurre questa funzione:)Li in Sofocle
appare quella perplessit riguardo al coro&un segno importante che
gi$ in lui il terreno dionisiaco della tragedia comincia a
sgretolarsi. =gli non osa i. affidare al coro la arte
rinciale e i. efficace, e ne limita invece a tal punto il
dominio, che esso appare ora quasi coordinato agli attori, come se
venisse sollevato dall;orchestra e portato in scena: con ci certo la
/.4
Lu8Tcs, Contriuti alla storia dell/estetica% p. *51.
/..
La visione dionisiaca del mondo, p. .-.
/.-
Dp. cit. p. -1.
/.3
La nascita della tragedia , p. 34.
"-1
"-1
sua essenza ' totalmente distrutta, per quanto Bristotele
/-1
dia la sua
approvazione proprio a questa concezione del coro. >uello
spostamento della posizione del coro, che comunque Sofocle ha
raccomandato con la sua prassi e, secondo la tradizione,
addirittura con uno scritto, ) il rimo asso verso la distruzione
del coro, le cui fasi si susseguono con saventosa raidit$ in
=uriide, in ,gatone e nella commedia nuova .
La dialettica ottimistica scaccia la musica dalla tragedia con
la sferza dei suoi sillogismi, cio' distrugge l;essenza della
tragedia, che si pu interpretare unicamente come una
manifestazione e raffigurazione di stati dionisiaci, come
simbolizzazione della musica, come il mondo di sogno di
un;ebbrezza dionisiaca)
/-"
.
%erto ' che dal ditirambo originario, a <schilo a <uripide, cos9
come pure nella commedia, dal primo all#ultimo Bristofane, il
coro erde rogressivamente imortanza, a mano a mano c!e
ne acquista l+individuo, sganciandosi semre i. dalla citt$,
dalla religione, dalla stire.
Socrate confuta i oeti e relude al cristianesimo, un
latonismo er le masse. Socrate e Platone, Lucrezio,
Petronio.
Socrate e Platone come sintomi di decadimento, come
strumenti della dissoluzione greca, come seudogreci,
antigreci !
/-(
/-1
%fr. Poetica "/54a .
/-"
La nascita della tragedia , pp. 34&3..
/-(
Crepuscolo degli idoli, p. "(.
"-"
"-"
D(l cristianesimo ) un latonismo er il oolo&
/-*
.
La linea @armenide, @latone, cristianesimo dice no! al divenire e
alla vita terrena. 2l s9 alla terra tra i Lreci lo dicono <raclito e gli
Stoici.
<ntrambi calunniano questo mondo inventando un altro mondo
come vera patria dell#uomo. :na linea partita da @armenide.
?ivergente ' quella che va da <raclito agli Stoici a Nietzsche.
(l cristianesimo ) stato balsamo er la 8oma gi$ decaduta di
un 6iovenale, e veleno er i 6ermani.
Si pensi alla 8oma di 6iovenale, a questo roso velenoso con
gli occ!i di Eenere$qui si prova rispetto per la silenziosa
comunit cristiana e le si ' grati di avere invaso tutto il mondo
greco&romano. Se la maggior arte degli uomini nasceva allora
subito con l#asservimento dell#anima, con la sensualit$ senile:
c!e beneficio incontrare quegli esseri, c!e erano i. anima c!e
coro e che sembravano realizzare l#idea greca delle ombre
dell#Bde: figure schive, sguscianti, pigolanti, piene di bont, con
un#aspettativa di vita migliore!$2nvece per i popoli barbari
giovani e freschi il cristianesimo ' veleno; trapiantare nell#anima
eroica, fanciullesca e animalesca dell#antico tedesco per esempio
la dottrina del peccato e della dannazione, non significa altro che
avvelenarla!
/-/
.
:onfutazioni del cristianesimo.
2l nascondiglio, il luogo oscuro ' il cristiano. 2n esso il corpo
viene disprezzato, l#igiene resinta come sensualit$; la %hiesa si
oppone perfino alla pulizia ,&la prima misura cristiana, dopo la
cacciata dei 6ori, fu la chiusura dei bagni pubblici, e la sola
%ordova ne possedeva (.10. %ristiano ' un certo gusto per la
/-*
&i l dal ene e dal male, prefazione.
/-/
:mano, troppo umano 22, p.-*.
"-(
"-(
crudelt verso di sJ e verso gli altri; l#odio per i dissenzienti; la
volont di perseguitare$%ristiano ' l#odio mortale per i signori
della terra, per i nobili!$%ristiano ' l#odio per lo spirito, per
l#orgoglio, il coraggio, la libert, per il libertinage dello spirito;
cristiano ) l#odio er i sensi, er le gioie dei sensi, er la gioia
in generale$2l cristianesimo vuole dominare su elve predatrici;
il suo espediente ' farne dei malati,&la ricetta cristiana per
ammansire, per la civilizzazione! ' l#infiacchimento$(l rete
dissacra la natura: ' solo a questa condizione che egli esiste$il
prete vive dei peccati, egli ha bisogno che si pecchi!$il
cristianesimo, forma fino ad oggi insuerata di mortale
avversione contro la realt$$=utti i concetti della %hiesa$sono
la piA malvagia falsificazione di moneta che esista, intesa a svilire
la natura, i valori di natura$>uando uno colloca il peso della vita
non nella vita, ma nell# al di l!&nel nulla&, ha tolto alla vita in
generale il suo peso$Bl cristianesimo la malattia ' necessaria,
pressappoco come alla grecit ' necessaria un#esuberanza di
salute& rendere malati ' la vera intenzione recondita dell#intero
sistema di procedure di salvezza della %hiesa$Si legga Lucrezio,
er caire c!e cosa !a combattuto =icuro: non il
aganesimo, ma il %cristianesimo!, intendo dire la corruzione
delle anime er mezzo dei concetti di cola, ena e
immortalit$.
La lotta contro la fede antica! intraresa da =icuro, fu, in
senso stretto, una lotta contro il cristianesimo preesistente& lotta
contro il vecchio mondo intristito, moralizzato, inacidito da
sentimenti di colpa, diventato decrepito e infermo$(l fanatismo
morale 2in una arola0 Platone3 !a distrutto il aganesimo,
capovolgendone i valori e avvelenandone l#innocenza$2l
cristianesimo ha messo le radici soltanto in un suolo corrotto!
/-5
.
/-5
La volont di potenza% p. (/..
"-*
"-*
2n La gaia scienza Nietzsche scrive che nell#opera di =icuro si
legge la gioia meridiana dell#antic!it$$non era mai esistita
prima di lui una tale compostezza della volutt!
/-4
.
2l filosofo della sontuosit. :n giardino, fichi, piccoli formaggi e
insieme tre o quattro buoni amici: fu questa la sontuosit di
<picuro!
/-.
.
&=gli combatteva i culti sotterranei , l#intero cristianesimo
latente$<d <picuro avrebbe vinto$in quella apparve @aolo$il
cristianesimo come formula er suerareAe er assommareAi
culti sotterranei d#ogni sorta, quelli di Csiride
/--
, della gran
5adre, di 5itra, er esemio: in questa intuizione sta il genio di
@aolo$la croce quale segno di riconoscimento er la i.
sotterranea congiura mai esistitaAcontro salute, bellezza,
costituzione bennata, coraggio, sirito, bont6 dell#anima,
contro la vita medesima
/-3
!.
La natura ) giudicata sfavorevolmente nella stessa misura in
cui si ) messa in onore la contronatura di un 9io!
/31
.
2l cristianesimo ha ingurgitato le dottrine e i riti di tutti i culti
sotterranei dell# imperium romanum, l#assurdit di ogni sorta di
ragione malata!
/3"
.
L#inizio della Hibbia racchiude l#intera psicologia del prete.&2l
prete conosce soltanto un unico grande pericolo: questo ' la
scienza&la sana nozione di causa ed effetto!
/3(
.
/-4
2 libro, /5, p. .1.
/-.
$mano% troppo umano 22, p. "3-.
/--
%fr. Bpuleio con l#ultimo capitolo dell#:sino d/oro
/-3
+. Nietzsche, L/:nticristo ,del "---0 passim.
/31
+rammenti postumi autunno "--., "5(.
/3"
L#anticristo, p. "4..
/3(
L#anticristo, p. "-(.
"-/
"-/
?io vieta la conoscenza, perchJ essa porta alla potenza, rende
simili a ?io!
/3*
.
(l cristianesimo diede a =ros del veleno da bere0 egli non ne
mor;, ma degener" in vizio!
/3/
.
La predica della castit* ) un pubblico incitamento alla
contronatura%
=<?

2l %ristianesimo aveva cio' detto che ogni uomo ' concepito e


generato
'9B
nel peccato, e nell#insopportabile %ristianesimo
superlativo di %aldern questo pensiero fu accolto e incorporato
ancora una volta, sicchJ egli os il piA strambo paradosso nei noti
versi
La piA gran colpa dell#uomo
^ di essere nato
/3.
Stringere la procreazione degli uomini in fraterna unione con la
cattiva coscienzaF 2nfine questa diabolizzazione di =ros ha avuto
un epilogo da commedia: il diavolo! <ros ' divenuto a poco a
poco piA interessante per gli uomini di tutti gli angeli e i Santi,
grazie al sommesso parlottare e all#aria di mistero della %hiesa su
tutti i fatti erotici!
/3-
.
B dire il vero anche tra i Lreci le divinit$ dell#amore erano
molto imortanti e non oco inquietanti .
6frodite ) la divinit* del pantheon greco pi, diffusa La
sua universalit in +recia " adeguatamente descritta da lei
/3*
+rammenti postumi autunno "--..
/3/
?i l dal bene e dal male, Bforismi e interludi, "4-.
/35
L#anticristo, p. (1/.
/34
%fr. %. @avese 1 Se il chiavare non fosse la cosa pi6 importante della vita, la +enesi non comincerebbe di
lI1 &> 0avese, Il mestiere di vivere , (5 dicembre, "3*.0. Ndr.
/3.
La vita ' sogno, attio 2, scena 22.
/3-
:urora, p. 5.
"-5
"-5
stessa nei versi iniziali del prologo dell&ppolito di #uripide
&vv (7') Jeus pu$ avere santuari pi6 pretenziosi7vengono
in mente 4limpia o Codona, al pari dei templi e dei santuari
di *pollo7ma per la totale partecipazione popolare,
attraverso rappresentazioni scultoree e pittoriche in templi
che offrivano la performance rituale dellatto sessuale@
nessuna divinit era sua pari in #llade%
=<<

<cco come si presenta :iride entrando in scena all#inizio


dell#Ippolito0 +ollh; me;n ejn brotoi'" koujk
ajnwvnumo"4qea; kevklhmai 8uvpri~, oujranou'
t j e[sw ; vv. "&(0, grande e non oscura dea, sono chiamata
%ipride, tra i mortali e nel cielo. Eel primo episodio la nutrice
di Fedra le attribuisce una forza d/urto ineluttabile:1
8uvpri" ga;r ouj forhto;n h]n pollh; ruh') 1
&v ==A), >ipride infatti non " sostenibile quando si avventa
con tutta la forza #/ la -enere tota ruens dell/ :de . (< per
+licera di 4razio
La potenza di %ipride viene celebrata anche all;inizio della
Parodo delle Trachinie di Sofocle:)mevga ti sqevno" a
8uvpri" ejkfevretai4nivka" ajeiv) ,vv. /3.&/3-0,
%ipride porta con sJ una grande potenza, sempre vittorie.
Eediamo la strofe del terzo stasimo dell#:ntigone di Sofocle.
=erzo Stasimo, .-"&-11.
+' un inno a +ros% invinciile in guerra% capace di aattersi sulle
ricc"ezze e di riposare sulle moride guance delle ragazze2 +gli 8 in
movimento sul mare e nelle dimore agrestiJ 8 inevitaile da parte dei
mortali e degli immortali c"e vengono resi folli da lui2 :more pu) traviare
le menti dei giusti e renderle ingiuste% pu) spingere i consanguinei alla
contesa% quando il desiderio degli occ"i di una fanciulla detta legge%
poic"; in quella luce c'8 qualc"e cosa di divino2
/33
Qaveloc8, <ric B. Qaveloc8, Blle origini della filosofia greca :na Ievisione storica, trad it. Laterza, Ioma&Hari,
"334. =itolo originale !"e Preplatonic !"inEers of .reece2 : revisionist "istor#% p. "*.
"-4
"-4
vv. .-"&.31. Strofe.
<ros invincibile in battaglia,P<ros che sulle ricchezze ti abbatti,Pche nelle
morbide guancePdella fanciulla trascorri la notte,Pvai e vieni tanto sul mare
quantoPnelle agresti dimore:Pe degli immortali nessuno ti sfuggePnJ degli
uomini effimeri;Pma chi ti possiede ' impazzito).&ajnivkate: forma
dorica per ajnivkhte. )2n realt contro <ros non esiste rimedio ,)
[>rwto" ga;r ouj*e;n favrmakon)0 nJ pozione nJ pasticca nJ
incantesimo se non il bacio, l;abbraccio e stendersi insieme con i corpi
nudi)
511
.
511
Longo Sofista, Romanzo pastorale di &afni e Cloe , 22, ..
"-.
"-.
=ros si associa a =ris, al fuoco e alla follia.

Bmore ' un combattente invincibile. Lo stesso Sofocle fa dire a ?eianira
che chiunque si alzi come un pugile per combattere <ros, non ha la testa a
posto , )ouj kalw'" fronei'), v. //(0 !rac"inie , //"&//(0.

Platone scrive scherzando, ma non troppo, che la necessit erotica '
probabilmente ancora piA imperiosa di quella geometrica. ,Repulica ,
/5-d0. %hi ama non sta bene, ma chi non ama non fa parte della
vita:)=iser est qui amat ), sostiene Lemniselenide, l;amante di =ossilo nel
Persa di Plauto. < Sofodiclisca, la serva le risponde:)Certo is quidem
ni"ili est%Oqui ni"il amat< quid ei "omini opus vita est6 ),vv. ".3&"-10,
certo ma chi non ama non vale nulla: che bisogno ha quell;uomo della
vitaM
%hi se ne intende non poco ' Cvidio. Nell;:rs amatoria il poeta '
magister di erotismo e insegna che Bmore ' ferus , selvaggio ,2, 30,
crudele come Bchille, saevus
51"
uterque puer ,2, "-0, e chi gli si accosta
deve accettare di armarsi come per una battaglia ,miles in arma venis , 2,
*40 o almeno per una caccia, soprattutto nei teatri ,venator , 2, /5; sed tu
praecipue curvis venare t"eatris , 2, -30 dove il figlio di Eenere fa spesso
le sue battaglie:)Illa saepe puer Leneris pugnavit arena , 2, "45. )<ros si
associa a <ris, Lotta, quella <ris che <siodo, nelle 1pere e .iorni , colloca
)alle radici della terra),v. "30)
51(
.
Nel 2E canto dell;+neide il dio Bmore ) anc!e associato tanto a ferite
quanto a incendi e fiamme. B partire dall;incipit:):t regina gravi
iamdudum saucia curaOvolnus alit venis et caeco carpitur igni ) ,vv. "&(0
ma la regina, gi ferita da pesante affanno, ravviva nelle vene la piaga ed '
divorata da un fuoco nascosto. @oco dopo ?idone, rivelando il suo amore
alla sorella Bnna, dice:):dgnosco veteris vestigia flammae ) ,v. (*0,
riconosco i segni dell;antica fiamma.
+uoco ferita e follia tormentano insieme ?idone durante la successiva
cerimonia religiosa con cui la regina cerca la pace:)quid vota furentem%O
quid delura iuvant6 +st mollis flamma medullasOinterea et tacitum vivit
su pectore volnus2O $ritur infelix &ido totaque vagaturOure furens%
51"
Se ne ricorder Ealerio +lacco ,2 sec. d. %.0 che negli :rgonautica definisce saevus l;amor che incalza ,urget 0
6edea spingendola verso Liasone ,E22, *1.&*1-0.
51(
C. @. Eernant, !ra mito e politica , p. "*4.
"--
"--
qualis coniecta cerva sagitta7 &vv 3?73<) a che giovano i sacrifici, a
che i templi a chi " fuori di sBD divora i teneri midolli la fiamma
intanto e si ravviva in silenzio la ferita sotto il petto Frucia l/ infelice
Cidone e vaga fuori di sB per tutta la citt, quale cerva dopo che "
stata scagliata la freccia
2n Eirgilio l;amore brucia anche gli animali:)Carpit enim viris paulatim
uritque videndo ) ,/eorgiche , (((, ("50 logora infatti le forze a poco a
poco e li brucia guardandoli. <; la femina di buoi tori e cavalli. <ssa non
consente loro di ricordarsi dei boschi e dell;erba ma li attira
)dulcius222inleceris ) ,v. (".0 con dolci seduzioni.
2n questi versi anzi l;istinto amoroso si associa sia al fuoco sia a <ris
poichJ spesso la femmina costringe i pretendenti a combattere con le
corna:)et saepe superosOcornius inter se suigit decernere amantis ),vv.
(".&("-0. >uesto istinto ' innato negli uomini e nelle bestie: tutti, )et
genus aequoreum% pecudes pictaeque volucres ),v. (/*0 la razza marina, il
bestiame e gli uccelli colorati )in furias ignemque ruunt ), si precipitano in
ardori furiosi:)amor omnibus idem ) ,v. (//0, amore ' uguale per tutti.
Iiguarda il giovane Leandro )magnum cui versat in ossius ignemOdurus
amor ),vv. (53&(410 cui un duro amore scatena un grande fuoco nelle
ossa, la razza aspra dei lupi e dei cani e perfino i cervi imbelli che danno
battaglia ,)dant proelia ), v. (450.
6a torniamo a Dvidio:)sic deus in flammas aiit% sic pectore totoOuritur ),
=etamorfosi , 2, /35&/34, cos9 il dio si infiamm, cos9 in tutto il
pettoPbrucia. Si tratta di +ebo che brucia per ?afne. @iA avanti ,222, /4/0 '
Narciso che brucia per amore di se stesso:)uror amore mei% flammas
moveoque feroque ), brucio per amore di me stesso e porto e agito le
fiamme.
Nel Pervigilium Leneris che celebra l;inizio della primavera e la potenza
di Bfrodite, Bmore ' in vacanza ,)feriatus est amor ), v. *"0 perci gli '
stato ordinato di andare inerme, di andare nudo:)neu quid arcu% neu
sagitta% neu quid igne laederet ) ,v. **0, per non ferire qualche creatura
con l;arco, con la saetta, con il fuoco. <ppure, avverte l;autore, o l;autrice,
)N#mp"ae% cavete% quod Cupido pulc"er est<O totus est in armis idem
quando nudus est amor ) ,vv. */&*50, guardatevene o Ninfe, poichJ
%upido ' bello: ed ' tutto armato anche quando ' nudo Bmore.
2nfatti, come abbiamo gi visto, amore ' spesso collegato a piaghe e
ferite.
"-3
"-3
>oncludo con roperzio:1&lla potest magnas heroum
infringere vires#6illa etiam duris mentibus esse dolor 1 &., (=,
(;7('), quella dea
?:A
pu$ spezzare grandi forze di eroi, ella
pu$ costituire un dolore anche per i cuori duri

%(n tutte le religioni essimistic!e l#atto generativo viene
sentito come er s@ cattivo, ma questo non ' in alcun modo un
sentimento universalmente umano, e neanche in ci il sentimento
di tutti i pessimisti ' identico. =medocle, per esempio, non sa
assolutamente nulla del vergognoso, del diabolico e del
peccaminoso in tutte le cose erotiche; egli vede, al contrario, sul
gran rato del male una sola aarizione iena di salute e di
seranza, ,frodite; essa ' per lui la garanzia che la contesa non
dominer in eterno, ma che un giorno consegner lo scettro a un
piA mite demone!
51/
.
La gente chiama la 1oncordia -Gioia0 46hqosuvn', e
-6frodite0 che assimila i corpi quando sono adatti alla
mescolanza e si piacciono & #mpedocle, Gusikovn, =, =()
>" affinit tra i corpi che hanno una summetriva, una
comune misura delle emanazioni delluno con i pori
dellaltro
Lastio invece sconvolge e disperde le membra, rende tutto
deforme e sconcio
<mpedocle ricorda un asetto canonico dell#et$ dell#oro0
l#assenza di conflitti. Nel Poema lustrale ,fr. ""30 narra c!e gli
51*
Eenere, ovviamente.
51/
:mano troppo umano 2, p. "15.
"31
"31
uomini della rimitiva et$ felice non avevano un ,res come
dio, nJ il =umulto della battaglia ,ouj*ev ti" h.n
keivnoisin ['re" qeo;" ouj*e; 8u*oimov"),0, n@
Feus, n@ :rono n@ Poseidone, ma solo :iride regina 2vv. 1A30.
2noltre non si bagnava l;altare con il sangue dei tori, ma si offriva
mirra, incenso e miele, poichJ per gli uomini era massima
contaminazione ,muvso~$mevgiston, v. 30 divorare le
membra staccandone l;anima ,vv. 3&"10.
.
/ietzsc!e considera segno positivo di paganesimo la non
conoscenza del peccato:)Si renda in mano un libro veramente
pagano, er esemio Petronio, in cui in fondo non si fa, non si
dice, non si vuole e non si giudica niente c!e non sia, secondo
un criterio cristianamente iocrita, eccato, anzi eccato
mortale. < tuttavia, che senso di benessere nell;aria piA pura
515
,
nella superiore spiritualit dell;andatura piA veloce, nella forza
liberata e traboccante, sicura del proprio avvenireF 2n tutto il
Nuovo =estamento non si trova una sola ouffonerie: ma con ci '
un libro confutato$@aragonato a quel libro, il Nuovo =estamento
rimane un sintomo di una cultura decadente e della corruzione& e
come tale ha operato, come fermento della putrefazione)
514
.
>uindi il filosofo anti&cristiano rincara faziosamente la
dose:)Eediamo che cosa fa )il vero cristiano) di tutto ci che non
si raccomanda al suo istinto: l;insudiciamento e la denigrazione
della bellezza, dello splendore, della ricchezza, dell;orgoglio, della
sicurezza di sJ, della conoscenza, della potenza&insomma dell;
intera cultura: il suo intento ' quello di togliere la uona
coscienza$Si legga Petronio immediatamente doo il /uovo
515
SicF ,ndr0
514
Scelta di frammenti postumi, "--.&"---, autunno "--. 3 ,/*0
"3"
"3"
Testamento: come si respira, come si spazza via da sJ quella
maledetta aria da baciapileF)
51.
.
< infine chi si sentirebbe autorizzato a tentare la traduzione
tedesca di Petronio, c!eAi. di qualunque altro grande
musicistaA) stato il maestro del %resto& nelle invenzioni, nelle
trovate, nelle espressioniF&%he cosa pu importarci alla fin fine di
tutte le paludi di questo mondo ammalato, perverso, ed anche del
mondo antico!, se possediamo al pari di lui i piedi di vento, il
movimento e il respiro del vento, lo scherno liberatore di un vento
che ogni cosa guarisce, perchJ obbliga ogni cosa a correreF!
51-
.
>uanto al mondo malato, Nietzsche si intendeva di malattia e
dello stare male. 2n una lettera a @aul IJe scrive: La consegna '
sempre questa: SopportaF IinunciaF!
513
BhimJ viene a noia anche
la pazienza. %i vuole pazienza ad avere pazienza!
5"1
.
)%i che fa stupire nella religiosit degli antichi Lreci ' la copiosa
abbondanza del senso di riconoscenza che emana da essa
5""
.:&un
51.
Scelta di frammenti postumi, "--.&"---, autunno "--., "1 ,430. %he cosa ' cattivoM =utto quanto scaturisce da
fiacchezza, da invidia, da vendetta. Si prenda in mano Petronio doo il /uovo Testamento: ci si sente subito rimessi
in piedi per la vicinanza di una siritualit$ sana, tracotante, sicura di s@ e malvagia. La festa ' paganesimo per
eccellenza ,+rammenti ostumi 1??>A1???, . */.0.
Pagano ) dire di s; a ci" c!e ) naturale, il senso dell;innocenza in ci che ' naturale, essere con la natura. 6usto
classico ) volont$ di semlificazione, di rafforzamento, di rendere visibile la felicit$1la volont$ di terribilit$, il
coraggio della nudit$ sicologica& 2frammenti ostumi novembre 1??>, 30 3.
La sessualit, la sete di dominio, il piacere dell#illusione e dell#inganno, la grande e lieta riconoscenza per la vita e i
suoi stati tipici&ci ' essenziale nel culto pagano e ha la buona coscienza dalla sua parte. L#innaturalit ,gi
nell#antichit greca0 lotta contro l#elemento pagano, sotto forma di morale, di dialettica! ,fr. @. novembre "--., *50.
51-
&i l dal ene e dal male, Lo spirito libero.
513
%fr. Sustine et astine, Bulo Lellio, GE22, "3, 4 da <pittetto ajnev/ou, ajpev/ou.
5"1
Hasilea, "/ dicembre "-.-.
5""
?i l dal bene e dal male, L#essenza religiosa.
Si pensi all#Dde di Saffo con la preghiera ad Bfrodite
1 "mmortale 6frodite dal trono variopinto,
figlia di Qeus tessitrice di inganni, ti prego
non domarmi il cuore con affanni
n8 angosce, o signora,
ma vieni +ua, se mai anche l'altra volta
udendo la mia voce da lontano
mi desti ascolto, e, lasciata la casa d'oro
del padre, giungesti
aggiogato il carroL passeri belli
ti portavano veloci sopra nera terra
"3(
"3(
tio di uomo veramente nobile ) colui c!e sta innanzi alla
natura ed alla vita in questo atteggiamentoL& 2n seguito, quando
in Lrecia la plebe ebbe il sopravvento, anche nella religione
incominci a farsi strada il timore1 stava rearandosi il
cristianesimo)
( 6reci vedevano sora di s@ gli d)i omerici non come
adroni, e se stessi sotto di loro non come servi, al modo degli
<brei. <ssi vedevano per cos9 dire solo l#immagine riflessa degli
esemplari piA riusciti della loro stessa casta, cio' un ideale, non un
opposto alla loro natura. :i si sente recirocamente imarentati,
c#) un interesse scambievole, una secie di simmac!ia$mentre
i popoli italici hanno invece una vera religione da contadini, con
una costante paura di potenze malvagie e capricciose e di spiriti
maligni. ?ove gli dei olimpici arretravano, anche la vita era piA
fosca e piena di paura!
5"(
.
:ontro l#esternazione del dolore .%on il cristianesimo tutta la
grande sofferenza nascosta si ribella contro il gusto aristocratico
c!e sembra negare la sofferenza!
5"*
.
fitte roteando le ali dal cielo
nel mezzo dell'aria!
'ubito giunsero, e tu, o beata,
sorridendo nel volto immortale
chiedesti che cosa soffrissi di nuovo e perch8
di nuovo chiamassi
e che cosa pi, di tutto volevo che mi toccasse
nel folle cuore%"chi debbo ancora persuadere per te,
in modo da condurlo di nuovo al tuo amore2 chi ti fa
torto o 'affo2
E infatti se fugge, presto inseguir*,
se non accetta doni, anzi li far*,
e se non ama, presto amer*
anche se non vuole!
Vieni da me anche ora, liberami dai tormentosi
affanni, e +uanto il mio cuore
desidera compiere, compilo, e tu stessa
sii alleata"!
5"(
:mano troppo umano 2, p. 3".
5"*
?i l dal bene e dal male. L#essenza religiosa.
"3*
"3*
La civilt$ aristocratica resira otenza!
5"/
.
/ell+Elettra di Sofocle ;v."".(0 il coro suggerisce alla
protagonista che crede di avere perduto il fratello :) mh livan
stevne", non piangere troppo8 sei nata da padre mortale,
e 4reste pure era mortale 0ascersi di lacrime " una volutt
depravata, significa non riconoscere la giustizia divina

'oprattutto sconveniente ) lacrimare in pubblico:
nell/Antigone ,vv."(/.&"(/30 il nunzio spera che <uridice,
appreso il suicidio del figlio, sparga lacrime sotto il suo tetto, non
pubblicamente:) mi nutro della speranzaP
che, venuta a sapere la pena del figlio, non riterr degniP
i lamenti in faccia alla citt, ma sotto il tetto, all;interno ,)ajllA
upo; stevgh" e[sw)Pproporr alle ancelle di piangere il
lutto domestico ,vv. "(/4&"(/30 .
Bnche nell;:ndromaca di =uriide, la nutrice di <rmione
consiglia alla ragazza affranta di entrare nel palazzo per non dare
spettacolo del suo terrore ,vv. -.4&-.-0.
Alcesti , l;ottima moglie, moribonda )si ' accostata a tutti gli altari
che sono nella casaPdi Bdmeto, li ha incoronati e ha
pregatoPstaccando il fogliame dai ramoscelli di mirto,Qsenza
lacrime, senza gemiti, [aklausto" ajstevnakto"D, ,vv.
".1&".*0.
latone, come Leopardi, non trova perfetto 6chille,
senza per$ che i suoi difetti glielo rendano simpatico, al
punto che il filosofo ateniese ne prescrive la correzione in
una generale ejpanovrqwsi" dei poeti e delle loro
mende educative .l filosofo ateniese vorrebbe cancellare,
5"/
Burora, p. "/5.
"3/
"3/
tra l/altro, i versi pronunciati dal 0elide quando nell/*de
rimpiange la vita, la vita comunque #gli osa dire che, pur di
essere vivo, sarebbe disposto a servire &1qhteuevmen1
636
)
un altro, anche un uomo povero !uesta brama della vita a
tutti i costi " criticata da 0latone che vorrebbe cancellarla
63$
poichB insegna a preferire il servaggio alla morte
Vengono altrettanto biasimati e considerati indegni di
lettura i pianti e i lamenti del figlio di #etide, dovunque si
trovino rappresentati
63C

Tacito nella /ermania ,(., "0 fa distinzione tra il pianto dei
maschi e quello delle femmine:)!eminis lugere honestum est$
viris meminisse D, er le donne ) bello iangere, er gli uomini
ricordare.
Bncora a proposito dell;ostensione del dolore /ietzsc!e scrive:)B
che cosa rimanda il fatto che la nostra cultura non solo )
tollerante verso le estrinsecazioni del dolore, verso le lacrime, i
lamenti, i rimroveri, il gesticolare del furore o
dell+umiliazione, ma le arova e le annovera tra le piA nobili
delle cose inevitabiliM 2nvece lo spirito dell;antica filosofia le
riguardava con disprezzo e non annetteva loro assolutamente
alcuna necessit. %i si rammenti come @latone&cio' uno dei
filosofi non certo meno umani&parla del +ilottete della scena
5"5
1dissea , G2, /-3.
5"4
Repulica , *-4c. @iA avanti ,*3"c0 @latone aggiunge che non si deve ammettere nemmeno l;avidit illiberale di
Bchille nJ il suo superbo disprezzo di uomini e d'i. Sentimenti che non si addicono a un giovane nato da una dea,
pronipote di Ueus e allevato dal sapientissimo %hirone.
B questa educazione imartita dal buon centauro d$ grande rilievo =uriide nell#Iigenia in Aulide dove
Bgamennone chiarisce a %litennestra che Bchille venne educato da %hirone : i(n j h[qh mh; mavqoi
kakw'n brotw'n! ,v. .130, perchJ non imparasse gli usi degli uomini malvagi. @iA avanti il figlio di @eleo
riconosce tale alta paideia all;uomo piissimo che l;ha allevato:)ejgw; * j, ejn ajn*ro;"
eujsebestavtou trafei;"4Beivrwno", e[maqon tou;" trovpou" aplou'" e[/ein) ,vv. 3(4&
3(.0, ho imparato ad avere semplici i costumi. L#antitesi del semplice, schietto Bchille in questa tragedia, e non solo, '
Ddisseo del quale Bgamennone dice: +oikivlo~ ajei; pevfuke tou' t j o[/lou mevta! ,v. 5(40, '
molteplice per natura e sempre dalla parte della massa.&
5".
Repulica , *--b.
"35
"35
tragica. %he alla nostra moderna cultura manchi la filosofiaM!
Bpparterremmo forse noi tutti e ciascuno in particolare, secondo
quanto stimavano quegli antichi filosofi, alla plebe!M)
5"-
.
Non a tutti gli autori moderni del resto approvano le lacrime:
infatti l;autore di Il /attopardo considera le lamentele oco
aristocratic!e:)>uesti nobili poi hanno il pudore dei propri guai:
ne ho visto uno, sciagurato, che aveva deciso di uccidersi
l;indomani e che sembrava sorridente e brioso come un ragazzo
alla vigilia della @rima %omunione; mentre voi, don @ietrino, lo
so, se siete costretto a bere uno dei vostri decotti di senna fate
echeggiare il paese dei vostri lamenti. L+ira e la beffa sono
signorili1 l+elegia, la querimonia, no. ,nzi voglio darvi
unaricetta0 se incontrate un +signore+ lamentoso e querulo
guardate il suo albero genealogico0 vi troverete resto un
ramo secco) ,p. "*50.
/ietzsc!e in )a nascita della tragedia
5"3
considera =dio un
eroe della assivit$.
L'eroe raggiunge appunto nell'attitudine puramente
passiva la sua attivit* suprema, la quale continua ad agire
molto al di l della sua stessa vita, mentre il cosciente
tendere e sforzarsi della sua vita precedente lo ha condotto
solo alla passivit1
?2:

5"-
Burora, pp. ""-&""3.
5"3
%apitolo E222.
5(1
#dipo trova la sua dimensione positiva nella passivit di >olono, dopo avere fatto soffrire e avere sofferto
assai nella fase dell/attivit sconsiderata, cosI Giovanni 3rogo in Il deserto dei :artari di Kuzzati
scopre1l/ultima sua porzione di stelle1&p2?:) e sorride nella stanza di una locanda ignota, completamente
solo, mangiato dal male, accettando la pi6 eroica delle morti, dopo avere sperato invano, per decenni, di
battersi1sulla sommit delle mura, fra rombi e grida esaltanti, sotto un azzurro cielo di primavera1 .nvece il
suo destino si compie al lume di una candela, dove1non si combatte per tornare coronati di fiori, in un
"34
"34
>uindi gli contrappone Prometeo come ersonaggio illuminato
dalla gloria dell+attivit$. @rometeo rappresenta anche l;artista
titanico il quale )trov in sJ la caparbia fede di poter creare
uomini o almeno di poter distruggere d'i olimpici: e ci mediante
la sua superiore sapienza, che era per costretto a scontare con
un;eterna sofferenza)
5("
.
La rivendicazione di @rometeo fornisce una legittimazione all;ira
di Ueus e argomenti a /ietzsc!e in )a nascita della tragedia er
distinguere Dla concezione arianaD dal mito semitico:) La cosa
migliore e piA alta di cui l#umanit possa diventare partecipe, essa
la conquista con un crimine, e deve poi accettarne le conseguenze,
cio' l#intero flusso di dolori e di affanni, con cui i celesti offesi
devono visitare il genere umano che nobilmente si sforza di
ascendere: un pensiero crudo, er la dignit$ conferita al
crimine, stranamente contrasta con il mito semitico del
eccato originale, in cui la curiosit, il raggiro menzognero, la
seducibilit, la lascivia, insomma una serie di affetti
eminentemente femminili fu considerata come origine del male.
:i" c!e distingue la concezione ariana ) l#elevata idea del
peccato attivo come vera virt. rometeica)
5((
.
( 6reci si avvicinarono al pensiero che anche il crimine potesse
avere una sua dignit&perfino il furto, come per @rometeo, perfino
la strage di bestiame in quanto sfogo di un#invidia insensata, come
mattino di sole, fra i sorrisi di giovani donne Eon c/" nessuno che guardi, nessuno che gli dir bravo1
Cel resto gli eroi della passivit nella letteratura moderna sono tanti, da :blomov di +oncarov, a 1eno di
Svevo per dire solo i pi6 noti
5("
La nascita della tragedia, p. 4-.
5((
+. Nietzsche. La nascita della tragedia, p. 43.
"3.
"3.
per Biace: nella loro esigenza di attribuire una dignit$ al
delitto e di incarnarvela essi !anno inventato la tragedia!
5(*
.
Le Dceanine si impietosiscono per la sorte di @rometeo e lo stesso
=itano si sente meritevole di tanta compassione ,v.(/40, eppure '
tutt;altro che pentito e prorompe nel grido di ribellione con il
quale afferma la dignit$ del suo delitto:)io sapevo tutto
questo:Pdi mia volont, di mia volont ho compiuto la
trasgressione, non lo negher ,e*kwn e*kwn h{marton,
oujk ajrnhvsomai3P aiutando i mortali ho trovato io stesso le
pene ,aujto;~ hurovmhn povnou~ 0),(45&(4.0.
,mbigua e molto criticata ) del resto la figura di Prometeo.
L#eroe della tragedia, secondo Nier8egaard, come per Bristotele, non ' del
tutto colpevole. 6a l#attenuazione della colpa non riduce la pena: La pena
' piA profonda poichJ la colpa ha l#ambiguit estetica!
5(/

Nella tragedia di <schilo ' il =itano stesso ad ammettere di avere
infuso negli uomini cieche speranze
0rometeo deve riconoscere: ho infuso in loro
?2?
cieche
speranze &1tufla" ejn aujtoi'" ejlpivda"
katw/vkisa1, v2?:)
#gli " divinit solo apparentemente benefica in quanto
portatore di conoscenze pratiche fuorvianti:1 qnhtou" g
j e[pausa mh prodevrkesqai movron1, ho fatto
smettere ai mortali di prevedere il destino"4v!=>C5!
/ovro~ ) la parte che tocca a un uomo, una parte che
5(*
La gaia scienza, p. "*".
5(/
+ntenF+ller , 2l riflesso del tragico antico nel tragico moderno, =omo Secondo, p. *1
5(5
Negli uomini.
"3-
"3-
comprende la morte! rometeo ha illuso i mortali, li ha
resi ciechi riguardo al futuro Ra scoperto le tecniche
pa'sai tev!nai brotoi'sin ejk 7romhqevw~ &v
?:3), tutte le tecniche ai mortali derivano da 0rometeo
5(4
.&
1&uesto sapere ) sempre una conoscenza pratica: " il
sapere che ha creato la civilt, le tev/nai #gli ha
insegnato loro i diversi mestieri, inoltre l/astronomia, i numeri
e le lettere8 ma non per allargare la conoscenza del mondo
nel senso degli antichi ionici: al contrario, +uesto sapere )
orientato, alla maniera attica, verso le tev!nai, verso
uno scopo pratico e un'utilit*Bil fuoco " il simbolo delle
tev/nai, dell/attivit pratica1
?2;

Si veda un esplicito svuotamento di questo to; sofovn
tecnologico nel discorso di Ciotima del !imposio
platonico:1kai; o me;n peri; ta; toiau'ta
sofo;" *aimovnio" ajnhvr, o *ev, a[llo ti
sofo;" w[n, h0 peri tev!na" h0 !eirourgiva"
tinav", bavnauso"1 &2:Aa), chi " sapiente in tali
rapporti
?2'
" un uomo demonico, quello invece che si intende
di qualcos/altro, o di tecniche o di certi mestieri, ) un
facchino
>" unopinione molto diversa nel Corpus -ippocraticum ,
una sentenza che si trova pi6 volte citato nei libri di F
Farrington, molto quotati una ventina d/anni fa, quando era
in voga il marQismo " questo :1h[n gar parh'/
filanqrwpivh, pavresti kai filote!nivh", dove
5(4
Dvidio, =etamorfosi, 2, "/"&"/(. e gi il ferro funesto e, piA funesto del ferro, l;oro era venuto alla luce luce; venne
alla luce la guerra, che combatte con l;uno e con l;altro
. <# la descrizione dell#et del ferro. Iiporter questi versi in un contesto piA ampio piA avanti.
5(.
H. Snell, +sc"ilo e l'azione drammatica, p. "(".
5(-
!uelli tra gli uomini e gli d"i
"33
"33
c') amore per il genere umano, l* c') sempre amore per
la tecnica1
5(3

Per quanto arli di economia, il nostro temo ) un dissiatore0


serera la cosa i. reziosa, lo sirito!
5*1
.
Leoardi in Il pensiero dominante condanna l#ossessione dell#utile
da parte della sua et )superba,P che di vote speranze si nutrica,Pvaga
di ciance, e di virtA nemica;Pstolta, c!e l+util c!iede,Qe inutile la
vitaQquindi i. semre divenir non vede),vv. 53&4/0.
Bncora piA duramente si esprime nei confronti del lucro il poeta di
Iecanati nella Palinodia al *archese /ino Capponi :) anzi
coverteQfien di stragi l+=uroa e l+altra rivaQdell+atlantico
mar...sempre che spingaPcontrarie in campo le fraterne schierePdi pepe
o di cannella o d;altro aromaPfatale cagione, o di melate canne,Po
cagion qual si sia ch;ad auro torni),vv. 4"&4.0.
L#eroe
Bd ogni modo per Nietzsche, come per Loethe o per il
Settembrini di =. 6ann nella =ontagna incantata @rometeo ' un
eroe e l#eroe ' la forma piA ammissibile della vita umana!
5*"
.
5(3
H. +arrington% Lavoro Intellettuale + Lavoro =anuale Nell':ntica .recia , p.*-. Nella nota a pi' di pagina si trova il
testo greco attribuito a Precetti ,E20 che dovrebbe essere un testo di scuola ippocratica.
5*1
Nietzsche, :urora, p. "*1.
5*"
<pistolario, Santa 6argherita Ligure primi di dicembre "--(.
(11
(11
*ncora Eietzsche con formula schopenhaueriana: L/eroe,
la pi, alta apparenza della volont*0
?A2

Leroe, come il genio, sa afferrare loccasione
+orse il genio non ' affatto cos9 raro: sono rare le cinquecento
mani che gli sono necessarie per dominare il kairov~, il
momento opportuno!, per afferrare per i capelli il casoF!
5**
.
L#occasione infatti ' calva di dietro.
L#ultimo raggio di eroismo nei eriodi di decadenza, secondo
Raudelaire ) il dandismo.
Haudelaire
5*/
compila una breve lista dei rappresentanti del
dandismo dell/antichit, 1il dandismo " un/istituzione vaga,
bizzarra come il duello8 antichissima, perchB 1esare, 1atilina,
6lcibiade ce ne forniscono degli splendidi tipi1
5*5
0oco pi6
avanti il poeta francese d una definizione del dandismo:1 )
l'ultimo raggio di eroismo nei periodi di decadenza!!!) un
sole che tramonta8 come l/astro che declina, " superbo, senza
calore e pieno di malinconia1
?A3


Bnche Nietzsche mette ,lcibiade nel numero ristretto dei
seduttori:)allora nascono quegli uomini magicamente inafferrabili
ed impenetrabili, redestinati alla vittoria e alla seduzione, le
cui piA belle espressioni sono ,lcibiade e :esare ,ai quali
aggiungerei di buon grado 4ederico (( di *o!enstaufen, c!e
secondo me ) il primo =uroeo0, e forse Leonardo da Einci, tra
gli artisti. =ssi fanno la loro comarsa rorio in quelle
eoc!e, il cui roscenio ) occuato dal tio i. debole col suo
5*(
La nascita della tragedia, p. """.
5**
&i l dal ene e dal male, p. (1*.
5*/
1?21A1?B>,
5*5
Curiosit6 estetiche 2uscite ostume nel 1?B93.
5*4
(n 6uglielminoQ6rosser, Il sistema letterario. Cttocento, . 11G2.
(1"
(1"
desiderio di rioso0 i due tipi sono in stretto rapporto e vengono
originati dalle medesime cause)
5*.
.
(l debole ) quello c!e danneggia se stesso. :na natura forte si
riconosce dalla sua capacit di aspettare e differire la reazione: una
certa aj*iaforiva
6#D
le ' propria come alla natura debole '
propria l#automaticit della reazione$2l debole danneggia se
stesso. <# questo il tipo della decadenza!
5*3
.
Sofocle e S!aMeseare
?el tutto privo di scorie ' Sofocle secondo Nietzsche:)
Sha8eseare, aragonato con Sofocle, ' come una miniera piena
di un;immensit di oro, piombo e ciottoli, mentre quello non '
soltanto oro, ma oro anche lavorato nel modo piA nobile, tale da
far quasi dimenticare il suo valore come metallo)
5/1
.
( oeti e %in articolar modo S!aMeseare, sono innamorati
delle assioni in s@$Non sta loro a cuore la colpa e il suo triste
epilogo, si tratti di S!aMeseare oure di Sofocle 2nell#Aiace,
nel !ilottete, nell#Edipo0: per quanto sarebbe stato facile, nei casi
suddetti, fare della colpa la leva del dramma, proprio questo '
senz#altro evitato. Bltrettanto poco si cura il poeta tragico di
creare con le sue immagini della vita un senso di ostilit contro la
vitaF <gli grida invece: ) un#avventura la vita,Aprendiate questo
o quel partito, manterr sempre questo carattereF!. %os9 egli parla
secondo la prospettiva di un tempo inquieto e colmo di forza, un
tempo che ' quasi ebbro e stordito dalla sua sovrabbondanza di
sangue e d#energia, un tempo piA malvagio di quanto non sia il
nostro: per cui siamo costretti innanzitutto a predisporre e ad
adattare, per noi, il fine di un dramma sha8espeariano, vale a dire,
a non comprenderlo!
5/"
.
5*.
&i l dal ene e dal male , p. ""*.
5*-
2ndifferenza ndr.
5*3
+rammenti posumi, primavera "---, "/ ,"1(0.
5/1
$mano% troppo umano 22 vol. , p. 5.. Li citato a p. .
5/"
Burora, p. "4-.
(1(
(1(
2 versi di Sofocle si distinguono per la loro densit, chiarezza e
profondit.
:!i si sa rofondo, si sforza d#essere c!iaro; c!i vorrebbe
sembrar rofondo alla moltitudine, si sforza d#essere oscuro.
La moltitudine infatti prende per profondo tutto quello di cui non
pu vedere il fondo: ' cos9 timorosa e va in acqua cos9 a
malincuore!
5/(
.
=uriide e il socratismo estetico.
Sotto il segno della sofistica, =uriide aveva imparato a dubitare
di tutto.
La storia del sodalizio con Socrate e addirittura della loro
complicit , che Nietzsche considera foriera di morte per la
tragedia classica, arte da ,ristofane il quale nelle 7ane
5/*
fa
dire al coro soddisfatto er la vittoria di =sc!ilo su =uriide0D
bella cosa ) dunque non stare seduto a c!iacc!ierare
5lalei'n 3 con Socrate disrezzando la musica
2 ajpobalovnta mousikhvn 3 e trascurando la grandezza
dell+arte tragica) ,vv. "/3(&"/340.
Sentiamo la rielaborazione di /ietzsc!e: Se abbiamo dunque
riconosciuto che =uriide non riusc9 in genere a fondare il
dramma soltanto sull#apollineo, c!e anzi la sua tendenza
antidionisiaca si svi" in una tendenza naturalistica e non
artistica, otremo ormai avvicinarci all#essenza del socratismo
estetico, la cui legge surema suona a un diresso0 %Tutto deve
essere razionale er essere bello !, come proposizione parallela al
socratico: solo chi sa ' virtuoso!. %on questo canone alla mano
<uripide misur ogni particolare, rettificandolo secondo tale
legge: la lingua, i caratteri, la costruzione drammaturgica, la
musica corale. %i che noi sogliamo tanto spesso imputare a
5/(
La gaia scienza, p. "/"
5/*
?el /15 a. %.
(1*
(1*
<uripide come difetto e regresso poetico in confronto alla tragedia
sofoclea, ' per lo piA il prodotto di quell#incalzante processo
critico, di quella temeraria razionalit$$=uriide si accinse a
mostrare al mondo, come anche fece @latone, l#opposto del poeta
irragionevole!; il suo rinciio estetico %tutto deve essere
cosciente er essere bello& ), come !o detto, la roosizione
arallela al recetto socratico %tutto deve essere cosciente er
essere buono!. @er conseguenza <uripide pu essere da noi
considerato come il poeta del socratismo estetico. 6a Socrate era
quel secondo spettatore che non capiva la tragedia antica e perci
non l#apprezzava; in lega con lui =uriide os" essere l#araldo di
una nuova creazione artistica. Se a causa di essa la tragedia
antica er;, il rinciio micidiale fu dunque il socratismo
estetico; in quanto peraltro la lotta era rivolta contro il dionisiaco
dell#arte antica, riconosciamo in Socrate l#avversario di 9ioniso,
il nuovo Drfeo che si leva contro ?ioniso e, benc!@ destinato a
essere dilaniato dalle 5enadi del tribunale ateniese, costringe
alla fuga lo stesso otentissimo dio. >uest#ultimo, come nel
temo in cui era fuggito
5//
di fronte al re degli =doni Licurgo, si
salva nelle rofondit$ del mare, cio) nei flutti mistici di un
culto segreto, che a poco a poco invader il mondo intero!
5/5
.
S=utto deve essere consapevole, per essere bello#, ecco la formula
di <uripide, parallela a quella socratica: S=utto deve essere
consapevole per essere buono#. =uriide ) il oeta del
razionalismo socratico!
5/4
.
5//
(nvero 9ioniso ) una di quelle figure mitic!e e divine c!e assumono diversi aspetti. Brriano avverte che gli
*teniesi venerano un altro Cioniso, rispetto a quello tebano figlio di Jeus e Semele .l dio ateniese " figlio di
Jeus e di >ore, e il canto .acco dei misteri viene intonato a questo , non a quello tebano &Anabasi di
Alessandro, 2, (3, A) *nche Eietzsche riconosce questa duplicit: Cal sorriso di questo Cioniso sono nati
gli d"i olimpici, dalle sue lacrime gli uomini .n quellesistenza in quanto dio smembrato Cioniso ha la doppia
natura di un demone crudele e selvagio e di un dominatore mite e dolce% &La nascita della tragedia, p ;2)
%os9 forse si spiega la differenza tra il ?ioniso feroce delle -accanti e quello di Dmero cui allude Nietzsche, un dio
impaurito ,Iliade, E2, "*5 :iwvnuso" *e; fobhqeiv" 0 e infantile, che, minacciato da Licurgo, si getta in mare
dove =etide lo accolse in seno, spaventato e tremante per le grida dell#uomo feroce. @oi c#' il ?ioniso pauroso e
ridicolo delle Rane di Bristofane. >uesto dio fugge, terrorizzato da <mpusa, tra le braccia del suo sacerdote ,v. (3.0,
quindi viene apostrofato dal servo Gantia con:) oh tu, davvero il piA vigliacco degli d'i e degli uominiL),v. /-40. 2l dio
se l;era voluta, cacandosi addosso dalla paura ,v. /.30 n.d. r.
5/5
+. Nietzsche, La nascita della tragedia, pp. -5 e sgg.
5/4
Nietzsche, Socrate e la tragedia, p. 54.
(1/
(1/
>uesta filosofia si era configurata, a partire dal libro giovanile su
La nascita della tragedia dallo spirito della musica ,"-.(0, come
una critica della decadenza che, secondo Nietzsche, caratterizza la
cultura europea dalla fine dell#epoca tragica dei greci.
2l ( gennaio "-.( apparve nelle librerie La nascita della
tragedia; l#editore era <rnst +ritzsch di Lipsia, lo stesso che aveva
pubblicato le opere di Iichard Oagner. 2l disegno nel frontespizio
mostrava @rometeo liberato!
5/.
.
Iovesciando quello che era stato l#orientamento classicistico di
quasi tutto il pensiero europeo del Settecento ,ma anche prima, dal
Iinascimento0 in poi, /ietzsc!e ensa c!e la vera vitalit$ del
mondo greco antico, il suo significato di modello er ogni
cultura successiva, vada riconosciuto nel eriodo reclassico,
c!e si c!iude con la tragedia euriidea e con l#insegnamento di
Socrate. La grande tragedia greca 2=sc!ilo, Sofocle3 era infatti
l#esressione di una civilt$ ancora rofondamente radicata nel
mito, che nelle storie degli d'i e degli eroi tragici costruiva una
immagine luminosa della vita umana la quale per aveva senso
nella misura in cui manteneva un sentimento rofondamente
essimistico, tragico, del destino umano. La tragedia, sosteneva
Nietzsche, era nata come sintesi di sirito 2o elemento3
aollineoAl#imulso alla forma definita, c!e d$ luogo er
esemio all#arte della scultura1 e di sirito 2o elemento3
dionisiacoAc!e ) invece l#immediato sentirsi all#unisono con la
vicenda incessante della vita e della morte, dove i confini
dell#individualit$ e della coscienza sono travolti come da un
fiume in iena.
?ionisiaca per eccellenza ' la musica ,questo Nietzsche lo aveva
imparato da Schopenhauer, per il quale, come si ricorder, la
musica era oggettivazione immediata della volont di vivere0.
5/.
Nolte, op. cit., p. *3.
(15
(15
%on <uripide ,il cui teatro ' tutto permeato di motivi
razionalistici0 e soprattutto con Socrate, che oppone al mito
un#idea del mondo come ordine razionale in cui non c#' nulla da
temere! , purchJ ci si faccia guidare dalla ragione, l#equilibrio tra
elemento apollineo e elemento dionisiaco si rompe, a favore del
primo. Succede un po# quello che, nel nostro secolo, pensatori
profondamente influenzati da Nietzsche come Qor8heimer e
Bdorno chiameranno la dialettica dell#illuminismo!: l#imorsi di
una visione razionale del mondo fa erdere il contatto con la
vera realt$ della vita umana, e soprattutto uccide la capacit di
creare, la libert dell#immaginazione poetica, in definitiva anche la
libert nel senso piA pieno della parola. ?ecadenza, per il
Nietzsche del libro sulla tragedia, ' dunque la scienza che si
sviluppa a partire dal razionalismo socratico, e che si armonizza
perfettamente con la morale cristiana, per la quale il mondo reale
con cui abbiamo da fare quotidianamente ' solo provvisorio e
apparente ,come erano le cose sensibili per @latone, solo immagini
delle idee eterne0, e ha la sua autentica verit nel mondo dell#aldil
promesso ai fedeli dopo la morte. La decadenza della civilt$
euroea ) un effetto dell#atteggiamento ascetico c!e ) imosto
sia dal razionalismo socraticoAlatonico sia dal cristianesimo:
ascesi ) infatti lo sforzo del cristiano di non lasciarsi dominare
dalla assione per le cose di quaggiA, come ascesi ' lo sforzo
dello scienziato di prescindere dalle immagini mobili delle cose
cercando la verit, cio' le leggi permanenti della natura, attraverso
una messa tra parentesi dei propri interessi e dei propri punti di
vista soggettivi! !
5/-
.
L#ascesi
>uesta ' l#ascesi socratica e cristiana, ma c#' anche un#ascesi
agana e naturale: Eoglio anc!e l#ascesi nuovamente naturale;
5/-
Lianni Eattimo, &ialogo con Nietzsc"e, pp.(//&(/5.
(14
(14
invece di mirare alla negazione, mirare al rafforzamento1 una
ginnastica della volont$!
5/3
.
4ino ad oggi ogni scienza crebbe accanto alla cattiva
coscienza. Spezzate, spezzate, ve ne prego, le antiche tavole,
uomini della conoscenzaF!
551
.
2nsomma ogni conoscenza deve servire al progresso e al benessere
dell;uomo. La scienza, come la storia e tutta la cultura, deve servire
alla vita.
(l 6alileo di Rrec!t nell;ultima scena del dramma
55"
afferma il dovere
morale di rendere il sapere funzionale al bene dell;umanit:)%he scopo
si prefigge il nostro lavoroM /on credo c!e la scienza ossa roorsi
altro scoo c!e quello di alleviare le fatic!e dell+esistenza umana.
Se gli uomini di scienza non reagiscono all;intimidazione dei potenti
egoisti e si limitano ad accumulare sapere per sapere, la scienza pu
rimanere fiaccata per sempre, ed ogni nuova macchina non sar fonte
che di nuovi triboli per l;uomo).
L+egoismo degli affaristi invece vuole una scienza e una scuola
c!e ortino al rofitto monetario. Secondo questa gente
)l;educazione sarebbe definita come l;esatta cognizione per cui si
diventa completamente attuali, nei bisogni e nella loro soddisfazione,
per cui per, in pari tempo, si dispone, nel modo migliore, di tutti i
mezzi e le vie per guadagnare il piA facilmente possibile del denaro.
+ormare il maggior numero possibile di uomini correnti& a quel modo
per cui si dice corrente di una moneta& questo dunque sarebbe il fine; e
un popolo, secondo questa concezione, sar tanto piA felice quanti piA
uomini correnti del genere posseder$7ui si odia ogni educazione
5/3
+rammenti postumi, autunno "--., 3*.
551
Cos( parlV *arat"ustra, ?i antiche tavole e nuove.
55"
Lita di .alileo, del "35.. %ito dalla traduzione di <milio %astellani.
(1.
(1.
c!e renda isolati, c!e onga dei fini al di l$ del denaro e del
guadagno$Secondo la moralit che qui ' valida, si apprezza$una
istruzione rapida per diventare presto un essere che guadagna denaro e
una istruzione approfondita quanto basta per diventare un essere che
guadagna moltissimo denaro)
55(
.
Leoardi pone Socrate vicino ai sofisti, come far 2socrate a
proposito della scuola socratica
55*
: < Socrate stesso, l;amico del
vero, il bello e casto parlatore, l+odiator de+ calamistri
55/
e de+
fuc!i
555
e d+ogni ornamento ascitizio
554
e d+ogni affettazione, che
altro era ne; suoi concetti se non un sofista niente meno di quelli
da lui derisiM! ,*ialdone, */./0.
La stessa opinione espressa da 2socrate nel manifesto della sua
scuola: 8ata; tw,n sofistw,n.
Lo settatore sulla scena
Nietzsche sostiene che =uriide era meno gradito di Sofocle al
ubblico ateniese siccome non sronava la massa con il
sueriore unto di vista dell+eroismo, ma ortava sulla scena
lo settatore, l+uomo medio, i tratti non riusciti della natura, il
grechetto scaltro e la mediocrit, facendo trionfare la scaltrezza,
rendendo aradigmatico il calcolo e l+intrallazzo dello sc!iavo
immerso nella materia
55.
. Bnche questa critica, unilaterale e
malevola, parte da ,ristofane c!e accusa =uriide di mettere
55(
+. Nietzsche, %onsiderazioni inattuali 222% Sc"open"auer come educatore del "-./, p. ("".
55*
%fr. isocrate 8ata; tw'n sofistw'n%
55/
?a calamistrum, ferro per arricciare i capelli! ,ndr0.
555
?a fucus, tintura rossa! ,ndr0.
554
?a ascisco, annetto! ,ndr0.
55.
+. Nietzsche, La nascita della tragedia, cap. "".
(1-
(1-
in scena ezzenti e malriusciti, personaggi in vario modo presi di
mira dagli uomini o dalla natura. @ossiamo ancora fare l#esempio
degli Acarnesi , quando 9iceooli si reca da =uriide per farsi
prestare gli stracci
55-
con i quali copriva i suoi personaggi
)/wlouv~! ,v. /""0, zoppi, e ptw/ouv~ ! ,v. /"*0, pitocchi.
Bndromaca consiglia sottomissione e silenzio a <rmione, ma
,ristofane raresenta il ersonaggio =uriide c!e rivendica
il merito di avere insegnato la c!iacc!iera e l#insubordinazione
un oco a tutti, comrese le donne0 % lalei'n
ejdivdaxa-noei'n o*ra'n xunivenai strevfein
889
ejra'n tev!na+ein, kav! j u*potopei'sqai,
perinoei'n a{panta&, a c!iacc!ierare !o insegnato, a
ensare, a vedere, a caire, a stravolgere, amare, a
macc!inare, a sosettare il male, a soesare ogni cosa 27ane,
vv. 9G' sgg.0
Su <uripide grava una tradizione di critica malevola, e pure
pettegola, che risale alla commedia antica e arriva a /ietzsc!e il
quale in La nascita della tragedia accusa il drammaturgo di
avere commesso un sacrilegio imborg!esendo il mito,
storiandone i rotagonisti e uccidendo, con lo sirito eroico,
quello religioso, musicale e artistico, fiorito nell;et tragica dei
Lreci. Lo scadimento della tragedia del resto, secondo il filosofo
tedesco, inizia gi con Sofocle: <uripide porta avanti il processo
degenerativo che trover il suo compimento nella commedia
nuova attica.
>uesta agonia della tragedia si chiama <uripide, e il piA tardo
genere artistico ' noto come commedia attica nuova. (n essa
soravvive la forma degenerata della tragedia$Si sa di quale
straordinaria venerazione <uripide godesse presso i poeti della
nuova commedia attica. :no dei piA rinomati, 4ilemone, dichiar
55-
)*ov~ moi ravkiovn ti!, dammi uno straccioF) lo prega ,v. /"50.
553
2l personaggo Strpsiade delle Nuvole prende il nome da questo verbo.
(13
(13
che si sarebbe immediatamente fatto impiccare, pur di vedere
<uripide negli inferi, qualora si fosse potuto convincere che il
defunto aveva ancora vita e intelletto. 5a ci" c!e =uriide aveva
in comune con 5enandro e con 4ilemone e ci che per costoro
valeva come modello, si lascia in breve riassumere nella formula
secondo cui essi ortarono lo settatore sulla scena.
%Prima di =uriide, si aveva a c!e fare con uomini
eroicamente stilizzati, dei quali subito si riconosceva l#origine
dagli d'i e dai semidei della tragedia piA antica$%on <uripide
balza sulla scena lo spettatore, l#uomo nella realt della vita di
ogni giorno. Lo specchio, che in precedenza aveva riflesso solo i
caratteri grandi e nobili, si fece piA realistico e perci piA
volgare$>uella figura assolutamente tipica dell#uomo greco, la
figura di Cdisseo, =sc!ilo l#aveva innalzata al livello d#un
Prometeo magnanimo, astuto e nobile1 tra le mani dei nuovi
oeti decadde al ruolo dello sc!iavo domestico bonario e
scaltro che cos9 spesso sta al centro del dramma come grande
intrigante. %i che <uripide nelle Rane di Bristofane si attribuisce
a merito, cio' d#aver svuotato l#arte tragica e la sua gravit
attraverso una cura termale, vale anzitutto per la figura degli eroi;
in sostanza, lo spettatore, sulla scena euripidea vedeva e ascoltava
il suo doppio, sia pur coperto dell#abbigliamento sfarzoso della
rteorica!
541
.
+ilemone voleva morire per incontrare <uripide, ma non '
necessario: basta leggerlo con attenzione rinunciando ad altri
paceri.
,nc!#io sono stato agli inferi, come Cdisseo, e ci torner
ancora piA volte, e non solo montoni ho sacrificato per poter
parlare con i morti; bens9 non ho risparmiato il mio stesso
sangue!. Nietzsche menziona / coppie: <picuro e 6ontaigne,
Loethe e Spinoza, @latone e Iousseau, @ascal e Schopenhauer.
541
Nietzsche, Socrate e la tragedia ,conferenza del "-.10, in Eerit e menzogna, p. 5(.
("1
("1
Eogliano i vivi erdonarmi se essi talvolta mi sembrano delle
ombre..5a ) l#eterna vitalit$ c!e contaL&
GB1
.
2l personaggio <uripide nelle Rane si vanta di avere insegnato a
chiacchierare e macchinare. < fu da una massa preparata e
addestrata in tal modo che nacque la commedia nuova, questo
drammatico gioco di scacc!i tutto basato sul piacere di colpi
astuti$il quinto stato, quello degli schiavi, domina la scena,
almeno relativamente al modo di sentire!
54(
.
Eediamo altre espressioni di questa critica demolitrice cui non
mancano formule sc!oen!aueriane come lo stesso Nietzsche
denuncer piA avanti
54*
,: )La musica veramente dionisiaca si
resenta come un tale secc!io universale della volont$ del
mondo$ora la musica ' diventata una meschina immagine
dell#apparenza, e per questo ' infinitamente piA povera
dell#apparenza stessa$Eediamo in azione da un altro lato la forza
di questo sirito antidionisiaco ostile al mito, quando volgiamo i
nostri sguardi all#affermarsi nella tragedia, da Sofocle in oi,
della rappresentazione di caratteri e della raffinatezza
sicologica. 2l carattere non deve piA allargarsi come tipo eterno,
ma deve al contrario, mediante tratti secondari e ombreggiature
superficiali$agire in modo talmente individuale, che lo
settatore senta in genere non i. il mito, bens; la otente
verit$ naturalistica e la forza dell#imitazione dell#artista.
Bnche qui scorgiamo la vittoria dell#apparenza sull#universale e il
piacere per cos9 dire per il singolo preparato anatomico;
resiriamo gi$ l#aria di un mondo teorico, er il quale la
conoscenza scientifica vale i. del risecc!iamento artistico di
una regola del mondo!
54/
.
54"
:mano, troppo umano 22, p. "(1.
54(
Dp. cit., p. 5*.
54*
<# $mano% troppo umano pubblicato del "-.- che segna il distacco da Oagner e da Schopenhauer.
54/
La nascita della tragedia, pp. ""5&""4.
(""
(""
%irca la posizione della musica nel dramma antico vale
pienamente ci che Lluc8 nella celebre prefazione al suo :lcesti
esprime in termini di esigenza. La musica dovrebbe sostenere la
poesia, rafforzare l#espressione dei sentimenti e l#interesse delle
situazioni, senza spezzare l#azione o disturbarla con inutili
sfiorettature!
545
.
La prefazione dell#:lceste ,".4.0 prescrive l#unitariet del
dramma. La musica deve essere condizionata dalla parola e non
deve interrompere l#azione. 2l coro deve assumere la funzione di
personaggio. 2l melodramma come la tragedia greca deve offrire
allo spettatore una consolazione purificatrice.
maggiol
La musica dovrebbe essere immagine del noumeno e non del
fenomeno!
544
. @iA avanti Nietzsche cambier idea, anche in seguito
alla cambiata opinione su Oagner. < con ci il rapporto di
soggezione a Oagner completamente capovolto. 6a non basta.
Nel frammento postumo ( ,(30 dell#autunno "--4, Nietzsche
afferma perentoriamente: La musica non rivela l#essenza del
mondo e la sua volont!, come ha sostenuto Schopenhauer ,$0;
la musica rivela solo i signori musicistiF <d essi stessi non lo
sannoF < che buona cosa, forse, che non lo sappianoF!
54.
.
Saere non ) saienza.
>uindi all#et tragica e artistica che giustifica la vita umana con
l;illusione della bellezza succede la civilt$ socratica c!e ostile
all#istinto, coltiva il terreno della razionalit$ e della conoscenza,
facendogli rodurre quella cultura alessandrina che ha imbrigliato
il mondo da allora in avanti: Tutto il mondo moderno ) reso nella
rete della cultura alessandrina e trova il suo ideale nell#uomo
545
Nietzsche, Il dramma musicale greco, p. /..
544
S. Liametta, Introduzione a Nietzsc"e, p. """.
54.
S. Liametta, Dp. cit., p. ""(
("(
("(
teoretico, che ' dotato di grandissime forze conoscitive e lavora al
servizio della scienza, e di cui Socrate ' il prototipo e il capostipite!
54-
.
Jna cultura, devo dire, alla quale =uriide non ) organico, non
quando fa cantare al coro delle ;accanti nel rimo stasimo della
sua ultima tragedia D to sofon d j ouj sofiva )
,-accanti , vv. *350, il sapere non ' sapienza.
Le universit* non sono scuole di saggezza, sono scuole di sapere, ma
tacitamente postulano come conosciuto ci$ che esse non possono
insegnare: la capacit di osservare, la stupefazione goethiana, e i loro spiriti
migliori non conoscono altra finalit pi6 nobile che costituire un altro gradino
perchB +oethe e altri nuovi saggi si manifestino di nuovo1
543

'eneca sostiene che la saienza ) l#unica libert$0 %Sapientia quae sola libertas
est!
5.1
.
Le -accanti sono l#ultima tragedia di <uripide, ma la debolezza del
sapere e dei progetti della ragione rispetto alla Necessit
5."
viene
denunciata fin dalle prime tragedie.
Non aveva tutti i torti dunque il OilamoYitz quando in Dilologia
dell/avvenire scrisse che la teoria di Nietzsche sui rapporti tra
<uripide e Socrate era infondata, e non solo perchJ Socrate aveva
quattordici anni quando <uripide era nel pieno della maturit!
5.(
.
=uriide non ) il oeta del razionalismo greco.
6edea individua nel suo animo un conflitto tra la passione furente e i
ragionamenti, quindi comprende che l+emotivit$, sebbene sia causa
dei massimi mali, er gli uomini ) i. forte dei suoi roositi:)
.ai manqavnw men oi(((a dra'n mevllw kakav,A
qumo" de kreivsswn tw'n ejmw'n bouleumavtwn,#
o{sper megivstwn ai[tio" kakw'n brotoi'") ,
=edea, vv. "1.-&"1-10, capisco quale abominio sto per compiere, ma
54-
La nascita della tragedia, p. ""-.
543
Q. Qesse, La ellezza della farfalla , in 'esse L'arte dell'ozio , pp. /1"&/1(.
5.1
Seneca, +p., *., /.
5."
%fr.:lcesti, 344.
5.(
S. Liametta, Dp. cit., p. -".
("*
("*
piA forte dei miei consigli ' la passione, che ' causa dei mali piA
grandi per i mortali), dir la furente nel quinto episodio dopo avere
preso la decisione folle di uccidere i figli .
:n;eco lontana di questa situazione si trova nelle *etamorosi di
Cvidio dove 5edea cerca di contrastare, senza successo, la passione
per Liasone ) et luctata diu% postquam ratione urorem0 vincere non
poterat$ 7Drustra% =edea% repugnas2) ,E22, vv. "1&""0, e dopo avere
combattuto a lungo, dacchJ non poteva vincere la follia amorosa con
la ragione, si disse )ti opponi invano, 6edea).
Nelle Heroides di Cvidio, 6edea alla fine della sua +pistula Iasoni
dichiara:)Cuo eret ira sequar2 Dacti fortasse pigeit ) ,'eroides ,
G22, (""0, andr dove mi porter la rabbia. +orse mi pentir del
misfatto. :n pentimento presofferto ma non evitabile dal momento
che la parte emotiva prevale su quella razionale e pure su quella etica.
:n;altra confutazione della supposta sintonia e complicit tra <uripide
e Socrate
5.*
la fornisce 4edra quando nell+Ippolito di <uripide
dice:)bisogna considerare questo:Pil bene lo conosciamo e
riconosciamo,Qma non lo costruiamo nella fatica ,oujk
ejkponou'men: il bene topicamente costa povno" , fatica0 , alcuni
per infingardaggine ,ajrgiva" u(po0,P alcuni anteponendogli
qualche altro piacere.P < sono molti i piaceri della vita:Plung!e
conversazioni, l+ozio, diletto cattivo
G>'
, 2s!olhv, terpnon
kakovn3 l+irrisolutezza 2aijdwv" te, una forma brutta di
aijdwv" 3 ),vv.*.3&*-50.
) %onosciamo il bene, ma non lo facciamo!, diceva la +edra di
<uripide. >uesta conoscenza Socrate cerca di rendere piA solida, per
5.*
2l quale nell;opera di @latone sostiene che facciamo il male per ignoranza del bene, e, se solo conosciamo il bene.
non possiamo fare il male.
5./
.l piacere dell/ozio come sirena che distoglie dal fare cose egregie " denunciato anche da 5acito
nell/Agricola:1subit 5uippe etiam ipsius inertiae dulcedo# et invisa primo desidia postremo amatur 1 &A), infatti
si insinua anche il piacere della stessa passivit, e alla fine si ama l/accidia dapprima odiosa
L/ozio che fa male si trova pure nel carme ?( di >atullo:1:tium# Datulle# tibi molestum est &v(A), lo star
senza far niente ti fa male, >atullo
("/
("/
conferirle cos9 la forza dell;obbligatoriet)
5.5
. :na forza che +edra non
possiede.
)=uriide- non fu recisamente il razionalistico Doeta
dell+illuminismo greco). +u il poeta che meglio di ogni altro seppe
ascoltare i moti piA segreti del cuore umano e avvert9 in tutta la loro
gravit i conflitti che ora ne scaturivano. 2l desiderio di vendetta di
6edea emerge dalle insondabili profondit della sua anima, e appena
arriva alla soglia della coscienza ha inizio nell;intimo del personaggio
una dura, inesorabile lotta, in cui la ragione e l+amore materno
soccombono alla assionalit$ del qumov". La vita ha insegnato ad
<uripide che noi abbiamo in genere c!iara coscienza del bene, ma
non lo attuiamo erc!@ gli imulsi irrazionali sono i. forti)
5.4
.
La !edra di Seneca riprende dall;Ippolito di <uripide la coscienza
della dicotomia tra il sapere e il fare:)3uae memoras% scioOvera esse%
nutrixJ sed uror cogit sequi peiora% Ladit animus in praeceps
sciens%Oremeatque% frustra sana consilia adpetens) ,vv. ".-&"-"0, so
che quanto mi rammenti ' vero, nutrice; ma il furore mi costringe a
seguire il peggio. 2l mio animo si avvia al precipizio e lo sa, poi torna
a cercare invano sani propositi.
2l furor ' piA forte della ratio: ' un dio: 3uid ratio possit6 Licit ac
regnat furor! ,Dedra, v. "-/0.
/ietzsc!e: Tutti gli uomini grandi furono grandi er l#intensit$
dei loro affetti!
5..
.
, roosito di questa %distruzione della ragione& sentiamo
8emo Rodei
5.5
Snell, La cultura greca e le origini del pensiero europeo , p. "-4.
5.4
6. @ohlenz, L'uomo greco, p. 4(/.
5..
Nietzsche, +rammenti postumi "--" ,"130.
("5
("5
2n 6edea e +edra si assiste a un suicidio della ragione che desidera
soccombere sprofondando nell#abisso dei suoi stessi conflitti , a uno
smarrimento e a una rivolta della vita contro se stessa
5.-
: un#attitudine
diversa da quella del saggio stoico che si uccide per mantenere intatto
il logos dinanzi alle minacce esterne alla propria indipendenza. Seneca
confonde cos9 nuovamente ,e intenzionalmente0 quella linea divisoria
tra filosofia e tragedia che @latone aveva tracciato nel tentativo di
rendere razionalmente decidibili quei conflitti che nel dramma
dovevano restare costitutivamente irrisolti. 2n @latone la gerarchia
dell#anima e della citt spezza infatti il conflitto tragico, in quanto la
ragione innalza un muro invalicabile che la separa ,piA che dal
qumoei*ev" per sua natura educabile e generoso, il quale
scompare peraltro nelle Leggi) dallimpulso incoercibile dell
ejpiqumhtikovn% 9na volta neutralizzato il Kcavallo nero, il
logos7in quanto auriga7 riesce a guidare l#anima verso il meglio e a
sciogliere i nodi del conflitto, perchJ, in un#etica in cui il male si
compie soltanto per ignoranza, la conoscenza del bene irrobustisce la
capacit di orientarsi verso di esso e indebolisce, parallelamente,
l#aErasia, l#incontinenza nei confronti dei desideri. La tragedia rende
invece impotente il logos, giacchJ non contempla alcuna via d#uscita
razionale alla lotta tra contrastanti diritti e impulsi. 4orse rorio in
oosizione all#intellettualismo etico di Socrate, =uriide aveva
fatto dire a 5edea0 %(o so quanto grande ) il male c!e sto er
comiere, ma ) i. grande la mia assione! ,<urip. =ed2% "1.-&
"1.30!
5.3
.
Sentiamo ancora Rodei: L#ira sta in genere alla radice
dell#accecameno tragico ,come nel caso di <dipo e di %reonte in
Sofocle0, perchJ produce la distorsione e l#ignoranza della realt. 5a
=uriide, andando contro le osizioni del suo amico Socrate, c!e
riteneva si comisse il male solo er ignoranza del bene, mostra
5.-
Blla nutrice che la supplica di moderare l#impulso di un cuore senza freni! e l#eccesso dei suoi sentimenti
,=odera, alumna% mentis effrenae impetus%Oanimos coerce0 e ad allontanare da sJ i progetti di suicidio, anche se non '
facile tornare alla vita dopo simili turbamenti, +edra replica dicendo che non c#' modo di impedire la morte, se chi ha
deciso ha il dovere di morire! ,cfr. P"aedra, (55 sgg.0
5.3
Iemo Hodei, .eometria delle passioni, p. (*".
("4
("4
invece come, ur conoscendo ci" c!e ) bene, non necessariamente
lo si sceglie ,Cvidio nelle *etamorosi, E((, v. 20, riassumer
efficacemente questa tesi con le parole Video meliora proboque$
deteriora sequor : Eedo il meglio e l#approvo, seguo il peggio!0!
5-1
.
=# 5edea c!e arla a se stessa.
L# umbraticus doctor di Petronio e i dotti di /ietzsc!e.
Petronio contrappone l; umraticus doctor deleterio ai grandi
tragici:) cum Sop"ocles aut +uripides invenerunt
5-"
vera quius
deerent loqui% nondum umbraticus doctor ingenia deleverat )
5-(
quando Sofocle e <uripide trovarono le parole con le quali dovevano
parlare, non c;era ancora un erudito cresciuto nell;ombra a scempiare
gli ingegni.
L#umraticus doctor ' oltretutto un individuo tronfio che non ascolta.
Non dobbiamo dimenticare che l;insegnamento e l;apprendimento
sono interdipendenti: )homines$ dum docent discunt )
5-*
mentre si
insegna si impara. ?agli studenti ho imparato e imparer sempre
molto: )3uaeris quid doceam6 etiam seni esse discendum)
5-/
, vuoi
sapere che cosa insegnoM che anche un vecchio deve imparare.
?obbiamo dirlo ai nostri studenti: Si riaga male un maestro, se si
rimane semre scolari!
5-5
. Nietzsche non lo rimase con Oagner ,nJ0
con Scopenhauer0, and oltre, guard contro e se ne allontan, tuttavia
5-1
Iemo Hodei, Ira, pp. -/&-5
5-"
Invenerunt e il successivo deerent significano da una parte inventiva e fantasia, dall;altra la non meno necessaria
disciplina che piA avanti infatti viene rimpianta.
5-(
Sat#ricon, (.
5-*
Seneca, +pist., ., -.
5-/
Seneca, +pist2% .4, *.
5-5
+. Nietzsche, Cos( parl) *arat"ustra, p. 3(.
(".
(".
proseguendo sulla stessa strada su cui il maestro l#aveva
incamminato!
5-4
.
=utti gli insegnanti, tutte le persone per bene, non dovrebbero mai
smettere di imparare :)semper homo bonus tiro est ), l;uomo onesto
fa tirocinio per tutta la vita, ha scritto 6arziale
5-.
,"(, 5", (0.
2l maestro che ha canonizzato se stesso, ha firmato il proprio atto di
morte.
?ai giovani noi possiamo imparare molto su noi stessi, e dobbiamo
imparare su di loro, che ci curano l#anima
5--
! )Lli insegnanti della
scuola secondaria hanno come compito di educarsi rispetto al mondo
adolescenziale e alla sua cultura. %;' sempre stata, di fatto, al di sotto
della ;collaborazione di classe;, una lotta di quartiere tra insegnanti,
che detengono il potere, e la maggior parte degli studenti , che si crea
il proprio underground clandestino, che realizza le sue piccole
trasgressioni$il corpo insegnante non dovr chiudersi in se stesso
come una cittadella assediata dall;irruzione della cultura mediatica
esterna alla scuola, ignorata e disdegnata dal mondo intellettuale.)
5-3
.
(l dotto, c!e in fondo non fa c!e %comulsare& libri&circa
duecento al giorno per il filologo medio& finisce col perdere
completamente la capacit di pensare per conto suo. Se non comulsa
non ensa$2l dotto&un d;cadent&. L#ho visto con i miei occhi: nature
dotate, ricche e libere, gi$ a trent#anni tutti %morti dal leggere!,
ridotti come fiammiferi, che si sfregano perchJ facciano delle
scintille& dei pensieri!$bene, per me questo ' viziosoF!
531
.
2l filologo ' colui che sa leggere e scrivere, il poeta colui che$
doveva dettare!, perchJ non sa nJ leggere nJ scrivere. ?a questa
5-4
S. Liametta, Introduzione a Nietzsc"e, p. (41.
5-.
/1ca& "1/ d. %.
5--
?ostoev8iK, L/idiota, p. -/.
5-3
<. 6orin, La testa en fatta., pp. -(& -*.
531
+cce "omo, perchJ sono cos9 accorto ,p. */0.
("-
("-
opposizione tra dotto nella letteratura e nella scrittura e poeta si
possono dedurre molte cose importanti!
53"
.
/el caitolo (ei dotti Farat!ustra associa l#ombra alla casa dei
dotti! ai quali si contrappone: 2o sono troppo ardente e riarso dai
miei stessi pensieri: spesso mi si mozza il fiato. < allora bisogna che
fugga all#aperto, via dal chiuso delle stanze polverose. Loro invece
siedono freddi nell#ombra fredda: in tutto non vogliono essere che
spettatori e si guardano bene dal mettersi a sedere dove il sole arde i
gradini. Simili a quelli che in mezzo alla strada guardano a bocca
spalancata i passanti, essi pure aspettano e guardano a bocca
salancata i ensieri c!e altri !anno ensato!
53(
.
>uindi : 6uardatevi anc!e dai dottiF <ssi vi odiano: perchJ sono
steriliF =ssi !anno occ!i freddi e asciutti, davanti a loro ogni
uccello giace sennato!
53*
.
?i fronte al genio, cio' ad un essere che crea o che d alla luce$il
dotto, l#uomo medio della scienza, !a semre qualcosa della
vecc!ia zitella: in quanto, come quest#ultima, non ha la minima idea
di queste due funzioni umane, che sono le piA preziose$il suo occ!io
assomiglia allora ad un lago liscio e odioso, la cui onda non si
incresa a nessun entusiasmo, a nessuna simatia. 6a le cose
peggiori di cui un dotto ' capace, gli provengono dall#istinto della
mediocrit$, roria della sua razza; da quel gesuitismo della
mediocrit$ c!e incosciamente lavora alla demolizione dell#uomo
eccezionale e tende a spezzare ogni arco teso o, meglio ancora, ad
allentarne la tensione.!
53/
.
?otti sono i filologi: una razza disprezzata da Nietzsche: L#antichit
' stata scoperta in tutte le cose principali da artisti, uomini politici e
filosofi, non da filologi, e ci fino al giorno d#oggi!
535
.
53"
+rammenti postumi "-.4 ,(*0.
53(
Cos( parl) *arat"ustra, ?ei dotti.
53*
Cos( parl) *arat"ustra, p. *5(.
53/
?i l dal bene e dal male, Noi dotti.
535
+rammenti postumi ottobre "-.4 ,/0.
("3
("3
( filologi non sono se non liceali invecc!iati!
534
. B volte addirittura
dei ginnasiali ammuffiti
2l nostro assurdo mondo di educatori ,dominato dallo schema
regolativo di un utile servitore dello Stato!0 crede di cavarsela con
l#!istruzione!, con l#ammaestramento del cervello; non gli viene
neanche in mente l#idea che occorra dapprima qualcos#altro&
educazione della forza di volont1 si fanno esami su tutto, ma non
sull#essenziale0 se si saia volere!
53.
.
?odds considera <uripide il poeta dell#irrazionalismo.
3odds vede in Euripide addirittura -il principale
rappresentante dell/irrazionalismo del V secolo : #uripides
remains for us the chief representative of fifth7centurP
irrationalism8 and herein, quite apart from his greatness as a
dramatist, lies his importance for the historP of +reeS thought%
?<'
,
e in questo, del tutto a parte dalla sua grandezza come
drammaturgo, sta la sua importanza per il pensiero greco
%Eoglio, una volta er tutte, non sapere molto. La saggezza one
dei limiti anc!e alla conoscenza&
533
.
#ssere uomo significa avere un logos Ma la tragedia pi6
tarda presenta un movimento inverso *ll*gamennone del
principio dell&figenia in Aulide la riflessione ha tolto la
sicurezza dellagire, ed Euripide dice spesso che
+ualcuno ) troppo sapiente0
3::
!
534
Dp. cit ,40
53.
+rammenti postumi, autunno "--., "45
53-
?odds, +uripides t"e irrationalist in !"e ancient concept of progress, p. 31.
533
Crepuscolo degli idoli, p. 5.
411
H. Snell, Poesia e societ, p. "5".
((1
((1
(nsomma0 la saienza deve avere il saore della vita.
>uesta idea si trova anche nel discorso finale del film di :!alin The
great dictator 219'03: il barbiere, sosia di Q7n8el&Qitler, scambiato
per il grande dittatore deve fare un discorso che legittimi e anzi esalti
la prepotenza del tiranno, presentato alla folla come il futuro
imperatore del mondo dal ministro della propaganda Larlitsch&
Loebbels. <bbene il piccolo grande uomo non rispetta la parte che gli
hanno assegnato e dice di non volere comandare su nessuno, ma
aiutare tutti. @oi continua dicendo: -ur Dno,ledge has made us
c+nical$ our cleverness hard and unDind2 9e thinD to much and eel
to little2 =ore t"an mac"iner# Ae need "umanit#2 *ore than
cleverness ,e need Dindness and gentleness!, la nostra conoscenza ci
ha resi cinici, la nostra intelligenza duri e scortesi. Noi pensiamo
troppo e sentiamo troppo poco. @iA che di macchinari abbiamo
bisogno di umanit. @iA che di intelligenza abbiamo bisogno di bont
gentilezza.
Si leggano ad es. le sue considerazioni sull#effetto avvilente della
macchina: La macchina ' impersonale, essa toglie al prodotto del
lavoro il suo orgoglio$il suo frammento di umanit. 2n passato ogni
acquisto da un artigiano costituiva un contrassegno personale, con cui
ci si circondava; le suppellettili domestiche e gli abiti divennero in tal
modo il simbolo di reciproca stima e di personale comunione, mentre
noi ora viviamo, a quanto sembra, in mezzo ad una schiavitA anonima
e impersonale. Non si deve pagare a troppo caro prezzo il fatto che il
lavoro diventi piA facile!. Nietzsche rivolge il suo attacco principale
contro le conseguenze della divisione capitalistica del lavoro,
disastrose per la civilt e la cultura!
41"
.
41"
L. Lu8Tcs, Contriuti alla storia dell/estetica, p. ***.
(("
(("
@iA avanti Nietzsche mette in rilievo la famigerata volgarit degli
industriali dalle grasse mani rosse! che non hanno legittimit per
comandare.
La sofiva ' lo scopo di quella cultura che Nietzsche chiama
tragica: )la sua rinciale caratteristica consiste nell+elevare a
meta surema, in luogo della scienza, la saienza). La sapienza si
tuffa nel fiume della vita. (l saere al contrario ) il fine dell+uomo
teoretico il quale Dnon osa i. affidarsi al terribile fiume
dell+esistenza0 angosciosamente egli corre su e gi. lungo la riva!
41(
.
Jn caitolo 2'B3 della mia metodologia
B03
.
La cultura contribuisce alla crescita della ersona e sa trattare come vivo
ci" c!e ) vivo. TolstoK, /ietzsc!e e l#uomo alessandrino
B0'
. il 5useo, la
biblioteca di ,lessandria e gli %scarabocc!iatori libresc!i& canzonati da
Timone di 4liunte. :icerone0 gli inutili individui seolti negli studi
letterari, e l# umbraticus doctor di Petronio. Luciano nella Storia Vera si
rende gioco della %questione omerica&. Platone0 la rivolta dei overi
snelli e abbronzati contro i ricc!i allidi e grassi fa cadere l#oligarc!ia.
Seneca0 il (e brevitate vitae e la %morbosa& filologia omerica. 7uintiliano0
il ragazzo non deve imallidire a ammuffirsi in una vita umbratile e
solitaria. ,ristofane0 le #uvole contro i maestri allidi. ,nnoiare ) il
crimine degli imbecilli. 6oet!e. /ietzsc!e0 Farat!ustra contro i dotti.
4ellini0 contro uno studio di tio catastale. *esse0 il maestro deve avere la
41(
La nascita della tragedia , p. "(( e p. "(*.
41*
Si trova in @unto <du Neoassunti 2ndire. =etodologia per l/insegnamento del greco e del latino2
+ssere e &ivenire del WClassico02 Btti del %onvegno 2nternazionale ,=orino&2vrea ("&((&(* Dttobre (11*0. L/arte dei
luog"i nella didattica del latino ,pp. (/"&(540. :tet, =orino, (114.
41/
La cultura alessandrina fior9 sotto il patrocinio dei =olomei, a partire da =olomeo 2 Sot'r che divenne satrapo dell#<gitto
dopo la morte di Blessandro 6agno ,*(* a. %.0, assunse il titolo di re nel *15, e mor9 nel (-*. :lteriore impulso venne dato dal
suo successore =olomeo 22 +iladelfo che fu correggente dal (-5, regn dal (-* al (/4 a. %., poi da =olomeo 222 <vergete ,(/4&
((" a. %.0.
(((
(((
caacit$ di attirare e influenzare. Leoardi e la reutazione degli (taliani
quali %custodi di musei&.
La gestione e l;esposizione delle nostre materie non deve essere fredda, da
erudito senza anima. )La cultura, secondo noi, raresenta l+insieme di tutti
gli elementi c!e contribuiscono alla crescita dell+individuo, che gli
forniscono una piA ampia concezione del mondo, che gli danno nuove
conoscenze. =utto produce cultura: i giochi infantili, le sofferenze, le punizioni
dei genitori, i libri, il lavoro, lo studio libero e lo studio imposto, l;arte, la
scienza, la vita
415
).
)La cultura comincia proprio dal punto in cui sa trattare ci che ' vivo come
qualcosa di vivo)
414
.
Noi insegnanti dobbiamo prendere le distanze dal pedante estraneo al mito e
alla vita, quello che Nietzsche definisce )l;eterno affamato, il )critico) senza
piacere e senza forza, l;uomo alessandrino
41.
, che ' in fondo un bibliotecario e
un emendatore, e si accieca miseramente sulla polvere dei libri e degli errori di
stampa)
41-
.
L#aspetto negativo di questa cultura museale, e della poesia dotta!, ' la sua
separazione dall#anima popolare: >uesta separazione&che in Btene era stata
motivo di incomprensione e di diffidenza tra i filosofi e la citt ed ora era totale
estraneit R fa s9 che un oeta satirico e filosofo scettico, Timone di 4liunte,
contemoraneo dei rimordi del 5useo, ne parli come di una gabbia!: la
gabbia delle 6use. Nella popolosa terra d#<gitto&cos9 si esprime =imone&
vengono allevati degli scarabocc!iatori libresc!i c!e si beccano
eternamente nella gabbia delle 5use! ,fr. "( ?i 6arco0!
413
.
415
L. =olstoK, <ducazione e formazione culturale in Lev =olstoK, 3uale scuola6 , p. ...
414
+. Nietzsche, Sull'avvenire delle nostre scuole, p. /*.
41.
Bd Blessandria d#<gitto, la citt fondata da Blessandro 6agno nella primavera del **" a. %., i =olomei istituiscono
un 6useo dove vengono a confluire strumenti di lavoro, collezioni di animali, raccolte di libri! 2noltre dentro il
6useo vivono in Eoinonia gli scienziati e i letterati: l9 studiano, l9 impartiscono il loro insegnamento, l9 consumano i
pasti in comune!. ,L. %anfora, La Hiblioteca e il 6useo in Lo spazio letterario della .recia antica, vol. 2, =omo 22, p.
"50. Eiene in mente la %astalia di Il gioco delle perle di vetro di Q. Qesse. Dltre al 6useo i =olomei fondarono una
grande biblioteca mirante Rsecondo l#ambizioso progetto&a contenere tutti i libri del mondo$ =utte le fonti
concordano nell#attribuire al 22 =olomeo, il +iladelfo ,(-5&(/4 a. %.0, figlio e successore dopo due anni di correggenza,
del Soter, l#iniziativa della grande biblioteca ed il merito di averla incrementata in modo ammirevole e rapido. <
nondimeno le medesime fonti pongono accanto al +iladelfo, come principale esecutore e ordinatore di questa impresa,
?emetrio +alereo, che invece dal +iladelfo fu eliminato non appena questo potJ regnare da solo ,fr. 43 Oehrli0! L.
%anfora, op. cit., p. (1. ?emetrio del +alero era l#allievo di =eofrasto che %assandro impose nel *". al governo di
Btene: nel *1. fu costretto, da ?emetrio @oliorcete, a fuggire: si rifugi in <gitto dove rimase fino alla morte.
41-
Nietzsche, La nascita della tragedia , p. "(*.
413
L. %anfora, La Hiblioteca e il 6useo in Lo spazio letterario della .recia antica, vol. 2, =omo 22, p. "4.
((*
((*
B quanto sappiamo, non fu mai ad Blessandria =imone di +liunte, che per
doveva essere ben al corrente di quello che avveniva nella citt egiziana, se
poteva dirigere i suoi sarcasmi contro i filologi rinchiusi nella gabbia delle
6use, dunque contro il modo di vivere e operare nelle rinomate istituzioni
culturali del luogo, e poteva dare al poeta Brato il consiglio di utilizzare le
vecchie copie di Dmero e non quelle recentemente corrette!
4"1
.
B tali studiosi separati dalla vita allude :icerone nell+orazione Pro Archia
4""
e proclama la propria diversit da tale gen9a che ha tutte le ragioni per
vergognarsi :) Ceteros pudeat% si qui ita se litteris adiderunt% ut ni"il possint
ex iis neque ad communem adferre fructum neque in aspectum lucemque
proferre) ,4, "(0, gli altri si vergognino se si sono seelliti negli studi
letterari in modo c!e da questi non ossono recare niente all+utilit$
comune, nJ presentare alcunchJ alla vista e alla luce.
Petronio contrappone l; umraticus doctor deleterio ai grandi tragici:) cum
Sop"ocles aut +uripides invenerunt
?>X
vera quius deerent loqui% nondum
umraticus doctor ingenia deleverat )
4"*
quando Sofocle e <uripide trovarono le
parole con le quali dovevano parlare, non c;era ancora un erudito cresciuto
nell;ombra a scempiare gli ingegni.
Su questa linea procede Luciano il +uale si prende gioco della
cosiddetta +uestione omerica, e del sentimento nazionale dei
+reci, immaginando un incontro con Omero che afferma di essere
un Kabilonese di nome #igrane, nome poi cambiato in 4mero per
essere stato in ostaggio presso gli #lleni &omhreuvsa~ para;
toi'~ (>llhsin), quindi aggiunge che i versi espunti dai filologi
*lessandrini invero erano autentici &Storia +era, .., 2:) 'icch8 i
grammatici seguaci di Qenodoto e 6ristarco vengono accusati
di :u!rologiva, di fare delle fredde chiacchiere!
Cel resto Luciano premette alla sua storia la confessione che "
una favola mentita, essendo lui un seguace dell 4disseo omerico
4"1
+. 6ontanari, La Hiblioteca e il 6useo in Lo spazio letterario della .recia antica, vol. 2, =omo 22, p. 4*5
4""
?el 4( a. %.
4"(
Invenerunt e il successivo deerent significano da una parte inventiva e fantasia, dall;altra la non meno necessaria
disciplina che piA avanti infatti viene rimpianta.
4"*
Sat#ricon, (.
((/
((/
*iv*askalo~ th'~ toiauvth~ bwmolo/iva~ &., A), maestro
di tale ciarlataneria
2l documento presentato al convegno di 2vrea dal compianto Ioberto
@retagostini sulla %ultura classica nella nuova scuola superiore
4"/
propone, tra
altre cose, che il nuovo professore di %ultura e civilt classica debba
)inventare$specifici e in qualche misura originali percorsi di apprendimento).
L; umraticus doctor ' assimilabile all;insegnante noioso indicato da +erruccio
Hertini quale modello negativo.
L#ombra aduggia la forza della vita. #/ interessante notare che nell-...
libro della +epubblica di latone la rivolta contro l'oligarchia parte
dal povero snello e abbronzato ijs/no;" ajnh;r pevnh"
hliwvmeno" &??3d) il quale, schierato in battaglia accanto al ricco
cresciuto nell/ombra con molta carne altrui &parata/qei;" ejn
mav/h) plousivw) ejskiatrofhkovti, polla;" e[/onti
savrka" ajllotriva"), lo vede pieno di affanno e difficolt, e
capisce che non vale nulla, +uindi che non deve obbedirgli poich8 il
potere di +uell/individuo pallido e grasso non ) naturale
Nietzsche mette in rilievo la famigerata volgarit degli industriali
dalle grasse mani rosse! che non hanno legittimit per comandare.
Bnche Seneca disapprova un approccio devitalizzante ai testi classici: nel &e
revitate vitae
4"5
il filosofo sconsiglia di accorciare la vita perdendo tempo in
occupazioni che non giovano allo spirito: )/raecorum iste morbus uit
quaerere quem numerum :li&es remigum habuisset% prior scripta esset Ilias
an -d+ssia% praeterea an eiusdem esset auctoris% alia deinceps "uius notae%
quae sive contineas ni"il tacitam conscientiam iuvant% sive proferas non
doctior videaris sed molestior) ,"*0 questa fu una malattia dei Lreci, cercare
quale numero di rematori avesse avuto :lisse, se sia stata scritta prima l;2liade
o l;Ddissea, inoltre se siano del medesimo autore, e successivamente altre
notizie di questo tipo, nozioni che se le tieni per te non giovano per niente al
puro fatto di saperle, se le tiri fuori, non sembri piA dotto ma piA pedante.
4"/
2l documento presentato al convegno di =orino&2vrea ,("&((&(* Dttobre (11*0 ' firmato da +erruccio Hertini, 6aria
@ia %iccarese, Leopoldo Lamberale, Ioberto @retagostini, Liuseppe Uecchini.
4"5
?el /3 ca d. %. La brevit della vita umana ha dato parecchio da dire agli scrittori e ai loro personaggi:)Scostatevi,
vacche, che la vita ' breve), gridava Bureliano secondo in Cent'anni di solitudine di L. L. 6arquez ,p. (1(S.
((5
((5
2l classicista 7uintiliano vuole escludere l+ombra, la solitudine e la muffa
dall+educazione del ragazzo che deve diventare un buon oratore:):nte omnia
futurus orator% cui in ma&ima celebritate et in media rei publicae luce
vivendum est% adsuescat iam a tenero non reformidare "omines neque illa
solitaria et velut umratica vita pallescere2 +xcitanda mens est et adtollenda
semper est% quae in eiusmodi secretis aut languescit et quendam velut in opaco
situm ducit% aut contra tumescit inani persuasioneJ necesse est enim nimium
triuat sii% qui se nemini comparat )
4"4
, prima di tutto il futuro oratore che
deve vivere frequentando moltissime ersone, e in mezzo alla luce della
olitica, si abitui fin da ragazzo a non temere gli uomini e a non impallidire in
quella vita solitaria e come umbratile. Ea tenuta sveglia e sempre innalzata la
mente che in solitudini di tal fatta o si infiacchisce, e nella tenebra prende un
certo puzzo di muffa, o al contrario si gonfia di vuoti convincimenti: ' infatti
inevitabile che attribuisca troppo a se stesso chi non si confronta con nessuno.
2l maestro pallido, ossia tedioso, desta una diffidenza o addirittura una
ripugnanza istintiva, anche fisica nel giovane discepolo.
4idiide, il figlio di Stresiade, rifiuta i cattivi educatori, i maestri lazzaroni
della scuola di Socrate anche per il loro colore giallastro, malsano:)aijboi',
ponhroiv g; oi.*a% tou;" ajla0ovna"4tou;" wj/riw'nta"
tou;" ajnupo*hvtou" levgei" ;,ristofane, Nuvole, vv. "1(&
"1*0, ua!L, quei furfanti, !o caito. Tu dici quei ciarlatani, quelle facce
allide, gli scalzi.
Nella Pace
4".
' pallida addirittura la citt di Btene paralizzata dal terrore della
guerra, dei demagoghi e dei sicofanti:)h povli" ga;r wj/riw'sa
kajn fovbw) kaqhmevnh) ,v. 4/(0.
?i certo gli studenti proveranno simpatia per le parole dei grandi autori contro
i cattivi maestri. @ossiamo aggiungere queste di 5efistofele a !aust: ) %he '
questo luogo di martirioM = c!e vita ) questa c!e consiste nell+annoiare s) e i
giovani<)
4"-
.
4"4
Institutio oratoria 2, (, "-.
4".
?el /(" a. %.
4"-
Loethe, Daust , @rima parte ,del "-1-0, in Loethe, 1pere , p. ((.
((4
((4
>uanti di noi lo fannoM Non dimentichiamo mai che annoiare ) il crimine
degli imbecilli. 9obbiamo avere il terrore di annoiare c!i ci ascolta.
>uindi Nietzsche: Luardatevi anche dai dottiF <ssi vi odiano: perchJ sono
steriliF <ssi hanno occhi freddi e asciutti, davanti a loro ogni uccello giace
spennato!
4"3
.
%olui che di fronte a Sofocle e ad Bristofane non ' mai riuscito a
ricevere un;impressione insolita, ad avere un pensiero decente,
viene posto al telaio dell;etimologia, o viene invitato a raccogliere
residui di dialetti remoti... ( nostri licei allevano un+erudizione
micrologica e arida che in ogni caso rimane lontana
dall;educazione!
4(1
.
L#insegnante bravo ) quello c!e non solo !a studiato molto ma !a vissuto,
gioito e sofferto e amato molto. , lui molto sar$ erdonato.
Sentiamo i ricordi di 4ellini studente: )La scoperta, la conoscenza del mondo
agano c!e si acquisisce a scuola, ad esemio, ) di tio catastale,
nomenclativo, favorisce con quel mondo un rapporto fatto di diffidenza, di
noia, di disinteresse, al massimo di una curiosit casermesca, abietta, un po;
razzistica, comunque di cosa che non ti riguarda)
4("
. 2n un altro libro il regista
riminese racconta di un insegnante impreparato che si riempiva di ridicolo:) 2l
professore era comicissimo quando pretendeva che dei mascalzoni di sedici
anni fossero presi da entusiasmo perchJ lui declamava con la sua vocina l;unico
verso rimasto di un poeta:)Hevo appoggiato sulla lancia)
4((
; e io allora mi
facevo promotore di ilarit sgangherate inventando tutta una serie di frammenti
che andavamo sfacciatamente a riproporgli)
4(*
.
La chiave ' proprio questa: far capire e sentire ai giovani che quel )mondo
pagano) li riguarda. %ertamente l;attenzione degli studenti ha un prezzo molto
alto, quello della nostra preparazione, e il loro consenso non va cercato a tutti i
4"3
Cos( parl) *arat"ustra, p. *5(.
4(1
Sull/avvenire delle nostre scuole, p. .* e p. -*.
4("
+. +ellini, Dare un film, p. "1".
4((
Si tratta di una parte del pentametro del fr. (?. di Brchiloco costituito da un distico elegiaco. Non ' )l;unico verso rimasto)
del poeta vissuto nel E22 secolo a. %.
.
4(*
+. +ellini, intervista sul cinema, p. "*4.
((.
((.
costi. Tosef Snec!t durante il suo arendistato nel mondo sirituale della
:astalia )impar che un po; di questa capacit di attirare e d;influenzare gli
altri ' parte essenziale delle doti di un insegnante e di un educatore, e che
nasconde pericoli e impone certe responsabilit)
4(/
.
2nfine Leoardi che considera malinconicamente la reutazione c!e !anno
gli (taliani all#estero di essere %tanti custodi di un museo!, quando va bene:
>uegli tra gli stranieri che piA onorano l#2talia della loro stima, che sono quei
che la riguardano come terra classica, non considerano l#2talia presente, cio'
noi italiani moderni e viventi, se non come tanti custodi di un museo, di un
gabinetto e simili; e ci hanno quella stima che si suole avere a questo genere di
persone; quella che noi abbiamo in Ioma agli usufruttuarii, per cos9 dire, delle
diverse antichit, luoghi, ruine, musei ec. ,*" 6arzo "-(.0!
4(5
.
4(/
Q. Qesse, Il giuoco delle perle di vetro, p. "55.
4(5
Uibaldone, /(4..
((-
((-
?a Socrate, il Lreco degenere, a +aust: B un vero Lreco come
dovrebbe apparire incomprensibile 4aust , l#uomo di cultura moderno
in sJ comprensibile, che si reciita insoddisfatto attraverso tutte le
disciline, dedito alla magia e al diavolo er brama di saere, che
ci basta mettere a confronto con Socrate per vedere come l#uomo
moderno cominci ad avere sentore dei limiti di quel iacere
socratico per la conoscenza, e come dal vasto e deserto mare del
sapere aneli a una costaF!
4(4
.
9igressione sul 4aust di 6oet!e.
%6oet!e, come ensatore, !a abbracciato le nuvole i. volentieri
c!e non sia giusto&
4(.
.
2l tema di +aust ,prima parte "-1-0 ' stato ripreso in un film, da
SoMurov.
Nel testo di Loethe, 6efistofele presenta +aust al Signore come uno
che non beve nJ mangia$la sua inquietudine lo spinge lontano$e
non c#) cosa vicina e lontana c!e calmi quel cuore in temesta!
4(-
.
2l diavolo scommette che condurr l#inquieto sulla sua strada.
Nella scena Notte, il 9ottor 4aust lamenta la roria vita di uomo
chiuso nella sua stanza gotica dall#alta volta! alla ricerca di un
saere c!e non sa di vita, che non conosce la gioia e non rende
migliore nessuno. 6li manca ogni soddisfazione sirituale e
materiale.
(l regista del film accentua la miseria del ersonaggio
collocandolo in luog!i bui e desolati, inc_lto nella persona e morto
4(4
La nascita della tragedia , p. "(1.
4(.
$mano% troppo umano 22, p. (1/.
4(-
Daust, prima parte. @rologo in cielo.
((3
((3
di fame. +aust, chiuso nel suo carcere, maledetta tana muscosa!
aspira a una vita nel paradiso perduto della natura. liberato dai fumi
del saere! che non ' sapienza. La scienza ) una sorta di ricamo&,
dice l#attore. :n ricamo, per giunta, improduttivo di denaro, volutt,
sistemazione domestica!.
%(l unto di artenza non ) i. l#ignoranza, la selva oscura1 ma la
saziet$ e vacuit$ della scienza, l#insufficienza della
contemlazione, il bisogno della vita attiva. La saiente Reatrice si
trasforma nell#ignorante e ingenua 5arg!erita1 e 4aust non
contemla ma oera0 anzi il suo male ) stato aunto la
contemlazione, lo studio della scienza, e il rimedio c!e cerca )
ribattezzarsi nelle fresc!e onde della vita&
4(3
.
Nel suo carcere non entra la luce, la piA rallegrante delle cose.
(l 4aust di 6oet!e dice a se stesso: 2nvece della natura vivente$ti
attorniano, in mezzo al fumo e alla muffa, soltanto carcami di bestie
e ossa di morti! ,Notte0.
, 4aust manca la /atura0 %9ove afferrarti, infinita /atura< = voi
mammelle, dove<& ,Notte0. Sta per uccidersi con il veleno. @oi sente
le campane di @asqua e cori di angeli che cantano la resurrezione di
%risto e desiste. <# @asqua e c#' una resurrezione generale. Ea a fare
una passeggiata con Oagner ,+uori porta0.
Iientra ,Studio0 seguito da un barbone nero che poi diventa il diavolo.
Legge l#incipit del Eangelo di Liovanni e cerca la traduzione di ejn
ajr!h'/ h(n o* lovgo~% 2n principio era il verbo non lo
convince. Brriva a in rinciio era l#azione!. 6a il cane lo disturba.
?al cane si sviluppa il diavolo, in abito di scolaro vagante. Si
resenta come %lo sirito c!e semre nega.
4(3
+. ?e Sanctis Storia della letteratura italiana, ", p. "55.
(*1
(*1
Lo sirito c!e la scuola di Socrate !a insegnato a 4idiide cui il
adre dice0 % sei incline a negare e a contraddire&
2 ejxarnhtikov~#kajntilogikov~ & 2,ristofane, #uvole , vv.
11>2A11>33.
< +aust gli dice:%os9 tu ti opponi alla forza eternamente attiva,
salutare e creatrice, il ugno di g!iaccio del diavolo, che invano si
serra malignoF =rvati da dar qualcos#altro, strano figlio del :aosF!
4*1
.
6a il diavolo gli promette esperienze piacevoli. Lli spirita cantano e
+aust si addormenta.
@oi si sveglia e torna il diavolo vestito con un abito rosso a ricami
d#oro, una pella di gallo sul cappello, una mantellina di seta e una
lunga spada. 4aust maledice tutte le lusinghe della vita e il coro di
siriti gli dice c!e con ugno otente distrugge un mondo ridente.
4idiide !a imarato a icc!iare il adre 2#uvole, 13>B3.
2l diavolo gli promette una dilatazione della vita e +aust gli cede
l#anima firmando un patto col proprio sangue.
La taverna di :uerac" a Lipsia con una brigata di buontemponi. 2l
diavolo lo porta tra gente per la quale ogni giorno ' festa. +aust non si
diverte, e il diavolo lo porta nella Cucina della strega dove una Latta
mammona gli prepara il filtro della giovinezza. @oi in $na via +aust
vede 5arg!erita e la corteggia. 5a lei ) ritrosa. 4aust la trova
%costumata, deliziosa e biric!ina! 4aust la c!iede al diavolo0 %!a
certo i. di 1' anniL&. 6inaccia il diavolo di piantarlo, se non gliela
fa avere. 6efisto gli promette di portarlo in camera di lei, in sua
assenza. 6argherita lo ha notato e lo pensa. +aust osserva la stanza
della bella bambina dalle paffute guance! ,Sera0 e parla da
innamorato. 2l diavolo gli d un cofanetto con dei gioielli da mettere
nell#armadio della fanciulla. La ragazza li trova e se ne adorna
4*1
C. O. Loethe, Daust, prima parte, studio.
(*"
(*"
maledicendo la povert. Nella Passeggiata2 +aust viene a sapere dal
diavolo che la madre di 6argherita ha dato i gioielli a un prete
soltanto la %hiesa pu digerire un bene male acquistato!. +aust
chiede altri gioielli per la ragazza di cui ' innamorato.
La casa della vicina ,6arta0. Lhitina le dice che ha trovato altri
gioielli. Brriva il diavolo che racconta a 6arta la morte del marito.
@oi 6efisto torna da +aust ,$na strada0. ?eve testimoniare la morte
del marito di 6arta per avvicinare 6argherita. :na testimonianza
falsa. 4aust d$ al diavolo del sofista ,p. *.0.
:ome Leoardi a Socrate.
>uindi il .iardino dove 6argherita passeggia al braccio di +aust.
6argherita teme di annoiarlo con i suoi poveri discorsi ma +aust le
dice Jn tuo sguardo, una tua arola mi dicono i. c!e tutta la
saienza di questo mondo!. <# la follia erotica.
+aust elogia la semplicit e l#innocenza mentre %l#intelletto sesso )
iuttosto vanit$ e limitatezza!. 6argherita dice di avere un fratello
soldato e che le ' morta una sorellina che lei aveva cresciuto. 2l babbo
era gi morto e la mamma stava male. Dra bada alla casa. 2 due si
dichiarano amore.
$n c"iosco nel giardino. 2 due si baciano.
-osco e spelonca. 4aust sente di essere finalmente entrato nel seno
della natura. 2l dottore per ha degli scrupoli: lui l#indiavolato teme
di fare del male alla ragazza.
Stanza di =arg"erita. 6argherita ha subito il fascino della seduzione
intellettuale di +aust. Il giardino di =arta. 6argherita parla con +aust
e biasima l#aria beffarda, quasi irata del diavolo. 4aust le d$ una
boccetta con un liquido er addormentare la mamma. Brriva il
diavolo che espone la teoria della religione strumento di
(*(
(*(
sottomissione: per questo 6argherita vorrebbe che <nrico fosse
cristiano. +aust insulta il diavolo.
:lla fontana. 6argherita ' nel peccato!. :gli spalti. 6argherita
prega la 6adonna dolorosa. Notte 2l fratello di 6argherita, Ealentino
sa del disonore di Lhitina. 4aust e il diavolo uccidono Ealentino %(l
tang!ero ) sistematoL& grida il diavolo. 2l fratello muore insultando
e maledicendo 6argherita.
?uomo. :no spirito maligno le dice che la madre ) morta avvelenata
dal sonnifero 2l coro canta il dies irae: Iudex ergo cum sedeitF
quidquid latet appareitFnil inultum remaneit! ,=ommaso da %elano
G222 secolo
4*"
0.
)a notte di Valpurga. +aust e il diavolo vagano tra le montagne.
La montagna ) azza di magia !, come il %iterone nelle
;accanti di =uriide 0 %pa'n de sunebav!eue j
o[ro~#kai qh're~, oujden d j h(n
ajkivnhto~ drovmw/, tutto bacc!eggiava il monte e le
fiere, e non c+era nulla c!e non fosse mosso alla corsa.
5efisto, 4aust e un fuoco fatuo cantano. %6li alberi si
inseguono-tutto ar c!e a tondo giri&.
=utto riluce stranamente.
SoMurov fa aarire luminosissimo il volto di 5arg!erita.
1La luce " la pi6 rallegrante delle cose: " divenuta simbolo
di tutto ci$ ch/" buono e salutare .n tutte le religioni indica la
eterna salvezza, mentre l/oscurit indica dannazione1
4*(

.nfatti all/inizio delle $etamorfosi 4vidio mette in rilievo che


durante l/epoca del >aos l/aria mancava di luce e le cose
4*"
H. %roce nega che sia una lirica sublime: non essendo agevole concepire la sublimit del tremore e del pauroso
supplicare! ,La letteratura italiana, ", p. 40
4*(
B. Schopenhauer, Il mondo come volont e rappresentazione , p. (./.
(**
(**
non avevano aspetto stabile:1lucis egens aFr> nulli sua
forma manebat 1 &., v (;)
"l Gaust di 'o(urov arriva a proclamare la sapienza silenica%
-Non essere mai nati ) la pi, grande fortuna0!
6a nella Notte di Ealpurga c#' nebbia e ci sono precipizi. %#' un
coro di streghe tipo quelle del 6acbeth con del nonsense.
:na voce: la vecchia Haubo se ne viene sola e cavalca una troia!.
Segue una serie di nonsense. Lli stregoni riconoscono la superiorit
delle streghe. %ontinua il sabba delle streg!e. 2l diavolo dice: questo
' troppo anche per un pari mio!. +aust lo chiama spirito di
contraddizione!. 2l 6aligno scioglie gli enigmi ,+aust0 ma anche li
annoda ,il diavolo con piede di cavallo0. 6efisto presenta +aust come
persona che gira in tondo e non sopporta l#andare avanti. +aust
intravvede 6argherita, ma il diavolo menziona 6edusa che pietrifica.
Lhitina ha gli occhi di una morta che una mano pietosa non ha chiuso.
@oi un Intermezzo Il sogno della notte di Santa Lalpurga ossia Le
nozze d/oro di 1eron e !itania. >uindi tutto svanisce.
+oschia&%ampagna.
+aust lamenta che Lhita sia in prigione abbandonata all#insensibile
ingiustizia degli uomini!. +aust auspica che il diavolo riprenda
l#aspetto di cane. 6a il maligno gli rinfaccia la tendenza a sofisticare e
la debolezza del suo ragionare: =u vuoi volare e soffri le vertiginiM!.
2l diavolo si pasce del male e ha sete di distruzione. 6efisto si
impegna a confondere i sensi del guardiano. Notte aperta campagna.
:na congrega di streghe
4**
.
Carcere. +aust va per liberare 6argherita che per ' impazzita e non
lo riconosce subito. Lei !a affogato il bambino e ucciso la madre.
4**
%fr %arducci, Il comune rustico ,"--50 Non paure di morti ed in congreghe&diavoli goffi con bizzarre streghe&ma
del comun la rustica virtA! ,vv. "1&"(0.
(*/
(*/
? disposizioni per la sepoltura. 6uore. 6efistofele dice '
giudicata! 6a una voce dall#alto ' salva!.
Blla fine del secondo +aust ,"-*(0 6argherita, una delle penitenti al
seguito ella vergine, accoglie +aust purificato, in cielo.
2l %horus 67sticus canta
=utto l#<ffimeroP ' solo un simboloPl#inattuabile si compie quaPqui
l#ineffabile ' realtP%i trae supernoPverso l#<mpireoPfemineo eterno!.
/ietzsc!e: %i che ?ante e Loethe hanno creduto a proposito della
donna&il primo cantando!ella guardava in suso, ed io in lei!, il
secondo traducendo quel verso con !in su ci attende l#eterno
femminino!&non dubito c!e ogni gentildonna si guarder$ bene dal
crederlo, dal momento c!e essa ensa la medesima cosa nei
confronti dell#eterno mascolino!
4*/
.
4*/
?i l dal bene e dal male, Le nostre virtA.
(*5
(*5
L#infelicit$ dell#intellettuale. 4aust e il rincie ,ndreK di /uerra
e Pace
+aust si era dato alla magia sperando di trovare il principio
unificatore del mondo!.
+aust, insoddisfatto della sua vita, dice a 6efistofele: invano !o
avidamente ammucc!iato tutti i tesori dello sirito umano: quando
alla fine mi seggo, non sgorga dal mio intimo nessuna forza nuova; io
non son cresciuto di un capello, non mi trovo piA vicino all#infinito!.
Bl che 6efistofele risponde: Lasciatelo dire: c!i se ne sta a
seculare ) come una bestia c!e uno sirito maligno fa girare in
tondo sora un#arida landa, mentre tutto all#intorno ci sono dei
bei ascoli verdi!. >uindi invita +aust tentato: 2ntanto, andiamo via.
%he ' questo luogo di martirioM = c!e vita ) questa c!e consiste
nell+annoiare s) e i giovani<!
4*5
.
<# l#infelicit dell#intellettuale che pu arrivare a invidiare una vita
semplice o anche ignorante
Buerra e Pace Ciscutiamo pure7, disse il principe 6ndreN7
5u parli di scuole7, continu$, e piegava un dito70arli di
istruzione, eccetera >io" vuoi togliere lui,7disse, indicando
un contadino che passava davanti a loro levandosi il
berretto7, dalla sua condizione di animale e renderlo
consapevole di esigenze morali, mentre a me sembra che
l'unica felicit* possibile sia la felicit* animale.o lo
invidio e tu vuoi farlo diventare come me1 &p ?;;):17
Sentiamo Eietzsche: !ocialismo 0rimo: ci si inganna come
spettatori delle sofferenze e delle privazioni degli strati
inferiori del popolo, perchB senza volerlo si misura secondo
il metro della propria sensibilit@gli strati inferiori sono
pi, ottusiL migliorare la loro condizione vuol dire
4*5
Loethe, Daust , @rima parte ,del "-1-0, in Loethe, 1pere , p. ((
(*4
(*4
renderli pi, capaci di soffrire@lumanit non ha altri scopi
che non siano i grandi uomini e le grandi opere%
3A3

Socrate, =uriide. ,ollineo e 9ionisiaco secondo T. 5ann,


HilamoUitz, LuMVcs .
Eale la pena di riferire il commento di T. 5ann: ), questa tragica
saggezza, c!e benedice la vita in tutta la sua falsit$, durezza e
crudelt$, /ietzsc!e !a dato il nome di 9ioniso. 2l nome del dio
ebbro appare per la prima volta in quell#oera esteticoAmistica della
sua giovinezza che s#intitola La nascita della tragedia dallo spirito
della musica in cui l#elemento dionisiaco come disposizione artistico&
psichica ' contrapposto al principio artistico del#apollineo distanziarsi
obiettivarsi in modo molto simile a quello in cui Sc!iller nel famoso
saggio
4*.
contraone %l#ingenuo&
4*-
al %sentimentale&
4*3
. >ui ricorre
per la prima volta l#espressione uomo teorico! e viene assunta la
posizione polemica contro Socrate, il prototipo di quest#uomo teorico:
contro Socrate, lo sregiatore dell#istinto, l#esaltatore della
coscienza, colui c!e insegnava essere bene soltanto ci" c!e )
cosciente, il nemico di 9ioniso e il distruttore della tragedia. ?a lui
deriva, secondo Nietzsche, una cultura scientifica alessandrina,
allida, dottorale, estranea al mito, estranea alla vita, una cultura
in cui hanno vinto l#ottimismo e la fede nella ragione, l#utilitarismo
pratico e teorico che, come la democrazia stessa, ' un sintomo della
stanchezza psicologica e del decadere della forza. L#uomo di questa
cultura socratica, antitragica, l#uomo teorico non vuol ossedere
i. nulla nella sua interezza, con tutta la naturale crudelt delle
cose. 2l suo atteggiamento ottimistico lo ha svigorito )
4/1
.
4*4
+rammenti postumi <state Rautunno "-.., (5 ,.0.
4*.
&ella poesia ingenua e sentimentale, "-1-. Ndr.
4*-
2l poeta ingenuo 8 natura, la poesia ingenua 8 natura ,ndr.0
4*3
2l poeta sentimentale cerca la natura ,ndr0.
4/1
=. 6ann, La filosofia di Nietzsche ,del "3/-0, in Noilt dello Spirito, pp. -"/&-"5.
(*.
(*.
La vera decadenza ' generata dal binomio Iagione&pragma,
divinit bifronte della borghesia!
4/"

HilamoUitz scrisse c!e aollineo e dionisiaco sono astrazioni
estetic!e come poesia ingenua e sentimentale in Schiller.
LuMVcs vede in 9ioniso, nel ?ioniso interpretato da Nietzsche il
aradigma mitico della classe dominante c!e si ) trasformata da
decadente in attivista. ?ioniso ' il simbolo mitico di questa
conversione della classe dominante$il redominio dell#istinto
sull#intelletto e sulla ragione ,perci nell#opera giovanile la figura di
Socrate ' contrapposta a ?ioniso$9ioniso aare come il simbolo
della decadenza gravida dell#avvenire e degna di approvazione, della
decadenza dei forti, in opposizione al fiacco e deprimente
pessimismo ,Schopenhauer0 e alla liberazione degli istinti con accenti
plebei ,Oagner0$2l dio di questa decadenza riscattata! e convertita
in attivit ' ?ioniso; sue caratteristiche sono crudelt e sensualit!
4/(
.
Nietzsche combatte il romanticismo, ma in maniera tale, che al
romanticismo deteriore!, decadente, oppone un romanticismo
buono!: il dionisiaco!
4/*
.
Bpollo e ?ioniso vennero assunte come divinit esemplari e tutelari
della propria persona da Dttaviano e da Bntonio.
L#identificazione con <racle aveva successo soprattutto nei suoi
rapporti spavaldi e affabili con la truppa$>uando per Bntonio
giunse in Bsia dopo la suddivisione dell#impero fra i triumviri ,/( a.
%.0, gli si offr9, sulla scia di Blessandro, un modello di identificazione
di gran lunga piA efficace e piA globale: la figura di ?ioniso. :n
4/"
@isolini, Saggi sulla politica e sulla societ, p. "/-4.
4/(
La distruzione della ragione, pp. *33&/11.
4/*
Lu8Tcs, %ontributi alla storia dell#estetica, p. *5/.
(*-
(*-
ruolo, questo, a cui sembravano predestinarlo il suo carattere
appassionato, la sua generosit e ingenuit, l#amore per il vino e le
feste orgiastiche, le donne facili e le storie d#amore spettacolari . 2l
nuovo ?ioniso fece ricordare ai Lreci i giorni del re 6itridate!
4//
.
Leggiamo alcune parole della Eita di Bntonio di @lutarco: quando
Bntonio entr a <feso, lo precedevano donne vestite da Haccanti,
uomini e ragazzi vestiti da satiri e da @an, la citt era piena di edera e
tirsi, cetre, zampogne e flauti, e acclamavano Bntonio come ?ioniso
che d gioia e propizio. 2n effetti era senza dubbio tale per alcuni, ma
per i piA era crudivoro e selvaggio!
4/5
.
< quando questo generale romano, nelle vesti di ?ioniso&Dsiride,
incontr a =arso la regina d#<gitto in quelle di Bfrodite&2side, furono
in molti a pensare che il volto di Ioma fosse mutato, come se si fosse
all#inizio di una nuova et piA felice!
4/4
.
Eediamo quest#altro brano di @lutarco
0lutarco, =ita di Antonio, 23, (73
Poll d ka par/ ato! ka par t"n f#l$n
decom%nh &r'mmata kalo(nt$n, o)t$* katefr+nhse ka
kate&%lase to! ,ndr+*, -ste ple.n ,n t/n 0(dnon
potam/n 1n por2me#3 crusopr(mn3, t"n m4n 5st#$n
6lour&"n 1kpepetasm%n$n, t7* d/ e8res#a* ,r&ura.*
k9pai* ,naferom%nh* pr/* al/n :ma s(ri&;i ka ki2'7
rai* sunhrmosm%non at< d4 kat%keito m4n =p/ ski'di
crusop'st3, kekosmhm%nh &rafik"* -sper >?frod#th,
pa.de* d4 to.* &rafiko.* @Ar$sin e8kasm%noi par/ Bk'7
teron Bst"te* 1rr#piCon Dmo#$* d4 ka 2erapain#de*
a5 kalliste(ousai Nhrh#d$n Ecousai ka Car#t$n sto7
l'*, a5 m4n pr/* oFa;in, a5 d4 pr/* k'loi* Gsan
Hdma d4 2aumasta t* Ic2a* ,p/ 2umiam't$n poll"n kat7
e.con t"n d/ ,n2r9p$n o5 m4n e2J* ,p/ to! potamo!
par$m'rtoun Bkat%r$2en, o5 d/ ,p/ t7* p+le$* kat%bai7
non 1p t<n 2%an 1kceom%nou d4 to! kat t<n ,&orn Iclou,
t%lo* at/* D >?nt9nio* 1p bKmato* ka2eC+meno* ,pe7
le#f2h m+no* ka# ti* l+&o* 1c9rei di p'nt$n, L* M >?f7
4//
@aul Uan8er, Bugusto e il potere delle immagini, p. 51.
4/5
(/, /&5.
4/4
@. Uan8er, Dp. cit., p. 5".
(*3
(*3
rod#th k$m'Coi pr/* t/n Ni+nuson 1p/ ,&a2O t7* >?s#a*
@ApemPe m4n oQn kal"n at<n 1p t/ de.pnonT M d4
mRllon 1ke.non S;#ou pr/* Baut<n Tkein e2J* oQn tina
boul+meno* ekol#an 1pide#knus2ai ka filofros(nhn,
=pKkouse ka Gl2en 1ntucUn d4 paraskeuV l+&ou
kre#ttoni, m'lista t"n f9t$n t/ pl72o* 1;epl'&h
La mia traduzione italiana " annotata con alcune frasi del dramma di ShaSespeare che
leggeva nella traduzione di 5homas Eorth, evidentemente fedele, sebbene derivata da
quella francese di *mPot
6entre riceveva molte lettere da lui e dai suoi amici che la invitavano, ella
4/.
se ne diede cura tanto
poco e sbeffeggi l#uomo al punto che si mise a navigare sul fiume %idno in un battello dalla poppa
dorata
4/-
, le vele fatte porpora
4/3
spiegate, e i rematori facevano risalire l#imbarcazione con remi
d#argento
451
, al suono del flauto
45"
concordato con zampogne e cetre. <lla stava sdraiata sotto un
baldacchino ricamato d#oro
45(
, ornata come nei dipinti Bfrodite
45*
, e dei fanciulli resi simili agli <ros
dei quadri , stando in piedi da una parte e dall#altra
45/
, le facevano vento. Bllo stesso modo le
ancelle piA belle con vesti da Nereidi e Lrazie
455
, stavano alcune al timone, altre alle funi
454
. @rofumi
meravigliosi da molti incensi invadevano le sponde
45.
. =ra la gente, alcuni seguivano direttamente
dal fiume, da entrambe le rive, mentre altri scendevano dalla citt
45-
per vedere. Iiversandosi la folla
giA dalla piazza, alla fine Bntonio fu lasciato solo, seduto sul palco
453
. < dappertutto si diffondeva
una diceria: che Bfrodite andava a fare festa da Bntonio per il bene dell#Bsia. >uindi mand a
invitarla a pranzo
441
; ma ella pretendeva che fosse piuttosto lui a recarsi da lei
44"
. Subito dunque
volendo mostrarle una buona disposizione e cortesia
44(
, le diede retta e and. =rovato un allestimento
superiore a quanto si pu raccontare, fu colpito soprattutto dalla quantit delle luci.
Se Bntonio amava identificarsi con <racle e con ?ioniso, Dttaviano, poi
Bugusto, lo faceva con Bpollo.
?#altra parte era stato un membro della gens Iulia a far costruire in Ioma
il primo tempio di Bpollo e proprio %esare aveva dato nuovo splendore ai
suoi giochi , i ludi :pollinares0. >uando Bntonio poco piA tardi si
4/.
%leopatra, come si capisce dal contesto. 2l nome della regina egiziana pu essere messo nel titolo: %lopatra e
Bntonio, per esempio. 2l brano ' noto anche dalla ripresa di Sha8espeare attraverso la traduzione di =homas North che
aveva tradotto la traduzione francese di Bm7iot. >uesta prova scritta potrebbe essere utilizzata durante il colloquio per
un discorso interdisciplinare con la letteratura inglese,
4/-
%fr. Sha8espeare, :nton# and Cleopatra< Wt"e pop Aas eaten gold! ,22, (0
4/3
%fr. purple t"e sails.
451
%fr.!"e oars Aere silver2
45"
%fr. !o t"e tune of flute.
45(
%fr.S"e did lieO in "er pavillon% clot"FofFgold of tissue.
45*
%fr. o/erFpicturing t"at Lenus A"ere Ae seeOt"e fanc# outAorE nature.
45/
%fr, 1n eac" side "erOstood prett# dimpled o#s liEe smiling Cupids
455
%fr. 'er gentleAomen% liEe t"e Nereides%Oso man# marmaids.
454
%fr. :t t"e "elmOa seeming mermaid steers< t"e silEen tacEleOsAell Ait" t"e touc"es of t"ose floAerFsoft "ands
45.
%fr. : strange invisile perfume "its t"e sense Oof t"e adUacent A"arfs.
45-
%fr. !"e cit# castO"er people out upon "er.
453
%fr. and :nton#Oent"roned i/ t"e marEetF place did sit alone.
441
%fr. :nton# sent to "er%Oinvited "er to supper.
44"
%fr. s"e repliedOit s"ould e etter "e ecame "er guest.
44(
%fr. our courteous :nton#%OA"om ne/er t"e Aord of WNo0 Aoman "eard speaE%Oeing aree/d ten times o/er% goes
to t"e feast2
(/1
(/1
present in Driente come il nuovo ?ioniso, fu dunque cosa ovvia per
Dttaviano puntare tutto su Bpollo$Li negli anni trenta si era poi diffusa
la voce che Bzia, la madre di Dttaviano, avesse concepito il figlio non dal
padre ,presunto0 ma da Bpollo in forma di serpente, e una storia simile era
gi circolata a proposito di Dlimpia, la madre di Blessandro$2l richiamo
mitologico ad Bpollo doveva risultare straordinariamente adatto alla causa
di Dttaviano e allo sviluppo del suo programma politico Bd Bpollo&
sinonimo di morale e disciplina&si potevano riferire tutti i punti
programmatici che sarebbero affiorati nel corso della sfida con Bntonio e
piA tardi nella messa a punto del nuovo regime. Li all#epoca degli accordi
di Hrindisi ,che nell#anno /1 a. %. avevano suddiviso l#impero in due
zone, l#Driente e l#Dccidente, assegnandole ai due triumviri, e relegando
Lepido in Bfrica0, quando Dttaviano e Bntonio si invitavano a pranzo il
primo adottava uno stile soldatesco! e romano!, mentre lo stile di
Bntonio era piuttosto asiatico&egizio! ,?io. %ass. , /-, *10.
anche in campo oratorio Bntonio era un seguace dello stile asiano!,
sontuoso e immaginifico ,Suet. :ug. -4, (0, appunto orientale!, che i
classicisti ,o atticisti0, e con loro lo stesso Dttaviano, consideravano non
solo esteticamente sgradevole, ma anche moralmente corrotto!
44*
.
Bpollo era il @urificatore, contrario a ogni forma di eccesso, e in quanto
tale poteva ben rappresentare la parte dell#2talia che nello scontro decisivo
si opponeva all#Driente e alla sua luxuria, all#<gitto con le sue divinit
dalla testa animale e il suo libertinaggio !
44/
.
B Ioma Dttaviano, il favorito di Bpollo, appariva come uomo d#ordine e
tutore della moralit!
445
. %assio ?ione racconta che Bntonio e %leopatra
posavano per quadri e statue dicendo lui di essere Dsiride e ?ioniso, e lei
Selene e 2side ,L, 50. <# significativo che tra le molte figure mitologiche
presenti sullo sfondo dell#impero non si trovi mai quella di ?ioniso. La
figura del dio si era bruciata! con la sconfitta di Bntonio!
444
.
44*
Uan8ler, Dp. cit., p. .".
44/
@. Uan8er, :ugusto e il potere delle immagini, pp. 55 sgg.
445
Uan8er, Dp. cit., p. 4*
444
Uan8ler, Dp2 Cit., p ."
(/"
(/"
Nietzsche ' e rimane&scrive L]Yith&un compendio dell#antiragione
tedesca!
44.
.

Nietzsche antepone comunque Socrate a %risto quanto a saggezza: Iispetto al
fondatore del cristianesimo, Socrate ha in piA la gioconda forma di seriet e quella
saggezza piena di birbonate, che costituisce per l#uomo lo stato d#animo migliore.
2noltre aveva intelletto piA grande!
44-
.
L#antimistico Socrate e il sacrilego =uriide.
(l mito era gi stato messo in discussione dalla pretesa della
religione alla fondatezza storica!. @oi con la tragedia, quella di
=sc!ilo, esso si risollev": >uesto mito morente fu afferrato allora
dal rinato genio della musica dionisiaca; e in mano sua esso fior9
ancora una volta, con colori quali non aveva mai mostrati, con un
profumo che suscitava uno struggente presentimento di un mondo
metafisico!
443
. 6a poi giunse il sacrilego =uriide a dargli il colo di
grazia c!e ar; la strada a tutti %i beffardi Luciani& dell#antic!it$0
%:!e cosa volevi, emio =uriide, quando cercasti di costringere
ancora una volta questo morente a servirti< 6or9 tra le tue braccia
violente, e allora sentisti il bisogno di un mito imitato, mascherato,
che come la scimmia di <rcole sapeva oramai soltanto adornarsi con
l#antica pompa. = come er te moriva il mito, moriva er te anc!e
il genio della musica: per quanto tu saccheggiassi con avide mani
tutti i giardini della musica, anche cos9 giungesti solo a una musica
imitata e mascherata. = oic!@ avevi abbandonato 9ioniso, anc!e
,ollo abbandon" te!
4.1
.
44.
<. Nolte, Nietzsche, p. 45.
44-
:mano, troppo umano 22, p. "4/.
443
La nascita della tragedia , p. ./.
4.1
La nascita della tragedia , pp. ./&.5.
(/(
(/(
<# vero quanto ha scritto R. :roce, che La nascita della tragedia
' un libro scientifico s9, nell#assunto, ma circonfuso d#arte; una
filosofia veramente poetica, in cui non mancano nJ la lirica nJ il
dramma nJ la satira. =sc!ilo ed ,rc!iloco, =uriide e Socrate,
raresentati da /ietzsc!e, sono vere dramatis personae&
4."
.
/ietzsc!e ravvisa una connessione tra <uripide e Socrate, una
collaborazione cui gi alludevano gli antichi : %he Socrate avesse
uno stretto legame di tendenza con <uripide, non sfugg9 nell#antichit
in quel tempo; e l#espressione piA eloquente di questo fiuto felice '
quella leggenda circolante ad Btene, secondo cui Socrate aiutava
=uriide a oetare&
4.(
. 9iogene Laerzio
4.*
riorta questa credenza
diffusa er la quale Socrate avrebbe collaborato con =uriide
nella comosizione delle tragedie. L#autore delle Lite dei filosofi cita
alcuni autori, tra i quali Bristofane delle Nuvole prime ,fr. *.4 Noc80
che denunziano questo fatto
4./
.
Socrate ) visto da /ietzsc!e come il nemico dell#istinto, o come un
individuo dall#istinto rovesciato: 6entre in tutti gli uomini
produttivi l#istinto ' proprio la forza creativa e affermativa, e la
coscienza si comporta in maniera critica e dissuadente, in Socrate
l#istinto si trasforma in un critico, la coscienza in una creatrice&una
vera mostruosit per defectumF @iA precisamente noi scorgiamo qui un
mostruoso defectus di ogni disposizione mistica, sicchJ Socrate
sarebbe da definire come l#individuo secificamente non mistico,
in cui la natura logica, er una suerfetazione, ) sviluata in
modo tanto eccessivo quanto lo ' quella sapienza istintiva nel
mistico!
4.5
. >uest#idea non verr rinnegata piA avanti da Nietzsche
4."
H. %roce, Le Drigini della tragedia! di +. Nietzsche, in Saggio sullo Qegel, Hari "34., p. /1. sg. Iicavo il
suggerimento e la citazione dal libro di Sossio Liametta, 2ntroduzione a Nietzsche, p. /(.
4.(
La nascita della tragedia , p. -3.
4.*
Butore delle Lite dei filosofi, comunemente datate agli inizi del 222 secolo d. %.
4./
Lite dei filosofi ,risale alla met del 222 secolo d. %.0, 22, 5, "-.
4.5
La nascita della tragedia , p. 3(.
(/*
(/*
come altri aspetti
4.4
di questo scritto giovanile. 2n Ecce homo
4..
il
filosofo ne rivendica le due innovazioni decisive: intanto la
comrensione del fenomeno dionisiaco fra i Lreci&il libro ne d la
prima psicologia, vedendo in esso la radice una di tutta l#arte greca.
L#altra ' la comprensione del socratismo: Socrate come strumento
della disgregazione greca, riconosciuto er la rima volta come
tiico dEcadent. %8azionalit$& contro istinto. La %razionalit$& a
ogni costo come violenza ericolosa c!e mina la vitaL!
4.-
.
Bnche in un frammento ostumo della rimavera 1??? Nietzsche
riassume i pregi del suo scritto giovanile
"/ ,(50 Sulla WNascita della tragedia!.
%i che contraddistingue questo libro ' il nuovo modo di concepire i
Lreci; abbiamo gi accennato agli altri due suoi meriti&la nuova
concezione dell#arte come grande stimolante della vita, che incita a
vivere; parimenti la concezione del pessimismo, di un essimismo
della forza, di un essimismo classico ; il termine classico usato qui
non nel senso di una delimitazione storica, bens9 psicologica. (l
contrario del essimismo classico ) quello romantico : quello in cui
si formula, in concetti e giudizi di valore, la debolezza, la stanchezza,
la decadenza della razza: il essimismo di Sc!oen!auer
4.3
, er
esemio, e cos; anc!e quello di de EignI, di 9ostoevsMiK, di
Leoardi, di Pascal, quello di tutte le grandi religioni nichilistiche
,brahmanesimo, buddhismo, cristianesimo&si possono chiamare
nichilistiche per aver glorificato, tutte, il concetto opposto alla vita, il
nulla, come fine ultimo, come sommo bene, come ?io!0!
4-1
.
Nietzsche dichiara la sua oposizione al essimismo romantico, cio)
al essimismo dei rinunciatari, dei falliti, dei vinti!
4-"
.
4.4
Qegeliani e schopenhaueriani
4..
?el "---.
4.-
+. Nietzsche, +cce "omo, La nascita della tragedia, p. /3.
4.3
%fr. quanto abbiamo citato sopra di Lu8Tcs. Ndr.
4-1
+rammenti postumi, @rimavera "--- "/&(5.
4-"
:mano troppo umano, 22, p. 3.
(//
(//
6a c#' una volont di tragicit e di pessimismo, che ' segno in pari
misura di rigore e di forza dell#intelletto$%on questa volont nel
petto non si teme ci che di terribile e di ambiguo ' proprio di ogni
esistenza; lo si ricerca persino!
4-(
.
L#artista tragico non ) essimistaAdice aunto s; a ogni cosa
roblematica e anc!e terribile, ) dionisiaco!
4-*
.
L#uomo tragico afferma anche il dolore piA aspro: ' abbastanza forte,
ricco e divinizzatore per ci. 2l cristiano nega anche il destino piA
felice in terra: ' tanto debole, povero e diseredato da soffrire ogni
forma di vita. 2l dio in croce! ' una maledizione della vita,
un#esortazione a liberarsene!
4-/
.

(o sono un disceolo del filosofo 9ioniso, referirei essere un
satiro iuttosto c!e un santo!
4-5
.
%(l suo grido di omaggio non ) %osanna& ma %evo)&
B?B
.
:#) in /ietzsc!e una %soravvalutazione coribantica&
B?>
della vita
istintiva.
2n Socrate l#istinto diviene il momento critico, la coscienza quello
creatore. 2l disprezzo socratico per ci che ' istintivo ha suggerito
anche a un secondo genio, oltre che a <uripide, una riforma dell#arte a
dire il vero ancor piA radicale. Perfino il divino Platone su questo
unto ) caduto vittima del socratismo: egli-ridusse la sublime e
altamente apprezzata tragedia all#ambito delle arti adulatorie, le
quali si curano solo di rappresentare il piacevole$Su questa base del
4-(
Dp. e p. citate.
4-*
Crepuscolo degli idoli, p. ((.
4-/
+rammenti postumi @rimavera "--- "/ ,-30.
4-5
<cce homo, @rologo.
4-4
=. 6ann, Noilt dello spirito, p. -(/.
4-.
=. 6ann, Dp. cit., p. -(5.
(/5
(/5
tutto deliberatamente egli fa un solo fascio dell#arte tragica con
quella dell#abbigliamento e della culinaria!
4--
.
nella Repulica di @latone, Socrate manifesta la sua diffidenza
nei confronti di Cmero e di tutta la poesia che non consista in
inni agli d'i! ed elogi dei buoni!, attaccando in particolare la
5usa drogata 2thn hjdusmevnhn
%&9
/ou;san, $<C)
dei canti lirici o eici che insediano piacere e dolore nel trono
della citt. @oi per il filosofo abbozza una scusa, dicendo che tra
la oesia e la filosofia c#) un#antica ruggine 2palaia mevn
ti~ diaforav, 41.b0 e cita alcuni sberleffi dei comici nei
confronti dei filosofi.
Platone critica gli agoni drammatici frequentati troo
sesso, e male, da un ubblico becero, trascinato dalla musica
caotica diffusa da poeti ignoranti, maestri di disordinate
trasgressioni, i quali mescolavano peani con ditirambi,
confondendo, appunto, tutto con tutto ,pavnta eij~ pavnta
sunavgonte~, Leggi, .11d0; di conseguenza le cvee dei teatri
divennero, da silenziose, vocianti, e al posto dell#aristocrazia del
gusto subentr una sfacciata teatrocrazia er quanto riguarda
quest#arte ,.1"0. %ome se fossero stati tutti sapienti, diventarono
impavidi e l;audacia gener l;impudenza ,.1"b0.
:ertamente /ietzsc!e ) i. vicino ai oeti.
5aldicenze sui filosofi
Nietzsche chiamer i filosofi %sacerdoti dissimulati&, questi
%calunniatori del mondo e infamatori di uomini!
431
.
4--
+. Nietzsche,, Socrate e la tragedia, p. 5-.
4-3
?a h*uvnw, condisco!.
431
<cce homo, Burora.
(/4
(/4
La storia della filosofia ' una furia segreta contro i presupposti
della vita$<# stata questa finora la grande scuola della
denigrazione$trattando questo mondo come mondo apparente,
questa catena causale come meramente fenomenica!
43"
.
(n genere i filosofi vengono bollati dai oeti come morti di
fame.
Socrate in primis.
Si pensi a come le #uvole di ,ristofane canzonano e infamano
con Socrate tutti i suoi seguaci c!e sarebbero stati brutti,
sorc!i e cattivi.
*ristofane fa dire a Strepsiade che nessuno degli uomini del
pensatoio di Socrate per economia si " mai fatto tagliare i
capelli o si " unto il corpo o " andato nel bagno a
lavarsi:1ouj* j eij" balanei'on h.lqe
lousovmeno"1 &'uvole
3<2
, v 'A;) .l >oro degli %ccelli
3<A
pi6
specificamente qualifica 'ocrate come a[louto" 4v!
:DD;5, non lavato
?i Uenone stoico, 4ilemone nella commedia Dilosofi scrisse: una
strana filosofia ' questo suo modo di filosofare: un solo pane, un
fico secco ,ijs/av~) per companatico, un bicchier d#acqua.
%ostui insegna ad avere fame ,peinh,n *i*avskei0 e cattura
i discepoli ,?iogene Laerzio E22 (40.
Leoardi sostiene addirittura che la filosofia caus" la fine della
grandezza di 8oma0 Dr bene che giov a Ioma la diffusione,
l#introduzione della virtA filosofica, e per principiiM La distruzione
della virtA operativa ed efficace, e quindi della grandezza di Ioma ,""
?icembre "-("0!
43/
.
43"
+rammenti postumi primavera "--- "/ ,"*/0.
43(
Cel =2A a >
43*
Cel =(= a >
43/
*ialdone, ((/4.
(/.
(/.
Ma forse " vero piuttosto che lepoca moderna " troppo
vecchia e disincantata per provare alcuna forma di
meraviglia e di incanto: . fanciulli trovano il tutto nel nulla,
gli uomini il nulla nel tutto%
3<?

Iiportiamo anche il giudizio, sui filosofi, di uno scrittore


autorevole che suscita meraviglia per quanto ' malevolo: <gli
non era un filosofo. ( filosofi sono dei violenti c!e non
disongono di un esercito e erci" si imadroniscono del
mondo rinc!iudendolo in un sistema!
434
.
Secondo /ietzsc!e il demone dissuasivo di Socrate ebbe la forza di
cambiare il corso della cultura greca, di snaturarla: %hi ' costui, che
osa da solo negare la natura greca, quella che attraverso Dmero,
@indaro ed <schilo, attraverso +idia, attraverso @ericle, attraverso la
@izia e ?ioniso, attraverso l#abisso piA profondo e la cima piA alta '
sicura della nostra stupefatta adorazioneM >uale forza demonica '
questa, che pu ardire di rovesciare nella polvere un tal filtro
incantatoM 7uale semidio ) questo, a cui il coro degli siriti dei i.
nobili fra gli uomini deve gridare&,!iL ,!iL Tu lo !ai distrutto, il
bel mondo, con olso ossente1 esso reciita, esso rovinaF!
43.
.
Socrate %era lebaglia. Si sa, lo si vede ancora quanto fosse
brutto!.
435
Leopardi, *ialdone, 5(..
434
6usil, L/uomo senza qualit, p.(/*.
43.
La nascita della tragedia , p. 3". %ome abbiamo visto, il coro di siriti ) quello del !aust di 6oet!e. =ssi si rivolgono
allo stesso 4aust che ha scagliato anatemi universali, dopo avere detto a 6efistofele :%os9 tu ti opponi alla forza eternamente
attiva, salutare e creatrice, il pugno di ghiaccio del diavolo, che invano si serra malignoF =rvati da dar qualcos#altro, strano
figlio del %aosF!
(/-
(/-
2 cinici cercheranno nei piA marcati contrasti stilistici e
nell#oscillazione tra forme prosaiche e forme metriche
43-
di rispecchiare
anche quell#asetto esteriore di Socrate c!e lo faceva simile a un
Sileno, quei suoi occ!i da granc!io, quelle sue labbra a cuscinetto
e quel suo ventre cadente!
433
.
Socrate con %la suerfetazione del logico e quella cattiveria del
rac!itico c!e lo contraddistingue&
.11
unt" sulla tragedia %l#unico
grande occ!io cicloico-quell#occ!io in cui non arse mai la dolce
follia dell#entusiasmo artistico!
.1"
. <gli nell#arte tragica vedeva
qualche cosa di assolutamente irrazionale$inoltre il tutto era cos9
variopinto e vario, che a un#indole assennata doveva riuscire
ripugnante mentre per le anime eccitabili e sensibili era una miccia
pericolosa!
.1(
. Socrate comprendeva solo la favola esopica, quindi
indusse Platone, che voleva diventare suo scolaro, a considerare
l#arte tragica tra quelle lusingatrici, e a bruciare tutta la oesia
c!e aveva comosto da giovane. 6a la necessit artistica spinse
questo discepolo di Socrate a una nuova forma d#arte0 il dialogo
c!e avr$ un seguito nella satira meniea
>03
e nel romanzo: 2l
dialogo platonico fu per cos9 dire la barca in cui la poesia antica
naufraga si salv con tutte le sue creature; stipate in uno stretto spazio
e paurosamente sottomesse all#unico timoniere Socrate, entrarono ora
in un mondo nuovo$Iealmente @latone ha fornito a tutta la posterit
il modello di una nuova forma d#arte, il modello del romanzo, questo
si pu definire come una favola esopica infinitamente sviluppata, in
cui la oesia vive risetto alla filosofia dialettica in un rapporto
gerarchico$cio' come ancilla. >uesta fu la nuova posizione della
poesia, in cui @latone la spinse sotto la pressione del demonico
Socrate. >ui il pensiero filosofico cresce al di sopra dell#arte,
43-
Si pu pensare alla satira menippea menzionata sotto. ndr.
433
Nietzsche, Socrate e la tragedia, p. 53.
.11
Crepuscolo degli idoli, p. "*.
.1"
La nascita della tragedia , p. 3*.
.1(
La nascita della tragedia , p. 3*
.1*
6. Hachtin individua un collegamento tra satira menippea e romanzo, nella fattispecie quello di ?ostoevs8iK. 6. Hachtin,
&ostoevsEiU, p. (((. Ndr.
(/3
(/3
costringendola ad abbarbicarsi strettamente al tronco della dialettica.
/ello sc!ematismo logico si ) c!iusa in un involucro la tendenza
apollinea0 cos; in =uriide abbiamo dovuto constatare qualcosa di
corrisondente, e inoltre una traduzione del dionisiaco nella
assione naturalistica!
.1/
.
,ollineo e 9ionisiaco in /ietzsc!e, oi in Tung.
/ietzsc!e: Sotto l;incantesimo del 9ionisiaco non solo si
stringe il legame fra uomo e uomo, ma anche la natura
estraniata, ostile o soggiogata, celebra di nuovo la sua festa di
riconciliazione col suo figlio erduto, l+uomo. La terra offre
spontaneamente i suoi doni, e gli animali feroci delle terre
rocciose e desertiche si avvicinano pacificamente. 2l carro di
?ioniso ' tutto coperto di fiori e ghirlande: sotto il suo giogo si
avanzano la pantera e la tigre. Si trasformi l;inno alla gioia di
Heethoven in un tutte le rigide, ostili delimitazioni c!e la
necessit$, l+arbitrio o la moda sfacciata !anno stabilite fra gli
uomini. Dra, nel vangelo dell;armonia universale, ognuno di sente
non solo riunito, riconciliato, fuso col suo prossimo, ma
addirittura uno con esso, come se il velo di 5aia fosse stato
straato e sventolasse ormai in brandelli davanti alla misteriosa
unit originaria)
.15
.

Le arole scritte da Reet!oven 2e non da Sc!iller3 sono mostrate in corsivo.
,9=0
W 1 Dreunde% nic"t diese !Pne!
Sondern laYt uns angene"mere
anstimmen und freudenvollere2
4reudeL 4reudeL
+reude, sch]ner L]tterfun8en
,(T0
W D amici, non questi suoniF
ma intoniamone altri
piA piacevoli, e piA gioiosi.
6ioiaL 6ioiaL
Lioia, bella scintilla divina,
figlia di <lisio,
.1/
+. Nietzsche, La nascita della tragedia, p. 35.
.15
+. Nietzsche, La nascita della tragedia, pp. (5&(4.
(51
(51
=ochter aus <l7sium,
Oir betreten feuertrun8en,
Qimmlische, dein QeiligtumF
9eine Fauber binden Uieder
9as die *ode streng geteilt4
Alle *enschen ,erden ;r>der$
X1Y
Ho dein sanfter 4lZgel Ueilt.
Oem der gro`e Ourf gelungen,
<ines +reundes +reund zu sein;
Oer ein holdes Oeib errungen,
6ische seinen Cubel einF
Ca, Yer auch nur eine Seele
Sein nennt auf dem <rdenrundF
:nd Yer;s nie ge8onnt, der stehle
Oeinend sich aus diesem HundF
4reude trinMen alle Hesen
,n den RrZsten der /atur1
Blle Luten, alle H]sen
+olgen ihrer Iosenspur.
Nasse gab sie uns und Ieben,
<inen +reund, gepraft im =od;
Oollust Yard dem Ourm gegeben,
:nd der %herub steht vor Lott.
+roh, Yie seine Sonnen fliegen
?urch des Qimmels prbcht;gen @lan,
Laufet, Hrader, eure Hahn,
+reudig, Yie ein Qeld zum Siegen.
Seid umsc!lungen, 5illionenL
?iesen Nu` der ganzen OeltF
Hrader, aber;m Sternenzelt
6u` ein lieber Eater Yohnen.
2hr starzt nieder, 6illionenM
Bhnest du den Sch]pfer, OeltM
Such; ihn aber;m SternenzeltF
cber Sternen mu` er Yohnen. [
noi entriamo ebbri e frementi,
celeste, nel tuo tempio.
(l tuo fascino riunisce
ci" c!e la moda sear"
ogni uomo s+affratella
dove la tua ala soave freme.
L;uomo a cui la sorte benevola,
concesse il dono di un amico,
chi ha ottenuto una donna leggiadra,
unisca il suo giubilo al nostroF
S9, & chi anche una sola anima
possa dir sua nel mondoF
%hi invece non c;' riuscito,
lasci piangente e furtivo questa compagniaF
6ioia bevono tutti i viventi
dai seni della natura1
vanno i buoni e i malvagi
sul sentiero suo di roseF
Haci ci ha dato e uva, un amico,
provato fino alla morteF
La volutt fu concessa al verme,
e il cherubino sta davanti a ?ioF
Lieti, come i suoi astri volano
attraverso la volta splendida del cielo,
percorrete, fratelli, la vostra strada,
gioiosi, come un eroe verso la vittoria.
,bbracciatevi, moltitudiniL
>uesto bacio vada al mondo interoF
+ratelli, sopra il cielo stellato
deve abitare un padre affettuoso.
Ei inginocchiate, moltitudiniM
2ntuisci il tuo creatore, mondoM
%ercalo sopra il cielo stellatoF
Sopra le stelle deve abitareF [
,/ona sinfonia in Ie minore, Dp. "(5 di LudYig van Heethoven & (E movimento3
Iiporto alcuni versi 2'1>A'233 del ( stasimo delle ;accanti di
=uriide
2l demone figlio di Ueus
(5"
(5"
gioisce delle feste,
e ama 2rene che dona benessere,
dea nutrice di figli.
Jguale 2i[san3 al ricco e a quello di rango inferiore
:oncede 2dw'k j3 di avere la
gioia del vino c!e toglie gli affanni! ,oi[nou tevr:in
a[lupon0 .
2l vino ' un elemento fondante il dionisiaco. 2 Iomani che
cercarono di opporsi ai riti bacchici, senza successo nonostante la
reressione scatenata dal senatoconsulto del 1?B a. :., avevano
anche la pretesa di proibire il vino alle donne.
@resso gli antichi Iomani c#era l#idea che una donna potesse
peccare mortalmente soltanto in un duplice modo: in primo luogo
con l#adulterio, indi col bere il vino. %atone il vecchio era
d#avviso che fosse invalso il costume del bacio tra parenti solo per
potere su questo punto tenere le donne sotto controllo; un bacio
significava: odora lei di vinoM!$i 8omani aventavano
sorattutto lo sirito orgiastico e dionisiaco-ritenendolo un
mostruoso esotismo c!e rovesciava dalle fondamenta il
romano sentire!
.14
.

5rasformando l'Inno alla gioia di Keethoven &ultimo
movimento della nona sinfonia con parole di 'chiller che
invitano all/unit e all/amore) in un quadro, si pu$ avere
.14
La gaia scienza, p. .1&
(5(
(5(
l/idea del dionisiaco che stringe il vincolo dell'uomo con
l'uomo, e con la natura
Nella Nascita della tragedia /ietzsc!e mantiene alla musica il
rimato assegnatole da Sc!oen!auer$con la tragedia come
suprema forma di poesia$Nietzsche indica come principali arti
apollinee la scultura e l#epica. %he cos#' invece il musicista
dionisiacoM 2l musicista dionisiaco ', senza alcuna immagine, egli
stesso totalmente e unicamente il dolore originario stesso e l#eco
originaria di esso!
.1.
$(l dionisiaco comunque non ) soltanto il
dolore originario, ) anc!e l#ebbrezza, la gioia e la volutt$
originarie!
.1-
.
3ionisiaco ) il sF alla vita nella sua totalit*: "l sF alla vita
anche nei suoi problemi pi6 scuri e avversi, la volont di
vita, che nellimmolare i suoi esempi pi6 alti sente la gioia
della propria inesauribilit7questo io chiamo dionisiaco@
Laffermazone del flusso e dellannientare , che " il carattere
decisivo in una filosofia dionisiaca, il sF al contrasto e alla
guerra, il di+enire, con rifiuto radicale perfino del
concetto di -essere%7in questo io debbo riconoscere
quanto di pi6 affine a me sotto ogni aspetto sia mai stato
pensato finora%
;:<

.l sI alla guerra viene duramente, e giustamente confutato da #!
$ann: quando si vedono le conseguenze di una guerra mondiale
quale rovina, in ogni senso, produce una guerra, sia pur condotta
per lumanit, quale decadenza dei costumi, quale avido
prorompere di istinti egoistici e antisociali@allora le rodomontate
.1.
La nascita della tragedia, p. ""*.
.1-
S. Liametta, Introduzione a Nietzsc"e% p. ""*.
.13
<cce homo, La nascita della tragedia.
(5*
(5*
di un Nietzsche sulla funzione culturale e selettiva della guerra
ci appaiono come le fantasie di un ragazzo inesperto%
;(:

11on il termine "dionisiaco" si esprime% un impulso


verso l'unit*, un dilagare al di fuori della persona, della vita
quotidiana, della societ, della realt, come abisso
dell/oblio@un/estatica accettazione del carattere totale della
vita@la grande e panteistica partecipazione alla gioia e al
dolore, che approva e santifica anche le +ualit* pi,
terribili e problematiche della vita@
L#,ollineo.
1on il termine apollineo si esprime% l'impulso verso il
perfetto essere per s8, verso l'"individuo" tipico, verso
tutto ci che semplifica, pone in rilievo, rende forte@ Lo
sviluppo ulteriore dell/arte " legato all/antagonismo di queste
due forze artistiche della natura cosI necessariamente come
lo sviluppo ulteriore dell/umanit " legato all/antagonismo
dei sessi La pienezza della potenza e la moderazione, la
pi, alta affermazione di s8 in una bellezza fredda,
aristocratica, ritrosa% l'apollinismo della volont*
ellenica1
;((

6pollineo ) dun+ue anche principium indi+iduationis e


volont* di potenza! La volont* propria dell/>ber mensch
) la libert* creatrice che si erge al di sopra del caos e
impone i propri valori alle cose!
."1
Nobilt dello spirito, p. -(3.
.""
+. Nietzsche, Drammenti postumi, @rimavera "---&"/, p. ("4.
(5/
(5/
0oco pi6 avanti Eietzsche aggiunge che il greco
dionisiaco ha bisogno di divenire apollineo, ossia di
spezzare la sua inclinazione verso l'immane e l'incerto
mediante una volont* di misura e ordine: Eel fondo del
+reco c/" la mancanza di misura, la caoticit, l/elemento
asiatico: la prodezza del +reco consiste nella lotta con il suo
asiatismo: la bellezza non gli " donata, non pi6 della logica,
della naturalezza dei costumi7esse sono conquistate, volute,
strappate7 sono la sua vittoria1
;(2

L/apollineo ) la giustificazione estetica della vita umana


terrorizzata dai mostri del >aos primordiale e negata dalla
cupa tristezza silenica che giudica non essere nati, non
essere, la cosa pi6 bella
3el resto l/apollineo ) una illusione poich8 -"l carattere
complessivo del mondo ) invece caos per tutta
l/eternit*, non nel senso di un difetto di necessit, ma di un
difetto di ordine, articolazione, forma, bellezza, sapienza e
di tutto quanto sia espressione delle nostre estetiche nature
umane%
;(A

Nietzsche mette in rilievo, oltre al valore della bellezza, quello


della misura nella sfera dell;apollineo:),ollo, come divinit$
etica, esige dai suoi la misura e, per poterla osservare, la
conoscenza di s@. < cos9, accanto alla necessit estetica della
bellezza, si fa valere l;esigenza del Dconosci te stessoD e del Dnon
trooD, mentre l;esaltazione di sJ e l;eccesso furono considerati i
veri demoni ostili della sfera non apollinea, dell;et titanica, e del
mondo eXtraapollineo, cio' del mondo barbarico)
."/
.
Omero liber$ i +reci dalla pompa asiatica8 ma nei +reci
incombe sempre il pericolo di una ricaduta
."(
+. Nietzsche, Drammenti postumi, @rimavera "---&"/, p. ("..
."*
La gaia scienza, p. ""/.
."/
La nascita della tragedia, p. *..
(55
(55
nell'asianismo che ogni tanto si abbatte su di loro con un
fiume di emozioni mistiche Eoi li vediamo sommergersi,
vediamo l/#uropa come spazzata via, inondata, ma essi
tornano sempre alla luce, da buoni nuotatori e tuffatori
+uali sono, essi, il popolo di Odisseo!
;(?
.l culto dellimmagine che " proprio della cultura
apollinea, quale si manifesta nel tempio, nella statua o
nell/epos omerico, aveva il suo scopo pi6 alto
nell/esigenza etica della misura, che corre parallela
all/esigenza estetica della bellezza@La misura, sotto il cui
giogo si muoveva il nuovo mondo di d"i &a fronte di un
distrutto mondo di 5itani), era quella della bellezza: il limite,
cui il greco doveva attenersi, quello della bella apparenza%
;(3

La bella apparenza spesso pu$ nascondere il profondo ma
pu$ anche prefigurarlo: 4h questi +reciG Loro sI sapevano
vivere8 per vivere occorreva arrestarsi animosamente alla
superficie, allincrespatura, alla scorza, adorare lapparenza,
credere a forme, suoni, parole, allintero olimpo
dellapparenzaG &uesti Greci erano superficiali Rper
pro&onditC # non facciamo appunto ritorno a essi, noi
temerari dello spirito@Eon siamo esattamente in questo U
dei +reciD *doratori delle forme, dei suoi, delle paroleD
*ppunto perci$@artisti%
;(;

L/apparenza pu, talora deve occultare la verit*: al
ricercatore instancabile nel perseguirla cosI come al
tracotante #itano viene rivolto l/ammonimento del
medDn Egan! Nel rometeo si mostra alla grecit un
esempio di come un ampliamento eccessivo della
conoscenza umana abbia effetti nefasti sia per chi lo
promuove sia per chi ne risulti favorito@.n un mondo cosI
."5
%fr. $mano troppo umano ((, . >?.
."4
La visione dionisiaca del mondo, p. .4.
.".
Nietzsche, @refazione alla seconda edizioni di La gaia scienza ,"--40
(54
(54
strutturato e protetto ad arte fece allora irruzione il suono
estatico della festa di Cioniso, dove tutto leccesso della
natura, in gioia e dolore e conoscenza si rivel$ in un colpo
solo%
;('

Tung, *illman e Crtega I 6asset


'u 6pollineo e 3ionisiaco torna 1! G! Sung:1#saminiamo
i concetti di apollineo e dionisiaco nelle loro caratteristiche
psicologiche@ 0rendiamo in considerazione anzitutto il
dionisiaco Secondo la descrizione di Eietzsche " chiaro
che esso indica un espandersi, uno zampillare e uno
scaturire@#/ una fiumana di sensazioni paniche di grande
potenza che erompe irresistibile e inebria i sensi come un
vino gagliardo #/ ebbrezza nel significato pi6 elevato del
termine@'i tratta +uindi di una estroversione di
sentimenti indissolubilmente legata all/elemento
sensoriale@
0er contro, l'apollineo " la percezione delle immagini
interiori della bellezza, della misura e di sentimenti
armonicamente disciplinati! "l paragone con il sogno
chiarisce il carattere dello stato apollineo% ) uno stato
d'introspezione, di contemplazione rivolta verso
l'interno, verso il mondo di sogno delle idee eterne,
+uindi uno stato d' intro+ersione 1
;(<

L/6pollineo ) l/affermazione della propria individualit*
che si manifesta somaticamente prima di tutto nella faccia:
0are che una volta *nna Magnani, la grande interprete del
."-
La visione dionisiaca del mondo, p. .4.
."3
%. L. Cung, !ipi psicologici, ,"3("0, p. "54.
(5.
(5.
cinema neorealista italiano, avesse detto al truccatore che
la stava preparando per una scena: Eon mi togliere
nemmeno una ruga Le ho pagate tutt
e care@Gli adolescenti ricorrono a frotte al chirurgo
plastico per farsi cambiare la facciaBvogliono cambiare
la faccia che ha incominciato a esteriorizzare la loro
solitaria individualit*%
;2:

.nfine Ortega J Gasset: 6pollo ) la misura, la norma


rigorosa della vita, il -restare in s80, la severa condotta.
la condotta conforme, -l/essere in forma% Ma " anche,
beninteso, la danza@*pollo " il dio danzatore per
eccellenza, solo che la sua danza " un ritmo rigido e
severo, e per questo il culto che gli si dedica consiste in
danze moderate 'st modus in rebus , e 6pollo ) il
modus , il logos della vita e delle cose %
;2(

%oncludo la parte relativa a <uripide in )a nascita della tragedia.
Socrate, l#eroe dialettico del dramma platonico, ci ricorda la
natura affine dell#eroe euriideo, c!e deve difendere le sue azioni
con ragioni e controragioni, e che per questo risc!ia tanto sesso di
non suscitare i. la nostra comassione tragic a !
.((
. Nietzsche
deplora il fatto che la dialettica, a partire da Sofocle, un poco alla
volta abbia annientato il coro e la musica.
La compassione del resto ' un sentimento dal quale la tragedia deve
purificarci, come leggiamo nella Poetica di Bristotele.
Successivamente /ietzsc!e riudia la comassione
.(1
C. Qillman, La forza del carattere, p. "3- e p. (1*.
.("
C. Drtega 7 Lasset, Idea del teatro ,del "3/40 p. 3*.
.((
+. Nietzsche, La nascita della tragedia, pp. 35&34.
(5-
(5-
(o annovero il sueramento della comassione fra le virt. nobili:
nella =entazione di Uarathustra ho narrato in poesia il grande grido
d#aiuto che un giorno gli giunge, quando la compassione, come ultimo
peccato, vuole assalirlo di sorpresa, vuole sottrarlo a se stesso!
.(*
.
Lli altri affetti hanno un#azione tonica: ma solo due affetti
deressivi&e questi sono quindi particolarmente dannosi e malsani&la
comassione e la aura, dovevano, secondo Bristotele, venire
espulsi dall#uomo mediante la tragedia come purgante: la tragedia,
eccitando a dismisura questi stati pericolosi, ne redime l#uomo&lo
rende migliore. La tragedia come cura contro la comassione!
.(/
.
la compassione ' una debolezza come lo ' perdersi in un#affezione
dannosa$fare oggetto di compassione significa lo stesso che
disprezzare!
.(5
.
Bristotele ritiene che l#eccesso di compassione e di timore si scarichi
mediante la tragedia, che lo spettatore torni a casa piQ freddo. @latone
ritiene invece che lo spettatore diventi piA emotivo e pauroso che
mai!
.(4
.
9oo la mimesi il secondo concetto fondamentale della Poetica
) quello di catarsi :)La tragedia ' dunque imitazione di azione
seria e compiuta ,mivmhsi~ pravxew~ spoudaiva~
kai teleiva~0 che, con una certa estensione e con parola
ornata 5h*dusmevnw/ lovgw/'--di attori che agiscono e
non attraverso un racconto, er mezzo di iet$ e terrore, comie
la urificazione da tali affezioniD2di j ejlevou kai
fovbou peraivnousa thn tw'n toiouvtwn
paqhmavtwn kavqarsin, 1''9b, 2?3.
.(*
<cce homo, @erchJ sono cos9 saggio.
.(/
+rammenti postumi, primavera "---, "5 ,"10.
.(5
Burora, p. "1/
.(4
+rammenti postumi, ottobre&dicembre "-.4, "3 ,330
(53
(53
Non molto diversamente l#Amleto di S!aMeseare che dice: I
"ave "eard&t"at guilt# creatures% sitting at a pla#%F"ave% # t"e
ver# cunning of t"e scene%Feen strucE so to t"e soul t"at
presentl#Ft"e# "ave proclaim/d t"eir malefactions! ,'amlet, 22, (0,
io ho udito che delle ersone colevoli, davanti a un dramma,
sono state colite, dall#abilit della scena, fin dentro l#anima, in
maniera tale c!e !anno confessato subito i loro misfatti.
@iA avanti anc!e la teoria della mimesi ) esressa dall#Amleto
di Sha8espeare: egli definisce t"e purpose of pla#ing!, lo scopo
dell#arte drammatica, A"ose end% ot" at t"e first and noA% Aas
and is% to "old as ZtAere% t"e mirror up to nature! , 'amlet, 222, (0,
il cui fine, all#inizio come ora, ' sempre stato quello di reggere,
per cos9 dire, lo specchio alla natura.
La dialettica e l#intrigo prevalgono sulla musica. La coscienza
socratica e la sua fede ottimistica circa il legame necessario di virtA e
sapere, di felicit e di virtA, ha avuto l#effetto, su buona parte delle
opere di <uripide, di aprirsi nell#epilogo a una prospettiva
d#un#esistenza ulteriore del tutto confortevole, per lo piA grazie a un
matrimonio$Se virt. ) saere, l#eroe virtuoso dev#essere un
dialettico$troppo spesso l#eroe che dialettizza eticamente appare
come un araldo della realt banale e del filisteismo$con Sofocle
inizia il declino graduale, finc!@ =uriide con la sua reazione
consapevole alla tragedia eschilea c!iude reciitosamente la
artita$a questo proposito pu essere fatta valere una testimonianza
non certo di poco conto, quella di Bristofane, il quale ' selettivamente
affine a <uripide come nessun altro. Si sa, solo il simile riconosce il
simile!
.(.
.
.(.
Nietzsche, Socrate e la tragedia, p4( ss.
(41
(41
Bncora sulla musica, sentiamo il giovane Nietzsche influenzato da
Schopenhauer: l#artista per mezzo del suono esprime i piA intimi
pensieri della natura: non solo il genio della specie, come nel
gesto, ma il genio dell#esistenza in sJ e cio' la volont si fa qui
immediatamente comprensibile$con il suono egli dissolve il
mondo dell#apparenza nella sua originaria unit e il mondo di
6aia si annichilisce di fronte al suo incantesimo!
.(-
. L#epica porta
all#arte figurativa!, la lirica alla musica; il piacere dell#apparenza
domina l#epica, la volont si manifesta nella lirica!
.(3
.
Lradualmente i personaggi prendono a parlare con una tale
esibizione di sagacia, di lucidit, di acutezza che a leggere una
tragedia di Sofocle c#' veramente di che restare confusi. @er noi '
come se tutte quelle figure andassero in rovina non in base al tragico,
ma per una sorta di suerfetazione dell#elemento logico&
.*1
.
(n effetti Sofocle tende a smontare il lovgo~ dei suoi
ersonaggi: <dipo ' colpevole poichJ riconosce solo tardi i limiti
della sua intelligenza. 2l peccato di <dipo ' la presunzione
intellettuale che il re di =ebe manifesta con queste parole:
1arrivato io,N Edipo, che non sapevo niente, la
<;:
feci
cessare,H azzeccandoci con l'intelligenza 4gnwvmh/
kurhvsa" 5 e senza avere imparato nulla dagli uccelli1
&vv A<37 A<')
La punta della sapienza si rivolge contro il sapiente, la
sapienza " un delitto contro la natura%
;A2

La sapienza fasulla di #dipo viene smontata dagli eventi nel


corso del dramma

.(-
La visione dionisiaca del mondo, p. -5.
.(3
Dp. cit. p. -4.
.*1
Nietzsche, Socrate e la tragedia, p. 4"
.*"
La Sfinge.
.*(
La nascita della tragedia, p. 44.
(4"
(4"
Nietzsche sarebbe, secondo *. *esse, il tipico intellettuale tedesco.
)L+intellettuale tedesco ) semre stato un frondista contro la
arola e contro la ragione e !a fatto l+occ!iolino alla musica)
.**
.
La cultura greca invece ) assolutamente logocentrica.
La musica, per i +reci, amantissimi del parlare e del
discutere, " il companatico di arti sulle quali si pu$
veramente discutere e parlare . pitagorici, quei +reci per
molti versi eccezionali, furono, come si dice, anche grandi
musicisti: gli stessi che inventarono il silenzio di cinque anni,
ma non la dialettica%
;A=

" Greci 4o perlomeno gli 6teniesi5 ascoltavano


volentieri chi sapeva parlare: anzi avevano per questo
una tendenza bramosa che pi6 di oni altra cosa li
distingueva dai non +reci@e cosI anche dalla passione
scenica pretendevano che sapesse ben parlare@" per noi
un incanto, quando leroe tragico trova ancora parole,
ragioni, atteggiamenti eloquenti e insomma una chiara
intellettualit, mentre la vita si approssima agli abissi e
luomo reale perde per lo pi6 la testa e sicuramente le belle
parole%
;A?

:ontro l# interretazione c!e /ietzsc!e d$ di =uriide, non
assurda ma unilaterale, a tratti anche faziosa, ' utilizzabile un capitolo
del volume di R. Snell0 )a cultura greca e le origini del pensiero
europeo ,del "34*0. 2l capitolo che ci interessa ' intitolato Aristoane
e l5estetica.
.**
Q. Qesse, Il lupo della steppa, p. "-".
.*/
:mano, troppo umano 22, p. "-5.
.*5
La gaia scienza, p. 3".
(4(
(4(
Snell difende =uriide dalle accuse di realismo, razionalismo e
immoralismo
.*4
, che gli vengono fatte dalla triade critica
,ristofaneA,. H. Sc!legelA/ietzsc!e, sottolineando rima di tutto
l+imortanza culturale della sua oera c!e non solo !a segnato
un+eoca, ma ne !a anticiate e aerte altre, per lo meno nel campo
dell;estetica e della poesia
.*.
. 2nfatti l;estetica di %allimaco prescrive
quella 6usa sottile , Hou'san$leptalevhn, :itia , fr. " @feiffer,
v. (/0 che il coro delle Rane attribuisce a <uripide, il cincischiatore
di concettuzzi, la cui lingua aguzza, inquisitrice di versi, sminuzzer
,kataleptologhvsei 0 le parole colossali di <schilo, grande
fatica di polmoni ,pleumovnwn polu;n povnon, v. -(3 0.
Non solo: lo stesso personaggio di <uripide piA avanti si vanta di
avere prima di tutto reso snella l;enfatica poesia di <schilo ,
i[s/ana me;n prwvtiston aujthvn 0 e di averle tolto
gravezza con parolette e rigiri ,kai; to; bavro"
ajfei'lon4ejpullivoi" kai; peripavtoi", Rane,
vv. 3/"&3/(0.
)5edea si rivela fin dal principio come una donna non comune, di sinistra
otenza, e di fronte ad essa il saggio e benpensante Liasone non ' che un
miserabile. >uesta raffigurazione che <uripide ci d dell;eroe del mito greco e
della maga barbara, distribuendo luci ed ombre proprio all;opposto di come
accadeva nella veneranda tradizione, ci permette di capire perchJ Bristofane
rimproverasse al poeta di aver gettato nel fango le nobili figure del mito. 5a
=uriide non lo fa er l+infame iacere di demolire ogni grandezza, al
contrario 2e qui /ietzsc!e !a visto i. a fondo di ,ristofane e di Sc!legel3
lo fa con un+intenzione morale: le credenze antiche vengono smascherate e
demolite, ma er far osto a un senso di giustizia i. vero e per porre un
fondamento a questo nuovo dovere. < chi potr sottrarsi all;impressione che
questa 6edea non abbia davvero la ragione dalla sua, di fronte a questo
LiasoneM)
.*-
.
.*4
Soltanto in un punto caratteristico Nietzsche si differenzia da B. Schlegel; Socrate non ' per lui l#immoralista, ma
piuttosto il moralista, e appunto come moralista e spirito teoretico distrugge quel che c#era di vivo e sacro nel mondo
antico. La morale diventa qui un veleno dissolvitore! ,La cultura greca e le origini del pensiero europeo, p. "./0.
.*.
2n questo punto Snell non ' lontano da Nietzsche.
.*-
H. Snell, La cultura greca e le origini del pensiero europeo , pp. ".-&".3.
(4*
(4*

/ietzsc!e e Hagner
Eella conferenza &l dramma musicale greco tenuta a
Fasilea il (' gennaio (';:, Eietzsche definisce il dramma
antico -arte totale08 quindi la festa della rappresentazione
drammatica " come la festa della riunificazione delle arti%
;A<
Cel resto il drammaturgo aveva una prospettiva sicura: in
un*tene dove per usare le parole di Lessing, anche la
plebe aveva gusto fine e sensibile%
;=:

Nella "V inattuale 3ichard Fagner a Bareuth 4del


:C<A5, Eietzsche conserva l/entusiasmo per il
compositore e per 'chopenhauer che vengono accostati
ad altri grandi personaggi della cultura europea &Oant, gli
#leati, #mpedocle ed #schilo) Pagner ) -un artista
globaleBun semplificatore del mondo%
;=(
Larte mostra
dei conflitti che sono semplificazioni delle reali lotte della
vita% &p 23')
Larte, come la filosofia, fa bene ai sani e male ai malati:
!uando in citt popolose osservo come migliaia di
persone mi passano davanti con l/espressione
dell/apatia o della fretta, mi dico sempre che esse
devono stare intimamente male Ma per tutti costoro l/arte
esiste soltanto perch8 si sentano ancora peggio e
diventino ancora pi6 apatici e insensibili, o ancora pi6
frettolosi e bramosi +iacchB il sentimento falso li cavalca e
li pungola senza posa e non permette mai che essi
confessino a se stessi la loro miseria8 se vogliono parlare, la
convenzione sussurra loro qualcosa allorecchio, per cui
.*3
2n Lerit e menzogna, p. "*.
./1
Dp. cit., p. /".
./"
2n Considerazioni inattuali, p. (4/.
(4/
(4/
dimenticano ci$ che veramente volevano dire% &p 2;3) La
voce dellarte di Lagner mostra soprattutto che la vera
musica ) un frammento di fato e di legge primordiale%
&p 2;<)
Sentiamo Hagner : L#opera d#arte, lirica e drammatica, era un
atto religioso vero e proprio; e in quest#atto, paragonato alla
semplicit delle cerimonie religiose primitive, gi s#affacciava il
desiderio di rappresentare collettivamente e deliberatamente il
ricordo comune$La tragedia fu dunque il trasformarsi di una
cerimonia religiosa in oera d#arte!
./(
.
Nello scritto )5arte e la rivoluzione 21?'93, Hagner definisce il
dramma D arte comlessiva dove l+elemento masc!ile e
intellettuale, la arola, feconda quello femminile, la musica
c!e !a la risonanza dei temi rimordiali).
La tragedia greca era una forma d#arte connessa a una religione
inviscerata nelle leggi e ne# costumi d#un popolo!
./*
!, quello
ateniese. %ito ancora Oagner: L#opera d#arte ' la
rappresentazione vivente della religione; ma la religione non
l#inventa l#artista: essa deve le sue origini al popolo!
.//
.
Nietzsche vede nell#arte di Oagner il superamento della cultura di
una casta. %on ci essa si pone in contrasto con tutta la cultura
del Iinascimento$@roprio perchJ l#arte di Oagner ci porta per
attimi fuori da essa, noi possiamo ora in genere dominarne con lo
sguardo il carattere omigeneo: allora Loethe e Leopardi ci
appaiono come gli ultimi grandi epigoni dei filologi poeti
italiani!
./5
.
2l +aust quindi rappresenta l#enigma non popolare dell#uomo
teoretico assetato di vita.
./(
I. Oagner, L/opera d/arte dell/avvenire ,del "-/30, p. (5(.
./*
%fr. :. +oscolo, $ltime lettere di Iacopo 1rtis, ". marzo ".3-.
.//
I. Oagner, L/opera d/arte dell/avvenire, p. "**.
./5
I. 9agner a -a#reut"% cap. "1.
(45
(45
Liametta suggerisce che le opere di Oagner presentano lo stesso
dramma del &oEtor Daustus di =h. 6ann: il dramma del popolo
tedesco spinto dal destino e dalla storia alla ricerca della potenza;
con un finale scopenhaueriano ,la rinuncia0!
./4
.
L#abiura
.n 'cce homo &del (''') Eietzsche scrive che con %mano#
troppo umano
GHG
, si era liberato di ci$ che non apparteneva
alla sua natura io avvertii allora una generale aberrazione
del mio istinto, della quale lerrore singolo, si chiamasse
Lagner o cattedra di Fasilea
;='
, era solo un sintomo@avevo
dimenticato una quantit insensata di cose in cambio di tutto
un ciarpame di polverosa erudizone%
;=<
0oco pi6 avanti larte
di Lagner viene definita arte narcotica% cui si era avvicinato
per anestetizzare un senso di fame e di desolazione%
+li d dunque dellanestetico e del narcotico%
;?:

-ediamo alcune frasi di Il caso Fagner 4:CCC5 dove


Eietzsche abiura lentusiasmo per il musicista espresso
nella &= inattuale, e definisce Pagner -un tipico
d0cadentG
Nietzsche dopo essere stato sedotto dal )vecchio mago)
.5"
lo
rinneg come )tipico d;cadant ) e nel )ohengrin, c!e imone a
=lsa di non c!iedergli l+identit$, ravvisa Duna solenne messa al
bando di ogni indagine e di ogni domanda. Oagner&continua il
filosofo&rappresenta in tal modo il concetto cristiano )tu devi e
non puoi fare a meno di credere)
.5(
.
./4
Introduzione a Nietzsc"e, p. (.3.
./.
?el "-.- ndr
./-
?alla quale si mise in congedo assai per tempo. 2n una lettera del luglio "-.3 si firma +riedrich Nietzsche eX
professore ora fugitivus errans.
./3
+cce "omo, p. 41.
.51
S. Liametta, 2ntroduzione a Nietzsche, p. (--.
.5"
Oagner, ovviamente&
.5(
Il caso 9agner , Lettera da =orino del maggio "---.
(44
(44
< ancora: Oagner ' l#ar7ista moderno par eXcellence, il
%agliostro della modernit!
.5*
. %agliostro visse tra il "./* e il
".35. 2 suoi trucchi si basavano su pozioni magiche e alchimia.
2n una lettera del "* luglio "-*(, Nietzsche scrive a 6alYida von
6e7senburg: @ensi che sono assai contento di non dover
ascoltarebla musica del Parsifal. B parte due brani ,gli stessi che
anche Lei mi segnala0, io non amo questo stile! ,frammentario,
faticoso e sovraccarico0: questo ' hegelismo in musica, e per di
piA ' una dimostrazione tanto di pochezza inventiva quanto di
presunzione smodata e di cagliostrismo dell#autore!
.5/
.
!uindi Eietzsche si sofferma sulla questione dello stile che
riferisco perchB pu$ essere utilizzata dallo studente anche
per la letteratura Eovecento: 3a che cosa ) caratterizzata
ogni d0cadence letteraria2 3al fatto che la vita non
risiede pi, nel tutto! La parola diventa sovrana e spicca
un salto fuori dalla frase, la frase usurpa e offusca il senso
della pagina, la pagina prende vita a spese del tutto,7 il tutto
non " pi6 tutto Ma questa " l/allegoria di ogni stile della
d0cadence % sempre anarchia atomistica, disgregazione
del volereBil tutto non vive generalmente pi,%
;??

.l grande stile viceversa consiste nel dominare il caos che
si ", costringere il proprio caos a diventare forma: a
diventare logico, semplice, univoco, matematica, legge: "
questa qui la grande ambizione%
;?3

!uando Eietzsche presenta come una caratteristica
dello stile decadente 4Il caso Fagner, <5 il fatto che le
diverse parti si rendano indipendenti, cosa che va a
.5*
Il caso 9agner, cap. 5.
.5/
=riangolo di lettere, p. "*4.
.55
+. Nietzsche, Il caso 9agner, p. "-1.
.54
+rammenti postumi @rimavera "--- "/ ,4"0.
(4.
(4.
svantaggio dellinsieme, egli non ci d* che una variazione
del giudizio di 'chlegel su Euripide, e come Schlegel egli
involontariamente caratterizza se stesso *nche il suo odio
contro #uripide " odio contro una parte di sB .l suo sguardo
acuto distrugge le illusioni, i sogni, le speranze che danno
sicurezza alluomo, gli rimane per$ una nostalgia per ci$
che " semplice, sano e forte, per larte vera che " per lui7
come per Schlegel e gi per Rerder7creazione su basi
mitiche%
;?;

"l grande stile!


"l grande stile nasce +uando il bello riporta vittoria
sull'immane%
;?'

-igorosa concisione, calma e maturit: quando trovi in un
autore queste qualit, fermati e festeggia una lunga festa in
mezzo al deserto%
;?<

-Omero ha ristretto e rimpicciolito l/ampiezza della sua


materia, ma ha accresciuto e ingrandito le singole scene
;3:
7 e
cosI fanno sempre di nuovo pi6 tardi i tragici: ognuno
prende la materia in pezzi ancora pi6 piccoli del suo
predecessore, ma ognuno ottiene una pi6 ricca fioritura
.5.
H. Snell, La cultura greca e le origini del pensiero europeo, p. "--.
.5-
:mano, troppo umano 22, p. "4..
.53
Dp. cit., p. "43.
.41
%fr. il ritardare epico. +oethe e Schiller, che, verso la fine dell/aprile (;<; ebbero uno scambio di
letteresul 1ritardare1 in genere nei poemi omerici, lo misero addirittura in contrasto con la tensione8 essi
veramente non usano questa espressione, ma " chiaro che cosa intendano quando indicano il procedimento
del ritardare come propriamente epico in opposizione a quello tragico &lettere (<, 2(, 22 aprile) Sembra
anche a me che il ritardare mediante digressioni stia nei poemi omerici in opposizione con l/anelito ad un
fine, e senza dubbio Schiller ha ragione per 4mero quando pensa che questi ci dia 1soltanto la presenza e
l/azione tranquilla delle cose secondo la loro natura1 e che il suo scopo sia 1gi in ogni punto del suo
movimento1 Ma entrambi, tanto Schiller quanto +oethe, innalzano il procedimento omerico a a legge della
poesia epica in generale8 e le parole ora citate di Schiller devono valere per i poeti epici in opposizione ai
tragici1 # *uerbach, $imesis, p ?
(4-
(4-
all/interno di questa siepe di giardino delimitata e
recintata%
;3(

. tre quarti di 4mero sono convenzione%: i +reci non ne


ebbero paura *ttraverso la convenzione infatti essi
comunicavano con il pubblico .l poeta e il musico greco
vogliono vincere subito, e per questo devono essere subito
capiti, il che " possibile solo con la convenzione >he cosa
indica dunque la moderna smania di originalitD%
;32


0referire lo strano, il raro, " segno di gusto immaturo o
corrotto
?na nobile povert*, ma anche una magistrale libert*B
distingue gli artisti greci della parola0
;3A
, ma essi hanno
un modo leggero e delicato di trattare ci$ che " ordinario e
ci$ che " apparentemente consunto
+li artisti greci sanno "danzare in catene, fare cose
difficili e stendervi sopra l/illusione della facilit*1
;3=
,
4mero dovB danzare dentro formule ereditate e altre ne
cre$
Omero e 'ofocle!
.4"
Dp. cit., p. ".1.
.4(
Dp. cit., p. ".*
.4*
Dp. cit., p. ".4.
.4/
Dp. cit., p. ".-.
(43
(43
Cmero, oeta eico, viene resentato come tiicamente
aollineo. 6a non ' invece l#Iliade il piA tragico dei poemiM Non
chiama @latone , nel !eeteto e nella Repulica , tragedia l#Iliade
e duce della tragedia! DmeroM = non dice il filosofo Polemone
%Cmero un Sofocle eico e Sofocle un Cmero tragicoM!
.45
.
Liametta ha ragione: una Vita anonima di Sofocle conservata da
alcuni manoscritti
.44
e risalente al tardo ellenismo, ci d alcune
notizie interessanti sul poeta :)Ievgone *e; kai;
qeofilh;" o Fofoklh'" w" oujk a[llo" ,"(0,
Sofocle fu in rapporti amichevoli con gli dei quant;altri mai, il che
corrisponde alla nostra interpretazione di poeta religioso, come del
resto a quella di autore arcaicizzante un;altra notizia secondo la
quale:))o pa'n men ou(n o*mhrikw'" wjnovma+e
2203, c!iamava ogni cosa alla maniera omerica.
Fernard OnoQ afferma che il poeta di 1olono 1dimentica
l/adattamento eschileo dello spirito eroico alle condizioni
della polis, e fa ritorno ad 6chille che, irriconciliabile,
siede corrucciato nella sua tenda! Eei suoi eroi che
affermano la forza della loro natura individuale contro i loro
simili, la loro polis, e perfino i loro dei, egli ricrea la
solitudine, il terrore e la bellezza del mondo arcaico1
;3;

( ersonaggi di Sofocle non cedono mai alla ressione della


norma.
Le cose grandi devono rimanere prerogativa degli uomini grandi,
gli abissi prerogativa dei profondi, le delicatezze e i brividi,
prerogativa dei raffinati; in una parola: tutto ci" c!e ) raro
comete agli esseri rari!
.4-
.
.45
S. Liametta, Introduzione a Nietzsc"e% p ""/.
.44
@. e. nel Lenetus =arcianus ,E0 con il titolo Fofoklevou" gevno", e nel Laticanus ,I0 con il titolo Ievno"
Fofoklevou".
.4.
L"eroe sofocleo in La tragedia greca# guida storica e critica# a cura di > , FePe, pag'?
.4-
&i l dal ene e dalmale, lo spirito libero.
(.1
(.1
Lli uomini che pensano profondamente appaiono a se stessi
commedianti nei rapporti con gli altri, perchJ allora, per essere
capiti, devono sempre simulare una superficie!
.43
.
Lo sviluppo dell;arte ellenica ' legato alla duplicit di questi due
istinti artistici, l#apollineo e il dionisiaco, alla loro tensione
dialettica e alla loro sintesi nella tragedia. Nietzsche divide la
civilt greca antica in grandi periodi determinati dalla lotta di
questi due principi avversi:)dall+et$ del bronzo, con le sue
titanomac!ie e la sua aspra filosofia popolare si svilupp, sotto il
dominio dell+istinto di bellezza aollineo, il mondo omerico),
poi )questa magnificenza )ingenua) venne di nuovo inghiottita dal
fiume irromente del dionisiaco), quindi )di fronte a questa
nuova potenza l+aollineo si elev" alla rigida maest$ dell+arte
dorica e della visione dorica del mondo).
(nfine abbiamo la tragedia attica Dcome la meta comune dei
due istinti, il cui misterioso connubio si ) glorificato, doo una
lunga lotta recedente, in una tale creatura c!e ) insieme
,ntigone e :assandra)
..1
.
,endice. :onsiderazioni varie.
6ioire ) bene e fa bene.
?a quando vi sono uomini, l#uomo !a gioito troo oco: solo
questo, fratelli, ) il nostro eccato originaleL 2mparare a meglio
.43
$mano% troppo umano 22, p. -..
..1
+. Nietzsche, La nascita della tragedia, p. *3.
(."
(."
gioire ' per noi il modo migliore di disimparare a far male agli
altri e ad escogitare cose che fanno male!
.."
.
>uale fu fino ad oggi sulla terra la colpa piA grandeM Non furono
le parole di colui che disse: Luai a coloro che ridonoM! +orse non
trov sulla terra motivi per ridereM Bllora aveva cercato male. :n
bambino riuscirebbe a trovare questi motivi. %ostui non amava
abbastanza: altrimenti avrebbe amato anche noi che ridiamoF 6a
egli ci odi e ci insult, ci promise pianto e stridore di denti$
<vitate tutti questi fanaticiF <ssi hanno piedi pesanti e cuori afosiF:
non sanno danzare. %ome potrebbe la terra esser lieve per
costoroF!
..(
.
Henedetta ' anche La gioia er la gioia altrui: raffigurarsi la gioia altrui
e rallegrarsi di essa , ' il piA alto privilegio degli animali superiori, e,
anche fra questi, ' accessibile solo agli esemplari piA eletti&cio' un raro
"umanum!
..*
.
'trabone
<<>
nella sua Beogra&ia
;;?
afferma che gli uomini
imitano benissimo gli d)i +uando fanno del bene, ma, si
potrebbe dire anche meglio, +uando sono felici &1
a[meinon * j a[n levgoi ti", o(tan
euj*aimonw'si1, 3eografia, M, A, <)
*nche larte dovrebbe nascere dalla gioia: i Greci sentirono
nella loro arte il traboccare e lo straripare del loro benessere
e della loro salute@essi furono condotti all/arte dal
godimento di s8L +uesti nostri contemporanei vi sono
condotti dal disgusto di s8%
;;3

.."
+. Nietzsche, %os9 parl Uarathustra, ?ei compassionevoli.
..(
+. Nietzsche, %os9 parl Uarathustra, ?ell#uomo superiore.
..*
:mano, troppo umano 22, p. *1.
../
3A a >72A d >
..5
,edatta nei primi anni del regno di 5iberio
..4
$mano% troppo umano 22, p. 41.
(.(
(.(
Soggiacere all#oinione altrui rocura infelicit$.
Seneca:)nulla res nos maiorius malis implicat quam quod ad
rumorem componimur ) ,&e vita eata , ", *0, nessuna cosa ci
avviluppa in mali maggiori del fatto di regolarci secondo il )si
dice).
< Nietzsche: Bccettare una credenza semplicemente perchJ essa
' costume, significa: essere disonesti, essere vili, essere pigri!
...
.
L#egoismo viene in genere criminalizzato, mentre viene santificato
l#istinto del gregge. La filosofia dell#antichit, invece, additava
una diversa fonte principale dell#infelicit: a partire da Socrate i
pensatori non si stancarono di predicare: La vostra incapacit di
pensare e la vostra stoltezza, il vostro vegetare secondo la norma,
il vostro soggiacere all#oinione del vicino ) la ragione er la
quale giungete cos; di rado alla felicit$!
..-
.
Previsioni
Nietzsche nel "--4 auspicava l#<uropa unita e prevede
rivolgimenti da parte dei Iussi. 2n &i l dal ene e dal male egli
lamenta la paralisi della volont: dove mai non si annida
oggigiorno questo demone rachiticoF! 2nnanzitutto in +rancia
dove la volont ha raggiunto il piA grave stadio di infermit!. La
+rancia insegna tutte le arti seduttrici dello scetticismo!. Ea un
poco meglio in Lermania, 2nghilterra, Spagna e %orsica, mentre
l#2talia ' ancora troppo giovane perchJ possa gi sapere ci che
vuole$ 5a la forza di volont$ si rivela in misura massima e
stuefacente-in 8ussia!.
...
:urora, p. .1.
..-
La gaia scienza, p. "-1.
(.*
(.*
2n :urora ,del "--"0 aveva ausicato l#emigrazione
dall#=uroa degli oerai euroei stanc!i della loro sc!iavit., e
l#immigrazione dei :inesi0 %questi orterebbero seco la
maniera di vivere e di ensare c!e si conviene a laboriose
formic!e. S9, essi potrebbero nel complesso aiutare a infondere
nel sangue di questa inquieta ed estenuantesi <uropa qualcosa
della placidit e contemplativit asiatica e&quel che ' soprattutto
necessario&qualcosa dell#asiatica solidit!
..3
.
..3
:urora, p. "5/.
(./
(./
L#arte.
L#arte deve far brillare ci che ' significativo fra ci che '$
brutto!
.-1
.
:ontraddizioni
Blla sua biografia egli, l#anticristo, d il titolo piA cistiano: +cce
"omo!
.-"
. %on il suo amico, il musico @eter Last, si scusa della
continua polemica con il cristianesimo: ' proprio il cristianesimo, egli
dice, il miglior esempio di vita spirituale che egli abbia veramente
conosciuto. 2nfine egli ' pur il discendente di intere generazioni di
sacerdoti cristiani e crede nel suo cuore di non essere mai stato
volgare con il cristianesimo!. No, ma con voce quasi soffocata dall#ira
lo ha chiamato l#eterna macchia d#infamia dell#umanit!
.-(
.
2n +cce "omo improvvisamente parla dell#ora sacra in cui Oagner
mor9 a Eenezia. %ome mai, ci chiediamo, lacrime agli occhiM %ome
mai quest#ora della morte pu diventare a un tratto sacra, se Oagner
era quel turpe istrione, quel corrotto corruttore, come Nietzsche lo ha
descritto centinaia di volteM!
.-*
.
L#estetismo.
<# cosa abbastanza strana, per quanto ben comprensibile, che la
rima forma in cui lo sirito euroeo si ) ribellato all#et$
borg!ese sia stato l#estetismo. Non a caso ho nominato insieme
/ietsc!e e Hilde come ribelli, e propriamente ribelli in nome della
bellezza!
.-/
.
.-1
$mano% troppo umano 22, p. 45.
.-"
=. 6ann, Noilt dello spirito, p. -"".
.-(
=. 6ann. Dp e p.citate.
.-*
=. 6ann. Dp e p.citate.
.-/
=. 6ann, Noilt dello spirito, p. -*-.
(.5
(.5
La vita pu giustificarsi soltanto come fenomeno estetico!
.-5
.
La visione socialista del mondo ' strettamente morale. Nietzsche '
invece l#esteta piA completo, piA radicale che la storia dello spirito
conosca e la sua prenessa$la vita potersi giustificare solo come
fenomeno estetico, si applica letteralmente a lui, alla sua vita, alla sua
opera filosofica e poetica!
.-4
.
Presentimenti di fascismo.
Nietzsche ha presentito con i suoi filosofemi della potenza il sorgere
dell#imperialismo e ha preannunciato l#era fascista dell#Dccidente, era
in cui viviamo e vivremo lungo tempo, nonostante la vittoria militare
sul fascismo!
.-.
.
?ell#imperialismo del resto Nietzsche non ha capito nulla. %ome
avrebbe potuto altrimenti mostrare a ogni passo il suo disprezzo per lo
spirito commerciale e mercantile, che egli ritiene pacifista, e
contrapporgli, esaltandolo, lo spirito eroico, lo spirito militareM
L#alleanza tra militarismo e industrialismo, la loro unit politica in cui
consiste l#imerialismo, cio) lo sirito di lucro c!e fa le guerre,
questo il radicalismo aristocratico! di Nietzsche non l#ha mai
veduto!
.--
.
Poulismo in /ietzsc!e .
2l suo Yagnerismo giovanile significa soprattutto la fine della cultura
del rinascimento, di questa grande epoca borghese, e l#avvento di
un#arte ugualmente fatta per grandi e umili, non piA sublime
beatitudine di pochi eletti, ma aperta al cuore di tutti!
.-3
.
.-5
=. 6ann, Noilt dello spirito, p. -"*
.-4
=. 6ann, Noilt dello spirito, p. -*-
.-.
=. 6ann, Noilt dello spirito, p. -*(.
.--
=. 6ann, Noilt dello spirito, p. -**.
.-3
=. 6ann, Noilt dello spirito, p. -*5
(.4
(.4
+iovanni +hiselli tel :?(7=<A:<? gghiselliVtinit
(..
(..