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DELIBRA

Studi Giuridici per una Campagna di Sensibilizzazione Sociale

Brescia, l 2 Giugno 2014


con grande piacere che, nelloccasione di una giornata come lodierna, a commemorazione di quella del 1946
in cui nacque la Repubblica Italiana, presentiamo il documento preliminare di studio che TuDiVi ha prodotto a
titolo di introduzione per Delibra, la campagna di sensibilizzazione sociale sul tema dellequilibrio fiscale.
Augurandoci che lurgenza di trovare risposte condivise da una quanto pi larga maggioranza ad una emergenza
sociale tanto concreta e ormai invadente come quella economica, sia loccasione per ripensare dal profondo tutte
le componenti della nostra esistenza in societ che, per una molteplicit di fattori, si sono drammaticamente
discostate dalle leggi di fondo che governano lo scenario universale in cui la collettivit che gli uomini hanno
organizzato si manifesta.
Il Presidente TuDiVi

DELIBRA
Studi Giuridici per una Campagna di Sensibilizzazione Sociale

Tutto in Natura Governato da una semplice e


quanto mai Universale Legge: LEQUILIBRIO .
Partiamo da questo assunto, che trova fondamento nonch ricorrente conferma in
tutti gli ambiti della Scienza e della conoscenza e poniamolo in relazione a
quello che oggi il tema principale di ogni Individuo, ossia il conseguimento di
una esistenza degna di essere vissuta in ogni suo aspetto.
Considerando il piano meramente materiale su cui il singolo si rapporta
economicamente con la Societ in cui vive - dalla quale non pu prescindere n
pu eludere - si deve, per ovvie ragioni, arrivare alla conclusione di ordine
generale che tutte le entrate e tutte le uscite, - o meglio dire, ricordando in tal
caso, il lato spirituale di ogni cosa e il rovescio della stessa medaglia - sono e
debbono essere per Legge Universale, Bilanciate ossia in equilibrio fra loro.
Cos intimamente connessa al manifestarsi dellesistenza delle cose la legge
dellequilibrio, che qualsiasi forma che emerge dal caos indifferenziato, potendo
cos essere osservata appunto in quanto forma, ne la conseguenza primaria.
E ogni volta che lequilibrio per qualche ragione viene turbato, la natura
provvede a ristabilirlo comunque, in una configurazione che non necessariamente
corrisponde a quella precedente ma che garantisce comunque il manifestarsi della
verit universale dellesistenza.
Pertanto, chi getta uno sguardo dinsieme alla societ globale vede che, la forma
di governo attualmente in uso nelle sue diverse declinazioni per la maggior parte
delle nazioni del mondo, ossia la democrazia, prevede che il singolo, nel suo
status di Cittadino di conseguenza anche Contribuente: ognuno deve cio
contribuire al bene della collettivit nella misura del suo apporto e stante alle
sue possibilit.
Questo almeno nella forma ideale di democrazia che stata presentata come
soluzione di governo adatta a questo tempo e a queste nostre coscienze. E che ha
fatto s che la scelta del popolo e il consenso successivo ad essa sono confluiti
come opzione inevitabile.

DELIBRA STUDI GIURIDICI TU.DI.VI. 02/06/14

Forma ideale che, se mai vi stata, nelle sue diverse applicazioni si nel tempo
progressivamente usurata mostrando per quanto ogni giorno si manifesta ed
evidenzia, squilibri crescenti alla luce dei fatti, che ricorrono e si susseguono
oggi con velocit senza eguali.
Tanto che persino ai pi disattenti e miopi tra i Cittadini, le notizie di quotidianit
violata appaiono gravi al punto di sconfinare nellirreale e nellassurdo e
vengono ancora a malapena tollerate solo grazie allo sforzo dei media ufficiali
nel trovare una logica persuasiva o almeno palliativa per giustificare
comportamenti e accadimenti.
Media ufficiali che con bieca tenacia, persuadendoci del contrario di quanto si
afferma e manifesta, sotto gli occhi ormai resi ciechi da una cecit non visiva, ma
indotta nella pubblica opinione con misurato stillicidio, mistificano la realt,
propinandola e propagandandola, sfidando qualsiasi legge naturale, sociale,
politica, etica, giuridica, sfidando quegli stessi Cittadini/Contribuenti i quali
costituiscono le fondamenta e sono muri portanti del corpo sociale e sono, quegli
stessi che fanno si non accada il contrario, lirreparabile, contro la stessa Storia.
Una spietata quanto autistica logica profittatoria ha contaminato quasi
interamente il tessuto sociale divenendo modello di comportamento da imitare.
A spregio totale della pazienza, volont, forza, abnegazione, impegno,
contribuzione, senso di responsabilit che in vero, ogni Cittadino deve avere per
essere riconosciuto per il suo ruolo allinterno della collettivit.
A tutti i livelli e sotto qualsiasi tetto i Rappresentanti dello Stato e delle
Istituzioni hanno risentito della contaminazione dei costumi perdendo il contatto
con coloro che sono tenuti a rappresentare e arroccando la loro stessa ragion
dessere in una autocrazia senza via duscita.
E, perso irrevocabilmente tale indispensabile contatto, sanno solo ripetersi ogni
volta in una prima teatrale di un concerto per sordi della quale si conoscono
bene protagonisti, trama e finale nonostante gli sforzi per cambiarli e riuscendo
ala fine solo a sostituirli.
Forzando poi chi li ha scelti a responsabilit eccedenti i loro compiti per
provvedere alle mancanze Altrui, e a privarsi del giusto a corrispondere, che lo
Stato ha il Diritto di Garantire ad ognuno che ne partecipa e lo forma!
Uno Stato fatto di attori protagonisti che pretendono persino di confezionare
lintelligenza di ognuno e vendergli Verit di Giustizia in bombolette spray.
Violando, contravvenendo, abusando, oltraggiando quegli stessi Cittadini dai
quali traggono il potere e riuscendo ad ottenere solo di distinguersi per una
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disparit di trattamento, per aver calpestato lequit - o meglio lequilibrio - e aver


negato, di fatto, il Diritto.
Il Diritto ad essere figli legittimi di uno stesso Padre, secondo quanto uno
strumento di governo come la democrazia prevede nel rapporto tra i Cittadini e
lIstituzione.
E facendo s che a nome di una Re-Pubblica, con parvenza di progresso e civilt, a
cambiare sia sempre e unicamente lanno di quel calendario che gi ne assomma
2500, tramandatoci per generazioni sempre uguale, ormai stanco e consunto dal
tempo, dove ancora si legge: "Il Giusto altro non che l'utile del pi forte".
Poich stabilisce quel che Giusto per i propri sudditi in base al proprio
vantaggio, cosicch essi nellosservare le leggi faranno del bene ai potenti,
rendendo felici quelli e non certo se stessi.
A questo oggi ridotto il perpetuarsi quotidiano di ci che viene tuttora
chiamato vita civile.
Ma un effetto virtuoso in tutto ci al fine si prodotto: i Cittadini, nonostante il
costante impegno proposto in direzione contraria, sono stati spinti ad evolversi,
pur di non sopperire.
infatti indubbio che siamo gi ora una specie pi evoluta anche solo di ieri,
perch lEvoluzione di fatti una Rivoluzione, che parte dellIndividuo UNO e si
riflette e vibra, per Legge Universale, su tutti gli altri.
E la necessit impellente di trovare una strategia favorevole ai pi per sanare lo
squilibrio sociale in cui versano le nostre esistenze, prima che sia la natura stessa
a intervenire ci spinge al superamento di logiche abituali e gi impiegate in passato.
Ossia per esempio a superare la resa al conformismo puramente passivo nel quale
ogni Individuo che di fatto costituisce e forma il Popolo facente parte di uno
Stato, pu scivolare per evitare lassunzione delle proprie responsabilit di
componente evoluto della collettivit in cui vive.
E ci spinge daltra parte a superare altres una logica di ribellione puramente
reattiva e perci stesso pilotabile, materializzata nella la madre di tutte le Guerre
indotte, ossia lo Sciopero Fiscale o la Disobbedienza/Resistenza, strada gi percorsa
da Uomini di varie etnie ed estrazioni sociali, succedutisi e passati alla Storia,
tanto che nei testi tramandati troviamo che gi nel I secolo a.C., gli
zeloti residenti in Giudea si rifiutarono di pagare le tasse imposte dall'impero
romano come testimoniato dalla stessa Bibbia.

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In cosa allora pu estrinsecarsi una virtuosa strategia di uscita da una situazione


che ci ha portato lontano dalle leggi universali dellEquilibrio, esponendoci ad
un pericolo di riassestamento che al di fuori del nostro controllo?
In una parola, nel pesare fino in fondo cosa c sulluno e cosa sullaltro piatto
della bilancia. Verificare cio, attraverso gli strumenti del Diritto, tutto quello
che abbiamo dato alla collettivit e quello che da essa abbiamo ricevuto.
Farlo senza preclusioni, infingimenti e timori di chiarezza totale, impiegando il
nostro stesso equilibrio per indagare le partite in entrata e quelle in uscita che
hanno contabilizzato la nostra relazione con la societ.
E da quella posizione contemplare in quale nuova condizione per noi possibile
configurare quel bilanciamento di forze che costituisce lessenza stessa
dellarmonia universale.
Tu.Di.Vi.

Fine parte I

Parte II Cosa fare?

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