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Storia contemporanea I Banti B 5

Civilt in trasformazione
1. Il fardello dellOccidente:
a. il fardello delluomo bianco (Kipling): missione moralizzatrice e civilizzatrice rispetto ai
popoli indigeni;
b. le colonie dopo la guerra:
i. superiorit tecnologica dei colonizzatori, certamente non superiorit etica;
ii. esperienza della guerra e modelli politici alternativi;
iii. persistente influenza dei modelli politici e culturali e dellOccidente: i movimenti
antioccidentali sono il prodotto del pensiero di intellettuali locali che hanno fatto
propri modelli politici e ideologici occidentali;
iv. rielaborazione e ibridazione dei modelli occidentali con tradizioni politiche,
filosofiche e religiose locali.
2. La Cina contesa:
a. ricostituzione di un governo nazionale a Canton per opera del Kuomintang di Sun-Yat-Sen;
b. appoggio al governo del Partito comunista cinese, fondato nel 1921 da giovani marxisti, tra i
quali Mao Tse-Tung;
c. accordo di Sun-Yat-Sen con lUnione sovietica e facilitazione dellaccordo con i comunisti
cinesi;
d. i signori della guerra (luogotenenti di Yuan Shikai, morto nel 1916):
i. esercito volontario patriottico contro i signori della guerra;
ii. disagio sociale e crescita del Partito comunista;
iii. morte di Sun-Yat-Sen (1925) e ascesa di Chiang Kai-Shek;
iv. la spedizione contro il Nord (1926): sostegno di contadini e operai e sconfitta dei
signori della guerra (1927);
e. la politica di Chiang Kai-Shek:
i. crescita eccessiva dellinfluenza comunista: repressione dei comunisti di Shangai
(1927);
ii. interruzione del rapporto di collaborazione con lUnione sovietica;
iii. formazione di u governo nazionalista (1928);
iv. progetto di modernizzazione economia e sociale;
v. presenza di estesi gruppi criminali, che collaborano con il governo alla repressione
dei comunisti: tolleranza;
vi. pressione fiscale su attivit commerciali e produttive urbane: le imposte fondiarie
sono di pertinenza delle amministrazioni locali, gestite dai signori della guerra;
f. le divisioni interne:
i. le campagne del Nord e dellOvest: grandi proprietari terrieri con propri gruppi
armati;
ii. le aree meridionali: gruppi comunisti e contadini;
g. lazione di Mao Tse-Tung:
i. rovesciamento dellimpostazione teorica marxista: le campagne e i contadini come
luoghi e protagonisti di una possibile rivoluzione comunista cinese;
ii. esproprio e redistribuzione delle terre dei grandi proprietari;
iii. formazione di nutriti gruppi armati e guerriglia contro lesercito nazionalista;
h. attacco giapponese: aggressione della Manciuria (1931);
i. la guerra dei nazionalisti contro i comunisti:
i. forza dellesercito giapponese: priorit della lotta contro i comunisti, che stanno
cercando di formare una Repubblica sovietica;
ii. campagne di annientamento contro i comunisti (1931-34);
iii. la lunga marcia (1934-35): i comunisti rompono laccerchiamento e raggiungono
Yenan;
iv. riorganizzazione delle file dei comunisti: rivoluzione sociale e resistenza patriottica
antigiapponese;
v. accordo (1937): i comunisti rinunciano alla rivoluzione ma ottengono alcune
autonomie a Yenan e le loro milizie confluiscono nellesercito nazionale.
3. Il Giappone imperiale:
a. crescita economica ed espansione territoriale:
i. sistematico intervento dello Stato nel finanziamento delle attivit economiche:
ii. forte pressione fiscale: finanziamento del sistema educativo, delle infrastrutture e
dellesercito;
iii. crescita dellindustria siderurgica, ma priorit di quella tessile;
iv. importanza dellesercito e dei quadri;
b. leconomia:
i. necessit di contare sul commercio estero: importazione di materie prime;
ii. retribuzioni contadine e operaie a livelli bassi: necessit di garantirsi sbocchi
commerciali esteri;
iii. conseguenti piani di espansione militare verso lAsia continentale per ottenere aree
economiche subalterne;
iv. annessione di Taiwan e Corea e dominio militare ed economico sulla Manciuria;
v. collegamento tra i principali partiti politici, i grandi gruppi imprenditoriali e
lesercito;
c. la democratizzazione autoritaria (primi anni Venti):
i. suffragio universale maschile (1925);
ii. legge sullordine pubblico: pene molto gravi per chi discute lidentit nazionale;
iii. successione imperiale di Hirohito e affidamento del governo a un militare: fine della
democratizzazione;
iv. militarizzazione politica e messa a tacere di socialisti e democratici;
d. la crisi in Manciuria:
i. le truppe giapponesi in Manciuria attaccano spontaneamente le maggiori citt del
luogo;
ii. crisi politiche a Tokyo: incapacit di fermare lazione dei militari;
iii. attacco giapponese a Shangai e formazione del Manciukuo, Stato fantoccio della
Manciuria;
iv. condanna della Societ delle Nazioni (1933): il Giappone se ne ritira;
v. debolezza dei partiti politici: attentati contro i dirigenti;
e. il ministero di Konoe Fumimaro:
i. nomina al governo di Fumimaro e pubblicazione del Kokutai no Hongi (1937):
sacralit dellimperatore, superiorit dei giapponesi;
ii. ambizioni di espansione militare;
iii. opposizione come frutto di nefaste influenze esterne;
iv. attacco deciso alla Cina (1937);
f. la guerra contro la Cina:
i. conquista di Shangai e Nanchino (1937);
ii. massacro sistematico della popolazione cinese e preparazione della resistenza locale;
g. riconoscimento del dominio dei militari in Giappone: scioglimento dei partiti di opposizione
e instaurazione di un regime monopartitico.
4. LIndia di Gandhi:
a. il Congresso nazionale indiano di Tilak e la Lega musulmana di Jinnah: fallito tentativo di
accordo;
b. conferma britannica delle leggi eccezionali della guerra (1919): negazione di ogni autonomia
e repressione dellopposizione antigovernativa;
c. lopera di Gandhi:
i. religione ind con influenze giainiste: lahimsa (non violenza integrale);
ii. lesperienza in Sudafrica: dura discriminazione razziale;
iii. idea di unazione politica di masse senza violenza: la resistenza passiva e pacifica;
iv. la satyagraha: fermezza della verit;
v. ritorno in India e difesa dei contadini del Nord (1918);
vi. protesta contro le leggi eccezionali (1919): sciopero generale e repressione
britannica;
d. la leadership di Gandhi:
i. morte di Tilak e ascesa di Gandhi (1920);
ii. tentativo di cooperazione con i musulmani;
iii. la non cooperazione (1920-22): restituzione delle onorificenze, boicottaggio delle
universit, dei tribunali, delle elezioni e dei tessuti inglesi;
iv. posizioni a favore dellemancipazione delle donne, dellabolizione della casta degli
intoccabili e della collaborazione tra tutti gli indiani;
v. deriva violenta delle manifestazioni: Gandhi revoca la campagna;
vi. arresto e condanna di Gandhi: due anni in carcere;
e. la ripresa della lotta non violenta:
i. la marcia del sale contro il monopolio britannico (1930);
ii. colloquio di Gandhi con MacDonald a Londra;
iii. ritorno in India e arresto di Gandhi: lo sciopero della fame;
f. le novit:
i. introduzione della Costituzione per lIndia (1935): autonomie operi governi locali;
ii. insoddisfazione del Congresso;
iii. divisione tra musulmani e ind.
5. Il mondo islamico:
a. crollo dellImpero ottomano e abolizione del califfato (1924): Repubblica di Turchia e
suddivisione dellislam in molte entit statali;
b. il controllo coloniale:
i. controllo francese sul Maghreb;
ii. controllo italiano della Libia;
iii. semindipendenza dellEgitto;
iv. protettorati inglesi e francesi: Siria, Libano, Transgiordania, Palestina e Iraq;
v. autonomia dellAfghanistan (1919;
c. lArabia Saudita:
i. autoproclamazione di Ibn Saud a imam dei wahabiti (1902);
ii. conquista dei luoghi santi islamici e fondazione del Reno dellArabia Saudita;
iii. capo militare e capo religioso: protettore dei luoghi di culto dellislam;
iv. strutture del regno: relazioni personali e alleanze matrimoniali;
v. tradizionalismo politico-religioso e arretratezza economica;
vi. scoperta del petrolio;
d. la Turchia:
i. nascita della Repubblica della Turchia (1923) e presidenza a vita di Kemal;
ii. struttura pluralista (1923-25) e colpo di Stato (1925): sistema autoritario a partito
unico;
iii. la Costituzione del 1937: scelta dei candidati da parte del Partito repubblicano del
popolo e voto palese;
iv. culto del grande capo: lappellativo Atatrk (1934) e la statuomania;
v. modernizzazione istituzionale, economica e sociale:
1. laicizzazione e occidentalizzazione della societ turca: divieto delle
confraternite islamiche e requisizione dei beni;
2. lislam non pi religione di Stato;
3. adozione dellalfabeto latino e dei cognomi;
4. la legislazione sulle donne: abolizione della poligamia, parit dei sessi,d
diritto di voto (1934);
vi. il nazionalismo:
1. lingua turca e religione islamica come tratti identitari;
2. il problema dellindipendentismo curdo: stretta osservanza musulmana e
ribellioni;
3. repressione dei curdi;
e. la Persia:
i. semianarchia dopo il 1911;
ii. autoproclamazione a shah di Reza Kahn (1923): fondazione della dinastia Pahlavi;
iii. forma dittatoriale: sostegno dellesercito;
iv. dalla Persia allIran (1935);
v. modello di Kemal: centralizzazione e modernizzazione;
vi. riforma dellesercito: coscrizione obbligatoria;
vii. riforma dei tribunali e nuovi codici giuridici: non Sharia;
viii. riforme del sistema educativo;
ix. critiche:
1. sudditanza economica agli occidentali nel settore petrolifero;
2. opposizione dei mullah sciiti alla modernizzazione laicizzante;
3. malcontento delle aree rurali: scarsi benefici dalle riforme;
f. il radicalismo religioso:
i. caratteri divergenti dei tre grandi Stati: regime ortodosso arretrato (Arabia Saudita),
regime moderno laico (Turchia) e anche economicamente sottomesso allOccidente
(Iran);
ii. sviluppo di movimenti nazionalisti antioccidentali;
iii. il radicalismo religioso islamico: jihad come strumento di costruzione di un nuovo
tipo di Stato islamico;
iv. diffusione della Fratellanza Musulmana (al-Banna, 1928): lotta militare contro li
infedeli, portatori di miscredenza, avidit, confusione nei rapporti di genere;
v. non recupero del passato: costruzione di un nuovo Stato islamico, fondato sulla
Sharia;
g. la Palestina:
i. lOrganizzazione sionista mondiale di Herzl (1897): trasferimento di ebrei russi in
Palestina;
ii. fondazione di kibbutz nelle campagne: comunit rurali fondate sulla propriet
collettiva;
iii. la dichiarazione Balfour (1917): la national home del popolo ebraico;
iv. amministrazione britannica della Palestina: protezione delle colonie ebraiche e
tolleranza delle formazioni paramilitari (tra cui la Haganah);
v. la reazione palestinese: matrice nazionalista e matrice religiosa;
vi. lAssociazione dei giovani musulmani di al-Qassam: per il jihad contro ebrei ed
inglesi;
vii. rivolta degli arabi palestinesi (1936-38) e sua repressione;
viii. amministrazione militare britannica;
ix. limitazione del flusso di ingresso di immigrati ebrei (1939).
6. Il resto del mondo:
a. lAfrica coloniale:
i. spartizione delle colonie tedesche tra Gran Bretagna, Francia e Belgio;
ii. duro sfruttamento delle popolazioni locali;:
iii. il Sudafrica:
1. legislazione razzista;
2. introduzione di una rappresentanza di deputati bianchi per la popolazione
nera (1936);
3. il sistema dellapartheid (1948): segregazione totale;
4. il Congresso nazionale africano e Nelson Mandela: resistenza;
b. il Commonwealth:
i. sei dominions (Canada, Australia, Nuova Zelanda, Irlanda, Terranova, Sudafrica)
come enti autonomi anche in politica estera;
ii. accordi di partenariato commerciale;
c. lAmerica Latina:
i. declino dellinfluenza britannica, affermazione degli interessi statunitensi;
ii. monopolio delle imprese nordamericane: zucchero, rame, banane, petrolio;
iii. risvolti politico-militari: invio sistematico delle truppe per sostenere i regimi politici
in carica;
iv. la svolta dei primi anni Trenta: politica di disimpegno militare, tranne che a Cuba e a
Panama;
v. finanziamenti costanti a leader e partiti politici;
vi. crisi economica e formazione di dittature militari con appoggio USA: Venezuela,
Cuba, Per, Brasile;
d. il Messico:
i. la rivoluzione di Pancho Villa ed Emiliano Zapata (1910);
ii. esasperazione dei peones (contadini senza terra) per lespropriazione compiuta dal
governo di Porfirio Diaz;
iii. guerra civile e imposizione di Venustiano Carranza (1917);
iv. la Costituzione radicale (1917): esproprio dei latifondi e nazionalizzazione delle
miniere, riduzione dellorario di lavoro, determinazione del minimo salariale;
v. la controrivoluzione: rovesciamento di Carranza e affermazione di Obregn (1920);
vi. politica anticlericale e filoamericana;
vii. la presidenza Crdenas (1934-40):
1. riforma agraria: requisizione dei latifondi e redistribuzione ai contadini;
2. nazionalizzazione dellestrazione e della raffinazione del petrolio (1938);
3. falliti tentativi di ritorsione diplomatica e commerciale degli USA;
e. lArgentina:
i. un colpo di Stato abbatte il regime rappresentativo (1930);
ii. il nuovo colpo di Stato (1943): insediamento di un governo di cui membro Pern;
iii. le riforme di Pern: collaborazione diretta con i sindacati, aumenti salariali,
miglioramento delle condizioni di lavoro, protezione adeguata;
iv. un nuovo colpo di Stato (1945): imprigionamento di Pern;
v. manifestazioni organizzate dalla Cgt e da Eva Duarte Pern: sconfitta dei rivoltosi e
nuove elezioni;
vi. successo elettorale di Pern (1946) ed esperimento politico nazional-sociale: riforme
sociali, controllo delle opposizioni, atteggiamento nazionalista antistatunitense.