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Filippo Coarelli

Note sui ludi Saeculares


In: Spectacles sportifs et scniques dans le monde trusco-italique. Actes de la table ronde de Rome (3-4 mai
1991). Rome : cole Franaise de Rome, 1993. pp. 211-245. (Publications de l'cole franaise de Rome, 172)
Riassunto
Si prende in esame la periodizzazione dei ludi Saeculares, all'interno della quale si possono enucleare tre sistemi : il pi recente,
di et augustea, basato su un periodo di 110 anni; un altro, precedentemente, di et repubblicana, di 100 anni; infine, l'originario
sistema a periodicit non fissa, determinata da prodigia eccezionali. La formula, rilevata dalla scoperta dei nuovi frammenti degli
acta, che prevede la sottomissione dei Latini risale, piuttosto che ai ludi del 338, a quelli originari, che la tradizione attribuisce a
P. Valeio Publicola : in rapporto con la crisi della lega Latina, coincidente con l'inizio della repubblica.
L'analisi topografica dell'area del Campo Marzio, in cui si svolgevano le cerimonie dei ludi Saeculares (Terentum e Trigarium) fa
emergere il rapporto tra i ludi stessi (celebrati pro victoria, oltre che pro valetudine) e il complesso dei riti di guerra, in particolare
con il trionfo.
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Coarelli Filippo. Note sui ludi Saeculares. In: Spectacles sportifs et scniques dans le monde trusco-italique. Actes de la table
ronde de Rome (3-4 mai 1991). Rome : cole Franaise de Rome, 1993. pp. 211-245. (Publications de l'cole franaise de
Rome, 172)
http://www.persee.fr/web/ouvrages/home/prescript/article/efr_0000-0000_1993_act_172_1_3058
FILIPPO COARELLI
NOTE SUI LUDI SAECULARES
1 - L'indagine pi recente sui ludi Saeculares mostra una peri
colosa tendenza a disarticolarsi seguendo due linee di forza princip
ali, corrispondenti ad ambiti disciplinari - storico-filologico e sto
rico-religioso - sempre meno disponibili al colloquio e allo scambio
reciproco di informazioni e risultati1. Un tale arroccamento su
posizioni di sostanziale chiusura non pu che risolversi negativa
mente sul piano dei risultati, che tendono, da un lato, a scivolare
fuori dall'ambito della verifica empirica e quindi in ultima analisi
dall'ambito scientifico; dall'altro a trincerarsi entro le mura angus
te di un filologismo ipercritico di stampo ottocentesco, non pi
giustificabile allo stato attuale dello sviluppo metodologico modern
o. Accade cos - tra l'altro - che anche i risultati pi attendibili
raggiunti dalla Quellenforschung del secolo scorso vengano ac
cantonati semplicemente dimenticati per ripercorrere, cos alleg
geriti, sentieri la cui impraticabilit da tempo dimostrata. Ci
impedisce, tra l'altro, per quanto riguarda l'argomento che si af
fronta, di sfruttare fino in fondo documenti straordinari - come gli
acta dei ludi secolari2 l'iscrizione satricana di Publio Valerio3 -
1 I documenti e le fonti in G. B. Pighi, De ludis saecularibus, Milano, 1941;
dello stesso, Ludi s., in Diz. Ep., IV, p. 2106-25; M. Nilsson, Saeculares ludi, in
RE, I A2 (1920), cc. 1696-1720. Un nuovo frammento stato pubblicato da L. Mor
etti, in RPA, 55-6, 1982-4, p. 361-79. Si vedano, tra i contributi pi recenti,
J. Gag, Apollon romain (BEFAR, 182), Parigi, 1955, p. 228 sq.; 385 sq.; 622 sq. (e
dello stesso, Recherches sur les jeux sculaires, Parigi, 1934, con la recens, di
A. PiGANiOL, in REA, 38, 1936, p. 220-4); H. Wagenvoort, in Studies in Roman
Literature, Culture and Religion, Leiden, 1956, p. 193-232; J. P. Poe, The Secular
Games, the Aventine, and the Pomerium in the Campus Martius, in Class. Ant., 3,
1984, p. 57-81 ; P. Brind' Amour, L'origine des jeux sculaires, in ANRW, II 16, 2,
1978, 1334-1417; J. F. Hall, The Saeculum Novum of Augustus and his Etruscan
Antecedents, in ANRW, II 16, 3, 1986, p. 2564-89 (altra letteratura sar citata
sotto).
2 Comodamente raccolti in Pighi, op. cit.
3 Sulla quale la bibliografia gi estesissima. Si veda 'editio princeps,
AA.VV., Lapis Satricanus, 's-Gravenhage, 1980.
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FILIPPO CO ARELLI
venuti alla luce quando la fase pi produttiva della critica filologi-
co-antiquaria si era da tempo esaurita.
precisamente da qui, a mio avviso, che bisogna riprendere le
mosse per procedere oltre : da un riesame cio di tutti i documenti
(letterari ed epigrafici) relativi ai ludi Saeculares che, per la loro
richezza eccezionale, sono gli unici a poter costituire un sistema
coerente, base di partenza indispensabile per ogni interpretazione
che voglia almeno tendere a una spiegazione globale del problema,
integrando anche i documenti di altro genere (antiquari, archeolog
ici, topografici) necessariamente pi frammentari, ma non per
questo meno importanti per la ricostruzione di un quadro compless
ivo.
2 - Tutti riconoscono che la periodizzazione dei ludi Saecular
es, come ci stata trasmessa quasi esclusivamente dalla tradizione
letteraria, non come tale accettabile, in quanto rappresenta il
risultato di complesse operazioni normative, avvenute in particola
re nel corso dell'et tardo-repubblicana e augustea. Queste stesse
operazioni, come evidente, sono anch'esse degne del massimo
interesse, in quanto indicatori preziosi dell'ideologia dominante nei
vari periodi considerati : sarebbe quindi improponibile, oggi, una
semplicistica liquidazione di questi dati come semplici falsi (e
questo un primo elemento che distingue la ricerca contempora
nea dalla critica filologizzante ottocentesca). Ma non men vero
che anche il nostro approccio deve distinguere, all'interno della
tradizione, la complessa stratigrafia di cui questa il prodotto,
identificando ad esempio, per quanto possibile, la reale consisten
za storica dei vari ludi, distinguendola dalle successive razionaliz-
zazioni cui questi ultimi furono sottoposti in varie epoche. Come
in uno scavo archeologico, l'operazione non potr che procedere
dall'alto verso il basso : dall'identificazione cio degli strati pi
recenti - e proprio per questo pi comprensivi, pi coerenti e
meglio documentati - fino all'enucleazione di livelli via via pi
antichi, e quindi necessariamente pi frammentari, decontestualizz
ati e sfuggenti.
Tutti riconoscono, da questo punto di vista, che il sistema dei
ludi Saeculares da noi completamente conoscibile - anche perch
modello delle successive realizzazioni, spesso assai ben documentat
e, come quella severiana del 204 - quello augusteo; altrettanto
pacifico il fatto che si tratta di un complesso in gran parte artifi
ciale, che innova profondamente la struttura tradizionale : da que
sto punto di vista, inaccettabili appaiono i tentativi recenti di riva
lutazione, miranti a riconoscervi una possibile matrice originaria4.
4 Cfr., ad es., Brind'Amour, art. cit. a nota 1.
NOTE SUI LUDI SAECULARES 213
Su questo punto per necessario intendersi: la normalizzazio
ne augustea sempre un fatto innovativo, collegato con esigenze -
in primo luogo ideologiche - attuali; tuttavia, e proprio per questo,
essa recupera il massimo degli elementi tradizionali ricontestualiz
zandoli5. Mi sembrano quindi errati - se applicati meccanicamente
- sia gli approcci che, sottolineando la continuit, accantonano il
dato strutturale per rivalutare i caratteri originari, repubblicani
del sistema augusteo; sia gli approcci che accentuano il dato di rot
tura, fino al limite estremo, caratteristico del filologismo tradizio
nale, di interpretare l'operazione augustea come un gigantesco
falso storico. In realt ambedue gli approcci contengono element
i di verit, e quindi andranno applicati contestualmente: l'a
ccentuazione - sempre relativa, come ovvio - di ognuno di essi
sar determinata soprattutto dal problema di partenza : che qui
la ricostruzione delle pi antiche fasi storiche dei ludi Saeculares.
3 - Coerentemente con il metodo che ci siamo imposti dovre
mo quindi esaminare in primo luogo il sistema augusteo, per farne
emergere gli elementi innovativi, e separarli da quelli ereditati dal
la tradizione precedente. Entro questi ultimi bisogner isolare
eventuali elementi recenziori (in via d'ipotesi identificabili come
tardo-repubblicani), per ottenere un sistema di dati che possa in
qualche modo considerarsi originario, per lo meno prossimo a
una realt non rielaborata e razionalizzata dalla cultura tardo-
repubblicana e augustea. Su questo nucleo sar allora possibile
operare inserendo la documentazione resa disponibile da altri amb
iti disciplinari.
Sappiamo da tempo che, nell'ambito della tradizione antica
sulla cronologia dei ludi, l'intervento augusteo perfettamente
riconoscibile e isolabile in base alla sua particolare struttura, che
prevede un saeculum di 110 anni6 : si tratta di una novit del tutto
inedita, come dimostra l'analisi degli autori precedenti, che ripr
opongono tutti, senza alcuna eccezione, il saeculum di 100 anni. In
base a questa semplice, ma decisiva griglia di lettura, siamo in gra
do di identificare con sicurezza le manipolazioni cui fu sottoposta
la lista precedente, che possiamo cos recuperare interamente.
Il documento fondamentale per questa operazione quello di
Censorino7, che riporta con sufficiente precisione i diversi sistemi
5 Fondamentale il caso parallelo dei fratres Arvales, accuratamente analiz
zato da J. Scheid, Romulus et ses frres (BEFAR, 275), 1990.
6 Ai nostri fini, non interessa indagare a fondo i motivi di questa scelta.
Non esclusa l'influenza di un saeculum egiziano (per la quale,
Brind'
Amour,
art. cit.).
7 Censor., de die not. 17, 10 (che dipende probabilmente da Suetonio).
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cronologici, e le fonti da cui questi promanano. Per i nostri fini
indispensabile analizzare nella sua integrit questo testo fonda
mentale :
Primos enim ludos saeculares exactis regibus post Roman
conditam annis CCXLV a Valerio Publicola institutos esse
( ) ad XVvirorum commentarios, anno CCXCVIII M. Va
lerio Spurio Verginio conss. ( secundi ludi fuerunt Antia-
te auctore M.Valerio Corvo M. Popilio Laenate IIII) anno post
urbem conditam octavo et quadringentesimo, ut vero in commen-
tariis XV virorum scriptum est anno CCCC et decimo M. Valerio
Corvino II C. Poetilio cons. Tertii ludi fuerunt Antiate Livioque auc-
toribus P. Claudio Pulchro L. Iunio Pullo cons. < ) anno
quingentesimo duodevicensimo P. Cornelio Lentulo C. Licinio Varo
cons. De quartorum ludorum anno triplex opinio est. Antias enim
et Varr et Livius relatos esse prodiderunt L. Marcio Censorino
M'. Manilio cons, post Romam conditam anno DCV. At Piso Censo-
rius et Cn. Gellius, sed et Cassius Hemina, qui ilio tempore vivebat,
post annum factos tertium adfirmant Cn. Cornelio Lentulo Lucio
Mummio Achaico cons., id est anno DCVIII; in XVvirorum autem
commentariis notantur sub anno DCXXVIII (M.)Aemilio Lepido
L. Aurelio Oreste cons.
Quest'ultimo dato, l'esistenza cio di una triplice tradizione a
proposito dei quarti ludi, costituisce indubbiamente la chiave di
tutto il problema : infatti quanto mai improbabile che di un epi
sodio cos vicino nel tempo (e per le fonti pi antiche addirittura
contemporaneo, come non manca di sottolineare Censorino) si sia
potuta perdere fino a questo punto la memoria. Mi sembra indubb
io, di conseguenza, che si debba qui leggere la presenza di due
interventi normativi a posteriori (cio proprio di quel triplice strato
cui accennavamo sopra) : quello dovuto a Valerio Anziate (e ripre
so da Varrone e da Livio) e quello di Ateio Capitone (ripreso dagli
atti dei XV viri). Non ragionevole infatti dubitare della data che
ci fornita in perfetto accordo da ben tre annalisti come Pisone,
Gellio e Cassio Hemina, tutti e tre viventi all'epoca dei ludi : come
presumere infatti che essi potessero pensare di ingannare i loro
contemporanei su un episodio di tale importanza? Il fatto stesso
che i tre autori parlino di questo (ed esclusivamente di questo, a
quanto sembra) costituisce un'evidente conferma della sua rilevan
za - e quindi dell'autenticit, anche sul piano cronologico.
L'accertamento (che mi sembra inevitabile) della vera data dei
quarti ludi, il 146 a.C, si palesa come punto di partenza prezioso
per comprendere modi, tempi e motivazioni dei successivi inter
venti normativi, che in questo caso sono appunto due : quello di et
tardo-repubblicana (attribuibile, a quanto sembra, a Valerio Anziat
e), che rialza di tre anni la data, fino cio all'inizio della terza
NOTE SUI LUDI SAECULARES 215
guerra punica (149 a.C.) e quello di et augustea, che lo abbassa di
ben venti anni (126 a.C.) : quest'ultimo intervento rivela senza poss
ibilit di dubbio la sua natura artificiale, come stato dimostrato
da tempo, collegato com' con l'introduzione tarda del saeculum di
110 anni. opportuno quindi estendere l'indagine a partire da
quest'ultima osservazione.
L'introduzione da parte di Augusto, in occasione dei ludi del
17 a.C, del saeculum di 110 anni sembra un fatto accertato. In pr
imo luogo le fonti antiquarie tardo-repubblicane ricordano esclus
ivamente il saeculum di 100 anni (anche questa, come vedremo,
comunque un'innovazione); inoltre, e soprattutto, il sistema basato
su un intervallo di 110 anni testimoniato esclusivamente dai com-
mentari dei XV viri e dagli edicta di Augusto (oltre che dagli acta
dei ludi Saeculares severiani : ci che, dal momento che questi ult
imi sono basati anch'essi sul sistema augusteo, costituisce un'ulte
riore conferma). Tutto il sistema cronologico che ne deriva da
interpretare, di conseguenza, come una costruzione artificiale, do
vuta probabilmente ad Ateio Capitone : sono dunque apocrifi i ludi
del 456, 346, 236 e 126. interessante notare, a questo proposito,
l'aggancio ai ludi probabilmente storici del 348, anteriori alla pu-
blicatio del 249, e quindi necessariamente di pertinenza della gens
Valeria. Lo spostamento in basso di soli due anni permetteva di
ottenere il massimo risultato nel modo pi economico8 : il console,
tanto nel 348 che nel 346, si trovava infatti ad essere lo stesso
M. Valerius Corvus9. Anche nel 456 console un Valerio, M. Vale
rius Maximus Lactuca10. Naturalmente, analoghe corrispondenze
divengono impossibili man mano che si scende nel tempo, e si
allarga lo scarto cronologico rispetto al sistema basato su saecula
di 100 anni : ci che rivela senza possibilit di equivoco il carattere
artificiale e apocrifo di tutta l'operazione.
Se tutto ci dimostrato da tempo, meno chiari sono i moventi
che presiedettero all'edificazione del nuovo sistema cronologico :
n questo ci riguarda in questa sede. In via del tutto preliminare, si
possono tuttavia avanzare alcune ipotesi. evidente, in primo luo
go, che, trascorsa l'occasione, che pur si era presentata nei prece
denti anni 40 (e che pure aveva sollecitato interventi celebratori di
vario tipo, di cui ci pervenuta qualche eco)11 Augusto non avreb-
8 Censor., de die not. 17, 9.
9 M. Valerius Corvus: RE, VII A 3 (1948), Valerius . 137, ce. 2413-8 (Vol
kmann).
10 M. Valerius Maximus Lactuca: RE, Vili A 1 (1955), Valerius n. 246,
ce. 122-3 (Volkmann).
11 S. Weinstock, D vus Iulius, Oxford, 1971, p. 191-9.
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FILIPPO COARELLI
be pi avuto in vita l'occasione di realizzare dei ludi Saeculares.
Ora, la possibilit di celebrare l'inizio di un nuovo saeculum - cos
importante per la propaganda augustea - era aperta da una teoria
palingenetica, di origine sibillina, gi nota a Varrone12: Gene-
thliaci quidam scripserunt esse in renascendis hominibus quam
appellant Graeci; hanc scripserunt confici in annis
numero quadringentis quadraginta ut idem corpus et eadem ani
ma, quae fuerint coniuncta in homine aliquando, eandem rursus
redeant in coniuctionem. Il commento di Probo a Virgilio13 mos
tra l'avvenuto passaggio da uno schema tutto compreso di caratte
re privato a una vera e propria teoria delle et, basata su quattro
saecula : Sybilla. . . Cumana. . . post quattuor saecula
futuram cecinit; Quidam deos et eorum genera temporibus
et aetatibus, inter quos et Orpheus : primum regnum Saturni, dein
de Iovis, turn Neptuni, inde Plutonis; nonnulli etiam, ut magi, aiunt
Apollinis fore regnum.
difficile non riconoscere, in questo schema, un possibile
modello del sistema secolare augusteo, costruito per l'appunto
su quattro saecula di 110 anni che, iniziato nel 456, veniva a con
cludersi nel 17a.C, momento in cui possiamo considerare iniziato
il regnum Apollinis, come tutta la propaganda augustea di quegli
anni si affanna in tutti i modi a ripetere14.
Eliminato cos questo, che possiamo definire senz'altro lo stra
to pi recente della tradizione secolare romana, ci imbattiamo in
un secondo livello di documentazione, il cui carattere relativament
e tardo, e altrettanto arbitrario (anche se, tutto compreso, meno
traumatico dell'operazione augustea), ci si gi rivelato in prece
denza. Intendo alludere ancora una volta ai quarti ludi, che gli
annalisti contemporanei attribuiscono al 146 a.C, e che una tradi
zione pi tarda, che sembra risalire in ultima analisi a Valerio
Anziate, sposta a tre anni prima, e cio all'anno iniziale della terza
guerra punica (149 a.C).
Non tragga in inganno l'esiguit di questa oscillazione cronolo
gica : proprio questa anzi ci deve mettere in guardia, tenuto anche
conto della fonte cui la notizia risale. L'esempio del tutto analogo
dello spostamento realizzato da Augusto per i secondi ludi, dal 348
al 346, pu servirci di guida per comprendere lo scopo di questa
12 Varr, de gente p. R., in August., civ. dei, XXII, 28, 10; Th. Mommsen,
Rmische Chronologie, Berlino, 1859, p. 134 sq.; . Hirschfeld, Das Neujahr des
tribunizischen Kaiserjahres, in Wien. Stud., 3, 1881, p. 99; L. R. Taylor, New
Light on the history of the Secular Games, in AJPh, 55, 1934, p. 105.
13 Prob., Verg., eel. 4, 4; 7.
14 Gag, Apollon romain, cit., p. 419 sq.
NOTE
SUI LUDI SAECULARES 217
operazione, la cui realt assicurata in questo caso dalla sicura
datazione dei quarti ludi al 146, attestata da ben tre fonti annalisti-
che contemporanee.
Il motivo dello spostamento infatti del tutto analogo : si trat
tava di costringere le date dei ludi entro un sistema basato, questa
volta, su un saeculum di 100 anni. In effetti, lo schema di Valerio
Anziate (confluito poi in Varrone, e definitivamente canonizzato)15
si pu ricostruire con buona sicurezza come segue : ludi secundi :
348; ludi tertii 249; ludi quarti 149. Lo spostamento di questi ultimi
dal 146 al 149 non ha altro scopo, di conseguenza, che quello di
farne cadere la celebrazione a un secolo preciso di distanza dai
precedenti ludi del 249. Siamo cio di fronte a un altro intervento
normalizzativo, sia pure di proporzioni e ambizioni ben pi limi
tate rispetto all'analoga operazione di et augustea.
Di conseguenza il punto di partenza scelto sembra il 249, la cui
inamovibilit derivava probabilmente dalla stessa rilevanza dei ludi
celebrati in quell'anno - che emerge del resto da numerosi altri
indizi.
L'attendibilit storica di questi ludi sembra cos confermata,
come forse, di riflesso, quella dei ludi del 348, anche per la non
precisa corrispondenza dell'intervallo a un saeculum di 100 anni,
sottolineata del resto da fonti antiche di grande autorit, come
Verrio Fiacco16 che probabilmente la fonte di Zosimo17. La stori
cit dei ludi del 348, nonostante alcune difficolt (principale tra
esse il silenzio di Livio) stata rivalutata dopo la scoperta degli
acta di et severiana 18. Su questo torneremo pi avanti : per ora, si
dovr sottolineare almeno il fatto che essi sono gli ultimi celebrati
sotto il consolato di un Valerio 19 : tutto compreso la teoria tradizio
nale, che identifica il passaggio dall'ambito gentilizio a quello pub
blico in occasione dei ludi del 249, sembra corrispondere ai dati
disponibili. Ci tende a confermare la storicit di questi ultimi, che
gi emergeva da considerazioni di carattere pi formale : tra l'al
tro, un buon parallelo quello della publicatio del culto di rcole
all'Ara Maxima, avvenuta in un ambito cronologico e in una situa
zione storica e culturale del tutto analoghi20.
15 Censor., de die not. 17, 8.
16 Fest., 440 L. : <. . . et quemadmodum nono> et nonagensi<mo anno,
M. Valerio Corvo et M.> Popilio Laenate IIII <consulibus factum erat ...>.
17 Zosim. II 4, 3, dove si trova la stessa indicazione, nello stesso ordine.
18 Taylor, art. cit.
19 M. Valerius Corvus, console per la prima volta nel 348.
20 R.E.A. Palmer, The Censors of 312 B.C. and the State Religion, in Historia,
14, 1965, p. 293-324.
218
FILIPPO COARELLI
La stessa entit del confronto proposto ci deve porre in guar
dia contro una interpretaziune riduttiva, tendente a negare la stes
sa esistenza dei ludi e del culto del Tarentum prima del 249 : nessu
no infatti potrebbe seriamente dubitare dell'esistenza prima del
312 a.C. del culto di Hercules Invictus celebrato all'Ara Maxima. N
il carattere gentilizio di questi culti pu essere inteso, modernisti-
camente, come un aspetto privato , e quindi marginale : si tratta
in realt di un residuo di strutture arcaiche, la cui liquidazione
definitiva si avr, non a caso, proprio nei decenni compresi tra IV
e III secolo a.C, che segnano una radicale trasformazione della
societ romana, sul piano socio-economico, oltre che ideologico.
Tutto ci non pu non costituire una evidente conferma del carat
tere arcaico del culto celebrato al Terentum, e contestualmente del
suo carattere gentilizio, collegato alla gens Valeria, carattere sotto
lineato dalla totalit della tradizione antica, e nonostante ci rifiu
tato testardamente in quanto ritenuto un falso costruito, a tavolino,
da Valerio Anziate. L'improponibilit di tali posizioni ipercritiche -
periodicamente riproposte da una critica filologizzante rigorosa
mente digiuna di qualsiasi aggiornamento metodologico - risulte
r, spero, dalle analisi successive.
4-11 nucleo storico della tradizione sui ludi Saeculares appare
cos solidamente fondato su due date accertate : il 249 e il 146 a.C,
alle quali mi sembra ragionevole aggiungere almeno il 348 a.C. :
quest'ultima data mi parsa rappresentare - d'accordo con la vul
gata degli studi - l'ultima manifestazione di ludi gentilizi proman
anti dalla gens Valeria, mentre il 249 dovrebbe corrispondere alla
prima celebrazione di carattere pubblico. Con questo per non
mi sembra necessario accettare anche il secondo corollario dell'i
nterpretaziune tradizionale : che cio solo i ludi pubblici siano sae
culares, mentre in precedenza si tratterebbe solo di ludi Terentini.
Il carattere secolare dei ludi gentilizi non va escluso a priori,
senza un motivo particolarmente cogente.
Questo non pu riconoscersi, ovviamente, nella periodizzazio-
ne irregolare : abbiamo anzi visto che proprio la regolarit dei sae
cula (sia di 110 che di 100 anni) si presenta all'analisi come nor
malizzazione a posteriori di realt assai meno geometriche di
quanto si sarebbe voluto. In effetti, se consideriamo la stessa tradi
zione antica sui saecula ci apparir in chiara luce l'improponibilit
di ogni scansione cronologica regolare.
Non sembra dubbia l'origine etrusca del secolarismo roman
o, collegato del resto con la tradizione sibillina, la cui sostanzial
e arcaicit non mi sembra contestabile. Ora, i saecula etruschi,
abbastanza ben conosciuti, presentano una periodicit variabile,
che di 100 anni solo per i primi quattro, di 123 per il quinto, di
119 per il sesto e il settimo, mentre la lunghezza dell'ottavo (che
NOTE SUI LUDI SAECULARES 219
sembra concludersi nell'89 a.C.) incerta, e il nono potrebbe dura
re solo quarantaquattro anni, fino al 45 a.C.21.
Questa sostanziale irregolarit dei saecula si coniuga con l'i
ncertezza delle transizioni : fine di un secolo e inizio di un altro non
sono determinati a priori, come sarebbe il caso se la periodicit
fosse rigida. Il passaggio segnalato da un prodigium, che richiede
l'interpretazione degli aruspici. Questo stesso il caso dei saecula
romani, il cui inizio sempre collegato con avvenimenti particola
rmente traumatici : sostanzialmente, pestilenze e guerre, normal
mente coniugate tra loro, spesso non avvertite come rilevanti, se
non in seguito all'intervento degli aruspici. Le fonti romane del
resto insistono sulla trascuratezza che determin spesso la dimenti
canza dei riti, rinnovati solo in seguito a vivaci interventi della divi
nit.
Da questo punto di vista, dunque, non vi nessuna difficolt a
prendere in considerazione come autentica la tradizione che attr
ibuisce all'inizio della Repubblica, e all'intervento di P. Valerio Pu-
blicola, la fondazione dei ludi Saeculares : anzi, l'eliminazione pro
babile delle date geometriche del 456 e del 449 potrebbe contri
buire a rivalutarne la storicit. Le possibili verifiche comunque
potranno venire solo dall'analisi interna dei documenti ufficiali dei
ludi, in parte notevole conservati fino a noi, da scoperte eccezionali
, come il lapis Satricanus, anche dal riesame complessivo dei
dati storico-antiquari relativi al luogo dedicato i culto, il Terentum
del Campo Marzio. Procederemo in quest'ordine all'esame dei dati
disponibili.
5 - La scoperta degli acta dei ludi Saeculares severiani, avvenut
a nel 1931, nello stesso sito del Terentum22, ha permesso di comp
letare in alcuni punti fondamentali i frammenti dello stesso docu
mento e degli acta augustei, gi scoperti in precedenza nella stessa
localit. Uno dei risultati pi rilevanti consiste nel completamento
di una frase della precatio, ripetuta pi volte, che era conosciuta in
precedenza solo limitatamente alla parte iniziale: utique semper
Latinu [ ] che Mommsen integrava con utique semper Lat
inulm nomen tuearis]y>23. Ora, il testo reale sorprendentemente
diverso, e suona utique semper Latinus obtemper assit24. Lo stesso
21 Censor., de die not. 17, 6; Mommsen, loc. cit. a nota 12; Pighi, op. cit.,
p. 13-9.
22 P. Romanelli, in NS, 1931, p. 313-45.
23 Th. Mommsen, in CIL VI 32329, 7 e 11. Piganiol, cit., p. 220-2.
24 Taylor, art. cit., p. 112-5; Gag, op. cit., p. 62; R.E.A. Palmer, Roman
Religion and Roman Empire, Filadelfia, 1974, p. 102-5; P. Catalano, in Studi
Volterra, Milano 1971, IV, p. 803-9 (che identifica, a torto, Latini e Italici).
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FILIPPO COARELLI
concetto era del resto deducibile anche attraverso l'oracolo sibill
ino dei ludi, che, nella redazione pervenutaci attraverso Phlegon di
Tralles, relativo ai ludi augustei, almeno rielaborato in tale
occasione, dal momento che vi viene menzionato il saeculum di 110
anni25. L'origine dei giochi viene cos collegata alla sottomissione
dei Latini e, nell'oracolo, anche degli Italici : quest'ultima cert
amente un'aggiunta, che probabilmente databile agli anni success
ivi alla conquista del Piceno, quando il concetto (di origine etru-
sca) di terra Italia venne a coincidere con la nuova realt della con
quista romana della penisola, conclusasi appunto con il 268 a.C.26.
Questa probabilmente la data a partire dalla quale il concetto vie
ne a consolidarsi definitivamente nella cultura romana : siamo c
omunque in una data certamente anteriore alla guerra sociale.
probabile che l'introduzione di questo elemento sia da collegare ai
ludi Saeculares del 249. Di conseguenza, anteriore va considerata la
precatio che evoca la soggezione dei Latini : questa del resto diff
icilmente potrebbe essere posteriore al 338, data di scioglimento
della lega Latina : ogni sofisma destinato ad abbassare la cronolo
gia dei ludi non potr non scontrarsi con questo dato, che mi sem
bra ineliminabile.
Coerentemente, la Taylor attribuisce l'introduzione della precat
io ai ludi del 348 a.C, che la studiosa identifica con i primi della
serie. In effetti, numerosi indizi storici sembrano portare in questa
direzione.
Anche se Livio non ne parla esplicitamente, va detto che in
quell'anno egli ricorda una pestilentia, seguita dalla consultazione
dei libri21. Inoltre, le fonti antiquarie conoscono la celebrazione di
ludi precedenti al 249, e anzi da Festo28 si evince - anche in pre
senza di un testo mutilo - la data della precedente occasione, 99
anni prima e sotto il consolato di un Popilio Lenate, che non pu
essere altro che il quarto, come afferma esplicitamente Zosimo29.
La riaffermazione dell'autorit sui Latini deve alludere a un
periodo di torbidi nella lega, e pi probabilmente a una guerra, dal
momento che i ludi Saeculares sono indetti non solo pro valetudine,
Sull'importanza della formula per l'origine dell'imperialismo romano, W. Harr
is, War and Imperialism in Republican Rome, 327-70 B.C., Oxford, 1979, p. 120-
2 e nota XII, p. 265-6.
25 Se ne veda il testo in Pighi, op. cit., p. 56-7.
26 P. Catalano, in Atti Acc. Torino, 96, 1961-2, p. 21 sq.; S. Mazzarino, II pen
siero storico classico, II, Bari, 1966, p. 85 sq.
27 Liv. VII 27, 1.
28 Fest., 440 L.
29 Zosim. II 4. 3.
NOTE
SUI LUDI SAECULARES 22 1
ma anche pro victoria : essi cio racchiudono importanti valenze
trionfali. Su questo torneremo in seguito.
Quest'ultima considerazione della Taylor presta per il fianco
a qualche critica : ben vero, cio, che i Latini furono spesso in
fermento gi a partire dalla guerra di Veio; ma anche vero che
un autentico stato di belligeranza esplicita si verifica molto pi tar
di, e comunque dopo il 348 : da notare che i ludi accertati del 249
e del 146 non vengono indetti all'inizio rispettivamente della prima
e della terza guerra punica, ma anzi proprio nelle fasi conclusive
di queste, nel primo caso anzi nel momento di una grave crisi
romana, conseguente alla sconfitta di Drepanum. In effetti, i ludi
vengono celebrati in relazione a gravi pericoli per la repubblica,
malattie sconfitte, per scongiurarne le conseguenze.
Ora, per quanto riguarda il conflitto con i Latini, che dovrebbe
giustificare la precatio trascritta negli acta dei ludi, la situazione
del 348 non sembra rispondere a queste condizioni. Ci saremmo
aspettati, semmai, una data vicina al 340, immediatamente prece
dente alla battaglia del Veseris (la cui gravita e pericolosit sotto
lineata dalla devono di Decio Mure, secondo un modello che si
sarebbe ripetuto altre due volte, e sempre in momenti di graviss
imo pericolo per Roma : a Sentinum e Maluentum). Ma se il 348
non corrisponde bene alla situazione politico-militare richiesta dal
la precatio dei ludi, quale altro momento migliore potremmo im
maginare per l'introduzione di questa?
La risposta non sembra difficile : i primi ludi conosciuti, che la
tradizione attribuisce a P. Valerio Publicola.
A proposito di questi, tuttavia, necessario affrontare un pro
blema cronologico di una certa rilevanza, e nonostante ci regolar
mente trascurato, proprio perch generalmente non si attribuisce
alcun valore alla tradizione relativa a Publicola, considerata una
semplice invenzione di Valerio Anziate.
Le fonti che ricordano questi ludi li attribuiscono al primo
anno della repubblica30 : ci naturale, se consideriamo l'impatto
che questo avvenimento continu sempre ad esercitare sull'imma
ginario collettivo romano : baster qui ricordare il caso esemplare
della dedica del tempio di Giove Capitolino, in cui, con argomenti
di peso non indifferente, si voluto riconoscere una ridedicazione,
destinata a strappare alla sua matrice regia il culto politicamente
pi rilevante della citt31. Nonostante ci, la tradizione antica sape-
30 Val. Max. II 4, 5; Zosim. II 3, 3; Censor., de die not. 16, 7, 10.
31 R. Bloch, Tite-Live et les premiers sicles de Rome, Parigi, 1965, p. 75-85
(che per utilizza arbitrariamente l'argomento per abbassare la data dell'espul
sione dei Tarquinii).
222
FILIPPO COARELLI
va bene che la dedica era in realt dovuta non a uno dei primi cons
oli della repubblica, ma a una figura assai scolorita come Orazio
Pulvillo : forse proprio per giustificare questa disturbante - e quin
di storica - realt l'annalistica romana invent il contrasto tra lo
stesso Orazio e Valerio Publicola, che si sarebbero disputati l'ambi
to onore32. La dedica del tempio, nonostante le reiterate affermaz
ioni degli autori antichi, non ebbe dunque luogo nel 509 (varronia-
no) ma nel 507.
Ora, anche per quanto riguarda la celebrazione dei primi ludi
Saeculares noi possediamo una variante alla vulgata, che la pone
non nel primo consolato di Publicola (509) ma nel quarto, e cio
nel 504. Questa notizia tanto pi importante, quanto meno giusti
ficata e razionale dal punto di vista almeno della tradizione anti
ca : essa tale cio da funzionare come una lectio difficilior rispet
to alla stessa vulgata.
dunque importante esaminare pi da vicino il testo che ci ha
trasmesso la notizia.
Si tratta naturalmente della pi ricca ed estesa testimonianza
su Valerio Publicola, la biografia di Plutarco33; il testo in questio
ne, tra l'altro, di particolare ricchezza e importanza anche per
altri aspetti relativi alle origini dei ludi, come vedremo.
L'anno seguente Publicola fu console per la quarta volta: si
prevedeva allora una guerra contro Sabini e Latini riuniti. Contem
poraneamente nella citt si era diffusa una certa superstizione, dal
momento che tutte le donne incinte partorivano bambini deformi,
e nessuno nasceva al momento giusto. Perci Publicola, consultati i
libri sibillini, celebr dei giochi, consigliati dall'oracolo delfico, per
Ade e riport la citt alla fiducia negli dei; quindi si rivolse subito
ai pericoli provenienti dagli uomini, poich erano evidenti i grandi
preparativi e la concentrazione dei nemici.
La fonte di Plutarco qui probabilmente Valerio Anziate, ma
non per questo si tratta obbligatoriamente di una notizia inaffida
bile : tra l'altro, la datazione dei ludi al primo consolato di Valerio
Publicola in Censorino (quasi certamente ricavata anche qui da
Valerio Anziate) solo il risultato di una correzione dei codici, in
cui appaiono varie cifre34 : tutto farebbe pensare ad una datazione
al quarto consolato di Publicola, se la fonte (caduta nella successi-
32 Plut., Popi 13-14; Liv. II 8, 6-8.
33 Plut., Popi. 21, 1. Il testo assai pi ricco e dettagliato rispetto a quelli
paralleli di Censorino, Zosimo e Valerio Massimo : qui probabile la presenza
determinante di Valerio Anziate.
34 Censor., de die not. 17, 10 : nei codd. si trova CCLV e CCXL.
NOTE SUI LUDI SAECULARES 223
va lacuna) la stessa di Plutarco, come sembra estremamente pro
babile.
Un indizio ulteriore in questo senso si pu forse riconoscere
nella datazione scelta da Claudio per i sesti ludi (47 d.C. = 800),
certamente collegata anche all'8000 anniversario della fondazione
di Roma, ma che - trattandosi di autentici ludi Saeculares - doveva
prendere come inizio anche un computo secolare. O. Hir-
schfeld35 ha proposto per l'appunto di riconoscerlo nel quarto con
solato di Publicola (corrispondente al 250 a.u.c.) : i ludi del 47 cor
risponderebbero al 550 anno dall'inizio, cio a cinque saecula di
110 anni. Tra i fenomeni avvenuti nel 47, Plinio36 ricorda l'appari
zione della Fenice, che fu trasportata a Roma Claudio principis
censura, anno urbis DCCC : chiara operazione destinata a segnala
re l'inizio di una nuova era. Suetonio37 ci ricorda la esplicita pole
mica di Claudio con Augusto a proposito della periodizzazione dei
ludi : fecit et saeculares, quasi anticipatos ab Augusto nec legitimo
tempori reservatos, quamvis ipse in historiis suis prodat, intermis-
sos eos Augustum multo post diligentissime annorum ratione sub-
ducta in ordinem redegisse. L'accordo con Augusto trova proba
bilmente la sua spiegazione nell'adozione da parte di Claudio del
saeculum di 110 anni, mentre il disaccordo sembra da riconoscere
nel momento di inizio, che da Claudio dovette essere anticipato
notevolmente : l'accusa ad Augusto di aver anticipato la data dei
ludi pu significare solo che la data giusta doveva essere il 47 d.C. :
la celebrazione claudiana era quindi destinata a sostituire quella
augustea come quinta della serie. Il relativo successo di questo
nuovo calcolo si deduce dall'accettazione di esso da parte di Anto
nio Pio e di Filippo l'Arabo.
La scelta del 504 a.C. si spiega probabilmente anche per una
considerazione di tipo dinastico, intuita da Hirschfeld, ma poi tra
lasciata : in quell'anno, secondo una tradizione compatta38, sarebbe
giunto a Roma dalla Sabina Atta Clausus, il capostipite della gens
Claudia. significativo che Plutarco ponga l'episodio nel paragraf
o immediatamente successivo a quello in cui ricorda la celebrazio
ne dei ludi Saeculares, in stretta relazione con l'attivit di Valerio
Publicola, che sarebbe stato l'artefice della migrazione (qui si pu
riconoscere la derivazione da Valerio Anziate : le altre fonti
sull'episodio non ricordano infatti un tale collegamento).
Sarebbe difficile non identificare in questa tradizione la ragio-
35 Hirschfeld, art. cit.
36 Plin., N.M. X 5.
37 Suet., Claud. 21, .
38 Plut., Popi. 21, 4-10; Liv. II 16, 5; Dion. Hal. V 40, 5. Cfr. A. Alfldi,
Early Rome and the Latins, Ann Arbor, 1965, p. 159-61.
224
FILIPPO COARELLI
ne determinante che indusse Claudio a scegliere questa data come
quella di inizio dei ludi. Tre diversi livelli cronologici venivano cos
a coincidere : il quinto saeculum di 110 anni a partire dalla creazio
ne di questi, l'800 anniversario della fondazione della citt e infine
l'origine della gens Claudia. I motivi di politica dinastica che sem
brano emergere da questa serie di coincidenze sono sufficient
emente espliciti da non richiedere ulteriori chiarimenti.
6 - La concreta possibilit di riconoscere in Valerio Publicola
una personalit storica, gi considerata come praticabile da vari
autori, ha trovato recentemente una conferma decisiva in seguito
alla scoperta del lapis Satricanus. In ogni caso, anche se comprensib
ile la prudenza a riguardo di alcuni commentatori, possono consi
derarsi ormai definitivamente accertati alcuni fatti : in primo luogo,
l'esistenza - alla fine del VI secolo, e in una citt latina - di un perso
naggio di altissimo livello (solo cos si pu spiegare la presenza del
suo nome in un'iscrizione di tali dimensioni, qualit e antichit) dal
nome di Publio Valerio, collegato a una sodalitas, certamente con
funzioni anche militari, a giudicare dal suo rapporto con il culto di
Marte.
Tutto compreso, si tratta di una probabilissima conferma del
rapporto che la gens Valeria intratteneva con l'antico ager Tarqui-
niorum, divenuto il campus Martins repubblicano proprio in conse
guenza della consacrazione (o piuttosto riconsacrazione) dell'ara
Martis, che una tradizione antica attribuisce proprio a Valerio
Publicola39.
Se poi [-~\ieisteterai, l'inizio mutilo del testo, va compreso non
come un nominativo seguito da una forma verbale steterai, ma
come un dativo seguito da un nome al genitivo ([-]ieis teterai), in
cui identificare la probabile divinit cui dedicato il monumento
da parte dei suodales mamartei (che a mio avviso va interpretato
come sodales martiales) 40 non sembra impossibile riconoscere nella
parola teterai il nome della Terra divinizzata, con raddoppiamento
enfatico (assimilabile all'analogo Mamartei presente nella stessa
iscrizione)41. In tal caso, dovremmo riconoscere qui un'arcaiciss
ima testimonianza del culto tellurico praticato nel Terentum, nome
che era esso stesso interpretato, gi dagli etimologisti antichi, come
derivato di terra42.
39 Come si deduce da Dion. Hal. XIII 1 collegato con Liv. II 5, 2. Cfr.
J. Gag, La chute des Tarquins et les dbuts de la rpublique romaine, Parigi,
1976, p. 67 sq.
40 F. COARELLI, Roma sepolta, Roma, 1984, p. 60-3.
41 Wagenvoort, cit. a nota 1, p. 208.
42 Fest., 478 L. Cfr. la discussione in F. Castagnoli, // Campo Marzio
nell'antichit, in MAL, 8, 1, 1947, p. 93 sq.
NOTE
SUI LUDI SAECULARES 225
La pertinenza alla gens Valeria dei culti ctonici del Terentum -
e quindi dell'origine dei ludi Saeculares - non poggia pi, di conse
guenza, solo su un annalista svalutato come Valerio Anziate, ma su
un documento comunque contemporaneo all'inizio della repubbli
ca : sembra che da tutto ci dovrebbe derivare almeno una maggior
e prudenza nel valutare la tradizione valeria come una serie di fal
sificazioni tardo-annalistiche.
certo probabile che le magre informazioni disponibili (a part
ire, ad esempio, dagli archivi familiari, troppo spesso sottovalutat
i) siano state arricchite e manipolate dagli annalisti pi recenti (e
in particolare da Valerio Anziate) : ma tali operazioni si saranno
comunque innestate su un solido scheletro di informazioni attendib
ili. In ogni caso, mi sembra difficile oggi dubitare di una notizia
cos profondamente radicata nella tradizione romana (e certo non
solo quella annalistica) come quella che riconosceva nel Terentum
un santuario gentilizio dei Valerli, e che attribuiva di conseguenza
a questi ultimi la fondazione dei ludi Saeculares.
In tale contesto, la datazione dei primi ludi al quarto consolato
di Publicola non mi sembra liquidabile come una semplice variante
deteriore della datazione al primo anno della repubblica. Sarebbe
difficile, tra l'altro, spiegare i motivi di un tale spostamento, dal
momento che un motivo sufficiente si intravede solo all'epoca dei
ludi di Claudio : ma la notizia anteriore, e risale per lo meno a
Valerio Anziate. Tutto compreso, si tratta di una lectio difficilior, la
cui verosimiglianza non potr venir scartata a priori.
Ora, il quarto consolato di Publicola verrebbe a cadere in un
contesto particolare, uno dei pochi tra l'altro - tra quelli dell'inizia
le repubblica - fondato su basi storiche che sembrano accertate,
confermate come sono, direttamente, da un documento greco auto
nomo, la cosiddetta Chronica Cumana43.
Nella cronologia tradizionale romana, i dati sono cos ordinat
i : nel 508 (durante il secondo consolato di Valerio Publicola) si
sarebbe verificato l'attacco a Roma di Porsenna44 (secondo Dionigi
di Alicarnasso nel 507) 45. Nel 506 viene collocato lo scontro di Ari-
eia tra il figlio di Porsenna, Arruns, e la lega Latina sostenuta da
Aristodemo, conclusasi con la sconfitta e la morte del primo46.
L'assedio della citt sarebbe durato due anni (quindi dal 507 al
506, secondo Dionigi)47.
43 Sulla quale si veda la discussione di Alfldi, op. cit., p. 50 sq., 60 sq.,
74 sq., 185 sq.
44 Liv. II 10, 1 sq. Cfr. Alfldi, op. cit., p. 72-84.
45 Dion. Hal. V 21, 1.
46 Alfldi, op. cit., p. 48 sq., 70 sq.
47 Dion. Hal. V 35, 3.
226
FILIPPO COARELLI
II 504, quarto consolato di Publicola, caratterizzato da una
guerra contro i Sabini, aiutati da alcune citt latine, che si conclu
de con il trionfo di Publicola. Con questo avvenimento si collega
l'arrivo a Roma di Atta Clausus48. Si sarebbe allora verificata la
peste che provoc la consultazione dei libri Sibyllini e la fondazio
ne dei ludi Saeculares*9. Nel 503 muore Valerio Publicola50.
Negli stessi anni si deve collocare il trasferimento della lega
latina (da cui Roma esclusa) al Incus Dianius di Aricia51 : la seces
sione si concluder, come noto, con la battaglia del Lago Regillo
(499 496), a cui avrebbero partecipato due figli di Publicola. Il
foedus Cassianum del 493 conclude questa fase, con la reintegrazio
ne della lega Latina, in cui Roma ricomincia da allora a esercitare
un ruolo preminente.
Un sincronismo prezioso ci fornito, per la battaglia di Aricia,
dalla Cronaca Cumana, che la data venti anni dopo la battaglia di
Cuma, e cio nel 505-504 52 : lo scarto di un paio di anni rispetto
alla data varroniana precisamente quanto ci dovevamo aspettar
e.
Gli anni finali del VI secolo rappresentano, come ormai uni
versale convincimento, un periodo di gravi tensioni tra Roma e la
lega Latina, di belligeranza endemica, che coinvolgeva anche i
Sabini e Veio : la storicit di un tale quadro confermata dalla
Cronaca Cumana.
Apparirebbe cos perfettamente comprensibile la formula pre
sente negli acta dei ludi Saeculares, utique semper Latinus obtem-
perassit, che si giustifica solo in un periodo di secessione dei Lati
ni, che pu identificarsi solo con la fine del VI secolo con gli anni
della guerra latina. Le difficolt che si oppongono a quest'ultima
data sono state gi viste, mentre una cronologia intorno al 504
(anno del quarto consolato di Publicola) corrisponde perfettamente
alle condizioni richieste : la conservazione cos a lungo prolungata
della formula, che non corrispondeva comunque pi alla situazio
ne reale a partire dal 338 a.C, si spiega con il prestigio di una pre-
catio risalente alle origini stesse dei ludi, la cui datazione agli anni
finali del VI secolo trova cos, mi sembra, un'importante confer
ma.
Dobbiamo ora rivolgerci alla seconda parte del testo di Plutar-
co. Questi, come si ricorder, collegava (come prodigia determinant
i per la celebrazione dei /.5.) la guerra incombente contro Latini e
48 Plut., Popi, 21, 4-10.
49 Plut., Popi, 21, 2-3; Liv. II 16, 1 sq.
50 Plut., Popi, 23; Liv. II 16, 7; Dion. Hal. V 48.
51 Alfldi, op. cit., p. 47 sq.
52 Dion. Hal. VII 5, 1.
NOTE
SUI LUDI SAECULARES 227
Sabini con una epidemia : e fin qui nulla di particolare, dal mo
mento che si tratta di una ricorrenza sistematica. Molto pi inte
ressante la descrizione della malattia, che colpiva le donne incin
te e i neonati : si tratta cio di un morbo che poneva in serio peri
colo la riproduzione del gruppo sociale53.
La notizia stata quasi sempre considerata come una confu
sione plutarchea con l'origine dei ludi Taurii : ma l'indubbio valore
della fonte a cui Plutarco attinge in questo caso (gi emerso
dall'analisi precedente) non permette una condanna cos superfi
ciale e meccanica, e questo in base a due serie di considerazioni,
che dovremo ora approfondire.
a) la documentazione sui ludi Saeculares dimostra, senza poss
ibilit di dubbio, la presenza determinante di riti collegati alla
riproduzione del gruppo;
b) i rapporti con i ludi Taurii, innegabili, vanno spiegati tramit
e una connessione strettissima, probabilmente di tipo genetico,
con i ludi Saeculares.
a) Lo stesso mito etiologico dei /.5. mette in scena una malattia
che colpisce i bambini (nella fattispecie i figli di Valesios, il mitico
iniziatore dei ludi). La presenza di giovinetti patrimi et matrimi,
incaricati di cantare il carmen saeculare - di nuovo sottolineato
l'elemento di continuit - infatti un elemento essenziale del rito,
e costituisce certamente la ripetizione ciclica del mito : i figli di
Valesios sono infatti due giovinetti e una giovinetta54. A questo pro
posito, importante anche il numero dei celebranti dei due gruppi,
27, che riappare a Roma in cerimonie di lustrazione (ad es. quelle
degli Argei), soprattutto in occasione di nascite mostruose, come
quelle degli androgyni, che mettevano in pericolo la continuit del
gruppo sociale55. Anche in questo caso veniva cantato un inno,
composto appositamente ( il caso di Livio Andronico nel 207) 56.
Ancora pi importante la presenza, essenziale nel rito, di
divinit preposte alla procreazione : nel testo conservato dell'oracol
o i sacrifici notturni sono riservati alle Moirai Pantogonoi, alle
Eileithuiai Paidotokoi e celebrati soprattutto dalle donne sposate57.
53 M. Delcourt, Strilits mystrieuses et naissances malfiques dans l'anti
quit classique, Parigi, 1938, p. 29 sq.; J. Aronen, // culto arcaico nel Tarentum a
Roma e la gens Valeria, in Arctos, 23, 1989, p. 19 sq.
54 Val. Max. II 45 : duobus filiis et filia: il numero curioso, ma forse
dipende da una confusione dell'autore, che intende cos spiegare (II 4, 6) il
numero dei giorni (tre) dedicati alle cerimonie.
55 W. Warde Fowler, The number twenty seven in Roman ritual, in CR, 16,
1902, p. 211 sq..
56 Liv. XXVII 37, 7.
57 Phlegon 8-9 (cfr. Pighi, op. cit., p. 57. Cfr. Hor., Carm. Saec. 13 sq., con il
comm. di Porphyr., 12 e Ps. Acr. 14-5).
228
FILIPPO COARELLI
b) Sui ludi Taurii ho avuto gi occasione di intervenire in altra
sede58. Quanto sappiamo di essi conferma una strettissima affinit
con i ludi Saeculares : si trattava infatti di giochi (comprendenti
sacrifici agli dei infernali e corse di cavalli) fondati, secondo la tra
dizione, da Tarquinio il Superbo, e celebrati nel Circo Flaminio
(precedentemente nei prata Flaminia). In prossimit cio del san
tuario di Apollo, gi esistente almeno dalla met del V secolo59, e la
cui fondazione probabilmente da collegare con la consultazione
dell'oracolo delfico, ricordata da tutta la tradizione annalistica60. Il
motivo che avrebbe indotto alla creazione dei giochi identificato
dalle fonti antiquarie in una malattia che colpiva le donne incinte,
rendendole sterili provocando parti mostruosi, che indusse Tar
quinio a consultare i libri Sibyllini61. Sappiamo dai fasti Ostienses62
che si trattava di ludi quinquennales, celebrati a data non fissa, ma
comunque in giugno.
Il confronto con i ludi Saeculares impressionante : stesse cau
se determinanti (yaletudo delle donne incinte e dei neonati, ma pro
babilmente anche victoria)', stessi riti, celebrati in luoghi e moment
i dell'anno vicini tra loro63. La differenza principale costituita
dalla periodicit (rispettivamente quinquennale e secolare). An
che la presenza del culto di Apollo nei ludi Saeculares, in genere
ritenuta un'innovazione augustea, andrebbe considerata di nuovo :
non affatto escluso, a mio avviso, che si trattasse di una caratteri
stica originaria64. Il collegamento tra le due cerimonie risulta anco
ra accentuato dal fatto che, secondo la fonte di Plutarco, anche i
ludi Saeculares erano stati fondati dopo una consultazione dell'ora
colo delfico65.
Mi sembra almeno probabile la conclusione che il rapporto tra
i due riti sia originario : si potrebbe pensare a cerimonie collegate,
58 F. Coarelli, / Tarquinii e Delf, Colloquio Univ. di Trento, in stampa.
59 Apollinare : Liv. Ili 63, 7.
60 Coarelli, art. cit. a nota 58; Gag, op. cit., p. 130-146.
61 Fest., 478 L; Dion. Hal. IV 69, 2 (che identifica nella malattia il motivo
della consultazione dell'oracolo delfico).
62 L. Vidmann, Fasti Ostienses, Praga, 19822, p. 49, 120.
63 I ludi Saeculares venivano celebrati di regola tra il 31 maggio e il 3 giu
gno. Per i ludi Taurii, conosciamo dai fasti Ostienses due date: 16-17 giugno e
25-26 giugno.
64 Coarelli, cit. a nota 58. Per Piganiol, cit., p. 223, si tratta di un'innova
zione augustea.
65 Plut., Popi. 21; Hor., Carni. Saec. 22-33 e comment. 33 (Apollo Pestilens).
Secondo G. Pinza, Sopra l'origine dei ludi Tarentini e Saeculares, in Bull. Com.,
24, 1896, p. 191-230, l'Apollo di Roma si identifica con Soranus, che ora sappia
mo corrispondere all'Apollo di Pyrgi (G. Colonna, in RPAA, 57, 1984-5, p. 57-
88).
NOTE SUI LUDI SAECULARES 229
con periodicit diversa, ambedue fondate all'epoca dei Tarquinii.
Con l'espropriazione dell'aver Tarquiniorum, all'inizio della repubb
lica, i ludi Terentini (in seguito Saeculares) sarebbero passati
nell'ambito del culto di una gens come quella dei Valerli, il cui co
llegamento con il Campo Marzio dimostrato non solo dalla tradi
zione sul Terentum, ma anche dalla possibile fondazione (o rifon
dazione) dell'ara Martis, ora confermata dalla scoperta del lapis
Satricanus. Le connotazioni monarchiche dei Valerli (e in parti
colare di Valerio Publicola) all'inizio della repubblica sono pi vol
te sottolineate dalla tradizione antica, ad esempio a proposito
dell'occupazione di dimore regie, del seppellimento dei membri
della gens in un sepolcro eccezionalmente collocato all'interno del
pomerio66.
7 - Un approccio di grande efficacia per chiarire molti pro
blemi relativi ai l.s. (specie per quanto riguarda le origini di questi)
l'analisi topografica. La scoperta, in due riprese, dei frammenti
degli acta augustei e severiani ha permesso di chiarire in modo
definitivo la posizione del Terentum, il santuario del Campo Marzio
sede dei ludi61. Sappiamo ormai che esso occupava gran parte del
la sommit dell'ansa tiberina rivolta verso il Vaticano. In particolar
e, gli scavi del 1930 - bench purtroppo limitati ai soli cavi di fon
dazione dell'edificio allora costruito tra Via Paola e lungotevere
degli Altoviti - hanno fornito alcuni dati preziosi, per quanto fram-
mentari, accuratamente riportati nella pianta redatta da Guglielmo
Gatti68 (fig. 1). Fondamentale in primo luogo la scoperta di parte
del tratto dell'Euripus augusteo e del muro in blocchi di tufo che lo
seguiva a ovest, a poco pi di sei metri di distanza.
L'area del Terentum va quindi collocata a ovest di questo
muro, e doveva estendersi pi meno dal punto dove sono stati
scoperti i frammenti degli acta (M nella pianta) - forse meglio
dal muro in tufo, forse il muro di temenos, collocato circa m. 6 pi
a est - in direzione est, probabilmente fino a S. Giovanni dei Fio
rentini.
Se la posizione del Terentum sufficientemente accertata,
qualche problema pone quella del Trigarium, fondamentale - come
vedremo - per il chiarimento della situazione arcaica di questo
settore del Campo Marzio, oltre che per collocare nello spazio
66 F. Coarelli, // Foro romano. Periodo arcaico, Roma, 1983, p. 79 sq.
67 Castagnoli, op. cit. ; F. Coarelli, Navalia, Tarentum e la topografia del
Campo Marzio meridionale, in Quad. Ist. Top., 5, 1968, p. 27-32; S. Quilici Gigli,
Estremo Campo Marzio, in Analecta Rom. Inst. Dan., suppl. 10, 1983, p. 47-57; E.
La Rocca, La riva a mezzaluna, Roma, 1984, p. 57 sq.
68 Romanelli, art. cit., pianta a p. 314.
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NOTE SUI LUDI SAECULARES 23 1
lo svolgimento dei ludi Saeculares. Il punto di partenza obbliga
to : i Cataloghi Regionarii69. In questi si possono distinguere tre
gruppi di monumenti : il primo riferibile grosso modo alla parte
centro-meridionale, il terzo alla parte settentrionale del Campo
Marzio, mentre il secondo, dopo la menzione dei tre teatri,
dell'Odeon (e del campus Martius in senso ristretto) e prima del
Pantheon, comprende una breve lista omogenea, relativa alla zona
occidentale della pianura : trigarium, ciconias, nixas.
Non ci dovrebbero essere dubbi sull'appartenenza di questi tre
complessi alla fascia pi vicina al Tevere - grosso modo compresa
tra il teatro di Pompeo e la zona di Monte Giordano - e sul probab
ile collegamento topografico tra di essi70.
Altro dato che sembra ormai acquisito la separazione tra
Ciconiae e Nixae, un tempo collegate tra loro in un lemma unico,
come dimostrato dal fatto che i due termini sono citati separata
mente altrove71 : le Ciconiae riappaiono in una nota iscrizione
come luogo di sbarco dei vina fiscalia12, mentre le Nixae costitu
iscono il luogo di svolgimento della cerimonia deWOctober equus73.
Le prime vanno quindi identificate con la zona portuale costituita
dalla riva sinistra del Tevere nel tratto a monte del ponte Elio,
mentre le seconde vanno collocate in un'area destinata a corse di
carri, che difficilmente potr essere diversa dal Trigarium. Il termi
ne Nixae, con tutta probabilit, non altro che un sinonimo di
Terentum : esso dovrebbe alludere a un monumento figurato (un
gruppo statuario?) rappresentante le Ilizie, nella posizione inginoc
chiata che quella delle partorienti nel mondo arcaico74. Triga
rium e Nixae costituiscono un insieme coerente sia sul piano topo
grafico che sul piano funzionale, che non lecito separare arbitra
riamente. Al tempo stesso, siamo in grado di identificare un uso del
Trigarium non limitato alle cerimonie dei ludi Saeculares, ma scan
dito secondo ricorrenze pi ravvicinate nel tempo : oltre &\ October
equus probabilmente anche le Equirria75 : Ovidio infatti colloca
queste ultime entro l'ansa del Tevere.
69 A. Nordh, Libellus de regionibus urbis Romae, Lund, 1949, p. 87 (e nota).
70 Erra quindi J.-L. Flambart, Deux toponymes du Champ de Mars : ad Cico
nias, ad Nixas, in L'Urbs, Roma, 1987, p. 191-210, che colloca le Nixae presso
S. Lorenzo in Lucina.
71 Flambart, art. cit.; Coarelli, op. cit. a nota 66, p. 72-3; La Rocca, op. cit.,
p. 57 sq.
72 CIL VI 1785, add. 31931.
73 Chron. 354 : CIL F, p. 274.
74 Coarelli, loc. cit. ; La Rocca, loc. cit.
75 Ovid., Fast. Ill 519: altera gramineo spectabis equirria campo / quam
Tiberis curvis in lato urget aquis : dove l'accenno alla vicinanza del terreno di
232
FILIPPO COARELLI
Ulteriore conseguenza di una tale ricostruzione l'indubbia
arcaicit del complesso Terentum-Trigarium. Dell'estrema antichit
di cerimonie come Y October equus e le Equirria non infatti lecito
dubitare : il primo deriva da modelli probabilmente ancora indoeur
opei, e comunque presenta una struttura binaria che allude a un
momento storico anteriore alla cristallizzazione della citt nelle sue
forme definitive76; le seconde sono inserite nel feriale arcaico, ci
che impedisce qualsiasi datazione posteriore al VI secolo, e proba
bilmente alla prima met di questo77.
In altri termini, si tratta di un complesso funzionale la cui es
istenza attestata gi in piena et regia78 : semmai proprio i ludi
Saeculares possono costituire un'inserzione pi tarda, collegata alla
ristrutturazione del Campo Marzio immediatamente successiva
all'instaurazione della Repubblica. Per ricostruire con sicurezza il
complesso funzionale cos delineato l'analisi topografica diviene
cruciale; fondamentale specialmente la localizzazione precisa del
Trigarium.
Per questa si contrappongono sostanzialmente due tesi : quella
che lo colloca lungo la riva del Campo Marzio compresa tra il pons
Agrippae e il Ponte Neroniano79, e quella che preferisce la riva a
monte del ponte Elio, in direzione di piazza Nicosia80.
La premessa indispensabile per giungere a una conclusione
ragionevole la percezione dell'aspetto reale e delle dimensioni del
complesso : non si trattava di una costruzione permanente ma di
un'area, che doveva venir attrezzata con sedili lignei in occasione
dei giochi : non diversa, in questo, dai fori publici del pi antico
Circo Massimo81, dalle rappresentazioni figurate etrusche (come,
in particolare, la Tomba delle Bighe a Tarquinia)82. Allo stesso tem
po, si deve sottolineare che un terreno del genere doveva avere
dimensioni adeguate allo svolgimento di corse di carri : e cio, non
di meno di 300/400 metri di lunghezza. La libera disponibilit di
corsa all'ansa del Tevere non pu che riferirsi all'area del Terentum-Triga
rium.
76 G. Dumzil, La religion romaine archaque, Parigi, 1974, p. 227-35.
77 Sulla datazione del feriale arcaico, cfr. op. cit. a nota 66, passim.
78 J.-P. Thuillier, Les jeux athltiques dans la civilisation trusque (BEFAR,
256), Roma, 1985, p. 94-5.
79 R. Lanciani, F.U.R., tav. 14; Coarelli, art. cit. a nota 67; Id., // Campo
Marzio occidentale. Storia e topografia, in MEFRA, 89, 1977, p. 837-42; La Rocca,
op. cit., p. 57 sq.; J. Kolendo, Trigarium, lieu d'entranement des auriges et des
chevaux Rome et Thevestes, in Archeologia (Varsavia), 35, 1984, p. 27-31.
80 Castagnoli, op. cit., p. 136.
81 Fori publici: Liv. I 35, 8; 56, 2; XXIX 37, 2; XLV 1, 7-8; Paul. Fest.
84 L.; Charis. Gramm. I 32, 19; CIL 809.
82 Tomba delle Bighe : Thuillier, op. cit., p. 622-38.
NOTE SUI LUDI SAECULARES 233
tale spazio dovette permanere fino alla fine dell'et imperiale,
come dimostra la menzione dei Cataloghi Regionarii : comunque,
anche se si accettasse la tesi - a mio avviso aberrante - secondo la
quale in et costantiniana il Trigarium non esisteva pi, se non
come toponimo83, resta almeno il fatto, indiscutibile, che esso veni
va ancora utilizzato in et severiana per corse di carri connesse
con i ludi Saeculares84.
Sappiamo inoltre che in et imperiale il terreno era normal
mente utilizzato dagli aurighi del circo per le loro esercitazioni, ci
che farebbe pensare ad una relativa prossimit agli stabula factio-
num, la cui posizione nell'area compresa tra il palazzo della Canc
elleria e il palazzo Farnese accertata85. Alcune iscrizioni di auri
ghi scoperte in varia epoca nell'area circostante a via Giulia86 sem
brano confermare questa ipotesi, insieme al fatto che Trigarium
assumer ormai il significato corrente di luogo di allenamento
per i carri87.
La scoperta nel 1887 di un cippo di delimitazione del Tevere a
Trigario ad pontem Agrippae di et claudia88, ha fornito un ulterio
re elemento di prova nel senso che qui si sostiene. L'eccezionaiit
del dettato rispetto agli altri documenti del genere e l'assenza della
normale indicazione di distanza fa pensare infatti a un intervento
di dimensioni molto limitate, segnalato probabilmente da due soli
cippi alle due estremit, che saranno stati ovviamente collocati,
rispettivamente, all'altezza del Trigarium e del pons Agrippae.
possibile tra l'altro che questo intervento non sia senza rapporto
con la celebrazione dei ludi Saeculares del 47 d.C.
Queste considerazioni escludono la localizzazione del Triga
rium lungo la riva del Tevere a monte del Terentum, e suggerisco
no con forza invece quella a valle dello stesso punto (fig. 2).
Recentemente per si proposta una ricostruzione della parte
occidentale del Campo Marzio come un quartiere totalmente urba
nizzato, attraversato da una serie di vie perpendicolari al fiume,
che ricalcherebbero la topografia medioevale, sostanzialmente con
servatasi fino ad oggi89. Ora, quasi imbarazzante dover constata-
83 L. Quilici, // Campo Marzio occidentale, in Analecta Inst. Donici,
suppl. 10, 1983, p. 66 sq., fig. 5 a p. 69.
84 Circus temporalis : Pighi, op. cit., p. 167, 189 (cfr., per i ludi augustei,
ibid., p. 118).
85 CoARELLi, art. cit. a nota 79, p. 837-42.
86 N.S. 1886, p. 419; CIL VI 30860 a(gitator) mil(iarius) : da via del Pavone;
VI 10044 : victoria Venetianorum : da S. Lucia della Chiavica.
87 CoARELLi, toc. cit. a nota 85 ; Kolendo, art. cit. a nota 79.
88 N.S. 1887, p. 306; CIL VI 31545.
89 Quilici, loc. cit. a nota 83.
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NOTE
SUI LUDI SAECULARES 235
re che tale ricostruzione basata esclusivamente su documenti
medioevali, di un periodo cio in cui il Campo Marzio divenne -
per vari motivi che qui non il caso di ripercorrere - il centro res
idenziale della citt, che si concentr in effetti tra il Campidoglio e
il Tevere, abbandonando in gran parte - tranne limitate isole - il
resto dello spazio compreso entro le Mura Aureliane. In una tale
situazione, basare l'intera ricostruzione di un quartiere antico su
una malintesa presunzione di continuit, e a partire da una docu
mentazione esclusivamente medioevale, un'operazione che si qual
ifica da s.
Senza entrare in ulteriori dettagli, una consultazione sommar
ia della Forma Urbis di Lanciani sar sufficiente a far emergere la
totale assenza di resti antichi in gran parte dlia fascia lungo il
Tevere compresa tra Ponte Sisto e il Ponte Neroniano (a differenza
di quanto invece si pu constatare per le zone pi a est e a sud)90.
significativo, tra l'altro, che l'apertura di via Giulia non abbia
rivelato alcuna realt edilizia antica91.
La situazione appare invece molto diversa per l'area a monte
del Ponte Neroniano : questa appare attraversata da vie antiche
sicuramente documentate, come il proseguimento di via dei Banchi
Vecchi fino al Ponte Elio, una via quasi corrispondente al percorso
dell'attuale via Vecchiarelli e un'altra in coincidenza con piazza
Lancellotti92. Lo spazio, cos sezionato, non poteva in nessun caso
ospitare un complesso delle dimensioni del Trigarium, che tutto
induce quindi a localizzare nell'area a valle del Ponte Neroniano.
Un'analisi pi accurata di quest'ultima permetter di fare emerger
e alcune caratteristiche topografiche particolari, degne di nota
per i problemi che andiamo discutendo.
In primo luogo, si possono riconoscere con buona probabilit i
limiti del terreno che veniva occupato dal circo provvisorio, costi
tuiti da strade documentate con sicurezza : a nord, il proseguiment
o fino al Ponte Neroniano della cosiddetta via recta (che in real
t, a giudicare dai resti scoperti nel 1930, sembra arrestarsi pi a
est, confluendo in un piazzale lastricato, nel quale dobbiamo rico
noscere una parte del Terentum)93. A sud il limite dovrebbe coinci
dere con la via antica, segnalata nel 1879 in corrispondenza di via
dei Bresciani94. da notare, tra l'altro, che questa assume un
andamento nettamente divergente della via attuale, come del resto
90 Lanciani, F.U.R., tav. 14.
91 R. Lanciani, Storia degli Scavi I, Roma, 1902, p. 137-59.
92 Lanciani, F.U.R., tav. 14.
93 Ibid. ; Romanelli, pianta cit. a nota 68.
94 Lanciani, F.U.R., tav. 20; NS 1879, p. 269.
236 FILIPPO COARELLI
- anche se in misura meno rilevante - la via antica corrispondente
al vicolo del Malpasso95 : indici determinanti, a mio avviso, insieme
all'assenza totale di altre tracce di basolato nell'area pi a nord,
per escludere definitivamente l'ipotesi di una possibile continuit
attraverso il medioevo di un preteso tessuto urbanistico antico.
L'andamento della via antica, in corrispondenza della via dei
Bresciani, sensibilmente parallelo (con un lieve angolo) a quello
della via recta : ci conferma, a mio avviso, il rapporto reciproco
tra i due assi, nei quali si riconoscono i limiti sud e nord del Triga
rium. La distanza tra di essi di circa 330 m., ai quali si pu forse
aggiungere anche un ulteriore settore di 50 m. verso nord, se il
Terentum - come vedremo - era incluso parzialmente entro l'area
del circo provvisorio, e se la via recta, come sembra, si arrestava
alle soglie di esso.
Un'area lunga tra 330 e 380 m. pu considerarsi sufficiente ad
un circo di dimensioni non enormi, come invece sar richiesto in
et imperiale per lo svolgimento di corse che prevedevano la parte
cipazione di un numero crescente di quadrighe, e spazi sempre pi
estesi per gli spettatori. interessante anche notare che il cippo
della limitazione claudia collocato al margine meridionale
dell'area : cio nel punto a nord del settore di riva allora delimitat
o, a Trigario ad pontem Agrippae ; possiamo immaginare che l'altro
cippo fosse collocato all'altezza di quest'ultimo, e cio dell'attuale
Ponte Sisto, con una lunghezza totale di circa 760 m.
interessante osservare anche il lato lungo, orientale dell'area
cos delimitata (l'altro lato era evidentemente segnato dal Tevere) :
questo sembra costituito dall'asse, certamente antico, corrispon
dente all'attuale via dei Banchi Vecchi96. Del tutto ipotetica infatt
i l'esistenza di un'altra via, indicata - sia pur interrogativamente -
da Lanciani con il nome di via Triumphalis, che prolungherebbe in
linea retta il percorso meridionale di via dei Banchi Vecchi fino al
Ponte Neroniano97. Ora, di questo asse non mai apparsa alcuna
traccia, n se ne riscontrano persistenze nel tessuto viario attuale :
fino a prova contraria, mi sembra che l'esistenza di questa via deb
ba essere scartata, anche in considerazione del fatto che essa ver
rebbe ad attraversare obliquamente l'area occupata dal Trigarium.
In realt, quello che si pu osservare con chiarezza sul terreno la
netta deviazione verso nord dell'asse antico corrispondente a via
dei Banchi Vecchi, che descrive un sensibile angolo proprio all'a
ltezza di piazza Sforza, e cio nel punto occupato in antico da un
95 Lanciani, ibid.; NS 1886, p. 159.
96 Lanciani, F.U.R., tav. 14; Coarelli, art. cit. a nota 79, p. 818 sq.
97 Lanciani, F.U.R., tav. 14.
NOTE SUI LUDI SAECULARES 237
grande monumento, un tempo identificato con il Terentum e oggi,
molto pi attendibilmente, con il sepolcro di Agrippa98 : si tratta
comunque di un edificio certamente di et augustea. Quest'ultimo
dato impedisce di considerare questa deviazione come una conse
guenza della costruzione del Mausoleo di Adriano e del Ponte Elio,
con i quali essa allineata" : anzi, furono evidentemente questi
ultimi edifici ad orientarsi sull'asse gi esistente, la cui deviazione
deve dunque dipendere da altri fattori.
La via cambia direzione, a quanto sembra, per evitare un'enti
t gi esistente, nella quale non possiamo, a questo punto, non
identificare il Trigarium : essa costituisce di conseguenza una pre
ziosa testimonianza dell'esistenza di questo. Non mai esistita dun
que una via diretta fino al Ponte neroniano, ma solo questa via che,
dopo la deviazione, andava ad innestarsi nella via recta, e da qui
si dirigeva verso il ponte. Il tratto compreso tra questa convergen
za e il Ponte Elio costituisce evidentemente un intervento successi
vo, collegato alla costruzione del Mausoleo di Adriano.
Di particolare rilevanza il punto in cui avviene la deviazione,
sottolineato dalla presenza del probabile sepolcro di Agrippa e di
un cippo del pomerio adrianeo 10 : anche in questo caso, certo
che questi ultimi sono determinati, dalla brusca deviazione, e non
viceversa : quest'ultima dunque deve dipendere da altri fattori, il
pi importante dei quali ci sembrato di riconoscere nell'esistenza
del Trigarium. Accanto a questo ne esiste per un altro, che a mia
conoscenza non stato mai rilevato : la sommit del gomito de
scritto dalla via corrisponde con notevole esattezza alla distanza di
un miglio dalla porta Carmentalis. quasi inutile sottolineare l'i
mportanza di questa linea di un miglio dal pomerio, che segnava il
limite degli auspicia urbana 101 : specialmente nelle fasi pi antiche
della citt, questa delimitazione dello spazio secondo cerchi success
ivi (corrispondenti, dall'interno all'esterno, al pomerio, al primo
miglio e al confine deYager Romanus antiquus) era essenziale per
la determinazione di concetti giuridico-religiosi, che avevano im
portantissime ricadute anche nell'ambito politico-amministrativo.
L'esempio pi trasparente la collocazione di tre templi che la
tradizione attribuiva a Servio Tullio (e cio al codificatore della
forma urbana di Roma arcaica), quello della Fortuna del Foro
98 Ibid. ; La Rocca, op. cit., p. 87 sq.
99 Come sostenevo in art. cit. a nota 79, p. 821.
io CIL VI 1233a.
101 Da ultimo, A. Magdelain, Le pomerium archaque et le mundus, in REL,
54, 1976, p. 72.
238 FILIPPO COARELLI
Boario e i due di Fors Fortuna del primo e del sesto miglio, rispett
ivamente in corrispondenza di questi tre confini successivi102.
La collocazione del probabile sepolcro di Agrippa non ovvia
mente casuale, come casuale non la deviazione della via in un
punto, che potrebbe coincidere con l'inizio del Trigarium : pi
meno alla stessa altezza era collocato il cippo claudiano di limita
zione del Tevere.
Se queste osservazioni colgono nel segno, siamo in grado di
ricostruire l'area occupata dal Trigarium e anche l'orientamento di
questo, che doveva assumere un andamento grosso modo nord-sud.
Certa inoltre ne la posizione, all'esterno della linea del primo
miglio.
Quanto all'edificio scoperto nel 1889 presso S. Orsola della Pie
t, identificato senza motivo da Lanciani con la schola dei XV viri
sacris faciundis 103, si tratta forse di una realizzazione di et tardo-
antica, che venne ad occupare una zona ormai non pi utilizzata
per le sue funzioni originarie. L'area disponibile, nel senso della
larghezza, misurava dunque tra i 130 e i 160 m.
8 - Dall'esame del terreno possiamo ora tornare, sufficient
emente esperti della situazione topografica, alla considerazione del
le fonti letterarie. Le indicazioni importanti sulla posizione del
Terentum sono sostanzialmente le seguenti :
1) in extremo Marito campo (Fest. p. 440 L.);
2) presso il Tevere, nella parte pi stretta del Campo Marzio
(Zosim. 2,3);
3) i luoghi ove si svolgono i ludi Saeculares, tutti collegati tra
loro, sono disposti secundum Tiberini.
Il collegamento tra Terentum e Trigarium ricostruibile, da
Zosimo (12,3): ' ,
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confrontato con Philox., CGL II
201 : trigarium e con gli acta dei
ludi Saeculares : metae positae quadrigaeque sunt missae et desul-
tores misit Potitus Messala; ad circum temporalem venerunt. . .
supra carceres.
Particolarmente importante Fest., p. 478 L. : ( Tarentum ) in
campo Martio loc(us ideo putatur 'Terentum') dicendum fuisse
quod te(rra ibi per ludos) secularis Ditis patris (aram occulens
tera)tur ab equis quadrigariis. . .. Sembrerebbe dunque che anche
102 F. Coarelli, // Foro Boario, Roma, 1988, p. 415-6; Id., in Ostraka 1, 1992,
p. 44; J. Scheid, Les sanctuaires de confins dans la Rome antique, in L'Urbs,
Roma, 1987, p. 583-95.
103 Lanciani, F.U.R., tav. 14; Id., in Mon. Lincei, 1, 1890, p. 548.
NOTE SUI LUDI SAECULARES 239
il Terentum ( almeno l'ara sotterranea) fosse coinvolto nelle cor
se : qualcosa di analogo forse alle metae Murciae del Circo Massi
mo, che sorgevano al di sopra di un analogo luogo di culto sotter
raneo, quello di Consus.
Va anche riconsiderato il testo di Ovidio, che definisce la riva
sinistra del Tevere come fluminis latus, cui sunt vada iuncta
Tarenti. Vada normalmente tradotto come zona paludosa,
banchi di sabbia. Non si vede per perch non intendere il termi
ne nel senso che esso presenta nella maggioranza dei casi, quello di
bassofondo meglio guado : si allude qui evidentemente a un
tratto del fiume, quello appunto della grande ansa del Campo Marz
io, dove le acque sono meno profonde e la corrente meno violenta,
e che quindi si presenta particolarmente adatto al guado : del resto
proprio qui, alle spalle di S. Giovanni dei Fiorentini, stato in fun
zione fino ad epoca relativamente recente un traghetto, tante volte
rappresentato in quadri e stampe a partire dal '600, e ancora nella
tavola 14 della Forma Urbis di Lanciani. Prima della costruzione
del Ponte Neroniano (la cui data ignota, ma comunque posteriore
all'epoca in cui Ovidio scriveva), in corrispondenza del Terentum
doveva esistere un guado, destinato a congiungere le vie del Campo
Marzio con la via Triumphalis.
9-11 collegamento del complesso funzionale Terentum-Triga-
rium con cerimonie legate a strutture militari della Roma arcaica,
e in particolare con il trionfo traspare attraverso una serie di indiz
i, su alcuni dei quali ci siamo gi soffermati altrove 104, ma che ora
vanno tutti ripresi pi ampiamente, e soprattutto ricontestualizzati
all'interno del loro sistema complessivo. Alla base di tutto, evident
e, ma mai considerata a sufficienza in tutte le sue valenze e sfu
mature, la vocazione militare del Campo Marzio : baster ricor
dare, a questo proposito, l'utilizzazione dell'area per la convocazio
ne delle leve (nell'ambito del censo), lo svolgimento dei comitia
centuriata, gli esercizi paramilitari, ecc. : tutte funzioni strettament
e collegate con Vara Martis. Ovvia, bench discussa, anche la
vocazione trionfale del Campus105, e in genere di tutta l'area
immediatamente esterna alla porta Carmentalis : in particolare, del
Circo Flaminio, luogo destinato, con gli annessi templi di Apollo e
di Bellona, alla convocazione extrapomeriale del senato al fine di
concedere il trionfo e alla concentrazione dell'apparato destinato a
104 Coarelli, // Foro Romano, op. cit., p. 72-7.
105 Ibid. ; Id., // Foro Boario, cit., p. 364 sq. Contra, T. P. Wiseman, Strabo on
the Campus Martins, in LCM, 4, 7, 1979, p. 131 = Roman Studies, Liverpool,
1987, p. 163 sq.; J. P. Poe, The Secular Gantes, the Aventine, and the Pomerium
in the Campus Martins, in Class. Ant. 3, 1984, p. 58.
240
FILIPPO COARELLI
sfilare nel corso della pompa 106. Di tali aspetti ci siamo occupati gi
pi volte altrove, e non il caso di insistere ancora in questa sede
su di essi. Qui interessa soprattutto approfondire i dati relativi alle
analoghe funzioni esercitate, nello stesso contesto, dal settore pi
occidentale del Campus, quello per l'appunto che era occupato dal
Terentum e dal Trigarium : oltre ai ludi Saeculares - celebrati,
opportuno sottolinearlo ancora una volta, pro victoria, oltre che
pro valetudine - sono da prendere in considerazione le cerimonie
arcaiche deWOctober equus e delle Equirrta : in pratica, tutto il
sistema di ludi, incentrati su gare di carri, che avevano come teatro
il Campo Marzio e come dedicatario Marte.
In via preliminare, tuttavia, necessario tornare a considerare
il significato dell'epiteto triumphalis in relazione con due monum
enti in genere scarsamente considerati nel contesto che qui inte
ressa : la via triumphalis 107 e la portions triumphi 108.
La prima, come abbiamo ricordato in precedenza, veniva a
concludersi sulla riva destra del Tevere in corrispondenza del Pont
e Neroniano, e in precedenza con i vada Tarenti. L'antichit note
vole di questa, pi volte revocata in dubbio, anche di recente109, si
pu accertare in base a un certo numero di dati archeologici : la
presenza lungo il suo percorso di un insediamento risalente all'et
del ferro110, oltre che di sepolcri non posteriori alla tarda repubblic
a111. Da tempo stata notata la sua funzione come pi antico co
llegamento tra Roma e Veio112, ci che permette di risalire a un
periodo non successivo al III secolo a.C. 113. Lo stesso nome della
strada, del resto, mal si spiegherebbe dopo la fine del IV secolo,
quando ha inizio, con la via Appia, l'uso di attribuire il nome del
magistrato realizzatore alle nuove vie extraurbane114. Quanto al
significato dell'epiteto, va confermata la spiegazione gi proposta
altrove115, e cio il collegamento originario con i trionfi pi antichi
106 F. Coarelli, La porta trionfale e la via dei trionfi, in DArch, 2, 1968,
p. 55-103.
107 Su cui si veda G. Radke, Viae Publicae Romanae (trad. it.), Bologna,
1981, p. 108, 112.
108 Coarelli, Foro Boario, cit., p. 394-9.
109 . Degrassi, in RPAA 61. 1988-9, p. 330 sq.
o C. Caprino, in NSA, 1954, p. 195-268.
111 V. Vaananen e altri, Le iscrizioni della necropoli dell'Autoparco, in Acta
Inst. Rom. Fini. 6, Roma, 1973, passim.
112 J. B. Ward Perkins, in PBSR 23, 1955, p. 45-69; Id., ibid., 29, 1961, p. 13-
4; G. De Rossi, in ArchClass, 33, 1981, p. 27 sq.
113 Cfr. da ultimo Wiseman, Roman Studies, cit., p. 140 sq.; . Degrassi, in
RPAA, 55-6, 1982-4, p. 155-74.
114 RADKE,,op. cit. a nota 117, p. 25 sq. (con inconsistenti note ipercritiche).
115 Cfr. nota 108.
NOTE SUI LUDI SAECULARES 24 1
di Roma su Veio, da quello mitico di Romolo a quello, definitivo, di
Camillo : l'origine del nome - ma non quella della strada, che di
et protostorica - probabilmente da attribuire agli inizi del IV
secolo a.C.
Il fatto che la via venisse a concludersi proprio in coincidenza
con i vada Tarenti, e cio con il traghetto, certamente arcaico, che
collegava, alla sommit dell'ansa tiberina, il Vaticano con il Campo
Marzio non pu quindi che confermare il carattere trionfale del
complesso Terentum-Trigarium, che viene quindi a qualificarsi
come una delle articolazioni fondamentali del trionfo arcaico.
Altrettanto interessante la ricostruzione del possibile percor
so di una porticus triumphi, il cui tratto finale ci sembrato di
poter identificare nel portico repubblicano diretto alla porta Car-
mentalis, due tratti del quale sono ancora conservati allo sbocco
del vicus Iugarius nel Foro Olitorio e su due lati del Tempio di Bel
lona116.
L'argomento, piuttosto complesso ed intricato, ma determinant
e per quanto qui si intende dimostrare, va ripreso con una certa
ampiezza.
In primo luogo, si deve ricordare che il monumento menzio
nato solo dalla documentazione epigrafica, e in contesti tali, che
hanno fatto dubitare della sua stessa esistenza117. Si tratta di epi
grafi provenienti da praedia privati, che menzionano porticus
triumphi in evidente relazione con xysti di lunghezza misurata, cor
rispondente in genere a una frazione di miglio. Ai due esempi sicur
i conosciuti (provenienti da Roma e da Baia)118 se ne pu aggiun
gere un altro probabile, da Villa Adriana, che si palesa cruciale per
la soluzione del problema119.
Gi nel secolo scorso, De Rossi120, unico studioso fino ad oggi
ad occuparsi seriamente del problema, aveva proposto di spiegare
l'origine del termine in base a un modello, da identificare in un
portico di carattere pubblico, collegato allo svolgimento e al per
corso del trionfo, e da localizzare con tutta probabilit nel Campo
Marzio. Sulla base della celebre lettera di Cicerone relativa ai pro
getti edilizi di Cesare121, egli proponeva in conclusione di identifi
carlo nella porticus, ut milita passus conficiatur, collegata ai Saepta
116 Cfr. nota 108.
117 II lemma non appare, ad esempio, nei manuali di Gilbert e di Richter.
Cfr. A. Sogliano, in Atti Acc. Napoli, 8, 1924, p. 125 sq.
118 CIL VI 29776. Baia : De Rossi, art. cit. a nota 120.
119 CIL XIV 3695 a. Ch. Hlsen, in AA, 1896, p. 47-8.
G. B. De Rossi, in NS, 1888, p. 709-14; Id., in BCAR, 1890, p. 284-5,
n. 32.
121 Cic, ad Ait. IV 16, 14.
242 FILIPPO COARELLI
e alla villa Publica, menzionata dall'oratore. Accanto a questa solu
zione, per vari motivi insostenibile, ne veniva avanzata un'altra,
ritenuta per meno probabile, che identificava la porticus triumphi
con le porticus maximae, citate nell'iscrizione dell'Arco di Grazia
no, Valentiniano e Teodosio (379-383 d.C.) 122. Quest'ultima ipotesi,
a mio avviso, coglie invece nel segno.
Le porticus maximae sono state da tempo identificate nella
grande via porticata corrispondente, da est a ovest, alle vie dei
Giubbonari, del Pellegrino, dei Banchi Vecchi, del Banco di S. Spi
rito (dove essa si viene a concludere al Ponte Elio, passando sotto,
per l'appunto, all'Arco di Graziano)123. Sembra pi che probabile
l'identificazione di essa con la via tecta ricordata da Seneca
nel'Apocolocyntosis divi Claudii 124 : Nec mora Cyllenius illum col
lo obtorto trahit ad inferos. . . Inicit illi manum Talthybius deorum
et trahit capite obvoluto, ne quis eum possit agnoscere, per cam-
pum Martium, et inter Tiberim et viam tectam descendit ad inferos
. . . Itaque . . . momento temporis pervenit ad ianuam Ditis.
Il luogo attraverso il quale Claudio finisce agli Inferi, ad
ianuam Ditis, situato nel Campo Marzio, tra il Tevere e la via tecta,
non pu essere altro che il Terentum, santuario dedicato a Dis
Pater125. Qui tra l'altro erano stati celebrati solennemente i ludi
Saeculares di Claudio, ci che forse spiega la citazione ironica del
luogo.
Di conseguenza, la via teda viene a coincidere con le porticus
maximae126. Come le altre strade dello stesso nome che conosciamo
a Roma, doveva trattarsi di vie porticate che iniziavano a partire
da una porta, che nel nostro caso si identifica con la Carmentalis (e
cio, a mio avviso, con la Triumphalis) 127.
Ora, la lunghezza di questa via porticata, misurata dalla porta
fino all'altezza del monumento di Piazza Sforza Cesarini, un tempo
identificato con il Terentum, corrisponde a un miglio preciso.
nota l'importanza di questa linea, che costituiva il limite degli
auspicia urbana12* : in questo stesso punto ci parso di poter collo
care il limite meridionale del Trigarium, e sempre qui stato sco-
122 CIL VI 1184; De Rossi, art. cit. (NS 1888); R. Lanciami, I portici della
regione IX, in Ann. Inst., 1883, p. 19 sq.
123 CIL VI 1184; Lanciani, art. cit. alla nota prec.
124 Sen., Apocol. 11, 6; 13, 1-2. Cfr. Mart. Ill 5, 5; Vili 75, 1-2.
125 Castagnoli, op. cit. a nota 42, p. 156-7.
126 Ibid.
127 Coarelli, cit. a note 105 e 106.
128 Th. Mommsen, SR3 I, p. 63 sq. Da ultimo, A. Magdelain, art. cit. a nota
101, p. 72.
NOTE
SUI LUDI SAECULARES 243
perto un cippo del pomerio adrianeo, la cui posizione non forse
casuale 129.
Questo fatto, unito alla scoperta in una zona vicina di un altro
cippo, questo del pomerio di Claudio130, dimostra a mio avviso la
posizione extrapomeriale del Trigarium e del Terentum, anche
dopo gli ampliamenti Claudio e vespasiano del pomerio. L'insisten
za di numerosi studiosi131 nel rovesciare questa disposizione, incl
udendo all'interno dYurbs la fascia prospiciente il Tevere ed escl
udendone il Campo Marzio centrale non si giustifica in base alla
documentazione superstite. Rimandando ad altra occasione un ri
esame globale del problema, ci limiteremo qui ad alcune osservazion
i essenziali. A parte le considerazioni gi pi volte ripetute sul
carattere infero del Terentum e sulla continuit della funzione
trionfale della zona, che imponeva di lasciare fuori del pomerio
tutta la fascia di terreno che collegava il Ponte Neroniano con la
porta Triumphalis 132, resta un elemento tecnico a mio avviso deter
minante, che non stato finora considerato nel suo giusto valore :
intendo riferirmi alla posizione dell'iscrizione principale nei cippi
pomeriali che, come ha dimostrato da tempo Hlsen133, era collo
cato regolarmente sulla faccia rivolta verso l'interno, verso 'urbs.
Ora, nel cippo adrianeo scoperto in situ nella piazza Sforza
Cesarini l'iscrizione era collocata in direzione della piazza della
Chiesa Nuova. I dubbi manifestati in proposito non appaiono giu
stificati : l'indicazione gi in Jordan 134, che vide il cippo poco
dopo la scoperta, ancora in posto, ed stata ribadita da Hlsen 135 e
soprattutto da Lanciani, che assist, tra l'altro, all'asportazione del
cippo nel 1887136. Nella Forma Urbis137 infatti la posizione dell'epi
grafe indicata con precisione, con la distanza dal cippo successi
vo segnata a sud : dal momento che questa indicata a sinistra
dell'iscrizione principale, risulta dimostrato che la stessa era rivol
ta verso la Chiesa Nuova, e cio a sud-est. Di conseguenza, certo
129 CIL VI 1233 a = 31539 a. M. Andreussi, Roma. Il pomerio, in Scienze
dell'antichit, 2, 1988, p. 233 sq.
*> CIL 1231 a = 31537 d.
131 Ad es., M. Labrousse, Le pomerium de la Rome impriale, in MEFR, 54,
1937, p. 165-99; Andreussi, loc. cit.
132 Coarelli, art. cit. a nota 106.
133 eh. Hlsen, in CIL VI 4, 2, p. 3107.
134 H. Jordan, in Hermes, 2, 1867, p. 407.
135 Ch. Hlsen, in CIL VI 31539 a.
136 R. Lanciani, in BCAR, 15, 1887, p. 180-1. Si veda ora Andreussi, loc. cit. a
nota 131 (che non comprende il significato reale di questa indicazione).
137 Lanciani, F.U.R., tav. 14.
244 FILIPPO COARELLI
che il settore interno al pomerio, in questo punto, corrisponde alla
zona centrale del Campo Marzio, mentre quello esterno va identifi
cato con la fascia lungo il Tevere, dove erano situati Terentwn e
Trigarium.
Sarebbe difficile sostenere - ma pure stato sostenuto - che
un luogo di culto degli dei inferi, utilizzato almeno fino a Settimio
Severo (e probabilmente fino a Filippo l'Arabo)138 potesse venir
incluso all'interno del pomerio gi da Claudio : ricordiamo ancora
una volta che proprio al Terentum Seneca colloca l'ingresso agli
inferi, attraverso il quale Claudio perviene direttamente alla porta
di Dite.
Ma torniamo alla porticus triumphi : la lunghezza misurabile
con sicurezza di questo portico (se veramente va identificato con le
porticus maximae), corrispondente a un miglio, e il suo collegament
o con un circo, il Trigarium, sono caratteristiche del tutto omoge
nee a quelle porticus triumphi (che sono insieme anche porticus
miliariae), attestate da iscrizioni come parti di ville di lusso, e il cui
aspetto esterno ci rivelato dal cosiddetto Pecile della Villa Adria-
na, cui si riferisce una di queste epigrafi 139 : uno xystus di lunghez
za misurata, collegato a una di quelle gestationes in modum circi,
del tipo descritto da Plinio il Giovane a proposito della sua villa in
Tuscis 14.
L'ipotesi di De Rossi sembra cos verificata e - quel che pi
interessa nel caso specifico - verificato anche il collegamento tra
Trigarium e porticus triumphi. Che la lunghezza di tali viae tectae
potesse raggiungere il miglio (collegando, in ultima analisi, il po
merio con la linea delimitante gli auspicia urbana) confermato
dal caso, del tutto analogo, della via Appia, che, forse gi in et
repubblicana, fu dotata di un portico dalla Porta Capena fino
dWaedes Martis del primo miglio141.
Il fatto che la porticus sembri iniziare dal Trigarium appare
come una conferma dello stretto collegamento di quest'ultimo con
il trionfo : il complesso funzionale Terentum-Trigarium si dispone
come un trait d'union tra il Ponte Neroniano (i primitivi vada
Tarenti, conclusione della via Triumphalis) e la porticus triumphi,
che conduce alla porta Triumphalis.
Tutto ci sembra costituire una conferma del significato
trionfale dell'interno complesso topografico, e quindi anche dei
138 Le testimonianze sui ludi saeculares di Filippo l'Arabo sono comodament
e raccolte in Pighi, op. cit. a nota 1, p. 90 sq.
139 Hlsen, art. cit. a nota 119.
140 Plin., epist. V 6. Cfr. F. Marx, in Jdl, 10, 1896, p. 129-43.
141 Ovid., Fast. VI 191-2 : via tecta.
NOTE
SUI LUDI SAECULARES 245
riti particolari che vi si svolgevano. Abbiamo gi esaminato sotto
questo aspetto i ludi Saeculares. Ci resta da esaminare rapidament
e, come abbiamo promesso, YOctober equus e le Equirria.
Sul carattere di cerimonia trionfale del primo abbiamo gi
scritto ampiamente altrove 142 : baster qui ricordare le caratteristi
che regie e militari di esso, e soprattutto la particolare data
della cerimonia, il 15 ottobre : giorno destinato in origine al trionfo
arcaico, come si ricava dalla tradizione relativa a Romolo143 e dal
rito dei ludi Capitolini, celebrato lo stesso giorno, le cui caratteristi
che di cerimonia trionfale, decaduta a livello folclorico in et stori
ca, mi sembrano evidenti144.
Non difficile identificare l'analogo carattere delle Equirr
ia 145 : cerimonia dedicata a Marte, consistente in una corsa di carr
i che si svolgeva due volte l'anno nel Campo Marzio, dove Tiberis
curvis in latus urget aquis146, e cio, come si visto da tempo,
entro l'ansa del Tevere, dove appunto situato il Trigarium, nel
quale si dovr ancora una volta riconoscere il terreno utilizzato 147.
Le date delle due cerimonie, il 27 febbraio e il 14 marzo, sono stre
ttamente connesse con l'inizio del nuovo anno148 e con cerimonie di
apertura della campagna militare, la cui chiusura si identifica con
YOctober equus, come gi vide Wissowa149.
L'argomento andr ripreso pi ampiamente in altra sede : ci
sembra comunque di poter affermare fin d'ora l'esistenza di uno
strettissimo collegamento tra i principali ludi celebrati nel Campo
Marzio in et arcaica {October equus, Equirria, ludi Saeculares) e la
celebrazione della vittoria militare, nella sua forma pi rilevante, il
trionfo.
Filippo COARELLI
142 Coarelli, Foro romano, loc. cit. a nota 104.
143 Ibid.
144 F. Coarelli, in Index, 15, 1987 (Hommages G. Boulvert), p. 175-190.
145 Coarelli, Foro Boario, cit., p. 434.
146 Ovid., Fast. Ill 519-20; Fest. Paul. p. 71 L.
147 A. Piganiol, Recherches sur les jeux romains, Strasburgo-Parigi, 1923,
p. 23; Gag, op. cit. a nota 1, p. 18-19.
148 A. Brelich, Tre variazioni romane sul tema delle origini, Roma, 19762,
p. 108 sq.
149 G. Wissowa, Religion und Kultus del Rmer, Monaco di . 19122,
p. 144 sq.