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COMUNICATO STAMPA DEL 30 MAGGIO 2014
Le Confindustrie di Pistoia e Prato sui dati del credito locale di
Banca dItalia e Istat: ancora credit-crunch

I dati sullandamento del credito a Pistoia e a Prato fino a febbraio 2014 elaborati
dalle Confindustrie locali sugli ultimi dati resi disponibili da Banca dItalia e dallIstat
continuano a registrare il credit-crunch in atto dal 2011.

La diminuzione tendenziale dei finanziamenti accordati allintero settore produttivo
a Pistoia stata del -6,0%, mentre a Prato ha toccato il -11,0%. Punte particolari
di riduzione dellaccordato sono state raggiunte nel settore delle costruzioni e nelle
piccole aziende.
Nei primi mesi del 2014, nella indagine sui parametri adottati dalle banche italiane
per lerogazione degli impieghi, si rileva che la percezione del rischio rimane
significativa con una conseguente applicazione di criteri restrittivi nella
concessione dei prestiti alle imprese, specialmente le meno strutturate. Bench si
registri un progresso nelle valutazioni delle aziende sulle condizioni di accesso al
credito, resta sensibilmente elevata, e superiore al livello del 2010, la quota di
aziende che non ottiene il credito richiesto.
Il mancato atteso ribasso dei tassi di interesse contraddistingue il quadro
dell'economia italiana rispetto ad altri paesi europei e caratterizza soprattutto il
credito a livello locale: nell'ultima parte del 2013 a Prato ed a Pistoia si avuto un
incremento dei tassi, per tutte le tipologie di operazioni, pari o superiore alla
media italiana.
Nel rapporto tra sofferenze e impieghi, nonostante si sia registrato un incremento,
la posizione relativa fra le province italiane per Prato non cambiata in modo
sostanziale, mentre il settore delle attivit industriali pistoiesi si distingue in positivo
nellultima parte del 2013 con un miglioramento della propria posizione relativa.

Cristiana Pasquinelli, vicepresidente di Confindustria Pistoia, commenta: La
contrazione persistente dei finanziamenti dimostra che il sistema delle imprese
continua a pagare il prezzo pi alto per problemi nati nel sistema finanziario. La
"messa in sicurezza" dei bilanci delle banche una premessa che non garantisce
la crescita dell'economia produttiva. Servono politiche concrete a favore delle
imprese per spezzare la spirale perversa fra sofferenze e riduzione del credito.
Il vicepresidente dellUnione Industriale Pratese Andrea Tempestini aggiunge: Si
ancora in presenza di un circolo vizioso per cui le banche concedono prestiti alle
imprese meno rischiose per loro, e difficilmente alle altre; daltra parte molte
aziende si trovano in condizioni di difficolt finanziarie ma hanno anche necessit di
credito per lavorare. Emerge che la liquidit delle banche migliorata e si aperta
una fase di maggior disponibilit, ma bisogna lavorare insieme, banche e imprese,
ricercando soluzioni di reciproco vantaggio per rompere questa spirale negativa e
finanziare lavvio della ripresa.
PU | 1SEM2014 | UIP043086 | StuRic | BigB | UnkS