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Lettera

ai Romani (1-8)
CAPITOLO 1
Saluto e presentazione del vangelo
[1,1] Paolo, servo di Gesù Cristo, chiamato apostolo,
consacrato al vangelo di Dio –
[1,2] vangelo che egli aveva preannunciato per mezzo dei
suoi profeti negli scritti sacri
[1,3] riguardo al Figlio suo, nato dalla stirpe di Davide
secondo la natura umana,
[1,4] costituito Figlio di Dio con potenza secondo lo Spirito
di santificazione mediante la risurrezione dai morti:
Gesù Cristo Signore nostro;
[1,5] per mezzo di lui abbiamo ricevuto la grazia e la
missione apostolica per portare all’obbedienza della
fede tutti i gentili a gloria del suo nome,
[1,6] tra i quali siete anche voi, chiamati da Gesù Cristo –
[1,7] a tutti coloro che si trovano in Roma, amati da Dio,
chiamati santi: grazia a voi e pace da parte di Dio,
Padre nostro, e da parte del Signore Gesù Cristo.
Ringraziamento a Dio [1,22] Ritenendosi sapienti, divennero stolti,
[1,8] Prima di tutto ringrazio il mio Dio per mezzo [1,23] e scambiarono la gloria di Dio incorruttibile
di Gesù Cristo riguardo a tutti voi, perché la con le sembianze di uomo corruttibile, di
vostra fede è magnificata in tutto il mondo. volatili, di quadrupedi, di serpenti.
[1,9] Mi è, infatti, testimone Dio, al quale presto
culto nel mio spirito mediante l’annuncio del Dio li ha abbandonati
vangelo del Figlio suo, con quale costanza [1,24] Perciò Dio li ha lasciati in balìa dei desideri
ininterrotta io vi ricordo sfrenati dei loro cuori, fino all’immoralità che
[1,10] ovunque nelle mie preghiere, chiedendo che è consistita nel disonorare il loro corpo tra di
finalmente mi si offra secondo il volere di loro;
Dio una bella occasione di venire da voi. [1,25] essi che scambiarono la verità di Dio con la
[1,11] Desidero, infatti, ardentemente vedervi, allo menzogna e adorarono e prestarono un culto
scopo di comunicarvi qualche dono spirituale alle creature invece che al Creatore, che è
per il vostro consolidamento benedetto nei secoli: amen!
[1,12] o, meglio, per provare in mezzo a voi la gioia
e l’impulso derivanti dalla fede comune, I peccati dei pagani
vostra e mia. [1,26] Per questo Dio li ha dati in balìa di passioni
[1,13] Non voglio nascondervi, fratelli, che spesso ignominiose: le loro donne scambiarono il
mi proposi di venire da voi – e fino ad ora ne rapporto sessuale naturale con quello contro
sono stato impedito – per raccogliere anche natura;
tra voi qualche frutto, come tra gli altri [1,27] ugualmente gli uomini, lasciato il rapporto
gentili. naturale con la donna, bruciarono di
[1,14] Sono in debito verso Greci e barbari, sapienti desiderio gli uni verso gli altri, compiendo
e ignoranti: turpitudini uomini con uomini, ricevendo in
[1,15] cosicché, per parte mia, sono desideroso di se stessi la retribuzione dovuta alla loro
annunciare il vangelo anche a voi che vi aberrazione.
trovate in Roma. [1,28] E siccome non stimarono saggio possedere la
vera conoscenza di Dio, Dio li abbandonò in
Giustificazione per mezzo della fede in balìa di una mente insipiente, in modo da
Gesù Cristo compiere ciò che non conviene,
[1,16] Infatti, non mi vergogno del vangelo poiché [1,29] ripieni di ogni genere di malvagità, cattiveria,
esso è un’energia operante di Dio per cupidigia, malizia, invidia, omicidio, lite,
apportare la salvezza a chiunque crede, frode, malignità, maldicenti in segreto,
giudeo anzitutto e greco. [1,30] calunniatori, odiatori di Dio, insolenti,
[1,17] Infatti, la giustizia di Dio si rivela in esso da superbi, orgogliosi, ideatori di male, ribelli ai
fede a fede, secondo quanto è stato scritto: Il genitori,
giusto vivrà in forza della fede. [1,31] senza intelligenza, senza lealtà, senza amore,
senza misericordia;
Tutti gli uomini hanno peccato [1,32] essi, conoscendo bene il decreto di Dio, per
[1,18] Difatti, l’ira di Dio si manifesta dal cielo sopra cui coloro che compiono tali azioni sono
ogni empietà e malvagità di quegli uomini degni di morte, non solo le fanno, ma danno
che soffocano la verità nell’ingiustizia. il loro consenso, approvando chi le compie.
[1,19] Poiché ciò che è noto di Dio è manifesto in
loro; CAPITOLO 2
[1,20] infatti, dopo la creazione del mondo, Dio
manifestò ad essi le sue proprietà invisibili, I peccati dei Giudei
come la sua eterna potenza e la sua divinità, [2,1] Perciò sei inescusabile, proprio tu che
che si rendono visibili all’intelligenza giudichi, chiunque tu sia: con lo stesso atto
mediante le opere da lui fatte. E così essi con cui giudichi gli altri, condanni te stesso:
sono inescusabili, infatti, tu che giudichi compi le stesse cose
[1,21] poiché, avendo conosciuto Dio, non lo che condanni.
glorificarono come Dio né gli resero grazie, [2,2] Ma sappiamo che il giudizio di Dio si
ma i loro ragionamenti divennero vuoti e la applica secondo verità a coloro che
loro coscienza stolta si ottenebrò. compiono tali cose.

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[2,3] O pensi questo, tu uomo, che giudichi coloro luce di quelli che sono nelle tenebre,
che compiono tali azioni e intanto le compi [2,20] dottore di ignoranti, maestro di fanciulli,
tu stesso, che sfuggirai al giudizio di Dio? possedendo nella legge il paradigma della
[2,4] Oppure disprezzi il tesoro della sua bontà, scienza e della verità...
della sua pazienza, della sua longanimità, [2,21] Tu che istruisci gli altri, non istruisci te
senza riconoscere che la benignità di Dio ti stesso? Tu che proclami che non si deve
spinge alla conversione? rubare, rubi?
[2,5] Ma per mezzo della tua durezza e della tua [2,22] Tu che dici che non si deve compiere
coscienza inaccessibile al pentimento, tu adulterio, lo compi? Tu che hai in orrore gli
ammassi per te un tesoro di collera per il idoli, spogli i templi?
giorno dell’ira e della rivelazione della [2,23] Tu, vantandoti della legge, mediante la
giustizia giudicatrice di Dio, trasgressione della legge disonori Dio.
[2,6] che compenserà ciascuno secondo le sue [2,24] Il nome di Dio per causa vostra, infatti, viene
opere: bestemmiato in mezzo ai pagani, come è
[2,7] la vita eterna a quelli che nella perseveranza stato scritto.
di un agire onesto cercano gloria, onore, [2,25] La circoncisione, infatti, ha un’utilità se tu
immortalità; metti in pratica la legge; ma se tu sei
[2,8] ira e sdegno per coloro che appartengono alla prevaricatore della legge, la tua circoncisione
categoria dei ribelli, disobbediscono alla diventa incirconcisione.
verità, ma obbediscono alla malvagità. [2,26] E allora se un incirconciso mette in pratica le
[2,9] Tribolazioni e angustie cadranno su ciascun opere della legge, la sua incirconcisione non
essere umano che attua il male, giudeo in gli varrà forse come circoncisione?
primo luogo e greco; [2,27] E il fisicamente incirconciso, che osserva la
[2,10] gloria, onore e pace a chiunque opera il bene, legge, condannerà te che con i precetti e la
giudeo in primo luogo e greco, circoncisione trasgredisci la legge.
[2,11] poiché Dio non fa distinzioni di persona. [2,28] Infatti, il vero giudeo non sta nell’apparenza
esterna, né la vera circoncisione è quella che
Il giudizio secondo la legge appare nella carne;
positiva o naturale [2,29] ma il vero giudeo lo è al di dentro, e la
[2,12] Quanti, infatti, peccarono senza la legge, vera circoncisione è quella del cuore,
periranno senza la legge; parimenti quanti secondo lo Spirito, non secondo la lettera:
peccarono con la legge, saranno giudicati questi ha la lode non dagli uomini,
secondo la legge. ma da Dio.
[2,13] Infatti, non coloro che ascoltano la legge
sono giusti davanti a Dio, ma coloro che la CAPITOLO 3
mettono in pratica saranno dichiarati giusti.
[2,14] Infatti, tutte le volte che i pagani, che non Prerogative dei Giudei
hanno la legge, praticano le azioni prescritte [3,1] Qual è dunque la superiorità del giudeo e
dalla legge, seguendo il dettame della natura, quale l’utilità della circoncisione?
essi, pur non avendo la legge, sono legge per [3,2] Grande sotto ogni riguardo. Anzitutto perché
se stessi. ad essi furono affidate le promesse divine.
[2,15] Essi mostrano che l’opera voluta dalla legge [3,3] Che dunque? Se alcuni furono infedeli, la
è scritta nei loro cuori, dato che la loro loro infedeltà annullerà forse la fedeltà di
coscienza rende loro testimonianza e i loro Dio?
ragionamenti si accusano o difendono [3,4] Non sia mai detto! Ma è necessario che Dio si
tra di loro, manifesti verace, mentre ogni uomo è
[2,16] nel giorno in cui Dio giudicherà i segreti menzognero, come sta scritto: affinché tu sia
degli uomini secondo il mio vangelo, per dichiarato giusto nella tua parola e vinca
mezzo di Gesù Cristo. quando vieni chiamato in giudizio.
[2,17] Se poi tu ti vanti di essere giudeo, ti appoggi [3,5] Se poi la nostra malvagità mette in risalto la
alla legge e ti glori in Dio; giustizia di Dio, che diremo? Dio sarebbe
[2,18] conosci ciò che Dio vuole e istruito dalla ingiusto, quando scatena su di noi la sua
legge distingui le cose migliori, collera? Mi esprimo con un linguaggio
[2,19] e hai la persuasione di essere guida di ciechi, umano.

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[3,6] Non sia mai detto! Se così
fosse, come potrebbe Dio
giudicare l’umanità?
[3,7] Se, infatti, la veracità di
Dio sovrabbonda a sua
gloria in contrasto con la
mia infedeltà, perché
anch’io sono giudicato
come peccatore?
[3,8] Forse, come siamo
calunniati e come alcuni
affermano che diciamo,
dovremmo fare il male
perché ne derivi il bene?
Su costoro cade una
giusta condanna.
Tutti gli uomini
sono peccatori
[3,9] E allora? Abbiamo dei
vantaggi? Niente affatto!
Abbiamo infatti
formulato prima l’accusa
che Giudei e Greci sono
tutti sotto il dominio del
peccato,
[3,10] come sta scritto: Non
esiste giusto, neppure uno,
[3,11] non c’è chi comprende,
non c’è chi cerca Dio;
[3,12] tutti furono fuorviati,
tutti si sono corrotti; non
c’è chi fa il bene,
nemmeno una persona;
[3,13] sepolcro spalancato è la
loro gola, tramano
inganni con la loro
lingua, veleno di aspidi
sta sotto le loro labbra;
[3,14] la loro bocca rigurgita di
maledizioni e di acidità
maligna;
[3,15] i loro piedi corrono veloci
a versare il sangue,
[3,16] strage e lamento sono sul
loro cammino
[3,17] e non conobbero la via
del bene.
[3,18] Non c’è timore di Dio
davanti ai loro occhi.
[3,19] Ora noi sappiamo che
quanto dice la legge lo
afferma per coloro che
Predicazione di Paolo. Biblioteca Laurenziana (ms. Edili 112), Firenze. sono sotto la legge,

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cosicché ogni bocca ammutolisca e tutto il mezzo della fede? Non sia mai detto! Al
mondo divenga colpevole davanti a Dio: contrario diamo una base alla legge.
[3,20] poiché dalle opere della legge nessun vivente
verrà giustificato dinanzi a lui. Per mezzo CAPITOLO 4
della legge, infatti, si ha la conoscenza del
peccato. Abramo è padre di tutti i credenti
per la sua fede
La salvezza viene da Dio mediante [4,1] Che diremo dunque? Che abbiamo trovato in
la fede in Cristo Abramo, il nostro primo padre secondo la
[3,21] Ma ora, a prescindere dalla legge, la giustizia carne?
di Dio si è rivelata, testimoniata dalla legge e [4,2] Se, infatti, Abramo fu giustificato in base alle
dai profeti; opere, ha un titolo di vanto; ma non davanti
[3,22] la giustizia di Dio, per mezzo della fede in a Dio.
Gesù Cristo, per tutti coloro che credono, [4,3] Che dice, in realtà, la Scrittura? Credette
poiché non c’è distinzione. Abramo a Dio e ciò gli fu computato a
[3,23] Tutti, infatti, peccarono e sono privi della giustificazione.
gloria di Dio, [4,4] Ora a chi lavora il salario non viene
[3,24] e vengono giustificati gratuitamente per suo computato a titolo di favore, bensì a
favore, mediante la
redenzione che si trova per
mezzo di Gesù Cristo.
[3,25] Dio lo ha esposto
pubblicamente come
propiziatorio, per mezzo della
fede nel suo sangue, per
mostrare la sua giustizia nella
remissione dei peccati passati,
[3,26] collegata con l’attesa paziente
di Dio, per mostrare la sua
giustizia nel momento
presente, allo scopo di essere
giusto e di giustificare chi si
basa sulla fede in Gesù.
[3,27] Dov’è dunque il vanto? È
stato eliminato. Attraverso
quale legge? Delle opere?
Niente affatto, ma per la legge
della fede.
[3,28] Pensiamo dunque che l’uomo
viene giustificato per mezzo
della fede senza le opere della
legge.
[3,29] O forse Dio è Dio solo dei
Giudei? Non lo è forse anche
dei pagani? Sì, certamente,
anche dei pagani,
[3,30] poiché vi è un solo Dio, che
giustificherà i circoncisi in
base alla fede e gli incirconcisi
per mezzo della fede.
[3,31] Aboliamo dunque la legge per

Sacrificio di Abramo. Arazzo


(sec. XVI). Duomo, Como.

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titolo di cosa dovuta, [4,20] Fondato sulla promessa di Dio, non esitò
[4,5] mentre a chi non lavora, ma crede in chi nell’incredulità, ma si rafforzò nella fede e
giustifica l’empio, il suo credere viene diede gloria a Dio,
computato a giustificazione, [4,21] fermamente persuaso che egli è anche potente
[4,6] come anche Davide proclama beato l’uomo a per realizzare quanto ha promesso.
cui Dio imputa la giustificazione, a [4,22] Proprio per questo la fede gli fu computata a
prescindere dalle opere: giustificazione.
[4,7] Beati coloro le cui iniquità furono rimesse e i [4,23] Ma non fu scritto solo per lui che gli fu
cui peccati furono ricoperti; computata,
[4,8] beato l’uomo del cui peccato Dio non tiene [4,24] bensì anche per noi, ai quali pure doveva
conto. essere computata, che crediamo in Colui che
[4,9] Questo dichiarare beato riguarda dunque la risuscitò da morte Gesù nostro Signore,
circoncisione o anche l’incirconcisione? [4,25] il quale è stato consegnato a causa dei nostri
Diciamo, infatti: ad Abramo la fede fu peccati e fu risuscitato per compiere la nostra
computata a giustificazione. giustificazione.
[4,10] Come gli fu dunque computata? Quando era
circonciso o incirconciso? Non quando era CAPITOLO 5
circonciso, ma quando era incirconciso.
[4,11] E ricevette il segno della circoncisione come La giustificazione vissuta
sigillo della giustificazione ottenuta attraverso [5,1] Avendo dunque ricevuto la giustificazione
la fede quando egli era incirconciso, per per mezzo della fede, abbiamo pace con Dio
essere padre di tutti coloro che credono senza per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo;
essere circoncisi, affinché anche ad essi venga [5,2] per mezzo di lui abbiamo anche l’accesso,
computata la giustizia, mediante la fede, a questa grazia nella quale
[4,12] e padre dei circoncisi, i quali non solo siamo stati stabiliti e ci gloriamo nella
provengono dalla circoncisione, ma seguono speranza della gloria di Dio.
le orme della fede praticata dal nostro padre [5,3] Non solo, ma ci gloriamo perfino nelle
Abramo incirconciso. tribolazioni, ben sapendo che la tribolazione
[4,13] Infatti, la promessa che egli sarebbe stato erede produce la costanza,
del mondo non fu fatta ad Abramo e alla sua [5,4] la costanza una virtù collaudata, la virtù
discendenza in forza della legge, ma in forza collaudata la speranza.
della giustificazione dipendente dalla fede. [5,5] La speranza, poi, non delude, poiché l’amore
[4,14] Se, infatti, gli eredi fossero computati in base di Dio è stato riversato nei nostri cuori per
alla legge, la fede sarebbe inutile e la mezzo dello Spirito Santo datoci in dono.
promessa resa vana. [5,6] Infatti, quando eravamo ancora senza forze,
[4,15] La legge, infatti, provoca l’ira, mentre invece Cristo, al tempo stabilito, morì per gli empi.
dove non c’è legge, neppure c’è trasgressione. [5,7] In realtà, a fatica, uno è disposto a morire per
[4,16] Quindi, la promessa dipende dalla fede. In tal un giusto, e per una persona dabbene uno
modo essa è dono gratuito, assicurato a tutta oserebbe forse morire.
la discendenza, non solo a quella che si fonda [5,8] Ma Dio ci dà prova del suo amore per noi nel
sulla legge, ma anche a quella che si fonda fatto che, mentre ancora eravamo peccatori,
sulla fede di Abramo, che è padre di noi tutti. Cristo morì per noi.
[4,17] Infatti, sta scritto: Ti ho costituito padre di [5,9] A maggior ragione, dunque, giustificati come
molte nazioni, davanti a Dio, cui egli credette ora siamo per mezzo del suo sangue, saremo
come a colui che dà vita ai morti e chiama da lui salvati dall’ira.
all’essere le cose che non sono. [5,10] Se, infatti, quando eravamo nemici,
[4,18] Egli credette, al di là di ogni speranza, di noi fummo riconciliati con Dio in virtù della
divenire padre di molte nazioni, secondo morte del Figlio suo, quanto più, una volta
quanto gli era stato detto: Così sarà la tua riconciliati, saremo salvati per mezzo della
discendenza; sua vita.
[4,19] e senza vacillare nella fede, considerò il [5,11] E non solo questo, ma ci gloriamo pure in
suo corpo già privo di vitalità, avendo circa Dio per mezzo del Signore nostro Gesù
cento anni, e la devitalizzazione Cristo, per mezzo del quale adesso abbiamo
del seno materno di Sara. ricevuto la riconciliazione.

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Adamo e Cristo nella storia umana peccato, come vivremo ormai in esso?
[5,12] Perciò, come a causa di un solo uomo il [6,3] O ignorate forse che quanti siamo stati
peccato entrò nel mondo e battezzati per unirci a Cristo Gesù, siamo
attraverso il peccato la morte, e così la morte stati battezzati per unirci alla sua morte?
dilagò su tutti gli uomini per il fatto che tutti [6,4] Siamo stati dunque sepolti con lui per il
peccarono... battesimo per unirci alla sua morte, in modo
[5,13] Fino alla legge, infatti, c’era il peccato nel che, come Cristo è risorto dai morti per la
mondo, ma un peccato non viene imputato gloria del Padre, così anche noi abbiamo un
non essendoci legge; comportamento di vita del tutto nuovo.
[5,14] ma la morte esercitò il suo dominio da [6,5] Se, infatti, siamo diventati un medesimo
Adamo fino a Mosè, anche su coloro che non essere insieme con lui per l’affinità con la sua
peccarono, a causa di quella loro affinità con morte, lo saremo pure per l’affinità con la sua
la trasgressione di Adamo, il quale è figura risurrezione,
del futuro (Adamo). [6,6] ben sapendo questo: il nostro uomo vecchio
[5,15] Ma il dono di grazia non è come la caduta: fu crocifisso insieme con Cristo affinché fosse
se, infatti, per la caduta di uno i molti annullato il corpo del peccato, così da non
morirono, molto più sovrabbondò la essere più noi schiavi del peccato,
benevolenza di Dio e il dono nella [6,7] poiché chi è morto è stato giustificato dal
benevolenza di un solo uomo, Gesù Cristo, peccato.
verso i molti. [6,8] Se poi siamo morti con Cristo, crediamo che
[5,16] E non è del dono come per il peccato di uno anche vivremo con lui,
solo: infatti, il giudizio proveniente da uno [6,9] ben sapendo che Cristo, risorto dai morti,
solo sfocia in condanna, invece il dono di non muore più, la morte non eserciterà più
grazia partendo dai molti peccati sfocia in alcun dominio su di lui.
giustificazione. [6,10] Egli, infatti, morì e morì al peccato una volta
[5,17] Se dunque per la trasgressione di uno solo la per sempre; ora invece egli vive, e vive per
morte regnò a causa di quello solo, quanto Dio.
più coloro che ricevono l’abbondanza della [6,11] Così anche voi, reputate voi stessi come
benevolenza e il dono della giustizia morti al peccato e viventi per Dio in Cristo
regneranno nella vita a causa del solo Gesù Gesù.
Cristo! [6,12] Non regni dunque il peccato nel vostro corpo
[5,18] Dunque, come a causa della colpa di uno mortale, portandovi a obbedire ai suoi
solo si ebbe in tutti gli uomini una impulsi sfrenati,
condanna, così anche attraverso l’atto di [6,13] e non presentate le vostre membra come armi
giustizia di uno solo si avrà in tutti gli di iniquità per il peccato, ma offrite voi stessi
uomini la giustificazione di vita. a Dio come viventi, dopo essere stati morti e
[5,19] Come, infatti, a causa della disobbedienza di le vostre membra come armi di giustizia per
un solo uomo i molti furono costituiti Dio;
peccatori, così anche per l’obbedienza di uno [6,14] il peccato, infatti, non avrà dominio su di
solo i molti saranno costituiti giusti. voi; infatti, non siete sotto l’influsso della
[5,20] La legge subentrò affinché si moltiplicasse la legge ma della grazia.
trasgressione; ma dove si moltiplicò il
peccato, sovrabbondò la grazia, La giustificazione esclude
[5,21] affinché, come regnò il peccato nella morte, il disimpegno morale
così anche la grazia regni mediante la [6,15] E allora? Dovremmo peccare, per il fatto che
giustificazione per la vita eterna in grazia di non siamo sotto la legge ma sotto la grazia?
Cristo nostro Signore. Non sia mai detto!
[6,16] Non sapete che se vi fate schiavi, obbedendo,
CAPITOLO 6 di qualcuno, siete schiavi di quello a cui
obbedite, sia del peccato per la morte, sia
La giustificazione esclude il peccato dell’obbedienza per la giustificazione?
[6,1] Che diremo dunque? Dobbiamo rimanere [6,17] Siano rese grazie a Dio perché, già schiavi del
aderenti al peccato, perché abbondi la grazia? peccato, avete obbedito di cuore a quella
[6,2] Non sia mai detto! Noi che siamo morti al forma di dottrina che vi fu tramandata;

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«Le vostre membra siano al servizio della
giustizia...» (Rm 6,19). Illustrazione,
Bibl. Reale (ms. Gl. Kgl.
1605), Copenaghen.

CAPITOLO 7
L’uomo è liberato
dalla schiavitù
della legge
[7,1] O ignorate fratelli –
parlo a gente che
conosce la legge –
che la legge ha
potere sull’uomo per
tutto il tempo che
egli vive?
[7,2] Infatti, la donna
sposata, per legge, è
legata all’uomo
finché questi vive;
ma se l’uomo viene a
morire, essa rimane
sciolta dalla legge
che la lega all’uomo.
[7,3] Perciò, se, essendo
vivo l’uomo, si dà a
un altro uomo, viene
dichiarata adultera.
Se invece viene a
morire l’uomo, è
libera dalla legge, in
modo da non essere
adultera se si dà a un
altro uomo.
[6,18] liberati dal peccato, siete stati resi schiavi [7,4] Così, fratelli miei, anche voi siete stati fatti
della giustificazione. morire alla legge mediante il corpo di Cristo
[6,19] Parlo in termini umani a causa della per essere dati a un altro, a Colui che è risorto
debolezza della vostra carne. Come, infatti, da morte perché portiamo frutti degni di Dio.
offriste le vostre membra in servizio [7,5] Quando, infatti, eravamo in balìa della carne,
all’immoralità e all’iniquità per l’iniquità, così le passioni che inducono al peccato, attivate
ora offrite le vostre membra in servizio della dalla legge, agivano nelle nostre membra
giustizia per la santificazione. facendoci portare frutti degni di morte.
[6,20] Quando eravate schiavi del peccato, eravate [7,6] Adesso, invece, siamo stati sottratti all’effetto
liberi in rapporto alla giustificazione. della legge, morti a quell’elemento di cui
[6,21] Quale frutto raccoglieste allora in quelle cose eravamo prigionieri, affinché serviamo a Dio
di cui ora arrossite? Il termine a cui esse nell’ordine nuovo dello Spirito e non in quello
conducono è la morte. vecchio della lettera.
[6,22] Ora invece, liberati dal peccato, resi invece
schiavi a Dio, raccogliete i vostri frutti per la La legge non è di per sé causa di peccato
giustificazione e il termine è la vita eterna. [7,7] Che diremo allora? La legge è peccato? Non
[6,23] La ricompensa del peccato è la morte, il dono sia mai detto! Ma io non conobbi peccato se
di grazia di Dio è la vita eterna in Cristo non attraverso la legge: non avrei, infatti,
Gesù nostro Signore. conosciuto il desiderio passionale se la legge

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non dicesse: Non desiderare. CAPITOLO 8
[7,8] E il peccato, trovato un punto di appoggio,
mediante il comando ha suscitato in me tutti i Carne e Spirito con le rispettive leggi
desideri passionali; il peccato, infatti, senza la [8,1] Ma ora non c’è nessun elemento di condanna
legge è morto. per coloro che sono in Cristo Gesù.
[7,9] Ma io un tempo senza la legge vivevo; ma [8,2] Infatti, la legge dello Spirito della vita in Cristo
sopraggiunto il precetto, il peccato si destò a Gesù ti ha liberato dalla legge del peccato e
vita, della morte.
[7,10] ma io morii; e il precetto che doveva darmi la [8,3] Ciò che, infatti, era impossibile per la legge,
vita, divenne per me causa di morte. ciò in cui essa era debole a causa della carne, è
[7,11] Il peccato, infatti, trovato un punto di stato reso possibile: Dio, avendo inviato il
appoggio, per mezzo del comandamento mi proprio Figlio in uno stato di affinità con la
sedusse e per suo mezzo mi uccise. carne del peccato e per il peccato, condannò il
[7,12] Quindi la legge è santa, il comandamento è peccato nella carne,
santo, giusto e buono. [8,4] affinché ciò che è giusto nella legge trovasse il
suo compimento in noi, che non camminia-
La legge non è di per sé causa di morte mo secondo la carne, ma secondo lo Spirito.
[7,13] Ciò che è buono divenne morte per me? Non [8,5] Coloro, infatti, che sono secondo la carne,
sia mai detto: ma il peccato, per manifestarsi pensano e aspirano alle cose della carne, quelli
peccato, per mezzo di ciò che è buono opera invece che sono secondo lo Spirito, pensano e
in me la morte, per diventare peccaminoso aspirano alle cose dello Spirito.
oltre misura per mezzo del comandamento. [8,6] Le aspirazioni della carne conducono alla
[7,14] Sappiamo, infatti, che la legge è spirituale, io morte, mentre le aspirazioni dello Spirito sono
invece sono di carne, venduto schiavo del vita e pace.
peccato. [8,7] Poiché i desideri della carne sono in ostilità
[7,15] Non capisco, infatti, quello che faccio: non verso Dio: non si sottomettono alla legge di
eseguo ciò che voglio, ma faccio quello che Dio, né lo possono fare.
aborrisco. [8,8] Pertanto coloro che sono nella carne non
[7,16] E se faccio ciò che non voglio, riconosco la possono piacere a Dio.
bontà della legge. [8,9] Ma voi non siete in relazione con la carne ma
[7,17] Ora non sono già io a farlo, ma il peccato che con lo Spirito, dal momento che lo Spirito di
abita in me. Dio abita in voi. Se qualcuno non ha lo
[7,18] So, infatti, che non abita in me, cioè nella mia Spirito di Cristo, non gli appartiene.
carne, il bene: poiché il volere il bene è a mia [8,10] Se poi Cristo è in voi, il corpo è morto a causa
portata, ma il compierlo, no. del peccato, ma lo Spirito è vita in vista della
[7,19] Infatti, non faccio il bene che voglio, bensì il giustificazione.
male che non voglio, questo compio. [8,11] Ora se lo Spirito di Colui che risuscitò Gesù da
[7,20] Ora, se faccio ciò che non voglio, non sono morte abita in voi, Colui che risuscitò da morte
già io a farlo, ma il peccato che abita in me. Cristo Gesù darà la vita anche ai vostri corpi
[7,21] Trovo, infatti, questa legge: quando voglio mortali, in forza dello Spirito che abita in voi.
compiere il bene, è il male che incombe su di [8,12] Perciò, fratelli, non siamo debitori verso la
me. carne, così da vivere secondo la carne:
[7,22] Mi compiaccio della legge di Dio secondo [8,13] poiché se vivrete secondo la carne, morirete; se
l’uomo interiore, invece con lo Spirito fate morire le azioni del
[7,23] ma vedo una legge diversa nelle mie membra corpo, vivrete.
che osteggia la legge della mia mente e mi [8,14] Infatti, tutti coloro che si lasciano guidare
rende schiavo alla legge del peccato che sta dallo Spirito di Dio sono figli di Dio.
nelle mie membra. [8,15] Non avete ricevuto, infatti, uno spirito di
[7,24] Uomo infelice che sono! Chi mi libererà dal schiavitù, così da essere di nuovo in stato di
corpo che porta questa morte? timore, ma avete ricevuto lo Spirito di
[7,25] Grazie a Dio per mezzo di Cristo nostro adozione a figli, in unione con il quale
Signore! Dunque allora io stesso, da una parte gridiamo: Abbà, Padre!
con la mente servo alla legge di Dio, dall’altra [8,16] Lo Spirito stesso attesta al nostro spirito che
con la carne servo alla legge del peccato. siamo figli di Dio.

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[8,24] Siamo stati, infatti, salvati nella speranza; ma
una speranza che si vede non è più speranza:
chi, infatti, spera ciò che vede?
[8,25] Ma se noi speriamo ciò che non vediamo,
stiamo in attesa mediante la costanza.
[8,26] Nello stesso modo anche lo Spirito, coadiu-
vandoci, viene in aiuto alla nostra debolezza;
infatti, noi non sappiamo che cosa dobbiamo
Paolo. Manoscritto
(sec. XIV). chiedere convenientemente, ma è lo Spirito
Biblia Sacra. Bologna, stesso che prega per noi con gemiti inespressi.
Collegio di Spagna. [8,27] Ma Colui che scruta i cuori, sa quali sono i
pensieri e le aspirazioni dello Spirito, poiché
intercede per i santi secondo Dio.
[8,28] Sappiamo poi che per coloro che amano Dio
tutto confluisce in bene, per coloro che sono
[8,17] Se figli, anche eredi, stati chiamati secondo il piano di Dio.
eredi di Dio, coeredi di [8,29] Poiché coloro che da sempre egli ha fatto
Cristo, purché oggetto delle sue premure, li ha anche
soffriamo insieme a lui, predestinati a essere conformi all’immagine
per poter essere con lui del Figlio suo, affinché egli sia il primogenito
glorificati. tra molti fratelli.
[8,30] Coloro che ha predestinato, li ha anche
Stato presente e chiamati; quelli che ha chiamato, li ha anche
gloria futura giustificati; quelli poi che ha giustificato, li ha
[8,18] Penso, infatti, che le anche glorificati.
sofferenze del tempo
presente non hanno un “Chi ci separerà dall’amore di Cristo?”
valore proporzionato [8,31] Che diremo riguardo a queste cose? Se Dio è
alla gloria che si per noi, chi potrebbe essere contro di noi?
manifesterà in noi. [8,32] Lui, che non ha risparmiato il proprio Figlio,
[8,19] L’attesa spasmodica ma lo ha dato in sacrificio per noi tutti, come
delle cose create sta, non ci darà in dono insieme a lui tutte le cose?
infatti, in aspettativa [8,33] Chi si farà accusatore contro gli eletti di Dio?
della manifestazione dei Dio che li dichiara giusti?
figli di Dio. [8,34] Chi li condannerà? Gesù Cristo che è morto,
[8,20] Le cose create, infatti, anzi che è risuscitato, lui che siede alla destra
furono sottoposte alla di Dio, lui che intercede in nostro favore?
caducità non per loro [8,35] Chi ci separerà dall’amore di Cristo? La
volontà, ma a causa di tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la
colui che ve le sotto- fame, la nudità, i pericoli, la spada?
pose, nella speranza [8,36] Secondo quanto sta scritto: per causa tua
[8,21] che la stessa creazione siamo messi a morte tutto il giorno, siamo
sarà liberata dalla stati reputati come pecore da macello.
schiavitù della [8,37] Ma in tutte queste cose noi risultiamo più che
corruzione per ottenere vittoriosi, grazie a colui che ci ha amati.
la libertà della gloria dei [8,38] Sono, infatti, persuaso che né morte né vita,
figli di Dio. né angeli né potestà, né presente né futuro,
[8,22] Sappiamo, infatti, che [8,39] né altezze né profondità, né qualunque altra
tutta la creazione geme e soffre unitamente le cosa creata potrà separarci dall’amore che Dio
doglie del parto fino al momento presente. ha per noi in Cristo Gesù nostro Signore.
[8,23] Non solo essa, ma anche noi, che abbiamo le
primizie dello Spirito, a nostra volta gemiamo Prima parte della Lettera ai Romani (1-8)
in noi stessi, in attesa dell’adozione a figli, del (Novissima versione della Bibbia
riscatto del nostro corpo. dai testi originali. Edizioni San Paolo)

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