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Prima lettera

ai Corinzi (1-8)
CAPITOLO 1
Prologo
[1,1] Paolo, chiamato per volontà di Dio apostolo di Cristo Gesù, e il
fratello Sostene,
[1,2] alla chiesa di Dio che è a Corinto, ai santificati in Cristo Gesù,
chiamati a essere santi con tutti quelli che in ogni luogo
invocano il nome del Signore nostro Gesù Cristo, nostro e loro:
[1,3] grazia a voi e pace da Dio nostro Padre e dal Signore Gesù
Cristo.
[1,4] Ringrazio il mio Dio continuamente per voi, per la grazia di Dio
che vi è stata data in Cristo Gesù,
[1,5] perché siete stati arricchiti in lui di ogni cosa, di ogni parola e
scienza.
[1,6] La testimonianza di Cristo si è infatti stabilita fra voi con tale
solidità,
[1,7] che nessun dono più vi manca, mentre aspettate la
manifestazione del Signore nostro Gesù Cristo.
[1,8] Egli vi renderà saldi sino alla fine, irreprensibili nel giorno del
Signore nostro Gesù Cristo:
[1,9] è fedele Dio, dal quale siete stati chiamati alla comunione con il
Figlio suo Gesù Cristo Signore nostro!
Divisioni e scandali
[1,10] Ora vi esorto, o fratelli, per il nome del Signore nostro Gesù
Cristo, a essere tutti unanimi nel parlare, che non vi siano
divisioni tra voi, ma siate in perfetto accordo nella mente e nel
pensiero.
[1,11] Mi fu segnalato infatti sul conto vostro, o annientare le cose che sono,
fratelli, dalla gente di Cloe, che vi sono [1,29] affinché nessuno possa gloriarsi davanti a
contese tra voi. Dio.
[1,12] Mi riferisco al fatto che ciascuno di voi dice: [1,30] Ed è per lui che voi siete in Cristo Gesù, il
«Io sono di Paolo», «Io invece sono di quale è diventato per noi, per opera di Dio,
Apollo», «E io di Cefa», «E io di Cristo»! sapienza, giustizia, santificazione e
[1,13] Ma Cristo è diviso? Forse Paolo è stato redenzione,
crocifisso per voi, o è nel nome di Paolo che [1,31] affinché, come sta scritto: Chi si gloria, si
siete stati battezzati? glori nel Signore!
[1,14] Ringrazio Dio di non aver battezzato nessuno
di voi, se non Crispo e Gaio, CAPITOLO 2
[1,15] affinché nessuno possa dire che siete stati
battezzati nel mio nome. [2,1] Anch’io, o fratelli, quando sono venuto tra
[1,16] Ho battezzato, è vero, anche la famiglia di voi, non mi sono presentato ad annunziarvi
Stefana, ma degli altri non so se abbia la testimonianza di Dio con sublimità di
battezzato alcuno. parola o di sapienza.
[1,17] Cristo non mi ha mandato a battezzare, ma a [2,2] Mi ero proposto di non sapere altro in mezzo
predicare il vangelo, e non in sapienza di a voi che Gesù Cristo, e lui crocifisso.
parola, perché non venga resa vana la croce di [2,3] E fui in mezzo a voi nella debolezza e con
Cristo. molto timore e tremore;
[2,4] e la mia parola e il mio messaggio non ebbero
Sapienza umana e vangelo discorsi persuasivi di sapienza, ma conferma
[1,18] La parola della croce è infatti stoltezza per di Spirito e di potenza,
quelli che vanno in perdizione, ma per quelli [2,5] affinché la vostra fede non si basi su una
che si salvano, per noi, è potenza di Dio. sapienza umana, ma sulla potenza di Dio.
[1,19] Sta scritto infatti: Distruggerò la sapienza dei
sapienti, e l’intelligenza degli intelligenti Vangelo e sapienza divina
riproverò. [2,6] Annunziamo, sì, una sapienza a quelli che
[1,20] Dov’è il sapiente? Dov’è lo scriba? Dove sono perfetti, ma una sapienza non di questo
l’intellettuale di questo mondo? Non ha forse mondo né dei prìncipi di questo mondo che
Dio dimostrato stolta la sapienza di questo vengono annientati;
mondo? [2,7] annunziamo una sapienza divina, avvolta nel
[1,21] Poiché, infatti, nel disegno sapiente di Dio, il mistero, che fu a lungo nascosta, e che Dio
mondo non conobbe Dio con la sapienza, ha preordinato prima dei tempi per la nostra
piacque a Dio di salvare quelli che credono gloria.
con la stoltezza della predicazione. [2,8] Nessuno dei prìncipi di questo mondo l’ha
[1,22] E mentre i Giudei chiedono dei miracoli e i conosciuta; se l’avessero conosciuta, non
Greci cercano la sapienza, avrebbero crocifisso il Signore della gloria.
[1,23] noi predichiamo Cristo crocifisso, scandalo [2,9] Sta scritto infatti: Cosa che occhio non vide
per i Giudei, stoltezza per i pagani; né orecchio udì, né mai entrò in cuore di
[1,24] ma per i chiamati, sia Giudei sia Greci, è uomo, ciò che Dio ha preparato per quelli
Cristo, potenza di Dio e sapienza di Dio. che lo amano.
[1,25] Poiché la stoltezza di Dio è più sapiente degli [2,10] Ma a noi l’ha rivelato mediante lo Spirito; lo
uomini, e la debolezza di Dio è più forte Spirito infatti scruta ogni cosa, anche le
degli uomini. profondità di Dio.
[1,26] Considerate la vostra chiamata, o fratelli: non [2,11] Chi mai conobbe i segreti dell’uomo se non
sono molti tra voi i sapienti secondo la carne, lo spirito dell’uomo che è in lui? Così pure i
non molti i potenti, non molti i nobili. segreti di Dio nessuno li ha mai conosciuti se
[1,27] Ma Dio ha scelto ciò che è stoltezza del non lo Spirito di Dio.
mondo per confondere i sapienti, Dio ha [2,12] E noi abbiamo ricevuto non lo spirito del
scelto ciò che è debolezza del mondo per mondo, ma lo Spirito che viene da Dio, per
confondere i forti, conoscere i doni che egli ci ha elargito.
[1,28] Dio ha scelto ciò che è ignobile nel mondo e [2,13] E questi noi li annunziamo, non con
ciò che è disprezzato e ciò che è nulla per insegnamenti di sapienza umana, ma con

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insegnamenti dello Spirito, esponendo cose [3,15] ma se l’opera finirà bruciata, si avrà danno: ci
spirituali a persone spirituali. si potrà salvare, ma come attraverso il fuoco.
[2,14] L’uomo naturale non comprende le cose dello [3,16] Non sapete che siete tempio di Dio e che lo
Spirito di Dio; sono follìa per lui, e non è Spirito di Dio abita in voi?
capace di intenderle, perché se ne giudica [3,17] Se uno distrugge il tempio di Dio, Dio
solo per mezzo dello Spirito. distruggerà lui. Perché è santo il tempio di
[2,15] L’uomo spirituale invece giudica ogni cosa, Dio, che siete voi.
senza poter essere giudicato da nessuno. [3,18] Nessuno si illuda! Se uno pensa di essere
[2,16] Chi, infatti, conobbe la mente del Signore da sapiente tra di voi in questo mondo, si faccia
poterlo dirigere? Ora noi abbiamo la mente stolto per diventare sapiente;
di Cristo. [3,19] perché la sapienza di questo mondo è follia
davanti a Dio. Sta scritto infatti: Egli è colui
CAPITOLO 3 che coglie i sapienti nella loro astuzia.
[3,20] E ancora: Il Signore sa che i disegni dei
Natura del servizio apostolico sapienti sono vani.
[3,1] E io, o fratelli, non ho potuto parlare a voi [3,21] Quindi nessuno ponga la sua gloria negli
come a uomini spirituali, ma come a esseri di uomini;
carne, come a infanti in Cristo. [3,22] perché tutto è vostro, e Paolo, e Apollo, e
[3,2] Vi ho dato da bere latte, non cibo, perché Cefa, e il mondo, e la vita, e la morte, e il
non ne eravate capaci. E neanche adesso lo presente, e il futuro: tutto è vostro!
siete; perché siete ancora carnali. [3,23] Ma voi siete di Cristo e Cristo è di Dio.
[3,3] Quando, infatti, c’è tra voi invidia e
discordia, non siete forse carnali e non vi CAPITOLO 4
comportate in maniera tutta umana?
[3,4] Quando uno dice: «Io sono di Paolo», e L’Apostolo e i Corinzi
l’altro: «Io di Apollo», non vi dimostrate [4,1] Ognuno ci consideri come ministri di Cristo
semplici uomini? e amministratori dei misteri di Dio.
[3,5] Ma chi è Apollo, chi è Paolo? Ministri [4,2] Ora, ciò che si richiede negli amministratori
attraverso i quali siete venuti alla fede, è di essere trovati fedeli.
ciascuno secondo che il Signore gli ha dato. [4,3] Quanto a me, poco m’importa di venire
[3,6] Io ho piantato, Apollo ha irrigato, ma è Dio giudicato da voi o da un tribunale umano;
che ha fatto crescere! anzi, neppur io mi giudico,
[3,7] Ora, né chi pianta né chi irriga è qualche [4,4] perché, anche se non ho consapevolezza di
cosa, ma chi fa crescere: Dio. nulla, non per questo sono giustificato. Il
[3,8] Chi pianta e chi irriga sono una sola cosa, ma mio giudice è il Signore!
ciascuno riceverà la sua mercede secondo il [4,5] Non vogliate perciò giudicare di nulla prima
proprio lavoro. del tempo, fino a quando venga il Signore.
[3,9] Siamo infatti collaboratori di Dio e voi siete Egli metterà in luce i segreti delle tenebre e
il campo di Dio, l’edificio di Dio. manifesterà le intenzioni del cuore; e allora
[3,10] Secondo la grazia di Dio che mi è stata data, ciascuno avrà la sua lode da Dio.
come un sapiente architetto io ho gettato il [4,6] Queste cose, o fratelli, le ho applicate a me e
fondamento; un altro poi vi costruisce sopra. ad Apollo per vostro profitto, affinché in noi
Ma ciascuno stia attento a come costruisce: apprendiate a «non andare oltre quello che
[3,11] infatti nessuno può gettare un fondamento sta scritto» e non continuiate a gonfiarvi in
diverso da quello già posto, che è Gesù favore dell’uno contro l’altro.
Cristo. [4,7] Infatti, chi ti distingue? Che cosa possiedi,
[3,12] E se, sopra questo fondamento, si costruisce che non l’abbia ricevuto? E se l’hai ricevuto,
con oro, argento, pietre preziose, legno, perché te ne vanti come se non l’avessi
fieno, paglia, ricevuto?
[3,13] l’opera di ciascuno sarà resa palese; la svelerà [4,8] Già siete sazi, già siete diventati ricchi; senza
quel giorno che si manifesterà col fuoco, e il di noi siete entrati nel regno! Oh, foste
fuoco saggerà quale sia l’opera di ciascuno. davvero entrati, perché anche noi potessimo
[3,14] Se l’opera costruita resisterà, si riceverà la regnare con voi!
mercede; [4,9] Mi sembra in realtà che Dio abbia messo noi,

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[4,15] Potreste infatti avere anche
diecimila pedagoghi in Cristo,
ma non certo molti padri; io
invece vi ho generato in Cristo
Gesù, mediante il vangelo.
[4,16] Vi esorto, dunque, fatevi miei
imitatori!
[4,17] Per questo appunto ho mandato
da voi Timoteo, mio figlio
diletto e fedele nel Signore, a
ricordarvi le vie che vi ho
indicato in Cristo, come insegno
dappertutto in ogni chiesa.
[4,18] Come se io non dovessi più
venire da voi, alcuni si sono
insuperbiti.
[4,19] Ma verrò presto, se piacerà al
Signore, e vorrò vedere allora
non le parole di quelli che si
sono gonfiati, ma ciò che sanno
fare.
[4,20] Perché il regno di Dio non
consiste in parole, ma in opere.
[4,21] Che volete? Che venga a voi con
la verga, o nella carità e con
spirito di dolcezza?

CAPITOLO 5
Scandalo di un incestuoso
[5,1] Si sente parlare niente di meno
che di un’impudicizia tra voi, e
di un’impudicizia tale, che non
capita neanche tra i pagani, al
Paolo per le strade di Corinto. Sceneggiato, “Atti degli Apostoli”. Roberto Rossellini (1969). punto che uno conviva con la
moglie di suo padre.
apostoli, all’ultimo posto, come dei [5,2] E voi siete ricolmi di orgoglio e non vi siete
condannati a morte, poiché siamo stati resi rammaricati, affinché si togliesse da voi chi
spettacolo al mondo, agli angeli e agli ha compiuto una tale azione!
uomini. [5,3] Orbene, io, assente nel corpo ma presente
[4,10] Noi stolti a motivo di Cristo, voi sapienti in nello spirito, ho già giudicato, come se fossi
Cristo; noi deboli, voi forti; noi disprezzati, presente, l’autore di tale misfatto:
voi onorati. [5,4] nel nome del Signore nostro Gesù, convocati
[4,11] Fino a questo momento soffriamo la fame, la insieme voi, il mio spirito e la potenza del
sete, la nudità, veniamo schiaffeggiati, Signore nostro Gesù,
andiamo erranti [5,5] questo individuo sia abbandonato a Satana,
[4,12] e fatichiamo lavorando con le nostre mani. per la rovina della sua carne, affinché lo
Insultati, benediciamo; perseguitati, spirito possa ottenere la salvezza nel giorno
sopportiamo; del Signore.
[4,13] calunniati, confortiamo; fino al presente [5,6] Non è bello il vostro vanto. Non sapete che
siamo divenuti come la spazzatura del un po’ di lievito fermenta tutta la pasta?
mondo, il rifiuto di tutti! [5,7] Togliete via il lievito vecchio, per essere pasta
[4,14] Non per farvi arrossire vi scrivo questo, ma nuova, poiché siete azzimi. È stata immolata
per ammonirvi, come miei figli carissimi. la nostra Pasqua, Cristo!

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[5,8] Celebriamo dunque la festa non tra lievito La tentazione dell’impudicizia
vecchio né in lievito di malizia e perversità, [6,12] «Tutto mi è lecito»; ma non tutto giova!
ma con azzimi di purezza e di verità. «Tutto mi è lecito»; ma io non mi lascerò
[5,9] Vi ho scritto nella lettera di non dominare da nulla!
immischiarvi con gli impudichi. [6,13] «I cibi sono per il ventre e il ventre per i
[5,10] Non mi riferivo agli impudichi di questo cibi», ma Dio distruggerà questo e quelli! Il
mondo o ai cupidi, ai rapaci o agli idolatri; corpo non è per l’impudicizia, bensì per il
altrimenti dovreste uscire dal mondo. Signore, e il Signore è per il corpo;
[5,11] Ma ora vi scrivo di non immischiarvi con chi [6,14] e Dio, che ha risuscitato il Signore, risusciterà
si dice fratello, ed è impudico, o cupido, o anche noi con la sua potenza!
idolatra, o blasfemo, o ubriacone, o ladro: [6,15] Non sapete che i vostri corpi sono membra di
con questi tali non dovete neanche mettervi a Cristo? Prenderò dunque le membra di
mensa. Cristo e ne farò membra di meretrice? Non
[5,12] Tocca forse a me giudicare quelli di fuori? sia mai!
Non sono quelli di dentro che voi giudicate? [6,16] O non sapete che chi si unisce a una
[5,13] Quelli di fuori li giudicherà Dio. Togliete meretrice forma un corpo solo? I due
quel perverso di mezzo a voi! formeranno, dice, una sola carne.
[6,17] Ma chi si unisce al Signore forma con lui un
CAPITOLO 6 solo spirito.
[6,18] Fuggite l’impudicizia! Qualsiasi peccato
I processi davanti ai pagani l’uomo commetta, sta fuori del corpo; ma chi
[6,1] C’è tra di voi chi, avendo una questione con commette impudicizia pecca contro il
un altro, ha l’ardire di farsi giudicare dagli proprio corpo.
ingiusti anziché dai santi? [6,19] O non sapete che il vostro corpo è santuario
[6,2] O non sapete che i santi giudicheranno il dello Spirito Santo che è in voi, che avete da
mondo? E se da voi viene giudicato il mondo, Dio e che non appartenete a voi stessi?
sareste dunque incapaci di giudizi da nulla? [6,20] Siete stati comprati a prezzo! Glorificate
[6,3] Non sapete che giudicheremo gli angeli? dunque Dio nel vostro corpo!
Quanto più dunque le cose di questa vita!
[6,4] Quando perciò doveste giudicare di affari CAPITOLO 7
quotidiani, designate a giudici i più umili
della chiesa. Matrimonio e verginità
[6,5] Lo dico per farvi arrossire! Cosicché non vi [7,1] Riguardo poi alle cose di cui mi avete scritto:
sarebbe nessuno tra di voi saggio da poter è cosa buona per l’uomo non avere contatti
fare da intermediario tra i suoi fratelli? con donna;
[6,6] Ma un fratello viene chiamato in giudizio dal [7,2] tuttavia, a motivo delle impudicizie, ciascuno
fratello, e per di più davanti a infedeli! abbia la sua moglie, e ogni donna il suo
[6,7] Senza dire che è già una colpa per voi avere marito.
liti vicendevoli! Perché non subire piuttosto [7,3] Il marito renda alla moglie ciò che le è dovuto;
l’ingiustizia? Perché non lasciarvi piuttosto far egualmente anche la moglie al marito.
torto? [7,4] La moglie non è padrona del proprio corpo,
[6,8] Ma voi commettete ingiustizia e recate ma lo è il marito; allo stesso modo il marito
danno, e ciò ai fratelli! non è padrone del proprio corpo, ma lo è la
[6,9] O non sapete che gli ingiusti non moglie.
erediteranno il regno di Dio? Non illudetevi: [7,5] Non privatevi l’un l’altro, se non di comune
né gli impuri né gli idolatri né gli adùlteri né accordo, temporaneamente, per attendere alla
gli effeminati né i depravati preghiera, e poi ritornate a stare insieme,
[6,10] né i ladri né i cupidi né gli ubriaconi né i perché Satana non vi tenti per la vostra
maldicenti né i rapaci erediteranno il regno incontinenza.
di Dio. [7,6] Questo vi dico in spirito di condiscendenza,
[6,11] E tali eravate alcuni di voi; ma siete stati non di comando.
lavati, siete stati santificati, siete stati [7,7] Vorrei che tutti fossero come me; ma
giustificati nel nome del Signore Gesù Cristo ciascuno ha il proprio dono da Dio, chi in un
e nello Spirito del nostro Dio! modo, chi in un altro.

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[7,8] Ai celibi e alle vedove dico che è cosa
buona per loro rimanere come sono io;
[7,9] ma se non sanno contenersi, si
sposino; è meglio sposarsi che ardere!
[7,10] Agli sposati ordino, non io ma il
Signore, che la moglie non si separi
dal marito
[7,11] – e qualora si separi, rimanga senza
sposarsi o si riconcili con il marito –
e che il marito non ripudi la moglie.
[7,12] Agli altri dico io, non il Signore: se un
fratello ha la moglie pagana, e questa
consente a coabitare con lui, non la
ripudi;
[7,13] e la donna che abbia il marito pagano,
se questi consente ad abitare con lei,
non lo ripudi:
[7,14] perché il marito pagano viene reso
santo dalla moglie e la moglie pagana
viene resa santa dal fratello; altrimenti
i vostri figli sarebbero impuri, mentre
invece sono santi.
[7,15] Ma se il pagano vuole separarsi, si
separi; in questi casi il fratello o la
sorella non sono vincolati; Dio vi ha
chiamati alla pace!
[7,16] E che sai tu, moglie, se salverai il
marito? O che sai tu, marito, se
salverai la moglie?
[7,17] Fuori di questi casi, ciascuno si
comporti come gli ha dato il Signore,
come era quando fu chiamato da Dio;
così ordino in tutte le chiese.
[7,18] È stato chiamato uno circonciso? Non
lo nasconda! È stato chiamato uno
non circonciso? Non si faccia
circoncidere!
[7,19] La circoncisione non conta nulla, e
l’incirconcisione non conta nulla;
conta l’osservanza dei comandamenti
di Dio.
[7,20] Ciascuno rimanga nella condizione in
cui era quando fu chiamato.
[7,21] Sei stato chiamato da schiavo? Non ti
preoccupare, ma anche se hai la
possibilità di renderti libero,
profittane!
[7,22] Perché lo schiavo che è stato chiamato
nel Signore è liberto del Signore!
Similmente il libero che è stato
chiamato, è schiavo di Cristo.

“I peccati di Corinto”. Chiesa di San Paolo (Asti).


Sergio Panza - M. Teresa Perosino.

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[7,23] Siete stati comprati a prezzo; non diventate libera di sposare chi vuole, purché ciò
schiavi di uomini! avvenga nel Signore.
[7,24] Ciascuno, o fratelli, rimanga davanti a Dio in [7,40] Ma se rimane così è meglio, a mio avviso; e
quella condizione in cui era quando è stato credo di avere anch’io lo Spirito di Dio.
chiamato.
[7,25] Riguardo alla verginità, non ho precetti dal CAPITOLO 8
Signore, ma do un consiglio, come uno che
merita fiducia per la misericordia del Signore. Le carni immolate agli idoli
[7,26] Penso, dunque, che sia bene per l’uomo, a [8,1] Riguardo alle carni immolate agli idoli:
motivo della necessità presente, regolarsi così: noi sappiamo, perché tutti abbiamo la
[7,27] ti trovi legato a una donna? Non cercare di scienza. Ma la scienza gonfia, mentre
scioglierti; non ti trovi legato a una donna? la carità edifica.
Non andare a cercarla. [8,2] Se alcuno crede di sapere qualche cosa, non
[7,28] Però se ti sposi non fai male; né fa male la ha ancora appreso come bisogna sapere.
vergine che si sposa. Ma costoro avranno [8,3] Chi invece ama Dio, è conosciuto da lui.
tribolazioni nella carne, e io vorrei [8,4] Riguardo dunque al mangiare le carni
risparmiarvele. immolate agli idoli, noi sappiamo che un
[7,29] Questo vi dico, o fratelli: il tempo ha avuto idolo è nulla al mondo, e che non esiste che
una svolta; d’ora innanzi quelli che hanno un Dio solo.
moglie siano come non l’avessero; [8,5] Anche se infatti vi sono delle pretese divinità
[7,30] quelli che piangono, come non piangessero; nel cielo e sulla terra, come di fatto vi sono
quelli che si rallegrano, come non si molti dèi e molti signori,
rallegrassero; quelli che comprano come non [8,6] per noi c’è un solo Dio, il Padre, dal quale
possedessero; tutto proviene, e noi siamo per lui; e un solo
[7,31] quelli che usano del mondo, come non ne Signore, Gesù Cristo, per mezzo del quale
usassero a fondo: perché passa la figura di sono tutte le cose e noi siamo per mezzo di lui.
questo mondo! [8,7] Ma non tutti hanno la scienza; anzi alcuni,
[7,32] E io vorrei vedervi senza preoccupazioni: chi per la consuetudine avuta fino al presente
non è sposato si preoccupa delle cose del con gli idoli, mangiano le carni come carni
Signore, come piacere al Signore; sacre agli idoli, e la loro coscienza, debole
[7,33] lo sposato invece si preoccupa delle cose del com’è, si macchia.
mondo, come piacere alla moglie, [8,8] Non sarà certo un alimento a raccomandarci
[7,34] e si trova diviso! Così anche la donna a Dio; né, privandocene, veniamo a mancare
non sposata e la vergine si preoccupano di qualche cosa né, mangiandone, ne
delle cose del Signore, per essere sante abbiamo di più;
nel corpo e nello spirito; la sposata invece si [8,9] badate però che questa vostra libertà non
preoccupa delle cose del mondo, come divenga un inciampo per i deboli.
piacere al marito. [8,10] Se uno infatti vedesse te, che hai la scienza,
[7,35] Questo dico a vostro vantaggio, non per seduto a mensa in un tempio di idoli,
gettarvi un laccio, ma per indirizzarvi a ciò non sarebbe forse la sua coscienza debole
che è degno e conduce al Signore senza spinta a mangiare le carni immolate
distrazioni. agli idoli?
[7,36] Se però qualcuno teme di non comportarsi [8,11] E così per la tua scienza va in rovina il
bene con la sua vergine, quando sia in piena debole, il fratello per il quale Cristo è morto!
età, e conviene che così avvenga, faccia quello [8,12] E peccando così contro i fratelli, e ferendo la
che desidera; non pecca, si sposino. loro coscienza debole, voi peccate contro
[7,37] Chi invece ha deciso fermamente nel suo Cristo.
cuore, senza esservi costretto, ma è padrone [8,13] Per questo, se un cibo scandalizza il mio
della sua volontà, e ha deliberato in cuor suo fratello, mai più io mangerò carne, per non
di conservare la sua vergine, fa bene. dare scandalo al mio fratello!
[7,38] In conclusione, colui che sposa la sua vergine
fa bene, e chi non la sposa fa meglio. Prima parte della Prima lettera ai Corinzi (1-8)
[7,39] La moglie è vincolata per tutto il tempo in (Nuovissima versione della Bibbia
cui vive il marito; ma se il marito muore, è dai testi originali. Edizioni San Paolo).

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