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Fisica del plasma

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Fisica del plasma
Lampada al plasma
In fisica e chimica, il plasma un gas
ionizzato, costituito da un insieme di
elettroni e ioni e globalmente neutro (la cui
carica elettrica totale cio nulla). Essendo
per costituito da particelle cariche, i moti
complessivi delle particelle del plasma sono
in gran parte dovuti alle forze a lungo raggio
che si vengono continuamente a creare, e
che tendono a mantenere il plasma neutro;
questo fatto stabilisce una differenza
importante rispetto ai gas ordinari, nei quali
i moti delle particelle sono dovuti a forze
che si estendono al massimo per qualche
primo vicino
[1]
. In quanto tale, il plasma
considerato come il quarto stato della
materia, che si distingue quindi dal solido, il
liquido e l'aeriforme. "Ionizzato" in questo
caso significa che una frazione
significativamente grande di elettroni stata
strappata dagli atomi.
Le cariche elettriche libere fanno s che il plasma sia un buon conduttore di elettricit, e che risponda fortemente ai
campi elettromagnetici. Questo quarto stato della materia fu identificato da Sir William Crookes nel 1879 e chiamato
"plasma" da Irving Langmuir nel 1928
[2]
. Le ricerche di Crookes portarono alla realizzazione dei cosiddetti tubi di
Crookes, che erano gli antenati dei tubi catodici e delle lampade al neon.
Mentre sulla terra la presenza del plasma relativamente rara (fanno eccezione i fulmini e le aurore boreali),
nell'universo costituisce pi del 99% della materia conosciuta: si trovano sotto forma di plasma il Sole, le stelle e le
nebulose. Inoltre, si ha una formazione di plasma sullo scudo termico dei veicoli spaziali al rientro nell'atmosfera.
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Storia della fisica dei plasmi
Incisione dell'epoca che riproduce il celebre esperimento di
Benjamin Franklin sulla natura elettrica del fulmine
Il plasma spesso definito come "quarto stato" della
materia: in questo senso, esso riproduce l'idea dei quattro
elementi, che storicamente si fa risalire al filosofo greco
Empedocle. I primi esperimenti riguardanti i plasmi
coincidono per con le prime scoperte
sull'elettromagnetismo. Le prime scoperte sulle propriet
delle scariche elettriche nei gas vengono fatte risalire al
leggendario esperimento di Benjamin Franklin, che scopr la
natura elettrica del fulmine: il 15 giugno 1752, a
Philadelphia, egli us come dispositivo un aquilone, legato
all'estremit di un filo di canapa. All'altra estremit egli
appese una chiave, e port l'aquilone vicino alle nuvole
durante un temporale. Tenendo a distanza con un nastro di
seta l'estremit con la chiave, per proteggersi le mani, vide
che la chiave si muoveva per effetto dell'accumulo di cariche
elettriche, e che poteva caricare con questa una bottiglia di
Leida (un tipo di esperienza che egli aveva gi effettuato nei
suoi studi sull'elettrostatica).
[3]
Studi pi precisi coincidono con la creazione dei primi tubi
da vuoto, i tubi di Crookes appunto, che Sir William
Crookes cominci a studiare negli anni successivi al 1870
modificando il prototipo creato da Heinrich Geissler, che si
chiama appunto tubo di Geissler. Proprio un tubo simile a
questo port Rntgen alla scoperta dei raggi X.
Gli studi sui plasmi rimasero per pi che altro una curiosit: fanno eccezione gli studi approfonditi di Irving
Langmuir, che studi in particolare (negli anni successivi al 1920) l'interazione dei plasmi con le pareti del
contenitore nei quali i plasmi stessi venivano formati: proprio per questi studi egli vinse il premio Nobel nel 1932.
L'interesse sistematico per lo studio dei plasmi inizia invece alla fine degli anni cinquanta, quando la Conferenza di
Ginevra Atoms for peace
[4]
sancisce l'inizio degli studi su uno sfruttamento pacifico della Fusione nucleare.
Contemporanea la costituzione dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (IAEA, 1957).
Pi o meno nello stesso periodo cominciano i primi studi sugli effetti di un campo magnetico sui gas ionizzati (per
es. della ionosfera) compiuti dal fisico svedese Hannes Alfvn, che lo porteranno a vincere il premio Nobel nel 1970.
Questi studi porteranno alla spiegazione del meccanismo delle fasce di Van Allen in termini di moti di ioni ed
elettroni.
Oggi la fisica del plasma un settore in piena espansione, non solo per quanto riguarda la Fusione nucleare, ma
anche le applicazioni industriali (trattamento di superfici, il taglio al plasma, gli schermi al plasma) e la propulsione
spaziale.
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Produzione di un plasma
Emissione da parte di un tubo
riempito di Elio.
Tubo al Neon. Tubo riempito di Argon. Kripton.
Xeno.
La legge di Paschen stabilisce il legame tra la tensione di "breakdown" per cui si forma il plasma ed il prodotto tra
pressione e distanza degli elettrodi. La curva ha un minimo che dipende dal gas presente. Per esempio, per ionizzare
gas Argon in un tubo lungo un metro e mezzo alla pressione di 10
-2
mbar, occorrono circa 800 V.
La formazione del plasma (talvolta chiamata "breakdown" elettrico) accompagnata dalla formazione di luce: per
questo si dice che la scarica passa dal regime di scarica oscura a quello di scarica a bagliore (glow). Questo
passaggio contrassegnato anche da una brusca diminuzione della tensione applicata ai capi del tubo, in quanto la
formazione di cariche libere (elettroni e ioni) riduce di molto la resistenza elettrica del gas. Se a questo punto la
tensione ai capi del tubo viene ulteriormente aumentata, la scarica passa dal regime di "glow" a quello di arco: la
luminosit della scarica aumenta ancora, e la tensione subisce un altro brusco calo (come nel passaggio dal regime di
scarica oscura a quello di scarica a bagliore). La corrente di un arco ancora pi elevata di quella di una scarica a
bagliore.
Riassumendo, in un tubo rettilineo un gas ionizzato a seconda della tensione applicata e della corrente presente nel
gas attraversa i seguenti regimi:
scarica oscura
scarica a bagliore (glow)
arco
Nel passaggio dal regime di scarica oscura a quello di glow, come anticipato sopra, il plasma comincia a emettere
luce. L'emissione di luce avviene in frequenze caratteristiche per ciascun elemento, ed dovuta ai seguenti
fenomeni:
radiazione di frenamento (Bremsstrahlung) di elettroni emessi o ricatturati da un nucleo;
radiazione di riga da parte di atomi neutri o parzialmente ionizzati
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Caratteristiche
Quasi neutralit e schermaggio di Debye
I brillamenti solari (flare) emettono plasma dalla corona solare attraverso tutto il sistema
solare: questo plasma noto come vento solare. I brillamenti sono visibili come strutture
chiare in questa immagine nei raggi X del sole. [5]
Il termine plasma viene usato per un
insieme di particelle cariche che
globalmente si mantiene neutro.
Questa la definizione comunemente
accettata, anche se esistono sistemi
particolari chiamati plasmi, costituiti da
una sola specie (per es., elettroni, da cui
il nome di plasmi elettronici).
Il paragone che spesso viene usato
quello della gelatina rosa, che nel suo
interno contiene particelle che
singolarmente sono rosse e bianche, ma
che l'occhio percepisce nella sua
globalit come rosa. Come nella
gelatina esiste una minima distanza
spaziale per la quale possibile vedere
le particelle rosse e bianche come
separate, cos nel plasma esiste una
scala spaziale alla quale elettroni e ioni si muovono in modo indipendente: questa minima distanza viene chiamata
lunghezza di Debye.
In sostanza, dentro il plasma deve essere sempre verificato che , dove la densit di elettroni, ed
la densit di ioni. Per mantenere questa condizione, dentro il plasma si forma un campo elettrico, detto ambipolare,
che tende a frenare gli elettroni, e ad accelerare gli ioni
[6]
(tendenzialmente, gli elettroni sono pi veloci a
diffondere). Dentro il plasma si forma un campo elettrico corrispondente all'energia potenziale:
.
Come si vede, il potenziale tanto pi grande, quanto maggiore la densit di carica al centro del plasma, . Se
l'energia potenziale supera l'energia di agitazione termica, si ha diffusione ambipolare; se l'energia potenziale
inferiore all'energia cinetica delle particelle, si ha diffusione libera. La relazione di uguaglianza definisce l'energia
minima che le particelle devono avere per poter muoversi liberamente: questa energia minima definisce anche la
minima lunghezza entro la quale le particelle possono diffondere, cio la lunghezza di Debye:
.
dove la costante di Boltzmann e la temperatura. Possiamo quindi definire con pi precisione un plasma
come un sistema le cui dimensioni sono molto pi grandi della lunghezza di Debye, ossia , dove la
dimensione tipica del sistema. Per un gas ionizzato comunque molto raro che sia , anche perch questo
comporterebbe delle densit molto basse (da notare che la densit di cariche compare a denominatore).
Se la temperatura viene espressa in unit di "ELETTRONVOLT" e la densit particelle per metro cubo, la lunghezza
di Debye si esprime come:
.
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Nei plasmi di laboratorio questa lunghezza pertanto dell'ordine di decine di micron.
Fenomeni collettivi
La lunghezza di Debye definisce quindi una minima lunghezza per il moto indipendente di elettroni e ioni: dentro
una sfera di raggio (detta sfera di Debye) possono avvenire processi di particella singola. Al di fuori della sfera
di Debye il comportamento di elettroni e ioni determinato dal campo elettrico ambipolare, cio dalla parte a lungo
raggio del potenziale elettrostatico. In sostanza, elettroni e ioni si muovono gli uni rispetto agli altri come fossero un
corpo unico.
Questo fenomeno d origine ai cosiddetti moti collettivi. Gli urti fra elettroni e ioni tramite la forza di Coulomb nei
plasmi un fenomeno collettivo, dove le interazioni a pi corpi dominano rispetto alle collisioni binarie (a differenza
dei gas neutri, dove le collisioni sono essenzialmente un fenomeno binario). Tipicamente, il libero cammino medio
delle collisioni di Coulomb maggiore della lunghezza di Debye.
Un altro importante fenomeno collettivo costituito dalle oscillazioni di plasma. Supponiamo che una "fetta" di
elettroni di sezione si sposti di una quantit nella direzione ortogonale a . Si former un campo elettrico
perpendicolare alla superficie :
.
dove determinato dalla densit superficiale di carica elettronica:
.
Combinando le due espressioni si ottiene che la forza netta agente sugli elettroni :
.
La legge della dinamica per gli elettroni diventa quindi:
.
che un moto armonico di pulsazione
.
detta frequenza di plasma. Inserendo le costanti fisiche, si ottiene il valore numerico
[7]
:
.
Inserendo un valore di densit tipico di un plasma da fusione
[8]
(per es., un Tokamak), si ottiene che la frequenza di
plasma dell' ordine di , che una frequenza molto elevata.
Si deduce pertanto che il campo elettrico dovuto ad eventuali disomogeneit di carica in un plasma viene suddiviso
in una parte a corto raggio (le diffusioni libere nella sfera di Debye), e in una parte a lungo raggio (fenomeni
collettivi come la frequenza di plasma). Se siamo tuttavia interessati a fenomeni che avvengono su scale spaziali pi
grandi della sfera di Debye e su scale temporali pi lente della frequenza di plasma, il plasma pu essere trattato
come un fluido neutro in cui i campi elettrici (spontanei) sono nulli.
Questo l'approccio seguito per esempio dalla magnetoidrodinamica. Nella maggior parte dei plasmi, la lunghezza
di Debye abbastanza piccola e la frequenza di plasma abbastanza grande da soddisfare senza problemi questa
condizione.
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Ordini di grandezza per i plasmi
Il fulmine un esempio di plasma presente sulla Terra. I valori
tipici di una scarica in un fulmine sono una corrente di 30.000
ampere, una tensione di 100 milioni di volt, e l'emissione di luce e
raggi X [9]. Le temperature del plasma in un fulmine arrivano a
28.000 kelvin, e le densit di elettroni possono arrivare a 10
24
/m
3
.
Un plasma quindi si caratterizza per alcune grandezze, fra
cui alcune (temperatura e densit di particelle cariche)
sono tipiche di un fluido; altre, come la lunghezza di
Debye e la frequenza di plasma, sono caratteristiche del
plasma come insieme di cariche in movimento.
I plasmi presenti in natura e in laboratorio si
caratterizzano per una grande variet nella grandezza di
questi parametri. Nella tabella che segue
[10]
sono riportati
gli ordini di grandezza per una serie di plasmi: si ricordi
che una temperatura di 1 eV (elettronvolt) corrisponde a
circa 11.600 kelvin, e che la densit dell'aria di circa
10
25
particelle per metro cubo. Si riconosce subito che la
maggior parte dei plasmi sono caratterizzati da alte
temperature elettroniche: si va dai quasi 30.000 gradi di
un fulmine, fino ai milioni di gradi della corona solare e
degli esperimenti di fusione termonucleare. I plasmi
interstellari sono invece caratterizzati da densit molto
basse (e quindi, relativamente grandi lunghezze di
Debye).
Dato che nella espressione della lunghezza di Debye
compare un rapporto di temperatura e densit, ci non
impedisce che si possano produrre plasmi a temperatura
ambiente: sono i cosiddetti plasmi freddi, per i quali gli
ioni sono effettivamente a temperatura ambiente, ma gli
elettroni hanno una temperatura di qualche elettronvolt.
Plasma
densit
(m
3
)
temperatura
(eV)
dimensione
(m)
lunghezza
di Debye
(m)
frequenza
di
plasma
(Hz)
gas
interstellare
10
6 0.01
10
19 0.7
10
4
vento
solare
10
7 10
10
11 7
3 10
4
corona
solare
10
12
10
2
10
7 0.07
10
7
interno
del sole
10
32
10
3
7 10
8
2 10
-11
10
17
plasma
termonucleare
10
20
10
4 10
7 10
-5
10
11
scarica
ad arco
10
20 1 0.1
7 10
-7
10
11
fulmine
10
24 2
10
3
10
-8
10
12
Fisica del plasma
7
ionosfera
10
12 0.1
10
4
2 10
-3
10
7
Fenomeni dissipativi
Il plasma composto di ioni ed elettroni. L'interazione tramite la forza di Coulomb fra queste specie porta ad urti
(generalmente elastici), che sono origine di effetti dissipativi. Il primo e pi importante effetto la comparsa di
resistivit. La presenza di urti di tipo coulombiano introduce una resistivit, che, secondo la previsione teorica di
Spitzer data dalla relazione
[11]
:
.
dove una quantit nota come logaritmo di Coulomb, ed praticamente costante per gran parte dei plasmi di
laboratorio, dove varia fra 10 e 20 in un ampio intervallo di parametri. il numero atomico medio delle specie
ioniche presenti nel plasma (per un plasma di idrogeno, ).
Inserendo i valori di un plasma di idrogeno di interesse fusionistico ( ), si ricava un valore di
resistivit di , che un valore tipico del rame a temperatura ambiente. I plasmi sono quindi degli
ottimi conduttori di corrente, e questa propriet tanto migliore quanto pi alta la temperatura (la temperatura
compare a denominatore nella relazione di Spitzer).
Plasmi in campi magnetici
Un plasma, essendo un buon conduttore di corrente, anche molto sensibile alla applicazione di campi magnetici. In
realt, siccome un plasma spesso formato da una scarica elettrica dentro un gas, il plasma risente del campo
magnetico formato dalla corrente che lo percorre. Per questo motivo si parla di campo magnetico auto-generato.
Le particelle cariche in un campo magnetico seguono una traiettoria elicoidale (detta anche moto di ciclotrone)
secondo l'equazione di Larmor, che definisce il raggio di Larmor
.
dove la velocit della particella perpendicolare al campo magnetico, la sua massa, l'intensit del
campo magnetico, ed la carica dello ione (per l'elettrone, ed negativa).
Dall' espressione per il raggio di Larmor si deduce che una particella carica in un campo magnetico vincolata a
percorrere una traiettoria che si pu allontanare al pi di una quantit dalla linea di campo magnetico. Il moto del
centro dell' elica viene detto moto del centro guida: i modelli matematici che descrivono il moto del plasma in
termini di moto del centro guida sono detti codici di centro guida
[12]
.
Su questa propriet si basano inoltre i dispositivi di confinamento magnetico nell' ambito della ricerca sulla fusione
nucleare.
La presenza di un campo magnetico introduce per una complicazione in pi, in quanto separa la direzione parallela
al campo (nella quale si ha una rapida termalizzazione della particelle) dalla direzione perpendicolare. Un plasma in
un campo magnetico quindi un mezzo altamente anisotropo.
La presenza del campo magnetico suddivide inoltre i plasmi in base al loro comportamento magnetico, ossia in
plasmi diamagnetici e paramagnetici. Anche se il comportamento pi comune per un buon conduttore di essere
diamagnetico, esistono numerosissimi esempi di plasmi paramagnetici, nei quali cio il campo magnetico esterno
viene accresciuto, e persiste per tempi molto lunghi. Questi fenomeni vengono chiamati fenomeni di dinamo, in
analogia alla dinamo in elettrotecnica.
Un approccio totalmente differente al problema dei moti di un plasma in campo magnetico fornito dalla
magnetoidrodinamica o MHD
[13]
, dove il moto delle particelle in un campo elettromagnetico viene risolto a partire
dall'integrazione delle equazioni di Navier-Stokes con le Equazioni di Maxwell. Nonostante la apparente
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semplificazione (invece di seguire il moto di un numero enorme di particelle, si segue l'evoluzione della velocit
fluida del plasma, che un campo tridimensionale), la MHD si presta a descrivere un numero molto vasto di
fenomeni di plasma, come l'insorgere di instabilit, filamenti e jets
[14]
.
Riassunto: gas neutro contro plasma
Come detto sopra, un plasma il quarto stato della materia. Cosa lo distingue, per esempio, da un gas, a cui
dovrebbe tutto sommato assomigliare molto? Le differenze sono elencate nella tabella seguente:
Propriet Gas Plasma
Conducibilit
elettrica
Molto bassa Molto alta
Per molti scopi, il campo elettrico in un plasma pu essere considerato come nullo (a parte il campo
elettrico ambipolare). Quando una corrente fluisce nel plasma, c' una caduta di potenziale (anche se
piccola); gradienti di densit sono associati a un campo elettrico.
La possibilit di condurre corrente elettrica fa s che il plasma risponda molto bene a campi magnetici,
formando una variet enorme di fenomeni, come filamenti, jets, e strutture coerenti.
Fenomeni collettivi sono molto comuni, perch il campo elettromagnetico un'interazione a lungo
raggio.
Specie
indipendenti
Una Due o pi
Elettroni, ioni, e atomi neutri possono essere distinti in base alla loro velocit e temperatura. L'interazione
fra queste specie porta a fenomeni dissipativi (viscosit, resistivit), e all'insorgere di onde e instabilit.
Distribuzione di
velocit
Maxwell Pu essere non-Maxwelliana
Mentre le collisioni tendono a portare a una distribuzione di equilibrio Maxwelliana, i campi elettrici
possono influenzare le velocit delle particelle differentemente, dando origine a fenomeni come gli
elettroni runaway.
Interazioni Binarie
Collisioni a due
corpi sono la
norma.
Collettive
Ogni particella interagisce contemporaneamente con molte particelle. Le interazioni collettive sono pi
importanti di quelle binarie.
Note
[1] (EN) R. Goldston e P.H.Rutherford, Introduction to plasma physics, Institute of Physics Publishing, Philadelphia, 1995, p.2. ISBN
0-7503-0183-X.
[2] (EN) G. L. Rogoff, Ed., IEEE Transactions on Plasma Science, vol. 19, p. 989, Dec. 1991. Vedi il sommario al sito http:/ / www.
plasmacoalition.org/ what. htm
[3] (EN) Si veda in rete il sito del Franklin Institute Science Museum (http:/ / fi. edu/ franklin/ index. html)
[4] (EN) Nazioni Unite, Peaceful uses of atomic energy (Proc. Int. Conf. Geneva, 1955) vol. 16, UN, New York, 1956, pag. 35.
[5] http:/ / rsd. gsfc. nasa. gov/ rsd/ images/ yohkoh. html
[6] (EN) R. Goldston e P.H.Rutherford, ibidem, p.15.
[7] (EN) T.J.M. Boyd e J.J. Sanderson, The Physics of Plasmas, Cambridge University Press, First Edition, 2003, p.11. ISBN 0-521-45912-5.
[8] (EN) Weston Stacey, Fusion Plasma Physics, Wiley VCH Verlag, 2005. ISBN 978-3-527-40586-2
[9] http:/ / www. nasa. gov/ vision/ universe/ solarsystem/ rhessi_tgf. html
[10] T.J.M. Boyd e J.J. Sanderson, ibidem, p.12
[11] R. Goldston e P.H.Rutherford, ibidem p.177.
[12] (EN) Un testo di riferimento in questo campo R.B.White, The theory of toroidally confined plasmas, Seconda edizione, Imperial College
Press, 2001. ISBN 1-86094-277-6. Recentemente stata pubblicata la seconda edizione riveduta (30 aprile 2006, ISBN 1-86094-639-9).
[13] (EN) Ci sono moltissimi testi con argomento la MHD: il riferimento (almeno per quanto riguarda i plasmi di interesse fusionistico) J.P.
Freidberg, Ideal Magnetohydrodynamics, Plenum Press, New York, 1987.
[14] (EN) Per tutti questi fenomeni si veda per es. Biskamp, Dieter. "Nonlinear Magnetohydrodynamics". Cambridge, UK: Cambridge
University Press, nuova edizione riveduta, 1997. 392 pagine, ISBN 0-521-59918-0.
.
Fisica del plasma
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Collegamenti esterni
Consorzio RFX, Istituto Gas Ionizzati del CNR (Padova) (http:/ / www. igi. cnr. it)
Istituto di Fisica dei Plasmi, Milano (http:/ / www. ifp. cnr. it/ )
Gruppo di ricerca di Torino sui plasmi da fusione (http:/ / burningplasma. polito. it/ )
Frascati Tokamak Upgrade, ENEA, Frascati (http:/ / ftu. frascati. enea. it/ )
Gruppo Fusione dell' ENEA (http:/ / www. fusione. enea. it/ )
(EN) Interactive Plasma Physics EXperience (http:/ / ippex. pppl. gov/ )
(EN) Le lezioni di fisica dei plasmi di Richard Fitzpatrick (http:/ / farside. ph. utexas. edu/ teaching/ plasma/
lectures/ lectures. html)
(EN) Animazioni sul sito dell' EFDA, European Fusion Development Agreement (http:/ / www. efda. org/
multimedia/ movies_and_animations. htm)
Voci correlate
Fisica del plasma e sue applicazioni
Fusione nucleare
Tokamak
ITER
Accelerazione laser-plasma
Plasmi terrestri
Fasce di Van Allen
Aurore polari
Ionosfera
Fulmini
Plasmi astrofisici
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Corona solare
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Fonti e autori delle voci
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