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viene considerato che per serramenti posti
in edifici con altezze particolarmente ridotte
oppure per ambienti che non ospitino attivit
umane continuative e che non custodiscano
beni sensibili allumidit (ad es. porte di in-
gresso di atrii, negozi a pianterreno oppure in
ambienti filtro tra interno ed esterno come i
pianerottoli) la scelta tecnica dei componenti
possa essere inferiore a quelle riportate nel-
le varie tabelle per lo scaglione minimo, in
funzione delle caratteristiche specifiche del
singolo caso.
I dati di ingresso essenziali per quanto ri-
guarda il contesto ambientale specifico con-
sistono in generale nei seguenti parametri,
che vengono poi considerati o meno per le
varie prestazioni e per i vari prodotti, come
analizzato nel prosieguo:
in primis, zona di vento e classe di rugosit
del terreno, i quali parametri in entrambi
i casi vengono assegnati dalla Circolare
Ministeriale 4 luglio 1996 n 156 AA.GG./
STC4) e nello specifico:
zona di vento: si considerano le diverse
regioni italiane per appartenenza a 9 zone
omogenee relativamente allazione del
vento, dalla zona 1 alla 9 (cfr. Fig. 1);
classe di rugosit del terreno: si considera-
no 4 classi differenti, dalla A alla D, che non
si basano sulla conformazione orografica e
topografica del terreno ma piuttosto sulla
situazione degli edifici circostanti, conside-
rando un ragionevole intorno di osservazio-
ne, una zona non inferiore ad 1 km e per
almeno 20 volte laltezza della costruzione.
distanza dalla costa, il cui valore deriva dalla
localizzazione urbanistica del progetto e vie-
ne espresso in km secondo fasce (inferiore a
10 km, tra 10 e 30 km, superiore a 30 km);
tipo di esposizione del serramento, infor-
mazione che deriva dagli elaborati pro-
gettuali, differenziandosi in pienamente
o parzialmente esposto allazione delle
intemperie tramite aggetti o protezioni di
vario tipo (ad es. in questo secondo caso
rientrano logge o porticati);
zona climatica, la cui attribuzione deriva dal
DM 10/03/19975) con rispetto del Dpr 26
agosto 1983 n4126), dove si considera la
ripartizione dei Comuni in determinate zo-
ne climatiche, da A a F, assegnate a livello
nazionale in funzione dei gradi-giorno;
altitudine sul livello del mare, il cui valore
pu essere reperito nel Dpr 26 agosto
1983 n 412 e viene espresso in m (in
tabella secondo due scaglioni, inferiore o
superiore a 500 m).
Secondo la norma Uni 11173
Classi norma in vigore
(UNI EN 12208)
Pressione di prova
in Pascal
Classi norma ritirata
(UNI 7979)
Serramenti pienamente
esposti
Serramenti parzialmente
protetti
Metodo norma in vigore
(UNI EN 1027)
Metodo norma ritirata
(UNI EN 86)
0 0 Nessun requisito
Serramento non classificato
P<50 Pa
1A 1B 0 Pa
50 Pa
2A 2B 50 Pa
3A 3B 100 Pa
150 Pa
E1
50P<150 Pa
4A 4B 150 Pa
5A 5B 200 Pa
300 Pa
E2
150P<300 Pa
6A 6B 250 Pa
7A 7 300 Pa
8A - 450 Pa
500 Pa
E3
300P<500 Pa
9A .
500 Pa
600 Pa
>500 Pa
E4
P500 Pa
Exxxx - > 600 Pa
Tabella 2 - Prospetto di confronto di classificazione nei confronti della tenuta allacqua secondo norme vigenti e precedenti (Uni 11173:2005 - appendice E)
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Finestre, porte e facciate continue - Criteri di scelta in base alla
permeabilit allaria, tenuta allacqua, resistenza al vento, trasmittanza
termica ed isolamento acustico, pubblicata ad agosto 2005, con successiva
correzione ad implementazione del 28 settembre 2007.
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per i quali risultano applicabili i metodi di prova definiti nelle norme Uni EN
1026:2001 Finestre e porte - Permeabilit allaria - Metodo di prova, UNI
EN 1027:2001 Finestre e porte - Tenuta allacqua - Metodo di prova, Uni EN
12211:2001 Finestre e porte - Resistenza al carico del vento - Metodo di
prova.
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per le quali risultano applicabili i metodi di prova definiti nelle norme
Uni EN 12153:2002 Facciate continue - Permeabilit allaria - Metodo di
prova, Uni EN 12155:2002 Facciate continue - Tenuta allacqua - Prova di
laboratorio sotto pressione statica, Uni EN 12179:2002 Facciate continue
Resistenza al carico del vento - Metodo di prova.
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Circolare Ministeriale 4 luglio 1996 n 156 AA.GG./STC Istruzioni per
lapplicazione delle Norme tecniche relative ai criteri generali per la verifica
di sicurezza delle costruzioni e dei carichi e sovraccarichi di cui al Decreto
Ministeriale 16 gennaio 1996.
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DM 10/03/1997 Determinazione delle zone climatiche e dei valor minimi e
massimi dei relativi coefficienti volumici globali di dispersione termica con
successive modifiche ed integrazioni. In particolare la tabella A, ordinata per
Regioni e Province, riporta per ciascun Comune italiano laltitudine della casa
comunale, i gradi giorno e la zona climatica di appartenenza.
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Decreto del Presidente della Repubblica 26 agosto 1993 n 412 Regolamento
recante norme per la progettazione, linstallazione, lesercizio e la manutenzione
degli impianti termici degli edifici ai fini del contenimento dei consumi di energia,
in attuazione dellart. 4, comma 4, della legge 9 gennaio 1991, n. 10.
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relativamente ai serramenti: Uni EN 12207:2000 Finestre e porte -
Permeabilit allaria - Classificazione, Uni EN 12208:2000 Finestre e porte
- Tenuta allacqua - Classificazione, Uni EN 12210:2000 Finestre e porte
- Resistenza al carico del vento - Classificazione. Relativamente alle facciate
continue: Uni EN 12152:2003 Facciate continue - Permeabilit allaria Requisiti
prestazionali e classificazione, Uni EN 12154:2001 Facciate continue - Tenuta
allacqua - Requisiti prestazionali e classificazione, Uni EN 13116:2002 Facciate
continue Resistenza al carico del vento - Requisiti prestazionali.
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calcolati secondo la Uni EN ISO 10077-1:2007 per i serramenti e secondo Uni
EN 13947:2007 per le facciate continue.
Breve guida allutilizzo pratico
della norma
Per ogni prestazione vengono quindi detta-
gliate le classificazioni, da effettuarsi in base
ai riferimenti normativi in vigore7), e tramite
una serie di 20 tabelle sistematiche (cfr.
Tabella 1) vengono suggerite le opportune
scelte tecniche per serramenti e per fac-
ciate continue, differenziate per le singole
prestazioni, in considerazione di tutti o di
alcuni parametri descritti, differenziate per
le diverse zone di vento in cui suddiviso il
territorio nazionale italiano.
Per tutte le prestazioni e i componenti ri-
sulta significativo infatti considerare il dato
fondamentale relativo alledificio, laltezza,
e i parametri legati al contesto relativi a
zona di vento ed a rugosit del terreno.
Invece poi gli altri aspetti relativi al contesto
vengono considerati o meno in funzione
della loro incidenza relativamente alla sin-
gola prestazione.
Per la scelta della classe di permeabilit
allaria relativamente ai serramenti entra in
gioco in aggiunta anche la zona climatica di
appartenenza, mentre per le facciate conti-
nue incidono la distanza dalla costa e laltitu-
dine rispetto al livello del mare. Relativamen-
te ai serramenti, per la scelta della classe di
tenuta allacqua va valutato senzaltro anche
il tipo di esposizione del componente e per
quella della resistenza a vento intervengono
naturalmente la distanza dalla costa e lalti-
tudine rispetto al livello del mare. Relativa-
mente alle facciate continue nei confronti
della resistenza al vento si rimanda invece
direttamente ai requisiti richiesti dalla Uni
EN 13116:2001, poich essa non attribuisce
una classificazione vera e propria, bens
richiede il rispetto di alcune esigenze, come
ad esempio il contenimento della deforma-
zione massima delle membrature entro la
misura pi restrittiva tra 1/200 della relativa
luce e 155 mm, in corrispondenza del carico
da vento di progetto specifico, che viene
calcolato per la commessa.
In aggiunta, a margine delle varie tabelle
vengono poi suggerite specifiche attenzioni
per alcuni casi particolari e osservazioni
soprattutto relativamente ai carichi da vento
di progetto.
Inoltre vengono segnalati dei criteri di scel-
ta in base al valore di trasmittanza termica8)
in stretta relazione con la zona climatica
corrispondente, nel rispetto ulteriore delle
richieste prescritte dalle varie regolamen-
tazioni locali.
Si segnala infine per completezza lappendi-
ce E della norma, che riporta un confronto tra
vecchio e nuovo sistema di classificazione
dei serramenti relativamente a permeabilit
allaria, tenuta allacqua e resistenza al carico
del vento: nel primo caso (norme ritirate) con
classificazione secondo UNI 7979:1979 e
con metodologie secondo UNI EN 42:1976,
UNI EN 86:1981 e UNI EN 77:1977, e nel se-
condo caso (norme in vigore) con metodolo-
gie di prova secondo UNI EN 1206:2001, UNI
EN 1207:2001 e UNI EN 12211:2001 e con
classificazioni secondo UNI EN 12207:2000,
UNI EN 12208:2000 e UNI EN 12210:2000.
Questa attenzione conferma limpostazio-
ne generale della UNI 11173, che ha a suo
tempo beneficiato degli apporti e delle di-
verse competenze dei partecipanti, labora-
tori come ITC-CNR attraverso gli scriventi,
associazioni di categoria e imprese diretta-
mente coinvolte. Queste ulteriori indicazioni
sono infatti nate dal recepimento di alcune
difficolt manifestate da diversi progettisti
e imprese, nel doversi ancora oggi spesso
riferire a prestazioni valutate secondo le
norme precedenti e ritirate negli anni 1999-
2000, sia per alcuni capitolati dappalto an-
cora richiamanti i passati riferimenti, sia per
contenziosi civili riguardanti vecchi edifici,
sia per confronti tra sistemi di serramenti o
facciate attuali e precedenti. In tale ottica al-
linterno della norma sono quindi stati propo-
sti, elaborati e quindi approvati in appendice
informativa dei possibili prospetti di parallelo
tra vecchia e nuova normativa a cura del
laboratorio ITC-CNR in collaborazione con
Uncsaal (a titolo di esempio cfr. Tabella 2).
Essi contengono naturalmente anche le op-
portune osservazioni ed integrazioni dovute
alle differenze metodologiche esistenti nelle
diverse norme, per alcune delle prestazioni
in oggetto particolarmente rilevanti, come ad
esempio nel caso della resistenza al carico
del vento. Si sottolinea infine, anche se po-
trebbe sembrare superfluo, che tali prospetti
comparativi hanno carattere solamente in-
formativo e di ausilio e, conseguentemente,
non possono essere in alcun modo utilizzati
in alternativa o in sostituzione a dati speri-
mentali di laboratorio e tanto pi non hanno
chiaramente validit per la Marcatura CE dei
prodotti considerati, mentre al contrario nei
casi precedentemente citati possono essere
di utilit pratica e immediata.
NOTE: