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il Ducato

P er i o di c o del l I s t i t ut o per l a f o r ma z i o ne a l gi o r na l i s mo di Ur bi no
Quindicinale - 25 novembre 2005 - Anno 15 - Numero 9
Internet: Ducato on line - www.uniurb.it/giornalismo
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rbino non regge alla prima nevicata che ha mandato in tilt
il piano antineve del Comune: le ruspe non hanno impe-
dito lisolamento dalla citt, con strade bloccate, scuole
quasi vuote, bus ritardatari e un black out elettrico in serata.
Ma non una nevicata da primato, spiega il direttore
dellOsservatorio metereologico. Il Comune, intanto, raschia il
fondo del barile: nelle casse restano solo 10 mila euro per
lemergenza.
Famiglie, disabili e anziani sono
le categorie pi penalizzate dal-
la Finanziaria 2006 e dalla de-
curtazione del Fondo per le poli-
tiche sociali. Per far fronte alla
mancanza di risorse, l'assessore
ai Servizi sociali Maria Clara
Muci prevede una diminuzione
delle ore di assistenza e un au-
mento delle rette di asili e case
di riposo.
Desy dAddario a pagina 5
Servizi sociali
in arrivo
nuovi tagli
Ec onomia
Viaggio tra i consultori e gli
ospedali dei 29 comuni del terri-
torio. Stabili le interruzioni di
gravidanza nel 2004. Gli opera-
tori sanitari: Aiutiamo a sceglie-
re consapevolmente, senza giu-
dizi. Tra le giovanissime c po-
ca informazione. La testimo-
nianza di una ragazza alle prese
con la pillola del giorno dopo.
Cavadi e De Ieso alle pagine 6 e 7
Donne e aborto
ecco i numeri
Inc hiesta
Macerata va su Mtv e si propone
come una bottiglia di acqua
minerale, Urbino sbarca
allAquafan di Riccione, Ancona
riscopre il territorio e Camerino
vola in Europa. La concorrenza
tra i corsi di laurea si gioca ormai
a colpi di slogan pubblicitari,
affissi sui muri o trasmessi per
radio. Costi quel che costi: in
palio ci sono le nuove
immatricolazioni.
Francesco Magnani a pagina 10
La matricola
si conquista
con lo spot
Universit
I clienti sono pregati di munirsi
di moneta contante.
Lazienda di trasporti di Urbino
ha affisso sui suoi pullman que-
sto cartello di servizio, tradu-
cendolo in pi lingue, arabo
compreso. Ma qualcosa deve es-
sere andato storto, visto che la
dicitura araba riportata sugli au-
tobus non ha alcun significato.
il Ducato andato a indagare.
Salvatore Lussu a pagina 2
LAmi e larabo
a modo suo
Citt
L
uomo che fece dimettere
un Presidente degli Stati
Uniti, Bob Woodward, pi
volte Premio Pulitzer, considera-
to un simbolo del giornalismo
pi autorevole e insieme pi
aggressivo, quello che non si
piega ai compromessi, caduto
nella trappola del successo. Per
non compromettere il libro che
sta scrivendo sulla Casa Bianca,
ha taciuto su notizie importanti.
Dunque l'informazione sul
banco degli accusati, persino in
America. Non un male. Chi ha
grandi responsabilit pubbliche
dovrebbe essere sempre sotto
esame: politici, giudici, giornali-
sti, ma anche banchieri, sinda-
calisti, industriali, finanzieri. E'
la democrazia, ragazzi! Sbaglia
chi se ne lamenta.
L'informazione sotto accusa
perch spettegola e non indaga;
perch non parla chiaro (non
abbastanza); perch d troppo
spazio alla politica; perch
dipende troppo dalla politica.
Perch, se non abbastanza
libera (ma forse non siamo pro-
prio al 77.esimo posto come
dice Celentano) colpa anche
dei giornalisti, sempre l a
lamentarsi e sempre in cerca di
protezioni.
Cosicch tutto si
riduce a un
dibattito medio-
cre: da una parte
il premier, che
controlla quasi
tutte le testate
radiotelevisive, e
tuttavia protesta
contro le prese in
giro delle tra-
smissioni di variet; e dall'altra
chi continua a piangere sull'esi-
lio di Santoro, Biagi, Luttazzi,
che un sacrosanto problema di
giustizia e una intollerabile pre-
varicazione, ma - onestamente -
non una violazione della
Costituzione.
Combattere sulla
frontiera di una
i nf or ma z i one
completa e cor-
retta per molti
inutile, perch -
si dice - l'obietti-
vit impossibi-
le; perch la con-
correnza agisce a
spese della quali-
t, perch i gior-
nali dipendono sempre pi dalla
pubblicit, dalla politica, dagli
interessi editoriali. Lo stesso
sindacato dei giornalisti per-
corso da dubbi sul ruolo delle
Scuole: sono davvero, come
dicono, fabbriche di disoccupa-
ti?
La nostra certamente no. Chi
uscito da Urbino lavora e fa il
giornalista. Qual il segreto? La
risposta anche in questa nuova
veste del Ducato. Che, rispettan-
do il passato, vuole fare un
passo avanti nella direzione
verso cui si muove la grande
stampa italiana e internaziona-
le; una grafica pi brillante e
aggressiva, il colore in tutte le
pagine, un formato pi portabi-
le e comodo. Vogliamo poi che il
contenuto corrisponda sempre
di pi alla seriet del compito e
che il giornale sia sempre pi
vicino e attento ai problemi
della citt e del territorio. Non
perch negli anni passati si lavo-
rasse meno o meno bene. Ma per-
ch siamo convinti che sia sbaglia-
to moraleggiare sui guai presenti
senza aggredirli con idee e propo-
ste. E perch chi smette di scom-
mettere sul futuro ha gi smesso di
credere in quello che fa.
Un giornale
nuovo,
pi pagine,
tutte
a colori
LEDITORIALE
Per f are inf ormazione
non servono Eroi
Domenichini e Ratti a pagina 3
Impreparat i cont ro la neve
Mezzi di soccorso in ritardo. Scuole chiuse. Vigili e polizia in difficolt
Una coltre alta 50 centimetri. La citt isolata per diverse ore
il Ducato
2
SALVATORE LUSSU
A sinistra,
il cartello
sulla portiera
di una navetta.
La frase
in arabo
non vuol
dire nulla.
In alto,
un dettaglio
Fano-Urbino
per i turisti
resta un sogno
Ferrovia
I
l sogno resta un grande col-
legamento Roma-Venezia:
una tratta ferroviaria di por-
tata nazionale che cancelli l'i-
solamento dell'entroterra
umbro-marchigiano, Urbino e
il Montefeltro compresi.
Bando ai ricordi e ai sentimen-
talismi, scordiamoci la Fano-
Urbino: non basta una mozio-
ne dei Comunisti italiani (vota-
ta all'unanimit dal consiglio
regionale) per la riapertura di
una tratta morta ormai da ven-
tanni: "Sarebbe importante
per il turismo e per la riscoper-
ta del territorio - dice Gino
Traversini, presidente della
comunit montana del Catria e
Nerone - ma non risolverebbe i
problemi dell'economia locale.
Ormai bisogna ragionare su
larga scala". Ovvero un collega-
mento moderno e attrezzato
tra la Capitale e la citt del
Doge, "una linea che colleghi
Urbino con Ferrara e apra alle
aziende locali non solo la stra-
da al commercio nazionale, ma
anche le vie di comunicazione
oltrefrontiera".
"Il trasporto su ferrovia l'uni-
ca alternativa ai disagi creati
dall'aumento incontrollato di
tir e auto, - continua Traversini
- ma non possiamo pensare che
basti solo la tratta della vecchia
ferrovia e la sua continuazione
fino a Fabriano, per risolvere i
problemi di viabilit di queste
zone. Se dobbiamo investire,
tanto vale farlo bene e in modo
accurato". Non a caso il presi-
dente della provincia Ucchielli
ultimamente ha occhi e orec-
chie solo per la pedemontana
Cagli-Fabriano, tre corsie a
scorrimento veloce, primo
stralcio per un'autostrada del-
l'entroterra marchigiano: "Il
progetto in fase avanzata -
spiega Traversini - e rappresen-
ta per ora la nostra priorit.
Anche se mi sento di rilanciare
l'idea del grande e moderno
collegamento ferroviario".
Unidea, appunto, ma anche
una strategia per guardare oltre
il terriotrio locale e proiettare
finalmente il Montefletro aldil
delle dolci colline.
LUCA MORICONI
U
rbino, si sa, ha una
vocazione turisti-
ca: soprattutto
d'estate la citt si
riempie di visita-
tori stranieri che
girano, fotografano e prendono i
mezzi pubblici. E cos l'Ami ha
tradotto in pi lingue un cartello
di servizio affisso sui suoi pull-
man: inglese, francese, tedesco,
giapponese. E arabo. L'azienda,
infatti, si preoccupata non solo
dei turisti ma anche degli immi-
grati provenienti da Maghreb e
Medio oriente. Peccato che la
scritta sia sbagliata. La traduzio-
ne in arabo non significa nulla:
soltanto una serie di lettere,
arabe certo, ma messe alla rinfu-
sa. Che successo? Chi conosce
l'arabo rimasto scandalizzato.
"I clienti sono pregati di munir-
si di moneta contante", ammo-
nisce il cartello e " fatto obbli-
go di mostrare il biglietto e/o
l'abbonamento al conducen-
te". E poi: "Passengers are
kindly requested to pay in
cash", e cos via. Ma quando si
arriva all'arabo, segni incom-
prensibili.
Ai passeggeri, magari annoiati,
il cartello non provoca reazioni,
se non quella positiva per tanta
attenzione verso gli stranieri.
Ma se il cronista conosce un
po' l'arabo, fa il suo mestiere e
controlla.
Il Ducato andato a verificare a
Fermignano: il call center vicino
alla piazza frequentato soprat-
tutto da immigrati, e gli arabi che
ci vanno per chiamare a casa
sono in tanti. Tre maghrebini
hanno cominciato a passarsi il
foglio di mano in mano con aria
interrogativa, parlando fitto tra
loro. Uno ha inforcato gli occhia-
li per leggere meglio, ha avvici-
nato il naso al pezzo di carta, poi
l'ha allontanato di nuovo:
"Questa non la nostra lingua.
Per chiss, potrebbe essere per-
siano. Anche in Iran scrivono
con l'alfabeto arabo".
Il cronista allora va al negozio
di tappeti persiani: Parsa tap-
peti. Il padrone iraniano:
"Questo per me proprio
arabo! Di certo non persiano.
Per potrebbe essere Urdu, la
lingua parlata in Pakistan, o
Pashtun, una delle lingue
dell'Afghanistan. Anche loro
usano l'alfabeto arabo".
Afgani a Urbino non ce ne
sono e noi abbiamo preferito
non spingerci cos lontano.
Cos abbiamo telefonato
all'Ami per chiedere una spie-
gazione. " stata una nostra
idea quella dell'arabo - hanno
risposto all'azienda - ma la tra-
duzione non l'abbiamo fatta
noi. Ci siamo affidati a un'a-
Cara Ami, ma che arabo parli?
Sugli autobus circolano scritte che non significano niente
genzia di interpreti". L'Ami
non ha voluto chiarire, per, se
si occupata in prima persona
della stampa o se si affidata a
una tipografia.
A questo punto, una telefonata
all'agenzia era d'obbligo. Il
titolare caduto dalle nuvole:
"Non possibile che la frase sia
sbagliata! Noi ci affidiamo a un
interprete di madrelingua affi-
dabilissimo, non abbiamo mai
avuto problemi".
E aveva ragione. Da un esame
della versione che l'agenzia ha
fornito all'Ami, e di cui ci ha
dato una copia, alla fine si sco-
pre che l'agenzia non ha colpa:
le frasi sono tradotte corretta-
mente. Ma le scritte sul docu-
mento sono molto diverse da
quelle affisse sugli autobus.
Di chi l'errore quindi? L'Ami
si rifiutata di rispondere.
Probabilmente la colpa di un
computer poco dotato per le
lingue, che in fase di stampa ha
scombinato la scritta in arabo,
mettendo tutti i caratteri alla
rinfusa. Quello che certo
che l'Ami - hanno assicurato -
sostituir presto i cartelli.
Un cittadino marocchino:
Sono solo lettere senza senso.
Forse lerrore di un computer
3
CITT
Con mezzo met ro
subit o in t ilt
il piano ant ineve
U
na nevicata da
record? Non pro-
prio. "Sono caduti,
in due giorni, cin-
quanta centimetri
di neve", osserva il
direttore dell'Osservatorio meteo
Serpieri, Michele Gianotti. "Un
evento non eccezionale - spiega -
ma solo un tantino poco frequen-
te". Ma che bastato per isolare
Urbino dai collegamenti per
Pesaro, Fermignano e Gadana, e a
causare un black-out di mezz'ora
in parte della citt.
Le strade sono rimaste chiuse per
tutta la mattina di mercoled. Le
ruspe e i trattori delle dodici ditte
private attivate dal Comune per
pulire le carreggiate hanno
cominciato a uscire all'alba. Gli
autobus sono a partiti a singhioz-
zo, con ritardi di mezz'ora, da
piazza Mercatale.
Nelle scuole, anche se aperte, il
servizio pullman stato attivato
solo in certi casi; e le aule sono
rimaste comunque vuote per tre
quarti. Sulla strada panoramica
che collega l'ospedale con la
rotonda che porta a Pesaro (dove
c' la scultura di Pomodoro),
un'ambulanza rimasta ferma a
lato della strada, a fianco del
muretto. E poi: i convegni orga-
nizzati dalle associazioni culturali
di Urbino sono saltati. Due in par-
ticolare: un ricordo del poeta-
scrittore Paolo Volponi e un
incontro per discutere sull'aboli-
zione della pena di morte, orga-
nizzato dalla comunit di
Sant'Egidio in collaborazione con
Amnesty International.
"I ritardi sono stati evidenti a
tutti", osserva il consigliere
comunale del Gruppo misto,
Augusto Calzini (opposizione).
"Urbino ritornata all'et della
pietra. Il piano anti-neve messo
in piedi dalla giunta, e a noi sco-
nosciuto, non ha evidentemente
tenuto alla prova dei fatti".
Un'opinione diversa - ovviamen-
te - da quella del vicesindaco e
assessore ai Lavori pubblici Lino
Mechelli. "Il Comune pronto ad
affrontare forti nevicate - spiega-
va luned scorso - e questo gi dal
primo novembre. Abbiamo aller-
tato undici ditte di operatori agri-
coli e una ditta non agricola per-
ch ripuliscano le strade con i
loro trattori", adattati con speciali
lame spalaneve sul davanti.
"Inoltre, ci sono altre tre aziende
che interverranno a chiamata.
Tutti sono pronti da venti giorni".
Ma perch non ha funzionato la
Il Comune gi in difficolt
"macchina"? Il servizio stato
organizzato da Gabriele Gambini,
Emilio Vedovi, Marco Manenti,
Carlo Pagnanelli, la ditta Gua-Fo,
Dino Damiani, Vasco Pandolfi,
Bruno Perugini, Umberto
Paganelli, Giorgio Bonci, Assunta
Mangani e Francesco Pretelli.
Alcuni di loro (caso per caso non
stato possibile controllarlo) sono
scesi in strada tra le 5 e le 8 di
mercoled mattina, quando le tre
strade principali che portano a
Urbino erano gi bloccate. La sta-
tale per Fermignano stata
riaperta a mezzogiorno, ma sulle
strade delle frazioni vicine i disagi
sono proseguiti per tutta la gior-
nata. "In paese passato uno solo
dei tre autobus scolastici - spiega
una maestra delle elementari
Mazzaferro - e i bambini erano
solo 15 su 62 iscritti". Stessa situa-
zione alle elementari di Gadana,
dove c'erano solo 28 alunni su 82.
In generale, le scuole di Pieve di
Cagna, Schieti, Trasanni, Gadana,
Mazzaferro e Canavaccio hanno
avuto le maggiori assenze. Gli asili
nido, le scuole materne ed ele-
mentari di Urbino centro, invece,
hanno sofferto meno le conse-
guenze della neve. "A parte la
scuola media, dove sono venuti
40 bambini su 200 - osserva la
preside dell'istituto comprensivo
Volponi, Silvia Gelardi - nelle
scuole della citt non abbiamo
registrato assenze significative.
N tra gli alunni, n tra il perso-
nale docente. Per quanto mi
riguarda, io, insieme ad altre
insegnanti, sono venuta a piedi. I
pullman? Qui sono passati rego-
larmente".
Oltre ai mezzi privati, il Comune
ha messo a disposizione due
spargisale e tre mezzi per lo
sgombero di grandi quantit di
neve. Anche i pompieri sono
intervenuti: solo ieri mattina,
otto squadre hanno liberato le
carreggiate dalle auto bloccate,
tagliato i rami pericolanti e spo-
stato i tronchi d'albero caduti che
bloccavano alcune strade d'ac-
cesso alle mura. "Per sostenere
questa mole di lavoro - spiegano i
vigili del fuoco - siamo stati
costretti a richiamare una decina
di colleghi in riposo".
Ma stata davvero una nevicata
eccezionale? Scorrendo i dati
dell'Osservatorio Serpieri, negli
ultimi 52 anni il record di neve
caduta a novembre spetta al '98,
con 78 centimetri, seguito dal '93,
33 centimetri, e dall'88, 30. "Tra
marted e mercoled sono caduti
50 centimetri di neve - spiega il
direttore Gianotti - e non poco.
Ma non si pu certo parlare di
una precipitazione straordina-
ria". Gioved, in ogni caso, tutte le
scuole sono rimaste chiuse e il
Comune ha gi ordinato una pala
meccanica da Ancona per le
emergenze.
Strade bloccate, disagi, scuole chiuse
Nella foto
in alto a sinistra,
piazza della Repubblica
coperta di neve.
Gravi i disagi alla circo-
lazione soprattutto per
i molti mezzi pesanti
rimasti bloccati sulle
strade.
LUCA DOMENICHINI
MARCO RATTI
Molti problemi anche per i mezzi
di soccorso. Un black out elettrico
ha lasciato al buio parte della citt
Mechelli: Spesa
la maggior parte
dei fondi
L
a neve leggera, ma pesa notevolmente
sui bilanci di Comune, Provincia e Anas.
Quanto costa ripulire Urbino da una
forte nevicata? Da questo punto di vista, "lo
scorso inverno un anno da dimenticare"
secondo il vicesindaco Lino Mechelli, e il
Comune si sta ancora leccando le ferite.
La spesa prevista dall'ultimo bilancio era di
37mila euro, "uno stanziamento sufficiente
da molti anni", spiega
Mechelli. Ma per l'inverno
2004-2005 stato necessario
liquidare altri 98mila euro
per lo sgombero della neve,
per il materiale utilizzato
(250 quintali di sale e 1.700
quintali di ghiaino pietrisco),
e altri 20mila per le ore di
lavoro straordinario. Il
Comune spera di essere
risarcito attraverso un mutuo
che sar attivato dalla
Regione: saranno ripartiti i
circa 7 milioni di euro messi a
disposizione dal Governo per
le calamit naturali, ma i soldi
"non dovrebbero arrivare
prima di marzo o aprile".
E ci sono altre spese impo-
nenti: 5 milioni e 615mila
euro per danni alle strade
comunali e altri 4 milioni per sistemare le
strade di campagna. "Abbiamo gi speso la
maggior parte dei soldi stanziati per que-
st'anno - dice Mechelli - e per la fine del
2005 ci sono ancora circa 10mila euro. Per il
2006 la spesa prevista sar di circa 40mila
euro, ma di fronte all'emergenza siamo
pronti a prendere provvedimenti". Altre
decisioni potrebbero essere prese nel corso
di una riunione operativa con forze dell'or-
dine, Asur e servizi pubblici, che sar con-
vocata nei prossimi giorni.
Ma Urbino non attraversata solo da strade
comunali. Ci sono sei strade provinciali: la
423 Urbinate, la 51 Cesane, la
4 Metaurense, la 56
Montefabbri, la 3 bis
Mercatale e la 9 Urbinate-
Feltresca. La Provincia ha a
disposizione dieci mezzi per
ripulire le strade dalla neve,
oltre a quelli spargisale e alle
turbine della Protezione civile
pronte a dare una mano.
L'inverno scorso in tutta la
provincia, la spesa per la neve
stata di circa 1,8 milioni,
contro i soliti 350-380mila.
Infine, la citt attraversata
dalla strada statale 73 bis.
Dal chilometro 16 al 111
della ss 73 bis, e per la
Pedemontana 687 Lunano-
Sant'Angelo in Vado, l'Anas si
attrezzata con otto mezzi
sgombraneve, otto lame, cin-
que vomeri e nove spandigraniglia. Tre ditte
private mettono a disposizione altri dieci
mezzi. Lo scorso anno, in questo tratto di
strada, sono stati spesi 163mila euro per le
forti nevicate. (m.r.)
Le auto in Corso Garibaldi
sepolte dalle prime
nevicate della stagione
4
Un milione per la risonanza
Lospedale di Urbino in corsa per lacquisto della nuova strumentazione
Gi in cassa la met dellimporto necessario, si attende lok del Cipe per coprire il resto della spesa
Limpianto
utilizzato
per eseguire
la risonanza
magnetica
C
osta pi un milione
di euro: una mac-
china per la riso-
nanza magnetica,
in grado di "foto-
grafare" l'interno
del corpo. Si tratta di un esame
utile per la diagnosi di un
ampio numero di patologie, dal
tumore al mal di testa, dalle
malattie dell'addome all'ernia
del disco. Un'attrezzatura atte-
sissima non solo all'ospedale
Santa Maria della Misericordia:
per avvalersi di questo servizio,
gli urbinati non dovranno pi
correre a Pesaro, Ancona o San
Sepolcro.
La risonanza magnetica (Rm)
pi sicura della Tac: non uti-
lizza i raggi x per visualizzare
l'organismo umano, ma onde
radio che, dun-
que, non com-
portano quei
rischi per la salu-
te (seppur mini-
mi) causati da
una ripetuta
esposizione alla
Tac. E' anche pi
accurata: per i
medici un po'
come passare
dagli occhiali al
microscopio.
All'ospedale di
Pesaro risulta
che la risonanza magnetica il
servizio "in cessione esterna"
pi richiesto dai sanitari di
Urbino. Dunque, costituisce
una spesa per l'ospedale del
Montefeltro, che comunque
viene rimborsata nell'ambito
del sistema di compensazione
regionale. "E' pi
di un anello
nella diagnostica
delle immagini"
osserva Lucio
Lucchini, diri-
gente dell'Asur 2
Urbino.
Per l'acquisto del
macchinario - ha
detto in
Consiglio comu-
nale dell'asses-
sore alle
Politiche sociali,
Maria Clara
Muci - cinquecentomila euro
sono gi stati messi a disposi-
zione dalla Fondazione cassa di
risparmio di Pesaro, che si era
anche impegnata a garantire la
copertura dell'intera spesa nei
prossimi tre anni. La regione
Marche, per, ha gi approvato
il finanziamento dell'importo
restante (pi di 500mila euro)
per l'acquisto della strumenta-
zione. Ora manca soltanto una
formalit, l'approvazione a
Roma da parte del Cipe, il
Comitato interministeriale per
la programmazione economi-
ca. Martedi scorso Giuseppe
Zuccatelli, dirigente del servi-
zio sanitario marchigiano, era
nella capitale per discutere
degli interventi nelle Marche
durante una riunione prepara-
toria al Cipe. Una delle que-
stioni sul tavolo di trattativa,
come hanno confermato dal-
l'assessorato regionale per la
tutela della salute, era proprio
quella dell'apparecchiatura
destinata a Urbino.
Si tratta, per, di un servizio
oneroso per il sistema sanita-
rio. Secondo il tariffario del
ministero della
Salute, un esame
alla colonna ver-
tebrale costa alla
comunit 150
euro. Con l'ag-
giunta del
"mezzo di con-
trasto", una
sostanza inietta-
ta nel sangue che
permette una
maggiore accu-
ratezza nell'a-
nalisi, si arriva a
230 euro per
ogni seduta. Pericolo di spre-
chi? "C' un incremento note-
vole di richieste per questo
esame nell'ultimo periodo.
Alcune sono riconducibili ad
un eccesso di scrupolo dei
medici", ha osservato Roberto
Grasso, della radiologia all'o-
spedale pesare-
se.
L'esigenza di
una strumenta-
zione pi poten-
te anche legata
a l l ' a n z i a n i t
della popolazio-
ne nella Zona
territoriale 2, che
c o m p r e n d e
Urbino e altri 28
Comuni. Quasi
un terzo degli
abitanti ha pi di
60 anni e, secon-
do una ricerca promossa
dall'Asur locale, gli ultraottan-
tenni sono aumentati del 16%
negli ultimi nove anni.
LUCA DELLO IACOVO
Rispet t o alla
Tac lesame
Rm meno
rischioso per
la salut e:
non ci sono
radiazioni
Per accedere
a quest o
servizio
oggi urbinat i
cost ret t i
ad andare
f ino a Pesaro
Dallernia
al cancro,
diagnosi pi
accurate grazie
al macchinario
in arrivo
CITT
5
ECONOMIA
Donne: bella impresa
Crescono in provincia le aziende al femminile
S
i dividono tra casa e
lavoro, sono attente
agli affari ma anche ai
figli, portano la gonna
ma non si fanno met-
tere i piedi in testa
dagli uomini. E soprattutto
sono in aumento. Le donne
imprenditrici, ovvero titolari di
aziende, nella provincia di
Pesaro e Urbino rappresentano
l'unico segnale positivo nel
panorama imprenditoriale del
territorio. Secondo i dati forniti
dalla Camera di commercio
locale le imprese con la gonna
nella nostra provincia sono
9.156 su un totale di circa
40.435 aziende. Ci significa
che il 22,7% di queste ha una
donna come titolare. In altri
11000 casi le donne ricoprono
cariche sociali di varia natura,
siano socie o membri del con-
siglio di amministrazione. Ha
dunque almeno un segno rosa
la cabina di comando del 50%
delle aziende della zona. La
situazione la stessa se si con-
siderano i comuni di Urbino e
Fermignano. Su 1645 imprese
presenti nella citt ducale, 796
sono "femmine". In 368 di que-
ste la partecipazione femmini-
le pari al 100%. Le donne
sono cio le titolari nel caso di
societ individuali, l'unico
socio o amministratore nel
caso di societ di persone o di
capitale. Dimezzati, ma presso-
ch identici quanto a propor-
zioni, i dati per il comune di
Fermignano, con 156 imprese
interamente controllate da
donne su un totale di 742. "Le
nostre donne sono preparate e
dinamiche - ha detto la respon-
sabile del Comitato impresa
donna della Cna di Pesaro,
Camilla Fabbri - peccato che
manchino le agevolazioni. La
legge 215/92 avrebbe potuto
aiutare davvero la condizione
delle donne imprenditrici nella
nostra regione, ma dal '98 i
fondi sono sempre pi dimi-
nuiti". Pochi sussidi dunque,
ma tanta voglia di mettersi in
gioco, soprattutto nei settori
del commercio, della manifat-
tura e dell'agricoltura. Ma se a
Urbino e a Fermignano le
donne guidano per lo pi pic-
coli esercizi come bar, lavande-
rie, centri estetici, a Pesaro ci
sono signore che possono
avere anche pi di 80 dipen-
denti sotto di s. I problemi
per sono gli stessi per tutte. "A
volte vorresti essere sia a casa -
ha detto l'amministratore dele-
gato della Isopak di Pesaro
Alessandra Baronciani - sia al
lavoro, vorresti avere due
cuori''. La difficolt maggiore
riguarda la gestione dei tempi.
Ci sono i figli da portare a scuo-
la, i mariti che aspettano il
pranzo. La signora Antonella,
titolare di un centro estetico a
Fermignano, e' stata fortunata.
"Ho potuto contare - ha detto -
sulla collaborazione di mio
marito". In generale il proble-
ma della casa ancora sulle
spalle della donna. "Anche se
oggi c' maggiore condivisione
di responsabilit, le donne
devono conciliare il doppio
ruolo di mamma e imprenditri-
ce" ha detto il presidente del
comitato per limprenditoriali-
t femminile, Ilva Sartini.
Esempi positivi comunque non
mancano. Un nome su tutti, il
presidente di Confindustria
Marche, Maria Paola Merloni,
mamma di una bambina e figlia
di uno dei pi grandi produtto-
ri italiani di elettrodomestici.
FRANCESCA PIATANESI
DESY DADDARIO
"Somma che stata spesa per
l'organizzazione degli intere-
venti e che non verr rimborsa-
ta dallo Stato" precisa l'asses-
sore Muci.
Le Regione si impegnata a
coprire il 20% della somma
decurtata, ma i servizi sociali
verranno comunque ridimen-
sionati o chiusi. I settori a
rischio sono molti, ma il danno
pi pesante lo subir lassisten-
za alle famiglie con anziani non
autosufficienti e disabili. "La
situazione dei tagli critica in
tutte le tipologie dei servizi
sociali - afferma Secchiaroli -
ma a preoccuparmi la decur-
tazione dei fondi a sostegno dei
minori stra-
nieri, rinvenu-
ti in stato di
abbandono e
dellassistenza
d o mi c i l i a r e
assistita".
Un altro setto-
re che rischia
di perdere
risorse quel-
lo della pre-
venzione del
disagio giova-
nile e delle
di pe nde nz e
(alcool e
droga), ma
saranno depotenziati tutti i ser-
vizi.
"I Comuni - sottolinea
Secchiaroli - stanno preparan-
do il bilancio, da approvare a
gennaio, cercando di tampona-
re i tagli della Finanziaria e il
dimezzamento del Fondo per le
politiche sociali. Per garantire i
servizi dovranno aumentare le
tasse e spostare fondi".
"Sono previsti dei tagli all'assi-
stenza, un aumento delle rette
di asili e case di riposo e meno
fondi a sostegno delle famiglie
meno abbienti", spiega Maria
Clara Muci. Salta anche il pro-
getto di creare due centri di
aggregazione per i giovani delle
frazioni pi disagiate di
Urbino. "Il Governo - commen-
ta l'Assessore - dovrebbe foca-
lizzare gli interventi sulla rete
dei servizi gi esistente, invece,
di elargire bonus a pioggia".
In provincia rosa la
met delle imprese
Su 40.000 aziende
20.000 registrano pre-
senze femminil. Di que-
ste, 9.100 sono guida-
te da donne. (Fonte:
Cna e Camera di com-
mercio)
S
ervizi sociali agli sgoc-
cioli. La Finanziaria
2006 metter a dura
prova i bilanci dei
Comuni, ma a dare il
colpo di grazia ai ser-
vizi per famiglie, anziani, dis-
abili e immigrati stato il taglio
del 50% della quota del 2005
del Fondo nazionale per le poli-
tiche sociali. E questo accadr
anche nel Montefeltro.
Questo fondo il principale
strumento di finanziamento
dei servizi sociali e comprende
una serie di interventi integrati
con le politiche sanitarie e
socio lavorative. Per il 2005 le
Marche avevano a disposizione
nel fondo per
le politiche
sociali 26
milioni di euro
per l'attuazio-
ne di vari inter-
venti. Di que-
sto stanzia-
mento, per,
stata versata
solo la met.
"Due mesi fa -
s p i e g a
M a r c e l l o
S e c c hi a r o l i ,
coordi nat ore
d e l l ' Amb i t o
t e r r i t o r i a l e
sociale di Urbino - il fondo
stato decurtato e l'ultima tran-
che non arriver ai Comuni
marchigiani".
Un provvedimento che avr
conseguenze drastiche sull'or-
ganizzazione dei servizi. Gli
enti locali avranno a disposi-
zione la met delle risorse del
fondo dell'anno precedente e
dovranno fronteggiare il taglio,
previsto dalla Finanziaria, del
6% sui trasferimenti ordinari.
Per le Marche il taglio corri-
sponde a 13 milioni di euro in
meno.
"Una situazione preoccupante
- commenta Maria Clara Muci,
assessore alle Politiche Sociali
del Comune di Urbino - che
dannegger fortemente la rete
dei servizi". L'anno scorso il
Comune aveva stanziato per i
servizi sociali la stessa somma
del 2004, 338 mila euro.
Dimezzati i fondi
dei servizi sociali
I tagli della Finanziaria 2006
In pi di 9000
si dividono tra
casa e lavoro
Nella foto a destra
Marcello
Secchiaroli. In
basso Camilla
Fabbri.
Imprese gestite da uomini
50%
23%
27%
Imprese gestite da donne
Imprese in cui le donne sono socie o parte del cda
il Ducato
6
V
engono soprattutto
da fuori le donne
che, nel 2004, hanno
fatto ricorso all'in-
terruzione volonta-
ria di gravidanza. A
dirlo i dati dell'ospedale della
Zona Territoriale n2 di Urbino
che comprende i 29 comuni
delle 3 comunit montane di
Catria e Nerone, Montefeltro e
Alto e Medio Metauro. Su 335
interruzioni di gravidanza, 194
sono infatti interruzioni volon-
tarie, in base a quanto previsto
dalla legge 194 del 1978. Donne
giovani, di et compresa tra i 20
e i 34 anni, studentesse ancora
iscritte alle Aziende sanitarie
locali di origine (che approfitta-
no, specie se del sud, di un siste-
ma sanitario pi efficiente) e
donne che migrano verso la Asur
di Urbino per la buona fama del
dipartimento di ginecologia.
Sono poche le donne extraco-
munitarie che abortiscono a
Urbino, ma sono 6 su 7 quelle
che scelgono l'interruzione
indotta legalmente. Segno che,
forse, possono scegliere meno
delle italiane.
Il professor Eugenio Fusco, pri-
mario del reparto di ginecolo-
gia, esegue, insieme alla sua
quipe, circa 4 interventi a set-
timana, di solito il luned.
"L'intervento di isterosuzione
( cos che si chiama tecnica-
mente, ndr) del tutto gratuito
e a carico della Asur anche nel
caso di donne extracomunita-
rie prive di permesso di
soggiorno, e pu essere
eseguito in "day hospi-
tal" cio nell'arco di
poche ore: la donna
entra in ospedale alle 9
del mattino ed esce alle
13".
Colpisce a prima vista
l'et delle donne che
ricorrono all'aborto
indotto legalmente: 19
casi tra le giovanissime
(dai 15 ai 19 anni) men-
tre pi del 65% del tota-
le riguarda donne tra i
20 e i 34 anni. Nel corso
degli anni, dopo il
picco di interruzioni
volontarie degli anni
'80, il numero di aborti
non cresciuto. "Non si
verificato nessun
aumento rispetto al
2003 - conferma Fusco
- la tendenza stabile
ormai da anni, ma nel
caso delle giovani
donne tra i 15 e i 19, il
problema grave quel-
lo della mancanza di
informazione sui meto-
di contraccettivi:
abbiamo incontrato
spesso in passato le
scuole, soprattutto
quelle superiori. Gli
incontri erano dedicati
soprattutto alla contraccezio-
ne, ma evidentemente c'
ancora molto lavoro da fare in
questa direzione". La conse-
guenza? Superficialit nell'uso
di pillole contraccettive e pre-
servativi spingono molte ragaz-
ze a fare ricorso alla cosiddetta
contraccezione d'emergenza,
pi conosciuta come pillola del
giorno dopo.
Molta confusio-
ne sulla sua
natura e i suoi
effetti. "Non
una pillola abor-
tigena - spiega
Fusco - dal
momento che
impedisce l'im-
pianto dell'ovulo
nell'utero della
donna, quindi
agisce prima
dell'inizio della
gravidanza. Per
questa ragione ritengo che in
questo caso non si possa eserci-
tare il diritto all'obiezione di
coscienza, previsto invece per
gli interventi di interruzione di
gravidanza: ogni medico, anche
quello generico o quello di
turno al pronto soccorso,
dovrebbe prescriverla".
Di natura abortiva invece la
pillola RU486 (Myfegyne), rico-
nosciuta dal 1999 in tutti i paesi
dell'Unione europea come
metodo farmacologico per l'in-
terruzione precoce di gravidan-
za. Unici paesi dell'Unione a
fare eccezione Portogallo e
Italia. Nelle ultime settimane
non si fa che par-
larne: politici,
uomini di chiesa,
medici obiettori,
medici non
obiettori, volon-
tari. Chiunque
dice la sua. Dopo
la scelta di alcuni
ospedali italiani
di adottare la pil-
lola, in virt di
un decreto mini-
s t e r i a l e
(11/2/97) che
regola l'importa-
zione di medicinali in commer-
cio all'estero, anche nelle
Marche presto arriver il nuovo
farmaco. "Abbiamo messo a
punto la procedura - ha detto
Paolo Menichetti, Direttore
generale degli ospedali Riuniti
di Ancona - per consentire al
cisare Menichetti - la donna
che intende far uso della pillola
abortiva deve restare in ospe-
dale per tre giorni in modo da
poter essere seguita da vicino
dal medico".
A Urbino, per il momento, nes-
suna richiesta specifica
di trattamento con la
RU486, ma il primario
di ginecologia non
nasconde di essere
favorevole alla sua ado-
zione. "Rientra nell'at-
tivit di aggiornamento
del personale prevista
dall'articolo 15 della
legge 194. Non credo
che sia necessaria alcu-
na forma di sperimen-
tazione: in Europa gi
in uso da molti anni".
Il professor Fusco non
un obiettore di coscien-
za, ma non ha dubbi
quando afferma che nel
suo reparto si lavora
molto bene anche con i
medici contrari all'a-
borto e che scelgono di
non eseguire gli inter-
venti di interruzione di
gravidanza. E all'ospe-
dale di Urbino i medici
obiettori di coscienza
non sono pochi: 5 su 11
ginecologi. "Siamo
coordinati molto bene e
riusciamo a seguire
tutte le nostre pazienti
al meglio, nel rispetto
delle reciproche posi-
zioni: basta organizzare
i turni con un po di
attenzione".
"Salesi" l'acquisto della RU486.
comunque necessaria la
richiesta nominativa di un
medico che intenda prescriver-
la ad una sua paziente, ma fino
ad ora non ce n' stata nessu-
na. In ogni caso - ci tiene a pre-
Cos ho chiesto la pillola del giorno dopo
LA TESTIMONIANZA
PAOLA CAVADI
Legge 194, le donne
scelgono Urbino
Le interruzioni di gravidanza, nel 2004, sono state 194. Luso della contraccezione
I dati completi sugli aborti nei 29 comuni del distretto sanitario
Acqua sul fuoco degli operatori
di ginecologia e ostetricia:
La sanit qui funziona bene
Quello che segue il racconto di una ragazza urbi-
nate che si presentata al consultorio per farsi
prescrivere la pillola del giorno dopo.
Ore 1 7 , 1 5 . Nella sala di accoglienza del pronto
soccorso. L'infermiere di turno mi chiede, con lo
sguardo distratto, di cosa ho bisogno. "Bella
domanda" pensi. Una frazione di secondo,
ma sufficiente a simulare, tra te e te,
possibili domande: "Scusi, vorrei la pil-
lola del giorno dopo" oppure "Ho avuto
un problema, possibile parlare in pri-
vato con un medico?". Capisco subito
di non poter evitare parole come rappor-
to sessuale, preservativo rotto e pillola del
giorno dopo. Spero solo che l'infermiere capi-
sca al volo, e mi indichi subito qualcuno con cui
parlare. Mi decido, ma stavolta le parole escono
fuori tutte insieme: preservativo rotto, pillola del
giorno dopo, rapporto non protetto. A questo punto
fatta, capirebbe anche un bambino. "Guardi, ci
sono due emergenze in questo momento, i medici
di turno sono occupati. Provi al terzo piano, repar-
to di ginecologia".
Ore 1 7 , 2 0 . Al reparto di ginecologia. Stavolta il
dottore capisce subito e mi fa cenno di aspettare.
Mi accompagna in una sala, prende il blocco della
carta intestata dell'ospedale. Mi guarda in faccia,
ha un aspetto sereno e modi tranquillizzanti.
"Quando hai avuto l'ultimo ciclo? Quando il
rapporto non protetto? Mai sofferto di epa-
tite? Ok, ti prescrivo la pillola del giorno
dopo. Due pasticche, dopo i pasti.
Qualche gonfiore ma funziona al 95%".
E poi: "Dottore, sono molti i casi come
questo?". "Eh s, direi proprio di s".
Ore 1 7 , 4 0 . Per strada, la ricetta in
mano. Il problema adesso trovare una
farmacia aperta. sabato pomeriggio, e
quella di turno a Piazza della Repubblica. Entro,
allungo sul tavolo la ricetta. La farmacista, donna,
mi ricorda di prendere le due pillole insieme.
Levonelle, 750 grammi compresse, 11euro e 20
centesimi. Le chiedo: "Sono molte le ragazze che
arrivano con ricette come questa?". Lei mi guar-
da, incredula, e risponde: "Moltissime".
(testo raccolto da paola cavadi)
Il primario:
Non sono
contrario
alla Ru486.
La adotterei
se la paziente
lo chiedesse
7
INCHIESTA
I
l dottor Luciano Quintini,
uno dei 5 medici ginecologi
obiettori di coscienza all'o-
spedale di Urbino. Secondo la
legge 194, i medici contrari
all'aborto hanno il diritto di
non partecipare materialmente
agli interventi di interruzione
volontaria di gravidanza.
Devono comunque assicurare
l'assistenza precedente e suc-
cessiva all'intervento.
Dottor Quintini, perch ha
scelto la strada dell'obiezione
di coscienza?
molto semplice: essendo
cattolico laborto una pratica
contraria alle mia convinzioni
religiose.
Fa parte del Movimento per la
Vita, l'associazione di volonta-
ri contro l'aborto?
No.
Come mai?
Perch non ho il tempo mate-
riale di impegnarmi in attivit
esterne di alcun tipo. Il lavoro
che ho gi tanto.
Secondo lei, a Urbino, la legge
194 applicata correttamente,
in modo completo?
Direi proprio di s. Anche la
posizione di un obiettore non
esime un medico dall'obbligo
di comprendere le ragioni della
donna, qualsiasi sia la sua scel-
ta. La legge ci obbliga ad aspet-
tare sette giorni prima di ese-
guire l'intervento; un inter-
vallo di tempo che la donna si
prende, con l'aiuto del suo
medico, per decidere consape-
volmente. Una donna che arri-
va in ospedale, al 99 per cento
dei casi gi decisa ad abortire.
Noi rispettiamo la sua scelta
salvo poi non partecipare
all'intervento.
Come giudica i rapporti con i
suoi colleghi non obiettori?
Buoni. Non ci sono stati mai
grossi problemi. Ricordo che
solo una volta mi sono trovato
in disaccordo con gli altri.
Assieme ad un altro collega
giudicammo impossibile,
anche da un punto di vista tec-
nico, intervenire su una
paziente in stato di gravidanza
avanzata. In quella occasione
rimandammo la questione al
primario.
Un medico obiettore pu non
prescrivere che ne faccia
richiesta ad una paziente la
cosiddetta pillola del giorno
dopo?
No, perch non tecnicamen-
te una pillola abortiva, ma un
farmaco che crea un ambiente
sfavorevole all'impianto dell'o-
vulo nell'utero. Si tratta di pre-
venzione e non di aborto. Fa
una bella differenza.
Cosa pensa della Ru486, la pil-
lola per l'interruzione precoce
della gravidanza?
Non posso che ripetermi. In
quanto cattolico non posso che
essere contrario. La pillola pro-
voca fra laltro aborti incom-
pleti: ha infatti la funzione di
indurre delle contrazioni uteri-
ne che portano all'espulsione
del feto. Tuttavia non c' dub-
bio che la procedura, oltre che
rispettare pienamente la legge
sullinterruzione volontaria
della gravidanza, sia anche
sicura. La Ru486 non pu esse-
re certo presa a casa: infatti
sempre necessario il ricovero
di tre giorni in ospedale.
(l.d.i.)
Al consult orio: la parola alle operat rici
N
on siamo una fabbrica di aborti ma
aiutiamo le donne a fare una scelta
consapevole". Si difendono cos
psicologa, ostetrica e assistente sociale del
consultorio familiare di Urbino, dalle polemi-
che sull'efficacia di queste strutture. Le tre
donne lavorano in quipe per
assistere chi chiede di abortire. Il
primo passo il colloquio con
l'ostetrica che analizza le circo-
stanze del concepimento e pu
individuare altri problemi da
rimandare alla psicologa o all'as-
sistente sociale. "Io lavoro sull'e-
laborazione del vissuto di queste
donne. Molte sono colte di sor-
presa altre non conoscono o non
utilizzano contraccettivi e quindi
bisogna educarle all'uso", dice la
psicologa Antonella Tinti. "Le
donne devono avere le idee chia-
re, a prescindere dalla scelta. E
noi le sosteniamo in qualsiasi
scelta fatta con consapevolezza.
E' importante prendersi tutto il
tempo necessario per riflettere
ma per fare questo fondamen-
tale che il contatto avvenga quan-
to prima". Le pazienti possono
cambiare idea fino alla fine e,
dopo la visita in ospedale e il colloquio con il
ginecologo, possono tornare in consultorio. E
comunque possono rinunciare ad abortire
anche poco prima dell'intervento. Le donne
che arrivano in consultorio hanno tra i 25 e i
39 anni, sono studentesse, casalinghe, extra-
comunitarie, laureate, operaie. "I casi sono
vari, molte donne scelgono di abortire non
solo per motivazioni economiche, ma anche
perch non vogliono avere altri figli.
L'importante far capire che nessuno le giu-
dica, che di fronte a noi si pu dire tutto",
aggiunge la psicologa.
A proposito delle polemiche sul
ruolo dei consultori e l'applica-
zione della 194, la legge sull'ap-
plicazione dell'interruzione
volontaria di gravidanza, l'oste-
trica non ha dubbi: "Si tratta di
strumentalizzazioni. Lavoriamo
tutti i giorni con le donne, come
fai a tornare a casa sapendo che
hai spinto per una soluzione
piuttosto che per un'altra? Prima
della 194 morivano. La legge c' e
va fatta rispettare. Io sono contra-
ria all'aborto ma non antepongo
le mie idee durante il colloquio,
faccio in modo che la persona
che ho di fronte sia onesta con se
stessa". Doriana Litargirio, l'assi-
stente sociale lavora spesso con
coppie che hanno problemi eco-
nomici. "Che alternativa posso
dare a chi mi chiede l'interruzio-
ne volontaria di gravidanza?", si
chiede. "Ai consultori nel corso
degli anni stato tolto personale e si opera
con poche risorse. Possiamo chiedere l'aiuto
di associazioni come la Caritas che fanno
quello che possono. Riusciamo comunque a
fare il nostro lavoro".
Non giudico
ma aiuto
a decidere
Lobiettore
Gli abort i nel 2004
ET CASI SPONTANEI CASI VOLONTARI
15-19 4 19
20-24 10 31
25-29 30 43
30-34 42 53
35-39 43 30
40-44 9 18
45-49 3 0
Tot ali 141 194
Interruzioni volontarie per area geografica
PROVENIENZA N CASI PERCENTUALE
ZT 2 Urbino 86 44,3
alt ri Comuni 102 52,6
alt ri Paesi 6 3,1
Tot ali 141 194
A sinistra donne in corteo nel
1977, prima dellapprovazione
della legge 194. Le tabelle in
basso sono state elaborate e
fornite dallospedale di Urbino
demergenza diffuso tra le giovanissime, spesso poco informate
Limportante che
si sentano libere
di raccontarci tutto
LUISIDA DE IESO
La psicologa Antonella
Tinti a colloquio
con una paziente
il Ducato
8
T
appeto rosso all'Isia
per Gianluigi Tocca-
fondo, il pi illustre tra
gli ex-studenti dell'I-
stituto d'Arte di Urbi-
no. Grafico d'anima-
zione, noto in Italia e all'estero per
i suoi cortometraggi e le animazio-
ni cinematografiche, Toccafondo
tornato nella citt ducale per in-
contrare gli studenti dell'Isia. Il
creativo, che ha raggiunto fama in-
ternazionale grazie alle sue mostre
e alla pubblicit della Levi's, da
queste parti noto soprattutto per
il suo spot della Sambuca Molinari.
Saluta professori e inservienti, si
mescola tra i ragazzi come fosse
ancora uno studente. Ha quaran-
t'anni, ma sembra venuto per assi-
stere a una lezione. Poi per si sie-
de dall'altro lato della cattedra e
parla della sua esperienza di crea-
tivo e della sua collaborazione con
Domenico Procacci e la Fandango.
Mentre sul grande schermo scor-
rono le sue opere di grafica cine-
matografica, Toccafondo racconta
la sua storia professionale, che par-
te da Urbino e si snoda tra Parigi,
A lezione di creat ivit
A venticinque anni sbarca
a Parigi. Ma la squadra
con cui preferisce lavorare
la Fandango di Procacci
Gianluigi Toccafondo da Urbino agli Usa: storia di un artista
Los Angeles, il Giappone e le colli-
ne bolognesi, dove ha deciso di fer-
marsi.
Cosa distingue la formazione ne-
gli istituti d'arte
che si trovano a
Urbino?
"La disoccupazio-
ne stimola la crea-
tivit ed questo
che rende unica
Urbino. La man-
canza di possibili-
t lavorative fon-
damentale perch
non hai la premura
del ritorno econo-
mico che c' nelle altre scuole. Qui
si pensa solo a sperimentare. La
scuola si distingue per l'eccellenza
della sua formazione artistica".
Ma la citt allavanguardia?
"La sperimentazione parte dal di-
segno, dalla pittura e dalla fotogra-
fia, i mezzi base della grafica, utiliz-
zati per sviluppare
forme espressive
in libert. Il lavoro
che si fa qui tal-
mente sperimen-
tale che a volte si
improvvisa stimo-
lando l'originalit.
Quando studiavo
qui, ho imparato
l'Abc del mio me-
stiere. Non realiz-
zavamo prodotti
eccellenti, ma lavoravamo soprat-
tutto sull'innovazione degli stili".
Come cambia il mestiere di grafi-
co con il digitale?
"Con le nuove tecniche tutti posso-
no creare prodotti fatti in casa a co-
sti contenuti. In termine di anima-
zione per non cambia molto. Il la-
voro pi grosso sempre la quanti-
t enorme di disegni che servono
per realizzare pochi secondi di pro-
dotto. Solo i pi appassionati e ca-
parbi accettano uno sforzo che
non commisurabile al risultato".
Cosa consigli ai ragazzi che voglio-
no intraprendere questo mestie-
re?
"Credo molto nel mio lavoro, ma in
Italia la professione di grafico so-
pravvalutata. Nelle scuole si for-
mano i cosiddetti creativi, una pa-
rola insignificante, che spesso si ri-
duce a schiere di artigiani al soldo
del direttore artistico. Bisognereb-
be avere maggiore rispetto per la
professionalit dell'autore. I vec-
chi caroselli erano un'ottima pale-
stra, ci lavoravano artisti e registi.
Oggi ci si limita a saccheggiare le
idee in circolazione. Negli Usa co-
me in Italia chi paga ha sempre ra-
gione. La sfida fare bene il proprio
mestiere nella massima libert
espressiva.
Come viene considerato il grafico
all'estero?
"A 25 anni sono andato a Parigi e l
ho capito che si poteva fare questo
lavoro per vivere, anche perch il
governo stanzia fondi a sostegno
delle opere artistiche. La cosa pi
importante rinnovarsi in conti-
nuazione perch un'immagine si
identifica immediatamente con
un prodotto e per preservare l'ori-
ginalit devi reinventarti".
Uno dei tuoi lavori pi noti la si-
gla della Fandango, che mescola
gli elementi chiave del tuo stile:
l'espressionismo cupo della Berli-
no degli anni Trenta,con il graffiti-
smo metropolitano. Come nata
la collaborazione con Domenico
Procacci?
"Nel mondo del cinema e dell'arte,
importante la voglia di collabora-
zione e scambio. Con Procacci for-
miamo un'ottima squadra perch
anche lui ha un approccio da "non
professionista". Facciamo cose di-
vertenti e originali. Dove c' poco
interesse si lavora con pi libert e
in questo senso con la Fandango
mi sento molto libero. Sono un ar-
tista e mi hanno sempre chiesto
prodotti miei, mai cose da catena
di montaggio. Ho il mio stile e lavo-
ro seguendo la mia creativit.
Larte e limpresa si tingono di rosa
In mostra i lavori delle ex studentesse degli istituti di Urbino
Giovani, creative e occupate. Sono le
dieci ragazze di CreAttivit: le donne
l' ar te e il lavoro. La mostra fa
parte dell'iniziativa Mani in
pasta, giunta alla sua terza
edizione, organizzata dal
comitato per la promozione
dell'imprenditorialit femmi-
nile della Camera di commer-
cio di Pesaro e Urbino in colla-
borazione con le autorit locali. Le
protagoniste sono tutte ex-allieve degli
istituti di Urbino che hanno trasformato
in impresa la loro arte. Tra loro
Rebecca Lisotta, scenografa di lungo-
metraggi animati come "Storia di una
gabbianella e del gatto" e Simona
Bursi che ha realizzato i cartoni
dello Zecchino.
L'edizione 2005 prevede, oltre
alla mostra al Convento di
Santa Chiara (tutti i giorni
dalle 15 alle 19, fino al 28
novembre), un seminario dal
titolo "Quando l'arte diventa un
lavoro", sabato 26 novembre alle 9.30
presso la Sala Serpieri del Collegio
Raffaello. L'1 dicembre previsto un
incontro dal titolo "Pari Opportunit"
presso il Centro Donna.
LINIZIATIVA
Lo conoscono
tutti
per lo spot
della Sambuca
Molinari
Finest re sul mondo nella casa di Raffaello
Enzo Cappucci, giornalista di Rainews24, espone i suoi scatti
U
n viaggio tra climi, colori e sensazioni diverse,
dai panorami della Tunisia ai ghiacci della
Groenlandia. quello che si prova con "Spira-
gli", la mostra del giornalista di Rainews24 Enzo Cap-
pucci, che sar visitabile nelle sale della casa di Raf-
faello fino al 30 novembre.
Cappucci ha cominciato la sua attivit di fotografo da
bambino quando, come dice lui stesso, "giochicchia-
va" con la Minolta del padre. La passione cresciuta nel
tempo con i viaggi di lavoro che l'hanno portato in giro
per il mondo. approdato poi a Urbino, ospite dell'ac-
cademia di Raffaello.
Il mare di Sicilia, il viso di una bambina tunisina, un
prato fiorito. Cappucci sembra non avere un soggetto
preferito. "Quello che mi muove la voglia di docu-
mentare, quello che mi interessa dare un taglio geo-
metrico alle immagini. Fotografare un tramonto ba-
nale, cogliere la luce del tramonto negli occhi di una
bambina no: anzi, credo che sia l'essenza stessa della
fotografia".
La Tunisia, i suoi suk, la sua gente, tornano pi volte nel
repertorio del giornalista, che si confessa innamorato
del suo "clima dolce", ricordo di infanzia, di quando ci
andava con la famiglia.
Dal calore delle spiagge di Pantelleria Cappucci passa
al sole freddo di Groenlandia: " stato un viaggio av-
venturoso. Eravamo a bordo di un Dc3, l'aereo che
stato utilizzato per lo sbarco in Normandia del '45. Ab-
biamo fatto tappa obbligatoria in Groenlandia. Ce la
siamo vista brutta perch si scatenata una burrasca
improvvisa".
I soggetti a volte si fanno astratti, quasi metafisici: le
increspature dell'acqua creano giochi di luce e nuove
forme. Ma anche una finestra aperta su un notturno
del Golfo di Pantelleria diventa evocativa. "Bisogna
essere distratti, poi d'improvviso ti svegli e fotografi -
conclude Cappucci - sai quello che vuoi, ma non sai
cosa ti viene".
Sopra, una foto
di Cappucci.
A destra, una
illustrazione
di Toccafondo
ALESSIA GIZZI
PIER LUIGI CARA
9
CULTURA
S
iccome il picco-
lo dava ancora
segni di vita
quando i tede-
schi stavano
per abbando-
nare la zona, uno di essi gli spar
un colpo di fucile alla testa fa-
cendo saltare il cervello. il ver-
bale dei carabinieri che raccon-
ta la fine di Giuseppe Novelli, 18
mesi appena, morto il 7 aprile
1944 nella strage di Fragheto, lo-
calit del piccolo paese di Ca-
steldelci, al confine con la Ro-
magna. Le vittime delleccidio
nazista furono trenta, ma i re-
sponsabili non sono mai stati
identificati. I documenti secre-
tati per decenni, le testimonian-
ze raccolte con difficolt. Ora, fi-
nalmente, grazie a una ricerca
negli archivi tedeschi e america-
ni, i nomi ci sono. E la lista sar
inviata alla procura militare di
La Spezia, incaricata di cercare
quegli ex militari e valutare lop-
portunit di un processo. Per ac-
certare le responsabilit del pi
cruento massacro compiuto dai
tedeschi nel pesarese.
stata la divisio-
ne Hermann
Goering, si det-
to per anni. Sei
bambini, quindi-
ci donne e otto
uomini anziani,
trucidati in po-
che ore in un po-
meriggio di pri-
mavera. Alcuni
mitragliati in ca-
sa, altri portati in
strada per une-
secuzi one di
massa. Solo i cor-
pi speciali delle-
sercito tedesco,
la Goering ap-
punto, avrebbero
potuto commet-
tere un massacro
del genere. Per-
ch erano i pi
i deol ogi zzat i ,
specialisti delle
azioni violente, i
nazisti pi nazi-
sti. E la Goering,
proprio in quei
giorni, colpiva
con efferatezza
sul fronte tosca-
no. Sono stati i
reparti speciali, si pensava. Ma
non cerano n prove n docu-
menti. A lungo, le ricerche negli
archivi nazionali non hanno da-
to conferme. Bisognava cercare
in unaltra direzione.
Nel settembre 2002, la Provincia
di Pesaro e Urbino incarica lav-
vocato Lorenzo Valenti di recu-
perare, nel cosiddetto armadio
della vergogna, i documenti re-
lativi al nostro territorio. Larma-
dio della vergogna un mobile,
nascosto fino al 1994 nello scan-
tinato della Procura generale
militare di Roma. Nei suoi scaf-
fali, nel 1960, erano stati archi-
viati in via provvisoria 695 fa-
scicoli contenenti i crimini com-
piuti dai nazi-fascisti durante
loccupazione. Settanta di quei
fascicoli riguardano i reati nella
provincia pesarese. Sono carte
importanti, che si aggiungono al
lavoro di ricerca compiuto da
anni dallIstituto di storia con-
temporanea della provincia
(Iscop).
Nel maggio 2003, poi, il presi-
dente della Provincia, Palmiro
Ucchielli, promuove una ricerca
approfondita sulla strage. Nasce
cos il progetto triennale Sulle
tracce della libert - Per dare un
futuro alla memoria della Resi-
stenza, coordinato da Andrea
Bianchini, direttore dellIscop.
Bianchini ha lintuizione giusta.
Chiama in Germania il ricerca-
tore Carlo Gentile, esperto della
repressione tedesca in Italia e
consulente in alcuni tra i mag-
giori processi penali per crimini
di guerra (Marzabotto, SantAn-
na di Stazzema, Cefalonia).
Gentile va a caccia di carte negli
archivi di Friburgo, Berlino e
Washington. La ricerca dura po-
co pi di un anno e d ottimi
frutti.
Gli assassini di Casteldelci furo-
no gli uomini del capitano Hans-
Achim Borchert, un militare na-
to a Hannover nel 1916, coman-
dante dello Sturm-Bataillon OB
Sdwest. Un reparto regolare
del l a Wehr-
macht, dunque,
non i sanguinari
corpi speciali. Il 7
aprile 1944, un
centinaio di que-
sti soldati, con al-
cune truppe re-
pubblichine, era
impegnato in un
rastrellamento
anti parti gi ano
nella vicina zona
di Calanco. Nello
scontro armato, i
tedeschi subiro-
no alcune perdi-
te, documentate
negli archivi mili-
tari. Cos, una
pattuglia di alcu-
ne decine di uni-
t fu distaccata a
Fragheto, e l nel-
larco di un po-
meriggio si con-
sum la strage.
Gentile fa una li-
sta di 19 ufficiali
del battaglione
dassalto, uomini
che nel 1944 ave-
vano circa tren-
tanni. Alcuni,
forse, hanno anche partecipato
alleccidio. La procura militare
di La Spezia, con laiuto dellIn-
terpol, dovr valutare se riaprire
le indagini per valutare logget-
tivo coinvolgimento nell'ecci-
dio. In caso di apertura di un
processo, la Provincia, la comu-
nit montana dellAlta Val Ma-
recchia e il comune di Castel-
delci potrebbero costituirsi
parte civile. Per ottenere una
qualche forma di risarcimento
morale, in collaborazione con
le autorit tedesche. Intanto sa-
ranno realizzate una pubblica-
zione e una mostra dedicate a
Casteldelci. I documenti inviati
al tribunale di La Spezia saran-
no cos a disposizione di tutti i
cittadini. Per aiutarli a riflette-
re e comprendere - spiega Uc-
chielli - quel che stato, quel
che avvenuto e quel che non si
dovr mai pi ripetere.
Ecco gli autori
della strage nazista
Fragheto di Casteldelc i
GIANVITO LO VECCHIO
Il dossier
degli storici
sar presto
inviato
alla procura
militare
di La Spezia
il Ducato
10
T
utte promosse all'e-
same di marketing.
Almeno per l'impe-
gno, visto che nel
2005 le universit
italiane, nessuna
esclusa, si sono gettate a capo-
fitto nel mare della pubblicit.
Questa estate lungo le strade
delle localit balneari sono
spuntati manifesti 6 metri per 3
con un solo messaggio di fondo
'Iscriviti da noi'; le rclame per
radio e in televisione e i pieghe-
voli sui giornali hanno fatto il
resto.
Un fenomeno limitato fino a
qualche anno fa a pochi pio-
nieri, che oggi ha assunto una
diffusione di massa. Si calco-
lato che nel 2004 il giro d'affari
complessivo delle 77 universit
italiane per il marketing pro-
mozionale abbia sfondato il
tetto dei 10 milioni di euro. La
concorrenza tra atenei costrin-
ge tutti a uno sforzo di visibili-
t. Costi quel che costi.
Ne sanno qualcosa le universi-
t marchigiane. Ben quattro in
una regione che la sesta pi
piccola d'Italia, schiacciate a
nord dal colosso bolognese e a
sud dalla galassia degli atenei
meridionali: sono 9 nella sola
costiera basso-adriatica.
Urbino, Camerino, Ancona e
Macerata hanno trovato cia-
scuna il proprio angolo nel
moderno carosello delle uni-
versit. Sperimentando lin-
guaggi e formule comunicative.
A discapito di quelle pi tradi-
zionali. finito in soffitta l'au-
stero manifesto degli studi,
quel cartellone bianco con
scritte in nero che sembrava
tanto un avviso di chiamata
alle armi. Ancora se ne stampa-
no - vero - ma sfigurano
davanti alle gigantografie in
full color e a nuovi slogan pub-
blicitari che rispondono a tutti
i requisiti dell'informazione di
marketing. Primo: essere origi-
nali. Secondo (se ci si riesce):
non tradire la propria mission.
Il giovane diplomato sa di non
risolvere i propri
problemi di diu-
resi se decider
di iscriversi
all'universit di
Macerata, ma
magari sogner
per un attimo di
essere come quel
campione del
pallone che cor-
teggia la miss e
parla agli uccelli-
ni. La bottiglia di
acqua minerale
la metafora della
trasparenza e
dell'effervescenza dell'ambien-
te accademico, precisano
all'ufficio orientamento dell'a-
teneo di Macerata, che gi l'an-
no scorso fece molto parlare di
s per la scelta di raffigurare
boccacce e gesti dell'ombrello
nei propri manifesti.
A tutto c' un limite. "Io non
proporrei mai la mia Universit
come un fustino di detersivi -
commenta Fulvio Esposito, ret-
tore dell'ateneo di Camerino -
perch per ottenere visibilit
bisogna sapere comunicare dei
contenuti". Tutta la pubblicit
dell'ateneo del Piceno, quella
murale come quella via etere,
ha puntato sul proprio caratte-
re internazionale, forte del pri-
mato nel numero di stranieri
tra gli iscritti. Mentre l'univer-
sit politecnica delle Marche
ha privilegiato messaggi prag-
matici all'estetica. Tutti i 6x3
delle facolt di Ancona hanno
un riferimento esplicito ai poli
produttivi del
territorio. Come
a dire: "Con noi
hai pi chance di
trovare lavoro".
"Il nostro obiet-
tivo - spiega
invece Mauro
Magnani, proret-
tore dell'uni-
versit di Urbino
- stato di
dimostrare che
la nostra una
realt concreta e
non virtuale,
evitando di fare
rumore". Reduce da un anno
di polemiche in cui era stata
messa in dubbio persino la sua
sopravvivenza, la Carlo Bo ha
optato per una campagna pub-
blicitaria in punta di piedi. Un
centinaio di 6x3 nel litorale
adriatico, spot nelle radio
locali e un gazebo nel parco
acquatico di Aquafan. Con lo
slogan 'Voi siete qui' ha voluto
innanzitutto lanciare un
segnale di buona salute. "Se
l'obiettivo iniziale - dice
Magnani - era mantenere il
numero degli immatricolati
dell'anno scorso, siamo andati
ben oltre alle aspettative:
siamo cresciuti del 12%".
Manifesti e pubblicit per radio:
le nuove frontiere
della concorrenza tra universit
La caccia allo st udent e
si gioca a colpi di spot
Macerata ha scelto Mtv, Ancona il territorio, Camerino lEuropa
Lateneo di Urbino ha speso 60 mila euro per la promozione puntando sulla concretezza
I vistosi manifesti delle
Universit marchigiane
che questa estate
hanno occupato le strade
delle localit turistiche.
La strada del marketing
promozionale ormai una
costante di tutti gli atenei
italiani
Fulvio
Esposito,
rettore
di Camerino:
Bisogna
comunicare
contenuti
FRANCESCO MAGNANI
Al momento di tirare le somme,
tutti e quattro gli atenei mar-
chigiani assicurano di aver
centrato il risultati della cam-
pagna. Incrementi delle imma-
tricolazioni: 2% in pi rispetto
all'anno scorso ad Ancona, 9%
in pi a Camerino. A cui si deve
aggiungere il ritorno di imma-
gine come realt radicate nel
territorio.
Ma a che prezzo? Il politecnico
del capoluogo ha sborsato nel
2005 oltre 170mila euro, poco
pi di 11 euro per ogni suo
iscritto. Ha speso un po' meno
l'universit di Camerino (quasi
150mila euro), ma il costo pro
capite per l'advertisement sale
a 16 euro.
Se la scure non si fosse abbat-
tuta su tutte le voci di bilancio,
anche la Carlo Bo avrebbe
speso altrettanto, ma si dovu-
ta accontentare di 60mila euro,
con un costo di poco superiore
ai 3 euro per ognuno dei suoi
quasi 20mila studenti.
Un modo per fare tutto al
risparmio lo insegna la vicina
universit di Teramo. L'ateneo
abruzzese, che quest'anno ha
rispolverato il repertorio della
saggezza proverbiale per i suoi
slogan pubblicitari, affida da
tempo le sue campagne al pro-
prio ufficio stampa. Un vero
laboratorio di comunicazione
attivo da dieci anni dove lavo-
rano professionisti e studenti e
che dal 2004 realizza ogni gior-
no un tgweb. Nel 2005 l'ateneo
di Teramo ha investito 60 mila
euro per il marketing, tenendo
testa, in fatto di visibilit
mediatica, a molti concorrenti.
L'universit di Macerata, che
ha affidato tutta la campagna
di marketing a una ditta ester-
na di comunicazione e ha sfon-
dato persino gli schermi di Mtv,
ha preferito non diffondere i
suoi costi.
11
UNIVERSIT
M
ai come quest'anno. L'universit di
Urbino ha gi conferito nove lauree
honoris causa contro le due del
2004, quasi un quarto di quelle date negli
ultimi dieci anni.
La laurea ad honorem forse diventata la
continuazione del marketing con altri mezzi?
Il prorettore Mauro Magnani nega:
"Quest'anno ricorre il quinto
centenario dalla fondazione
dell'Ateneo e noi abbiamo voluto
offrire un riconoscimento al valo-
re di persone che si sono distinte
nella cultura, nella scienza e nello
sport". Fra i laureati ad honorem
c un campione di motociclismo
come Valentino Rossi, il regista
Vittorio Storaro, l'ex allenatore
del Milan Arrigo Sacchi, lo scrit-
tore Luis Sepulveda, la stilista
Anna Molinari e il politologo
Giovanni Sartori. Qualche mugu-
gno, per, si sentito e continua
a circolare. Ai tempi dei papi
andavano di moda le pasquinate:
chiunque poteva prendere in giro
i potenti lasciando messaggi ano-
nimi sulle statue della capitale.
Oggi lo si fa con i bagni pubblici e
in quelli del Magistero si pu leg-
gere: "Dopo Rossi, adesso una laurea anche
alle veline?". Antonio Tedesco, rappresentan-
te della facolt di Sociologia per la lista
"Studenti in Movimento" riassume cos que-
sto stato d'animo: "Mi auguro che l'Ateneo
non persegua questa strategia per cui l'uni-
versit un'azienda e la laurea un prodotto
da vendere".
Ma la campagna sulle lauree honoris causa,
in qualche modo, servita anche per resti-
tuire un'immagine positiva all'Ateneo dopo
che, l'anno scorso, sembrava potesse chiu-
dere da un minuto all'altro. "In
questo momento la situazione
difficile - riconosce la presiden-
te del Corso di Laurea in Lingue
e Civilt Orientali, Paola Catolfi
- e le lauree honoris causa sono
anche un modo per tenere viva
l'attenzione pubblica sul pro-
blema che sta vivendo l'univer-
sit di Urbino". Parlando con i
presidi delle varie facolt, per,
questo aspetto non emerge.
Tutti difendono le loro lauree ad
honorem, spiegano che "cos
fan tutte" le universit in Italia.
E il fenomeno non nemmeno
recente. Lex preside di Lettere,
Giorgio Cerboni Boiardi ricorda:
"Nel 1965 Carlo Bo diede una
laurea honoris causa a un
imprenditore perch si adope-
rasse per far accendere un
mutuo all'universit di Urbino". Con quei
soldi allora si costruirono i collegi. Con
l'immagine di Valentino Rossi si vedr.
(gu. m.)
Q
uanti nuovi iscritti
riuscita ad attirare
Urbino? Abbastanza,
secondo i dati prov-
visori forniti dal pro-
rettore Mauro
Magnani: 3667 nuove matrico-
le, con un incremento del 12%
rispetto all'anno scorso. Ma fra
una Facolt e l'altra ci sono dif-
ferenze e alcune potrebbero
indurre a decisioni nuove.
Una facolt in calo Scienze
dell'ambiente: "Purtroppo
abbiamo avuto una diminuzio-
ne del 50% nelle due lauree
triennali" ha detto il preside
Filippo Mangani. Motivo, la
concorrenza delle universit di
Bologna e Ancona, che hanno
attivato sedi distaccate rispetti-
vamente a Rimini e a
Falconara, "vicine a Urbino, ma
logisticamente favorite, ha
spiegato il preside. Secondo
Mangani c' comunque un
trend nazionale "che vede un
calo nelle Facolt scientifiche,
perch i giovani evitano corsi di
laurea difficili".
Anche se le iscrizioni sono
aperte fino alla fine di dicem-
bre, la Facolt gi chiamata a
decidere se accettare o meno la
proposta di fusione lanciata da
Scienze matematiche, fisiche e
naturali. "Se non riuniamo i
corsi l'anno prossimo potrem-
mo trovarci senza la copertura
di docenti richiesta come
requisito minimo dal ministero
dell'Istruzione", ha spiegato
Stefano Papa, nuovo preside
della Facolt, il cui consiglio ha
approvato all'unanimit la
delibera per la proposta di
fusione tra i due istituti.
Secondo Papa, la laurea trien-
nale in Informatica ha subito
un calo nelle iscrizioni ("da 84
a 45 per il corso in sede; da 45 a
30 per il corso on-line") proba-
bilmente per la mancanza del-
l'indirizzo specialistico.
Proprio le lauree specialistiche
stanno andando benissimo:
Tecnologie applicate alla dia-
gnostica biomedica, per esem-
pio, ha raggiunto il numero
massimo previsto di ottanta
iscritti. E per rispondere alle
richieste che giungono da tutta
Italia si pensa alla fusione. Si
potrebbero trasferire docenti
dalle lauree triennali alle spe-
cialistiche.
Dai vertici dell'Ateneo giungo-
no conferme: "Ci stiamo lavo-
rando da qualche tempo - ha
detto il prorettore Magnani -
ma dobbiamo essere tutti d'ac-
cordo. L'idea di fare una
nuova Facolt che incorpori le
due". Il prorettore estende il
discorso all'Ateneo in generale:
"Tutte le Facolt stanno stu-
diando come utilizzare meglio i
corsi e ottimizzare le compe-
tenze per offrire una didattica
pi funzionale". E il rettore
Giovanni Bogliolo: "Stiamo
redigendo un piano di raziona-
lizzazione e di sviluppo.
Quindi, se le due Facolt sono
d'accordo non vedo perch
non dare l'assenso".
Ma come vanno le altre ?
Un no comment arriva dal pre-
side di Sociologia, Bernardo
Valli, perch "tutti gli anni la
nostra Facolt ha avuto iscritti
alla fine di dicembre, quindi
bisogna aspettare dati pi
certi. Si sono immatricolati in
500 fino ad ora, mentre per lo
scorso anno accademico, a
gennaio 2005 se ne contavano
600.
Stabili o in crescita sono
Scienze motorie, Farmacia,
Scienze politiche, Lettere e filo-
sofia, Scienze della formazione
ed Economia, secondo il pro-
rettore. Giurisprudenza si trova
a quota 250 iscritti, vicina ai
268 dell'anno scorso. Va bene
Lingue e letterature straniere,
con un 13% in pi. Ma i dati
sono ancora da tenere sotto
controllo, perch con gli iscritti
dell'ultimo minuto potrebbero
esserci delle variazioni.
Se da una parte aumentano le
immatricolazioni, dall'altra la
popolazione studentesca dimi-
nuisce: "Negli ultimi cinque
anni c' stata una flessione. Il
numero totale degli iscritti
diminuito sia grazie a misure di
sostegno come quella dei tutor,
sia grazie alla riforma del '3+2'.
Adesso abbiamo oltre il 20%
degli studenti fuori corso in
meno", ha spiegato il proretto-
re Magnani.
La previsione dell'Ateneo per i
prossimi anni di unulteriore
riduzione del numero degli stu-
denti, fino ad arrivare ad una
cifra compresa tra i 18 e i
20mila.
CONCITA MINUTOLA e GUIDO MAURINO
Il prorettore Magnani:
Sono riconoscimenti
per il V centenario
Giovanni Bogliolo
proclama dottore
il campione Valentino Rossi
Record delle lauree ad honorem, ma non tutti sono daccordo
Dopo Rossi t occher alle veline?
Pi matricole
ma meno iscritti
Fusione in vista per le Fac olt di sc ienze
F
O
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O
:
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I
il Ducato
12
Calendario ridot t o
ma di alt a qualit
Sul palcoscenico del teatro Sanzio arriva per la prima volta il balletto classico
La stagione inaugurata a ottobre riprender il prossimo gennaio
car
te
llo
ne
TEATRO
LA PECORA NERA
Fano
Teatro della Fortuna
24 novembre
Ascanio Celest ini, esponen-
t e del t eat ro di nar razione
t ra i pi apprezzat i, t orna a
Fano con il suo ult imo spet -
t acolo f rut t o di un lavoro di
ricerca iniziat o
nel 2002,
quando ebbe
inizio la rac-
colt a di "st o-
rie" all' int erno
delle ist it uzioni manicomiali.
Uno spettacolo della com-
pagnia del Teatro Stabile
dellUmbria. Regia: Ascanio
Celestini.
ARGONAUTI
Pesaro
Teatro Rossini
2, 3 e 4 dicembre
Perizie acrobat iche e vocali,
immagini video e musica
dal vivo (con un cast che
comprende at t ori di t eat ro e
ar t ist i del circo) accompa-
gnano il grande viaggio
degli Argonaut i at t raver so
luoghi sconosciut i (ambien-
t at o nei nost ri giorni).
Uno spettacolo della com-
pagnia Fattore K.. Regia:
Giorgio Barberio Corsetti.
MOSTRE
FRA' CARNEVALE
E GLI ARTISTI
DEL PALAZZO
Urbino
Palazzo Ducale
fino all8 gennaio 2006
Il mondo f igu-
rat ivo degli
ar t ist i della
cor t e di
Federico da
Mont ef elt ro
prot agonist a di quest a
esposizione che si af f ront a
le t emat iche pi st ret t amen-
t e legat e alla permanenza
urbinat e di Fra' Carnevale.
Costo: biglietto intero 8
euro, ridotto 4 euro, gratui-
to under 18 e over 65.
IMPERFETTO
Urbino
Sala del Maniscalco
fino al 7 dicembre 2005
L' elogio dell' imperf ezione
declinat o at t raver so le
opere dei ragazzi
dell' Accademia di belle ar t i.
Ingresso gratuito.
CONFERENZE
CONTRO LA CRIMINALITA
La poesia dovr
attendere
La compagnia I Poliedrici reciter
Volponi per le vie del centro
Doveva essere il primo Viaggio Sentimentale
attraverso i borghi di Urbino e invece, per la neve,
bisogner aspettare un'altra settimana.
Lo spettacolo itinerante dal titolo "La citt sospe-
sa", ispirato ai racconti dello scrittore Paolo
Volponi, ha come obiettivo la riscoperta di una
Urbino diversa, quella che tanto emozion lo scritto-
re nelle sue opere. A narrarla attori e cantastorie
che reciteranno i racconti dello scrittore in alcuni
dei luoghi pi suggestivi della citt: il Palazzo duca-
le, la Piazzetta degli Ubaldini, l'Ex convento di Santa
Chiara e la Piola di San Bartolo.
TEATRO ITINERANTE
P
ochi ma buoni. Al
teatro Sanzio la sta-
gione 2005/2006
sar di qualit
anche se saranno
solo cinque i titoli in
cartellone, quattro in meno
rispetto alla passata program-
mazione. Una decisione resa
obbligatoria dai lavori di ade-
guamento dell'impianto antin-
cendio, iniziati lo scorso set-
tembre.
"Siamo stati costretti a fare
questa scelta - ha spiegato l'as-
sessore alla cultura del comu-
ne di Urbino Graziella Mazzoli
- per stiamo puntando sulla
qualit. Su cinque spettacoli in
programma tre sono prime
assolute e sar finalmente rea-
lizzato il sogno di mettere in
scena il balletto classico".
A novembre e a dicembre il
teatro rester chiuso ma i lavo-
ri sono stati sospesi per qual-
che giorno per consentire
comunque l'apertura della
nuova stagione, inaugurata
appunto lo scorso 11 e 12 otto-
bre con una prima assoluta:
"Le intellettuali" di Molire
secondo Arturo Cirillo. Il pros-
simo spettacolo previsto il 24
gennaio 2006 e sar la volta
della grande danza, un genere
che rappresenta la novit nel
cartellone di questa stagione.
L'argentino Iaki Urlezaga
interpreter il "Don
Chisciotte", nella versione del
coreografo Marius Petipa.
Nel frattempo l'assessore ai
lavori pubblici del comune,
Lino Mechelli, prevede di con-
cludere i lavori. "Consistono
nel trattare la moquette e le
strutture in legno con prodotti
ignifughi perch un sistema
base di rilevazione e spegni-
mento di fumi era gi esisten-
te. Negli ultimi anni - ha preci-
sato l'assessore - il teatro
stato aperto in regime di agibi-
lit provvisoria e gli spettacoli
sono stati autorizzati in deroga
dalla commissione regionale
dei vigili del fuoco, che ha pre-
scritto la presenza di una
squadra di vigili ad ogni spet-
tacolo e ha ridotto il numero di
spettatori, chiudendo due pal-
chi per ogni piano e tutto il
loggione". Quando i lavori
saranno terminati il comune
chieder la verifica alla com-
missione per ottenere l'agibili-
t definitiva e poter cos utiliz-
zare il teatro al 100% per i
rimanenti spettacoli in pro-
gramma.
Dopo il balletto classico di fine
gennaio si continuer il 7 e 8
febbraio con la prima assoluta
"La forza dell'abitudine" di
Thomas Bernhard, per l'inter-
pretazione e la regia di
Alessandro Gassman. A marzo,
il 7 e 8, Ferdinando Bruni met-
ter in scena "Il giardino dei
ciliegi" di Cechov. Chiuder la
stagione Valerio Binasco ne
"La notte canta" di Jon Fosse il
5 e 6 aprile. Anche questa sar
una prima assoluta. Gi dalla
scorsa stagione il Sanzio ha
diversificato la sua offerta, una
tendenza confermata per il
2005/2006. "Negli anni ci
siamo permessi di sperimenta-
re perch il pubblico che ci
segue intelligente e colto", ha
voluto sottolineare il direttore
del teatro Gilberto Santini.
"Quest'anno abbiamo pro-
grammato uno spettacolo di
STEFANIA LA MALFA
Una scena della commedia di Molire Le Intellettuali.
13
SPETTACOLI
Una scelta che compensa la chiusura per lavori
balletto perch pensiamo che
la danza possa vivere a Urbino:
una novit per aprire un per-
corso diverso, una stagione
eterogenea. Aprire alla danza
stato un desiderio dell'asses-
sore alla cultura, desiderio che
condivido". Sar dunque il bal-
letto il titolo di punta della sta-
gione in corso, una novit con
la quale l'assessorato alla cul-
tura cerca di compensare la
ve e sperimentali capaci di fon-
dere influenze jazz e pop con
rumori e improvvisazioni.
Nacquero cos gli album storici
del gruppo come "Under Triple
Moons"," All The King's men" e
"The Whispering Wall" e insieme
a loro un consenso sempre mag-
giore.
"Siamo molto contenti di venire
in Italia - dice il vocalist Edward
Ka Spel al Ducato - il vostro
paese dolce, passiona-
le, ha una cultura pro-
fonda. Nessun paese
soddisfa i sensi
come lItalia".
Paese di cui il can-
tante apprezza
anche la musica:
"Adoro Franco
Battiato, la sua musi-
ca stata importantis-
sima per me. Mi piaccio-
no anche Claudio Rocchi e la
banda del Mutuo Soccorso."
Ci sono i ricordi e gli aneddoti
legati ai concerti in Italia: "Ogni
volta che veniamo qui il pubbli-
co talmente caloroso che non
riusciamo mai a suonare come
vorremmo. Allinizio ci arrabbia-
vamo, ora abbiamo capito che
siete fatti cos.
Poi una battuta su Urbino: "Non
la conosco, ma ho visto sulla car-
tina stradale che tutte le strade
che la raggiungono sono con-
trassegnate in verde. Il che mi
sembra un buon segno. Spero di
rimanere sorpreso".
Una sorpresa che sar soddi-
sfatta a met, dato che il gruppo
si fermer a Urbino solo per
dormire.
"Abbiamo avuto grossi problemi
- interviene Stefano Mauro, di
Territorio Musicale - ma speria-
mo di trovare una soluzione che
non pregiudichi il concerto. I
Pink Dots sono un gruppo di
riferimento per i cultori della
musica wave. Il loro un reper-
torio di qualit, di sostanza. Non
possiamo permetterci di perdere
lesibizione. Almeno cerchiamo
di farla rimanere vicino a
Urbino".
ORGANIZZATA
Urbino
Aula Magna, facolt di
Giurisprudenza
24 novembre, ore 16.30
Int er ver ranno: il ret t ore
Giovanni Bogliolo e il sena-
t ore Rober t o Cent aro,
President e Commissione
Ant imaf ia.
CINEMA
E RIDENDO LUCCISE
Urbino, Nuova Luce
Orari: 21.00
24 novembre
Trama: Fer rara, inizi del
1500, Cor t e Est ense. Pochi
mesi dopo la mor t e del
duca Ercole I, si scat enano
le gelosie e i rancori sopit i
t ra i quat t ro f igli.
Di Florestano Vancini, con
Manlio Dovi, Sabrina Colle,
Ruben Rigillo (drammatico,
2005).
LA MARCIA
DEI PINGUINI
Urbino, Ducale
Orari: Feriali 20.30/22.30
Festivi
16.30/18.30/20.30/22.30
fino al 1 dicembre
Trama: Luc Jacquet , giovane
biologo di Lione, accet t a di
t rascor rere 14 mesi nel gelo
dell' Ant ar t ide per st udiare le
abit udini dei pinguini impe-
rat ore. Tornat o
a casa, realiz-
za un docu-
ment ario sulla
loro vit a
mescolando
amore, coraggio, dramma e
avvent ura.
Di Luc J acquet (documenta-
rio, 2005).
THE INTERPRETER
Urbino, Ducale
Orari: 20.30/22.30
24 novembre
Trama: Int righi polit ici e
inganni si rivelano all' int er-
no delle Nazioni Unit e, dove
l' agent e dell' FBI Tobin Keller
viene assegnat o per prot eg-
gere l' int erpret e delle
Nazioni Unit e Silvia Broome
che a conoscenza di un
complot t o per assassinare
un impor t ant e leader af rica-
no.
Di Sydney Pollack. Con
Nicole Kidman, Sean Penn
(thriller, 2005).
HARRY POTTER E IL
CALICE DI FUOCO
Urbino, Ducale
Feriali 20.30/22.30
Festivi
16.30/18.30/20.30/22.30
Dal 25 novembre
Trama: Il piccolo Har r y non
vede l' ora di rincont rare i
suoi amici Ron e Hermione
e di rit uf f ar si con loro nel
suo f ant ast ico
mondo, ma la
sor t e gli riser-
va non poche
sorprese.
Har r y si t rova,
suo malgrado, a dover com-
pet ere in un pericolosissimo
t orneo int ernazionale t ra
Scuole di Magia.
Di Mike Newell. Con Daniel
Radcliffe, Rupert Grint,
Emma Watson, Gary
Oldman (fantastico, 2005).
L
a data rimarr la stes-
sa, ma ad ospitarli
non sar pi Urbino. I
Legendary Pink Dots,
gruppo cult della
musica newave anni
'80, cercano "casa", o meglio, un
luogo dove esibirsi.
La citt li aveva annunciati con
tanto di cartellone e pubblicit,
eppure, a poco pi di una setti-
mana dall'appuntamento,
previsto per il primo
dicembre, il concerto
saltato. Per un motivo:
nessun locale ha l'a-
gibilit. Il Teatro del
M a n i s c a l c o , i l
Cinema Ducale, il
Collegio La Vela - fra i
pochi spazi dove si
possano fare spettacoli
dal vivo - secondo il
Comune non sono a norma
di legge. Risultato: nessuna pos-
sibilit di far esibire i Leggendari
Puntini Rosa - cos vuole impie-
tosamente la traduzione italiana
- a Urbino.
Per salvare l'esibizione, che in
teoria dovrebbe chiudere la ras-
segna musicale urbinate 'Waiting
for the Sun', si vagliano altre ipo-
tesi, e soprattutto si guarda a
Urbania, al suo teatro , che per il
momento sembra essere l'unica
alternativa plausibile.
Intanto, a un anno di distanza
dallultimo concerto a Milano, i
Legendary Pink Dots si prepara-
no a sbarcare in Italia. Il tour, che
nel nostro paese prevede 6 date,
partir da Roma il 30 novembre,
per poi proseguire - con un
punto interrogativo - nelle
Marche, a Venezia, Brescia e
Rovereto.
Un appuntamento importante
per gli amanti della musica
'industrial' (definita dal gruppo
come musica oscura e camaleon-
tica ) perch proprio nel 2005 la
band, inglese di nascita e olande-
se di adozione, compie 25 anni.
I membri storici, Edward Ka Spel
e Phil Knight si incontrarono nel
1980 affacciandosi sulla scena
musicale con melodie innovati-
ILARIA IACOVIELLO
Per i Pink Dots
niente Urbino
Nei loc ali non c posto per il c onc erto
chiusura forzata del teatro.
Non tuttavia escluso, antici-
pa l'assessore Mazzoli, anche
un fuori programma: uno spet-
tacolo musicale da inserire in
cartellone in primavera.
A destra in alto: il cantante dei Legendary Pink Dots Edward Ka Spel
il Ducato
14
Il club punta sui giovani per dare inizio a un ciclo e risparmiare sugli ingaggi
Obiettivo salvezza, ma luniversit ha tagliato i fondi del 40%
A
ffrontare un cam-
pionato di serie C2
con scarsi fondi a
d i s p o s i z i o n e .
Questa la sfida
del Cus Urbino di
pallacanestro, che si guada-
gnato il diritto a giocare in C2
nello scorso campionato di
serie D, dopo gli spareggi. La
ricetta per vincere questa sfida
stata quella di puntare su
ragazzi giovani e motivati, con
l'obiettivo di salvarsi quest'an-
no e aprire un ciclo che duri 4 o
5 anni.
"Lavorare sui
giovani - spiega
l'allenatore del
Cus, Sauro
Paolucci - stata
una scelta della
dirigenza, per il
servizio che que-
sta squadra pu
dare all'universi-
t. Abbiamo
molti universita-
ri e alcuni urbi-
nati, con la spe-
ranza di poter
contare su un
organico simile per alcuni
anni". Quella dei giovani non
stata per solo una scelta "tec-
nica": i giocatori pi esperti,
come anche gli stranieri, costa-
no e le casse del Centro univer-
sitario sportivo non hanno la
stessa capienza di altri club
della categoria. "In C2 - conti-
nua l'allenatore Sauro Paolucci
- ogni squadra ha almeno due
stranieri, argentini, slavi, che
hanno un futuro in serie B ma
che per qualche motivo non
hanno un ingaggio. E questi
giocatori devono essere paga-
ti".
E invece al Cus Urbino il massi-
mo che si riceve un rimborso
spese per chi gli spostamenti.
"Quest'anno - racconta il diret-
tore sportivo del Cus, Ido
Zazzeroni - le difficolt non
sono indifferenti: ci hanno
tagliato i fondi del 40%".
Infatti, come fanno sapere dal-
l'universit, nel 2004 Zazzeroni
poteva organizzare le attivit
sportive del Cus (che non com-
prendono solo il basket, ma
anche calcetto, nuoto e altri)
amministrando 22.736 euro,
mentre nel 2005 ha potuto con-
tare solo su 13.550 euro.
"Seimila euro ogni anno - con-
tinua Zazzeroni - se ne vanno
per l'affitto degli impianti e poi
ci sono tutte le
altre discipline.
Ci hanno anche
chiesto di orga-
nizzare i cam-
pionati interfa-
colt, ma non
sappiamo pro-
prio come fare".
Come mai non si
deciso di ven-
dere il titolo
sportivo, cio la
possibilit di
partecipare alla
serie C2, per fare
un po' di cassa? "Ci abbiamo
pensato - conclude Zazzeroni -
ma ci hanno offerto solo 4 mila
euro. E allora mi sono detto:
no, meglio fare la C2 e puntare
alla salvezza".
Il meccanismo della C2 preve-
de tre retrocessioni: oltre all'ul-
tima classificata, dalla penulti-
ma alla quintultima giocheran-
no i playout, scontri diretti per
decidere quali saranno le due
squadre a rimanere in C2.
La squadra quest'anno ha ini-
ziato male il campionato: 5
sconfitte consecutive all'inizio,
poi una vittoria (contro il Porto
San Giorgio, col risultato di 57 a
43) e ancora una sconfitta.
Quando abbiamo incontrato
l'allenatore, poco prima del
match con l'Ulissi Macerata di
sabato sera, gli abbiamo chie-
sto il perch di questi risultati:
"Purtroppo abbiamo iniziato la
preparazione a meno di un
mese dall'inizio del campiona-
to - ci spiega Paolucci - e anco-
ra a inizio settembre non mi
avevano chiamato. Quindi
siamo in ritardo". Nel frattem-
po la squadra ha cercato
comunque rinforzi, possibil-
mente a costo zero: "Questa
squadra un cantiere aperto, ci
sono mancati un po' di punti in
queste prime partite. Ora
abbiamo recuperato 2 o 3 gio-
catori importanti e speriamo
che arrivino i risultati".
Contro l'Ulissi Macerata la
squadra ha mostrato la sua fac-
cia migliore: ha vinto 77 a 75,
conquistando due punti
importanti nella lunga sfida-
salvezza contro una delle
migliori squadre della catego-
ria e in una partita mozzafiato
decisa negli ultimi secondi.
"Ci voleva questa vittoria - ha
detto a caldo Paolucci - per il
morale e per i punti. Abbiamo
giocato il primo tempo al di
sopra delle nostre possibilit
(la squadra era in vantaggio
anche di 20 punti, ndr) e il
secondo tempo molto al di
sotto, ma alla fine il risultato
arrivato". Per Paolucci c'
ancora molto lavoro da fare, dal
punto di vista del gioco ma
soprattutto della concentrazio-
ne. E bisogna mantenere i nervi
saldi. Ma la squadra ha dimo-
strato di esserci, nonostante
l'assenza di grandi nomi o gio-
catori ben pagati. Sperando
che eventuali buoni risultati
spingano l'universit ad
aumentare i fondi per il Centro
universitario sportivo.
Nella partita
con il
Macerata,
la squadra
ha dimostrato
molti
progressi
ALESSIO SGHERZA
Palla a due
della partita
fra Cus
Urbino e
Ulissi
Macerata
Basket , assalt o alla C2
per il Cus dei poveri
15
SPORT
Sopra: il tracciato
della VII tappa del
giro dItalia, Cesena-
Saltara. A destra:
Gian Franco
Fedrigucci, durante
una gara
Sulle Cesane con la maglia rosa
La tappa pi lunga del giro
dItalia passer nel Montefeltro
Da Cesena a Saltara,
ecco le difficolt del percorso
C
entinaia fra scalato-
ri, velocisti, gregari
e passisti, torneran-
no a sfidarsi nelle
strade vicino a
Urbino per poter
indossare la mitica maglia rosa
del giro d'Italia o, magari , per
strappare un minuto di celebri-
t in una fuga sui Monti delle
Cesane. Quel che conta che,
dopo anni di assenza, il grande
ciclismo torner nel cuore del
Montefeltro per la settima
tappa della pi importante
corsa ciclistica nazionale, la
Cesena-Saltara, prevista per
sabato 13 Maggio.
Gian Franco Fedrigucci, ciclista
professionista negli anni 80 e
oggi presidente della
Commissione sport e politiche
giovanili del comune di Urbino,
ci ha illustrato in anteprima il
percorso della tappa.
"In questa gara potrebbero
esserci gi i primi distacchi
decisivi per la classifica finale
del Giro - spiega Fedrigucci -
visto che il percorso il pi
lungo dell'intera corsa (230
km), e il continuo ripetersi di
salite e discese pu farsi molto
sentire sulle gambe dei ciclisti".
La tappa parte da Cesena in
direzione San Marino, dove ci
sar una prima salita, con pen-
denze basse. Poi il gruppo si
diriger verso il Montefeltro,
con continui strappi e piccole
ascese, sino ad arrivare alla
temibile salita del Monte Catria
(1460 metri con una pendenza
del 7-8%).
"La scalata del Monte Catria -
spiega il corridore urbinate-
un inedito assoluto per il giro
d'Italia, ed anche una vetta
poco conosciuta dagli appas-
sionati. Se la tappa sar partita
subito molto forte, come di
solito accade nelle tappe
appenniniche, molti corridori
potrebbero arrivare gi stanchi
a questa ascesa".
Dopo il Monte Catria, gli atleti
si dirigeranno verso la Gola del
Furlo sino ad entrare a
Fossombrone, dove li attende il
punto pi temibile dell'intera
tappa: la salita della cittadella,
3 km con pendenze intorno al
12-13%, che arriveranno dopo
ben 190 km di gara, in una stra-
da stretta che lascer pochissi-
mo spazio alle consuete mano-
vre delle squadre.
La fuga di qualche scalatore
potrebbe essere agevolata dal
fatto che molti atleti potrebbe-
ro prendere sottogamba questa
tappa e si potrebbero creare dei
distacchi importanti.
Spiega Fedrigucci: "Raramente
i ciclisti riescono a testare tutte
le nuove salite del giro d'Italia
durante la stagione d'allena-
mento. Un Cunego molto pro-
babilmente la prover, ma
ciclisti stranieri come Ullrich si
concentreranno di pi sulle
cime alpine, e potrebbero tro-
varsi sorpresi da queste pen-
denze".
Dopo la cittadella i ciclisti si
troveranno immersi nei boschi
delle Cesane, e dopo aver per-
corso alcuni chilometri gire-
ranno verso l'Isola del piano,
da dove scenderanno poi verso
Saltara per concludere la tappa.
Un pronostico d'obbligo;
azzarda Fedrigucci: "Per questa
tappa io punterei su un uomo
come Bettini, o sulla voglia di
riscatto di un campione come
Cunego, ma anche atleti come
Sella e Di Luca meritano di
essere presi in considerazione
per la vittoria".
La Cesena-Saltara passer den-
tro il territorio urbinate, ma
non entrer dentro la citt
ducale, come accaduto in pas-
sato. Nel 2007 le cose potrebbe-
ro per cambiare, come spiega
Fedrigucci: "Come Comune di
Urbino abbiamo avviato i con-
tatti con la Gazzetta dello Sport
(che organizza ogni anno il giro
d'Italia) per diventare la sede di
una delle tappe della corsa
2007. Abbiamo ricevuto una
notevole disponibilit, ma ci
vorranno ancora parecchi mesi
perch si arrivi ad una risposta
definitiva".
(g.t.)
Tutte le gare:
dalla Gabicce
alla straducale
Calendario 2006
GIANLUIGI TORCHIANI
N
on solo giro
dItalia. Il 2006
sar un anno
ricco d'iniziative
per il ciclismo
urbinate, grazie
ad una serie di manifestazioni
per le due ruote organizzate
dall'associazione sportiva
Cicloducale.
Per gennaio, in occasione della
presentazione della terza edi-
zione della straducale, ci sar
un incontro pubblico con il
commissario tecnico della
nazionale ciclistica, Franco
Ballerini, e il commentatore Rai
Davide Cassani, in cui si parle-
r anche delle prospettive del
ciclismo giovanile nel territo-
rio. Per quanto riguarda l'a-
spetto pi propriamente spor-
tivo, il primo appuntamento
con le competizioni previsto
per il 14 aprile con la cicloturi-
stica di Gabicce.
Quest'anno, per la prima volta
in trentacinque edizioni, la
Gabicce partir da Urbino: la
nota passeggiata ciclistica per i
territori del Montefeltro sar
aperta a tutti gli appassionati e
si attende una numerosa pre-
senza di atleti stranieri.
Il 16 giugno sar invece la volta
del campionato italiano dei
dipendenti universitari, realiz-
zato in collaborazione con
l'Universit. Ancora incerto il
percorso: la scelta tra una
cronometro individuale e un
percorso cittadino intorno alle
mura di Urbino. Ma l'appunta-
mento pi atteso quello del
30 luglio, con la terza edizione
della Straducale. La corsa pre-
vede la scalata del Monte
Nerone, una delle pi difficili
salite italiane, e si articoler in
due diverse competizioni (una
da 160 km e una da 100), inse-
rite all'interno del Campionato
italiano di medio e gran fondo.
L'VIII edizione della cronosca-
lata per cicloamatori "I muri di
Urbino" invece prevista per
l'ultima domenica di agosto: la
corsa prender il via dalla vec-
chia stazione ferroviaria e risa-
lir sino a dentro le mura di
Urbino, per concludersi davan-
ti al monumento di Raffaello.
il Ducato
16
MASS MEDIA

come fare un puzzle.


Ci vuole tempo,
pazienza, scrupolosa
ricerca dei pezzi e
attenzione a dove si
collocano. Il primo
tassello dell'inchiesta di
Sigfrido Ranucci, giornalista di
Rainews 24, sull'utilizzo di
fosforo bianco da parte dell'e-
sercito americano a Fallujah
una domanda: "Cosa accadu-
to dall'8 al 20 novembre 2004,
quando le truppe americane
sono entrate nella citt irache-
na?".
Non c' stato modo di saperlo
allora. Difficile per i reporter
documentare l'accaduto, com-
plicato far uscire la voce dei
testimoni che quella battaglia
l'avevano combattuta o subita.
I mesi passano. Fallujah libe-
ra, l'Iraq in fase di ricostru-
zione. Ma non tutto si dimenti-
ca. A gennaio l'Onu pubblica
un rapporto sullo stato della
citt, che definisce scioccante
in quanto a distruzione. I gior-
nalisti tornano a Fallujah e par-
lano con i superstiti.
"Non ho scoperto nulla di
nuovo - dice Ranucci al Ducato
- c'era gi tutto. Andava cercato
e collegato. La stampa britan-
nica aveva pubblicato notizie
sul presunto uso del fosforo in
Iraq. Cos come on line si pote-
va trovare la rivista dell'esercito
americano, Field Artillery
Magazine, che ad aprile pubbli-
cava un articolo in cui ammet-
teva l'uso di fosforo bianco,
non solo per nascondere le
truppe ma anche per stanare i
ribelli". Ranucci comincia a
mettere insieme i pezzi. Prima
di lui lo fanno due giornalisti di
Diario che il 3 giugno 2005
pubblicano sul settimanale
un'inchiesta che ricostruisce la
presa di Fallujah e intervistano
Mohamad Tareq al-Deraji,
direttore del Centro studi per i
diritti umani di Fallujah. Tra i
primi ad entrare nella citt ira-
chena dopo i bombardamenti
del novembre scorso, Tareq al-
Deraji mostra ai cronisti alcuni
video e decine di foto scattate
nei giorni successivi all'attacco.
Saranno le stesse che mostrer
a Ranucci. Sempre le stesse che
far vedere ad una seduta del
Parlamento europeo. Deserta.
Decide allora di affidarsi ai
giornalisti per raccontare quel-
lo che era successo. E Ranucci
Vi raccont o la mia Fallujah
Come Sigfrido Ranucci, giornalista di Rainews 24, ha ricostruito lattacco Usa
Un anno dopo i bombardamenti sulla citt sunnita esce un filmato che mostra cadaveri bruciati dal fosforo
La fonte principale, un medico
iracheno che ha fornito le foto e
i video trasmessi dallemittente
ALESSANDRA BRAVI
Linchiesta il mio mestiere
Dal Tg3 a Rainews 24, una carriera costellata di premi
Sigfrido Ranucci, inviato di Rainews 24, canale satellitare all-news diretto
da Roberto Morrione, lavora in Rai dal 1989. Come inviato di Rainews 24
ha realizzato numerose inchieste sulle stragi di mafia tra le quali L' ultima
inter vista al giudice Paolo Borsellino. Nel 2004 ha ricevuto una menzione
speciale nel concorso Ilaria Alpi con l'inchiesta Veleni di Stato che denun-
ciava il traffico di rifiuti tra Italia e Somalia.
IL GIORNALISTA
Le immagini del bombardamento
al fosforo bianco erano alla
portata di tutti. Io le ho trovate
sul circuito internazionale.
E bastato saperle cercare

racconta: "Ho avuto in mano


queste fotografie raccapric-
cianti. Cadaveri di combatten-
ti, ma anche di donne e bambi-
ni. Bruciati, consumati fino alle
ossa. Le immagini portano la
data del 18 novembre 2004 e
sono state riprese dagli stessi
americani per identificare i
corpi. Le foto, copiate su un cd
dai medici che si trovavano a
Fallujah, sono raccolte da Tareq
al-Deraji". Un gruppo di periti
che analizza le immagini porta
Ranucci a ipotizzare l'uso del
fosforo bianco, anche se gli
esperti rifiutano di stilare un
documento perch ritengono
necessaria un'autopsia.
Il giornalista, immagini alla
mano, raccoglie poi le testimo-
nianze di due soldati america-
ni che hanno partecipato alla
battaglia. "Gi i colleghi di
Diario ci erano riusciti - rac-
conta il cronista di Rainews 24 -
Jeff Engleart, l'ex reduce, ha in
rete un blog in cui ha racconta-
to la battaglia di Fallujah. E a
Diario, con identit nascosta,
aveva detto che era stato fatto
largo uso di bombe al fosforo.
Si trattava di farselo ripetere
davanti ad una telecamera, a
viso scoperto". Ci ha impiega-
to un mese Ranucci, 40 contat-
ti, tra telefono ed email per vin-
cere la diffidenza. "Alla fine a
convincerlo stato il fatto che
io fossi in possesso di foto e
immagini. Lui doveva solo con-
fermare". E allora via, in
Colorado. Dove Engleart parla
del fosforo, dice di aver sentito
il comando che ordinava di
usarlo. Spiega che stato utiliz-
zato non solo come tracciante
ma anche contro le persone.
"Sono andato a ripescare - dice
Ranucci - i filmati che giravano
sui circuiti internazionali, l'an-
no scorso. Immagini alla porta-
ta di tutti. Che mostrano una
pioggia bianca nel cuore della
notte. Esattamente come ripor-
tava il soldato e come sottoli-
neano le testimonianze dei cit-
tadini di Fallujah". Il
Pentagono ammette l'uso del
fosforo bianco. L'ultima carta
di Ranucci un'intervista ad
un giornalista embedded della
Bbc che conferma l'uso del
fosforo bianco anche nella bat-
taglia di Nassiriya del 2003."Il
giornalismo investigativo si
pu fare - conclude Ranucci -
ma non senza un direttore che
ti appoggi e che creda in quello
che fai".
R
A
I
N
E
W
S

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4
ASSOCIAZIONE PER LA FORMAZIONE AL GIORNALISMO, fondata da Carlo Bo. Presidente: GIOVANNI BOGLIOLO, Rettore dell'Universit di Urbino "Carlo Bo".
Vice: GIANNETTO SABBATINI ROSSETTI, Presidente dell'Ordine dei Giornalisti delle Marche. Consiglieri: per l' Universit: BRUNO BRUSCIOTTI, LELLA MAZZOLI, GIU-
SEPPE PAIONI; per l' Ordine: STEFANO FABRIZI, DARIO GATTAFONI, CLAUDIO SARGENTI; per la Regione Marche: PAOLA DE CRESCENTINI, SAURO BRANDONI; per
la Fnsi: GIOVANNI GIACOMINI, GIANCARLO TARTAGLIA. ISTITUTO PER LA FORMAZIONE AL GIORNALISMO: Direttore: LELLA MAZZOLI, Direttore emerito: ENRICO
MASCILLI MIGLIORINI. SCUOLA DI GIORNALISMO: Direttore: GIOVANNI MANTOVANI Coordinatori: VITTORIO ROIDI, GIANNETTO SABBATINI ROSSETTI
I L DUCATO Periodico dell'Ifg di Urbino Via della Stazione, 61029 - Urbino - 0722350581 - fax 0722328336 www.uniurb.it/ giornalismo; e-mail: reda-
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