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GLI STATI ALTERATI DI COSCIENZA: DROGHE E FARMACI

1. DROGHE

Qualunque sostanza, cibo escluso, che alteri le nostre funzioni fisiche o mentali è una
droga. Sono droghe alcuni alcaloidi tratti dai vegetali, sono droghe quelle sostanze che
danno dipendenza e assuefazione, sono droghe alcuni prodotti di sintesi farmaceutica.
L'alcol, la caffeina, la nicotina sono droghe.
La nostra società occidentale considera accettabile l'uso di molte droghe: un'aspirina per
far passare il mal di testa, un po' di vino o di alcol per essere più socievoli, un caffè per
svegliarsi al mattino, un tranquillante per addormentarsi la sera.
L'hashish veniva usato per ridurre la paura nei guerrieri persiani, ma anche la guerra nel
VietNam non ha visto interventi della polizia militare per ridurre l'uso di droghe da parte dei
soldati americani, i contadini peruviani e colombiani masticavano la scorza e le foglie di
coca per ridurre la sensazione di fatica e quindi lavorare di più, nella prima guerra
mondiale, prima dell'assalto fuori della trincea si distribuivano alcolici. Il fumo si è diffuso
anche perché i grandi monopoli del tabacco hanno taciuto il fatto che la nicotina dia
dipendenza. Alcuni sociologi non hanno mancato di far notare un singolare fenomeno
accaduto agli ultimi campionati di calcio del Duemila, in Europa: gli hooligans inglesi e
non, hanno fatto violenza in tutti i paesi dove potevano acquistare alcolici, solo ad
Amsterdam, non hanno fatto violenze: avevano consumato notevoli quantità di marijuana,
in quella città in libera vendita. Si può prevedere la vendita di droghe leggere come
provvedimento di ordine pubblico? Lo stato italiano incassa tasse su alcolici e tabacco.
Non si può dire che gli stati occidentali abbiamo dimostrato molta coerenza nel modo di
affrontare l'uso delle droghe.
Non entriamo qui nel dibattito su quali siano le motivazioni per cui una persona diventi
alcol-dipendente o nicotina-dipendente, ricordiamo solo il singolare fatto che alcolici e
fumo, le prime volte non sono certo più piacevoli di un pezzo di cioccolato o di un bacio,
anzi. E' necessario insistere in una cosa non gradevole, per farla diventare un'abitudine
gradevole.
Alcuni autori sostengono che esistano sia una dipendenza fisica che una dipendenza
psicologica da certe sostanze. La dipendenza fisica è senza dubbio la più difficile a
combattere poiché dà origine alla sindrome da astinenza. Chi dipende dall'eroina ha il
terrore di cadere in sindrome d'astinenza; questa si manifesta in modo progressivo, con
sudore, forti dolori muscolari, crampi, attacchi d'ansia, e in alcuni casi con collasso, morte.
La dipendenza fisica da una sostanza è contraddistinta anche dall'aumento della
tolleranza, il che vuol dire che per ottenere lo stesso effetto occorre una quantità di
sostanza sempre maggiore.
Le droghe o sostanze psicoattive influenzano il sistema nervoso centrale, alterano la
percezione, l'umore, il comportamento, la comunicazione.
Le sostanze psicoattive sono classificate di solito in stimolanti, depressivi e
allucinogeni.
Le sostanze stimolanti intensificano, almeno all'inizio, l'attività del sistema nervoso
centrale. Vi è però una complicazione poiché alcune sostanze stimolanti possono attivare
anche una parte del sistema nervoso centrale che inibisce o deprime l'attività di un'altra
sua parte. Le sostanze deprimenti rallentano, almeno all'inizio, l'attività del sistema
nervoso centrale. Anche queste possono avere un effetto boomerang deprimendo un
inibitore. Le sostanze allucinogene interessano principalmente la percezione,
distorcendola in parecchi modi, ivi compresa l'allucinazione.
Alcune sostanze non rientrano in nessuna di queste tre categorie e sono la marijuana e gli
altri derivati della Cannabis e il PCP (polvere degli angeli). L'opinione pubblica sulle
droghe è condizionata da molti errori: molti ritengono infatti che la nicotina sia un
depressivo (che leva ansia e dà sollievo) mentre è un eccitante, molti ritengono che l'alcol
sia uno stimolante ed invece è un depressivo.

2. CLASSIFICAZIONE DELLE SOSTANZE PSICOATTIVE

NICOTINA

CAFFEINA

STIMOLANTI COCAINA (crack)

AMFETAMINA (benzedrina)

AMFETAMINE DESTROAMFETAMINA (dexedrina)

METAMFETAMINA (metedrina)

ALCOL

OPPIO

MORFINA

OPPIACEI EROINA

DEPRESSIVI (NARCOTICI) CODEINA

METADONE

BARBITURICI

SEDATIVI BENZODIAZEPINE (tranquillanti minori)

IPNOTICI DIAZEPAM (valium)

CLORODIAZEPOSSIDO (librium)

DIETILAMIDE DELL'ACIDO LISERGICO (LSD)

ALLUCINOGENI MESCALINA (peyote)

DOM (STP)

DIMETILTRIPTINA (DMT)

MARIJUANA O ALTRE FORME DI CANAPA INDIANA

FENCICLIDINA (PCP) O POLVERE DEGLI ANGELI

3. GLI STIMOLANTI
Gli stimolanti eccitano il sistema nervoso centrale, anche se la nicotina delle sigarette o la
caffeina, hanno nelle dosi di comune uso, un'azione piuttosto blanda. Amfetamine e
cocaina producono un alto livello di dipendenza psicologica, ma vengono ritenute, nel
complesso meno pericolose della nicotina. Questo è dovuto al fatto che la dipendenza da
cocaina è pericolosa ma riguarda una minoranza della società, mentre la dipendenza da
nicotina è pericolosa a lunga scadenza ma riguarda una parte consistente delle società
occidentali. Ogni nazione che abbia un sistema sanitario statale ha un saldo
mostruosamente negativo tra quanto incassa per tasse sul fumo e quanto spende per
tumori al polmone.
In dosi moderate gli stimolanti aumentano la vigilanza e riducono la sensazione di fatica, in
dosi forti possono produrre ansia, irritabilità, tachicardia.
Chi prende stimolanti come cocaina e amfetamine prova, a breve termine, una sensazione
di energia inesauribile, eccitazione ed euforia: le pupille si dilatano, la frequenza cardiaca
e la pressione sanguigna aumentano, l'appetito scompare a causa dell'aumento dello
zucchero nel sangue. Quando l'effetto dello stimolante viene meno si ha un tipo di
rilassamento negativo con depressione, ansia e fatica.

4. LA COCAINA

Fin dai tempi preistorici le popolazioni del Perù e della Bolivia usavano masticare foglie e
scorza della pianta della coca per trarne vigore, o meglio, per non sentire la stanchezza. Il
principio attivo, la cocaina, venne estratto per la prima volta nel 1865. La cocaina è una
polvere bianca, finissima, inodore. Viene usata da milioni di persone nonostante sia
illegale. E' forse lo stimolante naturale più potente che sia stato estratto. Viene assunta
per aspirazione dal naso, da dove, attraverso le mucose, passa nel sangue. Altri
consumatori preferiscono gli effetti più potenti che si ottengono iniettando la sostanza per
via endovenosa o fumandola in forma concentrata.
L'effetto iniziale della cocaina consiste in un'ondata di piacere e di benessere che ha luogo
quando la droga comincia a stimolare il sistema nervoso centrale. Il consumatore si sente
eccitato, loquace e pieno di energia. La cocaina blocca la disgregazione della
norepinefrina, un neurotrasmettitore, quindi le sinapsi che utilizzano la norepinefrina
diventano più attive. Un'ulteriore assunzione di cocaina interessa talamo, ipotalamo: il
cuore batte più in fretta, la pressione sanguigna aumenta, la respirazione diventa più
veloce e più profonda, la persona si sente più vigile e pronta.
La intossicazione da cocaina è caratterizzata da confusione, ansia, disturbi del linguaggio,
paranoia e allucinazioni.
Dopo un forte consumo di cocaina c'è una fase di rilassamento negativo, mal di testa,
vertigini, svenimenti, sonno profondo e prolungato. Di solito la persona si sveglia entro le
24 ore con pochi o nessun effetto residuo. E' estremamente pericoloso mescolare la
cocaina con altre droghe come l'alcol o l'eroina, in questi casi si può passare dal sonno al
coma e alla morte.
Da qualche anno si è diffusa, a partire dagli USA, una forma di cocaina concentrata, nota
col nome crack. E' più potente e suscita una forte dipendenza. E' in forma cristallizzata e
viene fumata. Il basso prezzo (pochi dollari) e la sensazione di piacere più immediata ed
intensa della cocaina ne ha favorito la diffusione in alcuni stati occidentali. Gli effetti del
crack durano pochi minuti e il consumatore ha subito bisogno di una nuova dose. Il crack
inoltre è contraddistinto dall'aumento della tolleranza, è cioè necessaria una dose sempre
più alta e più spesso. I tossicodipendenti da crack arrivano presto a non avere altra scelta
che violare la legge per procurarsi soldi per far fronte ad una spesa che può solo
aumentare.
5. LE AMFETAMINE

Le amfetamine sono degli stimolanti sintetici, prodotti in laboratorio. Le più comuni sono
l'amfetamina (Benzedrina), la destroamfetamina (Dexedrina), la metamfetamina
(Metedrina). Queste sostanze sono assunte sotto forma di pillole, ma alcuni consumatori
preferiscono iniettarsi tali sostanze. Pochi anni fa è comparsa sul mercato nordamericano
una forma di metamfetamina, chiamata ice, sotto forma di cristalli (quindi fumabile) con
effetto più intenso ed immediato. L'impatto sulla società dell'ice è simile a quello del
crack.
Le amfetamine producono gli stessi effetti della cocaina, ma con un meccanismo
rovesciato: la cocaina blocca la disgregazione della norepinefrina, le amfetamine
aumentano la liberazione della norepinefrina.
Le amfetamine sono state utilizzate per un certo tempo sia come stimolanti in occasioni
particolari (esami, colloqui di lavoro, ecc.) sia nella cura dell'obesità, in quanto riducono
l'appetito. Dipendenza, tolleranza ed effetti negativi sulla pressione arteriosa ne hanno
notevolmente diminuito l'uso. L'aumento della tolleranza è particolarmente evidente, un
consumatore cronico può arrivare a dosi 200 volte più grandi della dose iniziale. Come per
la cocaina, dopo che l'effetto dell'amfetamina è passato, si ha stanchezza e depressione.
L'uso eccessivo produce un'intossicazione caratterizzata da paranoia, confusione mentale,
allucinazioni. L'aumento della tolleranza porta al sovradosaggio che ha due conseguenze
mortali, insufficienza respiratoria e sbalzi della temperatura corporea.

6. I DEPRESSIVI

I depressivi riducono l'attività del sistema nervoso centrale, hanno effetti simili agli
stimolanti solo perché bloccando alcuni meccanismi inibitori, danno sensazione di libertà e
benessere. Le sostanze depressive sono numerose, ne prendiamo in esame solo tre,
l'alcol, gli oppiacei e le sostanze sedativo-ipnotiche.

7. L'ALCOL

L'uomo consuma sostanze alcoliche almeno da 8.000 anni. Le più diffuse sostanze
alcoliche sono la birra, il vino, i cosiddetti superalcolici (dai 40 gradi in su). L'uomo ha
tratto sostanze alcoliche da decine e decine di prodotti agricoli, dalle ciliege alle patate,
dall'uva ai cactus, dalle prugne al grano.
Quando si parla di alcol si intende alcol etilico. Se per caso, in un processo di
distillazione insieme all'alcol etilico si estrae l'alcol metilico, si ottiene un prodotto tossico e
pericoloso.
Per misurare gli effetti dell'alcol si deve prendere in esame la percentuale di alcol presente
nel sangue. Le bevande alcoliche portano al sangue il 20% dell'alcol attraverso le pareti
dello stomaco, e l'80% viene portato attraverso l'intestino tenue. Il flusso sanguigno porta
poi l'alcol al sistema nervoso centrale e qui deprime i centri deputati al controllo di giudizi
ed inibizioni. Le prime conseguenze dell'alcol sono quindi la diminuzione delle inibizioni
sociali, la loquacità, l'estroversione.
Gli effetti dell'alcol sull'organismo e sul comportamento dipendono dalla percentuale di
alcol nel sangue. La stessa dose di alcol che può portare all'ubriachezza una persona che
pesi cinquanta chili, può dare solo una leggera ebbrezza ad una persona che ne pesi
cento. L'alcol non viene digerito, non viene scomposto durante la digestione, è il fegato
che assolve al compito di convertirlo in diossido di carbonio e acqua. Il fegato converte il
90% dell'alcol presente nell'organismo, mentre il 10% viene eliminato attraverso
respirazione, traspirazione ed urina. Il fegato può metabolizzare circa 10/15 grammi di
alcol all'ora (60 grammi di un superalcolico, 200 grammi di vino o 400 grammi di birra).
Quando l'assunzione di alcol supera questi valori si ha un danno immediato sul fegato che
va in fase di superlavoro. Alzando le percentuali di alcol nel sangue la depressione sul
sistema nervoso centrale provoca effetti negativi: si perde la coordinazione dei movimenti,
le sensazioni di caldo, freddo e dolore si attenuano (quindi perdiamo utili campanelli
d'allarme), il linguaggio diventa confuso, il pensiero è scoordinato, si hanno problemi
anche alla vista. Dosi ancora superiori provocano sonno, coma e perfino la morte.

percentuale di EFFETTI SUL COMPORTAMENTO E SULL'ORGANISMO


alcol nel sangue

0,05 si attenua la vigilanza, si ha una sensazione di benessere, si


allentano le inibizioni, diminuisce il giudizio

0,10 i tempi di reazione cominciano ad allentarsi e le capacità motorie


diminuiscono

0,15 comincia a risultare evidente un rallentamento nei tempi di


reazione, il parlare è lievemente danneggiato (bocca impastata)

0,20 ubriachezza manifesta, non si cammina con sicurezza, si hanno


sbalzi di umore

0,25 gravi disturbi motori, la persona barcolla, le percezioni


dall'ambiente sono quasi nulle

0,30 la persona è stordita, ma cosciente, nel senso che sa di esserci ma


non sa cosa accade intorno, può entrare in coma etilico

0,35 l'organismo è allo stesso livello di un'anestesia chirurgica, a questo


livello cominciano ad esserci alcuni casi di morte

I parametri riportati dalla tabella sono, ovviamente, dati medi, riferiti ad una corporatura
media. Vanno però in esame anche altri fattori quali l'abitudine all'alcol, il tempo che
intercorre dall'ultima assunzione di alcol, ecc.
L'abuso cronico di alcol può provocare l'ingrossamento e la sclerosi (cirrosi) del fegato,
difficilmente curabile. La cirrosi del fegato è stata spesso associata a tumori del fegato.
Gli alcolisti sono spesso denutriti e vittime di altre malattie. Dati del 1972 dimostrano che il
70% dei maschi statunitensi morti in incidenti stradali erano ubriachi (in senso legale), e
dati del 1975 dimostrano che la metà degli omicidi e degli stupri commessi negli USA
avvengono sotto l'influsso dell'alcol. Sempre dal punto di vista delle statistiche, dei dati
numerici e della spesa indotta, l'alcol è la droga più pericolosa degli USA.

8. GLI OPPIACEI

L'oppio è usato da migliaia di anni: è il lattice dalle capsule dei semi di papavero da oppio,
secreto e coagulato dopo incisione della capsula. Fumato provoca un intenso benessere
ed un'impressione piacevole di distacco dal corpo. Nelle società orientali era usato come
una vera e propria droga da consumarsi anche in locali adibiti al suo uso, più o meno
sociale.
I medici occidentali cominciarono ad usarlo per ridurre i crampi allo stomaco e per
diminuire disturbi fisici e psichici dei pazienti. Fu subito chiaro che dava dipendenza e che
molti pazienti correvano il rischio di essere oppio-dipendenti. Venne usato anche dal alcuni
occidentali semplicemente come droga.
Nel 1804, dall'oppio, sostanza naturale e grezza, venne estratta la morfina. Si ritenne, in
modo errato che questa sostanza avesse tutte le capacità analgesiche dell'oppio, ma che
non desse dipendenza. Fu largamente usata durante la Guerra di Secessione, per
alleviare il dolore delle ferite. Proprio quel massiccio uso di stato dimostrò poi che la
morfina dava dipendenza proprio come l'oppio.
Alla fine dell'Ottocento, sempre dall'oppio, si estrasse una nuova sostanza, l'eroina che si
riteneva non desse dipendenza. La pratica dimostrò al contrario che dava dipendenza e
nel 1917 si giunse alla conclusione che non esisteva nessun derivato dall'oppio che non
desse dipendenza. Un altro derivato dell'oppio è la codeina. E' stato possibile creare degli
oppiacei anche per sintesi artificiale, il più noto di questi è il metadone, utilizzato in Italia,
presso le strutture ospedaliere, come surrogato dell'eroina per tossicodipendenti allo stato
cronico.
Tutte le sostanze derivate dall'oppio appartengono alla categoria dei narcotici e sono oggi
dichiarate illegali e se ne consente solo l'uso medico.
La tossicodipendenza da eroina è una delle realtà più devastanti. Fumata, inalata, iniettata
sotto pelle o direttamente in vena dà qualche ora di benessere in quanto deprime i centri
dell'emozione del sistema nervoso centrale. Il consumatore è in stato di totale
rilassamento, le pupille sono ridotte a piccoli puntini, dolore ed ansia scompaiono
totalmente, non vi è nessun interesse per cibo e sesso. La fase di benessere è seguita
subito dopo da una vera e propria sindrome d'astinenza, aumenta l'ansia, aumenta la
sudorazione, la respirazione si fa più frequente, si manifestano tutta una serie di sintomi
simili ad un forte raffreddore.
E' opportuno chiarire a questo punto tutta una serie di questioni. L'eroina come sostanza
non uccide e non dà vera e propria dipendenza fisica.
L'eroina dà invece un forte aumento della tolleranza, per cui se qualcuno ne fa un uso
abituale, la quantità da eroina da assumere aumenta inesorabilmente. La vita diventa
quindi una sequenza di benessere e depressione, quest'ultima aggravata dalla continua
ossessione di procurarsi una nuova dose, o i soldi per una nuova e più potente dose. E' in
questa catena la vera e propria dipendenza.
La dipendenza da eroina porta alla criminalità (prostituzione e furto) per tutte quelle
persone che non vivono di rendita. E' difficile che un eroina-dipendente possa mantenere il
proprio lavoro. L'ansia per procurarsi una nuova dose porta alla sottovalutazione del cibo e
della salute. L'uso promiscuo e quasi rituale della stessa siringa ha poi portato, negli anni
'70 del secolo scorso da una strage per AIDS tra gli eroinomani.
L'eroina uccide solo per sovradosaggio e questa situazione si verifica, di solito, in due
casi: quando il tossicodipendente, dopo un periodo di cura o di astinenza ricomincia, o
quando sul mercato circola eroina insolitamente pura, poco tagliata (mescolata con altre
sostanze). La dose eccessiva di eroina deprime i centri respiratori del sistema nervoso
centrale fino ad interrompere la respirazione. Se il consumatore è sveglio, pensa e decide
di respirare, se si addormenta, smette di respirare e muore.
Negli USA si è sperimentata una nuova terapia nella cura della dipendenza da eroina: il
nataltraxone. Questa sostanza, assunta al mattino, sotto sorveglianza medica, si unisce
ai recettori delle sostanze oppiacee e blocca l'assorbimento dell'eroina, senza produrre né
benessere, né sindrome da astinenza.
9. LE SOSTANZE SEDATIVO-IPNOTICHE

Le sostanze sedativo-ipnotiche provocano uno stato di rilassamento e sonnolenza. A


basse dosi sono sedativi che calmano una persona, a forti dosi provocano il sonno e sono
chiamate ipnotici.
I sedativo-ipnotici usati più a lungo sono stati i barbiturici, usati sia come blandi sedativi
sia come sonniferi ipnotici. Presi in forma di pillola o capsula essi deprimono i centri del
sistema nervoso centrale, esattamente come l'alcol.
Verso il 1950 i medici hanno messo sotto accusa i barbiturici per tre motivi:
• l'uso continuato, anche sotto controllo medico, alzava la soglia di tolleranza, e
spingeva all'uso di dosaggi superiori;
• presi in dosi eccessive potevano causare la morte: furono utilizzati spesso anche da
chi tentava un suicidio);
• provocavano una vera e propria dipendenza fisica con conseguente crisi di astinenza.

Intorno agli anni '80 del XX secolo, negli USA vi erano 5000 morti all'anno, attribuiti all'uso
di barbiturici (suicidi, sovradosaggi, incidenti automobilistici).
A partire dagli anni '50 comincia la produzione di una nuova serie di tranquillanti minori, le
benzodiazepine. Queste sono commercializzate col nome di Valium (diazepam) e col
nome di Librium (clorodiazepossido), e sembrano offrire alcuni vantaggi, se confrontati
con i barbiturici:
• riducono l'ansia senza intontire le persone,
• agiscono a dosaggi molto bassi ed in teoria non dovrebbero dare dipendenza,
• hanno un effetto meno marcato sui centri della respirazione,
• agiscono su siti del sistema nervoso centrale non interessati dai barbiturici.
Vi sono però almeno due aspetti negativi:
• provocano una dipendenza almeno psicologica
• agiscono anche sui siti del sistema centrale interessati dai barbiturici.

10. GLI ALLUCINOGENI

Vi sono delle sostanze in grado di produrre allucinazioni e di alterare sostanzialmente i


nostri rapporti col mondo esterno, sono gli allucinogeni. Vi sono allucinogeni di origine
naturale e allucinogeni di origine sintetica.
Per secoli gli indiani del Messico e degli Stati Uniti sud-occidentali hanno masticato un
cactus, il peyote (mescalina), durante le loro cerimonie religiose, per avere le
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allucinazioni.
Anche alcuni funghi sono usati come droghe religiose presso indiani dell'america latina,
specialmente nello stato di Oaxaca, nel Messico del sud. Il più noto di questi funghi è il
psilocybe messicano, il cui principio attivo è la psilocibina, non ancora studiata e i cui
effetti assomigliano a quelli dell'LSD.
Anche l'amanita muscaria è un fungo con proprietà allucinogene ed era usato in oriente
per una bevanda rituale presso gli antichi indù e presso i seguaci di Zoroastro.
L'ammannita muscaria è un fungo estremamente velenoso ed ha anche la fama di non far
sentire dolore o stanchezza.
La segale è una graminacea, di origine asiatica, coltivata per foraggio e dal cui chicco si
estrae una farina usata anche nell'alimentazione umana. La segale veniva colpita da un
fungo parassita (claviceps purpurea) che danneggiava il fiore creando dei corpi a forma

1 peyote: le cime del cactus peyote (Lophophora williamsii) vengono essiccate per formare i cosiddetti
bottoni-mescal (per distinguerli dai fagioli-mescal un'altra pianta, molto velenosa, che contiene principi
psicoattivi) che contengono l'alcaloide mescalina.
di cornetti, dannosi per animali ed uomini. La segale colpita da questo parassita veniva
chiamata segale cornuta. Dalla segale cornuta si estrae un alcaloide, l'ergotina, che ha
un'azione eccitante sulle fibre muscolari lisce e può essere usato come vasocostrittore.
L'ergotismo era un'intossicazione dovuta all'alimentazione con segale cornuta e dava
vertigini, allucinazioni e convulsioni.

L'allucinogeno sintetico più usato e più famoso è l'LSD (dietilamide dell'acido lisergico),
scoperto nel 1938 dal chimico Albert Hoffman. Ogni tanto, a partire dagli anni '50, l'acido
lisergico torna alla ribalta della cronaca, per qualche caso isolato, ma di fatto l'uso dell'LSD
non è mai stato un fenomeno di massa.
Basta già un decimo di milligrammo di questo allucinogeno per alterare la coscienza. Nel
giro di un'ora, dall'ingestione della sostanza, i colori cominciano a sembrare più intensi e
più vivi, alcuni oggetti sembrano mutare forma e muoversi, i dettagli sono più importanti
dell'oggetto, appaiono forme geometriche colorate e poi scompaiono. Il consumatore
prova strane sensazioni di caldo e freddo, avverte suoni nuovi o totalmente immaginati,
avvengono poi le sinestesie, incroci di sensazioni diverse: vedere suoni e udire colori.
Capita anche che la percezione del tempo sia rallentata o accelerata. Uno degli aspetti più
pericolosi dell'LSD è il fatto che alcune esperienze di assunzione sono tutt'altro che
piacevoli e possono avere conseguenze negative: alcuni ricordano con disagio la
sensazione di perdita del proprio io, altri hanno attacchi di ansia o di panico. Alcune
persone in preda all'LSD lottano contro cose inesistenti, o fuggono da esse, con gravi
pericoli per un'attività fisica non controllata. Vi sono stati anche casi di drammatici tentativi
di volo dalla finestra.
Non è ancora ben chiaro quali centri nervosi siano colpiti dall'LSD. Su questa droga si
sono avuti schieramenti contrapposti, da Timothy Leary, profeta della cultura
controcorrente che affermava che LSD potesse aprire nuove vie dell'io verso l'inconscio, a
studiosi che affermavano che l'LSD potesse avere conseguenze anche nello stato di
normalità e che procurasse danni genetici.
Vi sono poi due allucinogeni il DOM (dimetossi-4-metilamfetamina) il cui effetto dura dodici
ore e il DMT (dimetiltriptina) i cui effetti durano meno di un'ora.

Risulta oggi chiaro che gli allucinogeni hanno un luogo specifico d'azione: le cellule
recettrici cui normalmente si lega un neurotrasmettitore, la serotonina. I neuroni che
liberano la seratonina partono dal tronco cerebrale e raggiungono tutte le aree del
cervello. Gli allucinogeni creano un singolare effetto, la tolleranza incrociata (l'uso di un
allucinogeno A riduce gli effetti dell'allucinogeno B). Tutti gli allucinogeni possono essere
bloccati dalle sostanze che bloccano gli effetti della seratonina.

11. LA CANNABIS SATIVA

Un tipo di canapa, la cannabis sativa, è all'origine di due sostanze psicoattive, la


marijuana (foglie e infiorescenze tritate) e il più potente hashish (la resina più o meno
pura della pianta). In entrambe le forme, più o meno concentrata, la sostanza psicoattiva è
il THC (tetraidrocannabinolo). Hashish e marijuana sono collocate in una categoria a parte
perché i loro effetti sono diversi da quelli ottenuti con gli altri psicoattivi: danno benessere
e disibinizione, come l'alcol, rilassamento, come i sedativi, distorsioni nella percezione di
luci, colori, come dei blandi allucinogeni. La marijuana e l'hashish vengono fumati in pipa o
in sigarette. E' possibile anche mangiarla sotto forma di dolci o pasticcini.
A basse dosi la canapa dà benessere, rilassamento, socievolezza. A basse dosi è anche
possibile che su alcune persone non abbia effetti sensibili. A dosi un po' più intense colori
e suoni sembrano più intensi e ricchi, il tempo rallenta, alcuni oggetti possono sembrare
deformati, il linguaggio appare un po' confuso, si ride per niente, poi ci si addormenta. Vi
sono anche degli effetti fisici: gli occhi si arrossano per dilatazione dei vasi sanguigni, la
salivazione si blocca e la bocca si secca, il cuore batte più rapidamente, l'appetito
aumenta.
Per molti secoli, in Asia, la canapa è stata usata come anestetico nella cura di insonnia e
reumatismi. Verso la metà del XIX secolo alcuni medici dell'Europa occidentale
cominciarono a prescriverla nella cura di nevralgie, emicranie e dolori mestruali. Agli inizi
del Novecento la canapa venne usata come farmaco negli USA, ma verso il 1930 i medici
si spostarono verso morfina, aspirina e barbiturici.
La marijuana e l'hashish sono proibite, in modi diversi, (proibito il commercio ma non la
singola dose) nella maggioranza dei paesi occidentali. In molti paesi sono proibiti solo in
teoria, ma nella pratica tollerati. In Olanda si possono consumare in locali pubblici appositi
o comprare in dosi controllate. Oggi la canapa è ancora usata come terapia per ridurre la
pressione sul globo oculare in chi ha il glaucoma, e per evitare nausea e vomito in chi è in
chemioterapia.
Si può sostenere che la marijuana sia una droga leggera e quindi praticamente innocua?
Sì e no. Paragonata ad eroina, cocaina, crack e LSD è senza dubbio una droga leggera.
Lo stesso uso cronico provoca un aumento della tolleranza (non paragonabile, per
esempio al crack), può provocare malattie polmonari e ridurre la fertilità. Si può verificare
anche una specie di sindrome da astinenza caratterizzata da mancanza di appetito, naso
gocciolante, diarrea e sudorazione. E' una droga leggera ma non innocua poiché, proprio
come l'alcol, è alla base di numerosi incidenti automobilistici, nei paesi nei quali è
largamente diffusa.

12. IL PCP O POLVERE DEGLI ANGELI

Nel 1959 è stata sintetizzata una sostanza chiamata PCP (fenciclidina) da usare come
analgesico al posto degli oppiacei, che davano dipendenza. Essa sembrava ridurre il
dolore non tanto eliminandolo quando producendo invece un distacco dalle sensazioni
corporee. Il PCP è chimicamente diverso dalle altre droghe e provoca effetti singolari, per
cui è considerato un psicoattivo a sé stante.
Nel 1967, a quattro anni dalla sua commercializzazione farmaceutica, l'uso del PCP venne
dichiarato illegale. Come tutti gli altri psicoattivi entrò subito nel commercio illegale, anche
perché è di facile produzione ed ha un basso prezzo. Oggi viene spesso aggiunto a
droghe più leggere.
Il PCP ha effetti diversi sulle persone che lo assumono, alcuni raggiungono uno stato di
benessere e sicurezza, altri diventano nervosi e timorosi. La comprensione del tempo
subisce distorsioni. La capacità di giudizio crolla e l'individuo può diventare aggressivo e
violento. Singolari sono poi le alterazioni fisiche: non si sente più il dolore, gli occhi si
muovono in modo incontrollato, aumenta la pressione sanguigna e la frequenza del battito
cardiaco, si perde il controllo dei muscoli. Con dosi maggiori si hanno anche allucinazioni,
paranoia e scoppi di violenza. Uno degli effetti più strani della polvere degli angeli è che
paranoia ed esplosioni di violenza possono accadere diversi giorni dopo, quando la
persona sembra essere tornata normale.
L'insensibilità al dolore, la paranoia e gli scoppi di violenza hanno portato ad un gran
numero di feriti, suicidi e morti accidentali, (spesso incidenti automobilistici).

13. IL SECOLO FINISCE CON LE PILLOLE: ECSTASY, ECC.


Negli anni Novanta l'Europa viene investita da un nuovo fenomeno, la forte diffusione tra
le masse giovanili di nuovi psicoattivi, quali l'ecstasy. Anche l'ecstasy, il cui primo nome
era sympatogen, è un derivato delle amfetamine. Veniva usato da alcuni psicanalisti per
rendere più estroversi e comunicativi i propri pazienti (ed anche ben disposti a pagare
laute parcelle).
L'ecstasy provoca l'aumento della produzione della serotonina, aumenta la temperatura
corporea e il battito cardiaco. Da un'indagine del Corriere della Sera del 1999, risultava
che il 5% dei ragazzi italiani tra i 15 e i 16 anni aveva provato l'ecstasy almeno una volta,
che i consumatori abituali erano almeno 85.000, che i consumatori occasionali e potenziali
erano 350.000. In Svezia il 38% di chi si rivolge alle strutture sanitarie per disintossicarsi,
lo fa a causa da dipendenza psicologica dalle amfetamine. Il 35% degli abitanti di
Stccolma ha provato le droghe sintetiche. Il 14% degli inglesi tra i 14 e i 29 anni ammette
di aver fatto uso di ecstasy. In Slovacchia il 20% dei giovani usa le droghe sintetiche.
Nonostante anche in Italia vi siano state alcune morti attribuite all'ecstasy, l'evento è molto
raro. Ciò che invece è più preoccupante, in caso di assunzione continua, è il danno che
provoca ad alcune parti del sistema nervoso centrale. Alcuni neuroni serotoninergici
smettono di funzionare e ciò può provocare danni all'ippocampo, la zona del cervello che
sovraintende a memoria e apprendimento. Per rigenerare nell'uomo questi neuroni sono
necessari ben cinque anni. Vi sono in atto alcuni studi sul rapporto tra assunzione
prolungata dell'ecstasy e caduta della libido e rischio del morbo di Parkinson.
L'ecstasy dà dipendenza psicologica, l'uso è rafforzato dal consumo sociale o di gruppo, e
i fattori di maggior pericolo sono l'indeterminatezza delle dosi, il mescolamento di sostanze
diverse, l'associazione ecstasy ed alcol.
Dopo l'ecstasy sono arrivati nuovi psicoattivi di origine chimica, spesso più potenti
dell'ecstasy, quali la metiltioamfetamina o 4-MTA chiamata in gergo flatliner.
Nel novembre del 1999 il ministero della sanità italiano, metteva fuori legge, per decreto,
quattro nuove sostanze:
• l'acido gammaidrobutirrico (GHB), un liquido giallo o rosa, venduto nei sex-shop e
contrabbandato come "filtro d'amore"
• il GBL o gammabutirrolattone
• il 2C-B derivato della fenetilamina soprannominato nexus o erox
• e la stessa metiltioamfetamina o 4-MTA.