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IL SISTEMA NERVOSO

Quando un bambino nasce ha già quasi tutti i suoi 10 miliardi e più di neuroni. Durante i
nove mesi della gestazione le cellule cerebrali aumentano in modo geometrico (1, 2, 4, 8...
) e in 34 raddoppi, o 34 generazioni, siamo già vicini al traguardo. Durante le prime
settimane nell'embrione umano si forma una struttura centrale a forma di tubo, che parte
dalla testa e scende lungo il dorso. Nell'estremità superiore vi sono già tre rigonfiamenti
che daranno origine al proencefalo, al mesencefalo e al rombencefalo.
Il cervello è in continuo movimento, i neuroni nascono e muoiono, e le interconnessioni (le
sinapsi) si modificano. L'encefalo riceve stimoli dai sensi e questi stimoli influenzano
qualità e quantità del suo sviluppo. Se un bambino ha problemi nell'udito, le aree
dell'encefalo che elaborano i suoni, possono subire danni irreversibili. E' per questo motivo
che la moderna chirurgia tende ad intervenire prima possibile in numerosi difetti della vista
o dell'udito, mentre fino a pochi anni fa si preferiva aspettare che i ragazzi fossero adulti e
resistenti. E' per questo motivo che i bambini piccoli, tenuti in istituto, devono avere tutte le
stimolazioni che riceve un bambino in ambito familiare.
Nove mesi dopo il concepimento il cervello cessa di crescere per raddoppio, l'encefalo
aumenta però di peso, passando dai 350 grammi della nascita ai 1.400 grammi della
pubertà. Questa quadruplicazione del peso è dovuta a tre fattori principali:

• aumenta la dimensione delle singole cellule,


• su gli assoni si forma una guaina lipidica protettiva (mielina),
• si sviluppa un nuovo tipo di cellule, dette gliali (collose).

La mielina è fondamentale poiché gli impulsi neurali viaggiano venti volte più veloci nelle
cellule con mielina che in quelle senza e, alla fine dello sviluppo, un uomo avrà quasi la
metà delle cellule del sistema nervoso ricoperte di mielina.
Ma le vere responsabili dell'aumento di peso e di volume del cervello sono le cellule gliali,
le quali proseguono a svilupparsi e a moltiplicarsi. Queste cellule hanno il compito di
legare tra loro i neuroni, di fornire mielina agli assoni, di regolare la crescita dei legami
interneurali.

Il midollo spinale, è un fascio di neuroni, di due centimetri di diametro, che scende


dall'encefalo attraverso le ossa cave della colonna vertebrale. Il midollo spinale non
trasmette solo messaggi dall'encefalo al corpo e viceversa, ma lega tra loro neuroni
sensoriali e neuroni motori, creando i cosiddetti riflessi spinali, risposte motorie
automatiche, non guidate dall'encefalo. Quando un medico colpisce col martelletto il
ginocchio, appena sotto la rotula scatta il cosiddetto riflesso patellare: la gamba si solleva
in avanti automaticamente. Il martelletto colpisce un tendine, il tendine tira il muscolo e lo
costringe ad allungarsi, il movimento fa scaricare i neuroni sensoriali che collegano il
muscolo al midollo spinale, il midollo spinale invia l'ordine al muscolo che si contrae e la
gamba si allunga in avanti.
Quando si ritrae la mano da un oggetto che brucia, quando ci volta ad uno scoppio
improvviso, non si reagisce coscientemente ma per riflesso spontaneo. Se pestiamo con
un piede nudo un vetro tagliente, non solo ritiriamo velocemente il piede ma, senza
accorgercene, irrigidiamo i muscoli dell'altra gamba, che ci deve sostenere da sola