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COMUNE DI SEVESO

CONSIGLIO COMUNALE DEL 14 OTTOBRE 2009

PUNTO N. 1 O.d.G. – RISPOSTA AD INTERROGAZIONI ED


INTERPELLANZE

PRESIDENTE

… Al Segretario per l’appello.

SEGRETARIO

(Procede all’appello nominale).


Ne ho 3 al momento di assenti.

PRESIDENTE

Benissimo.
Allora, prima di passare all’Ordine del Giorno soltanto due
cosette.
Io volevo comunicarvi che abbiamo messo a punto insieme
con la Dottoressa Mariani un programma di formazione per
Consiglieri Comunali in materia di contabilità pubblica, di
bilancio. Questo programma, in linea di massima, potrebbe
iniziare a Novembre: pensavamo di dargli una cadenza
quindicinale a questi incontri, e si articolerà in 4 incontri.
Per quanto riguarda il materiale diciamo didattico da dare ai
partecipanti, abbiamo visto che è materiale che possiamo auto
produrre e, quindi, non avendo un costo diretto, pensiamo di farlo
avere a tutti i Consiglieri Comunali a prescindere dalla frequenza
al corso. L’unica cosa è questa, che secondo me ha senso farlo se
c’è un minimo di presenza, nel senso che se ci troviamo in due o
tre probabilmente non vale la pena. Allora io vi inviterei,
ovviamente non c’è nulla di obbligatorio ci mancherebbe, io vi
inviterei a mandare una mail alla Segreteria dicendo se siete o
meno interessati a partecipare a queste 4 serate.
(Dall’aula si replica fuori campo voce).
Sì, è aperto eventualmente anche agli Assessori che
volessero essere presenti.

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Quindi se ci fate avere la mail, non so, nel giro di questa
settimana giù di lì, così ci organizziamo a prenotare la sala, a
vedere in base anche a quanti sono coloro che aderiscono
decidiamo se farlo in Sala Giunta, se farlo al CDA, se farlo qui.
Dipende un attimino da quanti partecipano.

INTERVENTO

Il calendario è quello indicato sulla mail che ci è arrivata?


Cioè i Sabati o no?

PRESIDENTE

No, quella mail che vi ho mandato, no quella è un’altra cosa.


Quello è un corso a pagamento organizzato da
ANCI/ANCITEL che sono le due Società legate all’ANCI, che è
una comunicazione che gentilmente mi ha fatto avere il
Consigliere Formenti.
(Dall’aula si replica fuori campo voce).
Gratuito. Io ho letto un 60 Euro di…
(Dall’aula si replica fuori campo voce).
Sì, quindi una parte gratuita. Sì, io comunque l’ho ricevuta
dal Consigliere Formenti e lo ringrazio. Come l’ho ricevuto ho
detto alla Segreteria di scannerizzarlo e, per conoscenza, farlo
avere a voi.
No, questa era una cosa, mi è sembrato di capire anche dal
programma di quello che avete ricevuto, mi sembra più
circostanziata solo sulla materia contabile, di contabilità
pubblica; nello stesso tempo, probabilmente, un po’ più pratica e
un po’ più approfondita come taglio, come argomento.
Questa era la mia comunicazione.
Poi do la parola al Consigliere Tagliabue che mi ha chiesto
anche lui di fare una comunicazione. Prego.

CONSIGLIERE TAGLIABUE

Sì, una breve comunicazione riguardante un incontro che


Sevesoviva ha avuto con il Professore Marco Ponti.
Ve la leggo almeno è sintetica.
Comunico che in data 7 Ottobre dalle ore 16 alle ore 18 una
delegazione di Sevesoviva ha incontrato il Professore Marco
Ponti, l’Ingegnere Paolo Beria del Politecnico di Milano e
l’Ingegnere Borghi di Ferrovie Nord per un approfondimento
tecnico sull’Analisi Costi Benefici dell’interramento a Seveso

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presentata da Ferrovie Nord a Maggio in questo Consiglio
Comunale.
Avevamo chiesto l’incontro al Professore Ponti nel mese di
Maggio. Ponti, per incontrarci, ha chiesto l’autorizzazione a
Ferrovie Nord, che è stata poi richiesta nel mese di Giugno.
Ferrovie Nord ha chiesto a sua volta di ottenere l’autorizzazione
di Regione Lombardia che abbiamo chiesto il 17 Giugno. Nel mese
di Agosto Regione Lombardia ha invitato Ferrovie Nord ad
organizzare l’incontro “così da poter acquisire -si legge nella
lettera che ci ha inviato- le informazioni con il livello di
approfondimento tecnico che riterremo più adeguato”. Ferrovie
Nord quindi ha fissato l’incontro per il 7 Ottobre presso la sua
sede di Milano.
Al Professor Marco Ponti avevamo chiesto a Maggio copia
del modello logico/matematico con il quale è stata realizzata
l’analisi costi benefici. Ci aveva risposto, e anche qui leggo le
sue testuali parole, che: “Il modello di valutazione economico-
finanziaria è patrimonio intellettuale del Politecnico, mentre
qualsiasi spiegazione sul modello stesso, o elaborazioni su
ipotesi, o input diversi, è perfettamente richiedibile alle Nord,
che, se lo riterranno, ci gireranno la richiesta”.
Per questo motivo abbiamo dovuto procedere in proprio alla
ricostruzione integrale del modello logico/matematico e alla sua
verifica durante questo incontro. Durante l’incontro sono state
presentate 25 domande tecniche riguardanti i dati di input e il
modello stesso. Alcune hanno avuto risposta immediata, altre
avranno risposta scritta nelle prossime settimane. L’incontro si è
svolto in un clima di grande cordialità e stima reciproca.
Il modello da noi ricostruito risulta perfettamente
corrispondente a quello applicato dal Politecnico ed ora è a
disposizione, eventualmente anche dell’Amministrazione se è
interessata, qualora si vogliano fare delle simulazioni.
C’è sembrato giusto comunicare al Sindaco, all’Assessore, al
Consiglio Comunale tutto, questi fatti.
Concludo con le parole del Professore Ponti che ha
dichiarato che raramente gli è capitato di incontrare gruppi
politici che abbiano analizzato così a fondo i suoi studi. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie a lei Consigliere.


Io su questo dico solo una cosa. Io a volte sono dotato di
pazienza anche eccessiva. Però su questo argomento, che ha
caratterizzato gli ultimi anni della vicenda politica Sevesina, in
via del tutto eccezionale credo di essere ormai arrivato

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all’esaurimento della mia pazienza. Per cui io ho molto rispetto
istituzionale, non scavalco e rispetto tutte le componenti
istituzionali, ovviamente di comune via.
Però sto valutando seriamente l’eventualità di convocare un
incontro, magari in prima battuta riservato, con i Capigruppo alla
luce un po’ di quello che avevamo deliberato a Maggio, quant’era,
facendomene promotore io. Dicevo in prima battuta magari
riservato per decidere poi come muoversi e come andare avanti,
perché credo che su questo tema occorra dare una accelerata.
Possibilmente sarebbe bello fosse unanime, ma diciamo più ampia
possibile come consenso, più qualificata possibile come contenuti,
quindi ben venga anche questo vostro contributo, e politicamente
il più decisa possibile.
Per cui io ripeto: io aspetto gli sviluppi, va bene, però è una
pazienza che sta andando un pochino a terminare, ecco.
Per cui grazie dell’intervento. Va bene.
Allora passiamo al punto n. 1: risposta ad interrogazioni ed
interpellanze.
Ci sono 4 interrogazioni. Però 2 sono relative all’argomento
Piano casa e adesso io chiedo a coloro che li hanno anzi a colui
che l’ha presentato, perché non c’è Houeis, per cui c’è solo
Formenti. Se non ci sono aspetti che esulano dalla delibera,
perché stasera abbiamo la delibera, in teoria il regolamento dice
che potremmo accorpare tutto nel dibattito. Per cui io chiedo se ci
sono magari aspetti che a me sono sfuggiti lo mettiamo in
discussione, altrimenti…

INTERVENTO

No, no assolutamente, si può benissimo spostare.

PRESIDENTE

Lo spostiamo a dopo, bene. Grazie.


Passiamo alla terza interrogazione che è del Consigliere
Tagliabue, relativa ai parcheggi sul territorio comunale.
La può illustrare. Poi risponderà l’Assessore Belotti.

CONSIGLIERE TAGLIABUE

Grazie Presidente.
Premesso che i parcheggi posizionati sul territorio comunale
nelle aree ad alta intensità di domanda sono regolamentati a disco
orario con tempi da 1 a 5 ore; premesso che la fruibilità dei
servizi pubblici e privati nonché dei servizi del commercio è

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fortemente condizionata dal rispetto dei tempi previsti su questi
parcheggi da parte degli automobilisti; osservato che la Vigilanza
non sembra applicare forme di controllo diverse dalla lettura del
disco orario; che è pratica diffusa l’utilizzo improprio degli stalli
per tempi superiori a quelli di regolamento mediante avanzamento
manuale del disco orario; osservato che questo comportamento
sanzionato dal Codice della Strada trasforma la turnazione
prevista nell’uso degli stalli in un uso esclusivo con danno per i
pubblici e privati; osservato inoltre che nella maggior parte dei
casi esistono stalli gratuiti e senza limitazioni di tempo a poche
centinaia di metri dagli stalli a disco orario dove, chi ne ha la
necessità, cioè generalmente residenti, pendolari e lavoratori
diurni, possono lasciare l’auto anche tutto il giorno, ma che non
vengono utilizzati perché giudicati troppo lontani; osservato che
in paesi come Francia, Austria e anche in alcune città della
Liguria si applicano forme di controllo degli stalli mediante
segnatura della posizione del veicolo con segno corrispondente
sulla ruota e a terra, per cui il mezzo viene sanzionato se risulta
nella stessa posizione dopo il tempo massimo pubblicato sui
cartelli. Si richiede all’Amministrazione in forma verbale in
Consiglio Comunale con risposta scritta, se considera la
turnazione sugli stalli pubblici una politica essenziale di
equilibrato utilizzo degli spazi pubblici e per la sopravvivenza del
commercio, primo; secondo, quali procedure vengono attualmente
applicate dalla Vigilanza per rilevare il rispetto dei regolamenti
sul disco orario e ogni quanto tempo; quanti verbali per
superamento periodo disco orario o per mancata esposizione sono
stati elevati nel 2008; quarto, quali sono le singole voci di costo e
ricavo nel 2008 imputabili alle gestioni dei parcheggi a pagamento
esistenti sul territorio comunale; e quinto, se è intenzione
dell’Amministrazione applicare il semplice ed efficace metodo del
controllo degli stalli mediante segnatura della posizione della
ruota.

ASSESSORE BELOTTI

Buonasera.
La risposta scritta dovrebbe esserle pervenuta, pertanto la
leggo.
Egregio Signor Consigliere Comunale, rispondo alla sua
relativa all’oggetto per significare quanto segue.
La città di Seveso è inserita in un ampio contesto
metropolitano gravitante nell’opera del Capoluogo di Regione, da
cui consegue un apprezzabile movimento da e per Milano mediante
il trasporto su rotaia. Per questo motivo, la problematica dei

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parcheggi dei pendolari nel corso del tempo, ha visto il
consolidarsi di una disciplina della sosta a tempo il più delle
volte con tempistiche concordate con gli stessi utilizzatori, gli
abitanti ed i commercianti della zona interessata. Di recente,
soprattutto nell’area centrale adiacente alla stazione ferroviaria, è
stata introdotta la disciplina della sosta a pagamento. Tanto
premesso, si può affermare che la politica di disciplina della sosta
vedrà coesistere sia la sosta a pagamento, con particolari
correttivi per i residenti, sia la sosta a tempo.
La Polizia Locale ogni giorno procede al controllo delle
soste a tempo e non proprio in funzione di quanto sopra esposto.

Nel corso dell’anno 2008 la Polizia Locale ha accertato


1.022 violazioni per violazione della disciplina della sosta di cui:
461 per sosta vietata, 509 per sosta oltre l’orario consentito nella
zona disco, 52 soste su stalli per disabili. Inoltre, sempre nel
2008, sono state accertate anche 387 violazioni di cui 189 per
mancata esposizione del disco orario e 198 per mancata
esposizione del ticket della sosta a pagamento.
Per verificare il rispetto della sosta a tempo la Polizia
Locale, nei casi di persistenza quotidiana del veicolo con il disco
orario esposto conforme, ricorre a documentazione fotografica
(per cui abbiamo superato quello che è il segno con le gomme)
quale prova affida e facente e legale della violazione commessa da
esibire in caso di eventuale ricorso. Il sistema della segnatura, tra
l’altro, non contemplato quale mezzo di prova da alcuna norma di
Legge, può essere oggetto di alterazione ed inapplicabile in caso
di maltempo. Per questo non offre sufficienti garanzie probatorie
in caso di ricorso.
Infine, per quanto riguarda la sua richiesta di una analitica
contabilità sulla gestione dei parcheggi a pagamento, ovviamente,
la medesima richiesta deve essere inoltrata ad ASPES, perché è lei
che ha in gestione la quantificazione economica dei parcheggi a
pagamento.
L’altra cosa che invece e la ringrazio per questa
interrogazione, perché voglio anche estendere un invito a tutti i
Consiglieri: io sono predisposta ad accogliere ogni suggerimento
che serva a migliorare quello che è un sistema viabilistico,
piuttosto che non di sicurezza, piuttosto che non di utilizzo in
modo consono delle aree pubbliche. Però vi chiedo la cortesia di
essere anche, guardo voi, ma in realtà intendo tutti, vi chiedo
anche di essere abbastanza responsabili perché qualora, proprio
perché la mia intenzione è quella di raccogliere i vostri
suggerimenti e di attuarli, qualora però predisponessi insieme al
Comandante della Polizia Locale di attivarmi e magari arrivare a

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sanzionare, ecco che poi non ci siano reclami perché il sanzionato
però…Siccome è già capitato nei tempi addietro, non parlo in
questo mandato, ma negli anni precedenti, allora io sono disposta
e ringrazio per la collaborazione. L’intenzione è quella di
raccogliere ovviamente richieste razionali, però nel momento in
cui col Comandante studiamo e dovessimo arrivare a mali estremi
vi chiedo poi di non sentirmi dire perché, non perché e quanto
altro. Vi chiedo, quanto meno, di supportare quello che è il lavoro
a seguito di un suggerimento, richiesta fatta.
Grazie.

PRESIDENTE

Prego Consigliere.

CONSIGLIERE TAGLIABUE

Grazie della risposta.


Io ho riflettuto sulla sua risposta che ringrazio di avermi
inviato con l’anticipo di un paio di giorni. Le leggerò le mie
riflessioni, sostanzialmente riguardano due aspetti.
Allora, con delibera 17 del 14 Marzo 2006 il Consiglio
Comunale aveva affidato ad ASPES la gestione dei parcheggi a
pagamento. Nella stessa delibera si legge: “Su ASPES il Comune
di Seveso esercita un controllo analogo a quello esercitato sui
propri servizi”. Ora, per questo non è accettabile una risposta
nella quale l’Amministrazione dichiara che la domanda su costi e
ricavi dei parcheggi deve essere inoltrata da ASPES: questo è un
aspetto che non posso accettare. I casi sono due: o
l’Amministrazione non sa rispondere a questa interrogazione
perché non esercita un controllo analogo a quello esercitato sui
propri servizi, e quindi non rispetta gli indirizzi del Consiglio
Comunale indicati in delibera 2006 e ciò significa che ASPES è
un’azienda fuori dal controllo dell’Amministrazione. Oppure
l’Amministrazione non vuole rispondere alla mia interrogazione,
pur conoscendo i dati: questo significherebbe che
l’Amministrazione vuole sottrarre alla conoscenza dei Consiglieri
Comunali e dei cittadini alcuni fatti.
Allora, in ogni caso l’Amministrazione non fa quello che il
Consiglio Comunale ha deliberato che debba fare, ovvero
esercitare il controllo su ASPES e pretendere che ASPES fornisca
le informazioni richieste, perché vede Assessore, ormai sono tre
mesi che richiedo queste informazioni ad ASPES e se né io né lei
siamo in grado di ottenerle, significa che è venuto il momento che
intervenga qualcun altro, insomma. A meno, ripeto, che lei le

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conosca, ma non mi sembra, e ce le voglia nascondere. E questo è
il primo aspetto della questione.
Il secondo punto è questo: è che i parcheggi a pagamento
sono stati presentati nel 2007 dall’ex Sindaco Galbiati come un
fatto sperimentale e limitato alla zona centrale. Io credo che sia
venuto il momento di fare una valutazione di questa fase
sperimentale, perché credo che anche senza i dati del 2008 che
Matta per ora ci nega, credo che siamo al fallimento economico di
questa iniziativa. Questa è una mia presunzione, io non ho i dati,
ripeto, li aspetto. E d’altra parte, se Matta nasconde questi dati
l’unica cosa che si può pensare è questa, non vedo altri motivi per
nasconderli. Ed è un fallimento economico perché da un lato si
mettono a pagamento stalli disseminati in centro difficili da
controllare, difficili da pagare per gli utenti della mezz’ora,
perché chi si ferma non trova le macchinette, non capisce i
cartelli (poi vi leggo i cartelli), mentre non si mettono a
pagamento stalli destinati a raccogliere auto per tutta la giornata,
cioè stalli facili da controllare. E vi leggo i cartelli, perché sono
il simbolo di questo disorientamento di molti utenti. Allora, il
cartello in Piazza Confalonieri recita: “Dal 1 Settembre al 30
Giugno dalle 9.30 alle 15.30 e dalle 16.30 alle 19, ma solo dal
Lunedì al Venerdì. Invece dal 1 Luglio al 31 Agosto dal Lunedì al
Venerdì dalle 8 alle 19”. Allora ditemi voi se un utente normale
non è disorientato da un tal panegirico di informazioni. Mi sembra
che le informazioni, che le regole debbano essere poche, chiare e
semplici come in gran parte dei cartelli esposti sulle strade:
“Sosta per 1 ora”. Punto. Le strade non sono né i box dei
residenti, né dei pendolari, né dei dipendenti degli uffici, né dei
commercianti. Sono spazi di fermata temporanea per chi vuole e
per chi deve usufruire dei servizi della città. Se qualcuno vuole lo
stallo privato davanti a casa o davanti al proprio posto di lavoro
significa che ha bisogno di un box e le strade non sono dei box.
Questa funzione può essere assegnata, la funzione diciamo di uno
stallo ad uso di lungo tempo, può essere assegnata solo ad alcune
aree ben specifiche.
Quindi in sintesi la risposta che lei mi ha dato mostra due
debolezze strutturali di questa Amministrazione: da un lato
l’incapacità di controllare ASPES, dovrei dire la volontà di
nascondere i fatti, non lo so, sinceramente non riesco a capire;
dall’altro, secondo aspetto, l’incapacità di gestire le risorse della
città continuando senza ragioni su una strada sbagliata tracciata
da altri e dichiaratamente comunque sperimentale.
Concludendo, mi sembra che su questo tema, che è un tema
urbanistico, occorre che l’Amministrazione si apra subito ad un
dialogo innanzi tutto con chi è seduto in Consiglio Comunale. Per

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questo che accolgo con grande favore la sua, diciamo, quanto ha
detto in precedenza, perché sono innanzi tutto i Consiglieri seduti
in Consiglio Comunale che hanno avuto dai cittadini il mandato di
avere una visione della città e sono i Commissari seduti in
Commissione urbanistica che hanno il mandato di collaborare alla
costruzione di questa visione della città. Non sono né le
Associazioni né i singoli cittadini, tanto meno i pendolari che
vengono da fuori che hanno il compito di indirizzare la gestione
delle risorse pubbliche. Hanno il diritto, per carità, di criticare, di
fare istanze ragionate, come ragionate devono essere le proposte
dell’Amministrazione e del Consiglio. Ma non sono loro i primi
interlocutori dell’Amministrazione: sono i Consiglieri e i
Commissari.
E non mi rimandi al Piano Urbano del Traffico: il Piano
Urbano del Traffico in centro potrà al massimo aggiungere o
togliere 10 posti auto, facendo peraltro qualche deprecabile senso
unico, non so vedremo. Però il margine di manovra in centro non
mi sembra quello da Piano Urbano del Traffico. Non può certo
incidere sulla gestione di quello che c’è.
Quindi la invito, e accolgo con grande favore quanto ha
detto, a farsi promotrice di una riorganizzazione del sistema di
gestione dei parcheggi in centro che sia condivisa con i
Consiglieri, perché la risorsa che abbiamo deve essere gestita al
più presto nel modo giusto e io sono convinto che si possa
arrivare unanimemente, questo è fondamentale, unanimemente ad
una gestione più soddisfacente di quella attuale per tutti.
Grazie.

ASSESSORE BELOTTI

Se permette Consigliere vorrei io farle una richiesta.


Visto quanto mi ha detto, io non ho preso nota, se ha una
copia che vorrei tenere come promemoria di quanto mi ha detto
ora.
La risposta per quanto riguarda la parte economica dei
parcheggi a pagamento del 2008 non gliel’ho fornita, perché
pensavo fosse più fluida e prodotta e oltretutto con valore
maggiore ufficiale, diciamo così, se prodotta direttamente da
ASPES. Io non mi sono mossa in quel senso, per cui è una mia
pubblica ammenda che vado a fare, chiedo venia, in quanto
pensavo che forse era più corretto e fosse più funzionale che fosse
data direttamente da ASPES. Comunque, se crede, mi muovo e le
faccio avere copia.
L’altra cosa, per quanto riguarda il Piano del traffico, dei
parcheggi per quanto riguarda la zona centrale, condivido che c’è

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parecchio caos, parecchia confusione e che i fruitori di questi
parcheggi si ritrovano molte volte destabilizzati. Come ha ben
sentito l’altra volta con la presenza del Presidente Matta di
ASPES ha presentato quello che è tutto un loro programma di
lavoro e all’interno ci sarà sicuramente anche quello che riguarda
poi l’area parcheggio a pagamento che sono in loro gestione.
È altrettanto vero che, mentre infine sentivo mi stava
suggerendo di fare una verifica dei parcheggi e quanto altro,
proprio in settimana personalmente col Comandante e il
Funzionario dei Lavori Pubblici ho fatto una bella passeggiata per
tutto il centro di Seveso, perché oggi è il punto più caldo del
paese. Non escludo di organizzare altri giri per le rimanenti parti
del paese. Le dico che ho fatto praticamente da Corso Isonzo fino
ad arrivare in Via San Carlo, passaggio a livello, per intenderci,
della Chiesa di San Pietro; tutta la parte qua dietro di Via
Carducci, entrando nelle varie stradine.
Ho fatto un sopralluogo, perché è in dubbio che al di là di
quello che poi sarà il programma operativo di ASPES, anche io
voglio avere il polso della situazione e lo voglio, come al solito,
in diretta per cui lo vivo in prima persona.
Mi riservo pertanto di fare qualcosa tipo confronto con
quello che è il programma o comunque la prospettiva che
presenterà ASPES, e di conseguenza valutarla funzionalmente.
Non escludo pertanto poi di poter chiedere una riunione dei
Capigruppo, fare un riassunto e verificare con voi, con tutti i
Capigruppo, quelle che sono le possibili soluzioni più funzionali
per quello che è l’utilizzo del territorio e degli spazi pubblici.
Oggi, purtroppo, ho bisogno di tempo anche per mettermi a
studiare. Comunque questa è una delle prossime proposte che
verrò a farvi.

PRESIDENTE

Grazie Assessore.
Passiamo alla quarta…

CONSIGLIERE BUTTI

Mi scusi Presidente.
Volevo dare un brevissimo contributo a questo tema tratto da
un documento che è arrivato al protocollo, appunto in riferimento
alla situazione dei parchimetri dove ASPES dice: “la presente per
comunicare che gli orari dei 5 parcometri posti sul territorio di
Seveso per il parcheggio a pagamento non sono stati aggiornati
dall’unico soggetto abilitato a tale azione (la ditta fornitrice è

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TSP ITALIA) nonostante le nostre ripetute richieste e il sollecito
di intervento urgente, in quanto il loro ufficio amministrativo ha
bloccato qualsiasi azione a nostro favore per delle pendenze
economiche, a loro parere, aperte. In realtà, da una nostra verifica
contabile risulta, con chiarezza, che alla data attuale la stessa TSP
ITALIA ha da noi incamerato già più del dovuto. Vista
l’impossibilità di un dialogo costruttivo con la sopra citata la
pratica passerà ora nelle mani del nostro legale. Resta il
problema, che qui vi evidenziamo, che i parcometri non sono
aggiornati con le indicazioni poste su cartelli e questo crea
indiscutibilmente dei problemi per l’utenza”.
Quindi qualche volta siamo riusciti ad avere
un’informazione da ASPES.

PRESIDENTE

Grazie.
Dicevo passiamo all’ultima interrogazione del Consigliere
Tagliabue relativa al bilancio preventivo e consuntivo di ASPES.
Risponderà il Signor Sindaco.

CONSIGLIERE TAGLIABUE

Grazie.
Premesso che con l’audizione del Presidente di ASPES
avvenuta in Consiglio Comunale del 21 Settembre, che quella
audizione è da considerarsi interlocutoria, in quanto non è stata
preventivamente fornita la documentazione richiesta, nonostante
siano trascorsi 2 mesi dalla prima richiesta; premesso che in data
25 Settembre per la terza volta è stata presentata richiesta dei
saldi di tutti i conti economici e patrimoniali di ASPES al
31/12/2008, richiesta che ad oggi risulta non evasa; rilevato che
in Consiglio Comunale con comunicazione scritta ai Consiglieri il
Presidente di ASPES dichiara che non sono disponibili i conti
economici settoriali, ovvero separati per Farmacia, servizi
cimiteriali, parcheggi a pagamento e altri servizi, per la difficoltà
di attribuzione delle spese generali, mentre sulla stampa appare
che lo stesso Presidente dichiara che il bilancio della Farmacia
Comunale avrebbe un utile di 150.00 Euro; osservato che in
occasione dell’approvazione del bilancio del Comune di Seveso,
preventivo e consuntivo, non vengono presentati gli analoghi
bilanci di ASPES, nonostante ad essa siano stati trasferiti servizi
che erano parte rilevante del bilancio comunale come le
manutenzioni e i servizi cimiteriali; osservato che le scelte sugli
indirizzi economici e sociali di ASPES, le scelte riguardanti la

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destinazione di eventuali utili di settore nonché le scelte di
eventuali politiche sociali perseguibili attraverso i servizi forniti
da ASPES, non competono al Presidente di ASPES, ma competono
alla proprietà ovvero al Consiglio Comunale;
osservato oltretutto che per esplicita volontà della
Maggioranza di questo Consiglio Comunale è stata negata la
possibilità di controllo dell’operato del Presidente di ASPES
attraverso la negazione alla Minoranza di un Consigliere
all’interno del Consiglio di Amministrazione di ASPES.
Si richiede all’Amministrazione in forma verbale, in
Consiglio Comunale e con risposta scritta: primo, se intende
presentare il bilancio preventivo di ASPES, nonché gli indirizzi
strategici che ogni anno ASPES dovrà perseguire in occasione
dell’approvazione dei bilanci preventivi del Comune di Seveso e
sottoporli all’approvazione del Consiglio; secondo, se intende
presentare il bilancio consuntivo di ASPES, nonché i bilanci
settoriali in occasione dell’approvazione del bilancio consuntivo
dell’Ente e sottoporli all’approvazione del Consiglio Comunale.
Grazie.

SINDACO

Mi devo scusare col Consigliere Tagliabue se non sono


riuscito a preparare la risposta scritta, ma francamente mi
sembrava che l’audizione di ASPES avesse un po’ stemperato
alcune problematiche, anche perché il Presidente poi alla fin fine
si era detto disposto a creare una serie di organismi, capigruppo o
audizioni in Consiglio Comunale che comunque riuscissero a
gettare un ponte su questo genere di problematiche. Anche perché
ASPES non ha nessun obbligo di bilancio preventivo, per cui non
avendo obbligo di bilancio preventivo è chiaro che non glielo si
può chiedere. Essendo una persona giuridica diversa dal Comune
di Seveso, io credo che noi dobbiamo sfruttare tutte le situazioni
di dialogo con ASPES a cui anche io sono assolutamente
favorevole, per cui non possiamo sicuramente chiedergli di fare un
bilancio preventivo che non è tenuta a fare, né tanto meno è tenuta
ad avere un’approvazione del Consiglio Comunale. ASPES è una
persona giuridica di diritto privato, anche se il suo socio è
pubblico e assoggettato a tutte le regole tutto sommato essendo il
suo socio pubblico, per cui dovrà seguire regole degli appalti e
tutta una serie di normative, però non è la stessa cosa del
Comune, è una cosa diversa dal Comune. Di questo noi dobbiamo
tenere conto e credo che sia opportuno sfruttare le opportunità di
apertura, di grande apertura che tutto sommato il Presidente Matta

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ha dato nell’audizione di 2 settimane fa, di un mese fa, quando è
stato.
Su una cosa sono d’accordo tornando un po’ al punto
precedente: sul problema del significato del controllo analogo. Il
controllo analogo è importante. Io credo che questo sarà uno dei
punti nodali su cui dovremo andare a discutere, cioè il Comune e
ASPES devono avere un controllo analogo: c’è oggi, non c’è,
come attuarlo credo che questo sia uno dei punti di discussione su
cui dovremo lavorare nelle prossime settimane.

CONSIGLIERE TAGLIABUE

Grazie Signor Sindaco.


A me risulta che l’art. 42 del Testo Unico stabilisce che il
Consiglio Comunale ha competenza per quanto riguarda gli
indirizzi che le aziende pubbliche devono osservare e devo dire
che questo è proprio scritto nel Testo Unico: “Il Consiglio
Comunale ha competenza limitatamente ai seguenti atti
fondamentali indirizzi da osservare da parte delle aziende
pubbliche e degli enti dipendenti” ecc. Quindi mi sembra ovvio
che si applichi anche ad ASPES. Gli indirizzi non vengono dati
una sola volta nella vita di una azienda. L’art. 114 del TUEL
prevede, infatti, il controllo delle società di proprietà dell’ente
pubblico attraverso l’approvazione degli atti fondamentali e lo
stesso articolo dice che: “Gli atti fondamentali sono il bilancio di
previsione e il bilancio consuntivo e il Piano programma” (art.
114 comma 6 e comma 8).
A me non risulta che questo Consiglio Comunale abbia mai
approvato il bilancio consuntivo di ASPES, non mi risulta neppure
che sia mai stato presentato un bilancio di previsione tanto meno
un piano di utilizzo delle risorse, né comunque mi risulta che
siano stati forniti i dati richiesti e avere i saldi dei conti al
31/12/2008, fornire i saldi dei conti al 31/12/2008, è un preciso
obbligo dell’azienda, in quanto ricade nel dettato dell’art. 43 se
non ricordo male.
Quindi questo Consiglio Comunale con delibera del 2000,
del 2002, del 2004 e del 2006, parecchie delibere, ha consentito di
trasferire pezzi di pubblica amministrazione ad una società
esterna il cui capo viene scelto in forma privata dal Sindaco e di
questi pezzi di pubblica amministrazione non se ne sa più nulla,
salvo, come accade in certi Comuni, quando accade il peggio
pagare a piè di lista, come sta ad esempio accadendo a Meda. A
me risulta che questo comportamento è certamente al di fuori della
Legge, come appunto dicevo è al di fuori della Legge che
l’Amministratore Delegato Dottor Antonio Matta non fornisca

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ostinatamente da tre mesi i saldi dei conti economici e
patrimoniali disaggregati al 31/12/2008. Non c’è ragione di
nascondere questi dati ai Consiglieri Comunali, oppure se esiste
una ragione, perché dovrà pur esistere una ragione per negare una
trasparenza in modo così pervicace, l’unica ragione che io posso
vedere è che c’è qualcosa che non Va.
Quindi, Signor Sindaco, io rimango qui ad attendere i dati
che ho richiesto, rimango ad aspettare che lei porti in Consiglio
Comunale per l’approvazione il bilancio consuntivo 2008, il
preventivo 2009 e le linee di indirizzo 2009 di ASPES. Rimango
in attesa che questo Consiglio approvi questi documenti e decida,
ad esempio, come debbano essere impiegati i 150.000 Euro di utile
della Farmacia, se esistono. Sembra che ne sappiano di più i
giornali di quello che ne sa il Consiglio Comunale, perché è
un’informazione che non è ufficiale, appare su un articolo di un
giornale.
Comunque questo è il compito del Consiglio Comunale
secondo la Legge, fino a prova contraria. Fino a prova contraria
questo a Seveso non si fa, quindi io mi aspetto che si faccia.
Per concludere, io ho visto che anche in altre realtà, come
ad esempio il Comune di Pogliano Milanese, l’azienda
farmaceutica presenta il bilancio di previsione 2009: lo può
trovare, mi pare, tra le delibere di Consiglio Comunale di Gennaio
e quindi si comporta secondo quanto è scritto nel Testo Unico. A
me non risulta invece che ASPES si comporti nello stesso modo.

SINDACO

Brevemente.
Sono francamente rammaricato dalle sue insinuazioni che
nascondiamo qualche cosa, nel senso che le posso assicurare che
non nascondiamo nulla. Mi spiace solo che tra le tante farmacie di
proprietà pubblica si debba andare a cercare quella di Pogliano
Milanese che consolida i suoi dati che francamente non so
neanche… no, però fra Cesano Maderno, Desio, hanno tutte
farmacie pubbliche che probabilmente non sono consolidate nel
bilancio del Comune. Andiamo a cercare pure a Pogliano
Milanese, non è lì il problema, io le assicuro che non abbiamo
assolutamente niente da nascondere. Abbiamo portato qui il
Presidente di ASPES nella penultima seduta di Consiglio
Comunale. A me dispiace che poi questo cinema qui ricominci.
Abbiamo deciso di creare dei momenti di incontro. Io le assicuro
che le norme verranno rispettate. Se lei ha ragione che questi
bilanci devono essere approvati dal Consiglio Comunale io le
assicuro che verranno approvati dal Consiglio Comunale. Io

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purtroppo non sono il TAR, non sono niente, se lei ha ragione non
c’è nessun problema. Glielo dico con estrema franchezza.

CONSIGLIERE TAGLIABUE

Mi scusi, si impegni almeno a fornire i dati che sono stati


richiesti dai Consiglieri Comunali, non capisco perché non
debbano essere forniti. Non è che può portarmi qui il Presidente
in persona e questo soddisfa una richiesta di dati, questo non la
soddisfa.

PRESIDENTE

Ci sono interpellanze da presentare? Marzorati poi Garofalo.

CONSIGLIERE MARZORATI

Buonasera.
Oggetto di questa interpellanza è una seconda interrogazione
in merito alla Variante generale del Piano Territoriale del Parco
delle Groane.
Con interpellanza al Consiglio del 2 Settembre chiedevo le
ragioni e le motivazioni della richiesta formulata dal Sindaco al
Parco delle Groane, relativa al cambio di destinazione d’uso di 2
aree a Seveso Altopiano situate nel Parco, per la costruzione di un
centro sportivo comprensivo di piscine.
L’area in oggetto, come risulta dalla relazione di Variante
del Parco, ha una superficie di circa 4 ettari.
Nella richiesta il Comune formulava anche la proposta di
una ulteriore volumetria da insediarsi in Via Ortles al fine di
ottenere l’acquisizione delle aree in oggetto. Il Parco ha accolto,
in prima istanza nella Variante generale adottata, la proposta di
cambio di destinazione d’uso per la realizzazione di impianti
sportivi nel Comune di Seveso. Dopo l’adozione della Variante
generale del Parco avvenuta il 29 Maggio e successivamente
all’interpellanza del 2 Settembre la Giunta deliberava il 28
Settembre del 2009, diciamo che il giorno prima del Consiglio
Comunale in cui mi è stata data risposta all’interpellanza quindi
poteva anche essere detto e il giorno stesso della scadenza
dell’osservazione della Variante del Parco, un’ulteriore richiesta
di ampliamento delle aree da dedicare ad impianti sportivi. Questa
proposta dell’Amministrazione Comunale si somma a quella già
accolta dal Parco per una superficie complessiva di almeno 80.000
m², il doppio di quanto già il Parco delle Groane ha concesso.
Nell’allegato al deliberato di Giunta, a firma del Sindaco, si

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afferma che il mancato accoglimento della proposta rischierebbe
di rendere concretamente inattuabili gli interventi di
ricollocazione delle attrezzature sportive esistenti. Le aree in
oggetto di cui si chiede cambio di destinazione d’uso, sono
attualmente destinate, nel Piano Territoriale del Parco delle
Groane, a riqualificazione ambientale ad indirizzo naturalistico e
a riqualificazione ambientale ad indirizzo agricolo. La richiesta
dell’Amministrazione Comunale di Seveso contrasta altresì,
secondo il mio parere, con il Piano Territoriale di coordinamento
provinciale, il quale prevede in tali aree le seguenti destinazioni:
aree boscate art. 63, ambiti di rilevanza naturalistica art. 32,
proposte di tutela di geositi art. 52/68.
Chiediamo di verificare anche i vincoli idrogeologici in
considerazione della conformazione dei terreni di natura argillosa.
Come dicevo l’altra volta, il Consiglio Comunale titolare
della pianificazione non ha espresso nessun indirizzo in merito e
poteva esprimerlo l’altra volta, invece non è stato possibile
neanche fare questo.
Ragione quindi di queste osservazioni del deliberato di
Giunta, fatto queste seguenti richieste: la prima, per quale motivo
il Sindaco e la Giunta hanno fatto la richiesta di cambio di
destinazione d’uso di un’area così rilevante del parco delle
Groane, soprattutto si chiede di conoscere il progetto di interesse
pubblico che giustifica tali richieste. Infine si chiede di sapere
perché sono state identificate tali
aree e non altre. Chiediamo di sapere il motivo tecnico,
urbanistico, ambientale, paesaggistico, geologico, idrogeologico e
i motivi di interesse pubblico e di pubblica utilità che motivano
tale proposta. Terzo, per quale motivo si allontanano i servizi
sportivi nella città in aree periferiche del tutto inadeguate alla
fruizione pubblica dei Sevesini. Quarto, chiediamo di conoscere
quali volumi possono essere realizzati e qual è la superficie
coperta in base alle norme del Parco esistenti in tali aree; di
conoscere cosa si intende per “ambito sportivo di tipo inglese”
così come citava la relazione del Sindaco allegata alla delibera,
così come dichiarato in questa relazione; di conoscere quanti
saranno i parcheggi di servizio che si realizzeranno nell’area.
Quinto, chiediamo di sapere con quali modalità si acquisiranno le
aree di cui sopra, ricordando che sia per l’esproprio sia per
l’acquisto la competenza è del Consiglio Comunale.
Si chiede per questa interpellanza una risposta scritta,
chiedo che avvenga nei 30 giorni previsti, e una risposta verbale
in Consiglio.
Ringrazio l’Assessore che ho sentito per la prima
interpellanza e che siccome era con noi occupato sul Piano Casa,

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mi ha detto che stava formulando la risposta; quindi non sollecito
quella risposta, perché mi ha gentilmente comunicato che lo
avrebbe fatto. E però risollecito in questa interpellanza altre
domande.
Grazie.

PRESIDENTE

Grazie Consigliere. La parola al Consigliere Garofalo.

CONSIGLIERE GAROFALO

Sì, un’interpellanza che ho fatto insieme al Capogruppo


Paolo Butti: qualità delle acque cittadine.
Premesso che in alcune zone della città nei giorni scorsi è
uscita dai rubinetti acqua giallastra, questa situazione non risulta
essere nuova, poiché già nei mesi passati ci sono state delle
occasioni in cui l’acqua risultava tinta di rame e di conseguenza
poco salubre al solo sguardo. Date per scontato l’importanza
dell’acqua cittadina negli usi domestici, il diritto dei cittadini a
ricevere acqua pulita e buona da bere oltre che per l’igiene e la
preparazione degli alimenti e per rassicurare tutti i cittadini di
Seveso sulla bontà dell’acqua della nostra città.
Da qualche tempo, inoltre, si cerca di incentivare
pubblicamente l’uso dell’acqua dei rubinetti, pratica da preferire
al consueto acquisto ai centri commerciali: comprare acqua
minerale, infatti, è un’abitudine che costa caro, sia al portafoglio
(costa 500-1000 volte in più dell’acqua che arriva direttamente
alle nostre case) che all’ambiente (tonnellate di plastica per
l’imbottigliamento).
Si chiede pertanto con urgenza se si conosce il motivo di tali
alterazioni e se non si possa intervenire in modo tempestivo per
evitarle. Inoltre si chiede di rendere noto il risultato delle più
recenti analisi condotte sulla qualità dell’acqua cittadina: i
risultati, infatti, dovrebbero risultare conformi a quanto disposto
dal decreto legislativo n. 31 del 2001 e dalle successive
modificazioni.
Ringrazio per la disponibilità e porgo cordiali saluti.
(dall’aula si replica fuori campo voce).
Mi scusi, ma la devono bere senza sapere se sia buona o
meno?
Non ci sono al protocollo neppure i dati delle analisi, non ci
sono. Acqua gialla è buona da bere, no magari io non sono medico
non lo so, se è gialla e colore rame è buona?

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PRESIDENTE

La risposta al prossimo Consiglio Comunale.


Altre interpellanze?

CONSIGLIERE BUTTI

Mi scusi Presidente.
Noi avevamo indicato anche una risposta urgente per capire
se rispetto alla segnalazione di acqua gialla, arancione che anche
io personalmente ho constatato c’è, c’è stato un monitoraggio, ci
sono state delle segnalazioni, delle risposte ufficiali.
(dall’aula si replica fuori campo voce).
No, qui non è una questione opinabile. Se vuole raccolgo i
secchi a casa mia e glieli porto in Comune. Quella è una cosa che
ho constatato e non solo io, mi diceva anche il collega.

SINDACO

Da sempre purtroppo, a volte, c’è della sabbia nei tubi, ci


sono dei detriti, ma questo non implica nessun dubbio sulla
potabilità. L’acqua di Seveso è un’acqua buona; è un’acqua buona;
anzi io invito la gente a non porsi neanche nessun dubbio. Se c’è
della sabbia, la sabbia è assolutamente digeribile, stimola la
peristalsi, mangiamo le fibre e se c’è un po’ di sabbia in più non
succede niente. Abbiamo un’acqua eccellente, a prescindere dal
colore. Credetemi, fidatevi dell’acqua di Seveso.

CONSIGLIERE BUTTI

Io comunque l’acqua gialla non la berrei in ogni caso.

PRESIDENTE

I dettagli della risposta al prossimo Consiglio.


Ci sono altre interpellanze? Butti.

CONSIGLIERE BUTTI

Dunque, vista la determina n. 74 del 22/07/2009 dei Lavori


Pubblici riguardante liquidazione e competenze professionali per
la verifica strutture portanti edificio Scuola Materna Corso
Marconi, si chiede: quale sia stato il risultato di tale verifica, per
quale motivo sia stato realizzato dall’ente pubblico, che tipo di

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contratto di utilizzo abbia l’ente con la Scuola Materna e per
quale utilizzo pratico.

PRESIDENTE

Grazie.
Altre interpellanze? Nessuna.

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CONSIGLIO COMUNALE DEL 14 OTTOBRE 2009

PUNTO N. 2 O.d.G. – LETTURA ED APPROVAZIONE


VERBALI SEDUTE DEL 14/09/09 E 21/09/09

PRESIDENTE

Allora passiamo al secondo punto dell’ordine del giorno:


lettura ed approvazione verbali delle sedute del 14/09/09 e
21/09/09.
Ci sono osservazioni? Consigliere Tagliabue.

CONSIGLIERE TAGLIABUE

Mi dispiace dover ribadire la necessità che i nostri cittadini


possano leggere verbali fedeli e completi di quanto viene detto in
Consiglio Comunale, come avviene in numerosi altri Comuni
italiani, e non la sintesi quasi priva di contenuti prevista dal
nostro regolamento. La richiesta di partecipazione dei cittadini
alla politica e anche il concetto di sussidiarietà rimangono
formule astratte, quando si negano, come a Seveso, strumenti
primari di conoscenza e partecipazione.
Ribadisco, quindi, voto contrario all’approvazione di questi
verbali e la richiesta che la trascrizione delle sedute di Consiglio
diventi verbale e siano pubblicate sul sito comunale, come
peraltro, promesso a Maggio dal Presidente del Consiglio
Comunale.
In applicazione del principio di sussidiarietà ricordo infine
che le trascrizioni dei Consigli Comunali possono essere lette
nella sezione verbale del sito internet di Sevesoviva.
Grazie.

PRESIDENTE

Grazie.
Altre osservazioni? Nessuna.
Chi è favorevole? Allora, tutto il Consiglio Comunale
escluso il Consigliere Tagliabue e assente il Consigliere
Marzorati. Chi è contrario? Consigliere Tagliabue.
E quindi chi si astiene? Nessuno.
Approvato.

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CONSIGLIO COMUNALE DEL 14 OTTOBRE 2009

PUNTO N. 3 O.d.G. –ADEMPIMENTI COMUNALI PER


L’ATTUAZIONE DELLA L.R. 13/2009 “AZIONI
STRAORDINARIE PER LO SVILUPPO E LA
QUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO EDILIZIO ED
URBANISTICO DELLA LOMBARDIA”

PRESIDENTE

Passiamo al terzo punto dell’Ordine del Giorno:


adempimenti comunali per l’attuazione della L.R. 13/2009 “azioni
straordinarie per lo sviluppo e la qualificazione del patrimonio
edilizio ed urbanistico della Lombardia”.
La parola all’Assessore Alari.

CONSIGLIERE BUTTI

Volevo fare solo una puntualizzazione, mi scusi Presidente,


che sulle delibere di oggi alcuni Consiglieri del Partito
Democratico si allontaneranno al momento del voto per motivi
legati a possibili indiretti coinvolgimenti nella materia.

PRESIDENTE

D’accordo. Grazie.

ASSESSORE ALARI

Grazie Presidente. Buonasera a tutti.


Oggi noi andiamo a deliberare quello che è il cosiddetto
Piano Casa; però per entrare in merito un po’ alla discussione sul
Piano Casa, corre l’obbligo tornare indietro per capire un attimino
il perché è nato questo Piano Casa.
È nato dalla volontà di far ripartire un comparto trainante
per l’economia nazionale e in funzione di questo il Governo ha
individuato alcuni ambiti su cui intervenire. E precisamente gli
ambiti sono tre: due sono di tipo economico, cioè con l’iniezione
di risorse all’interno del sistema edilizio, quindi con la creazione
di fondi speciali per l’edilizia residenziale e pubblica e tramite la
creazione di fondi immobiliari dove possano partecipare banche e

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privati. Il terzo, invece, riguarda i bonus volumetrici da
concedersi agli immobili esistenti da realizzarsi secondo la
normativa regionale attuativa dell’accordo Stato-Regioni, che è
stata approvata il primo Aprile 2009, il cosiddetto Piano Casa.
Che cosa prevede sostanzialmente? Quali sono la finalità di questo
Piano? È quello di promuovere un’azione straordinaria dei
soggetti pubblici e privati per conseguire la massima
valorizzazione e utilizzazione del patrimonio edilizio ed
urbanistico presente sul territorio lombardo. Quali sono le finalità
di questa Legge e su cosa si impernia? Si impernia su tre punti
principali: uno che è quello del recupero edilizio delle volumetrie
esistenti, l’ampliamento e la sostituzione degli edifici esistenti e
terzo la riqualificazione dei quartieri di edilizia residenziale e
pubblica.
A fronte di questo la Regione Lombardia ha emanato la
Legge 13/2009, il cosiddetto Piano Casa. In funzione di questa
Legge i Comuni devono adempiere a delle formalità. Queste
formalità a cui noi andiamo adempiere questa sera, e che andremo
a dibattere questa sera, sono sostanzialmente 4 linee guida: quello
di stabilire la riduzione del contributo di costruzione; individuare
parti del proprio territorio nei quali non troveranno applicazioni
le disposizioni speciali introdotte dalla Legge; terzo, individuare
aree classificate nello strumento urbanistico comunale a specifica
destinazione produttiva secondaria nelle quali può essere richiesta
la sostituzione con eventuale incremento volumetrico di edifici
produttivi esistenti; individuare modalità applicative della Legge
con esclusivo riferimento alle dotazioni di spazi e parcheggi.
A fronte di questo, da un’analisi che è stata fatta all’interno
degli uffici e che voi avete potuto scorgere sicuramente nel
deliberato di questa sera, abbiamo individuato 4 punti
sostanzialmente su cui andare a deliberare e in modo particolare i
4 punti sono così composti: uno, per quanto riguarda
l’individuazione di aree produttive secondarie nelle quali si
potranno realizzare interventi di sostituzione edilizia con
eventuale incremento volumetrico. Facendo un’analisi un po’ del
tessuto industriale Sevesino e facendo una ricognizione, diciamo
così, storica un po’ dagli uffici, abbiamo ritenuto di non andare
ad individuare zone particolari su cui far applicare il Piano Casa,
perché il nostro comparto industriale è di recente costruzione,
perché voglio dire non ci sono gli estremi per un ampliamento,
tutta una serie di considerazioni. Quindi noi, non andando ad
individuare comparti particolari, facciamo sì che per il comparto
produttivo, in modo particolare per l’art. 3 comma 5 della Legge,
non si possa applicare il cosiddetto Piano Casa, la Legge 13 per il
comparto produttivo. L’altro punto che andiamo a deliberare è

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quello relativo al costo di costruzione, i cosiddetti oneri di
urbanizzazione. A fronte di questo già c’era stato un dibattito, una
relazione da parte del Consigliere Tagliabue dove evidenziava
come sul territorio di Seveso gli oneri erano nettamente inferiori
rispetto a quello dei paesi limitrofi. Infatti i nostri oneri di
urbanizzazione sono, l’ultima revisione è avvenuta nel 2004,
quindi sono fermi da 5 anni. Allora in funzione anche di questo
ragionamento, quindi poi visto che il Piano Casa permette un
bonus volumetrico e quanto altro, l’Amministrazione ha deciso di
non ridurre gli oneri di urbanizzazione, anche perché questi oneri
di urbanizzazione poi serviranno a dover fare delle opere sul
territorio.
L’altra parte su cui siamo andati ad intervenire è quella di
aver individuato alcune parti del territorio su cui non si potranno
applicare le disposizioni introdotte dalla Legge 13 e, come avete
visto dal deliberato, sostanzialmente i comparti su cui da una
attenta analisi dagli uffici e quanto altro, i comparti che
potrebbero utilizzare lo strumento del Piano Casa, la cosiddetta
Legge 13, sono quei tre comparti evidenziati nel deliberato. Uno è
il comparto dell’Allocchio-Bacchini e uno sostanzialmente è il
comparto di Via Fantoni angolo Via Raffaello Sanzio; poi c’è un
terzo comparto, ma quello lo abbiamo inserito con un altro tipo di
riflessione. Questi due comparti sono attualmente individuati
all’interno dello strumento del Piano Regolatore vigente come dei
P.L. dei Piani Attuativi. Però presentano sostanzialmente tutte le
caratteristiche per poter usufruire del Piano Casa ed essendo per
noi delle aree strategiche, a cui dovremo dare una pianificazione
nella formulazione del Piano di Governo del Territorio ed essendo
anche dei P.L. quindi dove l’Amministrazione ha una parte attiva
nella formulazione di questi P.L. quindi con la contrattazione dei
parcheggi, delle aree da cedere e quanto altro. L’invocare la
Legge 13 ci escludeva anche da questo tipo di rapporto con queste
parti del territorio importanti per quanto riguarda la
pianificazione urbanistica. Quindi noi abbiamo ritenuto di
escluderle da quella che è la possibilità di applicazione della
Legge 13. Mentre il terzo comparto che abbiamo deciso di
escludere dalla possibilità di applicazione della Legge 13 è il
comparto dell’area Schwarzenbach, anche se, per quanto ci
riguarda e per quanto è la nostra interpretazione della Legge,
questo comparto non era soggetto ad un’applicazione della Legge.
Perché dico questo? Perché è un comparto che è ubicato in zona
B3 servizi direzionali e commerciali, mentre la Legge prevede per
i comparti artigianali produttivi, quindi come zona di destinazione
urbanistica è differente. Però in via cautelativa nella eventuale
interpretazione di questa destinazione servizi direzionali, mentre

23
sul commerciale è ben definito, servizi direzionali in questa
eventuale interpretazione da parte di altri soggetti abbiamo
ritenuto comunque di inserirla all’interno e quindi di escluderla
da un’eventuale applicazione della Legge 13, perché anche quella
comunque è ritenuta da parte dell’Amministrazione un’area
importante urbanisticamente che dovrà essere pianificata
all’interno del Piano di Governo del Territorio. Mentre l’altra
prescrizione che abbiamo fatto, che è la quarta, sostanzialmente
riguarda le aree a parcheggio. La Legge prevedeva di dare una
definizione per questo ambito e la riflessione che
l’Amministrazione ha fatto e che oggi sottopone alla sua
approvazione è quella di chiedere, nel momento in cui venissero
avanti pratiche relative al Piano Casa, alla Legge 13, di chiedere
uno spazio per posto auto pertinenziale nella misura minima di 15
m² per ogni unità abitativa che viene realizzata in più, oltre a
quello che devono lasciare come parcheggi previste dalle altre
Leggi, ecc.
Questi sono sostanzialmente i 4 punti su cui noi abbiamo
deciso di intervenire, lasciando la possibilità di utilizzare il Piano
Casa un po’ su tutto il territorio comunale, fatto salvo quelle 3
aree che ho citato prima.
Questa è in sintesi un po’ la proposta di deliberato.

PRESIDENTE

Grazie Assessore.
Ci sono interventi? Direi in questa prima fase per
chiarimenti e poi per dibattito. Consigliere Marzorati.

CONSIGLIERE MARZORATI

Prima di esprimere un’opinione in merito sia alla Legge che


al deliberato, volevo un chiarimento dall’Assessore.
Prima di tutto lo ringrazio, perché comunque il percorso di
partecipazione di questo atto, quindi do atto all’Assessore di aver
mantenuto fede a quello che in Consiglio Comunale è stato detto
(non è avvenuto uguale per altre questioni che riguardano il
nostro territorio: la Pedemontana, l’interramento, i sottopassi,
ecc.) di questa Amministrazione, quindi do atto che, invece,
quello che è stato detto anche nei tempi purtroppo ristretti di
questa Legge è stato mantenuto. Abbiamo fatto una riunione dei
Capigruppo, è stata fatta una riunione della Commissione
urbanistica in cui hanno partecipato ancora i Capigruppo.
Insomma questo deliberato è abbastanza condiviso e quindi di
questo lo ringrazio, perché è un atto che quindi si riconduce al

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Consiglio Comunale perché pianifica e quindi anticipa il Piano di
Governo del Territorio: se questo è l’atteggiamento sul Piano di
Governo del Territorio, insomma ben venga.
Una cosa che è stata inserita che non avevamo avuto modo di
discutere e quindi io volevo un chiarimento riguarda le esclusioni.
Poi il giudizio lo dico dopo sul resto, però su quanto riguarda la
Via Fantoni, che non avevamo discusso, l’ho ritrovata lì, quindi
positivo. Però leggo nelle motivazioni sull’esclusione di questo
intervento che riguarda quella costruzione ad angolo, c’è la
seconda parte delle motivazioni dice: “Nonché dalla necessità - se
seguite - di reperire standard urbanistico già individuato a Piazza
adiacente alla Casa di Riposo Anziani Padre Masciadri”. Allora,
mentre mi è chiara la prima parte della motivazione che esclude
questo comparto per i motivi strategici, poi insomma qualche
motivazione va trovata, però quelle sono abbastanza coerenti,
questa seconda non la comprendo e quindi volevo un chiarimento.
Dico subito come la penso su questo compendio: sono
contrario che ci siano tentativi di divisione di questa area o di
possibili lottizzazioni separate, cioè non è questo l’atto che va ad
influire in quello, però questo secondo passaggio non mi è chiaro
e non vorrei che creasse un’ambiguità sul progetto in atto su quel
territorio che è veramente strategico sia per lo standard a
parcheggio che può prevedere, sia per la vicinanza alla Casa Padre
Masciadri e alla stazione.
Questo era uno dei chiarimenti che volevo chiedere
all’Assessore. Grazie.

PRESIDENTE

Facciamo un giro di richieste, poi così rispondiamo con un


intervento unico.
Consigliere Formenti.

CONSIGLIERE FORMENTI

Io volevo avere un chiarimento in merito al discorso di


finizione e riduzione del contributo di costruzione, in merito alle
parole, nel senso che se andiamo a prendere “contributo di
costruzione” all’interno della Legge Regionale, la Legge
Regionale parla di contributo in merito al solo e mero costo di
costruzione. La Legge dice, allora: “ comportano la
corresponsione degli oneri di urbanizzazione primaria e
secondaria, nonché del contributo commisurato al costo di
costruzione”.

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Io, al limite, chiederei, se possibile, all’Assessore di andare
a specificare meglio magari con un emendamento. Con un
emendamento precisare che noi non andremo a modificare gli
oneri di urbanizzazione primaria e secondaria e il costo di
costruzione, perché io ho paura che poi in una interpretazione che
possa fare magari la Giurisprudenza a seguito di un ricorso al
TAR, vadano a dire va bene, il Comune ha regolamentato la parte
sul costo di costruzione ma non gli oneri di urbanizzazione,
quindi scatta la riduzione.

PRESIDENTE

Grazie. Altre richieste di chiarimento?


Nessuna, quindi direi possiamo rispondere ad entrambi i
quesiti.

ASSESSORE ALARI

Rispondo alla prima domanda del Consigliere Marzorati in


chiave politica poi. Voglio dire sull’aspetto tecnico di fianco a me
c’è il Geometra Febbo, responsabile dell’edilizia privata che poi
in merito tecnicamente conoscendo tutti i regolamenti vi darà una
risposta sia sull’area di Via Fantoni, sia sulla definizione della
domanda sul costo di costruzione fatta dal Consigliere Formenti.
Per quanto mi riguarda su quell’area, in chiave politica è
un’area strategica, come ho già detto prima, ritenuta strategica da
parte dell’Amministrazione. È ovvio che sarà un’area che dovrà
essere pianificata nel nuovo Piano di Governo e quindi, come
Consigliere, vedrà nascere qual è la pianificazione che avverrà su
quell’area, anche se ha già anticipato quello che è il suo pensiero.
Per noi è ritenuta importante, la guarderemo con un occhio di
riguardo in quanto strategica, poi dietro alla stazione, è una zona
che necessita di spazi, di aree a parcheggio e quant’altro. È una
riflessione che faremo collegialmente.

GEOMETRA FEBBO

Buonasera.
Il discorso dell’area tra Via Fantoni e Via Raffaello Sanzio
è legato al fatto che è perimetrata. La Legge Regionale parla di
interventi di recupero del patrimonio edilizio esistente. A Seveso
di perimetrati con edifici esistenti sono Allocchio-Bacchini e
praticamente quell’area lì. Di altre aree come pianificazione
attuativa e edifici preesistenti non ce ne sono che potrebbero
riguardare questa Legge. Quindi andare a individuare i due

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comparti significa poter partecipare alla concertazione e ottenere
la pianificazione attuativa. Oltretutto quell’area lì è divisa in due
proprietà: lo sappiamo perché in ufficio sono già avvenute varie
proposte. Quindi nel momento in cui una delle due proprietà, che
è una dove c’è l’edificio, dovesse applicare la Legge sul Piano
Casa, quell’altra, non avendo edifici, non avrebbe nessun motivo,
nessun vantaggio e quindi indottamente perderemmo la possibilità
di ottenere lo standard su tutta la perimetrazione, perché la Legge
13 va in deroga anche ai Piani Attuativi. Quindi il motivo è
questo.
L’altro aspetto a livello tecnico sempre sul contributo, la
Legge Regionale parla di contributo di costruzione
onnicomprensivo di oneri e costo di costruzione. Il contributo di
costruzione non è l’applicazione del costo di costruzione, ma
“contributo di costruzione è oneri primari e secondari e costo”: è
definito così dalla Legge Regionale 12.
Commisurato al costo di costruzione, ma il contributo di
costruzione è definito dalla Legge Regionale 12.

CONSIGLIERE FORMENTI

Ma è un problema se noi andiamo a specificare meglio, cioè


prevedendo oneri di urbanizzazione primari e secondari e costo di
costruzione? Proprio per rendere magari il testo più chiaro.

ASSESSORE ALARI

Assolutamente No. Nel senso che, onde evitare come


abbiamo fatto sull’area Schwarzenbach, onde evitare qualsiasi
possibile e libera interpretazione, se ci aggiungiamo, questo però
lo devono decidere i Capigruppo, dobbiamo perfezionare quello
che è il linguaggio nella definizione; l’importante è che non si
snaturi il concetto.

CONSIGLIERE FORMENTI

Io presento quindi l’emendamento, Presidente.

PRESIDENTE

Sì, direi essendo materia molto tecnica se, mentre facciamo


il dibattito e le dichiarazioni, il Geometra Febbo vuole
formalizzare una proposta di modifica di quella parte della
delibera così poi la leggiamo ai Capigruppo: se va bene per tutti

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ok, se non va bene sospendiamo un attimo e facciamo incontrare i
Capigruppo.

ASSESSORE ALARI

Allora l’abbiamo corretto così: “Si prevede la piena


applicazione del contributo di costruzione comprensivo di oneri di
urbanizzazione primaria e secondaria e costo di costruzione”.

PRESIDENTE

Va bene. Sì Mastrandrea.

CONSIGLIERE MASTRANDREA

Forse manca una parola: “Contributo commisurato al costo


di costruzione”, perché altrimenti così come è definito è il costo
della casa, non è commisurato al costo di costruzione.
Se da parte dell’Assessore e dei tecnici soprattutto non c’è
nessun problema a recepire questa proposta con l’aggiunta della
parola “commisurato”, il PDL voterà sicuramente a favore.

ASSESSORE ALARI

No, non c’è nessun problema. Dopo lo perfezioniamo e lo


scriviamo messo bene.

PRESIDENTE

Va bene.
Intanto allora possiamo andare avanti con il dibattito. Poi
prima di metterlo ai voti, mi date il testo definitivo che mettiamo
in votazione come emendamento prima della delibera.
Allora, di interventi in sede di dibattito, di dichiarazioni?
Vedo che nessuno chiede…Marzorati.

CONSIGLIERE MARZORATI

Allora io faccio due o tre riflessioni su questa normativa.


Tra l’altro in questi giorni sono usciti anche diversi articoli sui
giornali che chiariscono un po’ come le varie Amministrazioni si
sono comportate. Ho avuto modo di discuterne anche con i
colleghi. Secondo me l’effetto che inizialmente il Governo voleva
dare all’aspetto economico si è un po’ vanificato nel tempo, nel
senso che il tempo di realizzazione e di approvazione, ecc. come

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volevasi un po’ dimostrare dall’inizio, insomma era stato detto
una Legge di questo tipo non fa, fa da volano ad una crisi
economica in maniera così efficace come si pensava.
Secondo me poi in questa normativa regionale c’è purtroppo
un dato che non è, a mio parere, estremamente positivo. Ne
avevamo parlato anche con l’Assessore e anche qua lui si è speso
per verificare con la Regione la possibilità di attuazione; ne
avevamo parlato anche col Sindaco sull’aspetto energetico. A mio
parere la Legge Regionale è un po’ morbida sulla possibilità di
incentivo della parte energetica, nel senso che sulle costruzioni
nuove, cioè abbattimento e nuova costruzione, impone il 30% di
miglioramento energetico certificato sull’energia primaria, quindi
vuol dire che quella casa deve consumare il 30% in meno di
combustibile per riscaldarsi, elettricità per illuminare, ecc.
Secondo me questo è molto poco rispetto al regalo, comunque,
volumetrico che viene dato e in questo senso altre Regioni, in
questo caso la Toscana per esempio, arriva fino al 50%.
Altro dato negativo, secondo me, sulla normativa sempre
sull’aspetto energetico, riguarda il fatto che quando non c’è
abbattimento ma aggiunta di volumetria, cioè del 20% in più, la
Legge Regionale impone un miglioramento energetico del 10%
sull’esistente e non sul nuovo e questo non si capisce per quale
motivo. E quindi anche qua l’uno deve intervenire per aumentare
del 20% la propria abitazione e deve intervenire per migliorare il
10% la performance energetica di tutta l’abitazione.
Quindi, sull’aspetto energetico, credo che si vinca una
battaglia che è quella di: uno, fare innovazione estetica delle
costruzioni, perché sull’intervento energetico si fanno
innovazione di materiali, si mette in campo un indotto edilizio più
creativo e più intelligente, si creano delle situazioni più virtuose
anche per le famiglie, perché succede che un’abitazione
energeticamente più performante riduce il consumo di KWh al m²,
quindi per una famiglia vuol dire comprare una nuova macchina
con un consumo chilometrico inferiore. In questo caso la Legge
poteva fare molto di più.
L’altra cosa che invece nel deliberato non è per fortuna
contemplato, anche perché il patrimonio, come diceva l’Assessore,
esistente sul nostro territorio è nuovo appena ristrutturato (mi
riferisco alla parte produttiva), anche qua la Legge Regionale
concede dei buoni volumetrici del 30-35% per la parte produttiva
che, secondo me, sarà preoccupante per tutta la parte logistica
degli interventi e quindi su questo aspetto c’è di fatto una
possibilità di intervento speculativo della parte logistica che non
è collegata sempre alla parte produttiva, cioè all’aumento dei
posti di lavoro.

29
Abbiamo ragionato anche sull’aspetto Parco delle Groane,
nel senso che il Comune di Limbiate, per esempio, non ha
perimetrato le aree nel Parco edificate nel Parco come non
pertinenti per questa normativa. Abbiamo visto che le aree di
Seveso sono piuttosto ridotte: si tratta di aree che sono vicine a
Via Gorizia, costruzioni in parte già nuove, quindi non soggette
all’aumento volumetrico di questa Legge; però ci sono altre case
che invece sono già costruite precedentemente che avranno una
certa possibilità di espansione e questo avverrà sostanzialmente in
queste fasce della nostra città più che nel centro. Però credo che
tutto sommato quella parte sia sostanzialmente non così rilevante
del territorio, mentre Limbiate, che ho visto il suo piano, è molto
più significativo e quindi ben fatto a delimitare l’intervento in
quell’area. Altri Comuni, per esempio il Comune di Meda mi
dicevano anche ieri, ha approvato la non applicabilità sull’intero
comparto residenziale dell’aumento volumetrico e quindi della
Legge.
L’altra cosa un po’ grottesca di questa normativa, anche qua
non se ne capisce la finalità, che uno avrà un altro vantaggio
volumetrico pari al 5% se lascia una copertura vegetale arborea
nella sua pertinenza e non si capisce perché uno che lascia la
parte in verde deve avere un premio volumetrico, cioè non se ne
capisce l’utilità. Un dato che anche i tecnici hanno confermato
nelle varie riunioni è che a Seveso non avrà un grande sviluppo
questo tipo di normativa, perché almeno nella parte centrale si
parla già di terreni che sono saturi, quindi hanno gli indici
volumetrici già superiori a quanto si può realizzare e quindi
questa normativa non può essere applicata di fatto.
L’altro aspetto è che senza l’accompagnamento energetico
rischia di essere una cosa non grandemente rilevante per trainare
l’economia in una situazione innovativa. Quindi, secondo me, qui
l’Assessore ha dichiarato che ci sarà un’attenzione da parte
dell’Amministrazione e degli uffici alla presentazione dei
progetti: io credo che in parte i privati debbano essere anche
accompagnati alla scelta migliore, perché non è detto che possa
essere la scelta migliore quella di applicare quella normativa,
soprattutto in aree centrali.
Condivido abbastanza la parte di parcheggio, quindi questo
tipo di intervento che aumenta la disponibilità di parcheggio oltre
a quello obbligatoriamente previsto dalla normativa, anche se
appunto avverrà all’interno della struttura in molti casi, perché è
impossibile che avvenga sulla strada. Però questo da possibilità a
chi ristruttura di avere maggiore spazio per le abitazioni.
Per cui io credo che sostanzialmente l’intervento di questa
delibera sia positivo, interviene su una Legge Regionale che, a

30
mio parere, doveva essere più coraggiosa, nel senso più
coraggiosa anche nell’aspetto volumetrico, ma con un
cambiamento proprio di indirizzo sulla questione energetica. La
Regione Lombardia poteva farlo, perché ha le caratteristiche
strutturali, cioè ha fatto una Legge buona sulle certificazioni, ha
una struttura pubblica efficace per i controlli e quindi poteva
applicare con questa normativa anche premi volumetrici maggiori.
Credo che sull’aspetto degli oneri concordo che è meglio
non toccarli oggi, perché già ne entrano pochi, già sono bassi e
già portano a un aumento dei costi dei Comuni per tenere
l’urbano, quindi io credo che non c’è così un appetito. Dall’altro
dicevamo anche e concordo sul fatto che bisogna stare attenti a
non creare una situazione di mercato sfavorevole per le parti
sfitte, perché oggi gli appartamenti sfitti a Seveso privi di
mercato ci sono: questa Legge potrebbe indurre quindi una
competitività svantaggiosa per chi ha già fatto gli investimenti.
Quindi tutto sommato giudico la delibera positiva come si è
costruita e come va a deliberare, dentro una Legge che è lacunosa,
a mio parere, perché non induce ad un cambiamento, arriva tardi,
arriva non centrando l’obiettivo e quindi questo è un peccato,
perché dalla Regione per le altre politiche virtuose che ha fatto
sull’energia mi aspettavo qualcosa in più.
Grazie.

PRESIDENTE

Grazie Consigliere Marzorati. Consigliere Tagliabue.

CONSIGLIERE TAGLIABUE

Sì, per dichiarazione di voto.


Diciamo che possiamo essere d’accordo con l’obiettivo della
Legge, cioè lo stimolo dell’economia, ma siamo in totale
disaccordo con lo strumento, cioè l’ampliamento delle costruzioni,
e siamo in totale disaccordo con questo strumento per diversi
motivi: in primo luogo ogni strumento di deroga urbanistica è
contrario ad un ordinato e organico sviluppo urbanistico; secondo
in Lombardia è uno strumento obsoleto: lo sviluppo edificatorio di
questi anni con i pacchetti di Leggi come quelli sui sottotetti,
hanno già esaurito da tempo il potenziale di questo stimolo
probabilmente; e terzo, a Seveso poi è uno strumento totalmente
incoerente con la situazione attuale di carenza di servizi: questa
situazione è cresciuta per una politica di applicazione di oneri
minimi, ricordata prima dall’Assessore, che è stata applicata
quando c’era un mercato immobiliare molto florido permettendo di

31
edificare molto e incassando poco, però. Buona parte di questi
oneri sono poi stati utilizzati per coprire la spesa corrente. Di qui
la carenza di risorse che oggi abbiamo per fare aule scolastiche o
fare quella lunga serie di opere che rimangono ferme. Quindi
guardando a questa situazione il Piano Casa è un piano del tutto
inutile.
Una riflessione generale è questa: questo Governo sta
facendo una politica industriale da anni 80. Piano Casa, nucleare,
inceneritori, sussidi alla rottamazione, sono pratiche politiche
industriali da anni 80. Per non parlare delle politiche per le
banche, che drenano soldi alla collettività, minacciando di fallire
poi presentano trimestrali straricche. Cosa accomuna tutte queste
politiche? Primo, sono tutte politiche di emergenza; secondo, che
i beneficiari industriali sono pochi e sempre gli stessi: edilizia,
ENEL, FIAT, banche. Credo che di queste politiche senza futuro
l’Italia ne abbia veramente piene le tasche. E soprattutto credo
che in queste politiche la collettività paghi tre volte: prima paga
con i dissesti idrogeologici, paga con la contaminazione da
diossina degli inceneritori, paga con le scorie nucleari nei mari,
poi paga con le emergenze degli interventi per i dissesti
idrogeologici, paga per la decontaminazione da diossine e paga
per la messa in sicurezza delle scorie nucleari. E poi paga con le
vite rovinate di chi ha conseguenze sanitarie per questi fatti, se
non addirittura la morte.
Ora, a livello nazionale come a livello locale nel nostro
Comune, c’è una totale incapacità di progettare il futuro e
soprattutto si è totalmente incapaci di coinvolgere le persone nel
crearlo. Basti il fatto che per il 2010 sembra che siano a rischio lo
sgravo fiscale per le opere edilizie di efficienza energetica, cioè
sono a rischio politiche industriali diffuse.
Comunque il mio voto sarà di astensione, riconoscendo
quanto meno all’Assessore lo sforzo di un confronto avvenuto in
Commissione Urbanistica per l’applicazione locale di questa
Legge.
Grazie.

PRESIDENTE

Grazie Consigliere Tagliabue. Altre dichiarazioni?

CONSIGLIERE BUTTI

Dunque, innanzi tutto anche da parte nostra un giudizio


positivo sul fatto che si sia, per la prima volta riteniamo, aperto
un lavoro comune su un tema importante.

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Dobbiamo dire che questa possibilità è stata data anche dalle
forti pressioni che sono state fatte in Consiglio Comunale dai
Consiglieri e anche dai tempi stretti che hanno comunque portato
a dover dare una delibera senza grosse basi strutturali. Mi
riferisco al fatto che questa delibera e questa materia è, a nostro
parere, una materia di competenza e di realizzazione soprattutto a
livello di PGT. Essendo noi in una situazione ancora molto
arretrata a livello di questo documento, siamo stati costretti a
trovare appunto dei paletti che delimitino un po’ l’intervento
della Legge, senza però avere la capacità di un’analisi di tutto il
territorio che possa permetterci di garantire che gli aspetti
negativi di questa Legge non possano essere comunque realizzati
in qualche ambito. Tant’è che, questo dico giustamente, rispetto
alle segnalazioni e alle aree che avevamo evidenziato in
Commissione che erano soprattutto relative all’ex Allocchio-
Bacchini e in parte avevamo parlato dell’area Schwarzenbach, se
n’è aggiunta una terza: quindi questo è indice di quanto sarebbe
stato necessario un lavoro più approfondito, che per questioni di
tempo o anche di conformazione della Legge che andava, appunto,
ad ostacolare il lavoro che invece doveva essere prettamente
dell’Amministrazione Comunale, rischia di portare delle
disfunzioni sul territorio.
Io voglio comunque partire da un’analisi delle motivazioni
che hanno indotto all’inizio il Governo e poi la Regione a
legiferare.
La Legge 13 del 16/07/2009 di Regione Lombardia
denominata Piano Casa non dà a nostro parere risposte
sufficientemente adeguate a vari problemi legati al settore edilizio
e non solo. Innanzi tutto recepisce una volontà del Governo
centrale, che in un primo momento, attraverso le parole dello
stesso Presidente del Consiglio, intendeva addirittura legiferare su
questo tema, che è invece di competenza prettamente regionale.
Inoltre introduce nuove norme in un settore che, al contrario, ha
forte esigenza di semplificazione burocratica: anche su questo
tema le parole di Berlusconi di impegno verso una semplificazione
burocratica del settore edilizio, si sono al contrario tradotte in
una nuova norma che si aggiunge alla giungla legislativa in
ambito edilizio.
Peccato che poi in Italia non ci sia mai quasi nessuno che
abbia la volontà di controllare che le norme vengano rispettate.
Siamo di fronte ad un problema culturale del Paese Italia,
che avrebbe bisogno, perlomeno, di nobili esempi politici, esempi
invece sempre più lontani da quella volontà di trasmettere senso
civico e trasparenza amministrativa, veri mattoni su cui andrebbe
costruito un nuovo Paese.

33
Sta di fatto, tornando a noi, che le Regioni si sono trovate a
dover redigere una norma per certi versi di ostacolo alle stesse
politiche regionali nel settore.
Le manie di onnipotenza e onniscienza di Berlusconi hanno
dovuto, a tutti i costi, condizionare l’operato di altri enti.
L’obiettivo del Governo è stato da subito quello di rilanciare
economicamente il settore. Il Presidente del Consiglio, oltre a
concentrarsi nel tutelare se stesso attraverso Leggi “ad personam”,
arrivando, per ottenere questo scopo, a tentare di screditare da
una parte la più alta ed imparziale carica dello Stato, il Presidente
della Repubblica, e dall’altra lo stesso fondamento di imparzialità
dell’ordinamento legislativo italiano: a questo punto, diciamo,
ogni imputato può appellarsi al fatto di avere di fronte una
giustizia corrotta e non imparziale. Dicevamo il Presidente del
Consiglio Berlusconi da buon immobiliarista, oltre che
assicuratore, oltre che banchiere, oltre che editore, oltre si
potrebbe continuare quasi all’infinito, ha ritenuto di dare campo
libero all’edilizia incentivando il settore con maggiori volumetrie,
meno regole, meno costi urbanistici.
Ha detto: “Fate così che vedrete che ripartirà l’economia,
che viene sempre trainata dal settore del mattone”. Non ha detto,
però, come i minori costi di urbanizzazione potevano essere
compensati per non mandare in bancarotta Comuni già
economicamente scassati, anche a causa dei mancati trasferimenti
statali in compensazione ICI, altra superba mossa elettorale.
Sta di fatto che tutto ciò ha portato alla redazione di una
Legge, quella di Regione Lombardia, ambigua, poco chiara e di
intralcio alle impostazioni delle Amministrazioni Comunali. Temi
centrali vengono tralasciati o sottovalutati. Il tutto calato in
un’ottica temporale limitata (la Legge durerà 18 mesi) che nulla
ha a che spartire con una seria programmazione nel settore
edilizio. Ad onor del vero Regione Lombardia non è del tutto
ferma su questi temi; certamente i problemi che coinvolgono le
nostre aree urbane, sia per concentrazione abitativa che per
inquinamento, hanno portato alla consapevolezza che qualcosa si
debba fare. Ma con questa Legge 13 si è persa un’occasione
importante per dare un impulso significativo verso un nuovo modo
di costruire.
I veri problemi da risolvere sono tre: quello delle case sfitte
e del caro affitti, quello di realizzare una conversione ed una
realizzazione edilizia basata sul risparmio energetico, quella di
affrontare la concentrazione abitativa dei centri storici e della
conseguente mancanza di pertinenze e di parcheggi nelle zone più
densamente abitate e frequentate della città. Tutti problemi

34
complessi che nulla hanno a che fare con una politica edilizia
rivolta a fargli spartire il settore.
In questo scenario si colloca anche la delibera che oggi
andiamo a votare. Forse, come dicevo, per la prima volta con
questa Giunta, ma possiamo benissimo considerare anche la
precedente in questa affermazione c’è stato…problema. L’augurio
è che non si sia trattato di una scelta estemporanea. La
maggioranza, infatti, con un Piano di Governo del Territorio
ancora lontano dall’essere definito, con continue lacerazioni
interne e con la limitatezza di tempo che aveva per prendere una
posizione, probabilmente non sarebbe stata in grado di presentare
una proposta chiara e dettagliata. Ed, in effetti, questo è forse il
limite della delibera che andiamo a votare. Abbiamo introdotto
vincoli positivi come quello della non riduzione degli oneri,
quello delle pertinenze per nuove unità abitative, quello dello
stralcio di alcune zone strategiche. Il punto è che, e questo viene
evidenziato dal fatto che siano state aggiunte due zone di non
applicazione rispetto alla sola indicata in Commissione, il punto
dicevamo è che tutto è stato trattato, per quel che ci riguarda, in
due ore di Commissione e cioè in modo troppo affrettato e
superficiale. Ci rendiamo conto che tanto dipende dal fatto che
siamo di fronte ad una Legge Regionale confusa ed estemporanea
come dicevamo, questo lo abbiamo già detto, ma tanto dipende
anche dal fatto che in questo anno e più di Amministrazione
Donati ed Assessorato Alari, troppo poco si sia fatto per un reale
cambio di direzione nel settore edilizio. Due esempi concreti: un
nuovo regolamento edilizio fortemente incentivante un’edilizia
eco-compatibile, ne stiamo usando uno degli anni 60 non può
aspettare oltre, non può attendere un PGT che è ripartito daccapo,
andava modificato subito. Questa era un’azione fortemente
concreta in ottica ambientale. Secondo, la realizzazione di un
pool, un ufficio che si occupi di ricerca di bandi doveva essere
realizzata da subito perché in questo settore, come d'altronde in
altri, molteplici sono le possibilità di reperire fondi attraverso
questa strada.
Ora così ci troviamo a dover redigere una delibera che cerca
solo di limitare i danni senza la certezza di riuscirci per la
mancanza di definizioni programmatiche già chiare.
Per questi motivi il nostro non può essere un voto
favorevole. Troppo estemporaneo è stato oltretutto il nostro
coinvolgimento. Giudichiamo, però, positivo il lavoro fatto in
Commissione, auspichiamo, come richiediamo da tempo, che lo si
possa replicare per gli altri ambiti.
Dichiariamo per tanto voto di astensione alla delibera in
oggetto.

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PRESIDENTE

Grazie Consigliere Butti.


Altri interventi? Consigliere Houeis.

CONSIGLIERE HOUEIS

Buonasera a tutti.
Allora, in questo particolare momento storico caratterizzato
dalla crisi economica risulta fondamentale il rilancio
dell’economia e in particolare del settore dell’edilizia. La Legge
Regionale 13 del 2009 punta alla massima utilizzazione e
valorizzazione del patrimonio edilizio esistente nel territorio
lombardo nel rispetto dell’ambiente e del territorio. Vi è, infatti,
una particolare attenzione all’aspetto paesaggistico, storico e
ambientale della nostra Regione e, al contrario di quello che
afferma qualcuno, non è un Piano di cementificazione che
danneggia il territorio e i cittadini.
Con il provvedimento che ci apprestiamo a votare, il Piano
Casa, permetterà di intervenire non solo all’esterno, ma anche
all’interno dei centri storici ad eccezione dell’ambito denominato
ex Allocchio-Bacchini, dell’area dell’ex opificio Schwarzenbach e
del Piano attuativo di Via Raffaello Sanzio. Viene inoltre
ammessa la sostituzione degli edifici produttivi esistenti e
l’intervento che viene effettuato tenendo conto delle finalità
energetiche è limitato alle sole strutture previste dai Piani
Urbanistici Comunali. Questo provvedimento ha tra i suoi punti
cardine proprio l’esclusione di ulteriore consumo di suolo: non ci
sarà quindi nessuna cementificazione, ma una valorizzazione e
riqualificazione di ciò che già esiste. Tutti gli interventi edilizi
dovranno rispettare i caratteri dell’architettura, del paesaggio e
dell’efficienza energetica.
Infine, le attività di costruzione e di demolizione
favoriranno le piccole e medie imprese e gli artigiani del settore,
rilanciando così la nostra economia.
Per tutti i motivi sin qui espressi il Gruppo del PDL non può
che votare a favore di questa deliberazione.
Infine, un ringraziamento particolare da parte mia e da parte
di tutto il Gruppo Consigliare del Popolo Delle Libertà
all’Assessore Alari e agli uffici competenti per l’ottimo lavoro
svolto in partner-ship con la Commissione Urbanistica e con i
Capigruppo.
Grazie.

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PRESIDENTE

Grazie Consigliere Houeis.


Se non ci sono a questo punto altri interventi, vi dico come
si vota, perché è una votazione leggermente più complessa del
solito. Direi vista la delicatezza dell’argomento, intanto
puntualizziamo chiaramente chi sono i Consiglieri che si
assentano al momento della votazione, dopodiché, nell’ordine
voteremo l’emendamento Formenti, la delibera come seconda
votazione e l’immediata esecutività come terza votazione.
Allora, i Consiglieri assenti sono Benetti, che è assente
dall’inizio della seduta; Maggioranza, li vedo tutti presenti;
Minoranza, assente Ragazzo.
Allora, dicevo la prima votazione riguarda l’emendamento
Formenti. Do lettura dell’emendamento: esso è relativo
all’allegato A che è intitolato: “Criteri relativi all’applicazione
della Legge Regionale 13/2009 Piano Casa”. Alla seconda pagina
punto 2 che si intitola “Definizione e riduzione del contributo di
costruzione, art. 5 comma 4”, alla prima riga anziché le parole “Si
prevede la piena applicazione del contributo di costruzione in
considerazione del fatto ecc.”, si sostituisce aggiungendole con
queste parole: “Si prevede la piena applicazione del contributo di
costruzione comprensivo di oneri di urbanizzazione primaria e
secondaria e contributo commisurato al costo di costruzione in
considerazione del fatto ecc.”.
Tutto chiaro? Perfetto.
Chi è favorevole? All’unanimità.
A questo punto mettiamo in votazione la delibera così
emendata.
Chi è favorevole? Tutta la Maggioranza.
Chi si astiene? Tutta l’Opposizione.
Votiamo anche l’immediata esecutività.
Chi è favorevole? Tutta la Maggioranza.
Chi si astiene? Tutta l’Opposizione.
Ringrazio il Geometra Febbo per la sua presenza.

ASSESSORE ALARI

Volevo ringraziare il Geometra Febbo per l’assistenza.

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CONSIGLIO COMUNALE DEL 14 OTTOBRE 2009

PUNTO N. 4 O.d.G. – APPROVAZIONE PREVENTIVO DELLE


SPESE RELATIVE ALL’ATTIVITÀ DEL CONSIGLIO
COMUNALE PER L’ANNO 2010 AI SENSI DELL’ART. 16 DEL
REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE

PRESIDENTE

Bene, passiamo al punto successivo, al punto 4:


approvazione preventivo delle spese relative all’attività del
Consiglio Comunale per l’anno 2010 ai sensi dell’art. 16 del
regolamento del Consiglio Comunale.
Su questa materia avevamo acquisito i pareri dei Capogruppo
via e-mail.
Ci sono osservazioni?
Non ci sono osservazioni.
Mettiamo in votazione.
Chi è favorevole? All’unanimità.

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CONSIGLIO COMUNALE DEL 14 OTTOBRE 2009

PUNTO N. 5 O.d.G. – ESAME ED APPROVAZIONE PIANO


DIRITTO ALLO STUDIO. ANNO SCOLASTICO 2009/2010

PRESIDENTE

Passiamo al quinto punto, è rientrato anche il Consigliere


Ragazzo nel frattempo, passiamo al quinto punto dell’Ordine del
Giorno: esame ed approvazione Piano Diritto allo Studio, anno
scolastico 2009/2010.
La parola all’Assessore Volpi.

ASSESSORE VOLPI

Buonasera a tutti.
È una delibera conosciuta, ha una struttura ormai che esiste
da più di 10 anni e quindi vado a rappresentarla celermente.
Il Diritto dello Studio è così costituito: ci sono interventi
per l’attuazione del Diritto allo Studio, servizi e convenzioni. Per
quanto riguarda gli interventi per l’attuazione del Diritto allo
Studio ci si riferisce a finanziamenti che riguardano l’acquisto di
materiale didattico e al finanziamento di progetti educativi,
didattici e culturali. I servizi invece riguardano la refezione
scolastica, sostegno agli alunni disabili e in situazioni di
svantaggio, il trasporto pre e post scuola e le cedole librarie. Non
entro nel merito delle voci di questi servizi che sono conosciute.
Dico abbastanza celermente, invece, la composizione in
termini di valori del Piano Diritto allo Studio. Andiamo oggi a
deliberare una spesa presunta di 1.925.000 Euro circa con entrate
per 774.000 Euro; le spese quindi superano le entrate di 1.151.000
Euro. Le voci più importanti di queste spese si riferiscono alle
convenzioni per 437.000 Euro e sono le convenzioni fatte con le
scuole materne, le scuole dell’infanzia, vale a dire il Seveso
Centro di Corso Marconi, Baruccana e San Pietro. Sono soldi che
vanno direttamente per il tramite delle scuole materne, è come se
andassero direttamente nelle tasche delle famiglie, perché servono
giusto per l’abbattimento della retta che pagano presso gli asili le
famiglie. La refezione scolastica è un servizio molto importante e
trascina con sé un valore altrettanto importante di 833.000 Euro
con una copertura di 702.000 Euro, quindi abbiamo un saldo

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negativo di 131.000 Euro. I trasporti, ovviamente per raggiungere
le scuole c’è bisogno di utilizzare i mezzi, pullman
fondamentalmente, la spesa è di 215.000 Euro con una copertura
di 56.000 Euro, quindi c’è un gap negativo di 159.000 Euro.
L’ultima voce più importante, le altre sono residuali, quelle
residuali sono per l’appunto il pre-post scuola, le cedole librarie,
vado a memoria, non mi viene in mente altro, fondamentalmente
queste. L’ultima voce importante, invece, è il servizio di
integrazione scolastica, il cosiddetto sostegno ai disabili e a chi
vive in una situazione di svantaggio e la spesa di 309.000 Euro
per l’appunto. Il cerchio poi si chiude con le borse di studio dove
abbiamo un valore invece residuale di 5.250 Euro.
Ovviamente i valori sono riconosciuti a tutte le Istituzioni
presenti sul territorio di Seveso, ci si riferisce alla scuola
dell’obbligo, a parte la scuola materna che come sappiamo non è
dell’obbligo, ma che ci ha posto anche questa estate nell’obbligo
morale di cercare di andare incontro a questo bisogno e
riguardando tutte le Istituzioni Scolastiche, ovviamente, ci si rifà
sia alle scuole pubbliche che alle scuole paritarie.

PRESIDENTE

Grazie Assessore, ci sono degli interventi?


Garofalo.

CONSIGLIERE GAROFALO

Volevo fare più che altro una domanda visto che non è stato
citato il problema degli spazi, soprattutto in merito alla Scuola
Materna Rodari, ma anche altre scuole hanno questo problema.
Volevo sapere dall’Assessore in che modo pensa nei prossimi
anni, nei prossimi tempi di far fronte alle problematiche di questo
tipo che si ripresenteranno senza dubbio anche i prossimi anni.

PRESIDENTE

Ci sono altre domande?


Marzorati.

CONSIGLIERE MARZORATI

Solo una domanda all’Assessore sulla parte refezione:


c’erano stati problemi. Volevo sapere come sta funzionando
l’appalto e anche se c’è un maggior costo pubblico, questo
continua, c’era stata una diversità tra un’integrazione comunale,

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se non sbaglio, all’aumento dei costi dell’appalto. Quindi voglio
sapere se lì si è sistemata la situazione, qual è il grado di
copertura rispetto a quel servizio e se l’appalto funziona. Questa è
una cosa che aveva già detto in qualche Consiglio.
Grazie.

PRESIDENTE

Consigliere Tagliabue.

CONSIGLIERE TAGLIABUE

Io ho notato un valore per il costo dei trasporti che è molto


consistente. Volevo capire bene come viene gestito questo costo
in appalto, trasporto in appalto, cioè c’è una grandissima
differenza tra il trasporto in appalto e il trasporto tramite scuola-
bus. Ora, il trasporto in appalto c’è una gara per l’assegnazione di
questo trasporto, perché è veramente consistente questa cifra e
vorrei approfondirlo un attimo con lei, capire meglio come è
composta.

PRESIDENTE

Altre domande di chiarimento? Nessuna, quindi direi


possiamo rispondere.

ASSESSORE VOLPI

Prima domanda, Consigliere Garofalo. Diciamo che io


rispondo comunque alla sua domanda, anche se non attiene al
Piano Diritto allo Studio. Si sta facendo una programmazione
sugli interventi nelle scuole, non ultimo mi sono visto Venerdì
scorso con alcuni rappresentanti del plesso di Via de Gasperi, che
ha come riferimento oltre a questa Scuola Leonardo da Vinci
anche tutte le scuole dell’Altopiano. Stiamo facendo delle
indagini statistiche sugli sviluppi degli alunni, cioè dei ragazzi
che andranno ad occupare questi spazi scolastici e le risultanze
dovrebbero arrivare a giorni. Tanto è vero che anche oggi in
Giunta si è discusso proprio di questo problema per cercare di
presentare una programmazione adeguata su questi spazi. Adesso
non voglio anticipare dei dati che conosco, perché li direi a
spizzichi e bocconi e secondo me non è utile per nessuno, però
sicuramente io personalmente ho preso a cuore un po’ tutte queste
vicende e sto cercando di condividere tutto quanto con la Giunta.
Si tratta sicuramente di far recepire nel piano triennale degli

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investimenti anche questa tipologia di investimento, quella sulle
strutture scolastiche e trovare le adeguate coperture finanziarie. È
un piano che stiamo coordinando con l’Assessore ai Lavori
Pubblici, ma non solo, perché poi sulle indagini statistiche ci
stanno dando una buona mano anche proprio i servizi demografici.
Non è un caso che nella Giunta scorsa abbiamo istituito proprio
una Commissione Statistica che ci serve anche per dare una mano
a questo livello.
Poi confido nei prossimi mesi di poter incontrare abbiamo
già prefigurato, per la verità, un incontro con la Commissione del
plesso di Via de Gasperi a metà di Dicembre, dove appunto faremo
in modo di presentare gli sviluppi delle considerazioni che stiamo
facendo in Giunta sulle strutture scolastiche.
Per quanto riguarda la refezione, l’anno scorso ci siamo
trovati ad approvare il nuovo appalto e abbiamo ovviamente
ampliato le classi ISEE per scaglionare il valore del buono mensa,
in sostanza. L’anno scorso sapete tutti un po’ com’è andata
ovviamente ognuno ha cercato di difendere il proprio territorio e
dal canto mio, ovviamente a malincuore, nel senso che comunque
qualche aumento c’è stato, ma d’altro canto un appalto che era,
fra virgolette, fermo da 10 anni era stato ritoccato solo nei limiti
dell’indicizzazione ISTAT, in sostanza. È chiaro che dopo 10 anni
lo stacco è stato importante, quindi c’è stato un aumento
considerevole. Abbiamo però studiato gli scaglioni ISEE e questo
ci ha permesso di contenere il buco, fra virgolette, cioè la
scopertura e di praticamente confermare un po’ quello che era nei
nostri piani. L’anno scorso la scopertura è stata di circa 129.000
Euro; quest’anno stimando dei pasti quasi simili a quelli dell’anno
scorso rimaniamo sempre su questi valori. Sono 129.000 adesso
siamo 131.000 Euro, intorno al 15%. Per quanto riguarda la
qualità del servizio, è stato confermato, anzi per la verità
nell’appalto abbiamo chiesto tante cose in più e a tutt’oggi nella
Commissione Mensa non sono uscite delle grosse rimostranze,
certo giustamente si cerca sempre di migliorare, di fare nuove
richieste, ma non ci sono state lamentele. Anzi i genitori della
Commissione Mensa hanno ritenuto valido proprio il servizio
proposto dalla Sodexo.
Ultimo, i trasporti. I trasporti hanno un buco considerevole.
Si discute ogni anno di questa vicenda dei trasporti, dove si dice
spesso che trattandosi di servizi a domanda individuale,
bisognerebbe arrivare ad una copertura al 100%. Diciamo che noi
non è che non abbiamo mai avuto il coraggio, obiettivamente vuol
dire incrementare notevolmente il costo del trasporto a carico
delle famiglie, in sostanza.

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CONSIGLIERE TAGLIABUE

Mi faccia capire bene come viene, il trasporto viene usato da


tutta l’utenza molto lontana?

ASSESSORE VOLPI

Fondamentalmente ci sono tutti i ragazzi che devono


raggiungere questa scuola, perché essendo le scuole medie
presenti a Baruccana e a Seveso, tutti i ragazzi che arrivano
dall’Altopiano devono raggiungere questa scuola con dei mezzi e
il mezzo è il pullman. Fondamentalmente c’è questo, ma poi ci
sono anche altre tipologie di trasporto, non so ad esempio
qualcuno di Baruccana che raggiunge la scuola materna, cioè
diciamo per spostamenti di un certo livello tra le frazioni di
Seveso, fondamentalmente quello. C’è un appalto che è stato
giudicato e quei micro spostamenti che dicevo prima vengono
gestiti col pulmino, quello di proprietà comunale, guidato da un
dipendente della società che si è aggiudicata l’appalto. E poi la
società che si è aggiudicata l’appalto, oltre a fornire i mezzi,
fornisce l’autista e gli accompagnatori. Questo è un po’ il succo
dell’appalto, il gap è considerevole, però diciamo che per ora è
opportuno stare nei termini di questo valore.

PRESIDENTE

Mi permette l’Assessore di aggiungere solo un dato storico


di uno che ha un’anzianità di Amministrazione; solo qualche anno
prima avevo fatto l’Assessore alla Pubblica Istruzione, in anni in
cui si era posto il problema di questa bassissima copertura del
servizio. Era un problema che era nato addirittura ancora con chi
mi aveva preceduto che era l’Assessore Rossin ancora ai tempi. Si
era verificato questo, che c’era stata un’indicazione della
Prefettura di Milano, ai quei tempi, in cui veniva data indicazione
di non far pagare il servizio di trasporto a tutti i ragazzi che
abitavano oltre una certa distanza dalla sede scolastica ritenendo
che il trasporto fosse fondamentale per poter adempiere
all’obbligo scolastico. È chiaro che questa era una circolare che
avrebbe mandato in crisi qualsiasi bilancio comunale, viste le
cifre. Allora noi ci trovammo già allora, ma ripeto addirittura chi
era venuto Assessore prima di me, di fronte a due scelte:
applicarla questa circolare andando a gravare di più su chi abita
più vicino, che è quello dove, in teoria, anche il Prefetto diceva
abitando vicino se vuole il servizio lo paga se no l’obbligo lo può
adempiere andandoci a piedi direttamente. Ma se avessimo fatto

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questo, avevamo visto, la copertura paradossalmente si sarebbe
ulteriormente ridotta, perché ovviamente molti pur di non pagare
quella cosa, se l’avessimo aumentata, avrebbero rinunciato al
servizio. Quindi in termini economici avremmo peggiorato la
situazione. La scelta nostra e un po’ di tutti gli altri Comuni già
da allora, fu quella di sostanzialmente non ritoccare più, se non
marginalmente, le tariffe che c’erano allora rinunciando, però, a
toglierle come era stata data indicazione. Cioè praticamente non
le abbiamo tolte come ci aveva chiesto, ma neanche eravamo
andati ad incrementarle più di tanto, per cui questo gap si era
creato e parlo di una quindicina di anni fa, praticamente.

CONSIGLIERE TAGLIABUE

Ancora una domanda.


Quanti mezzi vengono utilizzati dalla società in appalto,
cioè contemporaneamente quanti mezzi vengono utilizzati?

ASSESSORE VOLPI

Non ne sono certo, ma penso che siano due, di proprietà


della società che ha vinto l’appalto che è Stoffa.

CONSIGLIERE TAGLIABUE

Quindi due mezzi di Stoffa più lo scuolabus giallo.


Un’ipotesi di gestione, almeno da un punto di vista del
mezzo, in proprio? Perché uno scuolabus, non sono uno specialista
del settore, ma mi pare che sia intorno ai 100.000 Euro l’acquisto
di un mezzo in proprio, poi la fornitura del personale. Non lo so,
è mai stato fatto uno studio per la gestione in qualche modo in
proprio del mezzo? È una follia?

ASSESSORE VOLPI

Allora noi abbiamo un problema: che oggi come oggi


bisognerà mettere mano a questo benedetto pulmino, nel senso che
è un problema, una spesa dobbiamo farla. Per la verità io ho già
tentato di farmi sponsorizzare questo pulmino, adesso va un po’ di
moda, anzi tra un po’ riusciremo a farci regalare e lo scuolabus
non me lo finanziano, purtroppo. Però c’è una sorta di Ducato,
Doblò, una cosa di questo tipo per i Servizi Sociali che sarà
sponsorizzato da una società che riempie tutta la superficie
dell’automezzo. Con questo sistema riusciamo a farci dare un
Doblò. Io ho confidato, anzi ho suggerito loro perché per me

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urgeva invece ottenere un pulmino per la scuola, però mi hanno
detto che non ci stanno dentro, non è ancora testata come
operazione, quindi non sono certi sul risultato. Però è una cosa su
cui dobbiamo ragionare, per lo meno sul pulmino stesso. Poi farlo
in proprio vuol dire ci sono diversi problemi: il fatto che
comunque devi assumerti un autista, devi assumerti le
accompagnatrici e poi, dopo, il costo del mezzo più la
manutenzione è importante. Quindi non so fino a che punto alla
fine conviene fare questa operazione.

PRESIDENTE

Seveso per molti anni aveva avuto l’autista dipendente del


Comune. Cosa era successo?

CONSIGLIERE TAGLIABUE

Mi scusi, ma allora in questi costi dello scuolabus non è


compreso lo stipendio dell’autista…ah no, lo stipendio viene
fornito dall’azienda che appalta.

PRESIDENTE

L’altro problema Tagliabue era che avere l’autista come


dipendente del Comune significa che quella mattina che è
scoppiata l’influenza, che non sta bene, che ha un impegno, io mi
ricordo quando ero Assessore le telefonate dagli uffici al mattino
che dicevano: “ abbiamo 50 bambini in giro per Seveso fermi in
strada”. Invece così con l’appalto il problema è di chi ha vinto
l’appalto.
Consigliere Marzorati.

CONSIGLIERE MARZORATI

Solo un appunto. Ha ragione, però a questo riguardo


Tagliabue non ha torto, nel senso che io personalmente sarei
contrario ad una municipalizzazione per i problemi che ha detto
Vaccarino, il Presidente. Però ad un’idea di utilizzare
eventualmente appalti diversi che permettano la possibilità di fare
bandi per tassi collettivi, che poi vengono utilizzati anche durante
il giorno per il trasporto alla stazione oppure possono servire ad
un trasporto locale pubblico, questo lo sperimenterei, perché ci
sono situazioni di alcune città, e poi se ne può parlare con
l’Assessore, dove il trasporto viene dato sì in appalto ma con un
servizio diverso, che non è il semplice trasporto bambini, perché

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questi bambini molte volte vengono trasportati su autobus non
appropriati al trasporto di bambini, perché vengono utilizzati
autobus normali, con tutti i problemi di trasporto in città. Mentre
con una proporzione di micro-autobus può essere utilizzato per un
servizio di trasporto verso i centri, soprattutto in stazione.
Quindi è una cosa che con i dovuti modi questo anno verificherei.
Potrebbe diminuire i costi.

ASSESSORE VOLPI

Il nostro pulmino giallo viene utilizzato anche per il


trasporto al mercato.

PRESIDENTE

Consigliere Garofalo.

CONSIGLIERE GAROFALO

Un’ultima domanda. Volevo chiedere se esiste un rendiconto


delle spese che vanno a fare gli istituti paritari, ma anche
pubblici, perché no, dei finanziamenti che fa il Comune.

ASSESSORE VOLPI

Sì, per la verità mi era stato chiesto anche dalla Lega, se


non sbaglio con riferimento, ad esempio, al finanziamento dei
progetti.
Di fatto in Commissione Scuola abbiamo preteso poi che ci
consegnassero questi progetti e a tutto oggi noi formuliamo una
lettera di richiesta dei progetti stessi, per cui, di fatto, con
riferimento questo, c’è una rendicontazione. Sul resto
sicuramente, perché le spese più importanti che sono le
convenzioni, ad esempio, si basano giusto sulle frequenze dei
ragazzi dentro la scuola, cioè noi prendiamo i registri di presenza
e sulla base di questo andiamo a riconoscere le quote di
abbattimento delle rette. Quindi le rendicontazioni, per
definizione, sono proprio dentro nei regolamenti delle
convenzioni stesse.

PRESIDENTE

Tagliabue.

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CONSIGLIERE TAGLIABUE

Un’altra domanda riguardava il sostegno che è una cifra


molto consistente. C’è una valutazione, in qualche modo, di
efficacia di questa spesa? Almeno di soddisfazione dell’utenza,
perché questo è un ambito certamente molto delicato, la spesa è
consistente, si vorrebbe almeno che chi usufruisce di questo
servizio possa in qualche modo dire la sua, una valutazione di
efficacia del sostegno.

ASSESSORE VOLPI

Ma allora, c’è una continua relazione da parte delle


educatrici, di coloro che fanno il sostegno. Voi sapete che noi il
sostegno lo facciamo per il tramite della Cooperativa CESED per
tutte le realtà scolastiche tranne che per due scuole, vale a dire
Frassati e Baruccana, che sono gestite da Cooperative loro.
Entrare nel merito dell’efficacia di questa cosa qui, come dire, ci
sono le relazioni che vengono fatte proprio da queste educatrici ed
educatori che intervengono proprio sulle persone che accudiscono.
Poi siccome entriamo nel merito della privacy, la cosa è un po’
delicata. Sicuramente noi rispondiamo ad una esigenza delle
scuole, nel senso che le scuole ricevono dal Provveditorato gli
educatori e noi andiamo ad integrare quello che il Provveditorato
non dà alle scuole. Quindi mettiamo a disposizione di fatto queste
insegnanti di sostegno proprio per dare supporto alle ore che
mancano, quindi integriamo queste ore. Ripeto, sull’efficacia
bisognerebbe leggere tutte le relazioni.

PRESIDENTE

Grazie. Allora passiamo ad interventi e dichiarazioni.


Marzorati.

CONSIGLIERE MARZORATI

Faccio la dichiarazione di voto.


Ringrazio l’Assessore per il lavoro, giustamente ben
illuminato dei passati 10 anni, quindi questa continuità nella
gestione del Diritto allo Studio come diceva lui, la continuità
premia rispetto proprio alla funzione educativa che viene svolta.
Lo ringrazio anche per il sostegno alla parte delle scuole paritarie
che continua ad essere riconfermata.

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Chiedo all’Assessore, però, due cose: uno un impegno, anche
qua visto la buona performance del Collega Alari chiedo anche la
possibilità di fare questo intervento con la Commissione
Istruzione, su l’introduzione possibile del quoziente famigliare su
alcune delle parti che riguardano il Diritto allo Studio. Io ritengo
che si debba andare verso la questione del pagamento totale per
chi ha disponibilità di risorse delle quote individuali, sia della
refezione che del trasporto, però credo che lo sforzo oltre
all’ISEE che sappiamo non contiene la parte che è interessante per
una politica legata alla famiglia, che sull’educazione esprime il
massimo libertà di scelta educativa e possibilità di riduzione dei
costi in proporzione al quoziente famigliare, cioè al numero di
figli presente. Credo che sia un intervento che si possa fare.
La Regione Lombardia sta predisponendo alcune indicazioni
in questa direzione e quindi chiedo all’Assessore di prestare
attenzione in questo e di coinvolgere il Consiglio. Io sono
disponibile, a parte che si può venire perché è libera la
partecipazione; però, chiedo se posso essere avvisato la prossima
Commissione Istruzione, mi interesserebbe cominciare a discutere
in quella Sede alcune sfide che possono legare il quoziente
famigliare agli interventi del Diritto allo Studio.
So che è stato fatto, così mi è stato riferito, un buon lavoro
in Commissione Istruzione: quindi questo va, anche qua, a merito
di questa delibera.
Una cosa voglio dire che ha sollevato il Collega Tagliabue
sul sostegno: io ritengo questa parte del sostegno alla disabilità
che è diventata un sostegno alle difficoltà generali
dell’integrazione dei ragazzi, è centrale nella politica del Diritto
allo Studio, molto di più di molti anni fa, nel senso che alcuni
anni fa questo sostegno era collegato a problemi che riguardavano
l’handicap fisico effettivo. Oggi riguardano i problemi di
integrazione scolastica e anche i problemi relazionali dei ragazzi.
Quindi, invito l’Assessore ha utilizzare le capacità professionali
che sono disponibili nella struttura pubblica che hanno fatto un
lavoro in questi anni e da lì può venire anche un criterio
valutativo, che chiede Tagliabue, trasparente, cioè possibile,
quello non collegato alla privacy naturalmente; però credo che
sia una buona cosa anche dare informazione di questo grosso
lavoro che viene fatto di rapporto con le famiglie, anche in una
direzione di non cronicità di questa relazione. Voi sapete che lì
c’è una certificazione che viene realizzata, che molte volte bolla
il ragazzo per sempre anche quando invece ha una difficoltà
passeggera relazionale e quindi va anche modificato quale
intervento della struttura pubblica, che deve garantire trasparenza
ed equità, ma dall’altro anche come possibilità di tornare sui

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giudizi rispetto ai ragazzi, perché altrimenti poi si cronicizza
questo tipo di intervento.
L’ho detto l’anno scorso e anche qua credo possa essere
oggetto di discussione, io estenderei anche con una certa
pressione da parte pubblica dell’Amministrazione il discorso
delle convenzioni anche alle scuole statali, cioè cercherei visto
che le scuole paritarie hanno fatto questo passo molto importante
di gestione interna, anche in una logica di maggiore
responsabilità della struttura scolastica passerei i fondi in una
logica di sussidiarietà alla struttura statale, perché le scuole
statali facciano anche loro questo intervento con la supervisione
dell’ente pubblico e degli uffici, però collegata direttamente ad
una propria autonomia, cioè la sfida dell’autonomia non è che è
solo collegata alle scuole paritarie è collegata anche ad una
libertà che deve crearsi nelle scuole statali, se no questa cosa non
funziona. Quindi su questo io torno insistentemente, la prego di
poter fissare all’interno della Commissione questi due punti
all’Ordine del Giorno per poterli discutere.
Ultimo, la questione dei trasporti. Questa voce va ad
incidere tantissimo. Io vedevo il Comune di Desio che si è
trovato con un bilancio preoccupante sulla questione trasporti,
per una serie di problemi di edificazione, di espansione delle
famiglie con figli in aree che prima non avevano residenza;
Cesano ha fatto e sta continuando una politica interessante sul
“Pedibus”, il trasporto pedonale. Secondo me, noi oggi siamo
diventati una città, non possiamo più ragionare da paese che va a
prendere le persone che vivono al Meredo lontano; va creato un
tessuto di mobilità che permetta una riduzione proprio dei costi
di questo tipo di trasporto. È una sfida per vivere la città: quindi
non demorderei sul fatto che le attività di edilizia e di urbano
possano aiutare ad una fruizione diversa di questo tipo di spazi.
Quindi invito a tenere presente il problema dei trasporti in questa
funzione.
Quindi il mio voto è senz’altro favorevole.

PRESIDENTE

Grazie Consigliere Marzorati.


Altri interventi o dichiarazioni? Tagliabue.

CONSIGLIERE TAGLIABUE

Il mio voto è favorevole. Rimane qualche perplessità su


questo aspetto dei trasporti, mi riservo di approfondirlo in altra
sede, comunque il mio voto è favorevole.

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PRESIDENTE

Grazie.
Altre dichiarazioni. Garofalo.

CONSIGLIERE GAROFALO

Quando si prende in esame il Piano del Diritto allo Studio si


rischia sempre di pretendere dall’Amministrazione Comunale ciò
che ci viene tolto dal Ministero dell’Istruzione, quindi dal
Governo nazionale.
Attualmente ci troviamo in una condizione non felice per la
scuola pubblica: tagli di risorse, diminuzione degli orari, tagli al
personale docente, danno come risultato preoccupante la
riduzione e il costante immiserimento della qualità dell’offerta
didattica e dell’offerta educativa. Continuiamo negli anni a dare
sempre meno ai nostri studenti.
Se è vero che lo stato di salute di un Paese che vuole
crescere ed essere competitivo nel mondo si misura con la qualità
della scuola e della ricerca scientifica, il nostro Paese non gode
affatto di ottima salute. Quindi a noi tutti deve essere chiaro che
la maggior opera di distruzione della scuola pubblica è a firma
del Governo. Questo non toglie che si possano fare delle critiche,
ma dare dei consigli all’attuale gestione delle risorse comunali
per l’attuazione del Piano del Diritto, che dovrebbe garantire il
Diritto allo Studio sul territorio di Seveso.
La situazione scolastica del nostro Comune è continuamente
monitorata dal Gruppo Sociale Istruzione del Partito
Democratico: ne approfitto per ringraziare Elisabetta Della Croce
e Mariagrazia Colico, nostre componenti nella Commissione
Istruzione per il lavoro che hanno svolto anche in Commissione
con lei.
Ma entriamo nel merito del Piano e delle problematiche
legate ai nostri Istituti Scolastici. Che dire? Innanzi tutto, le
cifre basse rispetto ad altri Comuni, comunque non sufficienti. Si
potrebbe dire che i soldi sono pochi ed arrivano anche tardi: oggi
è il 14 Ottobre, la scuola è già iniziata da un mese e chissà
quando arriveranno le risorse delle quali discutiamo oggi. Questi
soldi servono per programmare progetti ed attività scolastiche,
ma i docenti hanno avuto già l’obbligo di consegnare il Piano
Didattico e si sono trovati, come sì suol dire, a fare i conti senza
l’oste. Meglio chiarire subito che scuole pubbliche Sevesine
mostrano in molti casi situazioni di disagio: manca la carta per
fare le fotocopie e spesso il materiale per i laboratori. Pochi

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giorni fa è arrivata una circolare dal Ministero che invita gli
studenti e tutto il personale scolastico a lavare spesso le mani col
sapone per abbassare le probabilità di contagio della ormai nota
influenza AH1N1: unico problema negli Istituti Scolastici di
Seveso manca il sapone. Insomma siamo di fronte a meri problemi
economici e molto pratici. I professori, nel caso in cui vogliano
avviare un progetto didattico o formativo che richieda una anche
piccola spesa, sarebbero costretti ad anticipare dalle proprie
tasche soldi che poi non sarebbero sicuri di vedere rientrare. Non
so se dicendo questo vi do una notizia, comunque vi posso
assicurare che spesso lo fanno e grazie a questi sforzi i nostri
studenti possono seguire attività stimolanti.
Un ruolo fondamentale in questo contesto lo svolgono i
genitori. Il Comitato Genitori si trova ad affrontare
problematiche di questo tipo e questo anno è stata presa la
decisione di auto-tassare le famiglie degli studenti per creare un
fondo cassa. Solo grazie al mutuo aiuto alcune iniziative vengono
sostenute. Ma è chiaro che non basta e non può bastare. Infatti,
molti progetti stentano a decollare, molti altri non partono
neppure. Un esempio su tutti lo “Sportello di ascolto”, un
servizio di supporto psicologico, a mio parere importantissimo,
che gli Istituti presenti a Seveso avrebbero voluto attivare,
puntuale è arrivato il niente dal Comune.
Altre difficoltà sono legate agli spazi, ne abbiamo già
parlato…
(dall’aula si replica fuori campo voce).
A quanto pare non bastano. Infatti, le premesse dicevano che
i fondi sono pochi. In altri Comuni esiste questo sportello
psicologico.
Assieme guardiamo come fanno.
Concludo. Altre difficoltà sono legate agli spazi, ne abbiamo
già parlato, non mi dilungo su questo tema.
Abbiamo parlato di questi problemi grazie ad una nostra
interrogazione: la Scuola dell’Infanzia Rodari si è trovata una
soluzione provvisoria, per carità non drammatica, ma la considero
sempre provvisoria che ha ridotto gli spazi. Sempre più urgente,
inoltre, è un ampliamento alle Munari, se ne parla dal 2000 e
ancora non si vede nulla di concreto e gli alunni continuano ad
aumentare.
Il nostro voto è chiaramente contrario.

PRESIDENTE

Grazie Consigliere Garofalo.


Altri interventi? Lucchini.

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CONSIGLIERE LUCCHINI

Buonasera. Assessore Volpi, noi l’altra sera quando ci siamo


incontrati avevamo chiesto se si poteva inserire appunto la voce
sui progetti educativi, didattici e culturali dei rendiconto da parte
della scuola. Possiamo inserire nella delibera una cosa in più? Lei
dice che comunque loro li presentano lo stesso, però se li
potessimo mettere per iscritto e chiari così almeno siamo sicuri
che ce li possano dare, così come aveva chiesto prima anche
Garofalo. Il rendiconto sui progetti educativi che vengono fatti
alle scuole, cioè che venga fornito dalla scuola un rendiconto su
come effettivamente sono stati spesi e su che progetto.

ASSESSORE VOLPI

Chiede di formalizzare in delibera anche questa richiesta.

PRESIDENTE

Allora bisogna che qualcuno formalizzi l’emendamento,


perché lo inseriamo come emendamento. Quindi qualcuno si
prende la briga di formalizzarlo.

CONSIGLIERE MASTRANDREA

Al di là della demagogia del PD, visto che proprio un


Consigliere del PD lavora in una scuola paritaria, quindi va be’ a
volte la demagogia ha le gambe corte.
Comunque la dichiarazione di voto è la seguente: con la
delibera riguardante il Diritto allo Studio, il Popolo Delle Libertà
conferma la propria politica pro-famiglia, non lesinando nel
fornire un aiuto concreto ai nuclei famigliari…, delle spese per
l’istruzione dei figli secolarizzati: ciò a partire dalla scuola
dell’infanzia con un sostanziale abbattimento delle rette per il
tramite della convenzione con le scuole materne paritarie, che da
oltre un secolo sussidiariamente rispondono al bisogno educativo
e di cura dei bambini dai 3 ai 6 anni, proseguendo poi con
l’offerta di servizi di refezione, di trasporto, di pre e post-scuola
e di sostegno agli alunni disabili, ovvero versanti situazioni di
svantaggio.
Ulteriormente il provvedimento oggi in approvazione
prevede l’assegnazione di finanziamenti da destinarsi all’acquisto
di materiale didattico oltre ai sussidi per progetti educativi
didattici e culturali e per le borse di studio. Una delibera corposa

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sul piano delle risorse finanziarie che prevede, infatti, lo
stanziamento dell’importo di 1.925.000 Euro da destinarsi a
vantaggio degli studenti frequentanti le Istituzioni Scolastiche
Sevesine, sia pubbliche che paritarie.
Per i motivi sopra esposti il Popolo Delle Libertà nel
ringraziare per il lavoro svolto l’Assessore Volpi, i suoi uffici,
ma anche l’impegno svolto da tutte le Direzioni Didattiche non
può che essere favorevole all’approvazione di questo
provvedimento.

PRESIDENTE

Grazie Consigliere Mastrandrea.


Il testo dell’emendamento. Un attimo che lo sta verificando
l’Assessore.

CONSIGLIERE LUCCHINI

Posso parlare? Nel punto dove c’è A 2: “Progetti educativi,


didattici e culturali, l’Amministrazione Comunale intende
contribuire – primo punto – alla realizzazione di proposte
educative, culturali e sportive che pervengano dalle Istituzioni
Scolastiche, rivolte agli studenti, fornendo i rendiconto sui
progetti stessi”.

PRESIDENTE

Prego Consigliere Marzorati.

CONSIGLIERE MARZORATI

Io non so, la ritengo abbastanza inutile, nel senso che come


dice l’Assessore sono sempre stati forniti dalle scuole, questo tipo
di cosa è sempre stata fatta, c’è un processo di autonomia della
scuola, è vero che è denaro pubblico. Però ci stiamo rivolgendo ad
operatori professionisti e ad una struttura che ha una sua
autonomia. Io sono perché un aspetto di sussidiarietà, c’è una
responsabilità in primis educativa.
Che poi Lucchini magari voglia puntualizzare, non voglio
interpretare, però l’aspetto che la scuola ha una debolezza oggi
educativa oppure deve rendere conto di un denaro pubblico che gli
viene dato, posso comprenderlo perché lo votiamo noi, però credo
che anche bisogna fare un segno di maturità rispetto oggi al fronte
scolastico che ha in sé un peso incredibile sull’aspetto educativo.
Quindi io non vedo una necessità dell’Ente pubblico di ingerire

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nelle attività autonome che la scuola produce con grande senso di
responsabilità. Anzi io sarei perché questi processi fossero ancora
molto più liberi da parte della scuola, cioè deve assumersi la sua
responsabilità di fronte alle famiglie. È lì il vero nodo in cui
passa il giudizio, non il fatto che manda un rendiconto pubblico,
perché questo io credo che è implicito al suo sistema di bilancio,
ci mancherebbe poi anche.
Quindi capisco la buona fede, non voglio giudicare, però non
vedo la necessità di questo emendamento. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie Consigliere Marzorati. Ci sono altre interventi?


Mastrandrea.

CONSIGLIERE MASTRANDREA

Noi ci rimettiamo al parere dell’Assessore, nel senso che ha


già espressamente indicato che è una prassi che gli uffici adottano
nella richiesta di una rendicontazione, anche perché, anche poi chi
firma materialmente è il Funzionario, quindi prima di dare i soldi
credo che voglia anche tutelarsi.
Quindi, se l’Assessore è favorevole noi esprimeremo parere
favorevole, altrimenti ci asterremo.

ASSESSORE VOLPI

Ritengo valide entrambe le considerazioni, sia quelle del


Consigliere Marzorati. Probabilmente, di fatto, io come
Assessorato non posso intervenire sulla didattica della scuola, è
assurdo, semplicemente assurdo: ogni tanto cerco di farlo quando
faccio delle proposte culturali, nel senso che ho fatto diverse
iniziative con le scuole, però nel caso dei progetti è evidente che
si lascia autonomia didattica a chi fa la didattica. D’altro canto la
preoccupazione forse nostra è quella di dire che, in fondo, stiamo
dando dei soldi per dei motivi concreti, quindi il fatto di chiedere
alla fine il rendiconto è per dire: “ sono state effettivamente spese
per dei progetti”. Per cui va benissimo anche accettare questo
emendamento.

PRESIDENTE

Ci sono altri interventi sull’emendamento?


Garofalo.

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CONSIGLIERE GAROFALO

Lo accettiamo perché siamo convinti che questo non


diminuisca l’autonomia della scuola, ma vada solo a puntualizzare
a che fine siano stati usati.

PRESIDENTE

Consigliere Tagliabue.

CONSIGLIERE TAGLIABUE

Anche io sono favorevole, anche perché almeno c’è


un’informazione in più su cosa sono questi progetti, quindi
secondo me è un’informazione che è utile anche al Consigliere
Comunale per capire concretamente come vengono spesi questi
soldi.

PRESIDENTE

Grazie Consigliere.
Ci sono altri interventi sull’emendamento? No.
Allora sentite faccio una dichiarazione mia personale
sull’emendamento, del quale colgo sicuramente il significato e
sicuramente è fatto a fin di bene tant’è che sento che c’è una
quasi unanime condivisione.
Io mi astengo su questo emendamento, ma non per
l’intervento di Lucchini che condivido, perché, per carità, se
diamo del denaro pubblico è anche giusto chiedere il controllo di
come viene speso.
Ma io mi astengo per delle considerazioni, invece, che ho
sentito fare da Garofalo, che mi portano a trarre delle conclusioni
molto simili a quelle di Marzorati. Vedete, anni fa, io l’ho vissuta
da Assessore, la scuola pubblica ha ottenuto la conquista
dell’autonomia scolastica. Io vissi da Assessore in quegli anni e
vissi come la scuola pubblica, a seguito dell’autonomia scolastica,
visse dei momenti finanziariamente difficilissimi, perché la scuola
pubblica forse ha meno facilità di accesso anche a quella rete di
genitori che possono muoversi per dare un sostegno anche
finanziario, che invece è una caratteristica tipica della scuola
pubblica non statale. Io ricordo che quell’anno, con gran gioia
degli organismi rappresentativi dei genitori e dei Dirigenti
Scolastici, io da allora finché rimasi Assessore abolii quella
distinzione che voi trovate anche nei libri di questa sera (punto A
1-A 2 ovvero i materiali dei laboratori e i progetti). Lo unificai in

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un'unica voce dicendo ai Dirigenti Scolastici: “ Questo è quanto
vi dà l’Amministrazione Comunale, scegliete voi in totale
autonomia come meglio ritenete spenderli”. Ricordo che mi
dicevano allora, io adesso non sono più Assessore non sono
aggiornato, ma mi dicevano che i fondi per i progetti addirittura si
faticava a trovare i giustificativi per riuscire a giustificarli al
Comune e quindi introitarli, mentre, ahimè, i costi per i materiali
dei laboratori e a volte anche quelle altre spesucce tipo quelle che
ricordava giustamente questa sera il Consigliere Garofalo, quelle
invece faticavano terribilmente a riuscire a coprirli.
Quindi, va bene è giusto rendicontare, è giusto tutto, però io
credo che forse tutto sommato lasciare più libertà di margine,
soprattutto come riconoscimento di libertà di margine alla scuola
pubblica statale, non sarebbe negativo.
Comunque c’è una specie di unanimità per cui va benissimo.

CONSIGLIERE BUTTI

Vorrei precisare che l’obiettivo non è entrare nel merito dei


progetti, è avere un rendiconto che poi queste risorse vengano
anche effettivamente spese. È una sorta di preventivo e di
rendiconto. Senza entrare nel merito.

CONSIGLIERE TAGLIABUE

D’altra parte non è che chiediamo le fatture di ogni singola


prestazione.

CONSIGLIERE GAROFALO

Considerato che il concetto si è capito che abbiamo trovato


la quadra, mi sembra di essere tutti unanimi su questa proposta, se
magari procediamo alla votazione.

PRESIDENTE

Allora leggete l’emendamento così rimane a verbale.

CONSIGLIERE LUCCHINI

L’Amministrazione Comunale punto 4, punto 2 dice:


“L’Amministrazione Comunale intende contribuire alla
realizzazione di proposte educative, culturali e sportive che
pervengono dalle Istituzioni Scolastiche rivolte agli studenti,
chiedendo alle Istituzioni medesime i rendiconto sui progetti”.

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PRESIDENTE

Grazie.
Allora chi è favorevole all’emendamento? Tutti escluso
Marzorati e Vaccarino.
Chi si astiene? Vaccarino.
Chi è contrario? Marzorati.
Mettiamo allora in votazione la delibera nel suo complesso
così emendata.
Chi è favorevole? Allora, tutta la Maggioranza, Marzorati e
Tagliabue.
Si è assentato Tallarita e Formenti.
Chi è contrario? Ragazzo, Tavecchio, Garofalo e Butti.

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CONSIGLIO COMUNALE DEL 14 OTTOBRE 2009

PUNTO N. 6 O.d.G. – RATIFICA DELIBERAZIONE DI G.C. N.


17 DEL 04/02/2009 – ADESIONE ALL’INIZIATIVA
COVENANT OF MAJORS – PATTO DEI SINDACI PROMOSSO
DALLA COMMISSIONE EUROPEA

PRESIDENTE

Bene passiamo all’ultimo punto dell’Ordine del Giorno:


ratifica deliberazione Giunta Comunale n. 17 del 04/02/2009,
adesione all’iniziativa “Covenant of Majors”, Patto dei Sindaci
promosso dall’Unione Europea. Lo illustra il Signor Sindaco.

SINDACO

Quello che proponiamo al Consiglio Comunale per


l’approvazione questa sera è questo Patto che è già stato proposto
dalla Comunità Europea per ridurre entro il 2020 del 20% le
emissioni di CO². Questo dovrebbe avvenire attraverso un
investimento favorito dalla Banca Europea per gli investimenti
che dovrebbe coprire bene o male le spese per la riqualificazione
energetica degli edifici comunali. È evidente che l’occasione è
ghiotta, perché noi avendo già fatto in precedenza una
ricognizione, una sorta di diagnosi energetica su alcuni dei nostri
edifici pubblici, siamo in una posizione avvantaggiata per poter
accedere a questo finanziamento. Diciamo che lo scopo precipuo è
questo qui.

PRESIDENTE

Grazie Signor Sindaco. Formenti.

CONSIGLIERE FORMENTI

Una domanda per capire bene. Questa seconda parte di cui


lei ha parlato, Sindaco, in merito all’auditing energetico che ha
fatto l’Amministrazione precedente, volevo capire in che rapporto
può aiutarci come Comune a poter rispettare quello che è lo
scadenziario che siamo obbligati come Comune per non essere poi
espulsi dal Patto dei Sindaci.

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PRESIDENTE

Altre domande, altri chiarimenti? Tagliabue.

CONSIGLIERE TAGLIABUE

Anche io per capire meglio. Con la semplice sistemazione


degli edifici comunali noi riusciamo a raggiungere l’obiettivo di
riduzione di oltre il 20% dell’emissione di CO²? Mi sembra molto.

SINDACO

Se non ci sono altre domande rispondo. Diciamo che c’è un


Piano d’Azione che deve essere sviluppato che comprende anche
questo intervento sugli edifici pubblici, poi è evidente che
comunque si sta già muovendo tutta una serie di iniziative anche a
livello Nazionale con quello che è il risparmio energetico, per cui
ci sono investimenti che favoriscono l’utilizzo dell’energia solare,
per cui nell’insieme quello che a noi interessa nello specifico su
questo argomento è il poter avere dei finanziamenti. A dir la
verità poi valuteremo la convenienza di questi finanziamenti,
perché non è che abbiamo dei dati precisi, perché dovremo vedere
se sono a fondo perduto, tasso agevolato, quello che sarà. Però,
comunque, vale la pena di provarci. Il fatto di avere fatto una
diagnosi energetica è uno degli elementi che sono richiesti dalla
BEI per poter accedere, per cui diciamo che noi siamo un po’
favoriti da questo punto di vista, perché giustamente
l’Amministrazione precedente aveva iniziato questo processo.

PRESIDENTE

Altri interventi? Marzorati.

CONSIGLIERE MARZORATI

Io ringrazio il Sindaco di avere portato questa delibera in


Consiglio. Credo che sia molto importante per dare corpo ad
un’idea anche di sostenibilità, di punto di riferimento ambientale
per Seveso.
Credo che però bisognerebbe dare un’enfasi non solamente
collegata a dei possibili finanziamenti che possono stimolare una
modifica delle strutture pubbliche, ecc, ma cambiare una mentalità
dell’Ente nel finanziare le cose che già fa, nel senso che il Piano
d’Azione serve proprio per questo, cioè va fatto entro un anno e

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serve a poter praticare delle azioni all’interno dell’Ente che già si
fanno, quindi parlo di opere pubbliche, di interventi che
riguardano anche i servizi, anche i servizi scolastici, per esempio,
che possono indurre una diminuzione delle immissioni, perché il
parametro di valutazione sarà quello. Quindi io invito a riprendere
anche da parte dell’Amministrazione i rapporti con la Regione in
questo senso, perché l’Unione Europea farà un monitoraggio del
Piano e delle azioni che dal Piano verranno realizzate rispetto alla
riduzione di CO², quindi dei gas clima alteranti. Questo parametro
deve essere scientifico.
Oggi il CESTEC, che è un’impresa della Regione che è nata
appositamente per individuare le immissioni locali. Oggi c’è un
sito che si chiama “Sirena della Regione” e la Regione Lombardia
è all’avanguardia in Italia nella predisposizione di un inventario
delle immissioni, perché Formigoni ha fatto una scommessa con la
sua Amministrazione che riguarda la Pianura Padana, insomma
dentro lì troviamo gli indicatori di Seveso. Lì c’era un Piano che
viene da alcuni anni di lavoro intercomunale e su quello ci sono
degli indicatori di che il Piano d’Azione dovrebbe tenere in
considerazione per far sì che le azioni virtuose possano andare ad
incidere su quella riduzione.
Quindi io invito a realizzare questo Piano; chiedo anche qual
è l’ufficio che se ne occuperà, cioè dove sta questa competenza,
perché poi negli equilibri ho visto che, ho già detto, sono sparite
fonti di finanziamento che riguardavano i processi di Agenda 21,
che potevano essere utili a mettere in campo queste prime azioni.
Dico che il Piano deve contemplare una serie di azioni
specifiche. A questa ragione io volevo lasciare ai Consiglieri un
altro documento e invitare il Sindaco a valutarlo, perché oggi già
le città Italiane, cioè sono 500 le città Europee che hanno firmato
il Patto, però ci sono città Italiane che hanno sottoscritto una
“Carta delle città dei territori”, che è stata proposta dall’ANCI e
dall’UPI e dal coordinamento di Agenda 21 che fa anche una
precisa richiesta al Governo che è già stata presa in
considerazione su: prevedere l’accesso delle Amministrazioni dei
territori ai meccanismi di emissions-trading, che sono essenziali
per il mercato dei titoli di efficienza energetica. Oggi non viene
riconosciuto, l’Assessore Alari annuisce anche perché durante
proprio la sua esperienza di lavoro sa benissimo che mentre per un
privato le performance energetiche hanno uno sconto economico
che è fatto di titoli e quindi di contributi economici, per gli enti
pubblici no. Tutti gli interventi che vengono fatti dagli enti
pubblici non vengono economizzati per gli enti. È questo è un
danno, perché l’azione pubblica non viene premiata come l’azione
privata.

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L’altra cosa importante è che questo documento prevede
anche il fatto che gli interventi sull’efficienza energetica vengono
tolti dal Patto di Stabilità: questo è un altro elemento, credo,
necessario per far sì che gli enti pubblici siano stimolati ad
utilizzare questi investimenti e non vengano contabilizzati dentro
il Patto di Stabilità.
Chiedo al Sindaco di poterne discutere in un incontro con i
Capigruppo, perché ritengo che a quel tipo di Patto bisogna dare
anche una maggiore concretezza di incentivo a carattere
istituzionale e siccome il Governo sta già recependo alcune di
queste politiche più efficienti sul discorso delle riduzioni, credo
che potremmo trovare un terreno sicuramente fertile per fare una
proposta in più.
Invito anche a far sì che questa azione del Patto dei Sindaci
non sia puramente solo un’azione di richiesta di finanziamenti, ma
anche una possibilità di fare un lavoro in concerto con la
Provincia di Monza-Brianza su questo tema, nel senso che la
Fondazione Cariplo nel suo recente incontro che fa col terzo
settore, ha annunciato la predisposizione di un bando specifico
per gli enti pubblici sull’attivazione del Patto dei Sindaci. Quindi
questo può essere un terreno importante per chiedere un
finanziamento per attuare non solo il Piano ma alcune politiche
attuative del Piano. Invito anche qua a far sì che questo tipo di
progetto sia anche qua realizzato in termini sussidiari con la
società, cioè con il coinvolgimento anche qua dell’impresa privata
che può svolgere un lavoro importante di sostegno all’intervento
pubblico e del terzo settore. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie Consigliere Marzorati. Prego Consigliere Formenti.

CONSIGLIERE FORMENTI

Innanzi tutto volevo dire che finalmente un atto di coraggio


da parte dell’Amministrazione Comunale. Lo apprezzo davvero
tanto. È un atto di coraggio quello che ha fatto l’Amministrazione
stasera, perché come ha detto prima il Sindaco delle risorse
economiche dovranno essere messe in campo ed è un periodo
difficile questo per noi, lo sappiamo tutti. Il bilancio comunale,
purtroppo, non brilla, però comunque delle azioni noi dovremo
metterle in essere per poter rimanere nel Patto dei Sindaci. Un
atto di coraggio perché siamo uno dei pochi paesi in zona che ha
ratificato il Patto dei Sindaci: gli unici che l’hanno fatto in zona
sono Barlassina, Lentate, e noi come Seveso, poi va be’ c’è anche

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Carugate, ecc ma sono un pochino più distanti da noi. Un atto di
coraggio, perché finalmente se tutto andrà in porto, come io mi
auguro, potremo essere magari ricordati nel mondo anche per
qualcos’altro che non è soltanto il disastro della diossina. .
Quindi Sindaco apprezziamo il coraggio che ha avuto.
Ovviamente il Partito Democratico approverà e darà il proprio
sostegno a questa delibera.
E vorrei portare un altro contributo: un modo diverso per
poter andare a ridurre quel 20% delle emissioni di anidride
carbonica nell’ambiente. Noi possiamo farlo direttamente andando
ad agire sugli edifici pubblici installando i pannelli fotovoltaici o
per il riscaldamento, ma possiamo anche farlo attraverso un
concetto diverso del rifiuto, andando ad intervenire su quella che
è la TARSU sul rifiuto in sé. Se noi riuscissimo come Seveso a
ridurre anche di un terzo, perché è possibile, la produzione dei
rifiuti a Seveso sarebbe un grande successo e com’è possibile fare
questo? È possibile fare questo andando a sviluppare anche a
Seveso quello che ormai in Piemonte sta diventando un’abitudine:
cioè l’andare a reperire i beni alimentari non quei supermercati
che ti presentano l’imballaggio, ma all’interno dei dispenser. Io
vado là, prendo quello che mi serve come bene e lo porto a casa,
non compro la scatola, non compro il contenitore, pago soltanto
quello che effettivamente prendo, cioè il bene alimentare in sé.
Questo potrebbe portare non solo ad una riduzione della TARSU,
perché se comunque ho meno rifiuti da dover smaltire avrò una
spesa minore di conseguenza di impegno economico. Vado a
ridurre quella che è la spesa corrente dell’Amministrazione di
Seveso per quanto riguarda la tassa rifiuti, o meno per quella
quota che mette l’Amministrazione di Seveso e vado a fare un
ottimo gesto nei confronti dell’ambiente e c’è anche la possibilità
di un possibile guadagno dell’Amministrazione Comunale stessa,
se il servizio venisse gestito dall’Amministrazione. A meno che
non esistano sul territorio delle realtà locali economiche
lungimiranti che già attuano questo tipo di politica. Allora se
esistono chiedo all’Amministrazione di sostenerle anche
attraverso la pubblicità.
Quindi il Partito Democratico voterà a favore della delibera
sul Patto dei Sindaci.

PRESIDENTE

Grazie Consigliere Formenti.


Altre dichiarazioni, altri interventi? Tagliabue.

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CONSIGLIERE TAGLIABUE

Una domanda di chiarimento. Questo è un Patto, una


dichiarazione di intenti mi sembra di capire, non ha né costi
economici né sanzioni economiche laddove il 20% di riduzione
non venga raggiunto, quindi è più una dichiarazione di intenti.
Siamo sicuri di questo. Perché l’obiettivo è lungimirante non c’è
dubbio e penso che sia giusto aderirvi, però è meglio mettere in
chiaro tutti gli elementi.

SINDACO

Sì, io lo intendo come un impegno morale, ci proponiamo


come città per l’ambiente, come città simbolo dell’ambiente, per
cui è evidente che non possiamo sfuggire a una logica di questo
tipo qui. Certo noi aderiamo più che altro per cercare di entrare
anche in un circolo virtuoso di finanziamenti che arrivano
dall’Europa, per aiutarci a risolvere i nostri problemi. Su queste
cose qui io sono molto concreto, nel senso che sono abbastanza al
di fuori dalla logica di tutte queste riunioni qui e da una parte e
dall’altra, dove alla fin fine poi si spende più per fare le riunioni
poi di quello che sono poi i risultati che si ottengono.
Io dico, il Comune di Seveso concretamente entra in una
iniziativa di questo tipo, perché vuol partecipare in maniera
razionale cercando di portare a casa quello che riesce, ma
soprattutto di raggiungere degli obiettivi che sicuramente deve
raggiungere, perché se deve proporsi al mondo come una città che
è ambientalmente sostenibile dopo tutto quello che è successo è
evidente che deve seguire questo cammino.

PRESIDENTE

Se ci sono altri interventi, se no mettiamo ai voti.


Chi è favorevole? Unanimità.
Votiamo anche l’immediata esecutività.
Chi è favorevole? Tutta la Maggioranza, più Tagliabue,
Ragazzo e Marzorati.
Chi si astiene? Formenti, Butti, Garofalo, Tavecchio.
Bene, la seduta è tolta. Buonanotte a tutti.

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