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inserto

n. 8, 1 dicembre 2011, anno LVII

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S d « Quando la natura finisce produrre le proprie specie, l’uomo incomincia a creare, usando

« Quando la natura finisce

produrre le proprie specie, l’uomo incomincia a creare, usando cose naturali e con l’aiuto della natura, un’infinità di

specie».

Leonardo

l’uomo incomincia a creare, usando cose naturali e con l’aiuto della natura, un’infinità di specie». Leonardo
l’uomo incomincia a creare, usando cose naturali e con l’aiuto della natura, un’infinità di specie». Leonardo
di da Vinci a pprofondimenti   Le ICT nella scuola italiana 55 Chiara Belotti f

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di da Vinci a pprofondimenti   Le ICT nella scuola italiana 55 Chiara Belotti f uori
di da Vinci a pprofondimenti   Le ICT nella scuola italiana 55 Chiara Belotti f uori
 

Le ICT nella scuola italiana

55

Chiara Belotti

f uori rotta

   

Il ruolo chiave dell’assistente alla comunicazione

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Giovanna Chilà

Direttore:PierpaoloTriani Vicedirettore:Piero Cattaneo Gruppo di redazione:Piero Cattaneo,Mario Falanga, Domenico Simeone,Martina Bocchi,Maria Caterina Vittori,Orazio Branciforti,Carla Sacchi,Sandro DeToni (redattore web) Redazione e coordinamento:Anna Maria Gavazzi Impaginazione:KAcommunications.it Segreteria:A.Ballini (sdid@lascuola.it - tel.

030.2993.271)

Progetto grafico:Studio Mizar,Bergamo

s ommario a cura di Maria Caterina Vittori La chimica:una scienza naturale sviluppo sostenibile per
s ommario
a cura
di
Maria Caterina
Vittori
La chimica:una
scienza naturale
sviluppo sostenibile
per uno
Franco Rosso,Annarita Ruberto
45-41enigap

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n. 8, 1 dicembre 2011, anno LVII

La chimica: una scienza naturale

. 8 , 1 d i c e m b r e 2 0 1 1

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dossier
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La chimica: una scienza naturale per uno sviluppo sostenibile

chimica: una scienza naturale per uno sviluppo sostenibile La Chimica è una scienza naturale, essenziale per

La Chimica è una scienza naturale, essenziale per descrivere e comprendere il mondo in cui viviamo; costituisce, inoltre, il presupposto per la realizzazione industriale di gran parte dei materiali e dei manufatti, che sono ormai ritenuti irrinunciabili per la nostra esistenza. Nella prima parte dell’inserto saranno presi in esame i rapporti fra chimica, scuola e società. Il filo conduttore che lega il 2011, proclamato dall’ONU Anno Internazionale della Chimica, con il mondo dell’istruzione e della società in generale, è la necessità di migliorare la percezione, da parte dell’opinione pubblica, della presenza della Chimica nella nostra vita, attraverso interventi di diffusione di una cultura chimica di base. Nella seconda parte sono presentati cinque percorsi didattico-apprenditivi a tema che, attraverso la proposta di esperienze concrete da realizzare con materiali facilmente reperibili, costituiscono utili strumenti per sensibilizzare gli studenti nei confronti del ruolo che la Chimica riveste nella vita dell’uomo.

La chimica intorno a noi:

percepirne la presenza per valorizzarne le opportunità

Franco Rosso

L a chimica è una scienza naturale, non un’invenzione dell’uomo. In quanto

disciplina che studia la composizione della materia, sia dal punto di vista statico, ovvero descrittivo, che dinamico, ovvero delle trasformazioni, la chimica rappresenta subito dopo la fisica lo strumento scientifico e, più in generale, culturale con il quale approcciare in modo sistematico e coerente la comprensione della realtà tangibile che ci circonda. Gli oggetti ed i fenomeni, che la chimica è in grado di descrivere, prevedere e quantificare, non soltanto esistono dall’alba dei

tempi, ma costituiscono le basi stesse di tutte quelle discipline che sono solitamente comprese sotto la denominazione di scienze naturali:

la biologia e la geologia in primis. Direttamente o indirettamente, la chimica quindi condiziona, o nel più dei casi determina, le caratteristiche del mondo materiale nel quale viviamo, rendendolo così

come siamo abituati a conoscerlo e creando i presupposti stessi per il mantenimento della vita.

Il paradosso nella percezione della chimica

Il grande paradosso della chimica risiede nella discrepanza fra quanto essa sia effettivamente presente e fondamentale nella nostra esistenza, fino a costituire le basi stesse della realtà tangibile che ci circonda, e quanto poco la stessa chimica venga invece percepita dal sentire comune. Nel migliore dei casi, infatti, della chimica non si avverte la presenza prima ancora del ruolo, non vengono riconosciuti o ricondotti ad essa qualità e fenomeni del mondo che ci circonda. Nel peggiore, essa viene travisata su di un piano epistemologico, tanto da portare all’identificazione

dell’intero corpus fenomenologico

naturale di tipo chimico, e della stessa scienza che lo interpreta razionalmente, con un campionario più o meno ristretto

di applicazioni antropiche

finalizzate alla realizzazione di prodotti o manufatti più o meno utili per la nostra esistenza. Se con la figura retorica della sineddoche si arriva spesso ad identificare il tutto, o meglio l’intero, con la sua parte, in questo caso si è ancora oltre, dal momento che quello che si rischia è di confondere una scienza con un insieme di sue applicazioni tecnologiche ben lungi dal

riassumerla in senso rappresentativo.

A completare il preoccupante

quadro relativo alla percezione della chimica da parte di coloro che non possono avvantaggiarsi di una cultura scientifica di base viene, poi, l’analisi dei significati associati alla parola chimica ed in modo particolare all’aggettivo da essa derivato, ovvero chimico. L’esame del campo semantico che circonda questo termine descrive una graduale deriva, iniziata a partire dalla fine degli anni ’60 in corrispondenza di eventi di cronaca e della conseguente e successiva diffusione di una coscienza ecologista o meglio ancora naturalista, che trova il suo

e della conseguente e successiva diffusione di una coscienza ecologista o meglio ancora naturalista, che trova

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n. 8, 1 dicembre 2011, anno LVII

La chimica: una scienza naturale

n. 8, 1 dicembre 2011, anno LVII La chimica: una scienza naturale dossier 15
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LVII La chimica: una scienza naturale dossier 15 La chimica: una scienza naturale per uno sviluppo

La chimica: una scienza naturale per uno sviluppo sostenibile

quella che sta alla base di ogni possibile applicazione o approfondimento di settore, costituendone la base culturale e paradigmatica.

Gli studenti della scuola secondaria di II grado, al momento di scegliere

il corso di laurea al quale iscriversi,

optano con sempre maggiore frequenza per declinazioni specialistiche o settoriali della chimica, adducendo, come ragione della propria scelta, un timore per certi versi reverenziale verso la Scienza pura, timore composto a sua volta da un misto di diffidenza verso la spendibilità concreta del

titolo nel mondo del lavoro e dalla convinzione che le declinazioni specialistiche, ad iniziare da quelle tecnologiche, risultino di più facile approccio. Sembra superfluo evidenziare la ragione preconcetta di tali convinzioni che, lungi dal trovare riscontro oggettivo nel mondo del lavoro o nel tasso di abbandono scolastico, affondano le radici prevalentemente in una carenza di cultura scientifica precedente all’istruzione secondaria di II grado, per colmare la quale gli insegnanti di matematica, fisica, chimica e biologia, con la loro didattica finalizzata per lo più alla trasmissione di conoscenze piuttosto che alla formazione di coscienze, riescono a fare ben poco. Da un certo punto di vista, l’assenza di una diversificazione dei termini, praticamente in tutte le lingue, fra quello utilizzato per indicare gli aspetti scientifici e conoscitivi e quello che indica invece le applicazioni tecnologiche

e produttive, entrambi contenenti

semplicemente la parola chimica, non aiuta certo in questo senso. Mentre fanno parte del nostro patrimonio culturale la differenza fra botanica ed agronomia, fra biologia umana e medicina, fra architettura ed ingegneria civile, fra pedagogia ed insegnamento, la parola chimica accomuna, al limite con l’aggiunta di una qualifica che spesso si perde nella fretta, la scienza e la sua applicazione tecnologica.

equivalente nel destino al quale sono andati incontro dapprima il termine igienico, successivamente ecologico e solo nell’ultimo decennio biologico. Si tratta in tutti

sulla spinta di un interesse pratico. Volendo anche considerare le finalità del processo alchemico, esse potevano essere descritte come inerenti nel migliore dei casi

aspetti relativi alla vita biologica o

i

discostandosi dal significato letterale e neutrale di “relativo alla scienza dell’igiene, dell’ecologia o della biologia”, fanno riferimento

implicito ad una disciplina etica ampiamente condivisa dall’opinione pubblica. È così che il termine chimico si trova oggi, suo malgrado, a dover sostenere una illogica contrapposizione con qualità quali naturale o biologico, costretto ad

casi di aggettivi che,

chimica industriale o di laboratorio

alla crescita spirituale dello stesso alchimista, fino ad arrivare a speculazioni relative ad applicazioni volte a migliorare gli

economica della persona. In fondo, c’è molta più affinità fra gli studi finalizzati a scoprire l’elisir della giovinezza e l’attuale ricerca farmacologica sull’intercettazione dei radicali liberi nel nostro organismo, piuttosto che fra queste finalità e lo sviluppo della chimica

identificarsi a forza solo nella sua

in

quanto disciplina scientifica, al

espressione legata alla sintesi

pari della fisica o della matematica. Non c’è quindi da stupirsi se

e

connotazione stessa di scienza della natura e di base della biologia, che abbiamo avuto modo di descrivere in premessa. A partire da questa antitesi, l’aggettivo chimico ha iniziato a colorarsi di

tradendo pertanto la

ancora oggi la chimica tenda ad essere identificata con le sue applicazioni tecnologiche, ed in particolare con i processi industriali di trasformazione che, passando attraverso stadi di reazione e stadi di separazione fra

significati che, riallacciandosi al

le

sostanze coinvolte, consentono

sentimento più diffuso, evocano

di

modificare la composizione di

sensazioni di sospetto, se non di aperta ostilità, verso quello che viene percepito in primo luogo come uno scenario di rischio. Da questa breve analisi, emerge chiaramente il fatto che la chimica risulta oggi non soltanto sottovalutata in relazione al suo ruolo fondante all’interno del nostro mondo, ma, cosa ancor peggiore, viene essenzialmente fraintesa, con conseguenze potenzialmente molto gravi a diversi livelli della società e della decisionalità democratica.

materie prime, in vista dell’ottenimento di prodotti utili alla nostra esistenza quotidiana. È molto più di una curiosità il fatto che molti ignorino l’esistenza del corso di laurea in Chimica, senza ulteriori specializzazioni dichiarate già nel titolo. La domanda che tipicamente viene posta da chi, pur non egli stesso chimico, ha comunque una certa dimestichezza con la denominazione dei corsi di laurea, quando si annuncia il conseguimento o il possesso di un titolo in Chimica è del tipo:

Chimica come Scienza e come Tecnologia

Il progresso nella conoscenza in campo chimico, e quindi lo sviluppo della stessa chimica in quanto disciplina scientifica, è storicamente avvenuto, molto più che per altre scienze quali l’astronomia e più in generale la fisica, o la medicina e la biologia,

“Chimica come? Industriale? Farmaceutica? …Ingegneria chimica?”. Fortunatamente anche in tempi di ultraspecializzazione delle professioni e, seppur in modo meno marcato, anche degli indirizzi di studi, la Chimica propriamente detta, proprio lei, tout court, esiste e resiste ancora come corso di laurea autonomo, al pari della fisica e della matematica. Stiamo parlando della chimica come disciplina scientifica, generale, essenziale, fondante,

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La chimica: una scienza naturale per uno sviluppo sostenibile

chimica: una scienza naturale per uno sviluppo sostenibile  Scoprire la chimica intorno a noi Circa

Scoprire la chimica intorno a noi

Circa il 14% del valore di un’automobile o di una moto è imputabile direttamente o indirettamente alla chimica incorporata in essa come beni o servizi. La percentuale sale considerando altre categorie di oggetti di comune uso quotidiano:

26% per le calzature, 30% per gli elettrodomestici, 37% per i pannolini, 65% per i servizi di veterinaria e addirittura il 100% quando si considera il mercato delle vernici (Fig. 1). È veramente difficile individuare una categoria di oggetti, e di riflesso un settore della nostra economia, nel quale la chimica non rientri in modo più o meno determinante, tramite materie prime, coadiuvanti o servizi (ad esempio di analisi), incidendo sulla qualità del prodotto, fino a costituire in molti casi un presupposto irrinunciabile per la sua realizzazione. In molti casi la chimica contenuta in un prodotto non risulta immediatamente percepibile, oltre che dal consumatore finale, neanche dal produttore medesimo dell’oggetto in quanto la filiera complessiva,

che porta dalle commodities primarie naturali (petrolio, prodotti agro-forestali, risorse minerarie) al manufatto finale, può contare anche decine di passaggi, che coinvolgono soggetti e comparti differenti della nostra realtà industriale, tanto da rendere quello della chimica il corpo logistico probabilmente più complesso dell’economia globalizzata. Un elemento chiave di questa logica, che rompe più di ogni altro ogni ipotesi di una filiera in caduta “dalla materia prima al prodotto finito”, è quello per cui un certo intermedio chimico potrebbe, almeno potenzialmente, essere impiegato in settori del tutto differenti fra loro: per la preparazione di un farmaco come per la sintesi di una materia plastica da utilizzare in un giocattolo o in un prodotto per la pulizia delle superfici, così come negli inchiostri colorati di una stampante. Rappresentata su un grafico bidimensionale, ad esempio su un planisfero, l’industria chimica e quella che fa uso dei suoi prodotti può essere visualizzata come un’intricata ragnatela di scambi, movimenti, trasformazioni e servizi dei quali il consumatore finale riesce a percepire a malapena la punta

Figura 1

dell’iceberg rappresentata dal prodotto finito. Paradossalmente è proprio la sua pervasività praticamente in ogni campo della nostra esistenza e della realtà che ci circonda a

costituire una delle ragioni per cui

la chimica risulta così poco

percepita da coloro che non hanno avuto la possibilità di usufruire di una formazione scientifica di base. Insieme ad altre scienze pure, la

chimica è da considerarsi a tutti gli effetti come una disciplina trasversale, che interseca una quantità straordinariamente elevata

di ambiti e di settori,

contrapponendosi in questo alle cosiddette discipline specialistiche che, invece, fanno uso di conoscenze e strumenti culturali

provenienti da altre scienze pure o da discipline a loro volta specialistiche per descrivere ed intervenire su un ambito specifico. Un veterinario utilizza, per esempio, nozioni e paradigmi provenienti dalla zoologia, dalla farmacologia, dalla psicologia, dalla stessa chimica e dalla

statistica, finalizzando tutto questo

al benessere ed alla produttività

dell’animale. Si tratta, quindi, di un approccio convergente, ovvero

che attinge ad ampio spettro dal

patrimonio culturale dell’umanità, per focalizzare l’attenzione su un

ambito specifico. Le discipline trasversali come la chimica, invece, procedono in senso opposto e possono pertanto essere indicate come di tipo diffusivo: a partire da studi molto specialistici e di nicchia, generano risultati che possono avere ricadute su un numero molto grande di ambiti applicativi, nella maggior parte dei casi non prevedibili a priori e spesso anche dopo molto tempo (Fig. 2).

La chimica: una scienza naturale
La chimica: una scienza naturale

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La chimica: una scienza naturale

n. 8, 1 dicembre 2011, anno LVII La chimica: una scienza naturale dossier 17
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LVII La chimica: una scienza naturale dossier 17 La chimica: una scienza naturale per uno sviluppo

La chimica: una scienza naturale per uno sviluppo sostenibile

Figura 2

corretta di cosa la chimica effettivamente sia, prima ancora che ne vengano trasmessi i contenuti informativi specifici. Prima ancora che imparata, la chimica deve essere riconosciuta e quindi accettata nella sua valenza di disciplina trasversale: un approccio questo che segna una fondamentale differenziazione rispetto alle altre discipline, anch’esse scientifiche o tecnologiche, di tipo settoriale. In secondo luogo, dovranno essere compresi anche i confini disciplinari della chimica che, com’è noto, cede il passo alla fisica, quando passa a considerare l’organizzazione più

elementare ed alla biologia (o alla geologia, o alla scienza dei materiali) quando prende in esame l’organizzazione più complessa della materia. Il riconoscimento della connotazione chimica, o degli aspetti chimici relativi a fenomeni, pratiche ed oggetti con i quali abbiamo a che fare quotidianamente, è certamente il primo passo in direzione di un obiettivo di sensibilizzazione, ambizioso ma pure necessario. Stiamo parlando della consapevolezza del fatto che la chimica non debba essere identificata, in linea con la sua iconografia popolare più diffusa, con i suoi strumenti, le sue formule e le sue polverine composte da sostanze idealmente pure, ma rappresenti semplicemente un modo per vedere, intendere ed interpretare la realtà materiale che ci circonda e

ed interpretare la realtà materiale che ci circonda e Riportata sul piano della percezione della presenza

Riportata sul piano della percezione della presenza e del ruolo della chimica e, a questo punto, anche del chimico professionista, il paradosso è ulteriormente perfezionato, in quanto da un lato si accusa il chimico di eccessiva ingerenza in campi che con gli appartengono (fino a dipingerlo, in contesti caricaturali, come un soggetto saccente, ficcanaso o impertinente), dall’altro si giunge alla rarefazione fino all’inconsistenza del campo di pertinenza specifico della chimica.

Una cultura della chimica basata sui suoi principi fondanti

Nello scenario non propriamente favorevole finora descritto, la

scuola secondaria di I grado può svolgere un ruolo delicato ed essenziale per favorire nei ragazzi la crescita delle coscienze e di quella forma mentis che dovrebbe precedere l’acquisizione delle conoscenze disciplinari specifiche, che si concentrerà nel ciclo scolastico successivo ed eventualmente nel percorso universitario. Le criticità, finora sollevate nell’esaminare la percezione della chimica, possono costituire una valida traccia circa gli argomenti culturali riguardanti questa scienza su cui sarebbe più opportuno soffermarsi nella delicata fase educativa di tipo preliminare. Sembrerebbe in apparenza un’ovvietà, o per taluni, al contrario, un sovvertimento dell’ordine logico delle cose, ma risulta a questo punto essenziale riuscire a trasmettere un’idea

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La chimica: una scienza naturale per uno sviluppo sostenibile

chimica: una scienza naturale per uno sviluppo sostenibile Esempi di reazioni chimiche della quale facciamo parte.

Esempi di reazioni chimiche

per uno sviluppo sostenibile Esempi di reazioni chimiche della quale facciamo parte. La vera magia offerta

della quale facciamo parte.

La vera magia offerta dalla chimica

non consiste, quindi, in esplosioni

di effervescenze e di colori

mutevoli, tanto sorprendenti quanto impermeabili ad un approccio razionale, ma piuttosto nella straordinaria possibilità di operare delle trasformazioni intenzionali e mirate della natura stessa delle sostanze e, per estensione, degli oggetti che ci circondano, dando all’uomo uno strumento razionale straordinariamente potente per migliorare il mondo in cui vive.

I concetti fondanti della chimica

Entrando più nel merito dei contenuti formativi, la chimica porta con sé alcuni concetti fondanti di valore culturale imprescindibile che, indipendentemente dal percorso di studi che sarà poi seguito dallo studente, dovrebbero entrare a far parte non solo della conoscenza di base ma, per così dire, anche della coscienza scientifica di ognuno di noi.

• Identità chimica: due sostanze aventi la stessa struttura molecolare (quindi stessi atomi, isotopi, legami e conformazione) sono di fatto la stessa sostanza. Non sono soltanto identiche: sono proprio la stessa cosa, perfettamente permutabili l’una con l’altra senza alcuna possibilità

né ragione di riconoscimento. In altre parole, in chimica la natura di una sostanza (e di conseguenza se due sostanze potenzialmente differenti sono di fatto la stessa cosa oppure no) è data unicamente da come essa è fatta a livello microscopico. Non vi sono altre qualità da ricercare, niente di nascosto, di più profondo su cui possa essere basata una differenza oggettiva fra due sostanze, escludendo in questo modo anche ogni possibile ingerenza da parte

simulata, ma è di fatto la stessa sostanza che un chimico esperto può sintetizzare in laboratorio mettendo insieme pezzi di altre molecole e/o trasformando opportunamente sostanze chimiche anche molto diverse che potrà avere ricavato da qualsiasi altra fonte, comprese quelle (solo in apparenza) percepite come meno naturali, tra cui ad esempio il petrolio (Fig. 3). Questo, nella sua banalità, è un concetto molto forte che risulta purtroppo

di

valutazioni di natura filosofica o

ampiamente disconosciuto, almeno

di

principio. Una sostanza

nella sua applicazione pratica ai

spontaneamente contenuta in un prodotto naturale, ad esempio una benefica vitamina che arricchisce il succo di un frutto biologico, non soltanto assomiglia o viene

casi che la vita di tutti i giorni propone, anche da persone che pure hanno avuto modo di studiare chimica per un paio d’anni nella scuola secondaria di II grado.

Figura 3

persone che pure hanno avuto modo di studiare chimica per un paio d’anni nella scuola secondaria

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La chimica: una scienza naturale

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LVII La chimica: una scienza naturale dossier 19 La chimica: una scienza naturale per uno sviluppo

La chimica: una scienza naturale per uno sviluppo sostenibile

• Relazione di tipo deterministico esistente tra struttura e proprietà, conseguente all’apprendimento

esempio le modalità di reazione, quindi quelle fisiche e chimico- fisiche, come ad esempio il punto

nella progettazione di molecole biologicamente attive da impiegarsi nel campo farmaceutico, il

dell’idea basilare di molecola.

di

ebollizione, la solubilità in un

cosiddetto drug design, in cui la

Stiamo parlando di struttura molecolare ma, con opportuni adattamenti, la valutazione può essere agevolmente traslata anche

dato solvente (Fig. 4) ed il logP 1 , fino ad arrivare alle proprietà di tipo biologico e tossicologico ben riassunte almeno nel contesto

struttura molecolare del principio attivo è progettata proprio in funzione di un suo spettro di proprietà ADMET ideale. Queste

su

altri piani, considerando livelli

farmacologico dall’acronimo

È

vero che sul piano operativo

tecniche fanno larghissimo impiego

di

organizzazione via via più

ADMET (Assorbimento,

di

metodi computazionali basati

complessi della materia. Tutte le proprietà di una sostanza, nessuna esclusa, dipendono

fino ad arrivare, in taluni casi, allo

Distribuzione, Metabolismo, Escrezione, Tossicità).

sulla quantificazione delle relazioni esistenti fra struttura molecolare e proprietà (o attività),

direttamente o indirettamente da

l’espletarsi di alcune proprietà può

le

cosiddette tecniche QSAR

come essa è organizzata, in pratica da “come è fatta” a livello

essere fortemente influenzato dall’ambiente chimico circostante,

(Quantification of Structure- Activity Relationship).

molecolare. Gli elementi chimici che la compongono, i loro rapporti relativi, la loro connettività reciproca tramite legami chimici

specifico stato conformazionale:

ovvero dalle interazioni con altre molecole e fra queste e lo strumento di misura o valutazione (ad esempio, l’assorbimento intestinale di una sostanza può essere influenzato dalla presenza

• Reazione chimica, intesa come processo che porta alla trasformazione della struttura molecolare, ovvero di una molecola (o più) in un’altra (o

sono tutte caratteristiche strutturali espresse in modo univoco per ciascuna molecola tramite i cosiddetti descrittori molecolari. Da queste caratteristiche morfologiche molecolari derivano

in prima istanza le proprietà

chimiche della sostanza, come ad

di altre di tipo diverso), ma

ragionando su un sistema ideale che non preveda questo tipo di

influenze esterne, il principio regge

a tal punto da rendere prevedibili e quantificabili queste relazioni. Esistono approcci di calcolo avanzato utilizzati, per esempio,

altre) di tipo differente. Il concetto

di reazione chimica, che si

riallaccia ancora una volta alla

reazione chimica , che si riallaccia ancora una volta alla 1 Per il significato di logP
reazione chimica , che si riallaccia ancora una volta alla 1 Per il significato di logP

1 Per il significato di logP si segnala un arti- colo divulgativo pubblicato su Chimicare.org:

http://www.chimicare.org/blog/metodi-e-ap-

procci/logp-la-proprieta-molecolare-dalle-

mille-implicazioni/

Figura 4

http://www.chimicare.org/blog/metodi-e-ap- procci/logp-la-proprieta-molecolare-dalle- mille-implicazioni/ Figura 4

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La chimica: una scienza naturale per uno sviluppo sostenibile

chimica: una scienza naturale per uno sviluppo sostenibile Figura 5 profonda, quasi l’interiorizzazione empatica dei

Figura 5

profonda, quasi

l’interiorizzazione

empatica dei

pochi concetti

ritenuti

fondamentali in

questa fase.

Il rischio,

diversamente, è

quello di

ingenerare

fraintendimenti o

dubbi di

principio, basati

su lacune

fraintendimenti o dubbi di principio, basati su lacune natura molecolare delle sostanze chimiche, si introduce

natura molecolare delle sostanze

chimiche, si introduce solitamente

in contrapposizione, da un lato,

alle trasformazioni a carico sempre

di una sostanza isolata ma che non

ne comportino una modifica molecolare (transizioni di stato, solubilizzazione, …), almeno a livello di connettività interna alla molecola propriamente detta, dall’altro in contrapposizione alla semplice separazione di specie chimiche differenti, contenute in un miscuglio, al di là dello stato fisico del medesimo e della sua omogeneità, comprese le soluzioni. Per ricongiungersi con il punto precedente, queste separazioni,

comunque condotte, si baseranno proprio sulle diverse proprietà chimico-fisiche possedute dalle diverse sostanze che compongono

la miscela, in relazione appunto

alla loro struttura molecolare specifica (Fig. 5). Non sarà di certo passato

inosservato il fatto che tutti i principi cosiddetti fondanti finora riportati, come del resto numerosi altri che potrebbero aggiungersi a questi, prendano le mosse proprio dall’oggetto molecolare.

Di fatto, è la molecola, o, per

essere ancora più precisi, la specie

chimica, nella maggioranza dei casi pluriatomica, a costituire l’oggetto essenziale di interesse del chimico. Quindi l’idea che la chimica si occupi di atomi non è in sé sbagliata, ma non centra esattamente la questione: l’atomo

in sé stesso, ed ancor più la sua

organizzazione interna, è infatti più dominio della fisica che non

della chimica. È proprio la molecola e, più in generale, la specie chimica, a rappresentare il cuore da cui prendono origine ed intorno a cui si imperniano i principi fondanti della disciplina.

Concetti chimici fondanti e didattica

Anche a prescindere dal linguaggio

utilizzato per la loro presentazione

in questa sede a specialisti della

didattica, i principi finora descritti sembrerebbero argomenti filosofici complessi che richiederebbero un corso di epistemologia di collocazione universitaria per essere sviluppati adeguatamente.

In realtà, con il tempo e la

pianificazione necessari, attingendo dai numerosi esempi e similitudini disponibili nella nostra vita quotidiana, ed utilizzando un

linguaggio adeguato al target, tutti questi argomenti di carattere culturale potranno essere agevolmente utilizzati per costruire il vero presupposto educativo, e nel senso letterale del termine formativo, propedeutico ai contenuti più specifici e puntuali che saranno successivamente trasmessi nella scuola secondaria

di II grado (si rimanda ai Percorsi

da p. 24). Avendo a che fare con oggetti reali (tali sono gli atomi e le molecole) ma pure estranei al nostro immaginario abituale, anche perché non direttamente percepibili con i nostri sensi, è da considerarsi un traguardo tanto ambizioso quanto irrinunciabile assicurarsi l’assimilazione

culturali, che possono accompagnare lo studente fino al termine del suo percorso formativo e che, se non per la

fortuita intuizione e l’intervento di un successivo insegnante particolarmente sensibile e capace, potrebbero rendere pressoché inutilizzabili sul piano culturale i contenuti di chimica successivamente “appresi”. Una risposta alle seguenti domande può costituire la base dei successivi apprendimenti. Gli atomi e le molecole si possono vedere al microscopio? Come faccio a sapere che una certa sostanza è fatta da certe molecole? Come si originano le sostanze chimiche che ho visto usare in laboratorio? Come faccio a trasformare una sostanza chimica

in un’altra? E cos’è di fatto una

“sostanza chimica” rispetto a quelle che non si possono definire

tali?

Nell’ottica della continuità tra i cicli scolastici, sembra opportuno esplicitare, inoltre, la seguente

riflessione riguardante il secondo ciclo di istruzione. I corsi scolastici

di chimica, previsti in ogni liceo ed

istituto tecnico, attribuiscono grande importanza alla possibilità

di applicare procedimenti di

calcolo agli oggetti introdotti dalla chimica: in particolare, tutto questo trova il suo coronamento nella disciplina della stechiometria, che rischia in taluni casi di

costituire quasi il corpus dell’insegnamento stesso della chimica, fino a correre il rischio di essere scambiata per essa da taluni studenti. Oltre a non risultare

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La chimica: una scienza naturale

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LVII La chimica: una scienza naturale dossier 21 La chimica: una scienza naturale per uno sviluppo

La chimica: una scienza naturale per uno sviluppo sostenibile

potrebbero trovarsi un domani a svolgere come attività lavorativa, grazie al diploma o eventualmente alla laurea conseguita in questa disciplina.

Anno internazionale della chimica

questa disciplina.  Anno internazionale della chimica Superando particolarismi e singole polemiche, per quanto

Superando particolarismi e singole polemiche, per quanto legittime, la chimica, in quanto scienza, e le sue applicazioni tecnologiche, dirette o indirette, stanno di fatto alla base del progresso e del benessere dell’umanità e costituiscono anche il cardine per il suo futuro sviluppo in chiave sostenibile. È significativo il fatto che sia stata proprio una nazione come l’Etiopia, ancora lontana dagli standard di benessere già raggiunti dalle nazioni più economicamente avanzate, a proporre all’Organizzazione della Nazioni Unite la risoluzione con la quale si chiedeva l’istituzione dell’Anno celebrativo delle conquiste della chimica e del suo contributo al benessere dell’umanità. Proposta accolta nella 63ma sessione dell’Assemblea Generale del 30 dicembre 2008, con una risoluzione che proclamava il 2011 Anno Internazionale della Chimica, affidando la responsabilità su scala globale dell’evento all’UNESCO ed alla IUPAC. «Accolgo con favore l’opportunità di celebrare la chimica, una delle scienze fondamentali» ha dichiarato il Direttore Generale dell’UNESCO, Koichiro Matsuura. «Accrescere la consapevolezza sulla chimica è ancora più importante se pensiamo alla sfida rappresentata dallo sviluppo sostenibile. È sicuro che la chimica giocherà un ruolo importante nello sviluppo di fonti alternative di energia e nel provvedere al

facilmente spendibile in un successivo scenario scolastico, e più ancora lavorativo, diverso da

insegnare “tutte” le discipline scientifiche) o con attività concreta svolta nel mondo scientifico, oltre

quello specifico della chimica, la

a

capacità comunicative e nello

particolare insistenza sull’esercizio stechiometrico nell’insegnamento della chimica nella scuola superiore (escludendo gli istituti tecnici specificamente ad indirizzo chimico) sottrae tempo prezioso alla trasmissione degli aspetti più culturali relativi alla stessa disciplina. Anche se può apparire sconcertante, uno studente può essere in grado di svolgere correttamente gli esercizi numerici

specifico divulgative che per lo più non rientrano fra i principali requisiti comunemente richiesti alla classe docente.

Una possibilità offerta agli insegnanti è quella di integrare il percorso didattico tradizionale con interventi ad hoc da parte di “ospiti” esterni, usufruendo della disponibilità, offerta ormai anche nel nostro Paese, da organizzazioni senza finalità di lucro che

di

chimica o i bilanciamenti delle reazioni di ossidoriduzione, pur senza aver realmente compreso cosa stia effettivamente calcolando, perché lo stia facendo e addirittura cosa siano di fatto gli oggetti materiali e le grandezze che sta

stechiometria, di termodinamica

riuniscono specialisti e professionisti di vari settori, accomunati da un’esperienza ed una formazione specifica anche nell’ambito della divulgazione scientifica. Con gli esperti si potranno chiarire alcuni dei seguenti quesiti.

manipolando dal punto di vista

In

cosa consiste il lavoro del

numerico.

chimico? In quali settori egli può

L’insegnante, nell’ambito della discrezionalità che gli è consentita

trovare occupazione e quale contributo può fornire in essi? Al

nell’interpretazione dei programmi

di

là della fin troppo stressata e

ministeriali al fine di convertirli in percorsi didattici concreti, non dovrebbe probabilmente lasciarsi eccessivamente sedurre dalla

sostanzialmente fuorviante iconografia popolare che lo vede assorto ed estraniato dal mondo in mezzo ad ampolle fumanti sempre

possibilità di una valutazione

a

rischio di esplosione e tubicini

rapida, puntuale e soprattutto oggettiva offerta dalla correzione di un esercizio di calcolo. O meglio

contorti pieni di liquidi colorati, come possiamo intendere la sua figura, il suo modo di ragionare e

non dovrebbe farlo fino al punto di

la

sua operatività quotidiana?

sacrificare la valutazione della

Chi meglio di un addetto ai lavori,

comprensione effettiva di un

in

questo caso di un chimico

concetto, anche qualora esso sia stato rielaborato ed espresso con locuzioni differenti, a causa di eventuali carenze espressive dello

professionista, può, con l’aiuto dell’insegnante che certamente conosce meglio i ragazzi e le loro dinamiche di apprendimento,

studente, fino a renderlo in una

trasmettere un’immagine realistica

forma apparentemente diversa da

e

responsabile della propria

quella nella quale era stato inizialmente somministrato. D’altra parte favorire l’apprendimento dei concetti fondanti della chimica, come del resto accade per ogni altra disciplina, richiede da parte dello stesso insegnante una profonda padronanza della materia, spesso difficilmente raggiungibile se non con un percorso formativo specifico (e purtroppo l’insegnante

professione?

Non possiamo, infatti, dimenticare che, percorso universitario a parte, anche la scelta della scuola secondaria di II grado prevede un’opzione specificatamente chimica, o meglio più di una, sempre nell’ambito degli istituti tecnici, ma i ragazzi che arrivano a questa scelta rischiano di avere un’idea pericolosamente vaga, spesso fuorviante, di cosa sia

di

scienze nella scuola secondaria

effettivamente la chimica, per non

di

I grado si trova a dover

parlare addirittura di cosa

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n. 8, 1 dicembre 2011, anno LVII

La chimica: una scienza naturale

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dossier
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La chimica: una scienza naturale per uno sviluppo sostenibile

chimica: una scienza naturale per uno sviluppo sostenibile sostentamento della popolazione mondiale». Certamente più

sostentamento della popolazione mondiale». Certamente più in chiave educativa è la dichiarazione rilasciata dal Professor Jung-Il Jin, Presidente dell’Unione Internazionale della Chimica Pura e Applicata (IUPAC):

«l’Anno Internazionale della Chimica darà un impulso globale alla scienza chimica su cui sono basati la nostra vita e il nostro futuro. Speriamo di accrescere la comprensione e l’apprezzamento per la chimica, aumentare l’interesse dei giovani per la scienza, e generare entusiasmo per il futuro della chimica». La nota esplicativa, rilasciata ufficialmente dai due protagonisti, evidenzia in particolare la collocazione ideale di questo Anno nel contesto del decennio 2005- 2014 dedicato dall’ONU all’educazione per lo sviluppo sostenibile, sottolineando come l’ossatura del programma dovrà essere incentrata sull’importanza della chimica nella preservazione delle risorse naturali. Una chiave interpretativa autorevole che non può in nessun caso essere ignorata, pur trasmettendo un messaggio per certi versi in antitesi con quel sentimento, prevalente nell’ultimo quarto di secolo nell’occidente industrializzato, e che vedrebbe la chimica probabilmente come l’ultimo dei partner immaginabili per garantire lo sviluppo dell’umanità in una direzione sostenibile. Oltre a questa significativa consapevolezza, relativa al ruolo pratico rivestito della chimica nella nostra civiltà, dai comunicati stampa emerge l’importanza culturale dalla chimica in quanto disciplina scientifica, con il suo fondamentale obiettivo di comprendere la natura, prima ancora che di intervenire su di essa: «La chimica è fondamentale per la nostra comprensione del mondo e dell’universo», si legge nel comunicato stampa congiunto UNESCO/IUPAC ad introduzione dell’Anno Internazionale, «inoltre le trasformazioni molecolari sono essenziali alla produzione di cibo, medicine, carburante,

innumerevoli manufatti e prodotti. L’Anno sarà un’occasione per il mondo per celebrare l’arte e la

scienza chimica e il suo contributo fondamentale alla conoscenza, alla tutela dell’ambiente e allo sviluppo economico». Fin dalle dichiarazioni rilasciate dai protagonisti dell’iniziativa emergono, quindi, le linee guida di questo Anno Internazionale che, al

di là della progettualità

programmatica messa in campo dai singoli Paesi e dalle loro organizzazioni scientifiche,

pongono al centro dell’attenzione

la gente comune, i cosiddetti non

specialisti, in qualità di target di riferimento privilegiato per presentazioni ed eventi, che una volta tanto non saranno di natura specialistica come gli innumerevoli

convegni e simposi organizzati ogni anno fra gli addetti ai lavori, ma avranno come principale oggetto di interesse la chimica in

sé stessa, la sua collocazione ed il

suo ruolo nella nostra civiltà.

numerosi soggetti pubblici e privati, con un calendario fittissimo di appuntamenti curato ed aggiornato in tempo reale dalla stessa Federchimica sul sito web

www.chimica2011.it.

• La settimana della chimica.

Localizzata nel mese di ottobre 2011, prevede un concentrato di iniziative (manifestazioni,

intrattenimenti, laboratori didattici, giochi, mostre, percorsi tematici) disseminate su tutto il territorio nazionale e destinate ad avvicinare

il grande pubblico al mondo della chimica, mettendolo a diretto

contatto con la realtà della ricerca, ma anche con le infinite possibilità

di applicazione concreta dei suoi

prodotti, proprio a partire dagli oggetti più comuni nella nostra vita quotidiana.

• Fabbriche aperte. L’operazione,

che si è concentrata soprattutto nel mese di maggio, ha ripreso ed ampliato una tradizione ormai pluriennale, con il coinvolgimento

di 175 imprese, per un totale di

oltre 600 stabilimenti, che per un giorno hanno aperto i cancelli alla popolazione abituata a vedere la fabbrica solo attraverso le

inferriate. Un’azione di trasparenza

e di conciliazione dall’elevato

Eventi significativi in Italia

A livello nazionale italiano i tre

principali soggetti coinvolti nell’organizzazione degli eventi sono la Società Chimica Italiana, la Federchimica ed il Piano Lauree Scientifiche, ai quali si affiancano

Visitatori presso la Valagro di Atessa (Chieti) nell’ambito dell’iniziativa Fabbriche Aperte 2011. Fonte: sito web ditta Valagro - http://www.valagro.com/it/corporate/media--

communications/news/fabbriche-aperte-alla-valagro-1000-visitatori-alla-scoperta-della-chimica

communications/news/fabbriche-aperte-alla-valagro-1000-visitatori-alla-scoperta-della-chimica

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significato simbolico, destinata a migliorare sempre di più il rapporto fra il mondo industriale chimico e la popolazione, specie quella che vive più a contatto con queste specifiche realtà.

• Tutti Pazzi per la Chimica. Si

tratta di un concorso, conclusosi in maggio, rivolto ai ragazzi della scuola secondaria di I grado ed ai loro insegnanti; con i suoi obiettivi e con il suo target di età insolitamente giovane, si è posto perfettamente in linea con la necessità di educare gli studenti alla percezione ed alla cultura della chimica prima che acquisiscano contenuti più specifici nel prosieguo del ciclo scolastico e tramite i corsi specifici di questa disciplina.

• Piano Lauree Scientifiche. Uno

spazio particolare è stato dedicato alla Chimica in incontri e conferenze finalizzati all’orientamento universitario dei giovani, nell’ambito del progetto, promosso dal MIUR, Ministero

nell’ambito del progetto, promosso dal MIUR, Ministero n. 8, 1 dicembre 2011, anno LVII La chimica:
nell’ambito del progetto, promosso dal MIUR, Ministero n. 8, 1 dicembre 2011, anno LVII La chimica:

n. 8, 1 dicembre 2011, anno LVII

La chimica: una scienza naturale

n. 8, 1 dicembre 2011, anno LVII La chimica: una scienza naturale dossier 23
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LVII La chimica: una scienza naturale dossier 23 La chimica: una scienza naturale per uno sviluppo

La chimica: una scienza naturale per uno sviluppo sostenibile

conoscere nella sua complessità le problematiche sulle quali si appresta ad esprimere un giudizio, specie se le conseguenze di questa decisionalità possono incidere sulla vita e sul benessere della sua comunità. In uno scenario mediatico che abbonda di falsi profeti, spesso tanto inaffidabili nel contenuto scientifico del loro messaggio quanto abili nelle strategie di comunicazione, che da anni invocano, seppur con diverso livello di integralismo, un ipotetico mondo dal quale la chimica sia messa al bando quale sorgente delle peggiori sciagure, la comunità chimica nel suo insieme non può continuare a giocare in difesa, trincerandosi dietro ad un aristocratico silenzio e contribuendo indirettamente ad alimentare quel senso di distanza e di conseguente diffidenza della popolazione nei suoi confronti. La scuola, ed in modo particolare quella secondaria di I grado, può ancora una volta fornire il suo contributo insostituibile, in linea con le finalità e le linee guida tracciate in questo Anno Internazionale, per favorire la crescita, nei ragazzi, di quella coscienza scientifica di base, e, nello specifico, di quella cultura chimica, che li aiuterà un giorno ad essere cittadini consapevoli e responsabili del mondo nel quale vivono.

Franco Rosso

dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, su iniziativa della Conferenza Nazionale dei Presidi delle Facoltà di Scienze e Tecnologie ed in accordo con Confindustria. Nato nel 2005, il Piano intende offrire risposte concrete alla crisi delle vocazioni scientifiche giovanili che interessa l’Italia, come del resto quasi tutti i paese europei.

• Chimica, la nostra vita, il nostro futuro. È il tema adottato nell’edizione 2011 dalla Confindustria, che organizza ogni anno la Giornata Nazionale Orientagiovani.

Menzionare una per una le centinaia di iniziative, diversificate per la molteplicità dei soggetti coinvolti, delle sedi, della tipologia di pubblico e, soprattutto, della modalità di approccio comunicativo, è un’impresa impossibile da realizzare in questa sede, oltre che per la vastità dell’offerta anche per il continuo aggiornamento del calendario degli eventi. Sullo sfondo di tutto, ancora una volta, emerge però l’interesse, che viene sempre più ad assumere le caratteristiche di una necessità improrogabile, di intercettare l’opinione pubblica, proprio ad iniziare da quella più distratta o, ancor peggio, ancorata a visioni aprioristiche e preconcette sull’argomento. In quanto soggetto decisionale, diretto o indiretto tramite mandato politico, all’interno di un sistema democratico il singolo cittadino ha il diritto, ma anche il dovere, di

Franco Rosso è il chimico fondatore ed attuale presidente dell’Associazione Culturale Chimicare, l’organizzazione no-profit che si pone come obiettivo pri- mario la promozione e la diffusione della cultura della chimica anche fra i non addetti ai lavori. Laureato in chimica (pura) presso l’Università degli Studi di Torino, dopo un’esperienza nel settore della consulenza per l’ambiente e lo svi- luppo sostenibile, opera da più di un decennio in qualità di ricercatore in una società privata che si occupa di Ricerca e Sviluppo, in particolare nel settore alimentare. Divulgatore scientifico, blogger ed organizzatore di attività ri- guardanti la chimica sul web dal 2009, è stato organizzatore, portavoce o re- latore in diversi eventi scientifico-divulgativi, tanto nel web (Chimicare.org, Carnevale della Chimica, social network) quanto a livello territoriale (Setti- mana della Scienza di Gallarate, Festival della Chimica, interventi di prepara- zione all’Esame di Stato per la professione del Chimico).

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La chimica: percorsi didattici

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dossier
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La chimica: una scienza naturale per uno sviluppo sostenibile

chimica: una scienza naturale per uno sviluppo sostenibile Un approccio alla chimica: cinque percorsi

Un approccio alla chimica:

cinque percorsi didattico/apprenditivi

Annarita Ruberto

Il 2011 è stato proclamato Anno internazionale della Chimica. Prendendo spunto da ciò, i docenti potrebbero ideare una proposta didattico/apprenditiva, meglio se trasversale alle discipline, che offra agli alunni delle occasioni di approccio alla Chimica, mirate a valorizzarne il carattere di scienza ormai diventata fondamentale sia nell’esplorazione e nella comprensione della natura che nel miglioramento della qualità di vita degli esseri umani. I cinque percorsi operativi, presentati con un approccio metodologico finalizzato a suscitare la curiosità degli alunni, forniscono un ventaglio di input che vogliono contribuire a far comprendere ai ragazzi come la Chimica sia presente un po’ ovunque: all’interno del nostro organismo, nelle attività umane e nell’ambiente, nella natura e nella vita di tutti i giorni.

I percorso operativo

Scopriamo la chimica … all’interno della bocca

I l nostro approccio alla Chimica

ha inizio con un percorso

esplorativo non tra i muri di

un tipico laboratorio scolastico bensì in un laboratorio un tantino inusuale, che appartiene a ciascuno di noi: la bocca! Non occorrono, pertanto, attrezzature particolari o costose, essendo sufficienti una certa dose di curiosità e voglia di esplorare. Lo scopo è quello di far scoprire ai ragazzi che la Chimica non è “qualcosa” di misterioso e accessibile soltanto a quegli strani personaggi un po’ allucinati che a volte vediamo nei film, ma, al contrario, è presente nella nostra vita di tutti i giorni, a partire dal nostro stesso organismo. Vediamo in che modo!

Scopriamo e “mappiamo” i sapori fondamentali Il sapore è una sensazione complessa in quanto tutti i sensi

intervengono nella sua

costruzione. Come aveva già intuito Brillat-Savarin, il gusto non appartiene esclusivamente al palato: noi percepiamo i sapori a partire da un insieme di sensazioni che includono i cinque sensi. È più appropriato, dunque, affermare che sentiamo i sapori nel cervello:

infatti, soltanto assemblando le sensazioni elaborate dai cinque sensi possiamo ricostruire la complessa sensazione denominata gusto.

In particolare, il gusto e l’olfatto,

sono strettamente interconnessi poiché per molti aspetti si sovrappongono. Essi sono sensi chimici in quanto sensibili ad

agenti chimici naturali o artificiali. I recettori della lingua sono in grado di riconoscere i quattro gusti

di base: dolce, salato, amaro,

acido. Accanto a questi, ci sono, anche se i testi di fisiologia ancora non li menzionano, il gusto

«Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma». Antoine-Laurent de Lavoisier

«Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma».

Antoine-Laurent de Lavoisier

umami (un sapore di “brodo” o “di carne” legato all’elaborazione del glutammato di sodio, esaltatore di sapidità, reperibile nelle etichette alimentari) e il gusto grasso. L’umami è stato identificato all'inizio del 1900 da uno scienziato giapponese, Kikunae Ikeda, mentre il gusto grasso è stato scoperto recentemente da un team di ricercatori australiani della Deakin University 1 . Proponiamo, pertanto, un’attività mediante cui far realizzare ai ragazzi una mappa dei principali gusti che si avvertono sulla lingua. Il percorso potrebbe avvalersi della collaborazione del docente di Tecnologia perché la tematica rientra anche nell’ambito relativo all’Educazione alimentare.

Figura 1

nell’ambito relativo all’Educazione alimentare. Figura 1 1 http://www.deakin.edu.au/news/2010/080 310fattaste.php
nell’ambito relativo all’Educazione alimentare. Figura 1 1 http://www.deakin.edu.au/news/2010/080 310fattaste.php
nell’ambito relativo all’Educazione alimentare. Figura 1 1 http://www.deakin.edu.au/news/2010/080 310fattaste.php

1 http://www.deakin.edu.au/news/2010/080

310fattaste.php

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Esperimento. Localizziamo le aree specifiche della lingua in cui si possono gustare i quattro sapori di base.

Materiale occorrente. Un disegno, su carta, della lingua (Fig. 1); bastoncini cotton fioc; sale; zucchero; succo di limone puro; caffè nero amaro; quattro tazzine da caffè; acqua distillata; cucchiaini; matite di quattro differenti colori.

Procedimento. 1. Preparare soluzioni deboli dei quattro sapori fondamentali, riempiendo le quattro tazzine con acqua distillata: mescolare una piccola

quantità di zucchero in una di esse fino a quando la soluzione non sarà diventata dolce all’assaggio.

2. Ripetere la procedura per il sale,

succo di limone e caffè.

3. Immergere l'estremità del cotton

fioc nella soluzione salina e poi tamponare delicatamente su un punto della lingua. Se si avverte il gusto salato, contrassegnare il punto con una piccola X colorata (deve essere utilizzato un colore diverso per ciascuna soluzione) sul

disegno cartaceo della lingua. Se non si avverte il gusto salato non si deve contrassegnare il punto corrispondente. Continuare fino a quando la superficie della lingua

non sarà stata interamente testata.

4. Risciacquare con acqua distillata

e ripetere con ciascuna delle soluzioni rimanenti. 5. Una volta completato il test, ci saranno parecchie X colorate sul disegno cartaceo della lingua. Le X dovrebbe mostrare delle aree molto specifiche della lingua che sono sensibili a dolce, salato, acido e

Figura 2

lingua che sono sensibili a dolce, salato, acido e Figura 2 n. 8, 1 dicembre 2011,

n. 8, 1 dicembre 2011, anno LVII

n. 8, 1 dicembre 2011, anno LVII dossier 25
dossier
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e Figura 2 n. 8, 1 dicembre 2011, anno LVII dossier 25 La chimica: una scienza

La chimica: una scienza naturale per uno sviluppo sostenibile

Tabella 1
Tabella 1

SOSTANZE NATURALI

DOLCI

SALATE

AMARE

ACIDE

INSAPORI

amaro. 6. Disegnare un cerchio attorno ad ogni sezione per differenziare le aree di gusto. Si è ottenuta la mappa (Fig. 2) della propria lingua! Alla fine dell’attività, gli alunni dovrebbero aver compreso quali sono i sapori fondamentali e le zone specifiche della lingua dove essi vengono percepiti. Dopo aver “mappato” la lingua in relazione ai gusti principali, si potrà far realizzare dai ragazzi una tabella (Tab. 1)aperta, da appendere in classe e aggiornare nel corso dell’anno con i nomi delle sostanze naturali che presentano i sapori fondamentali.

Il tremendo succo di arancia! Una volta stuzzicato l’interesse dei ragazzi, continuiamo con l’esplorazione dei sapori.

Esperimento. Proviamo con il succo d’arancia.

Materiale occorrente. Spazzolino da denti; dentifricio; succo d'arancia.

Procedimento. 1. Introdurre nella bocca un sorso di succo d'arancia

e rilevare le diverse intensità di sapore dolce, amaro e acido sulle diverse zone della lingua.

2. Sciacquare la bocca con acqua.

3. Successivamente, lavare i denti

energicamente con spazzolino e

dentifricio, per un minuto.

4. Sciacquare la bocca e ingerire

nuovamente un sorso di succo di arancia.

Analisi dei risultati. Per circa 1/3 delle persone, il succo d'arancia conserverà lo stesso sapore, mentre per i 2/3 il sapore diventerà molto amaro. Per quale motivo avviene ciò? Circa 2/3 di noi presentano un "gene del gusto" nella lingua, che migliora notevolmente la nostra capacità di individuare un sapore amaro; 1/3 di noi non presenta, invece, questo gene. Quasi tutti i dentifrici contengono un ingrediente chiamato sodio lauril solfato (SLS). Tale sostanza provoca la diminuzione dei sapori dolci e, nello stesso tempo, un aumento dei sapori amari quasi dieci volte superiore alla loro intensità originale. Il sapore acido/amaro del succo d'arancia proviene dall’acido citrico (Fig. 3).

Figura 3

La chimica: percorsi didattici
La chimica: percorsi didattici

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La chimica: percorsi didattici

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dossier
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La chimica: una scienza naturale per uno sviluppo sostenibile

chimica: una scienza naturale per uno sviluppo sostenibile In questo contesto, non ci si addentrerà sul

In questo contesto, non ci si addentrerà sul come e il perché il sodio lauril solfato provochi tale effetto sul sapore acido/amaro: lo scopo è quello di rendere i ragazzi consapevoli che la Chimica si presenta e agisce in svariate modalità sul nostro organismo. Se il docente lo ritiene opportuno, può svolgere approfondimenti:

- sull’acido citrico, precisando che la sua denominazione all’interno dell’industria alimentare è E330 – E333 e che può essere trovato in moltissime bevande gassate, in alcune mozzarelle, nelle salse in vasetto e negli alimenti per neonati;

- sulla storia del dentifricio, a partire dalle origini nel 5000 a.C. presso gli Egizi sino ai dentifrici moderni contenenti fluoro o Triclosan 2 .

Alcune reazioni chimiche all’interno della bocca Con le attività che si propongono in questa sezione, si farà verificare ai ragazzi che nella nostra bocca avvengono continuamente delle reazioni chimiche, specialmente quando si mastica.

Esperimento. Cosa avviene quando si mastica un pezzo di pane.

Materiale occorrente. Un pezzo di pane bianco; tintura di iodio, che è una soluzione al 7% (in p/v) di Iodio e 5% di ioduro di potassio in una miscela di etanolo e acqua (usare cautela perché tossica; non deve essere assolutamente ingerita!); carta oleata (Fig. 4).

Procedimento. 1. Tagliare un quadratino dal pezzo di pane bianco. 2. Introdurlo all’interno della bocca e masticare a lungo e accuratamente oltre 30 volte, facendo attenzione a mescolare il

più possibile la saliva con il pane.

3. Quando il pane sarà diventato di

sapore dolciastro e consistenza gommosa, depositarlo su un pezzo

di carta oleata. 4. Adagiare, quindi, un pezzettino di pane secco su un secondo pezzo di carta oleata.

5. Aggiungere quattro gocce di

tintura di iodio per ciascuno dei due campioni di pane preparati e osservare che cosa succede.

Analisi dei risultati. Il pane non masticato diventa di un colore blu scuro-viola mentre quello ben masticato e insalivato non assume la stessa colorazione. Perché accade questo? L'amido del pane si combina con

Figura 4

accade questo? L'amido del pane si combina con Figura 4 Figura 5 - Struttura dell’amido la
accade questo? L'amido del pane si combina con Figura 4 Figura 5 - Struttura dell’amido la
accade questo? L'amido del pane si combina con Figura 4 Figura 5 - Struttura dell’amido la

Figura 5 - Struttura dell’amido

si combina con Figura 4 Figura 5 - Struttura dell’amido la tintura di iodio per formare

la tintura di iodio per formare

molecole di tintura iodio-amido, che sono di un colore blu-viola

intenso. L'amido ha la proprietà di colorarsi di un intenso blu violetto, che può giungere sino al nero, se viene a contatto con soluzioni contenenti iodio. L’amido del pane mescolato con la saliva subisce, invece, una trasformazione chimica, mediante cui viene demolito in frammenti più piccoli ovvero molecole di zucchero del tutto diverse da quelle dell’amido, ad opera di una sostanza presente nella saliva: l'amilasi salivare o ptialina, un enzima secreto dalle ghiandole salivari umane in grado

di svolgere azione amilasica che

consente una prima digestione dei carboidrati. L'attività enzimatica che ha inizio nel cavo orale, dove

però è limitata da un pH elevato e

da un tempo di permanenza del

bolo troppo breve, continua poi nello stomaco. Lo zucchero non reagisce con lo iodio nello stesso modo dell’amido.

Attenzione! Se il pane non viene

masticato a lungo e ben insalivato, può rimanere un po’ di amido e dare responso positivo con lo iodio.

In conclusione, il colore blu-

violetto del primo campione di pane indica che l'amido non è stato demolito. Il colore marroncino assunto dal secondo campione indica che l'amido è stato scomposto, per effetto dell'amilasi salivare, in molecole di zucchero. Per tale motivo i chimici possono utilizzare lo iodio come indicatore per l'amido. Chimicamente l'amido (Fig. 5) è

un carboidrato, cioè una sostanza composta da carbonio, idrogeno ed ossigeno ed è un polimero, cioè una sostanza formata da molte piccole unità uguali, del più importante dei carboidrati: il glucosio. Più precisamente è composto da due polimeri:

l'amilosio (che ne costituisce circa

da due polimeri: l'amilosio (che ne costituisce circa 2 http://scuole.federchimica.it/Libraries/Scuo
da due polimeri: l'amilosio (che ne costituisce circa 2 http://scuole.federchimica.it/Libraries/Scuo

2 http://scuole.federchimica.it/Libraries/Scuo le_medie/Manuale_d_uso_-_La_chimica_e_

i_suoi_prodotti_per_la_qualit%C3%A0_della

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il 20%) e l'amilopectina (circa

l'80%).

Si farà comprendere ai ragazzi che

l'amido è il più importante fattore nell'alimentazione umana e che sono composti quasi interamente

di amido alimenti quali il pane, la

pasta, le patate, i legumi e gli alimenti derivati dai cereali. A tale fine, si farà effettuare la prova dell'amido in altri alimenti come un cracker, un pezzo di cereali secchi, o un biscotto! Evidenziare, inoltre, che lo iodio è velenoso e non occorre consumare tutto ciò che contiene iodio.

Variante. Invece dei due pezzetti di carta oleata, si potrebbero utilizzare, nell’esperimento precedente, due provette: in una delle due si inserisce il pane secco con aggiunta di acqua tiepida; nella seconda si introduce il campione di pane gommoso e insalivato, diluito con un po’ di acqua. Si rimescolano bene i contenuti delle due provette e si aggiungono alcune gocce di tintura

di iodio in ciascuna di esse,

osservando la colorazione corrispondente, che sarà somigliante a quella illustrata in Figura 6.

Figura 6

Campione Campione contenente contenente pane non pane com- combinato binato con con la la saliva
Campione
Campione
contenente
contenente
pane non
pane com-
combinato
binato con
con la
la saliva
saliva

Continuiamo il percorso, affrontando un problema che causa un serio disagio in quelle persone che ne sono affette: l’alitosi! Le cause di questa affezione sono diverse. Nello specifico, ci riferiamo ad una delle conseguenze della cattiva igiene orale. I residui di cibo, che si depositano tra i denti, vengono decomposti dall'azione dei batteri presenti nel cavo orale e, se non rimossi da un'accurata igiene orale, diventano una delle cause principali

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V I I La chimica: percorsi didattici dossier 27 La chimica: una scienza naturale per uno

La chimica: una scienza naturale per uno sviluppo sostenibile

denominazione risale all'epoca di Lavoisier (XVIII secolo) quando i sali erano considerati la combinazione di un ossido metallico con un ossido non metallico e venivano scritti di conseguenza (Fig. 8).

Figura 8

e venivano scritti di conseguenza ( Fig. 8 ). Figura 8 Sperimentiamo altre reazioni chimiche Dopo

Sperimentiamo altre reazioni chimiche Dopo aver osservato l’azione della ptialina sugli alimenti contenenti carboidrati, si può continuare l’esplorazione con altri esperimenti all’interno della bocca.

Esperimento. Un respiro davvero

potente!

Materiale occorrente. Calce viva o Ossido di calcio (CaO), facilmente

reperibile presso una drogheria; una cannuccia da bibita; 1 contenitore

di vetro pirex con tappo a vite,

resistente al calore;1 becher piccolo (Fig. 9, a p. seguente).

Procedimento. 1. Riempire con

acqua il contenitore di vetro pirex. 2. Aggiungere un cucchiaino di calce viva e mescolare. 3. Avvitare il coperchio e lasciare riposare la soluzione per oltre 12 ore. 4. Non permettere a nessuno di avvicinarsi

al contenitore. 5. Trascorso il tempo

previsto, versare, ponendo molta attenzione, metà del liquido chiaro

nel becher. Il liquido chiaro è acqua

di

calce o soluzione acquosa satura

di

idrossido di calcio [Ca(OH) 2 ] (ca.

0,5%) ed è una base molto forte. 6. Utilizzare la cannuccia per soffiare lentamente nell’acqua di calce, fino a quando da trasparente non sarà diventata di un colore torbido e lattiginoso (Fig. 10, p. seguente).

di un colore torbido e lattiginoso ( Fig. 10, p. seguente ). 3 http://it.wikipedia.org/wiki/Polifenolo 4
di un colore torbido e lattiginoso ( Fig. 10, p. seguente ). 3 http://it.wikipedia.org/wiki/Polifenolo 4

3 http://it.wikipedia.org/wiki/Polifenolo

4 http://it.wikipedia.org/wiki/Metantiolo 5 http://it.wikipedia.org/wiki/Trimetilam- mina

dell'alitosi. In particolare, alcune sostanze come l'alcool o i residui della combustione del tabacco, o quelle presenti nell'aglio e la cipolla, sono eliminate per via respiratoria e conferiscono uno spiacevole odore caratteristico all'alito. Anche in questo caso la Chimica può venirci in aiuto.

Esperimento. Neutralizzare l’alitosi.

Materiale occorrente. Bicarbonato Solvay (Fig. 7); acqua; bicchiere.

Figura 7

Bicarbonato Solvay ( Fig. 7 ); acqua; bicchiere. Figura 7 Procedimento. 1. Sciogliere 1 cucchiaino, pari

Procedimento.

1. Sciogliere 1

cucchiaino, pari a 5g, di Bicarbonato Solvay nel

bicchiere, in cui è già stata versata dell’acqua.

2. Sciacquare la

bocca come con un normale collutorio e valutare l’effetto ottenuto.

Analisi dei risultati. Il Bicarbonato Solvay, essendo una sostanza tampone, aiuta a neutralizzare quegli odori che hanno origine acida, come quelli di aglio o cipolla, oppure basica, come quelli del pesce. Anche il Tè verde è utile per la sua attività deodorante dovuta ai composti polifenolici 3 che contiene; essi neutralizzano i composti derivati dai Metil-mercaptani 4 , sostanze che si sviluppano nella bocca (e causano l'alitosi del mattino), dalla Trimetilammina 5 , che si produce nel pesce conservato di cui talvolta ci nutriamo, dall'ammoniaca, che è presente in vari cibi e derivati, dal fumo di tabacco, dall'aglio e dalla cipolla.

Nota. Il Bicarbonato Solvay è chimicamente idrogenocarbonato di sodio (NaHCO 3 ). Osservando la sua formula non ci sono elementi che apparentemente giustifichino nel nome il prefisso bi- del termine bicarbonato. L'origine della

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La chimica: percorsi didattici

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dossier
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La chimica: una scienza naturale per uno sviluppo sostenibile

chimica: una scienza naturale per uno sviluppo sostenibile Figura 9 Figura 10 Analisi dei risultati. Che

Figura 9

una scienza naturale per uno sviluppo sostenibile Figura 9 Figura 10 Analisi dei risultati. Che cosa
una scienza naturale per uno sviluppo sostenibile Figura 9 Figura 10 Analisi dei risultati. Che cosa
una scienza naturale per uno sviluppo sostenibile Figura 9 Figura 10 Analisi dei risultati. Che cosa

Figura 10

naturale per uno sviluppo sostenibile Figura 9 Figura 10 Analisi dei risultati. Che cosa è avvenuto?

Analisi dei risultati. Che cosa è avvenuto? Che cosa c’è nel vaso? Nei passaggi 1, 2, 3 dell’esperimento, si è ottenuto Idrossido di calcio in seguito alla reazione della calce viva o ossido di calcio con l’acqua. La calce viva reagisce a contatto con l'acqua con grande produzione di calore, dando origine all’Idrossido di calcio, secondo la reazione:

CaO+H 2 O

CaO(OH) 2 2

Calce viva +

Idrossido di

Acqua

calcioAcqua

L’acqua di calce diventa sempre lattiginosa quando il diossido di carbonio o anidride carbonica (CO 2 ) viene a contatto con essa. L’aggiunta dell’anidride carbonica contenuta nell’aria espirata provoca, infatti, una reazione chimica con produzione di una polvere bianca non solubile in acqua. Questa polvere bianca è in realtà calcare! Il calcare è carbonato di calcio (CaCO 3 )

CO 2 +Ca(OH) 2 Anidride carbonica +
CO
2 +Ca(OH) 2
Anidride
carbonica
+

Idrossido di

calcio

CaCO +H

3

2 O

Carbonato

di calcio

+

Acqua

Anche se la reazione precedente è corretta dal punto di vista formale, la reazione reale è più complessa. Osservando la precedente reazione, infatti, il processo sembrerebbe avvenire tra un solido Ca(OH) 2 e un gas CO 2 , mentre in realtà la reazione avviene in fase acquosa grazie all'acqua di impasto della calce. Se si lascia riposare la soluzione per diverse ore, la polvere di calcare si depositerà sul fondo del vaso.

Variante. Partendo dal punto 6 dell’esperimento e continuando a soffiare, dopo un po' il liquido torbido tornerà nuovamente limpido. Il carbonato di calcio che si è formato reagisce, infatti, con l'anidride carbonica disciolta in acqua per produrre bicarbonato di calcio solubile, secondo la reazione:

CaCO 3 +CO 2 +H 2 O Ca(HCO 3 ) 2 Carbonato Bicarbonato di calcio
CaCO 3 +CO 2 +H 2 O
Ca(HCO 3 ) 2
Carbonato
Bicarbonato
di calcio
di calcio
+ solubile

Anidride

carbonica

+

Acqua

Nota. Se si vuole evitare la reazione della calce viva con l’acqua per produrre l’Idrossido di calcio e la relativa acqua di calce, si può acquistare quest’ultima già pronta. Altra alternativa è quella di partire dalla comune calce spenta, molto meno pericolosa ed anche più facilmente reperibile. Realizzare

tramite accurato mescolamento una soluzione satura in acqua appena bollita (priva di CO 2 ), riempire fino al tappo una bottiglietta in cui lasciarla sedimentare per eliminare

l’eccesso di materiale insolubile, sia esso idrossido o tracce di carbonato, quindi attingere ed utilizzare solo il surnatante.

Esperimento. Un “chewing- gum” elettrico di alluminio!

Materiale occorrente.Un foglio di alluminio (Fig. 11).

Figura 11

occorrente. Un foglio di alluminio ( Fig. 11 ). Figura 11 Procedimento. 1. Ritagliare un pezzettino

Procedimento. 1. Ritagliare un pezzettino di foglio di alluminio, masticare per qualche istante e porre attenzione ad una qualsiasi sensazione di disagio. 2. Chiedere a qualcuno, un genitore ad esempio, di masticare un “batuffolo” di pellicola di alluminio per pochi momenti e chiedere se ha rilevato un qualche disagio. In caso affermativo, qual è il motivo?

Analisi dei risultati. L’alluminio si corrode in ambiente acido, perché i suoi atomi tendono a perdere i loro elettroni trasformandosi in ioni positivi (Al +3 ). Quando un pezzetto di alluminio è masticato in

bocca, la nostra saliva leggermente

acida agisce come un catalizzatore di questo processo. In sostanza, la

nostra bocca diventa una batteria elettrica rudimentale. Molte persone hanno delle otturazioni di argento nei denti: il flusso di elettroni si dirige dall’alluminio all’argento delle otturazioni. La corrente è rilevata dai nervi all'interno dei nostri denti e il risultato è una spiacevole "scossa elettrica".

Risorse in rete Sulla chimica dei sensi ed in particolare sulla relazione fra gusto ed olfatto:

http://www.chimicare.org/blog/filosofia/la-

chimica-dei-sensi-o-il-senso-per-la-chimica/

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La chimica: percorsi didattici

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V I I La chimica: percorsi didattici dossier 29 La chimica: una scienza naturale per uno

La chimica: una scienza naturale per uno sviluppo sostenibile

comprendere ai ragazzi come l'evoluzione dell'industria chimica di sintesi organica, per esemplificare, influì in modo determinante sulla trasformazione della società, favorendo l’afflusso massiccio di manodopera contadina in un nuovo settore di occupazione che diede il via al processo di urbanizzazione e alle sue conseguenze.

Attività 1. Svolgete una ricerca in rete e su riviste specializzate circa il significato di filiera e di manufatto. Dopo aver selezionato i materiali trovati, realizzate una presentazione di gruppo da condividere e discutere collettivamente in classe. L’attività è propedeutica all’analisi e alla comprensione dell’importanza di alcune filiere, quale ad esempio quella del PVC, una delle materie plastiche più diffuse al mondo (Fig. 12).

Attività 2. Analizziamo la filiera del PVC. L’ideale sarebbe svolgere l’attività in situazione, ovvero presso un’azienda che produce polimeri, previo accordo.

II percorso operativo

La Chimica nelle attività umane e nell’ambiente

L’ elevato livello odierno di qualità della vita è dovuto al progresso della scienza,

e, in particolare, della Chimica. È, quindi, importante sia far

apprendere ai ragazzi che gli oggetti del mondo reale, viventi e non viventi, sono costituiti da sostanze chimiche sia sensibilizzarli sul ruolo e sull’importanza della Chimica nelle attività svolte dall’uomo. Continuiamo, pertanto, il nostro percorso esplorativo all’interno delle meraviglie della Chimica per scoprire le tante sorprese che essa può offrirci. La 63a sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato la risoluzione di proclamare il 2011 Anno Internazionale della Chimica non a caso. Le conquiste della Chimica e il suo contributo al

benessere dell’umanità meritano a pieno titolo il riconoscimento. Il percorso in oggetto vuole fornire, in particolare, una panoramica di come la Chimica interessi le più diverse attività umane e di come possa contribuire a rendere sostenibile l’Ambiente. La tematica, per la sua complessità, è più adatta ad una classe terza. Ciò non toglie che potrebbe essere utilmente adattata, con un opportuno taglio didattico, anche ad una classe seconda.

Le filiere dei manufatti finiti Il percorso potrebbe iniziare, in collaborazione con i docenti di Storia e di Tecnologia, attuando un approccio storico-tecnologico alle complesse filiere dei manufatti finiti dei quali la nostra esistenza non può più fare a meno. Si farà

Figura 12

Polivinilcloruro

Polivinilcloruro Compound di granuli multicolori di PVC.
Polivinilcloruro Compound di granuli multicolori di PVC.

Compound di granuli multicolori di PVC.

Polivinilcloruro Compound di granuli multicolori di PVC.

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La chimica: percorsi didattici

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La chimica: una scienza naturale per uno sviluppo sostenibile

chimica: una scienza naturale per uno sviluppo sostenibile Nell’impossibilità di farlo, si proporranno ai ragazzi

Nell’impossibilità di farlo, si proporranno ai ragazzi filmati 6 , documentari, e risorse audiovisive specifiche che facciano loro comprendere la rilevanza, in ambito nazionale, europeo e mondiale, dell’industria del PVC, nata nel 1936, i cui processi di produzione si sono adeguati progressivamente ai sempre più restrittivi standard di sostenibilità, finalizzati alla salvaguardia di lavoratori, consumatori ed ambiente.

Prima fase. Che cos’è il PVC, come viene prodotto e a cosa serve. Gli alunni saranno guidati a comprendere che il PVC è chimicamente polivinilcloruro (C 2 H 3 Cl) n o policloruro di vinile (Nome IUPAC policloroetene), una delle materie plastiche più utilizzate al mondo, ottenuto dalla polimerizzazione 7 del cloruro di vinile monomero (CVM). È, pertanto, un polimero 8 formato dal 57% di cloro, proveniente dal sale da cucina (NaCl), e dal 43% tra carbonio ed idrogeno. Esso è additivato con altre sostanze (quali stabilizzanti e lubrificanti) che gli conferiscono particolari caratteristiche fisico-meccaniche adatte alle caratteristiche dei numerosi tipi di manufatti prodotti

Tabella 1
Tabella 1

Media 2003-2009

Valore %

Edilizia/costruzioni

35,74%

Imballaggio

17,05%

Elettricità

7,80%

Cartotecnica

5,41%

Mobile/arredamento

4,07%

Tempo libero

3,64%

Agricoltura

2,57%

Calzature/abbiglia-

2,13%

mento

Elettrodomestici

1,75%

Trasporto

1,84%

Telecomunicazioni

1,85%

Diversi*

8,72%

Export compound

7,43%

Totale

100%

dall’industria del PVC. I ragazzi saranno guidati a comprendere che, scoperto intorno alla metà dell’800, il polimero del Cloruro di vinile si presenta come una polvere bianca. Il primo brevetto per la sintesi via acetilene ed acido cloridrico (HCl) risale all’inizio del ‘900; successivamente sono stati sviluppati ulteriori brevetti per la produzione del CVM attraverso il processo di cracking del dicloroetano (DCE), che può essere prodotto ai nostri giorni sia con la reazione tra etilene e acido cloridrico sia con la sintesi diretta tra etilene e cloro. Se il livello della scolaresca lo consente e il docente lo ritiene opportuno, si può approfondire lo sviluppo tecnologico del processo di polimerizzazione e dei sistemi di additivazione. Gli usi del PVC sono molteplici:

dall’edilizia all’imballaggio alimentare e farmaceutico, dai presidi medico-chirurgici ai materiali per la protezione civile, dalla cartotecnica, alla moda e al design. Nella tabella 1, sono elencati i principali settori applicativi del PVC (valore medio 2003-2009 in Italia – elaborazione su dati Plastic Consult).

Fasi successive. L’attività potrebbe continuare con le fasi che sono di seguito indicate e che saranno sviluppate dai docenti interessati:

- La sua importanza socioeconomica

- Materie prime e produzione

- Innovazione di processo

- Additivazione e trasformazione

- Compound

- Trasformazione

- Prodotti e applicazioni

- Recupero e riciclo

Si suggerisce anche un approfondimento sulle proprietà chimiche del Cloro.

Quanta Chimica anche nella fotografia! Lo scopo dell’attività laboratoriale, che si propone di seguito, è di far conoscere, attraverso un percorso storico 9 , i processi chimici alla base della fotografia tradizionale:

dal pirogallolo 10 , uno degli agenti

di sviluppo più vecchi usati in

fotografia, alla calotipia o talbotipia 11 (Fig. 13), sino ai metodi moderni.

Attività 1. Scopriamo le reazioni chimiche presenti nel procedimento

di produzione di una fotografia 12 .

Si chiederà ai ragazzi di cercare

individualmente materiali sulla

storia della fotografia, sia su testi che in rete. Successivamente, suddivisi in gruppi, valuteranno e selezioneranno il materiale trovato.

In particolare, si porrà attenzione,

nei modi consoni all’età degli alunni, sull’aspetto chimico dei processi che sono alla base dell’impressione della pellicola,

delle fasi di sviluppo e di stampa.

Si farà comprendere agli alunni che

diverse reazioni chimiche sono coinvolte nei vari stadi della produzione di una fotografia tradizionale, pur non entrando

nello specifico delle stesse che per

la loro complessità non sarebbero

compiutamente comprensibili, dati i prerequisiti conoscitivi in possesso dei ragazzi. Ciò nonostante, gli alunni potranno apprendere utilmente che per ottenere una fotografia sono indispensabili alcuni materiali: un supporto, un'emulsione sensibile alla luce e dei reagenti chimici capaci di sviluppare e fissare l’immagine sul supporto. Su ciascuno di tali materiali si potrà svolgere un approfondimento

di tali materiali si potrà svolgere un approfondimento 6 Sistema produttivo di serramenti in PVC :
di tali materiali si potrà svolgere un approfondimento 6 Sistema produttivo di serramenti in PVC :

6 Sistema produttivo di serramenti in PVC :

http://www.youtube.com/watch?v=Icqjb

aB4wMc

7 http://it.wikipedia.org/wiki/Polimerizzaz ione

8 http://it.wikipedia.org/wiki/Polimeri

9 Storia della fotografia in bianco e nero con alogenuri di argento - Progetto Lauree scient ifiche, Università di Camerino: http://www.u nicam.it/plschimica/fotografia.asp

10 http://www.fotoavventure.it/htdocs/freec

ontent/SG001_Pirogallolo/SG001_Pirogall

olo.pdf

11 http://it.wikipedia.org/wiki/Calotipia

12 - F. Celentano, I materiali fotografici in bianco e nero, Ed. Il Castello, Milano 1982

- L. Stroebel, J. Compton, I.Current, R. Zakia,

Fondamenti di fotografia, materiali e processi, Zanichelli, Bologna

- L' ABC di Weston, Caratteristiche e formule

di rivelatori mitici: http://www.internetca- mera.it/corsi-ABC_di_weston.asp

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La chimica: percorsi didattici

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V I I La chimica: percorsi didattici dossier 31 La chimica: una scienza naturale per uno

La chimica: una scienza naturale per uno sviluppo sostenibile

preparazione

dell’emulsione

fotografica e,

in particolare,

il primo: la

precipitazione.

Una

emulsione

fotografica si

prepara

partendo da

una soluzione

relativamente

diluita (1%)

di gelatina in

Gli spunti didattici sono evidentemente numerosi e il docente può declinarli opportunamente sulla base degli scopi prefissi.

La chimica e l'ambiente Lo scopo di questa sezione è di far comprendere agli alunni che la Chimica esercita un ruolo fondamentale nell’ambito dello sviluppo sostenibile, grazie alla ricerca scientifica in cui è protagonista, con il fine sia di

attuare processi ad impatto soft sull’ambiente che di migliorare la compatibilità ambientale dei suoi prodotti. La Chimica verde 13 è nata, infatti, a causa dell'aumento delle emissioni di anidride carbonica e dei forti consumi. Questa disciplina cerca di ridurre l'impatto dei fenomeni chimici usando materie prime ricavate da fonti rinnovabili; cerca, inoltre, di contenere gli sprechi e gli scarti e utilizza composti biosostenibili ed ecosostenibili. D'altronde la chimica ambientale è focalizzata sullo studio del chimismo e biochimismo implicati nell'ambiente, si interessa della chimica delle acque dolci e marine, del suolo e dell'atmosfera. Infine, estende la propria ricerca ai fenomeni legati all'inquinamento e all'effetto dei materiali tossici rilasciati nell’ambiente, con la finalità di contenerli e di trovare un rimedio. Una attenzione particolare, per la sua importanza e per la possibilità di declinazione didattica, merita il cloro, una sostanza che abbonda in natura: nella crosta terrestre vi è, infatti, più cloro (0,19%) che carbonio (0,08%). Gli alunni apprenderanno che quasi tutto il

(0,08%). Gli alunni apprenderanno che quasi tutto il 1 3 http://it.wikipedia.org/wiki/Chimica_verde Figura 13
(0,08%). Gli alunni apprenderanno che quasi tutto il 1 3 http://it.wikipedia.org/wiki/Chimica_verde Figura 13
(0,08%). Gli alunni apprenderanno che quasi tutto il 1 3 http://it.wikipedia.org/wiki/Chimica_verde Figura 13

13 http://it.wikipedia.org/wiki/Chimica_verde

Figura 13 - Calotipia proveniente dal libro Pencil of Nature, 1844.

- Calotipia proveniente dal libro Pencil of Nature , 1844. per far scoprire ai ragazzi quanta

per far scoprire ai ragazzi quanta Chimica sia racchiusa in essi. Apprenderanno, ad esempio, che i supporti di carta per le stampe fotografiche, la cui materia prima è la cellulosa, subiscono diversi trattamenti di natura chimica. La pasta cellulosica veniva un tempo sbiancata con cloro o con ipocloriti; attualmente si tende ad eliminare l’uso di questi composti contenenti cloro nel processo di sbianca perché accelerano il deterioramento della carta. Segue poi la collatura. Successivamente una o entrambe le superfici del foglio sono ricoperte con uno o più strati di un impasto di colla e di solfato di bario, BaSO 4 o altri pigmenti bianchi. L’emulsione fotografica è costituita da cristalli di alogenuri di argento sospesi in una gelatina. Esistono molte ricette diverse per produrre una emulsione fotografica. La scelta del tipo di gelatina e di diverse combinazioni di sali, insieme ad altri componenti chimici, conferiscono all’emulsione determinate caratteristiche di rapidità, sensibilità cromatica, granulosità, contrasto e risoluzione. Gli alogenuri di argento reagiscono alla luce e formano un’immagine latente che viene poi sviluppata per produrre un'immagine visibile, costituita da argento metallico. Nell’emulsione fotografica sono contenuti, oltre agli alogenuri, anche i nitrati. Risulta evidente che il materiale da trattare è vasto. Potrebbe risultare interessante esplorare i passaggi principali della

acqua. A questa soluzione si aggiungono uno o più alogenuri solubili, in quantità leggermente superiore a quella richiesta dalla reazione di precipitazione, quindi, ad una determinata temperatura, si aggiunge un sale solubile di argento, quasi sempre il nitrato: si formano, così, gli alogenuri di argento (Fig. 14). Le reazioni possibili sono le seguenti:

AgNO 3 + NaCl AgCl + NaNO 3

AgNO 3 + NaBr AgBr + NaNO 3

AgNO 3 + KCl

KNO 3

AgCl +

AgNO 3 + KBr

AgBr +

KNO 3

AgNO 3 + NaI

AgI + NaNO 3

AgNO 3 +

KI

AgI

+

KNO 3

I prodotti di queste reazioni sono:

il nitrato di sodio e il nitrato di potassio, sali ionici, cristallini e molto solubili in acqua; gli alogenuri di argento anch’essi sali cristallini, ma quasi del tutto insolubili in acqua pura e un po’ più solubili in presenza di altri sali disciolti, come succede nell’emulsione fotografica. Il legame argento-alogeno presenta un carattere ionico abbastanza elevato.

Figura 14

succede nell’emulsione fotografica. Il legame argento-alogeno presenta un carattere ionico abbastanza elevato. Figura 14

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La chimica: percorsi didattici

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La chimica: una scienza naturale per uno sviluppo sostenibile

chimica: una scienza naturale per uno sviluppo sostenibile cloro presente in natura è in forma legata:

cloro presente in natura è in forma legata: enormi quantità (in piccole concentrazioni) di cloro legato (sale e acido cloridrico) vengono trasportate dai venti provenienti dal mare, che ne contiene in gran quantità, verso la terraferma. In questo modo, anche sulla terra il cloro è presente dovunque, nell'atmosfera e nel suolo. Tutte le forme di vita terrestri hanno avuto origine negli oceani salati e ancora oggi quasi tutti gli organismi viventi hanno bisogno di sale per sopravvivere. L'eccesso di sale come pure la sua mancanza possono risultare letali. Il nostro sangue contiene sale e il nostro stomaco usa l'acido cloridrico (derivato dal sale) per la digestione degli alimenti. I globuli bianchi producono l'ipoclorito, un potente agente ossidante derivato dal cloro e ricavato dal sale, per debellare gli agenti patogeni dannosi alla salute. L’acqua del rubinetto, in Italia molto controllata, è trattata per garantirne la purezza e la sicurezza. Tra i trattamenti effettuati c’è la clorazione che contribuisce a renderla potabile. Si può far svolgere, pertanto ai ragazzi il seguente esperimento.

Esperimento. Scopriamo il cloro nell’acqua potabile. L’impiego di una sostanza chimica, il nitrato di argento, permette di rilevare la presenza di cloro nell’acqua.

Materiale occorrente. Acqua distillata o demineralizzata. Tre boccettine di vetro non colorato oppure delle provette. Una soluzione di sale da cucina (basta sciogliere in un po’ di acqua

distillata un pizzico di sale e metterlo in una delle boccette mediante un contagocce reperibile

in farmacia). Una soluzione di

nitrato di argento (in una boccetta

di vetro non colorato avente un

contagocce, mettere acqua distillata

e un pizzico di nitrato di argento)

che si può trovare in farmacia, dove

si possono trovare anche delle

matite caustiche (bastoncini di

nitrato d’argento ricoperto di cera).

È sufficiente raschiare la cera e

mettere, senza toccarlo, un pezzetto

di nitrato d’argento nell’acqua

distillata, contenuta nella boccetta

di vetro non colorato (Fig. 15).

È necessario operare con attenzione

perché il nitrato di argento è caustico e, a contatto della pelle, lascia delle macchie di color marrone per qualche giorno.

b. Aggiungere qualche goccia di nitrato di argento. Si forma una sostanza bianca, un precipitato di cloruro di argento, perché

nell’acqua di rubinetto c’è presenza

di cloro (Fig. 16).

Analisi dei risultati. Nell’acqua

potabile è stata rilevata una piccola quantità di cloruro di argento corrispondente ad una piccola quantità di cloro presente in acqua, mentre, prima, quando all’acqua è stato

Figura 16

acqua, mentre, prima, quando all’acqua è stato Figura 16 aggiunto il sale da cucina ( cloruro

aggiunto il

sale da

cucina

(cloruro di

sodio) il

precipitato di

cloruro di

argento

ottenuto era

più

abbondante.

Domande. 1. Perché nell’acqua potabile c’è presenza di cloro?

2. Quali sono le proprietà del cloro

in chimica ed in biologia?

Possibili sviluppi didattici. Si

suggeriscono altre attività collegate

al tema per approfondire alcuni

aspetti.

Tra le sostanze chimiche utilizzate

e

prodotte nelle reazioni chimiche,

ci

sono:

Sostanze chimiche

 
 

prodotte nelle

Formula chimica

reazioni

nitrato di argento

AgNO 3

cloruro di sodio

NaCl

cloruro di argento

AgCl

acqua

H

2 O

Procedimento. 1. Mettere in una

boccetta di vetro non colorato (o in una provetta) un po’ di acqua distillata o demineralizzata.

2. Aggiungere con il contagocce

qualche goccia di nitrato di argento. Non dovrebbe succedere niente, ma

se si aggiunge subito dopo qualche

goccia di acqua salata, si formerà una sostanza bianca, che i chimici chiamano cloruro di argento. In generale, si ricorda che ogni volta che nell’acqua c’è un composto del cloro, come nel sale da cucina (cloruro di sodio), avviene una reazione chimica non appena il composto di cloro entra in contatto con il nitrato di argento: si forma il

cloruro di argento di colore bianco.

3. Ripetere l’esperimento con acqua

del rubinetto: a. riempire la boccetta, ben pulita, di vetro non colorato con acqua di rubinetto.

Figura 15

con acqua del rubinetto: a. riempire la boccetta, ben pulita, di vetro non colorato con acqua
con acqua del rubinetto: a. riempire la boccetta, ben pulita, di vetro non colorato con acqua
con acqua del rubinetto: a. riempire la boccetta, ben pulita, di vetro non colorato con acqua
con acqua del rubinetto: a. riempire la boccetta, ben pulita, di vetro non colorato con acqua

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La chimica: percorsi didattici

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V I I La chimica: percorsi didattici dossier 33 La chimica: una scienza naturale per uno

La chimica: una scienza naturale per uno sviluppo sostenibile

intervistando agricoltori, addetti in Aziende agricole del territorio, tra cui i tecnici di laboratorio chimico, gli alunni apprenderanno dal vivo che:

• I prodotti chimici costituiscono il

30% delle sostanze utilizzate nella produzione agricola.

• Gli elementi chimici essenziali per

la crescita e il corretto sviluppo delle piante sono 21 e, tra questi, l’azoto (spesso sotto forma di

ammoniaca), il fosforo e il potassio.

• Grazie ai fertilizzanti, gli

agricoltori possono ottenere raccolti più abbondanti. Il 37% della

produzione agricola degli Stati Uniti

è direttamente attribuibile al loro

utilizzo.

• Oltre un milione di insetti dannosi

e circa 1500 malattie delle piante possono danneggiare le coltivazioni, provocando la diminuzione della produzione, l’innalzamento dei prezzi, una

qualità inferiore del cibo e un aumento della dipendenza dalle importazioni dall’estero. Per proteggere le coltivazioni si

utilizzano agro farmaci 15 ed erbicidi [Fonte Federchimica].

Il Martedì, si potrebbe prendere in

esame, ad esempio, l’Edilizia 16 ; il Mercoledì, l’Odontoiatria, e così via sino ad esaurire tutti i giorni della settimana.

Sempre giornalmente, si discuterà in classe su quanto trovato, selezionato e appreso e, alla fine dell’intera attività settimanale, si realizzerà, su cartellone, una

attività settimanale, si realizzerà, su cartellone, una 1 4 http://www.federchi- mica.it/Libraries/Pubb li-

14 http://www.federchi-

mica.it/Libraries/Pubb li-

cazioni/16%c2%b0_Rap-

porto_Annuale_Responsi ble_Care.sflb.ashx

15 “Cura le tue piante in

sicurezza”, scheda di Fe- derchimica - Agrofarma:

http: //scuole.federchi-

mica.it/Libraries/Pubbli-

cazioni/Cura_le_tue_pian

te_in_sicurezza.sflb.ashx

16 http://www.federchi-

mica.it/Ambiente/Edili-

zia.aspx

Quali elementi chimici rappresentano i simboli con cui sono indicate le diverse sostanze prodotte? Ad esempio:

AgNO 3

O=Ossigeno Si chiederà ai ragazzi di continuare per gli altri composti indicati nella tabella.

Tanta chimica in quel che facciamo Grazie alle attività sin qui svolte, gli alunni non faranno fatica a comprendere che la Chimica è presente in tutto quel che facciamo. Per rafforzare tale convinzione, proporremo loro di svolgere la seguente attività.

Attività. Diario di bordo settimanale: scopriamo la Chimica nelle attività umane. Gli alunni, suddivisi in gruppi di tre o quattro, compileranno giornalmente, nell’arco di una settimana, un diario di bordo in cui inserire informazioni e dettagli sulla Chimica “scoperta” nell’esercizio di un mestiere o una attività dell’uomo, scelti liberamente. Per esemplificare, il Lunedì si potrebbe iniziare con l’analisi del ruolo svolto dalla Chimica in Agricoltura.

Ag=Argento; N=Azoto;

• Si potrebbe leggere e commentare in classe, insieme ai ragazzi, la parte relativa alla protezione dell’Ambiente contenuta nel 16° Rapporto annuale Responsible Care 14 , il programma volontario dell’Industria Chimica mondiale, con il quale le Imprese, attraverso le loro Federazioni e Associazioni nazionali, si impegnano a migliorare continuamente prodotti, processi e comportamenti nelle aree di Sicurezza, Salute e Ambiente, in modo da contribuire in maniera significativa allo Sviluppo Sostenibile, dell’Industria, delle Comunità Locali e della Società (Fig. 17). Si richiederà, infine, una breve relazione scritta contenente riflessioni e punti di vista personali su quanto appreso e discusso collettivamente.

personali su quanto appreso e discusso collettivamente. Svolgendo ricerche mirate sia in rete che su riviste

Svolgendo ricerche mirate sia in rete che su riviste specializzate e/o

Figura 17

appreso e discusso collettivamente. Svolgendo ricerche mirate sia in rete che su riviste specializzate e/o Figura

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dossier
dossier

La chimica: una scienza naturale per uno sviluppo sostenibile

chimica: una scienza naturale per uno sviluppo sostenibile tabella sinottica da affiggere in aula. Possibili

tabella sinottica da affiggere in aula.

sviluppo sostenibile tabella sinottica da affiggere in aula. Possibili approfondimenti. Il percorso didattico -

Possibili approfondimenti. Il percorso didattico - apprenditivo suggerito termina qui, non potendo esaurire in questo spazio la vastità dei temi da trattare. In base alle esigenze del contesto di riferimento, il docente potrebbe ampliarlo toccando altri ambiti: il problema delle emissioni di CO 2 , le Biotecnologie, la distillazione del petrolio e gli Idrocarburi, la Metallurgia e altro ancora.

Risorse in rete A proposito del concetto di filiera chimica e di chimica verde:

• http://www.chimicare.org/curiosita/la-chi-

mica-dei-materiali/dallorsetto-di-peluche-

alla-ricerca-pura-una-e-infinite-storie-di-chi mica/ • http://www.chimicare.org/blog/filosofia

/la-chimica-verde-principi-e-criteri-etici-

nonche-economici-applicati-alla-produzione-

industriale/

III percorso operativo

La Chimica è ovunque nella natura

N ell’immaginario comune la Chimica è spesso identificata, a torto, come

una disciplina lontana da tutto ciò che è naturale. Un luogo comune contrappone, infatti, tutto ciò che è chimico a tutto ciò che è naturale e genuino. La parola chimica evoca sentimenti e sensazioni sgradevoli in molti, soprattutto poco informati, per diversi motivi apparentemente contrastanti. La vexata quaestio è ampiamente

Figura 18

contrastanti. La vexata quaestio è ampiamente Figura 18 consapevolezza che la Chimica è una delle Scienze

consapevolezza che la Chimica è una delle Scienze della Natura. Essa è anche stata definita come la scienza centrale perché interconnette le altre scienze naturali, come l'astronomia, la fisica, le scienze dei materiali, la biologia e la geologia. E, senza nulla togliere a tali scienze, si può affermare che, fra queste, la Chimica è forse l'unica a collegare saldamente e coerentemente le leggi fondamentali della materia con la loro applicazione alla vita di tutti i giorni: dal processo fotosintetico, che regola gli equilibri della biosfera, a quello che origina l’ordine dei cristalli, alla ineffabile bellezza che permea i colori dei petali dei fiori, alla genesi stessa della vita.

colori dei petali dei fiori, alla genesi stessa della vita. 1 7 h t t p
colori dei petali dei fiori, alla genesi stessa della vita. 1 7 h t t p

17 http://www.paolocappella.it/tesi2.pdf

trattata nella prima parte di questo inserto, di cui costituisce uno dei temi portanti. Il percorso didattico - apprenditivo, che viene esemplificato di seguito, mira a sfatare questo confuso rumore di fondo e si prefigge, nello stesso tempo, lo scopo ambizioso di far maturare negli alunni la

Rappresentazione artistica della Click Chemistry 17 .

Image credit: The Scripps Research Institute La chimica: percorsi didattici
Image credit: The Scripps Research Institute
La chimica: percorsi didattici

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La chimica: percorsi didattici

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V I I La chimica: percorsi didattici dossier 35 La chimica: una scienza naturale per uno

La chimica: una scienza naturale per uno sviluppo sostenibile

comprendere agli alunni, insieme all’importanza della luce nell’attivazione dei processi chimici fotosintetici, che, durante la fotosintesi clorofilliana, viene sintetizzato l’amido a partire da alcuni composti inorganici.

Materiale occorrente. Piantina di geranio; acqua; alcool a 95°; tintura di iodio; un foglio di alluminio (Fig. 20, a p. seguente); nastro adesivo di tipo non trasparente; una piastra elettrica; due bacinelle o becher.

Procedimento. 1. Sistemare la piantina in un luogo buio per

almeno due giorni, affinché l’amido presente sia completamente consumato.

2. Ricoprire, con foglio di

alluminio, una foglia da entrambe

le pagine (inferiore e superiore).

3. Esporre la pianta al sole per una

intera giornata. 4. Mettere la foglia che è stata coperta e un’altra non coperta in acqua bollente per 5 minuti, quindi immergerle entrambe in alcool bollente per circa 20 minuti (in tal modo, i processi biochimici sono fermati mentre i pigmenti naturali sono portati in soluzione).

5. Immergere, infine, le due foglie

in tintura di iodio, per pochi istanti.

Analisi dei risultati. La foglia della piantina, che non è stata coperta dal foglio di alluminio, si colora di violetto nelle parti contenenti amido, in presenza di iodio; la foglia coperta, invece, non presenta la colorazione violacea. L’esperienza dimostra che le foglie contenenti clorofilla, in presenza di luce, trasformano un composto inorganico del carbonio in uno organico (amido). Il percorso sulla fotosintesi 19 potrebbe continuare con ulteriori esperimenti, che qui non si riportano per questioni di spazio. In ogni caso, gli alunni saranno messi in condizione di

In ogni caso, gli alunni saranno messi in condizione di 1 8 http://it.wikipedia.org/wiki/Elodea 1 9
In ogni caso, gli alunni saranno messi in condizione di 1 8 http://it.wikipedia.org/wiki/Elodea 1 9

18 http://it.wikipedia.org/wiki/Elodea

19 http://www.treccani.it/enciclopedia/tag/f

otosintesi-clorofilliana/

I processi chimici nella fotosintesi clorofilliana

La fotosintesi clorofilliana rappresenta il processo di riduzione biologica che è alla base della vita e dell’equilibrio della biosfera. Grazie ad esso le piante fotosintetiche (più semplicemente, piante verdi) convertono l’energia luminosa in energia chimica potenziale: utilizzando i composti inorganici semplici (anidride carbonica e acqua), producono sostanze organiche (glucidi , …), che costituiscono i composti della materia vivente, sia vegetale che animale, e sono alla base della piramide alimentare. L’argomento

si inserisce in diversi percorsi

didattico - apprenditivi: ecologico, ambientale, energetico. In questo contesto, si rivolge l’attenzione, in particolare, ad alcuni dei processi chimici legati alla trasformazione dell’energia luminosa in energia chimica, considerando i principali composti inorganici ed organici impiegati e prodotti nel processo foto sintetico (Fig. 18).

Esperimento. Verifichiamo l’emissione di Ossigeno e l’assorbimento di CO 2 nel processo fotosintetico.

Materiale occorrente. Una piantina

di Elodea canadensis 18 ; acqua

distillata; acqua di rubinetto; acqua frizzante (Fig. 19); provette; imbuti; bacinelle; fiammiferi lunghi.

Procedimento. 1. Versare i tre tipi

di acqua in tre differenti bacinelle.

2. Inserire, nell’acqua di ciascuna

bacinella, alcune foglie di Elodea canadensis e ricoprirle con imbuto e provetta. 3. Osservare dove avviene sviluppo di bollicine, che sono un indice della presenza di gas. 4. Verificare che il gas sviluppatosi è ossigeno, mediante

la ripresa della combustione in un

fiammifero appena spento, ma che presenta un punto ancora incandescente.

Nota: l’esperimento deve avvenire

in un ambiente bene illuminato da

luce naturale.

Analisi dei risultati. Lo sviluppo

di bollicine nella bacinella

contenente acqua distillata non

avviene perché essa non contiene

CO 2 . Nella bacinella con l’acqua di

rubinetto è contenuta una piccola quantità di anidride carbonica. Infine, nella terza contenente acqua frizzante si sviluppano numerose bollicine (presenza di ossigeno) per il notevole contenuto di anidride carbonica. Gli alunni comprenderanno che

l’O 2 si forma in presenza di luce; la

presenza di O 2 fa riaccendere il

fiammifero; in mancanza di CO 2 ,

la fotosintesi non avviene.

Esperimento. La fotosintesi trasforma un composto inorganico del carbonio in uno organico. L’esperimento ha lo scopo di far

Figura 19

fotosintesi trasforma un composto inorganico del carbonio in uno organico . L’esperimento ha lo scopo di
fotosintesi trasforma un composto inorganico del carbonio in uno organico . L’esperimento ha lo scopo di
fotosintesi trasforma un composto inorganico del carbonio in uno organico . L’esperimento ha lo scopo di
fotosintesi trasforma un composto inorganico del carbonio in uno organico . L’esperimento ha lo scopo di

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La chimica: percorsi didattici

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dossier
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La chimica: una scienza naturale per uno sviluppo sostenibile

chimica: una scienza naturale per uno sviluppo sostenibile Figura 20 lentamente con il diminuire della sua

Figura 20

lentamente con il diminuire della sua temperatura. Da quella massa si sono formati: la litosfera composta principalmente da silicati di alluminio; il mantello terrestre, più caldo e di consistenza plastica, formato da rocce dense e pesanti, ricche di silicati di magnesio; il nucleo molto caldo, formato principalmente da Nichel e Ferro (Fig. 21).

Visitando un Museo di Mineralogia, oppure … una gioielleria (quante belle pietre lavorate fanno bella mostra di sé in vetrina!), i ragazzi potranno ammirare i cristalli formatisi in epoche e modi differenti. Sicuramente rimarranno sorpresi nell’apprendere che il diamante e la grafite della mina delle matite sono costituiti dagli stessi atomi di carbonio! La loro differenza sta nel modo in cui cristallizzarono. Si può far scoprire quale sia la configurazione geometrica del cristallo che forma il diamante e quella che forma la grafite. Ancora, si può far verificare che i cristalli si possono ottenere da una soluzione satura (i cristalli di NaCl, il sale da cucina), o per raffreddamento di un liquido (lava vulcanica), o ancora per abbassamento della temperatura, come capita per l’acqua che solidifica, formando il ghiaccio, nel freezer di casa o nei ghiacciai. Facciamo svolgere in laboratorio un esperimento per l’osservazione del processo di formazione dei cristalli azzurri, ottenuti da una soluzione di solfato di rame (CuSO 4 ).

da una soluzione di solfato di rame (CuSO 4 ). comprendere il significato della reazione 2
da una soluzione di solfato di rame (CuSO 4 ). comprendere il significato della reazione 2
da una soluzione di solfato di rame (CuSO 4 ). comprendere il significato della reazione 2
da una soluzione di solfato di rame (CuSO 4 ). comprendere il significato della reazione 2

comprendere il significato della reazione 20 :

6H 2 O+6CO 2 +luce

Acqua

C 6 H 1 2 O 6 +6O 2 6 H 12 O 6 +6O 2

Glucosio

+ +
+
+

Anidride

carbonica

+

Energia solare

Ossigeno

Ricerche più recenti hanno dimostrato che la reazione base ha, in realtà, andamento più complesso e che conviene scrivere la formula riassuntiva come segue:

6CO 2 +12H 2 O+luce

6CO 2 +12H 2 O+luce C 6 H 1 2 O 6 +6O 2 +6H 2

C 6 H 12 O 6 +6O 2 +6H 2 O

Come “scarto” del processo fotosintetico si ottiene, in ogni caso, ossigeno!

La Chimica nei minerali, nei cristalli … Se gli alunni hanno già studiato la Terra nel sistema solare, si

potranno richiamare i contenuti fondamentali trattati; in caso contrario, si farà svolgere una ricerca da cui emergerà che circa cinque milioni di anni fa ebbe origine il sistema solare e il nostro pianeta cominciò a raffreddarsi con il trascorrere di miliardi di anni.

Ancora non si erano formati mari ed oceani e la Terra era una massa incandescente che solidificava

Figura 21

Terra era una massa incandescente che solidificava Figura 21 2 0 La fotosintesi è un pro-
Terra era una massa incandescente che solidificava Figura 21 2 0 La fotosintesi è un pro-

20 La fotosintesi è un pro- cesso biochimico alquanto complicato che è stato chiarito nelle sue grandi li- nee tra la fine del Sette- cento e l'inizio dell'Otto- cento. Il processo venne dapprima riassunto nella nota reazione.

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La chimica: percorsi didattici

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V I I La chimica: percorsi didattici dossier 37 La chimica: una scienza naturale per uno

La chimica: una scienza naturale per uno sviluppo sostenibile

Analisi dei risultati. Da una soluzione satura si formeranno cristalli di solfato di rame. Dal sottile strato di soluzione contenente il solfato di rame inizierà il lento processo di cristallizzazione man mano che l’acqua evaporerà, facilitata dall’ampia superficie del piatto: le particelle solide del solfato di rame si accosteranno le une alle altre, formando cristalli azzurri con una struttura geometrica ben definita. Osservandoli con la lente di ingrandimento, si vedranno dei parallelogrammi di diversa grandezza, che presentano angoli e lati ben definiti (Fig. 23). L’argomento può essere approfondito, proponendo degli esperimenti con sostanze di uso comune quali lo zucchero e il sale da cucina, che si comportano come il solfato di rame. Altre sostanze come l’acido salicilico (C 7 H 6 O 3 ), che cristallizza in alcool, non sono solubili in acqua perché ogni sostanza ha una sua solubilità. Se si vuole osservare una cristallizzazione rapida, si può disciogliere una bustina di acido salicilico (si trova facilmente in farmacia) in alcool e depositare alcune gocce della soluzione alcolica su un vetrino. Si potranno osservare, mediante la lente di ingrandimento o un microscopio, dei cristalli sotto forma di aghi sottili. I ragazzi saranno guidati a comprendere che, se si vuole far cristallizzare una sostanza, è necessario conoscere due elementi fondamentali: il solvente adatto e la solubilità della sostanza in esso. Anche la temperatura è un altro fattore importante perché aumenta la solubilità della maggior parte delle sostanze.

… e nell’acqua. È risaputo che l'acqua è fonte di vita per tutti gli esseri viventi: nel corpo umano adulto, essa rappresenta il 65% della massa, mentre in un neonato può arrivare all'85%. Le acque ricoprono, inoltre, il 70,8% della superficie terrestre. L’acqua rappresenta, quindi, un

Figura 22

terrestre. L’ acqua rappresenta, quindi, un Figura 22 ► Esperimento . I cristalli sono proprio ordinati!
terrestre. L’ acqua rappresenta, quindi, un Figura 22 ► Esperimento . I cristalli sono proprio ordinati!
terrestre. L’ acqua rappresenta, quindi, un Figura 22 ► Esperimento . I cristalli sono proprio ordinati!
terrestre. L’ acqua rappresenta, quindi, un Figura 22 ► Esperimento . I cristalli sono proprio ordinati!
terrestre. L’ acqua rappresenta, quindi, un Figura 22 ► Esperimento . I cristalli sono proprio ordinati!
terrestre. L’ acqua rappresenta, quindi, un Figura 22 ► Esperimento . I cristalli sono proprio ordinati!
terrestre. L’ acqua rappresenta, quindi, un Figura 22 ► Esperimento . I cristalli sono proprio ordinati!

Esperimento. I cristalli sono proprio ordinati!

Materiale occorrente. Due manciate

di solfato di rame (reperibile nei

consorzi agrari. Attenzione! Non deve essere ingerito); bicchieri di vetro non colorato; un imbuto; un cucchiaio; tovaglioli di carta; un piatto piano bianco; una lente di ingrandimento (Fig. 22).

Procedimento. 1. Riempire a metà un bicchiere con acqua fredda del

rubinetto. 2. Aggiungere all’acqua un pizzico di solfato di rame.

3.

Agitare con il cucchiaio il solfato

di

rame fino a quando non sarà

andato in completa dissoluzione, colorando l’acqua di azzurro. Si è

formata una soluzione di solfato di rame. 4. Aggiungere altri due cucchiai colmi di solfato di rame.

5. Continuare a rimescolare per

oltre cinque minuti: l’acqua assumerà una intensa colorazione

azzurra e si osserverà sul fondo una rilevante quantità di solfato di rame, che non riesce più a sciogliersi perché la soluzione è diventata satura. 6. Filtrare la soluzione, con imbuto e carta, in un secondo bicchiere e versare un sottile strato

di liquido filtrato nel piatto ben

pulito. 7. Lasciar riposare, per tre o quattro giorni, il piatto con la piccola quantità di soluzione in un luogo, in cui non si verifichino

rilevanti sbalzi di temperatura o correnti d’aria. 8. Controllare

giornalmente lo strato di soluzione e, senza toccare né il piatto né la soluzione, annotare qualsiasi variazione (formazione, forma e numero dei cristalli).

Nota. Per una migliore riuscita dell’esperimento, si consiglia di introdurre anche un piccolissimo numero (3-5) di minuscoli cristalli ben formati (scelti magari con la lente di ingrandimento o il microscopio da una piccola porzione della polvere cristallina iniziale, tenuta da parte), secondo la comune pratica dell’inseminazione del germe cristallino. Si osserverà la crescita preferenziale di questi piuttosto che la formazione disordinata di una concrezione di miriadi di nuovi cristallini. Questa esperienza aiuterà, inoltre, a comprendere meglio il concetto di crescita ordinata dei cristalli.

Figura 23 - Cristalli di solfato di rame

inoltre, a comprendere meglio il concetto di crescita ordinata dei cristalli. Figura 23 - Cristalli di

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La chimica: percorsi didattici

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dossier
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La chimica: una scienza naturale per uno sviluppo sostenibile

chimica: una scienza naturale per uno sviluppo sostenibile laboratorio naturale in cui svolgere una serie di
chimica: una scienza naturale per uno sviluppo sostenibile laboratorio naturale in cui svolgere una serie di

laboratorio naturale in cui svolgere

una serie di attività per scoprire le sue caratteristiche chimico-fisiche

e le sostanze che contiene.

I ragazzi dovrebbero aver appreso

dalle loro esperienze informali, se non lo hanno già studiato a scuola, che l’acqua possiede un elevato potere solvente. Per tale motivo, raramente può essere trovata in natura allo stato puro.

Attività. Si suggerisce di far

svolgere:

ricerca per gruppi, mediante cui

gli alunni scopriranno che:

- la pioggia e la neve, ad esempio, assorbono dall’atmosfera anidride

carbonica ed altri gas e presentano tracce di sostanze organiche ed inorganiche;

- l’acqua discioglie le sostanze

minerali presenti nelle rocce e nel suolo, arricchendosi di composti chimici quali solfati, cloruri,

carbonati di sodio, potassio, calcio, magnesio;

- l’acqua superficiale spesso

contiene sostanze inquinanti di origine industriale, agricola e domestica;

- nei pozzi poco profondi sono

presenti quantità variabili di composti azotati e clorurati di derivazione umana e animale,

mentre i pozzi più profondi sono ricchi principalmente di sali minerali;

- l’acqua potabile presenta,

generalmente, quantità rilevanti di fluoruri;

- nell’acqua marina, oltre al cloruro di sodio, sono contenuti altri numerosi sali, derivanti dalla

continua azione dilavante, operata dalle acque dei fiumi sugli strati superficiali del terreno.

indagini sperimentali sulla qualità delle acque potabili:

- i ragazzi potranno apprendere,

così, che nell’acqua potabile non devono essere presenti le seguenti sostanze chimiche: Hg ++ , ione mercurio; Pb ++ , ione piombo; As 3- , ione arsenico in forma trivalente; CrO 4 2- , ione cromato; Cr 2 O 7 2- , ione dicromato; NO 3 , ione nitrato; NO 3 , ione nitrito; NH 3 , ammoniaca. Sostanze chimiche tollerabili sono, invece, quelle riportate in percentuale nella tabella sotto.

Nota. Di fatto anche il nitrato è contenuto nelle acque potabili, sia in bottiglia che di rete, alla concentrazione di diversi mg/l: la sua concentrazione massima accettabile è da tempo oggetto di discussione e varia in relazione a motivazioni geografiche e di natura pratica, che portano a normative mutevoli nel tempo e fra le nazioni. È opportuno, quindi, informare i ragazzi affinché non si spaventino all’eventuale vista dei nitrati nelle etichette delle acque.

- Tra le caratteristiche di tipo

chimico, ricordiamo anche la durezza, determinata dal contenuto in calcio e magnesio, evidenziabile con alcune semplici prove sperimentali.

- Si potranno analizzare vari

campioni di acque potabili e di altre acque, provenienti da corsi d’acqua del territorio, per individuarne il pH mediante l’utilizzo del pHmetro (Fig. 24). • Si propone, infine, una batteria di semplici esperimenti.

Figura 24

infine, una batteria di semplici esperimenti . Figura 24 ► Esperimento . Rileviamo la presenza del

Esperimento. Rileviamo la presenza del ferro in una soluzione acquosa o in un particolare tipo di acqua. Versando solfocianuro di potassio o tiocianato di potassio (KSCN) in una soluzione, di cui non si conoscono i componenti, la

presenza del ferro viene rilevata da una colorazione rosso - torbido, assunta dalla soluzione medesima

e

dovuta alla reazione del ferro con

il

reagente impiegato.

Materiale occorrente. Provetta; gorgogliatore; soluzione acquosa di composizione sconosciuta; reagente: solfocianuro di potassio (Fig. 25).

Procedimento. 1. Versare la soluzione nella provetta e una piccola quantità di solfocianuro di potassio nella soluzione. 2. Collegare il gorgogliatore alla provetta.

Analisi dei risultati. Se nella provetta la soluzione diventerà torbida e di colore rosso, si dedurrà che nella soluzione sconosciuta è presente il ferro.

Sostanze

Percentuale tollerabile (in mg/l)

chimiche

Fosforo

5

Ferro

0,2

Manganese

0,05

Fluoro

1,7

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V I I La chimica: percorsi didattici dossier 39 La chimica: una scienza naturale per uno

La chimica: una scienza naturale per uno sviluppo sostenibile

blu di bromo timolo, oppure striscioline indicatrici specifiche intorno al range della neutralità (pH

5.0÷8.0);

- il controllo della conduttività; con un conduttivimetro anche molto economico (reperibile nei negozi di acquari) è possibile verificare come la

conduttività aumenti in funzione dei sali disciolti, ad esempio aggiungendo qualche granello di cloruro di sodio; - una indagine comparativa dei dati relativi alle diverse acque da tavola (residuo fisso, durezza in gradi francesi, sostanze in forma ionica presenti nel residuo).

Esperimento. Verifichiamo l’inquinamento dell’acqua.

Materiale occorrente. Alcune bottigliette o barattoli di vetro;

Figura 27

Alcune bottigliette o barattoli di vetro; Figura 27 Figura 25 ► Esperimento . Rilevare la presenza
Alcune bottigliette o barattoli di vetro; Figura 27 Figura 25 ► Esperimento . Rilevare la presenza
Alcune bottigliette o barattoli di vetro; Figura 27 Figura 25 ► Esperimento . Rilevare la presenza

Figura 25

bottigliette o barattoli di vetro; Figura 27 Figura 25 ► Esperimento . Rilevare la presenza di
bottigliette o barattoli di vetro; Figura 27 Figura 25 ► Esperimento . Rilevare la presenza di
bottigliette o barattoli di vetro; Figura 27 Figura 25 ► Esperimento . Rilevare la presenza di

Esperimento. Rilevare la presenza di sostanze nocive, nello specifico piombo e mercurio, che non devono essere presenti nell'acqua potabile.

Materiale occorrente. Due provette; piombo; mercurio; ioduro di potassio (Fig. 26).

Procedimento. 1. Mettere del mercurio in una provetta e piombo nell'altra. 2. Versare, quindi, un po' di ioduro di potassio in entrambe e attendere il manifestarsi delle reazioni previste.

Nota. Per evitare gli aspetti tossicologici dei metalli nel loro stato nativo, si potrebbero utilizzare i loro sali solubili, in particolare i nitrati, che, se difficilmente reperibili, potrebbero essere preparati con acido nitrico ed una minuscola traccia del metallo interessato (piombo, mercurio).

Analisi dei risultati. Nella provetta contenente il piombo si formerà un solido giallo acceso, mentre nella

provetta contenente il mercurio si osserverà un solido di colore arancio acceso.

Esperimento. Analizziamo le etichette delle bottiglie di acqua oligominerale da tavola.

Materiale occorrente. Acque oligominerali di vario tipo e provenienza; indicatore universale; galvanometro (Fig. 27).

Osservazioni qualitative, analisi

quantitative, descrizione, possono riguardare:

-

le

principali proprietà

terapeutiche dell’acqua;

-

l’analisi chimico-fisica realizzata nei laboratori specializzati;

-

il periodo (giorno, mese, anno) in cui l’acqua è stata imbottigliata;

-

la

località della fonte o della zona

di

provenienza del prodotto

confezionato;

-

la

quantità espressa in litri o

millilitri;

-

il controllo del pH: servirà a distinguere fra acque debolmente acide e acque debolmente basiche mediante soluzione di

Figura 26

del pH: servirà a distinguere fra acque debolmente acide e acque debolmente basiche mediante soluzione di
del pH: servirà a distinguere fra acque debolmente acide e acque debolmente basiche mediante soluzione di
del pH: servirà a distinguere fra acque debolmente acide e acque debolmente basiche mediante soluzione di
del pH: servirà a distinguere fra acque debolmente acide e acque debolmente basiche mediante soluzione di
del pH: servirà a distinguere fra acque debolmente acide e acque debolmente basiche mediante soluzione di

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La chimica: percorsi didattici

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