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Massimo Vianello

SENSO E TIPO
Modi di comprendere la crisi
tra passato e futuro:
la Casa dei Bambini di Amsterdam
e la Libera Università di Berlino

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LETTURA COMPARATA DEGLI ARTEFATTI
LETTURA COMPARATA DEGLI ARTEFATTI

2.01 Sequenze di avvicinamento

2.01.01 Relazioni con il contesto (cercate e/o trovate)


2.01.02 Modi d‟uso: efficienza e trasformazioni
2.01.03 Osservazioni in dettaglio

2.02 Dai requisiti funzionali ai principi progettuali

2.02.01 L‟Orphanage: un caso difficile


2.02.02 La varietà rigorosa, una tessitura composta
2.02.03 BFU: nuovi modelli organizzativi per l‟università
2.02.04 L‟ordine flessibile, la maglia a due scale Modulor +
misura
2.02.05 Lo spazio in funzione del tempo

2.03 Concezione dello spazio

2.03.01 Notte e giorno


2.03.02 La strada interna
2.03.03 A bunch of places
2.03.04 L‟edificio come strumento

2.04 Procedimenti progettuali

2.04.01 Il processo compositivo


dell‟Orphanage:pensiero obliquo
2.04.02 Il paradigma di un‟equipé per la BFU in dieci punti
2.04.03 Confronto

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SEQUENZE D’AVVICINAMENTO interventi si fermarono sul bordo interno del canale, per poi proseguire
secondo le indicazioni del piano di van Eesteren, in cui l‟area che occuperà
l‟Orphanage viene destinata a verde, come fondale dello stadio olimpico
Relazioni con il contesto (cercate e/o trovate!) realizzato per i giochi del 19281. Lo stesso van Eesteren, con la
2.01.01 collaborazione per il progetto architettonico di Jan Wils, progetterà questa
Le condizioni all‟intorno dell‟Orphanage di Amsterdam sono ora attrezzatura pubblica composta da ampie pareti in mattoni, disegnate da
profondamente mutate da come appare nelle immagini pubblicate sottili corsi di pietra. Le pareti che definiscono il volume dello stadio
all‟indomani della conclusione dei lavori nel 1960 [mat. ril. 2.a]. Infatti,
anche in considerazione del fatto di trovarsi sulla direttrice dell‟aeroporto di
Schiphol, quest‟area ha avuto negli ultimi trent‟anni un intenso sviluppo
1 Nel piano di Berlage per Amsterdam Zuid del 1915 [mat. 2.01.01b] (AA.VV, Hendrik
edilizio. Oltre alla presenza di edifici direzionali realizzati recentemente, il Petrus Berlage, Edizioni La Biennale, Venezia 1986, pag. 134; catalogo della Biennale in
carattere dell‟area viene rimarcato da tre elementi, di cui il più rilevante occasione della mostra del 1986 a villa Farsetti) compare nella parte occidentale un quasi-
volumetricamente è lo stadio olimpico. Il secondo elemento è lo spazio ovale campito con il colore rosso, che identifica le preesistenze poste a est della
aperto che lo stadio richiede attorno agli accessi principali, il quale viene Amstelveenseweg nello spazio in cui ora vi è il grande piazzale antistante l‟attuale stadio e
tagliato dalla Amstelveenseweg a definire uno spazio dal carattere incerto la prima schiera di edifici residenziali. Questo spazio indefinito e la piazza che viene
anche a causa del tracciato sinuoso della strada che prosegue oltre il ritagliata costringe la strada a una curva a gomito per recuperare la continuità con la strada
ponte sul Zuider Amstel Kanal. L‟Orphanage è situato subito dopo il ponte. oltre il ponte verso sud. Si presume ciò sia dovuto al fatto che durante le opere di
Lo stadio e il piazzale sono la parte conclusiva della città consolidata, così realizzazione del nuovo stadio sia stato mantenuto in funzione l‟edificio preesistente
come si presentava nell‟immediato dopoguerra, a cui l‟Orphanage è più successivamente demolito. Lo spazio vuoto coincide in parte con il primo stadio e le
direttamente in relazione. Il terzo elemento è costituito da un perimetro di relazioni tra i due edifici possono essere la chiave per intendere lo sviluppo dell‟area tra il
diverse componenti infrastrutturali che delimitano un sedime omogeneo i 1915 e il 1928. Un‟altra osservazione riguarda l‟orientamento dello stadio esistente prima
cui bordi sono costituiti a est dall‟Amstelveenseweg, con una sezione del 1928, che risulta impostato sull‟asse est-ovest, mentre il successivo viene ruotato
stradale che si è progressivamente ampliata, dal canale Zuider Amstel secondo i requisiti di orientamento adeguati al gioco del calcio e atre attività. Per affrontare
verso nord e da altri due tracciati, quello della ferrovia (ora utilizzato come le vicende di Amsterdam Zuid, e in particolare il piano del 1915 sembra che la collocazione
rete metropolitana) diretto in direzione nord-sud e uno di grande rilievo per del primo e del secondo stadio siano un punto di partenza soprattutto per quanto riguarda
l‟organizzazione dell‟area ovest rispetto il disegno dell‟Amstellaan. L‟inserimento della
l‟assetto viabilistico della città, sviluppato nel dopoguerra, ma presente a
livello di tracciati già nel piano di van Eesteren (1935), che raccoglie verso geometria del primo stadio ha un considerevole influenza nelle variazioni dei tracciati
sud il traffico stradale di grande scorrimento (A10 e ferrovia). Un‟area stradali e il loro discostarsi dalla geometria definita dalla parte occidentale. Berlage infatti
d‟intervento chiaramente definita nei suoi bordi che nel 1954, quando è deve ricorrere a successivi aggiustamenti per raccordarsi alla geometria che segue la
stata prescelta per la collocazione dell‟Orphanage, a scala urbana disposizione del primo stadio, anzi questo sembra aver fornito la scintilla per definire il
costituiva la parte conclusiva di una lunga fascia di verde in attesa di tridente nord-sud che consente di integrare la sola rilevante figura urbana esistente nel suo
definizione che oltre la Amstelveenseweg proseguiva fino all‟Amstel. disegno complessivo escludendo, quindi, una relazione geometrica diretta con il disegno
dell‟Amstellaan. Van Esteeren, che si occupa anche del disegno complessivo dell‟area del
nuovo stadio, ha l‟occasione di riportare lo stadio sulle tracce dell‟Amstellaan il cui asse è
Alla scala dell‟intera città questa fascia costituisce un‟area di
parziale sviluppo residenziale, un‟area interposta, una sorta di „intervallo‟ ora parallelo a quello della strada disegnata da Berlage. Queste considerazioni emergono
in modo evidente verificando le variazioni geometriche degli assetti stradali riportati in
tra l‟anello delle infrastrutture e il bordo dell‟ampliamento di Amsterdam
Sud [mat. 2.01.01b] disegnato da Hendrik Petrus Berlage. Il piano Berlage alcuni disegni preparatori dal 1913 al 1915 redatti dall‟ufficio tecnico sotto la direzione di
del 1915 prevedeva di occupare interamente questa fascia oltre il Zuider Berlage; van Eyck, che dal 1947 al 1949 lavora presso gli uffici di van Eesteren, allora
direttore dell‟ufficio comunale per l‟urbanistica, avrà avuto modo di verificare i passaggi di
Amstel Kanal, poiché data la conformazione a semicerchio di Amsterdam
questa vicenda e quindi possiede una maggior consapevolezza della rilevanza della figura
costituiva la maggiore potenzialità di sviluppo della città. Tuttavia gli
dello stadio nell‟evoluzione del disegno di questa parte di città.
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seguono a tratti la conformazione curvilinea della pista interna e i volumi progettuali: nelle due principali relazioni3 che elabora sull‟Orphanage la
squadrati delle tribune articolano la grande massa edilizia, dichiarata dalla descrizione si concentra non solo sull‟entità fisica degli artefatti che lo
continuità dell‟anello superiore delle tribune, frazionate ad arte nella fascia circondano, ma sulle azioni che si svolgono attorno. Il suo punto di vista
basamentale. L‟introduzione di ampi varchi di accesso evidenzia l‟abilità nel descrivere non è statico, ma si muove nel tempo a seguire il paesaggio
compositiva di Wils nel tenere assieme le grandi superfici in laterizio, fino umano che circonda quel luogo. La descrizione di van Eyck consiste nel
alla definizione dei dettagli costruttivi dei cancelli d‟ingresso. Lo stadio ha riportare un dialogo visivo tra ciò che i bambini trovano attorno alla loro
un ruolo rilevante nella forma urbana della parte sud della città anche in nuova casa per poi suggerire di portare uno sguardo anche dagli aeroplani
quanto completa a ovest l‟opera iniziata all‟estremità opposta da Berlage che a bassa quota sorvolano la zona4. In apertura della seconda versione
composta dalla „Y‟ di cui l‟Asmtelaan costituisce la base della ipsilon e della relazione si aggiunge una parola alla frase che, dopo la parte che
l‟edifico a torre (Wolkenkrabber) di Jan Frederick Staal il vertice del fornisce le coordinate di individuazione del luogo, apre il commento vero e
sistema urbano. Si viene così a costituire un insieme con inizio e fine proprio: emphatic. “The site content is simple and emphatic”5. Il commento
formalmente incisivo e definito che a sua volta esprime in maniera evidente risulta a sua volta enfatico nel far valere il senso di contemporaneità, di
ciò che viene escluso ciò che è estraneo al sistema, fuori della città. Il come le condizioni ambientali che gravitano attorno all‟edificio siano
sedime dell‟Orphanage pur essendo ora circondato da edifici pluripiano rappresentative della metropoli del giorno d‟oggi, così da escludere
rende conto di essere stato pensato e realizzato per essere fuori della città l‟intenzione di voler creare una condizione di isolamento e rifugio, ma anzi
per quanto confinante con il suo limite, una considerazione che risulta tenere attiva la tensione tra gli spazi interni dell‟edificio e la complessità
evidente osservando la principale cartografia della città prodotta prima dell‟intorno, il movimento, la folla, il rumore che esprime, “place near and
della seconda guerra mondiale, dove lo stadio fissava il margine inferiore far are present here”6.
della mappa. [mat. 2.01.01c]
La questione di considerare il punto di vista dall‟alto e in movimento
Nelle lettere di Franz van Meurs, direttore dell‟Orphanage e sono quindi due chiavi di lettura già fornite dalla relazione del progettista.
committente di van Eyck, il desiderio e l‟ambizione più radicati nel direttore Nel disegno scarno che illustra la situazione planimetrica compare, campita
è di portare i suoi giovani ospiti al di fuori della città, a contatto con la in nero, la sagoma articolata dell‟Orphanage disposta in prossimità
natura dove possano giocare e muoversi liberamente nel verde. E dell‟incrocio delle strade e il canale che lambisce una metà dell‟ovale dello
quell‟area rispondeva allora specificamente ai requisiti. Le conseguenze stadio; altri due oggetti compaiono come elementi di riferimento, due
vanno colte sino in fondo perché sono costitutive del fondamento del aeroplani che segnalano chiaramente la rotta di atterraggio 7. Una
progetto. La condizione per elaborare a quella scala una omologia tra lo selezione motivata di riferimenti che preclude una disponibilità generica a
spazio urbano e l‟edificio era resa sostanziale dal fatto che si era fuori della considerare indistintamente più ruoli che non quelli assegnati e circoscritti
città2. Ma al tempo stesso l‟area di progetto non era posta in una posizione dal progettista, sebbene l‟atteggiamento sia prevalentemente inclusivo nel
marginale, anzi la strada su cui si affacciava conduceva verso le aree corso del processo progettuale [mat. 2.01.01d]. Vi è anche una relazione
ricreative più a sud, così come una grande attrezzatura urbana come lo che lega i tre oggetti del disegno, gli aerei in volo e la sagoma nera che,
stadio creava una consistente affluenza di persone, fattori che van Eyck
annota tra i pregi di quella particolare ubicazione. L‟attenzione di van Eyck 3 La prima descrizione verbale a Otterlo e poi trascritta nel catalogo (CIAM ‟59 in Otterlo,
alle condizioni contestuali è uno dei punti rilevanti delle sue attitudini
op.cit.) e una successiva per “Forum”, n. 6-7, 1960-61 (op.cit.) dal titolo De milde raderen
van de reciprociteit – The medicine of reciprocity tentatively illustrated.
4
Posta sulla traiettoria dell‟aeroporto in prossimità della pista di atterraggio.
5 “Forum”, n. 6-7, 1960-61, op.cit., pag. 89
2 In conclusione di questo lavoro si evidenzierà come in Alberti e soprattutto in Palladio 6 Ibidem.

l‟omologia casa-città verrà inserita nei trattati nel punto in cui si affrontano le caratteristiche 7 Una planimetria (pubblicata in Lefaivre and Tzonis, Aldo van Eyck Humanist Rebel,

delle case di campagna. op.cit.) riporta anche in grigio le scie di atterraggio [mat.2.01.01d].
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disposta con l‟intreccio della sua figura lungo la dirittura di atterraggio degli del 1934 eseguito dall‟ufficio dei lavori pubblici 10. La rilevanza della
aerei risulta geometricamente evidente; un‟altra combinazione è il rapporto componente analitica nelle previsioni di piano porta a una distinzione
dimensionale che lo stadio e la sagoma articolata dell‟edifico mettono in funzionale delle parti residenziali che vengono ridisegnate secondo i
gioco, la relazione tra grande e piccolo. Per enfatizzare la relatività delle contributi acquisiti dallo studio del singolo alloggio e separate dalle attività
dimensioni fisiche, un‟altra convinzione di van Eyck – usando il punto di commerciali e artigianali, secondo un aggiornamento nell‟indirizzo
vista sospeso dall‟aereo – si riconosce che la contiguità del nuovo artefatto progettuale che aprirà a una serie di questioni rilevanti per cogliere i
fa sembrare, a chi osserverà dall‟alto, lo stadio un po‟ meno piccolo visto successivi sviluppi disciplinari. [mat. 2.01.01b])
assieme a tante piccole cupole e al tempo stesso una moltitudine di cupole
che può essere contenuta nel vuoto definito dall‟ovale. Il vedere piccolo dal Il grande isolato, riferimento di Berlage, viene così superato da una
finestrino dell‟aereo alimenta così un effetto di retroazione sulla lettura distribuzione aperta dove le aree a verde penetrano all‟interno della
delle scelte compositive che viene verificato sugli altri artefatti che ci si residenza e i parchi e le zone ricreative vengono collocati con una distanza
trova a osservare. Inoltre, viste le combinazioni tra i tre elementi, ci si minima definita da precisi standard. La descrizione di Giedion si conclude
potrebbe chiedere se vi sia stata la determinazione a chiudere questo con una affermazione: “Il concetto di spazio-tempo – fondamento di una
sistema di relazioni tra i tre oggetti (la casa dei bambini, lo stadio e l‟aereo), urbanistica aggiornata – si può già sentire nel tracciato della nuova
con una mutualità che ricorda le relazioni già osservate tra i tre attori sulla Amsterdam”. Il peso attribuito da Giedion alle scelte pianificatorie per
scena urbana “the city, the child and the artist”8 [mat. 2.01.01f] Asterdam Sud sono quindi emblematiche di una città-campione a cui
rivolge le sue aspettative per il futuro e così apre il capitolo successivo,
Il discorso progettuale, almeno per quanto riguarda gli aspetti di dove, riferendosi alle tesi di van Eesteren, sostiene l‟idea di una città a
relazione con l‟intorno, proprio per il suo obiettivo di rappresentare città ed misura d‟uomo e in trasformazione, una “città che può passare da una
edificio al tempo stesso richiede di cercare al suo interno la propria condizione statica all‟equilibrio libero di un organismo” 11. L‟orizzonte
referenzialità. La tendenza all‟introversione, caratteristica decisiva del tipo culturale su cui Giedion proiettava nel futuro le illuminanti soluzioni urbane
insediativo che si stava definendo, comporta la riconoscibilità della del piano del 1934 era quello delineato da Minkowski12 e in Amsterdam
comunità insediata. Si potrebbe così ritenere che le ragioni del progetto vede l‟inizio del dissolversi delle “pure ombre” e aprirsi la possibilità del
possano limitarsi alle relazioni interne e a osservare con distacco cambiamento anticipato dalle scoperte della fisica. [mat. 2.01.01e]
l‟eloquente narrazione urbanistica che le vicende dei precedenti piani per
Amsterdam Sud istituivano in modo inequivocabile per l‟intera cultura
urbanistica. L‟attenzione rivolta da Giedion alle vicende urbanistiche di
Amsterdam come luogo di “rinascita” della disciplina dal 1900 a oggi9 è
emblematica in questo senso per la continuità operativa. Le
10 Giedion non cita il nome di van Eesteren nel corso della presentazione del piano e
argomentazioni di Giedion si rivolgono alla „riforma‟ del ruolo della strada utilizza tale presentazione in guisa di modello da seguire per altre amministrazioni con
residenziale intesa come spazio pubblico per il piano di Berlage e poi, espliciti intenti divulgativi di un atteggiamento progettuale per poi dedicare quindi all‟opera
tramite un processo di miglioramento progressivo arrivano alla definizione di van Eesteren il capitolo successivo “atteggiamento contemporaneo di fronte
all‟urbanistica”. Questa operazione di separare l‟urbanista dalla riconoscibilità immediata
dei nuovi strumenti dell‟urbanista, con un‟analisi del piano di ampliamento
del suo lavoro (di van Eesteren) ma come lavoro espressione di una compagine e di una
volontà assai più complessa rende conto del ruolo specialistico che l‟urbanistica aveva
assunto. Spazio, tempo e architettura, op.cit., pag 706-708.
11 Ibidem, pag. 708.
8In questo caso, non trattandosi di “ourselves” che possono possedere l‟immaginazione, 12 Giedion ricorre due volte alla citazione del brano di apertura del testo di Minkowsi Space

questa va richiesta a chi osserva. and Time: “D‟ora in poi lo spazio in se stesso e il tempo in se stesso sono destinati a
9 Sigfried Giedion, Space, Time and Architecture, Harvard University Press, Cambridge svanire trasformandosi in pure ombre; e soltanto una specie di unione delle due entità
Mass. 1954; trad. it. Hoepli, Milano 1984, pagg. 683-704. conserverà una realtà autonoma”, Space, Time and Architecture, op.cit., pag. 14.
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Abbiamo finora allargato lo sguardo su un ambito urbano ampio e comunità, era la capacità di comprendere la dimensione aperta del
sulla sua evoluzione lungo due generazioni di piani per considerare la paesaggio, confrontarsi con la linea dell‟orizzonte: l‟Orphanage allora
collocazione del progetto; precedentemente abbiamo avanzato l‟ipotesi di coglieva questa sfida, apriva una nuova strada e raggiungeva un
una sintesi progettuale considerando una selezione di tre elementi, la casa traguardo, ma oggi la linea d‟arrivo è stata cancellata. [mat. ril 2.a]
dei bambini, lo stadio e l‟aeroplano. In questa preliminare indagine
osservata da lontano nello spazio e da vicino alle intenzioni del progettista Questo rovesciamento delle condizioni fisiche ci spinge inoltre su
si richiede di collegare questi due piani, per verificare quali relazioni e il un percorso, da considerare facoltativo, che suggerisce di tornare sul
grado di introversione che l‟edifico ha assunto rispetto all‟intorno. La rapporto città-edifcio, riflettendo sull‟inversione del rapporto edificio-città,
verifica ora è virtuale in quanto molti degli elementi si sono radicalmente guardando a questa casa dei bambini come un frammento dell‟universo
modificati: oltre al contesto immediato, l‟intera parte di città ha acquisito un con le parole di Martin Buber: “His home is that solid fragment man has
altro ruolo. Perfino gli aeroplani, che attualmente utilizzano due nuove piste torn from the frightening infinity of space; it is his shelter from the chaos
adiacenti al nuovo scalo, [mat. 2.01.01d] non ci sono più, così come sono which ever threatenes to envelope him”13 e seguendo il suo percorso, su
cambiate radicalmente anche le condizioni in cui si rilevava la distinzione cui van Eyck si era inoltrato, ritroviamo la promozione di una città e della
tra dentro e fuori della città assegnata dalla cartografia; di fatto si potrebbe relazione dell‟uomo con l‟ambiente urbano ancora rovesciato rispetto ai
dire che l‟edificio progettato nel 1955 non esiste, almeno non esiste più requisiti espressi dalla città funzionalista disegnata nel 1934. La distanza
così come era stato concepito, poiché le relazioni di appartenenza e di tra le posizioni di Buber “the house of man for which he really cares stands
esclusione che intratteneva a distanza si sono talmente modificate che lo now between houses…”14 rinvia alla possibilità di indagare un terzo
rendono irriconoscibile. Anzi si potrebbe dire che oggi i ruoli si sono passaggio nell‟evoluzione di Amsterdam Zuid rappresentato da un edificio,
invertiti, le masse edilizie degli edifici circostanti lo fanno percepire come ora sempre più piccolo, che voleva divenire città. Questa suggestione di
un quasi vuoto anziché un pieno dilatato. La ripetizione delle pareti che si guardare all‟Orphanage come un terzo passaggio evolutivo, interrotto,
allontanano progressivamente dalla strada principale, anziché far sfuggire della città viene sostenuto ovviamente non su ragioni di ordine fisico-
il fronte dell‟edifico lungo la strada, che verso sud proseguiva nella dimensionali, ma sul fatto che matura in quegli anni un indirizzo culturale
campagna, perdono il senso di dilatazione della loro ripetizione che diviene che operava verso un futuro distinto da comunità a carattere “introverso”.
all‟inverso una sequenza compatta. Così al profilo con l‟orizzonte aperto Un‟“utopia” di Erwin A. Gutkind15 e Martin Buber che rimuovendo
(azzurro, nuvole e tramonto), dei cinque volumi rilevati in altezza rispetto al
piano verticale delle pareti in laterizio si è sostituita la maglia strutturale di 13Martin
un edificio pluripiano. . E ancora leggendo all‟inverso la scansione dei Buber, Foreword by Martin Buber, in Erwin A. Gutkind, community and
volumi dell‟edificio nella direzione di ritorno dalle aree verdi verso la città, environment, Watts and Co, London 1953. pag. viii.
14 Ibidem.
come introduzione allo spazio costruito, una porta aperta verso la città, 15 La biografia curata da Francis Strauven su Aldo van Eyck non riporta contatti tra i due
diviene uno spazio indefinito o meglio ridefinito dalle tre nuove torri. Un
edificio-città, come un animale in cattività, aveva bisogno di un grande sebbene sia evidente la relazione con altri membri del team 10; in particolare Tom
spazio per sopravvivere: ora si trova rinchiuso, la relazione più solida Avermaete indica il contributo di Gutkind nel definire l‟approccio per la definizione di Stem,
in quanto le tavole esposte venivano riprese dai suoi testi.. L‟attività didattica di Gutkind alla
percettivamente con il profilo ovale del bordo superiore delle tribune dello
Pensilvania University a Philadelphia dal 1956 potrebbe essere un primo punto e il saggio
stadio è stato rimosso e sostituito da una densa edificazione che si è
interposta verso il canale. Rimane un dialogo aperto, ed è il fatto che fa di Ian McHarg sull‟introversione come elemento di costruzione della città riferito alle case a
patio pubblicato su “Architect‟s year Book” nel 1957 è da considerasi un pezzo del puzzle
percepire questa condizione di sacrificio, con l‟edificio direzionale
denominato “Tripolis”, realizzato dallo stesso van Eyck, dove i tre corpi che potrebbe ricomporre quella scena (tenuto conto come già si è riferito che proprio
edilizi articolati lasciano aperto uno varco, aperto nella direzione in cui si McHarg inviterà nella primavera 1960 van Eyck come visiting professor a Philadelphia). Un
altro elemento rilevante da considerare è la sintonia tra Gutkind e Kahn, se torniamo sulla
estendono a sud i corpi di fabbrica dell‟Orphanage. La sfida progettuale
proposizione che più ha colpito dell‟intervento di Kahn a Otterlo “knowledge is a servant of
decisiva per gli architetti olandesi del dopoguerra, nell‟insediare nuove
thought and thought is a satellite of feeling” e leggiamo le considerazioni di Gutkind sul
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l‟atteggiamento analitico offre una riflessione complessiva del rapporto tra la città di quella cultura. La città ideale di Simon Stevin, con la sua insistita
uomo e ambiente con sorprendenti analogie con le posizioni di van Eyck. maglia quadrata, potrebbe essere un terreno suggestivo per recuperare da
Qui non si tratta di definire le possibili influenze16, ma interessa cogliere questa concezione iterativa una posizione culturale in cui cercare una
una teoria che stava affiorando e un artefatto che la poteva rappresentare radice comune tra l‟Orphanage e la BFU. Il modello urbano che il
nell‟evoluzione di quella parte della città. Se poi a prescindere matematico Simon Stevin propone si avvale delle potenzialità di uno
dall‟influenza diretta o meno di Gutkind, l‟intenzione di van Eyck fosse sviluppo longitudinale con un limite definito dalla rete dei canali, ma con
esplicita nel misurarsi con i due campioni in campo (Berlage e van l‟estensione del tracciato degli isolati che prosegue indefinitamente nello
Eesteren) lo si può almeno supporre in quanto conoscendo van Eyck il sviluppo delle fasce longitudinali. Lo schema di Stevin deriva dalla
testo di Giedion era improbabile che questo scenario di un dialogo contrapposizione alle piante di città radiale e il suo riferimento diretto era
generazionale a distanza non fosse stato almeno inteso, così come poi Palma(nova), quindi il medesimo riferimento a cui si contrapponeva Woods
dissimulato. nel suo rifiuto delle tecniche compositive18. Il modello della casa ideale di
Stevin poi presenta oltre a uno sviluppo tendenzialmente introverso una
Le caratteristiche fisiche dei terreni che richiedono un rigoroso particolare attenzione agli spazi di distribuzione, prevedendo un percorso
regime delle acque, i tempi e i costi di bonifica e la fondazione degli edifici, pubblico coperto, “looven”, che viene riservato ai pedoni, “tanto poveri
che richiedono onerose palificazioni, sono gli aspetti materiali che vengono quanto benestanti entrambi protetti da carrozze e cavalli”19. La particolarità
indicati per intendere le ragioni per cui in Olanda non si è percorsa la di questo percorso pubblico rispetto al portico è che non viene ricavato
strada del progetto utopico, ma si è seguita la strada della concretezza all‟interno del volume dell‟edificio ma corrisponde a una componente
costruttiva. Gutkind, nelle sue ricerche sullo sviluppo delle città europee, 17 aggregata all‟edificio [mat. 2.01.01h]. Vi sono dei tratti comuni tra Stevin e
aggiunge a questa reticenza verso l‟utopia le ragioni di una vita permeata il suo approccio scientifico con alcune questioni sviluppate da Candilis e
da austerità calvinista e democratico egualitarismo, per predisporre alla Woods, anche se non vi sono riscontri documentali della loro conoscenza
comprensione dell‟evoluzione della città olandese. Questo è un versante di dei trattati del matematico e costruttore di fortezze olandese. Inoltre
cui tener conto nel tornare a osservare la chiarezza di definizione delle abbiamo riconosciuto la loro tensione a fondare i progetti sulle aspettative
parti, la necessità di ogni singolo gesto nello sviluppo complessivo di future, anche se al tempo stesso abbiamo messo in luce che vi era un
Amsterdam Zuid fino al 1960. Le osservazioni di Gutkind sulle radici dello interesse alla dimensione arcaica dei fenomeni insediativi, ma non verso il
sviluppo urbano olandese si concludono con lo studio di una città ideale passato, inteso come origine, ma come un laboratorio aperto sul
tardo rinascimentale, poiché questo modello esprime l‟atteggiamento verso cambiamento.

L‟azzardo di questa combinazione dovrebbe venire attenuato dal


ruolo della conoscenza: anche senza il bisogno che coinvolga direttamente il feeling confronto con la pianta della BFU. La somiglianza tra i due sistemi di
riconosciamo una sintonia che potrebbe trasformarsi in una interessante influenza da sviluppo urbano esprime questo ordine di “challenge of a new era”20, come
definire. Al momento in questa ricerca non sono stati individuati studiosi che hanno Gutkind definisce il progetto ideale di Stevin concludendone la
approfondito le eventuali relazioni per cui ci si ferma a evidenziare la coincidenza di temi e presentazione che si ritiene costituisca un contesto „ideale‟ a cui riferire la
luoghi. Per alcune utili notizie sull‟attività alla University of Pennsylvania dal 1960 al 1966 si
BFU. È intrinseco nell‟esemplarità della proposta urbana di Stevin così
veda Mimi Lobell e John Lobell, La scuola di Philadelphia: una filosofia dell‟architettura, in
come per la BFU, di intendere il progetto come applicazione di un sistema.
Alessandra Latour (a cura di) Louis I. Kahn l‟uomo, il maestro, Edizioni Kappa, Roma 1986, In questo caso non si cerca nell‟area specifica assegnata dal concorso per
pagg. 381-396.
16 Indicate da Jos Bosman che riferisce del ruolo del testo di Erwin Gutkind The expanding

Universe attorno al congresso di Aix en Provence e in particolare in van Eyck. Vedi I CIAM 18 Non solo certo in questo caso la città di Palmanova è il riferimento per prendere
del dopoguerra: un bilancio del Movimento Moderno, op. cit., pag.17. posizione rispetto le potenzialità degli schemi radiali o seriali.
17 Erwin A. Gutkind, Urban Development in Western Europe: the Netherlands and Great 19 Urban Development in Western Europe: the Netherlands and Great Britain, op.cit.

Britain, the Free Press New York 1971, pagg. 30-35. 20 Ibidem, pag. 35

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la BFU il supporto delle riflessioni progettuali, ma una combinazione di rimasto sostanzialmente invariato, anche se non compare il tracciato della
conoscenze rivolte all‟ambito scientifico, di rigore metodologico e linea della U-Bahn che in quel tratto corre in trincea mentre, già nel 1963,
sensibilità a condividere i valori degli atteggiamenti collettivi. La proposta la linea sarà attiva e le stazioni di Dahlem-Dorf e Thiel-Platz saranno i punti
per la BFU e in particolare l‟ipotesi presentata per il concorso nel settembre principali di collegamento con la città. Il carattere di Dahlem, sebbene vi
1963 non si riconosce per i condizionamenti dall‟intorno immediato, se non siano importanti istituzioni di carattere culturale come un museo e l‟orto
per specificare l‟origine dei flussi pedonali di attraversamento e per botanico, è evidentemente suburbano23 e anche le progressive addizioni 24
verificare la dimensione dell‟estensione del sistema nell‟intorno. per l‟università compiute fino al 196125 non facevano altro che accentuare
L‟introversione del sistema, un dimensionamento che dipende da una questo aspetto di eterogeneità; quindi il concorso 26 per il masterplan,
modularità giocata secondo regole interne al sistema e le sue proprie bandito il primo marzo 1963, era il risultato di una variazione di strategia
modalità di crescita, sempre uguale in qualsiasi posizione intervenga, sono per ottenere una crescita organicamente integrata del complesso
evidenti presupposti che fanno ritenere l‟analisi del contesto come un falso universitario.
punto di partenza. Questo non significa che poi l‟inserimento nel contesto
produca un effetto indifferenziato, anzi rispetto ai requisiti posti dal Gli elaborati grafici di inquadramento territoriale presentati per il
concorso il sistema di Candilis Josic Woods offre le condizioni concorso dal gruppo Candilis Josic Woods definiscono dei percorsi di
organizzative più adeguate anche in relazione all‟esterno dell‟università, attraversamento dell‟area con caratteri simili a quelli presentati per la
ma questi aspetti verranno successivamente considerati come effetti e non proposta urbana di Francoforte. Gli elementi rilevanti che vengono
come causa. individuati per definire i tracciati sono, oltre alle due stazioni della U-Bahn,
la definizione di un asse nord-est sud-ovest che collega le principali sedi
La Freie Universität era stata costituita nel 1948 da un gruppo di universitarie, disposto parallelo al corridoio infrastrutturale costituito dalla
docenti e studenti distaccatasi dalla Humboldt Universität, i quali strada per Potsdam e dalla Potsdamer Eisenbahn. L‟inclinazione di questo
lasciavano il prestigioso edificio con un monumentale affaccio sull‟Unter asse27 raccoglie la traccia insediativa più rilevante di quella parte di
den Linden per spostarsi in un‟area residenziale a bassa densità, costituita
prevalentemente da case unifamiliari lungo il percorso della S-Bahn che
conduce a Potsdam21. Il villaggio che dà il nome alla località Da(h)lem
risulta quasi sempre fuori campo nella cartografia della città di Berlino: lo
23 La tavola di analisi delle densità edilizie del piano di Berlino del 1957 indica una densità
inferiore ai 200 abitanti per ettaro.
ritroviamo sull‟angolo inferiore sinistro, a sud-ovest rispetto a Mitte nella 24 In questa sede si segnala il progetto di Hermann Jansen del 1911 per l‟urbanizzazione
“Karte vom Weichbilde Berlins” del 184822 all‟incrocio tra Thiel Allee e
Koenigin Luise Strasse rappresentato da due corpi edilizi disposti a ridosso dell‟intera area e la creazione di un complesso didattico-culturale, di cui non è stato
della strada. Da questo disegno si deduce che al 1848 l‟area non aveva compiuto approfondimento in quanto non ha comportato significative trasformazioni, a
subito interventi di trasformazione oltre al tracciato delle due strade ed era eccezione di tener conto del tracciato della U-Bahn e ininfluente per le scelte a venire. Per
definita dai due villaggi di Stegelitz che veniva già servito dalla Eisenbahn approfondire la condizione fondiaria dell‟area si segnala uno stralcio della pianta catastale
diretta a Potsdam a est e Schmargendorf a nord; gli altri lati erano definiti del Domaene Dahlem che fornisce utili indicazioni degli elementi permanenti del territorio.
Vedi AA.VV., Berlin und seine Bauten – Teil V – Band B Hochschulen, Michael Imhof
dalle propaggini del Grunewald [mat. 2.01.01i]. Una situazione dell‟area di
Verlag, Petersberg 2004. [mat. 2.01.01i].
studio vicina a quella in cui è stato bandito il concorso si ritrova nella carta 25 Vedi Berlin und seine Bauten Teil V, op.cit., pagg. 87-99.
di Berlino che verifica la situazione delle distruzioni belliche “Berlin – 26 Il bando di concorso è reperibile presso l‟ufficio tecnico della BFU (FU Dokumentation
Kriegsschaeden stand 1945”. L‟assetto viario rappresentato nel 1945 è
1971, Heft 5 S. 64-65).
27 Non si dispone degli elaborati grafici intermedi del progetto e non si conosce se vi siano
21
Individuabile tracciando una linea che congiunge l‟estremità superiore del Krumme Lanke state previsioni di altre direttrici distributive; dalle condizioni dell‟area per ciò che si è detto
e l‟estremità inferiore del perimetro dell‟aeroporto di Tempelhof. sinora si potrebbe anzi escludere tali ipotesi tanto risulta forte e necessaria la direzione
22 Prodotta da Simon Schropp et Comp. in Berlin. trascelta per i percorsi. Anzi una riflessione, anche in riferimento al progetto per Francoforte
101
territorio e rimarrà invariata lungo l‟intero sviluppo progettuale che, come si collegano; un „continuo urbano‟28 della lunghezza di 1.200 m compreso tra
vedrà, richiederà successive approssimazioni lungo i dieci anni necessari il giardino botanico e l‟estremità del bosco. La flessibilità di estensione del
per giungere all‟esecuzione del primo stralcio dell‟attrezzatura. Un ulteriore sistema, sempre uguale a se stesso, fa ritenere l‟intervento estraneo al
schema organizzativo dimostra le potenzialità di sviluppo del complesso contesto in cui si inserisce; d‟altronde il superamento delle condizioni di
edilizio, oltre al nucleo iniziale rispondente ai requisiti del concorso. La organizzazione esistenti era già un presupposto assunto dal bando di
propagazione della matrice che definisce il nucleo di partenza si estende concorso. Possiamo assumere che in continuità con le caratteristiche del
verso nord e verso sud con una tensione volta a riconnettere gli episodi contesto, nel suo assetto fisico e organizzativo, sono stati selezionati solo
edilizi frammentari che ospitano le altre attività universitarie. Lo stesso alcuni requisiti di mobilità che hanno definito i tracciati e il sedime delle
bando di concorso richiedeva la previsione di un‟ipotesi di sviluppo più strade interne. L‟introversione è la caratteristica dominante della proposta
ampia rispetto ai requisiti definiti. Per soddisfare questa crescita, il sistema che ridefinisce programmaticamente un altro ambiente rispetto a un
studiato da Candilis Josic Woods avanza con l‟intenzione di riconnettere le esterno che a sua volta non reagisce a questa intrusione. Non reagisce
attività adiacenti alle aree libere, e modifica il percorso delle strade che modificandosi a sua volta per un processo di retroazione, come avviene
sbarravano il propagarsi del sistema verso sud, prevedendo in particolare nella città o con le costruzioni in altezza, poiché il carattere della
l‟eliminazione della Habelschwerdter Allee e la variazione del tracciato costruzione, dalle sue proporzioni al materiale di rivestimento fino al
della Landottstrasse e il suo parziale interramento. La nuova costruzione dettaglio degli ingressi, trasmette questa intenzione di costruire uno
conquista terreno superando gli ostacoli per una crescita che oltre allo strumento che si può modificare nel tempo e non un edificio che deve
schema proposto si immagina possa ulteriormente proseguire, così viene sopportare il tempo. La sensazione di questa provvisorietà attenua il
esaltata questa opportunità, visto che i requisiti di definizione delle riflesso della sua presenza nel contesto, come ebbe a osservare Oswald
modalità di crescita dell‟organismo edilizio corrispondevano al nodo Mathias Ungers in una sua valutazione a opera appena conclusa: “It lies
tematico più rilevante a cui il gruppo aveva dedicato le sue ultime attività. there like an old, rotting „battleship on a dry rock‟ amidst the apple trees in
Questa ipotesi progettuale risponde con un manufatto che interviene con Dahlem”29.
un‟unica soluzione per risolvere, e contemporaneamente lasciare aperte, le
esigenze organizzative tanto alla scala edilizia quanto a quella La considerazione di Banham che vede riaffiorare a Berlino la
infrastrutturale. La costruzione supera così i limiti che l‟assetto viario le „maglia‟ che era stata impostata per il centro storico di Francoforte offre
impone e acquista per la sua possibilità di crescente espansione un livello uno spunto suggestivo. Ma già a una prima osservazione si verifica che i
di „nuova‟ complessità. due sistemi sono definiti da criteri organizzativi differenti. Infatti lo schema
per il centro di Francoforte prevede una maglia ortogonale bidirezionale
Il „tutto costruito‟ che ne deriva impone un ordine che si sviluppa omogeneamente nelle direzioni ortogonali del piano mentre
nell‟organizzazione dell‟area che risponde alle esigenze di integrazione e a Berlino, fuori della città, le strade interne (stem) sono chiaramente
connette nella sua ipotesi di massimo sviluppo le due aree a verde sviluppate sull‟asse longitudinale del sistema. Quindi in termini
pregiato dell‟orto botanico e del parco a sviluppo lineare che si prolunga a direttamente percepibili tra i luoghi centrali che fungono da baricentro
sud della Landottstrasse e prosegue in direzione del bosco Grunewald. urbano e le aree periferiche da organizzare sulle direzioni di movimento si
L‟inizio e la fine dei percorsi interni vengono così definiti da aree con un riscontra una modificazione degli assetti organizzativi da ortogonali a
rilevante pregio ambientale con l‟obiettivo (o solo l‟effetto?) di realizzare un lineari. La differenza sostanziale tra la griglia bidirezionale omogenea in
forte contrasto tra le aree verdi alle estremità del sistema e la serie delle ciascuna direzione di Francoforte e il sistema gerarchizzato dei percorsi
strade interne parallele disposte in direzione nord-est sud-ovest che le della BFU è tale che omologarle al medesimo sistema non ci consente di

28Almeno nelle intenzioni dei progettisti.


consiste nel ritenere le condizioni stringenti dell‟assetto organizzativo dell‟area come 29Oswald Mathias Ungers, BFU/ Nine evaluations, in “Architecture Plus”, n. 1, 1974, vol. 2,
eventuale sostegno a definire uno sviluppo longitudinale dei percorsi anziché ortogonale. pag. 46.
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riconoscere l‟evoluzione di un altro modo di misurarsi con la città. di questo processo dove la componente ideologica assume un peso
Trascurare la differenza tra il sistema bidirezionale e quello longitudinale rilevante e il concorso viene inteso con un significato di indirizzo
vuol dire perdere la reazione che il sistema riflette verso il contesto con cui trasmissibile e divulgabile ben oltre i suoi (nuovi) confini geografici.
si misura: le relazioni tra progetto e contesto infatti non si manifestano in
modo diretto ma riflesso, indirettamente. Una immagine speculare, che D‟altronde i primi venticinque anni di storia della Freie Universität,
raccoglie le caratteristiche dominanti della struttura delle relazioni della dal suo insediamento a Dahlem fino al 1973, anno di conclusione dei lavori
parte di città o territorio in cui intervengono, per tradurla del Rostlaube32, il primo stralcio realizzato del progetto di Candilis Josic
nell‟organizzazione gerarchica dei percorsi. Woods, sono caratterizzati da una sostenuta conflittualità dei gruppi
studenteschi che riflettono in modo emblematico queste tensioni, dapprima
Coincidenze: entrambi fuori della città, sul bordo delle mappe, rivolte contro i regimi comunisti, e poi in seguito alla guerra in Vietnam, a
riflettono i valori della città come luogo dell‟interrelazione umana, ma con un‟accesa ostilità verso gli Stati Uniti con il formarsi di gruppi marxisti e
un grado di coinvolgimento molto diverso rispetto al luogo in cui si trovano. maoisti. Proprio per l‟inaugurazione dell‟anno accademico, nel 1973, la
Ad Amsterdam il dialogo è inteso nel ruolo di protagonista che per quanto cerimonia fu sospesa33 e sarebbe interessante conoscere quali furono le
con una breve apparizione, modifica la lettura degli eventi; di contro a azioni adottate dalle autorità per la gestione degli spazi collettivi, che di
Berlino un sistema organizzativo flessibile occupa il territorio e si estende certo non consentivano un efficace controllo dei flussi di studenti, così
in tutte le direzioni con la funzione di ordinare le attività che è destinato a come la disponibilità a un uso informale degli spazi stessi da parte degli
ospitare, lasciando al tempo il suo spazio di manovra. studenti. Proprio per la sua struttura organizzativa senza un centro,
l‟interscambiabilità tra i livelli, un rapporto con l‟esterno non gerarchizzato,
Modi d’uso: modificazioni ed efficienza la continuità tra i patii e le coperture e una distribuzione diffusa degli
2.01.02 accessi lungo tutto il perimetro, l‟edificio non consentiva nessuna forma
Guardare a Berlino, in particolar modo nel 1963, richiede una reale di controllo da parte delle autorità. Viene da domandarsi quindi cosa
specifica cautela nell‟intendere la scala dei problemi che si vanno a sarebbe accaduto di quel luogo se si fosse reso disponibile sin dall‟inizio
toccare. Infatti la tensione politica che animava i momenti successivi alla delle proteste alla metà degli anni sessanta.
costruzione del muro implicava che qualunque azione compiuta in una
situazione tanto fragile potesse avere un‟eco indefinibile. Certamente 30 il Un aneddoto può avvicinarci alla questione della rappresentatività
processo del confronto ideologico tra est e ovest, della rivalità e dell‟ostilità delle istituzioni che la casa dei bambini e la Libera Università andavano a
tra i due fronti aveva già compiuto il suo corso, restava la constatazione e ospitare e il rapporto che i progettisti stabiliscono nell‟equilibrio tra le
la graduale unanime acquisizione della consapevolezza dell‟inconciliabilità istituzioni e gli utenti. Nel 1959, in occasione del congresso di Otterlo,
reciproca. Concluso il periodo della difficile mediazione dei grandi progetti Candilis e altri (Louis Kahn e probabilmente anche Woods) vengono
di trasformazione urbana31, volti a forzare la realtà con idee e visioni di città accompagnati da van Eyck a visitare il cantiere dell‟Orphanage oramai
distanti da un quotidiano assurdo, così da far sembrare possibile un futuro concluso. Candilis riferisce delle caratteristiche della costruzione come di
improbabile. Si apre il momento concreto della riorganizzazione, in una grande lezione di architettura, poi smorza il tono degli elogi e riferisce
particolare di Berlino Ovest, che aveva lasciato oltre il muro il centro
culturale della città. Il concorso per la Freie Universität è inserito all‟interno 32 Rostlaube è il nome adottato per il primo stralcio della BFU chiamato così perché rivestito
in CorTen (trattamento del ferro che blocca l‟effetto di ossidazione e conserva la
30 Qui si dà ancora per scontata la conoscenza dei fatti compresi tra la separazione della caratteristica a ruggine delle superfici); il secondo ampliamento successivo al 1974 in
Germania e le tensioni che hanno portato alla realizzazione del muro di Berlino (13 agosto alluminio è denominato Silberlaube.
1961-9 novembre 1989). 33 Una sintesi dei principali avvenimenti riguardanti le manifestazioni presso la BFU si trova
31 Il concorso Haupstadt Berlin in effetti fu voluto e gestito senza la partecipazione del in: Stanley Abercrombie, BFU The most radical architectural departure of the 1960s is
quarto alleato, la Russia, così come fu boicottato dagli architetti dell‟est. finally built, in “Architecture Plus”, n. 1, 1974, vol. 2, pagg. 33-40.
103
come l‟attenzione di van Eyck si spingeva alla vita e ai gesti dei futuri Una prova della difficoltà a intervenire sul territorio dei
piccoli ospiti: “Il me montrait un petit recoin dans un grand local en me comportamenti, così incerto, ma non per questo inesplorabile, si trova
disant: voilà, ça c‟est très important, parce qu‟à cet endroit, le petit garçon alcuni anni dopo l‟inizio dell‟attività dell‟Orphanage. La nuova generazione
pourra se cacher pour fumer une cigarette”34. La confidenza a Candilis, di educatori formatisi sull‟onda delle istanze anti-autoritarie, ritennero che
oltre a dimostrare un‟evidente contiguità di interesse sugli aspetti vissuti l‟interpretazione dello spazio interno ed esterno con artefatti progettati
delle loro opere, apre la questione dell‟impulso anti-autoritario nella come strumenti per il gioco, specchi, conche d‟acqua, arredi biomorfi etc.,
concezione degli architetti per questi edifici per comunità, che fosse di ostacolo all‟espressione spontanea dei bambini, perciò in antitesi
tradizionalmente rappresentavano l‟autorità, se non addirittura attività con il loro metodo educativo. I nuovi pedagoghi quindi fecero demolire
connesse alla coercizione. L‟ironia è uno degli strumenti che sono utilizzati (“and the sooner the better”)37 parte delle costruzioni che caratterizzavano
per dissimulare l‟autorità che nel caso dell‟Orphanage era un obiettivo soprattutto le aeree per i più piccoli. L‟Orphanage subisce così una severa
condiviso dagli stessi promotori dell‟iniziativa. La disposizione delle attività verifica che consiste nell‟applicazione di una nuova metodologia educativa
amministrative e di tutor che dovevano trovare posto all‟ingresso che modifica sostanzialmente gli indirizzi progettuali, in conformità a un
dell‟Orphanage per garantire le necessarie forme di controllo, ciene presupposto di ordine ideologico. La conoscenza di van Eyck dei
organizzata da van Eyck sui due lati opposti della corte d‟ingresso, meccanismi segreti del gioco era, anche allora, un fatto incontestabile e la
separata dallo spazio aperto della corte d‟ingresso. La separazione delle testimonianza ad Amsterdam era evidente; inoltre proprio in Olanda il
attività amministrative, le quali circondano la corte d‟ingresso, è una gioco aveva una tradizione culturale riflessa su più fronti disciplinari 38,
trasgressione rispetto agli schemi organizzativi consolidati che vedono quindi si poteva ritenere vi fosse una consistente tradizione a contenere
queste funzioni raccolte in un nucleo centrale. Egli afferma: “I sliced the variazioni repentine di atteggiamento metodologico. Questo episodio
administration in two to make a room for a more gentle heart. People adore dell‟annullamento della caratterizzazione di quel “bunch of places” e del
this organization stuff for its own sake but I don‟t, so I cut in two – just for tentativo, di fatto impossibile se non con la demolizione quasi totale, di
the fun of it”35. Questa attenzione a definire la variazione tra un controllo di ridurre un luogo definito dalla cura di ciascun dettaglio, a uno spazio
carattere autoritario verso una forma di confidenziale protezione che tendenzialmente indifferenziato, è indicativo della modificazione di un
l‟attività attorno alla corte d‟ingresso viene a svolgere è un‟ulteriore, e atteggiamento nella fruizione dello spazio interno, e della disponibilità al
concreta, manifestazione di una procedura progettuale che vede in primo
piano, come materiale primario del progetto, le reazioni emotive dei giovani
ospiti. Un materiale difficile da trattare: infatti, si potrebbe facilmente
obiettare che le trasgressioni comportamentali, piccole o grandi, proprio by house and corners in houses and towns. So our houses and towns must have many
per il loro statuto non vanno pianificate. L‟architetto in questo caso illustra many corners” (Bakema Archive, NAI Rotterdam, s.d. s.l.. titolo Architecture as a tool in
delle situazioni spaziali che definiscono degli ambiti, degli angoli, con un man‟s identification process, op.cit.); e l‟intervento di Herman Hertzberger dal titolo
maggior grado di riservatezza, e questo era il proposito illustrato a Permeable Surface of the City (“World Architecture”, 1, 1964, pagg. 194-201) prosegue su
Candilis36. questa direzione e richiederà uno specifico approfondimento: per ora si riferisce che
l‟Orphanage costituisce il modello di questa attenzione e Hertzberger conclude “The form
we decide upon must be voluntarly directed towards a certain purpose, and thanks to the
34 L‟aneddoto viene riportato in più pubblicazioni; il testo originale in francese si può trovare secret intentions of designer, must be suggestive as regards every other possible content. It
sulla terza di copertina di: Francis Strauven, Aldo van Eyck‟s Orphanage – a Modern is the rhythm of existence that decides the meaning of things, and thus form and content
Monument, Nai Publishers, Amsterdam 1996. provoke one another. House is there, where one feels at home (everywhere should be
35 CIAM ‟59 in Otterlo, op.cit., pag. 31. home); a town without playgrounds (since all is playground)” pag. 195. [mat. 2.01.02a]
36 L‟argomento degli „angoli‟ della permeabilità della superficie abitate è frequente nei saggi 37 Aldo van Eyck‟s Orphanage – a Modern Monument, op.cit., pag. 44.

e nelle discussioni degli architetti olandesi; in molte occasioni Bakema svolge il tema degli 38 Si vedano a proposito le osservazioni di Alexander Tzonis in Aldo van Eyck- Humanist

angoli nella città e nelle case e così per esempio nel resoconto del convegno ad Abbey Rebell, op.cit., pagg. 55,56; una trattazione specifica dell‟argomento richiede uno stretto
Royamount “A man can identify himselve in total space by means of trees and sun but also confronto con il saggio di Johan Huizinga, Homo Ludens, Einaudi, Torino 2002.
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cambiamento, tramite la flessibilità, che veniva richiesta come segnale di programmaticamente di misurarsi con il sistema BFU, che già prevedeva
disponibilità verso il futuro. simili evenienze di ampliamento di superficie, e ignorando le soluzioni già
per tempo anticipate da Woods42 mutila il corpo occidentale per occupare
La BFU avrebbe probabilmente risposto, nella concezione e lo spazio di sei corti con l‟inserimento di una calotta rivestita in pannelli di
disposizione degli spazi, alle attese di quel gruppo di pedagoghi che alluminio.
intervenirono nella „normalizzazione‟ dell‟Orphanage; questo episodio offre
l‟occasione di riflettere sul rapporto tra progettista e le potenzialità verso il Sfuggono le ragioni di un intervento così invasivo e compromettente
grado di definizione dei manufatti. Si intende da quest‟esempio che il la continuità dell‟insieme che è uno dei suoi valori più evidenti, oltre a
principio di flessibilità su cui Woods si era impegnato a organizzare ogni essere l‟unica parte dell‟intero complesso edilizio non percorribile sulla
singola parte dell‟edificio, in termini sino allora raramente 39 portati fino a copertura. Le argomentazioni, per verificare l‟attendibilità della soluzione
quel punto di reversibilità, non consisteva in un‟astratta pretesa di realizzata dallo studio Foster dovrebbero spingersi poi, oltre alla relazione
sperimentazione tecnologica, ma rispondeva a esigenze che erano, se non con l‟edificio in cui viene inserito, sull‟oggetto architettonico in sé, ma ciò
esplicitamente richieste, quantomeno in corso di definizione, come esula dai compiti di questo lavoro43. Ciò che è rilevante invece è
aspettative verso i nuovi organismi edilizi. Una situazione simile alla domandarsi perché si è voluto ignorare in modo così plateale le
reazione di insofferenza dei „nuovi pedagoghi dell‟Orphanage‟ verso gli potenzialità di trasformazione del complesso edilizio, che era stato
argomenti progettuali che definiscono la costruzione si è verificata progettato da Woods e Prouvé sulla base proprio del presupposto della
recentemente nei confronti della BFU con il progetto per la nuova sua modificazione. Le ragioni della nuova forma inserita, prossima a una
biblioteca dello studio Foster and Partner40. L‟intervento di ristrutturazione calotta ellittica, vengono individuate dai progettisti, in una trasformazione
e l‟inserimento della biblioteca della facoltà di Filologia, anziché proseguire progressiva, da un corpo edilizio a base rettangolare (la versione vincitrice
seguendo le caratteristiche costruttive definite dall‟impianto generale, ha del concorso nel 1997), ancora legato con un certo grado di
portato alla realizzazione di un “blob”41, un edificio avulso dal criterio consequenzialità con l‟edificio in cui si inseriva, a una progressiva
costruttivo dominante l‟intero complesso edilizio, che si ispira metamorfosi motivata dalla “Minimierung der Kubatur und Optimizierung
nell‟organizzazione dei livelli del nuovo edificio a un‟improbabile metafora, der Form”44 che ha portato all‟oggetto successivamente realizzato. Non
proponendo un‟ingenua (ma non naive) caricatura dei ventricoli del quindi un‟idea irrinunciabile tale da compromettere l‟intero sistema e non è
cervello. Questo esercizio disinvolto di formalismo evita neanche possibile cercare le ragioni esclusivamente nell‟egotismo del
progettista, poiché la soluzione progettuale è un esito ampiamente
condiviso dal committente. Certamente oltre al prestigio internazionale
39 La maison du Peuple di Beaudouin & Lods con la collaborazione di Bodiansky e Jean dell‟architetto Foster avrà influito nelle scelte una certa voglia di
Prouvé (in particolare per le partizioni esterne) era dal punto di vista delle soluzioni cambiamento, e il fatto di ridare prestigio all‟Università che si trova in una
tecnologiche e formali il riferimento che oltre a essere il più evidente deve essere ritenuto
imprescindibile.
40 L‟incarico è stato conseguito con il primo posto in un concorso di progettazione che 42 Juergen Nottmeyer, Freie Universität Berlin – Konstruktionswettbewerb für einen ersten
prevedeva per la biblioteca una soluzione assai più sobria e molto diversa da quella poi Bauabschnitt der Erweiterung auf „Obstbaugelände‟, in “Deutscche Bauzeitung”, n. 7, 1967
realizzata. Per conservare una testimonianza della condizione precedente nel fascicolo pag. 54. Nello schema Woods prevede le tre fasi in cui realizzare l‟ampliamento
della Architectural Association dedicato alla Free University si trovano i disegni esecutivi contemplando anche la disponibilità degli spazi residui nel corso della trasformazione.
per questa parte dell‟edificio offeso. Non si evidenzierà mai abbastanza che un edificio 43 La critica verso le relazioni e l‟effetto dell‟insieme è un dovere e qui si è intervenuti

predisposto per essere modificato, l‟esempio più evidente nella storia recente limitandosi alle prestazioni complessive dell‟edificio. Per quanto riguarda il problema di
dell‟architettura, che più ha riconosciuto un ruolo a questa esigenza anziché seguire il scala tra i volumi, il più evidente che pone la realizzazione di Foster and Partners, si
tracciato della sua trasformazione è stato incomprensibilmente stravolto. rimanda alla documentazione fotografica.
41 Blob viene definita la costruzione della nuova biblioteca nella relazione di progetto (vedi 44 L‟iter progettuale e il progetto, ora interamente realizzato, erano illustrati da pannelli

scheda sul sito internet dello studio Foster and Partners). informativi posti nel foyer dell‟auditorio principale del RostLaube.
105
posizione marginale rispetto ai nuovi equilibri della città. Per quante delle strade interne: infatti si crea una relazione tra questi due spazi, le
motivazioni si possano addurre resta da constatare che l‟unica vera corti con alberi e prato e gli ampi percorsi pubblici all‟interno, che rovescia
occasione che si è presentata nell‟arco di trent‟anni per verificare la la percezione consueta del rapporto pubblico-privato in relazione a esterno
flessibilità del sistema ha portato all‟intrusione di un oggetto estraneo. e interno. Si crea così un intreccio inconsueto tra un fuori-individuale e un
dentro-collettivo, traducibile in un momento di sospensione, displacement,
Il progetto della BFU era impostato partendo dal riconoscimento per riallineare le coordinate di orientamento, un rovesciamento che può
della difficoltà di tenere il controllo di trasformazioni che richiedono sviluppi essere riconosciuto come impronta di una tradizione progettuale.
successivi e avrebbe dovuto essere risolto con la predisposizione di un
sistema che conteneva al suo interno le modalità di cambiamento e I modi d‟uso della BFU, rimanendo sostanzialmente invariati48
trasformazione. L‟esempio dell‟organizzazione a padiglioni del Campus secondo le funzioni che erano state inizialmente previste, consentono di
dell‟University of California è servito a Woods per illustrare l‟alterazione verificare ancora oggi la funzionalità dell‟edificio, mentre una situazione più
dell‟impianto originale e le trasformazioni portate nel corso dei successivi complessa si presenta nell‟affrontare l‟Orphanage; attualmente viene
sviluppi, che fanno risultare infine quasi illeggibile l‟intenzione iniziale. Le utilizzato da alcune attività terziarie operanti nel marketing che si sono
recenti vicende della BFU aggiungono un capitolo importante di verifica e suddivise i 4.400 mq di superficie dell‟edificio49. Questa condizione di un
dimostrano che questo obiettivo, perseguito con tenacia, probabilmente uso privato è la conclusione di una vicenda che nel 1986 portò al rischio
una delle esperienze più convinte sul versante della modificazione della demolizione dell‟edificio, conseguente a un progressivo stato di
dell‟organismo edilizio, non è risultato perseguibile. Comunque malgrado le abbandono e alla dismissione dal suo uso originale, poiché le cure dei
recenti trasformazioni45 la BFU con il successivo ampliamento realizzato, bambini senza parenti sono prestate, da subito, da famiglie adottive. A una
secondo l‟impianto planimetrico originale, da Manfred Schiedhelm 46 nel più umana soluzione di un grave problema sociale rimase testimone
1978 rappresenta, nel confronto con il Campus della University of l‟edificio abbandonato e in una grave situazione di dissesto. Una
California, una sfida progettuale portata a termine con successo. Infatti, se campagna di sensibilizzazione in difesa dell‟Orphanage condotta da
la prova della trasformabilità, affidata a un sistema costruttivo flessibile Herman Hertzberger ottenne il restauro dell‟edificio e furono ripristinate
prodotto industrialmente, è naufragata, percorrere una delle tre Strasse L, anche parte delle manomissioni sulle opere interne avvenute nel corso
K, J, per i 300 metri di lunghezza, offre il senso di condividere lo spazio di della gestione „anti-autoritaria‟. Van Eyck progettò e realizzò il grande
una comunità dedita allo studio, così le aule per l‟attività didattica e le aree edificio direzionale composto da tre coppie di torri che funge da sfondo
più riservate dei dipartimenti presentano un considerevole comfort meridionale dell‟Orphanage. Hertzberger, allora direttore del Berlage
ambientale47 e nell‟insieme i differenti gradi di relazione tra spazi collettivi e Institute, si insediò nell‟Orphanage. Un‟abile regia dunque e quasi una
individuali rispondono ai requisiti di accessibilità e riservatezza che ciascun storia a lieto fine, se non che, l‟appetibilità delle condizioni di lavoro
livello di organizzazione richiede. Oltre a questi aspetti organizzativi la
rilevanza architettonica dell‟intervento consiste nell‟aver rivalutato e
interpretato lo spazio aperto interno, in relazione con l‟uso (semi-)pubblico

45 La biblioteca progettata dallo studio Foster and Partner nel corso di un sopralluogo nel 48 Manfred Schiedhelm riporta che nei primi due anni di attività del nuovo edificio furono
maggio 2005 risultava completata ed erano in corso di allestimento le apparecchiature eseguite variazioni considerevoli, ma non si è stati in grado di riconoscerle. Schiedhelm
informatiche. offre anche un‟interpretazione della priorità che la flessibilità aveva acquisito nel
46 Manfred Schiedhelm collaboratore di Candilis Josic Woods sin dal concorso per programma in quanto costituiva un rimedio all‟incertezza sul futuro che caratterizzava
Francoforte partecipa al concorso e diviene coprogettista dell‟opera e successivamente quegli anni. Architectural Association, Berlin Free University - Exemplary Project 3, op.cit.,
progettista dell‟ampliamento del secondo stralcio. pagg. 97-98.
47 Ambientale riferito ai sensi, quindi anche udito etc. Sono stati però rilevati inconvenienti 49 Non è stato possibile approfondire come l‟edificio è stato suddiviso e come viene

nel periodo estivo. utilizzato.


106
all‟interno dell‟Orphanage ha reso le richieste economiche per la locazione criterio di relazione tra le parti prevede che le strade secondarie
eccessive per l‟istituto di studi urbani50. intersechino le primarie a un minuto di distanza l‟una dall‟altra, riferito allo
spazio che un uomo copre con un‟andatura media.
Questa breve storia non viene riportata per „dovere di cronaca‟ ma
per affrontare la questione dell‟adattabilità da un uso specifico a uno I sei minuti necessari a percorrere da un‟estremità all‟altra i percorsi
generico, non solo in riferimento alla disseminazione di questi dispositivi longitudinali della BFU non sono neanche paragonabili, in termini di
per la sperimentazione delle proprie azioni quali gradoni circolari, specchi percezione del tempo, al girovagare senza meta nella varietà dei luoghi
deformanti etc. ma in conseguenza della misura della costruzione. La casa dell‟Orphanage. Riscontrare questa consequenzialità tra tempo e spazio
dei bambini viene costruita sulla loro taglia non perché dovesse essere deve venire intesa come conseguente alla vita che vi si svolgeva. Il tempo
solo banalmente più piccola o più bassa. Le proporzioni delle parti di studenti e ricercatori che si muovono funzionalmente nell‟edificio-
calibrano la giusta misura tra il grande e il piccolo. La dilatazione e la macchina scorre in un modo diverso da quello dei bambini che si
compressione dello spazio interno continua a riflettere questa ricerca tra il trovavano a passare giorno dopo giorno una parte significativa della loro
grande e il piccolo e ritornando con il pensiero all‟ostinata ripetizioni delle esistenza nella casa-città. In questo senso entrambi gli edifici sono
filastrocche di van Eyck, ci si rende conto quanto questo edificio sia funzionali e determinati a una stringente biforcazione tra spazio
intimamente legato alle sue riflessioni teoriche. Osservando le persone che discontinuo e continuo in riferimento a un‟idea di come la forma influiva
si muovono tra questi spazi-luoghi sembrano essere sempre un po‟ troppo sullo scorrere del tempo tramite l‟articolazione degli elementi distributivi.
grandi avendo perso l‟altro elemento della coppia, il piccolo. Si avverte L‟approccio compositivo di van Eyck e la metodologia progettuale di
ancora una sorta di assenza dei protagonisti di questi spazi nel vedere le Woods esprimono in queste due situazioni una opposizione di intenzioni
sagome troppo grandi delle persone adulte che operano nell‟edificio e ciò che assieme offre un significativo, per quanto parziale, esempio all‟intricato
consente di riconoscere un‟attitudine speciale dell‟autore nel misurare, problema della relazione tra spazio e tempo in architettura.
calibrando il proprio strumento, in considerazione di un criterio di relatività
tra grande e piccolo. Per chiarire questa osservazione possiamo riferirci Osservazioni in dettaglio
alla BFU e all‟uso del modulor per il disegno delle partizioni. Una misura 2.01.03
che parte da un valore di riferimento nell‟altezza media dell‟uomo La BFU51, con una superficie utile complessiva dei due stralci di
„scoperta‟ per organizzare la produzione industrializzata, uno standard 31.700 mq, è più ampia di sette volte la superficie dell‟Orphanage pari a
volto ad armonizzare il rapporto tra la costruzione e l‟uomo. Si riconoscono 4.400 mq e occupa un sedime di poco superiore al doppio dell‟Orphanage,
nella BFU figure che si muovono in questi ambienti con un‟ampiezza di ma descrivere i due interventi richiede un tempo e una quantità di
movimenti diversa; probabilmente questi stessi spazi interni intesi come informazioni inversamente proporzionale ai loro rapporti dimensionali. La
luoghi o come strumenti promuovono diversi comportamenti. L‟interno descrizione della BFU corrisponde all‟esplicitazione di un sistema
dell‟Orphanage richiede attenzione e cautela girovagando tra situazioni verificabile in ogni suo punto seguendo una partizione gerarchica di
che si articolano in un percorso narrativo “a bunch of places”; nella BFU il elementi che ne definiscono l‟ordine generale e all‟interno di questa griglia
organizzativa trovano posizione unità d‟uso modificabili secondo le
specifiche esigenze funzionali. I percorsi sono gli elementi strutturanti
50 Andrei Mead, High rent forces Berlage to quit Eyck‟s orphanage, in “The architect‟s
definiti e il vuoto che contengono al loro interno lo spazio utilizzabile.
journal”, 21 dicembre 1995. L‟affermazione dell‟autore dell‟articolo riferita a van Eyck “he L‟organizzazione della sezione verticale prevede un basamento destinato
always envisaged the building could be adapted to alternative uses” rispetto alle posizioni
espresse nelle relazioni di progetto non sembra emergere una tale eventualità, tanto che
furono necessarie alcune varianti per l‟utilizzo da parte di Berlage. Sicuramente riscontrato 51 La sigla BFU definisce non l‟intero complesso universitario pari a 139.000 mq dislocati in
il superamento del ruolo sociale dell‟istituzione l‟edificio poteva essere adattato ad altri usi, 24 differenti sedi (dati aggiornati [sic] al 1981), ma esclusivamente la parte oggetto del
così come è avvenuto, ma non sembra che fosse nelle intenzioni iniziali fare „due guanti per concorso del 1963 denominato in quell‟occasione Obstbaugelaende (nella documentazione
la stessa mano‟. fotografica successiva alla guerra si riconosce che il terreno veniva utilizzato come frutteto).
107
alla distribuzione meccanica, dall‟accessibilità carrabile a tutte le che, anche lì dove si concretizza il significato, questo viene fatto senza
componenti impiantistiche, e quindi i tre livelli superiori per le attività aggregare altri possibili valori, se non la riduzione alla loro elementare
collettive, due chiusi e l‟ultimo aperto52. Gli elementi di collegamento essenza costruttiva. [mat. ril. 2b]
verticale tra i due livelli chiusi sono composti di una rampa e una scala
disposte lungo la strada interna; la posizione delle rampe è contrapposta La chiarezza con cui sono definiti i punti di giunzione risulta ancora
nella strada adiacente e alternata con la scala che si sviluppa in lunghezza più evidente sulla copertura, dove le conseguenze di una esecuzione
al centro della strada interna. Proseguendo si potrebbe arrivare a esaurire irrisolta portano a un rapido deterioramento se non a problemi ancor più
la descrizione, a completare l‟edificio. La stessa attività per l‟Orphanage evidenti. Il piano della copertura non ha quindi elementi costruttivi solidali
risulterebbe più difficile, ma soprattutto finché non viene disegnata non è al piano stesso ma solo parti che vi si appoggiano55. Le scale a chiocciola
coglibile mentre ci si può avvicinare al sistema della BFU nel proprio spazio che indistintamente all‟interno come all‟esterno costituiscono il
mentale anche solo con la descrizione verbale. collegamento rapido tra i livelli, nel caso della loro installazione esterna,
scavalcano di pochi centimetri il bordo superiore del piano d‟arrivo tramite
La leggibilità dell‟edifico è rilevabile non solo nell‟impianto generale una soluzione ricercata, composta da una piastra in calcestruzzo,
ma in ciascun dettaglio. L‟immediatezza „anti-retorica‟ dei dettagli costruttivi sagomata per ricevere il ripiano della scala. Così anche gli elementi di
della BFU, in particolare del primo stralcio terminato nel 1973 denominato protezione alla caduta, i parapetti, sono realizzati con un bordo di elementi
“Rostlaube”, risponde a questo ideale dell‟edificio-macchina53 che viene a U, di circa 0.50 m di lato, in calcestruzzo messi in fila accostati e
ora realmente messo in opera. L‟attenzione che è posta nel raccordare semplicemente appoggiati alla copertura per poi essere riempiti in terra a
l‟edificio con il terreno, così come tutti gli elementi ancorati al suolo che cui quindi fissare il parapetto in tubolare d‟acciaio. La soluzione dei
sono in collegamento con l‟edificio, vengono trattati con soluzioni tecniche parapetti e le vasche riempite di terra fanno della copertura della BFU un
che prevedono una netta discontinuità tra ciò che è la fondazione e efficace esempio di realizzazione di tetto verde56, per quanto inizialmente
l‟edificio sovrapposto. Sono le caratteristiche tecniche delle giunzioni che soggetto a critiche da parte dei committenti. Preoccupazione risolta in
utilizzano il neoprene, materiale utilizzato per le guarnizioni delle termini quasi immediati a giudicare dalla foto del modulo sperimentale
costruzioni meccaniche54, che richiedono estrema cautela nell‟individuare i installato a pié d‟opera57, ma anche evidente segnale che la copertura
punti di separazione tra ciò che è solidale al suolo e ciò che è parte del praticabile se non addirittura il tetto-giardino in Germania era rimasta una
manufatto. La discontinuità tra la base in calcestruzzo gettato e la parte dei questione prima forse solo di ordine estetico e successivamente anche
due piani superiori suscettibile di modificazione viene intesa ideologico ma non un vero fatto d‟uso. Queste coperture verdi funzionano,
immediatamente in prossimità degli accessi alle strade interne: i due nel senso che sono facilmente utilizzabili, in quanto sono messe in stretta
gradoni esterni in calcestruzzo che raccordano la quota interna sono relazione con gli spazi interni delle biblioteche o delle aule, ma conservano
troncati a circa 50 centimetri e una griglia metallica garantisce continuità al tempo stesso il carattere di luoghi riservati; lo spazio aperto interno e in
con il pavimento interno. Una pensilina in ferro composta da pilastrini
realizzati con profili HE e una lamiera orizzontale, piegata sui bordi come
protezione, costituisce assieme alla corrispondente griglia del breve
55 Da un sopralluogo accurato della copertura non sono stati riscontrati punti di discontinuità
della copertura; infatti, il clima di Berlino richiede una particolare cautela poiché il ghiaccio
collegamento pedonale una mediazione affidata a soluzioni tanto rigorose
risulta essere una grave minaccia per questo genere di soluzioni tecnologiche a secco.
quanto raffinate. Il carattere denotativo (anti-retorico) si evidenzia nel fatto 56 Lo scetticismo di una parte della committenza nella riuscita del tetto verde potrebbe

essere un argomento per verificare la diffidenza che molte delle soluzioni innovative di
52
Vi era Inoltre la previsione di aggiungere un quarto livello per ospitare le residenze degli questo edificio hanno ricevuto; in questo caso non si trattava di una nostalgia come per la
studenti. “Dacheskrieg” della precedente generazione di architetti ma semplicemente di
53 Si dovrà verificare nei dettagli questa contraddizione nei termini per anti-retorica riferito preoccupazioni sulla crescita del manto erboso in copertura.
all‟idea di edificio-macchina . 57 Una foto è pubblicata sul volume edito dalla Architectural Association, Berlin Free
54 Lo stesso tipo di giunto utilizzato per esempio per il parabrezza di un‟autovettura. University - Exemplary Project 3, op.cit., pag. 33.
108
particolare le terrazze rappresentano questa inconsueta dimensione di
riservatezza che costituisce un‟eccezione nell‟uso degli spazi a cui ci I pannelli che rivestono il Rostlaube, dello spessore di 80 mm sono
abituano le attrezzature collettive. stati prodotti in officina secondo un processo di tipo industriale e
consistono in due scocche conglobate con una schiuma di poliuretano; lo
Altri dettagli consentono di riannodare esperienze costruttive strato esterno è costituito da una lastra in acciaio CorTen dello spessore di
precedenti di Le Corbusier e ovviamente di Prouvé come i corrimano con 2 mm, il lato interno sempre da una lastra in acciaio rifinito con smalto
la protezione in fili di acciaio tesi, ma lì dove le critiche e le lodi si sono applicato a forno, le guarnizioni tra i pannelli sono ottenute tramite
condensate è riguardo alle partizioni esterne verticali 58 in acciaio CorTen l‟interposizione di una profilo dato da una estrusione in neoprene che va a
disegnate da Jean Prouvé. I pannelli ora sono stati sostituiti con una colmare una tolleranza tra gli elementi di 10 mm. Non si conosce il peso
soluzione ordinaria59 per quanto sia evidente l‟intenzione di avvicinarsi alla dichiarato dei pannelli che è uno dei parametri fondamentali per la
tonalità di colore originale. La documentazione fotografica allegata reversibilità, ma dalla documentazione fotografica di cantiere si può
eseguita nel momento della sostituzione dei pannelli disegnati da Prouvé verificare che vengono maneggiati e installati da due addetti senza l‟ausilio
consente di fare un confronto a cui si rinvia il giudizio. Anche se un di altri mezzi per la movimentazione61. [mat. cfr. 07] I pannelli sono
materiale come il CorTen va visto da vicino e toccato per cogliere le sue indipendenti strutturalmente dai solai in lastre di calcestruzzo armato e
qualità epidermiche, i nuovi pannelli in bronzo con il tempo perderanno sono direttamente ancorati tramite le travi di bordo alla struttura portante in
l‟attuale lucentezza, così da attenuare la diversità di superficie. Sono acciaio; tutti i fissaggi sono reversibili e tutti gli elementi costruttivi sono
evidenti a prima vista le motivazioni per la sostituzione dei pannelli, in smontabili e rimontabili in altre posizioni62. Si e potuto verificare
quanto la ruggine ha proseguito il suo lavoro oltre le aspettative e il grado constatando che solette, pilastri, travi nonché scala a chiocciola etc. 63
di disfacimento del rivestimento esterno; tenendo conto che il CorTen di smontate per far spazio al “blob” erano stoccate in cantiere in discrete
fatto non è riparabile, non offriva altre soluzioni. Inoltre si devono anche condizioni pronte per un eventuale reimpiego.
considerare i disagi patiti dagli utenti durante l‟estate per il
surriscaldamento a causa della scarsa capacità di riflessione dei raggi Il progetto esecutivo della BFU è stato in parte pubblicato nel
64
solari su un materiale scuro e opaco, e certamente ciò non ha favorito 1967 , in quanto oggetto di una particolare procedura di selezione
soprattutto in termini economici un „restauro‟ dell‟opera di Prouvé 60. dell‟impresa di costruzione con una modalità che lasciava aperta alle
stesse imprese di sottoporre l‟ipotesi costruttiva da loro ritenuta più
adeguata, a partire da un quadro di requisiti definiti dai progettisti. Oltre agli
58 Ibidem, pagg. 101-103, la descrizione di Mohsen Mostafavi dal titolo Performative Skin aspetti strutturali che vertevano principalmente sul genere di materiali da
riporta utili informazioni sui pregi e gli inconvenienti delle partizioni esterne. In particolare impiegare, calcestruzzo, ferro o misto viene pubblicato anche uno schema
l‟inconveniente più penalizzante è risultato l‟assorbimento del calore del rivestimento in Cor-
ten che durante l‟estate portava l‟interno a temperature non sopportabili: da qui la decisione
di utilizzare un rivestimento in alluminio assa più riflettente per il secondo stralcio. forzando le ritrosie dei committenti, sarebbe stato importante fare un tentativo più
59 La soluzione ordinaria consiste in serramenti in profilati a taglio-termico con doppio telaio; consistente per salvaguardare l‟identità di questo edificio.
i tamponamenti sono eseguiti in opera da una lastra di rivestimento in bronzo e viene 61 Dalle fotografie risulta che un operaio sosteneva il pannello mentre il secondo

interposto un cuscinetto di isolamento termico. provvedeva al corretto posizionamento; si ritiene che il peso si aggirasse attorno ai 30 kg. A
60 È un peccato che almeno alcune parti non siano state conservate: si ritiene che la qualità una verifica analitica sulla composizione del pannello da 1.15 m risulta un peso di 36 kg.
degli infissi con le particolari modalità di chiusura e movimentazione avessero un valore da Sarebbe interessante e sarà stato verificato a suo tempo conoscere i tempi e le modalità di
conservare. Comunque, la perdita di chiarezza e definizione delle figure dei serramenti con esecuzione per la posa previsti da Prouvé.
la sostituzione degli infissi tipo ferro-finestra con serramenti a taglio termico, con maggiori 62 Le due locuzioni possono sembrare pleonastiche e in parte lo sono se riferite al

dimensioni dei profili, per ottenere migliori prestazioni di isolamento termico è una vicenda medesimo componente.
comune al restauro di moltissimi edifici moderni, un po‟ ovunque. In questo caso specifico 63 A esclusione delle partizioni verticali.

vista la sperimentalità e l‟originalità della soluzione adottata da Prouvé e Woods e forse 64 “Deutsche Bauzeitung”, n. 7, 1967 pag. 551-564.

109
della parete esterna. L‟abaco pubblicato presenta le soluzioni di
assemblaggio dei pannelli in relazione all‟illuminazione interna richiesta. Le Viceversa, l‟Orphanage è tutto ciò che non è la BFU.
variazioni dei pannelli, tutti della medesima altezza, consistono in due
larghezze pari a 0.70 e 1.13 m (modulor) con cinque possibilità di disporre Le componenti costruttive sono il campo più evidente per
lungo l‟altezza le parti vetrate. Le variazioni divengono molteplici così da riconoscere la contrapposizione delle due soluzioni progettuali. Alla
escludere la possibilità di definire un partito architettonico, ma piuttosto di flessibilità del sistema della BFU ritroviamo ad Amsterdam un‟articolata
promuovere un controllo delle parti opache e trasparenti in corrispondenza composizione di massicci setti in muratura (blocchetti in Klinker
di specifiche funzioni; poiché l‟ipotesi della flessibilità del sistema 0.09x0.09x0.18 m lavorati a tre teste) sprofondanti (o emergenti) nel
richiedeva di abbandonare ogni pretesa di relazioni formali predefinite e terreno direttamente, senza alcuna mediazione a eccezione dell‟appoggio
nella dimensione complessiva, la differenziazione tra parti tamponate e di esili colonne (diametro 26 cm) su un sottile piedistallo in calcestruzzo
vetrate non copre dal punto di vista percettivo un ruolo rilevante. [mat. che sostengono una copertura tutt‟altro che praticabile, anzi in un certo
2.01.03a] senso quasi misteriosa. E ancora, a Berlino l‟immagine della nave
arrugginita che si è arenata nel campo di meli a Dahlem deriva
L‟effetto d‟insieme dell‟edificio è di una ricercata unitarietà ottenuta dall‟omogeneità di trattamento dell‟involucro, dove le variazioni possibili
tramite una stringente coerenza esecutiva tra parti a diversa scala. Per vengono previste dal progettista secondo una serie di istruzioni funzionali,
esempio la tecnica della piegatura dei laminati con cui vengono ottenuti i a prescindere dal loro rapporto in quanto la continuità era garantita
montanti esterni di fissaggio dei pannelli, che hanno una parte rilevante dall‟appartenenza al sistema. Di contro ad Amsterdam la composizione
nell‟immagine complessiva, evitano l‟angolo retto e presentano uno spigolo segue il precetto vitruviano65 del rapporto delle parti con l‟insieme e se
arrotondato; alla scala dell‟intera parete anche il raccordo ortogonale tra dovessimo trasfigurare la realtà con un‟immagine potrebbe essere quella
due pareti è ottenuto con un giunto angolare arrotondato che risolve della ricostruzione di un palazzo-città divenuto testimonianza archeologica
l‟angolo in modo omogeneo lungo l‟intero perimetro dell‟edificio, con la sola di se stesso. Ad Amsterdam l‟elemento architettonico che tiene assieme la
variante del tamponamento opaco oppure trasparente. L‟attacco a terra storia dei frammenti è l‟architrave, l‟indizio che suggerisce66 la
può fornire un altro esempio della coerenza tra la situazione specifica della composizione analoga delle due ali, basata su quattro elementi ripetuti.
scala d‟ingresso che abbiamo illustrato in apertura del paragrafo e la
coerenza di quella soluzione lungo l‟intero perimetro esterno. Lo stacco da L‟architrave appoggiato sui grevi setti o sulle esili colonne si ripete
terra delle pareti avviene con un rigonfiamento della parte terminale, a come segno costante lungo l‟intero perimetro dell‟edificio e diviene come
coprire la testa della fondazione in calcestruzzo, e lasciando visibili circa l‟ordito per tenere assieme differenti episodi architettonici. La
0.25 m della base che contrastando con i toni di colore scuro del pannello conformazione degli spazi, denotati dal carattere di protezione dei setti per
denuncia il cambio di regime strutturale da puntiforme in acciaio per la i corpi più bassi o dallo sviluppo verticale dei padiglioni, si riflette come il
parte in elevazione a setti in calcestruzzo per le fondazioni. A questa luogo idoneo alle fasi della vita dei giovani ospiti. Elementi differenti che
soluzione consistente dell‟attacco a terra rispetto alle articolazioni rispondono alle esigenze ambientali di bambini e ragazzi in fasi molto
volumetriche delle pareti si contrappone un „attacco al cielo‟ sfuggevole, diverse della loro vita vengono tenuti assieme, innanzitutto dalla
ottenuto con un sottile profilo, che non comporta alcuna variazione del „disposizione‟ e poi da questo elemento architettonico, che in termini
piano verticale. La sagoma pronunciata del bordo inferiore e il leggero
profilo di conclusione dell‟edificio scorrono paralleli tra loro lungo il lato 65 I dieci libri dell‟Architettuta di M. Vitruvio – Tradotti e commentati da Mons. Daniel
nord seguendo tre lievi variazioni del terreno che vengono riprodotte
dall‟articolazione dell‟edificio ottenendo, oltre alle reazioni negative di Barbaro, vedi ristampa originale edito a Venezia nel 1567, Bardi Editore, Roma 1993. Ci si
alcuni critici, un forte senso di continuità che assieme ad alcune variazioni riferisce in particolare all‟interpretazione di Daniele Barbaro del Cap. I, Libro III, pagg. 108-
122, Delle compositioni, & compartimenti de i tempj. Et della misura del corpo humano.
geometriche nella partizione degli infissi suggeriscono una dissimulazione 66 Van Eyck comunque offre nei suoi scritti più indizi sulla continuità del livello orizzontale
del volume staccato dal suolo.
della copertura come traccia per la comprensione del progetto.
110
classici può essere associato a una trabeazione, che non svolge un ruolo sottile fascia chiara di calcestruzzo costituisce come una risultanza
strutturale, ma viene interposto tra la struttura in elevazione (setti murari e dell‟impianto planimetrico, un nesso didascalico tra pianta e alzato.
colonne) realizzata in opera e la copertura realizzata con elementi
prefabbricati. Si è accennato precedentemente della difficoltà a descrivere questo
edificio, in quanto non è catalogabile secondo le categorie, grande-piccolo,
L‟esecuzione di opere miste comporta la predisposizione di continuo-discontinuo, aperto-chiuso…, classico-anticlassico, poiché a ogni
elementi di mediazione tra la precisione dei manufatti fabbricati in tentativo di catalogazione, anziché poter soppesare giudizi, ci si trova a
stabilimento e la tolleranza richiesta a opere gettate direttamente in sito. Il camminare su un filo come il funambolo68 di Klee. D‟altronde da più punti di
manufatto prefabbricato dell‟architrave in calcestruzzo vibrato ha una vista lo si esamina maggiore diviene la convinzione della interrelazione tra
lunghezza di 3.36 m corrispondente al passo che organizza l‟organismo la costruzione della casa dei bambini e la teoria in van Eyck; la
edilizio, uno spessore di 0.38 m e un‟altezza di 0.48 m con un foro sensazione, verificando il materiale grafico a disposizione, è che prima il
longitudinale posto al centro di 0.21 m; la lunghezza del foro si ricava processo compositivo, poi la costruzione si siano sostenute in modo
ipotizzando due „dadi‟ all‟estremità e il profilo pieno che contorna il foro (il inestricabile a un approccio teorico che si specificava e diventava sempre
pezzo speciale per gli angoli presenta la maggiorazione dello spessore del più mirato man mano che la verifica costruttiva dava il suo sostegno alla
setto, essendo simmetrico e non avendo differenze tra interno ed esterno consapevolezza teorica. Questa intima coerenza tra fare e pensare
con un solo pezzo speciale risulta possibile risolvere tutti gli angoli retti). potrebbe essere definita come la marca di ogni buon progettista e aprire
Potremmo intendere che il foro posto al centro dell‟architrave, oltre a verso due linee d‟interpretazione entrambe ugualmente praticabili. La
fornire illuminazione naturale, ricorda lo strumento che viene utilizzato per prima che si presenta per la sua potenzialità di suggestione porta a
la verifica della corretta esecuzione del piano di giacitura degli elementi riconoscere nell‟Orphanage una traccia discorsiva. Una seconda ipotesi di
della copertura o più semplicemente può servire da alleggerimento per lettura, sostenuta dalla distanza tra l‟astrazione del pensiero che si dirige
facilitare le operazioni di montaggio. Inoltre le conseguenze di stabilire un sul versante poetico e la concretezza della costruzione, non lascia spazio a
„orizzonte‟ costante ha consentito un‟articolazione rilevante del piano di fatti connotativi né tanto meno retorici69. Si prova a indovinare questa
calpestio, oppure questa volontà progettuale ne ha suggerito la definizione; seconda strada poiché non si cerca un terreno di mezzo dove l‟architettura
infatti, qualora come nel caso della palestra si richiedeva un‟altezza “dice” ciò che l‟architetto pensa: ogni linguaggio appartiene a un mondo
maggiore, la si è ottenuta ribassando il piano del pavimento. Non si diverso, il mondo delle parole non ammicca allo spazio per scrutarne i
riscontrano eccezioni nell‟altezza di posizionamento dell‟elemento segreti, né tanto meno l‟architettura si fa parlante, l‟unico punto di
architettonico mentre i piani interni ed esterni di calpestio variano mediazione possibile è l‟uomo, ma non lo specialista che pensa, critica,
frequentemente in più punti. Questa determinazione costante di una linea valuta; non sembra vi sia molto spazio per questi atteggiamenti, forse si
dell‟architrave che corre al medesimo livello lungo l‟intero perimetro deve potrebbe suggerire che il modo migliore per capire questa architettura nella
essere considerata un importante ausilio per l‟esecuzione dell‟opera67.
L‟esito formale di questa scelta ha un rilevante valore nella percezione
dell‟edificio poiché oltre alla continuità, la successione dei vuoti ricavati
68 Camminare su un filo teso sospeso sopra la città è appunto il soggetto di una litografia di
Paul Klee del 1923 dal titolo Tightrope Walker (Francis Strauven riporta che una copia
nell‟architrave fornisce la traccia per seguire il ritmo nell‟articolazione
appartiene alla collezione A and H. van Eyck). Si è riportata come immagine di riferimento e
planimetrica dei volumi e l‟evidenza del rettangolo nero contornato da una
si mette in risalto lo sguardo duplice (soggetto anche di Picasso e molti altri artisti anche
primitivi) poiché rispecchia l‟atteggiamento di ricerca con cui sono stati analizzati i due
67 Queste considerazioni vengono svolte sulla base di esperienze con tipi di componenti edifici [mat. 2.00.00].
edilizi affini e utilizzando alcune foto di cantiere pubblicate su Niet om het even van en over, 69 Un‟opinione che utilizza concetti assimilati dal testo di Umberto Eco, La struttura assente,

Uitgevereij van Gennep, Amsterdam, s.d.; per informazioni sugli aspetti costruttivi e per Bompiani, Milano 1968. Con i termini denotativo e connotativi si rimanda a pagg. 202-206,
disegni di dettaglio si veda S. Umberto Barbieri & Leen van Duin (a cura di), Honderd Jaar per una definizione del termine retorico aggiornato all‟interpretazione semiotica si rimanda a
architectuur, 1901-2000, Uitgevereij SUN, Nijmegen 1999, pagg. 247-256. pagg. 83-99.
111
sua „reciprocità‟ tra teoria e pratica non sta nello scrutare il dettaglio o la sensazione di essere dentro o fuori, come se si fosse dentro e fuori allo
stabilire le relazioni più ampie possibili ma nell‟osservare gli atteggiamenti stesso momento. Viceversa nei padiglioni per i più grandi alcuni dei punti di
di chi lo abita. Per uscire dal gioco di specchi tra parte-intero, grande- transizione verso l‟esterno presentano in corrispondenza delle porte un
piccolo, in cui ci trascina l‟abilità compositiva di van Eyck, possiamo usare gradone circolare in calcestruzzo con il diametro di un passo. Altre forme
le immagini scattate dai fotografi che hanno ripreso i bambini (ospiti o solo circolari compaiono a definire un angolo per la conversazione nella sala
visitatori70). Scoprire questi luoghi e le loro „sorprese‟ tramite le immagini delle feste. L‟impianto geometrico complessivo basato sul quadrato e
prese dai bambini durante i loro giochi è lo strumento più adatto ora per l‟angolo retto presenta tramite le parti circolari un secondo livello di
vedere l‟Orphanage nei suoi dettagli e nella sua dimensione cercata 71. La articolazione che viene comunque trattato in modo diversificato: se a volte
testimonianza di queste fotografie è quindi il punto di osservazione rinvia al suo centro come micro-ambito di incontro a volte viene negato
privilegiato72. avendo come centro una colonna. Le letture di carattere psicologico di
questi arredi sono state tentate in più occasioni73 e le indicazioni che ne
Ciò che la lettura di piante e sezioni ancora ci consente di emergono portano a evidenziare la disponibilità della caratterizzazione di
apprezzare sebbene nella realtà dell‟uso attuale sia probabilmente questi luoghi, a interagire e a sviluppare l‟istinto alla curiosità, senza per
interpretato più come un disturbo dagli utenti dell‟Orphanage, questo assegnare atteggiamenti precostituiti. Tutto diviene gioco, ma nulla
rappresentato da tende e cancelli è la permeabilità tra interno ed esterno. è solo gioco, così una chiave per intendere questa serie di artefatti ci
Una continuità intesa non nella sola immediatezza di stabilire relazioni, rimanda alla città desiderata da Hertzberger che, grazie alle „segrete
come una successione di soglie che non tendono ad annullare la intenzioni‟ del progettista, non ha più bisogno dei campi da gioco poiché
differenza tra interno ed esterno, ma a interpretarla. La varietà di soluzioni tutto diverrà un gioco. Se per gioco si sostituisce, gioco = arte, si torna a
che ritroviamo nell‟Orphanage viene studiata da van Eyck secondo le Mondrian.
esigenze date dall‟età degli ospiti, dissimulando nelle aree per i più piccoli

70 Tra le immagini più suggestive vi è la serie della fotografa Violette Cornelius dal titolo Girl
in Aldo van Eyck Burgerweeshuis vedi Liane Lefaivre and Ingeborg de Roode (a cura di),
Aldo van Eyck – the playgrounds and the city, Staedelijk Museum, Amsterdam – Nai
Publishers, Rotterdam 2002, pag. 105. Le fotografie della Cornelius pubblicate nel numero
di “Forum”, 6-7, 1960-61 ritraggono una bambina ospite occasionale, pagg. 116,117. Il
lavoro di Louis van Pardon, presumibilmente (un indizio è il taglio dei capelli uguale per tutti
i protagonisti) ritrae scene di vita della comunità.
71 L‟edificio nella situazione attuale oltre a non essere propriamente accessibile presenta

l‟inserimento di tendaggi e molte apparecchiature per ufficio che fanno degli interni un‟area
su cui è difficile svolgere approfondite considerazioni; un altro motivo per far riferimento
come scenario al materiale fotografico per quanto concerne le parti non accessibili
dell‟edificio
72 La contraddizione tra la descrizione delle immagini di Henderson [1.01.03

l‟immaginazione come nesso tra vita e arte] e la sottrazione ora quando la descrizione
riguarda l‟oggetto di studio va motivata. Nel caso di Bethnal Green si poteva descrivere
l‟opera in sé, ora vi è un passaggio in più: descrivere la foto dell‟opera e questa posizione
inevitabilmente mette in secondo piano una delle due opere, l‟architettura o l‟immagine. 73Vedi J. Van Goethem, Casa dei Ragazzi ad Amsterdam, in “L‟architettura Cronaca e
Una seconda questione è l‟evidenza del messaggio contenuto nelle immagini che Storia”, n. 72, ottobre 1961, e Bruno Zevi, Convitto di Aldo van Eyck – Parlare con la
renderebbe la descrizione pleonastica. propria eco non è dialogare, in “L‟Espresso”, 3 settembre 1961.
112
DAI REQUISITI FUNZIONALI AI PRINCIPI PROGETTUALI quale, come un convento, costituiva un microcosmo separato dalla vita
della città. Questa impostazione è rimasta inalterata nel corso dei secoli e
riconfermata nei successivi ampliamenti, che includevano altre porzioni di
L’orfanotrofio: un caso difficile isolato e definivano una seconda corte. Il complesso edilizio aveva
2.02.01 accumulato nel tempo anche una serie di dotazioni tipiche di quel genere
Se la casa-città dei bambini di Amsterdam non ha più i suoi ospiti di attività che contrastavano con le istanze educative che van Meurs stava
ciò è un sollievo per una società che ha trovato un più profondo senso di promuovendo. In Olanda erano oramai acquisite nuove istanze educative
partecipazione verso la condizione dell‟abbandono. È importante, per rappresentate da capolavori come la scuola all‟aria aperta in Cliostraat di
tornare alle condizioni di partenza del progetto, iniziare dal presupposto Duiker e Bijovet (1927-30) [mat. 2.02.01b]. Inoltre le condizioni ambientali
che allora queste istituzioni erano ritenute necessarie e svolgevano uno dei giovani ospiti erano molto severe, come severa era l‟architettura del
specifico ruolo sociale, per intendere il coinvolgimento nella missione che luogo che li ospitava, dove tutte le aree esterne erano pavimentate e
animava il lavoro di Franz van Meurs, direttore dell‟antica istituzione di l‟unico elemento naturale del vasto complesso edilizio era un albero posto
Amsterdam che si prendeva cura dei bambini abbandonati [mat.2.02.01a]. al centro della corte.
La figura di van Meurs è importante per comprendere l‟Orphanage, poiché
saranno la sua esperienza e sensibilità a definire il programma funzionale Le prescrizioni d‟incarico che van Meurs indica a van Eyck nella
che è la premessa per il nuovo Orphanage. La determinazione descrizione riportata da Strauven potrebbero essere lette, a conclusione
nell‟impostazione “orizzontale”74 della comunità, come una grande famiglia, dell‟elaborazione progettuale, come la descrizione funzionale delle piante
e la sicurezza nella definizione del programma funzionale probabilmente dell‟edificio, quanto per ogni questione evidenziata nelle lettere del
hanno consentito a van Meurs di selezionare il progettista meno esperto, committente è possibile rintracciare la sua corrispondenza nella pianta.
ma più disponibile a seguirlo nei suoi pensieri rispetto agli altri candidati, Così diamo per acquisita la piena aderenza e continuità tra le istruzioni
professionisti affermati (Mart Stam e Arthur Staal). Van Eyck, per suo della committenza e la risposta progettuale dell‟architetto per quanto
conto, con la realizzazione dei playground aveva dimostrato un‟evidente riguarda i requisiti organizzativi e anche un‟intesa, evidente in alcuni brani
sensibilità per inoltrarsi in un così delicato tema progettuale. La missione di della corrispondenza riportata da Strauven, che evidenziano il peso delle
van Meurs di portare i suoi ragazzi fuori della città nel verde, all‟aria aperta, scelte rivolte a questioni di ordine emotivo. Probabilmente la stessa
era un‟intenzione già avanzata sin prima della guerra. Una visita al Museo esperienza da scolaro all‟Alfred King School76 a Hampstead aveva aiutato
di storia di Amsterdam, sede della benemerita istituzione dell‟orfanotrofio van Eyck a comprendere i desideri del direttore, ma vi è una questione che
dal XVI secolo fino al trasloco in Ysbaanpad (area di progetto), può far catalizza la sua attenzione: “On approaching our house, the child must
comprendere le ragioni del direttore. L‟istituto75 era originalmente enter it gladly; its outward appearance should ooze friendliness, beckoning
organizzato all‟interno di un complesso edilizio a corte nella città antica il to the child, as it were, to enter”77. Il riferimento a quello che poi per van
Eyck diverrà un tema su cui tornerà “I have even called architecture BUILT
HOMECOMING”78. L‟influenza che van Meurs ha avuto in van Eyck nel suo
74 L‟organizzazione orizzontale implica una comunità raccolta per fasce di età omogenea, ruolo di committente, ma anche il tema dominante della sua presentazione
quella verticale prevede l‟aggregazione in più nuclei ristretti con un‟ampia escursione d‟età;
in totale venivano assistiti 120 bambini suddivisi omogeneamente in ciascun gruppo.
75 Amsterdam Burgerweeshuis, Staatsuitgeverij, „S-Gravenhage 1975; questa 76 King Alfred School è una scuola condotta con metodo di insegnamento progressista a
pubblicazione ripercorre l‟intera storia del vecchio orfanotrofio presentando un ricco Hampstead-Londra che tuttora svolge la propria attività prevalentemente all‟aria aperta: le
apparato iconografico e la possibilità di ricostruire le fasi costruttive del complesso edilizio. aule non sono raccolte all‟interno di un singolo edificio ma disposte ad anfiteatro verso il
La rappresentatività che si riconosce nell‟edificio, il peso della sua storia erano giardino.]
probabilmente divenuti un limite all‟adozione di nuovi metodi di assistenza così come le 77 Aldo van Eyck – The shape of relativity, op.cit. pag. 285.

istanze igieniste e il clima funzionalista devono aver giocato un forte ruolo persuasivo per 78 Aldo van Eyck, Labyrinthian Clarity, in “World Architecture 3”, Studio Vista, London 1966,

cercare un‟altra sede. pag. 121.


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a Otterlo non è solo una sensazione generica di benvenuto ma modo tale da poter essere la risposta che van Meurs già si attendeva: “A
probabilmente è connesso anche con la negazione di un simbolo, la porta small world in a large world, a large world in a small world, a house like a
del vecchio istituto. La rappresentazione del portale d‟ingresso realizzato city, a city like a house; a home for children, a place w(h)ere they can live
nel 1581 può essere considerata la cifra di ciò che van Meurs vuole rather then survive …”82
lasciare alle spalle nel nuovo Orphanage79; se osserviamo l‟incisione di
Jacob Olie del portale d‟ingresso, con la porta semichiusa e due bambini Verificando dai primi appunti grafici fino alla soluzione definitiva
sullo sfondo intenti a giocare per terra, possiamo cogliere il ruolo evocativo della pianta dell‟Orphanage si può verificare che il programma funzionale,
di questo artefatto che diverrà il controcampo su cui poi si costruirà la predisposto inizialmente da van Meurs, a cui rispondono i diversi elaborati
filosofia del nuovo Orphanage, che non deriva quindi solo da generiche grafici non subisce variazioni significative: due gruppi di attività composti
pretese sociologiche, ma nasce dalla discontinuità rispetto a un passato da ciascuno di quattro corpi distinti costituiscono il tema progettuale
lasciare alle spalle [mat. 2.02.01a]. principale, la cui differente modalità di aggregazione scandisce le varie
ipotesi organizzative nel corso del processo progettuale. Altre due figure
Il ruolo del committente incide in modo rilevante nell‟esito finale e gli regolari (rettangoli) si aggregano in questi schemi base, accoppiate o
argomenti progettuali su cui ha condotto il giovane architetto lasceranno contrapposte, e trovano spazio nell‟impianto, ubicate costantemente sul
una traccia oltre questa esperienza, una sinergia d‟intenti tra committente e fronte nord. Nella soluzione architettonica i due gruppi di cellule per
architetto riconoscibile non solo nella specificità dei singoli ruoli, ma alla l‟ospitalità vengono chiaramente distinti tra loro per forma e disposizione,
ricerca del punto in comune, dove ciascun apporto viene condotto a poiché corrispondono alla divisione di età legata alla pubertà che viene a
sintesi. Negli ultimi passaggi delle raccomandazioni riportate da Strauven definire una variazione di comportamento con diverse aspettative nelle
vi è una descrizione dei requisiti degli spazi di distribuzione che rende relazioni con i compagni, così come nella necessità di una maggiore
conto oltre della chiarezza dei „desiderata‟ di van Meurs dell‟ampiezza del riservatezza. L‟ala rivolta a est ospita le unità per i bambini fino a dieci anni
suo contributo in cui rivolge all‟architetto un‟accorata sfida all‟ideale di suddivisi per quattro fasce di età di due anni; ciascuna unità è a sua volta
unità: “What do we desire of the architect? … For even though the house composta da due elementi, una parte conformata a L che ospita in un
has differing components, the highest ideal of its internal architecture order braccio la zona notte con delle piccole camere (box), nell‟altro braccio
must nonetheless be to create a unity, whose parts will ultimately form un‟area di soggiorno illuminata su due lati est e ovest e infine nella
living constituents of a living, lively whole”80. Anche se queste congiunzione delle due aste della L l‟area per i servizi igienici. Completa
considerazioni sono dedotte solo da alcuni brevi stralci di una ciascun dipartimento83 un secondo elemento di maggiore dimensione (circa
corrispondenza, possiamo tornare e a parlare di reciprocità. Il testo con cui 100 mq di superficie) per le attività collettive coperto da una grande cupola,
van Eyck pubblicherà la realizzazione, su un numero speciale di “Forum” (grande rispetto le piccole). Lo sfalsamento tra gli elementi a L organizzati
dal titolo The medicine of reciprocity tentatively illustrated81, si conclude in sulla diagonale del rettangolo composto da due quadrati della maglia
definisce uno spazio aperto, un patio, contenuto dalla parete dell‟unità
successiva che corrisponde allo spazio voltato, così che ogni unità (a parte
79 Questa considerazione viene dalla sovrapposizione della lettura dei due edifici, l‟ultima, l‟infermeria che non lo richiede) dispone di un‟area all‟aperto per le
intercalata dai testi di van Eyck e van Meurs, ma non è definita da riscontri diretti. Questa
attività ricreative della medesima dimensione di quella interna. Definito
ipotesi potrebbe essere definita con maggior precisione tramite un articolo apparso su
“Goed Wonen”, n. 11, novembre 1960 dal titolo Remarks on pictures on the old and new
Municipal Orphanage, che sino a ora non è stato possibile consultare. reciproco di veleno e rimedio come è stata successivamente analizzata da Jacques Derrida
80 Aldo van Eyck – The shape of relativity, op.cit., pag. 287. in La farmacia di Platone, Jaka Book, Milano 1985. Reciprocità è al tempo stesso una
81 Il titolo potrebbe attivare alcune considerazioni sul continuo ricorso ad analogia con il parola chiave in antropologia a cui ci si riferirà nella terza parte.
funzionamento del corpo umano che ritornano con insistenza nel corso della discrezione: 82 “Forum” n. 6-7 1960-61, pag. 94, numero speciale.

oltre al respiro, la circolazione del sangue etc. All‟inverso la reciprocità del „farmaco‟ poi 83 Dipartimento si riferisce a ciascuna delle otto unità d‟uso in cui era organizzato l‟istituto e

rinvia a quella che è la concezione di farmaco in Platone appunto nel suo rapporto la stessa suddivisione era adottata anche nel precedente istituto in Kalverstraat.
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questo schema generale, ogni singolo dipartimento ha ricevuto una l‟insieme è caratterizzato da una solidità e stabilità che trasmette
definizione nel disegno degli arredi fissi, e differenziazioni sia delle aree un‟evidente intenzione di creare una condizione emotiva rassicurante nel
delle attività che nella disposizione della zona notte, per rispondere alle luogo che funge da mediazione con la strada interna. Se il tavolo-cucina fa
esigenze di ciascuna fascia di età. Questo schema si ripete per quattro capire, senza sentimentalismi, di voler portare un senso di domesticità e di
volte, con una variazione distributiva per quanto riguarda l‟ultima unità aggregazione nel primo punto di contatto lle ragazze con il mondo esterno;
rivolta a sud che ospita l‟infermeria nella L che doveva rimanere isolata per nell‟unità per i ragazzi al tavolo si sostituiscono due panche accoppiate e
garantire maggiore quiete e per comprensibili ragioni igienico-sanitarie, un teatrino per marionette, cogliendo la disponibilità all‟esibizione e a
mentre nel vano di maggior superficie adiacente all‟infermeria viene imparare a prendere coscienza delle proprie azioni mostrandosi agli altri.
collocata la nursery. Nell‟ala ovest ragazzi e ragazze nell‟età della pubertà, L‟insistenza di van Eyck a separare e riunire le cose, per soffermarsi nel
divisi per sesso, con un intervallo d‟età di quattro anni per ciascun punto che le congiunge come luogo di consapevolezza e superamento
dipartimento completano l‟organizzazione “orizzontale” della comunità che delle differenze diviene leggibile, comprensibile in questi luoghi, tramite un
viene a contare circa centoventi ospiti. disegno al tempo stesso fantastico e reale. Questa poetica compresa
attraverso gli scritti di Martin Buber è infine trasformata da un sistema di
Nel dettaglio gli spazi che definiscono i dipartimenti delle due ali relazioni sofisticato dove l‟integrazione ricercata tra casa e città prosegue
sono differenti tra loro mentre le misure e la disposizione nell‟insieme sono nel rapporto tra casa e oggetti, e diviene infine un mondo di cilindri disposti
omogenei, la protezione e intimità dell‟ala est per i più piccoli è definita dai a cerchio, tulipani che illuminano, nicchie etc. che danno il senso di
setti in muratura rivolti verso la strada, il patio definisce lo spazio aperto leggerezza di un lavoro risolto.
con più evidenti caratteristiche di protezione, ma con un rapporto diretto
verso la strada interna che si apre verso ovest. A ovest i quattro padiglioni Un commento specifico sarebbe richiesto per ciascuna delle
per ragazzi e ragazze si aprono con vetrate sui tre lati della zona delle mediazioni tra il percorso di distribuzione e le unità che vi si affacciano in
attività collettive e sull‟area giochi antistante che è rivolta verso l‟ampio quanto, sebbene con lievi variazioni, ciascuna ha avuto una particolare
specchio d‟acqua Nieuwe Meer. Ogni padiglione ha una parte inferiore, per attenzione nel definire un adeguato livello di soglia. Per intendere questa
le attività collettive, separata dalla zona del riposo posta al livello superiore relazione ci si deve soffermare sul percorso e le sue modalità di
cui si accede indipendentemente tramite una scala posta sul lato nord. I svolgimento, poiché la relazione ha un suo verso, direzione, per essere
due padiglioni per i ragazzi e le ragazze più grandi con un‟età compresa tra riconosciuta, che è distinta da pareti in muratura piene o a volte solo con
i 14 e 20 anni sono posti all‟estremità del percorso; i ragazzi, per ultimi, una piccola porta. Un paesaggio di muri di case con un‟evidente intenzione
sono adiacenti alla palestra-teatro. Questi ultimi due dipartimenti protettiva arrivando dall‟esterno è rivolto a nord (quindi una protezione
presentano un‟organizzazione simile con i servizi igienici posti (alla associata alle condizioni climatiche), mentre per chi vuole uscire diviene
rovescia) in prossimità dell‟accesso all‟unità e in fondo le aree per lo aerea, trasparente, dominata quasi interamente dalle superfici vetrate
studio, e per quanto occupino lo stesso volume destinato i loro compagni aperte verso il sole85. Orchestrando in una nuova versione una scena che
più piccoli si distinguono per l‟essenzialità delle rifiniture e l‟assenza di già è consuetudinariamente nello stato delle cose, nel rapporto tra ogni
dispositivi di interpretazione dello spazio. Quindi poche variazioni come la strada e ogni casa. Entrare o uscire da un luogo non produce la medesima
posizione dei servizi e la disposizione dell‟accesso modificano in modo condizione emotiva e la porta che abbiamo visto nel vecchio orfanotrofio
evidente l‟organizzazione delle attività. Al contrario per le ragazze più essere il simbolo stesso dell‟istituzione qui scompare ed è sostituita da una
piccole la casa si trasforma; van Meurs aveva richiesto che fosse “the piazza in cui van Eyck racconta, prima che fosse abitata, le scene di vita,
cosiest of all … Their age implores it”84. L‟ingresso al loro ambito presenta apprensioni, paure, allegria, scrutando nella gamma di escursione delle
un grande tavolo sormontato da una elegante cappa con dei cilindri per emozioni degli abitanti, ricordandoci la necessità dell‟attitudine
seduta, tutti gli arredi sono fissati al pavimento o realizzati in muratura così
85L‟attività scolastica e sportiva dei piccoli abitanti si svolgeva durante il giorno all‟infuori
84 Aldo van Eyck – The shape of relativity, op.cit. pag. 286 della casa che funzionava con i medesimi ritmi di una famiglia.
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all‟immaginare. La strada interna non ha propriamente un inizio e una fine, tramite uno stretto passaggio conduce al secondo cerchio87 dove infine si
la richiesta di van Meurs di evitare lunghi corridoi ciechi fa sorridere ora trova riflessa la propria immagine in uno specchio. L‟incisione di Jacob Olie
che si vede l‟esito delle sue raccomandazioni. Il corridoio non c‟è così della porta dell‟antica istituzione e qualche frase del direttore ci
come la rue interieuer ancorata al terreno resta sospesa tra due dimensioni suggeriscono anche del piacere che si prova alla fine del percorso
e tra l‟interno e l‟esterno. I punti critici, l‟inizio e la fine del percorso, lì dove progettuale ad affrontare questa dimensione narrativa che tramite oggetti
si riconosce con più evidenza il rapporto tra dentro e fuori, sono risolti discreti diviene lo spazio ideale per raccontare una storia88.
insediando le due principali attività collettive, la palestra-teatro a nord e la
sala delle feste a sud. La palestra-teatro occupa l‟estremità nord-ovest, Il percorso del quotidiano andare e venire, trascorrere il tempo in un
raggiungibile tramite un percorso che accentua nel modo più marcato dispositivo spaziale creato per definire occasioni di incontri e di gioco,
dell‟intero complesso la condizione d‟introversione, per poi aprirsi, una come un campo giochi che diviene casa-città, ripropone gli atteggiamenti
volta all‟interno della sala, sullo spazio pubblico della Ysbaanpad con una informali che ritroviamo lungo una strada. Questi aspetti di vita urbana,
grande superficie trasparente, come una proiezione verso l‟esterno, trasfigurata in un interno, si manifestano nell‟architettura dei luoghi che si
amplificata sulla strada, del loro luogo di rappresentazione, e così dalla susseguono tra loro, ricordando il breve testo inviato a Le Corbusier: “a
strada, nell‟unico punto in cui l‟Orphanage è permeabile alla vista dallo „bunch of „places‟ rather then a sequense of „spaces‟” 89. La qualità
spazio pubblico. architettonica dello spazio sembra che non voglia mostrarsi direttamente
nelle corrispondenze ortogonali, ma si rivela sulle diagonali, nello sguardo
Volendo cercare una conclusione al percorso la sala delle feste obliquo, tra un angolo e l‟altro. Questa posizione per traguardare deve
nell‟estremità sud sarebbe senza dubbio il luogo dove arrivare. Una volta al essere cercata da un occhio mobile che si muove per estendere lo sguardo
centro della sala già si riconoscono almeno altre due vie per proseguire, la nella profondità, o altrimenti, può trovare protezione tra le sue mura. La
prima immediata verso l‟esterno seguendo la copertura con le piccole varietà di punti di vista ottenuta è una condizione inusuale, poiché
cupole che proseguono oltre il serramento, una seconda via più discreta e solitamente si manifesta nelle città „stratificate‟ in episodi accidentali. Di
da trovare che non conduce verso altre stanze ma attraverso il simulacro di contro, gli elementi della composizione, in particolare il materiale di base di
una porta apre un varco su un gradone dell‟altezza adeguata per sedersi. van Eyck, è sostanzialmente rigido; gli elementi modulari quadrati
Attraverso la porta86 libera nello spazio si accede a un primo cerchio che richiedevano un‟altra disposizione per articolare percettivamente lo spazio,
in quanto la ripetizione ortogonale avrebbe indirizzato a una rigidità e
monotonia che in quel momento era percepita dagli architetti come un
86 Il trattamento scultoreo ricorda il significato simbolico di „porta‟ ossia il sollevamento dello
strumento che definiva il confine dell‟insediamento per consentire il passaggio, così come
troviamo situazioni analoghe di porte nel vuoto, volte a segnare un passaggio senza intenti
celebrativi nelle documentazioni fotografiche di van Eyck sui villaggi africani. Il numero 3 di 87 La figura dei due cerchi raccordati da uno stretto passaggio ritorna in alcuni playground
“Forum” dedica un intero numero a porte e finestre, vol. XV n. 3, 1960-61, pagg. 85-122; tra cui Radioweg (1949) e Dulongstraat (1954 progetto, 1957 realizzazione); il motivo
curato da Joop Hardy e Aldo van Eyck e si capisce che non si tratta di un problema tecnico: potrebbe esse stato influenzato inizialmente da alcune opere contemporanee di Hans Harp.
“Metamorphosis – dream – hallucination – poetry. / We in motion our movements – our step Il disegno della “pointless playbox” e la divertente vicenda (vedi AvE The shape of relativity,
- our eyes – our sight – our nose – our smell – our ear – our hearing must have an op.cit. pag. 316, 317) della loro realizzazione acquisiscono una grande rilevanza nelle
upportunity of experiencing the transition from one to the other - experiencing on the pubblicazioni che successivamente illustreranno la realizzazione rappresentando la sintesi
threshold of each spere”, Joop Hardy, pag. 121. Il testo fa intendere l‟apertura del tema che della sua attitudine a operare attraverso forme binarie.
però trova non nel testo ma nelle immagini tra la giustapposizione di diversi modi di aprire 88 La porta e il passaggio sono anche una trasposizione figurata dei testi che abbiamo

gli edifici il luogo dove viene messo in luce il ruolo poetico di comunicare tra dentro e fuori. affrontato in apertura, preparati da van Eyck dopo l‟incontro di Doorn per il X congresso
Compaiono anche alcune foto dell‟Orphanage: la proiezione sulla parete di una scena CIAM maturati nel periodo in cui incontrava van Meurs, nei giorni in cui scriveva la prima
filmata nell‟atrio e la riproduzione di una fotografia di Violette Cornelius con la ragazza sulla sezione del documento The greater reality of the doorstep.
porta nel vuoto. 89 Vedi [mat. 1.02.03b].

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pericolo90. Un gruppo di luoghi anziché una sequenza di spazi, gli elementi diversi. Non è in gioco la differenza tra esterno e interno, poiché il gioco
della composizione costituiscono una sequenza obliqua, un lavoro di delle trasparenze sostanzialmente non cambia, ciò che si modifica tra
coordinamento sulla diagonale che ricorda più i movimenti rituali di una l‟ambito della „casa‟ e quello della „città‟ è una questione di misura, che
danza che l‟organizzazione funzionale di un‟attrezzatura collettiva. Questa prende forza dalla differenza tra il grande e il piccolo.
considerazione è suggerita anche da un disegno della pianta del
dipartimento dei bambini più piccoli dove van Eyck segna con una freccia La varietà rigorosa, una tessitura composta
azzurra la diagonale libera allo sguardo che dal fondo della sala dei giochi 2.02.02
arriva al giardino. Questa possibilità di aprire lo sguardo in diagonale non è Per riconoscere i principi progettuali di un edificio, la ricerca si
offerta solo in questa occasione, ma è il modo di cogliere la continuità e spinge a considerare diverse dimensioni per avvicinarsi al nodo che tiene
l‟affinità tra i luoghi e mettere in gioco le superfici trasparenti e traslucide, assieme le componenti morfologiche, strutturali, distributive, tecnologiche e
che nell‟offrire altri oggetti sul loro sfondo danno un senso al loro essere ideologiche, secondo l‟ordine che l‟architetto imprime o subisce dalla loro
trasparenti. In questo gioco di scatole di vetro si intende la posizione combinazione. Il passaggio tra l‟individuazione dei singoli problemi,
„trasgressiva‟91 dei serramenti, posti sull‟asse delle colonne, quasi a volerle questioni, attese, coinvolti nel progetto richiede di essere soppesato, di
tagliare lungo il loro diametro, così da accentuare l‟ambiguità tra interno ed avere una decantazione che si può ottenere tramite una procedura, prima
esterno nella sovrapposizione degli oggetti architettonici offerta dalle di ridisegno dell‟edifico, poi di individuazione delle componenti che
trasparenze. La presenza di superfici traslucide in vetrocemento lungo tratti incidono la „memorabililtà‟. Imparare una poesia a memoria consente di
dei percorsi comuni consente un pieno utilizzo di queste per favorire le entrare in confidenza con i versi, così selezionare il tipo di
attività tipiche dei giochi di strada. Giocare con la palla per esempio, rappresentazione, piante, prospetti, sezioni di un edificio e riprodurlo
eliminando i pericoli dei vetri infranti92. I muri traslucidi, oltre a risolvere utilizzando la memoria costringe a fissare l‟ordine degli elementi e può
questo problema evidente giocano un ruolo nell‟articolare gli spazi per aprire la strada a una più nitida comprensione dei principi organizzativi.
trattenere l‟attenzione all‟interno degli spazi collettivi, orientando i punti di Questa procedura congenita nelle opere che partono da un atteggiamento
vista. La profondità di campo che deriva dallo sguardo obliquo si ripropone compositivo non è lineare e richiede disponibilità a un‟apertura che porta a
poi a due diverse scale, nel singolo dipartimento così come negli spazi sospendere il proprio giudizio sull‟opera. Così in architettura l‟identità che
comuni con lo stesso criterio compositivo ma con effetti di scala assai coinvolge, dalla pianta fino ai dettagli della copertura, la cappella dell‟IIT a
Chicago, consente, ricordando la forma delle due C contrapposte, oltre a
ricordare l‟edificio e riprodurlo, di avvicinarsi al discorso progettuale di Mies
90 Ci si riferisce al dibattito, in corso in Olanda alla fine degli anni cinquanta sulla questione van der Rohe tramite un meccanismo della memoria molto diverso da
della monotonia e la ricerca di una manifoldness che era al centro delle discussioni tra van quello, per esempio, gerarchicamente organizzato su una traccia narrativa
Eyck e Bakema. che utilizziamo nel ridisegnare gli episodi che messi in fila l‟uno all‟altro e
91 La posizione dei serramenti posti con l‟asse lungo il diametro delle colonne non è
intrecciati tra di loro ricompongono le figure del convento de La Tourette 93.
ortodossa dal punto di vista del linguaggio del Movimento Moderno in cui il serramento
viene posto distanziato dalla colonna. La vocazione di van Eyck a cogliere gli aspetti Ritornando al nostro compito vediamo che, come in un organismo
ambigui in questo caso fa apprezzare „l‟errore‟ per la consequenzialità della sua
elementare, un pezzo di tessuto estratto casualmente dalla BFU contiene
impostazione metodologica. La scelta a prima vista comunque difficile da motivare trova
in sé tutte le informazioni per definire l‟insieme, mentre tale procedura è
una sua plausibilità quando si osservano in sequenza più serramenti in successione tra loro
dove interno ed esterno si rincorrono, condizione possibile solo escludendo la scelta di
posizionare il serramento dentro o fuori ma portandolo nella posizione di mezzo. Una 93 I processi di memorizzazione sono evidentemente un fatto individuale: qui si è posto
soluzione anti-classica ma che può essere avvicinata dal punto di vista percettivo al l‟esempio della cappella dell‟IIT per la coerenza morfologica della struttura e la Tourette per
padiglione Korulu Yalisi nel palazzo Top-Kapi a Istanbul. la sua struttura interna di relazioni, poiché nel processo, si ripete, soggettivo, di
92 I vetri rotti sono un‟immagine richiamata più volte da van Eyck per esprimere un senso di memorizzazione è possibile allinearli come procedura di memorizzazione ai due casi in
disapprovazione; si pensi per esempio gli specchi rotti alla XIV Triennale di Milano. esame seguendo l‟organizzazione in due serie IIT – Tourette e BFU – Orphanage.
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impraticabile per l‟Orphanage che richiede di misurarsi rinvenuta osservando che un modulo supplementare viene inserito, in una
contemporaneamente tra la parte e l‟insieme. Disegnare la BFU è condizione analoga, nella prima unità dell‟ala est (dipartimento per i
sostanzialmente semplice una volta che si è preso confidenza con alcune bambini in età compresa tra i 6-10 anni) così da contenere, con queste due
norme. Il rebus dell‟Orphanage nella certezza che si coglie in modo propaggini allungate, la sequenza di riseghe che definiscono il ritmo del
immediato di una regola, ma al tempo stesso la necessità di trovarla, è fronte su Amstelveense Weg. È evidente da questi riscontri che la
all‟opposto un rompicapo intrigante che richiede attenzione nell‟essere coerenza geometrica sostiene la costruzione e pur conservando il rigore
colto. essa trova anche la sua eccezione, la regola così non diviene un fatto
esibito, emerge nella lettura, si svela, ma non domina.
Per eseguire l‟esercizio di ridisegno dell‟Orphanage si dispone una
griglia quadra in cui ciascun quadrato corrisponde al modulo base della Questi indizi di un disegno alla ricerca di combinazioni viene
cupola, la cui base inizialmente era stata dimensionata su un passo confermato osservando l‟edificio dall‟alto, dalla tribuna del vicino stadio o
costruttivo di 3.60 m di lato e successivamente ridotto a 3.36 m per motivi atterrando all‟aeroporto di Schipol o in ogni caso passando con il bus
economici94. Questo già è un indizio dell‟organicità e unità dell‟impianto che poiché l‟edificio a un solo piano rende la sua copertura facilmente
dovendo ridurre la superficie non comporta l‟eliminazione di una parte ma accessibile allo sguardo. Il movimento dello sguardo tra l‟altezza
la riduzione omogenea del tutto. La sensazione di trovarsi all‟interno di un dell‟occhio di un uomo sulla strada e l„alzarsi del punto di vista verso l‟alto
rompicapo95 ben congegnato emerge da subito disegnando la griglia che di solo un paio di metri, realizza due paesaggi estremamente diversi, tanto
sottende la pianta del piano terra. Il primo dato rilevante è che non il disegno delle cupole in copertura risulta imprevisto. Dall‟immagine
compaiono eccezioni, ciascun elemento strutturale e di partizione verticale fortemente strutturata della copertura si intende che la geometria è il primo
è disposto in corrispondenza degli assi della griglia, le uniche trasgressioni strumento per identificare le modalità di aggregazioni di un insieme, il
sono costituite dai serramenti esposti a sud di due dei tre dipartimenti per i quale si caratterizza per un‟articolata aggregazione di tre tipi di figure. 97 La
più piccoli che arretrano di solo mezzo modulo96 per evidenti problemi di moltitudine di piccole cupole identiche e impostate tutte rigorosamente alla
soleggiamento (si deve tener conto che ci si trova in una condizione, medesima quota si capisce da subito che non offre appigli per il nostro
estremamente vincolante, in cui passo strutturale e modulo coincidono). La obiettivo di memorizzare l‟organismo edilizio. I volumi che emergono da
numerazione degli assi consente di verificare che l‟edificio è contenuto questo fitto intreccio di cupole invece, definiscono una circostanza
„circa‟ all‟interno di un quadrato che misura trentasei riquadri sull‟asse delle decifrabile dell‟organizzazione delle figure tramite l‟aggregazione delle due
ascisse e trentasette sulle ordinate (orientando il nord verso l‟alto). serie di grandi cupole che si riconoscono per la loro orditura e il contrasto
Andando a verificare l‟eccezione che esclude il quadrato come figura che con il corpo-ponte parallelepipedo che definisce il riferimento ortogonale
contiene l‟intero edificio, si riconosce che l‟unità posta all‟estremità sud della composizione. Un primo tentativo di cercare la disposizione
presenta la maggiorazione di un modulo rispetto alle due precedenti unità geometrica tramite il tracciamento di assi sulla diagonale del quadrato, non
rivolte a est, e si può escludere che la lieve variazione corrisponda a trova soluzioni adeguate, poiché non sono evidenti immediatamente né
esigenze di maggiore superficie, anche se ospitando l‟infermeria il modulo simmetrie né allineamenti. Il rapporto che definisce l‟aggregazione tra
parzialmente svuotato, „in più‟, potrebbe essere stato inserito per questi elementi deriva da una traslazione sulla diagonale di due moduli
aumentare l‟isolamento dell‟area; un‟altra motivazione potrebbe essere accoppiati; questa successione delle quattro cupole è uguale nelle due ali,
ma posta una ortogonale all‟altra. Dalla definizione di una linea di partenza,
il parallelepipedo-ponte soprastante l‟ingresso schiera le due ali in
94 AvE, the shape of relativity, op.cit. pag. 312.
avanzamento verso sud e convergenti al centro tramite uno slittamento
95 Qui si intende rompicapo come nella trattazione fatta da Thomas Kuhn, La struttura delle
rivoluzioni scientifiche, Einaudi, Torino 1969; in particolare il capitolo quarto La scienza
normale come risoluzione di rompicapo. 97Qui non si interviene sulla „forma‟, poiché porterebbe il discorso a riconoscere l‟unitarietà,
96 Resta da verificare cosa accade della chiusura verticale compresa tra la linea ma si preferisce fermarsi alla geometria, come strumento, per arrivare a cogliere la
dell‟architrave e la volta. dimensione del movimento che l‟impianto esprime.
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costante tra le unità d‟uso di ciascuna ala. Riuscendo a controllare questa ideale per i bambini e il requisito della sala con luce naturale diretta su
figura, ripetuta due volte, possiamo fissare un baricentro dell‟insieme nella ambedue i lati est e ovest, oltre alla presa di distanza dalla strada diretta
convergenza delle due serie di padiglioni nella corte d‟ingresso, non un all‟aeroporto, vengono a definire l‟unità d‟uso che si pone in modo
centro statico, ma un luogo attorno a cui ruotano le due figure in riferimento introverso, come da un pieno scavare un vuoto; di contro i quattro
al parallelepipedo che consente di misurare questa tensione. Le padiglioni che avanzano dal fronte ovest verso sud sono oggetti che
opportunità di un disegno tanto articolato vanno lette assieme ai vantaggi tendono a liberarsi dalla maglia dei percorsi. Il tentativo di van Eyck di
di ottimizzare le condizioni di affaccio e di penetrazione della luce incrociare queste due tendenze è stato certamente favorito da questioni
all‟interno dell‟organismo edilizio, ampliando considerevolmente le superfici organizzative: la suddivisione dei dipartimenti in quattro e quattro era già
verticali esposte alla luce e all‟aria. Si crea così un modo inedito di applicata nel vecchio Orfanotrofio e costituisce assieme alla disposizione
restituire porosità ai volumi architettonici di cui si stavano ricercando le su due piani una buona condizione di partenza. Le altre parti come
tracce nelle antiche città arabe e di cui l‟Orphanage reinterpreta l‟ordine 98. l‟amministrazione e le attività logistiche svolgono un ruolo „ancillare‟ e il
corpo rettangolare sollevato e allungato destinato agli alloggi degli
“The situation to be hoped for should be recognize as one in which assistenti con il ballatoio a nord e scale in ciascuna estremità si trasforma
both buildings and spaces exist in an equality of sustained debate.” 99 nel ponte tra le attività che van Eyck si era divertito a separare. Un ponte al
Questa proposizione di Rowe estrapolata dal suo contesto di aspettativa
per una dialettica tra oggetti e spazi aperti converge con una diversa
angolatura a ricordare le parole di Mondrian, “una opposizione metaphor, the architect is forced to search outside of the machinery of his imagery. But
neutralizzante che annulla ogni esclusivismo”. Sullo sfondo di queste due even beyond this, the calamity of 1945 finally forces into question the value of the object of
intenzioni critiche si delinea il principio progettuale dell‟Orphanage, man‟s conception that have traditionally marked his existence. This crisis suggests that the
leggibile nella alternanza dei pieni e dei vuoti. I padiglioni che emergono relathionship of man and his object world may no longer be sustained by the
dalla tessitura omogenea delle cupole e i patii imprimono il gioco del pieno anthropocentrism of a unitary geometry.” Così l‟editoriale di Peter Eisenman su
e del vuoto che è presente nell‟Orphanage senza un effetto esibito, ma con “Oppositions”, n. 9, estate 1977, pag. 20; questa contrapposizione a chi non conosce
una motivazione solida, nell‟offrire modi diversi di abitare tra ragazzi e propriamente le dinamiche d‟oltreoceano (Gorge Baird, Colin Rowe: l‟opera, l‟insegnamento
bambini, come tra la città nuova e la città antica. Quando van Eyck parla di e l‟influenza sull‟architettura contemporanea, in “Zodiac” n. 20, gennaio 1999) rimanda a un
casa-città ci mostra nella stessa casa più modi di abitare la città o meglio testo di Colin Rowe su cui torna due volte (Collage City, op.cit, pagg. 50-86; e “Perspecta”,
n. 16-1980 op.cit.) dopo questo intervento di Eisenman. Rowe interviene due volte
ambedue i modi di vivere la casa100. La definizione del patio come luogo
associando la matrice a De Stijl e la disputa tra van Doesburg e Mondrian paragonando,
con qualche scusa, la BFU a Victory Boogie-Woogie e abbiamo già rilevato della contiguità
98Non si tratta, ora, dei meccanismi mnemonici per ricostruire il disegno nella scelta delle figure tra Woods e van Doesburg. E ancora: “In the end, the Berlin grid is
complessivo: l‟impressione è che van Eyck abbia voluto nascondere il punto di partenza, all too normative, all too pragmatic, and, intentions apart, all too unresponsive to violation”.
per cui restano solo supposizioni e ognuno in questo caso può trovare il suo inizio (Un Se Rowe avesse paragonato l‟Orphanage a Victory Boggie-Woogie, (confronto che poi
possibile punto di inizio verrà valutato alla conclusione di questo lavoro ). Poi, seguendo un Lefiavre-Tzonis svolgeranno in AvE Humanist Rebell op.cit. Boogie-Woogie in the polder)
altro livello rivolto alle intime convinzioni, un ambito celato del progetto che si manifesta nei che impressione ne avrebbe tratto? Alla conclusione del capitolo Crisis of the object:
numeri, le 336 cupole disposte su 36 assi per ciascun lato distante ciascuno 3.60 m predicament of the structure in Collage City, Rowe ritiene „giudizioso‟ anziché aspettare il
(successivamente 3.36 m), potrebbe superare il complicato rincorrersi delle coincidenze ed declino dell‟oggetto rivolgere l‟attenzione alla testura, alla matrice e ancora “the situation to
esprimere la nostalgia di un mondo dove tutto ciò, come nei racconti del cacciatore cieco be hoped for should be recognize as one in which both buildings and spaces exist in an
Ogotemmeli a Marcel Griaule, è inevitabile. equality of sustained debate”. La pianta di Wiesbaden o il celebre confronto tra l‟Unité di
Marsiglia e gli Uffizi a Firenze e la riconquista di una dialettica tra vuoto e pieno sono un
Crisis of the object: predicament of the structure, op.cit.
99 aspetto da considerare risolto nell‟Orphanage, anche se Rowe si riferisce non al singolo
“The force of the argument, from van Eyck‟s Orphanage to Hertzberger‟s Old Age Home,
100 edificio ma all‟intera città. Non risulta, al momento, vi sia stata una presa di posizione di
manifests itself both in the ideas While the ultimate corruption of the technological Rowe sull‟Orphanage.
119
posto della porta si potrebbe pensare visto che il corpo sospeso è il primo del progetto per la BFU. In particolare Harold L. Cohen propone con
limite individuabile per accedere alla casa, oppure un ponte e una porta al l‟analogia della serra una ridefinizione dell‟approccio al luogo di studio. La
tempo stesso in un‟opposizione neutralizzante, simboli di un dialogo aperto serra e i termini dell‟analogia, la ricchezza del suolo su cui si pianta il
sull‟essere-limite che non ha limite101. seme, le condizioni ambientali, aria, luce divengono gli elementi
determinanti per analizzare la crescita e conclude: “It cannot be predicted
Freie Universität Berlin: nuovi modelli organizzativi per le università what forms and what stages the physical plant will evolute into, for the
2.02.03 changing educational methodology and increased technology are moving
Una nuova fase di sviluppo degli insediamenti universitari in in a vertical line on the chart of human progress”104. L‟indeterminatezza del
Germania Ovest diviene operativo, nel 1960 in seguito a un provvedimento compito è la condizione di base su cui si articolano la maggior parte delle
legislativo102 che portò ai concorsi di progettazione per l‟università della riflessioni che contribuiscono al dibattito interdisciplinare.
Ruhr a Bochum, Marburg an der Lahn etc.; per la Freie Universität
prevedeva l‟aumento di 74 nuove cattedre e un incremento della Le varianti in campo, all‟inizio degli anni sessanta, sono tali sia dal
popolazione studentesca da 2.140 a 15.000 studenti. In Europa all‟inizio punto di vista dell‟evoluzione tecnologica sia della popolazione
degli anni sessanta il tema progettuale degli edifici universitari era divenuto studentesca in continua crescita, che aprono alla discussione su una
la nuova sfida associato anche ai problemi di verifica delle modalità di nuova metodologia didattica, con la consapevolezza di trovarsi di fronte a
organizzazione della didattica. In Inghilterra, dove vi era storicamente un un quadro di riferimento in repentino cambiamento. Le difficoltà poi non si
sistema consolidato di istruzione superiore, ci si rende ben presto conto limitavano a definire i nuovi percorsi didattici, ma dovevano anche iniziare
che comunque l‟organizzazione non era assolutamente in grado di far un nuovo confronto con le reazioni degli studenti stessi. Queste reazioni
fronte alla domanda di istruzione di massa che si stava creando e di cui più evidenti hanno una ricaduta sul tema progettuale che apre grandi
sembrava difficile fornire una chiara definizione e quantificazione. Nella aspettative, alle quali gli architetti erano chiamati a intervenire con nuovi
complessità del fenomeno di espansione dell‟educazione universitaria il strumenti. Una visualizzazione architettonica di questa problematica
caso della BFU diverrà un termine di riferimento, poiché affronta in modo emergenza può essere considerato il progetto Potteries Thinkbelt di Cedric
radicale un‟esigenza di integrazione che si riconosceva impellente, ma di Price per un‟università tecnica nello Staffordshire. Lungo i binari in disuso
cui non si riusciva a definire i confini. Un seminario interdisciplinare tenuto di un‟area industriale dismessa si vengono a organizzare, come in una
all‟Architectural Association103 nel 1964 offre un quadro di grande catena di montaggio, le aree per le attività di ricerca „flexible faculty zone‟,
preoccupazione e aspettative nell‟immediato futuro sulla gestione del con torri residenziali e aree di socializzazione; in uno schema governato
grande numero, che anche se rivolto prevalentemente alla condizione dalla sezione trasversale che definisce i rapporti tra le parti, ma che
anglosassone e americana propone tramite il punto di vista di sociologi longitudinalmente è estensibile fino a dove i binari si incrociano nella
dell‟educazione un quadro utile per comprendere le motivazioni alla base campagna. L‟esempio di Thinkbelt rappresenta un apice, o meglio un
estremo, della ricerca progettuale, e in generale le potenzialità di sviluppo
dell‟edilizia universitaria diverrà all‟inizio degli anni sessanta un terreno
101 Gerog Simmel, Il ponte e la porta, in Massimo Cacciari (a cura di), Gerorg Simmel, Saggi fecondo per la sperimentazione di nuovi modi di aggregazione comunitaria.
di estetica, Liviana Editrice, Padova 1970, pagg. 3-8; edizione originale “Der Tag”, n. 683,
Infatti, la problematica dell‟università coinvolge anche una riflessione sul
Morgenblatt vom 15 September 1909, ci si riferisce alla conclusione del saggio dove
modo di abitare per una comunità ideale, il rapporto residenza-luogo di
Simmel afferma che: “Und ebenso ist der Mensch das Grenzwesen das keine Grenz hat”. lavoro-svago è, a scala ridotta con un‟utenza selezionata e ricettiva al
102 Empfehlungen des Wissenschaftsrates zum Ausbau der wissenschaftlichen
cambiamento, la problematica urbana che sarà così possibile
Enrichtungen, Teil 1, novembre 1960. Alcune informazioni sullo stato dell‟edilizia sperimentare. Queste considerazioni svolte prevalentemente in Inghilterra
universitaria a Berlino sono raccolte nell‟articolo di presentazione dell‟esito del concorso per e negli Stati Uniti divengono presto patrimonio comune e gli esempi che
la BFU; Wettbewerb Freie Universitat Berlin, in “Bauwelt” 1964, Heft 6, pagg. 162, 172.
103 Cedric Price, John Smith (a cura di), New thinking for new universities, in “Architectural

Association Journal”, giugno 1964. 104 Harold L. Cohen, Behavioural Architecture, in ibidem, pag. 7-12
120
veicolano tale analogia tra il campus universitario e la città vengono Se leggiamo l‟intervento di John Voelcker109 al seminario
alimentati da progetti europei tra cui la BFU rappresenta il modello rivolto dell‟Architectural Association, di cui abbiamo riferito, che illustrava appunto
alla massima densità105. il progetto della BFU, ritroviamo enfatizzato il superamento di questa
separazione tra città e università. Voelcker, utilizzando una comparazione
Vi sono più motivi per considerare la tradizione del campus di Erwyn Panofsky110 tra università europea e americana, conclude
americano come influente, ma non risolutivo, nel lavoro di Woods: il primo, affermando l‟intenzione di rendere la BFU una parte di città: “If this project
banale, riguarda il fatto che era la base della sua esperienza universitaria, for the Free University of Berlin is considered with the architect‟s urban
avendo frequentato i primi anni di ingegneria alla New York University 106; project for Toulouse-le-Mirail, Bilbao and Frankfurt it can be seen that the
un secondo motivo riguarda il fatto che Dahlem di fatto era sotto il controllo same fundamental intention underlies them all: the search for a structuring
della componente americana delle forze alleate che presidiavano la città e method capable of taking on a comprehensible form yet sufficiently
la parte di Berlino che più facilmente ne aveva assorbito l‟influenza 107; il generalized to acomodate all the elements which make up a great urban
terzo motivo, già anticipato, è che lo stesso Woods utilizza nella environment”. Questo obiettivo si rese da subito difficile da raggiungere,
presentazione del progetto per Berlino due schemi planimetrici dipendendo dalla dimensione in cui il sistema veniva esteso:
dell‟università della California a Berkeley per dimostrare lo scarto tra la probabilmente se fosse stata raggiunta la dimensione complessiva prevista
composizione urbana originale del 1914, le trasformazioni e le successive dal masterplan del 1967, circa tre volte superiore a quella previsto dal
aggregazioni che la modificarono in modo irriconoscibile rispetto ai progetto di concorso, allora avrebbe potuto ambire a un ruolo a scala
presupposti di partenza. L‟università a Dahlem era stata insediata nelle maggiore, ma la realtà dell‟utilizzo dell‟edifico è rimasto distante dalle
ville108 attorno all‟area del museo e all‟orto botanico, un sistema a speranze riflesse da Voelcker. Lo stesso Woods in The man in the street,
padiglioni disposti nel verde che, sebbene non fosse autonomo rispetto alla quindi dieci anni dopo il concorso, tornava ad affrontare in termini critici il
città, riecheggiava il carattere del campus. Con questo non si vuole criterio secondo il quale si riteneva negativa la creazione di “educational
enfatizzare la questione per far pendere la preferenza verso il modello ghettos … The dissociation of life and education especially high education
europeo dell‟università insediata all‟interno della città o quello americano has long been seen as a desiderable situation. … The localization of
della struttura autonoma, ma considerare entrambi come influenti e universities, either in urban ghettos or exurban fortresses makes no sense
riconoscere nell‟intenzione progettuale l‟impulso a superarli entrambi.
109 John Voelcker, New thinking for new universities: 4. The Free University of Berlin, in
“Architectural Association Journal”, giugno 1964, pagg. 14-17. L‟analisi di Voelcker si basa
non su un suo studio approfondito del progetto in esame, ma sulla presentazione del
progetto di concorso che aveva avuto modo di discutere in anteprima al convegno del team
105 The new Campus, in “Architectural Forum”, maggio 1966, pagg. 43-47. 10 nel settembre 1963 a Parigi. L‟incontro si svolse presso lo studio di Candilis Josic
106 Lo stesso Woods riconosce i pregi della New York University inserita all‟interno della Woods.
città e quanto rappresenti un‟eccezione nell‟organizzazione delle attività universitarie 110 Erwin Panofsky, Tre decenni di storia dell‟arte negli stati uniti, in: Il significato nelle arti

americane; vedi The Man in the street, op.cit., pag. 53; La recensione di Jacqueline visive, Einaudi, Torino 1962 (prima edizione 1953), pag. 316-318. Voelcker riassume la
Tyrwhitt a The Man in the street, (ma il titolo riportato era People in the Street) basa le sue questione della mobilità tra studenti e professori notando che negli Stati Uniti si muovono i
considerazioni su una nota biografica su Woods per la sua radicata antipatia per le aree docenti e gli studenti appartengono all‟istituto mentre in Europa si muovono gli studenti e i
suburbane, intese come luoghi di esclusione. Ekistics, 223, June 1974, pag. 405. docenti restano vincolati alla propria istituzione . Il saggio citato da Voelcker potrebbe
107
Si deve tener conto anche della sintonia verso il modello americano nell‟ambiente della essere stato un materiale di discussione anche per l‟incontro di settembre 1963 a Parigi, in
BFU che nel 1963 non era, probabilmente, ancora entrato in crisi. particolare la parte relativa al danno creato alla suddivisione in dipartimenti avrebbe potuto
108 Per esempio l‟Istituto di archeologia era ospitato dal 1957 nella splendida villa Wiegand, fornire un utile indirizzo per la definizione del programma organizzativo che sembra
dell‟architetto Peter Beherens con alcune tracce nel disegno dei serramenti del suo rispondere nell‟organizzazione delle attività didattiche a un superamento delle difficoltà
collaboratore Ludwig Mies van der Rohe. anticipate da Panofsky.
121
in view of today‟s social priorities. The city is the university; the university is the street di utili riferimenti diretti alla BFU114. Analizzando le ragioni di una
part of the city”111. tale assenza si deve tener conto inoltre che il libro è stato pubblicato
postumo (e quindi non congedato dall‟autore), ma tra il primo capitolo What
La posizione di Woods sul rapporto tra università e città nel 1973 è is the Problem? e l‟ultimo capitolo The global City il testo non lascia alcun
inequivocabile, gli avvenimenti del 1968-69 certamente hanno influenzato il varco aperto, anzi ha una tale stringente consequenzialità da non poterlo
suo, come di tutti, modo di intendere la comunità universitaria all‟interno ritenere incompleto. L‟ipotesi per l‟omissione potrebbe risiedere nella
della società. Abbiamo anticipato come il dispositivo spaziale predisposto semplice constatazione che l‟esito del progetto nella sua parziale
da Woods avrebbe costituito una „cittadella inespugnabile‟, in caso di realizzazione era ritenuto da Woods in contrasto con l‟aspettativa di un
occupazioni studentesche, e come la sua anti-monumentalità fosse lo complesso universitario come parte della città: “The city is the university;
specchio dell‟ambizione di „una rivoluzione culturale permanente‟ 112. the university is part of the city”.
L‟affermazione „malinconica‟ di G. Wagner che l‟architetto “threw a party
and nobody came”113 coglie questo interesse nell‟immaginare la reazione Rileggendo proprio le osservazioni di Voelcker e Woods si
di quegli spazi a una condizione di protesta, che se non fosse stato per riconosce, in negativo, quanto il modello di insediamento universitario
problemi di ordine burocratico nella realizzazione, sarebbe intervenuta americano fosse parte delle riflessioni progettuali. Questioni notevoli
sulla scena con una perfetta sincronia (concorso 1963, inizio lavori 1965) e sollevate da Panofsky riguardano le modalità di interazione tra le diverse
capacità di interpretare le reazioni sociali. discipline e gli effetti negativi della rigidità delle relazioni istituzionali tra le
discipline organizzate per comparti autonomi. Ora senza entrare nei motivi
Il rapporto irrisolto tra università e città probabilmente può essere di queste differenze, possiamo riconoscere come gli effetti negativi di
considerato la più probabile motivazione per l‟esclusione da The man in queste due tendenze siano elaborati, nell‟ipotesi di Woods, ponendo come
obiettivo dell‟organizzazione la creazione di uno strumento per
l‟integrazione dei saperi. Rispetto alle problematiche sollevate dal progetto,
tenuto conto delle altre proposte sottoposte al giudizio della giuria115 del
111 The Man in the Street, op.cit. pagg. 52,53. Difficile in questo caso evitare di riprendere la
proposizione di van Eyck che abbiamo seguito fino a ora. L‟omologia tra la casa dei
bambini e la città aveva un altro tono; le aspettative di Woods non hanno un influsso 114Ll‟assenza di riferimenti al progetto per Berlino nel testo in cui Woods rilegge la sua
poetico ma determinata operatività. esperienza di architetto-urbanista va compresa in quanto la BFU rappresenta il suo
112 Shadrach Woods, Waiting for printout, in “”, n. 12, 1969; si insiste nel riportare brani contributo professionale più rilevante e il libro affronta apertamente la questione università
estesi da questo saggio arrabbiato poiché sembra una rilettura sedimentata delle sue 115 Il primo e il secondo progetto classificati vengono presentati in “Le carré bleu”, n. 1.

ipotesi teoriche. La questione che Woods solleva sull‟organizzazione definita sinteticamente 1964 (interamente dedicato al concorso). Tra i possibili progetti da selezionare per il
in quattro punti è importante per verificare il clima culturale nel periodo della costruzione confronto la proposta di Larsen, seconda classificata, è la più stimolante tra quelle
della BFU. “1 The only viable organization is one which is potentially dynamic. / 2 The pubblicate (in “Bauwelt” 1964, Heft 6, pagg. 162-171) e il fatto che i membri della giuria,
dynamic of organization is concerned with the evolution of human habitat. / 3 The Jaap Bakema, Werner Duettman e Arne Jacobsen (e altri membri non riconosciuti) abbiano
organization with which we must deal are global in scope and discipline. They are assegnato il secondo premio suggerisce il quadro decisionale in cui la giuria ha operato. I
conditioned by everything that happens in the world. / 4 In urbanism there are not three but testi di presentazione dei progetti non intervengono su questioni di ordine teorico,
at least four dimensions, of which the time dimension is perhaps the most important. (This forniscono una scarna enunciazione delle motivazioni progettuali. Ciò che qui interessa non
obliges us to restrain irresponsible graphic gestures.)” sono le implicazioni ideologiche, il terreno su cui i due progetti si confrontano è, il rapporto
113 Looking Back Towards the Free University Berlin, in Free University Berlin – Exemplary con il contesto. Dopo aver investigato le premesse ideologiche del Web, sembra che il dato
projects 3, op.cit. pag. 23. La lettura deve ritenersi personale e non direttamente espressa dell‟efficienza delle relazioni contestuali possa passare in secondo piano e invece vi sono
nel saggio; una possibile risposta a Wagner potrebbe essere che forse non è proprio vero più indizi che possono farle ritenere le ragioni del successo. Entrambe le proposte si
che nessuno andò alla festa, è che semplicemente al momento della realizzazione the party appoggiano su di una maglia che riprende la geometria dominante dettata dagli edifici
was over. preesistenti, escludono interessi monumentalistici e interpretano una sobrietà che la città di
122
concorso, il tema dell‟interrelazione tra i saperi, in uno spazio che favorisce delle trasformazioni delle molte realizzazioni portate a termine dal gruppo
l‟occasione di frequentazioni e di scambi, ha costituito l‟interpretazione più di progettazione, non può venir indicata come un semplice rimedio alla
appropriata alle istanze emergenti nella metodologia didattica e di ricerca. difficoltà di definire programmi funzionali stabili nel tempo. L‟ambizione cui
il sistema aspira è fornire certamente un maggior grado di libertà, ma al
L‟integrazione tra le attività si mostra nella strada interna, come tempo stesso esso diviene per definizione immutabile “…il sistema non è
luogo di incontro e di confronto. La coppia trasformabilità-flessibilità del mai modificato direttamente, in se stesso è immutabile; solo certi elementi
sistema così come viene messa in luce da Schiedhelm “since no one had a vengono alterati prescindendo dalla solidarietà che li lega al tutto” così nel
convincing answer, flexibility seemed to be the remedy”116 è la questione Corso di linguistica generale de Saussure esprime un concetto che diverrà
fondamentale che nella BFU costituisce l‟interfaccia realizzato dal la marca culturale più evidente del decennio che stiamo affrontando.
progettista tra committente e utente. In particolare la flessibilità, Architettura e linguaggio trovano in questa „ricerca del sistema‟ un punto
riconosciuta allora come un requisito indispensabile, richiede un ulteriore d‟incontro, „precipitante‟ nelle costruzioni, le quali ne emanano le influenze
approfondimento separando la questione pratica dell‟indeterminatezza da o meglio la partecipazione dalla visione d‟insieme al dettaglio.
quella di ordine teorico della ricerca di un sistema. Dobbiamo innanzitutto
escludere che la flessibilità fosse solo una scelta del progettista. Lo La questione del grado di coinvolgimento nello strutturalismo
sviluppo dell‟attività di prefabbricazione, soprattutto in Francia e Germania, dell‟attività di Candilis Josic Woods, così come ancor più per van Eyck,
costituiva un campo di ricerca assai rilevante e che si prestava a richiede un capitolo a sé. Qui fino a ora è rilevante fermarsi sul concetto di
intervenire con metodi costruttivi che consentivano almeno la parziale sistema, poiché la lezione di de Saussure, a prescindere dalla
reversibilità della costruzione; quindi lo sviluppo di tecnologie edilizie che si dimostrazione dell‟influenza diretta su Woods 117 contiene una tale
stavano specializzando in questa direzione coinvolgeva direttamente il chiarezza che contribuisce a intendere le potenzialità e le aspettative insite
mercato e i livelli decisionali politico-economici. Gli architetti “Phlexophily”, nella ricerca teorica e nella realizzazione della BFU. “Una lingua costituisce
come venivano chiamati ironicamente da van Eyck, avevano infine trovato un sistema. [107] … Ma che cos‟è una lingua? … Essa è al tempo stesso
una risposta nel mercato, ma la posizione di Woods, maturata nell‟analisi un prodotto sociale della facoltà del linguaggio e un insieme di convenzioni
necessarie, adottate dal corpo sociale per consentire l‟esercizio di questa
facoltà negli individui. Preso nella sua totalità, il linguaggio è multiforme ed
Berlino in quel momento richiedeva. I punti di forza, che si presumono tali, a favore della eteroclito; a cavallo di parecchi campi, nello stesso tempo fisico, fisiologico,
BFU, osservando le esigenze di un disegno urbano, a prescindere dalla qualificazione dello
psichico, esso appartiene anche al dominio individuale e al dominio
spazio collettivo, consistono nell‟articolazione dei percorsi in modo da costituire una sociale, non si lascia classificare in alcuna categoria di fatti umani, poiché
gerarchia calibrata rispetto al nucleo storico del complesso universitario, che si inserisce
non si sa come enucleare la sua unità. La lingua al contrario, è in sé una
come una parte dell‟insieme, senza competere con il sistema esistente, ma integrandosi. totalità e un principio di classificazione. Dal momento in cui le assegniamo
Larsen propone un sistema calibrato di corpi di fabbrica compatti con un‟evidente il primo posto tra i fatti di linguaggio, introduciamo un ordine naturale in un
formalizzazione delle principali caratteristiche funzionali, aggregati attorno a un vuoto, una insieme che non si presta ad altra classificazione [25-26]”118. Si potrebbe
piazza allungata, ortogonale rispetto a un reinventato ed enfatizzato asse di organizzazione dire che nella BFU scompaiono le preoccupazioni di ordine linguistico
principale con forma inflessa; il risultato è che l‟inizio e la fine dell‟asse di organizzazione
riferite al vocabolario architettonico, poiché la stessa costruzione del
non riescono a trovare le condizioni per ancorarsi ai due tessuti edilizi esistenti, risultando
sistema diviene lingua e i singoli elementi, pannelli di facciata, pilastri, travi
con le sue proporzioni fuori-gioco per entrambe le estremità. In comune le due proposte
erano predisposte, secondo specifica richiesta del bando, per risultare aperte a successivi
sviluppi, a garantire un processo di crescita. La scelta di inserire entrambe i progetti nella 117 Il tempo come agente tra massa parlante e lingua in De Saussure sarebbe il punto su
scheda sui i nuovi metodi pianificatori per l‟università nella collezione curata da Giancarlo cui innestare la più profonda corrispondenza tra il modo analogo di intendere il sistema di
De Carlo testimonia dell‟interesse del confronto, sdi veda AA.VV. Pianificazione e disegno Woods. I paragrafi 3.1 Il tempo causa essenziale, e 3.2 Azione del tempo su un territorio
della Universita,: Stamperia di Venezia, - Studio DMV, Venezia, 1968. continuo, potrebbero costituire l‟inizio di questa riflessione.
116 The Berlin Free University experience, op.cit., pag. 97 118 Corso di linguistica generale, op.cit. (riferimenti direttamente sul testo).

123
e solai, un‟associazione di segni arbitrari. Utilizzando l‟analogia con il considerevoli dimensioni andrebbero verificati su più soggetti e per un
linguaggio e l‟articolazione in lingua e parole ci avviciniamo a un periodo esteso di tempo. Queste considerazioni sono svolte esaminando lo
chiarimento delle relazioni tra sistema, utenti e la necessaria mediazione spazio vuoto, senza le persone e valutandone le caratteristiche dal punto
del tempo che va ben oltre la semplice disponibilità all‟ovviare, con un di vista architettonico con una serie di sopralluoghi nei momenti di scarsa
rimedio, a esigenze impreviste, ma riflette un‟organizzazione del pensiero attività didattica; poi conclusa la verifica della reazione a uno spazio così
progettuale che persegue un‟ambizione propriamente archi-tettonica119. artefatto, quando l‟edificio realmente comincia a vivere, quest‟ordine di
problemi diventano trascurabili, i dettagli si perdono e ciò che prima era
L’ordine flessibile, la maglia a due scale Modulor + misura una scarna, quasi anonima, definizione delle pareti diviene solo fondale
2.02.04 per attività e incontri con la continua variabile che maggiore è l‟affluenza
Per ricostruire percettivamente le intenzioni progettuali cui la BFU tanto più lo spazio reagisce trasformandosi in un luogo per essere in tanti.
ambiva120, secondo le previsioni di soddisfare con il sistema l‟intero “Il Phalanstère può essere definito un macchinario umano. Non si tratta di
fabbisogno di superfici per attività didattiche e di ricerche di circa 15 ha, un rimprovero, né si vuole alludere a qualcosa di meccanicistico: con
dobbiamo immaginare che le tre attuali Strasse L, K e J si prolunghino per questa espressione si designa soltanto la grande complicazione della sua
una lunghezza pari a un altro stralcio corrispondente a tre corti e venga costruzione. Si tratta di una macchina costruita di esseri umani.”121
costruita la parte nord-ovest con le strade M, N e O che andrebbero a
chiudere a nord-ovest lo spazio scoperto del teatro all‟aperto. La La qualità dello spazio non è tuttavia attribuibile intrinsecamente
circostanza di accentuare ulteriormente la prospettiva delle strade interne alla conformazione degli spazi interni ma al rapporto che si instaura tra lo
attorno ai 500 m ci porta vicino a un limite percettivo dove l‟anomala spazio chiuso interno a uso collettivo e lo spazio aperto interno (i patii);
lunghezza può suggerire un senso di disagio dovuto alla monotonia a maggiore diviene la distanza dalle strade (semi-)pubbliche di accesso e più
percorrerlo. Ciò che è riscontrabile nella strada K sulla lunghezza di 300 m le corti interne isolate dall‟esterno divengono luoghi protetti e discreti.
è la condizione che una tale lunghezza, riferita all‟altezza ordinaria del Ritornando allo schema di progetto del concorso si intende allora il ruolo
piano (3 m dal pavimento al controsoffitto) e alla larghezza consistente che avrebbe svolto lo spazio aperto centrale, posto nel baricentro del
della strada stessa (pari a 5.80 m), si annulla nella varietà di episodi che sistema, e sorprendentemente simile per le relazioni che instaura con
caratterizzano il percorso. L‟effetto variegato della luce che proviene dalle l‟edificio, allo sahn (la corte centrale) di una moschea. Il ritrovare uno
corti, le scale e le rampe poste in mezzeria del percorso contribuiscono a spazio pubblico di incontro, una piazza, attrezzata con un teatro all‟aperto
disinnescare situazioni psicologiche negative come si potrebbe sospettare e altre attività per il tempo libero avrebbe dato un centro rappresentato dal
da una lettura delle piante, anche se certamente gli effetti di queste vuoto del luogo di aggregazione; non un centro dal punto di vista
distributivo e gerarchico ma un luogo da raggiungere che avrebbe
costituito l‟identità dell‟intero complesso [mat. 2.01.01m]. Lo schema dei
119 Sul rapporto tra architettura e tettonica si veda Cesare Brandi, Struttura e architettura, percorsi, rimasto inalterato nella sua organizzazione verticale dal concorso
Einaudi Editore, Torino 1967, pagg. 42-45. all‟edificio realizzato ha tre livelli, è improntato all‟omogeneità tra ciascun
120 Il tentativo di offrire una descrizione sul senso di abitare l‟edificio non è risolvibile se non
livello in quanto non vi sono gerarchie definite tra i percorsi longitudinali
accettando qualche rischio per rinviare agli scenari che quell‟ambiente suggerisce.
(Strasse) nelle intenzioni così come nell‟esito progettuale, tanto meno vi è
Certamente l‟intenzione di Woods di costruire un pezzo di città non è la prima cosa che
la definizione di un centro della composizione attorno cui tutti gli elementi
viene in mente, ciò che suggerisce invece è un paesaggio artificiale, come muoversi dentro ruotano. Vi è comunque questo vuoto posto al centro del sistema che, per
una di quelle stazioni nello spazio che in quegli anni e poi sempre più negli anni settanta
quanto parzialmente realizzato, non essendo chiuso sui quattro lati, e ora
certa cinematografia fantascientifica produceva in grande quantità. Da questo punto di vista immediatamente raggiungibile dal di fuori del sistema, non contiene le
si rimanda alla sensazione bizzarra che si ha quando si rivede un vecchio film di
fantascienza, che se nel momento della sua produzione poteva affascinare ora fa sorridere,
poiché le grandi aspirazioni che trasmetteva sono state superate dalla realtà e i mezzi con 121 Walter Benjamin, I „passages‟ di Parigi, Einaudi, Torino 2002, pag. 696 (secondo
cui rappresenta il futuro sono già parte del passato. volume).
124
aspettative che esprime nello studio della pianta. Il calo di tensione che si comunità122. L‟apertura di questo confronto mette in evidenza, oltre a una
percepisce nell‟uscire in questo spazio, che avrebbe dovuto essere il cuore questione di ordine strutturale, un aspetto congiunturale di grande
della comunità, da subito riporta in una condizione di „esterno‟, e rende rilevanza nel progetto per Berlino relativo alla disponibilità di un livello di
conto del fatto che la situazione ambientale che si è creata produzione industriale tecnologicamente avanzata. Questo interesse a
precedentemente, all‟interno, era sostenuta dall‟introversione e enfatizzare gli aspetti tecnologici e a sondare la versatilità di elementi
dall‟isolamento del sistema rispetto al contesto. Il gioco del dentro e del industrializzati per l‟edilizia costituirà anche la definizione di punti di vista di
fuori riferito allo spazio aperto-naturale e chiuso-artificiale è la regola che una tale distanza all‟interno del gruppo di progettazione che porterà di fatto
governa la percezione del muoversi. L‟attrazione di questo dispositivo alla cura esclusiva di Woods con l‟ausilio di Prouvé per la parte del
spaziale consiste nel creare una condizione di astrazione e si basa su un progetto della BFU successiva all‟esito concorsuale123.
equilibrio definito dall‟esclusione dell‟esterno. È difficile immaginare invece
come questa parte di città protetta potesse raccordarsi e trovare una Riepilogando. In seguito all‟assegnazione del primo premio al
mediazione con le dimensioni della città reale, se nell‟Orphanage il variare concorso di progettazione per l‟assetto generale (masterplan) nel dicembre
delle scale dal grande al piccolo, così come la dialettica tra aperto e chiuso 1963 seguì nell‟agosto 1965 l‟incarico a Candilis Josic Woods per la
istituivano tra loro un continuo gioco di mediazioni; di contro per la BFU progettazione esecutiva della struttura portante del primo stralcio che
questa dialettica è annullata dal rovesciamento tra lo spazio chiuso corrispondeva a una quarta parte del progetto generale; la progettazione
collettivo e lo spazio aperto individuale. esecutiva delle partizioni verticali esterne e delle altre componenti
dell‟edifcio fu completata nel maggio 1967; l‟intervento di Prouvé per la
Una lettura rivolta a verificare quest‟ordine di controcampi progettazione delle strutture e delle partizioni iniziò con la fase esecutiva
successivi non può non guardare al confronto con la prima esperienza del progetto dal 1965. L‟edificio fu completato nel 1973 e durante la
progettuale autonoma di Candilis e Woods. Il progetto per le Carrières realizzazione occorsero inconvenienti che bloccarono l‟attività del cantiere
centrales presenta un‟analoga attitudine a considerare a tutto campo le a causa, oppure soltanto motivati, dell‟intervento di nuove normative
possibilità insediative. L‟approccio critico alle modalità di aggregazione tecniche per la sicurezza124 nel corso dell‟esecuzione dell‟opera125. L‟intero
orizzontale delle unità d‟uso e la sperimentazione di sviluppi verticali in
edifici pluripiano che abbiamo analizzato in base alla resistenza a
straordinarie spinte trasformative negli interventi di Casablanca, sono lo
122 Questa attitudine allo scambio avrebbe potuto distinguersi a cavallo tra gli anni
cinquanta e sessanta come una terza via nel dibattito tra internazionalismo e regionalismo
specchio di un‟attitudine parallela che avrebbe potuto (dovuto) manifestarsi
a Berlino. Il riconoscimento dei repentini ampliamenti e sopraelevazioni che ritroviamo nei testi divulgativi di Levi-Strauss a sostenere la necessità e l‟utilità degli
avvenuti negli interventi residenziali estensivi a Casablanca negli anni “scarti differenziali” tra culture (Razza e storia, op.cit pagg. 45-49). Per un‟analisi a caldo
cinquanta offriva un evidente esempio di come un tipo edilizio a corti delle tendenze indicate con regionalismo si è tenuto conto del quadro definito dal saggio di
multiple poteva sostenere consistenti trasformazioni; ecco che allora se James Stirling, Regionalism and Modern Architecture, pubblicato in “Architect‟s year Book”,
paragoniamo l‟intensità di quelle trasformazioni edilizie possiamo n. 8, op.cit.
123 Vedi intervento di Candilis a Rotterdam nel 1974, critico riguardo all‟operato di Prouvé. “I
ricostruire lo scenario di modificazione continua a cui ambiva il sistema
think that Berlin has enormously lost … Cor-Ten is shit, is simply shit, who knows what kind
pensato da Candilis e Woods, ma che non aveva tenuto conto
of shape it takes after two years. This is not architectural argument after all; Prouvé has a
adeguatamente delle differenti attitudini culturali degli utenti e la loro
predisposizione a modificare il proprio ambiente. Riconosciamo così, little part of history: what is the result? All that realization delayed during three years without
reason. Because the technology by Prouvé is unrealizable. But as result of that story, if you
nell‟atteggiamento progettuale verso le componenti strutturali di
trasformazione urbana, un modo di operare che vede nell‟esportazione, look at Berlin, it has a robust architecture; it is constructed.” Team 10 meetings, op.cit.
nell‟esame della traslazione dei principi insediativi, un metodo per pagg. 130-133.
124 ll problema delle porte tagliafuoco per esempio sembra sia emerso solo nelle fasi
sollecitare, riconoscere e interpretare le istanze associative della
conclusive della realizzazione.
125 Team 10 meetings, op.cit. pagg. 130-133.

125
iter progettuale nella prima fase per la realizzazione della struttura risulta (puntiforme); il problema consisteva principalmente in una determinante
influenzato da un contrasto tra l‟ufficio tecnico dell‟università e i disputa sulle caratteristiche tecnologiche tra l‟ufficio tecnico dell‟istituzione
progettisti126, a causa di differenti valutazioni tecniche relative alla tipologia che richiedeva l‟utilizzo di una struttura in calcestruzzo armato, rispetto
strutturale e ai materiali da impiegare. Si ricorse così a una procedura per all‟ipotesi di impiegare una struttura in ferro sostenuta dai progettisti. Dalla
quel tempo inusuale, una gara per l‟appalto con la particolarità di essere scelta del materiale127 quindi dipendeva il dimensionamento dei singoli
bandita non sulla base del progetto esecutivo ma corredata da un quadro pezzi per ottenere la migliore maneggevolezza, conservando efficienza nei
prestazionale. I progettisti predisposero degli schizzi che identificavano tempi di montaggio e versatilità nell‟eseguire sbalzi, variazioni nella
genericamente, senza riferirsi a una parte specifica dell‟edificio, le posizione dei pilastri per la predisposizione di impianti, compatibilità con
caratteristiche della struttura per le aree a uso didattico e per i percorsi strutture di maggiore luce per gli auditorium, predisposizione di travi di
pedonali definendo un passo strutturale di 7.20 m per il dimensionamento bordo per il fissaggio dei pannelli di tamponamento e non ultime le
dei vani, ma senza definire la modularità che dipendeva dalla tipologia caratteristiche di resistenza al fuoco. La pubblicazione degli esiti della
costruttiva proposta da ciascuna impresa. Le prestazioni richieste al gara128 costituisce un‟interessante documentazione dal punto di vista
sistema costruttivo erano valutate in seguito alla facilità di montaggio e tecnologico sullo stato dell‟arte, alla fine degli anni sessanta, per quanto
smontaggio di ogni singolo pezzo, alla possibilità di trasformazione e concerne la prefabbricazione delle strutture edilizie. Le soluzioni
ampliamento, con particolare attenzione all‟integrazione delle componenti presentate da nove ditte, qualificate per un intervento così impegnativo,
impiantistiche. Il dispositivo di gara mirava a selezionare quel sistema furono analizzate e confrontate secondo 34 parametri e risultò vincitrice la
costruttivo che consentisse, completata la fase del cantiere, di provvedere soluzione con strutture verticali e orizzontali in acciaio e solette in
con facilità a ulteriori modificazioni con il minor disagio possibile. Vista la calcestruzzo proposto dalla celeberrima Krupp. La selezione di questa
particolare conformazione orizzontale del complesso edilizio e le ipotesi di soluzione fu di grande importanza per garantire le caratteristiche finali
crescita, l‟approvvigionamento del cantiere doveva risultare possibile dell‟edificio e in seguito la stessa Krupp si aggiudicò la gara per la fornitura
utilizzando il solo percorso carrabile per l‟accesso dei mezzi di sicurezza, dei pannelli di tamponamento. La definizione del sistema non si riconosce
poiché l‟impiego di gru risultava alquanto complesso, vista la profondità solo dalla disponibilità alla flessibilità delle partizioni interne verticali nel
dell‟edificio. È interessante notare come la complessità dei requisiti abbia corso del tempo, ma presenta questa libertà di organizzazione anche nella
comportato una considerevole ampiezza nelle ipotesi sottoposte dalle selezione dei suoi elementi strutturali. Per molti architetti questa
imprese di costruzioni [mat. 2.02.04a,b]. disponibilità a far definire la costruzione da agenti esterni risultò allora e si
potrebbe ritenere anche oggi un‟intromissione in un campo inviolabile;
Di fatto, il problema preliminare cui sia i progettisti che i committenti invece la coerenza del procedimento condotto da Woods trova in questa
cercavano una risposta non consisteva tanto nella tipologia strutturale, in disponibilità a raccogliere i contributi dall‟offerta tecnologica più avanzata
quanto tutte le indicazioni portavano verso la scelta di un tipo a traliccio un modo di intendere la professione al di fuori dei limiti tradizionali
dell‟architetto.
126 I contrasti poi si trasferirono verso l‟impresa e comportarono la difficoltà di Woods a
intervenire efficacemente nella direzione lavori. Le questioni relative alle difficoltà incontrate 127 Gli schemi predisposti da Woods Prouvé non lasciavano un grande spazio di manovra
durante l‟esecuzione dei lavori della BFU emergono durante i colloqui del team 10 in nelle scelte in quanto i soli requisiti per la disposizione dei pilastri lungo i percorsi
particolare a Rotterdam nel 1974 e a Spoleto nel 1976. A volte richiamati in modo diretto in richiedevano un grado di flessibilità che difficilmente un sistema prefabbricato in
altri casi riferendosi indirettamente alle difficoltà riscontrate operando con imprese che calcestruzzo sarebbe riuscito a soddisfare. L‟opzione per il calcestruzzo era probabilmente
assorbono il completo controllo dell‟opera (riferiti alla Krupp che era il general-contract della dovuta a questioni di sicurezza.
BFU). Il cantiere industrializzato della BFU poneva la questione, che superava il limite di 128 Jürgen Nottmeyer, Freie Universität Berlin – Konstruktionswettbewerb für einen ersten

questa specifica costruzione, di salvaguardare un rapporto equilibrato tra committente Bauabschnitt der Erweiterungsbauten auf dem Obstbaugelände, in “Deutsche Bauzeitung”,
architetto e impresa e i rischi di sbilanciamento che l‟industrializzazione delle componenti n. 7, luglio 1967, pagg. 551-564; la variabile economica non compare nella documentazione
edilizie avrebbe comportato (nel caso operasse in regime monopolistico). perciò la valutazione non è verificabile in tutti i suoi parametri.
126
essere ripetuto fino a dove le necessità funzionali lo richiedono. Il principio
All‟architetto quindi cosa resta da fare? Semplicemente ciò che ha progettuale a questo punto coincide con la definizione del sistema, poiché
sempre fatto. Definire le cose che non cambiano, che restano definite nel non deve svolgere un ruolo di intermediario con il contesto con cui
rapporto tra le parti e il tutto, a disposizione degli uomini, per soddisfare al interloquisce in quanto il sistema stesso assorbe il contesto al suo interno.
meglio i loro bisogni. In questo senso Woods cerca di definire le condizioni Potremmo definirla, rovesciando le intenzioni del progettista, una
per un ordine che possa sostenere quel cambiamento verso “uno spazio costruzione autoreferenziale.
totale e una società universale”. Per ottenere questo risultato da più parti si
era riferito come indispensabile un contributo di immaginazione 129 degli La seconda fase di realizzazione dell‟edificio denominato
utenti (docenti e studenti) poiché le modalità di variazione e adeguamento Silberlaube, completata nel 1978 sotto la guida di Manfred Schiedhelm,
del sistema dipendono dalla loro interpretazione. La suddivisione in tre comporta delle considerevoli variazioni sull‟efficienza del sistema così
aree d‟attività in prossimità delle strade interne, quelle con caratteristiche com‟era stato immaginato e costruito da Woods, ma consente di
pubbliche, quelle raggiungibili dagli innesti delle strade secondarie per le comprendere anche i limiti della sua „realizzazione utopica‟, proiettata
aree di lavoro dei singoli dipartimenti e infine le zone di relax nei patii e verso un domani che era stato troppo breve. Le variazioni già anticipate da
sulle terrazze costituiscono la gerarchia definita per i tipi di interrelazioni. Duettman nel 1974131 riguardano l‟abbandono del requisito di smonatabilità
Oltre a questa „scala di associazioni‟ le variazioni organizzative tra i del sistema e per ragioni economiche l‟eliminazione dei due regimi di
dipartimenti sono libere di ridefinire le attività secondo il variare delle loro misure riportando la modulazione delle partizioni verticali sulla base dei
necessità. Gli elementi che restano fissi sono le strade principali di 0.30 m e tralasciando l‟applicazione del modulor. La più evidente
distribuzione che si sviluppano linearmente e contengono sui tre livelli, variazione, comunque, consiste nella sostituzione del CorTen per i
compreso il basamento, le dorsali degli impianti tecnologici. 130 La rivestimenti esterni dei pannelli con lamiera in alluminio (colore naturale),
costruzione dell‟edificio, riferendosi a un assemblaggio di pezzi riconoscibili da cui il secondo stralcio prende il nome di Silberlaube. Per quanto
tra loro come il “meccano” ha la pretesa, delusa, di rendere conto delle riguarda la produzione dei pannelli in alluminio, avendo conservato la
modalità di montaggio. Una volta garantiti il coordinamento degli elementi suddivisione in moduli di due diverse larghezze, non è chiaro quale genere
portanti verticali e orizzontali, le componenti impiantistiche principali e le di economie, rispetto alle misure indicate dal modulor, potevano consentire
cellule dei servizi igienici (disposti lungo la strada principale alternati sugli per richiedere di modificare l‟impostazione iniziale, in quanto la somma dei
incroci con le strade secondarie), rimangono da definire gli elementi di pannelli con le nuove misure risulta invariato. Probabilmente la forzatura
partizione verticale per completare la definizione dell‟edificio che così può imposta da Woods di prevedere due regimi di misure aveva comportato
maggiori problemi di quelli risolti dalla somma di due pannelli da 1.13 m e
uno da 0.70 m che con un „aggiustaggio‟ di 0.04 m consentivano di
129 “It is too early to judge if all the advantages which the building offers are being used, only raggiungere i 3.00 m per intercettare il multiplo del modulo costruttivo di
time will tell, and it will also depend on the amount of courage and imagination the base, che sui tre metri risultava eccessivamente rigido.
administration will use.” In “Architectur Plus”, n. 1, 1974, pag. 49. Alla verifica dei fatti
questa valutazione prudenziale di Werner Duettman formulata in occasione dell‟inizio La pretesa semplicità dell‟edificio, a parte questa evidente difficoltà
dell‟attività dell‟edificio coglie in pieno le responsabilità dell‟amministrazione nell‟attivare un
di coordinare modulor e modulo costruttivo (variando su base dei 0.30 m,
uso adeguato dell‟edificio. Il giudizio di Duettman qualificato dal fatto che ricopriva in quegli
aveva una modulazione effettiva di 1.20-1.80 m per le strutture e 0.60 m
anni la carica di „assessore‟ all‟urbanistica di Berlino e in quella veste anche di autorevole per le finiture e 3.00 m come interasse tra struttura e rivestimenti), viene
membro della giuria del concorso fa intendere l‟accettazione consapevole da parte
tradita dall‟osservazione della disposizione degli elementi verticali portanti.
dell‟amministrazione della città dell‟elevato grado di sperimentalità del progetto. Anche Il requisito, imposto nella selezione della soluzione strutturale, di
l‟Architet‟s statement a conclusione della prima fase riportava un concetto analogo: “The differenziare la posizione dei pilastri rispetto alla griglia strutturale, oltre a
fate of the building depends on the imaginative faculties of the people who use it.” In Berlin
Free University, Architectural Association – Exemplary Project n. 3, op.cit., pag. 31.
130 Un principio analogo era stato utilizzato per Toulouse Le Mirail. 131 “Architectur Plus”, n. 1, 1974, op.cit., pag. 49
127
comportare, di fatto, l‟eliminazione della opzione per le strutture in fanno rilevare che anche la struttura stessa è flessibile e che il controllo
calcestruzzo prefabbricato, rende conto di un requisito proprio del sistema dell‟operazione continua di costruzione è affidata alla griglia virtuale. 132
per la interdipendenza e l‟assenza di una componente costruttiva che
governa le altre. Questo „dettaglio‟ rende evidente che era escluso il Lo spazio in funzione del tempo
primato della struttura per definire in via gerarchica la disposizione delle 2.02.05
componenti tecnologiche, distributive e le ulteriori finiture. L‟applicazione È interessante verificare come l‟impiego di tecniche costruttive
della diversificazione della struttura viene utilizzato prevalentemente nei industrializzate, sia nella costruzione dell‟Orphanage anche se solo
punti dove sono collocati i giunti strutturali, ma in molti punti dell‟edificio parzialmente, come integralmente per la BFU, abbia portato a soluzioni
compaiono scarti di 0.30 m, 0.60 m a cui trovare ragioni differenti. Il radicalmente diverse. Abbiamo visto che nell‟Orphanage l‟impiego di
ridisegno delle piante del Rostlaube denota una rilevante presenza di elementi prefabbricati per le cupole e gli architravi ha comportato e
eccezioni dell‟allineamento dei pilastri sull‟intero edificio dcui si intuisce la sostenuto l‟impegno dell‟architetto nella definizione di un organismo edilizio
presenza di una griglia virtuale che governa il sistema. Il riscontro fisico del con un elevato grado di precisione e regolarità; al tempo stesso Woods e
pilastro allineato sull‟intera lunghezza del corpo di fabbrica si trova solo in Prouvé spingono le potenzialità del procedimento di montaggio di
corrispondenza delle strade interne, ma anche qui a un interasse costante componenti prefabbricati a un livello di flessibilità che mette in discussione
riscontriamo variazioni nella luce tra i pilastri con oscillazioni di 0.60 m i „fondamentali‟ della pratica costruttiva. La cupola in calcestruzzo su base
senza alcuna preoccupazione per l‟ordine percettivo dei pilastri, anzi quadrata di 3.36 m non può che essere rivolta a una diversa concezione
comportando un contributo alla varietà del percorso. dello spazio rispetto a un dispositivo contenuto in un involucro modificabile
con un impalcato definito da tre gradi di modificazione (travi principali,
La struttura degli impalcati viene organizzata su una doppia orditura secondarie, soletta). Eppure entrambi gli edifici si pongono sulla stessa
di travi, due C contrapposte per la struttura primaria e a un intervallo fisso direzione di ricerca di una dimensione insediativa intermedia tra edificio e
di 1.80 m l‟orditura secondaria, che portando le lastre in calcestruzzo del città, si sviluppano tendenzialmente in orizzontale con patii che definiscono
solaio rappresenta il multiplo del passo dei telai. La struttura portante così un‟accentuata introversione ed entrambi sono evidentemente organizzati
definita consente anche considerevoli sbalzi e variazioni nel sulla base di un principio iterativo133. È evidente che lo spazio che vanno a
posizionamento dei pilastri sebbene con diversi gradi di versatilità lungo
l‟asse principale rispetto a quello dell‟orditura secondaria. Anche questa 132 Il principio progettuale può identificarsi come un “sistema sostenibile” intendendo con il
sostanziale differenziazione non preclude considerevoli variazioni che
divengono evidenti nelle ampie aree tecniche senza partizioni del piano termine sostenibile, al di là degli attributi che vengono assegnati in campo ecologico, quella
interrato, dove l‟allineamento dei pilastri non trova le sue ragioni nella capacità di mantenere il sistema a un determinato livello di prestazioni al variare delle
definizione dei singoli vani. In effetti, non possono essere le partizioni a condizioni all‟intorno.
133 Anche se declinati in modi diversi, in effetti se questo principio è chiaro per l‟Orphanage,
influenzare la struttura visto che l‟organizzazione richiederà una loro
flessibilità nel tempo e neanche le componenti impiantistiche poiché sono mentre nel caso della BFU la flessibilità riduce questa condizione e ciò che controlla il
indipendenti dalla struttura e organizzate con grande disponibilità di spazio sistema è la griglia e l‟iterazione non di parti ma di singoli elementi della costruzione.
Principio iterativo viene inteso come l‟aggregazione di parti in cui prevale l‟associazione dei
di manovra al piano seminterrato. Una delle motivazioni resta la volontà di
singoli elementi sull‟organizzazione gerarchica delle componenti. Il termine va riferito
consentire differenti scelte organizzative tra un piano e l‟altro, anche se
considerevoli variazioni occorrono anche lì dove l‟edificio ha un solo piano. all‟interpretazione di Costantino Dardi in Il Gioco sapiente – tendenze della nuova
architettura, Marsilio, Padova 1971: “La partenza scabra, senza uno schema figurale a
L‟organizzazione dell‟edificio per strati sovrapposti, particolarmente
evidente nel plastico presentato al concorso, richiede questa articolazione priori, indotta da questo metodo, fa sì che la combinazione degli elementi di base nello
che in ogni modo non è sufficiente a motivare le differenti disposizioni degli spazio possa indifferentemente realizzare l‟autorevole presenza del blocco di Marsiglia o
l‟ammiccante silhouette dell‟Habitat di Montreal, la logica sequenza di pieni e di vuoti entro
elementi portanti verticali, la cui ragione evidentemente sfugge a ragioni
la maglia della Casa dei ragazzi di Aldo van Eyck ad Amsterdam o la gestuale labilità delle
emergenti dai soli elaborati grafici. Le variazioni dell‟ossatura dell‟edificio
piastre nella Free University di Berlino di Candilis Josic e Woods, l‟unità spaziale dei
128
definire è diverso, a tal punto che il loro confronto ci può aiutare a tempo135. L‟impegno maggiore in tutte le occasioni che questi autori si sono
comprendere, a sostanziare un‟idea di diversità in architettura. Le reazioni trovati ad affrontare è sempre stato rivolto alla riconoscibilità del quadro
di van Eyck alla visita della BFU sono rimaste famose per la severità dei temporale in cui inserivano le proprie teorie, i progetti e le opere. La
giudizi134 che esprime, e l‟uomo del futuro a cui Woods si rivolge, nel successione delle priorità uomo-tempo-spazio sono per van Eyck e Woods
visitare l‟Orphanage si troverebbe come un archeologo in visita a delle parte di un patrimonio di conoscenze condiviso e gli esiti di queste
rovine. Certamente incidono differenze-influenze di ordine socio-politico o combinazioni si staccano in modo non più riconciliabile quando affrontano
culturale, ma articolate da una base comune in quanto gli autori oltre a la posizione dell‟uomo nel suo tempo.
essere coevi vantano una decennale frequentazione, anzi si sono raccolti
in un gruppo di lavoro, poiché condividevano la centralità dell‟uomo nella Profondamente influenzato da una riflessione di matrice ecologica
definizione dei processi di trasformazione e la necessità di un approccio sui pericoli dello sbilanciamento di ricchezza e critico, rispetto alle sue
dialettico all‟architettura che nascesse dallo scambio delle esperienze stesse speranze nel futuro di solo alcuni anni precedenti, Woods, in un
progettuali. saggio scritto nel 1969 accentua l‟incertezza, per marcare la necessità di
lasciare uno spazio sempre maggiore all‟attesa. “We can imagine that the
A proposito della comparazione, l‟interesse nella ricerca di invarianti purpose of organization is to order the growth and change of our (natural)
in fenomeni avvenuti in epoche diverse consente a Rowe in La matematica habitat, so that we can do those things which we wish to do in a way that
della villa ideale di argomentare rilevanti analogie nella forma; di contro il least commits our successors to doing the same thing in the same way. For
tentativo di elencare le differenze in fenomeni analoghi ci conduce a nothing is less sure than the durability of our attitudes and of our activities
motivare i differenti punti di vista in riferimento al modo di interpretare il and probably nothing is more certain than the rejection tomorrow of what
proprio tempo. Questo rapporto non va valutato in termini meccanici: la we consider sure today.”136 Lasciare aperto il futuro al maggior numero di
procedura sincronica di Rowe ha il merito di isolare la forma nella sua eventualità e incidere in modo reversibile nell‟ambiente è una
essenza, l‟armonia, e non è ovviamente commutabile al fatto che una consapevolezza che va soppesata in ciascun momento, così Woods
visione diacronica debba necessariamente rivelarci il senso del tempo raccoglieva delle sollecitazioni che erano emergenti in quegli anni come
rispetto allo spazio, ma qualcosa del genere accade nel confronto tra forze inedite e il modo radicale in cui le recepisce è segno oltre che di
l‟Orphanage e la BFU. La „fissazione‟ del tipo insediativo che si riconosce sensibilità, di intuito e un antidoto contro il cinismo. Certamente si è
come l‟intermediario tra le due opere costituisce il perno attorno al quale avverata la sua previsione di rigetto delle opere, almeno le più radicali,
osservare lo svolgersi di due discorsi opposti sull‟interpretazione dell‟uomo realizzate all‟inizio degli anni settanta e l‟avvicendarsi dei linguaggi
nel suo tempo. La radice delle differenze tra la diversa concezione dello architettonici fino a dopo il duemila sembra in effetti definire
spazio, applicata al medesimo tipo, non risiede nell‟organizzazione dello un‟accelerazione nella sovrapposizione degli stili, che prende una velocità
spazio che dovrà essere inteso come l‟effetto, ma nella causa che consiste rilevante, e così anche il rifiuto di ciò che è appena passato è un
nella differente valutazione di bisogni e desideri della società del proprio meccanismo che probabilmente proprio da quegli anni ha acquisito, per la
ridondanza dei messaggi, una cadenza sempre più raccorciata. Comunque
ciò che è rilevante nella posizione di Woods non è la fortuna o meno delle
previsioni, è il sottrarsi a misurarsi con la durata. L‟architettura non viene
vista come la testimonianza verso il passato, come simbolo di ciò che sta
laboratori Olivetti ad Harrisburg di Louis Kahn o la sequenza seriale del quartiere Halen a trascorrendo. L‟artista così si muoverà con un‟andatura leggera liberato dal
Berna di Atelier 5”, pag. 86.
134 I commenti di van Eyck alla visita alla BFU nell‟incontro dell‟aprile 1973 e la lettera di

reazione di Woods solleveranno un ampio dibattito all‟interno del team 10 che proseguirà 135 Ci si riferisce al quadro interpretativo delle due opere e non in termini assoluti, anzi è
negli incontri di Rotterdam (1974) e Spoleto (1976). Sono documentabili dalla sbobinatura proprio la specificità rilevata nella comparazione che può ritenersi una eccezione rispetto
del convegno di Spoleto del 1976 e rivestono interesse per quanto riguarda il rapporto tra agli scenari che si pongono in architettura.
progettista e costruttore (Krupp). Fondo De Carlo AP – IUAV, Venezia. 136 Shadrach Woods, Waiting for printout, in “Perspecta”, 12, 1969, pag. 10.

129
compito di fissare una memoria collettiva, cancellando le sue tracce guisa di strumento, in cui le distanze che si percorrono sono espresse in
all‟archeologo del futuro, semplicemente presente. termini di „spazio fratto tempo‟. Un‟efficienza misurata dalla velocità
richiede una visione continua dello spazio, uno spazio omogeneo e
Lo sguardo disincantato di chi si rivolge al futuro si inflette negli isotropo rigenerabile all‟infinito. Di contro un labirinto dove a ogni passo si
interrogativi su un destino che non può o non vuole riconoscere, di contro deve scegliere la propria sorte, educare i propri sensi a trovare i luoghi
chi si muove in verticale sull‟asse del tempo, riconoscendo l‟impegno di propizi e dove il tempo viene governato liberamente dai propri desideri
vedere il proprio presente guardando indietro nel tempo si ritrova, deve necessariamente essere discontinuo. Lo spazio in funzione del tempo
inevitabilmente, al centro, nel fulcro attorno cui gira il mondo. L‟impegno di non sottende un rapporto lineare, coglibile con la lettura a prima vista, e
van Eyck per comprendere le relazioni tra l‟uomo e il suo ambiente lo portò questi due esempi, a prescindere dalle preferenze fra l‟uno o l‟altro o
ad affrontare impegnative ricerche etnografiche, oltrepassando confini, per meglio ancora nessuno, sono apprezzabili per la decisione e coerenza con
visitare il mondo dei popoli senza scrittura. La disponibilità a sorprendersi, cui percorrono la loro strada. I principi progettuali di queste due opere sono
nel raccogliere in luoghi così distanti nel tempo e al tempo stesso presenti determinati dalla volontà di dare un ruolo all‟uomo nel suo tempo, a
gli stessi gesti e le stesse attitudini traslate in bisogni ora ritenuti primari, determinarne il destino e demandano allo spazio la realizzazione di questa
esprime un azzeramento del progresso così come annulla qualsiasi stimolo ambizione.
antiquario per tornare o meglio restare a confrontarsi con l‟essenza
dell‟uomo. “L‟uomo dopo tutto, si è andato adattando fisicamente in questo La concezione dello spazio rispetto al tempo dipende da
mondo per migliaia di anni. Il suo genio naturale non è aumentato né condizionamenti culturali che si esprimono su distanze imponderabili, in
diminuito durante quel periodo. È ovvio che l‟intera portata di questa intervalli assai più ampi di quelli con cui ci siamo misurati; la tensione verso
immensa esperienza ambientale non può essere contenuta nel presente la densificazione orizzontale che si riconosce in queste esperienze di
finché non condensiamo il passato, cioè l‟intero sforzo umano, dentro di costruzione è l‟indicatore di un segnale intermittente della necessità della
esso. Questo non è un atto di compiacenza storica in un senso limitativo, società di ristabilire relazioni di solidarietà tra individuo e collettività. Due
né si tratta di fare un percorso a ritroso, ma significa soltanto essere esempi hanno guidato nell‟avvertire questa difficoltà: l‟osservazione di
consapevoli di ciò che „esiste‟ nel presente – che cosa è passato Giedion sulla costruzione delle grandi volte presso i romani, come volontà
attraverso di esso: la proiezione del passato nel futuro attraverso presente formale e non come conquista tecnica, e l‟analisi di Samonà sulla
creato – Anna was, Livia is Plurabelle’s to be.”137 continuità dei due fronti delle Procuratie del Sansovino a San Marco. È
sufficiente accennare a questi due esempi per mettersi in guardia sulla
La fiducia ostentata nel progresso e la permanenza dei bisogni complessità del problema di associare la trasformazione dello spazio fisico
primari dell‟uomo sono due punti di vista contrapposti che si respirano, all‟interpretazione dello spazio stesso come espressione di modificazioni
emanano, dagli edifici che abbiamo innanzi descritto come l‟escursione in culturali. Il fatto di aver considerato, come base di partenza per questo
due mondi che ruotano in un senso inverso dell‟altro. L‟impulso che lavoro, l‟affinità tipologica, provvede a un‟indispensabile attenuante e a un
imprime un verso anziché l‟altro è attribuito dalla poetica e dall‟intuizione di ridimensionamento di tale aspettativa che viene rappresentata non
ciascun architetto. Nessuno dei due edifici si presta a interpretazioni rivolte dall‟opera ma dall‟evoluzione del tipo inteso come intermediario tra piano
al passato o al futuro perché sono situazioni pensate e radicate nel del contenuto e piano dell‟espressione138. Quindi attenuata nel tempo dalla
presente, anzi esplicitamente rivolte a un quotidiano che si apre su due necessaria sedimentazione e accumulo delle esperienze costruttive. Così
distinti scenari. Leggere lo spazio in funzione del tempo significa l‟avere avvicinato l‟architettura alla scrittura e di conseguenza i due edifici a
riconoscere l‟architettura come scrittura dell‟uomo. Concepire uno spazio due testi eliminerà la tentazione di limitare la lettura a un rapporto lineare
come la risposta proporzionale al tempo che si trascorre nell‟utilizzarlo in
138 Questa definizione così come altre locuzioni riferite alla linguistica sono dovute alle
137Aldo van Eyck, L‟interiorità del tempo, in C. Jencks & G. Baird (a cura di), Il significato in lezioni del prof. Pasquale Lovero tenute allo IUAV di Venezia negli anni accademici dal
architettura, Edizioni Dedalo, Bari 1992, pag. 205. 1997 al 2001.
130
tra spazio e tempo, portando questo lavoro al di fuori di ogni pretesa di
approdare a una conclusione, ma rinviare alla ricerca della traccia 139 tra
passato e futuro.

“Un testo è un testo solo se nasconde al primo sguardo, al primo


venuto, la legge della sua composizione e la regola del suo gioco. Un testo
resta per altro impercettibile. La legge e la regola non si riparano
nell‟inacessibilità di un segreto, semplicemente non si affidano mai, al
presente, a nulla che si possa con rigore chiamare una percezione.
Rischiando sempre e per essenza di perdersi così definitivamente. Chi
saprà mai tale sparizione? / La dissimulazione della tessitura in tutti i casi
può impiegare secoli a disfare la propria tela. La tela che avvolge la tela.
Secoli per disfare la tela. Ricostruendola anche come un organismo.
Rigenerando indefinitamente il proprio tessuto dietro la traccia tagliente, la
decisione di ogni lettura.”140

139 Il passato che non è mai stato presente.


140 Jacques Derida, La farmacia di Platone, Jaca Book, Milano 1985, pag. 45.
131
CONCEZIONE DELLO SPAZIO gravità della massa sospesa a un‟altezza costante dal suolo e il senso di
protezione che trasmette dall‟interno è riflessa nell‟ambiguità tra dentro e
fuori, nella percezione psichedelica delle onde in copertura. La relatività
Notte e Giorno nelle condizioni tra dentro e fuori rivela che la copertura è la matrice della
2.03.01 costruzione. Partizioni verticali opache, trasparenti e traslucide
Una volta riconosciuto che discontinuità e continuità dello spazio convogliano, moderano o precludono il diffondersi della luce sottratta dalla
possono essere indicati come i modi dell‟espressione progettuale verso copertura tramite un posizionamento e una modulazione delle partizioni
l‟interpretazione del proprio tempo e le aspettative che vi si ripongono, si che risponde del corso del sole durante il giorno e le stagioni, in cui anche i
può tornare a visitare questi edifici con un‟accresciuta consapevolezza del dettagli come le colonne con cerchi concentrici segnati sulle
loro senso. Così incontriamo uno spazio denso, poroso, definito nei suoi pavimentazioni in cemento oppure, i dodici fori disposti a corona che
limiti e nelle sue aperture verso l‟esterno, in modo tanto articolato quanto segnano le cupole grandi, sono strumenti per misurarne il cammino 143. Il
inequivocabile, nell‟utilizzare la luce come strumento per orientarsi al suo cammino in uno spazio-luogo disegnato dal tempo.
interno. La luce fornisce i criteri oltre che semplicemente per trovare la
strada al suo interno, anche per leggere tra luce e ombre il rapporto tra Se continuiamo a utilizzare la luce come strumento di
individuale e collettivo, per stimolare o trattenere i comportamenti sociali. comprensione della concezione architettonica dello spazio per la BFU la
La concezione architettonica di uno spazio discontinuo nell‟Orphanage reazione che si ricava è prossima all‟indifferenza. L‟orientamento dei corpi
serve a educare all‟uso dello spazio, come tra i suoi molteplici livelli di di fabbrica, dovuto in parte a ragioni legate alle preesistenze ma
lettura il commento di E.N. Rogers sull‟Orphanage può suggerire: “a prevalentemente alla direzione delle infrastruttuture che disegnano il
marvellous blend of discipline and freedom”141. Il disegno della copertura territorio è indifferente alle condizioni di illuminamento. Un‟indifferenza
che abbiamo utilizzato nella sua rappresentazione planimetrica come la rivolta sia all‟influenza delle condizioni climatiche interne, sia all‟effetto
chiave, dal punto di vista disciplinare, per intendere i principi compositivi si della direzione della luce sui volumi edilizi. Le osservazioni di Giedion sul
rivela all‟interno, nella sua resa spaziale, un dispositivo che utilizza la luce ruolo della luce, rivolta a tutte le epoche, nelle tre concezioni che riconosce
per dilatare lo spazio. Il chiaroscuro che distingue ciascuna delle cupole si basa su una constatazione: “È la luce che dà la sensazione dello
piccole segue la cadenza dei passi attribuendo un ritmo allo svolgersi delle spazio. Lo spazio è annullato dall‟oscurità. Luce e spazio sono
attività che trova nelle aree sottese dalle cupole più grandi, il luogo inscindibili”144. La flessibilità del sistema della BFU non lascia margini di
luminoso della rappresentazione e dell‟incontro. Il gioco concavo- manovra formale nella definizione dei modi di aggregazione dei pannelli, si
convesso, che si riconosce tra dentro e fuori, osservando la copertura limita a identificare i rapporti di illuminazione in riferimento alle attività che
dall‟alto con l‟accelerazione impressa dalla ripetizione, e l‟effetto di si svolgono in corrispondenza di ciascuna area, ma non vi sono riferimenti
dilatazione indotto dalla concavità nello spazio interno, sottraggono la specifici per l‟orientamento. Anche le precauzioni adottate per contrastare
copertura dalla prima impressione, limitata a un fatto linguistico142. La

141 Giudizio riportato in AvE The Shape of relativity, op.cit., pag. 352.
142 Le cupole grandi e piccole e la loro influenza nell‟iter progettuale sono ampiamente una loro ragione. L‟interpretazione di questo studio ha privilegiato il senso di lettura da
trattate in AvE the Shape of Relativity, op.cit. Sono la parte che inevitabilmente è sottoposta dentro verso fuori come motivo che ha innescato la scelta progettuale.
a commento nelle molte critiche scritte sull‟Orphanage, quasi sempre osservandole da fuori 143 L‟ombra della colonna libera nello spazio a sostegno dell‟angolo del padiglione troverà

– anche Strauven riportando i commenti di van Eyck – porta a privilegiare questa lettura attorno al cerchio inciso sul suolo un modo di fissare il tempo. Luce e spazio sono
dall‟esterno come causa della definizione del motivo. Ora se non si dovesse tener conto inscindibili (Giedion) la luce genera il tempo.
delle testimonianze, e in tal modo si è agito, si andrà a leggere l‟importanza delle cupole 144 Siegfried Giedion, The eternal Present – The beginning of Architecture, Feltrinelli Milano

per il loro appartenere alla dimensione dello spazio che svolgono dall‟interno. È poi vero, 1969, pag. 511 (prima edizione The trustees of National Gallery of Art, Washington 1964).
come al solito con i temi affrontati da van Eyck, che entrambe le facce degli oggetti hanno La proposizione riportata apre il capitolo intitolato Concezione architettonica dello spazio.
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l‟irraggiamento diretto, dapprima con dei frangisole 145 e poi con delle tende protetto. “If childhood is a journey let us see to it that the child does not
esterne avvolgibili (color arancione), di cui era prevista l‟installazione su travel by night”148. Anche la luce artificiale viene trasformata in un elemento
tutti i pannelli. L‟inclinazione delle strade interne di circa 45 gradi rispetto dell‟architettura, nel disegno degli oggetti, come la stilizzazione dei tulipani
all‟asse nord-sud probabilmente ha favorito questa indifferenza, ma in lamiera di ferro, che divengono le luci dell‟ingresso e l‟illuminazione
sostanzialmente l‟atteggiamento verso la componente climatica, l‟asse dell‟interno dove sono utilizzati apparecchi simili a quelli che si trovano
eliotermico, per quanto a Berlino incida in modo rilevante nel comfort lungo le strade di Amsterdam. L‟illuminazione artificiale della BFU,
ambientale, è ininfluente nella determinazione delle scelte progettuali. anch‟essa disegnata per la specifica occasione149, è definita principalmente
Dall‟interno la fitta cadenza dei sostegni verticali dei pannelli e il fatto che da due componenti, una plafoniera ad angoli arrotondati in alluminio,
le strade interne favoriscono la vista verso l‟esterno prevalentemente di sospesa con due steli dal controsoffitto per l‟illuminazione delle aule,
scorcio e quindi con una rilevante presenza dei serramenti, creano la mentre negli spazi di distribuzione si è adottato un profilo a U continuo,
sensazione che la provenienza della luce all‟interno dell‟edificio non risulti anch‟esso sospeso dal controsoffitto, contenente una linea continua di
indirizzata da una precisa intenzione progettuale a controllarne l‟influenza, neon e disposto sui lati della strada interna. All‟illuminazione artificiale non
ma piuttosto sia lo spazio aperto delle corti che, come volumi sottratti a un viene assegnata particolare rilevanza, ma l‟obiettivo è rivolto a
solido, sia inteso come l‟inserimento di stanze di luce all‟interno di un tutto- mimetizzarla sullo sfondo delle pareti in modo da dissimularne la presenza,
pieno. così negli spazi di lavoro l‟illuminazione veniva già predisposta all‟interno
delle pareti150. L‟illuminazione artificiale d‟altronde, se si associa la
Van Eyck nei suoi ripetuti elenchi di coppie oppositive da superare latitudine e il cielo grigio dei lunghi inverni berlinesi con la consistente
e intendere come duo-phenomenon146 include anche il giorno e la notte, profondità del corpo di fabbrica, diviene un‟esigenza quasi costante
ma la distinzione tra il giorno e la notte non può essere portata verso una durante il periodo di utilizzo dell‟edificio. Si deve tenere conto inoltre che
sintesi, è un altro modo di intendere il fluire della vita come lo è la metafora volendo funzionare come un pezzo di città, era esplicita intenzione dei
del respiro. La proposizione che teneva assieme il mondo dell‟architettura progettisti che gli spazi collettivi fossero fruibili nel corso delle ventiquattro
con il mondo delle aspettative dell‟uomo e della sua comunità era fondata ore.
su questa domanda-enigma: l‟uomo inspira ed espira, quando anche
l‟architettura farà lo stesso? Il giorno e la notte sono il respiro del mondo e Come i luoghi più densi delle metropoli, la BFU non avrebbe dovuto
la casa dei bambini è plasmata per ricevere questo respiro. La luce, il buio conoscere differenza tra il giorno e la notte, la comunità di docenti e
e tutte le zone d‟ombra che nell‟Orphanage si interpongono tra le aree studenti non doveva necessariamente adeguarsi ai ritmi di vita ordinari e i
illuminate sono parte di un attenta regia (no luxmeter here147) che rimanda percorsi interni, per diventare Strasse, non solo di nome ma anche di fatto,
alla molteplicità di situazioni che simulano lo spazio urbano in un ambiente dovevano prestarsi a un uso pubblico e la continuità di accesso durante
l‟intero arco del giorno era un requisito determinante, tanto auspicabile
quanto improbabile. Ciò che certamente permane nell‟edificio è questa
145 Nel progetto esecutivo dei pannelli presentato per la gara di appalto nel 1967 erano
previsti frangisole realizzati con una mensola in aggetto in corrispondenza dellesole parti
vetrate 148 Aldo van Eyck, Lost Identity Grid, 1956, frase riportata sulla tavola n. 4. in Team 10 – in
146 In particolare nella coppia continuo-discontinuo lo spiraglio tramite cui accetta la search of a Utopia of the present, op.cit., pag.57.
continuità, in cui ne apprezza la meraviglia è riferito al modo in cui entra nella dimensione 149 Architect‟s Statement, Completion of the first phase, 1973, in AA.VV. Free University

dello spazio vissuto dall‟uomo. “I love the idea of spatial continuity, but only in the service of Berlin, Architectural, Exemplary Projects 3, Architectural Association, London 1999, pag.
man, not as with mr Breuer and company in the services of architects, Continuity is 33.
wonderful if it induces simultaneous awareness of realities in a particular place.” CIAM ‟59 150 Il dettaglio degli apparecchi di illuminazione conferma i due differenti atteggiamenti, anzi

in Otterlo, op.cit., pag. 32. Per quanto riguarda il giorno e la notte vengono inclusi li rende ancora più evidenti: la plafoniera con le medesime caratteristiche cromatiche e di
riferendosi all‟alba e al tramonto come punti di mediazione. trattamento superficiale delle pareti da una parte e il garofano in lamiera dell‟Orphanage
147 Ibidem. sono in un certo senso due scelte obbligate.
133
condizione di artificialità: “Fourier sulle rues-galeries: Cette facilité de Benjamin, la galleria commerciale è il sintomo dei nuovi valori della
communiquer partout àl‟abri des injures de l‟air, d‟aller pendant les frimai borghesia e il Falansterio è il farmaco o meglio l‟antidoto 155. La relazione
au bal, au spetacle en habit léger, en souliers de couleur, sans connaitre ni tra galleria urbana e Falansterio è messa in evidenza da Benjamin “Fourier
boue, ni froid, est un charme si nouveau, qu‟il suffirait seul à rendre nos ha visto nei passages il canone architettonico del falanstero. La loro
ville set chateaux détestables à quiconque aura passé une journée d‟hiver interpretazione in chiave reazionaria da parte di Fourier è significativa:
dans un Phalanstere. [A 4a, 4]”151. Come Walter Benjamin, così anche mentre essi servono in origine a scopi commerciali, diventano in luoghi di
Woods nel primo capitolo dal titolo What is the problem? apre il libro abitazione. Il falanstero è una città di passages”156, e così Woods impiega il
conclusivo della sua attività con una descrizione del modello di vita sociale modello della galleria urbana, dopo aver diluito le attività commerciali, per
proposto da Charles Fourier. Nel momento storico in cui le masse si organizzare il suo piano per il centro di Parigi Bonne-Nouvelle.
muovevano dal controllo delle parrocchie a quello dello stato era forse
possibile compiere un sogno rivoluzionario verso un‟armonia sociale che La galleria urbana condivide con il tipo insediativo a matrice la
Woods ovviamente nel suo „oggi‟ ritiene inattuale in quei termini, ma che condizione di interposizione tra edificio e città; l‟inserimento di un elemento
pur sempre cercava di rigenerare interpretando i nuovi contesti. di paragone come la galleria urbana, consente di affinare l‟ordine dei
termini. Si dovrà notare che questa operazione comporta alcune forzature
La strada interna rispetto all‟assetto teorico delineato da van Eyck. La reciprocità nella sua
2.03.02 concezione tra casa e città, infatti, risolve, anzi amplifica in un effetto
Benjamin nel suo affresco abbozzato delle Gallerie di Parigi illustra,
tramite una molteplicità di punti di vista ritagliati durante una lunga ricerca,
la nascita di un fenomeno insediativo, di un nuovo „tipo urbano‟, che era commercio e il traffico sono le due componenti della strada. All‟interno dei passages, la
stato in grado di rappresentare un particolare momento dello sviluppo seconda componente è venuta meno; il loro traffico è rudimentale. Il passage è soltanto
sociale ed economico della metropoli. Le ragioni economiche, anzi strada sensuale del commercio, fatta solo per risvegliare il desiderio. Poiché in questa
commerciali, principalmente per la vendita dei tessuti e l‟intreccio con il strada le linfe vitali ristagnano, la merce prolifica ai suoi bordi, intrecciandosi in relazioni
riferimento al Bazaar come modello importato, vengono mostrate da fantastiche come un tessuto ulcerato. - Il flaneur sabota il traffico. Egli non è nemmeno
Benjamin. Per quanto possiamo essere (quasi-)152certi che Woods non sia acquirente. È merce. [A3a,7]” I „passages‟ di Parigi, op.cit. Nel progetto di Woods si
entrato in contatto con Passagen-Werk, ancor di più è rilevante riconosce al dispositivo galleria la capacità di aggregazione; l‟esclusivo uso commerciale
viene sostituito dalle attività „ancellari‟, attrezzature collettive, ma anche attività artigianali e
riconoscere la sintonia nelle posizioni. In quanto a Woods153, vi è una
decisa sintonia nella percezione dei fenomeni sociali; ciò che qui interessa commerciali.
155 Il fatto che Passagen-Werk e The Man in the Street siano stati pubblicati quasi
è la coincidenza nel trattare della consecutività tra galleria urbana e
Falansterio154. In entrambi, anche se con toni assai più espliciti in contemporaneamente (ed entrambi postumi) rende ancora più notevole la concordanza che
inizino allo stesso modo, con un tributo a Charles Fourier e alla sua intuizione E viene da
domandarsi se la proiezione nel futuro di una società raccolta in piccoli gruppi e
151 I “passages” di Parigi, op.cit., pag. 51, Il testo citato da Benjamin è tratto da E. Poisson, tendenzialmente introversa, che Gutkind pronosticava come la prossima evoluzione
Fourier [Anthology] (Paris 1932). sociale, avrebbe potuto trovare dimora nel Falansterio come il luogo di vita comunitaria.
152 Walter Benjamin nel 1972 non godeva dell‟attuale notorietà; la prima edizione in tedesco 156 I „passages‟ di Parigi, op.cit. – exposé 1935, pag. 7. Nella seconda versione del testo del

di Passagen-Werk è del 1972, quindi non si può escludere che Woods possa aver 1939 “The arcades, which originally were designed to serve commercial ends, become
conosciuto il testo di Benjamin. dwelling placet in Fourier. The phalanstery is a city compose of arcades”. Benjamin pur
153 Come professore ad Harvard la posizione di critico marxista sarebbe stata alla fine degli confermando il legame attenua la relazione che l‟architettura e in particolare il medesimo
anni sessanta. tipo possano prestarsi a esiti così differenti. Il paradosso nel constatare che attorno al
154 Le argomentazioni dell‟elemento strutturante i grandi interventi residenziali tramite i medesimo tipo insediativo si coagulino tanto il primo evidente dispositivo commerciale di
percorsi pedonali separati dal traffico così come Woods teorizza nel 1960 possono essere massa e che modello della città socialista può essere considerato un ulteriore argomento di
virtualmente considerati il proseguimento di questa considerazione di Benjamin: “Il approfondimento sulla relazione senso e tipo.
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caleidoscopico i rimandi tra l‟uno e l‟altra in un equilibrio dinamico. A sua esempi gli spazi di distribuzione sono posti in relazione a una integrazione
volta le intenzioni di Woods erano definitivamente rivolte all‟appartenenza di carattere collettivo tra le unità residenziali e in particolar modo
degli spazi interni dell‟edificio a una condizione propriamente urbana, un nell‟Immeubles Villa coinvolge una riorganizzazione dell‟attività
pezzo di città, ma l‟esito è rimasto lontano dalle sue aspettative e qui ci si domestica159. Le Corbusier conclude il suo trattato sull‟urbanistica del 1925
rivolge inevitabilmente agli esiti. La galleria urbana trasforma ciò che era affermando che: “Non si rivoluziona con le rivoluzioni. Si rivoluziona
un edificio, per esempio forando un isolato, in una parte di città, mentre il portando soluzioni”.160 La soluzione che individua per la città universitaria
tipo insediativo a matrice porta all‟interno dell‟edificio la complessità dello un tappeto edilizio, un tutto pieno, aperto verso il cielo e scavato al suo
spazio urbano. Si riconoscono due diversi sensi, intesi come direzione di interno, per raggiungere ciascun alloggio, può essere indicata come la
coinvolgimento tra edificio e città: la galleria urbana è un pezzo di città che “soluzione rivoluzionaria”. Questa prima ipotesi per la città universitaria non
va incontro a un edificio, mentre il tipo a matrice è un edificio che va verso avrà seguito: l‟intervento che proporrà dieci anni dopo per Parigi avrà un
la città. Da questo punto di vista l‟antenato più prossimo dell‟Orphanage e indirizzo di carattere „monumentale‟, ritornerà al centro del suo interesse
della BFU può essere considerato proprio il Falansterio poiché posto al di solo quando si troverà nelle condizioni di “costruire senza costruire” e
fuori della città. Questa distinzione di simulare la città dal di fuori ricercata indicherà ai suoi collaboratori di utilizzare il progetto della città
nel caso dell‟Orphanage e subita nel caso della BFU accomuna questi tre universitaria, in particolare la sezione dell‟alloggio, per „imbastire‟ la prima
episodi e dissuade dallo spingersi indietro nella storia a ricercare, ora, proposta per l‟ospedale di Venezia161. Possiamo riconoscere una costante
ulteriori precedenti157. tipologica anche nelle due scuole d‟arte e architettura di Chandigarh che
per le condizioni in cui sono state progettate nell‟ultimo periodo di attività
Negli edifici collettivi la strada interna come spazio di mezzo per pongono alcune riflessioni sulla prevalenza della dimensione orizzontale,
consentire aggregazioni complesse è una marca dei primi progetti di Le mentre l‟utilizzo degli shed ci riporta ancora alla proposta della città
Corbusier sovrapposta, in verticale, nell‟Immeubles Villa o disposta in serie universitaria: “La città universitaria è concepita qui in „shed‟, il sistema di
orizzontale nella Città Universitaria-Caravanserraglio158; in entrambi questi costruzione che permette di estendersi indefinitamente assicurando
un‟illuminazione ideale e sopprimendo le masse portanti (costose)”162.
157 Si sceglierebbe quindi la strada per villa Adriana a Tivoli anziché i Mercati Traianei. La strada interna come elemento di integrazione più che di
158 L-C. e P.J., 1925, Città universitaria in Verso una architettura, Longanesi & C., Milano separazione tra attività pubbliche e private diviene negli anni cinquanta e
1966, pagg. 220,221; è interessante leggere la presentazione di Le Corbusier del progetto
sessanta per Candilis e Woods un‟invariante progettuale connessa con
per la città universitaria con l‟attenzione posta a definire lo stile di vita egualitario degli l‟idea dell‟umanizzazione dell‟ambiente. Se consideriamo l‟articolo richiesto
studenti. “Classificare, tipizzare, determinare la cellula e i suoi elementi. Economia. a Woods nel 1965 dalla redazione della rivista “Architectural Forum” sul
Efficacia. Architettura? Sempre, quando il problema è chiaro.” Non si è invece riusciti a padiglione svizzero di Le Corbusier, troviamo nel suo commento a questo
chiarire con quali motivazioni viene iniziato lo studio su questo progetto, in quanto i tre prototipo la rappresentazione per negativo dei nuovi ideali umanistici. Dal
disegni pubblicati in Verso l‟architettura sono collocati all‟interno della cartella della padiglione svizzero si riconosce evidentemente la difficoltà nell‟accettare la
commessa per il garage Raspail. Dalla successione delle date dei disegni si deduce che il separazione tra le componenti distributive così come l‟enfatizzazione
progetto per la città universitaria (1925) sia stato riutilizzato per la costruzione di un tetto
„monumentale‟ dei volumi. Il discorso di Woods è difficile e il giudizio rivolto
abitabile per l‟autorimessa (20 luglio 1926, data riportata su dis. 22328), così lo stesso
progetto verrà recuperato in altre occasioni. Una lettura dei disegni, invece, apre la
questione se il progetto sia nato dall‟occasione professionale del completamento quella pubblicata come città universitaria (FLC dis. 22328) lasciano aperte diverse
dell‟autorimessa e quindi sia stato trasformato nella proposta della città universitaria ideale, interpretazioni.
per quanto la datazione dei disegni escluda questa ipotesi. Eppure lo studio degli elaborati 159 Ibidem, pag. 206-209.

grafici, dalla successione dell‟avanzamento progettuale e la sicurezza con cui Le Corbusier 160 Il medesimo leit-motiv è presente anche in Verso una architettura.

arriva dai primi tentativi (FLC dis 22342-22343), dove è evidente la relazione con 161 Vedi Bridge of Venice, op.cit., pag.24.

l‟autorimessa agli spunti progettuali (FLC dis 22334-22335) fino alla soluzione prossima a 162 Verso una architettura, op.cit., pag. 220.

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in termini critici, “… a failure in its polemic intention”, il suo tentativo distribuzione per aggregare attività collettive; gli schemi dimostrativi di
consiste nella storicizzazione degli obiettivi di quella particolare fase Bakema165 con le case a torre e interposto un piano, con una campitura a
dell‟attività di Le Corbusier e Jeanneret163 dove regnava l‟enfatizzazione rappresentare il core, esprimevano questa possibilità di ricreare, anche
dell‟età della macchina, “now there is no part of celebration in our curtain- negli edifici a torre, dei luoghi di relazione. [mat. 2.03.04a] Questo
walled prisms where the machine is no longer a tool but an infernally strait interesse a definire porzioni intermedie delle torri come core esprime
jacket … There are no typical solutions, only a profound conviction that the un‟intenzione che all‟inizio degli anni sessanta sembra perdere di incisività
problem is always new, constantly changing, and that man, not al confronto con le potenzialità dei sistemi insediativi a sviluppo
mystification, is the essential preoccupation of architecture”164. D‟altronde orizzontale. La didascalica contrapposizione tra Skyscraper e
era segnata dagli esordi del gruppo team 10 questa tensione ad Groundscraper esposta nelle tavole di concorso per la BFU sposta su un
allontanare la visione meccanicistica e rivolgersi ai bisogni (e desideri) altro versante il problema dei luoghi di relazione, quello della scelta
primari dell‟uomo. La riscoperta della strada come luogo di interrelazione tipologica. Ciò su cui la torre perdeva di interesse come soluzione
sarà la conquista più duratura e allora non così scontata, come potrebbe insediativa, dal punto di vista della sperimentazione ovviamente, era
apparire oggi. Lo stesso progetto degli Smithson per un edificio multipiano l‟assenza della componente polisemica (combinazione di spazi di
con degli ampi ballatoi che ambivano a divenire “street mesh in the air” distribuzione con aree di soggiorno etc.) che si manifesta nella condizione
così come il più radicale progetto a scala di villaggio (town) Close city di aggregazione prevalentemente orizzontale; la strada interna, per quanto
nascono sulla spinta di una riconquista dei luoghi di aggregazione sociale. sia un argomento progettuale definito, costituisce pur sempre un corollario
Cambia radicalmente la sensibilità nel concepire gli spazi di relazione. Si al principio dell‟organizzazione orizzontale. [mat. 2.01.01m]
riconosce nel movimento non un fine esclusivo per raggiungere una meta
nel più breve tempo possibile, bensì una parte rilevante delle potenzialità di Un‟opera che può essere considerata come precorritrice di un modo
relazione; se ora torniamo alle parole di Buber, sulla necessità dell‟uomo di analogo di utilizzare il valore polisemico degli spazi di relazione è la Scuola
riconoscersi nel suo ambiente, non nella casa, ma tra le case, scopriamo della Federazione dei sindacati (ADGB) a Bernau realizzata sotto la guida
l‟interesse del confronto tra il volume sospeso da terra del padiglione di Hannes Meyer nel 1928-30166. Una solida costruzione in mattoni,
svizzero vincolato al suolo nel modo più discontinuo possibile e la reazione composta nella parte centrale da cinque volumi, disposti secondo uno
di Woods e dello stesso ultimo Le Corbusier che riconosce una nuova via o sfalsamento sia sul piano verticale che su quello orizzontale per seguire
meglio ritorna sul sentiero abbandonato della dimensione orizzontale del l‟andamento del terreno. [mat. 2.03.02b] Il sistema di distribuzione dei
costruire. [mat. 2.03.02a] blocchi centrali delle camere da letto, ciascuno alto tre piani, è ottenuto
tramite un percorso coperto limitato al solo piano terra, con la funzione di
Il corridoio centrale o il ballatoio negli edifici a sviluppo verticale spazio di mediazione tra la zona per il pernottamento e gli spazi collettivi.
nelle proposte di Le Corbusier e anche di Oskar Niemeyer per Lo spazio ricavato tra le riseghe dell‟edificio verso sud e la linea dei
l‟Hansaviertel può modificare la sua funzione univoca di elemento di serramenti che congiunge le due estremità del percorso verso nord funge
da „informale‟ luogo di relazione intermedio tra le principali aree per le
attività dell‟istituto. Il percorso è caratterizzato dalle pareti in mattoni verso
163 Woods ritiene che “Unlike all of the more recent buildings of Le Corbusier, the Swiss
sud, prevalentemente piene, e presenta il solo accesso al corridoio delle
Pavillon shows little of his preoccupation with humanism…” (Shadrach Woods, Why revisit
„Le Pavillion Suisse‟?, i “Architectural Forum”, giugno, 1965, pag. 59). Nella lettera con cui
Le Corbusier accetta l‟incarico per l‟ospedale di Venezia indica che esso è un casa per 165 J. Bakema, Samenvalling..., 10-06-1953, Bakema Archive, Nai, Rotterdam; [mat.
l‟uomo. Si veda lettera di Le Corbusier indirizzata a Ottolenghi, 11/3/64. in H VEN LC – 2.03.04a]
inventario analitico degli atti nuovo ospedale (a cura di Valeria Farinati), IUAV AP, Venezia, 166 Corrisponde al periodo in cui Meyer copre la carica di direttore del Bauhaus, aprile 1928-

1999, pag. 50. Nella lettera autografa le sottolineature maiuscole e virgolette suggeriscono agosto 1930; sarebbe necessaria quindi un‟investigazione accurata sulle motivazioni che
di richiamare il documento senza trascriverlo. hanno portato Meyer a separare la costruzione dal sistema distributivo all‟interno di una più
164 Why revisit „Le Papillon Suisse‟?, op.cit., pag. 62. amplia ricerca su ciò che avveniva al Bauhaus in quei due anni.
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camere del piano terra e al corpo scala dei due livelli superiori. Le Lane del 1952 gli Smithson rielaborano il modello di grandezza conforme
fotografie che illustrano l‟attività di cantiere mettono in evidenza in modo di Le Corbusier: partono dall‟idea che la città, in quel caso Londra, possa
emblematico il ruolo indipendente e „provvisorio‟ del sistema di svilupparsi tramite la sovrapposizioni di strati. Richiamando il principio
distribuzione orizzontale, realizzato da una leggera costruzione in ferro e leonardesco della città su due livelli, si moltiplica questa condizione, così le
vetro, giustapposta ai corpi di fabbrica che, seguendo con un unico piano strade si sovrappongono in verticale: ciò che resta non è tanto l‟evidenza
inclinato l‟andamento del terreno, conduce da una estremità all‟altra del fisica della strada, ma la necessità di riconoscere un luogo di mediazione
complesso edilizio. La mediazione che questo dispositivo di distribuzione tra casa e città. “It is the idea of the street not the reality of street that is
viene a svolgere va intesa in rapporto al paesaggio, quasi fosse un important – the creation of effective group-space fulfilling the vital function
sentiero coperto, in quanto è evidente l‟attenzione di Meyer a stabilire un of identification and enclosure, making the socially vital life-of-the-streets
dialogo diretto con la natura di cui il percorso è l‟elemento di ibridazione 167. possible.”169

La concettualizzazione della strada è sottoposta a incisive riflessioni Lo sviluppo di percorsi pedonali per la distribuzione agli alloggi con
progettuali a diverse scale d‟intervento dagli Smithson che rispecchiano la un carattere marcatamente collettivo deve essere considerato come
sensibilità di quella generazione verso i luoghi di relazione. Gli Smithson un‟evoluzione del ballatoio; in particolare vi è un celebre esempio a
commentano efficacemente la trasposizione della solitudine tra uomo e Dio Rotterdam nel quartiere Spangen, l‟isolato progettato dall‟architetto Michiel
dalla cella del convento di Ema alla cellula di Marsiglia rivolta verso il sole Brinkman in cui il ballatoio che generalmente distribuisce ogni singola unità
e uno spazio impersonale. Il problema con cui gli Smithson si misureranno, edilizia perimetra tutti i quattro lati interni dell‟intero isolato facendo
all‟inizio degli anni cinquanta era definibile a partire da un luogo sicuro, il coincidere l‟isolato con un insieme di edifici tenuti assieme da una strada
modello dell‟Unité d‟Habitation, su cui lavoreranno a lungo soprattutto nella pedonale in quota. Questa soluzione, ben prima dei progetti degli
ridefinizione delle rues intérieures con il paesaggio umano che lo definisce, Smithson, ebbe una considerevole influenza in altri interventi residenziali
“man scurries along from Victorian lifts down gloomy corridors to the ed è particolarmente evidente e riuscita la trasposizione di questo
solitary confinement of his private drawer”168. Già nel progetto per Golden elemento distributivo nella versione finale del progetto per Buikslotermeer
di Bakema e Stockla. Vi sono comunque due diverse definizioni del grado
di soglia tra i percorsi sovrapposti ed esterni di questi complessi
167 Francesco Dal Co pone questo progetto come un ibrido tra le due più importanti opere di residenziali con i percorsi interni delle attrezzature collettive che
Meyer, (Siedlung Toerten a Dessau e concorso per la Peterschule) che sono
consideriamo. Se entrambe queste situazioni rappresentano criteri di
contemporanee alla scuola per i sindacati. “La relazione che Meyer allega al progetto è una intermediazione tra le sfere del pubblico e del privato, nel caso degli edifici
delle più ricche di spunti e osservazioni importanti tra le molte da lui scritte, il che tuttavia residenziali l‟obiettivo è unire per dividere, mentre nelle attrezzature
non toglie che questo progetto si presenti come una realizzazione ibrida, in cui gioca collettive è all‟opposto dividere per unire. La strada sopraelevata che serve
profondamente l‟indecisione tra i due stremi che fino a ora abbiamo analizzato, quello della i 273 alloggi a Spangen ottiene l‟evidente vantaggio di distribuire ciascun
Petersschule di Basilea e quello della Siedlung Toerten di Dessau” in Francesco Dal Co, alloggio con la porta di accesso su uno spazio pubblico, che ha già definito
Architettura o rivoluzione, Marsilio Editori, Padova 1969, pagg. 230, 231. Si avanza una precedente separazione rispetto la città; infatti a Spangen gli accessi
l‟osservazione che il progetto stesso risponde a un processo di ibridazione tra costruzione e
degli alloggi sono posti all‟interno dell‟isolato. La funzione del percorso
natura, questo senza conoscere il testo della relazione al progetto che potrebbe modificare
dell‟Orphanage “a device with an unquestionable human content – the
il punto di vista espresso da uno studio limitato al solo edificio.
168 Alison & Peter Smithson, Ordinariness and Light, Faber and Faber, London 1970.pag.

87. È un testo che pubblica solo nel 1970 e contiene la presentazione del progetto per
Golden Lane e soprattutto studi, osservazioni e riferimenti che animavano la scena critica degli Smithson all‟Unitè che è la base del libro, almeno per la questione residenziale,
culturale dell‟inizio degli anni cinquanta. La lettura di questo testo con i lavori del Gamma in trova una sorprendente sintonia d‟indirizzo con le opere di Candilis e Woods che oltre a Le
Marocco combinati tra loro costituisce ancora un vitale contributo per fondare la Corbusier erano gli architetti che più avevano lavorato e creduto nell‟ Unité.
convinzione della necessità di un approccio critico alla trasformazione dello spazio fisico. La 169 Ibidem, pag. 52.

137
internal street”170 così come le tre Strasse della BFU divengono i luoghi tavolozza colori per suddividere ciascuna area dell‟Orphanage. Un
preposti allo svolgimento delle attività collettive. Da questo comune punto dettaglio, considerata la vicenda complessiva, contiene tuttavia un indizio
di partenza – di isolare rispetto all‟esterno per definire un dominio rilevante sulla relazione tra senso, forma e materia.
intermedio – si articolano architettonicamente due posizioni disciplinari che
porteranno a due modi di intendere questa mediazione in termini Woods, a cui viene attribuita, per la sua tendenza critica, l‟etichetta
inconciliabili. di „anti-architetto‟174 definisce per ciascun problema una soluzione
specifica, definita da una precisa gerarchia di valori: il „sistema di
Questa inconciliabilità porterà a dividere un fenomeno insediativo orientamento integrato‟ della BFU è definito dai colori, colori primari per le
nato da un‟aspettativa comune, iniziata con le ricerche sull‟Habitat, e si aree di attività, dal viola al verde per le zone di riposo. L‟individuazione
separerà in due diverse correnti di pensiero che anziché operare in una delle aree viene attribuita da un codice numerico relativo al „luogo‟ in senso
tensione dialettica tenderà sempre più a manifestarsi in modo esclusivo topografico, non alla funzione dell‟ambiente che può mutare, e quadri di
l‟uno opposto l‟altro. Di fatto con la realizzazione della BFU le vicende orientamento elettronici forniscono l‟itinerario per raggiungere la meta
propositive si esauriscono e il dibattito disciplinare si sposterà su altri temi. prestabilita. La capacità tecnologica di gestire un sistema informatizzato
Restano sul campo critiche e discussioni, che si protrarranno fino agli anni dell‟intero complesso è rilevante per intendere il proposito di esibire il livello
ottanta, nella contrapposizioni sui due indirizzi progettuali che il fenomeno tecnologico dell‟attrezzatura; attualmente non vi è traccia di questo genere
insediativo a matrice aveva inaugurato. È possibile ricostruire una parte di apparecchiature elettroniche (nel corso dei sopralluoghi non sono state
significativa di queste contrastate posizioni partendo dall‟articolo di Alison riscontrate apparecchiature di segnalazione dei percorsi, l‟installazione era
Smithson redatto in occasione della presentazione della prima fase della prevista nella relazione finale del progetto, a opera conclusa). Le differenti
BFU dal titolo How to recognise and read Mat-building171 dove sono discipline dei dipartimenti e facoltà indicate nel masterplan del 1967
riportati i commenti di van Eyck che, al di là della polemica, mettono in luce evidenziano la varietà di attività che si affacciano lungo la strada. Si può
rilevanti questioni progettuali. “… we tend to like the FU for the very immaginare nel succedersi di archeologia, oceanografia, teleologia e
reasons Aldo van Eyck doesn‟t like it to paraphrase badly … the paleontologia, scienze della musica e fonetica, teatro e pubblicistica,
impenetrability of Corten-steel … the carpet that changes its color not the filosofia, teologia, matematica, storia etc. che l‟insieme di queste attività,
effect of corridor street.”172 Per definire gli ambiti di ciascun dipartimento rivolte verso la strada interna, riversino su questa segni di
all‟interno del complesso universitario Woods definisce una diversa un‟appropriazione, di una caratterizzazione fatta di cose e persone. Il
colorazione del pavimento (moquette e „gomma a bolli‟) per ciascuna area modello funzionale che si può immaginare suggerisce un ibrido tra la
in modo da facilitare l‟orientamento. Le potenzialità insite nella molteplicità di conoscenze contenute in un museo e l‟efficienza funzionale
configurazione degli spazi abdica a favore di una dimensione open-ended di uno shopping center. [mat. 2.03.02c]
che trova la sua distinzione in ciò che vi è di più inconsistente e usurabile:
van Eyck è quindi posto di fronte agli antipodi dei suoi convincimenti. L‟articolo di Alison Smithson prima menzionato richiede ulteriore
Ironicamente, una situazione analoga van Eyck l‟aveva vissuta a proprie attenzione, poiché è un episodio rilevante per il riconoscimento di una
spese durante la scelta dei materiali di rifinitura dell‟Orphanage 173, dove tendenza a cui poi „la critica‟ farà riferimento, benché si ritiene che il
era stata proposta come rivestimento per il pavimento tutta la varietà della momento in cui viene pubblicato questo articolo e la Smithson vi attribuisce
il nome mat-building, la tendenza insediativa con cui ci stiamo misurando
si può considerare avesse oramai esaurito il suo impulso. Il breve
170 The Medicine of Reciprocity tentatively illustrated, op.cit. pag. 89
intervento, inoltre, consente una verifica molto utile della selezione dei
171 Alison Smithson, How to recognize and read Mat-building, in “Architectural Design”, n. 7,
1974.
172 Ibidem. 174Van Eyck si riferisce a Woods in questi termini durante il convegno di Spoleto nel1976:
173 AvE - The shape of Relativity, op.cit. pag. 317, Strauven riporta che il comitato direttivo “… actually he was in the anti-architect mood…” Archivio Giancarlo De Carlo – Atti/044
dell‟istituto aveva deciso di utilizzare un materiale plastico innovativo, il „Mipolam‟. (1975-81) pag. 4, IUAV- AP.
138
progetti che si è svolta sinora. La Smithson presenta a ritroso i principali
episodi architettonici che potevano presagire l‟esito della BFU considerata Orientarsi nell‟Orphanage richiede altre attitudini a riconoscere lo
come il punto di riferimento di “mainstream architecture as it has developed spazio che non la BFU: questo tema avvicina le due realizzazioni nel porsi
towards the mat-building”175. Una prima questione176, è la trasformazione il problema dell‟orientamento con insistenza, quanto le allontana nelle
del termine adottato a Berlino Matriks- e la dizione mat-building coniata soluzioni. L‟orientamento all‟interno dell‟edificio sarà occasione anche di un
dagli Smithson in occasione del concorso per il progetto urbano di Kuwait- irritato commento di van Eyck durante la visita alla BFU, su cui si innesterà
city. Mat-building è una dizione dotata di ironia (e un po‟ pop fuori del una critica reciproca a distanza, con una breve lettera 180 di Woods che
contesto di un progetto per un paese arabo), però senza lo spessore metterà a nudo significative differenze nella concezione dello spazio di
semantico177 e i riverberi su più livelli (matematico e „biologico‟) del relazione interno. In particolare l‟enunciazione di Woods “I really feel I must
significato di matrice, termine di riferimento per la discussione al convegno; decline/ To clutter the street with overdesign” racconta “the street” intesa
nell‟uso successivamente è passato il termine mat-building. Quindi il come la strada interna e specificamente quella dell‟Orphanage non come
percorso che segue la Smithson, tramite molti dei progetti visti sinora 178, un generico aspetto esterno dell‟edificio a cui viene contrapposto riferito
trova un equilibrio, ponendo alla fine del percorso due costruzioni che alla BFU: “an unroofed space with grass a tree,/ Lightwell? Courtyard?,
ebbero un‟influenza mitica anche sulla modernità, Katsura il palazzo wait and see!/ The intellectual grid is all in your head./ But people (and
imperiale di Kyoto e uno dei capolavori di Sinan a Istanbul, la moschea e le pipes) need direct routes, instead/ Of so much indetermine art”181. La gente
attività di assistenza di Sueleymaniye.179 ha bisogno di strade dirette e non di ingombrare la strada con overdesign;
il confronto tra i due edifici è evidente e le diverse concezioni di questo tipo
di spazio intermediario sono esplicite così come era esplicito ed
175 How to recognize and read Mat-building, op.cit. Una questione da elencare è
l‟assonanza del titolo “How to recognise…” che ritroviamo in un saggio di Deleuze del 1972
“A quoi reconnait-on le structuralisme ?”.
176 Per una definizione degli argomenti e un commento vedi: Max Risselada, The matrix l‟attenzione verso l‟architettura orientale sia evidente in entrambi i progettisti e in particolare
meeting, in Team 10 in search of utopia of the present, op.cit., pag. 182-184. in van Eyck le cui cupole per l‟Orphanage sono una testimonianza evidente delle sue
177 Riguardo al valore semantico di matrix, si deve riconoscere che l‟ambiguità della parola ricerche „multilinguistiche‟.
è il suo pregio più evidente: le due punte quella matematica che rispecchiava le relazioni di 180 La lettera circolata tra i membri del team 10 dal titolo Remember the spring of the old

sistemi complessi e quella „archeologica‟ che era simbolo stesso dell‟origine della città (vedi days presentava un breve testo la cui paternità è stata messa in dubbio da van Eyck. Sarà
Joseph Rykwert, L‟idea di città, Adelphi. Milano 2002, pagg. 140-143). argomento di una discussione all‟incontro di Spoleto nel 1976 dove non si riconosce Woods
178 La varietà degli esempi selezionati dalla Smithson fa perdere il filo all‟organizzazione, in come autore. Fatto sta che Woods invia ai suoi colleghi (le copie per gli Smithson e De
particolare non si comprende il motivo dell‟inserimento della scuola di Hunstanton e del Carlo sono depositate nei rispettivi archivi) il testo è accompagnato da alcuni commenti
Doha competition, così come sembra forzato anche se più vicino l‟inserimento del progetto riferiti all‟Orphanage.
di tesi per la Royal Academy; evidentemente si tratta di un tornare indietro con la memoria 181 Testo tratto da una lettera inviata da Woods ai membri del team 10 successivamente

che riposiziona le proprie esperienze personali e conduce a rileggere scelte compiute all‟incontro di Berlino a cui non era presente ma di cui aveva ricevuto le registrazioni degli
precedentemente con altre motivazioni. Altri due punti di difficoltà sono l‟inserimento dei tre interventi. I commenti di Woods quindi sono una risposta ai commenti di van Eyck alla visita
edifici progettati da ATBAT a Carrières centrales, essenziali per comprendere l‟attività di e al convegno tenuto nell‟aprile del 1973 presso il Rostlaube appena terminato. Nella lettera
Candilis e Woods ma decisamente organizzati verticalmente e l‟omissione del progetto dal titolo Remember the sprig of the old days inviata agli Smithson (i nastri erano stati inviati
degli Smithson Close houses che invece promuove la densificazione orizzontale. da Manfred Schiedhelm). Il sotttotitolo poi rimanda a una suggestione, a un riferimento al
179 L‟influenza del palazzo imperiale di Kyoto sul Movimento Moderno va ben oltre le lavoro di Samuel Beckett che sarà un autore sempre presente nello sfondo dell‟attività di
analogie compositive che possiamo riscontrare. Il palazzo poi rappresenta Woods. On listening to CRAP‟S last tape, il sottotitolo è una rilettura sarcastica del titolo
nell‟organizzazione della sezione verticale e dei percorsi in rapporto agli spazi di soggiorno dell‟opera di Beckett Krapp‟s last tape. A parte il gioco di parole Krapp‟s last tape, esprime
una tale chiarezza di principi organizzativi che potrebbe essere considerato l‟archetipo di una condizione della modernità che è l‟essenza delle ragioni degli entusiasmi e delle
entrambi gli edifici trattati. Il riferimento ai capolavori di Sinan è più complesso per quanto delusioni di Woods.
139
evidentemente consolidato nei discorsi riferirsi alla strada interna come un
dispositivo acquisito. L‟ordine irrazionale dell‟arte “just ce qu‟il faut de souterrain entre le
vin et la vie”, che van Eyck raccoglie dalle avanguardie, esprime una
A bunch of ‘places’ disponibilità a muoversi tra le epoche e gli ismi che è propria della
2.03.03 passione del dilettante183 rivolto a cogliere lo spirito di una nuova inattesa
La configurazione degli spazi disposta da van Eyck per l‟Orphanage scoperta. Van Eyck, al contrario del dilettante, ha una continuità operativa
con la suddivisione delle attività amministrative sui due lati della „piazzetta‟ ostinata nelle sue argomentazioni: la ricerca della risoluzione alle
d‟ingresso incontra il punto di accesso verso il centro dell‟organismo opposizioni grande-piccolo, individuale-collettivo è la cifra della sua
edilizio, anticipando la mediazione esterno-interno tramite il ponte degli poetica, una posizione che non prevede un primato sugli altri pensieri, ma
alloggi degli assistenti che introduce alla porta d‟ingresso. Questa con il difficile compito di tenere sempre un ponte aperto tra loro. “Lo spirito
divaricazione del corpo di fabbrica consente quindi di avere l‟accesso vero delle opere d‟arte è la loro immanente mediazione. Essa tocca ai loro attimi
e proprio all‟interno dell‟edificio, quando oramai si è giunti in prossimità del sensibili e al loro obiettivo configurarsi; ed è mediazione nello stretto
baricentro dei percorsi di distribuzione. Dalla corte centrale si accede significato che ciascuno di questi momenti dell‟opera d‟arte diventa con
tramite due ingressi all‟atrio e da qui dipartono in direzione opposta due evidenza il suo proprio altro.”184 Inseguiamo la traccia di Wiesegrund
percorsi a meandri che conducono alle estremità del complesso edilizio, Adorno nel campo dell‟estetica per esplorare questo continuo succedersi di
dove sono ubicate le due sale per attività collettive, servendo lungo il bivi, poiché non si tratta di scegliere la strada ma di tenere gli occhi aperti
percorso i due gruppi di dipartimenti. Abbiamo riassunto la descrizione durante il percorso e di approfittare di alcune divagazioni. “In quanto
dello schema organizzativo per mettere in evidenza l‟aspetto della tensione fra gli elementi dell‟opera d‟arte (…), lo spirito dell‟opera è
contemporaneità delle dominanti compositive. La composizione è processo e con ciò è l‟opera d‟arte stessa. Riconoscere ciò significa
evidentemente fondata su un centro, non centrale, ma centrata; non è
simmetrica pero è specchiata, non sull‟asse di simmetria, ma su un‟altra
linea che è normale a questo asse. Il percorso interno è continuo e collega
due estremità, ma al tempo stesso è „aperto‟, in quanto consente di
scegliere la propria direzione, se procedere avanti o indietro senza tornare
sui propri passi. Se astraendo dalla figura su cui abbiamo ricavato queste „use your own words, never mind all these quotes of famous, by these famous people.”
Archivio Giancarlo De Carlo – Atti/044 (1975-81) pag. 6 op.cit. La necessità di
considerazioni ne elencassimo i requisiti potremmo riconoscere gli
argomenti progettuali di due diversi modi di comporre. Classico-anti- salvaguardare l‟ambiguità è una posizione che van Eyck ritiene irrinunciabile (intervento a
classico potremmo affermare. Ripetendo ancora il valore dell‟ambiguità Royamount); l‟origine di questo convincimento in quell‟occasione non è riferito ad altro se
ricercato da van Eyck nella sua teoria che apre due vie che non si non al suo modo di intendere il progetto d‟architettura. Probabilmente l‟influenza più
escludono l‟una con l‟altra, come i due percorsi che si aprono sull‟atrio rilevante avvertibile deriva dal campo delle arti figurative e in particolare dal pensiero di
dell‟Orphanage. E proprio come le due vie che si aprono sull‟atrio ve ne è Paul Klee, che aveva un ruolo rilevante nella sua formazione culturale (vedi cap. 2 di Teoria
una più evidente che tramite la reciprocità ci condurrà nella dimensione e forma della figurazione, dal titolo Il concetto impensabile senza il suo opposto. La dualità
considerata come unità). Robert Venturi abbraccerà la medesima posizione partendo
della semplice accettazione del lavoro dell‟artista, una seconda che si
dall‟incrocio tra architettura e letteratura ma questo versante non è esplicito in van Eyck. È
riconosce guardandosi alle spalle e opera sul versante dialettico 182.
rilevante invece l‟influenza di van Eyck su Robert Venturi in particolare sul suo primo lavoro
del 1966 Complessità e contraddizioni in architettura.
182 A parte Martin Buber, una figura singolare di pensatore, non si hanno molti riferimenti 183
Gli attenti studi sui Dogon compiuti all‟inizio degli anni sessanta, il coinvolgimento di van
diretti. Alison Smithson a proposito delle rimostranze di van Eyck per le sue citazioni Eyck in allestimenti realizzati con Constant e con il gruppo Cobra, la consuetudine con
riportate erroneamente e senza il suo riscontro ricorda dell‟abitudine di van Eyck di riferirsi Carola Giedion credo siano sufficienti a inquadrare il termine dilettante nella sua accezione
a Platone e Weber. “… I mean Plato, you know all Weber, all these people, i mean when positiva legata alla spontaneità dell‟occasione.
we first met you, we used to think you quoted too much that we were used to say to you 184 Theodor W. Adorno, Teoria estetica, Einaudi, Torino 1977, pag. 148.

140
impadronirsi di quel processo. Lo spirito delle opere d‟arte non è concetto, intenzionali che superavano di gran lunga il suo punto di partenza” 188. Nel
ma tramite lo spirito divengono commensurabili al concetto...” 185. caso dell‟Orphanage non è immediato intenderne le conseguenze, sul
piano teorico in van Eyck certamente vi è l‟efficace dimostrazione sull‟idea
Tra le „immagini verbali‟ su cui van Eyck agisce per saldare intenti della grande casa e della piccola città, ma non vi sarà modo di riconoscere
ed esiti dello spirito del suo lavoro si riflettono nell‟Orphanage “labirinthian l‟evoluzione successiva di questo concetto per il grande numero nel
clarity”, “kaleidoscopic of the mind” e in particolare “place and occasion”186. superamento della separazione tra architettura e urbanistica. La disciplina
Sono parte significativa dell‟esito delle riflessioni di van Eyck come effetto configurativa come l‟abbiamo vista svilupparsi, sia nel corso del progetto
generato dall‟edificio, acquisiti nel corso del fare e nella verifica alla per Buikslotermeer che nel lavoro dei suoi studenti, non raggiungerà la
reazione degli spazi che si trasformano in luoghi in relazione al tempo. Tali condizione di equilibrio dinamico dell‟Ophanage. Il rapporto tra l‟intero e il
considerazioni appartengono, propriamente, alla dimensione della verifica molteplice resterà ancorato a questa esperienza e nei convincimenti
spaziale, corrispondono oltre che alla piena consapevolezza dell‟esito, al teorici, le successive più significative189 opportunità professionali, due
continuo lavorio insito nell‟utilizzare le opportunità della prova. La chiese e uno spazio espositivo, per le loro caratteristiche organizzative e
reciprocità187 tra autore e opera, ciò che si dà e ciò che si riceve dal proprio dimensionali nascono dall‟unità verso il molteplice rispecchiando una
lavoro si può raccogliere in queste locuzioni. Il principio dell‟autonomia del gerarchia tra le componenti del progetto, che solo nell‟Orphanage riesce a
“mondo 3”, il mondo dei prodotti della mente umana, proposta da Karl rimanere in equilibrio tra l‟aperto e il chiuso e si svolge dal molteplice
Popper, ci aiuta a cogliere le due direzioni in cui si muove il flusso all‟unità.
dell‟attività speculativa: “…le conseguenze non intenzionali di queste
invenzioni … C‟è un‟interazione tra noi e il mondo 3 nella quale è possibile L‟evidenza con cui van Eyck esporrà le storie dei suoi progetti
che prendiamo più di quanto diamo. … In un modo simile, Einstein disse successivi tramite dei „quadri„ che raccolgono il processo progettuale
una volta. „la mia matita è più intelligente di me‟ … Possiamo dire che propone un racconto architettonico dove la struttura rimane invariata, con
usando carta e matita egli si collegava con il terzo mondo della un alfabeto di linee e archi e un vocabolario contenuto e controllato, ma
conoscenza oggettiva. Egli rendeva così oggettive le sue idee soggettive. che raccoglie termini da più idiomi. Volendo proseguire con l‟analogia del
E, dopo che queste idee erano state rese oggettive, egli poteva legarle con racconto, si può leggere dai quadri una trama costruita, come una
altre idee oggettive e raggiungere così conseguenze lontane e non sovrapposizione di storie prese dall‟architettura. Si riconosce, in particolare
nella formazione di tre progetti, The Wheels of Heaven, la chiesa Pastoor
van Ars e il padiglione Sonsbeek190 come alcuni specifici argomenti
185 Ibidem, pag. 150; continua “... Mentre dalle configurazioni che si hanno nelle opere progettuali, emersi nell‟Orphanage, si vadano a delineare sul versante
d‟arte la critica ricava lo spirito delle opere stesse e confronta i momenti tra loro e con lo compositivo [2.03.03a]. Il rapporto tra rettilineo e curvilineo, che
spirito che in essi si manifesta, essa passa a cogliere la verità dello spirito al di là della nell‟Orphanage era solo accennato dalle cupole e da altri elementi
configurazione estetica. Perciò la critica è necessaria alle opere. Nello spirito delle opere secondari, diviene il tema compositivo dominante. L‟ortogonalità e il
essa riconosce il loro carattere di verità oppure ve lo separa. In questo atto soltanto, e non rettilineo continuano a condurre la composizione, ma gli elementi circolari
tramite una filosofia dell‟arte che detti all‟arte che cosa per lei debba essere spirito, l‟arte e prendono un ruolo più definito, si sviluppano quasi autonomamente,
la filosofia convergono”. Una citazione lunga e conclusiva, che non lascia dietro di sé
fraintendimenti, solo l‟oggettiva difficoltà di riallacciare il discorso.
186 Pubblicato la prima volta su “Forum”, n. 3, 1960 pag. 121 e in altre riviste come testo 188 Karl Popper, La conoscenza e il problema corpo-mente, Il Mulino, Bologna 1996, pag.
interpretativo nella presentazione dell‟Orphanage. 47-48. Il medesimo riferimento a Einstein viene utilizzato in altre due occasioni nel corso
187 In antropologia il termine „reciprocità‟ ha uno spessore che qui non si affronta poiché delle Kenan Lecture nel 1969.
come nota Lévi-Strauss sarebbe come affrontare la teoria della gravitazione in astronomia. 189 Significative in riferimento al tema che stiamo trattando.

Ci si limita a segnalare il coinvolgimento in cui, quantomeno van Eyck, era immerso in tali 190 The Wheels of Heaven era un concorso a inviti, la chiesa Pastoor van Ars è stata

problematiche. Vedi Claude Lévi-Strauss, Antropologia strutturale, Il Saggiatore, Milano, realizzata e il padiglione Sonsbeek previsto per esposizioni temporanee fu demolito e ora
pag. 183. ricostruito in via definitiva.
141
cercando il proprio ruolo nella costruzione. Se leggiamo i progetti nella loro prova ed errore194, è presente nell‟Orphanage, ma non è così amplia
sequenza temporale, avvertiamo come i quattro cilindri del The Wheels of l‟oscillazione come possiamo riscontrarla nelle esperienze successive.
Heaven191 creino nell‟iter progettuale un dialogo con il recinto rettangolare Come per raggiungere la cima di una collina per un percorso a spirale vi
che li contiene. Nell‟ultimo „quadro‟, che illustra il progetto oramai vicino sono i lati al sole e i lati all‟ombra, ma l‟obiettivo è raggiungere la cima della
alla conclusione, i cilindri ora definiti nel numero di quattro stanno in collina195. Allo stesso modo l‟ambiguità di van Eyck non esclude il lato
equilibrio con il diametro posto sul bordo del recinto il quale, nel frattempo, all‟ombra nella sperimentazione progettuale, il lavoro è dialettico non nella
ha acquisito uno spessore che lo libera dalla coincidenza con i centri dei conformazione volumetrica perché vi sono „cose‟ diverse che si separano e
cerchi così divenuti autonomi nel trovare le proprie misure. I due progetti si uniscono. È la materializzazione della traccia del metodo, qualcosa di
successivi ancora presentano lo stesso tema, ma con una prevalenza del più duraturo di un‟impalcatura che sostiene provvisoriamente, poiché
rettilineo sul curvilineo, con una gerarchia definita: nella chiesa de l‟Aia i l‟ambizione più riposta (e in quegli anni, come abbiamo visto affatto
cilindri si alleano indissolubilmente con la luce, ad Arnhem con il bordo del condivisa), era di rappresentare un presente continuo che nasce da un
bosco, artefatti sorti dalle viscere dell‟architettura in dialogo con la natura. processo di selezione, non rivolto alla fissazione delle esigenze del
momento e alla contrapposizione naturale-artificiale, ma esito di un dialogo
Ciascuno dei tre progetti poi rappresenta una propria storia di cui con l‟immaginazione, con i valori permanenti dell‟uomo. Luogo e
qui interessa mettere in evidenza le invarianti. La composizione di cilindri occasione.
che racchiudono un luogo definito era accennata nell‟Orphanage dalla
conformazione assegnata agli elementi naturali: le alberature non Ciò che suggeriscono i progetti per il Sonsbeek Pavilion e la chiesa
definivano filari, ma venivano raccolte in circonferenza, quattro luoghi The wheels of heaven è una storia che si rivolge a un mondo fantastico:
costruiti dagli alberi disposti lungo la circonferenza. Un cerchio di pioppi sembrano assenti le preoccupazioni di ordine sociale, legate ai dibattiti sul
ancora esistente anticipa l‟ingresso con al centro una scultura, delle ali in „grande numero‟ e il „cliente anonimo‟, che intervenivano sui grandi
bronzo192, mentre altri tre gruppi di alberi, probabilmente mai piantati, sono problemi residenziali. Ora sembra aprirsi un‟altra dimensione d‟impegno
disposti sul prato a sud dell‟ingresso a definire aree gioco con vasche di nell‟utilizzare gli strumenti dell‟immaginazione, per cercare uno spiraglio,
sabbia. In parte suggerita dalla lettura di Mondrian, si avanza una un‟apertura in quello della fantasia196. Il bosco pietrificato che diviene
riflessione sull‟escludere ciò che nell‟Orphanage definiva l‟elemento labirinto ad Arnhem e le grandi orecchie a Driebergen sono come
naturale come parte di un rapporto più intenso tra architettura e natura 193. personaggi delle fiabe, intrattengono un rapporto sospeso con il contesto. I
Le due chiese e il padiglione sono evidentemente parte di un discorso sei setti del padiglione temporaneo per le sculture sostengono un‟esile
progettuale consolidato, sono l‟esito di un percorso aperto che risulta con copertura traslucida, sono disposti perpendicolari all‟asse del viale
immediatezza dai collage delle ipotesi alternative. Questi „quadri‟ riportano d‟accesso. Una serie di quinte che si riconoscono una volta varcata la
una molteplicità di soluzioni che poi tendono a una soluzione comune. prima porta, il cui ruolo non è di chiudere – poiché il padiglione, come
L‟oscillazione tra i primi tentativi e la soluzione architettonica, la distanza
tra inizio e fine del processo progettuale è sempre molto ampia ed è
proprio la diversità che li rende simili, che accomuna questi tre progetti e
194 Il riferimento è allo schema tetradico elaborato da K. Popper su cui si interverrà nel
prossimo capitolo relativo ai procedimenti progettuali.
mostra i lineamenti del procedimento processuale di van Eyck. La 195 Parafrasando una citazione tratta dal diario di John Stuart Mill.
sperimentazione, l‟avanzare per fasi successive, con un procedimento per 196 Parlare di fantasia apre a molti rischi; qui si è ritenuto possibile un accenno che tuttavia

richiede di essere soppesato con l‟attenzione posta a intervenire sul campo più sicuro del
191 Una lettura del progetto riferita all‟illustrazione del principio iterativo è svolta da rapporto tra fantasia e immaginazione. La porta della fantasia (parafrasando la conclusione
Costantino Dardi (Il gioco sapiente, op.cit., pag. 87-88) di un capitolo di „Del sentire di Mario PerniolaPerniola ) si apre (su un oscuro abisso)… e ci
192 Scultura di Carl Visser. impedisce qualsiasi passo avanti. L‟attenzione sulla fantasia qui non è rivolta sull‟orlo
193 Un aspetto rilevante va evidenziato in riferimento anche al fatto che i tre progetti erano dell‟oscuro abisso‟, ma viene interpretata come la combinazione tra senso e non senso che
collocati in aree con una pregiata e consistente cornice di vegetazione. è ancora un‟esperienza di conoscenza.
142
quello progettato da Gerrit Rietveld nel 1955, rimaneva aperto – ma di scarto repentino nella determinazione delle caratteristiche dell‟artefatto.
definire degli ambiti per consentire a ciascuna scultura un proprio sfondo, Ciascuno dei tre passaggi (disegni posti in successione sullo stesso foglio)
un proprio ambiente. I setti, che definiscono i due fianchi simili, contengono si fonda sul superamento del precedente ed è suggerito e sostenuto dalla
al loro interno le deformazioni concave e convesse che portano il visitatore contraddizione del precedente. Questo „meccanismo‟ è evidente in van
a cercare la propria strada, seguendo la presenza delle opere. Gli Eyck e ripetuto con tenacia in ogni occasione. Potremmo tentare di
strumenti che van Eyck utilizza sono quelli propri dell‟architetto, la forma riconoscere il senso dell‟oggetto su cui lavora tramite il confronto con il
che ne deriva aderisce ai parametri di valutazione di ordine e misura non-senso dell‟oggetto stesso. “Il non-senso non è affatto l‟assurdo o il
[mat.2.03.03b]. contrario del senso, ma ciò che lo fa valere e lo produce circolando nella
struttura. Lo strutturalismo non deve nulla a Albert Camus e invece molto a
Nella serie di appunti grafici che illustrano il processo progettuale Lewis Carrol.”198
per il padiglione vi è un punto di stacco, un ripensamento, un
ricominciamento del lavoro. Lo schema da cui van Eyck riparte dopo una Il procedimento rinvia all‟immediata constatazione dell‟esito grafico,
serie di tentativi è deducibile da una serie di tre schizzi in successione, mostrando solo un lato del problema, quello della considerazione delle
sullo stesso foglio. Il punto di partenza è definito da uno schema „classico‟, regole del gioco all‟interno dell‟architettura. Simbolicamente viene alterato
il cerchio inscritto in un rettangolo, suddiviso all‟interno da tre setti posti in uno schema classico che risultando opposto nella concezione dello spazio,
direzione longitudinale, di cui quello centrale si appoggia sul diametro della tra prima e dopo, potremmo definire anti-classico. Il foglio con i tre disegni,
circonferenza. Lo schema successivo vede il setto centrale separarsi in e la lunga storia in architettura del cilindro inscritto nel rettangolo, formano
due elementi aprendo il cerchio in due parti che variano sensibilmente il due serie, in cui riconosciamo lo slittamento tra i termini classico e anti-
diametro, e la nuova figura che si ricava dalla separazione è un quadrato. classico con cui si confronta costantemente la tensione che unisce tra loro
La terza fase coincide con la definizione del principio compositivo le ipotesi nel processo progettuale: è la ricerca di un punto di equilibrio, in
dell‟ipotesi di progetto, che per quanto abbozzata, pone due separazioni e cui è ancora riconoscibile un‟idea ma già è rivolta al suo opposto. Questa
la trasfigurazione del cerchio di partenza suddiviso ora in tre semicerchi di lettura pone un problema, poiché l‟architettura di cui si parla nasce
cui due quasi concentrici. La scomposizione del cerchio all‟interno del dall‟architettura stessa, non dallo sguardo distante e obiettivo dell‟analista.
rettangolo aureo tramite la sezione di segmenti longitudinali parte dalla Un brano di Deleuze può aiutare a esprimere questo pensiero: “Quando
geometria e gradualmente si allontana. Già nello schema intermedio la Levi-Strauss riprende lo studio del totemismo, mostra a che punto il
campitura azzurra che occupa il centro del disegno fa intendere lo spazio fenomeno sia mal compreso finché lo si interpreta in termini
reagente alle regole della geometria e infine nel terzo disegno due fasce in d‟immaginazione. Infatti, l‟immaginazione seguendo la sua legge non può
azzurro definiscono l‟articolazione del rapporto tra dentro e fuori il che concepire il totemismo come l‟operazione mediante la quale un uomo
rettangolo e il modo in cui muoversi attraverso. Un confronto con il disegno o un gruppo si identificano con un animale. Ma simbolicamente si tratta di
precedente mette in luce l‟aspetto del procedimento progettuale che si è tutt‟altra cosa: non l‟identificazione immaginaria di un termine a un altro,
indicato „per prova ed errore‟; se si considera la fascia azzurra nella ma l‟omologia strutturale di due serie di termini” 199. Ora ciò che si legge dai
seconda figura, quella inserita nel quadrato, vedremo che è passante e frammenti di cerchi impigliati tra i setti del padiglione è la condizione
enfatizza la „idea del centro‟. Nel disegno successivo le due fasce azzurre necessaria dell‟architetto di interpretare il proprio tempo per costruirne i
intercettano i semicerchi che deviano la vista e il movimento attraverso un
dispositivo echeggiante la predilezione di van Eyck per il tema del labirinto.
Il passaggio tra i due semicerchi aperti con il percorso nel mezzo e i tre
semicerchi che si inseriscono ad articolare il movimento197 suppone uno
198 Gilles Deleuze, Logica del senso‟, op.cit., pag. 69, il brano è riportato anche in Lo
strutturalismo, SE, Milano 2004, pag. 22. A proposito di Lewis Carrol il riferimento è un
richiamo al suo testo Logica del senso che costituisce un‟importante e impegnativa risorsa
197
In effetti il padiglione è aperto e tutte le fasce sono percorribili, la campitura segnala per questo lavoro.
probabilmente il percorso tenendo conto delle esigenze di ordinamento dell‟esposizione. 199 Lo strutturalismo, op.cit., pag. 39-40.

143
simboli e questo suggerisce, compiendo a ritroso il percorso che indica di Geddes a sua volta aveva influenzato il gruppo di architetti che si
Deleuze200, l‟imprescindibilità dell‟immaginazione201. ritrovarono a Berlino nell‟aprile del 1973 a discutere della parte della BFU
chiamata Rostlaube, finalmente conclusa, potrebbe definirsi una
L’edificio come strumento „coincidenza cercata‟203. In seguito a quell‟incontro Bakema inviò una
2.03.04 lettera di „ripensamenti‟ che si apriva con una definizione “Matriks is the
“Whether you look out with me from my Outlook Tower in Edinburgh extension of measure-proportion and module”204. La griglia virtuale che
or from the Eiffel Tower in Paris or the old dome of St. Paul‟s in London, sottende il progetto della BFU per Bakema all‟indomani della visita
the city we scan is set in the matrix of a vastly and minutely complex and all‟edificio concluso rappresenta quelli che erano gli intenti progettuali: “The
hetereogeneous world.” La descrizione della città che apre il secondo F.U. gives me a strong feeling for intercourses and surprise (corners of
discorso da Outlook Tower di Geddes ci descrive l‟esito di qualcosa che streets and discovering of rooms without roofs)”205. La combinazione tra il
andrà a investigare alle radici della storia e della geografia. L‟uso di questa dispositivo costruttivo e gli esiti di articolazione degli spazi ricevono da un
frase non è per attivarsi sui grandi problemi di Geddes, ma è strumentale osservatore attento che inizialmente, se ricordiamo la polemica con Woods
per intendere l‟accezione del termine matrix202. Se poi questa descrizione su Web, si era espresso in modo assai critico206, e ora arriva a sostenere il
riconoscimento di un avanzamento nella ricerca di strumenti per la
progettazione. Se consideriamo il punto di partenza di Woods, “We
200 Leggi: Levi-Stauss via Deleuze. consider the university as a tool and as a place”, ritroviamo come la
201 Questa considerazione inoltre alimenta il dubbio sul rapporto tra van Eyck e lo combinazione di luogo e strumento, corrisponde con le reazioni di Bakema,
strutturalismo a cui la critica ha legato il destino ed è divenuto un indirizzo storico-critico la cui attenzione è rivolta alla matrice come strumento. In Woods vi è un
sedimentato in molti saggi e in particolare in due libri, il primo di Arnulf Luechinger passaggio successivo nell‟intendere l‟esito del progetto come strumento, o
“Strukturalismus in Architektur und Staedtebau (Karl Kraemer Verlag, Stuttgart 1981; meglio intendendo un livello di grado superiore di complessità, in quanto
basato su alcuni saggi del 1979) che affronta la delicata questione nel complesso della accettando la dimensione tempo all‟interno del procedimento progettuale
produzione architettonica, ma trova le origini di questa tendenza in van Eyck ed tra il progetto e l‟edificio si instaura un intermediario, il sistema, che rende il
Hertzberger, il secondo di Wim J. Van Heuvel, Structuralism in Dutch Architecture, divenire del progetto permanente e l‟edificio in trasformazione continua207.
(Uitgeverij 010 Publishers, Rotterdam 1992) evidentemente specifico sulle vicende
olandesi. Il dubbio a cui ci si riferiva non è nel riconoscere pertinenza a questi contributi
critici. Il dubbio è sul ruolo dell‟immaginazione e la riduzione, soprattutto in van Eyck dello 203 Il paragrafo „Approccio ecologico‟ ha affrontato la rilevanza del contributo di Geddes
spessore dell‟ambiguità. Ristabilisce in questo senso un equilibrio il saggio di Ignasi de nell‟avanzamento delle proposte per il X CIAM.
Sola-Morales, Architektur and Existentialism (in Differences, MIT Press, Cambridge Mass. 204 Jaap Bakema, “Some afterthoughts – Berlin Team X Matriks meeting - April 1973”,

1997) dove van Eyck viene „arruolato‟ tra gli esistenzialisti. Questa duplicità, dove influisce Fondo Giancarlo De Carlo AP IUAV (data 15 maggio 1973) [mat. 2.03.04a].
ovviamente lo scorrere del tempo, circa 20 anni, e del modo di confrontarsi rispetto ai 205 Ibidem.

problemi è una delle caratteristiche di van Eyck,, e la ripresa dei temi del funzionalismo più 206 Può essere utile ricordare che Bakema era membro della giuria del concorso per la BFU,

di 30 anni dopo le critiche del 1947 è l‟evidenza di quanto questa attitudine a rimettere in quindi un ripensamento o quanto meno l‟apertura di una linea di fiducia era già
discussione i principi fosse strutturale al suo modo di agire. La ragione comunque più evidentemente maturata. [1.04.03, la trama urbana].
evidente del dubbio non sull‟aderenza di van Eyck al pensiero dello strutturalismo, ma sul 207 Pur in condizioni diametrali date dall‟astrattezza di riconoscere il tempo come quarta

primato della sua architettura verso quel pensiero, emerge dal confronto che si svolge in dimensione, che scompagina la determinazione dei valori nel progetto moderno, si cerca di
questo lavoro. Utilizzando per esempio i criteri definiti da Deleuze per intendere lo ricalibrare su questo scenario i rapporti tra architettura e progetto partendo da una
strutturalismo in termini divulgativi, la BFU risponde a quei requisiti in modo considerazione di Francesco Dal Co: “Mentre l‟architettura diviene così costruzione
incomparabilmente più adeguato che non l‟Orphanage che comunque è considerato dai essenzialmente ideologica, il progetto acquista il profilo di una mediazione. Esso ha la
due autori dei testi sopraccitati l‟edifico-manifesto della tendenza che vanno a illustrare. funzione di negoziare il destino della disciplina con la sua storicità, di conservare i valori nel
202 “Matrix: the cultural, social, or political environment in which something develops”; tempo delle pratiche, ponendosi rispetto a essi come strumento. … Per il moderno, in
Oxford Dictionary, op.cit. conclusione, il progetto viene inteso essenzialmente come strumento; è un agire che non
144
evolvere nel tempo. Si legge chiaramente nella relazione che questa
Intendere l‟edificio come strumento208 apre verso molte direzioni e posizione ha evidenti ragioni pratiche, ma vi è un passaggio successivo
certamente non ha pretese di originalità, anzi è il modo per superare tale che deve venir valutato, “the minimum structuring organization”, la volontà
complesso (il complesso di originalità) e riallacciare la BFU alle tradizione di incidere nel modo strettamente necessario sul futuro, o come già aveva
[sic] delle sfide del Movimento Moderno. In Verso un’architettura Le affermato di lasciare aperta la porta al futuro. Questo pensiero ha due
Corbusier, spinto dalle nuove potenzialità tecnologiche e organizzative, riflessi: il primo può essere considerato un‟intuizione delle problematiche
manifestatesi con la produzione bellica verso una trasformazione di queste ecologiche che oggi invadono il dominio dell‟urbanistica e dell‟architettura,
energie sul versante dell‟abitazione, inaugura la casa come strumento. La il secondo un‟attenzione alla velocità e all‟instabilità che modi di
maison Domino è quindi l‟antenato più prossimo della BFU. Se comunicazione di massa avrebbero provocato nell‟accelerare i fenomeni di
consideriamo lo scheletro in cemento armato, colato in tre giorni e per alterazione del linguaggio architettonico
esempio le aspettative di Le Corbusier per i prossimi sviluppi della
tecnologia dei serramenti – “In un giorno prossimo si potranno impiegare È emblematico che a questo punto per provare ad avanzare si
finestre ben più perfezionate di quelle di cui si dispone attualmente” – per tornerà fino a Vitruvio. La strada in questa direzione è segnata da Giulio
poi tornare qualche pagina indietro al confronto tra il Partenone e Carlo Argan nel saggio del 1958 Modulo-misura e modulo-oggetto vede in
l‟automobile, riconosciamo che la BFU non è un oggetto avulso Michelangelo l‟artista che “ha ormai fissato il valore assoluto e autonomo di
dall‟architettura ma possiamo trovare le sue radici in questo testo fondativo una plastica che non ha giustificazioni naturalistiche e, a rigore neppure
dell‟architettura moderna [mat. 02.03.04b]. Vi sono anche profonde spaziali”210. La coincidenza con la piazza del Campidoglio mutilata da
differenze, in Woods non vi è alcuna intenzione di enfatizzare i prodigi Woods è un‟occasione per coinvolgere le riflessioni di Argan che con
della macchina209 come mette chiaramente in evidenza nel crudo Progetto e destino è uno degli interlocutori più utili per comprendere il
commento alla realizzazione di Le Corbusier a Parigi per il padiglione livello in cui si pone la sfida progettuale di Woods e Prouvé. La „simpatia‟
universitario; inoltre, ed è determinante, la BFU non è solo uno strumento che coinvolge il lavoro di Woods con la lucida analisi del celebre saggio di
ma è al tempo stesso un luogo e uno strumento. Questa accezione di Argan211 viene proposta all‟attenzione con la consapevolezza di mettere in
strumento è quella che l‟architetto assume nel momento in cui si rivolge reazione due sfere culturali non comparabili, in collisione tra loro rispetto al
alla società e riconosce il suo prodotto come dispositivo atto a svolgere un ruolo assegnato alla storia, ma alleate nel riconoscere la condizione di crisi
ruolo nella società stessa. Una seconda accezione è lo strumento che e nel modo di guardare al futuro. Ritornando a Vitruvio: “Perche non puo
l‟architetto adotta per raggiungere il suo scopo: abbiamo visto che il fabrica alcuna fenza mifura & proportione hauer ragione di componimento,
sistema identificato da Woods doveva dare al progetto la possibilità di fe prima non hauerà rifpetto, & confideratione, fopra la uera, & certa
ragione dei membri dell‟huomo ben proportionato. …”212; si riproduce il
brano citato da Argan sul modulo, poiché assieme al passaggio successivo
dispone di autonoma durata, poiché il permanere è un modo esclusivo di essere sul modulor ci riporta al centro della nostra questione. Prima di affrontare la
dell‟architettura in quanto portatrice di valore” (Abitare nel moderno, Laterza Bari, 1982, connessione di Argan tra commodulatio e modulor si può cogliere già il
pag. 75). Da queste considerazioni il progetto con l‟ulteriore grado di complessità offerta
dall‟associazione del tempo tende a dissolversi e Woods per tornare all‟immagine del
funambolo spezza il filo e prova un'altra acrobazia. 210 Giulio Carlo Argan, Modulo-misura e modulo-oggetto, in Progetto e destino, Il
208 La ricerca limita su questo argomento le sue considerazioni a Le Corbusier in quanto lo Saggiatore, Milano 1965, pag. 109.
si considera l‟orizzonte culturale su cui si muoveva Woods; il tema quindi è 211 Anche se la relazione è più evidente con il saggio precedentemente menzionato Modulo-

necessariamente limitato a una situazione specifica. misura e modulo-oggetto, op.cit.


209 L‟atteggiamento è ambiguo, tenendo conto delle sofisticate soluzioni per i serramenti 212 I dieci libri dell‟architettura di M. Vitruvio (tradotti e commentati da Daniel Barbaro),

della BFU e le reazioni sviluppate nel gruppo di progettazione in cui secondo le Edizioni Librarie Siciliane – Bardi Editore, 1993 (ristampa anastatica dell‟originale edito a
osservazioni di Candilis, Woods si faceva sostenitore di soluzioni a elevate prestazioni Venezia nel 1567), libro terzo cap. 1 Delle compositioni, & compartimenti de i tempy. Et
tecnologiche. della misura del corpo humano.
145
ritorno alla dimensione umana rispetto al super-human che Woods precedenti procedure, solleva anche alcune critiche. In particolare De
riconosce nei capolavori di Michelangelo. “L‟invenzione diventa così Carlo commenta il reticolo come uno schema concettuale astratto e attiva
invenzione di un principio compositivo o combinatorio, di un metodo la reazione di Woods che sulla lettera inviata in risposta ai commenti di
ideativi e operativo, di un sistema di relazioni. / Il più noto e citato di questi Berlino, reagisce affermando “the intellectual grid is all in your mind”.
processi è quello tipico dell‟architettura classica descritto da Vitruvio come Intendere il reticolo come un sostegno virtuale avvicina a considerare il
commodulatio [libro III., cap. 1]: a questo principio è tornata, come è noto, sistema predisposto da Woods nei termini in cui altre discipline coeve
l‟architettura moderna, e proprio nella fase più acuta della trasformazione indagavano sistemi di trasformazione come sistemi di relazioni.
dei suoi processi in senso industriale. È bene precisare, anzitutto, che il “Individuare la struttura di un dominio significa determinare tutta una
modulo non è una forma-base, ma una virtualità formale; poiché non si dà virtualità di coesistenza che preesiste agli esseri, agli oggetti e alle opere di
modulo se non in un processo di commodullatio, il modulo è anzitutto un questo dominio”; questa definizione, riportata da Deleuze, sui rapporti e gli
principio di progettazione. In questo senso, appunto, è da intendersi il elementi differenziali che descrivono il funzionamento di una struttura, non
famoso Modulor di Le Corbusier.”213 La tenacia con cui Woods e Prouvé ha la pretesa di spiegare il procedimento di Woods per la BFU e l‟influenza
sostengono l‟utilizzo del Modulor è un caso interessante di rapporto tra dello strutturalismo sul suo lavoro, ma di mettere in evidenza una
architettura, tecnica e realtà produttiva, infatti il „compromesso‟ di adottare confluenza di intenti.215
il modulo costruttivo di coordinamento della struttura e delle finiture interne
sul modulo dei 0.60 m214 e le partizioni esterne verticali rispondenti al Abbiamo riconosciuto molti significati alla parola „strumento‟, sia nel
Modulor rispecchia la distanza tra due mondi che rispondono a leggi che processo di costruzione, trattando della griglia organizzativa, fino a farlo
non sono riuscite a trovare un punto di contatto sulle proporzioni dell‟uomo. coincidere con il prodotto stesso, e ciò che tramite esso viene realizzato in
Da questo punto di vista Le Corbusier è più vicino a Vitruvio che non ai quanto diviene lo strumento per l‟utente per compiere la propria attività. Le
suoi coevi produttori di manufatti edilizi, e il caso del coordinamento tra le definizioni sono innumerevoli216 e dipendono essenzialmente dal punto di
due misure nella BFU fa emergere questa contraddizione; è l‟indicatore vista di chi lo applica; il suo ruolo è quello di consentire una trasformazione
della difficoltà di tenere assieme un sistema di modulazione basato sulla in cui lo strumento rimane intermediario, come un catalizzatore in una
funzione additiva con uno proporzionale. reazione chimica, che partecipa della trasformazione senza alterarsi
(almeno nel periodo in cui viene usato). Nel caso dell‟architetto la nozione
La lettura dello stato di fatto della BFU ha portato a rilevare, per di strumento appartiene più che al prodotto e al processo di realizzazione
esclusione, l‟incisività di un reticolo virtuale che coordina tutti gli elementi dell‟opera alle conoscenze che vengono portate con sé per affrontare il
della costruzione, senza per questo essere sostenuta in via prioritaria da proprio lavoro e qui questo insieme di attrezzature mentali viene
una delle componenti progettuali. Le osservazioni di Bakema raccolte riconosciuto con il termine procedimento. Da Vitruvio a Le Corbusier i modi
nell‟incontro di Berlino rendono conto della trasversalità del matriks-thought per intendere lo strumento sono imponderabili ora, e in confronto alla sua
che viene riconosciuto ora come strumento adottato „inconsapevolmente‟
anche per progetti precedenti come Lijnbaan nel centro di Rotterdam. La 215
didascalicità dell‟uso del reticolo a Berlino porta in superficie un metodo, Lo strutturalismo come una superficie riflettente ci rivelerà ciò che cerchiamo
secondo l‟angolo d‟incidenza con cui poniamo lo sguardo sullo specchio. A ogni lieve
che se prima consisteva in una pratica di organizzazione, tramite la BFU
variazione dell‟incidenza dello sguardo il contesto riflesso modifica la sua dimensione, e
diviene principio progettuale. La reazione a questa concettualizzazione del
reticolo, come dimensione virtuale dell‟organizzazione, oltre a rilevare delle può far apparire, la BFU come l‟icona dell‟ambizione dello strutturalismo di riconoscere una
propria dimensione di sintesi dei saperi, espressa nell‟integrazione delle discipline raccolte
da un unico strumento.
213Modulo-misura e modulo-oggetto, op.cit. pag. 108,109. 216 E si potrebbe iniziare con la definizione di Vitruvio che pone la comparazione tra
214 Nella relazione finale di progetto si indica in 0.30 m, la misura della modularità della macchina e strumento, dove le macchine richiedono per operare molte opere, lavoro,
struttura, anche se di fatto il vincolo operativo era determinato dalla dimensione delle mentre gli strumenti “col prudente toccamento di un‟opera fanno quello che s‟hanno
solette in c.a. dei solai. proposto di fare” in I dieci libri dell‟architettura, op.cit. libro X, cap. 1, pag. 444.
146
rivale, la macchina, lo strumento riesce a seguire l‟uomo in tutte le sue e tra questi pensiamo anche al tipo come strumento, rappresenti la
opere senza divenire un ostacolo alla sua azione. continuità dell‟agire umano e la macchina intesa come processo di
industrializzazione sia la potenzialità del progresso, suggerendo allora una
Riflettere su il senso in cui viene inteso lo strumento in Vitruvio nella riflessione, tra quelli che credono nel valore delle parole, su questa
comparazione tra machina e istrumento, è indicativo della prova d‟ingegno, inversione di significato, di slittamento di valore, tra strumento e macchina
in quanto la macchina richiede lavoro, gli strumenti invece sanno quello nel concepire le relazioni tra uomini e cose.
che si propongono di fare. Il linguaggio sembra abbia perduto questa
antica differenza tra macchina e strumento217, anzi ne ha rovesciato il Da queste considerazioni torniamo al punto di partenza, alla
significato: dietro lo strumento agisce la mano dell‟uomo e le macchine ora concezione dello spazio, per porre il problema della dimensione verticale e
“fanno quello che s‟hanno proposto di fare”. I rovesciamenti di significato orizzontale riferendosi al lavoro di Le Corbusier e Woods, che subisce in
delle parole sono spesso importanti casi di studio, poiché rivelano meno di una generazione due interpretazioni opposte. L‟oscillazione tra il
trasformazioni rilevanti. In questo scritto ci si ferma solo su una questione villaggio verticale a cui Woods partecipa alla costruzione di Marsiglia nei
in quanto ancora una volta avvicina Le Corbusier a Vitruvio e lo allontana suoi anni formativi e la dimensione orizzontale, il groundscraper, che
dal senso comune. Le Corbusier utilizza entrambi i termini intensamente, e rappresenta il principio insediativo della BFU ci pone di fronte a un
la sua casa considerata strumento sin dai primi momenti dell‟esaltazione problema che richiede di essere misurato nel tempo come espressione di
della meccanica in Verso una architettura diviene macchina per abitare, un impulso ideologico. Dal punto di vista della consapevolezza della
proiettata nel futuro. Così, in Le Corbusier, la dimensione operativa dello trasformazione fisica della città si può offrire una possibile chiave di lettura,
strumento avvolge tutti i prodotti dell‟uomo, la città è strumento e la strada la più immediata, per comprendere le ragioni di una così evidente
“probabilmente il primo strumento di cui si dotarono gli uomini”218. variazione di rotta nella concezione dello spazio architettonico, come
reazione indotta dalla mobilità nelle città. L‟automobile, che è il segno più
L‟edificio come strumento apre a un mondo complesso di evidente di queste variazioni di comportamento, modifica il suo ruolo, che
relazioni219 utili per intendere le conseguenze e lo sfondo su cui questa se dalla prima era della meccanizzazione era inteso come rimedio alla
posizione veniva inviluppata nelle considerazioni di Woods, come si nuova dimensione e alla gratificante possibilità di evasione nella natura,
modifica il concetto di spazio in riferimento a concepire la casa e la città in conduce alla rapida consapevolezza del pericolo di questo „farmaco‟ che in
guisa di strumento. Poiché questa posizione può essere interpretata in Le breve tempo diviene il veleno delle città. [mat. 2.04.03b]
Corbusier come la condizione per sostenere la necessità di un punto e a
capo, la casa e la città diventano, o forse solo ritornano, al servizio
dell‟uomo. Lo strumento garantiva questa condizione di verifica ed
eventuale ricominciamento, rivolta secondo la lettura della società svolta
da Le Corbusier, verso una nuova efficienza richiesta dall‟avvento della
macchina, lo standard, la produzione in serie. Si ipotizza che lo strumento,

217 Il torchio per esempio è una macchina mentre la catapulta è uno strumento; nella
versione commentata dal Barbaro sembra che nel XVI sec. questa sia una definizione
condivisa.
218
Vedi preambolo.
219 La complessità di questo argomento viene ridotta alla sua semplice evidenza se si

riconosce che l‟uomo attua le sue trasformazioni lungo la sua evoluzione non sui propri
organi come gli animali ma tramite strumenti esosomatici, attraverso variazioni che sono al
di fuori del proprio corpo.
147
PROCEDIMENTI PROGETTUALI identificare la consecutività di ciascun passaggio, la combinazione delle
singole parti individuate come soluzioni parziali e poi abbandonate qualora
intervenga qualche conquista più rilevante, ma che senza quel passaggio
Il processo compositivo dell’Orphanage: pensiero obliquo intermedio sarebbero rimaste, come dire, sulla punta della matita e non
2.04.01 avrebbero fatto avanzare il discorso progettuale. Con l‟operazione di
La documentazione su cui vengono svolte le seguenti ridisegno è possibile ricostruire i gesti e le procedure di combinazione delle
considerazioni sulle prime e più significative scelte nel processo scelte parziali; sovrapponendo, ruotando e specchiando le veline emerge
progettuale per l‟Orphanage consiste in 14 disegni pubblicati da Francis un gioco di alternative alla ricerca di un‟integrazione tra spazio aperto e
Strauven220 e in parte esposti alla mostra team 10 tenutasi a Rotterdam spazio chiuso che coinvolge la dimensione ludica del fare progettuale.
nell‟estate 2005. Si tratta esclusivamente di schemi organizzativi Sempre da una verifica operativa sugli schizzi si è riscontrato che almeno
planimetrici e piante elaborate da van Eyck da gennaio a maggio 1955. I dal disegno 4 le piante sono sovrapponibili a una griglia con il passo di
materiali sono omogenei, realizzati con lo stesso materiale, 3.60 m (0.72 cm in scala 1:500), quindi sembra che i disegni siano stati
prevalentemente carta vegetale, matite e pastelli colorati per le campiture. eseguiti seguendo la procedura consolidata di utilizzare una sottostante
Le ultime quattro serie di disegni sono alla medesima scala (1:500), mentre griglia di riferimento dimensionale223. Lo studio della parte successiva alla
i primi schizzi (disegni 1, 2, 6) sono prossimi alla scala 1:500 ma definizione dell‟impianto planimetrico non ha che poche scarse risorse
probabilmente tracciati senza un preciso riferimento dimensionale. Non si documentali che non consentono di proseguire oltre nella ricostruzione del
conosce la quantità di elaborati prodotti da van Eyck, ma la selezione di procedimento, che comunque al termine della successione dei 14 disegni
Strauven fa intendere i passaggi principali che hanno condotto alla risulta chiaramente definito nelle sue parti rispetto all‟edificio realizzato.
soluzione architettonica. Il processo è chiaramente leggibile dalle piante Dalle ricorrenze nei disegni è evidente un‟organizzazione definita da subito
che si considerano lo strumento privilegiato per l‟elaborazione progettuale. su una griglia quadrata. La rigidità comportata dalle volte prefabbricate
avrà poi certamente richiesto una maggiore attenzione e rispetto della
La selezione dei disegni operata da Strauven per identificare i modularità che comunque risulta già impostata dall‟inizio o quantomeno dal
passaggi principali dell‟elaborazione progettuale è introdotta da due disegno 3.
osservazioni rilevanti sull‟approccio metodologico di van Eyck. Strauven
anzi basa le sue considerazioni sulla selezione per rispecchiare l‟attitudine Oltre alla varietà di ipotesi esplorate, ma tutte necessarie a
di van Eyck a esporre i percorsi che in seguito saranno abbandonati “‟what raggiungere l‟obiettivo, vi sono alcune costanti che identificano la direzione
do you want‟ but also „what you certainly don‟t want‟”221. Le osservazioni del processo progettuale. Le questioni più radicate nel dibattito disciplinare
metodologiche di Strauven fanno riferimento all‟apertura del processo su cui van Eyck si confrontava in quei mesi con la redazione del
progettuale come a una paziente pratica dell‟ars combinatoria e alla „supplemento olandese‟ per il X CIAM sono riassumibili nei titoli The great
necessità di esplorare, quasi di esaurire, le possibilità secondo reality of the doorstep ed The aesthetics of number [1.01.04,05].
un‟attitudine che appartiene al campo scientifico-sperimentale. Tuttavia Consistono essenzialmente nell‟attenzione di definire e calibrare la
dallo studio compiuto sui disegni pubblicati non è coglibile, questa gradualità dei passaggi tra pubblico e privato (individuale-collettivo) e
affermazione di Strauven riguardo “The latter, too, must be committed to nell‟attenzione alla combinazione di elementi molteplici volti a ricostituirsi in
paper if it is to be consciously rejected”222 in quanto ognuno dei passaggi un disegno d‟insieme. La costante più evidente negli schemi riguarda la
illustrati nella selezione è strettamente necessario allo sviluppo successivo. conformazione piramidale della base del complesso edilizio, deducibile
Se ci si arma di velina e matita e si ripercorre l‟iter progettuale si può
223Ibidem, pag. 309. Strauven commentando l‟ultimo disegno (disegno 14) riferisce “Only
220 AvE – The shape of relativity, op.cit., pagg. 306-309. now does it make a regular geometrical impression, but it is not yet modulated within a
221 AvE - The shape of relativity, op.cit., pag. 306. uniform geometrical grid. At this point the building still has a flat roof except for the eight
222 Ibidem, probabilmente dovuta alla quantità di disegni prodotti. units, which are each covered by a large pavilion roof”
148
dalla „valenza urbana‟ trascelta relativamente l‟ubicazione dell‟edificio. Il che si vuole proporre è di esempio l‟interpretazione nella quarta fase del
sito posto su una delle „porte da terra‟ di Amsterdam viene interpretato con disegno 6 che prevede la rotazione del corpo dei servizi. Questa ipotesi
questa forma a cuneo sin dal primo schizzo e la realizzazione marcherà assai distante dalla soluzione è fondamentale per avviare la fase quattro
ancor di più questa prima intenzione. La costante organizzativa consiste (disegni 6, 9, 10) poiché consente di indovinare la giusta relazione tra le
nella chiara identificazione di una parte logistica (direzione, cucina, quattro unità d‟uso con patio, che altrimenti nell‟ipotesi precedente
lavanderia) e una operativa (gli otto dipartimenti per i giovani ospiti); il rimanendo allineate avevano comportato un‟eccessiva rigidità allo schema
rapporto tra area operativa e logistica sarà uno dei temi su cui si planimetrico. Nel disegno 6 troviamo lo strumento per scardinare la rigidità
riconoscono le più consistenti variazioni, ma la collocazione delle due e rimettere in gioco il procedimento che si era fermato nel gioco di specchi
attività, la logistica a nord in corrispondenza con gli accessi su Ijsbaanpad dei disegni 7 e 8. Questa considerazione mette in discussione quando
e l‟operativa affacciata a sud, sarà un‟altra invariante determinante per realmente è intervenuto il disegno 6, se all‟inizio in contrapposizione
ridurre le oscillazioni tra le ipotesi. Come già specificato precedentemente all‟ipotesi dei disegni 1, 2 e 3 o successivamente al „blocco‟ dei disegni 7 e
[2.02.01] i volumi che van Eyck va a combinare rappresentano 8, e non è spinta da „accanimento cronologico‟ ma da un tentativo di
sostanzialmente le medesime entità, da ciò si deduce che il programma rintracciare il passaggio chiave, anche se in se stesso, fuori dalla storia del
funzionale, dedotto da van Meurs sulla base del funzionamento del vecchio progetto, non ha senso alcuno. Seguire queste tracce rivela i meccanismi
orfanotrofio, non ha subito variazioni o ripensamenti nel corso dell‟iter della composizione, nel caso specifico il movimento della rotazione ha
progettuale. consentito che gli ingranaggi si muovessero in cerca della loro posizione,
dopodiché le altre parti sono state ri-disposte di conseguenza ritornando
L‟esposizione dei quattordici disegni è qui suddivisa in cinque fasi224 all‟ordine ortogonale.
che rappresentano le direzioni principali dello svolgimento progettuale: la
successione dei numeri in orizzontale e verticale indica un avanzamento di La corrispondenza tra il disegno 1 e la realizzazione della scuola
carattere cumulativo, il cambio di direzione mette in evidenza una elementare a Nagele è assai ravvicinata: di fatto si tratta di una traduzione
variazione sostanziale nelle fasi come riassunto nel seguente diagramma dei requisiti funzionali indicati da van Meurs nello schema organizzativo
da associare alla numerazione degli elaborati grafici riportati nella scheda della precedente (e prima a scala edilizia) esperienza progettuale di van
[mat. 2.04.01a,b]: Eyck. La disposizione delle unità di spazio si presenta su due ali, accostate
e sfalsate, in cui ciascuna ala presenta la medesima differenza, ma l‟una è
1 2 3 6 disposta ortogonalmente all‟altra. Ciò rappresenta il medesimo schema di
4 aggregazione adottato a Nagele, e anche l‟organizzazione degli spazi di
5 servizio in corpi sottili e allungati che separano l‟ingresso dalle corti interne
7 8 9 ha il medesimo ruolo, varia invece il sistema di accessibilità passante che
10 11 12 13 14 già nel primo disegno per l‟Orphanage è unico e rivolto a nord costituendo
una costante lungo l‟intero iter progettuale. Il secondo schema
La restituzione del processo progettuale risulta evidente sul piano grafico organizzativo (disegno 2) definisce una prima dislocazione delle attività
[mat. 2.04.01a] ed è assai più complessa utilizzando il linguaggio naturale contemplate dal programma funzionale. Tra questa prima definizione e
e con la continua sensazione di perdere, tanto la complessità, quanto l‟esito finale vi saranno considerevoli variazioni, ma è possibile già
l‟immediatezza dello sviluppo progettuale (bisognerà quindi consultare riconoscere alcune opzioni, quale la contrapposizione delle due principali
contemporaneamente gli elaborati grafici). Per intendere il tipo di lettura attività collettive, la palestra-teatro e la sala delle feste, poste all‟inizio e
alla fine del percorso interno. Il rapporto tra la corte e il percorso
deambulatorio che serve le diverse unità diviene il tema progettuale che
224Ciascuna fase è distinta dalla successione dei numeri, corrispondenti ai disegni, in righe
guida le successive variazioni; il vuoto interno sembra indurre la
e colonne, prima fase riga 1-2-3, seconda fase colonna 3-4-5-7, terza fase riga 7-8-9,
conformazione dei volumi verso l‟esterno. Le due corti interne del primo
quarta fase 6-9-10, quinta fase 10-11-12-13-14.
149
schema vengono così raccolte in un unico spazio intero e articolato, i mediata da una prima alberatura compresa nella corte aperta, un atrio
padiglioni per gli ospiti vengono separati e giuntati così da definire una passante e infine la corte con un incerto disegno a Z degli spazi aperti
prima e sostanziale differenziazione rispetto l‟articolazione delle unità di interni. Il ruolo della corte interna è evidentemente il problema che separa
spazio adottata a Nagele225. van Eyck dalla soluzione: le successive elaborazioni a cui la corte verrà
sottoposta risentiranno di un „mancato accordo‟ tra la corte e i volumi
Il disegno 3 porta a riconoscere l‟avanzamento di due argomenti edilizi. La trasformazione tipologica per l‟affrancamento dal tipo a corte
progettuali: il più evidente è la definizione della corte aperta per l‟accesso richiederà almeno due ulteriori passaggi di manipolazione dell‟organismo
su cui si affacciano le attività logistiche (K=cucina, L= guardaroba) a est e il edilizio illustrati nei disegni 6, 10 e 11 dove il lavoro sulla rotazione e le
corpo presumibilmente destinato alla direzione a ovest che viene inserito diagonali farà acquisire al volume edilizio una tale porosità per superare la
per incardinare l‟angolo tra la Amstelveensweg e la Ijsbaanpad. Il secondo contrapposizione tra lo spazio aperto interno ed esterno. Questa quarta
argomento è riconoscibile dall‟incisività con cui vengono tracciate a matita fase documenta il lavoro di „emulsione‟ dello spazio aperto interno con
delle L sui lati dei volumi rivolti verso l‟ingresso. Questo passaggio risulterà quello esterno. Il primo passo in questa direzione può essere rinvenuto
determinante nell‟avanzamento progettuale: chiudere, rendere opache le nella definizione dei semi-patii che compaiono nell‟ala orientale del disegno
relazioni tra il percorso interno e le unità d‟uso significa riproporre il 5. Nello stesso disegno si può riconoscere l‟inserimento nell‟ala
rapporto casa-strada all‟interno del complesso edilizio. L‟aver rimarcato più occidentale dei collegamenti verticali con il livello superiore della zona
volte, quasi inciso nel foglio, i due lati del rettangolo che rappresentano notte per i ragazzi e del corpo a ponte sopra l‟ingresso per il personale
l‟edificio rivolto a nord sulla strada è segno dell‟enfatizzazione di un segno interno.
che viene ripetuto nel medesimo verso rivolto al centro della corte ma con
minore incisività sulle altre figure che definiscono le unità di spazio interno. Come già anticipato il disegno 6 è il più complesso da interpretare e
Per quanto anche a Nagele vi sia una condizione simile, da considerare rappresenta una fase tipica dei procedimenti progettuali basati su verifiche
quasi obbligata con una distribuzione delle aule lungo un percorso a parziali per prova ed errore, la fase del ricominciamento. Osservando il
risega, nel disegno 3 si distingue l‟omologia riferita al binomio casa-città disegno 6 che è eseguito con una grafia prossima ai primi due schizzi
prima nella definizione del segno di chiusura tra strada-edificio e quindi in riconosciamo che le due mosse concatenate della rotazione dei corpi dei
quello successivo percorso interno - unità d‟uso. servizi ora raggruppati in un corpo compatto a L e l‟apertura della corte si
risolvono in un assecondamento della diagonale generata dalla risega dei
Da questa prima serie di tre disegni, un assemblaggio di quadrati padiglioni. Se si fa riferimento ad alcuni indizi, come le frecce che
disposti a piramide, si riconosce che un‟impostazione per le scelte compaiono nei disegni precedenti, si trova che tale rotazione deriva dal
insediative era stata delineata nei suoi principali lineamenti per consentire tentativo di instaurare una relazione più diretta con il ponte, il varco sul
di procedere con l‟attivazione delle variazioni compositive. Il disegno 4 bordo della città. Allargando lo sguardo a un contesto più ampio si
ordina i temi sinora emersi con una rappresentazione che da schema riconoscono quindi motivi per non limitare la lettura della rotazione come
organizzativo diviene pianta con la definizione delle partizioni verticali un modo per assecondare la conformazione dei padiglioni, ma si può
portanti, le colonne e le partizioni vetrate. Il livello di definizione del disegno intendere questo ricominciamento come un tentativo di aprire l‟edificio alla
consente di leggere anche le sistemazioni esterne, con le alberature città e l‟apertura della corte aderisce a tale proposito. D‟altronde la pratica
disposte a macchia nella parte meridionale, una siepe che rimarca i bordi di guardare dall‟alto l‟ipotesi di progetto e coinvolgere un più ampio ordine
del lotto e il trattamento a prato di due estese aiuole antistanti l‟ingresso a di problemi è uno dei più consolidati atteggiamenti per rigenerare l‟iter
nord. La relazione tra l‟ingresso dalla strada e la corte interna viene progettuale. Il fatto che la rotazione del corpo servizi prenda le mosse da
relazioni contestuali a più ampia scala e non dalla disposizione dei
padiglioni trova una sua giustificazione nell‟organizzazione stessa dei
225A Nagele l‟inserimento nell‟accesso a ciascuna aula di un guardaroba e di un andito di
padiglioni che anzi viene messa in crisi dall‟inserimento della corte aperta
ingresso comportava un forma irregolare dell‟aula stessa con l‟ubicazione della cattedra
rettangolare dove l‟allineamento con la parete vetrata posta tra la corte e la
disassata rispetto l‟asse dell‟aula stessa.
150
strada interna dimostra incertezza negli allineamenti e una perdita di successiva disegno 10 alla fissazione dell‟ala est e alla riproposizione
chiarezza rispetto ai disegni 4 e 5. Come già anticipato la posizione nell‟ala ovest del medesimo ritmo dei quattro volumi, fissando i cardini della
cronologica del disegno 6 è rilevante per comprendere il procedimento di composizione nell‟articolazione delle due ali. Il disegno 10 è ancora
van Eyck: certamente le intenzioni potevano essere già presenti anche distante dalla soluzione architettonica, ma le parti più complesse della
senza l‟elaborazione grafica, ciò che è evidente leggendo i disegni ripetizione delle unità d‟uso, quelle rappresentative delle riflessioni
successivi è che le due ipotesi principali restano entrambe in lavoro, senza sull‟“estetica del numero”, sono arrivate a una sostanziale definizione.
escludersi nel corso delle fasi successive, anzi l‟interrelazione tra le due L‟eliminazione del vincolo della corte ha consentito, una volta eliminato, il
ipotesi porterà alla definizione della soluzione. raggiungimento di una disposizione in equilibrio dinamico. È naturale a
questo punto domandarsi quali siano state le motivazioni che hanno
La compresenza di due ipotesi progettuali in alternativa è evidente condotto all‟eliminazione della corte interna e all‟assorbimento di una quota
nella terza fase (disegni 7-9): la coppia disegni 7 e 8 è conseguente alla dello spazio aperto negli interstizi edificati, definiti da volumi edilizi così
serie sviluppata fino al disegno 5 con il corpo dei servizi ritornati paralleli come dal verde. Nei momenti più delicati del comporre non sempre tutto è
alla strada e a rafforzare tale disposizione va evidenziata in entrambe le sospinto da una stringente consecutività, ciò che emerge dalle ragioni che
ipotesi, alternativamente, una delle due ali disposta perpendicolarmente hanno indotto tale mossa ha una sua evidenza nei riscontri grafici di un
alla strada, così da costituire il definitivo superamento dell‟organizzazione gesto strategicamente opportuno, ma con delle conseguenze sul concetto
a spirale226 accennato nelle prime tre ipotesi. I disegni 7 e 8 sono portante della città-casa le cui intenzioni restano incognite e che
pressoché identici con l‟unica sostanziale differenza che sono specchiati ristabiliranno a posteriori un contatto tra diversi modi di abitare.
rispetto l‟asse nord-sud. La verifica, che risulta immediata della reazione al
contesto di uno schema specchiato, è riferita a una pianta dove erano già Dalla lettura in sequenza degli elaborati grafici si riconosce la
definite le destinazioni d‟uso di ciascuna parte. In particolare le unità d‟uso tensione verso una “disciplina configurativa” che guida passo per passo
per i più piccoli con il patio e quelle per i ragazzi aperte al piano terra con l‟avanzamento progettuale. Il passaggio tra i disegni 9 e 10 con
sovrapposto il volume per la zona notte interagiscono con la strada, l‟innervamento dei percorsi che si snelliscono, si condensano, rende
creando situazioni assai diverse. L‟allineamento delle quattro unità per i più avvertibile questo impulso, questa volontà di forma, in cui si compie un
piccoli consente di ottenere dei patii definiti in modo proprio alle esigenze passaggio determinante in bilico tra una tecnica a infill e la definizione
dei bambini, rispetto alle piccole corti aperte del disegno 5. Il disegno 8 dell‟oggetto in sé227. Il superamento della necessità di un vuoto centrale,
ristabilisce la disposizione delle unità per i più piccoli a est e per i ragazzi a attorno cui si svolge l‟attività della comunità, così come tra l‟altro avveniva
ovest. La corte interna trapezoidale, che deriva dalla combinazione dei anche nel vecchio orfanotrofio, sarà quindi risolutivo. Scompare così il
volumi, è il più evidente elemento di continuità con l‟ipotesi successiva. Il fulcro o meglio il polo della spirale attorno a cui inizialmente venivano
disegno 9 viene ricavato applicando una rotazione di circa 36 gradi al aggregate le attività. Le ragioni del disegno, da sole, potrebbero, in effetti,
disegno 8 secondo gli intenti già deducibili dal disegno 6. Se il corpo dei bastare a comprendere tale annullamento. La sensazione di trovarsi
servizi e l‟ala ovest vengono semplicemente ruotati le conseguenze sull‟ala innanzi a un cuneo molto stretto tra intenti ed esiti richiede di recuperare,
est di contro sono rilevanti. Infatti, viene alterato lo schema lineare dei comunque, anche l‟argomentazione principale del progetto, il rapporto tra
quattro patii per ricercare un‟articolazione dei volumi che, pur casa e città. La corte come spazio di mediazione semi-pubblico tra il luogo
salvaguardando i patii, definisce una disposizione obliqua rispetto alla urbano e quello domestico svelava l‟ambiguità da cui van Eyck assumeva
strada, così come era stata fissata fin dal primo schizzo. La traslazione dei lo spirito del progetto. Il contrasto tra casa e città, tra le due dimensioni
volumi dell‟ala est, „conquistata‟ tramite la rotazione a partire dal disegno 8 individuale-collettiva, aveva come punto di partenza la riconoscibilità della
e suggerita dall‟inclinata del trapezio rettangolo, porta nell‟ipotesi differenza, per poi far emergere le potenzialità di interpretare un Habitat e

226 Nella lettura di Strauven l‟organizzazione a spirale viene considerata con grande 227Dalla lettura del procedimento progettuale si riconoscono elementi in sintonia con le
attenzione nelle fasi iniziali dello sviluppo progettuale. Ibidem, pagg. 306-309. posizioni di Rowe and Koetter, Collage.city, op.cit.
151
una comunità. Per quanto possa apparire rivolto alla sintesi il presupposto viene ora aggiustata dimostrando incertezza nel definire il rapporto con la
di van Eyck di conciliare casa e città, la sua piena espressione per essere strada: tale rapporto resterà ancora aperto nel disegno 14, l‟ultimo a
colta non poteva adeguarsi alla corte come luogo tradizionalmente disposizione prima dei disegni che illustrano la realizzazione. Il disegno 14
deputato a tale ruolo, ma doveva agire sul contrasto tra casa e strada, comunque completa tutte le parti dell‟edificio in modo molto vicino alla
seguendo così un‟attitudine propria del Movimento Moderno. “The realizzazione; in particolare sono compressi i patii dell‟ala est, l‟unico punto
inbetween realm”, il dominio intermedio, non poteva sovrapporsi a un luogo evidentemente ancora in lavoro è la palestra-teatro che non trova una
ordinario che consuetudinamente media tra lo spazio individuale e adeguata collocazione nell‟orientamento dell‟asse longitudinale
collettivo, ma l‟ambiguità doveva essere sostenuta dalla giustapposizione perpendicolare alla strada. La soluzione discreta e contenuta con cui van
delle due sfere. Così anche nelle diverse fasi dell‟iter progettuale, come già Eyck interpreterà il fronte su Ijsbaanpad, con un lieve slittamento dei fronti
si è riportato nel rapporto con la costruzione, riconosciamo quella edilizi, è coerente con l‟obiettivo proposto da van Meurs di offrire un “atrio
condizione di avanzamento consequenziale tra teoria e pratica che è gentile” e sarebbe inutile cercare effetti speciali lungo la strada, poiché il
l‟aspetto più consistente dell‟atteggiamento progettuale di van Eyck. dispositivo spaziale è costruito per coinvolgere l‟attenzione come un
L‟ostinazione nel tornare sul medesimo tema non è ritornare a un rifugio vortice, o come la figura iniziale della spirale, verso l‟interno.
sicuro ma provare ogni volta a guadagnare qualche metro in profondità,
così anche ripetere la frase di Einstein in conversazione con Popper “la La sensazione nel percorrere la Ijsbaanpad senza seguire il
mia matita è più intelligente di me” aiuta a introdurre l‟intercalarsi degli percorso che porta all‟interno della corte aperta è quella di aver sbagliato
effetti del disegno sulla dimensione teorica. strada. Il basso profilo con cui van Eyck definisce il corpo
dell‟amministrazione è dovuto a una sua precisa intenzione che troviamo
L‟ultima serie di disegni (disegni 11-14) rappresenta la messa in testimoniata nelle interviste condotte da Strauven nel luglio 1981 ad Alison
equilibrio dell‟organismo, la ricerca di una coerenza tra le parti e l‟insieme, e Peter Smithson. Ritroviamo in questi documenti un severo attacco di
ma le componenti principali del progetto sono state definite nel corso Alison Smithson all‟Orphanage e una reazione di van Eyck che aveva
dell‟elaborazione delle piante rappresentate nei precedenti disegni. In inviato la sbobinatura delle interviste a Giancarlo de Carlo con delle note a
effetti, manca ancora un passaggio determinante rinvenibile nel disegno 11 matita (blu). Riportiamo il passaggio in cui Strauven racconta a Peter
che consiste nella combinazione delle due serie precedenti. La Smithson le opinioni di Alison. “FS: What is your opinion about aldo‟s
composizione dei padiglioni nel disegno 10 viene integrata con la buildings. I just had a discussion with your wife about the orphanage and
soluzione del disegno 8 relativa alla disposizione dell‟ala dei servizi the mother‟s home. She didn‟t seem to appreciate these building very
parallela alla strada per riproporre la corte aperta a nord prospiciente la much. PS: For me the orphanage is consistent, except for the
strada. Il lavoro progettuale impiegherà ancora almeno due anni prima di administration block. And that point is like … where the brain stop. There it
approdare alla realizzazione e alcune scelte determinanti sono ancora fails to get on top of the problem, and it falls back onto existing forms. And
lontane da venire; il lavoro qui documentato tiene conto esclusivamente it‟s probably so that in all his buildings he carries the concept to about 80%
delle piante e si capisce che non vi sono rilevanti trasgressioni nell‟uso and then 20% collapse. I find that a pretty good score”228. La nota di van
degli strumenti progettuali, ma l‟affinamento di una tradizione che vede Eyck per De Carlo riferisce che secondo le sue intenzioni quella parte
compiere le scelte progettuali sulle piante. Tuttavia già dal disegno 12 è dell‟edificio dissimulava la presenza del blocco amministrativo. Le due
possibile riconoscere che alcune figure assumono una caratterizzazione osservazioni sono entrambe pertinenti: la conclusione di Peter Smithson
volumetrica. Si evince chiaramente che i padiglioni dei ragazzi avranno rivolta ai maestri Le Corbusier e Mies van der Rohe e alla loro energia che
una marcata evidenza così come sono leggibili le volte dei padiglioni consentiva di raggiungere ogni parte dell‟edificio coglie effettivamente un
dell‟ala est; compare anche „fuori posto‟ un ulteriore elemento con un
accento volumetrico, la sala delle feste, che verrà eliminato nell‟ipotesi 228 Van Eyck invia a De Carlo (16 marzo 1983) la sbobinatura delle interviste di Strauven a
successiva in relazione alla coerenza dell‟impianto. Il disegno 13
Alison e Peter Smithson (28 luglio 1981) su cui interviene con numerose note di commento
interviene principalmente sull‟organizzazione della fascia dei servizi che
rivolte a De Carlo. Fondo De Carlo Atti/044 [1975-] AP, IUAV, Venezia.
152
reale calo di tensione dell‟Orphanage nel suo complesso che per quanto avanguardie che si misuravano con l‟idea di una nuova società, così come
motivato è riscontrabile anche nell‟iter progettuale. i modelli sospesi di città orizzontali di Yona Friedman realizzati già a partire
dalla fine degli anni cinquanta presentano una straordinaria somiglianza
Lo studio del processo compositivo non è animato dalla ricerca con il modello230 realizzato per il concorso della BFU. Per ragioni
degli errori, e qui certo non si considera il fronte nord dell‟Orphanage un geografiche e quindi culturali Constant troverà maggior attenzione tra gli
errore, ma proprio il procedimento progettuale di van Eyck con i suoi architetti olandesi, in particolare van Eyck ma anche Bakema così come
continui affinamenti richiede una tensione nel rimettere in gioco tutte le Yona Friedmann parteciperà delle vicende parigine; entrambi, per quanto
parti che probabilmente è stato realmente indebolito nell‟ultima fase per non assimilabili come produzione progettuale, offrono la medesima sponda
quanto riguarda la porzione nord-ovest. Lo schema tetradico di Popper229 a un‟interpretazione inclusiva della trasformazione totale dell‟ambiente,
del metodo di eliminazione per prova ed errore P1>TT>EE>P2 richiama le valendosi dell‟immaginazione per realizzare un mondo governato dalla
modalità di questo processo critico; il consolidarsi delle scelte progettuali volontà artistica. L‟assimilazione della spinta utopica del gruppo Candilis
lungo l‟iter è riflesso nel modo in cui i disegni dall‟uno all‟altro trattenevano Josic Woods era, come si è già avuto modo di considerare, di ordine
ciascuno degli elementi vagliati criticamente dall‟ipotesi successiva. Il pragmatico. Il pragmatismo consiste nella trasformazione delle
problema del fronte nord allora non è altro che la constatazione che il contaminazioni di altri campi disciplinari in concrete ipotesi di
processo progettuale, al di là delle pretese compositive, è destinato a trasformazione dell‟Habitat sulla base delle esigenze che la società
rimanere aperto. Da questo punto di vista la conclusione propria di una manifesta, o meglio le esigenze che vengono dall‟interpretazione delle
costruzione è l‟esito di un processo interrotto. forze vitali della società.

I dieci punti del paradigma di un’equipe per la BFU Continuando a riflettere sugli elaborati grafici di concorso della BFU,
2.04.02 due immagini emergono quasi contemporaneamente: da un lato il
L‟abbandono dei limiti dell‟architettura e in particolar modo la plastico231 riporta evidentemente alle vedute della città araba così come
rinuncia alle tecniche compositive risulta essere, come abbiamo visto, la erano state interpretate sin dall‟inizio al congresso di Aix en Provence, al
conquista più significativa operata da Woods per consentire al “sistema” di tempo stesso la pianta rimanda allo schema di circuiti integrati di un
affrontare e sostenere le aspettative del futuro. Non sono state riscontrate calcolatore IBM, l‟analogia suggerita da Guido Canella 232 accostando la
sulle riviste e nel dibattito disciplinare dell‟inizio degli anni sessanta pianta della BFU con l‟ingrandimento di un circuito sperimentale al silicio. Il
evidenti reazioni a una simile provocazione. Probabilmente poiché microcosmo presentato dalle nuove tecnologie esprime l‟oggettività e la
posizioni più radicali e focalizzate sul versante utopico-artistico quali quelle sinteticità delle funzioni che possiamo trovare riflesse negli schemi
di Yona Friedman o di Constant avevano preparato a simili interventi organizzativi della BFU che ne rappresenta la realizzazione in un rapporto
anche in campo architettonico. I modelli fantastici di Constant e le sue di microcosmo-macrocosmo.
grandi mappature di New Babylon sono un patrimonio comune delle ultime
Passato e futuro divengono due chiavi di interpretazione
dell‟integrazione delle attività universitarie in un Habitat collettivo, ma
229 “L‟intero schema indica che partiamo da un problema, pratico o teorico. Tentiamo di
l‟attenzione è rivolta in via esclusiva al futuro, “we strive to impose on the
risolverlo creando una teoria provvisoria come nostra soluzione provvisoria: questa è la
nostra prova. Sottoponiamo poi la nostra teoria al controllo, tentando di falsificarla: questo è
il metodo critico di eliminazione degli errori. Il risultato di tutto questo è l‟emergere di un 230 Materiali esposti alla mostra: “Future CityExperiment and Utopia in Architecture 1956-
nuovo problema, P2. Il progresso compiuto, o la crescita della nostra conoscenza, può 2006”, Barbican Art Gallery, Londra, giugno-settembre 2006
essere normalmente stimato in base alla distanza tra P1 e P2, e sapremo allora se 231 Il plastico non compare direttamente nelle quattro tavole ma in più occasioni viene

abbiamo fatto qualche progresso. In breve, il nostro schema dice che la conoscenza parte mostrato assieme agli elaborati di concorso e si ritiene ne sia parte integrante.
da problemi e si conclude con problemi (se mai si conclude)”, La conoscenza e il problema 232 Guido Canella, Dal laboratorio alla composizione, in Teoria della progettazione

corpo-mente, op.cit., pag. 22 architettonica, Dedalo, Bari 1968, pag. 95. [mat.
153
future the least possible commitment to the past”233; questa posizione le problematiche di ordine tecnologico234 con il principio organizzativo a
espressa in ogni occasione possibile da Woods, in questo caso in apertura sviluppo orizzontale che costituisce un‟opportunità dei sistemi insediativi a
della presentazione della BFU, porta a ritenere il procedimento progettuale matrice. È invece espresso in modo evidente, e convincente, il ruolo che
non più un mezzo, ma il fine dell‟azione di trasformazione. Cosa possiamo una disposizione orizzontale dei dipartimenti viene ad avere nelle
consegnare al futuro se non uno strumento che possa venire modificato da possibilità di scambio educativo rispetto a una organizzazione verticale e
istanze tuttora non ancora avvertite? L‟edificio stesso, divenendo uno come un sistema a piastra poteva sostenere cambiamenti e trasformazioni.
strumento, trova nel sistema il prodotto del suo operato. Affrontare il
procedimento progettuale nel lavoro di Woods non richiede di investigare Gli schemi illustrativi sono l‟estrapolazione da un foglio di appunti
la distanza tra intenti ed esiti poiché gli stessi intenti restano aperti a esiti che fissa in modo didascalico in dieci punti le motivazioni del principio
che si definiranno nel corso del processo di realizzazione. Il Campidoglio progettuale. La comprensione dei criteri che ne derivano è la base stessa
con l‟ala amputata è il simbolo più forte di questa necessità di intervenire del progetto, poiché se il sistema può essere modificato devono esserne
con strumenti che superino la composizione statica dei volumi. La evidenti e condivisi i principi organizzativi. Il processo logico che definisce
provocazione è tanto efficace quanto la soluzione che viene proposta le scelte organizzative deve essere partecipato e condiviso dalla comunità
risulta evidente; la didascalicità degli esempi che illustrano le motivazioni che lo utilizza altrimenti viene meno il presupposto stesso della
del progetto agiscono e convincono per l‟evidenza della dimostrazione. Ciò trasformazione. Vi è comunque una considerevole distanza dalle
che risulta assai più complesso è la verifica sulla plausibilità dell‟ipotesi! successive esperienze di „partecipazione‟ innanzitutto perché alla BFU le
variazioni non sono mai state attuate in modo significativo; in secondo
Le tavole di concorso illustrano in termini discorsivi queste luogo, poiché si riferiva a una istituzione, l‟università, in cui vi erano delle
esigenze, presentando degli schemi che propongono ciascuno un aspetto precise gerarchie decisionali e figure professionali che si dedicavano
specifico e in particolare l‟organizzazione funzionale, il sistema dei all‟organizzazione delle attività. Woods, che si riferiva nei suoi testi in modo
percorsi, gli spazi aperti, ciascuno di questi schemi viene sovrapposto uno specifico ad altre discipline di carattere scientifico, conosceva i suoi
sull‟altro e il risultato delle esigenze, dapprima dissociate, diviene la interlocutori: triangoli, cerchi, quadrati e croci che risultano a loro volta
conformazione generale della pianta. La consecutività, la sintesi dalle linee e semicerchi che rappresentano ciascun individuo. Le figure che
progressiva riscontrata nel processo progettuale dell‟Orphanage, è un risultano dalla combinazione delle linee sono le discipline che si mescolano
chiaro fattore di contrasto per giudicare entrambi gli atteggiamenti e trovano riparo sotto un grande tetto “a groundscraper” come soluzione
progettuali. Nella BFU la dissociazione dei singoli problemi e la successiva all‟isolamento dello “skyscraper” dove triangoli quadrati etc. sono suddivisi
giustapposizione delle componenti organizzative viene presentata come rigorosamente in gruppo di figure uguali distribuite in ciascun piano
una meccanica sommatoria di esigenze, all‟interno del lavoro di chiamato “plan of isolation”.
coordinamento. Tuttavia i problemi sono stati risolti intervenendo
principalmente sulla flessibilità strutturale e sulla standardizzazione degli “Esaminando la documentazione della ricerca passata dal punto di
elementi di servizio. Il grado di libertà ottenuto nell‟aggregazione delle vista avvantaggiato della storiografia contemporanea, lo storico della
componenti, comunque, si è reso così ampio da poter parzialmente scienza può essere tentato di esclamare che quando mutano i paradigmi, il
svincolarsi dai condizionamenti del coordinamento capillare tra piante e mondo stesso cambia con essi. Guidati da un nuovo paradigma, gli
sezioni, in quanto la dimensione orizzontale del manufatto aveva ridotto al scienziati adottano nuovi strumenti e guardano in nuove direzioni. Ma il
minimo le relazioni tra orizzontale e verticale. Questa argomentazione non fatto ancora più importante è che, durante le rivoluzioni, gli scienziati
viene resa esplicita ma costituisce un punto di partenza che fa coincidere vedono cose nuove e diverse anche quando guardano con gli strumenti
tradizionali nelle direzioni in cui avevano già guardato prima. È quasi come

234Non irrilevanti in un edificio che in quegli anni poteva essere considerato ad alte
233 Free University Berlin, in “World Architecture 2”, op.cit., pag113. prestazioni ambientali.
154
se la comunità degli specialisti fosse stata improvvisamente trasportata su una conclusione anticipata contiene al tempo stesso il segnale di
un altro pianeta dove gli oggetti familiari fossero visti sotto una luce persistenza del sistema ambientale inizialmente avvertibile.
differente e venissero accostati a oggetti insoliti. Naturalmente, non
succede niente di simile: non si tratta di uno spostamento geografico; al di I dieci punti per sostenere il sistema insediativo per la BFU
fuori del laboratorio la vita di ogni giorno continua a scorrere come possiedono la didascalicità della dimostrazione di un teorema. Il punto di
prima.”235 Questa descrizione di Thomas Kuhn ripresa dal decimo capitolo partenza, una grande freccia, segnala la direzione di movimento del
intitolato Mutamenti della concezione del mondo del suo testo fondativo La ragionamento e rinvia i principi astratti. Il primo schema illustra il reticolo
struttura delle rivoluzioni scientifiche è un‟allegoria dello spazio mentale delle informazioni che si intrecciano tra settori specifici e definiscono “The
dello scienziato, fornita da un „sismografo delle sollecitazioni culturali‟ idea of university: the need for and exchange of general and special
all‟inizio degli anni sessanta quale era Kuhn e la sua capacità di cogliere information”237; i punti successivi analizzano le esigenze dell‟individuo e del
tramite le trasformazioni scientifico-culturali la variazione del modo di gruppo, altri in parte sono già stati esposti, il sesto punto presentando uno
vedere le cose. La crisi del paradigma tradizionale e la sostituzione con schema a spirale con quattro figure all‟estremità rappresenta la
nuovi paradigmi riconosciuti dalla comunità scientifica potrebbero essere dissociazione contrapposta all‟associazione rappresentata dallo schema
una traccia per descrivere l‟operato di Woods, dove la „composizione‟ planimetrico del reticolo omogeneo dei percorsi della BFU nello schema
viene sostituita da il „sistema‟. Al tempo stesso Woods riferisce le ragioni successivo. Questi due punti, i numeri sei e sette, rappresentano le scelte
della crisi della „disciplina normale‟ alla rivoluzione compiuta nel mondo definite a cui Woods si riferisce per radicare il suo intervento; la
della scienza nell‟intendere la continuità tra spazio e tempo in seguito alla presentazione dell‟opzione associativa si conclude nel punto dieci con il
teoria della relatività, quindi al modello per eccellenza del cambio di telaio dei percorsi popolato da gruppi di cerchi quadrati e croci disposti
paradigma. lungo le Strasse e linee-individui che si spingono verso le parti interne con
una distribuzione capillare verso gli spazi individuali .
Si associa la strategia di Kuhn all‟Habitat della BFU, oltre che per la
condivisione della condizione di discontinuità che Woods rivendicava Tra l‟elenco dei dieci punti e la sintesi operata nelle tavole di
all‟architettura e che Kuhn riconosce nella mutazione dei paradigmi, anche concorso vi è una differenza sostanziale, non tanto nei contenuti quanto
per l‟interesse alla descrizione dei luoghi mentali che suggeriscono alcune nella sintassi, nella relazione tra i disegni che compaiono abbinati in due
affinità funzionali e ambientali. Questa sensazione di “essere trasportati in serie di due coppie. La prima serie comprende le due coppie
un altro pianeta”236 non è molto distante dall‟effetto di spaesamento che la groundscraper-skyscraper che rappresentano le relazioni verticali
continuità spaziale nel pieno svolgimento del tipo a matrice può suscitare. combinate con la seconda coppia association-dissociation che indica le
Il tentativo di descrivere la situazione all‟uscita del Rostlaube, nello spazio conseguenze in pianta della disposizione delle attività in orizzontale
che avrebbe dovuto rappresentare il cuore della comunità, la sensazione di piuttosto che in verticale. La seconda serie è ancora più interconnessa tra
le due coppie, ancora la sottrazione dell‟ala del Campidoglio viene
confrontata con la sottrazione di una medesima superficie in un sistema
continuo dove immediatamente si rileva che nella soluzione le
235 Thomas S. Kuhn, La struttura delle rivoluzioni scientifiche, Einaudi, Torino 1978, pag.
conseguenze non modificano il funzionamento e l‟equilibrio del sistema.
139 (prima ed. University of Chicago, Chicago 1962).
Dallo schema delle motivazioni combinato a coppie si riconosce che il
236
Questa suggestione di Kuhn „di stare in un altro pianeta‟ ci rinvia a un‟altra questione punto di partenza è l‟organizzazione orizzontale guidata da una scelta
molto distante dal rigore scientifico, iniziata a intervenire in quegli anni nell‟immaginario
collettivo soprattutto in seguito alle fiction di carattere apocalittico che presentavano la
necessità dell‟uomo di colonizzare altri mondi; per quanto estranea all‟intenzione di Woods,
e invece usata all‟eccesso dagli utopisti degli anni settanta, questa suggestione della
necessità di insediarsi con un sistema autosufficiente in un luogo „altro‟ non è estranea al
modo in cui oggi vediamo la BFU 237 Free University, Berlin, in “World Architecture 2”, op.cit., pagg. 116-117.
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operata riferendosi alla sezione verticale238 che porta le sue più immediate dell‟analogia, così da dover verificare le conseguenze reciprocamente e
conseguenze nel rifiuto di un‟organizzazione per volumi distinti che viene verificare le posizioni in entrambe le direzioni. Per esempio l‟affinità
definita con il termine dissociation. La dissociazione viene individuata con „rivoluzionaria‟ di Kuhn con quella di Woods e di altri artisti e architetti in
un breve testo: “The external expression of differences in function and quello specifico momento storico potrebbe accentuare le critiche di
nostalgia for representative form also tend to segregate the university into „relativismo storico‟ emerse nei confronti di Kuhn. Al tempo stesso il
specialized disciplines only”239. E fornisce il termine di contrasto per relativismo di van Eyck non troverebbe comprensione alcuna nella dottrina
esprimere il tentativo di determinare una desiderabile interrelazione tra di Popper. Questa ulteriore operazione imprevista, di verificare le posizioni
gruppi e individuo e trova nelle forme rappresentative, leggi l‟architettura, il rispetto il modo in cui influisce la consapevolezza dell‟avanzamento delle
limite nelle possibilità d‟integrazione. Ecco Woods torna per nostalgia alla scoperte scientifiche, può essere discussa, e in parte si è già provato,
forma architettonica, escludendola. riflettendo attorno all‟idea di progresso e della dimensione spazio-tempo.
Le aspettative della ricerca quindi vengono contenute nella sola
Confronto evidenziazione del rapporto del metodo per prova ed errore riferito al
2.04.03 processo compositivo di van Eyck e della natura e necessità delle
All‟inizio di questa ricerca, nella selezione dei temi di studio, la rivoluzioni riferibili a Woods.
possibilità di riconoscere tra l‟atteggiamento progettuale „critico-dialettico‟
di van Eyck e quello „progressista-dogmatico‟ di Woods una consonanza Avendo preso le distanze dalle possibili compromissioni possiamo
tra le discussioni epistemologiche che coinvolgevano Popper e Kuhn avanzare l‟analogia riferita a Kuhn via Woods della composizione
sembrava un‟opportunità proficua di ricerca sul piano metodologico. Il architettonica paragonata alla „scienza normale‟, che tramite l‟intervento
confronto tra due edifici, l‟Orphanage e la BFU, riferito alla serie parallela dal mondo scientifico di una diversa percezione del rapporto tra spazio-
Popper e Kuhn (e non di certo quello „tra‟ loro) in particolar modo come tempo e sulla base dell‟ordine dei problemi insediativi viene superata da un
emerge negli atti del convegno del 1965 “Criticism and Growth of nuovo paradigma. Questo lo scenario di Woods; la risposta di Popper è
Knowledge”240 rappresentava una possibile risorsa da trasferire all‟analisi pronta nel rifiutare la delimitazione dello scienziato normale che risponde
dei procedimenti progettuali. La distanza tra i differenti campi disciplinari, le esclusivamente alla soluzione di rompicapo. “Lo scienziato „normale‟,
scienze e l‟architettura, consentiva di invadere il campo epistemologico per secondo me ha avuto una cattiva istruzione. Io credo, che tutto
raccogliere solo gli elementi utili alla differenziazione degli atteggiamenti l‟insegnamento dovrebbe essere esercizio e incoraggiamento al pensiero
progettuali, scontando i pericoli più evidenti del dilettantismo, proprio degli critico. Lo scienziato „normale‟ come è descritto da Kuhn, è stato male
interessi extra-disciplinari. Lo sviluppo della ricerca ha poi messo in istruito. È stato educato in uno spirito dogmatico: è una vittima
evidenza come l‟influenza dell‟attività scientifica e in particolar modo le dell‟indottrinamento. Ha appreso una tecnica che può essere applicata
geometrie non-euclidee e la teoria generale della relatività avessero inciso senza chiedersene il perché.”241 Popper agisce verso Kuhn mettendo in
nella percezione del rapporto spazio-tempo sia di van Eyck che in crisi le basi dedotte dalla psicologia e sociologia su cui Kuhn argomenta i
particolar modo di Woods. Questo ulteriore elemento di riduzione del comportamenti collettivi delle comunità scientifiche ed esorta a mettere in
rapporto di somiglianza richiede un‟avvertenza, poiché si crea un livello di gioco se stessi e non le regole del gioco. L‟equilibrio tra dogmatismo e
difficoltà superiore a quello previsto, in quanto restringe di fatto lo spazio critica è per Popper necessario “se ci arrendiamo troppo facilmente alla
critica non troveremo mai dove sta il reale potere delle nostre teorie”, il
momento della critica in Kuhn si svolge non in modo continuativo ma
238 Non ci si deve sorprendere allora se si trova che lo strumento principale dell‟Orphanage
nell‟occasione, nella durata della crisi tra differenti paradigmi. Nello studio
è la pianta e che il principio della BFU è sostenuto dalla concezione dell‟organizzazione dei procedimenti progettuali in esame questa differente disposizione del
spaziale scaturito dalla sezione verticale.
239 I Free University, Berlin, in “World Architecture 2”, op.cit., pagg. 116-117.
240 Imre Lakatos e Alan Musgrave (a cura di), Critica e crescita della conoscenza, Feltrinelli 241Karl Popper, La scienza normale e i suoi pericoli, in Critica e crescita della conoscenza,
Editore, Milano 1984 (atti di una serie di convegni tenuti fino al 1965). op.cit., pag. 123.
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momento critico, come operazione continua nello svolgersi della generally lead to a better environmental configuration than preconceived
composizione dell‟Orphanage, o propedeutica allo svolgimento progettuale comprehensive planning”243. Quindi l‟evidente consapevolezza di quanto
nella BFU si ritiene sia ampliamente emersa. un metodo specifico incida sul prodotto.

Il ricorso all‟analogia con questo dibattito epistemologico conteneva La falsa analogia tra albero e città è intervenuta in modo risolutivo
anche l‟inconfessabile desiderio di trovare un indizio per l‟integrazione tra in van Eyck a sostenere due serie parallele casa-città e albero-foglia e a
le due posizioni, anche partendo dalla constatazione e dall‟utilità di definire tenere le due serie separate ci porta a considerare le profonde differenze
le differenze tra i procedimenti. Per quanto nel mondo dell‟epistemologia le che intervengono nei due domini disciplinari tra il nostro caso specifico e il
due posizioni emerse nel dibattito Critica e crescita della conoscenza dibattito in epistemologia e la necessità di scelta tra teorie contrapposte
prendano forza dalla loro differenza, nel mondo dell‟architettura avvertiamo che costituisce uno dei punti di contatto più evidenti tra Popper e Kuhn.
un alternarsi di posizioni che si inseguono nel riconoscere l‟opportunità Infatti, in architettura, la coesistenza di teorie contrapposte non preclude
connessa ai sistemi insediativi a sviluppo verticale e orizzontale senza per l‟avanzamento della conoscenza, ma la stessa contiguità ne costituisce
questo, ora, non più indagare né tantomeno credere di poter dimostrare l‟energia vitale. Un esempio evidente si trova se si torna sul libro da cui
quale sia la soluzione. L‟analogia tra il procedimento per prova ed errore di abbiamo mosso i primi passi di questa ricerca, considerando la proposta
Popper e il processo compositivo di van Eyck contrapposta al sistema di della città verde di Le Corbusier, esposta ne I tre insediamenti umani.
Woods inteso come paradigma costituisce una possibile traccia di lavoro. Mettere a confronto il disegno di Le Corbusier con il paragone proposto tra
Queste considerazioni possono in primo luogo aiutare a riconoscere che le il villaggio verticale e le corrispondenti quantità edilizie, disegnate alla
differenze operative nei procedimenti erano conseguenza o quantomeno medesima scala, di un insediamento riferito al tipo edilizio della casa
sono confrontabili con una specifica posizione in una cornice più ampia. isolata è parallelo alla dimostrazione che Candilis e Woods elaborano,
Rivolgersi ai procedimenti progettuali non consiste tanto nel supporre come dimostrazione del principio insediativo orizzontale con la
un‟eventuale scelta di campo tra Kuhn o Popper degli autori242, anzi è un contrapposizione tra groundscraper e skyscraper. Le due ipotesi che
modo per allargare tramite omologie strutturali il fare dell‟architettura con giungono a dimostrare soluzioni insediative opposte sono evidentemente
altre discipline, per trovare un punto di tangenza. La consapevolezza sulle dovute a diverse esigenze funzionali nel definire il rapporto tra individuale e
questioni metodologiche, rispetto ad altre discipline era comunque una collettivo: la residenza da una parte e la grande attrezzatura culturale
questione rilevante e discussa, basti ricordare il saggio di Gropius Esiste dall‟altra. Ciò che si riconosce costante è il metodo, la contrapposizione dei
una scienza della composizione? e le coeve esperienze sempre a Harvard due tipi insediativi; per quanto possano incidere i requisiti funzionali,
di Chermayeff che lavorano nella direzione convergente con altre discipline esprime un modo di „abitare‟ diametrale, ma entrambi possono coesistere,
scientifiche. Trattando dei procedimenti si imposta la questione in termini di condizione che non si può avere per una teoria scientifica all‟interno della
percorsi paralleli. medesima equipe e con certezza Le Corbusier, Candilis e Woods
costituivano, evidentemente con diversi ruoli, quella che possiamo definire
Quanto la scelta di campo sulle questioni metodologiche fosse un‟equipe che condivide dei principi e di cui si distingue la loro continuità
rilevante viene evidenziato in un saggio di Arthur Glickson che prendendo nel metodo.
le distanze dalla enfatizzazione delle possibilità tecnologiche segna una
direzione nella ricerca progettuale, rivolta alla creazione di un „nuovo‟ Ecco allora l‟utilità di verificare le oscillazioni di metodo negli
ambiente umano, e vede nell‟Orphanage uno dei primi semi di questa interventi qualificati da un medesimo tipo insediativo. Un metodo
nuova possibilità; egli, sempre riferendosi all‟Orphanage, affronta la progettuale con caratteri affini viene riconosciuto nella differente
rilevanza della questione metodologica: “The trial and error methods applicazione tra due tipi insediativi diversi, così l‟applicazione sul
medesimo tipo consente di individuare con evidenza le differenze nel modo
242 Il fatto che il principale lavoro di Kuhn esca nel 1962 può divenire un modo per
interpretare comunque tali istanze come emergenze di un dato momento storico. 243 Arthur Glikson, Humanisation du milieu, in “Le carré bleu”, n. 4, 1963.
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di condurre un procedimento progettuale. La combinazione delle due serie
poi ci mostra anche come variano gli strumenti dell‟architetto, la pianta e la
sezione. Dove l‟Orphanage non lascia alcun dubbio sul piano orizzontale
come generatore del progetto, la BFU trova, anche grazie al confronto con
l‟Unité, le motivazioni nella sezione verticale per verificare le potenzialità di
trasformazione del sistema.

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