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Conversione statica - Convertitori c.c. /c.c. - Cap. XI A.A.

2008/2009

1

1

Chopper ..............................................................................................................................2

1.1

Influenza della frequenza di funzionamento (saltare)................................................4

2

Convertitori c.c. /c.c. a Tiristori (Saltare)..........................................................................7

3

Convertitore Buck............................................................................................................10

3.1

Modalit Continua....................................................................................................11

3.1.1

Convertitore Step-down con carico R-L serie (saltare)....................................12

3.2

Modalit di conduzione discontinua.........................................................................12

4

Convertitore Boost............................................................................................................14

4.1

Modalit Continua....................................................................................................15

4.2

Modalit di conduzione discontinua.........................................................................16

5

Convertitore Buck-Bust....................................................................................................17

6

Convertitore CUK (saltare) ..............................................................................................20

7

Controllo dei converitori dc/dc.........................................................................................21

8

Convertitore a ponte.........................................................................................................21

9

Confronto fra i convertitori cc/cc non isolati ..................................................................26

10

Appendice I ..................................................................................................................27

11

Appendice II .................................................................................................................28


Conversione statica - Convertitori c.c. /c.c. - Cap. XI A.A. 2008/2009

2
XI CONVERTITORI C.C./C.C.

I convertitori c.c./c.c, sono dispositivi che permettono di alimentare un carico,
mediante una tensione regolabile con continuit da un valore minimo a un valore
massimo, a partire da una sorgente in c.c.. Idealmente essi possono essere assimilati ad
un interruttore interposto tra la sorgente in c.c. ed il carico: variando il rapporto (duty
cycle) tra il periodo di tempo t
on
in cui l'interruttore chiuso e il periodo complessivo
T di un ciclo in cui l'interruttore viene chiuso ed aperto, possibile variare con
continuit il valore medio della tensione "continua" applicata al carico.


Fig. 11.1 - Principio di funzionamento di un chopper; a)schema circuitale,
b)tensione e corrente

I convertitori dc/dc utilizzano come interruttori dei componenti elettronici di potenza,
lavorano con frequenze di interruzione elevate e generano in uscita una tensione
unidirezionale , somma della tensione continua voluta e di una tensione alternata ad
elevata frequenza. Questultima componente pu essere abbattuta con un opportuno
filtro non dissipativo passa-basso, che pu fare parte integrante del convertitore o del
carico. Questi convertitori possono essere classificati come Buck Converter
(abbassatore), Boost Converter (innalzatore) e Buck-Boost Converter (abbassatore
innalzatore); tutti gli altri schemi possono essere derivati da questi. Prima di analizzare
ciascuno dei predetti convertitori e di quelli che vengono da questi derivati, anche per
ragioni storiche, verr trattato il cosiddetto chopper
.


1 Chopper
Il chopper utilizzato gi dagli anni 70 in molte applicazioni di potenza ( per es. nelle
motrici ferroviarie) altro non che un convertitore Step Down o Buck. In fig.11.1-a
mostrato lo schema di principio dell'apparecchiatura base in esame che alimenta un
carico costituito da un motore in c.c. L'interruttore H dello schema di figura realizzato
nella realt attraverso un componente elettronico di potenza ( Tiristore, GTO, IGBT, o
Mosfet). Il diodo D detto di "libera circolazione" e consente la conduzione della
corrente nel carico, dovuta all'energia magnetica immagazzinata nel motore, allorche'
l'interruttore H viene aperto. L'induttanza L posta in serie al carico, un'induttanza
di spianamento che limita l'ondulazione presente nella corrente di carico ed
immagazzina l'energia necessaria alla circolazione di tale corrente durante il periodo di
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apertura dell'interruttore H. Il suo dimensionamento quindi legato sia alla
ondulazione ammessa dal carico da alimentare sia alla frequenza di apertura e chiusura
dell'interruttore H (frequenza di funzionamento del chopper f=1/T).
Con riferimento alla fig. 11.1-b si vede che, indicata con E la tensione fornita dalla
sorgente in c.c., t
on

il tempo di conduzione, t
off
il tempo di non conduzione e T somma
di t
on
e t
off
dello switch H, la tensione media V
m

applicata al carico pari a:

E
T
t
E V
on
m
=

=
(11.24)


Fig. 11.2 - Modalit di funzionamento di un chopper; a)frequenza fissa,
b)frequenza variabile, c)tempo di conduzione e frequenza variabili

E quindi possibile variare con continuit il valore di questa tensione variando il
rapporto =t
on
/T (duty cicle), tale variazione pu essere realizzata in 3 modi (fig.
11.2):

1 - Mantenendo fisso il valore di T e variando il tempo di conduzione t
on
tra 0 e T
(funzionamento a frequenza fissa)
2 -Mantenendo fisso il valore di t
on
e variando il valore del periodo T (funzionamento
a frequenza variabile)
3 -Variando contemporaneamente sia il valore di t
on
che quello di T,

Consideriamo ora le due fasi di funzionamento:

A) Interruttore H chiuso (0 <t <t
on
)
Indicata con R la resistenza offerta dal carico, la corrente

I
h

che attraversa H, pari a
quella I
R

che assorbe il carico, cresce esponenzialmente da un valore minimo I
min
,per
t=0, ad un valore massimo I
max
per t=: t
on

h R
tR L
I I I e
E R E R = = + ( )
min
/
(11.25)
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per cui:
max min
/
( )
I I e
E R E R
R L
= +

(11.26)


L'espressione (11.25) pu essere facilmente ricavata, se si considera un generico
periodo di chiusura dell'interruttore H, con condizione iniziale tale che I
h
=I
R
=I
min
.
B) Interruttore H aperto (t
on
<t <T).
Se all'istante t=t
on
si apre l'interruttore, l'energia immagazzinata dall'induttanza L
consente la circolazione nel carico e nel diodo D di una corrente che decresce
esponenzialmente dal valore massimo Imax al valore minimo Imin per t=T:

D R
R t L
I I I e
= =


max
( ( )/ )
(11.27)

per cui:


I I
R t L
min max
( ( )/ )
=

e

(11.28)

Il rapporto:


I I
I
R t L max min
max
( ( )/ )


= 1- e

(11.29)

mostra che l'ondulazione di corrente nel carico tanto minore, quanto piu' grande la
costante di tempo L/R rispetto al tempo di apertura (T- t
on
) di H. Quindi il carico sar
attraversato da una corrente IR debolmente ondulata il cui valore medio sar:


R
V
I
m
m
=
(11.30)

Generalmente i choppers vengono utilizzati in funzionamento a frequenza fissa e a
tempo di conduzione variabile. La scelta della frequenza di funzionamento un
problema che viene affrontato effettuando un compromesso tra le esigenze di
dimensionamento del chopper e quelle di filtri a monte e a valle di esso.
1.1 Influenza della frequenza di funzionamento (saltare)
a) Influenza della frequenza di funzionamento sui componenti del chopper
I dispositivi elettronici di potenza utilizzati per realizzare la funzione
dell'interruttore H hanno perdite legate sia al periodo di conduzione (H chiuso) sia alla
fase di commutazione (apertura o chiusura di H). Tali perdite aumentano con la
frequenza di funzionamento del chopper con un conseguente declassamento delle sue

prestazioni. In pi nei choppers a
tiristori necessario un tempo minimo di conduzione,

min
,
per la preparazione del circuito ausiliario di spegnimento (ci apparir piu' chiaro
in seguito). Ne segue che il campo di regolazione della tensione media sul carico :


V
min
V
m
E (11.31-a)

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in cui V
min
il valore di tensione minimo pari a:

V
T
E
min
min
=


(11.31-b)

evidente quindi come per ottenere valori piccoli di V
m
, fissato
min
sia necessario
scegliere un valore abbastanza elevato di T e quindi limitare il valore della frequenza di
funzionamento prescelta. D'altra parte si pu notare che al diminuire di T e quindi

all'aumentare di f aumentano le perdite. Queste due condizioni spiegano il motivo per il
quale, tenendo conto del comportamento dei diversi componenti elettronici, si tende a
lavorare nell'ordine, compatibilmente con i livelli di potenze in gioco, con Mosfet,
IGBT e GTO.

b) Influenza della frequenza di funzionamento sul carico.
Se il carico, alimentato attraverso chopper, costituito da un motore a c.c.,
l'ondulazione presente nella corrente di uscita del chopper ha effetti negativi sia sulle
perdite addizionali del motore che sulla qualit della commutazione.
Come detto precedentemente, l'ondulazione di corrente influenzata dalla costante di
tempo del motore e dalla frequenza di funzionamento del chopper. Un valore troppo
basso di frequenza porta a dover prevedere una induttanza di spianamento L molto
ingombrante, pesante e di elevato costo.
L'ondulazione di corrente pu essere espressa nella forma:

L f
E t
L
V E
I
on
m
m

) 1 (

=
(11.32)

e raggiunge il valore massimo:

L f
E
I
mk
4
=
(11.33)

per =0.5

c) Influenza della frequenza di funzionamento sulla sorgente di alimentazione.
Come mostrato in fig. 11.1 la corrente prelevata dalla sorgente di alimentazione di
tipo impulsivo. Nel caso in cui la sorgente presenti una impedenza non trascurabile (e' il
caso di un sistema di trazione elettrica, in cui la sorgente di alimentazione in c.c.
costituita da una sottostazione di conversione che alimenta il carico attraverso una linea
di trazione con induttanza trascurabile), necessario introdurre un filtro per "spianare"
la corrente di linea; ci al fine sia di limitare le sovratensioni all'ingresso del chopper,
sia di evitare perturbazioni agli altri utilizzatori. Utilizzatori che nel caso di un sistema
di trazione elettrica sono per esempio i circuiti di segnalazione e telecontrollo.
Il filtro costituito da una induttanza L e da un condensatore C , per evitare
eventuali fenomeni di risonanza, il periodo corrispondente alla frequenza di
funzionamento del chopper non dovr essere multiplo intero del periodo proprio del
filtro e dovr essere verificata la condizione:


2
0 0
C L T
(11.34)

Con calcoli che qui tralasciamo possibile mostrare che l'ondulazione, sulla corrente di
linea, diminuisce quanto piu' elevati sono sia valori di L
0
e C
0
, sia il valore della

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frequenza di funzionamento del chopper. In particolare il valore di tale ondulazione di
corrente diminuisce con il quadrato di f. Ci porta ad avere interesse a frequenze di
funzionamento del chopper sufficientemente grandi, al fine di minimizzare il
dimensionamento del filtro.
Valori di un certo interesse sono quelli che vanno dai 500 ai 2000 Hz, ma mentre con i
GTO si possono facilmente ottenere valori compresi tra i 1000 e i 2000 Hz, con i
tiristori difficile oltrepassare i 500 Hz: attualmente per chopper di potenza elevata i
tiristori disponibili consentono frequenze di funzionamento dell'ordine dei 300400 Hz.
Quindi nel caso di choppers di potenza elevata (P >1000 kW) in cui era necessario
utilizzare tiristori, si cercava di contenere il dimensionamento dei filtri aumentando
artificialmente la frequenza di funzionamento ricorrendo all'accoppiamento di n
choppers elementari, funzionanti ciascuno alla frequenza f, che alimentano in parallelo
il carico. In fig. 11.3 mostrato un esempio per n=3, il funzionamento di ciascuno
degli n choppers sfasato rispetto agli altri di T/n, e che dal punto di vista del
dimensionamento ognuno di essi erogher un valore medio di corrente pari a Im /n, se Im
il valore medio di corrente assorbito dal carico.
La frequenza di pulsazione della corrente di linea sar nf, e l'ampiezza di ciascuna
pulsazione sar n volte piu' piccola di quella che si otterrebbe con un unico chopper, che
eroga al carico lo stesso valore medio di corrente.
Si dimostra che l'ondulazione della corrente di linea inversamente proporzionale al
cubo del numero di chopper elementari accoppiati in parallelo. Ne segue che, a parit di
ondulazione della corrente ammessa, la disposizione adottata consente di ridurre
considerevolmente il dimensionamento del filtro di linea, inoltre la condizione di non
risonanza del filtro diventa in questo caso:


2
0 0
C L T / n
(11.35)

e cio meno onerosa da realizzare.
Nei capitoli successivi verr prima mostrato il funzionamento di un chopper a tiristore,
sopratutto per mostrare i limiti e le difficolt di utilizzare tale componente e quindi i
motivi che hanno portato allo sviluppo e allimpiego degli altri componenti;
successivamente verranno trattati i principali schemi di convertitori c.c./c.c. oggi
adottati.
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Fig. 11.3 - Filtro di alimentazione; a)schema elettrico, b) - Accoppiamento in parallelo
di tre chopper elementari;


2 Convertitori c.c. /c.c. a Tiristori (Saltare)


Un tiristore, alimentato attraverso una sorgente in c.c., necessita di un circuito
ausiliario per interrompere la sua conduzione. proprio per il tipo di circuito di
spegnimento utilizzato che si differenziano tra di loro gli schemi di choppers impiegati.
Se vero che i choppers a frequenza variabile utilizzano un circuito di spegnimento
relativamente piu' semplice e quindi piu' economico dei choppers a frequenza fissa,
tuttavia il loro impiego limitato a potenze di valore modesto. D'altra parte i choppers
a frequenza fissa sono generalmente preferiti oltre che per le potenze piu' elevate
ottenibili, anche per la semplicit delle operazioni di regolazione e controllo, nonche'
per la possibilit di dominare gli effetti che essi hanno sulla sorgente di alimentazione
quando questa presenti una impedenza propria non trascurabile. Ci occuperemo, di
seguito, dei choppers a tiristori a frequenza fissa descrivendo le modalit di
funzionamento del tipo di chopper mostrato in fig. 11.4.
Questo tipo di chopper costituito essenzialmente da un tiristore principale Th1 e da
un diodo di "libera circolazione" D. Gli altri elementi del circuito permettono lo
spegnimento di Th1 attraverso la scarica del condensatore Cd e quindi la regolazione del
tempo di conduzione del chopper. La scarica del condensatore Cd provocata portando
in conduzione il tiristore ausiliario Th2. Il tiristore Th1' consente l'inversione della
carica immagazzinata in Cd attraverso l'induttanza Ld. Le induttanze , utilizzate per
limitare
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Fig. 11.4 - Chopper a tiristori a frequenza fissa; a)schema elettrico; b)tensioni e
correnti

il di/dt all'istante in cui vengono posti in conduzione i tiristori T
h1
' e T
h2
, saranno
considerate nulle per semplificare la descrizione delle fasi di funzionamento del
circuito.

A) Conduzione del tiristore principale T
h1

All'istante t =0 vengono portati in conduzione il tiristore principale T
h1
ed il tiristore
d'inversione T
h1
'. A partire da questo istante quindi la tensione applicata al carico
quella fornita dalla sorgente (+E), e la corrente I assorbita attraverso T
h1
inizia a
crescere a partire da un valore minimo I
min
. Contemporaneamente, l'innesco di T
h1
'
permette al condensatore C
d
(inizialmente carico con le polarit indicate in fig. 11.23-a
ad una tensione circa pari a +E) di oscillare con l'induttanza L
d
: dopo un tempo pari al
semiperiodo del circuito oscillante, la corrente I
c
si annulla e produce lo spegnimento
del tiristore T
h1
' con il conseguente arresto del fenomeno oscillatorio. Il condensatore C
d

resta quindi carico ad una tensione pari circa a -E. Il tiristore ausiliario T
h2
che prima
dell'istante t=0 si trovava in conduzione, all'accensione del tiristore principale T
h1
viene
interdetto. Nella descrizione dei fenomeni si ipotizzata per semplicit la
contemporanea accensione dei tiristori T
h1
e T
h'1
. In realt necessario ritardare
l'accensione di T
h1
' rispetto a T
h1
in modo da applicare su T
h2
una tensione inversa per il
tempo sufficiente, affinche' questi recuperi le sue propriet di blocco. Successivamente
l'inversione di polarit del condensatore C
d
lo pone in uno stato di "disponibilit" alla
conduzione, cioe' T
h2
si trova sottoposto ad una polarizzazione diretta che consentir il
passaggio allo stato di conduzione non appena verr inviato un opportuno segnale
all'elettrodo di comando del tiristore.


L
V
m
E
+
-
I
d
D
t
t
t
t
I
r
I
max
I
mi n
V
m
I
m
C
o
T
h1
T
h2
L
1
L
2
L
d
T'
h1 V
c
C
d
L
o
i
c

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B) Conduzione del tiristore ausiliario T
h2

All'istante t=T
1
viene portato in conduzione il tiristore ausliario T
h2
attraverso un
segnale inviato al suo elettrodo di comando. Ne segue che istantaneamente una
tensione inversa pari a circa -E applicata ai capi del tiristore principale T
h1

provocandone l'interdizione. La corrente viene fornita al carico dalla scarica del
condensatore C
d
attraverso il tiristore T
h2
. Mentre il condensatore C
d
si scarica sul
circuito di carico, la sorgente provvede a ricaricarlo con polarit inversa (uguale a
quella di fig. 11.23-a) sino al valore +E. Il fenomeno di inversione di carica del
condensatore C
d
dura un tempo pari a T=2E C
d
/I, tale intervallo di tempo dovr essere
molto grande rispetto al tempo necessario al tiristore T
h1
per recuperare le propriet di
blocco. La tensione applicata al carico decresce durante la scarica del condensatore dal
valore +2E fino ad annullarsi nell'istante in cui la sorgente ha ricaricato con polarit
inversa +E il condensatore C
d
. A causa della ricarica con polarit inversa del
condensatore C
d
anche la tensione ai capi dei tiristori T
h1
e T
h1
' si inverte divenendo una
tensione di polarizzazione diretta che pone i tiristorei in uno stato di "disponibilit" alla
conduzione.

C) Conduzione del diodo di libera circolazione D
Allorche' all'istante t=T
1
+T
2
= la tensione di carica del condensatore C
d
uguale a
quella della sorgente, il diodo D, fino ad allora sottoposto ad una tensione inversa, inizia
a condurre, poiche' come detto al punto B) in questo istante si annulla la tensione
applicata al carico. La corrente di carico si richiude perci attraverso il diodo di libera
circolazione D ed sostenuta dalla energia immagazzinata nella induttanza di
spianamento L.
Tale corrente decresce da un valore massimo I
M
ad un valore minimo I
min
dall'istante
t= all'istante t=T pari al periodo corrispondente alla frequenza di funzionamento del
chopper.
All'istante t=T le fasi di funzionamento del circuito riprendono secondo la sequenza
descritta nei precedenti punti A) e B).




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3 Convertitore Buck

Questo convertitore del tipo c.c./c.c., detto anche abbassatore (step-down), produce
una tensione di uscita V
o
inferiore alla tensione di ingresso V
d
. Se si suppone che il
carico sia resistivo puro, che lo switch
1
(fig.11. 5) abbia un tempo di chiusura pari a t
on

e di apertura pari a t
off
con T=t
on
+t
off
, la tensione di uscita pu scriversi:
V
o
=V
d
, con =t
on
/T.


Fig. 11. 5 - Schema del Buck (step-down) Converter

In figura 11. 5 mostrato lo schema realizzativo di questo convertitore, in esso
compare oltre allo switch
2
anche un filtro LC, passa basso, per diminuire la fluttuazione
sulla tensione di uscita la cui frequenza di taglio deve essere inferiore alla frequenza di
switching. Nella figura si pu anche osservare la presenza di un diodo che consente nel
periodo t
off
il passaggio della corrente induttiva del filtro o del carico se questo non
resistivo puro. Infine la capacit deve essere scelta abbastanza grande in modo che la
tensione sul carico resti per quanto possibile costante, cosicch la corrente che scorre
nell'induttanza del filtro resti quasi uguale alla corrente sul carico, essendo molto
piccola la corrente assorbita dalla capacit.
Tale tipo di convertitore pu funzionare sia in modalit continua che discontinua, a
seconda che la corrente che scorre nel carico sia continua o discontinua.





1

La presenza dello switch rende i circuiti tempo varianti, quindi vngono rappresentati in modo diverso a
seconda che questo nella modalit t
on
o t
off.

2

Il cui comando a logica PWM (power wave modulation).

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11
3.1 Modalit Continua

In questo modo di funzionamento la corrente I
o
che scorre nel carico sempre
unidirezionale e diversa da zero; allorch lo switch nell'intervallo di tempo t
on
il
diodo polarizzato inversamente e la corrente nell'induttanza cresce in modo da
aumentare l'energia magnetica nell'induttore, ai cui capi verr a cadere una d.d.p. V
d
-V
o
.
Quando lo switch , invece , nell'intervallo di tempo t
off
la corrente che scorre
nell'induttanza decresce ed ai capi di questa vi sar una d.d.p. V
l
=-V
o
.

Fig. 11.6 - Buck converter in modalit di conduzione continua, a) circuito nel periodo
t
on
, b) circuito nel periodo t
off


In condizioni di regime l'energia immagazzinata nell'induttanza nel periodo t
on
deve
essere uguale a quella ceduta durante il t
off
, o considerando costante la corrente il flusso
allinizio ed alla fine del periodo T resta invariato, quindi l'integrale della tensione in un
periodo deve essere nullo. Pertanto il flusso nellinduttanza vale:

(V
d
-V
o
) t
on
=V
o
t
off
=V
o
(T- t
on
)


= =
T
t
V
V
on
d
0


inoltre, trascurando le perdite di potenza nei diversi elementi circuitali, si ha:

1
0
= =
on d
t
T
I
I


In questa modalit di funzionamento, il circuito si comporta come un trasformatore, in
cui il rapporto spire sostituito dal rapporto che varier tra 0 ed 1.


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12
3.1.1 Convertitore Step-down con carico R-L serie (saltare)
Si consideri il circuito di fig. con un carico R-L serie, lequazione differenziale che lo
regola pu essere vista nei due modi di funzionamento , il modo 1 in cui lo switch on
e quello in cui lo switch off.
Modo 1 per 0<t<t
on

( ) ( )
( )
dt
t di
L t Ri t V
1
1
+ =

La cui soluzione come pu ricavarsi dagli sviluppi riportati in appendice vale:
( )
( )
( )
t t
e
R
t V
e I t i

+ = 1
1 1

con I
1
pari al valore di i
1
(t) nellistante t=0+, alla fine del modo cio per t=t
on
la corrente
i
1
(t)=I
2
.

Modo 2 per t
on
<t<t
on
+t
off.

Lequazione differenziale che governa il sistema vale:
( )
( )
dt
t di
L t Ri
2
2
0 + =
ricordando che la corrente nellistante iniziale del modo vale I
2
, la corrente pu
scriversi:
( )
t
e I t i

=
2 2
ed alla fine del modo, cio per t=t
on
+t
off.
la corrente i
2
(t) pari ad I
1
.


3.2 Modalit di conduzione discontinua
Si pu osservare che al variare dei valori dei parametri del circuito si giunge a una
modalit di conduzione della corrente nel carico discontinua; nella zona di confine tra
questa modalit e quella di conduzione continua prima analizzata, la corrente I
l
nell'induttanza, al termine del periodo T, giunge ad annullarsi, per poi crescere per il
periodo ton, e decrescere fino ad annullarsi nuovamente al termine del periodo t
off
.
Il valore limite medio della corrente che scorre nell'induttanza, vale:
( ) ( ) ( )

= = = = 1
2

2

2 2
0 0
,
L
V T
V V
L
T
V V
L
t
I
I
d
d d
on
picco l
lb


se il valore medio della corrente i
l
(t) scende al di sotto di I
lb
il funzionamento diventa
discontinuo.



Fig.11.7 Corrente limite al variare di
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13
Analizziamo di seguito il caso di funzionamento discontinuo con V
d
costante e V
o

variabile al variare di . Si pu osservare che che il valore massimo di corrente limite
I
lb
si ha per un valore di pari a 0.5, e quindi
I
T V
L
lbmsx
d
=
8

e quindi I
lb
=4 I
lb
,
max
(1-).
Se si mantengono costanti tutti i parametri del circuito, aumentando solo il valore della
resistenza di carico, il valore medio di corrente nell'induttanza diminuisce mentre
aumenta il valore V
o
, vi sar pertanto un periodo di tempo
2
T in cui la corrente non
scorre piu' nel carico, e quindi solo in una parte del tempo t
off
, pari a
1
, la corrente di
carico sar diversa da zero. Si pu pertanto scrivere:
T
t
T
t
off
on
= + =
2 1
;

( )
( ) ( ) T V T V
T V T V V
d
d


1 1 0
1 0 0


+ =
=


1
0


+
=
d
V
V


il valore di picco della corrente che scorre nell'induttanza sar:
T
L
V
I
L

1
0
picco
=


e quindi il valore medio di corrente I
o
pu ricavarsi a partire dal valore massimo,
tenendo conto che il tempo in cui passa la corrente nellinduttanza pari a ( +1 )T

lpicco
I I
2
1
0
+
=


Fig.11.7 - Convertitore Buck, caratteristiche di funzionamento di conduzione continuo e
discontinuo nel piano V
0
/V
D,
I
0
/I
LB,max


sostituendo ad Il,picco il valore massimo della corrente limite, si ottiene il valore del
rapporto V0/Vd.


max
0
1
4
lb
I
I
=
;
max .
0 2
2
0
4
lb
d
I
I
V
V


=

Conversione statica - Convertitori c.c. /c.c. - Cap. XI A.A. 2008/2009

14

Nella figura 11. 7 riportata la zona di funzionamento continuo e discontinuo al variare
di V
d
. Infine per il circuito di fig. 11. 5, sono mostrati in fig.11. 7 i valori della tensione
ai capi dello switch, dell'induttanza e del carico, e le relative correnti per il caso
continuo e per quello discontinuo. Il ripple di tensione in uscita pu essere calcolato,
considerando un valore di capacit finito, a partire dal valore picco-picco della V
o
.
L
T I
C C
Q
V
L

2 2
1

1

0

=

=


con
2
L
I
picco del ripple di corrente che scorre nellinduttanza per un tempo T
s
/2.
T
L
V
I
L
) 1 (
0
=


2
2 2
0
0
) 1 (
2
) 1 ( T
8
1

s
c
f
f
LC V
V




in cui f
c
la frequenza di oscillazione del filtro LC ed f
s
la frequenza di switching.



4 Convertitore Boost

Questo convertitore del tipo c.c./c.c., detto anche innalzatore (step-up), produce una tensione
di uscita V
0
superiore alla tensione di ingresso V
d
, per es. utilizzato nella frenatura a
recupero dei motori in cc. Si suppone che il carico sia resistivo puro, che lo switch abbia un
tempo di chiusura pari a t
on
e di apertura pari a t
off
con T=t
on
+t
off
. In figura 11. 8 mostrato
lo schema realizzativo di questo convertitore, in esso compaiono oltre allo switch con blocco
di comando a logica PWM anche un diodo di ricircolo con filtro LC, passa basso, ed una
capacit, i cui significati ed impieghi sono gi stati trattati nel convertitore buck.
Tale tipo di convertitore pu funzionare sia in modalit continua che discontinua, a seconda
che la corrente che scorre nel carico sia continua o discontinua.
Conversione statica - Convertitori c.c. /c.c. - Cap. XI A.A. 2008/2009

15

Fig.11. 8 - Convertitore Boost, circuito realizzativo(a) tempo variante, schema elettrio
nellintervallo t
on
(b), schema elettrico nellitervallo t
off
(c), e caratteristiche della
tensione e corrente nellinduttanza.



4.1 Modalit Continua

In questo modo di funzionamento la corrente Io che scorre nel carico sempre
unidirezionale e diversa da zero; allorch lo switch nell'intervallo di tempo t
on
il diodo
polarizzato inversamente e la corrente nell'induttanza cresce in modo da aumentare l'energia
magnetica nell'induttore, ai cui capi verr a cadere l'intera tensione applicata V
d
. Quando lo
switch , invece, nell'intervallo di tempo t
off
la corrente che scorre nell'induttanza decresce ed
ai capi di questa vi sar una d.d.p. V
l
=V
d
- V
o
. In fig. 11.8 sono riportati i circuiti elettrici
lineari relativi allintervallo t
on
(b)e T-t
on
(c).
In condizioni di regime l'energia immagazzinata nell'induttanza nel periodo t
on
deve essere
uguale a quella ceduta durante il t
off
, pertanto:

( )

= =
=
1
1
I
0
l 0
off d
on d off l d
t
T
V
V
t V t I V V


inoltre, trascurando le perdite di potenza nei diversi elementi circuitali, si ha:

= = 1
0
0
V
V
I
I
d
d



Conversione statica - Convertitori c.c. /c.c. - Cap. XI A.A. 2008/2009

16
4.2 Modalit di conduzione discontinua
Si pu osservare che al variare dei valori dei parametri del circuito si giunge a una modalit di
conduzione della corrente nel carico discontinua; nella zona di confine tra questa modalit e
quella di conduzione continua prima analizzata, la corrente nell'induttanza I
l
al termine del
periodo T giunge ad annullarsi, per poi crescere per il periodo t
on
, e decrescere fino ad
annullarsi nuovamente al termine del periodo t
off
.


Fig.11. 9 - Convertitore Boost, caratteristiche di funzionamento di conduzione continuo
limite e discontinuo.

In fig. 11.9 tracciato landamento del rapporto I
o
/I
omax
al variare di , per diversi
valori del rapporto V
d
/V
o
tenendo costante V
o
, evidenziando la zona di discontinuit.
Il valore limite della corrente che scorre nell'induttanza, vale:

( ) = = = 1
2 2 2
0
,
L
TV
V
L
t
I
I
d
on
picco l
lb


molto importante in questo tipo di convertitore il valore medio della corrente di uscita sul
carico, poich il valore della corrente nellinduttanza e quello che viene dalla sorgente lo
stesso (I
l
=I
d
), si pu scrivere

( )
2
0
0
0
1
2
;
1

=
L
TV
I
I
I
b
b
lb


se il valore medio della corrente i
l
(t) scende al di sotto di I
lb
il funzionamento diventa
discontinuo.
Posto V
o
costante e quindi la tensione di ingresso variabile, si osserva che il valore massimo
di corrente limite si ha per un valore di pari a 0.5, e quindi

I
TV
L
lb
d
,max
=
8


Conversione statica - Convertitori c.c. /c.c. - Cap. XI A.A. 2008/2009

17
e quindi I
lb
=4 Ilb,max (1-), mentre il valore massimo di corrente di uscita si raggiunge per
=0.33, con

( )
max , 0
2
0
1
4
27
b b
I I =


Se si mantengono costanti tutti i parametri del circuito diminuendo solo il valore della
resistenza di carico, e quindi della potenza di carico, pur mantenendo costanti V
d
e , la
corrente nell'induttanza diventa discontinua, e aumenta il valore V
0
. Effettuando
luguaglianza del flusso assorbito e ceduto dallinduttanza si ha:

(V
d
- V
o
)
1
T =(- V
d
) T


0
1 0

I
I
V
V
d
d
=
+
=




il valore medio della corrente fornta dalla sorgente in ingresso, uguale al valore di corrente
nell'induttanza, pu scriversi:

) (
2
=
1
T
L
V
I
d
d
+


Poiche' V
0
dovr rimanere costante, in caso di funzionamento discontinuo dovr variare in
funzione del carico. Se tale regolazione non viene effettuata V
0
non resta costante, ed una
energia pari a


L
T V
I
L
d
picco l
2
) (

2
2
2
,

=


viene fornita dalla sorgente al condensatore ed al carico, con possibilit di danneggiare il
condensatore stesso.
Nel caso di funzionamento discontinuo il ripple di tensione in uscita V
o
pari allintegrale
del ripple di corrente che scorre nel diodo. Infatti assumendo costante la corrente I
o
, il ripple
della corrente nel diodo viene assorbito dal condensatore, e va a formare il ripple di tensione.
Tale variazione se il carico resistivo pu scriversi:

C
T
R
V
C
Q
V

=
C
T I

0
0

=

=



5 Convertitore Buck-Bust
Il convertitore, cosidetto buck-bust, ottenuto dalla connessione in cascata dei due
convertitori: quello step down e quello step up. Trova applicazione nei regolatori di tensione
continua in cui il morsetto negativo della tensione in uscita ha un valore in modulo maggiore
o minore del valore di tensione in ingresso, la polarit in questo caso invertita rispetto al
terminale comune della tensione in ingresso. In regime permanente, il rapporto tra la tensione
di ingresso e di uscita , anche in questo caso, funzione del l duty cycle .

Conversione statica - Convertitori c.c. /c.c. - Cap. XI A.A. 2008/2009

18

Fig.11.10- Convertitore Buck-Bust, schema elettrico e funzionamento in conduzione continua

In fig. 11.10 (a) riportato lo schema del convertitore , si pu osservare che quando lo switch
chiuso fig.11.10 (b) l'energia dalla sorgente va a caricare l'induttanza, quando invece lo
switch aperto, fig 11.10 (c), l'energia immagazzinata nell'induttanza trasferita al carico,
si tenga presente che il valore di capacit C deve essere elevata affinche' la tensione ai capi
del carico resti costante. In fig. 11.10 ( c) riportato infine l'andamento della tensione e della
corrente sull'induttanza, e dallesame del verso di I
o
si pu osservare linversione di polarit
nella tensione di uscita. Pertanto lungo un intero periodo T
s
la variazione di flusso e quindi
l'integrale della tensione vale:

V
d
T +(-V
o
) (1-) T =0

da cui


1
;
1
0 0

=
d d
I
I
V
V



Dalle equazioni precedenti si pu osservare come al variare del duty cycle il valore di
tensione in uscita pu essere maggiore o minore di quella in ingresso. Il punto di psssaggio tra
la conduzione continua e quella discontinua si ricava tenendo conto che per tale
funzionamento la corrente al termine di T deve annullarsi.
Pertanto il valore medio della tensione sull'induttanza e quello in uscita saranno :


) - (1
2


2


0
,

L
V T
L
V T
I I
d
picco l lb
= = =



Conversione statica - Convertitori c.c. /c.c. - Cap. XI A.A. 2008/2009

19

( )
2
0
0
0
) - (1
2


1


L
V T
I
I I I I I I
b
lb lb lb d lb b
=
= = =


In fig.11.11(a) riportato l'andamento della corrente e della tensione ai capi dell'induttanza
nel caso di funzionamento discontinuo, scrivendo l'integrale di tale tensione per il periodo
T, eguagliato allintegrale dellenergia magnetica nellinduttanza nel periodo (
1
)T a zero, si
ottiene il valore di I
l
al variare di , ed in fig. 11.31 (b) riportata la caratteristica V
d
/V
0

mantenendo V
0
costante, ponendo sullasse delle ascisse il rapporto
max , 0
0
b
I
I
tra la corrente sul
carico e la corrente sul carico massima al limite della zona di conduzione.

V
d
T +(-V
o
)
1
T =0 con T = T +
1
T +
2
T


1 0
1
0
; = =
d d
I
I
V
V



) (
2
1
+ = T
L
V
I
d
l



Fig.11.11. - Convertitore Buck Bust, a) forme d'onda in funzionamento discontinuo, b)
caratteristiche del rapporto Vd/V0 al variare di (duty cycle).
Conversione statica - Convertitori c.c. /c.c. - Cap. XI A.A. 2008/2009

20
6 Convertitore CUK (saltare)
Questo convertitore prende il nome dal suo inventore, simile come funzionamento al
convertitore Buck Bust ed ottenuto da questo utilizzando il principio di dualit. In fig.
11.32 riportato lo schema circuitale.

Fig.11.12 - Convertitore Cuk, schema circuitale.

allorche' lo switch chiuso l'energia dalla sorgente v a caricare l'induttanza L
1
, mentre il
carico, la capacit C di livellamento e l'induttanza L
2
sono alimentati dalla capacit C
1
,
quando invece lo switch in condizione di off, l'energia immagazzinata nell'induttanza viene
trasferita alla capacit C
1
e il carico alimentato dalla induttanza L
2
. Pertanto l'integrale delle
tensioni sia ai capi di L
1
che di L
2
, fatto in un periodo, pu scriversi:

( )( )
( ) ( )( )




1
0 1 V
1
1
0 1
0 1 0 0 c1 2
1 1 1
V V T V T V L
V V T V V T V L
c
d c c d d
= = +

= = +


da cui si ottiene:

=
1
;
1
0 0
d d
I
I
V
V

C
R
V
o
i
V
d
-
+
+
-
i
L1
i
L2
V
L2
V
L1
V
c1
o
o
c1
V
L1
V
L2
V
L2
i
L1
i
-
+
+
-
d
V
i
o
V
R
C
t
t
t
t
V
L1
V
L2
i
L1
i
L2
of f
on
V
d
- Vo
V
c1
- V
o
V
d
- V
c1
=V
o
on
of f
I
l 1
I
l 2

Fig. 11.13- Forme d'onda di corrente e tensione nel convertitore Cuk.

Conversione statica - Convertitori c.c. /c.c. - Cap. XI A.A. 2008/2009

21
Un vantaggio di questo circuito rispetto al convertitore Buck-Bust dato dal fatto che in
questo la corrente di ingresso e quella pilotata sono abbastanza libere da ripple,
contrariamente al primo convertitore in cui tale fenomeno molto accentuato, uno
svantaggio significativo invece rappresentato dall'elevato ripple di corrente che passa nel
condensatore C
1
.

7 Controllo dei converitori dc/dc
Nei convertitori sopra trattati il valore medio della tensione desiderata ottenuto, per una
fissata frequenza di switching f
s
(f
s
=1/T
s
), variando opportunamente le durate dei tempi di
switch on ed off del componente switching.
Evidentemente ogni tipo di convertitore ha un rapporto tra tensione di ingresso e di uscita
diverso, come si visto uno dipende da uno da 1 /(1-) ecc., ma tutti sono funzione dello
stesso parametro =t
on
/T
s
.
Di seguito viene mostrato uno schema per la determinazione del parametro legato ad una
tensione di ingresso V
0
, questo schema direttamente legato al convertitore buck, ma facile
estendere questo tipo di schema a tutti gli altri convertitori switching.
Si effettua un confronto fra una tensione triangolare V
tri
di periodo T
s
, sempre positiva, e la
tensione continua desiderata V
0
. La tensione triangolare ha un valore massimo pari al
massimo possibile della tensione ottenibile ed sempre positiva essendo questi convertitori
attivi in un solo quadrante. Se V
0
>V
tri
il componente switching risulta chiuso, in caso
contrario aperto, tale tipo di regolazione viene detto PWM, pulse wave modulation.

Fig.11.13b - modulazione PWM per convertitori switching
.
8 Convertitore a ponte

Il chopper a ponte (full-bridge) ha una struttura che ne consente l'impiego anche come
inverter (cc/ca), ci che differenzia il funzionamento nei due casi il controllo degli
switches, cio la loro sequenza di commutazione. Esso pu funzionare nei quattro quadranti
del piano V
0
-I
0
o C-n, il che lo f preferire in molti casi per l'alimentazione di un azionamento
in corrente continua in cui si vuole il rovesciamento sia della coppia che della velocit.
Lo schema del convertitore riportato in fig.11.14, in cui vi sono due switch e due diodi di
libera circolazione per ramo posti in antiparallelo. La tensione di ingresso fissa e pari a V
d
,
mentre quella di uscita pari a V
0
pu essere controllata in ampiezza e polarit , variando gli
istanti di conduzione degli switches. Si ricordi che gli switch dello stesso ramo non possono
condurre simultaneamente, per evitare ct. ct. che distruggerebbero i componenti del ramo, in
pratica anzi vi sar un intervallo di tempo (blanking-time) molto piccolo in cui ambedue gli
Conversione statica - Convertitori c.c. /c.c. - Cap. XI A.A. 2008/2009

22
switch sono in condizione di off, e si trascura tale condizione allora la corrente scorrer
sempre in un ramo. La presenza dei diodi in antiparallelo comporta una distinzione fra lo stato
on e quello di conduzione di uno switch. Infatti se uno switch acceso ma la corrente ha
verso opposto a quello ammesso dallo switch stesso allora la corrente scorrer nel diodo in
antiparallelo, se invece la corrente scorre nel verso ammesso dallo switch, si pu dire che
questo nello stato conducting time, ovviamente nello stato off tale distinzione non esiste. Si
consideri il ramo A di fig.11.14, la tensione V
an
rispetto al polo negativo n pu dedursi da:
1) quando T
a
on la corrente scorre attraverso T
a
se I
o
positivo o attraverso D
a
se negativo,
in ambedue i casi si avr:
v
an
=V
d

2)quando T
c

on, la corrente scorre in T
c
se negativa ed in caso contrario scorre in D
c
,
quindi:
v
an
=0

Da quanto sopra emerge che V
an
dipende, in un periodo T
s
, solo dallo stato degli switch T
a
e
T
c
del ramo A ed indipendente dal verso della corrente I
o
, dipende pertanto solo da V
d
e dal
duty cicle . Pertanto pu scriversi:

d
s
off on d
an
V
T
t t V
V
0
=
+
=

Per il ramo B possibile, ragionando nello stesso modo di quanto fatto per il ramo A,
giungere alle conclusioni sinteticamente sotto riportate:

1) T
B
=on e T
D
=off V
bn
= V
d

2) T
B
=off e T
D
=on V
bn
= 0

quindi in un periodo T
s
la tensione V
bn
, in funzione del duty cycle pu scriversi:
V
bn
= V
d

Pertanto la tensione di uscita V
o
ai capi del carico data dalla differenza tra V
an
e V
bn
ed
indipendente dalla grandezza e direzione della corrente.

Fig.11.14 - Convertitore c.c./c.c. a ponte.

Quindi l'uscita del convertitore V
0
=V
an
-V
bn
pu essere controllata regolando i duty cycle
degli switch ed indipendente dall'ampiezza e dal verso di I
0
. Il controllo di questo
convertitore diverso da quello degli altri convertitori cc/cc che funzionano in un solo
quadrante ed in cui V
0
non cambia polarit. In quelli infatti sufficiente confrontare la V
control

con una a dente di sega che non cambia polarit, in questo invece il confronto deve essere
realizzato con una tensione triangolare di frequenza pari a quella della portante, e che cambia
Conversione statica - Convertitori c.c. /c.c. - Cap. XI A.A. 2008/2009

23
polarit. Vi sono due possibilit' di funzionamento, quella PWM bipolare in cui la coppia T
a

et
c
e la coppia T
b
e T
d
passano insieme dallo stato on allo stato off e viceversa , e quello
cosiddetto PWM unipolare in cui i singoli elementi di una coppia lavorano scollegati.
Nel caso bipolare i segnali di gate si identificano dal confronto tra una funzione triangolare
V
tri
, a frequenza 1/Ts e una funzione di controllo V
control
. Finch V
control
>V
tri
la coppia T
A
e
T
D
on mentre T
C
e T
B
sono off, ne segue che:
V
an
=V
d
e V
bn
=0

Quando V
control
<V
tri
, la coppia T
A
-T
D
va in off mentre la T
B
e T
C
va in on e si ha:

V
an
=0 e V
bn
=V
d


In fig. 11.15 riportato a) l'andamento della V
control
e della V
tri
, b) la tensione V
an
ai capi del
ramo A del convertitore, c)la tensione V
bn
ai capi del ramo B del convertitore, d) la tensione
Vo =V
an
-V
bn
ai capi del carico, e)la corrente di carico nel caso I
0
>0, f) la corrente di carico
nel caso I
0
<0.


Fig. 11.15 - Grandezze caratteristiche in un chopper a ponte nel funzionamento bipolare

Come si pu osservare l'istante t
1
in cui V
control
=V
tri
pu ricavarsi a partire dallespressione
della triangolare nel tempo:
V V
t
T
t
V
V
T
tri mx
s
control
mx
s
= =
4
4
1
;

con V
mx
valore massimo della triangolare, dalla figura si pu inoltre osservare che il periodo
di tempo in cui conducono T
A
e T
D
:

+ =

+ =
s
mx
control
s
s
on
T
V
V
T
T
t t
2
1
4
2
1

Conversione statica - Convertitori c.c. /c.c. - Cap. XI A.A. 2008/2009

24

Il duty cycle della coppia T
A
T
D
sar allora

+ = =
mx
control
s
on
V
V
T
t
1
2
1


mentre il duty cycle della coppia T
B
T
C
il complemento di cio=1-.
La tensione V
0
, che d il nome di bipolare al tipo di funzionamento, pu allora scriversi in
funzione del duty cycle come
( ) ( )
d
mx
control
d d bn an
V
V
V
V V V V V = = = = 1 2
0



Il controllo del secondo tipo di funzionamento, detto di modulazione unipolare in quanto la
tensione V
0
sempre maggiore di zero, si basa sulla propriet che disponendo T
A
e T
B

simultaneamente on si portano i morsetti ai capi del carico allo stesso potenziale V
0
=0, lo
stesso effetto si ottiene portando simultaneamente on T
C
e T
D
. Questo fatto pu essere
sfruttato per migliorare la forma d'onda della tensione di uscita, e pu essere realizzato
confrontando la V
tri
con una V
control1
per determinare i segnali di commutazione del ramo A e
con una V
control2
per i segnali del ramo B. In fig. 11.16 riportato a) l'andamento della
V
control1
, della V
control2
e della V
tri
, b) la tensione V
an
ai capi del ramo A del convertitore, c) la
tensione V
bn
ai capi del ramo B del convertitore, d) la tensione Vo =V
an
-V
bn
ai capi del
carico, e) la corrente di carico nel caso I
0
>0, f) la corrente di carico nel caso I
0
<0.



Fig. 11.16 - Grandezze caratteristiche in un chopper a ponte nel funzionamento unipolare

Si pu osservare che la tensione V
0
assume sempre lo stesso segno mentre le correnti possono
essere sia positive che negative, inoltre l'espressione che lega il valore medio di V
0
alla V
control

resta ancora valida.
Se la f
s
la stessa nei due tipi di funzionamento, la modulazione unipolare genera una forma
d'onda della tensione di uscita migliore, ci in quanto l'effettiva frequenza di switching
Conversione statica - Convertitori c.c. /c.c. - Cap. XI A.A. 2008/2009

25
doppia e quindi le armoniche hanno frequenza multipla non di f
s
ma di 2f
s
, ed il contenuto
armonico minore perch le armoniche dispari hanno minore ampiezza e tutto ci porta ad
un ripple ridotto.
.
Conversione statica - Convertitori c.c. /c.c. - Cap. XI A.A. 2008/2009

26


9 Confronto fra i convertitori cc/cc non isolati

I convertitori step-down, step-up, buck-boost e cuk consentono il passaggio della corrente
solo in un senso, mentre ci non avviene nel full bridge che lavora invece nei quattro
quadranti.
Per valutare come gli switch sono utilizzati nei diversi chopper, si effettuino le seguenti
ipotesi:
1) la corrente media sul carico I
0
, nel funzionamento non discontinuo, pari alla corrente
nominale ammessa dal convertitore ed ha un ripple trascurabile.
2) la tensione di uscita v
0
(t) ha un valore medio V
0
pari alla tensione nominale ed ha un ripple
trascurabile.
3) nel caso in cui la tensione di ingresso V
d
varii, il duty cycle deve essere fatto variare in
modo da mantenere costante V
0
.
4) la potenza P
0
=V
0
I
0
dunque la potenza nominale di uscita dal convertitore.

Sotto le ipotesi sopradette, pu essere calcolato il massimo valore V
t
di tensione cui
sottoposto lo switch ed il massimo valore di corrente I
t
che scorre nello stesso, da queste
grandezze possibile fissare la potenza nominale dello switch e la potenza di
dimensionamento (P
t
=V
t
I
t
).
In fig. 11.17 mostrato per alcuni convertitori il fattore di utilizzazione P
0
/P
t
al variare del
duty cycle , con P
o
e P
t
rispettivamente potenza di uscita e di dimensionamento. Si pu
osservare che per il buck-boost ed il Cuk il valore di per cui lutilizzazione massima
cade per un valore di intorno a 0.5. Dal grafico si pu vedere che dove possibile
meglio utilizzare il buck ed il boost, il full bridge preferibile se si deve lavorare sui quattro
quadranti, mentre il Cuk ed il buck - boost sono da preferirsi se si vuole una inversione di
polarit della tensione in uscita. Invece per quanto riguarda il buck ed il boost poiche' il
massimo di utilizzazione si ha per =0 e per =1 una buona utilizzazione si ha se la tensione
di uscita V
0
nel suo range di variazione dello stesso ordine di quella di ingresso V
d
.



Fig.11.17 - Confronto tra diversi convertitori cc/cc, in funzione del duty-cycle.
Conversione statica - Convertitori c.c. /c.c. - Cap. XI A.A. 2008/2009

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10 Appendice I
Si consideri un circuito R-L serie al quale dallistante t=0 in poi viene applicata una tensione
V.
Applicando la seconda legge di Kirchhoff si pu scrivere:
) (
) (
) ( t V
dt
t di
L t Ri = +
effettuando la trasformata di Laplace per ciascun termine dellequazione precedente si ha:
s
s V
Li s sLI s RI
) (
) 0 ( ) ( ) ( = + +
in cui i(0+) rappresenta la corrente che scorre nel circuito R-L prima dellapplicazione della
tensione V(t). Nel caso in cui questa corrente nulla si pu scrivere:
L R s s L
V
s I
+

=
1 1
) (
la cui antitrasformata risulta pari a:
( )
R
L
e
R
V
t i
t
= =

con 1 ) (
Se la corrente prima della applicazione della V(t) diversa da zero e vale I
o
, supponendo il
sistema, nei suoi componenti, lineare applichiamo la sovrapposizione degli effetti,
lequazione in termini di trasformata di Laplace si pu scrivere:
L R s
I
s I
+
=
0
) (
la cui antitrasformata risulta pari a:
( )
R
L
e I t i
t
= =

con ) (
0

Se contemporaneamente si hanno ambedue le sorgenti, la corrente che scorre nel circuito
pari a:
( )
R
L
e
R
V
e I t i
t t
= + =


con 1 ) (
0

Conversione statica - Convertitori c.c. /c.c. - Cap. XI A.A. 2008/2009

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11 Appendice II

Fig. Convertitori cc/cc a ponte, modulazione bipolare.
Nello schema di sinistra gli switch T
A
e T
D
sono chiusi, mentre gli switch T
C
e T
B
sono aperti.
Nello schema di destra gli switch T
A
e T
D
sono aperti, mentre gli switch T
C
e T
B
sono chiusi;
linduttanza del carico forza la corrente a passare attraverso i diodi D
C
e D
B
.


Fig. Convertitori cc/cc a ponte, modulazione unipolare. Nello schema di sinistra sono chiusi
T
A
e T
D
, nello schema di destra invece T
A
e T
B
.

Fig. Convertitori cc/cc a ponte, modulazione unipolare.Sono chiusi gli switch T
C
e T
B
, lo
schema di sinistra mostra il percorso della corrente se ancora presente energia nellinduttanza,
lo schema di destra presuppone chelinduttanza successivamente alla commutazione sisia
scaricata.