Sei sulla pagina 1di 2

Ritratto del Santorio, premesso alla edizione completa delle sue opere,

stampata a Venezia nel 1660. Incisione di Giacomo Piccini.


Santorio Scultorio medico 71
Dorpat, L. Fuchs, Tabernemontanus, Otto von Brunfels (in Germani a); Lavoi-
sier, Lemery, Baum (Francia), Obizzi e Favaro, G.B. Della Porta; Newton,
Keplero, Copernico, Marsilio Ficino, G.P. della Mirandola; Del Gaizo, De
Renzi, Loris Premuda, il Castiglioni, lo Stancovich (Storici I taliani); Andrea
Vesalio, Falloppio, Fabrizio D'Acquapendente (col suo allievo Harvey), Eusta-
chio, G.B. Canano, M. De' Liuzzi (anatomisti). Da ricordare gli I striani Zarotti,
P.P. Vergerio, Goineo, Carlo Combi, Besenghi e G. Tartini, estranei per alla
Storia della Medicina.
Un consistente gruppo di questi studiosi fu presente col Santorio a Venezia,
citt particolare sia nel contesto italiano che in quello europeo. La Repubblica
Veneta godeva in infatti di una notevole libert di pensiero (anche in seguito,
in pieno illuminismo) rispetto alla Roma papale... In questo contesto vi da
ricordare Paolo Sarpi che venne ferito gravemente e che venne curato dal
Santorio. Da non dimenticare inoltre il Gi ordano Bruno che, come sappiamo,
venne invitato con un ignobile tranello a Venezia (dalla Germani a) dal nobile
Mocenigo che in seguito lo consegn nelle mani dell'I nquisizione a Roma, ove
mor arso vivo.
Da ricordare inoltre la nascita dell'Accademia dei Lincei, del Cimento e
l'Accademia Palladiana (derivata dall'antica compagnia della Calza) a Capodi-
stria, di cui fu socio il Santorio. Il Santorio viene considerato come l'iniziatore
della Medicina Moderna in Italia (nel 600') con il suo metodo scientifico razionale
(opposto a quello empirico precedente) inserito nella Scienza Sperimentale del
periodo rinascimentale. Questo nuovo pensiero si espande dall'I talia all'Europa
e segue gli studi sulla realt della Natura di Galileo Galilei. infatti Lui il vero
iniziatore della ricerca scientifica moderna con la sua sperimentazione basata
sui sensi, sui fatti, sulle prove e le osservazioni che cercano di scoprire le verit
nascoste della Natura. Il tutto con una critica oggettiva e libera nell'indagine.
Con la fine del Medioevo, con l'Umanesimo, con il Rinascimento (seguito
dall'I lluminismo) si assiste ad un progressivo e sostanziale mutamento nello
studio della Natura, non senza alcune critiche, contrasti col passato. La Tradi-
zione anteriore viene revisionata criticamente opponendosi ad Aristotele e alla
Scolastica con i suoi principi di autorit ("ipse dixit") e alla presenza di aspetti
magici, mistici, rituali, religiosi e di altre "forze" soprannaturali. In questo
ultimo contesto si ricordi che gi I ppocrate, in Grecia, non considerava pi
l'epilessia come un male "sacro". Questa Scienza Nuova, lo ripetiamo libera
e senza vincoli dogmatici, empirici del passato. Essa studia razionalmente i
fenomeni della Natura con un riscontro matematico, quantitativo, ponderal e e
geometrico. Alla base di tutto questo sta il metodo induttivo, analitico, attraverso