Sei sulla pagina 1di 28

APPARATO LOCOMOTORE

Sistema scheletrico > 200 ossa

Sistema muscolare > 370 muscoli

Sistema giunzionale delle articolazioni


OSSA:

Sono organi di varia forma e volume, di colore bianco-giallastro, di


consistenza solida e di grande resistenza meccanica.

Le ossa oltre a rispondere a necessità di statica e locomozione


rappresentano un deposito di sali minerali e calcio.

Struttura

Tutte le ossa sono avvolte in superficie da una membrana fibrosa,


densa e scollabile detta periostio.
In sezione presentano cavità rivestite di una sottile membrana detta
endostio. Le cavità contengono il midollo osseo che può essere di tipo
giallo (fibro-adiposo) o rosso (a funzione emo-poietica).
CLASSIFICAZIONE DELLE OSSA

Lunghe corpo allungato (diafisi) e estremità ingrossate (epifisi)

Piatte lunghe, larghe e piatte

Brevi non vi è una dimensione che prevale


(o corte)
Esempi di ossa lunghe,
ossa piatte e ossa brevi

Ossa sesamoidi = piccole formazioni


ossee inscritte all’interno di formazioni
tendinee
PNEUMATIZZAZIONE DELLE OSSA
Seni paranasali: sono cavità scavate nelle ossa che circondano la cavità nasali e che
sono in comunicazione con questa.

Prendono il nome dall’osso in cui sono poste:


seni frontali
seni sfenoidali
seni mascellari
seni etmoidali
TERMINOLOGIA

Componenti principali

Corpo porzione principale


Testa estremità slargata
Epifisi Collo area ristretta
Margine bordo

Metafisi

Diafisi
SPORGENZE o EMINENZE:

ARTICOLARI:
condilo, faccetta

NON ARTICOLARI:
Tuberosità base di impianto slargata
Tubercolo base di impianto circoscritta
Spine base di impianto lineare
Processo o Apofisi base di impianto circoscritta e sporgente
RIENTRANZE (o cavità)

ARTICOLARI:
fossa glenoidea, acetabolo

NON ARTICOLARI:
Linee
Solchi
Docce
Fosse

APERTURE

Forame o Foro
Foro nutritizio passaggio dei vasi sanguiferi
Canale o meato
Fessura
Seno cavità
Vascolarizzazione delle ossa

Le ossa sono vascolarizzate con modalità differente a seconda


del tipo di osso (lungo, piatto o breve).
Nelle ossa lunghe si distingue una arteria nutritizia, arterie
periostee diafisarie e periostee epifisarie.

L’arteria nutritizia entra attraverso un foro nutritizio e


raggiunge il canale midollare e si divide in 2 branche
divergenti.

Le arterie periostee diafisarie nascono dalla rete periostea e si


approfondano nel tessuto osseo.

Le arterie periostee epifisarie nascono dalla rete periostea e


penetrano profondamente fino a vascolarizzare le trabecole
che compongono il tessuto osseo spugnoso e il midollo.
ARTICOLAZIONI:

sono dispositivi giunzionali che riuniscono le ossa a formare lo


scheletro.

DIARTROSI: ARTICOLAZIONI MOBILI (articolazioni per


contiguità).
Sono discontinue, é presente una capsula articolare organizzata in uno
strato fibroso e sinoviale, con legamenti, cavità articolare e sinovia.

SINARTROSI: ARTICOLAZIONI IMMOBILI (O SEMIMOBILI,


articolazioni per continuità)
DIARTROSI:
Le superfici articolari sono rivestite da cartilagine di incrostazione
(ialina).
È sempre presente una capsula articolare, formata da un manicotto
fibroso (membrana fibrosa) che internamente presenta uno strato
sinoviale (membrana sinoviale).

Si può quindi descrivere una cavità articolare contenente del liquido


sinoviale (funzione lubrificante e trofica).

Sono presenti legamenti di rinforzo che possono essere aderenti (o


incorporati) alla capsula oppure a distanza.
DIARTROSI:
Le superfici articolari sono rivestite da cartilagine di incrostazione
(ialina).

Si possono osservare delle borse e delle guaine tendinee che si


interpongono tra la superficie ossea e gli elementi muscolo-tendinei.
Le borse sono dilatazione sacculari che possono essere in
comunicazione con lo spazio sinoviale della capsula articolare o essere
indipendenti.

In alcune articolazioni esistono delle formazioni fibrose che completano


la superficie articolare: labbri, cercini e menischi.

Disco articolare: sepimento fibroso che separa la cavità articolare.


DIARTROSI:

Artrodie: i capi articolari possono solo scivolare tra di loro

Enartrosi: i capi articolari hanno la forma di una semisfera cava e una


semisfera piena (movimenti angolari su tutti i piani).

Condiloartrosi: i contorni dei capi articolari hanno la forma di un


ellissoide pieno (condilo) e ellissoide cavo (cavità glenoidea).

Articolazioni a sella: le superfici articolari sono biassiali, convesse in


una direzione e concave nell’altra.

Ginglimi: le superfici contrapposte sono rappresentate da un segmento


di cilidro (pieno e cavo). Si dividono in ginglimo angolare (o troclea) e
ginglimo laterale (o trocoide).
ARTRODIA: i capi articolari sono piani e possono solo scivolare tra
di loro. Non è permessa l’esecuzione di movimenti angolari.

Capitato Articolazioni intercarpali e carpo-


metacarpiche (con eccezione della prima)

1a metacarpale

Trapezoide Uncinato

Piramidale
Scafoide
Semi
lunare
Trapezio
Ulna
Radio
CONDILOARTROSI: i contorni dei capi articolari hanno la forma di
un ellissoide pieno (condilo) e ellissoide cavo (cavità glenoidea).
Movimento angolare, su 2 piani ortogonali.

Articolazione radio-carpica

Scafoide
Condilo Semi
lunare

Cavità glenoidea
ARTICOLAZIONE A SELLA: le superfici articolari sono biassiali,
convesse in una direzione e concave nella direzione ortogonale.
I movimenti sono biassiali.
ENARTROSI: i capi articolari hanno la forma di una semisfera cava e
una semisfera piena (movimenti angolari su tutti i piani).

Articolazione scapolo-omerale
GINGLIMO ANGOLARE (O TROCLEA): le superfici contrapposte
sono rappresentate da un segmento di cilindro (pieno e cavo).
L’asse del cilindro è perpendicolare all’asse maggiore dell’osso.
Il movimento è angolare.

Articolazione omero-ulnare
GINGLIMO LATERALE (O TROCOIDE): le superfici
contrapposte sono rappresentate da un segmento di cilindro (pieno e
cavo). Asse del cilindro è parallelo all’asse maggiore dell’osso.
Il movimento è rotatorio.

Atlante Articolazione atlo-assiale

Epistrofeo
SINARTROSI:

Suture: interposizione di tessuto connettivo denso. Possono essere


suture armoniche, suture dentate, squamose, suture ad incastro (o
schindilesi).

Una particolare forma di sutura é la gonfosi (dente-alveolo).


L’articolazione dente-alveolo può essere classificata come sindesmosi. Queste sono
articolazioni fibrose in cui il mezzo che congiunge le due ossa è un legamento interosseo, una
sottile corda fibrosa o una membrana aponevrotica.

Sincondrosi: interposizione di cartilagine ialina (articolazione


dell’occipitale con sfenoide).

Sinfisi: interposizione di tessuto fibro-cartilagineo (ad es. tra i corpi


vertebrali, sinfisi pubica).

Se il connettivo interposto ossifica le ossa si saldano (sinostosi).


ESEMPI DI SINARTROSI
Fronto-parietale Te m p o r o - p a r i e t a l e
Ossa nasali (armonica) Vomere su sfenoide (incastro)
(dentata) (squamosa)

Sacro-iliaca Dente-alveolo
Sinfisi pubica (sincondrosi) (gonfosi)
MUSCOLI scheletrici

In base alla loro posizione si possono suddividere in 2 classi:

Muscoli superficiali (pellicciai o mimici): sono quelli che hanno


almeno uno dei punti di attacco nel derma; la loro contrazione muove la
cute.
Si trovano su faccia, testa, collo e palmo della mano.

Muscoli profondi (o sottofasciali): sono disposto sotto la fascia


superficiale.
In genere hanno origine e inserzione sulle ossa.
MUSCOLI:

Nei muscoli scheletrici si distinguono parti carnose (ventri, formati


da tessuto muscolare scheletrico) e parti tendinee di colore bianco
splendente che prende rapporti con l’osso (tendini e aponeurosi).

I rapporti che il tendine contrae con l’osso generano 2 capi


muscolari: un capo di origine e un capo terminale o di inserzione.

In alcuni casi questi termini possono essere sostituiti da:


capo prossimale e capo distale (negli arti).
ORIGINE E INSERZIONE DEI
MUSCOLI

Il capo di origine di un muscolo rimane


fisso (capo fisso).
Il capo terminale (o di inserzione) si
muove (capo mobile).

Es: muscolo brachiale presenta capo di


origine sull’omero e capo terminale
sull’ulna.

Possiamo avere numerosi capi di origine


(muscoli bicipiti, tricipiti, etc.) e numerosi
capi terminali (muscoli bicaudati,
tricaudati, etc.)
CLASSIFICAZIONE DEI MUSCOLI

Fibre parallele
In base ai rapporti muscolo-tendinei Fibre oblique
Pennati
Semipennati

Bicipiti
In base al numero di ventri Digastrico
Poligastrico

Lungo
In base alla forma Largo
Orbicolare
CLASSIFICAZIONE IN BASE ALLE MODALITÀ DEI RAPPORTI
MUSCOLO-TENDINEI (cioè passaggio dalla parte carnosa alla parte tendinea).

A fibre parallele A fibre oblique


(andamento delle fibre
parallelo all’asse maggiore
del muscolo)
Pennati (inserzione su Semipennati
2 facce tendinee) (inserzione su una
faccia tendinea)

La disposizione delle fibre è associata


alla funzione del muscolo: i muscoli
veloci sono solitamente a fasci
paralleli, quelli forti pennati.
Classificazione per il numero di ventri e per la disposizione in
serie o parallelo.

Bicipiti Poligastrici
(ventri “in parallelo”)
Digastrici
(ventri “in serie”) (ventri “in serie”)
CLASSIFICAZIONE A SECONDA DELLA FORMA:

Muscoli lunghi Muscoli larghi Muscoli orbicolari