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a cura di

Paola Puppo
Erice 12-16 ottobre 2006
SCUOLA NORMALE SUPERIORE DI PISA
Laboratorio di Storia, Archeologia e
Topograa del Mondo Antico
LE TABULAE ILIACAE: STUDIO PER UNA NUOVA EDIZIONE
Lo studio, iniziato nel 2003, ha lo scopo di riunire in una nuova edizione le 22 tabulae iliacae attualmente note, corredandole di
immagini e di disegni esplicativi: le parti epigrache sono trascritte tenendo conto dei corpora epigraci (CIG III edidit Ioannes
Franzius; IG XIV edidit Georgius Kaibel) laddove presenti e dellesame autoptico dei reperti.
Il termine tabula iliaca fu impiegato per la prima volta da Lorenz Beger nellopera Bellum et excidium Trojanum nel 1699, a
proposito della pi grande e pi celebre delle tavole iliache, la Tabula Capitolina, rinvenuta presso Bovillae nel 1683, ora nei Musei
Capitolini, con scene della guerra di Troia secondo lIliade, lEtiopide, la Piccola Iliade, lIlioupersis.
Cos per convenzione, dal XVII e soprattutto dal XVIII secolo, il nome tavola iliaca fu esteso a tutta una serie di bassorilievi
di prima et imperiale, in miniatura con iscrizioni greche, che illustrano opere letterarie, epiche, con suddivisione delle scene
in zone sovrapposte, spesso separate da listelli o cornici. Tuttavia delle 22 tavole sinora note solo 15 trattano temi dellIliade,
mentre due illustrano lintera Odissea (Tabula Tomassetti) o una scena del canto X (Tabula Rondinini); la Tabula Borgia rafgura
la Tebaide; altre due invece eventi storici (Chronicum Graecum e Tabula Vasek Pollak); inne la Tabula Chigi concerne la battaglia
di Arbela, la Tabula Albani lapoteosi di Eracle.
Le iscrizioni incise commentano e spiegano i rilievi stessi, oppure procedono indipendenti sotto forma di estratti, sommari ecc.
Piuttosto che tabula iliaca, quindi, il nome pi adatto a questi bassorilievi sarebbe quello di cronache illustrate. Gli esemplari conservati, tutti trovati a Roma o nei dintorni, risalgono allet di Augusto
e di Tiberio, tranne due tabulae (la Tabula Chigi e la Tabula Albani) databili alla ne dellepoca antonina per confronti stilistici.
Le tabulae sono di ridotte dimensioni: la pi grande (Tabula Capitolina) misurava in origine 25 cm di altezza e 42 cm di larghezza, gli altri esemplari, quasi tutti frammentari, dovevano aggirarsi tra 22 x 24 cm ca.
1. Tabula Capitolina Jahn-Michaelis A Sadurska 1. A IGUR IV 1612
2. Tabula NewYork Sadurska 2. NY IGUR IV 1613
3. Tabula Thierry Sadurska 7. Ti IGUR IV 1618
4. Tabula Veronensis I Jahn-Michaelis C Sadurska 3. C IGUR IV 1614
5. Tabula Froehner 148 IGUR IV 1631
6. Tabula Scudo di Achille A Sadurska 4. N IGUR IV 1615
7. Tabula Sarti Jahn-Michaelis B Sadurska 6. B IGUR IV 1617
8. Tabula Scudo di Achille B Sadurska 5. O IGUR IV 1616
9. Tabula Froehner 146 IGUR IV 1632
10. Tabula di Zenodoto Jahn-Michaelis E Sadurska 8. E IGUR IV 1619
11. Tabula Riscatto di Ettore Jahn-Michaelis F Sadurska 12. F IGUR IV 1623
12. Tabula Dressel Sadurska 15. Ber IGUR IV 1626
13. Tabula Tarentina Sadurska 13. Ta IGUR IV 1624
14. Tabula Homerica Jahn-Michaelis G Sadurska 14. G IGUR IV 1625
15. Tabula Tomassetti Sadurska 16. Sa IGUR IV 1627
16. Tabula Rondinini Jahn-Michaelis H Sadurska 11. H IGUR IV 1622
17. Tabula Veronensis II Jahn-Michaelis D Sadurska 9. D IGUR IV 1620
18. Tabula Borgia Jahn-Michaelis K Sadurska 10. K IGUR IV 1621
19. Chronicum Graecum Jahn-Michaelis L Sadurska 18. L IGUR IV 1629
20. Tabula Vasek Polak IGUR IV 1633
21. Tabula Chigi Jahn-Michaelis M Sadurska 17.M IGUR IV 1628
22. Tabula Albani Jahn-Michaelis J Sadurska 19.J IGUR IV 1630
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Tabulae di II sec. d.C. (decorative)
Personicazione di
Europa e Asia e cli-
peo con inseguimen-
to di Dario da parte
di Alessandro verso
Arbela.
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Tabulae a soggetto storico
Sotto la linea di base frasi da una lettera di Dario
ad Alessandro presente sia nel Romanzo di Ales-
sandro (2.17) sia nel P. Hamb. 129, ll. 31-56. Sul
retro riassunti di una breve cronaca da Pisistrato
alla spedizione scitica di Dario I (513-512 a.C.).
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18
Liscrizione riguardante la genealogia di Cadmo simile a quella
presente sul recto della Tabula Borgia (18).
Nel verso: iscrizione non identicabile nella prima colonna,
iscrizione con il mito di Erittonio nella seconda colonna,
citazione dellEdipodia e della Tebaide nella terza colonna.
Tabulae a soggetto tebano
Verso: a d. argomenti di storia greca
da Solone al 386-385 a.C., a sin. argo-
menti di storia romana dal Bellum Mi-
thridaticum alla cacciata di Tolomeo
Fiscone (81/80 a.C.).
Le due tabulae a soggetto storico si datano al 15/16 d.C. e lanalogia di esecuzione porta
a ritenere che siano uscite dalla stessa bottega.
Tabulae riguardanti lOdissea
Maestro delle
scene uniche
Tabulae afni allOfcina di Theodoros ma prive della rma dellartista
Canto 24 dellIliade: Achille sotto un
baldacchino mentre Priamo in ginocchio chiede
la restituzione del corpo di Ettore; sullo sfondo
della scena sono visibili le mura di Troia..
Attorno al palazzo di Priamo, circondato da un
portico, duelli tra Greci e Troiani (uno di loro cerca
rifugio in un tempio). A sin., in colonna, enumerazione
dei giorni dellazione dellIliade secondo Zenodoto.
Tabulae Iliacae propriamente dette (Ofcina di Theodoros)
Funzione
La funzione delle tabulae non ancora chia-
ra e tre sono le opinioni prevalenti:
a) didattica (una specie di libro di im-
magini per lo studente)
b) religiosa (tavolette votive): probabil-
mente Tabula Capitolina
c) decorativa: Tabula Chigi e Tabula
Albani.
La tesi della funzione didattica pare plausibile
per tavole come la Rondinini e la Tomassetti, ma
non per altre tavole per le ridotte dimensioni delle
immagini e delle iscrizioni. Pi probabile pare una funzione decorati-
va, forse in biblioteche private (ad es. Trimalcione in Sat. 48, 4).
Lesecuzione della Tabula Capitolina nellambito della corte di Augusto, in contemporanea alla lettura
pubblica che Virgilio faceva della sua Eneide, confermata dalla ricorrente presenza di Enea: ancora
allinterno delle mura di Ilio Enea prende in consegna dal padre Anchise la cista con i sacri Penati; su-
bito fuori le mura Enea, la cui gura ingrandita per accentuare leffetto drammatico, guidato da
Ermes; ha sulle spalle Anchise e per mano il glioletto Ascanio secondo uniconograa gi nota al tem-
po di Cesare; alla base del pannello, inne, Anchise con la cista ed Enea che tiene per mano il piccolo
Ascanio salgono sulla nave che li condurr in Occidente; a sin. la gura
di Miseno.
Theodoros (o chi per lui) conosce il poema virgiliano (come mostra la
gura di Miseno), ma inserisce anche elementi pi propriamente greci
come Ermes, la cui presenza giusticata dalla comune funzione che
il dio aveva nel mito classico. Debiasi, riguardo alla gura di Ermes, in-
staura un parallelo con il Bellum Poenicum di Nevio, dove il dio costrui-
sce una nave per il glio di Anchise.
Il mito di Enea, esempio di pietas e modello per i discendenti della gens
Iulia, assume un particolare rilievo con la riforma dei costumi e della
religione dopo il 18 a.C., quando viene votata (13 a.C.) e, una volta costruita, dedicata (9 a.C.) lAra
Pacis Augustae: in un rilievo della fronte del recinto compare infatti la gura di Enea che sacrica
ai Penati.