Sei sulla pagina 1di 20

T

H
I
I
I
I
UhAJ
\ \
\ ' \ - .
-.--\^\
\
N
+tHf
V
"'8.
A,N6]AI{L
"
yr t LAgRANDE. .
ry,\ N
T
N
li/,tl
",, I
' ,
' . / ; ; ' (' /
, / . "-
UJ
li'c/ ,/../
-$\
/,:t
_---
-issiz
i
-wlF1=1--
l ' , /
'r;-,r/--
t5--'
f \ -
--
4r-
* n\ ' -
t i
;l-
--'-.=--
iffi
a=st
LA V,OCE
DEt
pA' itRltROCO,
Carlz'mi,
sltamo ,.,erso ,[a
rtne
lt
gennoA;
;[ iYalafe passalo e
f"o
"n
p"' l;
j-"n;
nizter [a 9ua"esima. 9f lempo
po"so
oelocemenle...
7ueslo
c loure66e
fo"
"t[ette"e
T)iatamo - una sociela lurc il lemr>o non 6asla ma. si corre
sempre, s presi da laole e lanle cote. !11(o p."".6
fo^si
prenlere
la
Tuesla frenesia
e non
ferma"si
un po' o
"iflelle"e
sul/o no"l"o
ula?
'D-
t; 6o messi in
7ueslo
monlo, ci lo /e/ 1e-po, p o meno
.|ungo, ma poi ci riediama a s. Jul; lo66-*" lornare o Dio
porlan/o lnolro
fo"le/["
/; 6ene e l ma/e operalo n u1a.
Uuiano al[ora in
7ueslo
monlo ma senza li"log[e"e k
"guarlo
,.'erso fa noslra mela
f"lura
i/ creo. 9es 6a lel\o..
"JCel[a
caa
le[ Talre mto ci sono /anllposli, io oalo a preparani un posla"
R"f[nUto^" e .e""6ro^o di li.enlare p sagg neffa noslra
uila
Tuolilana.
Ai 6enelno li cuo"e.
O"" !%n6nln
L n vr v. r i nl r r az ameD o a coi or o ci r e hanno col hbor ur c\ r l l a i . at r l 7. r ' , . r r e JJsr bz onc del
! : r omal i ni ,
c al l l f nj gl i c chc cor t a l of o ot l cf r . i ai ut ano i r l { nr f : e l e : f , : se di f anr t l a
27 9ennat t997
Xumero 2l
ln padcolare,
il 1997 viene proposto come ui afflo di iote sensbjlirzazie alla
scoperta di Ges Cristo, doto dcl Padre all'untanit-
Egl ha qualcosa di saordirariarnente
,Jrigioale
e decisivo da cie all uomo tli
oggi. che si interoga sul senso della vit.
sul destino ultimo di ciascuno e
dell'umanit.
In questo
contesto, possiarno
dile che cenamette lo SDirito Satlo ha assistifo il
Papa quando ha scelto di far precedere
rl lti)U tre arnni d prcpaLrazt,,nc. rucalizzari
sulle tre Persone dela Trinit, Padre, Figlio e Spriro Santo, e di cominciare proprio
con Ges Cristo. Difani dobbiamo ripanire da Ges Criso, riscopdle la sua tjgun e
tl suo messaggio, ma soprattutto farne
-'esperienza
personale.'. viva e profonda.
ll cristianesimo non tanto una hlosofia, n un nsieme di verit teologiche o
morali; gli si fa un torlo e lo si rende incomprensbile ogni volta che se ne parla
come fosse una semplice domina o una religione fra le tante. Il cristianesirno, infani,
essenzialmente una Persona, e questa Persona Ges Cristo.
Nel corso della storia, per,
si costluito su Ges Cristo un bagaglio immenso di
dottine, di studi, di reorie, che fbrse il mondo del 20OO non pi in grado di
comprendere e vivere.
Perci dobbiamo ripartirc dal'essenziale. Per rcldere Ges comprensibile al
mondo d'oggi, dobbiamo ripartire dal ncleo cenale con ci il cristianesimo ha
conquistato il mondo.
Questo
nucleo era l'annuncio di Ges Cri$to, nato, vissuto,
soplattutto morto e risorto per la rcmissione dei
peccati, per la vila nuova degli
uomini.
Quando
poi, in seguito a
questo primo aruruncio, una
persona (lontaa
dalla
Chiesa, o addirittura fuori della Chicsa) prova magari una semplice curiosit o il
desideo o il bisogno di conoscere Ges Cristo, allom, con I'accompagnamento e
I'aiuto della Chiesa, pu scoprire anche tutta la dcchezza spirituale, teologica e
morale del cristianesimo.
tE TRE PIPE
Un vecchio
saEElo indiano dava questo consiglio agli irruenti giovani
della sua ttb:
-
"Quando
sei verynente
adtr-ato con qualcuno d l ha
.nortalrnenfe offeso e deddl di uccjderlo per lavare l'ona, prirna
df
parflre
sfedli, csrica ben bene di abacco un6 pipa
e furnala.
Finfts fa "prirna pipa", i acrorgerai che la rnorte, utto sorrrnato, una
pnlzlone toppo grav. per la colpa conrnessa. Tl verr in rnene, allora, dl
andare a hfllggergli una solenne bastonatura.
Rinra dt tnpugnare
un grosso randello,
stedifi, cadca una "seconda
pipa" e furrnla ftno in fondo. A16 fne penserai che deglt Insult fortl e
colorlfi
poebbero
benlssirno sosfi'llre le bastonae.
Benel
Quando stat
per
andare a insuhare chl
.li
ha offeso. s,e dli. cartca
la
"terza
plpa",
furla e
quando
vral ftnio, avr6i solo voqlta di riconcj rfl
con quella persona".
-
@#@@@@@
I monoci d un convenfo lrovavono
mol+a difficolt od
onddre d occordo. Spesso scoppiavono dspute, anche
per
mofivi futili. lnvitorono ollora un maes+ro di spirito che
offermovo di conoscere una +ecnico
gorantito per
por+are
larmonio
e lomore in ogn gruppo. A loro il
maestro rivel l suo segreto:
"Ogni
volta che sei con
qualcuno o ce lho con qualcuno, devi dre o te stesso: o
sto morendo e anche
ques+a persono sla morendo- 5e
pensi
veramente
o
quesfe porole
ognf omarezzo
scomparr"
r-r--l
[-
: / {

"Sappia
padre
che sono credente,
ma non
praticante"
Con frequenza, noi sacedoti, dialogando con
persone
battezzate adulte, ci sntiamo
risponderc:
"SA"
REVERENDO, IO SONO CREDENTE MA NON
PRATICANTE'. Talvolta" Ia tengono un'etichetta cosi naturale da fame un vanto.
lo, invece, questa
affermazione non riesco
proprio
a mandarla giu. perch mi pare
un
controsenso. Recaniemente anche la cantante Milva ha affermato che non
possibile,
che contraddittorio.
Cerchiamo di chiarire bene questa affermazione perch con la fede non si scherz4
ma si obbligati a fare sul serio, sempre.
ISDqUE:,
forse pech
c' il nome scritto sul registro dei battzzati; o folse
perch si ha una cefa strana idea di Dio, un
padre-padtone
da tenere buono magari
per scongiurare disgrazie.
rMA
NON PRATICANTE", cio niente Messa alla Domenica; niente noiose
preghiere;
niente riuniorii di catechesi n impegni in parrocchia.
Vale a dire, uno la fede se la
gestisce
da s, con un Crcdo costruito a piacimento e
una Morale che consenta di vivere in libert secondo i propri interessi, con molti
soldi, se
possibile, per
soddisfare comodit e capricci. Pare che i "credenti non
Faticanti"di
questo generc
siano in rapido aumento nelle nostue comunit
parrocchiali, e allor4 si capisce, perch
spesso le comunita siano anemiche,
prive di
slancio e poverc di testimonianza, nonostante il grande e generoso impegno pastorale
dei sacedoti.
Che fare? Proviamo a dire a queste persone illuse: se hai la fede che ti attacca come
un ramo a Cdsto, lo devi dimoshare anche con i fruui, con la vita cristiana di ogni
giomo, che attinge forza e alime o dalla Grazia di Dio e dalla
preghier4 con la tua
apertura ai fratelli.
Passare
gsesta giorData
fe, oggi li do i
oiei
piedi.
la
Dia,tce
quelfi cfe
!a
di parofe d aoore?
o;r-?-,-
'Q----4=
--,7-?_,2..
,.._.
{ . - .
\.-\-*o
cconta Sofrona che nella citt d Nisbe era una doflna cristana
moritate a un uomo
pagano aarssmo, Costu
patc@a l'usuro"
mente b moglie lo esortaaa di dare l suo danaro in
prestto a Dio,
perch ne
at)rebbe licaoato il cento
per
uno.
Il marto rcst lusigato dall'idea e domand dooe
po{esse trovarc
questo Do
dei cristiani
pet concludere I'alfare.
La donna allora lo
pott
daanti ad und chiesa dou'erano molti
poeri
accafton: "Ecco, dare a
qu*ti poueri come dare a Dio, il
guale s'mpegner 4l
icambo centuplicato ".
L'uomo dstibui suo
in tutto) tra
quei poqeri.
passat tre mes, e
succedeua niente, doman-
stauano
sli
nteressi
gli propose di tomare a
ecco, nide
per lerra una di
ouea distribute a
poer
$7t77'
at.aa
paa.
dl
parlo?e
sctd d'oro
(cnque
Tofi a ceso, ma
uedendo che non
d alla moglie doue
promessi La donna
quella chesa Ed
quelle
monete che
La raccoglq e
giunto a casa, la butta sul
tavolo tlicendo
alla
moglie indispettito:
-
Ecco il captale coi suo interessi!
-
Buon segno
-
rsponde
Ia
moglie
-

questa
la capatra.
-
lntanto con
guella moneta andarono a comprate
del Desce.
Aperto un
pescq gli
si troa nel t)entrc una
pietra prezosa assai splendente. Non
conoscendone iI ualore, corse il marito dal
gioellierc per
farla stimare.
Quelli,
accortosi del
grun prcgio del
gioiello, gli offriua una buona somma, Ma l'altro,
entrato in sospelto non la cedeva, sperundo assa d
pir.
Fnalmente conoennero
per
cnquecento scud, e I'uomo ne
prese
il
prczzo portandolo 4 casa.
Cinquecento
scudi!
-
gti
ossen) la moglie
'
propro
l cento
per
uno dei tuoi
cinque scudi dati a
pouerefti d Ges! "
ne rest
profondamente colpito il marto e
ftni
per farsi cristano.
--*.S\\
va\\
\
--^--
&*-
.k:\
H' cl -\
Kfr;
I,A fAMIGLIA
CII PRE6A INSIEME,
RsTA
INSIEM
r-\
}f,l
uur,. dul ci el o, Tu ci hdi d.rto un model l o Ji
vj G nel l a Sacra F,rmi ql i d di Nzaret.
Ai utdci affettuoso Padre, d fdr di ventdre l d
nostr.l fami l i l l r un' dl tra Nzaret, dove regni
dnrore,
gi oi d
e pdce, e possa essere profonda
mente contempl ati vd, i ntensamente Eucari sl i ca e
vi brante di
gi oi .
Ai utdci d stdre i nsi eme nel l a
gi oi d
e nel do-
lore pet fiEzzo delld preghierd familiare.
Insegnaci a vedere Ges nei nostri l ' dmi l i dri ,
spccal nrente nei l oro momenti di
grdndo
tri bol d-
zione-
Cuore Eucri sti co di Ges, rendi i l nostt' o,
cuore uml e e mi tc come i l Tuo e .ri utci .l
compi ere con sdnti t i doveri verso l d nostd
fami gl i a.
Che noj ci si possd amare l ' un I' ahro, come
Di o ama ci ascuno di noi , o{ni
l i i orno
sempre d
pi
e
perdonrci i nostri errori come l ,ui perdon,l
i nostri peccati .
Ai ufci o Pdre amorevol e, dd dccel l .l rc
qual si asi cosa ci mandi e a darTi qual si asi cosa
ci prendi , con un
grdn
sorri so.
Cuore l mmdcol to di Mari , cdusa del l ' l
nostra
gi oi .r, preg.r per noi .
San Gi useppe, prcu prl r noi .
Anqel o custod-e, stdi sempre con noi ,
qui ddci
--.e-,l,/otr94,+l
\\N,{
, '
. / / t i \ \ \ \ \
, /
/ l \ \ \ ' , - - \ '
i '
'
*i -
(
LA VITA E'6[@[A
1F
nrpo fo rcno divenlolo nonno pcr lo
primo
vollo ed ho reguilo l'otloro orcr-
vondo il volfo di mio nuoro, modre dello
mio primo nipolino-
flo vido oncha il vollo di ollre donne,
prourme
modri e ho leffo nai loro oahi lo
gioio
e lo felkil par quonlo
owgnivo
denlro di loro.
Dopo lo nortilo lo gioio, fullo
pcnonole,
di rringore con offefluolo
pororo
il neo-
nolo.
lco uno nuovo vilol
[uordondo in vollo
quarlo giovoni modri
ho penmlo rubilo onche oll'oborlo,
piogo
dallo roriel.
lrli venulo di fore delle riflorioni ru
querlo
uolfonle orgomenlo
prevolenle-
menle dol
punlo
di virlo rrirliono.
ttolli, rpeno o forilmonlg rercono di
por-
lora o rifleflere rull'sborlo do diffcrenli
punli
di virlo:
quello
roriologito, qucllo
pkologiro, qucllo
dello
giurlizio,
mo ben
pochi lo fonno dol remplie punlo
di virlo
umono e crirliono.
Per un
prinripio
umonilcrio oggi ri elevo-
no grido
di onore o di rommoriro ronlro lo
peno
di morlo c lulli, o
quori,
ronrordono.
rllo l'oborlo non uno rondonno o morle,
uno
peno
di morlc, ercguilo ailoleroh e
rcnzo oppello?
Alloro?
In un mommlo in rui luili rono d'oaordo
rullo nersrrild di un rinnovomenlo dcllo
roriet, divenlo indirpenrobila
e ncrororio
porlire
dol rirpello dollo vilo.
l{on
poh
eueri rinnovomenlo norole,
tullurola, oriole e
poliliro
re non ri
porle
dol rirpcHo dello vilo di ogni uomo, dol
mornanlo del roncepimenfo o quello
dello
morlc nolurolc.
l'anoro pi
modornole, par
ma, olo
quondo lulfo il dircono rull'oborlo lo ri ,
volulomanle e {orzolomenle, foflo ruofore
ollorno ol tonraflo dall'emonripozione
dello donno.
Infolli l'oborlo non dolo virto <ome un
mole in e
per,
mo come un
<<dirillo>>
di rui
godere... per
l'amoneipoziona.
l'oborfo donderlino che ri dovavo elim!
nore con lo legge obo*ivo rimorlo come
rempro 0 non 0((enno 0 f(omp0rtre.
Poirhf lo propogondo
oborlirlo dt ollo
donno, pcr <<cmonripoziona>,
il diriHo di
r
t
$r,
\(9
tfl
\\
V
Ite
)
)
gt0rfr,0D
<<godira>
il proprio
corpo onrhe o donno
dal norcifuro, rho uno
penono
o rc rlon-
le. |.o vi]o umono perdc
rori ogni voloro.
ll ropporlo modre-figlio
divenlo rolo un
ropporlo
di
proprial
in rui lo donno
<pouiedo
il figlio
<oggclfo>
c
pu
di-
rpono di lui
come di un ver{ilo o di
un'outo.
l{on pu
overc bori moroli
uno rocial
rhe, monlra offermo di ercre conlrorio ollo
pcno
di mo*e, di volere giurlizio.
di
omore lo poce,
di volerc uno onerl <ivile o
polilico,
ri ronlroddke, poi,
non rirpeHon-
do lo nofuroli rorganli di vilo e chiomo
rcnquilo
nctolelo cot dello inicrruziona
volonlorio dollo grovidonzo,
rio l'oborlo.
lvcr diriilo ollo vilo un fino per
[u]li,
mo ron l'oborlo divenlo un mezzo per
roggiungara ollri obiollivi. lrro penhd
vo
If CREDO DELLA Y I T.1
O Eigore, credo nellc vta!
Crdo che tu sei lq vito,
ehe ogri vita vine da t,
la vita del picclo e del grande,
del
gento
e del
pec4tole.
Crdo che in t tolo
uas coed 3oF4 tutte le .t!e:
tra vita di oglri uorro, per cui
Iroggiarno
dire:
"Ia gloda di Die I'Uoo vieente".
O Signore *edo nellq vita dellottt,
d ognl so!o,
t
r tutto I'q"co
dltra
gua
esistenza:
vito non condirionabile
qlle gtcturd,
alLiL cllq folrc"
cllc ricchezza, olllntelligenra.
Credo che la vita inizi cotl il concepiento:
lttotnlro tfigterioso
in cui I'ernore urneao
erg4tore ingiete con t.
Cledo nellc aita che soffre
chide di tlon e99se soppresgd,
Crdo nella vito dello donnd
celpest4 rei suoi dilitti.
C"edo neltra vita dllc rogzz4 violenteta,
delld donne in attgc
che ha paura deltra suc iaternit,
Credo nello viia dellq, rnadle
che, con il figlio,
dotra cll nroltdo sperqn cr nuolr.
Credo nltre vitc d.911'aziano,
dellorraldto, dell'hcndiccrFp.lto,
nollo vitd di luti coloro in cui nioggiole
trcapare ll volto dl 6esr crociflsso.
C!do llq vita, signorc:
solo tu le doai tra conserv. 1o riehcrnl c te.
Tu sei tr6 vito che d gloie,
Creatre e Eignore di ogni vital.
rivirto, olloro, Io laggc vigenle.
{"Y r
bJ
GI0' erfl:E, e
*
. U
RE,ll0
rat
Kllredo
('he
ls !it6 non
i.bi
un 6vventuro d vivere
se!-ondo le mode !-orrenti.
m un impegno
6 realtzzrre il progetto
che Dio h6 su ognuno di noi
un prosetto
di6more !-he troElormc
16 nostro esbtenza.
Credo !-he 16 pi grdnde gioi!
di un uomo in!-ontr.re Ges Cristo.
Dio 'rtto
!-!rne.
h lui ogni !-osd
-
miserte, pece-ati.
dolore,
storid, Sperdnzd
-
69sume
nuov! dimensione e
gignit'ic6to.
Credo
('he
ogni uomo po8a6 rin!9cere
r unr vit6 gensin e di3nitos6
in qldlunque
momento
dells eua e6istenz6.
Compiendo stno in fondo
ls volqnt di Dio pu
-
non solo
renderci liber
-
m6 6n!-he
econfiggere il m!le.
[H
ffiHGGEzzH
uEGLI
HNZIHNI
le ticchezze int@riori,
(ulturoli
spirituoli, coltivof duront@ lo vito,
possono,
nelfo vecchioio,
essate fies9e o servizio degli oltri, che
oncoro si opprestono o scolore lo montogno. foti(osom@nte, e
spesso non honno oncoro sfioroto veri! e significoti che, invace
l'onziono ormoi
possiede,
in vir dello
ptoptlo
espezo, non
pi
onnebbioto dollo fretto o dolle
possioni,
"
pr quasto pi giusto,
pi
obiettivo.
Nello suo vito gli ho conos(iuto lo dcbolezzo, lo
povert.
il dotore
delfo coduto, lo gioio
dello ripreso, ed oggi pino
di bont con
chi code, debole,
oovero.
Non ignoro. per
overlo, provoto
egli stesso, che il cuore dell'uomo
debole e pu
soccombero ollo tantozione a ollo scoroggiomento.
Mo so onche <he in fondo ol cuora dell'uomo
('
lo
(ooocit
di
ri(omin<iore, di rowivor@ un fuoco ormoi longuente. Pr questo
so
c,ttadefe
(on
fiducio ch gli
oltri riprendono il commino
pi
refto.
Nallo suo vito pi
vol ho visto le meroviglie oprote do Dio
per
i
suoi,
perci
ottende do Lui con fode lo ricomoenso
oer i suoi
sudori, il
(onforto
p?r
il suo
piono.
T{,, CANTO}
DHT CORAGGXCISI
Beati quelli che riescono a fidarsi di Dio
anche quando non capiscono:
avranno sempre un amico su cui contare.
Beati quelli che sanno rischiare
e decidere da quale parte andare;
hanno sempre strade nuove da percorrere-
Beati quelli che non si arrendono
di fronte alle critiche e alle difficolt:
hanno sempre qualcosa per cui lottare,
Beati quelli che sanno rispondere di s
agli appelli della vita:
hanno sempre un appuntamento
a cui non vogliono rnancare,
un traguardo a cui arrivare,
/'
qualcuno da incontrare e da amarc.
j' \\,'
Pi si
gi udi ca gl i
al tri
pi
si sbagl i a
,.hianaci
piow a sminare
sacnze napryllabili!
jare
il
giudiee difficik:
lascianolo
lare
aeio.
,-Anclu wn casa
pa essere sctbfuatn di
fuar,
na moltn bella dntro e accuere.
Cosi l'uomo.
la
sbria c lice cfu rcn sanye
qaello clu
Wre
"
:
sarclbou
cfu. nel nalz.
l mtfu ch sfa rotalmdo
non Z detto clu
linista
sfragellato.Qotrelbe
esserci ut,
grmfu. mat rasso
di
nae cha in
fondo
lo aceoglfu e lo abbnecia
xfumdoto.
L' ani ma
che non e' di mora
di Cri sto e' i nfel i ce
(QalhMie
di 3:
"hlawio)
Suai
all'oni:na cht. rcn ha in se l vero tmanizre, Crsto! <-9h.'oottu fulh tmrc di
at nne agltnb t sbatha dalle ote Aqb oleft nnlw, xuqunsxtn dagl spirti
naligni come da m uragnw bwcrnale
,
ar misermstb. in rwina.
$ni
l'atina priva d Csto, l'unico clr ps* coltivnla diligmtannte perchl
yrofum buo
fti
dello S1irito! Srfdti,
nna vota obbadonda sr tutta boas
dalh sTue e da rw e, baere di prorre
lrulli
,
ltn
ncl
fuoco.
$ua
a
Eull'mAn
chz non atr Crkto n sa!
ltscida
sola, canircer od esserc
terrarc
pnile
di nclbuzini nalwz e
linr
per liaanre aa mrgatu diaizi.
w
@Jte
*zd
Jl
tuo dcsilalit sit ditdtre 1dtrt
il tuo tlnote di poderlo;
il ttLo dolon & flon
Posxlnlat
la tua giaa in yeh
clw ti yx
a
'Lu
cnfurre:
.iwai r
W..
l'h sise offes pt gurde
dre diiore
ddlo mhstordb di Dr.
r Ci mru dom clp dimrn llo ccnrnesso
hoppi pecoli il hon Do rm
po'
padorurmi.
[' um
prde
batamll. Si
rndle un lirile ollo nrisatcordio di Dio, cfre
mn ne lro olcm: infoti infinitd.
I'ogoglio e il peolo
clB Dio lo pi
in orore
lS nettiono I orsglio dqpeulto come il sole .
"b**
*rd
trs tAfrE0r FESA Bl $. GIUSEPPE
Festo
gnonde,
oggi
per
lo Chieso, che in 5.
Qiuseppe
ororo il
prgpric
Potrono. e'festo gronde per
tutti coloro che ripetono il nome di
Qiuseppe,
un
nome che lusg non logoro e L'o.bitudine ngn rende moi tromontoto.
Ci dipende
forse
dol sigrnificoto del nome ebroico, che secondo io Bibbio
wol dire: Tio oggiungo'. Mo dipende sicuromente in misuro ossoi maggiore
doi corcrtteri del
persono.ggio
di S.
Giuseppe,
un uomo ol quole, veromente Dio
ho moltg oggi.unto senzo
perdere
nullo dello suo offettuoso umdnit e deLl<l
suo siler"ioso modestio.
Sorebbe superfLuO ripetere lo storio di
questo personoggio, che deL resto
semplicissimo, olmenp cgs oppore nel VongeLo, dol quoie possiorno trore
le
poche
notizie sicure suL conto di S.
Giuseppe.
Notiomo subito che egli il
personoggio pi.
silenzioso del Vongelo. Non
porlo moi, nel senso che nessun elor,gelisto riporto Lrno suq
p<rro|q. Egli tdce
sempre, onche se Lo suo outorit sempre rispettdto.
s
eg'&
,t FtrEnpAO: MAIDDNN,A
W t! OrUl?DtFS
t;[DtRN.AA CIEI fitAt!.{trD
Santissirna
Verginc Inrmacolata di Lourdes e Madre mia Maria, a te che sei
la Madre del mio Signore, la Regina del mondo, I'auuocata, la speranza, il
ri fugi o dei peccatori , ri corro i o che sono i l pi u
mi scrabi l e di tutti - Ti uenero
o gran Rcgina, t ringrazio di quante grazie
mi hai fatte, e specialmentc di
avermi liberato dall'lnferno tantc rJolte da me meritato. lo ti amo, Maorc
amabilissima, e per I'amorc chc ti porto, prometto di uolerti sempre servire e
di fare quanto posro perch tu sia amata anche dagli altri.
lo ripongo in te tutte le mie spcranze, tutta la mia 5alute; accettami
come too servo e accoglimi sotto il tuo rnanto, Madre di misericordia. E
poich sei tanto potente con Dio, liberami da tutte le tentazioni, oppurc
ottienimi la fona di uincerle sino alla morte. A te domando il uero amore a
Ges Cristo, da te spem di fare una buona morte. Madre mia, per I'amorc
che porti a Dio, ti prego di aiutarmi oempre ma specialmente nell'ultimo
istants della mia uita. Non mi lasciare finch non nri uedrai sallo in Cielo a
benedirti e a cantare le tue misericordie
Def tutta I'eternit.
Cosi si a. Amen.
0t 0a 0a 0f 0t 0t 0a 0a 0r 0l
ogf,REstt'tfi
UN TElilP0 PER RIFTETIERE
Il t"*po Jl
Q.,.."si'na
ci i'rvita alla ri{lessio"e e ala pregl'iera. I qua-
ranta giorni ci rico.Jano
"l'.
.i.'',o pellegrini
',.1 t"*po cl',e Dio .i Jo""
e cl'" il
"o"t.o
cammir,o ; {.tt.,, Ji
""J"'.,
Ji rto,,.-},.rt., Ji ."ff.'..'t", J;
gioia e Ji speranza. Ces ci propone ull,' ,to"t.o .or'"iJ.r.tior," lu
""-
cessit e J tisogno.ro.' Jul
"olo
po,,", ,.,.,u ur'.!t" J"ll. Pur"l" Ji Di"
'I''ute
sono le n...sst J.11"
"it",
'.o
"j

"".L.
q".ll" J; D;" u J"ll"
"..,,
Po,,,lo, ..,',.'"
l" 1.,"", il ."1"'., l'".q"", J p."., l" -.Ji.i-
ne, l a gi oi a.
ll ,"rrro J"ll. penitenza il
""r,"o
J.llt to-
stra vita. Fare penitenza u"-,ol Jir", to-"r. u
l )i o, awi ci narsi a Lui .l ' . arna tutte i e sue
creature, non di =pt."ro,' ,' l l o Ji .i ; .1.t. l ' "
creato, Jimenlic. i peccati, e p.rJorrt, p"r"h
il ,'ostro l)io.
Qu.r"si..'.
signi{ica ritorno o Dio, t"rrigno
e misericoJioso, ,-i""., Ji L.r'r""'ol.,rru;
"L.
"i
comrnuove pe. le nostre s,,.ntur. .d .o.'-
p"""ion.,rol".
I-. s..a
g.anJe misericorJia
"i
p,,rili.u fu-
.enJo"i .i.onoscete Javanti a L.'ri le nostt.
f'ugilit;.
.r',ot"
"
, suo spirito, ci
offr. il Jotro J"llu
"rl..tt..
Ap.e il nost'o .r.,r.u . l.
,ro"trr l.tt'. p"'"La 1o i',ro.Li.-o
"
1., L",,"Ji.i.,,,o. A.JJol"is." il
"..o.n
"J
.pr" il ,ro"tro .".olto .ll.
"...
,ro...
La
Q..aresi.na
per non
"olo
t"."po Ji p.,,it"nza, ma .n.L. t.mpo Ji
grazia.
Essa in{atti preparazion. ullu Pu"q,ro cl'e {esta Ji grazia.
(
hr. i r. t sd' i , , uL r i l n nn,
i r(/ i / ri ! , rrl
{,
iIlb il kkth sr
f)t,
lr
l! l txttirll
1( ! l i r l
Ritrnova J nostro
{a gioire e vivere e ci
4g
t
g
t s
g
9 9 9 t i s o
g g
I I o I o
g
t o 0 t s s o I a s
g
o o s
E_
AFF[rNrAtr6Nrfl
---g
",
2FEBBRATo-cANoELoRA-
E
g
ore 8,50 kndizione delle candele e S, Messa
7
fr
ore ll Benedizione delle candele
-
Processione sul piazzale della Chiesa e S. Messa
e
s,v
t-
SFEBBRAIO-S.BrAGrO_
V
E,
ore 20 S. Messa e benedizione delh gola e benedizione dei taraili
fr
t7
' -
TFEBBRAIO_PRIMOVENERDIDELMESE-

E
ore 19 S. Masa e coroncina aScro Cuore diGes
g
1
g,
9 FEBBRAIO
_
GIORNATA
DEI, MALATO
-
g
E
oref0:Yessaeereghieraperimahti
t
t
ore tl . tvressa e preghiera per i mahti
fr
g
1
I2FEBBRAIo-MERCoLEpTDELLEcENERT-
g,
t ffi t
-t
ore 20
_S
Messa
e impsizione delle Ceneri
7
g
-
CI0RN)D|IIAGROEDIGTUNO- g
1
Tamt vENERDtDIgaARESlt[A
E'DIttAcRo
I,
s,i
t,
g
9
g
d t
g
9 t 9 9t 9 9 t d I
g
t s t I
p g
I og
g
0
g g
I s s s sr,
TUTTI I VENERDI DI OUARESIITIA:
14
-
2l
-
28 febbraio
-
7
-|4-2lMarlo -
ale ore 20
-
VTA CRUCTS
TUTTE LE DOMEMCHE DI OUARESIMA:
16
-
23 febbraio
-
2-9-16 Marzo
-
alleore16
-
CANTO DEL VESPRO E BENEDIZIOM EUCARISTICA
.,; 'f
i + i" ir, i^i
-;
il
'*,r
i
,-t,',^?.
i: i;, i,i
";
ir
ni,.ii
;;. ; r,\.,,3,'-q..; i
",,ft !,.
_
^r[!ggN
gRrsrrANo DEVE SENTTRE rL DOVERE Dl vrvERE
BENE LA
;]
*
ouARlYgjll{gjl!{ry!ApREcHrERA,
ELA FREOUENZACOSTAME
;
{
stA ALLA MESSA DOMENTCALE
CHE ArLE VARrE
FTjNZIONI
.
"f
. *
,ir',;r
il r'",r-i.i:r
.]l
i.
,"..,r
";,
.a,,..1.
;. n.,i'r."i,
.,.
+,i ;i
,ii .-r
DAI REGISTRI PARROCCHIALI
BA[lSlMl
-
Mediante il Sacranento del Battesimo sono entratr a far pane
del l a fani gl i a di Dj o i pi ccol i :
2112
-
UCCELU NICHOLAS d Mauro e Di Ciulio Maria Enza
1911
-
VERNA MTiUSCIA di Franco e De Francesco Eiena
Ai geni tori e a quesri pi ccol i l ' auguri o del l a comuni .
M.{TRIMONI
-
Domenica 27 Octobre si sono uniti ilr Matrinonio:
FINIZIO MAzuALAURA e Dl NORSCIALUICI
Ar.rguriamo a questa nuova faniglia d crescere sempre sotto lo sguardo
amoroso di Di o.
lUNfR'ALl
-
Sono tornati alla Casa di Dio Padre, dopo i1 loro pelegrinaggio
terreno i c:ri : 9/1
-
IINIZIO ERSILIO di anni E9
-
1.7l Il
-
EZZIIO\AMASO di anni TS
-
7/12
'
FLONNDI DONNA di anni 7-
29112
-
BALLEzuNI IT,RESA di anni 88
-
19/rt97
-
DI LUZIO AUR-ELIO di anni 85'
25ll MELETTI CIUSEPPE dianni 83
-
l ' rj cordo dj questi car deFunr s-a costanre cei l e rostre pregi re.e
Ai fami gl i ari Ie pi vi ve condogl i anze.
ANNI]lIBSARI
Don-ienica 22 Dicembre hanno ringraziato il Signore per i loro 50 di vrra
matrimonale AI.FRDO SARCHESE e SCAzuNCI CONCEIA.
L augur , o dr nr oi u anni [ el i cr . . . . . .
CUORJ C]]NE]?.O.']
La Famiglia Ciovar,ni BAF,ON! ha offerto in men-roria della defunta madre
DE IUR! CARN1LA Ia somma di ! 620.000.- per l'acquisto di r.tna pisside e
di n' 3 Iezi onari .
DE FRANCESCO MANA ha lasciato in offerta alla Chiesa. in men.roria deila
defirnta madrc I 100.000."
La lamiglia Di D!,o CABNILE ha lasciato in offerta al]a Chiesa, in memoria
del a defunu madre 1506.000.-
Un vivo ringraziamento a tutti guesti offerenti.
- , -
/ - } =. ,
$ilN @tu$EpPE
PREGA PTR NOI