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IL POPOLO VENETO

Fondato nel 1921 n.12/2014 www.ilpopoloveneto.it Direttore: Emanuele Bellato



STATI UNITI DEUROPA
di Giacomo Matteotti*
L'Internazionale socialista mira a difendere e sostenere sempre la comune causa del
lavoro, contro il parassitismo e la speculazione sfruttatrice dei diversi capitalismi. Dovr
dunque tentare o favorire ogni iniziativa che dirima i conflitti tra i popoli, li associ con
vincoli pacifici, eviti o faccia cessare le opposte violenze e minacce. Dovr favorire il
formarsi di una vera Lega delle Nazioni, e pi immediatamente degli Stati Uniti dEuropa,
che si sostituiscano alla frammentazione nazionalista in infiniti piccoli Stati turbolenti e >>
editoriale IL POPOLO VENETO N.12/2014 PAG.2


rivali. Dovr rafforzare i sentimenti di solidariet tra i lavoratori di tutto il mondo, per modo
che si aiutino scambievolmente nella comune opera di redenzione sociale, dovr
soprattutto sospingere in ogni nazione la classe lavoratrice al potere politico, per
assicurare il suo massimo interesse alla pace universale e alla prosperit di tutti coloro
che lavorano, e per preparare in un pi lontano avvenire il regno universale del lavoro.
* Giacomo Matteotti (Fratta Polesine, 22 maggio 1885 - Roma, 10 giugno 1924) stato un politico
socialista e antifascista italiano.
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LAMORE PER LA SCUOLA


di Ivano Maddalena

Non lasciamoci rubare lamore per la scuola . Questo: non lasciamoci rubarela
gioia, la speranza, la novit del Vangelo, lamore per la scuola un continuo monito di
Papa Francesco per risvegliare la consapevolezza delle nostre responsabilit e la
coscienza che siamo chiamati a fare scelte importanti, decisive e qualificanti per la nostra
vita. Ogni persona invitata a non lasciarsi ingannare dai furbi e invitata a studiare,
conoscere, maturare il pensiero. Questa la via per non cadere nella tentazione di
lasciarci ingannare dalle false illusioni del mondo dei furbi. La via per non farci rubare la
passione. Sabato 10 maggio, in Piazza San Pietro, in via della Conciliazione e nelle vie
adiacenti cerano oltre 300 mila persone del mondo della scuola a vivere lincontro con
Papa Francesco, un pomeriggio di festa, di riflessione, di preghiera. Levento stato
promosso dalla Conferenza episcopale italiana, in primis dal cardinale Angelo Bagnasco,
che ha ribadito come la prima risorsa per le scuole siano le persone. E allincontro
eravamo davvero in tanti. Tutta la scuola italiana stata coinvolta. Non uso la terminologia
pubblica e privata. La scuola pubblica per tutti, statale e non statale, la scuola paritaria
legalmente riconosciuta scuola pubblica. Piazza San Pietro stata pensata come una
grande aula a cielo aperto. Una lavagna, un banco con dei libri sul sagrato con in cattedra
Papa Francesco che dopo il giro in jeep ha ascoltato testimonianze e riflessioni di diversi
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personaggi pubblici, cantanti, artisti. Toccante il momento in cui il ministro dellIstruzione,
Stefania Giannini, ha ricordato anche le studentesse nigeriane rapite e le tante ragazze cui
stata impedita l'esperienza della formazione. Testimonianze che hanno toccato in
profondit e che Papa Francesco ha ripreso in tanta parte nel suo intervento. Papa
Francesco cos ha esordito: Si vede che questa manifestazione non 'contro', 'per'!
Non un lamento, una festa! Una festa per la scuola. Sappiamo bene che ci sono
problemi e cose che non vanno, lo sappiamo. Ma voi siete qui, noi siamo qui perch
amiamo la scuola . Il Papa ha sottolineato come la scuola sia stata per lui unoccasione
di crescita in cui ha intrecciato legami forti, in particolare con la sua maestra venuta a
mancare alla bella et di 98 anni con cui si sempre mantenuto in contatto. Papa
Francesco ha identificato tre elementi costitutivi della scuola: lapertura alla realt,
lincontro, leducazione al vero, al bene e al bello: Amo la scuola perch sinonimo di
apertura alla realt. Almeno cos dovrebbe essere! Non sempre riesce ad esserlo, e
allora vuol dire che bisogna cambiare un po limpostazione . Non ci si deve lasciar
spaventare dalla realt e la scuola ci aiuta ad affrontare e capire la realt: Andare a
scuola significa aprire la mente e il cuore alla realt, nella ricchezza dei suoi aspetti,
delle sue dimensioni. Questo bellissimo! . E ricordando la figura delleducatore don
Lorenzo Milani ha detto che nei primi anni si impara a 360 gradi, poi piano piano si
approfondisce un indirizzo e infine ci si specializza: Se uno ha imparato a imparare,
questo gli rimane per sempre, rimane una persona aperta alla realt! . Colpisce molto
come Papa Francesco metta in guardia gli insegnanti a mantenere una mente aperta,
sempre pronta ad imparare: Perch se un insegnante non aperto a imparare, non
un buon insegnante, e non nemmeno interessante; i ragazzi capiscono, hanno
'fiuto', e sono attratti dai professori che hanno un pensiero aperto, 'incompiuto', che
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cercano un 'di pi', e cos contagiano questo atteggiamento agli studenti. Questo
il primo motivo per cui amo la scuola . Nelle parole di papa Francesco si comprende
come lideale della scuola sia improntato sul fatto che essa luogo di incontro, di cammino
e non un parcheggio . Un luogo dove si ama, si conosce si incontrano: persone diverse
da noi, diverse per et, per cultura, per origine, per capacit differenti. La scuola, ha
evidenziato, la prima societ che integra la famiglia: La famiglia e la scuola non
vanno mai contrapposte! Sono complementari, e dunque importante che
collaborino . E per sottolineare la sinergia il Papa ha pi volte scandito un proverbio
africano con la piazza: Per educare un figlio ci vuole un villaggio . Leducazione
ricevuta a scuola deve poi essere improntata per Papa Francesco al vero, al bene e al
bello, affermando che leducazione non pu essere neutra: O positiva o negativa; o
arricchisce o impoverisce; o fa crescere la persona o la deprime, persino pu
corromperla . Per Papa Francesco la missione della scuola di sviluppare il senso del
vero, del bene e del bello, che non sono mai dimensioni separate ma sempre intrecciate:
Insieme questi elementi ci fanno crescere e ci aiutano ad amare la vita, anche
quando stiamo male, anche in mezzo ai problemi. La vera educazione ci fa amare la
vita e ci apre alla pienezza della vita! . Il Papa ha evidenziato che nella scuola non solo
impariamo conoscenze, contenuti, ma impariamo anche abitudini e valori. Ed ha augurato
la lingua della mente, del cuore e delle mani: Cio pensare quello che tu senti e
quello che tu fai; sentire bene quello che tu pensi e quello che tu fai; e fare bene >>
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quello che tu pensi e quello che tu senti. Le tre lingue, armoniose e insieme! Papa
Francesco ha anche esortato a non aver paura delle sconfitte citando una frase che ci
rimane dentro e che ci aiuta ad essere uomini autentici: Sempre pi bella una
sconfitta pulita che una vittoria sporca . Concludendo il Papa Francesco ha pregato
per tutti gli educatori incoraggiandoli a non lasciarsi rubare lamore per la scuola. Per noi
tutti lincontro gioioso con Papa Francesco uniniezione di grande coraggio e fiducia.
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MATTEO RENZI, THE BOY




di Emanuele Bellato

Se volete scrivere una biografia politica per prendere spunto su come procedere basta
leggere The Boy (Marsilio, 2014) di David Allegranti. Nella prefazione lautore dichiara:
Ho avuto la fortuna di aver assistito in diretta alla stragrande maggioranza delle cose di
cui parlo, grazie al mio lavoro di cronista. Vedere le cose, o almeno provare a farlo, ci
di cui si sente la mancanza oggi nel giornalismo, non solo in quello politico. Di tifosi, anche
tra i giornalisti, ne abbiamo avuti gi molti. Io spero di spiacere a renziani e antirenziani,
senza alcuna pretesa di verit. In realt, se a vincere fosse lonest intellettuale, questo
libro dovrebbe piacere a tutti, perch dimostra con obiettivit come persino la cronaca
possa essere interessante pur non rivelando particolari retroscena. Allegranti non fa sconti
a Renzi. Debolezze e virt non sono celate. Ed allora chi davvero Matteo Renzi? La
questione resta aperta ma grazie anche alle testimonianze di chi lha visto crescere
politicamente si pu tracciare un ritratto obiettivo. Usando un richiamo ciclististico si
potrebbe definire: luomo solo al comando, di certo non un gregario, insofferente alle
burocrazie, comprese quelle di partito, ma capace alloccorrenza di ridisegnare la sua >>
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leadership come successo quando si


presentato alle primarie, poi vinte, per la
segreteria del PD. In politica a volte
bisogna essere spietati spiega Peter
Mandelson, ex braccio destro di Tony Blair,
e determinato se non proprio spietato,
Renzi lo sempre stato, dal parricidio di
Lapo Pistelli, di cui era portaborse,
stracciato alle primarie fiorentine, fino al
regicidio di Enrico Letta e allazzeramento
della vecchia guardia post-comunista nel
PD. Dietro a questa irresistibile ascesa
per non c solo cinismo. Unautentica e
vivace passione politica lo anima sin dai
banchi del liceo Dante di Firenze; anni
vissuti intensamente tra lorganizzazione di
tornei di calcetto, la pubblicazione di un
giornalino e dispute dialettiche con i
docenti, con il mito dei fratelli Kennedy e di
Nelson Mandela. Anche lidea della
rottamazione ha radici antiche, quando il
giovane democratico cristiano chiedeva la
rottamazione dei vari Forlani, Gava,
Prandini. E poi lattivit amministrativa,
prima come presidente della Provincia di
Firenze e poi come sindaco della citt
gigliata. Anni di iniziative fruttuose. Tra
laltro nasce il Genio Fiorentino, kermesse
per celebrare il genio e linventiva della
gente di Firenze, viene creata Florence
Tv, televisione della Provincia; viene sistemato il tratto di competenza fiorentina della
Firenze-Pisa-Livorno, e vengono vendute le auto blu. Senza dimenticare le grandi
iniziative politiche. Tutto parte da Stazione delle idee nel 2007, evento replicato negli
anni a seguire, per trasformarsi in Prossima fermata: Italia, assemblea del 2010 che
rappresenta il vero trampolino di lancio a livello nazionale. Alla Leopolda si d
appuntamento la giovane generazione democratica desiderosa di essere protagonista del
cambiamento. Nel 2012 nonostante lo slogan Adesso! non ancora arrivato il tempo per
Renzi, sconfitto alle primarie da Bersani. Una delle rare cadute nella marcia trionfale.
Baster un anno, con la complicit dei molti errori della dirigenza democratica, per
dimenticare la sconfitta e conquistare con il 67,55% la segreteria del PD. Il resto storia
recente. Anche al governo, Renzi, si sta dimostrando un uomo sempre allattacco, un
riformista con la volont di cambiare verso allItalia. Allegranti si chiede se questo modus
operandi da marziano potr durare e soprattutto sottolinea alcune perplessit riguardo lo
staff del Presidente, definito Giglio Magico (Luca Lotti, Maria Elena Boschi, Francesco
Bonifazi, Dario Nardella, etc..). Tra le persone pi influenti, eccezion fatta per Graziano
Delrio, non spiccano grandi nomi, soprattutto per quanto riguarda lesperienza, ma solo il
tempo e speriamo anche gli elettori potranno giudicare le scelte e la capacit di
governare di Matteo Renzi.
politica IL POPOLO VENETO N.12/2014 PAG.9

GRILLO DOVEVA EVITARE LA TV


di Emanuele Bellato

Il vero miracolo di queste elezioni europee la riabilitazione, come giornalista, di Bruno
Vespa. Bisogna riconoscerlo. Beppe Grillo, ospite della trasmissione Porta a Porta
riuscito in questa immane impresa. Il tribuno pentastellato ha ceduto al fascino della
vecchia televisione. Poco importa se fino a ieri aveva inveito contro i salotti televisivi e
proibito ai suoi di parteciparvi, pena lespulsione. Ormai si sa, anche chi si presenta come
nuovo cede presto ai compromessi pur di racimolare qualche voto in pi. In questo caso
si trattava di conquistare i cosiddetti moderati, ovvero il vasto pubblico televisivo formato
dai pensionati e dalle casalinghe. Grillo in versione J essica Rabbit Io non sono cattiva,
che mi disegnano cos ha contestato la rappresentazione fornita dai media sia del
Movimento sia della sua persona. Per quanto riguarda i contenuti della proposta politica
andato in scena il vuoto assoluto. Lunica proposta concreta quella di sostituire gli attuali
politici con delle persone oneste e poi si vedr il da farsi, magari chiedendo un consulto
alla rete. Un po poco per chi ha la pretesa di costituire un monocolore 5 stelle per guidare
il paese. Magari avrebbe voluto aggiungere alla parola onest, anche competenza ed
efficienza ma visti i mediocri risultati dei parlamentari grillini dopo oltre un anno di >>
politica IL POPOLO VENETO N.12/2014 PAG.10

opposizione, persino per un comico


sarebbe stata una sparata troppo
grossa. Ma poi, questa sbandierata
onest come si concilia con il non
rispetto delle regole? Infatti Grillo ha
ammesso pubblicamente e
candidamente di non pagare da anni il
canone Rai. Di certo i soldi non gli
mancano La storia delluomo che ha
avuto tanto dalla vita ed ora vuole
restituire un po della sua fortuna agli
altri vecchia. Gli stessi richiami al
pericolo della peste rossa fanno
parte del bagaglio della destra
berlusconiana. Insomma Grillo non
dice niente di nuovo, qualcosa di
giusto per s, per esempio
condivisibile linvettiva contro il fiscal
compact ma anche questa una
battaglia abbracciata solo
recentemente e senza troppa
passione. Per il resto tanta, troppa
demagogia. Dal no allExpo: da
fermare, senza porsi particolari
problemi, nonostante limpegno preso
a livello internazionale,
allabominevole idea di un processo online, definito sputo digitale, per i politici e i
giornalisti, passando per le fregnacce delle stampanti in 3d presenti in tutti i comuni
statunitensi per fare case e canoe.
In definitiva si pu considerare la
performance televisiva di Grillo
deludente. C del rammarico in
questa constatazione obiettiva,
perch unopposizione seria e
costruttiva farebbe solo del bene
alla politica ed al Paese. Si
percepisce invece solo tanta
rabbia distruttiva, catastrofismo e
dilettantismo. Creare false attese,
dalluscita dallEuro al
cambiamento del governo e
persino del Presidente della
Repubblica, senza tenere conto
della Costituzione e delle relative
procedure, offensivo soprattutto verso lintelligenza dei cittadini elettori. Lultima
considerazione per Bruno Vespa, diventato per una sera l eroe della sinistra.
Loccasione particolare e la sfida quasi personale hanno contribuito a far emergere un lato
giornalistico ormai dimenticato. E, per una volta, il merito tutto di Grillo.
adunata alpini IL POPOLO VENETO N.12/2014 PAG.11

RENZI: BELLA LITALIA DEGLI ALPINI


Gli Alpini esempio per lItalia. Questo il motto dell87^edizione dellAdunata Nazionale
degli Alpini che si conclusa ieri, a Pordenone, alla presenza del Presidente del Consiglio
Matteo Renzi, del Ministro della Difesa Roberta Pinotti e della presidente del Friuli Venezia
Giulia, Debora Serracchiani. A Pordenone sono arrivati in 450 mila. La sfilata, cominciata
alle nove del mattino, si protratta fino a sera sotto la pioggia
scrosciante e ha visto protagonisti circa 80 mila penne
nere, tra reparti in armi e in congedo. Ad aprire la
sfilata sono stati gli Alpini in servizio presenti
in citt, dietro alla Bandiera di Guerra del 3
reggimento artiglieria da montagna
della Brigata
Alpina J ulia.
A scortarla
anche la
13^
batteria
del 3
reggimento
artiglieria di
montagna e la
69^
compagnia
dell8
reggimento
Alpini, erede delle tradizioni dello storico battaglione Gemona e oggi inquadrata nel
battaglione Tolmezzo. Il premier Matteo Renzi, dopo la manifestazione, ha voluto
esprimere con un tweet il suo entusiasmo: Marco figlio di medaglia d'oro. Luca reduce e
futuro sposo. Cristiano, che fece la Russia. Speranza e orgoglio: bella l'Italia degli Alpini.
Letteralmente conquistato dalle penne nere ha ribadito i suoi sentimenti su facebook: C'
un'Italia pi forte degli insulti, delle invettive, delle minacce. l'Italia di chi ha valori grandi
da condividere e tramandare. l'Italia di chi scommette sulla speranza e non sulla paura.
Oggi sono stato a Pordenone ed stata un'emozione grande ascoltare i reduci della
guerra di Russia o abbracciare i figli degli alpini caduti nelle missioni di pace degli ultimi
anni. Orgoglioso di essere italiano. Simpatia ricambiata dalle penne nere, sen non altro
perch era da anni che un Presidente del Consiglio non si vedeva alle adunate, tanto da
ricevere lincoraggiamento di un alpino di ben 101 anni. Vai avanti cos e lunga vita al
governo ha detto il reduce centenario a Renzi. Il ministro della Difesa Roberta Pinotti ha
sottolineato il particolare clima di partecipazione e solidariet che si respirava durante la
sfilata: Le esperienze comuni sono un collante che pu legare per tutta la vita, e credo
che questa adunata sia la dimostrazione pi evidente di come, gente di provenienza
diversa, sotto lo stesso cappello alpino, si ritrovi a condividere valori irrinunciabili per il
nostro Paese. Il mio augurio che il messaggio che oggi si leva da Pordenone possa
davvero raggiungere anche le giovani generazioni. Prossimi appuntamenti in calendario:
nel 2015 a LAquila e nel 2016 a Vicenza.
racconto breve IL POPOLO VENETO N.12/2014 PAG.12

LULTIMO DEGLI ULTRA




di Michele Signa*

I luned erano sempre penosi per Romolo. Che la Magica avesse vinto o perso, al rientro
in fabbrica, doveva subire i commenti dei colleghi per i segni che immancabilmente
portava sul volto: lividi, ferite e fasciature; Romolo era un Ultr!

Puntualmente onorava la sua fede calcistica partecipando almeno a una scazzottata o a
una rissa prima, dopo o durante lincontro. La partita, per quanto fosse importante, non era
levento clou della giornata ma solo il pretesto per legittimare lesistenza del popolo della
curva, con i suoi ideali, sentimenti, drammi, gioie e frustrazioni. I compagni della curva
rappresentavano un mondo a parte, un microcosmo di cameratismo, amicizia e ribellione.
La vera caratura di un Ultr, ovvero il suo coraggio si apprezzava pienamente durante gli
scontri con i reparti di Polizia e Carabinieri schierati in tenuta antisommossa. Solo i pi
temerari osavano sfidare le barriere trasparenti di scudi, incuranti delle manganellate e
degli occhi arroventati dai lacrimogeni. Romolo era uno di quelli, un irriducibile, uno che
alla battaglia non si sottraeva mai. La sera, dopo il lavoro, partecipava alle riunioni in
borgata nella sede dei Leoni della Sud, una confraternita storica del tifo della Capitale. I
compagni della curva lo ammiravano perch, a dispetto del fisico minuto e del carattere >>
racconto breve IL POPOLO VENETO N.12/2014 PAG.13

mite, partecipava sempre agli scontri con determinazione e coraggio pur essendo
destinato, il pi delle volte, a soccombere nel corpo a corpo con avversari pi grossi e
determinati di lui. In virt di questa filosofia di vita il luned, immancabilmente, si
presentava al lavoro con i lineamenti del viso alterati, dando adito ai colleghi, sconcertati
da tanto accanimento, a farne oggetto di beffe e contumelie. Il primo a tributargli il suo
arguto commento, anche quel luned, fu Leopoldo, guardia giurata di presidio allingresso
della fabbrica;

- A Romol st vorta hai cercato de sfond un tir co a capoccia pe caso? Ma nun ce lo
sai che i piccoletti come te devono st attenti quando attraverseno a strada?

Leopoldo, per rendere pi simpatica e amichevole la battuta, soleva accompagnare le
parole con un fastidioso scapaccione dritto sulla nuca del malcapitato. Pi tardi venne il
turno dei colleghi di reparto. Tra di loro cera il paternalistico che immancabilmente
cercava di dissuaderlo dal continuare a frequentare certe amicizie e certi ambienti, lironico
che ogni luned fingeva di non riconoscerlo per via delle ferite sul volto, larrogante che gli
dava apertamente dellidiota per quella che ai suoi occhi era unevidente dimostrazione di
stupidit, cio farsi periodicamente picchiare da bestioni pi grossi e cattivi e infine lo
stronzo che ne sparlava liberamente con tutti senza nemmeno curarsi di farlo di
nascosto. Romolo rimaneva indifferente a tutto, a lui importava solo il rispetto e la
considerazione dei fratelli della Curva Sud, una famiglia a cui era fiero di appartenere. Il
lavoro in fabbrica scorreva monotono giorno dopo giorno. Da molti mesi lo Stabilimento
lavorava a singhiozzo, due o tre giorni a settimana e la tensione tra le maestranze saliva
gradualmente mentre si diffondevano voci di crisi, di ordini cancellati, di posti di lavoro a
rischio. Romolo non se ne curava. Limportante era riuscire a guadagnare abbastanza per
pagarsi le trasferte, per il resto, se fosse stato necessario, avrebbe fatto delle rinunce. Sul
lavoro era preciso e obbediente e i capi spesso lo usavano come jolly di linea per coprire
le postazioni rimaste vuote senza preavviso. Romolo non protestava mai anche se di solito
gli venivano riservate quelle pi pesanti o meno gradite agli altri. Non di rado suscitava le
proteste dei colleghi e i rimbrotti dei sindacalisti perch si ostinava a fare la produzione
impostata e spesso a superarla. Chi te lo fa fare? Dicevano; pensi che lAzienda ti pagher
di pi per questo? Cos metti in difficolt gli altri compagni! Anche se spesso gli altri
compagni erano gli stessi che, daccordo con i capi, gli riservavano le postazioni di lavoro
peggiori. Quel luned i reparti dello Stabilimento erano percorsi in lungo e in largo da
gruppi di sindacalisti decisi ad azzerare tutto il monte ore di permessi sindacali a
disposizione. Si preparava per il giorno seguente una grande assemblea e il Sindacato
voleva garantirsi la massima adesione possibile. Dovevano essere decise e predisposte le
azioni di lotta da mettere in campo per stanare lAzienda e farla pronunciare sulle
prospettive occupazionali future. Il suono della sirena che annunciava la pausa mensa
mise fine temporaneamente alle attivit lavorative e a quelle sindacali. A differenza dei
colleghi, Romolo, in sala mensa, non amava sedersi sempre con le stesse persone e
spesso preferiva starsene per conto proprio. Quel giorno and a sedersi verso il fondo
della sala a pochi metri dal tavolo occupato dai responsabili di Reparto, capi, capetti e dal
Direttore dello Stabilimento. Aveva appena finito di mangiare il suo piatto di fettuccine al
rag quando in sala mensa entr un drappello di sindacalisti per distribuire volantini. Ad
ogni tavolo si fermavano per rispondere alle domande dei commensali e per ragguagliare
questo o quello sulle ragioni dellassemblea e della mobilitazione del giorno dopo. Man
mano che si avvicinavano al tavolo della Direzione il tono della voce cresceva affinch il
racconto breve IL POPOLO VENETO N.12/2014 PAG.14

Direttore e il Capo del personale, intenti a mangiare, potessero sentire distintamente


quello che stavano dicendo. Romolo in quel frangente fu lunico a non allungare la mano
per prendere il volantino che gli veniva offerto. In altre circostanze il gesto sarebbe
passato inosservato ma per la particolare sistemazione logistica del tavolo la cosa attir
lattenzione del Sindacalista pi battagliero del gruppo. Si avvicin al giovane con aria di
sfida stando attento a mantenere le parole scandite e il volume alto;

- A te non te nteressa lotta pe i diritti dei lavoratori?

- Stai a d a me?

Chiese Romolo preso alla sprovvista;

- Si, proprio a te e a chi senn? Sei capace solo de farte maciulla a faccia pe tifa undici
milionari n mutande o te nteressa anche lotta pe i tuoi diritti?

Sulle prime Romolo voleva lasciare perdere, come faceva di solito quando veniva
provocato lontano dallo stadio, ma le parole del sindacalista le avevano sentite tutti nel
refettorio e adesso se ne stavano zitti in attesa della sua risposta. Per la prima volta, pur
restando fermo e impassibile, lo sguardo e il volto si trasfigurarono come gli accadeva
prima di uno scontro allo stadio;

- Perch? Chi che st a lott?

- Come chi? E noi chi semo? Il sindacato e tutti quelli che ce vengono dietro stanno a lott;
pure pe quelli come te che se fanno solo li cazzi propri!

- A me nun me pare che state a lott. Voi fate solo finta. Se volevate davvero combatt io
me sarebbe messo nprima fila co voi. A verit che fate solo scena e st fregnoni che ve
stanno a sent li pigliate solo p culo!

- Ah ma che stai a d? Vuoi insegn tu al sindacato come se combatte? S anni che
stamo a lott p i lavoratori mentre te sei capace solo de sbatterti in curva c na massa de
deficienti, fanatici.

Romolo represse listinto di saltargli al collo e invece sorrise sarcastico;

- Lo sai che chai proprio ragione? Io tutte e settimane vado allo stadio e faccio a botte,
lotto, mazzuffo, le piglio e le d e nun me tiro mai indietro. Io ce credo nella curva, la ce
stanno lamici miei, sem fratelli de sangue. Io me farei ammazz pe loro. E tu? Tu te
faresti ammazz pe loperai tuoi?

Il Sindacalista non si aspettava quel genere di domanda e non seppe rispondere a tono;

- Che significa farse ammazz? Il Sindacato ha sempre portato avanti na battaglia ideale
contro li padroni e a favore de lavoratori.


racconto breve IL POPOLO VENETO N.12/2014 PAG.15

- A bello, ma a chi voi pigli pe culo? Lanni che i Sindacati se facevano il culo p noi
operai so passati. M siete solo capaci de magn e farvi li cazzi vostri!

- Ma che stai a d? Ma nun ce lo sai che se non era per il Sindacato oggi qua eravate gi
tutti a casa?

- Si, come no! A me per non mhai risposto! Se tu nun sei diposto a mor p lideale tuo
allora nun chai possibilit de otten niente p me e p lartri operai. In curva noi semo i
padroni e tutti ce rispettano, pure i celerini, perch sanno che noi nun ce tiramo indietro,
mai, manco se cammazzeno. Pure il Sindacato prima era cos e i Padroni cavevano
paura, de perde li sordi ma pure la pelle, se si mettevano contro loperai. Ora nun fate pi
paura a nessuno! Ve sedete al tavolo coi Padroni, fate a concertazione o come cazzo a
chiamate voi e quelli invece di cagasse sotto sammazzano dalle risate p quanto loperai
so diventati coglioni.

- Ma che stai a di? A te le botte thanno mandato npappa er cervello. Oggi er Sindacato se
siede coi padroni e ce parla alla pari, faccia a faccia e quelli ce stanno a sent!

- Nun vero, siete voi che li state a sent, perch ve conviene, perch voi sindacalisti ce
guadagnante. Acchiappate p voi, varricchite, andate a ricopr ncarichi mportanti e al
tavolo ve calate sempre le braghe. I Padroni a Voi ve lasciano decide solo come ce
devono fott, c larticolo diciotto o c quello che cazzo gli pare!

Il Sindacalista, stanco del confronto con un soggetto cos irragionevole, ritenne opportuno
troncare la discussione rivolgendosi direttamente agli altri operai;

- Ecco, lo vedete? So quelli cos che ce fanno perd e battaglie, s disfattisti! Stateme a
sent, domani nun mancate allassemblea, dovemo esse uniti e costrigne i padroni a ven
allo scoperto e dicc se sta fabbrica ci nfuturo o se dovemo inizi a lott.

E poi rivolto a Romolo:

- Te fai npo come te pare, tanto er sindacato lotter pure p te.

Detto questo il drappello di sindacalisti si allontan restituendo il refettorio al suo abituale
vociare indistinto. Dal tavolo della Direzione nessuno fino ad allora aveva parlato per
evitare provocazioni e solo quando i sindacalisti furono usciti dalla sala si sent il
commento di un solerte caporeparto;

- Ha visto Direttore? Ce ne vorrebbero di operai come quel Romolo li! Pensa solo alle
partite, sgobba e sputa pure in faccia al sindacato.

- Stia zitto Bianchi, lei non ha capito proprio un accidente. Io, da giovane, ero a Torino
negli anni in cui i Sindacati ci facevano vedere i sorci verdi. Di operai cos per fortuna ne
sono rimasti pochi e quel Romolo li solo un Ultr, uno degli ultimi a pensarla cos, a
capire che il sindacato ottiene risultati solo con la lotta radicale, senn fa solo il nostro
gioco. Se le maestranze fossero tutti come quello li e i sindacati si comportassero come
dice lui per noi sarebbero cazzi amari. Io a differenza di come pensa lei un Sindacalista >>
racconto breve IL POPOLO VENETO N.12/2014 PAG.16




Ultr proprio non me lo auguro. Ci rifletta Bianchi, ci rifletta! E adesso tornate tutti al
lavoro, io e il qui presente Capo del Personale dobbiamo istruire quel gruppetto di
giovanotti appena usciti, senn domani allassemblea, chiss che fesserie sarebbero
capaci di dire. Buongiorno a tutti!


* Michele Signa, ingegnere appassionato di economia e letteratura, ha pubblicato di
recente il libro " La Favola del Principe e della Moneta" , una favola scritta per gli adulti
che analizza, con toni allegorici e ironici, la crisi economica, le sue cause e i suoi fini. Cura
un blog (www.voloradente.com) e i suoi articoli sono ripresi da numerose testate online.



IL POPOLO VENETO. Fondato nel 1921 Anno 93 n. 12 / 2014
www.ilpopoloveneto.blogspot.com www.ilpopoloveneto.it e-mail: ilpopoloveneto@gmail.com
Direttore Responsabile: Emanuele Bellato . Vice-direttrice: Francesca Monti. Reg.
Tribunale di Rovigo Numero 25/04 . Stampa in proprio (23/05/2014). Giornale
gratuito. Non riceve finanziamenti pubblici e privati. Esce come e quando pu.

lavoro IL POPOLO VENETO N.12/2014 PAG.17

APPELLO: SICUREZZA SUL LAVORO


Indispensabile
formare figure di
riferimento preparate
per la sicurezza nei
luoghi di lavoro
Lappello giunge dal
Procuratore Raffaele
Guariniello a margine
del convegno svoltosi
marted 6 maggio a
Padova sul Rischio
Elettrico e la nuova
norma CEI 11-27 4
edizione, organizzato
da Vega Formazione
e Vega Engineering
con Aiesil. Un
incontro prezioso
soprattutto per una Regione come il Veneto che nel primo trimestre 2014 al secondo
posto nella graduatoria delle morti sul lavoro

Contribuire a diffondere la sicurezza nei luoghi di lavoro fondamentale per arrestare una
triste quotidianit fatta di infortuni e, purtroppo, anche di morti. E diventa ancor pi
importante se a farlo una delle voci pi autorevoli nel nostro Paese quando si parla di
lotta agli evasori della sicurezza nei luoghi di lavoro. Mauro Rossato, Presidente
dellOsservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega Engineering, esprime soddisfazione per la
partecipazione del procuratore torinese Raffaele Guariniello al convegno svoltosi a
Padova marted 6 maggio. A margine dellincontro, infatti, Guariniello ha sottolineato
limportanza della diffusione della cultura della sicurezza anche attraverso incontri di
formazione che possano preparare figure competenti in grado di tutelare la quotidianit
tutti i lavoratori. Un messaggio che prende ancor pi forza in una regione come il Veneto
che nel primo trimestre 2014 risulta essere seconda a livello nazionale per numero di morti
bianche (tutti i dati sono disponibili gratuitamente sul sito www.vegaengineering.com). Ad
assistere a questa speciale lectio magistralis del procuratore torinese un centinaio tra
tecnici e professionisti coinvolti in una giornata dedicata alla Nuova Norma CEI 11-27 IV
Edizione, ovvero all'ultimo riferimento normativo per l'esecuzione in sicurezza dei lavori
sugli impianti elettrici, allineandosi alla Nuova Norma Europea CEI EN 50110-1:2014 e al
D.Lgs. 81/08. Una disciplina fondamentale che non coinvolge solo chi opera direttamente
con gli impianti elettrici, ma anche tutti coloro che nello svolgimento della propria attivit si
trovano, anche occasionalmente, in situazioni a rischio elettrico. Con Raffaele Guariniello,
sono intervenuti: lingegner Federico Maritan, Direttore Tecnico di Vega Engineering ed
Anna Zampieron, Foro di Venezia Studio Legale Associato Ticozzi Sicchiero Vianello Dalla
Valle Zampieron.
universit IL POPOLO VENETO N.12/2014 PAG.18

ELEZIONI UNIVERSITARIE PADOVA




Riceviamo da Il Sindacato degli Studenti e pubblichiamo:

Il 13 e 14 maggio gli studenti dell'Universit di Padova sono tornati a eleggere i propri
rappresentanti negli organi collegiali per il biennio 2014/16. Per la terza elezione
consecutiva si riconferma prima la lista indipendente Il Sindacato degli Studenti, che con
oltre 4300 voti al Senato Accademico riuscita a raccogliere una partecipazione
studentesca alle urne mai vista prima. Al grido di non lasciare che la tua voce sia
qualcuno che non hai scelto, non solo un motto ma anche un richiamo ad una
consapevolezza contro il qualunquismo politico, siamo riusciti ad ottenere un
rappresentante in Consiglio di Amministrazione, due Senatori Accademici ed un
consigliere rispettivamente in CUS e nel Consiglio di Amministrazione dellEnte Regionale
per il Diritto allo Studio. Staccando di oltre 1700 voti la seconda lista Studenti Per UdU
Padova ed ottenendo oltre quattro volte le preferenze della terza lista Ateneo Studenti,
espressione della lobby di Comunione e Liberazione, ci riproponiamo di rispettare
limpegno preso con gli studenti, portando avanti le nostre lotte e vertenze con lo stesso
spirito, la stessa passione e la stessa idea di rappresentanza trasparente ed aperta a tutti
universit IL POPOLO VENETO N.12/2014 PAG.19

che da sempre ci contraddistinguono. A


segnare lincredibile distanza dalle altre
liste stato proprio questo: il nostro
impegno sempre e solo in difesa degli
studenti e dei loro diritti, con una presenza
costante durante lintero mandato e non
solo in periodo elettorale dichiara Sara
Ghezzo, senatrice uscente. Un
ringraziamento in particolare va alla lista
nascente Breaking Med, che ha sostenuto
il Sindacato degli Studenti agli organi
maggiori. I punti cardine su cui si basa la
lista sono la trasparenza e la
partecipazione, da troppo assenti allinterno
del Corso di Medicina e Chirurgia. Una
campagna elettorale basata sul
coinvolgimento diretto di tutti gli studenti
attraverso assemblee aperte allinterno del
Corso, ha reso palese il carattere innovativo e rivoluzionario di questo gruppo di studenti. I
risultati confermano la voglia degli studenti di Medicina di un radicale cambiamento: con
pi del 43% di preferenze in CCS, insieme al Sindacato inizia un percorso di riforme
necessario per riportare la Scuola nelle mani degli studenti. Anche da Claudio Bassot,
candidato per i dottorandi in Senato accademico, arrivano dichiarazioni positive: Sono
molto felice di questo risultato, che ha visto lADI, Associazione Dottorandi Italiani,
aumentare i propri consensi rispetto alle scorse elezioni. Ci non casuale, ma frutto di
tutto il lavoro svolto in questi due anni, in cui lADI ha portato avanti con forza le istanze
dei dottorandi del nostro Ateneo. Questo successo ci permette di proseguire nel nostro
impegno di rappresentare in Senato Accademico i dottorandi, senza per dimenticare
quelle figure al momento prive di rappresentanza come assegnisti e specializzandi. I
nostri primi impegni in questo nuovo mandato saranno legati allintroduzione di un sistema
di tassazione pi equo e maggiormente legato alle possibilit economiche degli studenti, e
la tutela dei loro diritti senza alcuna distinzione, continuando un concetto di sindacalismo
studentesco che non si riduca allautoreferenzialit, ma che si faccia voce dei bisogni
materiali ed immateriali di tutti gli studenti patavini afferma Riccardo Russo, candidato in
Consiglio di Amministrazione. Il lavoro svolto come rappresentante in ESU in questi due
anni stato spesso ostacolato dal commissariamento dellente stesso, ci nonostante
siamo riusciti a portare avanti numerose vertenze su vari fronti: dalle residenze alle tariffe
mensa, con particolare attenzione alla situazione di tutti gli studenti aventi diritto alla borsa
di studio. Come gi ampiamente dimostrato, confido che Simone Linzitto, mio prossimo
successore, continui a portare avanti queste ed altre vertenze, prima fra tutte la battaglia
per lo scommissariamento dellESU, che da troppi anni non permette n a studenti n a
lavoratori di avere una rappresentanza realmente ascoltata allinterno dellEnte aggiunge
Giada Pigatto, rappresentante uscente del Consiglio di Amministrazione dellESU.
Ringraziamo lADI, Associazione Dottorandi Italiani, che ha rinnovato il suo appoggio nella
candidatura al CdA dellAteneo, ma soprattutto gli studenti dellUnipd per averci dato la
possibilit di continuare il lavoro che dal 2002 proviamo a portare avanti grazie allapporto
di chiunque voglia darci una mano a migliorare la nostra Universit e a costruire una
libert che passi anche per la partecipazione.
arte IL POPOLO VENETO N.12/2014 PAG.20

OSSESSIONE NORDICA DA RECORD




Ossessione Nordica a un mese dalla chiusura surclassa tutte le precedenti. Annunciati i
due prossimi grandi appuntamenti

Rovigo - Che LOssessione Nordica si avvii a conquistare il primato di mostra pi visitata
dellintera sequenza di esposizioni di Palazzo Roverella, ormai un dato consolidato. I
numeri comunicati dalla Fondazione Cariparo, che con il Comune di Rovigo e lAccademia
dei Concordi ha promosso lesposizione, parlano chiaro. Ad un mese dalla data
conclusiva, fissata per il 22 giugno, la mostra risulta essere stata ammirata da 42.316
persone. Per chi ama i confronti, a pari settimane di apertura, Il Divisionismo, che sino a
questa deteneva il precedente record di visite, si era attestata a quota 32.095 ingressi.
L'incremento percentuale dei visitatori per L'Ossessione Nordica rispetto a Il Divisionismo
, quindi, di circa il 30%. Se si raffrontano i dati con la mostra Dco, si rileva che essa
registr, sempre alla nona settimana di apertura, 27.216 ingresso: in questo caso,
l'incremento percentuale dei visitatori per L'Ossessione Nordica rispetto a Dco di circa il
53%. Se il raffronto con La Maison Goupil, la grande mostra dello scorso anno che alla
stessa epoca ebbe 28.456 visitatori, l'incremento del 46%. Naturalmente molto distaccati
i risultati delle altre mostre rodigine. Al di l del dato assoluto e percentuale, a colpire
sono i risultati delle prime rilevazioni sui visitatori. Va chiarito che esse sono compiute a >>
arte IL POPOLO VENETO N.12/2014 PAG.21

campione, da esperti del settore, e sono, ovviamente, aggiornate a qualche giorno fa. Gli
elementi dellindagine che pi vengono positivamente valutati dagli organizzatori sono
due: la forza di attrattivit della mostra nei confronti di pubblici nuovi e degli stessi rodigini.
Sul primo versante, lindagine mette in evidenza che pi della met degli attuali visitatori
al suo primo approccio con le mostre rodigine, quindi si tratta di nuovi clientidi Palazzo
Roverella. A dimostrare come la sede espositiva abbia consolidato il suo zoccolo duro di
affezionati clienti e stia conquistandone molti di nuovi, evidentemente convinti dal
passaparola positivo che gira intorno alla attuale mostra. Non meno importante il secondo
dato ovvero quello della crescita dei rodigini tra i visitatori. Segno questo che, esperienza
dopo esperienza, le mostre conquistano seguito in citt e provincia. Ecco lesame delle
aree di provenienza: Padova si conferma come il primo bacino di pubblico per Rovigo,
seguita per a ruota dalla stessa Rovigo e con maggior distacco da Verona, Venezia,
Vicenza, Bologna e Treviso. Dati che sono in linea con quelli di molte grandi mostre, a
conferma che il grosso del bacino di ogni esposizione incluso nel raggio di 150 km dalla
sede della mostra. Anche se percentualmente pi limitati sono altrettanto interessanti i
numeri di coloro che vengono da oltre i 150 km, arrivando da lontano proprio per la
mostra. E evidente che questo pubblico necessita, pi dellaltro, di strutture di accoglienza
in citt. A proposito di accoglienza, gli organizzatori esprimono la loro soddisfazione.
Passo dopo passo, con un miglioramento che stato davvero costante, Rovigo
diventata citt accogliente per i visitatori delle mostre. Molti locali aperti anche nelle
giornate festive, men particolari, cura nellaccogliere sia i clienti individuali che in gruppo.
Rovigo sembra essersi consolidata, proprio grazie alle mostre e al loro indotto, come meta
turistica in grado di dare al visitatore tutto ci che si attende da una citt darte e cultura.
Merito anche del lavoro, molto pressante, fatto dalla Camera di Commercio e dalle realt
associative. Prossimo obiettivo di stimolare maggiormente la messa a sistema
dellofferta turistica di citt e territorio per dare motivo al visitatore di prolungare il tempo
dedicato a Rovigo in occasione delle mostre. Anche in questo ambito passi avanti sono
stati fatti ma molto resta ancora da perfezionare. In un ambiente che sembra comunque
aver preso atto che le mostre sono non solo interessanti occasioni culturali ma anche
attrattori utili al sistema turistico e quindi economico. Tornando a Ossessione Nordica gli
organizzatori tengono ad annunciare le prossime proposte riservate al pubblico della
mostra. Eccone alcune: i "Notturni d'Arte", venerd 23 maggio e venerd 20 giugno; i
"Laboratori domenicali" e gli appuntamenti creativi per i bambini: ogni domenica; l'ultima
della Visite guidate tematiche: marted 3 giugno. I dettagli di queste opportunit si possono
trovare nel sito della mostrawww.ossessionenordica.it. Ancora prima di archiviare questa
fortunata esperienza, Fondazione Cariparo, Comune di Rovigo e Accademia dei Concordi
hanno definito il programma delle due prossime esposizioni. I dettagli delle stesse saranno
presentati in occasione di un apposito incontro che seguir la conclusione di Ossessione
Nordica.Si sa gi che il prossimo appuntamento, dall11 ottobre prossimo all11 gennaio
2015, sar con Il Viaggio. Settima rassegna internazionale di illustrazione. Si tratta della
riedizione della bellissima mostra padovana attualmente allestita al Museo Diocesano
della citt. Il tema del viaggio e dei viaggi interpretato da grandi illustratori di tutto il
mondo in una mostra di grande fascino e suggestione, destinata a chiunque ma
soprattutto alle famiglie ed alle scuole. Il successivo appuntamento con il sogno,
linconscio, la femme fatale, il peccato e la trasgressione in una grande mostra che
esplorer lopera al nero da von Stuck a Rops, da Khnopff ad Alberto Martini, da Odilon
Redon a Ciurlionis. Pittura straordinaria e profonde emozioni sono assicurate. Dal 21
febbraio al 21 giugno 2015, naturalmente a Palazzo Roverella.
musica IL POPOLO VENETO N.12/2014 PAG.22

STASERA LAURA PAUSINI



di Francesca Monti
Nel 1993 sul palco di Sanremo iniziava a brillare una stella che sarebbe diventata in poco
tempo sempre pi luminosa, conquistando lItalia e il mondo con le sue canzoni e con la
sua fantastica voce: Laura Pausini. Quasi sei milioni di spettatori hanno visto ieri sera in tv
levento Stasera Laura: ho creduto in un sogno, andato in onda su RaiUno e registrato la
scorsa domenica nella spettacolare cornice del Teatro Antico di Taormina. Uno show
meraviglioso con cui Laura Pausini ha festeggiato i suoi primi quarantanni, compiuti il 16
maggio, e i ventanni di carriera. Laura ha scelto di raccontare la sua storia, i suoi sogni,
ma anche la musica, con tanti ospiti illustri che hanno duettato con lei. Un concerto-
spettacolo senza autocelebrazioni, in cui la Pausini si esposta in prima persona,
parlando alla gente che la segue da sempre con la consueta semplicit e genuinit, senza
aver paura di continuare a essere considerata una brava ragazza, raccontando alcuni
momenti della sua vita privata, confessando di essere astemia e di non aver mai veramen-
musica IL POPOLO VENETO N.12/2014 PAG.23

-te bigiato la scuola. Anzi, l'unica volta


che ha fatto buca, si sentita in colpa e
ha chiamato a casa per chiedere scusa.
Su quel palco ieri sera non cera solo la
cantante famosa in tutto il mondo, ma
anche la donna, la mamma, la persona
normale che si commuove, che si diverte
con il pubblico, che sorride, che sogna. E
oltre ad essere una cantante
straordinaria, Laura si dimostrata anche
una brava presentatrice. E stato un
susseguirsi di emozioni e di istanti
magici.Lanteprima si aperta con la
cantante che sfogliava un suo diario
segreto e parlava di Marco, il protagonista
della canzone La Solitudine, il suo primo
fidanzato che le ha spezzato il cuore
quando era una ragazzina. La serata ha
avuto inizio con Pippo Baudo che ha
lanciato il servizio relativo alla vittoria di
Laura al Festival di Sanremo 1993,
ricordando insieme alla cantante alcuni
momenti di quella prima esibizione sul
palco dellAriston. Poi la Pausini ha
cantato Benvenuto e ha introdotto Paola Cortellesi con la quale ha interpretato Non mi
chiedermi, dando vita subito dopo a divertentissimi sketch sulle mamme di oggi che
scrivono sui social network ogni progresso fatto dai loro figli. Tra laltro la figlia di Laura si
chiama Paola, mentre quella della Cortellesi Laura. Dopo aver cantato varie canzoni dello
Zecchino dOro, tra cui Il gatto puzzolone, le due artiste hanno intonato insieme Se non
te. Quando ho lasciato Marco, quello famoso de La Solitudine ho avuto un periodo
difficile. Non mangiavo n cantavo e ho ascoltato tante delle canzoni di Claudio Baglioni
tra cui Avrai, la canzone pi bella
scritta per un figlio, ha detto la
Pausini. E proprio sulle note di Avrai
Baglioni e Laura hanno duettato,
dando vita ad un momento veramente
emozionante. Lospite successivo
stato Marco Mengoni, con cui la
cantante di Solarolo ha cantato in
italiano, inglese e spagnolo il brano
Primavera in anticipo. Laura ha
quindi interpretato Tra te e il mare,
poi sul palco salita una band
speciale, tutta al femminile, formata da
Malika Ayane al violoncello, Emma Marrone alla chitarra, Noemi al pianoforte, Paola Turci
alla chitarra, LAura alla chitarra, Syria alla console e La Pina a fare rap. Tutte insieme
hanno cantato una versione esplosiva di Con la musica alla radio, facendo ballare il
pubblico. Il concerto proseguito con Come se non fosse stato amore e con il duetto con
musica IL POPOLO VENETO N.12/2014 PAG.24



Fiorella Mannoia sulle note di Io canto. Le due artiste hanno poi ricordato la bellissima
esperienza di Amiche per l'Abruzzo del 2009. A seguire un altro momento intenso della
serata, quando Laura ha parlato della sua amata nonna Norma (il cui vero nome era
Teresa), che le diceva "Laura devi meritarti l'affetto delle persone" e che lei riuscita a
salutare unultima volta prima che se ne andasse per sempre. Quindi ha intonato Invece
no, brano dedicato proprio alla nonna. Sotto una pioggia battente, che ha condizionato
lultima parte dello spettacolo, la Pausini ha realizzato il sogno di quando era ragazzina,
cantare con Raf Mi rubi l'anima, brano tratto dall'album Laura Pausini del 1993. Raf era
il suo idolo adolescenziale e aveva convinto sua mamma a portarla al concerto perch
essendo ancora minorenne i genitori non la lasciavano andare da sola. Quindi la Pausini
ha chiamato sul palco Elisa, Ottavia e Lorena, le sue compagne di scuola, ricordando i
tempi in cui cantavano insieme in chiesa. E poi andato in onda il filmato della sua
partecipazione all'Edicola Fiore, il programma condotto da Fiorello, in cui la cantante ha
espresso il desiderio di poter fare un concerto per Papa Francesco. Quindi ha interpreto
insieme alle compagne di classe Le cose che vivi. Lultimo ospite della serata stato
Biagio Antonacci, con cui ha cantato Vivimi, canzone da lui scritta. Infine l'omaggio a
Lucio Dalla con Felicit, in un duetto virtuale da brividi con lindimenticato cantautore.
Chiusura con il brano da cui tutto questo sogno ha avuto inizio La solitudine, nella
versione arrangiata magistralmente dal Maestro Ennio Morricone. "Mi avete fatto capire di
non dover avere paura della solitudine, mi avete fatto capire che avrei dovuto continuare a
credere in un sogno... e ho fatto bene! Ed merito vostro! Grazie!!!", ha concluso Laura
rivolgendosi al pubblico. S perch non bisogna mai smettere di sognare e di credere nei
propri sogni. E lei ne la dimostrazione. Grazie a te Laura per essere semplicemente
unica e per le emozioni che regali con la tua musica!
televisione IL POPOLO VENETO N.12/2014 PAG.25

INTERVISTA CON MASSIMILIANO MORRA




di Francesca Monti

Ha interpretato fiction di grande successo, da Pupetta - Il coraggio e la passione a
"Baciamo le mani Palermo - New York 1958", con Virna Lisi e Sabrina Ferilli, da "Il
peccato e la vergogna - Parte seconda" a Rodolfo Valentino, la Leggenda. E uno dei
protagonisti della nuova serie tv di Canale5, Furore - Il vento della speranza. E un attore
eccezionale, un ragazzo bellissimo e molto simpatico. Lui Massimiliano Morra e in
questa piacevolissima intervista ci ha parlato di Saro Licata (detto Saruzzo), il personaggio
che interpreta in Furore - Il vento della speranza, della sua passione per lo sport e del
sogno di continuare a recitare e di arrivare il pi in alto possibile.

Massimiliano, lo scorso mercoled andata in onda la prima puntata di Furore - Il
vento della speranza , la nuova fiction in onda su Canale 5 che ti vede tra i
protagonisti nel ruolo di Saro Licata. Ci puoi anticipare quali sviluppi avr il tuo
personaggio nel corso della serie?

Saruzzo un personaggio estremamente impulsivo, anche perch il pi giovane dei
fratelli Licata ed quello pi testardo, pi determinato, per allo stesso tempo anche
affascinato da questa donna, Irma Voglino, interpretata da Giuliana De Sio. Nella seconda
puntata ci sar un primo avvicinamento tra Saruzzo e Irma, perch nella prima puntata si
televisione IL POPOLO VENETO N.12/2014 PAG.26



capito che Saruzzo, rispetto al fratello Vito (Francesco Testi, ndr), sta prendendo la
giusta strada verso il sindacato. Poi ovviamente il resto lo vedrete.

C qualche tratto in comune tra te e Saruzzo?

Ti dico la verit, in parte no, nel senso che io sono una persona estremamente diversa.
Sono molto pi riflessivo, pondero prima di fare una cosa, invece lui molto pi impulsivo.
Lunica cosa che ho in comune con Saruzzo la determinazione, perch sono una
persona determinata in quello che faccio ma anche nella vita di tutti i giorni. Comunque
non un personaggio che si avvicina molto a me, anche perch pi giovane di me, nella
storia ha circa 20 anni ed ancora un ragazzo.

A cosa ti fa pensare la parola Furore ?

Furore una parola ricca di tante tematiche, io lassocio sempre alla passione, perch
uno dei temi principali della serie. La passione che c tra Saruzzo e Irma, per quanto
riguarda me, ma una parola che pu avere tanti significati. La cosa bella per capire
qual il furore giusto per se stessi.

Hai iniziato la tua carriera come modello a Milano. Com nata la tua passione per la
recitazione?

Ho iniziato come modello e lo facevo principalmente perch mi pagavano bene e mi
permetteva di mantenere gli studi universitari che allepoca facevo e che faccio tuttora,
per lattore un mestiere che mi ha sempre affascinato sin da bambino. Verso i 15-16
anni ho cominciato a innamorarmi di questo lavoro, del cinema, andavo spesso al cinema
anche da solo, mi piaceva il fatto che si potessero ricreare delle emozioni e farle vivere al
pubblico che sta dallaltra parte, un po come il teatro. Da l poi ho avuto varie opportunit,
televisione IL POPOLO VENETO N.12/2014 PAG.27

nel senso che ho fatto tanti provini, con tante


porte sbattute in faccia per quelle fanno
parte della carriera di chiunque faccia questo
mestiere. La grande opportunit lho avuta
con Pupetta, che stato il primo grosso
ruolo che ho fatto accanto a Manuela Arcuri,
e poi c stata una serie di prodotti che sono
andati bene.

Dopo Pupetta hai interpretato Baciamo
le mani , Il peccato e la vergogna 2

Baciamo le mani, Il peccato e la vergogna
2, poi una piccola partecipazione in Rodolfo
Valentino accanto a Gabriel Garko e poi c
stato Furore con un ruolo importante, di cui
sono molto felice. In un anno sono usciti
quattro prodotti che sono andati tutti bene in
termini di ascolti e di questo sono molto
contento. Per quanto riguarda Furore, la
prima puntata partita molto bene, piaciuta, speriamo che il pubblico continui a vederci
e incrociamo le dita. Poi in questa fiction c comunque una tematica nuova, il razzismo,
un fatto sociale tra Nord e Sud, una tematica che un po un esperimento.

In Baciamo le mani interpretavi Vito, un personaggio cattivo che poi cos cattivo
non era

Diciamo che Vito nonostante fosse un mafioso non era proprio cattivo, era un buono
travestito da cattivo, infatti nella fiction sacrifica la sua vita per la sua amata. Era
sostanzialmente un buono, costretto a fare i lavori sporchi. Mi piacerebbe interpretare un
cattivo con la C maiuscola, mi divertirei tanto a recitare un ruolo del genere perch anni
luce lontano da me e mi metterei in gioco a 360 gradi. Finora i personaggi che ho fatto
erano quasi tutti buoni, cattivi veri e propri non ne ho interpretati.

Come scegli un personaggio?

Prima di accettare un ruolo leggo la sceneggiatura circa 20-30 volte per avere unidea
della storia. Per non faccio un lavoro particolare, cerco di capire com la storia, qual il
plot, come funzionano gli avvenimenti, le vicende, sta a me poi decidere se farlo o meno,
non c un metodo preciso. Poi dipende molto dal personaggio.

Sei iscritto alla facolt di Medicina e Chirurgia. E una sorta di piano B o in futuro
vorresti fare il medico?

Era e tuttora il mio piano B. Ovviamente io spero di continuare a lavorare come attore,
perch un lavoro che ho sempre amato. Mi sono sempre riservato un piano B
nellevenienza che non riuscissi a fare questa carriera, poi mi andata bene e spero di
continuare a fare lattore. Mi mancano tre esami alla Laurea, poi in futuro si vedr.
televisione IL POPOLO VENETO N.12/2014 PAG.28

Sei anche un grande


appassionato di sport

Ho fatto tanto sport fin da
bambino, ho praticato calcio
quando ero veramente
piccolo, poi sono passato al
nuoto, anche a livello
agonistico. Tuttora faccio
sport, anche se non come
prima perch purtroppo i
tempi non ci sono pi. Per
continuo ad allenarmi in
palestra, ho il brevetto di
personal trainer che ho preso
per mia soddisfazione
personale perch amo lo
sport e il fitness.

Ti piacerebbe interpretare
un personaggio sportivo?

Mi piacerebbe tantissimo. Se
mi proponessero di
interpretare un personaggio
sportivo, lo farei volentieri.

Un sogno nel cassetto

Ce ne sono tanti, ma il mio
sogno pi grande quello di
salire il pi possibile in questo
lavoro, lambizione di
arrivare in alto, il pi possibile. E questa la mia linfa vitale. Per me il lavoro viene prima di
tutto. Spero di crescere professionalmente col tempo, so che un lavoro molto duro e
soprattutto lungo. Attualmente il mio desiderio primario quello di continuare a fare questo
lavoro e di migliorare sempre di pi.

Un regista con cui ti piacerebbe lavorare.

Giuseppe Tornatore.

In quali progetti ti vedremo prossimamente?

Ce ne sono molti, nel senso che ho letto tante sceneggiature, tanti soggetti, per di
concreto per ora non c nulla. A settembre dovrebbe partire un progetto televisivo, ma da
napoletano sono scaramantico a mille e quindi non dico niente. Poi forse ci sar qualcosa
anche per il cinema, ma al momento ci concentriamo su Furore e vediamo come va.
cinema IL POPOLO VENETO N.12/2014 PAG.29

INTERVISTA CON SARA RICCI




di Francesca Monti

E una bravissima attrice, ha preso parte a fiction come Il Maresciallo Rocca, Artemisia,
Provaci ancora Prof 3, Don Matteo 9, a film famosi come Al di l delle nuvole di
Michelangelo Antonioni e Wim Wenders, Cosa centra con lamore di Marco Speroni, e
alla soap opera Vivere, in cui interpretava Adriana Gherardi, personaggio amatissimo dal
pubblico. Lei Sara Ricci e in questa piacevole chiacchierata telefonica ci ha parlato di Il
Leone di vetro, nuovo film di Salvatore Chiosi che la vede tra i protagonisti nel ruolo della
contessa Cecilia Querini, di come ha imparato il dialetto veneto, della serie tv Mia and
me, con la regia di Marco Lonardo, che andr in onda su Raidue, e dei suoi prossimi
progetti.

Sara, sei tra i protagonisti del film Il Leone di Vetro , in cui interpreti la contessa
Cecilia Querini. Puoi parlarci del tuo personaggio?

E stato un personaggio splendido da interpretare, caratterizzato dallintensit di una
donna non pi giovanissima, nel pieno della sua maturit, della sua sensualit, ma in un
momento di grande fragilit economica. In questo periodo di decadenza nobiliare, Cecilia
cerca di approfittare della sua capacit di seduzione, essendo una donna che sa come >>
cinema IL POPOLO VENETO N.12/2014 PAG.30



muoversi perch appartiene allalta nobilt veneziana, e utilizza tutti questi suoi strumenti
per conquistare Spartaco, il figlio dei Biasin, una famiglia di produttori di vino, che in
competizione con lei che fa parte dei Querini, e per riuscire ad ottenere dei vantaggi per il
suo vino. Cecilia arriva anche a nascondere Spartaco Biasin, che un brigante, pur
essendo invece lei favorevole allannessione del Veneto allItalia (il film si svolge nel
1866). E una storia damore tra due persone che hanno unet diversa, degli status sociali
diversi, mentre lei si sta indebolendo economicamente e viene da una casata nobiliare
altolocata, lui un borghese in forte crescita economica, ma anche un pensiero politico
completamente differente, perch lui contrario allannessione del Veneto allItalia invece
lei a favore. Credo che Il Leone di Vetro sia un bel film, storico e non solo, oltre a
questa storia damore, chiaramente intrisa di quei valori dellItalia dellepoca, si parla molto
anche di vino. Mi sono trovata benissimo sul set, e abbiamo girato in posti bellissimi, come
ad esempio Villa Ca Marcello.

Ne Il Leone di Vetro ci sono alcune parti recitate in dialetto veneto. Come ti sei
preparata?

Quando ho saputo che dovevo recitare in dialetto veneto mi sono un po spaventata
perch io sono romana e capisco i dialetti del sud, mi sono sempre piaciuti il napoletano, il
campano, il siciliano, il pugliese, anche perch ho frequentato di pi queste regioni, per le
mie serate, in vacanzaIl Veneto lo conoscevo un po, perch sono unamante di Goldoni
cinema IL POPOLO VENETO N.12/2014 PAG.31

e andavo a vedere sempre le


opere teatrali messe in scena da
Massimo Castri, per anche se
mi avevano detto che laccento
doveva essere appena
accennato in quanto Cecilia
una donna nobile e pi si nobili
e meno si sente il dialetto, avevo
qualche timore. Quindi mi sono
preparata un paio di settimane
con due mie amiche venete, che
fra di loro erano molto diverse,
una di Rovigo e cercava di
farmi prendere un accento pi
forte, cosa che avrebbe reso il
personaggio molto pi grottesco,
invece laltra vicentina quindi il
dialetto un po differenteE
poi mi stato daiuto il fatto che
conosco lo spagnolo. Il Veneto
stato sotto il dominio degli
Spagnoli e quindi sono rimaste
delle influenze molto forti, ho
cercato di prendere quella
musicalit spagnola. Ho anche
visto su internet delle conferenze
contro lannessione allItalia,
sullorgoglio venetoAlla fine ho
scoperto che un dialetto che
mi piace tantissimo e vorrei continuare a lavorare in veneto, chiaramente studiando con un
coach. Trovo che sia una lingua molto musicale e sensuale.

Sei anche tra i protagonisti della serie fantasy Mia and Me (la seconda stagione si
chiamer Mia and Mario sempre con la regia di Marco Lonardo e andr in onda su
Raidue) in cui reciti in inglese e interpreti una contessa crudele

L mi sono divertita tantissimo, come del resto anche ne Il Leone di Vetro, che stato un
lavoro che verificava altre caratteristiche, la sensualit, la storia con questo ragazzo, tutta
unaltra sfera emotiva. In Mia and Me invece interpreto questa contessa di Nola, di origini
probabilmente italiane. E recitato tutto in inglese, perch una produzione americana, cui
hanno preso parte anche Ray Lovelock e Rosabell Laurenti Sellers, la giovane attrice che
ha interpretato la figlia di Alessandro Gassman nella serie Una Grande Famiglia. E un
personaggio divertentissimo che mi sono inventata di sana pianta, nel senso che gli
sceneggiatori non lo immaginavano cos crudele e nello stesso tempo cos buffo. Recitare
in unaltra lingua ti d delle vibrazioni differenti, scopri delle nuove note recitative, come
quando canti e riesci a trovare altre tonalit. E un ruolo che non avevo mai interpretato,
perch in passato ho dato il volto a donne forti, buone, romantiche, sensuali, ma non
cattive. E stata la mia prima cattiva ma con molta ironia.
cinema IL POPOLO VENETO N.12/2014 PAG.32



Tra tutti i personaggi che hai interpretato uno di quelli che rimasto pi nel cuore
dei telespettatori stato Adriana Gherardi della soap Vivere . Che ricordi hai di
quel periodo?

Sicuramente mi ricorda una parte bella della mia vita, ero molto pi giovane, avevo gi
iniziato 7-8 anni prima in teatro, per ero ancora nella fase di chi sta imparando, sta
studiando, anche se poi noi continuiamo a studiare sempre, a fare stage, seminari, come
ho fatto anche per i personaggi delle due contesse. Quando arrivata la possibilit di fare
il provino per Vivere mi sono detta sicuramente non sono giusta per interpretare una
soap opera, perch in quegli anni avevo un viso pi cinematografico, pi forte. Invece ho
fatto un provino che and molto bene, al quale ne sono seguiti altri due, dove in un caso
mi hanno chiesto di sembrare meno romana, nellaltro pi autoritaria, alla fine dopo tre
provini andato in porto questo personaggio che mi ha regalato tanto sia in termini di
popolarit, sia in termini di lavoro, perch mi ha dato la possibilit di lavorare tante ore,
tanti giorni, tanti anni, certo sempre sullo stesso ruolo, ma mi ha permesso di esercitarmi
tantissimo. Rispetto a tanti altri attori che prima iniziano a lavorare e poi si mettono a
studiare, io avevo gi studiato prima ma poi il lavoro che ti d la possibilit di verificare
quello che hai appreso con lo studio. Per esempio adesso nel canto faccio lezioni di soli
vocalizzi ma ho anche un altro maestro che mi fa cantare, sono due cose completamente
diverse, imparare la tecnica e poi metterla in atto. Adriana Gherardi mi ha permesso di
mettere in campo tantissime tonalit creative, perch era un bellissimo personaggio, forte
ma romantica allo stesso tempo, amante della giustizia ma che aveva due uomini, era
molto sfaccettata. E vero per anche che quando interpreti per tanti anni lo stesso
personaggio, pi difficile poi farti consegnare altri ruoli.
cinema IL POPOLO VENETO N.12/2014 PAG.33


C un ruolo che ti piacerebbe interpretare?

Non dico che potrei interpretare tutti i tipi di personaggi. Sicuramente gli ultimi due sono
gi diversi da quelli fatti in passato. Potrei fare la tossica, la donna che impazzisce, ma
anche dei ruoli comici. Il fatto di essere sempre sullo stesso personaggio toglie la
possibilit di fare qualcosaltro, ma al tempo stesso molto forte la popolarit. Il ruolo di
Adriana Gherardi era scritto benissimo, ma fondamentale stato lincontro tra me e il
personaggio. Gli sceneggiatori mi dicevano: Vedendoti ci hai dato lopportunit di scrivere
delle cose, sapendo che le avresti potute mettere in atto. Inizialmente non doveva essere
Adriana il personaggio pi importante, poi vedendomi lavorare, lo diventato. Questa la
cosa bella della soap opera, della fiction a lunga serialit, un work in progress, puoi
cambiare durante la messa in onda, vedi che un personaggio piace di pi e scrivi di pi su
quel ruolo, capisci anche dallattore che hai di fronte quali possibilit ti pu dare.

In quali progetti ti vedremo prossimamente impegnata?

Sto riscrivendo insieme a una mia amica, Astra Lanz (protagonista della serie tv Don
Matteo, in cui interpreta una giovane suora), Le serve di J ean Genet. Stiamo rendendo il
testo pi contemporaneo e lo porteremo a teatro. Sto provando anche questa nuova
versione di scrittrice, che molto divertente.

Prima parlavamo di canto, ti piacerebbe fare un musical?

S. Mi sto preparando per un musical, La Famiglia Addams. Non so ancora se lo far io
o meno, ma mi sto preparando per il secondo provino.
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ALEX CAMPIONE DELLA PREVIDENZA


Il campione di San Vendemmiano (Treviso) a Piazza Affari, nellambito della Giornata
Nazionale della Previdenza

di Francesca Monti

Ieri pomeriggio nella splendida cornice di Palazzo Mezzanotte, a Piazza Affari, sede della
Borsa Italiana, nel cuore di Milano, nellambito della Giornata Nazionale della Previdenza
2014, cera un ospite speciale: Alessandro Del Piero, alla prima uscita pubblica dopo per
aver concluso la sua avventura australiana nel Sydney Fc. Il campione di San
Vendemiano ha partecipato al convegno I Campioni della Previdenza. La consulenza
finanziaria in aiuto della Previdenza: sfide e opportunit, organizzato da Banca Generali,
che ha avuto inizio con un primo prestigioso incontro cui hanno preso parte Roger
Abravanel (director emeritus di Mckinsey), Lorenzo Alfieri (country head J p Morgan Asset
management) e Marco Bernardi (Direttore commerciale Banca Generali Financial planner)
che hanno parlato dellimportanza, per la crescita del Paese, dello sviluppo dei fondi
pensione come motore di investimento per le societ, dellesperienza americana e del
ruolo della consulenza finanziaria per la costruzione di certezze. Quindi stata la volta di
Alex Del Piero, protagonista di un interessante faccia a faccia con lamministratore
delegato di Banca Generali, Piermario Motta, moderato dal giornalista sportivo Gianluca Di
sport IL POPOLO VENETO N.12/2014 PAG.35


Marzio di Skysport24. Dopo un
filmato introduttivo, con i trionfi e i
gol pi belli del Capitano
bianconero, ha preso il via il
dibattito incentrato sulla carriera di
Alex e sullesperienza calcistica e
umana vissuta in Australia.
Buongiorno a tutti! Dovrei dire...
buona notte: sono arrivato da due
giorni, facendo tappa a Los
Angeles, ha esordito Del Piero
che ha poi parlato di Sydney e del
continente Down Under:
LAustralia ha risorse naturali
incredibili, c uno stato di
benessere sostanziale e la gente
ha un approccio positivo. Anche il calcio l un riferimento importante per la cultura. In
Australia il clima davvero bello e la sua cultura fa crescere a livello interiore, ma lItalia
mi mancata, per n io n la mia famiglia abbiamo patito particolarmente nostalgia
perch ci siamo trovati subito bene a Sydney. Calcisticamente un altro mondo, una
lega molto giovane quella, mentre lItalia e lEuropa sono il cuore del calcio mondiale.
Alex ha poi commentato lo scudetto appena conquistato dalla J uve: Da tifoso juventino
sono ovviamente molto felice. stato un campionato particolare, con una Roma
straordinaria sotto certi aspetti e per questo rivincere stato molto importante. Il futuro di
Conte? Sono rimasto sorpreso per questa situazione, spero trovino una soluzione perch
Conte per il campionato italiano ha trovato una formula vincente. Di Marzio ha svelato che
durante il pranzo di oggi Del Piero avrebbe
raccontato di essere stato vicino allInter da
piccolo, ma Alex ha glissato sullargomento,
parlando invece del suo futuro e del
Mondiale brasiliano: Futuro? Tornare in
Italia assolutamente no: due anni fa ho fatto
una precisa scelta e la mia parentesi italiana
si conclusa con la J uventus. Lintenzione
quella di continuare ancora. Mi piacerebbe
unesperienza negli States, uno scenario
interessante. Ma anche il Giappone...
Quando sei fuori vedi il mondo in maniera
diversa: la mia scelta non sar soltanto
legata al giocare a pallone ma nel trovare un progetto a 360. Ai Mondiali lItalia parte da
un girone di qualificazione fantastico, il che di buon auspicio. Mi limito a un grande in
bocca al lupo, va ricordato che il Mondiale un torneo che si svolge in un mese e lo devi
fare cercando di rendere al 100%. Per questo cos affascinante e cos difficile da
vincere. LItalia comunque ha dimostrato di avere qualit. Questo Mondiale, poi, sar
speciale, perch il Brasile il paese del calcio. Chiusura sul figlio Tobias e sul suo
possibile futuro da calciatore: Vorrei che vivesse la sua passione, non necessariamente
nel calcio. Adesso gioca anche in porta, non ha ancora le idee chiare ma io non lo
condizioner mai.
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CON UNA MARCIA IN PIU




Serata intensa marted sera 20 maggio, al Museo dellAutomobile Bonfanti-Vimar con
Alessio Tavecchio ed un pubblico straripante.

Romano d'Ezzelino (VI) - Alessio da ventanni in una sedia a rotelle, causa un banale
incidente motociclistico, dal quale ha saputo reagire con caparbiet, passando da un coma
che sembrava irreversibile ai Campionati Europei di nuoto a Perpignan (F) del 1995 ed
alle Parolimpiadi di Atlanta dellanno dopo, meritandosi applausi e medaglie. Loccasione
stata la presentazione dei suoi libri Con una marcia in pi e Il ragazzo che nacque due
volte. Il primo libro porta la presentazione di campioni come Schumacher, Felipe Massa,
Valentino Rossi ed il testimonial del Museo Miki Biasion, che ha raccontato della sua
amicizia con Tavecchio e la forza che egli emana. Troverete una sintesi collegandovi al
link video: http://youtu.be/Apks214ulf4 Non stato tanto il racconto del suo incidente, delle
traversie per restare in vita, di quanto doveroso fare per cautelarsi contro gli incidenti,
ma piuttosto la sua esperienza con i ragazzi delle scuole, dove lui spesso chiamato, che
fa riflettere sul vuoto che spesso trova nei giovanissimi, affascinati e storditi dai nuovi
mezzi di effimera conoscenza e socialit. Ad essi manca la consapevolezza che la vita >>
sport IL POPOLO VENETO N.12/2014 PAG.37


non va sprecata, che ciascuno di noi ha mille risorse
contro qualunque difficolt. La soddisfazione sono
lettere e mail che riceve dopo questi incontri, alcune fra
le pi significative riportate nel suo libro, che aprono alla
speranza. Alessio ha creato una Fondazione senza
finalit di lucro, per la realizzazione del progetto Open
Village Monza un centro di riabilitazione, formazione e
sport che sar unico in Italia. Dopo una chiacchierata
appassionata, durata unora e mezza, partito
spontaneo e quanto mai sincero un lunghissimo
applauso allindirizzo di questo campione di vita, che il
Museo dellAutomobile Bonfanti-Vimar ha avuto il
privilegio di poter ospitare. Forti di questa esperienza, il
Museo consiglia caldamente alle scuole della regione un
incontro con questo grande personaggio, che sa
parlare - caso raro - direttamente al cuore dei giovani e
giovanissimi. www.alessio.org

Per maggiori informazioni e per iscrizioni rivolgersi a: Museo Bonfanti-VIMAR - Via Torino 1 -
36060 Romano dEzzelino (VI) - Tel. 0424/513746; tel. e fax 0424/513690; e-mail:
info@museobonfanti.veneto.it
sport IL POPOLO VENETO N.12/2014 PAG.38

INTERVISTA CON LUKAS HOFER




di Francesca Monti

E un grandissimo campione, ha vinto la medaglia di bronzo alle Olimpiadi Invernali di
Sochi 2014 nella staffetta mista di biathlon (insieme a Dorothea Wierer, Karin Oberhofer e
Dominik Windisch), ha partecipato a quattro Campionati Mondiali conquistando un bronzo
nelledizione di Chanty-Mansijsk nel 2011, nel gennaio 2014 ha centrato il suo primo
successo in Coppa del Mondo ad Anterselva, nella 10 km sprint. Lui Lukas Hofer e in
questa intervista che ci ha gentilmente concesso ci ha raccontato le emozioni vissute ai
Giochi di Sochi, ci ha parlato del biathlon e dei suoi obiettivi per la prossima stagione.

Lukas, alle Olimpiadi di Sochi hai conquistato una splendida medaglia di bronzo
nella staffetta mista di biathlon. Ci puoi raccontare le emozioni che hai provato?

La prima cosa che devo dire che dopo la serie di tiro a terra di Dorothea (Wierer, ndr)
non ho pi visto niente della gara. Sono arrivato su alla zona di riscaldamento ed ho visto
che ci trovavamo in terza posizione. Allinizio non ci ho creduto ancora completamente,
per quando mi ha dato il cambio Dominik (Windisch, ndr), mi sono detto stavolta devo
portare a casa questa gara e finirla quando passo il traguardo... Era il pi bel giro della >>

sport IL POPOLO VENETO N.12/2014 PAG.39



mia vita, soprattutto quando ho attraversato il rettilineo dove mi hanno aspettato i miei
compagni. Ci siamo goduti ogni momento! Non lo dimenticher mai!.

Un altro momento da ricordare di questo 2014 iniziato da pochi mesi sicuramente
la 10 km sprint di Anterselva, il tuo primo successo in Coppa del Mondo, 26 anni
dopo lultima vittoria italiana nel biathlon

Un altro giorno che mi rester sempre in mente!! Lobiettivo che avevo prima dellinizio
della stagione era di vincere una gara! Poi sono riuscito a farlo ad Anterselva, dove mi
alleno tutto lanno, dove ci sono tutti i miei amici e la mia famiglia e dove mi conoscono
tutti, non pensavo Per stato ancora meglio cos! Sono riuscito a realizzare due sogni
in un colpo solo!.

Come ti prepari prima di una gara? C qualche canzone che ascolti prima di
gareggiare?

Prima di una gara si fanno pi o meno sempre le stesse cose. C il test ski,
lazzeramento della carabina, il riscaldamento e poi si parte. Ogni tanto quando c tempo,
e parto in un gruppo un po pi dietro, mi sdraio e provo a riposare un momento. E la cosa
pi importante per me la musica, per ascolto di tutto!.

Com nata la tua passione per il biathlon?

sport IL POPOLO VENETO N.12/2014 PAG.40



Tutta la mia famiglia sportiva. Mio pap faceva sci alpino, mia mamma sci di fondo,
come le mie due sorelle. Cos anche io ho iniziato a 4 anni con lo sci di fondo. Mia sorella
Katrin poi ha cambiato sport ed passata al Biathlon ad Anterselva. Cos sono andato con
lei a fare un po di allenamento su quelle piste. Un giorno mi hanno chiesto se volevo
provare a sparare, e da l in poi mi sono innamorato di questo meraviglioso sport!.

Quante ore al giorno ti alleni?

Dipende se siamo in una settimana di carico o scarico. Per pi o meno lallenamento
varia da 1 ora e 20 minuti fino a 5 ore!.

Consiglieresti ad un ragazzo/a di praticare questo sport?

S! Soprattutto se qualcuno a cui interessa combinare due sport. La cosa che fa
diventare il biathlon cos spettacolare proprio il fatto di riuscire a combinare due sport
totalmente diversi, il tiro dove devi stare tranquillo e il fondo dove si va fino al limite delle
tue energie.

Quali sono i tuoi campioni preferiti?


sport IL POPOLO VENETO N.12/2014 PAG.41



Del Biathlon da sempre Raphael Poire (biathleta francese vincitore di sette titoli
mondiali e di quattro Coppe del Mondo, ndr), perch era una cosa sola con il suo fucile!.

Quando non sei impegnato con gare e allenamenti, quali sono i tuoi passatempi?

Cerco di riuscire a passare pi tempo possibile con la mia fidanzata, anche se un po
difficile. Se no non sono uno che riesce a stare fermo, sempre attivo e sempre in
movimento. Il parapendio diventato una grande passione della mia vita!!

I tuoi obiettivi per la prossima stagione.

Per la prossima stagione vorrei riuscire a continuare su questi livelli, quelli raggiunti con la
tappa di Anterselva. Una cosa fondamentale arrivare nei primi dieci della Coppa del
Mondo generale, e poi di sicuro cercher nuovamente di riuscire a conquistare una
medaglia ai Campionati del Mondo.

Un saluto ai nostri lettori de Il Popolo Veneto

Saluto tutti quanti i lettori de Il Popolo Veneto, e vi consiglio di seguire il nostro sport
meraviglioso. Sono sicuro che vi piacer, se entrate una volta in questo ambiente, dove
tutto il mondo diventato una grande famiglia, non riuscite pi a dimenticarlo! E in pi vi
ringrazio per lintervista che mi ha dato la possibilit di riuscire a spiegare un po il
Biathlon.

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