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Spedizione in A.P. Legge 662/96 art.

2 comma 20/c - filiale di Ancona


ANNO XXII
LUGLIO-SETTEMBRE 2000 4
PARTE IL PIANO
DI SVILUPPO RURALE
LA CEREALICOLTURA
REGIONALE
LA QUALIT DEL FRUMENTO
DURO NELLE MARCHE
SPERIMENTAZIONE:
I RISULTATI DEL 2000
FRUMENTO DURO
FLESSIONE DELLA RESA
FRUMENTO TENERO
MEDIA UN PO SUPERIORE
ORZO PER USO
ZOOTECNICO
ORZO NUDO
DA TRASFORMARE
I CEREALI
MINORI
PER UN AGRICOLTURA
A BASSO IMPATTO
TECNICHE CONSERVATIVE
DI LAVORAZIONE DEL SUOLO
IL PANE IN SCENA
ALLA RASSEGNA DI OFFIDA
Le opinioni espresse negli scritti pubblicati in questa Rivista impegnano
solo la responsabilit degli autori
S O M M A R I O
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E D I T O R I A L E
Lappuntamento con la sperimentazione cerealicola e la diff u-
sione dei suoi risultati viene onorato anche questanno. Un
utile servizio per limpre n d i t o re, per i tecnici, per i consulenti
e per tutti coloro che si confrontano con il problema di rende-
re adeguati e redditizi gli investimenti che lagricoltore deve
fare nella propria azienda.
Siamo di fronte ad una sfida storica: sono questi gli anni in
cui limpresa deve maturare e cre s c e re sviluppando la capa-
cit di muoversi con sempre maggiore sicurezza nel merc a t o .
Un passaggio fondamentale se si considera che nel pro s s i m o
periodo non si potr pi contare su rilevanti risorse pubbli-
che: infatti lUnione europea dovr fare i conti con altre
realt, come alcuni Paesi dellEst che sono pronti a entrare in
E u ropa, ma hanno bisogno di essere aiutati. Questo significa
che il Piano di Sviluppo Rurale, che per gli anni 2000-2006
mette in moto investimenti per oltre 1.330 miliardi, diventa il
n o s t ro strumento fondamentale per aiutare limpresa agricola
a modernizzarsi. E nel Piano ci sono per questo interventi im-
portanti, che si possono riassumere nella ricerca della qualit,
in tutte le varie fasi della lavorazione del prodotto.
Sicuramente il lavoro della ricerca e della sua messa in cam-
po attraverso la sperimentazione uno dei passaggi pi si-
gnificativi. Su questo ci sar un crescente impegno di questa
amministrazione, anche alla luce del fatto che le Regioni
avranno nuove competenze in materia: un orientamento che
consente di operare tenendo conto delle peculiarit del terr i-
torio in cui si deve andare ad operare. Aspetto import a n t e
per una regione come la nostra che presenta caratteristiche
a g ro-ambientali e morfologiche estremamente diverse a se-
conda delle zone, dove lelemento comune la mancanza di
i rrigazione, che si avverte soprattutto in annate come quella
appena trascorsa, che ha registrato una pressocch totale as-
senza di pre c i p i t a z i o n i .
Scelta, anche, che trova il suo supporto diciamo filosofico
nellesigenza di enfatizzare la tipicit dei prodotti, che vede nel
consumatore una accresciuta sensibilit.
Quando si parla di ricerca nel campo del frumento non pos-
siamo dimenticare che le Marche annoverano, tra i cittadini
pi illustri, personaggi come Nazareno Strampelli: giusto ri-
c o rdarlo anche in questa sede, perch il suo lavoro, cos co-
me quello del suo allievo Cirillo Maliani, ha cambiato il volto
della granicoltura nel mondo, ha dato prestigio alla nostra re-
gione e mette noi nelle condizioni di muoverci in questo setto-
re con autorevolezza.
Luciano Agostini
Assessore allAgricoltura
l Piano di Svilup-
po rurale, che
m e rcoled 13 set-
tembre stato ap-
p rovato a Bru x e l-
les dal Comitato
tecnico STAR, stato pre-
sentato alla stampa dallas-
s e s s o re Luciano Agostini.
P resenti anche esponenti del-
le associazioni agricole e del-
le centrali cooperative e il
p residente della III Commis-
sione Ferdinando Avenali: a
l o ro - oltre che al pre s i d e n t e
D A m b rosio, che ha seguito
da vicino lintero iter del prov-
vedimento, e al suo predeces-
s o re Marco Moruzzi - lasses-
s o re Agostini ha voluto rivol-
g e re un sentito ringraziamen-
to. In qualche caso, nel corso
della lunga trattativa con
B ruxelles - ha precisato ab-
biamo dovuto lavorare nella
f retta e non sempre questa
consente di operare rispettan-
do perfettamente tutti i pas-
saggi istituzionali e le esigen-
ze della concertazione, che
v e rranno comunque re c u p e-
rati nella fase di stesura dei
Bandi. Ma, ha sottolineato, il
risultato ottenuto molto po-
sitivo per tutto il mondo agri-
colo ed comunque miglio-
rabile in corso dopera. A
questo proposito il re s p o n s a-
bile del Servizio Agricoltura
S e rgio Bozzi ha detto che va
attivato un serrato confro n t o
con la Commissione EU e ha
annunciato che gi org a n i z-
zata una riunione dei dirigenti
degli assessorati agricoltura
dellItalia centrale per entrare
nel merito dellattuazione dei
Piani.
E n t ro la fine del mese ci sar
la decisione finale della Com-
missione Europea che, a que-
sto punto, rappresenta solo
una pura formalit.
Il Piano lintervento finan-
ziario di maggior rilievo che
i n t e resser la regione nel pe-
riodo 2000-2006: verr a n n o
attivati investimenti per 1.337
m i l i a rdi di investimenti, di
questi la parte pubblica
(Unione Europea, Stato, Re-
gione) di 871 miliardi.
Il quadro di riferimento nor-
mativo il Reg. CE 1257/99,
regolamento cardine di Agen-
da 2000, che riassume in un
unico strumento norm a t i v o
ben cinque precedenti re g o l a-
menti, elemento che assicura
vantaggi in termini di sempli-
ficazione e trasparenza.
Tre gli Assi portanti del Piano,
che perseguono altre t t a n t i
Obiettivi:
c o m p e t i t i v i t delle impre-
se attraverso il migliora-
mento dellefficienza della
p roduzione e commerc i a-
lizzazione e la ricerca della
qualit. La dotazione di
c i rca 380 miliardi, pari al
43 per cento del totale;
s o s t e n i b i l i t dello svilup-
po attraverso la riduzione
dellimpatto dellattivit
agricola sullambiente e
una azione diretta di pro-
tezione del territorio per
r i d u rre i rischi del disse-
sto idrogeologico, come
frane e inondazioni.
La dotazione di circ a
400 miliardi, pari al 46
per cento del totale;
i n t e g r a z i o n e dello svilup-
po rurale attraverso inter-
venti in settori diversi dal-
NO RM ATI VA
1
PRS, NEL 2000-2006
1. 337 MILIARDI
DI INVESTIMENTI
I
Un momento della conferenza
stampa convocata allindomani
dellok di Bruxelles al Piano
marchigiano, e alla quale hanno
partecipato il presidente della III
Commissione consiliare e i
rappresentanti delle organizzazioni
agricole e del mondo cooperativo.
Alcuni degli intervenuti, da sinistra:
Angelucci (Confagricoltura),
Avenali (presidente III
Commissione),
lassessore Agostini,
il dirigente del Servizio Agricoltura
Sergio Bozzi,
Lavagnoli (Cia), Cataldi (AGCI).
Subito spendibili
2 00 mi l iar d i .
M olte l e misure
innovative pr e v i -
ste: le polit iche
per i giovani ,
quelle di ingegne-
ria finanziaria, il
p remio a chi inve-
st e i n qual it e
difesa del ter r i t o-
rio. Af f e r mata la
centralit dellim-
p re s a .
lagricoltura, quali agritu-
rismo, turismo rurale, ar-
tigianato tipico locale, la
valorizzazione del patri-
monio rurale (re c u p e ro di
villaggi rurali e di strutture
di valore storico-arc h i t e t-
tonico). La dotazione di
c i rca 97 miliardi pari
all11 per cento del tota-
le e rappresenta un inter-
vento totalmente nuovo ri-
spetto al passato.
L a s s e s s o re ha precisato che
il Piano marchigiano pre v e d e
s t rumenti part i c o l a rmente in-
novativi, anche rispetto ai
Piani presentati da altre Re-
gioni, ed proprio su alcuni
di questi strumenti che si
dovuto avviare un lungo, e
qualche volta difficile, con-
fronto con Bruxelles.
Entrando nel merito di alcune
di queste Misure, si possono
citare quelle che si riferiscono
allingegneria finanziaria, che
le Marche in part i c o l a re, han-
no ritenuto di attivare, met-
tendo a disposizione un fon-
do di garanzia per le impre s e
agricole che ricorrono ai fi-
nanziamenti bancari. Nella
sostanza ha sottolineato
Agostini abbiamo voluto ri-
s e rv a re allagricoltura lo stes-
so trattamento che ha da
tempo il settore industriale.
I n o l t re gli interventi per i gio-
vani agricoltori, per aiutare
chi costituisce aziende valide:
previsto il raddoppio del
p remio di insediamento, co-
sicch i beneficiari potranno
u s u f ru i re fino ad un massimo
di 100 milioni per interv e n t i
quali lacquisto di terreni e la-
vori di straordinaria manuten-
zione. E ancora verranno pre-
miati saranno concessi 10
punti di aiuto in pi - coloro
che investono in qualit e
p rotezione del territorio. An-
che lAsse 3, che pure non ha
una grossa dotazione finan-
ziaria, profondamente inno-
vativa perch consente di
m e t t e re in sinergia diversi
settori, filosofia che quella
vincente per lo sviluppo delle
nostra aree interne. Cos co-
me va considerato che la so-
stenibilit, e allinterno di
questa le misure agroambien-
tali (ex Reg. Ce 2078/92), as-
sorbe le risorse pi rilevanti.
La centralit dellimpresa la
filosofia ha detto Agostini
che anima lintero Piano, per-
ch su questo che si gio-
cher il futuro dellagricoltura.
Con il Piano approvato pos-
sibile dare il via libera alla
spesa della tranche del 2000,
risorse che sono di fatto gi
state spese, ha detto, dal mo-
mento che ci sono domande
che sono state approvate, ma
non evase, per mancanza di
fondi, con i precedenti regola-
menti: si stratta di circa 100
miliardi.
Ora limpegno principale, in
modo da poter attivare i fi-
nanziamenti del 2001, sono i
Bandi, che saranno pro n t i
quanto prima e che, ha sotto-
lineato Agostini, verr a n n o
c o s t ruiti con tutti i momen-
ti, istituzionali e non, del
mondo agricolo. (e.r.)
2
Sono tre gli Assi, suddivisi a loro volta in diverse misure, e
che sono riconducibili ad altrettanti Obiettivi: competivit, so-
stenibilit e integrazione tra agricoltura e altri settori. Il se-
condo Asse, che prevede misure compatibili con lambiente
quella che incide di pi, il 46 per cento sul totale.
3
nche que-
stanno ripor-
tiamo i risulta-
ti della campa-
gna cere a l i c o-
la 1999/2000,
derivati dai dati del Serv i z i o
Sistema Inform a t i v o - S t a t i s t i-
co della Regione Marc h e .
Questi confermano landa-
mento registrato nella nostra
regione negli ultimi anni, in li-
nea con landamento nazio-
nale che vede il frumento du-
ro in aumento o stazionario,
m e n t re registra un calo delle
p roduzioni di frumento tene-
ro. Nelle Marche la pro d u z i o-
ne di frumento duro resta in-
fatti stazionaria mentre il fru-
mento tenero sta lentamente
s c o m p a rendo dalle zone co-
s t i e re e sopravvive allintern o .
La principale motivazione
rintracciabile, come gi in
a l t re occasioni aff e rm a t o ,
negli aiuti supplementari al
grano duro concessi dalla
PAC dal 1993 ad oggi, e
c o n f e rmati nella riforma di
Agenda 2000 per le campa-
gne di commerc i a l i z z a z i o n e
fino al 2005/06.
Cos, anche questanno, le
M a rche si confermano come
una delle regioni dItalia me-
glio vocate per la coltura del
grano duro, contribuendo per
l8% alla complessiva pro d u-
zione nazionale del cere a l e .
La prossima annata agraria
si aprir proprio allinsegna
delle modifiche degli aiuti
comunitari nel settore: ci si
aspetta un aumento delle
s u p e rfici investite a cere a l i
dovuto alla pro g ressiva pre-
vista diminuzione degli aiuti
alle oleaginose che, nellarco
di tre anni, saranno parificati
a quelli dei cereali stessi.
Anche gli andamenti colturali
registrati per lorzo e lavena
negli ultimi anni vengono
c o n f e rmati con una stabiliz-
zazione delle superfici inve-
stite; come viene conferm a t a
anche lattenzione per la col-
tura del farro, che negli ultimi
anni ha subito un incre m e n t o
di superfici, soprattutto nelle
zone pi interessate dallagri-
coltura biologica.
Gabriella Malanga
I L PUNTO
LA CEREALICOLTURA
REGIONALE
A
5.000
4.320
16.090
12.500
PESARO
ANCONA
MACERATA
ASCOLI PICENO
36.000
50.000
32.000
18.350
PESARO
ANCONA
MACERATA
ASCOLI PICENO
Ripartizione colturale frumento tenero (Ha)
Ripartizione regionale coltivazione frumento
duro (Ha)
a riduzione dei
p rezzi di vendi-
ta e degli aiuti
comunitari, av-
venuti ultima-
mente, contri-
buiscono notevolmente alla ri-
duzione dei margini economici
dei cereali in genere e del fru-
mento duro in part i c o l a re. Le
p revisioni per il futuro sicura-
mente non fanno pre v e d e re
dei miglioramenti, per cui si ri-
tiene che per mantenere com-
petitiva la coltura bisogna va-
l o r i z z a re al meglio la pro d u z i o-
ne. Ci potrebbe avvenire :
con limpiego di variet che
si distinguono per part i c o l a-
ri aspetti qualitativi;
u n i f o rmando il pi possibile
le tecniche di coltivazione al
fine di avere delle masse
omogenee e caratterizzate;
migliorando lorg a n i z z a z i o-
ne commerciale in part i c o-
l a re con la concentrazione
d e l l o ff e rt a ;
f a v o rendo accordi pi vin-
colanti fra le varie figure
della filiera.
E con questa ottica, infatti,
che lASSAM ha pre d i s p o s t o
un progetto che, grazie al fi-
nanziamento regionale, ha
p o rtato alla costituzione di
una rete marchigiana fra stoc-
catori di cereali.
Lo scopo del progetto quel-
lo di sollecitare le azioni utili
per il miglioramento della
qualit delle produzioni del
c e reale, ritenuto tipico della-
gricoltura dellarea mediterr a-
nea, anche in risposta allin-
dustria di trasformazione che
lamenta la carenza in Italia di
un valido sistema di concen-
trazione del prodotto in part i t e
quantitativamente rilevanti e
qualitativamente omogenee,
che garantisca annualmente
la disponibilit di partite con-
sistenti di materia
prima con specifiche
caratteristiche.
La rete regionale
stata realizzata nel
1999 in collaborazio-
ne con le Associazio-
ni Cerealicole re g i o-
nali (AMAC, ACER
MARCHE , ACEMAR
MARCHE e APRO-
CER a decorre re dal
2000) ed collegata
con quella esistente a livello
nazionale, gestita dalle Unioni
C e realicole nazionali UNACe e
U I A P rof con il coord i n a m e n t o
dellIstituto Sperimentale per
la Cerealicoltura di Roma.
Lobiettivo principale della re t e
m a rchigiana quello di incen-
t i v a re lo stoccaggio diff e re n-
ziato per partite omogenee
sulla base dei principali para-
metri qualitativi, al fine di ave-
re delle masse uniformi pi
gradite e valorizzate dal mer-
cato e dallindustria, aff i n c h
possano spuntare un pre z z o
s u p e r i o re a quello ottenuto
con il monte granario indiff e-
renziato. A conferma di ci,
constatata la tendenza dellin-
dustria di trasformazione ad
a p p rovvigionarsi sempre pi
di masse qualitativamente
omogenee di grano duro con
s t a n d a rd qualitativi soddisfa-
centi e costanti.
I n o l t re si vorre b b e ro forn i re :
i n f o rmazioni utili per pro-
g r a m m a re le scelte varietali
in funzione delle caratteristi-
che qualitative richieste dal-
l i n d u s t r i a ;
i n f o rmazioni tecniche pi
specifiche per i diversi are a-
li di coltivazione che port i
possibilmente alla caratte-
rizzazione della pro d u z i o n e
per zone pro d u t t i v e ;
i n f o rmazioni allindustria di
t r a s f o rmazione utili per pia-
n i f i c a re gli acquisti per par-
tite omogenee.
Nel 1999, anno di avvio del
p rogetto, hanno aderito alla
rete 20 centri di stoccaggio di
cui n. 4 aderenti alla rete na-
zionale, n. 11 con appare c-
chiatura in propriet e n. 5
con apparecchiatura in como-
dato di propriet dellASSAM;
nel 2000 la rete si ampliata
con ladesione di ulteriori due
centri, gi dotati dellapposita
a p p a recchiatura, arr i v a n d o
cos ad un totale di n. 22 cen-
tri di stoccaggio.
I risultati ottenuti nel 1999 so-
no stati divulgati re c e n t e m e n t e
anche tramite la pubblicazione
su riviste specializzate (Te rra e
Vita n 33/2000; Regione Mar-
che Agricoltura n 5/1999). Nel
c o rrente anno i dati non sono
ancora disponibili in quanto
sono in corso di elaborazione,
ma consentono ugualmente di
e s p r i m e re una prima valutazio-
ne generale sullandamento
della corrente annata.
La campagna cere a l i c o l a
1999/2000 si conclusa con
un certo anticipo rispetto alle
p recedenti annate per il part i c o-
l a re andamento climatico; dal
punto di vista quantitativo le re-
se sono state pi basse rispetto
a quelle dello scorso anno, ma
qualitativamente interessanti in
quanto, i contenuti proteici si
sono mantenuti pressoch co-
stanti rispetto al 1999 e con pe-
so ettolitrico pi elevato.
Collateralmente alla rete, per al-
l a rg a re ulteriormente lindagine
sulla qualit di grano duro e per
a p p ro f o n d i re lo studio degli ef-
fetti della gestione del suolo sulla
p roduttivit, lASSAM ha attivato
le collaborazioni con la Soc.
Coop. GAIA di Senigallia e con
lAssociazione Italiana per la Ge-
stione Agronomica e Conserv a t i-
va del Suolo (A.I.G.A.Co.S.), i
quali hanno provveduto a forn i rc i
dei campioni di grano duro pro-
venienti da diverse aziende dislo-
cate in diff e renti zone delle Mar-
che con le relative schede agro-
nomiche. Si quindi pro c e d u t o
alle analisi quantitative e qualita-
tive di questi campioni ed i risul-
tati che si otterranno verr a n n o
elaborati, interpretati e divulgati
insieme a quelli della re t e .
In questi primi due anni di at-
tivit e gestione della rete so-
no emerse molte pro b l e m a t i-
che che interessano il settore
della cerealicoltura, tra cui an-
che le difficolt incontrate da-
gli stessi centri di raccolta ce-
reali nel poter diff e re n z i a re
per partite omogenee. Dallin-
dagine condotta emerso che
molti centri non sono dotati di
s t ru t t u re essenziali che per-
mettono lo stoccaggio diff e-
renziato e molti necessitano di
a d e g u a m e n t i .
Quindi, se si vorr un ricono-
scimento della qualit della
m e rce con un prezzo adeguato
necessario risolvere, oltre al-
le problematiche della pro d u-
zione, anche quelle dellade-
guamento delle stru t t u re e
quelle pi difficoltose riguar-
danti larmonizzazione dei col-
legamenti fra i pro d u t t o r i ,
stoccatori e trasformatori af-
finch si ottenga una pro d u-
zione di grano di qualit con-
s e rvato con tecniche e stru t t u-
re adeguate e remunerato pro-
p o rzionalmente al suo valore .
Pierluigi Cr e s c e n t i n i
Catia Gover n a t o r i - Assam
4
L
LA Q UALI T
L A QUALIT DEL FRUMENTO
DURO NELLE MARCHE
5
e superfici in-
vestite a cere a-
li a paglia nelle
M a rche nella
c a m p a g n a
1999/00 sono
state debolmente inferiori a
quelle dello scorso anno, il
f rumento duro resta la prima
coltura marchigiana con circ a
136.000 ettari (dati pro v v i s o r i
- Ufficio Statistico Regione
M a rche), superficie tuttavia
s u p e r i o re alla Superficie Mas-
sima Garantita (SMG) pari a
125.172 ettari. Il frumento te-
n e ro ha occupato circa 37.000
ettari, distribuito essenzial-
mente nelle aree pi intern e .
La forte connotazione cere a l i-
cola della nostra regione ri-
chiede un impegno continuo
nel settore della sperimenta-
zione, impegno che anche
questanno proseguito da
p a rte delle istituzioni re g i o n a-
li, ma anche di molti enti pri-
vati, relativamente al confron-
to varietale, alla tecnica coltu-
rale, al monitoraggio della
qualit oltre che interventi nel-
ladeguamento dei sistemi di
stoccaggio e conserv a z i o n e .
Continua, inoltre, lattivit del-
lASSAM nellambito del pro-
getto SRAI (Realizzazione dei
S e rvizi Reali in Agricoltura)
c o o rdinato dallIstituto Speri-
mentale per la Cere a l i c o l t u r a .
La sperimentazione 2000
stata condotta dallASSAM,
con la collaborazione del
CERMIS, nelle stesse localit
dello scorso anno:
- Iesi (AN), collina litoranea
di elevata fertilit;
- Tolentino (MC), pianura in-
t e rna di fondovalle fluviale,
di medio-alta fertilit;
- Petritoli (AP), pianura inter-
na, fertile.
La tabella 1 riporta le infor-
mazioni agronomiche re l a t i v e
ai tre campi prova.
ANDAMENTO
METEOROLOGICO E
CICLO DEL CEREALE
Landamento climatico stato
simile nei tre ambienti di pro-
va e caratterizzato da
piovosit complessiva vici-
na ai valori della media sto-
rica, ma con una distribu-
zione decisamente anoma-
la: molto elevata in novem-
b re e dicembre, scarsa in
gennaio, febbraio e maggio;
t e m p e r a t u re minime medie
costantemente sotto la nor-
ma per tutto il ciclo;
t e m p e r a t u re massime me-
die sui valori storici fino a
febbraio; per la re s t a n t e
p a rte del ciclo i valori medi
sono aumentati di 2-3 C ri-
spetto al poliennio;
rilevanti sbalzi termici fra il
g i o rno e la notte (anche fi-
no a 15C), in particolare in
maggio e giugno;
In ottobre stato possibile la-
v o r a re adeguatamente i terre-
ni e pre p a r a re bene i letti di
semina in molti degli ambienti
di coltura. Per tutta la prima
decade di novembre le condi-
zioni sono state buone ed
hanno consentito di iniziare la
semina su gran parte delle su-
p e rfici, comprese le prove di
questa sperimentazione. Le
e m e rgenze sono state rapide
ed uniformi, favorite dallinter-
vento di frequenti ed abbon-
S P E R I M E N TA Z I O N E
SPERIMENTAZIONE:
I RISULTATI DEL 2000
Le Mar che hanno
una forte connota -
zi one cere a l i c o l a :
un el ement o che
ri chi ede una part i -
c o l a r e at t enzi one
da par t e del pub -
bl i co su t ut t e l e
fasi del l a fi l i era.
L
danti precipitazioni che si so-
no protratte fino allinizio di
d i c e m b re rendendo estre m a-
mente difficoltosa la pro s e c u-
zione delle operazioni di semi-
na dove non ancora avviate.
La semina tempestiva e lal-
t rettanto tempestiva emer-
genza hanno favorito lacce-
stimento, a diff e renza di
quanto avvenuto in numero s i
casi di semine ritardate, in
p a rt i c o l a re per il fru m e n t o
duro, dove la scarsa piovosit
di gennaio e febbraio ha con-
tribuito a mantenere le coltu-
re sfitte e rade.
\Gli sbalzi termici in maggio e
giungo hanno favorito so-
prattutto su frumento tenero -
la diffusione della ru g g i n e
gialla, malattia rara negli am-
bienti regionali fatta eccezione
su variet molto suscettibili.
Linnalzamento termico avve-
nuto in maggio, accompagna-
to dalle scarse pre c i p i t a z i o n i ,
ha provocato una rapida chiu-
sura del ciclo di tutte le spe-
cie di cereali con un anticipo
della raccolta di 10-15 giorn i
rispetto alla norma, tuttavia
senza evidenti e generalizzati
fenomeni di stretta.
MALATTIE FUNGINE E
ATTACCHI
PARASSITARI
Lunica malattia degna di ri-
lievo in questa campagna
stata la ruggine gialla su fru-
mento tenero, presente in tut-
ti i campi, che ha causato
danni gravi su alcune variet,
anche fra quelle conosciute
come resistenti o tolleranti
( F a ro, Serio, Marvao, Mieti),
mentre altre hanno conferma-
to la loro suscettibilit (Vi c-
to). Loidio stato rilevato so-
lo a Tolentino e Iesi, tuttavia
in entrambe i casi gli attacchi
sono stati di modesta entit.
La ruggine bruna comparsa
sia su frumento tenero che
duro, in misura molto variabi-
le in relazione agli ambienti di
coltura e soprattutto allepoca
di semina, infatti in quelle tar-
dive le malattia, pur compa-
rendo, non ha avuto modo di
d i ffondersi in seguito allin-
nalzamento termico soprag-
giunto dalla met di maggio
in poi. Nel campo di Tolentino
stato osservato un forte at-
tacco di ruggine nera sulla
variet Freccia di frumento te-
n e ro, infezioni modeste sono
state rilevate anche sulle cv
Giava, Lampone, Bilancia e
Guadalupe sempre di tenero .
La septoriosi comparsa in
tutte le localit, unitamente ad
a l t re manifestazioni simili e
facilmente confondibili e attri-
buibili a St agonospora nodo -
r um segnalata anche in altre
localit italiane. Il mal del pie-
de stato scarso nei campi
sperimentali, mentre risul-
tato rilevante in numerosi ap-
pezzamenti di pieno campo,
soprattutto nei ristoppi; an-
che le fusariosi della spiga
sono state trascurabili.
Relativamente ai parassiti ani-
mali merita di essere messa
in evidenza la massiccia diff u-
sione di cecidomia (C o n t a r i n i a
tritici) la cui larva, di piccolis-
sime dimensioni (1-2 mm) e
di colore giallo/arancio acce-
so, provoca laborto fiorale in
caso di attacco precoce, men-
t re in fasi successive compor-
ta lanomalo accre s c i m e n t o
delle cariossidi, che risultano
minute e/o deform a t e .
RISULTATI
Unanalisi complessiva dei ri-
sultati ottenuti sia dalla speri-
mentazione che dalle colture
di pieno campo mette in evi-
denza il fatto che - quella ap-
pena trascorsa - appare una
campagna di difficile interpre-
tazione, con situazioni estre-
mamente variabili in re l a z i o n e
alla zona, allepoca di semina
e anche alle variet. Pert a n t o
opportuno essere molto
cauti nel trarre conclusioni.
In maggio, in seguito al fort e
innalzamento termico, si te-
meva linsorgenza di una
s t retta da caldo simile a quel-
la dello scorso anno, in re a l t
i risultati ottenuti, in part i c o-
l a re in riferimento ai pesi et-
tolitrici e dei 1000 semi, non
hanno confermato ovunque
questa situazione. Le pro d u-
zioni sono state molto varia-
bili, con un ampio range di
variazione. Lanticipo della
maturazione, le temperature
alte senza precipitazioni, las-
senza di allettamento, hanno
consentito una rapida ed age-
vole conduzione della trebbia-
tura in tutta la regione.
La scelta dellagricoltore
m a r chigiano dovr ricadere
sulle variet che, a fianco
delle interessanti per f o r-
mance produttive, uniscano
anche livelli qualitativi suffi -
cienti rispetto alle richieste
del mercato.
6
Anche quest anno
l a speri mentazi one
stata condotta
dal l Assam, con l a
col l aborazi one del
C e rmi s e i l coord i -
namento del l Isti tu -
to Speri mental e per
l a Cere a l i c o l t u r a .
Tre i campi spe-
ri mental i , a Jesi ,
Tol enti no, Petri tol i .
Altitudine Caratteristiche Coltura Data Concimazione Kg/ha Diserbo Kg o l/ha Data
Localit (m s.l.m.) pedo-climatiche precedente semina (prodotto) raccolta
pre-semina copertura (N)
JESI (AN) Argilloso Barbabietola N = 9 N = 112 Topic + Etravon bagnante
Az. agr. COMUNE DI JESI 250 collina da 4-11-1999 P2O5 = 66 (in 2 epoche) Starane + Granstar 23-06-2000
zucchero ( 0,25 l + 0,8+ 0,85 + 10 g )
25-02-2000
TOLENTINO (MC) Franco-argilloso Barbabietola P2O5 = 76 N = 160 Imiveng + Calogran
Cermis 143 pianura da zucchero 1-12-1999
SO
3
=104
(in 3 epoche) + Pointer 24-06-2000
( lt. 1,7 + 1 + 10 g)
22-02-2000
PETRITOLI (AP) Franco Pisello N = 60 Grasp + Atplus + Ariane
Az. Sper. ASSAM 40 Pianura proteico 4-11-1999 P2O5 = 56 (in 2 epoca) lt.(1,7 + 1,5 + 3) 27-06-2000
17-03-2000
Una panoramica dei campi speri mentali del Cer mis a Tolentino, localit Abbadi a di Fiastra, nel maggi o del 2000.
Tab. 1 - Scheda agronomica dei campi di prova
7
e prove di
questo anno
p re v e d e v a n o
il confro n t o
fra 28 variet
di cui quattro
nuove, al primo anno di pro-
va, Giotto, Ve rdi, Meridiano
e To rrebianca, iscritte al Re-
g i s t ro Nazionale delle Va r i e t
nel 1999.
PRODUZIONE
Nella tabella 2 sono riassunti i
risultati produttivi delle tre lo-
calit di prova: la resa media
di 5.93 t/ha inferiore ad en-
trambe le due annate pre-
cedenti.
Tredici delle 28 variet in
p rova hanno superato la
media di campo e 6 di
queste in tutte le localit:
Giotto, Arcobaleno, Gian-
ni, Meridiano, To rre b i a n-
ca e Provenzal. La variet
pi produttiva risultata
Giotto - al primo anno di
p rova - con indice 113;
subito seguita da Arc o b a-
leno, Ve rdi, Duilio, Iride,
Gianni e Meridiano. Allul-
timo posto della gradua-
toria si trova la cv Simeto
con indice 89, pro b a b i l-
mente danneggiata dagli
sbalzi termici nel periodo
d e l l a l l e g a g i o n e .
A diff e renza di quanto
generalmente si verifi-
cato in passato, que-
stanno la localit ascola-
na stata la pi produtti-
va oltre che per il fru-
mento tenero anche per
il frumento duro, con
una media di campo di
6.58 t/ha; segue Iesi con
6.24 e ultima la localit
maceratese con 4.97
8
FRUMENTO DURO
FLESSIONE DELLA RESA
L
Variet Iesi (AN) Tolentino (MC) Petritoli (AP) Media
Indice
produttivo
GIOTTO 6,69 5,76 7,69 6,71 113
ARCOBALENO 6,95 5,43 6,64 6,34 107
VERDI 7,17 4,77 7,03 6,33 106
DUILIO 7,13 5,23 6,43 6,26 106
GIANNI 6,53 5,08 7,10 6,24 105
MERIDIANO 6,33 5,25 7,06 6,21 105
IRIDE 6,25 5,84 6,42 6,17 105
TORREBIANCA 6,49 5,20 6,73 6,14 104
COLOSSEO 6,14 4,84 7,24 6,07 102
PROVENZAL 6,31 5,03 6,82 6,05 102
PARSIFAL 6,20 4,93 6,94 6,02 101
SOLEX 6,12 5,40 6,54 6,02 102
NERONE 6,40 5,33 6,06 5,93 101
CLAUDIO 6,13 5,02 6,61 5,92 100
NEFER 5,65 5,14 6,96 5,92 100
FLAMINIO 6,91 4,58 6,24 5,91 99
COLORADO 6,25 4,73 6,73 5,90 99
GRAZIA 6,21 4,93 6,54 5,89 99
SAN CARLO 6,28 4,73 6,50 5,84 98
NEODUR 5,76 4,58 6,90 5,75 96
DUPRI' 5,83 5,10 6,25 5,73 97
BRINDUR 5,73 4,70 6,67 5,70 96
IONIO 6,45 4,78 5,77 5,67 96
SAADI 5,43 5,09 6,07 5,53 94
BAIO 5,58 5,11 5,83 5,51 94
CRESO 5,82 4,58 6,09 5,50 93
PRECO 5,93 4,37 6,12 5,48 92
SIMETO 6,11 3,61 6,37 5,37 89
Media di campo 6,24 4,97 6,58 5,93 100
Differenza minima significativa (5%) 0,78 0,50 0,69
Coefficiente di variabilit (%) 7,66 6,18 6,39
Tab. 2 - Produzione di granella (t/ha al 13% di umidit) e indice produt-
tivo sulla media di campo delle 28 variet di frumento duro in
prova nelle 3 localit delle Marche
A confro n t o
2 8 variet, di
cui 4 n u o v e .
Gianni, I ride,
C o l o s s e o ,
Duilio, San-
carlo, Parsi-
fal e Solex le
pi pr o d u t t i -
ve. La r e s a
media infe-
r i o re alle due
annate pr e c e-
d e n t i . Q u a l i t
m e d i a m e n t e
buona e con-
tenuto pro t e i -
co pi che ac-
c e t t a b i l e .
t/ha per le ragioni poco sopra
evidenziate (semina tard i v a ,
scarso accestimento).
PESO ETTOLITRICO E
CARATTERISTICHE
MERCEOLOGICHE
DELLA GRANELLA
La qualit merceologica del
p rodotto risultata media-
mente buona e migliore di
quella della scorsa annata,
che tuttavia va ricordato aveva
f o rnito un prodotto mediocre .
Peso ettolitrico: la media
stata 83.1 kg/hl, con 80.9 a
Tolentino, 83.2 a Petritoli e
addirittura 85.1 kg/hl a Iesi;
il valore pi alto (85.1
kg/hl) stato fornito da
Grazia, variet che confer-
ma ogni anno le ottime
performance in questa dire-
zione in tutti gli ambienti
regionali, valori elevati sono
stati forniti anche dalle cv
Sancarlo e Claudio (85.0
kg/hl), mentre il valore me-
dio pi basso relativo alla
variet Preco (80.9 kg/hl).
Peso medio delle cariossidi:
risultato 49.2 g, il pi
basso a Petritoli (46.6 g), il
pi elevato a Iesi (51.5 g);
fra le variet Simeto con il
peso pi alto (55.6 g), Pro-
venzal e Brindur con quello
pi alto (42.0 g).
B i a n c o n a t u r a: ha raggiunto il
v a l o re medio del 6.2%, bas-
sa a Iesi (3.1%), media nelle
a l t re due localit (8.1 e 7.4
%); la cv Giotto con il valore
pi alto (18%), Preco con
quello pi basso (1.3%).
Striminzimento delle carios-
s i d i: risultato scarso (me-
dia 2.9%), pi alto a To l e n t i-
no (7.9%), associato al mi-
nor peso ettolitrico medio; le
cv Provenzal e Preco sono
state quelle maggiorm e n t e
i n t e ressate (4.7 e 9.3%).
CONTENUTO PROTEICO
Su un campione di granella,
miscuglio delle tre repliche,
stato determinato il contenuto
p roteico % con apparecchio In-
fratec 1229 Grain Analyzer del-
la Tecator presso la Sezione di
Tecniche Merceologiche dellI-
stituto Sperimentale per la Ce-
realicoltura di Roma. Nella ta-
bella 3 riportato, per ciascuna
delle 28 variet, il valore medio
nelle tre localit. La media re-
gionale (13.8%), seppure de-
bolmente inferiore a quella del-
lo scorso anno, da ritenersi
pi che accettabile. Il campo di
Petritoli quello che ha dato il
v a l o re pi basso (12.9%) (
stato il campo che ha pro d o t t o
di pi), intermedio il valore di
Iesi (13.5%), il pi alto a To l e n-
tino (15%), sicuramente con-
seguenza della modesta pro d u-
zione e della maggiore inciden-
za delle cariossidi striminzite.
Ad eccezione di Colosseo
(12.9%), tutte le variet in
p rova superano il 13%, le cv
Ionio e Baio presentano la me-
dia pi elevata (15.0%), en-
trambe con valori oltre il 17%
nella prova di Tolentino; elevati
contenuti proteici sono stati
f o rniti anche dalle cv Solex e
Simeto (14.7), Preco (14.3),
Claudio e Creso (14.2).
La figura 1 illustra il contenuto
p roteico medio disaggre g a t o
per i quattro anni di un gru p p o
di 11 variet in comune nel
9
Anno 2000 1999 1998 1997
Numero anni di prova (3) (3) (3) (3) t/ha Indice t/ha Indice
Variet
GIANNI 105 111 108 98 6,51 106 6,65 108
IRIDE 105 103 110 100 6,41 105 6,33 104
COLOSSEO 102 103 109 102 6,41 104 6,29 103
DUILIO 106 108 104 98 6,39 104 6,55 107
SANCARLO 98 105 99 107 6,29 102 6,24 102
PARSIFAL 101 95 100 109 6,23 101 6,02 98
SOLEX 102 97 102 104 6,20 101 6,07 100
GRAZIA 99 105 98 97 6,15 100 6,28 102
IONIO 96 99 94 102 6,01 98 5,98 98
CRESO 93 97 98 103 6,00 98 5,81 95
SIMETO 89 105 101 92 5,98 97 6,00 97
COLORADO 99 103 98 6,19 101
NEFER 100 101 112 6,15 100
ARCOBALENO 107 105 6,49 106
PROVENZAL 102 107 6,41 105
CLAUDIO 100 104 6,24 102
BAIO 94 102 5,99 98
FLAMINIO 99 93 5,90 96
NERONE 101 89 5,78 95
DUPRI 97 91 5,75 94
SAADI 94 93 5,71 94
Media di campo t/ha 5,93 6,32 6,45 5,89 100 100
Medie 1997-2000 Medie 1999-2000
Iesi (AN) Tolentino (MC) Petritoli (AP)
Media 3
localit
BAIO 14,5 17,0 13,4 15,0
SOLEX 14,6 16,1 13,4 14,7
SIMETO 14,5 16,1 13,4 14,7
IONIO 14,5 15,4 13,3 14,4
SAADI 13,6 15,9 13,6 14,4
PRECO 12,6 16,5 13,9 14,3
CLAUDIO 14,2 15,7 12,8 14,2
CRESO 14,0 14,9 13,6 14,2
DUPRI' 13,7 14,8 13,4 14,0
GRAZIA 13,7 15,2 12,9 13,9
FLAMINIO 13,2 15,3 12,9 13,8
BRINDUR 13,3 14,8 13,1 13,7
MERIDIANO 13,5 15,2 12,4 13,7
PARSIFAL 13,2 15,2 12,7 13,7
TORREBIANCA 14,0 14,0 12,9 13,6
SAN CARLO 13,3 15,4 12,1 13,6
PROVENZAL 13,0 14,7 13,1 13,6
NEODUR 13,7 14,1 12,8 13,5
ARCOBALENO 13,5 14,6 12,4 13,5
COLORADO 13,7 14,4 12,2 13,4
IRIDE 12,9 14,9 12,4 13,4
NERONE 13,2 14,2 12,7 13,4
GIANNI 12,6 14,5 12,9 13,3
VERDI 12,4 14,4 13,2 13,3
GIOTTO 13,2 14,3 12,0 13,2
NEFER 12,9 14,4 11,9 13,1
DUILIO 12,3 14,4 12,2 13,0
COLOSSEO 12,8 13,8 12,0 12,9

Media di campo 13,5 15,0 12,9 13,8
Tab. 3 - Contenuto proteico medio (% su s.s.) delle 28 variet
di frumento duro in 3 localit delle Marche nel 1999/2000
Tab. 4 - Indici di resa calcolati sulla media di campo (=100) delle cultivar in prova da almeno
due anni nelle Marche
quadriennio di prove 1997-
2000. Le medie annuali sono
state rispettivamente 14,2,
13.3, 14.4 e 13.9% dal 1997 al
2000 e tali valori non si disco-
stano da quelli complessivi del-
le prove. Le cv Simeto, Solex,
Ionio, Sancarlo e Creso hanno
f o rnito i valori pi alti (>=
14%), tutte le altre forn i s c o n o
valori medi superiori a 13%.
CONCLUSIONI
Le prime posizioni della gra-
duatoria produttiva del qua-
driennio 1997-2000 annove-
rano nellinsieme le stesse va-
riet del biennio 1999-2000,
tuttavia con un trend legger-
mente diverso (tabella 4). Fa-
cendo riferimento alle osser-
vazioni evidenziate nel corso
di questa nota re l a t i v a m e n t e
alla particolarit della stagione
appena trascorsa, appare de-
cisamente opportuno fare ri-
ferimento ai dati del poliennio
dai quali emerge che le variet
pi produttive (indice >100)
sono Gianni, Iride, Colosseo,
Duilio, Sancarlo, Parsifal e
Solex. Inoltre, si rileva che
nellultimo triennio la cv Colo-
rado ha fornito un indice me-
dio di 101; mentre fra le va-
riet in prova solo nel biennio
1999-2000 appaiono intere s-
santi Arcobaleno (106), Pro-
venzal (105) e Claudio (102).
10
1
2
,
0
1
2
,
5
1
3
,
0
1
3
,
5
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0
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I
R
I
D
E
2000
1999
1998
1997
Fig. 1 - Contenuto proteico medio (% ss, met. NIR) di 11 variet comuni al quadriennio di
prove 1997-2000 nelle Marche
IRIDE
COLOSSEO
PARSIFAL
DUILIO
GIANNI
GRAZIA
CRESO
SAN CARLO
IONIO
SOLEX
SIMETO
12,0 12,5 13,0 13,5 14,0 14,5 15,0 15,5
Il Triticum tur g i d u m, una del l e speci e anti che pi vi ci ne al l attual e frumento duro col ti vato.
a pro d u z i o n e
media comples-
siva (6.53 t/ha)
risultata supe-
r i o re a quella
dello scorso an-
no (6.05 t/ha), tuttavia ne-
cessario osservare il compor-
tamento dei singoli campi (ta-
bella 5). Infatti, le prove di Ie-
si (6.50 t/ha) e To l e n t i n o
(5.81 t/ha) hanno pro d o t t o
meno del 1999, conferm a n d o
anche quanto verificatosi me-
diamente in pieno campo.
A Iesi le variet pi pro d u t t i-
ve sono state Sirmione e Col-
fiorito (indice 120), due va-
riet molto simili fra di loro e
a ciclo precoce, seguite, inve-
ce da una cultivar tardiva, Ti-
bet, che ha superato la media
di campo del 18%. La cv Sal-
gemma ha reso soltanto il
74% della media di campo;
Sagittario, Giava e Fre c c i a
non hanno raggiunto il 90%.
Nella prova di Tolentino la pri-
ma variet stata Bilancia
(indice 126) al pari dello
scorso anno, seguita da Bel-
f i o re (120), Colfiorito e Ti b e t
(117); Victo ha fornito la re s a
pi bassa (indice 64), risulta-
to da attribuire con assoluta
p robabilit al forte attacco di
ruggine gialla.
Nella localit ascolana com-
p a re di nuovo al primo posto
S i rmione (indice 117), segui-
to da Tibet (116), Eure k a
(114), Bilancia (112), Colfiori-
to (111). Anche in questo
campo - al pari di Tolentino -
la cv Victo stata la meno
p roduttiva sempre in conse-
guenza del grave attacco di
ruggine gialla, mentre lo
scorso anno era stata la pri-
ma in classifica.
Dallindice produttivo varieta-
le medio emergono ai primi
posti della graduatoria le va-
riet Sirmione, Bilancia e Ti-
bet, equivale a dire tre variet
a ciclo completamente diver-
so fra loro, precoce la prima
(spigatura 25 aprile), media la
seconda (30 aprile) e tard i v a
lultima (2 maggio). Hanno
i n o l t re superato lindice 105
le cv Colfiorito, Etecho, Eu-
reka, Belfiore e Guadalupe,
delle quali Belfiore al primo
anno di prova.
11
FRUMENTO TENERO
MEDIA UN PO SUPERIORE
P roduzione media
e peso ettolitrico
superiori allo scor-
so anno, mentre
pi basso il peso
delle cariossidi.
Ottime pr e s t a z i o n i
per Bilancia, Eu-
reka, Colfiorito ed
E n e s c o .
Tab. 5 - Produzione di granella (t/ha al 13% di umidit) delle
30 variet in prova nelle Marche nel 1999/2000.
Variet IESI (AN)
TOLENTINO
(MC) PETRITOLI (AP) Media varietale
Indice produttivo
varietale (media di
campo = 100)
SIRMIONE 7,80 6,68 8,52 7,67 117
BILANCIA 7,50 7,32 8,14 7,65 117
TIBET 7,65 6,79 8,46 7,63 117
COLFIORITO 7,79 6,79 8,08 7,55 116
ETECHO 6,81 6,57 7,86 7,08 108
EUREKA 6,82 6,07 8,27 7,05 108
GUADALUPE 6,96 6,39 7,68 7,01 107
BELFIORE 6,22 6,96 7,78 6,99 107
CENTAURO 6,43 6,34 7,79 6,85 105
PANDAS 7,07 6,38 7,05 6,83 105
ENESCO 6,70 6,05 7,70 6,82 104
ARNEL 6,50 6,63 7,22 6,78 104
CENTRO 6,58 6,06 7,28 6,64 102
CEZANNE 6,37 5,80 7,44 6,54 100
PADUS 6,62 5,93 7,04 6,53 100
VAIOLET 6,43 6,06 7,01 6,50 100
MARVAO 6,66 5,38 7,34 6,46 99
PRIMOASI 6,06 6,22 7,09 6,46 99
SANGIACOMO 6,48 5,69 7,15 6,44 99
RAVENNA 5,86 6,32 7,06 6,41 98
PADERNO 6,25 4,96 8,03 6,41 98
MIETI 6,00 5,47 7,36 6,28 96
FRECCIA 5,78 4,22 7,92 5,97 91
GIAVA 5,45 5,00 7,37 5,94 91
SERIO 6,20 4,95 6,64 5,93 91
SAGITTARIO 5,79 5,13 6,73 5,88 90
LAMPONE 5,88 4,92 6,48 5,76 88
FARO 7,25 4,42 5,46 5,71 87
SALGEMMA 4,78 5,19 6,60 5,52 85
VICTO 6,45 3,70 3,47 4,54 70

Media di campo 6,50 5,81 7,27 6,53 100
Differenza Minima Significativa (5%) 0,65 0,86 0,87
Coefficiente di Variabilit % 6,09 9,00 7,25
L
PESO ETTOLITRICO E
CARATTERISTICHE
MERCEOLOGICHE
DELLA GRANELLA
Peso ettolitrico: la media
(81.8 kg/l) stata superiore
a quella dello scorso anno
(79.3 kg/hl), con 84.5 kg/hl
a Iesi; 81.2 a Petritoli, la me-
dia pi bassa a Tolentino con
79.8 kg/hl. Il valore assoluto
minimo (72.3 kg/hl) re l a t i-
vo alla cv Victo a To l e n t i n o
associato anche al minor pe-
so delle cariossidi (26.4 g),
m e n t re il pi alto (87.9
kg/hl) stato rilevato a Iesi
12
Tab. 6 - Pa ra m e t ri alve ogra fici W , P/L e HARDNESS, delle fa rine ottenute dal raccolto del 1999 nelle tre localit delle March e.
Parametri W P/L
HARDNESS
(determ. met. NIR)
Variet
S. Maria N
(AN)
Tolentino
(MC)
Petritoli
(AP)
media 3
localit
S. Maria N
(AN)
Tolentino
(MC)
Petritoli
(AP)
media 3
localit
S. Maria N
(AN)
Petritoli
(AP)
media 2
localit
ARMONIA 200 134 159 164 0,76 0,31 0,86 0,64 27 31 29
BILANCIA 172 131 125 143 1,32 0,44 1,34 1,03 28 22 25
BOLERO 241 228 189 219 0,32 0,27 0,37 0,32 35 30 33
CENTAURO 152 172 180 168 1,44 0,70 1,54 1,23 32 26 29
COLFIORITO 264 266 162 231 1,70 1,08 2,15 1,64 72 60 66
ENESCO 247 211 136 198 1,15 0,85 1,52 1,17 38 32 35
ETECHO 188 189 131 169 0,87 0,47 1,06 0,80 48 33 41
EUREKA 84 58 94 79 0,30 0,21 0,31 0,27 52 55 54
FRECCIA 201 180 123 168 1,56 0,66 0,96 1,06 61 54 58
GUADALUPE 227 226 150 201 1,21 0,70 1,43 1,11 54 45 50
LAMPONE 155 118 86 120 1,38 0,66 0,93 0,99 39 23 31
MARVAO 141 166 103 137 0,73 0,55 0,81 0,70 36 21 29
MIETI 207 172 112 164 0,36 0,40 0,42 0,39 54 48 51
NOCE 82 76 70 76 0,69 0,42 0,49 0,53 31 24 28
PADERNO 242 179 144 188 1,67 0,68 1,91 1,42 41 32 37
PADUS 216 242 203 220 0,57 0,57 0,64 0,59 71 53 62
PANDAS 306 277 198 260 0,69 0,62 0,61 0,64 78 48 63
PRIMOASI 178 153 134 155 0,38 0,33 0,33 0,35 48 42 45
RIO 173 102 81 119 0,55 0,29 0,29 0,38 29 23 26
SAGITTARIO 273 283 258 271 1,01 0,79 1,13 0,98 55 52 54
SALGEMMA 312 234 179 242 1,21 0,57 1,15 0,98 57 48 53
SANGIACOMO 235 174 184 198 0,63 0,56 0,91 0,70 39 26 33
SERIO 200 119 138 152 0,42 0,31 0,44 0,39 64 51 58
SIBILLA 191 115 94 133 0,31 0,29 0,33 0,31 79 49 64
SIRMIONE 253 138 169 187 1,19 0,80 1,55 1,18 53 47 50
SOISSON 248 291 241 260 0,73 0,52 0,73 0,66 62 49 56
TIBET 145 150 144 146 2,42 0,39 1,59 1,47 47 34 41
VAIOLET 157 142 103 134 0,50 0,48 0,45 0,48 71 48 60
VALLEROSA 80 137 112 110 0,22 0,27 0,31 0,27 46 49 48
VICTO 169 106 117 131 0,67 0,23 0,57 0,49 25 30 28

Media 198 172 144 171 0,90 0,51 0,90 0,77 49 40 44
Le determinazioni dell'hardness e del contenuto proteico sono state condotte presso il laboratorio dell'ASSAM, unitamente alle analisi alveo-
grafiche dei campi di S. Maria Nuova e Petritoli, mentre quelle del campo di Tolentino sono state eseguite presso il laboratorio del CERMIS.
F o rte attacco di ruggi ne gi al l a
sul l a vari et di frumento tenero
Seri o presso i campi speri mental i
del CERMIS ad Abbadi a di Fi astra,
Tol enti no MC
sulla cv Sangiacomo che ha
anche mantenuto il miglior
v a l o re medio (86.0 kg/hl).
Peso delle cariossidi: la
media (41.3 g), risultata
pi bassa della scorsa sta-
gione (43.2 g), con 42.8 g a
Iesi, 41.0 g a Tolentino e
40.1 g a Petritoli.
Non ci sono stati fenomeni
di pre - g e rminazione delle
cariossidi.
CARATTERISTICHE
QUALITATIVE
Sulla produzione di Iesi e Pe-
tritoli stato determinato il
contenuto proteico [su cia-
scuna parcella, con analizza-
t o re NIT (trasmissione nel vi-
cino infrarosso) INFRAT E C
1229: la media risultata
13.1% nel primo campo e
13.5% nel secondo, con valori
di circa un punto superiori a
quelli del 1999 e simili a quelli
del 1998. Questo andamento
confermato da un gruppo di
14 variet comuni nel triennio
nelle due localit come evi-
denziato nella figura 2.
Nella tabella 6 sono sintetizzati
i parametri alveografici W, P/L
e indice di h a rd n e s s ( d e t e rm i-
nazione metodo NIR con scala:
<30 s o f t, 30-50 m e d i u m - s o f t,
50-65 m e d i u m - h a rd, >65 h a rd)
relativi al raccolto 1999 n e l l e
t re localit di prova. In linea
generale la qualit alveografica
a p p a re mediamente scarsa. Il
v a l o re medio del W stato
171, circa 30 punti inferiore a
quello del 1998; Iesi ha forn i t o
il valore pi alto (198), mentre
Petritoli quello pi basso (que-
sta localit aveva fornito nello
stesso anno anche la resa pi
bassa). Il rapporto P/L, in me-
dia 0.77, rimasto costante ri-
spetto allanno precedente, evi-
denziando una minore tenacit
della produzione di To l e n t i n o
rispetto a quella delle altre due
localit. Le cv Centauro, Colfio-
rito, Enesco, Guadalupe, Pa-
d e rno, Sirmione e Tibet sono
risultate part i c o l a rmente tena-
ci. I valori di h a rd n e s s, deter-
minati con stru m e n t a z i o n e
NIR, confermano lattribuzione
delle variet alle diverse classi
di dure z z a .
CONCLUSIONI
Nella tabella 7 sono riassunti
gli indici produttivi medi del-
lultimo triennio di prove: so-
no confermate le ottime pre-
stazioni delle cv Bilancia, Eu-
reka, Colfiorito, Enesco che in
tutti e tre gli anni hanno forni-
to indici superiori alla media
di campo. Riprende ancora
posizione la cv Centauro ,
m e n t re perde drasticamente
t e rreno Victo per lattacco di
ruggine gialla. Fra le variet
analizzate per un solo biennio
si rilevano Tibet, Sirm i o n e ,
Etecho e Guadalupe, tutte con
indice al sopra della media
nei due anni. Si ricordano an-
che le variet Sibilla, Sois-
sons e Bolero, provate nel
biennio precedente e non pi
inserite nella rete nazionale.
Fra le novit spiccano Belfio-
re, Arnel e Centro per le quali,
tuttavia, necessario attende-
re ulteriori conferme speri-
mentali.
13
Fig. 2 - Contenuto proteico della granella di un gruppo di 14
variet comuni al triennio di prova 1998-2000 (in
ordine medio decrescente)
Tab. 7 - Indici produttivi calcolati sulla media di campo
(=100) delle variet in prova nel triennio 1998-2000
Anno 2000 1999 1998 Medie
Localit di prova 3 3 3
Variet triennio

BILANCIA 117 111 107 112
EUREKA 108 112 112 111
COLFIORITO 116 110 104 110
ENESCO 104 104 103 104
CENTAURO 105 103 98 102
VICTO 70 118 113 100
VAIOLET 100 100 99 100
PRIMOASI 99 97 100 99
MIETI 96 101 98 98
SANGIACOMO 99 102 94 98
SERIO 91 96 103 97
PANDAS 105 87 97 96
SAGITTARIO 90 89 96 92
SALGEMMA 85 89 89 88
biennio
TIBET 117 111 114
SIRMIONE 117 101 109
ETECHO 108 107 108
GUADALUPE 107 104 106
MARVAO 99 102 100
PADUS 100 98 99
FRECCIA 92 96 94
PADERNO 98 85 91
LAMPONE 88 93 91
non pi in
prova
SIBILLA 101 104 103
SOISSONS 102 100 101
BOLERO 102 100 101
Media di campo t/ha 6,53 6,05 7,14
Le variet di orzo pi diffuse attualmente in
Italia sono di tipo polistico, cio con la spiga
a 6 file, come dicono comunemente gli
agricoltori. Delle 21 cultivar sperimentate
(tutte di tipo invernale, cio a semina autun-
n o - v e rnina) questanno soltanto 6 sono in-
vece di tipo distico (spiga a 2 file). Dai ri-
sultati riportati nella tabella 8 emerge che
mediamente le variet polistiche danno una
resa maggiore, la prima distica in graduato-
ria Nure, alla 7 posizione, con indice me-
dio 102. Tutte le variet pi produttive con-
f e rmano i risultati gi raggiunti negli anni
precedenti
ORZO PER USO
ZOOTECNICO
Tab. 8 - Produzioni medie (t/ha) e indici pro d u t t ivi di 21 va riet di orzo in semina autunnale in due localit delle Marche nel 1999/2000
Variet Tipo di spiga IESI TOLENTINO Media t/ha
Indice
produttivo
su media
di campo
GOTIC Polistico 8,04 8,65 8,35 108
PASSPORT Polistico 8,15 8,21 8,18 105
NIKEL Polistico 8,17 8,18 8,18 105
ABONDANT Polistico 8,27 8,00 8,13 105
MATTINA Polistico 7,74 8,49 8,11 105
BALKAN Polistico 8,11 8,05 8,08 104
NURE Distico 7,60 8,25 7,92 102
ALISEO Polistico 7,89 7,94 7,91 102
FEDERAL Polistico 7,97 7,75 7,86 101
GAIANO Polistico 7,64 8,00 7,82 101
SAMSON Polistico 7,96 7,44 7,70 99
SERENO Polistico 7,90 7,48 7,69 99
CANORO Polistico 7,50 7,79 7,65 99
LETIZIA Polistico 7,68 7,57 7,62 98
BALDA Polistico 7,67 7,49 7,58 98
SONORA Polistico 7,31 7,78 7,55 97
AIRONE Distico 7,02 7,88 7,45 96
BARAKA Distico 7,07 7,80 7,44 96
EXPRESS Polistico 7,22 7,48 7,35 95
AMILLIS Distico 7,17 7,27 7,22 93
VERTIGE Distico 7,01 7,29 7,15 92

Media di campo 7,67 7,85 7,76 100
Coefficiente di variabilit % 6,16 5,14
Esi stono i n natura numerose forme di verse di orzo, H o rd e u m
v u l g a r e, non tutte sono uti l i zzate per l a col tivazi one,
i n questo caso si tratta di un orzo pol i sti co ( a 6 fi l e )
senza l e reste (muti co).
i conclude que-
stanno pre s s o
il CERMIS il
p rogetto finan-
ziato dalla Re-
gione Marc h e
nellambito dellObiettivo 5B
dal titolo SVILUPPO DI GENO -
TIPI DI ORZO NUDO ADATTI A
SISTEMI COLTURALI A BAS -
SO IMPATTO AMBIENTA L E ,
RISPONDENTI ALLE ESIGEN -
ZE DELL INDUSTRI A SEMEN -
TI ERA E ALLE RICHIESTE DEI
T R A S F O R M AT O R I / U T I L I Z Z A -
T O R I .
Uno degli obiettivi principali di
questo lavoro stato lindivi-
duazione, attraverso uno spe-
cifico programma di migliora-
mento genetico, di una variet
di orzo nudo adatta alle richie-
ste dellindustria di trasform a-
zione, oltre ad avere caratteri-
stiche agronomiche idonee ad
una conveniente coltivazione
sia in agricoltura convenzio-
nale sia in agricoltura biologi-
c a. In questa direzione sta-
ta ottenuta una variet
chiamata PRI ORA che nel
s e t t e m b r e del 2000 dovr e b b e
e s s e r e iscritta al Registro
Nazionale delle Variet. D e l-
la stessa sono gi stati distri-
buiti negli anni precedenti ad
agricoltori regionali e non pic-
coli quantitativi di seme da in-
t ro d u rre in coltivazione pre s-
so le rispettive aziende
CARATTERISTICHE
DELLA VARIET
PRIORA (tabella 9)
la variet stata ottenuta
d a l l i n c rocio dellorzo vesti-
to Arda con una popolazio-
ne locale di orzo nudo nota
con il nome di Mondo e
coltivata fino ad un passato
non troppo remoto in Italia
Centrale (entrambe variet
di tipo distico);
una variet altern a t i v a ,
equivale a dire che pu es-
s e re seminata sia in autun-
no sia in primavera;
ha una taglia medio-alta,
caratteristica intere s s a n t e
per i sistemi di coltivazione
biologica, dove la bassa ta-
glia un fattore limitante;
spiga distica;
caratteristiche della carios-
side:
colore chiaro,
peso elevato (da 44 a 48
grammi),
ottima capacit di sgu-
sciatura a raccolta (le
glumelle si separano fa-
cilmente dalla cariosside
e si ottiene un pro d o t t o
che non ha bisogno di ul-
teriori pulizie).
INDICAZIONI
COLTURALI
In generale un orzo nudo de-
ve essere gestito agro n o m i-
camente al pari di un comune
o rzo vestito ad eccezione di
alcuni aspetti specifici:
la densit di semina deve
essere pi alta, si consiglia-
no circa 400 semi germ i n a-
bili per unit di superf i c i e ,
modulando tale investimen-
to in relazione alle condizio-
ni di coltivazione;
lepoca di semina deve es-
s e re tendenzialmente ritar-
data negli ambienti miti,
spostata a fine inverno ne-
gli ambienti pi freddi;
la variet si avvantaggia di
modeste disponibilit di
azoto nel terreno, in coltura
sia convenzionale sia biolo-
gica, tuttavia fornisce buoni
risultati anche in condizioni
marginali;
la raccolta
va eseguita con tempesti-
vit onde evitare che la
granella matura re s t i
t roppo a lungo in campo
( p o t rebbe cadere in con-
dizioni di stress idrico o
p re - g e rm i n a re in pre s e n-
za di eccessiva umidit),
gli organi trebbianti della
mietitrebbia devono esse-
re attentamente re g o l a t i
per consentire una buona
pulizia dalle glumelle ed
15
ORZO NUDO
DA TRASFORMARE
S
Concluso il pro-
getto finanziato
dalla Regione con
i fondi del 5b, lo-
biettivo era quello
di individuare ge-
notipi adeguati
per le coltivazioni
a basso impatto
a m b i e n t a l e
e v i t a re la rottura della
granella.
USI DELLORZO NUDO
- t o rrefazione della granel-
la intera, destinata alla pre p a-
razione del surrogato del
c a ff, commercializzato in
grani interi tostati, macinati o
liofilizzato; il prodotto maci-
nato distribuito in form a t o
sfuso o in cialde pre d i s p o s t e
per le macchine espresso;
p reparazione di minestre
con la granella intera o per-
lata (granella secca o pre-
cotta surgelata);
fiocchi o estrusi dalla gra-
nella intera;
farine integrali o raff i n a t e
per usi diretti o in miscela
con altri cereali.
USI SPECIFICI
DELLORZO NUDO
PRIORA
Per le elevate dimensioni del-
la cariosside la variet parti-
c o l a rmente adatta alla tosta-
tura, alla macinazione e alla
preparazione di fiocchi.
16
Tab. 9 - Caratteristiche produttive e agronomiche dell'orzo nudo PRIORA a confronto con altre variet nel quadriennio 1996-
1999 in semina autunnale a Tolentino.
Variet
Costitutore
Anno iscrizione
Registro
Variet
Tipo di spiga
Produzione t/haPeso 1000 semi g
Data spigatura
(giorni da 1
aprile) Altezza cm
PRIORA CERMIS 2000 distico 5,26 49,6 32 93
DIGERSANO CERMIS 1993 distico 5,12 36,0 30 88
SALUS CERMIS 1992 polistico 4,80 40,0 24 90

ARDA testimone vestito 1985 distico 6,51 48,2 30 85
Nella pagina pre c e d e n t e,
la va riet P ri o ra .
In questa, c a ri o s s i d i
di orzo nu d o .
La variet Priora,
che stata da po-
co iscritta al Regi-
s t ro Nazionale,
p a rt i c o l a rm e n t e
adatta alla tosta-
tura, alla macina-
zione e alla pr e p a-
razione di fiocchi
La superf i c i e
destinata a
o rzo, avena,
segale, triti-
cale e farro
nelle Marc h e
r a p p resenta nel complesso
meno del 20% dellinvesti-
mento totale a cereali e fra
queste specie lorzo da solo
occupa circa il 14%. Tu t t a v i a ,
malgrado la ridotta entit, la
c e realicoltura Minore non
deve essere considerata da
meno perch:
o ff re la possibilit di diff e-
renziare le produzioni ed in-
t e rro m p e re la quasi mono-
coltura del frumento duro
in certi ambienti;
tutte le specie di questo
g ruppo hanno una ampia
adattabilit pedo-climatica e
richiedono minori input col-
turali rispetto ai frumenti;
molte di queste pro d u z i o n i
( o rzo nudo, avena, farro )
c o p rono mercati di nicchia
per i quali, se ben org a n i z-
zati in un processo di filiera,
i margini economici posso-
no essere intere s s a n t i ;
molte delle coltivazioni a
c e reali minori sono re a l i z-
zate con tecniche di agricol-
tura biologica, pert a n t o
possono tro v a re un ulterio-
re e specifico spazio di
mercato;
c o l t i v a re queste specie si-
gnifica, infine, salvaguard a-
re risorse genetiche a ri-
schio di scomparsa ed an-
che la possibilit di mante-
n e re vecchie variet o po-
polazioni locali diversamen-
te non proponibili in sistemi
agricoli intensivi.
17
I CEREALI MINORI
L
Un momento di una delle nu m e rose iniziat ive
di div u l gazione svolte dallASSAMe dal CERMIS
N. S t ra m p e l l i nel corso della campag n a
di sperimentazione appena tra s c o rs a
Variet Tipo vegetativo Colore granella
SEMINA
AUTUNNALE
SEMINA
PRIMAVERILE
Differenza produttiva (%)
dellaseminaautunnale
sulla primaverile
SEMINA
AUTUNNALE
SEMINA
PRIMAVERILE
ARGENTINA invernale rosso 5,83 3,30 +77 7 2
MARISA invernale rosso 5,47 3,39 +61 2 0
AVA invernale bianco 5,50 3,30 +67 6 0
FULVIA primaverile rosso 5,52 3,23 +71 6 0
FLAVIA invernale bianco 4,72 3,74 +26 4 0
TROPICALE primaverile nero 5,03 3,37 +49 6 0
DONATA primaverile bianco 4,98 3,38 +47 8 0
PREVISION invernale rosso 5,15 3,03 +70 7 1
PERONA primaverile bianco 5,15 2,59 +99 1 0
ROGAR 8 invernale rosso 5,42 2,00 +171 8 1
NIGRA primaverile nero 4,48 2,43 +85 8 1
CROARA primaverile rosso 3,38 2,69 +26 9 1
Media di campo 5,05 3,04 +66 6 0
CV % 9,5 13,9
PRODUZIONE t/ha
ALLETTAMENTO A
MATURAZIONE (0-9)
Tab. 10 - Carat t e ri s t i che di 12 va riet di avena e confronto pro d u t t ivo fra semina autunnale e pri m ave rile a Tolentino nel 1999/2000
La semina invernale nei nostri ambienti fornisce sempre rese produttive migliori di quella primaverile
18
Variet
PRODUZIONE
t/ha
Indicesu media
campo
PESO
ETTOLITRICO kg
PESO 1000
SEMI gr
DATA
SPIGATURA
(gg DA 1/4)
ALTEZZA
PIANTA cm
ALLETTAMENTO
A MATURAZIONE
(0-9)
AVANTI 7,33 120 72,4 29,9 30 152 2
PICASSO 7,12 117 70,8 30,1 30 141 2
RAPID 6,45 106 72,8 31,0 31 156 1
URSUS 6,43 105 72,6 27,1 31 144 2
ESPRIT 6,39 105 73,1 28,4 30 151 3
FERNANDO 6,34 104 71,1 28,4 31 146 2
FARINO 6,09 100 71,8 26,0 30 146 0
CLOU 6,04 99 73,5 28,7 30 156 0
CANOVUS 5,84 96 73,0 29,6 32 146 1
NIKITA 5,39 88 72,8 31,5 32 151 0
DANKO 5,35 88 74,2 29,6 28 159 0
PROTECTOR 4,44 73 72,5 29,5 24 187 5
Media di campo 6,10 100 72,6 29,2 30 153 2
Coefficiente di variabilit % 5,8 0,8 6,1 3,1 3,6 70,6
Tab. 11 - Carat t e ri pro d u t t ivi e agronomici ri l evati su 12 va riet di segale in prova a Tolentino nel 1999/2000
Variet
PRODUZIONE
t/ha
Indice su media
campo
PESO 1000
SEMI g
PESO
ETTOLITRICO
DATA DI
SPIGATURA
(gg DA 1/4)
ALLETTAMENTO
A MATURAZIONE
(0-9)
EUREKA (tenero)
6,39 127 47,8 75,7 34 0
MAGISTRAL 5,97 118 52,0 71,0 30 0
CATRIA 5,92 117 47,0 66,9 24 1
CENTRAL 5,46 108 48,6 68,5 30 7
TRICA 5,24 104 47,8 68,7 23 1
CUME 5,19 103 52,6 71,2 26 2
GALTJO 5,02 100 48,7 71,5 36 0
TRIMARAN 5,02 100 48,7 72,5 33 0
MISSIONERO 4,82 95 54,8 70,6 23 1
ANTARES 4,69 93 48,5 68,8 23 0
ZOLDER 3,66 73 45,9 71,0 30 0
NOE' 3,17 63 51,1 68,4 30 0
Media di campo 5,05 100 49,4 70,4 28 1
Coefficiente di variabilit % 8,4 3,7 0,9 2,7
Tab. 12 - C a rat t e ri pro d u t t ivi e agronomici ri l evati su 12 va riet di triticale a confronto con una va riet di frumento tenero a To l e n t i n o
nel 1999/2000
La segale continua a rappre s e n t a re una valida proposta colturale per i terreni marginali, sciolti e tendenzialmente acidi degli ambienti di montagna. E' una
specie adatta anche alla coltivazione di erbai misti con una leguminosa.
In questa annata la produzione del triticale in questa localit di prova stata fortemente penalizzata da un attacco di cecidomia, la cui larva, di piccolissime
dimensioni e di colore giallo/arancio acceso, provoca l' aborto fiorale oppure la deformazione delle cariossidi in form a z i o n e .
LE PROVE DI
CONCIMAZIONE AZOTATA
R E A L I Z Z ATE DAL
CERMI S A TOLENTI NO
Fin dal 1992 il CERMIS svol-
ge su commissione dellAS-
SAM una serie di prove nel-
lambito del programma per
unAgricoltura a Basso Impat-
to Ambientale il cui principale
obiettivo quello di avere in-
dicazioni operative da trasfe-
r i re agli agricoltori nellappli-
cazione delle misure di ridu-
zione delle concimazioni pre-
viste dal Reg. 2078/92 e in
f u t u ro dalle norme di buona
pratica agricola.
Fra i vari progetti compre s o
in questo programma quello
relativo alluso di diversi livelli
di concimazione azotata nella
coltivazione di frumento duro
e tenero.
Le prove, avviate nel 1992,
sono state realizzate presso i
campi i campi sperimentali
del CERMIS a Tolentino (MC)
ed hanno previsto ladozione
di un piano di concimazione
azotata di sola copertura con
un livello minimo di 90 unit
per ettaro (dose massima
ammessa dal reg. 2078/92,
anche se si deve pre c i s a re
che negli ultimi tre anni per
lelevata piovosit nei mesi
invernali stata concessa la
d e roga allaumento del 20%
di tale livello), un livello mas-
simo di 160 kg per ettaro cor-
rispondente alla dose stan-
d a rd per lambiente di pro v a
(calcolato sulla base di un
consumo medio di 3 kg di
azoto per ogni 100 kg di gra-
19
PER UN AGRICOLTURA
A BASSO IMPATTO
Un progetto dellAssam, realizzato pr e s-
so i campi sperimentali del Cermis di
Tolentino, ha valutato luso di diversi
livelli di concimazione azotata nelle col-
tivazioni di frumento sia duro che tenero
10,0
10,5
11,0
11,5
12,0
12,5
13,0
13,5
14,0
14,5
15,0
15,5
I
R
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N
9
0
N
1
6
0
Fi g. 3 - Andamento del contenuto proteico in un gruppo di 10 va riet di frumento duro allevate a
t re livelli di concimazione azo t ata a Tolentino nel triennio 1997-1999
nella secca prodotta e per una
p roduzione media di 5 t/ha,
per un terreno di media fert i-
lit, con adeguati avvicenda-
menti colturali) e una dose in-
t e rmedia di 125 kg/ha. L a z o-
to stato distribuito in tre in-
t e rventi frazionati: durante
laccestimento, linizio della
levata e la fine della levata.
Una parte dei risultati di
questa sperimentazione
gi stata divulgata su questa
Rivista nel numero 2 del
1999 ( pagg. 14-21) alla qua-
le si rimanda per ulteriori
a p p r ofondimenti di or d i n e
generale.
In questa nota sono ripor t a t i
sinteticamente i risultati del-
le prove condotte negli ulti-
mi 4 anni per il frumento du-
ro e nellultimo biennio per
il frumento tener o .
FRUMENTO DURO
In questa specie le prove fan-
no riferimento al pro g e t t o
c o o rdinato dallIstituto Speri-
mentale per la Cere a l i c o l t u r a
di Roma (Sezione di Te c n i c h e
A g ronomiche) e hanno pre v i-
sto il confronto di tutte le va-
riet comprese nella pro v a
nazionale frumento duro ai
tre livelli di concimazione.
Nella tabella 1 riportata la
p roduzione di un gruppo di
10 variet comuni a tutti gli
anni diff e renziata per i livelli
di azoto. Si pu osserv a re
che per tutte le variet la pro-
duzione aumenta sempre dal
livello di 90 kg/ha di azoto al
secondo livello (125 kg/ha),
mentre non sempre e non per
tutte le variet si verifica un
u l t e r i o re aumento raggiun-
gendo 160 kg/ha.
In sintesi si pu concludere
che la disponibilit di azoto
o l t re il livello massimo am-
messo dal reg. 2078/92 mi-
gliora comunque la pro d u z i o-
ne, tuttavia in misura diff e-
renziata in relazione allannata
e alla variet.
Molto interessante , invece,
landamento del contenuto
p roteico (figura 3) che, a dif-
f e renza della produzione, au-
menta ulteriormente allau-
m e n t a re della disponibilit
azotata, confermando il mi-
glioramento della qualit tec-
nologica del prodotto.
FRUMENTO TENERO
Si fa riferimento ai risultati de-
gli ultimi due anni di pro v e
nelle quali erano comprese le
variet della prova nazionale
del frumento tenero. I risultati
hanno avuto un andamento si-
mile a quelli del frumento duro
in relazione sia alla pro d u z i o n e
sia alla qualit. Nella figura 4
schematizzata la risposta pro-
duttiva di un gruppo di 14 va-
riet comuni al biennio di pro-
ve. Anche in questo caso le
variet, pur rispondendo in
maniera simile, si diff e re n z i a-
no per lentit della risposta.
CONCLUSIONI
I risultati riportati confermano
le acquisizioni degli anni pre-
cedenti, consentendo di ag-
g i o rn a re il quadro varietale
con le nuove costituzioni.
In sintesi la resa pro d u t t i v a
migliora in entrambe le specie
soprattutto nel primo aumen-
to di azoto rispetto al livello
minimo di 90 kg/ha, mentre la
20
Variet
Livello di
azoto (kg/ha) 1997 1998 1999 2000
Media varietale nel
quadriennio

IRIDE 90 3,00 7,02 6,07 4,56 5,16
125 3,76 7,25 6,01 5,40 5,61
160 3,97 7,22 6,61 5,84 5,91

SANCARLO 90 3,82 6,54 5,33 4,27 4,99
125 4,47 7,24 5,77 5,26 5,68
160 4,43 6,96 5,98 4,73 5,53
SOLEX 90 3,93 6,06 5,67 4,66 5,08
125 4,40 6,51 5,58 5,38 5,47
160 4,42 6,40 6,10 5,40 5,58

PARSIFAL 90 4,49 6,14 5,23 4,32 5,05
125 4,65 6,45 5,48 4,93 5,38
160 4,95 6,40 5,86 4,93 5,53

DUILIO 90 2,96 6,45 5,50 4,64 4,89
125 3,68 6,93 5,77 5,54 5,48
160 3,75 6,81 6,21 5,23 5,50

GRAZIA 90 3,01 6,15 5,29 4,24 4,67
125 3,82 6,97 5,88 5,12 5,45
160 3,95 7,12 6,43 4,93 5,61
COLOSSEO 90 1,89 7,01 5,65 4,17 4,68
125 3,15 7,29 6,13 5,13 5,43
160 3,41 7,46 6,56 4,83 5,57

CRESO 90 3,44 6,16 5,29 4,46 4,84
125 4,59 6,26 5,28 4,93 5,27
160 4,70 6,26 6,15 4,59 5,43

IONIO (ex Ares) 90 2,94 6,37 5,42 4,30 4,76
125 3,86 6,25 5,81 5,04 5,24
160 4,05 5,96 6,26 4,78 5,26

SIMETO 90 2,68 5,67 5,32 2,79 4,11
125 2,83 6,39 5,34 3,80 4,59
160 3,07 6,52 6,11 3,61 4,83
Media generale 3,74 6,61 5,80 4,73
Produzione granella t ha
-1
Tab. 13 - Risposta pro d u t t iva di un gruppo di 10 va riet di frumento duro a tre livelli di azo t o
nel quadriennio 1997-2000 a Tolentino MC
qualit tecnologica (qui evi-
denziata soltanto con il conte-
nuto proteico) migliora ulte-
r i o rmente oltre queste dosi.
La diversa entit di risposta
delle variet consente di aff e r-
m a re che anche nellambito
della concimazione ammessa
dal regolamento comunitario
possibile eff e t t u a re la migliore
scelta in relazione alle condi-
zioni colturali (ambiente pedo-
climatico, rotazione, livello di
f e rtilit del terreno) e alle spe-
cifiche richieste del merc a t o .
E ovvio che in tale situazione
necessario orientarsi sulle
cultivar che forniscono il mi-
glior standard qualitativo. De-
vono tuttavia persistere alcuni
p resupposti fondamentali,
quali un adeguato livello nutri-
zionale nel terreno, un idoneo
avvicendamento colturale, una
distribuzione frazionata del
f e rtilizzante in relazione alle fa-
si del ciclo vegetativo.
In definitiva necessario pia-
n i f i c a re il tutto in una visione
di sistema della produzione e
i n q u a d r a re il cereale allintern o
di questo sistema colturale.
21
4,00
4,50
5,00
5,50
6,00
6,50
7,00
7,50
8,00
N90
N125
N160
Fi g. 4 - Risposta pro d u t t iva media di un gruppo di 14 va riet di frumento tenero allevate a tre livelli di azoto a Tolentino nel biennio 1999-2000
Gli articoli da pag.5 a pag.
21 sono stati redatti da:
Giuliano Mazzieri
Giuseppe Rocchetti
ASSAM - Agenzia per i
S e rvizi nel Settore
A g ro a l i m e n t a re nelle Marc h e ,
A n c o n a
Oriana Porfiri
Antonella Petrini
Donatella Fuselli
CERMIS - Centro Ricerche e
Sperimentazione per il
Miglioramento Vegetale
N.Strampelli, Tolentino MC
el corso dellan-
nuale visita gui-
data dei campi
s p e r i m e n t a l i
CERMIS re a l i z-
zata in collabo-
razione con lASSAM, si
svolto lincontro pro g r a m m a t o
nellambito delle azioni dimo-
strative del progetto L I F E
9 9 E N V / E / 3 0 8 (azioni a favore
dellambiente) promosso dal-
l E . C . A . F. (E u ropean Conser v a -
ti on Agr icul tur e Feder at ion)
per lallestimento di prove di-
mostrative di c o n f ronto tra
tecniche di coltivazione con-
venzionali e conser v a t i v e d i
tipo innovativo per lottimizza-
zione della produzione nella
s a l v a g u a rdia ambientale.
Lobiettivo del progetto la
cooperazione ed il trasferi-
mento di conoscenze tra i
p a rt n e r s dei diversi Paesi eu-
ropei con lo scopo di perf e-
z i o n a re le tecniche agricole
che consentano lo sviluppo
sostenibile, applicabile alla
maggior parte delle superf i c i
agricole europee aprendo la
strada allimplementazione
delle misure agro - a m b i e n t a l i
p reviste in Agenda 2000.
I n o l t re, sintende dare ampia
d i ffusione e trasferimento di
queste tecniche tra espert i ,
responsabili della pro g r a m-
mazione ed agricoltori, in mo-
do che possano essere appli-
cate con esito positivo e sen-
za difficolt.
Ai numerosi partecipanti al-
l i n c o n t ro, un centinaio tra
studenti, tecnici e pro d u t t o r i
agricoli delle org a n i z z a z i o n i
operanti in ambito pro v i n c i a l e
e regionale, stato possibile
c o s t a t a re direttamente in
campo lapplicazione di tecni-
che di gestione colturale, in
unottica di sostenibilit agri-
cola, di prevenzione e riduzio-
ne dei fenomeni erosivi.
Le prove dimostrative, inserite
in una sperimentazione pi
vasta intesa a verificare la fat-
tibilit su scala aziendale nel
caratteristico ambiente mar-
22
T E C N I C H E C O N S E RVAT I V E
D I L AV O R A Z I O N E D E L S U O L O
N
Messi a confr o n t o
i metodi conven-
zionali con quelli
innovativi. I risul-
tati definitivi sa-
ranno resi noti
nei prossimi me-
si. Le conoscenze
acquisite ver r a n-
no trasferite a li-
vello eur o p e o
Visita guidata ai campi sper imentali con tecnica coltural e semi na su sodo
chigiano, hanno previsto per il
f rumento duro il confro n t o
della discissura, lavorazione
o rmai considerata tradiziona-
le, con due tecniche conser-
vative innovative: la lavorazio-
ne minima e la semina dire t t a
con due precessioni colturali
(girasole e bietola). Inoltre ,
per questo primo anno, in ag-
giunta alle tesi degli anni pre-
cedenti stata prevista una
tesi di semina su sodo eff e t-
tuata in epoca anticipata. Le
p rove sono state realizzate in
p a rcelloni contigui estesi circ a
1 ettaro, allinterno dei quali
sono state individuate 9 are e
di saggio (di 1,0-1,5 m
2
) do-
ve sono stati effettuati i rilievi
e i relativi campionamenti per
il confronto con i dati di pieno
campo. I risultati, in corso
delaborazione, saranno divul-
gati attraverso pubblicazioni,
seminari, incontri tecnici e sa-
ranno disponibili sul nostro
sito Web (hpp/www. c e rm i s . i t )
nel corso dei prossimi mesi.
Marino Antonelli
CERMIS Centro Ricerche e
Sperimentazione per il Miglioramento
Vegetale N.Strampelli
Tolentino (MC)
23
A. I . G. A. Co. S. ed E . C . A . F.
LA . I . G . A . C o . S . (Associazione Italiana per la
Gestione Agronomica e Conservativa del
Suolo) stata costituita nel Gennaio 1998 ad
Osimo (AN), la segreteria ospitata presso il
D i p a rtimento di Biotecnologie Agrarie ed
Ambientali della Facolt di Agraria di Ancona
( p rof. Rodolfo Santilocchi), ha come scopo
la promozione di ricerche, sperimentazioni,
incontri scientifici, tecnici e di divulgazione
per la conoscenza e la diffusione di tecniche
di gestione del suolo secondo le finalit di
unagricoltura sostenibile. Lassociazione nel-
lambito dei propri fini istituzionali intende
p ro m u o v e re rapporti di collaborazione con
analoghi organismi europei ed extra-euro p e i ,
f a v o rendo la trasmissione dellinform a z i o n e
e la divulgazione delle conoscenze con tutti i
mezzi possibili.
L E C A F (Federazione Europea per lAgricoltu-
ra Conservativa ) una Federazione senza fi-
ni di lucro, nata per incoraggiare ogni arg o-
mento focalizzato sulla conservazione del
suolo agrario e la sua biodiversit nellambi-
to dellagricoltura sostenibile. Costituitasi nel
1999, comprende le Associazioni di Agricol-
tura Conservativa di Francia, Germ a n i a ,
Gran Bretagna, Italia, Portogallo e Spa-
gna. Si pone i seguenti obiettivi:
1) p ro m u o v e re, riunire e re n d e re note
i n f o rmazioni tecnologiche ad im-
p renditori agricoli, tecnici agrari,
societ di servizi e di pro d u z i o-
ne, agevolare scambi di infor-
mazioni tra persone ed org a n i z-
zazioni sulle tecniche necessarie
per pre s e rv a re e conserv a re il
suolo agrario e la biodiversit
nellampio contesto dellagricol-
tura sostenibile;
2) favorire lo sviluppo, la formazione
e la ricerca sui temi di intere s s e
dellagricoltura conservativa;
3) promuovere azioni atte a sostenere la
ricerca e migliorare le pratiche agrono-
miche riguardanti tutti gli aspetti biologi-
ci e fisiologici per pre s e rv a re la capacit
p roduttiva del suolo e la sua naturale bio-
diversit.
l t re ai form a g g i
di Via Lattea
Picena, rasse-
gna delle mi-
gliori pro d u z i o-
ni casearie del
c e n t rosud Italia, la mostra
m e rcato dei vini dei colli Piceni
Di Vino in Vino, ha occupato
gran parte del centro storico di
O ffida con varie tipologie di pa-
ni e dolci di oltre 18 pro v i n c i e
italiane e con i piatti tipici pi
gustosi dellentro t e rra Piceno.
La mostra organizzata e pro-
mossa dalla Vinea pro-
duttori Viticoli, allestita
durante i primi tre giorn i
di Settembre, pare pro-
prio aver raggiunto lo-
biettivo di intensificare
la promozione dei tanti
vini esposti allintern o
dellEnoteca Regionale
delle Marche, grazie ad
una formula innovativa
che ha visto come pro t a-
gonista indiscussa la
manifestazione denomi-
nata, appunto, Pane al
Pane. Ad ospitare i for-
nai di mezza Italia ci ha
pensato il suggestivo
c h i o s t ro di SantAgosti-
no, autentico pezzo del
patrimonio artistico della
cittadina picena. L i n i z i a-
tiva ha registrato, durante i
g i o rni di apertura, circa 20.000
visitatori affascinati dalle scul-
t u re di pane esposte e dalla ge-
nuina bont dei farinacei degu-
stati ed acquistati. Due forn i
hanno messo alla prova i pani-
ficatori che si sono dilettati nel
l o ro lavoro, sfornando pane,
dolci e pizza a volont. Questa
iniziativa dice il Pre s i d e n t e
della Vinea Ido Perozzi sta-
ta senza dubbio la rivelazione
della nuova edizione di DiVi n o
in Vino, non soltanto per la
gran mole di gente che riu-
scita ad intere s s a re ma, so-
prattutto, per il modo in cui i
panificatori di mezzo stivale
hanno lavorato in quei giorn i ,
entusiasti di mostrare sul mo-
mento le loro capacit che de-
scrivono unarte culinaria tradi-
zionale davvero affascinante.
A p p a re ormai certa, dunque,
la presenza, anche per il
p rossimo anno, della prima
rassegna nazionale dei pani
tradizionali allinterno del
c o n t e n i t o re di promozione vi-
tivinicola marchigiano. Non
solo. Sembra proprio che
l o rganizzazione pro m o t r i c e
voglia perf e z i o n a re, aumen-
tandone lo spazio e il ru o l o ,
liniziativa che ha stimolato
anche le varie associazioni
nazionali dei panificatori non
p resenti alla mostra, pre n o-
tandosi gi da adesso per la
prossima edizione.
Valerio Lucciarini
24
SPAZI O APERTO
IL PANE IN SCENA ALLA
RASSEGNA DI OFFIDA
O
Alcune suggestive immagini
della manifestazione sul pane,
v e re e proprie sculture
che hanno messo in risalto
labilit dei panificatori
i n t e r venuti da tutta Italia.
L
a Facolt di Agraria dellUniversit degli Studi di
Ancona informa che, accanto al Corso di Laurea in
Scienze e Tecnologie Agrarie e al Corso di Diploma
Universitario in Tecniche Erboristiche, ha attivato per il
prossimo anno accademico (2000/01) il Corso di Diploma
Universitario in Viticoltura ed Enologia che d diritto al
titolo di Enologo (Legge 10/4/1991 n.129 e DPR 4/11/1996).
In attesa del
completamento delliter
legislativo di riforma
degli studi
Universitari, la Facolt
ha predisposto un
primo anno che
consente il passaggio automatico al secondo anno del
corrispondente Corso di Laurea senza alcun debito
formativo.
Le lezioni del Diploma Universitario in Viticoltura ed
Enologia si terranno presso la sede della Facolt situata nel
Polo didattico tecnologico di Monte dAgo dove
sono ubicati anche i laboratori per le
esercitazioni e i laboratori specializzati per la
ricerca applicata e di base. Parte delle
esercitazioni, che rappresentano almeno il 30%
delle ore di ciascun insegnamento, verr svolta
presso lAzienda Agraria Didattico Sperimentale
Pasquale Rosati dellUniversit sita in agro di
Agugliano, a pochi chilometri di distanza dalla
Facolt.
Il Diploma in Viticoltura ed Enologia ha durata
triennale, prevede 16 esami e fornisce le
competenze necessarie alla gestione, al controllo
e allo sviluppo delle attivit nel settore della
viticoltura e dellenologia. Gli insegnamenti
riguardano materie scientifiche di base
(matematica, fisica, chimica) e approfondimenti specialistici
con la scienza del suolo, la biochimica agraria, la biologia e
fisiologia della vite, la scienza e tecnica della produzione
viticola, la difesa della
vite, lenologia, la
microbiologia, le
tecnologie alimentari,
leconomia e la
gestione aziendale, il
marketing.
Fanno parte integrante
del Corso 6 settimane
di Tirocinio pratico-
applicativo presso
aziende viti-vinicole, enti pubblici, laboratori di analisi,
professionisti ed istituti di ricerca.
Attivazione del Diploma
Universitario in
Viticoltura ed Enologia ad
Ancona presso la Facolt
di Agraria
Per immatricolazioni e informazioni rivolgersi
alla Segreteria Studenti in Via Brecce Bianche
Ancona - Tel. 071 220 4341
Direttore Responsabile: Emma Ratti
Direzione Scientifica:
Mariano Landi, Federico Bonavia, Ottavio Gabrielli,
Enzo Polidori, Carlo Schiaf fino
Redazione:
Flavio Brasili, Gabriella Malanga, Francesco
Pettinari, Renzo Pincini, Sabrina Speciale,
Luana Sper nanzoni, Angelo Zannotti
Graficadi copertina: Stefano Gregori
Foto di copertina: Giuliano Mazzieri
Spedizione in abbonamento postale
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Il Periodico viene spedito gratuitamente
agli operatori agricoli marchigiani ed a quanti
ne faranno richiesta alla Redazione presso
lAssessorato alla Agricoltura - Giunta Regionale,
Via Tiziano, 44 - Ancona - Tel. 071/8061.
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P. T. CMPP di Passo Varano - AN per la re s t i t u z i o n e
al mittenteche si impegnaa pagarelarelativatassa
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in data 16 novembre 1979
Stampa: Tecnoprint srl - 60131 Ancona
Via Caduti del Lavoro 12
Te l . 071/2861423 - Fax 071/2861424
Questo numero stato chiuso il 18/09/2000
ed stato spedito nel mese di settembre 2000