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LEZIONI DI DIRITTO DEI TRASPORTI


I SERVIZI DI TRASPORTO
I SERVIZI DI TRASPORTO AEREI
La convenzione di Chicago del 1944
I servizi di trasporto aereo tra localit situate nel territorio di Stati diversi sono soggetti ad una
regolamentazione di carattere internazionale, realizzata mediante strumenti multilaterali e bilaterali.
Attualmente il regime giuridico del traffico aereo internazionale trova il proprio riferimento
normativo primario nella Convenzione relativa allaviazione civile internazionale, firmata a
Chicago il 7 dicembre del 1!!.
1. afferma il principio di origine consuetudinaria secondo cui ogni Stato "a completa ed
esclusiva sovranit sullo spazio aereo sovrastante il proprio territorio#
$. la convenzione regolamenta il sorvolo del territorio degli Stati contraenti da parte di
aeromobili di altri Stati aderenti alla convenzione#
infatti sono riconosciute agli aeromobili degli Stati contraenti c"e non siano
addetti a linee regolari le due libert dellaria, definite %libert tecnic"e&'
il diritto di sorvolo#
il diritto si atterraggio per scopi non commerciali.
(ali libert si contrappongono alle libert dette %commerciali&, c"e "anno per oggetto il
trasferimento di persone, posta, merci da un )aese allaltro.
Consistono nel diritto di'
sbarcare, nel territorio di uno Stato contraente, passeggeri, posta e merci
imbarcate sul territorio dello Stato di cui laeromobile possiede la nazionalit *+,
libert-#
imbarcare, sul territorio di uno stato contraente, passeggeri, posta e merci
destinati al territorio dello Stato di cui laeromobile possiede la nazionalit *!,
libert-#
imbarcare, sul territorio di uno stato contraente, passeggeri posta e merci destinati
al territorio di .ualsiasi Stato terzo assieme al diritto di sbarcare, sul territorio
dello Stato contraente, passeggeri, posta e merci, provenienti dal territorio di
.ualsiasi Stato terzo */, libert-.
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0ueste / libert sono enunciate con c"iarezza ed individuate con la denominazione classica
nellAccordo sul transito ed in .uello sul trasporto conclusi sempre a C"icago il 17 novembre 1!!.
1accordo sul transito, c"e riconosce le due libert tecnic"e anc"e ai servizi regolari, "a avuto una
diffusione simile a .uella della Convenzione, mentre laccordo sul trasporto non 2 mai entrato in
vigore in .uanto ratificato da poc"issimi Stati.
Accordi aerei ila!erali
3 oramai consolidato il ricorso ad una fitta rete di accordi bilaterali tra stati aventi ad oggetto i
servizi aerei di linea .uali strumenti atti a garantire continuit e regolarit allo sviluppo
dellaviazione civile internazionale.
4un.ue la convenzione di C"icago introduce'
1. la riserva in favore delle compagnie degli Stati membri del diritto di operare traffico tra due
punti nellambito del proprio territorio#
$. il riconoscimenti del diritto degli stati di proibire, per ragioni militari o di sicurezza
pubblica, luso di certe aree, purc"5 senza operare discriminazioni.
1a conferenza di C"icago "a elaborato le c.d. cla"#ole !ecnico$a%%ini#!ra!ive per uniformare la
regolamentazione contenuta negli accordi bilaterali, c"e compongono lo Standard Form of
Agreement for Provisional air route. 0uestultimo introduce i principi fondamentali in materia di
disciplina tecnica ed amministrativa dei servizi aerei internazionali regolari.
6entre i problemi riguardanti la regolamentazione
della concorrenza#
della capacit#
delle tariffa
sono stati risolti in via primaria con laccordo di 7ermuda del 1!8 concluso tra gli Stati 9niti
dAmerica e il :egno 9nito.
(ale accordo 2 costituito da vari documenti' laccordo, relativo alla disciplina normativa# lannesso
concernente le rotte# altri documenti.
0uanto al contenuto normativo in materia tariffaria, lAccordo riconosce ai vettori aerei, con il
diretto coinvolgimento della loro associazione mondiale di categoria *IA(A-, il potere di iniziativa
nella determinazione delle tariffe, le .uali per; entrano in vigore previa autorizzazione di entrambi i
governi interessati.
Si#!e%a della c&d& do''ia a''rovazione()"indi nel #e!! delle !ari**e #i
delinea "n di#egno di 'oli!ica econo%ica che di#!ing"e i r"oli degli o'era!ori+ c"i co%'e!e "n
,
- + -
'o!ere di inizia!iva e il r"olo dell-a"!ori!. '"lica+ c"i co%'e!e )"ello di 'rogra%%azione e
con!rollo&
In %a!eria di ca'aci!.+ l-Accordo garan!i#ce "na gi"#!a ed "g"ale 'o##iili!. 'er i ve!!ori dei
d"e Pae#i de#igna!i ad o'erare #" cia#c"na ro!!a !ra i ri#'e!!ivi !erri!ori+ non 'onendo#i li%i!i
alla *re)"enza dei voli e alla ca'ienza degli aero%oili "!ilizza!i+ 'revedendo#i #olo "n #i#!e%a
di con!rollo e/ 'o#! *ac!o da 'ar!e delle a"!ori!. governa!ive&
<egli Annessi della maggior parte degli accordi bilaterali 2 poi prevista unapposita procedura per
individuare i servizi c"e ciascun vettore 2 abilitato ad istituire e per istituire le relative modalit di
attuazione.
)oi il =overno dovr effettuare controlli sullattivit svolta dai vettori, per verificare la corretta
applicazione delle disposizioni di carattere generale contenute nellAccordo.
<el 177 gli Stati 9niti e la =ran 7retagna raggiungono laccordo noto come %7ermuda II&, pi>
protezionistico rispetto al primo.
In materia tariffaria risulta ampliato il potere di intervento dellautorit pubblic"e, di cui 2 prevista
una pi> diretta partecipazione al procedimento di determinazione dei corrispettivi dei servizi aerei.
1elemento innovativo c"e caratterizza maggiormente laccordo di 7ermuda II 2, comun.ue, la
revisione del precedente atteggiamento in materia di ripartizione della capacit. Abbandonandosi il
sistema del %controllo successivo&, lo si sostituisce con un meccanismo di rigorosa
predeterminazione delle capacit e delle fre.uenze. 6a tale metodo non fu molto seguito dagli Stati
9niti, c"e avevano avviato una politica di deregolamentazione del trasporto aereo, per abolire
lintervento pubblico in numerosi settori delleconomia.
Il modello deregolamentare degli accordi stipulati in seguito dagli Stati 9niti, c.d. %accordi open
s?@&rappresenta oggi unalternativa a .uelli tradizionali e regola attualmente un segmento non
trascurabile delle rotte aeree internazionali. Allinterno di tali accordi bilaterali lintervento delle
autorit pubblic"e vede scemare la propria intensit.
La 'oli!ica co%"ni!aria del !ra#'or!o aerei& Il c&d& !erzo 'acche!!o "&e& del l"glio 199,
A partire dalla seconda met degli anni ottanta, l9.A. "a avviato un graduale processo di
liberalizzazione dei traffici aerei intracomunitari c"e "a mutato il precedente assetto c"e era
caratterizzato da una incidente forma di intervento dello Stato nel settore.
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1elaborazione della disciplina comunitaria dei servizi aerei si 2 articolata in tre fasi successive'
1& la prima fase risale al 1B7 e si riferisce a .uelle misure, adottate dalle istituzioni
comunitarie, per rendere il sistema dei trasporti aerei comunitari pi> flessibile e competitivo
e per assicurare una maggiore concorrenza. 9na direttiva comunitaria dello stesso anno,
inoltre, riguarda i criteri e le procedure da seguire per la fissazione delle tariffe aeree di linea
da praticare per i servizi esercitati dalle rotte c"e collegano gli Stati della Comunit.
In seguito abbiamo $ regolamenti comunitari sempre del 1B7 uno dei .uali disciplina le
modalit di applicazione delle regole della concorrenza alle imprese di trasporti aerei.
,& la seconda fase si apre con un :egolamento del 1C, c"e introduce margini di maggiore
competitivit nei processi di formazione delle tariffe aeree garantendo contemporaneamente
c"e non si verific"ino s.uilibri tali da condurre alla determinazione di tariffe pregiudizievoli
per gli utenti o per i vettori.
0& la terza fase coincide con i / regolamenti del 1$, dal $!C7 al $!11 *il c.d. terzo pacc"etto-.
0uesti disciplinano oltre c"e il trasporto di passeggeri e bagagli, anc"e .uello relativo al
trasporto di merci ed a .uello charter, sia c"e si tratti di voli intracomunitari c"e di
cabotaggio.
I primi tre di .uesti regolamenti sono di maggior rilievo in .uanto contemplano il processo
di liberalizzazione dellaviazione civile.
a& Regola%en!o n& ,412 Con .uesto il Consiglio "a posto le basi per una disciplina
uniforme sullammissione di un soggetto comunitario alla professione di vettore
aereo. (ale regolamento introduce delle prescrizioni al rispetto delle .uali 2
subordinato il riconoscimento del %diritto al rilascio della licenza desercizio&, come il
possesso del certificato di operatore aereo *CDA-. 4un.ue lo Stato non "a pi> grande
discrezionalit nel concedere le licenze, ma deve verificare la presenza di re.uisiti
tecnici per poi valutare o meno lopportunit di immettere sul mercato un nuovo
vettore.
& Regola%en!o n& ,413 sullaccesso dei vettori aerei comunitari alle rotte
intracomuitarie disciplina lesercizio del diritto al concreto svolgimento dellattivit
di trasporto da parte del vettore la cui abilitazione sia stata riconosciuta in forza del
rilascio della licenza. I criteri adottati per la selezione dellaccesso al mercato del
trasporto di linea e non , sono ispirati a criteri di accentuato liberismo. 1impresa in
possesso di licenza 2 libera di istituire, allinterno della Comunit, servizi di trasporto
aereo a sua discrezione, sia di linea c"e non di linea, sulle rotte da tale soggetto
determinate e per la capacit da lui ritenuta pi> conveniente. 0uesto regolamento
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introduce il criterio dellautonomia delle scelte degli operatori economici. <el recepire
tale innovazione lItalia, in un primo momento, "a previsto la possibilit per tutti i
vettori dell9nione Auropea in possesso di licenza valida di effettuare i servizi di linea
e non di linea sugli aeroporti italiani in provenienza o destinazione da )aesi Auropei
nonc"5 il regime di notifica, sostituendo il principio della preventiva autorizzazione
sia per i servizi di linea c"e per i servizi non di linea operati su rotte intracomunitarie.
In un secondo momento lItalia "a realizzato la parit di trattamento
delle imprese comunitarie in tema di libert daccesso ai mercati nazionali del
trasporto aereo, rilascio di licenze operative, nonc"5 propriet e disponibilit di
aeromobili. Il principio, sancito dal regolamento n. $!CB, secondo cui i vettori
comunitari muniti di licenza possono svolgere liberamente i traffici commerciali sulle
rotte comunitarie 2 sottoposto ad alcune limitazioni. Infatti il medesimo regolamento
contempla alcune tassative ipotesi in cui gli Stati 6embri possono porre vincoli alla
libert dei vettori aerei comunitari di accedere nella comunit del traffico di linea e
non. (ra le ipotesi nelle .uali gli Stati possono esercitare il potere di intervento nello
scambio dei diritti di traffico, ovviamente per finalit di pubblico interesse, un
esempio pu; essere il potere di imporre oneri di servizio pubblico .uando la mancanza
di un oggettivo interesse commerciale pregiudic"erebbe la regolarit e continuit
dellesercizio di servizi aerei di linea.
c& Regola%en!o n& ,149 attua il principio della liberalizzazione del mercato aereo
comunitario. (ale regolamento detta la regola secondo cui le tariffe per il trasporto di
linea passeggeri e bagagli, si c"e si tratti di voli intracomunitari c"e di cabotaggio,
vengono determinate mediante libero accordo delle parti del contratto di trasporto.
I SERVIZI 4ARITTI4I
Le Conferences marittime e la Convenzione di 5inevra del 1924
)er lungo tempo il settore dei traffici marittimi "a rappresentato un esempio dellevolversi del
mercato in una situazione di massima libert di azione per gli operatori e sostanziale assenza di
controlli ed interventi delle pubblic"e autorit. 4opo un periodo fortemente espansivo, la crisi dei
traffici della seconda met del secolo scorso "a determinato una situazione di sfrenata concorrenza,
con luscita dal mercato di numerosi operatori, e il formarsi di .uelle organizzazioni di tipo
oligopolistico comunemente note come %Conferences marittime&
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I vari tentativi posti in essere dalle autorit governative dei paesi maggiormente sensibili alle
esigenze di tutela della concorrenza, in primo luogo di .uelle statunitensi, si pongono nellottica
della tradizionale legislazione antimonopolistica c"e viene meccanicamente trasposta nel sett
marittimo. 4etto approccio evidenzia fin dallinizio gravissimi limiti operativi.
6a la situazione cambia con lemergere sulla scena internazionale dei paesi in via di sviluppo
desiderosi di promuovere lespansione delle proprie flotte nazionali. 0uesti, infatti, furono i
maggiori promotori della Convenzione per un Codice di condotta delle Conferences marittime del
17! con cui si 2 creata unarea di traffico sostanzialmente sottratta al libero mercato.
Al modello organizzativo, basato sul principio della libert per ogni compagnia marittima di offrire
i propri servizi su tutte le rotte su cui 2 in grado di operare, il Codice di condotta mira a sostituire un
modello fondato sulla ripartizione del traffico tra le compagnie marittime nazionali dei due Stati il
commercio tra i .uali 2 servito dalla Conference, da un lato, e le compagnie marittime nazionali di
stati terzi, dallaltro.
1a Conference pu; essere definita .uale organizzazione in!ernazionale co%'o#!a da d"e o 'i7
co%'agnie di navigazione %ari!!i%a che+ al *ine di a##ic"rare #ervizi in!ernazionali di linea
'er il !ra#'or!o di %erci+ #" "na de!er%ina!a linea ed en!ro li%i!i geogra*ici 'reci#i+ gi"nge
alla #!i'"lazione di accordi con c"i a''licare condizioni di !ra#'or!i co%"ni 8!ari**e+ orari e
*re)"enze del #ervizio9&
)ossiamo aggiungere c"e sono ammesse e regolamentate alcune forme contrattuali controverse, in
cui si esplica lattivit della Conference nei confronti degli utenti del trasporto, come gli accordi di
fedelt, finalizzati a rafforzare il vincolo c"e lega gli utenti ai servizi di trasporto offerti dalle
imprese partecipanti ad un accordo di Conferenza.
)er eliminare o ridurre la concorrenza di imprese di navigazione non facenti parte della Conference
si potrebbe ricorrere alle cosiddette %*ighi!ng #hi'#& espressamente vietate dal Codice di Condotta
consistente nellimmettere sul mercato navi esercenti servizi marittimi di linea con tariffe sotto
costo.
1e Conferences possono essere'
Aperte' secondo cui tutti coloro c"e "anno i re.uisiti minimi di ammissione possono
partecipare allaccordo di conferenza
C"iuse' mentre in .uesto case laccesso di nuovi membri ric"iede il consenso unanime dei
soggetti gi partecipanti, con conseguente modificazione dellatto costitutivo.
4un.ue apparentemente le compagnie c"e non possono .ualificarsi come nazionali di alcuno degli
Stati serviti dalla Conference non sono titolari di un vero e proprio diritto a divenire membri di tale
Conference# infatti una loro ric"iesta di ammissione deve essere sottoposta ai criteri ritenuti
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rilevanti dai componenti lorgani della Conference competente a pronunciarsi in merito alla
domanda.
La di#ci'lina co%"ni!aria della concorrenza in %a!eria di !ra#'or!o %ari!!i%o
In .uesta situazione, di particolare interesse diviene verificare come si sia sviluppato
latteggiamento delle autorit deputate alla disciplina della concorrenza , e .uindi dagli organi
comunitari, di fronte a tale mutato scenario.
1a disciplina comunitaria si pu; suddividere in + fasi'
1) 1a prima fase 2 caratterizzata da una sorta di timore reverenziale degli organi comunitari
nei confronti, se non degli operatori, .uantomeno delle peculiari caratteristic"e del mondo
dei traffici marittimi. 6a nel 17! una celebre decisione della Corte di =iustizia "a
sancito lapplicazione anc"e ai settori di trasporto marittimi ed aerei dei principi generali
del (rattato e .uindi di .uelli in materia di disciplina della concorrenza.
2) 1approssimarsi dellentrata in vigore del Codice di condotta impone alla Comunit di
prendere finalmente in considerazione il campo dei trasporti marittimi.
Ci; avviene con il noto :egolamento del Consiglio del 1/ maggio 17, n./!, concernente la
ratifica da parte degli Stati membri della Convenzione 9<C(A4. 0uesto regolamento attua
une.uiparazione tra le compagnie marittime nazionali e .uelle comunitarie. Ci; 2 confermato
dalla previsione secondo cui sono considerate compagnie marittime nazionali di uno Stato
membro CA %tutte le compagnie di navigazione c"e utilizzano navi e sono stabilite sul
territorio di tale Stato conformemente al (rattato c"e istituisce la Comunit Aconomica
Auropea&. Inoltre ciascuno stato membro "a il compito di vigilare affinc"5 tutte le compagnie
di navigazione stabilite nel suo territorio, ma appartenente ad altri Stati membri, ricevano lo
stesso trattamento riservato alle proprie compagnie nazionali.
3) 6a anc"e la seconda fase oggi si 2 esaurita, anc"e perc"5 le autorit comunitarie si sono
rese conto della sterilit degli interventi nel settore in .uestione c"e si caratterizzi in
termini di semplice controllo delle intese tra gli operatori. 4un.ue le autorit comunitarie
"anno adottato un approccio pi> comprensivo preoccupandosi di'
a. Accentuare la connotazione %liberistica& della
regolamentazione#
b. Incidere sulle caratteristic"e stesse dellambiente in cui le
imprese di trasporto marittimo operano.
)er ci; c"e concerne la disciplina in materia vigente nellordinamento italiano, dobbiamo ricordare
come la Convenzione per un Codice di condotta delle Conferences marittime sia stata ratificata e
resa esecutiva in Italia con la 1. $E1B.
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1a l. $1CE11 c"e "a dettato le norme di attuazione del codice 9<C(A4, prevede c"e, nel caso di
mancato esito di negoziazioni commerciali tra compagnie marittime nazionali per la partecipazione
ad una conferenza, il contrasto sia risolto dal 6inistro della 6arina 6ercantile c"e provvede con
proprio decreto.
Il ;'acche!!o< nor%a!ivo dei Regola%en!i di 'oli!ica %ari!!i%a co%"ni!aria
<el 1B8 sono stati emanati dal Consiglio ! regolamenti dal !C// al !C/B a seguito dei .uali i
principi fondamentali enunciati dal (rattato di :oma in tema di libera prestazione dei servizi e di
concorrenza, "anno trovato piena applicazione in riferimento ad ogni fattispecie di traffico
marittimo effettuata in ambito comunitario.
:egolamento n. !C// intende applicare il principio della libera prestazione dei servizi di
trasporto marittimo in riferimento ai %trasporti intracomunitari& ed ai traffici con i )aesi terzi.
Il regolamento individua .uali soggetti destinatari di .uesto principio i cittadini degli Stati aderenti
alla Comunit, anc"e .ualora si tratti di soggetti %stabiliti in uno Stato membro diverso da .uello
del destinatario dei servizi&.
Al fine di garantire una situazione di libera concorrenza ,il regolamento "a previsto c"e dovessero
essere gradualmente ritirate le restrizioni derivanti da misure unilaterali adottate dai )aesi terzi e
finalizzate a riservare i traffici marittimi navi battenti bandiera nazionale.
Il regola%en!o ha 'revi#!o il ri!iro o la %odi*ica delle cla"#ole rela!ive alla ri'ar!izione dei
carichi con!en"!e in accordi ila!erali gi. concl"#i dagli S!a!i %e%ri con Pae#i !erzi&
Infine, il regolamento "a previsto il divieto di concludere con )aesi terzi nuovi accordi bilaterali
contenuti in clausole di ripartizione dei caric"i.
:egolamento n, !C/8 predispone una disciplina finalizzata a regolamentare gli accordi
conferenziati tra imprese di navigazione destinate a svolgere servizi di linea in ambito comunitario.
Il presente provvedimento, in particolare, esonera dal rispetto degli artt B/ e B8 del (rattato ai
trasporti marittimi, gli accordi, le decisioni e le pratic"e concordate tra tutti o parte dei membri di
una o pi> conferenze marittime c"e vogliano perseguire un obiettivo .uale la regolazione della
capacit di trasporto o la fissazione dei prezzi e delle condizioni di trasporto, il coordinameto degli
orari, determinazione della fre.uenza dei viaggi degli scali, ripartizioni dei viaggi o degli scali fra i
membri della conferenza.
Inoltre prevede una serie di obblig"i cui risulta subordinata la suddetta esenzione, c"e sono'
il riconoscimento agli utenti della facolt di poter scegliere le imprese destinate a svolgere
.uesti trasporti a terra e .uei servizi in banc"ina non compresi nel nolo o nei compensi
corrisposti alle compagnie marittime#
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la messa a disposizione degli utenti di tutte le informazioni relative alle tariffe, alle
condizioni ad esse relative, ai regolamenti e agli emendamenti adottati in materia.
tra gli obblig"i cui risulta sottoposta lesenzione di categoria in esame annoveriamo anc"e
gli Accordi di =edel!. Accordi di =edel!.& & Infatti le compagnie marittime membri di una conferenza "anno il
diritto di stipulare con gli utenti e di applicare accordi di fedelt il cui tipo e tenore sono decisi
con consultazioni tra la conferenza e le associazioni di utenti. (ali accordi devono prevedere
garanzie c"e rendano espliciti i diritti degli utenti e .uelli dei membri della conferenza.
Inoltre .uesto regolamento indica le ipotesi in cui i soggetti utenti sono esentati dallobbligo di
fedelt. Si tratta dei casi in cui'
1. il servizio relativo alle spedizioni effettuate da e per i porti situati nelle zone
servite dalla Conferenza non sia stato reso pubblico#
$. il periodo di attesa della nave conferenziati eccede una durata c"e deve essere
definita, per ciascun porto e per ciascun prodotto o categoria di prodotti, previa
consultazione degli utenti direttamente interessati al buon funzionamento del
porto.
Il Regola%en!o in e#a%e 'revede la 'o##iili!. che il co%'or!a%en!o di "na Con*erenza+
#eene e#en!a!a dal ri#'e!!o delle nor%e del Tra!!a!o+ 'rod"ca e**e!!i 'regi"dizievoli 'er il
%erca!o 'onendo#i 'er!an!o in con!ra#!o con le regole di concorrenza& Viene in 'ar!icolare
con*er%a!a in %a!eria l-a''licazione dell-ar! 3: del Tra!!a!o di Ro%a+ che #anci#ce il divie!o
di a"#o di 'o#izione do%inan!e&
:egolamento n, !C/7 vengono dettate disposizioni in merito alla problematica delle pratic"e
tariffarie sleali poste in essere nellambito dei trasporti marittimi.
Il Regola%en!o 4162 de*ini#ce le 'ra!iche !ari**arie #leali co%e ;l-a''licazione co#!an!e+ #"
"na de!er%ina!a ro!!a di navigazione da+ ver#o o all-in!erno della Co%"ni!.+ 'er alc"ne %erci
#eleziona!e o 'er !"!!e le %erci+ di !a##i di nolo in*eriori ai !a##i di nolo nor%ali 'ra!ica!i<&
Dgni soggetto c"e si ritenga leso o minacciato da pratic"e tariffarie sleali, pu; avanzare, presso la
Commissione o presso uno Stato membro una denuncia per iscritto.
:egolamento n, !C/B detta disposizioni in riferimenti alla possibilit per gli Stati membri di detta disposizioni in riferimenti alla possibilit per gli Stati membri di
ricorrere ad unazione coordinata posta a tutela del principio del libero accesso ai trasporti marittimi ricorrere ad unazione coordinata posta a tutela del principio del libero accesso ai trasporti marittimi
nei traffici transoceanici. nei traffici transoceanici.
il :egolamento in esame infatti 2 destinato a trovare applicazione nelle ipotesi in cui l il :egolamento in esame infatti 2 destinato a trovare applicazione nelle ipotesi in cui l azione di uno azione di uno
Stato terzo limiti o minacci di Stato terzo limiti o minacci di limitare limitare il libero il libero accesso al trasporto merci di linea da parte di accesso al trasporto merci di linea da parte di
societ di navigazione degli Stati aderenti alla Comunit. societ di navigazione degli Stati aderenti alla Comunit.
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Il Cao!aggio 4ari!!i%o
1a definizione di cabotaggio marittimo si "a in un regolamento comunitario del 1$, mentre prima
di tale intervento legislativo la disciplina dei servizi marittimi era caratterizzata dalloperativit
della cosiddetta riserva di cabotaggio. Il codice della navigazione, infatti, riservava alle navi
battenti bandiera nazionale il traffico di cabotaggio, ovvero il trasporto di cose o persone tra porti
situati in territorio italiano.
<el 1B abbiamo avuto una nuova definizione secondo la .uale %il servizio di cabotaggio fra i
porti della :epubblica 2 riservato agli armatori comunitari c"e impiegano le navi registrate in uno
stato membro dell9.A. e c"e battono bandiera dello stesso Stato membro&.
IL TRASPORTO =ERROVIARIO
La lieralizzazione dl !ra#'or!o *erroviario nel )"adro della di#ci'lina co%"ni!aria
Il settore del trasporto ferroviario 2 stato oggetto di numerosi interventi legislativi di riforma rivolti
alla liberalizzazione del mercato. Fino agli inizi degli anni C, il sistema ferroviario risultava
caratterizzato dalla mancanza di .ualsiasi forma di concorrenza, infatti cera la presenza di imprese
di propriet statale le .uali risultavano, in via esclusiva, titolari del diritto di esercitare lattivit di
trasporto nei rispettivi )aesi.
1a situazione sopra detta "a subito sostanziali modific"e a partire dagli anni C, grazie
allintervento delle istituzioni comunitarie c"e "anno consentito lavvio di un processo di
liberalizzazione ferroviaria tuttora in corso.
Il primo passo verso la realizzazione di un mercato integrato dei servizi di trasporto ferroviario 2
stato compiuto con la direttiva 1E!!C, la .uale "a inteso accrescere lefficienza delle ferrovie
comunitarie adeguandole alle esigenze del mercato unico, separando la gestione della infrastruttura
ferroviaria e lesercizio di servizi di trasporto da parte delle imprese ferroviarie.
<el $CC1 il legisl comunitario 2 intervenuto modificando tale direttiva con la successiva $CC1E1$
relativa allo sviluppo delle ferrovie comunitarie.
0uesta insieme alle direttive $CC1E1+ , relativa alle licenze delle imprese ferroviarie, e $CC1E1!
relativa alla ripartizione della capacit di infrastruttura ferroviaria, alla imposizione dei diritti per
lutilizzo dellinfrastruttura ferroviaria e alla certificazione di sicurezza, compone il c.d. %pacc"etto
infrastrutture&, recepito in Italia col 4.1gs. B luglio $CC+, n.1BB.
Il decreto allart / riprende il principio di separazione enunciato dalla direttiva 1E!!C disponendo'
%.ualora limpresa ferroviaria svolga attivit connesse alla gestione dellinfrastruttura ferroviaria,
nel bilancio sono tenute separate le attivit connesse alla prestazione dei servizi da .uelle connesse
alla gestione dellinfrastruttura ferroviaria. Il finanziamento concesso ad uno dei due settori di
attivit non pu; essere trasferito allaltro&.
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1impresa impegnata nella gestione delle infrastrutture, pu; cosG esercitare anc"e attivit di
trasporto..A partire dagli ann
1a rete infrastrutturale resta di propriet pubblica , ed il servizio i trasporto ferroviario, per contro,
risulta aperto al mercato, essendo garantito laccesso alla rete ad ogni impresa ferroviaria in
possesso dei re.uisiti ric"iesti dalla 1egge.
Inoltra secondo l p. dellindipendenza gestionale delle imprese ferroviarie, le imprese devono
disporre, in materia di direzione, gestione , amministrazione e controllo amministrativo, economico
e contabile interno, di uno status di indipendenza dotandosi di un bilancio e contabilit separati da
.uelli dello Stato. Infatti 2 disposto c"e le imprese ferroviarie siano gestite secondo i principi validi
per le societ commerciali.i C, infatti, si 2 avviato il processo di liberalizzazione.
I Sogge!!i del #ervizio *erroviario
4obbiamo distinguere tra'
1. gestore dellinfrastruttura ' 2 lorganismo o limpresa cui spetta lattivit principale della
creazione e della manutenzione dellinfrastruttura ferroviaria, nonc"5 della gestione dei
sistemi di controllo e di sicurezza dellinfrastruttura. Il soggetto gestore mette a disposizione
delle imprese ferroviarie cui sono state assegnate le tracce orarie, la rete e le infrastrutture,
%nel rispetto dei p. di non discriminazione e di parit di trattamento&.
$. impresa ferroviaria' 2 .ualsiasi impresa pubblica o privata c"e, titolare di una licenza, risulti
incaricata principalmente della prestazione di servizi per il trasporto di merci eEo di persone
per ferrovia, nonc"5 dellattivit di garante obbligatoria della trazione.
In altri termini si assiste alla nascita di imprese, per la gestione della rete e dellinfrastruttura
ferroviaria e di imprese per lesercizio dellattivit di trasporto ferroviario, destinate ad operare
in regime di separazione almeno sul piano contabile.
I 're#"''o#!i 'er l-e#ercizio del !ra#'or!o *erroviario> la licenza ed il cer!i*ica!o di #ic"rezza
Il diritto allo svolgimento del servizio del trasporto ferroviario 2 riconosciuto a .uelle imprese cui lo
Stato membro abbia rilasciato apposita licenza.
1a licenza licenza 2 %unautorizzazione rilasciata da uno Stato membro a unimpresa cui 2 riconosciuta la
.ualit di impresa ferroviaria&.
Dgni Stato membro deve indicare gli enti predisposti al rilascio delle licenze cui 2 fatto divieto
prestare direttamente i servizi di trasporto, dovendo sussistere ogni indipendenza rispetto agli
organismi o alle imprese c"e prestano tali servizi.
<el nostro ordinamento 2 autorizzato al rilascio delle licenze il 6inistro dei (rasporti.
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Ai fini del riconoscimento di Impresa Ferroviaria, occorre dimostrare il possesso di determinati
re.uisiti in materia di'
1. onoraili!. ' il re.uisito dellonorabilit ricorre nelle ipotesi di mancanza di condanne
conseguenti gravi illeciti penali o violazioni di leggi, e nelle ipotesi di mancato
assoggettamento a procedure di natura fallimentare#
$. ca'aci!. *inanziaria ' in .uesto caso i re.uisiti sussistono se limpresa ferroviaria
ric"iedente 2 in grado di provare c"e potr far fronte ai suoi obblig"i effettivi e potenziali,
stabiliti in base a presupposti realistici, per un periodo di 1$ mesi#
+. ca'aci!. 'ro*e##ionale ' in .uesto caso la sussistenza dei re.uisiti presuppone il possesso da
parte dellimpresa ferroviaria di una adeguata organizzazione gestionale, di un personale
pienamente .ualificato e di materiale rotabile tali da garantire un alto livello di sicurezza per
le operazioni da svolgere.
A**inch? #ia rila#cia!a la licenza occorre+ al!re#@+ che l-i%'re#a *erroviaria aia "n-idonea
a##ic"razione ;a co'er!"ra della re#'on#aili!. civile in ca#o di inciden!i+ in 'ar!icolare 'er
)"an!o rig"arda i 'a##eggeri+ il agaglio+ le %erci !ra#'or!a!e+ la 'o#!a e i !erzi<&
1a licenza concessa pu; essere soggetta a sospensione o revoca nelle ipotesi in cui la competente
autorit verific"i la mancanza dei re.uisiti fissati dalla direttiva per laccesso al mercato.
In particolare, se una licenza viene sospesa o revocata per mancanza dei re.uisiti in materia di
idoneit finanziaria, l&autorit preposta al rilascio della licenza pu; concedere una licenza
temporanea, purc"5 non sia compromessa la sicurezza&.
1a validit della licenza temporanea 2 di massimo 8 mesi.
6a, infine, limpresa ferroviaria c"e abbia ottenuto la licenza, per operare sullinfrastruttura
nazionale, deve, altresG, essere in possesso del CA:(IFICA(D 4I SIC9:AHHA.
(ale certificato deve attestare la conformit agli standard di sicurezza della circolazione, cosG come
definiti dal 6inistero dalle Infrastrutture e dei (rasporti per le singole linee e per i singoli servizi.
In particolare viene ric"iesto alle imprese ferroviarie c"e il personale incaricato per lespletamento
dei servizi di trasporto, sia in possesso della formazione e delle conoscenze necessarie per il rispetto
delle disposizioni in materia di sicurezza e di circolazione e c"e il materiale rotabile sia sottoposto a
tutti i controlli prescritti.
1,
- 1+ -
L-acce##o alla re!e *eroviaria
Il gestore dellinfrastruttura ferroviaria deve assicurare laccesso alla stessa,alle imprese ferroviarie
c"e dimostrino di possedere una licenza e un certificato di sicurezza.
)er %capacit& si intende la somma delle tracce orarie c"e costituiscono la potenzialit di utilizzo di
determinati segmenti di infrastruttura ferroviaria. Dgni singola traccia oraria, corrisponde al tempo
di utilizzo dellinfrastruttura, necessario per far viaggiare un convoglio tra due localit.
Il singolo operatore di trasporto ferroviario in possesso di licenza 2 tenuto a corrispondere al
gestore della rete un canone di pedaggio per poter accedere allinfrastruttura e poter .uindi erogare
il servizio. Il gestore dellinfrastruttura dovr stabilire le regole specific"e per lassegnazione delle
tracce in maniera non discriminatoria e nel rispetto del d. comunitario.
1a normativa comunitaria prevede c"e la determinazione dei pedaggi e lallocazione della capacit
possono essere di competenza del gestore dellinfrastruttura solo ove esso sia un sogg. Indipendente
dalle imprese, sul piano giuridico, amministrativo e decisionale e, .uindi, non pi> solo contabile. In
caso contrario, lo Stato membro deve istituire un organismo di regolamentazione delle ferrovie.
Le in*ra#!r"!!"re *erroviarie& La %ancanza di in!ero'eraili!. *erroviaria
1a direttiva 1E!!C "a riconosciuto il diritto di accesso alle infrastrutture a ciascun Stato membro
per fornire servizi di trasporto ferroviario internazionale di persone e di cose.
(ra gli ostacoli riscontrati alla realizzazione di un mercato europeo di servizi ferroviari 2 la
mancanza di interoperabilit concernente il materiale rotabile.
Infatti, ogni singolo sistema ferroviario nazionale adotta i propri standard tecnici e amministrativi,
per cui i vari sistemi degli stati membri differiscono nelle loro procedure di gestione, nei sistemi di
sicurezza e nella formazione dei macc"inisti.
Il fatto c"e gli standard tecnici permangono diversi "a impedito di realizzare linteroperabilit sul
mercato europeo dei servizi ferroviari.
)er garantire linteroperabilit dei materiali e delle attrezzature, nel $CC$ la Commissione "a
presentato una serie di proposte raggruppate nel c.d. %Secondo pacc"etto ferroviario&, c"e favorir i
leliminazione degli ostacoli allo sviluppo di servizi ferroviari europei.
Il Tra#'or!o =erroviario nell-ordina%en!o nazionale
<el 1$ lAnte Ferrovia dello Stato si 2 trasformato in Societ per Azioni. A ulteriori modific"e
sono intervenute con la liberalizzazione del settore.
In*a!!i #ono #!a!e co#!i!"i!e d"e di#!in!e #ocie!.'
10
- 1! -
In*ra#!r"!!"ra S'A' incaricata della gestione dellinfrastruttura ferroviaria e cura la
manutenzione . i rapporti finanziari tra lo Stato e il gestore dellinfrastruttura sono disciplinati
da un contratto di programma.
Treni!alia S'A' gestisce i servizi di trasporto.
A ulteriori modific"e "anno riguardato i rapporti tra lo Stato e le Ferrovie dello Stato# e la
regolamentazione di .uesto rapporto trova la propria fonte in un'
1& a!!o di conce##ione' la concessione 2 stata trasformata in una licenza di durata settennale,
c"e "a comportato labolizione del monopolio in capo alle Ferrovie dello Stato sui servizi di
trasporto ferroviario passeggeri e merci
,& con!ra!!o di 'rogra%%a.
L-AATOTRASPORTO
1autotrasporto pu; essere esercitato per conto terzi o in conto proprio.
Il primo intervento legislativo nel settore dellautotrasporto si "a con una legge del 17! c"e
introduce una disciplina differenziata in riferimento alle due tipologie di autotrasporto.
1& il !ra#'or!o 'er con!o !erzi il codice della strada c"iarisce c"e %un veicolo sintende
adibito al servizio di trasporto di cose per conto terzi .uando limprenditore si obbliga,
dietro corrispettivo, a prestare i servizi di trasporto ordinati dal mittente&.
D"n)"e l-a"!o!ra#'or!o 'er con!o !erzi con#i#!e nell-a!!ivi!. i%'rendi!oriale dire!!a
alla 're#!azione di #ervizi di !ra#'or!o+ die!ro il 'aga%en!o di "n de!er%ina!o
corri#'e!!ivo&
Il legislatore italiano 2 intervenuto successivamente c"iarendo c"e costituisce esercizio della
professione di trasportatore su strada di cose per conto terzi lattivit di impresa c"e esegue,
mediante autoveicoli, il trasferimento di cose verso corrispettivo&.
1imprenditore per, poter svolgere il trasporto per conto terzi deve aver conseguito una
apposita autorizzazione e deve risultare iscritto nellapposito albo nazionale degli
autotrasportatori.
Inizialmente il rilascio delle autorizzazioni era collegato alla portata del veicolo e attribuiva
al ministro dei trasporti il compito di fissare il numero utile complessivo delle nuove
14
- 1/ -
autorizzazioni da rilasciare. 6a nel 17 il sistema 2 cambiato ed 2 stato fissato lobbligo di
iscrizione allalbo degli autotrasportatori, per tutte le imprese c"e esercitano lattivit di
autotrasporto di cose per conto terzi e con veicoli di .ualsiasi tonnellaggio.
An 'rovvedi%en!o del 1993 ha #!aili!o che+ a 'ar!ire dal 1 gennaio ,111+ le i%'re#e
i#cri!!e all-alo degli a"!o!ra#'or!a!ori #ono a"!orizza!e all-e#ercizio dell-a!!ivi!. di
a"!o!ra#'or!a!ore #" #!rada 'er con!o !erzi&
6entre nel $CC1 una legge "a stabilito c"e a partire dal 1 luglio $CC1 e fino al +C giugno
$CC+ le imprese c"e intendono esercitare la professione di autotrasportatore di cose per
conto terzi devono possedere i re.uisiti di'
1. onorabilit#
$. capacit finanziaria#
+. capacit professionale,
!. essere iscritti allalbo degli autotrasportatori per conto terzi.
1&albo nazionale degli autotrasportatori& 2 istituito presso il 6inistero delle infrastrutture e
dei (rasporti. Inoltre i soggetti interessati ad iscriversi allalbo devono farne ric"iesta al
Comitato provinciale, nella circoscrizione in cui limpresa "a la propria sede principale.
I re.uisiti per liscrizione sono'
di#'oniili!. di %ezzi !ecnici ed econo%ici adeg"a!i all-a!!ivi!. da #volgereB
avven"!a #!i'"lazione di "n con!ra!!o di a##ic"razione 'er la re#'on#aili!.
civile da inciden!eB
il non avere in cor#o 'roced"re di *alli%en!oB
onoraili!.+ ca'aci!C *inanziaria+ ca'aci!. 'ro*e##ionale&
Sono previsti controlli periodici per verificare la sussistenza dei re.uisiti nel tempo# in
particolare la perdita dei re.uisiti di onorabilit, capacit professionale e finanziaria
costituisce causa di cancellazione dallAlbo.
Se non #i ri#'e!!ano !ali condizioni eDo re)"i#i!i #i ri#chiano #anzioni a%%ini#!ra!ive&
Il corri#'e!!ivo c"e limpresa riceve per avere esercitato lautotrasporto per conto terzi 2
regolato da un #i#!e%a di !ari**e a *orcella ovvero un sistema composto da tariffe approvate
dalle autorit competenti, le cui disposizioni devono essere osservate ai fini della
determinazione dei prezzi e delle condizioni di trasporto.
In ogni ca#o ha d"e li%i!i+ l-o#cillazione !ra !ali valori co#!i!"i#ce la ;*orcella<+ al c"i In ogni ca#o ha d"e li%i!i+ l-o#cillazione !ra !ali valori co#!i!"i#ce la ;*orcella<+ al c"i
in!erno viene *i##a!o il corri#'e!!ivo del !ra#'or!o& in!erno viene *i##a!o il corri#'e!!ivo del !ra#'or!o&
16
- 18 -
(ale sistema tariffario non si applica per il carico e lo scarico delle merci al di fuori del
territorio italiano. 1e tariffe sono determinate dal 6inistro dei trasporti su proposta di un
comitato centrale composto da una maggioranza di soggetti rappresentanti i pubblici poteri.
,& il !ra#'or!o 'er con!o 'ro'rio 2 trasporto per conto proprio .uello eseguito da persone
fisic"e o da persone giuridic"e, enti privati o pubblici, al fine di soddisfare esigenze proprie.
Dccorre c"e'
l-a!!ivi!. di !ra#'or!o avvenga con %ezzi 'ro'ri o in "#"*r"!!o delle 'er#one o
degli en!i idoneiB
l-a!!ivi!. di !ra#'or!o #i %ani*e#!i )"ale co%'le%en!are o acce##oria ri#'e!!o
all-a!!ivi!. cardine dei #ogge!!i in )"e#!ioneB
le %erci !ra#'or!a!e a''ar!engano a )"e#!i #ogge!!i+ o co%"n)"e che #iano
vend"!e da )"e#!i+ 're#e in co%oda!o+ !ra#*or%a!e+ ecc(
per esercitare il trasporto per conto proprio bisogna avere la licenza + il cui rilascio comporta
liscrizione nellelenco degli autotrasportatori di cose in conto proprio. 3 ovvio c"e il venir
meno dei re.uisiti comporta la revoca della licenza con conseguente cancellazione dallalbo.
I con!rolli dei re)"i#i!i avvengono ogni 6 anni&
<ello svolgimento dellattivit di trasporto in conto pro
IL TRASPORTO PAEELICO LOCALE
4obbiamo preliminarmente parlare di %servizio pubblico& ovvero di ciascuna attivit rivolta a
prestare alla collettivit beni e servizi essenziali per la funzionalit dei suoi membri.
<el 1$/ il legislatore prevedeva una duplice modalit di gestione dei servizi pubblici
identificabile'
1& nella %assunzione diretta del servizio&' dun.ue i servizi potevano essere gestiti direttamente
dai comuni, attraverso la costituzione di una Azienda Speciale con conti e bilancio separati.
1Ante 1ocale c"e costituiva lAzienda speciale provvedeva direttamente alla sua vigilanza
nonc"5 allistituzione della Commissione c"e aveva compiti di amministrazione, come
nominare il )residente e il direttore dellAzienda speciale stessa.
1a Commissione aveva .uesti compiti'
a& deliberare il bilancio preventivo dellAzienda#
& presentare i conti al consiglio comunale
c& provvedere a tutte le spese e le opere c"e occorrevano per il funzionamento
dellazienda#
d& definiva gli uffici, gli stipendi, le indennit e i salari#
e& decideva circa la nomina, la sospensione il licenziamento degli impiegati.
1:
- 17 -
,& nella %gestione in economia& dello stesso.
<el 1B1 viene emanata una 1egge c"e si proponeva di definire ambiti e modalit degli interventi
delle regioni, nellesercizio delle potest legislative e di programmazione, in ordine ai trasporti
pubblici locali.
In particolare le :egioni'
definivano la politica regionale dei trasporti#
predisponevano piani regionali dei trasporti tenendo conto dello sviluppo economico#
adottavano spropriammo poliEannuali di intervento sui pubblici trasporti.
0uesta legge prevedeva + modalit per gestire il trasporto pubblico'
a& in economia dagli enti locali#
& mediante azienda speciali#
c& in regime di concessione' in .uesto caso le :egioni avevano competenza circa la
durata e la modalit delle concessioni, i criteri di distribuzione delle concessioni e
delle forme di esercizio delle concessioni.
<ello stesso anno fu istituito il =ondo nazionale 'er il ri'iano dei di#avanzi di e#ercizio + che
aveva la *inali!. di a##ic"rare il ri'iano dei di#avanzi di e#ercizio delle Aziende+ '"liche o
'riva!e+ che e#erci!avano il !ra#'or!o colle!!ivo di 'er#one o co#e&
I criteri di ripartizione del Fondo <azionale tra tutte le regioni erano fissati tenendo conto'
della dimensione dei servizi effettuati#
delle caratteristic"e del territorio in .uestione.
<el 17 il fondo <azionale 2 stato abrogato.
In ogni caso, nel 1B8 fu emanato un decreto c"e prevedeva'
19 lintroduzione della contabilit economica, basata sulla rilevazione dei costi e dei ricavi di
esercizio#
,9 lAnte locale fosse tenuto a fornite alle Aziende speciali il c.d. %capitale di dotazione&
concedendo, altresG, alle Aziende stesse la possibilit di contrarre mutui#
09 lintroduzione dellobbligo di tenuta delle scritture contabili. Dgni Azienda doveva
conservare il libro giornale, il libro degli inventari, eccI#
49 la definizione del ruolo e dei compiti di spettanza del Collegio revisore dei conti#
69 lammissione della possibilit di ricorrere, in ,materia contrattuale, oltre alla forma
dellasta pubblica, della licitazione privata e dellappalto-concorso, alla trattativa privata
o al sistema in economia.
<el corso degli anni ci sono state numerosi cambiamenti spinti dal desiderio di decentramento
amministrativo di funzioni dallo Stato alle amministrazioni locali.
12
- 1B -
1e principali novit sono state, infatti'
1& lattribuzione alle regioni del compito di definire il livello dei #ervizi %ini%i
.ualitativamente e .uantitativamente sufficienti a soddisfare la domanda di mobilit dei
cittadini# servizi i cui costi sono a carico dei bilanci regionali, mentre i servizi al di l di
.uelli minimi sono a carico degli enti locali c"e ne usufruiscono.
,& la previsione c"e le regioni e gli enti locali regolino lesercizio dei servizi mediante contratti
di servizio pubblico, c"e abbiano caratteristic"e di certezza finanziaria e copertura di
bilancio#
0& la definizione delle modalit per incentivare il superamento degli assetti monopolistici nella
gestione dei servizi di trasporto urbano e eJtraurbano.
<el 17 interviene un ulteriore decreto c"e differenzia i servizi pubblici di trasporto regionali e
locali e .uelli di interesse nazionale.
I casi di trasporto pubblico di interesse nazionale sono'
i servizi di trasporto aereo#
i servizi di trasporto marittimo#
i servizi di trasporto automobilistico a carattere internazionale e le linee interregionali c"e
collegano pi> di due regioni#
i servizi di trasporto ferroviario internazionali e .uelli nazionali di percorrenza medio-lunga
caratterizzati da elevati standards .ualitativi#
i servizi di collegamento via mare fra terminali ferroviari#
i servizi di trasporto di merci pericolose, nocive ed in.uinanti.
Sono+ invece+ #ervizi '"lici di !ra#'or!o regionale e locale )"ei #ervizi di !ra#'or!o di
'er#one e %erci che co%'rendono l-in#ie%e dei #i#!e%i di %oili!. !erre#!ri+ %ari!!i%i ed
aerei che o'erano nell-a%i!o di "n !erri!orio di di%en#ione nor%al%en!e regionale o
in*raregionale&
An-al!ra novi!. in!rodo!!a dal decre!o del 1992 F la ri'ar!izione delle co%'e!enze !ra S!a!o e
A%%ini#!razioni locali&
:ientra nelle competenze regionali la definizione degli indirizzi per la pianificazione dei trasporti
locali e la redazione dei %piani regolatori dei trasporti&, tendendo conto dei piani di bacino
predisposti dalle province e dalle citt metropolitane, nonc"5 delle previsioni di sviluppo
economico. 1e regioni, inoltre, approvando i %programmi triennali dei servizi di trasporto pubblico
locale&, individuano'
13
- 1 -
1& la rete e le organizzazioni dei servizi#
,& lintegrazione tra le differenti modalit di trasporto e le rispettive tariffe#
0& le risorse da destinare allesercizio e agli investimenti#
4& le modalit di determinazione delle tariffe#
6& il sistema di monitoraggio dei serviziIACCI
An i%'or!an!e a#'e!!o innova!ivo del decre!o del 1992 F ra''re#en!a!o dalla volon!. di An i%'or!an!e a#'e!!o innova!ivo del decre!o del 1992 F ra''re#en!a!o dalla volon!. di
in!rod"rre regole di concorrenza nel #e!!ore dei #ervizi di !ra#'or!o '"lico locale& in!rod"rre regole di concorrenza nel #e!!ore dei #ervizi di !ra#'or!o '"lico locale&
0uesto decreto impone, comun.ue, c"e lesercizio di .uote di servizio o di servizi speciali venga
affidato, dagli enti locali, attraverso lo strumento della procedura concorsuale.
Inoltre, si prevede c"e le regioni ed enti locali incentivino il riassetto organizzativo ed attuino la
trasformazione delle stesse Aziende speciali e dei consorzi in societ per azioni.
Se+ 'erC+ gli En!i locali in!endono con!in"are ad a**idare "n #ervizio a 'ro'rie Aziende Se+ 'erC+ gli En!i locali in!endono con!in"are ad a**idare "n #ervizio a 'ro'rie Aziende
S'eciali+ #i i%'one l-oligo di ricorrere alla #!i'"lazione di S'eciali+ #i i%'one l-oligo di ricorrere alla #!i'"lazione di CONTRATTI CONTRATTI DI DI SERVIZIO SERVIZIO di d"ra!a di d"ra!a
non #"'eriore a 9 anni& non #"'eriore a 9 anni&
0uesti contratti di servizio definiscono'
il periodo di validit#
le caratteristic"e dei servizi offerti ed il programma di esercizio,
la struttura tariffaria adottata#
le modalit di modificazione del contratto successivamente alla conclusione#
le sanzioni in caso di mancata osservanza del contratto#
lobbligo di applicazione, per le singole tipologie del comparto dei trasporti, dei rispettivi
contratti collettivi di lavoro#
ACCI .
IL SOSTE5NO =INANZIARIO PAEELICO NEL SETTORE DEI SERVIZI DI TRASPORTO
Il (rattato istitutivo della CA disciplina il regime del sostegno finanziario pubblico al settore dei
trasporti. 6a bisogna anc"e guardare alle %decisioni& della commissione, c"e "anno portata
individuale, nonc"5 alle %comunicazioni& nelle .uali la Commissione "a esplicitato i criteri generali
cui si atterr nella applicazione elle norme in materia di aiuti di Stato nei diversi settori del
trasporto. Sono atti di portata generale c"e non "anno natura giuridicamente vincolante.
La di#ci'lina co%"ni!aria in %a!eria di AIATI DI STATO F incen!ra!a #"l divie!o in a#e al
)"ale #ono inco%'a!iili con il %erca!o co%"ne+ nella %i#"ra in c"i incidano #"gli #ca%i !ra
S!a!i %e%ri+ gli ai"!i conce##i dagli S!a!i+ ovvero %edian!e ri#or#e #!a!ali+ #o!!o )"al#ia#i
*or%a che+ *avorendo alc"ne i%'re#e+ %inaccino di *al#are la concorrenza&
19
- $C -
In linea generale, un aiuto 2 incompatibile con il mercato comune se.
1& arreca vantaggio allimpresa interessata#
,& 2 concesso da uno Stato o mediante risorse statali,
0& "a carattere specifico, ovvero favorisce solo alcune imprese o produzioni#
4& incide sugli scambi tra Stati membri.
Nel #i#!e%a co%"ni!ario+ 'er ai"!o di S!a!o #i in!ende ogni 'o##iile ene*icio con*eri!o ad
"n-i%'re#a o'eran!e #"l %erca!o da "n a!!o della '"lica a"!ori!.& Inol!re non rileva la
*or%a di !ale a!!o&
3 ovvio c"e, benc"5 si parli di aiuto di Stato, la nozione stessa di aiuto di Stato comprende non solo
i provvedimento emanati dallo Stato, ma anc"e .uelli emanati dai suoi organi e articolazioni
*pensiamo alle )rovince, alle regioni, ai dipartimenti, ai 1ander-.
Il Princi'io dell-inve#!i!ore 'riva!o in econo%ia di %erca!o
Si tratta di un criterio interpretativo elaborato dalle istituzioni comunitarie competenti in materia di
aiuti di Stato per distinguere gli aiuti dalle ordinarie operazioni commerciali dello Stato.
D"n)"e dovranno con#iderar#i ai"!i di S!a!o le erogazioni di denaro ovvero la conce##ione di
ri#or#e+ )"al"n)"e #iano #!a!e le *or%e e le %odali!.+ che non #areero #!a!e e**e!!"a!e da "n
#ogge!!o o'eran!e in "n-econo%ia di %erca!o in )"an!o non convenien!i&
Deroghe al divie!o di ai"!i di S!a!o
Il trattato istitutivo della CA consente di derogare al generale divieto di aiuto di Stato nellipotesi di'
1& aiuti a carattere sociale concessi ai singoli consumatori, a condizione c"e siano accorati
senza discriminazioni determinate dallorigine dei prodotti,
,& aiuti destinati a ovviare ai danni arrecati dalle calamit naturali oppure da atri eventi
eccezionali#
0& aiuti destinati a favorire lo sviluppo economico delle regioni ove il tenore di vita sia
anormalmente basso, oppure si abbia una grave forma di sottoccupazione#
4& e altri ancoraI .
Il (rattato istitutivo della CA detta i criteri per verificare lammissibilit o meno degli aiuti di Stato#
la decisione spetta alla Commissione.
1a Commissione procede con gli Stati membri allesame permanente dei regimi di aiuti esistenti in
.uesti Stati. Assa propone a .uesti ultimi le opportune misure ric"ieste dal graduale sviluppo o dal
funzionamento del mercato comune.
Se la Commissione, dopo aver intimato agli interessati di presentare le loro osservazioni, constati
c"e un aiuto concesso da uno Stato non 2 compatibile con il mercato comune o c"e tale aiuto 2
,1
- $1 -
attuato abusivamente, decide c"e lo Stato interessato deve sopprimerlo o modificarlo nel termine da
essa fissato.
Se lo Stato in esame non rispetta la decisione della Commissione entro il termine stabilito, la Corte
di =iustizia pu; essere invocata per dare attuazione coattiva alla decisione della Commissione..
3 importante aggiungere c"e si pu; ricorrere alla Corte di =iustizia anc"e per contestare la
legittimit dei provvedimenti della Commissione.
Alla Co%%i##ione devono e##ere co%"nica!i+ in !e%'o 'erch? 're#en!i le #"e o##ervazioni+ i
'roge!!i dire!!i ad i#!i!"ire o %odi*icare ai"!i& Lo S!a!o non '"C dare e#ec"zione all-ai"!o
'ri%a del via liera della Co%%i##ione&
5li ai"!i di S!a!o nel #e!!ore del !ra#'or!o aereo
<el 17 la Commissione Auropea elabor; il %primo memorandum& nel .uale veniva formulata una
proposta di regolamentazione comunitaria dellaviazione civile.
In .uesto periodo il mercato del trasporto aereo era caratterizzato dalla gestione statale in regime di
monopolio del trasporto aereo nazionale c"e veniva considerato %servizio pubblico&.
In tale contesto, gli aiuti di Stato, ai .uali gli Stati facevano spesso ricorso, trovavano
giustificazione nel fatto c"e le compagnie di bandiera erano gravate dellesercizio del servizio su
rotte c"e, pur non comportando ingenti introiti, rispondevano ad una ragione sociale c"e lo Stato era
tenuto a garantire.
4un.ue il primo memorandum proponeva labolizione dl principio monopolistico pubblicistico per
rendere il mercato dei servizi aerei pi> flessibile.
<el %secondo memorandum& del 1B! la Commissione "a analizzato gli strumenti per la gestione
della politica della concorrenza nel settore del trasporto aereo e pi> specificatamente in materia di
aiuti di Stato.
1a Commissione "a codificatole forme in cui gli aiuti erano pi> fre.uentemente concessi alle
compagnie aeree ed "a, inoltre, elaborato un criterio generale sulla base del .uale avrebbe concesso
il beneficio della compatibilit degli ;ai"!i #e!!oriali< ai progetti di intervento finanziario dello
Stato a favore delle compagnie aeree.
6a, laiuto strutturato in modo da essere trasparente ed offrire possibilit di controllo'
1& non deve trasferire le difficolt di uno Stato membro al resto della Comunit#
,& deve essere inserito in un programma approvato dalla Commissione#
,1
- $$ -
0& deve essere volto a risanare la solvibilit finanziaria della compagnia di modo c"e
.uestultima possa operare sul mercato in modo autosufficiente e senza necessit di ulteriori
aiuti.
Il Consiglio della Comunit "a emanato norme generali per disciplinare il settore dei trasporti aerei
in tre pacc"etti di legislazione'
1B7 1C 1$$
sancisce la liberalizzazione del trasporto aereo e introduce lo
strumento degli oneri di servizio pubblico come sistema
correttivo delle distorsioni prodotte sui livelli di offerta dei
servizi dalle dinamic"e di mercato.
<el contesto del mercato liberalizzato del trasporto aereo, lesigenza primaria di assicurare livelli di
offerta adeguati 2 realizzata attraverso limposizione degli oneri di servizio pubblico sulle rotte c"e,
a causa dellinsufficienza della domanda, non risultano remunerative per limpresa c"e le eserciti.
(ale sostegno finanziario 2 visto come remunerazione di una attivit imprenditoriale svolta a favore
della collettivit e a spese, in parte, dello Stato.
G"indi+ ;onere di #ervizio '"lico< F )"al#ia#i onere i%'o#!o ad "n ve!!ore aereo di 'rendere
!"!!e le %i#"re nece##arie 'er garan!ire la 're#!azione di "n #ervizio che #oddi#*i de!er%ina!i
cri!eri di con!in"i!.+ regolari!.+ ca'aci!. e !ari**azione+ cri!eri c"i il ve!!ore non #i a!!erree
#e !ene##e con!o "nica%en!e del #"o in!ere##e co%%erciale&
1I<(A:KA<(D )9771ICD SI A:(ICD1A I< $ FASI'
1& in una prima fase, lo Stato membro pu; restringere le libert di accesso al mercato attraverso
limposizione di oneri di servizio pubblico. =li oneri possono essere imposti solo al fine di
garantire %adeguati servizi aerei di linea&.
I criteri per valutare ladeguatezza del servizio sono'
a& il pubblico interesse,
& la possibilit, in particolare per le regioni insulari, di ricorrere ad altre forme di
trasporto e lidoneit di .ueste ultime a soddisfare il concreto fabbisogno di
trasporto#
c& le tariffe e le altre condizioni proposte agli utenti#
d& leffetto combinato di tutti i vettori c"e operano o intendono operare sulle rotte di
cui trattasi.
,,
- $+ -
1a Commissione rende nota limposizione degli oneri attraverso la pubblicazione nella
=azzetta ufficiale delle Comunit Auropee.
,& nella #econda *a#e di *inanzia%en!o degli oneri di #ervizio '"lico lo S!ra!o a##"%e
l-inizia!iva #"l %erca!o+ e**e!!"ando "na ;chia%a!a 'er l-o**er!a<&
Se nessun vettore "a istituito servizi di linea conformemente al,lonere di servizio pubblico
imposto su una rotta non remunerativa , lo Stato pu; riservastre, per non pi> di + anni, .uella
rotta ad un unico vettore, selezionato con una gara di appalto pubblico# la selezione tiene
conto della .ualit del servizio, delle tariffe aeree e delle condizioni offerte agli utenti,
nonc"5 del rimborso ric"iesto. 1a pubblicazione del bando di gara 2 subordinato alla
condizione fondamentale c"e altre forme di trasporto non garantiscano un servizio adeguato
sulla rotta non remunerativa.
5li ai"!i di S!a!o nel #e!!ore dei #ervizi di !ra#'or!o %ari!!i%o
<el 1B sono state elaborate una serie di orientamenti c"e definivano le condizioni in presenza
delle .uali gli aiuti pubblici sarebbero stati considerati compatibili con il mercato comune.
4un.ue la Commissione "a predisposto una strategia comunitaria per far fronte al problema del
divario dei costi di esercizio esistenti tra il naviglio immatricolato negli Stati membri e il naviglio
battente bandiera eJtracomunitaria e di comodo.
0uesta strategia era ideata in modo tale da garantire c"e limpatto globale degli aiuti di Stato non
superasse un massimale da definire sulla base degli svantaggi sotto il profilo dei costi, c"e le navi
battenti bandiera di uno Stato membro a bassa struttura salariale incontravano su mercati mondiali.
Il calcolo era basato sul costo ipotetico di esercizio di navi battenti bandiera portog"ese e cipriota,
c"e rappresentavano rispettivamente il primo registro CA meno costoso e una bandiera di comodo.
1a Commissione nel 17 "a rivisto la strategia, ribadendo obiettivi gi noti'
1& salvaguardare loccupazione comunitaria#
,& preservare il LnoM-"oM marittimo nella Comunit#
0& sviluppare le .ualificazioni della gente di mare e migliorare la sicurezza.
6a la Commissione modifica radicalmente i mezzi predisposti al perseguimento di tali obiettivi,
imponendo c"e gli aiuti siano pi> strettamente collegati ad azioni specific"e piuttosto c"e riflettere
ipotetic"e differenze tra i costi di esercizio.
=li stati membri, dun.ue, possono erogare legittimamente aiuti alle imprese di navigazione
marittima optando per alcune forme di finanziamento individuate gi dalla Commissione.
,0
- $! -
4al 1$ un regolamento Ce incentiva regolari collegamenti marittimi con .uelle regioni in
relazione alle .uali lofferto dei servizi di trasporto marittimo 2 insufficiente attraverso il
riconoscimento agli Stati membri del potere di imporre ineri di servizio pubblico e di concludere
contratti di servizio pubblico su .uelle rotte.
=li stai membri possono concludere contratti di servizio pubblico o imporre oneri di servizio
pubblico come condizioni per la fornitura di servizi di cabotaggio, alle compagnie di navigazione
c"e partecipano ai servizi regolare da, tra e verso le isole, solo se tale conclusione di contratti e
imposizione di obblig"i avviene su base non discriminatoria per tutti gli armatori comunitari.
4al 17 la Commissione "a stabilito c"e le restrizioni allaccesso ad una rotta a favore di un
singolo operatore sonno ammesso solo .uando non esistano concorrenti c"e forniscano servizi
regolari sulla rotta in .uestione o concorrenti aventi lintenzione comprovata di fornirli# inoltre la
Commissione precisa c"e la previsione di diritti speciali deve in ogni caso rispettare i principi di
necessit e proporzionalit di cui al trattato istitutivo della CA.
Infine'
1. i contratti di servizio pubblico devono essere aggiudicati con una gara pubblica#
2. lavviso di gara deve essere pubblicizzato e deve rendere noti gli obblig"i relativi al livello e
alla fre.uenza del servizio#
3. il rimborso dei costi aggiuntivi sostenuti dalloperatore per effetto della prestazione del
servizio deve essere direttamente connesso con la perdita contabilizzata dalloperatore nella
prestazione di servizio.
Il #o#!egno *inanziario '"lico nel #e!!ore dei #ervizio di !ra#'or!o 'er *errovia+ #!rada e via
navigaile
(ale sostegno si realizza con gli aiuti di Stato e la compensazione degli oneri di servizio pubblico.
=li aiuti di Stato nel settore dei servizio di trasporto per ferrovia, strada e via navigabile sono
sottoposti al regime generale in materia di aiuti pubblici alle imprese.
Sono legittimi %gli aiuti ric"iesti dalla necessit di coordinamento dei trasporti& nonc"5 gli aiuti
%corrispondenti al rimborso di talune servit> *obblig"i- inerenti alla nozione di pubblico servizio&
)er D771I=NI 4I SA:KIHID )9771ICD si intendono %gli obblighi che limpresa di trasporto, se
considerasse solo il proprio interesse commerciale, non assumerebbe o non lo farebbe nella stessa
misura o alle stesse condizioni&.
1onere di servizio pubblico 2 lintervento dellautorit statale c"e impone unilateralmente un
obbligo a carico dellimpresa di trasporto per indirizzarne lattivit economica verso il
conseguimento di obiettivi riconducibili allinteresse pubblico'
,4
- $/ -
continuit e regolarit con riferimento alle linee ed impianti in dotazione *olighi di
e#ercizio-#
accessibilit a tutti gli utenti a condizioni e prezzi determinati *oligo di !ra#'or!o-#
prezzi stabiliti o omologati dallAutorit *oligo !ari**ario-.
<el 11 viene soppresso lobbligo di servizio pubblico per il settore dei trasporti per strada,
ferrovia e via navigabile, mentre viene istituito il %contratto di servizio& .uale strumento ordinario
per garantire servizi di trasporto sufficienti, nonc"5 per offrire particolari condizioni tariffarie a
favore di determinate categorie di passeggeri.
0uesto provvedimento comunitario riconosce agli Stati membri la facolt di imporre gli obblig"i di
servizio pubblico alle imprese operanti nel settore del trasporto per strada, ferrovia e via navigabile
solo in .ueste due ipotesi'
1. in via transitoria *per un anno- .uando unimpresa informi lautorit competente
dellintenzione di mettere fine al servizio stesso#
$. in relazione ai servizi di trasporto locale passeggeri, solo dove gli interventi
dellAutorit siano indispensabili per garantire la fornitura di servizi di trasporto
sufficienti.
I criteri per la determinazione del compenso degli oneri economici gravanti sullimpresa sono
determinati attraverso il riferimento allo %svantaggio economico& c"e la compressione dellobbligo
produrrebbe sullattivit dimpresa.
LE IN=RASTRATTARE DEL TRASPORTO
I PORTI E I SERVIZI PORTAALI
IL PORTO
Art. $B cod.nav. il porto costituisce uno dei beni immobili c"e appartengono al demanio
marittimo ed 2 assoggettato alla disciplina generale dettata per .uella categoria di beni pubblici.
1a ratio della demanialit del porto si individua nellinteresse a garantire i pubblici usi del mare e lo
sviluppo dei traffici, anc"e a vantaggio dellintera economia nazionale.
Stando ai pareri della dottrina, si definisce porto .uel tratto di costa, i bacini ad esso pertinenti e le
apposite strutture artificiali c"e, per la loro particolare conformazione, costituiscono aree
tipicamente deputate allapprodo e alla sosta delle navi.
1a nozione di porto 2 basata su due elementi'
1& un elemento di natura spaziale la cui estensione 2 definita dalla conformazione geografica
dei luog"i ovvero dagli interventi strutturali predisposti per loccasione dalluomo#
,& un elemento funzionale relativo alla idoneit delle infrastrutture terrestri e marittime ad
offrire approdo e sosta alle navi.
,6
- $8 -
I porti marittimi nazionali si distinguono in $ categorie'
categoria I categoria II
ne fanno parte i porti o le specific"e ne fanno parte i porti o le specific"e aree
aree portuali finalizzati alla difesa militare portuali di rilevanza economica internazionale
e alla sicurezza dello Stato nazionale, regionale o interregionale.
I porti della II categoria si distinguono nuovamente in porti con funzione commerciale, industriale e
petrolifera, di servizio passeggeri, di pesca, turistica e da diporto.
I SERVIZI PORTAALI
I %servizi portuali& sono le attivit economic"e c"e si svolgono in ambito portuale e c"e sono rivolte
a consentire ai privati luso del porto.
1e tipologie di attivit riconducibili alla categoria dei servizi portuali sono'
1. operazioni portuali# *pg +$-
2. servizi portuali stricti iuris;
3. servizi di interesse generale#
4. servizi tecnico nautici.
IL RE5I4E 5IARIDICO DEI SERVIZI PORTAALI ANTECEDENTE ALLA RI=OR4A
DEL 1994
Il regime organizzativo dei servizi portuali antecedente alla riforma del 1! era caratterizzato dalla
sovrapposizione alla disciplina .uadro delineata dal codice della navigazione di una serie di
interventi legislativi c"e istituivano nei principali porti italiani Anti )ortuali e Aziende dei 6ezzi
6eccanici e dei 6agazzini )ortuali.
0uesti soggetti si configuravano come %enti pubblici economici& in .uanto ad esse erano attribuite
non solo funzioni amministrative relative alla gestione del porto, ma anc"e compiti di gestione
diretta di alcuni servizi portuali.
6a, limprenditore concessionario dellesercizio elle operazioni portuali nello svolgimento della
sua attivit dimpresa, doveva necessariamente avvalersi delle maestranze avviate dalle Compagnie
dei 1avoratori )ortuali, cui era riservata lesecuzione delle operazioni portuali.
1e tariffe relative alle operazioni portuali erano regolate sulla base di un macc"inoso procedimento
c"e ne garantiva sufficientemente lesigenza di stabilire i prezzi e.ui ed efficienti per le operazioni
e di servizi offerti.
,:
- $7 -
4un.ue si avvertG lesigenza di adattare il regime delle operazioni portuali alla disciplina della
concorrenza comunitaria.
CosG si arriva alla riforma del 1! c"e "a adottato .uali punti di riferimento centrali i principi
comunitari'
del divieto di discriminazioni in base alla nazionalit#
della libera prestazione dei servizi portuali#
della circolazione delle merci#
del diritto materiale della concorrenza.
PIH I4PORTANTE NOVITI APPORTATO DALLA RI=OR4A DEL 1994>
2 rappresentata dalla soppressione degli Anti )ortuali e delle Aziende dei 6ezzi meccanici con la
conseguente istituzione di una %autorit portuale&. Il ruolo delle Autorit )ortuali 2 identificato con
attivit di regolazione e promozione del mercato dei servizi portuali# dun.ue lAutorit portuale 2
un soggetto pubblico c"e "a compiti amministrativi per realizzare linteresse della collettivit.
%1e Autorit portuali non possono esercitare, n5 direttamente n5 tramite la
partecipazione di societ, operazioni portuali ed attivit ad esse strettamente connesse&.
In ogni caso sono previste alcune derog"e al principio di separazione, come ad esempio accade
rispetto allattivit dimpresa dove si riconosce allAutorit il potere di costituire o partecipare a
societ esercenti attivit accessorie rispetto ai compiti istituzionali affidate alle autorit stesse.
L-A"!ori!. Por!"ale gode di a"!ono%ia *inanziaria e di ilancio ed F #o!!o'o#!a al 'o!ere di
vigilanza del 4ini#!ero delle in*ra#!r"!!"re e dei !ra#'or!iB il rendicon!o della ge#!ione
*inanziaria dell-A"!ori!. 'or!"ale F #ogge!!o al con!rollo della Cor!e dei Con!i&
=li organi dellAutorit )ortuale sono'
il Pre#iden!e> 2 nominato, previa intesa con la regione interessata, con decreto del 6inistro
delle infrastrutture e dei trasporti. 3 titolare del potere di coordinamento delle attivit svolte
nel porto dalle )ubblic"e amministrazioni e di coordinamento e controllo delle attivit
soggette ad autorizzazione a concessione nonc"5 dei servizi portuali.
4etiene, inoltre, i poteri di impulso e di indirizzo in .uanto presiede il Comitato )ortuale,
del .uale stabilisce la convocazione e lordine del giorno.
Infine svolge altre funzioni'
rilascia le autorizzazioni e le concessioni di durata non superiore a ! anni#
predispone i principali atti di indirizzo, come il piano operativo triennale o il piano
regolatore portuale.
,2
- $B -
il Co%i!a!o Por!"ale> 2 presieduto dal )residente dellAutorit ed "a una composizione
molto ampia. Sono membri di diritto del Comitato )ortuali'
i dirigenti delle amministrazioni statali periferic"e interessate#
il presidente della giunta regionale#
il presidente della provincia#
il sindaco#
il presidente della camera di commercio#
i rappresentanti degli armatori, degli industriali, eccI.
Si tratta dellorgano deliberativo cui competono le scelte di fondo spettanti allAutorit
)ortuale.
1e attribuzioni deliberative del Comitato )ortuale sono'
approvazione del piano operativo triennale,
adozione del piano regolatore portuale#
approvazione del bilancio preventivo e del conto consuntivo#
delibera della nomina e della revoca del segretario generale.
Infine il Comitato )ortuale svolge attivit. di impulso e di vigilanza.
Il #egre!ario generale> 2 composto dal segretario generale e dalla segretaria tecnico
operativa e si configura nellorganizzazione strutturale dellAutorit )ortuale essenzialmente
come organo di collaborazione nei confronti del )residente e del Comitato )ortuale.
il Collegio dei Revi#ori dei con!i' 2 lorgano cui spetta la revisione economico-finanziaria
dellAutorit )ortuale.
1& 1& OPERAZIONI PORTAALI OPERAZIONI PORTAALI
Altra novit con la riforma del 1! 2 il regime organizzativo delle OPERAZIONI PORTAALI OPERAZIONI PORTAALI .
In base alla riforma sono operazioni portuali %il carico , lo scarico, il trasbordo, il deposito, il
movimento in genere delle merci e di ogni altro materiale, svolti in ambito portuale&.
Con la ri*or%a del 1994 l-e#ercizio delle o'erazioni 'or!"ali non F 'i7 #"ordina!o ad "n
'rovvedi%en!o di conce##ione+ in*a!!i F #"**icien!e che l-o'era!ore %ari!!i%o che in!ende
#volgere !ale a!!ivi!. #ia #!a!o a"!orizza!o con "n 'rovvedi%en!o dall-A"!ori!. 'or!"ale o+ in
%ancanza+ dall-A"!ori!. 4ari!!i%a&
Il rila#cio dell-a"!orizzazione all-e#ercizio delle o'erazioni 'or!"ali F #"ordina!o
all-accer!a%en!o+ da 'ar!e dell-a"!ori!. 'or!"ale+ della #"##i#!enza in ca'o ai #ogge!!i
richieden!i+ di re)"i#i!i di ca'aci!. !ecnica+ 'ro*e##ionale e *inanziaria&
,3
- $ -
1autorit )ortuale determina, dun.ue, il numero massimo di autorizzazione c"e possono essere
rilasciate in relazione alle esigenze del porto.
La ri*or%a del 1994 ha !ra#*or%a!o le Co%'agnie Por!"ali in I%'re#e 'er l-e#ercizio in
concorrenza di o'erazioni 'or!"ali ovvero in i%'re#e 'er *orni!"ra e #ervizi di %anodo'era&
La legge #!aili#ce che gli a''al!i dei lavoro *orni!i dalle #ocie!. derivan!i dalla !ra#*or%azione
delle e/ Co%'agnie Por!"ali non rien!ravano nel divie!o di in!er%ediazione di %anodo'era
di#'o#!o dalla 10:9D19:1&
)i> recentemente, 2 intervenuta una 1egge del $CCC c""eprevede c"e le Autorit )ortuali
autorizzino in ciascuno scalo ununica impresa alla forntiura di lavoro temporaneo, anc"e
derogando risetto alla 1+8E18C# stabilisce, cosG, c"e limpresa fornitrice di lavoro temporaneo sia
individuata con una procedura aperta ad imprezJe italiane e comunitarie.
1a legge del $CCC n, 1B8 vieta allimpresa autorizzata alla fornitura di lavoro temporaneo di
esercitare direttamente o indirettamente le operazioni portuali.
(ale impresa non pu; avere delle partecipazioni, anc"e di minoranza, in una o pi>
imprese c"e svolgano operazioni e servizi portuali.
Se non 2 possibile affidare la fornitura di lavoro temporaneo ad ununica impresa, .uesto servizio
viene erogato da %Agenzie& costituite e controllate dalle Autorit )ortuali.
La ri*or%a del 1994 non 'revede alc"na di#'o#izione in ordine ai cri!eri di *or%azione delle
!ari**e delle o'erazioni 'or!"ali che+ d"n)"e+ #ono de!er%ina!e #"lla a#e del liero gioco della
do%anda e dell-o**er!a e #ono ri%e##e alla liera con!ra!!azione delle 'ar!i& 4a la #!e##a legge
i%'one alle i%'re#e a"!orizza!e l-oligo di rendere '"liche le !ari**e 'ra!ica!e all-"!enza
ed ogni loro variazione&
,& ,& I SERVIZI PORTAALI STRICTI IARIS I SERVIZI PORTAALI STRICTI IARIS
I servizi portuali sono .uelle attivit economic"e c"e consistono in %prestazioni specialistic"e,
complementari e accessorie al ciclo delle operazioni portuali&
In seguito alla riforma del $CCC la nozione di servizi portuali non designa pi> solo la categoria
generale delle attivit economic"e c"e si svolgono in ambito portuale al fine di consentire ai privati
luso del porto# la nozione di %servizi portuali& individua, altresG, una categoria della pi> ampia
categoria generale.
Ad 2 per .uesto c"e parliamo di servizi portuali'
1. tout court' .uando ci si riferisce alla categoria generale#
$. stricti iuris' .uando ci si riferisce alla specifica sottocategoria.
,9
- +C -
1individuazione delle singole operazioni portuali stricti iuris avviene ad opera delle singole
Autorit )ortuali, c"e dovranno emanare la regolamentazione contenente lindividuazione dei ari
servizi portuali.
0uindi, lAutorit )ortuale dovr'
A9 verificare la rispondenza dellorganizzazione del soggetto istante
allattivit c"e intende svolgere#
E9 accertare la sussistenza di re.uisiti di carattere tecnico e
organizzativo individuati dalla stessa Autorit rapportandoli ai parametri .ualitativi dei traffici
portuali.
Sempre riguardo alla disciplina dei %servizi portuali stricti iuris& possiamo aggiungere'
1- la subordinazione del rilascio dellautorizzazione al pagamento di un canone annuale e alla
prestazione di una cauzione#
$- il principio della libera formazione delle tariffe dei servizi in .uestione, con il solo vincolo
della loro pubblicit, tramite comunicazione allAutorit )ortuale.
0& 0& I SERVIZI TECNICO NAATICI I SERVIZI TECNICO NAATICI
Si !ra!!a di re#i #ervizi 'or!"ali che #ono re#i alla nave in occa#ione del #"o arrivo e della #"a
'ar!enza dal 'or!o e che #ono vol!i ad a##ic"rare che )"e#!-"l!i%a arrivi+ #i %"ova+ %anovri+
or%eggi+ #o#!i e ri'ar!a in condizioni e con %odali!. !ali da non cagionare 'ericoli nei ri#!re!!i
#'azi 'or!"ali&
1e tipologie di attivit portuali c"e la legge .ualifica come %servizi tecnici-nautici& sono'
IL PILOTA55IO' il servizio di pilotaggio 2 .uellattivit tecnico-nautica consistente nel
suggerire la rotta e assistere il comandante della nave nella determinazione delle manovre
necessarie per eseguirla.
<ei porti dove 2 riconosciuta lesigenza di tale servizio, 2 istituita una corporazione di piloti,
con un decreto del )residente della :epubblica.
IL RI4ORCJIO> 2 .uellattivit nautica c"e consiste nella trazione da un luogo ad un altro di
una nave, di un galleggiante o di un altro mobile nei porti e negli altri luog"i di approdo o
transito delle navi addette alla navigazione marittima.
4un.ue i rimorc"iatori devono essere messi a disposizione delle Autorit portuali c"e lo
ric"iedono per .ualsiasi servizio necessario allordine e alla sicurezza del porto
L-OR4E55IO' 2 .uellattivit tecnico nautica consistente
nellattraccare la nave alla banc"ina o alle boe, nellassicurare la nave
allormeggio#
01
- +1 -
nellassicurare la nave allormeggio#
nel vigilare la nave ormeggiata per tutta la durata della sosta in porto#
nel cooperare con le.uipaggio in fase di disormeggio della nave in partenza.
=li ormeggiatori, c"e non possono pilotare le navi, devono prestare la propria opera, per le
navi in arrivo, solo se la nave 2 stata condotta al punto di ormeggio# mentre per le navi in
partenza la prestazione degli ormeggiatori cessa al momento in cui la nave "a salpato le
ancore e "a messo in moto.
IL EATTELLA55IO' i barcaioli sono addetti alla condotta dei mezzi nautici adibiti ai servizi
attinenti al traffico nellambito del porto presso il cui ufficio sono iscritti.
1a disciplina del servizio di battellaggio prescrive modalit pressoc"5 identic"e a .uelle dei
barcaioli.
I #ervizi !ecnico na"!ici co%e ;#ervizi di in!ere##e econo%ico generale< I #ervizi !ecnico na"!ici co%e ;#ervizi di in!ere##e econo%ico generale<
1e imprese incaricate della gestione di servizi di interesse economico generale non sono sottoposte
alle regole della concorrenza al verificarsi di due condizioni.
c"e lapplicazione delle norme del (rattato istitutivo della CA costituisca ostacolo
alladempimento della specifica missione affidatale#
c"e lo sviluppo degli scambi non sia compromesso in misura contraria agli interessi
della Comunit Auropea.
L-oliga!orie!. dei #ervizi !ecnico na"!ici L-oliga!orie!. dei #ervizi !ecnico na"!ici
1e autorit marittime locali "anno il potere di imporre il ricorso alle prestazioni dei rimorc"iatori,
ormeggiatori e battellieri# il legislatore "a fissato i criteri in base ai .uali esse dovranno decretare
lobbligatoriet di tali servizi'
1. localizzazione del porto#
$. .ualit delle strutture impiegate.
I cri!eri di de!er%inazione delle !ari**e dei #ervizi !ecnico na"!ici I cri!eri di de!er%inazione delle !ari**e dei #ervizi !ecnico na"!ici
1a riforma del 1! demanda alla decretazione ministeriale *ancora non emanata- la definizione dei
criteri e dei meccanismi di formazione delle tariffe dei servizi tecnico nautici.
4& 4& I SERVIZI DI INTERESSE 5ENERALE I SERVIZI DI INTERESSE 5ENERALE
Sono controllati ed affidati in concessione dallAutorit portuale mediante gara pubblica.
:ientrano nella categoria dei servizi di interesse generale .uei servizi portuali c"e presentano tutte
.ueste caratteristic"e'
sono offerti allutenza portuale, con esclusione, .uindi, dei servizi organizzati per conto
proprio dagli operatori del porto#
sono forniti a titolo oneroso#
01
- +$ -
non sono coincidenti n5 strettamente connessi con determinate operazioni portuali
identificate dalla 1. B!E1!#
alla corretta fornitura degli stessi si connette un interesse generale.
Sono stati, in seguito, .ualificati servizi di interesse generale'
i servizi di illuminazione#
i servizi di pulizia e raccolta di rifiuti#
la gestione delle stazioni marittime passeggeri#
il servizio ferroviario svolto in ambito portuale#
eccI
L- L-I4PRESA I4PRESA TER4INALISTA TER4INALISTA
1a 1. B!E1! individua un sistema nel .uale i terminali portuali sono gestiti da operatori privati,
selezionati dallAutorit )ortuale c"e valuta la conformit della gestione privata di .uellarea del
demanio portuale agli obiettivi di interesse pubblico ad essa connessi.
Secondo la dottrine la nozione di %terminale portuale& individua uno spazio del porto attrezzato,
costituito da banc"ine, magazzini, pertinenze, eccIc"e consenta al terminalista di svolgere il ciclo
completo delle operazioni portuali.
1a gestione dei terminali marittimi 2 affidata mediante concessione ad imprese private autorizzate
ad eseguire le operazioni portuali, ma prima bisogna controllare i programmi e le effettive
potenzialit operative delle imprese c"e ric"iedono limpiego esclusivo degli spazi demaniali.
1Autorit portuale deve accertare, prima di rilasciare la concessione, la sussistenza, in capo alle
imprese ric"iedenti, di un programma di azione e di investimenti c"e incrementi i traffici e la
produttivit del porto nonc"5 di un organico di lavoratori proporzionato al programma di attivit.
)ertanto limprenditore terminalista, alla luce della 1 B!E1!, 2 limprenditore privato beneficiario
del provvedimento di concessione di aree e banc"ine del demanio portuale e del provvedimento di
autorizzazione a svolgere operazioni portuali il .uale gestisce professionalmente un terminale
marittimo# dun.ue 2 responsabile verso gli utenti delle operazioni portuali.
1a stessa legge, per;, vieta c"e lo stesso imprenditore possa essere investito della gestione di pi> di 1a stessa legge, per;, vieta c"e lo stesso imprenditore possa essere investito della gestione di pi> di
una infrastruttura complessa portuale, a meno c"e lattivit in .uestione sia diversa una infrastruttura complessa portuale, a meno c"e lattivit in .uestione sia diversa.
L-A"!ori!. Por!"ale ha l-oligo di e**e!!"are dei con!rolli ann"ali 'er veri*icare la
#"##i#!enza dei re)"i#i!i in 'o##e##o al %o%en!o del rila#cio della conce##ione e l-a!!"azione
degli inve#!i%en!o 'revi#!i.
5LI AEROPORTI E I SERVIZI AEROPORTAALI
1Aeroporto 2 %ogni localit, sia terrestre che acquea, destinata, anche in via temporanea, alla
partenza, allapprodo e allo stazionamento degli aeromobili&.
0,
- ++ -
)ossiamo distinguere tra due tipi di aeroporti'
1O la prima tipologia ricomprende gli aeroporti statali
$O la seconda gli aeroporti privati.
L-A**ida%en!o in conce##ione degli aerodro%i #!a!ali
1affidamento in concessione di parti di suolo negli aerodromi statali alle societ ric"iedenti viene
effettuato con decreto dal ministro dei trasporti.
1a concessione pu; durare massimo $C anni, ma in seguito ad una deroga il limite si estende ad un
periodo non superiore a !C anni.
1e societ c"e ottengono in concessione il suolo negli aerodromi devono pagare un canone e
rispettare le esigenze del pubblico uso.
(uttavia le concessioni possono essere sottoposte a revoca totale o parziale'
la revoca totale si verifica se ricorrono dei motivi inerenti al pubblico uso
dellaerodromo e non d diritto ad alcun indennizzo#
la revoca parziale comporta una riduzione del canone, ma il concessionario pu; decidere
di rinunciare alla concessione.
La 5e#!ione degli Aero'or!i
=li aeroporti privati sono gestiti previo rilascio di apposita autorizzazione del 6inistro dei trasporti
e della navigazione# .uelli statali rientrano tra i beni del demanio pubblico, dun.ue sono
sottoposti alla disciplina prevista per .uella tipologia di beni.
1a gestione di un aeroporto pubblico pu; essere di + tipi'
1& dire!!a ' lo Stato gestisce direttamente laeroporto#
,& !o!ale ' laeroporto viene gestito da una societ cui spetta il compito di programmare,
progettare e provvedere alla costruzione delle infrastrutture aeroportuali, salvo gli impianti
di assistenza al volo c"e rimangono di competenza dellA.<.A.K. *Ante nazionale
Assistenza al Kolo-#
0& 'arziale ' la societ di gestione dellaeroporto provvede, nellaerea del demanio aeronautico,
allaerostazione passeggeri, merci ed alle relative pertinenze, percependo i diritti
aeroportuali relativi allimbarco ed allo sbarco dei passeggeri e delle merci. 6entre la
gestione delle infrastrutture di volo rimane di competenza statale.
La 'riva!izzazione della ge#!ione aero'or!"ale
)er provvedere al superamento degli assetti monopolistici tipici del settore del trasporto aereo si 2
proceduto alla riforma dellassetto della gestione aeroportuale con una legge del 1+ con la .uale
il 1egislatore auspicava c"e si pervenisse alla privatizzazione delle gestioni aeroportuali, attraverso
un graduale disimpegno finanziario statale e dei soggetti pubblici.
00
- +! -
Successivamente il 4.1. $/1E1/ e il C.4. /$1E17 "anno stabilito i criteri fondamentali per
promuovere gli investimenti nel settore di riferimento.
Il D&4& 6,1D1992
Si propone di fissare, oltre alle modalit di costituzione delle societ di capitale per la gestione dei Si propone di fissare, oltre alle modalit di costituzione delle societ di capitale per la gestione dei
servizi e per la realizzazione delle infrastrutture aeroportuali, anc"e i criteri per laffidamento delle servizi e per la realizzazione delle infrastrutture aeroportuali, anc"e i criteri per laffidamento delle
concessione delle gestioni totali aeroportuali alle societ di capitale stesse. concessione delle gestioni totali aeroportuali alle societ di capitale stesse.
Con .uesto 4.6. la forma di %gestione totale& degli aeroporti sostituisce tutte le altre.
Il :egolamento dispone c"e le societ di gestione aeroportuali siano costituito esclusivamente sotto
la forma di societ di capitale.
La ri*or%a 'revede che 'er la #cel!a del #ocio 'riva!o di %aggioranza della #ocie!. di ca'i!ali+
#i ricorra alla 'roced"ra concor#"ale '"lica&
1a .uota di capitale dei soci pubblici non pu; essere inferiore ad 1E/, per assicurarne il diritto di
c"iedere la convocazione dellassemblea.
1affidamento in concessione della gestione totale aeroportuale alle societ di capitale cosG
costituite avviene su istanza delle societ ric"iedenti, entro mesi dallentrata in vigore del 4.6.
/$1E17. In ogni modo tale affidamento viene fatto con provvedimento dellA<AC.
1e gestioni non ric"ieste con le modalit prescritte, .uelle ric"ieste e non affidate, ovvero, .uello
oggetto di revoca o decadenza, devono essere affidate dal 6inistero dei trasporti e della
navigazione a societ di capitale in possesso dei re.uisiti prescritti, attraverso un procedimento di
affidamento concorrenziale di gare ad evidenza pubblica.
Il periodo di durata della concessione non potr superare i !C anni.
1oggetto della concessione include la progettazione, lo sviluppo, la realizzazione, ladeguamento,
la gestione, la manutenzione e luso degli impianti e delle infrastrutture aeroportuali, comprensivi
dei beni demaniali costituenti il sistema aeroportuale.
1a societ di gestione 2 tenuta a'
gestire laeroporto come complesso di beni, attivit e servizi organizzati destinati alle
attivit aeronautic"e civili#
organizzare e gestire limpresa aeroportuale garantendo lottimizzazione delle risorse
disponibili#
erogare i servizi di competenza con continuit e regolarit#
adottare entro mesi dallentrata in vigore del regolamento la Carta dei servizi da sottoporre
allapprovazione del 6inistro dei (rasporti e della navigazione.
Se la societ di gestione non ottempera i propri obblig"i e doveri, il 6inistro dei (rasporti pu;
disporre la revoca della concessione.
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1e societ concessionarie delle gestioni totali aeroportuali sono tenute a corrispondere il canone
annuo di concessione allamministrazione concedente.
In*ine alla #ocie!. di ge#!ione co%'e!ono !"!!e le en!ra!e dire!!e e indire!!e derivan!i
dall-e#ercizio dell-a!!ivi!. aero'or!"ale&
I #ervizi aero'or!"ali> #ervizi di 'olizia+ #ic"rezza e an!incendio
I servizi di polizia, sicurezza e antincendio in ambito aeroportuale sono sempre stati forniti
gratuitamente dallo Stato.
9n regolamento ministeriale "a individuato .uei servizi di controllo per il cui espletamento, in
ambito aeroportuale, non 2 pi> ric"iesto lesercizio di pubblic"e potest o limpiego di appartenenti
alle forze di polizia, potendo, cosG, essere affidati in concessione alle societ di gestione.
Sono affidati in concessione, per una durata coincidente con .uella della concessione aeroportuale, i
seguenti servizi'
1& controllo dei passeggeri in partenza ed in transito#
,& controllo radioscopico o con altri tipi di apparecc"iature del bagaglio al seguito dei
passeggeri#
0& controllo radioscopico o con altri tipi di apparecc"iature dei bagagli da stiva, della merce e
dei plic"i dei corrieri espresso.
In tutti gli aeroporti civili e militari del territorio nazionale, il 6inistero dellInterno deve In tutti gli aeroporti civili e militari del territorio nazionale, il 6inistero dellInterno deve
provvedere antincendio., attraverso il Corpo nazionale dei vigili del Fuoco, allespletamento del provvedere antincendio., attraverso il Corpo nazionale dei vigili del Fuoco, allespletamento del
servizio. servizio.
I locali per i esercizi antincendi, gli infrastrutture per laddestramento per laddestramento specifico
del personale sono predisposti direttamente dal 6inistero dellIntero per gli aeroporti a gestione
statale e dal gestore per gli aeroporti in concessione.
In .uestultimo caso i locali, le attrezzature e le infrastrutture sono assegnate in uso, a titolo
gratuito, al 6inistero dellInterno.
I #ervizi aero'or!"ali> la ge#!ione dei #ervizi aero'or!"ali di a##i#!enza a !erra 8c&d& #ervizi di
;handling<9
Sotto la nozione di servizi di assistenza a terra aeroportuali siano comprese .uelle operazioni
necessarie per la partenza e larrivo degli aeromobili, dei passeggeri e delle merci.
Il 4.1gs. 1BE1 "a operato in una duplice direzione'
"a attuato la riforma relativa alla liberalizzazione dei servizi di "andling aeroportuali in
Italia#
"a identificato lesatto significato dei servizi di "andling.
Abbiamo 11 categorie di servizi di "andling'
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1& lassistenza amministrativa a terra e la supervisione#
,& lassistenza passeggeri#
0& lassistenza bagagli#
4& lassistenza merci e posta#
6& lassistenza operazioni in pista#
:& lassistenza pulizia e servizi di scalo#
2& lassistenza carburante e olio#
3& lassistenza manutenzione dellaereo#
9& lassistenza operazioni aeree e gestione degli e.uipaggi#
11& lassistenza trasporto a terra#
11& lassistenza ristorazione %catering&.
Il decreto in esame "a stabilito c"e, tra le imprese c"e forniscono servizi di assistenza a terra,
almeno una non deve essere controllata, direttamente o indirettamente'
dallente di gestione#
da un vettore c"e "a trasportato pi> del $/ P dei passeggeri o delle merci registrati
nellaeroporto durante lanno precedente a .uello in cui viene effettuata la selezione dei
prestatori#
da un ente c"e controlla, o c"e 2 controllato, direttamente o indirettamente, dallente di
gestione o dal vettore interessati.
Le re#!rizioni 'revi#!e alla lieralizzazione dei #ervizi di handling
Il 4.1gs. 1BE1 "a previsto c"e al fine di aprire al mercato i servizi di assistenza a terra alle
imprese private debbano sussistere determinati re.uisiti.
)er .uanto riguarda gli aeroporti c"e abbiano un traffico annuale pari o superiore a + milioni di
passeggeri o a 7/ mila tonnellate di merci, 2 riconosciuto laccesso al mercato dei servizi di
assistenza a terra esclusivamente ai prestatori di servizi c"e posseggano comprovati re.uisiti di
idoneit.
1A.<.A.C., di fronte a problemi di sicurezza, capacit o spazio disponibile dellaeroporto, pu;
disporre la limitazione del numero di prestatori c"e, in ogni caso, non potr mai essere inferiore a $.
Inoltre, %in presenza di vincoli specifici di spazio o di capacit disponibile, specialmente in
funzione della congestione e del coefficiente di utilizzazione delle superfici&, lente di gestione,
dopo aver fatto la segnalazione allA.<.A.C., pu; essere autorizzato a limitare laccesso dei
prestatori al mercato dei servizi di "andling.
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In .uesto caso, lente di gestione aeroportuale deve individuare i prestatori, il cui accesso 2
sottoposto a limitazioni, attraverso una gara pubblica dappalto, c"e possa garantire una scelta
obiettiva non discriminatoria.
I re.uisiti per divenire prestatori di servizi a terra sono'
1. capitale sociale almeno pari ad Q del presumibile giro di affari derivante dalle attivit da
svolgere#
$. risorse strumentali e capacit organizzative idonee#
+. attestato comprovante il rispetto dei vari obblig"i in materia di sicurezza#
!. copertura assicurativa adeguata ai risc"i connessi allattivit da svolgere.
Altri limiti allaccesso al mercato dei servizi di "andling sono previste in riferimento al c.d. RE5I4E
DI AATOASSISTENZA& 3 sancito il principio della libert di effettuazione dei servizi aeroportuali a
terra da parte del vettore, in un regime di autoassistenza.
1autoassistenza 2 .uella situazione in cui % un utente fornisce direttamente a s stesso una o pi!
categorie di servizi di assistenza e non stipula alcun contratto con terzi, sotto qualsiasi
denominazione, avente per oggetto la prestazione dei servizi stessi &, escludendo, per;, c"e tra i
soggetti terzi possano rientrare % gli utenti di cui uno detiene una partecipazione maggioritaria
nellaltro, ovvero la cui partecipazione in ciascun degli altri " detenuta a titolo maggioritario da
uno stesso ente &.
Le in*ra#!r"!!"re cen!ralizza!e
1A.<.A.C. pu; riservare la gestione di particolari servizi in esclusiva allente di gestione
medesimo, se'
la loro complessit il costo limpatto ambientale
non ne consentano il libero accesso da parte di altri prestatori servizi.
0ueste infrastrutture includono, ad esempio, la gestione del sistema di smistamento e di riconsegna
dei bagagli, degli impianti centralizzati di alimentazione, condizionamento e riscaldamento degli
aeromobili, eccI
Per garan!ire l-acce##o alle in*ra#!r"!!"re cen!ralizza!e dei 're#!a!ori di #ervizi e degli "!en!i
che e**e!!"ano l-a"!oa##i#!enza+ l-E&N&A&C& vigila a**inch? la ge#!ione di de!!e in*ra#!r"!!"re
avvenga ;#econdo cri!eri !ra#'aren!i+ oie!!ivi e non di#cri%ina!ori<&
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