Sei sulla pagina 1di 35

1

IL MISTERO DELLUOMO IN SETTE


Cera una volta un bambino di nome Jones che viveva nella metropoli New York, era
diciassettenne, era un tipo che viaggiava molto e giocava nelle giovanili del Boston; suo babbo era
otorinolaringoiatra.
Per si chiamava anche Volpe Astuta, abitava in una capanna nel deserto del Sahara, il suo compito
era quello di togliere le spine ai cactus per la zuppa di cactus e il suo babbo mandava i segnali di
fumo agli altri villaggi.
Per il suo nome era anche Jack, era di pelle nera, viveva a Bombay, aveva 10 anni appena
compiuti e dava una mano alla sua mamma che andava al fiume a prendere lacqua.
Per si chiamava anche Eugenio, viveva in Australia centrale, e a volte andava nella sua casa a
Sidney, il suo compito era eguale a quello del babbo: andare a prendere le foglie delleucalipto per
un condimento speciale australiano.
Per era soprannominato anche Giovanni, viveva in Italia, a Civitavecchia, e ogni giorno, perch
aveva 21 anni, andava in treno col suo cane Tony e si recava al bar Italia, dove lavorava come aiuto
garzone.
Per era chiamato anche Richard, viveva negli Stati Uniti, a San Francisco con i genitori spagnoli,
che facevano gli analisti in banca, mentre Richard consegnava le pizze col motorino Harley
Davidson.
Per si chiamava pure Anthony, abitava in Nuova Zelanda, nella capitale Wellington e faceva il
coltivatore di kiwi, mentre il babbo faceva lallevatore di kiwi.
Erano tutti lo stesso ragazzo, che aveva lavori diversi, et diverse, mestieri diversi ... ma non
importava, erano sempre lo stesso ragazzo, uguale spiccicato.
Ogni semestre ognuno va a far visita a unaltro, e infine si trovano tutti insieme per giocare,
chiacchierare, festeggiare, giocare allxbox 360 ...
Pensate che un giorno, quando Richard si incontr con Volpe Astuta, si cambiarono di abitazione! E
lo scoprirono solo lindomani. Tutti e due dissero contemporaneamente: - ehi! C qualcosa di
strano qui! Questa non la mia casa!
Cos il giorno dopo si rincontrarono in Grecia per ritornare ognuno a casa sua, porgendosi le proprie
scuse.
Una volta, quando Luomo in sette mor, uno studioso delluniversit di Columbia trov un
manoscritto, una pergamena avvolta e piena di polvere, su cui era scritto, dalluomo in sette: -
2
Chiunque ritrovi questo manoscritto, faccia conoscere tutte le mie caratteristiche allumanit,
affinch ricordi per sempre luomo in sette -.
3
Il REGNO DI MANGIONIA
Tanto tempo fa, in una grande citt, governava il grande re del regno di Mangionia, Mangione 1,
chiamato anche tre cucchiai, perch con le sue due mani mangiava la minestra, mentre la regina
lo imboccava con il terzo.
Poi, con una carrozza sciccosa trainata da tre ronzini - due mangiati dalle tarme, e uno con la sella
dargento tutta brillante, lavato in vasca da bagno con Vanish Cristal Bianco -, scese Mangione 2,
detto sbrandellaprimi.
Gli portarono ben 5 primi: rigatoni al rag di lepre, penne rigate al salmone, tortelli burro e salvia,
vermicelli in bianco e spaghetti allo scoglio.
Dopo, con una giacca lavata con Mr Muscolo, arriv a piedi Mangione 3, soprannominato pure
scarnaantipasti.
Gli portarono un carpaccio con patate, polpo lesso, insalatina mista e fantasia di mare robetta
leggera!
Dopo arriv Mangione 4, chiamato anche sbranasecondi, e gli consegnarono le seguenti portate:
bovino fresco della mattina, bastoncini Findus con contorno di pisellini, orata fritta decongelata e
infine (era ora!) seppie al nero di seppia.
In seguito giunse a Mangionia Mangione 5, il cui nome era anche spolpettafrutta, che si papp
tre mele, una dozzina di papaye, quattro manghi e una decina di albicocche.
In seguito tagli i bordi di Mangionia Mangione 6, detto pappadolci, che si mangi ben un
sorbetto al limone, un tiramis e una piramide di cioccolato e, per finire, una bella e buona cassata
siciliana.
Poco dopo giunse nel vasto regno Mangione 7: il suo nome era pure mangiaformaggi, che
mangi ben tre caciotte, due chilogrammi di pecorino stagionato e cinque chili di Grana Padano.
A Mangionia arriv Mangione 8, che in tavola non trov pi niente di niente, ma non si arrese:
deluso, si mangi la tovaglia intera.
In seguito, a Mangionia giunse Mangione 9, chiamato anche spolpettatutto, che non trov
nientemeno che il tavolo, perci fu costretto a papparsi il legno del tavolo, mettendoci sopra chili e
chili di sale e pepe.
Infine, a Mangionia, arriv Mangione 10, che non trov neanche il tavolo, ma non lev le tende,
anz: si mangi la corona del re e della regina, idem loro abiti.
Cos fin la leggenda del regno di Mangionia, divorato dai suoi re.
4
THE BIG CASTLE
Cera una volta, in un grande castello medievale del XIII secolo, una bella e graziosa madamigella
imprigionata l da pi di due lustri, sotto il controllo di una megera gobba con vasti poteri magici, e
la damigella stava ogni tramonto sul balcone in attesa che qualcuno venisse a liberarla.
In paese giunse la notizia che nel castello dov era la damigella, la megera, per essere pi sicura che
non scappasse con i lenzuoli legati appesi al balcone, trasform un coniglio in un drago, che faceva
la guardia alla bella milady, il cui nome era Matilde.
Passava di l, con un cavallo lustro come il diamante e ben addestrato, un cavaliere con una spada
dura come lacciaio e uno scudo resistente come lossidiana.
Era biondo con i capelli riuniti in una coda, e unarmatura scintillante decisamente a prova di
qualunque spada.
Lesse l avvertenza di quel drago a guardia del The Big Castle e prese la decisione di andare a
salvare la principessa dalle grinfie di quella cadente strega.
Aveva (un po) fifa di combattere con quel drago, cos, con il suo jet privato (era un ragazzo
allavanguardia!), tagli le nubi e and a prendere consiglio da il potente mago Merlone, il nonno
di Merlino.
Merlone gli sussurr nell orecchio: - Tieni, figliolo, prendi questa fiala che contiene un veleno
potentissimo e mortale per qualsiasi cosa ci sia sulla Terra! -.
Poi continu dicendo che se quellanfora fosse caduta a terra rompendosi e facendo uscire la
sostanza velenosa, avrebbe provocato un buco grande fino al centro della Terra, facendola dividere
in due parti uguali.
Il cavaliere Arsenio stette attento a non rompere la fiala, e torn gi con la pi grande attenzione.
Aveva una paura terribile di far cadere a terra la piccola anfora.
Arsenio, con attenzione, si avvicin al The Big Castle e si nascose dietro un sasso, perch aveva
visto il drago con la lancia che faceva la guardia al castello.
Ma si fece coraggio (cavoli, che intrepidezza!) e and dritto spedito contro il drago, che lo vide in
men che non si dica.
Perci gli vers in bocca il veleno e il drago, fortunatamente, mor, forse grazie allamuleto
portafortuna di terracotta che allontanava i cataclismi e le calamit.
5
Cos irruppe nel castello, corse a perdifiato per i saloni del castello inseguito dalla megera, che per
era lenta, e chiam con il cellulare il suo elicottero personale: di conseguenza la principessa venne
salvata. I due si piacquero a prima vista, e, infine, i due amanti si sposarono.
6
LABOMINEVOLE UOMO DELLE SPIAGGE
Nei tempi del 2000, un tale and a vedere il film al cinema Mostri vs Alieni in versione 3D, e vide
labominevole uomo delle spiagge combattere con gli alieni e ebbe la (quasi impossibile)
percezione che labominevole uomo delle spiagge esistesse davvero.
Quel tale si chiamava Asdrubale e conosceva la filosofia zen, ma mor in guerra, perch gli tirarono
un obice di artiglieria e lui non poteva muoversi perch era legato come un salame a un baobab.
Uno studente universitario ricercatore, ritrov il suo corpo in un tempio dellantica civilt Maya, e
lo port agli scienziati.
Gli scienziati esaminarono il corpo, riuscendo a captare i pensieri e scoprirono della vaga idea
dellesistenza dellabominevole uomo delle spiagge.
Cos lo spiegarono allo studente ricercatore, che senza interposizione si precipit al mare (a
Castiglione della Pescaia) e approv lidea di Asdrubale.
Vide un paio di dune di sabbia, sulla quale sporgevano dei gigli di mare e l vicino una foresta
ambientale costituita da pini marittimi, oleandri e ciclamini viola.
Per prest pi concentrazione alle dunette sabbiose e le misur benissimo: millesimo di metro per
millesimo di metro con il suo metro personale.
Ma vide in modo bizzarro la sabbia muoversi improvvisamente: ne usc un uomo tutto di sabbia,
con due occhi grossi come palloni da basket e alto 2,62 metri (ma lo studente aveva limpressione
che stesse sui trampoli!).
Il ricercatore rise a crepapelle perch era un uomo pi strano della pi grande stranezza, ma
labominevole uomo delle spiagge fece una faccia furibonda come per dire: - d le tue ultime parole,
insignificante microrganismo!
Lo studioso riflett sulla sensazione di Asdrubale, e grid a squarciagola: - Qualcuno mi aiuti! Sono
inseguito dallabominevole uomo delle spiagge! -.
Cos andarono a fermare quel gigante, che pur di prendere lallievo faceva fuori tutti come in un
incontro di pugilato, e lo studente schivava quelli che lo andavano a salvare con la ginnastica
artistica.
Tutti quelli che erano in quello stabilimento balneare erano serviti, cos labominevole uomo delle
spiagge fin in commissariato di polizia e lo studente si salv per un pelo di gatto.
7
LA CRISTALLERIA DI JONATHAN
Poco tempo fa, vicino a Civitella Paganico, un pover uomo se ne stava tutto solo sotto un arco,
vestito di stracci e cantando una dolce musica con la sua armonica.
I passanti gli davano sempre 50 cent o 1 euro, per la sua armoniosa musica.
Faceva tutte queste cose per comprarsi un vestito presentabile e trovare un lavoro abbastanza adatto
a lui, e ci accadde.
Si prese addirittura un cilindro, un papillon e una cravatta rossa a pois verdi legata a farfalla, e uno
smoking da celebrazione.
Trov anche un lavoro, ed era P.F.U.I. (Pulitore Finestre Ultimo Incaricato) che a lui piaceva molto,
perch adesso non era pi come uno zingaro sotto un ponte a fare lelemosina.
Ogni mese diventava sempre pi pratico tanto da diventare il proprietario della cristalleria, e come
insegna ci mise: Cristalleria Jonathan
Dovette assumere degli assistenti decisamente bravi, e non fu facile: il primo voleva uno stipendio
faraonico, il secondo diceva che c erano troppi calici e bicchieri di cristallo e la retribuzione era
troppo bassa, il terzo .
Suon a tutti i campanelli della sua citt, Massa Marittima, e finalmente, dopo ore e ore di ricerca,
trov finalmente un assistente bello alto e robusto come il muro; insomma, un vero armadio!
Lassistente diede subito i suoi frutti, lavorando duramente da mattina a sera e lucidando
energicamente calici e bicchieri di cristallo.
Ide anche delle iniziative, quindi mise un quadro del pi grande direttore di cristallerie del mondo
e delle ortensie blu fiorite in vaso, che annaffiava solo nella pausa pranzo, per non rubare tempo al
lavoro.
A Jonathan sembrava un uomo di fiducia, una persona affidabile e si fidava ciecamente di lui.
Ma si sbagli: il giorno dopo trov il negozio a soqquadro e chiam la polizia e, indagando sul
furto, trov impronte digitali dellassistente di Jonathan.
Cos, la polizia trov in men che non si dica gli scassinatori, ridarono la refurtiva al signor Jonathan,
i banditi vennero sbattuti in cella e tutto si risolse perfettamente.
Il signor Jonathan non era una persona cattiva, ma tanto gentile da regalare al suo ex assistente un
sacco da un paio di centinaia di euro.
8
I TORNADO DI TORNADO VALLEY
Cera un giorno un magnate ricco sfondato che si chiamava Richard Mc Affaroni ed era una
persona tanto brava nel suo mestiere che gli davano perfino 500 sterline al giorno!
Cos, nel corso di pochi anni da un povero signore che vagava per le strade tutto solo, divenne una
grande persona rispettata da tutti e un bravo magnate dei magnati.
Soffiava un sacco di terreni agli altri multi-miliardari e se qualcun altro si aggiudicava un terreno,
l cera un vincolo urbanistico per almeno cinquantanni.
Viveva in America, in California e faceva anche il venditore di tornado nel deserto del Gobi. Ogni
ora qualche ammassata di gente veniva a chiedere un po di vento per fare piazza pulita o per
sventolare.
Un giorno, un cliente voleva andare a comperare un tornado per distruggere gli stabilimenti balneari
del suo nemico, che faceva affari doro per il mare, ma per il resto era una frana.
Voleva mandarlo in bancarotta e toglierlo dalla classifica dei multi-miliardari, ma per limportanza
del cliente la notizia venne sparsa su tutti i giornali della propria citt e siccome il rivale abitava
nella stessa cittadina, pure lui and a Tornado Valley.
Facevano a gara per chi arrivava primo e tutti e due avevano come macchina una Ferrari e come
autista uno stuntman del cinema.
Giunsero a destinazione alla pari, perci uno di loro prese un taxi express a velocit supersonica,
mentre lantagonista continu il tragitto in Ferrari.
Al negozio di Mc Affaroni arrivarono al cancello pari e a suonare il campanello egualmente.
Per a chiedere la tromba d'aria arriv per primo il cliente, cosi in quattro e quattr otto spazz via
dai bagni dellavversario la sabbia e se la port ai suoi bagnetti.
Ma anche lostile nemico port via la sabbia dagli stabilimenti del cliente, ma la butt in mare, cos
entrambi andarono in bancarotta.
Richard gli disse soddisfatto: - Ben vi sta! Adesso siete tutti e due fuori dalla classifica dei
miliardari, anzi, adesso siete spregevoli lombrichi striscianti per le strade piene di auto di Buenos
Aires, la vostra citt!
Gli fece cenno di addio e i due fecero amicizia e si pentirono di quello che avevano fatto, dopo il
discorso di Richard, cos diventarono buoni e amichevoli amici.
9
UNA GIORNATA CON IL MIGLIORE AMICO
Nellestate del 2009, a Grosseto, in via Monticello Amiata 5, viveva un bambino castano, di
pelle rosa, nato a Grosseto, come suo padre. Si chiamava Francesco Maria Cardarelli, suo
padre faceva lallevatore di pesci. Di quando in quando un martin pescatore veniva a
rubare qualche avannotto di trota; e la sua mamma faceva lanalista in banca Monte dei
Paschi.
Il figlio aveva le abitudini di:
Scrivere romanzi e storie al PC
Giocare alla playstation portable
Andare a giocare a calcetto al campetto
Giocare con il suo migliore amico
Con il suo migliore amico, Fanelli Lorenzo, che viveva nella stessa via di Francesco,
andavano al mare a Riva del Sole, a divertirsi e a fare giochi, con la sabbia e con lacqua.
In alternativa andavano in montagna a San Lorenzo, frazione di Castel del Piano, e
giocavano, facevano burlonate alla gente, come andare a suonare alla gente e nascondersi,
e facevano passeggiate nel boschetto, dove Francesco si strappava qualche volta la
maglietta, e Lorenzo faceva la spia.
Uno era un po scemo mentre laltro pi intelligente, e a casa si facevano mille paia di
risate.
In casa chiedevano se potevano fare pozioni, e una volta avevano fatto una miscela di:
pesto
Mukki
latte parzialmente scremato
acqua
ketchup
senape
maionese
10
aranciata
E pensare che Lorenzo, che voleva fare uno scherzo a Francesco, lecc involontariamente
veramente quella bevanda schifosa! Francesco stava scoppiando dallo sghignazzare.
Dopo, arriv il pap, e i due gli dissero che quella schifezza infernale era cioccolata e che la
doveva assaggiare, ma il padre non ci casc, e butt via la schifezza.
Voi lettori l avreste bevuta quella bibita pi schifosa della cacca di mucca?
11
IL CARRO MAGGIORE DEL RE POLARE
Tanto tempo fa, in Antartide, nella base di Vostok, che un luogo di congelamento, nacque un orso
polare maschio, che la sua specialit era graffiare gli iceberg tanto da staccarli dal ghiaccio.
Lumanit l inesistente, ed lunico continente che non ha abitanti.
Lorsetto polare cresceva in fretta e ben presto divent un adulto capace di passare da una parte di
ghiaccio a un altra.
Un giorno si mise in testa di scalare il monte Erebus e niente al mondo lavrebbe fermato, cos part
con lattrezzatura:
Scarponi di ghiaccio intagliati
Giubbotto di renna
Imbracature fine di ghiaccio
Caschetto di ghiaccio
Piccozza di ghiaccio
Con sicurezza, alla base arpion la terra del vulcano, e si tir su spingendo a pi non posso, ma si
muoveva lentissimamente.
In dieci minuti aveva fatto solamente 50 cm, e sperava di aumentare velocit, per arrivare in cima in
fretta, perch senn, se avesse continuato di questo passo, dopo un giorno era ancora l.
Per sua fortuna, dopo scalati i 1. 000 m, vide una sporgenza rocciosa distendersi appena appena
sopra di lui.
Poi, con una mossa di judo, dal basso si port sopra con la potenza delle braccia e delle gambe, ma
anche lintelligenza.
Tolse larbusto che otturava qualcosa e cosa vide? Un cunicolo buio pesto, lo percorse e alla fine si
stringeva, ma lui si rannicchiava a pallina e rotolava in cima, e luscita era proprio sulla vetta del
vulcano, e gli animali che lo vedevano da gi nominavano a gran voce: - Viva il Carro Maggiore (
soprannome del vulcano ) e il suo conquistatore, il re polare!
Lorso era felice e torn gi con le labbra con le estremit che arrivavano allocchio, ma scendere
non fu una passeggiata, ma ci riusc comunque, sfuggendo alle pietre rotolanti che venivano gi.
Cos lorsacchiotto venne ricordate come il re polare del Carro Maggiore.
12
BALDO IL SURFISTA E I CAVALLONI ANOMALI
Tanto tempo fa, su una sporgenza rocciosa italiana a due passi dal mare, viveva Giovannino
Perdigiorno, ma tutti lo chiamavano Baldo il surfista.
Fin da piccolo sognava di diventare una persona abile con il surf, famosa in tutta la sua patria.
Andava ( solitamente ) a un negozio a comprare dei coltellini multiuso, che servivano per intagliare
la sua vecchia Onda Anomala ( nome del suo storico windsurf, con la quale vinse coppe doro e
medaglie dargento ).
Baldo andava sempre al mare con la muta numero duecentosei, il giubbotto salvagente numero
centoquattordici e il windsurf numero diciassette, la mitica Onda Anomala, che si trovava accanto al
suo antico e malandato kite, con il quale vinse sei gare intercontinentali per velocit e abilit al
mini-gioco schivamento boe rosse .
Lui andava sempre all osteria di Jack, dove si pappava soltanto fagioli e lardo fresco a volont,
perch la sua passione per il surf era pi forte di qualsiasi altra cosa, tranne lamore.
Lui si allenava al mare, andava a largo con il canotto gonfiabile portatile tascabile, aspettava un po
di brezza marina, e si gettava in acqua col surf, sfruttando il libeccio, il maestrale o il grecale che si
offriva di costruire vere e proprie gallerie acquatiche.
Un giorno, si sparse voce che Giovanni Battista Gelmini Russotto, il re del surf, il pi bravo surfista
al mondo, organizzava una gara di windsurf a largo di Marina di Scarlino per i giovani surfisti di
cui il nome iniziava per G.
Giovannino si iscrisse scrupolosamente e si present alla linea di partenza alle quattordici in punto,
puntuale al secondo, e Giovanni Battista Gelmini Russotto annunci a tutti le regole:
o non si sorpassa mai a destra ( cartellino giallo )
o non si danno botte con la punta del surf ( fermata per 3 secondi )
o non si picchia dal windsurf proprio ( squalifica a vita )
Un signore spar in aria: la gara era iniziata, Baldo si prepar un posto in prima posizione, ma Gino
lo raggiunse, diede una botta con il windsurf a Giusy, e quindi si dovette fermare
momentaneamente.
Per Giovannino sembrava una passeggiata, e impenn allarrivo per farsi ammirare dalla folla, ma
Giacomo lo raggiunse e tagliarono il traguardo insieme.
Lautovelox parlante disse che aveva vinto Giovannino, per un millimetro di distanza da Giacomo.
Non potevate vedere il tripudio e la gioia di Baldo, ma anche la tristezza e linfelicit di Giacomo.
13
LA GUERRA DI ATENE
Tanto tempo fa, attorno al 200 a.C., un popolo si stabil in un pezzo della Grecia.
Gli abitanti venivano chiamati ateniesi , e la loro citt prese il nome dalla gloriosa dea Atena.
Un giorno, un servitore scopr che la Macedonia procedeva verso Atene, e il re si prepar ad
accogliere i macedoni con una schiera di cavalieri armati, tra cui il grande Ulisse e Achille.
Appena le barche a vela dei macedoni sbarcarono, i cavalieri partirono allattacco, e cos scoppi
una grande guerra.
I cavalli scivolavano sulla sabbia un po ghiaiosa, e cos gli ateniesi facevano fatica a
contrattaccare.
In una parte dove la spiaggia era piana, i due eserciti si bloccarono, e si guardarono intensamente
lun laltro, come se volessero dirsi:- Ehi, voi, tanto la guerra la vinciamo noi!
Improvvisamente, un guerriero, mosse la mano, port in alto il suo braccio e si mise a gridare a
squarciagola:-Guerra!
Tutti gli equini partirono al galoppo: alla riscossa! Gli hastati cercavano di trafiggere il torace ai
macedoni colpendoli, di sorpresa, alle spalle.
La gittata di lancio delle frecce degli arcieri ateniesi era molto lunga, un utile arma contro i
guerrieri macedoni che, come gli ateniesi, diminuivano di minuto in minuto.
Alla fine, la spiaggia era deserta. Non era presente nessuno sul campo di battaglia. Allimprovviso,
sbuc un guerriero da sotto la sabbia, dallo sguardo truce: era Achille!
Leroe immortale venne portato gloriosamente in trionfo, facendo cenno al re della coraggiosa
impresa compiuta.
Il re lod il fatto di Achille nominandolo Sir Achille di Grecia, e tutti urlavano con tutta la voce
che avevano in corpo: Achille! Achille! Achille!
Il grandissimo combattente acheo-ateniese aveva vinto una lunga battaglia, che venne ricordata
negli annali della storia come La grande battaglia di Atene
14
Tanto tempo fa, in un piccolo paesello di campagna, in una lussuosa villa, viveva un
cavaliere molto astuto.
Era esempio di arguzia e astuzia per il villaggio e la sua mole era molto nota in tutta la sua
cittadina.
Vestiva sempre con la sua adorata armatura di scaglie a cotta di maglia, i suoi duri
pantaloni e delle scarpe nere intonate con il suo vestiario superiore.
Siccome era vestito tutto di nero spiccante e aveva uno sguardo sempre serio con tutti, la
citt lo nomin Il Cavaliere Nero.
Ogni giorno partiva per qualsiasi punto cardinale per cimentarsi sempre con mostri
squamosi e orripilanti, i quali venivano sconfitti pedissequamente dal Cavaliere Nero.
Un giorno, un servitore sussult al re che una gigantesca bestia, somigliante a un
cinghiale con le zanne da elefante e la mole di mammut avanzava verso la citt dalle
foreste nordiche.
Il re prese le adeguate precauzioni: mand una schiera di cavalieri molto bravi, tra i quali
il Cavaliere Nero.
Partirono tutti a cavallo di bei purosangue inglesi verso le folte e fitte foreste nordiche.
Appena arrivarono alla foresta giusta, nessuno vide niente. Ad un tratto, il Cavaliere Nero
ud un rumore da un arbusto cespuglioso.
Allimprovviso, salt fuori una bestia orribile, e tutti avevano fifa. Tutti lo colpirono
lanciandogli affilatissime lance, ma nonostante questo, le armi lanciate rimbalzarono sulla
pelliccia del mammifero.
Quando lanimale fu ben vicino, il Cavaliere Nero scagli un fendente con la lancia, e gli
trafisse il torace. La bestia cadde a terra tramortita e dopo pochi secondi pass a miglior
vita.
Quando i cavalieri ritornarono alla cittadina, tutto il popolo port in gloria il Cavaliere
Nero, e questa la storia del Cavaliere Nero.
15
GINO E LE CAROTE
Gino era un contadino della campagna maremmana, e coltivava principalmente carote, barbabietole,
cavoli, porri, cipolle, lenticchie, piselli, fagioli e ceci.
Lortaggio che lui amava pi intensamente era la carota, un semplice ortaggio arancione con foglie
verdi, ma lui la considerava un piatto delizioso per il palato proprio per la semplicit del suo gusto.
Un giorno a Gino venne idea: provare a coltivare delle carote giganti. Nessuno era mai riuscito
prima, ma a lui che le adorava doveva assolutamente riuscire. And, perci, a comprare dei semi, li
mescol con un terriccio molto fertile, aggiunse un po di lievito per dolci ed and nellorto per
piantarli: secondo le sue previsioni, avrebbero dovuto dar vita a delle belle carotone succose e
appetitose.
Il problema, per, erano i merli e i corvi: ogni volta che versava un seme nella buca per piantarlo, i
corvi vi svolazzavano sopra minacciosi, pregustando la prelibatezza ( per loro!).
Per risolvere il problema, il povero coltivatore and in citt ad acquistare uno spaventapasseri
bruttissimo, in modo da spaventare gli odiosi volatili.
Torn a casa ed il problema si risolse: tutta la fauna volante che si accorgeva dello spaventapasseri
scappava ad ali levate e molto presto, nel giro di un chilometro, non si avvistava neanche lombra di
un uccello.
La semina, a quel punto, riusc perfettamente, e, siccome orami era sera, Gino rientr in casa, si
and a lavare mani e denti, e si infil sotto le coperte per dormire profondamente. Il giorno dopo,
nellaprire la finestra appena sveglio, Gino vide, con sua grande soddisfazione, che nel suo orto
erano apparse carote giganti: anche solo a guardarle, invitavano ad essere mangiate per la loro
bellezza.
Gino le port alla fiera ortofrutticola del suo paese e fece un figurone: tutti gli spettatori lo
applaudirono energicamente, e vinse addirittura una medaglia dargento, che gli consegn il sindaco
in persona.
Il contadino si rese conto che bisogna sempre provare a realizzare un sogno, anche quando sembra
irrealizzabile: con un po di impegno, pu anche realizzarsi.
16
IL PIZZICAGNOLO FRANCO
Franco era un uomo valoroso e paffutello, con gote sode e un sorriso impeccabile. Vestiva
solitamente con una maglia grezza scura e lunga e una classica veste per pizzicagnolo.
Di lavoro faceva il salumiere, ed era anche molto abile: vendeva alla gente salsicce e salamelle,
salami e prosciutti, mortadelle e capicolli, vitelle e manzi freschi di giornata.
La gente entrava spesso nel suo accogliente negozietto, con vetrine piene che deliziavano il palato
dei golosi acquirenti.
Il negozio era molto grande e diviso in reparti distinti: carni fresche da una parte, salumi da unaltra,
bistecche varie da unaltra parte ancora.
Dalla mattina alle 8:00 alle 16:30 di pomeriggio esortava vanitosamente a comprare le deliziose
carni, i buonissimi prodotti.
Aveva una moglie e tre figli, e ogni giorno sgobbava come un cammello da mattina a sera. A volte
consorte e figli andavano a recapitargli alcuni regali e lo aiutavano a gestire le vendite e i profitti
della sua avviata bottega.
Un giorno Franco stava tornando a casa fischiettando allegramente, portando della buona carne al
parentado. Quando arriv a casa, apr il portachiavi e frug con alacrit per trovarvi le chiavi della
sua abitazione, ma non le trov.
Cerc lennesima volta, ma per quanta attenzione ci mettesse non riusc a trovarle!
And al negozio e chiese a tutti i suoi colleghi se avevano per caso trovato chiavi smarrite a terra,
ma tutti risposero sfortunatamente di no.
Cos chiam un agente investigativo molto noto: Silo Canini, esperto in ritrovo di oggetti smarriti.
Mise mano alla lente dingrandimento e strisci come un militare su tutti i vialetti del negozio,
ma delle chiavi nessuna traccia.
Cercarono dappertutto, ma delloggetto perso nemmeno lombra. Il pizzicagnolo era deluso, e lo fu
ancora di pi quando dovette pagare i cento euro di ricompensa al detective.
Con una delusione inimmaginabile torn a casa, ma SORPRESA!!! Le chiavi spuntavano dal
sacchetto delle salsicce che aveva preparato per sua moglie per la cena a lume di candela quella
sera! Felice come non mai abbracci e baci i suoi parenti e continu la sua semplice vita di tutti i
giorni.
17
LAVVENTURA MARINA DI CHARLIE
Un giorno, un escursionista marino di nome Charlie appassionato dei tesori acquatici che si
nascondevano negli abissi marini, decise di fare un esplorazione nei fondali nell oceano Pacifico.
Prepar i bagagli e si equipaggi molto bene: bombole, maschera, pinne, muta .
Il suo interessamento per questa cosa era moltissimo, e port con s anche la videocamera a raggi
infrarossi per vedere anche in acqua. Quindi salp al molo 13 con una nave che andava alle Maldive
alle ore quindici.
Il viaggio dur un giorno e Charlie, che aveva il mal di mare, dovette vomitare pi volte. Cos, al
porto delle Maldive, quando la nave attracc, Charlie aveva un viso sconvolto e pallido come l
aglio.
Ma Charlie continu lo stesso e indoss l occorrente che serviva e con un tuffo da campione
olimpionico si tuff nelle acque del Pacifico.
Poi, Charlie fuori sent un rumore sospetto, e usc dall acqua per vedere che cosa era successo e
ebbe una grande sorpresa: una tromba d aria, un uragano in miniatura.
Dalla tromba d aria nacquero cumuli, grosse nuvole bianche arrotondate che fluttuano a un
altitudine di 500 a 2. 000 m, e dai cumulonembi, ovvero nubi temporalesche.
L uragano in miniatura discese lentamente dalle nuvole verso la superficie del mare e form un
camino alto parecchie centinaia di metri che, muovendosi come un vortice, assorb molte quantit di
acqua e schiuma.
Dopo, la tromba mor, e l acqua che bruscamente si liber da essa divent un pericolo.
Charlie si ricord che nel 1969, una tromba d aria alta 900 m si abbatt sulla California, uccise tre
persone, ne fer altre 17 e distrusse totalmente la gettata di un molo.
Poi a Charlie si ramment di 2 cose: la prima che nel 1969, nel Mississippi, l uragano Camilla
provoc onde alte 7, 60 m.
La seconda era che il tifone che devast il Bangladesh nel 1970 ammazz quasi un milione di
persone ed ricordato come una delle pi grandi catastrofi naturali del mondo.
Pass un po di tempo e Charlie vide un rift, che era una fossa molto stretta, ed ebbe paura di
andarci perch aveva il sospetto di rimanere incastrato l per tutta la vita.
Sul rift c era il dorsale, che era una montagnetta, e poi una grandissima fossa, di cui il fondo era
pi buio del nero pi nero che esista.
18
In seguito, accanto al rift, ecco una pianura abissale, che era decisamente pi elevata al rift e alla
fossa che aveva visto, e aveva qualche rilievo ogni tanto.
Poco dopo, Charlie si diresse a Ovest, e vide una cosa impossibile, a cui nessuno ebbe mai creduto:
un trilobite! Un animale marino che si credeva estinto da pi di 500 milioni di anni fa!
Il trilobite era l antenato dei granchi e dei gamberi di oggi. Il suo corpo, lungo 67 cm, era ricoperto
da un vero e proprio scudo diviso in tre parti.
Nuotava molto velocemente grazie alle numerose zampe ed erano stati anche i primi esseri viventi
fornite di occhi.
Questi occhi con molte sfaccettature, simili a quelli delle mosche, permettevano di vedere da ogni
lato contemporaneamente, di localizzare la preda e individuare i nemici.
Si nutriva di particelle di fango o di animali pi piccoli. Si arrotol su se stesso come un armadillo
in caso di pericolo per sfuggire al predatore che lo stava affannosamente cercando di papparselo.
Dopo, vide camminare sulla sabbia una aysheaia, che era un bruco spinoso che si stava
arrampicando su una grande spugna per nutrirsi.
Li accanto, ecco un odontogrifo, che era invece piatto e segmentato e aveva la bocca circondata da
tentacoli. Poi, a due passi da l, ecco una wiwaxia, che assomigliava a un ciottolo ricoperto di aculei
lunghi 5 cm e aveva la schiena ricoperta da placche durissime.
Dopo un paio di minuti, Charlie cambi direzione e and a Meridione, e trov un ammonite. L
ammonite comparse sulla Terra 400 milioni di anni fa.
Aveva 10 cm di diametro, solo che in Germania, alcuni scienziati ne hanno trovate alcune lunghe
1,60 m. Era coperta di una conchiglia simile a quella delle chiocciole e nuotava grazie ai tentacoli
analoghi a quelli dei suoi discendenti, le piovre e i calamari.
E dopo pens che avrebbe visto un sacco di animali preistorici e questo accadde: vide un temibile
dunklosteo, che era un pesce corazzato
Il dunklosteo era un cacciatore lungo 9 m, e aveva testa, mandibole e mascelle impressionanti. Il
corpo di questo pesce era ricoperto di una corazza fatta di piastre ossee che gli permette di avere
pochi nemici.
I suoi denti erano spaventosi e giganteschi: avevano una altezza di 50 cm! Era cos spaventato come
se ci fosse il finimondo o che gli stesse cadendo il cielo in testa.
Pass un oretta e Charlie dovette ritornare allhotel dove alloggiava perch nelle bombole non
aveva ossigeno. A cena mangio all inizio un bel piattone di rigatoni, di secondo un hamburger
fumante, di frutta un paio di ciliegie belle nere e di dessert una deliziosa cassata siciliana.
19
Il giorno dopo, Charlie si rituff in mare per vedere i tesori marini. E vide un pesce, ma non era un
comune pesce, era il celacanto, un incredibile sopravvissuto.
Era il solo superstite dei tempi antichi, ed era il pesce pi vecchio del mondo. E stato ritrovato nel
1938 da un peschereccio al largo del Madagascar, ma lo ributtarono in mare dopo averlo pescato
per farlo vivere ancora, e Charlie lo ritrov.
Somigliava a una grossa cernia e le sue pinne fanno pensare ad arti adatti per camminare sulla
terraferma.
In seguito, vide uno stetacanto, che faceva parte di uno dei primi squali. Aveva una strana pinna
dorsale sulla schiena che gli serviva per spaventare i nemici e per sedurre le femmine.
Dopo, naturalmente, vide un altro animale preistorico, ovvero l ittiosauro, un animale simile al
delfino che fece la sua comparsa al mondo circa 250 milioni di anni fa.
Quell ittiosauro filava nell acqua alla velocit di 40 km l ora.
Dopo un po vide un cronosauro dell Australia, che era lungo pi di 17 m, cio quanto la nostra
balena megattera.
La sua testa sembrava quella di un coccodrillo e raggiungeva addirittura 3 metri! In questa epoca
compaiono le tartarughe primarie, delle quali alcune sono lunghe 4 m!
All inizio vide un tonno, che mangi un paio di sgombri, i quali si nutrirono di acciughe, che
mangiarono a loro volta piccoli crostacei e plancton .
In seguito riusc a scorgere un banco di zooplancton, che composto principalmente da piccoli
crostacei, da meduse, da vermi e di larve di animali.
Tra i vari animali che formano lo zooplancton la maggior parte sono i copepodi che fecero banchi
giganteschi, lunghi perfino 100 km! Erano lunghi 1 mm.
Seguitamente ebbe una sorpresa gigante: una balenottera azzurra, l animale pi grande del mondo!
La possente regina degli oceani!
Era lunga 30 metri e aveva il grande peso di 170 tonnellate! L equivalente di 33 elefanti insieme!
Dopo fece un getto alto ben 8 m!
Charlie si ricord che le balenottere azzurre possono aumentare 4 kg l ora per i primi 7 mesi! Stette
a osservarla precisamente un giorno, e vide che mangi 4 tonnellate di krill, l equivalente di 4
milioni di gamberetti!
Charlie dovette tornare all albergo perch le bombole avevano finito l aria. Dopo cena si butt sul
letto stanco morto tanto da dormire subito, appena sdraiato, da non togliersi i vestiti e il suo ronfare
sembrava il ronzio di un calabrone.
20
Il giorno venturo si rituff in acqua e vag in lungo e in largo a cercare pesci, ma dei pesci quella
mattina non ce n era neppure l ombra.
Non cera niente, un pesce pagliaccio, una diatomea, una balena della Groenlandia . niente, n in
vicinanza n in lontananza.
Di conseguenza and pi al largo con la speranza di vedere almeno un pesce. Ma appena l ebbe un
brivido gelido in tutto il corpo e disse: - Ragazzi, sembra di stare in un ghiacciaio dell Era
Glaciale!
Per, pi in l riusc a scorgere uno squalo balena, esattamente uno squalo martello e uno squalo
tigre messi insieme!
Lo squalo balena vide Charlie e ora s che c era pericolo! Charlie batteva le pinne alla velocit dell
aereo supersonico, ma lo squalo balena gli stava sempre alle calcagna, con l acquolina in bocca.
I due si inseguivano per met oceano Pacifico ma a Charlie venne un illuminazione, una lampadina
sulla testa: - Che idea! Mettiamola alla prova, vediamo se funziona!
Allora l escursionista mise in atto il suo piano, perci and a uno scoglio grigio larghissimo ma
basso, ci gir intorno pi volte per confondere le idee all avversario e scart all improvviso,
facendo battere la testa su uno scoglio duro come il mattone allo squalo balena, ed esso vide le
stelle!
- Cavolo! Disse Charlie C da prendersi un infarto qua sotto, se non si temerari come Indiana
Jones! Qui un inetto, incapace e pauroso ci rischierebbe la pelle!
Se fosse stato un avvocato Charlie avrebbe fatto tornare neonato quello squalo balena e lo avrebbe
condannato all ergastolo, fino alla fine della sua spudorata vita.
L, se un pazzo si butterebbe in mare, in un centesimo di secondo non solo perderebbe la sua pelle,
ma gli si polverizzerebbero anche le ossa!
Dopo Charlie scov un esemplare di beluga, o in alternativa delfino bianco, che era lungo 5 m e
pesava pi di una tonnellata.
Il beluga emise un suono molto acuto, venne udito persino in superficie, il cui aveva una certa
somiglianza con il fischio del delfino.
Charlie si ricord che su un lungometraggio che aveva trasmesso in TV, diceva che i beluga alla
nascita sono di colore grigio azzurro. Poi verso i cinque anni diventano gialli. Solamente pi tardi
assumono il suo comune e naturale colore bianco.
Seguitamente vide un enorme capodoglio! Il capodoglio era il pi grande di tutti i cetacei ( forniti
di denti aguzzi come sciabole!)
Era un maschio, il quale, a occhio e croce pesava 40 tonnellate e una lunghezza di 18 m netti netti.
21
Quel capodoglio aveva una testa a dir poco enorme e molto pesante, la quale misurava circa un
terzo della sua lunghezza totale.
Charlie vide che soltanto la sua mascella inferiore era munita di denti. Clark scopr che quel mostro
si nutriva di calamari e di seppie.
Grande com era, il capodoglio non poteva avere molti nemici, e perci si mise a osservare ,a debita
distanza, la mole di quel grosso pesce.
Dietro a lui, scorse una specie di cavedano, un pesce dalla grandezza di 30 cm, pi in l, vide un
banco di giovani cavedani che si faceva trasportare dalle correnti acquee.
Il tempo era passato in men che non si dica, perci dovette abbandonare quella giornata piena di
emozioni.
Quando si svegli, ricevette un cablogramma da parte del padre, che diceva: -Figliolo, torna in
patria! Tutti hanno nostalgia di te!
Commosso da queste parole, part per il suo paese, felice di aver vissuto quellesperienza magnifica,
ineguagliabile.
22
L HOTEL RAVIOLI
L hotel Ravioli un albergo a 5 . E molto confortevole, e la hall in stile antico,
attraversata da miliardi di acquirenti delle camere.
Le camere splendono, ed hanno anche dei divani di Adriano Cesarini e delle poltrone firmate, una
cassaforte ultra - mega sicura, una vasca da bagno in bamb, dei quadri di Michelangelo, una
televisione al plasma 52 pollici, uno specchio gigantesco, dei letti a sogliola.
Nessun cliente si , prima dora, lamentato del trattamento riservatogli. La cucina diretta da
famosi chef francesi premiati: vengono serviti sulle tavole caviale, ostriche, aragoste aromatizzate e
altri piatti famosi.
Un giorno si present nella reception il presidente degli Stati Uniti DAmerica, Barak Obama.
Chiese una suite con maniglie in oro massiccio e tappeti orientali, una delizia per gli occhi. Paco, il
direttore dellalbergo, rimase allibito per un po, e Obama gli disse che se gli avessero riservato un
ottimo trattamento, gli avrebbe fatto una fantastica pubblicit.
Paco fece un singulto, e poi, senza paura, condusse amichevolmente il presidente alla sua camera.
Gli offr speciali pedicure, manicure e massaggi in modo da ammorbidirlo. Ogni mattina il
presidente faceva dei tuffi in piscina, e Paco gli accendeva le luci liquide, gli proponeva un salto dal
trampolino e gli riscaldava lacqua.
Mandava camerieri a proporgli gite nei boschi, partite di scacchi nella hall, amichevoli
conversazioni nelle terme, una coricata esposto ai solarium.
Alla fine del soggiorno, tutti erano in lutto per la decisione di Obama, perci tutti lo seguivano
chiedendo con qualche ti prego :-Allora per la pubblicit? Eh? Ce la farai buona o cattiva?
Alla fine di una lunga meditazione, il presidente annunci ad alta voce:- Vi far una fantastica
pubblicit!
Tutti saltarono in piedi con delle fortissime grida di gioia! Saltellavano, salutavano, incoraggiavano,
aiutavano gli altri e festeggiavano con champagne delle antiche cantine di Tavernello.
Le urla venivano udite perfino dai clienti al 5 piano che, pervasi dallallegria e dalla felicit
mandate dalla hall, si misero a ballare, a parlare e stappare spumante!
Insomma, per il signor Paco quello era stato il momento in cui si era sentito il direttore di albergo
pi fortunato della Terra.
23
LA DISAVVENTURA DELLAGNELLINO
Il vecchio pastore Jack era salito sul versante pi verde della montagna per far pascolare le sue
pecore con lerba migliore.
Solo cos - pensava i prodotti che ne ricaver saranno genuini e gustosi in modo che
mungendole e tosandole uscissero fuori migliori prodotti.
Giunto in vetta, ma ebbe una brutta sorpresa: un forte colpo di vento colp un piccolo agnello
indifeso e lo scaravent via. Lanimale si aggrapp con i suoi gracili zoccoli al bordo del precipizio
e mantenne salda la presa.
Il vecchio corse in suo aiuto, ma era troppo tardi: il povero agnellino non resistette a lungo e
dovette lasciare presa, cosa a lui fatale.
La sua velocit era tale che si sentiva il vento diradarsi al suo passaggio, come i servi si inchinano
al cospetto del loro padrone.
Per sua fortuna una giovincella, che era andata a pigliare un po dacqua alla fonte, lo ud, e riusc
a riprenderlo al volo. Lo trov impaurito, affamato e rattristato. La giovane pens di aiutarlo
rifocillandolo un po. Corse, perci, a casa a prendergli un biberon con del latte. Effettivamente,
bevendo quel latte che gli ricordava la sua mamma, lagnellino si tranquillizz e cap che quella
ragazza non aveva la minima intenzione di fargli del male.
Poco pi tardi, arriv il suo padrone, felice di averlo finalmente ritrovato. Appena la giovane
salvatrice glielo consegn, il vecchio jack lo baci e lo coccol affettuosamente.
Jack cap che la montagna con il vento non va mai sfidata, nemmeno per il pascolo migliore.
24
LE ROVINE DELLA RICCHEZZA
Sono stanco, perch ho appena attraversato met giungla, ma sento che devo continuare. Mi rialzo
dal sasso ricoperto di muschio, su cui mi ero seduto per riprendere fiato, e riprendo il mio viaggio.
Vedo tanti babbuini sghignazzare grattandosi le ascelle: sembrano allegri. Per sbaglio, inciampo in
una buca e rotolo velocemente verso non so bene dove. Mi risollevo da terra e proseguo
imperterrito sino al gigantesco idolo di pietra che mi si apre davanti: incredibile, ma proprio
quello che stavo cercando. Corro verso di esso strafelice. Mi faccio strada fra gli alberi e.. che
meraviglia! Gigantesche piramidi a gradoni e statue maestose inneggiano nitide nel cielo, in mezzo
a grossi blocchi di marmo e cave di pietra, ormai semicoperte da felci, cresciute selvatiche: ho
trovato le antiche rovine di un antica civilt vissuta migliaia e migliaia di anni fa! Vedo un
mastodontico leone di pietra, che ha lespressione affamata e furibonda.
Per terra, nascoste nella fitta vegetazione, intravedo alcune tavolette con strane incisioni a forma di
triangolo, cerchio e quadrato. Ne prendo una in mano e mi siedo, cercando concentrazione per
decifrare gli scritti, ma sono troppo difficili e lascio perdere tutto. Ma, proprio mentre ripongo al
proprio posto la tavoletta mi viene in mente un segno, e da quello intuisco la civilt da cui
provengono quelle incisioni: gli Aztechi.
Decido di portare con me alcune di quelle tavolette per farle studiare meglio dagli esperti. Mi
affretto, perci, verso la fermata dellautobus, fuori dalla intrecciata foresta pluviale. Arrivo a
Santiago e corro a consegnare tutto al museo di archeologia e ai suoi archeologi, che sono tra i
migliori del mondo.
Esorpresa! Per il ritrovamento di quei preziosissimi reperti, il direttore del Museo mi ripaga con
un assegno in cui la cifra a sei zero!
Ormai sono ricco, anzi ricchissimo!
25
PIROGA O TRANSATLANTICO?
T il suono fortissimo.
- Svelto Geremia, o perderemo la nave!-
-S, la fai facile tu, Rebecca, ma io ho nove valigie, grosse, appunto, come crociere.-
I signori Daici devono imbarcarsi per andare in vacanza alle Maldive. Hanno deciso di portare
praticamente mezzo arredamento della loro villa, con migliaia di hobby e passatempo da utilizzare
sulla nave.
I loro amici Scavotti hanno deciso, invece, di fare una vacanza pi avventurosa e hanno optato per
una piroga, vantandosi con i Daici per lidea originale al confronto della loro cos banale:
-Ts tutti vanno in crocierama vuoi mettere il fascino di una piroga? Noi s che ne avremo di
cose da raccontare al ritorno!-
Finalmente, tutti sono saliti sulla propria rispettiva imbarcazione e hanno preso il largo.
Il marito della signora Daici sta ancora sgobbando per sistemare le cose portate in cabina, mentre lei
impegnata a fare amicizia con altre signore imbarcate con loro, comodamente distesa su una
sdraio a prendere il sole, chiacchierare e tessere un paio di calze per il marito.
Gli amici Scavotti, invece, stanno giocando agli esploratori sulla loro piroga, sentendosi dei piccoli
Indiana Jones. Allimprovviso si sente unesclamazione del capitano della piroga:
-Attenzione! Scogli a prua! Scogli a prua!-
In men che non si dica la piroga si schianta sugli scogli, e nellurto lo scafo anteriore va in mille
pezzi. Neanche a dirlo: i signori Scavotti si ritrovano in acqua e, impauriti, cominciano a sbracciare
per chiedere aiuto.
Per loro fortuna, il transatlantico dei signori Daici passa di l proprio in quel mentre e tutti i
passeggeri della piroga vengono tratti in salvo.
I signori Scavotti si ritrovano tutti infreddoliti e ancora decisamente scioccati per lo spavento, ma
Geremia non riesci proprio a trattenersi:
- Vedete le piroghe? No, no, grazie. Lo sapevo io che erano meglio i transatlantici!!-
26
IL POMPIERE
Un giorno, per uno sbadato signore che aveva lasciato i fornelli aperti nella cucina, la Villa Cagli fu
preda di un megagalattico incendio.
Il pompiere Mauro si precipit sul posto con due colleghi e azion la pompa a tutta la velocit,
puntandola su ogni angolo della bella dimora.
Sparava acqua a destra e a sinistra, sulle tende di pizzo ricamato, sugli argenti antichi, perfino sulle
tele dei quadri delle rappresentazioni di Leonardo.
Il tetto era diventato un grosso e arcuato copricapo, che espungeva fiamme incandescenti di fuoco
gi per il tubo della grondaia della casa.
Il pompiere riusc a penetrare nella villa ed a spegnere le bollenti fiamme infuocate che stavano
divorando ogni cosa davanti al ricco proprietario terrorizzato.
Dopo dieci minuti di alta tensione, un vero miracolo: la casa che sembrava crollare da un momento
allaltro rimase pressoch intatta. La velocit e la maestria del valoroso pompiere avevano limitato i
danni al solo arredamento, mentre i muri avevano resistito alla grande!
Il padrone della casa dette una ricompensa super al pompiere, che nel ringraziarlo non riusc a
trattenersi: Grazie, grazie, ma . Abbia pi attenzione per la sua casa, soprattutto quando ai
fornelli, o la prossima volta non ne rimarr nulla!
27
UN MATTINO IN CAMPAGNA
Sono in un prato immenso con colori pi vivaci di quelli dellarcobaleno. Corro a destra e a sinistra
come un pazzo, sprizzando vivacit e allegria da ogni poro. Non mi sembra vero: c un sole
implacabile che batte incontrastato sui fili derba coperti di rugiada mattutina. Faccio un bel salto e
mi stendo a pancia allaria ad osservare le strane forme che compongono le nuvole che di tanto
intanto passeggiano nel cielo, spinte da un venticello fresco: alcune sono sagome divertenti come
quella di una lavatrice, altre gigantesche come quella dellelefante, altre ancora cicciottelle, proprio
come un maialino paffutello . Il salso profumo del torrente che scorre nei fossi, il cip-cip degli
uccellini, larmonia che si crea tuttintorno: proprio un paesaggio che starebbe bene in una favola.
Che fortuna trovarsi qui, in mezzo a tutta questa bellezza!
E quanto di meglio possa desiderare un ragazzo della mia et: una delizia per gli occhi, per la testa,
ma soprattutto per il cuore.
28
UN PIPISTRELLO IN SOFFITTA
I tre figli della ricca duchessa Van Ralli avevano deciso di far cambiare casa alla loro madre dopo la
morte del loro caro babbo.
Dopo una lunga ricerca, scelsero di acquistare una vecchia ma affascinante dimora in cima alla
collina, appena fuori citt.
Si prepararono al trasloco e quando, finalmente, varcarono la porta della loro nuova casa, ebbero
una strana sensazione, come se qualcuno o qualcosa li stesse in qualche modo attirando in soffitta.
Come tutte le soffitte che si rispettino, anche quella era piena di polvere e di ragnatele, con
scatoloni e vecchi mobili accatastati. Improvvisamente, qualcosa si mosse velocemente in un angolo
superiore del solaio, e in un attimo riscomparve nelloscurit.
Andrea, il fratello maggiore dei tre, and a controllare, ma non vide niente di indicativo. Poco dopo,
una sagoma nera come il carbone prese il volo e gir confusamente per tutta la stanza.
Rita riconobbe immediatamente che la cosa nera era un pipistrello, ed ebbe limpeto di strillare, ma
Andrea glielo imped:
Quellanimale innocuo, e, se non lo molesterai, lui non ti dar fastidio.
Non vero! rispose Rita terrorizzata.
Invece s!
I ragazzi rimasero silenziosi per un attimo, poi si avvicinarono al mammifero volante.
Il pipistrello agit goffamente le ali, si ferm per un attimo, ed infine vol fino al guardaroba della
vecchia duchessa nella stanza di sotto.
29
I bambini decisero di non spifferare niente di niente alla madre, e di lasciare totalmente perdere la
faccenda: se lo avesse scoperto, la Duchessa avrebbe immediatamente voluto cambiare casa!
A loro invece quella vecchia casa entusiasmava anche per i pipistrelli:
Se siamo fortunati pensarono- ci troviamo anche qualche fantasma!! E .magari possiamo farci
anche amicizia!!
30
IL CIRCO PARADISO
Il circo Paradiso un fantastico circo pieno di meravigliosi spettacoli acrobatici con acrobati,
animali addestrati e abili jolly e mangiafuoco. Il biglietto dentrata costa soltanto due euro per
persona, ma per i ragazzi sotto gli undici anni regaliamo una bella sorpresa: ENTRATA
GRATIS!
E possibile comperare piccoli portachiavi e peluche di animali: si pu acquistare inoltre, senza
alcun intoppo o fregatura mini-sfiziosit: patatine PAI, PUFF oppure CRIK CROK, arachidi di
marca, mandorle salate, noccioline e semi extrasalati ( o no, a voi la scelta ) di zucca.
Il primo spettacolo il salto della tigre nel cerchio di fuoco: naturalmente, ben addestrata com,
riesce sempre a passarci dentro uscendone senza neanche qualche pelo infuocato.
Il secondo spettacolo sono gli ammirevoli salti da un trapezio a un altro dei giovani trapezisti;
abilmente assumono, in volo, pose spettacolari, atterrando ognuno nell altalena dellaltro.
A seguire, nel terzo spettacolo, due giovani acrobate con il vestitino rosa si esibiscono con posature
spettacolari, in piedi su un cavallo che corre per larena del circo.
Nel quarto spettacolo, una persona abbastanza robusta e con braccioni nerboruti doma con facilit,
inoltre che con una lunga frusta di peli di cervo, due grossi leoni africani.
Ancora dopo, nel quinto spettacolo, due uomini dalle braccia veramente muscolose, si lanciano da
notevole distanza tanti grossi elettrodomestici, come lavatrici, lavastoviglie, frigoriferi .
Nel sesto spettacolo, due acrobati saltano altissimi su un mastodontico tappeto elastico e, quando
sono in aria, posano, assumono forme straordinarie, fanno i salti mortali, tanto da sembrare che
fanno yoga in aria.
Nel settimo spettacolo, invece, tanti mangiafuoco si esibiscono correndo e sputando lingue di fuoco
da tutte le parti.
Nellottavo spettacolo dei buffi e divertenti pagliacci si tirano calcioni e inciampano dappertutto,
come imbranati laureati in pasticcioneria professionale.
Nel nono spettacolo alcuni possenti sollevatori di pesi sollevano incudini e molti altri pesanti pesi di
ferro. Infine, nellultimo nonch decimo spettacolo, il cannone umano: una persona viene sparata a
gran velocit per sessanta metri di distanza, da un apposito cannone e, quando sparato il coraggioso
volontario per il cannone umano, tutti gli acrobati tornano in campo, disponendosi in fila, e
ringraziano il pubblico con saluti e inchini.
31
IL MAGGIOLINO DI CAMPAGNA
Cera un bel giorno soleggiato, sotto il sole cocente, un maggiolino tutto verde, aveva due antennine
proprio sul capo e unaria vivace da far invidia.
Era sopra una fogliolina rossa di papavero, e ne stava mangiando il succoso polline; alz le ali e in
un ronzio debole spicc un volo n brutto n bello. Sorvol campi e uliveti, frutteti e laghi, boschi e
monti fino ad arrivare al campo ortofrutticolo di citt abitato da suoi compagni maggiolini.
Si scambi qualche chiacchiera e parlarono degli amici bruchi gialli, rossi e verdolini, che
mangiavano tutte le foglie del campo di carote.
Tutti insieme pasteggiavano con del buon cibo accanto a un fal di fuoco acceso. Ridevano e
scherzavano tutti insieme, sotto la bella luna piena di quelle notti.
32
IL PIZZAIOLO MARIO
In una pizzeria locale, vicino alla strada provinciale, lavorava un bravo pizzaiolo di nome Mario.
Era un ristorantino rustico di citt: non era famosissimo, ma faceva ci che doveva fare una pizzeria
e per questo i clienti non mancavano mai.
I tavoli di legno erano abbelliti con tovaglie di stoffa rossa. Le sedie avevano dei cuscini decorati
con disegni di margherite.
Quanto al men, esso era davvero vario: pizze bianche o rosse di ogni variet.
Come bevande erano disponibili birra alla spina, boccali di vino rosso o bianchi, acqua frizzante e
naturale e bibite varie.
Per i piccoli invece cera un men a parte e si poteva avere coca-cola e aranciata a volont.
Mario mandava i suoi aiutanti al supermercato a comprare gli ingredienti necessari: farina,
mozzarella, pomodoro e le aggiunte, come rucola, wurstel, acciughe, capperi.
Al loro rientro Mario si metteva al lavoro con Tommaso, il suo amico pizzaiolo che lavorava con
lui.
Impastavano acqua, farina e sale e con un mattarello di legno spianavano limpasto ottenuto. La
mozzarella e il pomodoro venivano in seguito, cos come le aggiunte, dopodich la pizza veniva
messa immediatamente in un grosso forno a legna.
La cottura non richiedeva molto tempo, e i camerieri di Mario sfrecciavano per i corridoi della
pizzeria con i pattini consegnando la pizza ai clienti su un piatto fumante e succulento.
E poi tutto ricominciava: altri ingredienti, altra pizza.
Il lavoro del ristorante era duro, ma con tante persone ad aiutare per Mario era quasi divertente.
33
IO E I PRATI
Come un pazzo urlo per la contentezza e corro dappertutto. Mi sembra di trovarmi in un sogno:
cos incredibile che non credo ai miei occhi; non pu essere vero, non ci credo.
Un campo ricoperto di belle lucenti spighe tutte doro, che si piegano allaffettuosa brezza, come
teste che negano inesorabilmente.
Scuoto il capo su e gi, per apprezzamento di quel magnifico paesaggio che assomiglia a un quadro
che lascia lo sguardo perso per la sua bellezza immensa.
Una meraviglia senza eguali, un bene della natura.
Godo pasciuto e unto di bellezza di tutto quello che mi trovo davanti: impossibile non spalancare
gli occhi n aprire la bocca.
Osservo ammirato quel campo interminabile, pieno di spighe di grano brulicanti di colore oro,
pronte pronte per essere tagliate e venir trasportate nel granaio. In compagnia di tanta bellezza e aria
fresca mi trastullo, felice.
Dormo sullerba, e le spighe sembrano dei materassi morbidi morbidi.
Mi alzo, sono le 7:00, devo andare a scuola: stato tutto un sogno, un bellissimo sogno.
34
NINO IL COCCODRILLO
Nino era un coccodrillo calmo, con occhi grandi e gialli e squame sul suo dorso, lavato da un
uccellino lavatore.
Era predatore: appena vedeva un cerbiatto sul fiume allabbeverata lui si piombava su questo per
farselo arrostire bene bene per cena.
Una bocca larga grossa - sembrava un pozzo - e gote rosse come il papavero; denti aguzzi per
sgranocchiare e spiluzzicare i deliziosi cibi che il suo padrone arrostiva, bolliva o lessava per lui.
Aveva gli occhiali, era di 40 anni, buono come un batuffolo con gli umani ma crudele come il
diavolo con gli animali
Camminava scrocchiando i ditoni dei piedi, passava naturale sui massi del fiume, andandovi a
trovare, alla periferia, i suoi compagni coccodrilli, che andavano a volte alla polizia dei coccodrilli a
denunciare qualche alligatore malvivente e bandito.
Passava il tempo a divertirsi a fare scherzi alla scimmietta superstiziosa, allippopotamo impotente,
al suo padrone imponente.
Stava in acqua calda, con le ninfee e i rospi e le rane birichine che gli sorvolavano veloci la testa,
con gli altri coccodrilli che se ne stavano sui materassini grigetti e lisci come la neve ( gli
ippopotami ), con le mangrovie, che con le loro radici facevano lidromassaggio ai coccodrilli.
Quella era la vita dei coccodrilli del Madagascar: niente male, vero?
35
IO & NONNO MIKE
Nonno Mike abita in montagna, in una grossa e spaziosa baita fatta con un legno cos duro che
nemmeno le corna di un alce sarebbero capaci di fracassarlo.
Attaccati alle pareti ci sono grandi visi di cervidi dei boschi; so che il nonno, in passato, era stato un
abile cacciatore di animali.
I tappeti sono fatti con pelo di renna; c perfino un caminetto dove spesso mio nonnoi nserisce un
blocco di legno ardente, in modo che nei giorni freddi laria dellabitazione si riscaldino
costantemente.
Ogni mattina mi porta a fare una passeggiata nei verdi prati montani; io annuso il profumo delle
margherite e le ortensie, mi sdraio sullerba fresca, guardo gli insetti mangiucchiare il polline dei
fiori.
Mi fa fare il formaggio con un attrezzo apposta: io prendo il mestolo e mescolo il liquido chiaro che
cuoce nella pentola sul fuoco.
I letti sono lunghi e confortevoli, con larghi cuscini di penne di anatre dello stagno dove nonno mi
portava a osservare le trote, che si dimenavano nel tragitto dal capo dello stagno
alla fine.
A pranzo e a cena si mangia una speciale zuppa, di cui solo mio nonno conosce la ricetta; uno
strano mix di pesci e carne assieme.
Nei boschi gioco a intagliare con un coltellino per creare trenini e simili da grossi blocchi di legno
che cadono dagli imponenti faggi che prevalgono nelle foreste alpine.
Io sono felice di beneficiare di tutte le cose belle che nonno Mike mi offre di provare; un giorno
sono sicuro che mi sdebiter con lui.