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VERITA E PACE

Premessa
Parlare di verit e pace oggi tanto attuale quanto complesso. Attuale perch viviamo in
un mondo nel quale sono deboli e pochi i id segnali di pace, complesso perch indubbio
che largomento stato in passato (oggi sembra meno oggetto di dibattiti, ri!lessioni nei
pi" disparati contesti. #uesto articolo vuole essere un ulteriore contributo alla questione,
nella consapevole$$a della complessit del tema. %opo un prima sensa$ione di
con!usione giusti!icata dal timore di perdermi in un mare magnum di concetti, di no$ioni, di
!rasi !atte pronunciate in dibattiti, letture, in modo anche retorico nei disparati contesti
(sociale, politico, educativo, religioso, !iloso!ico, ho avvertito lesigen$a di trovare un
!ondamento alla pace. &ano a mano che andavo ri!lettendo sullargomento mi accorgevo
di pensare sempre meno alla pace e pi" alla verit, al senso della verit. 'redo che qui
stia il punto di parten$a della mia ri!lessione( la !erma convin$ione che non si possa
parlare di pace sen$a parlare di verit, sen$a !ar luce sulla verit. )l punto ( quale verit*
%i quale verit stiamo parlando* +econdo il mio punto di vista la verit delluomo. ,a
pace un valore umano da cercare in noi stessi. #uesto lassunto da cui intendo partire.
-acendo un passo ulteriore possiamo a!!ermare che la verit delluomo, per il cristiano,
trova il suo valore e !ondamento nella persona di colui che si rivelato come .ia, .erit e
.ita, cio 'risto. %io, non solo si rivelato a noi attraverso lumanit di /es" 'risto, ma ha
svelato a noi stessi anche la nostra vera umanit. #uesta stata la prima esigen$a, se
volete astratta, che ho sentito. ,a seconda esigen$a stata pi" concreta, reale e cio di
trovare una declina$ione alla pace. -atte salve le numerose considera$ioni e apporti gi
presenti sullargomento, la pace stata intesa, e lo tuttora, come una questione di
politica o di disarmo, come !atto sociologico, come !atto religioso, come esigen$a etico0
!iloso!ica, pedagogica e quantaltro. 'redo che le visioni della pace si possano riassumere
secondo due categorie !ondamentalmente( la prima di tipo microscopica, nel senso che si
parla di pace in una dimensione personale, sia intrapersonale che interpersonale1 la
seconda di tipo macroscopica, nel senso invece di una dimensione socio0politica, pi" a
livello di massimi sistemi, di organi$$a$ioni, di gruppi
2
. 'ome dicevo, ritengo e sono
convinto che ancora prima di essere un !atto che interessa la societ, la politica e via
dicendo, la pace un valore umano da cercare in noi stessi, !acendo luce su noi stessi.
La logica bipolare
3gni giorno constatiamo, sia nella nostra vita privata che in quella pubblica, come sia
di!!icile coniugare questi due termini, verit e pace. 4asti guardare al linguaggio, (usato
nella politica e non solo, per esempio, che non solo rappresenta lo strumento per
comunicare, ma soprattutto esprime il nostro essere al mondo, la nostra modalit di stare
con gli altri, di vivere i rapporti, la nostra identit personale e culturale. %icevo, basta
guardare a questo per accorgerci di quanto si !accia un suo uso improprio che non !a che
esprimere dei rapporti di potere, di !or$a. #uello che sottost a questo linguaggio sembra
essere una logica bipolare che riduce tutto a due poli( bianco5nero, buono5cattivo,
!orte5debole, maggiore5minore, superiore5in!eriore, sviluppo5sottosviluppo, pro5contro (se
non sono a !avore si d per scontato che io sia contro, e via dicendo. +eguendo questo
pensiero come se !ossimo indotti a perseguire una posi$ione di maggiore, superiore,
per cui ci sentiamo nella posi$ione del buono, giusto, normale per noi stessi, e una di
minore, in!eriore per cui gli altri sono anormali, nel torto ecc
6
. ,a televisione di certo non
aiuta a tenerci distanti da questa logica. Pensiamo ai programmi per bambini1 alcuni
cartoni animati !anno uso di un linguaggio aggressivo, basato sulla competi$ione non
sana ma tendente a scon!iggere lavversario visto come il nemico da eliminare, il cattivo
(ad esempio le Tartarughe Ninja Mutanti)
3
. +e pensiamo poi ai dibattiti televisivi, che siano
di tipo culturale o politico, la situa$ione certamente non migliore. %i!!icilmente nella
1
P.7oveda, 'hi luomo di pace*, in AA....,Verso la pace, 8lle di ci, 9orino, 2::2,
pp.2;0<6.
2
P.Pat!oort, Costruire la nonviolenza, ,a &eridiana, 4ari, 2::6, pp.2:066.
3
'.Popper, Televisione cattiva maestra, %on$elli editore, 7oma, 2::=, pp.>20:2.
nostra vita quotidiana usciamo da questa logica, perch come se avessimo bisogno di
vedere un vincitore e un perdente1 come se avessimo bisogno di dimostrare che siamo
superiori e gli altri sono in!eriori. Allora la domanda sorge quasi spontanea( perch
abbiamo questo bisogno di sentirci dei vincitori e di vedere gli altri scon!itti* 9utto ci?,
credo, nasca da un bisogno di dimostrare agli altri quanto valiamo, quanto siamo bravi1 dal
bisogno di sentirci persone o@
A
. Ad un livello pi" pro!ondo, attraverso questo
atteggiamento (del dimostrarci pi" degli altri, noi cerchiamo di esorci$$are la paura di noi
stessi, di evitare il nostro sentirci di poco valore. )n sostan$a un bisogno, una !ame di
riconoscimento per come siamo ci? che ci spinge a questo, che ha radici nellin!an$ia nel
senso che se non veniamo riconosciuti positivamente in modo incondi$ionato e in modo
adeguato per come siamo, la nostra autostima, la !iducia in noi stessi viene minata. -accio
un esempio. +e un bambino non viene valori$$ato, se non gli vengono dati riconoscimenti
incondi$ionati su quello che come persona, sul suo valore1 se si continuano a
sottolineare solo i suoi aspetti negativi e mai quelli positivi, non si !a altro che aumentare la
sua insicure$$a e disistima. -rasi come non sei buono di far niente, sei uno stupido non
ne combini una buona! dovresti fare come gli altri che sono pi" bravi! capaci! dovresti
fare di pi" accrescono la s!iducia, linsicure$$a in se stessi. +ar molto !orte allora il
bisogno di dimostrare allaltro quanto si vale. )n che modo* )nstaurando rapporti o meglio
giochi di potere, di !or$a1 sB perch si tratta di veri e propri giochi psicologici del tipo il mio
meglio del tuo e cosB anche da adulti perpetuiamo questo gioco del !arci valere, con
spiacevoli conseguen$e sul piano del benessere psico!isico
;
. %a questo atteggiamento
nasce, inoltre, la pretesa di sentirsi superiore allaltro1 la pretesa che sia laltro a dover
cambiare se si vuole ottenere qualcosa e che si imponga allaltro la propria visione della
realt, della verit. )n questa ottica laltro mi spaventa perch per me rappresenta una
minaccia alla mia personalit, un nemico da scon!iggere.
4
9.A.Carris, #o sono o$! tu sei o$, 4D7, &ilano, 2:>:.
5
8.4erne, % che gioco giochiamo, 9ascabili 4ompiani, &ilano, 2:>:.
Far luce su noi stessi
%iversamente, lapertura verso laltro, landare incontro allaltro, il dialogo come ascolto di
colui che ho di !ronte per comprendere le sue ragioni (il dialogo dialettica1 dov oggi la
dialettica nei dibattiti e conversa$ioni che assistiamo*, parte dal !ar luce su noi stessi, sui
nostri bisogni, sulle nostre emo$ioni, sui nostri comportamenti
=
. )n altre parole il saper
riconoscere laltro richiede innan$itutto di saper riconoscere me stesso. )n questa ottica
allora laltro non pi" per me un poten$iale avversario ma lo considerer? un poten$iale
arte!ice del mio successo. )l con!litto diventa una possibilit di crescita e non un ostacolo,
una minaccia alla mia identit. ,ascolto diventa non un obbedire a !are ciecamente quello
che laltro dice, ma atten$ione allaltro, a ci? che laltro mi vuole comunicare, per
comprenderlo. )l comprendere empatia, mettersi dal punto di vista dellaltro per capire
le sue ragioni e non per dominarlo
E
. Attraverso questa chiave di lettura la pace si declina
nel riconoscimento di s, che vuol dire sapersi ascoltare nelle proprie emo$ioni, pensieri,
comportamenti, per valori$$arsi e per essere consapevoli di come siamo !atti per poter
riconoscere laltro e aprirci allaltro. ) sostantivi verita e pace diventano allora strettamente
uniti nella misura in cui la pace un valore umano da cercare in noi stessi prima che in
altri. Dn impegno questo, quasi un imperativo etico, certamente arduo e !aticoso perch
chiede di mettersi in gioco, di assumersi delle responsabilit, di riappropriarsi del proprio
#o, nelle sue parti chiare ed oscure. )n altre parole uneducarsi alla ri!lessione su di s
per portare alla luce non solo quanto di buono e di positivo vi in ciascuno di noi (la parola
educa$ione deriva dal verbo latino e&'ducereFportare !uori, ma anche nel portare alla
luce le nostre parti in ombra che di!!icilmente vogliamo riconoscere e accettare ma
rappresentano la nostra umanit e la nostra ricche$$a.
Verso una pedagogia della pace
6
&.4uber, #l cammino dell(uomo, 8di$ioni #uiqaGon, 4), 2::H, pp.A20;=.
7
&.4aldini, +ilen$io, ascolto e dialogo per la pace in AA...., Verso la pace, 8lle di ci,
9orino, 2::2, p.A=.
Ie consegue da questa argomenta$ione una proposta pedagogica rivolta a chiunque
operi nellambito della !orma$ione e crescita della persona (genitori, insegnanti, educatori.
Penso, ad esempio, alla scuola e alle problematiche oggi presenti in questo ambito (dal
rapporto con!littuale tra insegnanti e alunni, tra alunni stessi per arrivare ai !enomeni di
bullismo e vandalismo, purtroppo sempre pi" !requenti.
Dn progetto di educa$ione alla gestione dei con!litti, di educa$ione al valore dellaltro, al
rispetto dellaltro che parta, in primo luogo, da uneduca$ione alla verit in se stessi
attraverso la presa di consapevole$$a e la valori$$a$ione del proprio mondo emotivo,
a!!ettivo e sessuale, reali$$ato con metodologie e!!icaci quali il circle0time, role0plaJing (per
citarne alcune, credo sia molto importante in quanto una pre$iosa occasione che si o!!re
ai raga$$i per poter parlare di s, per ini$iare a conoscersi, per poter esprimere le proprie
emo$ioni, sentimenti e pensieri. 8 un modo questo per educare alla cura di s, per dare
!iducia, sicure$$a, valore, perch proprio ci? di cui essi hanno bisogno nel di!!icile
cammino di crescita dellidentit personale e sociale. ,a scuola e altre agen$ie educative
hanno un ruolo importante che, ovviamente, non quello di sostituirsi alla !amiglia, dove i
semi della !iducia, della sicure$$a e autostima di s dovrebbero essere !atti germogliare
con la passione e lamore di chi vede crescere giorno dopo giorno i propri !rutti, ma di
con!ermare, ra!!or$are e, in alcuni casi, educare a quegli stessi valori, nella
consapevole$$a che solo attraverso di essi si possano costruire ponti di dialogo, di
speran$a an$ich erigere muri di odio e di violen$a. )nsomma, un cammino che attraversa
tutte le !asi della vita a cominciare dallin!an$ia. 3!!rire percorsi !inali$$ati a questo signi!ica
inevitabilmente inserirsi in un percorso pedagogico di pace, in quanto sono convinto che
sen$a una pace interiore radicata nella !iducia, sicure$$a, valori$$a$ione di s, non si
possa costruire una pace esteriore basata su positivi e costruttivi rapporti sociali.
Conclusione
/andhi parlava del )at*agraha
+
come !or$a della verit, !or$a dellanima posta a
!ondamento dellagire nonviolento. ,a pace una conquista, un impegno a partire da noi
stessi. )n questa acce$ione positiva del termine la pace diventa impegno in vista di una
progettualit, di uno sviluppo, di una crescita della persona, mentre nella sua acce$ione
negativa assen$a di guerra, di violen$a. Ion posso non essere daccordo con 4obbio
quando scrive che la guerra un concetto !orte mentre la pace un concetto debole
:
1
occorre in!atti ridare un signi!icato positivo, uno spessore concettuale alla pace per darle
!or$a. %icevo che la pace impegno perch non scritta nella natura1 la natura in!atti
con!littualit, scontro di !or$e contrapposte, non da tacere ma da riconoscere e imparare a
gestire perch sono anche la nostra ricche$$a. Kalt Khitman diceva( #o mi contraddico!
sono ampio! contengo moltitudini, e lo stesso 8raclito a!!ermava che ,olemos - padre di
tutte le cose e di tutte re . 'oncludo queste ri!lessioni con il titolo e il sottotitolo di un libro
che ho trovato molto stimolante e che riassume bene quanto !inora ho detto(.na carezza
incondizionata salver/ il mondo0 come vivere in un mondo pieno di amici . )n altri termini,
solo se siamo riconosciuti e ci riconosciamo positivamente per la nostra unicit1 solo se
siamo valori$$ati e ci valori$$iamo per le nostre capacit1 solo se siamo stimati e ci
stimiamo per la nostra essen$a di esseri umani, allora diventeremo persone !iduciose,
capaci di costruire rela$ioni positive e nutrienti per noi e per gli altri
2H
.
Dr. Ettore Botti
Consulente e Formatore, Outdoor Trainer, Velista
Per contatti:
ettore.bottinostostudio.it
!!!.nostostudio.it
8
&.L./andhi,Teoria e pratica della non violenza, 8inaudi 8ditore, 9orino, 2:E<, pp.2A02>.
9
I.4obbio, #l problema della guerra e le vie della pace, )l &ulino, 4ologna, 2:E:, pp.2;:0
2>:.
10
/.+quin$i, .na carezza incondizionata 1salver/ il mondo), 4ompiani, &ilano, 2::>.