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FABRIZIO CORVI

Note sul lavoro di Fabrizio Corvi


di Angela Madesani
Fabrizio Corvi una sorta di regista dellimmagine. Ogni
fotografia nasce prima di tutto nella sua testa, nei suoi
pensieri. Crea poi una scenografia in cui appaiono oggetti,
personaggi, situazioni, carichi di implicazioni, di metafore,
che poi viene immortalata attraverso la fotografia.
Ognuno dei suoi lavori un racconto che ci attira e ci
immerge in una serie di problematiche sicuramente
esistenziali, ma anche sociali, artistiche. nutile sottolineare,
perch si tratta di un aspetto evidente, quanti siano i
richiami alla storia dellarte, alla scultura classica, ma anche
alla cultura classica, a Mantegna e alla sua rilettura offerta
da Pier Paolo Pasolini, alla pittura e alla scultura barocche,
a Velzquez, a Magritte, a certo Surrealismo. suoi sono
dei tableaux vivants del nostro tempo in cui il colore gioca
una forte valenza simbolica. colori delle fotografie sono
drammatici, dramma in senso classico di azione, spesso i
"Sogno" (the dream) della serie The Liferoom *
toni sono volutamente calcati.Nulla di concettuale, di
studiato in quel senso, anzi, Corvi afferma di comprendere
appieno le sue fotografie solo dopo averle scattate. Si
definisce un "fatuografo, con un gioco di parole che forse
funziona solo in italiano, convinto com che una sua foto
non possa cambiare i destini del mondo.
n un mondo di immagini cruente,
forti, come quelle che ogni giorno
ci vengono proposte dai media,
lunico modo attraverso il quale
un artista pu comunicare le
cose forse il gioco. La sua
una scelta solo apparentemente
facile: non , infatti, per nulla
semplice riuscire a trattare temi
complessi, alti, con un linguaggio
giocoso, talvolta persino
divertente come lui fa da qualche
anno a questa parte.
"Ritratto di Patrizia Pelliccia, danzatrice" della serie "Dirty but white"

"005" della serie Che Bambola!
Ognuna delle sue immagini un mondo, una grande o
piccola costruzione di sapore teatrale. Corvi vuole dare vita
a unoperazione densa e leggera in cui lo spettatore possa
immergersi senza paura, per riuscire a vivere le diverse
esperienze e ognuno pu intraprendere il proprio viaggio.
Da parte sua non c nessuna pretesa di offrire delle
soluzioni, di dare dei giudizi imprescindibili. Le sue
immagini sono qualcosa di pi, qualcosa di diverso.
La costruzione di ogni lavoro richiede un grande impegno
con unattenzione puntuale per i dettagli. Non bisogna farsi
trarre in inganno: i suoi lavori non nascono da una sapiente
operazione di photoshop, anzi. Sono costruzioni sceniche
in cui il ruolo della luce determinante. Ci troviamo di fronte
a un fotografo, nel senso pi pieno del termine, che ha
lavorato per anni con questo mezzo in chiave professionale
e che ora fa ricerca tenendo conto della specificit e della
complessit del mezzo con il quale si esprime con la
spontaneit e la forza della sua natura esistenziale.
protagonisti delle sue immagini sono perlopi i compagni
"Barbablu" - della serie Fiabelica
di cammino, con cui si confronta quotidianamente sui temi
della vita, che spesso gli capita di trasformare in immagini.
Nel suo lavoro si parla di fotografia, non c nessuna
tensione di matrice pittorialista. La sua una metodologia
che potrebbe rimandare piuttosto, tenendo conto del tempo
passato e non certo invano, alle ricerche dellinglese Julia
Margaret Cameron. La volont quella di affrontare un
soggetto pittorico in chiave fotografica. Con le sue immagini
ci troviamo di fronte a soggetti che abbiamo gi trovato in
pittura e che qui sono stati riletti attraverso un altro
linguaggio che d loro un altro volto.
* Le immagini "Sogno" e "Tentazione" della serie The Liferoom sono state
esposte durante l'evento conclusivo della 54^ Biennale di Venezia, con la
mostra del Padiglione talia svoltasi a Torino da dicembre 2011 a febbraio 2012.
"Tentazione" (the temptation) - della serie The Liferoom *
Molte persone sono solite dire che la guerra, la sopraffazione, la
schiavit, la tortura, la vivisezione, gli atti di crudelt in generale sono
gesti disumani; come se l'individuo protagonista di queste attivit
perdesse il proprio abito da uomo per assumerne uno da animale; ma
proprio quando dimentichiamo la nostra animalit e ci imbeviamo del
nostro essere umani che corriamo il rischio di diventare attori di quelle
nefandezze che non appartengono a nessun animale del pianeta
! parte noi"
F. Corvi
UMANI
UMANI: la dis-trazione di esistere
di Francesca Brencio
C' questa strana convinzione nellessere umano per la
quale ogni pensare e ogni pensiero debbano essere
sempre in suo favore. Assoluzioni ed alibi si alternano sullo
scenario dellumano esistere come pendolo del fare e del
pensare - sempre che per esso ve ne rimanga tempo e
spazio.
Screenshot dal video UMAN
Pochi si sono spinti a pensare contro luomo, contro se
stesso. Chi lo ha fatto o impazzito, o si rivolto a
consolazioni metafisiche e teologiche - che ben presto
hanno preso il posto della responsabilit del pensiero.
UMAN un progetto artistico a tutto tondo pensato e
realizzato da Fabrizio Corvi, che coniuga in flessioni
dissonanti la fotografia, la poesia e la musica e che volto
a pensare e a far pensare contro l'uomo, contro la sua
pretesa umanit, in vista di una messa in questione della
medesima o di una sua ridefinizione.
La narrazione dellumanit secondo Fabrizio Corvi - meglio,
la finestra dalla quale ci invita a vedere l'umano genere - mi
fa venire in mente Emil Cioran, il filosofo rumeno famoso
per i suoi tentativi di "squartare luomo: narrarne il dolore,
lambizione e la tentazione di esistere, il faccia a faccia con
la disperazione cosciente. Tra i suoi numerosi aforismi, me
ne torna in mente uno, a mio parere imparentato con gli
UMAN di Corvi, quello in cui scrive: "Allo zoo. Tutte
queste bestie hanno un contegno decente, all'infuori delle
scimmie. Si sente che l'uomo non lontano.
Screenshot dal video UMAN
UMAN non dista molto da questa valutazione cioraniana.
V assenza di contegno, v violenza: uno strattonamento
della bellezza che fa indietreggiare l'uomo di qualche passo
rispetto alla sua collocazione nel mondo. l progetto, proprio
perch pensato in modo interdisciplinare, coinvolge tutti i
sensi dello spettatore per porre in scena una dis#trazione
dellesistere: uno smarrimento di luogo, una ferita nel
senso, un soggiorno oltre lordinario.
Lumanit, concetto astratto e abusato, violentato da ogni
morale e redento da ogni buon proposito, viene declinata in
una quotidianit in cui il singolo non indossa abiti e non
calza scarpe, non impreziosisce la sua figura e non adorna
il suo volto, bens viene declina al di l del bene e del male,
nella pre-potenza nuda e cruda del suo essere. Potenza
che impone ancor prima (il pre) di compiersi la sua
esistenza nellordine delle cose del mondo. Pre-potenza
che inerisce al fare e allessere, che spersonalizza le
relazioni delluomo con laltro, che viola la soglia
dellesistere nei termini di spazio.
Screenshot dal video UMAN
UMAN narra quello che nella lingua tedesca si chiama
unheimlich, linquietante - perch non ha quiete; il terribile
perch desta spavento. Narra in scatti, suoni e parole
nuove, perch figlie di un ventre contemporaneo, quanto
gi era stato cantato ad una giovane condannata a morte:
"Molte sono le cose mirabili, ma nessuna / pi mirabile
dell'uomo (Sofocle, !ntigone, Primo stasimo, vv. 332-333).
Linquietante, ci che degno di attenzione desta e
vigilante (il "mirabile), estromette dalla tranquillit, dal
nostro elemento abituale, dal familiare, dalla sicurezza.
Per questa sua natura, linquietante narra la costitutiva
zona dombra dellumano in cui, nella frazione di un istante,
Prometeo si fa Caino e nessun Dio giunge in sua salvezza.
UMANI
di Fabrizio Corvi
il progetto UMAN una tappa fondamentale di un viaggio
fotografico, ma anche letterario, musicale, filosofico e
cinematografico all'interno dei molteplici aspetti dello spirito
umano. Dostoevskij ha scritto: Si qualifica spesso come
efferata la crudelt degli uomini, ma una cosa
straordinariamente ingiusta e offensiva per le fiere.
Penso che avesse ragione; gli accadimenti della storia e
della cronaca sanguinari e violenti suscitano un orrore e un
rifiuto tali che molti di noi sono soliti descriverli come
"disumani. n realt sono proprio quei gesti a
caratterizzare gli umani, perch sono solo gli uomini che li
compiono e, forse, l'orrore pi profondo ci deriva dal fatto
che le belve che agiscono con crudelt sanguinaria
lanciano richiami ancestrali alla belva che ognuno di noi,
nessuno escluso, tiene rinchiusa nel profondo di s.
Screenshot dal video UMAN
Non si spiega altrimenti il motivo per cui pochi uomini
accumulino una quantit di ricchezza e di potere enormi ed
inutili, e neanche si spiega il motivo per cui questi siano
oggetto di invidia da parte di tanti altri. ntendo riferirmi ad
una ricchezza ed un potere che non porta alcun benessere
alla vita di chi, questa ricchezza e questo potere, li
possiede, anzi, molto spesso causa di sciagure terribili;
intendo riferirmi al desiderio incontrollato che spinge alla
guerra, alla razzia di terre e di beni, al disprezzo per l'altro,
al genocidio, alla pulizia etnica, all'esportazione della
democrazia con il fuoco delle armi e con il veleno delle
industrie; intendo riferirmi al tipico, irragionevole e umano
desiderio di una supremazia senza senso. Gli UMAN di
questo progetto sono cos: sono predatori e sono
intelligenti. Hanno un velo sugli occhi perch niente pi
mostruoso dell'intelligenza senza ragione, del genio che
vive al di la' del bene e del male, della belva con i denti
affilati e con il pollice opponibile. Perch, su questo pianeta,
solo gli UMAN custodiscono i mostri: gli unici "captivi,
perch rinchiusi dentro di noi. Ma davvero cos, la nostra
vera natura? l male davvero cos banale, cos
superficiale, cos facile che qualunque idiota pu
compierlo... oppure la malvagit talmente radicata in noi
da essere inestirpabile? E' la tensione umana al bene, la
forza invincibile che segna il destino... oppure no? o non
sono un uomo di scienza, n un filosofo; sono solo un
fotografo. Non ho le risposte, ma ho tante domande. l
progetto UMAN fatto di fotografia, video, performance,
musica e poesia: sono le domande con le quali chiediamo a
chi assiste: "e tu... chi sei?
UMANI
Poesia di Barbara Pinchi
cheseneraccolgalosgarbodellatuacrudelt,quelpiccolo
ancestrale rifiuto dell'esserti in te. e che te e sempre te
primogenito dei tuoi turbamenti.
chesenetrovilascomoditdeltuopalato,diquelquartodi
pelle a cui hai dato l'assalto. alle parole salde, dai modi
essiccati, fatte croste dei tuoi desideri.
che possa esserne una disgiunta natura in te, collerica
nenia che ti sovvien di notte, che sposta l'ora del peccato,
che assomiglia alle tue storie, che ne prende il perimetro e
sputa al centro.
a parte noi - che siamo avvezzi alle sevizie - che possano
un giorno le nostre usurate viscere dare cenno di perdita e
di disavanzo cenni al retro di una via, colti dal pianto delle
nostre lanterne fuori dalle caverne del costato discesi sopra
di te che sosti da secoli in questo torpore.
IL PRO!""O !#PO#I"IVO
Dopo $%he &ambola'$ (2006) e $(he )iferoom$ (2010),
UMAN rappresenta la terza stazione del mio viaggio
all'interno dell'essere umano, viaggio che proseguir nel
2014 e nel 2015 con $*hosts from the future$, una indagine
tridimensionale sui punti chiave della storia dell'uomo e del
suo rapporto con il pianeta. La particolarit di UMAN
risiede nel fatto che qui si bypassa l'ironia tipica delle altre
collezioni; il gioco di "Che Bambola!", la simbologia delle
opportunit di "The Liferoom" svaniscono: UMAN rende
visibile il predatore celato dalla civilt della produzione.
Dodici ritratti di umani cacciatori, consumatori, umani
terminatori, carnivori, presidiano la sala a guardia dell'ultima
immagine centrale nella quale, tutti insieme, si accingono a
divorare l'ultima preda: un bambino, l'innocente, il sapiente,
il futuro, in una allegoria terribile del nostro terribile
presente. Alle immagini fotografiche si accompagna un
video che riassume il timore, lo sgomento e le speranze
proprie della poesia e della musica che integrano la visione
con sollecitazioni uditive. $colti dal pianto delle nostre
lanterne fuori dalle caverne del costato discesi sopra di te
che sosti da secoli in questo torpore$ E' la conclusione
poetica di Barbara Pinchi che invoca un raggio di luce nella
cecit buia della predazione, un esorcismo laico che chiede
un contatto di pace tra l'umano ed il naturale, un cessate il
fuoco tra l'uomo ed i propri angeli del male. Alla
performance (attualmente in fase di progettazione)
delegato il compito di realizzare ci che la poesia domanda.
Quando il demone non pi un nemico, quando la
tentazione di nutrirsi di sangue cade, l'arbitrio diventa
armonia. E' cos che Prometeo si fa uomo e nessun Dio ha
pi ragione d'essere.
+abrizio %orvi
UMAN comprende:
dodici fotografie verticali - dimensione cm. 100x150
una fotografia orizzontale - dimensione cm. 150 x 220
video, poesia, musica e performance
le attrezzature necessarie sono comprese nell'allestimento.
La realizzazione del progetto UMAN in corso.
Per informazioni e contatti:
Francesca Brencio
Hauptstrasse, 44
79183 Waldkirch Kollnau
Deutschland
brenciofrancesca@gmail.com
tel. +49 15120109459
LI UMANI $I UMANI
Fabrizio Corvi
Nel 1973 apprende i primi rudimenti di fotografia; ha 10
anni.
Dal 2002 si dedica alla fotografia professionale
pubblicitaria.
Dal 2006 realizza immagini fotografiche per campagne
pubblicitarie di aziende nazionali e multinazionali.
Nel 2008 lAssociazione Nazionale Fotografi Professionisti
taliani lo include nella rosa degli otto migliori fotografi
pubblicitari creativi in talia.
Dal 2009 si dedica esclusivamente alla produzione di
immagini personali.
Nel 2011/2012 espone al Padiglione talia della 54^
Biennale di Venezia.
An%ela Madesani
Storica e critica darte, Angela Madesani collabora con
diverse riviste darte e ha curato numerose mostre presso
istituzioni pubbliche e private. Tra queste, ricordiamo:
Utopie quotidiane al Padiglione di Arte Contemporanea di
Milano, insieme a Vittorio Fagone (2002), dal 1997 la
rassegna biennale di arte giovane Periscopio con la
Provincia di Milano e nel 2004 Cantieri dellArte presso le
ex Cartiere Binda di Milano. nsegna alla Laba di Brescia e
presso lstituto Europeo del Design di Milano (Storia della
fotografia), lAccademia di Brera, il GOCA dellUniversit di
Bologna e lstituto taliano di Fotografia di Milano.
Tra le sue pubblicazioni: Rubare limmagine. Gli artisti e la
fotografia negli anni settanta; l mondo di Carpi (Mazzotta,
Milano 2001) e Luigi Veronesi e Cioni Carpi alla Cineteca
taliana di Milano (con L. Caramel, l Castoro, Milano 2002).
Per la Bruno Mondadori ha pubblicato Le icone fluttuanti.
Storia del cinema dartista e della videoarte in talia (2002 e
2005) e Storia della fotografia (2005 e 2008).
Barbara Pin&'i
Pubblica nel 2002 la sua prima raccolta di poesie
"D'Ombre a cura della Prospettiva Editrice.
Tra il 2003 e il 2004 partecipa a diversi Poetry Slam (Fnac
di Milano, Napoli, Salone del Libro di Torino). Nel 2006
partecipa al concorso "Miss Poesia Rai Futura Tv, Roma.
Nel 2006 viene selezionata al concorso di Videopoesia
"Doctorclip Romapoesia, Auditorium Parco della Musica,
Roma. Partecipa alla Biennale del Libro d'Artista, Spoleto
(PG). Viene pubblicata tra i vincitori sezione poesia sul
catalogo del concorso "Ulisse organizzato dall'
Associazione "Fonopoli di Renato Zero, Roma. Nel 2008
inizia un nuovo percorso poetico/teatrale con lo spettacolo
"Fachearrido prodotto da "BANCOCHAROspazioteatrale"
regia di Carla Gariazzo. Nel 2011 collabora con lo Spazio
Teatrale "ONNVORA di Perugia. Partecipa con la
performance "PROMENADE" al Festival di Spoleto
innsieme ad Angelo Benedetti (live electronics - regia del
suono) e Francesco di Giandomenico (chitarra). Collabora
a due edizioni del TEDXBOLOGNA con dei testi poetici.
nsieme ad Angelo Benedetti ospite dell' AGMUS
VENEZA con la performance "Non trovo pace per voce,
elettronica ed echi listziani.
Fran&es&a Bren&io
Ha conseguito il titolo di Dottore in ricerca in Filosofia e
Scienze Umane all'Universit degli Studi di Perugia.
Dal settembre 2012 Adjunct Fellow nella School of
Humanities and Communication Arts della University of
Western Sidney (Australia).
Dal 2000 al 2007 ha collaborato con la cattedra di Estetica
dell'Universit degli Studi di Perugia, lavorando a fianco
della professoressa Anna Giannatiempo Quinzio. Studiosa
di Martin Heidegger, negli ultimi anni i suoi lavori si sono
concentrati sul rapporto tra il pensiero di Heidegger e
l'idealismo tedesco, con particolare attenzione al posto
occupato da Hegel nella speculazione heideggeriana.
Attualmente sta portando avanti le sue ricerche presso la
Albert-Ludwigs Universitt in Freiburg.
Tra le sue opere, un notevole numero di saggi di filosofia
pubblicati in riviste italiane e straniere, le monografie )a
negativit in ,eidegger e ,egel (2010, Aracne) e -critti su
,eidegger (2013, Aracne).
Accanto allimpegno strettamente accademico, si ricorda la
sua attivit nel campo delle arti visive con pubblicazioni su
artisti italiani e progetti artistici.
An%elo Benedetti
Studia Clarinetto presso il Conservatorio di Perugia dove si
diploma nel 1989, frequenta poi il corso di Musica
Elettronica conseguendo, sotto la guida del M Luigi
Ceccarelli, il diploma nel 2001 e nel 2009 il diploma di
laurea di secondo livello in Discipline Musicali ad indirizzo
tecnologico orientamento compositivo. Ancor prima di
terminare gli studi assistente del M Ceccarelli e partecipa
a Ravenna Festival, Festival di SantArcangelo, Biennale
Teatro Musica e Danza di Venezia, Festival internacional de
danza Maracaibo e Festival intern. di danza Tallin. Si
dedica alla composizione di musica elettronica e ha al suo
attivo musica per radiodrammi (Rai Radio3), pieces teatrali,
per la danza, installazioni audiovisive e per strumento con
live electronics; suoi lavori sono stati selezionati da CEMAT
e ospitati al Festival des Musiques et Crations
Electroniques di Bourges e EMUfest di Roma, si dedica alla
regia del suono in concerti di musiche sue e di altri autori
con importanti esecutori. Si occupa di sonorizzazioni
radiofoniche, post-produzone audio, registrazione editing e
mastering. Ha tenuto corsi sulle nuove tecnologie applicate
alla musica e un laboratorio sulla relazione tra musica e le
altri arti allAccademia di belle arti di Rimini e di Perugia.
Edocente di musica elettronica presso il Conservatorio di
Cuneo, del modulo di nformatica Musicale presso lstituto
Musicale Pareggiato G. Lettimi di Rimini.
((()*abrizio&orvi)&o+