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Ci sono parole che in certi periodi cono,

scono unafortuna improvvisa esorprenden ..


te, spessoinspiegabile. Una di queste e cari..
sma. ntermine, traslitterato dal greco anti ..
CARISMA
1. IL RECUPERODEI CARISMI AL CONCILIO
VATICANO II: l.1. Il dibattito intomo a L O
12; 1.2. Gli altr( testi conciliari ' 2. LE RICOR,
RENZENEOTESTAMENTARIE: 2.1. Cm'ismi ca,
memanifestazioni dello Spmro: 2.2. Carisma
come dono di Dio, 3. 1CARISMI NEL.TEMPO
DELLA CHIESA: 3.1. Le altre tradizioni neote-
stcmentzme: 3.2. Il tempo della Chiesa ' 4.
TEOLOGIA DEI CARISMI: 4.1. La dimensione
carismatica della Chiesa; 4.2. La natura eccle ..
siale dei carismi.
ca per l'uso che aveva nel Nuovo Testamen-
to, dove ricorre con una certa frequenza per
indicare un dono di grazia, e penetrato
nel linguaggio siaprofano che ecclesiale, di-
ventando una specie di parola culto IIfeno-
meno si pu far dipendere in larga parte dal
significato che iltermine ha assunto apart-
redagli scritti di MaxWeber (1864-1920), il
qualelo ha utilizzato per definire, in campo
sociale e poltico, l'ascendente che un capo
esercita sulle folle. Iltermine, in altre paro-
le, si associa all'idea di le a d e r s h i p e definisce
la capacita straordinaria di qualcuno - un
le a d e r , appunto - in grado di coagulare il
consenso delle masse intorno aUasua perso-
na, alle sue idee, ai suoi disegni, nei vari
campi dell'agire sociale, politico, religioso.
In tal senso, si dice che un uomo h a carisma,
o che e carisrnatico.
In campo ecclesiale estato ilConcilio
Vaticano IIasegnare una ripresa del termi-
ne, poi reso popolare dall'idea che iltema
costituisse ilrecupero di una visione alter-
nativa della Chiesa, costretta al silenzio per
sccoli da uno strapotere della gerarchia ec-
clesinsricu, Perultro, l'esperienza ecclesiale
pill recente e statu caratterizzata da una
prcscnzarilevante del rnovimento carisma-
tico, che ha prepotcnternente attirato l'at-
tcnzionc sullu rcult dei carismi, parlando
di una rcviviscenza del fcnomeuo attestaro
nellc prime comunit cristiane, in partico ..
lare nella comunit 'di Corinto (cf. 1 Cor
12-14). Altro ambito ecclesiale in cui il
I
termine ricorre insistentementee quello
della vira religiosa, dove si parla orruai ubi-
tualmente di carisma de l fondatorc- e
carisma dell'istituto. L'uso in tali cont-
sti ha contribuito a smorzarc la polmica
che aveva infinrumaro il dil atrito teologice
postconciliarc interno al binomio alterna'
tivo carisma ..istituzionc, dove il termine
era brandito come un vcssillo di liberta
contro l'oppressione del poten; gcrarchico,
come appariva soprattutto odie posizloni
di H. Kng edi L. Boff.
1. h. RECUPERO DEI CARISMI AL CONCI'
L10 VATICANOll. II punto di partenza per
cogliere la novita, ma anche la portata del
tema sui carismi, e ilConcilio Vaticano lI.
E stato l'evento conciliare, .infatti, asanci-
re la ripresa di un tema che la tradizione
teolgica ed ecclesiale aveva circoscritto
alla sfera dei fenomeni straordinari. A un
calcolo statistico, nove ricorrenze - LO
4.7.12.30.50; AG 4.23.28; PO 4.9 - non
sono poche, soprattutto se si tiene conto
del silenzio di secoli sull'argomento. Si ag-
giunga che ilpeso di queste citazioni nel
quadro dei documenti conciliari cresce ul-
teriormente per ilcontesto in cu sono in,
serite. L'insieme delle affermazion cornpo-
ne una dottrina chiara, che segna un recu-
pero dell'argomento sia nella riflessione
teologica che nell'esperienza della Chiesa e
dei cristiani.
1.1. Il dibattito intorno a LO 12. 11testo
pi conosciuto e LG 12: Lo Spirito Santo
non solo per mezzo dei sacramenti edei mi,
nisteri santifica ilPopolo di Dio e lo guida
e adorna di virt, ma "distribuendo a ca'
scuno i propri doni come piace a lui" (1
Cor 12, 11), dispensa .pure tra ifedeli di
ogni ordine grazie speciali, con le quali li
rende adatti e pronti ad assumersi varie
opere o uffici, utili al rinnovamento della
A cnusn ddt \ distunz trn il fenomeno
t)rit!in;1rine qucstu rcviviscenza dei carismi,
('h~'t'l vnc dd prohlcmi sulla reale continui-
1;1 t rni duc momcnr i,e ilcaso di focalizza-
rv itnmedintmnente ildibattito occorso al
Ct1ndlh.1\ aticano ll, clovesi edecisa l'in-
In)~lll:ionedel tema nella Lumen Oentium,
p'r verificare a ritroso la corrspondenza o
meno con itesti del la'Scrittura. Dopo aver
rrntre ugnto la vicenda storica dei carismi e
del carisma nella vita della Chiesa e illu-
srraro le ricorrenze nel Nuovo Testamento,
si ottrira una breve sintesi sulla teologia dei
carismi e sull'essenziale dimensione cari-
smntica della Chiesa,
Chiesa e allo sviluppo della sua costruzio-, .
ne, secondo quelle parole: !lA ciascuno e
data lamanifestazlone dello Spirito perch
torni acomune vantaggio'' (1 Cor 12, 7). E
questi carismi, straordinari o anche pi
sernplici e pi. largamente diffusi, siccome
sono soprattutto appropriati eutili alle ne-
cessit della Chiesa, si devono accogliere
con gratitudine econsolazione. 1doni stra-
ordinari, pero, non si devono chiederete~~
merariamente.n con presunzione si devo-
no sperare da' essi ifrutti dei lavori aposto-.
lici; ma ilgiudizio sulla loro genuinit esul
loro esercizio ordinato .appartiene a quelli
che presiedono. nella Chiesa, ai quali spet-
ta specialmente non di estinguere lo Spiri-
to, ma di esaminare tutto edi ritenere ci
che ebuono (cf. 1Ts 5, 12.19,21)>>.
Anche auna prima lettura appare lare~
dazione tormentata del testo, che rivela il
serrato dibattito sull'argornento avvenuto
in aulaconciliare. L'accettazione del testo
non fu pacifica, anche se - sorprendente- ..
mente - iltema gi compariva nello schema
deEcclesia, come ripresa della Mystici Corpo-:
ris, che negava l'alternativa tra una Chiesa
gerarchica euna Chiesa carismtica (cf. EE
6, 167). SeCristo e ilcapo del corpo - af-
fermava iln. 5 dello schema - lo Spirito ne
el'anirna, lui che inabita ilcapo elemem,
bra: ami, l'unico Spirito costituisce eman-
tiene l'intero corpo e tutte le sue mernbra
nell'unita, come pure distribuisce lagraziae
i doni ecomunica i carisrni (ASy I,IV, 14).
Il n. 6 precisava che lo Spirito elargisce
molti carismi alla Chiesa, checorrispondo,
no alta sua ndole sociale ealta sua rnissio-
ne divina (ASy I,IV, 15). OltretuttO,
l'analogia tra larealta della Chiesa e il mi-
stero del Verbo incarnato etutta fondara sui
carismi: Come nel Verbo incarnaro lana-
tura umana cornpie la salvezza nostra edel
mondo intero in quanto strurnento efficace
della'SUL1 natura divina, cos laEcclesiae so;
cietas e provvisra di carismi profetici, sacer-
dotali e regali, al fine di servirc lo Spiriro
Santo nell'edflcaztone del corpo di Cristo.
Infatti questi carismi, non diversamente da
tutti quelli che loSpirito elarglsce, sono da
esercirare come un servizio e un ministero
dellaverir edella carita, affinch lasalvez-
znncquistnta daCristo etutti i benefici che
nedcrivano siano estesi atutti gli uomini di
ogni'tempo (Ibid.).
Tuttavia, queste formule non trovano
posta nel nuovo schema deEcclesia portato
in aula, dove compare un solo passaggiosui
carismi: loSpirito dirigelaChiesa con do,
ni e carismi diversi e l'adorna con isuoi
frutti (n. 4: ASy I1-I, 217). Il testo passo
praticamente sotto silenzio. Ildibattito si
accese invece intorno al n. 24 (poi n. 12)
dello schema, che proponeva iltesto se-
guente: Percio, per l'incremento della
Chiesa edell'apostolato, loSpirito daai fe-
deli dona et munera diversi in vista del ser-
vizio o "diakonia", secando quanto afferma
1 P t 4, 10: "Ciascuno come ha ricevuto il
carisma, lo metta a servizio degli altri, ca,
me buoni dispensatori di una multiforme
grazia di Dio". Tali carismi eccezionali o
anche pi semplic epiu largamente diffu-
si, essendo adatti eutili soprattutto alle ne-
cessit della Chiesa, sano daaccogliere con
riconoscenza econsolazione. Tuttavia, non
si devono temerariamente attendere idoni
straordinari, n sperarne presuntuosamente
il frutto delle opere apostoliche: piuttosto,
il giudizio sulla loro genuinit e l'esercizio
ordinato va sottoposto ai rettori della
Chiesa, secondo l'ammonimento dell'apo-
stolo: "Tutto si faccia con onesta esecando
ordine" (1Cor 14, 40)>>(ASy II-I, 266). In
nota, acomplemento della citazione di 1Pt
4, IO, la commissione spiegava che cruiti-
sma ein Paolo una denominazione larghis-
sima, che indude anche, o almeno preci-
puamente, ministeri stabili, indicando co-
me testi di riferimento Rm12, 6-13; 1Cor
12,7-11.28-31; 14, 2ss.; 16, 15..16; Ef 4,
11-12. E aggiungeva che lavoce va intesa
come, riferita a una variet di doni, che da
.,
ogni parte sono accordati dalh)'Spirito
Santo con una certa qual regolarit tanto ai
ministri quanto ai fedeli, specificand-,
inoltre che i carisrni non sempre manite-
stano un carattere straordinario e visihilo,
come per imiracoli, le lingue, leapparizo,
ni, etc., ma ildono si manifesta anche nel-
lacarita ein qualsiasi dono particolare che
ridonda a beneficio della comunit (ASy
I 1,I , 266).
Ladiscussione in aula si pu riassumere
intomo alle posizioni espresse rispettiva-
mente dai cardinali Ruffini e Suenens. Il
primo lamenta il troppo spazio concesso al-
l'argomento, dal momento che i carismi so'
no doni eccezionali, riservati al tempo di
fondazione della Chiesa (ASy 1I ,I l, 84),
mentre ilsecondo lamenta l'esatto contra,
rio, affermando l'importanza vitale che
hanno i carismi per l'edificazione del corpo
mstico, che lo Spirito distribuisce a tutti
come vuole, in tutti i tempi della Chiesa
(ASy I l,I lI , 176). Con l'approvazione di
LG 12, i carismi tornavano a essere un ca,
pitolo della teologia cattolica euna possibi- .
lita di rinnovamento della Chiesa. lnqua-
drati nella dimensione proftica del .sacer-
dozio comune, esprimono laricchezza della
rigenerazione inCristo, che rende ogni ere-
dente capace di servizio e partecipe delta
rnissione delln Chiesa.
1.2. Gli altri test; conciliari. Se LO 12e il
passaggio piu ampio e articolato sul tema, i
documcnti conciliar! hanno recepito diffu-
samente la dimensione carisrnatica della
Chiesa. Una volta accetrato u principio, i
riferimenti sono stati inseriti in diversi
contesti, aprendo ad affermazioni impensa-
bili einarnmissibili per lamanualisrica pre-
conciliare.
Per I 'importanza che iIcapitolo 1rivesre
nella fondazione della dortrina sulla Chic-
sa, assume un significaro di grande portara
l'affermazione che lo Spiriro Santo guida
la Chiesa verso turra inrera la verir (IV
16, 13), la unifica nclla 'comunione e ncl
servizio, la provvedc e In guida (instntit. (le
dr(~it) con diversi doni gerarchici e cari-
S1l1~ltici. 1<1nbbcllisce dei suoi frutti (d. E f
4. 11,12; J COl' 12,4; Ga15, 22). Con la
t~)(':lIdel vangelo faringiovanire la Chiesa,
CPIHinllamente la rinnova ela conduce al,
In perfetta unione con ilsuosposo- (LO4).
11testoeun ampliamente dello schema, do,
vesi asserivache loSpirito dirigelaChie-
S3con diversi doni ecarismi el'adorna con
isuoi frutti. Nel textus emendatus ilbino'
mio doni e carismi viene smorzato con
l'espressione doni gerarchici e carismati,
ci. L'esito e che non sembra esserci pi
spazioper una riaffermazione unilaterale
del principio gerarchico. La formula costi-
tuisce ilfondamento dell'affermazione di
Giovanni Paolo n, che carisma eistituzio-
nesenocoessenziali alla costituzione divi-
na de11aChiesa fondata da Ges, perch
concorrono insieme a rendere presente il
misterodi Cristo elasuaopera salvfica nel
mondo (in occasione del IV congresso
mondiale dei movimenti edelle nuove co-
munita, 27 maggio 1998: in OR 28maggio
1998,6).
La Lumen Gentium richiama nuova-
mente iltema dei carismi al n. 7, cheappa-
recomeun'ampia parafrasi di 1 Cor 12 sul-
la Chiesa-corpo di Cristo: Come tutte le
membra del corpo umano, pur essendo
molte, formano un solo corpo, cosi i fedeli
in Cristo (cf 1 Cor 12, 12>. COSI i carismi
diventano un argomento fondamentale per
fondare e giustificare la partecipazione di
tutti - anche dei laid -:-alla missione della
Chiesa. In questa direzione si comprende
l'insistenzadi LO 30 sui carismi che loSpi-
rito concede ai laici: 1sacri pastori sanno
benissimo quanto contribuiscano ilaici al
benedi tutta la Chiesa. Sanno di non esse-
restati istituiti da Cristo per assumersi da
sol tutta la missione della salvezzache la
Chiesa ha ricevuto nei confronti del mon-
do, ma che illoro magnifico incarico e di
pascereifedeli edi riconoscere i loroservi-
11
zi ecarismi (ministrationes et charismata), in
modo che tutti concordemente cooperino,
nella loro misura, all'opera cornune. Sulla
stessa linea si muove AA 3, che riecheggia
e in alcuni passaggi riprende quasi alla let-
tera LO 12.
11decreto Ad Gentes, descrivendo l'ope-
radello Spirito Santo in ordine alla missio-
ne deHa Chiesa, afferma che lo Spirito
Santo in tutti i tempi "unifica laChiesa in-
tera nella comunione enel servizio elafor-
nisce di diversi doni gerarchici ecarismati-
ci", vivificando - quasi ne fossel'anima -le
istituzioni ecclesiali e infondendo nel cuo-
re dei fedeli quello spirito della missione,
da cui era stato spinto Ges stesso. Talvol-
ta, anzi, previene l'azione apostolica, come
pure in vari modi incessantemente l'ac-
compagna e la dirige (AG 4). La citazio-
ne di LO 4 dimostra come ormai l'atferma-
zione circa ladimensione carismatica della
Chiesa sia ben presente nella prospettiva
ecclesiologica del concilio. Prospettiva che
si arricchisce di una lettura in chiave cari-
smatica anche della presenza nella Chiesa
degli istituti di vita consacrata, chiamati a
diffondere lafede: Cristo, per mezzo dello
Spirito Santo che distribuisce come vuole i
carismi per l'utilit comune, accende nei
cuori de discepoli lavocazione missionaria
e insierne suscita nella Chiesa istituti che
assumono ilcompito dell'evangelizzazione,
che e proprio di turra la Chiesa (AO 23;
cf. anche AO 28). In questa Chiesa anima-
ta dallo Spirito, compito dei pastori e di
promuovere la dignit dei laici e il loro
ruolo specifico nell'arnbito della missione
della Chiesa e scoprire con senso di fede
i carismi, sia umili che pi alti, concessi ai
laici sotro molteplici forme, riconoscerli
con gioia, promuoverli con cura (PO 9).
Come si vede, le indicazioni prese in
esame appaiono misurare, tese come seno a
riconoscere lapresenza dei carisrni nella vi-
tadella Chiesa e, di conseguenza, aintegra-
re l'elernento carismatico con quello gerar-
LL E IU 'OIU{ENZENEOTESTi\MENIAIUE. 1 1
dibarriro :tI concilio pone la qucstione cir-
ca la permanenza Lid carismi odia Chicsa e
la continuit tra la situazionc dcscritta ncl
Nuevo Testamento e quclla riproposta da
L G 12. Dal punto di vista storico, infntti,
rra due momenti intercorre un lungo si ...
lenzio sui carisrni, interrotto J i tanto in
tanto - soprattutto nel medioevo - da ri ..
chiami polernici alta Chiesa dcllo Spirito
contro la Chiesa ... istituzione. Ma gi~l a livcl ...
lo di errncneutica dei testi del Nuovo Te...
starnenro, u termine scrnbra applicarsi a
una situazione iniziale del movirnento cri ...
stiano e diventarc semprc pi marginale
man mano che la Chiesa si va strutturando.
Oltretutto, ilpanorama delle ricorrenze
neotestamentarie rivela subito un uso qua...
si esclusivo del termine charisma nell'epi ...
stolario paolino. I nfatti, delle 17 citazioni,
16si trovan o in Paolo e una soltanto nella
Prima Petri (4, 10), testo con evidenti pa...
rentele paoline. Nelle lettere dell'apostolo
si assiste poi a un uso irregolarc: sette in 1
Cor (1,7; 7, 7; 12,4.9.28[2].31), una in 2
Cor (1, 11), sei in Rm (1, 11; 5, 15.16; 6,
23; 11,29; 12,6), due nelle lettere pastora ...
i: 1 Tm 4, 14; 2 Tm 1, 6. Si tratta, cornun...
que, di un termine di seconda grandezza,
che non riveste un'importanza fondamen ...
tale nel vocabolaro neotestamentaro .
.L 'assonanza del termine con charis, gra...
zia, e la derivazione da charizoma, dire o
fare cosa gradita, determina un primo si ...
gnificato generico del termine, precisato
dal suffisso terminativo ... ma che indica in
greco non l'azione, ma il suo effettoo risul ...
tato. E ffetto che in questo caso equivale al
dono dato da Dio ericevuto dall'uomo. Gia
a una prima ricognizione del testi, si avver ...
te la difficolt di determinare con precisio ...
ne di quale dono si tratti: l'oscillazione di
chico, senza pcr qucsio ncunrc le ncquisl ..
zioni dclla trarlizionc .cclcsiulc sull:1 costi-
ruzionc gcrnr .hica dclln Chicsu.
I 1C)
signincnto rivela forse una evoluzione nel
pcnsicro dcll'aposrolo, o un significato pili
ampio dell'uso tecnico che iltermine assu-
mera nel linguaggio teologico successivo.
2.1. Carismi come manifestazioni del lo
S/)iriw. Esisteun gruppo di citazioni - 1. Cor
1,7; 12,4,11.28,31; Rm 12,4,6; 1 Pt 4,10
- in cui si registra un significato del terrni-
ne piu specfico, quasi tecnico. In 1Cor 1,
7 l'apostolo ringrazia Dio perch nessun
carisma piu vi manca. La ragione risiede
nel fatto che latestimonianza di Cristo si
e stabilita saldamente tra voi: se to
rnartyrion tou Christo e genitivo soggetti-
vo, eilCristo marta erisorto lasorgente di
ogni dono dall'alto: seegenitivo oggettivo,
icarismi scaturiscono dalla testimonianza
dellacomunita fedele aCristo. In che cosa
consistano tali carismi, lo spiega ilpassag-
gio precedente, dove l'apostolo dice ai co-
rinzi che sano stati arricchiti di tutto, in
ogni parola ein ogni conoscenza.
Sarebbe difficile precisare ilsignificare
di questa formula sePaolo non avesse pro'
dotto un elenco dei carismi nella sezione
relativa ai doni deHaSpirito (1 Cor 12,14).
Riguardo ni doni dello Spirito [lett.: alle
cosespirituuli, /meumatica], fratelli, non vo-
glio lasciurvi nell'Ignorauza, esordisce
l'apostolo, stabilendo pcraltro un nesso tra
carismi, ministeri e operazioni (cf. 1 Cor
12,4,6). L'unico Spirito che guida laChie-
S3elasorgcnte cidmolti carisrni, che sono
manifestaaioni particolari dello Spirito
per l'utilita cornune. Ci sono differenze
di carisrni, ma medesirno e lo Spirito- (12,
4), afferma Paolo, per contrastare le divi ..
sioni nella cornunita di Corinto e la pretc-
sa superiorita di quanti si ritcnevano in
possessodei carismi pi straordinari e rico,
nosciuti. Si spiega in qucst'ottica la prima
sequenzaformulata secondo una invcrsione
di irnportanza, a partirc dai doni pi umili
esernplici fino ai pi spettacolari edside-
rati, tutti ricollegati all'azione dell'unico e
medesimo Spirito; che opera cutre questc
cose, distribuendoh- aciascuno come vuo..
le) (12, 11): parola di sapienza, paroIa di
Cl)['wscen:n, fede, carismi di guarigioni (al
pluwle), ncion! di miracoli (al plurale),
pn){~:ia, discernimento degli spiriti, variera
delle Iingue, interpretazione delle lingue
(12, S - 1 O). Dopo un ampio paragone per
spicgare l'unione che deve regnare nella
comunit come lemembra nel corpo urna..
no (12,12 ..27), l'apostolo ritoma sul tema
dei carismi, con un nuovo elenco, questa
volta stilato secondo un ordine d'impor ..
tatua, relativo all'importanza di ogni singa..
lodono (epossibilefunzione corrisponden..
te) in ordine all'edificazione della cornuni-
tao Anzitutto, premette trefunzioni inordi..
ne gerarchico: al primo posto gl apostoli,
al secondo iprofeti, al terzo i maestri; ase-
guire enumera mracol. carismi di guari-
gioni, assistenza, govemo, lingue. L'elenco
e ripetuto in forma interrogativa, con do..
mande retoriche - sonoforsetutti aposto..
ti? tutti profer? tutti maestri? tutti fanno
miracoli? tutti hanno carismi di guarigioni?
tutti parlano lingue? tutti leinterprerano?
(12,30) - che mostrano come lacomunit
siastrutturata sulla compresenza dei molti
carismi. Termina il capitolo con l'inviro ad
aspirare a carismi pi grandi, riconosci-
bli apartire dal criterio della carita (1 Cor
13) e quindi della capacita di edificare la
cornunit (1 Cor 14). In questa linea, si
pu ravvisare un altro elenco di carismi in
1 Cor 13, 1..3: un nu11asarebbe edovrebbe
essereritenuto chi non avesselacarita, an..
cheseparlasse lelingue degl uomini ede..
gli angeli, o avesselaprofezia, oconoscesse
tutti i misteri e tutta la scienza, o avesse
una fede che trasporta le montagne, o di..
stribuissetutte lesuesostanzeedesseil suo
corpo per esserebruciato. Si pu discutere
segl ultimi due siano o meno dei carismi
(nel qual caso il termine avrebbe un sigui-
fcato pi ampio di quello tcnico}, magli
altr sono tutti doni che si ritrovano nelle
listeprecedenti. Peraltro, va precisato che
si tratt~ di don per l'asserriblea liturgica,
come dimostra 1 Cor 14,26: Quando vi
radunate, uno ha un salmo, un altro ha un
insegnamento: uno ha una rivelazione, uno
ha il dono delle lingue, un altro ha quello
di interpretarle: tutto avvenga per 'edifica-
zione. Il medesimo quadro e sostanzial-
mente ripetuto in Ef 5, 19eCol 3,16, sen-
zapero la menzione dei carismi. .
Che nelle cornunit primitive si facesse
esperienza di una ricchezza di doni dello
Spirito non' facilmente catalogabile lo di-
mostra l'elenco -di carismi proposto in Rm
12, 6~8. In inizio di letrera, Paolo dice ai
mernbri della comunita di Roma: ha vivo
desiderio di vedervi per farvi partecipi di
qua1che carisma spirituale perch ne siate
fortificati (Rm 1,11). L'apostolo aveva gia
detto ai corinzi di parlare in lingue pi di
tutti loro (1 Cor 14, 18), a dimostrazione
che egli possedeva tutti i carismi, ma ne
sottometteva l'esercizio al criterio dell'edi-
ficazione della comunit (1 Cor 14, 5.26).
Sono questi carismi che evidentemente
vuole condividere con i fratelli della comu-
nit di Roma, ni quali dice: Abbiamo ca-
rismi divcrsi, secondo la grazia data a ca..
scuno di noi. Chi ha ildono della profezia
la eserciti secundo la misura (analogha!)
della feJ e; chi ha una dialwna attenda alla
dia/wn(aj chi l'lnsegnarnento, all'lnsegna ..
mento; chl l'csortazlone, all'esortazione;
chi presiede, lo faccia con diligenza; chi fa
opere di misericordia, lecompia con gioia
(Rm 12, 6,8). Ilcriterio che deve regolare
l'esercizio dei carismi eformulato con pre..
cisione in 1Pt 4, 10: Ciascuno viva secan..
do il carisma ricevuro, metrendolo a servi ..
zio degli altri, come buonl arnministratori
di una multiforme graziadi Dio. Sequalcu..
no parla, lo faccia come con parole di Dio;
sequalcuno serve, lofaccia con I'cncrgi~l r...
cevuta da Dio, perch in turro siaglorifica..
to Dio per rnezzo di Ges Cristo.
2.2. Carisma come dono di Dio, Accanro
aquesto significato pi tccnico, che rnrstra
comunque delle o cillazioni di contenuto,
sta unplesso di citazioni che usano il termi-
ne..carisma" inun significara pi ampio.
Ad esernpio, regolando lavita morale nella
comunit di Corinto, Paolo afferma che
..ciaseuno ha iIproprio carisma da Dio, chi
in un modo, chiinun alrro (1 Cor 7, 7),
rierendo evidentemente iltermine al ma-
rrirnonio e al celibato: il carisma equivar-
rebbe qui aun preciso stato di vita.
Un uso ancora pi ampio eattestato da
2Cor 1, 11, dove, nel quadro del ringrazia-
mento iniziale, l'apostolo afferma di essere
srato liberato dalla morte anche grazieal,
lavostra cooperazione nella preghiera, per-
ch il carisma ottenuto per noi da molte
persone diventi un rendimento di grazie
per noi da parte di molti-. Carisma equi la
grazia d essere stato liberato dalla rnorte,
vale a dire l'effetto di una duplice azione:
quella di affdarsi a Dio da parte dell'apo-
stolo equella di intercedere per lui da par,
te della cornunit dei corinzi. Il medesimo
uso si riscontra in Rm5, 155.: -Ma non ca'
me la caduta e il carisma, dice l'apostolo,
mettendo a raffronto la condizione umana
in Adamo e in Cristo. Il testo, continan-
do ilparallelismo, specifica il significara d
carisma come la grazia di Dio e il dono
concesso in graziadel solo uomo, Gesu Cri-
sto. A seguire si precisa che ilcarisma, da,
to in vista della giusrificazione acausa del,
le molte cadute, consiste nell'abbondanza
della grazia e del dono della giustizia. In
altre parole, il dono generoso di Dio coin-
cide con la redenzione stessa;: quello che
nel vocabolario paolino e maggiormente
espresso con charis, non con charisma. 11
medesimo significato si riscontra in Rm6,
23: 11salario del peccato elamarre, ma il
carisma eildono di Dio per lavita eterna in
Cristo Ges, nostro Signare. 11carisma e
qui l'alternativa al salario: si tratta quindi
di un dono gratuito, in ogni caso non dovu..
ro, .che dipende dalla libera e sovrana ini ..
ziativa di Dio e che si configura nella sal,
vezza come effetto dell'azionc stessa d Dio
che ha dato ilsuo Figlio per la riostra giu...
stfcazone. In questa drezione si PU(') leg-
gere anche Rm11,29, secondo cu '<i cari-
smi e l'elezione di .Dio sono irrevocabil.
Carisma qui pu esprimere sinteticarncnn-
l'eredita dei figli d'lsraele - l'adozionc af-
gli, la gloria, le alleanze, la [egislaaione, il
culto, le promesse (Rm 9, 4) - che Dio
portera sicuramente acompimento, per fe-
delta al suo disegno di misericordia. IIter-
mine equindi segnato anche da un caratte...
re escatologico.
Nelle ultime due citazioni, che si trova...
no nelle lettere pastorali, compare un uso
di carisma legato aun ufficio, mai attestato
nelle lettere precedenti. In 1 Tm 4, 14,
Paolo dice a Timoteo: Non trascurare il
carisma che ein te, che ti estato dato me...
diante profezia con l'imposizione delle rna...
ni da parte dei presbiteri: in 2 Tm 1, 6 ri...
pete quasi aUa lettera l'espressione: Per
questo ti ricordo di ravvivare ilcarisma di
Dio, che ein te per l'imposizione delle me
man. 1 1 fatto di richiamare la cheirotonia
inarnbedue i casi insinua che l'esercizio dei
carismi - o almeno di alcuni carisrni speci ...
fiel - eraorrnai associaro stabilmente auna
persona, che veniva introdotta nell'ufficio
nel contesto d una prcghiera o di un rito.
Il tarro che chi impone leman sia l'aposto ...
lo o ilcollegio dei presbiteri orienta a pen...
sareall'ufficio di guida della comunica, con
connessa l'autorita apostolica. Se cos fosse,
si tratterebbe di un ulteriore stadio verso
una strutturazione gerarchica della Chiesa.
Quando si legge l'epistolario paolino in
una prospettiva diacrnica, si possono co..
gliere imomenti di quest'evoluzione, fin-
tracciabili nella prima letrera a Corinzi, in
quella agli Efesini e nelle lettere pasrorali.
Se in 1 Cor 12, 7..11 in primo piano era
l'azione libera dello Spirito, E f 4, ll s. posta
l'accentoall'azone di Cristo: (; Lui, inatri,
adare alla suaChiesa gli apostol, prole-
t, gli evangelisti.. ipasrori, maestri, per
prcparnrc ifrald_li a el mpierc ilmlnixtcro,
.illo !'COpt)dicdific:lrl' il Clllpn lfi Cri-a o. J I
testo non dI rcndl' 1'1I~')di /llris m a :ll1 . ta~
ro Dell:l I 'rima lene!':l ni Corinz! anche . la
~i'lI;dt\'wdl':'l'rilUl l~dcll ) stesso g.nerc,
Cl'I lH' ,lilllu"tt,l 1 :.1 4 . 7, in cu l'aposrok as-
~cri:-~'~' 'h' "~l ciuscuno di noi e tata <.bta la
'Ll:ill ~l'rPtH.1 ) la misura lid dono J i Cri-
~t,\".l.'cvidcruc parallelismo con J Cur 12,
( tlHl .srrn un sensibile spostarnenro d acccn ....
to i.blh Spirito a Cristo, ribadito ncl I atto
dll' l: risto stesso - evidentemente in
quunro CIpO dclln Chiesa (d. E f 1, 18)- l
stubilirc le uruioni nel corpo e non piu lo
Spirito tI distribuirc isuoi doni a ciascuno
come vuolc (ct. 1 COl' 12, 11). Va da s che
iI Cristo-capo opera nella Chiesa-corpo me....
.li.mtc ildono dello Spirito: ma il cambio d
prospct tivu iusi nuu un certo proccsso di
srruttur.uionc dcllu comunr, reso manilc-
sto dalla distinztoue tra le cinque funzon,
bcn identificare e gia articolare gerarchica ....
mente, e gI i altri servizi, in certo qual modo
subordinan a quelle funzioni. I l cambio di
registro e testimoniato anche dalla diversa
coucezione della Chiesa-corpo di Cristo: se
in 1 Car 12, 12,27 l'insistenza e all'unit
delle membra in forza dell'azione dello Sp ....
rito, che fa dei molti, battezzati in un solo
Spiriro, le membra dell'unico corpo, che e
Cristo, in E f 4, 7.... 16 l'unit e data dal fatto
di essere le membra di un corpo di cu ilca,
po e Cristo. D'altronde, nella Chiesa-casa
di Dio, Cristo ela chiave di volta che tiene
unita la costruzione fondata sugli apostoli e
iprofeti (d. E f 2, 20).
I n questo processo di progressiva struttu-
razione, le lettere pastorali costituirebbero
lo stadio ormai terminale di organizzazione
della comunit intomo a figure stabl, che
preludono alla struttura gerarchica, con la
triade vescovo-presbiteri .... diaconi p volte
richiamata, con una sostanziale scomparsa
degli altri servizi, e quindi - a maggior ra....
gione - dei carismi come manifestazioni
che lo Spirito suscita cQme vuole. .
I
1 ::;.
~, I C.lI O~Mll,J I !L'lEMPO I )ELLA CI llESA.1 1
(alI O che carisma cornpuia lI nicamcnte
n 11' 'pMo!;rio plI ollno pone I n qucstione
h i dunl :4igni(cll'i dd termine (osscru una
P' I I l ariU , dcllc comunit (ondate dal-
l'aroMol" o piutrosto una cosrante del cri-
stinn .simo primitivo. I n caso affcrmativo,
crncruc hl qucstionc ulteriorc del silcnzio
sui carisrni - che tuttavia non significa
scornpnrsa - ncl lempo della Chiesn. Prima
d _qualsiasi tentativo di sintesi dottrinale e
necessario ch arirc questi interrogativi, ri-
leggcndn l'espcrienza ecclesiale e la tradi-
zionc tcologicn.
3.1 . L e alLre tradizioni ncotestamentarie.
Pur in asscnza Lid termine, anche le altre
trad izion ncotcstamentarie presentano
opere clcllo Spirito che gli elenchi paolini
rcgistrano sotto l norne J i carismi.
L 'accostarnento pHI immediato e al ...
l'esperienza della pentecoste, quando
quclli che erano nel cenacolo comincia-
rono a parlare in al tre lingue, nel modo in
cui lo Spirito clava loro il potere di espri ..
mersi (At 2, 5). Ma proprio questo feno ...
meno - roveseo simbolico della confusio ...
ne del le1ingue aBabele (cf. Gen 1 1 , 1 ;9) -
e il meno configurabile come carisma, per
quanto straordinario: che non si dia equi ..
valenza con il carisma delle lingue descritto
da Paolo eevidente dal fatto che qui leI in..
gue sono comprese dagli ascoltatori, mentre
aCorinto hanno bisogno di chi le interpre ..
taoE tuttavia gli Atti attestano una conti-
nua azione dello .Sp rito che accompagna e
sostiene gI i apostoli: segni e prodigi avve..
nivano per opera degliapostoll, eilleitmo ..
tv che scandisce l'opera di evangelizzazione
edi plantatio Ecclesiae (cf.At 2, 22, 43; 4, 30j
5, 1 2; 6, 8; 7, 36; 1 4, 3; 1 5, 1 2).
1 1 testo che pi di ogni altro riporta una
situazione vie na a quella descritta da Pao-
lo in 1 Cor 1 2 eEh 2, 4: partendo dall'eff ..
cacia della parola J i Dio (cf. Eh 4, 1 2s.)
proclamata ai credenti della cornunit,
Pautare della letrera sostiene che tale paro-
1 , "j. :il "il 1 1 1 1 1 ("1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 \ Il"hin 1 1I\ dl d;1
1 1 [ 1 '1 1 1 1 1 1 ,' 1 ', 1 "1 ' '1 1 1 1 ) 1 1 \1 1 1 1 1 1 tlll'nl n' I)id1 1 ..'''
\, 1 il1 1 lmi", ' 1 1 1 1 ,1 1 " .\1 1 '~..1 t II'mlli' enll ~l n lll t'
I , , , d, ~, l' 1 1 1 1 I , \l\\1 1 d"'!!IlII!('IH'r~' (' doni~h,l,
III ;.i1 'ltll\ 1 , '''1 1 1 1 l"'t!lhll!l 1 I 1 ~1 I .:.llstrlbu-
~PI I lh I I " ,'pir lu\ ':\1 \1 01 Sl'CllI ldo Ir! S~I ;I
"I 1 !tQ\l;, ' : ).1 1 1 1 I muln l'qlll\', dc' :J I 1 (.' <'Il\ ,lIdk,
,~!, 1 .' \ l\ " I':1 1 1 knl!ll dl'1 1p S l'irItt 1 1 ' che
1 '1 1 1 1 1 '" l; 1 1 1 1 ' 1 l', ;illlO ~plltn disl rlhllisrc ;1
\ I\', \'1 1 1 H 1 CI IJ 1 1 ' "1 1 0 k" ( 1 ( :m I 2 t 7. I 1 ).
\ '(' L I 1 1 '1 1 ('1 1 1 , I n ll Eht< ~\ di :llllhkllll'
1 :1 lltlH , 1 1 1 '1 ' l'ld lll'lhlw d ' slllrlirsi Iw non
1 1 1 1 1 '1 1 1 '1 '1 1 1 '1 1 1 ~.illl:I :I \lI d;lle ('(\ I\ llIllI~I~)(),
\ I:itl' j;dl':IIIII"llllpI' 1 :1 S II:I1 l~(lII)I:indei c.iti-
t- - lI lt, 1 , 1 IIn:lIl' l' II)unil':1 dvl "lIl1 gclo , li M ur-
\'1 1 c\ ll\ lij'lll:1 IlllllI'lksilllll Si!I I "zioI W , an che
, "'1 \ 1 \)l'lllldl' lllidlll vicil)l';I l ~ h 2, ", ': A n -
dlill' inIlItt,1 lllIlllhlu1 ..' PI\ H,'I<IIll:IICilVan,
1 :1 , 1 , \ lid (l1 ~1 \ere.u 1 1n! 1 ,,, 1 . 01 1 ('SI sn rn n n o
~"J ~lli dw 1 1 'i'illllp:I ):I H!r:\I ln ll quclli che ere-
.lon o: n cl mio 1 1 I 1 1 1 H' SI 'I \CC~r:I I \I \l) dcruoni,
1 ":1 1 '1 \mnno I in , ~lI e IHIOVL', prcndcrunno in
n l;I I Hl i sl'l'l'en l i '.Sl' hcrmn n o qun lchc V C~
I\ ,1 \0, 1 )1 1 1 \ 1 '(', 1 ll'1 ':\ loro .lnnno; imporrunno
1 "Inlidti 1 \1 I ":lli iquesri gUiIl'ir:\ nno, J I S i,
~:n (lrc ( 1 ('Sil, dn pn ave!' purlnto con loro, fu
clcv.uo in :1 L'i(lescdcrtc (lila dcstru di Dio.
1 \ lIol'il \:i'isi purt irono e predicaron o dapper ...
t lit ro, mcn t re iI S ignul'c agivil in sicme con
loro l~'(mlermavn la pn rola con isegn i che
I'n'cnmplgnnvllno ( M e 1 6, 1 5... 20). La
trn cl izion ~ilJ dl~n '<.;rjstian a attcstuta dal
vun gclo di M al reo n on riprcn dc qucsta le,
alonc: rut ravia presen ta unlogioH di GesLIa
con lusion c del primo gran de discorso ( M t
5..7) che offrc un criterio di discern imen to
cir n l'n ppn rtcn cn za al rcgn o: M olti mi di,
1 '1 \1 1 1 \0 in qu , 1 glorn o: Sign ore, Sign ore,
n on abhiaruo n oi profetato n el tuo n ome e
scuccln ro ti nnoni ncl tuo nome e compiuto
molrl miracoll n el tuo n omc! lo pero di ...
eh imcn 'l loro: Non vi ho mai con osciutl: al ...
lon ran arevl da me, voi operatori di in iqui ...
t (M e 7, .22s.), I I testo - un a descrizion e
del giuJ izio cscatologtco, come del resto L e
1 3, 22..30, che men zion a ilfatto di aver
"lIt) h'vlllointuapresenza - si ri,
,q\11111(1, , di .
rvriSl'~' n 1Il ruunevdenza n,! iscepoli, ai
,Ii I)()I) e richcsro(. . 1 i complere opere stra-
qu.l '. '.' "_' .
_""II'I'e - IWO(CZIC, csorClstnl, gUdnglOnl -
(11~11. . . ,. , . h l'
mndi vivero una leJ e fllttlva, e e Ltvenra
'Imlln~per i(nll:clli (cf M t 25, 31A6). Die,
~n) u rimprovCl'Osi P Uf) int~a~eJ :r~ una si,
t uazionc interna alla COffillnJ tacnstiana, do,
ve c'erm1O evidentemente fratelli che vanta-
v:-. . 10 qudli che a Corinto e~anorite~uti ~a,
rismi stnlordinari, senza pero subordinarli al
criterio c1c11'edifkazione. Ma questo eserci-
zo pcrsnnalistico, per quanto dimostri un
uso mpropriodei doni di Dio, ne attesta co-
Il1l1nquc l'csisrenza. :
Dunquc, laChiesa primitiva conosceva
uncerro numero di fenomeni srraordinari,
che prolunnavano il ministero messianico
di ()CSLl. L'escmpo pi eclatante e quella
descritto in At 5, 15s. ,secando cui gli am. .
rnulati SOllO portati nelle piazzesu lettucci
e harellc, perch, quando Pietro passava,
almeno la sua ombra coprisse qualcuno di
loro. Anche lafolladelle citta vicine aOe. .
rusalemme accorreva portando malati e
persone tormentate da spiriti impuri, e tut. .
ti venivano guariti. O'altronde, sano que. .
sti i segni del regno compiuti da Ges du. .
rante il suoministero messianico: Andar
e riferite a Giovanni do che avete visto e
udito: i ciechi riacquistano la vista, gli zop-
pi camminano, i lebbrosi sono purificati, i
sordi odono, imorti risuscitano, ai poveri e
annunziata labuona notizia (Le7, 22). Di
questo ministero Ges rende partecipi i
suoi cliscepoli gia durante la sua vita (d.
Me 6, 7 par. ), e affida loro ilcompito di
continuare la sua missione con una parola
non improntata a sapienza umana, ma alla
manifestazione dello Spirito e deHasuapo. . .
tenza (d. 1Cor 2, 1. . . 5). In questa prospet. . .
tiva anche la tradizione giovannea confer. .
ma la presenzadi manifestazioni carisrnati-
che nella Chiesa, quando fadire a Gesr
In verita, in verit vi dico: chi crede in
me, anch'egl cornpira leopere che iocoro. . .
pio e ne compir di pi'l grandi di quesre,
perch io vado ni Padre" (Gv 14, 12). La
111oritka:inl1cdi (J cs\t alla destra del Padre
~c()l1di:iol)e per ildono delloSpirito e dei
suoi doni, dati per prolungare nel tempo
dcUaChiesa l'opera messianicainaugurara
da Cristosresso.
3.2.11 tempo del.1aChiesa. 11periodosuba-
postolicoevidenziauna progressivararefa-
zionedei carismi e della dimensione cari-
smaticadella Chiesa. Nelle comunita che
fannocapoallediversetradizioni neotesta-
mentariee possibileregistrareun passaggio
dai carismi ai ministeri, esercitati in modo
semprepiufissodafigureistituzionalmente
riconosciute.Nella Didache, ad esempio, e
riconosciuta la funzione dei profeti e dei
dottori accanto aquella dei vescovi (ev-
dentemente un collegio di anziani con
compiti di sorveglianza) e dei diaconi (cf.
ce. 11.13.14). LaPrima Clementis nonfapi
riferimentoalcuno ai carisrni, limitandosi a
ribadirel'autorita dei presbiteri (cf. c. 57).
Nellelettere di Ignazio la Chiesa fondata
sull'episcopatomonarchico, con lacollabo-
razionedel presbiterio edei diaconi, sembra
nonlasciarespazioalcuno ai carismi.
Lastrutturazione gerarchica dellaChic-
satendealegarelealtrefigurechenonsia-
noquelledel vescovo, dei presbiteri edei
diaconi all'azionedello Spirito, riconosciu-
tacomepossibile, ma ritenuta semprepi
di carattere straordinario. L'ampio venta-
gliodi carismi tende aridursi drasticamen-
te,finoallasopravvivenza di duesolefigu-
re:quelladel profeta equelladel taumatur-
go.L'esperienzamontanista con leesagera-
zionidellesueprofetessecontribut non po-
coasollevareun atteggiamento di preven'
zionesenon di sospetto verso la funzione
deiprofeti nella Chiesa. Lasvolta costanti-
nianadetermina, dauna parte, lascornpar-
sadi questefiguree, dall'altra, unacolloca-
zionedellaChiesa edelle suegerarchie nel
quadrodell'establishment sociale e politieo
dell'imperoromano, con ovvia ernargina-
aione di qunlsinsi figurache potcssedestabi-
liazarel'ordine costituito.
Tutravia l'nutorita delle Scritture indu-
ceva iPadri a tomare spessosul tema dei
carismi. Se Tertulliano lo richiama in ra-
sione dellasuaappartenen;;aal movimenro
b
montanista (d. Debapt. 2,5; Adv. Marc. 5,
8~12),lreneo di Lione ne parla a partir
dalle affermazioni neotestamentarie: cosi,
per esempio, nell'Adtle1'sushaereses diceche
il Signare, ascendendo in alto per mezzo
dellapassione, condusseschiava laschiavi-
tu, diededoni agli uornini econcesse aco-
loro che credevano in lui il potere di cam..
minare sopra iserpenti egli scorpioni esu
ogni potenza del nernico, cioe del principe
dell'apostasia (2, 20, 3)j afferma un mo-
dello di Chiesa ricalcato su E f 4, 7-11(cf.
3,12,14; 4, 26, 5), elencando anche i mol,
tidoni carismatici esistenti alla suaepoca:
poteredi cacciarei demoni, conoscenza del
futuro, visioni, doni profetici, guarigioni,
resurrezioni (2, 32, 4), carisma delle lingue
eprofezia(5, 6, 1). Nel Contra Celsum Ori-
gene afferma che i cristiani, per volonta
del Verbo, scacciano idemoni, guariscono
diverse malattie, prevedono anche taluni
eventi tuturi (1,46), nonostante ammetta
una rarefazione dei carismi dopo il tempo
aposrolico (d. VIl, 8). Anche Novaziano
ha un testo che parla dei carismi come or-
namenti che Cristo dona alla Chiesa: (e lui
che pone nella Chiesa iprofeti, che istrui-
sceidottori, dirigelelingue, opera prodigi
e guarigioni, compie miracoli, concede il
discernimento degli spiriti, assegna le fun-
zioni di governo, suggerisce consigli e di-
stribuisce gli altri doni carisrnatici, quali
che essi siano, e cosl dovunquc e in o~ni
cosarende laChiesa del Signore perferta e
completa ( D e Trin. 29).
Ancora ncllV secolo icarismi sono ar..
testan, come dimostra Cirillo di Gcrusa-
lemme, che riporta per intero 1COT 12, 7,
11 ( Cae. batt. L6, 12). Cornunque tende al!
affermarsi laconvinzione che icarism fos-
4. TEOLOGIA DEI CARlSMI. Con gli ele,
menti che emergono dalla Sacra Scrttura e
dalla tradizone e possibile articolare una
sintesi di teologa dei carism. Si tratta di
precisare la dimensione carismatica della
Chesa, indicando poi lecondizioni di eser-
cizio dei carismi nella vita della Chiesa
stessa.
4.1. La dimensione carismatica della Chie,
sao Larcognizione storica ha mostrato una
perrnanenza dei carismi nella vita della
Chiesa, maanche una rarefazione della loro
presenza quando la Chiesa ha conosciuto
una progressiva strutturazione ministeriale e
istituzionale. Questo significa che esiste una
sero doni per iprimi tempi delIa Chiesa,
come dimostra il cornmento di GiQ\ anni
Crisrosromo n J Cor 12: L'intero testo e
molro oscuro; l'oscurit proviene dal fatto
che noi ignoriamo quelIe cose che allora
avvenivano, ma ora non avvengono pi
(Ham. 29, 1). La lerrura dei carismi come
doni per gli inizi della Chiesa appare con,
cIusa con Gregorio Magno, il quale senren-
ziache i miracoli erano necessari all'inizio
della Chiesa, laquale, affinch lafede ere,
scesse, doveva essere nutrita di miracoli
(Hom. inEr. 29,4). Questa opinione per-
marra invariata nella teologa fino ai giomi
nosrri, aecompagnata dalla configurazione
che al tema dar Tommaso d'Aquino, il
quale parlera dei earismi comegtatiae gratis
dame, eancellando dallinguaggio teologice
posteriore anche iltermine carisma (cf.
5Th. I,II, q. 111, a. l.4.5). L'unico ambito
incui iltema trovera spaziosar quello del-
lateologia spirituale, nel capitolo sui ferio-
meni mistici, soprattutto sulla seorta della
Salita al Nionte Carmelo di san Giovanni
della Croce (ef. ce. 2e3). Una collocazio-
ne del genere ha sicuramente contribuiro a
radicare laconvinzione che i carisrni fosse-
ro circoscritti al tempo di fondazione della
Chiesa eavessero comunque carattere stra-
ordinario emiracoloso.
stretta correlazione tra principio, ~arigmati-
e principiO gerarchico, per Cul \ 1 manen-
co lvei
to equilibrio tra i due si riso ve mt~nnscom-
arsa dei carismi o nel loro confinamento
p r' 1" P
nell'ambito dei lenomem srraorc mano . er
contro, il recupero del principio carismtico
non significa automaticamente una messa
in questione di quello gerar~hico,. co.m~a~)-
pare sianella prima letrera al C?0rtl:zt,~tam
quella agli Efesini, dove 1~101t.l ~ans~nl. ten-
dono a fissarsi in funzoni mU11stenah, ma
soprattutto dove la funzione dell'apostolo
compare sempre al primo posto ecostituisce
laconditio sine qua nondi ogni ministero nel-
laChiesa. Ma il principio carismatico epi
ampio evariabile di quello ministeriale: ca'
me dimostra la storia della Chiesa, la con,
centrazione delle funzioni in poche figure e
possibile, mailcarpo ecclesiale, privato del-
lavarieta dei carismi, risulta per forzadi co-
se impoverito e consegnato a un meccani-
smo di reiterazione dello stesso modello e
delle stessefunzioni, con inevitabile rischio
di una sclerosi delle strutture e dei dinami-
smi della vita ecclesiale.
1 carismi costituiscono dunque l'ele-
mento dinmico della Chiesa, rendendola
capacc di rispondere alle diverse situazioni
in cui si viene a trovare nel suo camrnino
dentro la storia, ncl continuo variare dei
rernpi e dei rnomcnti, degli eventi e delle
culture. D'altronde, questo farro risponde
al principio dell'incamarione: la salvezza
annunciata nell'unico vangelo, donara dal-
l'unico battesmo, alimentara dall'unica
Eucarista, e compresa e vissuta in forme
diverse nei differenti contcsti in cui I n
Chiesa si trova avivere. IIcontinuo rinno-
vamento della Chiesa nella fedclr alta sua
origine e alta sua natura dipcndc per un
verso dalla capacita di ripcnsare scmpre te
sue strutture perrnancrui, dall'altro dalla
disponibilita a ricevere inuovi carismi con
cui lo Spirito adorna eabhelliscc la Chiesa.
Percio icarismi non mancheranno rnai al
corpo di Cristo, anche sequesto non irnpli ..
en un:l pcrman 'I lza del m 'de:-;itni doni SCITI'
"re e d~)Vlll1lJ llC.: I n d,h ersit;) l! L 'i 'mislni che
OHllp:lI nl10 nci \1:lI 'I l,ll'nchi dclle lcttcrc
pltlli'H'diI llC,'SI 1'1(\ H1W si rrutri di doni che
pnssdlln \'III'I:In', sl'~\ll)d~) le shuazioni e i
hbt1,f!ni dl,lIl' lI lllll1llil. Come u clire che la
dif l\t n:--kllH' .urisnuuicn e un elemento per-
11):11ll'l1ll' e cost iturivo della natura della
CIlio:l, mil i ';lrisll1i sano contestuali e
pru\'\'isnri: dipcndono in larga parte dai
Il'mpi l' drli luoghi, dalle necessir e dagli
stili di viru dclln Chicsl. Lo Spirit che
~! lJ d:,1:1 (~hicsa suscltcr sernpre i carismi
piil npproprinti al momento che la Chiesa
sl';1vivcndo, in un'opera di continuo rinno-
vamcnt () del corpo ccclcsinle.
L:I qucstionc l cui rispondere e Se ica,
rism: siuno o meno uccessari alla Chiesa,
e pcr .hc. 1I richiamo all'azione dello Spi ..
rito che t ipcrn qucstc cose, distribuendo-
le a .iascuno come vuole (cf . 1Cor 12,
11) - se iutcso unilateralmente - f inisce per
mctterc in ombra la radice cristologica dei
cnrismi. Una lcttura antagonista del cari-
sma introduce una distanza inammissibile
rrn Cristo, a cui si ricollega ilprincipio ge-
mrchico, e lo Spirito, da cui discende la ric-
chczza e variet dei carismi, quando invece
tutro il ministero messianico di Ges e nel-
la potenza dello Spirito, il quale e, dopo la
Pasqua, ildono di Cristo glorif caro alla sua
Chiesa. I n f orza dell'unit del mistero pa..
squale, tutti i doni e carismi che lo Spirito
clistribuisce nella Chiesa per la sua edif ica ..
zione sono doni di Cristo. E questo non so..
lo in ragione della gratia capitis, per cui dal
Cristo glorf icato, che e il capo del corpo,
discend~lo Spirito con tutti, i suoi doni: se
loSpirito che Cristo dona alla sua Chiesa e
loSpirito del Figlio che dimorava in 'pienez ..
zanella sua umanit, idoni e icarismi che
lo Spirito comunica alla Chiesa S0110 allora
idOni di Cristo, con iquali egli compiva
Conpotenza ilsuo ministero messianico .
. Aben vedere, esisteuna stretta corr-
spondenza dei carismi elencati nelle lettere
npostoliche con le manifestazonl di poten,
zache accompagnano e comprovano ilmi,
nistero mcssianico di Cristo: prendendo a
misuradi confronto 1 Cor 12,28, si pudi,
re che Ges di Nazaret e l'apostolo per ec-
cellenza, essendo l'inviato del Padre; e il
profeta che deve venire; ilVerbo fatto car-
ne e l'evangelista del regno, di cui gli evan-
gelisti scrivono; iI maestro che insegna con
autorit; ilbuon pastore che ha cura delle
sue pecorej compie miracoli e guarigioni;
parla con ogni sapienzae conosce tutto ci
che c'e nel cuore di ogni uomo. Si pu dire
allora che Ges, ilquale aveva la pienezza
dello Spirito e delle sue manifestazioni per
compiere l'opera del Padre, costituito Spi-
rito datore di vita (1 Cor 15, 45) in forza
della glorificazione alla destra di Dio, par'
tecipa con il suo Spirito e tutte le sue ma-
nifestazioni alla Chiesa, che ne continua
l'opera: per cui i carismi si possono qualifi ...
care come forme differenziate di partecipa-
zione al ministero messianico di Cristo.
Questo significa che ilsoggetto primo
dei carismi non e il singolo credente, ma la
Chiesa, costituita in Cristo come sacra...
mento, cioe segno e strumento dell'intima
unione con Dio e dell'unita del genere
umano (LG 1): i carismi, come tutti gli al,
tri doni che discendono dallo Spirito, sono
doni di Cristo alla Chiesa.
4.2. La natura ecclesiale dei carismi. Laf-
fermazione che i carismi sono doni di Cri-
sto allaChiesa poggiasul fatto che ilNuo- .
vo Testamento vincola questi doni all'im-
magine della Chiesa... corpo di Cristo. Sor...
prende che i commenti esegetici non ab-
biano evidenziato lo strettorapporto traca,
rismi, corpo di Cristo e carita, alla luce del
quale si illuminano lanatura ecclesiale dei
carismi e le condizioni del loro esercizio.
Anzitutto ilrapporto dei carismi con la
Chiesa... corpo di Cristo: i testi che illustra...
no con maggior ampiezzai carismi in senso
tecnico contengono un rimando all'imma...
gine del corpo (cf. 1Cor 12, 12... 27; Rm12;
45,; Ef 4, 11~16), N iIrichinmo dcll'inunn-
gine e meramente ti1l1:iOllnle, pcr srcmpc-
rarc iIriscluo dl'lk' di"i:-;iolli nolln comuni-
1- ; '1: il kg:lI1ll' e cost it ut ivo, Esistc, in nitre
p:tn) le, 111\:1 1\'I.,'ipl'lH:ir-:'1trn cnrismi e carpo
di Cristo: lh )\'C 1:1 Clriesa evissuta nell'uni-
t:' L lt'lI ' nu- mhra tra di loro e con il capo, i
t';lri~lll fiprisconocon abhondanza; vice'
\TI"'!':l, u- ndono a scornparire quando si in,
del- olisco il vincolo che unisce le membra
del corpo e le ragioni dell'unit non sano
ludie di un organismo animato dalla Spi-
rlro, madi un'istituzione legara da vincoli
estrinseci di carartere giuridico. Questo
proccsso di fecondita si capisce alla luce
della natura stcssa della Chiesa, che non e
la somma dci batrezzati, ma il carpo di Cri-
sto, ncl quale le singole membra, innestate
nel corpo per la rigcnerazione in Cristo, so'
no parte le une delle altre.
In questo corpo Cristo effonde il SllO
Spiriro e tutti isuoi doni, compresi icari-
srui. 1 quali, percio, non costituiscono
un'eccezione alla vita del corpo di Cristo,
quasi fossero una zona franca per l'esercizio
individuale e personalistico di un qualche
ruolo o potere alternativo nella Chiesa, o
per larivendicazione di una liberta sgancia-
ta da qualsiasi criterio evincoIo comunita-
rio. L afinalita ecclesiale di questi doni, che
sono dati per l'utilit comune (pros to sym-
phron: 1Cor 12, 7) eper l'edficazonedel,
lacomunit (pros ten oikodomen tes ekklesas:
1 Cor 14, 12), dipende, in ultima analisi,
dal fatto che i carismi appartengono alla
Chiesa- corpo di Cristo. Non sono dati ai
singoli per se stessi - se cos fosse, sarebbe
giustificata la vanit spirituale e introdotto
nel corpo un principio di divisione - ma in
quanto membra del corpo di Cristo; o, cor-
relativamente - eanche pi precisamente -
sono doni che lo Spirito distribuisce come
vuole tra le membra del carpo,' che J i rice,
vono per l'unica ragione che appartengono
al carpo. L 'affermazione non nega l'eserci-
zio personale dei carismi, ma lo 'subordina
al principio ecclesialc. Poich elaChiesa,
. non il singolo, aprolungare l'opera salvl.
fcadi Cristo, ei carismi sano una formadi
taleprolungamento, il loro usopu avven].
resolo in conformidi ai criteri che sosten-
cono eregolano lacomunione ecclesiale. .~
b Come questo avvenga lo spiega ilnesso
tra carismi ecarita. L'apostolo, invitando a
ricercare i carismi piu grandi, indica laca-
rita come la via pi alta (1 Cor 12, 31).
Contro una lettura ancora dffusa che vede
nella carita il piu grande dei carismi, ilte-
sto mostra con tutta evidenza che lacarita
epiuttosto lacondizione dei carismi stessi,
come dimostrano i testi del Nuovo Testa-
mento inmerito che, insieme all'immagine
del carpo, richiamano sempre anche il pre-
cetto della carita..In forza della carita, ci
che poteva essere un fattore di divisione e
competizione nella Chiesa diventa fattore
di comunione ela molteplicit dei .carismi
diventa principio di edificazione dell'unita
del corpo ecclesiale. In altre parole, esiste
un'unita dinamica tra i carismi, la Chiesa-
corpo di Cristo e il precetto della carita:
dove il corpo ecclesiale e custodito e ben
compaginato nella carita, i carismi trovano
il terreno fecondo per la loro fiori tura; al
contrario, inun corpo diviso diventano fat-
tore di ulteriore divisione.
Si capisce inquesta prospettiva anche la
sottomissione dei carismi edi chi liesercita
al discemimento ecclesiale da parte dei pa-
stori dellaChiesa (cf LO 12). Sequesti do,
ni sano per ilbene comune, enecessario che
siano subordinati ai criteri della comunione
ecclesiale, affinch contribuiscano realmen-
teall'edifcazione della Chiesa. In ragione di
questa responsabilita, ai pastori echiesto di
non estinguere lo Spirito, ma di esaminare
tutto edi tenere ci che ebuono (cf 1Ts 5,
12.19,21). Lanecessaria prudenza nel valu-
tare i carismi deve essere ispirata dalla vo...
lenta di custodire epromuovere laancor piu
necessaria .- perch costitutva- dimensio ...
ne carismatica della Chiesa. Come ha det..
VOC!CORR~lxrE: comunione, istituzione, laicato,
sacramentlita, secolarita, sensus fidei, vita consa-
erata, vocazone. :
DARlOVITAL!
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ne sono coesscnziali nlln cost ituzkuic divi-
na dclla Chic ... n ': canccllurc o .ostringcrc
un elemento si lnitkn produrrc ncl carpo
ccclcsialc uno srnro di soffcrenzn, che lo in,
lcl ~liscc e intn "Caivincoli della cornunio-
nc l' 1:\ 1(.,r::1 d - - 1 I~1 rnissione. Piuttosto, da}
I1 h mento che ogni carisma tende inevita-
hilrncnrc el perdere lo slancio originario per
strutturarsi in qualche forma istituzionale,
l'impegno di tutti nella Chiesa dovrebbe
csserc quello di ritardare al massimo tale
proccsso di istituzionalizzazione dei carismi,
edi invocare iI dono di sempre nuovi cari-
'mi, perch laChiesa non si fissi in uno stn-
tllS qlla rna, come pellegrina in carnrnino
verso i1 regno, resti sempre aperta all'azio-
nc ddl Spirito che continuamente la rin-
nova. In questo modo la pienezza di Cristo
gl uificato riempie dei suoi doni divini la
Chiesa, la quale eil suo corpo e la sua pie,
nezza (cf. Ef 1, 22s.), affinch essa sia pro..
tesa e pervenga a tutta la pienezza di Dio
(cf. Ef 3, 1 9)>>(LG 7).'
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I

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