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FORME DI STATO E FORME DI GOVERNO



1. Lo Stato come comunit politica Error!
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2. Le forme di Stato moderne Error!
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3. Le forme di governo Error!
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4. La tipologia tradizionale delle forme di governo Error!
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1. Lo stato come comunit politica

Fra tutti gli ordinamenti giuridici costruiti nel corso della storia ha assunto particolare rilievo,
lordinamento statale. Gli stati si affermano allorch in varie parti dEuropa alcuni ordinamenti
territoriali, che si organizzano attorno a un PRINCEPS, un feudatario che per forza militare,
economica o strategica assume posizioni di preminenza rispetto ad altri, conquistano
progressivamente autonomia o identit. Tale processo si sviluppa in una duplice direzioni, esterna e
interna:
Affermando la propria autonomia rispetto sia allordinamento imperiale sia a quello del
Papato (spesso in conflitto tra di loro). (AUTONOMIA ESTERNA)
Affermando la propria supremazia nei confronti degli ordinamenti particolari che
esistevano al loro interno, dagli ordinamenti feudali a quelli corporativi e municipali.
(SUPREMAZIA INTERNA)
Lautonomia dai poteri che in Europa si contendevano luniversalit, Papato e impero, trova
consacrazione con la fine della Guerra dei 30 anni e il Trattato di Westfalia del 1648.
Mentre la supremazia interna si realizza attraverso il consolidamento della monarchia assoluta
francese e si conclude con la rivoluzione francese del 1789 e la nascita del c.d stato di diritto.

Lo Stato moderno caratterizzato da pi elementi, ma i pi importanti sono 3:
La POLITICITA: sta ad indicare che lordinamento statale assume tra le sue finalit la cura
di tutti gli interessi generali che riguardano una determinata collettivit stanziata su un
determinato territorio. Idoneit dello stato di perseguire fini per la collettivit.
In forza di questa caratteristica lo stato tende ad assorbire e a sottoporre alle sue regole tutti i
diversi ordinamenti che esistono allinterno dei suoi confini territoriali.
La SOVRANITA: vale a dire la supremazia rispetto ad ogni altri potere costituito al proprio
interno e la sua indipendenza rispetto a poteri esterni.
Il MONOPOLIO DELLA FORZA: uno stato pu definirsi tale se riesce a conseguire
allinterno di un determinato territorio, il monopolio della forza, cio se in grado di agire
senza resistenze al proprio interno e senza interferenze dallesterno. Tale monopolio si esercita
in forma diretta tramite la c.d forza legale (tribunali, forze di polizia, forze armate per la difesa
esterna) sia in forma indiretta ponendosi come unico soggetto in grado di legittimare altri
soggetti alluso della forza (forze di polizia locale).

DEFINIZIONE DI STATO: si pu parlare di Stato quando una popolazione, sottomettendosi a un
potere politico, d vita a un ordinamento in grado di soddisfare i suoi interessi generali.
Per avere uno Stato devono essere presenti:
un POPOLO:ovvero un insieme di persone legate dal fatto di condividere uneguale
cittadinanza, cio un uguaglianza di diritti e doveri di fronte al governo sovrano
un TERRITORIO
un GOVERNO SOVRANO
E il popolo la fonte di legittimazione di ogni potere statale; nello stato assoluto invece era Dio
stesso, mentre nello stato liberale era la nazione. il corpo elettorale il titolare dei diritto sovrani.
La sovranit dello stato incontra dei limiti di fatto derivanti dallo sviluppo di tecnologie informatiche
e dai processi di globalizzazione; e dei limiti giuridici derivanti dallordinamento internazionale.
Le finalit generali dello Stato sono:
1) il perseguimento dei fini di carattere generale della collettivit
2) la ricerca di una convivenza pacifica
3) il conseguimento di un adeguato sviluppo sociale (tramite il monopolio della forza e la
capacit impositiva).


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2. Le forme di stato moderne

Mentre le forme di governo riguardano il modo come si distribuisce il potere politico tra i vari organi
dello stato, le forme stato riguardano invece il modo in cui si atteggia il rapporto tra i cittadini e il
potere politico, vale a dire il rapporto tra governanti e governati, nonch i fini ultimi che si pone
lordinamento.
Possiamo individuare le seguenti forme di stato:
Lo stato assoluto
Lo stato liberale
Lo stato liberaldemocratico (stato sociale)
Lo stato fascista
Lo stato comunista
Lo stato confessionale.
Dopo la dissoluzione dellordinamento feudale , alla fine del Medioevo e allinizio dellera moderna
si afferma lo STATO ASSOLUTO. Esso si caratterizza per la legittimazione del sovrano
direttamente da Dio, accentramento in capo al sovrano di tutto il potere pubblico , la rigida
divisione in classi sociali e il riconoscimento di particolari privilegi allaristocrazia.
Lo STATO LIBERALE il frutto della vittoria della borghesia contro laristocrazia e lalto clero.
caratterizzato da una base sociale ristretta in quanto il diritto di voto riservato a coloro che
possiedono un determinato censo o determinate capacit (STATO MONOCLASSE), ma riconosce a
tutti i cittadini i diritti di propriet e di libert, che vengono garantiti da regole di diritto generali e
astratte, tutelate da giudici indipendenti (per questo si parla di STATO DI DIRITTO).
Dallo stato liberale si sviluppa lo STATO LIBERALDEMOCRATICO che si comincia a delineare
agli inizi del 900 e si afferma perch lestensione del suffragio ai ceti esclusi porta non solo al
riconoscimento dei diritti politici a tutti i maggiorenni, ma favorisce lorganizzazione dei cittadini in
partiti politici e sindacati; quindi diventa uno STATO PLURICLASSE.
Lespressione STATO SOCIALE viene utilizzata per definire quelle varianti della forma di stato
liberaldemocratico affermatesi soprattutto in Europa , nelle quali tra i fini dello stato vi anche la
garanzia di importanti prestazioni sociali. C il riconoscimento giuridico, accanto ai tradizionali
diritti civili e politici, di specifici diritti sociali.
Nello stesso periodo, la ricerca di forme di coesione e integrazione sociale meglio garantite, inducono
a fissare in costituzioni rigide la tutela dei diritti civili e sociali. Da qui la definizione di tale forma di
stato come STATO COSTITUZIONALE inteso come superamento del mero stato di diritto,
sottopone lo stesso legislatore a una legge superiore e cio la costituzione.
la forma di stato che, in sequenza naturale con lo stato di diritto e lo stato sociale, viene ad
emergere nellambito delle esperienze costituzionali europee del 2 dopoguerra e ad affermarsi in un
contesto che conduce alla nascita, in successione temporale dopo il 1945 delle costituzioni francese,
italiana, tedesca, portoghese, spagnola e, negli anni pi recenti delle costituzioni di vari paesi dellest
europeo: costituzioni tutte segnate da una connotazione comune, in quanto costruite, in risposta a fasi
di assolutismo statale, secondo un modello che ha cercato di innestare nella tradizione del
costituzionalismo liberale di matrice continentale, imperniato essenzialmente sul primato della legge
e sulla tutela dei diritti fondamentali di libert.
Da qui loriginalit del modello di STATO COSTITUZIONALE ove elementi propri della tradizione
di civil law si mescolano ad elementi propri della tradizione di common law, aprendo la strada alla
definizione di nuovi confini nel sistema dei rapporti tra legge, diritti e giustizia.




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LE NOVITA DEL MODELLO COSTITUZIONALE
k La natura e la funzione delle costituzioni: la costituzione qualitativamente diversa dalla
legge ordinaria.
k Il modo di operare del principio di legalit: passaggio dalla legalit ordinaria alla legalit
costituzionale.
k La configurazione della nozione di sovranit: nessun soggetto dispone a titolo esclusivo
dellesercizio del potere sovrano, ma secondo le competenze assegnate dal modello
costituzionale, tutti i soggetti al vertice e alla base concorrono allesercizio di tale potere.
k La tutela dei diritti fondamentali: i diritti fondamentali trovano la loro base nella
costituzione e, pertanto, sono diritti inviolabili e tendenzialmente universali.
Fra le 2 guerre mondiali, mentre la crisi delle tradizionali forme di stato liberale ha portato allo stato
sociale, si afferm in Italia, Germania, Spagna e molti altri ordinamenti europei lo STATO
FASCISTA. Esso si ispirava alla concezione autoritaria dello stato propria della destra hegeliana
(valore assoluto dellautorit dello stato).
In Russia e in altri paesi dellEst europeo si afferm invece lo STATO SOCIALISTA, il quale si
ispirava alla concezione della lotta di classe propria delle teorie marxiste-leniniste.
Si tratta di forme di stato in via di regressione, fra loro antitetiche per base sociale e finalit politiche.
Del tutto estranea alla tradizione liberaldemocratica pure la forma di STATO CONFESSIONALE
cio quegli ordinamenti che non accettano il principio stesso della separazione della sfera religiosa da
quella civili. Oggi hanno caratteristiche di questo genere alcuni paesi nei quali si sono affermati
modelli di stato islamico.
3. Le forme di governo
La forme di governo indicano il modo in cui viene organizzato ed esercitato il potere politico tra i
vari organi dello Stato, ovvero lindividuazione dei soggetti nei quali risiede di diritto e di fatto, la
capacit di esercitare in tutte le forme possibile la funzione di indirizzo politico:
I poteri legislativo, esecutivo e giudiziario
Lindividuazione dei soggetti capaci d esercitarli.
La forma di governo attiene al modo come fra gli organi di una comunit politica organizzata si distribuisce
il potere di indirizzo politico, cio il potere di indirizzarla verso determinati fini generali.
La teoria delle forme di governo costituisce il tentativo di classificare il modo in cui nei diversi
ordinamenti, quel potere dindirizzo politico si ripartito tra capo dello stato, governo, parlamento e
corpo elettorale.

4. La tipologia tradizionale delle forme di governo
Le forme di governo possono essere studiate nella loro evoluzione storica; la moderna classificazione
delle forme di governo si sviluppata nella cornice dello stato ottocentesco, liberale e nazionale:
1) MONARCHIA COSTITUZIONALE
2) REPUBBLICA PRESIDENZIALE
3) REPUBBLICA SEMIPRESIDENZIALE
4) MONARCHIA/REPUBBLICA PARLAMENTARE
5) GOVERNO DIRETTORIALE.
EVOLUZIONE STORICA
Il primo modello quello della monarchia inglese tra 600/700 ossia la monarchia costituzionale.
LInghilterra non aveva una carta costituzionale scritta, ma essa era comunque un ordinamento
costituzionale, proprio per il progressivo affermarsi della supremazia del parlamento: sia come
limitazione allesercizio del potere regio, sia come fonte di legittimazione della stessa dinastia.
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I poteri dello stato erano concepiti come SEPARATI: nel senso che la rappresentanza in particolare
alla Camera dei Comuni, era il luogo dove si facevano sentire interessi diversi e contrapposti rispetto a
quelli della grande nobilt e della corona; mentre il potere politico-amministrativo restava del re che
agiva attraverso i suoi consiglieri.

Lidea dei poteri separati di Montesquieu fu seguita dagli americani che nel 1787 stesero la prima
costituzione scritta (federale e presidenziale); essi non avevano un re e cos immaginarono di far
eleggere un presidente. Essi delinearono in termini di separazione i rapporti tra il presidente (potere
esecutivo) e il Congresso (parlamento bicamerale): non volevano che in nessun caso il presidente
potesse mandare a casa il Congresso e viceversa, salva lipotesi dellimpeachment. Essi emanarono
un documento solenne (costituzione) modificabile solo secondo un procedimento rigido.
Anche per questo la separazione dei poteri rimasta fino ad oggi caratteristica distintiva del governo
presidenziale.

In Inghilterra la monarchia costituzionale gi nella 2 meta dell700 e inizi dell800, specie depo la
riforma elettorale del 1832 evolvette verso il c.d governo parlamentare. Furono 3 gli elementi
cruciali:
a) Allinterno del governo di sua maest emerse la figura del PRIMO MINISTRO (Robert
Walpole dal 1721 1742).
b) Facendo ricorso allistituto dellIMPEACHMENT, la Camera dei Comuni pose le basi del
rapporto fiduciario che con il tempo divenne un vero e proprio istituto costituzionale, in base
al quale il governo non poteva continuare lesercizio delle sue funzioni se gli veniva a mancare
la fiducia del parlamento.
c) La Camera dei Comuni si organizz in 2 parti contrapposte che con il tempo divennero due
partiti.

In Francia dopo gli sconvolgimenti provocati dalla Rivoluzione, lepoca della Restaurazione port al
tentativo di importare la Costituzione inglese. Cosi si previdero: governo del re, separato
dallassemblea rappresentativa; seconda camera di nomina regia, potere legislativo in condominio tra
corona e parlamento. Con la Costituzione del 1830 si afferm un assetto che fu chiamato
monarchico orleanista caratterizzato da un marcato DUALISMO: nel senso che il governo
rispondeva sia al re sia al parlamento. Fino alla prima guerra mondiale si protrasse la convinzione che
il vero parlamentarismo fosse dualista e fondato su rappresentanza e corona. Per oltre mezzo secolo il
parlamentarismo fu DUALISTA da che era diventato MONISTA in Inghilterra.

Dopo la prima guerra mondiale, il crollo degli imperi centrali e la rivoluzione dottobre in Russia,
avevano portato alla nascita di numerosi stati nazionali tutti impegnati a darsi costituzioni nuove. Fu
la stagione della prima razionalizzazione del parlamentarismo: una serie di tentativi di disciplinare
giuridicamente forme di governo che riecheggiassero il parlamentarismo inglese. Vi furono anche dei
modelli costituzionali che rilanciarono il dualismo (es la costituzione di Weimar). Queste costituzioni
erano caratterizzate dal fatto che univano le caratteristiche del governo parlamentare con la presenza
di un capo dello stato direttamente elettivo e dotato di attribuzioni giuridiche rilevanti; si trattava del
governo semi- presidenziale.

Un passo indietro va fatto per evocare lassetto della forma di governo Svizzera: nella met del 19
secolo si era introdotta e mantenuta una soluzione di governo collegiale in parte ispirata a modelli
sperimentati durante la rivoluzione francese. Come negli USA, vertice dello stato e potere esecutivo
coincidono, ma in Svizzera sono affidati ad un organo collegiale non monocratico; questo non eletto
dal popolo o da un collegio di grandi elettori, ma dal parlamento; e una volta che il parlamento lo ha
eletto, non pu imporne le dimissioni n pu sciogliere le camere. Si tratta del c.d governo
direttoriale.


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La tipologia tradizionale delle forme di governo la seguente:
GOVERNO PRESIDENZIALE: capo dello stato elettivo che titolare del potere esecutivo in
regime di rigida separazione rispetto a un legislativo che non lo pu sfiduciare n pu da lui
essere sciolto.
GOVERNO DIRETTORIALE: capo dello stato collegiale che anche titolare del potere
esecutivo; eletto dal legislativo ma resta in carica per lintero mandato perch il legislativo
non pu sfiduciarlo n scioglierlo.
GOVERNO PARLAMENTARE: capo dello stato con funzioni limitate ed esecutivo che si
poggia sul rapporto di fiducia con il legislativo; il legislativo pu sfiduciare il governo e questo
(o il capo dello stato) pu scioglierlo anticipatamente.
GOVERNO SEMIPRESIDENZIALE: capo dello stato con funzioni rilevanti anche di
indirizzo politico, per lo pi elettivo, ma compresenza di esecutivo legato al legislativo con
rapporto fiduciario; il legislativo pu essere sciolto dal presidente o dal primo ministro.

5. La dinamica delle forme di governo

Le attuali forme di governo possono essere classificate anche in questo modo:

Forme di governo a direzione monocratica: la maggior parte delle forme di governo
attuali sono caratterizzate dallemergere di un vertice monocratico (cio non collegiale)
direttamente o indirettamente rappresentativo, il quale assume la direzione politica del
governo, dettandone le scelte di fondo, scegliendo i ministri che collaborano con lui e
assumendone la responsabilit davanti al corpo elettorale, davanti al parlamento o davanti ad
entrambi. La responsabilit davanti al parlamento viene fatta valere con la sfiducia o la
censura; quella davanti al popolo mediante le elezioni politiche ordinarie (oppure revoca
diretta con referendum). Le forme di governo a direzione monocratica possono prevedere
diversa modalit di investitura del vertice esecutivo:
o VERTICE DIRETTAMENTE ELETTO il caso del governo presidenziale secondo
il modello americano; ma eletto pu essere anche il primo ministro nel c.d governo
con premier elettivo.
o VERTICE NON DIRETTAMENTE ELETTO il caso classico del governo
parlamentare secondo il modello inglese. I suoi elementi caratterizzanti sono:
Linvestitura del premier non diretta, ma determinata dal voto popolare.
Il parlamento pu in ogni momento sfiduciare il primo ministro e far cadere il
governo
Il parlamento pu essere a sua volta sciolto con decisione rimessa al capo dello
stato oppure con decisione rimessa al primo ministro.
In Italia questo modello si chiama PREMIERATO, per indicare la prevalenza del ruolo
monocratico del primo ministro.

Forme di governo a direzione duale: il caso principale quello del modello semi-
presidenziale nel quale convivono un presidente con rilevanti poteri costituzionali anche
dindirizzo e un capo del governo vertice dellesecutivo e responsabile di tutto il resto davanti
al parlamento. Questo assetto implica 2 possibilit:
o Che presidente e governo siano espressione di una sola identica maggioranza politica
o Che il presidente eletto e il governo siano ciascuno espressione di maggioranze
politiche diverse.
Una soluzione costituzionale del genere comporta sempre un funzionamento di tipo
DUALISTA, protagonisti sono il presidente e il capo del governo. Il dualismo pu essere pi o
meno accentuato in base alla qualit e allimportanza di attribuzione conferite dalla
costituzione al presente e al contesto politico.

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Forme di governo a direzione collegiale : si tratta di forme di governo nelle quali una
direzione monocratica da un alto non prevista dalla Costituzione, dallaltro non si affermata
in via di fatto. In questi casi la collegialit, non conosce gerarchizzazione e le scelte principali
sono affidate tutte alle deliberazioni dellorgano collegiale ovvero ad altre forme di
composizione negoziata dei diversi interessi rappresentati allinterno dellorgano esecutivo.
il caso:
o Del governo direttoriale nel quale la posizione dei ministri a tal punto paritaria
che essi si alternano per un anno ciascuno nellesercizio delle necessarie funzioni di
presidenza dellorgano e di rappresentanza esterna.
o Di molti governi parlamentari di coalizione nei quali ilo presidente dellorgano
collegiale (consiglio dei ministri) non un primo ministro ma resta un primus inter
pares. I diversi ministri rispondono ai propri partiti di appartenenza e il presidente del
consiglio funge da mediatore tra i diversi interessi presenti allinterno dellorgano
collegiale. Esso risponde ai partiti politici che possono determinarne le dimissioni e la
sostituzione.

6. Le forme di governo in Italia: storia

Lordinamento statutario nacque con i caratteri giuridici della monarchia costituzionale, per
immediatamente si avvert la necessit di coinvolgere lassemblea rappresentativa. I presidenti del
consiglio di nomina regia, giudicarono utile avvalersi del sostegno parlamentare per perseguire al
meglio il proprio indirizzo (contro le interferenze regie), ma si resere conto che avrebbero potuto
avvalersi della copertura regia per tenere a bada fazioni parlamentari rissose. Nei periodi di crisi la
corona non manc mai di intervenire pesantemente e di scegliere presidenti del consiglio fra i propri
fedelissimi, per lo pi militari anche gerarchicamente subordinati al re; n manc di dire la sua sui
principali ministri, sulle alte gerarchie militari e sulla politica estera. Fino allavvento del fascismo, il
regime italiano fu un governo parlamentare dualista che rispondeva bene al parlamentarismo
dell800/900, quando si riteneva che non si potesse fare a meno dellintervento della corona.
Questa tradizione dualista della forma di governo statuaria riemerse anche in sede costituente. Qui
vi erano forze politiche, la maggioranza, convinte che la forma di governo dovesse orientarsi in senso
monista sulla base del circuito governo-parlamento; ma anche altre volevano dare del presidente della
Repubblica la figura di riferimento in grado di sopperire alle temute carenze del sistema partitico.

Alla Costituente era stato approvato, il 5 settembre 1946, un ordine del giorno con cui si faceva la
scelta del governo parlamentare. Nella costituzione e nella prassi la forma di governo italiana non
stata, e in parte tuttora non , riconducibile alla tipologia del governo parlamentare a direzione
monocratica. Unica eccezione fu il periodo del centrismo degasperiano quando







Lordinamento italiano, tuttora in fase di evoluzione, si va orientando ai vari livelli territoriali con
sufficiente coerenza verso governi di legislatura a direzione monocratica fondati su coalizioni ma l
di fuori dei meccanismi tradizionali di mediazione e soggetti, piuttosto, ad indirizzo popolare diretto
espresso col voto.