Sei sulla pagina 1di 42

GRUPPO DEI DIECI

Per una Unione Europea pi dinamica e forte


Documento n. ,
marzo zos
Coordinatore
Ing. Flavio Mondello
Composizione del Gruppo dei Dieci
Dott. Achille Albonetti
Amb. Piero Calamia
Amb. Rocco Cangelosi
Prof. Carlo DellAringa
Prof. Luigi Vittorio Ferraris
Dott. Gerardo Mombelli
Ing. Flavio Mondello
Prof. Luigi Paganetto
Dott. Filippo Maria Pandol
Avv. Prof. Virginio Rognoni
Membro di diritto
Dott. Giuseppe Sangiorgi
Invitato Permanente
Amb. Enrico Pietromarchi
Grurro nti Ditci
Segreteria
Rita Proietti
Istituto Luigi Sturzo
Palazzo Baldassini
via delle Coppelle, ,,
oosso Roma
gruppodeidieci@sturzo.it
GRUPPO DEI DIECI
Per una Unione Europea pi dinamica e forte
Composizione
Il Gruppo dei Dieci composto da personalit ed esperti di politica internazionale,
che in gran parte e per lungo tempo sono stati attori, con ruoli diversi, del processo di
integrazione europeo.
Dott. Achille Albonetti. Direttore responsabile della Rivista Aari Esteri, Rappresentan-
te della Fondazione Alcide De Gasperi, gi Direttore di Gabinetto della Commissione
CEE.
Amb. Piero Calamia. Gi Rappresentante Permanente dellItalia presso le Comunit
Europee.
Amb. Rocco Cangelosi. Consigliere di Stato, gi Consigliere Diplomatico del Presidente
della Repubblica e Rappresentante Permanente dellItalia presso lUnione Europea,
Docente al Collegio Europeo di Parma.
Prof. Carlo DellAringa. Professore Ordinario di Economia politica allUniversit Cattoli-
ca di Milano, Membro della European Employment Task Force presso la Commis-
sione dellUE, Rappresentante della Fondazione Giulio Pastore.
Prof. Luigi Vittorio Ferraris. Gi Ambasciatore dItalia in Germania e Sottosegretario di
Stato agli Esteri.
Dott. Gerardo Mombelli. Gi Direttore di Gabinetto della Commissione CEE e Rappre-
sentante della Commissione Europea in Italia.
Dott. Ing. Flavio Mondello. Docente e membro CdA del Collegio Europeo di Parma,
gi Rappresentante Permanente della Conndustria presso le Comunit Europee e
Presidente del Gruppo Piccole e Medie Imprese della Conndustria Europea.
Prof. Luigi Paganetto. Presidente della Fondazione Universitaria Ceis Economia Tor
Vergata, Ordinario di Economia Internazionale e Segretario Generale della International
Economic Association (IEA).
Dott. Filippo Maria Pandol. Gi Parlamentare, Ministro: Finanze, Tesoro, Industria,
Agricoltura, Membro del Consiglio della Comunit Europea e V. Presidente della
Commissione Europea.
Avv. Prof. Virginio Rognoni. Gi V. Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura,
Parlamentare, Ministro: Interno, Grazia e Giustizia, Difesa, Membro del Consiglio
della Comunit Europea e della NATO.
Membro di diritto:
Dott. Giuseppe Sangiorgi. Segretario Generale dellIstituto Luigi Sturzo.
Invitato permanente:
Amb. Enrico Pietromarchi. Gi Rappresentante Permanente Aggiunto dellItalia presso
le Comunit Europee, Ambasciatore dItalia in Grecia.
Principi, valori, obiettivi dellUnione Europea
Nel formulare proposte valide a proiettare nel futuro una Unione Europea pi dinamica e
forte noi riteniamo sia essenziale partire, anzitutto, da certe premesse fondamentali che
hanno ispirato, nora, per oltre cinquantanni tutto il processo unitario europeo.
LUnione Europea si realizzata attraverso lUnione libera e volontaria, senza alcun
impiego di forza; attualmente ha il consenso liberamente espresso dai rispettivi popoli dei
z, Stati europei, sovrani e democratici, di uguale dignit e di diversa tradizione politica e
culturale.
Gli obiettivi fondamentali e permanenti del processo evolutivo comunitario ed i princpi,
gli ideali ed i valori cui esso dovr sempre ispirarsi sono ripresi nel Trattato costituzionale
dellUnione e sono validissimi nel mondo globalizzato di oggi.
Si possono elencare:
sostituire alle rivalit secolari una fusione dei loro interessi essenziali;
porre i fondamenti di Istituzioni capaci di indirizzare un destino ormai condiviso;
raorzare le difese della pace e della libert, facendo appello agli altri popoli dEuropa,
animati dallo stesso ideale, perch si associno al loro sforzo;
dimostrare attaccamento ai principi della libert, della democrazia e delluguaglianza
ed al rispetto dei diritti delluomo, delle libert fondamentali e dello Stato di diritto;
intensicare le solidariet tra i popoli ispirandosi alle eredit culturali, religiose e
umanistiche, consapevoli del patrimonio spirituale e morale dellUnione;
promuovere il progresso economico e sociale dei loro popoli;
garantire che i progressi compiuti sulla via dellintegrazione economica si accompagni-
no a paralleli progressi dellintegrazione politica;
raorzare la cittadinanza comune dei cittadini dei loro Paesi;
mantenere integralmente lacquis comunitario e svilupparlo.
Il Gruppo si ispira a forti convinzioni:
s) necessit di una rapida e profonda evoluzione del sistema comunitario, verso una Unio-
ne reale tra popoli europei animati da uno stesso ideale. Lobiettivo deve essere quello
di consolidare la cittadinanza europea, assicurare un duraturo progresso economico
e sociale, raorzare lidentit e lindipendenza dellEuropa, promuovere la pace e la
sicurezza in Europa e nel mondo. E ci in coerenza con gli ideali, i principi ed i valori
che hanno ispirato i Padri fondatori;
z) dicolt di gestire, con le regole attuali, una Unione che ha accolto progressivamente
Paesi molto dierenti tra loro; conseguente necessit di estendere il voto a maggioranza
e di razionalizzare il funzionamento delle Istituzioni, in particolare del Parlamento,
della Commissione e del Consiglio, senza alterare quel loro equilibrio che rappresenta
loriginalit della Comunit;
,) impegno nel non compiere passi indietro, ma anche nel non legare il processo inte-
grativo al ritmo di chi, per varie motivazioni oggettive, pi lento; consentire quindi
ai Paesi pi motivati e disponibili di fungere da traino per raggiungere prima quegli
obiettivi gi peraltro accettati unanimemente.
Il metodo delle cooperazioni intergovernative pi avanzate tra alcuni Stati membri, gi
previsto dal Trattato, deve essere reso pi agevole e capace di estendersi a tutti i settori
dellintegrazione. inoltre necessario mantenerlo nellambito istituzionale dellUnione
Europea. In questo modo sar possibile trasformare gradatamente i diversi interessi
nazionali in interessi comunitari;
) rilevanza della Carta dei fondamentali valori individuali, sociali e collettivi, moder-
namente interpretati, che costituiscono lattuale base comune di libert dellUnione.
Questa esigenza ancor pi evidente con lingresso di altri Paesi europei, alcuni dei
quali provengono da diverse esperienze costituzionali.
Copyright MMXIV
ARACNE editrice S.r.l.
www.aracneeditrice.it
info@aracneeditrice.it
via Raaele Garofalo, s,,/AB
oos,, Roma
(oo) ,,ssoo,
ist ,s-ss-,s-os-,
I diritti di traduzione, di memorizzazione elettronica,
di riproduzione e di adattamento anche parziale,
con qualsiasi mezzo, sono riservati per tutti i Paesi.
Non sono assolutamente consentite le fotocopie
senza il permesso scritto dellEditore.
I edizione: marzo zos
Indice
Introduzione
s Capitolo I
Politica comune di Difesa. Consiglio Europeo del .,:e Dicembre :e.,
s.s. Rapporto ai Capi di Stato e di Governo dellAlto Rappresentante degli
Aari esteri e di Sicurezza UE, zo s.z. Impegno della Commissione
sulla competitivit dellindustria europea della difesa, zs s.,. Valore
aggiunto dellItalia rispetto ai z apporti istituzionali dellA.R. e della
Commissione, z,.
z, Capitolo II
Mezzi PSDC militari e civili
z.s. Miglioramento della qualit della Difesa europea, zo z.z. I Gruppi
tattici UE, z, z.,. Elenco delle principali Missioni di PSDC in corso, zs
z.. Agenzia Europea della Difesa, ,o z.,. Accordo francobritannico
nel settore della Difesa, ,z.
,, Conclusione
,
Introduzione
Il Consiglio Europeo del szo dicembre zos, ha consentito, per la prima volta, ai
Capi di Stato e di Governo dellUnione Europea di innescare il salto di qualit nella
cooperazione comunitaria in materia di Politica di Sicurezza e Difesa Comune
(PSDC), sino ad ora mancante di visibilit, di iniziativa, di forti ambizioni e di
adeguata responsabilit.
Ha dunque deciso di denire quale sistema di Difesa e di Sicurezza europea
costruire, e quali programmi di nuova generazione realizzare.
Il Consiglio Europeo considera soprattutto questa Politica Comune come uno
strumento per approfondire lintegrazione europea e non tanto uno strumento
al servizio dei singoli Stati membri per raorzare la loro capacit, ormai divenuta
esigua, di proiezione nel mondo.
Il Consiglio nellattuale crisi economica pur consapevole dei vincoli per i bilanci
della difesa e per il sostegno delle capacit militari, ha chiesto allUE di assume-
re le responsabilit necessarie per garantire la sicurezza dei cittadini europei e
contribuire alla pace ed alla stabilit nei paesi vicini e, pi in generale, nel mondo.
Ha, tra laltro, tenuto conto dellinquietudine che genera nellUnione Europea
il ribilanciamento dei ruoli di Russia, Cina e particolarmente degli Usa che, pur non
lasciandosi distrarre da situazioni critiche in M.O. (Siria, Iran, Israele), intendono
essere un garante della sicurezza e delle relazioni commerciali in Asia.
Il Consiglio Europeo ha pertanto sollecitato Istituzioni comunitarie e Governi
dei Paesi membri a raggiungere nel quadro della Politica di Difesa e di Sicurezza
Comune (PSDC) , obiettivi interconnessi:
a) Conformare meglio le capacit militari dellUnione, che sono e rimangono di
propriet degli Stati membri, e le capacit civili attraverso una cooperazione
europea pi sistematica con visione a pi lungo termine in materia di
Difesa.
b) Contribuire in comune a colmare le carenze di capacit, ad esempio pren-
dendo in considerazione n dallinizio della pianicazione nazionale la
messa in comune e la condivisione delle risorse.
c) Sviluppare per la Difesa una base industriale pi integrata, competitiva
e soprattutto innovativa, attraverso sia un mercato comune della Difesa
ben funzionante, sia attivit di ricerca e sviluppo che diano anche impulso
alloccupazione adeguandosi alle nuove esigenze del futuro.
LUE deve poter agire in un contesto in cui la natura stessa di potenza resa
pi fragile da un sistema internazionale multipolare, composto da nuovi attori alla

so Introduzione
ricerca di un ruolo sulla scena mondiale ove si intrecciano aspetti interni ed esterni
della sicurezza.
Con il Consiglio Europeo del szo dicembre zos,, senza annunci spettacolari,
stato avviato un processo che richieder certamente ulteriori riunioni nei prossimi
anni al massimo livello politico e a quello dei Ministri della Difesa riuniti in un
Consiglio in grado di mettere in atto decisioni comunitarie. Occorrer inoltre
monitorare regolarmente il rispetto degli impegni assunti per realizzare le azioni
prioritarie concordate.
La PSDC era stata concepita a Maastricht e rilanciata nel s a seguito del-
limpotenza dimostrata dallUE nelle guerre in exJugoslavia ed in particolare nel
Kosovo.
Questa Politica Comune aveva inizialmente consentito un importante risultato
politico e istituzionale. Sono stati creati: strutture, procedure, organi decisionali.
Successivamente sono state acquisite esperienze operative attraverso una trentina di
missioni ed operazioni in tre continenti; era stata inoltre sviluppata una partnership
con lONU, la NATO, e lUnione Africana.
Come precisato pi sopra, nel dicembre zos,, i Capi di Stato e di Governo per
dare pi ecacia, visibilit e impatto alla Politica di Sicurezza e Difesa, hanno
considerato urgente raorzare soprattutto le capacit militari di difesa messe a
disposizione dagli Stati membri rendendo pi competitiva lindustria europea della
difesa.
Il Consiglio Europeo ha anche ritenuto necessario denire obiettivi strategici
prioritari, e meglio sincronizzare le pianicazioni nazionali soprattutto in materia
di capacit.
Da parte del Parlamento Europeo si suggerito di stabilire una forma di
Semestre Europeo con relativi contenuti e scadenze delle leggi nazionali di
programmazione militare.
In denitiva il Consiglio Europeo del dicembre zos, ha sottolineato la necessit
di completare concretamente l utilizzo del potenziale fornito alla Politica di Sicu-
rezza e Difesa Comune dalle disposizioni del Trattato di Lisbona, e questo per tre
ragioni:
la prima politica: favorire lambizione di un accresciuto ruolo dellEuropa
in un mondo caratterizzato da complessit e incertezza globale, dallemerge-
re di nuove sde sulla sicurezza senza pi distinzione tra interna ed esterna,
da un nuovo equilibrio degli USA in Asia e nel Pacico, e dallimpatto della
crisi nanziaria ed economica;
la seconda di natura operativa: assicurare allEuropa la corretta disponibili-
t di capacit militari che le consentano di agire con tempestivit e successo
nei teatri di crisi;
la terza economica: consentire allEuropa di cogliere lopportunit di
questa Politica comune rendendola in grado di incidere positivamente su
occupazione, innovazione e crescita accelerando cos luscita dalla grave
crisi attuale.
Introduzione ss
doveroso anche riconoscere che liniziativa del Consiglio Europeo di dicem-
bre zos, pu contribuire a una migliore preparazione delle elezioni del Parlamento
Europeo del zz-z, maggio zos, consentendo di creare pregiudiziali condizioni per
lavvio di una Unione Europea meglio strutturata politicamente e con pi ampie
sovranit condivise tra Stati membri e Istituzioni.
Occorre dunque, in questa fase in cui lUE pu considerarsi ancora a met del
guado, agire per allentare il malessere dei cittadini dovuto a una troppo lunga,
severa e profonda crisi economica e aggravato da una mancanza di ducia nelle
Istituzioni sia nazionali che e internazionali.
La PSDC nel contesto della Politica Estera dellUE
Il Gruppo dei so, prima di entrare nel merito del consolidamento della Politica di
Sicurezza e Difesa Comune (PSDC), ritiene opportuno precisare brevemente, per
evitare false aspettative, quanto eettivamente si pu aspettare dalla Politica Estera
e di Sicurezza Comune (PESC) in base alle regole espresse dal Trattato dellUnione
Europea.
La PESC, purtroppo, ancora oggi lanello pi debole del processo integrativo
Europeo, mentre dovrebbe esserne addirittura lanello portante se si raorzasse la
volont politica di ampliare il campo con delle azioni comuni.
La competenza della Politica Estera e di Sicurezza comune limitata perch
riguarda solo quei problemi che i : Stati membri considerano allunanimit di loro
interesse comune; gli altri temi di politica estera, non comuni ai zs, continuano ad
essere trattati solamente a livello nazionale.
La limitazione dellattuale intensit di applicazione della PESC dipende dagli
ancora troppo divergenti interessi nazionali: quindi debole la reciproca solidariet
politica degli Stati membri e insuciente la volont di aumentare convergenza e
cooperazione in Politica Estera, nonostante siano fortemente sollecitate dal Trattato
dellUnione.
Ne consegue che la capacit decisionale dellUnione Europea resa fragile nel
contesto mondiale.
Nel recente passato si purtroppo vericata una mancanza di visione comune,
anche se i suoi eccessi sono in parte superati.
Nel zoo, gli Stati membri dellUE si sono divisi in due gruppi sullintervento
americano in Irak, cos come nel zosz sul riconoscimento della Palestina allONU.
La Francia col Regno Unito da una parte e la Germania dallaltra si sono divisi
sulloperazione militare del marzo zosz in Libia.
Silenzi si sono registrati sul processo di pace israelopalestinese, sullevoluzione
della Russia, sullavvenire sia delle rivoluzioni arabe che dellAfganistan e dellIrak
dopo il ritiro americano, e inne sullavvenire nucleare del Pakistan.
Se da una parte la debolezza della integrazione politica impedisce allUE di
costituire un polo di inuenza ecace nelle riunioni del Gzo, dallaltra non si
deve sottovalutare il fatto che lEuropa comunitaria rappresenta un mercato molto
sz Introduzione
superiore a quello degli Stati Uniti o del Giappone e che, dopo lallargamento a zs,
diventata la pi grande zona di stabilit democratica del mondo.
Occorre anche rilevare che sul piano politico non cessa di crescere il numero
dei candidati allUE e a forme di stretta Associazione con lUnione come, per es.,
quelle sollecitate dai cittadini dellUcraina in contrasto col loro Governo; senza
sottovalutare il nuovo ingresso della Lituania nellEurozona costituita ora da ss
membri.
necessario tuttavia sottolineare la dipendenza allarmante dellUE sul piano
energetico: la sua economia dipende per il oo% dallapprovvigionamento in petro-
lio e gas da zone particolarmente instabili: la Russia, il Medio Oriente e lAfrica. Il
costo dellenergia , per esempio, molto superiore a quello degli USA indebolendo
la loro competitivit nei confronti dellaltra sponda dellAtlantico.
Le decisioni in materia di politica estera e di sicurezza (PESC), che daltra parte
per Trattato non possono avere carattere di legge comunitaria, devono essere prese
allunanimit da Istituzioni UE sostanzialmente intergovernative quali il Consiglio
Europeo, composto dai Capi di Stato e di Governo, e il Consiglio, composto dai
Ministri dei Governi nazionali.
Si deve aggiungere che in questo campo il Trattato limita i poteri decisionali
della Commissione, del Parlamento Europeo e della Corte di Giustizia: Istituzioni
queste con impronta pi sopranazionale che meglio potrebbero invece indurre,
con fermezza, i zs Paesi UE sia a comportamenti pi convergenti in Politica Estera,
Sicurezza e Difesa, sia a formulazioni di importanti priorit politiche condivise.
E ci anche se nel Trattato revisionato ad Amsterdam nel s, (in vigore dal
s) stato inserito il principio della astensione costruttiva che non ostacola la
decisione, permettendo allastenuto di non applicarla.
Occorre inoltre rilevare che sino ad oggi non ha avuto rilevanti ricadute politi-
che lattribuzione lattribuzione allAlto Rappresentante (AR) per gli Aari Esteri e
la Sicurezza Comune, anche del ruolo di Vice Presidente della Commissione con
specica competenza per linsieme delle Relazioni comunitarie esterne in campo
economico e commerciale.
LAR, che per Trattato guida e attua, come mandatario del Consiglio, la Politica
Estera e di Sicurezza dellUnione comprensiva della Politica di Sicurezza e Difesa
Comune, non ha ancora un adeguato sostegno politico dei Governi per assicurare,
con suciente autonomia, la coerenza comunitaria nellampio campo della Politica
estera, della Politica Sicurezza e Difesa delle Relazioni esterne di cui sopra.
LAlto Rappresentante assistito da un Servizio europeo per lazione esterna
che collabora strettamente con i servizi diplomatici dei Paesi membri, ma il cui
funzionamento in corso di riesame per permettergli una maggiore ecacia.
Il Trattato, come pi sopra sottolineato, si limita a sollecitare agli Stati membri
convergenza tra le numerose azioni nazionali di Politica estera e maggiore solidariet
reciproca. Non comporta tuttavia obblighi, modalit e tempi per realizzarle nono-
stante sia sempre pi evidente la necessit per i Paesi dellUE di presentarsi il pi
possibile uniti sulla scena mondiale: questa infatti la condizione essenziale per
farsi ascoltare e per svolgere un ruolo primario.
Il Trattato pone al riguardo un solo obbligo di solidariet e cio quando
Introduzione s,
uno Stato membro divenga oggetto di un attacco terroristico o sia vittima di una
calamit naturale o provocata dalluomo.
AllUnione, solo se e quando necessario, si consente di mobilitare mezzi militari
ad hoc messi a disposizione degli Stati membri.
Perch la PSDC possa corrispondere al suo potenziale comunitario occorre
essere:
pi attivi nellapprofondire obiettivi strategici comuni: si ricorda che nel
s fu deliberata la prima strategia nei confronti della Russia e ne furono
sollecitate altre nei confronti della Ucraina (attualmente oggetto di contrasto
tra Russia e UE), di paesi del Mediterraneo e dei Balcani occidentali,
pi coerenti attraverso un migliore coordinamento istituzionale e un pro-
cesso decisionale pi strategico, capaci di impedire che le minacce diventino
fonti di conitto,
pi capaci di impegnarsi in una cooperazione multilaterale allinterno di
organizzazioni internazionali, a livello globale, transatlantico e regionale,
perch possiamo risolvere solo pochi, o addirittura, nessun problema di
politica estera e di sicurezza.
Motivazioni del rilancio della Politica Europea di Sicurezza e Difesa
Lesigenza di migliorare quanto sinora lUE ha comunque realizzato nel settore
della Sicurezza e Difesa stata cos motivata su input dellAlto Rappresentante dal
Consiglio Europeo del dicembre zos,:
a) LUE deve impegnarsi pi a fondo per rispondere alle crisi che si sviluppano
ai suoi conni. necessario ribadire con forza la necessit di dispiega-
re pi rapidamente e pi ecacemente le necessarie capacit militari e
civili fornite dagli Stati membri, dando maggiore attenzione agli aspetti
qualitativi.
Nel settore sicurezza-difesa considerata necessaria la massima cooperazione
possibile per ottenere risposte comuni dagli Stati membri, a seconda delle
rispettive risorse, evitando il ripetersi di accordi al di fuori del quadro
istituzionale UE (vedi pi oltre laccordo di cooperazione francobritannico
del z novembre zoso).
b) Attualmente la cooperazione comunitaria tra Paesi membri UE per colma-
re linadeguatezza delle capacit disponibili non ancora sucientemente
sistematica e manca di visione a pi lungo termine. Per esempio, non viene
presa abbastanza in considerazione, n dallinizio delle pianicazioni nazio-
nali, lesigenza di una pi ampia messa in comune e condivisione di risorse
in ambito comunitario, obiettivo chiave del nuovo corso della Politica UE
della Difesa.
s Introduzione
c) Si deve denunciare con fermezza linadeguatezza delle capacit di difesa mi-
litari e civili dellUE rispetto alle esigenze di un contesto globale strategico
e geopolitico in rapida e costante evoluzione, determinato dallemergere di
nuovi centri di gravit e dal trasferimento di poteri ad attori internazionali
emergenti; va anche tenuto presente, come gi ricordato, che gli Stati Uniti
stanno ricentrando i loro principali interessi strategici in Asia e nel Pacico.
d) Lapproccio globale comunitario non ancora ottimale per consentire a
tutti gli strumenti dellUE (economici, umanitari, di cooperazione, per lo
sviluppo, ecc.) di produrre compiutamente, con misure sia a breve che
a lungo termine, eetti utili a prevenire crisi e conitti e a gestirne le
evoluzioni soprattutto nel Vicinato mediterraneo, medio orientale e sub
sahariano.
e) lo stesso mondo esterno a sollecitare lUnione Europea ad assume-
re un ruolo pi deciso per preservare la pace e la sicurezza sulla scena
internazionale.
La base industriale della politica di Sicurezza e Difesa UE
Nel campo della Politica EU della Difesa e della Sicurezza ancora debole lo
sviluppo di una base industriale pi integrata e sopratutto pi competitiva.
dunque necessario, attraverso un mercato unico della difesa, consentire
alle imprese di operare liberamente in tutti gli Stati membri con adeguate attivit
di ricerca e sviluppo che, escludendo eccessive volont di autonomia, favoriscano,
tra laltro, le tecnologie a duplice uso civile e militare.
Nellattuale crisi economica e nanziaria gravi sono purtroppo le implicazioni
per loccupazione, linnovazione e la crescita nellindustria europea della difesa e
nel suo indotto.
Occorre prioritariamente evitare le eccessive frammentazioni e le onerose
duplicazioni dei programmi di difesa nazionali dei Paesi membri (pi di zo pro-
grammi concernenti mezzi corazzati, o per sottomarini dattacco, , per missili
terra-aria, , per aerei da combattimento).
Trattato di Lisbona: limiti e opportunit per la PSDC
Le motivazioni pi sopra accennate per raorzare la Politica di Sicurezza e di
Difesa debbono tener conto di limiti e opportunit stabiliti al riguardo dal Trattato
di Lisbona, applicato purtroppo in maniera insoddisfacente.
Il Trattato chiede allUnione Europea di provvedere, nel pi ampio quadro della
Politica Estera e di Sicurezza Comune (PESC), alla denizione progressiva di una
Politica di Sicurezza e di Difesa Comune (PSDC), che potrebbe poi condurre ad una
Difesa Comune tale da assicurare allUE, attraverso proprie capacit militari e civili,
autonomia strategica e autonoma capacit di intervento.
Introduzione s,
Leventuale decisione delle Istituzioni UE di concretizzare uneettiva Difesa
Comune e quindi integrata, tenuto conto del suo profondo contenuto politico,
deve avere la pi ampia legittimazione democratica, ed essere quindi sottopo-
sta allapprovazione di ciascuno Stato membro secondo le rispettive procedure
costituzionali (referendum o ratica parlamentare).
Va tuttavia rilevato che lipotesi di fondere le forze armate nazionali in una
singola forza armata europea non incontra lunanimit: la Gran Bretagna, in parti-
colare, oppone un netto riuto, ribadito ancora con forza dal Premier Cameron
nel Consiglio Europeo del szo dicembre zos,.
Certamente per (anche secondo lItalia, tra gli altri) necessario che si atte-
nuino almeno le diseconomie che comporta lesistenza di z, eserciti nazionali, con
circa z,o miliardi di Euro annui per spese militari, con z milioni di militari che
hanno equipaggiamenti, sistemi di arma e standard diversi e addestramenti del
personale militare non compatibili tra di loro.
Daltra parte per superare le gi evidenziate dicolt di consenso politico nelle
decisioni comunitarie che riguardano la PSDC, il Trattato impone di rispettare
gli obblighi di quegli Stati membri secondo i quali la Difesa Comune si realizza
principalmente attraverso la NATO e non tramite lUE.
LOrganizzazione del Trattato Atlantico resta comunque, sempre per lUnione
Europea, il fondamento della difesa collettiva dellEuropa occidentale, essendo
questa compatibile con la PSDC a tal punto che la NATO pu chiedere lassistenza
dellUE per attuare durgenza missioni gi avviate in ambito ONU.
Il Consiglio Europeo di Dicembre zos, ha anche aermato che gli sforzi e
gli impegni dellUE e dei suoi Stati membri per rispondere alle sde attuali in
materia di sicurezza devono essere compatibili con quelli della Nato; daltra parte
convinto che la NATO stessa tragga benecio dalla PSDC. LAlleanza Atlantica
garantita anche dagli accordi (Berlin plus) stipulati dallUE nel marzo zoo,.
Questi consentono allUE di accedere ai mezzi e alle capacit di pianicazione
e di comando della NATO per organizzare proprie Missioni di gestione delle
crisi, come avvenuto in Macedonia e in Bosnia, ove lUE ha assunto la guida delle
Missioni rilevandola dalla NATO, pur continuando a utilizzarne le strutture di
comando.
Purtroppo il Berlin+ non stato utilizzato in altre aree di crisi come invece
avrebbe dovuto per es. in Mali, ove sono sempre in atto pesanti lotte intestine.
Nel zoo, grazie al Berlin plus era stata superata la forte pressione franco-tedesca,
manifestatasi dopo lss settembre zoos, in favore di una capacit di difesa europea
completamente autonoma dalla NATO.
Nel zos, quattro Paesi UE (Italia, Lituania, Polonia e Paesi Bassi) avevano
presentato un documento di riessione sul raorzamento della collaborazione UE-
NATO in , punti, tra i quali listituzione di un Comitato congiunto per la gestione
delle crisi e una pi estesa cooperazione nel campo della sicurezza energetica e
delle minacce cibernetiche.
Attualmente, tuttavia, persistono punti critici nelle relazioni NATO-UE a cau-
sa della irrisolta divisione dei compiti e delle responsabilit dal punto di vista
geograco e funzionale in particolare in Medio Oriente ed in Africa.
so Introduzione
Rimane ugualmente irrisolta la disputa tra Turchia membro Nato, ma non UE,
e Cipro membro UE, ma non NATO.
Daltra parte la NATO continua a chiedere agli Alleati Europei di bilanciare,
con un maggiore impegno del mondo occidentale, il nuovo orientamento militare
americano verso i quadranti Asiatico e Pacico.
Capacit militari e Cooperazione
Il Trattato di Lisbona evidenzia che il raorzamento della Politica di Sicurezza e di
Difesa Comune richiede sforzi risoluti da parte degli Stati membri nel settore delle
capacit soprattutto militari.
Per superare la mancanza di capacit uniformi e di volont politica al riguardo,
il Trattato di Lisbona consente una geometria variabile sganciata dal principio
della unanimit.
Si rivolge pertanto a quegli Stati membri che mostrano di avere adeguate capa-
cit militari e anche volont politica di svilupparle, consentendo loro di associarsi
con una nuova formula comunitaria denita Cooperazione Strutturata Permanente,
di questa, tuttavia, si deve ancora denire compiutamente contenuto e obiettivi
ma comunque essa non ha nulla a che vedere con aspetti di Direttorio.
La Cooperazione Strutturata Permanente comporta, secondo il Trattato, salva-
guardie e obblighi giuridici e, soprattutto in tempi di austerit economica, consente
un migliore e pi razionale utilizzo dei mezzi messi a disposizione dalla PESD.
Questa Cooperazione Strutturata sarebbe bene riguardasse Francia, Germania,
Gran Bretagna e Italia che insieme contribuiscono al ,o% della spesa per la Difesa
nellUE.
LUE dovrebbe perseguire, tenendo conto anche di sollecitazioni italiane, le
seguenti cooperazioni:
ampliamento della partecipazione al Consorzio europeo per laereo da
trasporto A oo ove presente persino il Lussemburgo,
ampliamento della collaborazione navale con la Francia per la costruzione
di z, Fregate, il noto progetto Horizon,
costituzione di Gruppi di lavoro tra i (Fr, Germ, G.B. It.) per:
a) progettare e costruire un aereo da caccia europeo successore dellEuro-
ghter o del Tiphon, dei caccia il francese Rafale e lo svedese Gripen,
b) progettare e costruire un carro armato europeo, successore del carro armato
francese, tedesco inglese e italiano,
c) progettare e costruire una ottiglia europea di sottomartini nucleari dattac-
co, consentiti dal Trattato di Non Proliferazione,
d) razionalizzare e integrare ogni settore di alta tecnologia ove esistono dupli-
cazioni e spreco di risorse.
Introduzione s,
Le esigenze operative nellambito della PESD, per quanto riguarda la gestione
delle crisi, sono individuate dalla Agenzia Europea per la Difesa (AED), creata dallUE
nel zoo, con carattere intergovernativo.
Alla AED infatti adato il compito di mettere in atto, attraverso forme di coo-
perazione intracomunitaria, con ogni misura utile a raorzare la base industriale e
tecnologica, del settore della Difesa, compresa ricerca e sviluppo.
opportuno ricordare lavvio nel so di una formula di Cooperazione diplo-
matica nei confronti dellIran a causa delle sue aspirazioni nucleari: Roma aveva a
suo tempo respinto linvito, rivoltole da Fr. e G.B., (i z membri UE del Consiglio
di Sicurezza dellONU), e invece accettato dalla Germania, a partecipare (insieme
agli altri membri del Consiglio di Sicurezza: USA, Russia e Cina) al negoziato da
condurre in ,+s con lIran per impedire, dopo la rivoluzione islamica del s,,
un preoccupante sviluppo dellarricchimento delluranio necessario per la bomba
atomica.
Successivamente lItalia, avanzate senza successo ripetute sollecitazioni di
rientro nel Gruppo dei ,+s, ha continuato ad essere esclusa dal negoziato.
Il z novembre zos, il negoziato tra Teheran e le potenze mondiali del Gruppo,
meglio denito dallAlto Rappresentante Catherine Ashton: E,+,(GB./Fr./Germ.)
+ (Usa/Russia/Cina), ha avuto, col supporto del Consiglio Europeo UE, esito
positivo. Cos si sono espressi:
Obama: la diplomazia ha aperto una nuova strada per rendere pi sicuro
il mondo.
Rohani, Presidente iraniano: il voto del popolo iraniano per la modera-
zione e limpegno costruttivo e gli instancabili sforzi del team negoziale
apriranno nuovi orizzonti.
LIran, accettando un accordo interinale, confermato nel gennaio zos, si
dunque impegnato nei successivi o mesi a interrompere larricchimento delluranio
sopra il ,%, a non aggiungere altre centrifughe e a neutralizzare le sue riserve
di uranio arricchito a quasi il zo%. Le maggiori potenze non imporranno per i
prossimi o mesi nuove sanzioni a Teheran, alleggerendo quelle attuali di , miliardi
di $. Solo in seguito le parti potrebbero denitivamente assicurare che lIran non si
doter di armi nucleari. A quel punto potrebbero essere cancellate le sanzioni pi
pesanti per Teheran sulle esportazioni di petrolio e il mondo occidentale potrebbe
allora considerare il Medio Oriente meno pericoloso, con un Iran ritornato vicino
allEuropa.
Capitolo I
Politica comune di Difesa
Consiglio Europeo del szo Dicembre zos,
soxxario: s.s. Rapporto ai Capi di Stato e di Governo dellAlto Rappre-
sentante degli Aari esteri e di Sicurezza UE, zo s.z. Impegno della
Commissione sulla competitivit dellindustria europea della difesa, zs
s.,. Valore aggiunto dellItalia rispetto ai z apporti istituzionali dellA.R.
e della Commissione, z,.
I Capi di Stato e di Governo dellUE sin dal settembre zosz avevano deciso di
dare, nel dicembre zos,, un pi solido contenuto alla Politica di Difesa dellUnione
Europea cos da consentire allUnione un eettivo ruolo di garante della sicurezza,
con un particolare riferimento a drammatiche situazioni nel Vicinato.
Non hanno pi considerato accettabile linsuciente capacit dellUE di reagire
in comune, tempestivamente ed ecacemente, alle crisi che si moltiplicano nelle
aree vicine.
spettato al Consiglio Europeo del dicembre zos, valutare levoluzione compiu-
ta dal s nel campo della Difesa e Sicurezza Comune e soprattutto identicarne
le lacune, e quindi denire nuovi orientamenti stabilendo priorit e termini di
tempo per quanto possibile impegnativi.
Il Consiglio Europeo ha accolto con favore le proposte congiunte dellAlto
Rappresentante degli Aari Esteri e della Sicurezza e della Commissione Euro-
pea; ha anche preso in considerazione elementi principali della Risoluzione del
Parlamento Europeo e ha tenuto conto dei pareri espressi dagli Stati membri.
Il contributo dellItalia dal titolo Pi dallEuropa, pi per lEuropa ha fatto
anche conoscere il risultato di speciche consultazioni con il mondo produttivo di
mezzi militari al ne di meglio sfruttare il potenziale della Politica della Sicurezza
e Difesa Comune.
Il Consiglio Europeo ha chiesto allAlto Rappresentante, in stretta cooperazione
con la Commissione e in consultazione con gli Stati membri, di riferire nel corso del
zos, sulle sde e opportunit che derivano allUnione dallimpatto dei cambiamenti
della globalizzazione.
Il Gruppo dei .e riconosce la completezza e la tempestivit della preparazione del
Consiglio Europeo del dicembre zos, che ha consentito di esprimere una volont di
forte cooperazione comunitaria nellambito della Politica di Difesa e di Sicurezza
s
zo Rilancio, difesa e sicurezza europea
Europea: ci potrebbe essere di buon auspicio per gli sviluppi dellintegrazione
europea, sempre se dalle intenzioni si passer ai fatti.
.. Rapporto ai Capi di Stato e di Governo dellAlto Rappresentante degli
Aari esteri e di Sicurezza UE
Il Rapporto dellA. R. Catherine Ashton al Consiglio Europeo, approvato dai zs
Capi di Stato e di Goveno, ha espresso la consapevolezza di unEuropa:
che si trova confrontata con sde crescenti alla sua sicurezza, anche per la
trasformazione ed evoluzione del contesto strategico,
che sta subendo gli eetti della crisi nanziaria sulle capacit comunitarie
nel settore della Sicurezza e della Difesa. Daltra parte questi stessi eetti
sono considerati anche un forte incentivo a potenziare la base industriale
e tecnologica del settore della difesa, migliorando lecacia delle spese
militari.
La risposta a queste sde riguarda:
a) un migliore impatto della Politica di Sicurezza e Difesa Comune arontando
con maggiore risolutezza in particolare:
i temi della cyber sicurezza, dellintegrit dei sistemi spaziali e della
sicurezza energetica,
la pressione sui conni dellUnione, soprattutto marittimi, da parte
della crescente massa di cittadini di Paesi del M.O. e dellAfrica in
cerca di libert e di benessere. necessario garantire una risposta
collettiva UE rendendo interoperabili le varie forze disponibili, tra
cui quelle delle z Agenzie UE FRONTEX e EUROSUR nel caso di
immigrazioni via mare (vedi pi oltre: Principali Missioni PSDC). Il
Consiglio Europeo ha chiesto al riguardo maggiori sinergie fra la
PSDC e gli attori UE dello Spazio di libert, sicurezza e giustizia
per arontare questioni orizzontali come migrazione clandestina,
criminalit organizzata e terrorismo,
lapprofondimento delle condizioni sia di adamento di operazioni
di gestioni di crisi a un gruppo ristretto di Stati membri, sia del loro
nanziamento,
lestensione degli strumenti di analisi preventiva per meglio foca-
lizzare prevenzione dei conitti e gestione dei processi di pace e di
stabilizzazione.
b) il potenziamento dello sviluppo delle capacit militari di difesa che il Con-
siglio europeo ha ribadito essere cruciale per mantenere le capacit
i. Politica comune di Difesa zs
essenziali, rimediare alle carenze ed evitare le ridondanze. Obiettivo da
raggiungere per mezzo di:
cooperazione europea pi sistematica e a pi lungo termine, con
programmazioni maggiormente convergenti, estese a logistica e
addestramento;
rilancio delle riessioni sulle forme della ancora inapplicata Coopera-
zione Strutturata Permanente;
sviluppo di capacit chiave, come pi sopra accennato, quali:
rifornimento di carburante in volo,
sistemi di voli comandati a distanza (vedi pi oltre, al capito-
lo Agenzia Europea Difesa, laccordo raggiunto per lelabora-
zione di un programma europeo su una ampia cooperazione
nalizzata alla nuova generazione di Droni (aerei a pilotaggio
remoto),
cyber difesa,
comunicazioni satellitari,
cielo unico europeo (SESAR).
c) il raorzamento dellindustria europea della difesa per una sua maggiore
competitivit (vedi di seguito lampio sviluppo del tema da parte della
Commissione Europea).
.. Impegno della Commissione sulla competitivit dellindustria europea
della difesa
Il Consiglio Europeo del szo dicembre zos, ha considerato indispensabile il con-
tributo oerto da una base industriale e tecnologica di Difesa che la Commissione
Europea intende rendere pi integrata, sostenibile, innovativa e competitiva e
in grado di raorzare lautonomia strategica e la capacit di agire dellUE con
i partner. Ci non incia il fatto che la Difesa rimane un elemento portante della
sovranit nazionale e che spettano interamente ai singoli Stati membri le decisioni
sulle dotazioni della Difesa e sulle capacit militari.
Il volume di aari del settore industriale UE di o miliardi di Euro nel solo
zosz, d lavoro a circa oo.ooo persone e genera altri oo.ooo posti di lavoro indiretti.
La Difesa genera in ambito Europeo un turnover di s,o miliardi di Euro.
Le attivit di ricerca davanguardia producono eetti indiretti in altri settori
quali: elettronica, spazio, aviazione civile, inoltre generano posti di lavoro altamente
qualicati.
Purtroppo la spesa di Ricerca e Sviluppo caduta del zo% durante il periodo
zooo-zoss. I tagli nel settore Difesa mettono a rischio le possibilit di sviluppare capa-
cit critiche e di arontare sde di sicurezza nel lungo termine. Nel breve termine
hanno signicativi eetti sulla competitivit dellindustria nel suo complesso.
zz Rilancio, difesa e sicurezza europea
Il Consiglio Europeo del szo dicembre zos, ha invitato gli Stati membri ad
aumentare investimenti cooperativi legati a programmi di ricerca ugualmente
cooperativi.
Le ricerche nel settore civile e in quello della Difesa si raorzano a vicenda.
Senza lazione collettiva proposta e gestita dalla Commissione per migliorare
la competitivit della propria industria, lEuropa, di fronte alle peggiori sde
economiche in atto, rischia di aggravare lerosione in atto dei suoi settori industriali,
compresa quella della base industriale e tecnologica della Difesa.
La Commissione, rispettando le proprie competenze, istituir un apposito
meccanismo di consultazione, coinvolgendo anche lAgenzia Europea di Difesa
lazione ed il Servizio Europeo di Aari Esteri.
Potr cos fungere da interfaccia con le Autorit nazionali per emanare pre-
cisi piani dazione, comportanti concrete eliminazioni di doppi impieghi ed un
calendario delle realizzazioni. Il loro ne sar quello di:
a) raorzare il mercato interno della Difesa per raggiungere i seguenti ,
obiettivi strategici :
assicurare lecienza del mercato,
contrastare le pratiche scorrette e discriminatorie,
migliorare la sicurezza degli approvvigionamento di materiali es-
senziali per la produzione militare, in collaborazione con lAgenzia
Europea di Difesa e lUcio Comunitario dei Brevetti e con laccordo
dei Governi.
b) promuovere una maggiore competitivit dellindustria della difesa svilup-
pando il contenuto di , azioni speciche:
promozione delluso di brevetti comuni (ibridi) per prodotti che
possono avere applicazioni sia civili che militari,
promozione di una sistema di certicazione comune dei prodotti
della difesa per ridurre i costi, favorire la cooperazione europea,
raorzare il ruolo delle PMI,
elaborazione della lista di elementi rari considerati di importanza
critica per guidare con precisione i proiettili, per comunicazioni laser
satellitari, ecc.
incoraggiamento attraverso il Fondo Sociale e il Fondo Europeo
di adattamento alla Globalizzazione, della formazione professiona-
le di specializzati impegnati in riconversione e ristrutturazione di
produzioni per la difesa,
incoraggiamento, della competitivit attraverso le z Direttive UE sulla
difesa della sicurezza nelle aggiudicazioni pubbliche e sulla sicurezza
dei trasferimenti.
c) sfruttare il potenziale uso militare-civile della ricerca e raorzare linnova-
zione attraverso sinergie coi programmi di ricerca nazionali in quelle aree
ove sia le capacit di difesa sono particolarmente necessarie, sia le attivit del
i. Politica comune di Difesa z,
programma UE Orizzonte zozo su applicazioni civili che possono servire
anche alla difesa militare massimizzando le sinergie con i programmi degli
Stati membri.
d) esplorare insieme agli Stati membri le possibilit di una cooperazione civile-
militare per rendere interoperabili capacit miste a costi competitivi sul
modello della Informazione comune per la sorveglianza marittima nei
casi dellimmigrazione.
e) realizzare un legame strutturale di sinergia tra attivit civili e di difesa
(ricerca a duplice uso) per migliorarne lecacia precisando il contenuto
specico di z azioni portate a livello europeo:
lallerta (attualmente dipendente solo da dati USA) per la protezione
dalle scorie spaziali, basata su telescopi e radar installati a terra,
le applicazioni e i servizi forniti dalle principali infrastrutture spaziali
dellUE Galileo e Copernico, essenziali per leconomia, il benessere
dei cittadini e la sicurezza.
La Commissione valuter in che modo i risultati ottenuti nellambito di Oriz-
zonte zozo possono andare a vantaggio delle capacit industriali nel settore della
Difesa e della Sicurezza.
.. Valore aggiunto dellItalia rispetto ai apporti istituzionali dellA.R. e
della Commissione
LItalia, la cui posizione in sostanziale consonanza con le proposte dellA.R.
e della Commissione, ha presentato al Consiglio Europeo le seguenti proposte
migliorative:
sollecitazione, per aumentare visibilit, ecacia e impatto della PSDC,
di una incisiva riorganizzazione delle strutture esistenti a Bruxelles per
la gestione delle crisi e per la creazione di una struttura integrata civile-
militare. Occorreranno direttive politiche e civili-militari pi sistematiche e
di pi lungo termine, per Missioni che integrino componenti di polizia e
militari,
maggiore impulso ai meccanismi attuali della cooperazione UE-NATO e
attivazione dei Gruppi tattici (vedi oltre) nelle Missioni PSDC con un loro
nanziamento che consenta maggiori rimborsi UE agli Stati membri,
raorzamento della base tecnologico-industriale della Difesa realizzando il
Mercato Unico europeo della Difesa,
garanzia di un pi rilevante nanziamento UE di innovativi usi industriali
e creazione di un database in grado di incrociare domanda e oerta di
tecnologie chiave (con laiuto della Agenzia Europea di Difesa) tra partner
europei e internazionali.
z Rilancio, difesa e sicurezza europea
Un grande progetto come il CESAR (programma europeo di ricerca per la
modernizzazione delle infrastrutture di controllo del traco aereo) pu maggior-
mente far convergere gli interessi nazionali militari e industriali.
Capitolo II
Mezzi PSDC militari e civili
soxxario: z.s. Miglioramento della qualit della Difesa europea, zo z.z. I
Gruppi tattici UE, z, z.,. Elenco delle principali Missioni di PSDC in
corso, zs z.. Agenzia Europea della Difesa, ,o z.,. Accordo franco
britannico nel settore della Difesa, ,z.
LUnione, come gi ribadito, si avvale dei mezzi militari e civili forniti dagli Stati
membri per compiere al suo esterno, nel quadro della Politica di Sicurezza e Difesa
Comune, Missioni nalizzate alla prevenzione dei conitti e al raorzamento della
sicurezza internazionale.
LUE collega strettamente la sicurezza allo sviluppo, alla tutela dei diritti umani
e alla promozione della democrazia e del buon governo. Ritiene che solo cos pu
garantire il mantenimento della pace.
Attualmente lUE impiega un personale di oltre ,.ooo unit in sz missioni civili
e in operazioni militari. Sono in atto anche complesse strategie regionali come
nel SAHEL e nel Corno dAfrica: a questo proposito saranno stabilite priorit di
interventi dal Summit EUAFRICA dellaprile zos.
Le Missioni, decise dal Consiglio UE che ne stabilisce obiettivi e modalit
di esecuzione, comprendono azioni in materia di disarmo, azioni umanitarie e
di soccorso, di consulenza, di assistenza in materia militare, di stabilizzazione al
termine di conitti.
Vedi pi oltre lelenco delle principali Missioni in atto.
Quattro sono gli attori pi diretti delle Missioni:
LAlto Rappresentante per gli Aari esteri e la Politica di Sicurezza ha il compito
di coordinare gli aspetti civili e militari delle Missioni.
Il Comitato Politico e di Sicurezza (CPS) composto da Alti funzionari UE
e Ambasciatori e assicura, in contatto con lAR, il controllo politico e la
direzione strategica delle operazioni durante le Missioni.
Il coordinamento da parte dellA.R. col CPS sino ad ora non ha funzionato
come avrebbe dovuto.
La gestione delle Missioni civili incontra ancora serie dicolt a causa sia di
un eccesso di burocrazia da parte dei Servizi competenti della Commissione (es.
z,
zo Rilancio, difesa e sicurezza europea
inadeguatezza della logistica pagata dalla Commissione), sia di scarsa volont dei
Paesi membri di mettere a disposizione personale di qualit.
Il Comitato Militare dellUE composto dai Capi di Stato Maggiore della
Difesa degli Stati membri, (Presidente un Generale o Ammiraglio a
stelle): si riunisce se e quando necessario e ore consulenze militari e
raccomandazioni al Comitato Politico e di Sicurezza.
Lo Stato Maggiore, collocato nelle strutture del Consiglio, attualmente
oggetto di approfondite discussioni (vedi pi oltre: il Quartier Generale
permanente e operativo dellUE al cui interno dovrebbe operare uno Stato
Maggiore UE operativo).
Di fatto oggi lo Stato Maggiore solo una cellula di pianicazione che fornisce
consulenza, esegue le operazioni di gestione militare delle crisi e identica le forze
nazionali e multinazionali necessarie nelle Missioni militari.
Nelle Missioni le operazioni vengono condotte a partire da uno dei cinque
Quartier Generali nazionali esistenti in Francia, Gran Bretagna, Italia, Spagna e
Germania.
.. Miglioramento della qualit della Difesa europea
soprattutto il Parlamento Europeo, nel coro di coloro che sollecitano lo sviluppo e
la trasformazione delle strutture militari esistenti nellUE, a considerare urgente sia
la creazione di Forze Armate modulari, interoperabili e dispiegabili in operazioni
multinazionali, sia il miglioramento delle capacit UE nel pianicare e condurre
operazioni militari.
Il P.E. ha rilevato con rammarico come, a so anni di distanza dalla prima
operazione militare autonoma guidata dallUE (nella ex Yugoslavia), lUnione non
possieda ancora, soprattutto per lopposizione della Gran Bretagna, una capacit
permanente di pianicazione e di condotta militare e civile, impedendo cos la
capacit dellUE di reagire compiutamente a crisi acute. Londra non vuole nellUE
un doppione del Quartier Generale della NATO.
Gi nel novembre zoss Francia, Germania, Italia, Polonia e Spagna avevano
sollecitato misure in grado di fornire allUE capacit critiche come un Quartier
Generale che raorzasse le capacit di conduzione integrata dellUE.
Gli accordi recentemente realizzati, che prevedono lattivazione ad hoc di un
Quartier Generale nazionale tra i , Quartier Generali presi in considerazione e
indicati pi sopra, costituiscono un approccio esclusivamente di reazione, ma non
apportano quelle risorse, sottolineate anche dal P.E., che sono invece necessarie
per una pianicazione anticipata.
Appare dunque necessario un Quartier Generale Permanente e Operativo dellUE,
a anco di quello della NATO, nellambito del Servizio Europeo per lAzione
Esterna dellUE.
ii. Mezzi PSDC militari e civili z,
Nel caso di persistenti dicolt a raggiungere lunanimit per la sua creazione,
potrebbe essere realizzato senza laccordo del Regno Unito attraverso il ricorso
alla Cooperazione Strutturata Permanente, che si spera diventi presto operativa e
meglio denita. Il Trattato stabilisce che i partecipanti a questa forma innovativa di
Cooperazione Permanente devono disporre di capacit militari nazionali adeguate
e volont politica di sviluppare la capacit di difesa dellUE. Debbono essere dispo-
nibili a fornire unit di combattimento destinate a Missioni UE in aree di crisi ed a
sviluppare gli investimenti necessari in materia di equipaggiamenti per la difesa.
Un particolare impegno riguarda la decisione di misure utili a colmare le lacune
constatate nel Meccanismo comunitario di sviluppo delle capacit.
I partecipanti alla Cooperazione Strutturata Permanente sono invitati a parteci-
pare a programmi comuni di equipaggiamenti di difesa nel quadro dellAgenzia
Europea della Difesa.
Il Quartier Generale Permanente, cui sarebbe adata la responsabilit della
pianicazione e della conduzione sia di missioni militari che civili dellUE e che
verrebbe dotato di catene di comando distinte sia militari che civili. Potrebbe
cos mantenere una migliore continuit istituzionale ed esercitare una gestione
pi organica e strutturata delle diverse Missioni civili e militari. Renderebbe pi
coerente ed ecace la PSDC e pi in generale la Politica Estera e di Sicurezza
Comune.
evidente che un Quartier Generale Operativo dellUE contribuirebbe allo
sviluppo di una cultura strategica comune attraverso il distacco di personale nazio-
nale, favorirebbe il miglioramento del coordinamento militare-civile, ridurrebbe i
costi a lungo termine e faciliterebbe anche la vigilanza politica del Consiglio e del
Parlamento.
.. I Gruppi tattici UE
Su iniziativa francoanglotedesca nel zoso stato deciso di dotare lUE di contin-
genti multinazionali di reazione rapida militare e civile (Battlegroup-Gruppi tattici)
da inviare in missione in aree di crisi in una qualsiasi delle situazioni indicate dal
Trattato come compiti di Petesberg (indicati nellIntroduzione).
da rilevare, tuttavia, che i Gruppi tattici sono ancora una risorsa ben inferiore
allo strumento previsto negli Obiettivi di Helsinki dallUE nel s, quando i
Capi di Stato e di Governo, in una congiuntura economica e nanziaria ben diversa
da quella attuale, avevano deciso in Consiglio Europeo di creare una forza di oo.ooo
uomini dispiegabili in oo giorni.
Questi Gruppi tattici rappresentano infatti la pi piccola unit militare (s,oo
uomini) rapida e essibile, precostituita, dotata di supporti aerei e navali forniti
dagli Stati membri partecipanti.
Per accrescerne la essibilit di impiego si intende ora dotarli di capacit civili
per il supporto umanitario.
zs Rilancio, difesa e sicurezza europea
I Gruppi tattici devono poter essere schierati nel giro di pochi giorni dalla
decisione di invio e rimanere nellarea di crisi tra i ,o e i szo giorni, in grado di
agire autonomamente o di tamponare una grave situazione prima dellinvio di un
contingente maggiore.
I Gruppi tattici costituiti da forze nazionali, il cui onere nanziario anche di
addestramento spetta in gran parte ai Paesi partecipanti, sono programmati per
essere disponibili, in rotazione, ogni semestre.
Ad esempio sono gi costituiti:
per il s semestre zos un Gruppo guidato dalla Grecia con partecipazione
di forze di Bulgaria, Romania, Cipro.
per il z semestre zos un Gruppo guidato dal Belgio con forze di Germania,
Paesi Bassi e Spagna. LItalia si oerta di guidare un altro Gruppo nel z
semestre zos composto da forze di Spagna e Grecia.
Come gi stato accennato, in questi ultimi anni sono susseguiti gravi stati di
crisi nel Vicinato, come nel Mali nel zosz e nella Repubblica Centro Africana nel
zos,, purtroppo per nessun Gruppo, pur essendo programmato, stato sinora
inviato in Missione: oltre alla evidente scarsa volont politica, ancora non stato
precisato il processo politico decisionale e non stata unicata la catena di comando.
Il Consiglio Europeo del dicembre zos, ha evidenziato la necessit di migliorare
la risposta rapida dellUE anche attraverso una maggiore essibilit e schierabilit
dei Gruppi tattici, nella misura in cui gli Stati membri lo decidano. Si dovranno stu-
diare celermente procedure decisionali semplicate e razionalizzate per limpiego
dei Gruppi Tattici con regole di ingaggio allineate, e con una revisione migliorativa
del meccanismo (ATHENA) che regola il nanziamento dei costi comuni delle
operazioni UE.
infatti necessario garantire a questi Gruppi un maggior grado di essibilit e
di ecienza.
Era stato comunque gi raggiunto, nel Consiglio dei Ministri Esteri, Sicurezza,
Difesa del ss-s novembre zos, un accordo sulla necessit di raorzare le capacit
dellUnione per rispondere alle crisi e nalmente di avviare lutilizzo dei Gruppi
tattici.
Era stata inoltre diramata una Dichiarazione che estendeva sino al ,s dicembre
zos gli accordi sul nanziamento degli aumentati costi del trasporto via mare,
terra, e aria dei Gruppi tattici, considerandoli costi comuni presi in carico dal
meccanismo nanziario Athena.
.. Elenco delle principali Missioni di PSDC in corso
Non si possono sottovalutare due contraddizioni degli Stati membri nellattuale
crisi economica: da una parte una reticenza sempre pi forte a costosi interventi
esterni dellUE che possono anche sfociare in processi lunghi e aleatori, dallal-
ii. Mezzi PSDC militari e civili z
tra una crescente sollecitazione allEuropa comunitaria di assumere maggiori
responsabilit nelle crisi che si sviluppano nel suo Vicinato.
In attesa di futuri sviluppi comunque necessario constatare almeno loperati-
vit della Politica di Sicurezza e di Difesa Comune attraverso una sintesi delle sue
attuali Missioni in aree di crisi. Missioni che beneciano anche del supporto delle
Agenzie UE quali:
turoroi
irtrroi
ctroi (Collegio europeo di polizia)
e delle z Agenzie europee (ricordate pi sopra nel Rapporto dellA.R al Consi-
glio Europeo):
turosur che opera dal z dicembre zos,, per ora a carico solo di ss Stati mem-
bri, per la sorveglianza alla frontiera comune meridionale (Mediterraneo
Sud) e a quella con la Norvegia,
rrortx che individua le rotte dei barconi degli immigrati che partono dal
Nord Africa.
Le principali Missioni di PSDC in corso sono:
airnta/tin Bosnia-Erzegovina: (utilizzato Berlin+, soo persone per assi-
stenza in preparazione futura integrazione con UE. Potrebbe considerarsi
ultimata.
turoi aroaisra: ricostituzione polizia locale per i soli alti funzionari.
tutax Valico di conne di Rafah-Striscia di Gaza: Assistenza Autorit Palestina:
largamente accettati quali interlocutori esperti internazionali di questioni
politiche nei Territori palestinesi, ma mancanti di una strategia politica e
diplomatica forte con impatti rilevanti sugli sviluppi del conitto.
tutaxMoldova-Ucraina: Missione di assistenza alle frontiere (dogane-separatisti
della Transnistria in Moldova)
turix Somalia: stabilizzazione Corno dAfrica, addestramento Forze sicu-
rezza, che potrebbe rivelarsi controproducente causando un potenziamento
delle capacit militari di reclute per le milizie somale.
turix Mali: formazione Forze armate: sono tuttavia in corso, nonostante
un intervento armato della Francia, scontri tra opposte fazioni.
tuaror Atlanta: operazione di successo antipirateria Golfo di Aden e
Oceano indiano: tuttavia non ancora risolto compiutamente il trattamento
giudiziario dei pirati. Necessaria una strategia regionale che aronti la
cronica instabilit del Corno dAfrica.
tucar Nestor: raorzamento capacit marittima e capacit giudiziaria regio-
nale (corno dAfrica).
tucar Sahel: supporto Forze armate e Gendarmeria in Nigeria.
,o Rilancio, difesa e sicurezza europea
tuxx Georgia: missione di monitoraggio civile.
tuitx Kosovo: la pi importante missione civile UE di assistenza alle Autorit
giudiziaria e di polizia: ha incontrato molti ostacoli dovuti allassenza di una
legislazione di sostegno e di vincoli in materia di personale; tuttavia svolge
un importante ruolo nellambito dello Stato di diritto.
ur Nuclei militari di protezione anti pirateria: fucilieri di marina a protezio-
ne navi: Golfo Aden, Mar Arabico, Oceano indiano. Evoluzione positiva.
.. Agenzia Europea della Difesa
Il Trattato stabilisce missione e compiti della Agenzia Europea della Difesa (AED) e
in particolare il suo ruolo essenziale nello sviluppo e nellattuazione di una politica
comune europea in materia di:
capacit e armamenti,
armonizzazione delle esigenze operative,
proposta di progetti multilaterali,
coordinamento dei programmi degli Stati membri,
raorzamento della base tecnologica e industriale della Difesa europea,
miglioramento dellecienza della spesa militare,
promozione del consolidamento della domanda comune a paesi membri
UE ed al sostegno di aggiudicazioni comuni che comportano economie di
scala.
LAgenzia, istituita dal Consiglio Europeo nel zoo e operativa dal giugno zoo,,
si deve concentrare, secondo gli orientamenti espressi dal Consiglio Europeo del
dicembre zos,, sulla cooperazione tra imprese degli armamenti.
Lobiettivo razionalizzare e standardizzare le capacit militari e ristrutturare
lindustria europea della difesa.
Questa cooperazione purtroppo sembrata rallentarsi, forse anche per scetti-
cismo e scarsa ambizione, ma soprattutto perch colpita dalla crisi economica
europea che sta strangolando le capacit militari con forti tagli ai nanziamenti,
per di pi non coordinati al livello UE.
Il Consiglio Europeo del szo dicembre zos, ha pertanto sollecitato gli Stati
membri, in occasione della Difesa nazionale, a facilitare la cooperazione attraverso
una maggiore trasparenza e una eettiva condivisione delle informazioni nella
pianicazione della Difesa nazionale; si potr cos consentire, come suggerito
dal Parlamento Europeo, una maggiore convergenza delle esigenze in termini di
capacit e di tempi.
Il bilancio dellAgenzia per il zos stato di ,o,, milioni di Euro, di cui zo per il
personale e solo ,,, per lo sviluppo di capacit (contro un totale di circa zo, miliardi
di Euro di spese militari dei z, Paesi UE nel zosz).
ii. Mezzi PSDC militari e civili ,s
Ci nonostante, la strategia dellAED (pooling e sharing) dovrebbe far amplia-
re e accelerare, con lincitamento del Consiglio Europeo del dicembre zos,, le
cooperazioni per lo sviluppo delle capacit militari attraverso:
utilizzo collettivo di risorse militari nazionali,
rinuncia da parte di uno Stato membro ad alcune capacit con la garanzia
che altri Stati membri le metteranno a disposizione in caso di bisogno.
Il Consiglio Europeo del szo dicembre zos, ha sollecitato maggiori investi-
menti in Ricerca e Sviluppo nel campo della Difesa, da stimolare con:
incentivi nanziari e scali per investimenti in un contesto di collaborazione
intracomunitaria nel quadro AED,
pianicazione pluriannuale per sostenere e sviluppare le tecnologie,
esplorazione di maggiori possibilit di sinergie tra le diverse politiche
dellUE, con riguardo anche al Piano dAzione del zos, per le PMI, fonti di
sempre pi importante innovazione,
coordinamento tra i piani nazionali di ricerca e i piani di investimento nel
campo della Difesa.
Gi nel novembre zosz cinque Paesi del Gruppo di Weimar (Francia, Germa-
nia, Spagna, Polonia e Italia) avevano sollecitato una maggiore condivisione delle
risorse e un approccio pi integrato alle crisi nelle aree vicine allUE, insieme a un
vero mercato comune della Difesa.
Il Consiglio Europeo del dicembre zos,, tenendo sempre presente che le ca-
pacit sono di propriet degli Stati membri che le gestiscono, ha accolto con favore
(come accennato nellintroduzione) lo sviluppo in cooperazione di sistemi aerei a
pilotaggio remoto (Droni) nel periodo zozozoz,, comportante:
elaborazione di un programma europeo di prossima generazione di media
altitudine e lunga autonomia,
creazione di una comunit di utenti fra gli Stati membri,
strette sinergie con la Commissione europea sulla relativa regolamentazione
(in vista di una iniziale integrazione del programma nel sistema aeronautico
europeo entro il zoso),
nanziamenti adeguati a partire dal zos per le attivit di ricerca e sviluppo
programmate.
Tuttavia per ora, in concreto, solo Francia e Gran Bretagna ad aver deciso
insieme, ancora una volta al di fuori del Trattato UE, di nanziare con zo milioni
di Euro in z anni, la continuazione dello studio di fattibilit per il Drone di seconda
generazione.
Anche lo sviluppo di una capacit europea di rifornimento in volo (dimostratasi
assolutamente insuciente nella recente guerra in Libia) stata sollecitata dai Capi
,z Rilancio, difesa e sicurezza europea
di Stato e di Governo per ridurre lattuale frammentazione e per creare una capacit
multiruolo di trasporto e rifornimento con sinergie comunitarie nel settore della
certicazione, della qualica, dellassistenza in servizio e della formazione.
stata inoltre decisa dai Capi di Stato e di Governo lelaborazione di una tabella
di marcia per la ciberdifesa e di progetti concreti incentrati sulla formazione e su
esercitazioni: si intende migliorare la cooperazione civile/militare sulla base della
gi denita strategia UE per la cibersicurezza e per meglio proteggere i mezzi
nelle Missioni e Operazioni dellUE.
Ugualmente sollecitata dal Consiglio Europeo stata la preparazione della
comunicazione satellitare statale di prossima generazione in stretta cooperazione
tra Stati membri, Commissione e Agenzia Europea Difesa: un Gruppo di utenti
dovrebbe essere creato nel zos.
LAED in collaborazione con la Commissione si impegnata a elaborare entro
la met del zos una tabella di marcia per lo sviluppo di norme industriali per la
difesa e a riferirne al Consiglio Europeo.
LAgenzia Europea per la Difesa stata invitata dal Consiglio Europeo a pre-
sentare insieme allA.R. un quadro politico complessivo adeguato entro la ne del
zos, in piena coerenza con i processi di pianicazione esistenti nella NATO.
.. Accordo francobritannico nel settore della Difesa
LAgenzia Europea di Difesa, secondo quanto richiesto dal Parlamento Europeo,
dovrebbe recuperare laccordo francobritannico, ricordato nellIntroduzione, r-
mato il z novembre zoso fuori dal Trattato UE, per fronteggiare, riducendo la spesa
pubblica, la crisi economica abbattutasi sulle rispettive forze militari.
Parigi e Londra avevano anche voluto sottolineare le loro aspirazioni geopoliti-
che, sia a livello regionale che globale, essendo i soli due Paesi UE che dispongono
dellarma atomica.
Francia e Gran Bretagna hanno sottoscritto z Trattati: uno riguardante una
cooperazione militare (formazione di un corpo darmata congiunto di ,ooo uo-
mini e possibile costituzione di una forza aeronavale integrata), laltro relativo ad
una collaborazione nellindustria di Difesa in campo nucleare (Centro di ricerca
comune in Borgogna e progettazione di nuovi sottomarini nucleari), oltre che a
sistemi antimine, a microelicotteri e a missili.
Il Parlamento Europeo, preso atto dellaccordo, auspica che questo possa agire
da catalizzatore per ulteriori progressi cooperativi a livello europeo ed in linea col
quadro istituzionale dellUE.
Il Parlamento Europeo ha pertanto chiesto alla Agenzia Europea di Difesa
di svolgere un ruolo di sostegno alla applicazione, nellUnione, di una tabella
di marcia ispirata ai z Trattati francobritannici. LAgenzia dovrebbe anche far
inserire nel quadro istituzionale dellUE laccordo che Germania e Francia stanno
predisponendo in materia di armamenti.
ii. Mezzi PSDC militari e civili ,,
Non si possono non ricordare alcuni progetti di eccellenza gi realizzati ed in
fase di trattattiva da parte dellAgenzia Europea di Difesa:
Programma di formazione Elicottero di ssoo uomini per un totale di s,z
equipaggi, ,o dei quali impegnati in missioni in Afganistan.
Appalto UE per comunicazione commerciale satellitare tra , Paesi (Fr., It.,
Pol, UK, e Romania), attualmente ss sono i Paesi partecipanti alla gara.
Aaeronavigabilit militare: regole armonizzate.
Metodi innovativi di gare dappalto comuni per equipaggiamenti destinati
alla Difesa.
Laboratorio mobile per analisi sul luogo di incidenti provocati da bombe
poste sul ciglio di strada, e esplosivi improvvisati in loco, nalizzate alla
prevenzione di incidenti in Afganistan.
Modelli cooperativi ecaci come il Comando europeo di trasporto aereo,
con possibilit, da esplorare, di una replica in altri settori.
Cooperazione tramite il codice di condotta AED sulla messa in comune e
la condivisione (Pooling e Sharing).
Approfondimento di modalit di cooperazione pi ecaci ed ecienti in
progetti di acquisizione comune.
Attualmente vi forte richiesta di cooperazione comunitaria per realizzare
interoperabilit in materia di comunicazioni satellitari, di assistenza medica, di
logistica satellitare, oltre alla sopra ricordata cibersicurezza.
Conclusione
Risulta ormai evidente la determinazione dellUnione Europea, sottolineata dal
Consiglio Europeo del szo dicembre zos, oltre che dal Parlamento Europeo e
dalla Commissione, di perseguire una politica di Difesa collettiva che consenta
di bloccare la perdita di credibilit e di inuenza dellUE causata da una politica
comunitaria della difesa insuciente. Questa politica dovrebbe far accelerare le
risposte del sistema europeo di Difesa e di Sicurezza alle esigenze strutturali
innovative che si stanno imponendo a livello globale.
LEuropa non deve solo essere consumatore di sicurezza, ma deve anche
essere produttore di sicurezza nei , contesti: terra, aria, mare, spazio e cyber
spazio, attraverso i numerosi strumenti di cooperazione nazionali a disposizione
dellUE.
daltra parte necessario mostrare la volont di non volersi appoggiare esclusi-
vamente agli USA che nanziano in larga parte la NATO.
Si deve tuttavia essere consapevoli, (come ha sottolineato anche il Consiglio
Europeo di dicembre zos,, riprendendo laermazione dellAlto Rappresentante
UE) che la relazione transatlantica rimane essenziale per fronteggiare minacce
evidenti da lungo tempo, quali:
armi di distruzione di massa,
terrorismo,
fallimenti di Stati,
conitti regionali,
nuove minacce alla sicurezza derivanti da attacchi cibernetici,
nuovi rischi quali le conseguenze dei cambiamenti climatici e laumentata
competizione per le risorse, in particolare energetiche, sia a livello nazionale
che internazionale.
Non sembrerebbe neppure opportuno contare esclusivamente su una propria
soft power.
Il Gruppo dei .e ritiene necessaria per lUE, nel campo della Difesa e delle
relative cooperazioni di capacit, una visione strategica comune che acceleri il
processo di adeguamento ai cambiamenti politici, economici e demograci dellul-
timo trentennio. Tra laltro non sono pi sostenibili zs diverse strategie di Difesa
nazionale.
Queste infatti contribuiscono a erodere le capacit militari dellEuropa e a
indebolire la sua sicurezza mentre in altre parti del mondo, Russia, Asia, e Medio
,,
,o Conclusione
Oriente, sta aumentando la spesa globale per la Difesa che potrebbe raggiungere
sso miliardi di $ nel zos.
Nel zos, il pi alto bilancio di Difesa degli USA (,sz, miliardi di $), malgrado
una riduzione rispetto al zosz. Segue la Cina che salita rapidamente in seconda
posizione (s,,z miliardi di $) , quindi la Russia (circa os miliardi di $) che intende
aumentare il suo bilancio del % nei prossimi , anni. In quarta posizione la Gran
Bretagna (,s, miliardi di %), ed in quinta posizione il Giappone (,o,s miliardi di
$).
Linsieme delle spese militari nellUE sceso invece tra il zoos e il zosz da z,s
miliardi di Euro a meno di so miliardi con una tendenza a riduzioni ulteriori.
Tuttavia i bilanci aggregati dei Paesi UE sono ancora superiori alla sommatoria di
Cina, Russia e Arabia Saudita (Paese nel quale lincidenza di questo tipo di spesa
sul pil la pi alta del Gzo). Ma il fatto pi grave che le spese in ricerca e sviluppo,
relativi alla difesa, diminuito nellUE del s% mentre quelle degli Usa sono sono
sette volte pi grandi. Il rapporto tra le spese militari totali degli USA e dellUE
soltanto di z,o a s.
In queste condizioni dunque indispensabile nellUE una razionalizzazione
della spesa per la Difesa attraverso il processo di condivisione e messa in comune
delle capacit europee, della loro base industriale e dello sviluppo tecnologico e
della ricerca necessario a sostenerlo.
Ladeguamento dellEuropa ai cambiamenti planetari sar certamente facilitato
dal superamento della grave crisi economica e occupazionale e dal ritorno su un
sentiero di crescita della produzione, del consumo e delloccupazione attraverso il
coordinamento delle indispensabili riforme strutturali.
Cooperazione intracomunitaria e solidariet indurrebbero nellUnione un gene-
ralizzato necessario recupero di competitivit: a tal ne, secondo il Gruppo dei .e,
anche necessario che in particolare la Germania rilanci il proprio potere dacquisto
per consentire ricadute positive nellambito del Mercato unico.
Il Gruppo dei .e ritiene che la crisi complessiva che concerne lintera Europa, qua-
lora non si riesca a realizzare rapidamente limpegno collettivo della ripresa unita
a un sostenibile rigore dei bilanci pubblici, rischia di disarticolare e compromette-
re la costruzione europea: attualmente impoverimento, recessione, stagnazione
fomentano la rinascita di risentimenti che sembravano sepolti sotto le ceneri di
una storia conclusa con lultima guerra mondiale.
Forti tentazioni di ritiro dallUE si formulano in Gran Bretagna, addirittura
sollecitazioni di ritiro dallEuro serpeggiano in vari movimenti politici in preda al
populismo, mentre riaorano fremiti di razzismo in diversi stati membri.
Il Gruppo dei .e ritiene indispensabile che governance europea e architettura
istituzionale vengano raorzate e, ove necessario, siano riformulate per consentire
di ricostruire quel rapporto di ducia tra i zs membri dellUE senza il quale im-
possibile eettuare nuovi concreti passi nella necessaria direzione dellintegrazione
politica.
A tal ne non si deve dimenticare che sar necessario garantire alle decisioni
comunitarie una maggiore legittimit democratica, sopratutto raorzando i poteri
del Parlamento Europeo, la sola Istituzione UE eletta a suragio universale e con
Conclusione ,,
diritto colegislativo col Consiglio.
Il Parlamento Europeo deve, a sua volta, associare al suo percorso decisionale i
Parlamenti nazionali per garantire una pi stretta consonanza con le volont dei
cittadini degli Stati membri associando concretamente la cittadinanza nazionale
alla cittadinanza europea.
Il Presidente della Commissione, lesecutivo dellUE, dovr essere designato
tenendo conto del risultato delle elezioni europee.
Occorre pertanto accelerare linstaurazione di un clima opportuno per tra-
sformare le elezioni del Parlamento europeo del maggio zos in un motore di
sviluppo dellintegrazione europea, anche contrastando gli scatenamenti degli
egoismi populisti alimentati soprattutto dalla crisi economica e occupazionale. Si
deve ritornare ai principi ed ai progetti dei Padri fondatori della Comunit eu-
ropea senza dimenticare che, sino ad ora, sono stati il Cancelliere tedesco ed il
suo Ministro delle Finanze a delineare e sollecitare, inascoltati, un futuro politico
dellUnione simile a quello di una federazione.
in questo contesto che sono, sin da ora, necessarie Sovranit condivise e non
semplici abbandoni di sovranit nazionali ed anche urgente garantire maggiore
legittimit democratica al processo decisionale comunitario.
Il Gruppo dei .e, con riferimento al Consiglio Europeo del szo dicembre zos,,
convinto che una rinnovata ducia tra gli Stati membri nel raorzamento del
processo integrativo europeo pu anche derivare dalla condivisione, di fronte a
sde comuni, di una stessa ambizione in materia di Difesa e Sicurezza nel solco
della pace voluta dagli ideatori della Comunit Europea.
Due dei principali mezzi a disposizione dellUE per raggiungere tale obiettivo,
oltre alla autonoma capacit decisionale delle Istituzioni comunitarie sono:
contribuire, con partenariati strategici dellUnione e in collaborazione con
ONU, NATO, OCSE, Unione Africana, al mutamento innovativo e demo-
cratico delle societ del suo Vicinato mediterraneo e medio-orientale, senza
tuttavia pretendere di esserne la guida economica e politica. Associando in-
vece, come lo ha indicato il Consiglio Europeo del dicembre zos,, politiche
e strumenti che vanno dalla diplomazia, dalla sicurezza e dalla difesa alla
nanza, agli scambi commerciali, allo sviluppo e alla giustizia.
contribuire a garantire in questa area una suciente Sicurezza fornendo,
ove opportuno, formazione, consulenza, attrezzature e risorse cos da accre-
scere la capacit dei Paesi del Vicinato a prevenire e gestire autonomamente
le crisi.
Il Gruppo dei .e ritiene che allinterno dellUnione Europea, nellambito della
politica europea della Difesa, occorra passare dalle intenzioni e dagli appelli dei
Vertici comunitari allo sviluppo di una cooperazione sistematica e pi a lungo
termine per acquisire insieme ecaci capacit militari che, in linea col Codice di
condotta sul Pooling and Sharing, facciano il miglior uso delle economie di scala
attraverso:
,s Conclusione
una maggiore trasparenza tra Stati membri,
lutilizzo di norme comuni che facilitino la convergenza dei piani nazionali
delle capacit di difesa,
la razionalizzazione della domanda riducendo il numero delle varianti nei
programmi di cooperazione cos da favorire linteroperabilit delle forze
europee e generare signicanti economie.
Il quadro istituzionale per realizzare questa cooperazione stabilito dal Trattato
attraverso la Cooperazione Strutturata Permanente. Come gi accennato in questo
Documento del Gruppo dei so, il Consiglio Europeo di dicembre zos, ha deciso di
andare oltre le discussioni esplorative del zoo e del zoso che hanno evidenziato lo
scarso interesse degli Stati membri su questa nuova formula di geometria variabile.
Si deve invece, nalmente, rendere pienamente operativa la Cooperazione
Strutturata Permanente tra gli Stati membri che dispongono di capacit militari
adeguate e volont politica di svilupparle attraverso la cooperazione.
Il Gruppo dei .e sottolinea al riguardo la necessit di stabilire specici obiettivi di
cooperazione e i tempi per realizzarli.
Auspica inoltre che a questo scopo siano decisi incentivi alla Cooperazione,
includendo anche quelli a natura scale ed esplorando innovative formule di
accordi nanziari che consentano di superare i tagli di bilancio pubblico.
Sul piano delle relazioni UE con lampio scacchiere del suo Vicinato e in parti-
colare sullesigenza di concorrere alla sicurezza e alla difesa dei suoi Paesi membri,
non vi dubbio che lUnione Europea ha una forte responsabilit soprattutto nel
quadrante balcanico occidentale.
I Balcani occidentali rappresentano una enclave nellEuropa integrata: il rap-
porto con questi Paesi deve facilitare, con un equilibrio di reciproci impegni, la
via delladesione, che si gi iniziata a percorrere, altrimenti sar la Russia a voler
incidere sul loro futuro, come starebbe cercando di farlo con paesi dellex Unione
Sovietica come Ucraina e Moldova.
Il Gruppo dei .e conclude sul tema della Sicurezza e della Difesa Comune con una
nota positiva: nel contesto di cambiamenti demograci, di diversi ritmi di sviluppo,
di aumento delle ineguaglianze e di radicali nuove tecnologie, la visione europea
della Sicurezza internazionale proclamata nella strategia UE della Sicurezza il sz
dicembre zoo, continua a essere confermata dai fatti che si vericano nel mondo.
Essa riguarda:
il sostegno alle formule democratiche,
il ruolo sia della potenza militare sia della soft power nella gestione delle
crisi,
la necessit di negoziati multilaterali per contribuire alla prevenzione dei
conitti,
le varie forme di intervento per reagire alla destabilizzante violenza del
terrorismo, comprendendo anche lazione nei confronti della povert nel
mondo.
GRUPPO DEI DIECI
Per una Unione Europea pi dinamica e forte
s. Un contributo ai lavori della Conferenza Intergovernativa del : semestre
:eee (giugno :eee)
z. Proposte al Consiglio di primavera a Stoccolma del :,- :, marzo :ee. (feb-
braio :ee.)
,. Un contributo al dibattito sul futuro dellUnione Europea in vista del Con-
siglio di Laeken del .,-., Dicembre :ee. (novembre :ee.)
. Contributo particolare alla Convenzione Europea (maggio :ee:)
,. Contributo particolare alla Convenzione Europea sul consolidamento del-
lUnione Economica e Monetaria (dicembre :ee:)
o. Contributo particolare alla Convenzione Europea (febbraio :ee,)
,. Politica di Sicurezza e di Difesa Comune dellUnione Europea (maggio
:ee,)
s. Trattato che istituisce una Costituzione europea (ottobre :ee,)
. La strategia di Lisbona per il rinnovamento economico, sociale e ambientale
dellUnione Europea (febbraio :ee,)
so. In occasione delle elezioni europee (maggio :ee,)
ss. La strategia di Lisbona. La grande sda economica dellEuropa Un
contributo al Consiglio Europeo di primavera :ee,
sz. Valori e interessi dellUE nelle relazioni con il resto del mondo
s,. Ricreare la ducia dei cittadini europei nel processo di integrazione euro-
pea. Cogliere le opportunit di una Unione Europea in evoluzione
s. Riconquistare la ducia dei cittadini europei nel processo di integrazione
europea. Un percorso a doppio binario per superare limpasse dellUnione
Europea.
s,. LEuropa della politica comune, Esteri, Sicurezza e Difesa
so. Politica energetica comune, proposte al Consiglio di primavera -, marzo
:ee,
s,. Interventi alla Celebrazione del ,e della rma dei Trattati di Roma. :o
febbraio :ee,
ss. Politica europea ai conni dellUnione. Proposte al Consiglio Europeo di
Bruxelles del :.-:: giugno :ee,
s. Implicazioni del Trattato di riforma dellUnione Europea (settembre :ee,)
zo. Unione Europea: spazio comune di libert, sicurezza, giustizia (febbraio
:ee)
zs. La nuova strategia Euro-Mediterranea, (Il Processo di Barcellona: una Unio-
ne per il Mediterraneo)
zz. Il ruolo Internazionale dellUnione Europea
z,. Le elezioni europee del o-, giugno :ee,
z. Dalla crisi globale e dal si irlandese una Unione Europea rinnovata (,
ottobre :ee,)
z,. Unione Europea rinnovata (gennaio :e.e)
zo. Il Trattato di Lisbona ricreare ducia nei cittadini (aprile :e.e)
z,. LUnione Europea si riprende e reagisce alla crisi globale (settembre :e.e)
zs. Politica di Sicurezza e di Difesa Comune(PSDC) elemento determinante
della Politica Estera e di Sicurezza Comune (PESC) Febbraio :e..
z. Partecipare alla formazione delle leggi EU (maggio :e..)
,o. Unione Europea. Sda a scetticismo e populismo (settembre :e..)
,s. Risposta UE ad un vicinato in movimento (febbraio :e.:)
,z. Dalla crisi pi Europa (settembre :e.:)
,,. Gruppo dei Dieci
UE. Rigore, crescita, legittimazione democratica (giugno :e.,)
ist ,s-ss-,s-oso,-, formato s, z cm, , pagine, , euro
,. Gruppo dei Dieci
Rilancio, difesa e sicurezza europea. Politica Sicurezza Difesa Comune
(PSDC) (marzo :e.,)
ist ,s-ss-,s-xxxx-x, formato s, z cm, pagine, , euro
Compilato il zo febbraio zos, ore os:zz
con il sistema tipograco L
A
T
E
X2

Finito di stampare nel mese di marzo del zos


dalla ERMES. Servizi Editoriali Integrati S.r.l.
oooo Ariccia (RM) via Quarto Negroni, s,
per conto della Aracne editrice S.r.l. di Roma