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Periodico dinformazione

Maggio 2014 - n. 14

I Sogni di Cristallo
Con il patrocinio di

Il Consiglio di Zona ha concesso il patrocinio riconoscendo il valore sociale del progetto editoriale, strumento di promozione delle capacit delle ragazze e dei ragazzi

Numero speciale Uomo


Essere pap oggi
di Giancarlo Bocchi

onfesso: mi ci sono voluti almeno 3 anni di lavoro mentale


e 40 anni di et per finalmente convincermi che era giunto il
momento di fare un figlio. Perch non basta cercare e trovare la
persona giusta per farlo, non basta avere una certa sicurezza col lavoro o
un minimo di stabilit, bisogna averci un po di testa. Almeno, dal punto
di vista di un ingegnere.
Ho sempre pensato, e spesso continuo a farlo, che bisogna essere pazzi
a mettere al mondo un figlio oggi, e perch c la crisi, ma cosa far
da grande, ma ci sar ancora un po dacqua pulita con tutto sto
inquinamento, e quanti miliardi saremo a sto mondo
tra ventanni, e se un giorno mi vuole andare al
Grande Fratello?...
A pagina 2

Una rivoluzione antropologica

LA CADUTA DEI PADRI

La paternit non veicolata dal sangue


ma dalla trasmissione di senso

Spietati, autocritici, instancabili

Fatica? tanta.
Arrendersi? mai!
Dopo leguerriere tocca ai costruttori
di

Giancarlo Volont

inceramente, mi aspettavo che mi costringessero a questa intervista, che per


me una fatica. Dopo le guerriere (vedi Sogni, Marzo 2014), i costruttori. Costruttori perch cos che li vedo io, per come li seguo quotidianamente, per come ho imparato a percepirli ed apprezzarli. Conosco molto bene le loro
storie (per questo mi costa fatica intervistarli), storie che da una decina danni, per
una piccola (piccola?) parte sono anche le mie. Dire che sono la mia seconda famiglia non affatto esagerato, anzi, in termini di tempo trascorso insieme, forse anche
la prima; e quante sere li porto a casa, se non proprio loro, i loro pensieri, le loro
preoccupazioni, le loro vittorie. A volte mi chiedo chi sono per loro. Spesso mi sento
un fratello maggiore, una spalla su cui poggiare la testa nei momenti di sconforto;
talvolta, di rado e con tremore, un padre che incoraggia a non mollare, che indica la
possibilit di una strada, che sprona a non arrendersi; sempre, perch il mio ruolo
che in qualche modo lo impone, un accompagnatore al destino. A pagina 3

di Jacopo Mancini

l regno dei padri tramontato.


Il padre a cui eravamo abituati non
esiste pi, siamo agli albori di una
nuova era familiare che oggi pi che mai
grida il bisogno di un assetto nuovo. Questo il tema affrontato nella conferenza organizzata dal centro culturale di Milano
che aveva come ospiti Massimo Recalcati
(psicanalista di scuola lacaniana) e Franco
Nembrini (rettore dellistituto La Traccia). Lincontro era incentrato appunto
sulla necessit di un ripensamento della figura del padre, dove il concetto di paternit si estende oltre i confini della biologia.
Non molto tempo fa quando un insegnante entrava in classe, gli alunni si alzavano in piedi e il silenzio si diffondeva in
un istante. Era la forza della tradizione a
scatenare questa reazione automatica di rispetto. Oggi questo rispetto non dovuto
a priori, ma va guadagnato. Non esiste pi
una tradizione cos forte ed inutile pensare come riacquisirla perch quel tempo
finito. Allo stesso modo ha cessato di
esistere il padre-padrone, luomo la cui
parola era legge, che non poteva essere infranta e tantomeno messa in discussione.
I padri di oggi sono diversi.
A pagina 2

Voci in piazza

verso le quote
azzurre?
di Roberto Cerabolini

A pagina 12
Lorenzo Zacchetti, presidente
Commissione Sport Zona 7

passione sportiva
e impegno sociale
Intervista a pagina 2

Pagina 2

I Sogni di Cristallo

Maggio 2014 - n. 14

di Jacopo Mancini

Segue dalla prima pagina

la caduta dei padri


Segue dalla prima pagina

Essere pap oggi


Poi quando arriva la notizia della gravidanza, dopo i primi momenti di panico,
comincia il processo vero e proprio di elaborazione di tutte le possibili complicanze,
vicissitudini, possibili libert che verranno
a mancare e, naturalmente, il classico amico
che c gia passato e che ti dice che niente sar pi come prima, a cominciare dalle
notti insonni.
Il tutto finisce quando leroica madre, che
durante la gravidanza, oltre al pargolo in
grembo, ha dovuto sopportare il di lui padre, decide di pulire le finestre di casa alle
2 del mattino (sembra che sia un riflesso
incondizionato delle future mamme alla 39a
settimana di gestazione) e allimprovviso
si rompono le acque, svegliandomi di soprassalto. Naturalmente la prima cosa che
ho pensato stata quella di pulire il parquet
nuovo...
E quindi nato Lorenzo ed stata la cosa
piu naturale del mondo: imparare a prenderlo in braccio, fargli il bagno, scaldarlo
durante i primi mal di pancia... devo dire
anzi che in queste cose il pap stato ben
pi pronto e spontaneo che non la mamma.
Lorenzo cresce e il pap cresce con lui. Perch se vero che ad un bambino tentiamo
di insegnargli tutto, lui ci ricambia con cose
che ci eravamo completamente dimenticati: la semplicit, la spontaneit, la sincerit
e soprattutto la curiosit, che io ritengo la
qualit piu importante che un essere umano,
a qualsiasi et, debba avere: ecco, Lorenzo,
come ogni bambino credo, un concentrato
di curiosit. Il mio obbiettivo principale
quello di cercare di mantenere in lui viva
questa curiosit. Non facile...
Se ripenso oggi a tutte le paure e le titubanze che mi hanno accompagnato prima del
parto, mi viene da ridere, soprattutto quando guardo mio figlio, e vedo quanto bene mi
faccia la sua presenza.
Avevo dimenticato un importante premessa
iniziale: sono il pap piu felice del mondo.
Giancarlo Bocchi

i che salta subito


allocchio che assomigliano molto di pi
ai loro figli: si vestono come
loro, giocano con gli stessi apparecchi tecnologici, parlano
come loro e cos via. questa
la caduta della differenziazione generazionale di cui si
parla tanto, a volte in modo
del tutto superficiale. questa
la perdita dellautorit paterna che troppo spesso scatena
spregevoli e idioti sentimenti
nostalgici per i bei tempi
andati in cui i figli ascoltavano i padri ecc.. Massimo
Recalcati, oltre a rammentare
le bacchettate sulle mani della
maestra delle elementari e altre punizioni psico-fisiche che
era buon costume infliggere
a dei bambini, evince dalla
sua esperienza personale un
aneddoto che illustra molto
bene il tipo di sguardo che
dominava allinterno di quella generazione: un giorno alla
scuola elementare la maestra
domanda ai bambini quale
sia la bellezza del fuoco. Le
risposte dei giovani alunni
sono le pi svariate, alcune
divertenti, altre poetiche, altre
ancora sorprendenti. La maestra li riprende: Non capite
niente, avete sbagliato tutti.
La bellezza del fuoco sta nel
suo movimento. Non cera
che ununica risposta giusta,
nientaltro. Tutto il resto era
falso, non contava nulla.
Insomma non risulta difficile
cogliere le gravi mancanze di
unepoca dominata da una figura paterna autoritaria. Dunque la risposta non tornare
indietro, cosa che per altro
risulterebbe impossibile, data
la rivoluzione antropologica
senza precedenti che stiamo
attraversando e la sempre
pi complessa stratificazione
del nucleo familiare. Ci che
dobbiamo fare guardare
avanti e ripensare il padre
dai piedi. Come? Ricordando che sono essi stessi figli
prima ancora di essere padri.
La paternit non vincolata
dal sangue, ma dalla trasmissione di senso. Padre colui
che lascia una testimonianza,
che riesce a trasmettere il desiderio, o pi semplicemente,
la passione per la vita. Alla

radice di molte patologie


giovanili troviamo lo spegnimento del
desiderio. I
ragazzi affetti
da depressione
(malattia che non
era mai stata cos
diffusa come oggi
tra i giovani) o dalle pi
varie forme di dipendenza
hanno serissime difficolt a
desiderare. Per i pazienti costantemente connessi a oggetti tecnologici esperienze
come lo scambio, il sapere,
lamore perdono di significato. E il momento della sconnessione diventa traumatico
perch si trovano soli col proprio desiderio, e non sanno
che cosa desiderano.
La vita si accende solo grazie a una passione, che si
trasmette per contagio. Non
si pu comunicare a parole il desiderio di vivere, di
scegliere, di amare. Si tratta
di gesti, di atti. Questa la
testimonianza che un padre
lascia a un figlio che non ha
pi il sostegno della tradizione a cui aggrapparsi. Ed per
questo motivo che ognuno di
noi ha pi padri e pi figli.
Clint Eastwood rappresenta
benissimo questo concetto di
genitorialit adottiva nei suoi
ultimi film.
La rivoluzione antropologica a cui si accennava sopra
evidente se si pensa che un
tempo il bambino, una volta venuto al mondo, doveva
adattarsi alle regole del sistema familiare, mentre oggi
lui a dettare legge e la famiglia si adatta alle sue richieste.
Il rischio di questa dinamica

quello di aprire laccesso a


una dimensione idolatrica del
bambino, che induce a cancellare lo spigolo duro del
no, cio a eliminare il limite e assecondare la richiesta
compulsiva del godimento
immediato. E inoltre scatena
angosce nuove, come quelle
relative alle capacit prestazionali dei propri figli, per cui
i figli diventano delle macchine produttive, e si arriva a
demonizzare il fallimento. Si
cerca di eliminare ogni difetto, ogni anomalia, non c pi
tempo per lo sbandamento o
il fallimento, si corregge ogni
imperfezione fisica, bisogna
uniformare, livellare. Abbiamo dimenticato che quello
che conta davvero amare
la stortura. Amare il difetto
come il talento, le attitudini come le bizzarrie, perch
sono questi i particolari che ci
rendono ci che siamo, diversi da tutti gli altri.
Allo stesso modo abbiamo
dimenticato cosa significa
avere fiducia nei propri figli.
Significa essere disposti a
perdere tutto, tutti i progetti e
le aspettative che abbiamo costruito su di loro, per lasciarci
sorprendere e amare ogni loro
passo, perch sar loro e di
nessun altro.

Un fotogramma del film di Clint Eastwood Gran Torino

I Sogni di Cristallo

Maggio 2014 - n. 14

Pagina 3

di Giancarlo Volont

Segue dalla prima pagina

Fatica? tanta. Arrendersi? mai!

i piace definirmi cos, trovo sia la


formula pi giusta per dare un nome
al mio lavoro. Certo io non ho la
pretesa di educare nessuno! Ai costruttori voglio davvero un gran bene. E mi sento assolutamente ricambiato. Alcuni tra loro hanno conosciuto i miei di casa, con loro ho condiviso una
delle pi belle gioie personali degli ultimi anni
(non rideteci sopra, una cosa terribilmente seria!): sabato 22 maggio 2010, insieme al collega (meglio, al fratello) Davide che li ha accompagnati, a qualche mio amico, di quelli giusti,
di quelli che ... siamo venuti su insieme, abbiamo sofferto e gioito per la vittoria dellInter
in finale di Champions League. Ricordo gli abbracci (anche a mia moglie, che di calcio non
capisce nulla, a Giacomo, bardato e felice di
condividere labbraccio, fasciato nella sua maglietta nerazzurra, alla Nico, stupita e partecipe
di tanta familiarit e tanta gioia); ricordo, prima del brindisi, le lacrime (proprio io, che non
piango mai). Ricordo... no, basta! Queste sono
altre storie, che porter sempre nel cuore. Sono
qui per raccontare le loro. Perch costruttori,
direte voi? Perch hanno, quasi senza saperlo,
la temperanza dei saggi, la costanza degli inarrendevoli, il buonumore - ed anche il cattivo di tutti i comuni mortali. Spietati con se stessi,
talvolta quasi demolitori, ma pronti a ripartire
al minimo accenno di incoraggiamneto. Instancabili. Autocritici. E sempre in ricerca. Fatica?
Tanta. Arrendersi? Mai!
Il primo ricordo forte dei miei 5 anni. Mio
nonno, bronzista, di ritorno dal lavoro, che mi
invita a vedere un documentario su Marco Polo
alla tele. uno degli ultimi ricordi che ho di
lui. mancato non molto tempo dopo. Questa, il buon Max non laveva mai raccontata.
E poi mio padre, che mi ha fatto conoscere il
mondo dellATM. Quarantanni di lavoro, tutti
nella stessa azienda. Se giro per Milano senza
problemi, lo devo a lui. La sua famiglia, lo si
capisce bene, non c pi, da tempo vive una
scelta di corresponsabilit condivisa, insieme
ad altri come lui. Un pensiero anche alla mamma: Mi ha educato alla correttezza: risento
ancora i suoi insegnamenti, li porto nel cuore.
Ho ricordi vivissimi di quando ero ancora piccolo, solo qualche anno fa non avrei immaginato che Rosario potesse esprimersi con tanta
lucidit. Sono stato adottato dagli zii allet
di due anni. La mia famiglia era davvero molto povera. Ho avuto una vita piena di ostacoli.
Non ho ancora finito di superarli, anzi...
Oh, ma mi sono capitate anche cose belle,
eh?. la volta di Alessandro. Di tutti il
primo che ho conosciuto quando sono arrivato. Facciamo finta di niente, ma stiamo diventando, insieme, lui grande ed io
vecchio. Fino alla quarta liceo ho avuto
unesistenza tranquilla, con un percorso
scolastico soddisfacente. Poi la scoperta
di un ritardo mentale, presente sin dalla
nascita, connesso a problemi presentatisi subito, di cui ignoravo lesistenza. A
diciotto anni ho dovuto reinventarmi la

vita. Molti di quelli come me - lo dice senza


rabbia - sono indirizzati ai corsi professionali
finanziati dalla regione; il problema furono soprattutto i successivi tirocini, per me rivelatisi
un fallimento. Enzo ha una faccia simpatica
e sofferta, che racconta molto della sua vita.
Non un grande oratore, ma non posso non
menzionarlo. Ho 48 anni, Fraternit e Amicizia lho conosciuta tramite mia sorella, che mi
ha presentato Sara (Endrici, coordinatrice della
nostra sede principale, NdR). Adesso lavoro
al laboratorio e al giornale, e mi trovo bene.
Poi c Antonio. Quando qualche anno fa ha
fatto la sua scelta, sofferta, voluta e ponderata, di lasciare la famiglia per andare a vivere
in una contesto di autonomia, ho avuto lonore
e lonere di accompagnarlo nel suo trasloco.
nata da allora unamicizia ed una confidenza
che supera anche il fatto che sia un accanito
bianconero. Sto scherzando. Antonio, invece,
schiarisce la voce e si fa serio. Ho 31 anni.
Allet di 6 ho subito un incidente domestico,
che ha lasciato parecchi strascichi fisici e psichici, oltre a un pesante conflitto, non pi risolto, con mio padre. A 12 anni, i servizi sociali,
causa un litigio proprio con lui (quante botte
ho preso quella volta), decidono di allontanarmi da casa. Ho passato un anno in collegio.
Forse anche per questo che, sparita la figura
di mio padre, mi sono cos attaccato al nonno,
una persona che non scorder mai. morto che
facevo la prima superiore, ma lo porto sempre
con me. Ora sto imparando a capire chi sono,
a valorizzare i miei pregi, ad accettare i miei
difetti. Amo lo sport, pratico il calcio, sono fidanzato da un anno e mezzo (con Sivia occhi
blu, una delle guerriere, per intenderci), ho
un lavoro, essendo stato assunto in Fraternit
e Amicizia. C molto pudore nel loro modo
di raccontarsi, nessun desiderio di riscatto, solo
voglia di poter costruire qualcosa di utile, per
s e per gli altri. Come riuscite a convivere con
la vostra disabilit? Le prime risposte danno
lidea di una serena accettazione. Poi, la senDa sinistra: Antonio, Giancarlo, Alessandro (in
primo piano), Max e Rosario

tenza che non ti aspetti, dolorosa come una


sassata: La vivo come un macigno! Non sono
ancora riuscito ad accettare lidea di avere un
ritardo mentale. Sono come un ciclista che non
riesce a vedere la fine della salita. Mi consola
lamore della mia fidanzata, ma non ho ancora
intorno a me il mondo che vorrei. Ma vi volete un po di bene? Perch se non vi volete bene
voi per primi, difficilmente troverete chi ve ne
vuole. Diciamo la verit, si fa una gran fatica a volersi bene, perch non ci si accetta mai
fino in fondo. Io non riesco a superare la mia
disabilit, tutti i giorni una sconfitta. Faccio
davvero poco per volermi bene, ma spero sempre di imparare a farlo. Ci sono delle cose
che fanno parte di me, della mia storia. Se ci
penso, sento che queste cose mi hanno sempre
in qualche modo limitato. E quante riflessioni
sui se: Se non fossi nato cos povero... Se mio
padre mi avesse accettato per quello che ero...
Se ce lavessi fatta a finire almeno la scuola...
Se i miei genitori ci fossero ancora.... Se tutto
questo fosse accaduto in maniera diversa, raccontereste unaltra storia.
A proposito di se: se vi dessero un minuto di
notoriet, uno solo per, cosa fareste, che direste in quel poco tempo? Direi che sentirsi
amati la cosa pi bella del mondo. Parlerei
di come sono, farei uno spot sulla disabilit,
senza vergogna. Se diventassi famoso per un
minuto, mi piacerebbe andare alla tele e dire:
chi mi trova una casa in Giappone? Non so
perch, ma il Giappone mi piace un sacco!.
Io griderei la mia urgenza di essere amato!
E scusate se poco. Gira che ti rigira, lamore
il motore del mondo: e allora, con le donne,
come la mettiamo? Sono la colonna sonora
della nostra vita. Croce e delizia? Molto
croce, io non le capisco. Delizia, se pensiamo anche alle belle educatrici che abbiamo.
Le donne? Misteriose, complicate, difficili
da raggiungere... in una sola parola: meravigliose!. Unultima domanda: la lampada di
Aladino vi permette di esaudire due vostri desideri. Quali? Il coro unanime: Sposarsi e
lavorare! Semplici e concreti, come dei veri
costruttori. Lintervista finita, usciamo sul
balcone, per chi fuma tempo di una sigaretta.
Ci guardiamo negli occhi, il balcone d proprio
lidea di stare sulla stessa barca. Li passo ad
uno ad uno con lo sguardo, sti benedetti ragazzi. Sono molto di pi di ci che han raccontato, la loro dignit non ha prezzo.
Rientro, ripongo il registratore, metto
in borsa gli appunti presi. Si avvicina
Antonio: Lo so che ti dimenticherai,
ma ci terrei tanto se scrivessi che il
mio soprannome Bobo. Dicono che
somiglio un po a Vieri. Non me lo
sono dimenticato, cos come non mi
dimentico di voi. Cammino al vostro
fianco, compagno di viaggio chiacchierone ed un po ingombrante, in
questo bizzarro cammino che la
vita. Finch si pu, vediamo di non
perderci di vista.

I Sogni di Cristallo

Pagina 4

Maggio 2014 - n. 14

a cura della Redazione

Politica e societ

lorenzo Zacchetti, presidente Commissione Sport di Zona 7

passione sportiva e impegno verso i pi deboli


Sport e politica sono strettamente intrecciati in tutto il mondo. Nelson Mandela ad esempio
grazie al calcio e al rugby riuscito a conciliare neri e bianchi sotto una stessa bandiera

letto nel Consiglio di Zona 7, Presidente della Commissione Sport, Benessere, Tempo Libero, Qualit della Vita
e Polo Multifunzionale Zonale, dal 2012 Lorenzo Zacchetti responsabile dellarea Sport
e Associazioni del PD dellarea metropolitana
milanese. Lo abbiamo incontrato nel suo studio, durante una pausa di lavoro.
Giornalista con formazione
psicopedagogica, politico e quantaltro, con
un forte interesse, sicuramente motivato da
unaltrettanta forte passione, nei confronti
dello sport, che probabilmente il fulcro
attorno al quale ruotano un po tutte le sue
molteplici attivit. Ce lo conferma?
Certamente. Fino ai 38 anni non mi sono mai
occupato di politica, almeno come impegno
diretto. Con Giuliano Pisapia invece nata la
possibilit di mettere a frutto la mia passione
per un progetto di tipo sociale e politico legato
alla citt di Milano.
Come avviene il suo passaggio da una
formazione psicopedagogica a quella
della carta stampata e successivamente,
per usare un termine da calciomercato, il
trasferimento alla politica? Sono passi e
ritmi assai differenziati.
Sono state tutte cose molto legate tra loro. La
passione del giornalismo la coltivavo sin da
piccolo, facendo cose per puro divertimento,
per passione. Ma il servizio civile, svolto in
una comunit per minori, mi ha aperto le porte
di un mondo a me fin l sconosciuto. Ho conseguito nelle scuole il diploma di educatore,
lavorando in questo settore per ben nove anni.
Nel frattempo, il tarlo del giornalismo, come si
suol dire, mi rodeva dentro. Ho cominciato
a seguire il calcio dilettantistico (che mio fratello ed io praticavamo da giocatori) tramite
una rivista di settore che cercava collaboratori.

Alcuni redattori del nostro giornale con Lorenzo


Zacchetti, al centro della foto

Ora sono pi di quattordici anni che proseguo


questa attivit con entusiasmo; sono passato
dai campi di periferia alla Champions League,
fino ai Mondiali di calcio. Ho diretto riviste
importanti, ho conosciuto il mio idolo, Zinedine Zidane (centrocampista di Juventus e Real
Madrid, grande regista della nazionale francese, storica la testata a Materazzi nella finale
mondiale del 2006, NdR)... alla fine credo di
fare politica tenendo vivi i miei interessi primari, la passione nello sport e limpegno verso
i pi deboli.
Lo sport e la politica sono mondi
apparentemente lontani, eppure in qualche
modo lei riuscito a conciliarli. Come
stato possibile?
Eppure lo sport e la politica sono molto intrecciati, ci sono storie di sport che molto hanno a
che fare con la politica, almeno in senso lato.
Berlusconi, nato in un altro settore lavorativo,
non forse diventato famoso, ancor prima che
per la politica, per il Milan? Di questi forti legami tra sport e politica esistono fenomeni in
tutto il mondo. Lo sport, in fondo, un modo,
un angolo di visuale, attraverso il quale osservare il mondo, un atteggiamento mentale che
ha a che fare con le regole, nei confronti di
se stessi e degli altri, con il superamento dei
propri limiti, con lallenamento e la disciplina.
Pensate alla storia di Nelson Mandela: grazie
allo sport (calcio e rugby in particolare) riuscito a conciliare neri e bianchi sotto una stessa
bandiera. Ci sono, non lo nego, anche esempi
negativi, si pensi a quegli ultras che si rifanno ad ideologie aberranti, violenti anche nelle
loro manifestazioni, ma ci che mi propongo
di mettere in luce la parte positiva di questo
connubio. Un esempio: se noi crediamo che
Milano debba essere pi aperta e inclusiva per
tutti, ecco, lo sport pu risultare un ottimo mezzo per arrivare a dei buoni
risultati su questo fronte.
Milano tra sport ed
Expo: un nuovo stadio
(quasi sicuramente
quello che costruir
il Milan), una nuova
propriet (Thoir nuovo
presidente dellInter), la
rinascita di una leggenda
(le mitiche scarpette
rosse dellOlimpia
Milano, che sta tornando
a fare capolino anche
in Europa). Milano
si appresta davvero a
diventare una citt dello
sport e per lo sport?
Questi cambiamenti in atto
stanno effettivamente di-

ventando realt. Tuttavia mi sento di affermare


che Milano non ancora una citt dello sport.
Lo diventer, ma non lo ancora.
A livello di impianti c una carenza di fondo
ancora preoccupante: lOlimpia costretta a
giocare ad Assago, per mancanza di un palazzetto adeguato in citt. C un grande movimento di base, ma a livello di eccellenza non
ancora possibile competere con altre grandi
citt europee, purtroppo molto pi avanti di
noi. A Londra ci sono undici stadi, a Milano
uno solo, e pure coabitato, del quale lUEFA
a tuttoggi, non ha ancora confermato lassegnazione della finale di Champions League
del 2016. San Siro non ancora adeguato agli
standard europei, non lo neppure Milano,
come dicevamo, ma lo pu diventare. Expo
una grande occasione, credo che i privati che
sono coinvolti in questa vicenda debbano fare
la propria parte, per risolvere, insieme, tutta
una serie di problemi legati soprattutto alle infrastrutture: manca una piscina olimpionica, un
palazzo del ghiaccio (la squadra di hockey sta
anche meditando di cambiare citt), del palazzetto abbiamo gi detto... le cose da fare sono
davvero tantissime.
continua a pagina 5

I Sogni di Cristallo

Pagina 5

DireFareBaciare
I nostri eventi per i prossimi giorni
nellarea di Milano e non solo

intervista a lorenzo Zacchetti

Camilla Sannazzari e la Redazione

Segue da pagina 4
C ancora posto per uno sport praticato
gni dalla sola pubblicit, che viene distribuito
dal basso? Quali possono essere le
cio in maniera gratuita e mirata, e si pu sfoiniziative della politica attraverso le quali
gliare anche online, allindirizzo http://chamtutte le categorie di cittadini, tra le quali ci
pionscity.blogspot.it .
mettiamo pure quella nostra di persone
disabili, siano messe nelle condizioni di
Da comuni cittadini, piange un po il cuore
partecipare alla pratica sportiva?
vedere dei pezzi di storia di Milano, stiamo
Si pu fare tantissimo! Si succedono i governi,
parlando dellArena Civica e del velodromo
ma mai nessuno che nomini un Ministro dello
Vigorelli, caduti quasi nel dimenticatoio.
Sport! una scelta di civilt che probabilmente
Possiamo sperare in un loro recupero o
invece non viene ritenuta cos meritevole dai
comunque in una loro riqualificazione?
nostri governanti, compresi quelli del passato.
Sul Vigorelli (oggi usato soprattutto per il foFare sport sta diventando difficile per tutti, non
otball americano) un anno e mezzo fa cera gi
solo per i disabili. Eppure le cifre dello sport
pronto un piano di rilancio, che prevedeva la
di base sono confortanti, perch, nonostante la
messa a bando per la riconversione del Vigocrisi, i praticanti non accennano a diminuire.
relli da velodromo ciclistico a impianto multiCosa si potrebbe fare, quindi,
funzionale. Queda subito? Innanzittutto, insto progetto, non
centivare gli altri sport, non
certo un colpo
esiste solo il calcio! La scuola
di testa di questa
deve diventare gestore attiamministraziovo e costruttivo delle attivit
ne, anzi, frutto
sportive, magari istituendo,
di studi accurati
sul modello degli Stati Unidi settore, stato
ti, borse di studio sportive.
bloccato da una
Inoltre, credo che una defiscaserie di ricorsi
lizzazione totale delle spese
per via della ridello sport aiuterebmozione
della
be molto le famiglie,
pista. Allo stato
con significativi beattuale, lipotesi
nefici per leconomia
pi probabile
stessa (studi di settoquella di un rere svolti oltreoceano
stauro conservativo della
dimostrano come,
pista, che purtroppo laper ogni dollaro inscer pi o meno le cose
vestito nello sport,
come stanno. SullArena
ci sia una ricaduta
c unattenzione diversa.
di cinque dollari in
stata recentemente retermini di risparstaurata la Sala Appiani,
mio per la collettidove si affacciato persino
vit, perch chi fa
Napoleone Bonaparte (che
sport si ammala di
in unoccasione fece allagameno, conduce una vita pi
re lintero bacino dellAreCoppi e Bartali allarrivo del
regolata, viene meno a contatto, Giro dItalia 1947 al Vigorelli
na per poterci allestire una
ci riferiamo soprattutto ai gio- e un dipinto dellArena civica
battaglia navale); vista la
vani, con fumo, alcool, droga, nei primi dell800
sua particolare ubicazione,
criminalit, ecc.), riducendo di
in pieno centro a Milano,
fatto anche la spesa sanitaria.
ne dovremo studiare luso
insieme alle societ di casa, innanzitutto la
Ci parla di Champions City, il bimestrale
FIDAL (Federazione Italiana di Atletica Legdi cui direttore?
gera) e al Brera Calcio (che usa limpianto per
la mia ultima iniziativa intrapresa in campo
alcune partite interne).
giornalistico, un connubio tra quelle che sono
le mie esperienze ed i miei interessi. Volevo
Con una vita cos impegnativa, trova
fare un giornale sportivo con lambizione di
ancora il tempo di accostarsi alla pratica
porre la medesima attenzione sullo sport da cosportiva?
pertina e su quello di base, con una particolare
Seppure con fatica, la risposta s. Riesco anattenzione a Milano ed alla Lombardia. una
cora a trovare il tempo per correre, a piedi o in
bella esperienza, che sta avendo buoni risconbicicletta (amo pedalare lungo la pista ciclabile
tri, in un periodo nel quale la carta stampata
del Naviglio), anzi ultimamente in palestra mi
non gode certo di buona salute. Ho optato per
dedico soprattutto ai pesi, io che mi sono semun giornale free-press, che trae i propri guadapre e solo dedicato al calcio.

Con larrivo della bella stagione nuove


proposte di tempo libero promosse dal
CENTRO DI INTEGRAZIONE
SOCIALE, a partire da sabato 10
maggio.
Il Centro Le Ali della
Libert prevede dal 24 al
31 maggio il Progetto Corallo,
straordinario viaggio sul Mar Rosso,
a Marsa Alam attraverso la formula
dei Fuoriusciti.
La sezione Forse Ritornano Soggiorni e Vacanze propone
un fine settimana a Monterosso,
nellincantevole paesaggio delle Cinque
Terre, dal 31 maggio al 2 giugno.
Il CENTRO SPORTIVO
ITINERANTE DISABILI ha avviato
il nuovo progetto Socialmente
Sportivi con lo scopo di rendere lo
sport accessibile al maggior numero di
utenti. Il progetto, della durata di sette
mesi, promuove, con corsi a cadenza
settimanale, 4 diverse discipline
sportive: Canottaggio, Judo, Ginnastica
Ritmica e Basket. La partecipazione
alle diverse discipline sar gratuita.
Numerosi, inoltre, gli appuntamenti
sportivi del mese di maggio per gli
atleti del CENTRO SPORTIVO
ITINERANTE DISABILI:
Sabato 10 maggio: giornata finale del
campionato della Coppa Lombardia
FISDIR.
Sabato 17 maggio: giornata conclusiva
della Super League promossa da Play
Day.
Domenica 25 maggio: evento
conclusivo del progetto Sportivamente
Insieme presso loratorio S. Pier
Giuliano a Baggio. Aspettiamo, come
sempre, numerosi i supporters per
condividere delle giornate allinsegna
dello sport e del divertimento.
Per ulteriori
informazioni:
www.fraternitaeamicizia.it,
email: cristalli@
fraternitaeamicizia.it,
tel. 02.4985558.

I Sogni di Cristallo

Pagina 6

FraterniteAmicizia

Cooperativa Sociale Onlus

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na
Di

INTERVISTA AL DOTT. DE CHIRICO,


MEDICO OMEOPATA

USARE TUTTI I METODI


CHE LA SCIENZA DISPONE

Anche le disabili sono donne

Siamo lieti di invitarvi allevento


artistico promosso in collaborazione
con la Casa delle Donne
DIVERSAMENTE DONNA
Anche le disabili sono donne
Seguendo la nostra filosofia che
promuove lArte senza Etichette,
levento preveder la partecipazione di
diverse artiste che accompagneranno
le ragazze talentuose di Fraternit e
Amicizia. Lincontro avr luogo nel
pomeriggio di venerd 6 giugno presso
la Casa delle Donne in via Marsala, 8 a
Milano.
Levento patrocinato dal Comune di
Milano.

FraterniteAmicizia

Cooperativa Sociale Onlus

La definizione
di omeopatia che
meglio corrisponde
medicina
centrata sulluomo.
Una medicina
personalizzata,
pensata
appositamente
per il singolo
individuo

l dottor De Chirico ci riceve nel suo ampio studio, che emana odore di
buono. I volumi della sua amplia biblioteca testimoniano
della sua grande esperienza
professionale, e la sua persona
emana un senso di tranquillizante saggezza, mista ad una
giusta dose di umanit. Perci
lo intervistiamo come un amico autorevole che pu aiutarci
a fare chiarezza su alcuni temi
riguardanti la salute.
Ci racconta un po di lei
e di come la medicina
omeopatica diventata
il cuore dei suoi interessi
professionali.
Mi occupo di medicina omeopatica da pi di 30 anni, ne
venni a conoscenza nel 1978.
Ne sono rimasto immediatamente incuriosito, perci me
ne sono occupato da subito,
continuando nel tempo a fare
corsi, seminari, aggiornamenti. un mondo che ho incontrato casualmente - allora
eravamo davvero in pochi a
conoscerlo e praticarlo - e che
mi ha affascinato, in quanto
mi veniva data la possibilit
di curare la persona e non solo
la malattia. Oggi il medico
omeopata potrebbe essere definito come il vecchio medico
di famiglia, che ascolta, cono-

Maggio 2014 - n. 14

Indovina
chi viene a cena

A cura della Redazione


sce, d consigli, non necessariamente prescrive farmaci.
Come definirebbe
lomeopatia? A cosa serve,
in modo particolare?
La definizione che meglio
corrisponde medicina centrata sulluomo. Una medicina personalizzata, pensata
appositamente per il singolo
individuo. Quando si parla
di omeopatia, non si deve
pensare solamente ai cosiddetti rimedi omeopatici, ma
anche, ad esempio, alla fitoterapia, allorganoterapia,
allomotossicologia. una
medicina ormai, come si suol
dire, sdoganata nella mentalit comune, seppure le autorit
scientifiche non siano concordi. Lodierna medicina tradizionale fa ancora opposizione
a capire come possa agire una
sostanza che non contiene
nulla, unacqua che contiene
molecole, un granulo di lattosio che contiene forse qualche
molecola. Questa opposizione si manifesta in parte ancora su un piano ideologico, ma
soprattutto in quello economico: dal momento che le cure
omeopatiche rappresentano
circa il 10% del fatturato farmaceutico nazionale, molte
aziende si sono, diciamo cos,
riciclate nella cosiddetta terapia naturale (fitoterapia ed
erbe); esiste anche un altro
aspetto non secondario, per il
quale, attraverso una serie di
cavilli burocratici tutti italiani, viene impedita e sovratassata la fabbricazione e la produzione di rimedi omeopatici.
Lomeopatia una
disciplina dinamica? Che
progressi si sono ottenuti in
questo campo e quali sono
le prospettive per il futuro?
Lomeopatia nasce nella seconda met del XVIII secolo,
dallesperienza di un medico
del tempo, Samuel Haenemann. Sua la definizione di
principio di similitudine del
continua a pagina 7

I Sogni di Cristallo

Maggio 2014 - n. 14

Pagina 7

Segue da pagina 6
risposte alle terapie omeopatiche, e non solo il cane ed il
gatto, ma anche la mucca, il
coniglio, il cavallo, gli animali dallevamento in genere.
difficile pensare ad un effetto
placebo anche su di loro.

Il professor Tommaso De Chirico con i ragazzi della Redazione

farmaco (similia similibus


curantur), secondo il quale il
rimedio appropriato per una
determinata malattia dato
da quella sostanza che, in una
persona sana, induce sintomi
simili a quelli osservati nella
persona malata. Tale sostanza,
detta anche principio omeopatico, una volta individuata
viene somministrata al malato
in una quantit fortemente diluita. Il protocollo di cura di
questi principi allora formulati venne chiamato materia
medica. Da allora la materia
medica rimasta immutata;
quindi, sotto questo aspetto,
lomeopatia non dinamica.
Tuttavia ho personalmente
sperimentato, nel corso della
mia lunga attivit di medico,
come le persone siano cambiate, e di conseguenza come
le risposte alle cure si siano
col tempo modificate, vuoi
per unesigenza, da parte dei
pazienti, di guarigioni il pi
veloci possibili, vuoi perch
qualcosa cambiato nellorganismo umano stesso (ci si
ammala pi facilmente, si
assiste a un esponenziale aumento, soprattutto nei bambini, delle malattie allergiche e
delle intolleranze). Da questo
punto di vista la risposta personalizzata che pu dare lomeopatia assai dinamica.
Ritiene che la medicina
integrata possa essere
alleata e sinergica alla
medicina pi tradizionale?
Assolutamente s. La possibilit di usare tutti i metodi di
cui la scienza medica dispone
un arma potente che deve
essere messa a disposizione
a seconda delle necessit di
ciascun paziente.

Non trova che il concetto di


salute si stia trasformando,
in maniera assai pericolosa,
in unesagerata e non
giustificabile idea di
efficienza fisica?
Il concetto di salute stato recentemente modificato
dallOrganizzazione Mondiale della Sanit (O.M.S.) e si
riferisce al benessere psicofisico di un soggetto nel suo
ambiente naturale. unaffermazione generica: una
persona pu godere di buona
salute, e ciononostante essere infelice, perch non trova
uno sbocco lavorativo, affettivo, psicosociale. La salute
in senso fisico sottointende
un equilibrio energetico, tale
per cui nella persona che si
ammala (perch impossibile
non ammalarsi) avviene una
reazione, spontanea o dovuta
a pochi accorgimenti, derivata
dalla propria forza vitale. La
salute un equilibrio instabile, la convivenza e la reazione agli eventi ed ai traumi che
possono accadere nella vita di
ogni individuo.
Molti sostengono che i
rimedi omeopatici sono
paragonabili allacqua
fresca e che pertanto
agiscono solo come un
placebo. Come si risponde a
queste illazioni?
Il fatto che sia un placebo
non di per s negativo. Ma
rispetto a un placebo (una
semplice soluzione di acqua
e zucchero, oppure qualche
goccia dacqua mista ad alcool), c qualcosa di diverso
che le fa agire. La prova che
a volte non funzionano, a volte danno risposta immediata.
Gli animali danno delle buone

Qualche curiosit finale:


perch i rimedi omeopatici
non hanno il foglietto
illustrativo? Possono essere
prescritti solo da medici?
Esistono filoni differenti
dellomeopatia? Perch
lomeopatia costa, o sembra
che costi, cos tanto?
Non c foglietto perch
possibile curare con lo stesso
farmaco malattie diverse; dovremmo fare confezioni molto pi ingombranti solo per
poterci inserire il bugiardino,
come viene familiarmente chiamato. Certo, i rimedi
possono essere prescritti solo
da medici, proprio perch,
come avviene in altri campi,
solo lesperto in grado di
suggerire modi, tempi, quantit di somministrazione. Per
quanto riguarda i filoni, esiste
unomeopatia unicista, che
d un solo rimedio per volta,
ed una pluralista, che d duetre rimedi, finalizzati per lo
pi allorgano o allapparato
delluomo. Esiste anche la
medicina complessista, che
altro non che un rimedio
omeopatico, prescritto su una
base di una diagnosi precisa,
che contiene pi rimedi omeopatici. Le cure omeopatiche
sono care? Dobbiamo riferirci
soprattutto alle terapie complesse, antroposofiche e omotossicologiche. La vera omeopatia, quella unitaria, quella,
per capirci, di un solo rimedio
alla volta, viene venduta a
prezzi assai abbordabili, sui
5-8 euro al tubetto. E quindi
alla portata di tutte le tasche.

CuorAlbero
lalbero
della
solidariet
Fraternit e Amicizia Cooperativa Sociale Onlus
opera da oltre 20 anni
a sostegno delle persone con
disabilit psico-intellettiva,
relazionale e disagio sociale,
mirando alla formazione,
al lavoro, allinclusione
e al benessere delle persone,
favorendo la realizzazione
di adeguati progetti di vita.

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Segreteria 02 4985558
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I Sogni di Cristallo
Pagina 8
Chiamale se vuoi emozioni
in ricordo di uno straordinario incontro

Maggio 2014 - n. 14

di ??????????????????

Il maestro Luigi Regianini,


grande surrealista praticante

Poco oltre un anno dalla sua morte pubblichiamo unintervista


uscita nel 2007 sulle pagine de il Corriere Vinicolo
di Marco Mancini

semplicissima poich evidente la grandezza


n pesce azzurro mollemente adagiato
dellartista, allora tutto diventa chiaro, logico,
sopra i tetti di abitazioni congelate da
coerente.
un incantesimo, unimponente chiocAbbandonando pregiudizi, false verit esteticiola che scivola maestosa indifferente al miche e mondi preconfezionati si attiva il nostro
nuscolo ragazzo che le accanto, una candelainconscio, quello pi autentico, risvegliando
faro cieco in balia di un cupo mare tempestoso,
quel senso di fragilit che da sempre accomfigure deformi dalle carni lacerate, il ghigno
pagna luomo. Altri mondi si
della morte che affila la sua
rivelano e quello di Regianini
falce mietendo teste... Entrati
appartiene proprio a questa
in punta di piedi nello studio
dimensione di purezza. La
milanese del maestro Regianisua arte ci consente di sentire
ni, certamente tra i pi grandi
le vibrazioni pi intense; un
pittori surrealisti, siamo subito
viaggio emozionale straordiinvestiti da bagliori penetranti
nario attraverso le atmosfere
come lame di luce.
tragiche dellInferno, il romanLa pittura di Luigi Regianini
ticismo della Valle dellamore,
sempre estrema, non si pu
la malinconia del tempo archerimanere indifferenti alla sua
ologico della Valle del passato.
arte. Non solo i quadri-denunCerto, bisogna aver voglia di
cia delle miserie umane colpiscrollarsi di dosso tanta polscono con violenza, ma anche
Autoritratto, 1969
vere, quella dellindifferenza e
la poesia pu essere struggente
dellottusa abitudine, ma fatta
fino alla sofferenza. Ma quanquesta scelta il compenso straordinario poido sincomincia a vacillare, ecco intervenire in
ch ogni quadro pu regalare una rivelazione.
soccorso del nostro animo scosso due straorCos, il desiderio damore e di slancio generodinari messaggeri, uno alquanto diffuso nelle
so dellartista nei nostri confronti si materializopere del maestro, cio lironia, laltro assoza puntualmente. Regianini capace di colpire
lutamente costante: la preziosit e bellezza
in modo diretto con un linguaggio esplicito e di
dellarte pittorica. La sua maestria impresgrande sintesi (vedi sosionante, a tal punto da rendere meraviglioso
prattutto la produzione
persino lorrido. Tutto si fa armonia. Questa
pi recente), ma alsensazione, apparentemente contrastante,
trettanto abile nellacsaccosta alliniziale sbigottimento dinnanzi
compagnarci lungo i
ad associazioni di oggetti e loro dimensioni
sentieri di un mondo
assolutamente irrazionali. Ma superato queincantato fatto di detsto iniziale smarrimento, operazione del resto

Da sinistra:
Il primo amore,
1969 - Olio su tela
La valle degli
eremiti, 1969 Olio su tavola

Dallalto: Il gasometro, 1987 - Olio su tela


Lapocalisse, 1982 - Olio su tela

tagli. Ecco allora i tanti oggetti-simbolo, di per


se stessi innocenti ma se contestualizzati fortemente evocativi. C violenza, orrore,poesia,
malinconia. Urla e silenzio. C luomo con i
suoi falsi miti, le sue meschinit e lurgenza
di un riscatto che non pu pi attendere. Pena,
il non ritorno da una dimensione di barbarie.
La denuncia di Regianini intensa, dolorosa
ma anche in una
dimensione di
sofferenza si pu
restare incantati
osservando il miracolo della vita
e una rosa pu
fiorire tra le rovine di una cittgiungla. Lassurdo
si fa poesia.
Il maestro ci accoglie nel suo studio
gonfio di dense
atmosfere surrealiste; inquietante il
manichino-donna
alla sua sinistra.
Alle spalle, la parete dipinta nell86,
esplicito invito a entrare nel suo mondo. Regianini disponibile ma evidente che stiamo
sottraendo tempo al suo lavoro dartista, anche
se in realt lui resta centrato nello straordinario
mondo del profondo, tant che ci racconta del
bisogno di realizzare a breve unopera che rappresenti due massicci e deformi (come nel suo
continua a pagina 9

Chiamale
se vuoi mozioni

Maggio 2014 - n. 14

I Sogni di Cristallo

Cooperativa Sociale Onlus

Le Ali della Libert

Luigi
Regianini
Segue da pagina 8

stile) gladiatori nellatto di ammazzarsi (sbudellarsi, immaginiamo),


quale simbolo della guerra, delluomo contro luomo.
Maestro, cosa significa oggi
il termine surrealismo?
Il surrealismo filosofia, religione, vita. Fare
questa scelta vuol dire indagare ci che sotto
lepidermide della realt ed entrare nel profondo. Per questo motivo non sar mai una corrente commerciale, tant che i veri pittori surrealisti sono decisamente pochi. Come si pu
collocare storicamente questa corrente artistica? Secondo i critici questarte gi superata
poich il suo momento storico vitale viene collocato intorno agli anni Trenta. In realt, ritengo che il vero surrealismo abbia inizio molto
prima, gi dalla pittura degli angeli di Bosch e
andr avanti anche in futuro poich un modo
di raccontare la vita vera.
Come nasce Regianini surrealista?
Ho iniziato questo genere subito dopo lAccademia, nel 52, anche se ho frequentato
molto la scultura: due anni con Manz e due
con Messina, per non ho mai fatto lo scultore
poich non mi dava la possibilit di creare il
mondo che sentivo. Come potevo fare le nuvole nel cielo o le sedie alte come grattacieli? Ho
insegnato per tanti anni, ho fatto pubblicit e
cartoni animati. I pittori allora erano pochissimi, mi ricordo Clerici, Lanfranco. Mi riferisco
ai surrealisti figurativi e non a quelli astratti,
poich anche Dova si definiva surrealista. Dal
mio punto di vista questarte deve esternare paesaggi, visioni in un linguaggio esistente.
Come si sviluppa il processo creativo?
La visione nasce improvvisamente nella mente
ma in modo sfumato, unidea; poi, nel tempo, queste immagini cominciano a pulsare, a

La candela, 1982 - Olio su tela

Pagina
FraterniteAmicizia 9

Lultima confessione, 1987 - Olio su tavola

premere fino a diventare nitide. Tutto ci non


ha nulla a che vedere con la dimensione onirica
ma il risultato di una analisi della realt, non
certo di tipo scientifico, sono intuizioni. un
continuo indagare sulla nostra esistenza, sullesistenza di dio, sul perch della morte. lurlo
di chi si trova in mezzo a tragedie inspiegabili.
il tentativo di capire lenigma della realt che
ci circonda. Per me il surrealismo unesigenza di denuncia, solo cos mi sento uomo e non
bestia. Le assicuro che una notevole fatica, un
grande impegno ma non posso farne a meno.
Fino a che punto il suo messaggio-invito
a migliorare moralmente questa societ
viene compreso?
Le racconto una vicenda che ricordo con grande piacere. Diversi anni fa dipinsi loperaio-robot quale denuncia della condizione di lavoratore ridotto a numero allinterno di una catena
di montaggio, un mostro meccanico pulsante
di vita. Con grande sorpresa scoprii che il mio
lavoro era stato riprodotto dalla Cgil per annunciare una manifestazione. La stranezza della mia opera era stata pienamente compresa per
ci che rappresentava: una denuncia reale.
Diversi critici accostano il suo nome
a quello di Dal, uno tra i pi geniali artisti
del XX secolo.
Negli anni Cinquanta fu allestita a Milano una
straordinaria mostra dedicata a Dal, fu allora
che ebbi la conferma della legittimit della mia
arte. Il suo quadro sulla rivoluzione spagnola
lo rende immortale, anche se non apprezzo un
certo suo modo di operare che ne ha caratterizzato un determinato periodo di attivit.
Viviamo in una societ consumistica
che dedica poca attenzione alla spiritualit,
eppure luomo continua ad avere bisogno
dellarte.
Larte unesigenza delluomo sofferente, che
si pone problemi, dubbi, che vive inquietudini,
poich un quadro comunque consolatorio,
trasmette un senso di pace e benessere. Larte
ha un effetto molto simile a quello della fede.
La persona che non si pone domande non ha
bisogno dellarte.

Marco Mancini

Il Centro Le Ali della Libert, durante tutto lanno, compreso il periodo estivo, propone a persone con fragilit o disabilit
intellettiva e/o psicorelazionale, week-end,
vacanze, soggiorni studio, campi intensivi
di autonomia attiva e viaggi. Il Centro offre
due differenti modi di viaggiare (Forse Ritornano - Soggiorni e Vacanze e I Fuoriusciti - Viaggi) che scorrono in parallelo
e con ricorrenti punti di contatto come la
professionalit degli operatori e la ricerca
costante e attenta delle soluzioni migliori
per i nostri viaggiatori.
Queste due modalit potranno essere entrambe sperimentate dalla stessa persona,
che potr scegliere lofferta pi coerente ai
propri desideri e allo stato danimo del momento,
in unottica di massima
flessibilit. Si potr quindi viaggiare con Forse
Ritornano - Soggiorni e
Vacanze alla ricerca di
compagnia e occasioni
divertenti e ludiche, cos
come sar possibile aderire alle iniziative de I
Fuoriusciti - Viaggi, sperimentandosi in un piccolo
gruppo solidale e in viaggi
inusuali.

Forse Ritornano Soggiorni e Vacanze


Nelle diverse proposte viene messo in
primo piano laspetto della socializzazione attraverso un approccio ludico,
cio il piacere della vacanza, dello stare
insieme divertendosi e godendo pienamente dellofferta di luoghi e situazioni
stimolanti. Questa formula prevede la
partecipazione di pi persone in gruppi
allargati, tutte desiderose di fare nuove
conoscenze, sperimentando significativi spazi di autonomia e benessere.

I Fuoriusciti - Viaggi
Formula originale, per rispondere in
modo sempre pi flessibile e personalizzato ai bisogni dei nostri ragazzi: piccoli gruppi, localit e situazioni inusuali,
momenti di benessere e stretta vicinanza (rapporto tra numero di operatori e
di viaggiatori max 1 a 5). Sar possibile
quindi un approccio pi introspettivo,
una sorta di viaggio, interiore, nel viaggio capace di alimentare la solidariet
gettando le basi di una vera e propria
comunit coesa e pronta ad accogliere
le difficolt del singolo.
Per informazioni contattare la segreteria o
direttamente il Coordinatore del Centro
LE ALI DELLA LIBERT - Patrizia Zazzi tel. 388.6538619

Pagina 10

Acculturiamoci

I Sogni di Cristallo

Maggio 2014 - n. 14

di Giancarlo Volont

Testori, un intellettuale
con il fuoco in corpo
La trasgressione, la polemica, se non la ribellione, sono una costante
del suo carattere e del suo modo di essere, sino alla fine della sua vita

La Vita
continua. Un poeta col fuoco in corpo, dunNasce a Milano
que, e, specie nella poesia sul corpo, Testori
nel 1923, fu scritstabilisce un caposaldo delle sue tematiche. Ed
tore, drammaturgo,
questa fedelt ai sensi, alla materia, alla constorico dellarte e critico
cretezza, in rapporto dialettico con il pensiero,
letterario italiano. Di famiglia profondamente
lossessione di Dio, il senso della sofferenza
cattolica, ebbe col cattolicesimo un rapporto
e dellamore, il terreno sul quale egli fornisce
che egli defin ancestrale e che caratterizz la
una singolare e sofferta testimonianza di indasua opera letteraria. Frequent il liceo S. Carlo
gine poetica e intellettuale. Lo scenario di tutta
e si laure nel 1947 allUniversit Cattolica di
la sua opera poetica si caratterizza dunque per
Milano in Lettere e Filosofia, con una tesi sul
i forti contrasti, per una forte dialettica fra misurrealismo che gli fu restituita perch (evidensticismo e materia, che egli cerca di elaborare
temente) deviante rispetto al clima culturale
teoreticamente (se cos ci si pu esprimere
del tempo. La trasgressione, la polemica, se
per una poetica), in una specie di misticismo
non la ribellione, sono comunque una costante
della materia che possa conciliarlo con se
del suo carattere e del suo modo di essere instesso, sollevandolo dal peso di unansia optellettuale, sino alla fine della sua vita. Tanto
primente, che egli mostra in modo lacerante e
da fargli dire in una delle sue ultime interviste
unico nella sua scrittura.
al S. Raffaele di Milano (dove mor il 13
marzo 1993) che in fin dei conti preferiva
quasi lera fascista alla democrazia, perch
in quel tempo almeno il nemico da combattere aveva una sua torva e volgare evidenza, mentre la democrazia aveva una
torva e volgare compiacenza.
Questo parlare fuor dai denti gli procur certo parecchi nemici e, in se stesso,
quel sentimento di ambivalenza verso la
religione e la societ, verso la sua stessa
Milano, quel suo modo sofferto di vivere
la cultura cristiana, che forse la caratteristica pi emblematica della sua scrittura
tanto che possiamo considerarlo, dal punto
di vista della sua cattolicit, lo scritto- A sinistra: A. Mastrovito, bassorilievo in casa Testori
re pi complesso del secondo 900. Forse a Novate. A destra: Il pugile, Testori - olio su tela (1969)
in Testori, pi che in ogni altro, possiamo
riconoscere i tratti della devianza che
un sociologo del nostro tempo ascriveva agli
Lopera
intellettuali. Testori fu soprattutto un critico
Nel 1954 venne pubblicata da Einaudi la sua
darte e fra i letterati, a parte Vittorini, Bassani,
prima opera narrativa: Il Dio di Roserio. A
Arbasino e pochi altri, non ebbe molte relazioquesta seguiranno poi le opere del ciclo I
ni. Le sue posizioni pubbliche, comunque,
segreti di Milano, costituito da Il ponte della
investono non solo gli aspetti letterari, ma gli
Ghisolfa e La Gilda del Mac Mahon, La Maria
aspetti sociali, la vita sociale e politica italiana
Brasca, LArialda e Il Fabbricone, nel quale
(negli anni 60 e fino alla stagione del cosidTestori tratteggia le vicende umane della peridetto riflusso, la presenza degli intellettuali
feria milanese di quegli anni. Successivamennella vita pubblica era molto forte, molti furote il romanzo Il Dio di Roserio stato ridotto
no opinionisti di fama popolare, ad esempio
dallo stesso autore e inserito ne Il ponte della
Pasolini, Moravia, Turoldo ecc., e cos anche
Ghisolfa. Due anni dopo la sua morte stato riTestori).
trovato un ulteriore scritto sul medesimo tema:
La sua poesia dunque, caratterizzata da temaNebbia al Giambellino. Sin dal suo esordio
tiche vissute alla luce della religione, risente
come scrittore la produzione di Testori vuodellambivalenza, della dialettica fra sensi e
le rappresentare la realt di Milano e del suo
teologia, fra spirito e materia, fra amore-vita
hinterland, ritraendo personaggi e ambienti di
e dolore-morte, ed dunque caratterizzata da
una societ fortemente caratterizzata in senso
profondi dubbi che egli non seppe risolvere
geografico.
sino alla fine. Molto ha scritto, nella sua iperatLa principale opera teatrale LArialda, del
tivit, incapace di darsi requie, come sottolinea
1960, che suscita grande scandalo per la sua
il critico Giovanni Raboni: Ma per Testori,
presunta oscenit, perch venato di tematiche
nessun approdo, nessuna quiete davvero posomosessuali. Lo scandalo contribuir a far cosibile; e dove chiunque si sentirebbe arrivato e
noscere lopera di Testori al grande pubblico. Il
dunque, almeno per un poco, si fermerebbe, lui
15 novembre, per protestare contro la censura

e il divieto di rappresentazione dellopera, il regista Luchino Visconti e gli attori Rina Morelli,
Paolo Stoppa e Umberto Orsini si rivolgono al
Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi
che si rifiuta di riceverli. Nel 1961, con la regia
di Visconti, LArialda viene alla fine messa in
scena, ed la prima interpretazione rilevante
di Umberto Orsini, sono nel cast anche Pupella
Maggio e Lucilla Morlacchi.
Un elemento importante di tutta la scrittura testoriana lutilizzo di un linguaggio originale
creato dalla fusione del dialetto lombardo con
elementi estratti dalla lingua francese ed inglese. Importanti in questo senso sono le tre opere teatrali racchiuse sotto il titolo di Trilogia
degli Scarrozzanti, e cio LAmbleto (1972),
Macbetto (1974) ed Edipus. Particolarmente in
questi tre testi lo scrittore sviluppa la propria
sperimentazione linguistica, creando un
linguaggio dal quale riemergono elementi
arcaici e ricordi degli originali shakespeariani, con un forte espressionismo linguistico.
Dopo questi tre testi (con la composizione di una nuova trilogia: Conversazione
con la morte, 1978, Interrogatorio a Maria, 1979 e Factum est, 1981) si realizza
la conversione cattolica di Testori, che si
sente abbracciato ed accolto nella sua fede
nonostante la condizione di omosessuale.
Testori collabor molto con lattore Franco Branciaroli, per il quale scrisse anche
delle piece teatrali: fra queste, In exitu,
monologo di un tossicodipendente omosessuale che si prostituiva a Milano. Tale
testo suscit molto scalpore per le oscenit
raccontate. Dal 1977 collabora con il Corriere della Sera succedendo a Pier Paolo Pasolini, prima come commentatore e successivamente in qualit di responsabile della pagina
artistica.
Si ammala di tumore nel 1990, e ne muore nel
1993. Nel 2005 la citt di Varallo ha intitolato
alla sua memoria la piazza antistante il complesso monumentale del Sacro Monte, luogo
prediletto dei suoi studi. Nel gennaio 2013 la
Regione Lombardia ha deliberato di intitolare
alla memoria di Testori lauditorium di Palazzo
Lombardia.

Particolare del ritratto di Testori di Giancarlo Vitali

Maggio 2014 - n. 14

I Sogni di Cristallo

Pagina 11

a cura della Redazione

SCRIVO PER SALVARE


LA BELLEZZA DEL MONDO
Intervista a Fabio Banfo, autore de LINQUILINO. E molto altro ancora

ttore, scrittore, poeta,


ma soprattutto autore
de LINQUILINO, una
pice rappresentata questo inverno al Teatro Franco Parenti
di Milano. Un gruppo di nostri
ragazzi ha avuto lopportunit di
assistere a questo spettacolo e di
conversare in teatro con lautore.
La reciproca curiosit che ne
scaturita ha permesso questo incontro, durante il quale abbiamo
avuto lopportinit di conoscerci
meglio.
Pur essendo ancora giovane
tu hai gi una lunga carriera
alle spalle. Ce la puoi almeno
sommariamente raccontare?
Ho cominciato a fare teatro alle
scuole elementari, ero un bambino
davvero irrequieto. Per colpa del
teatro, mi sono persino rotto un
dente in uno scontro con un coetaneo durante le prove. In quelloccasione mia madre mi disse: Ti
sei rovinato per sempre. Gi allora forse dovevo capire che quella
rovina era una sorta di predestinazione. Ho cominciato seriamente a fare teatro con una piccola
compagnia di Vercelli, la mia citt
natale, per poi cercare qui a Milano una scuola professionale, la
Paolo Grassi, dove mi sono iscritto come attore. Dopo il diploma,
ho intrapreso corsi di recitazione
(facevo da regista agli spettacoli
dei miei allievi), ho ricominciato a scrivere, dopo un periodo di
blocco totale, ed ho vinto a Roma
il premio di poesia Mario Luzi,
ho scritto un romanzo, alcuni racconti e due testi teatrali: un monologo femminile, e lInquilino,
che avete visto anche voi.
Una curiosit: come prende
corpo unidea? Da dove prende
spunto? Come fa a diventare
copione e testo teatrale?
Uno scrittore una persona che
per forza deve ascoltare gli altri, interessarsi alle storie altrui,
quasi nutrirsene, e farle proprie.
Talvolta alcuni spunti nascono da
episodi vissuti nella propria vita,
che rimangono l, in sospeso, per
emergere al momento opportuno.
Quando si parte con una storia,
non sempre nella propria testa
gi chiaro come andr a finire,
c sempre un momento in cui

occorre fermarsi e fare il punto


della situazione, e domandarsi:
cosa sto scrivendo? Che genere di
racconto ne scaturir? Voglio far
ridere, piangere o cosaltro? Queste domande iniziano a far luce
sul progetto nella sua interezza, ne
delineano i tratti ed i confini, ne
chiariscono le finalit.
La tua ultima opera,
LINQUILINO, parla delle
nuove generazioni alle
prese con le incombenze e le
contingenze del loro tempo,
questo tempo, che anche
il nostro. Ma davvero la
possibilit di appagare i nostri

t del mio vivere inquieto e pieno


di domande. Una, soprattutto: che
senso ha la vita?
E che risposta ti dai?
Lemozione di incontrare delle
persone, di conoscere realt a me
ignote, di scambiarsi delle idee,
arricchisce di senso la vita, anche se a volte ci vuole coraggio
per muoversi in questa direzione.
Credo che questo sia una sorta di
esercizio spirituale, la cui risposta
insita nel cammino che si deve
percorrere per arrivare alla meta.
Questa precariet con la quale
i giovani si trovano a convivere,

Un gruppo di nostri redattori insieme allattore Fabio Banfo


(terzo da sinistra)

desideri e le nostre aspettative


cos legata alla vita precaria che
in troppe situazioni ci troviamo
a vivere? E la sete di infinito
che presente nel cuore di
ciascuno, pu essere la chiave
per superare lo smarrimento di
tante vite che girano a vuoto?
Se avessi una risposta a questa domanda, di certo mi sentirei meglio
di come sto ora. Bisogna crederci,
credere che c qualcosaltro, altrimenti nulla avrebbe senso. Lo
scrivere il gesto con il quale mi
ripropongo di salvare la bellezza
che secondo me c nel mondo.
Gesto che mi affligge, pur nella
sua nobilt; tante volte mi chiedo
se sia utile, visto che nel momento
in cui scrivo non sono in grado di
sapere se le mie parole verranno
mai prese davvero in considerazione da qualcuno. Perci vado
avanti, cercando continuamente il
perch dentro le cose che faccio,
carico di tutta lansia e la precarie-

ha ripercussioni negative
soprattutto nella ricerca e nella
stabilit del lavoro. Eppure a
noi sembra di avvertire forti
contraccolpi anche in campo
affettivo, come se lincertezza
del lavoro mettesse in crisi il
significato profondo dellamore,
percepito non pi come
qualcosa di eterno, almeno
come sentimento, ma soggetto
a fragilit, dubbi, angosce forse
mai sperimentate dalluomo nel
corso della storia. La ritieni una
visione troppo pessimistica?
proprio cos. la visione che ho
sposato scrivendo questopera teatrale. Le scelte condivise, quelle
che comportano una responsabilit condivisa, sono rese assai pi
complicate, quando non esiste una
situazione economica quantomeno dignitosa. Il desiderio, lecito,
auspicabile, di avere dei figli
quasi negato dalla precariet del
tempo. Tuttavia, non dobbiamo

accampare facili scuse, n inventarci alibi troppo fumosi: dobbiamo continuare a soffrire ed impegnarci, al di l di ogni retorica, per
un mondo migliore.
Progetti per il futuro?
Tornando alla domanda di prima,
sicuramente diventare pap. Dal
punto di vista professionale, sto
scrivendo una serie di racconti sul
tema delle perversioni sessuali;
non tanto per parlare di sesso a
vanvera, quanto per parlare di ci
che succede tra le persone in situazioni, diciamo cos, equivoche. Di
questi racconti ho in mente anche
una trasposizione teatrale, di cui
sto parlando con lo stesso regista
de LInquilino. Ho un romanzo
nel cassetto e mi sto dando da fare
per vederlo, prima o poi, pubblicato da qualche casa editrice. Proseguo coi miei corsi di recitazione
e di scrittura. Coltivo il sogno di
poter tornare in Sudamerica, segnatamente in Cile, dove ho gi
lavorato e vissuto per un po di
tempo.
Come ti immagini il teatro
italiano tra 15-20 anni? Come
un malato grave o come
un convalescente in via di
guarigione?
Credo che il bisogno di teatro rimarr sempre. Siccome ogni gesto
ha un controgesto, ad ogni azione
segue una controazione, io constato che il mondo doggi sta andando tutto in ununica direzione, in
maniera molto rapida e travolgente. Credo che ad un certo punto
questa spinta ne produrr unaltra,
altrettanto forte, ma in direzione
contraria. Il teatro far parte di
questo movimento, in qualche
modo rivoluzionario.
Ultima domanda, quella che
rivolgiamo a tutti i nostri ospiti.
Immagina di poter ritornare ai
tuoi 20 anni. Non potendo pi
scegliere questa professione,
cosa decideresti di fare, da
grande?
Da giovane mi sarebbe piaciuto
occuparmi di politica, ora la stagione dei grandi ideali sembra
proprio al tramonto. Immagino
che mi dedicherei al sociale. Altrimenti, per tagliare la testa al toro,
farei il pilota di Formula 1.

I Sogni di Cristallo

Pagina 12

Voci in piazza

n un clima sociale influenzato


da molti richiami alla necessit di offrire pari opportunit
agli individui indipendentemente
dalla razza, dalla provenienza e
dal genere, sono soprattutto le iniziative per la piena affermazione
delle potenzialit e dei diritti delle
donne ad avere pieno risalto.
Lopinione che si debba assicurare per legge la parit di genere, ad
esempio in politica o nelle direzioni aziendali (le quote rosa),
non deriva soltanto dallanalisi
dei dati, ma
risente potentemente del
clamore e delle emozioni
suscitate dalla
divulg a z i o ne mediatica
di violenze
e omicidi a
danno di donne (il femminicidio).
Il disgusto e
lindignazione suscitati
da alcuni efferati episodi hanno
per tolto spazio allanalisi della
condizione attuale dei rapporti tra
donne e uomini, finendo con il farne una questione ideologica: non a
caso se ne parla molto in politica.
Di fronte a episodi di violenza
sulle donne non basta fermarsi
alle apparenze, necessario indagare sulla condizione psicologica
in cui si trova lindividuo. Cosa
porta un uomo sano di mente ad
affermarsi con la forza in una relazione intima? La violenza potrebbe scaturire da un profondo senso
di frustrazione, di inadeguatezza
dellindividuo che reagisce alla
debolezza che percepisce in s,
facendo prevalere il maschio
sulluomo, cio limpulsivit sulla

Maggio 2014 - n. 14

di Roberto Cerabolini

La condizione maschile oggi:


verso le quote azzurre?
razionalit; e dallimpulsivit alla
violenza il passo breve.
Ha scritto Umberto Veronesi: La
superiorit del maschio una
costruzione squisitamente culturale, nata dalle condizioni di vita di
secoli fa. O piuttosto una distorsione, resa necessaria in societ
in cui la violenza e laggressivit,
tendenze legate al profilo ormonale maschile, avevano una funzione importante perch garantivano
lapprovvigionamento del cibotramite la caccia e la conquista di
territori - e
la protezione
della prole
in comunit
dedite principalmente alla
guerra. Nelle
societ moderne tuttavia il quadro
capovolto:
la violenza
un handicap,
mentre valgono molto
di pi le capacit di ricomporre i conflitti tramite il dialogo, la comprensione e
lintuizione, che sono prerogative
tipicamente femminili.
Sui temi di genere resiste una lettura dei rapporti sociali in termini
di contrapposizione di classe. Gli
uomini sono talvolta ancora visti come la classe dominante e le
donne come la classe subalterna e
si ritiene, pertanto, che debba intervenire lo Stato per riequilibrare
le condizioni del potere politico,
economico e sociale. In realt
questa lettura dei rapporti tra i generi come oppressione di un sesso
sullaltro appare artificiosa. Se,
anzich guardare alla presenza nei
consigli di amministrazione, prendessimo in considerazione indica-

tori come il numero di carcerati,


di morti sul lavoro, di suicidi, di
vittime di incidenti o di persone
senza dimora fissa, vedremmo
come semmai risultino soprattutto
i maschi a presentare le condizioni
pi svantaggiate.
Ad esempio, in alcune regioni
del Nord Italia abbiamo pi donne che uomini tra i laureati. Per
ogni donna che abbandona gli
studi, ci sono pi di due uomini.
Negli Stati Uniti stata proposta
una Commissione Federale per lo
studio della questione maschile,
che ha constatato come nel campo dellistruzione universitaria il
rapporto tra maschi e femmine,
inizialmente a sfavore di queste, si
sta ribaltando in modo simmetrico; i laureati maschi sono passati
dal 61% nel 1966 a un 39% previsto nel 2019.
Si presume che dal marito dipenda ancora il mantenimento della
famiglia, mentre oggi questa secolare convinzione per lo pi
smentita dai fatti; negli USA un
bambino su tre vive in assenza del
padre in casa.
Molte importanti trasformazioni
nellultimo secolo e mezzo hanno
interessato il concetto di maschilit: in particolare, il progresso
tecnologico ha reso la produttivit
umana sempre meno dipendente
dalla forza fisica.
In unepoca di attenzione allemancipazione femminile le leggi
risentono della necessit di proteggere le donne al punto che,
qualora i diritti costituzionali di
un uomo entrino in conflitto con
la protezione di una donna, nella
maggior parte dei casi tali diritti
vengono condizionati.
Anche leggi scritte in maniera
neutra possono essere viziate in
fase applicativa da un sessismo
anti-maschile. Warren Farrell,

uno dei principali studiosi della questione maschile, nota che


oggi le donne hanno uguali diritti
di entrare nelle forze armate, ma
non uguale obbligo di registrarsi.
Inoltre, una volta entrate, hanno
diritto di accedere a ruoli di combattimento ma non possono esservi obbligate. I neri erano forzati,
attraverso la schiavit, a rischiare
la vita nei campi di cotone cos
che i bianchi potessero beneficiarne economicamente mentre loro
morivano giovani. In molti paesi
gli uomini sono forzati, tramite la
coscrizione, a rischiare le loro vite
sui campi di battaglia per beneficiare gli altri mentre loro muoiono
giovani .
Uno dei casi pi rilevanti e dolorosi quello delle norme sullaffidamento dei figli; in Italia abbiamo recentemente registrato un
sostanziale tradimento, a livello
di prassi applicativa, dello spirito
della legge del 2006 sullaffido
condiviso. Con lintroduzione del
concetto di genitore prevalente
stata reintrodotta una sostanziale
disparit tra le due figure. Nelle
condizioni attuali una separazione
pu comportare conseguenze distruttive per un padre, sia dal punto di vista del rapporto con i figli
che dal punto di vista economico.
La questione maschile pone quindi, prima di tutto, questioni di
equit sociale e di diritti civili.
Si tratta quindi di considerare la
necessit di sostenere un percorso
realmente inclusivo, sul piano sociale e culturale, utile a superare il
sessismo. Tale percorso richiede il
riconoscimento e il superamento
di tutti i pregiudizi e le discriminazioni, e potr compiersi se si
sapranno valorizzare le differenze
esistenti tra gli individui, a partire
dallimportante differenziazione
costituita dal genere sessuale.

riceviamo e volentieri pubblichiamo


Spero che il Direttore del giornale possa
pubblicare questo scritto dedicato
ad Al Bano, il mio cantante preferito
Al Bano mi piace perch anche un attore e
nei suoi film canta le proprie canzoni.
Al Bano ha una vita privata molto complicata
e quindi parlo anche di quello.
nato nel 1943 in Puglia e oggi ha 71 anni.
arrivato a Milano quando ne aveva 17

per provare a fare successo. Nel bar dove


lavorava conosce Adriano Celentano che lo
fa entrare nel mondo dello spettacolo.
Nel 1964 sul set del film Nel sole conosce
Romina Power e nel 1970 si sposano. Hanno
4 figli e intanto cantano e recitano insieme.
Diventano la coppia pi amata dagli italiani
e nel 1984 vincono Sanremo con la canzone
Ci sar.
Nel 1995 Ylenia, che la figlia pi grande,

scompare e poco dopo lui e Romina si


lasciano. Da quel momento canta da solista
e torna al festival di Sanremo nel 1997 con la
canzone Verso il sole.
Conosce Loredana Lecciso nel 1999 e hanno
insieme 2 figli, Albano jr e Jasmine, e ancora
oggi tra alti e bassi sono insieme.
La canzone di Albano che mi piace di pi
Nel sole perch parla di due ragazzi
innamorati.
De Vincentis

Maggio 2014 - n. 14

I Sogni di Cristallo

I tre allegri Barlafus

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