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Prof. I. Guerra - a.

a 2009/10
5. LE RAPPRESENTAZIONI CARTOGRAFICHE
vers 100609

sostituscono le pagg. 50-58 (fino alle eq. 5.28)

Come gi visto stato scelto l'ellissoide come riferimento planimetrico sul quale proiettare tutti i
punti della superficie terrestre, il problema ora come rappresentare le figure descritte da questi
punti su una pi comoda superficie piana. Il problema della rappresentazione grafica e metrica su un
supporto piano di una figura posta su una superficie ellissoidica, senza con ci produrre
deformazioni inaccettabili, stato oggetto storicamente di lunghi e complessi studi.
Le superfici a doppia curvatura come la sfera o l'ellissoide non sono infatti sviluppabili sul piano
senza deformazioni. Storicamente si scelse la soluzione di proiettare i punti dell'ellissoide su piani,
cilindri o coni, superfici sviluppabili, limitando inoltre le deformazioni dovute a queste proiezioni in
un intorno ragionevole della nazione o della regione da rappresentare cartograficamente. Molti stati
utilizzano, anche oggi, una carta ottenuta da queste proiezioni, per la generalit del discorso sia
queste carte che le altre che studieremo verranno chiamate rappresentazioni o semplicemente carte.
Definiamo una carta una rappresentazione dell'ellissoide su un piano; da quanto premesso consegue
che qualunque carta deforma una figura descritta sull'ellissoide.
Dal punto di vista matematico una rappresentazione (o proiezione) definita da una funzione
biunivoca che fa corrispondere a qualunque punto dell'insieme E{, } (ellissoide) un solo punto
dell'insieme carta C{x , y}.
Dunque qualunque punto dell'insieme ha un corrispondente nel piano C R e viceversa (fig. 5.1).


Esistono infinite funzioni f di questo tipo: nel momento in cui si sceglie, si sceglie f, si sceglie
anche il tipo di deformazione connesso, che comunque variabile da punto a punto. .
In generale se s
e
una curva tracciata sullellissoide ed s
c
quella che la rappresenta sulla carta, si
dice che s
c
la trasformata di s
e
. Di particolare interesse sono le trasformate dei meridiani e dei
paralleli, che costituiscono il canovaccio o reticolato geografico della carta, perch danno una
visione immediata e sintetica delle deformazioni, specie quando sono rappresentate insieme alle
ellissi di Tissot di cui si parler a breve.
Il prodotto della rappresentazione in generale una rappresentazione grafica, piana e deformata,
degli elementi fisici del paesaggio terrestre; le deformazioni vengono studiate secondo la tipologia,
introducendo opportuni parametri quantitativi (fig. 5.2):
Fig. 5.1: Rappresentazioni come funzioni biunivoche.
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- lineare:
ad un arco di lunghezza infinitesima ds
e
sull'ellissoide corrisponde un arco, pure
infinitesimo, ds
c
sulla carta. Il modulo di deformazione lineare definito come il rapporto:
m = ds
c
/ ds
e
5.1
- areale:
ad una superficie infinitesima di area d
e
sull'ellissoide, corrisponde una superficie di area
infinitesima d
c
sulla carta. Il modulo di deformazione areale definito come il rapporto:
m
A
= d
c
/ d
e

5.2
- angolare:
detti lazimut dell'elemento ds
e
di geodetica uscente da P (cio langolo che esso forma
col meridiano passante per P) ed ' l'angolo che la trasformata ds
c
di ds
e
forma con la
trasformata del meridiano (fig. 5.2), la deformazione angolare nel punto P definita come la
differenza:
= ' 5.3
Per caratterizzare una rappresentazione vengono utilizzate:
- le formule dirette, che consentono di calcolare le coordinate x, y del punto della carta che
rappresenta il punto di coordinate , sullellissoide:
f: x = x (, ), y = y (, ) 5.4a
ed inverse, che consentono di calcolare le coordinate coordinate , del punto dellellissoide che
rappresentato dal punto di coordinate x, y sulla carta:
f
1
: = (x, y), = (x, y) 5.4b
con la condizione
(x /) (y / ) (x / ) (y / ) > 0 5.5
(positivit del determinante jacobiano) che ne garantisce la biunivocit e la conservazione
dellorientamento.
- la definizione di reticolato geografico (o canovaccio), cio le trasformate di meridiani e paralleli
e l'angolo che la trasformata ad un meridiano forma con la direzione dell'asse y (da non
confondere con la convergenza del meridiano).
- la deformazione di un arco finito di geodetica sulla rappresentazione; in particolare:
la lunghezza l' dell'arco di trasformata della geodetica passante per P e Q sull'ellissoide e per
P' e Q' sulla carta;
gli angoli
P
ed
Q
, detti riduzioni alla corda, che sono gli angoli tra la trasformata l dellarco
di geodetica PQ ed il segmento rettilineo P'Q' nei due punti estremi P e Q (fig. 5.3).

Fig. 5.2 Ellissoide (a) e sua rappresentazione (b).
a
b
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5.1 CLASSIFICAZIONE DELLE RAPPRESENTAZIONI
In base al tipo di deformazione si distinguono carte:
isogone o conformi: sono quelle che nella rappresentazione conservano gli angoli e quindi, per
dimensioni infinitesime, la similitudine tra le figure sullellissoide e le loro rappresentazioni sulla
carta. Segue da questa definizione che il modulo di deformazione lineare m, pur variando da punto
a punto, non varia in funzione dell'azimut . cio la deformazione angolare nulla in qualunque
punto. Queste carte sono adatte fra l'altro alla navigazione (per individuare correttamente la rotta),
ma sono le pi usate anche per scopi topografici;
equivalenti: sono le carte che conservano costante il rapporto fra le aree di quadrilateri
infinitesimi: m
A
= cost = 1. Queste carte sono pi adatte per scopi catastali ove necessario che si
mantenga invariata la superficie che possibile ricavare da misure cartografiche;
afilattiche: sono le rappresentazioni appartengono alle altre due categoria. bene ribadire che non
esistono carte conformi ed assieme equivalenti, in questo caso non esisterebbe deformazione,
tuttavia particolari carte afilattiche rendono accettabili, in zone limitate, entrambi i tipi di
deformazione. possibile tuttavia cercare tra tutte le carte conformi quella di minor deformazione
areale o, fra le equivalenti, quella di minor deformazione angolare.
Fig. 5.3: Riduzioni alla corda.
Fig. 5.4: Arco ds
e
sullellissoide e sua rappresentazione ds
c
sulla carta
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5.2 ELLISSE INDICATRICE DEL MODULO DI DEFORMAZIONE LINEARE O DI TISSOT
Si consideri un trapezoide infinitesimo della superficie dell'ellissoide delimitato da due archi di
meridiano e da due archi di parallelo, di area ds
e
, che si trasforma sulla carta nel quadrilatero di area
ds
c
; dalla figura 5.4 sullellissoide si ha:
ds
e
2
= r
2
d
2
+
2
d
2
e, sulla carta:
ds
c
2

= dx
2
+ dy
2
5.6
Prima di procedere conviene introdurre la variabile u definita dalla relazione du = d/ r, da cui
segue che
u = [ ( d/ r) ]
0
r
e quindi
u = 0. 5 ln { (1+sin )[(1- sin )/(1+ sin )]
e/2
/ (1- sin ) } =
= ln [ (1- sin )/(1+ sin )]
e/2
] / tang (/2 + /4)

Il sistema di coordinate (, u) si dice isometrico perch utilizzando r du / al posto di d la prima
uguaglianza scritta sopra pu essere messa nella forma
ds
e
2
= r
2
(d
2
+ du
2
)
in cui i differenziali d e du hanno lo stesso coefficiente.
Le 5.4 e 5.5, sostituendovi u a , diventano:
f: x = x (u, ), y = y (u, ) 5.4a
f
1
: u = (x, y), = (x, y) 5.4b
(x /u) (y / ) (x / ) (y / u) > 0 5.5
Posto per semplicit
x
u
= x /u; x

= x / ; y
u
= y / u; y

= y / ,
in base alle 5.4 si pu scrivere:
dx = x
u
du + x

d
dy =

y
u
du +

y

d
per cui dalla 5.6 segue che :

ds
c
2
= (x
u
2
+ y
u
2
) du
2
+ 2 (x
u
x

+ y
u
y

) du d + (x

2
+ y

2
) d
2
5.7

Se per brevit si indicano con e, f, g i fattori in parentesi, si pu scrivere:
ds
c
2
= e du
2
+ 2 f du d + g d
2

5.8
Dalla figura 5.4a risulta che :
tg = r d / d = d / du 5.9
nonch d = ds
e
cos ; r d = ds
e
sin
per cui d = ds
e
cos / ; d = ds
e
sin / r

o anche:
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y
O
du = ( / r) d = ( / r) ds
e
cos / = ds
e
cos / r d = ds
e
sin / r
e quindi la 5.8 diventa
ds
c
2
= e (ds
e
cos / r)
2
+ 2f (ds
e
cos / r ) (ds
e
sin /r) + g (ds
e
sin / r )
2
=
= ds
e
2
[e cos
2
+ 2 f sin cos + g sin
2
] / r
2
Per il quadrato del modulo di deformazione m si pu allora scrivere:

m
2
= ds
c
2
/ ds
e
2
= (e cos
2
+ 2 f sin cos + g sin
2
) / r
2
5.10
o anche:
m
2
= E cos
2
+ 2F sin cos + G sin
2
5.11
con: E = e / r
2
F = f / r
2
G = g / r
2

Si indichi con O il punto iniziale dellarco ds
e
e sul piano tangente
allellissoide in O si tracci la retta tangente al meridiano per O assumendola
come asse y di un sistema di riferimento cartesiano ortogonale OXY
sullellissoide. Scelto sulla retta t tangente a ds
e
in O il punto A tale che OA =
1/m, le sue coordinate risultano essere
X = OA sen = sen / m Y = OA cos = cos / m


Sostituendo nella 5.11, si ottiene:
E X
2
+ 2 F X Y + G Y
2
= 1 5.12
noto dalla geometria analitica che unequazione del tipo
h x
2
+ 2 j xy + k y
2
+ 2 p x + 2 q y +s = 0 5.13
rappresenta una sezione conica, cio lintersezione di un piano con una superficie conica. A parte i
casi particolari in cui tale curva si riduce a due rette, ad una retta o anche ad un singolo punto, tale
curva uniperbole se j
2
> hk; una parabola se j
2
= hk; unellisse se j
2
< hk. In questo terzo caso,
lellisse ha il centro nellorigine degli assi se p = q = 0.
Ricordando le definizioni di E, F e G, risulta:
E G F
2
= x
u
2
x

2
+ x
u
2
y

2
+ y
u
2
x

2
+ y
u
2
y

2
- x
u
2
x

2
-2 x
u
x

y
u
y

- y
u
2
y

2
=
= x
u
2
y

2
+ y
u
2
x

2
- 2 x
u
x

y
u
y

= (x
u

y


- y
u
x
)
2
0
La quantit E G F
2
, che risulta essere il quadrato del determinante jacobiano, sempre non
negativo, ma, ricordando la condizione 5.5, anche sempre E G F
2
> 0, cio E G > F
2
.
Poich nella 5.12 i coefficienti E, F, G corrispondono ad h, j, k della 5.13, si pu affermare allora
che tale equazione rappresenta unellisse il cui centro coincide con lorigine degli assi, cio col
punto O, in quanto sono nulli i coefficienti dei termini in X ed Y.
I suoi punti vengono descritti al variare dellazimut per cui il suo grafico rappresenta, mediante la
distanza dei suoi punti dal centro, landamento del modulo di deformazione lineare al variare
dellazimut intorno ad O. Per questo motivo essa viene detta ellisse indicatrice del modulo di
deformazione lineare o, pi brevemente, ellisse indicatrice o ellisse di Tissot. Ovviamente, per le
carte conformi lellisse di Tissot si riduce ad una circonferenza.

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5.3 EQUAZIONI GENERALI DELLE CARTE CONFORMI
Dalla 5.11 segue subito che m
2
(0) = E e che m
2
(90) = G. Per una carta conforme, come gi
osservato, m (e quindi m
2
) non varia al variare di : dalla condizione m
2
(0) = m
2
(90) segue quindi
che per le carte conformi E = G, mentre la 5.11 diventa
E cos
2
+ 2 F sin cos + E sin
2
= m
2
Lellisse di Tissot per una carta conforme si riduce ad una circonferenza dovendo i suoi punti
essere equidistanti dal centro, per cui la 5.12 deve assumere la forma:
X
2
+ Y
2
= m
2
/E
Per una carta conforme deve anche essere F = 0 e, corrispondentemente deve anche essere f = 0,
oltre che e = g;. Ricordando la definizione di f , dalla relazione f = 0 segue
x
u
x

= - y
u
y


e quindi x

/ y

= - y
u
/ x
u
5.14
oltre che y
u
= - x
u
x

/ y

.
Ricordando anche questultima, allo stesso modo la relazione e = g fornisce a sua volta
x
u
2
+ y
u
2
= y

2
+ y
2
da cui segue:
x
u
2
+(-x
u
x

/ y

)
2
- y

2
[1+(y
u
/ y

)
2
] = x
u
2
[1 +(x

/ y

)
2
] -y

2
[1+(y
u
/ y

)
2
] =
= (x
u
2
- y

2
) [1+(y
u
/ y

)
2
] =0

Dalla relazione (x
u
2
- y

2
) [1+(y
u
/ y

)
2
] =0, essendo sempre 1+(y
u
/ y

)
2
1, segue che deve anche
essere (x
u
2
- y

2
) = 0 e quindi x
u
2
- y

2
= 0, cio x
u
= y

.
Esistono motivi per scartare in questultima la soluzione col segno negativo, per cui in definitiva si
pu scrivere
x
u
= y

5.15
Le relazioni 5.14 e 5.15 possono essere interpretate dicendo che per avere una rappresentazione
conforme le equazioni della carta devono soddisfare il sistema di equazioni differenziali

(x /u) (x / ) = - (y / u) (y / ) (x /u) = y / 5.16
che vengono perci dette equazioni generali delle carte conformi, oltre ad altre condizioni
particolari.
bene osservare che per la 5.11, risulta m = e / r: il modulo di deformazione lineare non varia con
lazimut, ma varia comunque da punto a punto.


5.3 EQUAZIONI GENERALI DELLE CARTE EQUIVALENTI
Si consideri ancora sullellissoide un quadrilatero delimitato da due coppie di meridiani e paralleli
posti a distanza infinitesima luno dallaltro (fig. 5.5a). Poich i suoi lati hanno lunghezza r d e
d = r du, la sua area infinitesima vale
d
e
= d r
.
d = r
2
du d
La sua diagonale ds
e
rappresentata sulla carta dallarco ds
c
, mentre ai suoi lati corrispondono sulla
carta rispettivamente gli archi di lunghezza
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Fig. 5.5a Fig.5.5b
Fig. 5.5: Moduli di deformazione di elementi


ds


= (x
u
2
+ y
u
2
)

du = e du
ds
u
= (x

2
+ y

2
)

d = g d

Queste relazioni dovrebbero avere al
secondo membro tre addendi come la
5.7, ma nella prima mancano i termini
in d perch lungo un parallelo d= 0,
nella seconda mancano quelli in du
perch lungo un parallelo du = 0. Larea ds
c
del quadrilatero sulla carta data da
ds
c
= 2 [ds

ds
u
(sin ) /2)] = ds

ds
u
sin = e dug d = (e g) du d
Dunque il modulo di deformazione areale m
A
vale:

m
A
= d
c /
d
e
= (e g) du d /( r
2
du d) = (e g) sin /r
2 =
(E G) sin

Per il teorema di Carnot, risulta
ds
c
2
= ds

2
+ ds
u
2
+ 2 ds

ds
u
cos = e du
2
+ g d
2
+ 2 (e g) du d cos
Dal confronto di questa espressione con la 5.8 segue che deve essere f = (e g) cos e quindi cos
= f /(e g) da cui segue anche che
sin = (1 - cos
2
) = [ 1 - (f
2
/ eg)] = [(eg f
2
) / e g]
Sostituendovi sin con il suo valore appena trovato, la precedente espressione di m
A
diventa
m
A
= (E G) = ( (eg) / r
2
) [ (eg f
2
) / e g] = ( (eg f
2
) )/ r
2
5.19
Per definizione, per ogni carta equivalente deve essere m
A
= cost = 1. Con questa condizione, la 5.19
diventa:
( (eg f
2
) ) = r
2

che, ricordando le definizioni di e, f e g si pu scrivere come:
[(x
u
2
+ y
u
2
) (x

2
+ y

2
) - (x
u
x

+ y
u
y

)
2
] = r
2

Sviluppando il prodotto ed il quadrato sotto il segno di radice e riordinando si ottiene:
x

y
u
- x
u
y

= r
2

Ancora ricordando le posizioni fatte in precedenza, da questultima si ottiene:

(x/) (y/ u) (x / u) (y /) = r
2

(x /) (y/ ) (d/ du) - (x/ ) (d / du) (y/) = r
2

tenendo infine conto della definizione della variabile u deriva che d/ du = r / , si pu scrivere:
(x /) (y/ ) - (x/ ) (y/) = r 5.20
che lequazione generale delle carte equivalenti.


5.4 LA DEFORMAZIONE ANGOLARE
Cerchiamo ora da queste espressioni di ricavare la deformazione angolare secondo la 5.3.
Dalla fig. 5.5.b risulta che per ', rappresentazione dell'angolo sull'ellissoide, :
tg ' = [ (g d) / (e d)]
tg = [ (r d) / ( d)]
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Da queste si ottiene immediatamente:
tg( ) = tg = [(tg tg ) / (1 + tg tg )]

e, con qualche passaggio, si perviene alla relazione generale:

tg = { [ (g/e) / r -1] tg } /{1 + [ tg
2
(g/e) / r] }

nella quale facile osservare che la deformazione angolare dipende in genere dall'azimut .


Proiezione di Gauss
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Bonne
Cassini
Goode omalografica
Hammer
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M











Lambert conforme
Mercatore
Mollweide Mollweide
Robinson
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Sinusoidale
Streografica polare
Omalosina di Goode