Sei sulla pagina 1di 3

1

Antropologia e traduzione
Giovanna Gasparello
Antropologa e traduttrice ES<>IT
Citt del Messico
http://www.traduzione-testi.com/traduzioni/traduttori-freelance/antropologia-e-
traduzione.html
http://www.traduzione-testi.com/traduzioni/traduttori-freelance/antropologia-e-
traduzione-2.html
Una delle asseverazioni pi importanti dell'antropologia contemporanea, ovvero il
riconoscimento delle differenti e molteplici identit che convivono e formano ogni
persona, mi permette di intrecciare in questa breve riflessione due campi della pratica
intellettuale apparentemente distinti, ma in realt accomunati da una comune radice: la
volont di favorire la comprensione di ci che diverso, incomprensibile o sconosciuto.
Da tempo ho stabilito i miei interessi professionali nel crocevia tra discipline diverse
eppure strettamente intrecciate: come antropologa, residente in Messico da quasi una
decade, ho approfondito lo studio della comunicazione in contesti interculturali, e il suo
impatto e sviluppo nelle culture indigene dell'America Centrale. D'altro canto, la mia
esperienza migrante non ha cancellato le radici pi profonde che sono forse proprio la
nostra lingua e, convinta che le parole sono un ponte tra i popoli, da tempo ho affiancato
al lavoro di ricerca antropologica linsegnamento della mia lingua madre, l'italiano, e
l'attivit di interpretazione e traduzione, in particolare di testi, conferenze e convegni
inerenti alla mia disciplina di studio.
A partire da tali distinte eppur complementari esperienze, mi sono trovata a riflettere
sulla vocazione originaria dell'antropologia proprio come fondamentale traduzione: non
solo un processo di tipo linguistico, ma anche e soprattutto una traduzione concettuale.
Uno degli oggetti principali dell'antropologia classica stato infatti lo studio di culture
diverse, il rende simile lo stesso studio antropologico a un lavoro di traduzione di
concetti e pratiche da una cultura ad un'altra, per renderne possibile la comprensione. A


2
questo riguardo, fondamentale l'approccio dialogico della disciplina antropologica, che
implica la disposizione e la capacit di ascoltare, come primo passo verso la
comprensione e, inevitabilmente, la ricerca di un punto di riferimento comune tra le
culture. Attualmente, le nostre societ via via sempre pi spiccatamente multiculturali
necessitano di questo ponte dialogico per potersi trasformare in interculturali, ed in
questo processo si riformula il ruolo dell'antropologo come mediatore tra esperienze
culturali diverse, e di traduttore in quanto deve tradurre concetti i cui significati sono
distinti nelle differenti culture.

A riguardo di quanto affermato nella prima parte dellarticolo, torna alla mente uno dei
topici dell'antropologia culturale di Clifford Geertz, che raffigurava la cultura come un
testo che l'antropologo deve sforzarsi di interpretare, a partire dagli strumenti che gli
fornisce la sua propria cultura, e avvalendosi anche dell'interpretazione dei nativi. Da
questo punto di vista, il lavoro del traduttore si pu avvalere di importanti strumenti
propri dell'interpretazione antropologica, soprattutto dal punto di vista epistemologico
e interpretativo.
La ricerca antropologica, poich si sviluppa continuamente a diretto contatto con
culture diverse (e dunque universi concettuali ma anche costruzioni linguistiche
distinte), ha da sempre dovuto fare i conti con il problema dell'intelligibilit tra le lingue,
elemento fondamentale per la comprensione dei significati. A questo proposito, vale la
pena solo una breve considerazione, che riguarda l'impossibilit di traduzione di
concetti assenti nell'una o nell'altra lingua: come esempio, la lingua mayanse tojolabal
non include una parola equivalente a io o che esprima l'individualit della persona, dal
momento che la stessa societ tojolabal organizzata in termini collettivisti, pertanto
privilegia l'ambito del noi. Un altro esempio l'improbabile traduzione della parola
giustizia in un'altra lingua mayanse, lo tzeltal: questo concetto, cos come lo
intendiamo nella cultura occidentale, non esiste, e se chiediamo come viene definita la
risoluzione dei conflitti ci viene risposto che il ritorno del cuore che era andato fuori
posto e pertanto aveva provocato un delitto o problema.



3
Ritornando all'ambito della traduzione tra lingue pi vicine, come ad esempio l'italiano
e lo spagnolo (che condividono lappartenenza all'ambito geografico e culturale
dell'euromediterraneo), ancora una volta gli strumenti della riflessione e dell'esperienza
antropologica si rivelano utili per favorire la sensibilit nella ricerca delle parole
adeguate o nell'interpretazione e trasposizione di un concetto culturalmente marcato.
Infine, non dimentichiamo che l'attivit fondamentale di interpretazione precede tanto
la scrittura etnografica, propria dell'antropologia, quanto la traduzione stessa, che non
pu mai essere un semplice allineare parole ipoteticamente equivalenti, ma la
costruzione di un concetto appropriato nella lingua di destinazione. Assieme a ci,
ricordiamo che la necessit di favorire la comunicazione anima in egual modo la
disciplina antropologica ed il lavoro di traduzione, e infonde a entrambe un fascino
particolare.