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1820 1181 BIC: KREDBEBB www.ladantedianversa.blogspot.com Comitato Dante Alighieri Anversa vzw Il Bollettino

Comitato Dante Alighieri Anversa vzw

Il Bollettino Informatieblad

België-Belgique PB 2610 Wilrijk 1.

P708335

Informatieblad België-Belgique PB 2610 Wilrijk 1. P708335 Tweemaandelijks tijdschrift van het Comitato Dante Alighieri

Tweemaandelijks tijdschrift van het Comitato Dante Alighieri Anversa vzw Verantwoordelijke uitgever: A. Vanden Bogaert, Venneborglaan 161, 2100 Deurne Verschijnt niet in juli en augustus

Informatieblad n° 328 mei-juni 2014

P708335

Da non perdere

Giovedì (!) 22 maggio 2014, ore 19.30 Universiteit Antwerpen, Rodestraat 14 Conferenza del Dott. Andrea Maddalena su Scorci di patrimonio culturale di Puglia: le tessere ed il mosaico

Martedì 27 Maggio 2014, ore 17.30 (!) Universiteit Antwerpen, Rodestraat 14 Conferenza (con degustazione) della Dott.ssa Elena Salerno su EdP-esperienze di Puglia: un “viaggio- racconto” dal paesaggio alla tavola

Giovedì (!) 12 giugno 2014, ore 19.30 Universiteit Antwerpen, Rodestraat 14 Conferenza della Dott.ssa Laura Minici Zotti su La lanterna magica nel Veneto tra '700 e '800

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Cari soci,

l'estate si avvicina e con essa il sole, temperature più calde e le vacanze. Ovunque decidiate di trascorrerle, vi auguriamo di poterne approfittare al massimo. Vi aspettiamo ben riposati alla ripresa delle nostre attività. Cogliamo l'occasione per ringraziare i soci che hanno rinnovato la quota per l'anno solare 2014.

Come potrete leggere nel comunicato seguente, ci sarà un cambiamento al vertice del nostro comitato. Come redattore del bollettino, ci tengo a congratulare e ringraziare Myriam per il gran lavoro svolto come Presidentessa. In questi ultimi anni, ho visto il comitato crescere costantemente e l'offerta culturale aumentare in qualità e quantità. Colgo l'occasione per augurare ad Emiliano, futuro presidente, di poter ottenere un successo simile nei prossimi anni.

Buona lettura!

Il Comitato Dante Alighieri di Anversa

e-mail redazione:

redazione_bollettino@yahoo.com (Alessandro Cervino)

e-Mail presidente:

dante_antwerpen@hotmail.com (Myriam Van Hille)

Cinquant'anni DA Anversa (1963-2013)

Quindici anni di presidenza (1999-2014)

La storia è lunga e comincia già nel 1961 quando su iniziativa del Conte Gaetano

d’Aragona, console generale d’Italia ad Anversa,

fu fondato un “Circolo italo-belga”. Nel 1963 fu

deciso di aderire alla Società Dante Alighieri, un’istituzione italiana, fondata nel 1889 su iniziativa del poeta Giosuè Carducci (premio

Nobel per la Letteratura nel 1906) che ha lo scopo

di «tutelare e diffondere la lingua e la cultura

italiana nel mondo, ravvivando i legami spirituali dei connazionali all’estero con la madre patria e alimentando tra gli stranieri l’amore e il culto per la civiltà italiana». Queste finalità sono affidate a oltre cinquecento Comitati sparsi in Italia e nel mondo. Palazzo Firenze a Roma ospita la sede centrale alla quale ogni anno bisogna spedire il bilancio e la relazione morale, cioè la giustificazione delle attività. Ogni due anni viene organizzato in una città italiana un congresso tematico. Nel 1978 il Comitato di Anversa fu trasformato in un’associazione senza scopo di lucro per il conseguimento di queste finalità.

In questo mezzo secolo, varie attività sono state svolte. Accanto alle sempre gradite conferenze e conversazioni (tenute dalla Marchesa Tagliavia d’Aragona, napoletana verace) vennero ancora organizzati viaggi in Italia nonché visite all’opera e soprattutto sontuose feste: balli, banchetti, feste della Befana, giornate Dante trascorse in Olanda o in Belgio. L’ultima giornata svolta ad Anversa risale al 2003 su iniziativa del presidente della DA di Breda.

Da non dimenticare le simpaticissime scampagnate nei dintorni di Anversa: in quelle occasioni gli Italiani si divertivano a preparare i loro piatti tipici a seconda della regione di origine. Erano i tempi dei presidenti Antonio Occhino, Lino Quaglia, Giuseppina Biscu, Walter Geerts, Annick Paternoster, Inge Lanslots ed i loro collaboratori i signori Roossens, Mirandola e D’Agnolo, Franco di Tella, Marc Simons e Jean Cambier, e le signore Midri Cantillon, Mirella Bertolini, Enrica Pavan, Van Eeckhout, Lutgart Spaepen, Lutgart Pairon.

Fino al 1999 la DA aveva addirittura la sua propria Scuola di italiano, ma numerose sono le opportunità ad Anversa per impadronirsi della

lingua italiana nelle diverse scuole serali e per priorità di scelte l’abbiamo abbandonata. Esiste tuttora l’opportunità per qualsiasi studente che

ne sia interessato, di ottenere il certificato PLIDA

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sottoponendosi alle prove emanate dai centri certificatori DA di Bruxelles e di Liegi.

Infatti la Società Dante Alighieri opera per la certificazione dell'italiano di qualità con un proprio certificato PLIDA (Progetto Lingua Italiana Dante Alighieri). La Certificazione PLIDA è riconosciuta dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e dal Ministero della Pubblica Istruzione, dell'Università e della Ricerca e attesta la competenza in italiano come lingua straniera secondo una scala di sei livelli rappresentativi di altrettanti fasi del percorso di apprendimento della lingua che corrispondono a quelli stabiliti dal Consiglio d'Europa. Niente impedisce alla DA di Anversa di offrire ai suoi soci anche nel futuro questa opportunità.

Per quindici anni sono riuscita a dirigere la Dante grazie all’aiuto di ottimi collaboratori, pochi ma ottimi, in seno al Comitato. E li ringrazio sentitamente.

Insieme, siamo riusciti ad offrire ad un sempre crescente numero di soci un ampio ventaglio di attività grazie alla disponibilità di tanti bravissimi professori, docenti, insegnanti italiani e belgi, tutti appassionati ed orgogliosi nel tramandare la lingua e la cultura italiana. Oggi offriamo teatro (professionale e amatoriale con bravissimi attori) e concerti classici o moderni. In questo ambito vanno mille grazie ad Emiliano Manzillo -finora vicepresidente- per il suo giudizio critico nella realizzazione di queste meritevoli iniziative nonché per la creazione di seminari cinematografici.

P o t e n d o s e m p r e c o n t a r e s u l l a d i s p o n i b i l i t à d i q u a l i f i c a t i “ n a t i v e speakers” (Achille Ziccardi, Carmine Vilardi, Rosario di Rubbo, Alessandra Candian, Licia Calvi, Enrica D’Amico, Samantha Mazziero, Margherita Mazzocchi, Paola Roero, Roberta Signorino, Emiliano Manzillo, Raffaele Severi, Rosario Gennaro) vi abbiamo offerto diversi “club”: di conversazione, di lettura, di cinema, di cucina. Oltre alle conferenze mensili non è mancata ogni tanto una serata di degustazione. In questo modo abbiamo cercato di soddisfare tutte le richieste.

In questi quindici anni devo confessare che sono stata generosamente aiutata da Dama Fortuna che quando il bisogno era urgente, ci mandava un vero e proprio “deus ex machina” per qualsiasi disciplina. Tengo molto a ringraziare quella miriade di bravissimi conferenzieri con i quali in questi ultimi quindici anni abbiamo trascorse tante belle serate. Non

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posso citarli tutti perché sarebbe necessario un elenco di almeno centoventi persone.

Ringrazio sentitamente l’Università di Anversa, il Dipartimento Traduttori ed Interpreti di Antwerpen e di Leuven e particolarmente i professori Walter Geerts, Dieter Vermandere, Rosario Gennaro e Paul Sambre per il loro appoggio, la loro disponibilità e la fiducia in noi .

E da non dimenticare i vari istituti di

lingue che ci onorano con il loro interessamento.

Ringrazio specialmente Alessandro Cervino, il nostro segretario e pianista di professione, per l’impegno bimensile che richiede la stesura del bollettino.

Sono molto grata a Dieter Vermandere che per un breve periodo di transito ha voluto occuparsi del nostro sito finché Raffaele Severi ha creato l’aspetto definitivo del blog.

La mia gratitudine e il mio rispetto vanno

anche a Mariafrancesca che grazie alle sue competenze da perfezionista, da donna pratica e professionista è stata il mio braccio destro (per non dire anche sinistro) nell’organizzare rinfreschi, (insieme ad Anne Marie Louyet), nell’accogliere i soci, e –last but not least- nel gestire la tesoreria.

Non

dimentichiamo

che

il

lavoro

che

facciamo è un lavoro di volontariato.

E meritano anche essere ringraziati tutti

quanti che scrivono ogni tanto graditi commenti nel bollettino: Achille, Carlo e Giuseppina, Emiliano, Marleen Willems, Pina, Walter,Simons, Jacques Wittemans e la prof.ssa Jacqmain

Per me è giunto il momento di passare le redini alla nuova generazione.

n o n

mancheranno entusiasmo e impegno per realizzare con successo i vari progetti sia vecchi che nuovi contando magari anche sulla collaborazione dell’Istituto Italiano di Cultura.

S o n o

c e r t a

c h e

i n

f u t u r o

Brindiamo allora virtualmente ad un prospero futuro dell’associazione DA di Antwerpen qualunque sia la formula in cui si svilupperà nel futuro.

Myriam Van Hille

Da non perdere

Giovedì (!) 22 maggio 2014 Ore 19.30 Stadscampus Universiteit Antwerpen Rodestraat 14, Antwerpen

Dott. Andrea Maddalena (architetto, studioso di architettura etrusca, romana e medievale, arte, simbolismo ed antropologia)

Scorci di patrimonio culturale di Puglia:

le tessere ed il mosaico

La vastita’ del patrimonio culturale ed

artistico pugliese e' il risultato della compresenza

di elementi di diversa natura: fattori di carattere

storico rendono questa regione luogo di confronto tra culture molto diverse fra loro,

fattori di tipo geografico ne fanno una zona strategica nel quadro dei traffici nel bacino del Mediterraneo e delle comunicazioni con l’Oriente

e la Terra Santa. Cio ' che ne risulta e’ un

affascinante, stratificato e complesso mosaico

multiculturale esteso nell’arco di tempo di alcuni millenni, all’interno del quale una serie di “tessere” merita di ricevere attenzioni e spiegazioni ancora piu’ articolate e complete di quanto se ne venga generalmente detto: obiettivo

di questa conferenza e’ dunque il sottolineare ed

approfondire la loro importanza.

°°°°°

Martedì 27 maggio 2014 Ore 17.30 (!) Con degustazione (!!!) Stadscampus Universiteit Antwerpen Rodestraat 14, Antwerpen

Dott.ssa Elena Salerno (Laureata in architettura, specializzazione in bioarchitetturaOrganizza esperienze di viaggi autentici e alternativi per far conoscere la sua terra.

EdP-esperienze di Puglia:

un viaggio- racconto dal paesaggio alla tavola

Un viaggio lento attraverso le stagioni. Un viaggio tra i colori: il giallo del grano e dell’olio, il rosso delle ciliegie, il bianco delle case e delle cattedrali, l’azzurro del mare e il verde della natura incontaminata.

Un viaggio nella parte più selvaggia della Puglia centrale. Un racconto, attraverso il

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cambiamento delle stagioni, che parte dal paesaggio e dalla natura, passa dall’architettura e termina nella descrizione e nella degustazione di alcuni prodotti tipici della Puglia centrale:

Inverno:

uliveti – f r a n t o i i p o g e i – i n s e d i a m e n t i n e o l i t i c i r u p e s t r i – molitura olive – olio Primavera:

frutteti – orti costieri – cattedrali romaniche - torri di avvistamento – ciliegie. Estate:

Murgia- masserie- jazzi – mietitura – grano – pasta – pane. Autunno:

vigneti - aree archeologiche – vendemmia – vini. Alle diverse declinazioni del paesaggio agrario corrispondono sia elementi distintivi del paesaggio architettonico rurale e sia tipici prodotti di eccellente e rinomata qualità gastronomica. Al termine della conferenza ci sarà una piccola DEGUSTAZIONE di prodotti tipici pugliesi con relativa descrizione (da dove provengono e come si fanno.)

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Giovedì (!) 12 giugno 2014 Ore 19.30 Stadscampus Universiteit Antwerpen Rodestraat 14, Antwerpen

Dott.ssa Laura Minici Zotti (Direttrice del museo del Precinema, collezione Minici Zotti)

Con la collaborazione del commune di Padova La lanterna magica nel Veneto tra '700 e '800

Giovanni Battista Belzoni esploratore, Anna Maria Cortina lanternista e Francesco A n t o n i o A v e l l o n i d e t t o “ i l p o e t i n o ” , commediografo, Giovanni Santini astronomo e fisico Giovanni Battista Belzoni, (1778-1823) nasce a Padova , ben noto per le sue scoperte in Egitto delle quali il Museo Civico di Padova, conserva due importanti donazioni: le statue leontocefale della Dea Sekhmet. Aveva usato la Lanterna Magica, ideando la Fantasmagoria, nell’intento di terrorizzare il pubblico che assisteva alla proiezione. Le proiezioni erano programmate in vari teatri d' Inghilterra. Una insolita “scoperta” di un personaggio ben noto ai padovani e non solo. Anna Maria Cortina (1769-1833) nasce a Venezia e in tempi recenti, le ricerche all’Archivio di Stato di Venezia, hanno portato al ritrovamento di alcuni documenti. Della girovaga

in questione disponiamo di notizie, che riguardano l'ultimo periodo della sua vita, ma il personaggio è interessanti al fine di delineare un aspetto cha sarà poi fondamentale per la nascita del Cinema, ovvero le forme di intrattenimento popolare, comprese le proiezioni con la Lanterna Magica. Francesco Antonio Avelloni detto “il poetino” (1756-1837). Sempre a Venezia nello stesso periodo storico incontriamo un ben noto commediografo, contemporaneo di Carlo Goldoni, che forse non era lanternista, ma tra le sue commedie più note, ne intitola una: “La Lanterna Magica”. Anche questo personaggio testimoniava come questo strumento di meraviglie, destasse l’interesse degli scrittori del

tempo. Giovanni Santini (1787-1877), insigne astronomo e fisico, doveroso ricordare che, dal 1813 e pe r lunghi anni, fu dire ttore dell’Osservatorio Astronomico dell’Università di Padova e Membro dell’Astronomic Society di Londra, nel 1828 nella sua opera: “Teorica degli stromenti ottici ecc.” fornisce una descrizione molto accurata della Lanterna Magica, anche sotto l'aspetto della costruzione, oltre al procedimento di una rappresentazione di fantasmagoria.

I nostri club

Club di conversazione

1. a cura di Samantha Mazziero

De Merode, Grote Steenweg 29, 2600 Berchem

Maggio-Giugno:

date da convenire con Samantha

Club di lettura

27 settembre a Palermo!

Il Palazzo dei Re, Aldo Penna. (da ordinare da Margherita)

Incontro con lo scrittore (venuto in sede della Dante con la presentazione del suo libro: Il Silenzio imperfetto)

Vedasi sito DantediAnversa o bollettino marzo- aprile nell’ambito del viaggio organizzato da Margherita Mazzocchi.

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Dal 21 al 28 settembre 2014.

Info: margherita.mazzocchi@macomar.com

L’incontro del 27 settembre sarà un’occasione per riflettere non solo sul romanzo, ma sulla Sicilia e il Sud Italia. Perché, unica tra gli stati

europei, l’Italia ha una criminalità così aggressiva

e potente. Perché nonostante molte occasioni la

Sicilia è tra le aree a più bassa crescita reddituale. Perché la grandezza del passato non riesce a essere recuperata dalla classe di governo e solo un manipolo di eroi è affidato il compito di guidare un intero popolo verso il riscatto? Un incontro che spazierà dalla storia della Sicilia, passata e recente, all'attualità fatta di resistenza e ostacoli, di sana speranza e disillusioneda timidi passi in

avanti e violente cadute. Ne parleremo insieme presso l’Hotel Joli in un bel dopo cena. Interverrà per le riprese anche la RAI.

Club di cucina

Aldo Penna

A cura di Margherita Mazzocchi Rucaplein 571 - 2610 Wilrijk - Tel 03/218 69 48 Parcheggio davanti

Giovedì 22 maggio, ore 11

Gli incontri successivi sono da convenire con Margherita.

La nostra cuoca del club di cucina, Margherita Mazzocchi, vi informa che il 9 maggio alle ore 19.00 al Parochiecentrum De Krekel, Dorp 65, 2820 Bonheiden darà in via del tutto eccezionale una lezione di cucina insieme ad altri 3 cuochi italiani.

Ognuno di loro insegnerà ai partecipanti un piatto della sua regione d'origine:

- Marco da Milano insegnerà a preparare il risotto con mele e salsiccia;

- Antonella da Rieti insegnerà a preparare gli stracci reatini;

- Raffaele di Napoli gli arancini di riso.

E a Margherita che è calabrese ma

soprattutto milanese a questo punto non rimane che il dolce e ha pensato di proporre il tortino col cuore morbido di cioccolato.

questa

speciale ed unica lezione di cucina italiana interregionale è di 30 (per i soci DA 25!).

Il

prezzo

per

partecipare

a

Si comincerà con un prosecco di

benvenuto e poi dopo la preparazione dei piatti

tutti gusteranno il tutto con del buon vino italiano

di accompagnamento.

Margherita vi prega di comunicarle al più presto la vostra intenzione a parteciparvi perchè arrivati a 30 chiude le iscrizioni. margherita.mazzocchi@macomar.com

Margherita spera di vedervi anche a

i veri amanti della vera

Bonheiden, perchè no

cucina italiana non conoscono limiti.

Cineclub (a cura di Emiliano Manzillo)

Programmazione Made in Italy al Cineclub

Klappei (Klappeistraat 2, 2060 Anversa,

www.klappei.be). Ingresso per i soci della Dante

Alighieri: 3

Sabato 17 maggio, ore 15: L’uomo in più (di

Paolo Sorrentino), Italia 2001, durata 100’, con

Toni Servillo e Peppe Lanzetta.

Il primo film di Sorrentino, interpretato

magistralmente da Toni Servillo. Una fotografia

di due uomini con lo stesso cognome, Pisapia,

uno cantante di successo, distrutto dai suoi vizi

(una specie di Califano dai tratti esagerati) e un

altro calciatore ritirato, osteggiato dal mondo a

cui credeva di appartenere per la sua ‘eccessiva’

onestà’ (e qui possiamo ritrovare un po’ del

compianto Agostino Di Bartolomei, storico

centrocampista di Roma, Milan e Salernitana).

Da vedere, se si vuole ammirare la maestria di

Sorrentino e capire meglio la sua produzione

successiva, interessante anche per studiare il

rapporto del regista con uno dei migliori attori

italiani del momento, Toni Servillo (L’uomo in

più, La grande bellezza).

Sabato 17 maggio, ore 20:15: La grande

bellezza (di Paolo Sorrentino), Italia 2013, durata

142’, con Toni Servillo e Carlo Verdone.

Affascinante rielaborazione dei temi già proposti

da Fellini nel suo magistrale La dolce vita. La

al Festival di Cannes 2013. Il 25 settembre 2013

che vince riportando la prestigiosa statuetta in

Italia.

Domenica 15 giugno, dalle ore 14 alle ore 20,

Kunst@Klappei: Open Noord.

Una rassegna cinematografica aperta al pubblico

durante la quale verranno proiettati

cortometraggi, film e documentari di registi

indipendenti ed emergenti: Naamloze

Vennootschap (documentario sulla

disoccupazione degli stranieri in belgio), Betonne

Jeugd (documentario sulla vita di ragazzi che

versano in una condizione di estrema indigenza),

Hoe durven ze (sui contrasti e le ingiustizie della

società contemporanea), Nigredo

(cortometraggio sullo sciacallaggio durante i

giorni seguenti al terremoto dell’Aquila nel 2009,

diretto da Emiliano Manzillo), Wij Alleen e De

Nieuwe Wildernis.

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Sabato 21 giugno, ore 15: ACAB (di Stefano

Sollima), Italia 2012, durata 90’, con

Pierfrancesco Favino.

Una scioccante fiction che serve da riflessione sul

mondo violento dei ‘celerini’, quella frangia della

polizia che nelle manifestazioni ha il compito di

mostrare il duro braccio della legge. Ben girato e

ben interpretato, il film ci porta nella testa di chi

mangia violenza quotidianamente.

Vi aspetto, saluti,

Emiliano

A concerto

Non mancate il

Giovedì 3 luglio, ore 12.15 St. Carolus Borromeuskerk Hendrik Conscienceplein 12, Antwerpen

al

recital del pianista

Alessandro Cervino (docente di pianoforte a LUCA - School of Arts campus Lemmensinstituut di Leuven nonché redattore di questo bollettino)

Programma

F.Chopin - 12 studi op.25

F.Liszt - Parafrasi da concerto su Rigoletto

F.Liszt - Reminiscenze di Norma

L'ingresso é libero e senza prenotazione.

Chi fosse impegnato ma avesse comunque voglia di ascoltare il recital potrà farlo l'indomani

Venerdì 4 luglio, ore 12.15 Miniemenkerk Miniemenstraat 62, 1000 Brussel

Stesso programma, stesse modalità concernenti l'ingresso.

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L'angolo dei commenti

Commento alla conferenza su Niccolò Machiavelli del Prof. Walter Geerts

Il ciclo di conferenze della Dante Alighieri è ripreso dopo la pausa delle vacanze pasquali con una trattazione sull’opera di Machiavelli tenuta dal Prof. Walter Geerts, Professore ordinario di letteratura italiana dell'Università di Antwerpen. Un tuffo nel passato ? Non proprio. Ci aspettavamo una lezione di storia con la descrizione degli intrighi politici del secolo XV, invece il Prof. Geerts ci ha presentato con parole chiare e efficaci un interessante confronto di quel lontano passato con la situazione di oggi. Il discorso è cominciato riassumendo la situazione culturale inserita nel mutevole quadro politico di Firenze e delle regioni italiane in generale. In quegli anni del Rinascimento a Firenze, alla corte dei Medici andava di moda il neoplatonismo, una filosofia che riprendeva i pensieri di Platone e in contrapposizione era forte l'influenza della predicazione di Girolamo Savonarola, uomo profondamente religioso e di costumi semplici e severi. Niccolò Machiavelli, nato a Firenze nel 1469 era stato indirizzato dal padre da cui aveva ereditato un genuino bagaglio culturale. Sin dalla prima giovinezza, nella Firenze di Lorenzo il Magnifico, dimostrò un'intelligenza acuta e spregiudicata e cominciò ad interessarsi di politica, in un momento storico in cui gli stati regionali italiani riuscivano a stento a conservare l'indipendenza dalle grandi nazioni europee grazie alla loro abilità diplomatica e all'autorevolezza di Lorenzo il Magnifico. Ma nel 1494, l'equilibrio si ruppe con la discesa incontrastata dell'esercito del re francese Carlo VIII in Italia e questo causò tra gli altri effetti la cacciata dei Medici da Firenze con l'instaurazione della repubblica. Nel 1498 Niccolò venne designato alla segreteria della seconda cancelleria della repubblica fiorentina, con il delicato incarico di gestire il rapporto con gli altri Stati, importante carica che mantenne per 14 anni fino al 1512 quando i Medici ripresero il controllo di Firenze e lo rimossero dall'incarico. Negli anni passati al servizio della repubblica Niccolò si era dimostrato abile negoziatore, che non perdeva mai di vista l'aspetto militare della politica e per questo riteneva necessario che lo Stato si difendesse con milizie cittadine e non con truppe mercenarie costose e infide. La sua attività diplomatica lo portò a diretto contatto con le potenti monarchie

dell'epoca e le sue missioni a Roma , in Francia e Germania gli dettero modo di vedere e sperimentare le situazioni più varie. Nel 1513 ritiratosi nell'esilio di San Casciano cominciò a scrivere la sua opera più importante “Il Principe” utilizzando le impressioni che ogni giorno aveva annotato durante la sua attività diplomatica. Machiavelli che pur avendo ricevuto un'educazione classica, quindi di tipo filosofico , non aveva in sé ne l'indole nè lo spirito del filosofo ed espose ne “Il Principe” il suo pensiero concreto , duro e il suo realismo , sviluppato nel linguaggio e nei problemi della pratica quotidiana, con domande e risposte , quasi fosse un nuovo catechismo. Nelle sue intenzioni "Il Principe" doveva essere un'analisi delle diverse situazioni possibili per insegnare come fondare uno Stato e di conservarlo tenendo presente che ogni cambiamento può costituire un pericolo che può mettere in moto dei collegamenti tra vari altri problemi con la conseguenza di fare perdere al principe il controllo della situazione. Quindi un principe doveva preferire di essere temuto più che amato, senza mai arrivare a essere odiato dal suo popolo, sacrificando la virtù all'interesse dello stato e se necessario doveva saper mancare alla parola data perchè il fine giustificava tutti i mezzi. Tuttavia egli non doveva disprezzare la virtù o essere cattivo per principio e quando le circostanze lo permettevano doveva essere buono e comprensivo. Questi principi sono validi anche oggi e possono essere applicati o letti nelle circostanze in cui ci troviamo, ad esempio al politicamente corretto che impedisce di mettere a fuoco e di vedere chiaramente la situazione generando conseguenze dannose. Secondo Machiavelli la politica è il campo nel quale l'uomo può mostrare nel modo più evidente la propria capacità di iniziativa, il proprio ardimento, la capacità di costruire il proprio destino! L'impostazione del suo discorso che prendeva atto di come politica e morale agiscano su due sfere diverse e la sua preferenza per un sistema di governo repubblicano, gli procurarono molta ostilità sia da parte dei gesuiti che dalla dinastia de Medici che lo tennero sempre da

parte. Infatti “Il Principe” potè essere pubblicato solo nel 1532 alcuni anni dopo la sua morte . Oltre alla sua opera principale, questo uomo del rinascimento ci ha lasciato scritti su altri vari soggetti. La Mandragola, commedia satirica incentrata sulla corruttibilità della società italiana dell'epoca può essere considerata come il suo capolavoro letterario.

A conclusione possiamo affermare che con Machiavelli l'Italia ha conosciuto il più grande “teorico” della politica. Questa conferenza su di un personaggio che, secoli fa, ha affermato con tanta chiaroveggenza una visione chiara e lungimirante della politica, merita attenzione, proprio oggi dove tutto è ridotto a slogans vuoti e suggestivi. Ringraziamo il Prof.Geerts augurandoci vivamente di poterlo riascoltare presto per dare seguito al discorso

Carlo & Giuseppina Macagno

8

Attualità e rilevanza di Macchiavelli – una splendida conferenza su un uomo affascinante.

Succede spesso che una persona è vittima

di pregiudizi. È certamente il caso di Machiavelli

( 1 4 6 9 - 1 5 2 7 ) , i l c u i n o m e è l e g a t o nell’immaginario collettivo alla pessima fama:

ideologo dell’opportunismo politico, pronto a legittimare l’amoralità del potere e di chi lo esercita, autore della frase (mai pronunciata) ‘il fine giustifica i mezzi’, cioè, per prefiggersi uno scopo qualsiasi mezzo è lecito.

g l i s t e r e o t i p i c h e

accompagnano quel ‘cattivo maestro’ del Rinascimento, ha contribuito il 22 aprile Walter

Geerts, professore di letteratura italiana presso l’ università di Anversa, invitato dal comitato Dante Alighieri. Un’iniziativa bellissima, la conferenza interessante e allettante dal titolo “Machiavelli, attualità e rilevanza”, nella quale il professor Geerts metteva la vita e la carriera dell'illustre fiorentino in un contesto storico preciso. Attraverso le immagini proiettate nell'auditorium del Campus Rodestraat, l’oratore ospite raccontava le vicende un uomo che ha dedicato la sua intera vita allo studio, alla politica e alla teoria delle istituzioni. Infatti, bensì molte delle sue opinioni rimangano oggetto di critica, Niccolò Machiavelli non era così immorale come si pensa;

in realtà era un personaggio affascinante.

Il professor Geerts, presentato dalla

presidente Myriam Van Hille, ha descritto un uomo che verso la fine del 400 visse in un’epoca turbolenta e in una Italia investita da una

profonda crisi, un giovane materialista talentuoso

e pieno di ambizioni politiche. Macchiavelli

trascorse 15 anni felici come segretario della

Cancelleria della Repubblica fiorentina, un posto

di ambasciatore con molte missioni diplomatiche

che gli permisero di accumulare un’esperienza politica formidabile e di conoscere signori e sovrani. In seguito, fu allontanato dalla vita politica, accusato di congiura, incarcerato, torturato, riconosciuto innocente ma costretto a esiliarsi e a vivere gli ultimi anni della sua vita deluso, addolorato e sempre guardato con diffidenza. Un uomo però che non smise di dedicarsi alla letteratura e alla riflessione sulla

A s f u m a r e

situazione politica, non mancando nei suoi scritti degli spunti autobiografici e delle descrizioni della propria vita quotidiana, come illustrano dei brani tratti dalle sue epistole allo storico Guicciardini. Adesso, a 500 anni dalla stesura del Principe, quel trattato di dottrina politica di 26 capitoli che ha esercitato una profonda influenza, l'opera del nobile fiorentino viene celebrata dappertutto. Ma non dobbiamo dimenticare che Machiavelli fu anche un grande letterato, non solo scrittore di quel vademecum della politica moderna e della storia, ma anche compositore della ‘Mandragola’, la più celebre commedia del Rinascimento, dei ‘Discorsi’, di un saggio su Tito Livio, di canti sboccati e vivaci, di opere su temi morali e linguistici e di altre scritti di genere letterario! Nel suo racconto, il professor Geerts ha fatto rivivere la storia complessa, durante la vita di Machiavelli, di un’Italia suddivisa in una scacchiera di principati, al tempo di una svolta decisiva, coincidente con l’inizio dell’età moderna: la cacciata dei Medici dopo la morte di Lorenzo ‘Il Magnifico’, il reinsediamento della repubblica, gestita dietro le quinte per breve tempo dall'estremamente influente prete domenicano Savonarola (che finì impiccato e bruciato), il ritorno dei Medici e il rovesciamento finale del governo mediceo in seguito al sacco di Roma.

Ovviamente non veniva dimenticato il contenuto del ‘Principe’, nel quale Machiavelli delinea la figura del perfetto ‘leader’ che agisce per il bene collettivo ma che deve simulare e dissimulare, possedere l’arte della guerra e mostrarsi forte come un leone e astuto come una volpe, capace soprattutto di farsi rispettare e temere e di difendere lo stato e il suo potere contro lo straniero invasore con un esercito permanente composto da cittadini in armi. Il professor Geerts non nasconde la concezione pessimistica di Macchiavelli della natura umana, e la sua convinzione che l’uomo sia di natura portato al male e che le leggi universali della politica debbano essere diverse da quelle della vita morale. Nella sua analisi nemmeno trascura, talvolta con umore, di porre l’accento sui successi politici del nostro tempo, raggiunti attraverso metodi paragonabili al machiavellismo, così dimostrando che i pensieri di Machiavelli non sono così lontani dall’attuale situazione politica. Ringraziato da Myriam per la sua splendida relazione, il professor Geerts ha rivolto alla presidente alcune parole di elogio e di gratitudine, ampiamente meritate e condivise da tutti i soci, per il lavoro svolto alla testa del comitato Dante Alighieri di Anversa.

Walter Simons

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Commento al film 'I bambini ci guardano'

Abbiamo assistito alla proiezione di questo film girato nel 1943, recentemente restaurato che ci ha offerto l’opportunità di continuare la nostra escursione nel mondo della cinematografia italiana negli anni 40, anni in cui i cambiamenti politici e sociali hanno completamente mutato sia l’impostazione che la scelta dei soggetti, in quella che stava per diventare una delle più importanti industrie italiane del dopoguerra. A proseguimento del ciclo di proiezione dello scorso anno, questo film ha evidenziato l’evoluzione artistica di Vittorio de Sica che, lasciato alle spalle l’atmosfera dei “telefoni bianchi” si è avviato verso il neorealismo non più nella veste di attore e interprete principale ma di

regista. Regista che ha subito dato una sua impronta personale portando sullo schermo una vicenda che segnava la rottura con tutta una tradizione di puro intrattenimento, lontana dall’affrontare temi di vita reale che potevano essere scomodi al potere politico e che per di più una formale tradizione di moralismo tendeva a celare.

Così il film affronta la vicenda di una famiglia, una delle tante storie di tutti giorni, con problemi personali nascosti sotto l’aspetto di una vita apparentemente normale. Questa volta però le cose sono presentate (ed è qui lo strappo con i films precedenti) dal punto di vista di un bambino, bambino che proprio perchè ingenuo, innocente e indifeso ci pone di fronte a tanti interrogativi. Riassumiamo in breve la vicenda tratta dal romanzo “Pricò” di Giulio Viola. Pricò è un bambino, che vive in una famiglia apparentemente tranquilla, che cresce assistendo alla dissoluzione della sua famiglia causata da ripetute fughe della mamma con un altro uomo. Alla sua sofferenza personale si aggiunge il dolore del padre pressato dalla inumana curiosità della gente, dalla perdita di prestigio, che rende difficile la sua posizione sul lavoro di cui ha bisogno e dall’indifferenza delle persone della sua cerchia famigliare da cui sperava di ricevere aiuto e conforto per allevare il bambino. Gli occhi del bimbo vivono impotenti questa situazione e vedono il padre che dopo aver cercato invano di ricostruire l’armonia in casa, dopo il secondo definitivo allontanamento della donna passa dall’esasperazione alla disperazione. Alla lacerazione della perdita della madre si aggiunge per Pricò prima il dolore per l’incomprensibile decisione di essere mandato in

collegio e poi la traumatica notizia del suicidio del

padre. L’ultima scena riassume in poche sequenze il dramma del bambino: quando la madre ricompare dopo il funerale Pricò la rifiuta , le volta le spalle senza salutarla e si avvia nel corridoio verso la porta del collegio. Quel bambino che fino a poco tempo prima sembrava non poter vivere senza l’amore della mamma , ormai la rifiuta per sempre e si avvia verso la vita gravato da un’esperienza dolorosa che porterà con sè per sempre. Film coraggioso che ha affrontato temi ancora oggi molto attuali. Inquadrato nell’epoca in cui è stato prodotto è senz’altro uscito dagli schemi: nella

vicenda la vittima è il padre, questo in anni in cui l’uomo come capofamiglia era simbolo di autorità

e per di più il suicidio, che nel film è appena

accennato, non poteva essere menzionato in uno spettacolo. (A questo proposito le scene che in

origine descrivevano il progredire del proposito

di porre fine alla propria vita sono state eliminate

dalla censura e sono perdute per sempre). Sul piano tecnico, nel film sono state privilegiate le inquadrature dei primi piani focalizzando l’immagine sui visi e specialmente sull’espressione degli occhi. L’alternanza dei primi piani e primissimi-piani trascinano lo spettatore in quello sguardo innocente e indifeso del piccolo Pricò, vivendo emotivamente con il fanciullo la frustrazione, l’impotenza e addirittura la vergogna dell’incompreso e contradditorio mondo degli adulti. Altra novità per l’epoca: il film è stato girato quasi tutto all’esterno, mentre fino a pochi anni prima le scene esterne venivano riprodotte negli studi. Alla fine della proiezione è seguita una interessante discussione introdotta e moderata da Emiliano Manzillo, discussione che ci ha fatti ritornare alla tradizione dei “cineforum” tanto in uso in Italia.

Carlo & Giuseppina Macagno

Articolo di Michele Sorvillo sullo spettacolo teatrale 'binario 2'

http://www.cafebabel.it/cultura/articolo/sul-

binario-degli-scioglilingua-la-passione-dei-belgi-

per-il-bel-paese.html

Al Teatro Het Klokhuis di Anversa è approdato "Binario 2", spettacolo delicato, selezionato al Torino Fringe Festival e vincitore del Premio Off Roma Fringe Festival. La sceneggiatura studiata da La Dante celebra una passione: quella dei fiamminghi per la lingua, la

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storia ed i paesaggi d'Italia che ora vi raccontiamo. La sceneggiatura in lingua originale è giunta con qualche mese di anticipo, prima che "Binario 2: sotto la panca la capra crepa" prodotto da Etérnit di Pasquale Passaretti e Luigi Morra arrivasse finalmente il 24 e 25 marzo al Teatro Het Klokhuis. Una performance delicata, che segue la scia dei ricordi d’un insolito capostazione, appassionato di scioglilingua. Fin da subito l’attore cerca una forma di dialogo con il pubblico: ebbene quello di Anversa ha enormemente sorpreso per la sua partecipazione, in tutti i sensi. E ora scopriamo come mai uno spettacolo in lingua italiana ha così tanto emozionato i fiamminghi. In effetti, il testo è approdato nelle scuole de La Dante, circolo di Anversa, grazie all’incredibile lavoro del docente Emiliano Biagio Manzillo, italiano emigrato da undici anni, traduttore, fotografo e regista. È stato il curatore del progetto, riuscendo a coinvolgere circa duecento persone, docenti di cinque classi di allievi dei corsi serali di lingua italiana. Una passione tra i belgi che, come vedremo, va oltre il semplice esercizio di apprendimento, ma si spinge fino addirittura ad invogliare taluni a comprare case e masserie nel Sud Italia. E altro ancora.

“L’idea è stata quella di soffermarci sullo studio e la scoperta degli scioglilingua", ha spie- gato Manzillo, "in questo modo abbiamo studiato il testo in classe interessandoci soprattutto alla prosodia della lingua italiana, quindi avvicinarci al pezzo. Ma poi abbiamo trovato degli scioglilin- gua in neeralendese ed ancora in altre lingue, quali l’africans, il tedesco, il francese, il rumeno, il russo, il portoghese. Un modo ludico per sco- prire i punti di contatto e le divergenze fra le lin-

gue”. E si sono divertiti terribilmente, tanto che ne è venuta fuori una registrazione di otto minuti per una ventina di scioglilingua, con la quale si è deciso d’aprire lo spettacolo; quanto a quelli in fiammingo invece, sono stati integrati nella per- formance, recitati dall’attore, mandando letteral- mente in estasi il nutrito pubblico belga. Eccone alcuni:

"Ik mix mijn whisky met een whisky mixer" (Mischio il mio whisky con un mixer per whisky) "Als apen apen na-apen, dan apen apen apen na" (Se le scimmie scimmiottano le scim- mie, allora le scimmie scimmiottano). Le scuole serali, molto popolari nelle Fiandre ed in tutto il Belgio, assicurano un buon livello d’istruzione, nel nostro caso dell’italiano, una lingua poco utilizzata nel mondo internazio- nale del business e del lavoro. Allora ci siamo

chiesti da dove derivasse la passione dei belgi. A rispondere sono stati direttamente loro. Mathilda, 53 anni, di Anversa, ha compra- to casa in Puglia due anni fa e passa in Italia al- meno sei mesi l’anno. “Ho cominciato a studiare l’italiano a ventanni, poi ho ripreso da qualche anno, quando mio marito mi ha proposto di com- prare una bellissima casa in Puglia. Perché? Non saprei spiegarlo, ma credo che alla base ci sia la passione per la cultura e la bellezza dei paesaggi dell’Italia. La gente poi è tanto simpatica, abbia- mo già tanti amici laggiù, cantanti, poeti, pittori che animano le nostre serate”. Ma ancora piu’ eclatante è il caso di Kris, una pittrice che si reca regolarmente ad Irsina, in Basilicata, per partecipare in qualità di docente a dei corsi di pittura internazionali che il comune organizza durante l’estate. E con lei vi è un tutto un gruppo di belgi che passano le vacanze al Sud. Cosi scopriamo che gli stranieri viaggiano

e animano la cultura in Italia, mentre molti italia- ni scelgono di emigrare. Quelli che restano? Alcu- ni si danno da fare, altri un po’ meno. Ed in Bel- gio sanno anche questo.

Michele Sorvillo

Nostalgia delle vacanze

GO WEST (V e ultimo episodio)

di Achille Ziccardi

2 luglio, 20° giorno. Da Kamloops a Vancouver. Dopo una colazione superchic servita nel migliore servizio da tavola della mia vita, in compagnia di un’altra ospite, una simpaticissima cinese di Taiwan, ricercatrice alla locale università, quasi a malincuore lasciamo Pat e la sua residenza. Difficile trovare un equivalente italiano per manor. E’ la stessa radice di maniero, ma vuol dire altro. Per raggiungere Vancouver avevamo la scelta fra un itinerario diretto e uno panoramico un po’ più lungo. Avendo già visto abbastanza bellezze optammo per la via diretta … e a causa di un mio errore, ci siamo ritrovati a percorrere l’itinerario panoramico ! Evabbe’. Discendiamo la valle del Thompson River, sempra accompagnati dalla ferrovia e da treni infiniti che si snodano per monti e valli. Ce ne vuole prima di lasciarci dietro

i monti, che ci accompagnano praticamente fin

quasi al mare. Ultimi Km. per campagne verdi,

poi Vancouver. Per fortuna abbiamo un

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navigatore satellitare, se no non avremmo mai trovato la via. Con i sobborghi Vancouver è estesissima, ma all’americana, cioè con infinite casette ad un solo piano. Siamo finalmente al nostro albergo. L’unico del

viaggio senza aria condizionata, in compenso con

la migliore prima colazione del viaggio, B&B a

parte. Camera al 5° piano col sole del pomeriggio che ne ha fatto una sauna. Un misero ventilatore non cambia la situazione. A vantaggio della camera, dirò che la vista panoramica era da favola, la linea dei grattacieli, skyline in bocconiese, stupenda. Finestra aperta, tende chiuse, una doccia e via. A piedi si va al centro storico, non una piazza ma alcune vie come al solito, vicine al mare, cioè a una delle varie insenature bellissime e panoramiche che caratterizzano questa città. Atmosfera simpatica, città giovane, movimento, bar e ristoranti pieni, uno strano orologio a vapore, negozi, uffici. Decidiamo che ci piace. Rientriamo per la

Hastings Street, la via del nostro albergo, e ci rendiamo conto …. Che la sera è il luogo di ritrovo

di tutti i barboni, drogati, prostitute e marginali

vari della zona. Uno schifo. Assistiamo a scene che preferisco non riferire. Prendo D. per un braccio e la trascino sul marciapiede opposto. Lei protesta, si stava divertendo. De gustibus. Dalla finestra della nostra camera dominiamo a distanza di sicurezza la situazione dalla quale siamo appena fuggiti. Tanta pena, ma al contempo, che spettacolo ! La polizia sempre presente ma che non fa niente finché non succede niente, tranne un paio di piccoli interventi e un tipo portato via in manette. Regolarmente si sente arrivare un’autoambulanza che carica qualcuno. Mi fanno una gran pena, ma la società americana non ha pietà per i perdenti, per i losers. “Se si sono ridotti così, la colpa è solo loro”. Il buonismo, tranne qualche organizzazione caritatevole, non è una caratteristica di questo continente. Differenze fra americani e canadesi. Francamente non mi arrischierei a pronunciarmi

in merito. Per noi turisti di passaggio ed osservatori superficiali, sono tutti uguali. A

pensarci bene però, e solo riflettendo a posteriori, i canadesi mediamente ci sono sembrati meno estroversi e più composti degli statunitensi, oserei quasi dire più europei, ma sarebbe un’approssimazione che eviterei. Accetto volentieri chiarimenti su questo argomento.

3 luglio, 21° giorno. Vancouver. Mattinata riposante passeggiando per uno stupendo giardino botanico, il Van Dusen, che pare abbia fama internazionale. Pomeriggio, prima facendo turismo per negozi (D. ovviamente, e io al seguito … du’OO …) senza comprar niente, poi al Waterfront, dove per sfizio

abbiamo preso un traghetto che ci ha portato dall’altra parte della baia in una zona residenziale carinissima e con bel colpo d’occhio sul centro

città e i suoi grattacieli. Cena dai cinesi, ottima e abbonante, finalmente verdure cotte (al wok).

Le toilettes in America e in Canada, be’, i WC, sì,

insomma, quelli che da 20 anni in qua è diventato

di moda chiamare bagni, ma dove uno tutto

farebbe meno che un bagno. Comunque: i WC sono bassi e l’acqua è alta, il che in certi casi potrebbe dar luogo a spiacevoli incidenti … il fatto che non conoscano il bidet non è di consolazione … Poi quello che francamente non

capisco sono i pannelli che fan da muro fissati col lato inferiore a 30 cm. da terra, in modo che si è costretti a vedere le brache calate della gente. Va detto che in generale sono dappertutto, facili da reperire, abbastanza puliti, spaziosi e non manca mai la carta igienica. Qua e là nella natura i WC sono capanne montate su pozzi settici. Se non c’è

un lavandino, c’è sempre quella cosa gelatinosa

che in Italia si chiama Amuchina.

4 luglio, 22° giorno.

Da Vancouver in ferry a Nanaimo poi a Tofino.

Gran bella nave che spacca il minuto. 2 ore di navigazione, bei panorami.Poi attraversiamo la Vancouver Island da est a ovest, raggiungendo Tofino, praticamente in capo al mondo o quasi, posticino tranquillo anche in alta stagione, dove 5 agenzie locali gestiscono piccole navi e idroplani per portare i turisti a vedere le balene, le foche ed altri animali allo stato naturale. Nel tardo pomeriggio facciamo 4 passi per orientarci. Gran bel posto ma lontano dal mondo, veramente ! Meridiano 126° ovest, il punto più occidentale del nostro viaggio. Vale la pena di osseervare su una cartina i nomi dei vari villaggetti sulla Vancouver Island: quasi tutti nomi chiaramente native Americans. E si nota anche dalle facce di varie persone per le strade. Periodi da evitare: luglio e prima metà di agosto, perché qui è alta stagione ed è difficile trovare alloggio. Andare alla ventura in località

fortemente turistiche non è consigliabile, come non lo è il dormire in macchina.

5 luglio, 23° giorno.

Di nuovo immersi nella natura, ma questa volta

natura marina, non montana. Morsi dal tarlo dell’avventura, ci prenotiamo sulla barca del mattino per andare a vedere balene e foche e su quella del pomeriggio per andare a vedere gli orsi neri e le aquile dalla testa bianca, così rappresentative di questo continente. Si parte in 10 in quadro naturale stupendo, fra conifere al livello del mare e isolette e scogli vari. E’ zona di balene, che vengono a brucare le alghe che amano. Vediamo vari sbuffi e vediamo anche alcune schiene di balene che affiorano nuotanto,

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ma non le vediamo saltare. Il nostro nocchiero, giovane ma espertissimo, ci spiega che quella mattina le balene semplicemente non avevano

v o g l i a d i g i o c a r e , d u n q u e d o b b i a m o accontentarci. Ad un certo punto ci troviamo davanti il mare aperto. Onde di 3-4 metri, ben più alte della nostra barchetta. Non ci sentiamo molto a nostro agio, anche se il nostro pilota è bravissimo nel prenderle di punta. Si rende conto che “può bastare” e si torna indietro in acque più tranquille, ammirando un isolotto pieno di foche, con un enorme maschio al centro e tutte le femmine attorno. Ma che ci avrà ? Boh ! Più in là,

su un isolotto più grande, un altro maestoso

maschio, tutto solo. Ha perso la battaglia per il diritto alla riproduzione. Neanche una femmina

che si impietosisca, tutte attorno al superfico di turno. Dura lex sed lex. Qua e là qualche foca in acqua. Si torna.

Al rientro visitiamo un negozio di souvenirs,

ceramiche artistiche … e lì mi è successa la

stupenda avventura che alcuni di voi che mi leggete già sapete e non sto a ripetere, vi metto il link: http://italians.corriere.it/2013/07/22/ tofino-canada-incontro-tra-molisani/ Nel pomeriggio, altro giretto in barca, ma solo in acque tranquille a vedere gli orsi che cercano i granchi sulla spiaggia con la bassa marea –ne abbiamo visti 3- e aquile dalla testa bianca, quelle

dei dollari. Belle, imponenti, dal piglio solenne.

Stanno tranquille tome tome cacchie cacchie sui loro rami, e appena vedono un pesce affiorare

schizzano come razzi e lo prendono fra gli artigli e

se lo mangiano coi loro piccoli. Eravamo in 4, gli

altri 2 erano una coppietta di genovesi in viaggio

di nozze. Chi ha detto che i liguri sono tirchi ?

Simpatici, bella chiacchierata, mai pensato di trovare tanta italianità in un posto così in capo al mondo ! L’edilizia. Sia in USA come in Canada, se si escludono grattacieli ed edifici di taglia “normale” per noi europei, ma qui li considerano già storici, per il resto la gente abita in case unifamiliari, di legno,

con tanto verde attorno. Evidentemente il legno è

la materia prima di più facile ed economica

disponibilità, ma dico io, nelle zone a rischio

tornado, perché mai non si decidono a costruire

in cemento e/o mattoni ? Questo è uno dei

misteri irrisolti per i quali chiedo consiglio e chi

mi legge e ne sa più di me. Grazie fin d’ora.

6 luglio, 24° giorno. Da Tofino a Victoria. Tappa di trasferimento senza storia. Alloggiamo all’estrema periferia della capitale della British Columbia ma c’è un

comodissimo autobus diretto che ci porta in centro in pochi minuti. Passeggiata per il centro

di una simpaticissima città, con pretese di

capitale, ci dicono che somiglia a Québec, la città

che dà il nome alla provincia francofona. Niente

Mai appesantirsi lo stomaco. Ripeto quanto

grattacieli tipici delle grandi metropoli. Dalle foto

con

vista, bella serata.

scritto già: non si può mangiare patate fritte tutti

trovate su Google posso concordare, ma qui c’è un’atmosfera distinta e simpatica al contempo, una panoramicità, un’armonia fra edifici storici

giorni, neanche se si è belgi o integrati in Belgio. Fa male.

i

d’epoca vittoriana (con monumento alla regina

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luglio, 26° giorno.

Vittoria) e insenature e porticcioli da turimo, commerciali e traghetti per passeggeri. Ristorante

Da Victoria, B.C., Canada a Anacortés, WA, USA. L’unico giorno in cui qualcosa nel programma è andato storto, ma per fortuna senza conseguenze.

Riprendendo il discorso delle differenze fra USA e Canada: forse qui a Victoria è dove si sentono maggiormente. Più di altri luoghi visitati, questo sembra un pezzetto d’Inghilterra.

Il programma era di imbarcarci a Sidney (Commonwealth anche qui …) 20 Km. a nord di Victoria, su un ferry che ci avrebbe portato direttamente ad Anacortés (lo scrivo con l’accento

7 luglio, 25° giorno. Victoria. Passiamo la mattinata in un immenso

perché è parola spagnola: là non ce lo mettono) negli USA. Arrivati all’imbarco, ci informano che la nave è in avaria e non arriverà da Anacortés. La

giardino botanico, Butchart Gardens, stupendo,

caparra ci sarà rimborsata automaticamente ed

da

far quasi dimenticare quello di Vancouver.

effettivamente al nostro rientro l’abbiamo

Ombra dappertutto, il che certo non guasta. L’angolo italiano, l’angolo giapponese, l’angolo ricavato in un’antica cava di pietra calcarea per

trovata. Ci consigliano di andare 5 Km. più in là, Swarz bay, dove un altro traghetto, frequenza oraria, ci porterà a Tsawwassen, a sud di

cemento, fontanelle e ruscelli, ecc.ecc., googlate, googlate, ne vale la pena. L’entrata costa ‘na cifra,

Vancouver ma in Canada. Si tirano 4 moccoli, si fa buon viso a cattivo gioco e si accetta il

ma

poi ce ne si fa una ragione.

consiglio. Peccato, perché ci perdiamo un

Nel

pomeriggio, lunga passeggiata salutare per il

itinerario fra isolette dove abbondano delfini,

centro città, attraversando un quartiere residenziale tranquillo per andare a vedere l’oceano dall’altra parte del promontorio. Strada facendo ci rendiamo conto di costeggiare un parco cittadino nel quale sta avendo luogo un Gay Pride. Avevamo la sensazione indefinibile di essere noi due gli “strani”, almeno a giudicare da come ci guardavano. Cito dalla dichiarazione dei Diritti dell’Uomo di Filadelfia: “(omissis) il diritto

orche e foche, a quanto ci si dice. Arriviamo all’imbarco e acchiappiamo per un pelo il detto traghetto alternativo. Spuntino a bordo comodamente, belle isolette anche su questa rotta ma senza animali marini. Traffico intensissimo all’approdo, 40’ di coda alla frontiera, il poliziotto vede i timbri dell’aeroporto di Seattle e della frontiera canadese, deduce che siamo in vacanza, si limita a chiederci quanto tempo restiamo in

inalienabile alla vita, alla libertà, alla ricerca della felicità” Mi fermo qui: non sto scrivendo un trattato etico.

USA. Quando sente 3 giorni poi il volo del ritorno a casa. “Dov’è casa ?” “Belgio” “Bye bye”; ci ridà i passaporti senza timbrarli –il timbro di Seattle è

Di

nuovo ci appare l’oceano nella sua immensa

valido per 3 mesi- e risiamo negli USA. Dopo

maestà. Non si smetterebbe mai di guardarlo. Si

un’oretta passiamo un lungo ponte ed arriviamo

fa

una bella passeggiata lungo la riva rocciosa

ad Anacortés, in tutto abbiamo perso mezz’ora sul

sotto il sole. (al ritorno a casa scoprirò di aver lasciato in America 2,5 Kg.: meglio così) e pian pianino si rientra, contemplando le belle casette

previsto, non di più, ma in queste circostanze, Anacortés ha perso molto del suo fascino. Si fanno 2 passi per la Main Street, abbastanza

di

Victoria. Cena frugale e a nanna presto, come

banale per una località con pretese turistiche. Si

quasi tutti i giorni.

voleva fare un giretto in barca l’indomani

La

stanchezza.

mattina, ma ci spiegano che le gite in barca per

Ci

siamo fatti delle grandi dormite, ma la

andare a vedere gli animali marini durano la

stanchezza si va accumulando. Per fortuna ci restano relativamente pochi Km. da percorrere. 19 cambi di hotel in 29 giorni, non è mica uno scherzo, non siamo più giovanissimi in fondo. Lo sapevamo prima di partire, abbiamo comunque

voluto affrontare l’avventura che sta volgendo al termine, ma non ce ne pentiamo neanche per un minuto. Crediamo che sia importante scegliere intelligentemente quello che si mangia. Secondo

la moda belga, un solo pasto cucinato al giorno, la

sera ma di buon’ora, frutta a colazione, insalata al picnic di mezzogiorno –non lo chiamerei pranzo.

g i o r n a t a i n t e r a , p e r c u i r i n u n c i a m o definitivamente. Amen.

9 luglio, 27° giorno.

Da Anacortés a Seattle, o per la precisione a Renton, vicino a Seattle. Percorriamo la lunga e stretta isola di Fidalgo (spagnolo antico per hidalgo, nobiluomo), raggiungiamo l’ultimo traghetto del viaggio, solo una mezz’oretta e sbarchiamo nelle vicinanze della Boeing. Picnicchiamo vicino ad una ferrovia e ad un certo punto passa un treno merci, udite udite, che trasporta ben 4 Boeing 737, coda e ali smontate.

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Mai visto un aereo su un treno, oggi ce ne toccano 4 per il prezzo di 1 ! L’America non smette mai di stupire ! Un’oretta abbondante di autostrada senza storia e arriviamo al nostro motel, con piscina, e ci voleva, ce la siamo proprio goduta ! Poi, verso il tardi, dopo aver sbagliato strada un numero incalcolabile di volte durante un’ora abbondante, siamo arrivati, fra il motel e l’aeroporto, ad una stazioncina di un tram

sopraelevato che ci ha portati in centro di Seattle. Passeggiata in discesa, certe strade fanno pensare

ai film su San Francisco, passaggio per il grande

mercato per il quale Seattle pare che sia famosa e cena con vista sul mare, cena in un ristorante specialità pesce, decente ma non aspettatevi meraviglie. Di nuovo passeggio con visita a un paio di grandi magazzini, che qui chiudono alle

21, tram, auto e a nanna.

Seattle e Vancouver, città gemelle.

Almeno, così qualcuno le chiama. Si somigliano

in tante cose e in tante altre differiscono. Vale la

pena di averle visitate entrambe, ma a noi francamente Vancouver è piaciuta un po’ di più. Forse perché c’era più sole ? Forse perché non abbiamo avuto problemi con gli spostamenti ? Magari ci sbagliamo, ma col racconto di domani capirete …

10 luglio, 28° -e penultimo- giorno. Andiamo al parcheggio alla stazione del tram e lo troviamo totalmente occupato. Per un’ora abbiamo girato nei dintorni ma per un motivo o

per l’altro non c’è sosta nel raggio di 1 Km. Come diavolo dobbiamo arrivare in centro di Seattle, dove i parcheggi costano 6 USD la mezz’ora ? Decidiamo di avvicinarci strategicamente e andiamo a Bellevue, dall’altra parte di una baia rispetto a Seattle, quasi di fronte al quartiere generale della Microsoft c’è un grande supermercato con ampio parcheggio. Mangiamo

lì, Per la disperazione prendiamo la macchina e

giriamo Seattle in macchina ma con i nervi a fior

di pelle. Poco accogliente questa città, è la nostra

conclusione. Stufi, rientriamo al motel dopo aver sbagliato strada altre 2 volte grazie al il navigatore satellitare che dice sempre le cose 50 m. troppo tardi. Facciamo un giretto nella zona dietro il motel, nella natura, ma dopo 5 Km. ci

troviamo in uno di quegli incroci dove c’è tutto e

di tutto. Passeggiamo lì, visitiamo un paio di

grandi magazzini e supermercati, rientriamo,

mangiucchiamo le ultime cose e a nanna. Ogni paese ha il suo odore, si dice. L’Italia odora

di pizza, la Spagna di aglio soffritto, la Francia di

baguette appena sfornata, la Germania di salsicce, il Belgio di patate fritte, e tutto il Nord America …. Di barbecue, di carne alla griglia ! C’è sempre un venticello che te ne porta un po’ !

11 luglio, 29° giorno e partenza. Si torna a casa con sentimenti misti. Una parte di noi vorrebbe restare nel Montana, come non era riuscito al 1° ufficiale del Red October, poveraccio. Riconsegna auto, registrazione bagagli ec. ecc. senza storia. Mangiucchiamo una pizza Margarita (sic, come la isola caraibica) sulla quale avevano ritenuto giusto spargere del parmesan grattugiato. Credono evidentemente che in Italia lo mettiamo dappertutto, lo avevamo trovato anche su varie insalate. Oh yes. Alle 13:40 ora locale si decolla. Pochissime nuvole, ci godiamo il Canada dall’alto, che sorvoliamo in diagonale da in basso a sinistra a in alto a destra. Stupendo. Volete sapere quanto è grande il Canada ? Pensate così: 5 ore di volo da Seattle alla punta est del Labrador, altrettante dalla punta est del Labrador ad Amsterdam. Non so se rendo l’idea. Costeggiamo a lungo il circolo polare artico, è un crepuscolo continuo a sinistra dell’aereo, bellissimi colori. Atterriamo con 15’ di anticipo grazie a venti favorevoli in coda. 1 ora di treno e siamo a casa. Ci guardiamo in faccia con occhi da pesce bollito e andiamo a dormire. Goodbye America, come tutti abbiamo lasciato là un pezzetto di cuore anche noi.

Ed ora, la traduzione promessa. Ho cercato di fare del mio meglio, anche permettendomi qualche piccola licenza.

America the Beautiful

Words by Katharine Lee Bates, 1895 Melody by Samuel Ward

O beautiful for spacious skies,

For amber waves of grain, For purple mountain majesties Above the fruited plain! America! America! God shed his grace on thee And crown thy good with brotherhood From sea to shining sea!

O

bella, per i tuoi ampi cieli, per i campi ondeggianti ambrati

di

grano, per maestose montagne di porpora che dominano

la

fertile pianura ! America, America, Dio ha sparso su di te

la

sua grazia, e ha coronato i tuoi beni di fratellanza, dall’uno

all’altro mare luccicante.

O

beautiful for pilgrim feet

Whose stern impassioned stress

A thoroughfare of freedom beat

Across the wilderness! America! America! God mend thine every flaw, Confirm thy soul in self-control, Thy liberty in law!

O bella, per piedi di pellegrini il cui sforzo austero e

appassionato si aperse una via attraverso terre selvagge ! America, America, Dio ripari ogni tuo difetto, rafforzi la tua anima in autocontrollo, la tua libertà in legge.

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O

beautiful for heroes proved

In liberating strife. Who more than self their country loved And mercy more than life! America! America! May God thy gold refine Till all success be nobleness And every gain divine!

O bella, per gli eroi che lo dimostrarono in guerra liberatoria,

che amarono il loro paese più di sé stessi e la pietà più della vita ! America, America, possa Dio raffinare il tuo oro, affinché ogni successo diventi nobiltà ed ogni passo avanti diventi divino.

O

beautiful for patriot dream

That sees beyond the years Thine alabaster cities gleam Undimmed by human tears! America! America! God shed his grace on thee And crown thy good with brotherhood From sea to shining sea!

O bella, per il sogno patriottico che sa vedere oltre gli anni.

Le tue città di alabastro risplendono non offuscate da lacrime umane. America ! America ! Dio ha sparso su di te la sua grazia, e ha coronato i tuoi beni di fratellanza, dall’uno all’altro mare luccicante.

Ecco, vedete amici, queste sono le cose in cui gli americani credono, con semplicità e senza porsi troppe domande. Tener presente anche la data in cui il canto è stato composto. Molti di loro si commuovono più cantando queste parole che cantando l’inno nazionale. Noi siamo europei e soprattutto italiani, noi nasciamo critici e cresciamo scettici, loro hanno pochi e semplici valori e ci credono fermamente. Li invidio, in f o n d o , m e n t r e n o i c i a b b a n d o n i a m o quotidianamente a non so quante masturbazioni mentali e discussioni sterili. Con uno slogan italiano di altri tempi potrei sintetizzare il loro pensiero così: la patria non si discute, la patria si difende. Io, da italoeuropeo, potrei aggiungere beffardamente: e quando non hanno nemici contro i quali difendersi, se li inventano. Poi magari quando li hanno veramente, se ne accorgono in ritardo. Non cambierei una virgola, sarebbe una considerazione sterile anche se forse non proprio sbagliata. Loro sono così, prendere o lasciare.

Ma non voglio addentrarmi oltre in giudizi su cose che so troppo poco e troppo male. Non saranno certo 4 settimane laggiù ad avermi insegnato molto. Mi spiace di deludere quell’amico che mi ha chiesto di descrivergli gli americani “spassionatamente”. L’unico modo per farlo è astenersi dal farlo, restando “vergin di servo encomio e di codardo oltraggio” per dirla col poeta. Posso solo dire in generale che l’America del nord è un gioiello con un numero incalcolabile di faccette, e uno non le vedrà mai tutte. I palazzi di Microsoft e i barboni di

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Vancouver. Le vette innevate delle Rockies e le

isolette del Pacifico. I grattacieli delle metropoli e

le casette unifamiliari dei verdi sobborghi. Gli

scoiattoli e le balene. Gli infiniti deserti sterili, le infinite praterie, le infinite catene di monti, l’infinito oceano. Le varie comunità etniche e i miscugli. Preciso che nelle zone visitate non ho trovato traccia di razzismo: tutti parlano con tutti, tutti usano gli stessi WC, tutti servono tutti

a tavola, matrimoni misti nessun problema.

Effetto Obama ? Suppongo che per qualcosa c’entri anche quello.

Adesso ci si presenta un problema di non facile soluzione: dopo aver visto e vissuto tutto ciò, dove diavolo andiamo in vacanza la prossima volta, senza correre il rischio di far paragoni e incorrere in delusioni ? Cosa dirò al primo che pronuncerà in mia presenza le parole Rimini o Benidorm, Seychelles o Ibiza ? Vedremo. Per ora lasciamo riposare e decantare pensieri, senzazioni, ricordi e sentimenti. Mi fermo qui. Grazie per l’attenzione. God bless … Europe !

Achille Ziccardi

Agenda culturale

Musica

L’Arpeggiata, Vincenzo Capezzuto & Reinoud van Mechelen Teatro d’amore: Monteverdi, Sances, d’India, Traditionals Quando: 2 maggio 2014, ore 20.15 Dove: Theaterzaal Sint Romboutscollege Mechelen Informazioni: www.mechelenhoortstemmen.be ~ tel.: 070/22 28 00

Il Suonar Parlante & Concordu de Orosei The heart of sound: musica rinascimentale e canzoni della Sardegna Quando: 10 maggio 2014, ore 20.15 Dove: Theaterzaal Sint Romboutscollege Mechelen Informazioni: www.mechelenhoortstemmen.be ~ tel.: 070/22 28 00

Rigoletto, Giuseppe Verdi Quando: Dal 8 al 23 maggio 2014, ore 20.00 Dove: De Munt, Brussel Informazioni: www.demunt.be – tel. 02/229 12 11

Anna Caterina Antonacci, recital Combattimenti e lamenti Quando: 15 maggio 2014, ore 20.00 Dove: De Munt, Brussel Informazioni: www.demunt.be – tel. 02/229 12 11

Les Arts Florissants, Paul Agnew Claudio Monteverdi, Madrigali Libro VII Quando: 22 maggio 2014, ore 20.00 Dove: De Singel, Antwerpen

Informazioni: www.desingel.be – tel. 03/248 28

28

Alessandro Cervino, recital Musiche di Chopin e Liszt Quando: 3 luglio 2014, ore 12.15 Dove: St. Carolus Borromeuskerk, Antwerpen

Alessandro Cervino, recital Musiche di Chopin e Liszt Quando: 4 luglio 2014, ore 12.15 Dove: Miniemenkerk, Brussel

Film

De Roma, Borgerhout

Informazioni: www.deroma.be ~ tel.: 03/292 97

40

6 maggio

14.00

La grande bellezza, Paolo Sorrentino,

IT2013

20.30

La grande bellezza, Paolo Sorrentino,

IT2013

20 maggio

14.30

Marina, Stijn Coninx, B 2013

20.30

Marina, Stijn Coninx, B 2013

Cinema Zuid, Antwerpen

Informazioni: www.cinemazuid.be ~ Tel.: 03/242

93 57

20 maggio

20.00 La notte di San Lorenzo, Paolo & Vittorio

Taviani, IT1982

Opera in de cinema

La Cenerentola, Gioachino Rossini Quando: 10 maggio 2014 Dove: Kinepolis, Antwerpen Informazioni: http://kinepolis.be/nl/opera-in- de-cinema

Manon Lescaut, Giacomo Puccini Royal Opera House Quando: 24 giugno 2014 Dove: Utopolis, Mechelen Informazioni: www.utopolis.be

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C'é la possibilità di seguire corsi di lingua italiana presso le sedi DA di Bologna, Firenze, Roma e Milano. Per informazioni, consultate: www.ladante.it o contattate i Comitati:

Dante Alighieri Milano:

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La DA ha una live chat! Inoltriamo gli argomenti della LiveChat delle prossime settimane. Ricordiamo che il servizio è gratuito ed è sufficiente prenotare l’ora di conversazione tramite mail all’indirizzo info@firenze.ladante.it

Per collegarsi al servizio basta cliccare sul link http://www.ladantefirenze.com/#!chat-room/

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Argomento della settimana (dal 5 al 9 maggio):

Michelangelo, la vita e le opere. Quali sono le opere d’arte più o meno famose del

grande artista? La sua vita, tra Firenze e Roma,

tra le monarchie e il sogno della Repubblica.

Prossimi argomenti:

12-16 maggio: Cosa si fa il sabato sera a Firenze?

19-23 maggio: Pizza e spaghetti

di solito? che ricette si usano in famiglia?

26-30 maggio: Scrittori italiani contemporanei:

consigli per la lettura.

cosa mangiamo

Tutti i temi possono essere trattati a diversi livelli

di comprensione e possono essere modificati in

base alle richieste dei Comitati.

Alleghiamo il programma dei corsi del Comitato

di Firenze e ricordiamo il nostro profilo Facebook

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