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Pentecoste

At 2,1-11
Prima di affrontare il brano dedicato alla Pentecoste, utile soffermarsi sul libro degli Atti in generale,
sullo scopo per cui stato scritto e sul suo autore.
Luca scrive gli Atti per la sua comunit, probabilmente composta in gran parte da pagani convertiti
che vivono fuori della Palestina, nei grandi centri urbani, dove si svolta la missione di Paolo, che
hanno bisogno di riscoprire la propria identit di credenti. Questa comunit, ormai fuori dal contesto
sociale ebraico, in un periodo in cui i grandi apostoli sono ormai scomparsi, si chiede quale rapporto
di continuit esiste tra loro stessi e la storia di Israele, qual il legame tra i disegni di Dio espressi
nellA! e la loro comunit, qual il rapporto di continuit tra la loro comunit e la prima comunit
cristiana.
A questa domanda Luca risponde ricostruendo la trama storica del cammino cristiano. "ello scrivere il
libro degli Atti, perci#, Luca ha una preoccupa$ione di fondo% mostrare lunit e la continuit del
disegno salvifico di Dio dentro la storia. Progetto preparato e promesso nelle scritture profetiche, che
si compie nella vicenda storica di &es'. Luca tende quindi a sottolineare le linee di unit e
convergen$a e a sfumare le contrapposi$ioni.
Il libro degli Atti posto cos( sotto il segno della continuit% continuit tra A! e "!, tra attitiv del
)risto e vita delle chiese* tra Israele e la )hiesa, tra i giudeo+cristiani e i pagani convertiti. &arante
invisibile di questa continuit lo ,pirito. Il tema dello ,pirito infatti abbraccia tutta la storia degli Atti,
anche se le manifesta$ioni pi' rilevanti si trovano nella prima parte, ini$iando dalla pagina della
pentecoste.
I fatti non sono narrati solo per il valore che hanno in s-, ma anche per il disegno divino che in essi si
attua. Le vicende della )hiesa sono presentate come parte integrante del piano divino di salve$$a.
"ella predica$ione universale del vangelo ai pagani le profe$ie messianiche trovano il loro pieno
adempimento e si mostra cos( lunit e la continuit del disegno divino di salve$$a.
"on bisogna dimenticare poi che Atti e .angelo di Luca vanno letti come ununit. Infatti, prima di
raccontare il fatto di pentecoste, Luca premette un intero capitolo, cha fa da raccordo tra il &es'
storico e lini$io della chiesa, tant vero che il .angelo termina proprio con il fatto dellascensione,
che apre il libro degli Atti. Del &es' storico ha parlato nel vangelo, dove ha presentato la sua attivit e
il suo insegnamento* il secondo volume riguarda il cammino storico della chiesa. Il primo capitolo
serve appunto per stabilire laggancio con la vicenda storica di &es', le ultime appari$ioni, la
separa$ione definitiva dal gruppo degli undici e lincarico a loro affidato.
Poi segue la lista ufficiale di quelli che sono considerati i discepoli storici di &es'. Il gruppo dei dodici
ha un valore simbolico come rappresentante delle dodici trib' di Israele e viene infatti reintegrato con
la scelta di /attia al posto di &iuda. 0 cos( ci presenta la piccola comunit che attende lo ,pirito,
comunit formata dai rappresentanti del popolo messianico. Perch da questa comunit di uomini e
donne sorga la chiesa, necessario il dono dello ,pirito, che il compimento della promessa di
&es'* lo ,pirito promesso come for$a dallalto che opera nella storia degli uomini.
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/entre il giorno di Pentecoste stava per finire, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo.
2
.enne
all3improvviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbatte gagliardo, e riemp( tutta la casa dove si
trovavano.
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Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro*
5
ed
essi furono tutti pieni di ,pirito ,anto e cominciarono a parlare in altre lingue come lo ,pirito dava loro il
potere d3esprimersi.
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,i trovavano allora in &erusalemme &iudei osservanti di ogni na$ione che sotto il cielo.
7
.enuto quel
fragore, la folla si radun# e rimase sbigottita perch- ciascuno li sentiva parlare la propria lingua.
8
0rano
stupefatti e fuori di s- per lo stupore dicevano% 9)ostoro che parlano non sono forse tutti &alilei:
;
0 com3
che li sentiamo ciascuno parlare la nostra lingua nativa:
<
,iamo Parti, /edi, 0lam(ti e abitanti della
/esopotmia, della &iudea, della )appad#cia, del Ponto e dell3Asia,
1=
della >rigia e della Panfilia,
dell30gitto e delle parti della Libia vicino a )irne, stranieri di ?oma,
11
0brei e prosliti, )retesi e Arabi e li
udiamo annun$iare nelle nostre lingue le grandi opere di Dio9.
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!utti erano stupiti e perplessi, chiedendosi
l3un l3altro% 9)he significa questo:9.
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Altri invece li deridevano e dicevano% 9,i sono ubriacati di mosto9.
La struttura del testo semplice% unintrodu$ione, il racconto della manifesta$ione dello ,pirito, la
descri$ione degli effetti che questo produce.
Lintrodu$ione colloca lesperien$a dello ,pirito nel giorno di pentecoste, che originariamente era una
festa agricola in cui si ringra$iava per il raccolto dellor$o e del frumento, verso maggio+giugno. "el
primo secolo d.). era diventata una festa storica in cui si ricordava il dono della legge al ,inai e la co+
stitu$ione del popolo liberato dall0gitto come popolo di Dio.
Il testo dice% Mentre il giorno di Pentecoste stava per finire* il verbo greco
@sumpleroA che significa riempire completamente, completare, compiere. Questa
prima frase, quindi, potrebbe anche essere tradotta Bal compiersi del giorno della PentecosteC. In
questo verbo contenuta la chiave di lettura di tutto il racconto. Dal discorso di Pietro, al versetto 16,
sappiamo che sono le nove del mattino* vero che un giorno che ini$ia al pomeriggio pu#
considerarsi quasi terminato alle nove del mattino seguente, ma quello che Luca vuole sottolineare
non una fine cronologica, ma lavverarsi della promessa pi' volte fatta da &es' @Lc 25, 5<* At 1,6.;A
e dai profeti.
D una piene$$a che si reali$$a% vuol dire che siamo al termine di un itinerario particolare, un itinerario
che, a causa del riferimento al cinquantesimo giorno, ci obbliga a considerare come punto di parten$a
la Pasqua. In questo verbo c dunque il suggerimento a considerare questo cinquantesimo giorno
come quello in cui si compie ci# che nella Pasqua ha avuto ini$io.
En altro suggerimento dato dalla noti$ia che i discepoli sono tutti insieme nello stesso luogo. Il
testo greco dice @pntes omA* nel primo captolo @1,15A si dice che tutti Ferano assidui
e concordi nella preghieraG% @ , proscarterntes omothumadnA.
Hm' e omothumad#n hanno la stessa radice, perci# possiamo intendere lespressione om come
sinonimo di concordi% indica lo stare insieme perch- quasi assimilati gli uni agli altri.
Dunque erano tutti insieme concordi nello stesso luogo, @ep t autA% aut al neutro
pu# essere inteso anche in modo pi' personali$$ato% si potrebbe dire Bintorno al divinoC, che
costituisce il centro della loro adunan$a. Questa espressione stata interpretata anche come
espressione tecnica per indicare la celebra$ione eucaristica.
Il comando di &es' prima di andarsene stato quello di rimanere @Lc 25,5<A. &li apostoli interpretano
questo comando con un essere assidui e concordi nella preghiera. Luca insiste sulla convoca$ione e
sullunit del piccolo gruppo dei discepoli. Questo il clima in cui sorger il popolo di Dio messianico,
dove la legge non pi' scritta sulle tavole di pietra ma lo ,pirito presente nei cuori.
Il testo prosegue% Venne all'improvviso dal cielo* lespressione greca @ki eghnetoA
che in Luca sempre seguita da qualcosa che stupisce* una premessa che lautore usa per
richiamare latten$ione del lettore su quanto sta per raccontare, per sottolineare che ci# che sta per
raccontare un fatto straordinario.
A questo punto abbiamo la descri$ione vera e propria di quanto accaduto, ma i versetti che seguono
non sono una cronaca, ma una elabora$ione teologica di un evento reale. Luca si accinge a
descrivere lavvenimento pi' importante dopo la parten$a di &es'% la venuta dello ,pirito ,anto. !utti
gli autori del "! tengono conto della realt della sua presen$a e partono sempre da essa, ma
nessuno ha tentato di descriverla. Luca ci prova ricorrendo a una descri$ione grafica e intuitiva.
Venne all'improvviso dal cielo un romo! come di vento che si aatte gagliardo """ #pparvero loro
lingue come di fuoco. Lorigine di quanto avviene Bdal cieloC. D qualcosa di indefinibile, di indicibile,
non possibile descriverla se non con delle analogie, dei paragoni. 0 infatti Luca ripete in entrambi i
casi, del vento e del fuoco, BcomeC @ @sperA e @oseAA. "on trova parole adatte perch-
ci# che avviene indefinibile e perci# utili$$a delle metafore. Dobbiamo quindi fare atten$ione a non
materiali$$are troppo ci# che sta succedendo. Il linguaggio usato quello del genere della teofania.
Questo modo di esprimersi vuole cercare il significato per chi legge, non tanto informarlo sui
particolari.
)on un riferimento alla prima crea$ione, tenta di descrivere la seconda, lopera della reden$ione.
)ome Dio inspir# il soffio vitale nella prima crea$ione, cos( il soffio dello ,pirito crea luomo nuovo.
Lo ,pirito non cosa che si possa percepire con i sensi, necessario sensibili$$arlo. La possibilit di
farlo data dalla stessa parola BspiritoC, pneuma, che pu# significare tanto lo spirito come il vento.
Luca descrive quindi leffusione dello ,pirito cone la presen$a di un vento impetuoso.
Questo vento riempie tutta la casa% @eplrosen lon tn iconA.
?itorna di nuovo il verbo plero con il suo richiamo alla complete$$a, al compimento.
Il vento e il fuoco indicano la for$a irresistibile di Dio. ,ono i simboli della rivela$ione di Dio al ,inai
@Es 19,3-8.16-18* Dt 5,47A o a 0lia sul monte Ioreb @1Re 19,11-12A.
I paralleli tra ,inai e Pentecoste non sono pochi. Alla coralit con cui il popolo ebraico accetta gli
ordini di Dio al ,inai @0s 1<,;A corrisponde la consonan$a dei cristiani Binsieme nello stesso luogoC @At
2,1A* ai Btuoni e lampi, suono di tromba e fuocoC @0s 1<,17.1;A corrispondono i due fenomeni, uno
uditivo @Brombo come di vento che si abbatte gagliardoC, At 2,2A e uno visivo @Bapparvero lingue come
di fuocoC, At 2,4A* a Btutto il popoloC e Blintero monteC di 0s 1<,17.1; corrisponde il BtuttiC riuniti e BpieniC
dello ,pirito in quella casa riempita interamente di vento @At 2,1.5.2A.
La Pentecoste la sostitu$ione della legge esteriore con il dono interiore dello ,pirito, la celebra$ione
della nuova allean$a @cfr. &er 41,41+45* 0$ 47,28* ?m ;,2A in opposi$ione al giogo della legge. La
promulga$ione della legge nuova, non pi' fatta di comandi incisi su tavole di pietra, ma consistente
nella piene$$a dello ,pirito effuso nei cuori dei fedeli.
Anche le lingue sono BcomeC di fuoco, distinte, divise, che si stabiliscono, (ekthisenA su
ciascuno di loro% non una presen$a temporanea, definitiva. )iascuna di queste lingue entra in
modo personale in ciascuno dei presenti.
Abbiamo gi detto che vento e fuoco fanno parte del genere delle teofanie, che sono metafore per
indicare una manifesta$ione di Dio. /a, per capire limportan$a di questo fuoco, dobbiamo fare
riferimento alle prescri$ioni della legge per la festa di pentecoste che troviamo in Lv 23,15-18.
Leggendo la pagina degli Atti alla luce di questo brano del Levitico non possiamo fare a meno di
individuare in quel sacrificio ci# che avvenuto nel mistero della Pasqua. >orse Luca, quando
concludeva il suo .angelo sottolineando che i discepoli rimasero sempre nel tempio, voleva farci
intuire che essi erano lofferta pronta in attesa del fuoco, la comunit partecipe del sacrificio di )risto,
disposta a lasciarsi consumare dal fuoco portato da )risto @Lc 12,5<% F,ono venuto a portare il fuoco
sulla terra* e come vorrei che fosse gi accesoJGA.
En altro testo significativo dellA! quello di 2)r 8,1+7, in cui leggiamo% #ppena $alomone ee
finito di pregare! cadde dal cielo il fuoco! che consum l%olocausto e le altre vittime! mentre la gloria
del $ignore riempiva il tempio" Il verbo lo stesso utili$$ato da Luca a proposito del vento impetuoso
che riempie tutta la casa.
)on questa pagina degli Atti siamo quindi in un contesto sacrificale* attraverso di essa forse Luca vuol
dirci che Dio ha gradito la vittima &es', ma anche la disponibilit dei discepoli a condividere il suo
sacrificio, che diventano tuttuno con il loro maestro.
Il tempio nuovo costituito da una comunit di persone che sono nello stesso tempo altare, vittima e
sacerdoti. "ellA! lo ,pirito era dato ai re, ai profeti, ai sacerdoti, cio a quelli che avevano un compito
di guida nella comunit. ,econdo il testo degli Atti lo ,pirito dato a tutti sen$a distin$ione di
genera$ione, di et e di cultura.
Personaggi ripieni di ,pirito ,anto appaiono fin dallini$io dellopera lucana, gratificati di un dono
profetico% il Kattista, 0lisabetta, Laccaria, Pietro, ,aulo. !uttavia la piene$$a di ,pirito degli apostoli ha
una posi$ione di privilegio. D leffusione che segna lini$io del tempo della chiesa, quella
preannunciata pi' volte da &es' e connessa con la testimonian$a @Lc 25,5;* At 1,5* 1,;A.
Il fuoco un fuoco purificatore, ma anche unenergia che trasforma e che rinnova.

ed essi furono tutti pieni di $pirito $anto e cominciarono a parlare in altre lingue come lo $pirito dava
loro il potere d'esprimersi" $i trovavano allora in &erusalemme &iudei osservanti di ogni na'ione che
sotto il cielo" Venuto (uel fragore! la folla si radun e rimase sigottita perch) ciascuno li sentiva
parlare la propria lingua" """ $iamo Parti! Medi! *lamti e aitanti della Mesopotmia! della &iudea!
della +appadcia! del Ponto e dell'#sia! della ,rigia e della Panfilia! dell'*gitto e delle parti della -iia
vicino a +irne! stranieri di .oma! *rei e prosliti! +retesi e #rai e li udiamo annun'iare nelle
nostre lingue le grandi opere di /io0" ?itorna il verbo della piene$$a% furono tutti pieni di ,pirito
,anto.
0 lo ,pirito si manifesta rispettando la sensibilit, le capacit di ciascuno. !utti parlano della stessa
cosa, ma tutti si rivolgono in modo personale ai destinatari, cos( che coloro che ascoltano non hanno
nessuna difficolt a capirli.
Lo ,pirito, dono di Dio, muta i rapporti tra le persone. La lingua infatti non solo espressione del+
lidentit culturale di un gruppo umano, ma anche un modo di comunicare tra le persone. BParlare
altre lingueC un farsi capire, la possibilit di superare il ra$$ismo e la divisione culturale.
D il rovescio dellesperien$a di Kabele @Gn 11,1-9A. Il nome della citt, Kabele, significa porta di Dio
@a1ilA* ma lautore inventa una sua etimologia basandosi sullassonan$a con aal che significa
mescolare, confondere.
)on quella torre che deve giungere fino alla dimora di Dio, lumanit concepisce il disegno di
conquistare il cielo. La stessa capacit tecnica umana suggerisce allumanit di autoredimersi. &li
uomini tentano di mettere in piedi un imperialismo storico con motiva$ioni religiose% si riuniscono per
costruire una torre+tempio che raggiunga il cielo. D la pianifica$ione delle culture, di cui limposi$ione
di una sola lingua lespressione. D lunit fondata sul controllo. /a la torre non raggiunge unalte$$a
tale da risparmiare a Dio la fatica di discendere dalla sua alte$$a infinita per vedere con esatte$$a
quello che stanno facendo gli uomini. Limpresa autoredentrice vanit da superuomini.
La possibilit di parlare altre lingue, di farsi capire nella lingua dei popoli lanti+Kabele, cio unuma+
nit che unita non in for$a dellimposi$ione e del controllo, ma perch- condivide la stessa
esperien$a interiore fonte di libert.
La storia della torre di Kabele si conclude con la confusione delle lingue, espressione della
conflittualit umana. Dove gli uomini tentano di mettere su unumanit pianificata, le lingue diventano
segno di divisione e di conflitto. Dove la$ione di Dio modifica i rapporti umani profondi, la lingua
diventa me$$o di comunica$ione tra di loro e i popoli possono conservare la propria identit culturale.
Luca si serve anche della tradi$ione giudaica, secondo la quale, sul ,inai, la parola di Dio si comunic#
in 8= lingue @allusione allidea dei 8= popoli che formano il mondo, cos( che ogni popolo potesse
ricevere la legge nella propria linguaA. Luca intende pertanto insegnare la destina$ione universale del
dono dello ,pirito.
Lelenco dei popoli @cfr. &n 1=A inten$ionalmente universale e segue una linea geografica ideale che
parte dalloriente, per chi vive in Palestina, dalla /esopotamia, prosegue verso Hccidente, passando
per lAnatolia, lAsia /inore e lAfrica, per gungere a ?oma. I quattro nomi finali trovano una
spiega$ione come sintesi di tutti i precedenti, sul piano religioso dei nati nella religione rivelata ebraica
e dei convertiti a essa e, sul piano geografico, degli abitanti le isole @)retesiA e la terra ferma @ArabiA.
Questa linea geografica la stessa che percorre la missione cristiana nellannuncio del .angelo. Luca
dunque ha convocato per la Pentecoste i destinatari della Bbuona noti$iaC, quelli ai quali verr fatto
lannuncio evangelico secondo il percorso tracciato da &es' risorto. Allora la possibilit di capire nella
propria lingua le opere di Dio non altro che la comunica$ione del .angelo, la buona noti$ia della
salve$$a, della pace, della libera$ione in &es' )risto dentro la propria cultura. Per diventare cristiano
nessuno ha bisogno di essere espropriato nella propria cultura.
In questa pagina degli Atti Luca ci invita a guardare verso le quattro dire$ioni del mondo per scoprire
che lo ,pirito del ,ignore presente ormai dovunque.
D nata una realt che tende per sua stessa natura alluniversalit. D lesatto contrario di ci# che
avvenuto a Kabele% luomo invidioso di Dio aveva preteso di raggiungere il cielo ed era stato umiliato
nella sua superbia* qui luomo, riconosciuto il proprio limite e il proprio peccato, si messo
completamente nelle mani di Dio* ne nasce una nuova unit di tutte le stirpi della terra.
La Pentecoste la festa della santit offerta a tutti, la poten$a della risurre$ione di &es' che invade
e permea tutta la vita e la storia.
Spunti di rifessione
L! continuit" con ! pri#! co#unit"
Luca scrive per la sua comunit perch- questa si interroga sulla propria identit, per mostrare loro la
continuit del disegno di Dio nella storia, di cui &es' il compimento e il cui garante lo ,pirito. La
comunit di Luca si chiede% qual il rapporto che ci lega alla prima comunit cristiana:
Questa stessa domanda possiamo farcela anche noi% qual la nostra identit: La nostra comunit,
che vive oggi, in un preciso momento storico, come si inserisce nel disegno di Dio: Quale continuit
c tra noi e la prima comunit cristiana:
L! pentecoste $ ! piene%%! c&e si re!i%%!
Perch- un qualcosa possa riempirsi, diventare pieno, deve esserci un vuoto. )i deve essere un
spa$io libero da riempire. In quella prima comunit su cui sceso lo ,pirito nel giorno di Pentecoste
cera sicuramente il vuoto della presen$a fisica di &es', il vuoto dello smarrimento dovuto al trovarsi
di nuovo soli, dopo che gi credevano di averlo perso il venerd( santo, dopo averlo ritrovato il giorno
di Pasqua.
Il vuoto, quindi, la mancan$a, e la coscien$a di questa mancan$a, la condi$ione per essere riempiti
dallo ,pirito. La coscien$a di essere tentati dallillusione dellonnipoten$a, dalla superbia di Kabele,
che ci permette di vedere i vuoti che hanno bisogno di essere riempiti e la fede profonda che lo
,pirito pu# e vuole riempirli.
Lo Spirito s!nto $ d!to ! tutti
"ellAntico !estamento, lo ,pirito era dato ai re, ai profeti, ai sacerdoti* a Pentecoste lo ,pirito scende
su tutti, sen$a distin$ioni. Questo fa di ciascuno di noi un re, un profeta, un sacerdote. hai
riscattato per /io con il tuo sangue uomini di ogni tri! lingua! popolo e na'ione e li hai costituiti per
il nostro /io un regno di sacerdoti e regneranno sopra la terra dice &iovanni nellApocalisse @Ap 6,
<b+1=* cfr. 1,7A.
,iamo investiti della stessa regalit di &es', il cui trono la croce. ,iamo profeti perch- lo ,pirito ci
d la chiave per leggere il disegno di Dio nella nostra storia, da quella nostra personale a quella del+
luomo in generale. ,iamo sacerdoti perch- partecipi del sacerdo$io di )risto, unico mediatore tra
Dio e luomo.
,iamo re, profeti e sacerdoti perch- apparteniamo al popolo di Dio* lo siamo non solo come comunit,
ma ognuno di noi, singolarmente, lo % il ruolo che ciascuno di noi ha allinterno della comunit, a
partire dalla nostra piccola comunit fino alla pi' comunit pi' grande dellumanit intera un ruolo
regale, profetico e sacerdotale. "on riconoscere questo ruolo, sottrarvisi, significa rendere inutile il
dono dello ,pirito fatto a tutti e a ciascuno, significa annullare la poten$a della resurre$ione, prima di
tutto in me stesso.
A pentecoste si rovesci! ! situ!%ione di '!(ee
L tutti parlavano la stessa lingua, ma a un certo punto non si capiscono pi'. Qui, tutti parlano lingue
diverse, ma tutti si capiscono. Quando nella vita di ogni giorno nascono le incomprensioni, le
divisioni, stiamo parlando la lingua di Kabele o le lingue dello ,pirito:
A Kabele si costruisce avendo come fondamenta la volont di Bfarsi un nomeC, di autoaffermarsi e di
autoredimersi* a pentecoste si costruisce sulla libert, sulla volont di affermare la propria
dipenden$a da Dio, di volerne riconoscere e accettare le Bgrandi opereC. ,ono due cantieri sempre
in attivit nella nostra vita% quello della propria afferma$ione e quello della costru$ione del regno,
quello della divisione e della strumentali$$a$ione dellaltro e quello dellunit che nasce dalla
valori$$a$ione delle differen$e.
D evidente che lo ,pirito santo dato a noi come vero e proprio dono di Dio M...N )ome dice !ommaso
dAquino, egli veramente nostro possedimento, il che significa che egli diventato per cos( dire il nostro
stesso spirito, che parla allinterno del nostro essere. D lui che diventa, per cos( dire, il nostro io spirituale e
divino, e in virt' della sua presen$a e delle sue ispira$ioni noi siamo altri )risti e operiamo come tali. Da lui
e per lui noi siamo trasformati in )risto. M...N
)ome luomo conosce se stesso gra$ie alla testimonian$a del suo io pi' profondo, cos( Dio rivela se
stesso nellamore del suo ,pirito. 0 questo ,pirito inabitante in noi, a noi donato, e destinato a essere per
cos( dire il nostro stesso ,pirito, ci abilita a conoscere e a sperimentare, in maniera misteriosa, la realt e
la presen$a della misericordia divina in noi. )os( lo ,pirito santo intimamente unito a noi nel nostro io pi'
profondo, e la sua presen$a in noi fa del nostro BioC lBioC stesso di )risto e di Dio.
D questo lo ,pirito che )risto stesso ha promesso ai suoi discepoli e a noi nellultima cena. !roppo spesso
questi testi sono intesi semplicemente in senso lato e impersonale% lo ,pirito santo stato dato agli
apostoli, e quindi alla chiesa* ci# significa che lo ,pirito santo protegge la chiesa, e in particolare i
successori degli apostoli, dallerrore in materia di dogmi e di morale. Questo vero. /a ancor pi'
importante rendersi conto che lo ,pirito santo dato a ciascun membro della chiesa per guidarlo nella
verit, per condurlo alla sua meta soprannaturale e per aprire i suoi occhi al mistero della presen$a e
della$ione di Dio nella sua vita. M...N in )risto labisso tra Dio e luomo stato colmato dallincarna$ione e in
noi labisso colmato dalla presen$a invisibile dello ,pirito santo.
!homas /erton, -a contempla'ione cristiana, /agnano @KiellaA, 0di$ioni QiqaOon, 2==1.
E come il giorno della Pentecoste fu giunto...
Pentecoste parola greca che vale: cinquantesimo (penthkosth); un aggettivo ordinale
sostantivato. La festa della Pentecoste la seconda delle tre grandi feste ebraiche; la Pasqua,
la Pentecoste, la festa dei tabernacoli o delle tende. Era la festa delle (sette) settimane Esodo
!.""; #euterono$io %&:%', perch( cadeva dopo sette setti$ane dalla Pasqua. Era la festa
della $ietitura Esodo ":%&; il giorno delle pri$i)ie *u$eri "+:"&; Levitico ":%,. - cinquanta
giorni che passavano fra la Pasqua e la Pentecoste erano i giorni della raccolta del grano. -l
periodo della $ietitura co$inciava con la presenta)ione della pri$i)ia della raccolta al
sacerdote e finiva con l.offerta dei due pri$i pani di fior di farina della stagione. Era festa
agricola, santificata da un profondo senso di riconoscen)a all.-ddio provvido, datore d.ogni
bene. /. detto che la Pentecoste fosse anche festa co$$e$orativa della pro$ulga)ione della
Legge al /inai; $a opinione che non ha base n( nell.0. 1. n( in alcuno scrittore classico di
cose giudaiche; ella s.appoggia soltanto su qualche tradi)ione rabbinica poco attendibile,
secondo alcuni; secondo altri, per2 (il Prof. 3arde, per ese$pio), 4degna di fede4. La rela)ione
che fra la Pentecoste ebraica e la cristiana non quindi da cercare nel contrasto fra la legge
$osaica e l.Evangelo di 5risto, co$e sovente si fa; $a fra la $sse agricola dell.0. Patto e la
$sse spirituale del *uovo. 6uando si pensa che la Pentecoste cadeva in una stagione
dell.anno $olto propi)ia ai lunghi viaggi e che appunto per questo la folla degli ebrei che da
tutte le parti conveniva a 7erusale$$e per la Pentecoste era anche pi8 straordinaria di quella
che vi conveniva alla Pasqua, si ha ben ragione di dire con l.9lshausen: 4La festa della
Pentecoste cristiana fu la gran festa della $ietitura fra il popolo giudaico; tutti quelli che erano
$aturi, dal punto di vista della fede e della conversione, furono raccolti e consacrati a #io4. 4/e
il granello del fru$ento, caduto in terra, $uore, produce $olto frutto4, avea detto
7es8 7iovanni %":"!. -l :enerd; /anto, il se$e $oriva; la Pentecoste festeggiava la $ietitura
dei frutti della $orte di 5risto. 6uesto il nesso che anche i pi8 autorevoli Padri della 5hiesa e
la 5hiesa antica stessa vedevano fra la Pentecoste giudaica e la cristiana. Era di fatti nel giorno
di Pentecoste, che, nella 5hiesa antica, si batte))avano i nuovi convertiti; era cio nella festa
della $esse spirituale, che si aggiungevano i nuovi covoni a quelli che #io stesso avea gi<
riposti nei granai eterni.
Erano tutti assieme di pari consentimento.
-l =artini, seguendo la :ulgata, traduce invece: stavano tutti assieme nel medesimo luogo; ed
le)ione pi8 racco$andabile (pant: .o$ou epi to auto) e segu;ta dai $igliori traduttori.
6uantunque anche ildi pari consentimento (.o$oqu$adon 0tti %:%!) del 1esto eras$iano
(Text. rec.) abbia per s dei codici di valore e dei co$$entatori co$e il Lange, l.0lford e altri.
Erano tutti assieme.
#ove> Parecchi co$$entatori (l.9lshausen, il 3au$garten, il Lange) suppongono ch.essi
fossero in uno dei trenta apparta$enti dei fabbricati annessi al te$pio (7ius. ?lavio. 0ntich.
+::"). =a una supposi)ione vaga, e nulla pi8. E poi; egli probabile che dovendo essi per
necessit< cercare di $ettersi in vista dei 7iudei il $eno possibile, egli probabile che
scegliessero per l.appunto il te$pio co$e luogo di riunione> Pi8 probabile, $i se$bra, che si
tratti qui di una casa privata; e forse della stessa, di cui $en)ione in 0tti %:%.
Tutti,
dice il testo. Evidente$ente questi tutti non erano i dodici soltanto; erano anche i centoventi,
di cui si parla pi8 sopra 0tti %:%@; e non solo; $a $olti discepoli del /ignore erano convenuti
alla solennit< pentecostale in 7erusale$$e; ed pi8 che naturale il supporre che si trovassero
assie$e con gli altri. 6uindi, lo /pirito non iscese soltanto sui dodici, non soltanto sui
centoventi, $a su tutti quanti i discepoli di 5risto, che in quel giorno $e$orando si trovavano
in 7erusale$$e.
2 E di subito (afnA) indica che il feno$eno pentecostale fu feno$eno i$provviso. #ue segni
acco$pagnarono la $anifesta)ione del feno$eno: un suono ed una luce; il suono
era come quello di ventoimpetuoso che soffia; la luce, in for$a
di Iingue spartite come di fuoco.
B bene osservare che in realt< non ci fu n( vento, n( fuoco: sono dei paragoni (.Asper,
.Asei, come..., come...) per aiutarci a capire il feno$eno; quindi, fuor di luogo il cercare delle
spiega)ioni naturali del fatto e parlare di terre$oti e di bufere di vento, co$e fa il *eander, o
di feno$eni elettrici, co$e fa il Paulus. - segni udibili e visibili che acco$pagnarono la discesa
dello /pirito, furono delle $anifesta)ioni esterne, di cui non possia$o farci un.idea esatta; lo
stesso scrittore sacro ha bisogno di ricorrere a dei paragoni, quando ne parla; non ci perdia$o
dunque a cercare l.introvabile; vedia$o piuttosto di scoprire l.idea, che corrisponde al segno;
la realt<, che sotto il vela$e della $anifesta)ione esterna. -l suono, co$e di vento
i$petuoso che soffia, d< l.idea di una for)a, di una poten)a straordinaria, i$$ensa. -l suono
viene dal cielo, non dalla terra; perch( lo /pirito, di cui co$e l.araldo, lo /pirito che il
5risto glorificato 4$anda dal Padre4 7iovanni %@:"&. -l
suono riempie tutta lacasa, perch( tutti saranno ripieni dello /pirito /anto 0tti ":!.
3 -l fuoco l.i$$agine di quel santo ardore che cosa di cielo, e che sprigioner< dal cuore dei
discepoli a co$unicare al $ondo una vitalit< nuova e divina. La lingua $ossa e regolata dallo
/pirito, accenna a tutto quello che di celeste e di santo sar< dai discepoli rivelato e co$unicato
al $ondo. Le lingue si posano su ciascuno di loro, co$e a dire: C 4-l dono dello /pirito sar<
fatto a tutti, uno per uno, e per se$pre4; sar<, cio, un dono individuale e permanente.
Riflessioni
%. 5risto non venuto a distruggere l.antico =atteo @:%,; venuto a co$pletarlo, ad
allargarne i confini, e dargli un.ani$a nuova; un.ani$a, che trasfor$a in eterno ci2 che di per
s non che terreno e passeggiero. La Pentecoste antica era bella, co$$ovente, edificante.
9h potessero i nostri ca$pagnoli esser penetrati dallo spirito che rendea cos; vivente la
Pentecoste agricola del popolo d.-sraeleD $a la Pentecoste cristiana pi8 bella, pi8 profonda;
non pi8 soltanto cosa di terra; e cosa di terra e di cielo. B bello il se$inatore israelita, che,
dopo aver 4se$inato con lagri$e4, 4$iete con canti4, 4porta innegiando i suoi fasci a
casa4 /al$i %"&:@C&, e consacra all.Eterno il pri$o covone $aturo e i due pani fatti con la sua
pri$a farina; $a subli$e il se$inatore, che nel ca$po 4che il $ondo4=atteo %:+,
se$ina la Parola della vita: e se$ina anch.egli con lagri$e; e quando $iete, $iete con canti, e
all.Eterno consacra tutto quanto il frutto delle proprie faticheD
". Lo /pirito /anto non iscende su tutti gl.israeliti convenuti in 7erusale$$e; scende soltanto
sui 4discepoli, che erano tutti insie$e nel $edesi$o luogo4. 6uel gruppo di credenti un fascio
santa$ente co$patto; concorde 0tti %:%!, e prega. #opo dieci giorni, dal d; dell.0scensione,
ecco il $isterioso 4suono4 dal cielo, che par davvero, co$e dice la parola greca, l.eco (hco:) in
terra d.una festa d.angeli, edificati alla vista di tanta piet< e di tanta ar$onia. Perch( non
giunge a noi pi8 spesso in terra l.eco di queste ar$onie celesti> Perch( non pi8 spesso data a
noi l.esultan)a di questi ineffabili esaudi$enti> La risposta non difficile, se, sincera$ente,
sen)a farci delle illusioni, paragonia$o le nostre, alle condi)ioni spirituali dei credenti di
7erusale$$e. 6ual. la nostra ar$onia dov. la nostra concordia> qual. la sti$a e l.uso che
faccia$o della preghiera in co$une> E quando preghia$o, sappia$ noi perseverare ed
4aspettare in silen)io le risposte dell.Eterno>4 La$enta)ioni :"&.
. 49h fendessi tu pure i cieli e scendessiD...4 -saia &!:% era il grido dell.antico profeta, ed il
nostro grido. 9h si riudisse pure il grido dell.Eterno, che E)echiele ud; sulle rive dei 5hebar:
4:ieni, o /pirito, dai quattro ventiD soffia su questi $orti, onde rivivanoD4 E)echiele ,:E. La
Pentecoste il giorno natali)io della 5hiesa, perch( la 5hiesa vive non quando soltanto
nu$erosa; $a vive, indipendente$ente dal nu$ero di quelli che la co$pongono, per la 4virt8
da alto4 che le ferve nel cuore. La piccola chiesa gerosoli$itana non ci $ove ella a santa
gelosia> 6uale sarebbe, in -talia, l.influen)a della chiesa evangelica, se in lei si udisse il
pentecostale suono dal cielo; se tutti quanti vi avessero ricevuto il battesi$o dello /pirito
/anto; se tutti quanti vi fossero ardenti di apostolico ardore, testi$oni franchi ed eroici dei
$isteri dell.evangelo Efesini &:%E; se tutti quanti si no$inano in lei del bel no$e di 5risto,
avessero davvero ricevuto il dono dello /pirito in $odo 4individuale e per$anente4>
". Gli effetti della effusione pentecostale (0tti ":!)
E tutti furono ripieni dello !pirito !anto.
B il fatto, che lo scrittore sacro enuncia con un $irabile laconis$o. B 4la pro$essa del
Padre4 Luca "!:!E che si co$pie. Fiassu$ia$o in quattro punti tutto quello che c. da notare
intorno a questo i$portantissi$o fatto.
%. 7li apostoli aveano gi< ricevuto le pri$i)ie dello /pirito 7iovanni "':""; $a quello /pirito
che aveano l< ricevuto in certa 4$isura4 7iovanni :!, qui ricevono in tutta la sua piene))a;
in $odo finale, co$pleto: e tutti furono ripieni dello Spirito Santo.
". Lo /pirito /anto era gi< stato co$unicato anche nell.0. 1. - profeti parlarono essendo
sospinti dallo /pirito /anto e tanti altri ebbero il privilegio di ricevere cotesto $edesi$o /pirito.
*otisi questo per2: nell.0. 1., lo /pirito non dato che in vista di un certo deter$inato scopo.
0gli uni dato /pirito di sapien)a per fare i vesti$enti sacerdotali Esodo "+:; a 3etsaleel
dato /pirito d.artista per i lavori del 1abernacolo Esodo %:: 7iosu ripieno dello /pirito di
sapien)a quand. chia$ato a continuare l.opera di =os #euterono$io !:E; lo /pirito investe
7edeone, e questo buon contadino trasfor$ato in un eroe della indipenden)a
na)ionale 7iudici &:%%,!. Lo /pirito, in tutti questi casi, e nei tanti altri che potrei citare,
dato in $odo te$poraneo, ed in vista di uno scopo speciale; lo /pirito, alla Pentecoste, invece,
non dato per uno scopo speciale; dato per lo scopo generale di far $orire al peccato e di
far rivivere alla giusti)ia l.io naturale, ed dato in $odo per$anente.
. Tutti quanti i discepoli furono ripieni dello /pirito /anto. *on gli apostoli esclusiva$ente;
non soltanto i centoventi; $a tutti i discepoli, sen)a distin)ione di voca)ioni, d.et<, di sesso.
*on cos; nell.0. 1., ove lo /pirito dato soltanto a certi designati individui. L.universalit dello
/pirito pure una notevole caratteristica della effusione pentecostale.
!. 5. chi s.i$$agina l.a)ione dello /pirito pentecostale co$e un qualcosa di $agico. *on a
cotesto $odo che opera -ddio. /en)a dubbio, nell.ani$a dei discepoli avvenne, alla Pentecoste,
un cangia$ento profondo, che $al si pu2 definire a parole: la loro natura fu 4trasu$anata4,
direbbe il poeta; essi ricevettero pi8 slancio di fede, co$e credenti; e un.intui)ione cos;
profonda e cos; potente della persona e dell.opera del 5risto, da rendere la loro testi$onian)a
atta alla conquista del $ondo. =a non da credere che lo /pirito pentecostale annullasse la
individualit< nei discepoli; lo /pirito non distrugge; subli$a e santifica. E neppure da credere
che lo /pirito, ad un tratto $agica$ente, co$piesse l.opera sua nei discepoli; no; lo /pirito
subli$a la loro natura e li inette in grado di appropriarsi le nuove energie che il 5risto
glorificato co$unica ai suoi. Lo /pirito 4insegner< loro ogni cosa4, 4ricorder< loro tutte le cose
che 5risto ha dette loro4 7iovanni %!:"&, li 4guider< in tutta la verit<4 7iovanni %&:%, li
santificher< 7iovanni %,:%,, li 4condurr<4 Fo$ani +:%! per tutti i difficili sentieri della vita
cristiana; $a tutto ci2, gradata$ente, a poco a poco. L.opera dello /pirito pi8 che un.opera di
rivolu)ione un.opera di lenta evolu)ione. *on il risultato d.un tocco di bacchetta $agica;
un lento $a continuo e sicuro 4eGcelsior4 dalla terra al 5ielo.
E cominciarono a parlare in lingue straniere, secondo che lo !pirito dava loro a ragio
nare.
E cominciarono... quell.hrGanto notevole; egli accenna ad un feno$eno nuovo; ad un fatto
assoluta$ente diverso dai precedenti; e fa capire che 4il parlare in lingue4 o la glossolalia,
co$e la si chia$a, co$inci2 pri$a che la folla accorresse e che l.asse$bra$ento si for$asse
intorno ai cristiani. 0nche quel dava loro d'esprimersi dev.esser notato. -l verbo apofqeggesqai
vuol dire esprimersi chiaramente(5onfr. con 0tti "&:"@). Le parole pronunciate quindi dagli
apostoli non furono delle parole oscure, indistinte; $a delle parole chiare, nitide e 4sonore4,
co$e dice il 3arde. E se le lingue di cui si servirono gli apostoli e i loro co$pagni son designate
nel testo dalla parola .eterai, ci2 vuol dire ch.essi si servirono di un altro linguaggio, differente
dal loro usuale. Ed ancora: di che parlavano essi> elle cose grandi di io 0tti ":%%, risponde il
testo in $odo largo e co$prensivo. E coteste 4cose grandi di #io4 sono, ne pi8 ne $eno,
precisa$ente le cose che la folla ha capite. Fiassu$ia$o dunque col 3arde i risultati della
esegesi del feno$eno glossolalico pentecostale. /i tratta:
%. di individui che ad alta voce ed in un $odo subitaneo s.espri$ono in lingue, che non sono le
loro; e
". le parole dette da cotesti individui sono i$$ediata$ente capite da gente di na)ionalit<
diverse, i cui respettivi idio$i sono appunto le lingue in cui cotesti individui si sono espressi.
*on c. che dire: il testo puro e se$plice, il testo cos; co$., ci presenta il feno$eno
glossolalico pentecostale co$e un $iracolo. -l Feuss stesso ne conviene. Ecco le sue parole.
4La pri$a i$pressione che uno riceve dalla lettura di questo brano, che i discepoli si son
$essi ad un tratto a parlare in tutte le lingue del $ondo allora conosciuto. E gli cos; che il
$aggior nu$ero dei teologi, da 9rigene a noi, s. figurato il fatto: e bisogna convenire che il
racconto di Luca par che esiga cotesta interpreta)ione. #i fatti, a che gioverebbe ella cotesta
no$enclatura di paesi e di popoli, dai Parti fino ai Fo$ani, e dal Ponto sino alla Libia, se non la
fosse intesa a $ettere in eviden)a la diversit< delle lingue ed il loro gran nu$ero> E c. di pi8:
i discepoli che parlano, sicco$e parlano l.idio$a galileo, sono a bella posta contraddistinti dai
loro uditori, la cui lingua materna un.altra. ?inal$ente, non bisogna perder di vista il fatto,
che, secondo il testo, lo stupore della folla unica$ente $otivato dal feno$eno delle lingue; di
guisa che, se questo feno$eno non avesse avuto nulla di $iracoloso, $al si spiegherebbero le
di$ostra)ioni degli astanti. 1utti questi argo$enti sono facili a verificare e al disopra d.ogni
contesta)ione dal punto di vista dello studio gra$$aticale del testo4.
=a passata cotesta pri$a i$pressione che uno riceve dalla lettura di questo brano, quante
difficolt< ei presenta quand.uno si $ette a studiarlo un po. a fondoD... 1radi)ioni ecclesiastiche
antichissi$e e degne di fede parlano d.interpreti, che avrebbero acco$pagnato gli apostoli nei
loro viaggi $issionari; in Licaonia 0tti %!, Paolo e 3arnaba, evidente$ente, non capiscono il
linguaggio del paese. 45o$e dunque li udia$o noi parlare ciascuno nel nostro proprio natio
linguaggio>4 0tti ":+, escla$ano gli accorsi al 4suono dal cielo4; e fanno l.enu$era)ione di
quindici paesi o popoli per constatare che cotesti galilei parlano in quindici lingue differenti.
5he si ha da dire> che ciascuno dei forestieri ha parlato a no$e di tutti> che ognuno in cotesto
tu$ulto ha avuto conoscen)a della presen)a si$ultanea di quindici na)ionalit< differenti> che
ciascuno $entre udiva parlare la sua lingua $aterna, riconosceva al te$po istesso e
distinta$ente le altre quattordici lingue> E i discepoli co$e parlavano essi> 1utti assie$e, o
uno alla volta> /e tutti assie$e, co$e si faceva a capire quel che dicevano> e se uno alla volta,
co$e potevano essi fare l.i$pressione di gente ubriaca su parte degli astanti> E non basta. -l
dono delle lingue (secondo l.idea tradi)ionale) sarebbe stato co$unicato agli apostoli per
evangeli))are tutte le na)ioni. =a co$e $ai i discepoli parlano 4in lingue4 pri$a che arrivi sul
luogo l.o$bra di un forestiero> 0tti ":!. 0 un discorso di Pietro, tre$ila persone si fanno
batte))are e si decidono per 5risto; che dire$ noi> che Pietro parl2 loro successiva$ente in
quindici lingue> o che i tre$ila capirono $iracolosa$ente quindici lingue $entre Pietro non ne
parlava che una sola> =a poi; tutti gli astanti non erano essi tutti quanti dei giudei> indigeni o
pellegrini che fossero, non sapevano essi tutti il greco e l.ara$aico, le due lingue che si
parlavano da un capo all.altro dell.anno in 7erusale$$e; le due lingue allora usate nel $ondo
giudaico> #ove quindi la necessit< di queste 4lingue diverse4 nel senso tradi)ionale>
#a tutti questi punti interrogativi il lettore pu2 farsi una idea della difficolt< della questione.
4=a co$e si spiega dunque, si do$ander<, questo feno$eno pentecostale>...4 -l rispondere a
cotesta do$anda non la cosa pi8 facile di questo $ondo.
-l feno$eno glossolalico pentecostale stato varia$ente inteso ed interpretato. -l 3arde
raggruppa tutti cotesti tentativi d.interpreta)ione, intorno a tre capi principali.
%. !'interpreta"ione naturalistico#ra"ionalista. Ella conserva bene o $ale il fatto, $a lo spoglia
d.ogni carattere $iracoloso. Ecco le tre sfu$ature di cotesta interpreta)ione:
a. - discepoli hanno dovuto trovarsi $o$entanea$ente sotto l.a)ione d.una for)a di cui non
conoscevano bene la natura e ch.essi chia$arono 4lo /pirito /anto4. -nconscia$ente debbono
essere stati spinti a rinunciare per qualche istante alla loro lingua usuale che era l.ara$aica, e
ognun d.essi avr< ripreso il suo idio$a particolare, che avea pi8 o $eno abbandonato durante
le alcune setti$ane di vita co$une. B una interpreta)ione che si affoga nel $are delle ipotesi.
3isogna supporre che le quattordici o quindici lingue indicate nei versetti 0tti ":EC%% avessero
tutte i loro rappresentanti fra i centoventi della Pentecoste; bisogna a$$ettere che nessuno ce
lo dice, che i centoventi, dopo la festa di Pasqua, co$inciassero a parlare l.ara$aico... troppe
cose, inso$$a, bisogna supporre ed a$$ettere per $enar buona cotesta interpreta)ione.
b. - discepoli avrebbero continuato sotto l.a)ione dello /pirito /anto, a servirsi della loro lingua
$aterna, l.ebraico; soltanto, l.avrebbero parlata con tal fuoco, con tale slancio, che gli uditori si
sarebbero i$$aginati d.udire non dell.ebraico, $a ciascuno il suo proprio dialetto. 6uesta
interpreta)ione non interpreta nulla; non fa che spostare il $iracolo. E poi, dicia$olo
franca$ente: un discorso pronunciato in una lingua ben definita, sia, pur pronunciato in $odo
entusiastico quanto volete, co$e pu2 $ai far l.effetto d.esser pronunciato in quindici dialetti
differenti>
c. - discepoli, sotto l.i$pero d.una ignota energia, avrebbero ad un tratto $escolato alle loro
parole una folla d.arcais$i, di idiotis$i, di espressioni poetiche; e gli uditori avrebbero scorto in
quel gua))abuglio, dei ter$ini appartenenti alle loro diverse lingue. :e lo i$$aginate voi un
pescatore del $ar di 7alilea che vi lardella il suo discorso d.arcais$i poetici e di paroloni
a$$uffiti, che per gli uni son del latino, per altri del copto, per altri dell.arabo>...
". !a scuola critico#filosofica. Ella non soppri$e soltanto il prodigio, $a si pu2 dire che fa
addirittura ta$ula rasa del fatto. -l racconto del feno$eno pentecostale si trasfor$a in
insegna$ento si$bolico. L.autore non ha voluto far altro che rappresentare l.unit< della
5hiesa. Ella potr<, s; da ora innan)i, conservare parecchie lingue; il fatto ri$ane ch.ella non ne
parler< pi8 che una. 5os;, la pri$a Pentecoste cristiana diventa una specie di rivincita della
dispersione dei popoli e delle lingue, appi della torre di 3abele. 6uesta criticoCfilosofica ha un
dog$a fonda$entale, che dice: dei $iracoli non ce ne sono, n( ce ne possono essere. #i qui,
la conseguen)a necessaria: un racconto che racchiude un $iracolo non pu2 esser vero. 6uindi,
le spiega)ioni pi8 for)ate, per eli$inare l.ele$ento soprannaturale dai docu$enti pi8 sicuri
della storia evangelica L.attitudine di cotesta scuola chiara, decisa, non v.ha dubbio; $a
ella vera$ente scientifica>
. !a scuola conciliatrice. E questa scuola ha le $ie si$patie. Ella a$$ette il fatto; gli
riconosce un carattere soprannaturale, e cerca di spiegarlo per via d.analogia. -l 3arde non di
questo parere; egli a$$ette la storicit< del fatto; riconosce al fatto un carattere $iracoloso,
$a non vede le analogie di cui parlere$o adesso, e preferisce li$itarsi a dare al fatto un
carattere e$inente$ente si$bolico. La scuola conciliatrice avvicina il racconto del feno$eno
pentecostale 0tti ":!C@ ad altri passi ove riappare il parlare in lingue; vale a dire:
a. la visita di Pietro a 5ornelio 0tti %':!!C!,; %%:%@;
b. il secondo battesi$o dei dodici discepoli ad Efeso 0tti %E:&;
c. i doni particolari accordati alla chiesa di 5orinto %5orin)i %":%'; %!:@,%C%!,%+C%E,",, ecc.
Poi, nota il carattere specialissi$o della glossolalia nel caso della chiesa di 5orinto. 6uivi, ella
consiste soprattutto, se non esclusiva$ente, in discorsi, in canti, in preghiere pronunciati in
uno stato estatico e con dei ter$ini che non sono i$$ediata$ente intesi dalla grande
$aggioran)a degli astanti. 6uesto, sebbene $olto $eno pronun)iato, se$bra essere stato
anche il carattere del feno$eno avvenuto nel caso di 5ornelio e dei discepoli di Efeso. Ed
quello che dev.essere successo anche nel giorno della Pentecoste. La tradi)ione avr< poi pi8
tardi ornato questa pri$a appari)ione della glossolalia con qualche aggiunta, con qualche
tratto straordinario; $a in fondo, il 4parlare in lingua4 di 7erusale$$e e quello di 5orinto sono
sostan)ial$ente la $edesi$a cosa. 5oncludia$o con le parole del Prof. ?. 7odet (5o$$. sulla
pri$a 5or. ", pag. "%): 4-o non so vedere nel dono delle lingue, che l.espressione, in un
linguaggio spontanea$ente creato dallo /pirito /anto, di nuove intui)ioni e di profonde e vive
e$o)ioni dell.ani$a u$ana affrancata per la pri$a volta dal senti$ento della condanna e
piena della gioia che le procura la ineffabile dolce))a della sua filiale condi)ione nel cospetto di
#io... 0lla Pentecoste, ove questo linguaggio si $anifest2 nella sua for$a pi8 distinta, ogni
uditore ben disposto, per un processo analogo a quello che creava gli interpreti a 5orinto, lo
cap; subito e pot tradurlo i$$ediata$ente, in $odo ch.ei credeva di udire la sua propria
lingua4.
" . %ome il miracolo pentecostale fosse ricevuto dalla folla (0tti ":@C%)
#r in $erusalemme dimoravano dei $iudei, uomini religiosi, d%ogni na&ione di sotto il
cielo.
:uol dire, che, in cotesta occasione della festa di Pentecoste, si trovava raccolto in
7erusale$$e un nu$ero i$$enso di pii giudei. Hna $inoran)a soltanto del popolo giudaico
viveva nella Palestina ai te$pi di 7es8 e degli apostoli; la grande $aggioran)a viveva all.estero
e creava qua delle vaste colonie, l< delle piccole co$unit<. 6ueste colonie e queste co$unit<
for$avano quel che si chia$ava la iaspora ossia la ispersione 7iovanni ,:@; 7iaco$o
%:%; %Pietro %:%. - giudei della ispersione avevano le loro particolari sinagoghe, $a per le
grandi feste si recavano in pellegrinaggio al 1e$pio di 7erusale$$e. #a un censi$ento fatto
ai te$pi di *erone risulta che per la Pasqua ce n.erano venuti ",'''''. E alla Pentecoste,
perch(, co$e ho gi< detto, la festa cadeva in istagione pi8 propi)ia della Pasqua al viaggiare, il
nu$ero dei convenuti si faceva anche pi8 i$ponente. 6uando 1ito cinse d.assedio
7erusale$$e, verso la Pasqua, c.erano nella citt< non $eno di tre $ilioni di giudei. 7iuseppe
?lavio accenna alle grandi folle dei giudei che si recavano a 7erusale$$e per la festa di
Pentecoste nella sua Guerre Giudaiche%.".c.I %.
'%ogni na&ione di sotto il cielo.
- paesi da cui venivano, sono no$inati nei vers. 0tti ":EC%%.
( #r essendosi fatto quel suono...
-l =artini traduce invece: & divolgatasi una tal voce; e cos; pure il 3ren), il 5alvino, il 7ro)io ed
altri; $a non tradu)ione esatta. 6ui non la voce, la fama, che si spande; se l.autore avesse
voluto intender questo, non avrebbe detto fAnh, $a fh$h. 6ui, il fAnh del testo si riferisce
evidente$ente all.hco: (suono) di 0tti ":". Hn suono dal cielo, che pu2 esser paragonato da
Luca al ru$ore 4d.un vento i$petuoso4 (v. "), dev.essere stato udito non nella 4ca$era alta4
sola$ente, $a a forte distan)a, se pur non voglia$o dire addirittura con l.0lford 4per tutta
quanta 7erusale$$e4. E non la famadella cosa che fa radunare la folla: $a 4il suono dal
cielo4 (:edi 7iovanni :+).
) Tutti costoro che parlano non sono eglino galilei*
*on tutti 4i discepoli di 7es84 presenti alla Pentecoste, erano forse, stretta$ente parlando,
galilei. Lo erano i dodici, si sa; $a son qui chia$ati tutti cos;, perch(, fin d.avanti la
crocifissione, dei discepoli del /ignore si diceva: C 4son galileiD4 =atteo "&:&E,,, forse appunto
perch( il =aestro avea scelto fra i galilei i suoi pri$i apostoli.
+o stupore e la meraviglia della folla si capiscono facil$ente quando si pensi che i galilei
erano proverbial$ente noti per la loro ro))e))a 7iovanni %:!&, tanto che il titolo stesso di
4galileo4 i$plicava se$pre un che di spregevole =arco %!:,'; 7iovanni ,:@", e quando si
ricordi che il loro dialetto ara$aico era in $odo speciale guasto e corrotto =arco %!:,'; =atteo
"&:,.
, La lista che Luca ci fa, co$prende quindici diversi paesi.
Parti.
- Parti abitavano fra il 7olfo Persiano ed il 1igri all.9vest, e l.-ndo all.Est. 0l *ord aveano la
=edia, al /ud il deserto di 5ara$ania. -l loro i$pero dur2 per quasi sei secoli e furon se$pre
accaniti e for$idabili ne$ici dei ro$ani. C 6uest.ulti$o fatto spiega perch( i giudei di$orassero
nu$erosi e volentieri fra i Parti.
medi.
La =edia era al *ord del paese dei Parti e al /ud del =ar 5aspio. Era uno dei paesi pi8 ricchi
dell.0sia, ed spesso $entovato nell.0ntico 1est. "Fe %,:&; %+:%%; 7ere$ia "@:"@; #aniele
@:"+; &:+; +:"'; E:%; Ester %:,%!,%+C%E. =olti giudei, dopo la cattivit< di 3abilonia,
preferirono ri$anere nella =edia al ritornare in patria coi loro fratelli.
Elamiti.
7li Ela$iti discendeano da Ela$ figliuolo di /he$ 7enesi %':"". /ono anch.essi no$inati
sovente nell.0. 1. 7enesi %!:%; Esdra ":,; +:,; *ee$ia ,:%",!; -saia %%:%%; "%:";
"":&; #aniele +:". Erano un popolo guerriero e fa$oso co$e tirator d.arco -saia
"":&; 7ere$ia !E:@. 0veano la Persia, all.Est; la =edia, al *ord; 3abilonia, all.9vest; il 7olfo
Persiano, al /ud.
-esopotamia.
6uesto no$e, che greco, significa: tra i fiumi; difatti, la =esopota$ia si trovava fra il 1igri e
l.Eufrate. -n ebraico si chia$ava 'ram#(aharaim, il che vuol dire: 'ram o Siria dei due
fiumi. /i chia$ava anchePadan 'ram , la pianura di Siria; ed era infatti una pianura fertile ed
estesa. 0veva al *ord, l.0r$onia; all.9vest, la, /iria; all.Est, la Persia; al /ud, 3abilonia. Per la
$en)ione che ne fatta nell.0. 1., vedi7enesi %%:",C"+,%C"; "5ronache @:"'; "Fe %,:"!;
%E:%.
$iudea.
6uesto no$e, qui nella lista di Luca, non si sa perch(, ha dato $olto da fare ai co$$entatori.
Parecchi ci hanno voluto vedere un errore di $anoscritto, ed hanno supposto che si debba
invece leggervi: chi, 'rmenia; chi, )ndia; chi, !idia; chi, )dumea. =a non egli naturale che lo
storico no$ini qui, fra gli altri, anche i giudei presenti alla Pentecoste>
.appadocia.
%Pietro %:%. Era una regione dell.0sia =inore. 0veva all.Est, l.0r$enia; al *ord, il Ponto e il =ar
Eusino; all.9vest, la Licaonia; al /ud, la 5ilicia.
Ponto.
Era un.altra provincia dell.0sia, =inore al *ord della 5appadocia %Pietro %:%. 0quila, il
co$pagno d.opera di Paolo, era pontico 0tti %+:",%+,"&; Fo$ani %&:; %5orin)i
%&:%E; "1i$oteo !:%E.
/sia.
6ui, co$e da per tutto, nel *. 1., vuol dire la provincia ro$ana dell.0sia Proconsolare, che
aveva Efeso per capitale e si trovava sulla costa occidentale dell.odierna 0sia =inore.
01 2rigia e Panfilia.
0nche queste due, provincie dell.0sia =inore, La *rigia era circondata dalla 7ala)ia, dalla
5appadocia, dalla Pisidia. La Panfilia era sul =editerraneo.
+%Egitto
la grande contrada che ha il =editerraneo al *ord, ed irrigata dal, *ilo. Hn gran nu$ero di
giudei abitava l.Egitto e special$ente 0lessandria. La versione greca dell.0. 1. chia$ata la
Septuaginta fu fatta per i giudei alessandrini.
+ibia,
il no$e generico per 0frica. Propria$ente, era la regione vicina all.Egitto, $a i greci
chia$avano Libia tutta quanta l.0frica.
'irincontro a .irene;
o $eglio vicino o intorno a 5irene. Era tutta la regione all.9vest di 0lessandria d.Egitto,
chia$ata anche Pentapoli perch( conteneva cinque citt< fa$ose. 5irene era la capitale della
cos; detta Libia cirenaica. - giudei che ci abitavano, vi costituivano un quarto della intera
popola)ione (7ius. ?lavio. 0ntich. %!:,."). #i giudei di 5irene spesso fatta $en)ione nel *.
1. 0tti &:E; %%:"'; %:%. #i 5irene era /i$one, che port2 la croce del /ignore =atteo
",:"; Luca ":"&.
/vveniticci romani;
pellegrini romani, dice il =artini. La parola originale significa: 4Fo$ani che stavano in
7erusale$$e, o vi erano soltanto di passaggio4. Erano $olti i giudei che stavano allora a
Fo$a. 7iuseppe ?lavio dice che vi aveano al$eno otto sinagoghe. 7li autori pagani ne parlano
spesso (9ra)io, /at. %:@; 7iovenale, /at. :%!, &:@!"). 6uando la 7iudea, sessantatr( anni
pri$a di 5risto, fu conquistata dai ro$ani, Po$peo condusse a Fo$a un gran nu$ero di giudei
e ne fece degli schiavi. =a era i$possibile il do$inarli; si attenevano stretta$ente alla loro
religione, osservavano scrupolosa$ente il /abato e si rifiutavano di partecipare ai riti idolatrici
dei pagani. :ivevano in una colonia a parte al di l< del 1evere.
00 $iudei e proseliti.
Giudei, quelli, s.intende, che erano tali di nascita; proseliti, i pagani che avevano adottato la
fede dei giudei e le for$e del loro culto. Proselita vuol dire venuto oltre; passato, cio, dal
paganesimo al giudaismo. 6uest.inciso, giudei e proseliti, riferito da qualcuno agli avveniticci
pagani. L.oltra$are, per ese$pio, traduce cos;:... e +omani, Giudei e proseliti di passaggio,
%retesi ed 'ra$i ecc.; $a pi8 probabile che l.autore abbia voluto riferirlo a tutti quelli che ha
$entovati finora; che abbia, cio, voluto dire: noi tutti quanti, Parti e ,edi ed &lamiti ecc. ecc.
e avveniticci romani, noi tutti quanti, dico, e giudei di nascita e proseliti, e cretesi ed ara$i,
come mai li udiamo noi cele$rare le cose grandi di io nei nostri linguaggi- La lista, si vede
anche dall.ordine geografico dei luoghi, fatta in fretta e furia; i no$i sono buttati gi8, co$e
s.affacciano alla $ente dell.autore; la posi)ione un po. strana dell.inciso che studia$o, non
deve quindi far $eraviglia; co$e $eraviglia non devo neppur fare quella $en)ione deicretesi e
degli ara$i, che capita in fondo alla lista, co$e una specie d.appendice.
.retesi sono gli abitanti di 5reti. 6uesta vasta isola del =editerraneo si chia$a oggi 5andia,
ed anch.ella spesso ricordata nel *. 1. 0tti ",:,C+,%; 1ito %:@,%"C%.
/rabi.
L.0rabia la grande penisola che ha per confini: al *ord, parte della /iria; all.Est, l.Eufrate ed il
7olfo persiano, al /ud, l.9ceano indiano; all.9vest, il =ar rosso. 7rande era il nu$ero dei
giudei che di$orava in 0rabia; $olti ci erano andati fin pri$a della cattivit<; pi8 ancora vi si
erano stabiliti durante e dopo l.esilio.
+e cose grandi di 'io sono il dono che #io ha fatto al $ondo del proprio unigenito; la vita, i
$iracoli, la $orte, la risurre)ione, l.ascensione di 7es8; tutto quello inso$$a che #io ha fatto
per la salva)ione dell.u$anit< Luca %:!E.
3ei nostri linguaggi.
-l vers. 0tti ":+ che fa dire a quei della $oltitudine: %ome dunque li udiamo noi parlare
ciascuno nel nostro proprio nat4o linguaggio (.ekasto: th idia dialektA .h$An...)> e il
vers. 0tti ":%% che ripete: li udiamo ragionare le cose grandi di io nei nostri linguaggi (toi:
.h$eterai: glAssai:), conterrebbero, secondo la scuola conciliatrice di cui ho parlato pi8 sopra,
qualcuno di quegli ele$enti, di quei tratti straordinari, che la tradi)ione avrebbe pi8 tardi
aggiunti al fondo storico del feno$eno glossolalico pentecostale. /e il lettore non volesse sentir
parlare di coteste aggiunte tradi)ionali, egli ha qui in questi due passi 0tti ":+,%% la prova
evidente che, secondo il testo, non solo il feno$eno pentecostale fu $iracoloso, $a che il
$iracolo si $anifest2 in una vera e propria diversit< di lingue e di dialetti, ignoti, pri$a della
Pentecoste, ai discepoli.
02 E ne stavan sospesi;
ed erano pieni di meraviglia dice il =artini. -l #iodati pi8 esatto. -l testo vuol dire: erano
esitanti, incerti, perplessi, ansiosi. .(on sapevano che pensare., dicono il /egond e
l.9ltra$are.
03 -a altri cavillando...
La parola che il #iodati traduce per cavillando e il =artini per facendosi $effe (diacleua)onte:)
non li si trova che un.altra volta soltanto nel *. 1. 0tti %,:", e vuol dire: dileggiare, farsi
$effe e si$ili.
5in dolce (gleukou:); letteral$ente: $evanda dolce. Era il $osto; il sugo non fer$entato,
dell.uva; il $osto, sia cos; co$e esce dall.uva legger$ente stri))ata, sia conservato per dei
$esi con qualche processo, che ne i$pedisca la fer$enta)ione. 0gli antichi piaceva, cotesta
bevanda. 5otesto liquido era dolce, quindi il no$e greco. 6uesto vin dolce era probabil$ente
la stessa cosa del mosto, di cui parlano, per ese$pio, -saia !E:"&, ed 0$os E:%. B questa
escla$a)ione degli schernitori dell.Evangelo, che $i fa dire, co$e ho gi< detto pi8 sopra, che il
parlare in lingue straniere o la glossolalia pentecostale non dovette essere un cal$o e sereno
4a$$aestrare4, $a dovette essere piuttosto un $odo estatico di 4$agnificare -ddio4 con canti,
con gesti, con escla$a)ioni, con 4sospiri ineffabili4. Hn uo$o che in un.asse$blea parla
serena$ente e con cal$a in una lingua di cui non capisco un.acca, non $i fa $ica
l.i$pressione d.essere ubriaco; $a s.ei si $ettesse a gesticolare, a cantare, ad interro$pere il
canto e dir quattro parole per dar poi di nuovo in qualche escla$a)ione, cotest.uo$o, a chi non
sapesse darsi la vera ragione del feno$eno e non sapesse veder delle cose altro che il lato
ridicolo, potrebbe facil$ente se$brare o un ubriaco (verso. %), od un pa))o %5orin)i %!:".
Riflessioni
%. 0$$iria$o pri$a di tutto la grande))a e la fedelt< della Provviden)a divina. -l popolo di #io
sparso per il $ondo; egli paga il fio delle sue trasgressioni e il giudicio dell.Eterno si co$pie a
puntino. =a #io non soltanto giusto nei suoi tre$endi giudici; Egli $isericordioso 4in tutte
le sue vie4. -l popolo, nella sua dispersione, i$para la lingua, gli usi, i costu$i delle na)ioni fra
le quali vive. 0lla Pentecoste, Egli lo raccoglie, in 7erusale$$e; per $e))o dei suoi servitori, lo
evangeli))a; e il popolo cos; evangeli))ato, recher< la buona novella della salva)ione gratuita
per la fede in 5risto, nei paesi che abita; e preparer< cos; il terreno agli apostoli, che,
ubbidendo al $andato del loro /ignore, 4andranno4 pi8 tardi, 4ad a$$aestrare tutti i
popoli4 =atteo "+:%E. #icia$o anche noi col /al$ista: 4io penso ai tuoi giudici del passato e $i
consolo4 /al$i %%E:@".
". - discepoli, pri$a della Pentecoste, conoscono gi< sen)a dubbio, che 7es8 il 5risto, il
pro$esso =essia, il ?igliuolo di #io =arco +:"E; 7iovanni %:!%,!E; &:&E. =a che vale e quale
efficacia pu2 ella avere una conoscen)a non fecondata dallo /pirito /anto> Hna testi$onian)a
resa da discepoli che conoscono 7es8 $a non sono santificati dallo /pirito di 7es8, una
testi$onian)a di parole, che lascia il te$po che trova; e 7es8 non la desidera =arco +:"EC'.
La testi$onian)a che 7es8 desidera, che la Pentecoste ci $ette in grado di dare e che
dev.essere il supre$o ideale della nostra vita cristiana, la testi$onian)a degli apostoli e dei
discepoli che sono stati nella 4ca$era alta4. 4-l nostro evangelo4, dice Paolo ai tessalonicesi,
4non vi stato annun)iato a parole soltanto, $a con poten)a, e con lo /pirito /anto e con una
profonda convin)ione %1essalonicesi %:!.
. L.4opera buona4 ?ilippesi %:& che lo /pirito di #io co$pie nelle ani$e 4affa$ate ed assetate
della vera giusti)ia4 =atteo @:&, un.opera progressiva. *otate il $aestoso 4crescendo4 nelle
ani$e che udirono la testi$onian)a dei discepoli alla Pentecoste. Esse co$inciano con un
senso di stupore, $isto d.ansia e di trepidan)a, e si do$andano l.una l.altra: 4che vuol esser
questo>...4 0tti ":%". Poi, lo stupore si cal$a; l.ansia e la trepidan)a si dileguano; le coscien)e
si risvegliano co$e da un lungo torpore: chiedono: 4che dobbia$ noi fare>...4 0tti ":,, e
finiscono col darsi co$pleta$ente a 5risto0tti ":!%. B stata questa la nostra esperien)a>
!. Hna testi$onian)a potente, che sgorga da cuori pieni dello /pirito di #io, produce se$pre
una crisi. 0vviene, per effetto di lei, quello che avviene allo spuntar del sole. 7li uccelli che
a$ano la luce, scotono le piu$e e gorgheggiando levano il volo e si librano nell.aria, inondata
della nuova luce; gli uccelli delle tenebre chiudono gli occhi alla luce che li offende, e si
rintanano fra i crepacci e le rovine7iovanni :%EC"%. 5os; avvenne alla Pentecoste. *on ci
perdia$o a ricercare chi fossero i beffardi della Pentecoste; se fossero cio dei gerosoli$itani o
dei forestieri; non votia$o il sacco delle contu$elie contro quei beffardi, che alcuni
co$$entatori hanno chia$ati $lasfemi contro lo Spirito, Santo. Lascia$o il giudicio al /ignore;
noi, giudichia$o noi stessi; e quando vedia$o che la nostra testi$onian)a infruttuosa e non
produce alcuna crisi, invece d.inveire contro chi non la riceve, o di contentarci col dire che 4il
terreno in cui lavoria$o troppo duro4, scrutia$o coscien)iosa$ente cotesta testi$onian)a ed
esa$inia$o bene s.ell.abbia o no 4la poten)a, lo /pirito /anto e la profonda
convin)ione4 %1essalonicesi %:@, che aveva la testi$onian)a degli apostoli.
0 !. )l discorso di Pietro (0tti ":%!C&)
L.analisi del discorso di Pietro data $irabil$ente dal prof. LindsaJ. Egli dice: 4Pietro pone
dinnan)i agli occhi dei suoi uditori, dei fatti; $ostra quei fatti alla luce della storia dell.0. 1.,
perch( i suoi uditori ne capiscano bene il significato, e conclude con tre efficacissi$i perci/. -
fatti sono questi.
%. L.appari)ione dei discepoli ispirati dallo /pirito /anto; la loro ispira)ione il co$pi$ento di
profe)ie dell.0. 1. ed un segno $anifesto del principio dell.era $essianica, che deve ter$inare
col giudi)io finale. 6uesto periodo tre$endo, or$ai co$inciato, non ha spaventi per i fedeli che
credono nel, =essia.
". 7es8 di *a)aret, uo$o: la sua $orte, la sua risurre)ione. 7es8 di *a)aret fu tra gli uditori,
operando prodigi e segni. Essi lo arrestarono, lo crocifissero, lo seppellirono; $a -ddio lo
risuscit2 dai $orti. 6uesta vita, questa $orte e questa risurre)ione Pietro pone nuova$ente
dinnan)i agli occhi degli uditori, sul fondo profetico dell.0. 1., ch.egli illu$ina bella$ente,
dandogli un significato ricco delle ricche))e del proponi$ento dell.Eterno. Ei prende per base il
fatto storico della risurre)ione di 5risto, corroborato da una, triplice testi$onian)a:
a. da quella della profe)ia dell.0. 1.;
b. da quella della testi$onian)a degli apostoli, che 4videro4, 4toccarono4, 4udirono4;
c. da quella della discesa dello /pirito, nel *. 1.
-l suo pri$o perci/ (ital. dunque, 0tti ":') $ette in eviden)a la testi$onian)a di #avide. -l
/al$ista era un profeta, perci/ rese testi$onian)a al fatto della risurre)ione di 5risto, bench
ei non vivesse tanto da vederlo. -l suo secondo perci/ (ital. dunque, 0tti ":) $ette
l.effusione dello /pirito in rela)ione col risorto ed asceso ?igliuolo di #io; 7es8 asceso al
cielo, perci/ 4ha sparso lo /pirito, co$e voi vedete ed udite4. Egli visse, $or;, risuscit2, sal; al
cielo, per effondere il /uo /pirito in quel $odo che gli uditori aveano visto, e che era l.ulti$o
dei $iracoli, la spirituali))a)ione di tutti i $iracoli, il $iracolo per$anente, caratteristico di
tutta la nuova ra $essianica, ora inco$inciata. -l suo ter)o perci/ (ital. dunque, 0tti ":&)
condensa tutto l.argo$entare apostolico nel $essaggio evangelico: 7es8 il 5risto. Pietro ha
co$inciato con 7es8 di *a)aret uomo, per finire con 7es8 il Signore ed il %risto4.
Pietro, levatosi in pi6 con gli undici, al&7 la sua voce e disse8
Pietro, l.apostolo risoluto, ardito, pieno di fede, prende pel pri$o la parola. Ei non e solo, per2;
e circondato dai suoi coapostoli 0tti ":%!, i quali, sen)a dubbio, parlano anch.essi, al$eno
dopo Pietro 0tti ":,C!'. L.apostolo s.indiri))a in $odo grave e solenne ai giudei di nascita, e
agli abitanti di $erusalemme, siano essi proseliti o forestieri.
-l ricevete le mie parole nei vostri orecchi dovrebb.essere reso $eglio in italiano, dicendo:
4prestate orecchio alle mie parole4, o qualche cosa di si$ile.
0" +e tre ore del giorno,
o $eglio la ter"a ora del giorno cadeva fra le otto e le nove del $attino, ed era la ri$a delle
tre ore stabilite per la preghiera. /i diceva ter"a (verso le nove anti$.); sesta (verso
$e))ogiorno); nona (verso le tre po$. 0tti :%). La ter"a e la nona ora della preghiera
coincidevano con le ore in cui si offrivano il sacrificio $attutino ed il sacrificio 4fra i due
vespri4 Esodo "E:+C!"; *u$eri "+:C+. 7i< #aniele usava pregare 4a tre te$pi del giorno4
(#aniele &:%', confr. con /al$i @@:%,): $a la consuetudine, nel te$po apostolico, aveva
addirittura fissate co$e regola le tre ore. Era cosa di prescri)ione tradi)ionale. 9gni pio giudeo
recitava, a coteste ore, le sue preghiere e, se poteva, si recava a recitarle al te$pio 0tti :%.
L.argo$ento con cui Pietro respinge l.accusa d.ubriache))a, dicendo: non 0 che la ter"a ora del
giorno, questo:
%. 7eneral$ente parlando, 4chi s.inebria; s.inebria di notte4 %1essalonicesi @:,.
". La ter)a ora del giorno era l.ora della preghiera $attutina e del $attutino sacrificio; era
$olto i$probabile, per non dire i$possibile, che, a cotest.ora, Hn giudeo che avesse un po. di
rispetto per le cose di #io, si $ettesse a sbeva))are.
. - giudei aveano per abitudine costante di non bere n( $angiare alcunch fin dopo la ter)a
ora del giorno; e questo faceano, in $odo particolare, nei /abati e per le solennit< speciali.
1alvolta, questa co$pleta astinen)a si prolungava fino alla sesta ora ($e))ogiorno). =a fino
alla ter"a ora, anche chi era dato al bere si atteneva alla regola.
5os; generale era quindi cotesta abitudine di $attutina astinen)a, che bastava un accenno
fugace alla cosa, co$e quello di Pietro, per confutare l.assurda accusa.
0( questo quello che fu detto dal Profeta $ioele.
Ecco la profe)ia testuale secondo l.originale ebraico 7ioele ":"+C":
4#opo ci2, io spander2 il $io spirito sopra ogni carne;
i vostri figliuoli e le vostre figliuole profeti))eranno,
i vostri vecchi avranno dei sogni,
e i vostri giovani delle visioni.
0nche sui servi e sulle serve,
in quei giorni, io spander2 il $io spirito.
?ar2 apparire dei prodigi nei cieli e sulla terra,
del sangue, del fuoco e delle colonne di fu$o;
il sole sar< $utato in tenebre
e la luna in sangue
pria che giunga il giorno dell.Eterno,
il giorno grande e tre$endo.
0llora chiunque invocher< il no$e dell.Eterno sar< salvato4.
Pri$a di entrare nel dettaglio, faccia$o qui tre osserva)ioni generali.
%. Pietro cita la profe)ia libera$ente; ei non segue esatta$ente n( il testo ebraico n( la
versione dei /ettanta. -l testo ebraico dice: opo ci/... e Pietro: &d avverr negli ultimi
giorni... per ispecificare con $aggior precisione il te$po al quale la profe)ia accenna. Ed in
ar$onia con altri passi profetici: -saia ":"; =ichea !:% e si$ili. io spander/ il mio spirito, dice il
testo ebraico; e Pietro si allontana dal testo ebraico per seguire piuttosto la Septuaginta, che
dice: io spander/ del mio spirito; e, la differen)a non e grande. 7ioele parla di servi e di
serve in $odo tutto generico; Pietro, lasciando il testo ebraico e attenendosi alla
Septuaginta, fa dire all.Eterno: Io spander/ dello Spirito mio sopra i miei servi e
sopra le mie serventi ( epi tou: doulou: $ou kai ta: doula: $ou ). L.antico profeta parla
esclusiva$ente dischiavi e di schiave e preannun)ia che, lo /pirito non avr< riguardo n( a
distin)ioni di condi)ioni sociali n( a differen)e di sesso. Pietro, coi LKK, $antiene, sen)a
dubbio, le due grandi idee che lo /pirito non avr< riguardo n( a distin)ioni di condi)ioni sociali
ne a differen)e di sesso; $a ve ne aggiunge una ter)a: questa, cio; che i servi e le serve,
pri$a di ricevere lo /pirito, e co$e conditio sine qua nona che possano riceverlo, debbono
essere dei credenti; debbono appartenere al /ignore; debbono essere 4i miei servitori e
le mie serventi4, dice l.Eterno.
". *iuna profe)ia ca$pata in aria; ogni profe)ia ha le sue radici piantate nel ca$po della
storia ed eleva nell.aerea i suoi ra$i pi8 o $eno alti e $aestosi. -l profilo storico della profe)ia
di 7ioele eccolo qui, il profeta annun)ia, in no$e di #io, che il suo popolo dovr< subire dei
severi giudici; descrive in $odo subli$e cotesti giudi)i, ed esorta il popolo intero al penti$ento
ed alla u$ilia)ione. 5i2 fatto, apre dinnan)i agli occhi del popolo gli ori))onti della pro$essa;
ori))onti vasti, sconfinati, a perdita d.occhio: pri$a di tutto, pro$esse te$porali: il paese, gi<
devastato, rifiorir< co$e un giardino; poi, pro$esse spirituali: l.Eterno spander< del suo /pirito
in $odo abbondante e generale sulla na)ione, e la na)ione rivivr< di vita nuova e rigogliosa.
?inal$ente, il profeta annun)ia una serie di terribili giudi)i dei quali l.Eterno colpir< i propri
ne$ici e tutti quelli che hanno tanto $altrattato il suo popolo. E l.annun)io di questi giudi)i, nel
libro del profeta, fa, in chi li legge, l.effetto dello scatenarsi d.una i$$ane bufera, d.un
cataclis$a i$$enso, al quale pensando verrebbe fatto di do$andarci: C 4$a co$e potr< il
popolo stesso sca$pare da un tanto cataclis$a>...4 se il profeta non ci assicurasse che il
popolo fedele all.Eterno, trover< se$pre nell.Eterno un sicuro rifugio.
. 1ale il profilo storico della pro$essa, ri$ane ancora che io dica una parola del co$pi$ento
di lei. 6uattro cose noto:
a. - giudici di #io sul popolo, annun)iati da 7ioele, furono storica$ente co$piuti con la
distru)ione di 7erusale$$e per $ano di *ebuchadne))ar.
b. La pro$essa te$porale fu co$piuta quando l.Eterno per$ise a 7erusale$$e di risorgere,
ed al popolo di tornare a vivere nel paese dei suoi padri.
c. La pro$essa spirituale, dice Pietro 0tti ":%&, fu co$piuta con la effusione pentecostale dello
/pirito /anto.
d. =a con tutto questo, la profe)ia di 7ioele non esaurita. -l lettore osserver< che Pietro non
si li$ita a citare 7ioele ":"+C"E: nei passi %EC"% include la parte della profe)ia di 7ioele ":'C
", che si riferisce ai giudi)i a venire sui ne$ici di #io. 0 $ente di Pietro, questi giudi)i non
hanno ancora avuto il loro co$pi$ento storico. 6uando l.avranno>... Lascia$o che altri a suo
talento si sbi))arrisca a fissar date, a deter$inare te$pi, a descrivere anticipata$ente cose,
che #io soltanto conosce. *oi, aspettia$o in silen)io; e quando la tre$enda descri)ione dei
giudici a venire ci turba, rincorria$oci a vicenda con la parola del profeta e dell.apostolo:
4chiunque invocher< il no$e del /ignore sar< salvo4.
0) Ed ora, il dettaglio.
$li ultimi giorni espressione frequentissi$a dell.0. 1. per indicare la venuta del =essia -saia
":"; =ichea !:%; nel *uovo, indica la dispensa)ione dello /pirito /anto, che inco$incia con la
Pentecoste. -l 3engel dice: 41utti i giorni del *uovo Patto sono 4gli ulti$i giorni4; e questi
4ulti$i giorni4 sono gi< di $olto avan)ati4.
!opra ogni carne.
B l.universalit< della pro$essa; la pro$essa non per pochi; per tutti i credenti.
2igliuoli e 2igliuole.
*on pi8 sui sacerdoti soltanto; non pi8 soltanto sui profeti special$ente scelti da #io per una,
$issione speciale; non pi8 sugli uo$ini esclusiva$ente; $a sugli uo$ini e sulle donne. B vero
che anche nell.0. 1. si hanno casi di donne che hanno ricevuto lo /pirito: =iria$ Esodo %@:"',
#eborah 7iudici !:!, Lulda "Fe "":%!; $a quello che l< era la ecce)ione, qui diventa la
regola; quello che l< era feno$eno transitorio, qui diventa fatto per$anente.
Profeti&&eranno.
Profeta nel senso vero, co$prensivo, co$pleto della parola non soltanto chi annun)ia
l.avvenire, $a e chi, ispirato dallo /pirito /anto, esorta al ravvedi$ento il deviato, consola
l.afflitto, insegna ai peccatori la via della vita, e, dallo studio del presente, assorge ad una
profonda e sicura intui)ione dell.avvenire.
I vostri giovani vedranno delle visioni e i vostri vecchi sogneranno dei sogni.
Profe"ie, visioni, sogni sono i tre $odi principali, coi quali, nell.0. 1., lo /pirito /anto rivela agli
u$ani il pensiero o la volont< dell.Eterno. :edi per le visioni1 %/a$uele E:E,%%,
%+:%E; "/a$uele "!:%%; "E:"E; #aniele ":"+; ,:%C",%@; +:"; E)echiele %:%; +:; %%:"!, ecc.
Per i sogni1 7enesi "':; %:%%, "!; ,:@; !':@; !%:%C,; %Fe @; #aniele ":; ,:% ecc.
6uanto ai servitori ed alle serventi, vedi pi8 sopra (0tti ":%&) la pri$a delle tre osserva)ioni
generali sulla profe)ia di 7ioele.
0, !angue e fuoco e vapor di fumo.
Sangue, vale a dire, eccidi, battaglie, lotte corpo a corpo. ?uoco, vale a dire, guerra, e
distru)ione di citt< e di paesi in te$po di guerra. -l 2apor di fumo (ebraico colonne di fumo)
accenna ad uno spettacolo si$ile a quello che si par2 dinnan)i agli occhi d.0braha$o, quando,
all.alba del giorno tre$endo dei giudici dell.Eterno, ei conte$plava da lungi 4il paese della
pianura4 7enesi %E:"+. B un.altra i$$agine che accenna alle cala$it< della guerra, alle scene
di paesi e di citt< passati a fil di spada e abbandonati al saccheggio ed alla distru)ione.
21 Il sole sar9 mutato in tenebre.
Lo splendor del sole i$$agine di prosperit<; l.eclissarsi di cotesto splendore, l.oscurarsi, in
un $odo o in un altro, del sole, o anche se$plice$ente il tra$onto, sono i$$agini, di
cala$it<, e in ispecial $odo delle cala$it< della guerra, il fu$o che sale al cielo dalle citt<
incendiate, vela la luce del sole -saia &':"'; 7ere$ia %@:E; E)echiele ":,; 0$os
+:E; 0pocalisse &:%"; +:%"; E:"; %&:+.
E la luna in sangue.
6uando l.at$osfera satura di fu$o e di vapori e quando special$ente il fu$o ed i vapori
vengono da pianure saccheggiate, da eru)ioni vulcaniche e talvolta in conseguen)a di
terre$oti, la luna prende un color cupo, sanguigno, che fa spavento 0pocalisse &:%".
Il grande ed illustre giorno del signore,
co$e ho gi< detto nelle osserva)ioni generali, un.espressione che ha una portata i$$ensa.
Hn pri$o co$pi$ento storico dell.apparire di questo grande ed illustre giorno del Signore fu
alla distru)ione di 7erusale$$e avvenuta per $ano di *ebuchadne))ar; un secondo
co$pi$ento si vide quando -sraele crocifisse il suo re =atteo ",:!@, @%C@"; =arco %@:; Luca
":!!C!@. 6uesti prodigi e questi segnisi ripeterono alla distru)ione di 7erusale$$e, nell.anno
,' dopo 5risto. /angue, fuoco e vapor di fu$o e$pirono la citt< devastata dai soldati di 1ito.
La luna divenne rossa co$e sangue quando proiettava la sua $esta luce sul sangue, che a rivi
scorrea per le vie; e il sole ha da quel giorno nefasto negato i suoi raggi ridenti a quella terra
santa, che par se$pre parata a lutto per la $orte del =essia. E altri co$pi$enti ancora avr< il
grande ed illustre giorno del Signore, perch( la profe)ia non di un te$po deter$inato, $a
co$e l.onda del $are, che si ro$pe e si rinnova per ro$persi e rinnovarsi ancora.
20 Ed avverr9 che chiunque avr9 invocato il nome del !ignore sar9 salvo.
)l nome sta qui per la persona; e dire: chi avr invocato il nome del Signore lo stesso che
dire: chi avr invocato il Signore. Sar salvo, vuol dire, co$e l.ebraico di 7ioele letteral$ente
significa, sar li$eratodall.infuriare della bufera, dalla desola)ione delle cala$it< profetate. B
qui degno di ricordo il fatto, che durante l.assedio di 7erusale$$e nell.anno ,', nessun
cristiano per; nell.i$$ane eccidio. =entre pi8 d.un $ilione di giudei cadeva vitti$a del ferro
ro$ano, i cristiani, $e$ori dell.avverti$ento di 5risto =atteo "!:%&, aveano tutti avuto il
te$po di $ettersi in salvo.
22 $es: il 3a&areno, uomo...
#innan)i ad un.asse$blea co$e questa, Pietro non potea fare altri$enti che co$inciare
dalla umanit di 5risto. *otisi il gran tatto dell.ispirato predicatore. Egli co$incia
con l'umanit, $a finisce con ladivinit di 5risto 0tti ":&.
'i cui 'I# vi ha dato delle prove certe
(andra apodedeig$enon apo tou qeou); uomo approvato da io, dice il greco, con creden"iali
divine. Ho$o, cio, che non fu un i$postore, $a che esercit2 una $issione legitti$a, e che
disse in tutto e per tutto la verit<. L.approva)ione di #io, consistette in questo: che le potenti
opera"ioni, i prodigi, i segni che 5risto fece non furono cosa $era$ente u$ana, n(, tanto
$eno, cosa d.i$postura; furono 4opera)ioni, prodigi e segni4, che #io stesso co$pi per $e))o
di lui (di. autou) 7iovanni %@:&.
Le potenti opera&ioni sono in generale tutte le $anifesta)ioni del potere sovrannaturale di
7es8; i prodigi sono in $odo speciale i $iracoli; i segni sono tutte le prove che durante il suo
$inisterio terrestre egli dette della divinit< della sua persona e della sua $issione. )l
prodigio accenna alla $araviglia, allo stupore, che il $iracolo produce; il segno accenna all.idea
che il $iracolo, il portento, o il fatto che abbia$o sottocchi, sono o$bre, arra od eviden)e di
un qualcosa di pi8 alto e di $igliore.
23 Esso, per il determinato consiglio e la provviden&a di 'io vi fu dato nelle mani.
-l th .Aris$enh boulh vuol dire: per consiglio, decreto, proposito $en definito, $en
determinato. -l th prognAsei significa: per la preconoscen"a di #io. -l #iodati
dice provviden"a; $eglio il =artini, che dice:prescien"a. L.idea di Pietro questa. La $orte di
5risto non fu il trionfo della iniquit< dell.uo$o sulla poten)a di #io; tutt.altro. Ella fu il
co$pi$ento di un disegno, che #io stesso avea, in seno alla eternit<, for$ato; e di un disegno
del quale non solo Egli avea concepito l.idea, $a del quale anche, nella sua divina prescien)a,
avea visto, nell.oceano del te$po, il quando, il co$e ed il dove del co$pi$ento. Pre$eva a
Pietro, che volea convincere i suoi uditori della $essianit< del 5risto, di $ettere in sodo questo
fatto: che il =essia, ch.essi credeano non potesse $orire, non fu ucciso perch( debole, n(
perch( non avesse potuto liberarsi dai suoi ne$ici; $a perch( #io stesso volle che fosse cos;;
perch( #io stesso volle che il 5risto, venuto dalla gloria, ritornasse nella gloria per la
u$ilia)ione e le angosce del 5alvario.
Per mani d%iniqui.
Per le $ani di Pilato e dei soldati ro$ani, che furono gli istru$enti del $isfatto.
+o conficcaste in croce e l%uccideste.
Letteral$ente: 2oi, avendolo confitto in croce, l'uccideste. #ue cose vanno qui notate:
%. il $odo grafico, scultorio, con cui Pietro descrive qui l.enor$it< del delitto co$piuto dai
giudei;
". questo fatto, che Pietro $ette in rilievo: la colpa dei giudei non , resa $inore dal fatto che
essi hanno co$piuto il delitto per $ano d.altri; ella ri$ane la stessa, co$e se l.avessero
co$piuto di $ano propria.
2 /vendo sciolto le doglie della morte.
Sciolto avendolo dai dolori dell'inferno, dice il =artini, secondo la :ulgata. L.idea dell.inferno va
esclusa; il $aggior nu$ero dei codici, ed i $igliori, dicono della morte. Parecchi traduttori
invece di: doglie della morte hanno: legami della morte (/egond) o: strette della
morte (9ltra$are). Pietro, che parlava ara$aico, disse sen)a dubbio: legami o strette della
morte; usando cos; un $odo frequente nell.0. 1. /al$i %+:@C&; %%&:. E l.i$$agine questa:
la $orte co$e il serpe che ti avvinghia e ti stringe, finch( ti abbia soffocato. 5hi ha dinnan)i
agli occhi il celebre Laocoonte del :aticano, ha lo scultorio co$$entario del $odo ebraico.
Luca, per2, non cita il testo ebraico; cita i LKK; i quali lessero il testo ebraico in $odo
differente, e dissero Adina: tou qanatou, le doglie della morte. E queste doglie sono i dolori, le
angosce del parto -saia &&:,. E l.idea adattata qui a $eraviglia per le angosce della $orte di
5risto viene alla luce una vita nuova e divina.
3on era possibile.
Per $olte ragioni; $a la ragione che Pietro ha in vista e che risulta naturale ed evidente dal
contesto, questa: era impossi$ile che %risto fosse ritenuto dalla morte perch3 era stato
divinamente predetto ch'egli risuscitere$$e. E quello che #io predice, i$possibile che non
abbia il suo co$pi$ento.
2" Poich6 'avide dice di lui.
-l passo che Pietro cita, nel /al$i %&:+C%%. Lo cita dalla versione dei LKK, che non si discosta
dall.ebraico in alcun punto degno di nota. #avide espri$e nel /al$o quello che la sua inti$a e
continua co$unione con #io gli d< di provare. Egli ha se$pre il /ignore davanti agli occhi; l.ha
alla sua destra, al posto d.onore in tutte le sue affe)ioni; e per l.aiuto ch.Egli gli d<, e sul quale
pu2 se$pre far sicuro assegna$ento, il /al$ista sicuro che, in $e))o alla procella, star<
co$e torre che non crolla. Per tutto questo, il cuore gli esulta, l.ani$a (ebraico: la gloria) gli
festeggia; e un senti$ento inti$o ed inespri$ibile gli dice, che anche il suo corpo riposer< in
sicurt<, perch( il /ignore non lascer< l.ani$a di lui nel tetro luogo dei $orti, e non per$etter<
che colui ch.Egli tanto a$a, finisca total$ente nella corru)ione della fossa. Egli spera an)i che,
quando che sia, egli giunger< a godere di quella piene))a di vita e di quella perfe)ione ed
eternit< di gioia, che si hanno soltanto nella presen)a di #io. #avide qui, evidente$ente, parla
di s; e Pietro dicendo: Perciocch0 avide dice di lui, non esclude affatto che il /al$ista
parlasse di s stesso; $a enfatica$ente asserisce, che #avide, espri$endosi co$e faceva
relativa$ente alla risurre)ione, concepiva e nutriva la speran)a di un fatto, che non in se
stesso, $a in quell.Hnto di #io che a lui era stato pro$esso e che da lui dovea discendere, si
sarebbe piena$ente avverato. ?ino a che punto #avide avesse coscien)a che parlando di s
profetava del =essia, Pietro non dice; ed a noi $ancano i dati per investigarlo.
lo ho avuto del continuo il !ignore davanti agli occhi.
L.io antivedeva sempre il Signore del =artini, tradu)ione infelice. -l /al$ista ha avuto se$pre
il /ignore davanti agli occhi; l.ha se$pre avuto l;, presente, vicino, e su lui ed in lui ha riposta
ogni sua fiducia.
Egli 6 alla mia destra.
La destra il posto d.onore. #ipendere in $odo assoluto da #io bene; $a non basta;
bisogna dare a #io il posto d.onore in $e))o a tutti i nostri affetti, a tutti i nostri senti$enti, a
tutte le nostre aspira)ioni.
/cciocch6 io non sia smosso
in $e))o ai dolori, alle prove, alle avversit< della vita.
2( +a lingua mia.
L.ebraico, vera$ente, ha la mia gloria, il mio onore. La parola ebraica significa maest,
splendore, dignit. Perch( i LKK l.abbiano ca$biata per l.altra glAssa, lingua, non si sa di
sicuro. ?orse perch( la lingua, o il dono della parola, ci distingue dai bruti; onde si pu2 cos; dire
che in cotesto dono sta gran parte dell.onore e della dignit< dell.uo$o. *ei /al$i ':%" la
parola ebraica gloria usata nel senso dilingua.
+a mia carne
qui il corpo; il corpo separato dallo spirito, co$e in 0tti ":%; %5orin)i @:@.
/biter9 in speran&a,
o $eglio: riposer, nella speran"a; o scender nel riposo del sepolcro, avendo questa
speran"a1 che tu non lascerai ecc.
2) +%anima qui, la parte i$$ortale dell.uo$o; quello in cui vera$ente consiste L.io che
ri$ane quando il $ortal velo che l.avvolge torna alla polvere dalla quale fu tratto. L.ebraico
vuol dire soffio; poi,vita o principio vitale; poi, la parte dell'io che pensa, che sente, che
riflette; poi, essere vivente, animale; poi, uomo.
3ell%inferno.
6uesta espressione che ora$ai non ci fa pensare ad altro che al luogo dei dannati, dovrebbe
non essere usata pi8, quando si tratta di rendere in italiano lo Sheol ebraico o lo 4ades in
greco. Lo Sheolebraico il luogo vuoto, sotterraneo (co$e indica la parola originale), ove
convengono i trapassati 7enesi ,:@; *u$eri %&:'. B il luogo d.ogni luce $uto, triste ove i
gi< arrivati, aspettano quelli che debbon giungere (-saia %!:C"&) e dove non vive o$bra di
gioia, $a solo aleggia il ri$pianto del 4dolce lu$e della terra dei viventi4 -saia +:%'C"'. 7li
ebrei non avevano una idea chiara della risurre)ione individuale; quindi, la caliginosa
incerte))a dello Sheol. *ell.0. 1. non si parla con assoluta certe))a che di
risurre)ione collettiva; di risurre)ione del popolo, che non potr< $ai essere co$pleta$ente
estinto perch( popolo dell.-ddio vivente -saia "&:%EC"%: < risurre)ione individuale non che
una aspira)ione, nell.0. 1. Poche ani$e giungono a cotesta idea; e vi giungono per islanci di
fede, che a volte, co$e qui nel /al$i %&:EC%%; 7iobbe %E:"@C",, sono addirittura subli$i; $a
5risto, e 5risto soltanto, che 4ha distrutta la $orte ed ha prodotta in luce la vita e
l.i$$ortalit< per $e))o del :angelo4 "1i$oteo %:%'. La parola greca 4ades la tradu)ione
dell.ebraico Sheol; significa anch.ella luogo, oscuro. *egli scrittori greci usata ad indicare il
luogo occupato dagli spiriti separati dai corpi. *on si trova che undici volte nel *. 1. C -nvece di
dir dunque Tu non lascerai l'anima mia nell%inferno, varrebbe, $eglio dire: Tu non lascerai,
l'anima, mia nel soggiorno dei morti, o qualcosa di si$ile.
2; +e vie della vita,
sono le vie che conducono alla vita, alla eternit<.
con la tua faccia
lo stesso che con la tua presen"a1 o1 quando sar/ alla tua presen"a.
2, <omini fratelli.
*ratelli5 ei li chia$a; non solo perch( hanno anch.essi sangue israelitico nelle vene, $a pi8
ancora perch(, nel suo grande a$ore per le ani$e, Pietro vede gi< in fede $olti dei suoi uditori
guadagnati a 5risto.
=en pu7 liberamente dirvisi intorno al patriarca 'avide...
Pietro procede con gran tatto e con grande cautela. Hna parola $al detta o $ale interpretata a
proposito di #avide, d.un uo$o, cio, che tutti i suoi uditori veneravano, avrebbe potuto
guastare ogni cosa. 6en pu/ li$eramente dirvisi Pietro prende, se posso dir cos;, la cosa alla
larga; e subito $ostra la sua riveren)a per il /al$ista chia$andolo patriarca 'avide; il che
equivale a dire: l.onorato fondatoredella real fa$iglia, dalla quale, secondo la pro$essa,
doveva uscire il =essia.
Egli 6 morto ed 6 stato seppellito ed il suo monumento 6 presso di noi fino a questo
giorno.
- sepolcri erano general$ente fuori della citt<; solo per i re e per qualche persona di speciale
riguardo si faceva l.ecce)ione di seppellirli in citt<. #avide fu seppellito in citt< %Fe
":%'; *ee$ia :%&. -l luogo preciso della sua sepoltura non si conosce pi8 oggi, $a era allora
notissi$o a tutti i 7iudei (:edi 7iuseppe ?lavio 0ntich. ,:%@, !, %:+, !, %&:,, %).
31 Iddio gli aveva con giuramento promesso...
:edi "/a$uele ,:%%C%&; /al$i +E:C!, @C&; %":%%.
'el frutto dei suoi lombi
lo stesso che della sua progenie, della sua, stirpe "/a$uele ,:%".
!econdo la carne,
cio0, quanto alla sua natura umana. 6uesta frase $anca nei $igliori $anoscritti, ed ,
evidente$ente, una chiosa dichiarativa di qualche copista. 9ltre che nei $anoscritti pi8
autorevoli, $anca anche nelle versioni /iriaca, Etiopica e nella :ulgata.
30 3ell%Inferno.
Per questa espressione vedi quanto ho notato a 0tti ":",.
33 Egli dunque essendo stato innal&ato dalla destra di 'io...
-l =artini ha: alla destra di 'io.
B un errore; l.apostolo non vuol accennare al luogo ove 7es8 fu innal)ato, $a alla poten"a che
lo innal)2. !a destra si$bolo di for"a, di poten"a 7iobbe !':%!; /al$i %,:,; %+:@; "':&;
"%:+ ecc. )nnal"ato dalla destra di io lo stesso che: innal"ato dalla poten"a di io.
Innal&ato.
-l $ondo innal)a 7es8 sul legno della croce; L.9nnipotente -ddio lo innal)a fino nei cieli, lo trae
dalla u$ilia)ione e lo trasporta nella gloria.
/vendo ricevuta dal Padre la promessa dello !pirito !anto,
ossia, pi8 chiara$ente: avendo ricevuto dal Padre lo Spirito Santo ch'&gli 7il Padre) avea
promesso. ' commento di questa espressione vedi i passi seguenti1
%. !a promessa dello Spirito: 7iovanni %!:"&; %@:"&; %&:%C%@.
". )l compimento della promessa su$ordinato alla glorifica"ione del %risto1 ossia1 lo Spirito non
pu/ discendere che quando il %risto sar glorificato1 7iovanni ,:E; %&:,.
. )l dono dello Spirito in potest del Padre e comunicato dal *iglio1 7iovanni %!:"&; %@:"&.
3 Egli stesso dice8
La profe)ia qui citata quella del /al$o davidico /al$i %%':%:
4Parola dell.Eterno al $io /ignore:
/iediti alla $ia destra
finch.io faccia dei tuoi ne$ici il panchetto dei tuoi piedi4.
4Parola dell.Eterno a 5olui, che io, #avide, riconosco co$e $io superiore e sovrano4. La
$essianit< di questo passo era riconosciuta dai giudei; e 7es8 se ne serve a confondere i
farisei: =atteo "":!%C!&.
3( !appia sicuramente
Sicuramente5 dice Pietro; e pu2 ben dirlo, dopo aver dato della risurre)ione le tre prove:
a) la prova profetica,
b) la testi$onian)a oculare;
c) la confer$a del fatto pentecostale.
signore e .risto.
Signore e ,essia. Signor dei signori e l'8nto per eccellen"a; l.Hnto: 5olui, cio, che di tutti i
consacrati (profeti, sacerdoti e re) dall.olio della sacra un)ione, per dottrina, per santit<
personale e per le sue rela)ioni con #io, il pi8 subli$e. -n una parola: -ddio ha fatto /ignor dei
signori ?ilippesi ":EC%% e Profeta dei profeti, /acerdote dei sacerdoti, Fe dei re, quel $edesi$o
7es8, che voi avete crocifisso. B qui degno di nota il fatto, che l.ulti$a frase del discorso di
Pietro non , nell.originale: )ddio l'ha fatto Signore e %risto, co$e nella nostra tradu)ione; $a
, invece: quel medesimo Ges9, che voi avete crocifisso. Pietro non vuol lasciare i suoi uditori
sotto l.i$pressione della grande))a dell.atto di #io; li vuole piuttosto lasciare sotto la
i$pressione della enor$it< del loro $isfatto.
Riflessioni
%. L.apostolo risponde con cal$a e dignit< a quelli che cercano porre in ridicolo coprir, e coprir
d.obbrobrio il gran feno$eno pentecostale. Egli non rende 4oltraggio per oltraggio4 %Pietro :E,
$a ha i$parato dal =aestro, che, 4oltraggiato, non rispondeva con l.ingiuria4 %Pietro ":". Egli
ragiona, prova, cerca di persuadere, con quel tatto e quella delicate))a, che non inaspriscono
$a finiscon quasi se$pre per conquistare i cuori. Ficordia$oci dell.ese$pio di Pietro, quando
sia$o chia$ati 4a rispondere a nostra difesa4 %Pietro :%@ a quelli che attaccano le nostre
convin)ioni religiose.
". *on se$pre bene n( opportuno, evangeli))ando, il co$inciare con l.annun)io di quelle
dottrine trascendentali, che non si possono afferrare che per la fede. 3isogna anche qui aver
tatto; bisogna che ci rendia$o ben conto dell.a$biente, dello stato psicologico e della cultura
religiosa dei nostri uditori e che sceglia$o quindi il $etodo $igliore per guadagnarli a 5risto.
Pietro co$incia ad annun)iare 7es8 uomo. Ed era la via pi8 naturale da seguire. #a
7es8 uomo egli parte; e continua, e con la 3ibbia alla $ano trae i suoi uditori, sulle ali della
ispirata prova biblica, fino all.alte))a della divinit< di 7es8. *on vorrei essere frainteso: non
questione di opportunismo, co$e si dice oggi, non , cio, questione di sacrificare la dottrina
all.a$biente; no, #io ce ne guardi; questione di metodo;di scegliere, cio il $odo pi8 adatto
per trarre l.uditorio all.alte))a della dottrina. 4-l latte4 a chi non pu2 digerire che il
latte %5orin)i :%C": il 4cibo sodo4 a chi pu2 digerire il cibo sodo Ebrei @:%",%!.
. *ella profe)ia di 7ioele @:%,C%+ ade$piuta alla Pentecoste, vedo tre verit<, o tre fatti che
accenno di volo, e che sono fecondi di salutari conseguen)e:
a) il (uovo Patto sta$ilisce la vera uguaglian"a1 tutti, sen)a distin)ione, sono
peccatori; tutti hanno bisogno d.esser salvati; tutti hanno bisogno di quello /pirito /anto,
sen)a il quale non c. possibilit< di salva)ione;
b) il dono dello Spirito 0 dono universale; non il privilegio di pochi; pu2 fare la felicit< di
tutti Luca %%:%;
c) )ddio non promette n3 d tutti i doni dello Spirito ad ogni singolo individuo; $a ai giovani
una cosa, ai vecchi l.altra, e cos; via dicendo.
!. La salva)ione un fatto del quale non c. ani$a u$ana che possa dire: 4Per $e, io ne
posso far sen)aD4 Ecco perch( -ddio l.ha resa facile per tutti. 45hiunque avr< invocato il no$e
del /ignore sar< salvo4 7ioele ":"%. ?acile per tutti, $a necessario che ognuno se l.appropri
per conto suo. 6uel chiunque del testo a due fatti i$portantissi$i e solenni, accenna; egli ci
dice:
a) la salva)ione un fatto universale, quanto alla sua destina)ione;
b) un fatto individuale, quanto agli effetti che deve e pu2 produrre.
@. - versetti %E e "' gettano dei la$pi sinistri anche sul nostro ori))onte. 6uali cala$it< ci
aspettano> *iuno si spaventi, per2; si rifugi all.o$bra della pro$essa che nel versetto "% e
dica pur col /al$ista:
4Egli $i protegger< nel suo tabernacolo nel d; della sventura;
Egli $i nasconder< sotto il riparo della sua tenda;
Egli $i lever< in alto sopra una rocca4 /al$i ",:@.
&. -l verso. " ci pone dinnan)i agli occhi due grandi fatti: la prescien)a di #io e la libert<
u$ana; e ci di$ostra che i disegni preparati ab eterno da #io non annullano, nel te$po, la
responsabilit< degli u$ani. 0 noi, che abbia$o 4la veduta corta di una spanna4, arduo il
renderci conto a fil di logica dell.ar$onia che regna fra quei due fatti. Poco te$po fa, il
5anonico Milberforce, in un suo discorso detto nell.0bba)ia di Mest$inster a Londra, illustrava
bella$ente in questo $odo le rela)ioni che passano fra il decreto divino e la libert< u$ana.
4:edete l.u$anit<, diceva egli. Ella si $uove libera$ente per tutte le parti del globo. :a, viene,
s.agita, si affaccenda, a suo talento; e intanto, sen)a ch.ella se ne accorga, e sen)a che buona
parte di lei neppur lo sappia, tutto il te$po portata dal globo che gira e gira secondo leggi,
sulle quali ella non ha n( do$inio n( influen)a di sorta4.
,. -l fatto della risurre)ione provato da Pietro nel suo discorso con tre argo$enti, tratti:
%) dalla profe)ia;
") dalla testi$onian)a oculare di tutti quelli che videro 7es8 risorto;
) dal fatto pentecostale.
5he 7es8 fosse real$ente risuscitato, tutti lo sapevano in 7erusale$$e; e a soffocarne la
noti)ia fin (la bel principio, i principali sacerdoti e gli an)iani avean corrotto con danaro le
guardie del sepolcro, e le aveano indotte a, propalar questa fandonia: 4- suoi discepoli son
venuti di notte e l.hanno rubato, $entre noi dor$iva$o4 =atteo "+:%%C%. 9ra dice bene il
Parker: 4Pietro si basa sen).o$bra di equivoci sul fatto storico della risurre)ione... Egli parla
con l.assoluta franche))a d.un uo$o che riferisce dei fatti, che ogni bi$bo, nell.asse$blea,
sapeva esser fatti e non inven"ioni; e si trovava di fronte a gente, che si sarebbe al)ata di
botto e avrebbe contraddette le affer$a)ioni apostoliche, se avesse avuto possibilit< e ragione
di farlo4. =a niuno s.al)a perch( sarebbe $alagevole il negare la veridicit< d.un fatto, che la
prova storica illu$ina di luce $eridiana.
+. 40vere il /ignore del continuo davanti agli occhi... averlo alla nostra destra4 0tti @:"@
risolvere gloriosa$ente il gran proble$a della esisten)a. =a non basta averlo davanti agli
occhi di quando in quando; del continuo dice il /al$ista. *on basta tenerlo alla nostra
sinistra; alla destra convien tenerlo; il posto d.onore bisogna dargli nei nostri affetti, nei
nostri pensieri, nelle nostre aspira)ioni. Per uscir dalle i$$agini; il segreto del nostro trionfo
non in una co$unione inter$ittente con #io; $a nella continua e perseverante di$ora di
tutto quanto il nostro io nelle braccia eterne della $isericordia divina. 1utti quelli che hanno
avuto del continuo il /ignore dinnan)i agli occhi in questo $ondo, staranno dinnan)i agli occhi
del /ignore nell.altro; tutti quelli che hanno avuto in questo $ondo il /ignore alla loro destra,
staranno, nell.altro, alla destra del /ignore.
E. 41u $i hai fatte conoscere le vie della vita4 0tti @:"+, dice il /al$ista. Le vie della vita che il
Padre fece conoscere a quel ?igliuolo 4nel quale Egli avea posto tutta la sua affe)ione4 =atteo
:%,, sono quelle vie di santit<, di giusti)ia e d.a$ore, nelle quali 7es8 ca$$in2 durante il suo
$inisterio terrestre. 1utte quante coteste vie $enavano alla gloria, $a passavano per la valle
della u$ilia)ione e del dolore. 4Le vie della vita4 sono le $edesi$e anche per noi. Fendia$oci
ben conto di questa verit< pratica, che talora, trovandoci 4nel ci$ento, non ci sentia$o
s$arriti, quasi ci avvenisse cosa strana4%Pietro !:%". Le vie del $ondo se$brano passar tra i
fiori, tra il gaudio continuo, e $enano al baratro dello sconforto, della delusione e della $orte.
Le vie di #io che passano per le serie, solenni pianure dell.abnega)ione e del sacrificio, e per la
valle della prova e del dolore, $enano alla vita ed alla vita eterna.
%'. 1re grandi profe)ie l.apostolo cita e co$$enta nel suo discorso pentecostale. 6uella di
7ioele, che si riferisce alla effusione dello /pirito /anto; quella del /al$o %&, che si riferisce
alla risurre)ione di 5risto; quella del /al$o %%', che si riferisce all.0scensione ed alla
glorifica)ione di 7es8. 1utto questo ci d< un.idea della grande))a delle profe)ie dell.0. 1. e del
$odo d.interpretarle. =olti pensano che l.0. 1. non sia altro che un libro $orto; un libro di
storia antica, sen).alcuna rela)ione con la vita $oderna; addirittura un $aga))ino di antichit<
e nient.altro. Pietro c.insegna ch.esso invece un libro vivente, e che chi lo studia e lo
investiga guidato dallo /pirito /anto, pu2 trarne dei tesori ineffabili d.istru)ione e di
edifica)ione.
3) @. !'effetto del discorso (0tti ":,C!%)
2urono compunti nel cuore ( katenughsan thn kardian )
*urono trafitti nel cuore. L.espressione che Luca usa qui non si trova altrove nel *. 1. /ignifica
proprio trapassare con un ago, o con un istrumento affilato. La parola di #io annun)iata da
Pietro fu davvero in questo caso 4pi8 acuta di qualunque spada a due tagli4 Ebrei !:%". Ella
scosse le coscien)e degli uditori, che sentirono il $ale che aveano fatto, spre))ando ed
uccidendo il loro =essia. =a non fu soltanto affar di senti$ento. 0l risveglio ed alla
co$$o)ione dei senti$enti, tenne dietro l.a)ione della volont<:
2ratelli, che dobbiam noi fare*
6uell o 4uomini fratelli4, co$e dice il greco, espri$e tutta la fiducia che gli uditori ripongono in
Pietro e negli apostoli. /ono co$e naufraghi, che, consci della gravit< del pericolo che corrono,
si gettano con intero abbandono nelle braccia di chi ha loro di$ostrato tanto desiderio di
condurli alla riva della salva)ione.
3; Ravvedetevi, e ciascun di voi sia batte&&ato nel nome di $es: .risto.
4#ue cose, risponde l.apostolo, dovete fare: ravvedetevi e siate $atte""ati4. +avvedetevi. -l
=artini traduce: *ate peniten"a. Lascia$o stare questa espressione che potrebbe facil$ente
trarre in errore chi legge. La parola greca vuol dire mutate di pensiero; ed i$plica questo: che
il pensiero che ha finora regolato la vita $orale degli uditori, dev.essere radical$ente cangiato
-l ravvedi$ento non consiste in qualche 4peniten)a esterna4 che un direttore spirituale
qualunque ordina nel buio del confessionale; co$e non consiste, neppure nello spavento che la
coscien)a prova, pensando alle conseguen)e del $ale co$piuto; il ravvedi$ento vero consiste
nel dolore che provia$o al pensiero d.avere offeso quell.-ddio che ci ha tanto a$ati, e nel
proponi$ento fer$o, risoluto, sincero, irre$ovibile che faccia$o, di lasciare il $ale e di
$etterci sulla via del bene. L.apostolo do$anda anche il $attesimo nel nome di Ges9
%risto (epi tA ono$ati -hsou 5ristou... l.atto esterno, il battesi$o, che deve provare la
sincerit< della fede di colui che si appoggia sul nome di %risto1 epi tA ono$ati ecc.); il qual
battesi$o un atto, per cui chi lo co$pie confessa pubblica$ente la sua fede in 5risto; lo
riconosce per suo personale /alvatore, e s.i$pegna a consacrarsi a Lui, co$e al suo /ignore e
=essia. 1utto questo i$plicato nella frase: nel nome di Ges9 %risto. 5o$e $ai l.apostolo
parla egli d.un battesi$o nel nome di Ges9 di %risto e non del battesi$o nel nome del Padre,
del *iglio e dello Spirito Santo- =atteo "+:%E. =olte risposte si sono architettate per cotesta
do$anda. La risposta vera nella idach3 (didach tAn dAdeka apostolAn) in questo antico
$anuale del culto e della liturgia dei te$pi della 5hiesa pri$itiva. #alla idach3 si vede che
nella 5hiesa pri$itiva, ufficial$ente, si batte))ava nel no$e del Padre, del ?iglio e dello /pirito
/anto; $a quando si trattava del battesi$o dal punto di vista essen)ial$ente cristiano, a
distin)ione per ese$pio del battesi$o di 7iovanni, se ne parlava co$e del $attesimo nel nome
del Signore. 0 chi si ravvede e riceve in cotesto senso il battesi$o, due cose sono
pro$esse: la remissione dei peccati e il dono dello !pirito !anto.
!a remissione dei peccati (afesi: tAn .a$artiAn) il cancella$ento co$pleto, assoluto, di tutti
i peccati; non il 4lasciar correre4, il 4$etter da parte4, la praetermissio (paresi:) dei peccati
di Fo$ani ."@; il radicale toglier di $e))o tutti i peccati, 4fossero pure rossi co$e la
grana4 -saia %:%+; il vento della gra)ia che li dilegua, co$e il vento dilegua la nuvola nel
cielo -saia !!:"", onde non tornino pi8 ad accusarci nel cospetto dell.-ddio tre volte
/anto 7ere$ia @':"'. -l $odo in remissione dei peccati la tradu)ione del greco ei: afesin
ecc., che vuol dire: in vista della remissione dei peccati; affinch3 possiate giungere alla
remissione dei peccati, e si$ili. La seconda cosa che l.apostolo pro$ette, a chi si ravvede e
riceve il battesi$o co$e espressione esterna d.un atto interno di co$pleta sotto$issione a
5risto, il dono dello Spirito Santo.
3, /e non che un dubbio potea sorgere: C 4=a pu2 lo /pirito /anto pentecostale, che stato
dato a voi, pu2 egli esser vera$ente co$unicato anche a noi>...4 E l.apostolo risponde,
tornando alla profe)ia di 7ioele: C /icuro, che pu2 0tti @:E; perciocch6 la promessa 6 fatta
a voi ed ai vostri figliuoli ed a tutti coloro che son lontani; a quanti il !ignore Iddio
nostro ne chiamer9.
!a promessa qui la pro$essa speciale dello /pirito /anto.
/ voi; cio, a voi, israeliti.
/i vostri figliuoli; vale a dire, ai vostri discendenti, alle genera)ioni che verranno dopo di voi.
3isogna leggere questa espressione alla luce di -saia !!:; @E:"% e si$ili; e special$ente alla
luce della profe)ia di 7ioele. L<, 4i figliuoli e le figliouole4 0tti @:%, sono 4i figliuoli e le figliuole4
gi< innan)i nella et<, e capaci quindi, di profeti))are. 5ercar quindi in questo passo un
argo$ento in appoggio del battesi$o dei ba$bini, cosa fuori di luogo. Fi$ane per2 questa
consolante verit<, chiara$ente enunciata dal testo; che le benedi)ioni della salva)ione non
sono circoscritte ai genitori, $a si protendono anche sui figli di genera)ione in genera)ione. -
genitori cristiani che educano i loro figliuoli per consacrarli a #io, sono incoraggiati e nel loro
arduo lavoro da questa verit< del testo: che #io non cerca di $eglio che di perpetuare di et< in
et< le benedi)ioni concesse ai padri ed alle $adri.
/ tutti coloro che son lontani. -n due $odi si spiegano queste parole. -l =eJer ed il
3au$garten pensano che Pietro alludesse agli israeliti che abitavano lontani, dispersi fra tante
genti diverse. ?atto , che Pietro, quando pronunciava queste parole, non aveva ancora idea
della 4voca)ione dei gentili4; basti, a provarlo, la lettura del capo %' dei ?atti. =a il 5alvino, il
3engel, il Lange ed altri pensano invece che questi lontani siano vera$ente i pagani.
/ quanti il !ignore Iddio nostro ne chiamer9. La pro$essa non per tutti
indistinta$ente; per quelli che -ddio chia$a. 0 #io, il chia$are %Pietro @:%'; a noi, il
rispondere alla chia$ata. E #io, nella sua Provviden)a, chia$a tutti; Egli non ha per tutti la
$edesi$a ora, $a ha un.ora per tutti.
1 E con molte altre parole...
-l discorso che abbia$o qui studiato, non tutto il discorso di Pietro: non ne che lo sche$a,
uno schi))o.
Protestava loro;
$eglio: testimoniava, rendea testimonian"a delle pro$esse del cristianesi$o; dei pericoli che il
peccatore corre, quando non vuol rispondere alla chia$ata divina; del carattere perverso della
genera)ione dalla quale ei li esortava a separarsi.
E li confortava;
$eglio: li esortava.
!alvatevi di me&&o a questa perversa genera&ione8
vale a dire: Guardatevi dalle tristi influen"e di questa perversa genera"ione; di questa perversa
ra))a di israeliti, fra i quali vivete.
Perversa8
refrattaria, recalcitrante ad ogni buon insegna$ento =atteo %%:%&C%E; %":E; %&:!; ":%C
E; =arco +:+.
0 .oloro i quali volonterosamente...
-l volonterosamente (as$enA:) va cancellato. =anca nei $igliori $anoscritti (0. 3. 5. #., 5od.
/in.) e nelle antiche versioni. Evidente$ente si tratta di un.aggiunta posteriore.
+a sua parola;
la parola, il $essaggio di Pietro.
2urono aggiunte
alla co$pagnia dei discepoli, al nu$ero dei seguaci di 5risto.
Riflessioni
%. or essi, avendo udite queste cose, furono compunti nel cuore.
L.uo$o pu2 far $olto per invitare i peccatori a rientrare in se stessi e cercare il loro #io nel
santuario della loro coscien)a; il ragiona$ento u$ano pu2 far $olto per illu$inare e
convincere l.intelletto; $a il $odo pi8 efficace a suscitar nei cuori un dolore intenso e sincero
dei peccati co$$essi, ri$arr< pur se$pre quel gran $odo di Pietro, che consiste nel $ettere
in ispirito dinnan)i agli occhi del peccatore il 5rocifisso e nel dirgli: C 46uel 7iusto, che non
conobbe n( co$$ise $ai peccato, $uore sulla croce; e sulla croce l.hanno tratto i tuoi
peccati5..
". La profondit< della ferita prodotta nel cuore degli uditori dalla ispirata parola pentecostale di
Pietro, $essa in eviden)a dalla do$anda degli uditori stessi: C >che dobbiam noi
fare*> (5onf. con 0tti E:&, che per2 non in tutti i testi, co$e noter2 a suo luogo, e 0tti
%&:'). 5hi pu2 anali))are tutti quanti i senti$enti da cui sgorga cotesta do$anda> Le ani$e
che giungono a cotesto grido, sono ani$e che la coscien)a d.una vita ogni giorno vissuta in
onta a #io, spaventa; ani$e che tre$ano, pensando ad un tratto a quel giusto 7iudice, che
aveano total$ente obliato; ani$e che ge$ono in quelle ritorte, in cui pur tanto gi< si
co$piacquero; ani$e, che non hanno pi8 che un desiderio: quello della libert<: e che, per
a$ore di quell.-ddio che adesso sanno quanto le abbia a$ate, son pronte a qualunque
rinuncia$ento; ani$e, che cotesta foga di senti$enti non 4dalla carne4 $a da -ddio soltanto
ispirati, spinge trionfal$ente verso i confini del regno di #io.
. Fiassu$ia$o poich ne val davvero la pena, gli ele$enti dottrinali del verso. +. 0lla
do$anda 4che cosa debba far L.uo$o per esser salvato4, Pietro risponde cos;:
%) Si ravveda;
") +iceva il $attesimo nel nome di Ges9 %risto; vale a dire: confessi pubblica$ente, per
cotest.atto, ch.egli crede in 5risto; che ha accettato 5risto co$e suo personal /alvatore e che
al suo /alvatore intende consacrare il resto della sua vita.
0 chi cos; si ravvede e in cotesto senso riceve il battesi$o, due cose l.apostolo, in no$e di #io,
pro$ette:
%. la remissione dei peccati; vale a dire il perdono gratuito, co$pleto, assoluto, di tutti i
peccati 5olossesi ":% e
". il dono dello Spirito Santo; il dono, cio, anch.esso gratuito, di quella 4virt8 da alto4 Luca
"!:!E; 0tti %:+, di quella energia divina che rende la fede feconda di frutti per la gloria di #io,
e che ci redi$e quotidiana$ente dalla poten)a del $ale.
6uesta, la dottrina apostolica. -l =artini co$$enta questo passo i$portante in $odo che
dev.esser notato. Egli interpreta cos;: +icevete il 6attesimo, e con esso la remissione dei
peccati meritata da %risto con la sua passione e con lo spargimento del suo sangue. -l che
$utila e falsa co$pleta$ente il concetto dell.apostolo. Lo mutila, pri$a di tutto: perch( il
=artini, n( qui n( in alcuna nota precedente, non fa alcun caso di quel ravvedimento, che ha
pure tanta parte nella risposta di Pietro alla do$anda del verso. ,. Lo falsa
completamente, aggiungo, perch( la remissione dei peccati 4$eritataci da 5risto con la sua
passione e con lo spargi$ento del suo sangue4 non ci data $agica$ente col battesi$o o per
me""o del battesi$o; L.apostolo non si $ai sognato di insegnar cotesta dottrina. 5hi ha
seguito con un po. d.atten)ione il nostro co$$ento ne sen)a dubbio pi8 che
persuaso. +avvedetevi, dice l.apostolo; confessate pu$$licamente per me""o del $attesimo la
vostra fede, e voi giungerete ad ottenere la remissione dei peccati e il dono dello Spirito
Santo. =a non basta. 0 proposito del riceverete il dono dello !pirito !anto, il =artini
aggiunge: %i/ pu/ intendersi1 primo, della gra"ia e dei doni interiori conferiti per me""o del
$attesimo; e anche della %onferma"ione, il qual sacramento nei primi tempi della %hiesa si
amministrava insieme col 6attesimo1 secondo, pu/ intendersi anche dei doni esterni, concessi
o tutti a ciascheduno, o a chi l'uno, o a chi l'altro. 1re osserva)ioni di volo.
%) -l 3attesi$o, co$e Pietro l.intende, e co$e ho gi< $ostrato ad esuberan)a, non conferisce
n( gra)ia, n( doni interiori.
") La 5onfer$a)ione non un sacra$ento, perch( del sacra$ento le $anca la principale
caratteristica, che questa: d.essere una istitu)ione di 7es8 5risto.
) 5he la 5onfer$a)ione 4fosse sacra$ental$ente a$$inistrata nei pri$i te$pi della 5hiesa
insie$e col 3attesi$o4 una fandonia.
6uesta ceri$onia per la quale la 5hiesa ro$ana, confer$a le gra)ie del battesi$o nei giovani
adulti di %' o %% anni d.et< e li rende 4perfetti cristiani4 co$unicando loro 4l.abbondan)a dei
doni e delle gra)ie dello /pirito /anto4, non divenne sacra$ento che pi8 tardi e per opera di
Pietro Lo$bardo (nato il %%'', vescovo nel %%@E, $orto il %%&!). ?u lui che ebbe pri$o l.idea
di far salire a sette il nu$ero dei sacra$enti. La ragione storica del sacra$ento della
confer$a)ione eccola qui in due parole. 3isogna ricordare che il vescovo soltanto a$$inistra la
5onfer$a)ione. Pietro Lo$bardo, $ettendo questa fra i sacra$enti, $ir2 a restituire, in parte
ai vescovi il privilegio che aveano da pri$a, di a$$inistrare essi soli il battesi$o. 9ra che le
circostan)e aveano fatto dare a tutti i preti il privilegio di batte))are e d.introdurre cos; le
ani$e nella 5hiesa, la 5onfer$a)ione apparve a Pietro Lo$bardo co$e nata fatta a rendere ai
vescovi qualche autorit<, che rial)asse agli occhi del popolo il prestigio della, gerarchia.
!. 46uand.io sar2 levato in su dalla terra (quando cio sar2 stato crocifisso) trarr2 tutti a $e4,
diceva 7es8 7iovanni %":"; e alla partecipa)ione dei benefici che sgorgano dalla croce di
5risto, -ddio chia$a tutti: israeliti, non israeliti, padri, figli, ed i cuori pi8 lontani dal suo cuore
paterno. B -ddio che chia$a; a volte, per appelli diretti alla coscien)a, sen).o$bra di
stro$entalit< u$ana; $a il pi8 spesso e il pi8 ordinaria$ente, Egli chia$a per $e))o dei
salvati. /e all.ora in cui sia$o, tanto piccola ancora la parte dell.u$ana fa$iglia che gi< gode
dei benefici della salva)ione, di chi la colpa> #i #io, forse>, 9h no; sen)a dubbio per colpa del
poco )elo $issionario della 5hiesa, che nel nostro secolo soltanto ha co$inciato a capire quale
sia il dovere che corrisponde al diritto di coloro che 4sono stati fatti figliuoli di #io4 7iovanni
%:%"; %5orin)i E:%&.
@. !alvatevi di me&&o a questa perversa genera&ione, escla$a l.apostolo; ed bene che il
grido dell.apostolo giunga fino a noi, in tutta la sua solennit<, a ricordarci che l.opera dello
/pirito /anto non potr< $ai produrre in noi quei frutti ch.Egli vuole e pu2 produrre 7alati @:"",
finch( noi ci tenia$o sotto le corrotte e corro$penti influen)e del $ondo. #ice bene il 6uesnel:
4=eglio per te l.abitare in solitudine, che l.esser trovato nella co$pagnia degli e$pi4.
&. Hn fatto qui pur da osservare dal punto di vista ecclesiastico. Le condi)ioni per essere
a$$essi alla 5hiesa non stanno tanto nella conoscen"a quanto nella vita. La conoscen)a
intellettuale e speri$entale delle grandi verit< dell.Evangelo sono cose progressive; cose lente;
cose di tutta quanta l.esisten)a; non si pu2 pretendere quindi che chi si presenta a noi per
essere a$$esso alla 5hiesa, conosca gi< tutto e profonda$ente. 3aster<, per questo, che
abbia la conoscen)a ele$entare dei tre$ila; $a a cotesta conoscen)a ele$entare dovr< poter
aggiungere dei segni $anifesti d.una piet< sincera, d.un profondo orrore del peccato, d.un
fervido a$ore per 7es8 e d.una bra$a ardente di quella co$unione con #io per 5risto, che
fonte perenne d.opere di santit< e di giusti)ia. 5hi si fonda su questo fatto dei tre$ila per dire
che nell.a$$issione dei nuovi $e$bri nella 5hiesa non s.ha il diritto d.andar tanto per la
sottile, non di$entichi che quest.a$$issione dei tre$ila fu fatta in te$po di 4risveglio
religioso4; e del risveglio pi8 grande, pi8 vero, pi8 potente che la storia ricordi.
2 &. ) primi convertiti (0tti ":!"C!,)
#r erano perseveranti nella dottrina degli apostoli.
6uesto non vuol dire, co$e la frase se$bra indicare, che i nuovi convertiti 4continuavano a
star fedeli alla dottrina degli apostoli4; $a vuol dire invece che, con bra$osia ognor crescente,
essi attendevano all.insegna$ento i$partito loro dagli apostoli per progredire nella conoscen)a
di #io e di 5risto.
+a dottrina degli apostoli,
co$e si vede dal discorso di Pietro, aveva due sorgenti: L.0ntico 1esta$ento e le sante
ricordan)e del =aestro.
la comunione
qui ter$ine a$biguo; a render bene il senso del testo, bisogna dire: &rano assidui
alle riunioni comuni;
a quelle riunioni nelle quali essi s.incoraggiavano, si esortavano e si a$$aestravano a vicenda.
-l confondere questa con l.idea che segue, e dire co$e fa il =artini: &rano assidui
alla comune fra"ione del pane, cosa erronea. -l 3au$garten, l.9lshausen, lo Leckett vedono
in questa 4co$unione4 (koinAnia) 4il co$unis$o dei beni4. =a di questo 4co$unis$o4 non c.
traccia nel testo fino a pi8 tardi, ai versetti !!, !@ e alla fine del 5apitolo !. Poi, co$e dice
bene il 3arde, per designare la co$unica)ione d.un qualcosa, fatta da un individuo ad un altro,
il koinAnia dev.essere acco$pagnato da qualche altra parola cos; che ne deter$ini il senso:
non lo si pu2 usare cos;, in senso assoluto Fo$ani %@:"&; "5orin)i +:!. -l Lightfoot vede
nell.indica)ione di un.agape, che finisce con la /anta 5ena. -l 3engel, il =eJer, il Lechler, il
3arde interpretano, co$e fo io, il koinAnia per 4co$unione fraterna4.
Il rompere il pane nel *uovo 1esta$ento il $odo pi8 antico di significare la 5ena del
/ignore. B, $olto probabile, nota il LindsaJ, che la 5ena del /ignore fosse dai pri$i convertiti
celebrata ad ogni loro pasto serale. E il 3arde dice: 4/i tratta probabil$ente del pasto preso in
co$une e co$inciato, co$e fece il /alvatore ad E$$aus, ro$pendo il pane, e ter$inato con la
celebra)ione della 5ena (le agapai di 7iuda %"). #a $olto te$po, la co$unione col =aestro
appariva agli occhi dei discepoli sotto l.i$agine d.un convito. ?ra loro, d<nno adesso for$a e
corpo alla i$$agine; si radunano per i loro pasti e li concludono con la co$$e$ora)ione della
$orte del /ignore. -l nostro testo non parla che di pane. *on cavia$o di qui il corollario dei
co$$entatori cattolici, che, dicono: 4:edete>... eccovi un argo$ento per la co$unione che
dev.essere d.una sola specieD...4. 6uesta esegesi pu2 essere incoraggiata dalla 2ulgata, che
parla della 4co$$unicatio fractionis panis;4 $a esegesi inesatta, co$. inesatto ed erroneo,
in questo luogo, il tradurre della :ulgata.
3elle ora&ioni, che in tutta la loro grande variet< salivano a #io co$e un profu$o d.odor
soave. Lo detto pi8 sopra che i pri$i convertiti furono aggiunti alla 5hiesa in un te$po di
4risveglio4; ecco la prova che 4il risveglio4 era stato cosa vera e cosa profonda. 9gni risveglio
religioso, se genuino, se$pre seguito da un ardente a$ore per la preghiera.
6uest.articolo nelle ora"ioni ha indotto qualcuno ad accentuare la cosa al punto da veder qui
una prova del fatto che la 5hiesa, in questi suoi pri$ordi, aveva gi< delle for$ule di preghiere.
=a a confutare questa opinione basti il citare 0tti %:%! dove, il testo dice: tutti costoro
perseveravano nella preghiera.
3 Ed ogni persona avea timore.
Tutta la gente era in apprensione, dice forse $eglio il =artini. Lo scrittore sacro vuol descrivere
la i$pressione che questo risveglio religioso produceva sugli ani$i di tutti, anche degli
inconvertiti. /e accostia$o queste parole del verso ! al verso. !,, vedia$o che triplice era
cotesta i$pressione. Tutti erano in apprensione; erano invasi da un senti$ento $isto di
reveren)a e di ti$ore (verso. !); capivano che in tutto quello che avveniva sotto ai loro occhi,
c.ra qualcosa di straordinario, di soprannaturale; e il popolo li circondava di rispetto e li
guardava di buon occhio (verso. !, a); e fra i tanti, ogni giorno qualcuno si arrendeva alla
eviden)a dei fatti, si decideva per il /ignore, ed era dal Signore aggiunto alla %hiesa (verso. !,
b). E dire che questa era la stessa folla di $e))o alla, quale era uscito poco pri$a il $otteggio:
4/ono pieni di vin dolceD...4 0tti ":%.
I segni sono tutte le prove che della legitti$it< della $issione apostolica -ddio dava in via
soprannaturale per $e))o degli apostoli stessi. #i questi segni e di questi miracoli vedre$o
degli ese$pi nei capitoli seguenti.
0lcuni codici, fra i quali il /inaitico, aggiungono alla fine del verso. ! queste parole, che il
=artini ha nella sua tradu)ione:... si facevano dagli apostoli in $erusalemme; tutti erano
compresi da un senso di profondo rispetto. (fobo: te h: $ega: epi panta:)
E tutti coloro che credevano erano insieme
(hsan epi to auto); erano uniti in una medesima cosa; formavano una cosa sola; vivevano
assieme, si potrebbe tradurre con lo /tapfer; intendendo questo non in senso assoluto, $a in
senso relativo; non nel senso, cio, che vivessero tutti in un $edesi$o luogo, $a nel senso
che spessissi$o si trovavano assie$e, ora qua 0tti %:%@; ":%, ora nel te$pio 0tti ":!&, ora in
casa di questo o di quest.altro fratello ora raccolti a fraterni conviti, che presto si chia$eranno
appunto agapi (agapai), che vuol dire: dimostra"ioni d'amore (7iuda %"; "Pietro ":% confr.
con %5orin)i %%:%, e seg.).
" Ed aveano ogni cosa in comune; e vendevano le possessioni, ed i beni;
9, se si vuol espri$ere la differen)a: e vendevano i loro $eni immo$ili e mo$ili;
e li distribuivano,
ossia: ne distri$uivano il ricavato
a tutti in propor&ione del bisogno di ciascuno.
/icco$e avre$o a tornare sul soggetto, studiere$o questo fatto i$portante,
co$$entando 0tti !:"C,; @:%C%'.
( Perseveravano...
erano assidui al Tempio.
#gni giorno, di pari consentimento.
-l di pari consentimento nel greco un avverbio (.o$oqu$adon) che vuol dire: unanimemente,
tutt'insieme, e si$ili.
Tutti i giorni nel Tempio alle ore stabilite per la preghiera 0tti :%; %':E ecc. /ia$o ai giorni
dell.infan)ia della 5hiesa. La 5hiesa nacque all.o$bra del 1e$pio dal seno della /inagoga, che
le fu, purtroppo, pi8 $atrigna che $adre. 5i vorr< del te$po pri$a che la 5hiesa si e$ancipi
co$pleta$ente dal giudais$o; e sicco$e non v.ha e$ancipa)ione che non sia stata preparata
dal sangue, vedre$o pi8 innan)i Paolo diventar l.eroe di quella e$ancipa)ione, che /tefano ha
preparata col sacrificio della propria vita. 1utto questo, a suo luogo. 6ui lo scrittore sacro ci
presenta la 5hiesa in un $o$ento storico i$portantissi$o. - convertiti di questo $o$ento
storico adorano l.-ddio dei padri loro nel 1e$pio con tutti gli altri pii giudei, ed al te$po stesso
for$ano quella vivente co$unit< cristiana, che abbia$o in questi versetti a$$irata.
Rompendo il pane di casa in casa. -l rompere il pane, co$e ho notato gi< al ver. !",
accenna alla co$$e$ora)ione dell.ulti$a cena del =aestro coi suoi. -l di casa in casa (kata
oikon 0tti @:!") $eglio tradotto per in casa; ogni fa$iglia, in casa propria, rompeva il
pane. -l te$pio era il santuario co$une, in cui i cristiani adoravano l.-ddio dei loro padri; le
fraterne raunan)e, il santuario in cui assie$e si rallegravano dell.allegre))a della salva)ione,
che 5risto avea loro assicurata; la fa$iglia era il loro santuario do$estico, privato; non a
parole, co$. spesso ai nostri giorni; $a per davvero, e nel senso pi8 alto e spirituale della
espressione.
Prendeano il cibo insieme con leti&ia e con semplicit9 di cuore.
/i tratta ancora del santuario do$estico; quindi, quell.insieme, che potrebbe far credere che si
tratti di pasti collettivi, fuori di cotesto privato santuario, va tolto. =eglio tradurre
cos;: prendeano il loro ci$o con leti"ia ecc. E il passo avvalora quello che ho detto al vers. !";
pi8 che probabile, dire quasi certo, che i pri$i cristiani celebravano in casa, ed alla fine del
loro pasto serale, la 5ena del /ignore.
.on leti&ia.
5hi $eglio del cristiano pu2 goder piena$ente dei beni te$porali> -n ogni cosa egli vede un
dono del suo Padre celeste; e godendo di cotesti doni, egli 4gusta quanto sia buono il
/ignore4 %Pietro ":.
.on semplicit9 di cuore; vale a dire, con cuor puro e sincero, contento di quel che #io
$anda, e scevro d.ogni bollente bra$osia di quel 4superfluo4 che il $ondo agogna, $a che
purtroppo sovente la ruina della vita dello spirito %1i$oteo &:&C%'. *ota la parola greca
afeloh: (classico afeleia); essa vale, alla lettera, quello che non 0 pietroso; da felleu: terreno
roccioso e l.a privativa.
) +odando Iddio;
benedicendolo, cio, ringra)iandolo, esaltandolo per tutte le sue grandi ed ineffabili benignit<.
Ed avendo gra&ia appo tutto il popolo.
=eglio il =artini: &d essendo $en, veduti da tutto il popolo. -l testo dice: trovando
favore (econte: carin) presso tutto il popolo. Era i$possibile che uno spettacolo edificante
co$e quello che i pri$i convertiti offrivano, non facesse una qualche solenne e salutare
i$pressione su quelli che li circondavano.
Ed il !ignore aggiungeva alla chiesa ogni giorno coloro che erano salvati.
-l /ignore qui probabil$ente il /ignor 7es8, il 5apo della 5hiesa Efesini %:""; $a pu2
anch.essere l.-ddio d.-sraele del quale Pietro ha cos; spesso parlato nel suo discorso. La
parola %hiesa $anca, in alcuni codici (/inait. 0lessandr. :atic. ed altri); e invece delle parole
th ekklhsia (alla 5hiesa) essi hanno epi to auto che la :ulgata traduce per in idipsum, e il
=artini per: aggiungeva alla stessa societ9ecc. 0d ogni $odo un fatto che si tratta della
5hiesa. La +ecepta aggiunge th ekklesia a kaq. .h$eran e unisce l.epi to auto al principio di
:%: Pietro e Giovanni salivano per una medesima via... =a l. tirata pei capelli. 5hi
aggiungeva Egli il /ignore alla sua 5hiesa>.oloro che aveano ad esser salvati diceva
originaria$ente la tradu)ione diodatina. :ui salvi fierint dice /. 7irola$o nella :ulgata; e il
=artini: gente che si salvasse. /ono tutti $odi errati. -l testo originale dice tou: sA)o$enou:;
e non pu2 esser tradotto altri$enti che cos;: )l Signore aggiungeva alla %hiesa ogni
giorno quelli che erano salvati; o i salvati; non quelli che dovevano esser salvati; $a quelli
che gi< erano salvati. La 5hiesa la societ< dei credenti; la riunione dei salvati. Ella non pu2
salvare alcuno. B a 5risto e non alla 5hiesa che dobbia$o rivolgerci se voglia$o esser salvati;
e quando, per la fede in 5risto, abbia$o ricevuto la salva)ione, allora che diventia$o per
diritto e di fatto dei $e$bri della 5hiesa.
Riflessioni
%. Le cinque caratteristiche della 5hiesa pri$itiva non debbono esser qui di$enticate.
%) 'ssiduit nell'attendere alle istru"ioni apostoliche; la 5hiesa pri$itiva dunque non era
soddisfatta di quel che gi< sapeva; voleva crescere nella conoscen)a di #io; e non una parola
usciva dalle labbra degli apostoli, che non fosse subito raccolta, tesoreggiata, $editata,
assi$ilata da quelle ani$e assetate delle cose di #io.
") 'ssiduit nell'attendere alle riunioni fraterne. 6uei pri$i fratelli si sentivano deboli e si
radunavano per fortificarsi assie$e; si sapeano pochi e sentivano il bisogno di contarsi spesso;
essi vedeano l.ori))onte oscurarsi; e, stringendo le file, si preparavano alle lotte avvenire.
) 'ssiduit nel rompere il pane. La co$$e$ora)ione della $orte di 7es8 si celebrava nella
5hiesa pri$itiva ogni volta che i fratelli si raunavano per offrire a #io il loro culto.
La comunione era parte integrale del culto pri$itivo; era l.Evangelo in si$boli; l.Evangelo, cio,
che, dopo essere stato annun)iato nell.adunan)a in parole, veniva annun)iato per via dei
si$boli del pane e del vino; era un atto se$plice, che non richiedea n( apparato di for$e, n(
persone ecclesiastica$ente qualificate per a$$inistrarlo; era un atto cos; se$plice, che nel
santuario do$estico stesso poteva essere santa$ente celebrato. L.aver ridotto la co$unione a
cosa di tre o quattro volte all.anno, ha alterato il carattere dell.atto, che diventato or$ai un
qualcosa di tanto severo, di tanto grave, che il pi8 delle volte sgo$enta. La /anta 5ena non
pi8 una santificata festa di fa$iglia: il $isterioso sacra$ento, parato a lutto e circondato dai
ful$ini dell.undeci$o capitolo della pri$a ai 5orinti; i quali ful$ini, giusta$ente provocati da
abusi locali, non hanno nulla che fare n( con la origine n( con lo spirito della istitu)ione.
!) 'ssiduit nella preghiera. La preghiera non d< la vita; in 5risto e la vita; $a la preghiera,
che porta fino a #io (pro: (ton qeon) euch) il sospiro della 5hiesa sulle ali della fede, $uove il
cuore di #io a concedere quei santi battesi$i dello /pirito 0tti !:"!C% che risvegliano quelli
che dor$ono, che raffer$ano i deboli e trasfor$ano i gi< forti in eroi.
@) %arit di fatti e non di parole; spirito di a$nega"ione non teorico ma pratico. E di questo, a
pi8 tardi. -ntanto, non ci lascia$o sfuggire l.occasione di a$$irare qui il co$$entario vivente
delle divine parole di 7iovanni: %7iovanni :%,C%+. -l =artini, annotando il vers. !", dice: &d
erano assidui alle istru"ioni ecc. Sem$ra che qui si adom$rino le tre parti del sacrifi"io
cristiano; l'ora"ione, l'istru"ione e la comunione del corpo del Signore, la qual comunione
indu$itatamente s'intende per la fra"ione del pane. & di queste tre parti 0 stata sempre, ed 0
tuttora, composta la ,essa. ?ra il culto cristiano e la =essa, c. un abisso. La =essa , co$e la
chia$a il =artini, il sacrifi"io cristiano; il culto non un sacrifi)io; la $anifesta)ione esterna
dei senti$enti pi8 inti$i d.un.ani$a redenta; L.espressione dei senti$enti di fede, di
adora)ione, d.a$ore, che l.ani$a nutre per il suo #io. E poi; qual co$unione di spirito pu2
avere il popolo col prete nelle ora"ioni della =essa> E nelle istru"ioni i$partite per $e))o della
=essa, chi ci capisce nulla> E alla comunione dell.altare chi partecipa oltre al sacerdote> 0
veder nella =essa la riprodu)ione esatta del culto pri$itivo ci vuol, sul serio, la vista acutaD
". La 5hiesa, quando quello che dev.essere, s.i$pone all.atten)ione di tutti. 0nche quelli che
sono o per leggere))a di carattere o per aviti pregiudi)i poco ben disposti verso di lei, bisogna
che si fer$ino dinnan)i ad un fatto cos; solenne e straordinario. 0 cotesto 4fer$arsi4 tien dietro
una indefinibile sospensione d.ani$o, che, se non conduce addirittura alla conversione, desta
nel cuore degli osservatori un senti$ento di rispetto e di segreta a$$ira)ione.
. Ponete $ente al santuario do$estico della 5hiesa pri$itiva. 7ioia, sincerit< di cuore, piena
contente))a in $e))o ai beni largiti dalla $ano del Padre, gratitudine verso la Provviden)a,
si$patia profonda per tutti quelli che soffrono, carit< di fatti e non di parole, ecco i senti$enti
che subli$ano quel santuario do$estico pri$itivo, in cui 7es8 spiritual$ente si $uove ed
ogni giorno ricordato con la co$$e$ora)ione dell.ineffabile sacrificio del 7olgotaD
!. La 5hiesa non l.edificio $ateriale; non , disposi)ione pi8 o $eno artistica di pietre $orte;
organis$o spirituale di pietre viventi %Pietro ":!C@. La 5hiesa non l.arca che salva i
$oribondi in $e))o al diluvio della u$ana corru)ione; $a la societ< dei gi< redenti, la
fratellan)a %Pietro @:E dei gi< salvati, la fa$iglia di #io, di cui una parte $ilita in terra, $entre
l.altra gi< glorificata nei cieliEfesini :%!C%@.
La Pentecoste cristiana
Allinizio della sezione in cui racconta i primi passi della chiesa nella citt di Gerualemme (1,158,4)
Luca ha messo in luce, mediante il racconto della sostituzione di Giuda (1,15!"), il ruolo che in essa
# riser$ato ai %odici &apostoli' e il si(ni)icato speci)ico del tempo caratterizzato dalla loro presenza e
atti$it* +ra descri$e il momento iniziale e )ondante della chiesa stessa, in cui ha luo(o la discesa
dello ,pirito sul primo (ruppo di discepoli* -(li non si limita a raccontare .uesto e$ento ($$* 14) ma
ne indica le ripercussioni nel mondo esterno ($$* 411) in modo tale da )ar risaltare la $era natura e i
compiti che %io stesso ha riser$ato alla sua chiesa* /l racconto assume tutto il suo si(ni)icato se #
letto sullo s)ondo delle concezioni (iudaiche ri(uardanti la Pentecoste*
La discesa dello ,pirito ($$* 14)
Luca inizia il suo racconto indicando il momento e il luo(o in cui ha a$uto luo(o le$ento ($* 1)*
Loccasione temporale # cos0 desi(nata1 23entre sta$a per )inire (en ti symplrousthai) il (iorno di
Pentecoste4* /n realt ci5 che sta$a per )inire non era il (iorno di Pentecoste, che in$ece era solo
iniziato (c)r* !,15), ma il computo delle sette settimane, a partire dalla Pas.ua, al termine delle .uali
ha luo(o la Pentecoste* 6on $iene precisato chi sono prota(onisti del racconto1 siccome il 7rano si
ricolle(a, dopo la parentesi ri(uardante la sostituzione di Giuda, alla notizia riportata in 1,1!14, si
pu5 supporre che insieme ai dodici $i )ossero anche le donne, 3aria e i )ratelli di Ges89 in se(uito
per5 si parler solo dei %odici (c)r* $* 14)* / discepoli si tro$a$ano 2tutti insieme41 con .ueste parole
Luca sottolinea non solo la presenza )isica nello stesso luo(o ma anche lunione che re(na$a tra
coloro che costitui$ano il primo nucleo della chiesa (c)r* 1,1!9 !,4!*449 4,:!)* /l luo(o in cui a$$iene il
)atto # pro7a7ilmente ancora la sala al piano superiore in cui si erano ritirati (c)r* 1,1:)*
/mpro$$isamente dal cielo $iene un 2rom7o4 (echos) che riempie tutta la casa ($* !)* 6el $* " .uesto
)orte rumore $iene indicato con il termine 2)ra(ore4 (phon)* Am7edue i termini apparten(ono alla
terminolo(ia (reca della teo)ania (c)r* -s 1;,1"9 1,am 4,59 ,al 4",49 -7 1!,181;)* Luca osser$a che il
rom7o rassomi(lia$a a .uello di un $ento (a(liardo1 anche .uesto particolare si ricolle(a alla
terminolo(ia usata per descri$ere la teo)ania (c)r* 1<e 1;,11)* /l termine 2$ento4 (pnos) allude (i
allo ,pirito (pneuma), che ad esso $iene spesso assimilato (c)r* -z :=,;9 G$ :,8)*
/l rom7o $enuto dal cielo 2riempie4 tutta la casa, cos0 come )ra poco lo ,pirito 2riempir4 tutti i
presenti* Lespressione richiama -s 1;,181 2/l monte ,inai era tutto )umante, perch> su di esso era
sceso ?@A@ nel )uoco4* ,ullo s)ondo $i sono anche i testi ri(uardanti la nu7e che riempie il
ta7ernacolo (-s 4B,:49 1<e 8,1B11)*
Appar$ero allora lin(ue come di )uoco che si di$ide$ano e si 2posarono4 (ekathisen, al sin(olare,
con chiaro ri)erimento allo ,pirito sim7ole((iato nelle lin(ue) su ciascuno di loro ($* :)* /l )uoco, a cui
le lin(ue assomi(lia$ano, # anchesso unimma(ine rica$ata dalla rappresentazione 7i7lica della
teo)ania (c)r* -s 1;,18)* C si(ni)icati$o inoltre che, nel 2midrash della parola4 (D( -s !B,1), la parola di
%io ha preso la )orma di una torcia di )uoco* La di$isione in lin(ue richiama la tradizione (iudaica
secondo la .uale %io al ,inai a$re77e parlato a nazioni di$erse, e specialmente il detto di <*
?ohanan, secondo il .uale la $oce di %io si sare77e di$isa in =B $oci o lin(ue di$erse, per rendersi
comprensi7ile a tutte le nazioni del mondo*
/n se(uito alla comparsa delle lin(ue (come) di )uoco i presenti sono pieni di ,pirito e cominciano a
parlare altre lin(ue ($* 4)* Le lin(ue simili al )uoco non sim7ole((iano .uindi la parola di %io, come
nel racconto (iudaico della teo)ania, ma il dono dello ,pirito che attua le promesse di un
rinno$amento escatolo(ico del popolo di %io* /l )atto che i presenti parlino 2altre lin(ue4 richiama la
le((enda (iudaica secondo la .uale al ,inai la parola di %io si di$ide$a in =B lin(ue* A prima $ista
sem7ra .uindi che essi parlassero o(nuno una lin(ua di$ersa dallaltro, ma dal se(uito del racconto
appare che si tratta$a piuttosto di un miracolo di audizione, simile a .uello che, secondo le le((ende
(iudaiche, si era $eri)icato al ,inai1 in realt essi parla$ano normalmente e i presenti li
comprende$ano nella propria lin(ua ori(inaria (c)r* $* ")* Euesto )enomeno non # conosciuto altro$e
nel 6D* Perci5 di$ersi studiosi pensano che ori(inariamente si trattasse non di un 2parlare
in altre lin(ue4, ma del 2parlare in lin(ue4, cio# della 2(lossolalia4, un carisma che consiste nel
lodare %io in una lin(ua sconosciuta*
La (lossolalia # nominata da Paolo in rapporto al dono dello ,pirito (1For 1!14)* Luca ne parla a
proposito del 7attesimo sia del centurione Fornelio e della sua )ami(lia (At 1B,4"), sia dei discepoli di
Gio$anni con$ertiti da Paolo a -)eso (1;,")9 inoltre nel primo caso e(li )a dire a Pietro, una $olta
tornato a Gerusalemme, che 2lo ,pirito ,anto discese su di loro come in principio era sceso su di
noi4 (11,15)* Anche il )atto che (li apostoli $en(ano derisi come se )ossero u7riachi (c)r* $* 1:) )a
pensare allo stesso carisma* ,are77e stato Luca ad a((iun(ere il termine 2altre4 nellespressione
2parlare in lin(ue4, allo scopo di presentare la loro esperienza, alla luce delle le((ende (iudaiche,
come un )enomeno non di pre(hiera, ma di annunzio (c)r* $* 11)* /n tal modo e(li ha $oluto
sottolineare che lo ,pirito, sostituendo ormai la le((e, ha consacrato (li apostoli come pro)eti della
nuo$a alleanza, mandandoli ad annunziare il $an(elo a tutte le nazioni e ad attuare il raduno
escatolo(ico di tutti i popoli promesso dai pro)eti*
/ rappresentanti delle nazioni ($$* 511)
/l )ra(ore della teo)ania $iene udito anche allesterno della casa in cui si tro$a$ano (li apostoli, e
su7ito si raduna una piccola )olla di curiosi, pieni di stupore e di mera$i(lia perch> ciascuno li sente
annunziare nella propria lin(ua nati$a le (randi opere di %io ($$* 511)* ,i tratta in)atti di (iudei della
diaspora e di proseliti, cio# (entili con$ertiti in modo pieno (di$ersamente dai &timorati di %io') al
(iudaismo (c)r* $* 11), $enuti a sta7ilirsi a Gerusalemme* / loro paesi di ori(ine sono elencati in modo
tale da dare limpressione che si tratti di tutto il mondo allora conosciuto (c)r* Gen 1B)* Pur essendo
(iudei di nascita o di reli(ione, i testimoni della Pentecoste cristiana sono presentati come i
rappresentanti delle nazioni alle .uali sar ri$olto lannunzio e$an(elico*
La presenza dei rappresentanti delle nazioni alle$ento di Pentecoste richiama nuo$amente le
le((ende (iudaiche, secondo le .uali al ,inai erano presenti anche altre nazioni (c)r* D( Ps?%t ::,!9
3eGhilta %t ::,!)* ,e77ene le nazioni elencate da Luca siano di$erse da .uelle ricordate dai testi
(iudaici, lanalo(ia tra i due racconti # per5 e$idente1 in am7edue si $uole sottolineare la
destinazione uni$ersale della ri$elazione di$ina* 6on # escluso che lautore $o(lia su((erire anche
che con .uesto e$ento si # ricostituita in (erme lunit del (enere umano rotta a causa della
con)usione delle lin(ue conse(uente alla costruzione della torre di Ha7ele (Gen 11,1;)*
Luca conclude il racconto raccontando (li esiti delle$ento1 di )ronte ad esso alcuni, me(lio disposti,
si pon(ono de(li interro(ati$i, mentre altri si chiudono in un atte((iamento di ri)iuto e di derisione
($$* 1!1:)* ,ia (li uni che (li altri hanno 7iso(no di una spie(azione* Luca perci5 si ser$e di .uesta
occasione per mettere sulla 7occa di Pietro un discorso in cui # sintetizzato il primo
annunzio (kerygma) e$an(elico cos0 come $eni$a )atto dai primi cristiani a un pu77lico di estrazione
(iudaica*
Linee interpretati$e
La discesa dello ,pirito # descritta da Luca alla luce delle idee e delle concezioni che nellam7iente
(iudaico erano tradizionalmente colle(ate alla )esta di Pentecoste, e cio# lalleanza, il dono della
le((e e la nascita del popolo di %io* <iprendendo il ricordo di unesperienza carismatica attri7uita al
primo (ruppo dei discepoli, e(li lo riela7ora alla luce delle le((ende (iudaiche in modo da presentare
la discesa dello ,pirito come le$ento che d inizio alla chiesa, concepita come popolo di %io dei
tempi escatolo(ici* La scena, altamente sim7olica, di$enta cos0 un mezzo di le(ittimazione della
chiesa delle ori(ini e dei suoi successi$i s$iluppi e rami)icazioni* C per la potenza dello ,pirito, cio#
in )orza di un inter$ento atti$o e costante di %io, che la chiesa a(isce nel mondo e nella storia come
testimone del suo re(no che Ges8 ha inau(urato* Fome Ges8, in occasione del suo 7attesimo, ha
rice$uto dallo ,pirito lin$estitura messianica (Lc :,!1!!) e su7ito dopo ha )atto in .uesta $este il
suo discorso pro(rammatico nella sina(o(a di 6azaret (Lc 4,1"!=), cos0 anche la chiesa nel (iorno
di Pentecoste rice$e lin$estitura di comunit de(li ultimi tempi e su7ito dopo annunzia il suo
pro(ramma per 7occa del suo capo, Pietro*
Fon .uesta narrazione Luca sottolinea le caratteristiche )ondamentali che sono proprie della
comunit dei discepoli* Anzitutto alla 7ase della sua $ita non c# pi8 la le((e, ma lo ,pirito, che lo
(uida e))icacemente nel cammino della sal$ezza* Euesto stesso ,pirito, prendendo la )orma di lin(ue
di )uoco, mostra che il compito )ondamentale della chiesa sar lannunzio della sal$ezza, che essa
do$r )are non solo compiendo nella propria $ita i (esti che caratterizzano il re(no di %io, ma anche
con lannunzio $er7ale diretto che consiste nel racconto delle opere e delle parole di Ges8* %a
.uesto annunzio, radicato nellesperienza de(li apostoli, a$ranno ori(ine le scritture cristiane, che
saranno considerate anchesse come unopera compiuta con lassistenza diretta dello ,pirito*
/n)ine il racconto lucano mette )ortemente in luce il carattere uni$ersale della sal$ezza e di
conse(uenza la necessit che essa sia annunziata a tutti i popoli della terra* Ladesione al nuo$o
popolo non # pi8 limitata a (iudei e proseliti, ma # aperta a tutta lumanit* Lo strano )enomeno del
parlare in 2altre4 lin(ue, capite da tutti, ha un )orte si(ni)icato sim7olico, in .uanto ser$e a
dimostrare che il messa((io cristiano non soltanto de$e essere ri$olto a tutti, ma anche de$e
di$entare comprensi7ile a tutti* 6aturalmente si pone il pro7lema della mediazione culturale, che
Luce indica sim7olicamente nel )atto che le parole de(li apostoli erano capite da tutti, anche da
coloro che si esprime$ano in lin(ue di$erse* Allora il pro7lema era pi8 limitato, in .uanto i primi
cristiani si ri$ol(e$ano a (iudei o a simpatizzanti del (iudaismo, ai .uali era )amiliare la cultura
7i7lica* +((i limpe(no per una $era inculturazione, senza della .uale il $an(elo 7en di))icilmente
pu5 toccare il cuore de(li ascoltatori, di$enta sempre pi8 (rande e di))icile*
Il testo di Atti 2,1-11 va letto tenendo presente Gn 11 (la torre di Babele), che la 1 lettura della messa
della vigilia di entecoste! "a entecoste l#anti-Babele! A Babele si parte da $una sola lingua% e si arriva
alla con&usione delle lingue! 'uando due persone bisticciano - lo diciamo anche noi - parlano lingue diverse!
Il mattino di entecoste, a Gerusalemme, arti, (edi, )lamiti, abitanti della (esopotamia!!! insomma tutto il
mondo conosciuto, riescono a capirsi! Il linguaggio dell#amore mette tutti in comunione! Il capirsi non &rutto
dei me**i di comunica*ione sociale, ma dell#e&&usione dello +pirito +anto! In sostan*a la sintesi di tutto sta
,ui!
Al mattino del giorno di entecoste si trovavano tutti insieme nello stesso luogo- espressione che ricorda
l#)sodo, ,uando Israele era raccolto ai piedi del +inai! Il $.argum% di )s 1/,2 dice- $Israele si accamp0 di
&ronte alla montagna tutto unito di cuore%! A entecoste, gli )brei celebravano la &esta del dono della "egge!
1 signi&icativo che il dono dello +pirito avvenga in ,uesta ricorren*a2 All#improvviso (repente) si ode un
&ragore- assolutamente imprevedibile e gratuito l#intervento del $r3ach%, il vento di Adona4! 5ome il vento,
anche il &uoco un simbolo biblico dello +pirito- lingue come di &uoco (non dice che &ossero di &uoco, ma
come di &uoco) si posano su di loro! 1 un po# ,uello che capitato in anticipo nella casa di 6accaria al tempo
della 7isita*ione! Il linguaggio che unisce tutti ,uello dell#amore! 8on un parlare tante lingue, ma un unico
linguaggio che celebra le grandi opere di 9io, da non con&ondersi con la $glossolalia%, il carisma di cui si
parla nella 1 lettera ai 5orinti!
In de&initiva ,uesta $epi&ania% dello +pirito &rutto di una grande presa di coscien*a che la prima 5hiesa di
Gerusalemme ha avuto dopo il periodo di prepara*ione, vissuto in preghiera, perseveran*a e concordia, con
(aria! 1 &ondamentale la presen*a di (aria nella prima comunit: cristiana, come $calamita% dello +pirito!
5ome abbiamo ricordato nella 2 domenica di as,ua, Ges;, entrando nel cenacolo a porte chiuse, alitando
su di loro, don0 lo +pirito! Gli apostoli rimangono storditi, ma non capita niente- le porte del cenacolo
rimangono chiuse! A entecoste &inalmente, con la luce e la &or*a dello +pirito, gli apostoli prendono
coscien*a di ,uello che avvenuto nella 7ita-(orte-<isurre*ione di Ges; e diventano testimoni! Ges; aveva
ordinato loro con &or*a (Atti 1,=) di non allontanarsi da Gerusalemme prima di essere rivestiti di $&or*a%
dall#alto! Il rischio di saltare la entecoste sempre in agguato nella 5hiesa! "uca ci avverte con estrema
decisione!
La preparazione dellIAntico Destamento
Per approfondire, vedi la voce Pentecoste ebraica.
"a entecoste ebraica , con la as,ua ed i .abernacoli, una delle tre &este in cui Israele deve presentarsi
dinan*i a >?@? nel luogo da lui scelto per &arvi abitare il suo nome (Dt 1A,1A)!
"#oggetto della &esta ha subito un#evolu*ione
B1C
!
All#origine si trattava di una &esta agricola, la &esta della messe, giorno di gioia e
di ringra*iamento (Es 2D,1AE D=,22E Nm 2F,2AE Lev 2D,1A-21E Dt 1A,1G-11)E in essa si o&&rivano le primi*ie di
,uanto laterra aveva prodotto (Es D=,22E era chiamata festa delle settimane, in ebraico Hag shavu'ot, a
ragione della sua colloca*ione sette settimane dopo la as,ua e dopo l#o&&erta del primo covone
(c&r! Lev2D,1H)!
ochi secoli prima di 5risto vi si aggiunse la commemora*ione del &atto storico
dell#allean*a del +inai! "#allean*a era stata conclusa una cin,uantina di giorni (Es 1/,1) dopo
l#uscita dall#)gitto e la celebra*ione della as,uaE la entecoste divenne naturalmente l#anniversario della
stipula*ione dell#allean*a, sen*a dubbio sin dal II secolo a!5!E tale visione appare generali**ata all#ini*io della
nostra era, in base agli scritti rabbinici ed ai manoscritti di 'umran!
8ell#Antico .estamento il termine greco IentecosteI attestato in Tb 2,1 e in 2ac 12,D2!
Ancora oggi gli )brei leggono in ,uesto giorno il passo di Es 1/ ed il "ibro di <ut! "a consuetudine di leggere
il libro di <ut motivata dall#ambienta*ione del libro stesso, nel tempo della mietitura, e dal &atto che 9avide,
di cui <ut era antenata, era nato e morto il giorno di !havuot!
/l dono dello ,pirito a Pentecoste
A8J8I(J K7II +)5J"J, Discesa dello !pirito !anto, (onastero di 8ovodevich, (osca
A di&&eren*a del 7angelo di Giovanni, che presenta il dono dello +pirito +anto nello stesso giorno
di as,ua (2G,1/-2D), "uca situa il dono dello +pirito nel giorno della entecoste ebraica
(c&r! Lc 2=,=/E "t 1,=-H), accostando il dono dello +pirito all#antico dono della legge del +inai- lo +pirito la
nuova legge della comunit: cristiana!
"#evento descritto come una teo&ania! 7i troviamo in&atti voce, cielo, vento, &uoco, tuono, tutti elementi
caratteristici delle teo&anie presenti nell#Antico .estamento (c&r! Es D,2E Dt =,11-12E DD-DAE #$e 1/,11-1D- in
tali passi l#appari*ione di 9io accompagnata dalla presen*a di ,uesti elementi naturali!
Ln duplice miracolo sottolinea il senso dell#avvenimento-
gli Apostoli, per cantare le meraviglie di 9io, si esprimono in lingue ("t 2,D)E il parlare in lingue una
&orma carismatica di preghiera che si ritrova nellecomunit: cristiane primitiveE
il parlare in lingue, ,uantun,ue per sM inintelligibile (c&r! #%or 1=,1-2H), in ,uel giorno compreso
dalle persone presentiE ,uesto miracolo di audi*ione un segno della voca*ione universale della 5hiesa,
perchM ,uesti uditori provengono dalle pi; diverse regioni ("t 2,H-11)!
,i(ni)icato teolo(ico
"a colomba un simbolo biblico dello +pirito +anto
A partire da "t 2,1-=1 e dai testi dell#Antico .estamento si pu0 delineare la ricche**a di signi&icato teologico
della entecoste cristiana secondo le seguenti direttrici
B2C
!
-))usione escatolo(ica dello ,pirito
ietro, citando il pro&eta Gioele (c! D), &a vedere che la entecoste reali**a le promesse di 9io- negli ultimi
tempi lo +pirito sarebbe stato dato a tutti (c&r! E& DA,2=-2NE 's ==,D)!
Il precursore aveva annun*iato che era presente colui che doveva batte**are nello +pirito +anto (c1,F)! )
Ges;, dopo la sua risurre*ione, aveva con&ermato ,ueste promesse- I.ra pochi giorni sarete batte**ati nello
+pirito +antoI ("t 1,H)!
"a discesa dello +pirito diventa il segno escatologico, l#annuncio che sono ini*iati gli ultimi tempi!
Foronamento della Pas.ua di Fristo
+econdo la catechesi primitiva, 5risto morto, risorto ed esaltato alla destra del adre, porta a termine la sua
opera e&&ondendo lo +pirito sulla comunit: apostolica ("t 2,2D-DD)! "a entecoste perci0
lapiene**a della as,ua!
<aduno della comunit messianica
I pro&eti avevano annun*iato che i dispersi sarebbero stati radunati sul monte +ion, e che in tal modo
l#assemblea di Israele sarebbe stata unita attorno a >?@?!
"a entecoste reali**a a Gerusalemme l#unit: spirituale dei Giudei e dei proseliti di tutte le na*ioni- docili
al1#insegnamento degli apostoli, essi partecipano nell#amore &raterno alla mensa eucaristica ("t2,=2!=A)!
/nizio della missione a tutti i popoli
OJ+)P IG8A6 (I"9J<P)<, Pentecoste, 1NHG ca!, ?ungarian 8ational GallerQ
"a entecoste pure il punto di parten*a della sua missione- il discorso di ietroC, Iin piedi con gli LndiciI,
il primo atto della missione data da Ges;- I<iceverete la &or*a dallo +pirito +anto che scender: su di voi, e di
me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la +amaria e &ino ai con&ini della terraI ("t 1,F)!
"o +pirito ,uindi dato in vista di una testimonian*a che dev#essere portata &ino alle estremit: della terra
("t 1,F)E il miracolo dell#ascolto in lingue sottolinea che la prima comunit: messianica si estender: a tutti i
popoli ("t 2,H-11)! "a Ientecoste dei paganiI ("t 1G,==-=N) lo dimostrer:!
<icomposizione dellIunit del (enere umano
"a entecoste rimanda in&ine all#episodio della .orre di Babele ((en 11,1-/)-
ivi il tentativo di unit:, voluto dagli uomini in opposi*ione a >?@? aveva portato alla dispersione e
alla con&usione delle lingueE
nella entecoste lo +pirito, mani&estandosi sotto &orma di lingue di &uoco che si distribuiscono su
ciascuno dei discepoli di Ges;, &a sR che coloro che ascoltano comprendano ognuno nella propria lingua
nativa ("t 2,F)- lo +pirito rende possibile la comunione tra popoli diversi e lingue diverse!
Appro)ondimento ese(etico
At !,11:
Traduzione CEI 2!
1
(entre stava compiendosi il giorno della entecoste, si
trovavano tutti insieme nello stesso luogo!
2
7enne
all#improvviso dal cielo un &ragore, ,uasi un vento che si
abbatte impetuoso, e riempR tutta la casa dove
stavano!
D
Apparvero loro lingue come di &uoco, che si
dividevano, e si posarono su ciascuno di loro,
=
e tutti
&urono colmati di+pirito +anto e cominciarono a parlare in
altre lingue, nel modo in cui lo +pirito dava loro il potere
di esprimersi!
H
Abitavano allora a Gerusalemme Giudei osservanti, di
ogni na*ione che sotto il cielo!
A
A ,uel rumore, la &olla
si radun0 e rimase turbata, perchM ciascuno li udiva
parlare nella propria lingua!
N
)rano stupiti e, &uori di sM
per la meraviglia, dicevano- I.utti costoro che parlano
non sono &orse GalileiS
F
) come mai ciascuno di noi
sente parlare nella propria lingua
nativaS
/
+iamo arti, (edi,)lamiti, abitanti
della (esopotamia, della Giudea e della5appad0cia,
del onto e dell#Asia,
1G
della PrRgia e dellaan&Rlia,
dell#)gitto e delle parti della "ibia vicino
a 5irene,<omani ,ui residenti,
11
Giudei
e prosliti, 5retesi eArabi, e li udiamo parlare nelle nostre
lingue delle grandi opere di 9ioI!
12
.utti erano stupe&atti e
perplessi, e si chiedevano l#un l#altro- I5he cosa signi&ica
,uestoSI!
1D
Altri invece li deridevano e dicevano- I+i
sono ubriacatidi vino dolceI!
Il brano pu0 essere cosR suddiviso!
v! 1- introdu*ione
vv! 2-=- la scena teo&anica
vv! H-F- il primo e&&etto dello +pirito- il parlare in altre lingue
vv! /-11- la lista dei popoli
vv! 12-1D- l#interpreta*ione dell#avvenimento
9iamo di seguito alcune spiega*ioni pi; dettagliate dei vari elementi
BDC
!
LIindicazione di tempo
Il c! 2 degli "tti si apre con un#annota*ione temporale carica di signi&icato teologico, che tradotta
letteralmente suona Imentre il giorno di entecoste stava per compiersiI (v! "t 1)! "a men*ione del verbo
IcompiersiI (sumpler)o in greco) potrebbe a prima vista &ar pensare al termine del grande e solenne giorno
&estivo ebraicoE tuttavia pi; avanti (v! 1H) ietro parla delle Inove del mattinoI, e il signi&icato teologicomolto
denso del verbo (c&r! Lc 1,1E /,H1), annuncia che sta &inalmente per reali**arsi la promessa del risorto, che
a sua volta ilcompimento di tutte dell#Antico .estamentosull#e&&usione dello +pirito!
/l (ruppo
Il racconto prosegue poi men*ionando con un generico ItuttiI (p*ntes) i partecipanti all#evento- Isi trovavano
tutti insieme nello stesso luogoI (v! 1b)! 5hi sono ,uesti ItuttiIS "e ipotesi possibili sono
B=C
-
le centoventi persone che hanno preso parte all#ele*ione di (attia ("t 1,1H)E
il ristretto gruppo degli Lndici discepoli, i cui nomi vengono elencati accuratamente, con l#aggiunta
di (aria Ila madre di Ges;I e di alcune donne, riuniti in preghiera ("t 1,1D-1=)!
5i sono buone ragioni per dire che il primo destinatario del dono dello +pirito proprio ,uesto piccolo gruppo
di discepoli, al ,uale e non per caso, sono unite (aria e alcune donne
B=C
! In&atti la &rase del nostro testo, Isi
trovavano tutti insieme nello stesso luogoI ("t 2,1), che esprime comunione e soprattutto unanimit: di cuore,
richiama il testo di 1,1=, dove si dice che i discepoli Ierano assidui e concordi (homothumad+n)
nella preghieraI! Anche Ila casaI indicata, dove essi Isi trovavano tutti insiemeI ,uando viene l#irru*ione
dello +pirito (2,2), ricorda il Ipiano superioreI dove gli Apostoli abitavano (1,1D)! A con&ermare ,uesta lettura
c# anche la promessa di Ges; che riguardava gliApostoli, e dun,ue sarebbe strano che il dono dello +pirito
+anto si reali**asse a &avore del gruppo dei centoventi che era presente alla ele*ione di (attia! 9estinatario
dello +pirito dun,ue la piccolissima comunit:!
Il gruppo dei discepoli, al ,uale si aggiunto (attia (1,2A) insieme a (aria e alle donne, stretto in una
comunione pro&onda, attende nella preghiera il dono promesso dal +ignore risorto come, al momento del
suo battesimo, Ges; stava in preghiera prima che discendesse su di lui lo +pirito per la missione (Lc D,21-
22)! All#evangelista "uca caro collegare il dono dello +pirito al momento preparatorio della preghiera (c&!
anche Lc 11,1D)!
"a descri*ione dell#unit: e della concordia intende richiamare alla memoria l#unanimit: dell#assemblea di
Israele al momento dell#allean*a del +inai- I.utto il popolo rispose insieme
BHC
e disse- 'uanto il+ignore ha
detto, noi lo &aremo2I (Es 1/,F)! "uca, dun,ue, anticipa in ,uesta introdu*ione un ,uadro teologicamente
denso, e invita il lettore ad unirsi alla comunit: apostolica ponendosi nello stesso atteggiamento di attesa e
di preghiera!
/ )enomeni teo)anici
5A<()"J +A8.A (A<IA 9)""A 7I.A, Pentecoste, +eminario7escovile di <imini, icona
"#e&&usione dello +pirito raccontata con un linguaggio molto particolare, si accenna a &enomeni uditivi (v! 2)
e visivi (v! D) attraverso i ,uali l#evento sembra visibili**arsi! Il racconto &a continuamente ri&erimento al-
l#evento del +inai- il linguaggio usato ,uello del genere della teo&ania- si parla di &ragore, di voce, di vento e
di &uoco! Appare lo s&or*o di esprimere con immagini un#esperien*a inesprimibile!
' fenomeni uditivi! "a presen*a dello +pirito si mani&esta ini*ialmente come un rumore &ortissimo, un IromboI
(,chos) che poi, al v! A, chiamato I&ragoreI o IvoceI (phon,)! Il termine greco IMchosI indica un rumore
rimbombante, come il &rastuono delle onde del mare (Lc 21,2HE !al AHBA=C ,N ) o il rumore del tuono (!ir =A,1N)
o della tromba (Es 1/,1AE Eb 12,1F-1/)! 'uesto &ragore che si produce IimprovvisamenteI, proviene
Idal cieloI, come la voce di >?@? che era risuonata sul +inai (Es 1/,D) o che si era udita al momento
del battesimo di Ges; (Lc D,22), o che ietro intese a Gia&&a("t 11,/) o, ancora, che udR
il veggente dell#Apocalisse ("p 1G,=!F)! 'uesto rumore poi paragonato ad un Ivento
gagliardoI, simbolo della poten*amisteriosa, vivi&icatrice e creatrice di 9io ((en 1,1E (v D,F)! "#autore precisa
ulteriormente, dicendo che ,uesto rumore IriempR tutta la casaI dove il gruppo dei discepoli con (aria e le
donne era radunato! "o +pirito non ancora stato nominato, ma vengono presentati i segni annunciatori
della sua presen*a! Pra poco irromper: sui presenti come un avvenimento che dipende totalmente
dall#ini*iativa di 9io e, come Ges; aveva annunciato (Lc 2=,=/), che discende come Ipoten*a dall#altoI!
' fenomeni visivi (v! D)! +i parla dell#apparire di Ilingue come di &uocoI! )sse I&urono visteI dai presenti
nell#atto di dividersi e di posarsi su ciascuno di loro!
8el linguaggio lucano il verbo IapparireI, che stato ri&erito agli angeli (Lc 1,11E 22,=DE "t N,DG-DH), a
9io ("t N,2) o al <isorto (Lc 2=,D=E "t /,1NE 2A,1A) dice che siamo di &ronte alla mani&esta*ione di una
realt: soprannaturale- incomincia la descri*ione dell#e&&usione dello +pirito +anto!
"e IlingueI (gl-ssai) &anno pensare al Idono delle lingueI che gli apostoli riceveranno, come viene
detto poco oltre, e portano a pensare alla connessione stretta che esiste tra dono dello +pirito e dono
della arola!
Il paragone con il I&uocoI riporta al contesto delle teo&anie, ed segno del mani&estarsi del divino!
"e rivela*ioni di 9io sono spesso messe in rela*ione con l#immagine del &uoco, che diviene simbolo
dialterit: e di santit:E in particolare lo ,uella del +inai (Es 1/,1FE 2=,1N), ma anche ,uella della
mani&esta*ione di 9io a (os nel roveto ardente, dove il &uoco arde ma non consuma (Es D,1-A)! Anche
il Battista aveva associato lo +pirito +anto al &uoco (Lc D,1A)!
"e IlingueI viste nell#atto di dividersi vanno poi a posarsi su ciascuno dei presenti! Il verbo Isi pos0I
&ormulato nel testo greco al singolare (e.*thisen), per &are meglio allusione allo +piritoE esso signi&ica pi;
esattamente Isi stabilRI! 5on ,uesta immagine il narratore vuole dire che lo +pirito santo presen*a divina,
come &uoco che puri&ica e che avvolge, e con la sua a*ione unica e singolare, prende possesso di ogni
persona, si adagia per poi rimanere su ciascuno dei presenti, come lo +pirito Idiscese e si &erm0I su Ges; al
momento del suo battesimo ((v 1,D2-DD)!
La mani)estazione dello ,pirito ,anto
+iamo giunti cosR al momento culminante dell#avvenimento! 8ominando lo +pirito +anto due volte il narratore
spiega ora apertamente ,uanto i segni premonitori avevano annunciato- ItuttiI i presenti (c&r! v!1) &urono
Iripieni di +pirito +antoI! Avviene su tutti un#e&&usione interiore che li riempie &ino a traboccareE ietro in&atti,
nel successivo discorso dir: che Ges;, salito al cielo lo ha ricevuto dal adre per IriversarloI sui
suoi discepoli ("t 2,DD)! 8el tempo della promessa lo +pirito era stato donato ai pro&eti e ad alcuni grandi
uomini dell#Antico .estamento, poi a pochi eletti i cui nomi vengono ricordati dal narratore nel vangelo
dell#in&an*ia-
Giovanni Battista ,uando ancora stava nel seno materno (Lc 1,1H)E
)lisabetta e 6accaria (Lc 1,=1!AN)E
+imeone (Lc 2,2A)E
(aria (Lc 1,DH)!
)sso poi si era concentrato unicamente in piene**a sulla persona di Ges; (Lc 1,DHE D,22E =,1!1F)! Jra
,uesto dono raggiunge ItuttiI- cosR il gruppo dei discepoli viene de&initivamente costituito e intimamente
tras&ormato!
+uccessivamente molte altre persone verranno designate nel libro degli "tti come IriempiteI di +pirito +anto-
ietro (=,F)E
la comunit: cristiana (=,D1)E
aolo (/,1NE 1D,/)E
+te&ano (A,HE N,HH)E
Barnaba (11,2=)E
i discepoli di Antiochia (1D,H2)!
"o +pirito rester: da ora in poi sempre all#opera nella 5hiesa come il protagonista principale!
/l parlare in lingue
7engono poi descritti gli e&&etti prodotti dall#e&&usione dello +pirito- il gruppo dei discepoli comincia a Iparlare
in altre lingueI (v! =b)!
5ome comprendere ,uesto &enomeno straordinarioS +i tratta &orse del dono della glossolalia, che
consisterebbe in un parlare estatico, misterioso, con suoni che non corrispondono a nessun idioma
dell#epoca ma estremamente comunicativo gra*ie all#emo*ione di chi lo parlavaS 'uesto Iparlare in lingueI
abbastan*a &re,uente nella 5hiesa primitiva, come ci testimoniano il libro degli Atti stesso (1G,=AE 1/,A) e
le lettere paoline (c&r #%or 12-1=)E nel nostro testo il sospetto di ubriache**a (2,1D), smentito da ietro nel
suo seguente discorso (2,1H), potrebbe &ar pensare che si tratti di ,uesto &enomeno! Jppure il narratore
intende descrivere un dono di pro&e*ia per cui il gruppo dei discepoli parla realmente in altre lingue e con un
linguaggio, per ciascuno dei presenti, comprensibile e intelligibile!
+e leggiamo attentamente il v! = troviamo elementi per operare una scelta- il testo dice chiaramente che il
gruppo dei discepoli incomincia a IparlareI (lale/n) in IaltreI (het,rais) lingue (v! =a)! "#aggettivo IaltreI
(het,rais) molto importante, perchM indica che gli apostoli si mettono a parlare in lingue diverse dalla
propria! Il narratore, poi, sottolinea come ,uesto dono sia &rutto della irru*ione dello +pirito- I5ome lo +pirito
dava loro il potere di esprimersi (apophth,ngomai)I (v! =b)! Il verbo IesprimersiI, che introduce anche l#ini*io
del discorso di ietro che segue ,uesto avvenimento, &a sempre ri&erimento, in "uca, ad un parlare solenne,
ispirato e comprensibile (c&r! "t 2,1=E 2A,2H)! +i pu0 ,uindi a&&ermare, a partire da ,uesti dati, che il prodigio
della entecoste consista nel dono che gli apostoli ricevono di IparlareI con le lingue stesse degli uditori-
essi proclamerebbe una IparolaI che, proprio perchM tutti capiscono, ha una valen*a universale!
Bisogna notare per0 che non ancora noto il contenuto di tale messaggio!
La reazione de(li a7itanti di Gerusalemme
9ei &atti narrati sono testimoni Igiudei osservantiI che abitavano la citt: di Gerusalemme e che provenivano
Ida ogni na*ione che sotto il cieloI (v! H)!
"a ,uali&ica di Igiudei osservantiI si ri&erisce a circoncisi per nascita o per religione
BAC
E verosimilmente si erano
stabiliti a Gerusalemme per vivere all#ombra del .empio!
"#espressione Iuomini osservantiI (0vdres e1labe/s), cara all#evangelista "uca, rende l#idea della loro
religiosit: &atta essen*ialmente di timore di 9io e di osservan*a scrupolosa e amorevole della "egge di
(os
BNC
! )ssi, pur provenendo da na*ioni pagane (Itutte le na*ioni che sono sotto il cieloI), hanno sempre
mantenuto la loro identit: giudaica ed appartengono a pieno titolo al popolo d#Israele!
Il I&ragoreI della discesa dello +pirito che ha Iriempito tutta la casaI (v! 2) dove abitava il gruppo apostolico,
viene percepito anche all#esterno- la ImoltitudineI dei giudei si raduna, eccitata e con&usa! Il narratore
ri&erisce le loro rea*ioni e sottolinea con insisten*a la loro sorpresa per i discorsi degli apostoli! I termini che
parlano di stupore e di meraviglia si accavallano l#uno all#altro-
la moltitudine presentata al v! A come Istupe&attaI, in piena con&usione (sunech1the) perchM
Iciascuno li udiva parlare la propria linguaIE
al v! N si ripete che essi erano IstupitiI e ImeravigliatiIE
ancora, al v! 12, dopo l#enumera*ione dei popoli rappresentati nell#uditorio, si a&&erma che Itutti erano
stupiti e perplessiI!
"a meraviglia si traduce in esclama*ioni- si &ormulano una serie di domande che riguardano il prodigio del
parlare in lingue-
viene sottolineata dapprima la strane**a del &enomeno, per il &atto che il gruppo apostolico &ormato
da Galilei (v! N)E
si domandano poi come mai i presenti li sentano parlare nella lingua del loro paese di provenien*a
(v! F)E
successivamente le loro parole si precisano ulteriormente in rela*ione al contenuto di ,uanto dicono-
I"i udiamo parlare nelle nostre lingue delle grandi opere di 9ioI (v! 11)!
Il narratore sottolinea che lo +pirito rende capaci i discepoli di parlare nelle lingue delle diverse na*ioni alle
,uali appartenevano gli )brei pii che ascoltavano!
/l contenuto del parlare in lin(ue
"o stupore dei presenti non riguarda solo il &enomeno del parlare in lingue straniere, ma anche e soprattutto,
l#annuncio sorprendente che viene loro rivolto! Il gruppo apostolico, parlando nella lingua stessa degli uditori,
proclama con &or*a e con parole persuasive, intelligibili e comprensibili a tutti Ile grandi opere di 9ioI (t0
megale/a to2 Theo2, v! 11)! Il contenuto della predica*ione apostolica ora &ormulato apertamente e
condensato in ,uesta ricca espressione, in cui 9io, il adre di Ges;, al centro della lode
BFC
(c&r!
anche $m 1H,/)!
+i tratta di un parlare estatico, pieno di gioia, che assomiglia alla proclama*ione di un cantico che tutti
comprendono- lo +pirito, riempiendo i loro cuori, li &a traboccare di ammira*ione e di riconoscen*averso 9io,
li travolge e li &a parlare2
ietro, nel successivo discorso pro&etico che lo +pirito gli &ar: proclamare (2,1=-DA) espliciter: il senso delle
Igrandi opere di 9ioI di cui i presenti sono testimoni!
La lista dei popoli
"a lista dei popoli e delle regioni elencate (vv! /-11), pur non essendo esaustiva di tutto il mondo allora
conosciuto, stata inserita dal narratore con un chiaro signi&icato universalistico- tali popoli rappresentano
la piene**a d#Israele, ora simbolicamente radunato, in accordo con le pro&e*ie dell#Antico
.estamento (c&r! E& DA,2=!2F!DD)! 'uesta promessa, che sembrava gi: essersi reali**ata ,uando Israele
giunse al +inai (c&r! Dt 1,1GE 1G,22) ha invece ora il suo vero compimento, perchM tutta ,uesta moltitudine,
proveniente Ida tutte le na*ioni che sono sotto il cieloI, rappresentativa di tutti i popoli pagani, ai ,uali gli
apostoli porteranno la loro testimonian*a!
"a lista dei popoli intende a&&ermare che non solo lR c# l#intero Israele, primo destinatario del prodigio
dell#e&&usione dello +pirito +anto, ma anche che esso &ar: da legame tra Gerusalemme e il resto del mondo!
8ella moltitudine radunatasi a entecoste si intravede tutta l#umanit:!
Le reazioni ne(ati$e
"a narra*ione dell#evento di entecoste termina riportando anche rea*ioni opposte, di chiusura e di
perplessit:, e il parlare in lingue viene letto come espressione di ubriache**a (v! 2,1Db)! .ale rea*ione
esprime ,uell#esperien*a di ri&iuto e di derisione che la 5hiesa subir: anche pi; avanti al proclamare la
noti*ia straordinaria del croci&isso risorto ("t 1N,D2E 2A,2=)!
er arrivare da ,ueste prime rea*ioni alla conversione sono necessari per0, due ulteriori passi-
l#accedere al signi&icato pro&ondo dell#eventoE
l#aderirvi con una risposta personale!
+ar: proprio la parola annunciata da ietro nel prosieguo del capitolo a condurre a ,uesta meta!
6ella Litur(ia
Per approfondire, vedi la voce Pentecoste (solennit").
"a 5hiesa celebra ogni anno la solennit: di entecoste, cin,uanta giorni dopo la as,ua!
5on ,uesta solennit: si chiude il .empo di as,ua e ini*ia la seconda parte del .empo Jrdinario!
6ote
1! T
1,G

1,1
AL" 9) +L<G> (1/N1) /GH!
2! T AL" 9) +L<G> (1/N1) /GA-/GN!
3. T <I.A )"")G<I8I (1//F)
=! T
=,G

=,1
OA5'L)+ 9LJ8. (1/N1) F2N!
H! T in greco- IunanimeI, homothumad+n- stesso termine che appare in "t 1,1=!
A! T 8on sono invece circoncisi i proseliti del v! 11!
N! T "#espressione della loro devo*ione o piet: ricorda ,uella di +imeone (Lc 2,2H), di Anania ("t22,12) e
dei seppellitori di +te&ano ("t F,2)!
F! T In maniera simile, la stessa cosa avveniva nei cantici proclamati da alcuni personaggi deivangeli dell#in&an-
*ia- 6accaria nel 3enedictus (Lc 1,AN), e (aria nel agnificat (Lc 1,=A!=/)!
"#evento dell# e&&usione dello +pirito descritto nel testo di "t 2,1-1DJiK posto da "uca al termine di una lunga
e signi&icativa &ase preparatoria! )sso era stato preannunciato all#ini*io del vangelo ,uando il Battista aveva
contrapposto al proprio battesimo con ac,ua, il battesimo in +pirito +anto e &uoco, opera del $pi; &orte% che
stava per venire 4Lc D,1A)! ) al termine della narra*ione evangelica, il narratore aveva ri&erito le parole
decisive e rassicuranti di Ges; risorto agli undici- egli avrebbe inviato la $promessa del adre% che si
sarebbe mani&estata come $poten*a dall# alto% 4Lc 2=,=Fss)!
All#ini*io del libro degli Atti, ancora, viene ri&erito il comando del risorto agli apostoli- $di non allontanarsi da
Gerusalemme, ma di attendere che si adempisse la promessa del adre!!! &ra non molti giorni% 4"t 1,=-H)!
In&ine, nell#ultima parola, il risorto, annuncer: loro la sua assen*a e il dono dello +pirito che inaugurer: la
&ase della missione e della testimonian*a apostolica- $avrete &or*a dallo +pirito +anto che scender: su di voi
e mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la +amaria &ino agli estremi con&ini della terra% 4"t
#,56.
9opo la narra*ione dell#ascensione di Ges; al cielo 4"t 1,/-11) e dopo aver men*ionato il ritorno degli undici
a Gerusalemme 4"t 1,12-1=), appena ricostruito il collegio dei dodici con l#ele*ione di (attia 4"t 1,1H-2A)
ecco veri&icarsi l#evento tanto atteso! 5i &ermiamo ad anali**are il testo che appare suddiviso in due parti-
l#evento della discesa dello +pirito 4"t 2,1-=) e la descri*ione delle rea*ioni di stupore e di meraviglia degli
abitanti di Gerusalemme 4"t 2,H-1D).
La discesa dello ,pirito (!,14)
"a narra*ione si apre con un#annota*ione temporale carica di signi&icato teologico, che tradotta letteralmente
suona cosR- $(entre il giorno di entecoste stava per compiersi !!! % (v! 1a)! 1 utile sapere, che l#evento
dell#e&&usione dello +pirito viene a coincidere con la &esta giudaica di entecoste che gi: esistevaE
denominata anticamente $&esta delle sette settimane% 4Lv 2D,1H-1A) o $&esta della mietitura% 4Es 2D,1AE
D=,22E Dt 1A,1G), perchM concludeva il tempo del raccolto, aveva assunto il nome di entecoste in rela*ione
al cin,uantesimo giorno dalla as,ua 4Tb 2,1E 2 ac 12,D2) ed era diventata la &esta che celebrava l#evento
del +inai e la stipula*ione dell#allean*a! "a &esta giudaica s&ocia dun,ue in ,uella cristiana portando in essa,
come vedremo, tutti ,uei tesori di risonan*e bibliche che ci permettono di cogliere pienamente il senso dell#
evento!
"a men*ione del verbo $compiersi% 4sumpler)o6 suscita nel lettore un primo interrogativo! Il narratore vuole
&orse indicare, come sembrerebbe a prima vista, che ,uesto grande e solenne giorno &estivo stava per
terminareS (a allora come mai ietro parler: pi; avanti delle $nove del mattino% (2,1H)S Il narratore vuole
&orse dirci ,ualcosa di pi;! Lsando ,uesto verbo il cui signi&icato teologico molto denso (c& Lc 1,1E /,H1),
annuncia che sta &inalmente per reali**arsi la promessa del risorto che a sua volta il compimento di tutte le
pro&e*ie veterotestamentarie sull#e&&usione dello +pirito! Il lettore non pu0 non richiamare alla memoria alcuni
signi&icativi passi pro&etici! "#annuncio del 9euteroisaia- $+pander0 il mio spirito sulla tua discenden*a, la
mia benedi*ione sui tuoi posteri% 4's ==,D) o la pro&e*ia di )*echiele- $7i asperger0 con ac,ua pura e sarete
puri&icati !!! vi dar0 un cuore nuovo, metter0 dentro di voi uno spirito nuovo, vi dar0 un cuore di carne !!!
orr0 il mio spirito dentro di voi e vi &ar0 vivereU% 4E& DA,2=-2NE c& (er D1,D1-D=E (l D,1Hss)! "a venuta dello
+pirito si presenta dun,ue come il portare a termine un lungo tempo di attesa e insieme come il punto di
parten*a di un tempo nuovo! +i viene cosR ad inaugurare l#ultima &ase della storia della salve**a, ,uello della
signoria di 5risto esercitata per me**o dello +pirito!
"uca prosegue, poi, men*ionando con un generico $tutti% (p*ntes) i partecipanti all#evento- $si trovavano
tutti insieme nello stesso luogo% (v! 1b)! Il lettore si incontra subito con un#altra di&&icolt:- chi sono ,uesti
$tutti%S +i tratta delle centoventi persone che hanno preso parte alla ele*ione di (attia (1,1H) oppure sono il
ristretto gruppo degli undici discepoli, i cui nomi vengono elencati accuratamente, con l#aggiunta di (aria $la
madre di Ges;% e di alcune donne, che il narratore presenta riuniti in preghiera in 1,1D-1=S 5on 9upont
riteniamo ci siano buone ragioni per dire che il primo destinatario del dono dello +pirito proprio ,uesto
piccolo gruppo di discepoli, al ,uale e non per caso, sono unite (aria e alcune donne! In&atti la &rase del
nostro testo- $si trovavano tutti insieme nello stesso luogo% (2,1), che esprime comunione e soprattutto
unanimit: di cuore, richiama il testo di 1,1= dove si dice che i discepoli $erano assidui e
concordi 4homothumad+n6 nella preghiera%! Anche $la casa% indicata, dove essi $si trovavano tutti insieme%
,uando viene l#irru*ione dello +pirito (2,2), ricorda il $piano superiore% dove gli Apostoli abitavano (1,1D)!
9un,ue il gruppo dei discepoli, al ,uale si aggiunto (attia (1,2A) insieme a (aria e alle donne, stretto in
una comunione pro&onda, attende nella preghiera il dono promesso dal +ignore risorto come, al momento
del battesimo, Ges; stava in preghiera prima che discendesse su di lui lo +pirito per la missione 4Lc D,21-
22)! +appiamo ,uanto caro al narratore collegare il dono dello +pirito al momento preparatorio della
preghiera (c&Lc 11,1D)! A con&ermare ,uesta $lettura% c# inoltre la promessa di Ges; che riguardava gli
Apostoli e dun,ue sarebbe strano che il dono dello +pirito si reali**asse a &avore del gruppo dei centoventi
che era presente alla ele*ione di (attia! 9estinatario dello +pirito dun,ue la piccolissima comunit:!
9escrivendo la loro unit: e concordia il narratore intende richiamare alla memoria, l#unanimit: dell#assemblea
di Israele al momento dell#allean*a del +inai- $.utto il popolo rispose insieme (IunanimeI - homothumad+n -
secondo il testo greco) e disse- 'uanto il +ignore ha detto, noi lo &aremo2% 4Es 1/,F)! "uca, dun,ue, anticipa
in ,uesta introdu*ione un ,uadro teologicamente denso e invita il lettore ad unirsi alla comunit: apostolica
ponendosi nello stesso atteggiamento di attesa e di preghiera!
"#e&&usione dello +pirito poi raccontata con un linguaggio molto particolare, si accenna a &enomeni uditivi
(v! 2) e visivi (v! D) attraverso i ,uali l#evento sembra visibili**arsi! Il racconto lucano &a continuamente
ri&erimento all#evento del +inai- il linguaggio usato ,uello del genere della teo&ania, si parla di &ragore, di
voce, di vento e di &uoco! Appare lo s&or*o di esprimere con immagini un#esperien*a inesprimibile!
'l fenomeno di carattere uditivo 4v. 26
"a presen*a dello +pirito si mani&esta ini*ialmente come un rumore &ortissimo, un $rombo% 4,chos6 che poi
al v! A chiamato $&ragore% o $voce% 4fhon,6. Il termine greco 7,chos8 indica un rumore rimbombante,
come il &rastuono delle onde del mare 4Lc 21,2HE !al AH,N) o il rumore del tuono 4!ir =A,1N) o della
tromba 4Es 1/,1AE Eb12,1F-1/)! 'uesto &ragore che si produce $improvvisamente%, proviene $dal cielo%,
come la voce di 9io che risuon0 sul +inaiJiiK 4Es 1/,D) o che si udR al momento del battesimo di
Ges; 4Lc D,226, o che ietro intese a Gia&&a 4"t 11,/) o ancora che udR il veggente dell# Apoca-
lisse 4"p 1G,=!F)! 'uesto rumore poi paragonato ad un $vento gagliardo%, simbolo della poten*a
misteriosa vivi&icatrice e creatrice di 9io 4(n 1,1E (v D,Fss)! "uca precisa ulteriormente, dicendo che ,uesto
rumore $riempR tutta la casa% dove il gruppo dei discepoli con (aria e le donne era radunato! "o +pirito, non
ancora stato nominato ma vengono presentati i segni annunciatori della sua presen*a! Pra poco irromper:
sui presenti come un avvenimento che dipende totalmente dall#ini*iativa di 9io e, come Ges; aveva
annunciato, che discende come $poten*a dall#alto% 4Lc 29,9:6.
'l fenomeno di carattere visivo 4v. D)
9opo il &enomeno sonoro, ecco ,uello visivo- si parla dell#apparire di $lingue come di &uoco%! )sse $&urono
viste% dai presenti nell#atto di dividersi e di posarsi su ciascuno di loro! 8el linguaggio lucano il verbo
$apparire% che stato ri&erito agli angeli 4Lc 1,11E 22,=DE "t N,DG-DH), a 9io 4"t N,2) o al
<isorto 4Lc 2=,D=E "t/,1NE 2A,1A) dice che siamo di &ronte alla mani&esta*ione di una realt: soprannaturale-
incomincia la descri*ione dell#e&&usione dello +pirito! "e $lingue% 4gl-ssai6 &anno pensare al $dono delle
lingue% che gli apostoli riceveranno, come il testo &ra poco mostrer:, e portano a pensare alla connessione
stretta che esiste tra dono dello +pirito e dono della arola! Il paragone con il $&uoco% riporta al contesto
delle teo&anie ed segno del mani&estarsi del divino! "e rivela*ioni di 9io sono spesso messe in rela*ione
con l#immagine del &uoco che diviene simbolo di $alterit:% e di $santit:%E in particolare lo ,uella del +inai
(Es 1/,1FE 2=,1N), ma anche ,uella della mani&esta*ione di 9io a (os nel roveto ardente, dove il &uoco arde
ma non consuma (EsD,1A)! 7iene alla memoria l#annuncio del Battista che aveva associato lo +pirito +anto
al &uoco 4Lc D,1A)! "e $lingue% viste nell#atto di dividersiJiiiK vanno poi a posarsi su ciascuno dei presenti! Il
verbo $si pos0% usato nel testo greco al singolare per &are meglio allusione allo +pirito e.*thisen, che
signi&ica pi; esattamente $si stabilR%! 5on ,uesta immagine il narratore vuole dire che lo +pirito santo
$presen*a divina%, come &uoco che puri&ica e che avvolge, e con la sua a*ione unica e singolare, $prende
possesso% di ogni persona, si adagia per poi rimanere su ciascuno dei presenti, come lo +pirito $discese e
si &erm0% su Ges; al momento del battesimo4(v #,;2<;;6.
7Tutti furono riempiti di !pirito !anto8 4v. 96
+iamo giunti cosR al momento culminante dell#avvenimento! 8ominando lo +pirito +anto due volte il narratore
spiega ora apertamente ,uanto i segni premonitori avevano annunciato- $tutti% i presenti (c& v! l) &urono
$ripieni di +pirito +anto%! Avviene su tutti un#e&&usione interiore che li riempie &ino a traboccareE ietro in&atti,
nel successivo discorso apostolico dir: che Ges;, salito al cielo lo ha ricevuto dal adre per $riversarlo% sui
suoi discepoli 4"t 2,DD)! 8el tempo della promessa lo +pirito era stato donato ai pro&eti e ad alcuni grandi
uomini dell# Antico .estamento, poi a pochi eletti i cui nomi vengono ricordati dal narratore nel vangelo
dell#in&an*ia- Giovanni Battista ,uando ancora stava nel seno materno 4Lc 1,1H), )lisabetta e 6accaria 4Lc
#,9#.=>6, +imeone 4Lc 2,2A), (aria 4Lc 1,DH)! )sso poi si era concentrato unicamente in piene**a sulla
persona di Ges; 4Lc 1,DHE D,22E =,1!1F)! Jra ,uesto dono raggiunge $tutti%- cosR il gruppo dei discepoli viene
de&initivamente costituito e intimamente tras&ormato! +uccessivamente molte altre persone verranno desi-
gnate nel libro degli Atti come $riempite% di +pirito +anto- ietro (=,F), la comunit: cristiana (=,D1), aolo
(/,1NE 1D,/), +te&ano (A,HE N,HH), Barnaba (11,2=), i discepoli di Antiochia (1D,H2)! "o +pirito rester: da ora in
poi sempre all#opera nella 5hiesa come il protagonista principale!
Il narratore descrive poi gli e&&etti prodotti da ,uesta e&&usione dello +pirito- il gruppo dei discepoli comincia a
$parlare in altre lingue% (v! =b)! 5ome comprendere ,uesto &enomeno straordinarioS +i tratta &orse del dono
della $glossolalia% che consisterebbe in un parlare estatico, misterioso, con suoni che non corrispondono a
nessun idioma dell#epoca ma estremamente comunicativo gra*ie all#emo*ione di chi lo parlavaS 'uesto
$parlare in lingue% abbastan*a &re,uente nella 5hiesa primitiva, come ci testimoniano il libro degli Atti
stesso (1G,=AE 1/,A) e le lettere paoline (c& l %or 12-1=), e nel nostro testo, il sospetto di ubriache**a (2,1D),
smentito da ietro nel suo seguente discorso (2,1H), potrebbe &ar pensare che si tratti di ,uesto &enomeno!
Jppure il narratore intende descrivere un dono di $pro&e*ia% per cui il gruppo dei discepoli parla realmente in
altre lingue e con un linguaggio, per ciascuno dei presenti, comprensibile e intelligibileS
+e leggiamo attentamente il v! = troviamo elementi per operare una scelta- il testo dice chiaramente che il
gruppo dei discepoli incomincia a $parlare% 4lale/n6 in $altre% 4het,rais6 lingue (v! =a)! "#aggettivo
$altre%4het,rais6 molto importante perchM indica che gli apostoli si mettono a parlare in lingue diverse dalla
propria!Ji$K Il narratore, poi, sottolinea come ,uesto dono sia &rutto della irru*ione dello +pirito- $come lo
+pirito dava loro il potere di esprimersi 4apophth,ngomai68 (v! =b)! 'uesto verbo $esprimersi% che introduce
anche l#ini*io del bellissimo discorso di ietro che segue ,uesto avvenimento, &a sempre ri&erimento in "uca,
ad un parlare $solenne%, $ispirato% e $comprensibile% (c& "t 2,1=E 2A,2H)! 5i pare dun,ue di poter a&&ermare,
da ,uesti primi dati, che il prodigio della entecoste consista nel dono che gli apostoli ricevono di $parlare%
con le lingue stesse degli uditori- essi proclamerebbe una $parola% che, proprio perchM tutti capiscono, ha
una valen*a universale! 8otiamo per0 che non ancora noto il contenuto di tale messaggio! 8ei versetti
seguenti troviamo altri elementi che ci portano in ,uesta dire*ione e possono chiarire il senso pieno
dell#avvenimento! (a lasciamoci guidare dalla narra*ione!
!* Le reazioni di stupore e di mera$i(lia de(li a7itanti di Gerusalemme (!,51:)
9opo aver descritto i &enomeni uditivi e visivi che accompagnavano l#irru*ione dello +pirito sul gruppo
apostolico e dopo aver annunciato il prodigi del loro parlare in $lingue% straniere, il narratore descrive le
rea*ioni che tale evento provoca! "o sguardo dell#evangelista si sposta, dal gruppo apostolico radunato
$nella casa%, ai $Giudei osservanti% che abitavano la citt: di Gerusalemme e che provenivano $da ogni
na*ione che sotto il cielo%!
5i pare utile non passare inosservate ,ueste annota*ioni introduttive che riguardano i testimoni dell#evento di
entecoste! )ssi sono ,uali&icati $Giudei osservanti%, si tratta dun,ue di circoncisi per nascita o per religione
(c& v! 11 $proseliti%), che si erano stabiliti a Gerusalemme per vivere all#ombra del tempio! "#espressione
$uomini osservanti% 40vdres e1labe/s6 tanto cara all#evangelista, rende l#idea della loro religiosit: &atta
essen*ialmente di timore di 9io e di osservan*a scrupolosa e amorevole della $"egge% dei padri! "a loro
devo*ione o piet: evoca ,uella di +imone 4Lc 2,2H), di Anania (22,12) o dei seppellitori di +te&ano (22,12)!
)ssi, pur provenendo da na*ioni pagane ($tutte le na*ioni che sono sotto il cielo%), hanno sempre mantenuto
la loro identit: giudaica ed appartengono a pieno titolo al popolo d#Israele!
)cco in&atti cosa accade- il $&ragore% della discesa dello +pirito che ha $riempito tutta la casa% (v! 2) dove
abitava il gruppo apostolico, viene percepito anche all#esterno- la $moltitudineJ$K% dei giudei si raduna,
eccitata e con&usa! Il narratore ri&erisce le loro rea*ioni e sottolinea con insisten*a $l#e&&etto sorpresa%
provocato su di loro dai discorsi degli apostoli! I termini che parlano di stupore e di meraviglia si accavallano
l#uno all#altro! "a moltitudine presentata al v! A come $stupe&atta%, in piena con&usione 4sunech1the6 perchM
$ciascuno li udiva parlare la propria lingua8,#$i% poi al v! N si ripete che essi erano $stupiti% e $meravigliati%,
e ancora al v! 12, dopo l#enumera*ione dei popoli rappresentati nell#uditorio, si dice- $.utti erano stupiti e
perplessi%! 'uesta meraviglia si traduce in movimento, in concitate gesticola*ioni e in esclama*ioni poi si
&ormulano una serie di domande che riguardano il prodigio del parlare in lingue! )ssi sottolineano dapprima
la strane**a del &enomeno, per il &atto che il gruppo apostolico &ormato da Galilei- $costoro che parla<
no non sono &orse tutti GalileiS% (v! N)E si domandano poi come mai i presenti li sentano parlare nella lingua
del loro paese di provenien*a- $) come che li sentiamo ciascuno parlare la nostra lingua nativaS% (v! F)E e
successivamente le loro parole si precisano ulteriormente- $li udiamo parlare nelle nostre lingue delle grandi
opere di Dio8 (v! 11)! 1 interessante notare come il verbo 7parlare8 ripetutamente ri&erito al gruppo dei
discepoli ed speci&icato dalle espressioni $la nostra lingua nativa% (v! F) e $nelle nostre lingue delle grandi
opere di 9io% (v! 11)! Abbiamo ulteriori elementi per con&ermare
,uanto abbiamo sostenuto precedentemente! Il lettore si accorge che il racconto non lascia pi; alcun dubbio
sul signi&icato da dare al prodigio! Il narratore intende sottolineare che lo +pirito rende capaci i discepoli di
parlare nelle lingue delle diverse na*ioni alle ,uali appartenevano ,uesti )brei pii ed osservanti! 8asce il
linguaggio nuovo della &ede, che tutti comprendono e che raggiunge ,uesta moltitudine stupe&atta!
In&atti la lista dei popoli e delle regioni, elencate al centro delle insistite a&&erma*ioni sullo stupore dei presenti
(vv! /-11), pur non essendo esaustiva di tutto il mondo allora conosciuto, stata inserita dal narratore con un
chiaro signi&icato universalistico- esso rappresenta la piene**a d#Israele, ora simbolicamente radunato come
le pro&e*ie veterotestamentarie avevano annunciato per gli ultimi tempi- $7i prender0 tra le genti, vi raduner0
da ogni terra e vi condurr0 sul vostro suolo !!! porr0 il mio spirito dentro di voi e vi &ar0 vivere secondo i miei
statuti e vi &ar0 osservare e mettere in pratica le mie leggi !!! % 4E& DA,2=ss)! 'uesta promessa che sembrava
gi: essersi reali**ata ,uando Israele giunse al +inai (c& Dt 1,1GE 1G,22) ha invece in ,uesto momento il suo
vero compimento, perchM tutta ,uesta $moltitudine%, proveniente $da tutte le na*ioni che sono sotto il cielo%,
anche simbolicamente rappresentativa di tutti i popoli pagani, ai ,uali gli apostoli porteranno la loro
testimonian*a! Il narratore vuole dun,ue a&&ermare, attraverso ,uesta lista, non solo che l#intero Israele, lR
radunato, il primo destinatario del prodigio dell#e&&usione dello +pirito, ma che esso &ar: da legame tra
Gerusalemme e il resto del mondo! 9un,ue in ,uesta moltitudine radunatasi a entecoste occorre vedere
tutta l#umanit:! Il linguaggio della &ede, parlato dal gruppo apostolico a entecoste destinato a raggiungere
gli uomini di ogni popolo e di ogni cultura, perchM il linguaggio dello +pirito un linguaggio universale2
(a lo stupore dei presenti non riguarda solo il &enomeno del parlare in lingue straniere, ma anche e
soprattutto, $l#annuncio% sorprendente che viene loro rivolto! Il gruppo apostolico parlando nella lingua
stessa degli uditori, proclama con &or*a e con parole persuasive, intelligibili e comprensibili a tutti $le grandi
opere di 9io% 4t0 megale/a to2 Theo2, 2,11)! Pinalmente il contenuto della predica*ione apostolica ora
&ormulato apertamente e condensato in ,uesta ricca espressione, in cui 9io, il adre di Ges;, al centro
della lode, cosR come lo era nei cantici proclamati da alcuni personaggi dei vangeli dell#in&an*ia! In&atti, sotto
l#impulso dello +pirito il gruppo dei discepoli incomincia a lodare 9io e a cantare le sue meraviglie! +i tratta di
un parlare estatico, pieno di gioia che assomiglia alla proclama*ione di un cantico che tutti comprendono!
5ome era avvenuto per 6accaria che ripieno di +pirito +anto pro&etava dicendo- $Benedetto il +ignore 9io
d#Israele% (Lc1,ANss) o per (aria nel cantico del (agni&icat- $"#anima mia magni&ica 4megal1nei6 il +ignore e
il mio spirito esulta in 9io mio salvatore% e $Grandi cose 4megala6 ha &atto in me l#Jnnipotente !!! %
(Lc 1,=A!=/), cosR essi proclamano le meraviglie di 9io, in me**o alle na*ioni2 (c& $m 1H,/)! "o +pirito in&atti,
riempiendo i loro cuori, li &a traboccare di gioia, di ammira*ione e riconoscen*a verso 9io, li $travolge% e li &a
$parlare%2 ietro, nel successivo discorso $pro&etico% che lo +pirito gli &ar: proclamare (2,1=-DA) espliciter:
cosR il senso delle $grandi opere di 9io% di cui i presenti sono testimoni- il adre ha risuscitato Ges;, lo ha
innal*ato alla sua destra e ha e&&uso il suo +pirito come essi stessi possono vedere e udire (2,DD)! 1 proprio
,uesto dono che viene $dall#alto% che ora permetter: a tutti di proclamare che $Ges; il +ignore% e di
gridare, come dir: aolo, $Abb:, adre2% 4$m F,1H)! "#evento della passione e morte di Ges; che sembrava
prima un enigma e una tragedia inspiegabile (c& Lc 2=) viene ora compreso come il punto di arrivo di un
disegno di misericordia e di salve**a per tutti loro! Il dono dello +pirito, in&atti, d: al gruppo apostolico
un#intelligen*a $piena% del senso degli avvenimenti della as,ua (c& (v 1H,2A)! ietro dir: sen*a esita*ione
alcuna- $+appia dun,ue con certe**a tutta la casa d#Israele che 9io ha costituito +ignore e 5risto ,uel Ges;
che voi avete croci&isso% (2,DA)! Il croci&isso dun,ue il risorto, il ?@rios, della storia! "a realt: interiore dello
+pirito, donato dal +ignore Ges;, che essi hanno cosR &ortemente sperimentato non pu0 pi; essere
trattenuta! "a bont: incondi*ionata del adre che si rivelata nel Piglio va proclamata a ogni uomo2 8asce in
loro la coscien*a che la vicenda di Ges; di 8a*aret non pi; circoscrivibile dentro un arco di tempo limitato,
ma supera i limiti del tempo e dello spa*io per raggiungere ogni uomo e ogni popolo, vicini e lontani! )ssi
dun,ue diventano $apostoli% e $pro&eti% nel senso pieno della parola! Incomincia in ,uesto momento il
tempo $dell#annuncio della arola%- l#ini*io dell#evangeli**a*ione2
5i sembra, dun,ue, che siano proprio e soprattutto l#$annuncio% della bont: incondi*ionata di 9io e la
scoperta della sua paternit: e del suo perdono a suscitare stupore e meraviglia! "#ultima domanda $5he
signi&ica ,uestoS% (2,12) mani&esta il desiderio di comprendere ancora di pi; $la arola% sorprendente degli
apostoli! 'uesto stupore dei presenti, che testimonia in modo molto e&&icace la natura straordinaria dell#
avvenimento, preambolo della &ede! "#essere &uori di sM e la meraviglia erano gli atteggiamenti tipici delle
&olle di &ronte ai miracoli e alla rivela*ione divina di Ges; 4Lc F,2HE /,=DE 11,1=), dun,ue l#uditorio della
entecoste ricorda, ma su scala pi; vasta, ,uello che Ges; ha conosciuto nell#arco del suo ministero!
"a narra*ione dell#evento di entecoste termina riportando per0, anche rea*ioni opposte, di chiusura e di
perplessit:! Alcuni dei presenti commentavano l#evento dicendo- $+i sono ubriacati di mosto% (2,1Db)!
'uesta espressione riassume probabilmente ,uell#esperien*a di ri&iuto e di derisione che la chiesa subir: in
seguito, ,uando proclamer: la noti*ia straordinaria del croci&isso risorto 4"t 1N,D2E 2A,2=)! erchM da ,ueste
prime rea*ioni si arrivi alla conversione, sono necessari per0, due ulteriori passi- il primo accedere al $signi-
&icato% pro&ondo dell#evento e il secondo aderirvi con una risposta personale! +ar: proprio ,uesta $arola%
annunciata da ietro a condurre a ,uesta meta! <ispondendo agli interrogativi e alle provoca*ioni degli
uditori, ietro proclamer: con &or*a che lo +pirito, dono del +ignore risorto, ora e&&uso su tutti, come la
pro&e*ia del pro&eta Gioele aveva annunciato e inviter: i presenti ad accogliere l#opera meravigliosa del
adre, che ha risuscitato colui, che da loro stato croci&isso! Il narratore concluder: il discorso dando
un#altra noti*ia straordinaria- coloro che accolsero la arola dell#apostolo &urono batte**ati e $in ,uel giorno
si unirono a loro circa tremila persone% (2,=1)! 1 lo +pirito che ha &atto nascere la prima comunit: di credenti2
Il gruppo apostolico sperimenter: cosR il pieno compimento della promessa &atta ad Abramo di renderlo
padre di una $moltitudine di popoli% 4(n 1N,=-HE c& Dt 2A,HE Eb 11,12) e il popolo d#Israele ,ui radunato e
rappresentato da ,uesti giudei, accoglier: la 8uova Allean*a, proclamata a loro per la prima volta pubblica-
mente! "#esegesi cristiana vedr: in ,uesto avvenimento di entecoste l#opposto di ,uanto si veri&ic0 a
Babele 4(n 11,1-/)! Il dono dello +pirito restituisce agli uomini e ai popoli ,uell#unit: che essi avevano
perduto, perchM la lingua dello +pirito l#unica capace di unire! 9a ,uesto momento la arola di 9io ini*ier:
la sua corsa per con,uistare tutte le genti, cominciando da Gerusalemme per poi raggiungere
progressivamente la Giudea, la +amaria ed arrivare &ino agli estremi con&ini della terra (1,F)!

(da Parole di vita, n!1, 1//F)