Sei sulla pagina 1di 124

PDF generato attraverso il toolkit opensource ''mwlib''. Per maggiori informazioni, vedi [[http://code.pediapress.com/ http://code.pediapress.com/]].

PDF generated at: Sun, 29 Jan 2012 16:50:00 UTC


Giappone
Indice
Voci
Giappone 1
Storia del Giappone 19
Cultura giapponese 29
Arte giapponese 33
Lingua giapponese 39
Hiragana 54
Katakana 56
Kanji 59
Cucina giapponese 61
Tokyo 72
Kyto 85
Buddhismo 85
Shintoismo 94
Note
Fonti e autori delle voci 118
Fonti, licenze e autori delle immagini 119
Licenze della voce
Licenza 122
Giappone
1
Giappone
Giappone
(dettagli) (dettagli)
Dati amministrativi
Nome completo Stato del Giappone, Impero del Giappone
Nome ufficiale Nihon-koku oppure Nippon-koku
Lingue ufficiali
giapponese (de facto)
[1]
Capitale Tky (12.942.360ab./2009)
Politica
Forma di governo Monarchia costituzionale (imperatore)
Imperatore Akihito
Primo Ministro Yoshihiko Noda
Indipendenza 660 a.C. (fondazione dello stato)
Ingresso nell'ONU Dal 18 dicembre 1956
Superficie
Totale 377.835 km(60)
% delle acque 0,8%
Popolazione
Totale 127.288.419 ab.(2008)(10)
Densit 337 ab./km
Geografia
Continente Asia
Giappone
2
Fuso orario UTC+9
Economia
Valuta Yen giapponese
PIL (PPA) 4.354.368 milioni di $ (3)
PIL pro capite (PPA) 34.000 $ (2010) (19)
ISU (2011) 0,901 (molto alto) (10)
Varie
TLD .jp
Prefisso tel. +81
Sigla autom. J
Inno nazionale Kimi ga yo ("Il Regno dell'Imperatore")
Festa nazionale 11 febbraio
Il Giappone ( Nihon o Nippon
?
, ufficialmente Nihon-koku o Nippon-koku)
[2]
uno Stato insulare
dell'Asia orientale.
Situato nell'Oceano Pacifico, si trova ad est di Mar del Giappone, Cina, Corea del Nord, Corea del Sud e Russia; e si
snoda dal Mare di Ohotsk nel nord, fino al Mar Cinese orientale e Taiwan nel sud. I caratteri che compongono il
nome del Giappone significano "origine del sole", ed questo il motivo per cui spesso identificato come la terra del
Sole nascente o il Paese del Sol levante.
Il Giappone un arcipelago composto da oltre 3000 isole; le 4 isole pi grandi sono: Honsh, Hokkaid, Kysh e
Shikoku, che da sole rappresentano circa il 97% della superficie terrestre del Giappone. Molte isole sono montagne,
alcune di origine vulcanica; per esempio, la vetta pi alta del Giappone, il Monte Fuji un vulcano attivo
[3]
. Con una
popolazione di circa 128 milioni di individui, il Giappone risulta essere la decima nazione pi popolosa al mondo. La
Grande Area di Tky, che include la citt di Tky e numerose prefetture confinanti, di fatto la pi grande area
metropolitana del mondo, con oltre 30 milioni di residenti.
Ricerche archeologiche indicano che l'arcipelago abitato dal Paleolitico superiore. La prima menzione scritta sul
Giappone inizia con una breve apparizione in un libro di storia cinese del primo secolo a.C. Alle influenze
provenienti dal mondo esterno segu un lungo periodo di isolamento che ha caratterizzato profondamente la storia
del Giappone. Fin dall'adozione dell'attuale Costituzione, il Giappone mantiene una monarchia costituzionale con un
imperatore e un parlamento eletto, la dieta.
Giappone
3
Tra le grandi potenze
[4]
, il Giappone ha la seconda maggiore economia per prodotto interno lordo e la terza maggiore
per potere d'acquisto, anche il quarto maggiore esportatore e il sesto maggiore importatore a livello mondiale.
Inoltre il Giappone l'unica nazione asiatica del G8 ed attualmente un membro non permanente del consiglio di
sicurezza delle Nazioni Unite. Il Paese ha un moderno apparato militare utilizzato per l'autodifesa e per missioni di
pace, ed ha riavuto il diritto di dichiarare guerra (cosa che dopo il 1945 non ha potuto fare).
Il Giappone un paese sviluppato con uno standard di vita molto elevato (undicesimo a livello mondiale), inoltre i
cittadini giapponesi hanno la maggiore aspettativa di vita al mondo e il tasso di mortalit infantile il terzo pi
basso.
[5][6]
Storia
Era Jomon e Yayoi
I primi segni di civilt risalgono al XI millennio a.C. circa con la cultura Jmon, caratterizzata dal mesolitico al
neolitico da uno stile di vita semi sedentario cacciatore-raccoglitore e da una forma rudimentale di agricoltura.
[7]
Il
popolo Jomon produceva vasi di argilla decorati, spesso con motivi realizzati premendo corde contro l'argilla umida.
Alcuni dei pi antichi esemplari di vasellame esistenti al mondo si trovano in Giappone.
[8]
Il Periodo Yayoi, iniziato intorno al 300 a.C. segn l'introduzione di nuove pratiche come la coltivazione del riso e la
produzione di oggetti in bronzo e ferro, portate da immigrati dell'Asia continentale orientale.
[9]
Il Giappone compare
per la prima volta in registrazioni scritte nell'Hou Hanshu cinese del 57 d.C., come il popolo di Wa, formato da pi
di un centinaio di trib. Secondo il Libro di Wei cinese, il pi potente regno giapponese nel III secolo era chiamato
Yamataikoku ed era governato dalla leggendaria regina Himiko.
Era classica
Il Grande Buddha nel tempio di Tdai-ji, Nara,
fuso originariamente nel 752.
Durante il periodo Kofun, dal III secolo al VII secolo, si stabil un
centro dominante politico basato nell'area di Yamato, da dove sorse la
linea dinastica degli imperatori giapponesi.
Il Buddhismo fu importato in Giappone dal regno coreano di Baekje, a
cui il Giappone forn aiuto militare
[10]
, ricevendo il supporto della
classe governante. Il principe Shtoku si impegn a diffondere il
Buddhismo e la cultura cinese in Giappone. Gli viene attribuito l'aver
portato una pace relativa al Giappone attraverso la proclamazione della
Costituzione di 17 articoli.
Cominciando con gli Editti di riforma di Taika del 645 la corte Yamato
intensific l'adozione di pratiche culturali cinesi e riorganizz il
governo e il codice penale basandosi sulla struttura amministrativa
cinese dell'epoca.
[11]
Ci prepar la strada al dominio della filosofia
confuciana in Giappone fino al XIX secolo. In questo periodo venne
utilizzata per la prima volta la parola Nihon (
?
) come nome per lo
stato emergente.
Il periodo Nara dell'VIII secolo segn il primo emergere di un forte
stato giapponese, centrato intorno alla corte imperiale nella citt di
Heij (odierna Nara). La corte imperiale si trasfer per un breve
periodo a Nagaoka-ky, e quindi a Heian Ky (ora Kyto).
Gli scritti storici del Giappone culminarono all'inizio dell'VIII secolo con le cronache epiche del Kojiki e del Nihon
Shoki. Queste due cronache danno un resoconto leggendario delle origini del Giappone. Secondo esse il Giappone
Giappone
4
venne fondato nel 660 a.C. dall'imperatore Jinmu, un discendente della divinit shintoista Amaterasu (la dea del
sole). Si dice che Jimmu sia l'antenato della dinastia imperiale, rimasta ininterrotta fino ai nostri giorni. Comunque
secondo gli storici il primo imperatore realmente esistito fu l'imperatore jin.
Illustrazione dal Genji Monogatari. L'originale
conservato al Tokugawa Museum in Giappone.
Durante il periodo Heian (794-1185) fiorirono arte, poesia e letteratura
autoctone, immortalate all'inizio dell'XI secolo dalla dama di corte
Murasaki Shikibu nel Genji monogatari (Il racconto di Genji), il pi
antico racconto ancora esistente. I reggenti del clan Fujiwara
controllarono la politica dell'epoca.
Era medievale
Il samurai Hasekura Tsunenaga, primo
ambasciatore ufficiale giapponese alle Americhe
e Europa, nel 1615.
L'era medievale giapponese fu caratterizzata dell'emergere di una
classe nobile e colta di guerrieri, i samurai. Nel 1185 in seguito alla
sconfitta dei nemici del clan Taira, Minamoto no Yoritomo venne
nominato Shgun e stabil la sua base di potere a Kamakura nel 1192.
Dopo la morte di Yoritomo, un altro clan guerriero, il clan Hj,
divenne reggente per gli shgun. Lo shogunato Kamakura riusc a
respingere le invasioni mongole nel 1274 e nel 1281 con l'aiuto di una
tempesta che venne interpretata dai giapponesi come un kamikaze o
"Vento Divino". Lo shogunato Kamakura dur altri cinquant'anni e
venne infine spodestato da Ashikaga Takauji nel 1333. Il successivo
shogunato Ashikaga non riusc a controllare i signori della guerra
feudali (daimy) e ci provoc lo scoppio di una guerra civile. La
guerra nin (1467-1477) viene generalmente considerata come
l'anticamera degli "Stati in guerra" o periodo Sengoku.
Nel XVI secolo commercianti e missionari portoghesi raggiunsero per
la prima volta il Giappone, iniziando il periodo Nanban ("barbari
meridionali") di attivi scambi commerciali e culturali tra il Giappone e
l'Occidente, introducendo anche la religione Cattolica. Oda Nobunaga
conquist numerosi altri daimyo utilizzando tecnologie e armi da fuoco
europee ed era sul punto di unificare la nazione quando venne
assassinato ("Incidente di Honnji") nel 1582. Toyotomi Hideyoshi
succedette a Nobunaga e unific la nazione nel 1590. Hideyoshi tent due volte di invadere la Corea ma venne ogni
volta arrestato dalle forze coreane e della dinastia Ming cinese. In seguito a numerose sconfitte e alla morte di
Hideyoshi le truppe giapponesi vennero ritirate nel 1597.
Giappone
5
Periodo Edo
Una Nave shuinsen del 1634. Questo genere di
navi fu usato per il commercio con l'Asia.
Dopo la morte di Hideyoshi, Tokugawa Ieyasu sfrutt la sua posizione
di reggente del figlio di Hideyoshi, Toyotomi Hideyori, e i conflitti
sorti tra i lealisti del clan Toyotomi, per ottenere il supporto di diversi
signori della guerra da tutto il Giappone. Quando scoppi la guerra
aperta sconfisse i clan rivali nella battaglia di Sekigahara nel 1600.
Ieyasu venne nominato shgun nel 1603 e stabil lo shogunato
Tokugawa a Edo (la moderna Tky).
Dopo aver sconfitto il clan Toyotomi all'assedio di Osaka nel 1614 e
nel 1615 i Tokugawa divennero i governanti del Giappone, imponendo
un sistema feudale centralizzato con lo shogun Tokugawa a capo dei
domini feudali. Dopo la morte di Ieyasu, lo shogunato Tokugawa
instaur diverse misure per controllare i daimyo, tra cui la politica
sankin-ktai di rotazione forzata della residenza tra i feudi e Edo. Nel
1639, lo shogunato inizi la politica isolazionista del sakoku (paese chiuso) che diede due secoli e mezzo di tenue
unit politica conosciuto come periodo Edo. Questo viene spesso considerato come l'apice della cultura medievale
giapponese. Lo studio delle scienze occidentali, conosciuto come rangaku, continu in questo periodo mediante
contatti con l'enclave olandese di Dejima a Nagasaki. Il periodo Edo vide la nascita del kokugaku, letteralmente
studi giapponesi, sebbene pi correttamente rappresenti lo studio delle origini del Giappone da parte dei
giapponesi stessi.
[12]
Yamaga Soko uno stratega che sostenne i princpi del Bushido. Le sue idee ebbero una forte
influenza sui Quarantasette Ronin e il Sonn ji. Il lungo governo shogunale del bakufu irrigid lo schema sociale
dell'arcipelago giapponese. La classe dirigente era rappresentata dalla grande nobilt terriera (Bushi), feudatari
dipendenti direttamente dagli Shogun Tokugawa e suddivisi in Daimyo, Hatamoto, Gokenin e Bashin. Il territorio
era suddiviso in dieci regioni:
Gokinai (le cinque province interne)
To kai do (strada per il mare orientale)
To san do (strada per i monti orientali)
Foku roku do (paese del territorio settentrionale)
San in do (strada per la zona ombrosa delle montagne)
San yo do (strada per la zona soleggiata delle montagne)
Nan kai do (strada per il mare meridionale)
Sai kai do (strada per il mare occidentale)
isola Iki
isola Tsushima
governo militare di Ezo (Hokkaido)
Giappone moderno
Il 31 marzo 1854, il commodoro Matthew Perry e le "Navi Nere" della marina degli Stati Uniti forzarono l'apertura
del Giappone all'Occidente con la Convenzione di Kanagawa. La guerra Boshin del 1867-1868 condusse
all'abdicazione dello shogunato e alla restaurazione Meiji instaurando un governo centrato intorno all'imperatore. Il
Giappone adott numerose istituzioni occidentali, inclusi un sistema legale, un esercito moderno e un sistema
parlamentare, quest'ultimo modellato su quello britannico, con Hirobumi Ito come Primo Ministro nel 1882.
Il periodo Meiji di riforme trasform l'Impero del Giappone in una potenza mondiale, che si imbarc in diversi
conflitti militari per aumentare il suo accesso alle risorse naturali e la sua influenza su Corea e Cina, come la prima
guerra cino-giapponese (1894-1895) e la guerra russo-giapponese (1904-1905). Con quest'ultima per la prima volta
Giappone
6
una nazione asiatica sconfisse una potenza europea. Nel 1910 il Giappone controllava la Corea e la met meridionale
di Sakhalin. L'anno successivo i trattati ineguali firmati dal Giappone con le potenze occidentali vennero cancellati.
L'inizio del XX secolo vide un breve periodo di "democrazia Taisho", messa in ombra dalla crescita
dell'espansionismo giapponese e della militarizzazione. La prima guerra mondiale permise al Giappone, che
combatt al fianco degli Alleati vittoriosi, di espandere la sua sfera di influenza in Asia e i suoi possedimenti
coloniali nel Pacifico. Nel contempo, solamente l'ultimatum di Gran Bretagna e Stati Uniti fecero desistere il
Giappone dal trasformare la Cina in un suo vassallo ("Lista delle ventun richieste"). Nel 1920 il Giappone si un alla
Lega delle Nazioni divenendone un membro del consiglio di sicurezza, ma nel 1933 ne usc in seguito alle critiche
per l'occupazione della Manciuria del 1931. Nel 1936 firm il patto anti-Comintern con la Germania nazista,
unendosi all'Asse nel 1940 (Patto tripartito).
Il Giappone attacc il resto della Cina nel 1937, iniziando cos la seconda guerra sino-giapponese. In risposta alle sue
azioni, alcuni Stati occidentali, tra cui principalmente gli Stati Uniti, il Regno Unito e i Paesi Bassi, imposero un
embargo delle forniture di petrolio e altre sanzioni. Il 7 dicembre 1941 l'aviazione giapponese, senza dichiarazione di
guerra, attacc la base navale statunitense ancorata a Pearl Harbor, nelle Hawaii, e la distrusse in gran parte.
Quest'azione fece entrare nella seconda guerra mondiale gli Stati Uniti, che quattro giorni dopo ricevettero la
dichiarazione di guerra da Germania e Italia.
Fungo nucleare su Nagasaki, 9 agosto 1945.
Con progressione costante le forze giapponesi furono respinte o
distrutte. Man mano che gli Stati Uniti si portavano sempre pi vicini
al Giappone furono in grado di sferrare un numero sempre pi alto di
bombardamenti strategici su citt come Tky e Osaka, culminati
infine con il bombardamento atomico di Hiroshima e Nagasaki. Questi
attacchi uccisero diverse centinaia di migliaia di giapponesi e
portarono al termine della guerra. A seguito di ci, il 2 settembre 1945
il Giappone accett una resa incondizionata. Venne organizzato un
tribunale militare per perseguire i leader giapponesi per crimini di
guerra. Altri criminali di guerra vennero giudicati in tribunali locali
dell'Asia e del Pacifico. L'Imperatore Hirohito ricevette l'immunit e
mantenne la posizione di imperatore.
Molti storici criticano il lavoro fatto dal generale Douglas MacArthur e
dai suoi collaboratori per esonerare l'Imperatore Hirohito e tutti i
membri della famiglia imperiale coinvolti nella guerra come i principi
Yasuhito Chichibu, Tsuneyoshi Takeda, Yasuhiko Asaka, Naruhiko Higashikuni, Kotohito Kan'in e Hiroyasu
Fushimi.
[13][14]
Herbert Bix sostiene inoltre che "le misure straordinarie adottate da MacArthur per salvare Hirohito dall'essere
processato come criminale di guerra ebbero un duraturo e profondo impatto distorsivo sulla comprensione della
guerra da parte dei giapponesi", e che "nei mesi dopo che il processo di Tky inizi, i pi elevati sottoposti di
MacArthur stavano lavorando per attribuire la sostanziale responsibilit per Pearl Harbor a Hideki Tojo".
[15]
Shuichi
Mizota, l'interprete dell'ammiraglio Mitsumasa Yonai, ha dichiarato che Bonner Fellers incontr l'ammiraglio il 6
marzo 1946 e gli disse: "sarebbe pi conveniente se da parte giapponese ci arrivasse la prova che l'Imperatore
completamente innocente. Credo che l'incombente processo offra la migliore opportunit di farlo. Su Tojo, in
particolare, dovrebbe gravare il peso di tutta la responsabilit in questo processo".
[16][17]
Nel 1951 fa il Patto di San
Francisco con gli Stati Uniti. Per John Dower, un altro storico americano, "la riuscita campagna per assolvere
l'Imperatore dalle responsabilit di guerra non conobbe limiti. Hirohito non fu solo semplicemente presentato come
innocente di ogni atto formale che avrebbe potuto renderlo indiziato come criminale di guerra. Egli fu trasformato in
una figura quasi santa senza la minima responsabilit morale per la guerra", "con il pieno supporto del quartier
generale di MacArthur, l'accusa, in effetti era come una squadra di difensori dell'imperatore".
[18]
Giappone
7
La guerra cost al Giappone milioni di vite e distrusse la maggior parte della struttura industriale e infrastrutturale.
Nel 1947 il Giappone adott una nuova costituzione pacifista, cercando la cooperazione internazionale, enfatizzando
i diritti umani e le pratiche democratiche. L'occupazione statunitense dur ufficialmente fino al 1952; nel 1956 il
Giappone divenne membro delle Nazioni Unite. Grazie a un programma di sviluppo industriale aggressivo e con
l'assistenza degli Stati Uniti, l'economia giapponese crebbe rapidamente fino a diventare la seconda pi grande
economia del mondo, con un tasso di crescita medio del 10% per quattro decadi. Questa crescita si arrest negli anni
novanta, quando soffr una grave recessione. A partire dal 2001 il Giappone ha ripreso a crescere grazie alle riforme
dell'ex premier Junichiro Koizumi, ed ha anche riacquistato prestigio militare, affiancando gli USA nella guerra al
terrorismo.
In data 11 marzo 2011, il Giappone ha subito il terremoto pi forte mai registrato nella sua storia, con epicentro a
130km al largo di Sendai.
Geografia
Mappa topografica del Giappone
L'arcipelago giapponese al largo delle coste orientali asiatiche,
fra il mar del Giappone a ovest, il mar cinese orientale a sud-ovest
e l'oceano pacifico a nord; formato da quattro isole principali (da
nord a sud: Hokkaido, Honshu, Shikoku, Kyushu) e da 3400 isole
minori e isolotti, che formano un arco lungo circa 3000km che si
apre verso nord-ovest. Il territorio giapponese prevalentemente
montuoso, le poche pianure si trovano sulla costa. Le montagne
formano l'ossatura di tutto il paese. Il sistema principale
costituito dalle Alpi Giapponesi situate al centro di Honshu a
cavallo di una fossa tettonica. Molte vette sfiorano i 3000 metri e
hanno forme spigolose (la vetta pi alta il monte Fuji-yama
3776m) Le pianure sono situate lungo la costa o lungo le vallate
interne. La pianura Kanto la pi vasta del Giappone. Il luogo,
inoltre, ad altissimo rischio sismico; quindi, sono quasi
quotidiani e molto frequenti, terremoti e maremoti, che spaventano
sempre di pi la popolazione. Vivere in quest'isola molto
complicato, perch bisogna tenere conto anche delle conseguenze pericolose che possono accadere.
Demografia
Il Giappone ha una popolazione di 127 770 794 abitanti. Avendo una superficie di 372.824 km ha una densit
abitativa di circa 343 abitanti/km, di quasi sette volte superiore alla media mondiale. La popolazione distribuita in
megalopoli, la maggiore delle quali ha il suo centro nella capitale Tky. Quest'ultima ospita 8 535 792 abitanti nella
prefettura omonima, ma il tessuto urbano ininterrotto che la collega alle citt circostanti conta pi di 35 milioni di
abitanti.
I principali gruppi etnici in Giappone sono: 99,4% giapponesi e 0,6% altri, prevalentemente coreani (il 40,4% dei
non-giapponesi), cinesi e filippini.
Le religioni principali sono lo Shintoismo e il Buddismo con il 90,8%; i cristiani sono una minoranza di 1,2% e le
altre religioni con l'8%.
[19]
Vi sono piccole comunit di musulmani, perlopi immigrati. La religione in Giappone
tende verso il sincretismo. Va comunque detto che i giapponesi non considerano il matrimonio come un atto
totalmente religioso, ed amano celebrare pi di un rito, di solito il primo ed ufficiale di stampo buddista/shintoista,
ed un secondo di modello cristiano/occidentale. Molte coppie tendono a spostarsi all'estero proprio per ufficiare
questo secondo rito, soprattutto nelle chiese o municipi europei, in isole del Pacifico (in particolare le Hawaii) o in
Giappone
8
California.
Il tasso di mortalit fra i pi bassi al mondo (9.54/1000 ab), ma il tasso di natalit altrettanto limitato (7.64/1000
ab) determina una diminuzione effettiva della popolazione e un suo progressivo invecchiamento. Gi oggi un
giapponese su quattro ha pi di 65 anni, e si stima che nel 2050 questo rapporto salir ad un terzo.
Lingue
La lingua nazionale il giapponese, parlato dalla quasi totalit degli abitanti nati in tale arcipelago, anche se
sopravvive un piccolo gruppo di etnia Ainu. Il Paese non ha per una lingua ufficiale.
Economia
A partire dal 1868 inizi la prima espansione economica del Giappone, grazie all'Imperatore Mutsuhito. Il Paese
adott le idee anglosassoni del libero mercato, molti giapponesi iniziarono a studiare allestero e viceversa. In quel
periodo sorsero alcune delle maggiori aziende del Paese, che cos gi allinizio del Novecento divenne il pi
sviluppato dellAsia.
Dopo la seconda guerra mondiale il Giappone fu protagonista di un miracolo economico: il suo prodotto interno
lordo crebbe in media del 10 per cento negli anni sessanta, del 5 per cento nei settanta e del 4 negli ottanta.
[20]
La
crescita rallent fortemente negli anni novanta, con lo scoppio della bolla speculativa e lemersione di alcune
debolezze locali sul mercato interno, in politica, nei settori bancario e finanziario e nei conti pubblici (il debito
pubblico giapponese ammonta al 189 per cento del PIL
[21]
). Il Paese tent anche di riprendersi leggermente, almeno
fino al collasso delle dot com nel 2000.
[22]
Dopo il 2005 leconomia ha ricominciato a crescere del 2,8 per cento, fino
a punte del 5,5 negli anni immediatamente successivi, pi degli Stati Uniti e dellUnione Europea.
[23]
Oggi il Giappone la seconda potenza economica dellAsia, e la terza
[24]
al mondo dopo Stati Uniti e Cina, sia per
PIL nominale che a parit di potere d'acquisto.
[25]
Attualmente un Paese postindustriale, in cui due terzi del reddito
provengono dal terziario (banche, assicurazioni, settore immobiliare, commercio, trasporti, comunicazione,
costruzioni, intrattenimento).
[26]
Lindustria tra le pi imponenti ed avanzate al mondo, ed dominata da due
settori chiave, la produzione di automobili
[27]
e lelettronica di consumo,
[28]
seguite dai settori siderurgico, chimico,
farmaceutico, della gomma, petrolchimico, cantieristico, motociclistico, microelettronico, videoludico, tessile,
alimentare, del legno, dei laterizi, del tabacco e degli strumenti musicali.
[22]
Nel Paese si trovano sia grandi
multinazionali (Toyota, Honda, Sony, Panasonic, Toshiba, Sharp, Canon, Nintendo, Bridgestone, Japan Tobacco,
NTT, Nippon Steel, Nippon Oil)
[29]
sia piccole e medie aziende. Inoltre hanno sede alcune delle maggiori banche
mondiali, e la Borsa di Tokyo, seconda al mondo per capitalizzazione.
[30]
Pi limitato il ruolo dell'agricoltura (riso,
t, patate, ortaggi) e dell'allevamento, mentre la pesca locale seconda al mondo dopo quella della Cina.
Nel 2001 il Giappone contava su una popolazione attiva di 67 milioni di persone,
[31]
e solo il 4 per cento degli adulti
disoccupato. Nonostante il reddito pro capite dei giapponesi sia ancora 19 al mondo
[32]
e il salario orario sia il pi
alto in assoluto,
[33]
il paese deve fare i conti con laumento della povert (20 milioni di persone).
Le esportazioni del Giappone ammontavano a 4210 dollari pro capite nel 2005, e sono rappresentate in primo luogo
da automobili e prodotti elettronici. I suoi principali clienti sono: Stati Uniti 22.8%, Unione Europea 14.5%, Cina
14.3%, Corea del Sud 7.8%, Taiwan 6.8% ed Hong Kong 5.6%. Il Paese importa soprattutto materie prime agricole e
minerarie, da: Cina 20.5%, Stati Uniti 12.0%, Unione Europea 10.3%, Arabia Saudita 6.4%, Emirati Arabi Uniti
5.5%, Australia 4.8%, Corea del Sud 4.7%, Indonesia 4.2%.
[34]
Giappone
9
Clima
Il clima del Giappone generalmente temperato ma varia a volte in modo sensibile da nord a sud. La stagione delle
piogge inizia a maggio ad Okinawa. Fondamentalmente possibile dividere l'arcipelago in sei distinte zone:
Hokkaid - situata all'estremo nord della regione, ha inverni rigidi ed estati fresche con clima prevalentemente
montano. Le precipitazioni sono normali, tranne in inverno in cui le isole vengono solitamente sepolte dalla neve.
Mar del Giappone - ad ovest, in inverno vi sono forti nevicate causate dai venti che in estate espongono a brezze
fresche la regione. In ogni caso le temperature possono raggiungere a volte picchi elevati (tipico delle regioni
toccate dal Fhn).
Isola centrale - clima tipico delle parti pi interne delle isole, con forti sbalzi di temperatura dall'estate all'inverno
e dal giorno alla notte. Poche precipitazioni.
Seto Naikai - la zona marina tra Honsh, Shikoku e Kysh viene riparata dai monti Chgoku e Shikoku dai venti
caratterizzando l'area con un clima particolarmente mite durante tutto l'anno.
Oceano Pacifico - la costa est in cui gli inverni sono rigidi con poche precipitazioni e estati calde e afose.
Isole a sud ovest - zona caratterizzata da un clima subtropicale con inverni caldi e estati torride. Le precipitazioni
sono abbondanti e sovente si abbattono tifoni.
Ecco qui di seguito una tabella che indica le temperature e le precipitazioni di Tky.
[35]
mese Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Anno
Temperatura massima media (C) 9 9 13 18 22 25 29 31 27 21 16 12 19,3
Temperatura minima media (C) -1 0 3 9 13 18 22 23 20 13 7 2 10,7
Piogge (mm) 51 69 108 128 143 172 141 149 216 192 96 53 1518
Cultura
La cultura giapponese ha subito molte modifiche nel corso dei secoli, cambiando da quella originaria (risalente al
periodo Jmon), fino a quella contemporanea, che combina influenze asiatiche, europee e statunitensi. L'arte
tradizionale giapponese include le arti dell'ikebana, dell'origami, dell'ukiy-e, delle bambole, delle lacche, e delle
ceramiche; il teatro (bunraku, danza, kabuki, n e rakugo); le tradizioni (i giochi, la cerimonia del t, il budo,
l'architettura, i giardini e le spade); e la cucina. La fusione della pittura tradizionale giapponese e di quella
occidentale ha dato vita ai manga, il fumetto tradizionale del Giappone, diventato famoso anche nel resto del mondo.
I cartoni animati influenzati dallo stile dei manga vengono chiamati anime. I videogiochi giapponesi hanno iniziato
ad avere grande successo a partire dagli anni ottanta, grazie soprattutto all'opera di Nintendo, che si lanciata con
successo in questo mercato, seguita poi da Sony, SEGA, Konami ed altre aziende negli anni novanta.
Avendo preso in prestito dalle vicine culture strumenti, scale e stili, la musica giapponese particolarmente eclettica.
Molti strumenti musicali come il koto vennero introdotti nel IX e X secolo. L'accompagnamento del teatro n nasce
nel XIV secolo, e la musica popolare folcloristica con lo shamisen nel XVI secolo. La musica occidentale venne
introdotta nel secolo XIX, ed ormai diventata parte integrante della cultura. Il Giappone del dopoguerra venne
fortemente influenzato dalle musiche americane ed europee, dando vita alla cosiddetta J-Pop.
Tra i primi manoscritti della letteratura giapponese i pi importanti sono il Kojiki, il Nihon Shoki, e il Man'ysh,
raccolta di poesie del secolo VIII. Tutti vennero scritti in caratteri cinesi. All'inizio del periodo Heian venne creato il
sistema di trascrizione fonetica detto kana (formato da hiragana e katakana). La Taketori monogatari (
?
"Storia di un tagliabamb") considerato il primo racconto della letteratura giapponese. Una descrizione della vita di
corte dell'epoca Heian viene data da Sei Shnagon nel Makura no sshi (
?
"Note del Guanciale"), mentre il
Genji monogatari (
?
"Storia di Genji") di Murasaki Shikibu considerato il primo romanzo nel mondo.
Durante il periodo Edo la letteratura divenne l'arte dei chnin (lett. gente di citt), la gente ordinaria. Non era pi,
quindi, prerogativa degli aristocratici. Il cosiddetto Yomihon, ad esempio, divenne famoso, dando prova di questo
Giappone
10
cambiamento. Il periodo Meiji segn il declino delle forme tradizionali della letteratura; infatti proprio in questo
periodo che la letteratura giapponese integr le influenze occidentali. Natsume Soseki e Mori gai furono i primi
scrittori della letteratura giapponese moderna. Vennero seguiti da Akutagawa Ryunosuke, Tanizaki Jun'ichir,
Kawabata Yasunari, Mishima Yukio fino ad arrivare a Murakami Haruki e Banana Yoshimoto. Il Giappone vanta
due scrittori vincitori di un Premio Nobel: Kawabata Yasunari (1968) e e Kenzabur (1994).
Istruzione
Nella maggior parte delle scuole giapponesi si indossa una divisa scolastica. Hanno un obbligo scolastico di 9 anni
(le scuole elementari durano 6 anni), il 22% della popolazione laureata e, praticamente, non vi sono analfabeti.
Ambiente
Baia di Ago e le montagne Takami
dall'osservatorio Kirigaki, Shima.
In Giappone presente una grande variet di tipi di vegetazione che
passa dalla sub artica a quella tropicale. La foresta copre circa il 70%
del territorio; il Giappone, infatti, al secondo posto come percentuale
di verde dopo la Finlandia. Nelle zone di media montagna (RACHY
C.) e in quelle costiere (AGA C.) si trovano foreste temperate, mentre
nelle zone montuose sono situate le foreste boreali di conifere. Tra i
400 e i 1500 metri si trova spesso la brughiera giapponese (Hara): un
insieme di conifere.
Trattati internazionali ambientali sottoscritti:
protezione aree umide (Ramsar)
CITES
rifiuti tossici (Basilea)
emissione di CFC (Protocollo di Montreal)
biodiversit (CBD)
effetto serra (Protocollo di Kyto)
Parchi nazionali
Rishiri-Rebun-Sarobetsu
Shiretoko
Akan
Kushiro shitsugen
Daisetsuzan
Shikotsu-Toya
Towada-Hachimantai
Rikuchu kaigan
Bandai-Asahi
Nikko
Chichibu-Tama-Kai
Ogasawara
Fuji-Hakone-Izu
Minami arupusu
Joushin'etsu kougen
Tyubu sangaku
Hakusan
Ise-Shima
Giappone
11
Yoshino-Kumano
San'in kaigan
Daisen-Oki
Setonaikai
Ashizuri-Uwakai
Saikai
Unzen-Amakusa
Aso-Kujuu
Kirishima-Yaku
Iriomote
Storia della preservazione ambientale
La politica di preservazione ambientale del Giappone risale all'era Tokugawa (circa 1603-1867) e segu una strategia
top-down (letteralmente "dall'alto verso il basso")
[36]
di cui si fece promotore lo shogun stesso.
In quel periodo, infatti, il Giappone viveva un periodo di pace e prosperit che aveva ben presto portato ad un
eccessivo sfruttamento delle risorse forestali del paese. Questo si deve principalmente a cinque fattori:
l'isolamento vissuto in quel momento dal paese, che lo costringeva all'autosufficienza anche per il legname.
l'uso del legno per le costruzioni (sia delle modeste abitazioni popolari sia per le residenze aristocratiche) in un
momento di boom edilizio.
la frequenza degli incendi in quartieri contraddistinti da case ammassate e densamente popolate.
l'uso della legna come combustibile.
il disboscamento di nuove aree per ricavarne terreni coltivabili (aumento della domanda di beni alimentari) e
l'utilizzo di materiale boschivo (foglie, piccoli rami) come concime.
Il disboscamento ebbe la sua acme, assieme al boom edilizio, nel periodo 1570-1650. Lo shogun arriv a ordinare
l'abbattimento delle foreste in tutto il paese (e non solo sulle sue propriet) per poter realizzare le sue residenze e
pretese da ogni daimyo un tributo in legname: restarono intatte solo le zone meno accessibili e la parte nord dell'isola
di Hokkaid. La forte richiesta di legno arriv persino a scatenare tensioni sociali, non solo per accapparrarsi le
risorse rimaste, ma anche per stabilire i prezzi e le modalit del trasporto.
La gravit della situazione venne messa a nudo dal grande incendio del 1657 e gli shogun dell'epoca reagirono
esortando alla parsimonia nello stile di vita (limitazioni nel fasto delle case) e imponendo delle rigide regole allo
sfruttamento delle foreste. Gi nel 1666 venne vietato il taglio degli alberi, incentivato il rimboschimento e un editto
dello shogun metteva in guardia contro l'erosione, la deforestazione e l'impoverimento dei suoli. Dal 1700 fu attivo
un articolato corpo di leggi per la gestione forestale (demandata al Ministero delle Finanze), che prevedeva anche
una capillare rete di gestione sul territorio con diversi ambiti e gradi di responsabilit (chi poteva rilasciare il
permesso di taglio, quanto tagliare, chi era demandato al controllo etc.). Inoltre, lungo le strade principali e i fiumi,
vennero istituiti dei posti di guardia per assicurarsi che tutto il legname in transito avesse rispettato le leggi.
Venne ridotto l'impiego di legname nelle costruzioni e anche per il riscaldamento delle abitazioni (sostituito dal
carbone); si ridusse il rischio di incendi.
La misure certamente pi importanti, per, riguardarono la selvicoltura, considerata un vero e proprio investimento a
lungo termine: fiorirono i trattati al riguardo e numerosi furono gli imprenditori che vi si dedicarono, nonch il
governo stesso. In questo modo estese aree del Giappone vennero destinate alle piantagioni forestali.
Oggi, nonostante l'alta densit, il Giappone ha un territorio coperto per il 70% circa di montagne, ricoperte di foreste
e poco popolate. Le aree boschive sono ben protette e gestite, e sono in ulteriore espansione.
Giappone
12
Sport
All'inizio del XX secolo il Giappone ha dato vita ad una serie di arti marziali denominate Bud, molto in voga tra i
guerrieri. Queste includono il Karate, il Jjutsu, il Ninjutsu, Judo, l'Aikido e il Kend. Il Sumo viene inoltre
considerato il pi caratteristico sport nazionale giapponese, con i suoi enormi lottatori che si sfidano in piccole arene
circolari.
Il Koshien Stadium. Lo stadio da baseball di Nishinomiya 2007
Solo dopo l'era Meiji molti sport occidentali
entrarono a far parte della cultura giapponese,
alcuni di questi inseriti dapprima come materia
di studio nelle scuole e successivamente
metabolizzati come discipline ludiche.
Il baseball (chiamato yaky) ad esempio
uno dei giochi pi popolari in Giappone, dove
la prima squadra professionale fu istituita nel
1937. Il massimo campionato denominato
Lega Professionale Giapponese ed suddiviso in
due leghe. La nazionale giapponese rappresenta
il Giappone nelle competizioni internazionali
organizzate dalla IBAF.
Invece, per quanto riguarda il calcio, la J-League professionistica nata soltanto nel 1992. Molto popolari sono
anche la pallavolo, che ha visto la squadra femminile vincitrice del torneo olimpico nel 1964, il rugby (il Giappone
sar il paese ospitante della Coppa del mondo 2018) e il motociclismo. Abbastanza diffusi sono anche la
pallacanestro, il pugilato, il nuoto (alcuni nuotatori giapponesi sono tra i pi competitivi al mondo, come ad esempio
Kosuke Kitajima, che ha conquistato quattro medaglie d'oro alle Olimpiadi e tre medaglie d'oro ai Campionati
Mondiali di Nuoto nei 100 e 200 metri rana) la ginnastica artistica e l'atletica leggera.
Il Giappone festeggia il Taiiku no hi ( ), ovvero la giornata dello sport e della salute, il 10 ottobre in
commemorazione della XVIII Olimpiade (1964). Altri eventi degni di nota sono stati gli XI Giochi olimpici
invernali del 1972 a Sapporo, i XVIII Giochi olimpici invernali di Nagano e i Mondiali di calcio del 2002
organizzati in collaborazione con la Corea del Sud.
Oltre alle attivit sopra elencate, in Giappone sono estremamente diffusi gli sport da ring, in particolare il k-1, infatti
in questa nazione che sono stati fondati i pi importanti tornei al mondo: il K-1 world max e il K-1 world GP.
Il wrestling in Giappone considerato uno sport vero e proprio con spazi sulle riviste e giornali sportivi del paese, il
termine con cui ci si riferisce ad esso Puroresu (la trascrizione di Pro Wrestling); la prima federazione, la Japan Pro
Wrestling, fu fondata nel 1953 da Rikidozan: da questa federazione provengono Antonio Inoki e Giant Baba,
fondatori delle federazioni New Japan Pro Wrestling e All Japan Pro Wrestling e per anni avversari. Nel panorama
attuale oltre a queste federazioni (ad eccezione della JPW chiusa nel 1973) le pi importanti sono la NOAH, la
Dragon Gate, la Zero1 Max e la Big Japan Wrestling, oltre a queste ci sono miriadi di federazioni minori. Nel
panorama wrestling giapponese un grande spazio hanno le federazioni di Joshi Puroresu, wrestling femminile; queste
federazioni sono parecchie.
Giappone
13
Televisione
Il 13 maggio 1939
[37]
fu effettuato il primo esperimento di trasmissione via radio, mentre le trasmissioni regolari
iniziarono il 1 febbraio 1953
[38]
.
Sei sono le emittenti tv principali:
NHK
Nippon Television
Tokyo Broadcasting System
TV Tokyo
Fuji Television
TV Asahi
Altre importanti stazioni di trasmissioni televisive sono:
Kansai Telecasting Corporation
Asahi Broadcasting Corporation
Nagoya Broadcasting Network
Mainichi Broadcasting System
Ad esse fanno capo diverse TV locali legate alle varie prefetture.
Arte
Con l'arrivo della civilt occidentale non si pu pi parlare di un'arte autonoma, ma l'arte giapponese si inserisce
vigorosamente nelle pi moderne correnti artistiche, specie architettoniche.
Per quanto riguarda le arti tradizionali giapponesi, che sono tutte permeate dalla filosofia Zen, esse hanno costituito
per secoli un unicum che non ha corrispondenza in occidente. Sono giunte fino a noi pressoch intatte e sono tuttora
vive e vitali. Sono praticate in tutto il mondo da decine di migliaia di persone ed hanno costituito un vettore
essenziale della conoscenza all'estero della cultura giapponese. Tutte sono fondate sul principio della "via" (d) cio
su un cammino interiore da percorrere per giungere all'illuminazione. Ma al di l della loro valenza filosofica, hanno
comunque un contenuto estetico che pu essere percepito autonomamente. Queste forme espressive costituiscono il
nucleo pi autentico della cultura giapponese e ad esse i giapponesi sono stati e sono molto legati. Elemento costante
e centrale di esse la rappresentazione istantanea della bellezza, espressa, il pi sinteticamente possibile, con il
segno, la forma o il gesto. Le pi note sono: il cha no yu (o sad) la via del t, l'ikebana (o kad) la via dei fiori, lo
shod la via della calligrafia, il ko-do la via dell'Incenso.
Una menzione a parte per la corrente artistica del Mono-Ha, originatasi sul finire degli anni sessanta, per mano di un
gruppo di artisti concentratisi sull'aspetto effimero e impermanente di oggetti ed eventi, messi in relazione allo
spazio, all'uomo ed alla realt.
Letteratura moderna
Durante l'era Meiji si ebbe il declino della letteratura classica e poco per volta gli scrittori adottarono temi e stili
prettamente occidentali. I primi scrittori "moderni" che si possono citare sono Mori gai e Natsume Sseki, seguiti
da Akutagawa Ryunosuke, Tanizaki Jun'ichir e Mishima Yukio.
Il Giappone pu vantare due Premi Nobel per la letteratura:
Kawabata Yasunari (nel 1968)
e Kenzabur (nel 1994)
Tra gli scrittori contemporanei conosciuti e pubblicati in Italia spiccano fra gli altri Banana Yoshimoto (Kitchen,
Honeymoon, H/H, Tsugumi, Arcobaleno, Amrita), e Murakami Haruki (Norwegian Wood, Underground, La ragazza
dello Sputnik).
Giappone
14
Musica
Accanto all'arte aulica e sacra esisteva per un'espressione popolare basata su una scala di 12 suoni cromatici, la cui
costruzione risale al 1500 a.C.
Dal sistema dei 12 toni si sviluppa per la possibilit teorica di estendere il numero delle disposizioni variamente
trasportate e alternate fino a 84 scale diverse in seguito dal XIV al XVI secolo, la musica strumentale, corale e la
danza danno luogo a primitive e popolari rappresentazioni sceniche eseguite ancora oggi con gli strumenti originali:
il koto (simile al salterio), la biwa (specie di liuto), la shamisen (chitarra a 3 corde a plettro) oltre agli strumenti a
fiato e a percussione.
Per molto tempo i musicisti giapponesi si sono nutriti di elementi prevalentemente germanici; dopo la prima guerra
mondiale i favori si sono, invece, volti sempre pi verso la musica francese ed italiana. Successivamente con
l'avvento della globalizzazione anche i giapponesi si sono scoperti anglofili, imitando la musica pop e rock d'oltre
oceano e cantando in inglese.
Sono nati cos negli anni ottanta due filoni (interconnessi al punto che spesso si contaminano l'un l'altro) che
vengono definiti:
J-pop (legato soprattutto al fenomeno delle idol)
J-rock (che si suddivide a sua volta in diverse sotto categorie)
dove la lettera J sta appunto ad indicare "japanese" (giapponese).
Accanto a J-pop e J-rock si sviluppato pi recentemente anche l'hip hop giapponese.
Fuori dall'Asia la musica contemporanea giapponese conosciuta quasi esclusivamente grazie alle colonne sonore e
musiche di sottofondo di videogiochi ed anime, i cartoni animati giapponesi.
Politica
Politica interna
Formalmente il Giappone una monarchia parlamentare ereditaria, ma il ruolo dell'imperatore esclusivamente
simbolico, come stabilito dalla costituzione del 3 novembre 1946. L'ordinamento istituzionale giapponese quindi
identificabile con le moderne democrazie parlamentari; in confronto, vi una pi marcata differenziazione dei poteri
(legislativo, esecutivo, giudiziario) dovuta all'influenza degli Stati Uniti durante la stesura della costituzione.
Il potere legislativo affidato alle due camere della Dieta: la Camera dei Rappresentanti (Shugi-in), composta da 480
membri eletti a suffragio universale per 4 anni, e la Camera dei Consiglieri (Sangi-in), composta da 252 membri
eletti per 6 anni, rinnovabili per met ogni tre anni. Il potere esecutivo esercitato dal Primo Ministro e dal
Gabinetto, da costui nominato. Il Primo Ministro scelto dalla Dieta e i Ministri del Gabinetto devono essere in
maggioranza membri della Dieta. Il potere giudiziario amministrato da una Corte Suprema e da corti inferiori, i cui
giudici sono nominati dal Gabinetto per dieci anni. I giudici della Corte Suprema sono confermati o sfiduciati dagli
elettori in occasione della prima elezione della Camera dei Rappresentanti successiva alla nomina.
I principali partiti giapponesi sono il Partito Liberal Democratico, di tendenza conservatrice, e il Partito
Democratico, di tendenza socialdemocratica e progressista. Altri partiti importanti sono quelli Socialista e
Comunista. In particolare il Partito Liberal Democratico ha governato quasi ininterrottamente dal 1946 ad oggi,
riscuotendo sempre un grande consenso dal popolo.
L'attuale imperatore Akihito. In tempi recenti l'ex Primo Ministro Yasuo Fukuda stato in carica solo 11 mesi dal
2007 quando vinse le elezioni. Il candidato premier del partito di maggioranza, il Liberal-democratico Taro Aso,
verr riconfermato con le nuove elezioni del 26 ottobre 2008; in seguito, sempre a causa della crisi economica, cadr
anche questo governo e vengono indette nuove elezioni per il 30 agosto 2009, con la candidatura del Primo Ministro
Taro Aso e del candidato del Partito Democratico (neonata formazione di centro-sinistra, originata per da una
costola del Partito Liberal Democratico) Yukio Hatoyama. Con la storica vittoria di quest'ultimo, si spezza dopo pi
Giappone
15
di 60 anni l'egemonia politica del partito di centro-destra, che fino ad oggi era sempre stato al governo; la sconfitta
stata cos clamorosa che Taro Aso si dimesso il giorno seguente.
Il sovrano del Giappone l'unico imperatore oggi esistente al mondo.
Nel febbraio 2007, per la prima volta dal 1947, il governo giapponese guidato dall'ex premier Shinzo Abe si dotato
di un ministero della Difesa. Il primo ministro si impegnato esplicitamente a sostenere una revisione costituzionale
per rivedere l'articolo 9 che proibisce l'uso di forze armate. Le truppe giapponesi hanno attualmente compiti
esclusivamente di autodifesa, e con questa formula sono state inviate truppe terrestri in Iraq.
Pena di morte
Tra i 47 paesi che praticano la pena di morte (dato 2008
[39]
di Nessuno tocchi Caino), il Giappone si pu contare tra i
9 che si possono definire di democrazia liberale (considerando il sistema politico, i diritti umani, i diritti civili e
politici, le libert economiche e la pratica delle regole dello stato di diritto).
Particolarit del Giappone il fatto che ai detenuti nel braccio della morte non venga comunicata la data
dell'esecuzione, ed essi ne siano informati solo un'ora prima della stessa.
Con le 17 esecuzioni effettuate nel 2008, il Giappone ha superato il numero record del 1975, anno in cui le
esecuzioni furono 15; nel 2007 erano state giustiziate 9 persone, 4 nel 2006. Ci mostra elementi di escalation, dato
anche che dal 1998 al 2005 si registrato un totale di 16 esecuzioni, ovvero una media di due allanno.
Fino al 2006, per 15 mesi, si era verificata una moratoria di fatto delle esecuzioni; il Ministro della Giustizia
dellepoca, Seiken Sugiura (di confessione buddista), era contrario alla pena capitale.
[39]
Politica estera
In seguito alla sconfitta e all'occupazione statunitense del secondo dopoguerra, il Giappone intrattiene solide
relazioni economiche e militari con gli Stati Uniti. Nella Guerra in Iraq iniziata nel 2003 il Giappone ha contribuito
inviando truppe non combattenti. Fa inoltre parte della coalizione denominata G4 (India, Germania, Giappone e
Brasile).
Il Giappone un membro dell'APEC, del G4 e del G8, che gli permette di intrattenere relazioni con diverse nazioni
occidentali divenendo col tempo particolarmente importante nei rapporti diplomatici e commerciali, specialmente
come intermediario con la regione asiatica.
Ci sono attualmente svariate dispute aperte con le nazioni vicine relative al controllo di determinate isole,
solitamente concernenti interessi di tipo economico (estrazione di petrolio o gas naturale). Ultimamente poi i rapporti
con la Corea del Nord sono nuovamente degenerati in seguito agli esperimenti nucleari di quest'ultima. A met
febbraio 2007 il governo giapponese ha messo in orbita due satelliti-spia militari per la sorveglianza dallo spazio
della regione, con particolare attenzione alla penisola coreana.
Il Giappone membro non permanente del Consiglio di Sicurezza dell'ONU e dal 2005
[19]
uno dei candidati ad un
seggio permanente.
Giappone
16
Organizzazioni internazionali
Il Giappone membro:
dell'APEC dal 1989
del G7 dal 1975
dell'OCSE dal 1961
del OMC dal 1994
dell'ONU dal 1956
del G8
del G4
Note
[1] (http:/ / houseikyoku. sangiin. go. jp/ column/ column068. htm).URL
consultato il 19-01-2009.
[2] "Giappone" in giapponese si dice Nihon, ma all'estero molto pi diffusa la parola Nippon. Si ritiene che il nome usato in occidente sia
derivato da quello di un dialetto della Cina meridionale nella quale viene pronunciato /jk-bng/.
[3] Monte fuji (http:/ / www. britannica. com/ EBchecked/ topic/ 221527/ Mount-Fuji)
[4] Cia world factbook, Giappone (https:/ / www.cia.gov/ library/ publications/ the-world-factbook/ geos/ ja. html)
[5] aspettativa di vita in Israele (http:/ / www. haaretz. com/ hasen/ spages/ 1087765. html)
[6] Prospettiva della popolazione mondiale secondo le nazioni unite (http:/ / www. un. org/ esa/ population/ publications/ wpp2006/
WPP2006_Highlights_rev. pdf)
[7] Molti ritengono che gli Ainu, un popolo indigeno dell'Hokkaid settentrionale, siano i discendenti delle popolazioni del periodo Jomon e
perci rappresentino i discendenti dei primi abitanti del Giappone.
[8] [8] Vasellami in Giappone:
I primi esempi conosciuti di vasellame al mondo provengono dal Giappone e sono stati datati al 10500 a.C. circa, Cina e Indocina sono
seguiti poco dopo (Past worlds, The Times Atlas of Archeology. p. 100, 1995).
La fine dell'Era Glaciale fu accompagnata dal primo dei pi decisivi cambiamenti della storia giapponese: l'invenzione del vasellame.
Secondo l'esperienza tipica degli archeologi le invenzioni passano dal continente alle isole e piccole societ periferiche generalmente non
contribuiscono ad avanzamenti rivoluzionari nel resto del mondo. Pertanto gli archeologi si stupirono nello scoprire che i pi antichi
esemplari di vasellame furono prodotti in Giappone 12.700 anni fa. Jared Diamond, (http:/ / cwis. livjm. ac. uk/ lng/ teaching/ japanese/
japanroo.htm).
Comunque il Giappone, fu il luogo dove vennero sviluppate le prime ceramiche (The History and Geography of Human Genes, p. 249,
Cavalli-Sforza ISBN 0-691-08750-4.
[9] " The Yayoi period (c. 250 BCc. AD 250) (http:/ / www. britannica. com/ eb/ article-23121)," Encyclopdia Britannica; Jared Diamond, "
Japanese Roots (http:/ / www2. gol. com/ users/ hsmr/ Content/ East Asia/ Japan/ History/ roots. html), Discover 19:6 (June 1998); Dual
origins of the Japanese: common ground for hunter-gatherer and farmer Y chromosomes (http:/ / www. eva. mpg. de/ genetics/ pdf/ Japan.
pdf), Michael F. Hammer, 2005.
[10] Vedi Nihon Shoki, volumes 19, Story of Kinmei. (http:/ / applepig. idv. tw/ kuon/ furu/ text/ syoki/ syoki19_2. htm#sk19_11)"Nihon Shoki;
Delmer M. Brown (ed.) (a cura di), The Cambridge History of Japan (http:/ / books. google. com/ books?vid=ISBN0521223520&
id=x5mwgfPXK1kC& pg=PA159& lpg=PA159& vq=buddhism& dq=Paekche+ hostage+ japan& sig=dwsfsmf80GCVdVXe90a5s9Tkq34),
Cambridge University Press, 1993, pp. 140-149.; George Sansom, A History of Japan to 1334, Stanford University Press, 1958. p. 47. ISBN
0-8047-0523-2
[11] Questo in riferimento al Ritsury
[12] http:/ / www.wsu. edu/ ~dee/ GLOSSARY/ KOKUGAKU. HTM
[13] John Dower, Embracing Defeat, 1999
[14] Herbert Bix, Hirohito and the making of modern Japan, New York, HarperCollins, 2001.
[15] [15] Bix, ibid. p.585
[16] Kumao Toyoda, Sens saiban yoroku, Taiseisha Kabushiki Kaisha, 1986. p.170-172
[17] [17] Bix, ibid. p.584
[18] [18] Dower, ibid. p.326
[19] Voce Japan (https:/ / www. cia. gov/ library/ publications/ the-world-factbook/ geos/ ja. html) su The CIA World Factbook (https:/ / www.
cia. gov/ library/ publications/ the-world-factbook/ )
[20] Japan: Patterns of Development (http:/ / www. country-data. com/ cgi-bin/ query/ r-7176. html). country-data.com, gennaio1994.URL
consultato il 28 dicembre 2006.
[21] World Factbook; Country Comparison :: Public Debt (https:/ / www. cia. gov/ library/ publications/ the-world-factbook/ rankorder/
2186rank.html). CIA, 2009.URL consultato il 22 luglio 2010.
Giappone
17
[22] World Factbook; JapanEconomy (https:/ / www.cia. gov/ library/ publications/ the-world-factbook/ geos/ ja. html#Econ). CIA, 19
dicembre 2006.URL consultato il 28 dicembre 2006.
[23] Masake, Hisane. A farewell to zero (http:/ / www.atimes. com/ atimes/ Japan/ HC02Dh01. html). Asia Times Online (2006-03-02).
Retrieved on 2006-12-28.
[24] World Economic Outlook Database; country comparisons (http:/ / www. imf. org/ external/ pubs/ ft/ weo/ 2006/ 02/ data/ weorept.
aspx?sy=2005& ey=2005& scsm=1& ssd=1& sort=country& ds=. & br=1&
c=512,446,914,666,612,668,614,672,311,946,213,137,911,962,193,674,122,676,912,548,313,556,419,678,513,181,316,682,913,684,124,273,339,921,638,948,514,686,218,688,963,518,616,728,223,558,516,138,918,353,748,196,618,278,522,692,622,694,156,142,624,449,626,564,628,283,228,853,924,288,233,293,632,566,636,964,634,182,238,453,662,968,960,922,423,714,935,862,128,716,611,456,321,722,243,965,248,718,469,724,253,576,642,936,643,961,939,813,644,199,819,184,172,524,132,361,646,362,648,364,915,732,134,366,652,734,174,144,328,146,258,463,656,528,654,923,336,738,263,578,268,537,532,742,944,866,176,369,534,744,536,186,429,925,178,746,436,926,136,466,343,112,158,111,439,298,916,927,664,846,826,299,542,582,443,474,917,754,544,698,941&
s=NGDPD& grp=0& a=& pr1.x=64& pr1. y=9). IMF, 1 settembre 2006.URL consultato il 14 marzo 2007.
[25] NationMaster; Economy Statistics (http:/ / www. nationmaster. com/ graph/ eco_gdp_ppp-economy-gdp-ppp). NationMaster.URL
consultato il 26 marzo 2007.
[26] er 6 Manufacturing and Construction (http:/ / www. stat. go. jp/ english/ data/ handbook/ c06cont. htm), Statistical Handbook of Japan,
Ministry of Internal Affairs and Communications
[27] (http:/ / oica. net/ category/ production-statistics/ )
[28] (http:/ / www. eetimes. com/ electronics-news/ 4048822/ Japan-s-IC-needs-met-at-home)
[29] Japan 500 2007 (http:/ / www. ft.com/ cms/ s/ 0/
1b939a9a-2587-11dc-b338-000b5df10621,dwp_uuid=95d63dfa-257b-11dc-b338-000b5df10621. html), Financial Times
[30] Market data. (http:/ / www. nyse.com/ events/ 1170156816059. html) New York Stock Exchange (2006-01-31). Retrieved on 2007-08-11.
[31] Executive Summary: Population Trends in Japan (http:/ / web. archive. org/ web/ 20070927032804/ http:/ / www. prcdc. org/ summaries/
japan/ japan.html). Population Resource Center.URL consultato il 11 maggio 2009.(archiviato dall'url originaleil 27 settembre 2007)
[32] Groningen Growth and Development Centre (GGDC) (http:/ / www. ggdc. net/ ). GGDC, 26 gennaio 2009.URL consultato il 30 novembre
2009.
[33] " Japan Tries to Face Up to Growing Poverty Problem (http:/ / www. nytimes. com/ 2010/ 04/ 22/ world/ asia/ 22poverty.
html?source=patrick.net)". The New York Times. April 21, 2010.
[34] Blustein, Paul. "China Passes U.S. In Trade With Japan: 2004 Figures Show Asian Giant's Muscle". (http:/ / www. washingtonpost. com/
wp-dyn/ articles/ A40192-2005Jan26.html) The Washington Post (2005-01-27). Retrieved on 2006-12-28.
[35] Fonte:Eurometeo (http:/ / www. eurometeo.com/ italian/ climate/ city_RJAA/ id_GTx/ meteo_tokyo giappone)
[36] [36] Cos J.Diamond definisce quelle politiche che vengono imposte dall'alto, in stati caratterizzati da un governo centrale forte, come il
Giappone dell'epoca. Questo tipo di gestione si oppone a quello bottom-up che si riscontra in paesi (solitamente piccoli) in cui tutta la
popolazione a proporre e fare pressioni per l'adozione di particolari strategie.(cfr. bibliografia)
[37] (EN) Can you see me clearly? Public TV image reception experiment (1939) (http:/ / www. nhk. or. jp/ strl/ aboutstrl/ evolution-of-tv-en/
p07/ column/ index1. html) in The Evolution of TV, pp. 7. NHK (Japan Broadcasting Corporation), 2002.URL consultato il 28 febbraio 2009.
[38] (EN) TV Broadcasting Begins (http:/ / www.nhk. or.jp/ strl/ aboutstrl/ evolution-of-tv-en/ p09/ index. html) in The Evolution of TV, pp. 9.
NHK (Japan Broadcasting Corporation), 2002.URL consultato il 28 febbraio 2009.
[39] Dossier sulla pena di morte in Giappone di Nessuno Tocchi Caino (NessunoTocchiCaino.it) (http:/ / www. nessunotocchicaino. it/ chisiamo/
index. php?idtema=10319806)
Bibliografia
Japan in Catholic Encyclopedia (in inglese), Encyclopedia Press, 1917.
Jared Diamond, Collasso. Come le societ scelgono di morire o vivere, Torino, Einaudi, 2005 [ed.italiana; titolo
originale Collapse. How Societies Choose to Fail or Succeed]. ISBN 978-88-06-18642-5
Geographical Survey Institute, The national atlas of Japan, Tky,1975
Guth, Christine M. E., Art, tea, and industry : Masuda Takashi and the Mitsui circle, Princeton, New Jersey
Herail, Francine, Elements de bibliographie japonaise ouvrages traduits du japonais, etudes en langues
occidentales - [1986]
Ferretti, Valdo, Il Giappone e la politica estera italiana : 1935-41, Milano 1995
Varley, Paul H., Japanese Culture, Honolulu 2000
Hallstrom, Conje, Japan marketing handbook, London 1988
Saltini Antonio, Giappone: un paese senza cereali ancora una grande potenza? in Spazio rurale, n. 4, aprile
2005
Giappone
18
Voci correlate
Linea di successione al trono del Giappone
Cucina giapponese
Economia del Giappone
Geografia del Giappone
Storia del Giappone
Giapponesi
Arte giapponese
Toilette in Giappone
Letteratura giapponese
Suicidio in Giappone
Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali: http:/ / commons. wikimedia. org/ wiki/ Category:Japan
Wikinotizie contiene notizie di attualit: http:/ / it. wikinews. org/ wiki/ Categoria:Giappone
Wikiquote contiene citazioni: http:/ / it. wikiquote. org/ wiki/ Giappone
Collegamenti esterni
Istituzionali
(EN) Statistics Bureau (http:/ / www. stat. go. jp/ english/ index. htm) Statistiche ufficiali (Ministero degli Interni
giapponese)
(EN) Japan External Trade Organization (http:/ / www. jetro. go. jp/ ) Dati ed analisi economiche curati dalla
JETRO
Ambasciata del Giappone in Italia (http:/ / www. it. emb-japan. go. jp/ )
Turismo
Ente Nazionale del Turismo Giapponese (http:/ / www. turismo-giappone. it/ ) Informazioni turistiche, sito
ufficiale
Scheda del Giappone dal sito Viaggiare Sicuri (http:/ / www. viaggiaresicuri. mae. aci. it/ ?giappone) - Sito curato
dal Ministero degli Esteri e dall'ACI
Associazioni culturali
Istituto Giapponese di Cultura in Roma (http:/ / www. jfroma. it/ )
Diritti civili
Dossier sulla pena di morte in Giappone di Nessuno Tocchi Caino (NessunoTocchiCaino.it) (http:/ / www.
nessunotocchicaino. it/ chisiamo/ index. php?idtema=10319806)
Giappone
19
Geografia
(EN) CIA World Factbook (https:/ / www. cia. gov/ library/ publications/ the-world-factbook/ geos/ ja. html) dati
salienti in pubblico dominio, curati dalla CIA
Relazioni UE/Giappone
(EN) The EU's relations with Japan (http:/ / ec. europa. eu/ comm/ external_relations/ japan/ intro/ index. htm)
Parlamento europeo: Note sintetiche sul Giappone (http:/ / www. europarl. europa. eu/ factsheets/ 6_3_10_it. htm)
Giappone Tradizionale
La cultura tradizionale Giapponese (http:/ / www. casazen. com/ cultura_giapponese_tradizionale. htm)
Storia del Giappone
Vaso del periodo Jmon (dal 3000 a.C. al 2000
a.C. circa)
Questo articolo tratta la storia del Giappone dalla preistoria fino
all'epoca moderna.
Preistoria
Nel periodo da circa il 10.000 a.C. fino al 300 a.C. si sviluppa la
cultura Jmon, che prende i nomi dalle tipiche decorazioni del
vasellame dell'epoca. una societ che si basa principalmente sulla
raccolta, caccia e pesca, ma pone le basi per lo sviluppo agricolo che
avverr nel periodo successivo.
Il periodo Yayoi
Il periodo Yayoi ( Yayoi-jidai
?
) unera nella storia del
Giappone che va dal 300 a.C. al 250 d.C. Il suo nome deriva dal
distretto di Tokyo dove furono per la prima volta ritrovati resti
archeologici di quellera. A seconda della fonte che si prende in
considerazione il periodo Yayoi viene fatto cominciare con linizio della coltivazione del riso nelle risaie oppure con
nuovi tipi di terraglie. Seguendo in ordine cronologico il periodo Jmon, la cultura Yayoi fior prevalentemente nella
zona meridionale di Kysh e nella zona dell'Honsh settentrionale.
Recenti scoperte tuttavia fanno pensare che il periodo Yayoi sia iniziato verso il 900 a.C.
Il periodo Kofun
Il periodo Kofun, conosciuto anche come "Cultura delle Tombe", fior in seguito al periodo Yayoi, a partire dal
primo-secondo secolo d.C., e si estese fino all'inizio del periodo Nara, durante il quale le testimonianze si fanno pi
ricche e attendibili.
In questa fase storica il paese, diviso in diverse comunit tribali (uji) vide il crescere della potenza del clan di
Yamato, che gradualmente afferm la propria supremazia sulle isole di Honshu, Kysh e Shikoku.
Opere storiche giapponesi come il Kojiki e il Nihonshoki e documenti cinesi come il Wei chih ci aiutano nel dare un
quadro pi definito del periodo, anche se le informazioni in nostro possesso non sono complete.
Lentamente, lo stato di Yamato costitu un governo centralizzato sul modello dell'impero cinese T'ang: questo
avvenne soprattutto nel periodo di supremazia del principe Shotoku e del regno dell'imperatore Tenchi.
Storia del Giappone
20
Tenji, nel 645, diede il vita alle Riforme del Taika ("Grande Mutamento"), che diedero al paese un governo unificato
con leggi simili ai modelli cinesi.
Il periodo Nara (710 - 784)
L'influenza politica del clan Fujiwara cominci durante il periodo Asuka. Nakatomi no Kamatari, appartenente al
clan Nakatomi, condusse un colpo di stato contro il clan Soga nel 645 e diede inizio insieme all'Imperatore Ktoku
ad una serie di riforme di governo note come "editti di riforma di Taika". Nel 668 l'Imperatore Tenji, salito al trono
in quell'anno, concesse a Kamatari il kabane Fujiwara no Ason; il nuovo cognome fu ereditato dall'erede di
Kamatari, il suo secondo figlio Fujiwara no Fuhito (659720), influente presso la corte di diversi imperatori e
imperatrici all'inizio del periodo Nara. La figlia di questi, Miyako, divenne una concubina dell'Imperatore Mommu, e
il figlio dei due, il principe Obito, divenne l'Imperatore Shmu. Un'altra figlia di Fuhito, Kmyshi, divenne
l'imperatrice consorte di Shmu, la prima nella storia del Giappone a non essere figlia della famiglia imperiale. I
quattro figli maschi di Fuhito fondarono invece quattro rami della famiglia, e tra di essi la famiglia del Nord, gli
Hokke, vennero considerati capi del clan.
Nara fu la capitale del Giappone dal 710 al 784 e nel periodo Nara il Giappone speriment il massimo sviluppo
dell'amministrazione modellata sull'esempio cinese.
Il periodo Heian (784 - 1185)
Il periodo Heian viene solitamente datato dal 794 al 1185 d.C., perch per un breve decennio (784-794) la capitale fu
spostata dopo Nara a Nagaoka, poi nel 794 a Kyto (dove rimarr fino al 1868). Quest'ultima prese il nome di
"Heian-Ky" (capitale della pace e della tranquillit), di qui il nome dell'epoca. Nel periodo Heian l'autorit centrale
si indebol, a vantaggio delle grandi famiglie proprietarie di ampi possedimenti nelle zone periferiche, che godettero
di crescente autonomia.
La corte fu dominata dalla potente famiglia Fujiwara, che riusc ad accentrare il potere nelle sue mani fino alla
questione di successione tra Sutoku, l'ex imperatore, e Go Shirakawa, l'imperatore in carica. Entrambi chiamarono a
sostenerli i clan militari fedeli e Go Shirakawa vinse il contrasto. I Taira, uno dei clan militari che l'avevano
appoggiato, facendo forza sulla propria disponibilit di armi si arrog diritti e privilegi finch Taira no Kiyomori
detenne il vero controllo del paese. Egli fece un uso violento della sua autorit e fin per essere odiato dal popolo.
Tra gli altri, uccise Minamoto no Yoshitomo che, prevedendo l'atto brutale, affid i suoi due (di nove) figli a persone
fidate. Yoshitsune e Yoritomo, divenuti grandi, fecero leva sullo scontento popolare per acquisire l'appoggio di
molte persone e vendicare il padre. Lo scontro si risolse con la battaglia navale di Dan no Ura del 25 aprile 1185, con
il trionfo dei fratelli Minamoto. Yoritomo, invidioso del fratello Yoshitsune, lo costrinse al suicidio, dopo averlo
inseguito fino alla zona nord del paese, dopo di che assunse il titolo di Shogun ("Generalissimo") instaurando a
Kamakura una dittatura militare nota con il nome di Bakufu ("Governo della Tenda").
Il periodo Kamakura (1185 - 1333)
Dal 1185 al 1333 la famiglia Minamoto e la famiglia della moglie di Yoritomo, gli Hojo mantennero il controllo del
paese attraverso la figura dello Shogun e del Reggente Shogunale, lo Shikken. Gradualmente, i signori locali (i futuri
"daimyo") acquistarono autonomia e il potere del governo di Kamakura si ridusse. Gli Hojo dovettero fronteggiare,
nel 1274 e nel 1281, l'invasione mongola nella Baia di Hakata, che riuscirono a respingere anche grazie al
provvidenziale intervento di tempeste marine (Kamikaze = venti divini). La guerra, anche se vittoriosa, cre un
diffuso malcontento perch i vassalli dello Shogun non furono adeguatamente ricompensati.
L'imperatore Go Daigo cerc a questo punto di riprendere il potere appoggiandosi ai clan militari fedeli alla sua
causa. Vinse, ma Ashikaga Takauji, uno tra quelli che l'avevano appoggiato, si ribell. Ne consegu una lotta civile
che port a uno scisma dinastico. Risultarono cos due imperatori: uno legittimo ed esule a Yoshino, sui monti del
Storia del Giappone
21
Giappone centrale, e Takauji, illegittimo a Kyto, dove istitu un governo proprio dalla residenza della famiglia nel
quartiere Muromachi.
Il periodo Ashikaga o Muromachi (1333 - 1573)
Nonostante Ashikaga Yoshimitsu fece cessare lo scisma nel 1393 proclamandosi Shgun e dando al paese un
periodo di pace, il secondo Shogunato giapponese non mantenne mai l'effettivo governo sul paese e sub un lento
declino, segnato dal crescente potere dei daimyo, i signori locali.
Dal 1467 al 1568 il caos politico del paese diede vita a infinite battaglie, che costituiscono l'era Sengoku (Stati
combattenti). Nel 1573 l'ultimo Shogun Ashikaga fu deposto da Oda Nobunaga.
L'arrivo degli Europei
La scoperta del Giappone si deve ad alcuni portoghesi che attorno al 1542-43, giunsero sulle sue coste a bordo di un
bastimento cinese, spinto verso l'isola di Kiushu a causa di una tempesta. La "scoperta" fu puramente casuale, anche
se di scoperta propriamente non si deve parlare, dato che i giapponesi avevano gi un qualche tipo di rapporto con la
Cina e la Corea da svariati secoli.
I portoghesi vi introdussero la prima arma da fuoco, l'archibugio che venne venduto a circa 1000 tael d'argento,
approssimativamente 40kg del prezioso metallo. L'introduzione delle armi da fuoco da parte degli europei piuttosto
che dai cinesi (legittimi inventori) pu sembrare strana, ma del resto i rapporti con la Cina non andavano oltre il
commercio. Si tratt naturalmente di una rivoluzione che cambi la concezione militare fino a quel tempo in vigore
in Giappone, nonostante i primi pezzi prodotti nel paese negli anni a venire fossero perlopi copie imperfette e
difettose rispetto alle loro controparti europee: ora anche un contadino poteva dotarsi di un'arma che potesse uccidere
un samurai, senza sottoporsi all'addestramento necessario per maneggiare un arco.
Le impressioni tra giapponesi e portoghesi furono positive e questi ultimi, al loro ritorno in India, spinsero i
compatrioti verso l'apertura di nuovi mercati commerciali, ai quali naturalmente seguirono i missionari cristiani. I
Gesuiti disponevano di un certo vantaggio al fare proselitismo, contribuendo con le nozioni nel campo della
medicina e dell'astronomia, di molto superiori a quelle Cinesi e Giapponesi, e naturalmente con i remunerativi
commerci tra il paese e le altre colonie Portoghesi, quali Macao, Malacca, Ternate, Goa solo per citarne alcune.
Nel 1571 venne fondata la prima stazione commerciale a Nagasaki e grazie alle lettere dei Gesuiti e i rapporti dei
mercanti portoghesi, erano nel frattempo aumentate considerevolmente le conoscenze occidentali relative al
Giappone.
Il periodo Azuchi-Momoyama (1573 - 1600)
La riunificazione politica del Giappone fu dovuta a tre grandi personalit: Oda Nobunaga, Toyotomi Hideyoshi e
Tokugawa Ieyasu. Il terzo fu il fondatore dello Shogunato Tokugawa, dopo la battaglia di Sekigahara del 1600. Oda
Nobunaga, e il suo successore Hideyoshi ridussero all'obbedienza i vari daimyo. Nei primi anni del XVI secolo era
giunto in Giappone il Cristianesimo, al seguito dei portoghesi, ma alla fine del secolo il kanpaku regnante Hideyoshi
Toyotomi si preoccup della crescente popolarit della nuova religione e scacci i missionari, uccidendo 26 cristiani
come monito. Hideyoshi mor nel 1598 lasciando come erede il piccolo Ideyori, ma le rivalit fra i grandi daimyo
sfociarono subito in una guerra civile che vide la vittoria finale di Ieyasu.
Storia del Giappone
22
L'era Tokugawa (1600 - 1868)
Nel 1556 Takechiyo raggiunse l'et adulta e cambi il suo nome in Matsudaira Motoyasu. Gli venne permesso di
ritornare alla sua nativa Mikawa e gli Imagawa gli ordinarono di combattere il clan Oda in una serie di battaglie.
Motoyasu vinse la sua prima battaglia a Terabe, cominciando a farsi un nome. In questo periodo Oda Nobuhiro mor
ed il comando del clan degli Oda pass a suo fratello pi giovane, Oda Nobunaga. Poco dopo il clan Matsudaira ed i
soldati di Mikawa cominciarono a chiedere maggiore autonomia dagli Imagawa. Yoshimoto assembl 20.000 soldati
(molti di essi provenienti da Mikawa) e marci verso Kyto - il primo daimyo a farlo dal 1538. Motoyasu venne
inviato da Mikasa con i suoi uomini per attaccare la fortezza di Marune. Riuscendo a catturare il forte, Motoyasu ed i
suoi uomini vi si insediarono per difenderlo. A causa di ci evitarono la sanguinosa Battaglia di Okehazama
combattuta vicino a Kyoto nella quale Imagawa Yoshimoto mor e gli Imagawa vennero sconfitti. Motoyasu si ritir
con i suoi uomini a Mikawa ed infine, morto Yoshimoto decise di liberarsi dell'influenza degli Imagawa.
Motoyasu decise di allearsi con gli Oda, stringendo un patto segreto con Oda Nobunaga. La segretezza era dovuta al
fatto che la maggior parte della famiglia Matsudaira - inclusa la moglie di Motoyasu ed il suo figlio ancora in fasce,
Hideyasu - erano ancora tenuti in ostaggio a Sumpu dal nuovo capoclan degli Imagawa, il figlio di Yoshimoto,
Imagawa Ujizane. Nel 1561, Motoyasu ed i suoi uomini marciarono contro la fortezza di Imagawa di Kaminojo,
conquistandola ed avvisando cos Nobunaga che Motoyasu non era pi fedele agli Imagawa. Motoyasu uccise il
comandante del castello, Udono Nagamochi, e prese in ostaggio sua moglie ed i suoi due figli. Ujizane, calcolando
che gli Udono fossero seguaci pi importanti dei Matsudaira, rilasci i suoi ostaggi Matsudaira in cambio della
moglie e figli di Udono.
Libero di agire Motoyasu cominci a riformare il clan Matsudaira dopo anni di decadimento ed a pacificare Mikawa.
Cur e rinforz gli interessi dei suoi vassalli ricompensandoli con terre. Distribu anche castelli ai seguaci e vassalli
pi importanti (tra cui Honda Tadakatsu, Ishikawa Kazumasa, Koriki Kiyonaga Sakai Tadatsugu, e Sakikabara
Yasumasa), i cui castelli sarebbero stati presi e ridistribuiti nel 1566.
Nel 1564, Motoyasu sconfisse il Mikawa monto, un gruppo militaristico anti-Matsudaira, rischiando anche la propria
vita quando venne colpito da un proiettile che per non riusc a penetrare la sua armatura. Nel 1567 avanz una
petizione all'Imperatore del Giappone Ogimachi per cambiare il suo nome familiare in Tokugawa e prendere il nome
di Tokugawa Ieyasu. Cos facendo inizi anche a sostenere di discendere dal clan Minamoto attraverso il clan Nitta
e, quindi, di discendere dalla Famiglia Imperiale. Allo stesso tempo scelse un ramo familiare separato che asseriva di
discendere dai clan Fujiwara. Gli storici moderni ipotizzano che Ieyasu stesse mentendo sulla sua discendenza
imperiale, che venne semplicemente usata (come fecero gli Ashikaga prima di lui) per legittimare il suo potere e la
sua superiorit sugli altri daimyo.
Sebbene la famiglia Tokugawa fosse simbolicamente indipendente non poteva ancora sopravvivere senza il clan Oda
ed erano soggetti di Oda Nobunaga stesso. Quando Nobunaga marci su Kyto nel 1568 diventando il leader
de-facto del Giappone, molte delle sue truppe appartenevano ai Tokugawa. Allo stesso tempo Ieyasu era ansioso di
espandere i suoi territori. Egli e Takeda Shingen, capo del clan Takeda, di provincia di Kai, strinsero un patto per
annettere Totomi, ma, successivamente, Shingen occup Suruga e la capitale degli Imagawa, Sumpu. L'accordo
Takeda-Tokugawa stava declinando e Ieyasu diede anche riparo al suo precedente nemico, Imagawa Ujizane,
promettendogli di restituirgli Totomi e Suruga. Allo stesso tempo Ieyasu tent anche di stringere un'alleanza con
Uesugi Kenshin, capo del clan Uesugi ed arcinemico del clan Takeda. Una volta stretta la nuova alleanza Ieyasu si
mosse dalla sua capitale Hamamatsu in Mikawa verso Totomi (dove sarebbe stato pi vicino a Shingen).
I territori degli Imagawa erano ormai stati completamente assorbiti dalla sfera di influenza Tokugawa ed il clan
Imagawa era diventato vassallo dei Tokugawa, mentre il clan Uesugi mantenne una forte alleanza. I Tokugawa ed i
Takeda erano pronti alla guerra. Ieyasu aveva ancora il supporto di Nobunaga, ma questo pensava che alcune delle
azioni di Ieyasu fossero pericolose e irritanti. Comunque nel 1570 Ieyasu condusse 5.000 suoi uomini in aiuto di
Nobunaga alla Battaglia di Anegawa contro i clan Asai e Asakura a dimostrazione che l'alleanza Tokugawa-Oda era
ancora salda. Nonostante ci Ieyasu non sarebbe stato capace di aiutare Nobunaga per altri due anni, perch nel 1571
Storia del Giappone
23
il clan Takeda attacc.
Nel 1572 i Takeda sottrassero il Castello di Futamata a Ieyasu e pi tardi Shingen sconfisse Ieyasu nella battaglia di
Mikatagahara, in cui Ieyasu perse quasi la vita mentre conduceva le sue truppe. Comunque Takeda Shingen mor nel
1537 e gli successe il figlio ed erede designato Takeda Katsuyori che riusc a conquistare il forte di Taketenjin nel
1574. Sebbene questo fosse un porto importante per i Tokugawa la scalata militare dei Takeda era quasi al termine.
Nel 1575 Katsuyori attacc il Castello di Nagaghino in Mikawa e Ieyasu chiese aiuto a Nobunaga. Quando
Nobunaga si mostr riluttante ad attaccare i Takeda, Ieyasu minacci di fare pace con il clan Takeda ed attaccare le
posizioni del clan Oda nelle province di Owari e Mino. Nobunaga cambi idea e condusse un esercito a Mikawa.
L'esercito Oda-Tokugawa, forte di 38.000 uomini, inflisse il 28 giugno 1575 una devastante sconfitta ai Takeda ma
ancora per alcuni anni Takeda Katsuyori organizz frequenti raid contro i territori dei Tokugawa e degli Oda.
Nel 1579 la moglie di Ieyasu ed il suo figlio pi anziano, Tokugawa Nobuyasu, vennero accusati di aver cospirato
con Takeda Katsuyori per assassinare Nobunaga. La moglie di Ieyasu venne decapitata e Ideyasu venne forzato a
commettere seppuku. Ieyasu nomin allora come successore il suo terzo e favorito figlio Tokugawa Hidetada, poich
il suo secondo figlio doveva essere adottato da un altro samurai in ascesa, Toyotomi Hideyoshi.
Nel 1582 un'altra forza combinata Oda-Tokugawa attacc e sconfisse l'esercito Takeda. Takeda Katsuyori, cos come
il suo figlio maggiore ed erede, Takeda Nobukatsu, commisero seppuku. Con i Takeda che non erano pi una
minaccia, Ieyasu poteva aiutare Nobunaga nella sua campagna di riunificazione del Giappone. Per il suo aiuto Ieyasu
ricevette il controllo de jure di provincia di Suruga (inclusa Sumpu) e delle aree confinanti con i possedimenti del
clan Hojo. I Tokugawa e gli Hojo si allearono, dato che Ieyasu era amico di Hojo Ujinori, fratello minore del capo
del clan Hojo, Hojo Ujimasa.
Alla fine del 1582 Ieyasu si trovava a Sakai, provincia di Settsu, quando ricevette la notizia della morte di Oda
Nobunaga causata da Akechi Mitushide. Ieyasu ritorn a Mikawa temendo che come alleato di Oda sarebbe stato
assassinato anche lui. Ieyasu non voleva attaccare il clan Akechi, condotto da Mitsuhide, ma i Tokugawa si
avvantaggiarono della situazione e conquistarono le province di Kai e Shinano dopo una vittoria decisiva alla
battaglia di Yamazaki. Hojo Ujimasa, sentendosi minacciato invi truppe a Kai. Non vi furono combattimenti e
entrambe le fazioni decisero per la pace. Per salvare la faccia Ieyasu diede alcune terre in Kai e Shinano agli Hojo.
Ieyasu inizi a modificare la sua base amministrativa sul modello dell'ormai defunto Takeda, assumendo bande di
uomini Takeda nell'esercito Tokugawa. Nel 1583 i principali candidati a condurre il Giappone erano Toyotomi
Hideyoshi (il padre adottivo del secondo figlio di Ieyasu) e Shibata Katsuie. Ieyasu rimase neutrale in questo
conflitto, ma Hideyoshi sconfisse i Katsuie nella battaglia di Shizugatake nel 1583, e dopo che Shibata Katsuie ebbe
commesso seppuku, Toyotomi Hideyoshi ed il suo clan divennero i governanti de-facto del Giappone.
Nel 1584 Ieyasu decise di supportare Oda Nobukatsu, il figlio maggiore ed erede di Oda Nobunaga, con l'intenzione
di provocare Hideyoshi in battaglia, dato che gli Oda erano rimasti indeboliti a causa della scomparsa di Nobunaga
ed i Tokugawa erano ora molto pi forti (sebbene i governanti Toyotomi fossero pi potenti di entrambi). Con il
consenso di Oda Nobukatsu, i Tokugawa occuparono la provincia di Owari, base del potere Oda in uno sforzo di
costringere Hideyoshi a scendere sul campo di battaglia. Hideyoshi rispose inviando un esercito in Owari ed
iniziando la Campagna Komaki. Ieyasu vinse l'unica battaglia degna di nota della campagna, la Battaglia di
Nagakute e per la fine del 1584 vi fu una tregua tra i Toyotomi/Oda ed i Tokugawa. Infatti nel frattempo Oda
Nobukatsu aveva cambiato fazione per salvarsi, stringendo una tregua separata con Hideyoshi molto prima di quella
tra Ieyasu e Hideyoshi. Il clan Oda ed i loro territori (inclusa Owari) furono annessi alle terre Toyotomi, segnando la
fine del potere politico degli Oda. Ieyasu si rec ad Osaka nel 1585, e promise di sospendere i combattimenti contro
Hideyoshi.
Nonostante ci la Campagna di Komaki rese Hideyoshi diffidente nei confronti di Ieyasu e ci fu una sola occasione
(la Campagna di Odawara nel 1590) in cui Tototomi e Tokugawa combatterono insieme. Nel 1585 Ishikawa
Kazumasa abbandon Ieyasu per unirsi a Hideyoshi, dopodich Ieyasu riform tutta la struttura militare sul modello
di Takeda. I Tokugawa non parteciparono all'invasione di Shikoku da parte di Hideyoshi, n alla pacificazione
Storia del Giappone
24
dell'Honshu, ma fecero da forza cuscinetto tra Toyotomi e gli Hojo negli anni 1580. Ieyasu fece del suo meglio a
favore di Hojo Ujimasa, ma infine i Tokugawa presero le parti di Toyotomi nel 1589, l'anno nel quale cominci la
campagna di Odawara.
Durante l'Invasione di Hideyoshi dei territori del clan Hojo nel 1590, Ieyasu stesso condusse 30.000 uomini in
battaglia. Le forze Toyotomi-Tokugawa misero sotto assedio la citt di Odawara. Durante questo periodo Hideyoshi
e Ieyasu si avvicinarono - tanto che Hideyoshi propose un patto: avrebbe dato a Ieyasu le otto province del Kant in
cambio delle cinque province che erano il territorio tradizionale dei Tokugawa e dei loro antenati Matsudaira,
detenuti correntemente da Ieyasu. Nel 1590 gli Hojo vennero sconfitti e le loro terre annesse a quelle dei Totyotomi,
ponendo fine a 450 anni di regno del clan.
Al termine di ci Ieyasu concesse le sue cinque province di Mikawa, Totomi, Suruga, Shinano e Kai e spost la sua
nuova base di potere nella regione del Kant, insediandosi nella citt castello di Edo. Era ormai riconosciuto come
uno dei maggiori signori del paese. Circondato dal mare e dalle montagne era molto lontano dall'area principale della
politica giapponese e poteva vantare un'autonomia da Toyotomi che nessun altro in Giappone aveva a quel tempo.
Nel 1592 Hideyoshi invase la Corea in un tentativo di attaccare la Cina e l'India: Sebbene gli eserciti giapponesi
riuscirono a prendere il controllo della capitale, furono continuamente bersaglio della guerriglia coreana in tutto il
montagnoso paese. I Tokugawa non presero parte a questo attacco, Ieyasu rimase stazionato nel Kyushu cos che,
probabilmente, Hideyoshi potesse tenerlo d'occhio. Nonostante la sua assenza i suoi vassalli consolidarono le nuove
terre dei Tokugawa a Edo. Nel 1598 i giapponesi si ritirarono dalla Corea e Ieyasu torn a Edo.
Nel 1593 Hideyoshi ebbe un figlio ed erede, Toyotomi Hideyori. Nel 1598 convoc una riunione per determinare i
sei reggenti che avrebbero governato nel nome di suo figlio dopo la sua morte. I sei ad essere scelti come reggenti
(tairo) per Hideyori furono Maeda Toshiie, Mori Terumoto, Ukita Hideie, Uesugi Kagekatsu, Kobayakawa
Takakage, e Tokugawa Ieyasu. Verso la Battaglia di Sekigahara (1598-1603)
Toyotomi Hideyoshi mor infine nel 1598. Gli succedette il suo figlio ed erede Hideyori, messo ufficialmente alle
cure di uno dei reggenti Maeda Toshiie. Non appena Hideyoshi mor Ieyasu cominci a stringere alleanze con varie
famiglie anti-Toyotomi alienandosi gli altri reggenti. Dopo la morte di Toshiie nel 1599, Ieyasu condusse le sue
truppe fino a Fushimi ed occup il Castello di Osaka, facendo infuriare gli altri quattro reggenti (Takakage era gi
morto). L'opposizione contro Ieyasu venne valorosamente condotta da Ishida Mitsunari, che non era un reggente ma
aveva gi tentato di assassinare Ieyasu nel 1599. Alcuni dei comandanti generali di Ieyasu volevano uccidere Ishida,
ma questi trov ironicamente riparo presso Ieyasu.
L'"amicizia" tra i due si ruppe presto. C'erano due fazioni - quella "orientale" che sosteneva Tokugawa Ieyasu e
quella "occidentale" sostenitrice di Ishida Mitsunari. Mitsunari era determinato ad attaccare per primo e si alle con
il reggente Uesugi Kagekatsu che possedeva un feudo non troppo lontano da Edo. Ishida voleva che Uesugi tenesse
occupate le truppe di Ieyasu abbastanza a lungo da permettere alla Fazione Occidentale di occupare Edo e
sconfiggere la Fazione Orientale. Nel giugno 1600 Kagekatsu e Ieyasu iniziarono a combattere. Ieyasu marci con i
suoi alleati, i clan Date e Mogami per sconfiggere Uesugi e condusse un esercito a occidente per sconfiggere il clan
Ishida in ottobre. Ishida riprese Fushimi da Ieyasu e sebbene questo fosse un grande successo, richiese un tempo
molto lungo.
Nella provincia di Shinano 36.000 uomini dei Tokugawa, condotti da Tokugawa Hidetada, figlio ed erede di Ieyasu,
erano stazionati senza alcuna ragione apparente; Ieyasu sapeva per che il Kobakawa clan, condotto da Kobayakawa
Hideaki, stava progettando di abbandonare Ishida e che il Mori non progettava di combattere.
La Battaglia di Sekigahara inizi il 21 ottobre 1600 e vi presero parte un totale di 160.000 uomini. Le fazioni Ishida
e Tokugawa si affrontarono in campo aperto, mentre i Kobayakawa ed i Mori erano stazionati sulle montagne,fattore
che avrebbe deciso la battaglia. Hidetada che era stato convocato da Shinano non era ancora arrivato. Infide quando i
Tokugawa parevano ormai sconfitti i Mori ed i Kobayakawa arrivarono in loro aiuto sconfiggendo e schiacciando
Ishida. La Battaglia di Sekigahara fu una vittoria dei Tokugawa e della Fazione Orientale, la Fazione Occidentale era
stata polverizzata, i clan Kobayakawa e Mori si allearono con i Tokugawa e nel giro di pochi giorni Ishida Mitsunari
Storia del Giappone
25
ed altri generali della fazione occidentale vennero decapitati. Tokugawa Hidetada arriv in ritardo perdendo
l'occasione di partecipare alle ostilit.
Immediatamente dopo la vittoria di Sekigahara Ieyasu ridistribu le terre ai propri vassalli che l'avevano servito. Chi
aveva giurato alleanza a lui prima della battaglia venne detto fudai daimyo, mentre chi aveva giurato alleanza dopo
la battaglia venne detto tozama daimyo. Ieyasu lasci alcuni daimyo occidentali intatti, come il clan Shimazu clan,
ma altri vennero completamente aboliti. Toyotomi Hideyori si ritir a vita privata presso il Castello di Osaka, mentre
Tokugawa Ieyasu era ora de facto il governante del Giappone. Lo shogun Tokugawa Ieyasu (1603-1605)
Nel 1603 Tokugawa Ieyasu ricevette il titolo di 'shogun' dall'imperatore Go-Yozei, all'et di 60 anni. L'erede di
Ieyasu era ancora suo figlio Tokugawa Hidetada. Come shogun inaugur lo bakufu Tokugawa, il terzo governo di
uno shogunato (dopo i Minamoto e gli Ashikaga), governo che avrebbe deciso le sorti del Giappone per molti anni a
venire. Iniziava cos il periodo Edo che sarebbe durato fino al 1867.
Sorprendentemente dopo un breve periodo abdic da Shogun nel 1605. Gli successe il figlio ed erede, Tokugawa
Hidetada, che divenne il secondo Shogun della dinastia Tokugawa. Regno claustrale dello Shogun Ieyasu
(1605-1616)
Nonostante la sua abdicazione a favore di Hidetada, Ieyasu mantenne la posizione di Shogun Ritirato (Ogosho),
rimanendo comunque il governante effettivo del Giappone fino alla sua morte. Ieyasu si ritir a Sumpu, dove
supervision la costruzione del Castello di Edo. Nel 1609 diresse le trattative diplomatiche con l'Olanda e la Spagna.
Nel 1611 Ieyasu alla testa di 50.000 uomini visit Kyoto per testimoniare l'incoronazione dell'Imperatore
Go-Mizunoo, sebbene suo figlio fosse ufficialmente lo Shogun. In Kyoto Ieyasu ordin ai daimyo occidentali di
firmare un giuramento di fedelt a lui. Nel 1613 compose un documento conosciuto come Kuge Shohatto, che
metteva i nobili di corte sotto stretto controllo e li rese figure di rappresentanza cerimoniali, prive di potere effettivo.
Nel 1614 firm l'Editto di Espulsione dei Cristiani e band il Cristianesimo, espulse tutti gli stranieri e viet ai
cristiani giapponesi di praticare la loro religione, molti di questi fuggirono nelle Filippine spagnole.
Nel 1615 prepar il Buke Shohatto, un documento che fissava il futuro del regime Tokugawa. Urna che contiene le
ceneri di Tokugawa Ieyasu, conservata a Nikko
Al culmine del primo periodo Edo avvenne l'Assedio di Osaka del 1614-1615. Hideyori viveva ancora nel castello di
Osaka e non progettava di ribellarsi contro Ieyasu, ma Ieyasu us un pretesto per avere la scusa di attaccare.
All'inizio i Tokugawa vennero respinti dai resti dei Toyotomi, condotti da un ansioso Hideyori, ma Ieyasu ordin un
controattacco. I Tokugawa, condotti dallo Shogun Hidetada, posero un lungo assedio al Castello di Osaka. Infine alla
fine del 1615, il castello cadde nello loro mani e Hideyori, sua madre (Yodogimi, la vedova di Hideyoshi) il suo
bambino ed erede commisero seppuku. Sua moglie Senhime (pronipote di Ieyasu), venne salvata da Ieyasu e non
sub il fato del marito, figlio e suocera. I Tokugawa erano ora liberi di sviluppare il Giappone.
Durante questo periodo crebbero i sentimenti anti-cristiani del governo. Nel 1614, soprattutto per stroncare i tentativi
olandesi di insinuarsi nell'economia giapponese, il cristianesimo venne messo fuori legge. La punizione per chi
seguiva il cristianesimo era la morte. Migliaia di cristiani giapponesi vennero uccisi per aver mantenuto la loro fede
nonostante il divieto. Rimase solo una sostanziosa comunit di cristiani a Nagasaki, oltre a gruppi pi piccoli sparsi
in tutto il Giappone.
Nel 1641 inizi la politica di isolamento del Giappone dal resto del mondo, nota come sakoku. I giapponesi non
potevano uscire dal Paese e gli stranieri potevano entrare solo muniti di speciali permessi. Facevano eccezione
alcune basi commerciali. Essa durer fino al 1853, quando il Giappone sar costretto a firmare i Trattati ineguali
dopo la minaccia del commodoro Matthew Perry con le "navi nere". In questo anno inizia il periodo detto
bakumatsu.
Gi all'inizio del 1800 per il sistema sociale e politico giapponese cominci a cedere. Ricchi mercanti riuscirono ad
acquisire una posizione sociale ben pi alta di quella loro spettante per nascita, e al contrario di molti samurai, causa
l'insufficienza degli stipendi, si diedero a commerci o ad altri lavori. D'altro canto molti daimyo apportarono ai loro
Storia del Giappone
26
feudi vaste e profonde riforme e miglioramenti in modo da accrescere le loro risorse mentre quelle dello shogunato
diminuivano a causa dell'inettitudine della burocrazia. Tra il 1830 e il 1840 una serie di carestie si abbatt sul paese
tanto da far temere una violenta rivolta popolare. Si diede quindi inizio ad una serie di riforme che furono affidate a
Tokugawa Nariaki, del ramo cadetto della dinastia shogun. Nel frattempo nel nome della fedelt all'imperatore si
and a formare una corrente di daimyo che accusava lo shogunato di non essere in grado di resistere alle pressioni
occidentali per l'apertura di relazioni diplomatiche e commerciali. Il pesante regime feudale port ad una ripartizione
dell'arcipelago in 10 regioni (do):
- Gokinai (cinque province interne)
- To-kai-do (paese del mare orientale)
- To-san-do (paese dei monti orientali)
- Foku-roku-do (paese del territorio settentrionale)
- San-in-do (paese del versante montuoso settentrionale)
- San-yo-do (paese del versante montuoso meridionale)
- Nan-kai-do (paese del mare meridionale) con la potente signoria di Satzuma
- Sai-kai-do (paese del mare occidentale)
- isola Iki
- isola Tsushima
- governo militare di Yezo (isola di Hokkaido)
Moderna
Periodo Meiji (18681912)
Il Rinnovamento Meiji segn il ritorno al potere dell'imperatore e la modernizzazione del Giappone. Durante il
Periodo Meiji e fino alla fine della seconda guerra mondiale, la legge che vietava il cristianesimo rimase in vigore,
anche se tecnicamente la Costituzione Meiji consentiva la libert di culto. Di fatto il cristianesimo era ancora una
religione illegale in Giappone e restava punibile con la morte. Con le nuove riforme Nagasaki si apr ai commerci,
ma rimase in vigore sia la proibizione del cristianesimo che la persecuzione da parte del governo.
Periodo Taish (1912 - 1926)
Allimperatore Mutsuhito succedette nel 1912 Taisho, il cui precario stato di salute favor il consolidarsi del ruolo
politico dei militari. Nellagosto del 1914, allo scoppio della prima guerra mondiale, il Giappone invi un ultimatum
alla Germania, con cui si richiedeva levacuazione del territorio di Jiaozhou (Kiaochow), nella Cina nordorientale. Al
rifiuto da parte dei tedeschi, il Giappone entr in guerra a fianco degli Alleati, occupando le isole tedesche nel
Pacifico. Nel 1915 il Giappone present alla Cina le ventuno richieste, in merito alla concessione di privilegi
industriali, ferroviari e minerari, che rappresentarono la prima affermazione della politica giapponese di dominio in
Cina e in Estremo Oriente. Nel 1916 la Cina cedette al Giappone i diritti commerciali nella Mongolia interna e nella
Manciuria meridionale.
Il trattato di pace che concluse la prima guerra mondiale assegn al Giappone le isole che aveva occupato nel
Pacifico, a titolo di mandato della Societ delle Nazioni, della quale il paese divenne membro statutario. Il Giappone
ottenne anche la concessione di Jiaozhou, che tuttavia dovette restituire alla Cina nel 1922 in base al trattato di
Shandong, stipulato durante la conferenza di Washington dello stesso anno.
Storia del Giappone
27
Periodo Showa (1926-1989)
Prima della guerra mondiale
Intanto in patria, definita (comunemente ma impropriamente) "incidente", il 15 maggio 1932 si scaten una rivolta di
alcuni militari e contadini, che port all'occupazione di alcune sedi del potere, tra cui la banca principale del paese e
la casa del primo ministro. Sui fatti si allest un processo contro undici ufficiali, ma durante il dibattimento la loro
figura venne assumendo toni eroici ed un'ondata di rinascente nazionalismo colp il Giappone; a supporto degli
imputati si mobilit gran parte dell'opinione pubblica.
Seconda guerra mondiale
Forse poco importante dal punto di vista storico, ma interessante per capire l'ostinazione di alcuni giapponesi nel non
volersi arrendere agli Alleati, fu un tentativo di colpo di stato sventato fortunosamente organizzato da alcuni ufficiali
dell'esercito che tentarono di rapire l'imperatore, al fine di impedirgli di annunciare la resa alla radio.
Giappone dopo la seconda guerra mondiale
Dopo il 1945, come parte delle condizioni di resa, il Giappone fu obbligato a dichiarare la libert di culto e la fine
della persecuzione. Dopo che il Giappone riottenne la propria sovranit la libert di culto rimase come parte
integrante della nuova costituzione. Tra il maggio del 1946 e il novembre 1948 si svolse il processo di Tokyo, nel
quale il tribunale militare per l'Estremo Oriente giudic e condann a morte i principali responsabili dei crimini di
guerra.
Gli obiettivi dichiarati dell'occupazione statunitense del Giappone erano la democratizzazione dell'ordinamento dello
stato giapponese e il ristabilimento di un'economia industriale di pace. Un programma di riforma agraria, inteso a
promuovere la propriet contadina della terra, fu avviato nel 1947. Alle donne fu concesso il diritto di voto nelle
prime elezioni generali del dopoguerra, nell'aprile 1946, che portarono 38 donne alla Dieta giapponese. Una nuova
Costituzione, voluta dagli Stati Uniti, entr in vigore nel maggio del 1947.
Durante il 1950, i negoziati concernenti il trattato di pace giapponese furono segnati da importanti divergenze tra gli
Stati Uniti e l'Unione Sovietica. In maggio a John Foster Dulles, consigliere del segretario di stato statunitense,
venne conferito l'incarico di redigere il trattato, che fu pronto il 12 luglio del 1951. Ai primi di settembre si apr a
San Francisco la conferenza di pace, a cui gli Stati Uniti invitarono 55 paesi, escluse la Cina nazionalista (Taiwan) e
la Repubblica popolare cinese. Il trattato fu sottoscritto da 49 paesi, tra cui il Giappone, mentre non venne approvato
dallURSS, dalla Cecoslovacchia e dalla Polonia. In base al trattato di pace, il Giappone rinunciava a ogni pretesa
sulla Corea, Taiwan, le isole Curili, Sahalin e le isole in amministrazione mandataria. Nel contempo, Stati Uniti e
Giappone firmarono un accordo bilaterale, in base al quale gli Stati Uniti mantenevano basi militari e forze armate in
Giappone e nei territori circostanti a titolo di difesa del paese.
Il 28 aprile 1952 il trattato di pace entr in vigore e il Giappone riacquist piena sovranit. Nel corso dell'anno il
governo giapponese concluse trattati di pace o riapr le relazioni diplomatiche con Taiwan, la Birmania, lIndia e la
Iugoslavia. Nel corso del 1953 gli Stati Uniti spinsero quindi attivamente il Giappone al riarmo, come misura di
tutela contro un eventuale attacco sovietico. In agosto i due paesi firmarono un trattato di aiuto inerente alla
produzione giapponese di armamenti e nel marzo del 1954 fu sottoscritto un patto di reciproca difesa. La risoluzione
delle controversie internazionali fu definita nel 1956 con l'ingresso del Giappone nell'ONU.
Gli anni Sessanta, che furono suggellati da due manifestazioni di grande richiamo internazionale (le Olimpiadi di
Tokyo, nel 1964, e l'Esposizione universale di Osaka, nel 1970), videro il Giappone salire ai vertici della produzione
mondiale. Sul piano politico fu cruciale la riapertura di relazioni diplomatiche con la Cina (1972). In politica interna,
in seguito a un grave scandalo (in cui sembra fossero coinvolti diversi uomini politici e industriali e una societ
aerospaziale statunitense, la Lockheed), per la prima volta il Partito liberal-democratico (Jiyu Minshu-to o Jiminto)
perse, in occasione delle elezioni del dicembre 1976, la maggioranza alla Camera bassa: da allora vari rappresentanti
del partito si avvicendarono alla carica di primo ministro fino al novembre del 1982, quando venne nominato
Storia del Giappone
28
Nakasone Yasuhiro.
Dopo un calo di consensi nel 1983, i liberaldemocratici riportarono una schiacciante vittoria elettorale nel 1986, e
Noboru Takeshita sostitu Nakasone nel novembre del 1987. Intorno alla met degli anni Ottanta la crescita
dell'economia giapponese cominci a rallentare, anche a causa della debolezza del dollaro rispetto allo yen, che
provoc un calo delle esportazioni.
Periodo Heisei (1989 - oggi)
Nel 1989 mor l'Imperatore Hirohito, a cui succedette il figlio Akihito. Il 1989 segn una delle pi rapide crescite
economiche nella storia giapponese. Con uno yen forte ed un tasso di cambio con il dollaro favorevole, la Banca del
Giappone mantenne bassi i tassi di interesse, dando vita ad un boom degli investimenti che fece salire il valore delle
propriet immobiliari a Tokyo di oltre il 60% in un anno. Poco dopo Capodanno il Nikkei 225 raggiunse il suo
valore massimo di 39.000. Nel 1991 era ricaduto a 15.000 segnando la fine della "bolla economica" giapponese.
Lo scandalo Recruit del 1988 aveva gi eroso la fiducia pubblica nel Partito Liberale Democratico che aveva
controllato il governo del paese per 38 anni. Nel 1993 venne sconfitto da una coalizione guidata da Morihiro
Hosokawa. Comunque la coalizione collass perch i partiti che la componevano si erano riuniti semplicemente per
sconfiggere il Partito Liberale Democratico e mancavano di una posizione unitaria su praticamente ogni argomento
sociale. Il Partito Liberale Democratico torn al governo nel 1996, quando aiut ad eleggere il socialdemocratico
Tomiichi Murayama come Primo Ministro.
Nel 1995 un forte terremoto colp Kobe. Il 25 marzo di quello stesso anno terroristi del gruppo Aum Shinrikyo
liberarono gas sarin nella metropolitana di Tokyo, uccidendo dodici persone, tra cui due addetti della JR ed un
passeggero, e intossicando gravemente oltre trecento persone.
[1]
Il periodo Heisei ha segnato anche il riemergere del Giappone come potenza militare mondiale. Nel 1991 il
Giappone vers miliardi di dollari per sostenere la Guerra del Golfo, ma motivi costituzionali impedirono una
partecipazione o un supporto diretto. Sminatori vennero inviati come parte dello sforzo di ricostruzione. In seguito
all'invasione dell'Iraq nel 2003 il gabinetto del Primo Ministro Junichiro Koizumi approv un piano per l'invio di
circa 1.000 soldati della Forza di autodifesa giapponese per aiutare la ricostruzione dell'Iraq, il pi grosso invio di
truppe oltremare successivamente alla Seconda guerra mondiale senza la sanzione delle Nazioni Unite.
Nel 1997 il Giappone fu duramente colpito dalla crisi finanziaria asiatica.
L'11 marzo 2011 il terremoto pi forte mai registrato, con epicentro a 130 km al largo Sendai, ha sconvolto il nord
del paese e provocato uno tsunami che ha devastato le coste nord-occidentali.
Note
[1] Cfr. Haruki Murakami, Underground, ISBN 88-06-16521-6, pp. 16, 67.
Voci correlate
Ere del Giappone
Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali: http:/ / commons. wikimedia. org/ wiki/ Category:History
of Japan
Collegamenti esterni
Storia del Giappone (http:/ / search. dmoz. org/ cgi-bin/ search?search=Storia+ del+ Giappone& all=yes&
cs=UTF-8& cat=World/ Italiano) su Open Directory Project ( Segnala (http:/ / www. dmoz. org/ cgi-bin/ add.
Storia del Giappone
29
cgi?where=) su DMoz un collegamento pertinente all'argomento "Storia del Giappone")
Cultura giapponese
La cultura giapponese ha subto grandi cambiamenti nel corso dei secoli, dalla cultura originaria del paese,
cosiddetta Jmon, alla cultura attuale, un'ibrida combinazione di influenze asiatiche, europee e nordamericane. Dopo
numerose ondate di immigrazioni dal continente e dalle vicine isole del Pacifico (vedi Storia del Giappone), seguite
dall'enorme importazione di cultura dalla Cina, gli abitanti del Giappone attraversarono un lungo periodo di relativo
isolamento dal mondo esterno sotto lo Shogunato Tokugawa, fino all'arrivo delle "Navi Nere" e all'inizio del periodo
Edo. Questo diede come risultato una cultura diversa da qualsiasi altra cultura orientale, cosa che si riscontra ancora
oggi nel Giappone contemporaneo.
La lingua giapponese ha da sempre giocato un ruolo significante nella cultura giapponese. Nemawashi, ad esempio,
indica il consenso ottenuto grazie ad un'attenta preparazione. Riflette quell'armonia che desiderata e rispettata
all'interno della cultura giapponese. Nonostante i giapponesi siano meglio conosciuti all'estero per la loro comicit
tipicamente gestuale, sono dotati di un complesso senso dell'umorismo. Poich questo umorismo fondato su lingua,
cultura, religione ed etica giapponesi, generalmente considerato molto difficile da tradurre.
Il giardino giapponese di Korakuen, Okayama.
Arte
Pittura
La pittura un'arte presente in Giappone da
lungo tempo. Il pennello lo strumento
usato tradizionalmente per scrivere, e il
conseguente uso dello stesso come
strumento degli artisti fu probabilmente
un'evoluzione naturale. Le tecniche della
pittura tradizionale giapponese sono tuttora
usate in Giappone, cos come le tecniche
adottate dalla vicina Asia e dall'occidente.
Calligrafia
Shod
La lingua giapponese scritta tradizionalmente una calligrafia
complicata eseguita con un pennello. Come in altri paesi
asiatici, l'interpretazione stessa del testo viene vista come
un'arte a s, cos come il significato delle informazioni scritte.
L'arte consiste di frasi, poesie, storie o anche solo caratteri. Lo
stile e il formato della scrittura possono parodiare l'argomento
trattato, cos come la velocit delle pennellate e la struttura
delle stesse. La calligrafia viene considerata un'arte al pari
della pittura, e spesso si pu arrivare a ripetere un singolo
carattere centinaia di volte per ottenere l'effetto desiderato.
Cultura giapponese
30
L'arte della calligrafia solitamente incomprensibile per la maggior parte degli occidentali. Un'altra forma d'arte
associata alla calligrafia e conosciuta come Sumi-e, consiste nel comporre opere eseguendole con dell'inchiostro
creato dall'artista stesso, strofinando un blocco di inchiostro solido su una speciale pietra e mischiandolo con acqua.
Ukiyo-e
La Grande Onda, ukiyo-e di Hokusai.
L'ukiyo-e (
?
Immagini del mondo fluttuante) un
genere di stampa che usa blocchi di legno, esemplare dell'arte
del periodo Tokugawa. Il fatto che queste stampe potessero
essere prodotte in serie le rese disponibili ad un'ampia fetta
della popolazione giapponese durante i secoli XVII e XX,
specialmente quella parte che non si poteva permettere i
dipinti originali. La grande popolarit degli ukiyo-e ne fece
un'arte riconosciuta tra quelle tradizionali giapponesi, con
conseguente influenza negli stili dei moderni spot pubblicitari,
cartelloni e altre arti, inclusi i manga.
Scultura
Le tecniche della scultura giapponese subirono l'influenza dalle tradizioni buddiste e shintoiste. Lacca, decorazioni in
oro e colori accesi sono le tecniche tradizionali pi comuni. Tra i materiali pi in uso, il legno, il bronzo, la pietra e
la ceramica.
Ikebana
Ikebana
L'ikebana l'arte giapponese di disporre i fiori. Ha avuto
grande successo internazionale per la sua essenza incentrata
nell'armonia, nel colore, nel ritmo nonch nell'eleganza della
sua semplicit. L'ikebana ampiamente praticata oggigiorno
in Giappone, cos come nel resto del mondo.
Cha no y
Cha no y (lett. "acqua calda per il t"), la cosiddetta
Cerimonia del t. Essa trova le sue radici nello zen, ed
considerata una delle arti tradizionali del Giappone.
Cultura giapponese
31
Sport
Tra gli sport praticati a livello professionale nel Giappone moderno si trovano quelli tradizionali, come Karate, Judo
e Sumo, e quelli importati come il baseball e il calcio. Inoltre, tra gli sport praticati quotidianamente si trovano
ping-pong, tennis, pallavolo, basket, golf e rugby, oltre ai tradizionali kendo e Jd. Un altro sport molto popolare e
praticato a livello professionale il wrestling.
Cucina
Nel corso dei secoli i giapponesi hanno creato una cucina sofisticata e raffinata, estremamente sensibile ai cambi di
stagione. La cucina giapponese composta da una variet di cucina tradizionale, che comprende piatti a base di riso
e miso, cos come piatti a base di pesce (ad esempio sushi e sashimi), e una multitudine di piatti stranieri. Infatti si
trovano facilmente piatti cinesi, coreani, tailandesi, ma anche americani, francesi e italiani. La cucina giapponese il
prodotto della cultura e dell'ambiente giapponesi. La facilit di reperire ingredienti freschi port al sushi; l'alta
temperatura e l'umidit ad alimenti sottoaceto e fermentati come il natto e la salsa di soia; un adattamento alle cucine
straniere port al ramen.
Abbigliamento
Un esempio di Kimono
Il termine giapponese kimono ( ?) significa
letteralmente "cosa da indossare" ed indica il noto capo di
abbigliamento tradizionale giapponese. Originariamente il
termine kimono veniva usato per tutti i tipi di vestiti, fino ad
indicare successivamente solo il tipico capo detto anche
naga-gi (lett. "abito lungo"), che ancora oggi viene indossato
nelle occasioni speciali da donne, uomini e bambini. anche
conosciuto come wafuku ( ?) che significa "abito
giapponese". I kimono si presentano in vari colori, stili e
taglie. Gli uomini indossano generalmente colori pi scuri,
mentre le donne tendono a indossare colori pi vivaci o
pastello, spesso decorati con complicati disegni astratti o
floreali. I kimono estivi sono pi leggeri e vengono chiamati
yukata, i quali spesso arrivano solo fino alle ginocchia. I
kimono pi formali vengono generalmente indossati in
numerosi strati, i cui numero, stile, lunghezza delle maniche e
scelta del modello vengono determinati da stato sociale e
occasione in cui il kimono stesso viene indossato.
Cultura popolare
La cultura popolare giapponese non solo riflette gli atteggiamenti e gli stili contemporanei, ma trova le sue radici nel
passato. I film, i programmi televisivi, i fumetti, i cartoni animati e la musica si sono tutti evoluti dalle basi della
cultura tradizionale, e molti dei loro temi e stili possono essere direttamente collegati alle forme delle arti
tradizionali. Le forme contemporanee della cultura popolare giapponese non sono solo forme di intrattenimento, ma
anche una via di fuga dai problemi di una popolazione del mondo industrializzato. Secondo una statistica eseguita
dal governo nel 1986, l'80% di un campione di intervistati, compresi tra uomini e donne, afferm di trascorrere il
proprio tempo libero guardando la televisione, ascoltando la radio e leggendo giornali e riviste, per una media di 2
ore e mezza durante i giorni lavorativi. Circa il 16% afferm invece di trascorrere una media di 2 ore e un quarto al
Cultura giapponese
32
giorno dedicandosi ai propri hobby o a svaghi. Altri ancora affermarono di trascorrere il proprio tempo libero
praticando sport, socializzando o dedicandosi ai propri studi personali. Adolescenti e anziani risultarono trascorrere
pi tempo dedicandosi a queste attivit rispetto alle altre fasce della popolazione.
Alla fine degli anni ottanta la famiglia era il centro delle attivit svolte nel tempo libero, quali escursioni ai parchi o
attivit di shopping. Nonostante il Giappone venga spesso considerato come una societ di lavoratori instancabili
senza tempo da dedicare agli svaghi, i giapponesi si dedicano a questi non appena hanno un po' di tempo libero. Ad
esempio molto comune incontrare sul treno i pendolari che ascoltano musica con le cuffie, o leggono il loro manga
preferito. Tra gli intrattenimenti pi comuni, musica, film, fumetti, anime. I teenager si radunano volentieri nei
karaoke, nei centri di bowling o nei cosiddetti gemusenta ( , gmusent?, lett. "centro
giochi"), mentre tra i pi anziani sono pi diffusi il gioco dello shogi o gite organizzate in pullman. Molto popolare
in Giappone anche il pachinko, una specie di slot machine.
Voci correlate
Hansei
Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali: http:/ / commons. wikimedia. org/ wiki/ Category:Culture
of Japan
Wikiquote contiene citazioni: http:/ / it. wikiquote. org/ wiki/ Proverbi giapponesi
Collegamenti esterni
(JA,EN) Hanami Web - Inside Japan
[1]
(JA,EN) Agenzia degli affari culturali giapponese
[2]
(JA,EN) Info sulla cultura giapponese
[3]
(JA,EN) Japanese lifestyle.com
[4]
(JA,EN) Japanese Culture
[5]
Shunga - Stampe giapponesi
[6]
Shodo. Calligrafia giapponese
[7]
Note
[1] http:/ / www. hanamiweb.com
[2] http:/ / www. bunka. go. jp/ english/ index.html
[3] http:/ / www. sabotenweb. com/ bookmarks/ culture. html
[4] http:/ / www. japaneselifestyle. com. au/ culture/ culture. html
[5] http:/ / www. japan-101. com/ culture/
[6] http:/ / www. arterotica.eu/ 3269-shunga-stampe-cinesi-prima. htm
[7] http:/ / www. japancalligraphy. eu/ it/
Arte giapponese
33
Arte giapponese
Il termine arte giapponese copre una vasta gamma di produzioni artistiche appartenenti a periodi molto diversi tra
loro, dalle prime testimonianze di presenza umana in Giappone, intorno al X millennio a.C., all'et contemporanea.
Periodo Jmon (dalle origini al 300 a.C. circa)
Vaso di terracotta del medio periodo Jmon.
Museo Nazionale di Tky.
Il nome "Jmon", con cui si indica l'et pi antica della storia del
Giappone, significa "motivo a corda" e deriva dal motivo pi frequente
nei ritrovamenti del periodo, vasi e figurine fittili; il motivo veniva
apparentemente realizzato stringendo l'argilla con corde di fibra
vegetale o stuoie. Nel corso del periodo storico si aggiunsero altri
motivi geometrici o altorilievi, ma il motivo a corda rimase una
costante.
Le figurine fittili, o dog, sono particolarmente misteriose.
Rappresentano umani o animali, e sono generalmente alte intorno ai 25
cm; raramente sono fatte per stare in piedi, e la maggior parte erano
apparentemente legate a una corda o portate vicine al corpo. Alcuni
dog hanno caratteristiche femminili molto evidenziate, e sono state
associate a rituali per fertilit e parto; altri sono privi di parti del corpo,
e sono stati associati a rituali per la guarigione, o per maledizioni. In un
caso il dog aveva ai piedi una base ed stato ritrovato circondato da
muri, suggerendo l'utilizzo in rituali religiosi.
Periodo Yayoi (dal 300 a.C. al 300 d.C. circa)
Vaso del periodo Yayoi. Museo Nazionale di
Tky.
La cultura Yayoi (che prende il nome da un sito vicino Tky dove
avvennero i primi ritrovamenti) ebbe origine nell'isola di Kysh e si
diffuse poi su quella di Honsh. La produzione artistica pi
funzionale, con decorazioni molto ridotte, ma rivela l'uso di tecnologie
ben pi avanzate del precedente periodo, come l'uso del tornio a ruota;
si ritiene in genere che questa cultura non fosse autoctona, ma
importata da movimenti migratori dalla Cina. In particolare sarebbe
stata importata dal continente la metallurgia, con la comparsa dei primi
artefatti in bronzo e utensili in ferro; in particolare sono state ritrovate
delle campane di bronzo (dtaku), con probabili scopi rituali, delle
quali non esistono paralleli nel continente.
Periodo Yamato
Arte giapponese
34
Periodo Kofun o dei Tumuli (dal 250-300 al 552)
Il tumulo dell'imperatore Nintoku a Sakai, vicino
saka.
La cultura Yayoi era divise in famiglie o clan, e di questi prevalse il
clan Yamato che unific il Paese; la prima parte del periodo Yamato
detto periodo dei Tumuli (Kofun), perch segnata dalla costruzione di
tombe a tumulo imponenti e riccamente arredate. La tomba
dell'imperatore Nintoku, alta 35 metri e lunga 478 metri, la pi
grande. Insieme al defunto venivano sepolti oggetti in bronzo, armi e
ornamenti personali, e vasi fittili; all'esterno dei tumuli sono invece
poste serie di tubi cavi di argilla, o haniwa, forse modellati sulla forma
dei vasi votivi, sulle quali nel tempo si aggiunsero come decorazioni
piccole figure, che rappresentavano case, uccelli, cavalli, sacerdotesse,
e poi dalla seconda met del periodo anche aristocratici, guerrieri,
indovini e gente comune.
Periodo Asuka (dal 538 al 710)
Statua di bodhisattva del periodo
Asuka.
L'arte del periodo Asuka, storicamente collocabile tra il 538 d.C. e il 710 d.C., la
cui denominazione deriva dalla capitale Asuka ky, fortemente influenzata
dall'introduzione del buddhismo in Giappone; i contatti con Cina ed i tre regni di
Corea si intensificarono, e il Paese, in base alla posizione geografica rispetto ai
vicini paesi del continente, cambi il suo nome da Yamato in Nippon (In
giapponese: "dove sorge il sole"). L'adozione della nuova fede non fu una cosa
indolore; l'aspro scontro tra coloro che sostenevano il buddhismo, guidati dal clan
Soga, e coloro che sostenevano lo shintoismo, guidati dal clan Mononobe, si
concluse solo nel 587 con la vittoria di Soga no Umako su Mononobe no Moriya e
la conquista del potere da parte del clan Soga. Inizi un processo di sincretismo
tra il buddhismo e lo shintoismo, le cui tradizioni vennero salvaguardate, mentre
in quel periodo il buddhismo si diffuse tra le classi aristocratiche e nella corte
imperiale, influenzando pesantemente l'espressione artistica.
Il periodo Asuka coincise con un risveglio artistico e culturale, e grazie anche
all'adozione del Buddhismo come religione di corte, vennero incoraggiate
l'architettura, la scultura, la pittura e l'artigianato.
A questo periodo risalgono molti templi, nel giro di vent'anni ne vennero costruiti almeno quarantasei, e monasteri
Mahyna e molte statue di buddha e bodhisattva, fortemente influenzate dall'arte cinese e coreana; il tempio
Hry-ji oggi la pi antica costruzione in legno dell'Estremo Oriente pervenutaci intatta, sebbene sembra che sia
stato ricostruito almeno una volta, forse dopo un incendio nel 670, come attestato nel Nihonshoki, e rappresenta
anche il primo esempio di uno stile Asuka, parzialmente indipendente dall'influenza coreana e cinese.
Della capitale Asuka ky, che si trova nell'odierna prefettura di Nara, rimangono solo le rovine marmoree di alcuni
templi, con l'eccezione del bronzo di Ankoin risalente al periodo Suiko e che, secondo le cronache, era la pi grande
scultura dell'epoca. Opera dell'artista Tori, che venne ricompensato con un posto a corte, la statua stata danneggiata
pi volte da incendi e calamit naturali, nonch da un maldestro restauro nel periodo Tokugawa: lo stile originario
dell'opera oggi deducibile solo dalle braccia, dalla fronte e dalle orecchie, mentre tutto il resto frutto di successive
modifiche. Altre opere del periodo Asuka vennero trasportate nella residenza del principe Umayado dal tempio
Horinji, con lo spostamento della capitale a Nara: nella sala d'oro, o Kondo, sono conservate ancora oggi altre statue
Arte giapponese
35
di Tori, artista di origine coreana naturalizzato giapponese, tra cui la trinit Sakya del 625, e la famosa statua in
legno e lacca di Kwannon, dono di un re di Corea. Confrontando le importazioni con la produzione locale del
periodo, si pu notare la tensione degli artisti giapponesi a migliorare le proporzioni proposte dai modelli cinesi e
coreani, caratteristici per le grandi mani e i profili rigidi: il risultato un movimento scultoreo nuovo, attento alla
morbidezza dei tratti e allo studio delle proporzioni corporee; inoltre il corpo della statua deve risultare simmetrico e
piatto, l'unica visione quella frontale, e il volto sempre sereno e sprizzante di gioia spirituale. Un esempio di
questo nuovo stile la statua di Kwannon a Chiuguji, considerabile un capolavoro di dolcezza ed armonia delle
proporzioni.
Altri scultori del tempo, oltre al bronzista Tori, furono Yamaguchi, Kusushi, Toriko e Oguchi. Oltre ai Buddha e ai
Bodhisattva, vennero diffusi il tipo scultoreo dei Devaraja, i quattro re guardiani.
Anche per la pittura il periodo Asuka fu fiorente, anche se le poche opere arrivate sino ai giorni nostri non sono
sufficienti per valutare correnti e stili. I pittori giapponesi furono introdotti all'arte dai colleghi coreani e ben presto si
staccarono dalle influenze pittoriche cinesi, cos fortemente legate alla tradizione filosofica dei princpi artistici,
mentre i giapponesi si mostrarono maggiormente interessati ad una pittura unicamente decorativa, ed evidenziarono
un grande amore per i colori.
[1]
Gli unici resti di pittura, invece, sono le decorazioni in lacca miscelate con colori a olio di uno dei santuari
dell'imperatrice Suiko, esempi dello stile Hng, ed anche le decorazioni del bronzo sono simili a quelle dei modelli
Hng rinvenuti nei dolmen. Tra gli altri esempi dell'arte del periodo, un ricamo conservato a Chiuguji, realizzato in
memoria del principe Umayado, probabilmente su disegno di un artista coreano.
Lo stile delle poche opere pittoriche sopravvissute tendente all'astratto, la tecnica appare piuttosto elaborata e la
rappresentazione bidimensionale.
Si svilupparono, in questo periodo, anche le arti minori, dalla ceramica alla lavorazione del metallo, dai tessitori agli
intagliatori in legno e in bamb
Periodo Nara (dal 710 al 794)
Il periodo Nara vide un organico impegno della classe di governo per far diventare il buddhismo religione di stato e
per superare le tradizioni precedenti; l'esempio pi evidente fu lo stabilimento di una capitale (prima del periodo
Nara la corte si trasferiva ogni volta che moriva un imperatore, secondo la credenza che la morte contaminasse il
luogo) nella citt di Nara, modellata sulla base della Chang'an cinese. L'influenza cinese divenne in questo periodo
ancora pi forte; i monaci buddhisti viaggiavano in Cina e tornavano con testi pi ortodossi, e le forme d'arte
aderirono pi diligentemente ai dettami della dottrina buddhista, pur fiorendo in iconografie pi varie e complesse.
L'Imperatore Shmu fu particolarmente solerte nel promuovere la fede, e ordin la costruzione di vari templi e
monasteri: tra questi, quello di Tdai-ji che sarebbe nelle sue intenzioni dovuto diventare il tempio principale del
Paese. Il Tdai-ji fu seriamente danneggiato per almeno due volte, e delle decorazioni originali restano
principalmente delle riproduzioni.
A questo periodo risale inoltre la pi antica pittura giapponese su rotolo a noi pervenuta, il Kako Genzai E-Ingaky
("sutra illustrato del karma passato e presente"), una biografia romanzata di Gautama Buddha.
Arte giapponese
36
Periodo Heian (dal 794 al 1185)
Il giardino giapponese di Byodo-in.
Durante la prima fase del periodo Heian l'arte giapponese,
ancora di ispirazione buddhista, fu profondamente influenzata
dagli insegnamenti della scuola Shingon fondata dal monaco
Kkai nell'806 dopo un suo viaggio in Cina; direttamente
connessa agli insegnamenti Vajrayana della scuola, fior la
produzione di mandala. L'architettura dei templi cominci a
prevedere la presenza di pagode, e le statue di buddha del
periodo hanno espressioni austere e composte, corpi massicci,
e ampi drappeggi in stile honpa-shiki.
Una scena illustrata del Genji monogatari.
Nella seconda fase, o "periodo Fujiwara" (dal nome del clan
Fujiwara che domin la politica del periodo) prevalse invece
la scuola amidista, e la corte imperiale cominci a sviluppare
una forte sensibilit estetica e un profondo interesse per le arti.
Nella pittura si assistette alla diffusione degli yamato-e,
rappresentazioni della natura dai colori freschi e vivaci.
Nell'ultima parte del periodo storico nacquero gli emakimono,
rotoli di narrativa illustrata; tra questi alcuni dei pi famosi
esempi di letteratura cortese del periodo, come il Genji
monogatari, il primo esempio di romanzo giapponese.
Periodo Kamakura (dal 1185 al 1333)
Agy, uno dei due Ni guardiani del
Nandaimon del tempio di Tdai-ji a
Nara.
Il periodo Kamakura, che prende il nome dallo shogunato di Kamakura, vide
il trasferimento del potere dalle classi aristocratiche a quelle militari
(samurai), e dalla capitale imperiale Kyto a quella shogunale Kamakura; i
committenti di opere d'arte perci divennero i guerrieri, i monaci interessati a
diffondere il buddhismo al di fuori dell'aristocrazia, e la nobilt, con parti del
clero, che desiderava celebrare i perduti fasti della vita di corte.
La scultura si mosse, con la scuola Kei e in particolare Unkei, verso uno stile
pi realistico; un esempio ne sono le due statue di Ni guardiani delle porte
Sud del tempio Tdai-ji a Nara, scolpite da Unkei nel 1203. Unkei realizz
anche delle sculture policrome in legno nel tempio Kofuku-ji, sempre a Nara,
nel 1208, in cui ritraeva i leggendari monaci Muchaku e Seshin, fortemente
individualizzati e credibili.
La pittura si mosse su due piani, quello della popolarizzazione e quello della
celebrazione. Del primo filone si pu citare il Kegon Engi Emaki, la storia
illustrata dei fondatori della scuola Kegon commissionata dal monaco Mye
del tempio Kzan-ji, nel quale le illustrazioni sono accompagnate da brevi
descrizioni e dialoghi accanto ai personaggi, non dissimilmente dai fumetti
moderni; i caratteri usati sono inoltre prevalentemente kana, comprensibili anche alle donne e a molta gente comune.
Del secondo filone fanno parte molte riedizioni emaki del Diario di Murasaki Shikibu, in cui i dipinti esagerano e
abbelliscono gli scenari della corte, la sua ricchezza e la sua bellezza, in un evidente richiamo nostalgico.
Arte giapponese
37
Periodo Muromachi (dal 1334 al 1573)
Kinkaku-ji, Kyoto, 1397)
Il periodo Muromachi prende il nome dal quartiere
Muromachi di Kyto, in cui lo shogunato Ashikaga ebbe
residenza; il ritorno del potere politico nella capitale imperiale
di fatto pose fine ai movimenti popolaristici del periodo
precedente e segn il ritorno a una produzione artistica pi
aristocratica ed elitaria. Il buddhismo Zen, rimasto in sordina
nei periodi precedenti, riprese vigore grazie a nuovi contatti
con la Cina e la scuola Chn da cui deriva, e divenne la
corrente dominante nell'aristocrazia e nelle produzioni
artistiche.
I templi Zen organizzarono diverse missioni in Cina, e la
moda cinese influenz pesantemente l'arte giapponese; nella
pittura, in particolar modo, si assistette al passaggio dai colori vivaci degli yamato-e alla pittura a inchiostro dei
sumi-e, e al contempo si diffuse un maggior senso della prospettiva e della profondit; esemplari in questo senso
sono i lavori di Shubun e Sesshu.
Periodo Azuchi-Momoyama (dal 1573 al 1603)
Kan Eitoku, Il cipresso, inchiostro su carta coperto con
fogli d'oro, 8 pannelli, Museo Nazionale di Tky.
Il periodo Azuchi-Momoyama prende il nome dalle residenze
dei condottieri che unificarono il paese attraverso una serie di
guerre tra daimy, Oda Nobunaga (dal suo castello di Azuchi
prese il nome il periodo Azuchi) e Toyotomi Hideyoshi (dal
suo castello di Momoyama prese il nome il periodo
Momoyama).
Sin dalla fine del periodo precedente (epoca Sengoku), le
continue guerre avevano portato alla ribalta i potentati
militari, e l'arte si era riavvicinata al gusto dei samurai, ad esempio tornando a prediligere decorazioni colorate.
La scuola di maggior successo del periodo fu la Kan-ha, fondata nel periodo precedente da Kan Masanobu, pittore
in capo degli ultimi shogun Ashikaga; Kan Eitoku, in particolare, dipinse le pareti del castello di Azuchi per
Nobunaga, la residenza di Kyto di Hideyoshi e il suo castello di saka. Eitoku am soprattutto dipingere le pareti
scorrevoli delle stanze, e introdusse lo "stile monumentale" (taiga) caratterizzato da pennellare spesse e rapide e
dall'enfasi posta sullo scenario; gran parte del suo lavoro and perso a causa delle frequenti guerre del periodo.
Un altro importante artista del tempo, che gareggi con Eitoku per le commissioni dai due condottieri, fu Hasegawa
Thaku, che fond la scuola Hasegawa e che dopo la morte di Eitoku divenne il pittore ufficiale di Hideyoshi; la sua
pittura era una rielaborazione molto personale della pittura a inchiostro, e prediligeva ampie pareti e soffitti. Fu l'arte
pi espressiva per il Giappone.
Arte giapponese
38
Periodi posteriori
Periodo Edo (dal 1603 al 1868)
Periodo Meiji (dal 1868 al 1912)
Periodo Taisho (dal 1912 al 1926)
Periodo Showa (dal 1926 al 1989)
Note
[1] [1] "Le muse", De Agostini, Novara, 1964, Vol.I, pag.429-431
Bibliografia
Miyeko Murase, Il Giappone in Oscar Botto (a cura di), Storia universale dell'arte. Sezione seconda: Le civilt
dell'Oriente, Falco Rossi (trad.), Torino, UTET, 1992. ISBN 88-02-04495-3
Alida Alabiso, Lineamenti di storia dell'arte giapponese, Bulzoni, 2001. ISBN 88-8319-585-X
Gian Carlo Calza, Stile Giappone, Einaudi, 2002. ISBN 88-06-16128-8
Penelope Mason, History of japanese art, Prentice Hall, 2004. ISBN 0-13-117601-3
Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali: http:/ / commons. wikimedia. org/ wiki/ Category:Art of
Japan
Collegamenti esterni
Arte Giapponese Encarta (http:/ / it. encarta. msn. com/ encyclopedia_761577854/ Arte_giapponese. html) L'arte
giapponese nella storia
VersOriente (http:/ / www. versoriente. net/ default. asp?riferimento=dettaglioArticoloArgomento& idMenu=1&
idPaese=2) Arte, culltura. letteratura, storia giapponese
Centro di Cultura Giapponese di Milano (http:/ / www. centrodiculturagiapponese. org/ ) Ikebana, zazen, shodo,
letteratura, lingua giapponese, cinema
Hiroshige il maestro della natura - recensione (http:/ / lnx. whipart. it/ artivisive/ 5887/ hiroshige-oriente-roma.
html)
Genji Monogatari (http:/ / lnx. whipart. it/ artivisive/ 5770/ genji-monogatari-roma. html)
Toko Shinoda - recensione (http:/ / lnx. whipart. it/ artivisive/ 5765/ esposizione-fotografica-shinoda-milano.
html)
Lingua giapponese
39
Lingua giapponese
Giapponese ( [Nihongo])
Parlato in Giappone
Brasile
Stati Uniti d'America (California, Hawaii, Guam)
Isole Marshall
Palau
Persone 127 milioni
Classifica 9
Scrittura sillabari Hiragana e Katakana, alfabeto latino (Rmaji) e ideogrammi
(Kanji)
Tipo SOV semiagglutinante
Filogenesi (Controversa)
Lingue nipponiche
Giapponese
Statuto ufficiale
Nazioni
Giappone
Palau (Angaur)
[1][2]
Regolatoda Governo giapponese
Codici di classificazione
ISO 639-1 ja
ISO 639-2 jpn
ISO 639-3
jpn
[3]
(EN)
SIL
JPN
[4]
(EN)
Estratto in lingua
Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo - Art.1
-


Traslitterazione
Subete no ningen wa, umare nagara ni shite jiy de ari, katsu, songen to kenri to ni tsuite byd de aru. Ningen wa, risei to ryshin
to o sazukerarete ori, tagai ni dh no seishin o motte kd shinakereba naranai.
La lingua giapponese ( nihongo
?
) una lingua parlata in Giappone e in numerose aree di immigrazione
giapponese.
Il giapponese, insieme alle Lingue rykyane, forma la famiglia linguistica delle Lingue nipponiche. Dal punto di
vista filogenetico il giapponese si considera solitamente una lingua isolata, per l'impossibilit di ricostruire con
sicurezza la sua origine. Alcune delle teorie proposte ipotizzano che il giapponese possa avere origini comuni con la
lingua ainu (parlata dalla popolazione indigena Ainu tuttora presente nell'isola di Hokkaid), con le lingue
austronesiane oppure con alcune lingue del gruppo uralo-altaico. Le ultime due ipotesi sono attualmente le pi
accreditate: molti linguisti concordano nel ritenere che il giapponese sarebbe costituito da un substrato austronesiano
a cui si sovrapposto un apporto di origine uralo-altaica. Evidenti sono le somiglianze sintattiche con il coreano, da
cui differisce tuttavia sul piano morfologico e lessicale.
Lingua giapponese
40
Dal punto di vista tipologico il giapponese presenta molti caratteri propri delle lingue agglutinanti del tipo SOV, con
una struttura "tema-commento" (simile a quella del coreano). La presenza di alcuni elementi tipici delle lingue
flessive ha spinto tuttavia alcuni linguisti a definire il giapponese una lingua "semi-agglutinante".
Distribuzione geografica
Il giapponese lingua ufficiale nell'arcipelago giapponese e nell'isola di Angaur (Palau), dove condivide questo
status con l'angaur e l'inglese. Esistono inoltre numerose comunit di lingua giapponese nelle aree di immigrazione,
in Brasile, in Per e negli Stati Uniti (soprattutto nelle Hawaii e in California). Gli immigrati giapponesi di queste
comunit sono chiamati nisei ("seconda generazione") ed raro che parlino giapponese correntemente.
Fonologia
In giapponese esistono 5 fonemi vocalici e 26 fonemi consonantici differenti. Questi ultimi, per, non si presentano
mai da soli, ma hanno sempre bisogno di una vocale a cui appoggiarsi (l'unica eccezione //, che pu apparire
isolato). Si usa dire a questo proposito che il giapponese una lingua sillabica: l'elemento fondamentale della parola
non infatti la lettera, ma la sillaba. Le sillabe sono composte sempre secondo lo schema [consonante] + [vocale]
oppure secondo lo schema [consonante] + /j/ (IPA) + [vocale]. Questo limita notevolmente la possibilit di comporre
parole usando i fonemi.
Nella traslitterazione della scrittura giapponese (secondo i sistemi ufficiali Hepburn e Kunrei) sono impiegate
soltanto 22 delle 26 lettere dell'alfabeto latino, 5 vocali e 17 consonanti (alcune delle quali corrispondono a pi di un
fonema):
a b c d e f g h i j k m n o p r s t u w y z
Vocali
I fonemi vocalici giapponesi, in trascrizione IPA, sono /a/ /e/ /i/ /o/ //.
Vengono abitualmente traslitterati rispettivamente come a e i o u.
L'unica vocale non presente in italiano //, che corrisponde al suono
della u pronunciata senza arrotondare le labbra (vocali non
arrotondate).
In ambiente sordo, ovvero quando precedute e seguite da consonanti
sorde o in fine di frase, la pronuncia di alcune vocali (principalmente i
e u ma in alcuni parlanti anche a e o) desonorizzata (con vibrazione
delle corde vocali solo parziale o totalmente assente). L'accento regionale della zona del Kansai (saka, Kyto),
molto caratteristico, invece tende a pronunciare marcatamente anche le vocali desonorizzate della lingua standard.
Alcuni esempi (le vocali tra parentesi sono da pronunciare senza far vibrare le corde vocali):
// desonorizzata:
desu (copula) pronunciato /des(u)/
Asuka (nome proprio) pronunciato /As(u)ka/
/i/ desonorizzata:
deshita (copula al passato) pronunciato /desh(i)ta/
kita ("nord") pronunciato /k(i)ta/
/a/ e /o/ desonorizzate:
kakaru (verbo dai molteplici significati) pronunciato /k(a)karu/
kokoro ("cuore") pronunciato /k(o)koro/
Lingua giapponese
41
Le vocali possono essere allungate con la ripetizione della stessa o con laggiunta di una u o di una i a seconda dei
casi: per esempio, ei e ou si pronunciano /e:/ e /o:/ (sensei si pronuncia /sense:/ e shoujo /o:o/).
Non esiste un accento tonico come concepito nelle lingue neolatine: l'accento potrebbe cadere su qualunque sillaba
della parola in base alla musicalit che assume all'interno della frase.
Consonanti
Fonemi (e principali tassofoni) consonantici del Giapponese
Bilabiali Dentali Alveolari Prepalatali Palatali Velari Glottali (Variabili)
Nasali m n [] ()
Occlusive p b t d k
Affricate [] [] []
Fricative [] s (z) [] ([]) [] h
Approssimanti j
Vibranti
(I suoni classificati con l'etichetta prepalatale si trovano chiamati anche alveolo-palatali nella letteratura scientifica.)
La pronuncia standard basata sull'accento di Tokyo. Le consonanti possono essere raddoppiate (quando se
precedute nella grafia da una piccola tsu sokuon , o, in alcuni casi, da una n).
Notevoli sono i fenomeni di assimilazione di alcune consonanti, che danno varianti combinatorie (tassofoni)
caratteristiche.
Il fonema /t/ si realizza:
come affricata prepalatale [] davanti a i /i/, y /j/ (traslitterato nel sistema Hepburn con ch: chi [i];
cha [ja] < */tja/);
come affricata dentale [] davanti a u // (suono della z sorda italiana; traslitterato con ts: tsu []).
Il fonema // ([] e variante lenita [z]; traslitterato con z; corrisponde alla z sonora italiana []) si realizza
come [] (variante lenita []) davanti a i /i/, y /j/ (ed traslitterato con j: ji [i]; ja [ja]).
Il fonema /s/ si realizza come [] davanti a i /i/, y /j/ (ed traslitterato con sh: shi [i]; sha [ja]).
Il fonema /n/ si realizza come prepalatale [] ( IPA di base [n]) davanti a i /i/, y /j/ (questa assimilazione
parziale non indicata nella traslitterazione: ni [i], nya [ja]).
Il fonema /h/ si realizza come bilabiale [] davanti a u // (traslitterato con f: fu []) e come palatale []
davanti a i /i/, y /j/ (traslitterato sempre con h: hi [i]; hya [ja]).
Le occlusive sonore non coronali /b/, // intervocaliche possono indebolirsi in fricative ([], []), soprattutto nella
pronuncia veloce e/o informale:
/b/ []: /abae/ [aae] abareru
// []: /hae/ [hae] hage
Tuttavia il comportamento del fonema // complicato dalla presenza di una sua variante di realizzazione nasale
velare []. Il tassofono intervocalico fricativo [] presente infatti solo in alcuni parlanti.
L'occlusiva // pu essere realizzata come nasale [] all'interno di parola (anche tra vocale e consonante). Se un
parlante pronuncia in modo consistente una data parola con la variante [], non avr mai [] come tassofono di // in
quella parola.
Le velari /k/ e / ~ / si assimilano davanti a i /i/, y /j/ e hanno realizzazione palatale ([c] per /k/ e [ ~ ] per / ~ /).
Lingua giapponese
42
La nasale "moraica", "sillabica" , che ricorre solo in coda di sillaba e che pu essere utile trascrivere con il vecchio
simbolo IPA (U+019E), foneticamente intensa e la realizzazione principale []. Davanti alle consonanti
occlusive e affricate si assimila nel luogo d'articolazione al suono seguente (labiale [m], dentale [n], prepalatale [],
velare []).
Il fonema // si trascrive in traslitterazione con w: wa /a/ ( come il suono [w] ma senza arrotondamento
labiale).
Non presente un fonema laterale /l/. Il fonema vibrante //, r in traslitterazione, tuttavia precisamente una vibratile
(monovibrante flap, quindi con una sfumatura di occlusiva ultrabreve, del tipo della d inglese) apicale alveolare con
una componente laterale.
Grammatica
Parti del discorso
Le parti del discorso presenti nella lingua giapponese sono cinque: sostantivo, verbo, aggettivo, avverbio, particella.
Quest'ultima categoria racchiude le definizioni italiane di preposizione, congiunzione e interiezione. I pronomi non
esistono come categoria a s stante, ma sono trattati secondo i casi come sostantivi o come aggettivi. Gli articoli sono
del tutto inesistenti.
Sostantivi
Il sostantivo giapponese, nella maggior parte dei casi, non presenta distinzioni di genere e numero: Sensei significa
indistintamente "maestro", "maestra", "maestri" o "maestre". Quando si vuole caratterizzare un nome di persona
secondo il genere, si possono far precedere le specificazioni otoko no (maschio) e onna no (femmina): Ko (bambino)
diviene perci Otoko no ko (bambino maschio, ragazzo) oppure Onna no ko (bambina, ragazza) a seconda dei casi.
Un ristretto numero di sostantivi presenta una forma plurale ottenuta per raddoppiamento, che pu essere considerata
alla stregua di un nome collettivo: Hito (persona) diviene Hitobito (persone, gente).
Pronomi personali
Rientrano fra i sostantivi anche i pronomi personali, che presentano numerose forme per ciascuna persona (utilizzate
a seconda del contesto per esprimere il grado di familiarit fra i parlanti):
Formale Neutro Informale
Io Watakushi Watashi, Boku (solo maschile) Ore (solo maschile), Atashi (solo femminile)
Tu Anata Kimi, Omae, Anta
Egli Kare
Ella Kanojo
Noi Watakushi-tachi Watashi-tachi, Boku-tachi (solo maschile) Boku-ra, Ware-ware, Ore-tachi
Voi Anata-gata Anata-tachi Omae-tachi , Kimi-tachi
Essi Kare-ra
Esse Kanojo-tachi
Alcune precisazioni:
Il pronome di prima persona watakushi una forma molto formale e ormai caduta in disuso; anche watashi
formale ma in misura minore rispetto a watakushi. Boku e atashi invece sono abbastanza informali e usati
perlopi tra amici e in famiglia. Ore invece ancora pi informale e talvolta considerato maleducato.
Lingua giapponese
43
Riguardo ai pronomi di seconda persona c' da aggiungere che esistono ulteriori forme: otaku (da non confondere
con l'altro significato otaku) un'altra forma estremamente formale, al pari di watakushi e in disuso. Anche anata
sempre formale ma meno di otaku. Kimi la forma informale standard, mentre omae e anta sono ancora pi
colloquiali. Inoltre, ancora pi in basso, vi sono le forme temee e kisama, che sono considerati dei veri e propri
insulti (come per dire: "Tu, bastardo!"). Kisama pi offensivo di temee.
I pronomi di terza persona sono quelli che hanno meno forme. Le forme esistenti sono kare e kanojo, il cui grado
di formalit/informalit neutro. A questi per vi sono da aggiungere altre due forme, molto informali, aitsu e
yatsu.
Lo stesso, con l'aggiunta del suffisso -tachi, vale per le forme plurali.
Verbi
Il verbo giapponese presenta una coniugazione che permette di distinguere il modo e il tempo dell'azione (presente o
passato), ma non la persona. La coniugazione segue le regole proprie delle lingue agglutinanti: i suffissi si uniscono
alla radice del verbo senza fondersi e contengono ciascuno un'unica informazione semantica. La vocale radicale dei
verbi pu mantenersi invariata in tutta la coniugazione (verbi ichi-dan o ad una uscita) oppure variare a seconda del
suffisso a cui collegata (verbi go-dan o a cinque uscite). Sono ichi-dan i verbi che alla forma non caratterizzata
(corrispondente spesso all'indicativo presente italiano) escono in -eru o -iru (la vocale radicale evidenziata in
grassetto):
Esempio: Taberu, mangiare
Tabe: davanti a tutti i suffissi (tranne ba);
Taberu: forma non caratterizzata;
Tabere: usata anche davanti al suffisso ba;
Tabero: forma imperativa
Sono go-dan tutti gli altri verbi:
Esempio: Kaku, scrivere
Kaka: davanti ai suffissi nai, reru, seru;
Kaki: davanti al suffisso masu, tai;
Kai: davanti ai suffissi ta, tara, tari, te;
Kaku: forma non caratterizzata;
Kake: forma imperativa; usata anche davanti al suffisso ba e ru;
Kako: utilizzata solo per l'esortativo Kak
Elenchiamo di seguito i suffissi pi comuni:
ta: passato (corrispondente a tutte le forme passate dei verbi italiani);
te: gerundio, sospensivo (usato in proposizioni coordinate), imperativo gentile;
nai: negativo;
tai: uno dei modi per indicare la volont di compiere un'azione;
masu: forma gentile;
ba: condizionale (usato nel periodo ipotetico);
reru (rareru per i verbi ichi-dan): passivo;
ru (rareru per i verbi ichi-dan): potenziale (posso mangiare, posso scrivere);
seru (saseru per i verbi ichi-dan): causativo (faccio mangiare, faccio scrivere).
Il suffisso nai si coniuga come un aggettivo, mentre il suffisso reru, ru e seru si coniugano come normali verbi
ichi-dan.
In tabella diamo la coniugazione completa di due verbi ichi-dan e di nove verbi go-dan (si presti attenzione alle
modifice eufoniche, evidenziate dal grassetto):
Lingua giapponese
44
Mangiare Vedere Scrivere Andare Nuotare Far uscire Stare Morire Chiamare Leggere Attraversare Comprare
Forma non
caratterizzata
Taberu Miru Kaku Iku Oyogu Dasu Tatsu Shinu Yobu Yomu Wataru Kau
Passato Tabeta Mita Kaita Itta Oyoida Dashita Tatta Shinda Yonda Yonda Watatta Katta
Gerundio Tabete Mite Kaite Itte Oyoide Dashite Tatte Shinde Yonde Yonde Watatte Katte
Negativo Tabenai Minai Kakanai Ikanai Oyoganai Dasanai Tatanai Shinanai Yobanai Yomanai Wataranai Kawanai
Forma
gentile
Tabemasu Mimasu Kakimasu Ikimasu Oyogimasu Dashimasu Tachimasu Shinimasu Yobimasu Yomimasu Watarimasu Kaimasu
CondizionaleTabereba Mireba Kakeba Ikeba Oyogeba Daseba Tateba Shineba Yobeba Yomeba Watareba Kaeba
Passivo Taberareru Mirareru Kakareru - - - - - Yobareru Yomareru Watarareru Kawareru
Potenziale Taberareru Mirareru Kakeru Ikeru Oyogeru Daseru Tateru Shineru Yoberu Yomeru Watareru Kaeru
Causativo Tabesaseru Misaseru Kakaseru Ikaseru Oyogaseru - Tataseru Shinaseru Yobaseru Yomaseru Wataraseru Kawaseru
Diamo anche la coniugazione di suru (fare) e kuru (venire), gli unici due verbi irregolari giapponesi, della copula da
(contrazione di dearu) e del suffisso masu:
Forma non caratterizzata Suru Kuru Da Masu
Passato Shita Kita Datta Mashita
Gerundio Shite Kite Datte, De -
Negativo Shinai Konai De(wa)nai Masen
Forma gentile Shimasu Kimasu Desu -
Condizionale Sureba Kureba Nara(ba) -
Passivo Sareru Korareru - -
Potenziale Dekiru Ko(ra)reru - -
Causativo Saseru Kosaseru - -
Le forme dubitative di da e masu (rispettivamente dar e mash) sono frequentemente usate, la prima per esprimere
l'incertezza nel futuro (viene posposta alla forma non caratterizzata dei verbi: taberu dar, forse manger), la
seconda per esprimere un'esortazione gentile (tabemash, mangiamo).
Aggettivi
Gli aggettivi giapponesi possono essere utilizzati come attributi o predicati nominali. Si osservi l'esempio con
l'aggettivo samui (freddo):
Samui tokoro: Un luogo che freddo > Un luogo freddo;
Samukatta tokoro: Un luogo che era freddo;
Ky wa samui: Oggi freddo;
Kin wa samukatta: Ieri era freddo.
In tutti i casi si pu immaginare che il verbo essere sia incluso nell'aggettivo che termina in-i, unico tipo di aggettivo
che subisce vere e proprie variazioni morfologiche.
Altri aggettivi si legano al nome che modificano tramite il gancio na. Sono chiamati anche aggettivi impropri o
"nomi aggettivali".
Gli aggettivi in -i hanno una coniugazione a s stante, mentre i secondi utilizzano la coniugazione della copula da
(tranne che nella forma attributiva non determinata, che esce appunto in na). Riportiamo in tabella le due
coniugazioni:
Lingua giapponese
45
Felice Bello
Forma attributiva non caratterizzata Ureshii Kirei na
Forma predicativa non caratterizzata Ureshii Kirei da
Passato Ureshikatta Kirei datta
Gerundio Ureshikute Kirei de
Negativo Ureshiku(wa)nai Kirei de(wa)nai
Forma gentile Ureshiidesu Kirei desu
Condizionale Ureshikereba Kirei nara(ba)
Esortativo Ureshii dar Kirei dar
L'ausiliare negativo nai, gi incontrato con i verbi, si coniuga come un normale aggettivo in i. Per questo motivo, la
coniugazione completa di un verbo, che comprende anche tutte le forme gentili e tutte le forme negative, sviluppata
utilizzando anche alcune forme della coniugazione dell'aggettivo (evidenziate in grassetto):
Mangiare Non mangiare Mangiare (gentile) Non mangiare (gentile)
Forma non caratterizzata Taberu Tabenai Tabemasu Tabemasen o tabenaidesu
Passato Tabeta Tabenakatta Tabemashita Tabemasendeshita o Tabenakattadesu
Gerundio Tabete Tabenakute - -
Condizionale Tabereba Tabenakereba - -
Passivo Taberareru Taberarenai Taberaremasu Taberaremasen
Potenziale Taberareru Taberarenai Taberaremasu Taberaremasen
Causativo Tabesaseru Tabesasenai Tabesasemasu Tabesasemasen
Dubitativo Taberu dar Tabenai dar Taberu desh Tabenai desh
Esortativo Tabey - Tabemash -
Avverbi
Gli avverbi giapponesi si formano per lo pi dagli aggettivi, cambiando la desinenza da i in ku (per i veri aggettivi) e
da na in ni (per gli aggettivi impropri):
Ureshii, Felice > Ureshiku, Felicemente;
Shizuka na, Tranquillo > Shizuka ni, Tranquillamente.
Altri avverbi sono indipendenti dagli aggettivi, e la loro forma pu variare (zenbu, completamente; ima, ora, ecc.).
Frequenti sono le forme avverbiali raddoppiate, spesso con curiosi effetti onomatopeici (tabitabi, a volte; pikapika,
in modo scintillante; nikoniko, con il sorriso; ecc.)
Lingua giapponese
46
Particelle
Le particelle giapponesi svolgono diverse funzioni all'interno della frase:
Determinano il caso del sostantivo a cui sono poste (particelle di caso);
Servono ad enfatizzare particolari elementi della frase (particelle enfatiche);
Poste alla fine del periodo, ne caratterizzano l'intonazione complessiva (particelle finali).
Particelle di caso
In giapponese il caso dei sostantivi sempre espresso attraverso la posposizione di particelle. Alcune di queste
particelle (per lo pi quelle per il soggetto, il complemento oggetto e il complemento di termine) vengono talvolta
tralasciate nel linguaggio colloquiale. Le particelle di caso sono nove: ga, o, no, ni, e, de, kara, made, yori. Di
seguito elenchiamo le loro funzioni principali.
Ga: indica il soggetto (Tenki ga yoi, Il tempo bello). Si noti che alle volte il soggetto giapponese non coincide
con quello italiano: in presenza di un verbo alla forma potenziale, ad esempio, ga pu individuare il complemento
oggetto italiano (Nihongo ga hanaseru, sa parlare il giapponese).
O: si scrive con il kana (propriamente wo) e indica il complemento oggetto (Ringo o tabemasu, Mangio una
mela). A volte si usa per il complemento di moto per luogo (Mori o arukimasu, cammino nel bosco).
No: indica il complemento di specificazione (Kyko no hon, Il libro di Kyko). usato di frequente per indicare
una relazione di dipendenza tra due sostantivi, anche quando in italiano si utilizza un complemento differente da
quello di specificazione (Go-kai no apto, L'appartamento al quinto piano).
Ni: indica il complemento di termine (Tanaka-san ni tegami o kakimasu, Scrivo una lettera al signor Tanaka), il
complemento di moto a luogo (Ie ni kaerimasu, Torno a casa) e con i verbi di stato anche il complemento di stato
in luogo (Ie ni imasu, Sono in casa). Con i verbi alla forma passiva o causativa pu indicare il reale soggetto
dell'azione, che in italiano espresso rispettivamente dal complemento di agente e dal complemento di termine.
E: si scrive con il kana (propriamente he) e indica il complemento di moto a luogo e pu essere usata in
sostituzione di ni per esprimere avvicinamento (Ie e ikimasu, Vado verso casa). A volte si usa in composizione
con no (Tky e no densha, *Il treno di verso Tky > Il treno diretto a Tky).
De: indica il complemento di mezzo (Enpitsu de kakimasu, Scrivo a matita) e il complemento di stato in luogo
con i verbi di azione (Daigaku de benky shimasu, studio all'universit).
To: indica il complemento di compagnia (Aiko to asondeimasu: gioco con Aiko), funge da congiunzione (Inu to
neko o mimashita: ho visto un cane e un gatto), usato in modo simile alla congiunzione che o alla preposizione
di italiane quando introducono il discorso indiretto (Kare wa Aiko ga kuroi neko o mita to iimasu: Lui ha detto
che Aiko ha visto un gatto nero).
Kara: indica il complemento di moto da luogo (Tky kara shppatsu shimasu, Parto da Tky). Con i verbi alla
forma passiva pu indicare il complemento di agente.
Made: significa fino a. In composizione con kara pu indicare un intervallo temporale (Jugy ga 11-ji kara 12-ji
made desu, La lezione dalle 11 alle 12).
Yori: significa da parte di ed di uso molto limitato. Si utilizza nelle lettere per indicare il mittente (Suzuki Tar
yori, Da parte di Tar Suzuki). Si utilizza inoltre per specificare il secondo termine in un paragone (
Hana yori dango, i ragazzi sono meglio dei fiori).
Lingua giapponese
47
Particelle enfatiche
Alcune particelle, dette enfatiche non sono utilizzate per indicare il caso, ma piuttosto per focalizzare l'attenzione su
qualche elemento della frase. Esse si presentano in sostituzione di ga e o oppure in aggiunta alle altre particelle di
caso. Le pi importanti sono wa e mo, descritte di seguito.
Wa: si scrive con il kana (propriamente ha) e indica il tema della frase, ossia all'elemento che risponde alla
domanda implicita da cui scaturisce il messaggio espresso nella frase. Spesso il tema coincide con il soggetto, ma
non sempre cos. Si confrontino i due esempi:
Neko wa niwa ni imasu: Il gatto in giardino (domanda implicita: Dov' il gatto?, tema: Il gatto);
Niwa ni wa neko ga imasu: In giardino c' un gatto (domanda implicita: Che cosa c' in giardino?, tema: Il
giardino).
Mo: significa anche (Watashi mo ikimasu, Vado anch'io) oppure sia, se raddoppiato (Yukiko-chan ni mo
Satoshi-kun ni mo denwa shimashita, Ho telefonato sia a Yukiko sia a Satoshi).
Particelle finali
Soprattutto nel linguaggio parlato, si tende a sottolineare l'intonazione di un periodo aggiungendo una o pi particelle
finali. La scelta di queste particelle dipende dal sesso di chi parla e dall'intento espressivo che si vuole ottenere.
Ricordiamo di seguito le pi importanti.
Ka: indica una domanda, e si usa soprattutto nel linguaggio cortese o formale (Nan desu ka, Che cos'?). Nel
linguaggio informale pu essere sostituita da kai (maschile) o da no (femminile), oppure essere del tutto assente.
Ne: indica una richiesta di conferma nei confronti di chi ascolta (Atsui ne, Fa caldo, eh?). Nel linguaggio
colloquiale pu essere enfatizzata e assumere la forma allungata n.
Yo: sottolinea che si tratta dell'opinione di chi parla (Kawaii yo, (per me) carino!). Nel linguaggio femminile,
provoca spesso la caduta dell'eventuale da che lo precede. Pu essere usata in combinazione con ne (Samui yo ne,
Fa freddo, eh!?).
Wa: propria del linguaggio femminile, indica una leggera esclamazione o un coinvolgimento da parte di chi parla
(Tsukareta wa, Come sono stanca). Si scrive con il kana e non va confusa con la particella enfatica wa .
Sintassi
La struttura della frase giapponese obbedisce al seguente schema generale:
[Tema] + wa + [soggetto] + ga + [complementi + particelle di caso] + [complemento di termine] + ni +
[complemento oggetto] + o + [predicato] + [particelle finali]
consentita una certa elasticit nella successione dei complementi, ma il tema si trova sempre in prima posizione e
il verbo sempre alla fine. Inoltre, tutto ci che ha la funzione di specificare precede rigorosamente l'elemento a cui
riferito (gli attributi e i complementi di specificazione precedono i nomi, gli avverbi precedono i verbi, le
proposizioni subordinate precedono la principale). Questi vincoli fanno s che la disposizione delle parole in un
periodo giapponese sia spesso l'opposto di quella italiana:
Ky wa Tky no Tomodachi ni nagai tegami o kakimasu, Oggi scrivo una lunga lettera a un amico di Tky
(lett.: Oggi-(tema)-Tky-di-amico-a-lunga-lettera-(oggetto)-scrivo);
Ame ga futte iru kara dekakemasen, Non esco perch piove (lett.: pioggia-(soggetto)-cadendo sta-poich-non
esco)
In giapponese, tutto ci che superfluo viene solitamente tralasciato. Il soggetto, per esempio, viene espresso
soltanto nei casi in cui la sua mancanza renderebbe il messaggio incomprensibile. Questa caratteristica, unita alla
tendenza a mettere in risalto ci che secondario, fa s che l'espressione del pensiero in giapponese risulti
generalmente pi sfumata e ambigua di quanto non avvenga in italiano.
Lingua giapponese
48
Modelli di proposizioni
Frase copulativa: utilizza la copula da (essere).
Affermativa: [Soggetto] + wa + [Nome del predicato] + desu.
Watashi wa gakusei desu, Io sono uno studente; Maria wa itariajin desu, Maria italiana.
Negativa: [Soggetto] + wa + [Nome del predicato] + de(wa) arimasen.
Watashi wa sensei dewa arimasen, Io non sono un professore; Maria wa nihonjin dewa arimasen, Maria non
giapponese.
Interrogativa: [Soggetto] + wa + [Nome del predicato] + desu ka / de(wa) arimasen ka.
Anata wa gakusei desu ka, Tu sei uno studente?; Maria wa itariajin desu ka, Maria italiana?.
Frase esistenziale: utilizza i verbi imasu e arimasu (esserci, esistere), il primo per gli esseri animati, il secondo per
quelli inanimati.
Affermativa: [Soggetto] + wa / ga + imasu / arimasu.
Isu ga arimasu, C' una sedia; Sensei ga imasu, C' il professore.
Negativa: [Soggetto] + wa / ga + imasen / arimasen.
Isu wa arimasen, Non ci sono sedie; Sensei wa imasen, Non ci sono professori.
Interrogativa: [Soggetto] + wa / ga + imasu ka / arimasu ka / imasen ka / arimasen ka.
Isu wa arimasu ka, Ci sono sedie?; Sensei ga imasen ka, Non c' il professore?.
Modelli di periodo
Periodo causale: costituito da una proposizione principale e da una proposizione subordinata causale.
Forma normale: [Subordinata] + (no da) kara / no de + [Principale] + (no desu).
Kh ga suki dewa nai kara nomimasen, Non bevo caff perch non mi piace.
Forma invertita: [Principale] + (no desu). [Subordinata] kara desu / no desu.
Kh o nomimasen. Suki dewa nai no desu, Non bevo caff, (il fatto che) non mi piace.
Proposizione finale: quella che in italiano una proposizione finale si traduce in giapponese con una proposizione
seguita dal termine tame ni o semplicemente ni qualora il verbo della reggente sia un verbo di movimento.
Aiko ni hanasu tame ni denwa shita: Ho telefonato per parlare con Aiko, (Aiko ni: ad Aiko, hanasu: parlare, tame
ni: per, indica la finale, denwa shita: aver telefonato).
Shinbun o kai ni deta: Sono uscito a comprare il giornale, (Shinbun o: giornale [complemento oggetto], kai:
comprare, ni: particella usata in questo caso per formare la subordinata finale, deta: essere uscito).
Proposizione relativa: a differenza delle lingue indoeuropee che fanno frequente uso di pronomi relativi il
giapponese non ne fa uso e la proposizione relativa precede immediatamente il sostantivo al quale si riferisce, la
funzione logica che dovrebbe essere ricoperta dal pronome relativo spesso deducibile dal contesto:
Kin anata ga mita neko wa kuroi desu: Il gatto che hai visto ieri nero,(kin: ieri, anata ga: tu [soggetto della
relativa], mita: aver visto, neko wa: gatto [tema della frase principale], kuroi: nero, desu: , in questo caso nella
funzione di ausiliare di cortesia).
Uchi ni kaeru densha ga nai: Non c' un treno con cui tornare a casa, (uchi ni: a casa, kaeru: ritornare, densha ga:
treno [soggetto della proposizione principale], nai: non c').
Watashi ga kita machi wa Tky desu: La citt dalla quale sono venuto Tokyo, (watashi ga: io [soggetto della
relativa], kita: essere venuto, machi wa: citt [tema della principale], Tky: Tokyo, desu: ).
Lingua giapponese
49
Sistema di scrittura
Il sistema di scrittura giapponese si basa sui due kana (hiragana e katakana), alfabeti sillabici creati secondo la
tradizione intorno al IX secolo dal monaco buddhista giapponese Kkai (Kb Daishi), e sui kanji (caratteri di
origine cinese), i sinogrammi.
I primi due alfabeti sono composti ciascuno da 45 sillabe (che comprendono le vocali) e da una consonante, la N.
Oltre a questi suoni seion, puri, ci sono 20 suoni dakuon o impuri (ottenuti dalla nigorizzazione, ovvero dallaggiunta
di due trattini chiamati nigori a destra dei caratteri, che sonorizza le consonanti), 5 suoni handakuon o semipuri (con
un cerchietto, maru, a destra dei caratteri) e 36 suoni yon o contratti, derivati dalla combinazione di alcuni dei
precedenti.
Kana
Sillabario Hiragana
(a) (i) (u) (e) (o)
(ka) (ki) (ku) (ke) (ko)
(ga) (gi) (gu) (ge) (go)
(sa) (shi) - (su) (se) (so)
(za) (ji) (zu) (ze) (zo)
(ta) (chi) (tsu) (te) (to)
(da) (ji) (zu) (de) (do)
(na) (ni) (nu) (ne) (no)
(ha) (hi) (fu) (he) (ho)
(ba) (bi) (bu) (be) (bo)
(pa) (pi) (pu) (pe) (po)
(ma) (mi) (mu) (me) (mo)
(ya) (yu) (yo)
(ra) (ri) (ru) (re) (ro)
(wa) (wo)
(n)
Lo hiragana impiegato specialmente per i prefissi, i suffissi, le particelle (o posposizioni) parti grammaticali
giapponesi che non si rappresentano con i kanji. Viene usato inoltre per trascrivere la pronuncia dei kanji (prendendo
il nome di furigana), sia per motivi didattici (nel caso di kanji rari) sia per scrivere sul computer (ogni ideogramma
scritto inizialmente come sequenza di segni hiragana e poi sostituito da uno dei kanji che hanno quella pronuncia).
Lingua giapponese
50
Sillabario Katakana
(a) (i) (u) (e) (o)
(ka) (ki) (ku) (ke) (ko)
(ga) (gi) (gu) (ge) (go)
(sa) (shi) ! (su) (se) " (so)
# (za) $ (ji) % (zu) & (ze) ' (zo)
(ta) ( (chi) ) (tsu) * (te) + (to)
, (da) - (ji) . (zu) / (de) 0 (do)
1 (na) 2 (ni) 3 (nu) 4 (ne) 5 (no)
6 (ha) 7 (hi) 8 (fu) 9 (he) : (ho)
; (ba) < (bi) = (bu) > (be) ? (bo)
@ (pa) A (pi) B (pu) C (pe) D (po)
E (ma) F (mi) (mu) G (me) H (mo)
I (ya) J (yu) K (yo)
(ra) L (ri) M (ru) N (re) O (ro)
P (wa) Q (wo)
(n)
Il katakana, in alcuni casi simile allo hiragana, ma pi rigido e squadrato, attualmente impiegato soprattutto per
trascrivere le parole di origine straniera (adattate naturalmente alla fonotassi giapponese: non tutti i suoni stranieri
sono infatti presenti nell'alfabeto katakana, per esempio a causa del rotacismo). Inoltre pu essere usato quando si
vuol dare una maggior enfasi a determinati termini giapponesi all'interno di un testo. Fra i giovani sempre pi
diffuso l'uso dei katakana per scrivere sostantivi giapponesi dai kanji troppo difficili o antiquati. Vengono infine
usati per la scrittura delle voci onomatopeiche.
Per molti aspetti l'uso del katakana rispetto allo hiragana ha funzioni analoghe a quello del corsivo latino rispetto al
tondo.
I tre sistemi di scrittura hiragana, katakana e kanji vengono utilizzati contemporaneamente nello stesso testo: i kanji
per le radici della maggior parte dei verbi, degli aggettivi, dei pronomi, dei sostantivi e dei nomi propri giapponesi;
lo hiragana per suffissi, desinenze, ausiliari e posposizioni, ma pu essere usato anche in sostituzione dei kanji,
soprattutto nel caso di testi informali o destinati ai bambini che ancora non hanno imparato molti dei kanji; il
katakana invece utilizzato per scrivere le onomatopee, le parole straniere e in certi casi le parole alle quali si
desidera dare particolare rilievo all'interno di una frase. Per esempio si considerino i diversi modi in cui la frase
Watashi wa Mirano e ikimasu" (Io vado a Milano) pu essere scritta:
R F 5 -
F 5 -
Il pronome personale Watashi (io) e la radice i del verbo iku (andare) possono essere scritti sia con i rispettivi kanji
(R: watashi, : i) che con il loro equivalente hiragana (watashi: , i: ) come nel secondo esempio
perch sono rispettivamente un pronome e una radice verbale. La parola Mirano (Milano) va scritta in katakana in
quanto parola straniera: F 5; mentre per scrivere la posposizione e ( ), la desinenza verbale ki ( ) e
l'ausiliare di cortesia masu ( - ) si utilizza sempre e comunque lo hiragana.
Lingua giapponese
51
Kanji
I kanji (lett. "Caratteri della Cina", da kan = Cina) sono propriamente caratteri di origine cinese. Sono pi di
50,000, ma quelli considerati di uso comune, gli shinjitai, sono solo 2238.
[5]
I kanji sono formati da uno dei 214
radicali e da altri elementi riconducibili ad altri kanji. I radicali, a loro volta, sono dei kanji a s che solitamente non
hanno molti tratti. importante riconoscere i radicali perch aiutano nella comprensione dei kanji: infatti questi
hanno un significato preciso e varie pronunce (di solito da una a tre) a seconda della loro posizione nelle parole.
Adottando gli ideogrammi cinesi, i giapponesi hanno importato anche la loro pronuncia, detta on, modificata
secondo la propria fonetica, specialmente per le parole composte, data la brevit di tali pronunce (la lingua cinese
scritta di epoca classica era di fatto quasi totalmente monosillabica).
Esempio: la parola yasumi (S ) significa "riposo, vacanza", e il kanji composto dal radicale di "persona" ( ) e
da "albero" (T), il secondo ideogramma () la sillaba mi in hiragana.
Traslitterazione o rmaji
Il rmaji (lett. "Segni di Roma") il sistema di traslitterazione dal giapponese ai caratteri latini. Ci sono pi tipologie
di rmaji: i pi usati sono il sistema Hepburn e il sistema Kunrei. Qui viene usato il sistema Hepburn, che si
differenzia dal Kunrei solo per qualche sillaba e per la scrittura dei suoni contratti. Il primo si avvicina di pi alla
pronuncia; il secondo pi schematico (dove lo Hepburn scrive ta, chi, tsu, te, to, il Kunrei scrive ta, ti, tu, te, to).
Attenzione: i giapponesi non usano mai il rmaji per scrivere (anche se da tempo si diffuso il modo di scrivere
orizzontale sinistra-destra, alto-basso, occidentale, al posto del "classico" e naturalmente tuttora impiegato
sistema di scrittura verticale alto-basso, destra-sinistra). Il rmaji comunque insegnato nelle scuole perch
attraverso la sillabazione in caratteri romani si possono scrivere i testi in giapponese su apparecchi elettronici
(computer, telefoni, ecc.).
Convenzioni ortografiche
Solo 3 particelle hanno una pronuncia irregolare: (ha) che si pronuncia wa, (wo) che si pronuncia o e (he)
che si pronuncia e. Queste letture irregolari si applicano solo quando il fonema usato come particella. Nel caso di
ci sono anche altre poche eccezioni dovute a rimanenze arcaiche della particella d'argomento in parole ormai
indipendenti, per esempio (dewa arimasen, traduzione: non ) o
(konnichiwa, buongiorno). La sillaba esclusivamente particella e non compare in nessuna altra parola
giapponese.
Scrivere senza spazi
Gli spazi nella lingua giapponese sono una introduzione piuttosto recente ad uso dei bambini e di coloro che devono
apprendere la lingua iniziando dagli alfabeti sillabici. A volte la divisione fra parola e parola si basa su metodi
meramente convenzionali (alcuni legano le particelle ai nomi che li precedono, altri no, stesso discorso per la
desinenza -masu dei verbi nella forma di cortesia). In realt l'alternanza di kanji e hiragana fa s che ci sia
un'alternanza delle parti del discorso pienamente distinguibile. Dopo ogni sostantivo (scritto in kanji) segue una
particella in hiragana; anche verbi e aggettivi hanno una prima parte in kanji e una desinenza in hiragana.
Conoscendo questa struttura diventa semplice delimitare una parola dall'altra.
Lingua giapponese
52
Altre particolarit della lingua giapponese
Grande quantit di omofoni;
Gran numero di voci onomatopeiche;
Uso dei classificatori, unit di misura che cambiano a seconda delloggetto della conta;
Numero enorme di forestierismi, la maggior parte derivati dal cinese, pi recentemente dall'inglese americano;
Grande ricchezza e variet di parole con sfumature di significato diverse (dovuto appunto all'importazione
massiccia di parole anche da altre lingue straniere);
Sostantivi, verbi e aggettivi non distinguono tra genere, numero e persona;
Confine sfumato tra verbi e aggettivi;
Suddivisione delle voci verbali per basi;
Coniugazione positiva e negativa di tutte le forme verbali e aggettivali;
Divisione della lingua in livelli di cortesia, specialmente per i verbi, e di conseguenza gran numero di suffissi e di
prefissi di genere onorifico;
Indicatore del tema o argomento della frase;
Soggetto quasi sempre sottinteso.
Si scrive dall'alto verso il basso ordinando le righe da destra verso sinistra, ma si pu scrivere anche
all'occidentale.
Premi Nobel per la letteratura di lingua giapponese
Yasunari Kawabata (1968, Giappone)
Kenzaburo Oe (1994, Giappone)
Note
[1] CIA - The World Factbook -- Field Listing :: Languages (http:/ / www. webcitation. org/ 5ncBXKnx7). Central Intelligence Agency.URL
consultato il 17 febbraio 2010.(archiviato dall'url originaleil 17 febbraio 2010)
[2] Lewis, Paul M. (ed). Languages of Palau (http:/ / www. webcitation. org/ 5ncBmM3tC). SIL International, 2009.URL consultato il 17
febbraio 2010.(archiviato dall'url originaleil 17 febbraio 2010)
[3] http:/ / www. sil. org/ iso639-3/ documentation. asp?id=jpn
[4] http:/ / www. ethnologue. com/ show_language. asp?code=jpn
[5] I nuovi caratteri sono dati dalla somma dei 1945 jy kanji e dei 293 jinmeiy kanji usati per i nomi propri. Ad essere ormai desueti sono i
circa 45,000 kyjitai.
Bibliografia
Claude Lvi-Strauss " Lezioni giapponesi" , Soveria Mannelli, Rubbettino Editore, 2010.
Paolo Calvetti (1999) "Introduzione alla storia della lingua giapponese" Istituto Universitario
Orientale-Dipartimento di Studi Asiatici
Silvana De Maio, Carolina Negri, Junichi Oue (2007) "Corso di Lingua Giapponese" vol. 1. Hoepli. ISBN
978-88-203-3663-9
Silvana De Maio, Carolina Negri, Junichi Oue (2007) "Corso di Lingua Giapponese" vol. 2. Hoepli. ISBN
978-88-203-3664-6
Silvana De Maio, Carolina Negri, Junichi Oue (2008) "Corso di Lingua Giapponese" vol. 3. Hoepli. ISBN
978-88-203-3665-3
Matilde Mastrangelo, Naoko Ozawa, Mariko Saito (2006) "Grammatica Giapponese". Hoepli ISBN
88-203-3616-2
Kubota Yoko (1989). Grammatica di giapponese moderno. Libreria Editrice Cafoscarina. ISBN 88-85613-26-8
Mariko Saito (2001). Corso di lingua giapponese per italiani 1. Bulzoni. ISBN 88-8319-387-3
Mariko Saito (2003). Corso di lingua giapponese per italiani 2. Bulzoni. ISBN 88-8319-853-0
Lingua giapponese
53
Makino Seiichi, Tsutsui Michio (1991). A dictionary of basic Japanese grammar. Japan Publications Trading Co.
ISBN 4-7890-0454-6
Makino Seiichi, Tsutsui Michio (1995). A dictionary of intermediate Japanese grammar. Japan Publications
Trading Co. ISBN 4-7890-0775-8
Andrew Nelson, a cura di John Haig (1996). The New Nelson Japanese-English Character Dictionary. Tuttle
Publishing. ISBN 0-8048-2036-8
Mark Spahn, Wolfgang Hadamitzky (1996). The Kanji Dictionary. Tuttle Publishing. ISBN 0-8048-2058-9
(1999). Dizionario Shogakukan Italiano-Giapponese. Shogakukan. ISBN 4-09-515402-0
(1994). Dizionario Shogakukan Giapponese-Italiano. Shogakukan. ISBN 4-09-515451-9
Remebering the kanji, James W. Heisig (imparare i kanji in modo facile e veloce) non disponibile in italiano
(traduzione in corso).
Kana Un libro di esercizio (PDF) (http:/ / brng. jp/ 50renshuu. pdf)
Voci correlate
Lingue nipponiche
Origini della lingua giapponese
Linguaggio onorifico giapponese
Letteratura giapponese
Lista dei radicali dei kanji
Suffissi onorifici giapponesi
Waza ogi
Makura kotoba
Lingua giapponese tardoantica
Lingua giapponese antica
Altri progetti
Wikipedia ha un'edizione in Lingua giapponese
Wikimedia Commons contiene file multimediali: http:/ / commons. wikimedia. org/ wiki/ Category:Japanese
language
Collegamenti esterni
Il Giapponese (http:/ / www. ilgiapponese. com) Lezioni online e strumenti per lo studio della lingua giapponese.
Lezioni di giapponese online (http:/ / bandierejp. hp. infoseek. co. jp/ ling. html), all'interno del sito Bandiere del
Giappone. Il sito contiene anche lezioni sui kanji.
YYNIHONGO.JP (http:/ / www. yynihongo. jp/ )
Esercizi (http:/ / albis. vetsin. com/ ) per imparare il vocabolario di base del giapponese
Vocabolario gratuito (http:/ / www. bestvoc. com) quattro parole in giapponese ogni giorno
Sushi Test (http:/ / momo. jpf. go. jp/ sushi/ tomainJsp. action?request_locale=en_US), per verificare la
conoscenza base della lingua mediante un divertente test che assegna i voti tramite varie tipologie di sushi.
Guida ai Jy kanji (http:/ / kanji. zinbun. kyoto-u. ac. jp/ ~yasuoka/ kanjibukuro/ japan-joyo. html)
(JA) Un dizionario giapponese in linea (http:/ / dictionary. goo. ne. jp/ index. html)
Raccolta di dizionari italiano-giapponese (http:/ / www. lexicool. com/ dizionario-online. asp?FSP=A18B19C01)
(EN) Kanji Alive (http:/ / kanjialive. lib. uchicago. edu/ main. php?page=overview& lang=en), una risorsa per lo
studio dei kanji con una semplice applicazione QuickTime, disponibile in linea.
Lingua giapponese
54
(EN) The Monash Nihongo ftp Archive (http:/ / ftp. monash. edu. au/ pub/ nihongo/ 00INDEX. html), un
interessante sito molto ricco di collegamenti a risorse utili per chi studia il giapponese.
(EN) Rikai (http:/ / www. rikai. com/ perl/ Home. pl) Digitando lindirizzo di una pagina web in giapponese, la
apre aggiungendo dei tooltip di spiegazione per i kanji.
(EN) Dizionario giapponese in linea (http:/ / www. j-talk. com/ nihongo/ search/ index. php).
(EN) Dizionario in linea (http:/ / www. csse. monash. edu. au/ ~jwb/ wwwjdic. html).
(EN) Japanese Course (http:/ / hesjapanese. com)
(EN) JWPce (http:/ / www. physics. ucla. edu/ ~grosenth/ japanese. html) Programma gratuito di scrittura
giapponese.
Hiragana
Origine dello hiragana
Lo hiragana un sistema di scrittura sillabico utilizzato per la lingua
giapponese.
In Giappone vengono utilizzati tre diversi tipi di scrittura: lo hiragana
( U V), il katakana (W U V) e i kanji (X Y). I primi due
costituiscono la scrittura autoctona fonetica, detta kana, il terzo
rappresentato dai caratteri ideografici di origine cinese, generalmente
non dissimili da quelli utilizzati sul continente.
Lo hiragana facilmente distinguibile dal katakana per la sua forma
corsiva, con tratti arrotondati, ben diversi dalle forme rigide dell'altro
sillabario: scritti con i rispettivi sistemi, avremo hiragana
e katakana 1. "Hiragana" significa "carattere prestato di
uso comune", con riferimento all'origine dagli ideogrammi e alla sua
forma corsiva.
Il sistema di scrittura hiragana
Nello hiragana, come nel katakana, ogni carattere non corrisponde esattamente ad un fonema vocalico o
consonantico, come avviene in molte lingue occidentali scritte con alfabeti, ma a un'intera sillaba. Vi sono sillabe
formate da una sola vocale, o da consonante e vocale; si dividono tradizionalmente in sillabe pure, impure, semipure,
contratte.
Le sillabe pure seion sono formate da una sola vocale, da una consonante che precede una vocale, e dalla n sillabica.
Facendo seguire dal segno diacritico dakuten Z(anche detto nigori "impurit") quelle sillabe pure la cui consonante
sorda, si ottengono le corrispondenti sillabe impure dakuon nelle quali la consonante iniziale sonora: per
esempio, ka diventa ga, shi diventa ji, he diventa be. Facendo seguire le sillabe che
cominciano per h, inclusa fu, dal segno diacritico handakuten [(anche detto maru "cerchio"), si ottengono le sillabe
semipure handakuon che hanno come consonante iniziale p: quindi he diventa pe.
La combinazione fra due caratteri permette molte volte di rappresentare una terza sillaba: si tratta delle sillabe
contratte yon, nelle quali una delle sillabe ya, yu, yo ( , \, ]) scritta in piccolo dopo una sillaba che ha come
vocale i. La consonante della sillaba risultante sar palatalizzata: avremo, ad esempio, nya, \ ryu,
] jo.
Il sillabario hiragana, al pari del katakana, propriamente composto dai 46 caratteri che rappresentano le sillabe
pure, e spesso detto arrotondando il numero gojon "i cinquanta suoni"; ma a questi si aggiungono le 20 sillabe
impure, le 5 sillabe semipure e le 33 sillabe contratte: in tutto 104 sillabe.
Hiragana
55
Lo hiragana viene utilizzato per parole per le quali non vi sono kanji, cio particelle come kara "da", suffissi
come san "signore, signora". L'hiragana anche usato per parole per le quali la forma ideografica kanji non
conosciuta da chi scrive, o si presume che non sia conosciuta da chi legge, o troppo formale per il contesto in cui si
scrive. Le inflessioni dei verbi e degli aggettivi si scrivono in hiragana: ad esempio, in ^
tabemashita ("mangiare" al passato affermativo in forma gentile), dove tabe- la radice verbale e -mashita il verbo
ausiliare, -bemashita scritto in hiragana, mentre solo la sillaba iniziale ta- della base verbale rappresentata con un
kanji. Quest'uso detto okurigana.
Si chiama furigana un altro frequente uso dello hiragana, quello che ha il fine di rappresentare la pronuncia del kanji
quando questo poco noto, o in ambito didattico: in questi casi il carattere fonetico scritto in piccolo sopra a quello
ideografico (o accanto, se la scrittura verticale).
Tabella di traslitterazione dello hiragana secondo il sistema Hepburn
Se il vostro computer ha installato i font per le lingue orientali potrete vedere la seguente tabella con i caratteri
hiragana assieme alla loro romanizzazione in stile Hepburn.
I kana scritti in rosso sono obsoleti.
48 sillabe pure
20 sillabe impure
5 sillabe semipure
33 sillabe contratte
a i u e o (ya) \(yu)
](yo)
ka ki ku ke ko kya \ kyu ] kyo
sa shi - su se so sha \ shu ] sho
ta chi tsu te to cha \ chu ] cho
na ni nu ne no nya \ nyu ] nyo
ha hi fu he ho hya \ hyu ] hyo
ma mi mu me mo mya \ myu ] myo
ya yu yo
ra ri ru re ro rya \ ryu ] ryo
wa _ wi ` we o/wo
n
ga gi gu ge go gya \ gyu ] gyo
za ji zu ze zo ja \ ju ] jo
da ji zu de do
ba bi bu be bo bya \ byu ] byo
pa pi pu pe po pya \ pyu ] pyo
Hiragana
56
Collegamenti esterni
La scrittura giapponese
[1]
Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali: http:/ / commons. wikimedia. org/ wiki/ Hiragana
Wikizionario contiene la voce di dizionario: http:/ / it. wiktionary. org/ wiki/ hiragana
Note
[1] http:/ / www. ilgiapponese. com/ lezioni/ lezione-1-la-scrittura-giapponese/
Katakana
Origine del katakana
Sillabario Katakana
In Giappone vengono utilizzati tre diversi tipi di scrittura: lo hiragana
( U V
?
), il katakana (W U V
?
) e i kanji (X Y
?
). I primi due
costituiscono la scrittura autoctona fonetica, detta kana, il terzo
rappresentato dai caratteri ideografici di origine cinese, generalmente
non dissimili da quelli utilizzati sul continente.
Il katakana facilmente distinguibile dallo hiragana per le sue forme
rigide e angolose, ben diverse dai tratti arrotondati dell'altro sillabario:
scritti con i rispettivi sistemi, avremo katakana 1 e
hiragana . "Katakana" significa "carattere prestato di
frammento", con riferimento all'origine dagli ideogrammi, prendendo
una sola parte dell'ideogramma completo.
Nel katakana, come nello hiragana, ogni carattere non corrisponde
esattamente ad un fonema vocalico o consonantico, come avviene in
molte lingue occidentali scritte con alfabeti, ma a un'intera sillaba. Vi
sono sillabe formate da una sola vocale, o da consonante e vocale; si
dividono tradizionalmente in sillabe pure, impure, semipure, contratte.
Le sillabe pure seion sono formate da una sola vocale, da una
consonante che precede una vocale, e dalla n sillabica. Facendo seguire
dal segno diacritico dakuten Z(anche detto nigori "impurit") quelle
sillabe pure la cui consonante sorda, si ottengono le corrispondenti sillabe impure dakuon nelle quali la consonante
iniziale sonora: per esempio, ka diventa ga, shi diventa $ ji, 9 he diventa > be. Facendo seguire le
sillabe che cominciano per h, inclusa fu, dal segno diacritico handakuten [(anche detto maru "cerchio"), si
ottengono le sillabe semipure handakuon che hanno come consonante iniziale p: quindi 9 he diventa C pe.
La combinazione fra due caratteri permette molte volte di rappresentare una terza sillaba: si tratta delle sillabe
contratte yon, nelle quali una delle sillabe ya, yu, yo (a, b, c) scritta in piccolo dopo una sillaba che ha come
vocale i. La consonante della sillaba risultante sar palatalizzata: avremo, ad esempio, 2 a nya, L b ryu, $
c jo.
Il sillabario katakana, al pari dello hiragana, propriamente composto dai 46 caratteri che rappresentano le sillabe
pure, e spesso detto arrotondando il numero gojon "i cinquanta suoni"; ma a questi si aggiungono le 20 sillabe
impure, le 5 sillabe semipure e le 36 sillabe contratte: in tutto 107 sillabe. Ma esistono nel katakana anche molte altre
sillabe di pi recente introduzione, formate in maniera simile a quelle contratte e utilizzate per la trascrizione di
Katakana
57
parole straniere.
Nell'uso corrente, il sillabario katakana soprattutto impiegato nella trascrizione di parole straniere, sia di parole
prese in prestito da altre lingue in massima parte dall'inglese e usate oggi in giapponese (dette garaigo), sia di
nomi propri intraducibili. In entrambi i casi inevitabile un'approssimazione dei suoni, con un adattamento della
parola al sistema fonetico del giapponese: "computer" diviene A b (konpyta), "television"
diviene, con abbreviazione, * N < (terebi), "business" diviene < $ 4 ! (bijinesu); "William Shakespeare"
reso d L e ! A (Wiriamu Sheikusupia), "Guglielmo Marconi" reso L
M H E M 2 (Gurierumo Marukni).
Il katakana anche usato per la rappresentazione di parole onomatopeiche, come P P wanwan ("bau bau",
l'abbaiare del cane); l'uso enfatico di un termine nella frase pu essere espresso con la scrittura in katakana, cos
come avviene nelle indicazioni stradali, o nella pubblicit. In ambito scientifico comune scrivere in katakana i
nomi specialistici di piante, animali e minerali.
Il katakana anche usato spesso, ma non sempre, nella trascrizione di nomi di aziende giapponesi. Per esempi,
Suzuki scritto ! % , e Toyota scritto + K . Il katakana anche usato per efantizzare, specialmente nel
caso della segnaletica, pubblicit e dei tabelloni. Per esempio, comune vedere koko ("qui"), F gomi
("rifiuti"), oppure G 4 megane ("vetro"). Parole che lo scrivente desidera evidenziare in una frase sono
qualche volta scritte in katakana, rispecchiando l'uso europeo del carattere italico.
Il katakana era stato usato per la telegrafia in Giappone prima del 1988, e per i sistemi informatici - prima della
introduzione dei caratteri multibyte - negli anni '80. Molti elaboratori di quell'era usavano il katakana invece del
kanji o del hiragana per la stampa e visualizzazione.
Nonostante che parole prestate dal cinese antico sono usualmente scritte in kanji, le parole prestate dai dialetti cinesi
moderni, se sono usate direttamente, usano il katakana piuttosto che la grafia on'yomi sino-giapponese.
E' molto comune scrivere parole scritte in kanji difficile da leggere in katakana. Questo fenomeno spesso visto
nella terminologia medica. Per esempio, nella parola f g h hifuka ("dermatologia"), il secondo kanji, g,
considerato difficile da leggere, e perci la parola hifuka comunemente scritta f 8 h oppure 7 8 h,
mescolando kanji e katakana. Similmente, il kanji difficile da leggere come i gan ("cancro") spesso scritto in
katakana oppure hiragana.
Il katakana anche usato per la notazione musicale tradizionale, come nel Tozan-ry del shakuhachi, e nei gruppi
sankyoku con koto, shamisen, e shakuhachi.
Tabella di traslitterazione del katakana secondo il sistema Hepburn
Se il vostro computer ha i font per le lingue orientali potrete vedere la seguente tabella con i caratteri katakana
assieme alla loro romanizzazione in stile Hepburn.
I kana scritti in rosso sono obsoleti
48 sillabe pure
20 sillabe impure
5 sillabe semipure
36 sillabe contratte
Sillabe aggiunte di recente per riprodurre suoni stranieri non presenti in giapponese
Katakana
58
a i u e o ya yu yo
ka ki ku ke ko a kya b kyu c kyo
sa shi ! su se " so a sha b shu c sho
ta ( chi ) tsu * te + to (a cha (b chu ( c cho
1 na 2 ni 3 nu 4 ne 5 no 2a nya 2b nyu 2 c nyo
6 ha 7 hi 8 fu 9 he : ho 7a hya 7b hyu 7 c hyo
E ma F mi mu G me H mo F a mya F b myu F c myo
I ya J yu K yo
ra L ri M ru N re O ro L a rya L b ryu L c ryo
P wa jwi kwe Q wo
n
ga gi gu ge go a gya b gyu c gyo
# za $ ji % zu & ze ' zo $ a ja $ b ju $ c jo
, da - (ji) . (zu) / de 0 do -a (ja) -b (ju) - c (jo)
; ba < bi = bu > be ? bo <a bya <b byu < c byo
@ pa A pi B pu C pe D po Aa pya Ab pyu A c pyo
l m va l d vi l vu le ve ln vo l a vya l b vyu l c vyo
e she
$ e je
( e che
! d si
% d zi
* d ti + o tu * b tyu
/ d di 0 o du /b dyu
) m tsa ) d tsi ) e tse ) n tso
8 m fa 8 d fi 8 e fe 8 n fo 8 b fyu
yi ( ) e ye
d wi
wu
e we n wo
(p) m kwa d kwi e kwe n kwo
( p) m gwa d gwi e gwe n gwo
Katakana
59
Collegamenti esterni
La scrittura giapponese
[1]
Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali: http:/ / commons. wikimedia. org/ wiki/ Katakana
Wikizionario contiene la voce di dizionario: http:/ / it. wiktionary. org/ wiki/ katakana
Kanji
Kanji
I kanji (X Y
?
"caratteri Han", cio "caratteri cinesi") sono i caratteri di origine cinese
usati nella scrittura giapponese in congiunzione con i sillabari hiragana e katakana.
Generalit
I kanji derivano dalla scrittura cinese, che una volta introdotta in Giappone apport
mutamenti sostanziali alla lingua giapponese. In generale i caratteri si usano per
rappresentare le parti morfologicamente invariabili delle espressioni giapponesi (come i
semantemi). Un kanji pu quindi rappresentare la radice dei verbi, degli aggettivi o,
integralmente, una buona parte dei sostantivi della lingua giapponese.
La lettura detta on (on'yomi) di un kanji deriva a livello fonetico dalla sua pronuncia
cinese. La kun'yomi invece la pronuncia genuinamente giapponese della parola (o parte
della parola) stessa.
Per esempio, il kanji q vuol dire "viaggio". La pronuncia kun (kun'yomi) (generalmente utilizzata quando il kanji
isolato) tabi, mentre la lettura on (di solito utilizzata quando il kanji accompagnato da altri ideogrammi) ryo.
I kanji possono avere pi letture on in quanto gli stessi vocaboli furono importati dalla Cina in epoche diverse, in cui
dunque la pronuncia era mutata. Ad esempio, il kanji pu essere letto, tra gli altri modi, sia sei sia sh, a seconda
dei vocaboli in cui si trova.
Secondo le stime pi recenti, il numero totale di kanji esistenti dovrebbe essere compreso all'incirca tra i 45000 e i
50000, ma di questi solo i 1945 jy kanji (kanji di uso comune) e i 293 jinmeiy kanji per i nomi propri, possono
essere utilizzati per la stampa (shinjitai). Nel caso si utilizzi un kanji tradizionale (kyjitai) non presente fra questi
2238 si soliti suggerirne la pronuncia con dei piccoli hiragana, chiamati furigana.
Il fatto che esista un numero preciso di kanji utilizzabili per la stampa dimostra l'intenzione, in passato, di cancellare
gradualmente l'uso degli stessi, sostituendoli con i kana (alfabeti sillabici). Dopo la Seconda guerra mondiale, infatti,
si tent di occidentalizzare il Giappone anche sotto questo aspetto: la lista dei kanji per la stampa partiva
originariamente da soli 1850 caratteri, i ty kanji approvati nel 1946. L'uso degli ideogrammi, per, resistette,
probabilmente per via delle peculiarit stesse della lingua giapponese, tra le quali la ricchezza di omofoni. L'uso dei
soli kana, in effetti, renderebbe la comprensione dello scritto molto pi ostica rispetto a quanto lo sia con il sistema
attualmente in uso.
Kanji
60
Voci correlate
Kyjitai
Shinjitai
Ty kanji
Jy kanji
Gakunenbetsu kanji haithy
Jinmeiy kanji
On'yomi
Kun'yomi
Nanori
Grado dei kanji
Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali: http:/ / commons. wikimedia. org/ wiki/ Kanji
Collegamenti esterni
Kanji Explorer
[1]
How to use KANJI 4 U
[2]
Kanji Cards
[3]
I kanji in italiano.
Dizionario/database on-line della Monash University (a cura di Jim Breen)
[4]
Unihan database
[5]
Esercitati coi kanji
[6]
, un programma on-line di flashcards Java per studiare e testare i kanji, inclusi letture
(on-yomi, kun-yomi) e test dei significati.
Calligrafia giapponese. Kanji
[7]
Storia, origine e sviluppo dei Kanji
[8]
Note
[1] http:/ / www. taipansoftware. com/ kanji/ explore.php
[2] http:/ / kanji-4u. blogspot.com/
[3] http:/ / www. italiajapan. net/ nihongo/ kanji/
[4] http:/ / www. csse.monash. edu. au/ ~jwb/ wwwjdic. html
[5] http:/ / www. unicode. org/ charts/ unihan. html
[6] http:/ / www. asahi-net. or. jp/ ~ik2r-myr/ kanji/ italian/ kanji1i. htm
[7] http:/ / www. japancalligraphy. eu/ it/ kanji/
[8] http:/ / japanesetattoo. webnode. com/ nome-in-giapponese/
Cucina giapponese
61
Cucina giapponese
Nella cucina giapponese si utilizza come base per le ricette il riso, che viene solitamente cotto a vapore utilizzando
degli appositi bollitori elettrici. Il riso risulta essere unito ma non colloso, dopo la bollitura o la cottura a vapore,
viene mescolato con dell'aceto di riso per fare in modo che i chicchi stiano facilmente assieme.
In tavola vengono portati contemporaneamente tutti i cibi, slegandosi dalla separazione tra primo, secondo, contorno,
frutta tipicamente occidentale, e molti piatti sono conviviali, nel senso che vengono cotti oppure si attinge tutti da un
piatto centrale.
Oltre al riso vengono utilizzate molte verdure cotte che al palato risultano essere molto croccanti.
Storia
Con l'arrivo della Compagnia di Ges a Nagasaki, all'epoca il pi grande porto del Giappone, si inizi a consumare
la carne, proibita dalla religione buddhista e poco utilizzata per l'estensione di terra necessaria all'allevamento su un
territorio gi angusto per venti milioni di persone, che avrebbero faticato a sopravvivere mangiando la carne al posto
del loro amatissimo pesce.
Pietanze
Asa gohan (r s)
Colazione del mattino (Nara - Giappone)
Colazione del mattino. Tradizionalmente al mattino si mangiano cibi
salati. un pasto pi simile alla colazione britannica breakfast che alle
colazioni all'italiana.
interessante notare che la colazione tradizionale giapponese
comprende cibi che per il nostro palato possono sembrare molto forti,
soprattutto al mattino, come verdure sottaceto o in salamoia, polpo o
pesce secco. Ci che comunque non pu mai mancare il riso, cotto
per assorbimento d'acqua e privo di qualsiasi condimento, servito in
una scatola laccata con coperchio che lo mantiene caldo. Il resto delle
vivande cambia a seconda della stagione e pu spaziare dalle uova, al
pesce e alle verdure. Talvolta si pu fare uso di piccoli fornelli, posati
sulla tavola, su cui cuocere primizie di stagione, come funghi o altro.
Cucina giapponese
62
Bento (Obento) ( ; tu)
Bento
Il "bento" un pasto da asporto, tradizionalmente composto da riso
bianco, pesce o carne e verdure in salamoia o cotte. I contenitori
possono essere di materiali e forme varie, dal legno laccato tradizionale
al polistirolo usa e getta. I "bento" si possono trovare un po' ovunque,
dai ristoranti ai supermercati, dalle stazioni ferroviarie ai convenience
store, ma ancora molto diffuso il "bento" fatto in casa. Il contenuto
del "bento" pu anche essere disposto in modo da creare delle forme,
dando vita ai "kyaraben" (da "character" e "bento").
Le origini del "bento" vengono fatte risalire al periodo Heian
(794-1182), con i primi "onigiri" e con l'"hosii", riso cotto e poi
essiccato per essere trasportato e mangiato in un secondo momento.
Piatti tipici a base di riso sono il riso Hayashi, chazuke, takikomi gohan, kamameshi, sekihan, lo zosui e l'omurice.
Particolari sono il tamago kake gohan e l'okayu.
Chawan mushi (vw x )
Chawan Mushi
Si tratta di una crema a base di uova e brodo dashi (brodo leggero di
pesce), guarnita con verdure, foglie di spinaci o funghi, pollo, gamberi
o altro. Si prepara nelle apposite tazzine con coperchio e si cuoce al
vapore. Si serve caldissimo e si mangia con un cucchiaino. piacevole
come intermezzo o antipasto.
Dobin mushi (y z x )
Dobin mushi
Classico suimono: una zuppa che viene servita nella teiera (dobin). Pu
contenere vari ingredienti: pesce, funghi matsutake, germogli di bamb.
Viene solitamente accompagnata da un mezzo limone che si usa per
insaporirla.
Cucina giapponese
63
Donburi ({)
Donburi
il tipico piatto unico casalingo, veloce da preparare e molto
sostanzioso. Ha molte varianti. Quella della foto Oyako donburi
(letteralmente "genitori e figli"). Si prepara cuocendo, in brodo dashi,
del pollo con salsa di soia e mirin o sak. Quando la cottura ultimata
si aggiungono uova sbattute e quando anch'esse sono a cottura si versa
il tutto in una grossa ciotola con riso gi cotto, caldo.
Katsudon ( ) {)
Katsudon
Una delle numerosi varianti del donburi, preparato in una scodella con
una base di riso, uovo e tonkatsu cio pezzi di cotoletta di maiale
panata e fritta.
Misoshiru (| }~)
Misoshiru
Zuppa che prende il nome dal suo ingrediente principale, il miso
appunto, una pasta di soia fermentata che ha svariati usi in cucina,
soprattutto nella cucina moderna giapponese, dove si utilizza spesso
per marinare o gratinare. Alla base della zuppa di miso c' un brodo
(dashi) fatto con scaglie di tonnetto essiccato (katsuobushi) e una
grossa alga chiamata konbu. Non serve l'aggiunta di sale, dato che il
miso gi molto salato per sua natura. In questo brodo si dissolve la
pasta di miso per avere la zuppa, a cui si possono aggiungere cubetti di
tofu ed altre variet di alga (wakame, per esempio).
Cucina giapponese
64
Mochi ()
Mochi
Pasta ottenuta pestando nel mortaio riso glutinoso caldo molto cotto
ottenendo una sorta di bign. un alimento tradizionale che si
consuma sia come dolce, dandogli forme varie, sia come aggiunta allo
zoni (zuppa di Capodanno). Ha una consistenza gommosa che rende
piuttosto difficile masticarlo. Alimento di buon augurio
tradizionalmente consumato in occasione di festivit.
Oden ( )
Oden fatto in casa
Un piatto che prevede la cottura di vari ingredienti (come daikon,
konnyaku, uova, ganmodoki, ecc.) in un brodo fatto col tonno secco o
con le alghe konbu, e insaporito con la salsa di soia. L'oden di Tokyo,
chiamato anche "Kanto-daki", noto per il suo sapore forte. Esistono
numerosi ingredienti da cui poter scegliere. Tra le spezie utilizzate per
condire loden vi il "neri garashi", una pasta piccante ricavata
mescolando farina di senape ed acqua.
Okonomiyaki ( )
Variet di okonomiyaki con Aonori e
Katsuobushi.
Paragonabile alla nostra pizza, la base un impasto di farina e cavolo
che viene cotta tipicamente alla piastra, chiamata teppan, ovvero
piastra di ferro calda. Pu essere composta da verdure e carne, con
uova e salsa di soia, che si cuoce su una piastra direttamente al tavolo o
al bancone. il piatto tipico di Osaka e del Kansai. Letteralmente
significa "cucina come preferisci". Si possono infatti trovare molti
ristoranti, dove viene lasciata libera scelta al cliente su come comporre
la pietanza a proprio gusto, scegliendo tra una grande variet di
ingredienti come carne, frutti di mare e verdure, da intingere poi
nell'ingrediente principale, costituito da una pastella di cavolo verza e
Cucina giapponese
65
altre verdure, per formare cos una specie di frittata da cuocere sulla piastra. Viene condito con una salsa per
okonomiyaki e pu essere ricoperto con salsa di soia, maionese, ao-nori (alghe essiccate), scaglie di pesce e
quant'altro suggerisca il proprio gusto personale. L'okonomiyaki di Hiroshima utilizza anche soba o udon.
Onigiri ( )
Onigiri
Involtini a base di riso e alghe crude, solitamente di forma triangolare.
Possono essere di solo riso oppure ripeni di pesce o carne. Molto
diffusa la versione con all'interno l'umeboshi una tipica
prugna giapponese seccata con il sale, dal sapore aspro.
Tra i vari tipi di onigiri:
) 1 E K (tsuna mayo) con ripieno di tonno e maionese
E K (ebi mayo) al gambero e maionese
(ume) con la prugna
! (omu raisu) fatto con riso al pomodoro e
arrotolato intorno ad una frittatina
( ! (chikin raisu) al riso al pomodoro con pezzetti di pollo
(gomoku) dal sapore agrodolce con pezzetti di pollo e alcune verdure
(sake) con ripieno di salmone
(meshisoba) al sapore di salsa di soia con pezzettini di soba sminuzzati all'interno
(koma sake) con semi di sesamo e pezzetti di salmone
Ma ne esistono ancora innumerevoli quantit!
Sashimi ()
Sashimi
Pesce crudo tagliato con un metodo codificato molto particolare. Per
analogia, nella cucina occidentale si direbbe filettato. Servito con salsa
di soia e rapa daikon tagliata a filamenti. Uno dei pi pregiati di
tonno (Maguro), di cui, a seconda della parte del pesce, si possono
scegliere generalmente tre tagli: Otoro, Chutoro o Akame; i giapponesi
considerano pi pregiata la parte pi grassa (Otoro, ventresca).
Un modo elegante di servire il sashimi nella cosiddetta barca di
sashimi che una barchetta di legno su cui vengono depositati i pezzi
di sashimi (e sushi). Talvolta la barca arriva ai tavoli tramite un rivolo
artificiale con un effetto scenografico suggestivo.
Cucina giapponese
66
Shabu shabu ( )
Shabu shabu
Fettine di carne di vitello e maiale molto sottili che vengono lessate
direttamente al tavolo in un brodo leggero. Generalmente vengono
accompagnate da diverse variet di salse speciali. Somiglia un po' alla
Fondue chinoise francese, dove carni diverse vengono lessate in brodo,
diversamente dalla Fondue bourguignonne dove carne a cubetti viene
cotta in olio bollente, in quanto si prepara direttamente al tavolo, con
una pentola posta sopra un fornellino.
Spaghetti - Men
La triade degli spaghetti giapponesi composta da Ramen, Soba e Udon.
Ramen ( G )
Ramen
Zuppa con carne, spaghetti di grano, uova e alghe crude. Tutti vengono
serviti in brodo ed buona norma sorbirli in maniera rumorosa per
dimostrare gradimento. I Ramen sono spaghetti cinesi all'uovo e oltre
che in brodo si servono asciutti conditi con verdure.
Soba ( )
Soba
Spaghettini di grano saraceno che si possono gustare caldi in brodo
oppure freddi come nella foto (zaru soba), serviti nell'apposito
contenitore quadrato di bamb. In quest'ultima versione si gustano
dopo averli immersi in una salsa a base di soia, cipolline e uovo. La
cha-soba una variante in cui la farina di grano saraceno impastata
con t verde.
Cucina giapponese
67
Udon ( )
Udon
Gli udon (Giapponese: o raramente ; cinese:
, o spesso ) sono spaghetti di grano tenero, a volte
spessi come i nostri pici, popolari sia nella cucina coreana che nella
cucina giapponese. Si servono in brodo in varie versioni: guarniti con
tofu ( o ) fritto o gamberi tempura.
Kake Udon
Si dice che gli udon siano stati importati in Giappone dalla Cina
passando per la Corea durante il VI secolo d.C. Questi udon avevano
un diametro che poteva variare dai 2 ai 3cm.
Sukiyaki ( )
Sukiyaki
Simile allo Shabu shabu, il Sukiyaki consiste in sottili fettine di manzo
cotte in un brodo di salsa di soya, zucchero e sak, accompagnate poi
da verdure e tofu. Anche il Sukiyaki preparato direttamente al tavolo,
con una pentola posta sopra un fornellino. Piatto conviviale che
consiste in fettine sottili di carne bovina cotte in un largo contenitore,
in cui si lasciato sciogliere del grasso di rognone, insieme con
verdure varie come porri, rape ed altro; il commensale preleva dal
tegame la carne e le verdure e le immerge nella propria ciotola in cui, a
piacere, ha versato salsa di soia ed un uovo crudo.
Cucina giapponese
68
Sushi ( )
Nigiri sushi
Sushi
Polpettine di riso cotto trattato con aceto di riso, zucchero e sale, con una
guarnizione o ripieno generalmente di pesce. forse il piatto giapponese pi
noto. Comprende varie preparazioni, alla base delle quali c' il riso sushi cio
riso cotto per assorbimento d'acqua e condito con zucchero, sale e aceto di
riso. Successivamente formato in piccole polpettine guarnite con una fettina
di pesce crudo e con l'aggiunta di wasabi cio una pasta ottenuta dalla radice
di Wasabia japonica con cui le polpettine vengono leggermente spalmate.
Questo il cosiddetto nigiri sushi. Altro metodo di preparazione il norimaki
un rotolino di riso, verdure o pesce avvolto in un foglio di alga nori e
successivamente tagliato a rondelle. In tutti i casi, prima di essere mangiato, il
sushi viene intinto in salsa di soia. Sembra che sia la salsa di soia che il
wasabi svolgessero, in tempi in cui non esistevano i frigoriferi, una notevole
azione antibatterica. Pare sia stato inventato come fast food e venduto su
bancarelle per rifocillare coloro che per impegni di lavoro non potevano
rientrare per il pranzo.
Chirashi-zushi ( )
Chirashi-zushi
una variante del sushi. Si serve in una ciotola grande laccata, il riso
sushi sul fondo e sopra il pesce crudo tagliato a lastrine.
Cucina giapponese
69
Takoyaki ( )
Takoyaki
I Takoyaki sono polpettine di polpo tipiche della cucina popolare di
Osaka. Il nome deriva da Tako="polpo" e Yaki="alla griglia". Per
cucinare questa specialit necessaria una padella particolare con tanti
incavi a semisfera che permette di dare ai takoyaki la forma di palla.
molto divertente da cucinare, e soprattutto affascinante ammirare con
quanta abilit chi cucina riesce ad ottenere quasi magicamente queste
deliziose palline. Prima si mette un filo d'olio per ungere gli incavi
della piastra e poi si aggiunge in ogni incavo un po' di pastella
composta da farina, acqua e dashi (brodo). Poi si mettono i pezzi di
tako (polpo) e altre cose a piacere, come porro tagliuzzato e pezzettini
di formaggio. Quando la parte sotto cotta si gira abilmente usando
una bacchetta simile ai nostri stuzzicadenti da spiedino. Quando sono cotti diventano come una palla dal colore
dorato- bruno, e si mangiano con la salsa per takoyaki (dal sapore dolciastro, che assomiglia un po' alla salsa per
l'okonomiyaki) e aonori (polvere di alga). Si dice che ogni famiglia di Osaka abbia una padella di takoyaki.
Tamagoyaki ( )
Tamagoyaki
Banco di Tamagoyaki
Frittatine di uova (tamago) arrotolate, a forma di parallelepipedo, cotte
nellapposita padella rettangolare. Sono vendute intere o servite a porzioni.
Cucina giapponese
70
Tendon ( {)
Tendon
Come il katsudon ma con il tempura al posto della carne.
Tfu ( )
Tfu con salsa di soia e carota decorativa
Specie di formaggio derivante dalla soia. Ha un sapore neutro che non
interferisce con il cibo a cui si accompagna.
Yakiniku ( )
Yakiniku
Piccole fettine di carne, tipicamente suina e bovina, cotte su una griglia
direttamente al tavolo.
Cucina giapponese
71
Yakitori ( )
Yakitori durante la cottura
Spiedini di pollo. In Giappone nei ristoranti di Yakitori sul menu
possibile trovare pressoch ogni parte del pollo. quindi possibile
ordinare spiedini composti unicamente da parti di coscia, petto,
cartilagine, pelle ecc. A seconda della parte desiderata e del tipo di
preparazione il prezzo pi o meno elevato.
Bevande
Tipico il sake e il shch, mentre i cibi accompagnati con bibite
alcoliche prendono il nome di sakana.
Voci correlate
Coltelli da cucina giapponesi
Fugu, il pesce palla giapponese
Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali: http:/ /
commons. wikimedia. org/ wiki/ Category:Cuisine of Japan
Collegamenti esterni
www.cucinagiapponese.net: Sito interamente dedicato alla cucina giapponese
[1]
Una raccolta di ricette
[2]
IlGastronomade.com: ricette, ingredienti dal Giappone e dal mondo by Chef Kumal
[3]
Giapponica.com Panoramica sulla cucina giapponese
[4]
Note
[1] http:/ / cucinagiapponese. net
[2] http:/ / databasericette. blogspot. com/ search/ label/ Giapponese
[3] http:/ / www. ilgastronomade. com
[4] http:/ / www. giapponica. com/ archives/ 1557
Tokyo
72
Tokyo
Tokyo
Metropoli

Dati amministrativi
Stato Giappone
Regione Kant
Capoluogo Shinjuku (Tky)
Governatore Shintaro Ishihara
Territorio
Coordinate
del capoluogo
354122N 1394130E35.689506N 139.6917E
[1]
Coordinate: 354122N 1394130E35.689506N
139.6917E
[1]
Superficie 2187.66 km
Abitanti 13185502 (2011)
Densit 6027.22 ab./km
Distretti 1
Municipalit 62
Altre informazioni
Fuso orario
ISO 3166-2 JP-13
Nome
abitanti
edochiani
Localizzazione
Tokyo
73
Sito istituzionale
[2]
Simboli di Tokyo
Uccello gabbiano comune Chroicocephalus ridibundus
Albero Ginkgo biloba
Fiore bocciolo di ciliegio (Prunus serrulata)
Tokyo ( Tky
?
, lett. "capitale orientale", in quanto si trova pi ad oriente rispetto alla precedente capitale
imperiale Kyto) la capitale del Giappone, situata nella regione del Kant, sull'isola di Honsh.
Viene considerata come una delle 47 prefetture del Giappone. L'agglomerato urbano odierno il frutto della fusione
di varie citt in origine distinte fra loro e ormai urbanisticamente compatte, riunite sotto un unico governo chiamato
Tky-to (
?
"metropoli di Tokyo").
Con una popolazione superiore ai 12 milioni, pari al 10% degli abitanti del Giappone, la prefettura pi popolosa e
pi densamente popolata. Secondo il rapporto urbanistico dell'ONU, il pi grande agglomerato urbano del mondo.
Caratteristiche
Anche se Tky viene considerata come una delle maggiori citt del mondo, per la legge giapponese considerata
una "metropoli" piuttosto che una citt, e sotto molti aspetti simile alle altre prefetture ( -ken) giapponesi.
Consiste di 23 quartieri speciali ( -ku) che comprendono quella che in precedenza era la Citt di Tky suddivisa
ora in municipalit che si autogovernano, e comprende inoltre altre 26 citt ( -shi), 5 paesi ( -cho o machi) e 8
villaggi ( -son o mura), ognuno dei quali possiede un governo locale. I confini di Tokyo si estendono fino alle
Isole Ogasawara nell'Oceano Pacifico, distanti fino a 1.000km. Il Governo Metropolitano di Tky condotto da un
governatore pubblicamente eletto e da un'assemblea metropolitana con sede nel quartiere di Shinjuku.
Popolazione
Nei 23 quartieri vivono oltre 8 milioni di abitanti e di giorno la popolazione aumenta di altri 2 milioni e mezzo di
persone tra lavoratori e studenti che fanno i pendolari dalle prefetture vicine. La popolazione totale dei tre quartieri
centrali di Chiyoda, Ch e Minato ammonta a meno di 300.000 persone di notte, ma sale ad oltre 2 milioni durante
il giorno. Essendo il centro della politica, affari, finanza, educazione, mass media e cultura, Tky possiede la pi
grande concentrazione di quartieri generali di corporazioni, istituzioni finanziarie, universit, college, musei, teatri,
negozi e luoghi di divertimento del paese.
Vanta un sistema di trasporto pubblico altamente sviluppato con numerose linee ferroviarie e metropolitane. Questa
concentrazione estrema sia un vantaggio che uno svantaggio che scatena un continuo dibattito riguardo al trasferire
la capitale della nazione in un'altra regione. Esiste anche il timore che un terremoto catastrofico colpisca Tky,
paralizzando di fatto l'intera nazione. Nonostante ci Tky continua ad attrarre persone da tutto il Giappone e da
molti paesi, per cui una percentuale sostanziale della popolazione non nativa di Tky e lo rende un luogo dove
Tokyo
74
incontrare persone provenienti da tutto il paese e dal mondo. Complessivamente gli abitanti della prefettura di Tky
sono 12.379.928 (dicembre 2003), anche se il vero agglomerato urbano di Tky consta di oltre 26 milioni di
persone, che diventeranno pi di 28 nei prossimi anni.
Il suo nome precedente era Edo, che significa foce del fiume. al centro della pi popolosa area urbana del mondo
ed sicuramente una delle pi importanti metropoli del pianeta.
Geografia
Posizione
La citt dal satellite. Delle diverse chiazze verdi al centro, la maggiore quella del
Palazzo Imperiale. A sud il fiume Tama separa Tky dalla prefettura di
Kanagawa.
Tky situata nella regione del Kant, la
pi vasta pianura del Giappone, sull'isola di
Honsh e si affaccia sulla baia omonima
nella quale sfociano tre fiumi: Tama, Edo e
Sumida. La capitale giapponese si estende
fondamentalmente sulla pianura del Kant,
con una immensa distesa urbana che si
addentra fino a inglobare una quantit di
citt e villaggi limitrofi, che si sono ormai
saldati attorno ad essa formando la
gigantesca conurbazione di
Tky-Yokohama-Kawasaki, una
megalopoli che conta oltre 35 milioni di
abitanti.
Tky comprende altres una parte insulare,
includendo nei suoi confini amministrativi
un arcipelago che dalla baia di Tokyo si
estende fino in pieno oceano Pacifico.
Il centro di Tky si trova a 3541N 13936E35.683N 139.6E
[3]
, circa alla stessa latitudine di Los Angeles e
Teheran, ma per quanto riguarda la longitudine, la capitale pi orientale del mondo. Confina con la prefettura di
Chiba a est, di Yamanashi a ovest, Kanagawa a sud e Saitama a nord.
In definitiva, Tky distinguibile, dal punto di vista amministrativo, in citt propriamente detta, prefettura e area
metropolitana di Tky.
Tokyo
75
Suddivisione amministrativa
I 23 quartieri speciali della Citt di Tky.
Citt di Tky
Tky, come citt a s stante, una metropoli di 8.336.611 ab.,
che si estende su una superficie di 621km. L'estensione della citt
in senso stretto si limita esclusivamente alla municipalit
edochiana, che in Italia corrisponde al comune.
L'area della citt suddivisa in 23 quartieri speciali, ossia
quartieri amministrativamente distinti, quali: Adachi, Aoyama,
Arakawa, Bunkyo, Chiyoda, Ch, Edogawa, Itabashi,
Katsushika, Kita, Kt, Meguro, Minato, Nakano, Nerima, ta,
Setagaya, Shibuya, Shinagawa, Shinjuku, Suginami, Sumida,
Toshima e Tait.
Prefettura di Tky
La prefettura di Tky, con 13 milioni di abitanti, la pi popolosa del Giappone, e si estende su 2.187km di
superficie, di cui oltre il 20% ricadenti nell'area della citt propriamente detta. Essa ingloba, oltre ai succitati 23
quartieri, 26 citt limitrofe alla capitale.
Oltre a questi, la prefettura suddivisa in 5 soggetti di cui 1 distretto e 4 sottoprefetture: Nishitama, distretto situato
a nord della prefettura, comprende i villaggi (v.mappa) di Hinohara, Hinode, Mizuho ed Okutama, anch'essi
conurbati in Tokyo.
Le 4 sottoprefetture, quali Hachij, Miyake, Ogasawara ed shima; formano la "Tky insulare" in quanto
costituiscono due arcipelaghi con un totale di 473km di isole che si estende sull'Oceano Pacifico, dall'esterno della
Baia di Tokyo fin quasi al confine con le acque territoriali delle Filippine. I 2 arcipelaghi son quelli delle Isole Izu, e,
ancora pi a largo nell'Oceano Pacifico, delle Isole Ogasawara.
Citt conurbate
Akiruno
Akishima
Chfu
Fuch
Fussa
Hachiji
Hamura
Higashikurume
Higashimurayama
Higashiyamato
Hino
Inagi
Kiyose
Kodaira
Koganei
Kokubunji
Komae
Kunitachi
Tokyo
76
Machida
Mitaka
Musashimurayama
Musashino
Nishi-Tky
me
Tachikawa
Tama
Quartieri speciali
Adachi
Aoyama
Arakawa
Bunkyo
Chiyoda
Ch
Edogawa
Itabashi
Katsushika
Kita
Kt
Meguro
Minato
Nakano
Nerima
ta
Setagaya
Shibuya
Shinagawa
Shinjuku
Suginami
Sumida
Tokyo
77
Toshima
Tait
Grande Area di Tky
L'Area della Grande Tky, che comprende le prefetture di Tky, Chiba, Kanagawa e Saitama, con oltre 42 milioni
di ab. (la maggiore area urbana del pianeta) e un'estensione di 13.555km.
Storia
La fondazione di Edo
Palazzo Imperiale
A Edo un daimyo, Ota Dokan, costru nel 1457 un
castello detto Edo-j ( ). Tokugawa Ieyasu,
divenuto il daimyo delle otto province del Kant edific
una grande citt, Edo, che divenne il capoluogo del
territorio da lui controllato. Quando nel 1603 l'imperatore
lo invest del titolo di shogun (titolo ereditario che
qualificava la massima carica militare), Tokugawa Ieyasu
assunse in pratica il controllo del Giappone, dando inizio
allo Shogunato (l'imperatore non aveva di fatto alcun
potere) e all'era Tokugawa, detta anche periodo Edo. Fu
proprio qui, infatti, che egli trasfer la sua sede e quindi la
capitale: Kyoto rest la capitale imperiale e la sede
dell'imperatore.
Edo divenne la pi grande citt del Giappone e svilupp una struttura urbanistica molto rigida, suddivisa in tre
categorie: i quartieri popolari, quelli dei templi e quelli aristocratici (riservati ai daimyo).
[4]
Infatti, in conseguenza
del sistema del sankin kotai tutti i daimyo dovevano possedere dei palazzi a Tky. Di solito un daimyo aveva tre
residenze: una per s e la propria famiglia, due per il suo seguito. La moglie e il primogenito dovevano abitare a Edo.
Ogni daimyo doveva soggiornare a Edo per un periodo, ogni due anni. Questa politica contribu a incrementare la
popolazione della capitale. A causa della grande abbondanza di abitanti di Tky che non ne erano nativi venne
coniato il termine "Edokko" (figlio di Edo), in uso ancora oggi, per distinguere i nativi dai non-nativi.
In conseguenza di ci la popolazione aument rapidamente, portando Edo a diventare nel 1720 la pi grande citt del
mondo, con un milione di abitanti,
[5]
e a restare da allora una delle pi grandi: solo nel XIX secolo venne superata da
Londra.
Tokyo
78
Dal XIX al XX secolo
Zojyo-ji, Tky Tower
Nel 1867, con la fine dello Shogunato, fu restaurato il
potere dell'imperatore che trasfer la capitale da Kyto a
Edo, cambiando il nome della citt da Edo a Tky
(capitale orientale). Nel 1868 l'imperatore si spost da
Kyto a Tky e dal 1869 si stabil nel castello, dove in
precedenza risiedeva lo Shogun, nell'attuale quartiere di
Chiyoda. La citt si ingrand sempre pi divenendo il
centro politico, economico e culturale del Giappone. La
prefettura fu suddivisa in quartieri, attualmente in numero
di 23.
Nel 1923 un terribile terremoto, che uccise oltre 70.000
persone, caus gravi distruzioni in seguito alle quali la
citt fu riedificata con notevoli trasformazioni.
Tokyo in epoca moderna
Nella seconda guerra mondiale Tky sub gravi
bombardamenti, il pi intenso fu quello del 10 marzo
1945 che fu devastante quasi quanto le bombe atomiche
sganciate su Hiroshima e Nagasaki. Vaste aree della citt
vennero appiattite. Al giorno d'oggi non rimangono
praticamente tracce della guerra, anche se molte persone ne portano ancora le cicatrici emotive.
Dopo la guerra Tky venne ricostruita con un sistema ferroviario e metropolitano eccellente, che venne esibito al
mondo durante le Olimpiadi del 1964. Gli anni settanta portarono un nuovo sviluppo edilizio, nel 1978 venne
costruito un nuovo e controverso aeroporto e la popolazione crebbe fino a circa 11 milioni di abitanti. Negli anni
ottanta il prezzo delle propriet terriere schizz alle stelle: molte compagnie e persone si arricchirono rapidamente,
ma negli anni novanta la bolla economica scoppi e molte compagnie, banche ed individui fallirono a causa del
crollo del prezzo dei terreni. Ne segu una recessione che rese gli anni novanta la "decade perduta" del Giappone,
recessione che ancora oggi continua.
Il 20 marzo 1995 vi fu un gravissimo attentato alla metropolitana della citt, compiuto da una setta di fanatici
impiegando del gas nervino: morirono 12 persone mentre migliaia furono i feriti, di cui ancora oggi risentono degli
effetti.
Tokyo
79
Tokyo contemporanea
A Tky vengono continuamente proposti piani di sviluppo o rinnovamento urbano. I progetti recenti includono
Ebisu Garden Place, Tennozu Isle, Shiodome, Roppongi Hills, Shinagawa (ora anche stazione per gli shinkansen), e
Tky Station (sul lato di Marunouchi). I progetti di recupero della terra dal mare vanno avanti da secoli. Il
principale l'area di Odaiba, ora un grande centro di negozi e di divertimenti.
Turismo
Introduzione
Vista del Ponte dell'Arcobaleno e panorama di Tky di notte
La sede del Governo di Tky
Tky propone molti luoghi interessanti per i turisti
provenienti da tutto il mondo, sia in ambito culturale e
sportivo. Nell'arco dell'anno la citt ospita
innumerevoli festival, eventi mondani e sfilate. A
Tky sono presenti molti templi, teatri, musei e
concerti.
Tky, una citt fatta di numerosi centri
Tky una citt fatta di numerosi nuclei urbani
sviluppatisi intorno ad una stazione ferroviaria. La
capitale giapponese uno sterminato assembramento di
quartieri, ognuno avente un proprio centro, che
solitamente la sua maggiore stazione ferroviaria. Ecco
perch non si pu parlare del "centro di Tky" se non
da un mero punto di vista geografico: Tky ha tanti
centri quante sono le sue grandi stazioni, che fungono
da luogo d'incontro, di socializzazione, ma anche di
shopping e di ristorazione. Orientarsi a Tky
impossibile senza avere chiaro il quadro delle sue linee
ferroviarie: la capitale ruota infatti attorno alla
Yamanote-sen o Yamanote Line, una sorta di
circonvallazione ferroviaria che descrive un percorso
circolare con 29 stazioni, percorribile in circa un'ora.
Ma non l'unica, ci sono infatti anche molte altre linee:
Tky ha un sistema di trasporti vastissimo e ci sono
pi di 7 compagnie che gestiscono i trasporti su rotaia.
Le pi importanti sono:
JReast (circa 14 con treni ad alta frequenza),
TokyoMetro (9 linee, 1 in costruzione),
Toei (4 linee),
Keio line (2 linee),
New Keio line
Tokyu lines (6 linee),
keihin (1 linea),
Keisei (5 linee),
Tobu (4 linee),
Tokyo
80
Seibu (5 linee),
Tama monorail,
Tky monorail (Tky aeroporto Haneda),
Chiba monorail,
NEX (espresso Tky aeroporto Narita),
Yokohama subway (1 linea, 1 in costruzione),
minatomirai line,
treni veloci Odakyu (circa 3 linee),
tsukuba express.
Cultura
Musei
Tky di notte vista dalla Tky Tower.
Museo Nazionale di Tky
Museo Nazionale delle Scienze
Museo Nazionale d'Arte Occidentale
Museo d'Arte Metropolitana
Museo d'arte moderna
Tky sede di molti musei. Il Museo Nazionale,
situato nel Parco di Ueno, il pi grande museo del
Giappone e specializzato in arte giapponese
tradizionale, il Museo Nazionale d'Arte Occidentale
ed il Museo Nazionale d'Arte Moderna, il quale
contiene diverse collezioni di arte moderna
giapponese e una sezione con oltre 40.000 titoli di
film giapponesi ed esteri.
[6]
Sempre nel Parco di
Ueno si trovano il Museo Nazionale delle Scienze ed
uno zoo pubblico.
Altri musei sono il Museo di Arte Nezu a Aoyama, l'Edo-Tky Museum nel quartiere di Sumida, vicino al fiume
Sumida ed il National Diet Library, archivio nazionale e museo d'arte moderna situato vicino al Palazzo Imperiale.
Teatri
Tky ha inoltre molti teatri dove vengono rappresentati sia spettacoli contemporanei che le forme tradizionali di
teatro giapponese quali N e Kabuki. Inoltre vengono dati concerti in cui le orchestre sinfoniche eseguono musica
occidentale e musica tradizionale giapponese. Tky ospita anche concerti di musica pop e rock di artisti giapponesi
e occidentali sia in intimi club che in strutture appositamente dedicate quale l'arena di fama internazionale Nippon
Budokan.
Manifestazioni
Tky sede di molti eventi culturali dalle molte sfumature. I pi importanti sono il Festival Sanno a Hie Shrine es
il Sanja Festival a Asakusa Shrine. Molte citt giapponesi hanno eventi simili chiamati matsuri. Il Kanda Matsuri si
tiene a Tky ogni due anni nel mese di maggio. Il festival si caratterizza per un sfilata carri decorati con ricche e
migliaia di persone. Ogni anno, l'ultimo sabato di luglio, un grande spettacolo pirotecnico si svolge oltre il fiume
Sumida attirando oltre 1 milione di spettatori. In primavera, la fioritura dei ciliegi giapponesi, chiamati in lingua
giapponese sakura, chiama a raccolta molti abitanti nei vari parchi cittadini come il Parco Ueno, il Parco Inokashira
Tokyo
81
ed il Giardino Nazionale Shinjuku Gyoen, dove fare un picnic sotto gli alberi di ciliegi giapponesi (Sakura).
Trasporti ed infrastrutture
La torre di controllo dell'Aeroporto di
Tokyo-Narita
L'area metropolitana di Tokyo la pi popolata del pianeta, ed dotata
di una efficiente e fitta rete di trasporti ferroviari, aerei, stradali e
marittimi.
Aeroporti
La metropoli servita da due aeroporti internazionali:
Aeroporto di Tokyo-Haneda
Aeroporto di Tokyo-Narita
Ferrovie
Mappa della Metropolitana di Tokyo
La stazione centrale di Tokyo, nei pressi di
Otemachi
I trasporti ferroviari sono costituiti da molte linee metropolitane e
suburbane gestite da diverse compagnie.
Tokyo Metro e TOEI gestiscono la
Metropolitana di Tokyo.
La compagnia JR East gestisce le seguenti linee metropolitane,
suburbane e nazionali:
Shinkansen, collegamenti nazionali ad alta velocit.
Yamanote Line
Linea Keihin-Thoku
Linea Akabane
La compagnia Tky gestisce le linee metropolitane suburbane:
Linea Tky Setagaya
Linea Tky Tamagawa
Linea Tky Ikegami
Altre linee sono:
Linea Rinkai, gestita dal Governo di Tokyo e da JR East.
Monorotaia di Tokyo, collegamento per l'Aeroporto di
Tokyo-Haneda.
Monorotaia Tama Toshi, linea metropolitana gestita da Tokyo
Tama Intercity Monorail.
Odaky Tama Line
Tokyo
82
Kei Sagamihara Line
Strade
Aqua-Line Baia di Tokyo
Economia
Tokyo ha un prodotto interno lordo di 1479 miliardi di dollari,
[7]
il pi alto tra le grandi metropoli mondiali. Inoltre
considerata una delle citt guida dell'economia mondiale, insieme a New York e Londra.
[8]
Sport
Tokyo ha organizzato la XVIII Olimpiade nel 1964 ed stata scelta dal Comitato olimpico giapponese, il 30 agosto
2006, come citt candidata per i Giochi olimpici del 2016. La proposta di Tokyo supportata dalla Weber
Shandwick Worldwide, una societ di pubbliche relazioni gi vincitrice di quattro corse olimpiche.
La principale squadra di baseball cittadina quella degli Yomiuri Giants, mentre al riguardo del calcio le principali
sono il Tokyo ed il Tokyo Verdy. Le principali strutture sportive sono il palazzetto noto come Tokyo Metropolitan
Gymnasium ed il National Stadium, che ospit i giochi olimpici del 1964.
Personaggi celebri
Jin Akanishi
Minori Aoi
Yumiko Ashikawa
Ami Ayukawa
Nikka Costa
Takeo Doi
Atsushi Ehara
Kamenashi Kazuya
Kei Horie
Ai Iijima
Yuria Kato
Takeshi Kitano
Jun Kusanagi
Kta Hirano
Ryhei Matsuda
Jun Matsumoto
Takashi Matsuyama
Peter Miles
Haruki Mizuno
Takashi Nagasako
Yasuko Nagazumi
Tatsuya Nakadai
Kinnosuke Nakamura
Shidou Nakamura
Hiroki Narimiya
Hitomi Kobayashi
Akira Kubodera
Tokyo
83
Shun Oguri
Masi Oka
Nao Omori
Yoko Ono
Toshiro Suga
Hideaki Takizawa
Susumu Terajima
Liv Ullmann
Akira Watase
Eiji Wentz
Minami Yoshii
Sally Yoshino
Nakamaru Yuichi
Jiro Taniguchi
Chie Nakamura
Citt gemellate
Berlino
Il Cairo
Damasco
Giacarta
Mosca
New York
Nuovo Galles del Sud
Pechino
San Paolo
Seoul
Milano
Roma
[9]
(Accordi di amicizia)
Parigi
[10]
(Accordi di amicizia)
Note
[1] http:/ / toolserver.org/ ~geohack/ geohack.php?pagename=Tokyo& language=it& params=35. 689506_N_139. 6917_E_type:adm2nd&
title=Tokyo
[2] http:/ / www. metro.tokyo.jp/
[3] http:/ / toolserver.org/ ~geohack/ geohack.php?pagename=Tokyo& language=it& params=35_41_N_139_36_E_
[4] Si veda Giorgio Piccinato, Un mondo di citt, nella bibliografia.
[5] Informazioni desunte da Jared Diamond, Collasso, e Giorgio Piccinato, Un mondo di citt (si veda bibliografia).
[6] (EN) Art Museum, Crafts Gallery and National Film Center (http:/ / www. momat. go. jp/ english/ search. html)
[7] Global city GDP rankings 2008-2025 (https:/ / www. ukmediacentre. pwc. com/ imagelibrary/ downloadMedia. ashx?MediaDetailsID=1562).
Pricewaterhouse Coopers.URL consultato il 27 novembre 2009.
[8] Sassen, Saskia, The Global City: New York, London, Tokyo, 2
a
ed., Princeton University Press, 2001. ISBN 0-691-07063-6
[9] [9] Accordo internazionale con Roma.
[10] [10] Accordo internazionale con Parigi.
Tokyo
84
Bibliografia
Dusan Simko, Einwohner und Umweltbelastung in Tokyo. Fallstudie: Die Nachbarschaft Ojima in Koto-ku.,
Birkhuser-Verlag, 1990. ISBN 3-7643-2539-9
Edward Seidensticker, Tokyo Rising: The City Since the Great Earthquake, Boston, Harvard Univ. Press, 1991.
ISBN 0-674-89461-8
Matthias Eichhorn, Pendlerverkehr in Tokyo. Probleme und Perspektiven, Holos, 1997. ISBN 3-86097-426-2
Martin Gostelow, Tokyo City Pack, Ed. Aguilar, 1998. ISBN 84-03-59830-0
Gottfried Wohlmannstetter, Finanzplatz Tokyo, Francoforte, Knapp, 1998. ISBN 3-7819-1167-5
Carlos Gispert, Tokyo, Ed. Ocano, 2002. ISBN 84-95199-93-9
Giorgio Piccinato, Un mondo di citt, Torino, Edizioni di Comunit, 2002. ISBN 88-245-0585-6
Ben Simmons, Johnny Hymas, Gozard Vilhar, Japanscapes, Tokyo, Kodansha International Ltd., 2002. ISBN
4-7700-2876-8
Martin Lutterjohann, Tokyo mit Yokohama und Kyoto, Reise Know-How Verlag Rump, 2004. ISBN
3-8317-1251-4
Evelyn Schulz, Stadt-Diskurse in den Aufzeichnungen ber das Prosperieren von Tokyo, Iudicium, 2004. ISBN
3-89129-775-0
Jared Diamond, Collasso: come le societ scelgono di morire o vivere, Torino Einaudi, 2005 [ed.italiana; titolo
originale Collapse. How Societies Choose to Fail or Succeed]. ISBN 978-88-06-18642-5
Elke Hayashi-Mhner, Tagelhner und Obdachlose in Tokyo, Iudicium, 2005. ISBN 3-89129-181-7
Wendy Yanagihara, Tokyo de cerca, Barcellona, Ed. Geoplaneta, 2008. ISBN 978-84-08-06965-2
Voci correlate
Odaiba
Akihabara
Harajuku
Sky City 1000
Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali: http:/ / commons. wikimedia. org/ wiki/ Category:Tokyo
Wikiquote contiene citazioni: http:/ / it. wikiquote. org/ wiki/ Tokyo
Collegamenti esterni
Tokyo (http:/ / search. dmoz. org/ cgi-bin/ search?search=Tokyo& all=yes& cs=UTF-8& cat=World/ Italiano) su
Open Directory Project ( Segnala (http:/ / www. dmoz. org/ cgi-bin/ add. cgi?where=) su DMoz un collegamento pertinente
all'argomento "Tokyo")
(JA,EN) Sito istituzionale (http:/ / www. metro. tokyo. jp/ ENGLISH/ )
(JP,EN,ZH,KO,IT,FR,ES,DE) Tokyo Tourism Info Sito ufficiale dell'agenzia per il turismo della citt (http:/ /
www. tourism. metro. tokyo. jp/ italian/ index. html)
Kyto
85
Kyto
1. RINVIA Kyoto
Buddhismo
Statua del Buddha Shakyamuni situata nel monastero di
Baolian, (isola di Lantau, Cina). Inaugurata il 29 dicembre
1993, alta oltre 26 metri, una delle pi grandi al mondo. La
sua mano destra sollevata nell'abhyamudr, il "gesto di
incoraggiamento" per invitare ad avvicinarsi; la mano sinistra
invece nel varadamudr, il "gesto di esaudimento", ovvero la
disponibilit ad esaudire i desideri dei fedeli.
Il Buddhismo (sanscrito buddha-sana), anche
Buddismo
[1]
, una delle religioni pi diffuse e tra le pi
antiche al mondo. Originato dagli insegnamenti di
Siddhrtha Gautama, comunemente si compendia nelle
dottrine fondate sulle Quattro nobili verit (sanscrito
Catvri-rya-satyni). Con il termine Buddhismo si indica
pi in generale l'insieme di tradizioni, sistemi di pensiero,
pratiche e tecniche spirituali, individuali e devozionali, nate
dalle differenti interpretazioni di queste dottrine, che si sono
evolute in modo anche molto eterogeneo e
diversificato
[2][3]
. Sorto nel VI secolo a.C., a partire
dall'India il Buddhismo si diffuse nei secoli successivi
soprattutto nel Sud-est asiatico e in Estremo Oriente,
giungendo, a partire dal XX secolo, anche in Occidente.
Origini del termine
La parola Buddhismo di recente coniatura, introdotta in
Europa nel XIX secolo per riferirsi a ci che correlabile
agli insegnamenti di Siddhrtha Gautama in quanto Buddha.
In realt un'unica parola per esprimere questo concetto non esiste in nessuno dei paesi asiatici originari di tale
tradizione religiosa.
[4]
La traduzione dei termini originari letteralmente va intesa come "insegnamento del Buddha"
(sanscrito buddha-sana, pli buddha-ssana, cinese pinyin fjio Wade-Giles fo-tsung, giapponese bukky,
tibetano sangs rgyas kyi bka' , coreano pulgyo, vietnamita pht gio). Originariamente "l'insegnamento del
Buddha" si denominava come DharmaVinaya (pli dhamma-vinaya, cinese fl, giapponese hritsu, tibetano
chos 'dul ba, coreano pmnyul, vietnamita pht php), ma questa denominazione non ha avuto quella
diffusione nelle lingue asiatiche diverse dal sanscrito quanto invece la denominazione buddha-sana. Altri termini
sanscriti con cui viene indicato il Buddhismo, nella sua accezione di religione esposta dal Buddha Shakyamuni,
sono: buddhnusana, jinasana, tathgatasana, dharma, buddhnusti, sana, stu ma anche
buddha-dharma e buddha-vacana.
Storia
La storia del Buddhismo inizia nel VI secolo a.C., con la predicazione di Siddhrtha Gautama. Nel lungo periodo
della sua esistenza, la religione si evoluta adattandosi ai vari Paesi, epoche e culture che ha attraversato,
aggiungendo alla sua originale impronta indiana elementi culturali ellenistici, dell'Asia Centrale, dell'Estremo
Oriente e del Sud-Est Asiatico; la sua diffusione geografica fu considerevole al punto di aver influenzato in diverse
epoche storiche gran parte del continente asiatico. La storia del Buddhismo, come quella delle maggiori religioni,
anche caratterizzata da numerose correnti di pensiero e scismi, con la formazione di varie scuole; tra queste, le pi
importanti attualmente esistenti sono la scuola Theravda, le scuole del Mahyna e le scuole Vajrayna.
Buddhismo
86
I fondamenti del Buddhismo
Monaco buddhista in meditazione nel Wat Mahathat (Sukhothai, Thailandia).
All'origine ed a fondamento del
Buddhismo troviamo le Quattro nobili
verit. Si narra che il Buddha,
meditando sotto l'albero della bodhi, le
comprese nel momento del proprio
risveglio spirituale
[5]
.
Esse sono riportate nel
Dhammacakkappavattana Sutta del
Sayutta Nikya del Canone pli
[6]
e
nel Canone cinese nello Zhnjng (
- , giapp. Zgon agonky,
collocato nello hnb, T.D.
99.2.1a-373b) che poi la traduzione
in cinese del testo sanscrito
Sayuktgama al cui interno
collocato il Dharmaakrapravartana
Stra.
[7]
Questo , sempre secondo la tradizione, il primo discorso del Buddha, tenuto nel parco delle gazzelle nei pressi di
Sarnath vicino Varanasi (detta anche Benares) nel 528 a.C. ai suoi primi cinque discepoli, all'et di 35 anni, dopo che
nei pressi del villaggio di Bodhgaya, nell'odierno stato del Bihar, aveva raggiunto il risveglio spirituale.
Questo discorso quindi anche detto il "Discorso di Benares", fondamentale per il Buddhismo, che da questo prende
le mosse, tanto dal farlo considerare l'evento che d inizio al Dharma (sans., Dhamma, pli), ossia la dottrina
buddhista. La ricorrenza di questo evento infatti festeggiato nei paesi di tradizione theravda con la festa di Mag
Puja, il "giorno del Dhamma". Da altri invece considerato il punto d'inizio della prima comunit buddhista, formata
proprio da quei cinque asceti che lo avevano abbandonato anni prima sfiduciati, dopo essere stati a lungo suoi
discepoli.
In questo discorso si identifica il Buddhismo come "La Via di Mezzo" (sanscrito Madhyampratipad, pli Majjhim
pipada) in cui si riconosce che la retta condotta risiede nella linea mediana di condotta di vita evitando tanto gli
eccessi e gli assolutismi, quanto il lassismo e l'individualismo.
Nell'esposizione di questo insegnamento il Buddha enuncia le Quattro nobili verit, frutto del proprio risveglio
spirituale test raggiunto. Queste "Quattro Nobili Verit" contemplano l'aspetto pratico della condotta di vita e della
pratica spirituale buddhista nel cosiddetto Nobile ottuplice sentiero, che costituisce il secondo cardine dottrinale del
Buddhismo.
I punti salienti della visione buddhista della "realt percettiva" indirizzata dall'insegnamento del Buddha, sono:
1. la dottrina della sofferenza o dukha (sans., dukkha, pli), ossia che tutti gli aggregati (fisici o mentali) sono
causa di sofferenza qualora li si voglia trattenere ed essi cessano, oppure si voglia separarsene ed essi
permangono.
2. la dottrina dell'impermanenza o anitya (sans., anicca, pli), ossia che tutto quanto composto di aggregati (fisici
o mentali) soggetto alla nascita ed quindi soggetto a decadenza ed estinzione con la decadenza ed estinzione
degli aggregati che lo sostengono;
3. la dottrina dell'assenza di un io eterno e immutabile (ossia di un'anima), la cosiddetta dottrina dell'antman
(sans., anatt, pli) come conseguenza di una riflessione sui due punti precedenti.
Tale visione integrata nella:
Buddhismo
87
dottrina della coproduzione condizionata (sans. prattyasamutpda, pli paicca samuppda), ossia del
meccanismo di causa ed effetto che lega l'uomo alle illusioni e agli attaccamenti che costituiscono la base della
sofferenza esistenziale;
dottrina della vacuit (sans. unyt, pli: suat) che insiste sull'inesistenza di una propriet intrinseca nei
composti e nei processi che formano la realt e sulla stretta interdipendenza degli stessi.
Un elemento importante del Buddhismo, riportata in tutti i Canoni, la conferma dell'esistenza delle divinit come
gi proclamate dalla letteratura religiosa vedica (i deva, tuttavia, nel Buddhismo sono sottomessi alla legge del
karma e la loro esistenza condizionata dal sasra). Cos nel Majjhima nikya 100 II-212
[8]
dove al brahmano
Sangarava che gli chiedeva se esistessero i Deva, il Buddha storico rispose: I Deva esistono! questo un fatto che
io ho riconosciuto e su cui tutto il mondo d'accordo. Sempre nei testi che raccolgono i suoi insegnamenti, testi
riconosciuti tra i pi antichi in assoluto e conservati sia nel Canone pli che nel Canone cinese e che la storiografia
contemporanea inquadra nel termine gama-Nikya, il Buddha storico consiglia a due brahmana che, dopo aver dato
da mangiare a uomini santi, si debba dedicare questa azione alle divinit (Deva) locali che restituiranno l'onore
concesso loro assicurando il benessere dell'individuo (Digha-nikya, 2,88-89
[9]
). evidente, a partire da questi due
antichi brani, la certezza da parte del Buddha storico che le divinit esistessero e andassero onorate. A differenza,
tuttavia, delle altre correnti religiose dell'epoca, il Buddha ritiene che le divinit non possano offrire all'uomo la
salvezza dal Sasra, n un significato ultimo della propria esistenza. Va precisato, peraltro, che non esiste, n mai
esistita alcuna scuola buddhista al mondo che affermi, o abbia affermato, l'inesistenza delle divinit. Tuttavia la
totale mancanza di centralit delle divinit nelle pratiche religiose e nelle dottrine buddhiste di tutte le epoche ha
fatto considerare, da parte di alcuni studiosi contemporanei, il Buddhismo come una religione 'atea'
[10]
.
I fondamenti del Buddhismo Mahyna
Ngrjuna (II secolo d.C.) considerato il padre del
Buddhismo Mahyna e Vajrayna in una stampa
cinese.
A questo quadro dottrinario, proprio del Buddhismo dei Nikya e
del Buddhismo Theravda, il Buddhismo Mahyna aggiunge le
dottrine esposte nei Prajpramit stra e nel Sutra del Loto.
All'interno di questi insegnamenti la dottrina della vacuit (sans.
unyt) acquisisce un ruolo assolutamente centrale in quanto
rende correlate, nella Realt ultima, tutte le altre realt e dottrine.
Questa unificazione nella vacuit, ovvero di privazione di
sostanzialit inerente, fa dichiarare al patriarca del Mahyna,
Ngrjuna:
Il sasara in nulla differente dal nirvna. Il nirvna in nulla differente dal sasara. I confini del nirvna sono i confini
del sasara.
Buddhismo
88
(Ngrjuna, Mla-madhyamaka-krik)
Per il Sutra del Loto inoltre
A beneficio di chi cercava di diventare un ascoltatore della voce, il Buddha rispondeva esponendo la Legge delle Quattro
Nobili Verit cos che potesse trascendere nascita, vecchiaia, malattia e morte e ottenere il nirvana. A beneficio di chi
cercava di diventare pratyekabuddha rispondeva la Legge della dodecupla catena di causalit. A beneficio del bodhisattva
rispondeva esponendo le sei paramita, facendo ottenere loro l'anuttara-samyak-sambodhi e acquisire la saggezza
onnicomprensiva
[11]
.
Questa presentazione delle Quattro Nobili Verit nella parte pi antica del Sutra del Loto indica che, secondo le
dottrine esposte in questo Sutra e attribuite da questo testo allo stesso Buddha kyamuni, la dottrina delle Quattro
Nobili Verit non esaurisce l'insegnamento buddhista il quale deve invece mirare all'anuttara-samyak-sambodhi
ovvero all'illuminazione profonda e non limitarsi al nirva generato dalla comprensione delle Quattro Nobili Verit.
Nel suo complesso anche il Sutra del Loto non insiste sulle dottrine del dukha (la sofferenza, la prima delle Quattro
nobili verit) e dell'anitya (impermanenza dei fenomeni) quanto piuttosto su quelle dell'anatman e dello nyat
(assenza di sostanzialit inerente in tutti i fenomeni). Il Dharma esposto nei primi 14 capitoli del Sutra del Loto
corrisponde alla verit dell'apparire dei fenomeni secondo la causazione che segue le dieci condizioni (o "talit",
sanscrito tathata) descritte nel II capitolo del Sutra. Il Dharma profondo quindi nella comprensione della causa dei
fenomeni; la realizzazione spirituale, la bodhi profonda (l'anuttar-samyak-sabodhi), consiste nel comprendere
questa "causa" dell'esistere, mentre la verit della sofferenza (dukha), come anche la dottrina dell'anitya, implica
solo un giudizio. Nel Sutra del Loto non viene quindi enfatizzata la verit della sofferenza contenuta nelle Quattro
nobili verit. Ecco perch quando il Buddha sollecitato a insegnare la Legge "profonda" (nel II capitolo) non la
esprime con la dottrina delle Quattro Nobili Verit (considerata nel Sutra come dottrina hnayna) ma la esprime
secondo le dieci talit (o condizioni, sanscrito tatht, dottrina mahyna)
[12]
.
I fondamenti del Buddhismo Mahyna-Vajrayna
La terza grande corrente del Buddhismo esistente in epoca contemporanea, la corrente Vajrayna (Veicolo del
diamante), essa stessa uno sviluppo del Buddhismo Mahyna. Alle dottrine proprie del Mahyna quali ad
esempio la vacuit (unyt), karu, la bodhicitta il Vajrayna aggiunge, allo scopo di poter realizzare "in questo
corpo e in questa vita" l'"illuminazione profonda", alcuni insegnamenti "segreti" denominati come tantra e riportati
nella propria letteratura religiosa.
Buddhismo
89
Testi buddhisti
Il monaco buddhista tibetano Geshe Konchog
Wangdu legge dei sutra da una vecchia edizione
xilografica del Kanjur.
Fra i testi pi antichi del Buddhismo si annoverano i cosiddetti canoni:
il Canone pli (o Pli Tipitaka), il Canone cinese ( , Dzng
jng), e il Canone tibetano (composto dal Kangyur e dal Tenjur) cos
denominati in base alla lingua degli scritti.
Il Canone pli proprio del Buddhismo Theravda, e si compone di tre
piaka, o canestri successivamente raccolti in 57 volumi: il Vinaya
Piaka, o canestro della disciplina, con le regole di vita dei monaci; il
Sutta Piaka o canestro della dottrina, con i sermoni del Buddha; infine
l'Abhidhamma Piaka o canestro della fenomenologia in ambito
cosmologico, psicologico e metafisico, che raccoglie gli
approfondimenti alla dottrina esposta nel Sutta Piaka.
Il Canone cinese si compone di 2.184 testi a cui vanno aggiunti 3.136
supplementi tutti raccolti successivamente in una edizione in 85
volumi.
Il Canone tibetano si suddivide in due raccolte, il Kangyur (composto
da 600 testi, in 98 volumi, riporta discorsi attribuiti al Buddha Shakyamuni) e il Tanjur (Raccolta, in 224 volumi, di
3.626 testi tra commentari e insegnamenti).
Parte dei Canoni cinese e tibetano si rifanno ad un precedente Canone tradotto in sanscrito ibrido sotto l'Impero
Kushan e poi andato in buona parte perduto. Questi due Canoni furono adottati dalla tradizione Mahyna che
prevalse sia in Cina che in Tibet. Il Canone sanscrito riportava tutti i testi delle differenti antiche scuole e dei
differenti insegnamenti presenti nell'Impero Kushan. La traduzione di tutte queste opere dalle originali lingue
pracritiche a quella sanscrita (una sorta di lingua dotta 'internazionale' come lo fu il latino nel Medioevo europeo) fu
voluta dagli stessi imperatori kushan. Buona parte di questi testi furono successivamente trasferiti in Tibet e in Cina
sia da missionari kushani (ma anche persiani, sogdiani e khotanesi), sia riportati in patria da pellegrini. Da segnalare
che le regole monastiche (Vinaya) delle scuole presenti in Tibet e in Cina derivano da due antichissime scuole
indiane (vedi Buddhismo dei Nikya), rispettivamente dalla Mlasarvstivda e dalla Dharmaguptaka.
Correnti del Buddhismo
Diffusione dell'Buddhismo nel mondo
In India
Il Buddhismo si estinse in India, paese
d'origine, approssimativamente attorno
al XIV secolo. Tuttavia durante pi di
1500 anni di storia il Buddhismo
indiano ha sviluppato indirizzi e
interpretazioni diverse, anche
estremamente complesse. Lo sviluppo
di tale complessit si rese necessario
con il continuo confronto dottrinale sia
all'esterno delle Comunit monastiche
con le scuole brahmaniche e jaina, sia all'interno delle stesse per svelare progressivamente gli insegnamenti
(soprattutto i c.d. "inesprimibili", sanscrito avyktavastni) contenuti negli antichi gama-Nikya. Le scuole nate
nel sub-continente indiano nel corso di questi 1500 anni di storia sono suddivisibili in tre gruppi:
Buddhismo
90
Il Buddhismo dei Nikya, un insieme di scuole buddhiste sorte nei primi secoli dopo la morte del Buddha
kyamuni (vedi anche Concili buddhisti) che non riconoscevano la canonicit degli insegnamenti riportati nei
Prajpramit stra e nel Sutra del Loto, scritture successivamente denominate come sutra Mahyna e che in
epoca moderna compaiono nel Canone cinese e nel Canone tibetano. Da una di queste scuole del Buddhismo dei
Nikya, la Vibhajyavda, origina l'importante scuola cingalese, ancora diffusa nel Sud-Est asiatico, denominata
Theravda.
Buddhismo Mahyna o del Grande Veicolo, sviluppatosi a partire da alcune comunit buddhiste antiche ma
con l'accoglimento degli insegnamenti riportati nei Prajpramit Stra e del Sutra del Loto. Buona parte del
Buddhismo indiano a partire dal II secolo fino alla sua scomparsa rappresentato o influenzato da questa
corrente, in seno alla quale meritano particolare menzione gli indirizzi Madhyamaka, Cittamtra e il Buddhismo
Vajrayna. La quasi totalit delle differenti scuole presenti in Estremo Oriente appartengono a questo Veicolo.
Il Buddhismo Tantrico anch'esso Mahyna, e rappresenta la controparte buddhista di un fenomeno pi ampio
nelle religioni dell'India, il Tantrismo, che ha influenzato anche l'Induismo. Si svilupp in seno al Buddhismo
Mahyna e ne influenz profondamente la pratica, almeno dal VI secolo in poi. Anche noto come Mantrayna, la
sua forma pi organizzata pi conosciuta come Buddhismo Vajrayna o Veicolo del Diamante. Antiche
cronache del Buddhismo come la "Storia dell'avvento del Dharma in India" (tib. rGyar-gar chos-'byung) redatta
nel 1608 dallo storico tibetano Trantha Kunga Nyingpo attestano che, almeno dal X secolo, i centri universitari
buddhisti in India dispensavano soprattutto insegnamenti tantrici. Pressoch tutte le scuole tibetane, ma anche
diverse scuole estremo-orientali come la giapponese Shingon, appartengono a questo Veicolo.
Il Buddhismo fuori dall'India
Un moderno tempio buddhista a Qibao, Shanghai, Cina.
Tra le tradizioni che fuori dall'India hanno avuto
una lunga storia e un'evoluzione in parte
indipendente ricordiamo:
Il Buddhismo Theravda o degli Anziani: Sri
Lanka, Myanmar, Thailandia, Cambogia e Laos.
Il Buddhismo cinese, che storicamente
all'origine del Buddhismo coreano, del
Buddhismo giapponese e di una parte del
Buddhismo vietnamita. Dal Buddhismo
giapponese proviene la scuola buddhista Zen
che unitamente al nuovo movimento religioso,
anch'esso di origine giapponese, Soka Gakkai,
risulta tra le scuole buddhiste pi diffuse in
Occidente.
Il Buddhismo tibetano praticato in Tibet e in Mongolia e in epoche diverse in Cina, Ladakh, Bhutan, parti del
Nepal, presso i Tatari e i Calmucchi in Europa, nello Yunnan nord-orientale e, un tempo, come Buddhismo
Vajrayna in Asia Centrale, Kashmir, Giava, Birmania e Bengala.
Il Buddhismo in Occidente presente negli Stati Uniti, in Europa ma anche in Canada in Australia e Italia.
Buddhismo
91
Note
[1] Dal n. di Budda, lett. "lo svegliato, l'illuminato" (Buddhh, dal part. pass. sans. di bdhati), soprannome del fondatore del buddismo,
termine presente in italiano gi nel 1839 (Dizionario Etimologico della Lingua Italiana, Zanichelli) e preferibile alla grafia non adattata per i
dizionari Treccani (http:/ / www.treccani.it/ Portale/ services/ searchTitle. jsp?cercaTesto=buddhismo& searchIn=V& cercaTestoVis=&
x=54& y=5), Sabatini-Coletti (http:/ / dizionari. corriere. it/ dizionario_italiano/ B/ buddismo. shtml), De Mauro, Garzanti (http:/ / www.
garzantilinguistica. it/ ), Gabrielli (http:/ / dizionari. repubblica. it/ cgi-bin/ italiano/ trova?_dig04-693& _buddismo), Zingarelli 1995,
Devoto-Oli 2006/2007. Numerose enciclopedie preferiscono invece "buddhismo", fra cui la Zanichelli, l'Enciclopedia Rizzoli Larousse (che
nella voce generalista inserisce ambedue, ma nei lemmi di approfondimento preferisce la grafia con l'h), l'Enciclopedia Einaudi, nonch tutte
le enciclopedie e dizionari specialistici della materia, come il Dizionario di Buddhismo Milano, Bruno Mondadori, 2003; Dizionario della
Saggezza Orientale Milano, Mondadori, 2007; Buddhismo, Enciclopedia delle Religioni a cura di Mircea Eliade, Milano, Jaca Book, 2004;
Buddhismo Milano, Electa, 2005; Enciclopedia Multimediale delle Scienze Filosofiche Roma, Rai; Enciclopedia di Filosofia Milano,
Garzanti, 1985; Dizionario di Filosofia Milano, Rizzoli, 1976; Enciclopedia delle Religioni Milano, Garzanti, 1996; Dizionario delle Religioni
orientali Milano, Vallardi, 1993; Dizionario di Sapienza orientale Roma, Edizioni Mediterranee, 1985; Dizionario del buddhismo Milano,
Garzanti, 1994; Dizionario delle Mitologie e Religioni Milano, Rizzoli, 1989; Immagini Buddhiste, Dizionario iconografico del Buddhismo
Roma, Mediterranee,1986; Dizionario buddhista Roma, Ubaldini, 1981; Dizionario delle opere filosofiche Milano, Bruno Mondadori, 2000;
Dizionario letterario Bompiani delle opere e dei personaggi di tutti i tempi Milano, Bompiani, 1947; Cronologia universale Torino, UTET,
2002; Enciclopedia Universale dell'Arte, Istituto per la Collaborazione Culturale, Venezia-Roma, parte editoriale a cura della Casa Editrice G.
C. Sansoni, Firenze, 1958, quindi Casa Editrice Sadea, Firenze, 1971 e Roma, 1976, quindi Istituto Geografico De Agostini SpA, Novara,
1980; tranne il Dizionario del Buddismo, Esperia, Milano, 2006 e l' enciclopedia Treccani (http:/ / www. treccani. it/ portale/ opencms/
Portale/ services/ searchTitle. jsp?cercaTesto=buddismo& searchIn=E& cercaTestoVis=& x=0& y=0#).
[2] [2] La nozione di "buddhismo" che poi raggruppa un insieme assai articolato d'indirizzi dottrinali in competizione tra loro, privilegia
indebitamente ci che li accomuna rispetto a ci che costituisce la loro peculiarit, dando l'impressione erronea che si tratti di un movimento
unitario piuttosto che di un fascio di numerose scuole divergenti (i cosiddetti nidna, infelicemente resi con "stte" nella letteratura corrente)
come invece il caso. (M. Piantelli. Il buddhismo indiano in Buddhismo a cura di Giovanni Filoramo. Bari, Editori Laterza, 2007, pag.5)
[3] [3] Frank E. Reynolds e Charles Hallisey in Buddhismo Enciclopedia delle Religioni diretta da Mircea Eliade. Milano, Citt Nuova-Jaca Book,
1986, pag. 67-68.
[4] Il concetto di Buddhismo fu creato circa tre secoli fa per indicare una tradizione religiosa panasiatica risalente a circa 2.500 anni fa., Frank
E. Reynolds e Charles Hallisey in Buddhism: An Overwiev, Encyclopedia of Religion, USA, Mc Millian References, 1994, anche Second
Edition 2005, Vol. II pag.1087.
[5] Vi sono molti termini sanscriti e pli che indicano questo stato di "risveglio spirituale". Il pi comune bodhi (sia sanscrito che pli). In
cinese viene reso con pt (giapp. bodai). Una resa ben pi antica di questa (dao giapp. d che significa anche "Via"). Pi recente
invece (ju o jio, giapp. kaku o gaku). Da ricordare anche (snpt, che indica il sanscrito sabodhi, giapp. sanbodai,
tibetano rdzogs par byang chub pa), Molto utilizzato nelle scuole del Buddhismo Zen (w, giapp. satori o go) che attiene tuttavia
maggiormente al significato di "comprensione della Realt"; peraltro il termine giapponese satori deriva dal verbo satoru che significa
"conoscere", "comprendere". Sempre in questa scuola un utilizzo pi vicino al sanscrito bodhi certamente kensh ( , cin. jinxng) nel
suo significato di "guardare la propria natura di Buddha" (ovvero attualizzare la propria natura "illuminata"). In tibetano bodhi reso con
byang chub.
[6] Thanissaro Bhikkhu (trad.). (EN) Dhammacakkappavattana Sutta - Setting the Wheel of Dhamma in Motion (la messa in moto della ruota del
Dhamma) (http:/ / www.accesstoinsight.org/ tipitaka/ sn/ sn56/ sn56. 011. than. html), pp. 1. Access to Insight edition, 24 marzo 2008.URL
consultato il 8 aprile 2009.
[7] Da tenere presente che i due testi appartengono a due scuole differenti del Buddhismo dei Nikya. Il primo appartiene alla scuola cingalese
Theravda e proviene, probabilmente, dalla scuola indiana Vibhajyavda; il secondo appartiene invece alla scuola Mulasarvstivda che
deriva a sua volta dalla scuola Sarvstivda.
[8] (EN) Majjhima nikya 100 - Sangarava Sutta (http:/ / www. mahindarama. com/ e-tipitaka/ Majjhima-Nikaya/ mn-100. htm), pp. 1.
Mahindarama. Kampar Road 10460, Penang, Malaysia.URL consultato il 4 aprile 2009.
[9] Sister Vajira (trad.); Francis Story (trad.). (EN) Maha-parinibbana Sutta - Last Days of the Buddha (gli ultimi giorni del Buddha) (http:/ /
www.abhidhamma. org/ digha_nikaya_16.htm). Buddhist Publication Society, 1998.URL consultato il 8 aprile 2009.
[10] Hoseki Schinichi Hisamatsu, Una religione senza Dio. Satori e ateismo Roma, Il Nuovo Melangolo, 1996.
[11] Sutra del Loto ( tr. Burton Watson, Milano, Esperia, 1997), pag. 16
[12] Cfr., tra gli altri, John Ross Carter. Quattro nobili verit-Interpretazioni del Mahyna. In Encyclopedia of Religion vol.5. NY, MacMillan,
2004, pagg. 3179 e segg.
Buddhismo
92
Bibliografia
Di seguito una bibliografia ragionata dei testi 'del' e 'sul' Buddhismo in lingua italiana.
Testi storiografici sul buddhismo, tutte le scuole e tutti i paesi
Giovanni Filoramo (a cura di); Mario Piantelli, Ramon N. Prats, Erich Zrcher, Pier Paolo Del Campana, Heinz
Beckert, Martin Baumann, Buddhismo, Bari, Laterza, 2007. ISBN 978-88-420-8363-4
Richard H. Robinson; Willard L. Johnson, La religione buddhista, Roma, Ubaldini, 1998. ISBN 88-340-1268-2
Henri-Charles Puech (a cura di); Giuseppe Tucci, Andr Bareau, Anne Marie Blondeau, Paul Demiville, Gaston
Renondau, Bernard Frank, Pierre Bernard Lafont, Mauro Bergonzi, Storia del Buddhismo, Bari, Laterza, 1984.
Testi canonici afferenti al Buddhismo dei Nikya o al Buddhismo Theravda
Sono i testi ritenuti canonici da tutte le scuole buddhiste. Occorre ricordare che la scuola Theravda considera
"canoniche" solo le opere contenute nel Canone pli.
La Rivelazione del Buddha - I testi antichi, Raniero Gnoli (a cura di), Milano, Mondadori, 2001. ISBN
88-04-47898-5
Contiene una selezione di scritti dal Canone pli, dal Canone tibetano nonch un stra, lo listambastra,
scoperto agli inizi dello scorso secolo nel Gilgit.
Canone buddhistico - Testi brevi, Vincenzo Talamo (a cura di), Torino, Bollati Boringhieri, 1961 (rist. 2000).
ISBN 88-339-1260-4
Contiene il Dhammapada, Itivuttaka e il Suttanipata estratti dal Canone pli.
Sayutta Nikya, Vincenzo Talamo (a cura di), Roma, Ubaldini, 1998. ISBN 88-340-1293-3
la pubblicazione della terza raccolta contenuta nel Sutta Pitaka del Canone pli.
Canone Buddhista - discorsi brevi, Pio Filippani-Ronconi (a cura di), Torino, UTET, 1968.
il Khuddaka Nikya tradotto in italiano, due volumi
I discorsi di Buddho, K. E. Neumann e G. de Lorenzo (a cura di), Bari, Laterza, 1916.
il Majjhima Nikya tradotto in italiano, tre volumi
Testi canonici per il Buddhismo Mahyna
Sono testi considerati canonici solo dalle scuole del Buddhismo Mahyna e del Buddhismo Vajrayna. Non sono
ritenuti canonici dalla scuola Theravda e dalle altre scuole del Buddhismo dei Nikya, queste ultime tutte
scomparse.
La Rivelazione del Buddha - Il Grande veicolo, Raniero Gnoli (a cura di), Milano, Mondadori, 2001. ISBN
88-04-51354-3
Contiene una raccolta di stra del Buddhismo Mahyna (tra gli altri contiene una traduzione integrale del
ragamasamdhi stra) e di tantra del Buddhismo Vajrayna nonch commentari ed opere esegetiche
estratti dal Canone cinese e dal Canone tibetano
Sutra del Loto, introduzione di Francesco Sferra, traduzione dal sanscrito e note di Luciana Meazza, Milano, BUR
Biblioteca Univ. Rizzoli, 2001. ISBN 978-88-17-12704-2
Sutra del Loto, introduzione di Burton Watson, Milano, Edizioni Esperia, 1997. ISBN 88-86031-33-5
Il Sutra del Diamante, la cerca del paradiso, traduzione dal sanscrito, commento e note di Mauricio Y. Marassi,
Genova-Milano, Marietti, 2011. ISBN 978-88-211-6517-7
I libri buddhisti della sapienza, introduzione di Edward Conze, Roma, Ubaldini, 1976.
Contiene la traduzione del Sutra del Diamante e del Sutra del Cuore.
Buddhismo
93
Vimalakrti Nirdea stra, introduzione di Charles Luk, Roma, Ubaldini, 1982.
ntideva, Bodhicaryvatra, introduzione di Paul Williams, Roma, Ubaldini, 1998. ISBN 978-88-340-1288-8
Miscellanea
Peter Harvey, Introduzione al Buddhismo. Insegnamenti, storia e pratiche, Le Lettere, 1998. ISBN
88-7166-390-X
Christmas Humphreys, Dizionario buddhista, Astrolabio Ubaldini, 1981. ISBN 88-340-0681-X
Klaus K. Klostermeier, Buddhismo. Una introduzione, Fazi, 2005. ISBN 88-8112-603-6
Kulananda, Buddhismo, Armenia, 1997. ISBN 88-344-0785-7
Damien Keown, Buddhismo, Einaudi, 1996. ISBN 88-06-14797-8
Luciana Meazza, Le filosofie buddhiste, Xenia, 1998. ISBN 88-7273-300-6
Lama Ole Nydahl, Buddhismo della Via di Diamante, Mediterranee.
Mario Piantelli, Il Buddhismo Indiano in Storia delle religioni - 4. Religioni dell'India e dell'Estremo Oriente,
Giovanni Filoramo (a cura di), Roma-Bari, Laterza, 1996, pp. 275-368..
Mauricio Y. Marassi, Il Buddismo mahyna attraverso i luoghi, i tempi e le culture. L'India e cenni sul Tibet,
Genova-Milano, Marietti, 2006. ISBN 88-211-6549-3
Mauricio Y. Marassi, Il Buddismo mahyna attraverso i luoghi, i tempi e le culture. La Cina, Genova-Milano,
Marietti, 2009. ISBN 978-88-211-6533-7
Giangiorgio Pasqualotto, Illuminismo e illuminazione. La ragione occidentale e gli insegnamenti del Buddha,
Roma, Donzelli, 1997. ISBN 88-7989-349-1
Stephen Batchelor, Il Buddhismo senza fede, Neri Pozza, 1998. EAN 9788873056508
Alexandra David-Nel, Il Buddhismo del Buddha, Genova, ECIG, 2003.
Bernie Glassman, Cerchio infinito. La via buddhista all'Illuminazione, Mondadori, 2003.
Voci correlate
Gautama Buddha
Buddha
La Storia del Buddhismo
I Concili buddhisti
Il Buddhismo dei Nikya
Il Buddhismo Theravda
Il Buddhismo Mahyna
Il Buddhismo Madhyamaka
Il Buddhismo Vijnanavada
Il Buddhismo Vajrayna
Il Buddhismo greco
Il Buddhismo cinese
Il Buddhismo giapponese
Il Buddhismo coreano
Il Buddhismo tibetano
Il Buddhismo in Italia
Le Quattro Nobili Verit
Il Nobile Ottuplice Sentiero
I 37 fattori del risveglio buddhista
Il "dharma-vicaya" (uno dei 37 fattori del risveglio)
Anapanasati sutta
Buddhismo
94
Le festivit buddhiste
L'arte buddhista
la Bandiera buddhista
Omosessualit e Buddhismo
Nonviolenza
Shmy
Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali: http:/ / commons. wikimedia. org/ wiki/
Category:Buddhism
Wikiquote contiene citazioni: http:/ / it. wikiquote. org/ wiki/ Buddhismo
Collegamenti esterni
Buddhismo (http:/ / www. dmoz. org/ World/ Italiano/ Societ/ Religione_e_Spiritualit/ Buddhismo/ ) su Open
Directory Project ( Segnala (http:/ / www. dmoz. org/ cgi-bin/ add. cgi?where=World/ Italiano/ Societ/
Religione_e_Spiritualit/ Buddhismo/ ) su DMoz un collegamento pertinente all'argomento "Buddhismo")
Shintoismo
Lo Shintoismo o Scintoismo una religione nativa del Giappone. Prevede l'adorazione dei Kami, un termine che si
pu tradurre come divinit, spiriti naturali o semplicemente presenze spirituali. Alcuni kami sono locali e possono
essere considerati come gli spiriti guardiani di un luogo particolare, ma altri possono rappresentare uno specifico
oggetto o un evento naturale, come per esempio Amaterasu, la dea del Sole. Il Dio dei cristiani in giapponese viene
tradotto come "kami". Anche le persone illustri, gli eroi e gli antenati divengono oggetto di venerazione dopo la
morte e vengono a loro volta annoverati tra i kami. La parola Shinto nasce dall'unione dei due kanji: shin che
significa "divinit", "spirito"(il carattere pu essere anche letto come kami in giapponese ed a sua volta formato
dall'unione di altri due ideogrammi "altare" e "parlare , riferire"; letteralmente ci che parla, si manifesta
dall'altare. ne determina anche la lettura) e t in cinese Tao ("via", "sentiero" e per estensione; in senso
filosofico rende il significato di pratica o disciplina come in Judo o Karatedo o ancora Aikido). Quindi, Shinto
significa letteralmente "pratica degli Di", "via degli Di". In alternativa a Shinto, l'espressione puramente
giapponese con il medesimo significato per indicare lo Shintoismo Kami no michi. Il termine "shinto" viene
adoperato anche per indicare il corpo del nume, ovvero la reliquia presso cui il kami partecipa materialmente (per
esempio una spada sacra).
Nella seconda met del XIX secolo, nel contesto del Rinnovamento Meiji fu elaborato lo Shinto di Stato
(Kokka Shint
?
), che mirava a dare un supporto ideologico e uno strumento di controllo sociale alla classe
dirigente giapponese, e poneva al centro la figura dell'imperatore e della dea Amaterasu, progenitrice della stirpe
imperiale. Lo Shinto di stato fu smantellato alla fine della seconda guerra mondiale, con l'Occupazione del
Giappone. Alcune pratiche ed insegnamenti shintoisti che durante la guerra erano considerati di grande preminenza
ora non sono pi insegnati o praticati mentre altri rimangono grandemente diffusi come pratiche quotidiane senza
per assumere particolari connotazioni religiose, come l'Omikuji (una forma di divinazione).
Shintoismo
95
Torii sul mare al santuario di Itsukushima.
Storia della religione
shintoista
Periodo preistorico
Le origini dello Shintoismo si sono
perse nel tempo, ma pare che si sia
originato alla fine dell'ultimo Periodo
Jmon. Esistono diverse teorie
riguardo agli antenati del popolo
giapponese odierno; la pi accettata
quella che li indica come discendenti
di popolazioni dell'Asia Centrale e
dell'Indonesia.
Pi probabilmente dopo l'arrivo dei
primi antenati del popolo giapponese, ogni villaggio e area aveva la sua propria collezione di divinit e rituali senza
alcuna relazione tra un culto locale e l'altro. In seguito all'ascesa degli antenati dell'odierna famiglia imperiale
giapponese and probabilmente a crearsi un pantheon stabile, anche se mai definitivamente, in quanto anche oggi le
divinit sono innumerevoli, proprio perch considerate manifestazione della natura stessa, sacra in ogni sua forma.
Il grande Buddha di Nara, 752 circa.
Relazioni con il Buddhismo
L'introduzione della scrittura nel V secolo e del
Buddhismo nel VI secolo ebbero un profondo impatto
nello sviluppo di un sistema unificato di credenze
shintoiste. Nel giro di un breve periodo di tempo
all'inizio del periodo Nara, il Kojiki (Memorie degli
eventi antichi, 712) ed il Nihonshoki (Annali del
Giappone, 720 circa) furono scritti compilando miti e
leggende esistenti in un resoconto unificato (vedi la
voce sulla mitologia giapponese). Questi resoconti
avevano un duplice scopo: innanzitutto favorire
l'introduzione di temi taoisti, confuciani e buddhisti
nella narrativa, mirati a impressionare i cinesi
dimostrando che la cultura giapponese non era inferiore
alla loro; in secondo luogo queste narrazioni erano
volte a legittimare la casa imperiale, facendola
discendere dalla dea del Sole Amaterasu. La maggior
parte del territorio del Giappone moderno era sotto un
controllo frammentario da parte della famiglia
imperiale, e gruppi etnici rivali confinanti (inclusi forse
gli antenati degli Ainu) continuavano ad essere ostili.
Le antologie mitologiche, insieme ad altre antologie di
poesie come il Manyoshu, contribuirono a rafforzare la
centralit della famiglia imperiale sostenendo e
divinizzando il suo mandato governativo.
Shintoismo
96
Con l'introduzione del Buddhismo e la sua rapida adozione a corte, divenne necessario spiegare l'apparente
differenza tra il credo nativo giapponese e gli insegnamenti buddhisti. In effetti lo Shintoismo non ebbe un nome fino
a che non divenne necessario distinguerlo dal Buddhismo. Quest'ultimo non penetr spazzando via la precedente
fede giapponese, ma al contrario contribu alla sua consolidazione. Esso legittim infatti tutti gli di giapponesi,
considerandoli come entit sovrannaturali intrappolate nel ciclo delle rinascite. Questa spiegazione venne pi tardi
contestata dalla corrente Kukai che considerava i kami come incarnazioni speciali del Buddha stesso. Per esempio
colleg la dea del Sole, e antenata della famiglia imperiale, Amaterasu, a Dainichi Nyorai, una manifestazione del
Buddha, il cui nome significa letteralmente "Grande Buddha Solare". Secondo questo punto di vista i kami erano
semplicemente Buddha con un altro nome. Parallelamente alla teologia anche i due sistemi di valori andarono
progressivamente a supportarsi e a scambiarsi elementi: c' infatti una forte compatibilit tra gli insegnamenti
naturalistici dello Shintoismo e quelli compassionevoli del Buddhismo.
La coesistenza e amalgama di Buddhismo e Shintoismo dai punti di vista dello Shinbutsu Shugo e del sincretismo
ebbe larga diffusione fino alla fine del Periodo Edo. A quell'epoca nacque un rinnovato interesse negli studi
giapponesi (Kokugaku), forse come risultato della politica del paese chiuso. Nel XVIII secolo con vari studiosi
giapponesi, in particolare Motoori Norinaga (1730 - 1801), ci furono vari tentativi di separare lo Shintoismo dalle
influenze straniere. I tentativi non ebbero grande successo, sin dall'epoca del Nihonshoki, quando parti della teologia
e del creazionismo shintoista vennero prese esplicitamente in prestito dalla dottrina cinese (per esempio le divinit
procreatrici Izanami e Izanagi furono comparate alle energie del Tao, Yin e Yang). Questi tentativi prepararono
comunque il terreno per l'introduzione dello Shintoismo di Stato, in seguito alla Restaurazione Meiji, con il quale
Shintoismo e Buddhismo furono ufficialmente separati.
Le leggende mitologiche, enfatizzate dallo Shintoismo di Stato.
Shintoismo di Stato
In seguito alla Restaurazione Meiji lo Shintoismo venne
proclamato religione ufficiale del Giappone e nel 1868
la sua combinazione con il Buddhismo venne resa
illegale. In questo periodo molti studiosi del Kokugaku
iniziarono a vedere lo Shintoismo come mezzo
attraverso cui unificare il Paese ed aumentarne la
devozione all'imperatore, per velocizzare il pi
possibile il processo di modernizzazione. Lo shock
psicologico delle navi nere e il conseguente collasso
dello shogunato convinsero molti che solo una nazione
unita avrebbe potuto resistere alla colonizzazione dei
popoli stranieri. In conseguenza di ci lo Shintoismo
venne utilizzato come strumento per promuovere
l'adorazione dell'imperatore (e quindi della propria
nazione) e venne esportato nei territori conquistati
come l'Hokkaid e la Corea.
Nel 1871 venne istituito un Ministero delle divinit e i
templi shintoisti vennero divisi in dodici livelli con sede
centrale al tempio di Ise (dedicato ad Amaterasu e
perci simboleggiante la legittimit della famiglia
imperiale). Negli anni seguenti il Ministero delle
divinit venne rimpiazzato da una nuova istituzione, il
Shintoismo
97
Ministero della religione, incaricato di guidare l'istruzione allo shushin (letteralmente "sentiero morale"). Questo fu
uno dei maggiori capovolgimenti dall'epoca del Periodo Edo. I preti iniziarono ad essere eletti ufficialmente,
retribuiti ed incaricati dallo Stato di istruire i giovani attraverso una forma di teologia shintoista basata sulla storia
mitologica della casata imperiale e dello Stato giapponese.
Con il passare del tempo lo Shintoismo venne utilizzato sempre pi per enfatizzare i sentimenti nazionalisti popolari.
Nel 1890 venne promulgato il Kyoiku Chokugo (Rescritto imperiale sull'educazione) che richiese agli studenti di
recitare ritualmente il giuramento di offrire s stessi coraggiosamente allo Stato, cos come di proteggere la famiglia
imperiale. La pratica dell'adorazione dell'Imperatore venne ulteriormente diffusa dalla distribuzione di ritratti
imperiali come oggetti di venerazione esoterica. Questo utilizzo dello Shintoismo diede al patriottismo giapponese
una tinta di misticismo speciale e di introversione culturale, che divenne sempre pi pronunciata con il passare del
tempo.
Questo processo continu a consolidarsi durante il periodo Showa prima di arrestarsi bruscamente nell'agosto 1945,
con la separazione tra Stato e Chiesa shintoista. Ironicamente, l'invasione dell'Occidente cos temuta all'inizio
dell'epoca Meiji era infine arrivata, in parte a causa della radicalizzazione del Giappone permessa dalla sua
compattezza religiosa.
La riforma moderna
L'era dello Shintoismo di Stato si chiuse bruscamente con la fine della seconda guerra mondiale. Poco dopo la fine
del conflitto l'imperatore annunci pubblicamente la rinuncia al suo stato di divinit terrena e sment la discendenza
della famiglia imperiale dalla dea Amaterasu. In conseguenza ai risultati della guerra molti giapponesi conclusero
che la causa della sconfitta fosse stata la hybris (superbia) dell'Impero. La brama di territori stranieri accec i loro
leader esaltando l'importanza della loro patria. Nel periodo successivo alla guerra comparvero numerose Shinshukyo
(nuove sette religiose), molte delle quali ostensivamente basate sullo Shintoismo.
Successivamente alla guerra lo Shintoismo insistette con meno importanza sulla mitologia e il mandato divino della
famiglia imperiale. Invece i templi tesero a focalizzarsi su attivit sociali, volte ad aiutare le persone ordinarie nel
migliorare le proprie condizioni o se stessi, mantenendo buone relazioni con gli antenati e gli di. Successivamente
alla guerra la pratica generale dei rituali shintoisti non decrementata. La spiegazione normalmente data per questa
anomalia che in seguito alla dismissione dello Shintoismo di Stato, la religione ritornata alla sua posizione
tradizionale, culturalmente radicata, piuttosto che imposta. In ogni caso lo Shintoismo ed i suoi valori continuano ad
essere una componente fondamentale della vita e della mentalit giapponese.
Shintoismo
98
Categorizzazione e struttura
Classificazione religiosa
Daikoku, uno dei sette di della fortuna.
Lo Shintoismo una religione difficile da classificare. Da una
parte pu essere considerata veramente come una forma molto
organizzata di animismo, ma la presenza di una mitologia definita
la rende pi una religione politeista con tratti sciamanici. La vita
dopo la morte non una preoccupazione primaria e viene data
un'enfasi maggiore al trovare l'armonia in questo mondo, invece
che nel prepararsi al successivo. Lo Shintoismo non possiede
insiemi vincolanti di dogmi, un luogo santo sopra tutti gli altri da
adorare, nessuna persona o kami considerato pi sacro degli altri, e
nessun insieme definito di preghiere. Lo Shintoismo piuttosto
una collezione di rituali e metodi, intesi a mediare le relazioni tra
gli esseri umani e i kami. Queste caratteristiche conferiscono allo
Shintoismo un carattere di completezza semplice ed efficace,
caratteristiche che gli consentono di sopravvivere tutt'oggi,
facendone una religione importante e millenaria. Queste pratiche si
sono originate organicamente in Giappone nel corso di molti secoli
e sono state influenzate dal contatto con le religioni straniere,
soprattutto cinesi. Da notare per esempio, che la parola Shinto
essa stessa di origine cinese e che molte delle codifiche della
mitologia shintoista vennero costituite con lo scopo esplicito di rispondere all'influenza culturale cinese. Nella stessa
maniera lo Shintoismo ha avuto, e continua ad avere, un'influenza dominante sulla pratica di altre religioni in
Giappone. In particolare si potrebbe anche discuterlo sotto la voce Buddhismo giapponese, poich le due religioni
hanno esercitato una profonda influenza l'una sull'altra per tutta la storia del Giappone.
Alcuni ritengono che lo Shintoismo fu strumentalizzato per la legittimizzazione ideologica durante la fase
militaristica che segu la Restaurazione Meiji. Poich lo Shintoismo non possiede fonti di autorit assoluta, alcuni
ritengono che sia stato un'espressione naturale delle credenze del popolo, sfruttate dai nazionalisti radicali che
desideravano unificare il Giappone. Altri si chiedono se l'enfasi posta dallo Shintoismo sull'eccezionalit giapponese
non abbia reso inevitabili questi sviluppi. Anche oggigiorno, alcune fazioni di estrema destra della societ
giapponese, vogliono che si enfatizzi maggiormente lo Shintoismo e si incrementi la reverenza mostrata
all'imperatore, come parte di un progetto per portare il Paese nel suo giusto posto come nazione guida del mondo.
Nonostante ci, per la maggior parte dei giapponesi, seguire lo Shintoismo non significa esprimere disprezzo per le
altre nazioni, ma piuttosto esprimere il proprio amore per la natura del Giappone e di tutto il mondo, delle persone e
degli spiriti e divinit che lo abitano.
Shintoismo
99
Tipi di Shintoismo
Si possono riconoscere essenzialmente cinque espressioni dello Shintoismo. Queste non vanno considerate come
vere e proprie correnti a se stanti, ma pi che altro delle differenti forme di culto tutte volte al medesimo obiettivo,
ovvero giungere alle medesime verit. Casi particolari sono tuttavia quelli dello Shintoismo settario e di quello di
Stato.
Shintoismo imperiale (Koshitsu Shinto): questo termine indica i riti eseguiti dall'imperatore per venerare la
miriade di kami e in particolare la dea Amaterasu Omikami, al fine di assicurare la continuit dello stato, la
felicit del popolo e la pace mondiale. Questi riti sono indipendenti da quelli dello Shintoismo templare.
Shintoismo templare (Jinja Shinto): questo termine indica lo Shintoismo istituzionalizzato (nato subito dopo la
caduta dello Shintoismo di Stato), fondato sul culto all'interno dei templi jinja. in generale lo Shintoismo
organizzato e rappresenta infatti il cardine di tutte le attivit religiose e persino degli altri filoni della religione
shintoista. Anche se venne instaurato solo nel secolo scorso, le sue radici si fissano nella preistoria. Quasi tutti i
templi sono membri della Jinja Honcho, Associazione dei templi shintoisti.
Shintoismo settario (Shuha Shinto o Kyoha): composto dai tredici gruppi (Kurozumiky, Shintoismo Shuseiha,
Izumo yashiroky, Fusky, Jikkky, Shinshky, Shintoismo Taiseiky, Ontakeky, Shinttaiky, Misogiky,
Shinriky, Konkky ed il Tenriky (che per nel 1970 ha formalmente dichiarato di non essere una forma di
Shintoismo) formatisi durante il XIX secolo, quando i templi shintoisti vennero separati dalle altre istituzioni
religiose ed usati per condurre riti e celebrazioni sotto la direzione dello Stato (lo Shintoismo di Stato).
Shintoismo popolare (Minzoku Shinto): la forma praticata dalla gente senza essere formalizzata; include le
numerose, ma frammentate, credenze popolari in spiriti e divinit. Le pratiche includono divinazione, esorcismo e
guarigioni sciamaniche. Alcune di queste pratiche provengono dall'influenza del Taoismo, del Buddhismo e del
Confucianesimo, altre sono diretta espressione delle tradizioni locali.
Shintoismo di Stato (Kokka Shinto): fu il risultato della Restaurazione Meiji e della caduta dello shogunato. Tent
di purificare lo Shinto abolendo molti ideali buddhisti e confuciani. Secondo la maggior parte delle opinioni fu un
tipo di Shintoismo fortemente monopolizzato, a volte addirittura talmente distorto da perdere i suoi significati ed
insegnamenti religiosi divenendo una mera forma di nazionalismo. In seguito alla sconfitta giapponese nella
seconda guerra mondiale venne abolito e l'imperatore forzato a rinunciare al suo status di divinit.
Chiesa shintoista
Un palazzo della Jinja Honcho.
Nel febbraio 1946, con la pubblicazione
della cosiddetta Direttiva shintoista, tutti i
templi si organizzarono in
un'amministrazione nazionale chiamata
Associazione dei templi shintoisti, a tutti gli
effetti una Chiesa shintoista, termine poco
ortodosso anche se comunemente utilizzato.
Il nome in giapponese Jinja Honcho. Lo
scopo di questa istituzione fu subito quello
di organizzare e conservare la tradizionale
cultura religiosa giapponese. La Chiesa oggi
amministra migliaia di templi in tutto il
Giappone e un centinaio di scuole. Negli
ultimi decenni ha dimostrato una certa
apertura anche verso Paesi esteri, ha infatti
iniziato ad esportare lo Shintoismo,
edificando i primi templi in America e Australia e ordinando i primi sacerdoti shintoisti non-giapponesi.
Shintoismo
100
Organizzazione clericale
Dopo l'era Meiji, quando il Giappone apr ufficialmente le porte all'Occidente per scambi commerciali, il sistema
ereditario dell'ordine sacerdotale shintoista fu abolito, introducendo il sistema del seminario similmente ad altre
religioni, sebbene esistano ancora oggi alcuni templi a conduzione familiare. I sacerdoti sono liberi di sposarsi e
condurre una vita familiare al di fuori di quella religiosa.
Il sistema sacerdotale shintoista suddiviso in quattro ordini principali: Johkai, Meikai, Gonseikai e Kokkai. Ogni
sacerdote (kannushi) di questi gruppi intraprende una carriera caratterizzata da sei gradi di specializzazione: il Grado
Superiore, il Primo grado, il Secondo, il Grado intermedio, il Terzo e il Quarto grado. Il superamento di questi gradi
consente l'accesso all'ordine successivo. I livelli successivi all'intermedio sono conferiti solo ai sacerdoti che
professano da pi di vent'anni, sebbene esistano eccezioni dovute alla particolare cultura, saggezza e preparazione
dell'individuo. Per diventare Guji, ovvero il sacerdote capo di un tempio importante, necessario ottenere il grado
pi alto dell'ordine Meikai. Per diventare Guji di un tempio poco eminente si deve raggiungere il massimo grado
dell'ordine Gonseikai.
Dopo la seconda guerra mondiale il sacerdozio stato aperto anche alle donne, oggi molto importanti nel clero
shintoista: infatti la pratica del Kaguramai, la danza sacra in onore degli di generalmente svolta solo dalle donne e
l'autorit principale del tempio di Ise, comunemente considerato il cuore dello Shintoismo, una sacerdotessa. Non
bisogna confondere una sacerdotessa (kannushi) da una miko. Il ruolo di miko, le cosiddette vergini, solitamente
assegnato per un determinato periodo a ragazze o adolescenti (di solito di sesso femminile), e di frequente si tratta
delle figlie dei sacerdoti. Il compito del o della miko quello di assistere i sacerdoti nei vari preparativi dei riti e
delle feste, ruolo molto simile a quello dei chierichetti cristiani. Le miko sono contraddistinte dal caratteristico abito
bianco e rosso.
Oggi il sacerdozio si pu ottenere attraverso un sistema a seminari, frequenti in tutto il Giappone e spesso gestiti dai
templi. Esistono anche corsi di sacerdozio shintoista in due universit: l'universit di Kokugakuin a Tokyo e
l'universit di Kogakkan nella prefettura di Mie, entrambe amministrate dalla Jinja Honcho. In aree di provincia
comune, in assenza di un sacerdote, assegnare annualmente la celebrazione dei rituali e delle festivit a un membro
della comunit, anche senza titolo sacerdotale.
Shintoismo
101
Pratiche ed insegnamenti
La natura sacra in ogni sua forma.
Vita dopo la morte
Secondo la fede Shintoista, lo spirito umano eterno, proprio
come i kami. Come nella maggior parte delle concezioni orientali
l'aldil concepito dallo Shintoismo come una sorta di livello
esistenziale superiore. Quando si muore dunque, per lo
Shintoismo, si cambia semplicemente forma di esistenza, si accede
ad un altro tipo di esistenza. Questa la concezione pi moderna.
Poich lo Shintoismo coesistito pacificamente con il Buddhismo
per oltre un millennio molto difficile separare le credenze
buddhiste da quelle shintoiste. Si pu dire che mentre il
Buddhismo enfatizza la vita dopo la morte, lo Shintoismo
enfatizza questa vita e la ricerca della felicit in essa, sebbene
abbiano prospettive molto diverse sul mondo, la maggior parte dei
giapponesi non vede alcuna necessit di riconciliare le due
religioni e pertanto le pratica entrambe. Perci comune per molte
persone praticare lo Shintoismo in vita ed essere comunque sepolte
con un funerale buddhista.
Nello Shintoismo antico veniva ovviamente dato maggior peso
alla mitologia. Si credeva in una serie di paradisi, gi c'era quindi
la concezione della pluralit esistenziale, anche se non espressa
filosoficamente tra il popolo. Tra questi paradisi si annoverano: l'aldil del cielo, l'aldil Yomi, l'aldil Tokoyo,
l'aldil delle montagne. Questi luoghi non sono descritti n come posti ameni n con caratteristiche infernali, ma
come luoghi molto simili al mondo terrestre.
Etica
La sincerit porta alla verit. La sincerit saggezza, che unisce l'uomo e il divino in un tutt'uno.
Sii caritatevole con tutti gli esseri: l'amore la prima caratteristica del divino.
Lo Shintoismo presenta un'infinit di insegnamenti positivi, che nascono anche come conseguenze dei suoi precetti
fondamentali. Una prima regola etica sicuramente la disponibilit verso gli altri. La religione shintoista insegna che
l'uomo deve sempre offrirsi per aiutare il prossimo, caritatevolmente, sinceramente e amorevolmente, per mantenere
l'armonia e il benessere nella societ. Conseguentemente lo Shintoismo incita al contenimento dell'egoismo e
dell'egocentrismo, promuovendo invece l'umilt.
Shintoismo
102
La natura eterna simmetria ed equilibrio.
Non vi posto per l'egoismo nello Shinto.
Minamoto Yoshitsune:
Ammettere uno sbaglio il primo segno di una grande saggezza.
Il culto shintoista pone, in generale, al primo posto l'interesse della comunit e il pubblico benessere. Ci non
significa che i diritti individuali e la famiglia siano ignorati. Al contrario, sullo sfondo dei riti religiosi, come
conseguenza delle azioni verso gli altri, che l'intimit, il carattere individuale di una persona e i suoi rapporti con il
prossimo, sono ampiamente promossi.
Sebbene lo Shintoismo non abbia comandamenti assoluti al di fuori di vivere una vita semplice ed in armonia con la
natura e le persone, si dice che ci siano Quattro Affermazioni che esprimono tutto lo spirito etico di questa religione:
La famiglia il nucleo principale della vita di una persona, il gruppo in cui e attraverso cui una persona cresce, e
da cui eredita un approccio e una visione del mondo ben precisi. Di conseguenza a questa grande importanza, il
nucleo familiare un fondamento necessario al benessere dell'individuo, e come tale va tutelato ed in particolare
mantenuto armonico.
La natura sacra, in quanto espressione del divino; conservare un contatto con essa comporta il raggiungimento
della completezza e della felicit, e significa mantenersi vicini ai kami. Come tale la natura va rispettata, venerata
e soprattutto tutelata, poich da essa che deriva l'equilibrio della vita.
La pulizia un componente essenziale dello Shintoismo, pulizia consente purezza, e la purezza una delle
massime virt. La pulizia essenziale per condurre una vita armoniosa: il fedele shintoista ne fa largo uso, sia su
se stesso che negli ambienti in cui vive; i templi shintoisti vengono tenuti sempre impeccabilmente puliti dai
sacerdoti.
I matsuri sono i festival dedicati ai kami. In questi giorni il fedele shintoista prega nei templi, o nella propria casa.
Per festeggiare le divinit, vengono allestiti feste, processioni e banchetti. I matsuri vengono organizzati dai
templi o dalle comunit. Queste feste sono parecchie durante l'anno e vanno da quelle pi importanti e nazionali a
quelle dei piccoli paesi. I giorni normali sono chiamati ke ("giorno") e quelli di festa sono detti hare ("soleggiato"
o semplicemente "buono").
Shintoismo
103
Purificazione
Concetto di impurit
Secondo lo Shintoismo non c' niente di peccaminoso di per s, piuttosto certi atti creano un'impurit rituale che una
persona dovrebbe voler evitare semplicemente per ottenere pace mentale e buona fortuna, non perch l'impurit sia
sbagliata in se stessa. Il male e gli atti sbagliati sono chiamati kegare (letteralmente "sporcizia"), e la nozione
opposta kiyome (letteralmente "purezza"). L'uccisione di un essere vivente, considerata come atto impuro,
dovrebbe essere fatta con gratitudine e con riverenza nei confronti dell'animale e ridotta al minimo, praticata solo
quando altamente necessario.
Fonte per le abluzioni al tempio di Itsukushima.
I giapponesi moderni continuano a
enfatizzare grandemente l'importanza
dell'aisatsu, l'insieme di frasi e saluti
rituali. Prima di mangiare, molti
giapponesi dicono itadakimasu
("ricevo umilmente [questo cibo]"), in
modo da prestare un appropriato
rispetto per chi ha preparato ed in
generale per tutti quegli esseri viventi
che hanno perso la loro vita per
permettere quel pasto. La mancanza
nel mostrare rispetto pu essere
considerata come un segno di orgoglio
ed un'assenza di preoccupazione per
gli altri. Questa attitudine evitata,
perch si pensa che possa causare
problemi per tutti. Chi fallisce nel tenere in giusto conto i sentimenti delle altre persone e dei kami attrarr su di s la
propria disgrazia. La peggior espressione di questa attitudine lo sfruttare la vita degli altri per il guadagno o
godimento personale. Si crede che le persone uccise per mano altrui provino urami ("rancore") e diventino aragami,
spiriti potenti e malvagi che cercano vendetta. Per tutti questi motivi, nelle moderne aziende giapponesi, non viene
intrapresa alcuna azione prima che venga raggiunto un consenso e una consapevolezza unanime.
Riti purificatori
I riti di purificazione sono una parte vitale dello Shintoismo e sono stati adottati anche nella vita moderna. Un rito di
purificazione personale legato all'acqua, elemento purificatore per eccellenza: consiste nel rimanere sotto una
cascata o nell'eseguire delle abluzioni rituali alla foce di un fiume o nel mare, oppure semplicemente mediante le
apposite fonti dei templi; quest'ultima pratica richiesta quasi sempre prima dell'accesso al luogo sacro. Queste due
forme di purificazione sono spesso dette harai. Una terza forma di purificazione l'astensione da qualcosa, cio
un tab (per esempio alle donne non venne permesso di scalare il Monte Fuji fino al 1868). I tab sono pressoch
scomparsi nello Shintoismo moderno. Tra le altre credenze vi quella di non pronunciare parole considerate di
cattivo auspicio ai matrimoni, come ad esempio la parola tagliare, o non partecipare ai matrimoni se di recente si
persa una persona cara.
Nelle cerimonie di purificazione vengono generalmente utilizzati vari elementi simbolici, tra i quali spiccano la gi
citata acqua, il sale e la sabbia. Gli atti generali di pulizia sono chiamati misogi, mentre in specifico, la purificazione
personale all'ingresso dei templi, che consiste nel lavarsi mani e bocca, chiamata temizu o anche imi. Un rituale
misogi ancora oggi molto praticato quello che consiste nel gettare acqua nei dintorni della propria casa, per
ottenerne la purezza.
Shintoismo
104
I riti di purificazione sono sempre il primo atto di una qualsiasi cerimonia religiosa, e vengono praticati anche per
benedire avvenimenti importanti. Per esempio i nuovi edifici costruiti in Giappone vengono spesso benedetti da un
sacerdote shintoista, come vengono benedetti anche i nuovi aerei o le nuove automobili. Questo tipo di rituale
purificatorio chiamato jichinsai. Addirittura un rito di questo tipo venne tenuto nel 1969 per benedire la missione
sulla Luna dell'Apollo 11.
Il sale , dopo l'acqua, l'altro elemento importante nei rituali di purificazione. Le cerimonie legate al sale vengono
genericamente chiamate shubatsu. Vi sono varie cerimonie in cui il sale viene sparso in un determinato luogo per
eliminare le impurit, chiamate maki shio (letteralmente "sale sparso"). Di solito all'ingresso delle case vengono posti
dei contenitori di sale, chiamati mori shio, che si crede abbiano l'effetto di purificare chiunque entri nell'abitazione. Il
maki shio praticato nelle case, e anche, alternativamente o insieme all'acqua, prima della costruzione di un edificio.
Il sale viene offerto simbolicamente anche alle divinit, ponendolo sugli altarini domestici kamidana (vedere la
sezione sul culto domestico).
Venerazione
Una preghiera sincera giunge al cielo. Una preghiera sincera realizzer sicuramente la divina presenza.
Il primo e pi sicuro passo per entrare in comunione con il divino la sincerit. Se si prega una divinit con sincerit, si
riesce a percepire la divina presenza.
La venerazione, nello Shintoismo, ha una valenza molto profonda ed considerata un atto puro e sincero. Il rito
shintoista tende a soddisfare i sensi dell'uomo e ad armonizzare e pacificare la mente. Ci favorito dalla forte
estetica del rito stesso, caratterizzata da immagini, suoni e profumi. Le cerimonie sono dunque innanzitutto volte a
manifestare riverenza e ammirazione nei confronti della grandezza infinita dei kami, ma anche, e non da meno, lo
scopo delle cerimonie quello di rendere l'uomo cosciente della verit che lo circonda, facendone scaturire pace e
armonia.
Culto templare
Nello Shintoismo moderno il cuore del culto sicuramente il tempio (jinja), in cui si celebrano numerose cerimonie
e pratiche. Non c' un giorno preciso della settimana in cui si svolgono le cerimonie, i templi sono infatti
costantemente aperti e disponibili per i fedeli, che possono recarvisi per pregare gli di e fare offerte in qualsiasi
momento desiderino. Gli spazi sacri tendono ad essere particolarmente affollati soprattutto nei giorni in cui cadono i
matsuri, ovvero i festival nazionali. Il tipo di preghiera con cui il fedele cerca un contatto con i kami non segue
regole specifiche, ognuno pu infatti avere un approccio totalmente personale alla venerazione. Generalmente, nei
giorni non festivi, ci si reca al tempio chiedendo agli di protezione costante sulla famiglia, fortuna per superare
esami scolastici, e ovviamente molto altro.
La venerazione corrisponde sempre ad un contatto con il mondo naturale, che rende i templi oasi di pace all'interno
delle caotiche citt. Il culto templare sottolinea l'appartenenza dell'uomo all'universo di cui parte. I riti aiutano il
fedele a comprendere la via che deve intraprendere nella vita, gli offrono forza e sostegno per superare le difficolt e
sostengono la sua visione spirituale del mondo, tra sacralit e purezza. L'estetica del tempio, sostanzialmente, un
elemento fondamentale per la preghiera e la venerazione, un tutt'uno con esse. Il tempio infatti considerato un
edificio mistico, un luogo in cui possibile trovare un contatto e respirare la sacralit del mondo, che il luogo sacro
in un certo senso canalizza.
I rituali collettivi sono organizzati dai sacerdoti. Questi rituali sono molto precisi e dettagliati, rappresentano infatti
l'equilibrio del mondo, e con un tale significato vanno rispettati nella loro interezza. Il modello rituale divenne
comune a tutti i templi nel corso del XIX secolo. Oggi, la Jinja Honcho, nella sua costante opera di modernizzazione
dello Shintoismo, sta introducendo nuovi modelli rituali, pi adatti all'era moderna.
Shintoismo
105
Culto domestico
La venerazione non deve essere un atto esclusivamente pubblico, infatti spesso praticata anche tra le mura
domestiche. comune allestire degli altarini, chiamati kamidana (letteralmente "mensola dei kami"), su cui
comunemente viene posizionato uno specchio, l'oggetto che meglio consente di dare una rappresentazione dei kami.
possibile inoltre aggiungervi oggetti sacri come ad esempio amuleti, acquistabili presso i templi. L'altare
utilizzato per offrire preghiere e incenso alle divinit, oltre ad una serie di elementi tradizionali tra cui: il sale, l'acqua
e il riso.
Luoghi naturali
In alternativa a templi ed altari domestici, un luogo considerato sacro, a volte addirittura pi degli edifici costruiti
dall'uomo, la natura stessa. Montagne, laghi, isole, scogliere, spiagge, foreste, prati; in quanto questi ambienti
incontaminati sono la massima espressione del divino, rappresentano una delle vie per giungere alla contemplazione
del sacro e alla percezione della dimensione divina dell'universo.
Origami votivi in un tempio.
Offerta
Un'offerta, nello Shintoismo, un
rituale simbolico che consente di
donare qualcosa agli di, mettendosi in
contatto con loro. Ci sono vari tipi di
offerta, anche se i pi comuni sono gli
ema e gli origami.
Gli ema ( ) sono generalmente atti
di donazione da parte dei fedeli ai
templi. In epoca medievale i ricchi
potevano donare dei cavalli ad un
tempio, specialmente quando
richiedevano l'aiuto della divinit (ad
esempio per vincere in battaglia). Per
favori di entit minori divenne costume
donare la pittura di un cavallo in forma simbolica, e questi ema sono popolari anche oggigiorno. Il fedele pu
acquistare al tempio una tavoletta di legno con sopra l'immagine di un cavallo, o di altri elementi (simboli dello
zodiaco cinese, persone o oggetti associati al tempio, e altro), vi scrive sopra un desiderio o una preghiera e
l'appende ad una bacheca nel tempio. In alcuni casi se il desiderio si avvera o la preghiera viene soddisfatta ne
appende un altro come ringraziamento. In molti templi consueto anche offrire origami.
Concezione di divinit
Lo Shintoismo una religione cosmica. Con questa definizione si intende affermare che si tratta di una religione che
vede tutto il cosmo, ovvero tutto ci che esiste, come pura manifestazione del divino, dunque una religione dai
caratteri panteistici. Nella religione shintoista ogni cosa sacra poich la materia stessa che costituisce tutte le cose
che esistono ha un fondamento divino. In primo luogo dunque la principale forma di entit divina l'esistenza stessa,
la natura, qualunque essa sia. Procedendo su questo piano, e affermando le forti basi animistiche su cui si basa, si
pu dire che lo Shintoismo insegna che ogni cosa detentrice di una forza divina, una divinit, uno spirito che la
presiede e ne forgia l'esistenza.
Shintoismo
106
Energia cosmica
Nella cosmologia shintoista tutto l'esistente pervaso da un'energia primordiale, che alimenta e compone tutta la
materia e tutte le sue manifestazioni, il Musubi. Questa forza mistica paragonabile al Tao del Taoismo, un'energia
cosmica che d origine al tutto e causa l'evoluzione del tutto, attraverso l'eterno ciclo dell'esistenza. Esso il legame
intimo che c' tra tutte le cose, l'elemento comune a tutto ci che fa parte del cosmo. Il Matsubi inoltre la forza
armonica e universale che lega indissolubilmente il mondo fisico umano al mondo spirituale degli di, i kami.
Il Tomoe, simbolo della trinit shintoista.
Come la maggior parte delle tradizioni orientali, anche
lo Shintoismo una religione ciclica. Nello Shintoismo
l'esistenza, in tutte le sue forme, si origina innanzitutto
dall'esprimersi del principio cosmico in una dualit, due
forze polarmente opposte, il principio negativo In e il
principio positivo Yo, corrispondente al rapporto di Yin
e Yang della cosmologia taoista. Dall'avvicendarsi di
queste due forze primordiali e opposte scaturisce tutta
l'esistenza, sia essa fisica e materiale sia spirituale. I
kami, come gli uomini, hanno origine dallo scontro
eterno tra queste due polarit.
Nella versione mitologica della cosmologia, le due
divinit primordiali Izanami e Izanagi, corrispondono
ai due principi In e Yo.
Trinit shintoista
Parlando di trinit shintoista una cosa assolutamente
erronea pensare ad un concetto trinitario analogo a quello del Cristianesimo. Si pu dire che la trinit shintoista
non sia altro che il frutto del rapporto cosmico tra i due poli primordiali dell'energia. Di questa triade fanno parte i
suddetti In e Yo (i due poli), corrispondenti ai principi taoisti Yin e Yang, e una terza parte, chiamata in cinese Yuan.
Questa terza parte rappresenta ci che nasce dall'interazione dei due principi primordiali, simboleggia i fenomeni e le
manifestazioni prodotti dall'eterna interdipendenza di essi. Rappresenta, pi sinteticamente, la terza fase della
cosmologia shintoista, seguente a quella della bipolarit, ovvero la manifestazione dell'energia cosmica. Questa
manifestazione finale che scaturisce dall'interazione eterna delle due forze primordiali la natura dell'universo, la
sua esistenza stessa, la sua vita, il suo continuo progredire in cicli eterni, nonch la sua molteplicit, sia essa
spirituale, manifesta attraverso gli di del cosmo, i kami, sia essa fisica, ossia corrispondente al livello esistenziale
umano.
Misticismo della natura
Uno scrittore nato in Galles, trasferitosi poi sulle alture di Kurohime in Giappone, scrisse di un'esperienza in Africa,
quando fu condotto da un cacciatore locale in un luogo considerato sacro dai Pigmei, nella foresta pluviale dello
Zaire. L'episodio il seguente:
L trovammo una caverna, circondata da alti alberi. Si poteva udire solo il canto degli uccelli, il muoversi delle scimmie
tra le fronde degli alberi e lo scrosciare di una cascata. Era un luogo meraviglioso. Il basso cacciatore dalla pelle bruna che ci
aveva guidato in quel posto indossava solo un gonnellino a cinta, un arco e delle frecce avvelenate. Strapp un fiore e se lo
mise tra i capelli. Qualcuno chiese: "Come fai a sapere che il divino qui? Puoi vedere qualcosa di divino?" Pensai che non
avesse senso fare una domanda simile, ma il cacciatore rispose con un sorriso: "Non posso vederli, ma so che gli esseri
divini sono intorno a noi".
Shintoismo
107
Questa citazione una vivida rappresentazione dell'essenza della fede shintoista, ovvero un grande amore e riverenza
per la natura, in tutte le sue possibili manifestazioni. Lo Shintoismo infatti colloca la natura in una particolare luce,
ogni cosa di per s sacra, ogni essere vivente e ogni roccia nell'universo. La natura considerata sacra in quanto
manifestazione della forza dei kami e dimora eterna di essi stessi. Nella visione shintoista valli, montagne, abissi,
foreste, fiumi, persino le citt e le foreste artificiali ripiantate dall'uomo sono delle manifestazioni dell'essenza divina
dell'universo, in quanto la materia stessa di cui ogni cosa costituita ha una base, un fondamento divino.
Un'oasi naturale a Tokyo.
per questo motivo che nello
Shintoismo spicca l'importanza
assoluta della natura, che ha portato
all'usanza di costruire templi
soprattutto nel cuore di boschi e zone
di pace e silenzio meditativo. Un
filosofo spagnolo scrisse:
Lo spettacolo pi stupefacente di tutte le meraviglie del Giappone la spontaneit e la dimensione naturale della sua
religione, caratterizzata dai templi immersi nel verde, quasi ad indicare che il luogo migliore nel quale andare a cercare il
divino, non altro che il mondo intorno a noi.
Un contesto religioso di questo genere risulta incredibilmente adatto alla mentalit moderna dell'uomo. Mentre infatti
si tende sempre di pi a diffidare del trascendente, cresce un tipo di teologia che vede come divina la materia stessa
che costituisce tutte le cose, in quanto generata dalle grandi energie divine che pervadono tutto l'universo. in
questo modo che lo Shintoismo sopravvive in un Paese costellato da tecnologie avanzatissime tra cui i robot, sempre
pi diffusi. In una visione del mondo in cui ogni cosa che esista si ritiene abbia uno spirito, infatti, anche un robot
deve conseguentemente averne uno. Questo spirito non da intendere nel senso cristiano del termine, poich questa
essenza divina di un robot non altro che parte della matrice divina che genera tutte le manifestazioni dell'universo.
Detto pi semplicemente, lo spirito del robot contenuto nella materia stessa di cui il robot costituito, poich la
materia stessa generata dal divino.
La scienza moderna arrivata a scoprire che gli atomi sono costituiti da ulteriori particelle subatomiche, queste
particelle subatomiche generano attivit muovendosi da una polarit positiva ad una negativa, corrispondenti alle due
polarit che danno origine a tutte le manifestazioni dell'universo nelle filosofie legate al concetto di Yin e Yang.
Shintoismo
108
Kami
Concetto base
Tutto ci che c' di maestoso e solenne, che possiede le qualit dell'eccellenza e della virt ed ispira un sentimento di
meraviglia, considerato kami
(Motoori Norinaga)
I kami, termine tradotto in genere con "di", "divinit", sono le entit spiritiche che popolano tutto l'universo, sono
gli spiriti della natura, e si esprimono attraverso essa. Per il fedele shintoista una cascata, la Luna o semplicemente
una roccia, possono essere considerati come espressione dei kami ed elementi mistici in grado di porre in contatto
con la sfera divina. Anche semplici forze, ovvero i cicli che regolano l'universo, come la fertilit o la crescita,
possono essere visti come manifestazione delle impercettibili forze divine che popolano la natura.
I kami sono stati definiti anche con il termine li, ovvero "intelligenze innate", oppure "principi". Questa miriade di
definizioni sta ad indicare la complessit nel dare una spiegazione al concetto stesso di divinit shintoiste. Spesso
utilizzato anche il termine cinese shen ("esseri di luce", "divinit"), forma pi originale di shin, la radice della parola
Shinto (etimologia completa spiegata nell'introduzione).
I kami non sono dunque divinit trascendenti; sebbene siano impalpabili, popolano lo stesso universo in cui si trova
l'uomo, si trovano solo ad un livello esistenziale superiore. Nel tempo l'immagine dei kami andata a caratterizzarsi,
tanto che comune trovarli rappresentati in forma antropomorfa, e circondati da ampi corollari mitologici; tuttavia il
messaggio essenziale rimasto invariato, le raffigurazioni sono solo delle maschere, volte a rendere concepibili
all'uomo concetti cos complessi. molto frequente, infatti, in particolare nello Shintoismo moderno, l'utilizzo di
uno specchio per rappresentare le divinit. Questa la migliore raffigurazione che possa far comprendere all'uomo
moderno un concetto cos profondo. Lo specchio sta infatti ad indicare che ogni cosa riflessa da esso incarnazione
e manifestazione degli di. In alternativa, come raffigurazione, vengono anche utilizzate composizioni geometriche
di carta o di stoffa.
I kami sono collettivamente chiamati Yaoyorozu no Kami (
?
letteralmente "otto milioni di kami"). Il
nome arcano Yaoyorozu ("otto milioni") non il numero esatto, ma piuttosto un modo simbolico di indicare l'infinito
in un'epoca in cui questo concetto non esisteva. Il kami pi importante, e certamente il pi invocato e venerato la
dea del Sole Amaterasu. Il tempio principale a lei dedicato situato a Ise e ad esso sono affiliati numerosi templi
minori.
Kami particolari
Nella classificazione kami possono essere inclusi anche altri tipi di spiriti, ed entit:
Dosojin: i dosojin o sai no kami o ancora dorokujin, sono le divinit delle strade e dei sentieri, ovviamente pi in
senso metaforico che in senso lato, quindi strade da intendere anche come i sentieri della vita, le direzioni e le
scelte che la caratterizzano. I luoghi in cui si dice siano soliti manifestarsi sono contrassegnati da pietre o sculture,
poste ai lati delle strade, oppure agli incroci o in prossimit dei ponti. In qualit di divinit patrone dei confini, i
dosojin si dice proteggano dagli spiriti maligni e da catastrofi o incidenti stradali. Le pietre di segnalazione dai
luoghi in cui presenziano rappresentano solitamente piccoli esseri antropomorfi, o in alternativa possono essere
semplici pietre con inscrizioni. In alcuni paesi si ritiene che i dosojin siano manifestazioni del kami della fertilit,
in altri casi del kami patrono dei bambini. I popolari festival del fuoco del Giappone, che si tengono il 15 gennaio
di ogni anno, sono conosciuti con il nome di festival dei dosojin. L'usanza prevede che in questa giornata vengano
bruciati tutti gli ornamenti, i talismani e altre decorazioni utilizzate nei templi durante la festa del Nuovo Anno.
Le decorazioni, solitamente di bamb e carta, vengono gettate nel fuoco per propiziare salute e ricchezza per
l'anno appena iniziato. Questa tradizione legata al fuoco ha molti nomi, tra cui Sai no Kami, Sagicho e Dondo
Yaki. La tradizione vuole che dal crepitio delle fiamme si riesca ad interpretare se l'anno sar ricco e prospero.
Shintoismo
109
L'origine delle pietre dosojin si persa nelle nebbie del tempo. Tradizioni simili si possono comunque riscontrare
nel mondo buddhista (nello stesso Giappone i dosojin in stile buddhista sono detti jizo), la tradizione stessa delle
pietre di segnalazione di spiriti nei pressi delle strade rintracciabile ad esempio in India, dove il Buddhismo
nacque all'incirca nel 500 a.C. Il Buddhismo fu introdotto in Giappone solo nel VI secolo dopo Cristo, e con esso
probabilmente la tradizione dei dosojin.
Ujigami: gli ujigami ( , letteralmente "kami con un nome") sono kami particolari, che si ritiene siano
protettori di una specifica localit o un singolo paese e in molti casi si tratta degli spiriti dei fondatori del paese
stesso. I membri della comunit che venera un ujigami sono solitamente chiamati ujiko (anche se questo nome
spesso sta ad indicare il gruppo di persone addette alla manutenzione dei templi di provincia). Queste
caratteristiche rendono il culto degli ujigami molto simile a quello dei santi cristiani.
Mizuko: i bambini che muoiono in et infantile senza essere stati aggiunti alle liste di un tempio (vedi la sezione
culto templare), divengono mizuko (letteralmente "bambino d'acqua") e si ritiene che causino problemi e
pestilenze. I mizuko vengono spesso adorati in templi specifici con lo scopo di placare la loro rabbia e tristezza.
Questi templi sono diventati pi popolari nel Giappone moderno con l'aumento degli aborti.
Spiriti ancestrali: lo Shintoismo insegna che ogni essere vivente possiede una propria anima, chiamata reikon che,
con la morte assume uno status simile a quello dei kami. Coloro che muoiono senza problemi e in felicit
divengono spiriti ancestrali, festeggiati nel giorno di Obon. Essi possono essere pertanto venerati come tenjin
("spiriti celesti"), e pu essere loro richiesta protezione sulla famiglia e sulle vicende ed attivit familiari;
un'usanza molto simile, dunque, a quella di molte altre grandi religioni. Per persone molto eminenti e sagge pu
essere edificato anche un tempio, pratica comune se il defunto era particolarmente popolare.
Yurei: gli yurei sono i fantasmi. Mentre le anime felici diventano spiriti ancestrali, chi muore infelice o di morte
violenta si sostiene divenga un fantasma, uno degli stati spirituali pi vicini a quello umano sia per lo Shintoismo
che per il Buddhismo. Il termine yurei significa letteralmente "fantasmi tormentati", perch questi spiriti
tenderebbero a causare problemi.
Spiriti zoomorfi: la maggior parte dei templi shintoisti, presenta ai lati dell'ingresso due statue raffiguranti
creature dall'aspetto di cani-leoni, sono i cosiddetti komainu, raffiguranti gli spiriti guardiani del tempio che
tengono lontane le entit maligne. I templi dedicati ad Inari fanno eccezione, sono infatti tipicamente guardianati
da tanuki (animali simili ai procioni in grado di trasformarsi in uomini) e uccelli antropomorfi chiamati tengu.
Ovviamente nel tempo sono nate molte varianti, si possono trovare ad esempio anche spiriti dall'aspetto di
scimmie. Ad ogni modo tutti questi spiriti sono collettivamente chiamati Henge, che significa "muta-forma",
poich si crede che possano assumere sembianze umane. La tradizione di questi spiriti guardiani rintracciabile
anche nelle tradizioni buddhiste e taoiste. Vi sono centinaia di leggende che narrano di incontri tra umani e queste
creature magiche, considerate a volte benefiche e a volte malefiche. Fanno parte di questa categoria anche i due
kami zoomorfi pi comuni, il kappa e il drago.
Forze della natura: anche alcune forze ed elementi della natura, sono considerate manifestazioni della matrice
divina di tutto l'universo. Queste forze possono includere quelle rappresentate dai vulcani, come ad esempio il
Monte Fuji, caratterizzato dalla sua dea protettrice. Oltre ad essi ogni luogo particolare, come ad esempio una
scogliera, una cascata, un lago, vengono visti dai fedeli shintoisti come luoghi di intenso potere spirituale.
Shintoismo
110
Oni, demoni maligni.
Yokai: il termine solitamente tradotto
con demoni. una categoria non molto
definita, che a volte pu sconfinare nelle
altre. Generalmente si tratta di esseri che
abitano una dimensione molto vicina a
quella umana. Si dice che la maggior
parte di essi eviti l'incontro con gli
uomini, anche se esistono eccezioni. Gli
yokai sono generalmente associati al
fuoco e all'estate, poich verrebbero
attirati dal calore. Sono rappresentati, di
solito, con aspetto grottesco e terrificante.
Inutile non dire che la credenza in queste
manifestazioni spirituali abbia fortemente
influenzato la moderna industria degli
Anime, i cartoni animati giapponesi. In essi si possono riscontrare centinaia di personaggi e spiriti ostensivamente
ispirati ai kami e agli spiritelli della religione shintoista.
La questione dell'imperatore
Va detto sin dal principio che la venerazione dell'imperatore non era prevista nello Shintoismo precedente alla
Restaurazione Meiji (o comunque era molto meno enfatizzata), ma introdotto da quest'ultima per rafforzare il potere
imperiale. Il culto dell'imperatore crollato insieme al crollo dello Shintoismo di Stato con la fine della seconda
guerra mondiale.
Il Tenno (imperatore) venne considerato essere il discendente di Amaterasu e padre di tutti i Giapponesi ed era
pertanto un kami sulla Terra (un ikigami o "kami vivente"). Con la Restaurazione Meiji il culto venne reso popolare,
ma precedentemente i governatori militari (Shogun) erano riusciti pi volte ad usurpare il potere, nonostante
l'imperatore venisse sempre visto come il vero governatore del Giappone anche nei periodi in cui la carica fu solo
simbolica. Sebbene Hirohito rinunci al suo status divino nel 1946, sotto pressioni americane (Ningen sengen), la
famiglia imperiale rimase profondamente coinvolta nei rituali shintoisti che unificano simbolicamente la nazione
giapponese (Shintoismo imperiale). Questa dichiarazione, pur essendo stata emanata per ragioni politiche,
religiosamente parlando priva di significato ed indic soltanto la fine dell'imposizione dello Shintoismo di Stato.
Simbologia
Torii
Il torii per antonomasia il simbolo universalmente riconosciuto dello Shintoismo. Rappresenta i portali che danno
accesso ai templi o ad una qualsiasi zona naturale considerata sacra. Il torii un simbolo di misticismo. Esso
rappresenta l'eterna interazione, poich immedesimazione, del mondo umano con il mondo divino. Attraversare un
torii significa rivitalizzare i sensi spirituali e rinnovare di continuo la partecipazione alla vita, all'universo intero e
alla propria esistenza soggettiva.
L'origine di questo simbolo pressoch sconosciuta, alcuni la ricollegano al mito in cui Amaterasu si nascose in una
caverna per sfuggire a Susanoo, altri ne vedono l'origine analizzando l'etimo della parola. Torii infatti composto da
tori, che significa uccello con l'aggiunta di una i finale. Secondo questa spiegazione i primi torii erano volti ad
ospitare gli uccelli, considerati particolarmente importanti dalla religione shintoista poich simboleggianti il contatto
tra la Terra e il cielo, metafore rispettivamente del mondo umano e di quello divino.
Shintoismo
111
Tomoe
Il Tomoe, detto anche Yin-Yang-Yuan o Triplo Taijitu, il simbolo della triplicit dell'energia cosmica shintoista
(vedi il paragrafo sulla trinit shintoista). Due delle tre parti rappresentano i due principi polari, Yin e Yang, la terza
parte rappresenta l'universo, ovvero tutte le manifestazioni che scaturiscono dai due principi primordiali.
Esistono molte varianti del Tomoe, data la grande diffusione che ha avuto il simbolo, che oltre a caratterizzare lo
Shintoismo entrato a far parte anche della simbologia buddhista. La versione pi diffusa quella prettamente
tripolare (Mitsu Tomoe), in linea alla cosmologia shintoista. Si definisce tuttavia Tomoe, anche il simbolo
tipicamente in stile giapponese ma bipolare, assimilabile quindi al Taijitu taoista. L'aspetto di quest'ultimo ha
fortemente influenzato lo stile della versione cinese del Tomoe (Yin-Yang-Yuan).
Corda sacra
La corda sacra, in giapponese detta shimenawa ( ), a volte abbreviato in shime, una composizione che
appare molto spesso nei templi shintoisti e nei luoghi sacri. Ad esempio viene frequentemente appesa all'asta
orizzontale dei torii per incrementarne il significato sacro, oppure la si pu trovare legata al tronco di un albero, o
attorno ad una roccia, poich considerati espressione delle potenze spirituali.
Lo shimenawa consiste in una treccia di paglia di riso, alla quale vengono appese strisce di carta, i cosiddetti gohei
( ), che come gi detto precedentemente sono, dopo lo specchio, l'elemento pi utilizzato per raffigurare le
divinit. La parola shimenawa composta da tre kanji di cui l'ultimo nawa (che letteralmente vuol dire "corda"),
mentre gli altri due corrispondono approssimativamente ai termini "scrosciare" (sosogu) e "serie", "gruppo",
"raccolta" (ren). La parola shimekazari ( ) indica invece l'insieme di decorazioni realizzato con pi
shimenawa (kazari significa appunto decorazione).
Maneki neko o Gatto della fortuna
Nel Diciassettesimo secolo, in un tempio di Tokyo, viveva un monaco poverissimo, costretto a dividere il suo cibo con un
gatto Tama. Un giorno, durante una tempesta, un ricco signore si ferm sotto un albero del tempio per ripararsi dalla
pioggia. Mentre aspettava la fine della tempesta, vide un gatto, che con la zampa, lo invitava a seguirlo verso il tempio.
L'uomo si alz per seguire il gatto e proprio in quel momento un fulmine colp la pianta. Da quel giorno l'uomo divenne
amico del monaco e del gatto, che non dovettero pi vivere in povert. Quando il gatto Tama mor fu seppellito nel tempio
di Goutokuji.
Questa sicuramente la pi popolare delle leggende che avvolgono la figura del Maneki neko ( ),
letteralmente gatto che invita, all'estero chiamato anche gatto della fortuna. In ognuna di queste leggende ci sono
comunque dettagli similari, in particolare il salvataggio di qualcuno da parte di questo gatto. Da leggenda popolare il
Maneki neko ben presto diventato uno dei simboli pi popolari del Giappone, e seppur di origine buddhista, le sue
raffigurazioni sono usate come amuleto anche nella religione shintoista. molto frequente, in Giappone, imbattersi
in queste raffigurazioni feliniformi in qualsiasi tipo di ambiente, case, ristoranti, alberghi, centri commerciali.
Shintoismo
112
Amuleto Maneki neko.
Si crede che questo amuleto abbia poteri mistici e
capacit di protezione nei confronti dell'ambiente in cui si
trova, portando salute, fortuna e denaro. La figura del
Maneki neko risalirebbe al XIV o XVII secolo, e avrebbe
avuto origine ad Osaka, anche se tradizioni precedenti
potrebbero risalire addirittura a millenni fa, quando i
primi gatti furono importati in Giappone attraverso la
Cina dai coltivatori di bachi da seta.
Data l'antica origine della credenza nel Maneki neko, ne
esistono migliaia di tipologie diverse, modellate nelle
forme pi originali ed utilizzando i materiali pi vari;
solo l'impostazione sempre la stessa: un gatto seduto
con una campanella allacciata al collo e una zampa
sollevata in segno di saluto. Interessante la posizione delle zampe, infatti sebbene le rappresentazioni con la zampa
sinistra sollevata siano pi comuni di quelle con la zampa destra alzata, la ragione esatta della differenza non
chiara. Alcuni ritengono che la zampa sinistra sollevata significhi denaro e fortuna, mentre la destra significhi salute.
Altri sostengono che la sinistra propizi gli affari e la destra la famiglia.
Il gatto anche rappresentato in una vasta gamma di colori, ognuno dei quali ha un suo significato. Quello pi
comune il bianco, che significa gi di per s buona fortuna. Il business di questi amuleti ha una forte importanza
nel Giappone moderno, ed esistono laboratori di artisti specializzati nella produzione delle statuette.
Il Gatto della Fortuna presente anche nei Pokmon: la mongolfiera del Team Rocket, infatti, assomiglia a Meowth,
un Pokmon felino, con la tipica zampa sollevata.
Templi
La pratica della costruzione di templi shintoisti, in giapponese jinja o jingu, ebbe origine con l'introduzione del
Buddhismo, probabilmente ad imitazione dei templi di quest'ultima tradizione. Il rito shintoista infatti, in origine,
veniva praticato all'aperto, di solito con piccoli reliquiari mobili o in aree chiamate miya. Ovviamente era possibile
trovare eccezioni, templi fissi, i primi dei quali sono identificabili come la forma primordiale di architettura
shintoista.
Stili
Il tempio si poi adattato a differenti stili architettonici, oltre a quello buddhista assorb anche caratteristiche degli
stili taoista e confuciano. Oggi si possono trovare templi manifesto di ognuno di questa miriade di stili, da quello
utilizzato nella maggior parte dei templi, allo stile del tempio di Ise caratterizzato dai tetti in paglia, allo stile
moderno. Nell'apparente caos stilistico lo Shintoismo mantenne le sue regole di costruzione pi originali, in
particolare i materiali utilizzati, la disposizione dei locali del tempio e gli ornamenti simbolici. Caratteristica comune
a tutti i templi tradizionali l'utilizzo di materiali da costruzione naturali, il legno in primis, sebbene con
l'importazione degli stili architettonici cinesi si ebbe una discreta diffusione dell'utilizzo della pietra, oltre
all'introduzione della pittura e della scultura. Il Buddhismo oltre all'architettura influenz anche i rituali shintoisti e
le raffigurazioni divine, infatti in epoca medievale avvenne un'esplosione di raffigurazioni shintoiste con marcati
caratteri buddhisti.
Oggi sebbene la maggior parte dei nuovi templi tenda a rispettare gli stili tradizionali, altrettanto spesso si tende a
sviare, sperimentando e proponendo nuovi stili architettonici, con la costruzione di templi decisamente futuristici,
caratterizzati dall'utilizzo di materiali come l'acciaio, il cemento e il vetro.
Shintoismo
113
Locali
Il tempio shintoista ha una struttura ben precisa. sempre suddiviso in una serie di locali caratterizzati ognuno da
una specifica funzione:
Honden: il sancta sanctorum, la zone pi esclusiva del complesso templare, si tratta infatti del locale pi sacro,
che ospita la raffigurazione della divinit. Spesso questa zona chiusa al pubblico e solo i preti possono averne
accesso, per compiere i riti di purificazione.
Haiden: la "sala della preghiera o "oratorio" la zona in cui i fedeli possono recarsi a pregare e dove si tengono
alcune cerimonie. completata solitamente da panche e sedie, come in un tempio cristiano. Non tuttavia la sola
zona in cui si prega, infatti in templi speciali come quello di Ise, sia preti che laici offrono le loro preghiere
sedendosi all'esterno, nei giardini del tempio.
Heiden: la "sala delle offerte". Non presente in tutti i templi in quanto ognuno di essi tramanda propri riti per
celebrare le offerte. Queste offerte sono simboleggiate da vivande, che possono essere disposte su tavoli, appese,
sparse nei boschi o nell'acqua. In alcuni templi le offerte vengono accumulate negli heiden.
Chokushiden: si tratta di una sala speciale dove si tiene la cosiddetta "comunione dei cibi", in giapponese ainame,
durante la quale i fedeli mangiano le offerte stesse fatte alle divinit. Questo rituale simboleggia l'unione mistica
tra l'uomo e il kami, permessa dal cibo, che viene assunto simbolicamente da entrambi.
Altre sale: il tempio ospita spesso anche sale utilizzate per le pratiche rituali legate alla musica e alla danza.
Furono introdotte nel periodo medievale. Sono solitamente due, collocate simmetricamente a destra e a sinistra
della sala principale. Musica e danza sono considerati importanti, poich si dice favoriscano l'armonia tra l'uomo
e i kami.
Area d'ingresso
L'area d'ingresso di un tempio shintoista nella quasi totalit dei casi contrassegnata dalla presenza di un torii. Il
nome (che letteralmente significa "dove risiedono gli uccelli") indica il classico portale mistico che segnala l'entrata
nell'area sacra, che oltre ad un tempio pu essere una qualsiasi zona naturale caratterizzata da una forte bellezza e
singolarit. Un torii costituito da due pilastri verticali che ne sostengono due orizzontali, e completato da una
tavoletta centrale, tra le due aste orizzontali, che solitamente riporta il nome del tempio, dell'area sacra o una frase
particolarmente significativa. L'origine di questa struttura pressoch sconosciuta e si perde nella leggenda (vedi il
paragrafo nel capitolo sulla simbologia per approfondire).
Torii del tempio di Itsukushima.
Si tratta di un simbolo molto semplice, ma dai significati
estremamente profondi, esso simboleggia principalmente il
cancello che separa il mondo fisico dal mondo spirituale. Il
torii tradizionalmente costruito in legno e dipinto di colore
rosso vermiglio. Ovviamente con il tempo, e in particolare
nella modernit si sono presentate numerose varianti, tra cui
la pietra e ancor pi di recente il metallo.
Bosco sacro
Inizialmente i templi shintoisti venivano edificati in zone
incontaminate e isolate dai centri abitati. Sebbene con la
grande urbanizzazione del Giappone, oggi, i nuovi templi
(in particolare quelli piccoli) non abbiano pi la
caratteristica di essere immersi in boschi verdeggianti, i luoghi di culto principali tendono invece a conservarla.
Questa tradizione va ricollegata senza dubbio alla sacralit della natura e al posto prominente che essa deve
Shintoismo
114
mantenere nella vita umana, per permettere all'uomo di rimanere sempre in equilibrio con il mondo. I giardini
circondanti i templi sono parte fondamentale della religione shintoista, protettrice della natura in quanto divina. I
boschi evocano quel tipo di armonia con il mondo e con il divino che l'uomo tecnologizzato tende sempre pi a
dimenticare. Subito dopo aver attraversato la prima tappa rappresentata dal torii, nei grandi templi, si accede
immediatamente al bosco, attraversato di solito da un sentiero chiamato sando.
Il sando, che attraversa la zona boschiva e conduce alla struttura templare, molto pi di un semplice
camminamento, rappresenta infatti un cammino mistico. Riflette il sentiero che l'uomo deve compiere per giungere
alla comprensione del divino, ovvero intraprendere un passaggio attraverso la natura, unico vero mezzo per
conoscere quale sia il mistero della vita. Il sando un cammino rituale, che il fedele intraprende per giungere alla
purificazione e liberare la mente, in modo da raggiungere la contemplazione e la venerazione dei kami con la
spontaneit pi pura possibile. Ai lati del sando, che spesso pu essere anche una scalinata, sono poste di frequente
statue di animali sacri, o lanterne di pietra, che dividono il percorso in una serie di tappe. comune anche che il
sando, in certi templi, attraversi un ponte, chiamato shinkyo. La traversata del ponte e quindi dell'acqua
simboleggia la purificazione.
Ogni fenomeno naturale espressione delle forze che governano l'universo.
Il Giappone uno dei Paesi pi
industrializzati al mondo: dire che il
sessantasette per cento del suo territorio
ancora coperto da foreste sembrerebbe un
paradosso, eppure si tratta della realt.
Probabilmente il Giappone, pi che alla
geografia territoriale e al carattere
montagnoso, deve proprio alle sue tradizioni
e ai suoi valori religiosi questo interessante
ossimoro, un modello che di certo dovrebbe
essere preso maggiormente in
considerazione.
Data la radicata credenza nella sacralit
dell'universo i templi rappresentano in un
certo senso un microcosmo, una piccola
riproduzione degli elementi naturali nella
loro essenza: il giardino rappresenta i boschi e le foreste di tutto il mondo, la fonte per le abluzioni il fiume, le pietre
nei giardini rappresentano le montagne e infine gli stagni, rappresentano i mari e i laghi.
Conversione
L'espressione conversione allo Shintoismo non poi cos appropriata, difatti per diventare shintoisti non necessaria
nessuna conversione in senso stretto, ovvero nessun rituale particolare o l'adesione a una qualche comunit: questo
perch lo Shintoismo non richiede nessuna trasformazione, in quanto si gi predisposti ad abbracciare questa
religione, in quanto essa scaturisce dallo spirito profondo dell'uomo. In qualit di religione cosiddetta naturale, lo
Shintoismo insegna che diventare shintoisti significa semplicemente credere nei suoi precetti, con coerenza e
sentimento. Credere nei suoi valori e metterli in pratica, credere nei kami, gli spiriti della natura: queste sono le due
condizioni essenziali che fanno di un uomo uno shintoista.
Shintoismo
115
Ponte sacro shinkyo.
Effetti culturali dello Shintoismo
Lo Shintoismo stato definito la religione della
giapponesit ed i valori ed usi di questa religione sono
inseparabili da quelli della cultura giapponese
precedente all'influsso delle idee cinesi che avvenne
alla met del VI secolo. Molte famose pratiche
giapponesi hanno radici dirette o indirette nello
Shintoismo. Per esempio alla base delle tipiche arti
giapponesi delle composizioni floreali ikebana,
dell'architettura tradizionale e dei giardini alla
giapponese ci sono chiaramente gli ideali shintoisti di
armonia con la natura. Un collegamento pi esplicito
allo Shintoismo nel Sumo dove, anche nella versione
moderna, alcuni rituali shintoisti vengono eseguiti
prima di un incontro, come la purificazione dell'arena
cospargendola di sale. tuttora consuetudine per molti
giapponesi dire Itadakimasu ("ricevo umilmente
[questo cibo]") prima di mangiare e gran parte
dell'enfasi giapponese sulle forme corrette di saluto pu
essere considerata una continuazione dell'antica
credenza shintoista del kotodama (parole con un effetto
magico sul mondo). Molte pratiche culturali giapponesi, come l'uso di bacchette di legno per mangiare o togliersi le
scarpe prima di entrare in un edificio possano aver avuto origine da credenze e pratiche shintoiste.
Secondo alcuni, l'ideologia shintoista ha avuto un notevole impatto sulle nuove generazioni occidentali attraverso i
manga e gli anime che ne sono fortemente permeati.
Bibliografia
Bhukku Satori Bhante. Shintoismo. Rizzoli Libri Illustrati, 1996. ISBN 88-17-14616-1.
Kenji, Ueda. The Concept of Kami. 1999.
Littleton, Scott. Shinto: Origins, Rituals, Festivals, Spirits, Sacred Places. 2002. ISBN 0-19-521886-8.
Ono Sokyo. Iniziazione allo Shintoismo. Edizioni Mediterranee, 2004. ISBN 88-272-1715-0.
Puddinu, Paolo. Shintoismo. Queriniana, 2003. ISBN 88-399-1186-3.
Raveri, Massimo. Itinerari nel sacro. L'esperienza religiosa giapponese. Venezia, Cafoscarina, 2006. ISBN
88-7543-109-4.
Villani, Paolo. Kojiki: un racconto di antichi eventi. Marsilio Editore, 2006. ISBN 88-317-8982-1.
Shintoismo
116
Voci correlate
Torii
Kami
Animismo
Panteismo
Politeismo
Jinja Honcho
Tempio shintoista
Mitologia giapponese
Lista di templi shintoisti
Scintoismo settario
Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali: http:/ / commons. wikimedia. org/ wiki/ Category:Shint
Wikizionario contiene la voce di dizionario: http:/ / it. wiktionary. org/ wiki/ shintoismo
Wikiquote contiene citazioni: http:/ / it. wikiquote. org/ wiki/ Shintoismo
Collegamenti esterni
(EN,RU,JA) International Shinto Foundation
[1]
- associazione newyorkese impegnata nella diffusione dello
Shintoismo
(IT,EN,JA) Shinto Online Network Association
[2]
- Organizzazione giapponese per la diffusione dello
Shintoismo
(EN,DE,JA) Japanese Dutch Shinto Foundation
[3]
- organizzazione shintoista olandese
(EN) Jinja Honcho
[4]
Association dei santuari shintoisti (raccoglie tutti i santuari shintoisti giapponesi(
(EN) Kokugakuin University Encylopedia of Shinto
[5]
(EN) Shinto: A Philosophical Introduction
[6]
di Timothy Takemoto
[7]
(EN) Informazioni sullo Shintoismo
[8]
(EN) Microsite della BBC sullo Shintoismo
[9]
(EN) Lo Shintoismo e la dimensione sacra della natura
[10]
- Trattato dell'universit di Cambridge
(EN) Kami no Michi: la via degli di
[11]
- Libro online sulla vita e il pensiero di un sacerdote shintoista
(EN) Internet Sacred Text Archive
[12]
- Collezione di testi shintoisti ed epici giapponesi
(EN) Shinto: The Way of Purification
[13]
- Intervista a reverendo Barrish, primo prete shintoista non-giapponese
(EN) I concetti della religione shintoista
[14]
Corso di Religione
[15]
- Lo Shintoismo
Albator012
[16]
- La religione del Giappone
Le religioni del Giappone
[17]
- Shintoismo
Shintoismo
117
Note
[1] http:/ / www. shinto. org
[2] http:/ / jinja. jp/ italian/ index.html
[3] http:/ / www. shinto. nl/
[4] http:/ / www. jinjahoncho. or. jp/ en/ index.html
[5] http:/ / eos. kokugakuin. ac.jp/ modules/ xwords/
[6] http:/ / www. nihonbunka. com/ shinto/
[7] http:/ / www. nihonbunka. com/
[8] http:/ / www. taima. org/ en/ shintoinfo. htm
[9] http:/ / www. bbc.co.uk/ religion/ religions/ shinto/
[10] http:/ / www.shinto.org/ isri/ eng/ dr.carmen-e. html
[11] http:/ / www.csuchico.edu/ ~georgew/ tsa/ Kami_no_Michi_ToC. html
[12] http:/ / www.sacred-texts. com/ shi/ index.htm
[13] http:/ / netmar. com/ ~maat/ archive/ feb3/ shinto. htm
[14] http:/ / www.onmarkproductions. com/ html/ shinto-concepts. shtml
[15] http:/ / www.corsodireligione. it/ religioni/ shintoismo/ shinto. htm
[16] http:/ / web.tiscali.it/ albator/ ez08/ cultura.htm
[17] http:/ / www.liceoberchet. it/ ricerche/ geo4d_03/ Giappone/ shintoismo2_liv. htm
Fonti e autori delle voci
118
Fonti e autori delle voci
Giappone Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=46721841 Autori:: .anaconda, .snoopy., A.Arianna, ARTE, Actarux, Aedo89, Agiulfo, Agnellino, Airon90, Alexander VIII,
Alfarocch, Alicemare, AndreA, Andrea.gf, Andrealibero.valori, Antonfon, Aracuano, Armi e ritagli, Ary29, Asdalol, Ask21, AttoRenato, Azrael555, BMonkey, Baku, Balfabio, Baronnet, Bathor,
Beard, Beechs, Beta16, Binhos, Bixxio, Braglia, Brskelly, Buggia, Calabash, Carlomorino, Cbisfan, Cesalpino, Chemako0606, Cippirimerlo, Codas, Codicorumus, Contezero, Cotton, Dan85,
DanGarb, DaniDF1995, Danieleamato, DarkAp, Dedda71, Dj ture, Domyinik, DorianaV., Dr Zimbu, Dromofonte, Drugonot, Dzag, Echomrg, Ediedi, Ekalio, Elcairo, Elcaracol, Electionworld,
Elisaunitn, Elly 92, ElpJo84, Eltharion, Elwood, Eumolpa, Exairetos, Exephyo, Exorcist Z, Fabexplosive, Felisopus, Filippo2192, Filippof, FollowTheMedia, Formica rufa, Franco, Franz Liszt,
Frigotoni, GJo, Gacio, Gcube, Generale Lee, Geroaff, Gian punk, Giancarlodessi, Ginto89, Giova81, Giovannigobbin, Grazianoleni, Grecianwood, Gspinoza, Guidomac, Hellis, Henrykus,
Heralder, Ignlig, Il giapponese, Jalo, Johnlong, JohnnnyRotten9999, Jok3r, Jstudio, K.Weise, KS, Kazu89, Kiado, Kibira, Klaudio, Koji, L736E, Lachimera, Larry Yuma, Leo Pasini, Llodi, Lo
Scaligero, Lochness, Lohe, Lombardelli, Luc19, Lucare87, Lucas, Luisa, LukeWiller, Lulo, Lusum, M7, MM, Magnum2008, Manujap, Manusha, MapiVanPelt, Marcel Bergeret,
MarcelloPapirio, Marchino83, Marcol-it, Mariotto2009, Mark91, Marko86, Marukou, Mau db, Mav1983, Max Canal, Melkor II, Melos, Michaelwoo, Moloch981, Momiji, Moroboshi, Mrghost,
Neminis, Nemo bis, Nepenthes, Nicoli, Nikozzo, Nipposardo, No2, Nottambulo, Numbo3, Nussa, Oiudeisnemo, Otrebor81, Oyasuminasai, Paginazero, Panapp, Paolopollo1, Payu, Perkele,
Phantomas, Pil56, Pino Pinto, Progmaru, Qbert88, Remulazz, RiccardoP1983, Rl89, Roberto82, Rocker85, Rojelio, Rupertsciamenna, Sailko, Salvatore.Gerace, Sandrocozzi, Saso-kun, Sd, Seics,
Senpai, Shigeta Hisanobu, Shivanarayana, Sir marek, Smagol, Snowolf, Socho-sama, SpeDIt, Squattaturi, SteGrifo27, SuperVirtual, Sweet principess, Taliesin, Tano-kun, Taueres, Tenebroso,
The White Duke, TheLastShadow, Thorin III, Ticket 2010081310004741, Tirinto, To011, Torsolo, Turgon, Trelio, Ulisse0, Vale maio, Vermondo, Verne97, Vid395, Viplux, Viscontino,
Vituzzu, Vu Duc Thang, Wido, Yoruno, Yukaosawa, Zabrinsky, 728 Modifiche anonime
Storia del Giappone Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=46545225 Autori:: Aedo89, Anonymous of Italy, Ayers, Balfabio, CecilK, Civv, Dzag, Faberwar, Flashpoint,
Grandangolo, Kibira, Larry Yuma, Lenangreal, Lord Hidelan, Marcok, Marukou, Marzia89, Mav1983, Menelik, Moroboshi, NewLibertine, Nick, Nipposardo, Orfeo di Grecia, Orric, Pier Paolo
Ramon, Pracchia-78, Razzairpina, Retaggio, SuperVirtual, Tenebroso, Ticket 2010081310004741, Tommaso Ferrara, Tonkawa68, Triquetra, Yoshitsune06 15, 67 Modifiche anonime
Cultura giapponese Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=43243774 Autori:: 663highland, A.Arianna, Antinea, AttoRenato, Aushulz, Bramfab, CNetwork, Codas, Exairetos,
Exorcist Z, Gacio, Generale Lee, Grigio60, Koji, Madaki, Michele-sama, Panapp, Patafisik, Phantomas, Sailko, Shivanarayana, Ticket 2010081310004741, Vipera, 34 Modifiche anonime
Arte giapponese Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=44333629 Autori:: .mau., .snoopy., 663highland, Andrealibero.valori, Antinea, Basilero, Brownout, Carlo58s, Eumolpo,
Exairetos, Fa', Godzillante, Joe123, Kibira, MM, MapiVanPelt, Marco Plassio, Mau db, Oilstreet, Otrebor81, Roberto Mura, Shelidon, Snowdog, Tennegi, Ticket 2010081310004741, Zakard, 33
Modifiche anonime
Lingua giapponese Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=46799224 Autori:: .jhc., Alec, Alpha Centaury, Andie, Arkyos, AttoRenato, Balabiot, Barbaking, BattLo, Bella Situazione,
Beren023, Bukkia, Bultro, Carlo.Ierna, Cippirimerlo, Civv, Crumbs, DanGarb, DaniDF1995, Dbrn84, Demart81, Dexter High, Dr Zimbu, Dzag, Elkelon, ElpJo84, Enghel, Fa', Farfallinablu,
Frieda, Frigotoni, Ft1, Gac, Geon79, Glottografo, Goroppon, Grazianoleni, Hagakure1985, Hamed, HarryPotter87, Hashar, Hellis, Hill, Hoshi, Hrundi V. Bakshi, Ilafra, Japan 4ever, Jethro85,
Jk3000, Koji, Leledes92, Lohe, Luckyz, LukeWiller, MaEr, MaiDireChiara, MapiVanPelt, Marcok, Mario1952, Mariposablu, Marralph, Miku, Miseria, Moroboshi, Namek, Nick Glass, No2,
Olando, Oscar58, Panairjdde, Panapp, Pasquale, PersOnLine, Princess Ai, Rago, Reo-chan, Riccardo.fabris, Rikwiki, Rob-ot, Robertogilli, Sailko, Sannita, SephirothSZ, Shigeta Hisanobu, Shikai
shaw, Signora con l'ombrello, SimoneMLK, Smagol, Socho-sama, Suisui, Taueres, Ticket 2010081310004741, TierrayLibertad, Tonii, Topowiki, Torsolo, Twice25, Wido, Xinstalker,
Yoggysot, Yupa, R, 178 Modifiche anonime
Hiragana Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=45850703 Autori:: Alec, Alfio66, Babau, DanGarb, Deadwinter, Derfel74, Ezln23, F l a n k e r, FollowTheMedia, Guam,
LapoLuchini, Larry Yuma, MaiDireChiara, Mkill, Paginazero, Paolo Ferla, Sanremofilo, Shadd, Trixt, Twice25, Vale maio, Valepert, Zabrini, R, 16 Modifiche anonime
Katakana Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=46551067 Autori:: Adriano, Alec, Babau, Bit, DanGarb, DarkAp, Deadwinter, Derfel74, Ezln23, Granzotto, Hashar, Immanuel
Giel, LapoLuchini, Lukius, Mkill, Poweruser, Robertiki, Suisui, Tooby, Twice25, Vale maio, Valepert, Zabrini, host203-254.pool80181.interbusiness.it, knight.polito.it, R, 22 Modifiche
anonime
Kanji Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=44502721 Autori:: Babau, Barbaking, Cloned67, DanGarb, DarkAp, Ezln23, Franco3450, Hellis, Koji, LapoLuchini, Lilja,
MaiDireChiara, Paginazero, Panapp, Pirkaf, Poweruser, Sailko, Sir marek, Snowdog, Twice25, Vale maio, Yupa, 37 Modifiche anonime
Cucina giapponese Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=46309815 Autori:: Adriano, Agostino64, Alec, Alemartini74, Animaccianera, AnjaManix, AttoRenato, Carlo.Ierna,
Chefkumale, Cribegh, DarkAp, Derfel74, Dome, Dzag, Exephyo, Falcodigiada, Fatherblack, Frieda, Gacio, Giovannigobbin, Gregorovius, Guarracino, Hashar, Hill, Ilafra, Indigesto, Knacker,
Laurentius, Leikfaz, Leonard Vertighel, Lp, Lukius, Ma'ame Michu, Magma, MaiDireChiara, Marcotogni, Massi cadenti, Matra dj, Moroboshi, Nipponico, OrbiliusMagister, Orionethe,
Otrebor81, Paginazero, Panairjdde, Peres, Perkele, Pippu d'Angelo, Pracchia-78, Princess Ai, Quatar, Rojelio, Ruggero.Montalto, Sailko, Senpai, Shivanarayana, Snowdog, Sonichead, Spiff1281,
Steno73, Tennegi, Utente3, Xaura, 120 Modifiche anonime
Tokyo Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=46699965 Autori:: .jhc., Adriano, Agnellino, Alec, Alexander VIII, Alfio, Amarvudol, Aphaia, Ary29, Ask21, AttoRenato, Ayers,
Babau, Basilicofresco, Blues 1911, Bonza, CambiareIlMondo, Carlo.Ierna, Carlominucci, Civv, Cuci, Damnit, DanGarb, Danix87, Dany80it, DarkAp, Dome, Dr Zimbu, Dzag, Elisaunitn,
Elkelon, ElpJo84, Etrusko25, Eumolpo, Exorcist Z, Fluctuat, Frameme, Frieda, Ft1, Gac, Giuse93, Gp 1980, Gpmat, Gspinoza, Guidomac, Helios, Hellis, Hill, Hisagi, Ico-Neko, Ignlig, Ilafra, Io',
Israfael, Joebigwheel, Kanchelskis, Kibira, Koji, Kuroshi, LX, Lingtft, Lombres, Looxix, Lukius, Lulo, Maestrakia, Massimocicc, Max Canal, Melkor II, Migola93, Mitsuiko, Moongateclimber,
Moroboshi, Mr buick, N1u2m3b4, Nanae, Nemo bis, Nexxuscommunications, NicFer, No2, Oiler, Oni link, Otrebor81, PHoBiA, Panairjdde, Panapp, Papo77, Patty, Phantomas, Pietrodn, Pil56,
Poweruser, Quindicidodici, Resigua, Ricce, Rob-ot, Sabbut, Sailko, Salento81, Sbisolo, Schickaneder, Seics, Senpai, Shikai shaw, Shinkangae91, Shivanarayana, Sim Dawdler, Simone,
Snowdog, SoccerFan1987, Stef Mec, Suisui, Superchilum, Tadino, Tano-kun, Template namespace initialisation script, Tenebroso, The White Duke, Threecharlie, Ticket 2010081310004741,
TierrayLibertad, Tiesse, Tirinto, Totosl85, Viscontino, Walker82, Wikipedia Express, Wind of freedom, Yukaosawa, , , 198 Modifiche anonime
Kyto Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=39079624 Autori:: 5Y, Adriano, Alberto da Calvairate, Alec, Alfio, Alfredo48, Alpha Centaury, Aphaia, AvengerX, Babau, Barbaking,
Bultro, Carlo.Ierna, Cinziogendarme, Codas, DanGarb, Dany80it, Drugonot, Exephyo, Fluctuat, GiGi2, Groucho85, Gspinoza, Hill, Jalo, Jk3000, KS, Laurentius, Lukius, Marcok, Microsoikos,
Mr buick, Ninniuz, No2, Otrebor81, Panapp, Prill, Quandary, Quindicidodici, Ruthven, Sabbut, Scriban, Senpai, Siobhn, Smagol, Snowdog, Stewie The Best, Tenebroso, The White Duke,
Thefix, Tonii, Triple 8, Under, Valhalla, Viscontino, Yackyack, 36 Modifiche anonime
Buddhismo Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=46719424 Autori:: ...Angelita..., .anaconda, .snoopy., Aedo89, Airon90, Alec, Amarvudol, Andcen, Andrea Sivieri, Andreaderosa,
Andrewz95, Angelosch, Antonio Vigilante, Antonio81, Arauna, Archenzo, Ariel, Ary29, Aryadeva, Avemundi, Azrael555, Babau, Barbaking, Basilero, Blakwolf, Bodigami, Bodinagamin,
Bouncey2k, Bramfab, Buggia, C.cappati, Calabash, Carlo.Ierna, Carossini, Chemako0606, Civv, Claudio Pipitone, Claudio29, Codas, Cruccone, Crypto, Crys, Capanthaka, Dani4P, Danilo,
Dans, Dao888, Dark, DarkAp, DaveBlack, Davide, Davide21, Dedda71, Delahay, Delasale, Demart81, Django, Dome, Dr Zimbu, Dream.x, Elborgo, Elcaracol, Esteban.barahona, Eumolpa,
Eumolpo, Exairetos, Fabrizio, Fantasma, Fbartolom, Fiaschi, Fidio, FiloSottile, Filos96, Fiordiloto11, Franz Liszt, Frieda, Frigotoni, Ft1, G.dallorto, Gac, GatoSelvadego, Ggonnell,
Giancarlodessi, GiorgioBea, Giovannigobbin, Gizm0, Govoch, Guidomac, Hal8999, Hashar, Helios, Hellis, Hill, Ignlig, Jabu, Jerod89, JohnnnyRotten9999, Jooo, Kiado, Kibira, Kiky&glo,
Kkwikipedia, Klaudio, Kruoit76g, Kynoos, Larry Yuma, Lo Scaligero, Lucas, Luisa, Luiss, M7, MaEr, Manusha, MapiVanPelt, Marc.soave, Marcok, Marcol-it, Marius, Mark91, Mau db,
Meimei, Melkor II, Mercuri88, Microne, Microsoikos, Midnight bird, Moroboshi, Mr buick, Mtt, Munikumara, Nemo bis, Nick, No2, Nrykko, Nyo, P tasso, Paginazero, Panairjdde, Pequod76,
PersOnLine, Phantomas, Pierpao (patrolling), Poxx, Praticaquotidiana, Progredire, Pyotr, Rael, Rago, RamsesII, Rdocb, Remulazz, Restu20, Retaggio, Riccardov, Ripepette, Rojelio, Saigon87,
Sbisolo, Senpai, Shivanarayana, ShortRound, Shl, Smithz, Snowdog, Snowolf, Suisui, Superfranz83, T137, Taueres, Template namespace initialisation script, Tia solzago, Ticket
2010081310004741, TierrayLibertad, Tigredipietra, Tinette, To011, Tommaso77, Tonii, Twice25, Unideanet, Uriel.Seiros, Vale maio, Valepert, Valmose, Veneziano, Vermondo, Vichingo,
Vipera, Vituzzu, Xinstalker, Yunyu , Yupa, 620 Modifiche anonime
Shintoismo Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=46541283 Autori:: .anaconda, Actam, Adyton, Aki 01, Aldenofcarme, Aphaia, Ariel, Ary29, AttoRenato, Aushulz, Baburkhan,
Bouncey2k, ChemicalBit, Cloj, Danilo, Dedda71, Delahay, Diuturno, Ermanon, Eumolpo, Exairetos, Felyx, Francesco vin, Franco3450, Franz Liszt, G.M. Sir Lawrence, Gac, Gacio, Hashar,
Helios, Hellis, Ignlig, Inichi, Jacopo, Jaqen, Kalibos, Kruoit76g, Kunturweb, La Nuova Idea (mia), Lilja, Lo Scaligero, Luckyz, Luisa, Marc.soave, Marius, Mauro742, Mickey83, Midnight bird,
Mitokomon, Moroboshi, Mox83, Nemo bis, Nick1915, Nihonjoe, Nyo, Otrebor81, PersOnLine, Phantomas, Pracchia-78, Pyotr, Remulazz, Riccardov, Roby69m, Sandrocozzi, Shivanarayana,
Shyragma, Silvio Vita, Sky without clouds, Snowdog, Stefano-c, SuperVirtual, Superchilum, Taueres, Ticket 2010081310004741, Tinette, Tonii, Topowiki, Trivial Iterator, Vituzzu, Xaura,
Yackyack, Yoruno, Yupa, , 177 Modifiche anonime
Fonti, licenze e autori delle immagini
119
Fonti, licenze e autori delle immagini
File:Flag of Japan.svg Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Flag_of_Japan.svg Licenza: Public Domain Autori:: Various
File:Japanese Imperial Seal.svg Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Japanese_Imperial_Seal.svg Licenza: Creative Commons Attribution-Sharealike 3.0 Autori:: Heralder
based on work of Philip Nilsson
File:Japan-location-cia.gif Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Japan-location-cia.gif Licenza: Public Domain Autori:: CIA
File:Japan_sea_map.png Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Japan_sea_map.png Licenza: Public Domain Autori:: 84user, Chris 73, Common Good, DieBuche, Dinamik,
Elmor, Idh0854, Joey-das-WBF, Kintetsubuffalo, LERK, Mattbuck, Mschlindwein, Ras67, Rursus, Tobias Conradi, Valentim, Worldproject, 2 Modifiche anonime
File:NaraTodaijiDaibutsu0212.jpg Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:NaraTodaijiDaibutsu0212.jpg Licenza: Public Domain Autori:: 663highland, Amcaja, Fg2, Geofrog,
Haragayato, LERK
File:Genji emaki azumaya.jpg Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Genji_emaki_azumaya.jpg Licenza: Public Domain Autori:: Imperial court in Kyoto
File:Hasekura in Rome.JPG Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Hasekura_in_Rome.JPG Licenza: Public Domain Autori:: Ash Crow, G.dallorto, Iustinus, Kareha, Mattes,
William Avery, 31 Modifiche anonime
File:RedSealShip.JPG Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:RedSealShip.JPG Licenza: Public Domain Autori:: Amcaja, Andres rojas22, Binabik155, Geofrog, KTo288, Kaba,
Makthorpe, Mattes, Moroboshi, Shizhao, 1 Modifiche anonime
File:nagasakibomb.jpg Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Nagasakibomb.jpg Licenza: Public Domain Autori:: The picture was taken from one of the B-29 Superfortresses
used in the attack.
File:Japan topo en.jpg Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Japan_topo_en.jpg Licenza: GNU Free Documentation License Autori:: Electionworld, Jugger90, Kenmayer, 1
Modifiche anonime
File:Ago Bay and Takami Mountains.jpg Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Ago_Bay_and_Takami_Mountains.jpg Licenza: GNU Free Documentation License Autori::
663highland, Excavator, Miketsukunibito, 1 Modifiche anonime
File:Hanshin Koshien Stadium 2007-21.jpg Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Hanshin_Koshien_Stadium_2007-21.jpg Licenza: Creative Commons Attribution-ShareAlike
3.0 Unported Autori:: User:DX Broadrec
Immagine:Commons-logo.svg Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Commons-logo.svg Licenza: logo Autori:: SVG version was created by User:Grunt and cleaned up by
3247, based on the earlier PNG version, created by Reidab.
Immagine:Wikinews-logo.svg Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Wikinews-logo.svg Licenza: logo Autori:: Vectorized by Simon 01:05, 2 August 2006 (UTC) Updated by
Time3000 17 April 2007 to use official Wikinews colours and appear correctly on dark backgrounds. Originally uploaded by Simon.
Immagine:Wikiquote-logo.svg Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Wikiquote-logo.svg Licenza: Public Domain Autori:: -xfi-, Dbc334, Doodledoo, Elian, Guillom, Jeffq,
Krinkle, Maderibeyza, Majorly, Nishkid64, RedCoat, Rei-artur, Rocket000, 11 Modifiche anonime
File:MiddleJomonVessel.JPG Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:MiddleJomonVessel.JPG Licenza: GNU Free Documentation License Autori:: PHG at en.wikipedia
File:Korakuen Okayama26s3872.jpg Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Korakuen_Okayama26s3872.jpg Licenza: Creative Commons Attribution-ShareAlike 3.0 Unported
Autori:: 663highland
File:Shodo.jpg Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Shodo.jpg Licenza: GNU Free Documentation License Autori:: Adriano, Alfio
File:The Great Wave off Kanagawa.jpg Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:The_Great_Wave_off_Kanagawa.jpg Licenza: Public Domain Autori:: Unknown Japanese
copyists after
File:Ikebana free style.JPG Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Ikebana_free_style.JPG Licenza: GNU Free Documentation License Autori:: Original uploader was Adriano
at it.wikipedia
File:Japanese traditional dancer.jpg Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Japanese_traditional_dancer.jpg Licenza: sconosciuto Autori:: Ranveig, Rdsmith4, Shakko
File:YayoiJar.JPG Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:YayoiJar.JPG Licenza: Public Domain Autori:: Amcaja, Mats Halldin
File:NintokuTomb.jpg Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:NintokuTomb.jpg Licenza: sconosciuto Autori:: Ministry of Land, Infrastructure and Transport Government of
Japan & moja resized
File:AsukaBodhisattva.JPG Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:AsukaBodhisattva.JPG Licenza: Public domain Autori:: Amcaja, Aotake, Binabik155, Fred J, Hamasaki gion
higashi, Isageum, Mats Halldin, Ultratomio, 1 Modifiche anonime
File:Byodoin Phoenix Hall Uji 2009.jpg Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Byodoin_Phoenix_Hall_Uji_2009.jpg Licenza: Creative Commons Attribution-Sharealike
3.0,2.5,2.0,1.0 Autori:: Wiiii
File:Nio guardians by Unkei in Nara.jpg Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Nio_guardians_by_Unkei_in_Nara.jpg Licenza: GNU Free Documentation License Autori::
User:Chris 73
File:Kinkakuji 2004-09-21.jpg Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Kinkakuji_2004-09-21.jpg Licenza: Creative Commons Attribution-Sharealike 2.5 Autori:: JuTa, Para,
Pomakis, Thermos
File:Kano_Eitoku_003.jpg Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Kano_Eitoku_003.jpg Licenza: Public Domain Autori:: User:Kareha
Immagine:Flag of Japan.svg Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Flag_of_Japan.svg Licenza: Public Domain Autori:: Various
Immagine:Flag of Palau.svg Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Flag_of_Palau.svg Licenza: Public Domain Autori:: User:Gabbe
File:Japanese (standard) vowels.png Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Japanese_(standard)_vowels.png Licenza: Creative Commons Attribution 2.0 Autori:: Dcljr,
Gerbrant, Haragayato, Holek, Ishwar, Moxfyre, Paradoctor, WikipediaMaster
Immagine:Wikipedia-logo.svg Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Wikipedia-logo.svg Licenza: logo Autori:: Tcrow777.
Immagine:Hiragana origin.svg Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Hiragana_origin.svg Licenza: Creative Commons Attribution-ShareAlike 3.0 Unported Autori:: Pmx
Immagine:Wiktionary-ico-de.png Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Wiktionary-ico-de.png Licenza: logo Autori:: Bobit, F l a n k e r, Melancholie, Mxn, Nodulation,
Rocket000, Saibo
File:Katakana_origine.png Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Katakana_origine.png Licenza: GNU Free Documentation License Autori:: LERK, Pmx, Pseudomoi, Qvarie,
Yug, 3 Modifiche anonime
File:Katakana-tabella.png Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Katakana-tabella.png Licenza: sconosciuto Autori:: Archeologo, Zabrini
File:katakana obsolete yi.svg Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Katakana_obsolete_yi.svg Licenza: Creative Commons Attribution-Sharealike 2.5 Autori:: Kzaral,
vectorised by chris 15:13, 22 May 2007 (UTC)
File:katakana obsolete ye.svg Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Katakana_obsolete_ye.svg Licenza: Creative Commons Attribution-Sharealike 2.5 Autori:: Kzaral,
vectorised by chris 15:15, 22 May 2007 (UTC)
File:katakana obsolete wu.svg Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Katakana_obsolete_wu.svg Licenza: sconosciuto Autori:: Kzaral, vectorised by chris 15:09, 22 May
2007 (UTC)
File:Kanji.png Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Kanji.png Licenza: sconosciuto Autori:: Archeologo, Cloned67, MM, Red devil 666, 1 Modifiche anonime
Immagine:Colazione del mattino 2 (Nara - Giappone).jpg Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Colazione_del_mattino_2_(Nara_-_Giappone).jpg Licenza: GNU Free
Documentation License Autori:: Adriano, Alfio, Cotton, Fale, Qbert88
Immagine:Bento.jpg Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Bento.jpg Licenza: GNU Free Documentation License Autori:: Adriano
Immagine:Chawan mushi.jpg Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Chawan_mushi.jpg Licenza: sconosciuto Autori:: Original uploader was Adriano at it.wikipedia
Immagine:Dobin mushi.JPG Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Dobin_mushi.JPG Licenza: GNU Free Documentation License Autori:: Adriano
Immagine:Donburi.jpg Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Donburi.jpg Licenza: GNU Free Documentation License Autori:: Adriano, Alfio, Cotton
Immagine:Katsudon.jpg Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Katsudon.jpg Licenza: GNU Free Documentation License Autori:: Adriano, Alfio, Cotton
Immagine:Miso Soup.jpg Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Miso_Soup.jpg Licenza: Public Domain Autori:: ish-ka
Fonti, licenze e autori delle immagini
120
Immagine:Mochi.jpg Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Mochi.jpg Licenza: GNU Free Documentation License Autori:: Adriano, Alfio, Cotton
Immagine:Oden.jpg Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Oden.jpg Licenza: Public Domain Autori:: Kira Ayumi
Immagine:Okonomiyaki Kansai with Nori.jpg Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Okonomiyaki_Kansai_with_Nori.jpg Licenza: GNU Free Documentation License
Autori:: 1029man, Suguri F
Immagine:Salmon onigiri by yomi955.jpg Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Salmon_onigiri_by_yomi955.jpg Licenza: Creative Commons Attribution 2.0 Autori::
FlickreviewR, Opponent
Immagine:Sashimi (1).jpg Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Sashimi_(1).jpg Licenza: sconosciuto Autori:: Adriano at it.wikipedia
Immagine:Shabushabu.jpg Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Shabushabu.jpg Licenza: Public Domain Autori:: 1029man, Belchers Albert, Gveret Tered, J o,
Questionfromjapan
Immagine:Ramen.jpg Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Ramen.jpg Licenza: GNU Free Documentation License Autori:: Adriano, Alfio, Cotton
Immagine:Soba.jpg Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Soba.jpg Licenza: GNU Free Documentation License Autori:: Lombroso, Mason, Opponent
Immagine:Udon.jpg Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Udon.jpg Licenza: sconosciuto Autori:: Original uploader was Adriano at it.wikipedia
Immagine:Kakeudon.jpg Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Kakeudon.jpg Licenza: GNU Free Documentation License Autori:: David.Monniaux, Ranveig, Tamorlan
Immagine:Bowl of sukiyaki closeup.jpg Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Bowl_of_sukiyaki_closeup.jpg Licenza: Creative Commons Attribution 2.0 Autori::
FlickreviewR, Grenavitar
Immagine:Nigiri.jpg Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Nigiri.jpg Licenza: GNU Free Documentation License Autori:: Adriano, Paginazero
Immagine:Sushi (1).jpg Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Sushi_(1).jpg Licenza: sconosciuto Autori:: Adriano at it.wikipedia
Immagine:Chirashi .jpg Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Chirashi_.jpg Licenza: sconosciuto Autori:: Original uploader was Adriano at it.wikipedia
Immagine:Takoyaki.jpg Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Takoyaki.jpg Licenza: Creative Commons Attribution-Sharealike 2.5 Autori:: Opponent, Pomakis, 1 Modifiche
anonime
Immagine:Tamagoyaki.JPG Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Tamagoyaki.JPG Licenza: GNU Free Documentation License Autori:: Adriano
Immagine:Tamago yaki.JPG Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Tamago_yaki.JPG Licenza: GNU Free Documentation License Autori:: Adriano
Immagine:Tendon.jpg Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Tendon.jpg Licenza: GNU Free Documentation License Autori:: ja:user:Hykw-a4
Immagine:TofuWithSoySauceAndCarrot.jpg Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:TofuWithSoySauceAndCarrot.jpg Licenza: GNU Free Documentation License Autori::
User:Chris 73, User:Hadal, User:Kowloonese
Immagine:Yakinikuwiki.jpg Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Yakinikuwiki.jpg Licenza: Public Domain Autori:: 1029man, Geofrog, Isageum, Jjok, Marubatsu, Promo, 3
Modifiche anonime
Immagine:Cooking yakitori.jpg Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Cooking_yakitori.jpg Licenza: Creative Commons Attribution-Sharealike 2.1 Autori::
(Searobin)
File:Emblem of Tokyo.svg Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Emblem_of_Tokyo.svg Licenza: Public Domain Autori:: Kzaral
File:PrefSymbol-Tokyo.svg Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:PrefSymbol-Tokyo.svg Licenza: Public Domain Autori:: User:Pmx
File:Japan Tokyo3.png Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Japan_Tokyo3.png Licenza: Creative Commons Attribution-Sharealike 3.0,2.5,2.0,1.0 Autori:: File:Skyscrapers
of Shinjuku 2009 January.jpg by Morio File:Tokyo Tower 20060211.JPG by Eckhard Pecher File:Rainbow colored Rainbow Bridge at night.jpg by Gussisaurio File:Shibuya tokyo.jpg by
en:User:Willswe File:Kokkaigijido.jpg by Composition by ASDFGH
File:Tokyo in Japan.svg Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Tokyo_in_Japan.svg Licenza: GNU Free Documentation License Autori:: TUBS
File:Tokyo Landsat.jpg Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Tokyo_Landsat.jpg Licenza: Public Domain Autori:: Araisyohei, Edward, Genppy, Huhsunqu, Rdiger Wlk,
Shoulder-synth, WeFt
File:TokyoSpecialWardsMap.svg Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:TokyoSpecialWardsMap.svg Licenza: Public Domain Autori:: Dzag
File:TokyoMap.svg Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:TokyoMap.svg Licenza: Public Domain Autori:: Dzag
File:Nijubashi.jpg Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Nijubashi.jpg Licenza: Public Domain Autori:: Fg2, Glenn, Gryffindor, Haragayato, Ikiwaner, LERK, Mxn, Ronaldino,
SPUI, 1 Modifiche anonime
File:tokyotower.jpg Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Tokyotower.jpg Licenza: Public domain Autori:: BLueFiSH.as, Gorgo, Manuel Anastcio
File:Picture 121.jpg Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Picture_121.jpg Licenza: Creative Commons Attribution-ShareAlike 3.0 Unported Autori:: Adrignola, Look2See1,
Morio, Picturetokyo, Ronaldino, Vantey
File:TokyoTocho.jpg Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:TokyoTocho.jpg Licenza: Public Domain Autori:: Fg2, Geofrog, HenrikKbh, J o, Kinori, LERK, Morio, Nihonjoe
File:Tokyo Tower night panorama dsc05991.jpg Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Tokyo_Tower_night_panorama_dsc05991.jpg Licenza: Creative Commons
Attribution-ShareAlike 3.0 Unported Autori:: User:David.Monniaux
File:Internet, monorail, control tower (2143994773).jpg Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Internet,_monorail,_control_tower_(2143994773).jpg Licenza: Creative
Commons Attribution-Sharealike 2.0 Autori:: christian razukas from Honolulu, Hawaii
File:Tokyo metro map en.png Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Tokyo_metro_map_en.png Licenza: Creative Commons Attribution-Sharealike 3.0 Autori:: Hisagi

File:Tokyo Station Marunouchi side.jpg Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Tokyo_Station_Marunouchi_side.jpg Licenza: GNU Free Documentation License Autori::
Chris 73, Morio
File:Flag of Germany.svg Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Flag_of_Germany.svg Licenza: Public Domain Autori:: User:Madden, User:Pumbaa80, User:SKopp
File:Flag of Egypt.svg Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Flag_of_Egypt.svg Licenza: Public Domain Autori:: Open Clip Art
File:Flag of Syria.svg Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Flag_of_Syria.svg Licenza: Public Domain Autori:: see below
File:Flag of Indonesia.svg Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Flag_of_Indonesia.svg Licenza: Public Domain Autori:: Drawn by User:SKopp, rewritten by User:Gabbe
File:Flag of Russia.svg Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Flag_of_Russia.svg Licenza: Public Domain Autori:: Zscout370
File:Flag of the United States.svg Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Flag_of_the_United_States.svg Licenza: Public Domain Autori:: Dbenbenn, Zscout370, Jacobolus,
Indolences, Technion.
File:Flag of Australia.svg Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Flag_of_Australia.svg Licenza: Public Domain Autori:: Ian Fieggen
File:Flag of the People's Republic of China.svg Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Flag_of_the_People's_Republic_of_China.svg Licenza: Public Domain Autori:: Drawn
by User:SKopp, redrawn by User:Denelson83 and User:Zscout370 Recode by cs:User:-xfi- (code), User:Shizhao (colors)
File:Flag of Brazil.svg Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Flag_of_Brazil.svg Licenza: Public Domain Autori:: Brazilian Government
File:Flag of South Korea.svg Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Flag_of_South_Korea.svg Licenza: Public Domain Autori:: Various
File:Flag of Italy.svg Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Flag_of_Italy.svg Licenza: Public Domain Autori:: see below
File:Flag of France.svg Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Flag_of_France.svg Licenza: Public Domain Autori:: (lingua ingleseEN)
File:Buddha lantau.jpg Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Buddha_lantau.jpg Licenza: GNU Free Documentation License Autori:: Andrew Lih/en:User:Fuzheado
File:Wat Mahathat Sukhothai 01.jpg Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Wat_Mahathat_Sukhothai_01.jpg Licenza: Creative Commons Attribution 3.0 Autori:: Hdamm,
Takeaway, Tevaprapas
File:Nagarjuna2.jpg Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Nagarjuna2.jpg Licenza: Public Domain Autori:: Xinstalker
File:Konchog-wangdu.jpeg Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Konchog-wangdu.jpeg Licenza: GNU Free Documentation License Autori:: Beta m common, Conscious,
Mattes, Ranveig, Roland zh, 1 Modifiche anonime
File:Buddhism percentage by country.png Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Buddhism_percentage_by_country.png Licenza: Public Domain Autori:: User:Nyo
File:Buddha inside new temple.jpg Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Buddha_inside_new_temple.jpg Licenza: Creative Commons Attribution 2.0 Autori:: Christopher
Billman (Augapfel on Flickr)
Fonti, licenze e autori delle immagini
121
File:ItsukushimaTorii7381.jpg Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:ItsukushimaTorii7381.jpg Licenza: Public Domain Autori:: Fg2, Nnh, Reggaeman
File:NaraTodaijiDaibutsu0209.jpg Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:NaraTodaijiDaibutsu0209.jpg Licenza: Public Domain Autori:: 663highland, Amcaja, Aotake, Fg2,
G.dallorto, Geofrog, Haragayato, LERK, Millevache, Ronaldino
File:Kuniyoshi Utagawa, Dragon 2.jpg Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Kuniyoshi_Utagawa,_Dragon_2.jpg Licenza: Public Domain Autori:: Amcaja, Petrusbarbygere,
Red devil 666
File:Daikoku.jpg Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Daikoku.jpg Licenza: Creative Commons Attribution 2.0 Autori:: Amcaja, FlickrLickr, FlickreviewR, Hamasaki gion
higashi, Nilfanion, 1 Modifiche anonime
File:Jinjahoncho 2.jpg Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Jinjahoncho_2.jpg Licenza: Public Domain Autori:: Lombroso
File:LittleBranch.PNG Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:LittleBranch.PNG Licenza: Creative Commons Attribution-Sharealike 2.0 Autori:: titanium22
File:PassionFlower.PNG Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:PassionFlower.PNG Licenza: Creative Commons Attribution 2.0 Autori:: tanakawho
File:ItsukushimaBasin7406.jpg Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:ItsukushimaBasin7406.jpg Licenza: Public Domain Autori:: Fg2, Nnh, Reggaeman
File:OrigamiOfferings.PNG Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:OrigamiOfferings.PNG Licenza: Creative Commons Attribution 2.0 Autori:: beggs
File:A Yin-Yang-Yuan Symbol - Triality-One.svg Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:A_Yin-Yang-Yuan_Symbol_-_Triality-One.svg Licenza: Creative Commons
Attribution-Sharealike 2.5 Autori:: User:ParaDox, User:ParaDox/TransGender-Symbol-Series-2006-A
File:HolyWaterfall.PNG Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:HolyWaterfall.PNG Licenza: Creative Commons Attribution 2.0 Autori:: Christian Bauer
File:Multi-eyed oni.jpg Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Multi-eyed_oni.jpg Licenza: Public Domain Autori:: Amcaja, Binabik155, OceanSound, Schimmelreiter
File:FortuneCat.PNG Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:FortuneCat.PNG Licenza: Creative Commons Attribution 2.0 Autori:: cakeyvoice
File:ToriiItsukushimaTempleInShadow.PNG Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:ToriiItsukushimaTempleInShadow.PNG Licenza: Creative Commons
Attribution-Sharealike 2.0 Autori:: learza
File:Sunrise.PNG Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Sunrise.PNG Licenza: Creative Commons Attribution-Sharealike 2.0 Autori:: gregor y
File:TempleBridge.PNG Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:TempleBridge.PNG Licenza: Creative Commons Attribution-Sharealike 2.0 Autori:: James Disley
Licenza
122
Licenza
Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported
//creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/