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Disegno di A. N.

Avinov: Nascita del sacerdote


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LO STESSO DIPLOMA
Al direttore della dissertazione
signore professore Beschn ed all
assistente signore professore Martini
dall aspirante della Laurea
Specialistica: Filosofia e linguaggi
della modernit di
(matricola 103686
dellanno accademico 2003/2004 / 10
cm 2002/2003)
LA DISSERTAZIONE della LAUREA SPECIALISTICA quinquennali

dell aspirante dell Universit degli Studi di Trento del dott.
Alexander Kiriytskiy

INDICE
BASE TEORETICA
OGGETTO DELLA DISSERTAZIONE
A) OGGETTO DELL ANALISI (breve enumerazione cronologica)
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B) GENERALIZAZZIONE E OGGETTIVAZIONE:
TRE TIPI DELLA MEMORIA
II) LA DESSERTAZIONE: LANALISI COMPARATIVA DEI CONCETTI
INTRODUZIONE:
La circostanza storica. (Zinaida Ghippius (Fiamma quieta)/Poesie 1889-1938, dalla prosa
autobiografica, dai diurni/ 100 1996 (Mosca, Centro-100 1996)).

OGGETTI STUDIATI: Gheorghi Golokhvstov nella Rovina di Atlantide /circostanza storica, destino,
breve descrizione dellopera/. . (Gennadi Golochvastov, Rovina di Atlantide, Edizione della Societ
degli amatori del linguaggio squisito, New York 1938)
I) LA DISSERTAZIONE:
Che cos la Rovina di Atlantide?
A) Le memorie della sensazione, della saggezza umana e della divinit.
1. 1. Lambito introduttivo della memoria della sensazione.
B) Lambito della memoria dellintelletto o della saggezza umana come sintesi delle
informazioni degli oggetti concepiti da noi mediante la coscienza.
2. 2. Linizio dellanalisi della memoria della sensazione sulla base della memoria della
saggezza umana
3. 3. Linizio dellanalisi della memoria divina sulla base della seconda memoria

OGGETTO STUDIATO DELLA TESI

Circostanza storica
Esiste un autore di poesia narrativa estraneo al processo dell' evoluzione della letteratura
russa. Nel XX secolo manca il concetto di SOGGETTO POETICO nella lirica, nel realismo,
nel modernismo e nel primitivismo. Queste quattro tendenze sono ermetiche. Esse negano il
genere epico e rifiutano grandi misure di complessit a causa della loro debolezza. Vittima
degli esponenti invidiosi di queste tendenze Gheorghi Golokhvstov, poeta epico, che osa
scrivere in un altra maniera diversa, assai vicina alla maniera medievale! Si tratta di un
nobile che fa parte della schiera dei numerosi emigranti russi negli Stati Uniti dopo la
rivoluzione dell' ottobre del 1917.
L epoca successiva alla rivoluzione aveva molti elementi in comuni con il tempo di
Boezio, in cui il prezzo della civilizzazione era percepito anche come la perdizione lasciata nel
passato. Peggio dei barbari gotti, i comunisti, simili ai longobardi negli anni successivi al 568,
a partire dal 1917 si impegnarono nella distruzione dell eredit della civilizzazione: diritto,
fede, cultura, relazioni economiche, ecc.. Il loro disprezzo per larte e per la scienza,
trasformava artisti e scienziati in schiavi senza diritto alla parola costretti a servire soltanto gli
interessi dei loro oppressori. I comunisti barbari del XX secolo uccidevano bruttamente non
solo i loro nemici. Essi obbligavano a morire, nelle tormente, non sottoposti fino alla loro
caduta del 1991. Rapidamente dall autunno del 1917 cominciarono a perseguitare i loro
rappresentati non tanto attivi, come esigeva Lenin e dopo Stalin, che introducono le leggi dell
inquisizione medioevale per tenere il popolo nella paura interrotta, inviando alle esecuzioni, ai
diversi campi di concentramento, ecc. pi di 45 milioni di cittadini.
La famiglia di Gheorghi Golokhvastov non torna alla Russia dopo la revoluzione di
ottobre si va in nave verso lAmerica.
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Negli Stati Uniti il futuro poeta cresce e riceve laristocratica istruzione che non gli fa perdere
l eredit della cultura russa che si apre alla percezione di tutta la cultura mondiale. Per
rappresentare tutte e due insieme a Gheorghi sconosciuto diventa lo scopo della sua famiglia,
nascono la traduzione libera della Parola del reggimento di Igor fatta da Gheorghi
Golokhvastov, i suoi mezzo sonetti, la lirica spirituale, la Rovina di Atlantide, ecc. sotto l
influenza di tutta la cultura mondiale.
Esistono cinque cause, per cui molti critici russi non riconoscono il talento di
Golokhvastov sulla base delle sue opere letterarie.
1) Nell' epoca del comunismo tutti gli intellettuali che si trovavano fuori dall' Unione
Sovietico e rimanevano indipendenti dall' Impero dei comunisti non esistevano per la critica
ufficiale, dove si svolgevano: Ghppius, Meregikvski, Bnin, Tffi, Tsvetieva, Gumiliv,
Brissov, Severinin, ecc.. Golokhvastov manteneva i contatti con la famiglia regia di
Romanov ed anche con la nobilt antisovietica.
2) Golokhvastov non divent famoso prima della rivoluzione come gli scrittori chiamati
prima. Un po' pi fortunato di Golokhvastov fu Igor Severinin purch egli non divenne
celebre abbastanza prima della rivoluzione. La societ letteraria di Ghippius gli pagava la borsa
che Severianin non stampasse le sue poesie. Cos hanno voluto neutralizzare la concorrenza all'
elite che fu fondata gi tra gli emigranti. Gheorghi Golokhvastov era sconosciuto prima della
rivoluzione dunque questa elite gli sar rimasta chiusa.
3) Golokhvastov non abitava in Europa. Quando furono stampati i quattro suoi libri con i
soldi della societ dei nobili russi (1933 - 1944) negli Stati Uniti il presidente Roosevelt
difendeva alcuni principi di matrice socialistica e collaborava con Stalin nella seconda guerra
mondiale. Per questa ragione tutti gli elementi antisovietici non si accettavano negli Stati Uniti
nella stessa misura in cui si accettavano in Europa. Gheorghi Golochvastov apparteneva alla
societ degli amatori della poesia esquisita, dunque i suoi libri si pubblicarono nell' alfabeto
antico. Questi due fattori (poesia esquisita ed alfabeto) irritavano i rappresentanti di Roosevelt
e dell' Impero Sovietico.
4) La poesia lirica di Golokhvastov inferiore alla sua poesia epica perch rassomiglia
quella di altri poeti. Perci la sua lirica peggiore della lirica di molti poeti russi del XX
secolo. La lirica di Golokhvastov coltiva le tradizioni del secolo precedente.
5) Nel XX secolo nessun poeta russo riuscito a scrivere nel genere epico qualcosa
paragonabile alla Rovina di Atlantide. L' ossequio per la tradizione di Golokhvastov fece che
la poesia epica del Medioevo si potesse sviluppare nel XX secolo come in quello precedente,
ma non nacquero talenti per continuarla. Due o tre anni fa su internet comparvero alcuni
articoli di filologi indipendenti che cercavano di definire il ruolo della Rovina di Atlantide
nella storia della letteratura.
Come prima oggigiorno la societ non gradisce gli sconosciuti, i quali talora cozzano
contro la societ costituita e spingono la letteratura in una direzione dimenticata o nuova
perch non sono del tutto corrisposto alle tradizioni del tempo.
La descrizione spirituale della Rovina di Atlantide fa ricordare quella di Dante, ma la
composizione musicale rassomiglia un po alla Gerusalemme Liberata di Torquato Tasso.
Solo quando i personaggi dell' epopea leggono manoscritti e preghiere religiose, l' autore
passa alle terzine dantesche per mettere in rilievo alcuni testi sacri. Lo scopo generale della
dissertazione un confronto e non un paragone dei concetti e delle idee. Sebbene l opera non
tratti dello stesso soggetto della Divina Commedia e non provenga neppure della stessa
fonte, esiste una fonte indiretta.
Lo scopo secondario di confrontare la DIVINA COMMEDIA e la Rovina di
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Atlantide (B 2 secondo lepilogo Letterature comparate).
Lo scopo principale si risolve nei tre concetti (sensazione, saggezza umana e divinit) del
capolavoro di Golokhvastov.
Breve contenuto della Rovina di Atlantide.

Il narratore, che scrive in prima persona, legge Platone. Capisce che la storia dell'
Antichit avanzata conserva il mistero di Atlantide. Il tempo ha dimenticato il tutto nelle guerre
infinite. Il poeta ricorda il passato e si riconosce nella vita precedente mille anni fa prima della
reincarnazione. La prima breve parte dell' epopea stampata nelle prime 10 pagine si intitola i
Miracoli di Atlantide.
La seconda parte si chiama l' Atlantide e consiste in XLVIII capitoli da pagina 27 fino a
252.
L' autore, il servitore supremo del tempio di Ra in Atlantide si riconosce e corre con la
memoria al passato. Lo stato dell' anima mi ricorda il sentimento di Dante Alighieri nel primo
canto dell' Inferno fino all' apparizione di Virgilio (61-81).
Il primo capitolo della Rovina di Atlantide descrive let d' oro che riflette quasi
interamente quello delle Metamorfosi di Ovidio. La prima met del secondo capitolo (unisce le
et d' argento, di bronzo e linizio di quella di ferro) imita, come Ovidio, la descrizione della
causa del passaggio allinizio dell et di ferro dove alle anime primitive Dio sembrava
sconosciuto minaccioso e odioso. La nascita e l' insegnamento del profeta Atlasso cambiano
luomo. Egli spieg che l uomo dovesse vergognarsi la comprensione dell' insuccesso terrestre
che la civilizzazione non lo chiamasse la punizione del cielo. Gli atlanti vogliono costruire il
grande tempio di dio Ra con lui, col suo gemello, dopo con quattro minori paia dei primi
grandi gemelli.
Il terzo capitolo narra dell ascesa di Atlasso al trono del primo re di Atlantide. Il profeta
ordina di iniziare la costruzione del tempio di sette torri l' una sull' altra di sette diversi colori:
bianco, nero, rosso, blu, giallo, argento e oro.
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Disegno di A. N. Avinov: Nascita dello Ziggurat
L' alternanza dei primi tre colori (bianco, nero e rosso) ricorda la descrizione dei tre gradi
sotto il giro alla porta del purgatorio della COMMEDIA di Dante (Purg., IX Canto: 94-103). Il
tempio di Ziggurat costruito sull' ultima torre si dipinge nel ruolo della porta al purgatorio
dove gli atlanti salgono per pulire le anime. Questo capitolo narra di cinque copie dei gemelli
che separano tra di loro le isole vicine ad Atlantide. Golokhvastov versifica il soggetto del
dialogo di Emocrato e di Crizia del Crizia di Platone. L' autore allude al gemello Eumelo e
alle altre quattro copie nel Crizia (Platone, Dialoghi VI vol., La terza 1993, Roma-Bari)..
Nel poema sono assenti i nomi di ogni dei fratelli maggiori di ogni copia che si chiamano
Amfereo, Eumeno, Autottono, Elasippo e Mnestro. Nella quarta pagina del terzo capitolo si
versifica nello stile dantesco la descrizione platonica della citt Atslano capitale di Atlantide.
Sono tre giri dei canali rotondi e tre parti della terraferma all' interno di essi dove nel centro si
trova il tempio di Ziggurat. Si descrivono il porto, i ponti, le muri cittadini e il canale a
settentrione che conduce al mare, ecc., nella Rovina di Atlantide. Quelli superano di molto
gli analoghi nel Crizia di Platone.
Passa il tempo. Il narratore adombra se stesso nella vita del sacerdote supremo di Ra. Il
suo volto inciso nel soffitto del tempio. Egli mette a tacere i suoi sentimenti corporali della
vita per depurare l' anima ed entra sulla quadriga in Atslano vestito nella toga rossa del
sacerdote supremo per la vecchiaia. Egli fa dimenticare il suo nome affinch quello non figuri
per molti anni tra i numerosi peccatori.
Il V capitolo dedicato al mondo dell' armonia dei morti. I tre successivi trattano della famiglia
regia. Viene descritta la vita precedente dell' autore sotto i costumi del sacerdote. L' Impero
dell' isola Atlantide (palazzi, fori, arche e colonne) assomiglia all' Impero Romano della prima
met del IV secolo D. C.
Quando nacquero un principe e una principessa gemelli cadeva una pioggia di stelle
geminati (gemini dei gemelli) che previdero il loro destino miracoloso. Per predirlo il sacerdote
legge manoscritti antichi. Allora egli capisce che il loro ruolo avrebbe stato quello di salvatori
del mondo. Dopo quindici anni li avrebbero aspettato l' amore divino, la morte, l' inseparabilit,
in cui fra tutti e due il legame a Dio, avrebbero passato numerosi vulcani ed inondazioni. Il
sacerdote di Ra desidera salvarli, per non rende conto che dovr sottrarli dal suo stesso
spirito!
La felicit e l' amicizia accompagnano l' infanzia. A poco a poco l amicizia si trasforma
in amore platonico. I gemelli capiscono tragicamente che all' et di quindici anni ambedue si
amano come fidanzati. Sono fratelli e non potrebbero raccontare il segreto terribile a nessuno!
Nella selva i fanciulli predicano al gioco, la principessa nascostasi, perde la sua ghirlanda d'
erba che cade nel ruscello. Ella indovina: la sua vita con l' amato durer quanto sar il
galleggiamento della ghirlanda sulla superficie corrente del fiume e subito essa affonda.
Il capo dell esercito di Atlantide diventata molto peccata spalma il suo corpo dal sangue
di prostitute, schiave nella plebe maledetta dal sacerdote. Egli stato innamorato della
principessa. All'et di quindici anni il fratello deve trascorrere una notte con delle donne per
diventare adulto. Questa notte si trasforma nell' orrore per la principessa. Numerose giovani
ragazze l' invitano a passare con esse la sua prima notte. Nessuno a conoscenza del mistero
dei gemelli. La sorella resta in solitudine. Le sembra che molte donne bacino ed abbraccino il
suo amato e non vuole vivere dalla tempesta vicino al mare. Grida inconsapevolmente: Egli
mio!, per nella sua immaginazione le donne rispondono: No! Egli nostro. Sembra che gli
spiriti di quelle allontanino il suo preferito, ella ripete nella sofferenza al vento: Egli mio!,
ma come un eco esse rendono nella tempesta del mare: No! Egli nostro!
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Infatti il fratello mentiva che egli fu il ragazzo precoce ed egli non capiva niente dell'
amore e non volle nessuna delle donne. Cos egli ingannava per quanto l' una fosse pi bella
dell' altra. L' indomani mattina la principessa non pu parlare col principe e non risponde allo
scherzo. La sorella non crede possibile che non sia successo niente tra egli ed esse. Il fratello
giura che il suo amore eterno. Il principe si meraviglia come ella abbia immaginato che egli l'
avrebbe tradito.
Il re aspettava la nave nera del barbaro androfago nemico (XXIII capitolo). Solo quando
si convince delle sue buone intenzioni che il re invita l' ambasciatore androfago all' interno dei
muri grossi di tre colori. Il XXIII capitolo descrive la citt Atslano. La sua descrizione riflette
lanalogo del poema pi lungo del Satiricon di Petronio (Petroneo, Satiricon, introduzione di Luca
Canali, traduzione di Ugo Dettore, Biblioteca Universale Rizzoli 1953, 1981 RCS Rizzoli, Libri S. p. A., Milano 1981, 87) dove
il pi vecchio dei tre amici descrisse poeticamente l' esercito invincibile di Roma.
Allo stesso tempo il XXIV capitolo racconta che tra i manoscritti antici e polverosi del
tempio il sacerdote di Ra, dalla cui voce si narra la Rovina di Atlantide, trova una scura
pergamena a met mangiata con i vermi dove nelle terzine di Dante si narra del profeta
Atlasso, come Dio sceso per regalargli il mistero dell' immortalit. Erano sette gradi, sette
gradini come sette P, i peccati che il portinaio del IX canto del Purgatorio di Dante scrisse col
punton' della spada sulla fronte di Dante Alighieri prima di salire in cui tre gradini (bianco, di
colore pi scuro del perso e rosso) che Dante e Vergilio salgano alla porta del purgatorio. Nella
Rovina di Atlantide si avverte l' influenza di Dante Alighieri ma questi sette gradini dei
peccati vengono rappresentati da Golokhvastov invece come i sette gradini all' immortalit
infernale sulla terra che il sacerdote di Ra conoscer alla fine. Questi gradini sono rappresentati
nel manoscritto 1) dalla Verginit, 2) dall' inseparabilit con Dio, 4) dalla Fede inesauribile, 5)
dal Saggio, 5) dall' Amore di figlio, 6) dalla Fioritura del tatto, della vista e dell' udito, 7)...
traverso la pergamena era stata stracciata con la mano tremante. Il cammino verso la sapienza
dell' immortalit eccita il servitore supremo dello Ziggurat.
La principessa arriva al servitore e con timore racconta del loro amore contro natura nel
XXV capitolo. In futuro la societ potrebbe essere pi libera ed indipendente, allora quella
capir la loro sofferenza. Ma, No! No!!!
I l servitore scende nel tempio sotterraneo chiuso a tutti ed aperto solo a lui nei capitoli
seguenti dove i servitori di Ra appaiono assai raramente, dove giacciono i sarcofagi delle
mummie; si sente gorgogliare di due sorgenti di due inizi. Sono le fonti della morte e della vita,
rappresentati con l' acqua morta e con l' acqua viva. Il sacerdote di Ra trova un scheletro nel
tempio dei morti. Non sapendo chi , guarda, tenendo nella mano, il suo cranio giallo e orribile.
Vede sul suo collo un amuleto di oro che ha la forma di un uovo. Il sacerdote capisce che
questo era il profeta Atlasso, colui che stracci il settimo gradino per non svelare il mistero
dell' immortalit. Perch il profeta non desider diventare immortale? Chi sceglie la morte? L'
ultimo grado si nasconde nell' unit inseparabile del maschile e del femminile, nell'
inseparabilit tra la morte corporale e il desiderio di due amati di diventare un solo Androgino
d' armonia. Decidono salire per i gradini precedenti per unificarsi nell' Androgino Spirituale,
con lo scopo di regalare con la loro morte a qualche esecutore dei rituali la sapienza dell'
immortalit.
La cerimonia grande incontra l' ambasciatore barbaro. Egli regala i doni ricchi al regno
degli atlanti. La principessa spaventata ed innamorata del fratello lo respinge e il re padre
risponde che tutti gli atlanti sono liberi di decidere ci che debbono fare. Il capo dell esercito,
visto il segno del principe alla principessa, capisce tutto. Egli e il barbaro la rapiscono ed
abbandonano la capitale dell' Atlantide navigando. Il fratello innamorato, che mostra la forza
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dell esercito, si trasform subito nel nuovo capo dell esercito e raduna la marina da guerra di
tutta l' Atlantide e velocemente raggiunge la nave nera con la sorella rapita e dopo una battaglia
prolungata vince.
In casa passa la celebrazione della vittoria. Nessuno sa che i gemelli si amano. Il
servitore supremo di Ra pensa che siano essi, il principe e la principessa a dovere unire le
anime nell' Androgino leggendario.
Il sacerdote supremo di Ra crede di fare due imprese gloriose, far felici i gemelli nell'
Androgino e la loro morte desiderata lo far immortale.
Allora il sacerdote supremo racconta il mistero alla sorella come si potr aiutare al loro
amore contro natura. Il fratello sostiene il pensiero dell' educatore spirituale nel convegno con
la sorella, poich tutti e due non desiderano continuare la vita ove non fossero insieme.
Molte pagine sono dedicati alla loro speranza: con che miracolo i gemelli saliranno al
cielo. Per l' usanza disegnata nella prima pagina della prima pubblicazione del libro il principe
e la principessa felici si danno alle mani della morte tra la sofferenza corporale, quando il
sacerdote versa il loro sangue in un anfora col serpente. Dopo il sacerdote supremo del dio Ra
distrugge i loro corpi, che sono privi di vita, con l' acqua morta presa nel tempio sotterraneo.
Dopo nelle regole del culto dimenticato tre volte spruzza l' aria con l' acqua viva sopra l' anfora
del loro sangue dove sale un spirito dello sfinge multicolore che rassomiglia ad entrambi. Non
gli interessa questo mondo, lo spirito vola sull' anfora piena del loro sangue ed esso comincia a
bollire. Qui Gheorghi Golokhvastov finisce la seconda parte che si intitola l' Atlantide.
La terza parte la Rovina di Atlantide breve come la prima ed stata editata solamente
in 9 pagine. Questa miscela di sangue come un' ombra rossa grande sale al cielo per provocare
l'apocalisse. Si ricorda la descrizione della morte di Pompea quando si leggono queste pagine
per paragonarle all' Inferno di Dante
Disegno di A. N. Avinov: Morte del sacerdote
Il sacerdote vede come Atlantide affonda tra le onde dell' oceano. Nellorrore invoca la morte
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da Dio per salvare bench le terre rimanenti dei barbari e muore subito come gli uomini. Cos
termina la terza parte.
La prima pubblicazione della Rovina di Atlantide si data dal 1938. Per 300 copie pag la
SOCIET DEGLI AMATORI DELLA POESIA RUSSA ESQUISITA con i seguenti
contribuiti:
1) La Grande Contessa Ksnia Alexndrovna Romnova.
2) La Grande Contessa Olga Alexandrovna Romanova.
3) La Contessa Ksenia Gherghievna.
4) La Contessa Nina Gherghievna e il Conto Pvel Alexndrovitsch Ciavciavdze.
5) L' Associazione della Lebguardia del Reggimento Egerico: i 114 nomi dei grandi nobili: B.
C. Iliscenko, A. N. Avnov, E. N. Sciumtova, ecc..
Disegno di A. N. Avinov: Rovina di Atlantide
Le illustrazioni alla prima pubblicazione del libro la Rovina di Atlantide sono state fatte
dal nobile A. N. Avnov.
Ci sono alla prima parte Miracoli di Atlantide: 1) Mistero dell' immortalit, 2) Segreto
dell' isola stupenda, 3) Mistero del sacerdote supremo di Ra.
Ci sono alla seconda parte l' Atlantide: 1) Nascita dell' Atlantide, 2) Nascita dello
Ziggurat, 3) Nascita del sacerdote, 4) Nascita dei gemelli, 5) Vicino al portone della sapienza,
6) Vicino al portone dell' amore, 7) Vicino al portone dell' immortalit, 8) Vicino al portone
della morte.
Ci sono alla terza parte la Rovina di Atlantide: 1) Morte del sacerdote, 2) Fine dello
Ziggurat, 3) Rovina di Atlantide.


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Prima di tutto lepopea poetica che si evidenzia come il frutto della difficile
costruzione e la diffusione sulla base della memoria umana. La memoria di ogni uomo consiste
in tre tipi: a) la memoria della sensazione che riflette su tutto ci che viene visto e sentito
durante la vita, b) la memoria dell intelletto come sintesi delle informazioni degli oggetti
mai visti e sentiti che sono state concepite mediante la coscienza e c) la memoria della
bellezza divina primordiale che stata dotata da su, prima della nascita, Platone scrive della
terza parte della memoria nel suo dialogo Fedro (249 c) Questo ricordo di quelle cose che
una volta la nostra anima ha visto quando seguiva un dio e disdegnava quelle cose che noi ora
diciamo essere e levava la testa verso ci che realmente Ogni corpo a cui il muoversi venga da
fuori privo di anima; quello a cui proviene da dentro(245 e) (Platone, Fedro, Per conto di Zachinelli
Editore S. p. A., Bologna 1998-2002) Adrastea corrisponde probabilmente alla figura di Anagchi nella teologia orfica
(cfr. de Vries (1969), p. 142 nota a 248c 2; Brisson (1989), p. 212 .203, che suppone un riferimento ad Empedocle, 31 B
115 DK). Il senso platonico, confermato dallunica altra ricorrenza in Resp. 451, comunque quello di divinit che
presiede al destino, inteso come necessit e come legge.
La logica della legge di Adrastea sta nel porre a fondamento del destino individuale la visione della realt vera,
da cui dipende la capacit di giudicare e di scegliere rettamente. Compare qui il tema della memoria come mediazione
profonda tra verit e coscienza, luogo inconscio dell identit individuale e delle possibilit di sviluppo a disposizione di
unesistenza: unanima che abbia goduto anche pochi frammenti di autentica visione, trattenendone la memoria, non
perder la sua posizione nella parte alta dei valori spaziali, conserver ali e leggerezza; ma unanima che, perso il
controllo della guida, si sia riempita di oblio e di cattiveria (248c 7), precipita nella pesantezza e per una volta
soltanto le sar risparmiata la degradazione di impiantarsi in un corpo animale (248c 9-d 1). La forma umana appare
allora in molti sensi una condizione intermedia, un luogo di passaggio, di scelta, di possibile transizione. Pi che il
rapporto con il corpo, il rapporto con la propria interiorit a diventare problematico per lanima, che adesso, chiuso il
passaggio reale e mnestico verso l identit perduta, potr riconoscere se stessa solo attraverso le figure sociali in cui le
accade di incarnarsi (1) (Fedro: Le parole e lanima a cura di Fulvia De Luise (p.201) 1997 Zanichelli Editore S.p.A.,
via Irnerio 34, 40126 Bologna (88838 Commentario: 248c-249b. Il secondo discorso di Socrate: e) la legge di adrastea e
il ruolo della memoria)
Infatti in Platone il problema dell io ancora indissolubilmente legato a quello dellanima, cosi ch lo stesso
linguaggio filosofico di Platone non usa altra terminologia, per un simile problema, se non quella che si riconnette, in un
modo o nellaltro, al concetto fondamentalmente di psichi La distinzione fra i diversi gradi di certezza si fonda sulla
distinzione fra le diverse parti dellanima sebbene il Teeteto definisca ancora lunit della coscienza come unit
dellanima, come en ti yuchV , questo concetto dellanima libero da tutti gli elementi mitico primitivi La filosofia di
Platone conosce due forme di esposizione nettamente antitetiche luna allaltra, di cui luna vale per il regno dellessere,
laltra per quello del divenire. (2) (Ernst Cassirer Individuo e cosmo nella filosofia del rinascimento(pp. 199-200).
(Leipzig, G. B. Teubner, 1927) Traduzione di Federico Federdi. Propriet letteraria Reservata)
Sovente lanima nel corpo confonde tutti e tre i tipi di memoria.
Secondo il primo libro di Isagoge di Boezio, in tutti i corpi vivi, regna la potenza
triplice dell anima. La prima parte non preoccupata che del crescere e del nutrirsi. La
seconda parte (sensus), corrispondente alla memoria della sensazione fa differenziare i
sentimenti e le percezione della vita. La terza parte fondata sulla potenza dell intelletto
(ratio) e della mente (mens). La prima senza la seconda e senza la terza caratterizza solo la vita
vegetale delle piante e si relaziona solo all livello inferiore istintivo che, dallincoscienza si
avvicina al livello inferiore della terza memoria della bellezza divina, la cui memoria
ubbidiente quella della sensazione suprema ma quella essenziale la memoria divina (la
nostra terza che data da Dio, prima della nascita). La seconda parte (sensus /la nostra prima
memoria/) della potenza triplice dell anima senza la ratio e la mens non possiede che la prima
parte non dominante ed stata destinata agli animali. Quelli possiedono la memoria vegetale
che gi rispecchia tutto ci che era visto e sentito, ma percepiscono solo le formae rerum. Le
forme delle cose influiscono sugli animali che le ricordano attraverso la presenza di qualche
corpo. Se il corpo si allontanasse essi conserverebbero le immagini nella sensazione come le
altre forme percepite. Queste imaginationes sono state confuse, male chiarite e non assimilate. I
frutti della prima memoria degli animali sono capaci di ricordare qualcosa caoticamente. Per
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se gli animali dimenticassero qualche immagine non sarebbero capaci n di restaurarla n di
ricordarla logicamente, perch allinterno dei frutti della prima memoria (dopo la prima
separata fra essa e gli animali) assente la benedizione divina. (Bordai: Boezio, Commento a Porfirio
(pp. 348-360)Editore Scienza Mosca 1990)
Solo gli uomini hanno la facolt logica dell imaginatio e dell inteligentia. L umanit
possiede la nostra seconda memoria e la terza di Boezio, che mediante limmaginazione e con
l intelligenza analizza, accumula, sistematizza e sintetizza le cose e gli eventi del presente, del
passato e del futuro. Esistono le informazioni, nella vita umana, solo sulla base della memoria
dellintelletto in cui partecipa quella della sensazione. Senza partecipazione della memoria dei
sentimenti, quella seconda non che i morti testamenti documentali. Ad esempio, esiste il fatto
che sotto la terra l amuleto col mistero dell immortalit ma non c nessun soggetto.
Solo ai talenti conosciuta la memoria della bellezza divina come ai gemelli e al
servitore di Ra, in cui la nostra terza come la quarta suprema inesistente di Boezio. Lautore
costruisce molti caratteri mediante la diffusione con la prima (seconda di Boezio) e la seconda
(la terza di Boezio). Ad esempio, il carattere della sorella che desidera sapere il futuro secondo
litinerario della ghirlanda sulla superficie corrente del fiume. Il carattere romantico fedele,
passionale e geloso non fa dorme ed obbliga a soffrire tutta la notte in cui il fratello viene
tentato dalla lussuria. Il carattere del fratello diverso perch esso possiede la potenza
maschile. Il suo carattere molto simile al carattere della sorella. Il carattere del sacerdote di
Ra deve essere simile al carattere dell autore sebbene siano gli antipodi. La terza memoria
della bellezza divina dominante nel carattere dell autore, la prima memoria della sensazione
domina nel carattere del servitore di Ra che ancora lo obbliga a rimanere nel mondo delle
formae rerum sempre anche a non morire mai.
Nessuna delle tre memorie pu esistere isolata dalle altre due nellanima umana.
Lappartenenza ad ogni tipo di memorie stata definita mediante la maggioranza delle loro
propriet nell anima di ogni protagonista.
La memoria della sensazione la nostra prima. Essa riflette tutto quanto viene visto e
sentito. Quella conquista lanima e luomo felice non desidera mai abbandonare il suo ambito.
Quando gli uomini, invece sono infelici come i gemelli e vogliono lindipendenza dal mondo
materiale questa dipendenza concentrata nel desiderio di abbandonare le forme delle cose
prima della scadenza. Allora in entrambi casi vengono dominati i sentimenti sopra lintelletto e
sopra la sintesi delle conoscenze, quando la memoria della bellezza divina comincia a
diminuire e lanima allo stesso tempo comincia ad invertire la sua essenza mediante
laspirazione incosciente a qualche supremo dimenticato: nel primo caso rimanere sempre nel
mondo della memoria della sensazione, nel secondo caso l inversione si manifesta attraverso il
loro amore innaturale che non potr continuare la loro vita.
Quando domina la memoria della sensazione e il secondo posto separato parimente
dalle altre memorie, i proprietari di queste anime si evidenziano come i partecipanti delle feste
di Atlantide. Quando nessuna memoria stata dominata, i portatori di quelle anime sono
caratterizzati cos come recita Dante Alighieri nel III canto dell Inferno nei versi 34-51: e
la lor cieca vita tanto bassa, // che nvidiosi son d ogni altra sorte (47-48). Questi sono
gli ignavi che di s non davano alcuna cagione di parlare. (Boccaccio) Pensaron solo a s; non seguendo il ribelle
Lucifero, n san Michele. Per la loro vilt, i cieli li disdegnano, ch male sarebbero stati accanto ai beati: n li vuole l
inferno, perch gli angeli che furon risolutamente ribelli avrebbero, a paragone di que vizi, trovata ragione
dinsuperbire. (Cfr. Conv., II, 33). (p.25) Essi non hanno speranza di morte: la speranza che il loro misero stato abbia
a cessare (Casini). Nel mondo non rimasta di loro alcuna memoria. (La Divina Commedia ristampa anastatica
delleditore G.C. Sansoni p.3 (p.27), Firenze 1922,1988)
Se nel dominio della memoria della sensazione il secondo posto occupato dalla
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memoria dellintelletto i proprietari di queste anime diventano peccatori senza poter fare nulla
con i progetti buoni o cattivi che sono stati inutili sempre. Se il secondo posto occupa la terza
memoria della bellezza divina, affinch sia un uomo conoscitore di qualche arte ma senza
talento destinato a soffrire da tutta la vita.
Platone descrive precisamente questo stato dell anima: ma rimangono poche a cui
resta a sufficienza la capacit di ricordare; e quelli, nel caso in cui vedano una qualche
immagine delle cose di l, ne sono sbigottite e non sono pi padrone di s. Ma quello
che questa emozione non sanno, poich non riescono a discernere in modo
sufficiente non c nessun bagliore nei simulacri di quaggi della giustizia e della
saggezza (Fedro 250 a-b). Un recupero pieno della propria natura lanima pu compierlo solo invertendo
il senso del movimento che lha portata a precipitare in un corpo... Superare la molteplicit delle sensazioni nellunit
del ragionamento, come il cammino verso l idealit richiede (249b 9-10), non soltanto unoperazione logica: esso
comporta il disdegno per quelle cose a cui gli uomini danno importanza, dimenticando ci che realmente Il
bello di quaggi ha il potere di ricordare quello vero e spinge lanima a desiderare il volo guardando in su come
un uccello (249d) tra tutte le forme di follia, questa il solo tramite che possa aprirgli uno spiraglio diretto sulla
sua interiorit. Platone sembra non voler precludere a nessuno una tale esperienza. Perch la memoria della
saggezza umana occupa il secondo posto dopo la memoria della sensazione molto sovente. La
difficolt a ricordare, dopo le trasformazioni legate alla caduta, costruisce per i pi un ostacolo di fatto insormontabile
e, anche per i pochi che conservano la capacit di ricordare (quando la memoria divina occupa il secondo
posto), lesperienza amorosa si presenta come un evento eccezionale di cui il protagonista non riesce a dare
spiegazione (250a-b) (Fedro: le parole e lanima a cura di Fulvia De Luise (pp.203-204) 1997 Zanichelli Editore S.p.A.,
via Irnerio 34, 40126 Bologna (88838 Commentario: 249b-251a. Il secondo discorso di Socrate: f) il delirio come destino
delle anime migliori (memoria, eros e bellezza)
Quando nellanima domina la memoria dellintelletto sintetizzato sopra tutte le tre, il suo
proprietario diventa conoscibile, dipendendo dalla dominazione quantitativa della seconda, in
cui parzialmente soffre lanima se nessunaltra memoria domina dopo. Se il secondo posto
appartiene alla memoria della sensazione leffetto negativo dipende dal dominio quantitativo di
ogni delle altre due memorie. Il dominio della sensazione porta in s il pericolo all umanit e il
suo proprietario diventa il tiranno. Se il secondo posto occupa la memoria primordiale della
bellezza divina il suo titolare condivide il destino del sacerdote di Ra.
Se il primo posto lo ha, nell anima, la terza memoria della bellezza divina, la memoria
suprema diminuisce il peccato dell incoscienza (la dipendenza dalle forze infernali)
dipendendo anche dalla dominazione quantitativa di quella. Se nessun altra memoria occupa il
secondo posto l anima diventa beata e non percepisce niente in questo mondo come l
androgino, lo scopo fatale di tutta la vita del sacerdote.
Quando il secondo posto, nella dominazione della terza memoria, lo ha la memoria della
saggezza umana o dellintelletto luomo aspira alla scienza e si avvicina al genio anche
dipendendo dalla proporzione quantitativa.
Ad esempio, domina, nellanima, la terza memoria. Se il secondo posto lo ha la memoria della
sensazione migliore, luomo diventa genio in qualche arte, diventa il santo o il profeta. Anche a
volta, il cui portatore confonde il gioco dellimmaginazione e la sincerit divina con lui, data
da Dio, allora la terza memoria domina poco sopra le altre due. Ai rappresentanti dell ultimo
gruppo fra i menzionati appartiene lautore della Rovina di Atlantide Gheorghi
Golokhvastov verosimilmente. O no?
la spiegazione molto ipotetica secondo la sintesi dei ragionamenti filosofici dell
Occidente: perch tale l itinerario dei destini umani.
Lambito introduttivo della memoria della sensazione
La prima memoria rapportata alla sensazione, come laspetto della Rovina di
Atlantide, fa idealizzare larmonia della bellezza visibile dell architettura che conforma la
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bellezza umana dei gemelli. Il sacerdote di Ra pu uccidere in s questa bellezza, ma non pu
evitare la sua previsione fatale.
Nell introduzione allepopea dedicata al suo amico Vladmir Stepnovitsh Iliscenko
Golochvastov descrive le montagne e i boschi che sono stati sopra il magma vulcanico, sulle
schiere delle colonne e sui manoscritti nei dormitori fra le selve di cromlech, la cui ricettivit
appartiene solo alla prima memoria, in cui il secondo posto occupato dalla memoria della
bellezza divina. Golochvastov ricorda come erano piacevoli le conversazioni con l amico
Iliascenko. Essi parlavano di come molti secoli fa era stata sospirata la vita, i cui misteri
univano il Sureme, lEgitto, il Crete, la Gimbud-vpa e il Sino. La memoria del senso lo fa
concepire come le divinit di Panteon. I misteri si trasformano nel pensiero umano, in cui la
prima memoria di tutto il visibile e percepibile si concepisce con la memoria ragionevole della
storia. Il pensiero della divinit racconta che si maturava il sogno dell immortalit, il sogno
ancora non concertato. Attraverso tutta la natura la storia genera lunione della bellezza della
spiritualit e della fisiologia pericolosa. L immagine del pericolo itinerario alle metamorfosi
riesce a nascere solo con la prima memoria per peccato mediante i desideri corporei della
sensazione di tutto il visibile e tutto il sensibile.
La dottrina di Cusano non ha una estetica, ma nella sua gnoseologia ha innalzata la sensibilit, e ci contro
lopinione di Platone, ad una nuova dignit e lha valutata in un modo al tutto nuovo. Ed significativo e caratteristico
il fatto, che il Cusano, allorquando si richiama e si ricollega direttamente a Platone, cerchi di trovare questo punto di
contatto proprio l dove Platone sembra riaccostarsi, pi che in altri luoghi, alla percezione sensibile e sembra
attribuirle un valore, sia pur solo relativo e condizionato, in rapporto alla conoscenza. Cita infatti quelle proposizioni
della Repubblica platonica, le quali affermano, che singole classi di percezioni sensibili, proprio grazie alle loro intime
contraddizioni, collaborano mediatamente allo scopo al quale diretta la conoscenza: sono infatti proprio queste
contraddizioni che non permettono allanima di trovare il suo appagamento nelle nude percezioni. Sono esse, che
rendono necessario il pensiero e divengono il suo paracleto: la contraddizione del sensibile spinge a cercare il senso
vero e genuino altrove, nella sfera della dianoia (dziania) (1). Ma ci che Platone attribuisce solo ad una particolare
specie di percezioni sensibili, Cusano lo estende ora al genere. Non solamente questa o quella specie di percezioni, ma
lesperienza sensibile, nella sua totalit, ha questa forza che anima e che suscita. Lintelletto non pu prendere coscienza
di ci che e che pu, se prima non viene stimolato al suo particolare movimento delle forze della sensibilit. Quando
questo stimolo lo porta a volgersi alla sfera del sensibile, lintelletto non lo fa certo per sottomettersi a quello, ma per
innalzarlo fino a s. Il suo apparente abbassarsi fino al sensibile piuttosto un elevarsi di questo fino a lui. Infatti nell
altrit del mondo sensibile egli trova ora la propria inevitabile unit ed identit; nel darsi a ci che sembra essergli
estraneo nella sua essenza stessa, egli trova la sua perfezione, la possibilit di dispiegarsi e concepirsi (2). (Ernst
Cassirer Individuo e cosmo nella filosofia del rinascimento (pp. 268-269). (Leipzig, G. B. Teubner, 1927) Traduzione di
Federico Federdi. Propriet letteraria Reservata)
Cos Cassirer descrive la migliore memoria della sensazione che riaccosta luomo verso
la memoria della bellezza divina.
Ma a volte il mondo sensibile sottopone lintelletto ed esso trasforma luomo
nellanimale o invece gli scopre la memoria della divinit. Nel primo breve capitolo la prima
memoria descrive la sera breve che spaventa nelle prime due strofe dellepopea Rovina di
Atlantide. Anche Dante cos incomincia la Divina Commedia:
Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai per una selva oscura,
che la diritta via era smarrita.
E quanto dir qual era cosa dura ;;4
esta selva e aspra e forte
che nel persier rinnova la paura.
1.Nell mezzo vita: a trentacinque anni. Tutte le terrene vite.., montando e volgendo, convengono essere quasi
ad immagine darco assomiglianti.. Il punto sommo di questo arco.. ne li pi io credo tra il trentesimo e quarantesimo
anno, e ne li perfettamente naturali nel trentacinquesimo anno (Conv., IV, XXIII, 6-109: dottrina, che si fonda sull
autorit di Psalm., 89, 10 (cfr. B. Nardi, Saggi di filosofia dantesca, Milano, soc. Dante Alighieri, 1930, pp. 123-53).
La finzione del viaggio oltremondano viene a collocarsi nellanno 1300, e precisamente in una data prossima
allequinozio di primavera (cfr., in questo stesso canto i vv. 37-40). Tale data trova conferma in numerosi passi del
poema, che contengono accenti cronologici pi o meno precisi (cfr. Inf., VI, 64-8; X,79-81; XI, 112-4; XXIV, 122-3;
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XXVIII, 55-60, 76 sgg.; Purg., II, 98-9; XXIII, 76-8;XXIV, 82-4; Par., IX, 40; XVII, 80-1 ecc.) 2. una selva oscura: la
selva erronea di questa vita (Conv., IV, XXIV, 12). Rispetto a Dante, raffigura un periodo di traviamento morale ed
intellettuale, come si deduce da Purg., XXIII, 155-20; in generale, simbolo dello stato dignoranza e di corruzione dell
umanit. occorre tener presente fin da ora (anche se tale concetto si viene chiarendo e precisando soltanto nel corso
della lunga composizione del libro) che tutto il poema inteso a rappresentare una duplice redenzione: delluomo Dante,
dai suoi errori, attraverso la considerazione delle conseguenze del peccato e la speranza dell eternit beatitudine; dell
umanit tutta, dallo stato di decadenza e disordine in cui caduta, mediante lacquistata consapevolezza dei fini terreno
ed oltre terreno che le sono proposti dalla Provvidenza e delle esatte attribuzioni dei due poteri, temporale e spirituale,
che hanno il compito di condurla al raggiungimento di quei fini. Lopera, nel suo complesso, non si genera,
nellintenzione di Dante, da una disposizione contemplativa, e tanto meno lirica; per esplicita attestazione del poeta,
essa si propone di stabilire i fondamenti dellumana felicit.. ritrovare la forma della felicitas importa dunque, per
Dante, superare nella propria coscienza, soggettivamente, e, oggettivamente, operando a redimere il mondo che mal
vive, le ragioni dello status miseriae; ristabilire la saldezza, chegli sente pericolosamente minacciata, di un ordine
intellettuale e normativo, consacrato da una tradizione secolare di cultura; ricordare la citt delluomo a combaciare in
ogni momento e condizione con il modello trascendente della citt di Dio.
3. Che: in modo che, la diritta via: che conduce alla virt del singolo e allo stato ben ordinato delluman genere;
smarrita: e non perduta; perch chi gi trascorso ne vizi, e quando che sia tornata alla virt, non aveva perduta ma
smarrita la via (Landino)..
4. Ah: la lezione da preferirsi (anche se la maggioranza dei codici porta e o et, e gli altri oscillano fra ah,
ahi, oh, deh); cos legeva Iacopo di Dante; e il periodo esclamativo esige al principio (come avvertiva gi Benvenuto)
unintenzione piuttosto che una congiunzione (cfr. M.Barvi, Problemi, I, pp.258-9; G. Randelli, in Studi danteschi, Iv,
pp.39-53); dura: ardua.
5. esta: questa. Forma arcaica dellaggettivo dimostrativo, frequente nel linguaggio dantesco; selva selvaggia:
replicazione e figura etimologica, secondo i canoni del gusto retorico medievale (cfr.,al v.36, volte volto) forte: difficile
(cfr., per es., Prg., XXII, 50; Par., XVI, 77; XXI, 76, ecc.). Il nesso apra e forte, anche in Purg., II, 65 La selva
selvaggia , senza abitazione umana e per questo orribile et aspra; cio malagevole ad andare per essa e forte,
quanto allo svilupparsi e liberamente uscire dessa (Buti) 6 : nel pensier: solo a ripensarvi. (La Divina Commedia a
cura di Natalino Spegno. Ricardo Ricciardi editore. Milano-Napoli, 1954 pp.3-4)
Mi trovai: sottint.: quando mi destai; quando, cio, tornai signore de miei sensi che la colpa (sonno) aveva vinti,
aggiogati. (La Divina Commedia p. 3 (p. 3); ristampa anastatica delleditore G.C. Sansoni, Firenze 1922,1988 )
Come Dante Golokhvastov inizia il suo capolavoro con la descrizione delle ore dopo il
tramonto. Come Dante egli si dest quando scopr il mistero della sua vita precedente per
trascriverla nella forma poetica avvicinata simbolicamente alla Divina Commedia. Ma non
ripete e non imita la descrizione dantesca. Quella sera, come Nostradamus nel XVI secolo
immaginava il futuro, Golokhvastov incline al passato. Egli si stato rivolto molte volte sopra
il volume corvo (aperto cos) di Platone. Lautore prova a prevedere e a capire tutto quello che
egli stesso percepisce come cos conosciuto e vicino. Scopre, attraverso la confusione della
memoria della sensazione la memoria del intelletto, e rivolge le immagini visibili della storia:
lAtlantide nell enigma della Sfinge si nasconde con la rottura triste. Vede le tracce degli
atlanti nel delta del Nilo, nella salvezza di Honduras, nelle onde biscaie, dove abitava
cro-maniono. Sente la voce di Atlantide sopra il Tigre, in cui alle terrazze conducevano le
scale di Ziggurat. Il poema fa sentire leco di Atlantide nelle saggezze delle Veda e di antiche
scritture religiose composte da Viassa.
Viassa il saggio indiano di Leggende che stato dipinto, o come il creatore, o come il
ricercatore da tanta parte della letteratura in sanscrito. Secondo la tradizione gli
appartengono la redazione degli inni vedici e l autorit della Magabgarata; il suo nome
anche legato alle Purane, alla Brachma-Sutra e a molte altre opere. Le opere attribuite a
Viassa divergono secondo le scadenze delle loro scritture, dunque non si pu riconoscerlo
come l unico autore. Occorre considerarlo solo come il nome che simbolizza l attivit
letteraria che ordin la massa caotica della scrittura in sanscrito. Anche la parola Vyasa
stata interpretata come raccolta. (The New Internazional Enciclopedia, Second Edition.
1916. Vol. XXIII, page 2532). (Gheorghi Golokhvastov: Spiegazione delle parole e i commenti dell autore
stampati nel fine del libro la Rovina di Atlantide N. Y. 1938 )
Quello si concepisce nell Orione, nei fuochi di Volopasso, nel culto di Atone, del primo
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dio del sole degli egiziani antichi. Atone allude alla memoria dell incoscienza di tutto quanto
stato visto e sentito sa dellAtlantide, ma solo tace per la coscienza cos come tacciono i perduti
manoscritti di Platone. Egli dice che le pietre irragionevoli ricordano quello che luomo ha ma
non comprende e prova a sostituire dalla dimenticanza mediante il conosciuto.
Lepopea mostra limperfezione della sensazione e del destino e paragona questa
imperfezione alla perfezione. Tutti gli uomini aspirano allo scopo perfetto sempre
condizionale. I gemelli portano in s e per s la bellezza, la salvazione e la rovina previste col
sacerdote di Ra, e come tali inevitabili. Che sia lintelletto orgoglioso giusto immediato, le
speranze con l ala stanno nella vicinanza falsa a noi, al sogno sembrava che si poteva
rompere il bollo sul manoscritto sacramentale. La memoria della sensazione si scopre in cui il
sacerdote si incliner sopra lo scheletro del profeta Atlasso col sentimento sprezzante e pieno
del sorpasso falso che si realizza come pericolo di dominazione della prima memoria sopra
quelle dell intelletto e della bellezza divina. Dal miracolo scomparvero lo spazio e il tempo;
Ho visto tutto il cammino dell umanit Il legame dei panorami fiorisce intorno all unico
sguardo nell etere. Sembra che il mondo della sensazione sia costituito dalla prima memoria e
se quella sappia tutto non dominerebbero la seconda dell intelletto e la terza della bellezza
divina sopra la possibilit invertita della prima memoria.
Vicino alla sensazione del sacerdote di dio Ra comparir assolutamente l altro essere
indifferente a tutto il terreno, al di fuori da tutti i sentimenti; landrogino perder tutta la
memoria della sensazione e sar come se non percepisse nulla e nessuno nellambito del
mondo materiale. Il desiderio del sacerdote di Ra contrapposto all androgino. Egli non vuole
mai abbandonare il corpo e perdere la sua prima memoria essenziale di tutto quanto visto e
sensibile che falsa principalmente e non conduce alla divinit, ma provoca l apocalisse che
guardasse la fine del mondo o dopo la petizione affinch il sacerdote morisse ma prima di
morire visse la rovina dellisola verde.
Nel Fedro Platone scrive: l intelligenza divina, nutrita di pensiero e conoscenza
pura, e anche ogni anima che abbia intenzione di accogliere ci che le conviene, vedendo nel
corso del tempo, ci che , felice e, contemplando il vero Mentre si compie il circolo,
contempla la giustizia in s, contempla la saggezza, contempla la conoscenza, non quella a cui
legato il divenire, n quella che in qualche modo diversa, stando in uno dei diversi oggetti che
noi ora chiamiamo enti, ma quella che conoscenza in ci che realmente essere(247 c-d) i
diversi piani di realt si dispongono gerarchicamente, dal luogo dove risiede la stirpe degli dei a quello a cui tendono
le cose pesanti, mentre lala, forza che agisce dal basso verso lalto, trae, in qualche modo, il suo nutrimento dal
luogo degli dei e dei valori che ad essi si riferiscono (dove ci che divino bello, saggio, buono e tutto ci che
simile a questo., 246e 1), instaurando un rapporto di duplice mediazione tra i due piani separati. In ordine a questa
simbologia dei valori spaziali, il movimento dellanima non faceva sospettare: allontanandosi dal luogo dei valori da cui
lala riceve nutrimento, lanima rischia di veder morire una parte di s (con il turpe ed il cattivo () deperisce e
muore., 246e 3-49 e di non potersi mai pi risollevare dalla pesantezza, dove il suo principio di eterno movimento
continuerebbe a rinnovare una forma degradata e avvilente di esistenza) (Fedro: Le parole e lanima a cura di
Fulvia De Luise 1997 Zanichelli Editore S.p.A., via Irnerio 34, 40126 Bologna (88838 Commentario: 246a-247c. Il secondo
discorso di Socrate: c) il mito dellanima: pp.198-199)
Il profeta Atlasso e lultimo sacerdote stavano spiritualmente nei diversi piani. Atlasso
capiva che la natura che obbliga a morire costruisce cos il bello in cui lala dellanima riceve
il nutrimento. L immortalit di ciascuno creato rompe quello in ordine di questa simbologia
naturale. Atlasso poteva discernere la verit, che nutriva lanima di pensiero e di conoscenza
pura, dalla falsificazione cui essa diventa pesante e perde lala al contrario della natura. Il
livello spirituale dellultimo sacerdote non permetteva di vederlo e di nutrire dello stesso
pensiero. Invece egli disdegna la necessit e la legge e leva la testa verso lessere (imitazione
falsa) perch allinterno della sua anima la memoria della sensazione domina sopra quelle
dellintelletto e della divinit. Egli non riesce a capire che la vita immortale non che un
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modello limite di felicit, sicuramente precluso agli uomini in quanto anime squilibrare e poi
contaminate dal corpo. La vita eterna nel corpo non che i frammenti del paradiso perduto
basteranno a giustificare lo sforzo e la fatica in cui nessuno sarebbe disposto a riconoscere
prima facie un modello di felicit...
Il luogo iperuranio, al di l dei limiti del cielo, anche oltre i confini della sensibilit e della figuralit
linguistica. Accedervi per gli dei condizione di un sapere puro, senza forme e colori, incomunicabile nella lingua degli
uomini, neppure in quella ispirata dagli dei (247 c-d); ed condizione di felicit, che Platone esprime con la metafora
quieta della saziet fisica (antitetica rispetto al modello dinamico - tensionale delleros), sottolineando la stabilit degli
oggetti fonte di appagamento (la giustizia, la saggezza, la conoscenza in s), che ci che determina unanaloga
stabilit interiore: desiderio e soddisfazione sono tuttuno, per gli dei, in un corto circuito intellettuale ed emotivo
(247d-e). Una breve frase, che si inserisce come una parentesi nella descrizione di questa condizione esclusiva (sul
valore parentetico del passo 247d1-2 e anche ogni anima che abbia intenzione di accogliere ci che le conviene-,
cfr. Hackforth (1952), p. 78 n.1), suggerisce che questa potrebbe essere anche la condizione degli uomini se sapessero
distinguere ci che davvero conviene alla loro anima. Collocata in questo punto, che precede di poco la caduta delle
anime umane nella vicenda esistenziale, lallusione segnala un modello limite di felicit, sicuramente precluso agli
uomini in quanto anime squilibrare e poi contaminate dal corpo; ma a questa immagine sollever la testa chiunque sar
in grado di godere, anche soltanto per un attimo, la gioia della contemplazione intellettuale; i frammenti del paradiso
perduto basteranno a giustificare lo sforzo e la fatica in cui nessuno sarebbe disposto a riconoscere prima facie un
modello di felicit... loggetto reale la visione la conquista della visione intellettuale simile a quella degli dei i
migliori godono dellattingere a ci che realmente essere (247e 3), a sufficienza perch un criterio di distinzione si
imprima nella loro memoria, i pi si allontano senza aver visto, del mondo vero, abbastanza per diffidare delle immagini
(248 a-b). Cos la differenza antropologica (tra chi mantiene laspirazione a nutrirsi di verit e chi disposto, senza
neanche avvedersi dellerrore, a lasciarsi irretire da opinioni congetturali, il cibo immaginario, 248b6) appare
fondata, senza rimedio, nellesperienza pre-esistenziale dellanima; essa si manifesta nellesistenza, dopo l inevitabile
caduta dellanima alla sua prima prova, come disposizione naturale, che fissa precisi limiti alle possibilit di progresso
di ciascun uomo (Fedro: le parole e lanima a cura di Fulvia De Luise 1997 Zanichelli Editore S.p.A., via Irnerio 34, 40126
Bologna (88838 Commentario: 247c-248c. Il secondo discorso di Socrate: d) luogo iperuranio: pp. 200-201)
Le anime che sostituiscono le visioni naturali della divinit dal cibo immaginario
confondono gli scopi ed aspirano agli errori perch la sensazione migliore conduce a ci che
divino irreale realmente e la sensazione peggiore, invece, agli sbagli. Quelli accecano tutti e
provocano i peccati. Le loro vittime materializzate sono state reincarnate nei corpi del
condottiero, e del ambasciatore dal regno dei barbari, anche del sacerdote, dei gemelli, ecc..
Perch l umanit lerrore ed evidenzia la natura stessa della memoria peggiore della
sensazione? Le loro anime non capiscono e non conoscono nulla al di fuori del mondo
temporaneo. Il peccato umano provoca i guai e le preghiere nei templi durante le guerre dopo
la Rovina di Atlantide.
La confusione tra il sentimento della prima peggiore memoria e la memoria della bellezza
divina predice la fine tragica perch la prima migliore memoria conduce alla terza. La terza
vuole evitarlo ma non riesce a cambiare nulla perch la confusione e la radice della
confusione diversa dalla divinit a cui la prima memoria aspira sempre come ogni essere
aspira alle perfezioni falsa e vera mediante la terza memoria invertita nellincoscienza. Ma i
sentimenti corporei dei gemelli cessano con la loro eutanasia al di fuori di tutte le memorie.
Dante soffriva pi di tutti ma non ha mai desiderato di scappare dal destino e le memorie di
tutto quanto aveva visto e sentito e che lo leg a Beatrice Portinari nel 1274, stata acquisita,
nella confusione tra la prima memoria migliore e la terza, la migliore forma nella storia umana
perch obbliga a trasformare i sentimenti supremi della memoria della sensazione nel frutto
geniale della terza memoria della bellezza divina.
Il dottorato Letterature comparate esaminer, in particolare, i capitoli XI XXIII (p. 67-126):
l amore puro nella concentrazione di tutti i vizi possibili della memoria della peggiore
sensazione anche analizzer la migliore sensazione della principessa dei capitoli XLI XLII,
ecc.

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Lambito della memoria della saggezza umana o dell intelletto come sintesi
delle informazioni degli oggetti mai visti e mai sentiti concepite da noi
mediante la coscienza.

La Rovina di Atlantide concentra lattenzione nelleredit dellantichit orientale che
rapportata alla seconda memoria della mente come sintesi delle informazioni concepite con la
coscienza. La memoria sintetizzata evidenziata nella dedica a V. S. Iliascenko. Si afferma nel
viaggio dellimmaginazione quando entrambi, nelle conversazioni dell Atlantide, entrano nel
mondo delle leggende come nel miraggio aureo. Nel miraggio doro viene rappresentata
leredit della seconda memoria umana. La storia della memoria dellintelletto lasci, come i
miraggi del passato, la sintesi dell attivit umana dimenticata. Essa si nasconde nei disegni
antichi delle caverne oscure e nello spirito della cenere contemplata. La seconda memoria
sintetizza le conoscenze ed avvicinava la forza degli usi delle eredit delle leggende. Tentava la
notizia delle verit sotto le tradizioni sacerdotali, sussurrava della verit il mito, in cui lo
spirito di Iliascenko diventava il guida sul camino del sogno dell umanit. Iliascenko conduce
allessere previsione, al testamento dell antichit; il tesoro trovato con Iliascinko gli stato
dedicato come sintesi della cognizione perduta.
Nella prima parte ATLANTIDE il nostro mondo arriva alla conoscenza con il miracolo
delle copie dei gemelli supremi dopo Atlasso. Se la natura dellincoscienza e il testo perso di
Platone sanno ma tacciono dell Atlantide nella prima memoria della sensazione, nessuno la
concepite dalla coscienza umana nella seconda memoria della sintesi delle informazioni
nessuno sa! L Oracolo di Parnaso tace e non rivela affari, n nomi, tacciono i profeti dei
tempi pi antichi di quello che sent, in Saese, Salone; allinizio del Timeo, Crizia d esplicitamente
conto degli anelli di questa catena di trasmissione, che dal bisnonno Dropide amico e parente di Solone mediante il
racconto del nonno di Crizia omonimo del nipote giunge fino a lui. (ATENE ASSOLUTA Crizia dalla tragedia alla
storia. Monica Centenni. Saggi di antichit e tradizione classica. Capitolo I, II Timeo e Crizia Collana diretta da
Lorenzo Braccasi, Francesca Ghedini e Alessandra Coppola (p. 47). Federa editrice, Padova, 1997)
Ed anche lo stesso Platone non ci racconta dell ultima ora i venti - desideri delle tormente
cantano sopra l abisso in cui l esistenza di Atlantide trov l ultimo esilio per sempre.
Golokhvastov capisce lassenza dei nessi storici concreti fra le persone che legavano i dialoghi
platonici a Solone e circonda la sua immagine con la nuvola del mistero.
La memoria sussurra, splendendo nel mondo antico, conquista lautore che gi si va alla terza
memoria della bellezza divina descritta da Platone. Questa mezzanotte la terza memoria si
confonde con la seconda sulla base della prima che ci fa rapportare noi stessi al mondo
materiale e ci fa percepire e capire tutto nellillusione. E, nella luce morta della lampara sulla
tavola, il sogno aspetta sempre non detto nelle pagine, sopra esso il pensiero stato
tormentato ed stato svelto il silenzio delle tombe mute. Quello che aveva scoperto il loro
mistero dimenticato provoc l ira di Nemesida lasciata dalle lettere antichi. Nel Timeo e nel
Crizia egli (Crizia) il vero protagonista, incaricato di esporre, dietro precisa richiesta di Socrate e in forza di una
competenza riconosciuta, senza mezzi termini, come estesa a ogni aspetto della questione esempi di realizzazione
concreta dello Stato ideale: esempi non solo realmente viventi, ma anche in movimento del modello utopistico
proposto nella Repubblica. Timeo, Crizia ed Ermocrate sono i protagonisti cui determinato questo compito,
protagonisti di dialoghi omonime in un probabile progetto di trilogia, di cui, come noto, Platone realizz solo il
Timeo e lincompiuto Crizia (Maledetta democrazia studi su Crizia V Per un profilo introduttivo. II. Lombra lunga
della. Crizia e Crizia (pp. 256-257). Edizione dellOrso. A cura di Essegrafica, Torino 1999).
Golokhvastov utilizza la ricchezza delleredit storica sintetizzata dalla modernit. Sulla
base della loro sintesi costruisce le catene delle sue immagini, ove la seconda memoria gioca il
ruolo del materiale costruttivo. Secondo la memoria della sintesi delle cognizioni concepite,
Dante scopre i destini degli attivisti storici perch si appoggia sulla memoria ragionevole della
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sua epoca nelle dimensioni pi espansibili di tutti gli altri poeti epici.
Gli interessi di Dante corrispondono alle ricerche del suo periodo storico quando l
umanit sintetizza il passato e la nuova caratteristica della gerarchia religiosa. Gi alcuni
pontefici non sono inviati in Paradiso. Dante osa dirlo come nessuno in precedenza, per la
prima volta nella storia, del supremo. (Inferno XI, 7 13: papa Anastasio / Purgatorio XIX,
Adreano V, 79 145), papa Nicol III (Inferno XIX, 31- 120), papa Bonifazio VIII candidato
all Inferno (Inferno XIX, XXVII 70, / Purgatorio XX 87, XXXII 149 / Paradiso XVII 49,
XXVII 27, XXX 148 simboleggiato), inoltre guadagnarono il Purgatorio gli ebrei del
Vecchio Testamento e due gentili: Catone (Purgatori I, 31 108) e Stazio (Purgatorio, XXI 10
136, XXII XXXIII, in cui dal 133 134 XXXIII canto del Purg. Beatrice dice a
donnescamente: Vien con lui, invitandolo al Paradiso).
E ancora Bonaventura (1217 1274) nel Itinerarium mentis in Deum (1259 1260) aspira
a descrivere, in termini teorici, l ambito divino sulla terra. Al inizio del XIV secolo questo
desiderio si trasforma nello scopo di descrivere totalmente il mondo divino che ci governa da
cui si svolgono tre regni dei morti: l Inferno, il Purgatorio e il Paradiso.
Dalla fine del XIX secolo sino alla seconda guerra mondiale domina linteresse, in
Europa e in America, per i culti orientali non musulmani del Buddismo, all enigma di
Scimbala, agli egiziani, alle civilizzazioni scomparsi dei latinoamericani, ai cinesi, ecc.. L
interesse per quel periodo corrisponde alla descrizione totale dei mondi dei morti nel XIV
secolo come, nella seconda met del primo secolo A. C., dominava l idea di superare Omero
nello spirito latino che stata rappresentata nell Eneida di Publio Vergilio Marone.
Se Vergilio realizz lo scopo della sua epoca parzialmente perch non complet l
epopea Eneide a causa della morte lungo il viaggio per i luoghi leggendari. Dante super lo
scopo stesso, la sua Divina commedia divenne imparagonabile alle epopee poetiche
antecedenti e successivi fino al XXI secolo. Il tentativo di comporre l opera epocale simile si
evidenzia due volte nella poesia epica della Russia.
La prima prova Sibiriada di Tretiakv del XVIII secolo fu pi vicina a Vergilio ma non
consegu nessun successo. La seconda prova fu pi vicina a Dante e costituisce loggetto della
dissertazione attuale; la Rovina di Atlantide di Golokhvastov che riflette lo scopo epocale
di avvicinare il lettore europeo alleredit dei culti orientali non musulmani.
I significati essenziali dei 133 concetti filosofici dell antichit rappresentati da
Golokhvastov alla fine del libro la Rovina di Atlantide secondo la memoria della
saggezza umana o dell intelletto .
La potenza poetica diffonde la memoria dell intelletto con la memoria della sensazione
mediante l espressione poetica che si evidenzia con la memoria della bellezza divina, la cui
base, analizzata in questo capitolo essenziale della dissertazione, la seconda memoria della
sintesi dell informazione con lintelletto. La seconda memoria viene svolta con la spiegazione
dell autore stesso Gheorghi Golokhvastov ed anche stata confrontata alla sintesi di questa
informazione esaminata nella fine del XX secolo e nell inizio del XXI. La ristampa
delledizione G. C. Sansoni pubblic La Divina commedia di Dante Alighieri nel 1922 a
Firenze, in cui ogni pagina di destra rappresenta le spiegazioni dei concetti filosofici delle
immagini implicite e delle parole diventate non utilizzabili nella lingua contemporanea.
La Rovina di Atlantide, composta nel 1935, ha l enumerazione dei termini filosofici e
la loro spiegazione fatta con l autore stesso. Essi sono stampate nelle 27 pagine nella fine del
libro. Questa spiegazione comprende 133 concetti la maggioranza dei quali legata all
antichit che diventa la base essenziale della seconda memoria. Lultima sintetizza le
informazioni storiche concepite con la coscienza umana.
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Ad esempio: Cromlech il tipo speciale dei monumenti megalitici (Inghilterra). Esso consiste
di 2 enormi mengiri, le pietre spostate in verticale che formano uno o alcuni cerchi. Essi
circondano la piazza, al centro della quale sta la pietra pi grossa. Presuppongono che i
cromvech avevano il significato religioso. Nella dedica a Vladimir Stepanovitsh Iliascenko
Golochvastov presuppone che gli abitanti di Atlantide siano famosi fra i popoli primitivi che
imitarono, nei loro primi monumenti storici, gli atlanti, i fondatori della prima civilizzazione
umana. Le pietre grandiose, spostate in verticale con i cerchi intorno, verosimilmente,
simbolizzano la civilizzazione pi alta che si descrive con la Rovina di Atlantide di
Golokhvastov.
La prima parte MAGIA DI ATLANTIDE:

P. 15: 2.Timeo di Platone (427-347 A. C.), in cui il filosofo descrive la fine di Atlantide
seguendo la decisione degli dei. (Platone, Timeo eCrizia , Rusconi Libri s. r. l., Milano 1994, 1997)
Larticolata struttura di opposizioni, elaborata da Platone nella potente metafora mitistorica del Timeo e del
Crizia, stata messa in luce ed ampiamente analizzata negli studi. Plat. Timeo 20d-25d; Crit. 108c-121c. Per le
considerazioni che seguono gli studi di Vidal-Naquet e di Brisson vd. Anche Le mme et lautre dans la structure
ontologique du Teme de Platon. Un commentaire systmatique du Teme de Platon, Paris 1974, e l introduzione e
commento a Platone, Time / Critias, Paris 1992) Cfr. Gill, pp. 294 ss. (e bibl. Essenziale alle nn.1-3 p. 287). Vd.
Ora Bertelli e della p 610s. (cfr. Id., Itinerari, pp. 42 s., 51); Desclos, pp. 141 ss. (con bil. Alla n.2 p. 141); Ellinger,
pp. 863 s; Centenni pp. 45 ss.; Morgan, pp. 108 ss. (ultimo contributo in ordine di tempo, in cui spiccia la totale assenza
di attenzione per il ruolo di Crizia come narratore designato del mito). Cfr. suggerimenti negli studi del passato ricordati
Da Lvque Vidal-Naquet, n. 10 p. 138 e da Vedal-Naquet n. 28 p. 252 (cfr. Id., Hrote et lAtlantide: entre les Grecs
e les Juifs. Rflexions sur lhistoriagraphie du sicle des lumire, OS 16, 1982, pp 3 ss., in part. pp. 43 ss.). Minore
attenzione nel complesso stata riservata al significato della designazione di Crizia a un ruolo di depositario e latore
della narrazione mitologica. (1) (Maledetta democrazia studi su Crizia V Per un profilo introduttivo. II. Lombra lunga
della. Crizia e Crizia. (p. 257) Edizione dellOrso. A cura di Essegrafica, Torino 1999)
Pensati come unopera suddivisa in due parti narrativi, il Timeo e il Crizia sono strettamente conseguenti al
progetto, teoretico e politico, presentato nella Repubblica. Nella finzione politica, il Timeo e quindi il Crizia,
immediatamente successivo a quello posto in diretta successione cronologica rispetto alla Repubblica, dialogo
che si immaginava abbia avuto luogo il giorno precedente senza soluzione del filo concettuale e narrativo che si
interrompe alla fine del Timeo, nel Crizia il protagonista riprende la narrazione del mythos storico sulle origini
antichissime di Atene e sullo sviluppo parallelamente alla politeia nellAttica della civilt di Atlantide, al di l
delle colonne dErcole. Questo lo schema compositivo del Timeo e del Crizia: Timeo: 17 A-C Incontro dei personaggi:
Socrate, Ermocrate, Crizia, Timeo; 17 C 19 B Socrate riassume il suo discorso nella Repubblica; 19 C 20 B
Socrate chiede di vedere la citt in azione; 20 C D: Ermocrate propone che Crizia narri un mito; 20 D 25 D Crizia
inizia il mito dell Atene antica e di Atlantide; 25 D 26 E Crizia si interrompe; 26 E 27 C Socrate e Crizia passano la
parola a Timeo; 27 D- 92 C Timeo racconta il mito cosmologico. Crizia: 106 A B Timeo conclude e passa la parola a
Crizia; 106 C 108 C Dialogo fra Crizia, Socrate, Ermocrate, 108 c 121 C Crizia riprende con il mito di Atlantide;
121 C ss. (il dialogo mutilo dellultima parte che doveva comprendere la fine del discorso di Crizia, e il discorso di
Ermocrate). (pp. 45-46) Crizia dunque, o meglio la memoria di Crizia, l archivio di una tradizione antichissima,
altrimenti perduta, che solo per lui si conserva; in questo senso risulta importante il metodo di rammemorizzazione che
Crizia mette in atto per prepararsi al racconto del Timeo e la preghiera a Mnemosine che introduce linizio della
narrazione nel Timeo e la sua ripresa nel Crizia. (p. 47) (2) (ATENE ASSOLUTA Crizia dalla tragedia alla storia. Monica
Centenni. Saggi di antichit e tradizione classica. Capitolo I, II Timeo e Crizia Collana diretta da Lorenzo Braccasi
(pp. 45-47), Francesca Ghedini e Alessandra Coppola. Federa editrice, Padova, 1997)
Timeo: p.1 3. Rianimazione di Solone. Nel Timeo, Socrate paragona il suo stato danima, nei
confronti della citt ideale, a quello di chi non si accontenta di vedere degli animali dipinti o vivi ma immortali, ma
desidera osservarli in movimento (kinumenna) mentre danno prova di s. (Plat. Tim. 19b-c (vd. Supra, cap. I, 1.4 ) Il
cui possibile in cielo, in Resp. IX 592-b, e i fatti a quanto pare accaduti grazie ai quali si potr fare ricerca non sul
vuoto, ma sull accaduto e sulla verit , in Leg. II 683e-684. Sulla centralit del tema politico nel Timeo, cfr.
C.Osborne, Topography in the pp. 104 ss.; per i fondamenti contribuiti di Bertelli e della Isnardi, vd. Nn. Ss.).
Il linguaggio mitico del Timeo platonico deve, per forza, attenuare questa distinzione: infatti, poich conosce solo la
dimensione dellaccadere temporale, deve convertire tutte le differenze qualitative in differenze dellorigine de della
creazione del tempo. Cos lanima diviene qui un essere misto, nel quale il creatore, il demiurgo, ha impresso, e in certo
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modo, le due nature opposte dello stesso e del diverso, del taftn e fsateron. (Ernst Cassirer Individuo e cosmo nella
filosofia del rinascimento (p. 201). (Leipzig, G. B. Teubner, 1927) Traduzione di Federico Federdi. Propriet letteraria
Reservata)
III Cap. p. 35: Ziggurat e Il XLVI cap. p. 234. sm. E f. Invar. Archeol. Nellantica Mesopotamia,
sorta di torre costituita da piani o terrazze sovrapposte e di ampiezza decrescente verso lalto, sulla cui sommit sorgeva
un tempio. Fogazzaro, XIV-179: Sullo Ziggurat di Borsippa,.. salirono mitrati sacerdoti alternanti allo studio del cielo
canti e sacrifici propiziatori degli astri. (Grande Dizionario della lingua italiana, Unione tipografico-editrice Torinese .
9/V71964.)
2. Crizia: Platone, con le parole di Crizia racconta dei bravi uomini dell altra citt
Atene nove mila anni fa che venne dimenticata a cause di molte catastrofi. Crizia descrive la
potenza dell esercito di Atlantide desideroso di conquistare il mondo, la cui isola venne
sprofondata nel mare. Dal paragrafo (113 a) Crizia narra la storia di Atlantide. Egli racconta
che Cleit, la figlia di Eunore e Leucippa morti prima della scadenza, diventa la moglie di
Nettuno (Poseidone) e gener dieci fratelli, cinque copie di gemelli principi. Tuttaltro che casuale,
in realt, il fatto che Platone disegni proprio Crizia per il ruolo di interprete e possessore delle chiavi di quella che, con
le dovute cautele, potremmo chiamare utopia e che una delle forme in cui viene proposto un modello ideale di
organizzazione politica Cfr. le premesse metodologiche e le puntualizzazione di Bertelli, Utopia, pp. 472 ss. (in
Motivi utopistici, pp. 137 ss. Cfr. anche Quarta, pp. 9 ss.; Ambaglio, Diodoro, pp. 154 ss.; A. m. Iacono. Lutopia e
i Greci, in I Gheci, I, Torino 1996, pp. 883 ss..) Sullevoluzione del genere cosiddetto utopistico, da premesse
platoniche (con antecedenti) finalizzate alla rifondazione logica delluniverso della politica che cerca un rapporto
dialettico con la realt, vd. In partic. Bertelli, Lutopia, pp. 480 ss., 549 ss.; Id., Itinari, pp. 40 ss., 44. Cfr. anche
Introduzione (Maledetta democrazia studi su Crizia V Per un profilo introduttivo. II. Lombra lunga della. Crizia e
Crizia. (pp. 257-258) Edizione dellOrso. A cura di Essegrafica, Torino 1999)
Golokhvastov scrive di quello sulla pagina 34 del II cap.: Gli risponde, con l estasi
viva, il gemello di Atlasso, nato il secondo; dopo lui i loro fratelli minori quattro ceti
educati nella famiglia dei gemelli Nella pagina 37 del III cap. della Rovina di Atlantide
narra che Atlasso, fra le eredit dei padri ordin di dare le decime parti a s e ai fratelli: cinque
pari dei gemelli. Secondo questo frammento si capisce che il profeta Atlasso non Nettuno, il
cui culto gentile assente nell opera dell autore cristiano. Ma Golokhvastov, al massimo,
utilizza il testo del Crizia, in cui si racconta che Nettuno circond il colle centrale con tre
anelli di acqua e di terraferma e fece due fonti dell acqua calda e dell acqua fredda. Egli
separ lisola in dieci parti e la distribu fra i fratelli. Egli regal la casa della madre al
maggiore, secondo Golokhvastov, il cui nome di Atlante si sostituisce da Atlasso. Non si pu
non ricordare la fine del XXIX canto del Purgatorio della Divina commedia di Dante
Alighieri (versi: 133-141):
Appresso tutto il per trattato nodo 133
vidi due vecchi in abito dispri,
ma pari in atto e onesto e sodo.
L un si mostrava alcun de famigliari 136
di quel sommo Ipocrite che natura
a li animali fe ch ell ha pi cari;
mostrava l altro la contraria cura 139
con una spada lucida e aguta,
tal, che di qua dal rio mi fe paura
133. Apresso nodo: dietro al gruppo ( nodo ) di personaggi gi descritti (per trattato: cfr. Inf., Xi, 80). 134.
dispari: differenti. 135. pari sodo: simili nellatteggiamento dignitoso (onesto) e grave (sodo: propriamente non
mutevole, che non scompone). 136-8. Lun cari: uno appariva, allabito, un seguace di quell Ipocrite, che la natura
cre a beneficio degli animali che essa predilige, per la salute cio degli uomini. Mostrava dessere un medico; ed san
Luca, qui considerato in quanto autore in quanto autore e simbolo degli Atti degli Apostoli. 139-40. laltro aguta:
san Paolo, in quanto autore e simbolo delle Epistole. rappresentato tradizionalmente con la spada; e Dante gli
attribuisce contraria cura a quella del medico, non di sanare i corpi, bens di ferire le anime e scuoterle con la parola
eloquente e severa: gladium spiritus, quod est verbum Dei (ad Eph., 6, 17; cfr. Ad Herb., 4, 12, e Isai., 49, 2). 141.
di qua dal rio: bench mi trovassi di qua dal fiume. (pp. 731-732) (1) (La Divina Commedia a cura di Natalino
Sapegno. Riccardo Ricciardi. Editore Milano-Napoli 1954.)
Due vecchi: luno rappresenta gli Atti degli Appostoli, scritti da san Luca, laltro san Paolo, autore delle
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Epistole. Sodo: grave. Famigliari: seguaci, discepoli (Paul ad Coloss., IV, 149 d Ippocrate, il famoso medico (Inf., IV,
14) nato per la sanit degli uomini. Contraria cura: cio la cura di ferire anzich di sanare (2) (La Divina Commedia p.
3 (p.691) ; ristampa anastatica delleditore G.C. Sansoni, Firenze 1922,1988 )
Questi due vecchi emergono dall incoscienza di Dante e subito, verosimilmente, Dante
ricorda le immagini leggendarie del Crizia il primo la copia riflessa del primo fratello con
una spada brillante, la sua contrapposizione. Ma egli capisce che la loro origine il frutto del
paganesimo, dal rio delle immagini incalcolabili lo spaventa la moralit cristiana. Forse per
quella causa stessa quattro individui (simboli delle epistole canoniche) in umile paruta
(apparenza) al contrario di quattro copie di gemelli che cos sono mutati sotto la riconoscenza
dell eredit antica e sotto l influenza del cristianesimo. Tutte e due legate insieme si
trasformano nei simboli canonici. Il settimo, verosimilmente, , invece, il prototipo
condizionale dellultimo sacerdote antipodo di san Giovanni evangelista, secondo la critica
tradizionale, come l autore dell Apocalisse: e di retro da tutti un vecchio solo venir,
dormendo, con la faccia arguta (Purg. XXIX 143-144). San Giovanni era tuttavia l apostolo
che accompagna tutti visti e benedetti con Cristo. Essi ereditarono il Paradiso e non possono
stare nei supremi cerchi del Purgatorio. Allora questo settimo vecchio non san Giovanni? Se
Stazio ottiene la possibilit di accompagnare Dante fino al Paradiso, quei sette vecchi,
dormendo, potrebbero rappresentare le anime sacrali ancora non cristiane che provocano la
paura di Dante. Il settimo, simbolizza sette principi antichi come sette alberi d oro (Purg.
XXIX 46). Il desiderio esplicito di Dante non identifica dopo i due vecchi simili con i primi
gemelli atlanti. Ma prima di introdurre, dall incoscienza, queste due vecchie copie, nel 134
verso, Dante, verosimilmente, allude alle prime genti che non erano peccatori ancora come i
primi atlanti, non secondo la Bibbia ma secondo la leggenda gentile dellet d oro, che si
evidenzia in quello stesso XXIX canto del Purgatorio (versi 85-86): Tutti cantavan:
Benedicta tue! // ne le figlie d Adamo, e benedette // sieno in eterno le bellezze tue!. Il
primo vecchio , e dopo mascheramento con la paura evidente, poteva essere, Atlante di
Platone e Atlasso di Golokhvastov. Limmagine di Atlasso assume il ruolo del primo vecchio
dantesco perch il primo profeta cura le anime infelici come il settimo vecchio bipolare e
predice lapocalisse con l amuleto celato nel tempio dei morti.
Perch Dante descrive qualche principio nel XIX canto del Paradiso (55-69) che
conduce al fondo del mare?
non pu da sua natura esser possente 55
tanto, che suo principio non discerna
molto di l da quel che l parvente.
Per ne la giustizia sempiterna 58
la vista che riceve il vostro mondo,
com occhio per lo mare, entro s interna;
che, ben che da la proda veggia il fondo, 61
in pelago nol vede; e non dimeno
gli, ma cela lui l esser profondo.
on , se non vien dal sereno 64
che non si turba mai; anzi tenbra,
od ombra de la carne, o suo veleno.
Assai t mo aperta la latbra 67
che t ascondeva la giustizia viva,
di che facei question cotando crebra.
Parvente: appariscente: appariscente, manifesto alla mente degli uomini. la vista: dellintelletto. Lintelligenza
che gli uomini ricevono da Dio. comocchio: vede poco o niente, come occhio che cerchi, guardando nelle acque, di
indagare gli abissi del mare profondo. in pelago: lunghi dalla proda, nellalto mare. gli: vi ; sottint: il fondo. Intendi:
anche in pelago, anche sotto le alte acque del mare il fondo, ma la sua profondit lo nasconde, lo rende impenetrabile
allo sguardo umano. Lume non : non v sapienza, se non emana da Dio. ombra de la carne: falso vedere dei sensi. Suo
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veleno: peccato, perversit carnale (Scartazzini). Latbra: nascondiglio. di che: del quale nascondiglio, del celarsi
della viva giustizia. Crebra: voce lat.; frequente. (La Divina Commedia p. 3 (p.945); ristampa anastatica delleditore
G.C. Sansoni, Firenze 1922,1988 )
Il suo principio non discerna come occhio, che vede poco, per lo mare, entro s interna in cui
si nasconde qualche mistero. Forse Dante perde l autocontrollo cristiano inconsciamente ed
allude all immagine di Atlantide gentile? Egli vuole giustificarla? Perch? Verosimilmente
egli non leggeva Platone ed aveva solo sentore della terra uscita sotto l acqua? Egli desidera
rapportare la terra leggendaria alle figlie d Adamo? Si pu capire perch compare la paura che
ferma il racconto dei primi gemelli del 141 verso del XXIX canto del Purgatorio dantesco?!
Com occhio: vede poco o niente del passato, come occhio che cerchi, guardando nelle
acque, di indagare gli abissi del mare profondo verosimilmente per trovare lAtlantide rovinata
sul fondo, la cui tematica era proibita e provocava involontario la paura del XXIX canto del
Purgatorio? Capiamo il concetto in pelago come lunghi dalla proda forse della terra
scomparsa che sfond nel fondo dell altro mare. La nozione ombra di carne compresa
verosimilmente come falso vedere del senso. Verosimilmente questa visione falsa del senso
diviene la falsa visione del senso della memoria della sensazione dellultimo sacerdote. La
perversit carnale si incarna nellamore pervertibile dei gemelli nella Rovina di Atlantide che
diviene il veleno che conduce al Paradiso secondo la comprensione di Golokhvastov. La sua
immaginazione poteva interpretare il concetto errato visto come l errata comprensione del
mondo. Egli lo trasforma nello scopo errato dell ultimo sacerdote che voleva ottenere l
immortalit errata. Il concetto latebra: nascondiglio si riflette nella predestinazione reale
della nascita dei gemelli innamorati e del desiderio dell ultimo ad essere immortale. Entrambi
fati erano previsti con Atlasso e celati nel nascondiglio dell amulete sul suo scheletro.
Dopo questo principio vuole giustificare, nei versi 70-81, un uomo che nasce a la riva de
l Indo, e quivi non chi ragioni di Cristo n chi legga ne chi scriva? Forse Dante paragona le figlie
d Adamo benedette in eterno e quello indiano che muore non battezzato senza peccato in vita e
in sermone (75)? Cos Dante percepisce lesistenza naturale dei gentili come la principe e la
principessa innocenti?
A la riva de lIndo: Asia. Cfr. Purg., XXVI, 21. chi ragione: chi cerchi divulgare la fede di Cristo, con
predicazione, letture e scritture intorno alla venuta, alla passione, alla morte e alla resurrezione del Salvatore. Ai tempi
di Dante lIndia era riguardata come una delle parti del mondo pi remote da Roma (Scartazzini). in vita: in opere, o
in parole (sermoni). ov: qual : per qual ragione di giustizia. spanna: palmo: l apertura della mano. Cfr. Inf., VI, 25.
(La Divina Commedia p. 3 (p. 945); ristampa anastatica delleditore G.C. Sansoni, Firenze 1922,1988 )
Pu essere che queste questioni siano la causa essenziale perci Golokhvastov legato
alla Divina commedia affinch essa divenga una delle basi principali, dopo Crizia, della
memoria oggettiva dell intelletto ed affinch Golochvastov componga simbolicamente le idee
primordiali e le immagini della Rovina di Atlantide?
L immagine stessa di Atlantide diventa cristiana nella Rovina di Atlantide in cui
domina il monoteismo di Ra e la proibizione dei sacrifici degli uomini con lunit della trinit.
Quei dieci re sono sostituiti dall unico che il padre dei gemelli nellepoca dellultimo
sacerdote. Secondo la sintesi dell eredit storica, nella Rovina di Atlantide agli altri nove re
appartengono le altre isole circondate che non partecipano nello sviluppo degli eventi della
Rovina di Atlantide.
La natura dell isola, nel Crizia di Platone, era la pi ricca di tutto il mondo. I re
atlanti di volta in volta ricostruivano di nuovo ledificio, in cui abitava Nettuno, secondo la
leggenda, e lo idealizzarono. I re ordinarono di costruire i ponti fra gli anelli acquatici avendo
fatto gli itinerari dalla capitale e al ritorno per permettere una sola triera. Cos formarono
lentrata dal mare. L anello estremo era pi esteso ed aveva il diametro di tre stadi. Il diametro
stesso aveva l anello di terra. Gli anelli seguenti di acqua e di terra avevano l estensione di
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due stadi. Il diametro dell ultimo anello acquatico aveva l estensione di uno stadio. Le pietre
con i colori bianco, nero e rosso prendevano da ogni anello. Molte costruzioni erano facili.
Alcune erano state costruite con le pietre di diversi colori. Vicino ad ogni ponte fecero le torri e
i portoni. Le mura intorno al primo cerchio vennero coperto col metallo cupreo. Il muro del
cerchio interno venne coperto con lo stagno. Il muro che circondava lacropoli venne coperto
con loricalco brillante che rifletteva i raggi solari. Il diametro dell isola centrale della capitale
aveva 5 stadi dove stava il palazzo descritto, il tempio di Cleit e di Nettuno, il tempio di
Nettuno, il giardino degli alberi della bellezza inesauribile, ecc.. Il tempio essenziale di Cleit e
Nettuno era circondato dal muro d oro. Era il tempio di Nettuno della lunghezza di uno stadio,
il largo di tre pletri. Lo stile della costruzione aveva un che di barbarico. Secondo
Golokhvastov cos deve essere stato descritto lo Ziggurat. Secondo Crizia (118) all interno
l Atlantide aveva la pianura circondata con le montagne pi alte di tutte le esistenti. La
lunghezza di questa pianura era di tre mila stadi.
Linsieme delle caratteristiche di Atlantide realizza in uno stesso tempo la paradigmaticit alternativa all Atene
primordiale e lanalogia con l Atene classica, lAtene sbagliata da rifare. Abbiamo cos lallusione alla dismisura gi a
livello di risorse primarie e di sfruttamento del suolo (i due racconti lhanno, Crit. 118) (ATENE ASSOLUTA Crizia
dalla tragedia alla storia. Monica Centenni. Saggi di antichit e tradizione classica. Capitolo I, II Timeo e Crizia
Collana diretta da Lorenzo Braccasi, Francesca Ghedini e Alessandra Coppola (p.261). Federa editrice, Padova, 1997)
La distanza, dal mare fino alla capitale (Atslano di Golokhvastov), ammontava a due
mila stadi. Perci l Atlantide, nel poema di Golokhvastov, resta l isola e non si trasforma nel
continente secondo il Timeo in cui, invece, il sacerdote egiziano racconta a Solone che
lAtlantide era pi estesa della Libia e l Asia insieme. La pianura di Atlantide aveva la forma
del tetragono. Molti genitori dei re la trasformarono nel paradiso che aveva la foresta di tutti gli
alberi, i fiumi, i laghi, i prati. Il grande canale, circondante tutta la pianura, conservava la sua
forma armonica. Esso attingeva le acque di tutti i fiumi ed usciva al mare. Tutte queste
informazioni, sintetizzate con la memoria dell intelletto di Golochvastov, sono evidenziate
nella seconda met nel III cap. della Rovina di Atlantide nelle pagine 36 e 37.
Le donne di Atlantide, cos come gli uomini dovevano servire nell esercito. Ogni
territorio, composto di dieci stadi per dieci, era rappresentato dal proprio capo militare. La
quantit di tutti i partecipanti alle guerre consisteva in 60 000 persone. Durante le guerre le
quadrighe dovevano avere una consistenza di 10 000 individui. Crizia, nel Timeo, enumera
tutti i tipi di soldati, di tecniche militari e dell arma conosciuti nell antichit.
Ognuno dei dieci re poteva comminare la penna capitale ai suoi sottoposti. Le regole fra
i re erano scritte sulla stella costruita nell epoca dei primi re all interno del tempio di Nettuno,
secondo Golokhvastov nello Ziggurat, in cui i re si riunivano ogni quinto o ogni sesto anno.
Nel giardino di Nettuno abitavano i tori che rappresentavano il simbolo dell animale sacrale.
Prima di discutere i loro problemi i re sceglievano l animale per il sacrificio e sulla stella
uccidevano in modo che il loro sangue si riversasse sulle scritture. Qui Golokhvastov
contraddice a Platone. Il processo della vittima non religiosa passa, alle pagine 102-106 del
XVIII cap., nel palazzo, nel tempio del condottiero, invece, non all interno del tempio di
Ziggurat. Golokhvastov descrive come gli uomini, invertiti con la vita dolce, conducono, al
sacrificio laico e orribile del sacrilegio, due animali. La pecora doveva essere tagliata. Il nero
capro compariva sopra la stella sanguinosa. Nel XVIII cap.(p. 109), la plebe senza vergogna
stata introdotta all interno dello Ziggurat. Prima nella pagina 36 del terzo capitolo della
Rovina di Atlantide scritto che sulla blu altezza celeste, su tutti le torri della santa
Montagna era il settimo grado coronato col tempio. L il testatore muto della sventura, la pietra
di Altare dei sacrifici sanguinosi proibiti, fu innalzato con lo sforzo difficilissimo degli uomini,
e la lama di sacrifici con i rilievi a sempre messo sulla pietra canuta.
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Fra i re di Atlantide vigeva la legge secondo la quale, che nessun re dovesse combattere
contro altri re dell isola, e prescriveva che tutti aiutassero reciprocamente durante le guerre.
Pochi generi osavano ribellarsi per sostituire la dinastia. Prima, quando vivevano nell
amicizia, disprezzavano i tesori materiali e rispettavano gli ordini degli antenati e la natura
divina conservava fra essi la sua potenza. Quando prevalsero lavarizia incontrollabile e la sete
del potere illimitato Zeus volle condannarli. Perch egli riun gli dei e vi si appell,
verosimilmente, con la domanda che fare. Dopo il testo di Platone perso. Si pu solo
supporre perch il testo sia stato interrotto o Platone stesso non volle sviluppare questa
tematica? Limmagine iniziale di Atlantide quella di un equilibrio realizzato e tuttavia dal principio precario.
Lottimo contributo della Desclos (pp. 142 ss.) non tiene conto della precariet congenita adombrata nella metafora
Atlantide / Atene imperialistica marinara, e democratica, volata alla catastrofe. Le trasgressioni degli Atlanti i quali
ad esempio violano con ponti e collegamenti la posizione separata dellisola centrale stabilita da Poseidone (Crit. 113
d-e), cos come gli Ateniesi collegano la citt al porto con le lunghe Mura (pp. 144, 154) accelerano un processo
degenerativo, che per predestinato. Atlantide, a differenza dellantica Atene, contiene in s i germi della decadenza,
perch nasce gi nel segno della hybris, della dismisura correlata alla vocazione marinara. (ATENE ASSOLUTA Crizia
dalla tragedia alla storia. Monica Centenni. Saggi di antichit e tradizione classica. Capitolo I, II Timeo e Crizia
Collana diretta da Lorenzo Braccasi, Francesca Ghedini e Alessandra Coppola (p. 262). Federa editrice, Padova, 1997)
La seconda memoria sintetizza il Crizia di Platone dal punto di vista del cristianesimo
moderno con l illusione speciale alla svastica della sua fatalit.


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E nel basso tempio l altare di Ziggurat si perde nelle decorazioni dei fiori. Il mio
vestito bianco e ricco; la svastica dei tori e delle croci. Nella mia tiara il rubino sta sopra il
rubino su tre corone della ghirlanda tripartita, come il simbolo, prevede tre Facce di quello
che unito nell unit triplice. Il mio batocchio piccante, come il raggio alla fine, dal ramo del
cedro esso intagliato; intorno al batocchio sono state serpeggiate due corbe fatte di denti di
elefantino; esse sono state in crociate gi con le code sottili e inclinabili. Sulle loro teste sono
regalati i tratti umani: di una cobra il grande prototipo del marito, dell altra la lussuria e
limmagine tentata della moglie desiderabile; e con il segno del sole il carbuncolo sanguinoso
corona, brillando, l unione di loro ambedue.
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Il cifrano arde con la vittima della benedizione; colmo il tempio con la fumata beata
del sandaloE con il fumo al cielo si alzano i famosi inni, per il posto regio, vicino al trono
ove fumo il ladano: i leoni intagliati su metallo servono ai piedi del re. (Dalla prima met del
V c., pp. 44-45)
L informazione del Crizia che racconta dell isola scomparsa diventa la base essenziale della
memoria dell intelletto alla composizione della Rovina di Atlantide. La memoria dell
intelletto non riesce ad esistere in nessun arte senza diffusione con la memoria della sensazione
e con la memoria della bellezza divina, mediante la quale viene sintetizzata l eredit storica
dell umanit.
5. Cromanioni o Cro-manioni sono trib che abitavano in Europa nella regione di
Biscaia e sono da considerarsi gli immigranti salvati dall Atlantide (Lewis Spence: The
problem of Atlantis; charter V: the Evidenze from Pre-History. (Pages 57-72.) London. 1924)
Golochvastov presuppone che il cro-manionus in cui ascoltiamo la notizia dei discepoli del
profeta Atlasso che prima, nella storia, regal il concetto della bont divina agli atlanti che,
verosimilmente, erano i cromanioni, la quinta e la prima, simultaneamente, razza umana.
Secondo la teoria di Darwin il cromaniono da considerarsi l ultima specie della scala
dellevoluzione degli umanoidi: 1) Parapiteco, 2) Driopiteco, 3) Ramapiteco, 4) Australopiteco, 5)
Pitecantropo, 6) Sinantropo, 7) Neandertaliano, 8) Cromagnono, 9) Il mutante, in una parte di una
quarta neandertaliano e per tre quarte parti cromagnono l uomo contemporaneo che da
considerarsi l HOMO SAPIENS; l analisi biologica dimostra che la massa del cervello dei
cromanioni suprema la massa del cervello degli uomini contemporanei. Chi era quella razza
scomparsa resta l enigma fino ai nostri giorni. Verosimilmente essa era la razza degli atlanti?
P. 16: 8. Atono o Aten (Atem, Tem, Atmu) il dio egiziano del sole, il cui culto era
coltivato dai periodi pi antichi nella citt Geliopolis (Anu), in cui fu costruito il suo tempio.
Nel periodo temprano delle dinastie della citt, in Egitto Basso, cominci ad essere stato
coltivato l altro dio del sole Ra. Il suo culto aveva l origine asiatica molto simile al culto del
dio babilonese Madk. Esiste la tesi secondo la quale entrambi culti avrebbero una sola
origine. Pi tardi il faraone Amenhoten IV, lantenato di Tutankamen, prov a fondare il
monoteismo. Egli restaur Atone nella qualit dell unico dio, il dio del sole, Vissuto sul
Disco. (Sir Ernest A. Wallis Budge: Tutankhamen New York, 1923). Il tentativo di
trasformare Atono nell immagine di un solo Dio Assoluto libero dagli altri da considerarsi il
primo passo al monoteismo. Bisogna capire che questo monoteismo aveva lo scopo di
giustificare il potere assoluto di una sola persona che di comprendere ragione dellunit divina.
Perch Amenhoten IV desiderava convertire il suo culto. Ma la sua monarchia non era ancora
assoluta. I sacerdoti gentili guadagnarono nel loro discorso globale. Ma la fede nell unico Dio
rimase, nella societ degli dei falsi, fra i sacerdoti gentili, che divent il mistero sacrale della
verit occulta fino alla comparsa del Cristianesimo. Millecinquecento di anni A. C., dalla vita
fra egiziani, Mose colse l idea principale da questo culto e lo rivest dei suoi costumi (mori
coltivati) degli ebrei. Atone stato sostituito da Ra nella Rovina di Atlantide, anche l unico,
che sognava di conseguire Amenhoten IV. Per il monoteismo di Ra nella Rovina di
Atlantide non ancora il monoteismo ebraico. Allo stesso tempo vicino in campo artistico al
Cristianesimo mediante la trinit simbolica ancora gentile.
9. Veda la letteratura religiosa indiana pi antica (1500 1000 A. C.) che stata unita
pi di 100 libri. Golokhvastov unifica le immagini delle scale di Ziggurat, di Atone nel sole e
delle Veda nelle saggezze che sono incise con Viassa ispirato.
Vda, sm. Invar. (plur. Disus. Vdas, vdi). Relig. E filos. Ciascuna delle quattro raccolte di testi religiosi, in
partic. In versi, che costruiscono la pi antica testimonianza della letteratura indoaria (e sono il Riveda, degli inni, il pi
antico e importante; lo Yajurzveda, delle formule sacrificali; il Samaveda, delle melodie, dedicato al canto liturgico;
lAtharveda, delle formule magiche, fortemente improntato alla superstizione popolare). Al plur. linsieme di tali
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opere, considerate nel brahmaneismo come frutto di ispirazione divina.
Berchet, Conc., II-200: Io son uno che medita sui sacri Vedas. Gioberti, 2-109: I Vedi, che sono lunico documento del
Bramanismo nella sua purezza, contengono una filosofia speculativa sostanzialmente identica a quella dei Samanei, ed
esprimono lemanatismo nei due cicli della Maia e del Nirvana, che rispondono e all emanazione. = Voce sanscrit.,
propr. scienza, conoscenza , attraverso lingl. veda nel 1734. (Grande Dizionario della lingua italiana, Unione
tipografico-editrice Torinese . 9/V71964.)
13. Solo in seguito, pi di un secolo dopo, Platone rianim la leggenda di Atlatide nello
stato in cui lo sentiva Solone (639 ?-559 A. C.). Per Platone non disse tutto che sapeva. Egli
scrive: e decidendo di condannarli, il dio fra i dei, Zeus ha riunito tutti gli dei al consiglio,
nella parte migliore del cielo, da cui stato scoperto il visto di tutto il mondo, e li ha detto
cos, qua egli cessa il suo racconto.
rischioso, in primo luogo, stabilire, in base allo scolio, un Anacreonte-Crizia-Eschilo sul piano cronologico,
collegamento che potrebbe essere frutto di autoschediasma Crizia il Vecchio figlio del Dropide nato intorno al 580
A. C. ed ermenos di Solone allepoca del primo arrivo di Anacreonte ad Atene, dietro invito di Ipparco, nel 522 A.
C., potrebbe avere avuto intorno ai diciotto anni (p. 284) a partire dal 509 A. C., in cui Anacreonte deve essere
rientrato ad Atene dalla Tessaglia, dove era probabilmente riparato dopo la morte di Ipparco (514 A. C.) nella
tradizione famigliare di Platone, di Crizia e di Carmide, il dato era conservato come prezioso; Platone pu riferire
questo dato, sulla base di un calcolo di generazioni quarantennali, al nonno omonimo di Crizia, nato intorno al 540 A.
C., riferimento importante per Crizia confermato dai celebri esametri in cui questultimo loda e idealizza il poeta di
Teo, facendone una sorta di ipostasi del simposio aristocratico (D.-K. 88 B 1).
Per tentare una soluzione del nodo centrale il fatto che il nonno omonimo di Crizia abbia ascoltato il racconto del
mito di Atlantide dalla bocca stessa di Solone opportuno riconsiderare i punti salienti, nel Timeo, in cui la
circolazione suggerita con una certa insistenza: (p. 285)
Crizia: Ascolta dunque, Socrate, un racconto dunque piuttosto strano, ma assolutamente vero, come disse una
volta Solone, il pi sapiente dei Sette. (20e) Egli era parente e intimo amico del nostro bisnonno Dropide, come ricorda
lui stesso pi volte nei suoi versi. A mio nonno Crizia (egli) raccont dunque, e il vecchio a sua volta narr a noi
(21 c) il racconto che aveva portato qui dall Egitto (25 d) Ora, Socrate, hai udito, in breve, il racconto del vecchio Crizia
(35e) quale egli lo ascolt da Solone(Timeo 20c-21d; 25 d (trad. Lozza) (p.286) Non necessario peraltro
pensare a un problematico cambiamento di soggetto in Timeo. 20e, dove, secondo alcuni, il soggetto sottinteso di A
mio nonno Crizia raccont sarebbe appunto Dropide e non Solone (p.287) (Rosenmeyer, n. 4, p 404, con rif. Bibl.)
Dropide (arconte nel 593/2; nato prima del 623 A. C. : nel 635 A. C.) Crizia il vecchio (nato prima del 570 A.
C.: nel 600 ca) Crizia (III) (nato intorno al 520 A. C.) Callescro Crizia (IV, il tiranno) (nato nel 460 A. C. ca)
(p. 274)
1) difficile stabilire calcoli sicuri sulla base della cronologia di Solone e della sua presunta data di morte Molti
sono, come noto, i problemi di cronologia soloniana. Si deve tener conto anche delle argomentazioni avanzate negli
studi a favore di una data pi bassa per la legislazione soloniana (Hignett, pp. 316 ss.; m. miller, The Accepted date for
Solon, precise, but wrong?, Aretusa 2, 1969, pp.62 ss.; W. H. plommer, The Tyrannny of the Arcon List, CR 19,
1969, pp. 126 ss.; F. Cassola, La propriet del suolo in Attica fino a Pisistrato, PP 28, 1973 (ora in Scritti di storia
antica. Istituzioni e politica, molto pi bassa rispetto a quella del 560/59 a. c.., comunemente ammessa in base alla
testimonianza di Faina (F 21 Whrli in Plut, ibid), fosse originata unicamente da un condizionamento della tradizione
erodotea sull incontro tra Crizia e Solone (cfr. Freeman, pp. 153 ss.; Masaracchia, pp. 5 ss.; davies, APF, pp 323 s.;
Piccirilli, Solone, pp. 112 s., 281 s.). Anche se sembra la possibilit meno forte, la cronologia bassa di Solone, o
almeno della sua morte, rappresenta pur sempre una possibilit, che in qualche misura accorcerebbe la distanza
genealogica tra Crizia e Solone;
2) Il rapporto Solone / Dropide non implica con certezza, a ben vedere, una loro coerenza. (p. 275) 3) Le
testimonianze sul rapporto Anacreonte / Crizia (il Vecchio) non hanno implicazioni cronologiche incontrovertibili. 4) la
data drammatica del Timeo, se si vuol pensare a un Platone attento alla verosimiglianza cronologica, rende assai
problematica la scelta del Crizia (III) nato intorno al 530 A. C. (su ci vd. Appendice). 5) Il gap. di ottant anno tra
nonno e nipote (Crizia, il Vecchio e Crizia tiranno), dato centrale per inquadrare il (probabile) artificio genealogico
messo in opera da Platone. 6) Lidea dellako, dell ASCOLTO DIRETTO delle parole di Solone da parte di Crizia il
Vecchio. (p. 276) (Maledetta democrazia studi su Crizia V Per un profilo introduttivo. II. Lombra lunga della. Crizia
sdopiato rifondazione (pp. 284-285, 275-276). Edizione dellOrso. A cura di Essegrafica, Torino 1999)
Timeo. La prima idea essenziale di questo trattato utilizzata da Platone si esplica dal
paragrafo 22 fino al 25 in cui si racconta che Salone, viaggiando attraverso l Egitto, domand
del passato leggendario e prov a descrivere il suo passato, ascolt la risposta ossia che i greci
come egli restano sempre bambini perch non riescono a conservare quasi nulla del loro
passato. A causa dei luoghi pericolosi in cui abitano. Ricordano la storia, ma non quella antica,
relativa ad esempio all unica inondazione che Deucalione e Pirra superarono. Ma era la
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moltitudine delle inondazioni, come molte volte il fuoco celeste uccideva le popolazioni
umane, e gli uomini non riuscivano ad accumulare l eredit storica dei loro antenati. Solo gli
egiziani possiedono il dono di conservare questa informazione sacrale. Lacqua non getta mai
da su e sempre compara da gi in Egitto. Il paese, che adesso porta il nome Atene la pi
antica della citt egiziana Sais costruita un millennio dopo la fondazione di Atene. Solone aveva
infatti composto un racconto sullantica storia di Atene, in base a quanto aveva appreso in Egitto; ma la composizione di
quella storia rimase incompiuta e la narrazione and perduta per il tempo trascorso e per la morte di coloro che
lhanno composta. Gli Egizi - diceva Solone sorridono della corta memoria dei Greci, fanciulli della storia. (1)
(ATENE ASSOLUTA Crizia dalla tragedia alla storia. Monica Centenni. Saggi di antichit e tradizione classica. Capitolo I,
II Timeo e Crizia Collana diretta da Lorenzo Braccasi, Francesca Ghedini e Alessandra Coppola (p. 47). Federa
editrice, Padova, 1997)
Ciclicamente sulla terra si abbattono grandi catastrofi e in particolari diluvi, che distruggono ogni cosa e
riportano le persone che si salvano allo stato primitivo, privi di cultura e dimentichi di tutto quanto era avvenuto in
passato. Fanno eccezione gli abitanti dellEgitto, per la particolare posizione in cui il paese si trova, e per il costume dei
sacerdoti di conservare, mediante la scrittura, la memoria di tutte le cose belle e grandi avvenute non solo nel paese, ma
anche regioni. E fra le cose belle e grandi conservate nelle scritture dai sacerdoti dEgitto si trova la memoria dell
eccellenza dellantica Atene prima dellultimo diluvio,.. (2) (Platone Timeo testo greco a fronte a cura di Giovanni
Reale, Introduzione Fortuna, struttura, concetti cardine e significato del Timeo di Platone, Il Timeo stato lo
scritto di Platone pi influente fino agli inizi dellet moderna1 (p. 9), Risconti Libri s.r. l., Milano 1994)
Qui Platone sbaglia. Nell inizio del XX secolo gli archeologi affermarono che il pi antico
monumento egiziano stato datato al QUARTO millennio A. C.. Ma alla fine del XX secolo lanalisi di
tester della rovina radioattiva dimostra che la costruzione della Sfinge leggendaria ha circa a 14 000
di anni.
Golokhvastov scrive con l incoscienza nella pagina 15: L, di Atlantide, la faccia
stupefatta, come la Sfinge, con l enigma comparve. Verosimilmente, qui allude che la Sfinge
comparve come il riflettere, e pu essere primo, di Atlantide. Ma il tempo dimentic, secondo
il racconto del sacerdote egiziano a Solone, leroismo dei liberatori greci dagli atlanti, la cui
armata incommensurabile desider conquistare tutto il mondo. Su questa isola, racconta,
comparve il regno meraviglioso per il suo territorio e per il suo potere. Golokhvastov allude a
questa informazione, ma presenta gli atlanti come i lussuriosi di quanto abbia conquistatori pi
selvaggi, avari patto Platone che stato evidenziato dal XII cap. fino al XX cap. nelle pp. 72
112. Come scritto nel 25 paragrafo del Timeo gli atlanti conquistarono tutta la Libia fino
all Egitto e tutta lEuropa fino alla Tirrenia per trasformare i loro abitanti in schiavi. Allora il
paese Atene, secondo Timeo mostr la forza del suo spirito e l esperienza nell affare
militare. Qualche tempo dopo i terremoti, da una notte e da un giorno, l Atlantide scomparve
nellabisso del mare. in particolare la grande impresa condotta da essa contro la grande invadenza
dellAtlantide, che stava conquistando tutti i territori limitrofi e sottomettendo a s molti popoli. E affrontando pericoli
estremi, lantica Atene imped che venissero sottomessi, e liber con generosit tutti coloro che abitano al di qua delle
colonne di Eracle (25 C) (Platone Timeo testo greco a fronte a cura di Giovanni Reale, Introduzione Fortuna,
struttura, concetti cardine e significato del Timeo di Platone, Il Timeo stato lo scritto di Platone pi influente fino
agli inizi dellet moderna1, (pp. 9-10) Risconti Libri s.r. l., Milano 1994-97)
Secondo la tesi contemporanea l Atlantide il continente leggendario fra l America, l Africa
e lEuropa; la parte assente nell ente di tutti i nostri 6 continenti che componevano l unico
continente gigante Pangea o la Megagea. Pi tardi la Megagea fu separata per la Gondwana e la
Laurasia nell inizio dell era Paleozoica circa a 2 000 000 000 di anni fa. Ma l Atlantide scomparve
nellabisso del mare, presuppongono, nel 12 millennio A. C. Non nel ottavo millennio, secondo il
Timeo. Perch? Questa scadenza , convenzionale, collegata all unico inizio delle ere dei
calendari antichi legati a un evento epocale. Il calendario egiziano lunare di 7 cicli, comune
abbraccia 1460 di anni secondo tre calendari lunari, incomincia 10 220 di anni fa dalla fine dell
ultimo ciclo e ci conduce al 11 653 A. C.. Il calendario dell India consiste nei cicli, in cui ciascuno tra
quelli ha 1805 di anni. La fine di un ciclo di quelli sottolinea il 712 A. C. storicamente, i cui 6 cicli ci
conducono al 11 555 A. C.. Secondo il calendario lunare dei Maya l inizio tradizionale stato fissato
dal 3373 A. C., ogni ciclo di questo calendario consiste in 2760 di anni. Questo calendario di tre cicli
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va dal 3373 A. C. anche ci conduce al 11 653 A. C.
Testimonia lesistenza della Globale civilizzazione anche che conquist non solo la parte dell
Europa e dell Asia ma tutto il pianeta e obblig a parlare tutti le trib del pianeta la sua lingua dei
suoni (in volume di 53): dei suoni vocali, dei mezze vocali e dei consonanti. 40 000 di anni fa le
lingue dei popoli primitivi erano caotiche e consistevano nei suoni somiglianti alle voci degli animali
anche i suoni non si differenziavano con quelli tre tipi: vocali, mezze vocali e consonanti.
Dell esistenza dell unica lingua globale di una sola famiglia di Adamo e di Eva o della civilizzazione
globale scomparsa stato pubblicato nella rivista scientifica dell Unione sovietica ( Cognizione la
Forza N 5 e N 7 n 5 n 7; 1985 ).
L si dimostra che esisteva la Grande Prima Lingua che gener tre essenziali e globali
tendenze linguistiche: INDOEUROPEA, INDOCINESE e AFROASIATICA che fecero da base a tutte
le famiglie linguistiche contemporanee. Questa ipotesi contemporanea contraddice all ipotesa dell
inizio del XX secolo e prova a confutarla. Gli astronomi contemporanei presuppongono che, in quel
periodo, la cometa Galea si avvicin alla terra per alcuni centinaia di chilometri accompagnata
sempre con la corrente delle meteoriti. Alcune di quelle, col diametro grosso, poteva cadere sul
continente di Atlantide e provocare la sua scomparsa alla fine dell epoca dei ghiacciai. La caduta
simile predetta con Nostradamus che succederebbe alla fine della prima met del quarto millennio
prima del 3 797 D. C. Ces sont perpetuelles vaticinations, pour dicy lanne 3797 (Ci sono le perpetue vicinanze
per da qua allanno 3797) (par.62) (pp. 41 e 56)
NOSTADAMUS, il pittore e sconosciuto
1.69 La grand montaigne ronde de septs stades, (La grande montagna rotonda di 2 km)
Aprs paix, guerre, faim, inodation: (Dopo pace, guerra, fame, inondazione :)
Roulera loin abismant grans contrades,(Ruller lontano labisso i grandi contraddittori)
Mesmes antiques, et grand fondations.(Le stesse antiche e grandi fondazioni). (p. 120) (Nostradamus the
complete propheties John Hogue: Nostradamus, Complete profezie John Hogue (pp. 41, 56, 120), first published in Great
britain in 1996 by Element Books Limited, Shaftesbury, Dorset, , Mosca 1999, ISBN 5-8183-0077-3, originali
francesi, traduzione dall inglese in russo di I. Gavrilova)
La seconda idea (27 c 92 c) della Creazione dell Universo del Timeo di Platone
utilizzata da Golokhvastov in precedenza secondo la struttura bipolare fra la comprensione
intelligibile (memoria della saggezza oggettiva umana nata dalla memoria divina) e quella
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sensibile (memoria della sensazione salita alla memoria divina). Lasse portante principale di tutto
quanto il discorso in tutte le sue parti consiste in una stupenda messa in rilievo della struttura bipolare del reale come
una mediazione sintetica della componente intelligibile e di quella sensibile. Questa mediazione sintetica operata, per
quanto concerne il cosmo fisico, nel suo insieme (nella memoria divina) e in tutte le sue parti, dal Demiurgo
(Demirgo Ra), ossia dallIntelligenza cosmica, la quale si avvale, come strumento per operare la mediazione fra
lintelligibile e il sensibile, della matematica, dei numeri, dei rapporti numerici e delle figure geometriche. (Platone
Timeo testo greco a fronte a cura di Giovanni Reale, Introduzione Fortuna, struttura, concetti cardine e significato del
Timeo di Platone, la struttura del Timeo, la cospicua ricchezza di contenuti di dottrine metafisiche, cosmologiche,
matematiche, scienze naturali, medicina e il modo in cui questo scritto va riletto dalluomo di oggi (p. 11), Risconti Libri
s.r. l., Milano 1994-97)
In questo caso, secondo Golokhvastov, lUniverso sembra pi finito dellinfinito, e la
Creazione dellUniverso si utilizza come la base che si evidenzia nella pagina 36. Secondo i
paragrafi (50 a-b) del Timeo qualche individuo compone innumerevoli figure diverse dall
unico pezzo dell oro. inutile determinare perch immagine sia propria di questa cosa. pi
corretto dire che questa cosa coincide con loro. La fede nella reincarnazione gentile di Platone
spaventa tutti coloro che non riescono a filosofare in modo libero, tutti hanno paura che dipendono
dalla dittatura medioevale delle religioni domini in Israele, in Iran, in Algeria, ecc.. Solo secondo la
proposizione filosofica al di fuori di tutte le religioni monoteistiche, come il destino dell oro del
Timeo l uomo, che in questa vita il fanatico musulmano che va al suicidio finale e prima di
nascere nel corpo dell animale va ad uccidere alcuni infedeli cristiani, ebrei, buddisti o laici.
Secondo questa teoria platonica nella vita precedente con la passione stessa, egli inviava ai fuochi
dell inquisizione molti musulmani perch nacque allora dalla famiglia cattolica fedelissima a Ges.
Prima, come il famoso romano fedele allalto stoicismo, guarda col piacere come i leoni mangiano
questi stupidi cristiani, ecc Solo i defunti per la verit possono guadagnare il paradiso. Tutti i
peccati passano alla reincarnazione eterna senza fine secondo la proposta di Golokhvatov.
Anche l autore, in questa vita riceve il corpo di Golokhvastov. Verosimilmente ci che era,
come gli sembra, nel soggetto del poema Rovina di Atlantide, quello ultimo sacerdote di Ra,
la cui storia si raccontata in prima persona.

La seconda parte ATLANTIDE
Il primo capitolo p. 27: Centro dellAtlantide, secondo le spiegazioni di Luis Spense
in 2 pagine, la sorgente delle immagini delle piramidi egiziane, messicane e centroamericane
(The Kus), le gopure indiane e le pagode dell India e della Cina, le antiche costruzioni Broch
scote, le Nuraghe in Sardegna; esse hanno i coni su. Sono simbolizzate la montagna
leggendaria, il centro di Atlantide col tempio di Ziggurat. La memoria dell intelletto ottiene l
entit con la memoria della bellezza divina nell espressione poetica con le alternanze eventi
che sono stati presentati come gli inizi di tutti i tesori sacrali, in cui il Pittore Mistero tronc,
con la parola, il sogno del caos e pose la vita sopra la morte in sempre, allor che, negli usi
della terra, l uomo abbia avvicinato il cielo, in cui la sua Casa Paterna, costitu il Creatore,
con la mano, la santa montagna, il suo trono, l Altare della terra presso Dio invisibile Cos
comincia il primo capitolo tradotto dal russo senza rima e metrica dell epopea rimata
dappertutto con la metrica fissata con le circostanze. Il lettore capisce subito che scrive il
cristiano condotto con i simboli cristiani, ma che sia liberato dai dogmi tradizionali. L autore,
prima della nascita di tutti i profeti e il Figlio di Dio Salvatore Ges, sostiene che il cielo la
Casa Paterna dell uomo presso la Divinit invisibile. Solo all inizio del XXI secolo
cominciamo a capire che lo Scopo Sacrale di tutta l umanit l unire tutte le confessioni
religiose sotto l aspirazione al Supremo, alla Divinit, al di fuori dell orientamento religioso
di ognuno fra tutti i gentili e i monoteisti. Questo scopo si manifesta, subito, nel primo
paragrafo del primo capitolo col desiderio dell autore di esporre nella Montagna Sacra il
simbolo iniziale di molti genitori futuri, la cui Casa Paterna, secondo Golochvatov, il cielo.
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Ma la Montagna comparsa nella tormenta e la caduta fece tremare la terra, il che significa che
tutto, in questo mondo, deve lottare. Allora lAtlantide ha ricevuto l ospite, la sorella dell
ambasciatore del cielo. I miti sussurrano che la pietra regia non voleva abbandonare i cieli
azzurri. Nella pioggia, circondato col fuoco, con tutta la potenza corrotta al ritorno, all
altezza aspirava, contraddicendo alla caduta, meravigliandosi mediante la svelta, cambiava la
forma nel volo, la pietra fer la terra col colpo, ma al cielo alz la vetta. Cos come la pietra
celeste, in cui volava, sognava di tornare al cielo, le gopure indiane, le pagode cinese e le
antiche costruzioni Broch e le Nuraghe in Sardegna col simbolo del tempio di Ziggurat dall
incoscienza, aspirano a tornare all epoca di Atlantide. Cos poeticamente la memoria dell
intelletto vestita con il costume della poesia della memoria della bellezza divina.
P. 29: Sandalo o santalo le fumate di colori, al giorno rosso di Sole ed ogni settimana
di Luna, di Marte, di Mercurio, di Giove, di Venere e di Saturno; Amaranto lassenza dei
sogni degli atlanti addormentati.
Sntalo, sm. Bot. Genere di piante Santalacee, a cui appartiene il sandalo (Santalum album). Scarfoglio, 1-10: Per voi il
boscaiolo malese devasta le sue foreste di santalo. = Voce dotta, lat. Scient. Santalum, dal greco santalon (v. Sandalo);
cfr. anche fra. Santal. (Grande Dizionario della lingua italiana, Unione tipografico-editrice Torinese . 9/V71964.)
Le fumate di colori sono state legate, nella Rovina di Atlantide al secolo d oro che si
evidenzia sotto l antichit e verosimilmente sotto l influire dell et d oro delle
Metamorfosi di Ovidio. Questo concetto della memoria dellintelletto umano riflesso nell
entit inseparabile della bellezza divina e la percezione della natura che stata rappresentata
con tutti i colori naturali che furono fumati. Allora erano belle le enti umane: splendevano gli
occhi come le riflessioni delle stelle, la voce amante suonava come le canzoni, quando le estasi
di due corpi tremanti facevano bere i piaceri, con la sete dei desideri, come le fonte nelle
montagne. Le nascite dei bambini passavano senza dolori, senza grida dellangoscia, senza
sofferenze orribili delle generate il figlio. Egli entrava nel mondo di amici. Nei giardini oscuri,
nei quali insieme con le fumate saliva fino al cielo il sandalo odorato, i sacerdoti lo ardevano
con la preghiera, come il sacrificio, il fiore amaranto: sulla tavola di vittime l Atlante non
vers sangue per Dio con lamore di figlio. E santo era il riposo ai figli Divini, le loro notti
erano pacifiche e il loro dormire senza sogni. Cos caratterizz Golokhvastov l entit dell
incoscienza umana e della natura che, secondo la mitologia. La coscienza dei popoli, con la
fumata ad ogni pianeta nei primi secoli dell umanit, non era macchiata, ma allo stesso tempo
la prima coscienza non sapeva sognare ancora nel paradiso terrestre. Secondo la filosofia
cristiana di Dante, luomo peccatore che vede il sogno, dormendo, deve traversare la fiamme
del Purgatorio per tornare alla purezza: Poscia: Pi non si va, se pria non morde, // anime
sante, il foco: entrate in esso, ed al cantar di l non siate sorde, (Purg. XXVII
10-13).
10-12. Pi.. sorde: non si procede oltre, se prima il fuoco non vi fa il suo morso (se, cio, non si attraversa
questa barriera di fiamme); entrate dunque nel fuoco, lasciandovi guidare dal canto, che si sente al di l di esso, di un
altro angelo (cfr. vv. 55-60). Le parole che qui pronunzia langelo guardando del settimo cerchio, si indirizzano
indeterminatamente a tutte le anime sante (La Divina Commedia p. 3 (p. 698); ristampa anastatica delleditore G.C.
Sansoni, Firenze 1922,1988)
Dante Alighieri scrive, con i versi 139 144 nel XXVIII canto del Purgatorio, dei
poeti che sanno sognare e vedono i sogni quando dormono e dopo dedicano i loro canti a quell
et doro:
Quelli ch anticamente poetaro 139
l et de l oro e suo stato felice,
forse in Parnaso esto loco sognaro.
Qui fu innocente l umana radice; 142
qui primavera sempre ed ogni frutto;
nttare questo e questo di che ciascun dice
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139-140. Quelli felice: i poeti antichi; specialmente Ovidio, alla cui descrizione dellet delloro, nel primo libro
delle Metamorfosi, si riferiscono gli accenti dei versi che seguono. (Let doro cade subito allinizio
dellet di ferro senza divisione per tre periodi nella Rovina di Atlantide di Golokhvastov e
che legata al testo di Crizia tiranno e filosofo stabilito da Snell) 139. poetaro: rappresentarono
poeticamente. La poesia sentita qui come favola che adombra una verit, intuita quasi sognando nella fantasia; la
conoscenza poetica degli antichi, come vago presentimento del vero cristiano. 142 Qui.. radice: cfr. Metamorfosi, I,
89-90: Aurea prima aetas / sine lege fidem rectumque colebat; lumana radice: i progenitori del genere umano.
(D oro, in precedenza l et / senza legge della fede e diritto viveva) 143 qui futuro: cfr. ivi, 107-109: Ver erat
aeternum, placidique tepentibus auris / mulcebant zephiri natos sine semine flores; / mox etiam fruges tellus inarata
ferebat. (La primavera era eterna, e lorchio tranquillo degli innamorati / toccavano gli zefiri i fiori nati senza semi /
dopo anche i frutti generava la terra arata) 144. nettare dice: cfr. ivi, III 2: flumina iam lactis, iam fulmina nectaris
ibant (gi i fimi di latte, gia le cui correnti dell acqua erano nettaree). (La Divina Commedia p. 3 (p.720); ristampa
anastatica delleditore G.C. Sansoni, Firenze 1922,1988)
dice quando il poeta sa conservare e non perde la memoria della bellezza divina e allo
stesso tempo accumula l eredit della memoria dellintelletto per sintetizzare gli eventi storici
e la percezione dell anima mediante il riflettere poetico, nel caso concreto, che la recettivit
e la descrizione dell et d oro. Cos Golokhvastov, nella Rovina di Atlantide, svolge il suo
sogno del Parnaso, in cui narra dell Atlantide, iniziando a descrivere la mattina della sua
civilizzazione sulla base della comune memoria umana.
P. 33: Eterno appello dei saggi Svami Paramanda, il XIV paragrafo della terza parte
di Khata Upanisad. Upnisad (upanisadi), sf.plur. Relig. Gruppo di scritti speculativi dellinduismo appartenenti
alla tradizione vedica dell induismo appartenenti alla tradizione vedica, composti fra il IX e il VI sec. A. C., che trattano
in particolare il problema della salvazione delle anime attraverso il ciclo delle varie esistenze.
Piccola enciclopedia Hoepli, I-III-3261: Upanisadi: sono libri vedici. Migliorini (s. v.): Upanisad: testi
filosofico-religiosi dellIndia prebuddistica, contenenti una dottrina esoterica (rivelata dal maestro allo scolaro che gli
siede accanto upa-nisidati), che ha per obiettivo la meditazione dellAssoluto, del Barman. = Adattamento di una voce
sanscrita, forse attraverso lingl.: upanishad (nel 1805). (Grande Dizionario della lingua italiana, Unione tipografico-
editrice Torinese . 9/V71964.)
Il popolo, cacciato via dal paradiso terrestre spiritualmente e materialmente, concep
tutto naturale. Esso cominci a ritenere che il mondo divenne il suo primo nemico dopo che lo
obbliga a lavorare duramente per alimentare la sua famiglia col pane. L inizio dellet di ferro
di Golokhvastov stata descritta verosimilmente sotto linfluenza del frammento dal Sisifo
di Crizia tiranno e filosofo stabilito da Snell.
Wilamowitz ricostru lesistenza di una tetralogia drammatica di Crizia (Tennes, Radamanto, Piritoo pi il
Sisifo) che sarebbe andata confusa nella tradizione con la tetralogia di Euripide che ottenne il secondo premio nel 415
(Alessandro, Palamede, Troiane, Sisifo), per la coincidenza tra il titolo del dramma satirico di Euripide con quello della
tetralogia criziana. (Wilamowitz 1875, p. 166) ( p. 148)
Il frammento del Sisifo il pi lungo brano attribuito dalle fonti antiche a Crizia viene dunque citato da
Sesto Empirico come esempio di ateismo contro Zeus o contro Aide, Sisifo costretto a rotolare (p. 144) eternamente
un masso sopra unaltura del tartaro e il masso destinato a ricadere ogni volta che il percorso arriva al culmine
(Odissea XI, 593-600).
Secondo alcuni fonti il motivo della punizione di Sisifo sta nella sua straordinaria intelligenza: nel suo mito, che
racconta una lunga storia di inganni e raggiri, riesce fra lalto ad intrappolare Autolico, il furbo e ladro figlio di
Hermes, e a sedurre anticlea, che secondo una variante litografica gli avrebbe partorito Odisseo. (p. 145)
Secondo una delle versione del mito, Aide stesso (o Thonatos) viene ingannato ed imprigionato nella sua casa da
Sisifo, interrompendo cos lordine della vita e della morte di tutto il cosmo. (Pindaro, Olimp. XIII 52-53) Sisifo il
pi bravo a manipolare parole, come sar suo figlio Ulisse. Ma per questo viene punito. (Che cosa voleva
realizzare lultimo sacerdote di Ra. Ma tutto doveva essere contrario nella Rovina di
Atlantide. Se Sisifo lo fa prima della nascita della propria civilizzazione, il sacerdote lo ripete
invece al tramonto dellesistenza di Atlantide.)
Il passo di Stesso Empidoclo che introduce il frammento di Crizia non menziona Sisifo; Aezio, che come si visto
attribuisce il frammento a Euripide, dice che il tragediografo introdusse Sisifo come esponente di questa
opinione(DK 888 B 25). La fonte dunque non chiara su un punto importante: Sisifo sia il protagonista del dramma,
oppure soltanto il personaggio che pronuncia questi versi (Come il sacerdote legge le sue preghiere.)e forse
la maschera attraverso cui il tragediografo esprime il suo pensiero. (Secondo Walzer 1923, pp. 104-105, il frammento
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sarebbe tratto dal Radamanto: lipotesi resta isolata nelle ricostruzioni critiche che invece concordemente riconoscono
in questi versi un frammento da un dramma di Crizia, intitolato a Sisifo.) (p.146)
Dunque Sisifo potrebbe essere piuttosto che la voce narrante, proprio quel pyknos aner, e al personaggio del
mito paradigmatico per la sua astuzia Crizia potrebbe anche aver attribuito linvenzione dei demoni.
Ci fu un tempo quando la vita
Degli uomini era senz ordine
Ferina, schiava di violenza:
non cera alcuna ricompensa per chi ecceleva
n punizione per i malvagi.
Allora gli uomini pensarono di istituire
Leggi punitive perch giustizia fosse tiranna
E tenesse per schiava linferiore arroganza: per schiava la tenesse!
E veniva condannato chi errava.
Ma le leggi solo lazione apertamente violenta
Impedivano, non il misfatto nascosto. Fu perci io credo
Che un uomo astuto, bravo e intelligente,
fu lui ad inventare per i mortali, che ci fosse
una sorta di terrore per malvagi, anche se di nascosto
operassero in parole o in pensiero.
Ed allora venne introdotto il divino:
un demone che fiorisce di vita immortale,
e con la mente ascolta osserva comprende,
di s signore, nulla sua divina natura.
Tutto ci che fra gli uomini si dice, lui ode;
tutto ci che viene fatto lui potr vedere.
E se anche in silenzio tu mediti qualcosa di male
Non sfuggir agli dei: perch in potere degli dei
lintelligenza di ogni cosa. Parlando con tali parole
Introdusse linsegnamento pi dolce
E copr la verit di false parole.
Andava dicendo che gli dei stavano sempre l,
dove pi potevano atterrire gli uomini,
donde sapeva venivano le paure ai mortali,
il peso sulla loro misera vita.
Nel cielo pi alto, dove si vedono
I fulmini e i paurosi boati
Di tuono: nella volta stellata del cielo,
variegata bellezza di Crono, architetto sapiente,
l, donde muove la fulgida sfera dellastro,
donde la pioggia porta alla terra il suo umore.
Circond gli uomini di queste paure:
con le parole quel uomo riusc ad insediare
la divinit nel luogo pi adatto,
e con le leggi estinse lanarchia.
Cos, io credo, un tempo qualcuno persuase
I mortali a credere che esistesse la razza divina.

(TGF 43 F 19 (DK 88 B 25) il dossografo attribuisce i versi a Euripide
Nel frammento di Crizia gli dei appaiono unistituzione secondaria, che viene dopo le stesse leggi per controllare quei
crimini che le leggi non riescono a individuare e a punire. (ATENE ASSOLUTA Crizia dalla tragedia alla storia. Monica
Centenni. Saggi di antichit e tradizione classica. Capitolo III: Il tiranno a teatro, Sisifo o linvenzione degli dei.
rancesca Ghedini e Alessandra Coppola (pp. 147-148). Federa editrice, Padova, 1997)
Verosimilmente, il profeta Atlasso rappresenta la riflessione contraria della mente
suprema di Sisifo il cui nero diventa bianco ed invece nella Rovina di Atlantide.
Golokhvastov idealizza let doro e giudica lepoca quando si immaginava Crono di Crizia e
per contraddire a Crizia egli sostituisce gli dei vincenti Crono dalla comprensione monoteistica
di Atlasso antipodo di Sisifo. Il profeta comincia a spiegare che non si pu confondere la
crudelt della natura inanimata e il Creatore, il cui simbolo il sole. Ma il sacerdote assume
tutte molti tratti di Sisifo desiderando ad essere immortale. Golokhvastov utilizza l idea della
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Khata Upanisad in cui parla, all uomo selvaggio e cieco, il profeta Atlasso: Egli appell:
Figli, riavetevi per alzarsi, con la volont ragionevole curando lassenza della volont!
Affinch vedano la potest nell Atlante il fuoco e l aria, l acqua e la terra. Qui vediamo che
l autore afferma che due filosofi greci, Platone nel Timeo parlato con le parole di Timeo ed
Aristotele in Fisica, utilizzano l insegnamento indiano secondo cui lorigine di tutto il
mondo la miscela di quattro elementi primordiali. Tutto si fa con la misura guadagnata: il
nostro giudizio nella nostra aspirazione. La saggezza santa, con l amore e con la fede, il
genio libero e il lavoro d arte che ci faranno le ali durante la caduta inferiore, ammireranno e
condurranno i sentimenti e il pensiero alle altezze. Ecco c Lui, l Unico immortale, dietro il
Disco dell Astro della Fama: invisibile Egli sta l! Egli l come l occhio brillante del
mondo, come il raggio della vita attraverso l oscurit della morte! E il nostro cammino
conduce al cielo dall abisso profondo, dall oscurit alla luce tramite il Sole (aspirare) a Lui!
l aspirazione di tutte le religioni incontrare un solo Dio che non fu realizzata in Egitto. E che si
evidenzia nell immagine di Atlasso.
III Cap. p. 35: Ziggurat la forma abituale dei templi di Babele, la piramide di alcuni
ripiani. A volte le terrazze venivano sostituite dalle spirali condotte dal suolo fino alla vetta.
Sulla vetta era situato l altare religioso circondato. (The Encyclopea Britannica, 14 Edition,
1929; vol. 23, page 950). Verosimilmente, pensa Golokhvastov, la memoria incosciente
dirigeva gli antichi. Essi sapevano qualcosa e non sapevano allo stesso tempo e il mistero
celato si trasformava nelle leggende dello Ziggurat. Essi lo percepivano come il cammino alla
divinit simbolizzata. Quello poteva essere la Montagna di Atlantide. Nell inizio del XIV
secolo Dante rappresenta il Purgatorio come una Grande Montagna (XXVII canto), di 14
livelli spirituali: di due ripiani (IV e V Canti), di sette cerchi: (X, XIII, XVI, XVIII, XX,
XXIII, XXV-XXVII canti) e di cinque canti del Paradiso Terrestre.
EXIT
2 In Babele la forma dello Ziggurat legata alla creazione del mondo. Rispetto al loro
punto di vista la nostra terra la riflessione microcosmica del mondo supremo, in cui il
zodiaco formato la Terra come l universo sopra il quale stato alzato l oceano celeste.
Dunque, sette pianeti sono stati passati attraverso lo zodiaco nella distanza diversa e per la
diversa scadenza, lo zodiaco si evidenzia come i sette circhi girati ognuno diminuito sopra
ogni altro. Queste zone parallele come sette gradini costituiscono la montagna piramidale. Il
settimo grado conduce al cielo supremo del dio Anu (Atone) (p. 14).
Bisogna sottolineare che questa creazione dellUniverso viene ripetuta secondo Platone
con le parole di Timio nel trattato omonimo. L origine straordinaria si dimostra con la
possibilit rara di interpretare il Timeo dal punto di vista classico, che fece Golochvatov, che
si pu interpretare dal punto di vista contemporaneo dell inizio del XXI secolo anche. La
prima domanda (27 c - d) come comparve l Universo, nacque o era sempre stato? Secondo la
tradizione classica si pu scegliere una sola risposta. Golokhvastov segue Platone perci
sceglie la prima.
Nel rileggere il Timeo si possono assumere punti di vista assai diversi. Lo si pu considerare una sorta di
museo archeologico, contenente teorie che con luomo di oggi non hanno pi nulla a che vedere: e questo accade se si
assumono i punti di vista della storia delle scienze particolari. Oppure si pu cercare in esso presentimenti della
moderna fisica, ossia dell interpretazione del cosmo mediante la matematica. Oppure si pu dare rilievo alla
componente mitica, cui Platone fa, s, pi volte richiamo, ma interpretandola in modo del tutto particolare
proprio su questi che il nostro filosofo concentra i suoi veri interessi, considerando tali concetti-chiavi come
incontrovertibili, mentre presenta le singole dottrine di scienze naturali come probabile e verosimile, e niente
affatto di assoluta necessit. Una concezione, questa, che, fino a ieri, poteva considerarsi del tutto obsoleta, mentre oggi,
al contrario, si presenta come sorprendentemente moderna. (Platone Timeo testo greco a fronte a cura di Giovanni
Reale, Introduzione Fortuna, La struttura del Timeo, la cospicua ricchezza di contenuti di dottrine metafisiche,
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cosmologiche, matematiche, scienze naturali, medicina e il modo in cui questo scritto va riletto dalluomo di oggi,
concetti cardine e significato del Timeo di Platone, 1. (pp. 11-12). Risconti Libri s.r. l., Milano 1994-97)
La teoria della Relativit non stata rifiutata da nessun ambiente fra molti ambienti di 11,1
dimensioni, in cui l una non riesce ad esistere senza altra. S, circa a 13 miliardi di anni fa succede
l esplosione di qualche nulla che viene preso dalle altre dimensioni e non aveva nulla dei frutti
dell esplosione sudetta. Questa esplosione da considerarsi la nascita del nostro spazio cosmico
che genera linfinit di 3 dimensioni secondo la velocit, il tempo e lo spazio, in cui all interno, tra le
cui leggi condizionali il passato, il presente e il futuro diventano illimitati e dipendenti dalla velocit di
qualche oggetto nello spazio. Secondo la Dotta ignoranza di Nicol Cusano (N. Cusano, Dotta
Ignoranza, a cura di Giovani Santinello, Rusconi, Milano 1988) esiste nessuna misura n massimale, n
minimale in questo spazio perch tutte e due appartengono solo a Dio inseparabile. Allora ogni
punto corporeo separabile deve essere il centro dell Universo, se il raggio infinito la retta
(XIII Cap. 35). Secondo il suo insegnamento il mondo finito, secondo lo scopo, infinito allo
stesso tempo, rispetto a questa retta condizionale. Il primo libro tratter del maximum assolutum che la
fede di tutte le nazioni crede esser Dio. Il secondo libro tratter di quel maximum la cui unit contratta nella
pluralit e sar luniverso. Nel terzo libro, infine, si parler di quel maximum che insieme contratto e assoluto,
cio di Cristo che tale in quanto uomo-Dio. (26) Tutti coloro che ricercano giudicano ci che incerto paragonandolo
e proporzionandolo ad un presupposto che sia cert. Ogni ricerca ha carattere comparativo ed impiega come mezzo la
proporzione. E quando loggetto della ricerca pu esser paragonato riducendolo al presupposto mediante una proporzione
breve, allora lapprendimento facile (I,1 2).
Poco dopo il Cusano insiste nel dire che la conoscenza per proporzione deve impiegare la matematica, e ricorda
Pitagora per il quale il numero costitutivo dogni cosa. Sintende che il numero costituisce proporzioni non soltanto
nellambito della quantit, ma anche in ogni altro tipo di convenienza fra cose che, sostanzialmente o accidentalmente,
possono fra loro compararsi. Di qui due conseguenze. Linfinito, in quanto infinito, poich sfugge ad ogni proporzione,
ci ignoto (I, 1, 3). Ma anche nellambito del finito ogni conoscenza precisa, o verit ultima ed assoluta,
impossibile. Infatti conoscenza proporzione, non si pu conoscere se non relazionando una cosa allaltra; la
conoscenza duna cosa in relazione alla conoscenza che si abbia di unaltra. Ed in ogni relazione si d sempre un pi
ed un meno: date due cose simili, se ne possono sempre pensare altre due pi simili, e cos via allinfinito. Perci la
verit, che equivale allessenza duna cosa, irraggiungibile. (I FILOSOFI Introduzione a Nicolo Cusano di Giovanni
Santinello (pp.26-28), Gius. Laterza & Figli Spa, Roma-Bari, 1987)
Secondo la legge corrisposta nessun concetto e nessuna dimensione pu essere stremale,
come il termine di qualche fine ed anche di qualche inizio perch la fine massimale gi e l inizio
da considerarsi il minimale. Allora lo spazio cosmico sempre senza inizio? In quelle 3 dimensioni
s, come il tempo all interno del TEMPO sempre! Ma nella realt di 11,1 dimensioni NO, di
quello fa ricordare sovente l accademico russo Kapizza minore Perch l esistenza stessa di
sempre il negativo concetto MASSIMO che riesce a sussistere nel mondo separabile e misurato
come il negativo concetto minimale dell inizio stesso (esplosione) anche da cui compare la radice
relativa della relativit di Einstein. Esiste un solo essere corrisposto nel Timeoche eterno e
non comparsa perch non esiste senza idea. ci che stato ottenuto e compreso con l
intelletto. Tutto ci che sottoposto alla sensazione, come molti culti religiosi legati solo alla stima
dei nostri antenati sacrali ecc., compare, declina e scompare perch non esiste nella realt (28
a). Ogni cosa comparente deve avere la sua causa perch senza causa nessuno pu comparire.
Senza circostanza stato realizzato nessun ordine fisico, chimico, biologico, matematico, storico,
ecc Se il demiurgo, nella composizione di qualcosa, contempla l essere eterno il futuro dell
oggetto creato sar bello sempre. Se il demiurgo, facendo qualcosa, contempla qualche oggetto
e lo utilizza come l immagine primordiale, la sua opera avr la qualit cattiva: la creazione di
Atone aveva uno scopo temporale che era la monarchia assoluta che era contemplata prima della
nascita dellidea monoteistica e non gener nessun frutto al suo popolo. La stessa idea rubata con
Mos non aveva altro scopo che la fede e gener il primo monoteismo. La relazione a Ges in un
primo tempo era fondata sul vantaggio ed aveva l unico scopo di non rompere l amicizia degli ebrei
e dell imperatore romano. Secondo le tradizioni, linquisizione non aveva altro scopo se non quello
di compiere le tradizioni storiche solo dei loro antenati, come quello che contemplava il demiurgo
durante la loro creazione avvenuta dopo la conquista di Costantinopoli nel 1204 (anno della
fondazione della santa inquisizione), abbiamo solo quello che abbiamo e niente pi fra i monumenti
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letterari dell antichit, ecc..Il cosmo bello perch il demiurgo contemplava leterno. Il cosmo
creato secondo l esempio unico ed immutabile. La classica capisce che questo pensiero l
unit di tutto il visibile che non si sviluppa mai. L analisi della logica contemporanea d l
ambigua risposta anche. Se, la base di tutto l Universo costituita tre dimensioni in cinque
dimensioni; quelle ultime sono determinate con la simmetria all interno della quantit di 11,1
dimensioni immutabili, secondo Capizza minore. Anche la velocit, il tempo e lo spazio sono
composti solo con l unione atomica di due segni contrapposti del Pi e del meno. All interno delle
dimensioni del nostro Universo nessun altro segno possibile solo due segni contrapposti Pi e
meno (i protoni nei nucleoni e gli elettroni girati ed invece). Nel nostro sistema solare, di quello e non
pi, la base fondamentale immutabile come tutto nello spazio cosmico dalla scadenza dell
esistenza della civilizzazione umana? Ma! Non mutabile solo l eterno ma tutto ci che compare
mortale e mutabile sempre. La civilizzazione umana ora sa che gli astri celesti sono comparse. Se
non sono eterne sono mutabili e mortali, come le dimensioni non come i segni Pi e meno, che
corrisponde a questa teoria che, verosimilmente, si comprende solo con gli antichi che non avevano
la preparazione specialistica per l analisi necessaria che, verosimilmente, noi stessi non abbiamo
ancora. Allo stesso tempo la teoria falsa come la vera della creazione universale secondo le
proprie leggi.
Dio desider che tutte le cose diventassero come Egli Stesso. giusto affinch tutte le
cose rispondano alle leggi naturali (matematiche, fisiche, chimiche, biologiche, logiche, storiche,
linguistiche, ecc.) del loro generale ambito temporale anche.
Egli regal l intelletto e l anima allUniverso (30 c - d). il pensiero essenziale che
dimostra l origine non terrena di tutta la teoria. La vita non pu essere solo quella organica e non
limitata solo con le misure del Globo Terrestre cos come l uomo non lo scopo finale, come ci
persuade la mitologia ebraica che gener le radici dell inquisizione, dei terroristi islamici negli altri
popoli, ecc. che simbolizzano il loro dio nel ruolo del tiranno del creato finito ed ubbidiente alla sua
potenza temporale come la fede politeistica. Il ruolo della vita organica nell Universo avvicinato al
minimo ma non minimo, scrive Giordano Bruno sulla base giustificata della scienza, nella sua
profezia De l Infinito, Universo e Mondi, molte idee di quella sono dimostrate dalla scienza e dai
filosofi indiani come Shri Auro Bindo, secondo la sudetta idea dell intelletto e dell anima (di
creatura) dell Universo, di ogni astro e di ogni pianeta nell armonia cosmica. Timeo si domanda se
occorra parlare della moltitudine infinita dei mondi o dell unico Universo. Qui vediamo il
dubbio prima di affermare che l Universo l unico. Perch Platone in Timeo scrive cos?
Perch l infinit di Pitagora era osservata solo come linfinit diabolica della separazione al
meno dellinfinit e l uomo non poteva immaginare ancora l unione, non come la montagna,
ma come il Pi dell Infinit SENZA CONO. La mancanza ideologica dellinfinit, secondo
Platone, stata sostenuta ed evidenziata nella Rovina di Atlantide di Golokhvastov. Ma
linteresse non andato scemando per questa teoria. Perch? Secondo l affermazione di Giordano
Bruno, l Universo infinito e immobile e non vi nulla al di fuori di esso. davvero cos, ma solo in
3 dimensioni, solo secondo la velocit, lo spazio e il tempo.
Per rispondere a questa domanda bisogna citare un frammento Della Dotta ignoranza
di Nicol Cusano, dal XXIII capitolo:
71. Perci Parmenide, con una considerazione molto sottile, diceva che Dio colui per il quale, qualunque ente
esistente tutto l essere di ci . Come dunque la sfera la perfezione ultima delle figure, quella figura di cui non vi
altra che sia maggiore, cos il massimo di tutte le cose la perfezione pi perfetta, in maniera tale che ogni cosa
imperfetta in lui perfettissima, come la linea infinita sfera, la curvit (deviazione) rettitudine, la composizione
semplicit, la diversit l identit, l alterit (molteplicit) unit, e cos via (N. Cusano: La dotta ignoranza, Le
congetture a cura di G. Santinello, (p. 114),Risconti, Milano 1988) Da tre copie dei concetti contrapposti di
Cusano: la curvit-rettitudine, la diversit-identit e lalterit-unit compariscono tre concetti
alternativi di Kant che si incarnano con Paul Ricoeur nelle relazioni umani e che si
interpretano, verosimilmente, nella Rovina di Atlantide di Golokhvastov: La forza della morale
della comunicazione, fondamentalmente, si basa sullaver fuso in una sola problematica i tre imperativi kantiani: il
principio di autonomia secondo la categoria di unit (1) (i gemelli rappresentano due emisferi dellunica
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anima primordiale che dalla stessa nascita ed in precedenza autonoma e non obbedisce e non
dipende dalle leggi oggettive del mondo), il principio del rispetto secondo la categoria di pluralit (2) (il
mondo molto contrasto perch cos al di fuori della nostra comprensione composto da Dio
che capisce e prevede meglio di tutti nelluniverso. Malgrado nessuna natura specifica il
mondo fatto cos obbliga a rispettare i suoi ordini e nessuna sofferenza e nessunidea geniale ha
nessun diritto per cambiarlo perch nessun essere creato di pluralit potr ottenere nessun
massimo assoluto come nessun minimo), e il principio del regno dei fini secondo la categoria di totalit (3) 1,
2, 3 (P. Ricoeur, S come un altro a cura di D.Iannotta (pp. 310-311), Jaca Book, Milano 1999)
(I destini contrasti non possono essere spiegati con noi perch ogni fato della provvidenza si
compone sempre sulla base della totalit capita, prevista e creata soltanto da Dio al migliore
passaggio attraverso lo spazio, il tempo e le nascite delle nuove anime). Lepoca di Atlantide
doveva finire. Per terminare la sua ultima corda nacquero lultimo sacerdote supremo di Ra e i
gemelli che, secondo la provvidenza totale di tutte le dimensioni, dovevano condurre
allapocalisse per continuare lo sviluppo del Globo Terrestre nellUniverso.
Secondo tutte le leggi e le percezioni dei primi 3 concetti giusto. Ma in 5 dimensioni al di
fuori degli spazi, il cui ambito pi complesso e pi sviluppato di tutti gli spazi, ogni retta del nostro
Universo diventa il cerchio. Ancora una volta dimostrata la relativa ambiguit di questa strana
eredit storica della Creazione Universale che stata attribuita agli indiani, ai cinesi, ai persiani, ai
greci, ecc. Quando stato dimostrato che il nostro Universo potenzialmente finito come allo stesso
tempo infinito, compare lidea che, in quanto l Universo con la sua interna infinit da
considerarsi finito, in tanto il concetto dell infinit relativo e permette di presupporre l infinita
quantit degli Universi, al di fuori di ogni interna finitezza relativa infinita anche in 3 dimensioni, che
rappresentano le Particelle Universi Neutrali pi elementari in quell ambito sopraspaziale di ogni
Macro Universo condizionale di cui gli Universi Neutroni condizionali non sono minimali come i
macro universi non sono massimali perch all interno sono unite fino al Pi dell infinit in 11,1
dimensioni e sono separate fino al meno dell infinit secondo i neutroni universi allinterno di ogni
macro universo. I nostri Universi corrispondono al loro sopraspazio condizionale ed ogni fra essi
deve avere le loro particelle neutrali, ma non minimali perch il Minimo e Massimo appartengono
solo a Dio.
Fondato cos il metodo, il Cusano affronta il primo argomento. Impiegando un linguaggio aritmetico, pitagorico
dir poi, Dio massimo coincide col minimo appare come lunit. lunit cui nulla si oppone, ed tutto ci che pu
essere. Ma essa non pu diventar numero (I, 5, 14). Il Cusano insiste nel dire che lunit di cui qui si parla non
quella numerica; i numeri sono costruzioni della nostra mente nellorigine gnoseologico, lunit divina ontologica e
lunit numerica ne soltanto il simbolo. (I FILOSOFI Introduzione a Nicolo Cusano di Giovanni Santinello, II le prime
formulazioni del sistema. 1) Argomento e metodo del De dotca ignorantia (p. 33). Gius. Laterza & Figli Spa, Roma-Bari,
1987)
Egli (Cusano) rifiuta tale concezione, per ammettere invece la simultaneit della creazione di ogni parte
delluniverso. Il concetto di contrazione comporta che le parti, i singoli enti, non siano parti, ma un tutto nel tutto.
Luniverso, sebbene non sia n sole n luna, tuttavia sole nel sole e luna nella luna. Se lunit delluniverso
contratta nella molteplicit degli enti, ci significa che luniverso non nulla senza gli enti che lo costituiscono. L
attualit delluniverso in ciascuno degli enti che esistono in atto. Vi saranno gradi diversi di contrazione, cio di
limitazione, a seconda della perfezione degli enti; ma ogni ente , in maniera diversa da tutti gli altri, tutto luniverso
contratto nella caratteristica modalit sua. Questo concetto viene espresso dal Cusano con esplicito riferimento ad
Anassagora: quod libet in quo libet. (I FILOSOFI Introduzione a Nicolo Cusano di Giovanni Santinello, II le prime
formulazioni del sistema. 5) Luniverso e la sua unit (II, 5, 117) (p. 45) . Gius. Laterza & Figli Spa, Roma-Bari, 1987)
Le particelle, i neutroni, devono essere neutrali per diventare le cause degli scopi di quei due
segni: del segno meno, che aspira a fermare tutti gli sviluppi soprattutto ed indirizzare la materia
sottoposta a distruggere tutto fino al meno dell infinit, e del Segno Pi dell Infinit, anche senza
massimo, che salva la materia composta o distrutta e la trasforma nell infinit positiva che lotta
contro la distruzione assoluta e permette le separazioni soltanto delle megagalassie fino alle
galassie, le galassie fino ai sistemi solari, i sistemi solari fino ai pianeti, i pianeti e gli astri fino alle
molecole, le molecole fino agli atomi, gli atomi fino alle parti elementari, e le particelle: quelle sono i
neutroni all interno degli atomi come tutta la materia separate ed unite allo stesso tempo con la
legge divina neutrale fino alle megagalassie allinterno di ogni neutrone (Universo) e cos fino ai
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neutroni(Universi) allinterno di ogni neutrone che anche sono stati separati fino al meno
condizionale dell infinit. E tutto quello che separato aspira ad unirsi, con la forza e con lo scopo
del Divino Segno il Pi dell infinit, fino al Pi dell infinit materiale: dalle particelle fino agli atomi,
gli atomi fino alle molecole, le molecole ai sistemi solari, fino alle galassie, fino alle megagalassie,
aspirando dalle megagalassie infinite al suo neutrone universo interno per unirsi negli ambiti
sopraspaziali, i sopraspazzi nelle macro sopraspazzi e cos senza limiti unendo sino all infinit,
secondo la legge divina, come stata separata fino al meno dell infinit. In quella struttura il tempo
infinito genera il tempo finito per ogni velocit. 13 miliardi di anni fa all interno di quella struttura
infinita avvenne l esplosione del nostro universo che diventa uno dei neutroni incommensurabili
negli atomi infiniti del sopraspazio soprauniversale, in cui il tempo passa tante volte pi lento, in
quanto il sopraspazio pi grosso del nostro neutrone-universo, che solo un neutrone atomico, nel
finito ed infinito all interno di s macroambito.
Nel passaggio dal primo al secondo momento, cio nel transferre concetti riguardanti una figura geometrica
finita ad una figura geometrica infinita, avviene una contraddizione: il triangolo infinito, ad esempio, non ha pi tre lati,
ma essi costituiscono una sola linea infinita; dunque triangolo che non triangolo Nellambito della quantit,
avvenuto il trasferimento allinfinito, si verifica una contraddizione che lintelletto vede necessaria, ma la ragione non
pu concepire: ci che risulta impossibile nella quantit, vede che del tutto necessario (I, 14, 39). Questo vedere
un sapere di non sapere, nel terzo momento, poi, linfinito quantitativo diventa il simbolo dellinfinito divino assoluto,
ossia sciolto da ogni quantit. In questo senso, dunque, lesercizio della dianoia (dzinia) matematica porta alla visione
nella tenebra della negazione, che la dotta ignoranza noetica Il misticismo della dotta ignoranza non spegne la
rinuncia il desiderio di conoscere il mondo, ma anzi ne lincentivo. Non si arriva allignoranza non approfondendo
tutte le possibilit dellunica nostra conoscenza positiva valida, che quella matematica e mondana, anche se essa
sempre finita e relativa. (I FILOSOFI Introduzione a Nicolo Cusano di Giovanni Santinello, II le prime formulazioni del
sistema. 1) Argomento e metodo del De dotca ignorantia (p. 32). Gius. Laterza & Figli Spa, Roma-Bari, 1987)
Le immagini di due coni aspirati al cielo (su) e alla terra (gi) sono la scorretta comprensione
della teoria dell eredit del passato sconosciuto, o sono i codici, detti agli analfabeti, che sono
facilitati rispetto agli esseri, stati fra gli animali e i futuri esseri ragionevoli nello sviluppo, abbiano
capito molti migliaia di anni fa solo la differenza fra su e gi, all unione e alla separazione, al Dio e al
diavolo.
Quando il fuoco interno e il fuoco esterno sono insieme nelle buone relazioni essi si
svuotano (46 a). Se il foco esterno manca notte il foco interno tagliato da noi: quando il fuoco
interno incontra qualche non confermato muta e si spegne (45 d) ma, solo nello stato della
tranquillit, si accende la luce interna nel costume dei sogni, anche sulla base della nostra
seconda memoria dell intelletto che appena ci dirige sempre. Questo dominio della seconda
memoria dimostra che siamo ancora deboli senza telepatia e concepiamo il fondamento logico
del mondo solo mediante tutto quello che ci sta intorno. Molto poco della terza memoria, che
percepito sulla base della luce esterna di tutto circondato, diventa il frutto della bellezza divina
o della luce interna sudetta. Il tempo, le leggi delle tradizioni globali non ci fanno percepire la
realt. Michel de Nostredame (Nostradamus) scrive dello stato dell uomo che dipende dal
tempo nella lettera al suo figlio Cesare Nostradamus, secondo i frammenti 12-15 fatti dal
dottore John Hogue:
... ayant voulu taire et dlaisser pour cause de l' injure, et non tant seulement du
temps prsent, mais aussi de la plus grande part du futeure, de mettre par scrit,
pource que les rgnes, sectes et religions feront changes si opposites, voire au
respect du prsent diamtralement, que si je venois l' advenir sera ceux de rgne,
secte, religion, et foy trouveroyent si mal accordant leur fantasie auriculaire,
qu' ils viendroyent damner ce que par les sicles advenir on cognostra stre veu et
apperceu. ( avendo voluto celare e rifiutarsi a causa dell ingiuriare (offendere), e non
solamente del tempo presente, ma anche (ingiuriare) la maggior parte del futuro, di mettere
per iscritto (di scrivere, di mettere in rilievo), perch i regni, le sette e le religioni faranno
cambiare s opposti, vedere al rispetto del presente diametralmente da quello che io venni all
avvenire sar questo di regni, sette, religione, e la fede quelli che si troverebbero male
accordando alla loro fantasia orecchiabile, che essi verrebbero a dannare quello che fra i secoli,
lavvenire, conosceranno essere visto ed accettato.) (Nostradamus the complete propheties John Hogue:
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Nostradamus, Complete profezie John Hogue (pp. 34-35), first published in Great britain in 1996 by Element Books
Limited, Shaftesbury, Dorset, , Mosca 1999, ISBN 5-8183-0077-3, originali francesi, traduzione dall inglese in
russo di I. Gavrilova)
La nostra realt sempre relativa. Platone meglio di tutti gli altri filosofi fu in grado di
conservare la parte della sua memoria della bellezza divina. Ma anche egli non riesce a capire,
al di fuori dei limiti del suo tempo, e non pu intendere la realt di questa teoria della creazione
universale malgrado il suo talento logico sopranaturale. Anche il nostro uomo contemporaneo,
verosimilmente, non in tanto sviluppato, in quanto ha bisogno di capire ed analizzare l
eredit storica della teoria menzionata che , senza dubbi, in quanto relativa, anche implicita.
Tre tipi che crearono l Universo secondo il Timeo di Platone sono il Demiurgo (Dio Padre),
l immagine eterna contemplata dal Demiurgo durante il processo della creazione (Spirito
Santo) e l Heidron libero da tutte le forme prima (Dio Figlio) all interno della cui sostanza
passa il processo della Creazione Suprema che prima di creare la sostanza non aveva nessuna
qualit per avere in s tutto possibile.
Queste proposizioni assiomatiche vengono presentate nella assolutezza veritativa, e la probabilit dei discorsi
cosmologici e fisici che seguiranno verr dedotta proprio dalla verit incontrovertibile di tali proposizioni.
1) Lessere che sempre (ossia lessere eterno) non soggetto alla generazione e al divenire, in quanto
continuamente si genera e muta: esso viene colto dallintelligenza e dal ragionamento.
2) Il devinire non mai un vero essere, in quanto continuamente si genera e muta: esso viene colto
dallimpressione sensoriale e dallopinione, che ben distinta dalla ragione.
3) Tutto ci che soggetto al processo del divenire richiede strutturalmente una causa che ne produca la
generazione. Questa causa il Demiurgo o Artefice, causa efficiente (produttrice delle cose che si generarono).
4) Il Demiurgo o Artefice, considerato in generale nella sua funzione, produce sempre qualcosa, guardando ad
alcunch come a punto di riferimento, e prendendo questo come modello. Considerando il problema in generale, si deve
dire che lArtefice potrebbe rifarsi a due differenti tipi di modelli: a ci che esiste sempre e allo stesso modo (ossia
allessere cui si riferisce il punto assioma), oppure a qualcosa che soggetto a generazione (ossia a quel tipo di realt
cui si detto nel secondo assioma). Ma se lArtefice prende come modello lessere eterno, ci che produce bello; se,
invece, prende come modello qualcosa di generato, ci che produce non bello. (Platone Timeo testo greco a fronte a
cura di Giovanni Reale, Introduzione Fortuna, Il preludio teorico e i principi (pp. 12-13) Zanichelli Editore S. p. A.,
Bologna 1997)
ed in terra lasciai la mia memoria 16
s fatta, che le genti l malvage
commendan lei, ma non seguon la storia.
Cos un sol calor di molte brage 19
Si fa sentir, come di molti amori
Usciva solo un suon di quella image.
(Par, XIX canto, 16-21)
la mia storia: una tale memoria delle mie azioni buone, che perfino le genti malvage che popolano il mondo al
presente son costrette a lodare a parole questa memoria, anche se poi di fatto trascurano di imitarne lesempio (la
storia). Gi il Daniello notava la somiglianza fra questo passo dantesco e laltro di Petrarca: quelle ghiande / le qual
fuggendo tutto l mondo onora (Rime, L, 23-4). 19-21. Cos un sol image: da molti carboni ardenti risulta ununica
impressione di calore; cos qui di molti amori, da tanti spiriti affocati di carit e uniti a costruire limmagine dellaquila,
si sprigiona una voce sola (non un coro). Limmagine (che si prolunga, quasi musicale). (La Divina Commedia a cura di
Natalino Sapegno. Riccardo Ricciardi (p. 1013). Editore Milano-Napoli 1954.)
la storia: il ricordo di giustizia e di piet che i beati spiriti del cielo di Giove avevano lasciato in eredit agli
uomini. Molti amori: le anime de giusti, affocati di amore divino. Qui descrive per esempio che, s come di molte
bragie si sente solo uno calore, cos di quella moltitudine danime si senta solo una singolar parlatura (Anonimo).
(La Divina Commedia p. 3 (p. 941); ristampa anastatica delleditore G.C. Sansoni, Firenze 1922,1988)
La modernizzazione filosofica di Dante utilizzata solo per trovare le sorgenti
simboliche da cui Golokhvastov attinge le sue idee e le sue immagini primordiali. Ogni
ricercatore esaminato Dante non deve modernizzarlo. La storia del frammento soprascritto
non che il ricordo di giustizia e di piet che i beati spiriti del cielo di Giove avevano lasciato
in eredit agli uomini.
3. Nel poema la parola ziggurat il nome proprio. Lo Ziggurat divenne il primo
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simbolo della fede degli Atlanti. Secondo il soggetto di Golokhvastov gli atlanti credevano in
un solo dio e le loro anime erano salve gi con la profezia di Atlasso quando alzarono sette
torri, una sopra l altra, le cime aspiravano al cielo che l, al di fuori della vita, a met fra la
terra e il cielo si incontrano sempre, che col cuore puro a cui libero salgono le genti col sogno
di Dio. E dal cielo, come alla sua casa, scende nel mondo Dio beneficente. L inizio della
narrazione epica del quarto capitolo, che descrive la montagna sacra di Ziggurat, fa ricordare l
espressione di tutto il XXVIII Canto del Purgatorio della Divina commedia. Leggendo
questo capitolo della Rovina di Atlantide lo fa ricordare attraverso l incoscienza la foresta
divina spessa e viva come Dante, Vergilio e Stazio lasciarono la riva, prendendo la campagna
lento su per lo suol che d ogni parte auliva (4-6), per cui le fronde, tremolando pronte (docile al
soffio del venticello), tutte quante piegavano a la parte (occidentale; dove al levare del sole il
sacro monte getta l ombra sua) u la prim ombra getta il santo monte. molto difficile non
sottolineare questa reminiscenza delle alternanze delle immagine di Dante che si riflettono nell
inizio del quarto capitolo della Rovina di Atlantide di Gheorghi Golokhvastov. Ma dopo il
suo sviluppo della narrativit passa al racconto di come gli uomini tutti i giorni e tutte le notte
costruissero il sacro fondamento, dal marmo di sette colori, al tempio di Ra per proibire i
sacrifici umani al contrario dell ultimo supremo sacerdote di Ra, verosimilmente fino all
ultima corda della provvidenza che si realizza con il fato del personaggio essenziale dell
epopea.
P. 36: Glifi i segni condizionali che simbolizzano le idee nelle scritture, nelle pitture,
nelle sculture e nelle architetture della Grecia Antica; i colori e i metalli di ogni pianeta l
oro di Sole, l argento di Luna, il coloro giallo o il colore verde di Venere, il blu di Giove, il
colore rosso secondo il ferro di Marte, il nero secondo il piombo di Saturno, Mercurio non
acquista nessun colore o ha il colore bianco. Glifo (g+l), sm. Archit. Solco concavo a spigolo vivo usato
come elemento ornamentale. In paratic.: decorazione dei triglifi. Baldinuccci, 68: Glifi, triglifi. Una sorta di membra
degli ornamenti. Milizia, 330: Diglifo, Ornamento lavorato in incavo da due parti, come doppio glifo. Carena, 1-40:
Glifo, un solco o cataletto verticale sfondato ad angolo retto nel fregio dorico. Adoperasi dordinario nel numero dei
pi, perch non suol porsi solo, ma si due nei di glifi e tre nei triglifi. Ling. Segno geroglifico dellantico alfabeto dei
Maya. (Grande Dizionario della lingua italiana, Unione tipografico-editrice Torinese. 9/V71964.)
Gli Atlanti costruirono sette torri superbe, sette scale brusche e sette larghi portoni che
divennero lostacolo, per i mortali, alle altezze sante. Presso le portine si inclinarono le
chimere e le aquile(aguglie): (le statue di loro); Fra le mura e le scale, fra gli emblemi dei
misteri, essi nascondevano i glifi condizionali, tutta la saggezza delle cognizioni scoperte non
a tutti: l essenza dei misteri, i miti bifronti e la verit di teoremi facili sempre Il concetto dei
glifi concentra il mistero dell immortalit. L autore disegna la chiusura del tempio antico che
stato nascosto l incapace di comprendere all uomo normale. Il significato della scrittura
sacrale fatta con i glifi cela il mistero sino al termine.
P. 37: L oricalco il metallo sacrale nei tempi antichi, della cui dono scrive Platone. Il
lettore vede come vicino al tempio supremo, per le parole della leggenda, come il primo
sacerdote dello Ziggurat, Atlasso port, per la prima volta, al Padre dell Universo il suo inno
nell ora romantica del tramonto
Il verbo fiammeggiato delle preghiere delle anime convertite, la prima volta, si accese e
si gir per il Padre vissuto sul Disco seguendo l alternanza della Notte e del Giorno. Il tripode
pesante ricorda sino ad oggigiorno come, nell oscurit grigia, del vecchio Atlasso si alzava la
preghiera. E nel tempio inferiore ( il tempio sottoterrestre dei morti messi nei sarcofagi)
condusse all Immortalit il suo ordine regio, all eternit, diedi il trionfo all oricalco.
Secondo il pensiero del profeta Atlasso, nessuno fra gli altri trover il cammino al tempio dei
morti, e se lo trovasse non capirebbe in alcun modo il significato dei simboli del disegno sul
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metallo. I sacerdoti di Ra non disturberanno mai le tombe sacrali. L immagine oricalco si
incontra alcune volte nel Crizia di Platone dal paragrafo (114 e), in cui il personaggio Crizia
interpreta la storia di Solone. Il muro esterno dell acropoli era stata coperta con l oricalco
nella Rovina di Atlantide. Alcune pareti del tempio di Nettuno (verosimilmente di Ziggurat)
avevano la copertura di questo metallo brillante. Tutti i pavimenti del tempio consistevano nell
oricalco. Anche il suo soffitto di ossa elefantiaca era decorato col metallo menzionato. Le
stelle, in cui erano scritte le regole delle relazioni fra i re, erano in oricalco. In seguito l
oricalco si svalut e divenne un metallo comune. Anche il desiderio dell immortalit del
sacerdote perde il suo prezzo alla fine dell epopea. Questa immagine della memoria dell
intelletto bene utilizzata nella descrizione del tempio, in cui si svolge lessenziale diffusione
della memoria della bellezza divina e della peggiore memoria della sensazione (legata alla sete
dell immortalit) mediante la memoria dell intelletto o della saggezza umana.
IV cap. p. 42: Nada la voce dello spirito del silenzio, descrive la scala della perfezione
che ha sette gradi e sette portoni. Nada, pron. Indef. Invar. Niente, nulla. Aretino Vi-125: Ora il caso questo,
io andr a trovare Aluigia, la quale corromperia la castit, che senza lei non si pu far nada. Idem, Vi-172: Non
mancher nada.. Con valore avverb. Loredano, 5-182: Non potendo fuggire, erano costretti / per non morire a
maneggiar la spada, / onde riusciano bravi maledetti / coloro al fin che non valevan nada= Dallo spagn. Nada nulla.
(Grande Dizionario della lingua italiana, Unione tipografico-editrice Torinese . 9/V71964.)
Nella Divina commedia di Dante Alighieri la citt della saggezza gentile e il castello
di sette mura e sette porte sono stati descritti nel Limbo del IV Canto dell Inferno (106-111),
in cui stanno le anime di Elettra, Ettore, Enea, Cesare con gli occhi grifagni, Cammilla,
Pantasilea figlia del Marte, Latino: re del Lazio e padre della Lavina, Lavina, Bruto: che ha
cacciato via l ultimo re Tarquinio, Lucrezia, Iulia, Marzia, Coniglia, Socrate, Platone,
Democrito, Diogens, Anassagora, Tale, Empedocls, Eraclito, Zenone (di Elea o lo stoico di
Cittico, Dioscroride, Orfeo, Tulio Cicerone, Seneca, Euclide, Tolomeo, Ippocrate, Avicenna,
Galieno: medico di Pergamo, Averros (Ibn Roschid, filosofo di Cordova (1126 1198)), ecc.:
Veniamo al pie d un nobile castello, 106
Sette volte cerchiato d alte mura,
difeso intorno d un bel fiumicello.
Questo passiamo come terra dura; 109
per sette porte entrai non questi savi:
giungemmo in prato di fresca verdura.
(La Divina Commedia, l Inferno IV, 106 - 111)
106-110. un nobile savi: tutto lo scenario, e anche i particolari, hanno un carattere evidentemente allegorico.
Ma gi i commentatori pi antichi discordano sul modo dinterpretarlo, e pi i moderni. La spiegazione di Pietro di
Dante,, secondo cui il castello simboleggia la filosofia ( cio la sapienza umana, intesa in largo senso, come la teoria e
pratica) e i sette cerchi di mura stanno a rappresentare le sette parti della filosofia (fisica, metafisica, etica, politica,
economia, matematica, dialettica), quella che forse, meglio di tutte, corrisponde al gusto intellettualistico di siffatte
invenzioni. Altri fra antichi commentatori vedono nelle mura o nelle porte le sette arti liberali (del trivio e del
quadrivio); e il Landino e il Vellutello, le virt morali (prudenza, giustizia, fortezza, temperanza) e quelle speculative
(intelletto, scienza, sapienza). Opinione questultima, che piaciuta agli interpreti pi recenti, ma che non ha un preciso
riscontro nella terminologia di Dante (cfr. Conv., IV, XVII; III, II). Pi difficile determinare il valore simbolico del
fiumicello: la disposizione dellintelletto umano alla scienza? O labito al bene operare? O lesperienza? O leloquenza,
come strumento di iniziazione al sapere? Che i poeti passino il rivo come terra dura, asciutta, significher che per essi
non avevano pi forza gli impedimenti frapposti alla conquista della saggezza umana, e della gloria, cos da renderle
difficilmente accessibili ai pi. 111. in prato verdura: lo schema della rappresentazione virgiliano: similiter
Virgilius Vi Eneidos, et Homerus XI Odysseae, fingunt viros illustres stare in prato virenti (Benvenuto). (La Divina
Commedia a cura di Natalino Sapegno. Riccardo Ricciardi (p. 51). Editore Milano-Napoli 1954.)
nobile castello: simbolo della umana sapienza. certificato di 7 mura, simbolo ciascuna di una delle arti
liberali (la grammatica, la dialettica, la retorica, laritmetica, la geometria, la musica e lastrologia). Al. intende il
castello come simbolo della filosofia, e le mura delle sue 7 parti (la fisica, la metafisica, letica, la politica, leconomia,
la matematica, la sillogistica): per al. Ancora, il castello simbolo dell unione delle virt morali (prudenza, giustizia,
fortezza, temperanza) con le speculative (intelligenza, scienza e sapienza). dura: asciutta, secca. Alcuni scorgono in
questo fiumicello il simbolo della eloquenza). sette porte: le porte di ciascun muro. (La Divina Commedia p. 3 (p. 39);
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ristampa anastatica delleditore G.C. Sansoni, Firenze 1922,1988 )
Quei sette portoni mostrano che chi conseguir il quarto grado unir in s tutti i
sentimenti fisici e stato unito con lo spirito (Il Libro delle Regole di Oro, Frammenti scelti; la prima parte:
La voce del silenzio traduzione E. P. B. del 1889. Stampa del 1923. Tallin, Est.)
Quei tre gradi e il quarto, la porta al Purgatorio nella Divina Commedia, tutto inserito
anche nella Rovina di Atlantide, in cui sono stati descritti sette gradi ogni col suo colore,
secondo Dante sette peccati, e forse essi alludono indirettamente al IX canto del Purgatorio (94
- 132) dellaDivina commedia. Se la vetta dello Ziggurat era invece da considerarsi come il
fondo dellInferno della Divina Commedia in cui Dante scende il servitore di Ra sale e
quando Dante sale Golokhastov cade, ma Golokhvastov non vuole mostrarlo direttamente. Ma
lallusione all antipode riflesso di Dante esiste secondo le contraddizioni dellordine delle
alternanze dei gradi e dei colori. Se nella Divina Commedia lo scalgion primaio, marmo
bianco era s pulito e terso,..(94-95) nella spiegazione della Rovina di Atlantide in
particolare lultimo colore di Mercurio bianco. Il secondo tinto (nero) pi che perso, d una
petrina ruvida e arsiccia,(97-98). Anche, nella Rovina di Atlantide, il secondo colore di
Saturno nero ma dalla fine. Lo terzo (rosso), che di sopra sammassiccia (si sovrappone assai
pesantemente) porfido mi parea fiammeggiante, (100-101). Nella Rovina di Atlantide, il
terzo coloro dalla fine, come il primo tra gli ultimi tre gradi, di Marte, anche che il rosso.
Golokhvastov teoricamente imita le leggi universali delle alternanze delle immagini della
Divina commedia ma ordina, filosoficamente come nel rispecchio in cui il destro diventa
sinistro secondo il servitore di Ra accecato; il suo desiderio dell immortalit contraddice al
fine di Dante.
Possono fare tre supposte:
1) Golokhvastov specialmente riprende e contraddice la Divina commedia e a questa
causa allude implicitamente a quella nella sua spiegazione affinch solo gli specialisti trovino il
rapporto contrapposto che il suo desiderio sacramentale?
2) Golokhvastov non lesse mai la Divina commedia. E molti immagini simili e relative
contraddizioni ordinate non sono che coincidenze.
La famiglia Romanov dell ultimo imperatore russo non sostenerebbe se i migliori
intellettuali bianchi immigrati conoscessero non meno di cinque sei lingue straniere. La
societ della famiglia dell ultimo zar-imperatore russo conosceva la classica europea quanto la
corte francese anche senza potere (a quella era sempre legata da vincoli di amicizia). Quasi
tutti i rappresentanti dellaristocrazia russa, e non legati alla famiglia Romanov, leggevano tutta
la letteratura classica in lingua originale: in greco, in latino, in francese, in tedesco, in italiano e
in inglese. Quei rappresentanti dellintelligenza non potevano comparire nella societ
aristocratica senza conoscere le lingue menzionate. Se la stessa famiglia dellimperatore
finanzi la prima pubblicazione della Rovina di Antantide, non da mettere in dubbi che
Golokhvastov conoscesse la letteratura classica europea, ma ragionevole pensare che lesse la
Divina commedia (verosimilmente in lingua originale) tradotta in russo gi cos come molti
altri classici.
3) Golokhvastov non vuole che lo sappiano; Egli lo mostra mediante immagini orientali
contrapposte a Dante affinch queste immagini filosofiche e le loro alternanze fossero
contraste. Golokhvastov desidera dimostrare mediante la spiegazione che l oggettiva memoria
dell intelletto che sintetizza l eredit storica indipendente in tutte le epoche.
P. 43: Archat santo nel buddismo. I sacerdoti supremi di Ra sono da considerarsi gli
achati, i profeti del vissuto nel Disco. Diventavano i proprietari delle verit immortali, che non
esiste come dimostrato prima secondo Cusano, i rappresentanti della generazione dei
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sacerdoti. Contemplavano e conservavano i misteri della terra e dei cieli, difendevano i deboli,
erano i portatori delle leggi, ed avevano anche le chiavi dei portoni dello Ziggurat. I re gli
facevano educare gli eredi al trono. Prima di diventare i servitori di Ra passavano, nel silenzio,
molti anni fra i deserti spirituali in cui diventavano i vecchi e i grandi maghi. Rifiutavano la
vita per ottenere il bene, lasciando s stessi nelle ricerche delle santit. E solo quando lo spirito
vinceva se stesso essi univano insieme lo spirito, l anima e la carne. Si separavano dal mondo
e, nelle sfere della luce, si fondevano con lanima dellUniverso. L anima dell autore si vede
nella vita precedente prima della reincarnazione attuale, in cui egli stesso era uno di quei
supremi sacerdoti. L universo si scopr pi esteso Per la vita nuova, negli altri ambiti; Io
potessi essere diverso agli uomini nel loro mondo ondeggiato nelle buie inferiori passioni. Ma
noi achati consideravamo il debito ereditario come il bene per gli uomini, di partecipare alla
loro vita e, nella prigionia non lunga, di servirli nel regno del peccato e delle sofferenze, per
curare. E, per la pace, dalla plebe peggiore la Crocifissione dello spirito sopportare, non
querelando. Al riguardo l immagine poetica Crocifissione dello spirito dimostra che,
malgrado le influenze filosofiche dell oriente gentile del Buddismo, ecc., l anima di
Golochvastov cristiana.
Il V Cap. l inizio della p. 44: Geminati sono i corpi celesti della corrente meteorica o
della pioggia dei meteoriti che passa ogni anno dal 10 all 11 dicembre nella terza
costellazione zodiacale dei Gemini. Questa immagine filosofica sviluppa il soggetto della
Rovina di Atlantide e conduce il lettore sino alla culminazione finale. L essenziale concetto
di questa immagine si svolge nei V, VI e VII capitoli. I capitoli menzionati sono accompagnati
pi degli altri dalla diffusione della seconda memoria e della terza memoria della bellezza
divina, in cui, senza dubbio, dominata la terza che veste la narrazione dell autore nei costumi
magici. Lalternanza delle sillabe lunghe e brevi, la metrica (quantit delle sillabe) e le
alternanze fisse delle strofe rimate mutano quando stata esposta la preghiera del sacerdote, gli
inni degli altri personaggi, la canzone della bambinaia, ecc.. Gli ordini poetici sono cambiati
con lo sviluppo degli eventi portando in s la profezia della fine tragica. Nelle costellazioni, in
doppio, brillano i Geminati, volando per il cielo nella pioggia di fochi. la festa pi amata
nel cerchio annuale che incontra oggi il popolo di Atlantide. Siamo la vita e la morte di due
sorelle-gemini (che non sono il principe e la principessa che dovranno simbolizzare la loro
comparsa) nei misteri bivalenti dei vicini, dell unico pensiero dei messaggeri senza idea, dell
unico arbitrio dei creatori senza volont allo stesso tempo li rispettiamo come due grandi
miracoli Cos inizia il quinto capitolo della Rovina di Atlantide, in cui il destino fatale di
due gemelli, del sacerdote supremo e dell Atlantide si svolge nei Geminati come nel simbolo
essenziale della fatalit che stato espresso dalla memoria dell intelletto che cos sintetizza il
concetto fatale dei Geminati splendenti. Il destino prescritto prima della nascita dei gemelli si
evidenzia con la descrizione della caduta dei gemini nel cap. VI nelle pp. 48-51:
Su era messo il bollo della scelta doppia dai primi giorni, in loro si concentravano le
predizioni degli astri ed esse si realizzavano per lo pi in loro i segni delle profezie conservate
tra le scritture antiche dei sacerdoti predicati: la salvazione del mondo, nei pensieri amanti,
usavo il destino dei bambini gemelli. E nuovamente tentavo di prevedere i loro destini oggi,
con i pensieri guardando come l itinerario della loro vita serpeggi. Sono in fretta i
quinquennali dalla loro nascita tre scadenze hanno passato.
Come scrisse Platone nel Timeo la luce interna cessa di essere percepibile se scompare
la luce esterna. Non possibile uscire dalla memoria dellintelletto che analizzato e
sintetizzato leredit del passato. Ogni ripetizione delle creature bruta secondo Platone.
Nessun monumento della cultura umana comparve senza influenza di qualche arte precedente.
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Prima della composizione delle Veda che da considerarsi il primo testo religioso si fonda sui
testi pi antichi dei soggetti leggendari. Anche prima di Omero sussisteva la mitologia e l
attivit poetica dei greci. Lo stesso fatto appartiene allEneide di Virgilio e alla Divina
commedia di Dante. Il loro aspetto ai fonti fondamentale. Se le fonti non fossero nessun
capolavoro comparerebbe. Ma ogni originale, che non ripete nulla, genera il miracolo quando
costruisce il proprio ambito artistico mediante le creazioni geniali. Si pu presupporre che
Golochvastov scelga le immagini e i pensieri primordiali di Dante per installare nello sviluppo
del suo soggetto originale il contrario della composizione dantesca. I VII e VIII capitoli
verosimilmente, mediante l implicito nascosto dagli analfabeti e mostrato agli intellettuali
specialmente, sono posti in correlazione al VIII Canto e parzialmente al IX Canto del
Paradiso della Divina commedia.
VIII Canto
E come in fiamma favilla si vede, 16
e come in voce voce si discerne,
quand una ferma e l altra va a riede;
vid io in essa luce altre lucerne 19
muoversi in giro pi e men correnti,
al modo, credo, di lor viste interne.
Di fredda nube non discerner vnti, 22
o visibili o no, tanto festini,
che non paressero impediti e lenti
a chi avesse quei lumi divini 25
veduti a noi venir, lasciando il giro
pra cominciato in li altri Serafini.
Pi bella: cfr. Par., v, 94. quanduna: allorch di due voci che cantano insieme luna tiene la nota dellaltra,
gorgheggiando, va e viene sulle stesse note. Altre lucerne: altri splendori. Gli spiriti amorosi (v. 38). al modo: secondo la
maggiore o la minore intensit dei gaudi spirituali (viste interne) da Dio concessa a ciascuna di quelle anime beate. (La
Divina Commedia p. 3 (p. 821); ristampa anastatica delleditore G.C. Sansoni, Firenze 1922,1988)
Questo frammento poteva generare, nell anima di Golokhvastov la doppia voce del
destino che apparterr a due fiamme divine nate oggi dal principe e dalla principessa. Secondo
la filosofia di Golokhvastov le anime vivevano ed esistevano prima della nascita e possono
scendere molte volte dal paradiso. Allorch di due voci che cantavano insieme nel paradiso
non potranno essere separate l una dall altra dopo la nascita. Anche nella vita del doppio
destino con la loro unit inseparabile a che l una tenga la nota e l altra e, gorgheggiando, a
che vada e venga sulle stesse note. Sono scese da cui fra le altre lucerne. Ambedue erano gli
spiriti amorosi sempre e verosimilmente l unit delle loro visioni interne divent separata con
la loro nascita. Al modo, secondo la maggiore (del futuro principe) e la minore (della futura
principessa) intensit dei guadi spirituali, da Dio concessa a ciascuna anima separata con la
vita corporea per rimanere quelle anime beate sino alla morte naturale.
Ricordo la notte di Geminate. Illuminando l Isola di Atlasso da paese a paese, (p. 49)
splendevano i fuochi delle lampade notturne; e al cielo in modo misterioso l Atlantide natale
conduceva il linguaggio, ricordando il passato remoto, parlando sempre di qualche vivo;
allora, nell oscurit della memoria sacrale, era la caduta di due stelle sopra il tetto regio che
ho visto; Quelle due stelle fanno prevedere quel doppio destino che rester il mistero fino alla
morte per essere vivi sempre insieme. Il sacerdote non sa prevedere lo scopo della caduta di
due stelle, di quelle due fiamme sopra il tetto del re di Atlantide.
VIII Canto
per che, quantunque quest arco saetta, 103
disposto cade a provveduto fine,
s come cosa in suo segno diretta.
Se ci non fosse, il ciel che tu cammine 106
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Producerebbe s li suoi effetti,
che non sarebbero arti, ma ruine;
103-5. per che diretta: ne consegue che tutto ci che questarco saetta (tutte insomma le influenze celesti)
disposto ad un fine preordinato da Dio, come freccia diretta al suo bersaglio. Arco la virt dei corpi superiori, saette
gli influssi che ne discendono, segno il fine stabilito dalla Provvidenza. 103. quantunque: tutto ci che. Cfr. Purg., XXX,
52; Par., XIII, 43 ; XXII, 82, ecc. 105. cosa: Benvenuto legge cocca (sineddoche per strale). 106-11. Se ci non
perfetti: se gli influissi celesti preordinati da Dio, i cieli che tu percorri produrrebbono effetti tali, che non sarebbero
cose fatte con ordine e con ragione come fanno quelle dellarte, ma ruine: imper che andrebbono le cose senza ordine e
con temerit (Buti); la qual cosa impossibile, se le intelligenze mortici di queste stelle non sono difettose, e difettoso
anche il Primo Motore, che in tal caso le avrebbe create imperfette (insufficienti al loro compito): supposizione assurda.
(1) (La Divina Commedia a cura di Natalino Sapegno. Riccardo Ricciardi (p. 884). Editore Milano-Napoli 1954.)
quantunque: tutto ci che; e intendi: tutte le operazioni di quass son disposte a fine infallibile (Tommaso),
come cosa scagliata corre a ferire il bersaglio. s: cos, in tal maniera. arti: cose fatte con ordine e con ragione (Buti).
(2) (La Divina Commedia p. 3 (p. 827); ristampa anastatica delleditore G.C. Sansoni, Firenze 1922,1988 )
Ma l arco divino saetta ora per condannare gli atlanti quindici anni dopo. Il sacerdote
non percepisce la previdenza che la relazione incorretta ai gemelli animer le forze naturali
senza coscienza. La pena divina consiste nella cecit e nella sordit alla perdizione delle
catastrofi future. Se non fosse cos il mondo non avrebbe fatto tutte le cose con lordine e con
la ragione che erano previste e lasciate con il primo profeta Atlasso sino alla necessaria
scadenza. Ma quindici anni prima le cadute delle stelle sembrano tutte insomma le influenze celesti
sono disposte ad un fine preordinato da Dio, come freccia diretta al suo bersaglio. L arco divino saette
gli influssi che ne discendono, segno il fine stabilito dalla Provvidenza per regalare la possibilit
cambiare che non si cambia mai con la debolezza umana.
e la nostra valle era brillante in festa a quel mattino: la regina ha generato, due gemelli al
re: l orgoglio al cuore del padre il figlio e la gloria agli occhi la figlia bella. Sono nati
nella notte dei Testamenti! chiaro che il cielo, con la potenza profetica, prometteva la grande
sorte ai bambini.
Nessuno non sa perch la regina gener questi gemelli con il loro destino doppio che
promette allo stesso tempo la sorte della rovina e della salvazione di tutte le anime degli atlanti.

VIII Canto
Lo Ben che tutto il regno che tu scandi 97
Volge e contenta, fa essere virtute
Sua provedenza in questi corpi grandi.
E non pur le nature provedute 100
Sono in la Mente ch da s perfetta,
ma esse insieme con la lor salute:
97-9. Lo ben grandi: Dio, sommo bene, che fa muovere ed allietai cieli, per i quali tu sali (sacandi: latinismo),
fa s che la sua provvidenza diventi in questi corpi celesti (stelle cadute dei gemelli)virt capace di influire sul
mondo inferiore. Insomma: i decreti provvidenziali di Dio si attuano indirettamente attraverso gli influssi che i cieli
diffondono. ( il mistero di Atlasso con leutanasia dei gemelli) 100-2 E non pur salutate: nella mente
divina, perfettissima in s, le varie nature sono prevedute, e cio prevedute e determinate, non solo per quanto si riferisce
al loro essere, s anche per quel che riguarda la loro disposizione in cui consiste il loro benessere (la lor salute
Golochvastov trasforma la salute dei gemelli stabilit dellisola verde nella contraddizione che
nuda la realt celata con la morte violente). Iddio non solamente con la divina provvidenza produce le cose
in essere, ma ancora provvede che siano per lo meglio, se non del particolare, almeno delluniverso (Landino) (1) (La
Divina Commedia a cura di Natalino Sapegno. Riccardo Ricciardi (p. 884). Editore Milano-Napoli 1954.)
Lo Ben: Iddio, che muove ed allieta i cieli per i quali tu sali (scand, lat. Scandere), opera in modo che la sua
provvidenza divenga virt influente da questi pianeti (corpi grandi). E non pur: e non solamente la mente divina
provvede (anche provvede la mente umana). quantunque: tutto ci che; e intendi: tutte le operazioni di quass
son disposte a fine infallibile (Tommaso), come cosa scagliata corre a ferire il bersaglio (a ferire la terra per
liberarla dalisola verde). (2) (La Divina Commedia p. 3 (p. 827); ristampa anastatica delleditore G.C. Sansoni,
La Dissertation du niveau MASTER 2 en philosophie http://www.er.uqam.ca/nobel/m310014/Dissert1.htm
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Firenze 1922,1988)
Dio prevede non solo lesistenza buona e corretta per il futuro ma anche lIddio, che
muove ed allieta i cieli descritti dal sacerdote maledetto nel XX cap. 15 anni dopo la nascita di
ambedue, in modo che la sua provvidenza divenga virt influente dai corpi grandi del cosmo.
E non pur: e non solamente la mente divina provvede. Le fiamme delle loro anime sono nate
insieme con la salute nel palazzo, nei corpi dei figli del re stesso perch solo il loro genere
potr ispirare il sacerdote affinch egli desiderasse ad ucciderli per unirli alla catastrofe, per
ferirli come il bersaglio con la divina provvidenza in questi corpi celesti virt capace di influire sul
mondo inferiore. Perci essi sono nati nella famiglia regia e in nessun altra. Per ottenere questo
scopo Dio saett in modo cos preciso. La prima volta, ricordo, li ho visti quando, secondo le
esigenze antiche della fede, sono arrivato alla sera del loro primo giorno per pulire con la
fumata Il sacerdote era solo un uomo che sa prevedere, non potr mai capire tutto perch non
Dio. La voce incosciente della bambinaia voleva salvare ambedue ed egli, che li amer come
nessun altro, non li avrebbe uccisi se il destino avesse scelto la parte migliore della doppia
previdenza.
IX Canto:
ma disse: Taci, e lascia volger li anni; 4
si ch io non posso dir se non che piano
giusto verr di retro ai vostri danni.
E gi la vita di quel lume santo 7
Rivolta s era al Sol che la riempie,
come quel ben ch a ogni cosa tanto.
Ahi, anime ingannate e fatture empie, 10
che di s fatto ben torcete i cori,
drizzando in vanit le vostre tempie!
4. disse: soggiunse; Taci: non far cenno per ora di quanto io ti ho rivelato. (Taci sacerdote affinch tu
non faccia cenno che Dio ti ha rivelato il futuro terribile.) 4-6. Taci danni: il tono della profezia tanto
pi misterioso (come passer lapocalisse), quanto meno essa allude a circostanze ed eventi storici determinabili
con precisione. Secondo Pietro di Dante nel pianto giusto si dovrebbe riconoscere un accenno alla battaglia di
Montecatini (1315), dove trovarono la morte Pietro e Parlotto d Angi rispettivamente fratello e nipote di Roberto; ma
proprio il tono vago, con cui il poeta sesprime, se mai un argomento per datare la composizione di questo canto
innanzi allagosto del 15. 4. volger: cfr. Inf., v, 65; XXXIII, 132. 5-6. pianto giusto: un giusto castigo; verr danni:
terr dietro da vicino a torti (danni) da voi subiti; quasi necessaria conseguenza e naturale espiazione di quelli. 7. La
vita: lanima, che per cos dire il principio vitale del lume: essa lo emana come espressione della sua letizia e se ne
faccia (soltanto la vita senza morte violente conserver l anama alla vita eterna e non uccidere
le altre vite successive). Vita, nel senso di anima, anche in Par., XII, 127; XIV, 6, ecc. 8-9. al Sol tanto: a Dio,
che la sazia della sua luce (la riempie), come quel Bene, che, per essere infinito ed inesauribile, ad ogni cosa tanto
quanto fa bisogno; imper che ogni cosa riempie e contenta (Buti). 10. ingannate: da beni mondati che sono falsi;
fatture empie: creature perverse. Impia creatura quella che non seguita lo suo creatore (Buti). Per fattura, cfr. Purg.,
XVII, 102; Par., XXXIII, 6, ecc. II. s fatto: tale quale s detto; cos infinitamente grande. 12. drizzando tempie:
rivolgendo verso oggetti vani di piacere le vostre tempie (e cio i volti, gli sguardi).-I vv. 7-12 sottolineano, in un
antitesi efficace, il contrasto fra il disordine della societ terrena e lordine celeste, e placano lamaro cruccio della
profezia in un movimento di abbandonano contemplativo. Con angolo ritmo di contrappunto, Canizza scioglier lo
sdegno dellinvettiva contro le genti della sua terra affissandosi nella luce degli specchi angelici e riprendendo il suo
posto nella carola dei beati (vv. 61-6); e alle fiere parole di Falchetto contro la curia adultera terr dietro
immediatamente, con improvviso stacco, il moto di elevazione e di liberazione dellanimo di Dante, che alza lo sguardo
alle alte ruote, a vagheggiarvi larte perfetta dellordine divino (Par., X, 1-12). (1) (La Divina Commedia a cura di
Natalino Sapegno. Riccardo Ricciardi (p. 889). Editore Milano-Napoli 1954.)
pianto giusto: cio, i danni che vi furon recati, cagioneranno meritato dolore a vostri nemici. E il vaticinio
dantesco si avver! la vita: lanima di Carlo Martello. Cfr. Par., XII, 127, ecc. Al sol: a Dio, che la conforta (riempie) del
suo benefico lume. tanto: bastevole. Jerem., XXIII, 24. fatture empie: cattive creature (tutta la societ di Atlantide
e non solo il condottiero). vostre tempie: gli occhi vostri, gli sguardi. (2) (La Divina Commedia p. 3; ristampa
anastatica delleditore G.C. Sansoni (p. 833), Firenze 1922,1988 )
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Taci, sacerdote, e lascia trascorrere quei quindici anni! Tu puoi e potrai non compiere ci
che ti era prescritto molti millenni fa, ma tu, cieco, farai tutto ci che dovevi e dovrai fare il tono
della profezia tanto pi misterioso, quanto meno essa allude a circostanze ed eventi storici determinabili con
precisione. E piangeranno tutti che vi faranno danni, moriranno il barbaro e il capo insaziabile di
tutte le galere e di tutti gli eserciti di Atlantide quando rischieranno di rubare la principessa. Il
fato terr dietro da vicino a torti (danni) da voi; quasi necessaria conseguenza e naturale espiazione di
quelli. La vita del principe, come della principessa, sar pi breve della vita del principe Carlo
Martello morto nel 1308, del figlio di Carlo Roberto re di Ungheria. La vita: lanima, che per cos
dire il principio vitale del lume che la sua vita di quel lume santo si rivolga al Sole con la vittoria, a
Dio che la conforta del suo benefico lume che tu, sacerdote, compi il tuo sacrilegio
avvicinandoti all immortalit, all apocalisse per voi, anime ingannate degli atlanti lussuriosi
che non credete in Dio che siate morti ingannati: da beni mondati che sono falsi; fatture empie:
creature perverse. Impia creatura quella che non seguita lo suo creatore per i vostri atti empi: cattive
creature perch aspirate in vanit con i vostri cuori e con le vostre tempie: i vostri sguardi
pieni della speranza all amore al di fuori di questo mondo per condannarvi e se stesso dopo. Il
sacerdote cieco arrivato la sera del loro primo giorno per pulire con la fumata la salute dei
gemelli figli regi. Solo essi avranno, in futuro, la grande sorte del prezzo per le loro vite
condotte alla vittima fatale.
(Dal fine della p. 50) Ma no! Sopra il loro letto, con la gloria beata, l anima del vecchio ha
dominato in me il fiume come nella tormenta. Ho ottenuto con lo spirito che con lo scopo
supremo i fuochi di due vite ha acceso il destino previsto vicino al tempio, al cuore di Atslano,
nella famiglia superiore del genere pi antico alla scadenza santa e piena di significati. La
natura umana composta in modo da credere nel bene. Essa crede nella felicit nel momento
del pericolo soltanto sembra che vada bene. Essa ignora la previsione e tutti i segni se sono
stati rappresentati vaghi e non mostrano in concreto che non tutto va bene come desidera.
Dante affermava, come gi si era detto prima, che se non fossero questi fati cos non sarebbero
arti, ma ruine. Sarebbero solo le rovine della memoria della saggezza umana umano perch la
maggioranza degli eventi, nella vita umana, negativa. Ma invece, l uomo non cessa di
credere nel futuro desiderato.
VIII Canto
per te si veggia come vegg io, 88
grata m pi; e anco quest ho caro,
perch l discerni rimirando in Dio.
Fatto m hai lieto, e cos mi fa chiaro, 91
poi che, parlando, a dubitar m hai mosso,
com esser pu di dolce seme amaro.
Questo io a lui; e elli a me: S io posso 94
Mostrarti un vero, a quel che tu dimandi
terra il viso come tieni l dosso.
85-90. Per Dio: poich io credo che la profonda letizia che il tuo parlare minfonde sia vista da te in Dio,
principio e termine dogni bene, con la stessa chiarezza con cui io la vedo in me (e senza che io tenti di esprimerla in
maniera che riuscirebbe comunque inadeguata), questa letizia mi pi gradita; e inoltre mi caro questo accrescimento
di gioia, perch tu lo discerni rimirando, come beato, in Dio (e cos puoi sapere quanto io mi rallegri della tua sorte).
La destinazione accennata da Dante sottile, ma non inafferrabile, come qualcuno ha detto: diversi sono i punti di
partenza dei due concetti (il primo parte dallalta letizia, il secondo dallessergli essa pi grata); diversi i loro fulcri
(il primo si aggira intorno alla qualit, il secondo intorno al mezzo della veduta di Carlo); diverso, infine, lo scopo
sottinteso cui tendono (luno vuol giustificare perch il poeta si ritenga dispensato dallesprimere all amico la gioia di
quellincontro, laltro dallesprimergli la gioia di vederlo beato: egli sa che Carlo vede in Dio entrambi i suoi
sentimenti) (A. Pezard, op. cit., p. 17). 91 mi fa chiaro: chiarissimi. 92. parlando: con le tue parole. 93. comesser
amaro: come da un dolce seme possa generarsi un frutto amaro; come cio su un ceppo buono possano allignare
discendenti degeneri. La formula metaforica, in cui il dubbio si esprime, richiama per contrasto quelle evangeliche
sullalbero buono che d sempre buoni frutti (Matth., 7, 17-8; Luc., 6, 43; Iac., 3, II). Ed chiaro poi che il dubbio verte
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intorno alle parole usate da Carlo, a proposito di Roberto: La sua natura, che di larga parca discese. 94-96. Sio posso
dosso: se mi sar concesso di illustrarti una fondamentale verit, tu vedrai chiara la spiegazione del fatto che ti fa
dubitare, come se tu lavessi davanti agli occhi (al viso), mentre ora non la vedi perch le volgi le spalle (l dosso). Cfr. il
v. 136. (1) (La Divina Commedia a cura di Natalino Sapegno. Riccardo Ricciardi (pp. 883-884). Editore Milano-Napoli
1954.)
e cos: come con le parole tue mi hai fatto lieto, ora ti piaccia di chiarirmi il dubbio in cui le tue stesse parole mi
han tratto: come, cio, possa di buon padre (dolce seme) venir cattivo (amaro) figliuolo. un vero: una verit Intendi: se
mi riesce di mostrarti una verit, a ci che tu ora ignori, volti le spalle (tieni l dosso), portai liberamente indirizzare i
tuoi occhi (terra il viso) per modo che ti sar palese in ogni sua parte. (2) (La Divina Commedia p. 3 (p. 827);
ristampa anastatica delleditore G.C. Sansoni, Firenze 1922,1988)
capito che, verosimilmente, se stato letto con gli occhi di Golokhvastov, questo
frammento dantesco rappresenta la preghiera del sacerdote, la sua domanda e il desiderio
esplicito nella relazione ai bambini. Se sono state lette tutte le strofe, ma non lultima, invece,
dalla fine all inizio se stata composta la previsione di tutta la sua condotta i 15 anni dopo e la
regola delle relazioni: Io vedo come si veda te per(ch) io caro ho questo (pu essere tesoro, la
facolt carissima) anche; pi me (pi per me) grata (prigioniera, della prigione); Dio, in
riguardo, discernilo (questo pericolo in me) perch chiaro fa/ccia/ me (mi fa/) cos, lieto mi hai fatto
(mi hai fatto lieto e io no potr capire che far), mosso, (terra) mi hai a dubitare (in s), parlando,
che poi (dopo) amaro (l uccisione violenta prima di diventare l androgino per provocare l
apocalisse) di seme dolce (l infanzia e l adolescenza felici dei gemelli) pu essere come se posso io
qui egli non trova nulla per la composizione del suo soggetto simbolico secondo la moda dei
poeti simbolisti della prima met del XX secolo. giusto perch la Divina commedia non
era composta, nel 1321, agli sperimenti dei simbolisti russi del XX secolo. Ma si pu
indovinare che il soggetto implicito della Rovina di Atlantide fu composto seguendo
moltissimi esempi simili ai suddetti simboli artistici mediante linformazione menzionata nella
spiegazione dell autore e mediante la seconda memoria implicita della Divina commedia di
Dante Alighieri, il poetato (119) della guerra civile di Satiricon di Petroneo, la
Consolazione della filosofia e molti altri capolavori in francese e in inglese. Si pu supporre
che la composizione dei pronomi danteschi Questo io a lui; e elli a me: letti invece dalla fine all
inizio era interpretata /pu essere come se potessi io/ nel relazionarmi a lui (all androgino, o all
apocalisse) corrispondere alla relazione che ha con me (a questa mia condotta): (?)Se io scegliessi di
rimanere mortale secondo la legge naturale di Dio i gemelli, passando molte sofferenze come
Dante, salverebbero l Atlantide(?) secondo l altra parte del destino doppio. Ma l uomo,
secondo Boezio, pu cambiare ma non cambia nulla a causa della sua ignoranza e la speranza
di una fine felice. La verit negata ai protagonisti della Rovina di Atlantide come a tutti gli
uomini secondo la strofa dantesca Mostrarti un vero, a quel che tu dimandi letta invece dai
simbolisti russi: Domandi tu perch, a quel (Perch bisogna mostrare la verit di quella fine
tragica?) un vero, mostrarti (mostrare il tuo scopo orribile per rovinare l isola del sacrilegio
totale?).
L ultima strofa che non stata messa su questo esperimento simbolico di Golokhvastov
pu essere stata interpretata come terra il dosso ai infelici bambini durante il processo
tormentato della loro eutanasia come tieni a tutti i due prima di quello il viso. Per le regole dell
indovinare implicito questa interpretazione filosofica potesse essere il mistero della caduta di
quelle due stelle sopra il tetto del palazzo regio durante la nascita dei gemelli.


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C , ,
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-:
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Ho compreso il simbolo della visione notturna di due stelle cadute sopra il tetto del palazzo:
(p. 51) ruotavano le stelle, come due gemelli dalle sfere della beatitudine all esulare della
caduta, si sono spenti insieme, bruciandosi senza traccia, ma con la vita nuova si sono accesi
per entrare nella festa della Vita e della Morte. Ci sono due morti nel cielo, e per due nascite,
il doppio legame degli inizi e delle fini alla comparsa, nel mondo, di due bambini gemelli:
il loro cammino disegnato con la mano della previsione
Ancora una volta stata ripresa l allusione a che l uomo percepisce solo il desiderato
ed inventa moltissime spiegazioni per capire l incomprensibile.

VIII Canto

Natura generata il suo cammino 133
simil farebbe sempre a generanti,
se non vincesse il proveder divino.
Or quel che tera dietro t davanti: 136
ma perch sappi che di te mi giova,
un corollario voglio che t ammanti.
Sempre natura se fortuna trova 139
Discorde a s, com ogni altra semente
Fuor di sua region, fa mala prova.

133-5. Natura divino: la natura dei figli ricalcherebbe sempre quella dei padri, se non intervenisse, a vincere
questa tendenza all uniformit, la provvidenza di Dio, per mezzo degli influssi celesti. Infatti, in rebus naturalibus
forma generati est similitudo quaedam formae generantis (Summa teol., II,II, q. CLXXI, art. 6). 136. Or quel
davanti: cfr. il v.96. 137. che di te mi giova: quanto piace io provi nellintrattenermi con te e rispondere alle tue
domande. Ritorna, in un fuggevole accenno, il motivo del legame daffetto tra il personaggio e il poeta. 138. un
corollario tammanti: aggiunger un corollario (cfr. Purg., XXVIII, 136), quasi una giunta ornata, come uno
mantello sopra li altri drappi, che rende altri pi orrevole (Ottimo). 139-41. Sempre.. prova: se la natura, cio la
disposizione naturale del singolo, trova discordante a s la fortuna, le condizioni esterne in cui collocata dalla sorte, fa
mala prova, come ogni seme che venga gettato in un terreno disadatto al suo sviluppo. In altre parole: se si pretende di
distogliere a forza lindividuo dalla sua vocazione, il risultato sar cattivo per lui e per la societ. Per limmagine del
seme, cfr.. Convivio, III, III, 4: Le piante hanno amore a certo luogo pi manifestamente, secondo che la
complessione richiede; e per vedemmo certe piante lungo lacque quasi contentarsi, e certe sopra li gioghi de le
montagne, e certe ne le piange e dappi monti; le quali se si trasmutano, o muoiono del tutto vivono quasi triste (da
Boezio, De cons. phil., III, pr. II). (1) (La Divina Commedia a cura di Natalino Sapegno. Riccardo Ricciardi (pp.
886-887). Editore Milano-Napoli 1954.)
Natura generata: la natura de figliuoli. Or: ora sai ci che poc anzi ignoravi. tammanti: ti accresca
sapienza. Sempre: come il seme, che deposto in terreno ingrato (fuor di sua region) d frutti cattivi, cos la natura, se
fortuna non la seconda. (2) (La Divina Commedia p. 3 (p. 829); ristampa anastatica delleditore G.C. Sansoni, Firenze
1922,1988 )
Natura generata: la natura de figlioli dovrebbe condurli secondo l itinerario dei
figlioli regi se non fossero l essere unico e inseparabile, se nascessero in due altre famiglie e a
quindici anni si incontrassero la natura avrebbe il suo cammino. Ma il preveder divino diceva
all altro. Or: ora sai ci che poc anzi ignoravi. Adesso il sacerdote supremo di Ra sa che
due stelle cadute sono morte ma egli comincia a capire ci che poco tempo fa ignorava. di te
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mi giova: ti accresca sapienza, sacerdote di Ra, il doppio legame degli inizi e delle fini e
non invece, come mostra il testo di Golokhvastov, non c legame delle fini e degli inizi, ma
solo c degli inizi e delle fini. Sempre: come il seme, che deposto in terreno ingrato (fuor di
sua region) d frutti cattivi, cos la natura, se fortuna non la seconda. Sempre il seme che cade
nel campo di altri per la natura, non ha continuit. Se queste due parti dellunica anima
cadessero in due altre famiglie riuscirebbero ad unirsi secondo la legge della natura. Ma Dio li
ha inviati non per l amore del cammino desiderabile. Dio li ha separati e pose nell unica
famiglia che non si siano mai uniti in questi corpi e in questa vita e che l Atlantide, secondo
Gheorghi Golokhvastov, cessasse la sua esistenza. (L ultima quartina del VI cap.) E con la
volont del cielo, ai miei occhi oggi fatto vedere il Bambino, s lo riconosco alla fine degli
anni, nel figlio umano, il Re dei Re e la mattina dell immortalit. L autore mostra in
particolare che l uomo amato dovr sottoporre il suo amore al segno del destino perch ama e
vuole la felicit dei suoi amati, che l incoscienza nascosta dirige tutta l umanit
indifferentemente ma l umanit crede al destino felice.
P. 54: segno di Gorus (sole). Qui il sacerdote prevede ci che dovr succedere. Ma la
previsione e la salvazione, sotto il segno di Gorus, non cambiano nulla. La met della p. 52:
Non posso dimenticare come, in quella notte era abbracciata, con la speranza e con la fede, l
anima! Al Tempio della Cognizione fra le pareti dello Ziggurat dalla camera dei bambini
andavo io, non avendo fretta. portavo, nel cuore, lo splendore glorioso dell indovinare
brillante. Come la sopraguardia notturna, il lanciatore fisso e tiene, con la mano di ferro,
l arma all interno della torre grandiosa; dove regnava la grande tranquillit immobile nelle
catene dei centinai. Golokhvastov descrive lo stato del sacerdote mediante la memoria dell
intelletto che cos, verosimilmente, sintetizz l eredit storica forse dei monaci maggiori del
Medioevo temprano.
Tremava il fuoco dei purgatori delle lampade, baciando il marmo col paraggio d oro;
Penetrato con la luce il fumo inanimato soffiava; nei pretori freddi si concentrava l oscurit.
Si fumava l anice, le ombre si approfondivano nelle colonne e negli archi. Come il vaso sopra
essi stata pesata la cupola di lapislazzuli; il cui soffitto, come il cielo notturno, ha colmato il
mosaico degli astri celesti conosciuti.
Attraverso la cornice l anello zodiacale, come la cintura chiara, splendeva nell oscurit,
come se vivesse nelle nuvole vive del fumo trasferente, ove vedo le cariatide, biancheggiavano
sulle pareti bianche; le (cariatide) sottoposte portavano la cupola nelle mani. E tutto, in cui c
il genio e lo spirito di Atlantide, con quello che le anime umane suonano nella vita, in quella
sale rotonda era stato conservato lo Ziggurat.
L negli angoli bui, come nei buchi profondi, era chiuso con l eredit dei centinai lontani (p.
53) il tesoro delle cognizioni aumentate: c erano il fuoco e la saggezza delle profezie
supreme, i frutti delle previsioni degli intelletti solitari e il dono delle umane glorie ispirate; le
parole dei poeti, come le fusioni preziose, l osare dei pensieri non saputi nessun ostacolo
sono, mediante le aspirazioni alla luce, i tentativi ciechi e la luce dei ritrovamenti durante il
vago all avventura. Comparivano allo sguardo, sotto la luce delle lampade, le tavolette
coperte con le schiere dei segni, le scritte con l incisione dura delle parole, il pergamenato
delle canti, i ruoli immortali nelle polveri e nelle ceneri terrene, le sopravvivenze dei
testamenti che cessarono di suonare nel corrente dei secoli.

Mi piaceva, nella sale muta e vuota, cancellando, con la volont, i confini dei tempi, leggere
del passato nelle leggende antiche oppure guardando a prolungo sul papiro di comporre i
disegni dei destini lontani.
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Il sacerdote di Ra stato rappresentato nell immagine generativa dei saggi medioevali
che desideravano a vedere il futuro e che credevano nelle loro predizioni sbagliando sempre.

VIII Canto

S venne deducendo infino a quici; 121
poscia conchiuse: Dunque essere diverse
convien di vostri effetti le radici:
per ch un nasce Salone e altro Serse, 124
altro Melchisedech e altro quello
che, volando per laere, il figlio perse.

121. deducendo: svolgendo le sue deduzioni; a quinci: a questo punto (cfr. Purg., VII, 66). 122-3. Dunque
radici: se alla vita della societ occorre che gli uomini esplichino diverse funzioni, debbono necessariamente essere
diverse le attitudini (le radici) nei singoli uomini, onde renderli atti ciascuno allesercizio delle sue specifiche operazioni
(gli effetti). Tali attitudini sono inizialmente regolate dagli influssi celesti. 124-26. un nasce perse: v chi nasce con la
vocazione del legislatore e del politico, come Solone; e chi disposto alla guerra, come Serse; chi per essere sacerdote,
come Melchisedech (cf. Gen., 14, 18 sgg.), e chi invece artefice ingegnoso e inventore, come Dedalo (cfr. Inf.,
XVII,109-11). ). (1) (La Divina Commedia a cura di Natalino Sapegno. Riccardo Ricciardi (pp. 885-886). Editore
Milano-Napoli 1954.)
esser diverse: se al vostro viver civile si convengono diversi offici, altres necessario che diversi e vari siano i
principi donde luomo attinge le sue attitudini: cos avviene che altro nasca disposto allo studio delle leggi, altri alle
armi e alle grandi imprese, altri si senta portato alle cose di chiesa; altri o alle industrie. Cos il mondo pot avere un
Solone (convivio, II, 11) legislatore di Atene (638-558 A. C.); un Serse, re guerriero di Persia (Purg., XXVIII, 71, De
Mon., II, 9); un Melchesedech re e sacerdote di Gerusalemme (Gen, XIV, 18) e un uomo ingegnoso quale fu Dedalo,
padre di Icaro (Inf., XVII, 109). (2) (La Divina Commedia p. 3 (p. 829); ristampa anastatica delleditore G.C. Sansoni,
Firenze 1922,1988)
Lanalisi filosofica, come molte immagini della Rovina di Atlantide che riflettono le
immagini di alcuni frammenti della Divina commedia, conduce alla deduzione che la loro
comprensione contraddetta divenga una delle essenziali regoli dell ermeneutica che ci aiuta
capire perch Golokhvastov scelga questo itinerario e non un altro. Bench possano comparire
le obiezioni che tutti gli esempi menzionati non sono che le contingenze nate sotto le
percezioni simili della memoria dell eredit intellettuale di tutta l umanit. Ma
verosimilmente che questa deduzione sia stata prevista dall autore della Rovina di Atlantide
per suscitare il futuro interesse al suo poema; quini o quinci: da questa legge pu seguire che
un fratello, come fu di Esa e di Giacobbe (Iacob) non somigli nell indole sua all altro,
sebbene siano nati gemelli. (Cfr. Cen., XXV, 21). Al contrario di queste due immagini i
gemelli regi della Rovina di Atlantide sono rappresentati come il fratello e la sorella all
interno di s simili, e diversi come l uomo e la donna. Gli effetti delle loro radici innamorati l
una dell altra si differenziano come la maschile e la femminile e non come i diversi caratteri di
Esa e di Giacobbe ma il principe e la principessa sono a metta strada fra la santit e il peccato
contro natura nel loro santo amore irraggiungibile. Il soggetto della Rovina di Atlantide
stato contrapposto a uno e mezzo dei versi danteschi: e altro quello che, volando per laere, il figlio
perse. Il padre sar battuto sotto la lava vulcanica e si perder sul fondo del mare e, i figli si
trasformeranno nell unico figlio che voler per l aere nell immagine dell Androgino. Pu
essere la comparsa di Salone prima di tutto concentr Golokhvastov in questo frammento. E
verosimilmente dopo questo interesse, che non gener l effetto aspettato, provoc il giovane
Golokhvastov all esperimento supposto che divenne una delle basi della composizione della
Rovina di Atlantide nel gioco dell immaginazione dell autore.
E quella notte, come nell attimo del risveglio, ero colmato con lo spirito e con il dono della
nuova visione, ho cominciato a leggere l oroscopo dei gemelli. Si alzava il sole della doppia
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vocazione e intorno tutto era pieno della gioia al chiaro mattino dei sentieri dei bambini.
La basculla ondulava. Alla fine del bilancio il vaso fu inclinato di due vite alla fortuna, al bene
profeto si componevano i cifri, la stazionariet degli astri prometteva la felicit.
Su si incontrarono le desideranti stelle, gli indici della felicit si univano gi: in modo
impeccabile maturavano due infanzie, come quando le grappe decoravano il sarmento ancora
preparano il suo succo all affilatoio Ma l ombra del cammino oscur i gemelli.
Il sacerdote non deve capire che questa ombra sar egli stesso.

IX Canto

Per letiziar l su fulgor s acquista, 70
s come riso qui; ma gi s abbuia
l ombra di fuor, come la mente trista.
io vede tutto, e tuo veder s inluia, 73
diss io, beato spirto, s che nulla
voglia di s a te puot esser fuia.
Dunque la voce tua, che l ciel trastulla 76
sempre col canto di quei fuochi pii
che di sei ali fatt han la coculla,
perch non satisface a miei disii? 79
gi non attendere io tua dimanda,
s io m intuissi, come tu t inmii.

Per letiziar: ordina e intendi: come in terra per mostrar gioia gli uomini sorridono, cos nel cielo le anime
risplendono; gi nellinferno invece le ombre tanto pi appaion fosche, quanto pi internam. Son triste. sinluia: si
trasfonde in lui, cio in Dio, si che nessuna volont pu esser fuia, o ladra (Inf., XII, 90; Purg., XXXIII, 44) di s
medesima a te Casini. fuochi pii: i serafini che si cingono di sei ali. Cfr. Esech., I,11. cocolla: idest habitum
(Benvenuto), cocolla (Par., XII, 77). mintuassi: mi trasfondessi in te, conoscendo cos il tuo intimo pensiero, come tu
ti trasfondi in me e conosci il mio. (La Divina Commedia p. 3 (p. 837); ristampa anastatica delleditore G.C. Sansoni,
Firenze 1922,1988)
Il sacerdote prova gioia pensando di avvicinarsi a Dio, ed al migliore futuro dei gemelli.
Per letiziar: ordina e intendi: come in terra per mostrar gioia gli uomini sorridono, perch il
sacerdote ignorante prima era felice, cos nel cielo le anime risplendono; questo segno
stato evidenziato, nella Rovina di Atlantide, al contrario del pensiero dantesco, solo all
inizio, all infanzia del principe e della principessa su si incontrano le desideranti stelle, gi
nell inferno invece le ombre tanto pi appaion fosche, quanto pi internam. son triste. Gli
indici della felicit dei gemelli si univano gi. Questo significava che la loro felicit naturale
sar contro natura, contro Dio e condurr alla tristezza fosca dell inferno. Ma gi s abbuia la
loro ombra al di fuori di tutti corpi. Al contrario della gioia ignorante la mente triste perch
indovina e capisce, dall incoscienza, la fatalit di ambedue che si concepisce confusamente. Il
sacerdote vede tutto e tuo veder s inluia: si trasfonde in lui, dovr trasformarsi nell
immortalit, mediante l Androgino, nella sua cio Dio, s che nessuna volont pu esser
fuia, o ladra (Inf., XII, 77) di s medesima a te CASINI.
L interpretazione di questo pensiero del critico G. L. Passerini dal 1922 stata espressa
con due affermazioni implicite: 1) Il sacerdote con l anima dell autore riveler che egli, fra
quindici anni, diverr immortale come Dio e al contrario di Dio. 2) Nessuna volont ruber
questo pensiero di Dante, allo stesso tempo Golochvastov, che nella vita precedente prima di
questa reincarnazione fu lultimo sacerdote supremo di Ra, rischi di rubarlo, invertendolo
cos, prima che qualcuno lo vedesse, nessuno fra i lirici e i realisti anche fra i loro critici della
letteratura russa, i quali da tutto il XX secolo ebbero, hanno ed avranno paura sempre di tutti i
talenti naturali.
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Quando sono nati i gemelli beato lo spirito del sacerdote di Ra perch non vuole
ancora nulla perch non vuole di s ad essere ladro, e non diventare immortale come Dio, a
non uccidere i gemelli, l Atlantide e s medesimo. Il cielo trastulla sempre col canto di quei fuochi
pii affinch le stelle mostrino la verit a lui che vestito nella cocolla, che uccide in s tutti
sentimenti corporei e la giovinezza, che entrato sulla quadriga nel portone di Atslano come il
vincitore di tutto l umano, che rappresenta il simbolo del dio Ra che si cinge di sei ali, che
domander a Dio all ora dell apocalisse: perch non satisface a miei disii (desi, desideri)? di
me, dell uccisore di tutta lisola, del mentitore di se stesso quando, in uno solo essere cieco e
indifferente e perci verosimilmente infernale, ognuno dei gemelli uccisi dovesse dire: m
intuassi: mi trasfondesi in te, conoscendo cos il tuo intimo pensiero, come tu ti trasfondi in me e
conosci il mio.
E dopo, il termine di quindici anni, la combinazione dei pianeti si fece minacciosa, (p. 54) il
significato dei segni era pi oscuro, ed ho visto, nel cielo, lo splendore del balenare: nella
tormenta rafforzata la sorte di due bambini era forgiata! Il destino conduceva, all unico
punto, gli itinerari dei nuovi abitanti terreni; Vicino alla bordino dell abisso, si svolgevano
minacciante, essi si traversavano; sopra il nodo fatale piangeva la Vergine Celeste; e fino alla
morte combattevano, nel fuoco di tormenta, il Minotauro e il Leone nascono al rincontro.
Dopo, interrompendo, la coda dell itinerario dei due in cammino si perdeva. Ed io, l
astrologo non potei indovinare il significato delle costellazioni, cos tutto era vago fra i
concetti del bene e delle predestinazioni del male: fiorivano, sul terno, le rose sanguinose e la
mola grossa parcellizzava le ossa umani; si univano insieme, sotto il segno della minaccia, le
ghirlande delle sofferenze e le metamorfosi del nimbo futuro; ed intorno ad esse, splendendo,
cadeva la pioggia sulfurea soffocante, bruciava la lava, bollivano i mari, tremava il sottosuolo
aprendo le caverne.
Qualche altro dei suoi antenati non dimentichi mai questo segno celeste che le
costellazioni dei destini dei gemelli e di nessun altro saranno rapportati al segno della minaccia
tramite la pioggia sulfurea soffocante, in cui brucer la lava e bolliranno i mari. Tutto questo
avverr tre quinquenni dopo. Egli doveva avere lesperienza che tali previsioni arrivassero
implicitamente molto tempo prima. Cos offerta la possibilit per evitare gli eventi futuri.

VIII Canto

E se l mondo l gi ponesse mente 142
al fondamento che natura pone,
seguendo lui, avria buona la gente.
Ma voi torcete a la religione 145
Tal che fia nato a cingersi la spada,
e fate re di tal ch da sermone:
onde la traccia vostra fuor di strada. 148

142-143. ponesse pone: tenesse conto del fondamento, dellinclinazione che la natura impone a ciascun uomo.
144. buona: valente; ciascun uomo. 144. buona: valente; ciascuno rispetto al compito che da natura gli assegnato.
145-7. torcete sermone: piegate, costringete a diventar monaco o prete chi nato con la disposizione alla milizia, e
mettere su un trono quello che, secondo la sua inclinazione naturale, sarebbe da essere religioso per sermocinare e
predicare (Buti). Gi i commentatori antichi vedevano in queste parole una possibile allusione ai due fratelli minori
di Carlo Martello: Luigi, che divenne frate minore e quindi vescovo di Tolosa, e Roberto, fatto re di Napoli nel 1309 e
celebrato dai contemporanei, tra cui il Boccaccia e il Petrarca, per la sua grande dottrina, soprattutto teologica. Ma se
la qualifica di re da sermone pu bene adattarsi, nel sentimento di Dante, quel Roberto che egli disprezzava come cattivo
politico (cfr. vv. 76-84) e come accatino avversario dellimpero, e di cui ci son pervenuti trattati di materia teologica e
poco meno di trecento predice (cfr. Giorn. Stor. D. lett. Ital., LVIII, pp. 418-20; R. Caggesse, op. cit.., II, 1930, pp.
363 sgg.); resta assai improbabile lallusione a Luigi, che pare si facesse religioso per sincera vocazione, e, poco dopo
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la morte, nel 1317, fu canonizzato. 147. da sermone: anche Pietro de Faitinelli, parlando del pigro re Roberto: or
sermoneggi, e dica prima e tersa (son. Non sper l pigro re, v. 14). 148. la traccia strada: il vostro cammino procede
fuori della retta via; extra viam naturae, come spiega Benvenuto. (1) (La Divina Commedia a cura di Natalino
Sapegno. Riccardo Ricciardi (p. 887). Editore Milano-Napoli 1954.)
al fondamento: alle naturali inclinazioni che ciascun uomo reca seco fin dalla nascita. avra: avrebbe cittadini
buoni e utili al civile consorzio. Torcete: piegate, volgete al sacerdozio (a la religione) chi era nato per trattare le armi; e
fate re chi sarebbe invece stato bene sul pulpito a predicare. Qui si allude a Roberto, uno dei figliuoli di Carlo II d
Angi, al quale succedette nel regno il 1309 e mor lanno 1343. Il Villani, XII, 10, fra molte altre lodi che ne fa, lo dice
grandissimo maestro in teologia e sommo filosofo; ma par che queste vitr che allo storico de Neri piacquero non
trovasser grazia appresso il Poeta di parte bianca. la traccia: il cammino vostro fuora della via diritta. (2) (La Divina
Commedia p. 3; ristampa anastatica delleditore G.C. Sansoni (p. 831); Firenze 1922,1988)
Se il mondo degli Atlanti ponesse mente al fondamento della castit sessuale e morale
che natura pone, seguendo il testamento degli antenati saggi, sarebbe meglio che la gente e la
natura divina non inviasse a tale orribile destino i gemelli e, mediante le metamorfosi, non gli
collegasse ai peccati dell isola verde. Tale che sia il carattere dell ultimo sacerdote di Ra per
cingere la spada sul posto del capo delle galere e di tutto l esercito. Quello sar in peggio di
Roberto avaro, uno dei figli di Carlo II d Angi. Se il servitore di Ra fosse il sacerdote del re!
perch egli, che adesso diventato incapace di una comprensione corretta della previdenza,
non coltiverebbe il sacrilegio e non permetterebbe di conquistare, con gli ubriachi nudi, il
Tempio della Cognizione. Questa conquista in una delle sere della memoria dei morti, in
futuro, sar la dimostrazione del termine avvenuto. Tutto il diciannovesimo capitolo sar
dedicato alla descrizione delle sofferenze del sacerdote di Ra che vedr come quel condottiero,
che nel XVIII capitolo sar l iniziatore dell orgia fra le donne e il peticantropo nel ruolo dell
uomo-animale, dell orgia fra il centauro selvaggio e la donna nel ruolo della vittima dell orgia
di tutti gli uomini nel vapore del sangue, il capo dellesercito condurr per spogliarsi nel
Tempio delle Cognizioni, rompendo duramente i costumi della proibizione dai misteri
primordiali che erano sacrali prima, i frammenti delle conoscenze stanno nel potere dei
profani solo dei vantaggi inferiori, degli inganni corrotti che perseguitano lo scopo dell uopo
falso. Che re permetterebbe che il sacrilegio fosse dominato nel suo regno il pi potente e pi
ricco di tutto il mondo? Questo re non doveva essere anche tal ch da sermone. Se la generosit
del re Carlo II Angi evidenzia il suo tratto positivo, invece, la generosit infinita dellultimo
re di Atlantide sar da considerarsi come il tatto, al massimo, negativo. Nessuno fosse
nellesercito di questo re che sostituisse il traditore invertito? Al contrario della composizione
dantesca solo il figlio regio, a quindici anni, sapr sostituirlo e condannarlo combattendo in
mare. Allo stesso tempo questo re degno di regnare se gener tale figlio eroe. Ma perch
nacque il figlio eroe? Per condannare i tutti permessi sopradescritti onde la traccia vostra fuor di
strada con il suo amore fatale tramite l incoscienza, in cui il suo cammino al di fuori della
diritta via che cosa fu mostrato, quindici anni fa, al sacerdote indegno quando sopra il nodo
fatale piangeva la Vergine Celeste.
Ma era il chiaro esodo finale, attraverso il foco e l inondazione, alle anime chiarite
I tutto s diffuso. Negli occhi stanchi s spenta la gerba (l angolo) dei raggi mattini e nella
cenere grigia delle speranze arse s oscurato l oroscopo fatale dei bambini.
L ultimo sacerdote indegno di Ra non potette vedere l entit della predestinazione di
quei tre quinquenni che gli danno la possibilit di evitare il fatale futuro e cambiarlo. Ma egli
non Atlasso che verosimilmente non cap l orribile predestinazione del segreto ed aspettava
la comparsa del desiderio dell immortalit che condurr lultimo sacerdote del suo popolo all
apocalisse. L indegno sacerdote di Ra dopo nacque solo per provocare l apocalisse celato il
suo nome. La stessa tradizione poteva avere la sorgente nel mezzo del quinto capitolo del libro
di Cassirer (Linguaggio e mito Al problema dei titoli degli dei di Cassirer, Leipzig. Berlin, 1927, 38)
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Quindici anni prima il sacerdote prevede la conseguenza del proprio atto ma percepisce
l apocalisse, in particolare, cos come l atto di un altro volto sconosciuto. Atlasso non
desider di essere immortale. Egli indovin verosimilmente che significato porta in s l
apertura di questo mistero. Affinch egli non rompesse l ultimo gradino alla scopertura
pericolosa e portasse il suo mistero al tempio dei morti sul suo scheletro?

VIII Canto

e ci esser non pu, se li ntelletti 109
che muovon queste stelle non son manchi,
e manco il Primo, che non li ha perfetti.
Vuo tu che questo ver pi ti s imbianchi? 112
E io: Non gi; ch impossibil veggio
Che la natura, in quel ch uopo, stanchi.
Ond elli ancora: Or d: sarebbe il peggio 115
Per l uomo in terra, se non fosse cive?
S, ripos io; e qui ragion non scheggio.
E pu elli esser, se gi non si vive 118
diversamente per diversi offici?
Non, se l maestro vostro ben vi scrive.

106-11. Se ci non perfetti: se gli influissi celesti preordinati da Dio, i cieli che tu percorri produrrebbono
effetti tali, che non sarebbero cose fatte con ordine e con ragione come fanno quelle dellarte, ma ruine: imper che
anrebbono le cose senza ordine e con temerit (Buti); la qual cosa impossibile, se le intelligenze morteci di queste
stelle non sono difettose, e difettoso anche il Primo Motore, che in tal caso le avrebbe create imperfette (insufficienti al
loro compito): supposizione assurda. 112. simbianchi: sia illuminato, chiarito. Le battute di dialogo e le relative
didascalie servono a separare la prima premessa del ragionamento (gli influssi celesti sono sempre ordinati ad un fine
provvidenziale) dalla seconda (allordine differenziato della societ umana si richiede una regolata distribuzione delle
attitudini diverse nei singoli individui), e quest ultima dalla conclusione del discorso (vv. 122-35), che costituisce la
vera e propria risposta di Dante. 113. Non gi: non certo. 113-4. impossibil stanchi: so bene che la natura non pu
trovarsi in difetto rispetto al fine che le ordinato. concetto e formula di Aristotele (De anima, III, 9, 6: natura nihil
facit frustra neque deficit in necessariis), spesso ripetuta nei testi scolastici, e anche da Dante: cfr. Conv., Iv, XXIV, 10;
Mon., I, X, I; II, VI, 2; e soprattutto Questio de aqua et terra, 44: sciendum est quod Natura universalis non
frustratur suo fine; unde, licet natura particularis aliquando propter inobedientiam materie ab intento finefrustretur,
Natura tamen universalis nullo modo potest a sua intenzione deficere. Il termine natura usato qui, spiega il Buti,
come comprensivo cos della natura naturante, che Iddio, come della natura naturata, e cio del complesso delle
creature. 115-6. sarebbe cive?: sarebbe un male per luomo sulla terra se non facesse parte di un ordine civile, di un
organismo sociale? Il latinismo cive sta qui per: naturalmente disposto a vivere in una societ civilmente organizzata.
177. ragion non scheggio: non ho bisogno che ci mi venga dimostrato. Anche questo era un concetto aristotelico dei pi
riprese: cfr. Conv., IV, Iv, I; XXVII, 3; Mon., II, VII, 3, ecc. 1189. pu elli scrive: pu luomo essere cittadino, pu cio
esistere unorganizzazione civile, se i suoi membri non siano ordinati a vivere esercitando diverse funzioni? Il
principio che ad un ordinato vivere civile si richieda la differenziane delle idoli e degli uffici largamente svolto da
Aristotele nella Politica, 1, 2, e nel De anima, III, 9, 6, e ripreso da Dante in Conv., IV, IV, 1-2. (1) (La Divina
Commedia a cura di Natalino Sapegno. Riccardo Ricciardi (p. 885). Editore Milano-Napoli 1954.)
li ntelletti: le intelligenze che muovono le sfere. Cfr. Par., II, 127. manco: manchevole ; se non imperfetto,
Iddio, primo motore (il Primo), che li ha creati perfetti. Stanchi: venga meno alle cose necessarie (Buti). cive:
socievole. E pu: e vi potrebb esser civil consorzio senza variet di arti e di offici? maestro: Aristotele. (2)
(La Divina Commedia p. 3 (p.831); ristampa anastatica delleditore G.C. Sansoni, Firenze 1922,1988)
Il sacerdote pensa se fosse predestinata la fine fatale ai gemelli con i fuochi celesti li
ntelletti: le intelligenze che muovono le sfere se essi minacciassero davvero con tale chiaro
esodo finale, attraverso il foco e l inondazione, alle anime chiarite, alla sua coscienza umana
sarebbe manco: manchevole, cio imperfetto, il Primo motore che li ha creati perfetti.
Perci egli permette a se stesso di credere al migliore. Verosimilmente, la composizione di
Golokhvastov aspira a riflettere la composizione dantesca in cui la mano destra diventa sinistra,
ed invece, egli stesso o Dio domanda all ultimo sacerdote di Ra: Vuo tu che questo ver pi ti s
imbianchi? La sua incoscienza umana risponde: Non gi; ch impossibil veggio Che la natura, in
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quel ch uopo, stanchi. Non gi. Sono stanco morto, vedo che sar sempre impossibile di
vederlo affinch il mio uopo non stanchi la natura. Ma la natura e l uopo di lui non
corrisponderanno alla volont del destino perch la terra non stanchi pi agli Atlanti peccati. E
Dio ridomanda la suo incoscienza: sarebbe il peggio per l uomo in terra, se non fosse cive? No! Egli
medesimo maledir gli uomini per il loro sacrilegio nel Tempio delle Cognizioni. Ma sarebbe
meglio per l uomo in tutta la terra se gli atlanti fossero meno simili agli altri uomini e qui
ragion non scheggio. Egli concorde con questa ragione. Egli reale e nessun altro fra questi
peccatori sar l uccisore di tutti ed giusto che egli non voglia rimanere lo scheggio
immortale di Atlantide dopo l apocalisse. Il maestro sbaglia sostenendo che l ombra della
terra cade solo sotto la Venere. Essa cade in tutti i posti. Non sta nel centro dell universo,
come il sacerdote non sar immortale come Dio. La terra piccola o grande pi o meno di tutti
gli altri pianeti. Come nel paragone a tutti gli altri atlanti poco si differenzia fra loro lultimo
sacerdote di Ra. A questa causa egli nato come lo scheggio finale dell Atlantide per
compiere il suo ultimo atto. Ma prima riceve la previdenza di tutto il descritto per smentire l
ultimo dubbio in merito a Dio. Ma la sua natura sotto il coperto sottile rester, 15 anni dopo,
simile alla natura di tutti loro ed egli dimenticher Dio per ottenere il suo desiderio doppio che
condurr alla fatalit tutta la civilizzazione di atlanti.
Questa maniera originale di comporre il soggetto e di sviluppare gli eventi diventa la
causa principale dell assenza del desiderio di studiare la Rovina di Atlantide nell ambito
della filologia russa. Comporre le analisi banali dei lirici simili da considerarsi pi
vantaggioso. Rivalutare la storia della letteratura russa molto scomodo. Nessuno si incontra
paragonabile di tanto originale. Molti esempi tratti dalla Divina commedia sono compilati
secondo l ordine contrario alla composizione dantesca, andando dalla fine all inizio.
Golokhvastov credeva che, nella vita trascorsa, la sua anima era questo sacerdote. Perci
cercava le fonti mistiche per il soggetto del suo capolavoro, trovandoli nella Divina
commedia, il cui significato storico, quello della sua Rovina di Atlantide. Tuttavia egli
non imit Dante. I suoi contemporanei, poeti lirici primitivi, affinch non lo indovinassero
perch questa maniera simbolica, contrapposta alla Divina commedia si evidenzia essa stessa
implicitamente.
Noi abbiamo tre unit simboliche A, B, C di tre trocaici simbolici: 1)A(16-28)/VIII/ B
(103-108) /VIII/, C(97-102)/VIII/, 2)A(4-12)/IX B(133-141)/VIII/,C(121-127)/VIII/ e 3)
A(70-81)/IX/ B(142-148)/VIII/, C(109-120)/VIII/ che corrispondono alle sorgenti dantesche da
cui, secondo questo ordine artistico, Golokhvastov compone il soggetto della Rovina di
Atlantide, costruito in modo sottile (implicit) che si dedica verosimilmente ai suoi successori
letterari in futuro.
Il suo schema si evidenzia mediante A (16-28), ma dopo B (103-108) e C (97-102) solo
del VIII canto. Perch la prima A (16-28) non dal IX canto e si spiega nel paragrafo seguente.
Dopo l ordine dello schema passa avanti al IX canto all inizio non alla fine A(4-12) per
obbligare a muoversi dalla fine all inizio nel VIII canto: B(133-141),C (121-127), dopo si
utilizzano due frammenti danteschi, da cui compone il soggetto della Rovina di Atlantide. L
autore ritorna nuovamente gi alla met del IX canto del Paradiso A(70-81) da cui per la
terza volta Golokhvastov va in dietro al VIII canto, in cui lo stesso movimento passa dalla fine
all inizio, B(142-148), C(109-120). Questa alternanza simbolica degli inizi delle sue idee
corrisponde alla composizione classica dell esametro: /1) [] dall inizio alla fine, [V V] dalla
fine all inizio/ (16-28) [ ] (103-108), (97-102) [V V]; in cui lo schema menzionato /1)
[] dall inizio alla fine ((A4-21) <A(della seguente sillaba lunga: 70-81), che si evidenzia
nel IX canto, in cui il movimento passa dall inizio alla fine, solo nel IX canto, che corrisponde
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alla relazione fra la prima sillaba lunga A(16-28) a 1) tutta la strofa, 2) al primo trocaico e 3)
alla legge fra le sillabe lunghe/ A (16-28)/VIII/ < A(4-12) < A(70-81) /. Invece il movimento
delle sillabe brevi va dalla fine all inizio tre volte/
B (103-108) /VIII/> C (97-102)/VIII/
B(133-141)/VIII/ > C (121-127)/VIII/
B(142-148)/VIII/> C(109-120)/VIII/
Secondo la stessa legge si compongono le relazioni fra le sillabe lunghe e brevi di due
trocaici seguenti
A(4-12) [] >B(133-141)>C(121-127)[VV]
A(70-81) []>B(142-148)>C(109-120)[VV]
La metrica di tutta la Rovina di Atlantide basata sull endecasillabo nelle strofe in cui
l ultimo accento cade sulla sillaba prima dell ultima sillaba dell ultima parola. La stessa
legge corrisponde dopo al decasillabo dove l ultimo accento cade sull ultima sillaba dell
ultima parola. L alternanza delle sillabe lunghe e brevi corrisponde all esametro in cui la
seconda lettera breve sempre accentata come ogni quarta sillaba di ogni strofa, e come ogni
settima. La successiva sillaba accentata sempre la decima. La prima A(16-28) simbolizza la
prima sillaba e non appartiene in particolare al IX canto dantesco perch la prima sillaba di
ogni strofa della Rovina di Atlantide lunga e non mai accentata come le sillabe dell
origine simbolica del movimento dalla fine allinizio.

Il VIII capitolo p. 55:
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Nelle scritture del cielo, ripetevo io, la menzogna degli astri impossibile; e le parole veridiche dei segni
sacrali: come il pensiero della Divinit, li leggiamo, interpretiamo e calcoliamo. E il futuro dei bambini
sarebbe analogo a quello che ho letto nelloroscopo terribile se, senza lotto, io lo considerassi la legge del
destino. Il destino potente, se noi tremiamo al primo segno della sventura, come degli schiavi. I suoi importi
sono allora fatali come mostra la foglia sullacqua che scorre. Ma il discorso coraggioso con esso (col
destino) e il lotto sono possibili: non ognuno, se stesso, di noi si fucina come fabbro o la sorte miserabile o la
corona della vittoria nellora della fortuna
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Disegno di A. N. Avinov: Nascita dei gemelli
Tutte le alternanze delle sillabe lunghe e brevi corrispondono alle alternanze delle leggi
delle alternanze dei frammenti danteschi da cui erano presi le implicite immagini primordiali
del soggetto per aumentare il significato simbolico e verosimilmente profetico della Rovina
di Atlantide per attirare lattenzione dei suoi futuri ricercatori. Tale significato dovevano
portare in s i concetti della memoria della saggezza umana: Ahat e Segno Gorus.
Il IX capitolo: p. 59: I giardini celesti del Cerne ad Atslano secondo il libroLe Livre
De l Atlantide di Michel Mansi (Paris 1900) composta sulla base delle ricerche
archeologiche in Cusco di Per e secondo le descrizioni di Alonzo Martino.
Il XV cap. p. 87: Dalla secolarizzazione fino al sacrilegio. Qua vediamo che fra gli atlanti
domina linizio demonico e la memoria della sensazione vince la memoria della sintesi
delleredit umana. La prima cancella ed inverte la memoria divina. Questa vittoria diviene la
causa principale della fine tragica nascosta nel mistero dellAndrogino. Fra le case che si
alzano vicino, dove luna pi lussuosa e fastosa dell altra, si trova il grande palazzo con la
facciata maestosa dalle pietre nere, bianche e rosse. Ancora una volta riecheggiano i tre
scaglioni di color diversi (v.77) sui quali posa la porta del Purgatorio della Divina
commedia (La D. C. di D. Al., Sansoni Editore 1922, 1988, p. 463). Il palazzo dove si potevano purgare le
anime brilla con i fuochi lungo il canale dormito. Qui il capo dei reggimenti atlanti e delle
galere d ad Atslano lesempio aperto del Peccato di livello mai visto. Rumoreggia la folla
degli ospiti parlanti; Gi svanita la loro solennit nel cerchio selvaggio col vino ubriacato e
con le passioni. Qua regna il sonno degli uomini infelici e spaventosi come la notte, veri come
occhi di cigni. Insolente, il sonno fece la nostra festa risoluzione al nuovo combattimento
contro il valore del Creatore, e le forze del male, alla lotta contro Dio, essi all unanimit si
unirono nella fermezza del palazzo. Lautore mostra linizio della dimenticanza della memoria
della saggezza umana nel sonno dei peccati. I figli del vizio, gli esseri ciechi! Essi non credono
n nellora della pena, n nell immortalit; la loro onest sorda alle testimonianze della
verit; le confessioni dei cieli gli tacevano. All interno delle consolazioni del peccato i folli
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cercano la dimenticanza del cuore, la gloria legata al breve attimo.
Nulla esiste e nulla avviene senza causa. Gli eventi descritti dallultimo sacerdote di Ra
spiegano la nascita dei gemelli e lo scopo dell incoscienza all immortalit attraverso
luccisione di entrambi sar lultimo passo verso l apocalisse previsto e nascosto da Dio fino
al suo tempo. Il desiderio dell immortalit nasce dalla mancanza di perfezione nellAtlantide e
per correggerla alla fine ne fa cessare lesistenza. Lisola Atlantide scomparir perch lo
provocano i vizi degli uomini imperfetti per dare l avvio alla nuova civilizzazione:
innegabile che un tal bene esista e che sia per cos dire come la fonte di ogni bene; tutto ci
infatti che viene detto imperfetto, evidentemente tale [10] per diminuzione del perfetto. Ne
consegue che, se in un qualsiasi genere di cose sembri esservi alcunch di imperfetto, debba ivi
trovarsi necessariamente anche un qualche cosa di perfetto; ed in effetti, tolta la perfezione,
non pu neanche immaginarsi da dove sia venuto fuori quel che imperfetto. La natura delle
cose non trae il suo inizio da realt [15] sminuzzate e incompiute, ma, procedendo da ci che
integro e perfetto, digrada a queste estreme e svigorite conseguenze (Boezio Consolazione della
filosofia (Consolatio philosophiae), III, 10, 9-16)
Boezio abbia voluto comporre un prosimetro di contenuto filosofico, alla maniera di Marziano Capella, uno
scrittore che egli certamente conosceva, e su questa interpretazione del genere letterario della Consolatio insistono
soprattutto gli studiosi pi recenti; a nostro parere, tuttavia, si dovrebbe tenere in maggiore considerazione, accanto
alla caratteristica della alternanza di prosa e versi, la struttura dialogica dellopera, con la quale Boezio, da platonico
qual era, ha voluto sicuramente imitare gli scritti del suo maestro: il prosimetro, infatti, non un genere letterario ben
definito, e questa variet ben si inserisce nella tendenza artistica della letteratura tardoantica, che in et classica erano
tenuti ben distinti/ I carmi che Boezio inserisce nel corso della sua trattazione hanno, forse ancor picche in altre opere di
contenuto analogo (p. 23) Il carme che, come si detto, un inno a Dio, ne celebra le lodi, e si colloca, come ultimo e
splendido esempio, nella lunga tradizione letteraria greca e latina degli inni alla divinit, che risaliva fino ad Omero. Il
cristiano Boezio si rivolto a Dio scrivendo la sua preghiera nelle forme della cultura pagana, della quale era
imbevuto: e non solo in questo carme, del resto, ma nellarchitettura del suo pensiero, Niente delle nebbie di
Marziano, per, passato nella limpida poesia di Boezio, il quale ha saputo concentrare in trenta versi la dottrina
platonica del Timeo, insieme a spunti di esegesi neoplatonica, tratti da Proclo e altri filosofi dell epoca ma viene
meglio definita, in seguita, secondo gli sviluppi che il neoplatonismo ha dato alla dottrina del Timeo (36 b sgg.) (p. 40)
La medesima esigenza del ritorno (epistroph) presente nellanima umana, arricchita dal conforto e dal sostegno che
lintelletto le conferisce. Dallanima del mondo provengono poi le anime dei singoli esseri viventi, cio degli uomini e
degli animali tutti, le quali sono dotate di un carro aereo, cio di un veicolo materiale, s, ma leggerissimo, con il
quale esse possano attraversare le regioni del mondo terreno. Poich, dunque, tutte le anime aspirano a questo ritorno al
Dio che le ha create, ora Boezio per bocca della Filosofia invoca: da, Pater, augustam menti conscendere sedem. Solo a
Dio, infatti, noi dobbiamo tener fisso lo sguardo, ch Dio il nostro principio, la guida, la strada e il fine ultimo. (La
consolazione della filosofia di Severino Boezio a cura di Claudio Moreschini (p. 41), Unione Tipografico-Editrice
Torinese.)
La mancanza del perfetto allinterno della stessa fondazione della societ dAtlantide
conduce al termine quando luomo dimentica il perfetto principale. Questo periodo arriva
quando si perde la comprensione interna del nesso di ogni perfetto al perfetto primordiale che
succede alla fine dellepoca dell esistenza di Atlantide di Golokhvastov.
Il XVI cap. p. 92: culti di Lingm e Ioni in sanscrito di Fallo e di Kteis in greco che
erano stati coltivati dalla Cina fino all Italia: grazie agli dei: Cuan, Jin, Siva, Osiris, Dionigi,
Vaal, Pano, Priapo; Culti indiani determinati il principio maschile e il principio femminile;
Solanaceae o Mandragora culti delle pinte di droga nell antichit. Linga (limgm), sm. Relig.
Emblema di carattere fallico, consistente in una pietra cilindrica, talora sola, talora posata su un basamento (yoni,
organo femminile), nel qual caso significa lunione degli organi della generazione; emblema di Siva, anche il distintivo
della setta, per molti aspetti contraria alla tradizione ortodossa ind, dei Lingayt o Virsaiva, fondata nel secolo XII.
In senso generico: membro virile. Tramater (s. v.): Lingam: glindiani dnno questo nome ad un simulacro del loro Dio
Issora, che si pu benissimo paragonare al Priapo e all Ittifallo degli antichi. Essi lo considerano come simbolo della
fecondazione, immagine della vita e della morte. Papini, 27-1120: La mia vita fu inutile tutta e sempre, chio fui poco pi
di un lingam e di un ventre. (Grande Dizionario della lingua italiana, Unione tipografico-editrice Torinese . 9/V71964.)
Prima di avvicinare il lettore alla descrizione del culto antico del fallo Golokhvastov
unisce la comprensione invertita dell epicureismo, i rituali dei buddisti alla festa di Siva
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[Sciva] (dio induistico di fallo) e allo stesso tempo sottolinea le immagini che provocano
lapocalisse ed inoltre l autore aggiunge i simboli dei satanisti alla messa spaventosa degli
ultimi atlanti.
Passa luffizio gentile. E nel vaso rotondo, con due servitori all ora di mezza notte il
profeta senza Dio incontra Istr, l estasi sulla faccia strapazzata e magra, i ricci densi si
vedono sopra la fronte scura; come il becco rapace il naso curvo; sulle labbra vermiglie e
sentimentali trema il malo sorriso. La regola di sacrilegio come la chiamata tessuta, per il
lutto, sulle sagrestie. Lo zolfo col respiro delle uova guastata fuma. Nella mano magra il mago
falso stringe l attrezzo di vittime il triplo coltello, Il lettore vede linizio della
barbarizzazione dellImpero Romano al suo tramonto. Egli riconosce i capi selvaggi
dellesercito che superano gli ultimi imperatori fissi dell Et potente ancora che devono
riflettere le loro immagini nella miscredenza del condottiero di Atlantide. La sfumatura, il naso
delluccello predatore ricorda i caratteri degli ultimi condottieri di Roma Antica.
Sul muro sospesa la ghirlanda a serpente, lo strappo dell erba dal prugnolo col duro
fogliame il purpureo delle bacche sul marmo nero, come il sangue, brilla. Sulla volta, in alto,
regnano, come il sangue, gli acuti angoli della stella di sei estremit in corallo. Al centro del
loro tempio l alto palco; sul quale in metallo colorato sta l idolo fuso della statura umana,
la sorgente della vita nella prefigurazione del fallo. Con l ornamento delle figure grossolane
ed ignominiose la coltre del palco ricamata intenzionalmente. Il fuoco del braciere daltare
arde appena. Turbina e sale sino alle nuvole il fumo della mandragora e lidolo cupo
affumicato. La seconda parte della pagina legata ai culti di Siva nellimmagine di Fallo e alla
divinazione del serpente in Egitto due mila anni prima dellIndia in cui ambedue hanno la
sorgente, verosimilmente, dallultimo periodo dellesistenza di Atlantide. Verosimilmente
lultima epoca di Roma Antica e la sua influenza sul Medioevo europeo presentano l affinit
con le ultime immagini sacrali del Regno di Atlantide e i culti incoscienti dei popoli orientali
che riflettevano in s la memoria dimenticata della saggezza umana.
P. 94: Belladonna Mandragora;
E le vergini hanno fretta con la canzone, come alla cena, di coronarsi con la ghirlanda di
prugnola; e all onest dell idolo il mago dal palco le annaffia dal sangue della pecora
sacrificata. La sete delle sofferenze diabolica per piacere le vergini dimostrano la
miscredenza attraverso la sete del dolore masochistica e perch piacevole. Il dolore si coltiva
come il simbolo dellinferno e della miscredenza. In precedenza la memoria della sensazione
vuole cancellare i frammenti della memoria divina attraverso il sacrilegio coltivato della
memoria della falsa saggezza umana. Egli gett le ebre sul carbone nella caldaia; con l onda
navig l odore della Belladonna e tutti entrarono, come gli uccelli, nella febbre della danza
Lodore inebriante della belladonna utilizza la distruzione della memoria divina per vincere la
memoria laica della falsa saggezza umana.
P.95: E brilla la libido negli occhi splendenti: Girate!Serpeggiate! Non
lagglomerazione infuriata degli spiriti sotterrane sulle ali nere, alzando porta la polvere
presa? Lingam!.. Girate!, Stringenti guai; la gente straccia i vestiti dai pezzi; Afferrano i
rami e col fischio si colpiscono dalla prugnola. Dalle ulcere i ruscelli del sangue caldo
versano, e sotto la pioggia scocciata delle punture si inebriano gli uomini, girando come le
trottole. Gli uomini ubriachi senza memoria della saggezza umana dimenticano la vergogna.
Senza vergogna essi non svestono la roba. Essi la stracciano perch essa lordata gi col
sangue dalle zarine della prugnola. Se la prugnola di Cristo dimostra che egli Dio salvatore la
loro prugnola simbolizza la trasformazione della folla degli atlanti negli animali infernali
contrari ai primi uomini e agli animali terreni. Nuovamente dal vaso daltare il pseudomago
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annaffia tutti di sangue in modo rabbioso e danza egli stesso insanguinato e nudo, girando con
la tempesta nella febbre soffocante:Confluite e vi fondete! Egli grid il comando felice, e la
rabbia dell anima punzecchi come il tiro
P. 96: Sikr qui si trova la bevanda inebriante. Sikkari (sikari), sm. Invar. Guida indiana. Salgari,
23-75: Se ci pu farti felice, io ti offro alla mia corte un appartamento, i miei elefanti ed i miei sikkari. Idem, 30-12:
Yanez, appena veduta innanzi a s la pagoda, come abbiamo detto, si era avanzato subito in silenzio alla testa di cento
rajaputi e dei suoi fedelissimi sikar.
Adattamento dellhindi sikri. (Grande Dizionario della lingua italiana, Unione tipografico-editrice Torinese .
9/V71964.) Il fine del XVI capitolo ricorda il 15 capitolo del Satiricon dove descritta la cena
nella casa di Trimalchione.
Saziando in abbondanza, come i barbari di carne, ubriacando con i vini tracannati,
seguono gli uomini pigri per la danza delle schiave sotto il canto rauco delle ocarine. Gli altri
conducono le donne nude quasi, e subito sulle peli delle pantere la libido cieca, pi inebriante
delle sikere intessuta per il serpente e desta la delizia della bestia nei corpi Tristemente
appassiscono i fiori sulle tavole.
Il XVIII cap. p 102: Descrizione della colonna dello scaldabagno legata al culto di
fallo di Ermete. Il piatto di marmo da cui sgorga la sorgente si contrappone al condottiero dei
reggimenti d Atlantide. La sua barba come il piccolo triangolo con l inferiore angolo acuto, il
sorriso e i lunghi ricci fino alle spalle sono percepiti come il primo pericolo. Ma questo
pericolo sar la cagione per rafforzare il pericolo reale dell amore che condurr gli atlanti
peccatori all apocalisse attraverso l eutanasia dei gemelli e la nascita dell androgino.
P. 103: Peticantropus il primato, nello sviluppo fra luomo e la scimmia, trovato sull
isola Java. P. 102 Rumoreggia il carro. Le enormi e pesanti ruote scricchiolano. Come cavalli
nel collare, mettendosi nei tiri delle cinghie, passando avanti ed appoggiandosi anche alle
rase, tre neri portano (p. 103) la gabbia grossa. Dietro la griglia fitta e forte, che intessuta
con le croci, si tiene afferrandosi fortemente alle verghe, nellangolo si condens il colosso, il
pitecantropo mezzo scimmia, era il prigioniero spaventoso, grosso e cattivo, tutto il corpo era
coperto del duro pelame come lanimale in piedi dalla foresta; scendeva la ciocca dei pelli
bruni e scuri come il grappolo peloso dal petto muscoloso; la grossa mandibola, il naso piatto,
i tratti facevano limmagine bestiale della fronte declive e tagliata come dalla falce; e lo
splendore degli occhi caduti dietro profondamente biglia con l acciaio senza vita, nascondeva
la paura permanente d animale e con curiosit stupida propria di tutte le bestie lallegria,
gli scherzi sono e l esplosione del riso... Gli uomini discutono dell animale senza vergogna,
provvisoriamente dimenticando le coppe e le donne.
Suonano le lire. La ballerina entr. Ella, nascondendosi sotto lo strato spesso, rest
immobile in piedi vicino alla gabbia dellispirato. Intorno ci fu un riso sordo. E subito dopo
tutto si calm. La sensibilit pugn la pinza nei cuori; segretamente boll il desiderio nei corpi
come tritume putrefatto: con lemozione gli ospiti aspettano lo spettacolo mai visto. La
composizione e la maniera della rappresentazione dei vizi invertiti conducono alla sua
sorgente, verosimile, che pu nascondersi soltanto nei versi successivi dal Bellum civile del
Satyricon di Petronio:
Ecce aliae clades et laese vulnera pacis
(Ecco cos sono le altre sventure e i danni per ferire la pace) / Ed ecco nuova strage viene a strazar la pace
Queritur in silvis auro fera, et ultimas Hamon
(Acquistano per molto doro i predatori e crudelmente in Ammone)/ snidata dalle selve la fiera predace
Afrorum excutitur, ne disit belva dente
(Africano ha fretta per cogliersi il mostro prezioso di denti) / dell Ammone africano, cruda belva pregiata
ad motres pretiosa; fames premit advena classes,
(per fare le morti, straniero famelico, trasloca) / per dente che da morte; una mandria affamata
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trigis et aurata gradiens vectatur in aula,
(la tigre che marcia piedi nella gabbia aurea) / recan le navi: ed ora la tigre si satolla
ut bibat humanum popolo plaudente cruorem.
(domani berr, tra il plauso popolare di folla, il sangue umano) / di sangue uman nel circo, tra il plauso della folla.
Heu, pudet effari perituraque prodere fata,
(Ahi, il pudore di pronunciare il disonore fatto a gente)/ Ahi, vergogna! Dei fati svelar la decadenza!
Persarum ritu male pubescentibus annis
(Il rito persiano, per gli anni non maturati ancora)/ Sol sulla soglia duna sciagurata adolescenza,
surripuere viros, exsectaque viscera ferro
(sono i sopraragazzi agli uomini, gli castra la carne col ferro) / col ferro, alluso perso, il maschio si snatura
in venerem fregere, atque ut fuga mobilis aevi
(alla delizia damore per fregare anche la fuga dellet mobile)/ e si nega allamore; e mentre la premura
circumscripta mora properantes differat annos,
(La circoscritta mora in fretta trattene gli anni)/ cerchi arrestar del tempo perch pi lento muova,
quaerit se natura nec inventit. Omnibus ergo
(ricerca se stessa la natura e non si trova. Perch a tutti)/ la natura s stessa ricerca e non si trova
scorta placent fractique enervi corpore gressus
(corrotti piacciono i soavi col gesto anche del corpo snervato anche)/ Piaccion dello snervato efebo i molli gesti,
et laxi crines et tot nova nomina vestis,
(e con i lunghi capelli e chiama, con tutto lappello dei nuovi vesti,)/ e i crini disciolti, ed ogni nuova moda di vesti
quaeque virum quaerunt.
(che alluomo suscita (cerca). /che luom invita.
Il traduttore di Satyricon in italiano Ugo Dottore d la caratteristica successiva al
Bellum civile: Questo poemetto sulla guerra civile, povero dinvenzioni e spesso volutamente
sciato, ha fatto pensare a una specie di parodia della Farsalia di Lucano, con cui ha molte affinit di
espressione se non di costanza chiaramente n felicemente, ed probabile che Petroneo abbia
inteso solo dare una caricatura dellepica di maniera, di imitazione virgiliana:caricatura, del resto,
alquanto pallida. (Petroneo Satyricon: editr. Propriet letteraria riservata 1953, 1981 RCS Rizzoli Libri S.p.A., Milano)
Roma Antica: la strada centrale del Foro
La tigre nella gabbia sostituita dal peticantropo nella Rovina di Atlantide per
suscitare lestasi della folla. Linteresse romano ai ragazzi scarso dalla fine della prima met
del XX secolo. Golokhvastov lo sostituisce con linteresse per il sesso fra la donna e lanimale.
Al contrario del Satyricon, che la caricatura, la Rovina di Atlantide lepopea tragica
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che composta nello stile del medioevo temprano. Lo sviluppo degli eventi della Rovina di
Atlantide pieno di eresie gentili che la riconducono all antichit cristiana del IV secolo. La
seriet e il desiderio affinch Dio condoni i vizi, caratterizzano gi la tendenza medioevale.
Come le opere scritte nello stile medioevale essa piena di immagini della santit delle croci e
delle trinit che si evidenziano nelle immagini dellAnco, delle croci delluccisione dei gemelli
regi, nella trinit della parole sacrale AUM, nellipostasi triplice dellamore, nellunit di tre
confluenze dei gemelli, ecc. Lo stile medioevale della Rovina di Atlantide verosimilmente
la ragione principale per cui lopera non divenne popolare n riconosciuta dalla critica n nel
tempo della sua prima edizione, n nellepoca postsovietica.
Il XIX cap. p 107: Simbolicamente la notte della memoria dei morti si trasforma nella
notte dellorgia selvaggia della cieca felicit prima dell invasione nel tempio di Ra e lultimo
sacerdote maledir il popolo d Atlantide nellincoscienza.
Il XIX cap.: p. 109: Due scuole di Budda esistono intitolateInsegnamento del Cuore e
Insegnamento dell Occhioin Cina e in Tibet. Il primo esoterico sale dal cuore. Il secondo,
anche esoterico, il frutto della mentalit per differenziare la tendenza razionalistica delle
scienze. Quello non concepisce nulla al di fuori della logica del fatto ed al di fuori dell
intelletto, al contrario della prima tendenza del cuore. La prima crede nel principio
sopranaturale conosciuto non solo mediante lintelletto. Golokhvastov mostra come i
testamenti della fede divennero dimenticati e la Saggezza del Cuore sostituita dall
insegnamento cieco e spente dell occhio delle scienze senza fede.
P. 115: Sambuca o Sabbka lo strumento musicale pi antico nella storia umana simile
all arpa triangolare di quattro note. Sambuca (ant. Sambuca), sf. (plur. Ant.. anche ce). Mus. Antico
strumento musicale siriano a corde con suono analogo a quello della lira greca (ma considerato meno nobile) e di forma
simile a quella dellarpa. (Grande Dizionario della lingua italiana, Unione tipografico-editrice Torinese . 9/V71964.)
La ghirlanda scivolata dall onda all onda preconizza la realizzazione autentica dei
desideri; la ghirlanda impotente caduta sul fondo a sempre porta via il tesoro delle speranze,
profetando il guaio. Aspetta lafflizione? Chiama la felicit? Per al cuore sbagliato non si
pu credere. Cos era e in precedenza e cos sar lungo tempo, cos sar sempre. L umanit
non sa che scritto nella Provvidenza. Gli adolescenti consegnano la scoperta del futuro
misterioso alla corrente del fiume che aveva la possibilit magica della previsione perch il
cuore umano sar sempre allontanato dallanalisi diretta delle circostanze reali perch non si
poteva credere al cuore, al migliore frutto della memoria della sensazione, che contrasta la
memoria della saggezza umana senza piet. La seconda memoria diventa la vittima della
volont divina della Provvidenza. La volont divina vede tutto e giudica pi oggettivamente in
un modo che sar sempre inattendibile da parte del cuore umano. Gli adolescenti utilizzano la
forza del feticismo e di prevedere la decisione della volont costante.
In un luogo le corde della sambuca cantano con lappello dellamore tremendo: le coppie degli
amanti, allontanati dalle gioie scivolano sulle vie dove le chiare sfumature giocano sulla
sabbia gialla sotto lombra. Allora la principessa triste pensa soltanto del fratello. Vuole sapere
il loro destino. La sua ghirlanda navigava molto tempo e nella met del fiume allimprovviso s
fermata girando.
P. 117: La principessa vede nella sofferenza beata che tutto il fulgore dei raggi si
riunisce nella ghirlanda, la Santa Faccia del sole si riflette nel fiume col suo giro. I raggi si
concentrarono nel cerchio della ghirlanda come nella vittima cieca innocente affinch la
principessa sappia il suo ruolo e quello del suo fratello che avranno un grande significato.
Quello del loro futuro sconosciuto suscita il sogno della memoria della sensazione, e del cuore.
Sembrava che il segno predicesse la felicit! Ma non era lungo il mandato felice, e la
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ghirlanda anneg nella carezza della luce calda. La principessa lesse la sentenza severa nella
risposta indifferente e pesante. Tutto prediceva lassenza del loro futuro che era destinato nella
provvidenza iniziale prima della nascita dei gemelli che dovranno giocare il ruolo delle vittime
apocalittiche. Ma il cuore continua a credere nella felicit quando la memoria della saggezza
umana e la memoria della sensazione devono sacrificarsi per la memoria divina.
Il XXI cap. p. 121: G. R. Tabouis, nel suo libro The Private Life of Tutankhamon (N.
Y., 1929) dice che il mistero della notte matrimoniale del faraone l ora dell eternit,
secondo tudes Egyptiennes di Maspereau, in cui stato scritto: il mio cuore si ferma
quando si compie il desiderabile e quando sto nei tuoi abbracci, o, padrone del mio corpo.
Come bella la mia ora dell eternit. Lo stesso significato ha, nel poema, lespressione dell
attimo dell eternit, mediante quel concetto in Attlantide la notte matrimoniale fu nascosto,
la MEMORIA umana, nell unione d amore ottiene mediante l incoscienza, il sogno dell
androgismo che regala l attimo dell immortalit agli amanti.
Le fidanzate vogliono piacere al principe al compimento di 15 anni per avere lonore di
passare con lui il magico attimo dell eternit. La principessa lo sa. Il fratello deve giocare il
ruolo del bambino come la prima prova per non permettere di unire la memoria della
sensazione, la memoria tradizionale della saggezza umana e la memoria divina al di fuori dell
unit inseparabile dei gemelli nellamore falso.
Il XXIII cap.: p. 128 Androfagi il popolo che stato notato da Erodoto. Gli
androfagi abitavano nel paese occidentale vicino al settennio dalle correnti settentrionali dei
fiumi il Dnepr e la Volga sulla carta delle migrazioni dei popoli, secondo Erodoto. I commenti
notano che quelle terre erano deserti. La seconda volta per provare la forza dell amore dei
gemelli Dio gli invia lambasciatore perfido degli androfagi affinch il barbaro e il capo dei
reggimenti rapissero la principessa, affinch il principe la salvasse prima della terza prova
ultima della morte. I gemelli aspireravano allunico scopo poco tempo prima della seconda
prova.
Il XXIV cap.: p. 132: 1. Soma la bevanda inebriante secondo gli inni delle Rig-Veda,
indra ecc. (International Theological Library. George Foot Moore: History of Religions.
Religion of the Veda. New York, 1920); Fra i libri polverosi nel Tempio della Conoscenza il
sacerdote supremo trov una pergamena antica e scura mangiata dai vermi. Essa era coperto
dai manoscritti colorati. L inchiostro era fioco e lornamento era perso il colore. Ma il suo
senso nascosto dei segni misteriosi era, come la voce suprema dall oscurit dei secoli, la
chiarezza della verit che era come il fuoco nella bevanda della Santa Soma. questa sorgente
della conoscenza dell immortalit esisteva come la Somma per la natura bilaterale dell
umanit.
2. Atma la macroanima; l essenza della vita, lessenza individuale, l Io mondiale,
da quello compaiono tutte le anime alte soggettive. Il manoscritto composto con le terzine
dantesche racconta come, per aprire il mistero dell immortalit in sette testamenti, Dio di
sceso al primo profeta Atslano affinch l uomo lo ascoltasse e vivesse allinterno dell atma.

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Ai vivi pace! Ma al mondo la Scrittura! Come il testamento, come il manoscritto sacrale dei
misteri ai quali il tocco e la felicit e la tristezza al mortale Tre volte il tuono ha passato
nell azzurro sdegno, s aperto il regno celeste e tre volte la Voce mi ha massaggiato
cantabilmente come mi chiamava il corno sonoro: Ritorna in te! Alzati! Ed ascolta! E ho
visto le atme dallo sguardo che, nel rostro del sole, il Signore
. 133 Le visioni della bellezza non di qua, si ricordavano come le riflessioni del tesoro
invisibile negli abissi del vuoto

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.

Allora per me, lo Stesso Dio lucido, mai visto in vita, venuto nell altezza non nella realt e
non nel sonno ma attraverso la previsione dolce fra il sogno e l attualit sul lotos! Ed io,
divenendo non cieco, ho conosciuto lessenza dell immortalit. Ma ha scomparso tutto Con
la caduta impetuosa allo spirito era, al nostro mondo, il ritorno. Cos Golokhvastov descrive la
sincerit divina che, nella storia successiva dell umanit, si presentava ai profeti in modo
simile a quando limmagine di Dio sarebbe divenuta comune a tute le anime. Questo pensiero
, abbastanza precisamente, formulato con Boezio nella Consolatione della filosofia.
concezione comune degli animi umani che Dio, autore di tutte le cose, sia buono; ed invero, poich
NON V NULLA CHE POSSA ESSER PENSATO MIGLIORE di DIO, dubiter forse alcuno che sia buono
quel di cui nulla migliore? Ma la ragione dimostra in tal modo che Dio buono, [25] da convincerci che in lui
inibita pure il bene perfetto il bene perfetto vera beatitudine: pertanto la vera beatitudine
necessariamente nel sommo Dio (Boezio Consolazione della filosofia, III, 10, 21-25.., 30-31)
Dio creatore, rimanendo immoto, il motore delluniverso, e tutto lo governa con leggi eterne e razionali; tale
governo del mondo ispirato esclusivamente dalla bont e si manifesta mediante un ininterrotto rapporto armonioso
delle singole parti tra di loro, rese vitali dalla presenza dellanima cosmica, che tutte le pervade. Questanima, che
allinterno del mondo, da intendersi alla maniera platonica come principio eterno di vita e di moto (cfr. il passo,
fondamentalmente per tutta lesegesi neoplatonica, di Phaedr. 245 c sgg.) (La consolazione della filosofia di
Severino Boezio a cura di Claudio Moreschini (p. 41), Unione Tipografico-Editrice Torinese.) Se lordine
universale realizzato nella forma che ne percepita soltanto da noi non significa che la
realizzazione imperfetta non ha laltro scopo falso per perfezionare qualche pi importante di
noi. Se Dio il perfetto assoluto nessun altro pu fare alcunch meglio di Dio. Chi pensa
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diversamente sbaglia sempre. Lultimo sacerdote supremo di Ra comincia a pensare che egli
potrebbe fare meglio di Dio dopo della visione della sincerit divina. Se la sua anima fosse pi
vicina a Dio egli rifiuterebbe il mistero dell immortalit come Atlasso ed in precedenza,
secondo la provvidenza suprema, non sarebbe nato alla fine dell esistenza di Atlantide. Ma
lanima dellultimo sacerdote, da Dio, era pi lontana dellanima di Atlasso perch questa
stata scelta da Dio affinch quella diventi leducatore dei bambini e quindici anni dopo per
crollare alla prova della sincerit divina dopo della lettura del santo manoscritto. Essa desider
fare meglio di Dio, pensando che essa stessa il perfetto assoluto. Perch il sacerdote diviene
la vittima cieca non di Dio per-- di se stesso come formulato nella Provvidenza ed incarnato
e realizzato automaticamente con la volont divina del destino.
Non devi supporre che quel Padre di tutte le cose abbia ricevuto dall esterno quel sommo bene di cui
viene detto pieno, n che lo possieda per natura, [40] ma in modo tale da pensare che sia diversa la sostanza
di Dio che la possiede e della felicit che ne posseduta. Infatti, se tu ritieni che l abbia ricevuto dall esterno,
potresti considerare pi eccellente chi l ha ricevuto; ma noi giustamente riconosciamo che Dio senza
confronto eminente sopra tutte le cose. Se poi il sommo bene inerisse in Dio per natura, ma fosse da Lui [45]
concettualmente diverso, dal momento che parliamo di Dio che dominatore di tutte le cose, si immagini chi
ne capace chi abbia congiunto insieme queste diverse realt. Infine, se qualcosa diverso da una qualsiasi
altra, da cui per definizione diverso; pertanto, quel che diverso per propria natura dal sommo bene, non
il sommo bene; ma mostruoso pensare questo di Colui [50] del quale sappiamo nulla esser pi eccellente. E
in verit di alcuna cosa non potr mai esser migliore del suo principio; vorrei perci concludere con un
affermazione verissima, che quel che principio di tutte le cose anche per sua stessa sostanza il sommo
bene. Giustissimo! esclamai.Ma abbiamo riconosciuto che il sommo bene la [55] felicit. E cos risposi.
Dunque si deve necessariamente ammettere che Dio la felicit stessa. (Boezio Consolazione della filosofia,
III, 10, 36-56)
solo Dio costruisce il vero e massimo bene In sostanza, come si pu dimostrare che il summum bonum, che
costruisce il telos della vita umana, Dio? (p. 41) Da nessuna parte, finora, era stato detto che esiste un fons
bonorum, e questo perch lorigine di tutti i beni Dio,.. Orbene, nella discussione precedente era pur sempre emerso
che nella felicit consisteva il sommo bene degli uomini, anche se gli altri beni terreni apparivano soltanto come beni
parziali e non si identificavano totalmente con essa n la procuravano in modo assoluto Poich non possono esistere
due realt somme, se ne deve concludere che, anche per luomo, e non solo considerato ontologicamente in s, Dio si
confronta e si presenta come summum bonum e quindi si identifica con la felicit. Infatti, prosegue Boezio, gli uomini,
partecipando a tale felicit, che si identifica con il sommo bene, diventato, in un certo senso, partecipi di Dio: una
affermazione, questa, densa di significato, che porta alle estreme conseguenze la riflessione sul concetto di
partecipazione, che era stato tipico della scuola platonica e a cui si era interessato anche Agostino. Studi aspetti
neoplatonici di questa dottrina boeziana hanno insistito in modo particolare Courcelle ( La consolation etc. cit., pp.
170-172), che osserva che, comunque, Plotino, non Agostino, a sottolineare lidentificazione fra dio e il bene (Enn. I,
4), e Chadwick (op. cit., pp. 297-298), che vede spunti di questa dottrina anche nelle opere logiche di Boezio stesso (cfr.
de interpr. Sec. 42, 3-6; opusc. III, 93). Cfr. inoltre August., de vera redig., 32, 60. (p. 42) (La consolazione della
filosofia di Severino Boezio a cura di Claudio Moreschini, Unione Tipografico-Editrice Torinese.)
Le tragedie di tutte le anime umane e la loro fatalit, come quella dellisola verde di
Atlantide, sono caratterizzate con lassenza collerica della comprensione della realt: qualsiasi
cosa riceve una porzione del bene e lo conosce peggio della sorgente di Tutto il Bene dalla
quale, sempre minore rispetto al Tutto, riceve in qualche tempo e in qualche spazio. Il nostro
peccato universale questa assenza collerica della comprensione che qualche parte di tutto
sempre minore dell insieme. Come tutti noi lultimo sacerdote non potette reggere alla prova
pi difficile di tutte le altre.
P. 133: La teosofia contemporanea fondata sullo gnosticismo e sul culto orfico. Essi
riflettono l insegnamento religioso e filosofico dell India. La teosofia di tutte le grandi
religioni concentrata nella Divinit che , nella sua entit, infinita e perfetta al di fuori della
comprensione umana, del ragionamento e della conoscenza che sempre impossibile da
conseguire al nostro stato quotidiano e allo stato della profezia. Dio disegn il circolo delle
creazioni, al cui interno cre il cosmo separ s e la creazione. All interno dei limiti
evidente quello che potremmo conoscere di Lui. Dio, che si realizza negli atti delle creazioni,
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conosciuto sotto il nome di Logos o Fohat, che la Divinit o il Fuoco. Come la Trinit
cristiana, il Logos si svela agli uomini in tre ipostasi, e ci sembra separato, ma , nella realt,
l unico. Queste tre ipostasi si chiamano l Attivit, la Saggezza e la Volont innalzate da tre
potenze. L Attivit crea la materia, la saggezza regalata alla materia, la forma e la Volont
che animano la materia formata. La Volont costituisce il processo dell evoluzione. L energia
della Volont sempre la Monade, il lustro subito, lo splendor divino, la parte del Fuoco
Divino e del Logos-Fohat.
Golokhvastov sottolinea che il profeta Atlasso era impotente ad alzare il sogno con le ali
di aquila come Dante Alighieri era alzato con l aquila (aguglia) nel sonno: come folgor
discendesse, e me rapisse suso al foco (Purg., IX, 25-26). Invece, la sincerit divina sulla
pergamena diviene chiarore improvviso allultimo sacerdote di Ra che accecata dalla stessa
Provvidenza, non come il lustro rapido dal XXIX canto del Purgatorio della Divina
Commedia, che lo accec in senso contrario rispetto a Dante. Di quel lustro rapido (chiarore
improvviso), che nella vita si spegne con la stessa rapidit con cui si accende, di quel miracolo
scrive Dante Alighieri nel Paradiso terrestre dalla strofa 16 fino allultima del XXIX canto del
Purgatorio:

Ed ecco un lustro subito trascorse
da tutte parti per la gran foresta,
tal, che di balenar mi mise in forse.
Ma perch l balenar, come (appena) vien, resta (cessa),
e quel, durando, pi splendeva,
nel mio pensar dicea: Che cosa questa?
E una melodia dolce correva
Per laere luminoso; onde buon zelo (giusto amore)
Mi fe risplender (rimproverare) l ardimente d Eva, (il desiderio di essere disubbidiente)
che fa dove ubidia la terra e il cieloecc.

mi rendei : tornai a camminare in direzione di levante. Frate: fratello (Purg., IV, 127). un lustro: un chiarore
improvviso (subito). Tal che: tale, che mi fece, a un fratto, credere che balenasse. (La Divina Commedia p. 3(p.
683);ristampa anastatica delleditore G.C. Sansoni, Firenze 1922,1988)
Come Eva, il sacerdote di Ra, dimorante nel paradiso terrestre di Atlantide, desidera pi
di quello che ha e far il peccato pi grave di Eva e dovr pagare per la realizzazione del suo
desiderio dopo della lettura del manoscritto accecante..
Il sommo, dellAttivit, della Saggezza e della Volont , secondo Golochvastov, il Logos
stesso, la Parola-Verbo.
Il XXVI cap.: pp. 144-146: 1. Lessenza interna dell inno all AUM stata descritta
nell articolo speciale di Iliscenko, stampato dopo la spiegazione alla fine del libro. 2. I
significati simbolici dell AUM corrispondono alla Divinit e sono stati presi dalle Upanisad.
Nel tempio sotterraneo fra i sarcofagi dei supremi sacerdoti anteriori il protagonista dell
opera inizi la sua preghiera dedicata al suono AUM lessenza del cosmo, la triplice della
divinit per avvicinarsi allEssere Divino: Nel linguaggio il misterioso e davvero l unico, il
meraviglioso suono, la madre di tutti i suoni! Tutto legato alla sua natura Se lo scopo
della conoscenza della Divinit unico o bino nella trinit del suono, come di tre note la
corda tesa dell arco, come da due fini, all unica curvatura dell arco, l anima, la freccia di
penna. la ripetizione come in precedenza, nuovamente anche ancora, la parola che conduce
all altezza, di tutte le preghiere, in essa sta la lode antica; in essa, tra tutti gli inni, il fuoco
maestoso, tutto il Testamento dei pensieri santi e rigorosi, in essa Lui stesso senza morte,
senza nascita, i tre nell uno a cui si intitola Auml inconcepibile all anima quando tace la
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mente umana davvero l Aum ecc.
Il XXVII cap. p. 147. Le rovine irsute e grigie erano sospese come le ciocche canute.
La polvere ricopre senza merc la lapide del trono; la ruggine strisciante corrompe gli attrezzi.
La cella respirava con la stagnazione morta. Io entrai, tenendo la fiaccola in alto. E nella
trepidazione debole del suo fuoco intorno a me dall oscurit mi guard qualcuno col sorriso
immobile e povero degli zigomi: Lo spirito della cella portava in se stesso il pericolo. Lultimo
sacerdote lo ha presente ma accecato dal desiderio di scoprire il mistero. Cos vuole il
destino.
La colonna vertebrale dello scheletro giaceva in ginocchio nella cenere, e il cranio terribile
stava cola nello splendore della luce, guardano dalle sfere oculari splendenti e vuote. Il corpo
in ginocchio delluomo che era degno del tempio sotterraneo. Questo fatto doveva spaventare
lultimo sacerdote supremo prima di scoprire il mistero doveva meravigliare e spaventare
vedendolo.
P. 148: Chi lotturato? Chi conosceva il cammino proibito e nella cella stretta della
gola della roccia ed incontr la morte? Chi dimenticato nell oscurit dei tempi vicino ai
sarcofagi e privato della sepoltura? Perch preferiva a morire cos da percorrere litinerario
proibito all immortalit?
Tu sei questo profeta, le tue parole bruciavano il cuore con lestasi come i carboni? Non tu,
compiendo la rinuncia, hai nascosto, nella carne della terra natale, il mistero dell immortalit
per lasciare, nella tomba silenziosa e scura, la paura sacrale e il lotto dei dubbi?
Egli capisce di avvicinarsi all immagine miracolosa di Atl+asso che era da considerarsi
indegno all esistenza immortale o doveva esistere l altra ragione per realizzarlo quando
bisognerebbe condannare l umanit? O per lasciare la soluzione del mistero a qualunque
individuo pi DEGNO della scoperta? Perch? Per giudicare l umanit?
E qua, dove hai passato gli anni nel silenzio solo con la tua Grande Visione, la tua Miracolosa
Immagine non viva, eterna, come il pensiero, invisibile? Mi minaccia il tuo cranio giallo,
tacendo, ugualmente nascondi le parole del Testamento, le chiavi dellessere? O sei contento
con larrivato? O vuoi sussurrare senza suoni di quello che ora come sempre inseparabile
dalla stessa morte? E cos mi faccia il segno ed affida il mistero! L anima IMMORTALE
di Atlasso doveva aspettarlo ed essere felice al suo arrivo?
Inclinandomi beato toccai la testa dello scheletro. E la luce della fiaccola cade sullamuleto,
nascosto nella polvere, splendente dalla catenella.
P. 148: La descrizione dell amuleto interpreta i disegni e le statue in cui la divinit
indiana di molte facce e di molte mani stata evidenziata nell unit del principio maschile e
del principio femminile. Essa stata esposta nel momento dell abbraccio d amore di se stesso
con molti mani.
La perfezione divina allora abbraccer s e nessun altro. Qui si celava la chiave alla
soluzione dell enigma perch lAndrogino perfetto e chiuso nella sua completezza e nella sua
felicit sar indifferente alla penna degli uomini nell apocalisse.
P. 149: Attorno al torso di Dio si trovano le mani incommensurabili che giacciono con lo
splendore, come i raggi del sole, e tengono gli archi della vendetta e le spade della vittoria.
Duplicandosi, triplicandosi, si moltiplicano i rostri nell Unica Faccia del Signore dei
signori
Le mani che tengono gli archi della vendetta dovevano raffreddare ciascuno ma non
colui che era accecato dalla volont della Provvidenza.
P. 149: Il contenuto della scrittura sull amuleto la libera interpretazione di due
citazioni attribuite a Clemente Alessandrino (XII -2) Il Signore stesso, interrogato: Quando
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verr il Suo regno?, disse: Quando due si trasformeranno in uno, quando lesterno sar
come l interno, e quando il maschile con la femminile sar n maschile, n femminile.
Secondo il Vangelo degli Egiziani, risponde Clemente Alessandrino alla domanda di Solomea
da quanto a lungo domina il potere della morte? Il Signore esclam: Fino al tempo, in cui
voi, donne sarete generate dai figli; Io venni per distruggere l affare di moglie. E alla
domanda: Quando questo succeder? il Salvatore parl: Quando voi romperete i costumi
della vergogna, quando due saranno uno, e il maschile con la femminile sar n maschile, n
femminile (G. R. S. Mead: Thrice Great Hermes. Vol. 1 page 153, 1906, London.)
Clemente Alessandrino Apostolico si identica a Clemente Alessandrino del II secolo
D.C. morto prima del 215 D. C. scrittore e pensatore fatto il suo fine di sintetizzare ampiamente la cultura ellenica e la
fede cristiana diventa il predecessore del pensiero temprano bizantino. (S. S. Avrintsev: Poetica della temprana
letteratura bizantina (p. 325) , Mosca, Coda 1997) La sua idea parla che quando cesser la circolazione
quotidiana verr l apocalisse degli immortali.

E linfaticabile Chronos, nelleterna
corrente, gravido, scorre, partorendo
se stesso; e le orse gemelle
nei loro slanci; veloci
sorvegliano il di Atlante.

Nato da te, nel turbine celeste
Intessi la natura delle cose;
intorno a te la luce,
intorno la cieca notte scintillante,
intorno la folla indistinta degli astri,
continua intorno a danzare.

La lettura del contesto in cui Clemente inserisce la citazione dei due frammenti, chiarisce che le due immagini
non sono affatto assimilabili luna allaltra: la differenza sta nelle due concezioni del tempo espresse nelle figure di
Chronos e di Aion (Eon)
Nel primo dei due frammenti anapestici riposati, Clemente cita il passaggio dal Peritoo sul tempo-Chronos,
che instancabilmente partorisce se stesso, come prefigurazione di unallegoria istoriata sulla sacra arca di Mos,
dove viene rappresentato il moto dei Cherubini intorno al polo che non subisce moto, immagine di Aion (Eon), lEterno.
Cos il contesto di Clemente che introduce la citazione:
Le figure rappresentate sulla sacra arca rivelano le cose del mondo intelleggibile che velato e al pi precluso. Proprio
quelle figure doro, ciascuna con sei ali (come, sullamuleto di Atlasso il dio seduto ha sei mani
trasformate nell eternit), rappresentano sia le due orse come vogliono alcuni sia, come pare preferibile, i
due emisferi (due gemelli separati). Il nome di Cherubini vuole significare unampia conoscenza: entrambi hanno
dodici ali, e significano, mediante il cerchio dello zodiaco, e il tempo che scorre con esso, il mondo sensibile. Credo che
cos dice anche la tragedia che ragiona sulla natura delle cose (Clemente, Stremata V 35). Agli angeli dalle sei ali
dorate dei testi sacri corrisponde nei versi tragici, il moto incessante di Chronos che si trasmette alle due Orse alate,
veloci (1)(come il principe e la principessa che prendono la decisione di morire subito attirati
alle croci di vittime con le ali come due Orse, due emisferi che non possono essere separati e
pieni di se stessi conducono allApocalisse), ovvero ai due emisferi, allegorie del mondo intelligibile, che
ruotano intorno all immobilit assiale di Aion (2) (cos lunit di entrambi rappresentata
nellandrogino con lanima immobile ed indifferente al mondo materiale). Nota Clemente che il
polo di atlante impassibile pu essere anche la sfera delle stelle fisse, o forse meglio intenderlo come l Eternit
immobile.
Il tempo-Chronos dunque figura del tempo che non pu fermarsi (come non si pu evitare la fine
profetizzata di Atlantide come non si pu fermare lultimo sacerdote accecato) e instancabilmente si
autoriproduce: il moto di Chronos acquista evidenza per contrasto con la fissit immutevole dellasse attorno a cui
girano le Orse. Atlante sarebbe dunque, gi alla fine del V secolo, figura dellaxis mundi. (3) 1, 2, 3 (ATENE ASSOLUTA
Crizia dalla tragedia alla storia. Monica Centenni. Saggi di antichit e tradizione classica. Capitolo I, II Timeo e Crizia
Collana diretta da Lorenzo Braccasi, Francesca Ghedini e Alessandra Coppola (pp. 131-135). Federa editrice, Padova,
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1997)
Lidea si interpreta dallintaglio della scrittura sullamuleto delleroe apostolico, lo
stesso Clemente Alessandrino, che predice la fine del mondo alla regina Solomea in
Egitto:Quando riuscirete, voi, Figli Divini, a calpestare le veste della vergogna nelle ceneri,
come l autunno calpesta il tappeto delle foglie; quando non carne e non donna madre
regaleranno la nascita ai vostri figli; quando i due saranno luno, come nel grano, come nel
cerchio confluito da due emisferi; quando tutto sar allinterno come all esterno l unico;
quando non femminile e non maschile divenendo maschile e femminile si fondarono senza
tracce, allora soltanto la vita briller vittoriosamente e la Morte perder i diritti violenti.
Lultimo sacerdote di Ra doveva presentire il pericolo. Lo avvert nel capitolo successivo
ma non potette cambiare nulla perch la vittima di due emisferi nel ruolo dellAndrogino
doveva compiere tutto ci che era formulato dalla provvidenza posto che il sacerdote era un
peccatore come tutti gli atlanti.
Boezio caratterizza pi concretamente i concetti della provvidenza e del destino e
determina i loro legami che si evidenziano nel nostro mondo in modo che aiutassero a capire
molti atti simbolici dei protagonisti della Rovina di Atalantide.
L origine di tutte le cose, levoluzione delle nature in divenire, [20] e tutto ci che in
qualche modo si muove, traggono le loro cause, lordine e le forme dall immutabilit della
mente divina. Essa, raccolta nella roccaforte della sua semplicit, determina la molteplice
modalit in cui gli eventi si svolgono. Questa modalit, quando la si considera nella purezza
stessa dellintelligenza divina, viene detta provvidenza; quando invece [25] la si riferisce agli
esseri che muove e dispone, stata chiamata fato dagli antichi. (Boezio Consolazione della filosofia,
IV, 6, 20-89)
Lopera si presenta come un dialogo, nel corso del quale la Filosofia, apparsa improvvisamente allo scrittore
come in una visione, gli mostra che le sciagure che lo hanno colpito, inserendosi, come quelle di tutti gli altri uomini,
anzi, come qualunque fatto umano, in una realt retta e governata dalla Provvidenza divina per il meglio, a ben
considerare non richiedono commiserazione, ma una personale e convinta adesione al volere di tale Provvidenza. (1)

La Provvidenza predispone tutto ci che esiste e non esiste nella realt. Il fato consiste
nel governo della Provvidenza delle cose materiali e del destino (fato) di tutti i personaggi
reali. La loro diversit apparir evidente a chi penetri con la mente la loro reciproca capacit
operativa; la provvidenza infatti quella stessa ragione divina, riposa nel sommo Sovrano di
tutte le cose, che tutto dispone; mentre il fato l assetto inerente alle cose mutevoli, [30] per
mezzo del quale la provvidenza inserisce ogni cosa nel proprio ordine. Per spiegare lesistenza del
bene e del male si deve passare allesame delle due forze, apparentemente contrastanti, che regolano le vicende di tutti:
la provvidenza e il fato (2)
La provvidenza ha le anime di Atlasso, dei gemelli, dellultimo sacerdote, ecc.., prima
dellincarnazione di tutti e di ciascuno. Il fato come il mezzo mediante il quale la
provvidenza fa nascere ciascuno nel proprio tempo per avere il destino che gi scritto. La
provvidenza pertanto abbraccia egualmente tutte le cose, bench diverse, bench infinite; il
fato invece muove le singole cose secondo che sono distribuite nei diversi luoghi, nelle diverse
forme e nei diversi tempi. La provvidenza e il fatto sono esattamente due facce della medesima realt: la prima
la razionalit, fondata in Dio, che tutto ordina in modo conforme alla semplicit e alla immobilit del suo essere stesso;
il fato il medesimo ordine, considerato, per, dal punto di vista del mondo; esso significa il molteplice intrecciarsi di
tutte le cose che divengono e si muovono: tutto quello che sottoposto al fato sottoposto anche alla provvidenza,
perch il primo subordinato alla seconda. Provvidenza e fato dispongono la vita delluomo, perch Dio conosce in
anticipo il bene e il male. (3).1, 2, 3 (La consolazione della filosofia di Severino Boezio a cura di Claudio Moreschini,
Unione Tipografico-Editrice Torinese.) Nella provvidenza esistono tutte le variazioni dei fati. Esiste il
destino in cui gli atlanti non divennero assai miscredenti ed invertiti. Si presuppone il destino
in cui i gemelli risorgono nellunico uomo corporeo, anche c il destino del fato presupposto
che potesse realizzarsi dove essi nascono nelle famiglie diverse per incontrarsi nella vita
quotidiana e per non incontrarsi mai. Anche il sacerdote potesse nascere nelle epoche diverse
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appartenuto agli scopi numerosi come potesse cambiare la sua scelta tra la conseguenza l
immortalit e la saggezza per lasciare il mistero pericoloso come fece Atlasso. Se egli rifiutasse
di ottenere l immortalit attraverso il suicidio che farebbe lassenza della possibilit della
sopravivenza della prima societ umana? E questa variazione delle decisioni evidenziato
allinterno della stessa provvidenza come del tutto imprevisto. Cos il dispiegarsi dell ordine
temporale raccolto in unit dinanzi allo sguardo della mente divina [35] provvidenza, mentre il
medesimo complesso, distribuito secondo la successione temporale, viene chiamato fato. Il fato
d la possibilit della scelta agli esseri ragionevoli. Tuttavia vince la linea principale della
provvidenza al contrario della possibilit della scelta quasi mai realizzata perch Dio non
sbagliava mai quando regalava ogni incarnazione perci Atlasso rifiut il mistero dell
immortalit e salv il mondo ma lultimo sacerdote non lo fece al contrario della possibilit che
gli suggerivano esplicitamente i fattori dellapocalisse.
Pur essendo essi diversi, sono tra di s interdipendenti; l ordine del fato deriva infatti
dalla semplicit della provvidenza. E come lartefice dapprima concepisce nella mente la forma
dellopera che vuole realizzare e dopo [40] la porta a compimento, sviluppando in diversi
momenti di tempo quel che aveva unitariamente contemplato dentro di s, cos Dio mediante la
provvidenza dispone in maniera singolare e immutabile quel che deve essere fato, e dopo
mediante il fato sovrintende allattuazione nella molteplicit e nel tempo delle cose che aveva
preordinato. Pertanto, sia che il fato si compia [45] per l opera di spiriti divini al servizio della
provvidenza, (1) Il fato si manifesta mediante tutto ci che previsto e contraddetto. La
provvidenza predispone comunque tutto, indipendentemente da come contraddice la possibilit
della scelta, per condurre la societ dAtlantide alla fine della sussistenza. Golokhvastov
verifica questa teoria filosofica di Boezio in modo pittoresco e con una maestria. La
provocavano due stelle cadute sopra il tetto del palazzo regio, canzone della bambinaia che
vuole salvare i gemelli dal destino terribile del loro fato e lobbliga a cadere senza coscienza
dal rito prima della loro vittima, il contrasto fra i desideri dellultimo sacerdote nel giorno della
nascita dei gemelli e dopo: la scoperta del mistero dell immortalit nel tempio sotterraneo, la
sete insaziabile del condottiero perfido e lussurioso che lo induce a rapire la principessa con
lambasciatore dal regno barbarico, ecc..
Ne consegue che tutte le cose sottoposte al fato sono pure soggette alla provvidenza, alla
quale soggetto lo stesso fato. [55] Per alcune delle cose che soggiacciono alla provvidenza
trascendono il corso del fato, e sono quelle che, stabilmente fisse vicino alla prima Divinit, si
collocano al di fuori dellordine inerente alla mutevolezza del fato [69] (2) Limmagine dell
inseparabilit dellunica anima dei gemelli molto vicina alla prima Divinit con la memoria
della migliore sensazione malgrado la sete corporea proibita dalla natura. Essa si colloca al di
fuori delle leggi interne ed esterne anche al cambiamento del destino del fato e preferisce che la
morte violata sostituisca la mutevolezza lunit inseparabile della loro anima che utilizza la
provvidenza come il fato inevitabile. Come dunque il ragionamento sta allintuizione, [70] ci
che viene generato a ci che , il tempo all eternit, la circonferenza al centro, cos il corso
mutevole del fato sta all immobile semplicit della provvidenza. (3) 1, 2, 3 (Boezio Consolazione
della filosofia, IV, 6, 20-89)
Linfanzia, il passaggio alladolescenza che svela il loro amore nato prima della loro
incarnazione, la comprensione dellassenza della possibilit di vivere insieme, larrivo della
principessa allultimo sacerdote e la loro eutanasia dopo il consiglio di essere lunica anima, la
perdita del sangue sulle croci attraverso le sofferenze infernali con i timbri della dimenticanza,
della cecit, della sordit e lindifferenza a questo mondo e lunificazione nellAndrogino
Cieco, Sordo e Indifferente, avuto tutte le caratteristiche della loro esistenza vicina alla prima
Divinit non sono che le ruote interne dell assi. Essi diventano meno mobili e pi vicini
allasse ideale che era stato creato ed inviato da Dio sulla terra per concludere ci che era
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previsto e lasciato sullo scheletro di Atlasso sino alla scadenza inevitabile. Golokhvastov fa la
domanda automaticamente: Lasse immobile, cieco, sordo, indifferente divino? E la Divinit
immobile e perfetta in se stessa?
Il XXVIII cap. p. 150: O maledizione dell inamabilit primordiale degli uomini, io la
sentivo soltanto con l anima triste, come la luce attraverso la pellicola delle palpebre calate;
per lafflizione ostile all essenza della creazione io cercavo inutilmente la soluzione salubre e
il titanio e pigmeo uomo mi sembrava lo sbaglio miracoloso del mondo.
Il sacerdote supremo di Ra presentiva che l uomo l errore. Egli come tutto si
individualizza e si separa dal mondo comune pensando che egli stesso non gli apparteneva. Ma
non era cos. Attraverso lidealizzazione di se stesso la provvidenza realizzava tutto ci che
aveva previsto il primo profeta Atlasso. Verosimilmente, Atlasso riusciva a non isolarsi dal
mondo. perch egli rifiut la sua immortalit presentendo il pericolo della violazione delle
leggi universali, posto che nessun uomo perfetto e capace per fare questo. Il sacerdote
supremo di Ra non capiva che ciascun immortale non verr mai Dio che si vede dopo la morte
perch la sua vita eterna lo legher allimperfezione di questo mondo alla dipendenza dal suo
stesso nome, dalla percezione imperfetta dell umanit, dall impossibilit di decidere i conflitti
umani. E se lapocalisse non si provocasse limmortale si alzerebbe soltanto sopra l umanit
miserabile e non attingerebbe la verit del Paradiso Divino. Soltanto la debolezza e la mortalit
alzano luomo sopra gli angeli. Tutto il XXVIII capitolo dedicato alla comprensione di come
luomo imperfetto non deve essere spostato, allontanato dalle sue mancanze e compatto alla
perfezione falsa fermato lo sviluppo divino attraverso l immortalit fatale.
Il XXXI cap. p. 161: Cinotaphe la tomba vuota o qualche monumento. Un mausoleo
canuto di sette angoli stava fra le querce eterne vicino ad Atslano sulla pianura. Molto tempo fa
il mausoleo era da considerarsi il mistero antico. Col passare dei secoli le colonne diventavano
pi pesanti e vetuste una caduta sotto la pesantezza del tempo. Le colonne si sono inclinate.
Nell intaglio del lavoro abile e sottile sulla pietra dura scorre la Cinotafe: sono i disegni dell
essere, dei combattimenti e della caccia: qua col collo lungo la giraffa graziosa che scappa,
salvando s in modo ridicolo, dalla nuvola delle freccie volanti; qua il lotto degli Atlanti
minacciati ai nemici, e il capo dei reggimenti, sopra il mucchio dei corpi uccisi, sta in piedi
vittoriosamente bello e audace; La descrizione de mausoleo fa ricordare gli ornamenti delle
rovine dei monumenti della Grecia Antica.
P. 162: L pittata la festa della mietitura e le preghiere al dio Ra. Albeggiava. Si
scioglieva la nebbia dellalba. Sotto il sicuro passo tremava la terra, e con i rintocchi
minacciosi delle arme i reggimenti arrivavano da tutti i lati, sollevando la polvere. Vicino alla
tomba oggi, fissata la riunione dell esercito per mostrare all ambasciatore l appoggio del
regno, la forza di Atlantide nella bellezza e nella gloria della potenza militare Gli atlanti
organizzano la parata per mostrare la potenza del loro esercito agli stranieri che sono sempre da
considerarsi i nemici cos come nella Roma Antica, da cui Golokhvastov trae le ponti per la
costruzione del soggetto.
P.163: E il re, ammirato dagli uomini, stava in piedi nella quadriga, nellarmatura
splendente, con il casco leggero, lincarnazione viva della potenza tranquilla pronta alla
guerra. Egli andava sicuro lungo i reggimenti. Soltanto il picchio delle ruote violava il
silenzio. La quadriga si ferm a pi di collina: Il regnante fece il segno con la mano. Come
limperatore romano il re dAtlantide pass lungo i reggimenti sulla quadriga.
P. 163: Cinocefali la trib degli uomini con le teste dei cani descritte da Erodoto. I
soldati simili ai cani sentivano le tacce del nemico con il loro fiuto.
P. 164: Tra le grida del reggimento, a capo della legione, sopra la foresta delle lance
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alzato sul quadro, portano lerede del trono col trionfo. Linondato dal Sole, uno nell altezza,
nave il principe: oggi la prima volta come il figlio regio per il testamento dei secoli. Col
combattente egli entr nelle file della guerra che furono coperte dalla fama dei reggimenti
vittoriosi. Ora la provvidenza vuole provare per la seconda volta come preparato il principe
prima della vittima sacrale per divenire lemisfero dellAndrogino e per punire il popolo per la
caduta dellonest e dello spirito come era previsto in relazione alla fine dellesistenza
dellisola verde di Atlantide.
molto difficile paragonare il principe al diciottenne Ottavio quando i repubblicani
uccisero Cesare. pi probabile che limmagine successiva del giovanissimo condottiero
stanco dai giochi politici si riflette nel Trionfo di Orazio, verosimilmente, affinch essa sia
divenuta il prototipo del principe prima della composizione della Rovina di Atlantide.

heu! nimis longo // satiate ludo, /se stancasti dai // giochi tropo lunghi
quem juvat clamor // galeaeque leves/ suscitano gi // lelmo e il lotto,
acer et Marsi // peditis cruentum /sotto Marte sei, //fante sul nemico
voltus in hostem. / Insanguinato.


(Tu, che ahi del troppo lungo ludo
clamori ami e politi elmi e la dura
faccia del Marso fante sul nemico
insanguinato)

Perch, a quanto pare, Golokhvastov trasforma limmagine ritratta da Orazio nella
stanchezza dal gioco inutile dellinfanzia dei gemelli regi senza futuro. Verosimilmente lo
condottiero precedente coperto di sangue la sorgente iniziale della caduta della nave
dellambasciatore dal regno barbarico nel combattimento marino?
Il principe ha tutto chiaro, senza alcuna confusione. Gi non ragazzo, il cui riso felice
suonava nei Giardini delle Piacevolezze. Non adulto scampato alle carezze nelle seduzioni
delle fidanzate.
Il principe indirizz lo sguardo alla montagna ed invi il saluto alla sorella.
Per caso il condottiero precedente visse questo vivo movimento. Il peccato, abbassando la
fronte, il geloso cap il suo significato. Nel mistero il capo di ieri e lambasciatore affermarono
il desiderio istantaneo di rapire la principessa che nacque allo stesso tempo nelle anime nere di
entrambi. Essi lo realizzeranno nel capitolo successivo affinch il principe dimostri la sua
fedelt nel XXXIII capitolo per divenire degno allemisfero dellAndrogino Sacrale. Perch i
due dovevano soffrire come non mai e la seconda prova deve aumentare la forza divina
dellamore fra due emisferi dellunica anima separata dopo la loro nascita.
Verosimilmente il poema successivo di Orazio divenne una delle prime opere che
costruirono il soggetto della Rovina di Atlantide mediante la riflessione sul passaggio in cui
la mano destra sinistra e dove scendono e perdono nella sorgente, mentre nella Rovina di
Atlantide salgono e vincono ed anzi.

O navis, referent in mare//te novi (O nave, ti riporteranno in alto mare)
fluctus! O quid agis? Fortiter //occupa (nuovi flutti? Che fai? Imbocca)
portum. Nonne //vides ut (il porto e stavvi salda! Non vedi)
nudum remigi//o latus (com nudo di remi il tuo fianco,)
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et malus celeri saucius //Africo (e gi incrinato lalbero)
antemneque gemant ac sine//funibus (dallAfrico veloce? Gemono le antenne,)
vix durare //carinae (priva di funi la chiglia non regge)
possint omperi//osius (alla soverchia forza dellonde.)

aequor? non tibi sunt integra// linea (Non hai intatte le vele,)
non di, quos iterum pressa vo//ces malo.(non hai Dei che tu possa invocare)
Quamvis Ponti//ca pinus, (se sarai ancora stretta dal pericolo.)
silvae filia //nobilis. (E, bench tu sia pino del Ponto,
figlia di un bosco nobile,)
Jactes et genus et nomen i//nutile, (se metti avanti discendenza e nome, ti sar inutile)
nil pictis timidus navica //puppibus (che vuoi, che un navigante impaurito)
fidit. Tu, ni//si ventis (si affidi agli dei dipinti)
debes ludimbri//um, cave. (sulla poppa? Sta in guardia, se non vuoi
cadere in ludibrio dei venti!)
Nuper sollicitum quae mihi //taedium,(Tu, per linnanzi a me fastidio ansioso,)
nunc desiderium curvaque// non levis. (ora amore e inquietudine profonda,)
Iinterfusa// nitentes (evita le alte distese)
Vites aequora //Cycladas. (fluctuanti fra le branche Cicladi.)

Documenti: Lallegoria, che ci chiama inversio, consiste in fare intendere un senso differente del senso letterario
Cos tutto questo passaggio di Orazio dove dicono navire per repubblica, flota e Tempeste per guerre civili,
porto per pace e concordia (Quintilion, Innstitution Oratoire, VIII, 6, 44.)
Io sono distrutto per la mischia dei venti; l l onda che rotola viene tanto di qua, e tanto di l; noi allo stesso tempo
alla met di flotta, noi siamo andati via con la nostra nera vela dondolati violamene per la grande tempesta; lacqua,
nella sentina, copre le piedi dellalbero, la vola rotta; essa pende in grande straccio; e i cavi si demoliscono. Alceo,
fr. 54 (Trad. Th. Reinach).
Per capirlo: tutta loda allegorica. Si pu spiegare il senso allegorico di ogni dettaglio. 1. Fortiter occupa
rientra decisamente in 2. Ut come. 3. Malus et al verso 10, malo: attenzione alla quantit. 4. Funibus: si dice di
cavoche inserrono e proteggono il guscio (carinae: plurale poetico per carina, cf. puppibus al verso del navire. 5.
imperiosius pi imperioso (come dabitudine). 6. Di (integri): gli dei protettori sculturati. 7. Quos ut eos. 8. Le
foreste di pigne dei bordi del Ponte Euxin fornivano per la costruzione delle navi un legno rinomato. 9. Nobilis si
rapporta a selve. 10. Iutile qualifica gli dei sostantivi precedenti. 12. Timidus divenuto spaventato. 13. Cave,
nisi debes prende, conserva, o allora ed ecco bisogno. 14. Interfusa regge Cyclades. Il mare delle Cicladi,
ingombrato da isole, da scogli e da correnti, era assai pericoloso. 5 Nitentes brillanti (dal fulmine del marmo al
sole). 16. Vites: si spiega cos il cambiamento dei modi (cf. v. 2 e 16) (Les Carmina dHorace Odes et podes. Presents
par A. Debidour (professeur de Premire Suprieure au Lyce Condorcet. Classiques ROMA sous la direction de Gy
Michaud Agrg de lUniversit Docteur s lettres (pp. 51-52). Librairie Hachette, 1938.)
Secondo il poema di Golokhvastov, limmagine condizionale del fratello conduce alla
contraddizione di Orazio. La contraddizione del fratello il condottiero precedente. Si pu
paragonare il messaggio di Orazio allimmagine ribaltata del fratello e limmagine reale del
condottiero e dellambasciatore barbaro che scappano con la principessa rapita. Limmagine
del loro destino sulla nave, dal Ponte verosimilmente, molto simile allimmagine del
navigatore impotente di Orazio. Lalbero incrinato, gemono le antenne e la chiglia della nave
dellambasciatore barbarico non pu reggere alla soverchia forza delle onde. I bordi dipinti del
pino delle terre barbariche non salveranno i ladroni della principessa. Si pu supporre che
entrambi esprimono il loro ludibrio al giovane principe in precedenza: bench tu sia pino del
Ponte figlia di un bosco nobile. Si pu ritenere che essi pensavano che il principe di 15 anni
come la figlia di un bosco nobile. Invece, al contrario del poema di Orazio il fato dellopera di
Golokhvastov obbliga il fratello ad aspirare al mare mosso fra le Cicladi per salvare la sorella
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come il secondo emisfero dellanima. Verosimilmente, prima della nascita della Rovina di
Atlantide nellimmaginazione di Golokhvastov, la comparsa dellimmagine del fratello
emisfero dellAndrogino nasce come contrario dell immagine del giovane del poema antico di
Quinto Orazio Flacco. Verosimilmente, la comparsa della sua immagine si disgiunse (slego)
dal desiderio di seguire e allo stesso tempo contraddire la Divina commedia di Dante. Si pu
supporre tuttavia che il poema di Orazio divenne la sorgente anche per la riflessione
contraddetta della memoria generale della saggezza umana propria.
Il XXXIV cap. p. 177: Il sacerdote supremo di Ra ricerca il giorno alla festa del
Matrimonio spirituale fra i cerchi del Sole di Ishtar e della Luna prima di confluire i due
gemelli nellunico miracolo affinch la vergine fidanzata passi sola tutta la notte dimostrando
la propria purezza preparata alla vittima.
P. 178: Secondo i dogmi antichi della memoria della saggezza umana lultimo sacerdote
supremo ricercava il collegamento allanima mondiale da otto settimane. Esigeva tutto il
giorno il rito della purificazione e leggeva tutta la notte le preghiere prima della Festa di
Matrimonio. Egli vestiva il costume dei poveri, mettendo la cenere sulla testa. Andava lungo le
cale di sette salite in piedi per alzarsi allottava, apriva sette porti fino al tempio di Ziggurat.
Quando apriva lultima serratura loriente s acceso con lalba splendente. Egli presentiva
dallincoscienza che la realizzazione del suo desiderio sarebbe stata il delitto spirituale. La luce
entr nel tempio tremendo.
P. 179: 1. Esiste il mosaico dei pesci beventi che decorava gli edifici delle citt distrutte
dellAmerica Latina (Copan in Honduras), Luwis Spence lo intitola Plan and Fish Motif
sulla base delle ricerche due di suoi altri collegi ricercatori. Egli presuppone che sia il disegno
degli atlanti (Lewis Spence. The The problem of Atlantis: Central American Archaeology, page
138 and plate X, 1).
Lornamento dei pesci degli animali rapaci conduce al simbolo nascosto del leone.
3. La bocca aperta di leone con la lingua pesata in cui lemblema erotico di ioni la
bocca e la lingua gioca il ruolo del Lingam (fallo). Essi si incontrano all interno di molte
sinagoghe fino ai nostri giorni secondo l affermazione di B. Z. Goldberg, lautore del libro
The Sacred Fire. Lautore unisce i monumenti latinoamericani e la descrizione delle chiese
caloriche di barocco.
4. Cherubini limmagine simbolica del Vecchio Testamento. Sono del secondo rango
al di sotto del cerchio dei serafini. Hanno quattro ipostasi dell uomo, del leone, del vitello e
dell aquila che diventarono gli attributi dei quattro vangelisti. Secondo le analisi del libro di
B. Z. Goldberg The Sared Fire The Story of Sex in Religion: Book III, Charter I, Love in the
Synagoue, page 224. Garden City, N. Y. 1930 le immagini dei cherubini rappresentano la
sintesi della genesi maschile e femminile, anche il Cherubino Tetramorfo unito in s e non
furono solo quelle quattro nature la coincidenza misteriosa di Lingam e di Ioni.
Cherubino (letter. E disus. Cherubo, chrubo), sm. Natura angelica o spirito celeste che fa parte del secondo
ordine della pi alta e pi nobile delle tre gerarchie angeliche, a cui si attribuisce pienezza di scienza. Finche: essere
intercessore presso Dio, di forma umana e alato, che a protezione dellingresso del paradiso oppure copre larca santa
o sta davanti al Santissimo (nellAntico Testamento). Iacopone, 69-127: lom che iogne tanto en suso, co li cherubini ha
puso: / ben po viver gloriuso, ch vede Deo per veretate. Dante, Conv., II-v-6: Sopra questi (i sei ordini delle prime due
gerarchie) sono le Potestati e li Cherubini, e sopra tutti sono li Serafini: e questi fanno la terza gerarchia. Idem, Par.,
28-99: Io sentiva osannar di coro in coro: // e quella che vedea i pensier dubi / nella mia mente, disse: I cerchi primi /
thanno mostrati serafi e Cherubi. (Grande Dizionario della lingua italiana, Unione tipografico-editrice Torinese .
9/V71964.) La bocca aperta, che simbolizza la sorgente vitale si armonizzava col Cherubino di sei
ali. Vicino al palco dei misteri primordiali, come i vecchi con le tortuosit scure delle rughe,
stanno due croci di tre fini.
Nei gambi, come fantasma si oscurava luna, laltra immobile e buia vicino al capezzale;
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come se ambedue crescessero dalla terra. Si possono riscontrare due linee opposte fra il
significato delle immagini gentili della Rovina di Atlantide che provocavano la discesa
nellabisso infernale e invece garantivano lascesa al Paradiso. Questo confronto dimostra
ancora una volta la riflessione speciale della contraddizione della Divina Commedia nella
Rovina di Atlantide in cui Dante sale Golokhvastov scende e invece.
Nella Divina commedia quei sacri animali sono citati nei versi successivi

s come luce luce in ciel seconda, 91
vennero appresso lor quattro animali,
cornati ciascun di verde fonda.
Ognuno era pennuto di sei ali; 94
le penne piene d occhi: e li occhi d Argo,
se fosser vivi, sarebber cotali.

(91- 96 del XXIX canto del Purgatorio)
91. s come seconda: come, nel rotare del cielo, una costellazione segue ad unaltra e ne occupa il posto. 92.
quattro animali: i Vangeli; secondo il simbolo tradizionalmente adottato. Per la loro figura, Dante stesso rimanda alla
visione di Ezech., I, 4-14 (cfr. pure Dan., 7, 2-7), ma segue anche qui pi da vicino la descrizione di Apoc., 4, 6-8. 93.
verde fronda: simbolo di speranza, secondo il Lana: con la buona novella si apre alluomo redento dalla colpa
originale la speranza della salvezza. I pi intendono: fronde d alloro sempre verdi, vive perennemente come la dottrina
evangelica; ma rompono in tal modo il parallelismo dei simboli, coi vv. 84, 148. 94. sei ali: quia alte volaverunt
(Benvenuto). Le sei ali erano il segno distintivo dei serafini (cfr. Isai., 6, 2); e il simbolo biblico era variamente
interpretato. Qui potrebbe significare che per ogni dimensione la Scrittura si estende in altezza, in larghezza e in
profonditade (Lana). 95. piene docchi: quia omnia acute viderunt (Benvenuto). Qui probabile che Dante avesse
presente linterpretazione di san Girolamo; Argo: locchiuto guardiano di Io, ingannato e ucciso da Mercurio (cfr.
Ovideo, Metam., I, 622-723). 96. cotali: altrettanto vivi e penetranti. (1) (La Divina Commedia a cura di Natalino
Sapegno. Riccardo Ricciardi (p. 729). Editore Milano-Napoli 1954.)
s come: come in cielo una stella (luce) succede a unaltra stella, occupandone il luogo. quattro animali:
simbolo de quattro Vangeli; e sec. Al., de Vangelisti; ma Luca e Giovanni appariscono pi tardi (vv. 136 e segg.),
sebbene in altra veste. La verde fronda denota l eternit delle dottrine cristiane, e le occhiute penne Io ntendo delle
cose passate et avvenire An. Fior. Argo: cfr. Purg., XXXII, 65. Lonniveggente fg. Di Agenore, custode dIo (Metam.,
I, 625). (2) (La Divina Commedia p. 3 (p. 683); ristampa anastatica delleditore G.C. Sansoni, Firenze 1922,1988)
Il numero quattro in questo caso sacro. Ogni animale ha il proprio significato filosofico
di quattro Evangelisti. Lagno
corrisponde all apostolo Marco, il leone esprime lo spirito di Luca, il toro il simbolo di
Matteo e laquila quello di Giovanni. Ma gli animali simbolizzano solo le anime e gli affari
degli apostoli ma non sono gli apostoli stessi. L aquila il simbolo di san Luca, ma non lo
stesso san Luca, ecc., e questo perch le anime degli apostoli si trovano nei supremi cieli del
Paradiso con Ges.
Il XXXV cap. p. 182: La descrizione del tempio si concentra nel cristallo diamantato,
nellunit del maschile e del femminile e conduce al discorso per persuadere il desiderio dell
immortalit deciderebbe il problema dell influenza delle magie dannose; Perch, ogni notte
con la seduzione affascinata, se il cristallo fosse torbido il dono di vita si perderebbe nella luce
contagiosa, per sopra la vita debole la malattia. L autore torna nuovamente alla
descrizione dell alba affinch il sacerdote si persuada che la scoperta del mistero avr la sua
validit, anche se lo spirito interno del tempio lo contraddice.
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Disegno di A. N. Avinov: Anco e fluidi
P. 183: 3. Anco Crux ansata, una delle leggi pi antiche dell Egitto che simbolizzano
lunit maschile che serviva da emblema della generazione e della vita eterna. Prima della
discrizione dellAnco lautore aspira al cristallo torbido della temporalit e del peccato.
P. 184: 4 L aspirazione il dito indice secondo i commenti ebraici simbolizza il
tetrogramma del nome orribile di Gegova ed composta dalle lettere iod-hei-bau-hei, in cui
iod rappresenta l ideogramma di Lingam e la lettera hei porta il significato di Ioni che
simbolizza l armonia della Divinit. Allo steso tempo la hei significa laspirazione e la
lettera iod simbolizza il dito indice. Non sar mai possibile capire Dio positivamente,
come affermava Nicol Cusano nella sua Dotta Ignoranza: solo la pronuncia simbolica di
quattro lettere illeggibili ci aiuta ad immaginare, ma solo negativamente, l immensit del
Creatore e la sua potenza assoluta ovunque.
L aspirazione desta il raggio viaggiante nell attimo sacro della santa alt zza, toccando il
punto splendente dello scudo, come il dito indice della palma di Ra. Il sacerdote vuole
persuadersi affinch tutti i dubbi lo fermino in precedenza dellautorealizzazione del destino.
Ra inclinato nel disco solare cos che la pietra santa viene gettata sul Palco del Testamento.
Unisce il Matrimonio: immediatamente dal cristallo torbido dalla patina per la parola nera si
ne va la luce. L Anco vittorioso scintilla come il Diamante, ma lo splendore della fama eterna
fa la gioia della luce all occhio visto nuovamente. Il fato che la luce se ne vada dal Diamante
spaventa il sacerdote che si vede nellallusione che mostra ancora una volta che sarebbe celato
il pericolo nel mistero della vittima. Egli caccia ancora i dubiti una volta tuttavia per assolvere
al suo cieco ruolo nello spettacolo crudele della vita.
Io stavo in potere ai sonni profetici, nello stato beato dei pensieri provocanti; la luce
della provvidenza accecata e mi deste nuovamente la conoscenza dei fondamenti dimenticati,
eterni nella loro essenza vera. Lillusione inebriante gioca nel suo caso lo stesso ruolo che
lentusiasmo delle folle giocava nel 1935 per i grandi politici della met del XX secolo.
Verosimilmente, Golokhvastov faceva alcuni paralleli (molto lontani) fra essi e il ruolo
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dellultimo sacerdote supremo di Ra.
P. 184: 5. I Fluidi sono le emanazioni: fini della potenza e dell energia. Fluido, agg.
(superl. Fluidissimo). Che ha limitata consistenza e densit, scorrevole (una sostanza per lo pi allo stato liquido e
gassoso). Galileo, 3-4-136: Non val largomentare dalle stelle solidissime ai cieli tenui e fluidi, e la terra stessa per la
sua durezza aspra e montuosa, e lacqua sferica perfettamente, rimosse le cause esterne e accidentali. (Grande
Dizionario della lingua italiana, Unione tipografico-editrice Torinese . 9/V71964.)
6. Sefirt uno dei 10 messaggi di Dio contemplava, secondo Cabala, luniverso. Il
sogno del sacerdote accecato comincia ad avvicinarlo al feticismo, allanimazione degli oggetti
inanimati. Cos si sottolinea la fatalit del paganesimo ed implicitamente il suo spirito aspira al
nuovo futuro senza Atlantide, che si incarner nella prima religione monoteistica del Vecchio
Testamento.
Laccesso della beatitudine aperto agli uomini: l anello splendente genera i Fluidi della vita
dei due sessi al respiro della Pietra... Essi sono l unit e il vivo sefirot (i futuri 10 messaggi,
luniverso). Chi gli dar lincarnazione, far i figli di Atlantide immortali. Cos il desiderio
sbagliato dellultimo sacerdote supremo e la vendetta dai peccati confluiscono.
Il XXXVIII cap. p. 196: La tradizione matrimoniale della vergine con la divinit
descritta in questo capitolo e nel seguente. Il matrimonio cerimoniale col toro (col toro
animale: capitoli XII e XIII) simbolizza l unit mondiale. Il viaggio delle vergini verso lo
Ziggurat corrisponde al rituale sumero dello smentire delle vergini mediante il passaggio fra
sette portine su alternativi livelli del tempio. L origine di questo rituale mistico legato alle
comprensioni cosmogoniche dei babilonesi antichi. L inferno o il mondo dei morti fu
concepito come la caverna enorme nel cuore della terra. Al contrario dei sette gradi del cielo
planetario e delle sette zone dei suoli, l itinerario attraverso la citt infernale passava fra
sette portoni all interno di sette mura concentriche. Un poema dell Oriente Antico ci descrive
la discesa, alla Curnagea, all inferno, della dea della fruttificazione Istr. Istar da
considerarsi la figlia del dio della Luna Nannar. Se gli ultimi passaggi sono state intesi
correttamente, ella si indirizz al paese oscuro da cui non esiste uscita, per liberare il suo
amante perduto, il giovane Tamuz. Vicino al portale esterno Ishtar pretese che il portinaio le
permettesse di accedere, avendo minacciato di rompere il portone e di condurre, sulla terra, i
morti pi numerosi dei vivi. La dea dellinferno Erikigl ordina di far passare l ospite
secondo le leggi antiche. Il portinaio apre ogni portone, ma prima la spoglia e prende di volta
in volta qualche porzione del suo vestito: 1) la tiara grande della testa, 2) i pendenti degli
orecchi, 3) la collana del collo, 4) le decorazioni del petto, 5) la cintura con le pietre del mago,
6) le decorazioni delle branche e delle gambe, 7) la roba. Secondo l abbandono di ogni
cerchio, al ritorno dalla Curnagea, le resero tutta la sua propriet. Tamuz supplic Erishkigal
col suo flauto. Ella le permette di abbandonare il regno dei morti e ordina che il demone
della pesta la benefichi con l acqua della vita. (Gorge Foot Moore: History of Religions.
Babilonia, page 229 230.) Secondo questo ordine dei cerchi del regno gentile dei morti, con
la vetta all ingi, la memoria dellintelletto di Dante costruisce i suoi sette cerchi infernali.
La principessa sta vicino alle mura di Ziggurat alla soglia del primo portone: Addio,
sogni dellamore, senza ritorno. Scusa, principe, fratello amato!Di rosso splende il
tramonto, e la vicinanza della notte terribile. Sulle torri tremano le tracce rosse. E l, dove si
alza la salita ripida delle scale condotte al cielo di sera si sdraia la fresca oscurit,
scivolando. E le ombre girano come lo sciame dei misteri delle profezie che non si pu
comprendere col pensiero. La memoria della sensualit meno peccata che ci sia si avvicina alla
memoria divina e suggerisce allanima che il destino conduce allabisso attraverso il male
tramonto splendente e rossiccio. Ma la memoria della saggezza umana la persuade che si possa
entrare nel mistero senza pensiero.
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Oggi notte sotto il velo dell oscurit, scendendo dal cielo alla sua incarnazione, Dio si
sdraier a lei nel mistero. Si placano i suoni dei dubbi. E con la fede nel Miracolo ella non ha
il passato caro. Intonando la preghiera di passione ella alz le mani con impeto verso il cielo
remoto. La coscienza verifica la vittima e sostituisce la morte violata dal matrimonio con Dio.
P. 198: I sacerdoti minori versano le iride ai piedi della principessa come simboli della pace. I
ciechi cantori cantano del sole. Sotto le grida del popolo il vecchio eremita conduce la
principessa alle soglie del cerimoniale gentile affinch la principessa salga al tempio passando
attraverso sette portoni secondo sette gradini del cielo planetario come Istar si era calata nel
regno dei morti vicino ad ogni portone lasciando una parte dei suoi vestiti e delle sue
decorazioni. I partecipanti al rito svestono la principessa con in sottofondo la lettura delle
preghiere che diverranno, secondo Golokhvastov, la sorgente delle tradizioni degli americani
precolombiani e dei popoli orientali antichi, divenendo la cieca memoria della saggezza umana.

P. 198: 3. Reseda l emblema della soavit; la fumata suscita l umore degli amanti.
Reseda (rseda), sf. Bot. Pianta erbacea della famiglia Resedacee, alta fino a 40 cm, con fiori giallo-verdastri
diffusa nei climi temperati; coltivata anche a scopo ornamentale e per lodore dei fiori. (Grande Dizionario della
lingua italiana, Unione tipografico-editrice Torinese . 9/V71964.)
Nel fumo garofano il portone decorato con la Reseda dove il giovane sacerdote che
non ha mai visto donne prende i suoi orecchini e la sua collana. Dopo due sacerdoti
accompagnano la principessa nel cammino santo verso il terzo portone.
4. Rosa l emblema dell amore; la fumata che conduce all umore religioso. Le
rose simbolizzano lamore vicino al terzo portone sulle piastre fredde. Lanice alletta l anima
che non conosceva ancora i miracoli degli amati. Il giovane sacerdote non conosceva le
seduzioni ma ora il corpo della principessa risvegliava in lui i barlumi di un sentimento che
cacci via con la preghiera. Qui in modo particolare l autore provoca specialmente il dominio
della memoria della sensazione sopra la memoria divina quando ambedue resteranno sempre i
servitori della memoria della saggezza umana che doveva fallare sotto linno dei ciechi.
P. 199: Giglio l emblema della purezza; la fumata della lavanda suscita il disprezzo
del sentimentalismo. Vicino al quarto portone incontra la ghirlanda dei gigli di cristallo.
Il cap. XXXIX p. 200: Lotos l emblema della castit; il fumo suscita dalla mirra. Il
colore della mela l emblema del peccato primordiale. Dai vasi di alabastro fuma la
lavanda e il fanciullo indifferente, che stato allinterno del mistero del rito, denuda il petto
della principessa. Il popolo scomparso.
P. 205: I fiori del melo sono lemblema della verginit. La ghirlanda dei fiori del melo
terminavano il viaggio spaventoso della principessa. All interno del tempio l aspettava il
sacerdote supremo.
Il XL cap. p. 206 L Osmos (greco) la specie del processo chimico e fisico durante
la diffusione di due fluidi che aspirano a penetrare l uno all interno dell altro attraverso
molti ostacoli. Osmosi, sf. Fis. Fenomeno consistente nel movimento di diffusione di due liquidi miscibili, di diversa
concentrazione, attraverso un setto poroso o una membrana separatoria, semipermeabile o permeabile ai due mezzi (e
pu essere provocato, oltre che dalla differenza di concentrazione, anche da cause termiche). Lesione, 1044: Osmosi:
trasmissione reciproca dei due liquidi attraverso ad umana membrana che li divide. (Grande Dizionario della lingua
italiana, Unione tipografico-editrice Torinese . 9/V71964.)
La memoria sensibile e la memoria della saggezza umana non vincessero ancora la voce
della memoria divina. Per due volte la terza memoria mostr il pericolo tramite la perdita della
coscienza della vecchia bambinaia e tramite il dubbio interno dellanima dellultimo sacerdote
supremo: L immortalit torner alla natura umana dall armonia precedente colmando il
cosmonella loro confluenza il misterioso osmos della natura maschile con la natura femminile.
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Io avvenivo la genesi dell universo nuovo; esperivo i germogli della vita fiorente!La
tenacia del pensiero e la vigilanza lunga suonavano nelle tempie dall afflusso del sangue Ed
io iniziai a pregare nella sofferenza silenziosa, nell impeto muto per cacciare via il reggimento
turbato dai neri dubbi con il sentimento terribile della tristezza pezzata, con lansia, con la
nuova rottura dell anima. Lunit delle anime separate dalla natura lo vinceva dall interno.
Il XLI cap. p. 211: 1. Le strofe 15-27 prima mostrano uno dei casi in cui il mago utilizza
il significato della parola AUM. Il sacerdote incontra il principe nel dormitorio. Egli si
prepara al suicidio. Navigai tre volte dall unico suono tre lettre in due sillabe della santa
Parola, perdendo la forma corporea che aveva all interno di s la forza dellUniverso.
2. allora sarai, discepolo, il viandante pi forte dei venti, sopra le onde volanti, che
non toccano la copertura dei mari cos recita il Libro delle Regole d Oro, di cui il
traduttore commenta le righe 89-93 del capitolo IV e spiega che la parola Kechara stata
tradotta come il Vago Celeste o l andato per il cielo. Nel capitolo VI Adhyaya
Inaneshvari commenta che il corpo dell giogo diventa la creazione del vento, corrisponde
alla nuvola, dai cui membri divengono i rami, dopo il giogo contempla le cose sulle altre
rive dei mari e delle stelle; egli ode e comprende la lingua dei Devi e conosce che succede
nella coscienza. Il vecchio arrest il filo avvelenato della spada del principe con la volont del
suo spirito, con l arte di ioga, con il dominio sopra il pensiero e sopra il sentimento. Il nostro
lenzuolo funebre e stretto temporaneamente divenne invisibile come il Viaggiatore Celeste, non
apparteneva all esistenza, come lo spirito Dallo stato spirituale il sacerdote entr nell
essere corporeo e subito deriv la punta avvelenata prima di entrare nel corpo. La caduta del
filo sulla piastra suon nella sala. Noi tacevamo vicino al trono. Il sacerdote era tranquillo
quando tentava di correre al volo con lo sguardo del principe. Allora la memoria divina
vincesse la prima memoria e la seconda prima della pena inevitabile.
P. 214: 4. Il significato della parola Androgino e il concetto dell
androginismoerano ignoti al lettore di massa. Anche il grande dizionario del inglese
Websters New International Dictionary, 1934 non presenta la loro spiegazione precisa e si
limita alle spiegazioni successive: I. Androgyne 1) Hermaphrodite; 2) A Eunuch; An
Effeminate Man; 3) A Virile or Mascoline Woman. II. Androgynous uniting both sexes in one
or having characteristics of both; being in nature both male and female; hermaphroditic. III.
Androgyny Hermaphrodism. Effeminati. Al tempo stesso il concetto dell androginismo
pi alto e pi ampio dell anomalia fisica dell ermafrodismo. La perfetta caratteristica dell
androgino e dell androginit si riscontra nel lavoro del prof. Nicoli Berdiiev: l Essenza
dell Atro: l Esperienza della giustificazione dell uomo (Mosca 1916), in cui troviamo la
determinazione successiva: L Androginismo l unit finale del maschile e della femminile
nel supremo essere divino, l ultimo sorpasso delle distruzioni e dei conflitti, la restaurazione
dell immagine e dell identit divina che si realizza nell uomo. Pi tardi Berdiiev dice che
nell androgino lo splendore della natura divina; in esso deve trovarsi l entit finale
perch l unione fusa insieme del maschile e della femminile deve essere stata approfondita.
E, infine, l essere androgino il mistero che non sar mai svelato nei limiti di questo
mondo. Golokhvastov riflette limmagine di Dio e del tempio divino che non hanno la dualit
dei sessi. Egli aspira alla neutralit divina che consiste nella ricchezza inseparabile di entrambi.
E solo la volont violenta della natura separ per emisferi lunit delle anime dei gemelli. Voi
siete ununica carne, in voi una sola anima. La polvere della nascita vi separ in due, l
unico cuore delle vostre vite, il santo amore che vi illumina. Cos il sacerdote verifica il
bisogno della sua immortalit che sar ottenuta soltanto attraverso la confluenza suprema dei
gemelli allUnit sacrale. Egli si persuade che lamore eterno dimostra la distruzione degli
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ordini delle forze della natura che sono formulati soltanto secondo la volont divina.
Attraverso il grande grado vi restituir luno allaltro come il fiore e lo stelo della pianta
celeste e creer il tempio solenne della vita immortale il sogno dell anima universale,
lAndrogino. Lidea generale di questa immagine della saggezza umana significa che nessuna
saggezza terrena potr rappresentare da sola il ruolo divino perch nessun essere umano vedr
e comprender il mondo come Dio.
Il XLIII cap. p. 221: 4. Il pentacolo lesposizione sintetica e condizionale che
esprime, in ogni segno o in ogni simbolo sacrale, preciso gli inizi, le leggi e i fatti che
determinano l entit principale e il pensiero essenziale dell atto magico realizzato. Le
immagini sono intagliate sui metalli dedicati ai pianeti; il materiale cupreo la propriet di
Venere. Pentacolo (ant. Pentculo) sm. Figura costituita da una stella a cinque punte, per lo pi accompagnata da
altri simboli o parole, a cui era attribuito potere magico, e che veniva tracciata su pezzi di pergamena, di pietra o di
metallo da portare apersi al collo come amuleti. In senso generico: amuleto, talismano che reca segni magici.
(Grande Dizionario della lingua italiana, Unione tipografico-editrice Torinese . 9/V71964.)
Il principe concep positivamente lunione con la sorella. Essi si incontrarono nel
tempio e accesero i fuochi dei vasi dalabastro e sette fuochi daltare. Il principe serviva al
sacerdote supremo per preparare la sala per portare nella vittima il proprio corpo e il corpo del
suo amore proibito. Io aprii il disegno del pentacolo nel carbonio ardente coperto dal tessuto. I
cad sono colmati con laroma Sono preparate le candele di cera d ambra i recipienti col
miro, tre fresche ghirlande; la mia spada illuminata allincontro degli spiriti dei nemici con
la minaccia del filo, sono lAcqua Viva nel vaso di cristallo e lAcqua Morta nella brocca
tombale Il tempio pronto al rito e oggi restituir, nella santit svolta al mondo, il
testamento lontano e scuro come il mito

Il principe sale verso la sorella sul tetto. Passano. Sento il loro sussurro gi, il sussurro caldo
dei minuti daddio: I fidanzati vanno al matrimonio. Il sacerdote in attesa allinterno del
tempio fa il segno e il principe getta la tunica. Il velo dellamore soave innocente pi fedele
della sopraguardia della veste pudica, dimostra ancora una volta il simbolo sacrale della
memoria della saggezza umana.
P. 221: 8 LEone la scadenza enorme del tempo con la quantit incommensurabile
degli anni. Ene nello gnosticismo, ciascuno degli esseri spirituali derivanti da Dio per emanazione (fra i quali era
ascritto Ges Cristo), con funzione mediatrice fra Dio e il mondo, ordinati gerarchicamente secondo il grado di
perfezione, sempre pi tenue quanto pi lemanazione era lontana dallorigine divina; linsieme degli eoni (il cui numero
e i cui nomi variavano presso le varie sette gnostiche) e della divinit da cui traevano origine, che era lEone perfetto,
costruiva il pleroma (propriamente pienezza), regno della perfetta vita divina. Pi raro. In senso etimologico: secolo.
(Grande Dizionario della lingua italiana, Unione tipografico-editrice Torinese . 9/V71964.). Il concetto di
secolo si evidenzia nella Rovina di Atlantide.
il Creatore-Natura non conosceva la copia nata da esso nella perfezione impeccabile e
semplice del sogno nellalternanza degli eoni, nellabbondanza infinita, nellordine della
bellezza mondiale. Essi insieme sembravano riflettere la verit miracolosa e la leggenda.
P. 222: 10. La mistica religiosa considerava molto il significato dellalto amore. Ad
esempio, si pu ricordare che P. Giuda, il figlio di Isaac Abravangelo, meglio conosciuto come
Leone Giudeo afferma: Il significato generale dell amore quello di ci che lo spirito e di
ci che porta la vita. Il significato e lo spirito animano tutto il mondo, il legame di tutto
luniverso. Il significato dell alto amore fra luomo nascosto nella relazione dell
innamorato e l amante in cui lo scopo essenziale la trasformazione dell amante nell
innamorato. Quando tale amore ambiguo, descritto come la trasformazione ambigua di un
essere nell altro. E dopo: L amore, l amante e l innamorato sono l unione in Dio,
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perch Dio il fine di tutto l amore saldo in tutto l universo. (Artur Edward Waite: The
doctrine and oiterature of the Cabalah, page 314. The Mysteries of Love). Listante trascorse e
lestasi del sacerdote si placava. Essa era indimenticabile per limmaginazione e lincoscienza
dellautore.
Istantaneamente, allanima col fumo triste penetr la piet che fa pensare che attraverso
questo rito santo il cammino alla nozze sar il loro cammino tombale e la canzone della
morte sar la canzone matrimoniale e il lenzuolo del matrimonio si trasformer nel luogo
della sepoltura. Ancora una volta la memoria della saggezza umana, accecata dalla prima
memoria della sensazione, ascolta la voce appellata dallinterno della memoria divina affinch
il sacerdote supremo fermi il rito che sar la pena della provvidenza.
Tuttavia la scelta fatta al tempo in cui nelloriente scese Ishtar dorata quando di notte
si avvicin la scadenza degli atti sacraliPerch sia la lode delle Forze Incorporee e degli
Spiriti Astrali! Ogni persuasione della giustizia dei propri atti conduce l umanit agli abissi.
Luomo errante conosciuto che sbaglia non riesce a fermarsi e rifiutare i sogni che possono
realizzarsi. , davvero, veridica la frase di Socrate: Abbiate paura dei vostri sogni, essi si
realizzeranno.
Disegno di A. H. Avinov: Vicino al portone dellamore
P. 223 sono il battesimo con l etere, il battesimo col mondo e il battesimo con l
aspirazione viva della luce. Secondo la testimonianza di uno degli apocrifi, avendo
raccontato ai ricercatori questi misteri supremi Ges disse loro: Non quello che voi cercate,
non sono misteri pi alti di essi. Essi innalzeranno le vostre anime alla Luce di tutte le luci,
alla Santit di tutte le santit, innalzeranno allambito della verit e della giustizia, all
ambito, in cui NON E MASCHILE, NE FEMMINILE, all ambito, in cui non ci sono forme,
ma solo la luce infinita e inesplicabile. (The Book of the Savior dal Vangelo gnostico
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Pisis Sophia G. R. S. Mead: Pisis Sophia; p. 380. London, 1896).
Il sacerdote supremo appella allincoscienza dei gemelli in precedenza e dopo la
preghiera fatale. Essa si pronunciava e contraddiceva alla voce della memoria divina e a lla
voce della piet: Coraggio, figli! All atto eroico della sofferenza, in pegno della beatitudine,
vi appunto. Arriva lalba gi nella notte della creatura, vicina l ora della vita eterna.
Il lettore comincia a capire che il sacerdote vede, negli gemelli, soltanto il mezzo per
ottenere la sua immortalit e nessun fine. perch si verifica loroscopo dei figli regi. Laddio
breve non contenevano la passione attraverso labbraccia e la bacia. Soltanto consistevano nel
sogno sacrale dellincontro per laltro mondo.
Or dunque l umana [40] perversione smembra quel che semplice e unitario per
natura, e mentre cerca di afferrare una parte di quella realt che priva di parti, non giunge a
possedere n la parte, poich non ve ne alcuna, n il tutto, che non cerca per nulla [55]
invero, poich cerca di scindere ciascuna dalle altre, non riesce ad ottenere neppure quel che
desidera. E che accade dissi se alcuno desideri acquisirle tutte insieme? Egli vorrebbe
certamente la pienezza della felicit; ma potrebbe forse trovarla in quelle cose [60] che, come
abbiamo dimostrato, non possono dare ci che promettono? Per nulla risposi. Dunque la
felicit non va cercata in alcun modo in quelle cose che si crede procurino l uno o l altro dei
beni desiderabili. Ne convengo risposi; e non si pu dire nulla pi vero di questo (Boezio
Consolazione della filosofia, III, 9, 40, 55-60)
Questa affermazione deriva a Boezio da una lunga tradizione neoplatonica: accennata, in ambiente latino, da
Falcidio, che nelle sue linee fondamentali si era rifatto a Porfirio ( in Porfirio, infatti, che si trova esplicitamente
affermata lidentificazione di Dio con il bene), questa identificazione ebbe poi pi ampia applicazione in Agostino, il
quale, tuttavia, evita quella accentuazione di tipo panteistico che Boezio le conferisce (La consolazione della
filosofia di Severino Boezio a cura di Claudio Moreschini (p. 42), Unione Tipografico-Editrice Torinese.)
I congedati non percepiscono lunitario per natura a causa della perversione, cos la
persuasione del sacerdote non riesce ad ottenere quel che desidera. Egli pensa che l
immortalit, che come egli ritiene contiene in s tutte le specie della felicit, lo condurr alle
soglie della felicit assoluta. Il sacerdote capisce nell anima che sbaglia e non pu capire di
essere in errore.
Il XLIV cap. p. 225 2. Esiste linterno significato del testo magico, pronunciato dal sacerdote
di Ra durante il matrimonio mistico (strofe 11 24), che si svolge nell insegnamento di
Cabala delle 10 sefirt (libri) o dei 10 avvicinamenti della Divinit che cre l universo. Si
evidenzia l aspirazione caotica e cosmica a superare il dualismo mondiale tramite l unione
del principio maschile e del principio femminile. Dio lo Spirito ma il mondo la materia. Dio
l infinit il mondo finito, da ci che nasce il dualismo nella Creazione dell Universo e l
unione deve essere restaurata. Laspirazione all unione e la sete della totalit passano
attraverso tutto il misticismo ebraico. Esiste la schiera delle emanazioni queste10 sefirot
che sono le radiazioni della Volont Divina che legano il Creatore al Suo universo. 5 sefirt
hanno la natura maschile e 5 hanno la natura femminile. La vita del mondo fondata su quelle
aspirazioni ininterrotti all unione della maschile e della femminile. La Corona, la Saggezza, la
Benevolenza, la Vittoria e la Bellezza sono le sefirot maschili. Il Regno, l Intelletto, il
Giudizio, la Felicit e il Fondamento appartengono femminili. La Corona l emblema del
mondo ideale, il Regno l emblema del mondo reale: essi sono lo spirito e la materia, leterno
e il temporaneo, il loro ceto stato chiamato sovente Due facce. La loro sostanza porta
sempre la benedizione al mondo. Mediante la loro unione il processo della creazione continua.
Aspirano all unit anche la Benevolenza (la fonte delle anime maschili) e il Giudizio (la fonte
delle anime femminili) rappresentano le due mani di Dio. La Benevolenza da la vita. Il
Giudizio porta la morte. La loro separazione condusse all apocalisse. Essi si evidenziano nel
concetto della bellezza, il cui simbolo il cuore. La bellezza riflette il cielo; per aspira all
unione con l ambito del Regno. Il regno riflette la Terra. La loro unione si realizza nell
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ambito della base o del fondamento. La coincidenza della Bellezza e del Regno nell ambito
del Fondamento la coincidenza d amore del Cielo e della Terra; essa diventa possibile solo
quando l unione sessuale del genere umano. Le coincidenze degli uomini hanno il proprio
significato in questo schema mistico della vita. Il mondo di montagne (Corona) esisteva
prima del nostro mondo reale che il mondo di valli (Regno); prima del secondo regnava l
amore. Il tutto fu disturbato con la comparsa del mondo fisico, quando l unione costante
venne sostituita alle unioni temporali, alle coincidenze, a quelle succedono come nel mondo
delle montagne, e in quello delle valli. Dio stesso, con tutta la Sua unit, non era perfetto e non
percepiva l armonia prima della creazione dell universo. Egli divenne se stesso solo quando
entr nell unione con la gloria sua e scelse Israele come sua moglie. E cos il Creatore si
riflette nella Sua creatura, essendo lo Stesso Unico, Egli abita solo in quello che Gli
contrapposto, l unico. E l uomo pu essere chiamato unico e saldo solo nel quadro dellunit
del marito e della moglie. La presenza perfetta da considerarsi come il dualismo nell unit
con tutte le unioni delle sefirot. Alla fine, tutte quelle unioni temporali saranno sostituiti dall
unione costante della totalit assoluta dopo la comparsa del Messia. Ma l anima del Messia
l ultima delle anime create da Dio nella creazione del mondo. Il Messia verr quando tutte le
anime saranno nate e, mediante la schiera delle trasformazioni, saranno purgate per il ritorno
alla loro Prima Fonte Divina. Mano a mano che aumenta la popolazione della Terra
diminuisce la scadenza fra il suo tempo residuo e quello dell arrivo del Messia: si avvicina il
legame dell Essere divino e la vita della creazione, l unione del Creatore e della Sua
creazione l unit eterna. (B. Z. Goldberg. The Sacred Fire The Story of Religion. Book III,
Chapter I,: Love in the Synagogue. Garden City, N. Y. 1930.).
Il sacerdote si appella alla Giustizia e allo Spirito della Piet che dovranno versare
lestasi nellanima con la loro purezza come nel vaso doro. Ma la sua preghiera lo porta subito
allestasi di se stesso al di fuori dellunione del Creatore e della sua creatura. La visione di s
nel ruolo del Messia acceca lanima che obbliga a non vedere il contrasto fra il suo atto e
lordine divino. Allora lanima umana dimentica tutto solo per sostenere il suo egocentrismo
che muta nellegoismo diabolico che acceca le anime come quella dellultimo sacerdote
supremo di Ra. Affinch io veda l Eternit e la Fama, affinch io trova le ghirlande della
Vittoria. Io conseguir la Maestosit per il diritto con la potenza delle mani destra e sinistra.
Egli vede che il destino allontana da Dio il mezzo per raggiungere il suo scopo. Egli garantisce
a Dio che poi, quando sar immortale e abbastanza potente come il Creatore, torner
obbligatoriamente nella sua direzione. In precedenza il sacerdote si era rivolto a Dio nella sua
preghiera simbolica per ottenere ci per cui tutti sono puniti: Per te come Padre e Signore che
ci restitu la Fama nella parola, nellebollizione, nellululato e nel ruggito. Perch dal
principio ti sia la lode. Ma dopo sar in ritardo e lanima votata ai 4 elementi inconsolabili
dimenticher tutto osservando lUniverso nella pagina 240 del XLVIII capitolo come Dante nel
Paradiso.
P. 225: 3. Nella tradizione del matrimonio si evidenzia il ricordo della futura unione
miracolosa delle fini e della met, mostra ancora una volta alla futura conciliazione del
dualismo mondiale, a riguardo del quale Budda dice al suo discepolo Cacciana: Questo
mondo inclinato in bilico. Questo qualche neutrale esiste e Questo qualche neutrale
non esiste. Ma chi, oh Cacciana, nella verit e nella saggezza, contempla come tutto
scomparso, per quello non c nessuno Quello che qualche neutrale esiste in questo
mondo Questo qualche neutrale esiste una fine, oh Cacciana, Questo qualche neutrale
non esiste laltra fine. Ma nella met, stando lontano da ambedue fini, il Perfetto benedice
la verit: dall ignoranza compaiono i fenomeni. (Samyutta Nikaya, Vol. II, p. 17 and Vol. III,
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p. 134 fg. By Herman Oldenberg: Budda. Sein Leben. Seine Lehre. Seine Gemeide. Page 288.
4 Edition, Stuttgart and Berlin, 1903). Il sacerdote aspira al suo scopo utilizzando la regola
di due scopi dellesistenza e dellinesistenza. Golokhvastov fa confluire la dualit di Budda e
due anime dei gemelli allunica perfezione affinch il lettore percepisca prima la divinit
dellandrogino: E soltanto nellunico splende lUnico. Col Nome del Cielo e col potere del
sacerdote supremo, oggi alla Regina dei Re, due visi del coronato Completo, i due emisferi, io
decoro con lunit della Ghirlanda Matrimoniale. Il sacerdote ammette che il mistero non
appartiene a questo mondo, ma il miracolo della confluenza fra i fini e la met si avvelener
quando i coniugi saranno, nella confluenza doppia, un unico spirito ed unica carne.
Il XLV cap. p. 229: 1. Il coriandrum lerba di uno state che ha i frutti ovoidali. La
pianta fresca esercita uninfluenza inebriante. Il sacerdote combinava la fede del giovane e la
fede del vecchio. Egli alz il vaso trasparente di quarzo cantando. La bevanda delleterna Soma
divina era limpida e fresca come la lega di rubino che splendeva in esso e le svolte dei raggi
ardevano caldamente col fuoco sanguinoso. Il sacerdote gett il grano perfido dellubbidienza
prima della morte violata. Egli spruzz la bevanda di coriandrum sui carboni. Il fumo della
beatitudine penetrava nei cuori. Pi tardi egli inumid i ricci dei gemelli con la bevanda
ubriacata dei secoli dal vaso antico. Io verso il vino della vita sui riccioli. Nellubriacatura
beata il pegno dellunit. Perch simbolizza la navigazione dellubriachezza e la passione
pura nella sorgente della castit. Egli legge la preghiera ed indebolisce le loro coscienze:
Confluite con lamore, da nessun avvertito. Confluite con lamore, da nessun conosciuto. La
prima volta si impregn col respiro della vita nella stagnazione morta del mondo per condurlo
al sacrificio. I raggi strisciarono con le ombre come i serpenti dalla paura. Soltanto allora
ambedue bevettero tre sorsi dal vaso con il succo inebriante.
P. 231: 2. LAstrale la sostanza, nella teosofia, che colma il mondo soprasensibile.
Quello mondo sussiste vicino al nostro delle sensazioni. Linno faceva tremare lUniverso nella
tempesta di fuoco dove ancora non era il male bruciato. Ed io previdi la lontananza della
Creazione del mondo come gli scritti santi delle verit nuove: il coro sembrava suonare e
lastrale splendeva con lalba eterna in luogo dellalba quotidiana Lestasi sacrale
raggiunse lapogeo. la partenza dal mondo nella follia della fede. In pieno della sua
maturit diviene pi pesante e lo stesso frutto si tarla dal ramo? Ancora una volta il lettore si
persuade affinch i gemelli siano soltanto i mezzi del sacerdote accecato e accecante. Essi
rimassero vicino ai pali; allaltezza, lungo i paralleli, levarono le mani senza paura come i
gabbiani le ali, preparandosi al volo. Ma il sacerdote lega strettamente le loro mani e le gambe
alle croci con le corde.
Il XLVI cap. p. 233: Il sacerdote getta una sola goccia dellacqua viva sul fondo del vaso
sacrale dove verser il sangue delle vittime umane perch essa splenda con linizio della sua
immortalit. Egli sposta il vaso profondo sopra le teste dei gemelli per il sangue sacrale sotto le
loro mani e prende il coltello proibito. Come il simbolo del passato di sacrilegio il coltello
arrugginito in alcuni luoghi come il destino. La principessa sente per prima il freddo del
coltello.
P. 234 2. In questo capitolo si svela tutto il mistico atto successivo alluccisione dei
gemelli da parte del Sacerdote mediante la grande Forza misteriosa e la distruzione dei loro
nomi, le spiegazioni descrivono il successivo: a) Gi nell antichit profonda le scienze
occulte, dopo aver studiato le propriet psichiche dell uomo, notavano linflusso della volont
umana; era posto laccento sul fatto che questo a influenza addirittura proporzionale alla
Forza della Volont. Gi molto tempo fa, alcun degli scopi dellarte spirituale, per le persone
ammesse ai misteri delle conoscenze occulte, si proponevano di rafforzare la Volont. Lo
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sviluppo di questa facolt psichica era ottenuto mediante lesercizio concepito la sua
utilizzazione pratica sotto il governo ragionevole della forza dell intelletto. Bisogna ricordare
che, secondo la concezione delle scienze occulte, il mondo reale e visibile (il modo esterno o il
mondo della sensazione), in ogni luogo, penetrato e abbracciato dallaltro mondo invisibile
(astrale o soprasensibile). Questo mondo astrale abitato dagli esseri spirituali e dai nostri
pensieri. Ogni pensiero umano, generata dalla mente, passa al mondo spirituale al momento
della sua nascita, e ci vive come lessere ragionevole e attivo per un periodo pi o meno
prolungata. La vita di ogni nostro pensiero dipende dal livello della tensione della forza
pensata dallindividuo che la fece. Luomo genera ininterrottamente gli esseri-pensieri dell
itinerario attraverso lo spazio mondiale. Quello spazio ricco di immagini. Queste sono i
desideri degli uomini, le loro aspirazioni, le loro passioni e le loro fantasie. I concetti e le
immagini generati nell essere irreale si sono potute materializzare mediante la Forza della
Volont nel mondo esterno. Eleface Lvi pubblic la schiera dei lavori legati all occultismo. I
lettori lo conoscono sotto lo pseudonimo di Constant Alphonse Louis, mediante il libro La
Clef des Grands Mystres Suivant Hnoch, Abraham, Herms Trismgiste et Solomon (Flix
Alcon, Paris, 1897), in cui troviamo lesempio seguente: Noi parlavamo della sostanza
distribuita nell infinit che insieme il cielo e la terra, ecc. mobile o immobile. La sostanza
dipende dal grado della polarizzazione. Ermete Trasmigista intitola questa sostanza Il
Grande Telesma. Quando irradia splendore, si chiama luce. ci che cre Dio prima di tutto
e disse: Affinch sia la luce. Essa, al tempo stesso, la sostanza e il movimento, il fluido e
la vibrazione eterna. La forza, che obbliga tutto a muoversi ed appartiene alla natura, si
chiama il magnetismo. Nell infinit questa unica sostanza l etere o la luce; essa diventa,
negli esseri organici, la luce magnetica e il fluido; il corpo astrale o l ambito plastico si
organizza nell uomo. La Volont degli esseri ragionevoli influisce immediatamente su questa
luce, attraverso quella, la Volont influisce su tutta la natura sottoposta all influenza dell
intelletto. Questa luce lo specchio generalizzato di tutti i pensieri e di tutte le forme;
conserva le configurazioni di tutto ci che era, riflette gli splendori dei mondi passati e,
secondo l analogia, disegna i progetti dei mondi futuri. lo strumento della taumaturgia e
della previsione. (Troisme Partie: Les Mistres de la Nature. Le Grand Agent Magique. Pages
115 116).
La volont la madre di tutto, dice Ermete Trasmigista, la sua forza piena quando
indirizzata alla terra. Sale dalla terra al cielo e scende sulla terra. La volont acquista la forza
di tutto il supremo e di tutto l inferiore. Questa forza pi potente di tutte le altre: essa vince
tutto lo spirituale e penetra allinterno di tutto il materiale. Cos la creazione del mondo. (P.
Piobb. Formulaire de haute magie.)
Secondo questi fondamenti le scienze magiche insegnano che lenergia psicofisica della
Volont pu essere sviluppata fino ai gradi pi alti che ha la possibilit di raggiungere,
proporzionalmente alla sua tensione dinamica, influire su qualche organizzazione sensuale a
che si lega: la Forza della volont sa influire anche sui fenomeni della natura; Il mago, che
svilupp la sua arte, capace di governare sopra le sensazioni delle altre persone, di cambiare
le condizioni dei corpi fisici e astrali, di governare gli spiriti di natura, non facendo nulla
nuovamente, anche il mago dirige la natura e trasforma, secondo i suoi progetti, i materiali
della natura, anche il mago esperto forma la materia primordiale passata attraverso tutti i tipi
dell evoluzione.
La teosofia contemporanea fa la volont a una delle tre onde vitali che contemplano
luniverso, secondo questa teoria (3. al cap. XXIV). La volont, che anima la materia
(contemplata l evoluzione), diventa la volont del lustro rapido (chiarore improvviso) divino,
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la parte del Fuoco Divino del Fohat-Logos che avvicina questa parte del Fuoco Divino al
Cundalini dei gioghi indiani. Nelle spiegazioni 24, 25 e 33 di certi frammenti del menzionato
gi Libro delle Regole d Oro, il traduttore compone le determinazioni brevi di questa Forza
misteriosa che corrisponde al concetto AUM: il concetto Cundalini rappresenta il Fuoco
mistico o la Forza di serpente. questa Potenza occulta di Fohat; questa forza primordiale
costituisce tutta la materia organica e non organica. Essa ha la forma di anello per il
movimento spirale e per il lavoro mediante il corpo dell accetto che lo rappresenta e lo
sviluppa. l artistica forza elettro-spirituale la quale, se provocasse qualche azione, potrebbe
facilmente distruggere, come creare, e uccidere ed al tempo stesso regalare la vita. la madre
dellUniverso. La principessa era tranquilla seguendo la fontana del suo sangue. Prima di
sacrificare la sua vita il principe sussurr: Sono felice.
Con la preghiera nuova, curando la puntura approfondita con la parola nuova alzai la
vittima nel vaso sacrale al trono antico per chiudere sotto il tessuto ricamato con lornamento.
E tocai dal fronte il vaso caldo col sangue, creavo la preghiera La sua ispirazione un e
rafforz i miei sentimenti allunica aspirazione calm il corpo e io uscii alla dimenticanza di
s conquistato con la beatitudine fra la realt e il sonno. Entro il suo corpo, il sacerdote era il
diavolo.
P. 235: Nella tranquillit chiara, splendente e senza personalit con lanima del mondo
confluendo armoniosamente, lanima ringiovanita strappava gli strati delle influenze terrene
come la pelle del serpente.
Cos lanima del sacerdote si nutriva dallincoscienza con la forza della giovinezza rifiorita e
sembrava unirsi con lUniverso in vigore del dolore e della sofferenza delle vittime che stava
sospesa tra la vita e la morte nello stesso processo.
Allora la Forza, come la corrente anulare, accese spontaneamente nel mio sangue. E nel cuore
la fiamma del santo fuoco, tremando, trepid come il pungiglione.
P. 236: 3 L unit dello spazio cosmico e di qualche individuo stata espressa con la
formula triplice: Io sono Brama Io sono quello Quello che tu sei. Brama, sf. Desiderio
inteso, violento, smodato (di cibo, di ricchezze; anche di onori, di sapere); avidit sferenata (che non rifugge da nessun
mezzo per appagarsi, e nellattesa si arrovella e tormenta). Dante, Inf., 1-49: Ed una lupa, che di tutte brame / sembrava
carca nella sua magrezza. Boccacio, 3-1.26 (Inf., 1, 49): Brama propriamente il bestiale appetito di minacciare. Buti,
1-34 (Inf., 1-49): Cio parea caricata di tutte brame, di tutta fame. Dante, Inf., 15-III: Anche vedervi, / savessi avuto di
tal tigna brama / colui potei che dal servo de servi / fu trasmutato dArno in Bacchiglione, / dove lasci li mal protesi
nervi. Idem, Inf., 32-94: Ed elli a me: Del contrario ho io brama. Idem, Par., 4-4: S ristarebbe un agno intra due
brame / di fieri lupi, igualmente temendo. (Grande Dizionario della lingua italiana, Unione tipografico-editrice
Torinese . 9/V71964.). Essi obbligarono a leggere le altre preghiere demoniche:
ha il confine col mondo nostro, ma chiusa dalla gente, si sparge infinito il mondo delle idee
senza sentimenti. Sono i sogni del Caos, i sogni del Titano nello specchio morto dei secoli
come lombra del vapore delle nuvole sulla superficie tranquilla delloceano. L nasceranno,
senza concezioni al di fuori delle cagioni ed al di fuori delle alternanze, le orde senza nomi dei
concetti incoscienti Inquietando e violando con la pesantezza del sentimento scuro, li
disturba la volont cieca della sete perfida dellessere. Soltanto la potenza artistica della
parola vincente sopra lessere senza viso. Il silenzio si frantumer col suono dellappello. Le
parole potenti del fulmine si spruzzeranno all oscurit del non essere, nellimmagine evidente
della risonanza, animando lessenza senza nome. Il lato positivo della vita e il desiderio della
felicit comuni a tutti superano le forze del Caos nellanima persa del sacerdote. Il folle
sacerdote decide di obbedire e superare le forze incoscienti delle orde senza nome. Sentendo il
potere della parola non di qua comanda: Affinch tu sia quello! per entrare visibilmente nel
cerchio esterno, o Nulla incarnato. Per essi privarono della piet ai gemelli.
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P. 237: Ancora non placato l ultimo suono nel tempio e si ode il breve sospiro
strozzato simile al pianto. Io cap la tortura. Ma, estraneo alla piet io stavo nella previsione
sacrale. Lo toccai con lo sguardo, col piacere del creatore, come immagine putrefatta, la forma
corporea del ceto dei gemelli. Egli non uccideva. Il sacerdote si nutriva con lenergia della loro
vita e della loro freschezza, della loro tortura e della loro morte. Verosimilmente, desiderava
obbedire e superare la loro confluenza reincarnata nellAndrogino allo scopo di ottenere l
immortalit attraverso le potenze senza coscienza e senza immagini per salvare il mondo? La
memoria della saggezza umana del sacerdote si obbediva alla memoria diabolica della
sensazione nellestasi che lo obblig ad obliare le piet per sofferenze dei gemelli. Essi non
potevano morire velocemente come il sacerdote aveva progettato in precedenza. La loro estasi
fu spenta. Le corde li tormentarono; la febbre terribile gli secc le labbra. Le loro sofferenze
furono imprese negli occhi. Sotto i nodi si enfiarono le tumefazioni delle vene gonfie di
sangueIl sacerdote seguitava ad ignorarlo.
P. 238: Per celare il suo atto alle vittime E ALLA PROPRIA COSCIENZA nel XLVII
capitolo egli parla ai gemelli tormentati e ancora vivi: Coraggio, figli! Non molto tempo ci
sar dalla fine! Egli sogna come il loro padre vedr lerede eterno nellAndrogino. Ma le
forze del male non riescono a cancellare la memoria della saggezza umana nellanima del
sacerdote potente. E il Grande Drago della Potenza minacciante turbina in me: stringe il mio
cuore dolorosamente come nelle zampe del piovra e sventola nel corpo come il ciclone arso.
Cos la forza del Caos lo port a dimenticare il mondo e se stesso. La forza della volont
tuttavia lo salv prima della perdita del controllo degli elementi. Questa forza lo aiut a
scansare linferno e reincarlo nel corpo dellautore della Rovina di Atlantide.
Ma con la volont dura adusa agli sforzi, faccio il discorso approfondendo la natura e
placando la pressione potente e terribile degli elementi cechi. Il nome comune e proibito dei
gemelli fusi lo ammira. Il principe chiamava la sorella gemente nel delirio. Il sacerdote
indifferente alle torture scriveva il loro nome col sangue sulle loro fronti come sulla materia
agognata. Quando i corpi cessarono di sospirare egli vidi la memoria della saggezza umana e
per un attimo fugace la memoria divina dellUniverso, ma con che prezzo? Lautore completa il
capitolo con la descrizione dei gemelli defunti tutta la loro bellezza.
XLVIII Cap. p. 242 Dopo la visione, simile alle canzoni invertite del Paradiso
dantesco lultimo sacerdote di Ra brucia i loro corpi con lacqua morta come col fuoco senza
che si decomponessero.
P. 243: I sette demoni della mitologia ebraica antica sono: Belzeb il conte dei
demoni e dell oscurit; Samaele il conte dell aria e l angelo del tribunale; Pitone lo
spirito degli indovini; Azmodeo l angelo uccisore; Belialo lo spirito dei traditori fitti
nel ghiaccio; Lucifero lo spirito della luce astrale; Satana lo spirito opposto a Dio.
Nel venir meno ratto della bellezza mondana resiede limmagine chiara della temporalit
vitale. Egli pronuncia il loro nome proibito la prima volta e la notte della natura mischiata si
rianim nuovamente. Egli spruzza le tracce dei corpi scomparsi con lacqua viva. Che potenza
salvava lanima dellultimo sacerdote secondo la concezione teosofica di Golokhastov? Prima
di tutto, egli non dimentic lo stimolo impeccabile della memoria della saggezza umana e
laspirazione alla memoria divina. Egli continuava a concentrarsi sulla salvezza del mondo. Le
forze delle orde senza coscienza e senza nome non poterono condurlo al Caos quando il
sacerdote divenne il proprietario della natura senza regole. Egli cacci via il diavolo da s e da
tutto: Io spruzzo conducendo gli Inizi Spirituali nel cammino all Eternit dalla prigione
caduta. Contrapposto a Dio, Dominio dell astrale, Potere dellAria, Dominio degli spiriti
dell oscurit, Egemone della predizione, Angelo Sterminatore e Demonio della Caduta della
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fede! Dal potere delle Magie Supreme vi caccio via come il mago guida di questi atti sacrali
allora prediletta di Istar.
[75] questordine (del fato) avvince le azioni e le varie vicende degli uomini con
uninscindibile connessione causale; la qual connessione procedendo nella sua origine dai
principi dellimmobile provvidenza, necessario che anche quelle cause siano immutabili. Le
cose infatti sono ordinate [80] nella maniera migliore se la semplicit che risiede nella mente
divina d origine a un ordine irremovibile di cause, e quest ordine poi con la sua immutabilit
raffrena le cose mutevoli che altrimenti andrebbero vagando caoticamente. (1)
Il sacerdote provoc lapocalisse di Atlantide e deste regola a un ordine nuovo del
rinnovamento dell umanit. Si pu supporre che Golokhvastov voglia mostrare i tratti pagani e
sbagliati della fede nel dio del sole perch il sole non muove nel mondo caotico regolarmente.
Secondo Boezio e il cristianesimo, il Dio Assoluto, Signore di tutto immobile e dirige il
mondo instabile e mortale. La divinit eterna ovunque. Dio cre questo mondo dinamico i cui
movimenti corrispondono alla volont di Dio che sostituisce la Divinit statica ovunque dal
frutto dinamico dell attivit divina, in cui si nasconde la legge principale della civilizzazione
di Atlantide che doveva scomparire.
Per quanto dunque a voi, del tutto incapaci di discernere questordine, tutte le cose
appaiano confuse e sconvolte, [85] non di meno obbediscono tutte ad una loro norma, che le
orienta verso il bene. Nessunazione, infatti, viene compiuta a fin di male neppure dagli stessi
malvagi; questi, come ho abbondantemente dimostrato, cercano s il bene, ma ne sono sviati da
un perverso errore; tanto impensabile che lordine che scaturisce dal fulcro che il sommo
bene possa mai deflettere dal suo ordine. (2) 1, 2 (Boezio Consolazione della filosofia, IV, 6)
Perci non si poteva evitare la catastrofe della civilizzazione di Atlantide. Gli errori del
sacerdote salvano tutti gli altri continenti dal peccato e, verosimilmente, restituisce due
emisferi al loro inizio prima della loro nascita nei corpi dei gemelli che non erano che la
separazione dellanima inseparabile anche la sua apocalisse innalz il mondo disturbato come
la condanna di Boezio innalz la potenza della sua anima fino al libro doro Consolatio
philosofiae (Consolazione della filosofia)
Boezio sostiene che i malvagi sono infelici appunto in quanto tali e che potranno avere un sollievo alla loro
infelicit solo scontando la pena dovuta alla loro malvagit. Chi riesce ad evitarla merita pi compassione di chi,
invece, la sconta, perch questultimo riesce almeno in parte a liberarsi dal male (cfr. 472e sgg. che si evidenzia,
nella Rovina di Atlantide come alcuna liberazione dellultimo sacerdote supremo dalla
societ incurabile e da s, perch egli stesso non era che la sua particella) Precisato questo, si torna
al punto iniziale: come si armonizza la certezza dellesistenza del bene e del male con il dispiegarsi della provvidenza di
Dio? se, come evidente a tutti, i beni terreni (i quali, pur non essendo veri beni, sono per almeno in parte tali: cfr.
Arisot., Eth. Nicom. 117 8 25- b 3) toccano a caso agli uomini, allora bisogna concludere che la loro distribuzione
ingiusta. Ma se c un Dio che guida ogni cosa, anche lattribuzione del bene e del male deve dipendere da certe cause:
bisogna, dunque, conoscere siffatte cause. evidente lallusione di Boezio a se stesso e alla propria vicenda, nella quale
la sua nobile condotta era stata cos ingiustamente ricompensata (prosa 5). In modo un po criptico ci confermato dal
successivo carme V: se uno osserva i fenomeni celesti a cui abituato, non se ne meraviglia, mentre se gli capita di
osservare dei fenomeni non usuali (ad esempio, una eclissi), rimane sbigottito, perch non ne conosce le cause.
Altrettanto avviene per il bene e il male che sono sulla terra, la cui intima giustificazione sfugge ad un primo sguardo
degli uomini. (La consolazione della filosofia di Severino Boezio a cura di Claudio Moreschini (p.46), Unione
Tipografico-Editrice Torinese.)
Lultimo sacerdote diviene la vittima implicita, espressione di questa incapacit umana
di discernere lordine universale dal disordine anche di capire che il desiderio di cambiare
lordine delle forze della natura condurr al caos, alla perdizione del controllo degli elementi.
Scendete all Oscurit! Vi comando con la Forza Chiara e con lAngelo del pentacolo Allo
stesso tempo egli continu a chiamare lAndrogino dal Regno dei morti. Allinterno della sua
anima la menzogna della memoria della saggezza umana e il desiderio accecante e accecato
della memoria della sensazione superarono la memoria divina che era stata violata ed era
scomparsa per vincere distruggere il sacerdote e la civilizzazione di Atlantide alla fine
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dellepopea.

III ROVINA DI ATLANTIDE p. 254: Sicofante il mentitore, il testimone falso. Quasi
tutta la copertura del tempio Ziggurat era dargento, i cui acroteri erano coperti doro. Il
soffitto era fatto con ossa di elefanti. Nella Rovina di Atlantide, il culto del dio vissuto sul
sole simbolizza un Dio monoteistico. Il significato essenziale filosofico aveva il suo volto
umano nel corpo del dio Ra. Lo simbolizzava il suo ultimo servitore allinizio dellepopea che
simbolizza, alla fine, la sua antitesi. Egli diventa il mentitore di se stesso. Ancora prima di
uccidere i gemelli presentiva che non tutto sarebbe stato conforme ai suoi desideri. Perch
Atlasso non utilizz il mistero dell immortalit? Si port questo segreto nella tomba, dove lo
nascose sul suo cadavere. Pensava che nessuno fra coloro che erano ammessi allo Ziggurat
sarebbe riscritto a tormentare la sua cenere. Il protagonista allinizio non riusciva a non capire
il pericolo dellapertura di questo mistero. Ma linteresse di animale, che dirige la memoria
della sensazione, suscita il desiderio fanatico di raggiungere lo scopo dello schiavo cieco
mentitore di se stesso. Verosimilmente, Golokhvastov vuole paragonarlo ai liberi politici della
sua epoca. Ma utilizza la filosofia, la magia e lo scopo dell Antichit e del Medioevo che
fanno comparire lAndrogino desiderato, l autenticit, la perfezione di tutto lumano. Solo alla
fine si pu indovinare perch la sua faccia, che in prima simbolizzava e armonizzava il dio che
si contrappone allanimale. Golokhvastov utilizza questa immagine del dio simile a quattro
animali e ne armonizza quattro in s: aquila, vitello, leone ed agno. Limmagine di questo dio
aveva il volto di ogni sacerdote nuovo regnato secondo la tradizione. Questo dio con laspetto e
il posto del sacerdote lo spinse a fare il crimine previsto per ottenere il desiderio innaturale. Per
questo motivo il desiderio di essere immortale reca in s il malinteso che si trasformer nella
menzogna fatale. Il sacerdote prevede la fine tragica dei gemelli nella notte della loro nascita.
Tuttavia nei primi capitoli egli non capisce che egli stesso, che simbolizza il dio animale con la
faccia umana sar la causa di questa morte orribile. Il dio che riunisce in s quei quattro
animali deve essere simile al Grifone che sale al Paradiso. Ma il Grifone dantesco non ha la
faccia umana e il corpo di animale allo stesso tempo. Il Grifone solo luccello di colore
vermiglio allo stesso tempo il Grifone riunisce in s quattro animali allinterno dellincoscienza
nel XXIX Canto del Purgatorio della Divina commedia di Dante (106-114):

Lo spazio dentro a lor quattro contenne
Un carro, in su due rote, trionfale,
chal collo d un Grifon tirato venne.
Esso tendea in su l una e laltra ale
Tra la mezzana e le tre e tre liste,
s ch a nulla, fendendo, facea male.
Tanto salivan che non eran viste
Le membra doro avea quantera uccello,
e bianche altre, di vermiglio miste.

106. contenne: accolse. 107-14. carromiste: pi che non da qualche vago spunto scrittuale (Ezech., I, 15-21;
Psalm., 67, 18; IV Reg., 2, II), avverte (vv. 115-7). Che il carro sia simbolo della Chiesa, interpretazione concorde di
tutti i commentatori antichi; ed anche quella che meglio sadegua agli svolgimenti successivi dellinvenzione.
(Invece, limmagine dellanimale ha il volto del sacerdote supremo con la sua invenzione
bipolare.) Le due rote significheranno le due Leggi o i due Testamenti, come intendono e pi; ovvero (come pensano il
Lana, Benvenuto e lAnonimo fiorentino) la vita attiva e la contemplativa; o anche, secondo altri, la sapienza e la carit
(Cfr. Par., XI, 28-36; XII, 106-7), o lamor di Dio e quello del prossimo (Cuchitto). Il Grifon, leone con testa e ali di
aquila, certo il Cristo, in cui si congiungono la natura umana e la divina (cfr. Isidoro di Siviglia, Orig., XII, 2, 17): le
parti in cui uccello sono doro, quantum ad divinitatem, le rimanenti bianche, quantum ad carnem humanam
puram, e inoltre di vermiglio miste, quia sanguine rubricata in ipsa passione eiusdem domini Iesu Cristi
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(Benvenuto); le sue ali si protendono verso la zona del cielo striata dalle sette liste luminose, passando per gli spazi a
sinistra e a destra della lista mediana e lasciando fuori da ciascuna parte tre liste, senza toccarne alcuna e vederla in
qualche modo (probabile simbolo della perfetta concordia fra la dottrina di Ges e la sapienza dello Spirito Santo); e
inoltre si levano tanto in alto che la vista umana non pu seguirle, perch salgono infino a Dio, il quale nessuno pu
comprendere (Buti). 108. al collo: dal collo. (1) (La Divina Commedia a cura di Natalino Sapegno. Riccardo Ricciardi
(pp. 729-730). Editore Milano-Napoli 1954.)

Lo spazio: intendi: in mezzo ai quattro animali venne un carro tirato da un grifone. Il carro rappresenta la Chiesa; le
due ruote il Testamento vecchio e il nuovo, il grifone Ges Cristo, uomo e dio, fondatore e guida della Chiesa. tendea
in su: alzava le ali per modo, che ciascuna veniva ad esser tesa infra la lista media e le tre di quel lato, e nessuna delle
sette liste (v. 77) turbava ( a nulla facea male) intersecandola (fendendo) (Andreoli). doro: simbolo della essenza
divina. Il bianco e vermiglio delle altre membra simbolo della natura umana. (La Divina Commedia p. 3 (pp. 689-691);
ristampa anastatica delleditore G.C. Sansoni, Firenze 1922,1988 )
Ma l immagine di Grifone simbolizza filosoficamente Ges Cristo (Dio) fondatore e
guida della chiesa. Ges sta nel XXXIII canto del Paradiso. Verosimilmente, Golokhvastov
vuole dire, mediante lallusione accessibile solo ai pi istruiti lettori, che l immagine del dio
Ra non il Dio naturale. Alla fine della Rovina di Atlantide l autore mostra la percezione
egoistica della divinit falsa; essa ha la faccia delluomo simile a tutta l umanit della sua
epoca. Perch, all inizio del poema, l esposizione del dio Ra ha la faccia umana e non solo
quella, ad esempio, del Profeta Atlasso? Perch il primo profeta non era come tutti. Invece il
dio del corpo dell animale ha la faccia del suo sacerdote cambiato che non che il servitore
spirituale del tempio, in cui uno si sostituisce dallaltro fino allultimo per accecare il proprio
spirito e trasformare se stesso e tutto il mondo nelle vittime del rinnovamento. Quando egli
capisce il suo ruolo fatale nella storia la sua volont spirituale desidera affinch dimentichino il
suo maledetto nome della vita precedente che non lo declinino fra i nomi pi orribili di tutta la
storia. Il nome implicito del tentatore con la faccia umana non di Grifone; ma di Gerione dal
XVII canto dell Inferno (dei versi: dal 131 del XVI canto fino al 32 del XVII canto dell
Inf.) di Dante:
+
Ecco la fiera con la coda aguzza,
che passa i monti, e rompe i muri e larmi; (come lapocalisse dellultimo sacerdote)
ecco colei che tutto il mondo appuzza! (portasse la malattia apocalittica al mondo)
Si cominci lo mio duca a parlarmi; 4
e accennolle che venisse a proda
vicino al fin de passeggiati marmi.
E quella sozza immagine di froda 7 (soffocante, falso testimone)
sen venne, e arriv la testa e l busto,
ma n su la riva non trasse la coda.
La faccia sua era faccia d uom giusto, 10
tanto benigna avea di fior la pelle, (come il tessuto ricamato che
e d un serpente tutto l altro fusto: copre il vaso del sangue col serpente)
due branche avea pilose in fin l ascelle, 13
lo dorso e l petto e ambedue le coste
dipinti avea di nodi e di rotelle.

La fiera: Gerione, fg. di Crisaore e della oceanina Calliroe, ucciso da Ercole. Si figurava in forma di mostro
tergemito, e appresso gli antichi era simbolo dell abbandonanza. Dante gli d aspetto e significato diverso dal
mitologico accostandolo alla forma de mostri biblici (Apoccal., IX, 7-10) e ponendolo, simbolo della frode, a custodio
dellottavo cerchio. passa i monti: va in ogni luogo, vincendo e abbattendo ogni ostacolo. Appuzza: fa puzzolento. Cfr.
Inf., XI, 52. passeggiati marmi: gli argini impietrati del fiume, sopra i quali i due Porti avevano camminato,
attraversando il settimo cerchio. arriv: approd, giunse, come navicella, alla riva, appoggiandovisi con la parte
superiore del corpo, e rimanendo col resto nel vuoto. La faccia: la frode, esecuzione dingiuria con inganno, assume
laspetto del contrario dellingiusto Torraca. Cfr. Conv., 1, 12. avea: sott.: la faccia. La pelle: il sembiante, laspetto.
(La Divina Commedia p. 3 (p. 169); ristampa anastatica delleditore G.C. Sansoni, Firenze 1922,1988 )
I simboli, come l ordine dell alternanza dei colori, possono scaturire dall incoscienza,
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oppure possono essere composti specialmente per contraddire la Divina commedia, a volte
rifiutandola. Nella Divina commedia in precedenza compare limmagine infernale di Gerione
e dopo, nel Paradiso il viaggiatore incontra il Grifone, lopposto del primo. Ma entrambi
nella Divina commedia hanno nomi simili. Nella Rovina di Atlantide limmagine del dio
Ra, intagliata e disegnata sul soffitto dello Ziggurat con la faccia dellultimo sacerdote
supremo, sintetizza ambedue immagini dantesche. Ma, al contrario di Dante all inizio, il
lettore percepisce il prototipo del Grifone, alla fine la salita al cielo dell Androgino con la
nuvola rossa il lettore, abbastanza istruito, vede Gerione nell immagine dell ultimo sacerdote
sicofante. Perch cos come in un primo tempo Dante scende allInferno, quanto prima il
sacerdote ascende seguendo la realizzazione del suo progetto. In seguito, secondo lo schema
implicito della composizione della Rovina di Atlantide, di tanto Dante si alza, quanto il
sacerdote cade. La caduta della sua anima inizia con la sua prima visita nel tempio sottoterreno
ma non a scopo formativo come Dante! Scende l per trovare la risposta negata sempre agli
uomini.
Il Gerione di Crisaore passa i monti. Va in ogni luogo, vincendo e abbattendo ogni
ostacolo come fece il sacerdote di Ra avvicinandosi al suo scopo. Egli vinceva tutti i sentimenti
della giovinezza per conseguire i misteri sacrali. Nessunostacolo esisteva nella sua anima. Egli
pensava di lottare sempre per laffare divino sotto il segno del sole con la faccia dell uomo
giusto in seguito quando uccider i gemelli per l immortalit giustificher il sacrilegio.
Dopo pronuncer la punizione:
Suona dall oscurit dei tempi: Non uccidere!, ma lultimo sacerdote coronato con la
fama, io ho trasgredito questo come il mago sicofante che onorava sacramentalmente il
primario di Atlantide!
La faccia simbolizza la frode, esecuzione dell ingiuria con linganno, assume l aspetto del
contrario, dell ingiusto, scrive Torraca (Cfr. Conv., I, 12) del Grifone della Divina commedia.
Il corpo sibolico del sacerdote non corrisponde al corpo di Grifone ma corrisponde al serpente
fatale nel vaso del sangue dei gemelli. Come il destino questa immagine si esamina,
verosimilmente, solo dall interno. Due branche di Grifone sono state contrapposte ai piedi del
toro simbolizzato il dio Ra. Gerione la fatalit del sacerdote che lascia la sua faccia dopo
luccisione dei gemelli attraverso il sacrificio proibito e la loro trasformazione nellAndrogino.
Il dio Ra generoso e resta tale se rapportato al nostro Dio e non al suo simbolo corrotto
costruito col suo ultimo sacerdote come il titolo di Papa di Roma non mai stato identificato a
molti pontefici Anastasio, Adreano V, Nicol III e Bonifazio VIII nella Divina commedia.
Il popolo dell ultimo sacerdote supremo, che lo simbolizzava, dimentic Dio, secondo
le ultime righe del Crizia, il cui pensiero riflessivo alla fine del cap. III della Rovina di
Atlantide la dimostrazione, implicita tramite le immagini celate, che il simbolo dell
immortalit non l immortalit stessa come il simbolo del bene non il bene stesso. La
previsione della catastrofe e il desiderio di evitarla non realizzano la salvazione. Qui si
nasconde la tragedia di tutta lesistenza umana fino ai nostri giorni. Questo fatalismo filosofico
diventa la fonte principale della memoria della saggezza umana che sintetizza si s la
giustificazione e linganno, il simbolo e la realt.
Analisi della memoria del senso sulla base della memoria della saggezza umana
A) I naturalisti (della descrizione di eventi senza alcun tentativo di offrire
spiegazioni / del libero arbitrio e della responsabilit umana di ogni atto)
Secondo la prima di tali concezioni le espressioni implicanti la categoria di causalit assumono nella storia un
significato diverso da quello che hanno quando sono impiegate dagli scienziati naturali: gli storici, avendo un compito
pi descrittivo che esplicativo, quando enumerano le cause di un certo evento intendono in realt riferirsi alle
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circostanze, ai motivi, alle ragioni, alle intenzioni o agli scopi che rendono comprensibile perch degli uomini, posti in
una data situazione, agirono come agirono. (p. 3)
coloro che restringono la loro ricerca alla pura descrizione del passato senza alcun tentativo di offrire
spiegazione, asserzioni riguardanti la rivelanza e la determinazione ecc. (Hempel 1942, p. 355), vale a dire gli storici
nella prima accezione tardo-ottocentesca del termine, secondo i quali lo storico, per citare il celebre morto di Ranke,
deve limitarsi a narrare come sono andate effettivamente le cose (wie es eigetlich gewesen); (p. 6) (Hempel, Negel e le
leggi di copertura: Cause e ragione che si evidenziano in tre gruppi delle conformit umana. (C. G. Hempel, Aspetti
della spiegazione scientifica (pp. 3 e 6), il Saggiatore, Milano 1986)
Secondo la prima teoria di Hempel, si pu credere nellesistenza del libero arbitrio in ogni
protagonista della Rovina di Atlantide. Nessun fatto epocale, sociale e spirituale non
giustifica il desiderio dellultimo sacerdote, il modo di ottenerlo e il leutanasia di due amanti
contrapposti alla natura. Anche se il profeta Atlasso cap che la scoperta del mistero dell
immortalit distrugge larmonia della natura non sar mai possibile aprirlo a nessun mortale.
Perch il primo profeta lasci lamuleto, che spiega lultima gradina della scala al mistero, sul
suo collo prima di morire. Verosimilmente, egli voleva rigenerare la civilizzazione dellisola
verde e distruggerla in seguito al periodo prestabilito? Se non cos perch egli non stermin
tutte le tracce della memoria di quello? Allora possiamo supporre che egli stesso assuma il
peccato dellultimo sacerdote e dei gemelli infelici. Atlasso analizz la capacit della memoria
della sensazione peggiore della natura umana e quando venne il tempo dellincarnazione della
persona prevista volle giocare il ruolo di Dio nella storia e trov lamuleto sullo scheletro di
Atlasso per provocare lapocalisse. Se questa proposta corretta Golokhvastov riflette le
immagini del Principe Amleto e del suo educatore scherzoso Yorik nei personaggi dellultimo
sacerdote di Ra e il profeta. Sono entrambi le vittime del destino ed entrambi tengono in mano i
crani dei loro insegnanti con lorgoglio e con lillusione affinch le loro vite superino la morte
perfida. Lincontro tra il sacerdote vivo ed il profeta morto fa presupporre che non Dio avesse
previsto tutto ma che il ruolo di Dio assumesse il profeta presentito lo stesso incontro. La
colpa del profeta diventa pi pesante di quella del sacerdote accecato se analizzano i fatti
storici senza alcun tentativo di offrire spiegazioni delle circostanze e dimenticano la
provvidenza divina.
B) Agli antinaturalisti (affidano alla storiografia il compito di descrivere e
comprendere, tale comprensione ritenuta ermeneutica e distinta dalle spiegazioni delle
scienze naturali, si evidenzia il fondamento della cultura concepita in opposizione alla
natura. / essi sono da considerarsi i compatibilisti) appartengono tutti e tre i protagonisti
dellepopea.
In base alla seconda concezione un azione umana o un processo storico possono essere spiegati casualmente
perch non contraddittorio asserire che un certo evento (c) fu causa di un altro evento (e) e negare, al contempo,
lesistenza di una qualsiasi legge, secondo la quale ogni volta che accade un evento del tipo di (c) segue (o accade
simultaneamente) con regolarit un evento del tipo di (e). Ad esempio asserisca che lassassinio dellarciduca dAustria
a Sarajevo caus lo scoppio della prima guerra mondiale non costretto ad ammettere la validit di una qualche
implausibile legge, secondo la quale gli assassini provocano sempre (o quanto meno in genere) delle guerre mondiali.
questa una posizione basata sulla nozione di causalit singolare (p. 4)
quegli storicismi (nel principale dei significati assunti dalla parola nel Novecento) che, sulla scorta di Windelband e
Rickert, distinguono le scienze idiografiche da quelle nomotetiche e pertanto, mentre riservano alle cosiddette scienze
fisiche e ad altre discipline metodologicamente affini la ricerca di leggi, affidano invece alla storiografia il compito di
descrivere e comprendere dallinterno, nella loro irriducibile individualit, dagli eventi che si configurano come storici
proprio perch unici ed irrepetibili; tale comprensione ritenuta simpatetica (o ermeneutica) e comunque distante dalle
spiegazioni delle scienze naturali, perch fa riferimento a dei valori che sono esclusivamente umani e che costituiscono,
in Rickert, il fondamento della cultura concepita in opposizione alla natura. (Hempel, Negel e le leggi di copertura:
Cause e ragione che si evidenziano in tre gruppi delle conformit umana C. G. Hempel, Aspetti della spiegazione
scientifica(pp. 4 e 6), il Saggiatore, Milano 1986)
Molti elementi dimostravano al sacerdote che il suo itinerario sbagliato. Quando vedeva
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il pericolo dopo quindici anni nelle stelle voleva sinceramente difendere i bambini reggi. Perch
la stessa anima non vedeva il pericolo quando arriv il termine? Perch la natura umana crede
nelle proprie forze e sbaglia sempre? A tutti gli uomini si presenta la possibilit di scegliere e
ciascuno sceglie entro i termini della predestinazione. Nel XXXVIII capitolo (pp. 191-195) il
sacerdote prega affinch i gemelli rinunzino al suicidio. Egli crede che quello sar da
considerarsi come latto eroico ma dopo la voce dellanima suggerisce che sulla cima della
Santa Montagna si nasconde il pericolo. Anche la bambinaia non accecata capisce la follia del
rito che accompagna i gemelli saliti alla morte apocalittica, ella non riesce a compiere il suo
ruolo rituale nel XXXIX capitolo nelle pp. 202-203. Il suo cuore sente il pericolo e pertanto le
labbra pronunciano laltra preghiera contraddetta il rito del suicidio e il sacerdote la interrompe.
Nella pagina 204 la vecchia cade incosciente. L anima pu scegliere e sceglie che non volesse
stare sotto linfluenza delle circostanze persuase. Il sacerdote poteva scegliere la morte
contrapposta all immortalit. Il destino lo fa essere supremo nellepoca in cui nacquero i
gemelli. Tutti e tre dovevano e non dovevano allo stesso tempo compiere le loro
predestinazioni, ci che si pu spiegare secondo le circostanze e la volont umana dipendente
dalla memoria del sensazione. Verosimilmente, si poteva andare contro le circostanze, la
previsione di Atasso di condannare l umanit, di vincere e di comprendere il desiderio di
immortalit. Tutto poteva sviluppare gli eventi ma non esisteva invece la giustificazione per il
tradimento dellamore al di fuori della natura e per il legame alleredit di Atlasso. Se si
analizza la Rovina di Atlantide dal punto di vista dei compatibilisti si vede che luomo ha il
diritto di combinare le circostanze storiche e sociali ma soltanto quelle dirigono gli atti umani e
fanno la storia. Le anime come quelle del principe e della bambinaia vedono la realt in modo
pi preciso della sorella e dell ultimo sacerdote ma non possono lottare contro la loro fatalit.
Le altre persone come lultimo sacerdote entrano nello stato di cecit in cui non perdono la
potenza e resistono alle forze caotiche del male e allo steso tempo non desistono dallo scopo
sbagliato e restano indifferenti alle sofferenze delle vittime come nel XLVII capitolo nelle pp.
238-241 e nel XLVIII capitolo nella p. 243.
Nulla est virtus in coelo aut in terra seminaliter et separata, quam et actuale et unire magus non possit (Non c la
virt nel cielo anche sulla terra di seme e separata come ed attualmente il mago non potesse unire) (Conclusiones
magicae 5, Opera, 104 Pico della Mirandola), Idea del microcosmo e Dignit umana, Seconda parte, terzo capitolo,
Ernst Cassirer, (p. 1), Leipzig, Berlin, 1938).
Dopo il rito delluccisione e della disgregazione dei loro corpi le potenze caotiche della
memoria della peggiore sensazione colmano lanima del sacerdote e lo obbligano a pronunciare
le preghiere diaboliche dove la met r i ca ( quant i t dei suoni vocal i ) e
lalternanza tonica delle sillabe lunghe e brevi costruiscono lesametro classico e non
corrispondono al ordine totale (_VV__VV__VV__V(V)) di tutta lepopea. Verosimilmente,
egli perde lanima indipendente nella fine dell ultimo capitolo dellAtlantide, seconda parte
dellepopea nelle pp. 246-247:

9

, , , ,


Io celebro la festa dello spirito eterno ed alzo, al combattimento del trionfo, la potenza antica,
scura, festeggiata, corrotta della sostanza dossa.

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, , 8
, ,
, , ,
, , !
Vi Chiamo, Forze naturali, vi messaggioForze Primordiali, voi incoscienti, negli abissi, senza
carne, senza anime voi tute sotterranee di Cabala
, ! 7
, !
!
: ,
,
!

Geni del Vento, tiranni daria! Demoni del Mare, colossi subacquei! Gnomi della Terra! E
Ciclopi del Fuoco! Vi prego: alzatevi liberi, alzatevi potenti, salite ubbidienti per me!

! ! 6
.
o:
.

Al combattimento! Vi regalo il permesso! Dov la concordia perch sia la distruzione. Solo la
morte permette di intendere la resurrezione: si fonda il loro mondo sul lotto.

; 5

,
!
In ogni attimo c la scomparsa. In ogni momento la comparsa. Perch, dal nome della
verit, sia la benedizione alle potenze alzate al combattimento!

, ! 4
, !
, !


Rompetevi nelle ceneri le creazioni precedenti! Gli spazi dellUniverso aprite vi senza lidi!
Spegniti Ishtar! Perch faccia chiasso pi ribelle rumore distruttivo tutto.
! , 3
,
,


Si avvicina il sospiro pi furioso delle tempeste! Turbamento terribile delle acque arrabbiate,
brucia folle lardore pi stupido del fuoco, soffoca il samoom sparso.
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Verosimilmente il sacerdote credeva nella propria potenza e non aveva paura delle forze
caotiche della natura.
Nihil magnum in terra praeter hominem, nihil magnum in nomine praeter mentem et animum,
huc si ascendis, coelum trascendis, si ad corpus inclinas et coelum suspicis, muscam le vides et et
musca aliquid minus. (Nulla pi magno sulla terra non oltre che luomo, niente pi magno nelluomo
non oltre che la mente e lanima, se ti alzi fino a quello sei trascendente il cielo, se ti inclini al corpo
e sospiri (guardi) il cielo ti vedi la mosca e meno). (Conclusiones magicae 5, Opera, 104 Pico della
Mirandola), Idea del microcosmo e Dignit umana , Seconda parte, terzo capitolo, Ernst Cassirer, p.
1, Leipzig, Berlin, 1938)
Si pu supporre anche che solo nella seconda quartina dalla fine del capitolo la
coscienza torni al sacerdote e la memoria della sua migliore sensazione avvicinata alla
memoria divina che comanda agli elementi perturbati:

, , ! 2
:
, ,
!

Fermati trionfo versato dal caos! Io eccito la corrente opposta: col nome della benedizione,
Parola Proeterna da lunit a due!

! ! 1 (dalla fine capitolo)
:

!

Finito! Sole dell immortalit sul solito! evidenziato il segreto degli elementi misteriosi: con
lo Spirito dArte della materia corrotta io ordino AUM!
Queste sei ultime quartine hanno la stessa rima delle prime tre strofe.Ogni quarta strofa
la comune di tutte e due le quartine precedenti ed anche le ultime strofe delle quattro ultime
quartine hanno la stessa rima. Questo ordine della monorima medioevale corrisponde alla
tradizione dei trovatori della prima met del XII secolo ed anche dei poemi di Jacopone da
Todi nato nel 1236 circa. Verosimilmente, questa preghiera eretica riflette invece la loda 1
(LXXII) di Jacopone da Todi e come allo stesso tempo la stessa logica contraddetta la
Divina commedia affinch ogni destro (ad esempio bianco) rappresentasse il corrispondente
sinistro (ad esempio nero) ecc. che succede, nella Rovina di Atlantide, ogni volta in cui
qualche immagine riflette il suo analogo contrario delle altre opere.
Vorria trovar chi ama: [Vorrei trovare che ama
multi trovo che sama. Trovo molti che amano soltanto se stessi
Questi due strofe ricordano da vicino le caratteristiche dellamore reale dell ultimo
sacerdote di Ra ai gemelli adulti. Si pu supporre che le prime due righe del poema si
relazionano alle prime tre quartine precedenti (non corrisposte alla metrica di Jacopone) che
obbligano le anime dei gemelli uccisi a trasformarsi nellunico maschile e femminile
immortale.
Credeva essere amato: Credevo che si pu essere amato
retrovome engannato, mi ritrovo ingannato
dividenno lo stato 5 va dividendo lo stato (dividono il mio stato)
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per che lomo s mama. perci se luomo mi ama (se mi amano) .
Il sacerdote accecato credeva nell inganno di se stesso e dei gemelli tormentati prima di
morire. Luccisione magica trasform i gemelli nelle vittime fatali attraverso la sofferenza
infernale a causa delle preghiere diaboliche. Quelle ritirarono le potenze della loro adolescenza,
nutrirono la vecchiaia con la loro energia
ed obbligarono a perdere la loro memoria innocente della sensazione e la memoria della
saggezza umana. La loro confessione divide lo stato fatale dell amore del sacerdote.
Lomo non ama mene: Luomo non mi ama:
ama que en me ne: ama quanto fa conseguire
per, vedenno bene, perci vedendo bene,
veio che falso mama. 10 vedo che mi amano falso.
La natura umana non ama gli altri come ama se stessa. Essa persuade ed obbliga a
credere che ama gli altri. I cari diventano pi cari per quanto fanno conseguire lo scopo di tutta
la vita. La principessa e il principe credevano che il vecchio educatore mi ama pi di tutto nel
mondo vedendo bene la realt del suo amore falso dopo, con le torture prima di morire.
Si so rico, potente, Se sono ricco, potente
amato da la gente, sono amato dalla gente
rentrovanno a niente, quando dopo torno a niente
onn ono si me esciama. a cui se mi disamano.
Se i gemelli non fossero i figli del re di Atlantide il sacerdote non li amerebbe. Se il loro
amore non lo collegasse all immortalit egli non si preoccuperebbe cos tanto della risoluzione
del loro problema fatale.
, ,[Quella potenza il fuoco,lanima del mondo]
, [la madre benedetta e minacciata]
,[Nascondendo il suggerimento della contemplazione]
. [Ella dotata anche per uccidere],
si canta nel XLVI capitolo nella p. 235 quando il sacerdote tagli le vene dei gemelli e la loro
forza caric il suo vecchio corpo. Egli resta indifferente alla grida di entrambi nel delirio
descritto nelle pagine 238-239. Nella pagina 240 il narratore mostra la memoria della sua
sensazione, che visse tutto lUniverso con la libert del Serpente di fuoco alzato al cielo
quando lincarnazione dellultimo sacerdote di Ra viol lequilibrio del lotto.
Ergo lavere amato, 15 Dunque il tesoro amato
ca io so ennodiato: perch io sono odiato
per folle stato perci stato folle
chi n tal pensier sennama. in tale pensiero quando si amano c il falso amore.
(si fa prendere allamo)

La realt mostr per quanto il tesoro della predestinazione apocalittica dei gemelli
amato dalla natura interna del sacerdote e come egli odiato dopo dalle anime di tutti gli
atlanti e da se stesso nel caos apocalittico quando il sacerdote, torna alla propria memoria della
migliore sensazione indipendente perch perde il controllo degli elementi naturali senza anima
e senza ragione. Egli capisce in che stato di follia stava quando si fece assumere il falso amore
della violenza sulla natura.
Veio la gentilezza Vedo la nobilt
Che non aia ricchezza 20 affinch essa non abbia ricchezza
Retornar a vivezza: per ritornare alla bassa stima
onn omo lapella brama. Da cui luomo chiama lambizione.

Quando il sacerdote visse se stesso senza potenza e la gentilezza dell Androgino cieco e
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sordo in questo mondo senza ricchezza delle anime cancellate da se stesso egli maledice e
cancella il suo nome con la sua presunzione affinch nessuno lo pronunciasse nella
maledizione.

Lomo enserviziato Luomo che rende servizi
da molta gente amato: da molta gente amato
vedutolo enfermato, 25 lo vedono malato
onnomo s lalama. di cui egli sprofonda nel fango.

Il sacerdote utilizza i gemelli come un mezzo pertanto le circostanze lo obbligano ad
amare cos. La trasformazione dei fini nei mezzo diventa la malattia della societ che tutti gli
atlanti sprofondano nel fango. Luccisione dei gemelli sacrificati e utilizzati come strumento
dimostra che il sacerdote non si differenzia da tutti gli altri elementi sociali spiegati
storicamente che diventano responsabili dai suoi atti.

Lomo te vole amare Luomo vuole amarti
mentre ne p lograre: finch ne pu lucrare
si no i pi satisfare, se non puoi soddisfarlo
tllete la tua fama. 30 togliti la tua fama

Invece, prima il sacerdote amava i bambini finch essi non rappresentavano lo mezzo di
lucrare niente. Quando la sua incoscienza capisce che la vittima pu soddisfare il suo
desiderio lamore si amplifica in molte volte ma soltanto allesterno, mentre allinterno
svanisce. La sete di immortalit conquista il posto dellamore che si cela sotto il velo
dellaiuto. Lo sviluppo degli eventi suggerisce quasi in ogni capitolo: Ricupera i sensi e
caccia via quella di fama, la tua natura mortale e tu non capisci ci che fai, fermati se vuoi
amare davvero finch ne puoi lucrare.

Lomo cha santetate Perci luomo da considerare la tua santit
Trova granne amistate: Trova la grande amicizia:
se i ven la tempestate, se gli viene lavvertit
rompeglisi la trama. Rompigli da s stesso la trama.

Sacerdote, i figli regi credono nella tua santit e dunque trovano in te la grande amicizia
come in nessuno e ti raccontano il loro terribile mistero. Se viene lavvertit rompila, tu vuoi
sostituire Dio da te? Invece tu gli porti la trama delleutanasia rituale contrapposta alla pietra
dei sacrifici sanguinosi e il coltello portati con molta difficolt sulla cima della Santa
Montagna. Atlasso li volle simboli degli accessori delle vittime sacrificali contro Dio. Le
circostanze ti conducono alla scelta. Il tuo tempo attuale, sacerdote.

Fuggo lo falso amore, 35 Scappo dal falso amore
che no me prenda l core: perch non mi prenda il cuore
retornome al Segnore, ritornami al Signore
che ssolo vero ama. solo vero, opposto a falso, che ama.]

Atlasso scelse la morte e vuole dire Io scapo dall immortalit perch non mi collegi alla
vittima umana contro Dio solo, il vero (opposto a falso) che ama. Io non sono Dio perci
scappo dal falso amore affinch non mi prenda il cuore il desiderio di vivere a sempre. Tempo,
io non voglio essere il tuo signore, so di non capire nulla e ritorno al Signore che ama
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realmente. Sacerdote tu pensi di essere pi potente, pi intelligente e pi degno del Primo
Profeta? Invece hai sacrificato i figli regi contro Dio e susciti gli elementi del falso amore. Se
tu cieco e accecante conoscessi la verit
2 multi: si registra una volta per tutte il plurale metafonetico, ossia con per (oppure per ) in presenza di ; sama:
amano soltanto se stessi (Sapegno). Nella rima costante del componimento il vocabolo ama compare di frequente,
solo (versi primo e ultimo) o preceduto da pronome (2, 6, 10) o da prefisso (14 esciama disama ), oppure attraverso
un composto di amo ( 18 sennama si fa prendere allamo); e tale artifizio di rima identica o composta o equivoca
ribadisce ossessivamente il tema. 6. Se esaminano la circostanza. Si segnala in dividenno, una volta per tutte,
assimilazione centro-meridionale nn per nd. 6. lomo, qui e in sguito, ha valore impersonale. 7-8. mene, ne: con
paragone o epitesi di ne (probabilmente sul modello dun alternanza t(i)e / t(i)ene) che tipica dei dialetti centrali,
inclusa lEmilia, e occorre anche in Dante (fane, Par. XXVII 33; salne e partine, Purg. IV 224, ecc.) que: quanto (che
la lezione glossematica delledizione Bonaccorsi). 9. per: perci cos sempre. 10. falso: neutro, con valore
avverbiale. Si segnala una volta per tutte la conservazione umbro-laziale di i consonante (veio per toscano veggio).
13-4. Il gerundio si riferisce alloggetto me: quando poi torno. 16. ennodiato: odiato (se per non sia en odiato, cfr.
Iv 10 e 14). 18. pensier, dellamore umano: il falso amore di 35. 19. gentilezza: nobilit. 21 vilezza: bassa
estimazione. 22. brama: varr ambizione, presunzione. 23. enserviziato: atto a render servizi (se per non vada
letto en serviato). 26. alama: apax legmenon come transitivo, che il Mancini (RLI LVII 152) rende con sprofonda nel
fango. 28. mentre: finch; logorare: lucrare, trarre guadagno. 33. tempestate: avversit. 38. vero: opposto a falso
10. (Poeti del Duecento e poesia popolare e giullaresca (pp. 67-68), Milano, Liguri editori, s. r. l. 1979)
C) I rappresentanti di questo gruppo del comportamento di causalit, secondo cui tutto
dipende dalla previsione del destino e non si pu cambiare nulla. Ritengono possibile una
spiegazione di taluni eventi particolari senza ricorrere ad alcuna legge. Secondo la terza concezione,
ogni spiegazione causale, tanto di un evento naturale quanto lazione umana o di un processo storico di un evento
naturale quanto di unazione umana o di un processo storico, implica un riferimento ad una qualche legge scientifica o
generalizzazione empirica. questa la posizione di quei naturalisti che, come gli empiristi logici anzitutto, si sono
riconosciuti nellanalisi della causalit, detta anche in termine contemporanei Regularity Theory, lespressione (c)
causa (e) pu essere correttamente usata solo se la descrizione di (e) e risultano empiricamente confermabili delle
leggi scientifiche, che, nel loro insieme, implichino (e quindi non ha alcun valore informativo, n esplicativo ne
predittivo) tanto nel caso che la descrizione proposta di (e) derivi tautologicamente da quella di (c) quanto nel caso che
(c) ed (e) siano, nelle descrizioni proposte, dissimili sotto ogni punto di vista da ogni altro evento noto. Ad esempio il
fatto che Cesare pass il Rubiconde e marci su Roma non pu spiegare, in virt di una impossibilit concettuale, perch
(ossia non pu essere causa del fatto che) Cesare pass il Rubicone gli scopi non avrebbero mai scorto tra luno e
laltro quella connessione che, sia esistita veramente o meno, appare comunque, come del tutto plausibile. (p.5)
coloro che ritengono possibile una spiegazione causale di eventi particolari senza ricorrere ad alcuna legge, cio i
sostenitori della causalit singolare. (p.6)
Secondo la terza concezione di Hempel, la memoria della sensazione senza legami alla
memoria divina lillusione anche il diritto della scelta dei personaggi storici non nientaltro
che linganno di loro stessi. Dio diede ad Atlasso il dono della Provvidenza e la comprensione
esatta di cos il tempo e per ruolo dei mortali. Ma Atlasso non pu scegliere. Egli non pu
scegliere perch capisce la realt delle circostanze come Cristo Figlio di Dio non pu scegliere
fra il Regno Celeste e il regno terreno perch se egli avesse scelto non sarebbe stato Dio, non
sarebbe stato inviato sulla Terra, teoricamente, per salvare l umanit. Ges diceva che
avrebbero utilizzato il suo nome per scopi infernali e non poteva influire sulle circostanze per
evitarlo. Atlasso previde la fine fatale dellisola verde; allo stesso modo obblig a portare la
pietra delle vittime umane e il coltello sulla cima della Santa Montagna e a metterli nel centro
del tempio del Dio del Sole. Secondo la prima concezione, la colpa primordiale della catastrofe
cade sull anima di Atlasso perch previde lo sviluppo di tutti gli eventi avendo la possibilit di
cambiarlo. Nel secondo caso la sua colpa si limita dall annientamento scorretto dell ultimo
livello della scala all immortalit legata alle vittime umane. Egli doveva annientare tutta la
pergamena dove erano descritte le conseguenze dell immortalit. Secondo la terza concezione
nessuno responsabile perch le circostanze storiche spiegano tutto ci che era programmato
dalla Provvidenza Divina.
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3) Filosofia morale Sulla menzogna: la presenza del malinteso (fraintendimento) degli eventi. Il
sacerdote di Ra non doveva comprenderli nella Rovina di Atlantide di Golokhvastov.
La menzogna: il mentire attraverso il linguaggio nega in modo cosciente la funzione
fondamentale del linguaggio. La comunicazione tra gli uomini costituisce la coscienza
menzognera. Il mentitore colui che mente in modo cosciente in quanto ha in s la capacit di
comprendere la verit e la volont specifica di nascondere attraverso il linguaggio. Per Platone
mentire a bella posta equivale ad agire con prossimo deliberato una forza un po selvaggia che non batte lo stesso
tempo della conoscenza.
Il malinteso: A) le devastazioni operate nella societ dal MALINTESO, dalla somiglianza dei dissimili,
dall incapacit di riconoscere la realt. (1)
1) Lamore il primo malinteso. Il bene pu essere senza il bello come la bellezza senza
lessenza. Le donne non sono tutto ci che significano. Ad esempio, le fidanzate del principe
non possono essere identiche allideale della donna che si nasconde nella relazione alla sorella.
Ma la societ provoca il malinteso di questo ideale sensibile che non corrisponde alla stessa
natura.
2) Il successo dipende dal malinteso, una mitologia illusoria. Il famoso concetto che
attira le folle maschera forse le opere pi disconoscenti del compositore acclamato
(Golokhvastov).
3) Il malinteso politico. Il principio negativo della lotta comune il codazzo di malintesi nei disegni
ambigui degli stessi vincitori. (2) Il principe vince i pirati che rapirono la sorella e torna con la
principessa allo stesso tempo la vittoria accresce il malinteso dello scopo essenziale.
La verit una. Si nasconde nel loro amore, nella tensione verso lAndrogino che dovr
provocare lapocalisse e liquidare la civilizzazione di Atlantide. Il desiderio di nascondere la
verit compare sempre. La possibilit di nasconderla nasce con la menzogna. Ambedue sono
infinite. La gestione matematica di questa infinit la malafede. Essa manifesta le orge del popolo
invertito e la conquista dei tempi simboli della sacralit ecc.. Addirittura in questa variet, infinit di
menzogne la verit stessa che prepara lesponente di coscienza della menzogna. La frammentazione del io in tanti
attori sociali. (3) Allegoria alcuna cosa attraverso un altro. Legocentrismo del sacerdote supremo
rafforza la frammentazione della sua vita che esiste soltanto per provocare il sentimento
dellegocentrismo. Il suo ruolo sociale conduce la societ alla fine attraverso il desiderio divino
fondato sul malinteso politico del profeta Atlasso.
la tabulazione che diventa la creazione di una realt falsa., il concetto sociale o pi esattamente (dal
momento che il due gi plurale elementare) la presenza dellaltro. Laltra verit non esiste. (4) 1, 2, 3, 4 (Vladimir
Jankelevich, La menzogna e il malinteso, Raffaello Cortina, Milano 2000) (13) Agostino, Sulla bugia, a cura di M.
Bettetini, Bompiani, Milano 2001) (14) A. Tagliapietre, Filosofia della bugia: Figure della menzogna nella storia del
pensiero occidentale, Bruno Mondatori, Milano 2001).
Lordine divino il migliore. Esso si fonda sul divenire della natura, sulla nascita, sulla
sofferenza, sulla felicit e sulla morte,sul tutto ci che muove lesistenza dell Universo e
nessun mortale riesce a sostituire lunica verit dal le altre che ci paiono prossime a Dio cos
come nessun mortale pu prendere il posto di Dio eterno.
I quattro vari modi di mascheramento della realt sono la dissimulazione, lalternazione, la deformazione e
lallegoria. La ragione sufficiente che fa dalla menzogna un inganno, ossia un induzione in falsit, il concetto sociale
o pi esattamente elementare) la presenza dellaltro. Laltra verit non esiste.
La menzogna di due casi ha uno scenario. La menzogna in stato dallerta. Le sue costruzioni non
esistono e bisogna confermarle continuamente e difendere contro le smentite del reale mediante unautentica creazione.
Un momento di disattenzione ed ecco crollare il castello di carte. Questa fragilit semplice e naturale, tanto la
menzogna tradisce lequilibrio precario, la situazione tesa e tormentata senza posa. la perdita dellio da parte del
mentitore. Egli sola una serie di maschere di linguaggi: (1)


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. (Rovina di Atlantide, p. 252)

La fede nel sentimento della propria forza provoc il malinteso, trasform lultimo
sacerdote nel mentitore di se stesso provoc la perdita del sentimento del suo io come era
scritto nella Provvidenza sconosciuta ai mortali.
La causa della menzogna fondamentale la mancanza di generosit e soltanto la generosit, sorgente
dellesistenza ritrovata, ritorner innocente e trasparenti come al primo mattino del mondo. (2) 1, 2 (Vladimir
Jankelevich, La menzogna e il malinteso, Raffaello Cortina, Milano 2000) (13) Agostino, Sulla bugia, a cura di M.
Bettetini, Bompiani, Milano 2001) (14) A. Tagliapietre, Filosofia della bugia: Figure della menzogna nella storia del
pensiero occidentale, Bruno Mondatori, Milano 2001)


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. (Rovina di Atlantide, p. 27 dal I capitolo)

Variet del malinteso. Il malinteso soggettivamente fondato sulla potenza del desiderio (nel caso concreto di
raggiungere l immortalit). Il manifesto fondato sul desiderio. Il linguaggio inteso di desiderio che utilizza lamore
immenso dei gemelli. il veicolo del malinteso. Desiderio (dellamore) linguaggio (confessione della
principessa al sacerdote) desiderio (di realizzare il sogno accecato) malinteso (di trasformare l
eutanasia nell Androgino Apocalittico). Il malinteso ha come il territorio interiore l inconciliabilit dei
linguaggi che si fondano su alcuni desideri diversi. (1)
Il tempo rende la vera autenticit, una cosa o un rapporto tra gli uomini. Lunit
inseparabile dei gemelli sar fatale, secondo il malinteso celato ai mortali. Essa provocher il
dolore spirituale e fisico dal riconoscimento fino alleutanasia trasformata nellAndrogino
Apocalittico. Il dolore rende davvero autentico il rapporto fra gli uomini. Compare la
comprensione che esiste il metodo storico e dialettico per andare incontro al vero. il tempo
del pentimento (della sorella), del dolore (con lassenza della scelta), del coraggio (del
passaggio attraverso la morte innocente all unit delle anime), del merito (di fare lamore
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accrescente di entrambi nell Androgino), e della nuova tentazione (raggiungere l immortalit
attraverso il pentimento, il dolore, il coraggio e il merito) che conduce le vittime cieche alla
realizzazione della Provvidenza disegnata sullamuleto di Atlasso e pentimento per lo stesso
sacerdote pente prima di morire. Cos tutti gli uomini passano attraverso quei quattro cerchi
alla tentazione molte volte nella vita. E tutto si ripete nuovamente, secondo la Rovina di
Atantide, nelle civilizzazioni successive.
Il tempo scandisce le tappe menzionate (pentimento, dolore, coraggio, merito, tentazione) attraverso le
quali una individualit fonda s stessa e percepisce il vero che in grado perci essere senza menzogna con un
individuo che segue lo stesso metodo di vita. La conversazione (arte orale) e la scrittura diventano i veicoli del
malinteso. Lallegoria tipologica ci conduce allintroduzione al De mendagio di Aurelio Agostino, al suo
ordine del malinteso e al modo di guarirne. L inconoscibilit dei desideri produce alcuni linguaggi che
trovano accordi provvisori che scompaiono velocemente perch sono fondati sul malinteso. Esso produce una
socievolezza in continuo mutamento perch basata sul falso. (2) 1, 2 (Vladimir Jankelevich, La menzogna e il
malinteso, Raffaello Cortina, Milano 2000) (13) Agostino, Sulla bugia, a cura di M. Bettetini, Bompiani,
Milano 2001) (14) A. Tagliapietre, Filosofia della bugia: Figure della menzogna nella storia del pensiero
occidentale, Bruno Mondatori, Mila

Analisi della memoria divina sulla base della memoria della saggezza umana

Si dice che qualcosa appare, diventa visibile e intelligibile nel suo significato. Si dice che qualcosa
appare, dunque ci che si mostra non fantasma, ma il manifestarsi di unessenza; si avvicina da s, ed
quindi indipendente da colui che si vede. (Filosofia della religioni Romano Guardini Religione e
rivelazione: Concetti di Sacro che sta dietro ogni suo frutto; qui lunico Sacro universale sta dietro il carattere
simbolico dell opera. () Romano Guardini, Religione e rivelazione, Via e Pensiero, Milano 2001)
In primo piano con questo concetto fa capire che un oggetto compare, lo vediamo e
pensiamo abbiamo da comprenderlo. La nostra comprensione ci detta quello che di questo
oggetto visibile e non pu essere nessun fantasma e l opinione di Platone che tutto il Mondo
Universale solo il frutto della nostra immaginazione e verosimilmente senza di noi esso non
esisterebbe. Allora limmagine di ATLANTIDE e linterpretazione di Golokhvastov possono
essere verosimili e non corrispondere alla realt materiale e allo stesso tempo non essere
fantasmi. Qui si tratta per fatto che questo punto di vista nulla pi che lerrore degli
spiritualisti. Il loro tentativo di trarre questa affermazione sbaglia quando vuole dimostrare che
l oggetto menzionato non esiste. E tutto questo dimostra la sensazione della vista vedere. Ma
vedere non nulla se l uomo percepisce solo la riflessione della luce di ci che l occhio sa
riflettere posto che l homo sapiens sta sul livello pi basso di molte altre creature ragionevoli
dello spazio cosmico. L uomo vede solo l angolo di 180 gradi con la sua natura primitiva e
nella riflessione delle luci, come in una illusione naturale, quando tutte le cose si avvicinano
aumentano nella nostra ricezione, allora ciascuno provoca la riduzione del panorama del vedere
(quantit degli oggetti). E viceversa quando tutti gli oggetti (nel nostro vedere) si allontanano,
essi cominciano a diminuire e si allarga il panorama allo stesso tempo la quantit degli
oggetti aumenta. E la larghezza di questi aumenti e diminuzioni molto pi breve di quella che
vediamo grazie alle due illusioni menzionate. L occhio primitivo delluomo delle relazioni
non lo far mai osservare le galassie universali vedendo a 360 gradi senza riduzioni massimali
delle dimensioni degli oggetti! Ed anche senza apparati materiali non verr mai le molecole e
gli atomi. In natura queste due dimostrazioni del nostro vedere mediante l illusione non
esistono. Dio sempre al di fuori di tutte le dimensioni (3, 4, 5, 6, fino a 11) e al di fuori dei
loro concetti (velocit, distanza, tempo). Tutto quanto rappresentato imperfetto ed mosso
con la perfezione divina o con la perfezione assoluta che sempre metafisica e immutabile
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perch sempre era, e sar perfetta al di fuori di questi primitivi concetti esistendo in, dietro,
sopra tutti i punti dello spazio eterno solo per noi. La percezione di s nella vita precedente
prima della reincarnazione ha due forme reali come il gioco dellimmaginazione e come
linterpretazione del mondo interno di Golokhvastov dove gli eventi dellepopea poetica sono
rappresentati come la memoria divina che scopre il gioco dell immaginazione dellautore.
Quando si apre la memoria divina inevitabile laccompagnamento dominante della suprema
memoria divina perch la terza memoria genera la prima quando la conduce il superego. Nella
Rovina di Atlantide nella p. 20 solo quando il narratore si concentra nellunico desiderio fino
alla morte egli consegue lunica aspirazione dellanima. La voce sonora della volont
persistente dice: Se cominci, finisci! Desidera e sar! Sei scelto, compi!.. Si arse il cielo con i
fuochi, con i fulmini e con la tormenta bruci la notte alzando le stelle come la pioggia in
fiammata. La sua lingua si blocca, sembra che la cera inondi ludito e lo sguardo sia accecato. Il
silenzio l oscurit pesante, la cripta chiusa. Il cuore si ferm. Nellinizio della p. 21 lautore
mostra come senza putrefazione, nella disgregazione rapida, indolore si sparge la carne nelle
ceneri. Il narratore fa la domanda: Noi chiamiamo tutta questa la morte? Il mondo conosciuto
delle sensazioni fu spento. Lo spirito si liber dopo aver ricuperato i sensi dagli usi della forma
instabile e lo sguardo incorporeo aspir alle visioni dei tempi passati e molti secoli divennero i
minuti. La memoria divina torna alla nascita dell umanit attraverso gli anelli di tutta la storia.
Il passato vivo, ci che era morto diventa immortale. Essa conduce al discorso delle tempeste
delloceano, allisola verde di Atlantide e laria dal nome trema: Atslno come risposta alla
nebbia. Spruzza la luce e lo spirito si ridesta nella p. 22. Nascono i getti generati delle forze. Il
narratore sente la concezione del mistero non appena londa del sangue diviene pi densa, si
costruiscono i tessuti corporei, si avvia il tremito della carne. Lautore vede come il Creatore
Eterno plasma il corpo anfora dellanima. Il cuore batte suonando. Nessun mortale berr mai
lestasi analoga. Il narratore sente che gli si regala il ritorno al mondo dal portone sconosciuta.
Si percepisce la vita miracolosa dopo la separazione breve. O calore, splendore e suoni. Gioca il
sangue caldo e sospira il petto col piacere nuovamente. Quando si alza il sole sopra i miracoli
della natura e dellarchitettura antica il narratore riconosce che c la sua patria nel paese
sconosciuto, nel regno dei Grandi Atlanti. Egli riconosce le curve delle rive, il linguaggio del
mare, la libert dei prati, le altezze delle montagne giganti e silenziose. Tutto questo era come
ieri. Anima rationalis non est tempori subdita, sed ad tempus se habet anterioriter, sicut visus ad oculum. ita anima
rationalis non ipsa sudest tempori, sed potius e converso. (Lanima di razionalit (ragionelevole) non sottomessa al
tempo, ma precede al tempo come la visione all occhio. Dunque lanima di razionalit (ragionelevole) non
sottopone, essa stessa, il tempo, ma verosimilmente ed invece) (Cusanus. De ludo globi, Lib. II, 232; cp. Ficino. Teologia
Platonica. VIII, 16)
Egli ha ricordato che il sacerdote di Atlantide, il supremo mago del luminoso Ra. Cos
termina la prima breve parte della Rovina di Atlantide nel dicembre del 1931 a New York.
Tutta latra continuazione dellepopea la narrazione della memoria divina che ricorda
gradualmente tutta la vita precedente del narratore, i suoi sentimenti, i desideri e gli eventi.

Lesperienza del sacro di Romano Guardini nellanalisi filosofica della
Rovina di Atlantide

Ad esempio, un osservatore attento e sensibile alza lo sguardo al cielo pieno di stelle e
nota le costellazioni. Allora ciascuno immagina la creazione del mondo, la nascita di unaltra
civilizzazione che simile alla nostra oppure no, o riflette sul fatto che sotto sfera celeste si
verificavano i famosi eventi storici dell antichit o del Medioevo, o i fiori surrealistici
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disegnano le diversissime fantasmagorie che creano le opere paragonate a Salvador Dalli ecc.,
allora allinterno dellanima il tutto diventa miracoloso, misterioso. Lautore del libro
Religione e rivelazione, il signore Romano Guardini scrive che da quelle immagini luminose
luomo sensibile pu ricevere questa qualcosa che non rientra nei concetti esposti finora. Nel
silenzio e nell immensit pu nascere qualcosa di diverso da tutto ci che si pu esprimere per
mezzo delle cose. Luomo ammutolisce (1)
Perch? Non le stelle (oggetti materiali) gli regalano questo mistero miracoloso! Non lo
fa la struttura armonica della creazione divina. Perch lo spazio cosmico non caos. il frutto
della rappresentazione armonica creata come tutte le cose terrene da Dio. Ma questa
rappresentazione cosmica divina molte volte pi grandiosa e perfetta di tutta la
rappresentazione divina sulla terra, la seconda ci permette solo di riflettere (mediante locchio
nella comprensione) larmonia della prima, rifletterla in modo molto pi precoce in quanto la
seconda armonia terrena pi imperfetta e dell armonia cosmica. Ma ambedue sono primitive,
imperfette e miserabili se siano paragonate a Dio. Qui si nasconde lerrore essenziale quello
che confonde larmonia cosmica con la perfezione divina che lessere e il nulla allo stesso
tempo.
Senza Dio questa armonia cosmica fondata sulle regole elementari supercomplesse,
super stratificate e super ricche di diversissime tensioni sarebbe impossibile. Caos lassenza
di qualche armonia. Se lo spazio cosmico fosse caos non ci regalerebbe nulla dalle stelle che
ammirano e luomo non vorrebbe alzare lo sguardo e avrebbe paura del cielo con odio e senza
nessuna speranza, come ha paura dell inferno. Il silenzio e limmensit ci aiutano per un po
ad allontanarci dal terreno che fa ricordare Dio. Questo superiore regalo di Dio ci che si
chiama il SACRO.
Con il termine sacro intendiamo ci che induce luomo buono a inchinarsi come mai potrebbe fare davanti a
qualcosa di unicamente terreno. (2) Il collegamento alla costruzione divina dellarmonia cosmica
induce lincoscienza allapogeo della sensazione ci che era possibile alla nostra primitiva
mentalit durante il periodo dello sviluppo in cui il logwV ancora lunica forma di
cambiamento dellinformazione.
La recettivit del Sacro fa liberare luomo abituale dai pensieri pesanti della Sansara. E
dopo il regalo sacro della liberazione una piccolissima parte del sacro umano emerge nel mondo
ma proviene da unaltra parte a volte fuori del desiderio primordiale. Anche la narrazione della
Rovina di Atlantide si svolge da unaltra prospettiva della percezione del mondo. I simboli
della memoria della saggezza umana ci avvicinano ai misteri della memoria divina che ci
mostra la nostra capacit di percepire la Sacralit. Il Sacro di Golokhvastov pu
differenziarsi dal Sacro del Cristianesimo tradizionale come uno degli elementi
dellesperienza religiosa, il nesso del Cristianesimo ai fati dei culti orientali prima di Cristo.
Il sacro pu anche manifestarsi in un evento. Per esempio una disgrazia pu essere sentita solo come danno o
atrocit. (3) Dio ama quelli che obbliga a soffrire come ha fatto soffrire il suo figlio sulla croce
in modo che ogni nostra sofferenza abbia la sensazione di un avvertimento: continuare la vita
cos sar pericoloso per la salvezza dellanima. E per salvarci lavvertimento ci giunge
nellimmagine della collera del regalo superiore. Dopo il contatto con il Sacro per certo
periodo luomo diventa indifferente a tutti i problemi terreni e si sente parte della gigantesca
unit cosmica e si relaziona al mondo non come luomo abituale, ma percepisce il tutto dal suo
ego superiore. Perch, come pensa Romano Guardini, pu anche essere che si avverta la sensazione di un
decreto, non dovuto a un progetto logico, ma a un istanza irraggiungibile per iniziativa umana, che suscita gratitudine
(4). Solo grazie all asserzione con il Sacro la natura umana in individui ottiene questa istanza
irraggiungibile e nascono cos le opere come DE REUM NATURA di Lucrezio Caro, Le
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GEORGICHE di Virgilio, le METAMORFOSI di Ovidio, la CONSOLAZIONE DELLA
FILOSOFIA di Boezio, la DIVINA COMMEDIA di Dante, La GERUSALEMME LIBERATA
di Torquato Tasso, le Fresche e le statue di Michelangelo e molto altro che compaia pi
frequentemente nella Forza maggiore grazie alla sofferenza che si presenta sempre nel ruolo
dell avvertimento e persone (come quelle menzionate) possiedono il grado pi alto della
sensazione del decreto umano, a volte compreso scorretto mediante le loro astrazioni, e il
peccato primordiale tra la grande scadenza si trasforma nell eredit classica dell umanit. E le
cose come il viaggio di Dante attraverso lInferno, il Purgatorio, e il Paradiso dal 7 al 14 aprile
del 1300 sembrano aprirsi e diventare trasparenti. Ma questa trasparenza diversa dalla luminosit fisica o dalla
comprensibilit razionale: lelemento della divisione scompare, i veli cadono, essere e significato, esterno e interno,
dettaglio e contesto diventano una cosa sola, e non c pi nulla da chiedere. (5) 1, 2, 3, 4, 5 (Filosofia della religioni
Romano Guardini Religione e rivelazione: Concetti di Sacro che sta dietro ogni suo frutto; qui lunico Sacro universale
sta dietro il carattere simbolico dell opera. () Romano Guardini, Religione e rivelazione, Via e Pensiero, Milano 2001)
Lo sviluppo del soggetto e degli eventi della ROVINA DI ATLANTIDE si apre cos
perch la discordia non cessa di smentire il cammino della concordia della logica con la
sensazione superiore. La memoria divina il motore principale che collega l epopea alla
memoria del sensazione e alla memoria della saggezza umana.
Nel primo capitolo nella p. 27 i miti sussurravano della pietra precipitata dal cielo che si
trasform nella Suprema Montagna, il simbolo di tutte le piramidi costruite pi tardi. La
memoria divina vede la croce in quattro fiumi che scorrono dalla montagna a quattro lati del
mondo. Essa riflette la bellezza infinita nelle sante coscienze dei primi uomini, nelle stelle
notturne, nellaroma dei fiori, nello splendore diamantato dellacque vicino ai rivi, nel volo
degli uccelli, nelle notte degli atlanti senza sogni dell et doro.
P. 28 Ed era la gente libera nell anima, uguali nella viva natura e, nella fraternit con la
sorella minore, si univano con lanima mondiale. Terra materna e cielo natale, latlante fu il
loro fratello libero e felice: come nellinno dellordine armonioso comprendevano lo spuntare e
il tramonto del sole e gli era accessibile la scintillazione notturna delle stelle, laloe gli
sospirava dalla salute laroma dei fiori, li accarezzava insieme allo splendore diamantato nella
risacca costiera; le ali invisibili dei venti avvolgevano la freschezza marina dello specchio
acquatico, le spighe portavano i doni dellabbondanza. La discrezione della natura divina
sembra la perla nel mare allautore che la paragona alla divinit innocente dei primi uomini che
non si separavano dalla natura. Le loro anime erano in armonia. La ricchezza delle immagini
poetiche apre la profondit incommensurabile che rivela la memoria divina agli occhi del
lettore. A volte si alza nelle visioni non terrene, fa scendere limmaginazione negli oceani della
libert.

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Per il pane, per la parola della maledizione, latlante non conosceva il lavoro di giorno, e,
come luccello non aveva alcuna preoccupazione per il cibo. Non si vergognavano i mariti e le
mogli, senza pensare mai di celare la loro nudit erano semplici Non cos locchio umano
ammira i fiori con le forme miracolose e con la ricchezza dei colori mostrando la loro assenza
di passione, essi portano la delizia della carezza soave di matrimonio?
Allo stesso tempo la descrizione del periodo del paradiso terreno senza coscienza umana
non evita la memoria della saggezza umana e conduce alla riflessione della stessa immagine
Aurea prima sata che ci fa ricordare le Metamorfosi di Publio Ovidio Nasone composte
nell 8 D. C. in cui si ripetono le leggende dei popoli antichi nelle metamorfosi degli autori
precedenti.
L et delloro fu la prima a nascere: essa spontaneamente, senza giudici, senza leggi praticava la
virt e la giustizia. Il timore della pena era assente, n si leggevano sulle tavole fissate a muro
prescrizioni o sanzioni n implorante aveva paura del volto del proprio giudice, ma tutti erano
tranquilli mancando chi punisce Non ancora cingevano le citt fossati a strapiombo,senza
bisogno di soldati la gente trascorrevano in tutta sicurezza ozi piacevoli. Da parte sua la terra libera
e non toccata dal rastrello, non solcata dagli aratri, da s dava tutti i prodotti, e gli uomini soddisfatti
per cibi ottenuti senza sforzo raccoglievano i corbezzoli e le fragole dei monti e le corniole e le more
che allignavano sugli ispidi roveti e le ghiande che cadevano dalla vasta pianta di Giove. La
primavera era eterna e i placidi Zefiri accarezzavano con il loro tiepido soffio i fiori nati senza essere
stati seminati inoltre la terra non arata produceva anche messi e il campo pur non rinnovato
biondeggiava di turgide spighe: da un lato scorrevano fiumi di latte, dallaltro fiumi di nettare, e il
biondo miele stillava dalla verde elce (Ovidio. OMNIA :Metamorfosi (p. 49), 2000 Unione Tipografico-
Editrice Torinese corso Raffaello, 28 10125 Torino)
La Rovina di Atlantide" unisce nel secondo capitolo l et dargento, di bronzo e linizio di
quella di ferro di Ovidio

Postquam Saturno tenebrosa in Tartara misso
sub Iove mundus erat, subiit argentea proles,
auro deterior, fulvo pretiosior aere
tum primum siccis ar fervoribus ustus
canduit, et ventis glacies adstricta pependit; 120
tum primum subiere domos: domus antra fuerunt
et densi frutices et vinctae cortice virgae;
semina tum primum longis Cerealia sulcis
obruta sunt, pressique iugo gemere iuvenci.
Tetria post illam successit aenea proles, 125
saevior ingeniis et ad horrida promptior arma,
non scelerata tamen; de duro est ultima ferro.
Protinus inrupit venae peoris in aevum
Omne nefas, furere pudor verumque fidesque;
in quorum subire locum fraudesque dolique 130
insidiaeque et vis et amor sceleratus habendi

Dopo che il mondo, una volta cacciato Saturno nel tartaro tenebroso, fu sotto la potest di Giove, subentr l et
dargento, meno prospera di quella delloro, di maggior valore rispetto a quella del fulgente bronzo Allora per la
prima volta laria infuocata dal caldo asciutto divenne incandescente, e penzol il ghiaccio rappreso dai venti; allora
per la prima volta gli uomini abitarono in case: ma a far da casa furono le spelonche e le frasche ammassate e i rami
tenuti insieme con la corteccia; allora per la prima volta la semenza di Cesare fu interrata nei lunghi solchi, e i
giovenchi si lamentarono sotto la pressione del giogo.
La terza che succedette a quella fu l et del bronzo, pi violenta per carattere e pi incline alle armi crudeli;
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tuttavia non a colmo della perversione; lultima si form dal duro ferro. Subito si rivel su quell et del peggior metallo
ogni nefandezza, scomparvero pudore, sincerit, lealt; al loro posto subentrarono le frodi, gli inganni, le insidie e la
violenza e la scellerata cupidigia di ricchezze. (Ovidio. OMNIA :Metamorfosi (pp. 48-51), 2000 Unione Tipografico-
Editrice Torinese corso Raffaello, 28 10125 Torino)
Quando lo spirito ha conosciuto il peccato, ha scelto il lotto delle forze viste, gli splendori
lunari senza vita negli occhi scompare la faccia di Dio (pp. 30-31) del secondo capitolo.
Affinch il destino cominci a sembrare la maledizione agli uomini che lavorano sempre per non
morire dalla fame senza esperienza divina.
La religione non aveva, nellepoca gentile di Ovidio, il significato per sacro monoteistico
del nuovo mondo di Golokhvastov. Perci lautore della Rovina di Atlantide separ
dallabisso linizio dell et di ferro a partire dallepoca del profeta Atlasso che regal i primi
concetti del bene soltanto al popolo di Atlantide. Allo stesso tempo Golokhvastov non
dimentica che la peggiore et dura fino ai nostri giorni. Il narratore fa si che sviluppino le frodi,
gli inganni, le insidie e la violenza e la scellerata cupidigia di ricchezze dell et di ferro nella societ
dellultimo sacerdote di Ra come la causa essenziale dell apocalisse.
Ma prima, molti millenni fa la memoria divina del profeta Atlasso fa ricordare Dio e il
passato. Essa fa prevedere la pena futura legata allultimo sacerdote e alla fine tragica della
civilizzazione. La memoria divina fa ricordare la bellezza incorporea di Dio che sta al di fuori
di questo mondo e al di fuori degli spazi, delle velocit e dei tempi. La memoria divina di
Atlasso creata prima della nascita, pi profonda e pi colma dellesperienza divina di tutti gli
altri mortali del passato e del futuro. Finch quella prefer non fare il suo corpo immortale e
nascondere il mistero fatale sino alla sua fine. La memoria divina di Atlasso scopr Dio agli
uomini attraverso la prima religione. religio da religare, legare, collegare, congiungere. Nella religione
viene stabilito e vissuto un legame, quello delluomo con ci che al disopra di lui. Alla base del rapporto religioso si
trova perci un dualismo fondamentale e insuperabile: nella religione, quale che sia la sua forma concreta, ci sono
sempre due principi, due poli. La religione (come ha giustamente notato Feuerbah) sempre uno sdoppiamento
delluomo in se stesso, un suo rapporto con s come con laltro, una seconda persona, non medesima, non unica, ma
collegata, congiunta, che si pone in relazione. Nella religione luomo ha coscienza di essere visto e conosciuto prima di
essersi conosciuto lui stesso, e allo stesso tempo si sente allontanato, distaccato da questa buona fonte della vita
(perch lultimo sacerdote sbagliando volle l immortalit per essere pi vicino a Dio) con cui
cerca di instaurare un legame, di istituire una religione. Quindi, nella forma pi generale, si pu dare questa definizione
di religione: la religione il riconoscimento di Dio e lesperienza vissuta del legame a Dio. (Luce senza tramonto
Sergej N. Bulgakov p 17, Lipa Srt, Roma, febbraio 2002 ISBN 88-86517-49-1) Atlasso desider avvicinare la vita
umana a Dio e obblig gli uomini a costruire il tempio, lequivalente terreno di Dio sulla terra.
Nel terzo capitolo (p. 35) laurore ricorda le costruzioni di sette torri del tempio per
condurre le anime alle stelle e al Sole sopra le nuvole con la fede calda nella forza della
memoria divina di Atlasso affinch la terra e il Sole si incontrino sempre, gli uomini salgano
con i cuori puri e scenda Dio sulla terra. Gli uomini consegnarono la pietra dei sacrifici
sanguinosi e il coltello rugginoso con molta difficolt sulla cima della santa Montagna per
proibire i sacrifici umani a sempre e per mettere in rilievo i riti contrari a Dio.
P. 37 La memoria divina attraversa tutta la storia della citt essenziale Atslano e di dieci
regni separati fra i gemelli di Atlasso. Il narratore salva la generosit di Ra e la sollecitudine dei
monarchi e la sua memoria divina ricorda i cicli delle saghe degli eroi. La seconda met della p.
39 narra come venne la stagione doro quando cantano le bocche durante il lavoro, quando la
ricchezza fiorisce e diventa la gioia viva e la conformit chiara. A pena! La gente pecca con la
fortuna. I loro petti raffermi non valutano la felicit, la loro ragione cieca non vede il bene. Gli
uomini rifiutarono il benessere celeste. La calma tormentava loro come una prigione; il lavoro
divenne difficile e il cuore desider i cambi. Essi dimenticarono Dio e cercarono laltra felicit;
londa sorda della preoccupazione portava nuovamente allabisso come nei giorni antichi.
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Il quarto capitolo alle p. 40-43 scopre la vita del narratore e allo stesso tempo del supremo
sacerdote di Ra portatore di sette chiavi sacrali nella vita precedente che contemplava l eternit
fra i misteri della terra e dei cieli. Il nome del sacerdote venne preso e nascosto nellabisso
oceanico come la memoria di Atlantide affinch esso non si maledisse durante tutta la storia
dell umanit. Il sacerdote cancell i propri sentimenti corporei da tutti i livelli prima di
diventare il sacerdote nella vecchiaia. Verosimilmente questa parte dellepopea riflette le idee
del mezzo del quinto capitolo del trattato Linguaggio e mito (al problema dei titoli degli dei)
di Ernst Cassirer in cui si narra del concetto della parola incapace di esprimere lunit del
soggetto e delloggetto e dunque i sacerdoti degli indiani americani e dei popoli delloriente
antico occultavano i propri nonni e i nomi degli dei chiamati dalla moltitudine dei nomi. (Ernst
Cassirer, Leipzig, Berlin, 1927)
Il quinto capitolo nelle pp. 44-47 descrive i riti sacrali della festa per Toro e della Vergine
e lentrata tradizionale della memoria divina nei tempi aperti. Il popolo colma le tavole con i
frutti, il pane e molte altri offerte a Dio all ombra dei cipressi prima di avvicinarsi agli altari
sacrali. Laltare dello Ziggurat annega nei fiori. Il narratore descrive i vestivi sacrali dei
sacerdoti con le svastiche e con le croci e la tiara di tre rubini. Lultima simbolizza tre facce del
Creatore nella triplice unit. Si descrivono due serpenti, incrociati gi, del barone del sacerdote.
Esprimono i tratti umani delluomo e della donna. Il rubino sanguinoso corona l unione di due
teste. Tritum in scholis verbum est, esse hominum minorem mundum, in quo mixtum ex elementis corpus et coelestis
spiritus et plantarum anima vegetalis et brutorum sensus et ratio et angelica mens et Dei similitudo conspicitur. (Trattato,
nelle scuole, il verbo , esiste degli uomini il minore mondo, in quello [] misto dagli elementi il corpo e lo spirito celeste
e delle piante vegetali lanima e di bruti il senso e la ragione e la mente angelica e di Dio la similitudine si cospira(no))
(Dal Prefazio dell 8 Opera di Picco della Mirandola, Idea del microcosmo e Dignit umana, Seconda parte, secondo
capitolo, Ernst Cassirer, p. 1, Leipzig, Berlin, 1927) Arde il fuoco delle lode di vittime spirituali e il tempio
si colma del odore del sandalo, in cui si alzano gli inni nei fumi sacrali. Il sacerdote pronuncia il
nome divino tre volte sullaltare vicino al disco di Ra. La voce clericale di tre canta teste (p.
46):


,

,



.


,


La nave arsa del Signore del mondo, nave fra le onde, scender al tramonto sul cammino
vero verso labisso senza fondo vicino al portone occidentale. Dopo il tramonto la luce dell
immortalit da cui non c ritorno per il mortale


,
,
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, .
I vivi cantano ai morti della patria e credono che il giorno beneficente sia il gradino doppio
dalla morte alla vita e dalla vita alla morte nell avvicendamento eterno.
Il narratore collega lesistenza del paradiso divino alla reincarnazione infinita di tutte le
anime indipendenti dal tempo. Egli narra che la memoria della felicit rinasce come i sogni del
passato:

, ,
,
,
, ,


,
.
, ,

Ma i sogni del passato sono come la memoria della felicit vissuta nella vita sotto il sole dei
vivi, [passano] non strani ai morti nella loro chiara assenza delle passioni scivolando come il
fumo delle nuvole d ombre. E il nostro mondo scuro da molto tempo, gli antenati guardano dai
raggi delle costellazioni e vedono la terra, il loro ricovero scorso e si riconoscono nei posteri
lontani. A volte noi sentiamo, non vedendo con gli occhi,

:

.
La loro vicinanza nei giorni delle solennit e delle disgrazie: la loro ala ci torna larrivo
invisibile dietro le nostre spalle.
Lanalisi della memoria divina dei capitoli successivi si collega alla memoria della
sensazione dai molti livelli di paragone attraverso la Divina Commedia di Dante, Primo
Amleto di Shakespeare, Consolazione della filosofia e Isagoge di Boezio e di molto altro
che la tematica non ricercata da nessuno che dunque diventa il materiale della Proposta di
Dottorato.

RESUME DELLA DISSERTAZIONE

1) Introduzione: A) Tre tipi di paragone e tre tipi di confronto. B) Metodica dell' analisi
comparata. C) Evoluzioni storiche delle lingue e delle letterature. D) Ermeneutica. E)
Applicazione pratica della metodica al concreto esempio breve: Ritmo Laurenziano e una
delle canzoni giullaresche di Colin Muset. Ossequio al genio e assenza dell' ossequio nella
societ contemporanea: paragone dei destini.
Tematica della prima parte del dottorato: Destino dei geni esuli
Problematica generale della prima parte: A) Assenza della comprensione di nuove
tendenze di autori che non appaiono nel mondo letterario da nessuna parte e contraddicono
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talvolta la societ costituita o svolgono la letteratura in altri modi e che non rispondono alle
tradizioni temporali. B) Paralleli storici degli esuli e loro opere artistiche:
2) LA PRIMA PARTE DEL DOTTORATO: La memoria della sensazione e la memoria
divina
3) LA SECONDA PARTE DEL DOTTORATO: Narrativit della DIVINA
COMMEDIA di Dante Alighieri e della Rovina di Atlntide di Gheorghi Golokhvstov.
Tematica della seconda parte del dottorato: A) Il poeta epico Gheorghi Golokhvastov nel XX
secolo all' interno della societ infinita dei lirici. Influenza indiretta di Dante Alighieri su
Ghennadi Golochvastov. B) Dante Alighieri vertice della poesia mondiale e poeti
contemporanei di Dante (Guido Guinizzelli, Jacopone da Todi, Guido Cavalcanti, Brunetto
Latini, Cecco Angiolieri e Cino da Pistoia). C) Dominio dello stile descrittivo sulla narrativit
nella Rovina di Atlantide di Golokhvastov e nella Divina Commedia di Dante. D) Il
lessico poetico e l' immaginario poetico di Dante e di Golokhvastov.
Problematica generale della seconda parte del dottorato: A) Difficolt e ricchezza del
genere epico. B) Dai piccoli lirici invidia e incomprensione della poesia epica con molti
soggetti e numerosi argomenti. C) Contemplazioni dell' immaginario poetico.
4) LA TERZA PARTE DEL DOTTORATO: Dante, Golokhvastov, Nostradamus e
Botius
Tematica della terza parte del dottorato: A) Genio poetico nell' assenza di profezie dove si
medita di diventare profeta. B) Dominio della Profezia sul fiacco ingegno poetico. C) Profezia
del genio filosofico e dell' ingegno poetico.
Problematica della terza parte: A) Filosofia di Dante Alighieri nella DIVINA
COMMEDIA, filosofia di Golochvstov nella Rovina di Atlantide, filosofia di
Nostradamus nelle sue quartine e nelle due lettere al figliuolo e ad Henry II (Arrigo) re di
Francia, e filosofia di Boezio nella Consolazione della filosofia. B) I concetti della felicit
nella DIVINA COMMEDIA, felicit impossibile della Rovina di Atlantide, felicit
nascosta nelle quartine suddette e nelle due lettere al figliuolo e al re, anche sette parti della
felicit nella Consolazione della filosofia. C) Varie considerazioni della responsabilit
umana riguardo alla propria condotta, agli atti umani durante tutta la vita in queste quattro
opere. D) Il passato, il presente e il futuro dei quattro. E) Eternit perenne nel tempo e eternit
costante di Dio al di fuori da qualsiasi concetto spaziale e temporale dei quattro capolavori.

INTRODUZIONE

A) Tre tipi di paragone e tre tipi di confronto

Si contrappongono due materie che dipendono l' una dall' altra. Sono il paragone e il
confronto delle opere, dove si ricercano molti fatti e fenomeni e dove si incontrarono ogni volta
fattori ed ambiti non studiati o ricercati relativamente poco.
Si paragonano e si confrontano le opere di una sola nazione con altri poemi del
patrimonio di popoli diversi e lontani. Si analizzano cos opere che sono state scritte in lingue
appartenenti a un solo gruppo linguistico e ad altri gruppi, si studiano opere composte anche in
periodi assai diversi della storia, al fine di considerare e ricercare le strutture di due o pi
opere, come si potrebbe approfondire pi avanti.
(A) Paragone da considerarsi lo studio dei fattori comuni. Si trova lo scopo del
paragone nella costruzione dei paralleli storici, si trova nella ricerca e nella sistemazione di
numerosi fattori generali e soggettivi. Ambedue i tipi di fattori definiscono le fonti e il vigore
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delle influenze letterarie.
Talvolta tali definizioni permettono di capire meglio l' evoluzione di tutta la letteratura
mondiale.
La materia Paragone tradizionale in Russia ha tre tipi che non dipendono dai periodi
storici. (A 1) Il primo si fonda sull' influenza di un capolavoro quando si definiscono una sola
fonte e anche una sola reminescenza (tema) svolta in opere diverse ma appartenuti a un solo
genere. (A 2) Il secondo tipo di analisi comparativa si trova al limite fra paragone e confronto.
Le loro opere appartengono a una sola fonte anche a diversi soggetti. Sono unificate solo come
riflesso della prima opera, quando la prima diventa manifestazione indiretta della seconda. (A
3) Il terzo tipo di paragone ricerca lirica dove non esiste soggetto, dove qualche forma, o
qualche influenza ideologica, o qualche fenomeno storico diviene la fonte.
(B) Il confronto contrappone le letterature che hanno soggetti diversi senza origini
comuni. I confronti si dividono in tre tipi. (B 1) Il primo studia opere assolutamente opposte
per dimostrare la variet di un solo genere anche per confrontare la diversit di numerose
professioni di fede estetiche. (B 2) Il secondo tipo ricerca letterature con assenza di una sola
fonte e di reminescenza comune, analizza i destini simili dei loro scrittori; poich il secondo
tipo analizza indizi uguali che si ricercano nelle materie analizzate. Sebbene le due opere
non trattino della stessa tema e non provengano neppure della stessa fonte, esiste una fonte
indiretta che diventa la somma degli indizi comuni. Gli indizi comuni, che si incontrano nelle
letterature di popoli diversi, si fondano sull' influenza di una parte della prima opera che
determina talora indirettamente il soggetto della seconda opera. Il secondo tipo di confronto
disegna paralleli storici tra le letterature di numerosi popoli quando in esse si incontrano gli
indizi comuni. Svolge lo scopo generale del secondo tipo di confronto la ricerca di indizi
comuni all' interno delle letterature di periodi diversi che non solamente si confrontano e negli
ambiti dove sono state costituite le scale epocali anche si paragonano.
(B 3) Il terzo tipo di confronto vicino al primo tipo di paragone e si usa quando si
ricerca l' influenza di un grande capolavoro su opere minori (che sia impossibile paragonare a
tale capolavoro e le opere sopraddette) che ne sono soltanto il riflesso.
(A 1) Sovente il primo tipo di paragone analizza alcune opere che hanno una sola fonte
classica. Ad esempio: ogni tragedia di Anneo Lucio Seneca (4 A. C - 65 d. C.), oltre Ottavia.
Si incontrano gli stessi soggetti nelle tragedie greche: sono di Eschilo (525-456 A. C.), di
Sofocle (496-406 A. C.), di Euripide (480-406 A. C.) e di altri.
Prima variante: (Medea di Seneca Medea di Euripide), (Fedra di Seneca
Ippolito di Sofocle), (Edipo di Seneca Edipo re di Sofocle, anche di Acheo, di
Eschilo e di Euripide, di Carcino, di Diogene, ecc.), Le Fenice di Seneca Le Fenice
come frammenti di qualche altre tragedie: di Edipo a Colono di Sofocle, Fenicedi
Euripide, etc.), (Ercole Furente di Seneca e di Euripide), (Ercole Eteo di Seneca e anche
Troiane di Sofocle), (Tieste di Seneca e tragedie di sette autori greci e di sette autori
romani), (Agamennone di Seneca Agamennone di Eschilo), ecc..
Per capire le leggi dell' influenza di un' opera sulle opere successive si ricerca lo sviluppo
storico dei soggetti, avvicinandosi alla seconda variante: paragone tra i capolavori dell'
antichit e le opere letterarie del classicismo. Cosi si paragonano Medea di Seneca e
Mde di Pierre Corneille (1635). Nella seconda variante del primo tipo si svolge il
paragone tra la tragedia Fedra di Seneca e il dramma Thdre di Racine del 1677. Si
paragona la tragedia Ottavia di Seneca con Britanicus di Racine, scritto nel 1665.
(A 1) Il primo tipo di paragone esamina l' analisi delle Metamorfosi composte da
Nicandro di Colofonio e le Metamorfosi del 8 d. C., di Publio Ovidio Nasone (43 A. C.
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18 D. C.). Si paragona la opera Legenda di Barlabamo e di Giosafo di Eutimio Iberico e di
Giovanni Sabbaito Damaschino (VIII secolo) con la corrispondente storia nella Leggenda
aurea di Jacopo da Varazze (Varagine o Voragine) (1230 1298). Il primo tipo di paragone
analizza: Le Roman de Troie (1160) che composto da Benot de Saint-More e la narrazione
di Troia di Guido delle Colonne (da Columna) del XIII secolo, anche la terza variante del
primo tipo studia Canto de mo Cid (epopea popolare di Spagna) e la tragedia di Pierre
Corneille le Cid del 1636.
(A 2) Il secondo tipo di paragone si occupa di opere come l' Odissea di Omero e l'
Eneide di Virgilio che hanno una sola origine comune. Vediamo un solo viaggio leggendario
e avventure simili, i cui protagonisti e soggetti non sono uguali. Cos si paragona il Fedone
di Platone col Consolatio di Annizio Manlio Severino Boezio; la Legenda del beato don
Simone Palestrato, Curtius su Saint Alessis anche in italiano Ritmo di Sant' Alessio
incompiuto si paragonano dal secondo tipo. Le ballate volgari Chanon de Rolland
(francese) e Canto de mo Cid (spagnola) si determinano da due diversi soggetti e da una
sola fonte. C' la guerra infinitadei posteri di Carlo Magno contro i saraceni. Si paragonano
queste due ballate con la Parola del reggimento gorevo (ballata russa del Trecento). In
questo modo si paragonano De rerum natura del 55 A. C. di Lucrezio Caro e il Libro della
composizione del mondo del 1282 di Restoro d' Arezzo. Le Roman de la Rose, la cui
prima parte conclusa nel 1236 da Guillaume de Lorris e la sua seconda parte finita nel 1275 da
Jean de Meyng. Esiste il paragone tra tutte e due e le lettere che sono state attribuite a Dante
Alighieri. Sono le rime sacre che divengono autenticamente, in sonetti italiani, un rifacimento
del Roman de la Rose, intitolati Il Fiore. Si paragonano Orlando innamorato di Matteo
Maria Boiardo (1441 1494) ed Orlando furioso di Ludovico Ariosto (1474 1533). Si
disegnano due paralleli lirici in sonetti di Francesco Petrarca (1304 1374) e di Pierre de
Ronsard (1524 1585)
(A 3) Il terzo tipo di paragone letterario illustra lirica dove manca soggetto ma l' origine
si attribuisce a qualche forma, o ad influenza ideologica, o a fenomeno storico. Per esempio,
cos si paragonano i sonetti italiani e francesi fino al XVI secolo (che ha esaminato il dottore
SLTKNE REPRNTS nel 1966 a Genova). Si paragona la lirica dei sonetti italiani: 1) del
Medioevo avanzato: con Guido Guinizelli (nato tra il 1230 o il 1240 morto nel 1276), con
Guido Cavalcanti (circa del 1255 (o 1259) 1312 (o 1300), col primo Dante Alighieri. 2) del
Rinascimento: con Francesco Petrarca (1304 1374)) e con Giovani Boccaccio (1313
1375). 3) Alto Rinascimento: con Lorenzo de Medici (1449 1492), con Matteo Maria
Boiardo (1441 1494), con Pietro Bembo (1470 1547), con Michelangelo Buonarroti
(1475 1564) e con Torquato Tasso (ultimo poeta del Rinascimento italiano, 1544 1595).
(B 1) Consideriamo il primo tipo di confronto caotico e pi libero dei primi poich
dipende assolutamente dall' interpretazione. Esso confronta le tendenze contrapposte come il
Consolatio di Annizio Manlio Severino Boezio del 523 e la DIVINA COMMEDIA di
Dante Alighieri, dal 1307 fino al 1321, come due capolavori appartenenti a ideologie contrarie.
Riguardano il primo capolavoro uscito dai confini temporali dove si manifesta l' enorme
influenza platonica nella contemplazione dell' eternit divina e in sette aspetti della felicit
terrestre, dove si parla indirettamente della responsabilit degli uomini ai peccati. La
DIVINA COMMEDIA fondata su una mentalit dogmatica e sull' educazione del
cattolicesimo medievale relativa al libero arbitrio alla responsabilit umana di tutta la vita in
che stata concentrata l' idea generale dantesca.
Il primo tipo di confronto oppone l' amore generico che troviamo nel Libro de Buen
Amor terminato nel 1351 o nel 1381 da Johan Ruys arcipreste (arcivescovo) di Hita e l' amore
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dei sonetti di Francesco Petrarca che sono stati dedicati a Laura per 21 anni durante la sua vita
e sino a 10 anni dopo la morte; la poesia filosofica di Giordano Bruno (1548-1600) si confronta
alla scuola di Francesco Petrarca; il marinismo, a partire da GIAMBATISTA MARINO
(1569 1625) si confronta con l' apparizione del classicismo italiano di Vincenzo da Filicaia
(1642 1707) come nella letteratura francese si confronta PIERRE DE RONSARD (1524
1585), capo della Piade (Du Bellay, Belleau, Dorat, Jodelle, Baif e Thiard but:
enrichissement de la langue franaise/ scopo: ricchezza della lingua francese) e Franois
Malhrbe (1555 1628) che, come Vincenzo da Filicaia, lottava contro tutte le manifestazioni
della ragione contro natura dove nacque la poesia galante.
(B 2) Il secondo tipo del confronto esamina opere come l' Eneide di Publio Virgilio
Marrone (70-19 A. C.) e La DIVINA COMMEDIA di Dante Alighieri (1265-1321) (l'
unione sincretistica della Bibbia e dell' Eneide, dove pi evidente una sola parte del primo
capolavoro, dove l' Enea di Virgilio scende nel regno dei morti, che ispira la nascita della
COMMEDIA).
Questo tipo di conforto letterario traccia molti paralleli storici fra scrittori e fra opere
diverse che non si paragonano: Tristae et Ponticae di Publio Ovidio Marone (8 d. C. 18
d. C.), Consolatio (523) di Annizio Manlio Severino Boezio (475 o 480 524) Di
anima di Cassiodoro, Magno Aurelio Cassiodoro Senatore (489 575) LA DIVINA
COMMEDIA di Dante (1265 1321). L' influenza di Dante si riflette (indirettamente) nella
composizione russa dell' opera la Rovina di Atlantide, e quest' ultima stata scritta nel 1935
da Gheorghi Golokhvastov poeta del XX secolo che compose in uno stile medievale. Come
fece ad essere un poeta epico nell' epoca dei lirici e modernisti ove gli manca soggetto?
(B 3) Il terzo tipo di confronto esamina le influenze di capolavori su molte opere minori, che non sono
mai state paragonate al loro prototipo. Per esempio: numerosi opere poetiche che si ispirano in varia misura
alla DIVINA COMMEDIA.

B) Metodica dell' analisi comparativa.

Nei paragoni e nei confronti esistono due tipi dei metodi. Si tratta dei procedimenti
generali (1) e dei procedimenti soggettivi (2) usati nelle ricerche.
(1) I primi analizzano ambiti generali. I fattori storici (1 a), idee generali (1 b), problematiche
(1 c), tematiche (1 d), ideali estetici (sguardo sul mondo e ricerca di ideali nel mondo) (1 e),
credi artistici (1 f), intenzioni estetiche (1 g), composizioni poetiche (1 h), sviluppo degli eventi
(1 i), tendenze (1 l), generi (epico, drammatico, lirico, ecc.) (1 m), forma (prosa o poesia)
(1 n), sei procedimenti della ricerca (esplorativo, generalizzato, individualizzato, valutativo,
contemplativo e stato intermedio fra la critica letteraria e la linguistica teorica) (1 o).
(2) I secondi fattori soggettivi si presentano pi concreti e pi isolali poich compaiono in
paragoni pi frequentemente che in confronti. I metodi soggettivi si compongono di tre gruppi.
(2.1.) Nel primo gruppo entrano i fattori che discernono e mettono in rilievo le
particolarit degli argomenti, gli sviluppi degli eventi e le individualit. Sono: soggetto ed
argomento (2. 1. a), evoluzione dei soggetti (inizio, culmine e numerosi esiti [uno che
comprende la soluzione dei conflitti, il secondo tragico, il terzo senza soluzione dei problemi
ma con qualche speranza per il futuro, ecc.] (2. 1. b), personaggi essenziali e secondari (2. 1.
c), caratteri dei personaggi (2. 1. d), particolarit psicologica dei personaggi (2. 1. e), sorti degli
eroi (2. 1. f), interiorit psicologiche dei personaggi (2. 1. g), tipi di relazione tra i personaggi
(2. 1. h), differenza delle relazioni degli scrittori con i loro personaggi (2. 1. i) e stili del
discorso fra gli eroi (2. 1. l)
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(2.2.) Esiste un secondo gruppo di fattori soggettivi di paragoni anche di confronti, che
comprende solo la poesia e la prosa poetica dei generi lirico, epico, anche drammatico. Esso
analizza i concetti successivi ai fattori: il lessico poetico (2. 2. a), le regole sintattiche nella
poesia (2. 2. b), la semantica poetica (2. 2. c), la ritmica poetica (sillabica e metrica) (2. 2. d)
(2.3.) Il terzo gruppo si risolve in paragoni e in confronti delle opere. Questo gruppo dei
fattori esamina tutti i tropi: epiteti (2. 3. a), paragoni semantici (2. 3. b), metafore (2. 3. c)
metonimie (2. 3. d), iperboli (2. 3. e) ed antitesi (2. 3. f)
Tutti i fattori di questi metodi paragonati e confrontati consistono in 33 concetti. Ma non
sono indispensabili in paragone anche in confronto.

C) Evoluzioni storiche delle lingue e delle letterature.

(1.1) I fattori storici formano l' eredit letteraria di popolo e di sviluppo della lingua.

Filinia: Da, meus ocellus, mea rosa, mi anime, mea voluptas
Leonida, argentum mihi: no nos diiunge amantis.
Leon: Dic igitur me passerculum, gallinam, coturnicem,
Agnellum, haedilllum me tuom dic esse vel vitellum:
Praehende auriculis, conpra labella cum labellis,...

Filinia: Da, mio occhio, mia rosa, mia anima [mi-a-nima], mio piacere,
Leonido, tu da me soldi; non ci separa amanti.
Leonide: Dic' allora me: passero e gallina, coturnice,
Agnello, capretto, me, che ' l tuo sono, o vitello:
Prendi al orecchio, lega labelli con labelli,...

(Titus Maccius Plautus (254-184 a. C.))

Questo estratto illustra la particolarit del lessico popolare, dove si incontrano le forme
del linguaggio che si utilizzavano nella conversazione (OCELLUS al posto di OCULUS,
PASSERCULUM invece di PASSER, AGNELLUS in luogo di AGNUS /AGNELLO,
HAEDILLUS al posto di HAEDUS, VITELLUS al posto di VITULUS /VITELLO/, AURICULA
al posto di AURIS /in it. ORECCHIO, in fr. OREILLE, spagn. OREJA/, LABELLUM invece di
LABRUM. In oltre, al posto del caso vocativo si utilizza il nominativo (MEUS OCCELLUS),
nell' ultima sillaba non accentata s' impegna [o] in luogo di [u] (TUOM in posto di TUUM), in
luogo di AMANTIS stato scritto AMANTES), visibile la ricomposizione (ricostruzione
fraseologica), CONPRA in luogo della forma classica COMPRA, s'impegna il modo
imperativo con la preposizione negativa [ne] (NE DIIUNGE, NOLI DIIUNGERE), che quello
nel periodo classico si conserv solo nell' arte dei poeti. Anche il testo ha l'aggettivo BELLUS
(nella lingua classica PULCHER)... ( Introduzione nella filologia romanza M, Scuola superiora, 1987, pag.
132, autori: Alssova, Rpina, Tariverdeva).
.
Vediamo che c' il latino arcaico. rimasto ancora assai vicino alla favella (parlata)
popolare. Nel primo secolo A. C. esso sar pi artistico e lontano dal popolo. La forza del
tempo lo restitu alle sue radici.
Antonio Viscardi nega la teoria del XIX secolo che a partire dalla somiglianza del
volgare italiano al latino si spiegano le tarde origini della letteratura italiana paragonate alle
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prime manifestazioni delle letterature tedesca e francese. I teorici del XIX s. si fondano sul
documento storico Gunzonem Italicum dal 965 D. C. dove stato detto: Falso putavit sancti
Galli monachus me remotum a scentia grammatice artis, licet aliquando retarder usu nostre
vulgaris lingue, que Latinitate vicena est (Falsa, pensava il monaco da santi Galli, e lontana
da me l' arte della scienza grammaticale, propone alle volte di fermare i nostri usi con la
lingua volgare, perci ' l latino pulito vicino[a questi usi del volgare]). Nei manoscritti
italiani dal VII secolo fino al X non di raro si incontrano parole e gruppi di parole che
dimostrano che la lingua viva era da quella insegnata nelle scuole. Il problema della
formazione delle lingue romanze non si limita alla teoria dei tre strati di Shuhard (substrati
lingue morte ma antenate della lingua studiata / superstrati lingue che penetrano nella lingua
ricercata, che gi esiste, la influenzano e dopo si sciolgono in essa / adstrati lingue che
influenzano la lingua oggetto di studio, ma non si sciolgono in essa e continuano a sussistere
come unit indipendenti). (Storia della letteratura italiana dalle origini al Rinascimento: capitoli
Pseudoproblema delle tarde origini italiane e Dogmi, idoli, miti della storia letteraria all' origine, Milano, 1960)
Nel 1884 il Grober dimostrava che il processo della romanizzazione all interno delle
province dur pi di 300 anni: Durante questo periodo il latino mut. Per esempio, il dialetto
sardo ha tratti che mancano nelle altre lingue romanze, la sua conquista dell' isola da parte dei
romani avvenne nel III s. A. C.. Il latino era arcaico dunque molte parole nel linguaggio
quotidiano di Sardegna non cambiarono. Per esempio si conserv la diversit tra le vocali: e ed
i anche tra i suoni o ed u nella posizione accentata: fede fide, bocca bukka. Anche nel
dialetto dell' isola sopravissero i suoni arcaici: k prima di e ed i: cinque kimbe, cento
kentu. Talvolta in Sardegna si pronunciano s nelle terminazioni dei sostantivi maschi in
singolare: tempo tempus. Non mut t nella terminazione verbali della terza voce in
singolare del modo indicativo presente. Nei verbi del francese antico si pronunciavano
solamente le terminazioni s e t. Solo al sardo e al rumeno appartengono facendo i fenomeni
menzionati paragoni e confronti letterari questi fattori storici dimostrano che nel linguaggio
dell' Impero Romano Antico la lettera i si trasform nell' e, il suono u nell' o dopo la
conquista della Sardegna. La terminazione verbale t spar dopo la conquista della Gallia, s
dopo l' occupazione della Dacia. In base a simili ricerche il Grober propone la scala dei periodi
che fa dipendere i mutamenti morfologici dalle conquiste territoriali e dall' evoluzione
cronologica dei dialetti romani, ancora non romanzi, prima del 476: Sardegna, Spagna,
Portogallo, Catalogna, Francia meridionale, Francia settentrionale e Recia. In Italia lo sviluppo
fu indipendente da questo processo, e fu diverso.
Il Grober reputava che la diversit dei dialetti fosse antica. Essa incominci dalla
romanizzazione della prima provincia fuori dall' Italia, prosegu dopo la conquista di ogni
nuova regione. Nelle province conquistate per prima la lingua non mut. Simultaneamente il
linguaggio degli abitanti della penisola Appenninica e dei cittadini romani continuava il suo
sviluppo indipendente dal latino classico e dal latino volgare della plebe. Ogni nuova provincia
impar e lasci quasi invariata la lingua italica del periodo in cui avvenne la conquista da parte
dei romani. Questi fenomeni linguistici spiegano la prima separazione dal latino di moltissimi
dialetti romani. Ma la teoria di Grober non spiega in modo preciso la causa dell' evoluzione di
ciascun dialetto, diventato romanzo. (1)
Nel 1901 W. Meyer-Lubke riafferm che la particolarit del sardo consiste nel suo
isolamento dagli altri dialetti romanzi fino alla conquista dei vandali nel VI secolo. (2) 1, 2
( ., . . 1987 ., (. 132), , , Introduzione nella
filologia romanza M, Scuola superiora, 1987, pag. 132, autori: Alssova, Rpina, Tariverdeva).
Nel 1924 H. F. Meller afferma che dalla fine dell' VIII secolo fino al inizio del IX si
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conserv una koin di lingua romanza sul territorio di tutto l' Impero caduto, ma le relazioni tra
le regioni lontane continuarono e i contatti furono regolari svolgendosi nei mercati e tramite la
diffusione del cristianesimo anche dopo le invasioni barbariche della Romania medievale. Le
grandi citt si spopolarono, sia a causa dei molti conflitti feudali, sia a causa della mortalit,
della povert e delle malattie e la maggioranza dei cittadini fugg in campagna per non
pagare tasse, per trovare lavoro nelle propriet terriere dei successori. L' economia bastava
esclusivamente sul lavoro contadino ed anche le antiche vie diventarono inutili e pericolose. L'
isolamento coatto influenz la nascita di dialetti diversi in ogni regione. I dialetti iniziarono
svilupparsi indipendente l' uno dall' altro. (H. F. Meller Cronica del latin volgare (p. 7), Ber. 1924)
I. N. Golentshev-Kutsov asserisce che nel 1924 lo Schiaparelli, paleografo italiano,
trov a Verona due versi dal fine dell' VIII secolo o dell' inizio del IX che sono stati composti
all' epoca di Carlo Magno scritti in una lingua a met fra il latino e l' italiano arcaico:

Se pareba boves alba pratalia araba
e albo versorio teneba e negro semen seminaba (da Monteverdi)

(I. N. Golenitshev-Kutusov: Letteratura latina dell' Italia medievale, capitolo Monumenti pi antichi della lingua
italiana, (p. 190) Editrice Scienza, Mosca 1972)
Qui abbiamo il sostantivo boves (bovi) nella declinazione mutata. L' epiteto latino alba
del sostantivo ha il significato dell' aggettivo bianchi. Anche le parole versorio (aratro),
semen (seme) e l' imperativo sono termini ibridi.
La particolarit linguistica evidenzia che questo testo proviene dal Veneto. Lo dimostra il
passaggio della lettera e all' a (paraba > pareba). La parola ALBUS sar sostituita dal
paradigma tedesco blank due o tre secoli dopo. Anche la parola PRATALIA esister solo
nella toponimica: praglia a Padova e pradaia a Trento. Gi nel latino volgare i si
trasformer nella lettera e (nigrum > negro)... ( ., . . 1987 ., (.
132), , , Introduzione nella filologia romanza M, Scuola superiora, 1987, pag. 132,
autori: Alssova, Rpina, Tariverdeva).
L' enigma di Verona considerato da alcuni la pi antica testimonianza in italiano.
Tuttora esistono molte controversie. Alcuni credono che esso abbia origine popolare, ma molti
altri ritengono che la sua fonte vada cercata nella poesia latina scientifica e che avesse il ruolo
del proverbio scolastico, diffuso sul territorio europeo.
Vari documenti dei notai dal X fino al XII secolo sono stati composti in latino scorretto e
vicino al linguaggio popolare. Molte testimonianze di analfabeti sono state citate nei rispettivi
dialetti.
La testimonianza giuridica pi antica proviene dall' Abruzzo; datata nel 819. Nel
convento di Montecassino, fondato da Benedictus de Nursia [in italiano Benedetto da Norcia] l'
8 aprile nel 529, tra molti documenti si conserv il successivo documento Placito capuano
composto nel 960:
Sao ke kelle terre, per kelle fini que ki contene, trenta anni le possette parte Sancti
Benedicti... (So che quelle terre, per quei confini che le contengono, le possiede di trenta anni
Santo Benedetto...).
Due altri documenti analoghi da Benevento e da Teano sono stati datati al 963. Si
possono paragonare nel secondo tipo (A 2) con i Giuramenti di Strasbourg (Serments de
Strasbourg: tra di Luis Germanique e dei soldati di Carlo Magno: Pro Deo amur et pro
christian poblo et nostro commun salvament,..), le lettere sono paragonabili a molti documenti
giuridici degli altri popoli romanzi.
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Tutti questi dialetti divergeranno in modo poco significativo.
Nei tre secoli seguenti, simultaneamente, tutti i dialetti romanzi mutarono ciascuno nella
sua direzione, perdettero le loro declinazioni con tutti i casi. Il francese conserv il nominativo
e l' accusativo di tre declinazioni fino all' XI secolo, bench la lingua ufficiale in tutta l' Europa
rimanesse il latino per i cinque secoli successivi. (I. N. Golenitshev-Kutusov: Letteratura latina dell' Italia
medievale, capitolo Monumenti pi antichi della lingua italiana, (p. 192) Editrice Scienza, Mosca 1972), al 1147
circa si data una quartina della cronica di Fiorenza. Il suo compilatore trascrisse la canzone
popolare, latinizzandola:

Nellia, Telia in ripa de mari sedebat.
Telia dixit: Sedemus
Nelia dixit: Secessimus
Male de oculis fannu li maris.

Girolamo Lazzari afferma che l' ultimo verso va letto come Male de oculi fami lu mari.
Esistono tre tipi oggettivi di approccio teorico: filosofico, storico e letterario. Quando si
analizzano testi arcaici al di fuori dalla societ scientifica, i confini tra la critica letteraria e le
lingue teorica fanno emergere con molte difficolt nella comprensione precisa dei testi. Dunque
questa introduzione al dottorato l' antologia di uno dei compilatori e niente pi. La promessa
dimostra che il presente dottorato utilizzer le ricerche delle edizioni speciali.
Della comprensione precisa dei testi arcaici dell' Medievo, della difficolt nelle relative
interpretazioni anche dei compilatori riferito nell' Avvertenza posta prima dell'
introduzione: ...Simile procedura era nel complesso evitabile per gli altri volumi della
collezione, ma era l' unica seriamente possibile per un settore, quale questo del nostro
Duecento poetico, quasi sprovvisto di volgare accettabile senza verifica: mentre dei testi pi
recenti, in modo speciale di quelli che seguono l' inversione della stampa, la discutibilit in
massima verte solo su particolari, se non minori, discontinui, tanto che la relativa filologia
assume nel giudizio del pubblico veste d' un divertimento per specialisti, qui revocabile, e l'
assistenza del tecnico interrotamente necessaria a qualsiasi lettore. OCCORREVANO
DUNQUE UNA COLLAZIONE PRELIMINARE DEI DOCUMENTI, O NELL' ORIGINALE O
IN ACCETTABILI RIPRODUZIONI FOTOGRAFICHE ( SOLO IN RARI
CASI SI STIMATA SUFFICENTE L' EDIZIONE DIPLOMATICA DI TALUNI
CANZONIERI), quindi una sistemazione razionale dei dati, a norma di critica interna o,
soccorrendo attestazione multiple, della logica in quella sua peculiare applicazione che si suol
chiamare metodo lachmanniano. Poich tale lavoro varcava le possibilit d' un solo individuo,
si ricorso all' industria ed alla compiacenza di studi giovani o (all' atto delle prestazioni)
giovanissimi, dei quali pi d' uno nel intervallo assurto a una posizione scientifica eminente,
cordialmente riconosciuta gli proprio dagli amici della Richiardina in cui hanno corso nobile
palestre. sommamente doloroso che uno di essi, Achille Pagnucco, immaturamente spento si
in un lontano ospedale, a Johannesburg, dove professava con zelo la letteratura italiana, non
possa pi ricevere il ringraziamento che gli dovuto... (Poeti del Duecento e poesia popolare e
giullaresca (pp. XI - XIII), Milano, Liguri editori, s. r. l. 1979)
L' esempio tragico di Achille Pagnucco dimostra l' impossibilit al di fuori dell' Italia, di
studiare in modo scientifico la letteratura italiana allo scopo di paragonarla alle sue radici e con
le letterature dei popoli diversi.
Il dottorato presente utilizzer La Divina Commedia di Dante Alighieri curata da G. L.
Passerini nel 1922, nella nuova edizione eminente del 1988. Ledizione stata interamente
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rifatta e riveduta sul testo dalla Societ Dantesca Italiana nella pagina di sinistra sta il testo
originale e nella destra il vocabolario del lessico poetico di ciascuna pagina. Si utilizzer anche
l' edizione di John Hogue NOSTRADAMUS: Profezie complete con gli originali francesi e
le sue interpretazioni tradotte in russo e in italiano (Edizione Grand. Fair.Press., Mosca 1999,
ISBN 5-8183-0077-3.), ecc..

D) Ermeneutica.

Esiste un concetto del metodo non evidente in paragoni e in confronti che accompagna
sempre quei 33 fattori dei metodi generali e soggettivi. L' interpretazione ermeneutica apre
nuove forme che in diversi modi spiegano le influenze di letterature comparate sulle altre.
Fondandosi su certi libri che abbiano riunito singoli collaboratori, l' interpretazione
ermeneutica esamina immagini evidenti e celate nel testo, dove sovente le seconde alludono all'
idea principale di tutto il testo esaminato o spiegano dove si svolge la sostanza della
problematica.
La scienza che interpreta numerosi simboli concreti e celati si intitola Ermeneutica. In
Europa di ermeneutica s' occupato il filosofo e psicologo Paul Ricoeur. Il suo migliore libro
in francese di teoria dell' ermeneutica si chiama Conflitti tra le interpretazioni (Conlicts des
interpretations ditions du seuil, 27, rue Jacob, Paris VI).
L' idea generale si concentra sulla diversit delle interpretazioni di un solo testo, ove ne
appaiono molte interpretazioni diverse e contrarie. Dai diversi livelli psicologici Paul
Ricoeur si avvicin ai suoi precursori tedeschi Gusserle e Heidegger. Paul Ricoeur
contraddice Cassrer. Cassirer ammette che qualsiasi concetto del mondo con l' aiuto dei segni
diventa simbolico. Paul Ricoeur afferma che il simbolo una struttura dove il significato ha un
senso diretto importantissimo e letterale che porta simultaneamente una seconda sostanza,
indiretta che talora si ripete. La seconda sostanza si nota solamente quando si intende la prima.
Questo ambito delle espressioni da queste due sostanze si converte nel campo dell
ermeneutica. Dunque l' interpretazione diventa indispensabile nell' analisi per capire numerosi
simboli, per paragonarli e confrontarli. Lo scopo dell' interpretazione nel volume di Paul
Ricoeur far capire come con lo sforzo della mentalit si perviene qualsiasi seconda sostanza
in molti livelli della nostra comprensione. Perch questa seconda sostanza si nasconde sotto la
sostanza evidente...
...L' interpretazione propone a ogni studioso la scelta dei procedimenti per generalizzare,
simbolizzare, tipizzare, ecc., le letterature paragonate o confrontate o per idealizzare la seconda
sostanza che dipende sempre dalla prima. I fattori menzionati nella sesta pagina aiutano l'
interpretazione, perch da quelli si ricercano i valori nascosti.
L' ermeneutica senza confini regolari unifica le ricerche, analizza ed interpreta le opere,
cos crede Hans-Georg Gadamer nel suo libro Verit e metodo La grande linea di una
filosofica ermeneutica. (Vrit et mtode Les grandes lignes d une hermneutique philosophique. Editions du
Seuil 27, rue Jacob, Parie VI
e
)
E) Applicazione pratica della metodica dell' analisi comparata al concreto esempio
breve: Ritmo Laurenziano e una delle canzoni giullaresche di Colin Muset.
L' interpretazione esagerata, se utilizzasse tutti i 33 fattori usati e non usati, si
servirebbe del secondo tipo di paragone, analizzando il Ritmo Laurenziano e una canzone di
Colin Muset. L' ermeneutica permette di capire i sottintesi poetici e i legami di molte immagini
concrete e celate.
Sullo scorcio del XX secolo si affermava che la prima opera completa in italiano arcaico
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si intitolava Ritmo Laurenziano. Alla sua comprensione da parte dei lettori contemporanei
furono dedicati i lavori di filologi eminenti come Torraca, Cesareo, Monaci, Mazzoni, ecc.
Fondandosi sulla loro esperienza si compilano le interpretazioni e i paragoni seguenti:

Salva lo vescovo senato
1
, lo mellior c' umque sia nato
2
[...] ora fue sagrato tutt' allumina ' l cericato
3
.
N Fisoloco n Cato non fue si ringratiato
4
,
e ' l pap' ha ll [...-ato]
5
per suo drudo plu privato.
6
Suo gentile vescovato ben' cresciuto e meliorato.

L' apostolico romano lo [...] Laterano
7
.
San Benedetto e san Germano ' l destine d' esser sovrano
8
de tutto regno cristiano
8a
pere venne da lor mano
8b
,
del parads delitano
9
. a non fue ques[to] vilano
10
:
da ce ' l mondo fue pagano
11a
non ci so tal marchisciano
11b
.
Se mi da caval baliano
11c
, monsterrll' al bon Galgano
11d
,
a lo vescovo volterano
11e
, cui bendicente bascio mano
11f
.

Lo vecovo Grimaldesco
12
, cento cavalier' a [desco]
12a
di nun tempo no lli' ncrescono
13
, ani plaono et abelli[e-i]scono
13a
.
N latino n tedesco
14
n lombardo n fra[ncesco]
suo mellior re no' nvesti[e-i]sco
15
tant' di bontate fresco
15a
.
A llui ne vo [...]oresco
1 6
corridor caval pultresco
17
:
li arcador ne vann' a tresco
18
; di paura sbaguiti[e-i]sco;
rispos' e disse latinesco
19
stenetietti nutiaresco
19a
.
Di lui bendicer non feni[e-i]sco mentre ' n questo mondo vesco.

Qui si vede l influenza diretta dei trovatori sulla metrica e sulla rima.
Nell' opera si sente anche la latinizzazione indiretta. E visibile l' influenza dei trovatori
sul lessico poetico. Il messer I. N. Golenitshev-Kutusov pensa che la prima poesia in italiano
arcaico derivi dalla poesia provenzale e francese; vero che la poetica italiana ha radici nella
letteratura francese. Allora ambedue lingue non erano che i dialetti romanzi.
Ambedue le poesie, la provenzale e la francese si allontanarono dalle loro radici all'
intero dell' epica popolare. Cos la letteratura provenzale e la francese nacquero due secoli
prima dell' italiana a causa della somiglianza del linguaggio popolare italico al latino volgare,
menzionato nel Gunzonem Italicum del 965 D. C. (nell' ottava pagina della presente
introduzione).
Dal X secolo fino ai nostri giorni in relazione al francese arcaico si conservarono:
Cantilne de Sainte Eulalie (29 versi), Vie de Saint Lger (40 strofe) e Fragment de
Valencienne (della predicazione apostolica di San. Giovani). Nell' undicesimo secolo la
letteratura arcaica di Francia si divide in tre cicli: francese, bretone e antico. Per il genere epico
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si cita il ciclo francese o Chanons de geste (Canzoni di gesta), le cui opere pi antiche
esistevano gi nella seconda met dell' XI secolo. Le Canzoni di gesta hanno due gruppi. Il
primo gruppo unifica le Epopee regie dedicate alle leggende di Carlo Magno. Tra di loro si
distingue la Chanon de Roland. Nel secondo gruppo del ciclo francese rientrano le epopee
feudali dedicate alle battaglie dei baroni o fra loro contro il re. Sono Raoul de Cambrai e
Geste ds Lorrains. Il gruppo del successivo ciclo bretone o ciclo d' Arturo contrario alle
usanze brutali delle canzoni regie. I loro capolavori nacquero dalle fiabe popolari. Si intitolano
i Romans de la Table ronde (Romanzi della Tavola rotonda). In un primo tempo l' autore
sconosciuto li scrisse in prosa. Dopo li versific il poeta Chrestien de Troyes (Cretienne di
Troia). Il ciclo antico unifica i poemi dedicati agli eroi dell' antichit. Si ritenuto per molto
tempo che la poesia francese fosse di importazione e che fosse stata presa dai trovatori del
Midi; non vero come la letteratura italiana nacque solo sulla base della latina. Essa aveva le
radici anche nelle opere francese e provenzale che influenzarono su queste radici.
Insieme con la letteratura della lingua d' oil si svolgeva la poesia provenzale sviluppata
prima della francese, tutto comunque avvenne in Francia. Gi apparsa la lirica originale dei
trovatori, le cui prime ispirazioni sono ancora le vicende all' epica. Alla seconda met del XII
secolo, la influenza provenzale si fanno sentire sulle canzoni francesi, piuttosto indirettamente
uninfluenza indiretta ad ampio va anche attribuita alle crociate.
La contessa Marie de Champagne, nipote di Guillaume IX, il pi antico dei trovatori,
figlia di Elonore d' Aquitaine o contribu molto alla difesa della poesia provenzale in Francia.
L' influenza dei trovatori cleri e giullari si propagava nella Champagne e nella Picardie, nella
Fiandre (Fiandre) e nell' Artois. Verosimilmente si popolarizzava nella Burgogne, nella
Normandie e nell' Ile-de-France dove nell' XI secolo i poeti provenzali ammiravano il
pubblico.
La poesia dei trovatori era di contenuto morale, satirico, politico, prima ancora di
amorosa. Ma la poesia dei lirici trovieri (non trovatore; trouvers in francese che cantavano in
francese e non erano trovatori) divent quasi esclusivamente amorosa. Le descrizioni poetiche
dell' amore stettero sotto l' influenza del Midi.
Si conserv finora la poesia del troviero francese Colin Muset della seconda met del XII
secolo che scrisse le sue canzoni in lingua d' oc che sono da considerarsi assai vicine all' usanza
provenzale. Dal secondo tipo (A 2) si paragona il Ritmo Laurenziano con un dei poemi di
Colin Muset.

Sire cuens, j' ai viel, [Sir' conte, io ho toccato un antico strumento a corda;]
Devant vos en vostre ost, [Davanti a Lei nella (vostra) sua osteria (o ostello),]
Si ne m' avs rien don [Se non m' ha niente dato]
Ne mes gages aquitt; [Non i miei guadagni ottenuti;]
C' est vilenie. [Questo l antico strumento a corda]

Foi que doi Sainte Marie, [Talora debbo a Santa Madonna]
Ainc ne vos siervai je mie: [Mai non La perseguiter affatto]
M' aumosnire est mal garnie, [La mia borsa del mendicante riempita male,]
Et ma malle mal farcie. [E il mio cofano stradale ho male colmato.]
Sire cuens, car comandez [Sir' conte, se Lei comanda]
De moi vostre volont. [me la sua volont.]
Sire, s' il vos vient gr, [Sir', se le viene ogni voglia,]
Un beau don car me donez, [Un bello dono perch mi d]
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Par cortoise. [Per cortesia.]

Talent ai, n' en dotez mie, [Desiderio l' ho, Lei non n (lo) dota me affatto,]
De raler mesnie: [Si n' andare a famiglia:]
Quant vois borse desgarnie, [Quando vedo la borsa vuota,]
Ma fame ne me rit mie... [La mia fame non mi ride affatto...]
Quant je vieng mon ost, [Quando vengo al mio ostello,]
Et ma fame a regard [E la mia fame ha guardato]
Derrier moi le sac enfl, [Dietro a me la borsa piena,]
Et ge qui suis bien par [Ed uccello piccolo (geai /fr./) a quello sono bene avvicinato]
De robe grise, [Dal soprabito grigio,]

Sachiez qu' ele a tost jus mise [Che Lei sappia che (geai) stata spostata sulla terra]
La quenoille sans faintise. [Lo strumento per filare senza pigrizia.]
Ele me rit par franchise, [Ella mi ride per liberazione,]
Ses deux bras ou col me lie. [Le sue due braccia o il collo mi lega (legare)]
Mes garons, va abevrer [Miei ragazzi, vada a abbeverare]
Mon cheval et conreer [Il mio cavallo ed avere cura]
Ma pucle va tuer [La mia fanciulla (vergine) va a mangiare (sterminare)]
Deux chapons par deporter [Due fettine di pane con l' aglio per dipartire (salire)]
A sauce aillie. [Con la salsa (indispensabile) alle ali.]

Il paragone tra il poema di Colin Muset e il Ritmo Laurenziano utilizza il secondo tipo
di analisi comparativa (A 2). Tutti e due hanno una sola fonte (BISOGNO DEL GIULLARE),
ma hanno due diversi soggetti. Nel ritmo poetico la preghiera del autore lontano dalla povert
che vorrebbe rimanere sconosciuto nella petizione al vescovo generoso. Il secondo soggetto si
svolge nella preghiera a qualche conte astratto. Questo messaggio cantato dal giullare sopra
la via che non nasconde il suo nome, soffre la fame, ma parla a tutto il mondo, a tutti i suoi
uditori affinch intendano il suo destino.
I fattori storici (1 a); essi furono influenzati dei trovatori. Lo dimostra la monorima, le
loro usanze rappresentarono i loro desideri. Colin Muset mantiene viva la tradizione del
corrente francese apparso nell' XI secolo tra i viaggiatori trovatori che, con le canzoni,
visitavano le corti.
L' autore sconosciuto del Ritmo Laurenziano segue gli stili dei giullari che erano i cleri
nelle chiese allo stesso tempo e per la tradizione del Medioevo preferivano celare i loro nomi.
L' idea generale (1 b) del poema di Colin Muset si concentra nell' idea di come ottenere la
grande generosit di ogni conte e di ogni nuovo ascoltatore.
L' idea generale (1 b) del Ritmo Laurenziano: come conseguire la generosit del
vescovo. Il loro desiderio essenziale ci sembra comune, ma gli loro scopi sono diversi.
La problematica (1 c) dell' opera di Colin Muset si riferisce alla sua povert costante, alla
borsa vuota, alla fame, al modo di esprimere il dolore, affinch la fame non rida. La
problematica si manifesta nell' assenza di generosi signori, nel problema di come abbeverare il
cavallo e saziare la fanciulla.
La problematica (1 c) del Ritmo Laurenziano consiste in modo in cui persuade il
vescovo Grimaldesco, anche con tutti i metodi ad ogni immagine poetica il vescovo dovrebbe
donare o un cavallo balzano o un puledro.
La problematica del poema francese irrisolvibile e non dipende da una soluzione di
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questo problema rinnovato ogni volta.
La problematica del Ritmo Laurenziano dipende da una sola decisione, perch la
decide solamente il consenso o il rifiuto del vescovo.
La tematica (1 d) di Colin Muset si svolge nel racconto della vita crudele con lantico
strumento a corda.
La tematica (1 d) del ritmo si rispecchia nell' elogio in molte lingue del vescovo
gentiluomo, si svolge nel paragone tra lui e molte immagini vigorose dei pagani, e tra lui e i
famosi servi di Chiesa, la tematica si svolge poi nellinverosimile glorificazione dei loro atti
salvifici, delle concessioni e dei regali si parla come nel suggerimento al vescovo Grimaldesco
faccia il suo dono al poeta.
Gli ideali estetici (1 e) di Colin Muset (sguardo sul mondo e ricerca di ideali in esso) si
definiscono attraverso l' attivit dell' immagine senza pigrizia, nel debito spirituale a Santa
Maria, nel cavallo sano che beve a tempo debito, nella sincerit della fanciulla sazia; perch
Colin Muset guarda al mondo come a una turba avara ed indifferente ma pieno di speranza. La
sua ricerca disinteressata di ideali si limita a un solo Conte, capace di garantire al poeta la vita
degna del vassallo affinch l' autore esaudisca ogni suo desiderio con la cortesia.
Gli ideali estetici dell' autore laurenziano (analoghi a quelli di Colin Must) sembrano pi
evoluti. Tra i pagani appare il censore Catone, l' apostolico romano papa di Roma, il palazzo
Laterano regalato dall' imperatore Costantino Magno, San Benedetto, San Germano, la
direzione al Paradiso non terrestre dove tutti i santi regnano, un Galgano vescovo di Volterra,
ed ancora tutti coloro che regalarono talvolta un cavallo o un puledro. Il suo sguardo sul
Mondo del poeta di talento volto a conseguire un desiderio concreto. Gli ideali sembrano
abbastanza venali.
Il credo artistico (1 f) di Colin Muset si riflette nella poetica giullaresca dei trovatori e
verosimilmente degli autori francesi della fine del XII secolo. Emerge un dubbio: che Muset
abbia letto la poesia degli secoli passati?
Il credo artistico (1 f) del poeta italiano sembra diverso da quello di Colin Muset.
L' intenzione estetica (1 g) del giullare francese si riflette nel desiderio affinch la sua
opera mantenga in vita le tradizioni poetiche della sua adolescenza.
L' intenzione (1 g) dellautore sconosciuto si concentra storicamente sulla nascita della
nuova poesia nella lingua compresa dal popolo.
La composizione poetica (non la stessa poesia, maniera di composizione) (1 h) del
Ritmo Laurenziano composta di tre quintetti doppi. Ogni strofa consta di due versi. Ogni
quintetto composto da dieci versi. Una sola monorima di tutti i dieci versi muta ad ogni
quintetto seguente, dove di tutti dieci versi di ogni quintetto doppio ha la medesima monorima.
La composizione poetica (1 h) di questo poema di Colin Muset ha tre colonne. Le prime
quattro strofe sono unite da una sola stessa monorima. Alla prima colonna appartiene un solo
quintetto. La seconda e la terza consistono in una quartina che sta sopra il quintetto. Ai
quintetti appartengono gli ultimi versi accorciati (pi brevi), la cui rima non corrisponde alla
rima dei quattro versi anteriori ai quintetti. La rima trasforma i quintetti nelle quartine
condizionali in cui la quinta strofa non appartiene ad ogni quartina. Tutti i versi pi brevi dei
quintetti hanno una sola monorima.
Sebbene le loro composizioni si distinguano, evidente in entrambi l influenza dei
trovatori che formarono i due fondamenti delle loro diversi versificazioni (alternanze delle
rime, alternanze delle sillabe lunghe e brevi e metrica quantitativa delle sillabe).
Lo sviluppo degli eventi (1 i) del Ritmo Laurenziano incomincia dal messaggio all'
immagine lamentata che il poeta paragona i simboli del primo quintetto. La prima parte del
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secondo quintetto allude a che il vescovo, al quale dedicato il poema, si paragoni alla
suprema destinazione dei cristiani. La parte rimanente del quintetto ricorda il dono del Villano.
L' autore dall indicativo arcaico promette che se il vescovo gli regalasse un cavallo bolzano
simile al dono di questo villano lo mostrerebbe al collega pi rispettabile, all eccellente
Galgano vescovo di Volterra che lo benedirebbe con la mano. Nel terzo quintetto doppio lo
sviluppo degli eventi ripete la lode al vescovo dalla valenza inesauribile in modo che i colleghi
abbiano da coronarlo. Il giullare termina la colonna mostrando che l' autore trema dalla paura
vicino agli arcieri che proteggono le ricche stalle del vescovo. Lo sviluppo degli avventi si
svolge abbastanza vigorosamente per la prima opera completa in italiano.
Lo sviluppo degli eventi (1 i) del poema di Colin Muset, si pu dire, non ha quasi
svolgimento e si limita alla speranza di trovare un conte e alla descrizione della povert del
poeta. Il secondo quintetto manifesta la speranza e ci descrive la povert fino al mezzo della
terza colonna, dove si allude solo a un cavallo e a una fanciulla, la cui fame l' autore ha da
saziare.
La tendenza (1 l) generale del Ritmo Laurenziano la formazione inconsapevole della
poesia nazionale tra i cleri e i poeti tradizionali da molti secoli scritti le lettre con i versi rimati
in latino. Anche l domina la tendenza delle descrizioni degli atti valorosi all' autore.
(1 l) Nel poema di Muset c' la scomparsa della popolarit della composizione dei
trovatori in francese e una concessione alla monorima che gi incomincia ad alternarsi tra i
poeti come il famoso Thibaul IV, conte di Champagne, re di Navarra, uno dei signori
turbolenti, quando la minoranza rimase con santo Louis, Tibaul IV lottava contro tutti i suoi
nemici.
Il Ritmo Laurenziano appartiene al genere (1 m) del panegirico con tendenza pi
descrittiva che narrativa.
L' opera francese utilizza il genere (1 m) lirico, dove emerge una sfumatura di folklor.
Il Ritmo Laurenziano ha la forma poetica della futura poetica italiana del duecento. La
canzone di Colin Muset utilizza la metrica (aaab aaab, ecc.) del passato della poesia francese
che si dimenticher dopo la condanna nella condanna dei trovatori e sar sostituita dalle
alternanze delle strofe rimate (abab cdcd o abba cddc) dei secoli seccessivi (1 n).

* * *
Per paragonare e confrontare esistono sei procedimenti nella ricerca (esplorativo,
generalizzante, individualizzate, valutativo, contemplativo e stato al limite fra la critica
letteraria e la linguistica teorica) (1 o) che analizzano pi profondamente il Ritmo
Laurenziano e il poema sopraddetto di Muset.
Il procedimento esplorativo studia le origini, i manoscritti pi antichi, che si sono
conservati finora ed esplora i ruoli di ogni individuo storica nella nascita delle opere analoghe.
La generalizzante studia le tendenze generali che apprezzano le fasi epocali: siano esse
messaggi tradizionali, relazioni di simboli, indizi tradizionali della costruzione poetica,
monorima, metrica, ecc..
La valutazione determina il valore del ritmo nella prima letteratura italiana e il suo
livello letterario paragonandola e confrontandola con l' opera di Colin Muset e con gli altri
poemi del periodo e delle epoche seguenti. Valutiamo la canzone di Colin Muset nell'
evoluzione della letteratura francese. Valutiamo anche il suo ruolo nella sparizione di tutta
questa tendenza.
Il procedimento contemplativo studia la comprensione di ambedue da parte di lettori di
ogni secolo fino ad oggi.
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Lo stato al confine tra la critica letteraria e la linguistica teorica spiega lo sviluppo della
lingua e analizza i concetti successivi: il lessico poetico (antiquato e contemporaneo) (2. 2. a),
le regole sintattiche della poesia (2. 2. b), la semantica poetica (2. 2. c), la ritmica poetica
(sillabica e metrica) (2. 2. d), i tropi: epiteti (2. 3. a), comparazioni semantiche (2. 3. b),
metafore (2. 3. c) metonimie (2. 3. d), iperboli (2. 3. e) ed antitesi (2. 3. f), per paragonare dal
secondo tipo il Ritmo Laurenziano e il poema francese di Colin Muset.
La ricerca del presente dottorato utilizzer l' ermeneutica che paragona e confronta le
poesie narrative tramite innumerevoli paralleli storici.

Ossequio del genio e assenza dell' ossequio nella societ contemporanea:
paragone dei destini.

Publio Virgilio Marrone (70-19 a.C.), Annizio Manlio Severino Boezio (475-524 d. C.) e
Dante Alighieri (1265-1321) sono da considerarsi isimboli sacri della letteratura europea.
Tuttora ammiriamo loro capolavori. Di Virgilio ci meravigliamo delle
Bucoliche, Georgiche ed Eneide. Da Boezio abbiamo Quadrivium, Dialettica, Trattati
teologici e Consolatio. Di Dante sono in latino De vulgari Eloquentia, De Monarchia,
Quaestio de acqua et terra, Epistole (11 o 14?) ed Egloghe (2) e in lingua volgare di Dante
leggiamo la Vita nova, il Convivio, le Rime e la Commedia.
Essi occupano i loro seggi nell' Empireo della cultura del Mondo Universale. Tra le loro
opere principali sono insuperabili ed imparagonabili a nulla teoricamente. Sono le Georgiche,
la Consolazione e la Commedia, che dai posteri sono state intitolate i tre Libri d' oro.
Da un Alighiero di Bellincione degli Alighieri, antica e nobile casata fiorentina di parte
guelfa (che non organizz la nuova repubblica per non dipendere dagli ordini feudali), del sesto
di Porta san Pietro, derivata dall' altra, nobile e antica, degli Elisei, che avean lor case nella
via degli Speziali grossi, nacque Dante in Firenze... l' anno 1265, come oramai sembra certo,
sullo scorcio del mese di maggio... (Passerini, La D. C. NOTIZIA SULLA VITA e sulle opere di Dante (III), Milano
1922)
Alla sua nascita sotto le gloriose stelle si allude da parte del XXII canto (106-120) della terza cantica
della Commedia

S' io torni mai, lettore, a quel divoto 106
trionfo per lo quale io piango spesso
le mie peccata e ' l petto mi percuoto?
tu non avresti in tanto tratto e messo 109
nel foco il dito, in quant' io vidi ' l segno
che segue il Tauro e fui dentro da esso.
O gloriose stelle, o lume pregno 112
di gran virt, dal quale io riconosco
tutto, qual che si sia, il mio ingegno,
con voi nasceva e s' ascondeva vosco 115
quegli ch' padre d' ogni mortal vita,
quand' io senti ' di prima l' aere tsco.

Vediamo che la Commedia piena di allusioni e di avvertenze. Devoto beato di Dante.
Egli non torner mai al luogo dove era nato e non riuscito a fare carriera politica e neanche
a continuare il trionfo del poeta, sognando solamente come sarebbe stato possibile visitare la
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patria. O sentimenti ma non a Beatrice che furono, senza accordo dell'anima, stati regalati a
scelta in sposa Gemma di signore Manetto Donati.
All' et di 37 anni perse tutti i posti nel Consiglio generale, l' eleggibilit ad ogni pubblico
uffizio e pag l' ammenda e fu condannato per tutta la vita allesilio.
Questa vita il destino di molti geni che a quelli Apollo insegn del dono di diventare
immortali. Il leggendario Virgilio accompagna Dante fino al XXX canto del Purgatorio /Ma
Vergilio n' avea lasciati scemi (49)/ di s, Virgilio dolcissimo parte, / Virgilio a cui per mia
salute die' mi;/... Perch Virgilio da considerarsi il primo poeta romano e non qualcun altro?
Virgilio scrisse solo due epopee per intero e una (Eneide) incompiuta. Perch Ovidio non
divent il primo? L' eredit del terzo poeta mondiale Publio Ovidio Nasone sembr pi varia e
vigorosa che quella di Publio Vergilio Marone. Il destino della storia dipendeva dal secondo
primus inter pares di Augusto che aveva gi nominato il Primo poeta romano.
La societ sovente cieca e crudele con i geni di ogni epoca. I loro posti ufficiali sono
stati occupati dai loro precursori.

OVIDIO
Nacque a Sulmone nel 43 A. C., nella piccola citt contadinesca del Samnium, da una
modesta famiglia di cavallieri. Verso il 30 si reca a Roma, col fratello maggiore, per studiare i
corsi del grammaticus, dove Ovidio apprende testi dei poeti romani (Ennius specialmente) e l'
introduzione alla Mitologia. Nel 27 sogna la toga virile e frequenta la scuola di retorica, il cui
programma insegna ai suoi scolari a interpretare molti soggetti. Nel 25 Ovidio viaggia in
Grecia e dopo in Asia Minore con l' amico poeta epico Pompeo Macero. Ritorna attraverso la
Sicilia, dopo aver visitato i luoghi pi celebri della Mitologia. Nel 23 fa parte del Collegio dei
triunviri capitales, magistrati di polizia. Allora Ovidio capisce che la sua vocazione un' altra.
Dal 22 fino al 20 Ovidio partecipa nel circolo dei poeti e fa a capo lo simbolo di Messalla
Corvino, protettore delle lettere. In questo circolo si svolgono due eminenti poeti di elegie:
Properzio e Tibullo. Dal 20 fino al 15 legge pubblicamente opere del suo proprio
componimento: gli Amori, la Gigantomachia (combattimenti degli Dei e delle Genti,
epici poemi mitologici). Nel 15 copiano i suoi Amori, e Ovidio diventa il primo poeta di
Roma tra i viventi. Nel 12 trascrivono la tragedia Medea tratta dalla mitologia (perduta per
noi). Copiano le Eroide, lettere dedicate alle eroine della Mitologia. Nel 1 D. C. copiano
l' Arte d' amare. Dal 3 fino al 8 compone le Feste (Calendario delle feste romane in
versi). Lavora alla composizione delle Metamorfosi.
Per ragioni sconosciute, bruscamente cacciato da Roma, sull' ordine di Ottavio, alla
periferia dell' Impero, a Tome (Costanza, la riva meridionale del mare Nero). Dall' 8 fino al 18
scrive all' Imperatore, e agli amici di Roma, dedica numerose lettere piene di suppliche e di
lacrime: i Tristi e i Pontici e nel 18 non ottiene il perdono dall' imperatore Tiberio, che
utilizza il suo culto quando ne sente il bisogno; Ovidio, infelice, muore nella solitudine a Tome.
(Pierre-Jean MINICONI. Agrag de l' Universit. Docteur s lettres. Les Mtamorphoses d' Ovide, extaits.: La vie du
pote. (pp. 2-3)Traduzione di Alexander Kiriyatskiy. Classiques ROMA Hachtte 1953)
I capolavori offerti all' umanit dall' ultimo genio durante il regno di Augusto, non ebbero
forza bastante a far perdonare l' esule pentito? Solo dopo la sua morte il culto senza vita di
Ovidio stupir l' umanit grazie ai soggetti e alle sue immagini. Ogni periodo seguente l'
umanit lo paragoner a molti nuovi geni, ma senza dimenticare la sua colpa relazionata a
quella di Cicerone. Lo decapitarono i suoi cari amici nel 43 per consegnare la sua testa al
secondo triumvirato: Lepido, Antonio ed Ottavio, ancora non Augusto (43 31 A. C.)
O Dracontius vir clarissimus che dedic i versi all' imperatore bizantino Anastasio (491
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518 d. C.) nel territorio dell' Africa settentrionale. Il re vandalo Gutamundo, che regn dal
484 fino il 496, lo cattur e lo lasci in prigione. Gli ex-amici di Draconzio lo dimenticarono.
Il poeta scrisse l' epitalamio a Giovanni e Vitule dove li incolpa di tradimento e dedic il
Satisfactio a Guntamundo. L' epitalamio non aiut. Dopo scrisse l' epopea della creazione del
Mondo Universale e degli uomini beati. Nel poema descrisse i Testamenti Vecchio e Nuovo e
celebr Trasimundo fratello del re. Allora Trasimundo lo rilasci.
O Seneca e Petronio (autore della commedia Satiricon) che si tagliarono le vene a causa della
paura davanti a Nerone dopo la scoperta del loro complotto.
O Dracontius vir clarissimus che dedic i versi all' imperatore bizantino Anastasio (491
518 d. C.) nel territorio dell' Africa settentrionale. Il re vandalo Gutamundo, che regn dal
484 fino il 496, lo cattur e lo lasci in prigione. Gli ex-amici di Draconzio lo dimenticarono.
Il poeta scrisse l' epitalamio a Giovanni e Vitule dove li incolpa di tradimento e dedic il
Satisfactio a Guntamundo. L' epitalamio non aiut. Dopo scrisse l' epopea della creazione del
Mondo Universale e degli uomini beati. Nel poema descrisse i Testamenti Vecchio e Nuovo e
celebr Trasimundo fratello del re. Allora Trasimundo lo rilasci.
O lo stesso Boezio, il Medioevo fino al XII secolo, la cui esecuzione priv di Platone
tradotto in latino tardo e pu essere di molti altri capolavori. Si ricordi inoltre Boezio, il quale,
se non fosse stato giunsinato avrebbe perse tradotto Platone ed altri classici greci.

BOEZIO
Annizio Manlio Severino Boezio nacque tra il 475 e il 480; fu condannato a morte tra il
524 e il 526. Boezio era poeta, enciclopedista, insuperabile per molti secoli filosofo, storico,
filologo e retore del Medioevo. Nel 510 lo nominarono console onorario. Dopo il 493
Teodorico gli permise a fare la carriera letteraria durante i primi trenta anni. Dal 510 fino al
522 Manlio si occup solamente di teologia e di letteratura. Il traduttore dei trattati di
Aristotele voleva tradurre molti lavori di Platone. Conoscitore di letteratura utilizzava nei suoi
componimenti l' esperienza dell' alessandrino Ammonio Sacca (175 242 d. C.). Boezio l'
autore dell' opera Quadrivium: De instituzione arithmetica, geometria, musica et astronomia (il
pi antico manoscritto si data dal X secolo: Ars geometrae et arithmeticae). Analizz il libro
Commento (Isagoge) a Porfirio di Tiro (III s.), ricerc l' Introduzione a categorie o di cinque
suoni di Aristotele anche la Seconda Analitica e Topica di Cicerone. Appartengono al suo
nome De dialectica, Quomodo Trinitas unus Deus ac non tres dii o Liber de Trinitate (In che
modo la Trinit un Dio e non tre dei), Utrum Pater et Filius et Spitus Sanctus
substantialiter praedicentur (Ossia Padre, Figlio e Spirito Santo sostanzialmente si
predicono), Quomodo substantiae in eoquod sint bonae sint cum non sint substantialia bona o
De Hebdomadibus (In che modo le sostanze che in quello fossero buone, sono buone perch
sostanzialmente sono o Di quantit) e Liber contra Eutychen et Nestorium o Liber de
persona et duabus naturis (Libro contro Eutichene e Nestorio o Libro dela persona e delle
due nature). Nel 522 Boezio diventa il Magister officiorum della corte di Teodorico.
Nella cronica del 550, conservatasi nel manoscritto Anonymus Valesianus, cita il poeta
bizantino Procopio Cesario, nato tra il 490 e il 507 e morto nel 562, che narra di come il
referendario Cipriano dimostr a Teodorico che l' ex-console Albino stava trattando nelle
lettere all' imperatore da Costantinopoli Giustino allo scopo di restaurare la gloria passata di
Roma unendosi con l Impero Bizantino contro il progetto di Teodorico stesso. Durante il
tribunale del san consistorio del 523 Boezio disse: La testimonianza di Cipriano falsa. Se
Albino avese avuto quelle intenzioni, anche io, e anche tutto il senato cos farebbe, la
menzogna, sir' ... Dopo di che Cipriano accus anche Boezio. Egli si trov nel carcere di
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Convelzano vicino a Milano prima della sua esecuzione tra il 524 e il 526, quando Boezio
scrisse il suo libro d oro Consolatio o De consolatione philosofiae (Consolazione della
filosofia). Della corrispondenza con lautorit dOriente che, secondo luso, si svolge in
occasione dellelezione del nuovo Papa, una o alcune lettere scritte dal patrizio Albino vengono a
conoscenza delle autorit gote. Il referendario Cipriano istruisce il processo contro Albino,
accusato di macchinazioni contro Teodorico, dintesa con lImpero dOriente. P. 29 papa
Giovani I si trovava a Costantinopoli, ossia tra il dicembre del 525 e laprile del 526. Rientrato il
Papa a Ravenna nel maggio con laccettazione da parte di Giustino delle richieste di Teodorico,
tranne di quella di indurre gli ariani convertiti a ritornare alle loro primitiva concessione, fu
malamente accolto dal re, e gettato in carcere, ove pochi giorni dopo viene a morte. Il 30
agosto, colpito da improvviso malore, Teodorico stesso ne segu la sorte (Introduzione del
traduttore di Boezio in italiano Luca Obertello cronologico alla Consolazione della filosofia (p. 28)/Rusconi Libri s. r.
l., viale Sacra 235, 20126 Milano ISBN 88-18-70150-9/, 1996)

Coms fo de Roma e ac ta gran valor
Aprob malio lo rey imperador
El era' l meler de tota la honor
De tot' l imperiel' tenien per sonr
Mas d' una causa u nom avia genzor,
De sapientia l'apellaven doctor.

(Dal poema provenzale dell' XI secolo Boezio)
Era cos nell' oscurit del Medioevo avanzato.
Conflitti analoghi sono successi (pi duri degli antichi) tra i geni e la societ costituita nel
tardo Medioevo. Si pu dire che cos si ripet il destino di Draconzio per Jacopone da Todi
autore della lauda famosa Stabat mater dolorosa/ Juxta cucem lacrimosa/ Dum pendebat
filius....

JACOPONE DA TODI

La storia chiama Jacopone l' ultimo seguace famoso della terza scuola poetica che si
svilupp sotto l' influenza dei provenzali cleri di tre le scuole diverse che utilizzavano la
monorima costante.
La prima presentava una monorima di tutti i versi della colonna come si svolge nel
Ritmo Laurenziano.
La seconda scuola presentava una serie maggiore di ottonari-novenari in rima estesa da
due a nove strofe che cede poi il posto a una serie minore di versi endecasillabi o decasillabi,
che sta sotto la maggiore, composta da due o tre versi, alle volte quattro. Alla seconda scuola
della monorima di cleri appartiene il Ritmo Cassinese, dove si svolge il discorso fra un
saggio d' oriente e un uomo d' occidente. Il ritmo incomincia con il breve prologo del
partigiano sconosciuto della confessione basiliana che si converte nel dialogo. Il primo
partecipante al discorso si chiama il celebratore orientale della vita contemplativa sopra la
necessit fisica. Il secondo sceglie il buonsenso terrestre.

...Certe credotello, frate, [Certamente creduto, fratello,]
+ ca tutt' ' m beritate. [dunque qualcuno me vero.]
Una caosa me dicate
d' essa bostra dignitate:
poi ke' n tale desduttu state, [poi che ' n tale piaciuto state,]
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quale vita bui menate?
que bidande manicate? [che vivande voi mangiate?]
Abete bidande cusc amorose
como queste nostre saporose?

Alla seconda scuola della monorima appartiene anche il Ritmo di Sant' Alessio.
Alla terza scuola della monorima meno arcaica appartengono le Laude Cortonesi e le
laude di Jacopone da Todi ove spesso nelle prime tre strofe domina una sola rima se la stessa
monorima di ogni quarta strofa uguale. Come i poeti francesi del secolo precedente Jacopone
da Todi talvolta utilizzava le alternanzi di due monorime interne diverse nelle colonne.

Quanno iubelo ha preso [Quando giubilo ha preso]
lo core ennamorato, [il cuore innamorato,]
la gente l' ha ' n deriso, [la gente l' ha in derisione]
pensanno el suo parlato, [pensando nel suo discorso,]
parlanno esmesurato [deridendo immensurabile]
de che sente calore. [di che sente il caldo sincero (dell' amore]

Una Vita conservata in un manoscritto del nostro Seicento afferma che Jacopone usci
dalla vita di settant' anni nel 1306. La lauda XCVI nel codice di Chantily allude alla data del
1236 dunque Dio dice di aver bussato trentadue anni alla porta del peccatore... circa il 1268...
Pare fosse notaio e procuratore, e appartenesse alla famiglia todina dei Benedetti. Viene pure
tramandato il nome della moglie, Vanna di Bernandino di Guidone, dei conti di Coldimezzo;
ed lecito ogni dubbio, cos su questo dato come sul racconto edificante della morte di lei
avvenuto in un crollo durante una festa da ballo: che sarebbe stata, per il cilicio trovato sulle
sue carni, occasione all abbandono del secolo da parte del marito... esso ebbe luogo nel
1268... Araldo poetico degli Spirituali lo defin giustamente il Casella: degli
Spirituali, cio della corrente francescana rigorista che faceva capo a Giovanni da Parma e a
Pier Giovanni Olivi e trov il suo maggiore scrittore in Ubertino da Casale... Jacopone
approv, come testimonia Angelo Clarino, l' ambasceria degli Spirituali a Celestino V (1294),
e prese parte eminente nella lotta che, potetti dai Colonna, essi conducessero contro Bonifacio
VIII. Fu del manifesto di Lunghezza con cui si deponeva e si chiedeva la convocazione del
concilio (10 maggio 1297); fu tra gli assediati di Palestrina, catturato nel settembre 1298 e
tenuto in un carcere conventuale finch visse quel papa (morto nell' ottobre 1303). E questo l'
unico episodio ben noto della vita di Jacopone, documentato nella polemica poetica conto
Bonifacio. Liberato e dalla prigione e dalla scomunica a opera di Benedetto XI, sopravvisse
soli tre anni, vivendo presso le Clarisse di San Lorenzo, a Collazione vicino a Todi. Dal
Quattrocento sepolto in San Fortunato a Todi. (Poeti del Duecento e poesia popolare e giullaresca
(p.61) ), Milano, Liguri editori, s. r. l. 1979)
Prima del carcere Jacopone da Todi descrisse il tradimento umano dalla lauda I [lxxii]
nello stile abituale della terza scuola della monorima.

Vorria trovar chi ama:
multi trovo che s' ama. [molti trovo che amano soltanto se stessi]

Credeva essere amato:
retrovome enganato, [ritrovo me ingannato]
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dividenno lo sato [dividendo lo stato]
per che falso m' ama. [Se esamino circostanza]

L' omo non ama mene: [l' uomo non ama, possiede o utilizza]
ama que en me ne [ama quanto in me tiene]
per, vedenno bene, [perci, vedendo bene,]
veio che falso m' ama... [vedo che vantaggiosamente mi ama]

L' Inferno della Commedia di Dante incomincia dalle sue parole: Dov' piana la lettera
// non fare oscura glossa.
Nella seconda met del Duecento dominano tre tendenze nella poesia italiana: l'
ecclesiastica (dei cleri sconosciuti e di Jacopone, ecc.), la francese sotto l' influenza diretta
della Francia contemporanea, il cui rappresentante pi famoso fu Brunetto Latini (1220
1294), la terza tendenza si chiama il Dolce Stil Novo, il cui ispiratore diventa Guido
Guinizzeli (fra il 1230 e il 1240 1276). Lo svolsero pi vigorosamente Guido Cavalcanti,
Dante Alighieri e Cino da Pistoia.

BRUNETTO LATINI
Un capolavoro in prosa in francese, intitolato Li livres dou tresor (Les livres du trsor
I libri del tesoro), appartiene costui. L' opera consta di tre parti. Nel primo libro
Brunetto Latini spiega la creazione di tutte le cose e della natura degli angeli, racconta la storia
biblica, la storia di Troia e di Roma. Con l' utilizzo di parole italiane Brunetto Latini non viola
le regole della grammatica francese. Nella prima parte narra la storia del Nuovo Testamento e
narra del Medioevo come continuazione della storia romana. Dopo segue la storia della natura
dove descrive gli astri celesti e la Luna. Poi il narratore illustra la geografia ed esamina le tre
parti del mondo: l' Asia, l' Africa e l' Europa.
Il secondo volume dedicato all' etica, dove si spiegano le ragioni dei moralisti vogliosi
di creare cittadini degni. Le ragioni si alternano ai racconti, dove si irridono numerosi uomini
che compirono sacrifici di donne malvagie.
Il terzo descrive la politica e l' arte del regnare.
In italiano nello stile francese stato composto il primo poema didattico che ripete il
soggetto del trattato francese Li livres dou tresor. Il poema si compone di pi di 3000 versi ed
ricco di motivi autobiografici.

...se non com' auro fino
io Brunetto Latino, 70
che vostro in ogni guisa
mi son sanza divisa,
a voi mi ricomando....
Ma i' ho gi trovato
in prosa ed in rimato 100
cose di grande assetto,
e poi per gran sagretto
l' ho date a caro amico:
poi con dolor lo dico,
lu' vidi man d' i fanti, 105
e rasemprati tanti
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che si ruppe la bolla
e rimase per nulla...

Qui assente la monorima come in molti poemi francesi.
Il poema termina con le sette arti. Si nota che Latini era abbastanza infelice. Si pu
supporre che Dante Alighieri pens che la sua anima era scesa nel settimo cerchio dell' Inferno
perch Latini era pieno di odio verso le donne. Cos alla fine del XV canto dell' Inferno
Brunetto Latini interrompe il dialogo con Dante:

...Di pi direi; ma ' l venire e ' l sermone 115
pi lungo esser non pu, per ch' i' veggio
l surger novo fummo del sabbione.
Gente vien con la quale esser non deggio:
sieti raccomandato il mio Tesoro
nel qual io vivo ancra, e pi non chieggio...

Nella conversazione con Dante vedo che la sua anima pecc , ci per cui scese nell'
Inferno sopra la cui porta stato scritto ci che si dice nella nona strofa del terzo canto:
...Lasciate ogni speranza, voi ch' entrate.
Nella pagina destra 151 dell' edizione suddetta della DIVINA COMMEDIA G. L.
Passerini descrive Brunetto Latini: Fu notaio e segretario del Comune, e per saggezza politica
e civile sapienza fu tenuto in gran conto al suo tempo e lasci degna fama di s. Fu
ambasciatore ad Alfonso X, re di Castiglia, nel 1260, per muoverlo ad aiutare i guelfi contro
Manfredi: e dopo Montaperti esuli, con gli altri della sua parte, e and in Francia, donde fece
ritorno nel ' 69...
Durante l' emigrazione coatta Brunetto Latini scrisse Li libres dou tresor e il Tesoretto.
A Firenze cambiano le sue idee politiche. In un primo tempo Brunetto Latini chiede l'
aiuto contro Manfredi, dopo corregge la sua opera francese in prosa dove elogia Arrigo II,
Charle de Valois e Manfredi. Il dottore Bono Giamboni (interprete della Storia contro pagani di
Orosio e dell' Arte della guerra di Vegezio) traduce Li libres dou tresor in italiano dopo la
correzione.
Sembra che senza pericolo di essere ucciso Latini ripet il destino di Orazio quando
ritorn in Firenze. O, tradimento degli ideali! Ma Orazio sta gi nel Limbo con tutti gli altri
pagani famosi.

Intanto voce fu per me udita: 79
Onorate l' altissimo poeta!
l' ombra sua torna, ch' era diparita.
Poi che la voce fu restata e quieta, 82
vidi quattro grand' ombre a noi venire:
sembianza avean n trista n lieta.
Lo buon maestro cominci a dire. 85
Mira colui con quella spada in mano,
che vien dinanzi ai tre s come sire.
Quelli Omero poeta sovrano; 88
l' altro Orazio satiro che vene;
Ovidio il terzo, e l' ultimo Lucno.
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(La DIVINA COMMEDIA di Dante Alighieri, INFERNO, IV Cnto)


Si ritiene che Dante lo mise nell' Inferno perch Latini era pieno d' odio verso le donne?
Prima dell' autunno del 42 A. C. Quinto Orazio Flacco lottava in Macedonia vicino alla citt
Filippi contro i partigiani di Cesare. Orazio fu partigiano di Bruto e di Cassio e si procur il
posto repubblicano tribunus militaris. Latini tradir i suoi ideali, ritorner in Fiorenza a
elogiare i nemici passati, come Flacco dopo la vittoria di due secondi triumviri Ottaviano ed
Antonio. 1310 anni fa nel 41 A. C. Flacco giunge in Roma dove diventa corrispondente di
questure e dove fa la conoscenza di Mecento. Dante capisce come il destino umano diventa
dipendente dalla societ costituita e non incolpa Brunetto Latini di tradimento. Nella situazione
pi tragica Dante rinuncia agli ideali repubblicani e manda simbolicamente Bruto e Cassio,
come l' apostolo Giuda che trad Gesu Cristo, nel nono cerchio del quarto giro dell' inferno:

Quell' anima l su c' ha maggior pena, 61
disse maestro, Giuda Scariotto,
che 'l capo ha dentro e fuor le gambe mena.
De li altri due c' hanno il capo di sotto, 64
quel che pende dal nero ceffo Bruto
(vedi come si storce e non fa motto!)
e l' altro Cassio che par si membruto. 67
Ma la notte risurge, e ormai
da partir, ch tutto avem veduto.

(Infento, il XXXIV canto La Divina Commedia di Dante Alighieri annotata da G. L. Passerini)

Dante, verosimilmente, mand l' anima di ser Latini nell' inferno a causa non solo dell' odio
alle donne e del tradimento degli ideali. Anche Dante trad gli ideali, lo dimostra il suo
trattamento degli eroi repubblicani Giunio Bruto e Cassio Longino. Piuttosto l' anima di
Brunetto Latini soffre nel terzo cerchio all' interno del terzo giro dell' Inferno a causa degli
elogi a Charle de Valois (Purg. XX 70-78) ed a Bonifazio VIII (Inf. XIX 52-57, XXVII 70,
85, Purg. XX 87, Par. XVII 49, XXX 148; simboleggiato, Purg. XXXII 149, Purg. XXXIII
44 (La Divina Commedia di Dante Alighieri (p.1120)annotata da G. L. Passerini).
Dante ha capito precisamente che il tutto dipender dalla societ costituita ed essa sar
indifferente anche ai geni come lui. Dante scrive il capolavoro La DIVINA COMMEDIA come
nessuno n prima n dopo lui. Ma la societ contemporanea capisce l' imparagonabile valore
della sua ultima epopea non subito dopo la sua morte.
Io non voglio paragonare il genio supremo di Dante Alighieri con nessuno. Solo vorrei
analizzare l' influenza condizionale di Dante e di molti altri sull' esempio concreto nella storia
della letteratura russa.


A) La base fondamentale: Commento all Isagoge di Porfirio di Boezio da considerarsi
come il principio teoretico universale delle analisi filosofiche singolari degli autori enumerati
nel paragrafo (B).
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2) Come lopera? per caratterizzare la sua qualit. 3) Perch sono tali le opere ricercate
secondo la narrazione?
2) In primo, mediante la ricerca precisa stata scoperta la natura di ogni cosa e di carattere
sulla base del conosciuto. In secondo, ogni apertura diventa la fonte della conoscenza, in cui gli
errori diventano inevitabili e conducono al malinteso della realt presupposta.
3) Lanalisi filosofica secondo:
Dialettica di Aristotele (essa consiste in tre parti della filosofia dialettica: speculativa (teoretica),
attiva (pratica) e razionale (ragionamento logico provocatoalcuni dubbi)) ci che il mezzo per ottenere la
conoscenza. Lo

della natura di ogni cosa appartiene alle ricerche teoretiche (nature delle cose) tramite le
pratiche (costumi), in cui la logica, che dipende dalle prime due parti della filosofia, mediante i
sillogismi, conduce alle proposizioni dellorigine e dellinfluenza di ogni concetto;
b) Che cos la dimostrazione e come stata costruita la dimostrazione degli scopi per fare pi
verosimile o vero ogni concetto, in cui la logica diventa il mezzo per ottenere ogni
dimostrazione secondo le immagini, gli scopi filosofici, le percezioni del tempo e della storia,
ecc.
c) Dieci categorie di Aristotele: qualit, quantit, relazione, luogo, tempo, stato, lavere, il
fare (atto), passione.
d) Dipendenza e indipendenza delle intelligenze dai generi e dalle loro specie degli oggetti
corporali e incorporali.
e) Gli oggetti incorporali che possono esistere fuori dei corpi: Dio, intelletto, anima che si
evidenziano nella Rovina di Atlantide e nelle opere paragonate o confrontate.
f) Desideri di essere insieme di ogni opera.
g) L opinione falsa se pensiamo non ci che , in cui il ragionamento, al contrario non
falso perch esistono molte cose che hanno la loro entit allinterno delle altre cose
immaginabili e inseparabili dalle prime (la percezione potenzialmente precisa delle immagini,
del tempo e del universo da nelle sua opere ricercate).
h) Oggetti sensibili e intelligibili.
i) Somiglianza ai paragoni e differenza ai confronti.
k) Lo spirito umano che separa tutto per i generi totali e dopo separa anche.
ogni genere per le specie col significato differenziale
4) Universalitas et singularitas: Il genere (metodo del Commento all Isagoge di Porfirio
menzionato di Boezio) da considerarsi come il principio teoretico universale delle specie
(analisi filosofiche singolari degli autori seguenti):
a) gli naturalisti (della descrizione di eventi senza alcun tentativo di offrire spiegazioni /
del libero arbitrio e della responsabilit umana di ogni atto)
b) gli antinaturalisti (affidano alla storiografia il compito di descrivere e comprendere, tale
comprensione ritenuta ermeneutica e distinta dalle spiegazioni delle scienze naturali, si
evidenzia il fondamento della cultura concepita in opposizione alla natura. / loro sono di
considerarsi i compatibilisti) appartengono tutti e tre protagonisti.
c) i rappresentanti di questo gruppo del comportamento di causalit, in cui tutto dipende dalla
previsione del destino e non si pu cambiare nulla. (ritengono una spiegazione di eventi
particolari senza ricorrere ad alcuna legge, cio i sostenitori della causalit singolare / loro
appartengono a questo gruppo tre essenziali protagonisti degli oggetti studiati.


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21 (I FILOSOFI Introduzione a Nicolo Cusano di Giovanni Santinello, II le prime formulazioni del sistema. 1) Argomento
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rivelazione, Via e Pensiero, Milano 2001)
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34 (Filosofia della religioni Romano Guardini Religione e rivelazione: Concetti di Sacro che sta dietro ogni suo frutto;
qui lunico Sacro universale sta dietro il carattere simbolico dell opera. () Romano Guardini, Religione e rivelazione,
Via e Pensiero, Milano 2001)

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28)/Rusconi Libri s. r. l., viale Sacra 235, 20126 Milano ISBN 88-18-70150-9/, 1996)

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Disegno di A. N. Avinov: Vicino al portone della morte
EXIT
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