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La parola chiave per descrivere la societ sudafricana contemporanea inequality.

Una minoranza
della popolazione detiene la maggior parte delle risorse, vive in quartieri privati (gated
communities) e gode di servizi avanzati pari a quelli garantiti in un paese occidentale. La maggior
parte della popolazione povera, coloured e nera, abita nelle township, baraccopoli che si trovano ai
bordi delle citt, i cui abitanti non hanno accesso ai servizi di base
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. Le township in Sudafrica
rappresentano la continuazione delle politiche segregazioniste post- coloniali. Sono aree
metropolitane circostanti le citt, in cui le condizioni di vita socio-economiche e sanitarie sono
perennemente a rischio di degrado totale. Le origini storiche delle township si situano negli anni
dellapartheid. Durante i primi decenni del Novecento una larga fetta della popolazione africana si
spost dalle aree rurali verso la citt, attratta dalle aspettative di unoccupazione. Nonostante il fatto
che dal 1994 in Sudafrica tutti i cittadini possano spostarsi liberamente nel paese, rimane alta la
concentrazione di persone estremamente povere. Una grossa fetta della societ sudafricana ancora
marginalizzata nelle stesse condizioni socio-economiche dellapartheid.
In Sudafrica, il regime dellapartheid, ha contribuito a creare forti disuguaglianze allinterno del Paese.
Questo regime, in vigore dalla fine degli anni 40 fino al 1993, ha posto la popolazione bianca
Sudafricana, circa il 13% della popolazione complessiva, al controllo dellintera nazione, rilegando il
resto della popolazione, principalmente neri, in un territorio ristretto. Questa politica, durata quasi per 50
anni, in gran parte responsabile delle disuguaglianze socio-economiche che ci sono state e che
continuano ad essere presenti in Sudafrica. Durante questi anni di regime furono approvate diverse leggi
che consentivano alla popolazione non bianca di vivere su circa il 13% del territorio, ovviamente non
quello ricco di materie prima. Queste limitazioni hanno enormemente contribuito allo sviluppo dello
scenario che vediamo oggi. Infatti, proprio nel periodo dellapartheid che ha cominciato a svilupparsi
unenorme disuguaglianza allinterno del Paese, vedendo prevalere la parte bianca sul resto della
popolazione, non solo per quanto riguarda lamministrazione ma anche a livello economico. Infatti, quel
piccolo 13% di popolazione, era lo stesso che possedeva la maggior parte delle ricchezze nazionali
proprio grazie ai beni del suo territorio, come oro, diamanti e petrolio. Non bisogna per pensare che
con la fine del regime di apartheid, il 27 aprile 1994 con le prime elezioni libere, si sia verificata anche
la fine di diseguaglianze economiche e sociali cos marcate allinterno della nazione.
La politica macroeconomica del Sudafrica democratico e post-razziale importante da analizzare,
in quanto nonostante i timori di una parte dellestablishment bianco nazionale e internazionale, essa
sempre stata molto rigorosa e in pochi anni ha dato una stabilit invidiabile al paese che, negli
ultimi anni del regime dellapartheid, a causa della situazione di instabilit interna e delle sanzioni
internazionali era precipitato in una spirale recessiva che sembrava senza via duscita. In primo
luogo attraverso la politica economica adottata dal governo Mandela Il Broad-Based Black
Economic Empowerment nel tentativo di sanare le discriminazioni nelle opportunit che erano alla
base della struttura razzista delleconomia sudafricana dellepoca dellapartheid, il governo
Mandela lanci unambiziosa politica di discriminazione positiva chiamata Black Economic
Empowerment, poi estesa anche agli altri raggruppamenti razziali non bianchi presenti in Sudafrica
(da cui il nome Broad-Based Black Economic Empowerment o Bbbee).
Il Bbbee prevedeva un sistema stringente di quote, da attuarsi in qualche decina di anni, sia per
laccesso alle universit che ai posti pubblici, e soprattutto per il trasferimento della propriet e del
management delle imprese private nelle mani delle minoranze precedentemente discriminate. Il
Bbbee stato ampiamente criticato in quanto forma di razzismo al contrario e anche in quanto
strumento utilizzato dalllite per creare un gruppo di uomini daffari compiacenti e legati alla
dirigenza politica, non riconoscendo comunque la priorit del merito. Inizialmente si sostenne che
le disuguaglianze tra la parte di popolazione ricca e quella povera, nei primi anni del nuovo governo
democratico, anziche diminuire erano aumentate, ma proprio grazie alla BBBe si erano sviluppati
cambiamenti nella classe media nera che stava occupando posizioni di rilievo.
Il rigore della politica macroeconomica, continua nel piano chiamato Gear (Growth, Employment
and Redistribution), del 1996, un piano quinquennale, ma che sempre stato oggetto di discussione
tra lala di maggioranza dellAnc e le componenti di sinistra dellAlleanza tripartita (Cosatu, Sacp).
Durante questi periodo i prezzi erano stabili, i livelli di investimento nelleducazione e nelle
pensioni era adeguato e laccesso ai servizi di base stava migliorando significativamente.
Per quanto riguarda i dati, nel 1995, il 58% della popolazione sudafricana viveva sotto la soglia di
poverta, mentra sembrava non esistere affatto per la percentuale di popolazione bianca. Il
coefficiente di Gini, che misura le disuguaglianze nella distribuzione, era di 0,56, e questo rendeva
il Sudafrica uno dei Paesi piu inuguali al mondo. Il cambiamento sta avvenendo in maniera molto
lente, infatti la stabilit macroeconomica non stata sufficiente ad assicurare al Sudafrica i tassi di
crescita necessari per lambiziosa agenda di democratizzazione del sistema economico e rientro
della disoccupazione. Il paese, infatti, a fronte di politiche economiche stabili, soffre di mancanze
strutturali pi profonde, tra cui un deficit strutturale delle partite correnti, alti tassi di
disoccupazione, soprattutto tra la popolazione nera, carenze infrastrutturali e scarsa concorrenza in
alcuni settori chiave (trasporti ed energia).
Nel 2000, cerano approssimativamente 1,8 milioni di sudafricani che vivevano con meno di un
dollaro al giorno e pi di 2,3 milioni con meno di 2 dollari al giorno.
Tra il 2008 e il 2009, il Sudafrica si trovato ad affrontare la prima recessione del post-apartheid.
Le stime di crescita sono state riviste al ribasso, e si calcola che siano stati perduti almeno 900.000
posti di lavoro nel settore formale, con una situazione particolarmente critica nel settore minerario.
Ciononostante, gli effetti della crisi e la successiva ripresa presentano un quadro migliore rispetto a
quello di altri paesi sviluppati, proprio perch da un lato il Sudafrica gode di una stabilit
macroeconomica riconosciuta e dallaltro perch, come molti paesi emergenti, ha sofferto di meno
per gli effetti diretti della crisi economica internazionale. A tuttoggi il 22% della popolazione vive
al di sotto della soglia di povert.
Gli effetti delle politiche neoliberiste, attuate dallAfrican National Congress (ANC) sotto la guida
di Thabo Mbeki e Jacob Zuma negli ultimi anni, hanno avuto conseguenze disastrose sul piano
sociale ed economico e hanno sollevato una rilevante questione politica: la rivendicazione del
diritto di cittadinanza da parte delle fasce pi deboli della popolazione
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. I limiti derivanti dalla
politica macroeconomica fatta propria dallAnc allinizio degli anni Novanta, che dopo il 1994 ne
hanno ridotto la capacit di combattere lineguaglianza economica. Se vero che il coefficiente di
Gini dopo tutti i trasferimenti legati alla spesa sociale (compresi quelli non monetari come
listruzione e i servizi sanitari) alla fine degli anni Novanta era sceso a 0.44, vero anche che il suo
valore prima dei trasferimenti tuttora eccezionalmente alto tra 0,65 e 0.70 a seconda delle stime
(Seekings e Nattrass 2005: 303, 357). In altri termini, il divario sociale (o di classe) tra ricchi e
poveri appare costante, indipendentemente dallattenuazione delle polarizzazione razziale che aveva
contraddistinto il sistema sotto il regime dellapartheid. Gli studi pi recenti hanno mostrato come
la riduzione dellineguaglianza tra i gruppi razziali sia stata ampiamente controbilanciata dalla
crescita dellineguaglianza allinterno dei gruppi razziali, in particolare allinterno della
maggioranza nera. Il valore del coefficiente di Gini per la popolazione nera, stimato a 0.47 a met
degli anni Settanta, era salito a oltre 0.60 alla fine degli anni Novanta. Se negli anni Cinquanta e
Sessanta la societ sudafricana appariva stratificata in una gerarchia razziale, con unelite bianca
sovrapposta ad una piccola borghesia indiana, coloured e nera e ad un ampio proletariato nero,
quella uscita dalle riforme degli anni Ottanta e dal primo quindicennio di democrazia appare
formata da una borghesia e una classe media multirazziali sovrapposte ad una maggioranza nera
costretta a vivere ai limiti o sotto la soglia di povert.

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