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NOMOS - BOLLETTINO DI STUDI E

ANALISI
FEBBRAIO 2013
WWW.MILLENNIVM.ORG
EDITORIALE LE NUOVE SFIDE DELL'EURASIA 3
OSSERVATORIO GLOBALE L'UNIONE EURASIATICA 5
I LEGAMI TRA RUSSIA E IRAN NELLO SPAZIO EURASIATICO 7
L'AFRICA CONTESA 8
LA SIRIA, PERNO DEGLI EQUILIBRI GLOBALI 9
UN ORDINE MONDIALE TRIPOLARE? 10
MILLENNIUM AL CONVENGO INTERNAZIONALE
DELL'UNIVERSIT FEDERALE DI PARAIBA 11
DELEGAZIONE POLITICA DI MILLENNIUM IN VISITA POLITICA
IN LIBANO 11
GEOECONOMIA I DERIVATI 12
TEORIA GEOPOLITICA EUROPA, EURASIA, EUROSIBERIA 15
DIRITTO INTERNAZIONALE CRISI SIRIANA E INGERENZA TURCA 16

POLEMOLOGIA PROFILO STORICO-STRATEGICO DELLA BATTAGLIA DI
EL ALAMEIN 23

STORIA I COSACCHI, DALLE ORIGINI ALL'ERA POST-SOVIETICA 25
L'ESILIO DI PIO IX A GAETA 26
FILOSOFIA E TEOLOGIA FDOR MICHAILOVIC DOSTOEVSKIJ 28
EURASIATISMO E I SUOI PERCORSI STORICI 30
IL CONFINE DELLA SOGLIA 31
LA NOZIONE DI FILOSOFIA CRISTIANA IN JACQUES MARITAIN 35
UNA RIFLESSIONE STORICO-FILOSOFICA SUL CONCETTO DI
DEMOCRAZIA 37
L'OPERAIO 39
PER UN'INTESA TRA LE ORTODOSSIE 40
CRISTIANESIMO INTEGRALE E RICONCILIAZIONE 41
ARTE ICONA PREGHIERA DI LUCE 44
INSERTI INTERVISTA ALLA SEGRETERIA DEL PARTITO COMUNISTA
DI SERBIA 48
IL MERIDIONALISMO COME PARADIGMA LATINO
AMERICANO - INTERVISTA A ANDR MARTIN 50
BRASILE, TRA INTEGRAZIONE REGIONALE E ASSETTI
MULTIPOLARI - INTERVISTA A EDU SILVESTRE DE ALBUQUERQUE 51
LA CRISI SIRIANA, TRA SOLUZIONI DIPLOMATICHE E SCENARI
DEGENERATIVI - INTERVISTA A ORAZIO MARIA GNERRE 52
RESOCONTO DEL CONVEGNO "TRADIZIONE E ORTODOSSIE" 53

RECENSIONI LIBIA CAMPO DI BATTAGLIA TRA OCCIDENTE ED EURASIA 54

INDICE
DIRETTORE EDITORIALE: Orazio Maria Gnerre
CREATIVE DIRECTOR/DESIGN: Fabio DApote, wickedArt
OSSERVATIORIO GLOBALE: Natella Speranskaya, Emmanuel Riondino, Daniele Ciolli,
Vincenzo Giaccoli, Francesco Trinchera
GEOECONOMIA: Salvatore Tamburro
TEORIA GEOPOLITICA: Gianluca Vevoto, Daniele Cocice
DIRITTO INTERNAZIONALE: Mario Forgione
TECNOLOGIE: Carmine Giangregorio
POLEMOLOGIA: Giuseppe Esposito
STORIA: Gianandrea De Antonellis (docente presso lUniversit Europea di Roma), Ignatios Sotiriadis
(Rappresentante della Chiesa di Grecia presso lUnione Europea), Luca Bistolf
FILOSOFIA E TEOLOGIA: Giovanni Covino, Andrea Virga
ARTE: Gianmarco Marotti
COVER: Orazio Maria Gnerre
NOMOS - Bollettino di Studi e Analisi 2012 - distribuito con licenza Creativa Commons. Non commerciale.
8
23 53 50 41
V
LEurasia nella sua accezione specifica di grande spazio centro-asiatico definitivamente
sulla strada dellintegrazione progressiva e dellautodeterminazione quale primario attore ge-
opolitico globale. Momentaneamente condotto lungo il binario dellintegrazione economica,
questo fenomeno, che ha portato alla formazione della Comunit Economica Eurasiatica
(EurAsEc), sta per sviluppare la sua prossima fase, lUnione Economica Eurasiatica, gi rib-
attezzata con lacronimo EEU. LEurAsEc, la comunit dei Paesi eurasiatici, nasce nel 96 con
lintento di incoraggiare una coesione pi stretta tra i paesi della CSI, sotto la cui egida sono
riuniti, oltre che la Federazione Russa, prima promotrice del progetto e dei suoi sviluppi futuri,
la Bielorussia e gli stans (Kazakhstan, Tagikistan, Kyrgyzstan, con una momentanea sospen-
sione dellUzbekistan avvenuta ad opera del suo stesso governo nel novembre del 2008).
Tra i suoi vari obiettivi, quelli della formazione dellunione doganale e di un mercato comune
sono quelli che stanno spingendo i vertici degli Stati membri verso la ridefinizione della struttu-
ra in una prospettiva di maggiore cooperazione, che supera di gran lunga qualsiasi accordo
commerciale regionale, e che punta direttamente alla coesione strategica di tutto il settore
centro-asiatico, implementando le varie tessere del multiforme puzzle geopolitico ed etnico
russo-eurasiatico in un gigantesco progetto di ridefinizione dellarea quale superpotenza
non pi globale, ma imperiale nellaccezione multipolare del termine e grande spazio. Lo
spazio eurasiatico, gi riconosciuto come polo di civilizzazione autonomo da Oswald Spen-
gler e come grossraum da Karl Hashofer, ritrova nel progetto multipolare la propria vocazione
allintegrazione, come non mai dai tempi della Santa Rus di Kiev. Il suo fatale posizionamento
al centro della World Island di Halford Mackinder rende il suo consolidamento necessario per
qualsiasi processo di cooperazione tra grandi spazi e civilt sul nostro continente, portandoci
a ripensarlo quale fattore primario per ogni qualsivoglia strategia macrospaziale comune.
Non avventato dire che il futuro del mondo, che si gioca sul filo della transizione al sistema
multipolare, dipenda primariamente dalle sorti del consolidamento del grande spazio eurasia-
tico, non solo in senso economico, quanto anche in senso militare e strategico.
UnEurasia forte rappresenterebbe la sicurezza di unEuropa prospera, stabile e libera, e di
una mediazione pacifica con il mondo arabo e luniverso cinese in ascesa progressiva. Quelle
che vengono sistematicamente definite attraverso uninterpretazione erronea, frutto di una
mancata comprensione del grande cambiamento paradigmatico che sta investendo il modo
di concepire le relazioni e gli assetti internazionali mire di potenza devono essere ripensate
alla luce degli obiettivi primari che un grande spazio deve conseguire per garantire la pro-
pria sopravvivenza al mondo multipolare, pena lessere precipitati nellabisso dellinstabilit
completa durante il travagliato periodo della transizione, futuro sempre pi plausibile per
unEuropa sullorlo del precipizio. E quella che in Europa va profilandosi sempre pi chi-
aramente come emergenza sociale, nel settore Eurasiatico diverrebbe guerra civile, senza
mezzi termini: lunica alternativa allecumenismo etno-culturale di un nuovo modello di coop-
erazione internazionale quale quello del grande spazio eurasiatico sarebbe il caos, i conflitti
interetnici, la sperequazione economica ed il disastro umanitario.
In buona sostanza, la prospettiva che si spalancava di fronte ad esso nel periodo immediata-
mente successivo allimplosione dellUnione Sovietica. Per quanto lemorragia derivata dal
pi grande crollo nella storia del XX secolo sia stata contenuta al meglio, la sfida che il settore
eurasiatico a guida russa sta affrontando (e vincendo) oggi quella del consolidamento inter-
no e del ripensamento dei propri scopi alla luce della pax multipolare, dellamicizia dei popoli
e della messa in sicurezza della World Island dalle mire nordatlantiche, sia sullHeartland che
sul Rimland.
Lunica strategia quindi da opporre allagenda nordatlantica modellata sulla base degli as-
siomi della geopolitica classica e del pensiero di Mackinder e Spykman quella di difen-
dere lHeartland e ricompattarlo, procedendo alla messa in sicurezza del Rimland. Questo
dovrebbe significare: ostacolare il tentativo nordatlantico di utilizzare lIndia nel processo di
contenimento della Cina, proponendosi come mediatore continentale tra la Cina e gli altri
attori, dettare una propria linea intransigente sugli assetti del mondo arabo, difendendo a
spada tratta il blocco sciita ed opponendosi alle mire neo-imperiali turche, proporre un nuovo
modello di cooperazione con lEuropa, chiedendo come prerequisito la sua unit politica,
spingendo attraverso i canali dei Paesi europei aperti al dialogo con lEurasia (primo tra tutti,
lUngheria). soprattutto dalla comprensione dellimpellenza di questi obiettivi che dipende il
futuro dellEurasia, dellIsola-Mondo, e dellordine multipolare.
LE
NUOVE
SFIDE
DELL'EURASIA
Di Orazio Maria Gnerre
3
L'Unione Eurasiatica
Un quadro generale dell'attuale
configurazione politica russa e dei paesi
contigui verso un graduale potenziamento
DiDaniele Cocice
E
ntro i prossimi cinque anni la situazione geopolitica del grande
continente eurasiatico, spazio vitale per il controllo del nuovo
assetto mondiale, si delineer secondo uno di due diferenti scenari
possibili, a seconda che le attuali dinamiche politiche ed economiche
della fascia di giunzione tra il continente asiatico ed europeo
propenderanno per un'apertura od una chiusura. Tale collo di
bottiglia separa o unisce l'Europa dall'Asia e rappresenta una zona
geostrategicamente importante poich trovandosi tra due estremi
geografci opposti di notevole importanza e potenza designa un luogo
di convergenza tra due civilt che potenzialmente potrebbero unire
le forze per favorire lo sviluppo futuro delle intere aree di interesse.
Al momento, comunque, la Russia a tentare concrete modifcazioni
dell'attuale scenario geopolitico cercando di attrarre a s i territori
confnanti di modo da favorire l'economia sia interna che dei paesi
interessati, in visione di un futuro stabile in grado di rilanciare sfde alla
concorrenza. L'apertura e quindi la cooperazione sono strategie basilari
della politica russa, il da poco inaugurato SEC servir a stimolare il
mercato comune trasformando lo spazio eurasiatico in un'opportunit
irrinunciabile: cos si trovano a concordare Aleksandr Dugin, flosofo e
politologo russo, ed il Console Generale della Federazione Russa, S.E.
Alexej Vladimirovich Paramonov, che di recente hanno partecipato ad
un seminario patrocinato dal Comune di Modena
1
.
L'EurAsEc, l'Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva,
l'Organizzazione di Shangai per la Cooperazione, sostiene il Console
russo, sono esempi di vera collaborazione tra i paesi che vi aderiscono.
S pertanto ad un livello avanzato nella comprensione e realizzazione
del nuovo disegno geopolitico che renderebbe la zona eurasiatica un
attore capace di infuenzare le nuove dinamiche economiche mondiali,
sebbene nella sua progressiva integrazione restino da soppesare le future
scelte dellUcraina, che si riveler essenziale per gli sviluppi economici
futuri di cui si parler pi avanti.
Questa appena accennata confgurazione geografca rappresenta quasi
un segno del destino o, per meglio dire, racchiude la logica del processo
storico che la contraddistingue e che interpretata positivamente pu
suggerire la creazione di una ancora pi grande area unifcata, un
progetto che si sta a tutti gli efetti concretizzando per mezzo dell'Unione
Eurasiatica stessa. Tale alleanza consentir alle arterie eurasiatiche di
essere operative senza intoppi, garantendo completa funzionalit
all'intero organismo sovrannazionale e soprattutto senza che vi siano
ostacoli da parte dell'ingerenza statunitense che in tutti i modi cerca di
sfavorire la sua storica controparte, ad esempio emarginandone il ruolo
di attore politico internazionale e tentando di smagnetizzare il suo Polo
del potere, il quale ha la capacit di ridefnire un quadro territoriale
1VersolUnioneEurasiatica.Ilritornodellapotenzarussa?,seminarioorganizzatopressoil
PalazzodeiMuseidallAssociazioneculturale"PensieriinAzione"incollaborazioneconlarivista
distudigeopoliticiEurasia,il24Marzo2012.
curandone ogni aspetto, dalle questioni economiche alle crisi etniche
e confessionali interne. La Russia, che corre sotto il terzo mandato di
Putin, pu riuscire in questa impresa, cos come lo stesso presidente ha
afermato nei suoi discorsi post-elettorali, attraverso il raforzamento
dell'esercito e dell'industria, attraverso l'avanzamento in campo
tecnologico, oppure estirpando l'intolleranza che ha imperversato tra
le varie etnie per tutto il ventennio successivo al crollo dell'URSS; e
pu riuscirci soltanto attraverso uneconomia ed un apparato statale
saldi ed imperituri. La Russia di oggi in forte ripresa economica e
pertanto in grado di ricreare un'armonia interetnica preservandone
il particolarismo culturale accogliendo tutte le varie popolazioni sotto
ununica grande realt nazionale, dalla comune ed indelebile identit
storica. Sempre l'ingerenza statunitense, nel tentativo di emarginare
la Russia, vorrebbe ostacolare la collaborazione economica che essa
conserva con la Cina, attraverso la Shangai Cooperation Organization
(SCO).
Il progetto dellUnione Eurasiatica nasce da un accordo entrato
ufcialmente in vigore l'1 gennaio 2012 al quale aderiscono tre stati
principi quali la Russia, il Kazakistan e la Bielorussia. Tale progetto
si instaura su un'impalcatura gi piantata il primo luglio 2011 e che
prende il nome di Unione Doganale che fu pensata per ridare vigore ed
energia alla Russia post-sovietica ed ai suoi ex stati membri, dopo che
la lunga e lenta depressione avvenuta in seguito alla disfatta sovietica
aveva prostrato lintero Paese. In tale alleanza l'unico anello debole
pu sembrare la Bielorussia, la quale, essendo sprovvista di giacimenti
energetici, dipende economicamente da Mosca. Una collaborazione
tra i due Paesi pu per essere determinante dal momento che la
Bielorussia si soprattutto concentrata sullo sviluppo tecnologico,
ma la svolta economica dell'Unione, soprattutto per la Bielorussia,
dipende strettamente dal ruolo che giocher l'Ucraina nei prossimi
anni. Come anticipato, saranno due gli scenari possibili, cos come
ha previsto Zbigniew Brzezinski, massimo esperto statunitense di
politica internazionale, a seconda se l'Ucraina, paese dalle ingenti
risorse energetiche, entrer a far parte o meno dell'Unione Eurasiatica.
Se ci non dovesse avvenire, e dunque si optasse per una chiusura
e non per un'apertura, non ci sarebbe pi alcun epilogo globale
multipolare, la Russia cesserebbe di essere un impero eurasiatico,
perderebbe la sua stabilit geostrategica, verrebbe continuamente
pressata dall'Occidente, ne risentirebbero inoltre i suoi attuali accordi
con Pechino e, sebbene possa continuare a lottare per la sovranit,
tutt'al pi diventerebbe un grande stato asiatico, ma emarginato dallo
scacchiere globale e distanziato dall'Occidente. Nella migliore delle
ipotesi si ripercorrerebbero i destini dell'ex Unione Sovietica: infatti,
uno dei fattori principali della disfatta dellURSS fu la stagnazione
L'UnioneEurasiatica
nondunqueunpro-
gettorussochehaper
scopolariproposizione
pedissequadellavecchia
UnioneSovietica.
5
6
economica interna che port al debacle dell'unico garante della stabilit
nazionale il Komitet Gosudarstvennoj Bezopasnosti (KGB: Comitato
per la sicurezza dello Stato) ed al crollo di tutto l'apparato gerarchico
statale; ben si possono scorgere le svolte future, tutt'altro che favorevoli
allo sviluppo dell'integrazione dellintera massa eurasiatica, in questa
catastrofca prospettiva di collasso dellUnione Eurasiatica a guida
russa. Al contrario, se l'Ucraina, cos come ha previsto Putin, nel giro
dei prossimi tre anni entrer a far parte dell'Unione Eurasiatica, allora,
la Russia, cos come ogni stato membro dell'Unione, diventerebbe
abbastanza forte da determinare quegli efetti futuri certamente
auspicabili per tutti coloro che supportano la teoria multipolare. Inoltre
si instaurerebbero dei legami pi forti tra Europa da una parte e Cina
dall'altra, in un clima favorevole alla collaborazione.
Dunque due le possibilit nel rapporto Russia-Ucraina: una di apertura
e convergenza, l'altra di chiusura e divergenza, con esiti diametralmente
opposti per le situazione economica e la stabilit future dell'intero
globo.
Nella strategia americana ed europea ad indirizzo nordatlantico non
manca occasione per ostacolare questo processo di unifcazione tra
Kiev ed il resto dell'Unione, proprio a causa della possibilit sopra
descritta; esse vorrebbero che l'Ucraina aderisse al Patto Atlantico,
seppur la costituzione del Paese eurasiatico lo impedisca fermamente,
dato che ogni tipo di adesione a blocchi militari, come appunto la
NATO, espressamente vietata. un rischio che non manca per,
dal momento che l'Alleanza Atlantica sta gi interessandosi alla
Georgia senza rispettarne gli ordinamenti giuridici. Se infne la
NATO dovesse riuscire nel suo intento, con le successive evoluzioni
si potrebbe degenerare in uno scontro militare tra Stati Uniti e Russia,
e forse, peggio, in un confitto globale, se non si riuscisse a contenere
lo scontro. Ci potrebbe accadere, in quanto il territorio ucraino si
vedrebbe impiantate basi missilistiche americane che favorirebbero le
operazioni militari degli USA nellarea, incrementandone i la velocit
d'azione e reazione, il tutto preservando i territori americani dal grosso
dei rischi confittuali per via della grande distanza cos interposta, senza
garanzie per l'incolumit dell'inter-zona europea.
Per quanto l'Unione Eurasiatica sia fnalizzata all'esumazione spaziale
della massa territoriale dell'ex Unione Sovietica, progetto che si prevede
verr fnalizzato intorno all'anno 2015, Putin non intenzionato
a fotocopiarne la struttura e, bench nei suoi recenti discorsi in
seguito alla sua rielezione abbia illustrato come la strategia russa sia
lungimirante ed apra ampie panoramiche, esaltando la forza del Paese,
l'attuale potenziale sia economico che militare, descrivendo diversi ed
importanti progetti fnalizzati all'accrescimento culturale, scientifco e
tecnologico del paese, illustrando gli sviluppi del proprio potenziale
di deterrenza strategica
2
(il quale rappresenta lelemento essenziale per
il mantenimento dell'integrit nazionale), egli intende efettivamente
aggiungere una componente estera sostanziosa all'interno della sua
politica attraverso una ftta rete di relazioni internazionali, senza
trincerarsi all'interno del seppur vasto territorio della Federazione. In
questi ultimi decenni, in cui gli USA sono stati molto impegnati nelle
guerre in Iraq e in Afghanistan, la Russia ha potuto ricostruire la propria
economia interna, ricucire vecchi rapporti e riorganizzare l'intero
apparato statale prendendo accordi con la Cina e mobilitandosi per
una grande revisione geostrategica, elaborando una teoria multipolare.
Per questo motivo tra gli interessi russi vi quello di sostenere una
stabilit mediorientale contrapposta al caos controllato dalle direttive
statunitensi.
L'Unione Eurasiatica non dunque un progetto russo che ha per scopo
la riproposizione pedissequa della vecchia Unione Sovietica, come
lo stesso Vladimir Putin ha afermato nel descriverne le propriet:
Cercare di restaurare o di copiare ci che confnato nel passato
da ingenui, ma una stretta integrazione su basi economiche e su nuovi
valori un imperativo dei tempi. Infatti gli stati che vi aderiscono
sono del tutto indipendenti e non sottoposti al controllo egemone della
Russia, n tanto meno rischiano di incappare in scenari futuri che ne
strozzerebbero la libert e l'autonomia. I paesi che vi aderiscono vogliono
avere voce in merito alle questioni politiche: ci dimostra la volont
di questi stati di operare secondo l'assetto geopolitico multipolare.
Mosca vorrebbe addirittura estendere la propria collaborazione con
lEuropa, aiutandola ad uscire dall'impasse economica nella quale si
trova, integrando le proprie politiche economiche e fnanziarie. Siamo
molto meglio dell'Unione Europea, in quanto russi, bielorussi e kazaki
si conoscono gi ha dichiarato Medvedev hanno simili economie,
e comune appartenenza all'Unione Sovietica. L'Europa, al contrario,
ha integrato economie diverse tra loro, facendo ricadere il prezzo dei
nuovi ingressi su una moneta unica oggi in forte crisi ha continuato
noi, invece, non compreremo a scatola chiusa ed il nostro progetto sar
2DaRG.ru.Link:http://www.rg.ru/2012/02/20/putin-armiya.html
migliore di quello del Vecchio Continente, a cui per non nascondiamo
di esserci ispirati.
Il grande mercato del gas quell'elemento che permette l'esistenza di
una tale alleanza. LUcraina, se entrasse a far parte dell'Unione, per
mezzo dei suoi giacimenti energetici apporterebbe all'economia di
questi paesi un capitale pari a dieci miliardi di dollari, una svolta per
Minsk ed un ulteriore sviluppo per Mosca ed Astana. Kiev dovr dunque
scegliere da che parte stare sapendo che non potr comunque entrare a
far parte dell'Unione Europea e che probabilmente la scelta pi scaltra
sarebbe rivolgersi ad oriente. Molti sostengono questa possibilit: il
presidente della Duma (camera bassa dell'Assemblea Federale), Boris
Gryslov, ritiene che senza l'Ucraina all'interno dell'Unione questa sia
incompleta; il presidente dell'Ucraina Viktor Janukovic appogger
una tale alleanza soltanto nella formula 3+1; il flosofo e politologo
Aleksandr Dugin concorda con quanto previsto da Putin, cio che
entro tre anni e non prima l'Ucraina entrer a far parte dell'Unione
Eurasiatica, spiegando con parole simili a quelle di Putin che questo
un imperativo della storia per la Russia e per lo sviluppo.
Il 18 novembre 2011 i tre presidenti dei rispettivi stati aderenti
all'Unione Eurasiatica, D. Medvedev, A. Lukashenko e N. Nazarbaev
frmarono la Dichiarazione di Integrazione Economica Eurasiatica
e la Dichiarazione della Commissione Economica Eurasiatica e
Parlamentare per la regolamentazione del progetto SEC, il nuovo Spazio
Economico Comune che dovrebbe essere in grado di livellare leconomia
dei paesi che vi aderiscono. I tre stati dell'Unione Eurasiatica hanno un
PIL equivalente a 2000 miliardi di dollari ed un settore industriale
valutato 600 miliardi di dollari. LUnione prevede inoltre di allargarsi
introducendo altri due paesi, oltre l'Ucraina, che sono il Kirghizistan
ed il Tagikistan. La Banca dello Sviluppo Eurasiatico e l'Istituto di
Previsione Economica Nazionale (RAN) prevedono che entro il 2030
vi sar un notevole aumento del PIL per tutti gli stati membri. Per la
Bielorussia, che non produce ricchezza, ci sar l'opportunit di saldare
vecchi debiti e di rilanciare la propria economia. Gli sviluppi futuri
dell'intero scenario globale saranno dunque fortemente condizionati sia
dalle scelte di Kiev che dagli esiti dell'Unione Eurasiatica nel prossimo
decennio.
Fonti:
A. FrancescaMalizia,LUnioneEurasiatica,proiezioniepotenzialitdiunnuovopolo
geopolitico,
daEurasiaRivistadistudigeopolitici.http://www.eurasia-rivista.org/lunione-eurasiat
ica-proiezioni-e-potenzialita-di-un-nuovo-polo-geopolitico/12846/.
B. YuriAndreev,EurasianUnionandRussiasGeostrategicStability,daStrategic
CultureFoundation.
http://www.strategic-culture.org/news/2012/01/19/eurasian-union-and-russia-geostrate
gic-stability.html
C. EkaterinaPeko,LUcrainaentrerafarpartedellUnioneEurasiaticaaprescindere
dallapresenzadiPutin,daEurasiaRivistadistudigeopolitici.
http://www.eurasia-rivista.org/lucraina-entrera-a-far-parte-dellunione-eurasiatica-a-
prescindere-dalla-presenza-di-putin/13908/
D. GiulianoLuongo,RussiaeUcraina:versolafnedellaGuerradelgas?,daGeopolitica
(RivistadellIstitutodiAltiStudiinGeopoliticaeScienzeAusiliarie).
http://www.geopolitica-rivistaorg/16186/russia-e-ucraina-verso-la-fne-della-guerra-del-
gas/
I legami tra Russia e Iran nello
spazio eurasiatico
DiAli Reza Jalali
L
o spazio eurasiatico pu essere visto da due prospettive principali.
Una di queste squisitamente geografca, con evidenti risvolti
storici e culturali: esso sarebbe la massa continentale eurasiatica, che si
estende dalle coste atlantiche europee fno allAsia orientale. In unaltra
accezione, lEurasia la zona di infuenza naturale, o lo spazio vitale
russo. Quindi lEurasia sarebbe lo spazio geografco comprendente
attualmente la Federazione Russa e gli Stati che una volta facevano parte
dellURSS. Gli analisti russi defniscono questa zona a ovest e a sud
della Russia, come estero vicino, per sottolineare il legame esistente
tra il proprio Paese e questi Paesi neonati, afrancatisi dallUnione
Sovietica allindomani del crollo del comunismo. A seconda della
prospettiva e del senso che per noi pu avere il concetto di Eurasia
e di spazio eurasiatico, cambia il rapporto che pu avere il mondo
islamico in generale e lIran in particolare con la Russia e lEurasia.
La questione che dobbiamo analizzare quindi il rapporto tra lIran,
uno dei principali esponenti del mondo musulmano, e il principale
Paese dellIslam sciita, con la Russia e lo spazio eurasiatico, in base
al punto vista riguardante il concetto di Eurasia. Infatti, se partiamo
dal presupposto che lEurasia un continente, in pratica la somma
dellEuropa e dellAsia, in una prospettiva defnita neo-eurasiatista,
il ruolo dellIran e del mondo islamico quello di parte integrante del
processo fnalizzato allunit dei popoli del Vecchio Continente, dalle
isole britanniche al Giappone.
LIran rappresenta in questo scacchiere, una parte strategica e
fondamentale del bordo meridionale della massa eurasiatica,
importantissima per un Paese come la Russia, vista la volont del governo
nordamericano di attuare la cosiddetta strategia dellanaconda, volta a
chiudere ogni spazio vitale allURSS ieri, e alla Russia oggi, grazie a una
rete di vigilanza russofoba installata nellEuropa orientale, nel Vicino
Oriente e nellAsia sud-orientale. Inoltre, alleandosi con lIran, la
Russia risolverebbe il suo vecchio problema legato allo sbocco sui mari
caldi. Volendo poi analizzare la questione da una visuale tipicamente
geopolitica, si potrebbe aggiungere che lobiettivo dichiarato degli
americani il controllo di quella fascia costiera meridionale dellEurasia
(intesa come continente) che parte dal Mediterraneo occidentale,
ovvero dalla Penisola iberica, prosegue per tutto il mare Nostrum,
comprende nella sua parte centrale il Vicino Oriente e larea strategica
e fondamentale per gli equilibri economici del mondo, ovvero il golfo
Persico, per poi proseguire verso lIndia, lIndonesia e lEstremo oriente
(Penisola coreana, coste cinesi e Giappone). Questa teoria stata alla
base della Guerra fredda, ma sembra avere seguito, in forma diversa,
ancora oggi. Il primo a proporre una lettura del genere fu il geopolitico
Nicholas J. Spykman, nel suo famoso libro Te Geography of Peace,
pubblicato nel 1944.
Egli apertamente sosteneva la seguente tesi: Chi controlla il territorio
costiero controlla lEurasia; chi controlla lEurasia pu dominare le
sorti di tutto il mondo. La defnizione di territorio costiero (in
inglese Rimland), rende bene lidea di una zona che delimita la
massa continentale eurasiatica, il controllo della quale, secondo gli
analisti americani, vitale per indebolire la Russia e ridimensionare
linfuenza di Mosca nelle dinamiche globali. Questa teoria geopolitica
LIranrappresenta
inquestoscacchiere,
unapartestrategicae
fondamentaledelbordo
meridionaledellamassa
eurasiatica.
7
da considerarsi come un corollario o una evoluzione di quella di
ispirazione inglese, risalente al 1904, riguardo al territorio centrale,
ovvero lo Heartland.
Questultima zona, delimitata oggi tra la Russia meridionale e lIran
settentrionale un passaggio fondamentale per il dominio dellEurasia
da parte dellOccidente, in particolare per via delle ingenti riserve di
idrocarburi presenti nel Caucaso, nel mar Caspio e nellAsia centrale.
Come non interpretare la guerra e linvasione dellAfghanistan in
unottica geopolitica? Lavventura della NATO in Asia centrale non
altro che il tentativo di destabilizzare larea che unisce lIran, la
Russia e la Cina, per il dominio di una regione strategica in ottica
geoeconomica. Alcuni intellettuali parlano di una guerra dei gasdotti,
per tagliare e troncare il potenziale transito, dalle ex Repubbliche
sovietiche come Turkmenistan e Kazakhstan verso lOceano indiano,
passando per lIran. In un colpo solo si metterebbe fuori gioco lIran
e si isolerebbe la Russia. Un raforzamento della fascia meridionale
dellEurasia, con un ruolo centrale dellIran, garantirebbe alla Russia la
possibilit di non rimanere schiacciata dal peso di Paesi floamericani
ai propri confni, dai membri della NATO (Europa orientale e
Turchia), fno al Giappone e alla Corea del Sud, senza dimenticare il
ruolo destabilizzante nel Caucaso di Paesi come lAzerbaijan, ormai
nellorbita occidentale. Passando invece ad una diversa interpretazione
del concetto di spazio eurasiatico, ovvero di una visione improntata
a defnire lo spazio vitale russo, defnito come estero vicino,
apparentemente i legami di Mosca con Tehran potrebbero sembrare
pi blandi rispetto allinterpretazione precedente (Eurasia come
continente, frutto della somma tra Asia ed Europa). Infatti, i Paesi
interessati dallo spazio russo-eurasiatico sono: Bielorussia, Paesi baltici,
Ucraina, Georgia, Armenia, Azerbaijan, Kazakhstan, Kirghizstan,
Tajikistan e Turkmenistan.
Al massimo lIran pu essere considerato come un Paese confnante
con questa macroarea russo-eurasiatica; infatti la Repubblica Islamica
dellIran confna con Armenia, Azerbaijan e Turkmenistan. Chi conosce
la storia di questa regione del mondo per, rifuta la tesi secondo cui
non vi sia alcuna connessione diretta tra lIran e lo spazio vitale della
Federazione Russa. Il rapporto tra Tehran e Mosca storicamente e
culturalmente ricco di sfumature e di periodi contrastanti. Non poche
volte le regioni comprese tra questi due Paesi sono state contese dal
Regno di Persia e dalla Russia zarista. Lincontro, e perch no, anche
lo scontro tra la componente iranica e quella russa uno dei leitmotiv
della storia eurasiatica. Anche volendo confermare la tesi dellEurasia
come uno spazio prevalentemente russo, non si potr negare linfuenza
dellIran nel cuore di questo estero vicino, e non solo come Stato ai
margini del contesto russo-eurasiatico. Linfuenza e il legame profondo
tra mondo iranico e mondo russo si concretizza principalmente su tre
livelli: religioso, linguistico e culturale. Il luogo prediletto di questo
confuire di due delle principali nazioni della regione principalmente
larea caucasica e lAsia centrale, senza dimenticare il collante naturale
tra Russia e Iran, ovvero il bacino del Caspio. A livello religioso,
linfuenza principale che ha lIran nel contesto russo-eurasiatico
data dal fattore islamico, visto che gli abitanti delle ex Repubbliche
sovietiche, oggi emancipate e collocate nella parte meridionale della
Federazione Russa, sono in prevalenza musulmani. Ma volendo
approfondire il tema, innegabile che la principale infuenza che ha
lIran in ambito religioso riguarda lo Stato del Caucaso meridionale
dellAzerbaijan, visto che gli Azeri sono in prevalenza musulmani
sciiti, come gli Iraniani. LAzerbaijan daltronde, pone dal punto di
vista geopolitico e geoeconomico non pochi problemi, sia alla Russia
che allIran, essendo un concorrente di questi due Paesi per ci che
concerne le forniture di energia alla Turchia e allEuropa, senza
dimenticare lorientamento atlantista del governo di Baku. La Russia,
giocando anche sullinfuenza iraniana nei confronti dellopposizione
islamista sciita, pu puntare a destabilizzare il governo di Elham Aliyev,
che ha controllato lArzerbajan insieme al padre (considerando anche
la sua presidenza) per oltre un ventennio. Un altro fattore importante
da considerare nel ruolo dellIran nello spazio eurasiatico, quello
linguistico. Linfuenza della lingua persiana, di origine indoeuropea,
ad oggi viva in Tajikistan, laddove il tagiko, lingua ufciale del Paese,
non altro che un dialetto persiano. Non a caso i legami tra Tehran e
Dushanbe (notare come questa parola in persiano voglia dire luned)
sono molto buoni, e il Tajikistan governato da Imamali Rahman,
presidente con un orientamento florusso. Ma il fattore in assoluto
pi importante che lIran pu giocare nello spazio russo-eurasiatico
L'Africa contesa
Il conflitto Sino-Statunitense sullo spazio
africano
Di Daniele Ciolli
U
na delle sfde cruciali del terzo millennio si sta giocando nel con-
tinente pi ricco di risorse energetiche e minerarie del mondo,
cio lAfrica. In un momento epocale come quello che stiamo vivendo
oggi, ovvero il passaggio dalla fase unipolare ad indirizzo statunitense
alla fase multipolare, laccaparramento delle risorse fondamentale
per lo sviluppo delle nuove potenze economiche, interessate ad afer-
marsi sullo scacchiere geopolitico mondiale con ruoli di primordine.
I paesi BRICS in crescente ascesa economica necessitano sempre pi
di risorse per procedere nel loro sviluppo e per mantenere il loro con-
tinuo crescente fabbisogno energetico, e chiaramente anchessi si rivol-
gono allAfrica andando a scontrarsi con gli interessi occidentali che dal
1700 fno al 2000 hanno detenuto il monopolio del Continente Nero.
facile immaginare quindi quanto incida e incider lAfrica sui pros-
simi decenni, in cui sempre pi nuovi attori geopolitici si afermeranno
sul globo, reclamando la propria fetta economica ed energetica. Oggi
Paesi come la Cina, lIndia, il Brasile, la Russia non si accontentano
pi delle briciole lasciate da Washington e Bruxelles, ma pretendono
giustamente di esercitare il loro ruolo di potenze economiche al pari di
quelle occidentali. Ne deriva quindi uno scontro titanico con i vecchi
padroni, maldisposti ad abbandonare il proprio dominio incontrastato
sul mondo.
Analizziamo ora il confronto pi importante tra questi attori, cio
lavvento della Cina come antagonista degli Stati Uniti nella contesa
economica mondiale, che proprio in Africa ha i suoi maggiori risvolti.
La Cina difatti, negli ultimi anni, con diversi Stati africani sta realiz-
zando accordi strategici in materia energetica, commerciale, tecnolog-
ica, sostituendo e spodestando le grandi multinazionali occidentali in
difcolt a competere con il gigante asiatico.
Cerchiamo di capire come mai gli Stati africani preferiscano come part-
ner la Cina rispetto alla Francia, allInghilterra, agli Stati uniti ecc. In-
nanzitutto, lapproccio Cinese nel trattare con i singoli Paesi africani
regolato come un rapporto tra pari. Gli Stati africani si sentono trat-
tati per la prima volta da partner con uguali diritti, e non da popoli
dominati. La scelta di non efet-
tuare nessuna ingerenza negli af-
fari interni dei Paesi africani da
parte della Cina un fattore non
da poco, che infuisce notevol-
mente in tal senso. Questa non-
ingerenza da parte della Cina
interpretata dagli Stati africani
come un riconoscimento di
una pari dignit tra le nazioni.
Lapproccio Cinese rivoluzi-
onario, rispetto a quello di vec-
chio stampo colonialista ed ar-
rogante dellOccidente, che nei
confronti dei Paesi africani ha
sempre avuto un rapporto di as-
soggettamento e sottomissione,
attraverso aggressioni militari o
presenza straniera permanente
nei rispettivi territori. Una sec-
onda motivazione del successo
cinese relativa a ci che viene
dato in cambio dellaccesso alle
risorse. La Cina in sostanza pro-
pone scambi alla pari nei quali,
in cambio di risorse, ofre la cos-
truzione di grandi infrastrutture
come strade, dighe, ponti, cen-
trali elettriche, ma anche scu-
ole, ospedali, case (con leccellente livello tecnologico garantito dalla
manodopera cinese) e formazione di tecnici ed operai locali che aiutino
lo sviluppo degli stessi Paesi. Le compagnie cinesi hanno costruito in
Africa allincirca 60.000 chilometri di strade e collegamenti che hanno
favorito enormemente il commercio e il trasporto su gomma, dando
impulso notevole alle economie locali. Nessuna occupazione e base
militare quindi, nessun ingresso di truppe, ma solo infrastrutture e aiuti
economici. facile capire cosa preferiscano gli Stati africani, quindi
Un terzo aspetto poi quello delle risorse valutarie della Bank of Chi-
na, la quale ofre ottime condizioni di prestiti a lungo termine a tassi
agevolati, con interessi prossimi allo zero. La Cina ha cancellato a fne
2009 oltre 300 debiti senza interesse, per i quali erano impegnate 35
nazioni colpite dai debiti e tra le meno sviluppate dellAfrica.
Inoltre la Cina accetta di pagare le famose royality (tasse) che i governi
africani chiedono per accedere alle proprie risorse, tasse che le multina-
zionali occidentali non vogliono pagare, se non a tassi ridicoli imposti
con modalit neo-coloniali (lattacco alla Libia nel 2011 relazionabile
anche alle alte tasse che Gheddaf imponeva per estrarre loro e il gas dai
suoi ricchissimi giacimenti).
In tutto questo c da aggiungere latteggiamento di profondo rispetto
delle popolazioni locali da parte dalle centinaia di migliaia di operai,
di tecnici e di imprenditori cinesi che lavorano ai grandi progetti di
sviluppo destinati a portare defnitivamente lAfrica fuori dalla fame,
dalla povert e dalle devastanti epidemie che ancora mietono milioni di
vite di esseri umani. Dominati e massacrati da eserciti stranieri e bande
mercenarie, gli Africani stanno fnalmente ritrovando dignit nel rap-
porto di sincera amicizia e di scambio equo con il gigante cinese, assai
rispettoso delle diferenti culture e politiche dei Paesi in cui opera.
Tutto questo sta facendo mutare gli equilibri dellAfrica, in cui la Cina
e gli altri paesi BRICS si stanno afermando come alternativa al mo-
nopolio precedente. Sono numerosi i Paesi Africani che hanno stipu-
lato accordi strategici con Pechino: lAngola oggi il primo fornitore
africano di greggio della Cina,
che con la costruzione di in-
frastrutture e prestiti agevolati
sta aiutando il rapido sviluppo
di Luanda. Altri stretti legami
uniscono la Cina al Sudan,
alla Namibia, alla Guinea, al
Mali, al Ciad, alla Somalia,
allUganda (in cui la essa di-
ventata il secondo pi grande
investitore straniero dopo la
Gran Bretagna), al Sud Afri-
ca (aggiuntosi ai BRIC, oggi
BRICS proprio per questo),
allAlgeria, e ultimamente si
stanno aprendo ai Cinesi altri
Stati come la Nigeria, lo Zim-
babwe e il Congo.
Nel 2000, in questa direzi-
one di accordi strategici Sino-
Africani, nato il Forum per
la Cooperazione tra la Cina
e lAfrica (Focac), che ogni
anno ripete annualmente. Nel
2006 Pechino ha ospitato pi
di 40 capi di Stato africani,
con i quali ha realizzato ac-
cordi su larga scala sul piano
della cooperazione economi-
8
linfuenza culturale. Negli ultimi anni Tehran ha cercato di puntare al
dialogo tra le culture afni nel Caucaso e in Asia centrale, concentrandosi
sulla diplomazia del capodanno. Con questo concetto gli intellettuali
iraniani vogliono defnire quel processo di aggregazione, portato avanti
con forza dal presidente Ahmadinejad, volto a riunire, con la scusa
delle celebrazioni del capodanno persiano (Nowruz, letteralmente
nuovo giorno), i popoli che festeggiano questa ricorrenza, che
cade il primo giorno di primavera. Questa festa infatti, oltre a essere
celebrata in Iran, molto difusa anche in Paesi come lAzerbaijan,
lArmenia, la Georgia e in tutta lAsia centrale, senza dimenticare
tracce vive anche in Russia, prevalentemente in Cecenia e Daghestan.
Questo processo di aggregazione culturale, che possiamo defnire come
processo geoculturale, fnalizzato a creare unit nella regione, contro
la minaccia dellespansionismo nordamericano nellarea, concretizzato
con la presenza di basi militari occidentali nel Caucaso meridionale
e nellAsia centrale (vedi la base di Bishkek in Kirghizstan), comune
preoccupazione di Mosca e Tehran.
Come abbiamo visto, il legame tra Russia e Iran potenzialmente
strategico, anche se fno ad oggi si limitato a questioni tattiche, come
per la crisi siriana, dove la Repubblica Islamica e la Federazione Russa
sostengono, per motivi diversi, il governo di Bashar Al-Assad. Una
ulteriore convergenza tra Mosca e Tehran sarebbe un colpo durissimo
per i piani egemonici occidentali: le basi per una maggiore cooperazione
ci sono, come abbiamo visto, sia che si voglia procedere allunit
dellEurasia come continente, sia come spazio Russo-eurasiatico, che
realizzabile in modo compiuto per Mosca solo attraverso una solida
funzione geopolitica Iraniana, volta a neutralizzare le contraddizioni
tra la Russia e le regioni a maggioranza musulmana del Caucaso e
dellAsia centrale.
La Siria, perno degli equilibri
globali
DiFrancesco Trinchera
Q
uella che viene defnita Primavera araba si dimostra essere
un vero e proprio autunno per i popoli liberi, autunno che
anticipa un inverno fatto di sfruttamento e oppressione. ancora
fresca nella memoria la capitolazione di Gheddaf, che ha lasciato
un paese sviluppato e prolifco in mano a capitrib che stanno
facendo ripiombare la Libia nel pi oscuro periodo di sottosviluppo.
Situazione analoga quella che avviene nella Siria di Bashar Al-
Assad. Fantomatiche rivolte dal basso, eclatanti manifestazioni
liberal nel nome di una presunta democrazia e centinaia di sedicenti
stragi, bombardamenti ed eccidi. La solita ricetta gi vista spesso:
era ieri che in Romania le forze americane rovesciavano per le strade
i cadaveri degli obitori spacciandoli per fucilati dalla Securitate di
Ceausescu. Ma la questione Siriana ben pi bollente e complicata
di quella Libica o Romena. Se in Libia si trattava principalmente di
una corsa al petrolio con la Francia in testa, e in Romania era solo
questione di arginare gli ultimi colpi di coda del defunto impero
sovietico, in Siria assistiamo a quello che pu essere tranquillamente
il preludio di un attacco allIran. Analizzando il mappamondo
politico mediorientale osserviamo che la Siria confna con la Turchia,
sempre pronta a giostrarsi pur di incorrere nel benestare degli alleati
euro-atlantici, con lIraq ormai preda del caos e della soprafazione, con
la pentola a pressione libanese, con il pilastro NATO in oriente, ovvero
Israele, e soprattutto con il principale obiettivo occidentale, lIran.
Controllare la Siria, ultimo paese mediorientale apertamente socialista
e con un governo in mano al partito Baath, vuol dire dare la stangata
fnale alla resistenza antimperialista in Medio Oriente. Vuol dire avere
sempre pi sottocontrollo la situazione mediorientale, in particolare
quella libanese. Vuol dire avere unottima testa di ponte per un
eventuale attacco allIran. Non errato da parte nostra vedere la Siria
come lanticamera al paese degli Ayatollah. Ma a frenare la NATO da
un intervento apertamente ofensivo come quello libico sono gli unici
due colossi che la essa efettivamente teme: la Cina e la Russia, che ogni
volta hanno posto il veto in sede ONU allaggressione indiscriminata.
La Russia pu tenere sotto scacco lEuropa controllandone i rubinetti
del gas, e la Cina detiene come spauracchio buona parte del debito
pubblico statunitense. Insomma, non si pu rischiare di far perdere il
precario equilibrio alla bilancia: scherzare con Cina e Russia il modo pi
sicuro per un fallimento economico totale del sistema nordamericano
capitalistico. Eppure queste problematiche continuano a pendere come
una spada di Damocle sulla testa del legittimo presidente siriano Al-
Assad. E se la guerra non gliela si pu fare direttamente con luranio,
la si pu fare con la temibile strategia mediatica. Gli spezzoni della
pellicola ofensiva verso lIslam, Linnocenza dei Musulmani, difusi
in rete, senzaltro fungono da benzina appositamente gettata sui focolai
ancora bollenti del caos mediorientale. E mentre la Russia fa passare
armi alla frontiera per munire la resistenza Siriana, il Papa interviene
dal Libano per placare gli scontri ed avversare un intervento armato
internazionale, ma ormai in un mondo non pi ideologizzato come
quello degli anni 70 le parole del pontefce non hanno efcacia. Ora ad
aver peso sono i conti dei debiti pubblici, e a ben poco possono servire
gli inviti alla tolleranza e alla pace del Santo Pontefce. La situazione,
sar ben chiaro, quanto mai instabile. Linizio del nuovo millennio
si manifestato, invece che con lo scontro di civilt preconizzato
da Francis Fukuyama, con i colpi di coda del capitalismo fnanziario
in crisi. qui che gli States giocano una delle loro partite decisive:
cedere dinanzi alla Siria vuol dire inchinarsi defnitivamente a Russia e
Cina e mettersi da parte, schiacciare al-Assad invece signifca lanciare il
guanto di sfda defnitivo alle potenze dellOrso e del Drago. Ma Dio ci
scampi da questa alternativa, perch un confitto mondiale diverrebbe
spaventosamente inevitabile.
ca. A tutto ci seguito un gran numero di visite di Stato di Pechino
in tutta lAfrica, con le compagnie petrolifere e le varie industrie cinesi
che simultaneamente hanno frmato diversi accordi miliardari con i
governi africani. Il volume degli scambi fra Cina e Paesi africani nel
2011 si aggirava sui 50 milioni di dollari (un aumento rispetto al 2010
di oltre il 70%).
Ovviamente Washington non rimane a guardare, e sta operando in
tutti i modi possibili per evitare lascesa africana di Pechino. Si pensi
allAFRICOM, struttura militare creata nel 2008 e subordinata al Di-
partimento Americano della Difesa, impegnata totalmente sullAfrica,
che ad oggi non ha ancora trovato un Paese Africano disposto ad ospi-
tarne il quartier generale. Attualmente ha infatti sede a Stoccarda. La
funzione ufciale di AFRICOM, secondo Washington, sarebbe quella
di sviluppare nei partner Africani amici degli Usa la capacit di afron-
tare le sfde per la loro sicurezza e dellintero Continente. Al di l delle
dichiarazioni chiaro che AFRICOM stata creata con lobbiettivo di
potenziare la proiezione strategica statunitense, instaurando un legame
di dipendenza militare fra le autorit locali e il Pentagono. In tal modo
Washington sarebbe in grado di controllare e condizionare le politiche
dei singoli Stati Africani a vantaggio dei propri interessi. Non un caso
che tra gli oppositori di tale progetto Statunitense vi fu Gheddaf che,
nel 2008, presso lUnione Africana, riusc a comporre un vasto fronte
in opposizione allinsediamento di AFRICOM sul Continente.
Daltronde, i recenti attacchi imperialisti in Libia si inseriscono
nellottica di contrastare lascesa cinese nellarea. In Libia lavoravano
oltre 30.000 Cinesi, costretti alla fuga dalla guerra e dalle violenze xen-
ofobe dei fanatici del Consiglio Nazionale di Transizione, sostenuto
dallOccidente. Oppure si pensi al colpo di stato in Costa dAvorio,
avvenuto sempre nel 2011, grazie alla regia di Parigi, che ha depos-
to il legittimo Presidente Laurent Gbabo, rimpiazzandolo con lex
dipendente dellFMI, Alassane Ouattara .
Il tutto principalmente derivato dal tentativo di Gbabo di smarcarsi
dal monopolio Francese avvicinandosi a Pechino, per stipulare una col-
laborazione che per Parigi era inammissibile. Un altro caso eloquente
stato quello in Sudan del generale Omar Al Bashir, il quale ha scambi-
ato il petrolio e minerali del proprio Paese con tecnologie civili e mili-
tari e infrastrutture cinesi, divenendo uno dei principali interlocutori
africani di Pechino. Per questo motivo il Presidente sudanese stato
raggiunto da un mandato di cattura internazionale spiccato il 4 marzo
2009 dalla Corte Penale Internazionale, con l accusa di aver perpetrato
una pulizia etnica in Darfur, regione a sud del Paese, nella quale vi
stata una guerra civile provocata dalle milizie fondamentaliste islam-
iche, con la funzione di destabilizzare lordine costituito, e fnanziate
da CIA e Shin Bet. Milizie inviate attraverso il confne del Ciad, che
hanno commesso diverse stragi e scorribande per tutto il sud del Paese,
provocando unemergenza umanitaria e migliaia di sfollati, che sono
stati soccorsi dallesercito lealista sudanese. Nellincendio della polv-
eriera sudanese vi stata anche la mano di Israele, confermata anche
dallammissione dellex direttore dello Shin Bet, Avi Dichter, che ha
sostenuto ed addestrato le forze indipendentiste del sud con il pre-
ciso scopo di impedire al governo di Bashir liniziativa di costruire uno
Stato forte unitario.
Creando e fomentando la crisi del Darfur si perseguito lobbiettivo, ar-
rivando al punto di provocare la secessione, proclamata il 9 luglio 2011,
del Sudan del sud dal governo centrale di Khartoum. Lindipendenza
del Sud Sudan, che possiede ben l80% del petrolio estratto in Sudan,
stata ovviamente subito riconosciuta dagli USA e dallUnione Europea,
che lavevano supportata sin dal 2005, in prospettiva anti-cinese.
evidente come la Cina sia divenuta il principale antagonista degli
Stati Uniti in Africa. Washington, dal canto suo, sta reagendo con il
mezzo che pi le si addice: creare deliberatamente caos con lo scopo di
minare lintegrit degli Stati africani, i quali in una situazione di insta-
bilit, ingovernabilit e settarismo sono facilmente vulnerabili e sfrut-
tabili dalle multinazionali occidentali. La Libia il caso pi recente ed
emblematico: un paese sovrano e con un governo stabile da oltre 40
anni, ricchissimo di enormi giacimenti di gas e petrolio, stato portato
fno alla sua distruzione, precipitandolo nel baratro della guerra civile
e delle divisioni tribali, religiose ed etniche. Questo ha portato due
conseguenze fondamentali per limpero Statunitense: in primo luogo,
la fuoriuscita della Cina dal territorio libico, in secondo luogo i ricchi
giacimenti sono fniti sotto il totale controllo della NATO. Oggi le
multinazionali petrolifere occidentali accingono gratuitamente e indis-
turbate alle risorse energetiche libiche.
Di fronte a questo, il gigante asiatico deve rifettere se la sua strategia di
non interferenza negli afari interni di altri Stati in situazioni simili sia
davvero utile ai suoi interessi e allo sviluppo dellAfrica, o se piuttosto
non vada riformulata per garantire lintegrit degli esperimenti politici
pi stabili, orientati verso i propri interessi e verso un nuovo ordine
multipolare.
9
Parag Khanna.
10
Un ordine mondiale tripolare?
Traduzione a cura di Luca Manelli.
DiNatella Speranskaya
C
onsulente per questioni geopolitiche presso il Comando
Operazioni Speciali degli Stati Uniti, direttore del progetto Global
Governance presso la fondazione New America di Washington,
l'autorevole politologo Parag Khanna propone una nuova defnizione
di Secondo mondo. Notando l'emergere di una mentalit non
ideologica, nel Secondo mondo Khanna include Paesi a met strada
tra Primo e Terzo mondo.
Questi Paesi hanno le caratteristiche di entrambi, e il loro scopo,
dice Parag Khanna, il miglioramento reciproco delle relazioni con
forti unit politiche come l'Unione Europea, gli Stati Uniti e la Cina.
Secondo Parag Khanna, questi sono tre imperi che combattono per
il dominio globale. Per quanto riguarda la Russia, non la considera
come una superpotenza, ma di certo, come uno degli Stati pi potenti,
la pone infatti allo stesso livello di Giappone e India.
Dice Khanna: Una superpotenza ha portata globale, infuenza globale
e ambizioni globali. Lo status di superpotenza comporta che il decision-
making infuisca simultaneamente su tutto il mondo.
Khanna mette la Russia nel gruppo dei Paesi del Secondo mondo.
Seguendo Brzezinski, vede tale Paese come un premio, ma non
come l'attore principale e, condividendo le teorie di alcuni politologi
occidentali, aferma che la Russia verr o sottomessa o integrata,
posizione sostenuta da molti esperti di relazioni sino-russe. La visione
della Russia da parte dell'Occidente non incoraggiante: gli analisti
della politica internazionale predicono il dominio cinese sulla Russia
per i prossimi 50-60 anni.
Qual il ruolo dei Paesi del Secondo mondo nell'imminente ordine
multipolare? Lo stesso Khanna crede che l'umanit si stia avviando
inesorabilmente proprio verso un modello multipolare e che ci per
gli USA signifchi una fondamentale perdita di infuenza, in quanto in
questo modello sono solamente un polo tra altri poli, il che signifca che
dovranno fare inevitabilmente i conti con l'infuenza degli altri, come
il Giappone, l'India, la Russia, la Cina o l'Europa. Afnch possano
essere attori politici sovrani, a nessuno di questi serve l'approvazione
degli Stati Uniti.
Il Secondo mondo diventa una zona antimperialista indipendente
entro la quale si raforzano le relazioni interregionali. La Russia ha
oferto di costruire reattori nucleari in Iran e Libia, il Kazakhstan
e la Malesia organizzano conferenze sullo sviluppo delle relazioni
commerciali, Iran, Indonesia e Venezuela costituiscono un cartello del
petrolio. I Cinesi volano direttamente in Brasile, i Brasiliani in Africa,
gli Indiani investono dappertutto, dalla Siria al Vietnam, e il fondo
d'investimento di Abu Dhabi investe il patrimonio dell'Emirato sia a
Wall Street sia nella Nanjing Road di Shangai, simbolo del miracolo
economico cinese.
da tempo che Parag Khanna ha smesso di considerare l'Occidente
come un'unit indivisibile. Egli sostiene la tesi che esistano due poli
nello spazio occidentale: l'Unione Europea e gli Stati Uniti (secondo il
suo punto di vista, la guerra in Iraq ha privato il concetto di alleanza
occidentale di qualsiasi signifcato). Nel suo libro Te Second
World, scrive che nel mondo futuro ci saranno solo tre poli, ossia
i due sopraccitati e la Cina. In questo modo, si comporta come un
fautore di un mondo tri-polare. Alla domanda riguardante il posto
del mondo islamico, della Russia e dell'India in questo futuro ordine
mondiale, il politologo ci d la seguente risposta: L'espressione
mondo tri-polare non esclude l'esistenza di queste entit. Tuttavia
resta il fatto che Usa, Unione Europea e Cina rappresentano pi del
20% dell'economia mondiale. La loro potenza militare cresce. Hanno
la capacit universale di cambiare la politica del mondo intero: ci
non pu essere detto delle altre potenze. Si pu parlare fnch si vuole
sul fatto che si voglia che la Russia sia una superpotenza, ma ci
fuorviante. L'economia russa paragonabile a quella della Francia, che
di certo non una superpotenza economica; ed impossibile essere
una superpotenza senza esserlo anche nell'economia. La Russia s un
centro di attrazione, ma a livello regionale, quindi non pu fare parte
del gruppo dei tre (USA, Unione Europea, Cina). L'unica potenza che
pu essere aggiunta a questa serie esclusivamente dal punto di vista
economico il Giappone.
Stando a Parag Khanna, ci stiamo dirigendo verso un mondo a pi
poli e a pi civilt, in cui tre diverse superpotenze competono per il
controllo di un numero di risorse in continua diminuzione.
Qual il punto di vista del politologo William Engdahl, favorevole ad
un riavvicinamento tra Russia e Cina, sulla relazioni tra questi due Paesi?
Cito: Solo la Russia, la Cina e l'Europa posso fermare il folle cowboy
americano. Ma oggi, quando il collasso del Secolo Americano e
del sistema fnanziario incentrato sul dollaro quasi inevitabile, tutto
dipende dal loro coraggio. Procederanno verso un progetto comune
di integrazione o lasceranno che gli Stati Uniti prendano il controllo
dell'Eurasia attraverso la geopolitica del caos? La sicurezza di tutta
l'umanit nel XXI secolo dipende dalla risposta a questa domanda.
Engdahl spera nelle soluzioni che sapr dare l'elite politica russa a questa
sfda, su cui dipende l'alleanza russo-cinese. Comunque, conoscendo
l'attuale classe politica in Russia, non possiamo condividere le speranze
del pur sempre rispettabile William Engdahl, e piuttosto arriviamo alla
conclusione della necessit della creazione ed educazione di una nuova
elite, vale a dire una contro-elite, o, come viene detto nel Manifesto
della Global Revolutionary Alliance, di una contro-elite globale e
rivoluzionaria.
Il Professor Adam Roberts, esperto nel campo delle relazioni
internazionali, nota anche la perdita del ruolo di guida degli Stati
Uniti nell'ordine mondiale attuale. Alla domanda su chi sar l'erede,
ci d una chiara risposta: nessuno. Ora la Russia vicina al periodo
di interregno, ossia l'intervallo di tempo che nell'antica Roma
intercorreva tra la morte di un imperatore e la comparsa dell'altro.
uno stato di instabilit, incertezza, imprevedibilit, in cui evidente la
distruzione del vecchio ordine cos come la progressiva afermazione
di quello nuovo. Ma quale sar questo nuovo ordine non ci dato
saperlo. L'interregno una pausa, un ritardo metafsico, un doloroso
non ancora. In questo contesto di cambiamento verso un nuovo
ordine, possiamo parlare di una transizione paradigmatica dal
momento unipolare (Charles Krauthammer) verso l'instaurazione
di un ordine multipolare. In altre parole, il centro dell'attenzione
dovrebbe essere sulla fne dell'era dell'unipolarismo, poich ci sono gi
tutti i prerequisiti per la realizzazione di un progetto alternativo. Ci
che ora sta accadendo nella politica mondiale l'agonia dell'imperatore
morente, ossia gli Stati Uniti. Il vero interregno verr con la fnale
perdita di potere degli USA come potenza mondiale egemone, e la
cancellazione del momento unipolare. qui che appare il pericolo
che nel periodo di interregno e di costante attuazione delle fasi della
creazione dell'ordine mondiale multipolare sopraggiunga la variabile
geometria della non-polarit e tutto venga immerso nel melting pot
della globalizzazione e della modernit liquida (Zygmunt Bauman).
QualilruolodeiPaesi
delSecondomondo
nell'imminenteordine
multipolare?
M
illennium ha partecipato al convegno in-
ternazionale svoltosi dal 4 al 6 settem-
bre 2012 presso l'Universit Federale
di Paraba, nella citt di Joo Pessoa (Brasile).
Al convegno, incentrato in particolar modo sui fon-
damenti della teoria geopolitica, sulla relazione che
intercorre tra essa e l'ambito flosofco, sulla neces-
sit di un ordinamento globale multipolare e sullo
sviluppo della "quarta teoria politica", ha preso parte
il fondatore e presidente di Millennium, Orazio Ma-
ria Gnerre, al fanco del flosofo e teorico Aleksandr
Dugin, del professore dell'Universit di San Paolo,
Andr Martin, dello studioso e saggista Mateus Soares
de Azevedo, e dell'esperto di geopolitica Edu Silvestre de Albuquerque.
L'argomento trattato da Orazio Maria Gnerre stato "La concezi-
one sacrale degli spazi": dall'interpretazione simbolica ed ar-
chetipica della geografa verso le massime categorie geopolitiche.
L'incontro ha portato alla luce la convergenza di obiettivi di Mil-
lennium, dell'Eurasiatismo e del Meridionalismo Sudamerica-
no nella promozione della transizione all'ordine globale multipo-
lare e nella creazione di una quarta teoria politica, adatta al
contesto storico e capace di una riformulazione radicale dello stesso.
MILLENNIVM
AL CONVEGNO
INTERNAZIONALE
DELL'UNIVERSIT
FEDERALE DI
PARAIBA
U
na delegazione di Millennium stata
impegnata dal 3 al 17 novembre in
Libano, nel diffcile periodo che
intercorso tra il dispiegarsi del confitto civile
in Siria e il bombardamento indiscriminato
tuttora in corso di Israele su Gaza. La
delegazione ha svolto come da programma le
visite di rappresentanza presso i campi profughi
palestinesi e le sedi del Fronte Popolare di
Liberazione della Palestina di Balbeck e Beirut.
La delegazione italiana ha incontrato anche la rappresentanza politica di Millennium in Libano.
DELEGAZIONE
POLITICA DI
MILLENNIVM IN
VISITA POLITICA IN
LIBANO
Hassan Abou Nasseh, rappresentante di Millennium in Libano, e Francesco Piscitelli,
coordinatore regionale di Millennium in Friuli.
12
I DERIVATI
LA PROSSIMA BOLLA PRONTA ALLO SCOPPIO
DiSalvatore Tamburro
W
arren Bufett
1
, uno dei pi grandi investitori
fnanziari nonch tra gli uomini pi ricchi
del pianeta, ha defnito in una famosa frase i
derivati come armi fnanziarie di distruzioni di
massa. Nel report annuale agli azionisti Bufet scriveva: "Se
i contratti derivati non vengono collateralizzati o garantiti,
il loro reale valore dipende anche dal merito di credito
delle controparti. Allo stesso tempo, comunque, prima che
il contratto sia onorato, le controparti registrano proftti
e perdite -spesso di enorme entit- nei loro bilanci senza
che un singolo centesimo passi di mano. La variet dei
contratti derivati trova un limite solo nell'immaginazione
dell'uomo (o talvolta, a quanto pare, del folle)". Si chiamano
derivati perch derivano da qualcosa altro, non vivono di
vita propria: sono scommesse a termine sull'andamento di
un'attivit sottostante, ossia un titolo, una obbligazione
o qualsiasi altra cosa. Esistono derivati di qualsiasi genere
su ogni tipo di sottostante: options su azioni, future sul
petrolio e sul grano, swap su valute e mille altre cose. Sono
considerati gli strumenti in grado di attuare la massima
speculazione fnanziaria.
Il derivato creditizio pi usato in assoluto il Credit Default
Swap (abbreviato in CDS), strumento concepito per ridurre
i danni derivanti da un fallimento creditizio
2
. Si tratta di
un accordo tra due parti, in cui da un lato c un acquirente
(detto CDS buyer) e dallaltro un venditore (detto CDS
seller): mediante tale accordo il venditore si impegna, in
cambio di un premio rateale versato dallacquirente, a pagare
una determinata cifra nel caso che ci si trovi di fronte a
un credit event, ovvero limpossibilit di pagare da parte
del debitore terzo. In termini molto semplici i CDS sono
una sorta di assicurazione sullinsolvenza di un emittente e
infatti sono spesso usati proprio con la funzione di polizze
assicurative o coperture per chi sottoscrive unobbligazione.
Proviamo a fare un esempio pratico per capirci meglio. Ci
sono tre soggetti in gioco: la societ Alfa Spa, linvestitore il
Sig. Rossi e colui che emette i CDS, che chiameremo il Sig.
Assicuratore. Il sig. Rossi compra 1000 euro di obbligazioni
1 WarrenEdwardBufettunodeipigradiinvestitoristatunitensi.Nel2009,conun
patrimoniostimatodi47miliardididollari,era,secondolarivistaForbes,ilterzouomopiricco
delmondo,dopoBillGates,eilquarantesimouomopiriccodituttiitempi.Proprietariodella
BerkshireHathaway,ossialapigrandecompagniaassicurativamondiale,dopolasvizzeraSwissRe
elatedescaMunichRe.
2 Creditdefaultswaps.Caratteristichecontrattuali,proceduregestionaliestrategie
operative;diPaoloTradati,editoreFrancoAngeli(2011).
della Alfa Spa che spera di poter incassare alla scadenza delle
obbligazioni stesse. Dopo qualche mese cominciano a girare
voci che la Alfa Spa possa fallire e il sig. Rossi teme di perdere
la cifra investita.
Ecco allora che si fa avanti il sig. Assicuratore che propone
una polizza (un CDS) che funziona in modo molto semplice:
Detto cos non sembra nulla di tanto grave, ma cerchiamo
di comprendere le conseguenze di questa contrattazione
prettamente speculativa. In primis si tratta di un accordo che
si pu formulare su qualunque cosa: su unazienda, sul debito
di uno Stato, insomma su qualsiasi cosa possa fallire, anche a
prescindere dal fatto che il sig. Rossi possieda efettivamente
le obbligazioni dellAlfa Spa o meno. Chi ci guadagna in
questo gioco? Gli speculatori, ossia il sig. Assicuratore.
Gli speculatori, con la complicit dellagenzie di rating (le
prostitute del sistema bancario) e gli organi di informazione
difondono il panico urlando ai quattro venti che la societ
Alfa o lo Stato Beta sono a rischio default. Gli investitori
temono di perdere le cifre investite e ricorrono alle polizze
CDS.
1
2
Se la Alfa Spa fallisce il sig. Assicuratore paga 1000
euro al sig. Rossi in ununica soluzione.
Finch, invece, lAlfa Spa resta in vita, il sig. Rossi
pagher mensilmente 50 euro al sig. Assicuratore per
tutta la durata delle obbligazioni, il quale incasser il
premio mensile, speculando sul rischio e guadagnando.
13
Il prezzo dei CDS schizza quindi all'ins, i possessori delle
obbligazioni corrono a comprare i CDS che nel frattempo
sono lievitati di prezzo.
Contemporaneamente molti investitori cercheranno
di disfarsi di quelle obbligazioni svendendole; quando
poi l'allarme rientra gli emittenti dei CDS avranno gi
guadagnato una marea di soldi e magari si ritroveranno in
portafoglio quei titoli che linvestitore ignaro ha svenduto in
situazione di panico, ma che nel frattempo si sono rivalutati.
Ma cosa succederebbe se invece quella societ Alfa o lo Stato
andasse sul serio in bancarotta? Lo speculatore che ha emesso
CDS dovr onorare lassicurazione fatta e qui si complicano
le cose: lo speculatore sperava che la societ X non sarebbe
mai fallita e ha continuato a vendere CDS a milioni di
investitori, ma adesso non ha i soldi necessari per onorare la
polizza. Un esempio storico stato il caso dellAIG, American
International Group Inc.
3
, che fno al 15 settembre 2008 era il
primo gruppo assicurativo al mondo, prima
Salvatore Tamburro
che fosse intervenuta la Federal Reserve (con il sostegno
del Dipartimento del Tesoro americano) per salvarla dalla
bancarotta, grazie a un conto fnale a carico dei contribuenti
americani di 187 miliardi di dollari. A determinare il collasso
di AIG era stata la tragica esposizione della stessa nel mercato
dei derivati assicurativi sul fallimento (CDS). LAIG aveva
fatto investimenti sbagliati nel settore dei mutui calcolando il
rischio in modo errato e ci aveva poi eroso la sua liquidit;
per la compagnia divenne impossibile pagare gli interessi sui
derivati emessi sul mercato. Purtroppo il mercato dei CDS
funziona cos: chi ne compra uno sulla Grecia o sullIrlanda
(tecnicamente fallite), o sui subprime americani, acquista
una polizza dassicurazione nel caso queste entit facciano
insolvenza sui loro debiti. A vendere (in privato) queste
polizze sono banche, compagnie assicurative o fondi
dinvestimento ai quali non viene mai chiesto di mostrare
le proprie riserve in caso debbano davvero coprire i danni.
Ovvio che pi il rischio considerato elevato, pi la polizza
cara: allinizio del 2009, assicurare un milione di dollari
di debiti di General Motors
4
costava 800 mila dollari, ma
siccome quasi nessuno nel 2005, nel 2006 e ancora nel
2007 si aspettava il crollo della multinazionale americana,
comprare CDS riferiti al colosso automobilistico costava
diecimila dollari per milione, ossia appena l1%. Quando poi
nel 2009 GM dichiar bancarotta ecco che chi aveva emesso
CDS non era in grado di pagare i contratti stipulati e tocc
come sempre allo Stato, e quindi alla collettivit, scongiurare
il fallimento di banche e assicurazioni e capitalizzarle con
fnanziamenti pubblici.
Come si misura il valore di un CDS? Mettiamo caso che il
CDS di un Paese abbia toccato i 500 punti base su 10.000,
vuol dire che se vogliamo assicurare 1 milione di euro di
bond di quel Paese, dobbiamo pagare 50.000 euro; quindi
la banca, lassicurazione o chi emette il CDS, incassa subito
i 50.000 euro e s'impegna a pagarti 1 milione di euro se e
solo se il Paese dichiarasse bancarotta; il che vuol dire che
per assicurarmi dalla perdita dell'intero capitale investito in
titoli del debito pubblico, che potrebbe essere causata dal
fallimento dello Stato in questione, devo spendere il 5% del
valore nominale dei titoli acquistati. Comprare CDS al posto
dei titoli di Stato signifca scommettere sulla bancarotta di
quel Paese. In Grecia l'esposizione totale ai CDS sul debito
greco arrivata ad oltre 3,2 miliardi di euro; in Italia invece
la situazione non meno preoccupante: il 10 agosto scorso,
Goldman Sachs ha venduto 2,3 miliardi di titoli di Stato
italiani, facendo subito cambio con Credit Default Swap,
sempre italiani
5
.
3 LAmericanInternationalGroup,Inc.(AIG)unagrandesocietdiassicurazionistatu-
nitenseconsedeaNewYork.
4 LaGeneralMotorsCorporation,notaanchecomeGM,un'aziendastatunitense
produttricediautoveicoli.LaGMdichiarerlabancarottail1giugno2009,passandocossotto
l'amministrazionecontrollatadelgovernoamericano.
5 LaRepubblica,GoldmanSachsvendeititolidiStatotricoloreportafogliogidel92%
del10/08/2012.
Mario Monti sia stato un loro dipendente non si fdano, non
ci credono e svendono i nostri titoli di Stato per assicurarsi
sul rischio fallimento Italia. Per essere precisi nel corso del
secondo trimestre dellanno Goldman Sachs ha venduto il
92% dei titoli che deteneva e la rincorsa alla vendita non si
fatta attendere. Tutti gli esempi passati sui derivati conclusi
in malo modo non sono serviti da lezione, visto il continuo
uso che si fa di questi strumenti strettamente speculativi.
Basti pensare che il mercato mondiale dei derivati vale oltre
580.000 miliardi di dollari. Quanto allItalia ad oggi ci sono
attivi oltre 10.800 contratti di Credit default swap, con
20,7 miliardi di dollari di scommesse contrarie, come si pu
notare dalla tabella stilata dalla DTCC
6
.
Inoltre non un caso che celebri comuni italiani (Milano,
Torino, Rimini) siano entrati nel vortice dei derivati. Nel
complesso, secondo le ultime cifre diramate dalla Banca
dItalia, si parla di circa 50 miliardi di euro di perdite
provenienti dai derivati, su 110 complessivi per gli enti
locali italiani. Dalla met del 2008 a oggi sono, secondo le
stime del Tesoro, oltre 130 i Comuni che hanno preferito
chiudere le proprie posizioni sui derivati e liberarsi di questi
strumenti tossici della fnanza creativa. Ogni giorno sui
mercati non regolamentati (Over-the-counter) si scambiano
circa 575 milioni di dollari in protezione sul debito italiano
(arrivato quasi a quota 2.000 miliardi di euro). E, sempre
secondo la DTCC, sono 17 i soggetti che vendono questa
immunizzazione: Bank of America Merrill Lynch, Barclays,
BNP Paribas, Calyon, Citibank, Credit Suisse, Deutsche
Bank, Goldman Sachs, HSBC, JPMorgan, Morgan Stanley,
Natixis, Nomura, Royal Bank of Scotland, Socit Gnrale,
UBS e UniCredit.
Viviamo quindi in uneconomia che poggia su castelli di
carta, in cui la fnanza diventata la vera padrona in grado
di succhiare tutta la linfa vitale alleconomia reale, con reali
conseguenze negative sulla vera crescita economica, che
di fatto non c. La fnanza (speculativa) ha dimostrato di
essere pi forte di ogni tentativo di riforma istituzionale,
poich ormai chiaro che sono in gioco proftti enormi
che danno potere enorme alle lobbies fnanziarie, un potere
che non vuole essere ceduto dai guru di Wall Street, anzi,
addirittura dopo lo scoppio dellultima crisi economica
l'oligopolio fnanziario si raforzato perch alcune banche,
prevalentemente le pi piccole, sono sparite, mentre le
banche troppo grandi per fallire (le cosiddette too big to
fail) sono state salvate con iniezioni di denaro pubblico .
Dopo lo scoppio della crisi sui mutui sub-prime partita nel
2007 si giunti solo oggi, nel 2012, a considerare la crisi
dei debiti sovrani. Ma vista l'assenza di regole in questo
settore altamente speculativo della fnanza e appurato l'uso
improprio fatto da entit anche pubbliche che acquistano
CDS in quantit massicce, lo scoppio di una bolla sui
derivati appare prossima, preannunciando come sempre pi
vicina una nuova crisi economica di portata internazionale,
che dannegger soprattutto i Paesi europei.
6 LaDTCC,Depositorytrust&clearingcorporation,laprincipalecentraledicompen-
sazioneegaranziadeiderivatimondiali,insostanzaildepositariodiquantoaccadeognigiornosu
mercatinonregolamentati(Over-the-counter).
Classifca Depository trust & clearing corporation (DTCC):
http://www.isdacdsmarketplace.com/exposures_and_activity/top_10_cds_positions
DiAndrea Virga
Q
uestoarticolointendefareunpodichiarezzaintornoatretermini,
cheinunacorniceflosofco-politicadimatriceanti-atlantista,sono
spessostaticonsideratepocopichesinonimi,designantiungrande
spazio (Groraum) geopolitico, esteso dallAtlantico al Pacifco e
dallArticoalMediterraneo.
AdestendereartifcialmentelEuropadaisuoiconfnigeografcipropri,fno
alMardelGiapponeealloStrettodiBering,fuJeanTiriart,neglianni50,
conlasuafortunataformuladaDublinoaVladivostokqualedelimitazione
dellEuropaNazione.Sitrattavacertodiunmeritoriorifutodelladivisione
dellEuropa in due blocchi rivali quello atlantico e quello sovietico , ma
allattopratico,unadefnizionechepresentaisuoidifetti.
PicomplessoiltermineEurasiache,danomegeografcodellapigrande
massa continentale terrestre, passato ad indicare una parte pi ridotta di
essa,ossiaigrandispazichesiestendonoanorddellAnatolia,dellIran,del
TibetedellaCina,dunqueilgrandemondodellesteppealdifuorideiterritori
intensivamente popolati dellEuropa, del Medio Oriente, del subcontinente
indianoedellEstremoOriente.Inquestosenso,statointesodaiflosofedai
teoricirussimaancheeuropei,comeSpengler,chesisonointerrogati,
negliultimiduesecoli,sullanaturadellalorocivilt,edinquestosensoche
lo intende il presente volume. Tuttavia, in senso pi esteso, anche lEurasia
stata spesso tirata ad includere anche la penisola europea o altre parti
del supercontinente eurasiatico, unite da un posizionamento geopolitico
tellurocraticoedanti-atlantista.
Il termine Eurosiberia, infne, stato coniato da Guillaume Faye in senso
etnopolitico, volendo includere i popoli di razza bianca dellEuropa e della
Russia,edunqueunospaziosimileaquellodiTiriart,maconconnotazioni
politichebendiferenti,ossiaanti-islamicheeanti-cinesi,evolteadescludere
lepopolazioniindigeneeurasiatichedirazzamongolica.
Vediamoora,per,dirafrontarequestedefnizioniconlarealtstorica.Da
una parte, chi insiste per una divisione netta tra Eurasia ed Europa, sia da
parteatlantistachedaparteeurasiatista,dimenticacomeilmondorussosia
natoproprioallinternodelcontestoculturaleeuropeo:iprimicentriurbani
furono fondati da mercanti vichinghi, cos come dalla Grecia bizantina
vennero la religione, lalfabeto e la cultura, fnanco la dignit imperiale;
ancora in tempi recenti, poi, la dinastia Romanov, di origine tedesca, era
strettamenteimparentataconlealtrecasaterealieuropeeeinvischiatanella
loro politica. La stessa conquista della Siberia e del Turkestan, da cui ebbe
a nascere lEurasia propriamente detta, fu avviata contemporaneamente al
colonialismodellepotenzeatlantiche,ossiainpifasidalXVIalXIXsecolo,
evidemilionidislavistabilirsitragliUralielAmur.
Daltro canto, per, altrettanto discutibile pretendere che vi sia
unomologazione culturale tra Europa ed Eurasia, e che un tedesco possa
trovarsialtrettantoacasaaVladivostokcomeaLisbona.Unataleequivalenza
nonreggensulpianopolitico-culturale,ntantomenosuquelloetnico.
Altrimenti,nonsivedeperchdovrebbeesserneesclusoilrestodellaMagna
Europa, nelle Americhe e in Oceania. Anzi, cos come lAmerica Latina e
lAngloamerica, pur abitate in maggioranza da popolazioni di sangue
europeo e di cultura europea, hanno ormai sviluppato una propria Kultur
autoctona,chenonpunontenerecontodellapportodelsubstratoindigeno,
dellinfuenza del territorio e della propria storia particolare, lo stesso vale
perlEurasia.
EUROPA,
EURASIA, EUROSIBERIA
15
CRISI
SIRIANA E
INGERENZA
TURCA
DiMario Forgione
Riportiamo lintervento di Mario Forgione al convegno Il perno siriano. La guerra civile sullo
scacchiere internazionale, organizzato da Millennium a Benevento, il 23 luglio 2012.
Crisi siriana e ingerenza turca
Il premier turco Recep Tayyip Erdoan si trova attualmente al terzo mandato politico e pu essere
agevolmente afermato che si tratta di un leader esperto che ha maturato una grande esperienza
nei suoi anni alla guida della Turchia (lAKP ha ottenuto circa il 50% dei consensi nelle elezioni del
12 giugno 2011 - conquistando 326 seggi su 550; in calo di 15 seggi rispetto alle elezioni del 2007)
1
.
Del resto, il paradosso degli ultimi sviluppi geopolitici nel Mediterraneo orientale che la Turchia ha
acquisito grande capacit strategica proprio mentre lUE ha di fatto congelato il dossier (nel giugno
2010) sullinclusione di Ankara proprio nellUnione Europea. In efetti, se ci si concentra su questo
aspetto, risulta evidente che proprio lesclusione (anche se non ufciale) della Turchia dal grande
Il rapporto con lo sterminato territorio eurasiatico, la forte
compresenza delle popolazioni indigene uralo-altaiche, la storia
dellImperoRussoprimazarista,poisovietico,poipresidenziale
come potenza mondiale autonoma, hanno contribuito tutti a
dividere Europa ed Eurasia. Ad oggi, possiamo rintracciare il
confnestorico-culturaletraledueinunalineaimmaginariache
passa subito ad oriente della Finlandia, dei Paesi Baltici, della
Polonia,dellaGalizianonacasoLeopolilapieuropeistae
occidentaledellecittucraine,dellaBessarabia.
Tuttavia,cisononumerosifattorichefannoscheilrapportotra
ledueculturenonpossacheesserestretto:fortiafnitstorico-
culturali; opportunit politico-strategiche nella mutua difesa
dallimperialismo atlantico, che occupa luna e minaccia laltra;
contiguit territoriale; persino ragioni di carattere economico,
per linterdipendenza tra le materie prime e le fonti energetiche
eurasiaticheeibenidiconsumoeuropei.Pertuttequesteragioni,
prima ancora che non il mondo estremo-orientale o islamico,
lEuropa a poter costituire lalleato privilegiato per il polo
eurasiatico. Il fatto che non potr esserlo, fnch rimarr sotto
lapantofoladivellutodiWashington,ilpuntodipartenzaper
tuttaunaltraseriediconsiderazioni.
gioco europeo ha spinto il consigliere per
la politica estera (e poi Ministro degli Esteri)
Ahmet Davutoglu ad elaborare una vera e
propria piattaforma strategica in grado
almeno in una prospettiva di medio-lungo
periodo di fare della Turchia una potenza
capace di porsi come centro propulsore
delle trasformazioni socio-politiche che
stanno interessando il Medio Oriente
2
.
Sostanzialmente, la piattaforma strategica
elaborata dal governo di Ankara punta ad
un vero e proprio ribaltamento del ruolo
tradizionalmente afdato alla Turchia
da parte delle potenze occidentali (e non
semplicemente del blocco atlantico visto
che Ankara ha formalmente aderito alla
NATO nel 1952). Ma, ci si chiede, quali sono le
ragioni ideologiche di questo approccio alla
politica e alla strategia? Un dato importante
su cui occorre rifettere che, soprattutto
nellultimo decennio, la Turchia emersa
come una nazione capace di ritagliarsi un
ruolo autonomo rispetto a quello che le
era stato assegnato dopo la Seconda Guerra
Mondiale dalle potenze occidentali. In
pratica, durante la guerra fredda la Turchia
si limitata ad essere un semplice cerniera
di sicurezza tra Europa, Asia, Africa e Medio
Oriente senza dotarsi di un vero e proprio
piano geopolitico.
Questo modus operandi, se in un
prospettiva di lungo periodo non ha
prodotto risultati ottimali sul piano della
strategia, ha comunque consentito alla
Turchia di concentrarsi sui problemi interni
e, nello stesso tempo, di garantire alla
nazione lintegrit territoriale. Possiamo
parlare di un approccio realista alla politica,
squisitamente machiavellico. In defnitiva,
la Turchia ha seguito per lunghi anni il
piano politico elaborato da Kemal Ataturk
(membro dei Giovani Turchi e artefce
dellindipendenza della Turchia nel 1923
di qui il c.d. kemalismo) per far s che la
Turchia restringesse il divario economico,
militare e tecnologico con lOccidente,
che aveva determinato lestinzione
dellImpero Ottomano durante la Prima
Guerra Mondiale. Il kemalismo, in pratica,
ha ristretto lorizzonte geopolitico della
Turchia allineando la nazione agli interessi
atlantici nella regione: lislamismo radicale
viene meno e con esso si estinguono anche
i sogni universalistici del vecchio Califato.
Ovviamente, risulta evidente che un
approccio politico-strategico di questo tipo
ha favorito enormemente i governi dellarea
atlantica perch ha permesso agli stessi
di controllare e stimolare le repubbliche
caucasiche (sotto il controllo sovietico)
verso processi indipendentisti e democratici:
la classica strategia del divide et impera
(oggi tanto cara alla scuola geopolitica
di Zbigniew Brzezinski e Edward Luttwak).
Tutto questo cambia con la fne della Guerra
fredda: la Turchia si rende conto che deve
necessariamente elaborare una propria
e autonoma strategia politica per evitare
lumile ruolo di semplice stato satellite
dellOccidente. Tuttavia, Ankara si rende
conto che i suoi piani geopolitici devono
comunque ottenere il placet di Washington
per dispiegarsi con valide modalit operative.
Sul piano pratico, quindi, il cambio di
strategia non radicale visto che linteresse
degli USA quello di limitare linfuenza della
Federazione Russa nei Balcani e nel Caucaso.
Lo scenario destinato a mutare nuovamente
negli anni 2002-2003 (subito dopo lattacco
dell11 settembre 2001 con il conseguente
disegno del Grande Medio Oriente
elaborato dai neorepubblicani): proprio in
questo contesto inizia a circolare nei circuiti
politici il c.d. neo-ottomanesimo. Il disegno
neorepubblicano chiarissimo: abbattere
(anche con la forza) i governi tradizionali
del Medio Oriente ed elaborare modelli
politici ispirati allislamismo flo-occidentale
di impronta turca. Nella visione americana,
quindi, la Turchia si sarebbe trovata al centro
geopolitico, ideologico e religioso di
questo grande progetto di ristrutturazione
del Medio Oriente. Tuttavia, lattacco militare
da parte dagli Usa, nel marzo 2003, allIraq di
Saddam Hussein non piacque al governo di
Ankara e il nuovo Presidente Erdoan (leader
dellAKP eletto per la prima volta proprio
nel dicembre 2002) condanna, seppur
debolmente, lunilateralismo di Washington.
Erdoan, in pratica, si rende conto che deve
rimodellare le relazioni internazionali (anche
sulla spinta di una opinione pubblica sempre
pi attratta dallidentit islamista il blocco
elettorale dellAKP) con Iraq, Siria, Libia,
Libano e Iran. Infatti, negli anni successivi al
2003 Erdoan cerca di stabilire valide alleanze
politico militari con i governi dellarea e,
1
Il Chp di Kilicdaroglu non supera il 25%, gli
ultranazionalistiLupiGrigidelMhpsonoal10%,
icurdidelBdpal6%.IlleaderdellAKPsimuove
fnd'oraperblindarel'elezionedel2014;Erdogan
ha aperto le porte del partito a formazioni satelliti
del centrodestra, ha fatto sapere che sar candidato a
un quarto e ultimo mandato alla presidenza dellAkp.
Inoltre,illeaderturcohaordinatoilrestaurodelfavoloso
palazzo ottomano di Mabeyn a Istanbul, per farne la
secondaresidenzadelpresidenteturconellamegalopoli
delBosforo,lacittcheErdoganpiamaedicuistato
sindacoecheprobabilmentesepotesserifarebbecapitale
del Paese. Cinque anni, dal 2014 al 2019, cruciali per il
Paese, in mezzo a un'area sempre pi agitata, fra Iran,
Siria,Iraq,Armenia,Israele,conlacrisicipriotasempre
aperta, la porta dell'UE da sbloccare, la proiezioni neo-
ottomana del paese in Mediterraneo, Asia, Balcani da
consolidare, il confitto curdo da chiudere. Inoltre, non
sicuramente un dato marginale il fatto che la Turchia
si trovi al 16 posto dei paesi economicamente pi forti
(lobiettivo quello di inserirsi tra i primi dieci entro il
2023).

Inrealt,linteresseaduningressonellUEvenutomeno
dapartedellastessaTurchiaoltrecheperlopposizione
dellaFrancia(sottolapresidenzadiSarkozy),ancheper
ladebolezzastrutturaleincuiversalUnioneEuropea.
17
nello stesso tempo, si impegna anche sul fronte
economico con la stipulazione di vantaggiosi
accordi economici (libera circolazione di
persone, abolizione dei visti, investimenti in
infrastrutture e centri culturali con lo scopo di
accattivare lopinione pubblica dei paesi vicini).
Erdoan si impegna con decisione anche sul
fronte della questione palestinese cercando di
scalzare nelle trattative con Israele le potenze
tradizionali dellarea. Si tratta, infatti, di un
rinnovato dinamismo che risponde a precise
logiche politiche: evitare di rimanere isolato
dal blocco sciita costituito da Siria e Iran
rimanendo confnato ad unalleanza con un
Iraq (paese a tradizione sunnita come la stessa
Turchia) profondamente instabile e a relazioni
diplomatiche non ottimali con Tel Aviv. Del resto,
in questo contesto, basti accennare alluccisione
(nel 2004) dello sceicco Yassin, leader di Hamas,
da parte delle forze israeliane; alloperazione
Piombo fuso lanciata da Israele sulla striscia
di Gaza nel dicembre 2008; al famoso scontro in
diretta tv a Davos (forum economico del 2009)
tra Erdoan e Peres proprio sulloperazione
Piombo fuso; alla nota vicenda dellattacco
alla Mavi Marmara. Sul piano propriamente
interno, quindi, queste vicende hanno raforzato
lopinione pubblica (ormai sempre pi spinta
sullidentit islamista) della Turchia e, nello
stesso tempo, hanno permesso ad Ankara di
guadagnare credibilit presso le stesse masse
arabe dei paesi confnanti (con la conseguente
possibilit di infuenzare i rapporti bilaterali
tra la Turchia e le
potenze della regione).
I problemi non
fniscono qui: le rivolte
arabe (ribattezzate
enfaticamente sotto
lappellativo di Primavera araba) del biennio
2010-2011 hanno imposto un ulteriore cambio
di strategia alla piattaforma politica neo-
ottomana. Ora, vediamo quali sono i punti
essenziali per individuare la linea di confne
tra la prima fase del neo-ottomanesimo (fase
che si esaurita proprio negli ultimi mesi
come vedremo) e quella nuova che si sta
dispiegando proprio in questi giorni sotto gli
occhi dellopinione pubblica. Il governo turco,
in defnitiva, punta ad avere un ruolo centrale
per la stabilizzazione dellaera medio-orientale;
si tratta, principalmente, di defnire la politica
da adottare con i vicini storici (Siria, Iran, Iraq)
ma anche con gli stati caucasici, i Balcani e
la Federazione Russa.
Questa modalit
operativa, quindi, ha
spinto gli opinionisti
di politica estera e gli
studiosi di geopolitica
ad interrogarsi
sulla possibilit
di confgurare la
piattaforma strategica
elaborata da Ankara
come neo-ottomana. I
punti essenziali da quali
occorre partire sono
due:
1. Abbandono
della relazione con
Israele (per certi versi
peccaminosa) per acquisire la credibilit
necessaria per porsi come punto di riferimento
per gli stati del Nord Africa e del Medio Oriente
a tal proposito basti citare la grave crisi politica
e diplomatica seguita dallattacco alla nave
Mavi Marmara (appartenente alla Freedom
Flottilla) nella primavera del 2010, un convoglio
umanitario diretto a Gaza e colpito dai reparti
della Marina israeliana.
2. Spinta decisiva verso la propaganda
politico-militare (logica conseguenza della
presa di posizione contro Tel Aviv) per
raforzare limmagine di Stato forte e compatto
nellimmaginario dellarea mediorientale.
Tuttavia, al di l degli aspetti strategici
elaborati nei salotti della
politica, il governo di
Ankara si trovato nella
necessit di gestire le
c.d. primavere arabe per
consolidare la propria
posizione di Stato-guida nella stabilizzazione
dellaera mediorientale. Ed proprio in questo
nuovo contesto socio-politico, quindi, che la
piattaforma strategica neo-ottomana deve
essere valutata e compresa. Del resto, il terzo
mandato di Erdoan rappresenta il punto
darrivo di una lunga strategia politica (iniziata
nel 2002) che si pienamente dispiegata gi
nelle prime esternazioni successive alla vittoria
elettorale del 2011: la Turchia ofre integrazione
e sviluppo a tutti i territori che un tempo
gravitavano nellorbita dellImpero Ottomano.
Tuttavia, prima della presa di posizione del
governo di Ankara sulla crisi siriana (come
vedremo tra poco cercando di individuare la
ragione politica
sottesa al cambio
di strategia
nei confronti
del Presidente
Bashar al-Assad)
occorre precisare
che, in un primo
momento, la
piattaforma
strategica c.d.
neo-ottomana ha
prodotto risultati
positivi per la
stabilizzazione
del fronte caldo
con i ribelli
del Kurdistan
(attraverso rapporti importanti con lIraq e il
Kurdistan Regional Government) e nei confronti
della stessa Siria (con lavvio di una interessante
collaborazione politico-militare). In questo
senso, la strategia di Erdogan (vedi punto 2)
ha conquistato le piazze del Medio Oriente
ponendosi come valida alternativa ai governi
tradizionali dellarea fortemente ancorati al
modello del partito unico.
La c.d. strategia neo-ottomana, quindi, non
si risolve in una mera strategia geopolitica,
ma presenta una dimensione ideologica che
non pu non essere analizzata per capire gli
attuali sviluppi della politica internazionale. In
particolare, il neo-ottomanesimo si sostanzia
in una efcace sintesi politica tra un nostalgico
populismo islamista e uno statalismo di netta
derivazione kemalista. Il partito dellattuale
leader turco (AKP Partito per la Giustizia e lo
Sviluppo), quindi, ha saputo creare una sintesi
armonica tra le istanze modernizzatrici legate
alla necessit dello sviluppo industriale (e
tecnologico) e la tradizione islamica. Sul piano
internazionale, questo di tipo di modello politico
(almeno in un primo momento), ha portato
ad una strategia che possiamo agevolmente
defnire a doppio binario:
1. Consolidamento dei rapporti con i Paesi del
mondo arabo.
2. Infuenza sulle piazze e sulle opinioni
pubbliche dei medesimi. Del resto, a guisa
di tale considerazione, possiamo adottare
come esempio il sostegno oferto al governo
dellIran nel corso delle manifestazioni
organizzate dalla c.d. Onda verde nellestate
del 2009. In primo momento, quindi, il
18
2
In realt, linteresse ad un ingresso nellUE
venuto meno da parte della stessa Turchia
oltre che per lopposizione della Francia
(sotto la presidenza di Sarkozy), anche per la
debolezzastrutturaleincuiversalUnioneEuropea.
governo di Ankara (pur essendo in grado di infuire
concretamente sulle masse del mondo arabo) ha
adottato una linea conservatrice e tradizionale che
possiamo esemplifcare in questo modo: massima
mobilitazione sul fronte interno e non ingerenza
(nel senso di rispetto della sovranit dei singoli paesi
del mondo arabo) sul piano della politica estera.
Tuttavia, la c.d. Primavera araba ha profondamente
mutato il quadro della regione mettendo a dura
prova i paradigmi operativi della piattaforma neo-
ottomana. Infatti, in un arco di tempo brevissimo, la
Tunisia, lEgitto, la Libia e la Siria (in questultimo caso
gli scenari sono apertissimi) sono stati attraversati
da una crisi socio-politica (a cui non sono estranei i
governi del blocco atlantico vedi lattacco militare
ai danni della Libia) che ha di fatto disintegrato
i governi tradizionali dellarea. Lalterazione del
quadro socio-politico dellaera ha di fatto messo in
crisi la strategia turca (faticosamente elaborata in
circa di dieci anni 2002, prima elezione di Erdogan)
e gli stessi principi teorici del neo-ottomanesimo. Un
discorso che pu essere esteso a Yemen e Barhein,
anche se qui si tratta di stati satelliti dellArabia
Saudita e degli Emirati Arabi (anche qui gli scenari
sono apertissimi ricordiamo, per completezza, che
nello Yemen il 42% della popolazione vive al di sotto
della soglia di povert e che il principale gruppo
ribelle contro Saleh costituito da guerriglieri sciiti
detti Houthis In Barhein, invece, Arabia Saudita,
Emirati Arabi, Qatar e Oman hanno sostenuto
militarmente il governo sunnita del Presidente
Khalifa nella repressione contro i manifestanti sciiti;
tutto questo, ricordiamolo, in uno stato dove
presente il quartier generale della V Flotta delle navi
da guerra statunitensi
3
).
Sostanzialmente,
sono due i fattori che
hanno messo in crisi i
paradigmi della strategia
neo-ottomana:
1. Il rischio di
permanenti focolai
di rivolta in grado di destabilizzare la regione e
creare notevoli problemi di sicurezza ad Ankara;
2. Lincapacit da parte della Turchia di assumere
un ruolo chiaro e defnito nel corso delle crisi
politiche (e nei successivi eventi militari) che hanno
portato ad un cambiamento politico in Tunisia,
Egitto e Libia. La Turchia, quindi, nel corso della
c.d. primavera araba si assestata su un linea di
neutralismo inefcace che ha di fatto sancito il
fallimento dei piani operativi precedentemente
elaborati da Davutoglu e Erdoan. Il fattore che ha
messo in crisi la c.d. strategia del doppio binario
(a cui abbiamo accennato prima) pu essere
individuato nel ruolo che ha avuto (anche se
enfatizzato dai circuiti mediatici ufciali) la
piazza nel determinare la caduta dei governi
di Tunisi e Cairo (a Tripoli stato determinante
lattacco NATO). La Turchia per semplifcare
si trovata dinanzi ad un vero e proprio bivio:
a) sostenere le rivolte e consolidare il proprio
ruolo di faro guida presso le masse arabe; b)
sostenere i governi della regione con i quali
aveva sapientemente disegnato la propria
strategia operativa (la piattaforma strategica
neo-ottomana). In defnitiva, sembra che il
governo di Ankara (che intendeva colmare una
sorta di vuoto geopolitico) non si sia accorto di
aver stretto della relazioni con governi deboli
e fragili sul piano interno (il discorso vale per
Tunisia e Egitto su Libia e Siria il discorso
pi complesso viste le forti ingerenze politico-
militari del blocco atlantico). La Primavera araba,
in efetti, ha destrutturato la rete degli stati con
cui la Turchia intendeva attuare il piano politico-
strategico neo-ottomano e ha determinato
violenti cambiamenti politici per Tunisia, Egitto
e Libia e sullaltro fronte ha indebolito
fortemente Siria e Iran. I cambiamenti politici
che hanno coinvolto il Medio Oriente (nel
biennio 2010-2011) hanno determinato un
virata squisitamente atlantica della politica
estera di Ankara: Erdoan si reso conto che
deve ridisegnare la propria strategia operativa
cercando di stabilire relazioni amichevoli con i
nuovi governi di Tunisi, Cairo e Tripoli (anche se
i processi politici non sono ancora chiarissimi
vedi Libia ed Egitto) senza alterare lequilibrio
politico sul piano interno (visto che il blocco
elettorale dellAKP guarda con favore ad un
certo tipo di istanze di modernizzazione
emerse durante le rivolte che hanno coinvolto
i Paesi arabi). In questo senso, risulta evidente
che la primavera araba ha rappresentato (mi
si passi lespressione un po azzardata) una
sorta di autunno del neo-ottomanesimo
(almeno quello di prima generazione). Erdoan,
quindi, in attesa che Tunisia, Egitto e Libia
recuperino la propria stabilit politica non
pu non concentrarsi sugli attuali sviluppi
politico-militari della crisi siriana. Infatti, il caso
siriano emblematico per individuare quella
linea di confne (a cui accennavamo prima) tra
neo-ottomanesimo di prima generazione e
neo-ottomanesimo di seconda generazione.
Inizialmente, il governo di Ankara ha evitato
di interferire nelle questioni interne siriane
(relative alla violenta contrapposizione tra
19
3
Il Barhein si trova in una posizione strategica
tra Iraq, Kuwait e Iran Lo Yemen, invece,
confna con lArabia Saudita e ha un ruolo
importantissimo per la sicurezza della
regione (soprattutto in funzione anti-iraniana, di
qui la repressione contro dei ribelli sciiti e il silenzio
forzosodelcircuitomediatico).
ribelli-terroristi e forze governative) limitandosi
ad un sostegno meramente ideale, cio privo
di un concreto piano logistico per sostenere
attivamente il Presidente Bashar al-Assad. Gli
eventi successivi sono sotto gli occhi di tutti:
le pressioni occidentali (guidate dalla Sig.ra
Clinton paladina e promotrice di una nuova
stagione di interventi militari nominalmente
defniti umanitari per riecheggiare la politica
di Jimmy Carter) su Damasco hanno spinto la
Turchia ad una profonda revisione della propria
strategia operativa. Infatti, nel momento in cui
numerosi profughi siriani si sono rifugiati sul
confne turco, Ankara ha mutato radicalmente
rotta cominciando a condannare la reazione
siriana e iniziando a ospitare sul suolo turco gli
incontri dellopposizione al Presidente Assad
capeggiata dai Salafti. Del resto, la Turchia ha
adottato la stessa modalit operativa in Libia:
appoggio (anche se blando cio privo di un
piano politico e militare) iniziale alla Jamahiriya
e successivo riconoscimento (con un Gheddaf
ormai sconftto) del CNT (Consiglio nazionale di
transizione). In pratica, Erdoan si trincerato
in uno sterile attendismo e nel momento in cui
si reso conto che Gheddaf non era in grado
di assumere il controllo del paese si spostato
sullasse atlantico (un vero e proprio salto
della quaglia) preoccupandosi di riconoscere
e legittimare politicamente i ribelli libici. Alla
fne, dal contesto che si delineato, risulta
evidente che la piattaforma neo-ottomana si
risolta pi in un elegante esercizio retorico, che
in una valida alternativa politica al controllo
atlantico del Medio Oriente. Erdoan non ha
saputo dare risposte valide (ma soprattutto
non si reso conto della debolezza politica di
alcune potenze dellarea in primis Tunisia ed
Egitto) alla c.d. Primavera araba e si trovato
in una situazione che non gli ha permesso di
adoperare i consueti tatticismi a cui ha abituato
lopinione pubblica mondiale nel corso del suo
lungo mandato. Insomma, limpasse politica in
cui si trovato Erdoan (scegliere tra lappoggio
ai governi contestati nelle piazze e sostegno
agli stati nel reagire proprio alla piazza senza
dimenticare il timore di indebolirsi sul piano
interno) ha fatto virare il governo di Ankara
verso una politica che pu defnirsi una sintesi
(mal riuscita) tra populismo e afari di Stato: qui
si compie il salto tra la retorica neo-ottomana
degli inizi e lapproccio debole del neo-
ottomanesimo intriso di Realpolitik dei primi
mesi del 2012.
La regolazione dello spazio aereo nel diritto internazionale
Lo scorso 22 giugno
piombata
sullopinione pubblica
mondiale come un
fulmine la notizia
dellabbattimento del
jet turco (in fase di
sorvolo del territorio
siriano) da parte delle
forze di sicurezza
siriane. La notizia ha
scosso non solo
lopinione pubblica
(perch ha intravisto i bagliori di una possibile guerra), ma anche gli analisti di politica internazionale. In
particolare, gli esperti di storia militare e gli studiosi di geopolitica hanno iniziato a parlare subito di casus
belli rievocando tutta una serie di eventi incidenti simili a questo che in passato sono stati allorigine di una
serie di importanti confitti. Vediamo i pi importanti: lafondamento del Transatlantico Lusitania nel 1915 da
parte degli U-Boot tedeschi (che determin lentrata degli Stati Uniti nella Prima Guerra Mondiale almeno
dal punto di vista del supporto logistico allInghilterra); lincidente nel Golfo del Tonchino (lo scontro navale
tra due cacciatorpediniere statunitensi e alcune torpediniere del Nord-Vietnam che nel 1964 spinse il
Presidente Johnson a chiedere il placet del Congresso per dichiarare guerra ai Vietcong); lo sbarco alla Baia
dei Porci (fnanziato dagli USA per rimuovere Castro, nel 1961, anche se i settori conservatori non riuscirono a
spingere Kennedy ad attaccare militarmente Cuba); labbattimento dellU-2 sui cieli di Cuba nel 1962 (un
aereo da ricognizione della Lockheed Martin aereo abbattuto in piena crisi missilistica, ma nemmeno
questo spinse Kennedy a dichiarare formalmente guerra a Castro); lattentato dell11 settembre alle Twin
Towers (causa dellattacco ad Afghanistan e Iraq rispettivamente nel 2001 e nel 2003). Si tratta, come noto,
di una serie di casi dai contorni politici ambigui e controversi per creare uno stato di crisi tra gli Stati al fne di
legittimare (dal punto di vista politico e del diritto internazionale) un intervento militare ai danni del
presunto responsabile della violazione. La notizia dellabbattimento del jet turco, quindi, ha spinto subito gli
esperti di storia militare (e di diritto internazionale) a parlare di casus belli e di legittimit/illegittimit
dellattacco militare della Turchia ai danni della Siria. La questione per, e questo un punto essenziale,
complessa, perch la Turchia (dal 1952) fa parte della NATO e questo porta con s una conseguenza
devastante. In efetti, ai sensi dellarticolo 5 del Trattato Nato: Le Parti convengono che un attacco armato
contro una o pi di esse, in Europa o nell'America settentrionale, costituir un attacco verso tutte, e di
conseguenza convengono che se tale attacco dovesse verifcarsi, ognuna di esse, nell'esercizio del diritto di
legittima difesa individuale o collettiva riconosciuto dall'art.51 dello Statuto delle Nazioni Unite, assister la
parte o le parti cos attaccate, intraprendendo immediatamente, individualmente e di concerto con le altre
parti, l'azione che giudicher necessaria, ivi compreso l'impiego della forza armata, per ristabilire e mantenere
la sicurezza nella regione dell'Atlantico settentrionale. Qualsiasi attacco armato sifatto, e tutte le misure prese
in conseguenza di esso, verr immediatamente segnalato al Consiglio di Sicurezza. Tali misure dovranno
essere sospese non appena il Consiglio di Sicurezza avr adottato le disposizioni necessarie per ristabilire e
mantenere la pace e la sicurezza internazionale. In poche parole: gli stati facenti parte della NATO hanno
lobbligo in intervenire qualora taluno di essi si trovi ad essere attaccato militarmente da una potenza
straniera. Le dichiarazioni di Erdoan e del Comando NATO successive allincidente sono state permeate da
una violenza verbale che non si sentiva da qualche anno (attacchi USA a Afghanistan e Iraq nel 2001 e nel
2003). Negli ambienti NATO, nella prima settimana successiva allincidente, si assistito ad uno stato di euforia
che lasciava presagire una guerra imminente contro la Siria gi sconvolta da un anno di guerra civile. Ora, la
situazione (almeno sulle cause dellincidente) sembra essersi normalizzata dopo il duro intervento di Vladimir
Putin, che ha parlato di indebita ingerenza negli afari della Siria e volont delle potenze NATO di giustifcare
a tutti i costi un intervento militare (spacciandolo per intervento umanitario). Tuttavia, al di l degli sviluppi
politici della vicenda, a noi interessa soprattutto capire i contorni giuridici della vicenda. In pratica, dobbiamo
sofermarci sulle norme internazionali che regolano lo spazio aereo e poi (eventualmente) possiamo farci
unidea chiara sullincidente del 22 giugno. Iniziamo subito con una domanda: quale il regime giuridico
20
dello spazio aereo? In realt, nella sistematica del diritto romano, la condizione giuridica dellaria rientra
esclusivamente nellalveo del diritto privato. La tecnologia e lo sviluppo cambiano il quadro di riferimento: i
primi voli determinano uno spostamento di competenza dal diritto privato a quello pubblico. In pratica, la
potest (e quindi la sovranit) di un stato si esprime anche nella regolamentazione dello spazio aereo.
Ovviamente, pleonastico precisare che lo spazio aereo non un bene (nel senso civilistico del termine) alla
stregua dellaria e, quindi, assume importanza soltanto in riferimento alle attivit che vengono compiute in
esso (con le relative conseguenze sul territorio sottostante). Da questo emerge un primo dato: lattivit aerea
d luogo ad una nuova serie di rapporti tra lo stato e gli individui sul piano interno e, nello stesso tempo, tra
gli stati stessi nellambito dellordinamento giuridico internazionale. Tuttavia, le prime esperienze di
navigazione aerea spingono i giuristi a defnire lo spazio aereo come libero da ogni forma di sovranit
statuale (alla stregua del regime giuridico di libert dellalto mare). La ragione di una tale scelta normativa,
quindi, deve essere individuata nella volont di rendere pi agevole il trafco aereo internazionale. Tuttavia,
nonostante le buone intenzioni degli inizi, il quadro giuridico destinato a mutare defnitivamente con lo
scoppio della Prima Guerra Mondiale. In questo contesto, infatti, assume un ruolo decisivo lo sviluppo
vertiginoso della tecnologia militare che porta gli stati ad un vero e proprio dominio dei cieli.
Sostanzialmente, dopo la fne del confitto, gli stati sentono la necessit di proclamare espressamente il
principio di sovranit dellaria. Si tratta, in defnitiva, di una nuova correlazione che viene stabilita tra le
attivit che vengono compiute nello spazio aereo e il territorio sottostante. Gli Stati si rendono conto, quindi,
che la regolamentazione dello spazio aereo non di ostacolo al trafco aereo cos come la regolamentazione
delle acque territoriali non di ostacolo al trafco marittimo. In realt, gli Stati tentano gi del 1910 (alla
Conferenza di Parigi) di regolamentare lo spazio aereo alla stregua di quello marittimo senza raggiungere
risultati positivi. Il quadro destinato a mutare
radicalmente con tre fondamentali conferenze:
quella di Parigi nel 1919, quella di Madrid del 1926,
quella dellAvana del 1928 e quella di Chicago del
1944. Con la Conferenza di Parigi del 1919 lobiettivo
degli stati chiaro: cercare di regolamentare lo
spazio aereo dopo aver preso coscienza dellottimo
grado di sviluppo della tecnologia militare raggiunto
nel corso della Prima Guerra Mondiale. Vediamo
quali sono i punti pi importanti emersi dalla
Conferenza di Parigi: istituzione della C.I.N.A.
(Commissione Internazionale della Navigazione
Aerea obbligo per i Paesi contraenti di istituire un
registro nazionale unico per limmatricolazione degli
aeromobili e elaborazione di un protocollo, a livello
internazionale, per i certifcati di navigabilit e i
brevetti di pilotaggio; gi nel 1938 ne facevano parte
38 stati); afermazione della piena potest dello
Stato sullo spazio aereo sovrastante il proprio territorio (art. 1); libert di passaggio inofensivo nello spazio
aereo sovrano per gli aerei degli Stati contraenti ( art. 2) per gli stati non contraenti vengono previste
autorizzazioni speciali e temporanee (art. 5); si tratta della prima regolamentazione efettiva dello spazio
aereo (ratifcata da 12 stati nel 1922 Stati Uniti e Russia non aderiscono). Unaltra conferenza importante
quella di Madrid del 1926: si tratta di una convenzione frmata da Spagna, Portogallo e altre 19 paesi
dellAmerica Latina (Convenzione ibero-americana per la navigazione aerea i principi sono gli stessi della
Conferenza di Parigi). Successivamente, un altro tentativo di regolamentazione dello spazio aereo viene fatto
con la Convenzione dellAvana nel 1928: si tratta della Convenzione sullaviazione commerciale Panamericana
frmata dagli Stati Uniti e altri sei stati dellAmerica Latina (esclusa lArgentina gi aderente a quella di Parigi
diferisce dai principi generali della Convenzione di Parigi perch si concentra su aspetti tecnici e rimanda a
negoziati bilaterali per gli altri aspetti). Alla fne, la Convenzione dellAvana si concentra sulla
regolamentazione delle libert commerciali prevedendo la possibilit per gli stati contraenti la libert di
scalo aereo per favorire i trafci commerciali. Tuttavia, una regolamentazione tendenzialmente defnitiva
dello spazio aereo viene raggiunta soltanto nel 1944 a Chicago. Sostanzialmente, ci si rende conto che
necessario elaborare un quadro normativo stabile per favorire la ripresa economica al termine del confitto
(anche a causa della distruzione delle altre infrastrutture). Infatti, alla Conferenza di cui sopra partecipano
21
circa 54 stati e, proprio in virt di questo aspetto, pu essere annoverata tra le Conferenze che hanno
contribuito a gettare le basi del diritto internazionale della navigazione aerea. I precetti elaborati durante la
Conferenza di Chicago, quindi, sono ancora oggi validi per tutto il sistema internazionale dellAviazione Civile.
Vediamo quali sono gli elementi pi importanti: viene ribadito ancora una volta il principio di sovranit
dellaria sullo spazio sovrastante il territorio dello stato; vengono formalmente riconosciute le c.d. libert
dellaria. Le libert dellaria, in sostanza, vengono distinte in libert tecniche e libert commerciali: le prime
aferiscono ad aspetti tecnici del volo e riguardano il diritto di sorvolo, scalo, rifornimento ed assistenza sul
territorio per tutti gli stati contraenti; le libert commerciali, invece, riguardano (ricalcando lo schema della
Convenzione dellAvana) le libert mercantili e di trasporto di merci e persone. Nella Conferenza di Chicago, in
ogni caso, gli stati non rivendicano alcuna pretesa di sovranit nei confronti dello spazio aereo dellalto mare
o delle terre senza sovranit. Anzi, proprio contro questa possibilit durante i lavori della Conferenza si verifca
una vera e propria alzata di scudi per questioni attinenti alla sicurezza militare dei singoli stati. In defnitiva,
dallesame delle Convenzioni che abbiamo esaminato possiamo tirar fuori un principio fondamentale (una
sorta di assioma del regime giuridico dello spazio aereo): la condizione giuridica dello spazio aereo segue, in
ogni caso, la condizione giuridica della superfcie ad esso sottostante. Tuttavia, un altro aspetto importante
(anzi, decisivo per il tema di cui ci stiamo occupando) lo sviluppo tecnologico che, a partire dalla Seconda
Guerra Mondiale, ha interessato tutto il settore connesso alla navigazione aerea. Proprio a questo proposito,
infatti, gli enormi successi raggiunti dallindustria militare (per quanto attiene alla produzione missilistica)
hanno portato gli Stati alla confgurazione delle c.d. Air Defence Identifcation Zone: si tratta di quelle zone
aeree contigue soprastanti lalto mare costituite dagli Stati per identifcare preventivamente il trafco aereo e
difendere i rispettivi territori da attacchi a sorpresa provenienti dallalto mare. Inoltre, oggi si parla di
regolamentazione dello spazio cosmico (ma questo un tema ancora pi complesso si ricordi lOuter Space
Teatry del 1967, il Moon Agreement del 1979, il National Space Policy voluto da G. Bush nel 2006). Ora, dopo
aver analizzato la cornice giuridica entro la quale si svolge la navigazione aerea dobbiamo chiederci se (in
ossequio al principio della sovranit dello spazio aereo sovrastante il territorio dello Stato) uno Stato
legittimato a difendere la propria integrit territoriale contro eventuali attacchi aerei: insomma, se un velivolo
militare (per quelli civili abbiamo parlato di libert dellaria) tramite i sistemi radar e le moderne tecnologie
in tema di telecomunicazioni omette di fornire indicazioni circa la propria presenza sul territorio di uno Stato,
esiste o meno la legittimit da parte di questultimo di adoperare tutte le contromisure necessarie? non
escludendo quelle militari, ovviamente. Evidentemente, nei salotti della politica si conosce poco il diritto
internazionale. O meglio, ci si limita a conoscere e valutare gli eventi da un solo angolo prospettico: quello di
giustifcare sic et simpliciter un attacco militare e per renderlo legittimo, infatti, nulla pi politicamente
valido di un casus belli.
22
PROFILO STORICO-STRATEGICO
DELLA BATTAGLIA DI El ALAMEIN
DiAlessio Scocca
El Alamein, 1942. Sono passati settant'anni
dalla battaglia che consegn l'Africa in mano
agli Alleati. Una localit fno a quellepoca
sconosciuta, una stazione ferroviaria
diroccata in prossimit della costa con alle
spalle la depressione di Qattara, a soli 102
chilometri da Alessandria, diventata il
simbolo dell'eroismo di quei soldati europei
che combatterono fno all'ultimo senza
rimpianti.
Durante la Seconda Guerra Mondiale,
le strategie belliche dell'Asse permisero
innumerevoli manovre ben riuscite, ma
in Africa Settentrionale venne commesso
un grande errore strategico che si riveler
fatale per le sorti dello schieramento italo-
tedesco: la mancata conquista di Malta,
che divent la vera e propria spina nel
fanco dei bastimenti italiani che partivano
da Napoli e dalla Sicilia, diretti in Libia.
Lo stato maggiore italiano aveva infatti
prontamente elaborato sin dai primi giorni
del confitto loperazione Hercules, che
prevedeva linvasione dellisola posta tra
Tripoli e la Sicilia. L'operazione avrebbe
impiegato la divisione paracadutisti Folgore,
ritenuta ben armata ed equipaggiata
per quell'azione, insieme ai mar del
battaglione San Marco. Tuttavia il comando
tedesco ritenne che fosse suffciente
tenere sotto bombardamento lisola, per
renderla inoffensiva. Il primo sostenitore
di questa strategia fu lo stesso Hitler. Gli
italiani cercarono invano di persuaderlo ad
occupare Malta, ma ogni tentativo fu vano.
Di conseguenza la Folgore fu spedita in
Libia e utilizzata come truppa di fanteria nel
deserto. Nonostante non fossero un corpo di
fanteria, i paracadutisti italiani dimostrarono
al nemico tutto il loro valore, riuscendo
a respingere le truppe corazzate inglesi e
costringendole alla ritirata pi volte, cedendo
solo per essere giunti allo stremo delle forze.
Ma andiamo con ordine.
Dal giugno del 1940 fno al luglio del
1942 il fronte dellAfrica Settentrionale
era stato caratterizzato da una serie di
rovesci improvvisi, che aveva portato le
truppe italo-tedesche fno a Sidi El Barrani,
localit posta appena al di l del confne
tra la Libia, colonia italiana, e lEgitto
alleato degli inglesi e da questi presidiato
militarmente. Questi ultimi a loro volta si
erano spinti nellinterno della Cirenaica, fno
a raggiungere Marsa Brega tra il 1940 e il
1941. Mai la linea del fuoco aveva superato
fno ad allora Sidi El Barrani.
Dopo la riconquista della piazzaforte di
Tobruk (in territorio libico) aveva preso
vigore la spinta offensiva dellAfrika Korps
del maresciallo Erwin Rommel e delle
divisioni italiane. Una dopo l'altra erano
cadute le localit egiziane di Marsa Matruth,
Maaten Bagush, Fuka, El Daba e Sidi Abd
el Rahman: sulla strada per Alessandria
(distante poco pi di cento chilometri)
restavano, in fla luna dietro laltra, soltanto
le localit di El Alamein, El Hamman e
Buyrg el Arab. Le truppe dell'Asse quindi
si trovavano ad El Alamein, poich stavano
seguendo il piano stilato da Rommel, che
prevedeva la prosecuzione dell'offensiva
verso l'Egitto, in modo da sferrare proprio
l il colpo di grazia agli Inglesi. Ai primi di
luglio tuttavia Rommel si trova bloccato
proprio in questa piccola stazione dagli
inglesi stessi, che avevano acquisito nuova
fducia in seguito al cambio di guida (il 7
agosto Churchill aveva deciso di sostituire
il comandante dell'8 Armata, Richie, con
Bernard Law Montgomery, che aveva dato un
nuovo entusiasmo alle truppe).
Alla vigilia dello scontro, l'Asse disponeva
di ottantamila uomini, fra cui ventisettemila
tedeschi, di 200 carri armati e 345 aerei
fra italiani e tedeschi. Dall'altro lato
invece Montgomery aveva a disposizione
duecentotrentamila uomini, con mille
unit sia di carri armati che di aerei in
servizio. L'asse si schierava a Nord con
le divisioni di fanteria Trento, Bologna
e Brescia, a sud invece si trovavano i
paracadutisti della Folgore, e alle loro spalle
la divisione sempre italiana Pavia. Le
forze tedesche erano invece schierate in
prima linea: si trattava della 164 divisione
e della Brigata Paracadutisti agli ordini
del generale Ramcke. In seconda linea vi
erano invece posizionate, da nord verso
sud, in ordine, la divisione corazzata
Littorio, la Panzerdivision, la divisione
corazzata Ariete. Montgomery di contro
aveva schierato a nord il 30 Corpo D'Armata
e a sud il 13, posizionando in seconda
linea il 10 Corpo D'Armata corazzato,
ben attrezzato ed equipaggiato. Il piano
del comandante inglese prevedeva una
fnta di attacco a sud e subito dopo un
assalto vero, in forze massicce, a nord. A
questo scopo, nei giorni precedenti l'inizio
della battaglia, Montgomery aveva fatto
mimetizzare un gran numero di truppe
a nord e contemporaneamente aveva
predisposto un altro contingente inferiore a
sud, disordinatamente disposto sul terreno di
battaglia. Quest'ultimo schieramento aveva
tratto in inganno Rommel, che ritenendo
sarebbero occorsi molti giorni agli Inglesi
per ordinare le truppe, decise di prendersi
trentasei ore di licenza, volando a Berlino
dai suoi famigliari. La strategia inglese era
quella di attaccare il centro del settore nord,
tentando di sfondare nel tratto tenuto dagli
italiani, ritenuti peggio armati dei tedeschi,
aprendo poi due corridoi nei pressi dei campi
minati, facendovi passare la fanteria coperta
dai carri.
La battaglia dunque inizi con l'assenza di
Rommel, durante la notte del 23 ottobre,
con le fanterie inglesi ben presto entrate
in azione, ma che trovarono una resistenza
decisamente inaspettata da parte delle
truppe avversarie, superiore a quanto
previsto. Cos, pur avendo raggiunto gli
obiettivi strategici, Mongomery si trov a
disporre di fanti estremamente affaticati,
decimati dalla reazione dei soldati dell'Asse.
Gli inglesi non poterono quindi in alcun
modo assicurare il passaggio dei carri armati
nel varco aperto a nord degli schieramenti.
Intanto il generale Rommel, avvisato di
quanto accaduto, part immediatamente
da Berlino per arrivare in Africa, giungendo
il 26 ottobre e trovando una situazione
gravissima. Il generale Frederich Stumme,
al quale aveva lasciato provvisoriamente
il comando, era morto in circostanze non
chiare la notte stessa del primo attacco,
lasciando gli uffciali senza ordini precisi.
Il 28 ottobre le truppe inglesi tentarono
una nuova avanzata nel varco aperto, ma i
cannoni anticarro tedeschi aprirono un fuoco
rapido e letale, tanto che la sera dello stesso
giorno si poterono contare pi di 300 carri
nemici distrutti. Montgomery, scorgendo lo
spettro di un possibile annientamento della
1 Divisione Corazzata inglese da parte
della 21 Panzerdivision tedesca, decise
di dare inizio all'Operazione Supercharge,
ovvero la concentrazione verso nord sia
della 7 Divisione Corazzata che della 9.
Il comandante britannico, che pensava
di sfondare in una decina di ore a nord,
di fronte alla tenacia dei soldati dell'Asse
stava capendo che i suoi calcoli si erano
rivelati sbagliati. Nel frattempo Rommel, di
fronte a questa massiccia concentrazione di
truppe Inglesi a nord, il 31 ottobre pens di
ripiegare su Fuka, a 20 km dalle prime linee,
ma comprese che le sue truppe correvano
il rischio di essere completamente disfatte.
Tuttavia la sera del 2 novembre, con i
carri armati a disposizione del maresciallo
ridotti soltanto a 30, sembrava necessario
un ripiego immediato. Eppure il giorno
dopo arriv l'ordine di Hitler di non cedere
un metro alle truppe nemiche, anche a
costo della vita. Rommel, obbediente agli
ordini, consegn a tutti i reparti l'ordine
di resistere ad oltranza. Hitler tuttavia non
aveva compreso che il piano di ripiegamento
elaborato da Rommel non era una
dimostrazione di codardia, ma una mossa per
tentare di capovolgere le sorti della battaglia.
Rommel infatti, molto abile in campo aperto,
con questa azione voleva tentare di stanare il
nemico in modo da affrontarlo viso a viso.
Il giorno seguente le truppe britanniche
erano in piena avanzata, ed avevano aggirato
ormai lo sbarramento anticarro italo-tedesco.
Il generale Von Thoma era caduto nelle mani
delle truppe inglesi e a Rommel giunse la
notizia che la Divisione Corazzata italiana
Ariete non esisteva pi, immolatasi per
tenere le posizioni.
Quando una nuova brigata corazzata
inglese raggiunse il litorale sbarcando dal
mare, Erwin Rommel decise quindi di fare
l'unica cosa possibile: ritirarsi. Anche la
ritirata fu comunque un capolavoro dello
stratega, poich Montgomery, dopo la
vittoria conseguita, voleva accerchiare le
restanti truppe dell'Asse per distruggerle
defnitivamente, ma il feldmaresciallo non
glielo permise. I superstiti infatti percorsero
oltre tremila chilometri nel deserto, invano
inseguiti dal nemico fno alla Tunisia. A
questo punto Rommel venne messo al
corrente dello sbarco di centomila americani
in Algeria e in Marocco, e comprendendo
di non avere pi via d'uscita, i superstiti
consegnarono le armi nel maggio dell'anno
seguente. Gli ultimi a cedere ad El Alamein
furono i paracadutisti italiani della Folgore,
che si trovavano a sud, con di fronte quel
13 Corpo D'Armata che secondo gli inglesi
avrebbe dovuto impegnarsi solo in un fnto
attacco, ma che in realt combatt una
delle pi dure battaglie del confitto. Infatti
quelli della Folgore resistettero per oltre 12
giorni senza cedere un metro. Ecco qui una
testimonianza di un superstite, paracadutista
Italiano della Folgore, il signor Martinello:
Ci diedero cinque pallottole ciascuno per
i nostri fucili e ci imbarcammo sui Savoia
Marchetti soltanto con il paracadute principale.
Niente emergenza, o si apriva subito o ci
schiantavamo al suolo. Molti dei nostri morirono
a terra o prima di arrivare a terra colpiti dal
nemico, alla faccia della Convenzione di
Ginevra. Ma nessuno di noi ci pensava.
Eravamo in guerra, sapevamo di andare
a morire. Non ci interessava vincere, ma
morire con onore. Non comprendevamo del
tutto quello che ci stava accadendo intorno,
e non sapevamo neppure dove eravamo,
ma capivamo che dovevamo arrangiarci. Io
avevo 18 anni. Finite le pallottole, restammo
a combattere soltanto con qualche mina
anticarro, che presto finirono a loro volta. Cos
attaccavamo i carri inglesi con le bottiglie
incendiarie e ogni tanto, riuscivamo, con un po
di fortuna, a trafugare qualcuna delle loro armi,
con le cassette delle munizioni, che trovavamo
dentro ai carri stessi o abbandonate dopo
uno scontro. Cos cominciammo a sparare
addosso, con le loro stesse armi, agli inglesi,
che si vedevano tornare indietro le loro stesse
pallottole. Quando dovemmo arrenderci e
fummo catturati, i nostri nemici rimasero colpiti
nel vedere che a tenerli in scacco con le unghie
e con i denti erano rimasti soltanto un pugno
di soldati italiani. Nel mio avamposto eravamo
24
STORIA
I COSACCHI, DALLE ORIGINI
ALL'ERA POST-SOVIETICA
DiPasqualina Nives Gnerre
Quando un Cosacco sul suo cavallo, solo Dio pi grande di lui! Cos recita un
proverbio Russo: nati da comunit libere, occupanti territori Russi ed Ucraini, i Cosacchi
con il passare del tempo hanno dato prova di grande abilit militare, tanto da con-
quistarsi una fama imperitura come i migliori cavalieri dellintera Russia. August von
Haxthausen, nel suo Studies on the Interior of Russia, defnisce il cosacco come il russo
pi turbolento e pi intrepido: gelosi della loro identit, i Cosacchi hanno avuto tal-
volta rapporti burrascosi con la stessa Russia, sebbene sia nel passato che nel presente
rappresentano certamente una delle pi grandi glorie di tutto il continente eurasiatico.

Sono pochi i documenti antichi sulla storia cosacca (i pi, peraltro, sono testimonianze
di seconda mano e cronache dei monasteri): le origini dei Cosacchi risalgono al XIV se-
colo, ma la loro provenienza incerta. Le molteplici
ipotesi li hanno ritenuti discendenti degli antichi
Sciti, degli Alani, dei Kazari, arrivando addirittura
a considerarli di origine turca, kirghiza, carcassa e
tartara. La stessa origine del nome misteriosa: per
alcuni deriva dal mongolo, per altri dal turco, ma le
ipotesi pi probabili sembrano essere il russo (con
il termine kazak) e lucraino (con il termine kozak).
Sappiamo per che il termine cosacco appare per
la prima volta in un manoscritto russo del 1444 per
defnire i guerrieri di ventura non sottoposti ad alcun obbligo feudale.
Le prime comunit cosacche si ebbero nel territorio ucraino, arrivando persino a costi-
tuire un proprio governo con sede a Zaparozhe; ma oltre le comunit libere non man-
cavano al tempo singoli casi di Cosacchi che accettavano di servire presso i sovrani. La
loro economia era basata sulla caccia, sullallevamento, sulla pesca; non praticavano
lagricoltura, attivit disprezzata e ostacolata da alcune loro comunit. Lattivit militare
era per loro fondamentale: vivendo in aree confnanti con popoli avversi, non disdeg-
navano mai la guerra, giungendo addirittura a migrare ogni qual volta le zone in cui si
erano stabiliti erano state pacifcate. Il loro capo militare, denominato atamano, veniva
eletto democraticamente.
Quando i Cosacchi si stabilirono nelle terre del Don
intrapresero vari rapporti diplomatici con Mosca
che porteranno ad una conveniente alleanza tra
lImpero e le loro comunit: i Cosacchi, infatti, ave-
vano un ruolo non trascurabile lungo le frontiere e
per questo gli zar li compensavano con oro, doni e
nuove terre. Fu decisiva per la nuova dinastia dei Ro-
manov la loro presenza allelezione dello zar Michele
I nel 1613: questi ultimi privilegiarono il loro ruolo
militare, ottenendo la loro fedelt al trono alla fne
del XVII secolo. Da allora i Cosacchi divennero veri e
propri sudditi dellImpero, rivestendo una funzione
militare non trascurabile: pacifcavano e sottomette-
vano le terre di nuova conquista e servivano anche
in funzione repressiva verso i popoli di dubbia fed-
elt allImpero stesso. Lautogoverno di Zarapozhe
cess di esistere nel 1775 con Caterina II.
Ma una tra le loro glorie pi grandi fu scritta du-
rante la campagna napoleonica in Russia quando
latamano Platov costrinse le truppe francesi alla
ritirata inseguendole oltre la frontiera occidentale:
oramai la loro presenza nellesercito russo non pote-
va che essere consolidata. Difatti dal XIX secolo alla
fne del servizio militare il cosacco veniva premiato
con la concessione di alcune terre, cos che la loro
comunit si trasform in una piccola nobilt terriera.
Ma fu nel secolo successivo che si crearono varie
spaccature tra di loro: gi dalla rivoluzione di Ot-
tobre, inizialmente alcuni Cosacchi si schierarono a
favore di Lenin per poi, invece, costituire il fulcro pi
importante dellArmata Bianca. Ci fu dovuto anche
per via del processo di decosacchizzazione portato
avanti dal Partito Comunista fno al 1936.
Nella Seconda Guerra Mondiale i Cosacchi combat-
terono contro le truppe dellAsse; vi furono per
anche alcuni che si schierarono a favore di Hitler arruolandosi direttamente nelle
Wafen SS: si and a creare cos unintera armata cosacca che combatt in Jugoslavia
contro i partigiani titini, per poi arrendersi agli Inglesi in Carnia il 9 maggio del 1945.
Le modalit di restituzione con cui gli inglesi rimpatriarono forzatamente i Cosacchi
alleatesi con la Germania sono tuttoggi discusse: in parte, i rapporti tra i Cosacchi e
lURSS ne risentirono, fn quando, dopo la caduta dellUnione Sovietica, il Parlamento
Russo approv il 12 giugno 1992 la risoluzione Circa la Riabilitazione dei Cosacchi. Ad
essa seguirono leggi che intendevano formare nuovamente unit cosacche allinterno
delle forze armate russe. Ma fu nel 2004, con una legge voluta da Putin, che i cosacchi
sono stati ufcialmente riabilitati nellesercito, cos che le comunit cosacche di pro-
vata fedelt allo stato russo potranno servire nelle forze armate, anche in operazioni
anti-terrorismo o in interventi di natura umanitaria. Per essi rappresenta, dopo un
periodo difcile per la loro autonomia come fu il XX secolo, una importante conquista
allalba del Terzo Millennio.
Quando i Cosacchi si stabilirono nelle terre del Don intrapresero vari rapporti
diplomatici con Mosca che porteranno ad una conveniente alleanza tra
lImpero e le loro comunit: i Cosacchi, infatti, avevano un ruolo non
trascurabile lungo le frontiere e per questo gli zar li compensavano
con oro, doni e nuove terre. Fu decisiva per la nuova dinastia dei
Romanov la loro presenza allelezione dello zar Michele I nel 1613.
25
rimasti in 12. Qualcuno di quei soldati ci chiese
poi: Why?. Per l'onore rispondevamo noi
Soltanto per l'onore. Alla fine ci resero l'onore
delle armi.
I paracadutisti della Folgore erano partiti
dall'Italia in cinquemila; alla fne ne
sopravvissero in tutto 334. Alla loro resa,
ebbero l'onore delle armi, come leggiamo
anche dalla testimonianza. La BBC inglese
alla fne della battaglia comment: I resti
della divisione Folgore hanno resistito oltre
ogni limite delle possibilit umane. Pochi
giorni dopo la battaglia, Adolf Hitler dispose
l'invio di un forte contingente di truppe e
di mezzi per difendere la Tunisia. In tal
modo il generale Eisenhower non riusc a
contrastare l'occupazione della Tunisia da
parte di Rommel. Ma era ormai troppo tardi,
l'occupazione infu ben poco sull'esito fnale
del confitto mondiale. William Shirer, storico
statunitense, scrisse: Se il Fhrer avesse
mandato qualche mese prima soltanto
un quinto di quelle truppe e di quei carri
armati a Rommel, probabilmente la Volpe
del deserto in quel momento si sarebbe
trovata al di l del Nilo, lo sbarco anglo-
americano nell'Africa del Nord non avrebbe
avuto luogo e il Mediterraneo sarebbe stato
irrimediabilmente perduto per gli Alleati,
e cos sarebbe stato salvaguardato il punto
vulnerabile del corpo dell'Asse.
Fu cos dunque che si concluse la battaglia
di El Alamein, uno degli episodi pi epici
del secondo confitto mondiale, costato
la vita a tredicimilacinquecento inglesi,
diciassettemila italiani e novemila tedeschi.
LESILIO DI PIO IX A GAETA
DiAngelo DAmbra
Maest! Il Sommo Pontefce, il vicario di Ges Cristo, il sovrano
degli Stati della Chiesa fu costretto ad abbandonare la capitale
de suoi dominii per non mettere a repentaglio la sua dignit e
non aver lapparenza di approvare col suo silenzio glindicibili
eccessi che furono e sono tuttora commessi in Roma. Egli a
Gaeta, ma non vi dimorer che per poco tempo, poich non
sua intenzione di mettere in pericolo V.M. e la tranquillit desuoi
sudditi, quando la sua presenza potesse far correre alla me-
desima qualsiasi rischio. Il conte Spaur avr lonore di presentare
a V.M. questo foglio. Egli le dir il resto, che la brevit del tempo
non permette di aggiungere intorno al luogo ave il Papa pensa
di recarsi fra poco. Nella pace dellanimo, nella rassegnazione
ai divini decreti, egli impartisce a V.M., alla sua reale sposa e
famiglia la benedizione apostolica.
Mola di Gaeta, il 25 Novembre 1848 Pius P.P. Nonus.
Con questa breve missiva, Pio IX comunic a Ferdinando II la
sua fuga da Roma ed il riparo entro i confni delle Due Sicilie.
Roma, in mano ai sovversivi, aveva gi visto lassassinio di
Pellegrino Rossi e sua Santit aveva, cos, deciso di lasciare la
citt e di raggiungere, nella notte del 24 Novembre, la vicina
citt di Gaeta per poi salpare verso le coste francesi.
La carrozza pontifcia uscita dal Quirinale, si diresse al Colos-
seo; nei pressi della Chiesa dei Santi Pietro e Marcellino, della
quale Pio IX era stato Cardinale protettore, il Santo Padre sal
su quella del Conte Spaur e con questi imbocc la porta di
San Giovanni in Laterano per raggiungere Albano dove ad
attenderli vera la contessa Teresa Spaur, con suo fglio minore
Massimo, il suo precettore Padre Sebastiano Liebl ed un sol-
dato. Un cambio di cavalli venne efettuato a Genzano e alle
cinque e mezza del mattino i sei giunsero a Terracina; dopo
poco, a Fondi, fu riparata una ruota disfatta e verso Mola di
Gaeta ai viaggiatori si unirono anche lambasciatore spagnolo
Gonzales dArnao ed il Cardinale Antonelli. La carrozza raggi-
unse alle dieci del mattino Mola di Gaeta dove, in incognito, il
Papa alloggi presso lalbergo Villa di Cicerone per poi trasfer-
irsi dopo pranzo a Gaeta presso la locanda del Giardinetto.
Laccoglienza dei Borbone fu cos amorevole che il Pontefce
decise di restare nel Regno delle Due Sicilie e abbandonare
lidea di soggiornare in Francia. Ferdinando II aveva, infatti,
accolto con grande letizia lannunzio dellarrivo del Papa e si
era recato subito a Gaeta con tutta la famiglia reale dichiar-
ando la sua totale disponibilit. Laccoglienza dei Borbone, in
efetti, non poteva essere migliore, Pio IX venne alloggiato nel
palazzo reale, il suo seguito adeguatamente sistemato nelle
pi ricche case gaetane e lo stesso Ferdinando II si trasfer in
breve tempo a Gaeta con tutta la famiglia.
Pio IX, costretto ad abbandonare il proprio popolo, era ar-
rivato nella citt costiera travestito come un comune prelato
e profondamente cambiato negli orientamenti politici perch
tradito, dopo soli due anni di pontifcato, da chi aveva usato le
sue concessioni per fomentare la ribellione irrazionale ed an-
ticlericale. A Gaeta Pio IX assunse una linea politica rigorosa,
tesa a isolare la Repubblica. Rifut di ricevere le delegazioni
del consiglio dei Deputati, dellAlto Consiglio e del Municipio
di Roma e strinse una ftta rete di relazioni diplomatiche per
stroncare la sovversione. Ricordiamo al riguardo il Monitorio
dell1 Gennaio 1849 col quale il Papa condann la Costituente
romana come atto di mascherato tradimento e di vera ribel-
lione, meritevole dei castighi comminati dalle leggi e divine
e umane e fece divieto per cittadini di Roma di prendere
parte nelle riunioni per le nomine deglindividui da inviarsi
alla condannata Assemblea; ricordiamo inoltre la Nota del 18
Febbraio, frmata dal Cardinal Antonelli, con cui si invitavano
i governi di Francia, Austria, Spagna e delle Due Sicilie ad
accorrere colle loro armi a ristabilire nei domini della Santa
Sede lordine manomesso da unorda di settarii, ed ancora
lAllocuzione del 20 Aprile che rinnovava la condanna alla
Repubblica Romana, gli appelli ai sovrani europei ed, infne,
il Motu-proprio di Portici del 12 Settembre, col quale Pio IX
concedeva un parte delle riforme previste dal Memorandum
ai territori dello Stato romano restituiti al suo dominio da
francesi ed austriaci.
Sua Santit Pio IX, appena giunto a Gaeta, aveva contattato
ogni trono europeo e da ogni dove aveva ricevuto risposte di
attenta solidariet
1
. Commossi erano i messaggi giunti dalla
Francia
2
, ma le belle parole delle lettere e delle ambasceria
1 Scrive Farini: Lesultante Pontefce frattanto, fssata la sua dimora in Gaeta, aveva resi
consapevoli i Governi dellEuropa delle ragioni per cui esulava ed aveva chiesto in generale aiuto a tutti
i principi e a tutte le nazioni. E tutte le nazioni si commovevano alla voce di lui. Il generale Cavaignac il
28 novembre 1848 signifcava allAssemblea nazionale di Francia che, ricevuta notizia dei casi di Roma,
aveva, per via telegrafca, comandato che simbarcassero 35000 uomini sopra tre fregate a vapore e
veleggiassero a Civitavecchia per assicurare la persona e la libert del Pontefce; n da questo pietoso suo
proposito potevano rimuoverlo le dichiarazioni e le proteste che faceva contro di lui il Governo romano
in data 8 dicembre 1848. Il re di Sardegna mandava oratori a Gaeta il marchese di Montezemolo e
monsignor Riccardi, vescovo di Savona; i quali ricevuti dal cardinale Antonelli e presentati al Pontefce,
mostravano lettere del piissimo loro sovrano Carlo Alberto, che ofriva al Santo Padre asilo degno nella
citt di Nizza o in qualunque altra del regno gli fosse piaciuta, e armi altres per ristorare gli ordini cos-
tituzionali dello Stato romanoPrussia e Russia, luna protestante, laltra scismatica, ofrivano il loro soc-
corso allesule Pontefce, e limperatore delle Russie protestava solennemente che il Santo Padre avrebbe
trovato in lui un leale aiuto per farlo ristabilire nel suo potere spirituale e temporale.

2 Riporta Margotti: In Francia, appena si seppe la partenza di Pio IX da Roma, fu una gara
in tutte le citt per possederlo. Ed essendo corsa voce che la Santit Sua si recherebbe in Parigi, tosto il
signor Chapot, rappresentante del popolo pel Gard, insieme con 84 deputati dellAssemblea, presentavano
un progetto di decreto, in virt del quale una deputazione di rappresentanti si dovesse recare presso il
Sovrano Pontefce, afne di portargli lomaggio dellAssemblea nazionale e del popolo francese. Il Con-
siglio generale di Vaucluse, rappresentante il bel paese che altre volte formava il contado di Avignone, l1
dicembre 1848 deponeva ai piedi dellesule Pontefce lespressione di un rispettoso dolore e lo supplicava a
fssare la sua residenza nellantica metropoli de suoi successori.
Il Consiglio municipale della citt di Avignone il 2 dicembre 1848 pregava il Papa a ricordarsi, in mezzo
alle misteriose tribolazioni accumulate sul suo capo da Colui che dispone degli imperi, che egli aveva in
Aivgnone dei fgli, il cui amore non gli poteva essere tolto giammai. Che se la Francia tutta sospirava
il favore di possederlo sulla terra sua ospitale, Avignone lo sospirava pi specialmente in memoria dei
vincoli che lavevano unita coi Sovrani Pontefci, memoria di cui la Santit Sua avrebbe trovato tracce in
tutti i cuori.Marsiglia desiderava di avere il Santo Padre nel suo seno. E la terra di Francia, gli scriveva
quel vescovo il 5 dicembre 1848, giubilerebbe santamente e i suoi abitanti la crederebbero benedetta da
Dio come voi toccaste le nostre sponde; e il principe di Chinay diceva a Pio IX il 5 dicembre 1848: Io
so che la nobil terra di Francia sar lieta di potervi ofrire il palazzo medesimo degli antichi suoi re, ma
se gli avvenimenti consigliassero a Vostra Santit di preferire la calma e lisolamento di un soggiorno
particolare, io vi supplico di disporre, come di cosa vostra, del castello di Menars.
non furono seguite dai fatti, nessuna potenza europea rispose
alla richiesta di decisi interventi contro i sovversivi, eccetto la
Spagna che il 21 dicembre 1848 invit i governi a fssare un
luogo per un congresso internazionale con lintendo di fare
ogni cosa a favore del Papa, la quale fosse creduta neces-
saria per ristabilire il capo visibile della Chiesa in quello stato
di libert, di indipendenza, di dignit ed autorit che esige
imperiosamente lesercizio delle sacre sue attribuzioni.
Francesi e Austriaci avviarono, cos, prudenti contatti, mentre
i Portoghesi aderirono senza indugio come i Napoletani che
provarono ad estendere linvito ai rappresentanti di Russia,
Prussia e Inghilterra. Ad opporsi erano i Piemontesi ed i Tos-
cani. Fu, per, lambasciatore austriaco a Parigi il 31 dicembre
del 1848 ad andare oltre lanciando lidea di un intervento
comune franco-austriaco su Roma. Si pass, allora, alla
formulazione di un piano dettagliato dintervento con uno
sbarco a Civitavecchia assistito dallesercito napoletano men-
tre Gioberti propose, invece, che Pio IX fosse riportato a Roma
da un corpo di spedizione piemontese, progetto ovviamente
respinto dai diplomatici degli Asburgo.
L11 febbraio allambasciatore austriaco venne comunicata
una richiesta ufciale di aiuto militare estesa a Francia,
Spagna e Regno delle Due Sicilie, ma linvito di Pio IX non
coinvolse i Piemontesi che continuavano ad agire in antitesi
alla corte pontifcia
3
. Il 19 febbraio venne pubblicata la nota
3 In data 15 Febbraio Gioberti scriveva: Il Parlamento piemontese non permetter mai
che lAustria intervenga negli afari di Roma. Noi abbiamo centomila uomini, che potranno combattere
contro il tedesco nello Stato romano cos bene come sulle rive del Mincio e dellAdige. La Corte di Gaeta
pensi bene ai suoi interessi. Il Piemonte potr protestare, potr impedire che lAustria intervenga nel cuore
dellItalia, e disonori con le sue armi la causa santa del pontefce.
diplomatica relativa alle decisioni prese nel concistoro del 7 e
il giorno dopo Gioberti lasci il ministero
4
. Il 30 marzo 1849,
il giorno dopo linsediamento del Triumvirato a Roma, si apr
la prima seduta della Conferenza di Gaeta e si riunirono, su
invito del Cardinale Antonelli, neo pro segretario di Stato di
Pio IX, i plenipotenziari dAustria, di Spagna, di Francia e del
Regno delle Due Sicilie. Seguirono altre tredici, tutte svolte a
Gaeta, tranne lultima, quella del 22 Settembre del 1849, che
si tenne a Portici.
Nel trambusto generale un lieto evento segnava la vita di casa
Borbone.
Ferdinando II aveva ben chiaro che gli interessi dello stato
pontifcio collimavano con quelli borbonici, la difesa della
Chiesa era la difesa della sua politica, il consolidamento del
Regno scosso dalla sedizione interna esplosa il 12 gennaio
in Sicilia ed il 18 maggio a Napoli e chiaramente animata
dai protagonisti della politica internazionale. Contribu poi
senza dubbio alcuno a raforzare i legami amichevoli tra il
Re e il Pontefce, la nascita della principessina Maria delle
Grazie Pio di Borbone, proprio da Pio IX battezzata
5
, ed
ancora pi importante fu lincontro del con gli Alcantarini del
Santuario della Montagna Spaccata da cui scatur lenciclica
Ubi Primum, nella quale il Pontefce chiese allepiscopato di
fargli conoscere il suo pensiero e quello dei fedeli riguardo
all'Immacolata Concezione
6
.
Fu dunque a Gaeta che Pio IX decise di iniziare liter
che lo avrebbe portato a proclamare nel 1854 il dogma
dell'Immacolata Concezione, proprio a Gaeta dove il pont-
efce amava pregare davanti all'immagine dell'Immacolata
di Scipione Pulzone conservata nella splendida Cappella
d'Oro del complesso dell'Annunziata. Dinanzi al mare agitato
il Pontefce medit sulle parole del cardinale Luigi Lambrus-
chini: Beatissimo Padre, Voi non potrete guarire il mondo che
col proclamare il dogma dellImmacolata Concezione. Solo
questa defnizione dogmatica potr ristabilire il senso delle
verit cristiane e ritrarre le intelligenze dalle vie del natural-
ismo in cui si smarriscono. Quattro anni dopo apparir la
Vergine Santissima, presso la grotta di Massabielle-Lourdes,
afermando: Io sono lImmacolata Concezione
7
.
Torniamo invece sul versante politico militare dove ognuna
delle quattro potenze gioc la sua partita con estrema arguzia
per espandere il proprio peso sullo scacchiere europeo. Il 20
aprile il generale francese Oudinot, ricevuto il mandato di rag-
giungere Roma, si apprest a partire
8
.
Lo sbarco francese fu salutato dal Papa con parole di encomio
per le quattro potenze cui aveva rivolto la sua richiesta di
aiuto
9
. Il primo vascello francese giunse nella rada di Gaeta il
23 Aprile: Marted 24. il Signor Capitano Duquesne, Coman-
dante del Jena, si questa mane recato con tutti gli Ufciali
componenti lo Stato Maggiore del Vascello, presso del S.
Padre per tributargli i dovuti omaggi, e baciare il Sacro piede;
ed stato benignamente accolto dalla S.S. Indi ei recato con
gli stessi suoi Ufziali a fare gli omaggi medesimi al Re (S.N.)
che lo accolse con la bont e gentilezza propria del suo animo
grande e dignitoso.
Le speranze di Pio IX erano tutte riposte in Oudinot: Siamo
persuasi che questa armata sar listrumento col quale verr
quanto prima ripristinato lordine pubblico nello Stato della
4 Il Regno sabaudo di l a poco romper larmistizio di Salasco e, battuto dagli austriaci,
capir quali siano le sue reali capacit militari.
5 A 2 Agosto 1849 ad ore 11 della sera partorita nella citt di Gaeta Sua Maest la
Regina Maria Teresa dAustria Augusta Consorte di Sua Maest il nostro Re Ferdinando 2 (D.G.) ed ha
data alla luce una Reale Principessina. Il S. Battesimo li stato conferito il giorno 3 Agosto 1849, nella
Basilica Arcivescovile della Citt, dal Regnante Sommo Pontefce Pio Pp. IX assistito dagli Eminentis-
simi Cardinali Riario Camerlengo di S.R.C., ed Antonelli Pro-Segretario di Stato. I nomi imposti alla
R. Neonata sono Maria delle Grazie, Pio, Vincenzo Ferreri, Michele Arcangelo, Ferdinando, Franc-
esco dAssisi, Luigi Re, Alfonso, Gaetano, Giuseppe, Pietro Paolo, Gennaro, Luigi Gonzaga, Gaspare,
Melchiorre, Baldassarre, Alberto, Giorgio, Vincenzo, Sebastiano, Rocco, Andrea Avellino, Francesco di
Paolo, Felice, Emmanuele, Anna, Filomena Sebazia, Lucia, Apollonia, Luitgarda. Era tenuta nelle braccia
della prima Dama donore di S.M. la Regina, D. Mariantonia Serra de Duchi di Cassano Principessa di
Bisignano. Stavano presenti in Chiesa S.M. il Re N.S. colla R. Famiglia, moltissimi Cardinali, il Ministero
Napolitano, i Grandi della R. Corte, il Cerimoniere Maggiore (della M.S.) Sig. D. Alfonso DAvalos
Marchese di Pescara e Vasto. Presenziavano ancora tutti i Ministri, ed Ambasciatori Esteri presso la S.
Sede, che avevano seguito in Gaeta il Pontefce. Tutte le Autorit Civili, e militari di Gaeta, e le Ufcialit
de diversi Corpi Militari, quivi stanziati: i Comandanti ed Ufziali della Corvetta Cristina, e Vapori
Napolitani; infne il Reetro-Ammiraglio della Squadra Spagnuola con tutti gli Ufziali de Leni, e Vapori
al suo comando, ed i Comandanti con Ufziali de Vapori Francesi, tutti ancorati nel Golfo di Gaeta
6 Secondo alcuni studiosi invece Ferdinando II avrebbe chiesto al Pontefce come contraccam-
bio per lospitalit la defnizione dogmatica dell'Immacolata, patrona delle Due Sicilie.
7 Il dogma concepito a Gaeta fu introdotto da Pio IX nel 1854 con la bolla Inefabilis Deus
che afermer non soltanto che Maria lunica creatura ad essere nata priva del peccato originale, ma
aggiunge altres che la Madre di Dio per speciale privilegio non ha commesso nessun peccato, n mortale
n veniale, in tutta la sua vita: Nel primo istante della sua concezione Maria stata preservata intatta
da ogni macchia di peccato originale, per singolare grazia e privilegio di Dio, in considerazione dei meriti
di Ges Cristo Salvatore.
8 Oudinot lanci il seguente proclama: SOLDATI! Il presidente della repubblica mi ha af-
fdato il comando in capo del corpo di spedizione del Mediterraneo. Questonore impone grandi doveri,
che il vostro patriottismo mi aiuter a compiere. Il governo, risoluto di mantenere dovunque la nostra
antica e legittima infuenza, non ha voluto che i destini del popolo italiano possano restare in bala di
una potenza straniera, o di un partito in minoranza. Ci afda la bandiera della Francia per inalberarla
sul territorio romano quale luminoso attestato delle nostre simpatie.
Soldati di terra e di mare, fgli della stessa famiglia, ponete in comune la vostra devozione ed i vostri
sforzi, questa con fratellanza vi far sopportare con gioia i pericoli, le privazioni e le fatiche.
Sul suolo ove vi disponete a discendere incontrerete ad ogni passo monumenti e memorie, che potente-
mente stimoleranno i vostri istinti di gloria. Lonore militare vuole ed esige disciplina e prodezza, non
lobliate mai. I vostri padri ebbero il raro privilegio di far prediligere il nome francese dovunque combat-
terono. Come essi, rispetterete le propriet ed i costumi delle amiche popolazioni; nella sua premura per
le quali il governo ha prescritto che tutte le spese dellesercizio fossero loro immediatamente pagate in
danaro; in ogni occasione prenderete per regola di condotta questo principio di alta moralit.
Colle vostre armi, coi vostri esempi farete rispettare la dignit dei popoli, che tollera meno la licenza che
il dispotismo.
LItalia ne andr cos debitrice di ci che la Francia seppe conquistare per se stessa, lordine nella libert.
9 Dopo aver invocato laiuto di tutti i principi, chiedemmo tanto pi volentieri soccorso
allAustria confnante a settentrione col nostro Stato, quanto chessa non solo prest sempre legregia sua
opera in difesa del temporale dominio della Sede apostolica, ma d ora certo a sperare che, giusta gli
ardentissimi nostri desiderii e giustissime domande, vengano eliminate da quellimpero alcune massime
riprovate sempre dalla Sede apostolica, e perci a bene e vantaggio di quei fedeli ricuperi ivi la Chiesa la
sua libert. Il che, mentre con sommo piacere vi annunziamo, siamo certi che arrecher voi non piccola
consolazione.
Simile aiuto domandammo alla Francia, alla quale portiamo singolare afetto e benevolenza, mentre
il clero e i fedeli di quella nazione posero ogni studio nel attempare e sollevare le nostre amarezze ed
angustie con dimostrazioni amplissime di fliale devozione ed ossequio.
Chiedemmo ancora soccorso alla Spagna, che, grandemente premurosa e sollecita delle nostre afizioni,
eccit per la prima le altre nazioni cattoliche a stringere tra loro una fliale alleanza per procurare di
ricondurre alla sua sede il padre comune dei fedeli, il supremo pastore della Chiesa.
Finalmente sifatto aiuto chiedemmo al regno delle Due Sicilie, in cui siamo ospiti presso il suo re, che,
occupandosi a tuttuomo nel promuovere la vera e solida felicit de suoi popoli, cotanto rifulge e piet
da servire desempio a suoi stessi popoli. Sebbene poi non possiamo abbastanza esprimere a parole con
quanta premura e sollecitudine quel principe stesso ambisce con ogni maniera di ofciosit e con chiari
argomenti di attestarci e continuarci continuamente lesimia sua fgliale devozione che ci pota, pur tutta-
via glillustri suoi meriti verso di noi non andranno giammai in oblio. N possiamo altres in alcun modo
passare sotto silenzio i contrassegni di piet, di amore e di ossequio che il clero e il popolo dello stesso
regno, fn da quando vi entrammo, non cess mai di porgerci.
Chiesa, aprendo cos per sua parte la strada al sovrano di poter confer-
mare lopera sua al bene dei sudditi e molto pi al Pontefce il libero e
indipendente esercizio del suo mandato.
Sin dalla quarta sessione della Conferenza, per, i Francesi avevano
chiesto a Pio IX un proclama che annunciasse le sue intenzioni liberali,
lo fecero con maggiore intensit allindomani della sconftta.
Il 28 aprile, nella quinta sessione della Conferenza di Gaeta, si diede
il via libera allesercito di Ferdinando II che, forte di seimila uomini,
prese Terracina, Velletri e Frosinone. Eppure, nonostante tale enorme
dispiegamento di forze, il 30 aprile lesercito di Oudinot, bombardato
dalle artiglierie e dalle fucilerie sistemate sulle fortifcazioni di Porta
Angelica, fu costretto a ripiegare su Castel di Guido. Intanto, il 29
aprile, lesercito napoletano, afancato dagli Spagnoli, aveva passato il
confne per Portella e puntava su Terracina penetrando fno a Palestri-
na, da dove per il 9 Maggio fu costretto a ripiegare. Gli Austriaci, in-
vece, passato il confne, avevano occupano Ferrara, Bologna e Ancona.
Il 20 maggio si apr la sesta sessione della Conferenza di Gaeta, la pi
lunga, i Napoletani, fancheggiati dagli Austriaci, accusano i francesi
di contrasti nelle operazioni militari, li criticarono perch impediscono
di alzare la bandiera dello stato pontifcio nei territori conquistati. I
Francesi risposero che la bandiera da alzarsi quella di Francia perch
le popolazioni romane non volevano lantico vessillo e perch Parigi
voleva lindipendenza del Papa come la libert del popolo romano. Di
fronte allostracismo francese e alla sconftta di Velletri del 19 Mag-
gio, il Ministro degli Esteri Napoletano Targioni consigli al plenipo-
tenziario napoletano, il Conte Ludolf, di ritirarsi dalla Conferenza, ma
Ferdinando II vi si oppone.
Il primo giugno Oudinot riprense la guerra, nello stesso mese gli Spag-
noli raggiunsero Priverno, gli Austriaci occuparono Ascoli, i Napoletani
Ferentino. Cos a fne mese, perse pure le porte San Pancrazio, Portese,
San Paolo, Cavalleggeri e del Popolo, lAssemblea repubblicana adott
la seguente decisione: In nome di Dio e del popolo, lassemblea cos-
tituente cessa una difesa divenuta impossibile e sta al suo posto.
Il giorno dopo i Francesi entrarono in Roma
10
.
Il 15 Luglio furono rialzate le bandiere pontifcie sulla torre del Cam-
pidoglio e su Castel SantAngelo e di li a poco nelle strade dellUrbe fu
afsso un proclama di Pio IX: PIUS P.P. IX a Suoi fedelissimi sudditi, Iddio
ha levato in alto il suo braccio ed ha comandato al mare tempestoso
dellanarchia e dellempiet di arrestarsi. Egli ha guidato le armi cattoliche
per sostenere i diritti dellumanit conculcata, della fede combattuta, e
quelli della Santa Sede e della nostra sovranit. Sia lode eterna a Lui, che
anche in mezzo alle ire, non dimentica la misericordia.
Amatissimi sudditi, se nel vortice delle spaventose vicende il nostro cuore
si saziato di afanni sul rifesso di tanti mali patiti dalla Chiesa, dalla
religione e da voi, non ha per scemato lafetto col quale vi am sempre e
vi ama. Noi afrettiamo coi nostri voti il giorno che ci conduca di nuovo fra
voi, e, allorquando sia giunto, noi torneremo col vivo desiderio di appor-
tarvi conforto, e con la volont di occuparci con tutte le nostre forze del
vostro vero bene, applicando i difcili rimedi ai mali gravissimi, e consoli-
dando i buoni sudditi, i quali, mentre aspettano quelle istituzioni che ap-
paghino i loro bisogni, vogliano, come noi lo vogliamo, vedere guarentite
la libert e lindipendenza del Sommo Pontifcato, cos necessarie alla
tranquillit del mondo cattolico.
Intanto pel riordinamento della cosa pubblica andiamo a nominare una
Commissione che, munita di pieni poteri e coadiuvata da un ministro,
regoli il governo dello Stato. Quella benedizione del Signore che vi ab-
biamo sempre implorata anche da voi lontani, oggi con maggior fervore
la imploriamo, afnch penda copiosa verso di voi; ed grande conforto
allanimo nostro lo sperare che tutti quelli che vollero rendersi incapaci
di goderne il frutto pei loro traviamenti possano esserne fatti meritevoli
merc di un sincero e costante ravvedimento.
10 Il proclama francese recita: Abitanti di Roma! Lesercito comandato dalla repubblica francese sul vostro
territorio ha per fne di restituire lordine desiderato dalle popolazioni. Pochi faziosi e traviati ci hanno costretto a dare
lassalto alle vostre mura. Ci siamo impadroniti della citt, adempiremo al debito nostro.
Fra le testimonianze di simpatia che ci hanno accolto dove erano incontestabili i sensi del vero popolo romano, sonosi
levati alcuni rumori ostili che ci hanno condotti in necessit di reprimerli immediatamente.
Ripiglino animo le genti dabbene ed i veri amici della libert, i nemici dellordine e della societ sappiano che, se mai si
rinnovassero dimostrazioni oppressive provocate da una fazione straniera, sarebbero severamente punite. Per garantire
efcacemente la pubblica sicurezza, io faccio le provvisioni seguenti:
Ogni podest temporaneamente concentrata in mano della autorit militare, la quale immediatamente invocher
il concorso dellautorit municipale. LAssemblea ed il governo, dei quali il regno violento e oppressivo incominci
dallingratitudine e fn con unempia guerra contro una nazione amica delle popolazioni romane, hanno cessato di
esistere. I circoli e le societ politiche sono chiusi, sono proibite temporaneamente ogni pubblicazione per le stampe,
ogni afssione non permessa dallautorit militare. I delitti contro le persone e le propriet saranno conosciuti e puniti
dai tribunali militari. Il generale di divisione Rostolan nominato governatore di Roma; il generale di brigata Sauvan,
comandante; il colonnello Sol, maggiore di piazza.
BIBLIOGRAFIA:
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diplomaticiaustriaci,Napoli1947
B. L.C.Farini,LoStatoromanodal1815al1850,
Torino1853
C. GiacomoMargotti,LevittoriedellaChiesa
nelprimodecenniodelpontifcatodiPioIX,
Milano1857
D. G.Martina,PioIX(1846-1850),Roma1974
E. A.MencuccieM.Brunetti(acuradi),Atti
senigallesinelBicentenariodellanascitadi
PioIX,Senigallia1992
F. G.Andrisani,PioIXaGaeta,Gaeta1974
G. DAmbra,LaControrivoluzionein
TerradiLavoroelaRiconquistadiRoma
(1848-1849)inVicumrivistadistudistorici,
mar.-giu.2012
FDOR MICHAILOVIC
DOSTOEVSKIJ: IL PI GRANDE
METAFISICO RUSSO
DiFrancesco Miolli
I
nsignemaestrodellaprosa,abilissimoscrutatoredellanimo
umano,scandagliatorediquelsottosuolochepochihanno
saputoindagarealtrettantoabilmente,FdorDostoevskijsi
rivela,secondoilflosoforussoNikolajBerdjaev,ancheilpi
grandemetafsicorusso.Unadefnizionechesembrerebbe,
istintivamente,calzaremeglioadunflosofo,piuttostocheadun
romanziere.Eppure,loperadiDostoevskij,equestobenevidente,
nonsifermaadunosteriledescrittivismopsicologico,piuttosto,si
poneinterrogativiuniversali,dicarattereautenticamenteflosofco,
sebbeneilsuocampodazionesialafnzioneletterariaeccezion
fattaperqualchesaggioeperilsuodiario,nelqualelesueidee
trovanoespressioneinformaconcettualeenonlatrattazione
scientifca.permezzodellaformadialogicachelesueideesi
delineano,inuncontinuoscambiotraipersonaggideisuoiromanzi
eracconti.Cardinedellavisioneflosofcachenetraspareil
concettodilibert.Essoemergeconforzatragicaallalucediuna
letturacristianaortodossadellesistenzaumana:iltemadella
libert,intesanoncomemetaconfusaedastratta,comeaspirazione
liberal-borghesee,dunque,intrinsecamenteanarchicaemoderna
quantocomemezzo,tragicamentegrandeepotente,afdatoda
Dioalluomo,attraversoilqualesceglieretraBeneemale.Lalibert
nonunpuntodarrivo,ma,addirittura,secondolinterpretazionedi
Berdjaev,ilfondamentodiunavisionemetafsica,nonpiincentrata
sulconcettononcontraddittoriodellEssere.Noncerto,questa,
unaconcezionepropriadelprimoDostoevskij,adesempioquello
diPoveraGente,daitrattiumanitaristiciedisimpatiasocialista.Il
temametafsicoprendeilsopravventodopounaseriediesperienze
personalimoltoforti:loscrittorevienecondannatoamorteappunto
permotiviideologicilesueidee,allora,eranopregnediquel
socialismoutopicoteorizzatodaFouriereSaintSimonmalapena
commutataedeglisottopostoaquattroannidilavoriforzatiin
Siberia.proprioinquelperiodocheDostoevskijriscoprelafede
ortodossaesiavvicinaalpensieroslavoflo.Alsuoritorno,grande
laverveconcuiaccusainichilistirussi,reididestabilizzarela
patriasiasulversantepoliticoeculturale,propugnandolideadi
unarivoluzionecherovesciasselordineesistente,siasuquello
spirituale,ferendoilsensoreligiosodelpopolorussoedemolendo
iprincipidellatradizioneortodossa.il1864quando,nellarivista
Epocha,trovalapubblicazioneapuntateMemoriedalsottosuolo,che
costituiscelasvoltametafsicadelloscrittore.Alcentrodelracconto
ilsottosuolo,quellazonadombra,principiodiognipulsione
umana,chefupoidefnitoinconscio.Dostoevskij,attraversola
formadellaconfessione,scavanellanimodelluomodelsottosuolo,
mettendoneinrisaltoilatipidegradanti.Edproprioinuna
dellesueelucubrazioni,chesitrovaunaprima,interessantissima
rifessionesulconcettodilibert.Lasintetizzaperfettamente
Nabokov:Luomononaspiraauntornacontopersonale,ma
semplicementeascegliereautonomamentequalunquecosa
scelgaancheacostodidistruggerelestrutturedellalogica,della
statistica,dellarmoniaedellordine.[]Maluomodostoevskiano
pusceglierequalcosadifolle,distupidoodinocivodistruzionee
morteperchsenonaltrounasuascelta.Lideachenescaturisce
benevidente:lalibertpuportarealladissoluzioneealfallimento.
Essapuessereunaforzacaoticaedentropica.Eddunquequiche
siconsumalatragicitdellavisionedostoevskianadellesistenza:
luomodevefarsicaricodelfardellodellalibert,delsuopeso
enorme,chesolopuconferirgliunadignit,perchdonospecifco
diDio,segnodellanaturadivinadelluomo,delsuoesserecreatura
adimmagineesomiglianzadelCreatore.Taliideetrovanomaggiore
profondittragicaemaggiorspessoreconcettualenellesuesuccessive
opere.Delittoecastigo,dueannipitardi,attraversoilpersonaggio
diRaskolnikov,mostrameglioleconseguenzedellabusodilibert,
quandoegli,convintodiaverefacolteccezionali,decidedimettersi
allaprova,permezzodiunattochecredeeroico:uccidereuna
vecchiausuraia,odiatadatutti.Ilgiovanestudente,chemetteinatto
isuoipropositi,colpendolavecchiaconlascure,madidorso,quasia
volerrenderemenobrutaleilgesto,unavoltaarrestatoecondottoin
Siberia,vieneannullatodalrimorsochemailoabbandona,neppure
quandotoccaquelVangelochetienesottoilcuscinoechenonlegge.
Lerrorestatoquellodinegarelesistenzaadunacreaturache,
perquantodegradata,pursemprestatacreataadimmaginee
somiglianzadiDio,chehapursemprequelsacrodirittoallavita
chenonpuesserestrappatodaaltriuomini.Dostoevskijricorre
allafguradiunanimasemplice,unapuradicuore,Sonija,per
redimereRaskolnikov.Edellaloredimeattraversolacompassione,
lapietascristiana,quellamoreequellacapacitdicomprenderele
soferenzealtruiecompatireilprossimoproprisolodeisemplici.Un
altrodatoessenzialeilfattocheildelittoscaturiscadacicheGide
defnisceilruminaredelcervello.Ilconcettosifapievidentese
prendiamoinconsiderazioneIdemonie,nellospecifco,lafguradi
Kirillov,estremorazionalista,chevuolenegarelapropriamortalit
dimostrandodiessereDio.Egliattuaunsuicidiologico:Se
Dioesiste,tuttodipendedaLuieionullapossoaldifuoridella
suavolont.Senonesiste,tuttodipendedameediosontenutoad
afermarelamiaindipendenza.conluccidermicheafermerla
miaindipendenzanelmodopicompleto.Sonotenutoabruciarmi
ilcervello.Ilsuicidio,inquestocaso,lesitoultimodiundelirio
razionalistico,diquelruminaredelcervello.ancoraAndrGide
acoglierenelsegno,quandoscrivecheattraversotuttiisuoilibri,
28
perpocochelileggiamoconunosguardoattento,constateremo
undeprezzamentononsistematico,maquasiinvolontario,
dellintelligenza:undeprezzamentoevangelicodellintelligenza.
Dostoevskijnonstabiliscemai,malasciacapire,chequellochesi
opponeallamorenontantolodioquantoilruminaredelcervello.
Lintelligenza,perlui,precisamentequellochesiindividualizza,
chesiopponealregnodiDio,allavitaeterna,aquellabeatitudine
fuoridaltempochenonsiottienecheperlarinunciadellindividuo,
pertufarsinelsensodiunindistintasolidariet.Pare,calandocinel
contestostoricoentroilqualesiponelasuavitaelasuaopera,che
ilnemicopiomenoconsapevolediDostoevskijsiailrazionalismo
positivistico,pichelintelligenzains.Egliidentifcalinferno
dellanimaumanaconlasferaintellettuale,proprioperchinnomee
permezzodiessainEuropasistavanegandoilmetafsico,lasacralit
dellavitaumana,lasuaoriginedivina.Comeildeliriorazionalistico
portaKirillovadunaautodeterminazionesuperomisticapermezzo
dellattoestremodelsuicidio,cosfailrazionalismonellEuropa
difneOttocento.Lasuavisionetragica,certamentepeculiare,
dellesistenzaedelperiodostoricoincuiviveva,hafattoschelo
siassociasseaflosofugualmenteavversialrazionalismo,quali,
adesempio,Nietzsche.Abenvedere,lesomiglianzesifermano
soloallacriticaalrazionalismoedallavisionetragicadellesistenza,
datochegliesitiultimidellelorovisioniflosofchepotrebbero
esseregiudicatiagliantipodi.Seilpensierodelflosofotedescosi
muoveentroiconfnidellaclassicit,rimanendoessenzialmente
estraneoallaRivelazione,daltraparte,quelladiDostoevskij
unapercezionecristianadelmondoche,nonostantelapresenza
anchenotevoledellelementotragico,trovaalfneunasoluzione,
unriscatto,proprionellafgurasalvifcadiCristo.Cos,seper
Nietzschelesserenonhaunsensoontologicamentedatoeluomo
fgliodelcaos,lacuimassimaaspirazioneildarsisensodas,
ilcrearevaloriautonomamenteapartiredallapropriavolontdi
potenza,afermandosiqualesuperuomoepassando,evidentemente,
perlanegazionediDioediogniprincipio,originandounestremo
individualismo,inDostoevskij,viceversa,ilsuperuomoanti-uomo,
condannatoalfallimentoedalladissoluzione,elindividuopu
afermarsidavverosolonellanegazionedellorgogliosoggettivistico.
Daunaparte,cio,lindividuosiattribuisceunsensodas,
dallaltra,invece,essotrovasensosolonelcontestocomunitario.
Malindividuo,nelnegareDio,altrononfachedivinizzarsi,
sostituendosiaDiostesso,conefettitragici.Talesostituzionecos
tratteggiataneIfratelliKaramazov:Secondome,noncnullada
distruggere,fuorchlideadiDionellumanit;eccodidoveoccorre
cominciare!diqui,diquichesidevepartire,ociechi,chenon
capitenulla!UnavoltachelumanitinteraabbiarinnegatoDio
(eiocredochetaleepoca,asomiglianzadelleepochegeologiche,
verrungiorno),tuttalavecchiaconcezionecadrdas,senza
bisognodiantropofagia,esoprattuttocadrlavecchiamorale,e
tuttosirinnover.Gliuominisiunirannoperprendereallavita
tuttocicheessapudare,maunicamenteperlagioiaelafelicit
diquestomondo.Luomosiesalterinunorgogliodivino,titanico,
eapparirluomo-dio.Trionfandosenzaposaesenzalimitidella
natura,merclasuavolontelasuascienza,luomopercisolo
proveradogniistanteungodimentocosaltodatenereperluiil
postodituttelevecchiesperanzedigioiecelesti.cichemuove
IvanKaramazov,maancheilgicitatoKirillovneIdemoni:soltanto
rinnegandolanaturadivinadellavitaumanae,dunque,lacentralit
dellesempiodiCristonellaconvivenzasociale,possibilefondare
unasocietutopicaentrolaqualeluomobastias,conlatragica
conseguenza,tuttavia,chelavitaumanaperdaquellasuasacralite
diventi,alloccorrenza,unarisorsautilizzabileperilraggiungimento
deipropriscopi.Sulversanteopposto,entroloperadiDostoevskij,
facapolino,invece,lafguraemblematicadelprincipeMyskin,
protagonistadeLidiota.Sprovvedutonelvivere,ignorantedelle
cosediquestomondo,riesce,tuttavia,apenetrarenelmistero
dellanimoumano,vedendotutto,amandotutto,perdonando
tutto.Egliamadisinteressatamente,diquellamoreliberochelascia
liberi.Simuovenelmondononcomemistico,astraendo,maanzi
attraversandoloanchearischiodinonesserecompreso,diessere
deriso,scacciato.Sperimentaquellatrascendenzachepassaper
limmersioneautenticanelmondo.LuigiPareysonfariferimento,a
propositodelprincipe,allintelligenzadelcuore,coscomeAglaja
adunaintelligenzafondamentale:sintesi,ossia,dimenteecuore,
capacedicomprendereadamarealcontempo.Myskincapiscee
penetratutto,puressendounsemplice.Questasuaprofonditnon
loportaasvalutarelavitaterrena,anzi,asvelarneipiremoti
segreti,adegnifcarlaesaltandonelameravigliositedilmistero.
Sifaesempiopertutti,richiamandoluomoadunosguardoaltro,
colqualerapportarsialmondo.Berdjaevsostienecheilprincipe
vivainunasortadiestasitranquillamentrefuorilatempesta.
Egliportatonaturalmenteasoccorrereilprossimo,avenireinsuo
aiuto.AncheBachtinnotacomelapresenzadiMyskinportialla
relativizzazionedituttocicheseparagliuominiedanchelebarriere
gerarchichediventino,auntratto,penetrabili.Tantograndelaforza
diquestopersonaggio,chePareysonlovedecomeunarafgurazione
diCristo.Myskinsofrediunaformaacutadiepilessia,chein
particolarimomentiditensionegliprovocalosvenimento.Talvolta
lestremasoferenzasembratrasformarsiinestasiparadisiaca.
questocaratterepeculiaredelpersonaggiochelasciatrasparireuna
particolareconcezionecheDostoevskijavevadiCristo:essendo
assimilatointuttoaDio,dovevaessereuomodiprofondissima
soferenza.IldolorediCristononsoloquellodellapassioneedella
croce,maanchequellocheprimadellacroce.
SecondoDostoevskij,Eglipossedevauniocheeraaltempostesso
unnoi,comprendentetuttigliuominielinteroUniverso,essendo
Verboincarnato.Cicomportavanonsoloilfarsicaricodelle
soferenzeditutti,maancheilfarleautenticamenteproprie.Solo
ilCristoavrebbepotutosopportareunatantoenormesoferenza.
Mapropriotalesoferenzadoveva,intalunimomenti,trasformarsi
inunestasisenzapari.CosscriveDostoevskijneisuoiappunti:E
questalamassimafelicit.Intalmodo,laleggedelliosifondecon
laleggedellumanesimo,enellafusioneentrambiglielementi,lioeil
tutto(evidentemente,duecontrapposizioniestreme),reciprocamente
annullandosilunoafavoredellaltro,nellostessotemporaggiungono
ancheloscoposupremodelpropriosviluppoindividuale,ciascuno
perproprioconto.Equestosembraesserelapicedelmessaggio
chepossibilederivaredalloperadiDostoevskij.Egliciparla,cos,
diunafelicitassailontanadaquellamodernamenteintesa,una
felicitchenonpassaperlaconquistadimoltelibert,quantoper
lutilizzopiassennatodellunicalibertpossibile,quelladerivataci
daDio.Unutilizzochesiaautenticamentealtruistico,eche,
dolorosamente,abbiailcoraggiodirinnegarelindividuo,inun
oceanodiindividualismo.E,dunque,nonapparepoicosstranoche
Berdjaev,unsuocompatriota,defniscaDostoevskijilpigrande
metafsicorusso,nchenelnonocapitolodelsuoLaconcezionedi
Dostoevskijtrovispaziounatantoforteafermazione:Dostoevskij
ilvaloreimmensocolqualeilpopolorussogiustifcalasuaesistenza
nelmondo:ciacuipotrrichiamarsinelGiudiziouniversaledei
popoli.
29
L'EURASIATISMO E I SUOI
PERCORSI STORICI
DiLorenzo Roselli
L
Eurasiatismo,senzadubbioalcuno,ilmovimentodi
pensierochepisiresoprotagonistadellapprofondimento
geopoliticoforitonegliultimidecenni.Essotornatoalla
ribalta,principalmente,attraversolostudioelaproposta
geopoliticadiAleksandrGel'eviDugin,unodeipifamosi
teoricicontemporaneidellageopoliticastessa.Tuttavianonsideve
adAleksandrDuginlaconcettualizzazionediEurasia,edella
consequenzialestrutturapoliticacheessaandrebbeadassumerenel
contestomultipolare.
difattiilrussoKonstantinNikolaeviLeont'ev,unmonaco
ortodossoconunaforteimpostazionetradizionalista,aparlareper
primodiunEurasiainsensometafsicoepolitico.Nelsuosaggio
LEst,laRussiaegliSlavi(1885-86),infatti,Leont'evportavaavanti
unaferoceinvettivacontroigovernidellEuropaoccidentale,
colpevolidiaverfavoritolavanzaredelladecadenzaedeldegrado
morale,individuatidalmonaconellafermazionedelliberalismo.
Leont'evimmaginaunalegadituttiipopolidellospazioeurasiatico
ancoraincontaminatidalgermedelmaterialismoliberale,che
avesseropotutooperareunintesasulfrontecomunedelladifesa
dellordinetradizionale,intesoanchecomeprincipiofondantedelle
identitdiognipopoloechetrovaispirazionenelcristianesimo
ortodossoenelretaggiobizantino.PerLeont'ev,acapodiquesta
leganonpotevachetrovarsilalegittimadiscendentedellimperodi
Costantinopoli:laRussia.Intalsenso,aLeont'everaparticolarmente
acuoreillegameconlImperoOttomano,cheegliconsiderava
lultimarealttradizionaleingradodiresistereoltrequella
ortodossa.Nonacasoeglicriticavaaspramenteloperatotedesconei
confittislavo-turchideiBalcani.
Nelreligiosopossibilegiriscontareaspettichefarpropriolo
stessoDugin,ilqualedelrestononfamisterodellinfuenzaoperata
sulsuopensierodallesperienzastoricadelmovimentotedescodella
KonservativeRevolution,dicuiLeont'evrappresentaunanalogia
russa.IlsensodellaTradizioneelapreservazionedelretaggio
culturalesonoinfattiassunticomuniancheallaconcezioneneo-
eurasiatistadiDugin;elementichepossonoesserepreservatinel
contestodellaciviltumanasoltantograzieaquellamultipolarit
dellepotenzeposizionatesulloscacchieregeopoliticochemetta
indiscussioneilpredominioegemonicodelliberalismo.Egli
stessoafermacheseunapersonasicredesolounindividuo,la
globalizzazioneelunipolarismopossonodargliquestapossibilit
(maquestononassolutamentegarantito).Sepereglietnos,
cultura,Stato,societ,tradizioni,confessionireligiose,ecc.hanno
unimportanza,lunipolarismononadattoalui.Ilmultipolarismo
permetteallesocietdiconservarelapropriaunicit,perlamaggior
partedellumanittuttocihaunvalore.
1
comunquesoltantoconilPrincipeNikolajSergeeviTrubeckoj
(1890-1938)chepossiamoiniziareaparlarediEurasiatismoinchiave
contemporanea.Filologoelinguistadigrandeerudizione,dovette
fuggiredallamadrepatriadopolaRivoluzionedOttobreacausadelle
sueposizionipolitiche.NelsuosaggioLEuropaelUmanit(1920),
TrubeckojposeilproblemadellautodeterminazionedellaRussia
comestatonazionale,maancheesoprattuttocomeattorepolitico
nelpanoramaeuropeopre-bellico.Ilprinciperussovedevanella
conformazioneculturaleeuropearomano-germanica,unacivilt
estraneaaquellarussa,sebbenenonobbligatoriamenteopposta.
InteressatosiaglistudislavisticidiVienna,Trubetzkoy(beninserito
nelcircololinguisticodiPragaeincontattoconvariesulipolitici
russi)siavvalsedellacollaborazionedialtriintellettualicompatrioti
nelporrelebasidelprogettoeurasiatista:lostoricoVernadskij
(1887-1973)eilgeografoedeconomistaPtrSavickij(1895-1965).
SullabasedelleconsiderazionidiTrubetzkoysullamatriceculturale
meta-europeadellaRussia,itrepensatoriattribuironoallinfusso
mongolomoltodelretaggiostorico-culturalerusso,defnendolaloro
Russiaunimperodellesteppe.
Savickijarrivaddiritturaasostenereche,senzalapportoculturale
datodaiclantartari,laRussianonsarebbenemmenoesistita.Il
lavorodiTrubetzkoy,SavickijeVernadskijsupportatopitardi
anchedalteologoortodossoGeorgijFlorovskij(1893-1973)edal
musicologoPtrSuvinskij(1892-1985)diedevitaaquelloche
potremmoconsiderarelembrionedelfuturomovimentoeurasiatista,
palesatonellastesuradeltrattatopoliticoLaviaduscitaadOriente
(1921),dovesiesponevalanecessitrussadiemancipazione
culturaleepoliticadallapanoramicaoccidentale,perriscoprireilsuo
ruolodipotenzaeurasiatica,voltaariunireipopolidellEstinnome
diunanticaomogeneitetno-culturale.Siauspicavaquindiuna
nuovaentitpoliticafondatasullimprontadellatradizionegreco-
bizantina,divergentetantodalmondoromano-germanico,quantoda
quelloslavo(Trubetzkoyimputavaallacorrenteslavoflalavolontdi
uniformarelaRussiaalluniversooccidentale).Sebbeneanchequesta
1 Andrea Fais, Federico della Sala, Rivoluzione Eurasiatica: la Quarta Profezia di Aleksan-
dr Dugin; Da Centro Studi LArco e la Clava: http://www.centrostudilarcoelaclava.it/sito/?p=1802
scuolaeurasiatistapartissedaassuntilegittimistiemonarchici,essa
infuenznonpocoloperatosovieticonellenfatizzazionedellunicit
russa,conleparolesecondocuilaRivoluzionedOttobrevenivaa
spostareversolOrientelassedellastoriauniversale(PtrSavickij).
Indefnitiva,perlEurasiatismodiTrubetzkoy,lEurasiauna
necessitstoricailcuimanifestarsirisultafunzionaleaiprincipi
primidellesistenzadellaRussiastessa.ProprioTrubetzkoydescrive
lEurasiacomeunatotalitunica,siageografcasiaantropologica.
()Perlasuastessanatura,lEurasiastoricamentedestinataa
costituireunatotalitunica.()LunifcazionestoricadellEurasiafu,
fndallinizio,unanecessitstorica.Contemporaneamente,lanatura
stessadellEurasiahaindicatoimezzidiquestaunifcazione.
LultimoesponentedellacorrenteeurasiatistadiTrubetzkoy
consideratoessereLevGumilv(1912-1992).Antropologoestorico,
acquisunruolopreponderantenellambitoaccademicorusso,
nonostanteilrapportononidilliacoconilgovernosovietico(arrestato
bentrevolte,trascorsepididieciannidicarcereoltreadessere
speditoforzatamenteaBerlinoperlassediodel45),diventerun
esponentediprimopianodelpensieroeurasiatista,difondendosu
largascalaisuoiscritti,nellURSSenonsolo.Apologetairriducibile
delmodellosovietico,glisopravvisseperunsoloannoe,poco
primadellasuamortenel92,ribadinunintervistalasuatotale
aderenzaallacausaeurasiatica:Quandomichiamanoeurasiatista,
iononrifutoquestadefnizione,eperdiverseragioni.Innanzitutto,
leurasiatismostatounagrandescuolastorica,sicchpossosolo
sentirmionoratosequalcunomiassegnaatalescuola.Insecondo
luogo,hostudiatoafondoloperadeglieurasiatisti.Terzo,concordo
fondamentalmenteconleprincipaliconclusionistorico-metodologiche
allequaliglieurasiatistisonopervenuti.
Konstantin Nikolaevi Leont'ev Nikolaj Sergeevi Trubeckoj
Lev Gumilv
31
IL CONFINE DELLA SOGLIA
DiAndrea Marini
Perchnonpossiamomai
mai
essereamati?
(M. Houellebecq)
In Ricordo della Diferenza
A
bitiamoopassiamo?Siamoradicatiinunmotocontinuo
oavvinghiatiallafreddastaticitdelpossesso?Viviamola
proprietcomelimiteosiamoconfnatiinunapropriet?
Daquestedomandepossiamopartireperinterrogarcisu
diunproblemaassaipregnanteearduo,comeipiirti
sentieridimontagnaolepidifcoltoseferratequaleilproblema
delconfne.
Gliinterrogativicheabbiamopostononpretendonounarisposta
immediata,sonoquestionichenegeneranoaltre:sonocomeiceberg,
chesciogliendosirealizzanonuoveforme,nuovistadid'essere.
Ogniointernaalquesitononesclusiva,maunasceltacon-
prensiva,nelsensoche,quandoproviamoadareunasoluzione,
sveliamosubitolametaacuivolgel'altraequindinecogliamola
presenzanellaviacheabbiamointrapreso.Laonull'altroche
unconfnechedelimitanellasuasemplicitdueopipercorsi,
strade,radure,vite,mondi.Diconseguenzapossiamopensare,
oimmaginarecosasiaunconfne:unalinearealeomentale,di
varieforme,chedelimitaunqualcosa,cherendequalcosaciche
,equindi,ilsuonon-essere-altro.Maquestonon-essere-altro
comprensivodellapossibilitdiesseretuttocicheunconfne
includenelsuoessereesclusivo:l'altro.
L'altroiltemachecaratterizzailconfneeilsuoesseretale,perch
ognidi-visione,comedicel'etimodellaparolastessa,unadoppia
visione,uncontemplareladiversitinsitainognialteritchesorge
ogniqualvoltacheunlimiteounconfnevienetracciato.Tracciare
unconfnesegnare,donareesistenzaalladiferenza,ciocreareuna
distanzapuraeviva,pulsantenelsuocreareedi-videre.Ognisegno
unrimandoquindi,inquantosimbolooallegoriadiqualcosache
richiamacontinuamenteepivolteall'altro.Ilsegnocimettedi
fronteall'Altro-da-noi,acichecivienein-contro.
Nellanostraepocaquestadi-versitladiferenzamessainun
recinto,inunconfnequindi,inquantolimitata.Ilnostrotemponon
cercadiesaltarel'individualitepotenzadellecoseedellepersone,
maalcontrariovuolesemplicementeuniteunivocit;costruitesu
unterrenosolidocreatodaunasperanzacomuneedaunmagma
indistintoincuinonc'lineaolimite,incuinonc'alcuntipodi
ordinamento,operdirlaconleparolediCarlSchmitt,nonv'alcun
tipodiNomos
1
.
L'uomohasemprevissutosullalineaesulconfne;semprestato
oggettodidibattitoilsuorealeoapparentedualismo,ilsuoduplice
modod'essere,lasuamolteplicepersonalit,lesuevariecapacit
2
.
NelleparolediFrancoRella:Aquestevie,cheeranoinprimaistanza
labilicomelatracciadellabavadiunalumacasudiunmuro,gli
uominiconsegnanolalorovita,illorodestino.Ecosesseacquistano
unaresistenza,individualeecollettiva,comefosserodivenutele
maglied'acciaiochefnalmentepossonocontenereilrealenellesue
metamorfosiecosdominareildisordineincuilecosedivengonoe
periscono
3
.
Allamolteplicitealladiferenzachiamatadallelinee-dalconfne
nelqualesiodeilri-chiamodell'Altro-,l'uomoafdavalasuavita,
quandoeraancoraanimalesimbolico,quandoancoraeraingrado
diaccettareevivereladiferenzachedasemprelohafattoessere
quellocheera,enonpi.
IGreci,allaloronascitacomeEuropei,hannodasempreaccettato
ecapitoilconcettodiconfne,comelineadidemarcazioneed
esaltazionedelladiferenza,delvaloreintrinsecoecostitutivodi
ognisingoloessere.InfattiiGrecisonopopolofgliodellalibert,
equindidellalineadiconfne,dellafrontiera.Sonoipargolieterni
diEleutera,lalibertviva,mobileeindivenirenatadalconfronto
1 Carl Schmitt abbozza ad una defnizione del termine Nomos appellandolo come ordina-
mento naturale che sorge su di un terreno. La nostra epoca, attraversata dall'ospite inquietante
il nichilismo , secondo il pensatore ha bisogno di un nuovo Nomos, quindi ordinamento, dato
che la vampata nichilista ha annientato completamente l'ordine originario e quindi le diferenze
necessarie alla costituzione di un mondo e di un equilibrio mondiale. Lo stato mondiale che
arriva a delinearsi nel nostro tempo, data questa mancanza di ordo, un'immagine distorta e
degenerata della terra Utopia di Tomas More o della Nuova Atlantide di Francis Bacon, dove
regna la scienza ed assente la diferenza e la natura. La diversit un qualcosa di costitutivo
per l'identit mondiale e se viene meno o se viene data solo nella sua accezione negativa, questa
priva della vita l'oscillare e il divenire dell'esistenza, rendendo tutto una massa indistinta. Da qui
la necessit di un Nomos - un ordine - e di confni, cos da generare una nuova base di crescita.
Su tutto questo cfr. C. Schmitt, Il Nomos della terra nel diritto internazionale dello Jus Publicum
Europeum, trad. it e postfazione di E. Castrucci, a cura di F. Volpi, Adelphi, Milano 2006; inoltre
cfr. C. Resta, Stato mondiale o Nomos della terra. Carl Schmitt tra universo e pluriverso, Diaba-
sis, Reggio Emilia 2009.
2 Possiamo qui pensare al dualismo cartesiano, alla duplicit della persona narrata da Ste-
venson o Hesse, all'Io ed Es di Freud giusto per fare alcuni esempi evidenti.
3 F. Rella, Miti e fgure del moderno; Letteratura, arte e flosofa, Feltrinelli,
Milano 2003, p. 22.
edallascopertadell'Alterit,dell'Altro,quellocheuntempoera
l'Asiatico4.Maorailmondohascordatoeaccantonatotuttoquesto
perviverenellaa-diferenzaenonnellain-diferenza,perchin
quest'ultimamanierasarebbeancoralegatoalconcettodidiferenza.
Coscom'orano,senedimentica,latralascianell'esaltazionedella
forzaillimitante,cheprivaogniistanzadiciche.L'in-dividuo
diventacosa-dividuo.
Ilconfneerasemprestatoabitatoconforzaesentimenti,vivendo
ilprofondoterrore.Ilcrinalecheilmomentodell'angoscia,in
cuituttosembraesserepercorsodalprofondobrividoditerrore
chechiudeCuorediTenebra,oppureconcentrandosinelvolto
enigmaticodiunafelicitpossibilemainaferrabile5,comelo
l'Altrolavenutadell'Altroquandonoisiamonell'-essere-aperti,
ovveroquelterrenodiconfnechecigarantisceladiferenzaeilsuo
segreto.Ilsuoprofondoeverorispetto.
Cerchiamooradiandarepiafondonelconcettoenell'etimologia
diconfnepercogliernealcunesfumatureecapirneancorapiin
profonditilvaloresimbolicoeallegoricoeperchquestalineacos
sottileeimmensacreal'altroeilsuosegreto.
Il Confne: un termine aperto
Illungoflodell'obliosisvolgeesitesse
ineluttabilmente.Grida,piantielamenti.
Rifutandodidormire,sentolavitachescivolavia
comeunbattellobianco,tranquilloeirraggiungibile.
(M. Houellebecq)
Nellastoriadellanostracivilt,dellaculturamondialesisempre
postal'importanzasuquellaparolacheildizionarioDevoto-Oli
defniscecos:Lineacostituitanaturalmenteoartifcialmente
adelimitarel'estensionediunterritorioodiunapropriet,ola
sovranitdiunostato.[]Pietra,sbarra,steccato,chedelimitauna
proprietdaquellaattigua.Limite,termine(talvoltaconsfumatura
d'incertezzaolontananza):sterminato,illimitato.Maquestalinea
propriamentetale?Dalladefnizionecapiamodino,unalinea
nellasuaaccezionepisimbolicaperchuntroncodacuipartono
infnitirami.Questalineaillimitechepuesseresimboleggiato
dainfnitecose,pietra,sbarra,steccato.unsolconellamolteplicit
dellospaziochecrealadiferenza,l'Altro.
Imitiraccontanosemprediquestoconfneconimmaginidiverse
esvariate,possiamoscavaretralesabbiedellamemoriaerinvenire
ilmitobiblicocreazione,quandoDiodivise,limitando,ilcieloela
terra;quandoposeilvetodicoglierelaMela,limitalapossibilit
ecosdapossibilitdiespressionealliberoarbitrio;quandoscisse
ParadisoeInferno.
Sepensiamoafattistoricicipuvenireinmentefacilmentela
famosavicendadiCesareeilRubicone,limitechenonpoteva
varcare;otutteleinvasionialtrononsonocheiltrapassareunlimite
chescindeduerealt.
Illimitedesignaquindiunapropriet,un'individualitde-fnitadal
limitestesso;comeciricordaPieroZanini:Disegnareunconfne
diventaallorailmodoperottenerequalcosadaglialtri:unospazio
propriodovestabilireleproprieregole,un'autonomiavisibile
anchedall'esterno,ilriconoscimentodiunadiversit.Findallasua
primaapparizione,ilconfnemostraquellochesembraessereilsuo
caratterefondamentale:segnalareilluogodiunadiferenza,realeo
presuntachesia
6
.
Ilconfnequindisempreunalimitazione,unaleggeluistesso,
perchlecreaoneseparaalcunedaaltre;lepolisgrecheavevano
deiconfnivisibili,perchall'internovigevalaloroleggeealdi
fuoriquelladeibarbari,glistranieriinquantononradicatiinquella
normaeinquelloikos
7
.
LastessacittdiRomafufondatasuunalinea,unsolconellaterra
edellaterra,unascissionechecrecosunaleggeinternaeduna
esterna,infattichiviolailconfnesenzailpermessovienemesso
difrontealleregolechevigonoinuncertoluogode-limitato;basti
pensareallavicendadiRomoloeRemo.
Ilconfneradicatofortementenellaterra
8
,quindi.Ilsolcoche
vienetracciatonelterreno,lasciaappuntounatracciavisibiledise
edellaregulacheessolimita.Questatraccia,chiusasusestessao
ripetutainsensidiversi,delimitaperlaprimavoltaunospazio,lo
togliedalnulla,dall'infnitoelorendefnito,gliattribuisceuna
dimensione.Lorendeallostessotempovivibileeinconfondibile.
Inoltrepermetteacoluichenedescriveillimitediprenderne
possesso,distabilirviundiritto
9
.
Illimitepuesseresianaturalecheartifcialeanchesespesso
ilnaturalediventapoliticocibastapensareacosasignifcanoper
l'Italia,laFrancia,laSvizzerael'AustrialeAlpi,quellacoronachesta
incimaallostivaleitalico,checontornacontantabellezzaesicurezza
glistati;possiamoguardareanchealMediterraneooagliOceani,
limitinaturalisudiunospaziochesifattoliberoepoilimitatonel
corsodellastoriaumana
10
.Quandocidirigiamoinqualcheluogo,
solitamente,usciamodallanostracasatramiteunaportachene
delimitalaproprietel'estensione,cirichiamainquantonoinel
nostroambienteeinquantoesseriprontiasalparepernuoveterre,
nuoveforzearcanecomedirebbeFrancescoGuccini;unmettersi
4 Cfr. M. Cacciari, Geo-Filosofa dell'Europa, Adelphi, Milano 1994.
5 F. Rella, Miti e fgure del moderno, op. cit., p. 23.
6 P. Zanini, Signifcati del conine, Bruno Mondadori, Milano 1997, p. 5.
7 Sul signifcato di oikos, cfr. M. Cacciari, Op. cit..
8 P. Zanini, Op. cit., p. 5.
9 Ivi, p. 6.
10 Cfr. C. Schmitt, Op. cit.; cfr. P. Matvejevic, Il Mediterraneo e l'Europa; lezioni al Collge
de France, a cura di G. Vulpius, Garzanti, Milano, 1998.
33
ingioconelmare
11
dell'Alteritedelladiferenzacheintercorretra
mondieambientiepaesaggi
12
ditipodiversoealtro.
Lavitadell'uomounpassaggiosullimitaredell'Ioedell'Altro,
quelconfnechecomeilPortoSepoltoperGiuseppeUngarettipu
esseresricercatoevisto,maquandovisitornaindietrononrimane
nullasenonquell'inesauribilesegreto.Nonacasosichiamacon-
fne,doveentrambihannolalorofneperincontrarsi,dovesistadi
frontel'unoall'altro.Quindiillimitevienequiadassumereilnome
difrontiera,illuogodoveglisguardidell'altrosiincrocianoper
coglieredolcementesstessiechicistad'innanzi
13
.
Lafrontierarappresenta[]lafnedellaterra,illimiteultimooltre
ilqualeavventurarsisignifcataandarealdildellasuperstizione
controilvoleredeglidi,oltreilgiustoeilconsentito,verso
l'inconoscibilecheneavrebbescatenatol'invidia.Varcarelafrontiera,
signifcainoltrarsidentrounterritoriofattoditerreaspre,difcili,
abitatodamostripericolosicontrocuidovercombattere.Vuoldire
usciredaunospaziofamigliarel'Io,conosciuto,rassicurante,
edentrareinquellodell'incertezza
14
dell'orrorecivienedadire.
L'orroresiceladovec'l'ignoto,parafrasandoH.P.Lovecraf,edli
chenoitremiamosull'orlodellimitare,sull'estremalineadelnostro
mondo,ldovesologliintrepidiosano,ldovec'ilmareignoto
afrontatodaColombo,versolascopertadiunacosafamigliare,un
l'Io,equalcosadioscuroesconosciuto,misterioso,L'Altro,come
fuperilnavigatoregenoveselascopertadell'America.Ilconfne,la
frontieradiventacosunqualcosadinondefnito,machenelsuo
defnireapreesiapre,sitrasformainunAltroaS,doveilcontorno
c'manonsivede,ediventacosambiguo.Comeilconfneche
separavaAchilledallatartarugasifacevasemprepiincolmabile,
coslanostrafrontieradiventasemprepiliquidaeporosa,prontaa
farpassareleschiumedeglialtrimari.Siponecomespaziodilibert
dovegiacel'Individualit,ciotral'unoeilmolteplice.Lalineasi
faSoglia,contornochefnchcisiamosopra
15
c'manonsivede.
Tuttodiventacosunasogliasenoiciapriamoallavenutadell'altro
edelsuosegretopercuinoidobbiamoavererispetto.Unviaggiotra
ilmareapertoel'Arcipelago,attraversolospecchiodimaretanto
caroall'uomocomeciricordaBaudelaire:Sempreamerai,uomo
libero,ilmare!\iltuospecchio:contemplidallasponda\inquel
volgerinfnitodell'onda\latuaanima,abissoanch'essoamaro.
[]Etuttaviadatempoimmemorabile\vicombatteterischiando
lasorte,tantoviesaltalastrageelamorte:nemicieterni,fratelli
implacabili
16
.
La Frontiera sulla Soglia
ma noi camminiamo verso di esso.
(M. Houellebecq)
Ilmare,abbiamodetto,quelcon-fnechesegnaillimitediuna
terra,chedeterminaladiferenzatracultureepopoli,trapersone.
Ilmarelalineadell'orizzontechecidipingedinnanzicolorie
immagini,delineafguresemprediverseenuovenelleloroinfnite
sfumature,unicheesublimi.Ungabbianochevola,radentee
suadente,solitariotralecorrentidell'ariaedelmare,versoilconfne
chesiri-creacontinuamente.Siricostituisce,sispostadiunpo'ogni
voltaversol'infnito.tramitequellalineachenoi,uominiinattesa,
cogliamoconvolopindarico,conalid'albatro,quelluogotanto
simileallasoglianellasuaimmensaapertura,nelqualeciricorda
Leopardidolceilnaufragarel'infnito.
peiron,lochiamavaAnassimandro,ilsenzalimiti,inquantoun
limiteluistesso,quellopilontanoeprofondonelsuoesserein-
fnitoponeesiponenellafnitezza.Ilmarequindilafrontiera
checiponedavantiunamolteplicitdilimitiinfnita.illuogo
incuil'altrocivieneincontroaritmiincerti,atrattidiscontinui,
amplialapossibilitdiorizzonti.Simbolodellamodernitedellasua
libertin-condizionata,senzaterritorio;ldovetroviamoilnon-
limitatoilnullacheciaspetta,quelnulladiinesauribilesegreto
acuiaccennavamopisopra.L'orizzontemarittimofrontiera
quelloschermosucuisiaccampanoalbericaseecolli,perl'inganno
consueto,ladovenoivaghiamolasciandociilnullaallespalle,con
terrored'ubriaco.Machiincontriamononsempresivolta,ecos
rischiamodiandarcenezittitraquestiuomini,conilnostrosegreto
17
.
Segretocheabbiamopotutoincontraresolamenteoltrepassandola
frontiera,chesoglia.Questailluogoabitatodalpoetaoartista
nellasuapoieticit
18
;c'unadupliceragionecheconsegnailpoeta
aquestaterradimezzo:daquiilsuosguardopuspaziareoltreil
chiusoorizzontedellapatria,versocichestraniero[Fremde]e
lontano[Ferne],edancoraquichepuaccoglierelavenutadegli
deiperilsuopaesenatale.Soloabitandoilconfneelafrontiera
possibileinfattichel'accadereaccada:essoperciilluogodella
de-cisioneriguardoallefrontiereoallaloroessenza:ilpoetadeve
avereilsuosoggiornoallafrontiera[Grenze],afnchpossavenire
aluicicheavviene.Soltantoallefrontiereaccadonoledecisioni,
11 Sul concetto di mare cfr. M. Cacciari, Op. cit., dove l'autore prende come esempio della
tensione faustiana all'infnito il mare, sfda continua ed eterna. Grande metafora della libert
umana. Il mare il luogo dove l'uomo sogna, viaggia e desidera, l'elemento che ricorda la hbris
flosofca, il salto nel non conosciuto, nell'indeterminato da dis-velare. Il mare il doppio che ricrea
l'androgino originario con la gemella terra; una delle due parti che si scontrano nel plemos mai
soluto che rappresenta il tendere verso la metamorfosi continua della storia, non elemento dialettico
ma dinamico e creativo.
12 Cfr. L. Bonesio, Geoflosofa del paesaggio, Mimesis, Milano 1996; cfr. L. Bonesio, Paesag-
gio, identit e comunit tra locale e globale, Diabasis, Reggio Emilia 2007.
13 Cfr. J. Derrida, L'animale che dunque sono, M. Zannini Jaca Book, Como 2006; cfr. C.
Resta, L'evento dell'altro. Etica e politica nel pensiero di Jacques Derrida, Bollati Boringhieri, Torino
2003.
14 P. Zanini, Op. cit., pp. 10, 11.
15 Cfr. E. Junger, M. Heidegger, Oltre la linea, a cura di F. Volpi, Adelphi, Milano 1989, dove i
due flosof discutono e argomentano sulla possibilit di abitare o superare la linea del nichilismo.
16 C. Baudelaire, I fori del male, a cura di A. Prete, Feltrinelli, Milano 2003, p. 59.
17 Cfr. E. Montale, Ossi di seppia, Mondadori, Milano 2006.
18 Cfr. F. Rella, Interstizi tra arte e flosofa, Garzanti, Milano 2011, in cui il flosofo svolge il
pensiero a riguardo del luogo dell'arte e del luogo degli artisti, o poeti in senso platonico e heideg-
geriano; inoltre cfr. M. Cacciari, Geo-Filosofa dell'Europa, cit..
cheriguardanosemprelefrontiereelamancanzadifrontiere
[Grenzelosigkeit]
19
.
Lafrontierailluogodelnulla,ilmarenellasuaimmensit
orizzontale;dovedimorailpoetacheilluogotenentedelnulla,
maanchepastoredell'essere.ilcustodediquestafrontierache
chiudeaprendoallostranieroallavenutadell'oltre,inquanto
questapatriadeveessereunessere-a-casa,senzafarladiventare
perunospazioclaustrofobico
20
.Coslalineadellafrontieranon
chiudeede-fniscesoltanto,maapreallarelazioneconl'altro,senza
tuttaviavolerloridurreas
21
,perchisegretisiaccompagnano
senzalapossibilitdiessereannullati,necessariopensarelalinea
comequeltrattocheseparandounisceede-fnisceidiferenti,
consegnandoliallaloroin-fnitadiferenza.Coluichecomeilpoeta
soggiornainprossimitdellafrontiera,chiviveaimargini,sameglio
dichiunquealtrochesoloattraversolos-confnamentonell'estraneo
sipufareesperienzadicicheproprio
22
.
Soloaprendoci,vagando,viaggiando,sperimentandoconla
curiositdeifanciullipossiamosoggiornareeabitarelasoglia,porci
nell'ascoltoliberoepurodell'Altro,avernecosrispettoedonandogli
ilnostrorispetto.necessariodiventare,comeloZarathustradi
Nietzsche,deivagabondi,degliastrilucenti,degliastrid'orocom'
ilprofetadell'oltreuomo
23
,imitandol'esempiodellacometaper
CarloMichelstaedter,cherispondeallaTerracheleda,contono
dispregiativo,dellavagabonda:Megliononguardaredovesiva
cheandaresolofndovesipuvedereeancora:Megliononfar
attenzionecheattendersemprecichenonvienmai
24
.Imparare
adessereunpo'picometechepianeti.Averelapropriacasanel
nostroessere-a-casa,manonunadimoraclaustrofobica.Imparare
daigreci,perchillimite[]nonchiudepidiquantononapra,
esposizioneadun'alteritchecontribuisceasegnareiltracciato.
Lineadiconfneinquantochiusura/apertura,dentro/fuori,identit/
diferenzadapensarsiinsieme.L'altro,lostranierononabita
altrove,oltreilconfne.Iononabitoqui,aldiquadiesso.Nessuno
veramentemai'acasa'quandosoggiornaalleporte/dellaforesta
25
.
L'uomocheabitalasogliasifasoglialuistessoinquantolimite
segretoper,allostessotempo,frontieraversol'altro,aperta
all'incontroealladiferenza;sifatolleranteperchlasoglia
frontierailluogodellatolleranzaerispettodelsegreto.L'uomo
facendosisoglia,pufondareunasocietincuilapassioneeil
confittocessinodiesseredistruttiviesitrasforminoinunaenergia
positiva
26
.L'uomocosdivenutosifacalicecolmodipotenzaed
energiacreative,ingradodifondareemetterelebasiperunanuova
civiltdell'altro-segreto-a-venire.Lasogliafrontierailluogo
dell'Orrore,dovesiincontrailmisteroeilmisterioso,l'Altroela
suaAlterit,leformenellaloroinfnitdipossibilitestatod'essere,
dovenoiciponiamoinascoltodellasublimitviolentadelcanto
delladiferenzaedellanatura,laviadicitt,ilPassage,incui
dobbiamoimparareadabitarepervivereeri-con-struirelanostra
frantumataemacerataModernit.
illuogoincuiinostrigestisisvolgonoesiinseriscono
armoniosamentenellospazioesuscitanolalorocronologia,il
luogoincuituttiinostriesserisparsicamminanoafancatiein
cuiabolitoognidivario,illuogomagicodell'assolutoedella
trascendenzaincuilaparolacanto,incuil'andaturachedanza
nonesistesullaTerra,manoicamminiamoversodiesso.
Aprirciperporrenuovimattonisullefondamentadellastoriaumana
afnchsipossainnalzareunanuovaCasadaabitare,chenoi
comunementechiamiamoMondo,vivendounnuovoNomos.
Un dolce navigare / naufragare tra le isole dell'Arcipelago.

19 C. Resta, Il luogo e le vie; geografe del pensiero in Martin Heidegger, Franco Angeli,
Milano 1996, pp. 98,99. Si tenga ben presente per il proseguo dello svolgimento della rifessione
questa opera della Resta.
20 Cfr. C. Resta, ibidem.
21 C. Resta, ivi, p, 99.
22 Ibidem.
23 Ricordiamo che la parola Zarathustra in italiano comunemente tradotta con stella
d'oro.
24 C. Michelstaedter, Il dialogo della salute e altri dialoghi, a cura di S. Campailla, Adelphi,
Milano 1988, p. 113.
25 C. Resta, Il luogo e le vie, cit., p. 101.
26 F. Rella, Miti e fgure del mondo moderno, cit., p. 130.
34
35
LA NOZIONE DI FILOSOFIA
CRISTIANA IN JACQUES
MARITAIN
DiGiovanni Covino
I
lpiccolo,madensoscrittoSullaflosofacristianadelflosofo
JacquesMaritain(1882-1973)ilfruttodiunaconferenza
tenutaallUniversitdiLovanio,esiapreconduedomande
cheinvestonoipiimportantiproblemispeculativi,quelli
riguardantilanaturadellaflosofaeilvaloreintellettualedella
fede.
Ilflosofofrancesesichiedeinfatti:esistelaflosofacristiana?
concepibile?Innanzitutto,perrisolveretalequestione,bisognatener
presenteduediferentisoluzioni:laprimatendeanonriconoscere
allaflosofauncarattereautonomoneiconfrontidellafedereligiosa,
eciolaflosofa,nellamisuraincuidottrinadiverit,postulidi
perslafedecristiana,oalmenoqualcheanticipazionedellavitadi
fede,eche,anzi,ladistinzionefraunasapienzapuramentenaturale
eunasapienzadelloSpiritoSantosiaunaspeciedibestemmia
1

;lasecondasoluzioneinvecegiudicachelaflosofa,inquanto
distintadallafede,nonabbianullaachevedereconquesta,senon
inmanieradeltuttoestrinseca,sicchlanozionediflosofacristiana
sarebbeunanozionenonsolocomplessa,mabastarda
2
.Peruscire
daquestoimbarazzocircailrapportotraflosofaecristianesimoe
darelegittimitallanozionediflosofacristiana,conilsolitoaiuto
diTommasodAquino,Maritainprecisailprincipiodacuifar
discenderelasuasoluzione:ladistinzioneclassicatralordinedello
specifcoelordinedellacondizioneinatto,oancora,edaquesti
terminichenoiciatterremo,tralanaturaelostato.
3
Perquanto
riguardalanatura,essadeterminatadalloggettoacuilaflosofa
sirivolgeepoichlaspecifcazionedellaflosofadipendetuttadal
suooggetto,epoichquestooggettodiordinedeltuttonaturale,
laflosofapresainsstessaderivadaimedesimicriteriintrinseci
strettamentenaturaliorazionali,echepertantoladenominazionedi
cristianaapplicataaunaflosofanonsiriferisceacichecostituisce
questanellasuaessenzadiflosofa.Questaconsiderazionesulla
flosofa,ovviamente,sisofermasullasuapuraessenzaastratta,
manonbisogna,tuttavia,dimenticarechechifaflosofasempre
unuomoecheldovenoncpiluomo,noncpilaflosofa.In
questosensochiaro,dunque,chelaconsiderazionedellaflosofa
nellasuapuraessenzaastratta,nonbastapi,manecessitala
considerazionedellostato,ovverodelfattochelaflosofaesercitata
daunindividuo.Infattiselascienza,insensostretto,nonconosce
statidiferenti,alcontrariolaflosofa,inquantosapienza,dacui,
inparte,dipendeilnostrostessodestinosullaterra,nonpunon
tenerneconto:nonoccorreesserecristiani(benchilcristiano
sappiameglioquestecose,perchsachelanaturavulnerata),per
esserepersuasichelanostranaturadebole,echenelregnodella
sapienzaproprioperchessadifcilelerrore
pernoipifrequentechemai
4
,eproprioperquesto
ragionevolechelaflosofaelapersonacheflosofasia
dallinterno(raforzamentisoggettivi),siadallesterno
(apportiobiettivi)vengaaiutata,manonperquestola
flosofanegatanellasuaessenza.Quindidaunlatoci
troviamo,nellostatocristianodellaflosofa,dinanzia
deglioggettichefannopartedelcamponaturale,mache
iflosofnonavevanoriconosciutoinmanieraesplicita,
comenelcasodellanozionedicreazione,dinatura,di
DiocomelEsserestessosussistente,alororiguardoc
veramenteunapportopositivochelaragioneharicevuto
dallarivelazione,enoidiremoconGilson:rivelazione
generatricediragione
5
.Dallaltrolato,invece,lattivit
flosofca,nellostatocristiano,riceveraforzamenti
soggettivi,einprimislamoreperlaveritcheevita
lassolutizzazionedellaragione,propriadelrazionalismo
moderno,evitandolariduzionedellaflosofaad
ideologia.Inquestosensolaflosofatrovailsuogiusto
posto,nonsapienzaseparatamaincomunicazionecon
gliordinisuperioridellateologiaedellasapienzamistica.
Lavventodelcristianesimohaspostatodalsuoseggiola
sapienzadeiflosof,peresaltaresopradiessalasapienza
teologicaelasapienzadelloSpiritoSanto.Selaflosofariconosce
questordine,lasuacondizionenelsoggettorestafondamentalmente
cambiata.Noipensiamocheinognigrandeflosofacisia
unaspirazionemistica,assaicapaceperaltrodispostarladalsuoasse.
Nellordinecristiano,laflosofasadipotereedidovereapprofondire
questodesiderio,manonsaressoadappagarlo,essatuttaorientata
versounasapienzasuperiore,ecilastaccadasstessaeletoglieun
pocodellasuapesantezza.
6
Inquestosenso
1 J. Maritain, Sulla flosofa cristiana, Vita e pensiero, Milano 1978, pp. 23-24. Il dibattito
vedeva oltre alla presenza di Maritain, anche quella di Henri Brhier, Lon Brunschvicg, Etienne
Gilson e Blondel. Per una sintesi delle diverse argomentazioni si rimanda a A. Livi, J. Maritain,
flosofo cristiano in Studi cattolici 1979, pp. 883-884.
2 Ivi, pag. 24
3 Ivi, pag. 34
4 Ivi, pp. 40-41
5 Ivi, pag. 42
6 Ivi, pag. 51
Lattivitflosofca,nello
statocristiano,riceve
raforzamentisoggettivi,ein
primislamoreperlaverit
cheevitalassolutizzazione
dellaragione,propriadel
razionalismomoderno,
evitandolariduzionedella
flosofaadideologia.In
questosensolaflosofa
trovailsuogiustoposto,
nonsapienzaseparatama
incomunicazionecon
gliordinisuperioridella
teologiaedellasapienza
mistica.
lafedeguidaoorientalaflosofa,velutistellaretrix,senzaper
questolederelasuaautonomia,echequindiconduceluomoad
unaconoscenzapurifcata,perquantoriguardaglioggettinaturali,
eadunampliarsidellaconoscenzagrazieallarivelazionedi
veritinaccessibiliallasempliceragioneumana.Inquestosenso
possibilecomprenderelavitalitdellafede,ilsuoapportonoetico
esoprattuttolalegittimitdelparlarediunaflosofacristiana,
espressionechenondesignasemplicementeunessenzamaun
complesso:unessenzapresasottouncertostatoche,sicuramente
osservaMaritainrecaconsunacertaimprecisioneinseguito
(nellasuaultimaoperaApprochessansentreves)lespressione
flosofacristianaverrsostituitamahacomunqueunriferimento
reale,riferimentochenonconcretizzatoinunadottrina
determinata(anchesetrovasicuramenteinTommasodAquino
lasuapialtaespressione),malaflosofastessainquanto
postainquellecondizionidiesistenzaediesercizioassolutamente
caratteristicheincuiilcristianesimohaintrodottoilsoggetto
pensante,sicchessavedecertioggetti,stabiliscevalidamente
certeasserzionicheinaltrecondizionisfuggonopiomeno.E
cosMaritainpudire,conGilson,idueordinirestanodistinti,
benchlarelazionecheliuniscesiaintrinseca..
7
Larelazioneche
liunisceintrinsecaperchpropriodellaflosofaaspirarea
conosceremegliopossibileisuoioggetti:lamoreperlaveritche
conducelaflosofaapoteraccogliere,senzanegarsi,ilcontributo
noeticodellafede.proprioquestodesideriodiconoscerela
veritallaradicediogniesperienzaflosofca,desideriochenon
pumancare,penalacadutadellaflosofastessainideologia.
pertaleragionechelaflosofa,nellostatocristiano,raggiungele
vettepialtedelsapere,esiavvicinasemprepialveroevitando
queldrammadicuiMaritainparlanelleultimepaginedeltesto;
infattidichiarailflosofonondifcileperunaflosofaessere
drammatica,sufcientechesiabbandonialsuopesoumano.Ma
cisonoduemodiperunaflosofapernonesseredrammatica:
quellodimisconoscereildrammadellavitaumana,equellodi
conoscerlotroppobene.EaquestopuntoMaritainesaltaancora
unavoltailtomismocomeesempiopialtodellaflosofacristiana,
afermando:Ilsecondo[ilsecondomodochehaunaflosofaper
nonesseredrammatica]anostroavvisoilcasodeltomismo.Non
statosoloaprezzodiunascesirigorosacheilpensieroeducato
dalmedioevohaimparatoasituarsinellordinedellaveritsolae
immacolata,maanchegrazieadunamorepropriamentecristiano
delcaratteresantodellaverit.Dunquequandodiciamochelo
statocristianodellaflosofaunostatosuperioreoprivilegiato,
anzituttoesoprattuttoperchsolointalestatolaflosofapuavere
unrispettoplenarioeuniversaleecosriconoscergliunaorigine
sovraumanadellasantaverit.
8
Giovanni Covino
7 Ivi, pag. 54
8 Ivi, pp. 74-75
37
UNA RIFLESSIONE STORICO-
FILOSOFICA SUL CONCETTO DI
DEMOCRAZIA
DiFrancesco Colaci
I
lterminedemocraziaprobabilmenteunodeipiabusatial
giornodoggi,senonunodeipiantichialmondo.Esso,com
risaputo,derivadalgrecoesignifcagovernodelpopolo(da
e),espessorievocaunsentimentopositivo
disolidariet,diuguaglianza.Lideachesianolemassea
dettarlegge,enonunsolosovrano,hasempreafascinatoilpopolo
stesso.Ma,aldildelgenericosentirecomune,cosveramente
lademocrazia?Qualimeccanismilarendonotale?Quando,
efettivamente,possibiledirecheessavisia?Perafrontarela
questioneprendiamoinesamegliesempidemocraticisusseguitisi
nelcorsodellastoriaeleteorieflosofco-politichedialcuni
pensatori.
Lastoriografaufcialeindividua,apartiredalVIsecoloa.C.,un
primomodellodisocietacaratterepopolareinAteneealtrepoleis
dellAttica.Perlaprimavoltaunnumeroconsiderevoledicittadini
avevalafacoltdiprenderparolanellassemblea(),
organopiimportantedalpuntodivistadecisionale.Dunquesi
potrebbeasserirechevifosse,inquelcontesto,unasortadimodello
egualitario,fondatosulrispettodeidiritticiviliesuunapolitica
apertaatutti,dalmomentoche,perlaprimavoltanellastoria,fu
applicatoilmetodoelettivo.Tuttavia,Socratecriticlademocrazia
ateniese,inquantobasata,perquantoconcernelecarichepi
importanti,sulsorteggioenonsullacompetenzadelsingolo
individuo,sostenendocheilpoteredebbaessereafdatoaipisaggi.
DaquiPlatonetrasselospuntoeteorizzungovernoformatoda
flosof,iquali,conoscendoleidee,dunqueilbeneelevirt,sono
naturalmenteportatiadapplicarlenellasferadelloStato.Tuttoci,
infatti,descrittoinunadellesueoperepinote,LaRepubblica,
nellaqualeegliimmaginavalacittideale,unacollettivitincui,se
pureidealmente,venivaabolita,perlaprimavolta,laconcezione
dellindissolubilitdellegametrapoliticaepotereeconomico.Peril
flosofo,dunque,eradivitaleimportanzacheilReggitore,ilSaggio,
insiemeallaclassedeiGuardiani(lesercito),siatenutolontanoda
qualsiasiformadiaviditpecuniariaomateriale(proprietprivata
compresa),poichlasuaunicanobileoccupazioneepreoccupazione
avrebbedovutoesserenecessariamentelamministrazione
dellacosapubblica.SipotrebbeattribuireaPlatonelaprima
teorizzazionepoliticadiunasocietdaitrattisocialisti.Unultima
fondamentaleanomalia,individuatanellapolisdemocratica,era
lamancatapartecipazioneallavitapolitica,oltrechedelledonne,
dellastragrandemaggioranzadelsottoproletariatourbano:gli
schiavi,imeteci(glistranieriresidentiincitt)egliiloti(icittadini
semiliberi).
Unaltroesempiofondamentaledidemocrazianellantichit
rappresentatodalperiododellaRomaRepubblicana(509-30
a.C.),nelqualevenneaformarsieaconsolidarsiunaforma
digovernoincuiicittadiniprendevanoparteattivamentealle
decisionidellarespublica,determinandolasceltadellevarie
carichepolitiche(consoli,censori,tribuni,questori,pretori)
cherappresentavanoipoterilegislativo,esecutivoegiudiziario.
Sitrattava,per,diunsistemachenellassegnazionedeiruoli
diprestigiofavorivailpatriziatoromanoascapitodellaplebe
(venivanotenutiinconsiderazioneleproprieteilredditodel
singolo).Solosuccessivamentevennerointrodotteriformeche
attribuivanougualidirittidipartecipazionecivile(sipensiche
fnoal351a.C.soloipatrizipotevanodiventarecensores).
Inoltre,purlasciandoampiaautonomiagovernativaalleregioni
assoggettate,ipopolisubordinatiallImperononavevanovocein
capitolonellamministrazionedellostesso.
Conicomunieuropei(tracuiquelliitaliani)cherivendicavano
lapropriaautonomiapoliticarispettoalpotereimperiale
oecclesiastico,abbiamounveroeproprioscontrodiuna
borghesiamercantileconipoteripreesistenti:cifudovuto
allintensifcarsideicommercieallanascitadiuncetomediosu
scalacontinentale,cheintendevaesercitareunmaggiorepotere
sianellasferapolitica,sianellasferaeconomica.Lopposizione
democraticaallautoritreligiosaoimperialeeraeterodirettadagli
interessidellaborghesia.
Sedallantichitfnoalmedioevovigevaunconcettodidemocrazia
legatoaunaconcezioneegualitaria,siassiste,nel600,aunafasedi
transizioneversoloStatomodernooccidentale.Liniziodiquesto
processofacilmenteindividuabileneglieventidellaRivoluzione
Puritana,dellaRivoluzioneInglese(1688),percuifuapertala
stradaatutteleideedilibertborghesi,(sipensiallallargamento
delsufragio),efuproclamatalasuperioritdelParlamentosul
Re:eranotuttiprincipiispiratoridellefuturedemocrazieliberali.
Daqui,infatti,derivavailpensierocostituzionalistasettecentesco
diMontesquieu,basatosulladivisionedeitrepoterilegislativo,
esecutivoegiudiziario.Tuttavia,ilfattorecheprobabilmente
caratterizzdipiilperiododiquestamutazionedellaconcezione
democraticaeuropea,ilcosiddettoprocessodiaccumulazione
primitiva;ilXVIIsecolo,infatti,segnaletdorodeicommerci
coloniali,percuiingentiquantitdioro,argentoealtrerisorse
minerarie,provenientidalleAmeriche,raggiunseroilVecchio
Continente,coadiuvandolosviluppodellebasidiunasociet
capitalistica.Ci,ancoraunavolta,portallallargamentoconsistente
diunemergentecetosocialeborghese,gidatempodetentore
dipuntinevralgicidelleeconomienazionali(sipensiallegrandi
compagnieperiltrasportodellemerci).Ecco,dunque,come
lelementosocialesiintreccianuovamenteconquelloproduttivo,
38
dimostrandocome,successivamente,vistalesigenzadinuove
legislazioniperunamaggioreliberalizzazionedelmercato
internazionale,lostrapoteredelleantichecoroneinizia
risultarescomodoaigrandimagnatidelcommercio,comenel
casodellInghilterra,primoesempiodidemocrazialiberale
nellastoriaeuropea(seguitadallaFranciadopoil1789).Inizi,
daallora,aforgiarsiquellimmaginariocollettivo,tipicodelle
societoccidentali,chehaportatoallimplacabileviziodiassociare
aungovernodivolontpopolare(propriamentedemocratico),
limmancabilesistemaeconomicocapitalista.Unsistemache
economistiqualiAdamSmithhannoelaboratoesostenuto,siaa
livelloteorico,siaalivellopolitico.
OccorreraspettarelametdelXIXsecolo,quandoilpi
grandeteoricodelleconomia,KarlMarx,smaschererlegrandi
contraddizionichecaratterizzavanolasocietdemocraticadel
liberomercato:unasocietespressionedellavolontdiunaclassee
nondelpopolonellasuainterezza,fondatasullosfruttamentodelle
masselavoratriciavantaggiodipochiindustriali.Ilprogettodello
studiosotedescofucolossalequantoinnovativo;laconfutazione
dellinfallibilitdeldogmademocrazia-mercato(frutto
dellinsuperataanalisieconomicaredattanelloperaIlcapitaledel
1867),innomediunanuovateoriaeconomicaepoliticache,per
laprimavoltanellastoria,ponevaalcentrodelsuoprogramma
lalottadelproletariatoperlabolizionedelleclassiedelmodello
disviluppocapitalista:ilcomunismo(ilcuiManifestodelPartito
Comunistavedrlalucenel1848).
Operequestechesenzadubbiocambierannoilcorsodellastoria,
conlavventodellaRivoluzionedOttobreedellesuccessive
repubblichesocialiste;nel1917,perlaprimavoltanellastoria
dellumanit,conlapresadelPalazzodInverno,ilrovesciamento
delvecchioordineelapresadelpotereadoperadeibolscevichi,
venivamessoindiscussioneilconcettoclassicodidemocrazia:
Lenin,teoricoerivoluzionario,avevadimostratocheunnuovo
mondoerapossibile,unmondoincuiilprincipiosocialistae
democratico(inunaprospettivadiradicalerotturacolsignifcato
occidentale)traevalaproprialinfavitaledaclassiautenticamente
popolari(operaiecontadini),rovesciandoleconcezioni
imperialistedellaguerraconiltrattatodiBrest-Litovsk(1918),ma
soprattuttoirapportidilavoroservo-padrone.Dinanziaqueste
novit,lEuropaprogreditaeprogressistadeiprimidel900
venivatraditadallipocrisiadellesuestesseparole,tremandoper
lereazionicheglieventiavrebberoscatenatonellaclasseoperaiae
proletariadelcontinente.Inefetti,cicheneconsegu,senonuna
rivoluzione,fulaconquistadimaggioridirittiinambitolavorativo,
socialeedeconomico(sipensiallegrandimobilitazionidei
lavoratoriedeglistudentiavvenutetraglianni50e70),dovuta
allanuovafermentazioneideologicachecaratterizzavaimovimenti
sociali.quichefnalmentesiafermavalaferreacontrapposizione
tralademocraziaborghese,capitalistaeimperialistaela
democraziaoperaia,socialistaeinternazionalista.Undatodi
fattochesiconsolidconlavventodellerepubblichepopolari
dellEuropadellEst,delSudAmericaedelSud-EstAsiatico,
nonostanteledifcolteconomicheepoliticheattraversateda
questeultime.
Daglianni80,invece,conlacrisidelsistemabipolareche
vedevaUSAeURSScontendersilegemoniaglobale,iniziarono
ariscontrarsiiprimimutamentidellordinemondiale,conil
crolloprossimodellUnioneSovietica(1989)edeglialtrisistemi
socialisti.Ciebbeuninevitabilericadutaalivello
politico,dunqueideologico.Ilmovimentooperaio
internazionaleuscivasconfttoinnumerosebattaglie
importantieiniziavaadalimentarsiundibattitointerno
allemaggioriforzedispirazionemarxistaalivello
globale.Uncasoemblematicoquelloitaliano,incuisi
ebbelatransizioneotrasformazioneidentitariadelben
notoPartitoComunistaItaliano.Questametamorfosi
comport,tralaltro,ladesioneaprincipidemocratico-
liberali,dunqueaunapoliticaeconomicaapertamente
liberista,fortementeincontrastoconquellicheerano
statiivaloridelsocialismoitaliano(sichiameranno
infattiDemocraticidiSinistra).Anchenelcontesto
est-europeo,tral89eil91,siebbequestoprocessodi
riconversioneideologica,checondusseaundrastico
cambiamentonellopinionepubblicamondiale,semprepitesa
asostenereunmodellodisviluppodistampoamericanopiche
sovietico.Edeccoche,neglianni90,crollatoilmondobipolare,
ilsistemacapitalistico,attraversolepressionistatunitensi,pot
prepotentementeafermarsinelmondo,imponendoforme
economicheedigovernopiconfacentialsuddettomodello,
attraversoquelledemocraziecheconosciamotuttoggi:nuovi
governi,comequellibalcaniciexsovietici,rettidapersonaggi
politicifortementeinvischiaticonlafnanzainternazionaleela
mafalocale.Nuoverealtdoveuneliteborghesefautricedellavita
politica,edoveglioperaieleclassisocialipipoverenonhanno
voceincapitolo.Realtincuisonolemultinazionaliaimporre
sistemilegislativiaglistatinazionali,enonviceversa.Fatto,
questo,chestaaccadendooggiinEuropa,uncontinenteincui
sonoorganismicomelaBCEelFMIadettareleggesulleagende
politichedeirispettivipaesi,ainfuenzarelacrescitaoladebolezza
delconsensopopolaredideterminateforze.Tuttofruttodiuna
plutocraziaoccultachemiraaunaglobalizzazionecapitalistica
dellerisorseumaneedeconomiche.
Sullabasediquestanalisistoricadellefasidellevoluzione
democraticanonsipucheriscontrareundatodifatto:la
democraziadiventata,oggi,unaparolaintesacomunementein
sensopositivo,machecelaundogma;ildogmadellapresunzione
occidentalediritenerecheunmondodominatodalleconomiadi
mercatosialunicopossibile,unmondodoveidirittieladignit
delluomosonoridottiallaproduzioneealconsumodeibeni,enon
riguardanolavitastessa.Dovremmo,dunque,avereilcoraggiodi
afermarechelademocrazia(intesacomegovernosocialistadel
popolo,noncomedifesadegliinteressidiunaclasseprivilegiata),
autenticaquandoessasiaincompatibileconilcapitalismo,che
invecenonfachecondurreallamercatocraziaeallacancellazione
dellapoliticacomeespressionedirettadellacomunit.
Dovremmo,dunque,
avereilcoraggio
diafermareche
lademocrazia
autenticaquandoessa
siaincompatibilecon
ilcapitalismo.
Marc Chagall, La Rivoluzione d'Ottobre.
L'OPERAIO
DiAleksandr Dugin
Traduzione a cura di Daniele Cocice
E
rnstJngerunprominentescrittoretedesco
contemporaneo,ilcuidestinopoliticoeletterario
rappresentaunclassicosimbolodituttocichenella
culturaEuropeadelXXsecolofuavanguardista,vivacee
nonconformista.Partecipanteespettatoredelledueguerre
mondiali,unodeimaggioriteoricidellaRivoluzioneConservatrice
Tedescadeglianni1920-30,ispiratoredelsocialismonazionale,
dopocheHitlerandalpotererestomutcomedissidentedi
destra,sopravvivendoalladisfattaufcialeduranteilgoverno
totalitarioNazista,soloperessereostracizzatodaivincitoridurante
lacampagnadide-nazifcazione,ilcuitalentoelaprofonditdi
pensierogliconcesserodisuperarelaparzialitdeidemocratici.
Oggi,Jngerconsideratogiustamentel'emblemadelXXsecolo,un
portavocenonsolodellagenerazioneperdutamaanchedelsecolo
perso,chefupienodilotteappassionateedrammatichedegliultimi
spasmisacridellavitanazionalecontrolasofocanteprofanitdella
contemporaneauniversalittecnocratica.
Jngerautoredimoltenovelle,saggi,articolieraccontibrevi.
Eglidiverso,versatile,complessoeaduntempocontraddittorioe
paradossale.Mailsoggettoprincipaledeisuoilavoririmanesempre
lostessolOperaio,centrale,pressochunpersonaggiometafsico,
dicuil'evidenteelatentepresenzasentitainognunodeisuoiscritti.
Nonunacoincidenzacheilpiconosciutoeconcettualedeisuoi
libri,sucuihalavoratoechehariscrittopivoltenelcorsodellasua
vita,sichiamiLOperaio.
LOperaio,DerArbeiter,ilmodellocentraledituttequelletendenze
politiche,artistiche,intellettualieflosofcheche,nonostante
lalorodiversit,sonocollegateconilconcettodiRivoluzione
Conservatrice.LOperaiol'eroeprincipaledellaRivoluzione,il
suosoggetto,ilsuopernoesistenzialeedestetico.Stiamoparlando
diunparticolaremodellodiuomomodernocheinunadelle
esperienzepicritichedellarealtprofana,trovandosinelcuoredi
unmeccanismotecnocraticosenzaanima,nelleviscerediferrodella
guerratotalitariaodell'infernalelavoroindustriale,alcentrodel
nichilismodelXXsecolo,trovainsstessounfulcromisterioso,che
loportaversol'altrapartedelnulla,versoglielementidisacralit
interiorerisvegliatisispontaneamente.Attraversol'intossicazionedel
nuovomondo,lOperaiodiJngerpercepiscel'immobilitraggiante
delPolo,cristallofreddodiobbiettivit,nelqualelaTradizioneelo
Spiritoappaionononcomequalcosadianticoesuperato,maEterno,
comel'eternoritornodellOriginesenzatempo.Illavoratorenon
nunconservatorenunprogressista.Eglinonundifensoredel
vecchionunapologetadelnuovo.EgliilTerzoEroe,TerzoEroe
Imperiale(coscomesostieneNiekiesch),ilnuovoTitano,incui,
attraversol'estremaconcentrazionedelmodernismonellasueforme
pivelenoseetraumatiche,attraversoilcaosindustrialeefrontale,
siapreadunaspettospecialeetrascendentechelomobilitperun
attometafsicoederoico.GliOperaisonopersonedelletrincee,delle
fabbriche,nomadidellasfalto,deprivatidellereditnellacivilt
tecnocratica,accettanolasfdadispaccarelarealtediammassare
nelleloroanimeenergiespecialiperunagranderibellione,tanto
brutaleedoggettivaquantolanaturaaggressivadellambiente
industriale-borghese.ErnstJngerilcreatoredelconcettopolitico-
ideologicodellamobilitazionetotale,chedivennelabaseteoretica
eflosofcapermoltimovimenticonservatorierivoluzionari.La
mobilitazionetotalelanecessitdiunrisvegliogeneraledella
nazionealloscopodicostruireunanuovacivilt,nellaqualeEroie
Titani,portatoridellafammadellaRivoluzioneNazionale,nascano
volontariamentedagliabissidell'alienazionesociale.
Ma,inaccordoconJnger,lamobilitazionetotaledellemasse,delle
nazioniedellepersonebasatasudiun'unicaespecialeesperienza
esistenziale,senzalaqualelaRivoluzioneositrasformerebbeinuna
formamaterialistaedegenerataoaltrimentiverrebberianimatadagli
inerzialiefarisaiciconservatori.Eccoperchl'aspettoesistenziale
halaprioritneilavoridiJnger,iqualimostranoun'intera
galleriaditerzieroi(comeinNelletempestedacciaio,Ilcuore
avventuroso,Sullescoglieredimarmo,Iltrattatodelribelle,
Heliopolis,ecc.)cheseguonolaviadellaRivoluzioneinterna,
esplorandoleformepiestremeerischioseguerra,misticismo,
droghe,erotismo,statipsichicidiconfne.LaformuladiNietzsche
cichenonmiuccide,mifortifcailcredodiErnstJnger,sia
nellasualetteraturachenellavita.Propriocomeisuoipersonaggi,lui
bevetranquillamentechampagne.
Nel1995,ErnstJngercomp100anni.Mailtempononimperioso
neiconfrontidelsuointellettocristallinoedelsuoabbagliante
talento.Inunaletteraindirizzataall'editoredellarivistabelga
"Antaios",ChristopherGerard,Jngerscrisse:ilXXIsecolosaril
secolodeiTitani,eilXXII-ilsecolodegliDi.
Questeparolecontengonounbreveriassuntodellavorocreativodi
ungrandescrittore,Operaio,ederoecontemporaneo,ErnstJnger.
39
PER UN'INTESA TRA LE
ORTODOSSIE
DelloShaykh Abd al-Wahid Pallavicini
Dagli atti del convegno Tradizione e ortodossie organizzato da
Millennium a Torino il 26 ottobre 2012.
L
anostrapresuntaciviltoccidentalemodernanonpi
teocentricaoteocraticacometuttequelletradizionalidel
passatosembracaratterizzatadallaperditadelsensodelle
parole,enoncertosoltantodellorosignifcatoetimologico,
maanchediquelloinerenteaunaefettivacomprensione
dellarealtchecicirconda.
Oggi,laveritchesinascondedietroilvelamedelliversistrani,
dicevailnostrosommopoetaDante,puforseancoraessere
intesatramiteletimologiadelleparoledicuisipersoilsenso:
coscattolicovuoldireuniversale,daversusunum,quellUno
versoilQualesirivolgonolePersone,pros-oponingreco,della
Trinitcristiana,eortodossocoluicheseguelaregoladeiprecetti
religiosidiunarivelazionediDio,mentrelaverareligione,dallatino
religo,quellachepuancoraricollegareluomoaDio.
Pernonparlarepoidiparolederivatedalinguedette
incomprensibilicomelarabo,ignorando,peresempio,cheislm
oltrechepacesignifcasottomissioneallavolontdiDio;Dio,e
non,comesileggeavolteancoraneigiornaliitaliani,Allh,dove
questultimaparolanonvienevolutamentetradottapersuggerirela
falsaconcezionediundioarabo,mentre,sitrattadellacontrazione
dellarticoloiledellaparoladio(nomen-numen),dial,ilnostro
iledailaha,Dio,cheletimologiatradizionalericonducefralaltro
aila-hu,chevuoldireversodiLui.
Nondiversamentesioperaquestultimosdoppiamentonelcasodel
terminegrecopros-opon,chesignifcasguardorivoltoverso[di
Lui],machestatotradottoinlatinoconlaparolapersona,quella
mascherachepermettevaagliattoridiampliareilsuonodellavoce
(per-sonare).
ParolaquestacheverraindicareinOccidentegliaspetti,le
ipostasi,dellaTrinitcristianaechecostituisceilmetododella
confraternitesufortodosseperfarrisuonareins(per-sonare)il
nomediDio,delDio,Allah,cosachecorrispondeallapreghieradi
GesnellambitodellecomunitcristianeortodossedellEsicasmo.
EColuichenerappresentalasecondaPersonaelaspettocentralee
cruciale,Ges,dopoaverchiestoaDio:Allontanadamequesto
amarocalice,sirivoltoaLui,(pros-opon,ila-hu)perdire:Sia
fattalaTuavolont(LcXXII,42),frasechepernoimusulmani
italianidproprioilsensodicicheilveroIslm.
Edinveceproprioquestorivolgersidellospecchioumanoverso
lalucechefadiluiunrifesso,lamascheradelSuoVolto,lasola
creaturafattaaimmagineesomiglianzadiDio,alsratiHi,
secondolaSuaForma,comediceilSacroCorano.
Ancoraetimologicamente,piuttostochediundialogocherichiama
preoccupantiassonanzeconcoluichedivide,bisognerebbeparlare
ditrialogo,datochetresonoleRivelazionidelmonoteismo
abramitico,eoggiricorrepropriolafestadelSacrifciodiAbramo,
maiopreferiscoparlarvidiunmonologo,quellochestato
indirizzatoinluoghi,tempi,formeepopolidiversidallUnicoDio,lo
stessopernoitutti.
LIslaminfattinonlaterzarivelazionedelmonoteismoabramicoe
lostessoMonoteismoabramicononrisaleadAbramo,masempre
statotale,eciomonoteista,ancheprimadilui,inquantoDionon
hamaicessatodiessereUno,pertuttigliuominidellaterra,oper
lomenopercolorochevoglionoaccettarediessereaLuisottomessi.
questoilsignifcatodellaparolaIslam,cheindicalasottomissione
alDioUnico,coscomemusulmanisonoletteralmentetutticoloro
cheaLuisisottomettono,anchesepossonoesserechiamatiEbrei
oCristiani,o,ancora,appartenereaunadellereligioniortodosse
precedenti.
IoeroProfetaquandoAdamoeraancoratralacquaelargilla,
afermainfattiilProfeta,cosacheriecheggialeparolediGesCristo:
PrimacheAbramofosse,Iosono,perchlimmortaleSpiritodi
Dio,comenoimusulmanichiamiamoGes,nonpunonessere
statopresenteancoraprimadellacreazionedelmondo,perinfondere
negliuominilacoscienzacheanchessisonostatifattiaimmaginee
somiglianzadiDio.
proprioquestasomiglianzaapermettereagliuominidipotersi
identifcareconlassolutaPresenzaDivinatramiteleritualit
prescrittedallevariereligionichesisonosuccedutenelloscorreredei
tempi,inmododarinnovarelapossibilitdiquellaConoscenzache
restalunicoscopodellavitaumanasuquestaterra.
Maqualeconoscenza?LaConoscenzadiDio!PerchSeDiosi
fattouomo,comeciricordaundettodelCristianesimodelle
origini,mantenutosiancoranelladottrinadellaChiesaOrientale
Ortodossa,proprioperchluomosifacciaDio,noncertocon
lafermazionedellindividualitumana,maconlestinzione
dellasuanaturaegocentricachesirifetteanchenellesclusivismo
dellappartenenzaconfessionale.
Naturalmentealcuniavvenimentistoricipossonononcoinciderecon
quelliprevistidaaltreteologie,mailLogoschelehagenerateDio
stessochesiponealdisopradellastoria;ciometastoricocosi
comepropriamentemetafsico,ilpuntodiVistadiDiostesso
aldisopradiognilogica,perfnoquellateologica,nellaqualesi
manifestatoneltempoenellospazioche,perdirlaconRenGunon,
delqualemionorodiportareilprimonomeislamico,rappresentano
insiemeledimensionidelsimbolismodellaCroce.
Perrifarciaquestostessosimbolismovorremmoconsiderarelacroce
ortodossa,chenellasuaaccezionedirappresentarelaveritinsitain
ognirivelazionerivelataepertantorelativa,comportanonduema
tredimensioni,eaquelledellalunghezzaedellalarghezzaaggiunge
quelladellaltezza,omeglioquelladellaprofondit,richiamando
cosquellaPaxProfunda,oGrandePace,cheunSantoSuf
delXXsecoloauspicavaperchivolesseancorainquestitempi
ultimipenetrareilsensodellatridimensionalitpresenteanche
nelluniversalitdellostessomonoteismoabramico.
Perconcluderevorreirifarmiaquantorichiestodaquesto
stessoSantomusulmano,achifraisolitidottoridellaleggelo
rimproveravaperchilsuotasbih,ilsuorosario,sembravaassumere
laformadiunacroce:Enoi,disse,allargandolebracciaallaltezza
dellespalle,aqualeformavisembriamoassomigliare?.
40
CRISTIANESIMO INTEGRALE E
RICONCILIAZIONE
DiAndrea Virga
Dagli atti del convegno Tradizione e ortodossie organizzato da
Millennium a Torino il 26 ottobre 2012.

PerciilsantoConcilioesortatutti,maspecialmentequelli
cheintendonolavorarealristabilimentodelladesideratapiena
comunionetraleChieseorientalielaChiesacattolica,atenere
indebitaconsiderazionequestaspecialecondizionedella
nascitaedellacrescitadelleChiesed'Oriente,elanaturadelle
relazionivigentifraesseelaSedediRomaprimadellaseparazione,e
aformarsiunequogiudiziosututtequestecose.Questaregola,ben
osservata,contribuirmoltissimoaldialogochesivuolestabilire.
(UnitatisRedintegratio,14).
Separati alla nascita
Percomprendereappienoilrapportotrailcristianesimoorientale,
inparticolarequelloortodosso,eilcristianesimooccidentale,
inprimoluogoilcattolicesimo,beneripercorrerelastoriadi
questaseparazione.Essaafondalesueradicigiinepocaromana,
addiritturaprimadellaNascitadiCristo.LImperoRomanoera
divisoinduegrandiareeculturali:unaorientalepipopolosa,pi
ricca,dianticacivilt,dovelalinguagrecamettevaincomunicazione
greci,asiatici,siriani,egiziani,arabi,armeni,ecc.;unaoccidentale
pispopolata,pibarbarica,direcentecolonizzazioneromana,dove
prevalevalalingualatina.Nellemetropoliorientalieranoemersii
quattropatriarcatidiCostantinopoli,Antiochia,Gerusalemmee
Alessandria,mentreadoccidente,nellacapitaleimperiale,Roma,il
PapaguidavailPatriarcatodOccidente.Questadistinzioneculturale
fuinaspritadalladivisionepoliticaintrodottadaDioclezianoe
Costantino,epoidivenutadefnitivadopolamortediTeodosio(395
d.C.).
Quilestradecominciaronoasepararsi:iprimiImperatoricristiani
avevanogiungrandepotereallinternodellaChiesa,alpuntoda
convocareiConcili.QuestopoterefumantenutodagliImperatori
bizantini,iqualieranoinunaposizionedisuperioritneiconfronti
delPatriarcadiCostantinopoli,chenominavanoedestituivanoaloro
piacimento.(Nelfrattempo,Alessandria,GerusalemmeeAntiochia
eranocadutiinpartibusinfdelium).Viceversa,nellOccidente
disgregato,erailPapaadassumereunaposizionediautoritnei
confrontideilitigiosisovraniromano-barbarici.FusempreilPapaa
benedireeconsacraregliImperatoriromano-germanici,apartireda
CarloMagno.Daltrocanto,larisorgenzadellImperoinOccidente
apparvesempreaBisanziocomeunusurpazionebellaebuona,
picheunatranslatioimperii.Lalottaperlegemoniaformale
sullEcumenecristianatraBisanzioeRoma,portdopounaserie
difratture,alloscismadefnitivodel1054,conlaseparazionetra
ChiesaCattolicaeleChieseOrtodosse.
Qualche Roma di troppo
Gipochidecennidopo,lImperobizantinosentlanecessit
diricevereaiutodallOccidenteperfronteggiarelaminaccia
deiTurchi,primaSelgiuchidiepoiOttomani.Fucosche
nacqueroleCrociate,comespedizionidisoccorsoaiCristiani
dOriente.Tuttavia,lospiritodicompetizionetraglistessi
Crociatieladivisionetracattolicieortodossidiederoprestoi
loroamarifrutti.LaQuartaCrociata,deviatasuCostantinopoli
persostenereunpretendentealtronobizantino,sirisolsein
unorrendosaccheggiodellaRomadOriente(1204).Questo
eventoalienognisimpatiaversoilcattolicesimodapartedella
popolazioneortodossabizantina.TantchequandoalConcilio
diLionedel1274,lImperatoreMicheleVIIIacconsentasanare
loscisma,vennesubitosconfessatodallasuaChiesaedalsuo
popolo.EsitoanalogoebbeilConciliodiFirenzedel1439,
anchessofrmatodailegatidelPatriarcatodOriente,marifutato
poiaposteriori.Anzi,inquelloccasione,laChiesaRussasi
distaccdaquellaGreca,colpevoledieccessiveapertureverso
lOccidente.
Dilapoco,conlacadutadiCostantinopoli,iltestimonepass
proprioaMosca,ilcuiprincipe,IvanIII,generodellultimo
Imperatorebizantino,siproclamImperatore(Czar)asuavolta,
proclamandolaRussiacomeTerzaRoma.Sullasciadellespansione
russa,anchelortodossiasiespansenelmondoslavoeintuttalAsia
settentrionale,sinoallaCinaeallAlaska.Contemporaneamenteil
mondocattolicoportavaiproprimissionariintuttoilmondo,sulla
sciadelcolonialismoeuropeo.Insomma,ledueChiesepreserodue
direzionidiverse,lunasemprepilegataalmondoslavoorientale
ebalcanico,laltra,conlaControriformaeilConciliotridentino,
afermavasemprepilasuavocazioneuniversale.
Inquestocontesto,siverifcilfenomenodelluniatismo,ossiadi
interecomunitortodossechetornavanoadessereincomunione
conRoma,eperlequalivenivanocreatenuoveChieseCattoliche
diritoorientale.ilcasoadesempiodelVicinoOriente,apartire
dallepocadelleCrociate,conilPatriarcatolatinodiGerusalemme;o
dellaRomania;oancoradellaPoloniaorientale,doveconlUnione
diBrest(1596),laChiesaGreco-CattolicaUcrainatentdiadunare
isudditiucrainidelCommonwealthpolacco-lituano,intornoalloro
sovranocattolico.QuestenuoveChiese,specienellEuropaorientale,
entraronosubitoingravecontrastoconleChieseortodossedorigine,
41
42
acuipretendevanodiafancarsiesostituirsi,usurpando,agliocchi
degliortodossi,laregolaresuccessioneapostolica.
La primavera conciliare dar frutto?
Inepocamoderna(ciodallOttocento),cominciaronoaformarsi
ChieseOrtodosseancheinOccidente,siaperlafussodiemigranti
direligioneortodossanelleAmericheeinEuropaoccidentale,
siaperlesporadicheiniziativedialcunicristianilocali,che,per
diversimotivi,vedevanonelmodelloortodossounalternativasia
alcattolicesimochealprotestantesimo.Contemporaneamente,
ildeclinoelacadutadellImperoOttomanofeceroschei
CristianidOrientetornasseroadalzarelatesta.Unaltroforte
impulsoaquestofenomenofudatodallamassicciaemigrazione
dovutaallafermarsidelcomunismoinRussiaeinaltriPaesi
orientali.Tuttiquestifattoriportaronoariallacciareirapportitra
cattolicesimoeortodossiaeallinstaurarsidiundialogoecumenico
traleparti.
IlConcilioVaticanoIIdiedemaggioreimpulsoaquestoprocesso,
conlapubblicazionedeldocumentoUnitatisRedintegratio,incui
siafermavachelaChiesaOrtodossa,aldildellesueparticolarit
spirituali,teologiche,liturgicheedecclesiali,eraincomunione,
seppureimperfetta,conlaChiesaCattolica,echetuttiisuoi
Sacramentieranovalidi.Dapartecattolica,riconosciutaperci
sialasuccessioneapostolica,sialapossibilitperifedeli,incaso
dinecessit,diricevereiSacramenti(Eucaristia,Confessione,
EstremaUnzione,Matrimonio)daunsacerdoteortodosso.Sitratta
quindidiunasituazioneradicalmentediversarispettoaquelladel
protestantesimo,chesifondasueresiegravieconclamate.
Anchelescomunichedi900anniprima,trailPapaPaoloVIeil
PatriarcadiCostantinopoliAtenagoraIfuronoreciprocamente
rimesse,il7dicembre1965.Suquestebasi,nel1979,fucreata
daPapaGiovanniPaoloIIedalPatriarcaDemetrioI,una
commissioneinternazionalecheportasseavantiquestodialogo.
Daallora,cisonostatedodicisessioni,tenutesiainPaesiortodossi
cheinPaesicattolici.LepiimportantisonostateaBalamand,in
Libano,nel1993,pocodopolacadutadellURSS,eaRavennanel
2007.Inquestoccasione,statariconosciutadaparteortodossa,
laqualifcadiprotos,ossiaprimo,alPapa,inquantoPatriarca
dOccidente.QuestotitolostatoperlasciatocaderedaBenedetto
XVI,perchnonsiequivochiche,dapartecattolica,nonsitrattadi
unmeroprimatoonorifco,madiunprimatodautorit.
Tuttavia,lediscussioniprocedonopiuttostoarilento,erisentonodi
uninegualedisposizionedapartedellevarieChiese.Adesempio,
mentreilPatriarcatodiCostantinopoli,laChiesaOrtodossa
Romenasonopiuttostobendisposti,aldildeimalumoridiparte
delcleroedeifedeli,lostessononsipudireperilPatriarcato
diMosca,eperlaChiesaOrtodossaSerbaeUcraina.Certo,i
rappresentatidellaChiesaRussoOrtodossapartecipanoaldialogo
ecumenico,marestanopiuttostoscetticisullapossibilitdiuna
realeconciliazione,diversamentedaigreci,ilcuiattualePatriarca,
BartolomeoI,incaricadal1991,sidistintoperlasuabuona
volontinquestosenso,oltrecheperlosforzomissionarionei
confrontidellecomunitgrecoortodosseintuttoilmondo.
La politica ci mette la coda
Sulcamminoversolariunifcazione,infatti,si
frappongonoancheostacolidicaratterestorico-politico,
chefannoscheirapportitralaChiesaCattolicaed
alcuneChieseortodossesianodifcoltosi.Abbiamogi
citatoilSaccodiCostantinopolidel1204,forseilpi
gravedeivulnustraOccidenteeOriente.Intempipi
recenti,laChiesaOrtodossaSerbarestapesantemente
avversaalVaticano,perviadelruolopoliticodi
questultimoafavorediunaCroaziaindipendentee
cattolica,sianeglianni40cheneglianni90.Inpi,
sacerdoticattoliciparteciparonoalgenocidiodeiserbi
compiutodagliUstashatra1941e1944,elacuiferocia
scandalizzpersinoiloroalleatinazionalsocialisti.Alla
fnedellaguerra,laChiesacroataprovvideametterein
salvomoltidiquesticriminali.
Unaltrocasoapertoquellodegliuniatigreco-cattolici
dellUcrainaoccidentale(GaliziaeVolinia).Dopolaspartizione
delRegnodiPolonia,questaregionefugovernatadallImpero
dAustria,perpoiessereassegnataallaPolonianelprimo
dopoguerra,dopolefmeraesistenzadellUcrainaOccidentale.
Quando,nel1939,questaregionefuinvasaeoccupatadallArmata
Rossa,lareligionecattolicadivenneunforteelementoidentitario
nellaresistenzapoliticacontrolinvasoreateoebolscevico.La
guerrigliapolaccaenazionalistaucrainacontinuabattersifn
peralcuniannidopolasconfttamilitaredellAsse.Nelfrattempo,
StalinavevasceltodiallentarelamorsasullaChiesaOrtodossa
Russa,perfavorireilsentimentopatriotticopanrusso.Nel1946,
quindi,laChiesaGreco-CattolicaUcrainafumessafuorilegge.
Oggi,conlacadutadellURSS,questastessaregionediventatail
fulcrodeimovimentiultranazionalisti,perpetuandoloscontrotra
unamaggioranzaortodossaflorussaeunaminoranzacattolica
uniateinampiaparteoccidentalistaeantirussa.
AncheinRussia,laChiesaCattolicaconseguentementeincolpata
dallaChiesaOrtodossalocaleedapartedellapopolazionerussa
digiocareunruologeopoliticoafavoredellOccidenteliberalea
egemoniastatunitense.Negliultimiventanni,laChiesacattolica,la
cuipresenzaprecedentementeeralimitataalleminoranzeetniche
polaccheolituaneotedesche,siespansasiaconlevangelizzazione
siaconunaseriediiniziativesocialieassistenziali,riempiendo
ilvuotospiritualeematerialelasciatodalcrollodelregime
sovietico.Diqui,leaccusediproselitismo,cosmotivatedalla
ChiesaOrtodossa:sedavverosussisteunacomunionetrale
dueChiese,perchcercarediconvertirneimembri,comese
fosseroateioinfedeli?Vadettocherecentemente(Balamand,
1993)anchedapartecattolica,salvorestandoildirittodiesistere
delleattualiChieseCattolichediritoorientale,luniatismonon
piconsideratounmetodoaccettabilenellotticadeirapporti
AncheinRussia,la
ChiesaCattolica
conseguentemente
incolpatadallaChiesa
Ortodossalocaleeda
partedellapopolazione
russadigiocareunruolo
geopoliticoafavore
dellOccidenteliberalea
egemoniastatunitense.
43
interconfessionalitracattolicesimoeortodossia.
Problemi di respirazione
PerdescriverelagrandediversitteologicatraCristianesimo
dOccidenteeCristianesimodOriente,ilBeatoGiovanniPaoloII
uslametaforadiunasolaChiesacherespiraconduepolmoni.
Lateologiaortodossapresentaalcuniaspettiincomuneconaltre
religioniorientali.Sibasasullatheoria,ossiasullacontemplazione
intuitivadelleScrittureediDioricevutaperispirazione.Questa
ispirazionesiacquisisceattraversolameditazione,lapreghiera
elascesi.Inparticolare,ctuttaunadottrinaeunapratica
ascetica,chiamataesicasmoesviluppatadaimonaciorientali
fndalIVsecolo,cheha,atuttoggi,unruolocentralenella
meditazionecristianoortodossa.Attraversolatheoriaelakatharsis
(purifcazione)delcorpoedellamente,ilteologoortodosso
miraaraggiungerelatheosis,ossialunionedelluomoconDio.
Questapproccioteologico,insintesiprescindedagliaspetti
intellettualieargomentativi,perconcentrarsisuquellimisticied
ascetici.
Ancheleapparentidiferenzedogmatichesonopiformali
chenonsostanziali.Adesempio,gliOrtodossicredononella
transustanziazione,marifutanoiltermine,inquantoindicediun
tentativodirazionalizzareilMisterodivino.OppurelImmacolata
ConcezioneelAssunzionediMaria,recentementedogmatizzate
dallaChiesaCattolica,chesonotenuteperveredagliOrtodossi,
manonsonoconsideratedeidogmidifede.Ancheladottrina
cattolicadelPurgatoriotrovailsuocorrispettivoinquantostabilito
dalSinododiGerusalemmedel1672,cheparladiunapunizione
temporaneapercerteanime.Uncasoparticolarmentefamoso
quellodelflioque.Inbreve,gliortodossiritengonocheladivinit
promanidallaPersonadiDioPadre,edalallealtrePersone
dellaTrinit,mentreicattoliciafermanocheladivinitpromani
dallunicasostanzadivinadicuisonopartetutteetrelePersone,
equindiloSpiritoSantoprocedaanchedalFiglio.Laggiuntadel
flioquealCredonicenodovevainoltresfatareognirischiodi
ricadutanellarianesimo.
Tuttavia,questarespirazione,dicuiabbiamoparlato,adirpoco
asincrona.Infatti,unatteggiamentodichiusuracontraddistingue
nettamenteleChieseOrtodosse,lequaliritengonochela
teologiaoccidentalesisiadistaccatadaquellaorientale,acausa
delmassiccioricorsoallecategorieeaisillogismidellaflosofa
classicapagana,equindiabbiaavutounosviluppo,tramitelo
scolasticismo,ditipoprettamenterazionalistaeformalista.Perci,
lateologiaoccidentale,inquantorazionalista,speculativa,
positiva,catafatica,sarebbeinferiorerispettoaquellaorientale,
ditipomistico,empirico,negativo,apofatico.Invece,daparte
cattolicacpienoriconoscimentoperlapproccioteologicousato
dagliorientali,fattisalviidogmidellaChiesaCattolica,checome
abbiamovistononsonoinrealediscussione.Faeccezioneperla
questionedellinfallibilitpapale,sancitadalConcilioVaticanoI,e
maiaccettatadaortodossi,protestantieveterocattolici.
Due diversi modelli di Chiesa
PassiamoorainrassegnalediferenzeecclesialitralaChiesa
CattolicaelaChiesaOrtodossa.Innanzitutto,saltaagliocchi
levidenzadidiversiriti,diverseliturgieediversemisure
disciplinari,comeunapiseveradisciplinadelleastinenze,oppure
lordinazionediuominisposatiapresbiteri.Inparticolare,cuna
distinzionetrailclerosecolaresposato,parteintegrantedella
comunitparrocchiale,eilcleroregolare,celibeemonastico,da
cuisonotrattianchevescoviepatriarchi.Tuttocipervalegi
anchepernumeroseChieseCattolichediritoorientale,apartireda
quelleuniate,icuicapisostengonoperincisochelordinazione
diuominisposati,purnonessendonegativa,nonneanchequesto
toccasanachevienespacciatodacertiprogressistinostrani.Finqui,
sitrattaquindiprevalentementediquestioniaccidentali.
Tuttavia,ilpuntofondamentaledidivisionetracattolicesimoe
ortodossiarimaneproprioditipoecclesiale,econcerneilmondo
incuiirapportitraleChieseeallinternodiessesonoconcepiti.
Innanzitutto,ogniChiesahaunsuoterritorio,coincidentein
genereconunacomunitnazionale,dipertinenza,dicontro
alluniversalismodellaChiesaCattolicaRomana.Poi,questeChiese
sonoorganizzatesecondoilcriteriodellacollegialit,piuttostoche
dellagerarchia.IlPatriarcaquindiunprimusinterpares,che
prendelesuedecisioniinsiemealsinododeiVescovi,mentrelasua
stessaautoritepiscopalenonsiestendealdifuoridellasuadiocesi.
Daquestopuntodivista,conleriformedelConcilioVaticanoII,
sidecisodidaremaggiorespazioallacollegialitancheinseno
allaChiesaCattolica.Nondimeno,inessa,permaneunachiara
gerarchia,acapodellaqualeilPapa.IlSantoPadre,inoltre,
haautoritnonsolosullaChiesaLatina,maanchesulleChiese
CattolicheOrientali.Questounpuntosucui,apparentemente,
nessunodeiduehaintenzionedicedere.
Considerazioni cattoliche
Venendooraaldunque,chiarochelanostraposizione,da
cattolicinonpucheesserediparte.Questononsignifca
disprezzarelepotenzialiteilvaloredelcristianesimoortodosso.
Anzi,esso,colraccoglieremoltodelletradizionispiritualiasiatiche
eorientali,pucostituireunapprodosicuroperquellepersone
equeipopoli,lacuiformamentiseculturalidistanziadalla
mentaliteuropeaedoccidentale.Achiserveadesempioloyoga,
siapurecristianizzato,quandolatradizionecristianaofrelapratica
dellesicasmo?LareligionecattolicagiincorporainsChiesedi
ritoorientale,incuiquestopatrimonioteologicoeliturgicoben
vivoedifuso.Anzi,lasuastessanaturaeurocentrica,accusata
daicristianiorientali,stavenendomenodifronteallaumentodei
cattoliciafricani,americanieasiatici,portandoquindilaChiesaad
essereveramenteuniversale.
Perquestomotivo,spettaaicristianidOriente,agliortodossi,
mostrarealtrettantacomprensioneedaccoglienza,versolateologia
razionale,speculativaeaccademica,propriadellatradizione
europeaoccidentale,laqualeafondalesueradiciginella
classicite,sullasciadelcolonialismo,ormaimaggioritaria
nelleAmeriche,inAfricaeinOceania.Essidevonocapireche
lateologiacattolicanonafattoinferiorerispettoaquella
ortodossa,masemplicementediversa,echeentrambeafondano
leradicineimedesimiPadridellaChiesa.Afermandoilcontrario,
mostrerebberodiessereloroasostenereunasortadiimperialismo
teologico,datocheRomarispettainveceleloroparticolarit,
ehaanchesconfessatounastrategiaditipouniatista.Infne,
dalpuntodivistaecclesiale,varilevatochelaChiesaCattolica
hariconosciutoimeritieilruolochepossonoaverestrutture
collegialiesinodalinellaChiesacristiana.Tuttavia,evidente
cheilmodelloortodossopresentialcunelacune:innanzituttouna
tendenzaalladisunionedovutaallalorostrutturaconfederativa.
Insecondoluogo,unadebolezzadelleautoritreligiosesulpiano
dellautonomiapoliticarispettoalleautoritstatali.
Infne,nonostantegliortodossiafermanochelatradizione
ecclesialesemprestatapolicentrica,dovrebberocomprendere
che,aprescinderedaquestioniscritturali,laTradizioneperenne
semprestatamonocratica:sipensiallImperatoreromano,allo
Shahinshahpersiano,alCalifoislamicooakravartiindiano.
Dunque,haperfettamentesenso,anchedaunpuntodivistalaico,
cheunasolasialaguidasupremadellaChiesadiCristo.
Riconoscendolautoritpapale,allostessomodo(econmodalit
simili)dellealtreChieseorientaliinpienacomunioneconRoma,
ifratelliortodossiporterebberoindoteallaChiesaCattolicauna
grandericchezzadiriti,tradizioni,santi,testi,maacquisterebbero
quellapienaunit,quellapienaindipendenzaequellapiena
autorit,chesolesiconfannoallaSposadiCristo.
44

PREGHIERE DI LUCE



Tu, Signore divino di tutto ci che esiste, illumina e dirigi l'anima,
il cuore e lo spirito del tuo servo; guida le sue mani perch possa
rappresentare degnamente e perfettamente la tua immagine, quella
della Tua Santa Madre e quella di tutti i Santi, per la Gloria, la gioia
e la bellezza della Tua Santa Chiesa.
Preghiera del pittore di Icone.
Di Barbara Spadini
Lepoca nostra, ove tutto cala e cambia in fretta, valori, speranze,
motivazioni, consumi, mode, verr forse ricordata come opaca.
Nulla, di fatto, brilla al sole, nemmeno i visi dei nostri bambini, diafani
e a volte spenti nello sguardo fsso sui mezzi tecnologici pi vari. Ecco
che, oggi, parlare di icone trova senso, un senso intimo ed interiore, per
cercare di rivalutare una forma artistica del passato tuttora coltivata
da validi artigiani di Luce e Preghiera, che chiamare artisti parrebbe
riduttivo. Rivalutare il linguaggio iconico signifca anche rifettere sul
Tempo, sul Divino, sul Simbolo, come vedremo pi avanti.
Cos unicona?
1
Un pezzo di legno dipinto a formare un quadro,
apparentemente nemmeno troppo bello agli occhi di chi coltiva
il senso estetico odierno in tre dimensioni. A prima vista piatta,
dal fondo dorato, sul quale risaltano fgure afusolate di Vergini dalle
lunghe dita, di Volti di Ges barbuti e bafuti, di Santi drappeggiati
con tuniche dalle pieghe impossibili: no, licona assai lontana dal
gusto estetico oggi prevalente. Per comprendere lessenza di unicona
, quindi, necessario aprire occhi, mente e spirito in direzioni antiche
e lontane dal mondo occidentale, iniziando ad esplorare immagini e
disegni come strumenti di un linguaggio unitario, che silenziosamente
racconta, spiega, descrive e soprattutto prega, incentivando il
raccoglimento, larte della memoria, la devozione personale, lascesi e
ladorazione del Divino. Nulla, proprio nulla entro unicona casuale;
leggerla signifca penetrare nel Mistero, e questa dimensione sappiamo
bene essere territorio di scontro con noi stessi: quante domande, quanti
perch davanti allinconoscibile, quanta frustrazione crea a noi stessi la
mancanza di accettazione dellignoto, dellinspiegabile. Forse, licona
proprio questo, o almeno in parte: lemanazione del Mistero in forma di
Luce. Coloriamo sempre lincomprensibile di nero, ammantiamo spesso
con cappe scure tutto ci che non ci chiaro. Licona, invece, brilla, di
Sole, di colori, e ci insegna ad aprirci con altro spirito all'inefabilit di
Dio.
terreno per pochi specialisti l'addentrarsi nella storia, nel simbolismo,
nella tradizione e nella tecnica dell'icona: possiamo afermare comunque
che essa assuma i propri caratteri defnitivi attorno al V secolo d.C.,
copiando o riproponendo i prototipi oferti dalla Tradizione cristiana,
cio il volto di Cristo ed i ritratti della Vergine Maria attribuiti a San Luca
Evangelista. San Luca, medico, formatosi in ambiente culturale greco
e presumibilmente pittore, considerato dagli studiosi come primo
iconografo: (...) possiamo tuttavia dire che il principio delliconografa
risale efettivamente ai tempi apostolici perch i primi monumenti
dellarte cristiana appaiono nelle catacombe e nelle immagini verbali
dei Vangeli. per questo che si pu parlare di san Luca come del primo
iconografo della Madre di Dio: infatti il suo Vangelo che d il maggior
numero di dettagli sulla Santa Vergine.
2
Parlando della tradizione iconica , non va dimenticato che essa si
evolve in un arco di tempo tra il VI sec. d.C. e il XVIII sec., ossia dalla
prima icona del Cristo arrivata fno a noi (il Pantokrator del monastero
di santa Caterina al Sinai) fno alla scuola russa di Stroganov, con la
quale ha inizio una contaminazione stilistica occidentale, italiana
in particolare. Gli studiosi fssano gli antenati delle icone nei simboli
protocristiani e nelle sequenze pittoriche narrative di scene bibliche
presenti nelle catacombe ed anche nelle tavolette funerarie gi in uso
nella Roma paleocristiana che ritraevano il volto del defunto. La libert
religiosa promossa da Costantino nel 313 d.C. e la proclamazione
del Cristianesimo quale religione di Stato nel 380 d.C., diede un
forte impulso alla creazione artistica religiosa ed anche alle icone. La
devozione cristiana delle immagini aliment tuttavia il malcontento di
Ebrei e Musulmani che condannavano come idolatra la rafgurazione
umana di Dio e ladorazione di queste immagini. L'imperatore Leone III
l'Isaurico, determinato a mantenere un concorde equilibrio religioso,
sostenuto da alcuni Vescovi (Costantino di Nacolia, Tommaso di
Claudiopolis, Teodoro di Efeso), ordin nel 726 d.C. la confsca e la
distruzione totale delle Icone sia nelle chiese che nelle case. Contro
l'imperatore iconoclasta si scagli con decisione Papa Gregorio III e San
Giovanni Damasceno, futuro Padre della Chiesa, che aferm: () non
si adora un'immagine, ma Colui che mediante essa si rende presente;
ed anche: se noi facessimo unimmagine del Dio invisibile, noi saremmo
certamente nellerrore (), ma non facciamo nulla di ci. () Un tempo
Dio, non avendo corpo n forma, non si poteva rappresentare in nessun
modo. Ma poich ora apparso nella carne ed vissuto fra gli uomini,
posso rappresentare ci che di Lui visibile. Non venero la materia, ma
il creatore della materia. La caccia all'icona dur fno all'anno 843 d.C.,
quando il settimo Concilio Ecumenico di Nicea ne sanc la legittimit. Il
Concilio chiar fnalmente la diferenza tra latria (adorazione) e dulia (o
proskynesis ,venerazione). Tra le delibere conciliari una fondamentale:
Noi deliberiamo, con ogni cura e diligenza, che come la preziosa e
vivifcante Croce, le venerande e sacre immagini, in pittura, in mosaico
o in qualsiasi altra materia, vengano esposte nelle sante chiese di Dio,
sulle sacre suppellettili, sulle vesti, sulle pareti e sulle tavole, nelle case
e nelle strade, si tratti dellimmagine del Signore Dio nostro Salvatore
Ges Cristo o della Santa Madre di Dio, o degli angeli degni di onore,
o dei santi e pii uomini. Infatti, quanto pi esse vengono viste nelle
immagini, tanto pi coloro che le guardano sono portati al ricordo e
al desiderio di quelli che esse rappresentano e tributare loro rispetto e
venerazione. Non si tratta certo, secondo la nostra fede di un culto di
adorazione, che riservato solo alla natura divina, ma di un culto simile
a quello che si rende allimmagine della preziosa e vivifcante croce, ai
santi vangeli e agli altri oggetti sacri, onorandoli con loferta di incenso
e di lumi, come era uso presso gli antichi. Lonore reso allimmagine,
infatti, passa a colui che essa rappresenta e chi adora limmagine, adora
la sostanza di chi in essa riprodotto.
Le icone, nel mondo orientale, hanno analoga funzione sacra delle
nostre immagini religiose, o santini, che spesso teniamo racchiusi nel
portafoglio, o conservati con devozione tra le pagine di una Bibbia o
di un libro di preghiere. Non il foglietto di carta che la piet cristiana
1 Iltermineiconaderivadalrusso,asuavoltaderivantegrecobizantino
(ikna)edalgrecoclassico,-derivantidall'infnitoperfetto"eiknai",traducibileinessere
simile,apparire,mentreiltermineiknapuesseretradottoconimmagine.
2 G.Drobot,Laletturadelleicone,EDB,Bologna2000,p.58
Madre di Dio del Roveto Ardente, icona russa di fne
XVI secolo.
venera, ma ci che di ulteriore esso rappresenta. Mentre l'uso del
santino si evolve in Occidente insieme alle tecniche su carta (nel 1500
ancora disegnato a mano o intagliato su cara pergamena, poi a stampa),
circa dall'anno 1440 d.C. si difuse in Russia, invece, l'uso di Icone in legno
ricoperte da metalli, in porcellana o in carta pressata: queste Immagini
di piccole dimensioni e di modesto peso, relativamente economiche e
di lunga durata, in poco tempo divennero icone da collo e da viaggio,
dalle quali il credente poteva non separarsi mai. Fino a tutto il 1600 i
metalli pi usati furono bronzo e rame, mentre dal 1700 vennero usati
anche ottone e argento. Le forme delle icone erano il Crocifsso, la
tavoletta singola, il dittico, il trittico ed il polittico, mentre i soggetti pi
richiesti erano il Cristo, i Santi, la Santissima Trinit e la Vergine.
Nella tradizione fgurativa della Chiesa bizantina l'icona aveva un
signifcato simbolico preciso, che interessava non solo l'aspetto
pittorico, ma anche la preparazione, il materiale ed i colori utilizzati,
oltre alla disposizione ed ubicazione dell'opera terminata. In particolare,
la tradizione russa ha tramandato tre tipologie iconiche relative a
Maria: la Madre di Dio Deesis
3
(orante) senza Bambino; la Madre di
Dio Odighitria
4
(Colei che indica la via), e la Madre di Dio Eleusa
(Madre della Tenerezza), entrambe col Bambino e note come icone
dell'Incarnazione.
La tradizione iconica fa, invece, risalire le prime tipologie del Cristo
allimpressione del Sacro Volto sul velo della Veronica (vera-icona),
da cui deriva licona conosciuta come acheropita (non fatta da mano
duomo), mentre il mandylion (sacro lino) riproduce limpressione
miracolosa del volto di Cristo che egli invi al re Abgar di Edessa, in
seguito al suo desiderio di tenere sempre con s un dipinto che ne
riproducesse i tratti, guarendolo dalla sua malattia.
Brevemente, riassumendone in cenni la tecnica, l'icona era dipinta
su tavola lignea, ricavata dalla parte centrale del tronco d'albero,
prevalentemente di tiglio o di pino. Le tavolette erano stagionate per
anni ed anni, onde eliminare l'umidit residua, che avrebbe potuto
incurvare il legno e, prima dell'operazione di pittura, venivano lavate
e trattate con antiparassitari, per prevenire la tarlatura. La parte
posteriore veniva successivamente rinforzata, applicate con tecniche
e metodologie diferenti per epoche e scuole. Sul lato interno della
tavola era praticato unincavatura (detto scrigno o arca), in modo da
creare una cornice in rilievo sui bordi della tavola stessa. Sulla superfcie
veniva stesa e fssata una tela di lino ricoperta da strati di colla d'origine
animale (storione) e di gesso derivato dalla polvere d'alabastro che era
poi levigata con carte vetrate o pelle essiccata di pesce, fno ad ottenere
un piano liscio ed uniforme di colore bianco, il levkas. A questo punto si
passava alla fase del disegno, detta apertura, un vero e proprio rito per
l'iconografo, assimilato al gesto di aprire il testo sacro per iniziarne la
lettura. Sopra ad esso si delineava uno schizzo del disegno, con incisione
leggera o a carboncino ed in seguito si preparavano le zone da dorare,
evidenziate con uno sfondo rosso. Si efettuava la doratura attraverso
l'applicazione di lamine stese sopra tutti i particolari (bordi, drappeggi,
pieghe, sfondi, aureole) per mezzo di una pietra agata appuntita o un
dente di lupo, afnch le zone assumessero una lucentezza metallica
che veniva protetta da un sottile velo di gommalacca. Si passava quindi
alla stesura di un colore verde bruno per le fgure, per gli sfondi, per
i paesaggi, rifniti a biacca. Grazie all'alternanza di colori chiari e scuri,
veniva creato un certo efetto tridimensionale, dando il massimo rilievo
ai volti, in genere illuminati da pennellate d'ocra su fronte, naso, zigomi
e capelli e da tocchi di vernice rossa per labbra, guance e naso.
A questo processo seguiva la graphia, cio la revisione del disegno,
grazie ad efetti di vernice marrone chiaro per gli occhi, le ciglia, le
eventuali barbe e baf. Prima di dipingere i volti il pittore si preparava
con un periodo di preghiera e digiuno, per poter trasmettere
all'immagine ed all'espressione dei visi la forza vitale della luce. Alla fne
venivano aggiunte le didascalie, scritte in greco o cirillico, indicanti i
nomi dei personaggi efgiati. Alcuni mesi dopo, opportunamente
seccata, l'icona veniva trattata con una speciale verniciatura, con olio
di lino, resine e sali minerali, un composto di nome olifa che, una
volta asciugata, rendeva brillanti i colori e ne impediva l'alterazione.
L'icona era quindi pronta per essere benedetta e, attraverso quest'atto,
diventare consacrata, segno divino di grazia. Tutti i colori utilizzati erano
ricavati da sostanze naturali, vegetali o minerali pestate al mortaio e
macinate, oppure dallossidazione dei metalli. Le scuole pi antiche
utilizzavano una scala cromatica minima di quattro, cinque colori, che
divennero venti attorno al 1800. Per ottenere le diverse sfumature di
colore, i pigmenti e le polveri naturali venivano disciolti nell'acqua e
mescolati al tuorlo d'uovo, utilizzato come legante, insieme ad aceto
o kvas ( mistura derivata dalla distillazione di pane, ribes ed uva passa).
La teologia riteneva l'icona opera di Dio stesso, che agiva attraverso
le mani dell'iconografo: per questo motivo le icone non erano mai
datate n frmate dall'autore, pur potendo riconoscere lopera di mastri
iconograf come il Maestro Andrej Rublev, attivo tra il 1360 ed il 1430.
In questo modo l'opera appariva completamente entro un tempo
diferente, un oltre che si coglie a prima vista anche dai volti di Maria,
di Cristo e dei Santi, detti liki, privi di alcun espressivit emozionale
mondana. necessario ricordare che, dietro l'icona, vi una precisa
teologia dello Spirito, legata ad una concezione temporale ben
diferente da quella evolutasi nella cultura occidentale moderna: in
quest'ultima, eventi e persone, sacre o terrene, sono collocate in un
preciso spazio e tempo, un tempo che scorre. NellEuropa orientale, e
in particolare nella Russia e a Bisanzio, la concezione del tempo non
mut e rimase profondamente legata alla Tradizione indicata dai Padri
della Chiesa. La storia dunque divisa in due tempi: quello precedente
alla venuta di Ges Cristo e quello successivo. Il tempo era un concetto
inesistente prima della creazione del mondo ed concetto che mal si
adatta a Dio, per i suoi attributi perfetti dinefabilit, di onnipresenza,
di eternit.
Dio per defnizione ingenerato e imperituro. Ecco perch nelle icone
bizantine sono presenti le tre lettere greche (ON), la cui traduzione
pu essere: essente, sempre stato, e sempre sar.
Il mondo, pertanto, trova senso nellessere un progetto divino con un
inizio (alfa) e una fne (omega), ove ogni evento una manifestazione
3 Parolagrecachesignifcasupplica;unaparticolarecomposizionegeneralmentedistribuitasu
tretavoledovealcentroapparelafguradelCristointronoedallatosinistrolaVergineMariamentrea
quellodestroc'SanGiovanniBattista.
4 Daodigos,guida;laMadonnasostieneconunbraccioilBambinoGesmentreconl'altra
manoloadditaallavenerazionedeifedeli.
45
dellonnipotenza divina. Le immagini iconiche sono cos rafgurate
fuori dal tempo, perch Cristo, la Vergine e i Santi sono nella vita eterna,
immersi nello stato ultra-temporale della contemplazione di Dio.
In merito alle icone, Giovanni Paolo II scrisse che: Larte per larte, la
quale non rimanda che al suo autore, senza stabilire un rapporto con
il mondo divino, non trova posto nella concezione cristiana dellicona.
Quale che sia lo stile adottato, ogni tipo di arte sacra deve esprimere la
fede e la speranza della Chiesa
5
.
Non a caso l'icona stata da sempre inserita dalla Chiesa Ortodossa
in una specifca tradizione ecclesiale, divenendo sacramentale,
strumento e segno di Grazia. Essa, sia nel culto liturgico e comunitario
che nella devozione privata, era mezzo per conoscere Dio, la Vergine ed
i Santi, confessione delle verit di fede, parte integrante del linguaggio
delle Sacre Scritture. L'icona quindi era considerata via semplice e
diretta per penetrare il Mistero divino. Per questo motivo l'icona non
n rappresentazione pittorica n arte fgurativa intesa in puro senso
estetico, ma piuttosto preghiera, atta a sostenere e fortifcare la fede del
credente attraverso la vista, cos come si riteneva che il canto religioso
agisse parimenti attraverso ludito.
Le icone quindi non sono segno grafco rappresentativo, ma
testimonianze dell'Invisibile, alimenti per Fede e Speranza, ponti verso
la Carit. Apparir chiaro, quindi, attraverso queste note riguardo la
teologia oltre l'immagine, che l'icona non si disegna o dipinge, ma si
scrive, e che non la si guarda n la si ammira, ma la si legge.
In ambito russo, il flosofo e mistico Pavel Aleksandrovi Florenskij (1882-
1937) fu tra i principali teorici dell'arte delle icone, individuandone
i signifcati simbolici e le preziose valenze spirituali- teologiche.
L'esoterista italiano Tommaso Palamidessi (1915-1983), convertitosi
al cristianesimo e approfondendo la mistica cristiana occidentale ed
orientale, svolse un tentativo esegetico in chiave ermetica ed alchemica
per svelare l'essenza spirituale dell'icona, in un testo ove descrisse
tanto il simbolismo dei colori, delle forme e delle proporzioni, quanto
le tecniche, dimostrando che l'icona strumento sacro in grado di
trasmutare la coscienza umana (L'icona, i colori e l'ascesi artistica, 1986).
Prima di addentrarci in qualche nota specifca sule icone russe,
necessario richiamare due rifessioni pi generali: la prima riguarda
la simbologia legata ai materiali ed ai colori delle icone, la seconda
riguarda la tripartizione dell'essere umano nel pensiero paolino.
Nellicona tutto parla il linguaggio del simbolo: la tavola lignea allude
alla nascita di Cristo dalla famiglia di un falegname ed alla sua morte sul
legno della Croce; il leukas simbolo della pietra angolare che Cristo,
sulla quale si basa la salvezza, ma allude anche alla tabula rasa ove tutto
sar scritto ed alla luce, primo elemento creato da Dio; la tela rappresenta
il sacro lino su cui fu impresso il volto del Cristo, prima icona; il tuorlo
d'uovo richiama il principio cosmico della Vita e la Pasqua, nuova vita in
Cristo; il vino che si mischia alluovo simbolo del sangue eucaristico di
Cristo; l'oro del fondo richiama la luce divina entro la quale tutto e tutti
vivono, trovando il loro senso; i colori materializzano la luce increata ed
ognuno ha il suo preciso signifcato.
Il blu rappresenta il colore della trascendenza, mistero della vita divina.
Il rosso simbolo dellumano e del sangue versato dai martiri. Il verde
simbolo della natura, della fertilit e dellabbondanza. Il marrone
simboleggia l'elemento terrestre, l'umilt e la povert. Il bianco il
colore dellarmonia, della pace, il colore della luce divina. Il giallo spesso
sostituisce loro nel fondo della tavola, in una tonalit calda, quasi
arancione, si trova nel clavo, la stola di Ges, o nelle vesti dellEmmanuele,
il Cristo in gloria. Il nero indica le tenebre, lassenza di luce, gli inferi.
I maestri iconograf producevano i propri colori: i pigmenti naturali
conservavano caratteristiche di luminosit e di cromatismo uniche. I
cristalli minerali presenti nei colori rifrangevano la luce che li colpiva.
Lantropologia cristiana antica, sulla scorta del pensiero di San Paolo,
defnisce lessere umano come costituito di tre dimensioni: corpo,
anima, spirito. Il cammino ascetico, cos simile al viaggio paolino, non
in terre lontane, quanto piuttosto all'interno di s stessi, spinge luomo
dallesterno allinterno, dalla periferia al centro, dalla superfcie alla
profondit, dal corpo allanima, dal materiale allo spirituale, dalla vita
fsica a quella metafsica. Entro questa concezione, il corpo tempio
di Dio e ne rifette le caratteristiche in immagine e somiglianza.
Nellicona questa tripartizione diviene pura tridimensione: in essa viene
rappresentato non solo laspetto estetico- esteriore delluomo, ma
soprattutto la sua interiorit, che diviene luce.
A questo fne, la tecnica segue un procedimento tripartito che
anch'esso un viaggio simbolico entro le tre dimensioni umane:
Corpo: campiture di colore, struttura di base dell'icona.
Anima: pennellate di luce (le luci danno anima e vita alla materia)
sulle immagini.
Spirito: illuminazione dei volti, secondo il concetto di somiglianza,
inteso come vedremo in seguito.
in Russia che troviamo le icone tradizionali. La tradizione russa, infatti,
non ha solo assimilato la tradizione greca, ma ha anche contribuito a
rinnovarla attraverso uninterpretazione originale. Numerose furono
le scuole di icone nella storia russa; ricordiamo quelle di Tver, Pskov,
Novgorod, Palekh, Mosca. Nella Chiesa Ortodossa russa le icone hanno
assunto nel corso dei secoli un valore mistico, e grande la venerazione
dei Russi per tutte le icone, e particolarmente per alcune ritenute
miracolose (la Vergine di Vladimir o la Vergine di Kazan, ad esempio).
In tempi meno recenti, in ogni casa russa, al di l della condizione
sociale, veniva allestito il cosiddetto angolo bello, un angolo della
casa, visibile a chi vi entrava, in cui restava esposta, divenendo quasi
altare domestico, licona protettrice davanti alla quale si segnava tanto
l'ospite quanto il padrone. Nelle chiese russe tuttora presente lusanza
di pregare davanti alle icone: per evitare che il fumo delle candele
o i baci dei fedeli danneggino le tavole, molte icone sono ricoperte
dalla riza, un rivestimento metallico in rame, argento o oro, che lascia
visibili solo volti, mani e piedi delle sacre immagini. Diversi sono i tipi di
copertura che vengono tradizionalmente utilizzati: oltre alla riza anche
il bazma (cornice metallica con sbalzi a copertura laterale della tavola),
l'okhlad (copertura parziale dell'immagine in un unico pezzo che lascia
intravedere almeno due terzi dell'icona) e il tzata (pettorale a forma di
mezzaluna applicato direttamente sull'icona o sulla riza). Sempre in
Russia venne introdotto, verso la fne del secolo XVIII, luso dell'icona
in porcellana, dipinta interamente a mano, e i cui colori mantenevano
nel tempo le loro caratteristiche migliori. Questo tipo di icona veniva
defnita con il nome di Finift.
5 GiovanniPaoloII,LetteraapostolicaDuodecimunSaeculum,n.11
46
Osservando le iconostasi delle chiese cristiane ortodosse, ovvero le
pareti rivestite di icone che separano lo spazio destinato ai fedeli da
quello ove il sacerdote ofcia il rito, si pu ben comprendere che la
funzione principale dellicona proprio quella di epifania del divino,
nascondere e contemporaneamente manifestare il Mistero. possibile
cogliere il senso escatologico delle icone che si trova tra gi e non
ancora all'interno della storia della salvezza, ed anche il suo essere
ponte fra umano e divino, rendendo immanente la trascendenza divina,
rendendo visibile l'archetipo della vera bellezza, la Luce. Per questo
l'icona diviene tramite di un processo conoscitivo che potremmo
chiamare esperienza contemplativo-estetica (da experior: attraversare).
Per comprendere appieno il valore attuale e linsegnamento per il
nostro oggi derivante dalla lettura di unicona, non basta appenderla al
muro di casa, o farne oggetto da collezione: bisogna necessariamente
interpretarla, a partire dal Mistero dell'Incarnazione e dal principio
di diversit fra immagine e somiglianza. Difcilissimo, per chi
scrive larticolo, far partecipi i lettori di questa sottile duplice chiave
interpretativa, che possiamo assimilare tenendo ben presente l'idea di
spisok, copia in russo. Cos come nell'arte iconica le copie sono del tutto
autentiche, esattamente come il modello originale, poich la tipologia
dell'immagine immutabile, identica a s stessa e quindi risponde al
carattere della somiglianza con l'archetipo, allo stesso modo leggere
unicona per il fedele avvicinarsi all'eternit immutabile di Dio, sapendo
che le sacre immagini sono modelli senza tempo di perfezione, la
stessa perfezione a cui il fedele deve giungere e che lo condurr alla
trasfgurazione, alla Luce divina. Ecco che vengono in mente le parole
del Vangelo di Giovanni, riferite a Ges: E il Verbo si fece carne. Questo
passo mostra al cristiano la via della salvezza, Cristo incarnato, copia e
somiglianza di Dio, non meno autentico dell'originale ed unico Verbo,
pur incarnato. Ritornano cos anche le parole del Genesi: E Dio cre
l'uomo a sua immagine e somiglianza. L'uomo, nonostante il peccato
originale, e resta per sempre immagine di Dio, pur avendone persa la
somiglianza, cio l'adesione in grazia e virt.
Ecco che le immagini dei Santi, della Vergine, di Cristo, in realt hanno
volti simili, trasfgurati dallessere in eterno entro la Luce divina di
verit, sapienza e grazia, quella cui deve aspirare anche il credente che
si dispone davanti allicona per trarne lautentico messaggio salvifco.
I santi efgiati nelle icone, uomini mortali e macchiati dal peccato
originale, nella teologia orientale erano chiamati i somigliantissimi,
coloro che in vita, per aver vissuto nella retta via, avevano recuperato la
somiglianza con Dio.
In questo si fssa l'idea di icona, intesa come preghiera di Luce: entro
unicona risplende il lavoro spirituale di mortifcazione e purifcazione
svolto dall'iconografo, che attraverso la Luce, il Sole della Verit,
trasmesso dalle sante immagini ci rivolge linvito alla salvezza, che
risiede nel trovare senso e signifcato solo in Dio, cui tutto appartiene.
Bibliografa essenziale:
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AA. VV., Le capitali del Nord. Storia dell'icona in Russia (vol. 3), La Casa di Matriona, Milano 2001.
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Benemia Antonio G., Il sacro nell'arte, genesi e sviluppo dell'immagine sacra nell'arte cristiana,
peQuod, Ancona 2010.
Boschetti Giovanni, Quando l'arte racconta la fede, Ediz. Academia, Montichiari 2011.
Irina Jazykova, Io faccio nuova ogni cosa. L'icona nel XX secolo, La Casa di Matriona, Milano 2002.
Irina Jazykova, . XX , La Casa di Matriona, Milano 2002.
Passarelli G., Icone delle dodici grandi feste bizantine, Jaca Book S.p.A., Milano 1998.
Pavel Aleksandrovi Florenskij, Le porte regali. Saggio sullicona (1921-1922), a cura di E. Zolla,
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rovesciata e altri scritti, trad. it. a cura di C. Muschio e N. Misler, Casa del libro, Roma 1983.
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Pavel Nikolaevi Evdokimov, Teologia della bellezza, l'arte dell'icona, San Paolo, Torino, 1990.
Viktor Nikiti Lazarev, L'arte russa delle icone, Editoriale Jaca Book S.p.A., Milano 1996.
Iconografa.com. Link: http://www.icongrafa.com
47
INTERVISTA ALLA
SEGRETERIA DEL PARTITO
COMUNISTA DI SERBIA
A cura di Mario Forgione
P
roponiamo unintervista a Vojislav Radojevi e Ivica Kost, i due membri della
Segreteria del Partto Comunista di Serbia. Il Partto Comunista di Serbia, che ha
streto rapport di collaborazione e intesa con Millennium, ne rappresenta il suo
principale alleato politco nel setore balcanico.
Mario Forgione Prima di addentrarci nellanalisi delle vostre proposte politche, anche
alla luce dellintesa con il movimento Millennium, sarebbe interessante comprendere
la genesi del vostro partto e i rapport di forza con la vecchia classe dirigente della Lega
dei Comunist di Serbia: Esiste o meno una soluzione di contnuit tra queste due forze
politche ed entro quale raggio di azione politca si inscrive il vostro partto?
Vojislav Radojevi e Ivica Kost IlParttoComunistadiSerbia(PCS)statocreato
versolafnedel2007,comerisultatodiunvuotopolitcolasciatoinSerbia.Durante
questoperiodo,inSerbiavieranomoltparttregistratconilprefssocomunista,
manessunodiquestsvolgevaunruoloatvo.Inaggiuntaallapassivitpoi,molt
diquestappartenevanoallepivariecorrentrevisioniste,comeglistalinist,i
ttoisteglihodzist,manonvieranessunparttocherappresentasselideaoriginale
marxista-leninista.LappenaformatosiPCShasubitosostenutolafontedelmarxismo
edelleninismo,arricchitaconleesperienzepositvedeilavoratorisviluppatesi
nellaprecedenteunionestataledellaYugoslavia.Inaccordocongliimpegnidelsuo
programma,ilPCSnonunacontnuazionedellazionedellaLegadeiComunistdi
SerbiaedellaLegaComunistaYugoslava,mailParttoComunistalacuiazione
basatasullesperienzapositvadeiparttprecedent,traendogliinsegnamentdaquesta
esperienzaecreandounamoderna,efcienteechiaraafliazioneparttcamarxista.
LeatvitdelPCSsonobasatesuiprincipidellademocraziadiretaeimperatva,quindi
nonvialcunpresidente.IlSegretarioGeneraleeletosoloper2anni,edeglicambia
ilVice-Segretario,sempreinquest2anni.IlPCSguidatodallaSegreteria,dovetut
imembrisonopienamenteugualiindiritedoveri.Noicrediamocheilprincipiodella
leadershipcolletvarifetelaveraessenzadelmarxismodovetutimembridella
Segreteriasonocontributorienoncompettori.
Noicrediamochelapialtaformadiorganizzazionedeilavoratoriconsistanella
concezionemarxistadiproduzionesociale,econalcunemodifcheminoriessa
puessereunesempioperilmondointero.Lamaggiorediferenzatrailsistema
diproduzionesocialistaequellocapitalistachesotoilcapitalismolaproduzione
subordinataallamassimizzazionedelprofto,mentrenelsocialismoessadeve
soddisfareibisognisociali.Ilnostroobietvoprimarioquellodicambiarelement
dellepersoneinSerbia,perotenereunchiaroobietvocheperseguiamo,che
linstaurazionediunsistemasocio-economicosocialistabasatosuiprincipidella
democraziadireta.Cambiarelecoscienzeequivaleadapriregliocchiaicitadiniserbi
sudoveessivenganoportatdalmodellocapitalistachestatoimpostoallaSerbia
dallOccidente.
Mario Forgione I Balcani, per loro partcolare conformazione storica e geografca, sono
un centro nevralgico per la costtuzione di un asseto geopolitco capace di integrare
i paesi che gravitano o hanno interessi politco/economici nel Mediterraneo con i
paesi dellEst Europa. Dopo i not rivolgiment storici che hanno interessato la penisola
balcanica, esiste ancora la possibilit di fare dei Balcani una cerniera geografca e
culturale capace di raforzare il blocco geopolitco europeo?
Vojislav Radojevi e Ivica Kost IBalcani,acausadelloropeculiareassetogeografcoe
storico,sonocentronevralgicoperlacosttuzionediunastruturageopolitcacapacedi
integrareiPaesichecircondanoilMediterraneo,che,insiemeaiPaesiest-europei,hanno
interessipolitciedeconomiciinquestarea.Unavoltaconosciutglisconvolgiment
storicichehannoafitolapenisolabalcanica,pensatesiapossibilechequestaregione
siageografcamenteeculturalmentepicapacediraforzarelaregionegeopolitca
europea?
LastoriarecentedeiBalcanipropriocomequellapiantcastataestremamente
difcoltosaperlasuainterapopolazione.Questofatostatoimpossibiledasfuggire
perilpopoloserbo.ConladecisionedellOccidentedidistruggerelaYugoslavia,iSerbi
furonolasciatallamercdegliStatrecentementeindipendentdellexYugoslavia.
LexYugoslaviahageneratotrenuovenazioniqualiiMontenegrini,iMacedoniei
Musulmani.Senzaentrareneimotvidellalorocreazione,tutinsiemenoneranoidonei
adiventareunanazione.QuestoveroinpartcolarmodoperiMusulmani,chesono
diventatsempredipiacausadeiSerbiislamizzat,eduranteisecolihannosempre
contrastatoiSerbi.PressocchinnessunaguerracontroiMusulmaniiCroateiSerbi
sonostatdaccordo.LostessovalepergliAlbanesi,chenonsonomaistatdallastessa
partedeiSerbi.Leferiteprofondecheilpopoloserboindossa,echehannolasciato
unmarchioindelebilesullasuavolont,hannodeterminatolaposizionedeiSerbinei
confrontdellealtrenazionidellaexYugoslaviaquandoessainiziataacadereapezzi.
AtutelepersonedellaexYugoslaviastatopermessodivotaresulpropriofuturo,
soloalpopoloserbostatanegataquestapossibilit.ConlaiutodellOccidente,I
Serbi,cheeranounodeipopolicosttuent,sonodiventatunaminoranzanelnuovo
Stato.Questalaragioneprincipaledelloscoppiodelconfitocivile.Tutelesoluzioni
impostedallOccidente,chenoneranongiustenintelligent,rimaserocoseirrisolte
chepotevanosempredegenerareinunsanguinosoconfitonellexYugoslavia.
Pertanto,ilterritoriodellexYugoslaviasarebbeunbariletodipolveredasparosulsuolo
dellEuropa,enonsarmaiunpontedicooperazione.Dubitamosiapossibilequalsiasi
sinceracooperazionetraipopolidellexYugoslavia,poichnessunanazionemantenela
propriapolitcaindipendente.
Mario Forgione Lintellighenzia del blocco atlantco stata sempre storicamente
contraria alla creazione di una valida armonia tra le sfumature etnico-culturali che
caraterizzano la penisola balcanica. La stessa Europa si pensi alla partecipazione
atva dellItalia allatacco Nato ai danni di Serbia e Kosovo nel marzo del 1999 e al
forte sostegno dato dai paesi europei alla Croazia e alla Slovenia per lo smembramento
della Federazione balcanica si sempre caraterizzata per una politca di totale
asservimento agli interessi di Washington. Oggi, anche alla luce dellelezione di Tomislav
Nikoli, esiste per la Serbia la possibilit di svincolarsi dalle ingerenze atlantche
pienamente accetate dal suo predecessore Boris Tadi?
Vojislav Radojevi e Ivica Kost Ilpopoloserbonelleelezioniprecedentnonha
avutolapossibilitdisceglieretradiferentopzionipolitche,masolodisceglieretra
diferentservidellostessopadrone.Lasceltatracoseugualinonunopzione.La
Serbiahaimpostoilpiatrocesistemadigoverno,ungovernokleptocratco.Oggi,nel
Parlamentoserborisiedelopzionepolitcaunipolarecheesegueciecamentelerichieste
dellimperialismoplutocratcooccidentale,eperilsuoservizioessapremiataconla
possibilitdiessereliberadalleinterferenzeodalleconseguenzelegalipersaccheggiare
illimitatamenteillorostessoStato.IlcambiodelparttodominanteinSerbiasolo
uncambiodicosmetci,destnatoarappresentareunnuovoingannoperilpopolo,
mentrelessenzadellapolitcaesteraeinternadelgovernodiTomislavNikoli,con
ogniprobabilit,rimarrimmutatadaquelladelgovernodiBorisTadi.LaSerbianon
unPaeseindipendente,maunterritorioindefnitooccupatodentroefuori.Sono
incomprensibiliperlaSerbialeaspirazionidientratanellUnioneEuropea,sapendo
cheessaoccupatadaiPaesioccidentaliedeconomicamentedevastata.Ciserve
soloadimostrareladisposizionedeicollaborazionistlocaliadiventareunacolonia
dellOccidente.Ilpigrandemeritoinquestasituazionedellapolitcaditradimento
dellexPresidenteserboBorisTadiedeisuoipartnerdicoalizionefnoal2000,quando
hannocondotoicitadiniserbiversolaschiavitoccidentalemoderna.Lapropriet
pubblicastataprimaditutosequestrataalPopolopertrasferirlanellemanidelloStato
(parliamodicirca150bilioni),quindirubatapersstessioperleimpreseoccidentali
atraversounaprivatzzazionecheammontavaallincircaa800milionidieuro.Tut
colorochehannopartecipatoalfurtoperpetratoaidannidelpopolodovrebbero
compariredavantallaCorteeresttuiretutoallorolegitmoproprietarioilPopolo.
Mario Forgione Loperato politco di Boris Tadi si caraterizzato per unaccetazione
supina dei detami politci di Washington e, la stessa candidatura ufciale della
Serbia per lingresso nellUnione Europea presentata il 22 dicembre 2009, stata
accompagnata da fort pressioni politche per fa s che la Serbia perdesse la sua
specifcit culturale. La vitoria del leader del Partto progressista serbo, anche alla luce
della sua esperienza politca con Slobodan Milosevic, pu ridare vigore politco alla
Sebia?
Vojislav Radojevi e Ivica Kost LanostraopinionecheSlobodanMilosevi,anche
seprimaeraunufcialedellexParttoComunista,cambivelocementeposizioneesi
accordapertamenteconilcapitaleoccidentale,eche,grazieallaservilepolitcadi
Milosevi,neiprimiannidellatransizione3500personevenneroinpossessodellepi
riccheepifortcompagnieserbeinviatotalmentegratuitaoacostridicoli,tanto
cheallapopolazionenonerapossibileacquistarenemmenounchilodipane.Larrivo
alpoterediSlobodanMiloseviancheliniziodellacontro-rivoluzioneinSerbiaedel
rovesciamentodelsocialismo.Lamaggiorpartedellavorostataefetuata,econtnua
ilsaccheggiodellappenacreatestrutureDOSdel2000.Ilculminedelcollassodel
governosiraggiuntometendoalpotereTomislavNikoli.Lunicasoluzioneperla
Serbiaconsisteneicambinecessarinelsistemasocio-politco,nellarrestarelerosione
delloStato,nelpreservarelesistenzafsicadeicitadiniefnalmentenelritornare
astandarddivitanormali.Guardiamocomepromemoriairisultatdelprecedente
sistemasocialistaoltreilpresentecapitalista:mendaceafermarecheilsocialismo
fuunsistemainefcace,perchbasterebbeguardarelestatstchedelPILdel1989e
quelledioggi.LammontaredelPILdel2011consistevanel64%diquellodel1989.Il
PILammontavaa32bilionidieuro,quandonel1989equivalevaa50bilioni.Senon
fossestatoperlimposizionedellaguerra,lesanzionieicollaborazionistdelgoverno,
ilPILserboconsiderandolamediapibassaavrebbeuntassodicrescitadel4%
annuo,enel2011sarebbestatoallincircadi120bilionidieuro.Segnaliamoche
lindustriacosttuivail30%delPILnel1989,eora,nel2011,soloil13%.Questoun
otmosuccessodellatransizionedalsocialismoalcapitalismo.Tutnoisiamocadut
credendoingenuamentechesotoilcapitalismoavremmovissutomeglio.Ora,contute
leprovenumeriche,possiamodirecheilcapitalismosidimostratoinefcaceinSerbia,
esolouncambiodisistemaeconomicopotrebbesarebbeunbenepernoitut.Questo
sistemaciportertutallarovina.LecausedellabbassamentodelPILnonpossono
esserespiegateinaltromodosenonconilsaccheggiodelleconomia,lamancanza
disviluppoalungotermine,ladominazionedelconsumodistrutvoelaccumulatoe
lacquisitodeimezzidiricchezzasociale.Ilrisultatolamancanzadinoviteladrastca
riduzionedelleverefontesistentdicrescitaeconomica.Laproduzioneindustrialenello
stessoperiodoloillustradavverobeneedimostrachelatendenzapuntachiaramente
versoilbassodai100del1989ai45puntpercentualinel2009.Nonabbiamo
intenzionediannoiareiletorifornendoaltrestatstche,mavorremmoindicareilPIL
deiPaesilimitrof,comparandoliconquelloserbo,cosdarenderechiaroatutdovesi
posizionalaSerbia.LaCroaziaharaggiuntounPILdi60.9bilionididollari,40.9bilioni
laSlovenia,laSerbia38.4nel2010.Incipuesserevistotutoilfurto,epossiamo
dimostrareaicitadiniserbiquantosianostategenocidelepolitcheeconomiche
delloscorsogovernoTadi.IlridicoloPILprocapiteserbocausatodalladistruzione
dellindustriaedellagricoltura.LaSerbiaha7.3milionidiabitant,laCroazianeha4.4,
laSlovenia2.Ovviamente,ilrisultatodelladistruzionedelleconomialadisoccupazione
dimassadeicitadiniserbi,cheharaggiuntolaquotadiunmilionedidisoccupat,oltre
cheilpibassosalariomediodEuropa,dicirca300euro.
Mario Forgione Tomislav Nikoli, nelle sue prime esternazioni, ha chiarito che non
abbandoner il cammino intrapreso da Boris Tadi verso lUnione Europea, ma questo
cammino non avverr ad ogni costo. Qual sul punto la posizione del Partto Comunista
di Serbia e quale ruolo intende ritagliare al suo partto nellatuale sistema di forze che
governa il paese?
Vojislav Radojevi e Ivica Kost IlPCScredechelUnioneEuropeaununionedel
capitale,nonununionedelpopolo,equestototalmenteinaccetabilepernoi.In
questaEuropacomandaladominazionedelcapitaletedescoelindiscussapolitca
48
dellaGermania.LUnioneEuropeadiventatalatombadellenazionieuropee,esi
staesaurendometendointotaledipendenzaeconomicalamaggioranzadeisuoi
Statmembri,einmodoancorapeggiorequellidellEuropadellEst.LaSerbiastata
anchessainquestacondizione,perdendoogniannocirca110.000suoicitadini,con
iltassodel47%didenatalit,il50%chesispostavanoinaltriStateil3%perisuicidi,
rapimentomorteperfame.SonoquestivalorieuropeiimpostsullaSerbia?IlPCS
innanzitutoperlindipendenza(politcaeeconomica)ma,incasodebbascegliere
unlato,scegliersempreunalleanzaconqueiPaesichenonhannomaicompiuto
aggressionicontrolaSerbiaocheinnessunmodoabbiamomaiuccisocitadiniserbi.
Mario Forgione Nonostante il moderatsmo che ha caraterizzato loperato politco
di Boris Tadi la relazione tra Serbia e Kosovo sopratuto dopo lindipendenza
proclamata unilateralmente dal governo di Prizren il 17 febbraio 2008 non stata
aliena da tensioni e contrapposizioni frontali. Tomislav Nikoli acutzzer il contrasto o
concentrer la sua azione politca pi sul piano interno? Quale sul punto la posizione
del Partto Comunista di Serbia?
Vojislav Radojevi e Ivica Kost TomislavNikoli,inquantovassallodellimperialismo
occidentale,nonautorizzatoaprenderequalsiasidecisionesulproblemadelKosovoe
dellaMetohija,nlofar,eccetoforseunafutleemiteazionepolitcapercalmarele
tensionidelpopoloserbo.Noicrediamoancheche,inlineaconlagendadellapparato
neoliberale,riconoscerinfnelindipendenzadelKosovoedellaMetohija.
LaposizionedelPCSsulKosovoelaMetohija:ilKosovoelaMetohijahannooccupato
partedelterritorioserboe,diconseguenza,laSerbiahaildiritolegitmodiliberare
ilterritorioeri-anneterloallamadrepatria.Quandoquestosarfatodipendedavari
fatori,maindiscutbilecheverrfato.Ogniaccordo,contratoodocumentoche
siastatofrmatodalcorrenteoprecedentegoverno,echecolpiscenegatvamentela
popolazioneserba,nonconsideratovalidodalPCS.
Mario Forgione Sul piano interno, tenuto conto della complessa congiuntura
economica che atraversa lEuropa, la Serbia vive una situazione non otmale. Il tasso
di disoccupazione al 25%, linfazione all11% ed esiste una forte corruzione politca.
Quali sono le proposte di politca economica del Partto Comunista di Serbia?
Vojislav Radojevi e Ivica Kost Solopercorreggerla,inSerbiaillivellodidisoccupazione
superail30%dellapopolazione,edunrecordeuropeo.Nilprecedentenlatuale
governosonointeressatalproblema,datochesecondoipostulatdelliberal-capitalismo
ladisoccupazionenonunproblema.Ladisoccupazionecausailpigrandepotenziale
problemainunasociet,perchlastessasocietafondanelladisperazione,nella
criminalitelaroturadellegiunturesociali.Ogniriparazionedelmodellocapitalista
inSerbianondaralcunrisultatopositvo,malaSerbiascomparircomeStatoeil
popoloserboverrdistrutoo,almeglio,potrdivenireunaversionemodernadei
Curdi,unpopolosenzaStato.solouncambioradicalenellordinamentosocio-politcoe
linstaurazionedelsocialismopossonopermetereprimaditutolarivitalizzazionedei
SerbielasopravvivenzadelloStatoserbo,epoiilrapidosviluppoeconomicodelPaese
chegarantratuticitadiniunavitaumana.SoloungenuinoParttoComunistapu
guadagnarelafduciadeicitadini,permetendolasopravvivenzadellaSerbia,equesto
ilPCS.Cambiarelordinesocio-economicopuliberarelaSerbiadaicriminiedalla
corruzionechehannoferitoilcapitalismo,esonodiretamenteconnessiallatestadei
parttpolitcichehannogovernatolaSerbia.Nessuncambiocosmetconelsistema
porternulladibuonoaicitadinidellaSerbia.LaSerbiaunacoloniadellOccidente,e
noisappiamobenechenellecolonienonsipuviverebene.Ilsocialismoquindidiviene
unanecessitesistenzialeperlasopravvivenzadelloStatoedeisuoicitadini.
Mario Forgione La Serbia unenclave del cristanesimo ortodosso e il dialogo
privilegiato con Mosca una costante della politca serba. LEuropa, nel momento
atuale, oltre a vivere una crisi fnanziaria di vastssima portata non ancora capace di
dar vita ad un blocco geopolitco forte, prima che monetario. La Federazione Russa,
tenuto conto delle fort afnit culturali con Belgrado, pu essere una valida alternatva
per stmolare gli investment economici?
Vojislav Radojevi e Ivica Kost LaSerbiadevedismeterelideaveramentestupidadi
BorisTadisecondolaqualelUEnonhaalternatve.SololaSerbianonhaalternatve.
LaSerbiadeverivolgersialleunioniedaiPaesichenonlhannoricatata,chenonsono
inguerracontrodiessaecontroilsuopopolo,echenonriconoscolindipendenzadel
falsoStatodelKosovo.LaSerbiadevetrovarenuovimercatefontenergetche,equest
nonsonosicuramenteneipaesidellUnioneEuropea.PiutostoquestsonoinRussia,
chedisponediunlarghissimomercatoedirisorseenergetche.NonostantelaSerbia
abbiaeccezionalmentebuoniaccordicommercialiconlaRussia,puessereusatasolo
unaminimapartediquestaccordiperchnonvinulladaesportareinRussia.La
produzioneserbadistruta,ecivorrdeltempoperripristnarlaetrarrevantaggio
daibenefcidegliaccordieconomiciconlaRussia.IntroducendolaSerbianellUnione
Europea,essaperderebbetutibenefcichesonostatconcordatconlaRussia,e
probabilmenteperderebbepersempreilKosovoelaMetohija,datochelacondizione
chiaveperlentratadellaSerbianellUEsarebbeilriconoscimentodelKosovocomestato
indipendente.Costaltperpiccolibenefci.
Mario Forgione Millennium e il Partto Comunista di Serbia si pongono come moviment
capaci di dar vita ad un fronte artcolato contro le derive connesse allunilateralismo
politco. Il discorso culturale occupa, nei due moviment, un posto centrale e si pone
come un corollario della piataforma politca dellEurasia. Il Partto Comunista di Serbia
intende contnuare a stringere alleanze programmatche con moviment afni per
giocare un ruolo da protagonista nelle dinamiche geopolitche?
Vojislav Radojevi e Ivica Kost IlPCSintendestabilireunapistretacollaborazione
contutgliStat,ipartteimovimentdelmondocheabbianoglistessiinteressi,cos
dapoterrisolvereiproblemiconlaiutoreciproco,noninterferendonegliafariinterni
delloStato,delparttopolitcoodelmovimentoinquestone.Intendiamostabilirelunit
dazioneconloropercreareunfrontecomunecontroilcapitalismoescambiandole
esperienzediquestalota,poichtutnoiabbiamouncomunenemico.Unaeccezionale
vicinanzadimentalittraipopoliitalianoeserbofaschesiapossibilecapirvidavvero
bene.LaglobalizzazioneinEuropaimponeproblemidavverosimili,cherichiedono
veramentesimilisoluzioni,eunazioneunitariacontroilcapitaleglobale,poichtutnoi
viviamosotolastessaditaturadelgrandecapitale.Ilcombatmentorichiedeunazione
unitariacoordinatadituteleforzeprogressistedellumanit.IlPCSprontoperlazione
unitariaeperlunitdazionealivelloglobalecontuteleforzeconsimileorientamento
ideologico.
Segreteria del Partto Comunista di Serbia
49
IL MERIDIONALISMO
COME PARADIGMA
LATINO-AMERICANO
Intervista a Andr Martn.
A cura di Orazio Maria Gnerre e Emmanuel Riondino
P
ubblichiamo lintervista a Andr Martn, docente di Geopolitca presso lUniversit di
San Paolo e teorico del Meridionalismo, otenuta durante il convegno internazionale
svoltosi dal 4 al 6 setembre 2012 presso lUniversit Federale di Paraba, nella
cit di Joo Pessoa (Brasile), al quale ha partecipato una delegazione di Millennium.
Lintervista, inserita nel contesto del dibatto sulla formulazione dei paradigmi per la
transizione al multpolarismo dei grandi spazi, propone diversi spunt di rifessione,
spaziando dalla geopolitca alla storia delle civilt
Nomos Nel contesto della transizione uni-multpolare, qual la prospetva
paradigmatca che il Meridionalismo dovrebbe sviluppare? Quali sono i punt di contato
con il paradigma eurasiatsta russo?
Andr Martn Noimeridionalist,comeglieurasiatstrussi,difendiamounaconcezione
multpolaredelfuturoassetogeopolitco.Pariment,siamoanchenoiallaricercadiun
quartoindirizzoideologico,chesappiasuperaresiailliberalcapitalismochelobsoleta
dicotomiadestra-sinistra.Cichenecessarioreimpostare,sianellaprospetva
meridionalistacheinquellaglobale,laconcezionedeltempo:necessitamodi
disaccellerare,abbiamobisognodiunanuovatemporalit.Sebbenequestesiano
visionicomunisiaalMeridionalismocheallEurasiatsmo,unaprimadiferenzacon
lEurasiatsmopotrebbeessereconsiderataleccessivaconfitualitcheessonutrenei
confrontdellOccidente.Noinonabbiamosviluppato
inmodoanalogounanostraprospetvamultpolare.
Lanostrastrategiaperlatransizionealmultpolarismo
procedeperviaindireta,inmanierainclusiva.Pi
importantedellacontrapposizioneEst-Ovestnoi
consideriamoquellaNord-Sud.Unodeinostriobietvi
principali,nonacaso,linclusionedellAustralianella
prospetvameridionalista.
Nomos Quanto ritene importante la riscoperta di
unidentt brasiliana nellotca della transizione al
multpolarismo?
Andr Martn IlBrasiletutoggibenindirizzato
versoilmultpolarismograzieanchealfatochenon
sisiamaitrovatoadafrontarediretamentenellera
bipolareloschieramentonordatlantco.Eppure,
laculturabrasilianainclusivalorendeilPaesecon
lepialtecapacitdifronteggiareculturalmente
gliStatUnit.IlBrasiledifatsidistngueperla
suapeculiarederivazioneculturale.Entrambigli
schieramentamericani,siailNordcheilSud,sono
statculturalmenteinfuenzatdallesperienzaeuropea
ma,nelcasonordatlantco,visonodelleradicali
diferenze.Laprimadellequaliche,laddoveil
Brasilestatolegatoadunatradizioneeuropeo-
meridionalecatolica,ilNordAmericanato
dallamalgamaculturaleprotestantco-calvinista.Il
Brasile,adiferenzadegliStatUnit,hasviluppato
unaprospetvainternazionalechepotremmo
quasidefnirepacifsta:invirtdici,sarebbeun
atoreinternazionalecredibile,edovrebbeimporsi
nelConsigliodiSicurezzadellONU.Pertornarealla
contrapposizioneculturaletrailBrasileedilNord
America,bastricordareche,laddoveglistatunitensi,importandoglischiavidallAfrica
distrusserolorotutglistrumentmusicaliprivandolinonsolodellalorolibertma
anchedellalorocultura,nelnostroPaeselacomponenteafricanatutoggimoltoforte,
insiemeaquellaamerindiaedeuropea,sintomodiunapprocciototalmentediversonelle
relazioniinterculturali.
Nomos In tal senso, quali meccanismi di difesa dovrebbe sviluppare la scuola
Meridionalista nei confront dellegemonia nordatlantca?
Andr Martn Sostanzialmente,visonoduemodidintenderelaprospetva
meridionalista.Ilprimopotrebbeesseredefnitosudamericanista,ilsecondo
latno-americanista.IosostengofermamentelasecondaviaalMeridionalismo,
laddoveritengochelunicomodocorretoperintenderelostessononsiapuramente
inunaprospetvadicontrapposizionegeopolitca,quantosopratutoculturaleedi
civilt.Ilprimopassoversoladifesaneiconfrontdellegemoniastatunitensenella
preservazionedellidenttlatno-americana.Unsecondoobietvoquellodisostenere
ilMessicoincontrapposizioneagliStatUnit,essendoadessipiprossimo.
Nomos Come defnirebbe la tradizione culturale brasiliana? Da che element crede sia
composta?
Andr Martn Defnireconprecisioneglielementpreviichehannocompostolidentt
culturalebrasilianadifcile,mapossiamoindividuaresicuramenteilsubstrato
amerindioche,sebbenenoncompletamenteespressoenontotalmentevisibile,esiste,e
siesprimespecialmentenellemodalitcheibrasilianiadotanoperrelazionarsicongli
stranieri:unaveraepropriapsicologiadelPopolodelSud,chesiesprimeatraversoil
rapportoconlacolletvit.Unaltraidenttevidentesicuramentequellaafricana,che
siesprimeatraversolallegriadellafesta.Ancheleprotesteelebatagliepolitcheper
lagiustziasocialeinBrasilesitrasformanoinfeste.Insiemepoiallaprofondaidentt
catolicadelbrasile,quellaamerindiaequellaafricananecosttuisconolineliminabile
religiosit.Possiamoafermarequindicheilbrasilenonstatoinfetatodallarazionalit
economicamoderna,maancoralegatoadunaveraattudinespirituale.Unesempio
interessantepotrebbeessereilfatocheilBrasiletutoggiilPaesealmondocon
maggiortrafcotelefonicoportatle:unesempiolampantedistrumentazionemoderna
utlizzataperfnalittradizionali,qualilacomunicazioneintesainsensocomunitario.
Nomos Quali sono secondo lei le prospetve di integrazione del grande spazio
sudamericano? Cosa ne pensa delle coalizioni politche come lALBA?
Andr Martn Personalmente,noncredocheilmodellodellALBApromossodaChvezsia
ampliabile.Sebbenepropongaunintegrazionedelmondobolivariano,ilmondoandino
repellequestavisione.AmioavvisolALBA,sebbeneant-unipolare,ancoralegataad
unavisionedelmondoideologicamentebipolare.Questopurtroppononlepermeter
difaremoltastrada.Adognimodo,visonovariprogetchestannogarantendoun
processoinarrestabilediintegrazionesudamericana,etraquestsipotrebbericordareil
Mercosur,ilmercatocomunedellAmericaMeridionale.
Nomos Qual la relazione tra il Meridionalismo ed il pensiero di Gramsci in merito alla
questone meridionale?
Andr Martn SebbeneilMeridionalismo,comeparadigmaculturaleegeopolitco,
prendalemossedalleconcetualizzazionidiAntonioGramsci,essonecosttuisce
unampliamentoapartredaquestaconsiderazione:esistonomolteplicimeridioni.
IlMeridionalismounasoluzionepratcaperilmondointero.Unaprogetualit
geopolitcameridionalista,adesempio,consolidareunacausacomunetraBrasileed
India:entrambesonopotenzecheaspiranoadunaposizionenelConsigliodiSicurezza
dellONU.Paradossalmenteper,gliStatUnitsonofavorevoliallIndiamanonal
Brasile.EssisperanodiutlizzarelIndianelprocessodicontenimentodellaCina.Se
ilBrasileelIndiasiproponesserounitariamenteperotenereunpostonelConsiglio
diSicurezzadellONU,comeununicaforza,secondoununicastrategia,nonsolosi
consoliderebberolerelazionidipartenariatotrainostriduePaesi,masiscongiurerebbe
ungravepericoloperilmondomultpolare.
50
Emmanuel Riondino, Andr Martin e Orazio
Maria Gnerre.
BRASILE, TRA
INTEGRAZIONE REGIONALE
E ASSETTI MULTIPOLARI
Intervista a Edu Silvestre de Albuquerque
A cura di Emmanuel Riondino
P
roponiamo lintervista a Edu Silvestre de Albuquerque, professore di Geopolitca
dell'Universit Federale del Rio Grande Del Nord (Brasile).
Emmanuel Riondino Qual' la sua opinione in merito alle prospetve di integrazione del
Brasile nello spazio indiolatno e di un eventuale ruolo di leadership?
Edu Silvestre de Albuquerque Dopounalungastoriadiespansionismoregionale,il
cuiultmoeventostatal'annessionediunafrazionedellaBolivianel1903,ilBrasile
hadimostratoaiproprivicinicheadoggivil'intentodiun'egemoniabenefca;un
ambiziosopropositodisupportoedintegrazione,oltreallacreazionediinfrastruture
comuniditrasportoedenergia.Lemigliaiadiagricoltoribrasilianichevivonoalconfne
conl'Uruguay,laBolivia,ilParaguayedilPerpotrebberorappresentareunaperfeta
scusadiplomatcapergiustfcarel'annessionealBrasile,tutaviaquestafaseappartene
defnitvamentealpassato.InoltrelacreazionedicompagniemultnazionaliinAmerica
Latnaancorapocostmolatadalgovernobrasiliano.
Emmanuel Riondino Secondo una prospetva multpolare, quali potrebbero essere gli
spazi di interazione favorit?
Edu Silvestre de
Albuquerque Nella
Costtuzionebrasiliana
espressol'intento
dellacreazionediuna
ComunitdelleNazioni
Latno-Americane.
TutaviailMessico
partedelledinamiche
geoeconomiche
Americane,che
limitanoilprogeto
diintegrazione
conilSudAmerica.
Sindall'avvento
dei"grandispazi"
dell'economia
statunitenseeancor
pinetamentecon
il"grandespazio"
economicosino-
americano,lascala
dicompetzione
economicaglobale
trascendeiconfninazionalipersituarsiinareeregionalipiampie.L'integrazione
regionalecertamentel'ispirazioneadoggi,maancheilverolimite,delladiplomazia
brasiliana.Anch'essascommetenelBRICS(Brasile,Russia,India,CinaeSudAfrica),
tutaviaognigiornodivienesemprepichiarocheognipaesehaipropriprogetdi
sviluppoeconomicoelapropriaproiezionegeopolitca.Soloinalcuniambitdella
cooperazionevistatosviluppoparallelo,cometraBrasileeIndianell'industria
farmaceutcaindirizzataallecuredellemalatetropicalionellosviluppodisatellitdi
rilevamentoremototraBrasileeCina.Maancoratroppopocoperledimensionidelle
economiecoinvolte.
Emmanuel Riondino Qual la situazione atuale e quali sono le prospetve future
dellUnasur e del Mercosur?
Edu Silvestre de Albuquerque L'Unasurunbloccopolitcocheaiutaadifenderele
comunivisionideglistatsudamericaninell'arenainternazionale.Datal'intransigenza
dell'OrganizzazionedegliStatAmericani,un'enttcreataaltempodellaGuerraFredda
insituazionicomequelladiCuba,l'Unasurs'dimostratounimportantecanaledi
comunicazioneperilSudAmericasenzailcoinvolgimentodiretodiWashington.
L'atualesituazionedelMercosurcuriosa,l'ArgentnaeilBrasilehannoapproftatodel
colpodistatoinParaguayperfavorirel'entratadelVenezuelanelMercosur.IlParaguay
erailmaggiorostacoloperl'ascesadelVenezuelanelbloccoregionaleacausadelle
contnueaccusedigestoneant-democratcamossealgovernoChvez.Pensandoin
terminipratciilVenezuelaunatorecommercialeepolitcoassaipiespressivodel
Paraguayelasuaadesionelaformulamigliore,manondovremmosopravalutareil
ruolodelMercosur,perchunazonadiliberocommerciochenonmuoveinteramente
versoun'unionedoganaleorganizzata.
Ipaesimembrisonoancoradipendentdacapitalietecnologiestraniere,convalute
ancoratroppodeboliericalcareilsuccessodelpercorsoeuropeononsarfacile.
Emmanuel Riondino Quali presuppost e condizioni auspica nel dialogo tra Mercosur e
Unione Europea?
Edu Silvestre de Albuquerque Secondol'odiernaorganizzazionediquesteeconomie
regionali,laprospetvadiassociazionistrategichesonoancoramoltolimitateecome
sembrerebberistreteadimensioninazionali,comenelcasodelpartenariatoucraino-
brasilianoperiltrasferimentoditecnologiedipropulsionearazzoedilpartenariato
franco-brasilianoperletecnologiedicostruzioneilsotomarinonuclearebrasiliano.
LeesportazionidellenazionidelMercosurriguardanoprincipalmenteprodotagricoli,
unodeipochisetorimaggiormentecompettvirispetoallecorrispetveproposte
deimercateuropei;tutavial'Europa,specialmentelaFrancia,noninteressata
all'aperturadelpropriomercatoagricolo.Asuavoltal'andamentodellacrisieuropeaha
certamentesignifcatolaripresadeglisforziindustriali,ilchesignifcacheilMercosur
vieneancoravistocomeunmercatodiconsumoperleproduzioniindustrialidell'Europa.
Emmanuel Riondino Quali retaggi infuenzano maggiormente il patrimonio indenttario
Brasiliano?

Edu Silvestre de Albuquerque IlBrasileunanazionecatolicaemultetnica,anchese
viaviasemprepi"evangelista",qualunquecitadinopufondareunachiesaevangelica.
IlPaeseinoltrecaraterizzatodaunapronunciatadiferenzaregionale,conalttassidi
povertnelleregionidelNordedelNord-Est.Lamescolanzaetnicadiferisceinmodo
sostanziale,l'incrociotraindios,neriebianchidiferiscedaregionearegione;inogni
casosorprendentechelediferenzeeconomicheeculturalinonabbianocompromesso
l'integritterritorialebrasiliananeisecoli,senzadubbiounlascitodell'amministrazione
centralizzataereditatadurantelacolonizzazioneportoghese.
Malgradol'orgogliodell'esuberanzatropicaledelproprioPaeseelavolontdiun
dialogoallapariconiprincipaliatoridell'arenainternazionale,alleelezioniilvotodel
popolobrasilianononandatoaicandidatdeiparttnazionalist.Ilsognodigrandezza
ricalcaquestarinuncianazionale,adispetodeidiscorsiteoricideigoverni.la
medesimasituazioneditutglialtripaesilatnoamericani,inclusoilVenezueladiHugo
Chvez.
Emmanuel Riondino Quali ritene siano stat i pro e i contro del passaggio dal regime
militare alle successive forme di democrazia?
Edu Silvestre de Albuquerque Lademocraziapresupponecheilgovernosviluppipolitche
diredistribuzionedelreddito.Tutavia,perplessa,lasinistrabrasiliana,edilgoverno
federaletuto,realizzaapocoapocochel'agendadisvilupporichiedeilprogeto
nazionalediripresacreatoduranteilregimemilitare:ilsetoredeitrasportmaritmied
ilcomplessomilitare-industriale.
Emmanuel Riondino In Brasile, quali sono le odierne correlazioni che intercorrono tra
strategia economica e difesa nazionale?
Edu Silvestre de Albuquerque AltempodelregimemilitareilBrasileeratraidieci
maggioriesportatoridiarminelmondo.Maacausadell'instabiliteconomicaepolitca
deimercatdelterzomondo,ilmercatoandatoviaviadiminuendo.L'IraqdiHusseine
laLibiadiGheddaffuronotrainostrimaggioriacquirent.
Emmanuel Riondino
Quali sono le opportunit
del Brasile nel mercato
energetco?
Edu Silvestre de
Albuquerque Percirca
setanta,otantaanni
ilBrasilestatoun
importatoredipetrolio,
tutavianegliultmianni
hasaputotrasformarsiin
unesportatore.Leriserve
maritmepossonorendere
ilPaeseunodeiprincipali
fornitoridelmondo,il
problemacheicostdi
estrazionesonoelevat
acausadelleprofondit
oceaniche,lasoluzione
potresserdeterminatada
un'escalatondelprezzoal
barile.
IlBrasilepossiedetute
lecondizioninaturaliper
un'agricolturasularga
scala:terrenofertle,sole
eacqua.Perquestomotvol'etanolo,carburantericavatodallacannadazucchero,
emersonelfuturomercatodell'energiaglobale.SembravachegliStatUnitvolessero
fnanziarnel'incrementoprodutvo,mavistocheviancoraabbastanzapetrolio,
l'etanolovienevistosolamentecomeunafonteenergetcaalternatvachenonintende
sosttuireilpetrolioneidecenniavenire.
Emmanuel Riondino Quali potrebbero essere le opzioni per il concorso brasiliano nella
ridefnizione dei confit mediorientali?
Edu Silvestre de Albuquerque Teoriecomelo"scontrodicivilt"diSamuelHuntngton
nonsonodiutlitalcunaperilBrasile,Paesemultetnicoincuiconfuisconocultura
africanaeindigenaconlaculturaoccidentale.Perincisosonod'accordoconilprofessor
MarceloJosFerrazSuanoquandodicechel'obietvoprincipaledelparadigma
diHuntngtondipreservarel'identtoccidentaletraEuropaeStatUnit,conil
proseguiredellapartenariatoNATOallafnedellaguerrafreddaecheatalfneniente
megliodelprospetareuncomunenemico:laconnessioneconfuciano-islamica.
IlgovernoLulahasostenutomoltopiefcacementel'autonomiadelprogramma
nucleareiraniano;DilmaRoussefhaoptatoperunsupportomoltodiscreto,iltutoper
evitaretensioniconWashington.unpeccato,personalmenteritengochel'Iranabbia
assolutamenteragionenelproporreprospetvenonallineateinmeritoallaquestone
51
nucleare.
LarealtcheilNordintendenuovamentecomprometerelosviluppodelSud,dildelle
argomentazionicircala"follia"delgovernoiraniano;quandomainellastoria,ilNorddel
mondo,nonhavistoigoverniperifericicomefolli?
LA CRISI SIRIANA, TRA
SOLUZIONI DIPLOMATICHE
E SCENARI DEGENERATIVI
Intervista a Orazio Maria Gnerre, Fondatore e Presidente di Millennium, Diretore
Editoriale di Nomos Bolletno di studi e analisi
A cura di Natella Speranskaya,
Direttrice del Dipartimento di Pianifcazione Strategica del Movimento Eurasia
(Russia).
R
iportamo lintervista sotoposta al nostro Diretore Editoriale, Orazio Maria Gnerre,
e pubblicata sul sito della Global Revolutonary Alliance (granews.info).
Natella Speranskaya I media occidentali dicono fduciosamente che la caduta dellatuale
regime Siriano inevitabile. Secondo lei, quanto pu essere fondata questa predizione,
e c qualche potere politco che pu portare ordine in questa situazione?
Orazio Maria Gnerre Laprimaarmanellemani
dellOccidentechiaramenteilpoteremediatco,
atraversoilqualesicombatonoevinconoverie
propriconfitvirtuali.Moltospessounanotzia
artfciosarisultamoltopivantaggiosadiunavitoria
reale,echiconoscequestaleggeaurea,neitempi
dellinformazioneliquidaedelRegnodellaQuantt,
lasfrutaasuofavorefnoallesaurimentodellesue
possibilit.Malambivalenzachecaraterizzacert
fenomenisocialisidimostraoggipichemai:per
questochelinformazionedissenziente,promossa
atraversocanalialternatviaiportaliedainotziari
mainstream,neldischiudersideldisordinepost-
moderno,riesceafltrareconmaggiorefacilit
atraversolemagliedeldogmamediatco.Lapresunta
debolezzadellaSirianeiconfrontdeltentatvodi
destabilizzazioneoperatodapartedelterrorismo
organizzatopercontodellOccidente,deiPaesi
delGolfoediIsraelesirivelaesserenullaltroche
unennesimafallacepretesadellinformazionefaziosa.
LaSiriacontaasuovantaggiooltrecheunesercito
benaddestrato,unastruturaisttuzionaleincrollabile,
unasaldaalleanzaregionaleconlIran(cheha
comunicatodiavergistanziatoproprietruppe
sulloscenariodelconfito)e,nonultma,lafducia
delpopolochesimanifestanellasolidacoesione
nazionaleatornoalPresidentelalleanzadisuperpotenzealparidiRussiaeCina,
cheinsedeONUfannovalereilpropriopesopolitco,opponendosistrenuamentealla
possibilitdiqualsiasiinterventomilitareesternodinormalizzazione.Lunicasoluzione
chesiprospeta,aquestopunto,prevedelappoggiointernazionalediRussiaeCina,
duedeipernidellasvoltamultpolareimpegnatnelladifesadeidiritdeiPopoli,euna
possibilemediazionetralefazioniinlotaassegnataallIran,chesigipropostoper
questoruolo.
Natella Speranskaya Quanto probabile un intervento energico degli Stat Unit nel
confito Siriano e un tentatvo di rovesciare violentemente il regime di Bashar al-Assad
(o che gli Stat Unit mantengano invece una certa distanza e non oseranno rischiare)?
Nel caso di una tale possibilit, quale conseguenze porter tuto ci alla stessa America?
Orazio Maria Gnerre LaSiriarimaneinnanzitutounobietvoIsraeliano,daconsiderare
cometappaprecedenteadunprobabileataccoallIran.GliStatUnithannointeressi
indiretnelconfito,chenonrispondonoanecessitourgenzestrategiche,ma
possonoessereconsideratobietvisecondari.Traquest,innanzitutoquello
dieliminareunoStatononallineatodalloscacchieregeopolitco.Levereurgenze
statunitensisichiamanorispetvamenteCinaeRussia.Ancheintalsenso,lariuscita
delladestabilizzazionesirianasignifcherebbepergliStatUnitunindebolimento
notevoledellastabilitcontnentale,quindiunvantaggiostrategiconeiconfrontdei
priminemicidellasfdaglobale.difcileprevederecosafarannoefetvamentegli
StatUnit,ecomesarebberoingradodigiustfcaredavantallopinionepubblica
lennesimadichiarazionediguerradelpremioNobelperlapace,BarackObama.O,
piprobabilmente,lataccoverrebbecondotodopoleelezioniincombent.Intalcaso,
potremmosoloosservareglieventprecipitareversoscenariapocalitci.
Natella Speranskaya Come valuta la posizione della Russia verso questa problematca? La
Russia sarebbe capace di accetare il compromesso, cedendo alle insidie dellOccidente
(per esempio, alla proposta di Hillary Clinton di stabilire una zona demilitarizzata),
nonostante il fato che la Russia stessa abbia ricevuto unesperienza alquanto difcile
dalla situazione libica?
Orazio Maria Gnerre Laposizionerussaapparesempre
piintransigenteneiconfrontdellelusingheoccidentali.
QuellochestatolesitodellataccoinLibiasicuramente
servitocomelezionepercorreggereiltro,eridimensionare
laproprialineastrategica.Nondimentchiamocidopotuto
chelaSiriaharappresentatoperlungotempoetutora
rappresentaunodeimiglioriinterlocutoridellaRussia
inMedioOriente.PerderelaSiriasignifcherebbe,perla
FederazioneRussa,lacessionediunvantaggiostoricoed
unadeprivazionestrategica.DubitochelaRussiacommeta
lerroreinterpretatvodilasciareapertalapossibilitdi
normalizzareilsetoreSirianosotolegidadellOccidente.
Piutosto,dovrebbevalutarelopportunitdiimpiegareil
proprioesercitoperrisanareilconfitoericondurrelarea
allastabilit.
Natella Speranskaya Secondo lei che piega prender la
situazione dopo il rovesciamento di Bashar al-Assad?
Secondo le informazioni difuse atraverso i media, vi sono
gi decine di scenari catastrofci.
Orazio Maria Gnerre Comegidetoprecedentemente,non
dobbiamodareperscontatalacadutadellegitmogoverno
siriano.Lunicadomandachedovremmoporci,intalsenso,
:aldildellesitodellaproblematcasiriana,latacco
allIrangiprogetatodalungotemposarefetuatoo
meno?Larispostapiplausibileafermatva.Lemanovre
perlaccerchiamentodellIranduranodaanni.LostessolidermaximoFidelCastro,
neisuoiinterventperCubaDebate,denunciavalacessionediuncorridoioaereoad
Israele,dapartedeiPaesidelGolfo,nellotcadiunaggressionemilitare.chiaroche
comunqueunacapitolazionedellaSiriaaccelererebbelamacchinapolitca,diplomatca
emilitareglobale,portandolaalmassimogradodiebollizione.Lasituazionetalmente
delicatadaaverindotoancheZ.Brezinskiaprendereledistanzedallefazionipolitche
nordatlantchecheinsistonosullanecessitdellinterventomilitare.Adognimodo,
ladifesadellaSiriahaacquistatounimportanzasiastrategica,perglischierament
trainantlasvoltamultpolare,cheetca,pertutisostenitorideidiritdeiPopoli,
dellereligionitradizionaliedellagiustziasociale.Pernoisostenitoridellacoesione
contnentale,questdueobietvisifondonoesicompenetrano.
Natella Speranskaya Un possibile scenario la divisione territoriale della Siria in tre
part. Chagry Erhan, diretore del Centro di ricerca strategica dei Popoli europei, ritene
che il regime Baath, rimosso dal potere, prover a creare un nuovo stato sulla base
dell'appartenenza a un madhhab atraverso Latakia-Tartus, cosa che pu sfociare in una
decisione di distruzione o assimilazione della popolazione sunnita. Inoltre, un tale passo
(creazione di un nuovo stato) pu impegnare anche i Curdi. E qui sorge una domanda
difcile: come prevenire la partzione del paese? Erhan ritene che una volta che il
governo interverr nel processo con mezzi violent, ci porter a pi spargimento di
sangue. Quanto pensa che sia probabile questo scenario?
Orazio Maria Gnerre Noncbisognodiunanalistapercomprenderecheogni
frazionamentoartfcialediununitnazionaleconduceversospiraliinfnitedisanguee
violenza.Gliequilibrietnicisonoqualcosadicosdelicatoche,quandononsedimentatsi
naturalmente,tendonoaesserebrevi,instabiliedegeneratvi.Nonesistenessuna
soluzionemiglioreperprevenireilcaosdelsetoreSirianochedifendereillegitmo
governoche,nelcorsodeglianniduranteiqualihaconsolidatoilpropriopotere,ha
difesotuteleculture,leetnieelediversitmediorientalicomesoloilgrandeprogeto
panarabohasaputofare.Laparoladordinedevessere:baathismoobarbarie.
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S
i svolto il 26 ottobre 2012, a Torino, il con-
vegno Tradizione e Ortodossie, organizzato
dallassociazione culturale e politica Millen-
nium, nei locali del Centro Culturale Italo-Arabo
Dar al-Hikma di Via Fiocchetto 15. La conferenza
vera e propria, preceduta e seguita da momenti
conviviali di confronto e discussione tra gli inter-
venuti, ha visto la presenza di relatori di fama in-
ternazionale, ed stata moderata da Alberto Lodi,
dellUniversit di Pavia. C stata una discreta parte-
cipazione di pubblico, specie da parte dei membri della Comunit Religiosa Islamica.
Il primo intervento (Tradizione e postmodernit) stato affdato a uno dei pi infuen-
ti flosof russi contemporanei, il Prof. Aleksandr Dugin, docente allUniversit Nazion-
ale del Kazakistan "Lev Gumilv" e principale esponente delleurasiatismo. Rifacendosi
al pensiero tradizionalista, egli ha parlato del ruolo della Tradizione religiosa e spirituale
come linea di resistenza nei confronti della modernit. Questultima avrebbe superato or-
mai la sua fase rigida, materialista e atea chiamata con il termine alchemico coagula
, e si troverebbe ora nella fase liquida, dissolutiva e libertaria il solve, in termini al-
chemici ossia il cosiddetto periodo postmoderno. In questepoca, si assiste ad un ris-
veglio religioso, la cui apertura per spesso non avviene verso lalto, verso il divino, ben-
s verso il basso e le forze infere. Perci occorre il discernimento degli spiriti, per saper
distinguere tra le forme tradizionali di religiosit, invece quelle deteriori e diaboliche.
Successivamente, ha preso la parola Orazio Maria Gnerre, Presidente di Millennium e Di-
rettore Editoriale di Nomos - Bollettino di studi e analisi. La sua relazione Lopportunit
multipolare, di argomento geopolitico, ha voluto mettere in luce il ruolo reale e potenziale
delle religioni tradizionali come fattore di mobilitazione popolare e nazionale, nel contesto di
un mondo multipolare. Ovvero, del fatto che i blocchi di potere emergenti (legati alla forza
regionale di Russia, Cina, Brasile, India), hanno bisogno di una forte caratterizzazione, anche
religiosa, per poter affrontare lunipolarismo dellimperialismo statunitense. Daltra parte, cos
come lo stesso imperialismo statunitense ha una forte componente messianica, al tempo
stesso c una forte riscoperta dellidentit comunitaria religiosa in Paesi come Russia e Cina.
Religione e geopolitica sono quindi due elementi che sintrecciano. Inoltre, in un contesto
simile, i rapporti positivi tra le religioni possono diventare rapporti positivi tra blocchi culturali
continentali, attraverso il dialogo di civilt, e favorire quindi un equilibrio geopolitico mondiale.
La terza relazione, da parte dello Shaykh Abd al-Wahid Pallavicini, maestro suf e guida
della Comunit Religiosa Islamica, ha discusso il tema Per unintesa tra le ortodossie.
La prospettiva esposta dallo Shaykh siscrive nellambito del sufsmo, corrente esoterica is-
lamica di matrice neoplatonica, fondata sulla conoscenza mistica di Dio da parte del fe-
dele. Questo approccio avrebbe il merito di superare le differenze essoteriche e dogmat-
iche che normalmente sussistono tra le religioni, e consentire di giungere ad una pi intima
vicinanza tra le varie confessioni. Naturalmente, ci non sminuisce affatto limportanza
delle religioni, sul piano essoterico, per condurre luomo alla salvezza. Piuttosto, il fne
del sufsmo islamico, cos come dellesicasmo ortodosso e di altre forme, cristiane e non,
di ascetismo e misticismo, quello di condurre luomo ad un'intima vicinanza con Dio.
Infne, il Dott. Andrea Virga, dellUniversit di Pisa, Rappresentante di Millennium per il Pie-
monte e Redattore di Filosofa e Teologia per Nomos - Bollettino di studi e analisi, ha trattato
il tema Cristianesimo integrale e riconciliazione. Dopo un excursus storico-ecclesiastico, ha
delineato in maniera sintetica ma esaustiva le principali differenze ecclesiali e teologiche tra cat-
tolicesimo e ortodossia, senza trascurare quei punti dolenti ancora aperti (come luniatismo).
Infne, ha espresso alcune considerazioni personali riguardo alle modalit di superamento di
queste divisioni, le quali a loro volta riecheggiano le differenze profonde tra Occidente e Oriente.
Il Prof. Dugin poi ritornato sul tema dei rapporti interconfessionali tra cattolicesimo
e ortodossia, mostrandosi contrario allecumenismo e favorevole piuttosto ad un di-
alogo lento e delicato, fondato sulla comune riscoperta da parte cattolica e ortodossa
della Patristica e del cristianesimo tardo-antico. In particolare, ha difeso dellortodossia
laspetto comunitario, con la sua organizzazione ecclesiale sinodale anzich mono-
cratica, e quello pluralistico, nella lingua liturgica e nel culto, ma anche nella teologia.
In generale, sia nel suo discorso che in quello dello Shaykh Pallavicini emersa, da una
parte, la preoccupazione per le tendenze esclusiviste e universaliste del cristianesimo
moderno, assimilate ad analoghe spinte imperialiste e mondialiste dellOccidente con-
temporaneo. Dallaltra, un forte rispetto per le religioni, in opposizione quindi alle de-
generazioni moderniste e liberali, e ancor di pi per quelle esperienze mistiche ed eso-
teriche, volte ad avvicinare le diverse fedi. Si tratta quindi di una prospettiva che si
distingue sia dal dialogo ecumenicamente inteso, sia dal sincretismo, ma che, nel
solco della philosophia perennis, pu portare a stabilire un rapporto veramente pro-
fcuo tra le religioni tradizionali, come auspicato dallautentico ecumenismo cattolico.
RESOCONTO DEL
CONVEGNO
"TRADIZIONE E
ORTODOSSIE"
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RECENSIONI
Libia: Campo di bataglia tra Occidente ed
Eurasia
Anteo Edizioni
NelmiotestoLibia:Campodibattagliatraoc-
cidente ed Eurasia, Anteo Edizioni, ho tentato
di tracciare la dinamica degli eventi libici del
2011 sul piano strategico, geopolitico militare
e d'intelligence, poich su quel piano che si
trovanolevereragionidell'aggressioneedistru-
zione della Libia, camufata dalla propaganda
atlantista-islamista quale rivoluzione popolare
perlademocrazia.
La Gran Repubblica Popolare e Socialista delle
Masse(Jamahiriya)diLibia,costituivaungrave
ostacolo per le faccende anglo-israelo-franco-
statunitensi nello scacchiere mediterraneo-me-
diorientale e nel continente africano. Nei mesi
precedenti al golpe fallito di Bengasi, del feb-
braio 2011, Tripoli aveva avviato una serie di
iniziative strategiche di notevole importanza;
quale la costituzione di una struttura bancar-
io-fnanziaria, autonoma e indipendente dal
sistema fnanziario anglo-statunitense, che
avrebbe dovuto avviare un grande program-
ma di sviluppo agricolo e infrastrutturale
dell'Africa.
Ma ci non doveva accadere. Gli scontri
nell'Africa del Sahel, tra l'avanzante infu-
enza economico-politica della Jamahiriya e
il declinante controllo geopolitico di Parigi,
avevaaccesoleireelavendettadellaFrancia
neo-coloniale e delle sue industrie degli ar-
mamenti, del petrolio e del nucleare. Parigi,
che ospita il salotto ideologico della sinistra
occidentale,compresaquellaitaliana,chesia
legataalPD,oalManifestooallevariefrange
settarie 'anti-imperialiste', 'ultramaoiste' o
'trotskiste', esercita una forte infuenza, che
siaideologicaofnanziaria,pocoimporta.Sta
difattochelasinistrahapresoeseguitochi-
aramentedelledirettiveesterne,interessatea
che si adottasse un atteggiamento di ostilit
verso il socialismo libico e di sostegno ac-
ritico, menzognero e sfacciatamente fazioso
riguardolatragedialibica.
Basti ricordarsi che nell'estate 2010 accade
un evento che sebbene svoltosi sotto gli oc-
chi di un pubblico di milioni telespettatori,
sfugg totalmente all'attenzione. Ebbene, il
TG 3, il telegiornale di sinistra, gestito dal
PD in base alla spartizione partitocratica (e
privatistica)dellerisorsepubbliche,trasmise
per alcuni giorni una notizia allarmante: un
gruppo di migranti eritrei lanciava l'allarme
sulle brutali condizioni vigenti nei 'campi di
concentramento' di Gheddaf, dove milioni,
dicevano, di africani venivano brutalizzati
e perfno lasciati morire. Questo gruppo di
migranti eritrei denunciava i maltrattamenti
subitidallapoliziadiGheddaf:torture,bas-
tonature, incatenamenti, isolamento, denu-
trizione, maltrattamenti, malattie e fame in-
fitteaipoverimigranti.Sembravachetuttele
storie horror delle varie agenzie antirazziste,
oggi scopertesi al soldo della NATO, del so-
cial-colonialismopariginoedeipetro-emira-
tidelGolfoPersico,venisseroverifcateedi-
mostrate.Malacosastrana,cheaigiornalisti
del TG-3 sfugg, o che semplicemente igno-
rarono contando sulla dabbenaggine del tel-
espettatore medio delle trasmissioni di 'sin-
istra',eradatodalfattocheipoverimigranti
eritrei, 'internati e torturati' nei lager ghed-
dafani, potessero tranquillamente spargere
questa disinformazione intervenendo in di-
retta,duranteiltelegiornalestesso,parlando
direttamente con lo speaker Giuliano Giu-
bilei che, candidamente, diceva al pubblico
che i migranti-prigionieri intervenivano
grazie alla disponibilit di un telefono satel-
litare. Ovviamente Giubilei si guard bene
dallospecifcarecomefossepossibilechedei
'prigionieri'incatenatiinunlager,avesseroa
disposizione,echissgrazieachi,addirittura
untelefonosatellitareconcuipoterscreditare
il sistema libico parlando, ripeto in diretta,
conigiornalistidelTG3.
Ovviamente, il TG 3 si era prestato ad
un'operazione di disinformazione strategica
e di preparazione all'aggressione bellica alla
Jamahiriya,equestobensei-settemesiprima
che si sentisse parlare di Primavera Araba.
Questo fatto dimostra che l'intervento con-
tro la Libia Popolare era in preparazione da
molto tempo, anni, e come si legger nel li-
bro,perfnodecenniprimadel2011.Comesi
vedr,lapresunta'PrimaveraAraba'inLibia
semprestataseguita,coccolataeprotettafn
dal primo giorno della rivolta di Bengasi.
Altrimenti,cosacifacevanolaPortaeromobi-
liGaribaldielanave-spiaElettradellamarina
militareitaliana,nelleacqueallargodiBen-
gasi, proprio nei giorni dell'esplosione della
rivolta Gheddaf? Oppure, la nave da carico
utilizzata dalla nota ONG Emergency per
prestaresoccorsoaigolpistiislamistidiMisu-
rata (e solo a loro), che veniva regolarmente
utilizzata per trasportare armi, mercenari,
terroristieconsulentioccidentali,addirittura
deidronicanadesi,persupportarelasangui-
naria rivolta islamista e atlantista contro la
Libiasocialistaepopolare.
Molte altre cose sono spiegate e presentate
nel libro Libia: Campo di battaglia tra occi-
denteedEurasia,AnteoEdizioni;maquesta
breve e sintetica presentazione sufciente
perindicarequalesiailtracciatoseguitodal
libro e quale sia la natura, l'origine e lo sco-
po dell'aggressione alla Libia, unaggressione
cosapertamenteesfacciatamentecamufata,
travisataeoccultatadalsistemamassmediati-
co della disinformazione strategica occiden-
taleeflo-occidentale.
Di Alessandro Lattanzio