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n.

356 29 DOMENICA- 29 DICEMBRE2013 Il Sole 24 Ore


Scienza e filosofia
di Vittorio Lingiardi
C
oraggiosaedunque benvenuta,
lidea di Francesca Borrelli di
raccogliere il suo limpido pen-
sareinpsicoanalisi attornoal te-
ma freudiano del disagio nella civilt
(nella, come traduceEinaudi, pifede-
lealloriginale; della, secondolapino-
taversione Boringhieri). Neesceunvolu-
me che guardiamo con speranza, eppure
inqualchemodorassegnati perchgico-
nosciamo la pessimistica conclusione
freudiana: il disagiointrinsecoallacivil-
t. Scritto nel 1929 e pubblicato nel 1930,
Das Unbehagen inder Kultur affronta, par-
tendo da una prospettiva storico-sociale,
la tensione tra individuo e civilt, libert
istintuale e responsabilit sociale, appa-
gamentoesublimazione, violazioneeleg-
ge. Una tensione, dice Freud, necessaria
alla civilt, ma inevitabilmente destinata
a infliggerci frustrazioni e senso di colpa.
La civilt vigila sullEros e sulle insidie di
Thanatos, il Super-iosullEs, laconviven-
zacivilesi fondasullinibizionedel princi-
piodel piacere. Conclusioni cheverranno
contestate da Marcuse (pi volte citato
nel volume curato da Borrelli, anche in
analogia alla critica di Foucault a
Chomsky sul concetto di natura uma-
na). E poi sfidate dalla mole di ricer-
checheindicatralemotivazioni primarie
che governano le relazioni infantili an-
chelattaccamentoelaspintaallasocievo-
lezza. A dire insomma che la convivenza
umana non solofiglia del Super-io.
Sullegrandi spalledellereditfreudia-
na, Borrelli (esemplareil suosaggiointro-
duttivo) guarda ai nostri giorni e riflette
su mondo psichico e fenomeni sociali:
quale e quanta mutazione antropologi-
ca, riprendendolespressionepasolinia-
na(gli italiani nonsonopiquelli, scri-
veva il poeta) in atto? Egiustamente in-
dica nella mediazione simbolica tra tec-
nologia e psiche uno dei nodi cruciali di
tale mutazione. Condomande magistrali
Borrelli individua einterroga i disagi del-
lanostraciviltdialogandoconunfiloso-
fo(MassimoDe Carolis) e due psicoanali-
sti (Francesco Napolitano e Massimo Re-
calcati). Impossibile tentare di restituire
in poche righe il respiro tematico di un
volume che si propone di decifrare le
(nuove) sofferenzementali apartiredagli
intrecci trapolitica, societ, psicheecosti-
tuzione biologica. Si tratta come avrete
capitodi undialogoapivoci sullanatu-
raumana: impresaprometeicache Bor-
relli riesce a contenere entro i limiti di
undibattito colto e inequilibrio tra teo-
rie edesperienze.
Ci si interroga sulluomo(e la donna) di
oggi, che Recalcati preferisce definire
ipermoderno, alludendo a unesaspe-
razione interna della modernit, rispet-
toa postmoderno, termineche accen-
tua una differenza per discontinuit, un
oltrepassamentodellorizzontedellamo-
dernit. Utile il richiamo al protagonista
di Shame, il filmdi Steve McQueen che ri-
traeimpietosamenteil disagioipermoder-
no, dove la vergogna prevale sulla colpa,
caratteristica invece di quelluomo freu-
diano sofferente di un conflitto tra istan-
zeacui lopsicologoHeinzKohut soloqua-
rantanni fa contrapponeva luomo tragi-
coele sue strutture deficitarie. nellatti-
tudinedissociativacheDeCarolisindicail
tratto dominante delle psicopatologie
contemporanee: in uno stesso soggetto
convivono comportamenti, attitudini,
segmenti di personalitdel tuttoincompa-
tibili, che per si succedono e si affianca-
nosenzaveroconflitto: ignorandosi, oscu-
randosi a vicenda, bench nessun seg-
mento venga davvero rimosso e confina-
tonellinconscio. Mettendolaccentosul-
le patologie da dipendenze (alcol, farma-
ci, droghe e persone), Recalcati si soffer-
masullalorofunzione di saturareil vuoto
depressivo, di riempirelavoraginemelan-
conicaconadditivi pseudo-terapeutici.
Le riflessioni nei campi della "psicopa-
tologia", della"diagnosi", della"farmaco-
terapia", spingono gli autori a riconside-
rare alcuni momenti cruciali della clinica
contemporanea. Per esempio il destino
della diagnosi di personalit borderli-
ne, termine giustiziato da Borrelli per-
ch di genericit al limite dellinsignifi-
canza (una posizione a cui approdano,
da ben altri percorsi, cio quelli della ri-
cercaempirica, anchei sistemi diagnosti-
ci piinteressanti degli ultimi anni, come
il Manuale Diagnostico Psicodinamico -
PDM). Napolitano ancora pi tranchant
e si domanda se il nome borderline bat-
tezza qualcosa o il nulla e si risponde il
nulla. unagriffe cheviolatantolalogica
quanto la teoria psicoanalitica. Trascu-
rando per, nella disapprovazione, che
lepidemiadiagnosticaborderline(ter-
mine peraltro introdotto da uno psicoa-
nalista, Adolf Stern, che, nel 1938, si inter-
rogava clinicamente sul confine tra ne-
vrosi epsicosi) haavutoil meritodi porta-
re alla luce il mondo sommerso (anche
dalla psicoanalisi) delle esperienze trau-
maticheprecoci edegli abusi. Librodi stu-
dioedi pensiero, giustamentepreoccupa-
to e preoccupante, forse eccessivamente
monofonico. Leggendolopucapitareil
desideriodi unavoceoutsider: di neuro-
scienze, per esempio, odi cognitivismo
illuminato, di psicoanalisi relazionale
odi queerness butleriana. Ma, inogni ca-
so, librovivente.
RIPRODUZIONERISERVATA
Francesca Borrelli, Massimo De
Carolis, Francesco Napolitano,
MassimoRecalcati. Nuovi disagi della
civilt, a cura di Francesca Borrelli,
Einaudi, Torino, pagg. XLVI+202,
9,99
di Gilberto Corbellini
L
adisinvolturaconcui, dopoal-
meno due decenni di giusti-
zialismo esasperato, non po-
chi giudici inItaliadannolas-
salto allo Stato di diritto, si
manifestainmodi particolar-
menteinquietanti nel casoStamina. Lesen-
tenzefavorevoli aVannoni &Conontutela-
no, infatti, il diritto delle persone a essere
informate correttamente, per decidere se
farsi somministrare intrugli indefiniti, e
vanno contro lobbligo dello Stato di non
sprecare denaro pubblico per trattamenti
inefficaci epericolosi. Inoltre, si trattadi de-
cisioni che ledono la dignit delle persone,
in quanto legittimano linganno e la frode
praticati scientemente ai danni di malati e
familiari sofferenti, da parte di personaggi
chesembranodellecaricaturedi ciarlatani.
Esplicitamenteoimplicitamentelemotiva-
zioni concui i magistrati giustificanolesen-
tenze pro Stamina chiamano in causa im-
propriamente la compassione umana, fa-
cendo anche appello alla coscienza, intesa
comecapacitper cos direnaturaledi rico-
noscere e seguire valori umanitari e buoni.
In realt, si autorizzano danni a persone e
al Paese. Aquesti giudici, maancheai politi-
ci che si lascianoincantare dalle baggiana-
te di chi difende Stamina (incluso lormai
solo sedicente scienziato Camillo Ricordi),
farebbe bene lultimo libro di Carlo Augu-
stoViano: unviaggioilluminantenellasto-
riadegli usi edi quelli cheoggi sonosoprat-
tuttoabusi dellaparola"coscienza". Termi-
ne che proprio nei blog e nei discorsi del
professorVannoni edei suoi fiancheggiato-
ri rimbalzaconunafrequenzatalmente al-
ta (uno di questi siti si chiama La penna
della coscienza), da essere prova in atto
chei richiami allacoscienza, incontesti do-
vei diritti sonogigarantiti dallalegge, pos-
sonoessereunasadicamascherapergiusti-
ficare azioni malevoli oilliberali.
Oltreagli argomenti ealleproveillustra-
te da Viano per provare che "coscienza"
untermine tuttaltrochestabilmentedefi-
nito nella storia della cultura occidentale,
ovverochepuessere usatoper giustifica-
re strumentali manipolazioni della verit
e per limitare laccesso delle persone a di-
ritti fondamentali, ci sono anche i risultati
dellericerchepsicologicheeneuroscienti-
fiche. Infatti, le contorsioni introspettive,
manipolabili e manipolatorie, che chia-
miamo "coscienza", probabilmente si so-
noevoluteper potenziarelanostracapaci-
t e necessit di auto-ingannarci allo sco-
po di ingannare meglio gli altri. In prima
istanza la coscienza non niente di esal-
tante, e solo al prezzo di un serio lavoro
educativoallusodellalogicaedel control-
lo fattuale delle credenze questa funzione
psicologica ha potuto e saputo davvero
concorrere al miglioramento della condi-
zione umana. Chi volesse approfondire
pu leggere anche lultimo libro di Robert
Trivers, ora tradotto initalianoper i tipi di
Einaudi, purtroppo con un titolo ridicolo
(La follia degli stolti. La logica dellinganno e
dellautoinganno nella vita umana; delledi-
zioneininglesesi parlatosuquestepagi-
ne il 15 aprile 2012).
Viano insuperabile nel rintracciare fin
nei pi reconditi e imprevisti meandri del
pensiero occidentale la tremolante luce
dellarazionalit, accesadallaricercaempi-
rica e dal dialogo, che portano a scoprire
lautonomia e liberano dallignoranza e
soggezione a cui i dogmatismi premoder-
ni e i relativismi postmoderni ci vorrebbe-
rorelegare. Il librosi snodalungoduediret-
trici tematiche principali, che riguardano
lobiezionedi coscienzarispettoallacoscri-
zione militare e lappello alla coscienza da
parte dei medici nellesercizio della loro
professione. In poche righe non si pu dar
contodallaricchezzaedellandamentoav-
vincentedi untestochedocumentalemer-
geredegli appelli allacoscienzaper rifiuta-
re, con giustificazioni religiose per esem-
pio da parte dei quaccheri nordamericani,
il ricorso alla violenza e alle armi proprio
mentresorgevanole modernesociet fon-
date sul riconoscimento dei diritti fonda-
mentali della persona. I pacifici cristiani,
che rivendicavano tale diritto negativo,
avevano coltivato per secoli unaccezione
della coscienza come foro interiore dove
lindividuo, soloconsestesso, potevaspon-
taneamente scoprire cosa sono il bene e il
male. Un crogiuolo, la coscienza, per
sempre instabile e cangiante. E nellet
moderna, mentre si pensa che anche le
nazioni eleclassi sociali possanoodebba-
no averne una collettivizzata, lamplia-
mentodellasferadei diritti fas chei valo-
ri del pacifismo assumono una valenza
che va oltre i richiami religiosi, al punto
darendere, anchegrazieallaprofessiona-
lizzazionedegli eserciti, lobiezionedi co-
scienza contro la guerra unistanza che
puaddirittura scomparire.
Oggi non pinecessarioappellarsi alla
coscienza per non essere arruolato
nellesercito, maunmedicopuappellarvi-
si per negare a un donna il diritto sancito
dalla legge di interrompere una gravidan-
za indesiderata e dannosa (nessuno pu
pensare che unmedicocredente debba es-
ser costrettoa praticare unaborto, ma non
raramenteantiabortisti sonostati scoperti
a praticare aborti privatamente); ovvero
per rifiutarsi di ammettere che una perso-
na che soffre e desidera volontariamente
mettere fine alla propria vita, lo possa fare
chiedendogli di essere aiutata. Sulla Lettu-
radel Corrieredi recenteil buonEmanuele
Trevi faceva non stranamente appello ai
politici belgi di votare secondo coscien-
za in merito allestensione in quel Paese
dellaccessoalleutanasiaper i minori. Lin-
vito a votare secondo coscienza risuona
sempreancheinItaliaquandosonoingio-
coquestioni cosiddetteeticamentesensibi-
li, ovveroper impedireleserciziodi cristal-
line libert personali o per scopi omertosi
(come quando i parlamentari votano se-
condo coscienza per non autorizzare in-
dagini sul propriooperato).
Insieme alla scienza, la coscienza, nella
formadi unaresponsabilitmoraleecivile
del medico, ha protetto, soprattutto
nellOttocento, i pazienti da abusi che, con
lavanzaredel metodosperimentale, diven-
tavanopraticabili epotenzialmenterisolu-
tivi per stabilirecausedi malattieedeffica-
ciadei trattamenti. Nonostanteci sianovo-
lute le tragedie del nazismo e degli abusi
medici incontesti bellici eilliberali per rico-
noscere ai pazienti gli stessi diritti fonda-
mentali di cui gode ogni cittadino, questa
lezionesembradimenticata. AlmenoinIta-
lia. Dove un Vannoni qualunque, solo na-
scondendosi dietro la parola "coscienza",
pucompiere misfatti.
RIPRODUZIONERISERVATA
Carlo Augusto Viano, La scintilla di
Caino. Storia della coscienza e dei suoi
usi, Bollati Boringhieri, Torino, pagg.
230, 30,00
di Arnaldo Benini
S
tanley Milgram, psicologo speri-
mentale, alla voce "Obedience"
dellOxford Companion to Mind, si
chiede come una persona per be-
nepossadiventare, inbrevetempo, omici-
da su comando delle autorit. La doman-
da, dice Milgram, non assurda. Societ,
ancheevolute, hannoordinatoai lorogio-
vani soldati di sterminare intere popola-
zioni, e il comando sempre stato esegui-
to. Obbedire alle leggi e alle istituzioni il
fondamento della vita sociale. Leccesso
dobbedienzapuportareaconflitti mora-
li intensissimi.
In un appunto custodito negli archivi
dellUniversit di Yale a New Haven, Mil-
gram scrisse che lessere ebreo (era nato
nel Bronx, a New York, nel 1933, figlio di
una rumena e di un ungherese, ebrei im-
migrati anni prima) lorendevaparticolar-
mente sensibile alla necessit di spiegare
scientificamente la deriva psicologica di
chi aveva eseguito lordine di sterminare
gli ebrei durante il Nazismo. Lobbedien-
zaper simili efferatezzestatasolodi quel
tempoedi quel popolootendenzialmen-
te presente in ciascuno di noi? Milgramsi
propose di rispondere alla domanda circa
ladisponibilitadeseguireordini immora-
li conunesperimentodi psicologiasociale
senza precedenti, dal quale ricavare dati
matematici indiscutibili. Dopo il consen-
so della National Science Foundation,
lesperimento fu condotto con 780 perso-
ne nel 1961 e 1962 nel laboratorio di psico-
logia dellUniversit di Yale. Milgram lha
descritto pi volte: un volontario preso
dalla strada era istruito a somministrare
scariche elettriche crescenti da 15 a 450
volt adunallievosenonrispondevacorret-
tamente alle domande del direttore
dellesperimento. Nel tasto di 15 volt cera
scritto "leggera scarica", poi via via "scari-
camoderata", "scaricaforte" finoal trente-
simo tasto con "scarica severa e pericolo-
sa", cheil volontariosapevachepotevaes-
seremortale. Le domande eranosemplici:
venivano lette coppie di parole, poi lallie-
vodoveva ricordarequaledi loroeraasso-
ciata alla prima. Ad esempio: ammaestra-
re. Fra lupo, cane, gatto, orso, lultima era
giusta. Se lallievo sbagliava, il volontario,
al quale era garantita lirresponsabilit di
quel chesarebbeaccaduto, ricevevadal di-
rettore lordine di colpirlo con una scarica
elettrica, pi forte al ripetersi degli errori.
Il volontario, almeno teoricamente, igno-
ravachelallievoeraunapersonaprepara-
ta per quel ruolo e che le scariche erano
finte. Scopo dellesperimento, secondo le
inserzioni sui giornali per reclutare i vo-
lontari, era di valutareleffettodi punizio-
ni fisiche sullapprendimento. La collabo-
razione di unora era onorata con quattro
dollari e mezzo, a quel tempo, dice un vo-
lontario, "a lot of money". I volontari furo-
noingannati, perchnonsi trattavadi stu-
diarelapprendimento, bens ladisponibi-
litallobbedienza.
Nel primo articolo, uscito nellottobre
1963 sul Journal of Abnormal and Social
Psychology, Milgram riferisce i risultati
con 40 volontari maschi, il 65% dei quali
avevano somministrato voltaggi alti, e 26
il massimodi 450volt. Inunambientepre-
stigiosocome luniversitdi Yale, loscopo
di migliorarelapprendimentotoglievare-
moreallatorturaeallomicidio, purchor-
dinati da unautorit. Dopo pochi giorni il
lavorofuripresodal NewYork Times eden-
tro poche settimane dalla stampa di tutto
il mondo. Era nato "leffetto Milgram",
lesperimentopifamosodi psicologiaso-
ciale, discussoancor oggi nellerivistespe-
cializzate. Larticolodi Milgramusc quasi
contemporaneamente alle corrisponden-
ze da Gerusalemme per il New Yorker di
Hannah Arendt sul processo Eichmann,
raccoltenel libroLabanalit del male. Eich-
mann a Gerusalemme. La disponibilit
allubbidienza cieca rivelata da Milgram
poteva essere la base psicologica delluni-
versale banalit del male e la spiegazione
storicaesocialedellOlocausto. Oltreasor-
presa e consensi, il lavoro suscitreazioni
incredule, critichee ostili. Fugiudicatain-
sostenibilelatorturapsicologicainfertaai
volontari, circa i quali non stato ancora
oggi chiarito quanti di essi, alla fine della
seduta, sianostati informati cheseratrat-
tato di una tortura simulata. Una ricerca,
di cui Milgram era informato, compiuta
da un assistente di Yale durante lesperi-
mento, rivelcheoltre il 40% dei volontari
nonavevadubbiochesi trattavadi unafin-
zione e che quasi solo loro erano arrivati
allascaricamortale, senzascrupoli perch
sicuri che si trattava di un gioco. 11 anni
dopo Milgram, nel frattempo passato
allUniversit di Harward, pubblic Obe-
dience, libronel quale conferma che il 65%
dei 780volontari, personedogni ceto, cul-
tura, religione e convinzione etico-politi-
ca, pur taloraprotestandoepregandodes-
ser dispensate, serano piegate al coman-
dodi usare scariche elettriche anche mor-
tali. Con molto pathos egli sostiene che il
suo studio era una battaglia etica contro i
difetti morali e i disturbi psicologici delle
persone ubbidienti ad ogni costo. Mil-
gram paragona i suoi volontari ad Eich-
manneagli scherani di Stalin. I dubbi sul-
la seriet scientifica della ricerca non
si chetarono.
La psicologa australiana Gina Perry ha
studiato per quattro anni il voluminoso
fondoMilgramaYale, lepubblicazioni sue
e dei suoi imitatori e critici, ed ha parlato
con volontari che avevano preso parte
allesperimento. Il risultato riassunto
nel giudizio che Milgram (morto nel 1984
dinfarto cardiaco) non era uno scienzia-
to, ma un"cowboy dellapsicologia". Il pi
famoso esperimentodi psicologia sociale,
non ebbe nulla di scientifico. Non si era
trattatodi unesperimento, ma di 24 espe-
rimenti con procedure diverse. I risultati
differivanodallo0al 100 % se volontarioe
allievoerano nella stessa stanza o instan-
ze separate, ma di ci nella statistica non
si tienconto. Unarticolodi pochesettima-
ne fa rivela che intre sedute, quando il vo-
lontario mostrava la volont di ritirarsi
per le reazioni dellallievo alla tortura, il
direttore dellesperimento andava nella
stanza dellallievo e tornava assicurando
che egli voleva continuare, circostanza
chenonrisultanellepubblicazioni. Losco-
podi Milgram, dicelaPerry, eradi legareil
suo nome ad una ricerca che lavrebbe re-
so famoso, come in realt avvenne. Per
questo la percentuale degli ubbidienti a
tutti i costi doveva essereelevata, anchese
i dati eranofalsi. FrancoisRochat, psicolo-
go dellUniversit di Fribourg, sostiene
che, pur condifetti ederrori, l"effettoMil-
gram" spiega quel che avvenne col Nazi-
smo. Troppo semplice. Con dati falsi non
si spiega nulla. Jean-Francois Lyotard ha
scrittoche lOlocausto statounterremo-
to che ha distrutto non solo il terreno, ma
anche i sismografi, lasciandoci fra le rovi-
ne senza spiegazioni. Claude Lanzmann,
regista, nel 1985, del film-documentario
Shoah, ritienechecapirelosterminiodegli
ebrei impossibile. Una guardia avvert
Primo Levi, appena arrivato ad Au-
schwitz, che l non cerano perch. La ra-
gione non in grado di spiegare tutti gli
enigmi dellamente.
ajb@bluewin.ch
GinaPerry, Behind the ShockMachine
The UntoldStory of the Notorious
MilgramPsychology Experiments, The
NewPress NewYorkLondon, pagg.340,
30,00
Illustrazione di Guido Scarabottolo
psicologia
Effetto Milgram: un falso?
Uno studio mostra che il famoso
esperimento, volto a misurare
la propensione degli individui
allobbedienza cieca, non fu
svolto con il rigore necessario
Il saluto di Romeo Bassoli. In alto i cuori! in suo ricordo
Cari tutti, sono entrato in quello che certamente sar il finale di partita col mio tumore. Lento
e indolente (e indolore) ma inarrestabile. Vi prego, niente proposte di medicine alternative.
Astenersi santoni. Solidariet e soprattutto cinismo sono benvenuti. Sono le parole scritte
dal giornalista scientifico Romeo Bassoli, dopo un decennio di cure, prima di morire, a 59 anni,
lottobre scorso. Parole dure, ma necessarie e colme di saggezza. In alto i cuori!, amava dire
eredit freudiane
Nuovi disagi
nella civilt
Nel nome di questioni
eticamente sensibili
in Italia spesso giudici
e politici autorizzano
misfatti e azioni lesive
della libert personale
Lo pseudotrattamento Stamina
si appella a valori umanitari.
E gli obiettori antiabortisti
negano in ospedali pubblici ci
che talvolta praticano in privato
inganni e autoinganni compassionevoli
Usi e abusi di coscienza
stanleymilgram(1933-1984) | Il famoso esperimento sullobbedianza, eseguito
con questa macchina, del 1961 e fu pubblicato nel 1963, esattamente mezzo secolo fa