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Prosopografia siciliana

nellepistolario di
Gregorio Magno
Roberta Rizzo
Copyright MMIX
ARACNE editrice S.r.l.
www.aracneeditrice.it
info@aracneeditrice.it
via Raffaele Garofalo, 133 A/B
00173 Roma
(06) 93781065
ISBN 9788854825192
I diritti di traduzione, di memorizzazione elettronica,
di riproduzione e di adattamento anche parziale,
con qualsiasi mezzo, sono riservati per tutti i Paesi.
Non sono assolutamente consentite le fotocopie
senza il permesso scritto dellEditore.
I edizione: maggio 2009

5




Indice






Premessa ...................................................................................... 7

Prosopografia ............................................................................. 9

Appendice ..................................................................................... 119

Bibliografia .................................................................................. 121

Indice delle concordanze ............................................................. 129











Capitolo I 6

7
Premessa






Questa prosopografia riguarda tutti i personaggi di cui si fa men-
zione nellepistolario di papa Gregorio Magno (590604) in relazione
alla Sicilia, anche se non siciliani: nobili, nobildonne, uomini di go-
verno, vescovi, presbiteri, diaconi, suddiaconi, funzionari ecclesiasti-
ci, abati, badesse, monaci, monache, notai, commercianti, armatori,
coloni e schiavi.
Essi sono elencati in ordine alfabetico col nome latino attestato
dallepistolario. Gli omonimi sono distinti da un numero arabo, corri-
spondente allordine cronologico delle lettere che li menzionano.
Di ciascun peronaggio vengono indicati preliminarmente i dati di
identificazione (qualifica sociale o professionale o ecclesiastica), la
localit di riferimento, il precedente repertorio prosopografico
1
.


Segue un essenziale profilo sulla base degli elementi che si traggo-
no dalle lettere, citate conformemente alledizione EWALDHARTMANN,
MGH, Epistolae, III, Berolini 18911899 (rist. Mnchen 1978)
2
.
Allinterno di ogni singolo profilo il nome del personaggio di cui si
tratta viene riportato in versione italiana; gli altri vengono scritti in
latino e una sola volta in grassetto per facilitarne il rimando alla voce
propria. A volte, per brevit, si omettono del tutto gli elementi che
possono trovarsi per esteso nelle voci di rimando: in questi casi il ri-
mando viene preceduto da vd..

In Appendice sono inserite le lettere inviate cumulativamente ai ve-
scovi della Sicilia.
Per linquadramento dei contenuti epistolari nel contesto della sto-

1
Sulla nobilt si rimanda a R. RIZZO 2008.
2
Giacch tale edizione presenta qualche differenza rispetto a quella del NORBERG (CCL
140-140A, Turnholti 1982), si fornisce alla fine del volume il relativo prospetto delle concor-
danze.
Premessa 8
ria politica, economica, sociale e religiosa della Sicilia dellet gre-
goriana che esula dalleconomia del presente lavoro si riman-
da alle trattazioni specifiche.






9










PROSOPOGRAFIA






















Premessa 10




11
A


ACOSIMUS
Schiavo (Sicilia)
PIC I, 13: s.v.

Nel gennaio 593 (Ep. III 18) Gregorio dona puerum nomine Acosi-
mum natione Sicula al suo consigliere vir eloquentissimus Theodorus.


ADEODATA
Illustris femina (Lilibeo)
PI, 250: s.v.; PLRE III A, 15: s.v.; PIB I, 94: s.v.; PIC I, 16: Adeodata
2
.

Nellagosto del 598 (Ep. VIII 34) Gregorio risponde alla lettera con
la quale la illustris femina Adeodata gli aveva comunicato la decisione
di farsi monaca. Rivolgendosi a lei col titolo di gloria vestra, la esorta
a perseverare in questa sua scelta di rinuncia ad una vita di lusso, au-
gurandole di essere annoverata un giorno in vera gloria et inter ma-
tronas caelestes. La invita a disprezzare i beni terreni (prosperitates
temporum, multitudinem hominum, dignitatum pompas, matronarum
gloriam, divitiarum abundantiam) da lei fino ad allora goduti e a ri-
cercare quae nec inventa transeunt nec adepta deficiunt, per essere ac-
colta un giorno in sanctarum martyrum sorte. La rassicura, inoltre,
sulla causa del vescovo DECIUS da lei segnalatagli, informandola di
averla affidata al vescovo di Siracusa IOHANNES
6
e al giudice LEON-
TIUS, vir bonus et iustus, il quale garantiva nec ei subripiatur nec pars
ecclesiae possit praeiudicium sustinere
3
.
Nellagosto dellanno dopo (Ep. IX 233), avendo gi Adeodata tra-
sformato la propria casa di Lilibeo in un monastero femminile da de-
dicare in honore beati Petri principis apostolorum atque sanctorum
martyrum Christi Laurentii, Ermetis, Pancratii, Sebastiani et Agnes,
Gregorio chiede al vescovo Decius di consacrare il cenobio della glo-

3
verosimile che questa causa riguardasse il testamento del defunto vescovo THEODO-
RUS
1
, il quale aveva disposto arbitrariamente dei beni della diocesi di Lilibeo (Epp. V 23; VI
13; IX 4).
Prosopografia 12
riosissima femina, previo accertamento della relativa donazione: in
reditu praestantes liberos a tributis fiscalibus solidos X, pueros tres,
boves paria tria, mancipia alia, quae serviant in ipso monasterio nu-
mero V, equas numero X, vaccas numero X, hastulas vinearum nume-
ro IIII, oves numero XL, et cetera secundum morem
4
.
Solo nel settembre del 600 (Ep. XI 5) Gregorio invia ad Adeodata
le reliquie dei santi per la dedicazione del suo monastero, facendo no-
tare che il ritardo aveva consentito che, per via dei miracoli (docenti-
bus miraculis) verificatisi nel frattempo allinterno del cenobio, et
amor vobis cresceret in veneratione sanctorum et maior fieret exulta-
tio gaudiorum
5
.
In unepigrafe posta un tempo nel coro del monastero di Adeodata
si leggeva: Gregorius cognomento Magnus, ex bonis propriis nec-
non Adeodatae eius consanguineae, monasterium hoc a fundamentis
extruxit.
6
La parentela di Adeodata con Gregorio, attestata da queste-
pigrafe andata ormai perduta, sarebbe confermata dai toni confidenzia-
li con cui il pontefice si rivolgeva alla nobildonna nelle sue lettere (vd.
le gi citate Epp. VIII 34; XI 5).


ADEODATUS
Monaco. Proprietario terriero (Palermo)
PIB I, 98: Adeodatus
21
; PIC I, 26: Adeodatus
21
.

Nel settembre 602 (Ep. XIII 5) Gregorio concede al servus Dei
Adeodato, del monastero palermitano di S. Adriano, testandi licen-
tiam in considerazione del fatto che le sue volont testamentarie era-
no state gi espresse a voce prima dellingresso in monastero, allor-
ch aveva dato libert ai suoi mancipia e donato loro domos, hortua
intra civitatem seu terras sationales vel vineas in fundo Carsimiano,

4
Lentit di questa dote conferma lagiatezza di Adeodata (gi risultante dai citati beni cui
ella aveva rinunciato), nonch il suo rango senatorio (implicito nel titolo onorifico di illustris
femina).
5
Secondo una tradizione locale di Marsala, lantica Lilibeo, Adeodata ebbe fama di santi-
t insieme al vescovo Pascasino, vissuto in et vandalica. Nella tela La Madonna della Cava
e Santi, conservata nellomonima chiesa di Marsala, Adeodata raffigurata insieme a Pasca-
sino: cfr. LINARES 1978, 76.
6
Lepigrafe citata da LINARES 1978, 188.
Prosopografia 13
pariter et portiones in fundo Folloniaca et Alisa. Il papa lo rassicura
inoltre che qualunque cosa stabilisca, huius modi scriptura interve-
niente, sarebbe firmum stabileque, risultando evidente che non aveva
fatto novum aliquid, quod lege est vetitum, sed dudum factum expri-
mere et salubriter amputandi causa litigii litterarum memoriae ser-
vanda deponere
7
.
La richiesta di Adeodato lascia intuire la sua preoccupazione di tu-
telarsi non solo da eventuali contenziosi fra gli schiavi, ma anche dalle
possibili rivendicazioni patrimoniali da parte dei suoi eredi legittimi,
8

nonch del monastero di S. Adriano, al quale, come si apprende dalla
medesima lettera, il monaco aveva donato altri beni non meglio preci-
sati.
9
Riguardo al fondo Folloniaca, si poteva paventare pure il rischio
di unazione legale degli agenti ecclesiastici, in quanto il terreno risul-
tava essere in parte iuris ecclesiae (Ep. I 9).


ADRIANUS
Cartularius ecclesiae. Amministratore del patrimonio ecclesiastico (Sicilia)
PIB I, 100101: Adrianus
3
; PIC I, 2830: Adrianus
2
.

Nel febbraio 599 (Ep. IX 110) Gregorio esorta Adriano e altri am-
ministratori del patrimonium sancti Petri a sorvegliare che i vescovi
non coabitino con donne (eccetto madre, zie e sorelle) e che i chierici
vivano in continenza.
Nel giugno 601 (Ep. XI 33) lo incoraggia a continuare la sua ap-
prezzabile azione contro incantatores atque sortilegos
10
.

7
Secondo le disposizioni legislative (Iust. Nov. V 4-5; CXXIII 38), i monaci potevano redi-
gere testamento solo prima di entrare in monastero. Nel caso di Adeodato, che aveva disposto a
voce delle proprie sostanze prima di farsi monaco, era prevista la possibilit di mettere per iscrit-
to la donazione, previa autorizzazione del pontefice. Sul caso cfr. DAMIZIA 1949, 113-114. Per la
normativa in materia di propriet monastica si vedano BIONDI 1952-1954, I, 391; ORESTANO
1956; SORACI 1992, 71-72; DE SALVO 1993, 307-308; CALIRI 1994, 218-220; CARON 1995.
8
Facendo riferimento alla manomissione degli schiavi di Adeodato, DAMIZIA 1948, 211,
osserva che la ratifica della concessione della libert a viva voce eliminava eventuali pretese
da parte degli eredi. Si veda il caso simile della moglie di REDEMPTUS.
9
La normativa prevedeva che, in assenza di un testamento scritto, i beni dei monaci fosse-
ro trasferiti alla congregazione di cui entravano a far parte (Iust. Nov. V 4-5; CXXIII 38; cfr.
Epp. IV 6; IX 197; XI 15).
10
Sulle persistenze del paganesimo in Sicilia si rinvia a R. RIZZO 2002 e 2006.
Prosopografia 14
Nel gennaio del 603 (Ep. XIII 22) comunica ai vescovi delle dioce-
si afferenti il distretto siracusano (GREGORIUS
2
di Agrigento, LEO
2
di
Catania, SECUNDINUS di Taormina, IOHANNES
6
di Siracusa, DONUS di
Messina, LUCIDUS di Lentini e TRAIANUS di Malta) di avere nominato
Adriano rettore del rispettivo patrimonio ecclesiastico e chiede loro di
aiutarlo.
Nel marzo 604 (Ep. XIV 17), informato dal monaco MARCIANUS
4

della mancanza di disciplina imperante nel monastero di S. Vito, che
sorgeva sullEtna, affida ad Adriano il compito di provvedere a che i
monaci non vi convivano con donne e a che siano restituiti alla con-
gregazione i beni ad essa usurpati da persone estranee.
Vd. altro s.vv. AGATHOSA (Ep. XI 30), IULINUS (Ep. XIII 23),
PANTALEO (Ep. XIII 37) e PASCHALIS (Ep. XIII 25).


AGATHO
1

Vescovo (Lipari)
PIB I, 108: Agatho
3
; PIC I, 53: Agatho
4
.

Nel luglio 593 (Ep. III 53) Gregorio raccomanda a MAXIMIANUS,
vescovo di Siracusa, di far pervenire cinquanta solidi per il suo sosten-
tamento ad Agatone da parte della Chiesa di Lipari, dal cui seggio epi-
scopale il sopra nominato era stato deposto per punizione (gi dal feb-
braio 592, come si inferisce dalle Epp. II 19 e 51, su cui vd. PAULI-
NUS)
11
.


AGATHO
2

(Siracusa)
PIB I, 108: Agatho
4
; PIC I, 5354: Agatho
5
.

Per la sua candidatura al seggio vescovile di Siracusa nel 595, vd.
MAXIMIANUS (Ep. V 54).




11
Sulle pene comminate ai vescovi colpevoli di gravi crimini cfr. DAMIZIA 1949, 195-196.
Prosopografia 15
AGATHO
3

Monaco (Palermo)
PIC I, 54: Agatho
6
.

Nel luglio 596 (Ep. VI 47) Gregorio scrive ad URBICUS, abate del
monastero palermitano di S. Ermete, perch accolga con affabilit A-
gatone, che aveva chiesto il permesso di entrare nella congregazione.
Avverte, per, essere necessario che anche la moglie di Agatone si
converta alla vita monastica, giacch il precedente matrimonio aveva
fatto dei due un corpo solo
12
.


AGATHOSA
(Palermo)
PI, 250: s.v.; PIC I, 55: s.v.

Nel febbraio 601 (Ep. XI 30) Gregorio chiede al notaio ADRIANUS
di indagare accuratamente se risponda a verit quel di cui Agatosa si
lamenta, che cio il marito si sia ritirato nel monastero palermitano di
S. Ermete contro la sua volont, e se la donna abbia mantenuto la pro-
messa di indossare anche lei labito monacale. In caso contrario, a-
vrebbe dovuto sollecitarla ad entrare subito in monastero o farla riuni-
re col marito, anche se gi tonsurato. Di ci il papa d la giustificazio-
ne, osservando che la pur tollerante normativa civile in materia (che
prevedeva lo scioglimento del matrimonio conversionis gratia)
13
era
inammissibile per la legge di Dio, secondo cui i coniugi andavano
considerati alla stregua di un solo corpo
14
.
possibile che Agatosa si opponesse alla monacazione del marito
per il timore di perdere il patrimonio familiare, che egli, conforme-
mente alla normativa, avrebbe potuto donare per intero alla congrega-
zione di cui entrava a far parte
15
.


12
Cfr. DAMIZIA 1949, 112; SORACI 1992, 7172. Che questo caso sia forse da collegare
col seguente relativo ad AGATHOSA?
13
Cfr. Iust. Nov. XXII 5; CXXIII 40.
14
C da chiedersi, come detto sopra, se trattasi dello stesso caso relativo ad AGATHO
3
.
15
Si veda al riguardo quanto detto s.v. ADEODATUS.
Prosopografia 16
AGNELLUS
1

Vescovo. Muore prima del 593 (Lucania/Sicilia)
PIB I, 115: Agnellus
11
; PIC I, 69: Agnellus
12
.

Nel settembre 593 (Ep. IV 6) Gregorio d disposizione al diacono
CYPRIANUS, rettore del patrimonio ecclesiastico della Sicilia, di inte-
ressarsi con severit del seguente caso. Agnello, vescovo di una dioce-
si della Lucania trasferitosi con lomonimo figlio (AGNELLUS
2
) in Si-
cilia a causa delle incursioni longobarde, aveva donato met dei propri
beni al figlio e laltra met ad un monastero, nel quale era entrata per
suo incoraggiamento la nobilis mulier PETRONELLA, anchella fuggita
in Sicilia dalla Lucania. Ma in seguito il figlio aveva sedotto, stuprato,
ingravidato e fatto allontanare dalla congregazione Petronella, sottra-
endo al monastero stesso i beni donati dalla donna e dal padre.
Cyprianus avrebbe dovuto, pertanto, provvedere, oltre alla punizione
dei due colpevoli da giudicare con un severo processo canonico
16

, anche alla restituzione di tali beni cum omnibus suis illic fructibus
atque accessionibus
17
.


AGNELLUS
2

Notarius ecclesiae (Lucania/Sicilia)
PIB I, 115: Agnellus
11
; PIC I, 69: Agnellus
13
.

Vd. AGNELLUS
1
(Ep. IV 6).


ALBINUS
Colono (Palermo)
PIC I, 80: Albinus
8
.

Nel giugno 594 (Ep. IV 28) Gregorio comanda al defensor eccle-
siae di Palermo CANDIDUS
1
di dare un sussidio annuo di due terzi di
un solido ad Albino, figlio di un MARTINUS
1
defunto colono ecclesia-

16
Petronella andava ricondotta subito in monastero. Per la legislazione in materia cfr.
DAMIZIA 1949, 195.
17
Da questa disposizione si inferisce che fra le sostanze donate al monastero sia dal ve-
scovo Agnello che dalla nobildonna Petronella figurassero terre siciliane.
Prosopografia 17
stico, giacch egli annota luomo cieco ed conveniente che il
pontefice sovvenga necessitatem patientibus.


ALEXANDER
1

Vir magnificus (Sicilia)
PI, 251: Alexander
2
e Alexander
3
; PLRE III A, 45: Alexander
10
; PIB I, 124: Alexander
8
;
PIC I, 87: Alexander
10
.

Nel maggio del 591 (Ep. I 42) Gregorio, per risolvere honestate
servata una controversia che il vir magnificus Alessandro ha con la
Chiesa siciliana, chiede a PETRUS
1
di trattare con Alessandro in per-
sona perch ponga fine ai contenziosi.
Essendo poi Alessandro in lite de quibusdam rebus con la
suocera TECLA, badessa del monastero napoletano di S. Maria, il pon-
tefice nel novembre del 598 (Ep. IX 54) chiede lintervento di ROMA-
NUS
2
, rettore del patrimonio ecclesiastico siracusano, perch induca il
vir magnificus a cercare una soluzione pacifica e ad evitare in tal mo-
do di essere costretto in futuro a rendere strepitu et dispendio il dovu-
to. Il papa vuole inoltre essere informato sugli sviluppi della faccenda
per sapere cosa fare pro utilitate memorati monasterii, di cui da
supporre erano stati lesi gli interessi patrimoniali
18
.


ALEXANDER
2

Pretore di Sicilia
PI, 251: Alexander
1
; PLRE III A, 46: Alexander
17
; PIB I, 124: Alexander
8
; PIC I, 87:
Alexander
11
.

Nellottobre del 600 (Ep. XI 8) Gregorio gli raccomanda IOHAN-
NES
10
, inviato in Sicilia a tutelare (ne amplius decresceret) il patrimo-
nio della Chiesa ravennate
19
.

18
probabile che Alessandro si rifiutasse di consegnare al monastero napoletano alcuni
beni della res familiaris della suocera, forse terreni che si estendevano nel Siracusano, dato
appunto il richiesto intervento di Romanus
2
.
19
Dato che Alessandro, da praetor quale egli era, rappresentava il governo bizantino, pu
presumersi che i danni sofferti dal patrimonio siciliano ravennate fossero causati dalla rapaci-
t degli ufficiali governativi.
Prosopografia 18
ALEXANDER FRIGISCUS
Colono (Catania)
PIC I, 875: Alexander

Frigiscus.

Nellottobre del 598 (Ep. IX 43) Gregorio si rivolge al defensor ec-
clesiae SCOLASTICUS perch provveda a dare la giusta retribuzione ad
Alessandro Frigisco, colono ecclesiastico, che aveva lavorato per tre
anni nella costruzione di una casa a Catania per conto della Chiesa e
apud plurimos, e si lamentava di essere stato pagato dal diacono
CYPRIANUS con una somma (quattordici solidi e due terzi) inferiore al
dovuto.


ALEXANDRIA
Clarissima femina. Proprietaria terriera. Muore prima del 599 (Napoli)
PI, 251: Alexandria
2
; PLRE III A, 48: Alexandria
3
; PIB I, 124: Alexandria
2
; PIC I, 89:
s.v.

Fra il giugno e il luglio del 599 (Ep. IX 170) Gregorio chiede al ret-
tore del patrimonio ecclesiastico siracusano ROMANUS
2
di intervenire
in una questione patrimoniale, di cui gli spiega i termini: prima di mo-
rire, la clarissima femina Alessandria aveva fondato nella sua casa di
Napoli il monastero dei santi Erasmo, Massimo e Giuliana, provve-
dendolo di terre nellarea laziale e di parte della massa Papyrianensis
in Sicilia; ma, giacch tali beni erano destinati pure allo xenodochio
siciliano di S. Teodoro, labate del monastero di Alessandria, di nome
Fuscus, ne aveva sollecitato la divisione; inoltre, al predetto monaste-
ro spettava, nei due terzi, per diritto ereditario, il lascito fatto da POM-
PEIUS ad Alessandria, forse una parente, e detenuto dallospizio di S.
Teodoro. Romanus
2
avrebbe quindi dovuto provvedere a che la divi-
sione delle sostanze avvenisse secundum portiones competentes
20
.



20
Considerato lintervento di Romanus
2
, la massa Papyrianensis doveva estendersi nella
zona orientale della Sicilia. Quanto al lascito di Pompeius, possibile che si trattasse di terre
ubicate anchesse nella Sicilia orientale, dato appunto il richiesto interessamento di Roma-
nus
2
.
Prosopografia 19
ALUMINOSA
Ancilla Dei (Roma)
PIB I, 126: s.v.; PIC I, 92: s.v.

Vd. SERVUSDEI (Ep. IX 8).


AMANDINUS
Vir gloriosus (Sicilia)
PI, 251: s.v.; PLRE III A, 52: s.v.; PIB I, 129: Amandinus
2
; PIC I, 9596: Amandinus
2
.

Fra il settembre e lottobre del 598 (Ep. IX 5) Gregorio fa sapere ad
Amandino, domesticus dellesarca (Ep. IX 56)
21
, di avere ricevuto il
grano inviatogli tramite PAULUS
3
e TIMARCUS e di avere scritto
allesarca perch gli facesse avere cautiones agentium vices Iohannis
praefecti simul et palatini. In riferimento poi ad una sua precedente
lettera, in cui lo aveva messo al corrente di talune notizie ricevute sul
conto dellex pretore LIBERTINUS, indagato dal giudice LEONTIUS, gli
rinnova la richiesta di avere cum eo caritatem et gratiam.
Giacch Amandino collaborava allinchiesta giudiziaria di Leon-
tius, nel mese di novembre (Ep. IX 56) il papa gli segnala anche lex
prefetto GREGORIUS
3
, perch nel corso delle indagini non soggiaccia
cuidam iniustae afflictioni vel gravamini.


ANASTASIUS
1

Religiosus (Palermo)
PI, 251: Anastasius
11
; PIB I, 137: Anastasius
16
; PIC I, 118: Anastasius
14
.

Nellestate del 592 (Ep. II 38) Gregorio, tramite PETRUS
1
, assegna
a titolo personale una rendita di sei solidi doro al religioso Anastasio,
che risiede iuxta Panormitana civitate in oratorio sanctae Agnae.




21
Per le funzioni del domesticus cfr. JONES 1964, II, 832 ss.

Prosopografia 20
ANASTASIUS
2

Medico (Palermo)
PI, 251: Anastasius
7
; PLRE III A, 66: Anastasius
16
; PIB I, 137138: Anastasius
17
; PIC I,
118: Anastasius
15
.

In una lettera del settembre 594 (Ep. V 4) Gregorio, considerando il
medico Anastasio responsabile di multa mala verificatisi nel monastero
femminile di S. Martino, prega il vescovo di Palermo VICTOR di inti-
margli di non entrare mai pi in monasterio virginum sive ipso seu alio.
molto probabile che Anastasio avesse preso parte al complotto
ordito dalla monaca VICTORIA ai danni della priora MARCIA, del qua-
le il pontefice scrive al vescovo nella medesima epistola.


ANASTASIUS
3

Proprietario terriero (Palermo)
PI, 251: Anastasius
12
; PLRE III A, 66: Anastasius
18
; PIB I, 138: Anastasius
20
; PIC I,
119: Anastasius
18
.

Vd. IANUARIA (Ep. IX 39).


ANTONINA
Patricia (Siracusa)
PI, 252: Antonina
2
; PLRE III A, 93: Antonina
3
; PIB I, 164: Antonina
4
; PIC I, 154155:
Antonina
6
.

Nellagosto del 599 (Ep. IX 232) Gregorio invia saluti a lei e alla
sorella BARBARA attraverso una lettera indirizzata ai loro genitori, i
patrizi VENANTIUS
1
e ITALICA. Stessa cosa fa nel gennaio del 601
(Ep. XI 18) per mezzo di una epistola indirizzata a Venantius
1
.
Avendolo poi Antonina e Barbara informato delle pessime condi-
zioni fisiche del padre, con lettera del febbraio 601 (Ep. XI 23) le con-
sola, promettendo loro la sua protezione quando fossero rimaste orfa-
ne: avrebbe provveduto a difendere i loro interessi dai ricatti iniusto-
rum hominum.
Con altra lettera (Ep. XI 25) prega intanto il vescovo siracusano
IOHANNES
6
di pensare al destino delle due sorelle, soprattutto col con-
Prosopografia 21
vincere il padre a desistere dalla decisione di affidare le figlie allim-
peratore e a mantenere fede, piuttosto, alla scelta precedente, cio di
porle sotto la tutela dello stesso pontefice sia che restassero in Sicilia
sia che si trasferissero a Roma: e fa sapere che al riguardo aveva inte-
ressato la patrizia RUSTICIANA, nipote di Boezio e residente a Costan-
tinopoli, perch si adoperasse nelle more a tenere a bada gli uomini,
che cercavano di mettere il sigillo sulle propriet di Venantius
1
col
pretesto di tutelare la di lui volont.
Nellagosto del 601 (Ep. XI 59) Gregorio risponde alla lettera con
la quale Antonina e Barbara gli comunicavano il trasferimento a Ro-
ma: confida loro la gioia e lansia di aspettarle ad Petri apostolorum
principis limina, e prega intanto Dio di preservarle a malignis spiriti-
bus in cogitatione et a perversis hominibus atque ab omni contrarieta-
te e di renderle dignis coniunctionibus dignis maritis iunctas in eius
ecclesia. Le informa inoltre di avere raccomandato le loro causae al
vescovo Iohannes
6
e al rettore del patrimonio ecclesiastico ROMA-
NUS
2
. Le ringrazia delle due racanae (mantelli di lana), che gli aveva-
no inviato in dono, ma le rimprovera che se ne siano arrogate il merito
della tessitura (adhuc ad fusum manum numquam misistis). Le solleci-
ta, infine, alla lettura delle Sacre Scritture affinch, una volta sposate,
sappiano et qualiter vivere et domum quo modo disponere.
Il fatto che Gregorio si fosse assunto la tutela delle due sorelle e la
difesa dei loro interessi patrimoniali potrebbe forse spiegarsi con
lesistenza di un vincolo di parentela, che peraltro trasparirebbe dai
toni confidenziali della corrispondenza
22
. Ne avremmo una conferma
se dovessimo riconoscere in Antonina e Barbara le nobilissimae nep-
tes di Rusticiana della gens Anicia al pari di Gregorio in favore
delle quali il papa interverr nel febbraio del 603 (Ep. XIII 26) contro
un certo Beator, che, venuto in Italia quasi comes privatarum, perpe-
trava ogni sorta di malversazioni contro gli homines delle due giovani
e della stessa Rusticiana
23
.

22
Le menzionava addirittura come dulcissimae filiae (Epp. IX 232; XI 59).
23
Non trova riscontri documentari la proposta della letteratura prosopografica di identifi-
care queste due nipoti con le figlie della patrizia Eusebia (PLRE III A, 467: Eusebia
2
), la figlia
di Rusticiana che viveva a Costantinopoli (Ep. IV 44) e che era sposata con Apion (PLRE III A,
9899: Fl. Apion
4
). Fra laltro, non si capisce perch il pontefice non facesse menzione pure
dellaltro figlio di Eusebia (Epp. VIII 22; XI 26; XIII 26. 35), il domnus Strategius (PLRE III B,
Prosopografia 22
ANTONINUS
Defensor ecclesiae. Benefattore. Rettore del patrimonio ecclesiastico. Muore nel 591
(Sicilia)
PI, 252: Antoninus
2
; PIB I, 164: Antoninus
3
; PIC I, 156157: Antoninus
5
.

Il 16 marzo del 591 (Ep. I 39a) Gregorio informa PETRUS
1
che dal-
la Sicilia gli erano giunte lamentele sugli illeciti commessi nellammi-
nistrazione ecclesiastica negli ultimi dieci anni sin dai tempi Antonini
defensoris, che aveva amministrato il patrimonio siciliano di S. Pietro
sotto il pontificato di Pelagio II (578590).
Nel mese di maggio dello stesso anno (Ep. I 42) il pontefice d di-
sposizioni a Petrus
1
in merito alle ultime volont di Antonino: una me-
t delleredit era stata gi consegnata ai parenti; laltra, lasciata alla
Chiesa, bisognava dividerla fra i destinatari legittimi, i defensores ec-
clesiae e i pellegrini, ai quali il defunto aveva gi devoluto qualcosa.
Vd. altro s.vv. EXTRANEA e PALATINUS.
Nellestate del 592 (Ep. II 38) Gregorio chiede ancora a Petrus
1
di
liquidare altri lasciti testamentari di Antonino monasteriis vel aliis, di
portare a Roma le cauzioni trovate in eiusdem Antonini substantia e di
regalare alla congregazione palermitana del Pretoritano il codice
dellEptateuco di propriet del defunto.
Nel febbraio del 599 (Ep. IX 105) Gregorio, avendo mandato a
Sorrento dei monaci per comprare alcune terre pro complenda Antoni-
ni voluntate, incarica il suddiacono Antemius, rettore del patrimonio
ecclesiastico campano, di sorvegliare che questi monaci non sperperi-
no pecuniam quam acceperant ad emendas possessiones, dalle quali
avrebbero dovuto trarre le rendite per il loro sostentamento
24
.



1203: Strategius
8
) e perch, in una circostanza cos grave, il papa parlasse a Rusticiana delle
nipoti e non dei loro genitori Eusebia ed Apion, che, a differenza di Italica e di Venantius
1
,
erano ancora in vita nel 603 (Ep. XIII 35). Inoltre, in quel periodo Antonina e Barbara si tro-
vavano a Roma sotto la tutela di Gregorio, il quale, come si visto, gi in passato aveva dife-
so il loro patrimonio dai sigilli imperiali (Ep. XI 25). molto probabile che Rusticiana fosse
la nonna materna di Antonina e Barbara, cio la madre di Italica, il cui nome rinvia al lignag-
gio degli Anici, di cui faceva parte, appunto, Rusticiana.
24
Data la frammentariet delle notizie fornite da questa lettera, non si pu escludere che
nelle sue ultime volont Antonino avesse stabilito anche la costruzione di un monastero.
BROWN 1984, 182 n. 12, lo annovera fra gli aristocratici benefattori della Chiesa.
Prosopografia 23
APOLLONIUS
Vir gloriosus. Magister militum (Roma)
PI, 252: s.v.; PLRE III A, 101: s.v.; PIB I, 170: Apollonius
2
; PIC I, 166167: s.v.

Al magister militum Apollonio, in partenza per Siracusa dove lo at-
tende un processo in connessione con linchiesta giudiziaria di LEON-
TIUS, nellottobre del 598 Gregorio consegna due lettere di raccoman-
dazione, rispettivamente, per il vescovo siracusano IOHANNES
6
(Ep.
IX 16) e per il giudice in persona (Ep. IX 34), affinch entrambi ga-
rantiscano, salvo il rispetto per la giustizia, assistenza e protezione al-
laccusato, peraltro gi altre volte oggetto di benevola attenzione da
parte del vescovo
25
.


ARCHELAUS
Vir clarissimus. Medico. Proprietario terriero (Siracusa)
PI, 253: Archelaus
1
; PLRE III A, 105: Archelaus
3
; PIB I, 173: Archelaus
2
; PIC I, 183:
Archelaus
3
.

Il 20 aprile del 595 (Ep. V 32) Gregorio chiede a CYPRIANUS di
proteggere le possessiones del medico Archelao dalle ingiustizie per-
petrate ab aliquibus.
Per una sua causa dibattuta nel corso delle indagini di LEONTIUS
vd. quanto detto s.v. DOMITIANUS (Ep. IX 32).


ARGENTIUS
Colono (Sicilia)
PIC I, 185186: s.v.

Nellottobre del 598 (Ep. IX 37) Gregorio comanda a ROMANUS
2

di cedere al colono Argenzio un appezzamento di dieci moggi posses-
sionis Disterianae, che egli merita in considerazione dellospitalit
che suole offrire a molti.

25
Non si conoscono i capi daccusa pendenti su Apollonio, ma pu ben credersi che aves-
sero attinenza con la carica di magister militum da lui svolta in Sicilia. Cfr. BROWN 1984, 152
n. 17; GUILLOU 1987, 7172.