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Sar illegale, ma per l'oppio

non c' recessione


02 maggio @ 18.12
MARINA FORTI

Coltivazione di papavero da oppio in Helmand, Afghanistan orientale



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AfghanistanLa superficie coltivata a papavero
aumenta, anche nelle zone dove era stato
eradicato. In tempi di incertezze e di
recessione, l'oppio resta un'assicurazione per
tanti piccoli agricoltori. Ma rafforza
un'economia illegale destabilizzante
Facile dire economia illegale. Ma cosa succede nei
distretti rurali dell'Afghanistan, dove la coltivazione del
papavero da oppio parte del reddito di molte
famiglie? Consideriamo i fatti.

La coltivazione di papavero da oppio in Afghanistan
aumentata nel 2013 per il terzo anno consecutivo, secondo
l'ultimo rapporto diffuso dall'agenzia dell'Onu specializzata in
droghe e economie criminali, Unodp. aumentata la superficie
coltivata a livelli nazionale, ed aumentata in particolare in alcune
province che erano state classificate poppy free, libere da
papavero.
Ora tutto lascia pensare che il trend continuer nella prossima
stagione, ed una previsione fin troppo facile: questo l'anno di
una difficile transizione. Entro la fine dell'anno i contingenti militari
occidentali avranno completato il ritiro, l'elezione di un nuovo
presidente in corso (un voto di ballottaggio sar presumibilmente
in giugno), resta sospeso un negoziato politico con i Taleban, e
l'incertezza generale trascina con s anche le sorti dell'economia:
anche perch assistenza e investimenti occidentali hanno gi
cominciato a prosciugarsi in vista del ritiro delle truppe.

L'economia dell'oppio invece prospera. Il traffico di oppio
(e di eroina) produce grandi ricchezze e potere, risaputo.
L'economia dell'oppio un elemento destabilizzante per
l'Afghanistan, perch perpetua corruzione, potere delle armi,
ingiustizia. Sul terreno per la prospettiva diversa. Prendiamo ad
esempio la provincia di Balkh, nel nord del paese (con capoluogo la
citt di Mazar-i-Sharif): era stata dichiarata libera da oppio nel
2007, ora tornata a produrne. Oppure il Badakhshan, all'estremo
nord-est del paese: qui l'area coltivata a papavero aumentata del
23 per cento anche se, dai dati ufficiali, questa anche la provincia
con la pi alta superficie di eradicazione ( dal 2002 che le
Nazioni unite finanziano gigantesche campagne per eradicare il
papavero e convincere gli agricoltori a coltivare altro).
Una ricerca appena pubblicata dall'istituto Areu (Afghanistan
Research and Evaluation Unit) a Kabul rivela che nel Balkh la
coltivazione dell'oppio concentrata nelle zone pi insicure (cio,
sotto l'influenza e controllo di ribelli armati). Nel Badakhshan
l'oppio non concentrato in zone particolari ma diffuso.

Il fatto che l'oppio rende bene, mentre le alternative
sono pi incerte o comunque non garantiscono lo stesso
reddito. Nel Balkh per esempio l'eradicazione era riuscita anche
perch la situazione economica era migliorata, i raccolti di grano e
altri prodotti rendevano bene ed erano aumentate anche le
possibilit di lavoro non agricolo. Ora invece il prezzo dei prodotti
agricoli tornato a scendere, gli sbocchi di mercato difficili, i costi
di trasporto aumentano perch l'autostrada di Salang quella che
unisce Mazar-i-Sharif a Kabul spesso bloccata. In citt l'edilizia
ha smesso di tirare e gli uomini che scendevano a Mazar-i-Sharif
per cercare lavoro ora restano lungo tempo senza trovare un
ingaggio, e se lo trovano pagato meno.

Tutto riporta all'oppio. In un mercato di villaggio
normale parlarne, anche in presenza di pubblici
ufficiali. Lo sanno tutti: si coltivano mais, patate, grano e anche un
po' di papavero quello che da alla famiglia quel margine che
permette di pagare i debiti o il matrimonio del figlio. Bastano 70
chili di oppio in pani per fare 9.000 dollari come guadagno annuale,
una bella sicurezza. perch gli altri prodotti non hanno
mercato, spiegano degli agricoltori di Lashkar Gah,
nell'Afghanistan orientale, a un reporter della National Public Radio
statunitense. Prima coltivavano cotone che il governo comprava a
buon prezzo (parte integrante dei programmi di eradicazione era
offrire prezzi sovvenzionati per altre colture), ma l'ultimo anno gli
addetti pubblici non si sono presentati a comprare il cotone e loro
hanno deciso di riprendere anche il papavero.

Anche chi ne produce poche decine di chili sa che arrivano
gli intermediari a comprarlo. Arrivano anche i Taleban
per riscuotere la loro tassa, ma che fare? Se non sono loro,
il warlord di turno. Il rischio alto, ma anche la remunerazione. Il
prezzo dell'oppio resta buono: dipende tutto da questo.

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