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Da uomini a santi

23 aprile @ 11.40
FRANCESCA ROMANELLI




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Intra OmnesLa canonizzazione secondo la
Chiesa cattolica, un processo complesso la cui
evoluzione si snoda lungo i secoli.


Due Pontefici saranno in piazza San Pietro il prossimo 27 aprile
nell'occasione, unica nella storia della Chiesa cattolica, della
canonizzazione contemporanea di altri due Papi: Giovanni XXIII e
Giovanni Paolo II. Certo, bisogner vedere se Benedetto XVI
accetter l'invito di Francesco per quella che si annuncia a Roma
come una vera e propria invasione. Centinaia di migliaia (se non di
pi) i pellegrini previsti in arrivo per assistere al grande evento, una
celebrazione che attirer gli sguardi di tutto il mondo anche grazie
alla diretta tv e al web: saranno infatti ben 34 le telecamere puntate
sulla piazza e 9 i satelliti utilizzati per trasmettere la diretta.
I santi sono figure fondamentali per il culto cattolico e per quello
ortodosso, a differenza delle chiese protestanti che spesso non li
contemplano (l'unico santo per la chiesa anglicana il re Carlo I
martirizzato durante la Rivoluzione di Cromwell), quindi non
stupisce che il processo verso la canonizzazione sia particolarmente
complesso e abbia subito una lunga evoluzione attraverso i secoli.
Se, dunque, agli albori della cristianit il titolo santo (cio
santificato) indicava genericamente qualsiasi cristiano, con il
passare del tempo una qualifica che stata riservata a personaggi
che si erano distinti in maniera particolare: in primo luogo i martiri
delle persecuzione e poi i cosiddetti confessori, non martirizzati
ma testimoni della propria fede per tutta la vita. Una visione
piuttosto rigida che ha subito delle modifiche sostanziali soltanto
dopo il Concilio Vaticano II, cominciando ad applicarsi anche a
molte persone la cui la vita poteva avere i crismi della santit anche
se non era stata dedicata esclusivamente alla religione, una svolta
che ha portato alla canonizzazione di molti santi laici.
L'impostazione di un vero e proprio metodo giuridico risale invece
all'alto Medioevo, anche se (fatta eccezione per casi di particolare
importanza) si tratta di forme ancora piuttosto embrionali che
avevano il proprio fulcro a livello locale, poich restava una
prerogativa del vescovo autorizzare il culto dopo un'indagine rapida
e sommaria. La figura del santo, con il passare del tempo, inizia ad
assumere i connotati di intercessore della grazia divina e si lega
sempre di pi al concetto del miracolo, che diventa un elemento
fondamentale per la santificazione (nel frattempo divenuta
un'esclusiva papale tra XII e XIII secolo).
In et moderna, in particolare, sono stati Papi come Sisto V e
Urbano VIII a creare la Congregazione dei riti (antenata della
Congregazione per le cause dei santi) e a definire la differenza tra la
beatificazione, che autorizza di fatto il culto soltanto a livello locale,
e la canonizzazione, che estende la devozione a tutti i fedeli e per la
quale sono necessari due miracoli accertati.
Il procedimento resta tutt'oggi simile, anche se alcune modifiche
sono state apportate con l'introduzione di una Consulta medica per
l'accertamento dei miracoli e con la riforma di Paolo VI del 1969,
che ha portato alla nascita dell'organo specifico della Congregazione
per le cause dei santi.
L'impulso al processo deve provenire dalle persone che hanno
conosciuto il defunto, i cosiddetti attori, tra i quali il postulatore
della causa viene incaricato di presentare la domanda al vescovo
competente, sebbene l'inchiesta non possa essere avviata prima di 5
anni dalla morte (salvo dispense papali particolari come nel caso di
Giovanni Paolo II). La fase successiva prevede una raccolta di
documenti e testimonianze sul defunto (ora servo/a di Dio), fino a
costituire un dossier che sar la base a partire dalla quale un
relatore della causa dovr articolare la propria dimostrazione
ragionata (positio) sulla santit del soggetto esaminato e
sottoporla al Congresso dei teologi. Una sorta di dibattimento
dunque, che prevedeva in origine anche una controparte (avvocato
del diavolo) impegnata nel contrastare il relatore sottolineando gli
elementi negativi, figura che stata eliminata da Giovanni Paolo II.
Per procedere con la beatificazione poi necessario un miracolo
accertato tramite una scrupolosa inchiesta che segue un processo
analogo, se non che la positio deve essere valutata non da teologi
ma da cinque medici, che accertino l'impossibilit di spiegare
scientificamente l'evento in questione (spesso una guarigione
improvvisa a seguito di un'invocazione in preghiera).
Allo stesso modo la certificazione di un secondo miracolo, tramite lo
stesso procedimento, conferisce alla figura sotto esame la definitiva
qualifica di santo.
Questo, in sintesi, il procedimento alla fine del quale Karol Wojtyla
e Angelo Roncalli, tra pochi giorni, entreranno a far parte
dell'elenco dei santi della Chiesa cattolica, anche se si tratta di due
figure che presentano alcune eccezioni. Nel caso di Giovanni Paolo
II, santo a soli 9 anni dalla morte nel 2005, stata concessa una
dispensa speciale da parte di Papa Ratzinger per permettere l'avvio
dell'inchiesta prima dei 5 anni che si dovrebbero attendere dal
momento della scomparsa. Un procedimento a tempo di record,
dunque, per il Papa che i fedeli invocavano da piazza San Pietro
Santo subito!, beatificato nel 2011 e canonizzato il prossimo 27
aprile.
Giovanni XXIII, invece, stato beatificato soltanto nel 2000, ma
la particolarit della sua santificazione risiede nel fatto che Papa
Francesco ha deciso di procedere anche in assenza del secondo
miracolo necessario, motivando la sua decisione con la
testimonianza di vita santa fornita dal Papa buono e anche con la
diffusa fama di segni miracolosi a lui dovuti.
Una netta accelerazione a procedimenti che, in tempi lontani,
potevano richiedere anche parecchi secoli per essere portati a
termine, anche se un'inversione di tendenza in questo senso si era
gi realizzata proprio durante il pontificato di Giovanni Paolo II.
Wojtyla, infatti, proclam oltre 1300 beati e canonizz ben 480
santi, pi di qualsiasi altro Pontefice prima di lui.